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	<title>amarcord &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/amarcord/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "amarcord"</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 00:02:05 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Trovate le differenze]]></title>
<link>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/23/trovate-le-differenze/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 20:28:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>zebrabianconera10</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Quando stringo la mano a un milanista me la lavo. Quando stringo la mano a uno juventino mi conto l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-2949" href="http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/23/trovate-le-differenze/peppino-prisco/"><img class="size-full wp-image-2949 aligncenter" title="Peppino Prisco" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/peppino-prisco.jpg" alt="" width="432" height="331" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em>“Quando stringo la mano a un milanista me la lavo. Quando stringo la mano a uno juventino mi conto le dita”</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>“La gioia più grande? Scontata. Il Milan in B. E per ben due volte: una… a pagamento e una… gratis. Sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui”</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>“L’interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi”</em></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-2951" href="http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/23/trovate-le-differenze/mourinho-3/"></a></p>
<p style="text-align:center;"><em><a rel="attachment wp-att-2955" href="http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/23/trovate-le-differenze/mourinho-4/"><img class="size-full wp-image-2955 aligncenter" title="mourinho" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/mourinho2.jpg" alt="" width="468" height="302" /></a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia migliore di me&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Avessi voluto un lavoro semplice sarei rimasto al Porto. Una splendida poltrona blu, la Champions, Dio, e dopo di lui, io&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Per favore, non chiamatemi arrogante, ma io sono campione d&#8217;Europa e penso di essere Speciale&#8221; (conferenza stampa di presentazione al Chelsea)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Se la gente vuole diventare famosa parlando di me, mi deve pagare&#8221;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Max... Ma dov'è finita?!]]></title>
<link>http://runaways.wordpress.com/2009/11/18/max-ma-dove-finita/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 22:51:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>-Lo-</dc:creator>
<guid>http://runaways.wordpress.com/2009/11/18/max-ma-dove-finita/</guid>
<description><![CDATA[Il dilemma di questa sera è molto importante&#8230; Ma Max Pezzali dove ha messo la voce che aveva n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il dilemma di questa sera è molto importante&#8230; Ma Max Pezzali dove ha messo la voce che aveva nei primi 10 anni di carriera?!<br />
Io un dubbio c&#8217;è l&#8217;ho, non si sarà mangiata pure quella?! Ormai non ho più speranze di sentirla dal vivo o in un nuovo cd. Cresciuto con gli 883 è dura arrendersi al &#8220;nuovo&#8221; Max Pezzali solista. Ogni tanto mi prende il momento amarcord e metto su i vecchi gloriosi cd degli 883. Un pò per stuzzicare la memoria involontaria e riassaporare momenti dimenticati mentre ascoltavo le mie cassette e un pò per ridere. Beh si, Max aveva\ha(?) il dono di raccontare la vita dei giovani in 3 versi e nel modo più divertente e leggero che ci sia. Sopratutto nei primi due album dove è molto irriverente e provocatorio ad esempio nei brani &#8220;s&#8217;inkazza&#8221; o &#8220;te la tiri&#8221;. Ma le canzoni di Pezzali non si fermavano qui, narravano le vicende a 360° passando per temi importanti come la droga in &#8220;cumuli&#8221; e nella stupenda &#8220;se tornerai&#8221;. Oltre ovviamente alle famosissime ballate d&#8217;amore come la ormai storica &#8220;come mai&#8221; ! Probabilmente fu proprio lo svariato numero di temi trattati negli album ad aver decretato questo folgorante successo negli anni 90.<br />
Comunque vada ogni album che Max farà andrà sicuramente nella mia collezione il giorno stesso dell&#8217;uscita anche se ormai &#8220;gli anni d&#8217;oro del&#8230;&#8221; 883 sono andati!</p>
