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	<title>alpinismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/alpinismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "alpinismo"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 22:09:16 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[MONTE ARARAT]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/24/monte-ararat/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:04:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Monte Ararat es el pico más alto en Turquia. Cubierto de nieve, es un cono volcánico inactivo que se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://api.ning.com/files/XKNxEFgvKYwMQns3AgLwf-fHhv*jABZiufZWWnNkreA_/mount_ararat.gif" alt="" /></p>
<p><strong>Monte Ararat es el pico más alto en Turquia. Cubierto de nieve, es un cono volcánico inactivo que se encuentra al noreste de Turquía, 16 km y al oeste de Irán y 32 km al sur de la frontera con Armenia. Su nombre en turco deriva de Agir fuego que utilizan los kurdos refiriéndose a Ararat por su condición de volcán. . Tiene una altura de 5.165 m para algunas autoridades, 5.137 m</strong></p>
<p>Técnicamente, el Ararat es un volcán, formada por flujos de lava y piroclásticas eyecciones. Un pequeño cono de 3.896m&#8221;Pequeño Ararat&#8221;se levanta de la misma base, al sureste del pico principal.<br />
La meseta de lava se extiende entre los dos pináculos. . La última actividad en la montaña fue un terremoto importante en julio de 1840 centrado alrededor de una garganta que cae 1.825 metros desde la cima de la montaña.<br />
Dr. Friedrich Parrot, con la ayuda de Khachatur Abovian, fue el primer explorador en los tiempos modernos para llegar a la cima del monte Ararat, con el comienzo del dominio ruso en 1829.. Fue seguido en 1856 por un grupo de cinco exploradores dirigidos por el Mayor Robert Stuart.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/-fW-Zr75Vj-1NmkCFEyU6PP6DpcLN6DtMx5dRknm87Y_/AraratLocation.png" alt="" /></p>
<p>El Libro del Génesis identifica las &#8220;montañas de Ararat&#8221;, como el lugar de descanso del Arca de Noé después del Diluvio descrito allí.</p>
<p>En el invierno y la primavera, el frío y las duras condiciones prevalecen, y los escaladores de vez en cuando se enfrentan con tormentas de nieve y tiempo turbulento. Entre julio, agosto y septiembre son los meses en que la mayoría de los escaladores del mundo vienen a esta montaña. La escalada al Monte Ararat es más agradable durante este período.El tiempo soleado y despejado es habitual en esta época del año,. El lado sur de la montaña ofrece la forma más fácil y más seguro subir a la cumbre. No se recomienda para escalar el Monte Ararat, ir solo y sin guía.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/lkoOMNz4Uf8fb4teHla*LKSrIiNgDSkmEtQd261QviY_/rutadeascenso.jpg" alt="" /></p>
<p>La subida es larga, pero hay un camino bastante fácil desde el sur a finales del verano para los escaladores que están familiarizados con el uso del Piolet y grampones. Hay dos campamentos posibles en la montaña .El glaciar comienza alrededor de los 4.800 metros. Para los nacionales turcos que se requiere un permiso especial para escalar el monte Ararat. Puede tomar hasta 2 meses para obtener los permisos.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Due Sogni sul Denali", dopo il successo di Lecco, replica venerdì 27/11 a Monte Marenzo]]></title>
<link>http://rota.wordpress.com/2009/11/24/due-sogni-sul-denali-dopo-il-successo-di-lecco-replica-venerdi-2711-a-monte-marenzo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:30:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>rota</dc:creator>
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<description><![CDATA[Clicca sull&#8217;immagine per saperne di più sull&#8217;impresa (documento tratto dal sito http://c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://caicalolzio.com/Presentazione.pdf"><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/monte_marenzo_denali1.jpg" alt="" title="Monte_Marenzo_Denali1" width="500" height="708" class="alignnone size-full wp-image-5131" /></a></p>
<p><strong>Clicca sull&#8217;immagine per saperne di più sull&#8217;impresa</strong> (documento tratto dal sito <a href="http://caicalolzio.com/">http://caicalolzio.com/</a>).</p>
<p><strong>N.B.:</strong> La serata sarà a scopo benefico, a favore di <a href="http://www.telethon.it/Pagine/homepage.aspx">Telethon</a>.</p>
<p>&#8230;E prossimamente, anche in <strong>Radio Thule</strong>!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lino Lacedelli è andato avanti]]></title>
<link>http://bepoglace.wordpress.com/2009/11/20/lino-lacedelli-e-andato-avanti/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:33:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
<guid>http://bepoglace.wordpress.com/2009/11/20/lino-lacedelli-e-andato-avanti/</guid>
<description><![CDATA[Questa mattina, nella sua casa affacciata sulla conca di Anpezo, è morto Lino Lacedelli. Insieme ad ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questa mattina, nella sua casa affacciata sulla conca di Anpezo, è morto Lino Lacedelli. Insieme ad Achille Compagnoni aveva raggiunto il 26 luglio 1954 la vetta del K2, la seconda montagna al mondo per altezza, ma non certo seconda all’Everest in fatto di difficoltà tecniche. Il K2 non è solo ghiaccio, ma anche roccia, a tratti roccia cattiva, su cui bisogna arrampicare a quote superiori agli 8000 metri. Quella roccia avrebbe potuto fermare la spedizione italiana del 1954, ma Lacedelli, cresciuto arrampicando sulle Dolomiti ampezzane, la seppe superare. E così, d’improvviso, quel montanaro tranquillo si trovò proiettato sulle prime pagine dei giornali.<!--more--><br />
Ma la sola spedizione al K2 non fa una vita intera, e la vita di Lacedelli è stata una vita spesa sulle montagne, per le montagne. Sentirlo parlare aveva dell’incredibile per chi, come me, è cresciuto con il mito di quegli uomini che fecero la storia dell’alpinismo. Il suo modo di fare era semplice, umile direi. Altri alpinisti, altrettanto forti e famosi, ci hanno abituati ad immagini diverse. Tornato dal Karakorum sistemò la casa ed aprì un negozio dove, ovviamente, ancora oggi si vendono articoli sportivi per la montagna. Quando si era presentato per la selezione per la spedizione aveva dichiarato di essere idraulico, guida alpina e maestro di sci. Fa sorridere pensare ad un curriculum professionale così eclettico, ma questa è sempre stata la norma per la gente di montagna. Un mestiere non dà il pane, bisogna averne più d’uno. Lacedelli la montagna ce l’aveva dentro, come la voglia di salire. A quattordici anni sfuggì all’attenzione del padre ed andò ad arrampicare sulle Cinque Torri, da solo. Fu l’inizio di una carriera che lo portò rapidamente a crescere come rocciatore. Insieme ad alcuni amici ampezzani saliva le montagne un po’ per piacere, un po’ per mestiere. Ricordo una sua intervista riguardo alla figura di Angelo Dibona. Nelle parole di Lacedelli trasparivano l’ammirazione e la reverenza verso un uomo che considerava umilmente un maestro. Raccontava di come Dibona riuscisse a superare con naturalezza dei passaggi di arrampicata dove lui si trovava in difficoltà, nonostante fosse ben più giovane. C’era un sottointeso in quelle parole, almeno secondo me, era come se Lacedelli dicesse “io sono famoso in tutto il mondo, ma lui era più bravo”.<br />
Il ritorno dal K2 fu avvelenato dalle polemiche, il caso Bonatti pesò probabilmente per tanti anni sulla coscienza di Lacedelli, che infine raccontò la sua versione dei fatti (vedi la mia <a href="http://bepoglace.wordpress.com/2009/01/10/k2-il-prezzo-della-conquista/">recensione del libro</a>), con la rassegnazione del montanaro si era portato sulle spalle un carico che non era suo, o per lo meno non solamente suo, per cinquant’anni.<br />
Nell’anno del cinquantenale, alla bella età di 79 anni, volle tornare al campo base del K2, e lo fece a piedi per tutto il tratto lungo cui i giovani fanno trekking. In un’intervista dichiarò che non si sarebbe mai sognato di andare in elicottero, anche perché andare su a 5000 metri in mezza giornata sarebbe stato decisamente poco salutare per una persona anziana. Lungo la valle la gente lo salutava come un eroe, perché in Karakorum è una leggenda, tanto quanto sulle Alpi, e nei filmati si vedeva quell’aria fra il divertito e l’imbarazzato, la stessa espressione che gli ho visto in volto quando si prese gli applausi sulla piazza a Cortina, di fronte ad un pubblico di turisti appassionati di montagna, vestito del suo maglione rosso degli Scoiattoli, mentre raccontava i suoi ricordi in occasione della presentazione dei filmati della spedizione commemorativa, organizzata dai suoi consoci ampezzani.<br />
Stamattina è andato avanti, hanno detto che aveva il cuore malato. Non so se mi posso permettere di dirlo, ma penso che abbia avuto una vita invidiabile sulle sue montagne. <em>Sanin dapò</em>, arrivederci signor Lacedelli.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Morada e Contactos]]></title>
<link>http://alpinistas.wordpress.com/2009/11/20/freelancersalpinismo/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:50:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>alpinistas</dc:creator>
<guid>http://alpinistas.wordpress.com/2009/11/20/freelancersalpinismo/</guid>
<description><![CDATA[TRABALHOS EM ALTURA/TRABALHOS VERTICAIS- Tef.910202821/917397806 email/freelancer.alpinismo@gmail.co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>TRABALHOS EM ALTURA/TRABALHOS VERTICAIS-</p>
<p>Tef.910202821/917397806</p>
<p><a href="mailto:email/freelancer.alpinismo@gmail.com">email/freelancer.alpinismo@gmail.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Booknews: "Un Mondo perduto", il nuovo libro di Walter Bonatti]]></title>
<link>http://rota.wordpress.com/2009/11/18/booknews-un-mondo-perduto-il-nuovo-libro-di-walter-bonatti/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 16:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>rota</dc:creator>
<guid>http://rota.wordpress.com/2009/11/18/booknews-un-mondo-perduto-il-nuovo-libro-di-walter-bonatti/</guid>
<description><![CDATA[Probabilmente, il nostro mondo non è solo illuminato del Sole e delle stelle, che rischiarano il cie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/cop_bonatti.jpg"><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/cop_bonatti.jpg" alt="" title="Cop_bonatti" width="240" height="356" class="aligncenter size-full wp-image-5033" /></a></p>
<p>Probabilmente, il nostro mondo non è solo <em>illuminato</em> del Sole e delle stelle, che rischiarano il cielo e colorano tutto quanto ci circonda&#8230; Probabilmente, la vita che tutti noi, nel mondo, abbiamo la fortuna di vivere, viene “illuminata” anche da altre <em>stelle</em>, umane proprio come noi, ma la cui esistenza travalica la mera concretezza delle azioni compiute per divenire esempio cristallino di <em>umanità</em> – appunto – nel senso più alto e pieno del termine, ovvero di culmine umano&#8230; Così grandi questi personaggi, forse a volte senza che nemmeno essi stessi se ne rendano del tutto conto, che non fanno semplicemente &#8220;la storia&#8221; – come si usa dire &#8211; ma è la storia che in qualche modo gli si avviluppa intorno, li segue, vi orbita intorno attratta giusto come un sistema planetario con una stella, e grazie ad essi si eleva verso nuove <em>vette</em>&#8230;</p>
<p>&#8220;Vette&#8221;, appunto: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Bonatti">Walter Bonatti</a> è sicuramente uno di quei personaggi.</p>
<p>Non esistono &#8220;eroi&#8221;, &#8220;miti&#8221;, &#8220;simboli&#8221; – tutte cose che spesso si impongono soltanto in situazioni di debolezza e servono a elargire false ed effimere certezze; ma stelle sì, e assolutamente umane, che possono ben illuminare la vita di chiunque, anche di quelli che nemmeno le conoscono e le sanno “vedere”&#8230;<br />
