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	<title>adecrescita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/adecrescita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "adecrescita"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:30:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[“Decrescita, un’idea in crescita”. Nato il Partito della Decrescita]]></title>
<link>http://decrescitablog.wordpress.com/2009/01/24/%e2%80%9cdecrescita-un%e2%80%99idea-vincente%e2%80%9d-nato-il-partito-della-decrescita/</link>
<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 18:58:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>decrescitablog</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Decrescita, un’idea vincente”. Nato il Partito della Decrescita E’ nato il Partito della Decrescita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>“Decrescita, un’idea vincente”. Nato il Partito della Decrescita </strong></p>
<p>E’ nato il Partito della Decrescita, in Francia, “Parti pour la Décroissance”. La decrescita non può essere un partito, ma un’idea ben più vasta. Nonostante questo, l’idea di un partito può servire a supportare l’idea stessa, dandole visibilità.</p>
<p>In tal senso è utile, purché non sia il vecchio partito, piuttosto una sorta di Rete che si diffonde.</p>
<p>Ancora in tal senso, cominciare a costruir qualcosa di <em>concreto </em>anche in Italia sarebbe utile.</p>
<p>Suggerirei una sorta di Convegno, o micro-Convegno, sulla decrescita.</p>
<p>Non solo mucchio di parole, ma parlare anche della casa, <strong>come </strong>si costruisce una casa diversa, <strong>come </strong>costruire un’economia “fai da te”, della quale si comincia a parlare anche nella patria del noeliberismo in crisi: gli Stati Uniti.</p>
<p>Costruire delle Reti di rapporti che abbiano in vista l’ulteriore prosieguo della crisi in atto e pensino a costruir legami, in vista di questo. <strong>Come </strong>produrre l’energia. Non l’ho dimenticato. Occorrerebbe fare delle directory, con tutto l’utile massimo, in ognuno di tali campi. Anche in inglese, per poter diffondersi il più possibile. Chissà che chissà dove qualcuno abbia un’idea cui nessun altro aveva pensato&#8230;</p>
<p>Il nostro primo faro sia: il necessario prima.</p>
<p>Il secondo: il fattibile qui ed ora.</p>
<p>Il terzo: accumulare il fattibile, anche in directory, manuali e quant’altro sia possibile, opuscoletti scaricabili a zero, finché sia possibile farlo, perché sulla lunga distanza è chiaro che questo sistema va verso una fase di stallo, non nell’immediato, ma questa è la tendenza di largo periodo, l’onda lunga.</p>
<p>Il quarto: chiunque partecipa diffonde e contribuisce all’idea.</p>
<p><strong>PS.</strong> Suggerisco di dare una rapida occhiata ai nuovi Link utili posti qui accanto, ché possono essere utili, al <em>Ciacci</em> <em>Magazine</em>, alla campagna contro la cementificazione del territorio ed al <em>Parti pour la Décroissance</em>.</p>
<p>Dal sito di questo partito:</p>
<p>“<em>En effet nous n’arriverons pas à sortir de cette crise, qui n’est pas seulement celle de la financiarisation de l’économie, si nous ne prenons pas le temps d’en analyser les causes profondes ainsi que tous ses aspects</em>”.</p>
<p><em>In effetti, non si arriverà <strong>mai </strong>ad uscir da questa crisi, che <strong>non </strong>è solamente quella della finanziarizzazione dell’economia, se non ci si prenderà </em><em><strong>il tempo</strong> di analizzarnele cause profonde in <strong>tutti </strong>i suoi aspetti.</em></p>
<p>E’ il <strong>tempo </strong>la chiave di volta: non c’è tempo, ti prendono come cani adietro la preda.</p>
<p>E l’altra chiave è il <strong>linguaggio</strong>: sempre le stesse parole&#8230;</p>
<p>Ma credete <em>davvero </em>che i grandi preti della globalizzazione non abbiano previsto le contromosse?!</p>
<p>A tal proposito, si veda:</p>
