<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>agosti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/agosti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "agosti"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:06:38 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[El terrorismo de Estado]]></title>
<link>http://nuestrosapuntes.wordpress.com/2009/08/06/el-terrorismo-de-estado/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 12:22:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>nuestrosapuntes</dc:creator>
<guid>http://nuestrosapuntes.wordpress.com/2009/08/06/el-terrorismo-de-estado/</guid>
<description><![CDATA[Esta vez se trata de la época más triste de mi país, la dictadura de 76´. El resumen es del capitulo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-58" title="nunca mas" src="http://nuestrosapuntes.wordpress.com/files/2009/08/nunca-mas.jpg" alt="nunca mas" width="450" height="337" /></p>
<p>Esta vez se trata de la época más triste de mi país, la dictadura de 76´. El resumen es del capitulo VI del libro “El Estado en Jaque” del libro <em> La sociedad y el Estado en Argentina en la segunda mitad del siglo XX</em> (Monica Campins, Palmira Dobaño Fernández, Horacio Gaggero y Ana Pfeiffer). Trate de armar un apunte muy personal, poniendo mas hincapié en como se desarrollo el modelo neoliberal, las políticas económicas y sociales, la destrucción total del estado, entre otras cosas.</p>
<p>Pueden descargarlo en los siguientes links:</p>
<p>Si sos usuario de Linux, <a href="http://dl.getdropbox.com/u/1206381/Nuestros%20Apuntes/ODT/El%20terrorismo%20de%20Estado.odt">descargaló acá</a>.</p>
<p>Si sos usuario de Windows, <a href="http://dl.getdropbox.com/u/1206381/Nuestros%20Apuntes/DOC/El%20terrorismo%20de%20Estado.doc">descargaló acá</a>.</p>
<p>Recuerden que son capaces de modificarlos y reproducirlos como les plazca. Y si tienen ganas, pueden mandar sus resúmenes a nuestros.apuntes09@gmail.com que yo los subiré.</p>
<p>NUNCA MÁS&#8230;&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Legami di sangue]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/24/legami-di-sangue/</link>
<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 16:53:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/24/legami-di-sangue/</guid>
<description><![CDATA[24 marzo 1976, la giunta militare golpista annuncia la presa del potere in Argentina (L&#39;ammiragl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></p>
<div id="attachment_1267" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a rel="attachment wp-att-1267" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/24/legami-di-sangue/07115wqm-ansa/"><img class="size-medium wp-image-1267" title="07115wqm (ansa)" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/07/07115wqm-ansa.jpg?w=300" alt="24 marzo 1976, la giunta militare golpista ha appena annunciato di aver preso il potere in Argentina (L'ammiraglio Eduardo Massera è il secondo da sinistra)" width="300" height="228" /></a></strong><p class="wp-caption-text">24 marzo 1976, la giunta militare golpista annuncia la presa del potere in Argentina (L&#39;ammiraglio Eduardo Massera è il secondo da sinistra)</p></div>
<p>Ferite aperte di una feroce dittatura. Sono circa 500 i figli di desaparecidos cresciuti, senza saperlo, con gli assassini dei loro genitori. Secondo le Abuelas di plaza de Mayo alcuni di questi ragazzi, oggi trentenni, vivono in Italia: la Rete per l’identità può aiutarli a riappropriarsi del proprio passato</strong> di <span style="color:#800000;"><em><strong>Federico Tulli</strong></em></span></p>
<p>C&#8217;è una lunga storia che unisce Italia e Argentina, italiani e argentini. È iniziata nei primi decenni del secolo scorso con le migrazioni dei nostri connazionali in America Latina. È proseguita con la nuova ondata di partenze nel secondo dopoguerra. E si è consolidata a partire dal 2001, quando migliaia di giovani, nipoti e pronipoti di quegli emigranti, hanno ripercorso al contrario la vecchia rotta per fuggire alla morsa della fame che aveva attanagliato l’Argentina in balia di una tremenda crisi economica. Ma c’è anche un altro indissolubile legame tra la patria che fu di Borges e Soriano e il nostro Paese. Un legame che si stringe, come un cappio, il 24 marzo del 1976 a Buenos Aires quando i generali Agosti, Massera e Videla, con un colpo di Stato appoggiato da esercito, marina e gerarchie ecclesiastiche, depongono il governo di centrosinistra democraticamente eletto. È in quel giorno che una intera generazione di giovani professori universitari e liceali, artisti, attivisti politici di sinistra e così via comincia sistematicamente a sparire. Uomini e donne vengono rapiti, anche in strada, dalle patotas, veri e propri commandos appartenenti ai diversi corpi dell’esercito e delle forze dell’ordine, ma che solitamente agiscono in borghese e a volto coperto. Centinaia di desaparecidos, forse migliaia, sono di origine italiana. E in meno di cinque anni saranno in tutto circa 30mila le persone condotte nei famigerati centri clandestini di detencion dove prima di scomparire definitivamente vengono interrogate e torturate. Di loro non si saprà più nulla. «Tra di essi vi erano pure neonati rapiti dai militari insieme ai genitori, oppure nati nei luoghi di detenzione dove vengono condotte le donne incinte. Una di queste era mia madre», racconta a <em>left</em> Leonardo Fossati.<br />
Nato 32 anni fa a La Plata, Leonardo lavora con le Abuelas de plaza de Mayo (le Nonne di plaza de Majo, organizzazione</p>
<div id="attachment_1268" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a rel="attachment wp-att-1268" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/24/legami-di-sangue/cimg5846/"><img class="size-medium wp-image-1268" title="CIMG5846" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/07/cimg5846.jpg?w=225" alt="Gianluca Di Girolami (a sx) e Leonardo Fossati ai recenti Mondiali antirazzisti di Casalecchio (Bo)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Gianluca Di Girolami (a sx) e Leonardo Fossati ai recenti Mondiali antirazzisti di Casalecchio (Bo)</p></div>
<p>non governativa argentina che ha come fine quello di restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e desaparecidos nella dittatura militare) ed è in Italia per proseguire nell’opera di presentazione della Rete per il diritto all’identità, avviata nell’aprile scorso da Estrella Carlotto, presidente delle Abuelas. «La Red por el derecho a la identidad, promossa in Argentina nel 2003 dalle Abuelas e dalla Conadi (Commissione nazionale per il diritto all’identità, fondata nel 1992, ndr) &#8211; spiega Fossati &#8211; è composta da persone che hanno deciso di collaborare nella ricerca dei giovani figli di desaparecidos. Questo è possibile comparando il Dna di chi ritiene di essere un “figlio illegittimo” con il sangue depositato in apposite banche dai familiari delle persone scomparse durante la dittatura». Leonardo è uno dei 97 bambini nati sotto il regime e “adottati” da persone conniventi con esso, che attraverso la Rete sono riusciti a risalire all’identità dei genitori biologici. Fossati è il suo vero cognome. A 30 anni di distanza, mancano all’appello almeno 400 ragazzi, e le Abuelas ritengono che molti di loro vivano in Italia, forse con il sospetto di non essere figli naturali, «dunque di avere un’altra identità» precisa Fossati, ma senza sapere come fare per verificarlo. «Il mio compito &#8211; dice &#8211; è quello di aumentare la ramificazione della rete nel vostro Paese tramite la sensibilizzazione delle istituzioni locali e delle associazioni di volontariato, che a loro volta possono contribuire alla diffusione di informazioni, assistenza e soprattutto sostegno a quei ragazzi argentini, tra i 25 e i 32 anni, che sospettano di essere stati vittima di rapimenti».</p>
<p>In Italia la Rete già ha due uffici a Roma e Milano, rispettivamente nell’ambasciata e nel consolato argentino, ma conta di ampliare la presenza e l’attività (che consiste anche nel raccontare la storia dei desaparecidos tramite rappresentazioni teatrali e dibattiti) in concomitanza con il processo all’ex ammiraglio golpista Eduardo Emilio Massera, la cui udienza dibattimentale si svolgerà il 30 settembre prossimo alla Corte di assise di Roma. L’ex militare deve rispondere della morte di tre desaparecidos italiani: Angela Maria Aieta, sequestrata il 5 agosto 1976, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna, entrambi sequestrati il 18 giugno del 1977. Secondo quanto si legge negli atti processuali, è accusato di «aver cagionato la loro morte, dopo averne disposto o operato il sequestro, e dopo averli sottoposti a tortura, con le aggravanti di aver commesso i fatti con premeditazione, adoperando sevizie e agendo con crudeltà verso le persone». Quello a Massera è il primo processo in cui lo Stato italiano si è costituito parte civile insieme ai familiari delle vittime. «Un gesto di importante valenza politica», osserva Fossati. «Ho fatto molti incontri nel mio Paese per raccontare nelle scuole, nelle università o nei centri culturali in cosa consiste la Rete». Secondo le Abuelas ora è fondamentale trovare anche all’estero un ambiente che favorisca la diffusione del consenso verso questo strumento di recupero e salvaguardia della “memoria” e dell’identità di una nazione, che una feroce dittatura ha tentato di annichilire e annullare prima attraverso la sparizione fisica delle persone e poi facendo crescere i figli di chi era scomparso tra le braccia degli assassini dei loro genitori naturali. «Quello che più mi preme e che più interessa alle Abuelas &#8211; osserva il giovane &#8211; è scambiare informazioni con i cittadini di altri Paesi. Quanto è accaduto in Argentina può succedere in qualsiasi altra parte del mondo. Creare una memoria condivisa può servire a impedire che altri come noi subiscano questi crimini orrendi». Leonardo porta l’esempio dell’America Latina: «In generale oggi è guidata da governi di sinistra o centrosinistra, con delle differenze ma c’è una certa omogeneità. Eppure in Honduras, ad esempio, da un giorno all’altro si è insediata una nuova dittatura. E in Cile come in Argentina la destra si sta ricompattando facendo leva su una generazione di anziani che manifestamente si dicono nostalgici della dittatura militare. Questo significa che la storia dei desaparecidos non appartiene al passato ma è parte del presente. È di due anni e mezzo fa &#8211; conclude &#8211; l’ultima scomparsa di una persona. Julio Lopez aveva appena testimoniato per un processo contro i golpisti ed è sparito: è accaduto in quello che era il centro di detenzione dove sono nato io. è chiaro che chi faceva queste cose sa ancora come organizzarsi. Noi tutti, insieme, possiamo e dobbiamo impedirlo».</p>
<p>**</p>
<p><span style="color:#800000;"><em><strong>Calci al regime</strong></em></span></p>
<p>Fondata da Gianluca Di Girolami (già ideatore dei Liberi Nantes, l’unica squadra di calcio composta solo da rifugiati e richiedenti asilo)  Plaza de Mayo &#8211; Unión Deportiva “usa” il calcio per non dimenticare i crimini della dittatura argentina. «Partendo dal presupposto che la memoria storica o è un patrimonio collettivo o non è &#8211; spiega Di Girolami (a sinistra nella foto) &#8211; abbiamo pensato a una squadra aperta, di cui possa far parte chiunque voglia indossarne la maglia. Per ricordare insieme, per non dimenticare mai una ferita aperta nella memoria e nella storia di un continente». Plaza de Mayo &#8211; Unión Deportiva ha esordito quest’anno ai Mondiali antirazzisti di Casalecchio di Reno.</p>
<p><span style="color:#800000;"><em><strong>left</strong></em></span> 29/2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Unión Deportiva, un calcio per la memoria]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/11/union-deportiva-un-calcio-per-la-memoria/</link>
<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 16:16:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/11/union-deportiva-un-calcio-per-la-memoria/</guid>
<description><![CDATA[La maglia da gioco della Plaza de mayo - Union deportiva. Foto di Daniela Campa Fra i team che parte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong></p>
<div id="attachment_1219" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><em><strong><a rel="attachment wp-att-1219" href="http://federicotulli.wordpress.com/2009/07/11/union-deportiva-un-calcio-per-la-memoria/plaza1/"><img class="size-medium wp-image-1219" title="plaza1" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/07/plaza1.jpg?w=300" alt="La maglia da gioco della Plaza de mayo - Union deportiva. Foto di Daniela Campa" width="300" height="199" /></a></strong></em><p class="wp-caption-text">La maglia da gioco della Plaza de mayo - Union deportiva. Foto di Daniela Campa</p></div>