<p>Vi lascio con una delle mie canzoni preferite degli 883, &#8220;cumuli&#8221;, presa dal cd &#8220;Nord Sud Ovest Est&#8221;:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/VDh6NZRpSRc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/VDh6NZRpSRc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>-Lo-</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[(Post 109) Voglio la mamma]]></title>
<link>http://panecioccolata.wordpress.com/2009/11/18/post-109-voglio-la-mamma/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 22:18:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>andy</dc:creator>
<guid>http://panecioccolata.wordpress.com/2009/11/18/post-109-voglio-la-mamma/</guid>
<description><![CDATA[Stavo guardando blob, e m&#8217;è tornato in mente il primo giorno di scuola. Del mio primo giorno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Stavo guardando blob, e m&#8217;è tornato in mente il primo giorno di scuola.<br />
Del mio primo giorno di scuola non ricordo niente, a parte l&#8217;ora di ricreazione e  il fatto che Sergio perse una scarpa, all&#8217;uscita.<br />
Le tragedie capitano a tutti, e a quel giro il destino s&#8217;accanì su di lui, che io avevo già dato.<br />
Gli si sfilò una scarpa mentre scendeva i gradini davanti l&#8217;ingresso, proprio come a Cenerentola.<br />
Solo che lui si chiamava Sergio, e gli altri bambini iniziarono a calciare la sua scarpa passandosela l&#8217;uno con l&#8217;altro come fosse un pallone.<br />
Le bambine guardavano e ridevano.<br />
E&#8217; sempre così che va, da secoli: le femmine hanno vita facile, tutto quello che devono fare è guardare cosa accade nella mischia e aspettare, il lavoro sporco tocca sempre a noi maschi.<br />
Per questo poi ci facciamo lavare le camicie, mi pare il minimo.<br />
C&#8217;è sempre un principe pronto a fare il giro della città per restituirti la scarpa perduta, se ti chiami Cenerentola.<br />
Ma se ti chiami Sergio lascia perdere.<br />
Guardai la scena e mi domandai cosa ci fosse di così divertente.<br />
Pensai che nessuno avrebbe riso se fosse stato al posto di Sergio.<br />
La cosa durò poco perchè quando esci dal primo giorno di scuola non vedi l&#8217;ora di individuare i tuoi genitori e farti riportare a casa.<br />
Sergio si limitò a veder volare la sua scarpa di piede in piede, per poi raccattarla quando la piantarono.<br />
Era impolverata e malconcia.<br />
Sergio diventò il mio preferito, e all&#8217;esame di fine anno fu bocciato. L&#8217;unico.<br />
Non l&#8217;ho più rivisto.</p>
</div>
<div>La ricreazione del mio primo giorno di scuola si svolse subito dopo pranzo, nel cortile interno.</div>
<div>Non fu un gran bel modo di cominciare.</div>
<div>Eravamo tutti lì, all&#8217;aria aperta, davanti l&#8217;ingresso.<br />
Gruppi di pulcini che escono dal guscio e si guardano intorno con circospezione.</div>
<div>Ero spaesato, non mi piaceva.</div>
<div>Non mi piaceva quel cortile, non mi piacevano la scalinata e la porta di legno color nocciola, la puzza di muffa dei corridoi, le facce dei bambini e delle maestre, non mi piaceva quel vociare; tutti che parlavano e io che non avevo niente da dire.</div>
<div>Il giorno prima vivevo la mia vita alla grande, e ora mi ritrovavo in questa merda.<br />
L&#8217;asilo era un&#8217;altra storia, all&#8217;asilo t&#8217;aiutavano al cesso e c&#8217;era la maestra Anna che ci faceva giocare a nani e giganti.<br />
Amavo la maestra Anna, volevo sposarla ma non osai mai dirglielo.<br />
La maestra Mara invece era una stronza.<br />
Ma si parlava di scuola.</p>
<div>Il cortile girava attorno l&#8217;edificio, decisi andare a buttare un&#8217;occhio.<br />
Così mi ritrovai a camminare per fatti miei, ero una sonda, studiavo lo spazio a disposizione, studiavo la mia gabbia.<br />
Alla mia sinistra c&#8217;erano alcuni alberi che delimitavano un campetto di calcio dove stavano giocando quelli di quinta.</div>
<div>Non mi interessavano e non mi interessava il calcio.<br />
Quelli di quinta erano energumeni, facevano lezione al terzo piano.<br />
Noi eravamo al primo, e ogni tanto qualcuno lanciava l&#8217;allarme &#8220;stanno scendendo quelli di quinta!&#8221; che suonava come &#8220;arrivano i tedeschi!&#8221; durante la guerra mondiale, e via, correvamo a nasconderci.</div>
<div>Non che abbia mai sentito pronunciare &#8220;arrivano i tedeschi&#8221; in tempi di guerra, intendiamoci, però ho visto Shindler&#8217;s List e La Vita è Bella.</div>
<div>Era una giornata di sole e c&#8217;era profumo di primavera nell&#8217;aria, sebbene fosse Settembre suppongo.<br />