<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><a href="http://decemberwolf.splinder.com/archive/2006-06">http://decemberwolf.splinder.com/archive/2006-06</a></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">Da questo blog di qui sopra, riporto dei brani.</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">“Bernays descriveva il pubblico come ‘un gregge che ha bisogno di venire guidato’. E questo pensare da gregge rende la gente ‘ben disposta verso la classe dirigente’. Bernays fu sempre fedele al suo assioma fondamentale: ‘controlla le masse senza che esse se lo sappiano’. Le PR riscontrano i loro miglior successi con la gente quando non sa che sta venendo manipolata. Stauber descrive il fondamento logico di Bernays così: ‘La manipolazione scientifica dell’opinione pubblica è necessaria per superare il caos ed il conflitto in una società democratica’ (<span style="font-style:italic;">Trust Us</span>, p. 42). Questi primi persuasori di massa pretendevano di svolgere un servizio morale per tutta l’umanità: la democrazia era troppo buona per la gente – era il loro concetto – si doveva dire loro cosa pensare, perché da soli non erano in grado di pensare razionalmente.</p>
<p>Quello che segue è un paragrafo del libro ‘<span style="font-style:italic;">Propaganda</span>’ di Bernays: ‘Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuol vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita. Sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento della masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone’” (in ibid., pp. 13-14). <span style="font-weight:bold;">Verissimo</span>!</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ancora:<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">“Bernays credeva che solo pochi possedevano la necessaria perspicacia per vedere la Grande Visione così che venisse loro affidata la sacra missione. E, fortunatamente, si vide come uno dei pochi” (ibid., p. 14). Su questo punto, Bernays <span style="font-style:italic;">non errava affatto</span>. Solo pochi hanno la “Grande Visione”, insomma possono far parte di quel “relativamente ristretto numero di persone” del quale parlava nel suo libro, “<span style="font-style:italic;">Propaganda</span>”. Istituendo il “mondo delle masse”, <span style="font-weight:bold;">fatalmente </span>la “democrazia”, <span style="font-weight:bold;">qualsiasi cosa s</span>i voglia intendere con tale termine, si apre alla manipolazione di chi ha il potere di <span style="font-style:italic;">controllare </span><span style="font-weight:bold;">l’opinione</span>, che è il <span style="font-style:italic;">nocciolo</span>; e tale numero di manipolatori avrà due caratteristiche: 1) sarà composto di relativamente poche persone, quelle che possono aver accesso ai mezzi necessari; 2) tale gruppo non può essere in alcun modo “casuale” all’interno di una società qualsivoglia. Su tutto questo, dunque, Bernays aveva ragione. Concordo, con la differenza che <span style="font-weight:bold;">non </span>faccia affatto parte di quei “pochi”, bensì dei “molti”…</p>
<p></span></span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">Va, comunque, sottolineato che questi primi “persuasori occulti” erano molto ma molto più <span style="font-style:italic;">sinceri </span>riguardo alle loro <span style="font-weight:bold;">finalità </span>di quelli che son venuti dopo. Le <span style="font-weight:bold;">finalità </span>e le <span style="font-weight:bold;">basi ideologiche</span> vi eran dette <span style="font-style:italic;">apertamente</span>.</span></p>
<p></span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-style:italic;">Tre</span>, per Bernays, erano i mezzi delle PR. Il primo era far accreditare una tesi da una parte “terza”, possibilmente – <span style="font-weight:bold;">apparentemente </span>– “neutrale”. Secondo punto, era quello di diffondere notizie <span style="font-style:italic;">preconfezionate</span>. Fu Bernays ad inventare il “Comunicato Stampa”, oggi diffusissimo per ogni dove. Infine, <span style="font-style:italic;">last but not</span> <span style="font-style:italic;">least</span>, anzi <span style="font-style:italic;">decisivo</span>, il linguaggio (ed è qui che lui applicò l’idea freudiana dell’“associazione mentale” alla persuasione di massa).</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DECALOGO: I 10 COMANDAMENTI DELLA DECRESCITA]]></title>
<link>http://decrescitablog.wordpress.com/2008/08/17/decalogo-i-10-comandamenti-della-decrescita/</link>
<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 11:26:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>decrescitablog</dc:creator>
<guid>http://decrescitablog.wordpress.com/2008/08/17/decalogo-i-10-comandamenti-della-decrescita/</guid>
