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	<title>a-prova-di-morte &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/a-prova-di-morte/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "a-prova-di-morte"</description>
	<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 05:43:34 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Grindhouse - A prova di morte]]></title>
<link>http://culoecamicia.wordpress.com/2008/07/10/grindhouse-a-prova-di-morte/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 10:21:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>culoecamicia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le grindhouse erano le tipiche sale cinematografiche dei piccoli paesi dell&#8217;America degli anni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le <em>grindhouse</em> erano le tipiche sale cinematografiche dei piccoli paesi dell&#8217;America degli anni &#8216;60 e &#8216;70 in cui si trasmettevano i cosiddetti film di serie B: horror e splatter ad alto contenuto di sangue e sesso, storie di inseguimenti in auto e arti marziali che scorrevano su pellicole graffiate, rovinate, cui spesso mancavano parecchi fotogrammi e con l&#8217;audio talvolta non sincronizzato. Quentin Tarantino, insieme all&#8217;amico e collega Robert Rodriguez, ha deciso di rendere omaggio a questo tipo di sale (praticamente costituenti una delle prime fonti del loro bagaglio cinefilo) girando un film diviso in due episodi che avesse &#8211; e sotto sotto prendesse in giro &#8211; tutte le caratteristiche dei B-movie che vi si giravano.<br />
La prima fondamentale condizione per godersi questo film è quindi quella di avere ben presente questo fatto: non va preso troppo sul serio.</p>
<p><img src="http://culoecamicia.wordpress.com/files/2008/05/grindhouse_locandina.jpg" alt="Locandina di Grindhouse - A prova di morte" width="200" align="left" />La storia del primo episodio, girato da Tarantino ed intitolato <em>A prova di morte</em>, è quella di due gruppi di belle ragazze e di uno stuntman maniaco che si diverte ad uccidere utilizzando un arma non molto convenzionale: la sua &#8220;corazzatissima&#8221; auto.<br />
Ho guardato questo film senza sapere che era solamente la prima parte di una lunga storia per cui il finale mi ha lasciato decisamente insoddisfatto. Però, conoscendo le precedenti fatiche del regista, non mi stupirei se il secondo episodio non aggiungesse nulla al primo e più ci penso più mi convinco che alla fine va bene così perché nelle quasi due ore di durata c&#8217;è tutto Tarantino: il suo feticismo per i piedi già dalla prima inquadratura, le donne non solo belle ma anche abili combattenti, le morti spettacolari e violente, un insieme di fu*k e bit*h come se piovessero&#8230;<br />
Per questo la seconda condizione necessaria per apprezzare il film è l&#8217;essere appassionati dei vari Pulp Fiction, Kill Bill, ecc.</p>
<p>Tutto sommato quindi il film mi è piaciuto (anche se non lo ritengo all&#8217;altezza dei già citati precedenti) ma non mi ha stupito il fatto che al botteghino <em>A prova di morte</em> sia stato un flop in quanto probabilmente il target cui il regista si è rivolto è troppo ristretto. Ciò comunque non toglie che Quentin Tarantino sia uno dei registi più geniali e visionari in circolazione.<br />
Bisogna sola sapere a cosa si va incontro quando ci si siede sulle poltroncine del cinema o sul divano ed inizia la proiezione.</p>
<p>zar</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Recensione Film : "Grindhouse: A prova di morte"]]></title>
<link>http://auroraboreale.wordpress.com/2008/04/06/recensione-film-grindhouse-a-prova-di-morte/</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 08:14:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jfk</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Grindhouse&#8221; è un film  in due parti diretto nel 2007 da Quentin Tarantino &#8211; suo i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Grindhouse&#8221; è un film  in due parti diretto nel 2007 da Quentin Tarantino &#8211; suo il primo lungometraggio &#8220;A prova di morte&#8221;  (<a href="http://italy.imdb.com/title/tt1028528/">http://italy.imdb.com/title/tt1028528/</a>) &#8211; e da Robert Rodriguez &#8211; regista della seconda parte &#8220;Planet Terror&#8221;.<br />
I due film coinvolgono alcuni attori in entrambi i segmenti ma in realtà le storie non c&#8217;entrano nulla l&#8217;una con l&#8217;altra.<br />
In questa recensione parlerò soltanto di &#8220;A prova di morte&#8221; (Death Proof) poichè &#8220;Planet terror&#8221; penso non lo vedrò mai trattandosi di film su zombie (unico genere di cinema che non sopporto! Mi fa repulsione, è più forte di me!).</p>