Mi allontanavo lentamente dal gruppo dei miei compagni/pulcini continuando a lanciare occhiate al punto di partenza per evitare di perdermi in quel cortile sterminato (oggi non avrei avuto problemi col tom tom).</div>
<div>Avrei voluto essere ovunque tranne che lì, mi sembrava un&#8217;incredibile perdita di tempo.<br />
A un certo punto sentii un sibilo, lo sentii dall&#8217;orecchio sinistro.<br />
E&#8217; incredibile il casino che possono fare le molecole di ossigeno quando sbatacchiano tra loro.<br />
Fu un sibilo che aumentò d&#8217;intensità nel giro di un millesimo di secondo, e mentre ciò accadeva iniziai a sentire una specie di carezza sulla guancia, come se una farfalla mi baciasse.</div>
<p>Prima ancora di chiedermi cosa cazzo stesse accadendo vidi un lampo e la mia testa decollò verso destra trascinandosi dietro il resto del mio corpicino, feci una mezza giravolta che bloccai piantando il piede sinistro a terra con la gamba tesa.<br />
Sentii la guancia sinistra andare a fuoco, sentivo un fischio acuto e continuo all&#8217;orecchio sinistro.<br />
Ebbi un lieve giramento di testa mentre l&#8217;orecchio continuava a fischiare, poi mi voltai e vidi un pallone rimbalzare per terra a pochi centimetri da me fino a fermarsi tra l&#8217;erba.<br />
Sul pallone c&#8217;era lo stampo del mio porfilo, o forse sulla mia guancia c&#8217;era lo stampo del pallone.<br />
O entrambi.<br />
Uno di quei giganti mi corse incontro mentre tutti gli altri erano fermi a guardare la scena in silenzio.<br />
Mi accorsi di avere le lacrime agli occhi ma mi sforzai di mantenere un minimo di decoro.<br />
&#8220;Scusami tanto non l&#8217;ho fatto a posta&#8221;, mi disse quella montagna umana, &#8220;ti sei fatto male?&#8221;<br />
Risposi &#8220;no no, tutto bene&#8221;, mezzo intontito mezzo ferito nell&#8217;orgoglio.<br />
Lui riprese il pallone e tornò dagli altri, mi asciugai le lacrime e decisi di tornare dai pulcini con la guancia che sembrava invasa da mille formiche.<br />
Questi energumeni non sono poi così crudeli, pensai.</p></div>
<div>Mi avvicinai al muretto di confine, guardai tra le sbarre metalliche dell&#8217;inferriata e vidi arrivare i miei, cazzo non potevo crederci, erano loro davvero.</div>
<div>Mamma sorideva e mi faceva ciao con la mano da dentro l&#8217;abitacolo mentre mio padre finiva di parcheggiare l&#8217;auto.</div>
<div>Scesero entrambi e si avvicinarono, afferrai le sbarre come i carcerati nei film e avvicinai la faccia.</div>
<div>Fu un sollievo: erano venuti a prendermi, non si erano dimenticati di me.<br />
Finalmente quella merda era finita, ciao a tutti vi saluto, me ne vado.</div>
<div>&#8220;Allora? Come va il primo giorno di scuola?&#8221; mi chiesero.</div>
<div>Io trattenni le lacrime perchè mi sembrava di non vederli da una vita, pensai che erano bellissimi e che mi erano mancati da morire.</div>
<div>&#8220;Bene bene!&#8221;, in culo al primo giorno, erano venuti a salvarmi.</div>
<div>Dissi, &#8221;allora andiamo?&#8221;.</div>
<div>Risero, &#8220;ma no! siamo solo passati a dare un&#8217;occhiata, tu finisci alle quattro, passiamo a prenderti più tardi&#8221;.<br />
E quando cazzo sarebbero arrivate le quattro? Non lo sapevo, eppure suonava come un&#8217;attesa infinita.</div>
<div>Ci salutammo.</div>
<div>Voltarono le spalle e rientrarono in macchina, la vidi uscire dal parcheggio in retromarcia per poi ripartire fino a sparire in fondo alla via, sentii crescere un vuoto nello stomaco che mi creò una sensazione di vertigini, mi sentii abbandonato in campo nemico come il soldato di Platoon che muore con le braccia al cielo mentre i viet cong lo sforacchiano da tutte le parti.<br />
Non piansi.<br />
Riacquistai il controllo delle emozioni e pensai alla prima occasione chiederò in regalo un orologio.</div>
<p>Stavo guardando blob e sono passate le immagini di grande fratello edizione mille.<br />
Un tipo sui venticinque era seduto al confessionale e piangeva.<br />
Era vestito di roba firmata, e piangeva perchè l&#8217;avevano messo in collegamento telefonico con la sua famiglia.<br />
Il padre gli diceva &#8220;ti vogliamo bene&#8221; e lui singhiozzava e tirava su di naso come fosse al fronte in mezzo ai viet cong.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Post atomic life]]></title>
<link>http://danilopalma.wordpress.com/2009/11/17/post-atomic-life/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 11:23:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>danilopalma</dc:creator>
<guid>http://danilopalma.wordpress.com/2009/11/17/post-atomic-life/</guid>