<p>Fra i team che partecipano ai Mondiali antirazzisti c’è una formazione che non ha giocatori. È la rappresentativa dei desaparecidos argentini</strong></em> di <span style="color:#003300;"><em><strong>Federico Tulli</strong></em></span> da Casalecchio di Reno</p>
<p>C’è una lunga storia di lotta per la difesa dei diritti della persona che incrocia quella dei Mondiali antirazzisti di Casalecchio. È una storia che inizia il 24 marzo del 1976 in Argentina. Quel giorno, con un colpo di Stato, il governo viene deposto dai generali Videla, Agosti e Massera. La politica del terrore si propaga come il più letale dei carcinomi e usa come strumento principale quello della “sparizione forzata” degli oppositori, la desaparicion. In meno di cinque anni 30mila persone di tutte le età e condizioni sociali sono private della libertà e sottoposte a tortura. Tra questi vi sono quasi 500 bambini, spesso neonati, prelevati dai militari insieme ai genitori, o nati nei centri clandestini di detenzione dove vengono condotte le donne incinte. I neonati fanno la parte del bottino di guerra e centinaia di loro sono consegnati a membri delle forze armate che ne diventano i “genitori”. Altri rimangono abbandonati in istituti per figli di ignoti. «Cancellando la loro storia precedente, la dittatura ha negato loro un diritto fondamentale, il diritto all’identità». La denuncia è delle Abuelas di Plaza de Majo, le Nonne di Plaza de Majo, organizzazione non governativa che ha come fine quello di restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e desaparecidos nella dittatura militare. In questi anni sono riuscite a ritrovare 97 bambini scomparsi, anche attraverso l’istituzione della Rete per il diritto all’identità, estesa oggi anche all’Italia. Esiste un legame forte e profondo tra il nostro Paese e l’Argentina. Ed è il legame delle migrazioni di centinaia di migliaia di italiani. I nipoti e i pronipoti di quei migranti hanno il passaporto italiano e molti di loro hanno percorso la rotta inversa per cercare in Italia lavoro e fortuna. Oggi le Nonne di Plaza de Majo ritengono che «tra di loro possano esserci alcuni degli oltre 400 bambini che mancano all’appello». È stato ad aprile, in occasione dell’inaugurazione della Rete italiana, che Gianluca Di Girolami, fondatore della squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo Liberi Nantes, ha ideato la Plaza de Mayo &#8211; Unión Deportiva, la cui caratteristica è quella di non avere una rosa precostituita di calciatori. La Plaza de Mayo &#8211; Unión Deportiva partecipa ai Mondiali di Casalecchio e ha già vinto una partita. «Ho pensato &#8211; spiega Di Girolami a Terra &#8211; che uno spazio come i mondiali Antirazzisti, dove tra i temi centrali c’è quello del recupero e della difesa della memoria, non a caso tra i fondatori di questa manifestazione c’è l’Istoreco (Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea), fosse il più indicato per far attecchire questo progetto. Che parte dal principio che la memoria o è un patrimonio collettivo o non è. E che senza memoria l’essere umano perde la propria identità. Questa squadra è senza calciatori, ma nei fatti è aperta a chiunque vi si riconosca. Quanto è accaduto in Argentina ci deve interessare sia per motivi umanitari e sia per motivi storici. Sono italiani molti dei desaparecidos &#8211; conclude Di Girolami -, e non possiamo dimenticare che che quella dei Massera e dei Videla è stata è una delle dittature più sporche e devastanti per quello che hanno lasciato dopo di loro». <span style="color:#003300;"><em><strong>Terra, il primo quotidiano ecologista</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[baricco ascolta il rock e balla il rap]]></title>
<link>http://gmolaschi.wordpress.com/2009/06/01/baricco-ascolta-il-rock-e-balla-il-rap/</link>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 19:12:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>gmolaschi</dc:creator>
<guid>http://gmolaschi.wordpress.com/2009/06/01/baricco-ascolta-il-rock-e-balla-il-rap/</guid>
<description><![CDATA[Cambiano i conduttori. Cambiano i canali. Ma l’adolescente è sempre lì. A cercare il proprio Caronte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Cambiano i conduttori. Cambiano i canali. Ma l’adolescente è sempre lì. A cercare il proprio Caronte.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Non abbiamo fatto in tempo a perdere il telecomando, prima vera vittima del rullo di repliche previste per i mesi estivi, che già si fan un gran parlare di cosa ci aspetterà il prossimo autunno. Come se la cattura di Peter Pan, sulla quale sembra si cimenterà per l’ennesima volta Bonolis Paolo, sia un fatto di cronaca comparabile solo al caso Battisti.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure prima di pensare alle prossime nominations, pacchi da aprire o serial <em>(sempre sui medici)</em> da seguire un bilancio su quanto si è visto in questo primo semestre va fatto. Non solo per capire dove si siano accasati i protagonisti del piccolo schermo <em>(raramente si sono visti così tanti traslochi, “Le Invasioni Barbariche” su RAI Due, “Markette” su Italia Uno, “Very Victoria” su La7, “Viva Radio 2” su Sky Uno, …).</em></p>
<p style="text-align:justify;">Un bilancio va fatto per capire, quindi avvallare, la provocazione di Alessandro Baricco <em>(secondo il quale i soldi pubblici andrebbero investiti sulla tv).</em></p>
<p style="text-align:justify;">In principio fu la volta di X Factor. Sul quel parco, oltre a tanti bravi cantanti, salgono i Bastards Sons of Dioniso. Jacopo. Michele. E Federico. <em>“Rock the Cashab”. “I Wanna Be Sedated”.</em> E <em>“L’Amor Carnale”</em>. In tre non riescono ad avere tante primavere quante il loro capitano. Mara Maionchi. Conquistano il pubblico diventando un vettore. Attraverso di loro, molti rivivono la propria adolescenza. Molti si ricordano di quando il rock doveva rappresentare un futuro migliore. Per poco così non vincono su RAI Uno il talent. Per poco così non diventano una boy band, tanto che invitati da Mtv per i TRL Awards suonano con i strumenti coperti di cellophane. Loro in playback non voglio esibirsi. Non vogliono somigliare a qualcosa. Loro sono qualcuno. Come ogni adolescente che rivendica il proprio diritto all’autenticità.</p>
<p style="text-align:justify;">Succede poi che la stessa rete sperimenti un programma con caratteristiche analoghe. Academy. Lo share non premia la sala ballo di Paganini e colleghi. Si va avanti. Comunque. Fino alla finale dello scorso sabato vinta da Morena. Classe 1985, come il sottoscritto. Morena con il compagno Stefano giocano nella squadra dell’hip hop. Sconfiggendo, sfida dopo sfida, ballerini più classici <em>(non solo per disciplina)</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Cambia il ballo <em>(i bastardi probabilmente pogano)</em>. Cambia il beat <em>(i bastardi probabilmente non conosco un dj)</em>. Cambia la cultura <em>(i bastardi probabilmente pensano che Tupac sia il marchio di uno snack)</em>. Non cambia, però, il corpo dell’adolescenza. Tanto quanto Jacopo-Michele-Federico Morena e Stefano sono stati amati dal pubblico perché attraverso la storia della propria disciplina hanno ricordato a molti il primo incontro con il proprio Caronte. Per molti è una rockstar. Per altri un b-boy. Per tutti gli altri è qualcuno di speciale che lì ha accompagnati dall’adolescenza all’età matura. Quella della coming out e della consapevolezza. Quella in cui, come nel caso di Alessandro Baricco, hai capito a riconoscere dove avviene la prima cotta adolescenziale per un’artista.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente chi verrà dopo di noi per raccontare la cultura emo <em>(altra espressione adolescenziale tanto quanto il rock e il rap)</em> presenterà al popolo la potenza di internet. E non solo della televisione.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente, per sensibilizzare gli adolescenti su importanti temi sociali, è meglio che quella persona si faccia avanti domani. Dopo al massimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non vorrei ritrovarmi all’età di Baricco <em>(che per la cronaca è coetaneo di mia madre)</em> ad ipotizzare come trovare, quindi provare a crescere, con le prossime generazioni. Non vorrei confidare solo negli sviluppatori di Google.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[rap politik]]></title>
<link>http://gmolaschi.wordpress.com/2009/05/07/rap-politik/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:00:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>gmolaschi</dc:creator>
<guid>http://gmolaschi.wordpress.com/2009/05/07/rap-politik/</guid>
<description><![CDATA[È ufficiale, il genere televisivo “talent” ha soppiantato il varietà. Non solo perché i programmi ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:justify;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/b/speciale/sanremo/gallerie/primaser/cabelloprima/agf76868282702230815_big.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;width:499px;height:330px;margin:0 auto 10px;" src="http://www.repubblica.it/2006/b/speciale/sanremo/gallerie/primaser/cabelloprima/agf76868282702230815_big.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">È ufficiale, il genere televisivo <span style="font-style:italic;">“talent”</span> ha soppiantato il varietà. Non solo perché i programmi che sviluppano una narrazione riconducibile al sempre citato American Idol si stanno moltiplicando a vista d’occhio <span style="font-style:italic;">(in autunno la sanguinaria De Filippi sfiderà, aiutata da Paolo Bonolis, “X Factor” realizzando “Amici Vip” che già suona come un remix di “Music Farm”). </span></span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Un contenuto <span style="font-style:italic;">“talent”</span> dove lo metti piace. Comunque. Non è certo un caso che ieri sera la puntata di <span style="font-style:italic;">“Porta a Porta”</span> abbia registrato uno share degno della finale di Amici. Il Presidente del Consiglio, tanto quanto Matteo Becucci <span style="font-style:italic;">(vincitore della seconda edizione di X Factor)</span>, era davanti ad un presentatore e tre giudici-anche-giornalisti che si limitavano a registrare la bravura del concorrente. Correggendo qua e là. Poco, poco. Sottovoce.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Il contenuto <span style="font-style:italic;">“talent”</span>, lo sanno bene gli addetti ai lavori, è tanto più vincente <span style="font-style:italic;">(in termini di share)</span> se farcito di una componente reality. Raccontabile, potenzialmente, anche in contenitori più istituzionali. Come i telegiornali <span style="font-style:italic;">(non è certo un caso che l’edizione del TG1 antecedente alla puntata di “Porta a Porta” abbia basato la propria scaletta, principalmente, su quanto sarebbe andato in onda da lì a poco).</span></span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Bisogna, però, stare molto attenti a non permettere al contenitore di cannibalizzare il contenuto che dopo un processo digestivo non è più percepito come <span style="font-style:italic;">“talent”</span>. </span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">La puntata di ieri sera di <span style="font-style:italic;">“Porta a Porta”</span> aveva tutte le componenti per essere benedetto da Simon Cowell se non fosse per le citazioni artatamente poco riconoscibili fatte dall’unico concorrente dello show.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">In coincidenza con l’inizio della puntata il Presidente del Consiglio oltre a ricordare le signorine buonasera ha pensato ai fans di Canino parlando, tra le righe, di <span style="font-style:italic;">“Vota Antonio” (il programma che l’ex conduttore di GAY.tv ha condotto per una sola puntata in prima serata su RAI2). “Quando c’è tanta gente </span>– ha dichiarato a tal proposito –<span style="font-style:italic;"> non mi si può chiedere di non fare campagna elettorale”.</span></span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Gay friendly anche le citazioni fatte successivamente. Parlando di un episodio del 18esimo compleanno della figlia Barbara <span style="font-style:italic;">(celebrato con una festa in maschera a Las Vegas)</span> ha sostenuto, come Victoria Cabello <span style="font-style:italic;">(neo presentatrice di Victor Victoria)</span> che nulla è come sembra. A volte posso esserci delle anomalie. È evidente a tutti che la responsabile del filmato riguardante la biografia di Veronica Lario sia stato pensato solo dopo aver visto a L’Era Glaciale la clip <span style="font-style:italic;">(riguardante la trasmissione “La Bionda Anomala”)</span> preparata per Lucilla Agosti.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Capito, successivamente, che il telespettatore di RAI1 non è così avvezzo a programmi giovanilistici ha galoppato un cavallo di battaglia delle rete spiegando <span style="font-style:italic;">“La prova del Cuoco”</span> partendo dall’attualità. Dalla bravura che gli chef impegnati nelle zone terremotate stanno dimostrando di avere.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Conscio, quindi, che i palinsesti televisivi sono tanto più attraenti <span style="font-style:italic;">(per un determinato pubblico)</span> quanto più sono arricchiti di almanacchi e anniversari in vista del primo mese dal terremoto ha ipotizzato una speciale puntata di  <span style="font-style:italic;">“Extreame Makeover, Home Edtion”</span>. La messa in onda, salvo contrattempi, è prevista per il prossimo 29 settembre. Giorno in cui il premier compirà i suoi primi 73 anni.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">A proposito di giorni speciali. A poco meno di 48 ore dal suo ricongiungimento con Mike Bongiorno <span style="font-style:italic;">(avvenuto dopo una puntata di “Che Tempo Che Fa”)</span>, per ringraziare il conduttore del lavoro fatto a Mediaset <span style="font-style:italic;">(con l’accento sulla t, come solo Mike sa dire)</span> ha fatto sapere alla nazione che il nipote più piccolo è veramente Bravo Bravissimo.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;font-size:85%;">Probabilmente come Fabri Fibra <span style="font-style:italic;">(che a Berlusconi, nel suo ultimo singolo, chiede consiglio)</span> farà il rapper. </span>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lucilla Agosti "I miei prof?]]></title>
