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	<title>23-maggio-1992 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "23-maggio-1992"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:44:48 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Ingroia ricorda Capaci: non c'è libertà senza verità]]></title>
<link>http://onoratasocieta.wordpress.com/2009/05/29/ingroia-ricorda-capaci/</link>
<pubDate>Fri, 29 May 2009 21:31:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Concetta Cice</dc:creator>
<guid>http://onoratasocieta.wordpress.com/2009/05/29/ingroia-ricorda-capaci/</guid>
<description><![CDATA[Antonio Ingroia Giusto per non rimanere ancora troppo sulle parole del sapiente storico della mafia,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="Antonio Ingroia" src="http://3.bp.blogspot.com/_F2f-Ot6IWVs/SOuP_XG440I/AAAAAAAAAGs/zuV5GPFpjQI/s400/In+un+altro+paese+-+Marco+Turco+_28__0001.jpg" alt="Antonio Ingroia" width="320" height="182" /><p class="wp-caption-text">Antonio Ingroia</p></div>
<p>Giusto per non rimanere ancora troppo sulle parole del sapiente storico della mafia, on. Brunetta, vorrei proporre questo articolo tratto dal sito di Antimafiaduemila. A parlare è Antonio Ingroia, sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo dal 1992, posto occupato prima di lui da Falcone e Borsellino. Partendo dall&#8217;analisi di quella che ha significato per tutti l&#8217;infame strage di Capaci, Ingroia sprona tutti quanti a preservare e reinvestire quella consapevolezza che ci accomuna dopo quel nero 23 maggio 1992. &#8220;<em>Investire in nuove conoscenze</em> &#8211; dice Ingroia -<em>, passi avanti verso la verità, tutta la verità. Verità ad ogni costo. La verità sulla stagione delle stragi e della trattativa, la verità sui tanti buchi neri di quei mesi e di quegli anni. La verità perfino su di noi, sul fronte dell’antimafia, smascherando ipocrisie ed imposture e professionismi che pure ci sono. Senza eufemismi e mezze misure. La verità a volte può far male, ma la verità va ricercata da tutti, perché la verità è conquista collettiva. Ed è conquista di democrazia e di libertà. Perché non c’è libertà senza verità, non c’è libertà nella menzogna o nelle mezze verità.</em>&#8220;</p>
<p><!--more-->da <a href="http://www.antimafiaduemila.com/" target="_blank">Antimafiaduemila</a></p>
<p><em>di Antonio Ingroia &#8211; 29 maggio 2009</em></p>
<p><strong><em>Capaci 23 maggio 1992 – 23 maggio 2009</em></strong>. Sono passati 17 anni da quel giorno terribile che sventrando un intero tratto d’autostrada squarciò i cuori degli italiani onesti. Giorno terribile di fuoco, fiamme, e dolore. Il giorno dell’impotenza.</p>
<p>Lo Stato in ginocchio, l’umiliazione della Legge, la prova della tracotanza del potere criminale sul territorio.</p>
<p>Vennero poi i giorni della rabbia. Il dolore sordo che esplose nelle grida straziate ai funerali dove la folla vociante levò al cielo l’indignazione che non si rassegna. Giorni di rabbia, ma anche di impegno e di coraggio. Palermo piangeva i propri figli e fra questi, con rimorso e rimpianto, Giovanni Falcone, l’uomo che avrebbe dovuto saper proteggere più e meglio degli altri, ma nello stesso tempo diceva al mondo di rifiutare l’etichetta di epicentro universale del crimine che le si voleva appiccicare, che pretendeva di diventare capitale dell’antimafia. Da quell’impegno, dal volto addolorato ma deciso dei tanti siciliani che trovarono il coraggio e la forza di scendere per le strade a manifestare contro la mafia, al fianco di tanti italiani venuti da ogni parte del continente, in una ritrovata unità nazionale contro la violenza e per la legalità, prese avvio la stagione della riscossa. Una stagione lunga, difficile ai suoi inizi, contrastata, tormentata da altre stragi, altro sangue. Via D’Amelio, Palermo come Beirut, il rischio di perdere, con la morte di Paolo Borsellino, la partita. Ma, ancora una volta, allo sconforto seguì la reazione, perfino più forte. Poteva essere il colpo mortale alle speranze degli italiani onesti, che invece tornarono a fare sentire la loro voce: contro la mafia, ma anche contro i governanti che non avevano fatto abbastanza per proteggere quegli uomini, per aiutarli, per sostenerli. E dopo i giorni della rabbia e dell’indignazione vennero di nuovo i giorni della mobilitazione. Una mobilitazione dalla quale nacque un movimento antimafia di massa, che esercitò una pressione così forte da dare i suoi frutti nell‘arco di pochi giorni. Seguirono infatti assunzioni di impegno politico-istituzionale, provvedimenti legislativi ed operativi. Si avviò allora l’onda lunga della resistenza antimafia, che come un fiume carsico, pur tra emersioni e sommersioni, non ha mai smesso di scorrere. Neppure nei momenti più difficili. Neppure quando si è avuta l’impressione che la gerarchia dei valori fosse capovolta ed è sembrata prevalere una nuova voglia di convivenza con la mafia e l’illegalità, nuove forme di rimozione e approcci revisionisti con quella storia, a dispetto della memoria di chi c‘era. Neppure quando la magistratura più impegnata ha subìto la stessa sorte che aveva colpito in vita Falcone e Borsellino, ripetutamente calunniati, accusati di fare carrierismo del loro impegno, di strumentalizzare politicamente la funzione giudiziaria, di avere costituito nel Palazzo di Giustizia di Palermo un centro di potere sottratto ad ogni controllo.</p>
<p>Di quel 23 maggio è rimasta dunque, nonostante tutto, una traccia indelebile nella coscienza civile del Paese. Come una ferita mai rimarginata, che anzi torna a sanguinare, a riaprirsi ogni 23 maggio. Certo, ogni anniversario è soprattutto un anno in più, che si accumula, che incrementa la distanza da quel giorno, da quell’emozione. Dopo 17 anni siamo tutti più anziani, il passo è forse un po’ più pesante. Il ricordo diventa più sbiadito e aumentano i cittadini che non hanno vissuto quei giorni e non ne hanno ricordo consapevole. Il movimento antimafia è animato da giovani che nel 1992 erano appena nati.</p>
<p>D’altra parte, è anche vero che siamo più ricchi di esperienze e di consapevolezze. La consapevolezza della potenza della mafia, ma anche della sua vulnerabilità. La consapevolezza che è una lotta che si può vincere solo se condivisa da tanti, invece che delegata a pochi, altrimenti destinati al fallimento. La consapevolezza che l’antimafia non può essere solo della repressione, ma soprattutto dei diritti, dell’economia, della politica, della cultura. La consapevolezza che bisogna parlarne, prima ancora che nei tribunali, nelle scuole, nelle chiese, nelle famiglie, e sempre più spesso nella stampa e in TV.</p>