<description><![CDATA[Sono come la città in un tramonto di fuoco, sangue e polvere da sparo Sono come la città che cade a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono come la città</p>
<p>in un tramonto di fuoco, sangue e polvere da sparo</p>
<p>Sono come la città</p>
<p>che cade a pezzi</p>
<p>vinta dalla guerra e dall&#8217;odio</p>
<p>vinta dagli errori umani</p>
<p>dalle perverse ambizioni e dai sogni di gloria</p>
<p>Sono come la città</p>
<p>dopo una pioggia di bombe</p>
<p>steso a terra inerme</p>
<p>con in testa il rumore dell&#8217;ultimo sparo</p>
<p>e negli occhi la voglia di non vedere più questo disastro</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[My Ten Favorite Films: A Revised List]]></title>
<link>http://mediaandmayhem.com/2009/11/16/my-ten-favorite-films-a-revised-list/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 03:51:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Steve Gorelick</dc:creator>
<guid>http://mediaandmayhem.com/2009/11/16/my-ten-favorite-films-a-revised-list/</guid>
<description><![CDATA[Every time I talk about top 10 lists,  I always start with the  disclaimer that I know  how pointles]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sgorelick.wordpress.com/files/2009/11/tommie-lee.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1791" title="Tommie Lee" src="http://sgorelick.wordpress.com/files/2009/11/tommie-lee.jpg?w=300" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p>Every time I talk about top 10 lists,  I always start with the  disclaimer that I know  how pointless they are.</p>
<p>And then I ask myself:  OK, if they are  so pointless, why do I have so much fun reading them and doing  them and sharing them?</p>
<p>No good answer, In fact, making lists is far from the only pointless thing I do.</p>
<p>Today, I am adding some new films and slightly changing the order.   It is not a 10 best list.  It is a list of my ten favorites. A  list of 10 best films  would be beyond nervy given how many films have a legitimate claim to inclusion.</p>
<p>But it seems perfectly fair to make a list of ten favorites since they are, in fact,  only my favorites.</p>
<p>My favorites have stayed the same for over a year.  But for the last few months I have been mulling over &#8220;No Country for Old Men&#8221;  and &#8220;The Lives of Others.&#8221; (Now I can really hear you saying: This guy need a life! Who has time to mull anything over?)</p>
<p>Seriously, I want to make some changes to my list.  But according to ground rules that some friends of mine and I set up many years ago in a UCLA dorm room, I have to remove one film for each one I add.  <a href="http://mediaandmayhem.com/2008/06/23/my-ten-favorite-films/">I posted my last 10 favorite about a year ago</a>. Here is my new one along with a list of contenders.</p>
<p>Comments welcome. Lists welcome. Ridicule welcome.</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration:underline;">My Ten Favorite Films as of November 15, 2009</span></em></strong><em> </em></p>
<p><strong>1. Dekalog </strong></p>
<p><strong>2. Godfather 1/Godfather 2</strong></p>
<p><strong>3.  Salesman</strong></p>
<p><strong>4. The Lives of Others</strong></p>
<p><strong> 5. Amarcord</strong></p>
<p><strong>6.  Goodfellas</strong></p>
<p><strong>7  No Country for Old Men</strong></p>
<p><strong>8  Fargo</strong></p>
<p><strong>9. Rear Window</strong></p>
<p><strong>10 Night and Fog</strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>__________________________________</p>
<p><strong><em>Other Contenders (not in order)</em></strong></p>
<p><strong>Midnight Cowboy</strong></p>
<p><strong>Mr. Smith Goes to Washington</strong></p>
<p><strong>Au Revoir les Enfants</strong></p>
<p><strong>Shop on Main Street  (1965)</strong></p>
<p><strong>It’s a Wonderful Life</strong></p>
<p><strong>Jeux interdits</strong></p>
<p><strong>Come and See</strong></p>
<p><strong>Smile</strong></p>
<p><strong>Atlantic City</strong></p>
<p><strong>Three Kings</strong></p>
<p><strong>Das Boot</strong></p>
<p><strong>The General</strong></p>
<p><strong>Paris, Texas</strong></p>
<p><strong>Shoah</strong></p>
<p><strong>Invaders from Mars</strong></p>
<p><strong>Strangers on a Train</strong></p>
<p><strong>The Graduate</strong></p>
<p><strong>The French Connection</strong></p>
<p><strong>Double Indemnity</strong></p>
<p><strong>Les Enfants du Paradis</strong></p>
<p><strong>Les Diaboliques</strong></p>
<p><strong>Psycho</strong></p>
<p><strong>Le Salaire de la peur</strong></p>
<p><strong>Sunset Boulevard</strong></p>
<p><strong>The Exiles</strong></p>
<p><strong>The Last Laugh </strong></p>
<p><strong>Hotel Terminus</strong></p>
<p><strong>Happiness</strong></p>