<link>http://friendshi.wordpress.com/2009/04/24/lucilla-agosti-i-miei-prof/</link>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 16:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>friendshi</dc:creator>
<guid>http://friendshi.wordpress.com/2009/04/24/lucilla-agosti-i-miei-prof/</guid>
<description><![CDATA[«Quando il direttore di Raidue Marano mi ha proposto Academy mi è venuto da ridere, perché io la dan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«Quando il direttore di Raidue Marano mi ha proposto Academy mi è venuto da ridere, perché io la danza l&#8217;adoro, l&#8217;ho sempre praticata fin da quand&#8217;ero una bambina iperattiva e i miei mi tenevano buona solo facendomi muovere tutto il giorno».È la primavera della danza, questa.</p>
<p>Non a caso in palio c&#8217;è una borsa di studio per una vera accademia».Insomma vi siete scambiati i ruoli, Sky fa il programma nazionalpopolare e Raidue quello di nicchia&#8217;«In un certo senso&#8230;</p>
<p>Certo per me la danza è ancora meglio del canto: mettendo in gioco tutto il corpo spiccano di più le personalità».I professori sono severi come la mitica Alessandra Celentano di Amici&#8217;«Eh, mi sa di sì, d&#8217;altronde non a caso la danza è simbolo di disciplina, anzi forse è l&#8217;unica isola di disciplina rimasta&#8230;</p>
<p>Sapevo che era una carta importante, da giocarmi bene, ma in realtà non ho mai avuto ansia e mi sono goduta ogni attimo, proprio perché ero sicura dei miei compagni di viaggio, Elio e le Storie Tese».Poi però la carta non se l&#8217;è giocata subito.«No, avrei dovuto fare il Festivalbar con Mediaset che poi è saltato.</p>
<p> Fonte:<br />http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200904articoli/42846girata.asp</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[24 de Marzo.]]></title>
<link>http://matiaslennie.wordpress.com/2009/03/25/carta-abierta-a-la-junta-militar-rodolfo-walsh/</link>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 18:06:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matias Lennie</dc:creator>
<guid>http://matiaslennie.wordpress.com/2009/03/25/carta-abierta-a-la-junta-militar-rodolfo-walsh/</guid>
<description><![CDATA[Otro aniversario del nefasto día en que las tres armas tomaron el poder en la Argentina e instauraro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Otro aniversario del nefasto día en que <a title="24 de marzo de 1976" href="http://www.24demarzo.gov.ar/" target="_blank">las tres armas tomaron el poder</a> en la Argentina e instauraron una <a title="dictadura oligarquico militar" href="http://www.diariodelsurdigital.com.ar/spip.php?article7801" target="_blank">dictadura oligárquico-militar</a> que basaba su accionar en el <a title="terrorismo de estado" href="http://www.me.gov.ar/efeme/24demarzo/quees2.html" target="_blank">Terrorismo de Estado</a>.</p>
<p>Ayer, 24 de Marzo, no escribí, porque estaba en una <a title="plaza de mayo" href="http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/subnotas/122081-38977-2009-03-25.html" target="_blank">hermosa plaza, con memoria y alegría</a>.</p>
<p>Hoy mando la carta abierta a la junta militar que escribió <a title="Rodolfo Walsh" href="http://www.literatura.org/Walsh/Walsh.html" target="_blank">Rodolfo Walsh</a>, con el balance del primer año de gobierno del <a title="Proceso de reorganizacion nacional" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Dictadura_militar_argentina" target="_blank">proceso de reorganización nacional</a>. 25 de Marzo de 1977 fue <a title="Muerte de Rodolfo Walsh" href="http://elortiba.ning.com/profiles/blogs/operacion-masacre-rodolfo" target="_blank">el día del asesinato de Rodolfo, el Profesor Neurus</a>, que en ese momento se hallaba distribuyendo este texto mediante correos públicos y privados, para que se sepa lo que estaba ocurriendo en la Argentina. Un merecido homenaje a su militante y comprometida persona.</p>
<p><span style="font-size:large;">CARTA ABIERTA DE RODOLFO WALSH A LA JUNTA MILITAR</span><br />
<span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">1. La censura de prensa, la persecución a intelectuales, el allanamiento de mi casa en el Tigre, el asesinato de amigos queridos y la pérdida de <a title="Vicky walsh" href="http://vickydanzas.blogspot.com/2007/05/vicky-walsh.html" target="_blank">una hija que murió combatiéndolos</a>, son algunos de los hechos que me obligan a esta forma de expresión clandestina después de haber opinado libremente como escritor y periodista durante casi treinta años.<br />
El primer aniversario de esta Junta Militar ha motivado un balance de la acción de gobierno en documentos y discursos oficiales, donde lo que ustedes llaman aciertos son errores, los que reconocen como errores son crímenes y lo que omiten son calamidades.<br />
El 24 de marzo de 1976 derrocaron ustedes a un gobierno del que formaban parte, a cuyo desprestigio contribuyeron como ejecutores de su política represiva, y cuyo término estaba señalado por elecciones convocadas para nueve meses más tarde. En esa perspectiva lo que ustedes liquidaron no fue el mandato transitorio de <a title="Isabel Martinez de peron" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Mar%C3%ADa_Estela_Mart%C3%ADnez_de_Per%C3%B3n" target="_blank">Isabel Martínez</a> sino la posibilidad de un proceso democrático donde el pueblo remediara males que ustedes continuaron y agravaron.<br />
Ilegítimo en su origen, el gobierno que ustedes ejercen pudo legitimarse en los hechos recuperando el programa en que coincidieron en las <a title="Pautas programaticas del frejuli" href="http://www.argentinazo.com.ar/historia.htm" target="_blank">elecciones de 1973</a> el ochenta por ciento de los argentinos y que sigue en pie como expresión objetiva de la voluntad del pueblo, único significado posible de ese &#8220;ser nacional&#8221; que ustedes invocan tan a menudo.<br />
Invirtiendo ese camino han restaurado ustedes la corriente de ideas e intereses de minorías derrotadas que traban el desarrollo de las fuerzas productivtas, explotan al pueblo y disgregan la Nación. Una política semejante sólo puede imponerse transitoriamente prohibiendo los partidos, interviniendo los sindicatos, amordazando la prensa e implantando el terror más profundo que ha conocido la sociedad argentina.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">2. Quince mil desaparecidos, diez mil presos, cuatro mil muertos, decenas de miles de desterrados son la cifra desnuda de ese terror.<br />
Colmadas las cárceles ordinarias, crearon ustedes en las principales guarniciones del país virtuales campos de concentración donde no entra ningún juez, abogado, periodista, observador internacional. El secreto militar de los procedimientos, invocado como necesidad de la investigación, convierte a la mayoría de las detenciones en secuestros que permiten la tortura sin límite y el fusilamiento sin juicio (1).<br />
Más de siete mil recursos de <a title="Habeas Corpus" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Habeas_corpus" target="_blank">hábeas corpus</a> han sido contestados negativamente este último año. En otros miles de casos de desaparición el recurso ni siquiera se ha presentado porque se conoce de antemano su inutilidad o porque no se encuentra abogado que ose presentarlo después que los cincuenta o sesenta que lo hacían fueron a su turno secuestrados.<br />
De este modo han despojado ustedes a la tortura de su límite en el tiempo. Como el detenido no existe, no hay posibilidad de presentarlo al juez en diez días según manda un ley que fue respetada aún en las cumbres represivas de anteriores dictaduras.<br />
La falta de límite en el tiempo ha sido complementada con la falta de límite en los métodos, retrocediendo a épocas en que se operó directamente sobre las articulaciones y las vísceras de las víctimas, ahora con auxiliares quirúrgicos y farmacológicos de que no dispusieron los antiguos verdugos. El potro, el torno, el despellejamiento en vida, la sierra de los inquisidores medievales reaparecen en los testimonios junto con la picana y el &#8220;submarino&#8221;, el soplete de las actualizaciones contemporáneas (2).<br />
Mediante sucesivas concesiones al supuesto de que el fin de exterminar a la guerilla justifica todos los medios que usan, han llegado ustedes a la tortura absoluta, intemporal, metafísica en la medida que el fin original de obtener información se extravía en las mentes perturbadas que la administran para ceder al impulso de machacar la sustancia humana hasta quebrarla y hacerle perder la dignidad que perdió el verdugo, que ustedes mismos han perdido.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">3. La negativa de esa Junta a publicar los nombres de los prisioneros es asimismo la cobertura de una sistemática ejecución de rehenes en lugares descampados y horas de la madrugada con el pretexto de fraguados combates e imaginarias tentativas de fuga.<br />
Extremistas que panfletean el campo, pintan acequias o se amontonan de a diez en vehículos que se incendian son los estereotipos de un libreto que no está hecho para ser creído sino para burlar la reacción internacional ante ejecuciones en regla mientras en lo interno se subraya el carácter de represalias desatadas en los mismos lugares y en fecha inmediata a las acciones guerrilleras.<br />
Setenta fusilados tras la bomba en Seguridad Federal, 55 en respuesta a la voladura del Departamento de Policía de La Plata, 30 por el atentado en el Ministerio de Defensa, 40 en la Masacre del Año Nuevo que siguió a la muerte del coronel Castellanos, 19 tras la explosión que destruyó la comisaría de Ciudadela forman parte de 1.200 ejecuciones en 300 supuestos combates donde el oponente no tuvo heridos y las fuerzas a su mando no tuvieron muertos.<br />
Depositarios de una culpa colectiva abolida en las normas civilizadas de justicia, incapaces de influir en la política que dicta los hechos por los cuales son represaliados, muchos de esos rehenes son delegados sindicales, intelectuales, familiares de guerrilleros, opositores no armados, simples sospechosos a los que se mata para equilibrar la balanza de las bajas según la doctrina extranjera de &#8220;cuenta-cadáveres&#8221; que usaron los SS en los países ocupados y los invasores en Vietnam.<br />
El remate de guerrilleros heridos o capturados en combates reales es asimismo una evidencia que surge de los comunicados militares que en un año atribuyeron a la guerrilla 600 muertos y sólo 10 ó 15 heridos, proporción desconocida en los más encarnizados conflictos. Esta impresión es confirmada por un muestreo periodístico de circulación clandestina que revela que entre el 18 de diciembre de 1976 y el 3 de febrero de 1977, en 40 acciones reales, las fuerzas legales tuvieron 23 muertos y 40 heridos, y la guerrilla 63 muertos (3).<br />
Más de cien procesados han sido igualmente abatidos en tentativas de fuga cuyo relato oficial tampoco está destinado a que alguien lo crea sino a prevenir a la guerrilla y Ios partidos de que aún los presos reconocidos son la reserva estratégica de las represalias de que disponen los Comandantes de Cuerpo según la marcha de los combates, la conveniencia didáctica o el humor del momento.<br />
