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	<title>1927 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/1927/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "1927"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:49:33 +0000</pubDate>

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<item>
<title><![CDATA[lettera n° 40 : 8 agosto 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/27/lettera-n%c2%b0-40-8-agosto-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:08:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto la tua lettera del 28 luglio e la lettera di Giulia. Non avevo ricevuto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto la tua lettera del 28 luglio e la lettera di Giulia. Non avevo ricevuto lettere dopo l&#8217;11 luglio ed ero in grande pena, tanto che ho fatto qualcosa che a te sembrerà una sciocchezza: non te la voglio dire, però, te la dirò quando verrai a colloquio. Mi dispiace che tu ti senta moralmente stanca. Mi dispiace tanto piú, perché sono persuaso di avere contribuito a deprimerti.<br />
Cara Tania, ho sempre un grande timore che tu stia peggio di quanto mi scrivi e che ti possa trovare in qualche imbarazzo. Per causa mia. È questo uno stato d&#8217;animo che niente può distruggere. È radicato in me. Sai che nel passato io ho sempre fatto una vita da orso nella caverna proprio per<br />
questo stato d&#8217;animo: perché non volevo che nessuno fosse legato alle mie traversie. Ho cercato di farmi dimenticare anche dalla mia famiglia, scrivendo a casa il meno possibile. Basta! Vorrei fare qualcosa per farti sorridere almeno. Ti racconterò la storia dei miei passerotti. Devi dunque sapere che ho un passerotto e che ne ho avuto un altro che è morto, credo avvelenato da qualche insetto (una blatta o un millepiedi). Il primo passerotto era molto piú simpatico dell&#8217;attuale. Era molto fiero e di una grande vivacità. L&#8217;attuale è modestissimo, di animo servile e senza iniziativa. Il primo divenne subito padrone della cella. Credo che avesse uno spirito eminentemente goethiano, come ho letto in una biografia a proposito dell&#8217;uomo biografato. Ueber allen Gipfeln. Conquistava tutte le<br />
cime esistenti nella cella e quindi si assideva per qualche minuto ad assaporarne la sublime pace.<br />
Salire sul tappo di una bottiglietta di tamarindo era il suo perpetuo assillo; e perciò una volta cadde in un recipiente pieno dei rifiuti della caffettiera e fu lí lí per affogare. Ciò che mi piaceva in questo passero è che non voleva essere toccato. Si rivoltava ferocemente, con le ali spiegate e beccava la<br />
mano con grande energia. Si era addomesticato, ma senza permettere troppe confidenze. Il curioso è che la sua relativa famigliarità non fu graduale, ma improvvisa. Si muoveva per la cella, ma sempre nell&#8217;estremo opposto a me. Per attirarlo gli offrivo una mosca in una scatoletta di fiammiferi; non la prendeva se non quando io ero lontano. Una volta invece di una, nella scatoletta erano cinque o sei mosche; prima di mangiarle danzò freneticamente intorno per qualche secondo; la<br />
danza fu ripetuta sempre per le mosche numerose. Un mattino, rientrando dal passeggio, mi trovai il passero vicinissimo; non si staccò piú, nel senso che da allora mi stava sempre vicino, guardandomi attentamente e venendo ogni tanto a beccarmi le scarpe per farsi dare qualcosa. Ma<br />
non si lasciò mai prendere in mano senza rivoltarsi e cercare subito di scappare. È morto lentamente, cioè ha avuto un colpo improvviso, di sera, mentre era accovacciato sotto il tavolino, ha strillato proprio come un bambino, ma è morto solo il giorno dopo: era paralizzato dal lato<br />
destro e si trascinava penosamente per mangiare e bere, poi di colpo morí. L&#8217;attuale passero invece è di una domesticità nauseante; vuole essere imboccato, quantunque mangi da sé benissimo; viene<br />
sulla scarpa e si mette nella piega dei calzoni: se avesse le ali intiere volerebbe sul ginocchio; si vede che vuol farlo perché si allunga, freme, poi va sulla scarpa. Penso che morirà anch&#8217;esso, perché ha l&#8217;abitudine di mangiare le capocchie bruciate dei fiammiferi oltre al fatto che il mangiare<br />
sempre pane mollo deve procurare a questi uccellini dei disturbi mortali. Per adesso è abbastanza sano, ma non è vivace; non corre, sta sempre vicino e si è già involontariamente preso alcune pedate. Ed ecco la storia dei miei passerini.<br />
Scriverai tu a Giulia anche per me, è vero? Ho pensato di scriverle direttamente; che te ne pare. Sarebbe lo stesso, ma come fare a scrivere ogni settimana a te e a Giulia separatamente? Tutta la mia corrispondenza sarebbe impegnata; d&#8217;altronde io voglio scrivere a te ogni settimana.<br />
Cara Tania, ti voglio tanto bene e ti abbraccio<br />
Antonio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 39 : 1 agosto 1927 : alla mamma]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/27/lettera-n%c2%b0-39-1-agosto-1927-alla-mamma/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:04:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima mamma, ho ricevuto la tua lettera del 12 luglio e la fotografia dei due bambini di Teresin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima mamma,<br />
ho ricevuto la tua lettera del 12 luglio e la fotografia dei due bambini di Teresina. Hai ricevuto un&#8217;altra mia lettera, nella quale ti scrivevo qualcosa su Nannaro? Se non l&#8217;hai ricevuta, non pensare che ti abbia mandato sue notizie precise, perché neanche io sono riuscito mai ad averne;<br />
cercavo solo di spiegarti le ragioni probabili del silenzio di Nannaro almeno a mio riguardo.<br />
Il gruppo dei due bambini mi pare venuto molto bene, anche se la fotografia non è molto riuscita. Si vede che sono due bei bambini. Nell&#8217;altra fotografia di Franco che mi avevi mandato, il bambino sembrava un vecchietto; era molto magro e senza freschezza. Da un pezzo non ho piú<br />
ricevuto notizie da Giulia; da circa 3 mesi, non so niente né di lei né dei bambini. Mia cognata è sempre all&#8217;ospedale ammalata; penso che proprio in questi giorni le abbiano fatto un&#8217;operazione, perché da 20 giorni non ho sue notizie. Io mi sto abituando a non pensare piú a nulla e a lasciare<br />
andare le cose come vogliono. Abbracci a tutti<br />
Nino</p>
<p>Perché non ti faccia imbrogliare, nel caso, ti avverto che lo scudo d&#8217;argento non vale solo 5 lire, ma oggi vale 20 lire. Quando l&#8217;ho mandato valeva proprio 30 lire circa e da esso si poteva benissimo fare un cucchiaino da bambini.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 38 : 25 luglio 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/27/lettera-n%c2%b0-38-25-luglio-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:02:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto, questa settimana, solo una lettera della Ester. Ieri, domenica, ero pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto, questa settimana, solo una lettera della Ester. Ieri, domenica, ero proprio convinto che saresti venuta al colloquio. Non devi credere, però, carissima, che io mi sia mai irritato perché tu non hai ancora potuto venire a vedermi, e che abbia, in qualsiasi modo, pensato che il ritardo sia stato causato da tua poca diligenza. Mi è sembrato di leggere un qualcosa del genere nella lettera della Ester. No. Sono stato nervoso perché non avevo tue notizie regolarmente e perché le notizie erano vaghe e incerte. Capivo che tu mi scrivessi come mi scrivevi, perché ho visto altre volte come dai poca importanza alla tua salute, ma non capisco come la Ester almeno non capisse di dovermi scrivere con una certa concretezza. Anche adesso capisco poco. Ester mi aveva scritto che tu avevi già subito l&#8217;operazione dell&#8217;appendicite; dalla tua ultima lettera appare<br />
invece che l&#8217;operazione non ha avuto luogo ancora. Questa incertezza devi poi metterla in rapporto al fatto che alla fine di maggio e per quasi tutto giugno io credevo di dover partire per Roma da un giorno all&#8217;altro. Puoi immaginare il mio stato d&#8217;animo in simili condizioni. Qualche momento ero veramente furibondo. Quei «benino», che mi scrivevate, mi facevano da aculeo. Sai, al mio paese si racconta questa storia: — Il governo, attraverso i prefetti, inviò a tutti i Municipi, molto tempo fa,<br />
una circolare dove si domandava a quale distanza dall&#8217;abitato si trovasse il cimitero. Il sindaco rispose la prima volta: «A un tiro di schioppo». Il modulo fu rimandato indietro, con la richiesta di una maggiore precisione e il sindaco precisò: «A un tiro di sasso, lanciato da mano maestra»; il<br />
modulo fu ancora rimandato e il sindaco fu ancora piú preciso: «Una volata di allodola di seconda covata». Non ti pare che tu ed Ester abbiate avuto ed abbiate contro il sistema metrico decimale delle notizie la stessa avversione di quel sindaco?<br />
Carissima Tania, nonostante tutto, mi sento molto colpevole e sono addolorato di avere in tal modo perduto il controllo di me stesso. Ti prego di non trascurare nulla per rimetterti in salute e di fare tutto ciò che alla clinica ritengono sia necessario. Io posso aspettare e aspetterò con molta<br />
pazienza. Ti voglio molto bene<br />
Antonio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlin by Night (1927) &amp; Fred Allen]]></title>
<link>http://gregpoppleton.wordpress.com/2009/11/24/berlin-by-night-1927-fred-allen/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:42:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>gregpoppleton</dc:creator>
<guid>http://gregpoppleton.wordpress.com/2009/11/24/berlin-by-night-1927-fred-allen/</guid>
<description><![CDATA[Phantom Dancer Radio Show Tuesday 17 Nov 12 noon 107.3 2SER-FM Sydney (Sydney is +11 GMT) Sunday 22 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Phantom Dancer Radio Show</p>
<p>Tuesday 17 Nov 12 noon 107.3 2SER-FM Sydney  (Sydney is +11 GMT)<br />
Sunday 22 Nov 6:30am    107.3 2SER-FM Sydney (repeat)</p>
<p>Live streamed over http://www.2ser.com/stream</p>
<p>The Phantom Dancer plays swing, jazz &#38; dance from live 1920s &#8211; 60s radio &#38; TV shows every Tuesday &#38; Sunday&#8230;</p>
<p>This week&#8217;s highlights includes a rare Ralph Flanagan aircheck excerpt from 1949 while Fred Allen asks the question in 1947, &#8220;Sweet or Swing?&#8221; Although not a common name now, Fred Allen was one of the great comedians of the 20th Century, whose work continues to influence comedy on TV and in stand-up. Presented by Greg Poppleton since 1985</p>
<p>You can see the FULL PLAYLIST below or click on the radio page of http://www.gregpoppleton.com where you&#8217;ll ALSO SEE the Phantom Dancer&#8217;s VIDEO OF THE WEEK&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>THIS WEEK&#8217;S VIDEO &#8211; Part 5 of Berlin-Symphony of a City (1927)<br />
A beautiful expressionist silent. Part 5 focuses on Berlin nighlife. See it on the Radio Show page of  http://www.gregpoppleton.com.  Enjoy!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YzZI9bQ0cxA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YzZI9bQ0cxA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<table border="1" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tr>
<td height="58" width="124" bgcolor="#e9efff">
      <b></b>
    </td>
<td height="58" width="115" bgcolor="#e9efff">
<div align="center">
        <b>Play List <br />
          The Phantom Dancer<br />
          </b><br />
        <b> Tuesday </b><br />
          24 November 2009<br />
          12 noon AEST </p>
<p>          <b>Sunday </b><br />
          (repeat) <br />
          29 November 2009<br />
          6:30am AEST<br />
          <i>AEST is +11 Hours GMT</i>
      </div>
</td>
<td height="58" width="107" bgcolor="#e9efff">
      <b></b>
    </td>
</tr>
<tr>
<td height="3" width="124" valign="top">
      <b>Song</b>
    </td>
<td height="3" width="115" valign="top"> <b>Artist</b> </td>
<td height="3" width="107" valign="top">
      <b>Location &#38; Date</b>
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="38">
      Goona Goo
    </td>
<td width="115" height="38">
       Frank Coughlan &#38; his Trocadero Orchestra (voc) Frank Coughlan
    </td>
<td width="107" height="38">
      Comm Rec<br />
        Sydney<br />
        25 May 1937
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="37">
      Theme + The Toreador Song
    </td>
<td width="115" height="37">
       Ralph Flanagan Orchestra
    </td>
<td width="107" height="37">
      &#8216;One Night Stand&#8217;<br />
        Cafe Rouge<br />
        Statler Hotel<br />
        New York<br />
        AFRS Re-broadcast<br />
        26 Sep 1950
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="17">
      Would I Mind?