<p>Certo, non sempre si parla di mafia quanto e come si dovrebbe. Tanto c’è ancora da fare sul piano della sensibilizzazione sociale e della diffusione della cultura della legalità, molte le riforme legislative che occorrono e l’adeguamento della strumentazione antimafia è urgente. Ci sono ampi settori della società siciliana, nei quartieri più degradati come nelle classi più agiate, che con la mafia lavorano e fanno affari. La politica sembra reagire con forza adeguata alla pressione mafiosa solo nei momenti di emergenza, quando si sente in pericolo, quando vede i morti per strada. Mentre spesso prevalgono logiche di compromesso e di convivenza, quando non addirittura di convenienza. In una colpevole miscela di connivenze, compiacenze, coperture, profitti.</p>
<p>Talvolta anche nel mondo paludato della politica irrompono sussulti di impegno. Sul fronte carcerario, per restituire sostanza al regime penitenziario di un 41 bis che in 17 anni è stato svuotato di senso e di contenuto, anche se manca ancora la riapertura dei “carceri-simbolo” di Pianosa e dell’Asinara. Sul fronte antiracket, introducendo meccanismi premiali per chi denuncia e sanzionatori per chi tace e copre. Sussulti che nella società hanno radici sempre più profonde, sempre meno contingenti. Sarebbe stato impensabile, diciassette anni fa, un movimento spontaneo e permanente come quello dei ragazzi di “Addio Pizzo”, o l’estendersi di nuovi atteggiamenti antimafiosi di denuncia, che vanno germogliando, seppur tra le resistenze, all’interno di un’imprenditoria siciliana meno disposta a convivere con la mafia. Ed impensabile allora che Cosa Nostra avrebbe subito così tanti colpi alla struttura militare, costretta a sciogliere la c.d. “cupola”, in difficoltà perfino nel mantenimento di un efficiente racket del pizzo, falcidiata com’è da arresti e nuovi collaboratori di giustizia, da sequestri e confische delle sue ricchezze, incapace di elaborare ambiziosi piani criminali, ricondotta all’ambito più ristretto della difesa delle proprie ricchezze e della ristrutturazione della sua struttura finanziaria.</p>
<p>Siamo più consapevoli, dicevamo. Consapevoli anche della straordinaria capacità di Cosa Nostra di risorgere dalle proprie ceneri. Attenti a non dare per dissolto un sistema di potere criminale che, nonostante tutto, è ancora forte sul territorio, e capace di adattarsi alle condizioni mutate. Vigili di fronte ad un sistema politico-economico troppo permeabile ai condizionamenti mafiosi.</p>
<p>Ebbene, è nostro compito e dovere, di cittadini più consapevoli a diciassette anni da quel 23 maggio, pietra miliare della nostra democrazia, fare di questa consapevolezza sempre maggiore una ricchezza. Una ricchezza da preservare, ma soprattutto da reinvestire. Investire in nuove conoscenze, passi avanti verso la verità, tutta la verità. Verità ad ogni costo. La verità sulla stagione delle stragi e della trattativa, la verità sui tanti buchi neri di quei mesi e di quegli anni. La verità perfino su di noi, sul fronte dell’antimafia, smascherando ipocrisie ed imposture e professionismi che pure ci sono. Senza eufemismi e mezze misure. La verità a volte può far male, ma la verità va ricercata da tutti, perché la verità è conquista collettiva. Ed è conquista di democrazia e di libertà. Perché non c’è libertà senza verità, non c’è libertà nella menzogna o nelle mezze verità. La verità è sempre rivoluzionaria, diceva Antonio Gramsci in una frase famosa che Leonardo Sciascia citò in un romanzo altrettanto famoso. Non so se sia sempre così, ma sono certo che, come diceva Gandhi, “la verità non danneggia mai una causa giusta”.</p>
<p>Ebbene, se vogliamo avviare una ricostruzione della nostra Italia, una ricostruzione dai tanti terremoti che l’hanno ferita, non solo quello terribile, l’ultimo, che ha sconvolto l’Abruzzo, ma anche i tanti terremoti che ne hanno scosso l’anima, a cominciare da quello che dilaniò la nostra terra quel 23 maggio del 1992, bisogna avere la forza e la voglia di ricostruire una verità condivisa su quei giorni. Noi siamo figli di quel 23 maggio e dobbiamo sapere tutta la verità su quel giorno e su ciò che ne seguì. A tutti i costi, perché la verità non ha prezzo.</p>
<p>Ricostruire quei giorni e quella stagione delle stragi e della trattativa significherebbe ricostruire le fragili fondamenta della nostra democrazia, rifondarla su basi più solide. La verità è libertà. Potremmo dire, con le parole del Vangelo, “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Dipende anche da ciascuno di noi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 maggio 1992]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/2009/05/23/23-maggio-1992/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 18:46:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
<guid>http://andreasferrella.wordpress.com/2009/05/23/23-maggio-1992/</guid>
<description><![CDATA[ ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-1265" href="http://andreasferrella.wordpress.com/2009/05/23/23-maggio-1992/capaci/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1265" title="capaci" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2009/05/capaci.jpg" alt="capaci" width="450" height="383" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[23 MAGGIO 1992 - GIOVANNI FALCONE INSIEME AL SUO MESSAGGIO DIVENTA ETERNO]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2009/05/23/23-maggio-1992-il-falcone-insieme-al-suo-messaggio-diventa-eterno/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 14:48:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>ALMA</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2009/05/23/23-maggio-1992-il-falcone-insieme-al-suo-messaggio-diventa-eterno/</guid>
<description><![CDATA[Questa è una delle foto più famose della nostra Repubblica. Il canale youtube è zeppo di filmati su ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
Questa è una delle foto più famose della nostra Repubblica.<br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3033/2518214218_3548fc09a1.jpg?v=0" alt="" /><br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Il canale youtube è zeppo di filmati su Falcone e Borsellino.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
In moltissimi video, al ricordo dei due Magistrati, si associano le parole di Berlusconi in difesa di Mangano, suo stalliere e all&#8217;epoca ritenuto la testa di ponte della mafia al nord.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
In altri filmati si parla di Dell&#8217;Utri e della sua condanna per mafia.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
<strong>Io ho scelto un filmato dove si parla solo di Falcone e di Borsellino.<br />
</strong><br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
In Italia molte delle persone coinvolte nelle vicende oggetto delle indagini di  Falcone e di Borsellino sono vive, alcune sono in carcere altre hanno importanti responsabilità nel mondo politico ed economico.<br />
Anche loro moriranno e si ritroveranno al cospetto di Falcone e Borsellino.<br />
<span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:large;"><br />
La mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani è destinata ad avere un&#8217;inizio ed una fine. Sono parole di Falcone<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Nel frattempo alcune persone, impegnandosi per estirpare la mafia dalla società e dal cuore delle persone, si sono guadagnate il rispetto e gli onori eterni, altre invece cercheranno di godersi gli ultimi scampoli di celebrità e poi saranno problemi loro.<br />
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:large;"><br />
In futuro la memoria di Falcone e di Borsellino non dovrà più essere macchiata dall&#8217;odio nei confronti di nessuno, è una luce immensa che basta a se stessa ed illumina il nostro tentativo di diventare uomini veri.<br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
<em><strong>alma<br />
</strong></em><br />
<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jSz4-eBfbIw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jSz4-eBfbIw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span> </p>
<p><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:large;"><br />
<em><strong>da Riccardo</strong></em></p>
<p><span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Caro Alma,<br />
In questa giornata di ricordo trovo anche io corretto parlare solo di Falcone e Borsellino tralasciando le presunte (ma non troppo) collusioni del nostro premier.<br />
Mi sembra però altrettanto corretto menzionare, accanto ai nomi di questi 2 paladini della legalità, le figure degli 8 agenti di scorta deceduti assieme a loro; 8 padri di famiglia che, per quelli che ora sono circa 1200 € al mese (MILLEDUECENTO Ministro Maroni!!!! Le ronde quanto ci costeranno???), consapevoli del rischio quotidiano a cui andavano incontro, hanno accettato ugualmente di sacrificare le loro vite, spinti da nient’altro che lo stesso spirito di servizio citato dal Giudice Falcone nel video.<br />
Col sorriso amaro di chi può ben immaginare quanto lo Stato si sia ricordato dei familiari di questi colleghi, riporto i loro nomi, nella speranza di far vivere anche alla loro memoria, almeno un giorno di meritata gloria…</p>
<p style="text-align:center;">
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
Vito Schifani, 27 anni<br />
Rocco Di Cillo, 30 anni<br />
Antonio Montinaro, 30 anni</p>
<p style="text-align:center;">
<span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:x-large;"><br />
Emanuela Loi, 25 anni<br />
Walter Eddie Cosina, 31 anni<br />
Agostino Catalano, 43 anni<br />
Vincenzo Li Muli, 22 anni<br />
Claudio Traina, 27 anni<br />
</span></span></p>
<p></span></span></p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricordando il 23 maggio 1992]]></title>
<link>http://onoratasocieta.wordpress.com/2009/05/23/ricordando-il-23-maggio-1992/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 14:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Concetta Cice</dc:creator>
<guid>http://onoratasocieta.wordpress.com/2009/05/23/ricordando-il-23-maggio-1992/</guid>
<description><![CDATA[Oggi ricorre il 17° anniversario della strage avvenuta a Capaci che vide la morte del giudice Giovan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-608" href="http://onoratasocieta.wordpress.com/2009/05/23/ricordando-il-23-maggio-1992/giovanni-falcone/"><img class="alignleft size-full wp-image-608" title="Giovanni Falcone" src="http://onoratasocieta.wordpress.com/files/2009/05/giovanni-falcone.jpg" alt="Giovanni Falcone" width="225" height="188" /></a>Oggi ricorre il 17° anniversario della strage avvenuta a Capaci che vide la morte del giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. Una strage voluta da Cosa Nostra facendo un favore allo stato. Un delitto che ha risvegliato in tanta gente una coscienza da molto tempo assopita e che continua a dare, anche a distanza di diciassette anni, la forza per reagire e denunciare. Un delitto che ha fatto urlare a migliaia di italiani &#8220;FUORI LA MAFIA DALLO STATO&#8221;.</p>
<p>Grazie Giovanni.</p>
<p>Vorrei ricordare il giudice Falcone con queste dichiarazioni e con i video a seguire, perchè gli inutili codazzi e processioni politiche ed istituzionali, francamente mi provocano il voltastomaco:</p>
<blockquote><p>«&#8230;un giudice corrotto che ha costruito un’intera storia su un pentito volgare, che mette a repentaglio e delegittima la classe dirigente siciliana solo perchè serve al Nord. Non avete detto niente su un magistrato che prima è stato mandato in America, poi si è ammalato, ora chiede trasferimenti… di un pentito che stamattina ha citato lo stesso giudice su dei fatti importanti che nessuno di voi ha voluto dire. Questo è giornalismo mafioso.»</p>
<p>senatore Salvatore Cuffaro, 1991, durante la staffetta televisiva fra &#8220;Samarcanda&#8221; di Michele Santoro e il Maurizio Costanzo Show</p></blockquote>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Discorso di Paolo Borsellino in occasione della veglia per Giovanni Falcone</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/a2_n6AUty28&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/a2_n6AUty28&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Folla inferocita contro i politici ai funerali di Borsellino</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rr5umA_cEp8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/rr5umA_cEp8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://onoratasocieta.wordpress.com/2009/05/23/ricordando-il-23-maggio-1992/" target="_tab"><img style="border:none;vertical-align:middle;" src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio5.gif" alt="" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metà vita fa. Esattamente.]]></title>
<link>http://paperogaedintorni.wordpress.com/2009/05/23/meta-vita-fa-esattamente/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:52:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>paperogaedintorni</dc:creator>
<guid>http://paperogaedintorni.wordpress.com/2009/05/23/meta-vita-fa-esattamente/</guid>
<description><![CDATA[A diciassettanni ero un semidio. Bello e biondo come il sole, e dicevo sempre di sì. Almeno, avrei v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-895" title="41" src="http://paperogaedintorni.wordpress.com/files/2009/05/41.jpg?w=300" alt="41" width="333" height="196" /></p>
