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	<title>allegorie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/allegorie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "allegorie"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 18:53:21 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La mia visione della crisi]]></title>
<link>http://mikb89.wordpress.com/2009/11/11/la-mia-visione-della-crisi/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:46:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>mikb89</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gli argomenti inutili di certo non mi mancano, però dato che il blog è ancora quasi vergine, nel sen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gli argomenti <strong>inutili</strong> di certo non mi mancano, però dato che il blog è ancora quasi <strong>vergine</strong>, nel senso che c&#8217;è solo un commento non mio, magari pensavo che parlando un po&#8217; di attualità, qualche utente che cerca qualcosa su Google, possa ritrovarsi, <em>per sua fortuna</em>, qui.</p>
<p>Mi era subito venuto in mente di parlare del <strong>2012</strong>, cioè del mese di <strong>Dicembre</strong> del <strong>2012</strong>, o magari anche di <strong>Novembre</strong>, sempre del <strong>2012</strong>. Del giorno <strong>21</strong>, il <strong>21 Dicembre</strong>, appunto il <strong>21 Dicembre 2012</strong>. Della <strong>fine del mondo</strong>, insomma. Però su quello volevo scriverci un libro e, visto che ho <strong>due, 2 anni di tempo</strong>, cioè <strong>fra 2 anni</strong>, quando verrà quella data, del <strong>21 Dicembre 2012</strong>, come detto sopra, magari il tempo ce l&#8217;ho e quindi non <em>spreco tutto</em> con un articolo, un <strong>articolo sugli ultimi giorni di Dicembre 2012</strong>.</p>
<p>E sì, vabbè, avete capito che il paragrafo sopra è riservato esclusivamente ai miei <strong>amici motori di ricerca</strong>, che appunto servono a trovare informazioni, <strong>informazioni sul 21 Dicembre 2012</strong>. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Comunque, parlando seriamente, volevo parlare della crisi, della <strong>crisi economica</strong>, <strong>la crisi economica in Italia</strong>.</p>
<p>Come tutti sappiamo, <strong>hanno annunciato</strong> che la crisi è ufficialmente finita. Quindi possiamo stare finalmente tranquilli, in pace e vivere come meglio vogliamo.</p>
<p>Però c&#8217;è <strong>un fatto strano</strong>: mentre noi siamo tranquilli, che tanto la crisi hanno deciso che è finita, c&#8217;è <strong>addirittura</strong> gente che ha ancora dei problemi economici. Pensa tu, questi qui, <strong>quatti quatti</strong>, sono riusciti a <strong>fregare</strong> a quelli là, che avevano deciso tanto onestamente che la crisi non c&#8217;era più. Come sarebbe a dire <strong>&#8220;Semmai è il contrario&#8221;</strong>? Ma non dite <strong>sciocchezze</strong>&#8230;</p>
<p>Volevo quindi discutere sulla <strong>crisi</strong>, la <strong>crisi monetaria</strong> o <strong>economica</strong>, <strong>in Italia</strong>, appunto. Nel farlo, vi racconterò un&#8217;allegoria che io trovo piacevole e che, sicuramente (forse), <em>troverete piacevole anche voi</em>.</p>
<h2 style="text-align:center;">La storia del porcellino che sapeva troppo.</h2>
<p style="padding-left:30px;">In una cittadina sperduta in cui prevaleva perlopiù la vita agricola, un giorno un uomo vestito per bene si avvicinò all&#8217;abitazione di un povero contadino e vi lasciò uno strano oggetto bianco che, all&#8217;interno, conteneva un altro oggetto bianco che aveva però delle decorazioni nere; entrambi gli oggetti avevano uno spessore <strong>ridicolo</strong>.</p>
<p style="padding-left:30px;">Il giorno dopo, la figlia maggiore del contadino tornò dalla città e, vedendo il nuovo oggetto in mano al padre, che lo stava girando e rigirando incuriosito, esclamò &#8220;Oh che bello, una lettera!&#8221;.</p>
<p style="padding-left:30px;">Con infinita sorpresa, i due genitori, decisero che volevano sapere qual&#8217;era il contenuto di tale <strong>marchingegno</strong> e chiesero alla loro istruita figlia di leggergliela. E così fece.</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Caro fratello,<br />
non ci abbiamo sentiti da tanto tempo nei giorni che sono passati<br />
qui a neu iorck le cose vanno benissimo io mi ho finalmente imparato a scrivere e mio figlio ha finito di studiare e si ha percio preso la lauria e poi ha anche trovato lavoro dove fanno il salame e il prosciutto e tante cose così che ci piaciono<br />
fra qualche giono quando ti arriva questa lettera poi ti arriva anche un porcellino che viene di una famiglia particolare e con degli studi che mio figlio ci fa anno capito che sa troppo<br />