<description><![CDATA[Eco-nomia = De-crescita Qualunque cosa facciano il Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Eco-nomia = De-crescita</p>
<p>Qualunque cosa facciano il Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, le istituzioni internazionali, gli eserciti… noi possiamo rispondere con la democrazia diretta: forme di vita e di consumo libere da globalizzazione e sviluppo economico.</p>
<p>1. Alimentazione.<br />
Consumate tutti i prodotti selvatici che potete e raccoglieteli voi stessi con metodi conservativi. Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli alimenti siano biologici, locali, artigianali… Se non avete l’orto né possibilità di averne uno, associatevi a una cooperativa, piantate sul terrazzo di casa, proteggete il piccolo commercio e le reti locali, comprate direttamente da agricoltori e fattori. Se potete, fate lo yogurt, il pane, i dolci… Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il cibo spazzatura… Ringraziate per gli alimenti che mangiate ogni giorno. Diminuite più che potete l’ingestione di proteine animali, molto cara ecologicamente parlando. Consumate i prodotti di stagione. Cucinate a fuoco lento. Evitate il cibo precotto. Conservate e/o proteggete le ricette, le varietà e le tradizioni locali. Nell’India Vedica, il cuoco ricopriva una posizione sociale importante quasi quanto quella di un brahamani o di un medico.</p>
<p>2. Società.<br />
Mantenete unita la vostra famiglia. Tessete alleanze con i vicini, con i genitori dei compagni di scuola dei vostri figli (se vanno a scuola), con i colleghi di lavoro, con tutta la comunità e soprattutto con i familiari più stretti e lontani e con i vostri amici. Associatevi a cooperative, spacci, reti di consumo locale… Proteggete il piccolo commercio e le eco-nomie locali, gli artigiani e gli agricoltori locali. Promuovete il modello di società mediterranea, cordiale, semplice. È ecologico, salutare e dona il buon umore.</p>
<p>3. Energia.<br />
Risparmiate tutta l’energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell’energia. Traete il miglior profitto dall’energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilità, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilità, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilità, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi…</p>
<p>4. Cultura.<br />
Fuggite dall’omogeneizzazione culturale globale e dall’impero anglosassone (e da qualunque altro impero). Siate creativi, partecipativi. Non siate meri spettatori passivi. Proteggete le culture autoctone, le lingue locali, la cultura rurale, i segni culturali distintivi di ogni popolazione (sia rurale o urbana)… Proteggete le radici, il passato, le differenze, la biodiversità culturale… senza fanatismi. Proteggete gli artisti locali e le piccole industrie culturali di ogni zona. Disprezzate la clonazione culturale, sterile e di cattivo gusto. Dalí disse: ˝Solo l’ultralocale può diventare universale&#8221;. La cultura locale, l’arte in famiglia, le tradizioni proprie… favoriscono l’identità. Senza identità e senza rispetto per il proprio passato (attenzione, non confondetevi con le mentalità chiuse), nessuno è niente. Rispettate le culture orali. Diffidate dei sistemi culturali verticali. Ricordate che dall’università sono uscite milioni e milioni di persone che hanno attentato contro l’uomo e la Natura (e alcuni/e studiosi/e stimati/e).</p>
<p>5. Denaro e consumo.<br />
Disprezzate l’usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l’eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi… Disprezzate le modalità di pagamento posticipato. Evitate lo Stato e le sue tasse più che potete perché la maggior parte di quel denaro non viene utilizzato per fini sociali ma per proteggere lo Stato stesso, l’esercito… Praticate la disobbedienza fiscale ogni volta che potete. Se vi avanzano dei soldi, per qualunque ragione, condivideteli: una volta soddisfatti i bisogni personali, ciò che non si dà… si perde. Evitate il consumo superfluo, compulsivo e inutile. In questo modo evitate di sprecare energia, di produrre rifiuti e di perpetuare il Sistema… Fate in modo che il vostro consumo tenga sempre in considerazione i criteri ambientali, sociali, etici…</p>
<p>6. Lavoro.<br />