<a href="http://shop.bcdeditore.it/product.php?productid=16525">Un Mondo Perduto</a> è il suo ultimo libro. Da leggere.<br />
E forse, posto tutto quanto sopra, non si può proprio che dare ragione a <a href="http://www.ims.bz/it/grandi-alpinisti/steve-house/il-curriculum.html">Steve House</a>, il più forte alpinista americano contemporaneo, che sulla copertura della ruota di scorta del proprio furgone ha scritto: <em>Bonatti is God</em>&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/u5Xx4_Xqubc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/u5Xx4_Xqubc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alpinismo estremo ed etica]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/alpinismo-estremo-ed-etica/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:27:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/18/alpinismo-estremo-ed-etica/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: www.montagna.tv “Stile alpino”, “esplorazione”, “via nuova” e “leggerezza”. Ecco l’abracadabr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.montagna.tv" target="_blank">www.montagna.tv</a></p>
<p>“Stile alpino”, “esplorazione”, “via nuova” e “leggerezza”. Ecco l’abracadabra dell’alpinismo odierno. Parole che solo a pronunciarle ti proiettano nell’elite degli alpinisti quelli veri, e che se applicate ti dispensano da qualsiasi critica perché rispondono all’etica alpinistica “giusta”. Ma, dopo l’ennesimo incidente mortale dell’anno, la domanda è inevitabile. Fino a che punto ci si può spingere? E’ giusto che nel nome di quest’etica assolutista si sottovaluti il valore della vita, o addirittura gli si giochi contro?</p>
<p>Siamo i primi ad amare la montagna, l’alpinismo e tutto ciò che vi ruota intorno. Lo dimostriamo tutti i giorni, nel bene e nel male, raccontando le loro storie. Lungi da noi l’intenzione di dar corda a chi usa l’infelice espressione della “montagna assassina” o a chi vede gli alpinisti come dei pazzi suicidi. Ma nei giorni scorsi ci siamo chiesti se non esista un limite.</p>
<p>La risposta a chi si sta domandando se non stiamo esagerando sono questi nomi. Tomaz Humar, Michele Fait, Roby Piantoni, Max Schivari, Serguej Samoilov, Oscar Perez, Piotr Morawski, Franc Oderlap, Cristina Castagna, Wolfgang Kolblinger, Go Mi Sun. E altri ancora. Non è la formazione dell’ultimo “dream team” diretto in Himalaya. Ma l’elenco dei morti degli ultimi mesi. Mesi, non anni.</p>
<p>“Scrivete sempre di morti”, è la frase che sentiamo ogni volta che succede un incidente. Quasi che la responsabilità dei fatti sia di chi li racconta e non di chi li fa. Quasi dovessimo far finta di niente, e continuare a guardare con i paraocchi un alpinismo idilliaco che sempre più spesso si trova a fare la conta dei caduti come un esercito in guerra. No, cari lettori. Questo non è giusto. “Noi non andiamo in montagna per morire, andiamo per vivere”, gridava Kurt Diemberger nel film “Karl”.</p>
<p>Ed è per questo che solleviamo la questione. Non per giudicare, ma per pensare. Per capire se questa “libertà assoluta” non sia in realtà una trappola. Una moda pericolosa, che attrae e poi tradisce. Siamo stati i primi a schierarci contro chi, di fronte alle tragedie dell’anno scorso, identificava la montagna e soprattutto gli ottomila come luogo di morte. Il dubbio è se non siano gli alpinisti stessi, in certi casi, a farlo diventare tale.</p>
<p>Ieri sera dipingevo, al corso di pittura, un ritratto di Simone Moro. Cinque dei trenta spettatori, tutti a digiuno di alpinismo, vedendo tuta d’alta quota e guanti, hanno chiesto orgogliosi del loro intuito: è Marco Confortola? No, dico io, è Simone Moro. Facce perplesse, nome mai sentito. Magari conoscono di più Confortola perché è della zona. Chiedo: seguite l’alpinismo? No, dicono loro, è quello a cui hanno tagliato i piedi. Non sapevano nemmeno cosa fosse il K2. Ecco l’immagine dell’alpinismo che ha la gente.</p>
<p>Cesare Maestri, uno che di certo non si è risparmiato in fatto di sfide al sapore di adrenalina, mi ha detto in una intervista, senza un attimo di esitazione, che “l’alpinista più grande di tutti i tempi è quello che rimane vivo”. Una lezione dimenticata?</p>
<p>Lo chiediamo a voi. Non pretendiamo di giudicare. E restiamo convinti che lo stile alpino, pulito e rispettoso della montagna, sia la massima espressione dell’alpinismo. Ma ancor più in alto ci dovrebbe essere il rispetto della vita. Vi chiediamo fino a che punto si debba arrivare nell’inseguire un’autodeterminazione senza limiti, un sogno a qualsiasi costo, un alpinismo che se non è senza tutto, anche senza la sicurezza dove è possibile averla, non è alpinismo.</p>
<p>Nei giorni scorsi parlavo con alcuni dei più forti alpinisti italiani, che stanno pianificando spedizioni per il prossimo anno. Spedizioni esplorative, ispirate allo stile alpino. Discutevano con approvazione di portarsi un medico al campo base. Negli stessi giorni, Humar, da solo su una parete sconosciuta, con un cuoco al campo base, telefonava in Slovenia per lanciare un Sos dall’altra parte del mondo. Il terzo della sua carriera. Il terzo e il fatale.</p>
<p>Allora i primi sono dei “vigliacchi” che non osano l’estremo, oppure è gente che ha imparato qualcosa dalla sua esperienza? E sì che tra loro c’era chi ha fatto la Sud dell’Annapurna, chi ha aperto vie nuove su ottomila e chi ne ha collezionati a iosa senza ossigeno.</p>
<p>E’ normale vedere il rispetto della vita come un limite alla libertà personale? Ci sarà chi vuole rispondere di sì. Ma provate a pensare alla stessa situazione sulle Alpi. O ad altre situazioni della vita, dalla droga alla velocità, all’uso dell’alcol, dove a volte si invoca la “libertà personale” per giustificare comportamenti discutibili,. La storia ha ampiamente dimostrato come l’idealizzazione della libertà assoluta dell’individuo, spinta all’estremo, non porti che alla confusione di valori e a un peggioramento totale delle condizioni collettive.</p>
<p>L’alpinismo sta dunque imboccando una strada di questo genere? Sta tornando brutalmente indietro all’alpinismo eroico dove mettere in gioco la vita è un imperativo e non un’evenienza a cui opporsi con intelligenza e preparazione? Oppure è solo allarmismo dovuto a una fatale catena di incidenti capitati tutti insieme per pura casualità?</p>
<p>Un’ultima domanda, forse ancora più agghiacciante. Riguarda la fama e quanto ne dovrebbe conseguire. Perché l’alpinismo, ormai si sa, fa notizia soprattutto quando c’è un incidente, un soccorso, quando c’è la vita in gioco e la morte diventa un gioco. L’alpinista, danzando sul filo tra la vita e la morte, cerca il senso della vita, oppure, biecamente, la fama?</p>
<p>Di ieri la notizia delle due alpiniste svedesi che hanno truccato le foto per vendere cime mai fatte. Cose contrapposte, se pensiamo alle solitarie estreme di chi non vuole nemmeno che si sappia cosa si è fatto (prima di aver conquistato la vetta, però). Ma non saranno segno dello stesso malessere? Del voler dimostrare di esserci, a costo della morte, per gli ultimi “eroi”, o dell’infamia per i bugiardi?</p>
<p><a href="mailto:redazione@montagna.org?subject=ALPINISMO%20ED%20ETICA%2C%20MA%20DOVE%20STA%20IL%20VALORE%20DELLA%20VITA%3F"><strong> </strong> E tu cosa ne pensi? Mandaci la tua opinione </a></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Empleados de la Fundación Barclays coronan el Teide por una causa solidaria]]></title>
<link>http://deportesinbarreras.net/2009/11/13/empleados-de-la-fundacion-barclays-coronan-el-teide-por-una-causa-solidaria/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:49:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Manu González</dc:creator>
<guid>http://deportesinbarreras.net/2009/11/13/empleados-de-la-fundacion-barclays-coronan-el-teide-por-una-causa-solidaria/</guid>
<description><![CDATA[By www.solidaridaddigital.discapnet.es / Manu González La Fundación Barclays ha coronado el Teide co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-4287" href="http://deportesinbarreras.net/?attachment_id=4287"><img class="aligncenter size-full wp-image-4287" title="Fundación Barclays" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/11/fundacion-barclays.jpg" alt="Fundación Barclays" width="220" height="69" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>By www.solidaridaddigital.discapnet.es / Manu González</em></span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><strong>La Fundación Barclays ha coronado el Teide con 45 voluntarios empleados suyos para recaudar fondos dentro de un nuevo reto de su campaña &#8220;Cima Solidaria&#8221;.</strong></span><br />
<!--more--></p>
<p>En total han sido cuarenta y cinco empleados de Barclays, los que, dirigidos por el conocido alpinista César Pérez de Tudela, han coronado el Teide, la cima más alta de España, a 3.718 metros de altitud. Y todo dentro del programa de la Fundación Barclays llamada &#8220;Cimas Solidarias&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4289" href="http://deportesinbarreras.net/?attachment_id=4289"><img class="aligncenter size-full wp-image-4289" title="Cimas Solidarias_Fundación Barclays_Ascensión Teide_nov 2009" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/11/cimas-solidarias_fundacion-barclays_ascension-teide_nov-2009.jpg" alt="Cimas Solidarias_Fundación Barclays_Ascensión Teide_nov 2009" width="420" height="271" /></a></p>
<p>Se trata de un programa se celebra cada año desde 2005, organizando siempre actividades de montaña con fines benéficos para favorecer proyectos solidarios locales. Son marchas a pie, abiertas a compañeros, familiares y amigos, en las que la cuota de inscripción es destinada a un proyecto de una entidad sin ánimo de lucro y cuya recaudación es completada por la Fundación Barclays hasta alcanzar el importe del proyecto elegido.</p>
<p>En este caso, el objetivo eran 3.718 euros para financiar un programa de educación, formación y rehabilitación para el bienestar físico y emocional de veinte personas con discapacidad severa del centro de día del “Hogar San Miguel” de los Hermanos Franciscanos en San Miguel de Abono, Santa Cruz de Tenerife.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MAM Mal agudo de montaña]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/12/mam-mal-agudo-de-montana/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:46:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/12/mam-mal-agudo-de-montana/</guid>
<description><![CDATA[MAL AGUDO DE MONTAÑA Lo síntomas MANM suelen presentarse en forma progresiva durante las primeras ho]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>MAL AGUDO DE MONTAÑA<br />
</strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong><img src="http://api.ning.com/files/kg1ZjmwSM3e6EcWrT5j*ZFk5IK7Nnt3w7KwnJWyLI00_/maldealtura.gif" alt="" /></strong></p>
<p><strong>Lo síntomas MANM suelen presentarse en forma progresiva durante las primeras horas tras la llegada a una cota alta.</strong> Tienden a aumentar su intensidad durante la noche,cuando la frecuencia respiratoria es mas baja. Una actividad normal,entendiéndose por normal tranquilidad y nada de esfuerzos,no tiene por que verse interferida,mientras los síntomas remiten poco a poco hasta desaparecer entre 2 y 4 días de permanencia a la misma cota,señal inequívoca de aclimatación a esa altitud. Hemos superado un MAM benigno y podemos plantearnos ahora la superación lenta y progresiva de nuevas etapas mas altas. Ahora bien,si la sintomatología típica inicial se mantiene insistente mas allá de esos primeros días,es evidente que la aclimatación correspondiente aun no ha sido completa. Si el descenso no es complicado o esta próximo,la perdida de altitud conllevara la desaparición de lo trastornos y un florecimiento del proceso. En caso contrario,se puede aguantar a la misma cuota,pero sin subir mas,para evitar la aparición del MAM grave en sus posibles y temibles manifestaciones:Edema pulmonar(EPA) y edema Cerebral de altitud(ECA))</p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://api.ning.com/files/UBvdiMsaSTKt*VKzeIlJrAhrz*DH5IOqaUVTtRkh5QM_/montana2.jpg" alt="" /></p>