ti abbiamo deciso di fare questo dono così puoi mangiarlo e passare una bella serata e poi ci rispondi e ci fai sapere come state voi</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:right;">con afetto, tuo fratello&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">Mentre leggeva, la ragazza, aveva uno sguardo tra l&#8217;inorridito e il divertito. La lettera fece comunque piacere a tutti.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">La notte, però, il contadino, pensò e ripensò a qualcosa che stava scritto nella lettera: &#8220;anno capito che sa troppo&#8221;. Evidentemente, dato che lì, <strong>in quei posti esotici</strong>, girano certe informazioni riservate, il posto dove lavora suo nipote aveva ben pensato di liberarsi di questo <strong>porcellino</strong> che avrà sentito qualcosa che non doveva sentire.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">Nel giro di qualche giorno, un camion bello grande con tutti i comfort, arrivò effettivamente in quella campagna portando l&#8217;animale. Quei giorni di tempo bastarono al contadino per decidere che non lo avrebbe mangiato, piuttosto, visto che aveva <strong>un buon fiuto per gli affari</strong>, aveva deciso di portarlo in qualche centro per sapere quali informazioni poteva contenere la sua mente, per venderle poi al miglior offerente e coi bei soldini ricavati, andarsi a sistemare in città con la figlia.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">Purtroppo, passarono gli anni, e il contadino spese soldi, tempo ed energie a cercare di sapere qualcosa che forse non c&#8217;era. Il porcellino crebbe fino a invecchiare e poi morì. Stanco, consumato e fiacco, dopo qualche tempo morì anche il contadino, e non rispose mai alla lettera ricevuta.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">&#8220;Papà ma questa lettera è piena di errori.&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">&#8220;Ma io mi ho imparato da adesso a scrivere, non posso essere molto bravo.&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">&#8220;Sì, ma potevi aspettare che io la correggessi prima di spedirla. E poi questa frase non la capisco: &#8216;anno capito che sa troppo&#8217;.&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">&#8220;Fammi guardare&#8230; ah che sbadato, ho dimenticato una parola, buono, &#8216;anno capito che sa troppo <strong>buono</strong>&#8216;.&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">&#8220;Ah ecco, così ha più senso. Chissà però lo zio cosa avrà capito.&#8221;</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">&#8220;Ma non ti preoccupare, lui di animali ne sa meglio di te che li hai studiato.&#8221;</p>
<p style="text-align:left;">Morale (eh sì, c&#8217;è <strong>addirittura</strong> una morale) : gli errori si fanno, capitano, sono parte integrante della vita dell&#8217;uomo ed evidentemente <strong>quando hanno stabilito che 1 euro vale 1936,27 lire</strong> avranno non fatto benissimo i calcoli. Io credo che se quei <strong>vecchietti schizzinosi</strong> non avessero insistito col considerare 1 euro = 2.000 lire anche dopo che la lira non c&#8217;era più, quando ormai il valore era 1.000 lire, adesso non sarebbe arrivato a valerne 500 di lire. Forse non saremmo mai giunti a una crisi e forse saremmo stati più felici. Forse.</p>
<p style="text-align:left;">Poi se qualcuno vuole, può anche considerare il porcellino come <strong>simbolo del salvadanaio</strong> che contiene solo euro ma che il vecchietto, convinto sostenitore delle sue idee remote, stesse lì a mischiare e rimischiare quelle monetine scintillanti, in attesa di trovare qualche importantissima e ancora validissima lira. Che non troverà mai.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Neue Bilder auf Flickr]]></title>
<link>http://artworkofhorus.wordpress.com/2009/11/08/neue-bilder-auf-flickr-5/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 10:26:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>horus1969</dc:creator>
<guid>http://artworkofhorus.wordpress.com/2009/11/08/neue-bilder-auf-flickr-5/</guid>
<description><![CDATA[Allegorie der herrscherlichen Tugenden. Mannheim, Paradeplatz Weitere Bilder hier ansehen … Auf der ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2973" title="ma-paradeplatz_" src="http://artworkofhorus.wordpress.com/files/2009/11/ma-paradeplatz_.jpg" alt="ma-paradeplatz_" width="447" height="596" /></p>
<p>Allegorie der herrscherlichen Tugenden. Mannheim, Paradeplatz<br />
Weitere Bilder <a href="http://www.flickr.com/photos/31256748@N04/4084879517/" target="_blank">hier</a><strong> </strong>ansehen …</p>