Fate in modo che il vostro lavoro sia lecito. Ovvero, che abbia il minimo impatto possibile sulla Natura e che non implichi il maltrattamento o il disprezzo di altri esseri viventi, incluso l’essere umano. Fate in modo che il vostro lavoro sia il più verde possibile. Fate in modo che vi lasci tempo libero a sufficienza per progredire spiritualmente, emozionalmente… e per dedicarvi alla famiglia e alle attività che ritenete opportune, siano esse artistiche o sociali… Fuggite dai lavori che fomentano l’usura e la speculazione, il commercio disonesto, lo spreco e il consumo compulsivo, l’inganno al consumatore, la globalizzazione… I lavori artigianali, locali, a dimensione umana, sono lavori che fomentano l’eco-nomia. Se hanno a che vedere con l’agricoltura biologica, le energie rinnovabili, la rilocalizzazione dell’economia, la salute naturale, l’unione della comunità… meglio. Fate in modo che il vostro lavoro non metta mai in pericolo l’esistenza delle generazioni future.</p>
<p>7. Salute.<br />
La salute è equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perché vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi è possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia… Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica può avere i suoi lati positivi, a cui si può ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi.. Anche la morte fa parte della vita.</p>
<p>8. Politica.<br />
La politica attuale e in generale, salvo eccezioni, tutto il sistema politico… vive agli antipodi della decrescita economica. Ci sono partiti più o meno sensibili ai problemi ambientali e/o sociali, ma, la maggior parte di essi non si azzarda a mettere in questione il modello attuale di sviluppo economico. Al massimo, parla di una descrescita sostenibile; ma, il problema è che la crescita e la sostenibilità sono, come sappiamo tutti, incompatibili. L’unica alternativa possibile è il bioregionalismo, che ha poco a che vedere con i partiti nazionalisti attuali, perché il bioregionalismo implica una decentralizzazione assoluta e radicale. Il modello sarebbe più vicino a un mondo organizzato su piccole regioni autogestite che a sistemi nazionalisti convenzionali.</p>
<p>9. Tecnologia.<br />
La tecnologia non è neutrale. La tecnologia punta sullo sviluppo economico e sulla dittatura tecno-scientifica. La tecnologia e la scienza hanno creato una nuova religione, i cui dogmi sono “raccomandati” alla popolazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Evidentemente, nell’attualità, in un luogo come la Spagna, sarebbe molto difficile tornare a vivere di caccia, a raccogliere frutta dagli alberi e voltare completamente le spalle alla società tecnologica. Tuttavia, ci sono diversi livelli… di integrazione al mondo tecnologico. Attraverso determinate abitudini di consumo, di vita e scelte quotidiane, possiamo sabotare il mondo tecnologico e le imprese, gli stati, gli eserciti, le macchine… che stanno dietro di essi. Da un lato, senza arrivare a posizioni di luddismo radicale, conviene vivere il più lontano possibile dal sistema tecnologico, che distrugge la Natura e la società umana. E dall’altro, conviene favorire le tecnologie più artigianali, a dimensione umana, sottoposte a un controllo sociale, facile, accessibile e diretto. Senza bisogno di diventare degli Amish, è possibile indirizzare la nostra esistenza verso forme di vita meno dipendenti dal mondo tecnologico. O, almeno, dagli aspetti più demenziali e aberranti dell’universo tecnologico attuale.</p>
<p>10. Spiritualità.<br />
Il futuro sarà spirituale o, semplicemente, non ci sarà futuro. Lo studio delle confessioni tradizionali che sono esistite su Gaia ci possono servire d’ispirazione. Questo gran cambiamento di paradigma che implica la decrescita economica è possibile solo nel segno di un cambiamento di paradigma olistico molto più profondo, che includa il mondo spirituale. È impossibile contenere i desideri e la propensione al consumismo, se parliamo di miliardi di persone, senza tener presente la saggezza che emana dai libri sacri e dalle culture orali delle diverse tradizioni del mondo (attenzione, non confondete la tradizione primordiale con guru da quattro soldi, né con le gerarchie ecclesiastiche più inclini alla forma che alla sostanza, né con tradizioni aberranti che non sono mai state consigliate da nessun santo). Ogni tradizione o maestro possiede virtù e metodi propri. Lì troviamo gli strumenti che dobbiamo comprendere e poi assimilare per andare verso una società dignitosa, giusta, libera e bella e in armonia con la Natura e il Cosmo. Nota importante: una vita a basso consumo non implica necessariamente una vita vuota spiritualmente ed emozionalmente ma, al contrario, la vita semplice porta, o può portare, a una vita spiritualmente più intensa nello stesso modo in cui il consumo compulsivo ha come obiettivo riempire il vuoto spirituale della società contemporanea.</p>