<p>EPA:por razones que desde un punto de vista medico aun no han sido del todo entendidas,la disminución de la presión atmosférica causa un escape al exterior de fluidos a nivel de vasos capilares,que puede inundar en mayor o menor medida los pulmones,impidiendo el intercambio gaseoso imprescindible para la vida. Puede haber sensación de ahogo y respiración ruidosa o dificultosa(desproporcionada para el esfuerzo que se esta haciendo),cianosis(labios u orejas se ponen azulados o amoratados),expectoración espumosa,aveces rosada. Con la ayuda de un estetoscopio,o pegando el oído al pecho o la espalda del paciente se puede distinguir un ruido respiratorio muy parecido al de agua ebullición. Puede acontecer durante la noche,tras una jornada de esfuerzos sobredimensionados. estudios recientes confirman que esta patología es mas frecuente en los alpinistas de lo que se creía.</p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://api.ning.com/files/-lJ9R4QE8rst1zkraHkQJsaBBFxUFzUC7vvnLWxEmXA_/edema.gif" alt="" /></p>
<p>ECA:por idénticos o arrecidos motivos a los de la EPA, en este caso es el tejido cerebral el que va verse inflamado por escape de fluidos. Vómitos incontrolables y debilidad extrema. Aunque no siempre,fuerte dolor de cabeza,que no calma con un analgésico. Descoordinación,vértigos y trastornos del comportamiento,incluyendo,alucinaciones. Pequeñas hemorragias oculares en los globos oculares. Perdida progresiva del conocimiento hasta caer en estado de coma:Suele sobrevenir tras una prolongada estancia(mas de una semana) a gran altitud(por encima de los 6500m),lo cual no significa que no pueda producirse a una cota mas baja.</p>
<p>En ambos casos sino hay tratamiento, la muerte puede ser en cuestión de horas,y la urgencia por tanto extrema;el descenso es imperativo(perder al menos 600 y 1000 m de desnivel)ya sea en forma de evacuación,de cámara hiperbólica(aumenta la presión como si de un “descenso virtual” se tratase) y de medicación (nifedipina),o de estos recursos bien combinados con la administración de oxigeno artificial. Si no ha sido posible el descenso en primera instancia,y el paciente mejora,hay que aprovechar para descender,de lo contrario,el edema no tardara en parecer. El EPA tarda poco en desaparecer(horas o a lo sumo un par de días)con la perdida de altitud real. De forma mas benigna el exceso de liquido en el organismo puede manifestarse en forma de hinchazón en toda la cara. Para prevenir o tratar los edemas se emplean fármacos de acción diurética(aumento de la secreción urinaria para la perdida del exceso de líquidos)como la acetazolamida. Normalmente la prevención inicial al menos para el EPA,reside en seguir escrupulosamente las recomendaciones generales para el MAM en grado leve.</p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://api.ning.com/files/UHwLSKHhPGASjUPMz0XzoU6I4SUyaVjDFG0XxieOlVA_/camarahipervalica.jpg" alt="" /></p>
<p>Es mas i,portante de lo que parece comunicar a los compañeros la aparición de cualquiera de los síntomas mencionados. Rick Curtis(univ Princeton)afirman que el MAM es considerado un problema neurológico causado por cambios en el sistema nervioso central.<br />
Muchas personas tienden a disimular sus trastornos o a achacarlo9s a otras causas:Grave error. Los los mejores alpinistas pueden presentar MAM,como expertos marineros pueden marearse en la mar:organizaciones como la francesa ARPE o el IEMM de Barcelona coinciden a la hora de recomendar el siguiente protocolo de valoración del MAM,tendente a clarificar la gravedad de los trastornos relacionados y una actitud practica frente a los mismos;</p>
<p>1 PUNTO CADA SINTOMA:dolor de cabeza,nauseas,perdida de apetito,insomnio,vértigo<br />
2 PUNTOS CADA SINTOMA:dolor de cabeza resistente a la aspirina,vómitos.<br />
3 PUNTOS CADA SINTOMA:disnea en reposo,fatiga anormal,disminución en la secreción urinaria,in coordinación)</p>
<p>PUNTUACION GRAVEDAD TRATAMIENTO<br />
1 a 3 Leve Analgésico<br />
4 a 6 Moderado Analgésico mas reposo y posponer la ascensión<br />
Mas de 6 Severo Alama EPA/ECA .Descenso</p>
<p>&#160;</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->
<p>&#160;</p>
<p>Fuente:Montañismo y Trekking.ED Desnivel</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El audiovisual que narra la expedición "Polo Sur sin límites" se exhibirá en Zaragoza]]></title>
<link>http://deportesinbarreras.net/2009/11/10/el-audiovisual-que-narra-la-expedicion-polo-sur-sin-limites-se-exhibira-en-zaragoza/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:59:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Manu González</dc:creator>
<guid>http://deportesinbarreras.net/2009/11/10/el-audiovisual-que-narra-la-expedicion-polo-sur-sin-limites-se-exhibira-en-zaragoza/</guid>
<description><![CDATA[By www.noticiasjovenes.com La expedición &#8220;Polo Sur Sin Límites&#8221; que protagonizaron monta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-4172" href="http://deportesinbarreras.net/2009/11/10/el-audiovisual-que-narra-la-expedicion-polo-sur-sin-limites-se-exhibira-en-zaragoza/expedicion-polo-sur-sin-limites_logo-pequeno/"><img class="aligncenter size-full wp-image-4172" title="Expedición Polo Sur Sin Límites_logo pequeño" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/11/expedicion-polo-sur-sin-limites_logo-pequeno.jpg" alt="Expedición Polo Sur Sin Límites_logo pequeño" width="220" height="110" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>By www.noticiasjovenes.com</em></span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><strong>La expedición &#8220;Polo Sur Sin Límites&#8221; que protagonizaron montañeros con discapacidad se podrá ver en un documental audiovisual que se exhibirá en Zaragoza el 14 de noviembre.</strong></span><br />
<!--more--></p>
<p>El 20 de enero de 2009, la expedición &#8220;Polo Sur Sin Límites&#8221;, formada por montañeros con discapacidad alcanzó el Polo Sur geográfico, en el corazón de la Antártida. Ahora, el 14 de noviembre, dos de aquellos valientes, Jesús Noriega y Xavier Valbuena, pasarán por el Centro Cívico Estación del Norte de Zaragoza para explicar su aventura y asistir a la exhibición de una proyección audiovisual sobre la misma.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4173" href="http://deportesinbarreras.net/2009/11/10/el-audiovisual-que-narra-la-expedicion-polo-sur-sin-limites-se-exhibira-en-zaragoza/expedicion-polo-sur-sin-limites_protagonistas/"><img class="aligncenter size-full wp-image-4173" title="Expedición Polo Sur Sin Límites_protagonistas" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/11/expedicion-polo-sur-sin-limites_protagonistas.jpg" alt="Expedición Polo Sur Sin Límites_protagonistas" width="420" height="315" /></a></p>
<p>El acto en cuestión lo organiza la Asociación de Amputados Ibérica ADAMPI-Aragón y cuenta con la colaboración del Ayuntamiento de Zaragoza. Y todo con la idea de que los asistentes puedan saber algo más de aquella expedición, en la que por primera vez en la historia, un equipo de personas con discapacidad formado por los citados Noriega, Valbuena y Enric Villalón, acompañados de Ramón Larramendi e Ignacio Oficialdegui llegaba a la latitud más austral del planeta.</p>
<p>Así, con esta iniciativa, organizada por la Asociación Zero Límits, con la colaboración de la Obra Social “La Caixa”, la Generalitat de Catalunya, el Ayuntamiento de Barcelona y dirigido por el Instituto de Ciencias del Mar de Barcelona (CSIC), los montañeros demostraron &#8220;la capacidad de los dis-CAPACITADOS&#8221; y animaron a los jóvenes con discapacidad o sin ella de todo el planeta a descubrir que todo es posible, y que no hay límites para el espíritu humano.</p>
<p>Y es que por ejemplo a Jesús le falta una mano, y Xavier perdió su pierna en un accidente de motocicleta hace ya nueve años. Sin embargo, la historia del documental no trata sobre sus dispacidades sino sobre la<em> &#8220;búsqueda de los propios límites y de cómo éstos se alejan cuanto más creemos acercarnos a ellos&#8221;</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TOUR DE LOS ANAPURNAS]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/tour-de-los-anapurnas/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:26:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/tour-de-los-anapurnas/</guid>
<description><![CDATA[TOUR DE LOS ANAPURNAS Los valles del Margsyandi y Kali Gandaki acogen la que es considera la mayor d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>TOUR DE LOS ANAPURNAS</strong></p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/IXJDKpr04IqPaiv4wiAGuB7qZxuwk897HugoSArSytZPAY28Z-7cuAN-mNLQmo8m/anapurna.jpg" alt="" /></p>
<p>Los valles del Margsyandi y Kali Gandaki acogen la que es considera la mayor depresión del mundo,por ella se traza una larga ruta circular,bordada por tres mazicos que superan los 8000 m:El Masalu al este,El Annapurna en el centro y el Dhaulagiri al oeste.</p>
<p>Comienza un un sin fin de campos de arroz en bancales,después,grandes valles y bosques en los que sus senderos acogen chortens ante los cuales el caminante puede descansar he invocar sus plegarias por el buen fin de su aventura.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/IXJDKpr04IoKp-S*GHCI0tDLZPL3Kjk0O9hEbrTOnCSYI-nH41LtqWSBJLXWn4*u/8bb.jpg" alt="" /><br />
Los devastadores destrozos que provoca el rió su paso durante el monzón deja su huella en el fondo del valles destrozando puentes colgantes o caminos que el agua turbia hace desaparecer y que nos obliga a dar rodeos o pasar por zonas mas evidentes. En estos “plan b”se suele tardar a veces un dia en concluirlos.</p>
<p>La ruta tiene un paso de 5380 m que se atraviesa en dos días (Thorong La).El contraste entre los pueblos subtropicales de mayor influencia hindú y las comunidades budistas de los valles del norte marcaran vuestra retina a fuego.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/jGLileVsXowJJL6xJu40pc0OfrzWhTG7yUeYpXkiFCRJf4p6iQAnCNcEgfB8jOJL/mapa.jpg" alt="" /></p>
<p>Punto de partida-Besisahar.<br />
Destino-Pokhara.<br />
Distancia-300km.<br />
Duración-16 a 20 días.<br />
Mejor época-octubre adiciembre</p>
<p>Día 1:<br />
Besi Sahar &#8211; Ngadi<br />
Día 2:<br />
Ngadi &#8211; Jagat<br />
Día 3:<br />
Jagat &#8211; Dharapani<br />
Día 4:<br />
Dharapani &#8211; Chame<br />
Día 5:<br />
Chame &#8211; Pisang<br />
Días 6 y 7:<br />
Pisang &#8211; Manang<br />
Día 8:<br />
Manang &#8211; Yak Kharka<br />
Día 9:<br />
Yak &#8211; Thorong Phedi<br />
Días 10 y 11:<br />
Thorong &#8211; Muktinath<br />
Día 12:<br />
Muktinath &#8211; Marpha<br />
Día 13:<br />
Marpha &#8211; Kalopani<br />
Día 14:<br />
Kalopani &#8211; Tatopani<br />
Día 15:<br />
Tatopani &#8211; Ghorapani<br />
Día 16:<br />
Ghorapani &#8211; Birethant<br />
.</p>
<p><strong><br />
INFORMACION</strong><br />
Oficina de Turismo de Nepal &#8211; NTB<br />
Nuñez Morgado, 7 2ºD- 28036 MADRID<br />
Tlfno: 34-91 541 87 87<br />
Para cualquier consulta enviar email a:info@turismodenepal.com info@sbt.es</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Antartida.Australis Incongnita]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/la-antartida-australis-incongnita/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:17:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/la-antartida-australis-incongnita/</guid>
<description><![CDATA[La Antártida La Antártida-Terra Australis Incongnita—La tierra desconocida del sur- es un continente]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://api.ning.com/files/igUbhZvlyV2YuN7zfuAtBoVqB7MIpXQowaUfFCfcg7w_/2008021811012320070418013455antartida.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>La Antártida</strong><br />