<p style="text-align:justify;">A diciassettanni ero un semidio. Bello e biondo come il sole, e dicevo sempre di sì. Almeno, avrei voluto dirlo, se la ragazza per cui smaniavo da mesi e mesi mi avesse concesso almeno l&#8217;onore di un bacio. A quei tempi non ero un sessuomane, mi sarei accontentato.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sbattevo la testa da mesi. Ero convinto <em>(stramaledetto sia dantealighieri e marcisca nel più bollente dei suoi inferni</em>), che un tale sforzo d&#8217;amore non avrebbe potuto passare inosservato. Diobuono, era da settembre che le telefonavo quasi ogni giorno, a San Valentino feci recapitare rose rosse da un mio compagno di scuola (che si prese pure la mancia dai suoi genitori), spendevo tutta la paghetta per comprarle regali, cazzo le regalai anche uno Swatch Scuba comprato sottobanco da un compagno di scuola  traffichino a &#8220;prezzo di favore&#8221; (<em>leggi, inculata, maledetto cane, spero tu sia morto</em>). Le scrivevo lettere d&#8217;amore, in quei mesi scrissi le stronzate più abominevoli che possano essere partorite dal cervello in pappa di un innamorato adolescente. Cercavo di mostrarmi brillante, cazzo lo ero, ero un leader, un trascinatore, pieno di carisma fino alle adenoidi a quei tempi. Cantavo, recitavo, vincevo tornei di tennis, avevo un ottimo sinistro a pallone. Insomma, avevo tutta la restante metà della mia vita per diventare un ameboide .</p>
<p style="text-align:justify;">Però lei, manco per il cazzo. Era improvvisamente sbucata fuori dall&#8217;anomimato dei suoi 14 anni, piombando nel fiore dei 15 al centro dell&#8217;attenzione di una generazione di salentini maschi e con il testosterone  assatanato. La guardavano tutti, tutti la volevano, ed io certo non ero in cima ai suoi desideri. Però ero il più costante degli ammiratori scassacazzo che madrenatura abbia vomitato su questa nuda e triste terra. La sua indifferenza non mi feriva, i suoi rifiuti non mi facevano arretrare di un millimetro. Ero sempre lì, a ripetere quel numero che ancora ricordo sulla tastiera rotatoria del telefono SIP, oppure a vergare chilometriche lettere di smielate dichiarazioni d&#8217;amore zuccheroso, oppure ad imbucare a stento nella sua cassetta delle poste doni degni di un Babbo Natale rincoglionito dall&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:justify;">Era passato l&#8217;autunno, l&#8217;inverno mite e anche la primavera, invero abbastanza incazzata e calda, se ne stava andando. Era la fine di maggio, e lei era sempre lì, a due passi, ma irraggiungibile. Non aveva ancora scelto nessuno, e per me era già un&#8217;ottima notizia. Poteva scegliere chiunque, ancora, ed io ero chiunque. Nonostante i suoi <em>non provo nulla per te, non sei il mio tipo, dovresti rassegnarti, hai rotto il cazzo</em>, <em>gesummaria se esistesse lo stalking ti denuncerei senza manco pensarci</em>, io ritenevo ancora che fosse solo questione di tempo, di poco tempo. Che poi, a 17 anni la concezione del tempo te la raccomando.</p>
<p style="text-align:justify;">Era un sabato pomeriggio. Un sole meraviglioso, un caldo porco, eravamo tutti nel parco di periferia che ogni settimana accoglieva noi scout per la nostra attività all&#8217;aria aperta. Da buon rapace la osservavo ed aspettavo  il momento di parlarle da solo per quei tre minuti che avrebbero riempito il serbatorio delle mie illusioni fino al prossimo sabato. E difatti, dopo la fine dell&#8217;attività, la trovai seduta su una panchina che scriveva qualcosa sulla smemoranda. Le mie gambe lunghe e magre mi scaraventarono davanti a lei in silenzio e in pochi istanti. Lei alzò lo sguardo, e mi rivolse una faccia a metà tra il &#8220;ah, ciao&#8221; e il &#8220;che rottura di coglioni&#8221;. Non so cosa le dissi, o cosa cominciai ad imbastire, boh, sta di fatto però che chiuse il diario e cominciò ad ascoltarmi, a guardarmi in faccia, interessata. Minchia, io mi sentivo  un supereroe, magari dinoccolato e impacciato, facciamo un Ralph Supermaxieroe, con tanto di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dhOGrkBKCvk" target="_blank">sigla di sottofondo</a> (sentitela anche voi, vi renderà l&#8217;idea). Lei mi sorrideva, io parlavo, io e lei seduti sulla stessa panchina, diamine, mai successo, era un orgasmo spirituale che solo ad un diciassettenne minchia può sembrare migliore di un orgasmo fisico.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Mentre ancora parlavo, e mentre ancora lei ascoltava e sorrideva, e già pregustavo un appuntamento o una mano tenuta o diamine, qualunque altra cosa, un nostro amico piombò come un ripugnante condor su quell&#8217;amore che stava per sbocciare, correndo verso noi senza fiato e con lo sguardo di chi deve comunicare una cosa e vuole essere il primo a farlo. Io lo notavo avvicinarsi da lontano, sapevo che veniva ad interrompere tutto, e speravo nel frattempo inciampasse su qualche radice d&#8217;albero e si spezzasse le gambe, e magari svenisse dal dolore. Ma nulla da fare, il destino sotto forma di quell&#8217;uccellaccio era arrivato, ed i miei sogni di coppia felice se ne andavano allegramente in vacca. La sigla di Ralph sfumava nella mia mente, e già raccoglievo i cocci della mia delusione.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Hanno ammazzato Falcone&#8221;, disse, laconico, con poco fiato una faccia paonazza e gli occhi spalancati.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Cazzo, proprio adesso&#8221;, mi venne da pensare d&#8217;istinto. Ma fu un attimo, l&#8217;ultimo attimo spensierato della settimana a venire. Corremmo verso il bar più vicino in cui c&#8217;era una televisione. Decine di persone di quella periferia di malavitosi a contemplare attoniti quel cratere da guerra civile, tutta quella gente.</p>
<p style="text-align:justify;">La sera noi del solito gruppo uscimmo a mangiare una puccia, ma parlavamo poco. Facemmo un giro in vespa e motorini al mare, ma anche lì nessuno fiatò. Notavo facce che non sapevano spiegarsi bene cos&#8217;era successo e cosa poteva significare.</p>
<p style="text-align:justify;">La mattina dopo comprai due giornali, io che non ne avevo mai comprato uno, a parte la Gazzetta dello sport e il Guerin Sportivo. I giorni successivi furono giorni di scioperi scolastici, di assemblee improvvisate, furono giorni di una generazione di meridionali, dalla Puglia alla Sicilia alla Campania alla Calabria, che prese coscienza in un botto della propria condizione di sudditi e di umiliati, di gente quasi senza scampo. Furono giorni di lenzuola ai balconi, di un funerale trasmesso nell&#8217;atrio della nostra scuola, con metà degli studenti attoniti e l&#8217;altra metà con le lacrime agli occhi. Per una intera settimana non pensai a lei, non pensai a nulla. Vagavo in questo turbinio di movimenti giovanili che non sapevano bene che fare, ma capivano che si era passato il segno. Alla televisione facevano vedere una Sicilia quasi liberata, la gente in piazza, fiumi di persone mano nella mano, candele, processioni. Lo Stato contestato strattonato spintonato impaurito ai funerali, la mafia insultata a reti unificate. Durò poco, niente di serio.</p>
<p style="text-align:justify;">Lei capitolò quattro mesi dopo. Ci baciammo sotto un castagneto dell&#8217;appennino silano. Stemmo insieme solo qualche anno.</p>
<p style="text-align:justify;">Niente di serio, neanche qui.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Capaci (di meritare di non meritare)]]></title>