    </td>
<td width="115" height="17">
       Sammy Kaye<br />
        Orchestra <br />
        (voc) The 3 Kaydettes
    </td>
<td width="107" height="17">
      Hotel Astor Roof<br />
        WABC CBS NY<br />
        27 Aug 1945
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="25">
      Hello Young Lovers + Theme
    </td>
<td width="115" height="25">
       Dick Jurgens <br />
        Orchestra (voc) Ray McIntosh
    </td>
<td width="107" height="25">
      Trocadero Ballroom<br />
        Elitch&#8217;s Gardens <br />
        Denver Co<br />
        Mutual Network<br />
        Jun 1951
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="31">
      Naina Paivina <br />
        (Some of these Days)
    </td>
<td width="115" height="31">
       Eric Lindstrom Kvintetti (voc) Helena Siltale
    </td>
<td width="107" height="31">
      Comm Rec<br />
        Helsinki<br />
        13 Dec 1955
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="25">
      Band Aid
    </td>
<td width="115" height="25">
       Charlie Richards Orchestra
    </td>
<td width="107" height="25">
      &#8216;ABC Dancing Party&#8217;<br />
        Birdland<br />
        WABC ABC NY<br />
        1958
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="23">
      Three Deuces
    </td>
<td width="115" height="23">
       Charlie Spivak Orchestra
    </td>
<td width="107" height="23">
      &#8216;One Night Stand&#8217;<br />
        Palladium Ballroom<br />
        Hollywood Ca<br />
        AFRS Re-broadcast<br />
        1948
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="26">
      Intro + Tenderleaf Tea Ad + Intro
    </td>
<td width="115" height="26">
      Fred Allen + Portland Hoffa
    </td>
<td width="107" height="26">
      &#8216;Fred Allen Show&#8217;<br />
        KFI NBC LA<br />
        26 Oct 1947
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="9">
      Do you Prefer Sweet or Swing?
    </td>
<td width="115" height="9">
      Allen&#8217;s Alley
    </td>
<td width="107" height="9">
      &#8216;Fred Allen Show&#8217;<br />
        KFI NBC LA<br />
        26 Oct 1947
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="2">
      Naughty Angeline + V8 Juice Ad
    </td>
<td width="115" height="2">
      The DeMarcos (voc) Al Goodman Orchestra
    </td>
<td width="107" height="2">
      &#8216;Fred Allen Show&#8217;<br />
        KFI NBC LA<br />
        26 Oct 1947
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="11">
      Let&#8217;s Put Our Heads Together
    </td>
<td width="115" height="11">
      Red Allen Orchestra (voc) Red Allen
    </td>
<td width="107" height="11">
      Comm Rec<br />
        New York<br />
        29 Dec 1936
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="45">
       VIP&#8217;s Boogie + Jam with Sam
    </td>
<td width="115" height="45">
       Duke Ellington Orchestra
    </td>
<td width="107" height="45">
      Blue Note<br />
        WMAQ NBC Chicago<br />
        30 Jul 1952
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="10">
      Honky Tonk Train Blues
    </td>
<td width="115" height="10">
       Meade Lux Lewis (p) with Benny Goodman Orchestra
    </td>
<td width="107" height="10">
      &#8216;Camel Caravan&#8217;<br />
        WABC CBS NY<br />
        3 Jan 1939
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="2">
      I Never Knew
    </td>
<td width="115" height="2">
       Louis Armstrong Orchestra (voc) Louis Armstrong
    </td>
<td width="107" height="2">
      &#8216;Spotlight Bands&#8217;<br />
        Dallas Tx<br />
        Mutual<br />
        17 Aug 1943
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="2">
      I Can&#8217;t Believe That You&#8217;re in Love With Me
    </td>
<td width="115" height="2">
       Teddy Wilson Orchestra
    </td>
<td width="107" height="2">
      Comm Rec<br />
        New York<br />
        17 Dec 1937
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="39">
      Poor Girl
    </td>
<td width="115" height="39">
       Ozzie Nelson Orchestra
    </td>
<td width="107" height="39">
      Blackhawk Restaurant<br />
        WMAQ NBC Red<br />
        Chicago<br />
        24 Mar 1940
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="27">
      Nagasaki
    </td>
<td width="115" height="27">
       Claude Hopkins &#38; his Cotton Club Orchestra
    </td>
<td width="107" height="27">
      Radio Transcription<br />
        New York<br />
        18 Oct 1935
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="65">
      Theme (Tuxedo Junction) + Where Did You Learn to Love?
    </td>
<td width="115" height="65">
       Erskine Hawkins Orchestra
    </td>
<td width="107" height="65">
      &#8216;One Night Stand&#8217;<br />
        Blue Room<br />
        Hotel Lincoln NY<br />
        AFRS Re-broadcast<br />
        1 May 1946
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="14">
      Tuxedo Junction
    </td>
<td width="115" height="14">
       Glenn Miller Orchestra
    </td>
<td width="107" height="14">
      &#8216;German Army Hour&#8217;<br />
        ABSIE (American Broadcasting Station in Europe)<br />
        London<br />
        6 Nov 1944</p>
</td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="39">
      Lover
    </td>
<td width="115" height="39">
       Dorsey Brother&#8217;s Orchestra
    </td>
<td width="107" height="39">
      Cafe Rouge<br />
        Statler Hotel<br />
        WRCA NBC NY<br />
        Dec 1955
    </td>
</tr>
<tr valign="top" bgcolor="#FFFFFF">
<td width="124" height="110">
      Carioca
    </td>
<td width="115" height="110">
       Les Brown Orchestra
    </td>
<td width="107" height="110">
      Radio Transcription<br />
        New York<br />
        Sep 1949</p>
</td>
</tr>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PANFLETOS DE RAÚL PROENÇA (1)]]></title>
<link>http://ephemerajpp.wordpress.com/2009/11/22/panfletos-de-raul-proenca-1/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 22:46:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>JPP</dc:creator>
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<description><![CDATA[Existem em arquivo alguns dos originais dos panfletos de Raul Proença que foram reunidos em livro ed]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Existem em arquivo alguns dos originais dos panfletos de Raul Proença que foram reunidos em livro editado clandestinamente nos primeiros anos do Estado Novo (que igualmente existe).</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://ephemerajpp.wordpress.com/files/2009/11/document-127.jpg"><img class="size-full wp-image-10842 aligncenter" title="Document (127)" src="http://ephemerajpp.wordpress.com/files/2009/11/document-127.jpg" alt="" width="500" height="688" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 37 : 18 luglio 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/21/lettera-n%c2%b0-37-18-luglio-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:08:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto la tua lettera dell&#8217;11. Non ti ho scritto prima direttamente, per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto la tua lettera dell&#8217;11. Non ti ho scritto prima direttamente, perché non sapevo il tuo indirizzo preciso. Ma io pensavo che la Ester ti mostrasse sempre le mie lettere che erano scritte specialmente per te. Cara Tania, certo immagini quanto dolore abbia sentito e senta per tutto questo<br />
trambusto di malattie in cui ti sei trovata per causa mia. Io non ne capisco nulla ma a certe parole che ronzano come mosconi, penso che si tratti di cose molto complicate. Che tu sia già potuta uscire dall&#8217;ospedale, mi ha molto consolato. Sai da che cosa era specialmente determinato il mio<br />
nervosismo? Dal non sapere nulla di concreto e dal pensare che mentre tu eri a Milano ammalata io potevo, da un giorno all&#8217;altro, essere messo in traduzione per Roma, senza averti visto. Devo restituire la penna e perciò devo smettere. Ti abbraccio teneramente, con la speranza di vederti tra<br />
breve.<br />
Antoni</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 36 : 4 luglio 1927 : a Giuseppe Berti]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/21/161/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:04:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Caro Berti, ho ricevuto la tua lettera del 20 giugno* . Ti ringrazio di avermi scritto. Non so se Ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Caro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Berti" target="_blank">Berti</a>,<br />
ho ricevuto la tua lettera del 20 giugno* . Ti ringrazio di avermi scritto. Non so se Ventura ha ricevuto le mie numerose lettere, perché da Ustica non ricevo corrispondenza da un bel pezzo. In questo momento attraverso un certo periodo di stanchezza morale, in relazione ad avvenimenti di<br />
carattere famigliare. Sono molto nervoso e irascibile; non riesco a concentrarmi su nessun argomento, anche se interessante, come quello trattato nella tua lettera. D&#8217;altronde ho perduto ogni contatto col vostro ambiente e non so immaginare quale sia il carattere delle trasformazioni<br />
avvenute nella media dei confinati. Una delle attività piú importanti, secondo me, da svolgere da parte del corpo insegnante sarebbe quella di registrare, sviluppare e coordinare le esperienze e le osservazioni pedagogiche e didattiche; da questo ininterrotto lavoro solo può nascere il tipo di scuola e il tipo di insegnante che l&#8217;ambiente richiede. Che bel libro si potrebbe fare, e quanto utile, su queste esperienze. Poiché tale è la mia opinione, mi è difficile darti dei consigli e tanto meno scodellarti, come tu dici, una serie di idee «geniali». Penso che la genialità debba essere mandata<br />
nel «fosso» e debba invece essere applicato il metodo delle esperienze piú minuziose e dell&#8217;autocritica piú spassionata o obiettiva. Caro Berti, non pensare che io voglia scoraggiarti o aumentare il turbamento che già esiste in te, come mi scrivi. Io penso, cosí all&#8217;ingrosso, che la scuola dovrebbe essere in tre gradi (fondamentali, perché ogni grado potrebbe essere diviso in corsi): il terzo grado dovrebbe essere quello degli insegnanti o equiparati, e funzionare piuttosto come circolo che come scuola in senso comune. Ogni componente, cioè, dovrebbe dare un suo contributo come conferenziere o relatore su determinati argomenti scientifici, storici o filosofici,<br />
ma specialmente didattici e pedagogici. Per il corso di filosofia io penso, cosí, sempre all&#8217;ingrosso, che l&#8217;esposizione storica dovrebbe essere riassuntiva e si dovrebbe invece insistere su un sistema filosofico concreto, quello hegeliano, sviscerandolo e criticandolo in tutti i suoi aspetti. Farei invece un corso di logica, direi persino coi barbara, baralipton, ecc., e di dialettica. Ma di tutto questo potremo ancora parlare, se tu mi scriverai ancora.<br />
Caro Berti, salutami tutti gli amici e credimi cordialmente tuo<br />
Antonio</p>
<p><em>* Ustica 20. VI. 927<br />
Caro Antonio,<br />
tre mesi fa sono stato trasferito qui da Pantelleria. Già saprai come questa colonia è molto cambiata non fosse altro perché è sei volte piú numerosa di quando tu eri qui. L&#8217;attività educativa dei confinati è andata perciò<br />
intensificandosi e allargandosi e un simile aumento quantitativo ha anche influito sulla sua qualità. I corsi sono numerosissimi e frequentati: si fa quel che si può nella maniera migliore possibile.<br />
Da un paio di mesi mi hanno tirato fuori dei ranghi e mi hanno incaricato particolarmente del corso di storia della filosofia e di quello di storia. La cosa, da parecchi punti di vista, non mi ha fatto piacere.<br />
Tu sai ch&#8217;io sono meridionale e napoletano per giunta. A questo (ed a questo soltanto) io attribuisco una mia spiccata tendenza — passata, oso sperare — ad occuparmi di cose che non conosco a fondo con una certa parlantina e<br />
non senza sussiego. Questa tendenza mi ha dato per il passato alcuni dispiacerucci, sussistendone ancora vivo il ricordo frammisto ad un certo rimorso, mi hanno messo addosso un certo scrupolo che mi rende esitante e dubbioso dinanzi ad ogni questione che per poco si presenti come contradittoria (che è quanto dire dinanzi ad ogni questione possibile).<br />
Immagina, dunque, con che animo ho cominciato a far scuola in materie in cui mi sento appena appena degno di essere io stesso scolaro. Ma se io non avessi accettato il peso di questo incarico sarebbe andato a finire sulle spalle<br />
del prof. Parri del Corriere della sera o sul prof. Rosselli del Quarto Stato e per non dar loro questo incomodo ho dovuto accettare.<br />
Per fortuna non sono solo. Il corso di storia della filosofia è preparato in collaborazione con Amadeo, con Mauro e con altri eccellenti amici. Procediamo cosí normalmente: io od Amadeo facciamo una relazione su di un determinato argomento, ad esempio, «Parmenide e la matematica dei pitagorici», indi si discute, indi poi io m&#8217;incarico di vergare il testo definitivo della lezione in forma di dispensa per iscritto. Finora abbiamo fatto sei dispense: tutta la filosofia naturalistica greca (i presocratici). Abbiamo trattato gli argomenti seguenti: 1° Delucidazioni preliminari sul<br />