Así ha ganado sus laureles el <a title="Benjamin menendez" href="http://www.desaparecidos.org/arg/tort/ejercito/menendez/" target="_blank">general Benjamín Menéndez</a>, jefe del Tercer Cuerpo de Ejército, antes del 24 de marzo con el asesinato de <a title="Marcos Osatinsky" href="http://www.cedema.org/ver.php?id=228" target="_blank">Marcos Osatinsky</a>, detenido en Córdoba, después con la muerte de <a title="Hugo Vaca Narvaja" href="http://www.elortiba.org/notapas166.html" target="_blank">Hugo Vaca Narvaja</a> y otros cincuenta prisioneros en variadas aplicaciones de la ley de fuga ejecutadas sin piedad y narradas sin pudor (4).<br />
El asesinato de <a title="Dardo Cabo" href="http://www.agenciacta.org.ar/article7149.html" target="_blank">Dardo Cabo</a>, detenido en abril de 1975, fusilado el 6 de enero de 1977 con otros siete prisioneros en jurisdicción del Primer Cuerpo de Ejército que manda el <a title="Suarez Mason" href="http://www.google.com.ar/url?q=http://www.desaparecidos.org/arg/tort/suarez/&#38;ei=goXLSfSeK8nJtgfkuLDpCQ&#38;sa=X&#38;oi=spellmeleon_result&#38;resnum=2&#38;ct=result&#38;cd=1&#38;usg=AFQjCNFjwIAtkmnofT_ENi0njxeeREeHGw" target="_blank">general Suárez Masso</a><a title="Suarez Mason" href="http://www.google.com.ar/url?q=http://www.desaparecidos.org/arg/tort/suarez/&#38;ei=goXLSfSeK8nJtgfkuLDpCQ&#38;sa=X&#38;oi=spellmeleon_result&#38;resnum=2&#38;ct=result&#38;cd=1&#38;usg=AFQjCNFjwIAtkmnofT_ENi0njxeeREeHGw" target="_blank">n</a>, revela que estos episodios <strong>no son desbordes de algunos centuriones alucinados sino la política misma que ustedes planifican en sus estados mayores, discuten en sus reuniones de gabinete, imponen como comandantes en jefe de las 3 Armas y aprueban como miembros de la Junta de Gobierno</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><img class="alignnone" title="Desaparecidos" src="http://todolosolido.com.ar/weblog/wp-content/desaparecidos.jpg" alt="" width="445" height="250" /><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">4. Entre mil quinientas y tres mil personas han sido masacradas en secreto después que ustedes prohibieron informar sobre hallazgos de cadáveres que en algunos casos han trascendido, sin embargo, por afectar a otros países, por su magnitud genocida o por el espanto provocado entre sus propias fuerzas (5).<br />
Veinticinco cuerpos mutilados afloraron entre marzo y octubre de 1976 en las costas uruguayas, pequeña parte quizás del cargamento de torturados hasta la muerte en la <a title="ESMA" href="http://www.nuncamas.org/ccd/e/esma01.htm" target="_blank">Escuela de Mecánica de la Armada</a>, fondeados en el Río de la Plata por buques de esa fuerza, incluyendo el chico de 15 años, <a title="Negrito Avellaneda" href="http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-55721-2005-08-28.html" target="_blank">Floreal Avellaneda</a>, atado de pies y manos, &#8220;con lastimaduras en la región anal y fracturas visibles&#8221; según su autopsia.<br />
Un verdadero cementerio lacustre descubrió en agosto de 1976 un vecino que buceaba en el Lago San Roque de Córdoba, acudió a la comisaría donde no le recibieron la denuncia y escribió a los diarios que no la publicaron (6).<br />
Treinta y cuatro cadáveres en Buenos Aires entre el 3 y el 9 de abril de 1976, ocho en San Telmo el 4 de julio, diez en el Río Luján el 9 de octubre, sirven de marco a las masacres del 20 de agosto que apilaron 30 muertos a 15 kilómetros de Campo de Mayo y 17 en Lomas de Zamora.<br />
En esos enunciados se agota la ficción de bandas de derecha, presuntas herederas de las <a title="Triple A" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Alianza_Anticomunista_Argentina" target="_blank">3A de López Rega</a>, capaces de atravesar la mayor guarnición del país en camiones militares, de alfombrar de muertos el Río de la Plata o de arrojar prisioneros al mar desde los transportes de la Primera Brigada Aérea (7), sin que se enteren el general <a title="Jorge Rafael Videla" href="http://www.youtube.com/watch?v=9czhVmjeVfA" target="_blank">Videla</a>, el almirante <a title="Emilio Massera" href="http://www.bernardoneustadt.org/contenido_455.htm" target="_blank">Massera</a> o el brigadier <a title="Orlando Agosti" href="http://www.clarin.com/diario/1997/10/08/t-00801d.htm" target="_blank">Agosti</a>. <strong>Las 3 A son hoy las 3 Armas, y la Junta que ustedes presiden no es el fiel de la balanza entre &#8220;violencias de distintos signos&#8221; ni el árbitro justo entre &#8220;dos terrorismos&#8221;, sino la fuente misma del terror que ha perdido el rumbo y sólo puede balbucear el discurso de la muerte</strong> (8).<br />
La misma continuidad histórica liga el asesinato del general <a title="Carlos Prats" href="http://es.wikisource.org/wiki/Carta_de_Carlos_Prats_a_Augusto_Pinochet_(15_de_septiembre_de_1973)" target="_blank">Carlos Prats</a>, durante el anterior gobierno, con el secuestro y muerte del general Juan José Torres, Zelmar Michelini, Héctor Gutiérrez Ruíz y decenas de asilados en quienes se ha querido asesinar la posibilidad de procesos democráticos en Chile, Boliva y Uruguay (9).<br />
La segura participación en esos crímenes del Departamento de Asuntos Extranjeros de la Policía Federal, conducido por <a title="Agency for international development" href="http://es.wikipedia.org/wiki/United_States_Agency_for_International_Development" target="_blank">oficiales becados de la CIA a través de la AID</a>, como los comisarios Juan Gattei y Antonio Gettor, sometidos ellos mismos a la autoridad de Mr. Gardener Hathaway, Station Chief de la CIA en Argentina, es semillero de futuras revelaciones como las que hoy sacuden a la comunidad internacional que no han de agotarse siquiera cuando se esclarezcan el papel de esa agencia y de altos jefes del Ejército, encabezados por el general Menéndez, en la creación de la Logia Libertadores de América, que reemplazó a las 3 A hasta que su papel global fue asumido por esa Junta en nombre de las 3 Armas.<br />
Este cuadro de exterminio no excluye siquiera el arreglo personal de cuentas como el asesinato del capitán Horacio Gándara, quien desde hace una década investigaba los negociados de altos jefes de la Marina, o del periodista de &#8220;Prensa Libre&#8221; Horacio Novillo apuñalado y calcinado, después que ese diario denunció las conexiones del ministro Martínez de Hoz con monopolios internacionales.<br />
A la luz de estos episodios cobra su significado final la definición de la guerra pronunciada por uno de sus jefes: &#8220;La lucha que libramos no reconoce límites morales ni naturales, se realiza más allá del bien y del mal&#8221; (10).<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">5. Estos hechos, que sacuden la conciencia del mundo civilizado, no son sin embargo los que mayores sufrimientos han traído al pueblo argentino ni las peores violaciones de los derechos humanos en que ustedes incurren. <strong>En la política económica de ese gobierno debe buscarse no sólo la explicación de sus crímenes sino una atrocidad mayor que castiga a millones de seres humanos con la miseria planificada.</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><img class="aligncenter" title="Pobreza" src="http://www.factum.edu.uy/estpol/anaobs/2004/graficos/ano04037a.jpg" alt="" width="357" height="357" /><br />
En un año han reducido ustedes el salario real de los trabajadores al 40%, disminuido su participación en el ingreso nacional al 30%, elevado de 6 a 18 horas la jornada de labor que necesita un obrero para pagar la canasta familiar<sup> (11)</sup>, resucitando así formas de trabajo forzado que no persisten ni en los últimos reductos coloniales.<br />
Congelando salarios a culatazos mientras los precios suben en las puntas de las bayonetas, aboliendo toda forma de reclamación colectiva, prohibiendo asambleas y comisioncs internas, alargando horarios, elevando la desocupación al récord del 9%<sup> (12) </sup>prometiendo aumentarla con 300.000 nuevos despidos, han retrotraído las relaciones de producción a los comienzos de la era industrial, y cuando los trabajadores han querido protestar los han calificados de subversivos, secuestrando cuerpos enteros de delegados que en algunos casos aparecieron muertos, y en otros no aparecieron (13).<br />
Los resultados de esa política han sido fulminantes. En este primer año de gobierno el consumo de alimentos ha disminuido el 40%, el de ropa más del 50%, el de medicinas ha desaparecido prácticamente en las capas populares. Ya hay zonas del Gran Buenos Aires donde la mortalidad infantil supera el 30%, cifra que nos iguala con Rhodesia, Dahomey o las Guayanas; enfermedades como la diarrea estival, las parasitosis y hasta la rabia en que las cifras trepan hacia marcas mundiales o las superan. Como si esas fueran metas deseadas y buscadas, han reducido ustedes el presupuesto de la salud pública a menos de un tercio de los gastos militares, suprimiendo hasta los hospitales gratuitos mientras centenares de médicos, profesionales y técnicos se suman al éxodo provocado por el terror, los bajos sueldos o la &#8220;racionalización&#8221;.<br />
Basta andar unas horas por el Gran Buenos Aires para comprobar la rapidez con que semejante política la convirtió en una villa miseria de diez millones de habitantes. Ciudades a media luz, barrios enteros sin agua porque las industrias monopólicas saquean las napas subtérráneas, millares de cuadras convertidas en un solo bache porque ustedes sólo pavimentan los barrios militares y adornan la Plaza de Mayo , el río más grande del mundo contaminado en todas sus playas porque los socios del ministro Martínez de Hoz arrojan en él sus residuos industriales, y la única medida de gobierno que ustedes han tomado es prohibir a la gente que se bañe.<br />
Tampoco en las metas abstractas de la economía, a las que suelen llamar &#8220;el país&#8221;, han sido ustedes más afortutunados. Un descenso del producto bruto que orilla el 3%, una deuda exterior que alcanza a 600 dólares por habitante, una inflación anual del 400%, un aumento del circulante que en solo una semana de diciembre llegó al 9%, una baja del 13% en la inversión externa constituyen también marcas mundiales, raro fruto de la fría deliberación y la cruda inepcia.<br />
Mientras todas las funciones creadoras y protectoras del Estado se atrofian hasta disolverse en la pura anemia, una sola crece y se vuelve autónoma. Mil ochocientos millones de dólares que equivalen a la mitad de las exportaciones argentinas presupuestados para Seguridad y Defensa en 1977, cuatro mil nuevas plazas de agentes en la Policía Federal, doce mil en la provincia de Buenos Aires con sueldos que duplican el de un obrero industrial y triplican el de un director de escuela, mientras en secreto se elevan los propios sueldos militares a partir de febrero en un 120%, prueban que no hay congelación ni desocupación en el reino de la tortura y de la muerte, único campo de la actividad argentina donde el producto crece y donde la cotización por guerrillero abatido sube más rápido que el dólar.<br />
6. Dictada por el Fondo Monetario Internacional según una receta que se aplica indistintamente al Zaire o a Chile, a Uruguay o Indonesia, la política económica de esa Junta sólo reconoce como beneficiarios a la vieja oligarquía ganadera, la nueva oligarquía especuladora y un grupo selecto de monopolios internacionales encabezados por la ITT, la Esso, las automotrices, la U.S.Steel, la Siemens, al que están ligados personalmente el ministro Martínez de Hoz y todos los miembros de su gabinete.<br />
Un aumento del 722% en los precios de la producción animal en 1976 define la magnitud de la restauración oligárquica emprendida por Martínez de Hoz en consonancia con el credo de la Sociedad Rural expuesto por su presidente Celedonio Pereda: &#8220;Llena de asombro que ciertos grupos pequeños pero activos sigan insistiendo en que los alimentos deben ser baratos&#8221; (14).<br />
El espectáculo de una Bolsa de Comercio donde en una semana ha sido posible para algunos ganar sin trabajar el cien y el doscientos por ciento, donde hay empresas que de la noche a la mañana duplicaron su capital sin producir más que antes, la rueda loca de la especulación en dólares, letras, valores ajustables, la usura simple que ya calcula el interés por hora, son hechos bien curiosos bajo un gobierno que venía a acabar con el &#8220;festín de los corruptos&#8221;.<br />
Desnacionalizando bancos se ponen el ahorro y el crédito nacional en manos de la banca extranjera, indemnizando a la ITT y a la Siemens se premia a empresas que estafaron al Estado, devolviendo las bocas de expendio se aumentan las ganancias de la Shell y la Esso, rebajando los aranceles aduaneros se crean empleos en Hong Kong o Singapur y desocupación en la Argentina. Frente al conjunto de esos hechos cabe preguntarse quiénes son los apátridas de los comunicados oficiales, dónde están los mercenarios al servicio de intereses foráneos, cuál es la ideologia que amenaza al ser nacional.<br />