<p>Ecoattivisti</p>
<p>Fonte: <a class="postlink" href="http://www.theecologist.net/">www.theecologist.net</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Lessico”]]></title>
<link>http://decrescitablog.wordpress.com/2008/07/07/%e2%80%9clessico%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 16:34:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>decrescitablog</dc:creator>
<guid>http://decrescitablog.wordpress.com/2008/07/07/%e2%80%9clessico%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Ci si orienta rispetto ad un punto. Si può anche criticare questo punto, ma, una volta che sia l’ori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ci si orienta rispetto ad un punto. Si può anche criticare questo punto, ma, una volta che sia l’orientamento, si subisce l’iniziativa dell’altro. L’orientamento si esprime per mezzo di <strong>parole</strong>, parole-chiave.</p>
<p>Per cui: si può anche criticare il “Nuovo Ordine Mondiale”, ma, una volta che si usi quest’espressione, che piaccia o non, ci si orienta nella direzione che coloro i quali hanno scelto quelle parole vogliono.</p>
<p>Strategia di base della propaganda è scegliere le parole con attenzione, in base alla legge dell’associazione “libera” dei termini. La scelta delle parole è decisiva.</p>
<p>La risposta vera è cercare altri termini per designare le stesse cose anche.</p>
<p>Invece di “fusione fredda”, “trasmutazioni a bassa energia” od “eventi Kervran”.</p>
<p>Invece di “ristrutturazione del capitalismo” o altri termini che implicano l’uso della parola “sviluppo”, anche per designarne i limiti, va usato: “decrescita”.</p>
<p>Invece di “Nuovo Ordine Mondiale” va usato: “Regno dell’Anticristo”. Quel che oggi c’è, al contrario, è la “Grande Prostituta di Babylonia”. Essa è destinata a finire sotto i colpi dei seguaci del “Nuovo Ordine Mondiale”, ovvero: “Regno dell’Anticristo”.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Un’annotazione. In base all’articolo apparso su Repubblica -</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-inquina/internet-inquina/internet-inquina.html">http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-inquina/internet-inquina/internet-inquina.html</a></p>
<p>intitolato: “Da Internet Co2 quanto dagli aerei. Così il web surriscalda la Terra” &#8211; Internet sarebbe una delle cause principali del surriscaldamento della Terra. Si cerca, e <strong>si cercherà sempre di più</strong>, così di porre la Rete sotto controllo, non certo per ragioni valide, ma per evitare che l’eventuale residuale dissenso possa trovare una sua valvola di sfogo. Riporto le parole finali dell’articolo qui sopra citato: “<span style="font-size:12pt;">L’unico rimedio, secondo gli esperti, è paradossalmente centralizzare: meno grandi calcolatori, meno centri di calcolo, ma molto più potenti. Centralizzare la “virtualizzazione”, come la chiamano alla Ibm, può consentire risparmi di consumo energetico fino all’80 per cento. Ironia della sorte: proprio nella dimensione più ipermoderna del nostro presente, cioè il mondo dei computer e di internet, in nome della difesa del clima torneranno i dinosauri, i grandi, ingombranti supercomputer ritenuti obsoleti fino a ieri. Ma questa possibile via di salvezza è costosa, e non tutti potranno permettersela</span>”. La data è marzo di quest’anno.</p>
<p>Sull’uso dei termini come chiave di volta, cfr. quest’articolo da un blog:</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://decemberwolf.splinder.com/archive/2006-06">http://decemberwolf.splinder.com/archive/2006-06</a></p>
<p>Ora, non si badi alla causa relativa di quest’articolo ma solo alle citazioni dagli scritti di Bernays, nipote di Freud ed applicatore della legge dell’associazione mentale “libera” al controllo delle masse.</p>