metodo 2° I Milesi 3° I pitagorici 4° Gli Eleati 5° I dialettici 6° Grandezza e decadenza della filosofia materialistica (Gli atomisti).<br />
Se a te è permesso d&#8217;occuparti di filosofia io ti spedirei volentieri le sei dispense, che, naturalmente, sono semplici appunti fatti senza pretese. Tu, poi, dovresti restituirli. Pel primo argomento ci siamo serviti degli scritti di<br />
filosofia del prof. Antonio Labriola e di alcuni elementi della famosa polemica fatta contro le teorie del prof. Dühring.<br />
Naturalmente abbiamo fissato negli appunti soltanto quel tanto di elementi fondamentalissimi ch&#8217;erano necessari. Poi, diviso il corso in piú gruppi, in cinque o sei lezioni ci siamo soffermati spiegando. Oltre a questo abbiamo dato nel corso allo studio della dialettica il posto che meritava. Abbiamo perciò fatto leva su Empedocle ed Eraclito (di cui abbiamo i frammenti e di cui Hegel ha potuto dire che non vi era parte della sua filosofia ch&#8217;egli non avesse incluso nella sua logica). Fonti del corso: i testi di storia del Fiorentino, del De Ruggiero, del Windelband, del Weber, e qualche raccolta di frammenti originali. La terza dispensa l&#8217;abbiamo scritta insieme con Amadeo, la quarta è del tutto fatica personale di Amadeo, le altre, dopo le opportune modificazioni collettive, sono state fatte da me.<br />
Finito il periodo della filosofia naturalistica entriamo in un periodo che presenta particolari difficoltà. È il periodo in cui l&#8217;osservazione si sposta decisamente dal campo naturalistico e si concentra sui fatti dell&#8217;uomo come<br />
individuo e come convivente in una determinata società. È il periodo del rapido dissolvimento della polis, e la filosofia dell&#8217;epoca riflette tutta la complicata crisi della vita Ateniese.<br />
Questo periodo lo cominceremo con un corso di storia greca (abbiamo E. Ciccotti e forse avremo Curtius) breve, s&#8217;intende e avremo, come bussola, il libro di Antonio Labriola su Socrate. Non è molto ma è parecchio e se non<br />
riusciremo a fare cosa decente sarà per nostra ignoranza.<br />
A questo punto hai ben capito che ti scrivo a scopo di avere in generale e in particolare consigli. Indicaci libri, materiali e dacci qualche idea geniale, ché qui c&#8217;è carestia.<br />
Gli allievi di filosofia son circa settanta. Fra essi c&#8217;è il vecchio Sorgoni di Ancona, Bentivoglio di Molinella, Ciccotti Scozzese junior, Jora e poi tutti noi e ancora tanti altri.<br />
Tutti studiamo assai volentieri. Del corso di storia in un&#8217;altra lettera.<br />
Affettuosamente tuo<br />
Berti<br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prospecting For Gold]]></title>
<link>http://yesteryearsnews.wordpress.com/2009/11/20/prospecting-for-gold/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:35:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>mrstkdsd</dc:creator>
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<description><![CDATA[High Lights of History -  By J. Carroll Mansfield Quest For Fortune Rocking the Cradle Pay Dirt Gold]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>High Lights of History</strong> -  By J. Carroll Mansfield</p>
<div id="attachment_2348" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg1.jpg"><img class="size-full wp-image-2348" title="PFG1" src="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg1.jpg" alt="Quest For Fortune" width="450" height="506" /></a><p class="wp-caption-text">Quest For Fortune</p></div>
<div id="attachment_2349" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg2.jpg"><img class="size-full wp-image-2349" title="PFG2" src="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg2.jpg" alt="Rocking the Cradle" width="450" height="530" /></a><p class="wp-caption-text">Rocking the Cradle</p></div>
<div id="attachment_2350" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg3.jpg"><img class="size-full wp-image-2350" title="PFG3" src="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg3.jpg" alt="Pay Dirt" width="450" height="525" /></a><p class="wp-caption-text">Pay Dirt</p></div>
<div id="attachment_2351" class="wp-caption aligncenter" style="width: 459px"><a href="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg4.jpg"><img class="size-full wp-image-2351" title="PFG4" src="http://yesteryearsnews.wordpress.com/files/2009/10/pfg4.jpg" alt="Gold as Money" width="449" height="510" /></a><p class="wp-caption-text">Gold as Money</p></div>
<p>Davenport Democrat and Leader (Davenport, Iowa) Aug 1, 1927</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n°35 : 27 giugno 1927 : alla mamma]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/20/lettera-n%c2%b035-27-giugno-1927-alla-mamma/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:48:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima mamma, ho ricevuto la tua lettera del 2 con la fotografia di Mea. La tua precedente letter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima mamma,<br />
ho ricevuto la tua lettera del 2 con la fotografia di Mea. La tua precedente lettera l&#8217;avevo poi ricevuta e ad essa ho anche risposto. Le mie notizie sono sempre le stesse; la salute è abbastanza buona e tiro avanti. In queste ultime settimane ho avuto un grosso dispiacere; è venuta da Roma a<br />
Milano mia cognata Tatiana per visitarmi, ma è caduta ammalata e dal 14 maggio si trova in un ospedale, senza ancora essere potuta venire a vedermi. Spero che adesso stia bene (cosí mi scrive, almeno) e che fra giorni mi farà una visita.<br />
La fotografia di Mea non mi piace. Sai a cosa pensavo? Che lo scudo d&#8217;argento che avevo mandato per farle un cucchiaino, tu l&#8217;hai conservato e glielo hai messo nel salvadanaio o alla posta.<br />
Mi pare di vedere nella faccia di questa bambina i lineamenti potenziali di una beghina che dà il denaro in prestito al 40 per cento d&#8217;interesse. Mi pare che tutti insieme, tu, Grazietta e Teresina avete rovinato Edmea. Non dimenticherò mai che la prima volta che Mea venne a spasso con me,<br />
avendole chiesto se voleva i cioccolattini, mi rispose di darle i soldi che li avrebbe messi alla posta.<br />
Ti pare un bel modo questo di educare i bambini? Io mi domando perché una ragazza educata cosí possa sentire ripugnanza a prostituirsi; se le avete insegnato che il denaro vale per se stesso e non per i servizi che può procurare? Io desidero proprio che Mea abbia un cucchiaino e non uno scudo, devi scrivermi se hai fatto ciò.<br />
Vorrei che tu mi mandassi, sai che cosa? La predica di fra&#8217; Antiogu a su populu de Masuddas. Ad Oristano si potrà comprare, perché ultimamente l&#8217;aveva ristampata Patrizio Carta nella sua famosa tipografia. Poiché ho tanto tempo da perdere, voglio comporre sullo stesso stile un<br />
poema dove farò entrare tutti gli illustri personaggi che ho conosciuto da bambino: tiu Remundu Gana con Ganosu e Ganolla, maistru Andriolu e tiu Millanu, tiu Micheli Bobboi, tiu Iscorza alluttu, Pippetto, Corroncu, Santu Jacu zilighertari ecc. ecc. Mi divertirò molto e poi reciterò il poema ai<br />
bambini, fra qualche anno. Penso che adesso il mondo si è incivilito e le scene che abbiamo visto noi da bambini ora non si vedono piú. Ti ricordi quella mendicante di Mogoro che ci aveva promesso di venirci a prendere con due cavalli bianchi e due cavalli neri per andare a scoprire il<br />
tesoro difeso dalla musca maghedda e che noi l&#8217;abbiamo attesa per mesi e mesi? Adesso i bambini non credono piú a queste storie e perciò è bene cantarle; se ci trovassimo con Mario potremmo rifare una gara poetica! Mi sono ricordato di tiu Iscorza alluttu, come pudicamente diceva zia<br />
Grazia: vive ancora? ti ricordi quanto ci faceva ridere col suo cavallo che aveva la coda solo la domenica? Hai visto quante cose ricordo? Scommetto che sono riuscito a farti ridere. Saluta affettuosamente tutti. Ti abbraccio teneramente<br />
Nino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 34 : 6 giugno 1927 : alla mamma]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/20/lettera-n%c2%b0-34-6-giugno-1927-alla-mamma/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:42:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima mamma, ho ricevuto la tua lettera del 23 maggio. Ti ringrazio perché mi hai scritto a lung]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima mamma,<br />
ho ricevuto la tua lettera del 23 maggio. Ti ringrazio perché mi hai scritto a lungo e mi hai mandato tante notizie interessanti. Dovresti sempre scrivermi cosí e mandarmi sempre tante notizie sulla vita locale anche se a te non sembrano di grande significato. Per esempio: mi scrivi che a<br />
Ghilarza aggregheranno altri 8 comuni; intanto quali sono? E poi: che significato ha questa aggregazione e quali conseguenze? Ci sarà un solo podestà, e una condotta municipale, ma le scuole, per esempio, come saranno organizzate? Lasceranno in ogni attuale comune le prime scuole<br />
elementari, oppure i bambini di Narbello o di Domusnovas dovranno ogni giorno venire a Ghilarza anche per la prima classe? Metteranno un dazio comunale unico? Le imposte che i ghilarzesi proprietari di terra in tutti questi comuni pagheranno saranno spese nelle singole frazioni o saranno<br />
spese per abbellire Ghilarza? Questa è la questione principale, mi pare, perché nel passato il bilancio comunale di Ghilarza era poverissimo perché i suoi abitanti possedevano nel territorio dei comuni vicini e a<br />
questi pagavano la maggior parte delle imposte locali. Ecco di che cosa devi scrivermi invece di pensare sempre alla mia posizione critica, triste ecc. ecc. Io vorrei rassicurarti da questo punto di vista. Intendiamoci: non che io creda la mia posizione molto brillante. Ma tu sai che ogni cosa ha un valore anche secondo il nostro modo di vederla e di sentirla. Ora, io sono molto tranquillo e vedo tutto con una grande calma e una grande fiducia, non per gli avvenimenti immediati che mi riguardano, ma per il mio avvenire ulteriore; sono persuaso, come ho già scritto a Teresina, che non dovrò star sempre a marcire in prigione; io credo, cosí a lume di naso, che starò dentro non piú di tre anni, anche se mi condannassero, mettiamo, a 20 anni. Vedi che ti scrivo con la massima sincerità, senza cercare di crearti nessuna illusione, penso che solo cosí anche tu sarai forte e avrai pazienza. Devi poi essere assolutamente tranquilla per ciò che riguarda le mie condizioni di forza morale e anche di salute fisica. Per la forza morale un po&#8217; mi conosci. Ricordi quella volta (ma forse<br />
non te l&#8217;abbiamo mai detto allora) che abbiamo fatto una scommessa tra ragazzi a chi resisteva di piú a darsi dei colpi di pietra sulle dita fino a fare uscire una goccia di sangue dai polpastrelli.<br />
Adesso non sarei forse piú capace di resistere a queste prove barbariche, ma certamente sono diventato anche piú capace di resistere ai colpi di martello sulla testa che gli avvenimenti mi hanno vibrato e ancora mi vibreranno. Pensa che su per giú da dieci anni mi trovo in un ambiente di lotta e che mi sono sufficientemente temprato; avrei potuto essere ucciso una dozzina di volte, e invece mi trovo ancora vivo: è già un punto di guadagno incalcolabile. D&#8217;altronde sono stato anche felice per qualche tempo; ho due bellissimi bambini che certamente vengono allevati e crescono come piace a me e che diventeranno due uomini energici e forti. Dunque sono tranquillo e calmo e non ho proprio bisogno né di compassione né di conforto. E anche fisicamente sto abbastanza bene. In<br />
questi sei mesi ne ho viste e ne ho passate di tutti i colori e ho scoperto che anche fisicamente sono molto, molto piú forte di quanto io stesso pensassi. Sono sicuro di poter resistere anche in avvenire<br />
e sono sicurissimo perciò di riabbracciarti e di vederti contenta.<br />
Di tanto in tanto ho nostalgia di Giulia e dei nostri figli e so che stanno bene. Sono certo che i bambini sono allevati anche con troppe comodità e  cure: la mamma, i nonni, le zie, si priverebbero del pane per non far mancare loro i biscotti e i bei vestitini. Di Nannaro non sono<br />
riuscito a saper niente di preciso, mai: sapevo solo che viveva a Parigi, che lavorava, ma non di piú. Nannaro è molto matto e strano e credo che proprio lui non abbia voluto farmi sapere nulla di sé,<br />
perché forse pensava che io fossi molto in collera con lui perché aveva riscosso il mio stipendio per 5 o 6 mesi senza farmene sapere nulla, mentre io ero ammalato in un sanatorio. Penso cosí io, almeno; e perciò credo che sia pazzo. Io sapevo in che stato era, come era stato ferito per causa mia e non avrei neanche pensato a rimproverarlo o a domandargli un soldo.<br />
Cara mamma, sta forte e tranquilla e non essere troppo feroce con gli abbasantesi. Ti abbraccio affettuosamente<br />