<p>Auf der Mitte des Platzes steht die im Jahr 1743 aufgestellte Grupello-Pyramide. Diese stand zuerst im Düsseldorfer Schlossgarten und wurde 1711 von Gabriel de Grupello für den Kurfürsten Johann Wilhelm geschaffen. (<a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Paradeplatz_%28Mannheim%29" target="_blank">Quelle</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il était une fois Agboyibonovich, Jésuchristnovich et un ascenseur]]></title>
<link>http://adjasatire.wordpress.com/2009/11/06/il-etait-une-fois-agboyibonovich-jesuchristnovich-et-un-ascenseur/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 19:30:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>adjasatire</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il était une fois au royaume du Bogolo, me raconta « Papa la Barbe », deux frères opposants qui lutt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:x-small;"></p>
<p style="text-align:justify;">Il était une fois au royaume du Bogolo, me raconta « Papa la Barbe », deux frères opposants qui luttaient ensemble pour la libération du royaume. En</p>
<div id="attachment_36" class="wp-caption alignleft" style="width: 124px"><img class="size-full wp-image-36" title="Agboyibor" src="http://adjasatire.wordpress.com/files/2009/11/agboyibor.jpg" alt="Agboyibor" width="114" height="135" /><p class="wp-caption-text">Me Yawovi Agboyibor</p></div>
<p style="text-align:justify;">effet, Compère Agboyibonovich et le messie envoyé de Tcharamsa en personne, Olympiakos Jésuchrisnovich étaient des opposants au régime du prince Yademanovolutus Ier.</p>
<p style="text-align:justify;">Un jour ils allèrent ensemble rendre visite au grand prince des Gaulois, le seigneur Sarkonovolus Ier. Pour parvenir jusqu’au seigneur des lieux, ils devaient passer par un ascenseur très étroit qui ne pouvait supporter que le poids d’une personne. Le Seigneur Agboyibonovich, en galant homme dit au plus âgé :</p>
<p style="text-align:justify;">-Montez d’abord mon messie, quand vous y serez parvenu, renvoyez-moi l’ascenseur pour que je puisse moi aussi venir.</p>
<p style="text-align:justify;">-No problèmo, no problèmo ! S’empressa de lui répondre le messie Jésuchrisnovich. Cependant le « Lovi matchimatchi » attendra longtemps et ne verra pas le véhicule revenir.</p>
<p style="text-align:justify;">En dépit de cause, pour convaincre le messie de lui renvoyer l’ascenseur il adopta le langage du renard devant le Corbeau. Il se mit donc à louer le vieil opposant.</p>
<p style="text-align:justify;">-Oh que vous êtes beau mon messie, messie de tous les <!--more-->Bogolais opprimés et tués par les Yademanovolutus. Si seulement vous pouvez me renvoyer cet ascenseur, mon seigneur, je dirai que vous êtes le plus galant, le plus beau et le plus bon de tous les citoyens du Bogolo.</p>
<p><font size="2"></p>
<p style="text-align:justify;">Mais celui-ci ne lâcha pas l’ascenseur descendre à son camarade. Il dit</p>
<p style="text-align:justify;">-Tu crois que je ne connais pas l’histoire du corbeau et le renard et comment le corbeau s’est fait berné par le renard ? Lui dit-il. Je ne t’enverrai jamais cet ascenseur, je me sens mieux quand il est avec moi. Dans le pays du Bogolo, il n y a que deux personnalités qui comptent, moi et le prince Yademanovolutus Ier, si quelqu’un devrait rencontrer le roi des Gaulois au nom des populations du Bogololand, ce serait moi et non toi.</p>
<p></font></span>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Les seigneurs « Zeusnovolutus » et « Dimasnovitch », des « Tokpons » du journalisme bogolais]]></title>
<link>http://adjasatire.wordpress.com/2009/11/06/les-seigneurs-%c2%ab-zeusnovolutus-%c2%bb-et-%c2%ab-dimasnovitch-%c2%bb-des-%c2%ab-tokpons-%c2%bb-du-journalisme-bogolais/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 19:21:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>adjasatire</dc:creator>
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<description><![CDATA[Les seigneurs « Zeusnovolutus » et « Dimasnovitch », des « Tokpons » du journalisme bogolais, Travai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:x-small;"></p>
<p style="text-align:justify;">Les seigneurs « Zeusnovolutus » et « Dimasnovitch », des « Tokpons » du journalisme bogolais, Travaillez, prenez de la peine, a dit un vieillard à ses enfants, c’est le fond qui manque le moins. Plein de travail, il en existe dans le monde. En matière de journalisme, je m’en vais vous raconter l’histoire de deux jeunes gens passés « Tokpon », (surdoués) dans l’art du journalisme. Il était une fois au royaume de Bogolo, deux jeunes gens passés as dans l’art du journalisme. Un jour, seigneur « Zeusnovolutus » va trouver son ami « Dimasnovitch » et lui dit : -Cher ami, n’avons-nous pas sujet à nous réjouir ? Grand Dieu Tcharamsa, a fait pour nous un très grand don, nous avons acquis l’art de l’écriture, pourquoi ne créons-nous pas un organe pour vivre de notre art ? -Vous n’auriez pas si bien parler, dit le second larron tout content. Allons sur ce pas, chez « Philippevi » demander une autorisation d’écrire. Très vite, grands journalistes, les deux compères devinrent. Chacun voulant faire mieux pour servir son peuple et recevoir plus tard, décoration du seigneur « Faurenovolus », se mit au travail sans tarder. Un jour, le premier « Tokpon » du groupe, compère « Dimasnovitch » décida vendre son journal deux fois dans la semaine. Pour damner le pion à son ami et être le mieux vendu dans le royaume, Sire « Zeusnovolutus » décida devenir le « plus grand quotidien privé » de tout le Bogolo. N’étant pas personne à se laisser faire, compère « Dimasnovitch » dit à ses employés : &#8211; Chers amis, si c’est comme ça, je deviens un « BI-QUOTIDIEN ». Je vendrai mon journal déjà le matin à 7 h et la soirée à 17 h, je verrai qui <!--more-->pourra faire mieux. Seigneur « Zeusnovolutus » décida, contre tout attente, relever le défit en devenant tout simplement, selon ses expressions, un « TRI-QUODIEN ». -Je suis capable, réagi-t-il, de paraître tous les matins à 7h, les midis à 12h et les soirées à 17h. Il n y a pas plus « Tokpon » que moi, ah ah ah !</p>
<p></span></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Allegorie]]></title>
<link>http://gedichteforentheorie.wordpress.com/2009/11/04/allegorie/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 19:39:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>gedichteforentheo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Man spricht von Allegorie, wenn ein Text oder Textabschnitt mindestens zwei Bedeutungsebenen hat, ei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Man spricht von Allegorie, wenn ein Text oder Textabschnitt mindestens zwei Bedeutungsebenen hat, eine wörtliche und eine weitere, allegorische. Auf der Wortebene bedeutet Allegorie die Ersetzung eines abstrakten durch einen konkreten Begriff.</p>
<ul>
<li>z.B.: der Staat als Schiff</li>
<li>die Liebe als Amor</li>
<li>Weg = Lebensweg</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il protagonista]]></title>
<link>http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2009/10/11/il-protagonista/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 17:08:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
<guid>http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2009/10/11/il-protagonista/</guid>
<description><![CDATA[Il protagonista era un ballerino, un ottimo ballerino a dire il vero. Prima di diventare protagonist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il protagonista era un ballerino, un ottimo ballerino a dire il vero. Prima di diventare protagonista il ballerino era come tutti la insignificante cellula di un corpo, e faceva la coda ai supermarket e portava la macchina all&#8217;autolavaggio, guardava la televisione e cercava di tenere la testa fuori dall&#8217;acqua, per respirare quel tanto che basta a mantenere un certo livello di dignità. Usava le ali per nuotare.<br />
Un giorno l&#8217;unica persona che aveva e avrebbe mai amato disse di doverlo abbandonare per un tempo indeterminabile a priori, perché voleva riflettere sopra molte cose il cui senso qui e ora potrebbe essere rappresentato da un enigmatico sguardo sganciato fuori dallo schermo. Quel che conta è che il ballerino non riuscì a contenere il grandissimo dolore provocato dalla perdita, e non bastarono i pugni al muro e le bottiglie di whisky tracannate e poi frantumate sul pavimento, le nocche e il fegato squarciati e le lacrime versate sulle fotografie di alcuni album. Poi riuscì a incanalare la perdita e sfogare tutto il suo dolore, e lo fece il giorno in cui intendeva buttarsi sotto un treno e finì invece per salirvi sopra, preso da una certa ispirazione si arrimpicò e arrivo in cima e cominciò a ballare e scoprì che riusciva a ballare con il treno in movimento sotto i piedi, bastava solo appiattirsi poco prima delle gallerie ed il gioco era fatto. E la gente cominciò ad affollare incuriosita le zone circostanti i binari e i bambini inseguirono il treno saltellando finché fu loro possibile.<br />
Il protagonista continuava a ripetere la sua danza sul treno ogni giorno ma mai allo stesso orario, e molte persone stavano dunque guardinghe vicino alle stazioni ferroviarie e altre che abitavano non troppo lontane da un binario se ne stavano affacciate alla finestra anche per alcune ore, alcune famiglie facevano anche i turni e quando passava il protagonista chi era affacciato gridava festante avvertendo gli altri.<br />
C&#8217;era qualcosa di liberatorio nella danza sopra il treno, qualcosa che valesse la pena attendere per qualche ora, la quotidianità spiaggiata dalle straordinarie onde del volteggio. Per qualche istante si poteva smettere di sognare ed ammirare un sogno vivente.<br />