<strong>La Antártida-Terra Australis Incongnita—La tierra desconocida del sur- es un continente de<br />
ensueño situado en el fin del mundo y un destino turístico de una belleza etérea y una<br />
grandeza indiscutible. Su paisaje interminable de hielo,mar y cielo irradia un millón de tonos<br />
de azul.</strong></p>
<p>Uno de los destinos con mas magia del mundo y uno de los últimos bastiones de naturaleza,por lo<br />
que es sinónimo de aventuras,emociones y descubrimientos fuera del alcance del viajero medio.</p>
<p>La casi total ausencia de seres humano hace posible que la fauna le permita entrar en su hábitat sin<br />
mostrarse agresiva.</p>
<p>Visitar una colonia de pingüinos,cuyos habitantes en frac se cuentan por decenas de miles,es una<br />
experiencia que solo se vive un vez en la vida.</p>
<p>Existen distintos itinerarios:puede navegar por la península Antártica o circunnavegar todo el<br />
continente,incluyendo paseos en lancha zodiac entre enormes iceberg de las islas vecinas y<br />
haciendo escala escala en los puertos de las islas Georgias del sur y las Malvinas .</p>
<p>Aunque docenas de cruceros incluyen estas gélidas aguas,el barco mas veterano y apropiado es el<br />
Explorer,el “pequeño barco rojo-que invento la expediciones por la Antártida. Este rompehielos de<br />
poco calado cuenta con una tripulación avezada que incluye,geólogos, zoólogos,exploradores del<br />
polo,historiadores,ecologistas y oceanografos que pondrán la maravillas de este continente a su<br />
alcance.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[KILIMAJARO EL TECHO DE AFRICA]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/kilimajaro-el-techo-de-africa/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:15:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/kilimajaro-el-techo-de-africa/</guid>
<description><![CDATA[El Techo de Africa ASCENSO AL KILIMAJARO Parque nacional del Kilimajaro,Tanzania Ancho como el mundo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://api.ning.com/files/vgHF59h7y7kq127Flmj7wBCpfnehG55PxCh-F4ojnAI_/Kilimajaro_18.jpg" alt="" /> <strong>El Techo de Africa<br />
ASCENSO AL KILIMAJARO</p>
<p>Parque nacional del Kilimajaro,Tanzania<br />
Ancho como el mundo entero,grande, alto e increíblemente blanco a la luz del sol,escribió<br />
Ernest Hemingway en su famoso relato Las nieves del Kilimanjaro. Pocas montañas ofrecen la<br />
majestuosidad y misticismo del kilimajaro,de 5895 metros,empequeñeciendo los otros picos.</strong></p>
<p>La expedición de nueve días hasta la planicie que hay en la cima constituye un viaje de 40<br />
kilómetros si asciende por el camino menos transitado de la planicie de Shira. Y no el ascenso<br />
corto,cinco días,desde Marangu “La ruta turística o conocida también como La ruta de la cocacola”<br />
Se necesita un par de días mas para la aclimatación, el enemigo invisible que se tiene en la<br />
expedición.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/6*3en9KEvCXO*Ng2INqJVWearEmoRlfY*9QI6RDWazs_/horombohutinkilimanjaropark0011.jpg" alt="" /></p>
<p>Un tercio de los excursionistas no alcanzan el paso de Gillman,a 180 metros por debajo de la<br />
cima,por que no han tenido el tiempo suficiente para acostumbrarse al bajo nivel de oxigeno que es<br />
aproximadamente la mitad que los seres humanos respiramos a nivel del mar.</p>
<p>No se necesitan habilidades técnicas,cuerdas ni crampones ,aunque no es un paseo por el parque ya<br />
que hay una importante pendiente y como no la peligrosa altitud.</p>
<p>En la cima puede que te mares de la surrealista vista en la que en dias claros puedes ver las<br />
majestuosas planicies de Kenia y Tanzania que se extienden cientos y cientos de kilómetros a tu<br />
alrededor y a seis bajo tus pies.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/dmnAcXqkU9IUYfUu5IVd4YTIlkNEQrrbu4IyduVZRoo_/maparutamarangu800.jpg" alt="" /></p>
<p><strong></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SENDERISMO POR EL GRAN ATLAS]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/senderismo-por-el-gran-atlas/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:09:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/senderismo-por-el-gran-atlas/</guid>
<description><![CDATA[El Marruecos inexplorado. SENDERISMO POR EL GRAN ATLAS Marruecos Los marroquíes piensan que las alta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>El Marruecos inexplorado.<br />
</strong></p>
<p><strong><img src="http://api.ning.com/files/Fx64mKsUkEDR8E9wjJIRmVGHSHacz*PpjnEKX66aCGc_/IMG_4769_large.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong>SENDERISMO POR EL GRAN ATLAS</p>
<p>Marruecos</p>
<p>Los marroquíes piensan que las altas montañas del Atlas son lo mas cercano que puedes estar del cielo sin necesidad de dejar la tierra. Esta majestuosa cadena montañosa,a menudo cubierto de nieve,puede ser divisada desde diferentes puntos privilegiados dentro y alrededor de Marrakech y su belleza le atrapa tanto si se a distancia como de cerca.</strong></p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/iP*Kn9dD5b*EKAIF*M*ssLF2WaXJZALQUMCQF7sO0OM_/scenic_atlas1.jpg" alt="" /></p>
<p>Fue en estas montañas donde John Houson rodó la espeluznante escenas tibetanas de la película El hombre que pudo reinar.</p>
<p>El terreno llano se alterna con la desafiante caminata asta laturas de asta 4000 metros que se puede hacer por libre o en los grupos guiados por bereberes de una conocida empresa propiedad e un nativo de esas montañas y con una experiencia de 20 años llevando expediciones al Los Atlas desde los elevados peñascos y pedregales del Tubkal hasta los bosques de cedros de Michlefen y los fascinantes desfiladeros y galerías del valle de Mgoum.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/iP*Kn9dD5b-pNHbFVemjhKaZcYZRetXu3a3YfJS7izQ_/High_Atlas1.jpg" alt="" /></p>
<p>En medio de los picos del Atlas,dirigirse a través de los vastos paisajes que no han sido aun alterados por los tiempos modernos. La esperanza de entrar en contacto con algún bereber de las montañas(pastores,nómadas o gente de pueblos remotos)solo aumenta el interés de la expedición.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/0KpVCc-JMkz6s1DI56Cq0r3Psxp6NqzvYZn-luekYAo_/morocco.gif" alt="" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PARQUE NACIONAL DE LAS TORRES DEL PAINE]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/parque-nacional-de-las-torres-del-paine/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:55:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/parque-nacional-de-las-torres-del-paine/</guid>
<description><![CDATA[El fin del mundo PARQUE NACIONAL DE LAS TORRES DEL PAINE Patagonia,Chile Este remoto puesto de avanz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>El fin del mundo<br />
</strong></p>
<p><strong><img src="http://api.ning.com/files/xMf-jRX*kpG4-c3x73t7V99-G0BWt7SFLbcmsbXQsD0_/torrepaine.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong>PARQUE NACIONAL DE LAS TORRES DEL PAINE</p>
<p>Patagonia,Chile</p>
<p>Este remoto puesto de avanzada en el corazón de la Patagonia chilena es uno de los escasos territorios vírgenes que se conservan. Esta situado al norte de punta Arenas. la ciudad mas meridional del mundo. una región solitaria de una belleza pasmosa. Asta los años 30 no se incluyo en los mapas sus 224.800 hectáreas de lagos de agua marina,ríos blancos,glaciares,pampas y fiordos.</strong></p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/d44Wy-m1P7ohexhoUmLy13y7hRdlxU*2cG1BrsZe33c_/torresdelpaineserranoriverchile.jpg" alt="" /></p>
<p>Los cuernos del Paine se conoce a las esbeltas torres petras de granito rosa que se elevan a mas de 300 metros,en su formación llamada la cordillera del Paine y contando con las escaladas mas bonitas y difíciles del mundo con su vecino el gran Cerro Torre.</p>
<p>Un bello e impresionante habitante de las montañas sobre vuela sus cumbres con nada menos que tres metros y medio de envergadura,el legendario Cóndor Andino.<br />
A fortuna no es la única especie del lugar,mas de un centenar le acompañan,como el ñandu,los flamencos o los cisnes cuellinegros.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/IU4AMn-dlp--l3MYybdt*ChHH1VikEFPeIJ97fXUsdM_/condor.jpg" alt="" /></p>
<p>También tiene su hogar aquí el guanaco,un primo de las llamas de color naranja y blancocon pluma dura de montaña.<br />
Charles Darwin y Julio Verne cayeron hechizados en esta región del fin del mundo.<br />
Allí uno se puede alogar en hoteles de ensueño en lugares privilegiados desde donde se pueden organizar treks de diferente dificultad en los 240k de senderos señalizados que existen.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/Hk1AJRynh935SK*AzDE1ChRKYQon23DygfdOnFtJz-g_/MAPAPATAGONIAPUERTONATALESPUNTAARENASELCALAFATETORRESDELPAINE.jpg" alt="" /></p>
<p><strong><br />
Enlace:<a href="http://www.torresdelpaine.com/">www.torresdelpaine.com</a><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ELBRUS.EL PUNTO MAS ALTO DE EUROPA]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/elbrus-el-punto-mas-alto-de-europa/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:51:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/elbrus-el-punto-mas-alto-de-europa/</guid>
<description><![CDATA[Elbruz (5642m), el punto más alto de Europa. La Cresta del Cáucaso se extiende a unos 1200 km del Oe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Elbruz (5642m), el punto más alto de Europa.<br />
</strong></p>
<p><strong><img src="http://api.ning.com/files/EPMIpzARVmgOxrgols7F4OT5W-mYcZX2Mvdnkt8NefU_/Elbrus01.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong><br />
<em>La Cresta</em> del Cáucaso se extiende a unos 1200 km del Oeste al Este, del Mar Negro hasta el Mar Caspio y forma no solo la frontera geográfica de 180 km de ancho, sino una barrera étnica y política, separando Rusia del mosaico de las nacionalidades de la región del Cáucaso.</strong> Tradicionalmente el inmenso Cáucaso está dividido en tres regiones: el Cáucaso Este, el Cáucaso Oeste y el Central. Las fronteras de estos territorios pasan por los meridianos, que atraviesen la Cresta General por encima de Elbruz (5642 m) en el Oeste y por Kazbek (5033 m) en el Este. Entre estos dos gigantes están situadas las más bellas montañas, cuarenta de ellas de más de 4000 m y en este mismo lugar los siete cinco miles del Caucaso hacia el cielo.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/92CBXhxGDmgJN49N3-v4Evbfn5*DrGsfzHNJ6BZLYcY_/elbrusroute.jpg" alt="" /></p>
<p>La región del Elbruz siguie siendo una de las más atractivas entre de las regiones del Caucaso, a pesar de grandes alturas, aire rareado y tiempo variado. Del valle principal (por el cual fluye el río Baksán), salen numerosos valles laterales, los cuales llevan hasta los más famosos picos del Caucaso – Donguz-Orun (4492m), Shkhelda (4300m), Tchatyn (4368m) con su cara norte vertical de unos 500 m, la legendaria Ushba (4710m), y claro, el Elbruz (5642m), el punto más alto del Cáucaso y de Europa, que supera el orgullo de Los Alpes, el Mont Blanc, a más de 800 m.</p>
<p>El gigante helado con dos cabezas corona el panorama del Cáucaso Central, siendo 1000 m más alto que sus vecinos. Estos dos craters de un volcán antiguo cubiertos del hielo y nieve tienen en sus cimas las mesetas de 300-400 m en diámetro. El Pico Oriental es un poco más bajo que su hermano occidental – 5621m y 5642 m. Todo el macizo está cubierto con un gigantesco sombrero de hielo.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/IACNlMTSIUP0U3zUQwD78aKP4uK2Lp9kHqzof1CpA4M_/priyut11.jpg" alt="" /></p>