Nino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 33 : 23 maggio 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/20/lettera-n%c2%b0-33-23-maggio-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:32:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
<guid>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/20/lettera-n%c2%b0-33-23-maggio-1927-a-tatiana/</guid>
<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto la settimana scorsa una tua cartolina e una tua lettera insieme alla le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto la settimana scorsa una tua cartolina e una tua lettera insieme alla lettera di Giulia.<br />
Voglio rassicurarti per ciò che riguarda la mia salute: sto abbastanza bene, proprio sul serio. In questa ultima settimana mangio poi con una diligenza che sorprende me stesso: sono riuscito a farmi mandare il cibo quasi del tutto come piace a me e credo di essere persino ingrassato. Inoltre<br />
da qualche tempo dedico un po&#8217; di tempo, tanto al mattino come al pomeriggio, alla ginnastica; ginnastica da camera, che non credo sia molto razionale, ma che tuttavia mi giova moltissimo, secondo la mia impressione. Faccio cosí: cerco di fare dei movimenti che diano impulso a tutti gli arti e a tutti i muscoli, ordinatamente e cercando ogni settimana di aumentare di qualche unità il numero dei movimenti; che ciò sia utile è dimostrato, secondo me, dal fatto che nei primi giorni mi sentivo tutto indolenzito e non potevo fare un certo movimento se non pochissime volte, mentre adesso sono già riuscito a triplicare il numero dei movimenti senza risentire nessuna noia. Credo che questa innovazione mi abbia giovato anche psicologicamente, distraendomi specialmente dalle<br />
letture troppo insulse e fatte solo per ammazzare il tempo. Non devi neanche credere che io studii troppo. Un vero e proprio studio credo che mi sia impossibile, per tante ragioni, non solo psicologiche, ma anche tecniche; mi è molto difficile abbandonarmi completamente a un<br />
argomento o a una materia e sprofondarmi solo in essa, proprio come si fa quando si studia sul serio, in modo da cogliere tutti i rapporti possibili e connetterli armonicamente. Qualche cosa in tal senso forse incomincia ad avvenire per lo studio delle lingue, che cerco di fare sistematicamente,<br />
cioè non trascurando nessun elemento grammaticale, come non avevo mai fatto sinora, poiché mi ero accontentato di sapere quanto bastava per parlare e specialmente per leggere. Perciò finora non ti ho scritto di mandarmi nessun dizionario: il dizionario tedesco del Kohler che mi avevi mandato ad Ustica è stato perduto dai miei amici di colà; ti scriverò di mandarmi l&#8217;altro dizionario, quello sistema Langescheid, quando avrò studiato tutta la grammatica; allora ti scriverò di mandarmi anche i Gespräche di Goethe con Eckermann, per farvi su delle analisi di sintassi e di stile e non solo per leggerli; ora leggo le novelline dei fratelli Grimm che sono elementarissime. Sono proprio deciso a fare dello studio delle lingue la mia occupazione predominante; voglio sistematicamente riprendere, dopo il tedesco e il russo, l&#8217;inglese, lo spagnolo e il portoghese che avevo studiacchiato negli anni scorsi; inoltre il rumeno, che avevo studiato all&#8217;università solo nella sua parte neolatina e che ora penso di poter studiare completamente, cioè anche per la parte slava del suo dizionario (che poi è piú del 50% del vocabolario rumeno). Come vedi, tutto ciò dimostra che sono completamente tranquillo anche psicologicamente; infatti non soffro piú di nervosismo e di accessi di sorda collera<br />
come nei primi tempi; sono acclimatato e il tempo mi scorre abbastanza in fretta; lo calcolo a settimane e non a giorni e il lunedí è il punto di riferimento, perché scrivo e mi faccio la barba, operazioni eminentemente topiche.<br />
Ti voglio fare un catalogo della mia biblioteca permanente, cioè dei libri di mia proprietà, che scorro continuamente e che cerco di studiare. Vediamo. Il Corso di Scienza delle Finanze dell&#8217;Einaudi, ecco un solido libro da digerire sistematicamente. Di finanza ho ancora: Gli ordinamenti finanziari italiani, raccolta di lezioni fatte all&#8217;Università di Roma da tecnici<br />
dell&#8217;amministrazione statale; ottimo libro e di grande interesse. Una Storia dell&#8217;Inflazione, scritta dal Lewinsohn, molto interessante, sebbene di tipo giornalistico. Un libro sulla Stabilizzazione monetaria nel Belgio scritto dal ministro Frank. Di economia non ho nessun testo: avevo ad Ustica<br />
quello ottimo del Marshall, ma i miei amici se lo sono trattenuto loro. Ho però le Prospettive economiche del Mortara per il 1927; l&#8217;Inchiesta Agraria di Stefano Jacini; il libro di Ford Oggi e domani che mi diverte assai, perché Ford, se è un grande industriale, mi pare assai comico come<br />
teorizzatore; il libro del Prato sulla struttura economica del Piemonte e di Torino e un fascicolo degli «Annali di Economia» con una ricerca molto diligente sulla struttura economica del Vercellese (zona del riso italiano) e una serie di conferenze sulla situazione economica inglese (c&#8217;è anche una conferenza del Loria). Di storia ho pochissimo e cosí di letteratura: un libro di Gioacchino Volpe sugli ultimi 50 anni di storia italiana, di attualità però, di carattere piuttosto polemico, La storia della lett. ital. e i Saggi critici del De Sanctis. Quelli che avevo ad Ustica li ho dovuti lasciare agli amici di colà, che si trovavano anche loro a mal partito.<br />
Ti ho voluto scrivere tutto questo perché mi pare sia il mezzo migliore perché tanto tu quanto Giulia vi facciate un&#8217;idea almeno approssimativa della mia vita e del corso ordinario dei miei pensieri. D&#8217;altronde non dovete pensare che sia completamente solo e isolato; ogni giorno, in<br />
un modo o nell&#8217;altro, c&#8217;è qualche movimento. Al mattino c&#8217;è il passeggio; quando mi capita una buona posizione di cortiletto, osservo le facce di quelli che vanno e vengono ad occupare gli altri cortiletti. Poi vendono i giornali permessi a tutti i detenuti. Al ritorno in cella, mi portano i giornali politici di cui mi è concessa la lettura; poi c&#8217;è la spesa, poi portano la spesa fatta il giorno prima, poi portano la colazione ecc. ecc. Insomma si vedono continuamente delle faccie nuove, ognuna delle quali nasconde una personalità da indovinare. D&#8217;altronde, potrei, rinunziando alla lettura dei giornali politici, stare in compagnia di altri detenuti per 4 o 5 ore al giorno. Ci ho pensato un po&#8217;, ma poi mi sono deciso a star solo mantenendo la lettura dei giornali; una compagnia occasionale mi<br />
divertirebbe per qualche giorno, forse per qualche settimana, ma poi, con ogni probabilità, non riuscirebbe a sostituire la lettura dei giornali. Cosa ve ne pare? O forse la compagnia, in sé e per sé, vi pare un elemento psicologico da apprezzare di piú? Tania, come medichessa, devi darmi tu un consiglio proprio tecnico, poiché è possibile che io non sia in grado di giudicare con la oggettività che forse sarebbe necessaria.<br />
Ecco dunque la struttura generale della mia vita e dei miei pensieri. Non voglio parlare dei miei pensieri in quanto sono diretti a voi tutti e ai bambini: questa parte dovete immaginarla, e credo che la sentiate.<br />
Cara Tania, nella tua cartolina mi parli ancora della tua venuta a Milano e della possibilità che ci vediamo a colloquio. Sarà proprio da vero questa volta? Sai che oramai da piú di sei mesi non vedo nessun familiare? Questa volta ti aspetto sul serio. Abbracci.<br />
Antonio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 32 : 23 maggio 1927 : alla mamma]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/20/lettera-n%c2%b0-32-23-maggio-1927-alla-mamma/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:26:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima mamma, da qualche tempo non ricevo tue lettere e notizie di casa. Ho scritto a Teresina, m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima mamma,<br />
da qualche tempo non ricevo tue lettere e notizie di casa. Ho scritto a Teresina, ma essa non mi ha risposto. Cosí in tutto questo tempo non mi avete mai scritto nulla su Grazietta e sulle sue condizioni di salute.<br />
Io sto abbastanza bene; la mia vita scorre sempre uguale. Leggo, mangio, dormo e cosí ogni giorno. Attendo sempre della corrispondenza, ma ne ricevo ben poca. Perché non mi fai scrivere almeno da Carlo? Possibile che i suoi affari lo assorbano tanto da impedirgli di scrivermi di tanto in<br />
tanto? Vorrei inoltre avere l&#8217;indirizzo preciso di Mario; dal 1921 non ho piú avuto rapporti con lui, ma ora ho saputo che si è occupato di me e perciò vorrei scrivergli per ringraziarlo. Scrivimi tutto ciò che lo riguarda, in modo che dalle mie lettere non appaia che io proprio non mi sono occupato di lui in tutti questi anni: quanti figli ha e come si chiamano? ecc. ecc.<br />
Abbraccia tutti di casa e tira delicatamente le orecchie a Carlo e a Teresina. Un abbraccio affettuoso a te<br />
Nino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 31 : 2 maggio 1927 : a Giulia]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/17/lettera-n%c2%b0-31-2-maggio-1927-a-giulia/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Giulia, credo sia piú salutare per la mia corrispondenza il non mantenere la promessa che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Giulia,<br />
credo sia piú salutare per la mia corrispondenza il non mantenere la promessa che ti avevo fatto di descriverti almeno la parte positiva della mia avventura. Ciò mi dispiace enormemente, credi, perché ho sempre l&#8217;ossessione di essere per essere ridotto ad una epistolografia convenzionale e, ciò che è il peggio del convenzionalismo, ad una epistolografia convenzionalmente carceraria.<br />
Avrei avuto tante piccole storie da raccontarti! Tania ti ha riferito la storia dell&#8217;arresto del maiale?<br />
Forse no, perché Tania non ci ha creduto; ha creduto che fosse una mia pura invenzione per tenerla allegra e farla sorridere. Del resto, anche tu non crederai molto a queste storie (occhiali verdi ecc.) che invece sono belle appunto perché sono vere (realmente vere): non hai voluto credere neppure alla storia degli aeroplani che prendono gli uccelli col vischio e alla teoria del Loria in proposito, sebbene ci fosse la rivista con l&#8217;articolo del Loria come pezza giustificativa. Come farti sapere il mio modo di vivere e di pensare? Una gran parte della mia esistenza puoi immaginarla da te; per esempio che penso molto a te e a tutti voi. La mia vita fisica è facilmente immaginabile lo stesso.<br />
Leggo molto: in questi tre mesi ho letto 82 libri della Biblioteca del carcere, i piú bizzarri e stravaganti (la possibilità di scelta è piccolissima); ho poi una certa quantità di libri miei, un po&#8217; piú omogenei, che leggo con piú attenzione e metodo. Inoltre leggo cinque giornali al giorno e qualche<br />
rivista. Ancora: studio il tedesco e il russo e imparo a memoria nel testo una novella di Puškin, la Signorina-contadina. Ma, in verità, mi sono accorto che, proprio al contrario di quanto avevo sempre pensato, in carcere si studia male, per tante ragioni, tecniche e psicologiche.<br />
Ho ricevuto, la settimana scorsa, la tua lettera del 15 III. Attendo con molta ansia le tue lettere e sono molto felice quando le ricevo. Vorrei che tu potessi trovare il tempo di descrivermi la tua vita e la vita di Delio, specialmente. Ma immagino quanto devi essere sempre occupata. Quante<br />
cose vorrei sapere.<br />
Sai, quando ho ricevuto questa tua lettera, dove parli del famoso Atlante, avevo solo qualche giorno prima restituito alla Biblioteca il Guerrin Meschino, un popolarissimo romanzo cavalleresco italiano, molto letto dai contadini ecc., meridionali specialmente; avrei voluto<br />
trascrivere qualche pezzo geografico contenuto nel romanzo, dei più spassosi (la Sicilia è messa nelle terre polari, per esempio) per rassicurarti che c&#8217;è stato qualcuno che conosceva la geografia anche meno di te; non parliamo della storia, perché in tal caso bisognerebbe citare il sullodato prof. Loria, il quale in una conversazione parlava in modo da dimostrare di credere che al tempo di Giulio Cesare esisteva Venezia e a Venezia si parlava come adesso («il dolce dialetto della Laguna» secondo la sua immaginifera improntitudine). Cara, cerco di scriverti il piú a lungo che<br />
posso, di cose che credo non faranno fermare la lettera: perciò ti devo infastidire con simili stupidaggini. Ti abbraccio forte forte<br />
Antonio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 30 : 2 maggio 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/17/lettera-n%c2%b0-30-2-maggio-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:22:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto insieme una tua cartolina del 15 aprile e una lettera di Giulia, spedit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto insieme una tua cartolina del 15 aprile e una lettera di Giulia, spedita da te il 20; ho ricevuto inoltre una tua cartolina del 26 aprile, nella quale accenni a un tuo scritto che non ho ricevuto. Era forse contenuto nella busta che conteneva la lettera di Giulia? O si tratta di altra busta<br />