<link>http://franchinosway.wordpress.com/2009/05/23/capaci-di-meritare-di-non-meritare/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:28:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilkonte</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avevo quasi 12 anni e piansi, attaccato alla televisione. Quanta tensione quel giorno. Quanta disper]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/aFe2WI3rLyU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/aFe2WI3rLyU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Avevo quasi 12 anni e piansi, attaccato alla televisione. Quanta tensione quel giorno. Quanta disperazione. Quanta paura. Quanto orgoglio. Orgoglio di essere dalla parte della vittima, di volerlo essere, di sentire che quel giorno avevano ammazzato non solo Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta aprendo e rigirando la strada che tutti stavamo percorrendo con loro. Quel giorno, in mezzo a quella terra marrone e quelle lamiere, dentro quel cratere di inferno, c&#8217;era tanta Italia, c&#8217;era l&#8217;ultima Italia. Che pensava di voler cambiare pagina, che si stava tuffando nel sogno della fine di quella che è passata alla storia come &#8220;Prima Repubblica&#8221;. C&#8217;era fibrillazione, fermento. Le trasmissioni nuove di Rai 3, gli inizi di Santoro, il tg3, Di Pietro, Mani Pulite, il Pool di Palermo. Si sapeva che qualcosa stava cambiando, che qualcosa doveva cambiare. E quella esplosione bloccò per un attimo tutto. Ci sbattè in faccia la realtà di un Paese che NON PUO&#8217; e NON DEVE cambiare.</p>
<p style="text-align:justify;">Hanno vinto. E la nostra indignazione, la nostra rabbia, la nostra frustrazione, i nostri ragionamenti, i nostri moti di disgusto di fronte alla Caporetto dell&#8217;ovvio non potrà mai lavare la vergogna e l&#8217;onta di cui si è macchiato il nostro paese. Abbiamo meritato di non meritare martiri perchè non c&#8217;è nulla di sano, di bello, di pulito, di onesto, di limpido in questo paese di pulcinella per cui, ormai, valga la pena di morire.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 maggio 1992]]></title>
<link>http://ilfantasticomondodilaura.wordpress.com/2009/05/23/23-maggio-1992/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:13:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>lauralicata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avevo 7 anni, quasi 8. Ricordo mia mamma con il pancione (da li a breve sarebbe nata mia sorella Rit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-425" title="6922" src="http://ilfantasticomondodilaura.wordpress.com/files/2009/05/6922.jpg" alt="6922" width="480" height="360" />Avevo 7 anni, quasi 8.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Ricordo mia mamma con il pancione (da li a breve sarebbe nata mia sorella Rita) e poche altre cose di quel giorno ma ricordo benissimo ciò che avvenne dopo, dopo la strage di via D&#8217;Amelio e negli anni successivi.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Ricordo che le maestre ci parlarono a lungo dei Giovanni e Paolo e della mafia, ricordo  le catene umane a cui pertecivo con mio padre, ricordo i lenzuoli bianchi alle finestre.</h2>
<h2 style="text-align:justify;">Per me allora era tutto un gioco e molto probabilmente non capivo neanche tanto quello che facevo ma quel periodo è stato veramente importante per me perchè, nel bene e  nel male, ha contribuito a fare di me la persona che sono oggi dopo 17 anni.</h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[17 anni dopo.....ricordiamo e riflettiamo]]></title>
<link>http://misilmeriblog.wordpress.com/2009/05/23/17-anni-dopo-ricordiamo-e-riflettiamo/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 07:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>gladiatorudc</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una Misilmeri infangata, oggi come allora, da una scia di violenza e morte, non possiamo che ferm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">In una <strong>Misilmeri infangata</strong>, oggi come allora, da una scia di violenza e morte, non possiamo che fermarci e riflettere.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi auguro che <strong>Giovanni Falcone</strong> avesse ragione, la mafia oltre che un inizio avrà anche una fine, auguriamoci che questa fine non sia lontana, e speriamo di raggiungerla senza dover più sacrificare la vita di nessun uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il prezzo pagato da questa terra, dalla Nostra Sicilia, è già abbastanza alto.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/XfhEgEaJnQM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/XfhEgEaJnQM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agenda - A Cittanova ricordando Giovanni Falcone]]></title>
<link>http://claudiocordova.wordpress.com/2009/05/23/agenda-a-cittanova-ricordando-giovanni-falcone/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 06:45:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiocordova</dc:creator>
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<description><![CDATA[Diciassette anni fa, a Capaci, perdevano la vita i magistrati Giovanni Falcone e la moglie Francesca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-898" title="AT23mag09_locandinaDEF[1]" src="http://claudiocordova.wordpress.com/files/2009/05/at23mag09_locandinadef1.jpg" alt="AT23mag09_locandinaDEF[1]" width="280" height="600" /></p>
<p>Diciassette anni fa, a Capaci, perdevano la vita i magistrati Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.</p>
<p>Oggi sarò a Cittanova a moderare l&#8217;incontro-dibattito &#8220;Per non dimenticare l&#8217;eredità di Giovanni Falcone&#8221;, organizzato dal movimento &#8220;Ammazzateci tutti&#8221; e dalla Fondazione Antonino Scopelliti. Oltre ad <strong>Aldo Pecora</strong> e <strong>Rosanna Scopelliti</strong>, interverranno <strong>Salvatore Boemi</strong>, ex magistrato, attuale Commissario della Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria, <strong>Renato Cortese</strong>, capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria, <strong>Rocco Lentini</strong>, giornalista e storico, Presidente Istituto &#8220;Ugo Arcuri&#8221;. Nel corso dell&#8217;incontro verrà proiettato anche un video-messaggio di <strong>Maria Falcone</strong>, moglie del magistrato ucciso diciassette anni fa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1992-2009: Falcone non si dimentica]]></title>
<link>http://pdpietrasanta.wordpress.com/2009/05/23/1992-2009-falcone-non-si-dimentica/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 00:52:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdpietrasanta</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Nset-XKghOY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Nset-XKghOY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["23 MAGGIO 1992, MI RICORDO DOV'ERO QUEL GIORNO?"]]></title>