<p>En la pendiente del Sur del Elbruz está situado el refugio &#8220;Priyut 11&#8243; (la palabra rusa &#8220;priyut&#8221; significa &#8220;refugio&#8221;), posiblemente el hotel de montaña más elevado del mundo, construido justo antes de la II Guerra Mundial a 4020 m. Este edificio de forma aerodinámica puede dar asilo a unos 150 montañeros y esquiadores.<br />
El teleférico sube a los montañeros y turistas de la Pradora de Azau (2250 m) hasta la estación de &#8220;El Glaciar de Garabashi&#8221; (3720 m). Las dos primeras cadenas del teleférico están equipadas con las cabinas y la última con telesillas.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/O9T5g5iEdm5k9atgOkILdyaqEmiWo3rxp2DuQRejby8_/maparefugios.jpg" alt="" /></p>
<p>&#8220;Bochki&#8221; (&#8220;Barricas&#8221;) – hotel situado en la estación de &#8220;Garabashi&#8221;. Son una docena de grandes cilindros metálicos instalados horizontalmente, cada uno puede alojar 4-5 personas. En total 50 personas pueden encontrar un confortable refugio con luz eléctrica. Todos estos refugios (o las tiendas plantadas cerca del &#8220;Priyut 11&#8243;) sirve como el Campo Base para aclimatarse en las Rocas Pasukhov y intentar hacer la cumbre.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/AXpgrwpLE5hgpisQujJCHrk1e1qnKePAyKvOIHI8ehg_/M_Zona_Elbrus_01.jpg" alt="" /><br />
Enlace de interés:<strong>www.turismoenrusia.com</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ENTRENAMIENTO Y DIETA PARA ALPINISTAS]]></title>
<link>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/entrenamiento-y-dieta-para-alpinistas/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:41:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>meconio</dc:creator>
<guid>http://meconio.wordpress.com/2009/11/09/entrenamiento-y-dieta-para-alpinistas/</guid>
<description><![CDATA[Entrenamiento y dieta para alpinistas Entrenamiento Para la práctica adecuada de la alta montaña lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Entrenamiento y dieta para alpinistas<br />
</strong></p>
<p><strong><img src="http://api.ning.com/files/XAXxTdMmKiDmIRetqMdQlD2V2sAPPs3iIfUYyFBOaRk_/PRINCIPALENTRENAMIENTO.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong>Entrenamiento</strong></p>
<p><strong>Para la práctica adecuada de la alta montaña lo que principalmente requerimos es Resistencia; ésta se define como la capacidad para sostener un esfuerzo eficazmente el mayor tiempo posible. ¿Cómo la obtenemos? Por medio de los ejercicios aeróbicos. La clave está</strong> en el oxígeno. Para realizar cualquier actividad nuestro cuerpo requiere energía, y para producir esta energía el cuerpo necesita oxigeno, por lo tanto, mientras mayor oxigeno pueda introducir y aprovechar nuestro cuerpo, mayor será nuestra energía y resistencia. Los ejercicios aeróbicos aumentan precisamente la cantidad de oxigeno que puede aprovechar el cuerpo durante determinado tiempo. ¿Cuál es el ejercicio aeróbico más efectivo? Sin lugar a dudas es el correr. Porque correr nos exige un mayor esfuerzo, simplemente por el hecho de tener que cargar con nuestro propio cuerpo, cosa que no ocurre con otros ejercicios aeróbicos como la natación o el ciclismo. Por lo tanto correr nos proporciona una mayor resistencia en menos tiempo.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/z-KC3-O0ArM2-Dgyz-plZPi6Y2HPPsy3JGSlfc5Sotg_/CARRERA.jpg" alt="" /></p>
<p>Dentro de nuestro entrenamiento debemos cubrir tres objetivos: correr la distancia suficiente, a una velocidad suficiente y con la frecuencia suficiente. ¿como de lejos debemos correr? Antes que nada si se es principiante y se está en la edad adulta es necesario hacerse un chequeo médico, para estar seguros de que no se cuenta con algún impedimento físico para la práctica del ejercicio. Una vez hecho ésto, lo más adecuado es comenzar caminando rápidamente (no paseando) una distancia de 2 a 4 Km., durante 2 semanas. Ahora si ya podemos empezar a correr. Para empezar unos 3 Km., son muy buenos, posteriormente podemos ir aumentando la distancia a razón de 500 metros por semana. Con que se llegue a correr entre 5 y 10 kilómetros cada vez, se estará en buena condición física para la alta montaña. ¿como de rápido? Ya sea que corramos 3 a 30 kilómetros, siempre debemos hacerlo a un ritmo que nos permita mantener una conversación, es decir, si podemos platicar mientras corremos, es que lo estamos haciendo bien; si comenzamos a jadear es que estamos corriendo demasiado rápido. ¿como de seguido? Unos 4 ó 5 días a la semana está bien; pero nunca diario, es necesario darle al cuerpo uno o dos días de descanso para evitar la fatiga.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/GcBd6EtxqPm1xZc0ZsqxB9IGfcv7hxWpImCNdNyz37U_/entrenamientoydietasalpinismo.odt" alt="" /></p>
<p>Formas de correr<br />
Para la alta montaña es conveniente entrenar por medio de tres formas distintas de carrera:<br />
a) Largas distancias lentas.- Son la base del programa, nos dan gran resistencia.<br />
b) Fartlek.- Consiste en correr campo a través en todas direcciones y a diferentes ritmos, ya sea subiendo, bajando, en zig-zag, en terreno plano, a velocidad normal, acelerando, etc., lo cual nos da resistencia, agilidad y velocidad.<br />
c) Correr en subidas.- Es importante hacerlo ya que en la alta montaña tenemos que subir durante varias horas y hasta días; podemos correr en una pendiente larga siempre de subida, o bien subir y bajar varias veces una pendiente corta.<br />
El como combinar estas tres formas de carrera es cuestión de gustos, el objeto es darle variedad al entrenamiento, de lo contrario caeremos en la monotonía y el aburrimiento.<br />
Equipo para correr<br />
Lo más importante son las zapatillas de treking; estas deben ser muy ligeras y cómodas. No debemos escatimar dinero en adquirir unas buenas zapatillas para correr; hacerlo con unas inadecuadas puede llevarnos a una lesión. Una buena marca son los Adidas Trx, Salomon está especializada en calzado de montaña. Igualmente debemos utilizar ropa ligera y floja, preferentemente telas de poliéster de secado rápido, ya sean camisetas, shorts o pants; pero nunca jeans o algo similar puesto que el roce de estas telas puede lastimarnos.<br />
Ejercicios complementarios<br />
Además de correr es necesario y conveniente realizar ejercicios complementarios de tres tipos: a) Abdominales.- Con que hagamos unas 100 diarias es más que suficiente, no es necesario hacerlos todas seguidas, podemos hacer 4 series de 25 utilizando diferentes ejercicios para el abdomen. b) Flexibilidad.- Basta con realizar éste tipo de ejercicios unos 10 minutos diarios; nos ayudarán a evitar lesiones como calambres, tirones o hasta desgarres. c) Entrenamiento de pesas.- Si además se entrena con pesas para fortalecer los hombros, la espalda baja, los cuadriceps de las piernas y las pantorrillas entre otros músculos, es muy bueno. Las barras y los fondos tambien son muy recomendables. Nunca sabemos cuando vamos a necesitar de mucha fuerza, por ejemplo para rescatar a un compañero herido.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/9XOcM7fNLDuqXcZ9vV52RM465M8hA-TGGNRw33cm7W0_/TABLASUPLEMENTOALIMENTICIO.gif" alt="" /></p>
<p>Nota importante.- Una vez que estamos preparados debemos descansar el<br />
día anterior y posterior a la excursión; o bien descansar hasta dos días poste-<br />
riores si la excursión fué muy pesada.<br />
Sobre entrenamiento<br />
Este punto es importantísimo. Debemos de tener mucho cuidado con no sobre entrenarnos, es decir no entrenar de más. La línea que separa un muy buen entrenamiento del sobre entrenamiento es muy pequeña, el entusiasmo puede llevarnos a esforzarnos de más. La clave es entrenarse no agotarse. Entrenar de más es tan malo como no entrenar. Una forma muy eficaz de saber si estamos entrenando dentro de nuesta capacidad es por medio del pulso. Un pulso normal fluctúa entre 60 y 80 pulsaciones por minuto dependiendo de cada persona. Para sacar nuestro pulso basta con contar nuestras pulsaciones durante 10 segundos y multiplicarlo por 6. Pero una cosa es nuestro pulso normal en descanso y otra nuestro pulso máximo al que debemos llegar al entrenar; para obtener éste último a 220 debemos restar nuestra edad y el resultado multiplicarlo por 0.85.<br />
Pulso Máximo = (220 − edad) * 0.85</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/gMfNyGIkf6fcS4LY2ejzvSqo2y6WKzoDUJ1nVX996cw_/SUPERCOMPENSACION.jpg" alt="" /></p>
<p>Si tenemos 20 años, la pulsación máxima a la que debemos llegar (220-20)*0.85= 170. Ahora bien, una vez que terminamos de entrenar es necesario que: &#8211; A los 5 minutos nuestra pulsación haya bajado de 120 y a los 10 minutos debe haber bajado de 100 -. Si esto no ocurre así significa que el programa de acondicionamiento es demasiado intenso y debemos reducirlo. Otra forma de determinar lo anterior es tomándonos el pulso al despertarnos en la mañana; entrenamos ese día y al siguiente nos tomamos el pulso de nuevo al despertarnos. Si el número de pulsaciones es superior a las del día anterior debemos entrenar menos o bien descansar ese día. Para evitar el sobre-entrenamiento una forma muy eficaz es alternar días de entrenamiento duro con días de entrenamiento suave. Además del pulso otros síntomas de sobre-entrenamiento son:<br />
Disminuye nuestra resistencia.<br />
Fatiga general (flojera, apatía,desidia, falta de interés por entrenar).<br />
Músculos muy doloridos.<br />
Temblores.<br />
Fiebre (Cuando éste último síntoma ocurre estamos a punto de sufrir un shock bastante grave y serio).<br />
Otras señales de alarma son:<br />
Falta de apetito.<br />
Insomnio.<br />
Irritabilidad.<br />
Dolor de cabeza o de estómago.<br />
Falta de entusiasmo para realizar actividades normalmente entusiastas.<br />
Descanso<br />
Es muy conveniente dormir unas 8 u 9 horas diarias, si no no tendremos un buen rendimiento.<br />
Conclusiones<br />
De lo expuesto anteriormente y debido a que el esfuerzo desarrollado en la montaña es continuo se deduce que un entrenamiento encaminado a la resistencia es lo más conveniente para quien empieza a practicar el montañismo, de ninguna manera queremos decir que se descuiden los ejercicios de fuerza y flexibilidad (se debe ser muy prudente para comenzar con este tipo de ejercicios). Lo ideal en todo caso es un entrenamiento con un ejercicio aeróbico como ya indicamos anteriormente</p>
<p><strong>DIETA</strong></p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/4CEafQUyseyMInUPz7lwymKKmur048jP3UTr5cuy*Dw_/CHORIZO1.jpg" alt="" /></p>
<p>ALPINISMO.</p>
<p>El alpinista es un sujeto que además de practicar un deporte muy duro, de larga duración, debe enfrentarse a situaciones climáticas adversas, como temperaturas muy bajas, y a la altitud, que suele ser bastante elevada. También hay que tener en cuenta que el equipo que se requiere en ocasiones es muy voluminoso y que la comida debe ocupar poco espacio y tener un peso lo más reducido posible.<br />
A una altitud de 3.000 metros un sujeto entrenado puede realizar una actividad normal sin modificaciones dietéticas especiales. Sin embargo, a altitudes superiores a los 4.500 metros se produce un aumento del catabolismo, es decir, se consume más energía realizando el mismo esfuerzo, o dicho de otro modo, se necesita tomar más alimentos y calorías. Este aumento del catabolismo provoca en el alpinista pérdida de peso, de masa muscular y de grasa. Además de hacer los menús para los días que dure la subida y llevar todas las provisiones necesarias, en la planificación dietética el alpinista debe salir ya de casa en una situación metabólica óptima.<br />
Antes de salir.-</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/z-KC3-O0ArP*xwjw1UNqRYHT7iQAv*y0noGahgSzias_/leche.jpg" alt="" /></p>