che conteneva oltre al tuo scritto anche qualche scritto di Giulia? O era solo una cartolina? Credi che la corrispondenza mi preme molto: è il solo legame che mi unisce al mondo ed è ciò che rompe di tanto in tanto la mia segregazione e il mio isolamento. Vorrei che tu numerassi sempre 1° le tue<br />
cartoline 2° le tue lettere, 3° le lettere di Giulia con numerazioni indipendenti, in modo che io veda subito se c&#8217;è stata interruzione e di che carattere e grado essa sia stata. Per ciò che riguarda le mie lettere, tu puoi facilmente controllare settimana per settimana; ci può essere spostamento solo nel caso che mi cambino di raggio e che nel nuovo raggio il giorno della corrispondenza sia diverso dall&#8217;attuale o che io cada talmente ammalato da non poter scrivere (nel quale caso penso sia<br />
autorizzato un telegramma). Mi dispiace che non abbia ricevuto la mia lettera dell&#8217;11 aprile, perché ciò significa che tutta una certa zona di ricordi e di impressioni deve essere bandita; non ricordo neppure con esattezza cosa inoltre quella lettera contenesse. Pazienza. Sai? Ho potuto avere i tuoi dolci (martedí, 26) e ti ringrazio ancora una volta; erano freschissimi e ottimi anche dal punto di vista dei miei poveri denti. Anch&#8217;io vorrei mandarti un regalo, ma non so come fare. Ho, con<br />
infinita pazienza, fabbricato un piccolo tagliacarte di legno. Il legno non è certo di prima qualità (tutt&#8217;altro), non ha neanche le fibre molto resistenti e compatte, ma l&#8217;oggettino mi pare riuscito abbastanza bene; e poi, ho raschiato per più di 15 giorni per ridurlo alla forma voluta, e vi ho<br />
immagazzinato qualche centinaio di lire di salario, a dir poco. In ogni caso, tu sai che ho a tua disposizione un piccolo tagliacarte. Ciò mi fa ricordare la storia dei manichini per il cucchiaio e la forchetta di corno, che ne sono sempre sprovvisti; la forchetta l&#8217;adopero abitualmente, anche senza manico: non cosí il cucchiaio, che mi spaventa con la sua mole e mi dà soggezione. Adopero invece gli altri due cucchiai di legno, di proporzioni modeste, uno per la minestra e l&#8217;altro per la frutta cotta<br />
(che non riesco però a farmi mandare regolarmente); cosí non adopero mai i due cucchiaini di corno, ma solo i due di legno che sono diventati nerissimi per il caffè. Dovrei ancora a questo proposito accennarti alla quotidiana tragedia della lavatura ed asciugatura delle posate, ma<br />
preferisco passarci sopra.<br />
— Ed ecco che ti ho proprio scritto una lettera in perfetto stile carcerario.<br />
La volta o le volte prossime ti scriverò di cose ben piú gentili: il canto degli augelletti al tramonto e all&#8217;alba, il rapido germogliare dei fagioli e dei giaggioli nel cortile dove prendo l&#8217;aria ogni mattina, i mutamenti di luminosità nella mia cella a seconda della posizione del sole sull&#8217;orizzonte, ecc. ecc.<br />
Non ho trovato ancora nessun ragno da educare; topi non ce ne sono e la restante zoologia non è delle piú simpatiche. Del resto, niente di interessante o di nuovo. Ti abbraccio<br />
Antonio<br />
Mi pare che nella lettera dell&#8217;11 ti domandavo se quest&#8217;anno frequenti le lezioni del Policlinico e se leggi ancora dei romanzi d&#8217;avventura: hai avuto la continuazione del romanzo marinaresco di Kipling che io dovevo comprarti proprio quando fui arrestato?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amanecer 1927]]></title>
<link>http://espallywood.wordpress.com/2009/11/15/amanecer-1927/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:20:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luis Santiago</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sunrise (A Song of Two Humans) es la primera película realizada en Estados Unidos por el director al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sunrise (A Song of Two Humans) es la primera película realizada en Estados Unidos por el director alemán F.W. Murnau. La película muda obtuvo tres Óscar en la primera edición de estos premios en 1928. Mejor actriz Janet Gaynor, mejor fotografía y mejor calida artística de producción. También estuvo nominada a la mejor decoración sin obtener premio.</p>
<p>Sin duda alguna &#8220;Amanecer&#8221; es una de las primeras obras maestras de la historia del cine y Murnau uno de los mas grandes directores que ha existido. La película es  toda una demostración de talento e imaginación en la puesta de escena y su fotografía luce como ninguna de la época.<br />
La historia cuenta una historia de amor entre una mujer que llega de la ciudad buscando su amor de juventud en el pueblo, un hombre desencantado casado y con una niña que se deja seducir y comete infidelidad. La película a partir de este momento se torrna pasional, trágica y terrriblemente sentimental. La forma de contar todo esto prodigiosa. Murnau sienta las bases del cine moderno posterior. Los efectos de fundidos de imagenes. Las escenas panorámicas de la ciudad. El Parque de atracciones. Todo esta rodado con una factura técnica insolita para la época. Y como colofón el final precioso y estremecedor. </p>
<p><img src="http://espallywood.wordpress.com/files/2009/11/e411.jpg" alt="E411" title="E411" width="470" height="580" class="aligncenter size-full wp-image-103" /></p>
<p>Curiosidades:</p>
<p>-El negativo de la película original fue destruido por un incendio en 1938<br />
-Ha sido la única película galardonada en los Oscar con el premio a la mejor calidad artística de la producción en 1928. único año en que se otorgó.<br />
-Las escenas tan realistas de la ciudad son todo decorados.<br />
-Murnau quería para el papel de la &#8220;esposa&#8221; a la actriz alemana Camilla Horn, con la que había trabajao en 1926 en la película Faust, pero al estar bajo contrato de la UFA en aquel momento, no pudo lograr contratarla. Al final fué Janet Gaynor quien interpretó el papel.<br />
-Aunque la película fue entusiastamente recibida por los críticos, no tuvo el respaldo del público en los cines.<br />
-La película a pesar de ser considerada brillante, una obra maestra con innovadoras técnicas de fotografía, durante muchos años fue olvidada y subestimada por el público por su condición de muda como muchas otras.<br />
-La película tiene su edición en Bluray por Eureka Entertaiment desde el 21 de septiembre de 2009 en Reino Unido<br />
-Fue el primer largometraje con el sistema de sonido Fox Movietone. Contenía una pista de sonido real.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[lettera n° 29 : 25 aprile 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/15/lettera-n%c2%b0-29-25-aprile-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:53:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto la tua lettera del 12 e mi sono proposto freddamente, cinicamente, di f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto la tua lettera del 12 e mi sono proposto freddamente, cinicamente, di farti arrabbiare. Lo sai che sei una grande presuntuosa? Te lo voglio dimostrare obbiettivamente e mi diverto già immaginando la tua collera (non andare troppo in collera, però; ciò mi dispiacerebbe).<br />
Che la lettera mandatami ad Ustica fosse tutta sbagliata, è certo; ma tu non ne puoi essere ritenuta responsabile. È impossibile immaginare la vita di Ustica, l&#8217;ambiente di Ustica, perché è assolutamente eccezionale, è fuori di ogni esperienza normale di umana convivenza. Potevi tu immaginare cose come questa; senti. Io sono giunto ad Ustica il 7 dicembre, dopo 8 giorni di<br />
interruzione nell&#8217;arrivo del vaporetto e dopo 4 traversate fallite. Ero il quinto confinato politico che giungeva. Fui avvisato subito di farmi una provvista di sigarette, perché la scorta era agli sgoccioli;<br />
andai dal tabaccaio e domandai 10 pacchetti di macedonia (16 lire), mettendo sul banco un biglietto da cinquanta lire. La venditrice (una giovane donna, dall&#8217;apparenza assolutamente normale) si maravigliò della mia domanda, se la fece ripetere, prese i dieci pacchetti, li aprí, incominciò a<br />
contare le sigarette una ad una, perse il conto, ricominciò, prese un foglio di carta, fece dei lunghi conti colla matita, li interruppe, prese le cinquanta lire, le guardò da ogni parte; finalmente mi domandò chi ero. Saputo che ero un confinato politico, mi consegnò le sigarette e mi restituí le 50 lire, dicendomi che l&#8217;avrei potuta pagare dopo aver cambiato il biglietto. Lo stesso fatto si ripeté altrove ed eccone la spiegazione: — ad Ustica esiste solo l&#8217;economia del soldo; si vende a soldi; si spende mai piú di 50 cent. Il tipo economico di Ustica è il coatto, che prende 4 lire al giorno, ne ha<br />
già impegnate 2 dall&#8217;usuraio o dal vinaio e si alimenta con le altre 2, comprando 300 grammi di pasta e mettendoci come condimento un soldo di pepe macinato. Le sigarette si vendono una per volta; una macedonia costa 16 centesimi, cioè tre soldi e un centesimo; il coatto che compra una<br />
macedonia al giorno, lascia un soldo di deposito e ne sconta 1 cent. al giorno per 5 giorni. Per calcolare il prezzo di 100 macedonie, occorreva dunque fare 100 volte il calcolo dei 16 centesimi (3 soldi più i cent.) e nessuno può negare che questo sia un calcolo discretamente difficile e complicato. Ed era la tabaccaia, cioè uno dei commercianti piú grossi dell&#8217;isola. Ebbene: la<br />
psicologia dominante in tutta l&#8217;isola è la psicologia che può avere per base l&#8217;economia del soldo, l&#8217;economia che conosce solo l&#8217;addizione e la sottrazione delle singole unità, l&#8217;economia senza la tavola pitagorica. Senti quest&#8217;altra (e ti parlo solo di fatti accaduti a me personalmente; e ti parlo dei<br />
fatti che credo non siano passibili di censura): venni chiamato negli uffici, dall&#8217;impiegato addetto alla revisione della posta in arrivo; mi fu consegnata una lettera, a me diretta e mi fu domandato di dare spiegazioni sul contenuto di essa. Un amico mi scriveva da Milano, offrendomi un apparecchio radiofonico e domandandomi i dati tecnici per acquistarlo almeno della portata Ustica- Roma. In verità non capivo la domanda che mi si faceva all&#8217;ufficio e dissi di che si trattava; credevano che io volessi parlare con Roma e mi fu negato il permesso di far venire l&#8217;apparecchio.<br />
Piú tardi il podestà mi chiamò per conto suo, e mi disse che il Municipio avrebbe comprato l&#8217;apparecchio per conto proprio e perciò non insistessi; il podestà era favorevole a che mi fosse dato il permesso, perché era stato a Palermo e aveva visto che coll&#8217;apparecchio radiofonico non si può<br />
comunicare. Potevi tu immaginare tutto questo? No. Dunque nella mia osservazione non c&#8217;era neanche l&#8217;ombra di una malizia sul tuo conto. Non si può domandare a nessuno di immaginare cose nuove; si può invece domandare (dico cosí per dire) l&#8217;esercizio della fantasia per completare sugli<br />
elementi noti tutta la realtà vivente. Ecco dove voglio colpirti e farti arrabbiare. Tu, come tutte le donne in generale, hai molta immaginazione e poca fantasia e ancora, l&#8217;immaginazione in te (come nelle donne in generale) lavora in un solo senso, nel senso che io chiamerei (ti vedo fare un salto)&#8230;<br />
protettore degli animali, vegetariano, infermieristico: le donne sono liriche (per elevarci un po&#8217;) ma non sono drammatiche. Immaginano la vita degli altri (anche dei figli) dal solo punto di vista del dolore animale, ma non sanno ricreare con la fantasia tutta un&#8217;altra vita altrui, nel suo complesso, in<br />
tutti i suoi aspetti. (Bada che io constato, non giudico, né oso trarre conseguenze per l&#8217;avvenire; descrivo ciò che esiste oggi). Ecco dove volevo arrivare. Tu sai che io sono qui, in prigione, in uno spazio limitato, dove mi «devono» mancare tante cose; pensi al bagno, agli insetti, alla biancheria<br />
ecc. Se io ti scrivessi che mi manca uno speciale dentifricio, per esempio, certo tu saresti capace di correre su e giú per Roma, di trascurare il pranzo e la cena, di farti venire la febbre; ne sono sicuro.<br />
Ma invece tu mi scrivi annunziandomi una lettera di Giulia; poi mi riscrivi annunziandomene un&#8217;altra; poi ricevo una tua lettera (e le tue lettere mi sono molto care), ma non ricevo le lettere di Giulia e ancora non le ho ricevute. Ebbene, tu non sai rappresentarti la mia esistenza, qui in<br />
prigione. Non immagini come io, ricevendo l&#8217;annunzio, aspetti ogni giorno e abbia ogni giorno una delusione e ciò si ripercuote su tutti i minuti di tutte le ore di tutte le giornate; come io legga e ogni momento salti su dalla lettura e mi metta a passeggiare su e giú e pensi e ripensi e almanacchi e<br />
dica spesso: Ah, quella Tania, quella Tania! Ma non devi arrabbiarti troppo sai, e non devi neanche provare troppo dispiacere (un pochino, sí, però; cosí mi manderai subito le lettere, senza annunziarmele prima e farmi pensare sempre che saranno andate perdute). Hai visto che lungo giro ho fatto per dirti questa cosa semplicissima? e quante storie ho spolverato? Sono cattivo, proprio cattivo. Ma come tu non capisci che io spesso voglio scherzare e mi rispondi seria seria? Sai quanto ho riso quando mi hai risposto proprio con tutta serietà a proposito delle fotografie che mi sono<br />