<p><strong>The Third Man</strong></p>
<p><strong>M</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>The Marriage of Maria Braun</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E' cattivo, lascia perdere...]]></title>
<link>http://appuntando.wordpress.com/2009/11/16/e-cattivo-lascia-perdere/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 01:03:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>balente</dc:creator>
<guid>http://appuntando.wordpress.com/2009/11/16/e-cattivo-lascia-perdere/</guid>
<description><![CDATA[Qui trovate testo e traduzione. Non eri cattivo. Eri schivo. Come tutti noi sardi: non davi subito c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/s3usDdTZyB0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/s3usDdTZyB0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.ortobene.it/media/Spartiti/UnuBalluPilicanuTesto.pdf">Qui </a> trovate testo e traduzione.</p>
<p>Non eri cattivo.<br />
Eri schivo.<br />
Come tutti noi sardi: non davi subito confidenza, ma se qualcuno faceva breccia nel tuo cuore diventava una parte di te.<br />
Ma non eri sentimentale: avevi sempre una battuta per tutti, acida ma ripiena di affetto.<br />
Ed eri tra i pochi vicini di casa che sopportavo.<br />
Da piccola ricordo quanto hai sofferto ma anche quanto con amore hai assistito una moglie bellissima che solo una lunga  malattia è riuscita a piegare.<br />
E quante notti mentre leggevo ti sentivo lavorare alla tua macchina da cucire: quegli aghi e quei rocchetti mi facevano più compagnia delle miei cuffie.<br />
Ho riso tanto con te, solo pochi giorni fa.<br />
La solita coppia che si tirava i piatti. Lei che esce urlando:<br />
-Dice che ci ammazza tutti!<br />
E tu, sollevando un braccio:<br />
-&#8230;iiihhh&#8230;e itte tennere e&#8217; faere, su brou? (ehhh&#8230;e che cosa dovrà mai fare, il brodo?)<br />
Poi sei sceso, e li hai fatti calmare.<br />
Ridevi più forte del solito per non far capire a chi ti stava intorno che stavi cedendo.<br />
Non ho pianto quando mi han detto che non c&#8217;eri più.<br />
Per me ci sarai sempre sempre: la tua solita seggiola vicino ai confessionali ad ascoltarmi cantare in chiesa.<br />
E sarà il tuo posto anche quando accontenterò i tuoi figlioli per il saluto che ti meriti con questo canto, uno dei tuoi preferiti.</p>
<p>Mi è venuto da sorridere alla tua morte.<br />
Perché ripetevi: <em>addumancu m&#8217;arreposu&#8230;</em> (almeno mi riposo).</p>
<p><img src="http://appuntando.wordpress.com/files/2009/11/mamuthones.jpg" alt="mamuthones" title="mamuthones" width="486" height="750" class="alignleft size-full wp-image-138" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[(Post n.0108) Aspettati sempre il peggio]]></title>
<link>http://panecioccolata.wordpress.com/2009/11/14/post-n-0108-aspettati-sempre-il-peggio/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 21:25:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>andy</dc:creator>
<guid>http://panecioccolata.wordpress.com/2009/11/14/post-n-0108-aspettati-sempre-il-peggio/</guid>
<description><![CDATA[Una volta stavamo tornando a casa, era buio ed ero al volante della mia opel corsa rossa di seconda ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una volta stavamo tornando a casa, era buio ed ero al volante della mia opel corsa rossa di seconda mano.<br />
Si parla d&#8217;altri tempi: quelli in cui hai troppi amici, in cui il sabato sera lo passi a casa davanti la TV solo se hai la febbre, in cui il futuro ti sembra troppo lontano e la cassettiera trabocca di sogni, di quelli in cui continui a ripeterti &#8220;ho un dono e un giorno il mondo se ne accorgerà&#8221;.<br />
Non riesci bene a focalizzare sul dono, ma ti immagini su di un palco con un occhio di bue che ti illumina mentre glielo dimostri, a quelli là.<br />
Qualsiasi cosa non so, suonare il piano, toccare il gomito con la punta della lingua, ritirare l&#8217;Oscar, salire sul podio, stringere la mano a Carlo Conti.<br />
Poi il futuro diventa il presente in cui la cassettiera trabocca di calzini e mutande sfibrati, e il tuo unico amico si chiama Paolo Conti, ma ti parla dal Samsung 26 pollici LCD con le pulci; il mondo non si è accorto di un cazzo.<br />
Meglio così, odio avere gli sguardi addosso, gli occhi sanno solo perforarti come lame.<br />
Era notte e guidavo l&#8217;opel corsa rossa di seconda mano.<br />
Era una macchina fottutamente brutta, chiunque l&#8217;avesse disegnata doveva essere in cerca di vendetta.<br />
Però era un carro armato, era massiccia, ti sedevi lì dentro e ti sentivi più al sicuro del Papa.<br />