<p>Es conveniente realizar durante una larga temporada una dieta rica en hidratos de carbono y se debe controlar el peso de forma muy estricta: no es bueno que se tenga un exceso de peso ni tampoco que se esté delgado, siendo mejor 1 kg. de más, debido a que al incrementarse el catabolismo habrá una tendencia a perder peso. También hay que tener en cuenta que el panículo adiposo protege al alpinista del frío y le proporciona reservas energéticas.<br />
En el campamento base.-<br />
Al llegar al campamento base ( en escaladas de varios días o en altitudes superiores a los 2.500 metros) es conveniente tomar unos días de descanso para adaptarse a las condiciones ambientales. Es recomendable una dieta rica en hidratos de carbono, ya que son más fáciles de metabolizar y más apetecibles y fáciles de tomar que un alimento proteíco o graso, en una situación en la que además el alpinista no tendrá demasiado apetito. Aunque se dé esta falta de apetito se debe hacer un esfuerzo por comer, ya que si al aumento del catabolismo le añadimos un aporte calórico deficitario la pérdida de peso será importante.<br />
Las comidas deben ser lo más parecidas posibles a las que el alpinista esté acostumbrado y otro punto clave es la necesidad de beber agua: el alpinista suele ser algo &#8220;perezoso&#8221; al respecto porque conseguir una pequeña cantidad de agua supone fundir bastante nieve. En la montaña, aunque no haga calor y no se perciba el sudor como en otros deportes, la deshidratación es muy frecuente por dos razones:<br />
- la sequedad del aire.<br />
- las raciones alimentarias suelen estar deshidratadas para intentar disminuir al máximo su peso.</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/E3lpTmJsA96mO1AlGpLAu2T1wNNDZOECAGwWyHcu6M8_/gruyere.jpg" alt="" /></p>
<p>Es importante destacar que el agua obtenida de la fusión de la nieve no contiene sales minerales, por lo que es aconsejable suplementarla.<br />
Otro problema importante es la aparición de estreñimiento, favorecido por la altitud y por una alimentación pobre en fibra. Convendrá por tanto tomar algún alimento o preparado rico en mucílagos y fibra ( hay que evitar los laxantes ).<br />
Provisión durante la escalada.-</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/TML*nPJe9vr8iAbbK1FNW7HoFOTB3nPcV*wEyBIKMWM_/barritasenergi.jpg" alt="" /></p>
<p>1.- Para un sólo día: si el clima es bueno y se piensa volver a casa por la noche no hay que tomar demasiadas precauciones y bastará con un desayuno rico en hidratos de carbono y con llevar una bolsa de provisiones con frutos secos, chocolate, bocadillo de queso o embutido, un huevo duro, galletas y zumo de frutas o agua ( 500 cc como mínimo ).</p>
<p>2.- Para varios días: la provisión de comida debe ser muy cuidadosa, buscando alimentos con un alto contenido energético, que pesen poco y que no sean perecederos.<br />
Los alimentos básicos que no deben faltar son:<br />
- leche concentrada o en polvo &#8211; sopa de sobre soluble<br />
- cereales &#8211; mantequilla<br />
- frutos secos y pan &#8211; té o café soluble<br />
- chocolate y azúcar &#8211; miel<br />
- paté de carne y/o conservas de pescado &#8211; queso<br />
Al regresar.-<br />
Al regresar de la escalada el alpinista suele tener mucho apetito, casi una necesidad impulsiva de comer, sea lo que</p>
<p><img src="http://api.ning.com/files/ol6VNAKc68BE6dtzOEZSYo1cWXTHjqQIuHVWq183OyA_/frutos_secos.jpg" alt="" /></p>
<p>sea y a cualquier hora. Se puede permitir que el deportista coma lo que sea de su agrado.</p>
<p><strong>FUENTES:</strong></p>
<p><a href="http://www.entrenamientos.org/">www.entrenamientos.org</a></p>
<p><a href="http://www.wikibooks.org/">www.wikibooks.org</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Presentan en Alcoy una silla de montaña especial para personas con discapacidad]]></title>
<link>http://deportesinbarreras.net/2009/11/09/presentan-en-alcoy-una-silla-de-montana-especial-para-personas-con-discapacidad/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:32:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Manu González</dc:creator>
<guid>http://deportesinbarreras.net/2009/11/09/presentan-en-alcoy-una-silla-de-montana-especial-para-personas-con-discapacidad/</guid>
<description><![CDATA[By www.diarioinformacion.com / Manu González El instituto Cotes Baixes presentó en la localidad alic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-4131" href="http://deportesinbarreras.net/?attachment_id=4131"><img class="aligncenter size-full wp-image-4131" title="instituto cotes baixes Alcoy" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/11/instituto-cotes-baixes-alcoy.jpg" alt="instituto cotes baixes Alcoy" width="201" height="220" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>By www.diarioinformacion.com / Manu González</em></span><span style="color:#3366ff;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><strong>El instituto Cotes Baixes presentó en la localidad alicantina de Alcoy una silla de montaña muy especial, ya que está diseñada especialmente para usuarios con discapacidad.</strong></span><br />
<!--more--></p>
<p>La localidad alicantina de Alcoy acogió una presentación muy especial: Una silla de montaña que ha sido diseñada por los alumnos del instituto Cotes Baixes de este municipio para que las personas con discapacidad puedan practicar el senderismo sin problemas.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4132" href="http://deportesinbarreras.net/?attachment_id=4132"><img class="aligncenter size-full wp-image-4132" title="Silla diseñada por el instituto Cotes Baixes de Alcoy_nov 2009" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/11/silla-disenada-por-el-instituto-cotes-baixes-de-alcoy_nov-2009.jpg" alt="Silla diseñada por el instituto Cotes Baixes de Alcoy_nov 2009" width="420" height="357" /></a></p>
<p>Para ello, los estudiantes del departamento de automoción y mecánica de este instituto han pensado en un modelo que tiene una sola rueda y que ha de ser empujada durante el trayecto por otra persona. Se trata de la primera que existe en la Comunidad Valenciana de estas características, por lo que el Ayuntamiento de Alcoy, va a aportar una subvención de 600 euros a la fabricación de la silla y tiene previsto incrementar la colaboración para que se puedan producir más.</p>
<p>Una idea, que partió de la ONG Caminos de Herradura, cuyo presidente, Francisco Mariño, indicó a <a href="http://www.diarioinformacion.com/alcoy/2009/11/07/alcoy-presentan-silla-discapacitados/948930.html">www.diarioinformacion.com</a>, que &#8220;la finalidad de la iniciativa es facilitar el acceso de las personas con discapacidad a la montaña, para que puedan disfrutar del medio ambiente de una forma que hasta ahora les resultaba complicada&#8221;. De momento, su puesta de largo tendrá lugar el próximo 29 de noviembre en Novelda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lecco, giovedì 12/11: "Due Sogni sul Denali", il racconto dei protagonisti della vittoriosa salita al Mount McKinley, Alaska]]></title>
<link>http://rota.wordpress.com/2009/11/06/lecco-giovedi-1211-due-sogni-sul-denali-il-racconto-dei-protagonisti-della-vittoriosa-salita-al-mount-mckinley-alaska/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:41:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>rota</dc:creator>
<guid>http://rota.wordpress.com/2009/11/06/lecco-giovedi-1211-due-sogni-sul-denali-il-racconto-dei-protagonisti-della-vittoriosa-salita-al-mount-mckinley-alaska/</guid>
<description><![CDATA[Le foto e i filmati ripresi durante la spedizione alpinistica UOEI/Gamma al monte McKinley &#8211; 6]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=162627982209&#38;ref=mf"><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/10/loc_denali.jpg" alt="Loc_Denali" title="Loc_Denali" width="500" height="705" class="alignnone size-full wp-image-4642" /></a></p>
<p>Le foto e i filmati ripresi durante la spedizione alpinistica <a href="http://lecco.uoei.it/">UOEI</a>/<a href="http://www.gamma-lecco.eu/">Gamma</a> al monte <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/McKinley">McKinley</a> &#8211; 6194 m (Alaska &#8211; Maggio/Giugno 2009) la più alta montagna del Nord America e fra le più fredde del pianeta, raccontati direttamente dai protagonisti&#8230;</p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine della locandina per visitare la pagina dedicata all&#8217;evento su Facebook.</p>
<p><strong>P.S.</strong>: &#8230;e prossimamente anche in <a href="http://rota.wordpress.com/?s=radio+thule&#38;searchsubmit=Trova+%C2%BB">Radio Thule</a>!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pizzo degli Uomini]]></title>
<link>http://lucavezzoni.wordpress.com/2009/11/05/pizzo-degli-uomini/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 01:31:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca</dc:creator>
<guid>http://lucavezzoni.wordpress.com/2009/11/05/pizzo-degli-uomini/</guid>
<description><![CDATA[Le orobie nel loro versante meridionale sono sicuramente montagne poco frequentate: una rarità imbat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><span style="color:#000000;">Le orobie nel loro versante meridionale sono sicuramente montagne poco frequentate: una rarità imbattersi in escursionisti che non abbiano il tipico accento bergamasco. Eppure dal versante valtellinese esse sono ancora più selvagge e incontaminate, vuoi per l&#8217;esposizione nord, vuoi perchè cime &#8220;minori&#8221; rispetto alle dirimpettaie retiche. O forse semplicemente perchè meno raggiungibili e conosciute. Domenica, ultimo giorno utile prima delle abbondanti nevicate previste, ho voluto toccare con mano questa verità.<br />
Partiamo da Agneda alla volta delle valli di Scais e Caronno. Il meteo promette bene, l&#8217;autunno ci regala magnifici scenari. La sterrata che sale al lago di Scais è il portone d&#8217;entrata a queste valli sconosciute e ai loro colori. E&#8217; inoltre il riscaldamento ideale per noi che, con un pizzico di presunzione, ci siam posti l&#8217;obiettivo di raggiungere il pizzo di Scotes.<br />
Dapprima costeggiamo il placido lago di Scais, quindi attraversiamo pianori con vista e boschi dorati. L&#8217;esposizione nord, tuttavia, non consente alle bellezze naturali di esprimersi in tutta la loro maestosità. Giunti alla capanna Mambretti, la vista si apre su cime severe che solo a fine giornata saremo certi essere Scais, Brunone, cima di Caronno, Porola, Scotes&#8230; Una sosta è d&#8217;obbligo, utile anche per dare una scorsa alla relazione, forse non del tutto precisa.<br />
Torniamo quindi a salire per ripidi prati, intercettando il sentiero per il rifugio Donati, che in parte seguiremo. Ai 2300 m incomincia la prima neve, che si fa via via più abbondante (circa 50 cm in cima). Superiamo una bella pozza gelata e, con ripida, faticosa salita, perveniamo ad una conca ospitante due laghetti ormai innevati. Da qui, con una vaga idea della meta, risaliamo un pendio ed un canale che ci porterà ad una bocchetta sotto la rocciosa anticima del pizzo degli Uomini. Accantonata l&#8217;idea Scotes, cerchiamo una possibile via di salita a questa montagna che da qui sembra volerci respingere. Troviamo un pendente canalino nevoso, che si fa più spianato in prossimità della cresta finale. Le nostre mani si trasformano in piccozze mentre, con decisione, guadagnamo la cima.<br />
Stupendo il panorama sui colossi orobici: Scotes, Scais e Coca su tutti. Decine di altre cime in lontananza. Come da tempo capita, l&#8217;ora è già tarda e non ci resta che ritornare sui nostri passi, con una nuova avventura alle spalle. Stavolta non ci sarà un tramonto, peccato perchè le pareti ovest delle cime si sarebbero prestate.<br />
D&#8217;altra parte, lo sapevo, questo versante non regala ubriacature di panorami, ma fatiche e tentennamenti.</span></em></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><a href="http://lucavezzoni.wordpress.com/galleria/#UOMINI"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-87" title="uomini-strip" src="http://lucavezzoni.wordpress.com/files/2009/11/uomini-strip.jpg" alt="Uomini-strip" width="500" height="156" /></em></a></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Quando:</strong> 1 novembre 2009</span><br />