portato in cella? Cosí per il tuo confondere i due santi Antonio; anch&#8217;io scherzavo. Un&#8217;altra cosa non hai capito. Tu, proprio tu (e come hai dimenticato?) mi avevi scritto che non dovevo pensare (per il fatto che non ricevevo tue lettere) che mi volessi meno bene o mi avessi dimenticato. E io ti ho risposto che se avessi pensato ciò, non ti avrei piú scritto, come ho fatto talvolta nel passato, non già perché io abbia «sempre bisogno di essere amato, curato ecc. ecc.» (o psicologia da&#8230; società protettrice degli animali!) ma perché odio tutto ciò che è convenzionale e sente di pratica di ufficio.<br />
Io non sono un afflitto che debba essere consolato; e non lo diventerò mai. Anche prima di essere cacciato in prigione, conoscevo l&#8217;isolamento e sapevo trovarlo anche in mezzo alle moltitudini. Non è questo, non è ciò che tu hai pensato. Proprio il contrario è vero. Una tua lettera, mi riempie<br />
parecchie giornate. Se tu potessi vedermi quando ricevo una lettera, certo me ne scriveresti una al giorno (ma ciò sarebbe male, a sua volta). Ma basta di tutto ciò. Intanto questa settimana non posso scrivere a Giulia. Sai, il tuo pacco è giunto e ho visto le bellissime cose che mi hai spedito: ma solo<br />
il cioccolato mi fu dato. Non è però escluso che anche il resto mi venga consegnato: occorre fare una pratica che è già in corso. Il cioccolato è molto buono: lo mangio a pezzettini, per via dei denti (ecco una cosa che ti interessa: mi hanno dato il cioccolato ma non la carta colorata dell&#8217;involucro appunto perché può servire a tingere: la palla però ha un colore naturale di carta pesta che va molto bene ora che è completamente asciugata). L&#8217;indirizzo di mia madre è questo: Peppina Gramsci,<br />
Ghilarza (Cagliari); le scrivo oggi stesso annunziandole la fotografia. Riceverai (a quanto mi assicurano) un pacco di uva di Pantelleria per Delio e Giuliano; vedrai che uva meravigliosa; altro che lo zibibbo greco! Ti dò il permesso di mangiarne un po&#8217; per accertartene. Giulia sarà molto<br />
contenta e Delio vorrà mangiarla tutta subito. Ti assicuro che quest&#8217;uva mi ha stupito per il profumo, il sapore e la carnosità della sua polpa secca. Cara Tania, non andare troppo in collera; ti voglio molto, molto bene e sarei proprio disperato di procurarti un dispiacere troppo vivace. Ti abbraccio.<br />
Antonio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 28 : 25 aprile 1927 : alla mamma]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/15/lettera-n%c2%b0-28-25-aprile-1927-alla-mamma/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:46:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
<guid>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/15/lettera-n%c2%b0-28-25-aprile-1927-alla-mamma/</guid>
<description><![CDATA[Carissima mamma, ho ricevuto la tua lettera proprio oggi. Ti ringrazio. Sono molto contento delle bu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima mamma,<br />
ho ricevuto la tua lettera proprio oggi. Ti ringrazio. Sono molto contento delle buone notizie che mi dai, specialmente di Carlo. Non sapevo quali fossero le sue condizioni di lavoro e di vita.<br />
Credo che Carlo sia un ottimo ragazzo, nonostante qualche sua capestreria del passato e credo anche che sia piú solido negli affari di quanto lo fossero (e forse lo sono ancora) tanto Nannaro che Mario, che erano portati a vedere guadagni favolosi e a fare castelli in aria per ogni piccola cosa.<br />
Ahimè! tutti in casa nostra (eccettuato io solo) hanno creduto di avere uno speciale bernoccolo per gli affari e non vorrei che tutti facessero una esperienza come quella famosa del «pollaio»; te ne ricordi? e Carlo se ne ricorda? Bisognerebbe ricordarglielo a sempiterno scorno dei Gramsci che<br />
vogliono fare degli affari. Io me ne ricorderò sempre, anche perché quelle galline, che non facevano mai l&#8217;uovo, mi hanno beccato e rovinato tre o quattro romanzi di Carolina Invernizio (meno male!).<br />
La mia vita scorre sempre uguale. Leggo, mangio, dormo e penso. Non posso fare altro. Tu però non devi pensare a tutto ciò che pensi e specialmente non devi farti illusioni. Non perché io non sia arcisicuro di rivederti e di farti conoscere i miei bambini (riceverai la fotografia di Delio, come ti<br />
ho annunziato; ma Carlo non te ne aveva consegnata una nel 1925? quando Carlo venne a Roma? e Chicchinu Mameli ti aveva dato uno scudo di argento che avevo mandato a Mea perché si facesse fare un cucchiaino? e una tabacchiera di legno speciale per te? — mi sono sempre dimenticato di<br />
domandarti queste cose), ma perché sono anche arcisicuro che sarò condannato e chissà a quanti anni. Tu devi capire che in ciò non c&#8217;entra per nulla né la mia rettitudine, né la mia coscienza, né la mia innocenza o colpevolezza. È un fatto che si chiama politica, appunto perché tutte queste<br />
bellissime cose non c&#8217;entrano per nulla. Tu sai come si fa coi bambini che fanno la pipí nel letto, è vero? Si minaccia di bruciarli con la stoppa accesa in cima al forcone. Ebbene: immagina che in Italia ci sia un bambino molto grosso che minaccia continuamente di fare la pipí nel letto di questa<br />
grande genitrice di biade e di eroi; io e qualche altro siamo la stoppa (o il cencio) accesa che si mostra per minacciare l&#8217;impertinente e impedirgli di insudiciare le candide lenzuola. Poiché le cose sono cosí, non bisogna né allarmarsi, né illudersi; bisogna solo attendere con grande pazienza e<br />
sopportazione. Va là, tu sei ancora forte e giovane e ci rivedremo. Intanto scrivimi e fammi scrivere dagli altri: mandami tante notizie di Ghilarza, di Abbasanta, di Boroneddu, di Tadasuni, di Oristano.<br />
Zia Antioga Putzulu, vive ancora? E chi è il podestà? Felle Tariggia, credo. E Nassi cosa fa? E gli zii di Oristano vivono ancora? Zio Serafino sa che ho dato nome Delio al mio bambino? E l&#8217;ospedaletto l&#8217;hanno finito? E le case popolari a Careddu le hanno continuate?<br />
Vedi quante cose voglio sapere. E si parla, come penso, di unire Ghilarza ad Abbasanta? senza che gli abbasantesi insorgano in armi? E il bacino del Tirso serve finalmente a qualche cosa?<br />
Scrivimi, scrivimi e mandami le fotografie specialmente dei bambini. Baci a tutti e tanti tanti a te<br />
Nino<br />
E Grazietta perché non mi scrive neanche un rigo?</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[lettera n° 27 : 18 aprile 1927 : a Giulia]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/15/lettera-n%c2%b0-27-18-aprile-1927-a-giulia/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:43:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mia carissima Julca, riprendo a scriverti, dopo tanto tempo. Ho ricevuto solo pochi giorni fa due tu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mia carissima Julca,<br />
riprendo a scriverti, dopo tanto tempo. Ho ricevuto solo pochi giorni fa due tue lettere: una del 14 febbraio e l&#8217;altra del 1° marzo e ho pensato tanto tanto a te; ho proprio fatto un inventario di tutti i miei ricordi e sai quale immagine m&#8217;è rimasta piú impressa? Una delle prime, di tanto tempo fa. Ricordi quando sei ripartita dal bosco di argento, dopo il tuo mese di vacanze? Io ti ho accompagnato fino all&#8217;orlo della strada maestra e sono rimasto a lungo a vederti allontanare. Ci eravamo appena conosciuti, ma io ti avevo fatto già parecchi dispetti e ti avevo fatto anche piangere; ti avevo canzonato col comizio dei gufi e avevo avuto l&#8217;elettricità dei gatti quando tu suonavi Beethoven. Cosí ti vedo sempre mentre ti allontani a passi brevi, col violino in una mano e nell&#8217;altra la tua borsa da viaggio cosí pittoresca. Qual&#8217;è adesso il mio stato d&#8217;animo? Ti scriverò piú a lungo le prossime volte (domanderò di scrivere una doppia lettera) e cercherò di descriverti gli aspetti positivi della mia vita di questi mesi (gli aspetti negativi ormai sono dimenticati); vita interessantissima, come puoi immaginare, per gli uomini che ho avvicinato e le scene alle quali ho assistito. Il mio stato d&#8217;animo generale è improntato alla piú grande tranquillità. Come posso riassumerlo? Ricordi il viaggio di Nansen al Polo? E ricordi come si svolse? Poiché non ne sono molto persuaso, te lo ricorderò io. Nansen, avendo studiato le correnti marine ed aeree dell&#8217;Oceano Artico ed avendo osservato che sulle spiaggie della Groenlandia si ritrovavano alberi e detriti che dovevano essere di origine asiatica, pensò di poter giungere o al Polo o almeno vicino al Polo, facendo trasportare la sua nave dai ghiacci. Cosí si lasciò imprigionare dai ghiacci e per 3 anni e ½ la sua nave si mosse solo in quanto si spostavano, lentissimamente, i ghiacci. Il mio stato d&#8217;animo può paragonarsi a quello dei marinai di Nansen durante questo viaggio fantastico, che mi ha sempre colpito per la sua ideazione, veramente epica. Ho reso l&#8217;idea? (come direbbero i miei amici siciliani di Ustica). Non potrei renderla in modo piú breve e sintetico. Dunque non preoccuparti per questo lato della mia esistenza. Invece, se vuoi che io ti ricordi sempre con tenerezza (scherzo, sai!), scrivimi a lungo e descrivimi la tua vita e quella dei bambini. Tutto mi interessa, anche le minuzie. E mandami delle fotografie, ogni tanto. Cosí seguirò anche con gli occhi, lo sviluppo dei bambini. E scrivimi anche di te, molto. Vedi, qualche volta, il signor Bianco? E vedi quel curioso tipo di africanista che una volta mi promise un fritto di rognoni di rinoceronte? Chissà se si ricorda ancora di me; se lo vedi parlagli di questo fritto e scrivimi le sue risposte; mi divertirò un mondo. Sai che non faccio altro: pensare al passato e riandare tutte le scene e gli episodi piú buffi; ciò mi aiuta a passare il tempo, qualche volta proprio rido di cuore, senza neanche accorgermene.<br />
Cara, Tania mi annunzia altre tue lettere; come le attendo! Saluta tutti i tuoi. Ti voglio molto bene.<br />
Antonio<br />
Tania è proprio una bravissima ragazza. Perciò io le ho dato parecchi tormenti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 26 : 18 aprile 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/13/lettera-n%c2%b0-26-18-aprile-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 12:48:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cara Tania, ho ricevuto il tuo bigliettino del 4 aprile, con le due lettere di Giulia; non ho ancora]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cara Tania,<br />
ho ricevuto il tuo bigliettino del 4 aprile, con le due lettere di Giulia; non ho ancora ricevuto le altre lettere che annunzi. Ho passato la Pasqua attendendo i tuoi saluti, ma non ho ricevuto nulla (ti ricordi? mi scrivesti che mi mandavi al carcere di Roma varie cose supplementari, perché<br />
ognuna di esse era come un tuo saluto). Ti assicuro però che ciò non mi ha fatto dispiacere; ero quasi sicuro che non saresti riuscita, proprio per il giorno di Pasqua, a inviarmi i dolci. Quando ti scrissi era troppo tardi, dato l&#8217;ingorgo postale che si verifica in tali occasioni e penso che se anche<br />
arriva qualcosa dopo il giorno regolamentare, non sarà trasmesso. Pazienza. Un altro giorno regolamentare è quello dello Statuto (prima domenica di giugno): te lo rivelo dopo un lungo ragionamento pro e contro. Il ragionamento si è concluso cosí: sarà un bellissimo epigramma se io festeggerò il giorno dello Statuto! Perciò conto sui tuoi dolci, per allora; hai tutto il tempo per pensarci, scegliere, confezionare, ecc. ecc. Non preoccuparti troppo della scelta. Mi piacciono tutte le qualità, purché non siano troppo dolci. Ieri (Pasqua) ho acquistato due etti di datteri pasquali e una colomba di biscotto; ma i datteri non li ho potuti mangiare perché mi hanno provocato un grande dolore alle gengive. Mi sono deciso perciò a presentarmi al medico e farmi ordinare una<br />
cura palliativa; ho pensato anche di farmi fare delle iniezioni in vista dei prossimi calori. Che te ne pare? Già l&#8217;inizio della buona stagione ha incominciato a produrmi dei disturbi. Non posso assolutamente mangiare la carne; il solo odore mi rivolta e mi dà la nausea. Cosí dormo meno di<br />
prima; non piú di 3 ore ½. Non è insonnia nervosa, perché non sono agitato e non sogno: è insonnia pura e semplice. Perché te ne renda conto e possa consigliarmi te la descriverò. Vado a letto alle 7½ e alle 8½ potrei dormire. Ma se mi addormento alle 8½ mi sveglio a mezzanotte quando viene la visita e allora non mi riaddormento piú. Perciò mi sforzo di star sveglio fino alla visita delle 9, per addormentarmi dopo; mi addormento cosí verso le 10, non sento la visita di mezzanotte, ma quando viene la visita delle 3 sono già sveglio almeno da un&#8217;ora. Dunque non ho difficoltà ad addormentarmi, e ciò mi pare importante; ma non posso dormire che poco, e ciò mi lascia sempre un po&#8217; stanco ed esaurito. Dormendo cosí dalle 10 all&#8217;1½ mi sento piú riposato che dormendo dalle 8½ a mezzanotte. Penso che le iniezioni mi possano giovare, stimolando l&#8217;appetito; se mangiassi di piú, forse dormirei di piú. Adesso che incomincia il bel tempo farò piú bagni: ci sono solo le doccie,<br />