<p>Voglio solo riportare la parte finale di questo link, la quale riporta la parte finale di un articolo sui “Persuasori occulti” apparso su “Nexus” n°61 (aprile-maggio 2006):</p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">“Non appena la scienza del controllo di massa si evolse, l’industria del PR sviluppò ulteriori guide per un’efficace azione sociale. Qui ci sono alcuni gioielli:</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·    Disumanizza la parte sotto attacco etichettandola e chiamandola per nome [e questo stratagemma è così diffuso, che non vale nemmeno la pena di sottolinearlo; l’uso del termine “comunista” in senso totalmente improprio rientra in tale strategia; nota mia].</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·    Quando nascondi qualcosa, non parlare con inglese fluente [o italiano, o qualsiasi lingua]; fermati un po’, distrai.</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·    Ottieni approvazione da persone celebri, dalle chiese, personaggi sportivi, l’uomo della strada  [diffusissimo].</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·    Chiunque a portata di mano che non abbia alcuna esperienza sul soggetto [sottinteso: ottienine l’approvazione].</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·    Usa l’espediente ‘persona normale’: noi miliardari siamo come te [chiarissimo ed usatissimo].</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·      Quando minimizzi una scandalo, non dire nulla di memorabile.</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·   Quando minimizzi uno scandalo, indica i benefici di quanto è appena successo [fantastico!, e pare che un certo politico sia particolarmente abile in tre cose: “sono come te”, ripetere sempre, minimizzare mostrando l’effetto positivo].</span><br />
</span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">·    Quando minimizzi uno scandalo, evita argomentazioni morali [questo è sublime].</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="text-decoration:underline;">Tieniti questa lista</span>. <span style="text-decoration:underline;">Inizia ad osservare queste tecniche</span>. <span style="text-decoration:underline;">Non sono difficili da riscontrare: guarda nel giornale di oggi o il telegiornale di stasera</span>. Guarda cosa stanno facendo: questi tipi sono bravi!” (ibid., p. 16, sottolineature mie).</span></span></p>
<p>Princìpi. La mente umana è per natura suggestionabile. Le masse lo sono ancor di più, perché, come masse, la componente razionale è molto ma molto debolissima rispetto a quella emotiva.</p>
<p>La suggestione è: <span style="font-style:italic;">l’esercitare un’influsso sulle mente altrui per mezzo di un agente fisico qualsivoglia</span> (per esempio la parola).</p>
<p>Una delle modalità principali della suggestione è la <span style="font-weight:bold;">ripetizione</span>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Decrescita”, parola chiave ...]]></title>
<link>http://decrescitablog.wordpress.com/2008/07/04/%e2%80%9cdecrescita%e2%80%9d-parola-chiave/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 15:08:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>decrescitablog</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Decrescita” come parola-chiave, come possibile link e “trait d’union” tra diversi. Sto pensando a v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Decrescita” come parola-chiave, come possibile link e “trait d’union” tra diversi. Sto pensando a vedere se i vari interessi che si possono accorpare attorno a questo concetto possano eventualmente trovare un punto comune d’incontro, per fare “massa critica”.</p>
<p>“Limiti” dello sviluppo e lo stesso “sviluppo” sono parole sostanzialmente vecchie, di un mondo che doveva essere ancora “riempito” ed oggi lo è sin troppo, lo spazio manca invece.</p>
<p>Credo che vediamo le cose in modo troppo lontano dalla situazione reale.</p>
<p>E se la crisi attuale cominciasse a precipitare sempre di più?</p>
<p>Quali e dove sono le forze che “reggeranno” la situazione? Dove i “centri di raccolta”?</p>
<p>Quali e dove i “collanti”?</p>
<p>Poiché non parliamo affatto più di mere ipotesi &#8211; quell’epoca lì, delle ipotesi, è terminata per sempre &#8211; tali temi sarebbero a dir poco importanti da discutere.</p>
<p>“Che fare”, insomma.</p>
<p>La riflessione è stata condotta sin  troppo oltre, senza però risultati troppo apprezzabili, dove si apre un divario immenso tra il concepito/concepibile ed il fattibile, là una “conciliazione” si presenta come *<strong>necessaria </strong>ed inevitabile*.</p>