<span style="color:#000000;"><strong>Chi c’era:</strong> Luca, March, Ugo, Andreis</span><br />
<span style="color:#000000;"><strong>Percorso:</strong> Agneda – Lago di Scais – Rifugio Mambretti – Pizzo degli Uomini (2895 m) – Rifugio Mambretti – Agneda</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lecco, sede ANCE: continua fino al 22/11 "Parole Semplici", la mostra dedicata alla vita e alle imprese di Riccardo Cassin]]></title>
<link>http://rota.wordpress.com/2009/11/03/lecco-sede-ance-continua-fino-al-2211-parole-semplici-la-mostra-dedicata-alla-vita-e-alle-imprese-di-riccardo-cassin/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:33:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>rota</dc:creator>
<guid>http://rota.wordpress.com/2009/11/03/lecco-sede-ance-continua-fino-al-2211-parole-semplici-la-mostra-dedicata-alla-vita-e-alle-imprese-di-riccardo-cassin/</guid>
<description><![CDATA[Resterà aperta sino al 22 novembre la mostra “Parole semplici”, curata e allestita dalla Fondazione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/cassin_ance.jpg" alt="cassin_ance" title="cassin_ance" width="500" height="245" class="alignnone size-full wp-image-4722" /></p>
<p><strong>Resterà aperta sino al 22 novembre la mostra “Parole semplici”</strong>, curata e allestita dalla <strong>Fondazione Riccardo Cassin</strong> per raccontare da vicino e in modo originale il grande alpinista lecchese scomparso il 6 agosto scorso a cento anni.<br />
L&#8217;esposizione &#8211; ospitata dall&#8217;Associazione Costruttori Edili di Lecco (Lecco, via Grandi 9) &#8211; è imperniata su una serie di “valori” che hanno segnato tutta la vita di <a href="http://www.cassin.it/riccardo.htm">Riccardo Cassin</a>: amicizia, rispetto, libertà, prudenza, volontà, amore… Parole semplici che vengono riproposte come messaggio che supera i confini del tempo e arriva ai visitatori della mostra e ai più giovani in particolare.<br />
Il percorso si snoda attraverso la ricostruzione del campo base del Gasherbrum IV, la proiezione di una serie di film-documentari sulle più importanti imprese di Riccardo Cassin e una galleria di 70 immagini inedite che ritraggono i diversi aspetti della sua vita: la passione per la montagna, che l’ha portato a scrivere con le sue leggendarie imprese la storia dell’alpinismo internazionale del Novecento; ma anche i suoi affetti, le sue esperienze di pugile, operaio, sciatore, imprenditore e partigiano.<br />
Uno spazio interattivo è dedicato ai ragazzi, soprattutto a quelli in età scolare, che, ascoltando brevi filmati sulle “Parole semplici” di Riccardo Cassin, saranno invitati ad arricchire con i loro contributi (scritti o disegni) la mostra.</p>
<p><strong>Informazioni per la visita</strong><br />
Orari<br />
Da lunedì a venerdì: ore 14,30 &#8211; 18,30<br />
sabato: ore 10,30 &#8211; 18,30<br />
domenica e festivi: ore 14,30 &#8211; 18,30<br />
Visite guidate<br />
Per le scuole dal 28 settembre al 13 novembre il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30 visite guidate e laboratori gratuiti, differenziati per le scuole di ogni ordine e grado.<br />
Prenotazioni e informazioni: dal 14 settembre telefonando da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00 agli uffici di MATERIAVIVA (0341.6730895 &#8211; <a href="mailto:posta@materiaviva.eu">posta@materiaviva.eu</a>)<br />
Per le famiglie laboratori gratuiti nelle giornate di domenica 11 ottobre, domenica 25 ottobre e domenica 15 novembre alle ore 15.30.<br />
Non è richiesta la prenotazione.<br />
Ingresso mostra euro 5,00. Ingresso gratuito fino ai 14 anni e over 65.</p>
<p>Per ogni altra utile informazione:<br />
<a href="http://www.fondazionecassin.org/">http://www.fondazionecassin.org/</a><br />
<a href="mailto:info@fondazionecassin.org">info@fondazionecassin.org</a><br />
Fondazione Cassin<br />
Via Boito,3<br />
I-23900 Lecco<br />
Italia</p>
<p><strong>P.S.</strong>: doveroso ricordare il bel libro <em>Riccardo Cassin. Cento volti di un grande alpinista</em> di Alessandro Gogna, Laura Melesi e Daniele Redaelli (<a href="http://www.bellavite.it/index.asp?content=home">Bellavite Editore</a>), pubblicato in occasione dei 100 anni di Riccardo Cassin:</p>
<p><a href="http://www.planetmountain.com/Special/books/showbook.lasso?id=205"><img src="http://rota.wordpress.com/files/2009/11/205.jpg" alt="205" title="205" width="200" height="243" class="alignnone size-full wp-image-4723" /></a><br />
<em>(clicca sull&#8217;immagine per conoscere ulteriori dettagli)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bellavarda-Marsè]]></title>
<link>http://vettenuvole.wordpress.com/2009/11/01/bellavarda/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 19:52:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>flaco</dc:creator>
<guid>http://vettenuvole.wordpress.com/2009/11/01/bellavarda/</guid>
<description><![CDATA[Archivio in questo 1 novembre 2009 una nuova salita sull&#8217;Uja di Bellavarda! Una novità! Da mio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Archivio in questo 1 novembre 2009 una nuova salita sull&#8217;Uja di Bellavarda! Una novità! Da mio]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Científicos del Roque de los Muchachos en La Palma escalan el Chulu Far East en el Himalaya en el Día Mundial contra la Polio]]></title>
<link>http://deportesinbarreras.net/2009/10/29/cientificos-del-roque-de-los-muchachos-en-la-palma-escalan-el-chulu-far-east-en-el-himalaya-en-el-dia-mundial-contra-la-polio/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:57:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Manu González</dc:creator>
<guid>http://deportesinbarreras.net/2009/10/29/cientificos-del-roque-de-los-muchachos-en-la-palma-escalan-el-chulu-far-east-en-el-himalaya-en-el-dia-mundial-contra-la-polio/</guid>
<description><![CDATA[By www.lapalmaenlinea.com / Manu González Científicos del Roque de los Muchachos en La Palma escalar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-3932" href="http://deportesinbarreras.net/2009/10/29/cientificos-del-roque-de-los-muchachos-en-la-palma-escalan-el-chulu-far-east-en-el-himalaya-en-el-dia-mundial-contra-la-polio/rotary-internacional-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3932" title="Rotary Internacional" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/10/rotary-internacional1.jpg" alt="Rotary Internacional" width="218" height="220" /></a></p>
<p><em><span style="color:#ff0000;">By www.lapalmaenlinea.com / Manu González</span></em></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><strong>Científicos del Roque de los Muchachos en La Palma escalaron en el Día Mundial contra la Polio, los 6.535 metros de altitud del Pico Chulu Far East en el Himalaya.</strong></span><br />
<!--more--></p>
<p>Germano Nardini, Carlos Osuna Escamilla e Ignasi Reichardt. Estos son los nombres de los tres valientes, integrantes del Instituto de Física de Altas Energías y voluntarios en la organización humanitaria Rotary que han logrado coronar los 6.535 metros de altitud del Pico Chulu Far East en plena cordillera del Himalaya.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3933" href="http://deportesinbarreras.net/2009/10/29/cientificos-del-roque-de-los-muchachos-en-la-palma-escalan-el-chulu-far-east-en-el-himalaya-en-el-dia-mundial-contra-la-polio/cientificos-del-roque-de-los-muchachos-en-la-palma-escalan-el-chulu-far-east-en-el-himalaya-en-el-dia-mundial-contra-la-polio_oct-2009/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3933" title="Científicos del Roque de los Muchachos en La Palma escalan el Chulu Far East en el Himalaya en el Día Mundial contra la Polio_oct 2009" src="http://deportesinbarreras.wordpress.com/files/2009/10/cientificos-del-roque-de-los-muchachos-en-la-palma-escalan-el-chulu-far-east-en-el-himalaya-en-el-dia-mundial-contra-la-polio_oct-2009.jpg" alt="Científicos del Roque de los Muchachos en La Palma escalan el Chulu Far East en el Himalaya en el Día Mundial contra la Polio_oct 2009" width="420" height="315" /></a></p>
<p>Una iniciativa que han llevado a cabo estos técnicos del Instituto de Física de Altas Energías de telescopio Cherenkok del proyecto Magic del Roque de los Muchachos en La Palma, para sensibilizar sobre la erradicación de la Polio en el Día Mundial contra esta enfermedad, acompañados de Narayan Kharel, miembro de Rotary en Nepal, y de la ayuda de los miembros del Rotary Club Sant Pol y del Rotary Club Kathmandú.</p>
<p>Y todo para conseguir coronar la cima el 24 de octubre, día en el que se se conmemoró el noventa y cinco aniversario del nacimiento de Jonas Salk, creador de la primera vacuna contra la polio. Y ese día los científicos de La Palma alcanzaron la cima.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Traversata monti Cavallo-Pegherolo-Secco]]></title>
<link>http://lucavezzoni.wordpress.com/2009/10/24/traversata-monti-cavallo-pegherolo-secco/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 00:30:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca</dc:creator>
<guid>http://lucavezzoni.wordpress.com/2009/10/24/traversata-monti-cavallo-pegherolo-secco/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la salita al pizzo Coca di fine settembre, decido di affrontare un altro gitone che ci balenava]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><em>Dopo la salita al pizzo Coca di fine settembre, decido di affrontare un altro gitone che ci balenava in testa da parecchio tempo. Alcuni amici aderiscono, siamo in cinque: un bel gruppetto eterogeneo. Consultato il forum in cerca di informazioni sull&#8217;itinerario, rispolvero un argomento nel quale, pur con alcune vedute differenti, si parlava della discesa dal Pegherolo come in parte problematica. Optiamo quindi (saggiamente) per portarci dietro una corda. Ma procediamo con ordine.<br />
Alle 9.30 ci mettiamo in marcia da Madonna della Neve lungo il sentiero delle Casere che tocca tre belle baite in posizione davvero panoramica sulle cime che abbracciano il passo S. Marco. Pur essendoci il sole, la temperatura è quasi polare e ogni tipo di acqua presente sul percorso risulta gelata producendo curiose forme di ghiaccio e creandoci qualche grattacapo allorchè dobbiamo attraversarne le bianche, ripide lingue. Sbuchiamo quindi sulla cresta erbosa del monte Cavallo e la sua cima.<br />
Da qui è visibile gran parte del nostro prossimo cammino che affrontiamo con decisione, nonostante i suggerimenti avversi di alcuni altri escursionisti. Fino al Pegherolo la strada è lunga e necessita sempre di attenzione. Alcuni passaggi sono di facile arrampicata con l&#8217;ausilio di catene (non in ottimo stato e spesso staccate nella parte finale). Nel frattempo il cielo si rannuvola, togliendoci parte della luce e conseguentemente parte della bellezza del panorama che rimane tuttavia sempre superbo.<br />
La cresta in questo tratto si fa più sottile e rocciosa (ma ben salda), davvero bella! Proprio per questa la percorriamo senza particolari problemi e speditamente. Soltanto un risalto roccioso (con catene) ci separa ora dalla seconda vetta di giornata: il Pegherolo. La gioia per aver raggiunto una vetta desiderata da tempo è grande. Ci rifocilliamo consci però che il pezzo peggiore viene adesso.  Il primi metri, ripidio, si svolgono su erba (prestare attenzione!), quindi si giunge ad un salto roccioso dove è presente un cavo metallico ed una catena (malridotta). Impossibile scenderlo in sicurezza con il solo ausilio di essi. Io, traversando per erba, raggiungo un camino roccioso che scendo con la dovuta attenzione: discesa &#8220;abbordabile&#8221; ma non me la sento di consigliarla ai miei compagni. Tant&#8217;è che loro supereranno saggiamente il tratto con una calata (30 m giusti giusti) in corda doppia (lasciati cordini in loco).<br />