</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">Si una propaganda abrumadora, reflejo deforme de hechos malvados no pretendiera que esa Junta procura la paz, que el general Videla defiende los derechos humanos o que el almirante Massera ama la vida, aún cabría pedir a los señores Comandantes en Jefe de las 3 Armas que meditaran sobre el abismo al que conducen al país tras la ilusión de ganar una guerra que, aún si mataran al último guerrillero, no haría más que empezar bajo nuevas formas, porque las causas que hace más de veinte años mueven la resistencia del pueblo argentino no estarán dcsaparecidas sino agravadas por el recuerdo del estrago causado y la revelación de las atrocidades cometidas.<br />
</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">Estas son las reflexiones que en el primer aniversario de su infausto gobierno he querido hacer llegar a los miembros de esa Junta, sin esperanza de ser escuchado, con la certeza de ser perseguido, pero fiel al compromiso que asumí hace mucho tiempo de dar testimonio en momentos difíciles. </span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;">Rodolfo Walsh. &#8211; C.I. 2845022<br />
Buenos Aires, 24 de marzo de 1977.<br />
</span></p>
<p style="text-align:left;">
<hr size="1" noshade="noshade" />
<p style="text-align:left;">
<blockquote>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="1"></a><sup>1</sup> Desde enero de 1977 la Junta empezó a publicar nóminas incompletas de nuevos detenidos y de &#8220;liberados&#8221; que en su mayoría no son tales sino procesados que dejan de estar a su disposición pero siguen presos. Los nombres de millares de prisioneros son aún secreto militar y las condiciones para su tortura y posterior fusilamiento permanecen intactas.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="2"></a><sup>2</sup> El dirigente peronista Jorge Lizaso fue despellejado en vida, el ex diputado radical Mario Amaya muerto a palos, el ex diputado Muñiz Barreto desnucado de un golpe. Testimonio de una sobreviviente: &#8220;Picana en Ios brazos, las manos, los muslos, cerca de Ia boca cada vez que lloraba o rezaba&#8230; Cada veinte minutos abrían la puerta y me decían que me iban hacer fiambre con la máquina de sierra que se escuchaba&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="3"></a><sup>3</sup> &#8220;Cadena Informativa&#8221;, mensaje Nro. 4, febrero de 1977.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="4"></a><sup>4</sup> Una versión exacta aparece en esta carta de los presos en la Cárcel de Encausados al obispo de Córdoba, monseñor Primatesta: &#8220;El 17 de mayo son retirados con el engaño de ir a la enfermería seis compañeros que luego son fusilados. Se trata de Miguel Angel Mosse, José Svagusa, Diana Fidelman, Luis Verón, Ricardo Yung y Eduardo Hernández, de cuya muerte en un intento de fuga informó el Tercer Cuerpo de Ejército. El 29 de mayo son retirados José Pucheta y Carlos Sgadurra. Este úItimo había sido castigado al punto de que no se podía mantener en pie sufriendo varias fracturas de miembros. Luego aparecen también fusilados en un intento de fuga&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="5"></a><sup>5</sup> En los primeros 15 días de gobierno militar aparecieron 63 cadáveres, según los diarios. Una proyección anual da la cifra de 1500. La presunción de que puede ascender al doble se funda en que desde enero de 1976 la información periodística era incompleta y en el aumento global de la represión después del golpe. Una estimación global verosímil de las muertes producidas por la Junta es la siguiente. Muertos en combate: 600. Fusilados: 1.300. Ejecutados en secreto: 2.000. Varios. 100. Total: 4.000.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="6"></a><sup>6</sup> Carta de Isaías Zanotti, difundida por ANCLA, Agencia Clandestina de Noticias.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="7"></a><sup>7</sup> &#8220;Programa&#8221; dirigido entre julio y diciembre de 1976 por el brigadier Mariani, jefe de la Primera Brigada Aérea del Palomar. Se usaron transportes Fokker F-27.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="8"></a><sup>8</sup> El canciller vicealmirante Guzzeti en reportaje publicado por &#8220;La Opinión&#8221; el 3-10-76 admitió que &#8220;el terrorismo de derecha no es tal&#8221; sino &#8220;un anticuerpo&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="9"></a><sup>9</sup> El general Prats, último ministro de Ejército del presidente Allende, muerto por una bomba en setiembre de 1974. Los ex parlamentarios uruguayos Michelini y Gutiérrez Ruiz aparecieron acribillados el 2-5-76. El cadáver del general Torres, ex presidente de Bolivia, apareció el 2-6-76, después que el ministro del Interior y ex jefe de Policía de Isabel Martínez, general Harguindeguy, lo acusó de &#8220;simular&#8221; su secuestro.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="10"></a><sup>10</sup> Teniente Coronel Hugo Ildebrando Pascarelli según &#8220;La Razón&#8221; del 12-6-76. Jefe del Grupo I de Artillería de Ciudadela. Pascarelli es el presunto responsable de 33 fusilamientos entre el 5 de enero y el 3 de febrero de 1977.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="11"></a><sup>11</sup> Unión de Bancos Suizos, dato correspondiente a junio de 1976. Después la situación se agravó aún más.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="12"></a><sup>12</sup> Diario &#8220;Clarín&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="13"></a><sup>13</sup> Entre los dirigentes nacionales secuestrados se cuentan Mario Aguirre de ATE, Jorge Di Pasquale de Farmacia, Oscar Smith de Luz y Fuerza. Los secuestros y asesinatos de delegados han sido particularmente graves en metalúrgicos y navales.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana,Helvetica,Arial,Swiss,SunSans-Regular;"><a name="14"></a><sup>14</sup> Prensa Libre, 16-12-76.<br />
</span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Andoni eta Agosti Anbotoko mariren bila]]></title>
<link>http://epetxepe.wordpress.com/2009/02/16/andoni-eta-agosti-anbotoko-mariren-bila/</link>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 10:28:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>epetxepe</dc:creator>
<guid>http://epetxepe.wordpress.com/2009/02/16/andoni-eta-agosti-anbotoko-mariren-bila/</guid>
<description><![CDATA[Kaixo family, Aspaldian denborarik&nbsp; ez eta hona hemen aspaldiko partez bideotxo bat, Andoni eta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Kaixo family,</p>
<p>Aspaldian denborarik&#160; ez eta hona hemen aspaldiko partez bideotxo bat, Andoni eta Agosti Anbotoko Mariren bila joan zirenekoa. Esan didatenez, espedizioa helikopteroz hasi zuten lehenengo atsedenlekurarte. Jeje. <br />By the way, bloga etxetik blogak.com-era aldatu dut eta aurretiaz zeuden komentarioak &#8220;galdu&#8221; ditut. </p>
<p>
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Xl8w1XgrVIw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Xl8w1XgrVIw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<br />Izan huntsa,<br />
<br />Gorka</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fattore X di Morgan. Tra De André, Prodi e Mina (di Luca Mastrantonio)]]></title>
<link>http://tritone52.wordpress.com/2009/02/14/morgan-x-factor/</link>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 10:59:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>barberini52</dc:creator>
<guid>http://tritone52.wordpress.com/2009/02/14/morgan-x-factor/</guid>
<description><![CDATA[INTERVISTA. Gioca con l&#8217;esoterismo di Battiato, spiazza tutti dalla Ventura, ama la tv di Zavo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">INTERVISTA. Gioca con l&#8217;esoterismo di Battiato, spiazza tutti dalla Ventura, ama la tv di Zavoli, considera “lento” il catto-comunista Celentano e rimpiange l&#8217;impopolarità del Professore. Con Berlusconi siamo ad Orwell&#8230; La canzone “Il pescatore”? Saper stare al mondo.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" src="http://claudietta.files.wordpress.com/2008/05/morgan2.jpg?w=280&#038;h=279" alt="" width="280" height="279" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il bello di intervistare Marco Castoldi Morgan al telefono è che non devi guardargli le unghie laccate, non c’è Simona Ventura “fonata” come il Re Leone che gli sbraita accanto, si può seguire il suo flusso di coscienza di pensieri, intrisi di filosofia, letteratura e dadaismo. Ci parla del grande ritorno in classifica di De André (di cui Morgan ha re-interpretato Non al denaro, non all&#8217;amore né al cielo), dell&#8217;ottusità intelligente della tv, di come la politica sia meno credibile da quando Berlusconi ha preso il posto di Prodi, di come, infine, nella musica sopravvivano grandi maestri, come Mina, e altri siano invece sopravvalutati, come Celentano.</p>
<p style="text-align:justify;">Raggiungiamo Morgan al telefono, è alle porte di Venezia, per qualche minuto ci parla imitando Franco Battiato a proposito di «sufismo, esistenzialismo e stufismo». Poi dà la sua versione della canzone Il pescatore di De André, citata da Adriano Sofri come manifesto contro la delazione (perché il pescatore non dice ai gendarmi dove sia andato l’assassino). «La delazione o l’omertà non c’entrano nulla. Il pescatore è un quadro realistico, complesso ma chiaro, dell’imprevedibilità della vita. Esprime lo stato d’animo di quando incontriamo una persona per caso, in un momento di passaggio, in cui non sappiamo con chi abbiamo a che fare, ma ci basiamo su quello che vediamo. Non cerchiamo cosa c’è dietro, siamo quello vediamo e viviamo in quel momento. Il pescatore non è altro che un uomo nella sua pienezza momentanea, nella sua effimera mortalità. Il pescatore canta l’esserci di Nietzsche, il saper stare al mondo».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Il successo di De André in questi giorni di celebrazioni è clamoroso. Tornato in classifica, conteso da tutti. Anche a costo di fraintenderlo. «Tutto è fraintendibile nella musica. Uno può fra-intendere De André e Cristina D’Avena. La grandezza di De André è nelle vette artistiche che ha raggiunto, con una grande cultura libertaria, ha parlato degli ultimi, dei miseri, dei randagi, realizzando una universalità in cui si può rispecchiare l’essere umano. Si può essere comunisti, fascisti e apprezzarlo alla stessa maniera, perché tutti sono toccati dal livello di umanità che ha raggiunto De André. Ovviamente, questo impasto è arricchito da una bravura musicale e poetica e una visione a suo modo etica che è una miscela ancora esplosiva».</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono almeno tre Morgan, oggi. L’artista, che sta lavorando a un progetto nuovo sulle strade dell&#8217;elettronica, la persona reale, che emerge nel bel libro di Elèuthera con Mauro Garofano (In pArte Morgan), e il “giudice” di X factor. Nel “talent show” di Ventura, è la scheggia impazzita, il conto che non torna, il colpo di dadi. Qualche puntata fa accusò la Ventura di assegnare ai suoi “protetti” canzoni che già sanno cantare. Com’è la Ventura come “supplente” di musica? «Non posso essere troppo spietato con le mie illustri… &#8211; pausa &#8211; megere… volevo dire colleghe. Non spiazzo per posa, io sono così. Non mi preparo, non ho copione».</p>
<p style="text-align:justify;">Parliamo di Sanremo. «Ho visto che Bonolis, quando faceva le selezioni per Sanremo – sostiene Morgan &#8211; imitava X factor. Ma non è X factor che imita Amici? «Il format è straniero, quello originale è X factor».</p>
<p style="text-align:justify;">Nel libro In pArte Morgan, ci sono dotte disquisizioni sulla società dello spettacolo. Mina, che aprirà Sanremo con una specie di video-installazione canora, mette in pratica la sottrazione di Debord. «Il migliore è stato Battisti, in questo. Lui non c’era più già quando c’era ancora. A me Mina piace sempre. È la miglior manager di se stessa, meglio persino della Caselli, io la adoro anche quando scrive sulla Stampa, perché è una donna che pensa e pensa liberamente e sa stare lontana dai media ma in realtà è dentro i medi più di tanti altri. Lei sta attenta a non sovresporre la sua immagine, ma tra Internet e i giornali, per esempio, è sempre dentro i media, anche quelli più innovativi. Lei è come David Bowie».</p>