<link>http://pupidizuccaro.wordpress.com/2009/04/29/23-maggio-1992-mi-ricordo-dovero-quel-giorno/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 19:50:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<guid>http://pupidizuccaro.wordpress.com/2009/04/29/23-maggio-1992-mi-ricordo-dovero-quel-giorno/</guid>
<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo Il  quarto appuntamento di cu arriva ietta vuci lo abbiamo pensato per le m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Riceviamo e pubblichiamo</em></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.klpteatro.it/images/stories/LaVicaria1.jpg" alt="" width="290" height="290" /></p>
<p>Il  quarto appuntamento di<em> cu arriva ietta vuci </em>lo abbiamo pensato per le memorie.<br />
La memoria è importante per definire l&#8217;identità e per disegnare un futuro.<br />
Il 23 maggio 1992 a palermo venivano uccisi da una bomba il giudice Falcone, sua moglie e i 5 uomini della sua scorta.<br />
Lo sappiamo benissimo.</p>
<p>È stato uno spartiacque per tutti i palermitani, per molti italiani.<!--more-->Io mi ricordo dov&#8217;ero quel pomeriggio.<br />
Era un sabato qualunque, di un maggio già caldo.<br />
Ero in via Libertà, in giro, con mia madre, all&#8217;improvviso l&#8217;aria si fermò, si cominciarono a sentire mille sirene impazzite, e attraverso quell&#8217;aria ferma si diffuse la notizia per strada.</p>
<p>Io me lo ricordo: la mia città si fermò.<br />
Morì e rinacque.<br />
Cosa è rimasto di quel giorno nella vostra testa?<br />
Perchè è importante saperlo, affinchè quelle morti abbiano avuto un senso molto più ampio del &#8220;semplice&#8221; sacrificio di alcuni uomini che fecero &#8220;nulla di più che il proprio dovere.&#8221;</p>
<p>Raccontateci il vostro ricordo e ancora una volta la serata la farete voi.</p>
<p>Vi chiediamo di raccontarci il vostro ricordo, massimo due pagine, ed Emma lo farà recitare ad uno degli attori della sua compagnia.</p>
<p>Palermo ricorda ancora? Che valore ha oggi, che tutto sembra più liquido, più instabile, quel ricordo?</p>
<p>Se volete inviare il racconto o il monologo inviatelo con oggetto &#8220;monologo&#8221; alle due mail contemporaneamente: <strong>info@studiomila.com</strong> e <strong>attounico-sco@libero.it</strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong>CU ARRIVA IETTA VUCI 4</strong><br />
da un’idea di Emma Dante e Mila Spicola</p>
<p style="text-align:right;">&#8220;23 MAGGIO 1992 , MI RICORDO DOV&#8217;ERO QUEL GIORNO?&#8221;</p>
<p style="text-align:right;">per un teatro civile a Palermo<br />
da un&#8217;idea di Emma Dante e Mila Spicola<br />
direzione artistica Emma Dante<br />
organizzazione Mila Spicola</p>
<p style="text-align:right;">DOMENICA 24 maggio 2009 ore 17.00</p>
<p style="text-align:right;">SPAZIO TEATRALE <a href="http://www.emmadante.it/lavicaria.html">LA VICARI&#8217;A</a><br />
Via Polito 5c (traversa di via Perpignano), Palermo, ingresso libero</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giovanni Falcone e gli altri magistrati]]></title>
<link>http://biscoteca.wordpress.com/2008/05/23/giovanni-falcone-e-gli-altri-magistrati/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 10:57:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>superbisco</dc:creator>
<guid>http://biscoteca.wordpress.com/2008/05/23/giovanni-falcone-e-gli-altri-magistrati/</guid>
<description><![CDATA[Il 23 Maggio 1992 &#8211; 16 anni fa &#8211; Giovanni Falcone, magistrato che lotta contro la mafia,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il <strong>23 Maggio 1992</strong> &#8211; 16 anni fa &#8211; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Falcone" target="_blank">Giovanni Falcone</a>, magistrato che lotta contro la mafia, muore per mano di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Brusca" target="_blank">Giovanni Brusca</a> in un attentato sull&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autostrada_A29" target="_blank">autostrada tra Palermo e Punta-Raisi</a>. Cinque quintali di tritolo uccidono sul colpo gli agenti della scorta e fanno schiantare l&#8217;auto di Falcone e della moglie su un muro.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Biagi" target="_blank">Enzo Biagi</a> lo ricorda in una puntata de <em>Il Fatto</em>, mettendo in evidenza, con le parole di Giuseppe Ayala, collaboratore di Falcone, le colpe di magistrati, politici e giornalisti che hanno lasciato da solo l&#8217;uomo e il giudice che divenne un eroe.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ne0knR2pMyM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ne0knR2pMyM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Nel video si fa riferimento anche agli altri magistrati e giudici e giornalisti e pubblici funzionari che negli anni hanno combattuto Cosa Nostra.</p>
<p>Un ultimo ricordo va a <strong>Peppino Impastato</strong>, ucciso lo <a href="http://chiaratravel.spaces.live.com/Blog/cns!E05D31281190FC7C!1045.entry" target="_blank">stesso giorno</a> della morte di Aldo Moro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 Maggio 1992]]></title>
<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/05/23/23-maggio-1992/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 10:31:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonioconsoli</dc:creator>
<guid>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/05/23/23-maggio-1992/</guid>
<description><![CDATA[Ieri ho sentito un magistrato dire che non fa più il pm a Palermo perché i giochi erano diventati tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img269.echo.cx/img269/7152/falconenbgrand4ly.jpg" alt="" width="258" height="393" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ieri ho sentito un magistrato dire che non fa più il pm a Palermo perché i giochi erano diventati troppo grandi. Oggi è a Roma e fa il giudice, e alla mafia (e a certa politica) &#8211; evidentemente &#8211; non dà più fastidio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri ho sentito Ayala dire che oggi sarebbe stato a Palermo, all&#8217;aula bunker. Come ogni anno. Per la commemorazione. Come a dire: non ci resta altro da fare, se non commemorare.</p>
<p style="text-align:justify;">Falcone non ha combattuto solo la mafia. Si è scontrato con il potere politico. E&#8217; morto per questo.</p>
<p style="text-align:justify;">I giochi erano diventati troppo grandi e non era possibile proseguire oltre.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricordo Falcone. Come ogni anno. Con una lacrima.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quel maledetto 23 Maggio di 16 anni fa]]></title>
<link>http://dambra.wordpress.com/2008/05/23/quel-maledetto-23-maggio-di-16-anni-fa/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:39:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
<guid>http://dambra.wordpress.com/2008/05/23/quel-maledetto-23-maggio-di-16-anni-fa/</guid>