<p>Il film di Tarantino ricalca il suo stile: pulp, molto violento, grottesco, pieno di belle figliole in situazioni estreme e una scelta stilistica &#8211; QT è anche direttore della fotografia &#8211; davvero particolare e divertente.<br />
Grindhouse prende il nome da un genere di film doppi (solitamente B-movies o comunque a budget ridotto) di moda negli anni &#8216;70. Anche questa pellicola era stata inizialmente distribuita nella lunghezza doppia dei due segmenti, ma visto il flop è stata poi spezzata in due parti. <br />
Questo film ricalca molto l&#8217;atmosfera, i vestiti, la musica &#8217;70 pur essendo ambientato ai giorni nostri (l&#8217;indice della modernità è dato solo dalla presenza dei cellulari&#8230;).</p>
<p>Il film è girato in modo che durante la post-produzione appaiaono striature verticali, graffi ed addirittura salti della pellicola come fosse un film scadente proiettato in una pessima sala cinematografica: può dar fastidio o &#8211; al contrario &#8211; risultare davvero una scelta efficace per coinvolgere maggiormente lo spettatore (a me, per esempio,  piace un sacco!).</p>
<p>Quattro belle ragazze della provincia americana si ritrovano in un locale per una serata in compagnia. Parlano di uomini, musica e sballo. Sulla loro strada incontrano Stuntman Mike (un impressionante Kurt Russell), un-ex stunt maniaco omicida che gira per le strade d&#8217;america in cerca di vittime (ragazze, ovviamente). Dopo l&#8217;incontro in questo locale ove il proprietario (Warren) interpretato da Tarantino stesso<br />
assomiglia molto ad un pappone, l&#8217;uomo da&#8217; un passaggio sulla sua auto all&#8217;inconsapevole Pam (Rose McGowan).<br />
E&#8217; qui che l&#8217;uomo le spiega che la macchina, una Chevrolet Nova Ss, è &#8220;a prova di morte&#8221; poichè è un veicolo usato nei film dagli stunts, è blindata e può reggere urti violentissimi. E qui inizia il tragico viaggio della ragazza perchè avrà presto modo di scoprire in una terrificante quanto grottesca battuta del protagonista qual&#8217;è il limite dell&#8217;automobile&#8230; (non dico nulla per non rovinare la sorpresa, ma la battuta è folgorante).<br />
Non soddisfatto Mike si mette a pedinare anche le altre quattro ragazze che nel frattempo si sono messe in viaggio, purtroppo per loro, verso una situazione davvero tremenda (una scena davvero cruda ed esagerata che serve al regista per tenerci sulle spine per il resto del film ).<br />
Tento di proseguire senza dire molto della trama: passati 14 mesi ecco di nuovo il pazzo che si mette a seguire altre quattro ragazze (tra cui la splendida Rosario Dawson) ma, inaspettatamente si ritrova di fronte delle tipe davvero determinate (tra l&#8217;altro una è una stunt professionista anche nella vita reale oltre che nella pellicola). Ci sarà pane per i suoi denti in un inseguimento davvero ad alta tensione che tiene col respiro bloccato fino al &#8220;the end&#8221; molto &#8220;Grindhouse&#8221; e per questo quasi inaspettato ed incompleto per non dire &#8220;demenziale-assurdo&#8221;.</p>
<p>E&#8217; un film difficile da giudicare poichè pervaso da molta violenza ed effettacci splatter ma, questo è Tarantino. Per cui lasciando da parte lo shock visivo, il film ha una trama semplice (pazzo che insegue belle donne) molto distante dagli intrecci di &#8220;Pulp Fiction&#8221; o &#8220;Kill Bill&#8221; e ha lo scopo &#8211; dichiarato &#8211; di tenerci in apprensione fino al termine, mostrandoci tutto quello che QT adora: sangue, donne bellissime con gambe lunghissime e bei piedi, l&#8217;ironia della casualità e della morte, humour macabro.</p>
<p>Voto: <strong>7 </strong>(Semplice ma efficace)</p>
<p>Ciao, J</p>
<p> </p>
<p> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<strong>Grindhouse - A prova di morte</strong> – <em>di Quentin Tarantino</em>]]></title>
<link>http://nonhosonno.wordpress.com/2007/06/08/grindhouse-a-prova-di-morte-%e2%80%93-di-quentin-tarantino/</link>