Ma dopo qualche settimana finalmente lei tornò, colei che il protagonista amava e non aveva smesso per un solo istante di amare. Tornò e piangendo si scusò. E quindi il dolore cessò e così l&#8217;esigenza  del ballerino di danzare sopra i treni, e così i turni alle finestre e i bambini saltellanti. Tornò a strisciare mimetizzandosi fra gli altri corpi come aveva sempre fatto, e le persone che ebbero avuto la fortuna di ammirarlo tornarono a sognare ad occhi chiusi come avevano sempre fatto, in attesa di una mitografia che certificasse le loro visioni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La comparsa]]></title>
<link>http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2009/10/09/la-comparsa/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 17:51:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hal Incandenza</dc:creator>
<guid>http://illustrazioniallegoriche.wordpress.com/2009/10/09/la-comparsa/</guid>
<description><![CDATA[La comparsa non aveva un nome e nessuno sentì mai l&#8217;esigenza di rivolgersi a lei. Era semplice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La comparsa non aveva un nome e nessuno sentì mai l&#8217;esigenza di rivolgersi a lei. Era semplicemente &#8220;la comparsa&#8221; e se ne stava ai margini del quadro, in disparte, spesso in campo lungo, la presenza come unica funzione. Compariva ovunque, centinaia di fotografie e inquadrature e dipinti e racconti la contenevano, e lei si rannicchiava davanti al protagonismo in una fuga ostinata e continua. E il tempo scorreva e la comparsa calcolava la sua età in fotogrammi perché nessuno le festeggiò mai un compleanno e lei nemmeno sapeva cosa fosse un compleanno anche se spesso le capitò di comparire nelle fotografie di alcune feste.<br />
Un giorno stavamo girando una scena, si trattava della mia vita perciò come potete immaginare ero il protagonista, e stavo monologando in macchina quando mi voltai e la vidi, la comparsa, ed era lontanissima, appena distinguibile ma talmente familiare da non lasciare spazio a dubbi. Così iniziai a rincorrerla, e la macchina da presa mi inquadrava alle spalle mentre io correvo, ma presto mi accorsi che correva anche lei e che per quanto mi dannassi la distanza tra di noi rimaneva sempre la stessa, perciò dissi all&#8217;operatore che doveva fermarsi, ma lui non ne voleva sapere. Cominciai ad urlare e a strapparmi i capelli per la strada, e alla fine di una estenuante battaglia  sfociata negli insulti se ne andò via brontolando. La comparsa era ancora lì, e quando tentai di raggiungerla questa volta non fece resistenza. Provai a parlarle ma non rispondeva, sembrava non riuscire a decodificare alcun tipo di linguaggio. Provai ad abbracciarla ma rimase impassibile come il tronco di un albero accarezzato dalla brezza. Non l&#8217;avevo mai vista prima un&#8217;immagine in carne ed ossa.<br />
E nel preciso istante in cui mi resi conto che non avrei mai più rivisto il cameraman afferrai che sarei diventato una comparsa come lei, e lei sembrò capire perché a quel punto sentii un braccio intorno al collo, ed era il suo, ed era sua anche la mano che mi asciugò le lacrime. Poi udii delle parole, e stavano uscendo dalla sua bocca: «mi dispiace che ti sia illuso, ma comparsa lo sei sempre stato, solo in un modo diverso dal mio».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eine Allegorie]]></title>
<link>http://ludwiglebt.wordpress.com/2009/10/06/eine-allegorie/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 08:02:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>ludwiglebt</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sie sehen: eine Aufnahme der vermeintlich glücklichsten Kleinfamilie Ungarns in der erwiesenermaßen ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sie sehen: eine Aufnahme der vermeintlich glücklichsten Kleinfamilie Ungarns in der erwiesenermaßen sonnenreichsten Stadt des Landes, Szeged:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-147" title="Das glücklichste Kind Ungarns" src="http://ludwiglebt.wordpress.com/files/2009/10/ungar_kind.jpg" alt="Das glücklichste Kind Ungarns" width="497" height="372" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Es ist alles schon da, man muss es nur sehen]]></title>
<link>http://martinjost.wordpress.com/2009/10/05/es-ist-alles-schon-da-man-muss-es-nur-sehen/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:05:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paul Pretens</dc:creator>
<guid>http://martinjost.wordpress.com/2009/10/05/es-ist-alles-schon-da-man-muss-es-nur-sehen/</guid>