<p>La parola “decrescita” può essere un piccolo passo nella giusta direzione, nella direzione di un mondo nuovo.</p>
<p>Che sarà ben diverso dai sogni tecnonomani del XX° secolo come dalle utopie novecentesche, come anche dalle distopie, “<em>last but first</em>”, dell’ultimo sopravvissuto del Novecento, e che  non vuol lasciare la presa del mondo intero, il “sistema”, il cosiddetto “capitalismo”, che in effetti non è altro che “<em>Magna Prostituta Babyloniae</em>”, la Grande Prostituta dell’“<em>Apocalisse</em>” di Giovanni, quel sistema dove tutto è apparentemente dato mentre si paga pure l’aria. Letteralmente.</p>
<p>Ormai qui si sta inceppando l’intero sistema, quando i suoi falsi santoni non se lo sarebbero aspettati: “E quando diranno Pace e Sicurezza allora *verrà il giorno*” (San Paolo, parafrasi).</p>
<p>Quindi, vediamo di capire cosa davvero abbiamo di fronte. Le persone intelligenti, capita l’antifona, si muovono. <strong>A buon intenditor&#8230;</strong></p>
<p>La giusta direzione conta, ed essa è: non fare i vecchi errori.</p>
<p>Cercare di “salvare” tale sistema, quando i suoi capi han deciso che è ora che se ne vada, è vano.</p>
<p><em>Diversi canali</em>, questa sembra essere la “cifra” della presente epoca, del momento attuale.</p>
<p>Cercare diversi canali, questo conta.</p>
<p>Intanto, la nave manda scricchiolii numerosi, ma chi è in sala comando è ubriaco. Ciò lo vuole l’armatore della nave che ha fatto fuori ogni mente pensante. Nessuno che pensa e si chiede della sorte della nave mai entrerà in sala comando, l’ha deciso l’armatore anni fa, quando la Regina Nera ha calato l’asso nella manica. E così è stato.</p>
<p>Altra considerazione: *basta*, per favore, con le *cazzate novecentesche* della negatività senza speranza.</p>
<p>La negatività come critica ha fatto il suo tempo come anche il post-moderno come epoca di “vuoto”: c’è davvero stata, ma l’epoca neo-imperiale, quella che precede i grandi crolli dei neo-imperi, l’ha superata.</p>
<p>Ed anche questo va riconosciuto come un fatto, assodato.</p>
<p>Ma nulla è più inerte della mente, a paragone il corpo è burro.</p>
<p>Più difficile che un cammello passi per la cruna di un ago che qualcuno davvero modifichi il suo pensare. In altre parole, è il *profondo* e ripetuto condizionamento delle vecchie forme-pensiero del secolo scorso ad impedire di <strong>ri</strong>-conoscere &#8211; conoscere <em>di nuovo</em> &#8211; la situazione com’è, <strong>forzati </strong>come siamo a porre nuove esigenze in vecchie sterili direzioni: ma non si mette vino nuovo in otri vecchi.</p>
<p>Nella sezione pensieri si metteranno pensieri sparsi.</p>
<p>Ora sarebbe sbagliato voler dare una forma troppo definita e ferma a ciò che deve crescere.</p>
<p>Sì, la decrescita, <strong><em>lei sì</em></strong>, deve crescere.</p>
<p>decrescitablog</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[“non sarà un nuovo 29 e questa non e una buona notizia" Qualche altro blog sul tema]]></title>
<link>http://decrescitablog.wordpress.com/2008/05/28/%e2%80%9cqualche-altro-blog-sul-tema-qualche-informazione-minima%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 15:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>decrescitablog</dc:creator>
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<description><![CDATA[“non sara un nuovo 29 e questa non e una buona notizia&#8221;   fonte: crisis?what crisis? In questi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“non sara un nuovo 29 e questa non e una buona notizia&#8221;</p>
<p> </p>
<p>fonte: <a title="crisi sistemica e scambio di paradigma" href="http://crisis.blogosfere.it/2008/07/non-sara-un-nuovo-29-e-questa-non-e-una-buona-notizia.html" target="_blank">crisis?what crisis?</a></p>
<p>In questi giorni si legge, un po&#8217; da tutte le parti, che l&#8217;attuale <strong>crisi economica/finanziaria/energetica</strong>, ammesso che sia una crisi ed ammesso che sia seria, <strong>non sarà</strong> certamente <strong>niente di simile</strong> a quella famigerata del <strong>1929</strong>.</p>
<p>Questo, in effetti, è <strong>altamente probabile</strong> ma, paradossalmente,<strong>non è per niente una buona notizia.</strong></p>