<pubDate>Fri, 08 Jun 2007 15:02:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>nonhosonno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mettiamo in chiaro una cosa: il più brutto film di Tarantino è sempre meglio di un film di Luchetti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Mettiamo in chiaro una cosa: il più brutto film di Tarantino è sempre meglio di un film di Luchetti e se Tarantino impazzisse, girando immagini a caso, sarebbe sempre meglio del 80% del cinema italiano. Con questa premessa, possiamo anche parlare del meno riuscito film di Tarantino (brutto proprio no: non scherziamo!) <em>Grindhouse – A prova di morte</em>, le cui vicissitudini produttive non hanno aiutato il regista a coronare il suo progetto. A prova di morte sarebbe dovuto essere l’episodio di un film composto da un altro episodio girato da Robert Rodriguez, entrambi inframmezzati di falsi trailer di film horror o di serie B. Nelle intenzioni dei due registi, i film sarebbero dovuti essere un’unica opera divisa in due, intitolata “Grindhouse”, termine per dire quei cinema americani anni ’70 dove si proiettavano film a rotazione, uno dopo l’altro, e tutti rigorosamente di genere. La cosa a Tarantino non è riuscita perché il produttore ha voluto “separare” i gemelli alla nascita (e fare molti più quattrini, presumibilmente), così il nostro ha stiracchiato la durata del suo film per farlo uscire in separata sede. Sarà, forse, anche per questo che <em>Grindhouse – A prova di morte</em> reca seco le tracce del genio senza centrare appieno il bersaglio. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Il film è diviso a sua volta in due parti, che rivelano l’intenzione del folle Quentin: il cinema rifà se stesso e contemporaneamente partorisce nuova percezione, ed è difficile discriminare tra citazione e storia (la prova è nell’effetto dell’sms <a href="http://nonhosonno.files.wordpress.com/2008/09/grindhouse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-785" title="grindhouse" src="http://nonhosonno.wordpress.com/files/2008/09/grindhouse.jpg?w=209" alt="" width="209" height="300" /></a>mandato da Julia, che risveglia lo spettatore dall’illusione di essere in un film di Russ Meyer, dentro a un film girato nel 1975). Le due parti in cui è diviso il film sono la duplicazione una dell’altra ma vanno a finire in maniera diversa. Il primo “episodio” di A prova di morte è la messa in scena formalmente calligrafica di un B movie vecchio stile: dai titoli alla pellicola che Tarantino ha rovinato per creare l’effetto vintage, dalle immagini sul juke box ai finti e voluti salti del sonoro, il regista si è divertito come un pollo a riprodurre tutto il cinema che ha visto da piccolo e che dà forma al suo cinema. La seconda parte (con un breve intermezzo in bianco e nero francamente incomprensibile) è invece interpretata da due vere stuntwomen (una è Zoe Bell, la controfigura di Uma Thurman in <em>Kill Bill)</em> quelle persone che stanno “tra le pieghe” del cinema girato, che non si vedono ma danno vita al film: si realizza così un ironico cortocircuito in cui il cinema salva la realtà (vedere per credere) e il meccanismo del cinema trova visibilità nella scena. Allora? Che cosa c’è che non va? </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Per prima cosa non vanno i dialoghi. Che Tarantino li sappia scrivere bene è una certezza, ma qui non ne dà gran prova… mentre ce ne sarebbe bisogno, perché la lunghissima scena del bar risulta noiosa per mancanza di quelle buone battute “da cazzeggio” che hanno fatto la fortuna di <em>Pulp Fiction</em>. Ma anche la sceneggiatura non va bene fino in fondo, perché il film riproduce formalmente lo stile anni ’70, ma non sostanzialmente: non è animo “sporco”, di serie B, quello di Quentin. È animo da Festival di Cannes: la differenza tra questa sceneggiatura e “quelle là” è abissale. Quindi, e arriviamo al vero difetto strutturale, il film non trae le estreme conseguenze dalle proprie premesse: non risulta totalmente una raffinata ri-messa in scena, né tanto meno un calco alla <em>Psycho</em> (quello di Gus Van Saint, ovviamente), né gioco dell’immaginario, né ragionamento sul cinema. Nel suo delirio, è Enrico Ghezzi a suggerire la chiave per leggere il senso della doppiezza tarantiniana: “non proiezione, ma mutazione”. Ecco, A prova di morte potrebbe mettere in scena la mutazione interna del cinema ma non ci riesce con chiarezza: l’istinto di gioco è troppo forte e il regista perde rigore, essenziale per fare “pulizia” in un materiale tanto scivoloso. Ma, scusate, al di là di tutte queste diatribe, il nuovo Tarantino resta un film intelligente, divertente, pensato e diretto da un maledetto genio. E che i mediocri del cinema si mettano il cuore in pace. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Grindhouse – A prova di morte, di Quentin Tarantino, USA, 2007, 116 minuti</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Cast: Kurt Russell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Tracie Thoms, Rosario Dawson, Zoe Bell, Mary Elizabeth Winstead, Rose McGowan, Eli Roth, Omar Doom, Stuart Wilson, Quentin Tarantino. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Uscita: 1 giugno 2007</span></p>
</div>]]></content:encoded>
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