<description><![CDATA[Kunst-Stück des Monats Von Paul Pretens Harri Dünong: »Pullerzimmertapetenkacheln«. Digital bearbeit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Kunst-Stück des Monats Von Paul Pretens Harri Dünong: »Pullerzimmertapetenkacheln«. Digital bearbeit]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ne bouge surtout pas!]]></title>
<link>http://renartleveille.wordpress.com/2009/09/09/ne-bouge-surtout-pas/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 19:26:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>renartleveille</dc:creator>
<guid>http://renartleveille.wordpress.com/2009/09/09/ne-bouge-surtout-pas/</guid>
<description><![CDATA[(Le billet qui suit a été publié parallèlement sur Les 7 du Québec, pour lire les commentaires ou en]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Le billet qui suit a été publié parallèlement sur Les 7 du Québec, pour lire les commentaires ou en]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ne bouge surtout pas!]]></title>
<link>http://les7duquebec.wordpress.com/2009/09/09/ne-bouge-surtout-pas/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 19:21:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>renartleveille</dc:creator>
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<description><![CDATA[Je suis tombé sur cette photo la semaine dernière. Elle m&#8217;a troublé. Au-delà de la confiance a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-3434 aligncenter" title="L'archer" src="http://les7duquebec.wordpress.com/files/2009/09/larcher.jpg" alt="L'archer" width="500" height="455" /></p>
<p>Je suis tombé sur cette photo la semaine dernière. Elle m&#8217;a troublé.</p>
<p>Au-delà de la confiance aveugle, j&#8217;y vois une allégorie de notre condition sociétale. Les anarchistes (enfin, quelques-uns), <a href="http://les7duquebec.wordpress.com/2009/08/26/pour-que-lanarchie-soit-un-plat-digeste/">qui ne doivent plus beaucoup m&#8217;aimer</a>, seront peut-être heureux de lire que je vois dans cette photo notre assujettissement au pouvoir.</p>
<p>On nous organise et la majorité s&#8217;installe, sans dire un mot, la baloune entre les dents, le risque inhérent étant un concept mou, une suite de lettres sans substance.</p>
<p>Alors, il reste le refus. Le problème, c&#8217;est que le refus n&#8217;attend que le poids du nombre. Et il ne saurait se décliner en une seule théorie, même une myriade ne saurait faire atteindre le point de bascule puisque c&#8217;est l&#8217;utilité, la survie qui prime. La philosophie ne rime malheureusement pas avec la survivance, elle est un luxe.</p>
<p>Mais comment ne pas voir la contradiction qui s&#8217;installe? C&#8217;est la survie qui empêche et entretiens le refus, comme possibilité. La peur de perdre empêche la fuite dans la rébellion, et l&#8217;état de survivance est souvent l&#8217;étincelle qui l&#8217;allume. Et tout cela, toujours dans le déficit.</p>
<p>C&#8217;est l&#8217;habileté de l&#8217;archer, ou plutôt la croyance en son habileté, voire sa virtuosité, qui tient tout ça ensemble. Qu&#8217;il soit personnellement et pour la plupart un mauvais homme n&#8217;est même pas important. Sa place dans la photo est tout ce qui compte. Et il est interchangeable.</p>
<p>À cette distance, il n&#8217;a pas de visage.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[_ La raison de l'existence, c'est que Dieu a désiré voir Dieu. _  La Kabbale]]></title>
<link>http://purrien.wordpress.com/2009/09/05/_-la-raison-de-lexistence-cest-que-dieu-a-desire-voir-dieu-_-la-cabbale/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 20:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>KO DO</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-3965" title="voir" src="http://purrien.wordpress.com/files/2009/09/voir.jpg" alt="voir" width="510" height="623" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[1717 Engelsköpfchen]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/05/1717-engelskopfchen/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 19:55:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Ida Schwetz-Lehmann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Ida Schwetz-Lehmann</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[1716 Engelsköpfchen]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/05/1716-engelskopfchen/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 19:53:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Ida Schwetz-Lehmann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Ida Schwetz-Lehmann</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[1685 Hase mit Amor]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/05/1685-hase-mit-amor/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 19:09:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Albin Döbrich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Albin Döbrich</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[1656 