Ero l&#8217;unico in città ad avere un&#8217;opel corsa rossa, così finivo per non poter avere un po&#8217; di privacy.<br />
&#8220;Cosa facevi ieri in via tale dei tali?&#8221;<br />
&#8220;Hey t&#8217;ho salutato stamattina, perchè non m&#8217;hai risposto?&#8221;<br />
Ogni tanto incrociavo qualcuno che mi dava un colpetto di clacson per salutarmi, io rispondevo senza sapere chi cazzo fosse.<br />
Per questo ho comprato una yaris metallizzata, ci sono più yaris metallizzate che piccioni, in questa città, e finalmente nessuno mi strombazza più per strada.<br />
Tornavamo a casa da una serata in qualche pub, io guidavo e Marco era seduto accanto a me, si chiacchierava del più e del meno, mentre gli ammortizzatori scricchiolavano sui sanpietrini dei viottoli deserti del centro.<br />
Svoltai a un angolo e vedemmo una ragazza distesa a terra, inerte.<br />
Non ricordo l&#8217;argomento della nostra discussione, ma smettemmo contemporaneamente, come quando ricevi una telefonata e schiacci muto sul telecomando.<br />
Aveva un vestitino attillato, con una gonna corta e in raso rosso, le calze nere, le scarpe coi tacchi alti e una bionda chioma riccia.<br />
I fari dell&#8217;opel corsa la la spennellarono da sinistra a destra mentre svoltavo, era già comparsa nello specchietto retrovisore.<br />
Marco disse: &#8220;accosta&#8221;<br />
Gli lanciai un&#8217;occhiata titubante.<br />
&#8220;Accosta! Accosta!&#8221;.<br />
Eccoci qua.<br />
Non è colpa nostra.<br />
Siamo uomini, per la miseria, abbiamo il cazzo, il cazzo ti fa fare cose orribili.<br />
Facile giudicare, quando il cazzo non ce l&#8217;hai.<br />
Questa città è piena di piccioni e di belle ragazze, belle ragazze come se piovesse.<br />
Davvero non capisco come facciano, non ne trovi una brutta manco a pagarla.<br />
Ma non te la danno, non c&#8217;è verso.<br />
Quella era priva di sensi, quindi si partiva con un vantaggio non indifferente: non sarebbe riuscita a darsela a gambe in tempo utile.<br />
Erano altri tempi.<br />
Ancora andavamo al cinema, e a natale non ci perdevamo un film di Walt Disney.<br />
C&#8217;era di peggio, c&#8217;erano quelli che non si perdevano un film di De Sica (figlio).<br />
L&#8217;ultimo film Disney per cui timbrai il biglietto fu Tarzan: notevole, ma il mio preferito restava Aladdin, per l&#8217;eccezionale genio doppiato da Robin Williams/Gigi Proietti.<br />
Erano altri tempi.<br />
Eravamo imbottiti di storie di principi e principesse pronte  a sposarti perchè le sbaciucchiavi nel sonno.<br />
Quella principessa sexy era stesa a terra, stava aspettando il suo cavaliere, uno di quei sogni che tieni nel cassetto poteva essere tirato fuori, occasioni così non vengono concesse due volte in una vita.<br />
&#8220;Accosta!&#8221;, insistette Marco.<br />
Sapevo cosa gli passava per la testa, o il cazzo, sapevo dove voleva arrivare.<br />
Beh la pollastra, fino a prova contraria, era di entrambi, prevedevo duelli in vista.<br />
Non avevamo pistole, quindi probabilmente ce la saremmo giocata a Pro Evoution Soccer per playstation, o a Tekken.<br />
Frenai bruscamente e accostai a destra.<br />
Marco si catapultò fuori dalla macchina quando ancora non l&#8217;avevo fermata del tutto, pensai brutto bastardo.<br />
Lo vedevo correre dallo specchietto, correva come non aveva mai corso prima.<br />
Ero fottuto, per quanto fossi veloce non avrei mai recuperato il distacco.<br />
Così me la sono presa comoda.<br />
Ho girato la chiave, freno a mano, luci, doppie frecce, premuto la sicura del lato passeggero e chiuso a chiave il mio sportello una volta fuori.<br />
Marco era chinato sulla principessa, e io avevo preso l&#8217;ennesima batosta, cercavo di farmene una ragione.<br />
Lo raggiunsi camminando lentamente, con le mani in tasca, per non dargli soddisfazione.<br />
Lui nel frattempo si era rimesso in piedi, lei non dava segni di vita.<br />
&#8220;Allora?&#8221;, domandai, e spostai lo sguardo a terra.<br />
Aveva la barba.<br />
Quella puttana aveva la barba, e due bicipiti più grossi di me, e un pisello, sicuramente, sotto quella gonna rossa di raso, ma ho preferito non indagare.<br />
Puzzava, puzzava di whiskey lontano un miglio, e russava.<br />
Fu allora che realizzai: era il cuore della notte di giovedì grasso, o martedì, o una roba del genere.<br />
C&#8217;è sempre qualcuno che si traveste da donna, a carnevale, credono di essere comici.<br />
Beh, un sacco di gente ride con loro in effetti.<br />
Non io, ma il mio senso dell&#8217;umorismo è tutto particolare, ad esempio mi fanno schifo i film di De Sica (figlio) e i recenti spot della TIM li trovo infinitamente volgari, più del TG2.<br />