<description><![CDATA[Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img src="http://www.tuttocasarano.it/falcone.JPG" alt="//www.tuttocasarano.it/falcone.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori." /></p>
<blockquote><p><em>Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. <strong>Giovanni FALCONE</strong></em></p></blockquote>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="display:inline;">1991 &#8211; Staffetta Maurizio Costanzo Show &#8211; Sammarcanda. In studio, tra gli altri, Giovanni Falcone. Prende la parola un giovane Totò Cuffaro.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In ricordo di Falcone, ma....]]></title>
<link>http://misilmeriblog.wordpress.com/2008/05/23/in-ricordo-di-falcone-ma/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:30:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Misilmeri Blog</dc:creator>
<guid>http://misilmeriblog.wordpress.com/2008/05/23/in-ricordo-di-falcone-ma/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Sicuramente è bello che per ogni 23 maggio si ricordi Falcone, ma è molto triste pensare che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-385" src="http://misilmeriblog.wordpress.com/files/2008/05/falcone.jpg" alt="" width="159" height="151" /><span class="normal">&#8220;Sicuramente è bello che per ogni 23 maggio si ricordi Falcone, ma è molto triste pensare che serve un 23 maggio, e tante altre simili ricorrenze, per ricordare i caduti per mano mafiosa; che serve un 23 maggio per dare luce alla Sicilia; associando il suo nome con quello di mafia; che serve un 23 maggio per assistere attoniti ed impotenti all&#8217;ipocrisia della politica, che si ricorda di commemorare, ma soprattutto non dimentica il suo bacino elettorale mafioso, dal quale attinge per i vari eventi elettorali, a suo piacimento; che serve un 23 maggio per ricordarsi del degrado della sanità siciliana, della situazione rifiuti, della precarietà e quant&#8217;altro.</span><br />
<span class="normal">Spesso il popolo siciliano si indigna di cose molto futili, come i pettegolezzi da cortile o da bar, ma non riesce ad indignarsi davanti ad una politica collusa, un clientelismo diffuso (direi istituzionalizzato), una burocrazia che fa tutto tranne che un sevizio pubblico, e tante altre cose che in una comunità civile, quale è uno Stato di diritto, l&#8217;indignazione sarebbe una reazione minima a tutto ciò. Che Guevara diceva : &#8220;Il miglior modo per dire é fare&#8221;. Mi sorge d&#8217;istinto una domanda, ma se da noi manca anche il dire? A te la risposta&#8230; A te cosa indigna? A me l&#8217;indifferenza..</span><br />
<span class="normal">L&#8217;indifferenza con cui vengono dimenticate e calpestate le idee di quei due magistrati, non dalla politica, ma dalla classe media, intellettuale e borghese, che ormai convive e lucra con la mafia”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Inviato da </strong></span><span style="color:#ff0000;"><em><strong><span class="Normal">Antonio Cirollo</span></strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dedicato a Giovanni Falcone]]></title>
<link>http://pdpietrasanta.wordpress.com/2008/05/23/dedicato-a-giovanni-falcone/</link>
<pubDate>Thu, 22 May 2008 23:13:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdpietrasanta</dc:creator>
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<description><![CDATA[QUANDO GLI UOMINI SONO BESTIE CONTRO GLI ALTRI UOMINI A sedici anni esatti dalla strage di Capaci il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="giovanni_falcone di nicola.lari, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/24521197@N04/2514247151/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2338/2514247151_2e6a4ea6b5_o.jpg" alt="giovanni_falcone" width="400" height="313" /></a></p>
<p><strong>QUANDO GLI UOMINI SONO BESTIE CONTRO GLI ALTRI UOMINI</strong><br />
A sedici anni esatti dalla strage di Capaci il Partito Democratico di Pietrasanta vuole ricordare la scomparsa del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti di scorta. Per ribadire il fermo rifiuto alla mafia e ad ogni tipo di criminalità organizzata. Per non dimenticare i tanti uomini dello Stato e delle istituzioni che, lavorando e lottando, hanno pagato con la loro vita.<br />
<strong>&#8220;<em>Come ho ucciso Giovanni Falcone</em>&#8220;</strong>: la confessione di Giovanni Brusca pubblicata da Saverio Lodato. Nel seguito del post un brano tratto da <strong>&#8220;<em>Falcone e Borsellino &#8211; La calunnia, il tradimento, la tragedia</em>&#8220;</strong> di Giommaria Monti.</p>
<p><strong>CAPACI (PALERMO) &#8211; 23 MAGGIO 1992, ORE 17:58</strong><br />
Quando la macchina raggiunse il punto del frigorifero Gioè mi disse: &#8220;Vai!&#8221;. Ma io, a occhio nudo, non la vedevo. Mi ripetè: &#8220;Vai!&#8221;. Io, ancora, non azionai il telecomando perchè se l&#8217;avessi fatto mentre me lo diceva lui non sarebbe successo nulla.<br />
A un certo punto vidi la croma su cui viaggiavano Falcone, la moglie e l&#8217;autista, ma rallentava! E anch&#8217;io ritardai nel premere il pulsante. Azionai la levetta non quando l&#8217;auto raggiunse il frigorifero, mio punto di riferimento, ma dopo.<br />
La macchina rallentava &#8211; ma questo lo saprò a strage avvenuta &#8211; perchè Falcone aveva tolto le chiavi dal quadro <!--more-->per passarle all&#8217;autista che stava dietro. (&#8230;)<br />
La macchina scese a 80-90 chilometri orari. Io vedevo, a occhio, che la croma perdeva velocità. Gioè insisteva con il &#8220;vai!&#8221; ma io rallentavo, frenavo. Ero come imbalsamato.<br />
Al terzo &#8220;vai!&#8221;, azionai il telecomando e successe quello che doveva succedere. Non è che l&#8217;esplosione fece &#8220;bum&#8221;. Avvenne a ripetizione, perchè i fustini esplodevano uno dietro l&#8217;altro. Sentii &#8220;tututum&#8221;, &#8220;tututum&#8221;, &#8220;tututum&#8221;, onestamente sono rimasto scioccato anch&#8217;io.</p>
<p><a title="la strage di Capaci di nicola.lari, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/24521197@N04/2514982007/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2345/2514982007_88629d6166_o.jpg" alt="la strage di Capaci" width="453" height="386" /></a></p>
<p>Nella prima macchina, quella colpita in pieno, c&#8217;erano tutti gli uomini della scorta. Se l&#8217;auto di Falcone non avesse rallentato sarebbe stata colpita in pieno. Ritardando, infatti, persi l&#8217;orientamento e non azionai il telecomando nel momento in cui Gioè mi diede il via. Se avessi premuto in quel momento non avrei preso nulla. Solo che quando azionai, la macchina del giudice venne tagliata a metà dall&#8217;esplosione e colpita in parte. (&#8230;)<br />
Noi eravamo lontani, ma vedevo tutto: c&#8217;era un fumo enorme. Fiamme no, solo quella dell&#8217;esplosione. Intorno pezzi di asfalto che ricadevano. Ho sentito fare &#8220;tititi&#8221;, tipo pioggia&#8230; Tutti gli allarmi dei villini vicini si erano messi a suonare contemporaneamente&#8230; Ho visto uno dei lampeggianti delle auto di scorta che ancora girava sul tetto di una macchina che non era stata centrata dall&#8217;esplosione&#8230; noi eravamo a circa 300, 400 metri dall&#8217;autostrada. E non c&#8217;era nessun rischio che in quel momento potesse arrivare qualcuno.<br />