<p style="text-align:justify;">Anche Adriano Celentano usa la tecnica della sparizione, momentanea però, perché in realtà ce lo ritroviamo ciclicamente in prima serata, che gioca tra silenzi e prediche. «Celentano non ha più niente da dire musicalmente. Credo che abbia più da dire in politica piuttosto che nella musica», aggiunge Morgan, dando l’impressione che sia una bella gara, ma al ribasso. «Perché nella distinzione tra rock e lento, che uno può anche condividere, lui è lento, non è rock. Lui oggi fa lenti, non fa pezzi rock». Predica bene e razzola male, come i democristiani? «Politicamente è un catto-comunista».</p>
<p style="text-align:justify;">Cade il segnale, richiamiamo Morgan al telefono e ci spiega la sua visione esoterica della Ventura con una storiella che sembra il dialogo tra il Cappellaio matto (Battiato) e lo Stregatto (Morgan) di Alice nel paese delle meraviglie (Ventura, Regina di cuori?). «L’altro giorno ho chiamato Franco (Battiato), era al telefono sull’altra linea, lo sentivo, non so se per il viva voce o cosa; parlando con uno che diceva di avere 50 date in Germania e 40 in Russia, Battiato diceva va bene, d’accordo, benissimo, poi l’altro continuava con una tournee in Giappone, e Battiato tagliava corto bene, benissimo, perfetto, ciao. Ho chiesto a Franco sarà mica Bobby Solo? Come hai fatto a capire, mi ha detto sorpreso, convinto che io avessi intercettato in qualche modo esoterico la conversazione. In realtà avevo solo detto il nome più assurdo che mi veniva in mente e l’assurdo era reale. Allora ho detto a Franco che io ho un’antenna, una specie di baffo felino, che vibrando mi fa captare meglio le conversazioni. E l’altra sera, a X factor, la Ventura, che è un’esperta di peli superflui, me l’ha strappato. Lui mi ha detto sai che mi sembra un fatto plausibile?».</p>
<p style="text-align:justify;">La politica Morgan non la segue più da quando, pensate un po’, non c&#8217;è Prodi. Ma come, il dadaista, il maudit elettronico, rimpiange il premida mediano? «Io non so e non voglio sapere tutte le faccende dietologiche su Prodi, Telekom Serbia e compagnia bella, mi attengo a una deduzione: Prodi era impopolare perché non stava dietro ai sondaggi che ti fanno mettere in bocca quello che la gente vuole, ma ha portato l’Italia in Europa e stava sistemando i conti. Oggi sprofondiamo nel romanzo di Orwell, siamo in pieno 1984. Con Berlusconi siamo alla follia più inconcepibile. Presto qualcuno s’inventerà una nuova disciplina, la psichiatria politica, servirà ad analizzare quel caso clinico che è l’Italia. E farà un sacco di soldi».</p>
<p style="text-align:justify;">Tutta colpa della tv? Non è “svago” musicale X factor? «Io non sono un personaggio televisivo. Io sono lì per parlare di musica. A me piacerebbe tornare a una tv didattica, non uniformata al pubblico di casalinghe e massaie che, tra l&#8217;altro, fanno altro mentre guardano la tv. E allora proviamo a dire cose intelligenti, tanto nessuno le ascolta. Lo diceva Italo Calvino». Cosa ti piace della tv? «Benigni che legge Dante, mi piacerebbe vedere Moretti, Silvano Agosti purtroppo è fuori dalla grazia di tutti, mi piaceva molto la tv di Servio Zavoli».</p>
<p style="text-align:justify;">Un buon libro è meglio? «Leggo Giancarlo Pastore, Chiara Gamberale, Aldo Nove, molto bravo quando non fa roba trash contro MacDonald’s. Non sopporto invece la letteratura di Baricco e quella post-baricchiana». Musica, cosa ascolti? «Hip hop perché il rock in Italia non ha più forza, scimmiotta situazioni estere e non ha saputo portare le etichette indipendenti dei primi 90, quando c’erano i Bluvertigo, gli Aftherours, i CSI. Adesso il rock è in grado solo di parlare o di sesso o di nulla, l’hip hop invece argomenta e riesce a fotografare l’attualità, il problema delle classi sociali, è molto più analitico e tratta la parola con più originalità anche formali. Ascolto Dargen D’Amico, Morgan X, poi mi piace Bugo e segue novità emerse a premi come il Tenco, da Giovanni Block a Le luci della centrale elettrica».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che cos'è il denaro - di Silvano Agosti]]></title>
<link>http://lavia.wordpress.com/2009/02/12/il-denaro/</link>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 11:54:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>lavia</dc:creator>
<guid>http://lavia.wordpress.com/2009/02/12/il-denaro/</guid>
<description><![CDATA[Le riflessioni di Silvano Agosti sul denaro: Che cos&#8217;è il denaro &#8211; di Silvano Agosti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le riflessioni di Silvano Agosti sul denaro:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Pnu-lrWbrpk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Pnu-lrWbrpk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Che cos&#8217;è il denaro &#8211; di Silvano Agosti</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Juicio crítico sobre la novela "Culpa de los muertos"]]></title>
<link>http://talomac.wordpress.com/2008/10/28/juicio-critico-sobre-la-novela-culpa-de-los-muertos/</link>
<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 01:20:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>talomac</dc:creator>
<guid>http://talomac.wordpress.com/2008/10/28/juicio-critico-sobre-la-novela-culpa-de-los-muertos/</guid>
<description><![CDATA[Reseña crítica acerca de la novela &#8220;Culpa de los muertos&#8221;, de Alejandro Maciel, Editoria]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="color:#ff0000;">Reseña crítica acerca de la novela &#8220;Culpa de los muertos&#8221;, de Alejandro Maciel, Editorial Rubeo, Barcelona, 2008.</span></strong></p>
<p><a href="http://www.insulalibros.com/">http://www.insulalibros.com/</a></p>
<p> </p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong><em>&#8220;Efectivamente, el editor me remitió su novela &#8220;Culpa de los<br />
muertos&#8221;, que he leído con atención y agradable sorpresa por su<br />
excelente escritura. Un concierto coral multiforme que traduce muy bien<br />
la dura historia, aunque el humor y la ironía templan bastante el ánimo<br />
del atrapado lector. Incluso el hecho del doble tipo de letra contribuye<br />
a la multiplicidad de reflejos que abren y cierran la trama de manera<br />
muy equilibrada por mor de la alternancia. Mi enhorabuena más convencida<br />
y sincera&#8221;.<br />
</em></strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>Prof. Victorino Polo García</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>Cátedra de Literatura Hispanoamericana</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>Universidad de Murcia. España. 2008</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il giardino delle delizie di Silvano Agosti (Italia/1967)]]></title>
<link>http://confidenziale.wordpress.com/2008/10/18/il-giardino-delle-delizie-di-silvano-agosti-italia1967/</link>
<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 22:20:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>rapportoconfidenziale</dc:creator>
<guid>http://confidenziale.wordpress.com/2008/10/18/il-giardino-delle-delizie-di-silvano-agosti-italia1967/</guid>
<description><![CDATA[Il giardino delle delizie di Samuele Lanzarotti articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/10/il-giardino-delle-delizie.jpg"><img class="size-large wp-image-211 aligncenter" title="il-giardino-delle-delizie" src="http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/10/il-giardino-delle-delizie.jpg?w=270" alt="" width="270" height="154" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;">Il giardino delle delizie di Samuele Lanzarotti</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="background-color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;color:#ffffff;">articolo pubblicato su </span><span style="font-size:xx-small;"><a href="http://confidenziale.wordpress.com/2008/06/17/rapporto-confidenziale-numerosei-giugno-2008/">Rapporto Confidenziale</a></span><span style="font-size:xx-small;color:#ffffff;"> numero6 &#8211; giugno 2008 (pag.46)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;">download</span></span></strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;"> &#124;&#124;&#124; <a href="http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/06/rapportoconfidenziale_numerosei_high.pdf">10.6MB</a> &#124;&#124;&#124; <a href="http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/06/rapportoconfidenziale_numerosei_low.pdf">6.40MB</a> &#124;&#124;&#124; </span><a href="http://issuu.com/rapportoconfidenziale/docs/rapportoconfidenziale_numerosei_low?mode=embed&#38;documentId=080617210801-940ba798e2534f019a5ab05849d44ddb&#38;layout=grey"><span style="font-size:xx-small;">anteprima</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="A20"><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;">Il giardino delle delizie </span></span></strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;">di Silvano Agosti (1967/ITA,75’) con Maurice Ronet, Evelyn Stewart, Lea Massari, Franco Bertoni.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span class="A20"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:xx-small;"><span style="font-family:Verdana;">Il poetico Agosti gira nel 1967, in epoca precedente alla legge sul divorzio, questo suo primo straordinario lungometraggio incentrato sulle due notti susseguenti al matrimonio di Carlo e Carla, coppia ordinaria, apparentemente radioso prodotto di una vincente borghesia, allevata nel rigoroso rispetto delle convenzioni sociali e morali universalmente riconosciute.<br />
Nel film emerge e deflagra il disagio esistenziale del protagonista, interpretato da un meraviglioso Maurice Ronet, vittima suo malgrado di una rigida educazione schizofrenicamente ambigua, che provoca nella sua psiche diversi nodi irrisolti.<br />
Si tratta di un film molto complesso, personale e toccante, in cui ogni sequenza non è messa a caso, ma profondamente sofferta e pensata, in cui si assiste ad un continuo alternarsi di passato e futuro e di mondo fenomenico e immaginazione. Agosti, sin dal suo esordio, si dimostra un virtuoso del montaggio e riesce a comunicarci con esso, veramente, una miriade di messaggi&#8230;nel tentativo di parlare del film mi sono infatti dissolto nei sottili rivoli di senso a cui portano le sue fulminanti immagini, vero e proprio flusso di coscienza psichico e psicanalitico, materializzato in celluloide.<br />
Il funambolico intreccio tra fantasia e realtà, tra reminescenze traumatiche dell’infanzia e immagini preveggenti della futura vita coniugale, ci mostra come la vita del protagonista sia in realtà sequestrata entro un percorso a priori preordinato e scontato, in cui egli è stato addestrato a “comportarsi come un cane da circo”, praticamente docilmente ammaestrato a camminare sulle zampe posteriori.<br />
Centrale nel film è il tema del peccato e della conseguente punizione, che letteralmente ossessiona l’incolpevole protagonista, vittima di un’educazione spirituale fondata sulla pratica della repressione e sul permanente rinvio della soddisfazione del piacere. Ciò che emerge è il conflitto fra l’anèlito di libertà del singolo e le soffocanti gabbie (matrimonio, famiglia borghese, riti religiosi) che, incessantemente, il potere gli erige attorno.<br />
Lo stile delle splendide inquadrature di Agosti è estremamente concentrato sul particolare, consapevole di come dalle impercettibili sfumature degli atteggiamenti fisici dei suoi personaggi e parallelamente dai loro occhi, vero e proprio specchio dell’anima, si possano cogliere molte più informazioni e verità, che dalle loro parole ormai svuotate di senso, in quanto inesorabilmente obbedienti a rituali e circostanze prefissati.<br />
Uno dei temi che ha scatenato contro Agosti gli strali del potere religioso e politico, all’epoca dell’uscita della pellicola, è stato il mostrare una volta per tutte ed inequivocabilmente l’ipocrita binomio fra un atteggiarsi esteriormente sessuofobo delle istituzioni che presiedono all’educazione formativa del bambino (chiesa, scuola e famiglia), e la paradossale recondita pratica morbosa e violenta della sessualità stessa da parte di coloro che di quelle istituzioni sono esponenti e sostenitori (il padre che costringe la madre a un rapporto sessuale forzato e violento, il prete che dà a Carlo una carezza un po’ troppo ambigua subito prima di punirlo, la traumatica esperienza scolastica in cui Carlo subisce le avances sessuali del suo maestro&#8230;).<br />