Guardai quella schifezza d&#8217;uomo con la parrucca mentre russava, guardai Marco, scoppiai a ridere nella cassa toracica, senza modificare l&#8217;espressione facciale di una virgola.<br />
Tutta questa storia ha una morale, anzi forse un paio, ma non starò certo a spiegarle, che ho altro da fare: ho qui il mio migliore amico, il mio samsung 26 pollici ,che mi sta regalando questa meraviglia:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-378" title="IMG_0579" src="http://panecioccolata.wordpress.com/files/2009/11/img_0579.jpg" alt="IMG_0579" width="450" height="390" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Generazione Amarcord]]></title>
<link>http://magaridomani.wordpress.com/2009/11/13/generazione-amarcord/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:05:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Barabba Marlin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io sono stato bambino, poi adolescente, infine ragazzo. Sentivo spesso gli adulti pronunciare l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="Sprint" src="http://www.nijirain.com/special-sprint1.JPG" alt="" width="280" height="381" />Io sono stato bambino, poi adolescente, infine ragazzo. Sentivo spesso gli adulti pronunciare l&#8217;espressione &#8220;la mia generazione&#8221;*, ed era ogni volta diversa, come se la Storia fosse una gelateria e ogni generazione fosse un gusto diverso; generazione bruciata, generazione arrivista, generazione ribelle, generazione consumistica, genrazione x, generazione allo sbando e generazione dello sballo, e via dicendo. Ora che anagraficamente posso definirmi un adulto anche io, mi guardo intorno e cerco di capire il sapore della mia generazione, qualcuno ha parlato di generazione 1000 euro, ma è una definizione inevitabilmente soggetta all&#8217;inflazione, qualche tempo fa si parlava di generazione precaria, ma oggi come oggi non sono sicuro che i precari siano di più dei disoccupati definitivi. Faccio un giro nel web e scopro che la mia è la generazione dei nostalgici, la generazione Amarcord; la rete è zeppa di blog e forum che ricordano i gelati Eldorado e le sorprese delle merendine Mulino Bianco (che qualche tempo fa ha annunciato di voler ripescare ricetta e foggia dei biscotti di quegli anni), del Crystal Ball e del Piaggio Sì. Non è un caso che il Cinema stia riproponendo sempre più spesso gli anni 80, non è un caso che l&#8217;uomo più pagato della televisione fosse il maestro del primo asilo catodico (Paolo Bonolis). Se fossi uno che non si arrende direi che la mia generazione è così perché gli è stata negata la possibilità di essere protagonista, gli è stato tolto tutto tranne, appunto, i ricordi. Ma io non sono uno che non si arrende, non sono uno che lotta, io sono un neo-adulto, io sono uno della mia generazione, e allora cerco di ricordare, e ricordo degli omini della lego, ma con la testa di animale, leone, elefante, ippopotamo, pecora ect, e ricordo un libretto, con dei racconti semi-illustrati che avevano per protagonisti questi pupazzetti, ed erano i racconti più malinconici che abbia mai letto, mi pare di ricordare che fossero delle sorprese, forse dello Sprint (di cui foto in alto)? Offro un Ciocorì a chiunque mi sappia dare più informazioni su quel libretto.</p>
<p style="text-align:justify;">* &#8220;La mia generazione&#8221; è anche il titolo di un bellissimo film di Wilma Labate del 1996</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Al tempo del blues]]></title>
<link>http://fogliedivite.wordpress.com/2009/11/12/al-tempo-del-blues/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:55:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>ennemme</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uff, questo riandare ripetutamente al passato comincia un po’ a stufarmi (perché non è che guardare ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Uff, questo riandare ripetutamente al passato comincia un po’ a stufarmi (perché non è che guardare ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quegli incontri con l'Aston Villa negli anni '80...]]></title>
<link>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/12/quegli-incontri-con-laston-villa-negli-anni-80/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:40:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>zebrabianconera10</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella stagione 1982-83 la Juventus disponeva di una squadra a dir poco stellare. A fine anno, a ripr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-2785 aligncenter" title="Juventus1982-83" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/juventus1982-83.jpg" alt="Juventus1982-83" width="500" height="277" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nella stagione 1982-83 la Juventus disponeva di una squadra a dir poco stellare.<br />