non c&#8217;è la vasca e quando faccio la doccia anche calda, sento poi un grandissimo freddo, anormale (devo ancora avere la temperatura del sangue sotto il normale almeno di 5 linee e ciò spiega tutto).<br />
Ti abbraccio affettuosamente<br />
Antonio</p>
<p>Ricevo in questo momento la tua cartolina del 9 con la veduta del Trafoi. Brava!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[lettera n° 25 : 11 aprile 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/13/lettera-n%c2%b0-25-11-aprile-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 12:09:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Tania, ho ricevuto le tue cartoline del 31 marzo e del 3 aprile. Ti ringrazio per le notiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Tania,<br />
ho ricevuto le tue cartoline del 31 marzo e del 3 aprile. Ti ringrazio per le notizie che mi mandi. Attendo la tua venuta a Milano; ma, ti confesso, non voglio contarci troppo. Ho pensato che non è molto piacevole continuare la descrizione, intrapresa nella scorsa lettera, della attuale mia vita. È meglio che volta per volta ti scriva ciò che mi salta in testa, senza un piano prestabilito. Lo scrivere mi è anche diventato un tormento fisico, perché mi dànno degli orribili pennini, che grattano la carta e domandano un&#8217;attenzione ossessionante alla parte meccanica dello scrivere.<br />
Credevo di poter ottenere l&#8217;uso permanente della penna e mi ero proposto di scrivere i lavori ai quali ti ho accennato; non ho però ottenuto il permesso e mi dispiace insistere. Perciò scrivo solo nelle due ore e ½ o tre ore in cui si sbriga la corrispondenza settimanale (2 lettere); naturalmente non posso prendere appunti, cioè in realtà non posso studiare ordinatamente e con profitto. Leggicchio. Tuttavia il tempo passa molto rapidamente, piú di quanto pensassi. Sono trascorsi 5 mesi dal giorno del mio arresto (8 novembre) e due mesi dal giorno del mio arrivo a Milano. Non pare vero come tanto tempo sia trascorso. Bisogna però tener conto del fatto che in questi cinque mesi ne ho visto di tutti i colori e ho subito le impressioni piú strane e piú eccezionali della mia vita.<br />
Roma: 8 novembre fino al 25 novembre; isolamento assoluto e rigoroso. 25 novembre: Napoli, in compagnia dei miei 4 compagni deputati fino al 29 (3, non 4, perché uno fu staccato a Caserta per le Trémiti). Imbarco per Palermo e arrivo a Palermo il 30. Otto giorni a Palermo: 3 viaggi per<br />
Ustica a vuoto per il mare tempestoso. Primo contatto con gli arrestati siciliani per mafia: un mondo nuovo, che io conoscevo solo intellettualmente; verifico e controllo le mie opinioni in proposito, che riconosco abbastanza esatte. Il 7 dicembre, arrivo a Ustica. Conosco il mondo dei coatti: cose fantastiche e incredibili. Conosco la colonia dei beduini di Cirenaica, confinati politici: quadro orientale, molto interessante. Vita di Ustica. Il 20 gennaio, riparto. 4 giorni a Palermo.<br />
Traversata per Napoli con criminali comuni. Napoli: conosco tutta una serie di tipi del piú alto interesse per me, che del Mezzogiorno fisicamente conoscevo solo la Sardegna. A Napoli, tra l&#8217;altro, assisto alla scena di iniziazione alla camorra: conosco un ergastolano (un certo Arturo) che mi<br />
lascia una impressione indelebile. Dopo 4 giorni parto da Napoli; fermata a Cajanello, nella caserma dei carabinieri; conosco i miei compagni di catena, che verranno con me fino a Bologna. Due giorni a Isernia, con questi tipi. Due giorni a Sulmona. Una notte a Castellamare A., nella<br />
caserma dei carabinieri. Ancora: due giorni con circa 60 detenuti. Vengono organizzati dei trattenimenti di occasione in mio onore; i romani improvvisano una bellissima accademia di recitazione, Pascarella e bozzetti popolari della malavita romana. Pugliesi, calabresi e siciliani<br />
svolgono un&#8217;accademia di scherma del coltello secondo le regole dei 4 stati della malavita meridionale (lo Stato Siciliano, lo Stato Calabrese, lo Stato Pugliese, lo Stato Napoletano): Siciliani contro Pugliesi, Pugliesi contro Calabresi. Non si fa la gara tra Siciliani e Calabresi, perché tra i due<br />
Stati gli odii sono fortissimi e anche l&#8217;accademia diventa seria e cruenta. I Pugliesi sono i maestri di tutti: accoltellatori insuperabili, con una tecnica piena di segreti e micidialissima, sviluppata secondo e per superare tutte le altre tecniche. Un vecchio pugliese, di 65 anni, molto riverito, ma<br />
senza dignità «statali», sconfigge tutti i campioni degli altri «stati»; poi, come clou, schermisce con un altro pugliese, giovane, di bellissimo corpo e di sorprendente agilità, alto dignitario e al quale tutti obbediscono e per ½ ora sviluppano tutta la tecnica normale di tutte le scherme conosciute.<br />
Scena veramente grandiosa e indimenticabile, per tutto, per gli attori e per gli spettatori: tutto un mondo sotterraneo, complicatissimo, con una vita propria di sentimenti, di punti di vista, di punto d&#8217;onore, con gerarchie ferree e formidabili, si rivelava per me. Le armi erano semplici: i cucchiai, strofinati al muro, in modo che la calce segnava i colpi nell&#8217;abito. Poi Bologna, due giorni, con altre scene; poi Milano. Certo questi 5 mesi sono stati movimentati e ricchi di impressioni per uno o due anni di rimuginamento. Questo ti spiega come passo il tempo, quando non leggo; ripenso a tutte queste cose, le analizzo capillarmente, mi ubbriaco di questo lavoro bizantino. Inoltre tutto diventa oltremodo interessante, di ciò che avviene intorno a me e che riesco a percepire. Certo mi controllo<br />
assiduamente, perché non voglio cadere nelle monomanie che caratterizzano la psicologia dei detenuti; a ciò mi aiuta specialmente un certo spiritello ironico e pieno di umore che mi accompagna sempre. E tu cosa fai e a che pensi? Chi ti compra i romanzi d&#8217;avventura, ora che io<br />
non ci sono? Sono persuaso che hai riletto le mirabili istorie di Corcoran e della sua amabile Lisotta.<br />
Frequenti quest&#8217;anno le lezioni del Policlinico? Il professor Caronia, è lui che ha trovato il bacillo del morbillo? Ho visto le sue lamentevoli vicende; non ho capito dai giornali se il professor Cirincione è stato sospeso anch&#8217;egli. Tutto ciò è, almeno in parte, legato al problema della mafia<br />
siciliana. È incredibile come i siciliani, dal piú infimo strato alle cime piú alte, siano solidali tra loro e come anche degli scienziati di innegabile valore corrano sui margini del Codice Penale per questo sentimento di solidarietà. Mi sono persuaso che realmente i siciliani fanno parte a sé; c&#8217;è piú somiglianza tra un calabrese e un piemontese che tra un calabrese e un siciliano. Le accuse che i meridionali in genere muovono contro i siciliani sono terribili: li accusano persino di cannibalismo.<br />
Non avrei mai creduto che esistessero tali sentimenti popolari. Penso che occorrerebbe leggere molti libri sulle storie degli ultimi secoli, specialmente sul periodo della separazione tra la Sicilia e il Mezzogiorno durante i regni di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat a Napoli, per trovare l&#8217;origine di tali sentimenti. Sono entusiasta della cuffietta; dove sei riuscita a trovarla? Penso sia la cuffia di Orgosolo, rossa e bleu, che io non ero piú riuscito a trovare. La palla di cartapesta non si potrà mandare e cosí tu non potrai mandarmi la vernice: credo sia assolutamente impossibile, specialmente per la vernice, che può essere ritenuta un veleno, in linea di regolamento e domanderebbe tutta una serie di controlli molto complessi. Ecco, vedi; un altro oggetto di analisi<br />
molto interessante: il regolamento carcerario e la psicologia che matura su di esso da una parte, e sul contatto coi carcerati, dall&#8217;altra, tra il personale di custodia. Io credevo che due capolavori (dico proprio sul serio) concentrassero l&#8217;esperienza millenaria degli uomini nel campo<br />
dell&#8217;organizzazione di massa: il manuale del caporale e il catechismo cattolico. Mi sono persuaso che occorre aggiungere, sebbene in un campo molto piú ristretto e di carattere eccezionale, il regolamento carcerario, che racchiude dei veri tesori di introspezione psicologica. — Aspetto le<br />
lettere di Giulia: credo che dopo averle lette, riuscirò a scriverle direttamente. Non credere che questa sia una fanciullaggine. Una notizia importante: da qualche giorno mangio molto; tuttavia non riesco a mangiare la verdura; ho fatto strenui sforzi, ora ho rinunziato perché mi rivolta in modo terribile. — Eppure, non riesco a dimenticare che forse tu verrai e che forse (ahimè!) potremo rivederci sia pure per qualche minuto. Ti abbraccio.<br />
Antonio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 24 : 4 aprile 1927 : a Tatiana]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/13/lettera-n%c2%b0-24-4-aprile-1927-a-tatiana/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 11:05:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cara, cara Tania, ho ricevuto, nella scorsa settimana, due tue cartoline (del 19 e del 22 marzo) e l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cara, cara Tania,<br />
ho ricevuto, nella scorsa settimana, due tue cartoline (del 19 e del 22 marzo) e la lettera del 26. Sono molto spiacente di averti addolorato, penso anche che tu non hai capito bene il mio stato d&#8217;animo, perché non mi sono espresso bene e mi dispiace che tra noi possano formarsi degli<br />
equivoci. Ti assicuro proprio che non mi ha mai neanche attraversato il dubbio che tu mi possa dimenticare o possa volermi meno bene; certamente se avessi pensato anche lontanamente a tal cosa, non ti avrei piú scritto del tutto; è sempre stato questo il mio carattere e per esso nel passato ho troncato molte vecchie amicizie. Potrei solo a voce spiegarti la ragione del nervosismo che mi aveva preso dopo due mesi che ero senza notizie; non tento neppure di farlo per lettera, per non cadere in altri equivoci altrettanto dolorosi. Oramai tutto è passato e non voglio piú neanche ripensarci. Da qualche giorno ho cambiato di cella e di raggio (il carcere è diviso in raggi) come risulta anche dall&#8217;intestazione della lettera; prima ero al 1° raggio, 13a cella; adesso sono al 2° raggio, 22a cella. La mia situazione, diciamo cosí, carceraria, mi pare migliorata. La mia vita<br />
trascorre, però, su per giú, come prima. Te la voglio descrivere un po&#8217; minutamente; cosí ogni giorno, potrai immaginare ciò che faccio. La cella è ampia come una stanzetta da studente: a occhio la calcolo tre metri per quattro e ½ e 3/½ d&#8217;altezza. La finestra dà sul cortile dove si prende l&#8217;aria:<br />
non è una finestra regolare, naturalmente; è una cosidetta «bocca di lupo», con le sbarre all&#8217;interno; si può vedere solamente una fetta di cielo, non si può guardare nel cortile o lateralmente. La disposizione di questa cella è peggiore di quella precedente che era esposta a sud-sud-ovest (il sole si vedeva verso le 10 e alle 2 occupava il centro della cella con una striscia di almeno 6° cm.); nell&#8217;attuale cella, che deve essere esposta a sud-ovest-ovest, il sole si vede verso le due e sta in cella fin tardi, ma con una striscia di 25 cm. In questa stagione, piú calda, forse cosí andrà meglio.<br />
Inoltre: l&#8217;attuale cella è posta sull&#8217;officina meccanica del carcere e si sente il rombo delle macchine; ma mi abituerò. La cella è molto semplice e molto complessa insieme. Ho la branda a muro con due materassi (uno di lana): la biancheria viene cambiata ogni 15 giorni circa. Ho un tavolino e un specie di comodino-armadio, uno specchio, un catino e una brocca di ferro smaltato. Possiedo molti oggetti di alluminio acquistati alla Rinascente che ha organizzato un reparto nel carcere. Possiedo<br />
alcuni libri miei; ogni settimana ricevo in lettura 8 libri della biblioteca del carcere (doppio abbonamento). Perché ti faccia un&#8217;idea ti faccio la lista di questa settimana, che però è eccezionaleper la relativa bontà dei libri capitati:<br />
— 1° Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli (ottimo); 2°<br />
V. Alfieri, Autobiografia; 3° Molière, Commedie scelte, tradotte dal signor Moretti (traduzione ridicola); 4° Carducci, 2 v. delle opere complete (mediocrissimi, tra i peggiori del Carducci); 5° Artur Lévy, Napoleone intimo (curioso, apologia di Napoleone come «uomo morale»); 6° Gina<br />
Lombroso, Nell&#8217;America meridionale (mediocrissimo); 7° Harnack, L&#8217;essenza del Cristianesimo; Virgilio Brocchi, Il destino in pugno, romanzo (fa spiritare i cani); Salvator Gotta, La donna mia (meno male che è sua, perché è noiosissima).<br />
Al mattino mi levo alle 6½, alle 7 suonano la sveglia: caffè, toilette, pulizia della cella; prendo mezzo litro di latte e ci mangio un panino; alle 8 circa si<br />