Scappammo a piedi, senza assistere ai soccorsi. Battaglia prese il timer, il cannocchiale e lo sgabello che avevamo per appoggiarlo. Noi eravamo più in alto, dove c&#8217;era l&#8217;albero al quale avevo tagliato un ramo perchè mi impediva la visuale. Insomma, avevo fatto tutto con criterio. (&#8230;)<br />
Incontrammo i primi posti di blocco solo quando arrivammo dentro Palermo. Eravamo soddisfatti per il risultato ottenuto, anche se ancora non sapevamo cosa fosse successo esattamente. Camminavamo tranquilli, ma nello stesso tempo scossi, perchè avevamo combinato un casino. (&#8230;)<br />
Accendemmo la televisione e sentimmo che Falcone era in ospedale: era ancora vivo, così come Francesca Morvillo, la moglie. Solo in un secondo momento diedero la notizia della sua morte.<br />
A questa notizia il Cancemi disse: &#8220;Questo cornuto, puh&#8221;. E sputò sul televisore. (&#8230;) Infilò una mano in tasca, prese dei soldi chiedendo a Guglielmino di andare a comperare una bottiglia. (&#8230;)<br />
Abbiamo festeggiato, brindato con i bicchieri, per volere del signor Cancemi&#8230;</p>
<p><strong>A FUTURA MEMORIA</strong><br />
La sentenza con cui la Corte di Cassazione (senza più Corrado Carnevale) sancisce in via definitiva gli ergastoli per i boss di Cosa Nostra scatena la reazione di Totò Riina e dei corleonesi.<br />
Il primo a cadere è Salvo Lima, il 12 marzo 1992. Gli inquirenti sono convinti che Cosa Nostra abbia voluto colpire il garante degli equilibri nell&#8217;isola, l&#8217;uomo in grado di assicurare l&#8217;intervento politico per l&#8217;aggiustamento dei processi. Quelle garanzie probabilmente non poteva più darle, e viene ucciso.<br />
Il 23 maggio tocca a Giovanni Falcone che, con la moglie Francesca Morvillo e la scorta (Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani), sta percorrendo il tratto di autostrada che separa l&#8217;aeroporto di Punta Raisi da Palermo. Con cento chili di tritolo e un comando a distanza gli uomini di Riina fanno saltare in aria un pezzo d&#8217;autostrada mentre arriva la colonna delle auto. 57 giorni dopo, il 19 luglio, tocca a Paolo Borsellino e alla sua scorta, uccisi con le stesse modalità di Falcone a Palermo, in via D&#8217;Amelio.<br />
Il governo manda i militari in Sicilia a presidiare le strade e gli obiettivi strategici. A settembre vengono uccisi in provincia di Catania i cugini di Antonino Calderone, e a Santa Flavia (Palermo) Ignazio Salvo, l&#8217;ex esattore di Salemi. Il cerchio si chiude. Il resto verrà dopo. L&#8217;incriminazione e il rinvio a giudizio di Giulio Andreotti per mafia, quello di Bruno Contrada. L&#8217;arresto di Totò Riina, Nitto Santapaola, Giuseppe Madonia, Giuseppe Pulvirenti, le bombe a Roma, Firenze, Milano.<br />
Tutto però sembra arrivare troppo tardi. I funerali di Falcone e Borsellino si trasformano in una sorta di mea culpa collettivo. Gli amici di ieri dei due giudici uccisi si ritrovano a fianco i nemici di sempre.<br />
Il 25 maggio a Milano, a palazzo di giustizia, mentre si commemora Giovanni Falcone, esplode la rabbia di Ilda Boccassini, uno dei magistrati che gli sono stati vicini. <em>&#8220;<strong>Avete fatto morire Giovanni Falcone &#8211; dice col viso coperto da spessi occhiali scuri &#8211; lo avete fatto morire con la vostra indifferenza, con le vostre critiche che non erano rivolte al suo modo di operare. Una cosa è criticare la superprocura, un&#8217;altra il dire, come hanno fatto il CSM e gli intellettuali del cosiddetto fronte antimafia, che Falcone si era venduto e non era più libero dal potere politico. Falcone a Palermo non poteva più lavorare, perchè gli era stato impedito di fare i processi alla mafia. E per questo ha scelto la strada del ministero, per realizzare il progetto di una struttura unica contro la mafia. Lui non voleva essere lasciato solo dai colleghi ed essere considerato un traditore</strong>&#8220;</em>.<br />
C&#8217;è soprattutto la sinistra e magistratura democratica nel mirino della Boccassini, il non averlo difeso, l&#8217;averlo descritto come un uomo al servizio del potere politico.<br />
Due giorni dopo l&#8217;Unità pubblica un lungo articolo del condirettore Piero Sansonetti dal titolo: &#8220;La sinistra e Falcone. Gli errori, le polemiche, lo spirito di fazione&#8221;. &#8220;<em>Questo giornale negli ultimi mesi, e più di una volta, ha criticato Giovanni Falcone per i suoi atteggiamenti prudenti, per la sua nuova amicizia con i socialisti, per la sua scelta di lasciare Palermo. E ha osteggiato la sua candidatura alla direzione della superprocura. (&#8230;) In queste ore terribili una cosa l&#8217;abbiamo capita tutti, credo: Falcone era un uomo libero</em>&#8220;. (&#8230;)<br />
Necrologi per la morte di Falcone e Borsellino ne sono stati scritti molti. Alcuni utili, altri no. Alla prima specie appartiene l&#8217;articolo di Mario Pirani. Si intitola &#8220;Cent&#8217;anni di solitudine&#8221; come il capolavoro di Marquez. Pirani ripercorre le calunnie, gli attacchi, l&#8217;odio profondo contro Falcone. &#8220;<em>Come Aureliano Buendia, l&#8217;eroe del romanzo che dette trentadue battaglie perdendole tutte, così <strong>Falcone ha combattuto insieme a Paolo Borsellino</strong></em>&#8220;, scrive Pirani: &#8220;<em><strong>Senza perdere l&#8217;ironia di chi sa come vanno le cose nel nostro paese</strong></em>&#8220;.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[15 Anni fa...]]></title>
<link>http://dambra.wordpress.com/2007/05/23/15-anni-fa/</link>
<pubDate>Wed, 23 May 2007 11:02:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
<guid>http://dambra.wordpress.com/2007/05/23/15-anni-fa/</guid>
<description><![CDATA[Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img src="http://www.tuttocasarano.it/falcone.JPG" alt="L'immagine “http://www.tuttocasarano.it/falcone.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori." /></p>
<blockquote><p><em>Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. <strong>Giovanni FALCONE</strong></em></p></blockquote>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="display:inline;">1991 &#8211; Staffetta Maurizio Costanzo Show &#8211; Sammarcanda. In studio, tra gli altri, Giovanni Falcone. Prende la parola un giovane Totò Cuffaro.</span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Yf_jT1LQ1Dw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Yf_jT1LQ1Dw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>2007 &#8211; Totò Cuffaro con la coppola per un&#8217;emittente locale siciliana</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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