La restante parte non presenta difficoltà. In breve tempo, data l&#8217;ora tarda, divoriamo la salita che ci separa dall&#8217;anticima del monte Secco e da quest&#8217;ultimo. Il sole si prepara a calare e tutto fa presagire che il tramonto sarà spettacolare. In effetti così è: ci sorprende quando siamo ormai in vista del pizzo Badile e del sentiero di discesa per Piazzatorre. La luce filtra sotto grossi nuvoloni creando, in questa fredda giornata autunnale, colori incredibili. Non poteva esserci conclusione migliore per questa gita che ci ha dato immense soddisfazioni e ci ha fatto compiere un ulteriore piccolo passo verso l&#8217;alpinismo vero e proprio.<br />
Che dire.. viva le Orobie!</em></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><a href="http://lucavezzoni.wordpress.com/galleria/#PEGHEROLO"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-87" title="pegherolo-strip" src="http://lucavezzoni.wordpress.com/files/2009/10/pegherolo-strip.jpg" alt="Pegherolo-strip" width="500" height="156" /></em></a></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Quando:</strong> 18 ottobre 2009</span><br />
<span style="color:#000000;"><strong>Chi c’era:</strong> Luca, March, Andreis, Ugo, Stefano</span><br />
<span style="color:#000000;"><strong>Percorso:</strong> Madonna della Neve – Sentiero delle Casere – Monte Cavallo (2323) – Monte Pegherolo (2369 m) – Monte Secco (2293 m) – Piazzatorre</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Protección contra el síndrome ortostático]]></title>
<link>http://ergow.wordpress.com/2009/10/23/proteccion-contra-el-sindrome-ortostatico/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:10:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>ergow</dc:creator>
<guid>http://ergow.wordpress.com/2009/10/23/proteccion-contra-el-sindrome-ortostatico/</guid>
<description><![CDATA[Relief Step es una innovación del prestigioso fabricante de sistemas anticaídas Miller que ayuda a p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Relief Step es una innovación del prestigioso fabricante de sistemas anticaídas Miller que ayuda a p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mujeres en los Ochomiles]]></title>
<link>http://carrerasdemontana.wordpress.com/2009/10/18/mujeres-en-los-ochomiles/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:51:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>mayayo</dc:creator>
<guid>http://carrerasdemontana.wordpress.com/2009/10/18/mujeres-en-los-ochomiles/</guid>
<description><![CDATA[*Wanda Rukietwicz en 1.968, con las técnicas y materiales de la época. Wanda abrió el camino. En 1.9]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_OLat179j9NA/Stmz_pCTB1I/AAAAAAAAFN0/5B0RUbHSONs/s1600-h/Wanda_Rutkiewicz_1968.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;width:329px;height:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_OLat179j9NA/Stmz_pCTB1I/AAAAAAAAFN0/5B0RUbHSONs/s400/Wanda_Rutkiewicz_1968.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div style="text-align:center;"><em><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size:x-small;">*Wanda Rukietwicz en 1.968, con las técnicas y materiales de la época</span></strong></em>.</div>
<div style="text-align:center;"><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><strong><em><br />
</em></strong></span></div>
<div style="text-align:center;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;font-weight:bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Wanda abrió el camino.</span></span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">En 1.986, la bravísima polaca fue la primera mujer en coronar los 8.611m del K2 y bajar para contarlo. Siguió escalando, y uno tras otro coronó hasta ocho de los catorce gigantes de la Tierra. Y no eran sólo las cimas. Su estilo como alpinista era magnífico: Cho Oyu y Sur del Annapurna en solitario, etc&#8230; En 1.992, mientras Wanda avanzaba -otra vez sóla- a más de 8.200m de altura para coronar el Kanchejunga y sumar su novena bestia,  el mito de los catorce ochomiles parecía por primera vez al alcance de una mujer.</span></p>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">No pudo ser. </span><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Wanda_Rutkiewicz"><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Wanda Rutkiewicz</span></a><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"> nunca bajó del Kanche. Nacía </span><em><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">la leyenda de la mayor alpinista del siglo XX. Nos dejaba</span></em><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"> una estela de orgullo y valor en las más altas laderas del planeta. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Y un testigo por recoger. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><br />
</span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Pasaron casi 15 años hasta que por fin,  tres mujeres volvían al aire fino de los ochomiles pisando  con fuerza sobre las huellas  de Wanda.  Europeas las tres, venían de Austria, Italia y España, cada una con un estilo y una historia diferente: <em><strong>Gerlinde Kaltenbrunner</strong></em>, <em><strong>Nives Meroi</strong></em> y  nuestra <strong><em>Edurne Pasabán</em></strong>. Durante tres años magníficos (2006-2007-2008), avanzaron casi a la par. Un coloso afrontado y hollado cada año. En 2.008 asaltaban su guerrero número 12. En esos días apenas 14 hombres en toda la historia habían completado todos los ochomiles. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;font-size:small;">En 2.009 <a href="http://www.rtve.es/deportes/20090521/pasaban-propuesta-principe-asturias/277800.shtml">se las propuso de forma conjunta</a> para el Príncipe de Asturias de los Deportes.</span></span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-size:small;"><em><br />
</em></span></span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;font-size:small;"> </span><a style="text-decoration:none;" href="http://2.bp.blogspot.com/_OLat179j9NA/StmwB6qXeOI/AAAAAAAAFNs/taDchrlq1rY/s1600-h/Edurne_y_gerlinde+en+2009.jpg"><img style="text-align:left;display:block;cursor:pointer;width:400px;height:266px;margin:0 auto 10px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_OLat179j9NA/StmwB6qXeOI/AAAAAAAAFNs/taDchrlq1rY/s400/Edurne_y_gerlinde+en+2009.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div style="text-align:center;"><em>*</em><em><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size:x-small;">Gerlinde y Edurne en 2.009 en Münich</span></strong></em></div>
<p></span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Mientras, desde Corea del Sur, otras dos mujeres se habían sumado a la carrera con diferente espíritu: Ser la primera en coronar los catorce, </span><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><em>a cualquier precio</em></span><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">. Oh Eun-Sun y Go Mi-Sun</span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">no dudan en asaltar varios colosos al año, trasladarse en helicóptero de campo base en campo base y asaltar con oxígeno artificial rutas previamente equipadas por sus compañeros con cuerdas fijas y campos avanzados. Mismo terreno de juego,  distintas formas de entender la montaña y el compromiso. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><br />
</span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Asi pues, entramos en 2.009 con cinco damas afrontando sus últimos retos -con estilos radicalmente distintos- para pasar a la Historia como LA PRIMERA. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Sea cual sea tu estilo y tu equipo de apoyo, un ochomil es siempre un enorme riesgo asumido: Nives abandona su ataque a cima del Kangchenjunga para ayudar a bajar a su marido, con principio de edema pulmonar. Gerlinde y Edurne se retiran batidas por las malas condiciones del K2 y Shisha Pangma respectivamente. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><br />
</span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">Por su parte, las coreanas continúan su <em>&#8220;Himalaya-Express&#8221;.</em> <em><strong>Oh Eun Sun</strong></em> ya hizo cima este año en cuatro ochomiles de golpe: Kangchenjunga (8.563), Dhaulagiri (8.167) , Nanga Parbat (8.125) y Gasherbrum. Solo el Annapurna la separa de su objetivo, y a por él marchó en Octubre.  Hubiera sido su su quinto ochomil en un año, (¡!) apoyada en su peculiar método de ascensión.  Pero tras dos intentos, hubo de posponerlo hasta Primavera del 2.010. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;">La cruz de este &#8220;estilo coreano&#8221; la aporta su compatriota <em><strong>Go Mi-Sun</strong></em>.  En Julio de este año Miss Go y Oh Eun Sun coinciden asaltando el Nanga Parbat. Oh se cruza bajando de la cumbre con Miss Go, que corona poco despues. Lleva once ochomiles y planes para varios más de inmediato. No podrá cumplirlos. Un paso en falso en un dificíl tramo rocoso del descenso de cima acaba con su vida. </span></div>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family:georgia;"><br />
</span></div>
</div>
<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_OLat179j9NA/Stm7_Yqe7CI/AAAAAAAAFN8/jtslsB-3Gzk/s1600-h/20090713xnangajoao1.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;width:280px;height:310px;margin:0 auto 10px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_OLat179j9NA/Stm7_Yqe7CI/AAAAAAAAFN8/jtslsB-3Gzk/s400/20090713xnangajoao1.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div style="text-align:center;"><em><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size:x-small;">*Go Mi-Sun ascendiendo en el Nanga Parbat</span></strong></em>.</div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:left;"></div>
<div style="text-align:left;">Si ninguna desgracia lo impide, pronto acabará la carrera por ser la primera mujer en coronar los catorce gigantes del planeta, y será Oh Eun-Sun quien en 2.010 recibirá los honores mediáticos.</div>
<div style="text-align:left;">Sin duda, su esfuerzo ha sido descomunal, y merece un reconocimiento.</div>
<div style="text-align:left;">Pero  probablemente, allá donde hoy esté el espíritu de Wanda, seguirá esperando a que otra alpinista recoja su testigo y complete los catorce ochomiles con nobleza, como ella los afrontó: Una lucha de poder a poder, sin usar jamás oxígeno artificial y con el mínimo apoyo externo posible.</div>
<div style="text-align:left;">Y ahí, quizás, Gerlinde va en cabeza con Nives y Edurne muy cercanas. Seguiremos esperándolas, porque<span style="font-style:italic;"> subir por subir no lo es todo</span>.</div>
<div style="text-align:left;">Pienso que la forma en que decides subir, luchar, es lo que hoy día  define el verdadero valor de un reto en la montaña. Y ese esfuerzo de pureza en la aventura es el que admiro en ellas.</div>
<div style="text-align:left;"></div>
<div style="text-align:left;">En cualquier caso, bravo por esas cinco valientes damas: Herederas de una leyenda, pioneras de las próximas generaciones de montañeras de altura.</div>
<div style="text-align:left;">_______________________________________</div>
<div style="text-align:left;"><a href="http://carrerasdemontana.files.wordpress.com/2008/03/uiaa_medcom_rec_no_12_women_at_altitude_2008.pdf"><em><span class="Apple-style-span" style="font-size:x-small;">Aquí</span></em></a><em><span class="Apple-style-span" style="font-size:x-small;"> os dejo importante documento médico (en inglés, lo siento) de la UIAA sobre &#8220;Mujeres preparando ascensiones en altura&#8221;. Información vital, creo, para ir al aire fino con la mayor seguridad posible. </span></em></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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