Marabu (Philosoph)]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/05/1656-marabu-philosoph/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 18:32:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Albin Döbrich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Albin Döbrich</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[1648 Steinbock mit Faun]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/05/1648-steinbock-mit-faun/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 18:24:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Albin Döbrich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Albin Döbrich</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[1618 Putto mit Böcklein]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/05/1618-putto-mit-bocklein/</link>
<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 17:05:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Albin DÖBRICH]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Albin DÖBRICH</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[1616 Hase mit Amor]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/08/04/1616-hase-mit-amor/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 20:48:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Albin Döbrich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Albin Döbrich</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[1585 Bacchantin]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1585-bacchantin/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 17:34:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Hertha Bucher]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-522" title="1585 bacchantin" src="http://augartenporzellan.wordpress.com/files/2009/07/1585-bacchantin.jpg?w=300" alt="1585 bacchantin" width="300" height="225" /></p>
<p>Entwurf: Hertha Bucher</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[1584 Bacchant]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1584-bacchant/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 17:33:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Hertha Bucher]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-508" title="1584 bacchant" src="http://augartenporzellan.wordpress.com/files/2009/07/1584-bacchant.jpg?w=113" alt="1584 bacchant" width="113" height="150" />Entwurf: Hertha Bucher</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1564 Rosenwunder]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1564-rosenwunder/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 17:13:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Ida Schwetz-Lehmann Auktion im Dorotheum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-460" title="1564 rosenwunder" src="http://augartenporzellan.wordpress.com/files/2009/07/1564-rosenwunder1.jpg" alt="1564 rosenwunder" width="450" height="600" /></p>
<p>Entwurf: Ida Schwetz-Lehmann</p>
<p><a href="http://www.dorotheum.com/auktion-detail/auktion_jugendstil-130509/lot_32-ida-schwetz-lehmann-1883-wien-1971-figur-rosenwunder.html" target="_blank">Auktion </a>im Dorotheum</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1563 Erde]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1563-erde/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 17:12:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entwurf: Mathilde Jaksch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-463" title="1563 erde" src="http://augartenporzellan.wordpress.com/files/2009/07/1563-erde.jpg" alt="1563 erde" width="450" height="600" /></p>
<p>Entwurf: Mathilde Jaksch</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1562 Luft]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1562-luft/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 17:04:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
<guid>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1562-luft/</guid>
<description><![CDATA[Entwurf: Mathilde Jaksch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Mathilde Jaksch</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1561 Feuer]]></title>
<link>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1561-feuer/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 17:03:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>girafebleue</dc:creator>
<guid>http://augartenporzellan.wordpress.com/2009/07/30/1561-feuer/</guid>
<description><![CDATA[Entwurf: Mathilde Jaksch Auktion im Dorotheum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Entwurf: Mathilde Jaksch</p>
<p><a href="http://image.dorotheum.com/catalogues/LotDetail.asp?lang=deu&#38;LotID=62&#38;AucID=6890" target="_blank">Auktion </a>im Dorotheum</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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