L’attacco frontale al matrimonio (e a tutte le convenzioni sociali e religiose che si porta dietro) è implacabile, nel ripercorrere gli impeccabili rituali viene selvaggiamente evidenziato l’elemento di insanabile frattura&#8230;il protagonista è ammalato di una malattia esistenziale, ormai incurabile, sicuramente causata dagli equivoci messaggi di una società repressiva, autoritaria ed ipocrita. Tenta di opporsi in molti modi, posseduto da una rabbiosa insofferenza, ma il suo coinvolgimento nelle maglie perverse del sistema è talmente avanzato che il suo destino è comunque ineluttabilmente segnato. La moglie, incinta di tre mesi, è invece ormai definitivamente un burattino del sistema, un’attrice perfettamente in parte nella sciatta banalità del quotidiano, che in ogni situazione rispetta le regole e i rituali prestabiliti&#8230;alla domanda innervosita di lui sul perché legarsi a doppio filo per tutta una vita&#8230;lei risponde candidamente “Carlo, io non lo so, ma se si è sempre fatto vuol dire che un senso c’è”. A tal proposito viene ad essere geniale l’utilizzo del rumore dello sciacquone guasto del water, come accompagnamento costante alla prima notte di nozze dei due sposini.<br />
Magnetica ed enigmatica la figura della silenziosa donna coi capelli neri, d’aspetto antitetica alla bellissima bionda moglie, in realtà chimera di libertà, materializzazione della soddisfazione del famelico desiderio di Carlo, che si evidenzia in una pulsante sequenza in cui i due hanno un proibito e lacerante rapporto, “girato con affannosi primi piani su toni drammatici, quasi infernali”. La punizione non tarderà ad arrivare&#8230;(ma non la svelo per non rovinarvi la visione).<br />
Altra mirabolante sequenza è quella della danza gioiosa e spensierata, al ritmo di un’ipnotica musica beat, dei giovani sulla spiaggia che viene intercettata da una irreprensibile processione. Il contatto tra i due mondi porta all’interruzione della danza da parte dei ragazzi alla ricerca di un qualche tipo di scambio comunicativo, mentre la processione continua ottusamente la sua marcia, e questo la dice lunga sul diverso grado di apertura mentale&#8230;<br />
E ovviamente punto di partenza e di arrivo del film è “il giardino delle delizie” di Bosch, vero e proprio summa di tutto ciò che possono essere i rapporti umani. </span></span></p>
<p><span style="font-size:xx-small;"><span style="font-family:Verdana;"><strong>Link:</strong><br />
<a href="http://www.silvanoagosti.com">www.silvanoagosti.com</a><br />
Per approfondire consiglio la strabiliante dissezione del film ad opera di Filippo Schillaci:<br />
<a href="http://www.mat.uniroma2.it/~schillac/cinema/agosti/cap1.htm">http://www.mat.uniroma2.it/~schillac/cinema/agosti/cap1.htm</a><br />
</span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="background-color:#000000;font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;color:#ffffff;">articolo pubblicato su </span><span style="font-size:xx-small;"><a href="http://confidenziale.wordpress.com/2008/06/17/rapporto-confidenziale-numerosei-giugno-2008/">Rapporto Confidenziale</a></span><span style="font-size:xx-small;color:#ffffff;"> numero6 &#8211; giugno 2008 (pag.46)</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;">download</span></span></strong><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:xx-small;"> &#124;&#124;&#124; <a href="http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/06/rapportoconfidenziale_numerosei_high.pdf">10.6 MB</a> &#124;&#124;&#124; <a href="http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/06/rapportoconfidenziale_numerosei_low.pdf">6.40MB</a> &#124;&#124;&#124; </span><a href="http://issuu.com/rapportoconfidenziale/docs/rapportoconfidenziale_numerosei_low?mode=embed&#38;documentId=080617210801-940ba798e2534f019a5ab05849d44ddb&#38;layout=grey"><span style="font-size:xx-small;">anteprima</span></a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La settimana della storia]]></title>
<link>http://davidrettura.wordpress.com/2008/10/12/la-settimana-della-storia/</link>
<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 12:13:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>David Rettura</dc:creator>
<guid>http://davidrettura.wordpress.com/2008/10/12/la-settimana-della-storia/</guid>
<description><![CDATA[Tra poche settimane prenderà il via a Roma la seconda edizione della Settimana della Storia, che già]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;" align="justify">Tra poche settimane prenderà il via a Roma la seconda edizione della Settimana della Storia, che già l&#8217;anno scorso ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico, dimostrando come questa disciplina, che sia essa una branca dell&#8217;umanistica oppure una scienza sociale, a seconda del punto di vista di chi guarda, goda di un grande ascendente sul pubblico. Il segreto che ha reso l&#8217;edizione dell&#8217;anno scorso tanto gradevole e fruttuosa, e che siamo sicuri farà lo stesso anche di questa edizione, è stato, per me, il fatto di avvicinare accademici di fama e valore speso indiscutibile al grande pubblico senza indulgere a quel gusto della pamphlettistica oggi tanto in voga in mano a giornalisti e polemisti spesso interessati solo ad un ritorno politico o di copie vendute, evitando tuttavia anche l&#8217;opposto, parimenti pernicioso per una manifestazione che nasce per il grande pubblico, di mostrarsi chiusi nella torre d&#8217;avorio degli studi specialistici che spesso scadano nell&#8217;arzigogolo che è negazione stessa del senso profondo della disciplina.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Come non ricordare, tra i tanti, gli interventi illuminanti ma avvincenti e godibili di Aldo Agosti e di Piero Craveri? Avrei voluto potessero durare il doppio.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">L&#8217;edizione che va ad aprirsi, e di cui il <a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/">Khayyam&#8217;s blog</a> è media partner, ha scelto un tema suggestivo, che è quello dei giovani e di come il loro ruolo e la loro natura sia cambiato durante tutto il XX° secolo. Recentemente questo tema è stato al centro della riflessione di svariati studiosi sotto diverse angolature; sintomatico è chiederselo quest&#8217;anno, ricordando che corrono gli anniversari del &#8216;68, che scardinò con forza tanti e tali chiavistelli della società tradizionale quale neanche il secondo conflitto mondiale aveva saputo fare pur nelle sue mille rivoluzioni, ma anche quello di quel 1918 che vide la fine della Grande Guerra e l&#8217;emergere di una generazione diventata adulta a forza nelle trincee, decisa a non lasciarsi retrocedere nell&#8217;adolescenza ma a vivere con pienezza il mito di una giovinezza che era stata sacrificata al sangue. Molto ci aspettiamo dalla <em>lectio magistralis</em> che si vocifera sarà tenuta da Emilio Gentile, in quanto sospettiamo che la sua riflessione  possa essere come sempre documentata e ficcante, specie perché a questi temi si è recentemente dedicato per il suo ultimo lavoro, L&#8217;apocalisse della modernità. <a href="http://www.wuz.it/catalogo/libri/scheda.aspx?i=1014697"><em>La Grande guerra e il mito dell&#8217;uomo nuovo</em></a>, che tanto ansiosamente aspettiamo per riprendere i discorsi cominciati alcuni anni or sono nella <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788842078562/gentile-emilio/grande-italia-mito.html">Grande Italia</a>.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Somos la rabia (Parte 3, final): El fin y la resurrección de los Montoneros.]]></title>
<link>http://laterminalrosario.wordpress.com/2008/09/04/somos-la-rabia-parte-3-final-el-fin-y-la-resurreccin-de-los-montoneros/</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 02:58:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Claudio Scabuzzo</dc:creator>
<guid>http://laterminalrosario.wordpress.com/2008/09/04/somos-la-rabia-parte-3-final-el-fin-y-la-resurreccin-de-los-montoneros/</guid>
<description><![CDATA[Pese a que se presentaban al mundo como un grupo revolucionario popular, los Montoneros llegaron al ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pese a que se presentaban al mundo como un grupo revolucionario popular, los Montoneros llegaron al ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BTT2 - Bidegorrian Txirrindu Topaketa]]></title>
<link>http://epetxepe.wordpress.com/2008/05/14/btt2-bidegorrian-txirrindu-topaketa/</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 12:58:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>epetxepe</dc:creator>
<guid>http://epetxepe.wordpress.com/2008/05/14/btt2-bidegorrian-txirrindu-topaketa/</guid>
<description><![CDATA[Kaixo family, ttak ttak ttak, Bigarren aldiz ere joan direla Epeldetarrak BTT aldizkarirako argazkia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Kaixo family, ttak ttak ttak,<br />
Bigarren aldiz ere joan direla Epeldetarrak BTT aldizkarirako argazkiak ateratzera eta hona hemen informazio pixkat gehiago. Hasteko nire kexatariko bati kasu eginez, Agostiren argazki bat bidali didate azkenean:</p>
<p><img style="width:400px;height:300px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3181/2485593403_81febb84e2.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p>Aupa Agosti!! Oraingo honetan erdi-erdian eta garbi ikusten haugularik!!</p>
<p>Bidali dizkidaten argazki gehienetan, ohitura den lez, hanka lurrean jarrita eta nahiko erlaxatuak dirudite:</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2305/2486412058_b3a31d1530.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2128/2486412898_c39ab0201b.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p>Tartean Haritz mendi elkarteko irteera bateko argazkiren bat ere (betiere, urdanetararte kotxean, KNF):<br />
<img style="width:400px;height:300px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2047/2486413850_63cae23990.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p>Eta azkenik, nire kritikak ekiditeko asmoz edo, bizikleta gaineko, estudioko argazkiak. &#8220;Ia jarri batea&#8221;,  &#8220;Sufrimendu aurpegia Andoni, kakalarria izango bahu bezela&#8221;, &#8220;Enga besarkada emanez, ekilibrioa kontrolatzen duzuela erakusteko&#8221;, &#8220;Hori, hori, jarrai horrela, mugitu, mugitu&#8221;, &#8220;Klix, Klix&#8221; soinuak entzuten diren bitartean, &#8230;</p>
<p><img style="width:380px;height:285px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2138/2486414254_ea3366febf.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p><img style="width:376px;height:281px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2223/2485591863_9e5b7faa62.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p><img style="width:372px;height:279px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3055/2485595143_601fa04227.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p>Bueno eta amaitzeko, egina omen duten ibilbidearen datuak. (Andoni, bion artean, hurrengoan Algezirazetik pasatzen dela ere jarri zak, iñor ez dek konturatuko eta!)</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2286/2486407016_806ef6e301.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p><img style="width:415px;height:190px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2101/2486407058_f79bd9d09b.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p>(Elevation mm-tan emana)</p>
<p>Ondo izan!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Visione di Foppa]]></title>
<link>http://robedachiodi.wordpress.com/2008/05/10/visione-di-foppa/</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 21:11:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppefrangi</dc:creator>
<guid>http://robedachiodi.wordpress.com/2008/05/10/visione-di-foppa/</guid>
<description><![CDATA[Visita con Giovanni Agosti alla Cappella Portinari. Legge Longhi, Quesiti caravaggeschi, i precedent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Visita con Giovanni Agosti alla Cappella Portinari.</p>
<p>Legge Longhi, Quesiti caravaggeschi, i precedenti: «Il telaio matematico che i fiorentini ostentavano come idolo artistico è qui di nuovo quasi cancellato, e l&#8217;occhio, come fosse già nato nella nuova visione, trascorre empiricamente, per impressione, entro lo spazio naturalizzato e versa, per così dire, in un misticismo mondano, tutto appreso ai particolari della “trista aiuola”»</p>
<p>Un&#8217;altra intuizione: la ristrutturazione della cappella, ripulita da tutti i segngi seicenteschi come prova dello “stile Paolo VI&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BTT - Bidegorrian Txirrindu Topaketa?]]></title>
<link>http://epetxepe.wordpress.com/2008/04/21/btt-bidegorrian-txirrindu-topaketa/</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 18:29:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>epetxepe</dc:creator>
<guid>http://epetxepe.wordpress.com/2008/04/21/btt-bidegorrian-txirrindu-topaketa/</guid>
<description><![CDATA[Egunon people, &nbsp;&nbsp; Gaur emilioa ireki eta zer topatuko eta, anaiak BTT izenburuaz emaila. K]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Egunon people,</p>