<p>Infatti, <strong>SE</strong> l&#8217;economia mondiale <strong>non andrà in recessione</strong>, unico serio modo per <strong>arrestare la crescita dei consumi</strong> in tempi stretti e nella misura necessaria, la <strong>domanda di petrolio</strong> <strong>continuerà ad aumentare</strong> e con questa il prezzo (non potendo la produzione crescere significativamente), <strong>cosi incentivando</strong> la famosa &#8220;<strong>speculazione</strong>&#8220;, in un perverso <strong>gioco al rialzo</strong>. Il prezzo crescerà, fino a <strong>strangolare la domanda</strong>, a causa dell&#8217;aumento generalizzato dei prezzi di tutti i prodotti (<strong>ci vuole energia</strong> per produrre, confezionare, trasportare e distribuire <strong>QUALUNQUE prodotto</strong>), così facendo incontrare, <strong>con le cattive</strong>,la curva dell&#8217;offerta e quella della domanda.</p>
<p><strong>Sintesi della lavandaia</strong>: <strong>tanto più ci si ostinerà a tenere su l&#8217;economia,</strong> tanto più brusca sarà la frenata e <strong>più alta la probabilità di perdere il controllo</strong> del Tir finanziario-economico mondiale.</p>
<p>Ma questa è <strong>solo la prima</strong> e più immediata <strong>cattiva notizia</strong>.</p>
<p>La seconda è che questa crisi non può essere come quella del 1929 se non altro per l&#8217;elementare motivo che l<strong>e sue radici sono strutturali e non produttivo/speculative</strong> come quelle della<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione">grande crisi del XX secolo</a> .</p>
<p><strong> Nel 1929 il mondo e le sue risorse erano quasi intatti</strong>, pronti per essere sfruttati, conquistati, sviluppati.</p>
<p><strong>Non c&#8217;era certo scarsità energetica</strong>, l&#8217;unico vincolo alla produzione industriale era dato dalla capacità del mercato di assorbire la produzione;  l&#8217;introduzione della meccanizzazione agricola, della lotta chimica agli infestanti, dei moderni fertilizzanti, della selezione genica stava già facendo esplodere la produzione alimentare.</p>
<p>Insomma <strong>si trattava di una brutta influenza in un corpo sano</strong>.</p>
<p>Che infatti recuperò in  pochi anni i livelli del &#8216;29. </p>
<p>Questa che si delinea in questi mesi, invece, somiglia molto di più ad una <strong>broncopolmonite per un centenario</strong>, come del resto è, sostanzialmente, il nostro sistema economico.  In un corpo debilitato e che a malapena riesce a vivacchiare in condizioni ordinarie il prodigioso espandersi delle economie asiatiche somiglia ad <strong>un cancro in metastasi</strong>, il rapido collasso del sistema bancario ad una <strong>serie di infarti</strong> sempre aggravantesi, la crisi energetica ed alimentare a una <strong>dieta da Gulag</strong>.</p>
<p>Insomma il baldo giovane del 29, ottanta anni dopo, è ormai un decrepito vecchietto e non ci sarà assolutamente da stupirsi se, questa volta, <strong>non gliela farà.</strong></p>
<p> </p>
<p>Da Wikipedia, sul tema decrescita:</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita"></a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita">http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita</a></p>
<p class="MsoNormal">Altri blog sul tela della decrescita:</p>
<p><a href="http://www.psichesoma.com/pensa-globalmente-mangia-localmente/"></a></p>
<p><a title="psichesoma" href="http://www.psichesoma.com/pensa-globalmente-mangia-localmente/" target="_blank">www.psichesoma.com</a></p>
<p><a title="riboeri.blog" href="http://riboeri.blog.tiscali.it/" target="_blank">riboeri.blog</a></p>
<p class="MsoNormal"><a title="Wunnish! - Consumo critico" href="http://wunnish.altervista.org/diario/index.php?page=Consumo%20critico" target="_blank">Wunnish! &#8211; Consumo critico</a></p>
<p class="MsoNormal">Contrario alla decrescita, vi è questo post sul seguente blog:</p>
<h2><a href="http://achtungbanditen.splinder.com/post/16786356/l%27ingenuit%C3%A0+dei+decrescisti"></a></h2>
<h2><a href="http://achtungbanditen.splinder.com/post/16786356/l%27ingenuit%C3%A0+dei+decrescisti"></a></h2>
<p><span style="color:#551a8b;text-decoration:underline;"><a title="achtungbanditen" href="http://achtungbanditen.splinder.com/post/16786356/l%27ingenuità+dei+decrescisti" target="_blank">Achtungbanditen-Blog per il Socialismo del Secolo XXI</a><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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