va all&#8217;aria, che dura 2 ore. Passeggio; studio la grammatica tedesca, leggo la Signorina contadina di Puškin e imparo a memoria una ventina di righe del testo. Compro «Il Sole», giornale industrialecommerciale,<br />
e leggo qualche notizia economica (mi sono letto tutte le relazioni annuali delle Società per azioni); il martedí compro il «Corriere dei Piccoli» che mi diverte; il mercoledí la «Domenica del Corriere»; il venerdí il «Guerin Meschino», cosidetto umoristico. Dopo l&#8217;aria, caffè; ricevo tre giornali, «Corriere», «Popolo d&#8217;Italia», «Secolo» (adesso il «Secolo» esce al pomeriggio e non lo comprerò piú, perché non vale piú niente), che leggo; il pranzo arriva in ore disparate, dalle 12 alle 3; riscaldo la minestra (in brodo o asciutta), mangio un pezzettino di carne (se è di manzo, perché non riesco ancora a mangiare la carne di manzo), un panetto, un pezzetto di formaggio, la frutta non mi piace, e un quarto di vino. Leggo un libro, passeggio, rifletto su tante cose. Alle 4-4½ ricevo altri due giornali, la «Stampa» e il «Giornale d&#8217;Italia». Alle 7 ceno (la cena arriva alle 6), minestra, due uova crude, un ¼ di vino; il formaggio non riesco a mangiarlo. Alle 7½ suona il silenzio; vado a letto e leggo dei libri fino alle 11-12. Da due giorni, verso le 9 bevo una chicchera di camomilla. (Il seguito al prossimo numero, perché voglio scriverti d&#8217;altro).<br />
1° Non ho bisogno di biancheria, ecc. Ne ho abbastanza e non saprei dove mettere altri oggetti. Le scarpe che ho sono buonissime; ho anche le tue pantofole. L&#8217;abito per adesso va bene, come abito carcerario. Ho il soprabitino che mi ha servito nei mesi freddi e adesso è già diventato<br />
inutile. Ho tutti i tuoi cucchiai e cucchiaini, che mi hanno servito molto (anche senza manico), ho 6 o 7 pezzi di sapone, spazzole, spazzolini, pettine ecc, ecc. Non mi serve veramente nulla di essenziale. La tua venuta qui, il poterti vedere, sarebbe una grandissima cosa per me, puoi pensare!<br />
Occorre però prima sapere se io rimarrò qui, primo; occorre esser sicuri che ti diano il permesso del colloquio, secondo. Devi ricordare che giuridicamente noi non siamo parenti, perché il matrimonio non è stato registrato in Italia; io giuridicamente sono celibe e tu non puoi dimostrare di essere mia cognata. Ti scrivo questo, perché sarebbe orribile per me se tu venissi e poi non potessi vedermi. Ti dico però che non è impossibile avere il colloquio; so che dei miei amici hanno avuto il colloquio<br />
con le loro compagne non mogli giuridicamente, perché sarebbe impossibile per le cognate.<br />
Bisogna parlare con un avvocato: a Milano bisognerebbe che tu ti rivolgessi all&#8217;Avv. Arys (Via Unione 1) il quale (come mi ha scritto Bordiga da Ustica) si è occupato per me. Cara Tania, come sarei contento di vederti; ma non devi scrivermi di ciò, altro che se hai già assicurata la possibilità di avere il colloquio; altrimenti soffrirei troppo della delusione. Ti abbraccio<br />
Antonio</p>
<p>— Senti, cara, per la corrispondenza, stabiliamo cosí: io ti scrivo una lettera ogni lunedí (in questo raggio si scrive il lunedí); tu mi scrivi una lettera ogni settimana e in più due cartoline, anche illustrate, e mi mandi le lettere di Giulia. Sai; nuovamente l&#8217;idea della censura epistolare mi<br />
toglie la spontaneità, come i primi tempi di Ustica. Spero di diventare «spudorato» come prima, ma ancora non ci riesco. Scrivi a Giulia che penso molto a lei e ai bambini, ma non riesco a scrivere,<br />
proprio; scriverei come un emarginatore di pratiche e ciò mi fa orrore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera n° 23 : 26 marzo 1927 : a Teresina]]></title>
<link>http://leletteredalcarcere.wordpress.com/2009/11/13/lettera-n%c2%b0-23-26-marzo-1927-a-teresina/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:03:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>illadrodiciliegie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carissima Teresina, mi è stata consegnata solo pochi giorni fa la lettera che mi avevi inviato a Ust]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Carissima Teresina,<br />
mi è stata consegnata solo pochi giorni fa la lettera che mi avevi inviato a Ustica e che conteneva la fotografia di Franco. Ho cosí potuto vedere finalmente il tuo bimbetto e te ne faccio tutte le mie congratulazioni; mi manderai, è vero?, anche la fotografia della Mimí e cosí sarò<br />
proprio contento. Mi ha colpito molto che Franco, almeno dalla fotografia, rassomigli pochissimo alla nostra famiglia: deve rassomigliare a Paolo e alla sua stirpe campidanese e forse addirittura maurreddina: e Mimí a chi somiglia? Devi scrivermi a lungo intorno ai tuoi bambini, se hai tempo, o almeno farmi scrivere da Carlo o da Grazietta. Franco mi pare molto vispo e intelligente: penso che parli già correntemente. In che lingua parla? Spero che lo lascerete parlare in sardo e non gli<br />
darete dei dispiaceri a questo proposito. È stato un errore, per me, non aver lasciato che Edmea, da bambinetta, parlasse liberamente in sardo. Ciò ha nociuto alla sua formazione intellettuale e ha messo una camicia di forza alla sua fantasia. Non devi fare questo errore coi tuoi bambini. Intanto il sardo non è un dialetto, ma una lingua a sé, quantunque non abbia una grande letteratura, ed è bene che i bambini imparino piú lingue, se è possibile. Poi, l&#8217;italiano, che voi gli insegnerete, sarà una<br />
lingua povera, monca, fatta solo di quelle poche frasi e parole delle vostre conversazioni con lui, puramente infantile; egli non avrà contatto con l&#8217;ambiente generale e finirà con l&#8217;apprendere due gerghi e nessuna lingua: un gergo italiano per la conversazione ufficiale con voi e un gergo sardo,<br />
appreso a pezzi e bocconi, per parlare con gli altri bambini e con la gente che incontra per la strada o in piazza. Ti raccomando, proprio di cuore, di non commettere un tale errore e di lasciare che i tuoi bambini succhino tutto il sardismo che vogliono e si sviluppino spontaneamente nell&#8217;ambiente naturale in cui sono nati: ciò non sarà un impaccio per il loro avvenire, tutt&#8217;altro.<br />
Delio e Giuliano sono stati male in questi ultimi tempi: hanno avuto la febbre spagnola; mi scrivono che ora si sono rimessi e stanno bene. Vedi, per esempio, Delio: ha incominciato col parlare la lingua della madre, come era naturale e necessario, ma rapidamente è andato<br />
apprendendo anche l&#8217;italiano e cantava ancora delle canzoncine in francese, senza perciò confondersi o confondere le parole dell&#8217;una e dell&#8217;altra lingua. Io volevo insegnarli anche a cantare: «Lassa sa figu, puzone», ma specialmente le zie si sono opposte energicamente. Mi sono divertito molto con Delio nell&#8217;agosto scorso: siamo stati insieme una settimana al Trafoi, nell&#8217;Alto Adige, in una casetta di contadini tedeschi. Delio compiva proprio allora due anni, ma era già molto sviluppato intellettualmente. Cantava con molto vigore una canzone: «Abbasso i frati, abbasso i preti», poi cantava in italiano: «Il sole mio sta in fronte a te» e una canzoncina francese, dove c&#8217;entrava un mulino. Era diventato appassionato per la ricerca delle fragole nei boschi e voleva<br />
andar sempre dietro agli animali. Il suo amore per gli animali veniva sfruttato in due modi: per la musica, in quanto si ingegnava a riprodurre sul pianoforte la gamma musicale secondo le voci degli animali, dall&#8217;orso baritonale all&#8217;acuto del pulcino e per il disegno. Ogni giorno, quando andavo da lui, a Roma, bisognava ripetere tutta la serie: primo bisognava mettere l&#8217;orologio a muro sul tavolo e fargli fare tutti i movimenti possibili; poi bisognava scrivere una lettera alla nonna materna con la<br />
figura degli animali che lo avevano colpito nella giornata; poi si andava al piano e si faceva la sua musica animalesca, poi si giocava in vario modo.<br />
Cara Teresina, hai osservato nella tua lettera che la prima mia lettera mandatavi da Roma, era piena di sconforto. Non credo di essere mai stato sconfortato come tu credi. Quella lettera la scrissi veramente in un brutto momento, relativamente; il giorno prima mi era stata comunicata la<br />
misura dei cinque anni di confino di polizia e mi era stato detto che tra pochi giorni sarei partito per il Giúbaland, in Somalia. Certo in quella notte pensai parecchio alle mie possibilità fisiche di resistenza, che allora non avevo ancora potuto misurare e che valutavo poche; è possibile che nella lettera ci sia stato un riflesso di quegli stati d&#8217;animo. In ogni caso devi credere che, se pure allora potei avere, come tu dici, un po&#8217; di sconforto, esso è passato rapidamente e non si è piú ripetuto.<br />
Vedo tutto con molta freddezza e tranquillità e pur non facendomi illusioni puerili, sono fermamente convinto di non essere destinato a marcire in galera. Tu e gli altri dovete cercare di far stare allegra la mamma (dalla quale ho ricevuto una lettera alla quale non so come rispondere) e di assicurarla che la mia onorabilità e la mia rettitudine non sono affatto in quistione: io sono in carcere per ragioni politiche, non per ragioni di onorabilità. Credo proprio che avvenga l&#8217;inverso: se non tenessi alla mia onorabilità, alla mia rettitudine, alla mia dignità, se cioè fossi stato capace di avere una cosí detta crisi di coscienza e mutare d&#8217;opinione, non sarei stato arrestato e non sarei andato a Ustica, tanto per cominciare. Di questo dovete persuadere la mamma; mi preme molto.<br />
Scrivimi e fammi scrivere da tutti: non ho piú visto neanche la firma di Grazietta; come sta?<br />
Abbraccio Paolo affettuosamente; tanti baci a te e ai tuoi bambini<br />
Nino</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Color Film Of 1927 London]]></title>
<link>http://inzert.wordpress.com/2009/11/10/color-film-of-1927-london/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:25:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>vzsolt</dc:creator>
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<description><![CDATA[London was the final stop in a marathon journey around Britain filmed as a series of cinema travelog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>London was the final stop in a marathon journey around Britain filmed as a series of cinema travelogues. Pioneering filmmaker <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Friese-Greene" target="_blank"><strong>Claude Friese-Greene </strong></a>brought these picture-postcard scenes to life with a specially-devised colour film process.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TwahIQz0o-M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TwahIQz0o-M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Alberca del Antiguo Casino Agua Caliente]]></title>
<link>http://gmobuelna.wordpress.com/2009/11/10/alberca-del-antiguo-casino-agua-caliente/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:29:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>gmobuelna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Esta imagen, junto con otras de Flickr son para promocionar a Tijuana y pertenecen a lo que queda de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Esta imagen, junto con otras de Flickr son para promocionar a Tijuana y pertenecen a lo que queda de]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sometimes you have to go outside]]></title>
<link>http://tjpontz.com/2009/11/09/sometimes-you-have-to-go-outside-to-see-back-in/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 03:42:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>T J Pontious</dc:creator>
<guid>http://tjpontz.com/2009/11/09/sometimes-you-have-to-go-outside-to-see-back-in/</guid>
<description><![CDATA[When I get stuck while writing, I sometimes find it useful to work on something completely different]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>When I get stuck while writing, I sometimes find it useful to work on something completely different for a bit in order to let the brain reboot itself a little. I&#8217;m not sure how it connects in my mind, but my grandfather would sometimes say he had to go outside to have enough room to change his mind.</p>
<p>I was taking a tour around the &#8216;net, and I stumbled onto this video.  It is a 1927 colour film of London.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TwahIQz0o-M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TwahIQz0o-M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>It&#8217;s absolutely stunning. If I were trying to describe 1927 London, I&#8217;m quite sure I would have gotten it so completely wrong as to be laughable. But then the odds are we are all in that boat.  Now at least there is a sense of the city.</p>
<p>And of a little girl selling peanuts.  That just started writing a story for me right there.  And the old boat on the Thames.</p>
<p>Evocative.  I&#8217;m really glad I found this video.  I think I&#8217;m nearly rebooted now!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