<p>&#160;&#160; Gaur emilioa ireki eta zer topatuko eta, anaiak BTT izenburuaz emaila. Kontua da, astebukaeran txirrinduan paxira joan direla Andoni, Haritz eta Agosti, ta informazioa bidali didatela blogean jartzeko. Fitxaje bila edo, BTTko txapelketarako EPELDE team ateratzeko edo,&#8230;<br />&#160;&#160; Hasteko teknologia tope, planifikatzen hilabete pasa dutela esango nuke, alturen grafikak, google mapsen informazioa: <br /><img src="http://farm3.static.flickr.com/2278/2431169063_12cf63f3dc.jpg" /></p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2248/2431984456_b323f66444.jpg?v=0" /></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/8117864@N06/">Argazki gehiago</a><br />Nik uste Euskaltelek Eusko labeldun frikiak topatzeko duhintasuna duenean, boleto asko dituzuela.</p>
<p>Badakit zain zaudetela eta hona hemen txirrindulari 2en argazkiak ze, argazkilariak ez du bere buruaren argazkirik bidali.</p>
<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3076/2431982246_deb3d9890e.jpg?v=0" /></p>
<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3161/2431983122_f97b20afd7.jpg?v=0" /></p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2369/2431981458_6871f711b7.jpg?v=0" /></p>
<p>Amaitzeko argazki erromantiko bat itsasertzean:</p>
<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3259/2431167741_8635c423fc.jpg?v=0" /></p>
<p>Laburbiltzeko galdera: Txirrinduan ibiltzera joan bai. Baina, zuek ikusi al dituzue, bidalitako argazkiren baten, hauek bizikletan ibiltzen?</p>
<p>Nik uste txikiteoa jun (bestela holako kumunera jun beharrak nundik?) eta gero argazki sesioa itxurak mantentzeko, jeje.</p>
<p>Ondo segi!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Felices Pascuas en vísperas del 24 de marzo del '76]]></title>
<link>http://luduran.wordpress.com/2008/03/23/felices-pascuas-en-visperas-del-24-de-marzo-del-76/</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 17:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>luduran</dc:creator>
<guid>http://luduran.wordpress.com/2008/03/23/felices-pascuas-en-visperas-del-24-de-marzo-del-76/</guid>
<description><![CDATA[  Como sucede con los eclipses que se repiten de tanto en tanto, en las superposiciones de la tierra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img width="347" src="http://luduran.wordpress.com/files/2008/03/felices-pascuas.jpg" alt="felices-pascuas.jpg" height="341" style="width:225px;height:198px;" /> <img width="228" src="http://luduran.wordpress.com/files/2008/03/24-de-marzo-de-1976.jpg" alt="24-de-marzo-de-1976.jpg" height="195" style="width:228px;height:197px;" /></p>
<p><strong>Como sucede con los eclipses que se repiten de tanto en tanto</strong>, en las superposiciones de la tierra, la luna y el sol, del mismo modo <strong>la Pascua de Resurrección, </strong>tiene cita de tanto en tanto con <strong>el Golpe de Estado de 1976</strong> y paradójicamente <strong>la Pascua alude a la reconciliación y el Golpe al desencuentro.</strong></p>
<p>En el &#8216;76 el golpe sucedió en vísperas de las Pascuas, en el &#8216;87 durante la rebelión carapintada por los juicios a lo militares del &#8216;76, Alfonsín selló para siempre <strong>esta unión de la reconciliación y el desencuentro</strong> con la histórica&#8230;&#8221;Felices Pascuas, la casa está en orden&#8221; y en este 2008 se vuelven a juntar estos elementos del <strong>eclipse argentino&#8230;</strong>hoy es Pascuas y mañana 24 de marzo, dos realidades totalmente contrapuestas, que muchos aprovechan para vivir unas &#8220;minivacaciones&#8221;, como si se tratara de <strong>dos festejos, </strong>la reconciliación y el desencuentro&#8230;(siniestro el tema).</p>
<p><strong>Los desencuentros</strong> personales, sociales, nacionales generan heridas abiertas, <strong>que sangran, que duelen, </strong>difíciles de ser olvidadas y perdonadas, hablan de ausencias, de silencios, de intransigencias, de egoismos, de ombliguismos, de fundamentalismos, de amores captativos no dativos&#8230;los desencuentros <strong>generan soledades, </strong>aunque parezca raro, en los desencuentros no hay ganadores y perdedores, <strong>hay sólo perdedores.</strong></p>
<p><strong>Las reconciliaciones </strong>personales, sociales y nacionales son las curas de las heridas, el secreto de la reconciliación no es eliminar la herida, sino curarla, la herida está producida, se trata de parar la sangre y aliviar el dolor&#8230;pero el tema es <strong>&#8220;dar el paso&#8221; hacia el otro, </strong>no hay reconciliación sin búsqueda del otro, sin mutuos reconocimientos de errores, de responsabilidades compartidas, no es fácil, <strong>es todo un desafío a las &#8220;grandezas&#8221; personales, sociales y nacionales.</strong></p>
<p>Es probable que para pasar del desencuentro a la reconciliación se requiera de <strong>mediaciones, </strong>de intermediarios <strong>que propongan la armonía y convoquen a la grandeza&#8230;</strong>Hoy es el día de la reconciliación, mañana el del desencuentro, hoy se piensa en el amor, mañana se recuerda el odio&#8230;<strong>es necesario e imprescindible </strong>para recuperar la armonía nacional&#8230;<strong>que broten mediadores </strong>para no vivir tan seguido el eclipse &#8230; <strong>de Felices Pascuas en vísperas del 24 de marzo.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[........O SIAMO TUTTI MORTI.]]></title>
<link>http://chimidice.wordpress.com/2007/10/28/o-siamo-tutti-morti/</link>
<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 14:16:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>lezapp</dc:creator>
<guid>http://chimidice.wordpress.com/2007/10/28/o-siamo-tutti-morti/</guid>
<description><![CDATA[clicca salva viaggia&#8212;&#8212;&#8212; Detto frà di noi : sapevi che siamo tutti nella merda? A n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[clicca salva viaggia&#8212;&#8212;&#8212; Detto frà di noi : sapevi che siamo tutti nella merda? A n]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LETTERA CENSURATA DA .....]]></title>
<link>http://chimidice.wordpress.com/2007/10/26/lettera-censurata-da/</link>
<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 13:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>lezapp</dc:creator>
<guid>http://chimidice.wordpress.com/2007/10/26/lettera-censurata-da/</guid>
<description><![CDATA[SIGNORAGGIO BANCONOTA STAFF LEZAPP: Va bene che ,ci siamo premessi di comunicare con le immagini, ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SIGNORAGGIO BANCONOTA STAFF LEZAPP: Va bene che ,ci siamo premessi di comunicare con le immagini, ma]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanta saggezza...]]></title>
<link>http://cissiboy.wordpress.com/2007/09/30/quanta-saggezza/</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 14:01:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo Zanirato</dc:creator>
<guid>http://cissiboy.wordpress.com/2007/09/30/quanta-saggezza/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Silvano Agosti, 2005]]></title>
<link>http://spaziodimanovra.wordpress.com/2007/09/03/commil-faut-05/</link>
<pubDate>Sun, 02 Sep 2007 23:42:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>spaziodimanovra</dc:creator>
<guid>http://spaziodimanovra.wordpress.com/2007/09/03/commil-faut-05/</guid>
<description><![CDATA[La tenerezza vissuta senza sessualità e amore produce ipocrisia, la sessualità priva di tenerezza e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:100%;font-family:arial;">La tenerezza vissuta senza sessualità e amore produce ipocrisia, la sessualità priva di tenerezza e amore produce pornografia e l&#8217;amore, privo di sessualità e tenerezza produce misticismo.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Azkoitia-Azpeitian Epeldetarron marka hausketak]]></title>
<link>http://epetxepe.wordpress.com/2007/04/02/azkoitia-azpeitian-epeldetarron-marka-hausketak/</link>
<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 19:35:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>epetxepe</dc:creator>
<guid>http://epetxepe.wordpress.com/2007/04/02/azkoitia-azpeitian-epeldetarron-marka-hausketak/</guid>
<description><![CDATA[Kaixo Family!! Hementxe gatxink larunbat gabeko parrandaren resaka kendu ezinik, jezuuuuu. Zea, Yare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Kaixo Family!!<br />
Hementxe gatxink larunbat gabeko parrandaren resaka kendu ezinik, jezuuuuu. Zea, Yaret Asmeron eta PAMELA CHEPCHUMBA-k markak jarri zituztela eta Epeldetarrak gutxi izan ezin, gure Iratxe eta Antoniok Epeldetarron markak ezarri zizkiguten (bueno Alexek orain 1-2 urte egindako denborarik ez daukat), baina bueno txistia iteko aldea,&#8230; Bueno ta Epeldetarron artian emakumiak nagusi!, Antonio txixa iten geldiu ez bazan &#8220;otro gallo cantaría&#8221;, baina,&#8230; jijiji</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="5%" height="16"><strong>58</strong></td>
<td width="9%" height="16">25</td>
<td width="66%" height="16">IRATXE ARANBURU EPELDE</td>
<td width="10%" height="16">1:16:39</td>
<td width="10%" height="16">1:16:36</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="5%" height="16"><strong>381</strong></td>
<td width="9%" height="16">108</td>
<td width="66%" height="16">ANDONI EPELDE UNANUE</td>
<td width="10%" height="16">1:28:59</td>
<td width="10%" height="16">1:28:26</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sailkapen osoa: <a href="http://www.sarralle.com/media-maraton/presen_e.html">hemen</a></p>
<p>Iratxek bidalitako argazki batzu gehitzen ditut, eta azkenengo afari eta maratoi erdiko Nagoreren argazkien zain geratzen naiz!! Aizan bialdu argazkiak ya!!!<br />
<img src="http://epelde.zumaia.com/Argazkiak/Epelde-Lizaso/20070331-AzkoitiaAzpeitia%20Maratoi%20Erdia/medium/tn_2007-03-31%20Azkoitia%20Azpeitia%20028.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="http://epelde.zumaia.com/Argazkiak/Epelde-Lizaso/20070331-AzkoitiaAzpeitia%20Maratoi%20Erdia/medium/tn_2007-03-31%20Azkoitia%20Azpeitia%20015.jpg" alt="" /><br />
Aupa Kuadillaa!! =&#62; Epelde-Goenaga Familiko kidiak falta!!<br />
<img src="http://epelde.zumaia.com/Argazkiak/Epelde-Lizaso/20070331-AzkoitiaAzpeitia%20Maratoi%20Erdia/medium/tn_2007-03-31%20007.jpg" alt="" /></p>
<p>Bai, bai, Iratxe, hik 25 ta nik orduan zenbat?? 18?<br />
 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Argazki gehiago betiko lekuan! ta Nagoren kamararen txartelean!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Familiya Komunikabideetan]]></title>
<link>http://epetxepe.wordpress.com/2007/03/03/familiya-komunikabideetan/</link>
<pubDate>Sat, 03 Mar 2007 20:56:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>epetxepe</dc:creator>
<guid>http://epetxepe.wordpress.com/2007/03/03/familiya-komunikabideetan/</guid>
<description><![CDATA[Kaixo Family, Hau deu mobida!! Aste honetan uroka-kostako hitza hartzen nuen bakoitzean Epelde-Lizas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Kaixo Family,<br />
Hau deu mobida!! Aste honetan uroka-kostako hitza hartzen nuen bakoitzean Epelde-Lizasotarrak edota agregatuak tarteko, nagusi geala dedio!!<br />
Hasteko Agosti ta Barrena trikitilariak Zumaialdera etorri eta Txindurrien iturritik zurrutean. Egia esan trikiti eta panderoarekin agertzen dira, baina seguru baxoialdia izango zutela kupelek.<br />
<img src="http://www.urola-kostakohitza.info/argazkiak/egunekoak/2007-02-27/jarraia4066.jpg" alt="" /></p>
<p>Geo orria pasa eta hara non, urtereko txapelketa trukatua (jijiji), Gorka Lasak berriz ere Zarautzko Argazki txapelketa irabazi. Argazkia ederra, baina Goretti, galdera bat, Behin joan eta 10.000 argazki atera zenituzten ala urtean pare bat aldiz egiten dezue India ra bidaia? Ze aurreko argazki irabazle bat ere Indiako zen ezta? (Saltxa pixkat jartzeko aldea, jijiji)<br />
<img src="http://www.urola-kostakohitza.info/argazkiak/egunekoak/2007-02-27/p00002009.jpg" alt="" /></p>
<p>Ostegunerarte ere nola ala iritxi ginen (Frenadol eta holakoak hartuz), eta hara non berriz ere Hitza ireki eta,&#8230; aurpegi hau, aurpegi hau, Edurne izango ote, emakumeen eskubideen alde borrokan, bai, &#8220;dudipare hau gure Edurne dek&#8221;, esan nion neure buruari.<br />
<img src="http://www.urola-kostakohitza.info/argazkiak/egunekoak/2007-03-01/jarraia4077.jpg" alt="" /></p>
<p>Orrialde asko ez Hitzak, baina, beste orri bat ere pasa berko eta hantxe edizioa itxitzera edo izango zela, Iratxe korrika rastttttt barrura. Zarautzko kross mixtoari premio bat edo eman ziotela eta gure familiako aintxintxikalaria  hara non  agertu zaigun.<br />
<img src="http://www.urola-kostakohitza.info/argazkiak/egunekoak/2007-03-01/p00002020.jpg" alt="" /></p>
<p>Kontxo! Uantxe argazkia peatu detenian konturatu naiz, &#8220;los vascos y las vascas&#8221; hortxe daota. Joe Iratxe, hori den nibela, lehendakariakin phottokia!</p>
<p>Epelde-Lizasotar hau harrotu dezue oraingo honetan ere!</p>
<p>Bejondeizuela! Joxepak kontau zien honezko bere ingurukoei zuen berri!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