A fine anno, a riprova del fatto che non sempre i più forti vincono (e che non sempre pur rinforzandoti a dovere i risultati sono garantiti), arrivò “soltanto” la Coppa Italia.<br />
Vinta dopo due finali molto tirate con il Verona.</p>
<p style="text-align:justify;">In Italia lo scudetto lo vinse la Roma; in Europa, nella infausta serata di Atene, l’Amburgo conquistò la Coppa dei Campioni a nostre spese.</p>
<div style="text-align:justify;">Tra le partite da ricordare in quell’annata ne ho scelto due della massima competizione europea (andata e ritorno), che consentirono allo squadrone bianconero di accedere alle semifinali contro i polacchi del Widzew Lódz (da dove proveniva Zbigniew Boniek), che ai quarti sconfisse il Liverpool.</div>
<p style="text-align:justify;">Ecco le immagini della gara di andata al Villa Park</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-46SKFH4xnY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-46SKFH4xnY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Queste, invece, sono quelle dell’incontro giocato a Torino</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/9GhObsi_TUs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/9GhObsi_TUs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bacanal de sinapsis.]]></title>
<link>http://diosnopasaporaqui.wordpress.com/2009/11/12/bacanal-de-sinapsis/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:43:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlosba</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hace 3 semanas mientras jugaba fútbol, un estúpido se barrío directamente a mi tobillo, las consecue]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Hace 3 semanas mientras jugaba fútbol, un estúpido se barrío directamente a mi tobillo, las consecue]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Splendida Farfallina]]></title>
<link>http://sadjackgroup.wordpress.com/2009/11/12/splendida-farfallina/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:18:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>sadjack</dc:creator>
<guid>http://sadjackgroup.wordpress.com/2009/11/12/splendida-farfallina/</guid>
<description><![CDATA[Una splendida versione live di Farfallina interpretata da Luca nello show organizzato per festeggiar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Una splendida versione live di Farfallina interpretata da Luca nello show organizzato per festeggiar]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scusa Ameri...]]></title>
<link>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/12/scusa-ameri/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:31:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>zebrabianconera10</dc:creator>
<guid>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/11/12/scusa-ameri/</guid>
<description><![CDATA[Alla domenica mattina il giornale mi introduceva al pomeriggio calcistico. Non esistevano anticipi o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-2767 aligncenter" title="Juventusanni80" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/juventusanni801.jpg" alt="Juventusanni80" width="275" height="408" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Alla domenica mattina il giornale mi introduceva al pomeriggio calcistico.<br />
Non esistevano anticipi o posticipi.<br />
Esisteva la radiolina.</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-2768 aligncenter" title="radiolina" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/radiolina.jpg?w=300" alt="radiolina" width="300" height="211" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Mi immaginavo le azioni, ricordando le immagini viste nelle partite precedenti.<br />
Sognavo di fare il giornalista sportivo, di poter raccontare ai tifosi le gesta dei calciatori della Juventus.<br />
Quel lavoro, oltretutto, mi avrebbe permesso di assistere a tutti gli incontri della Vecchia Signora…<br />
Non avrei mai immaginato, vent’anni dopo, di poterli vedere tutti comodamente seduto in casa.<br />
La schedina era un rito.<br />
Il “13” al totocalcio, un sogno.<br />
Quando c’era un interruzione nel collegamento radio, con il pubblico che esultava e non si capiva ancora chi avesse segnato, il cuore mi saliva in gola.<br />
“Scusa Ameri…”</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-2770 aligncenter" title="ameri-ciotti" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/sandro-ciotti.jpg" alt="ameri-ciotti" width="310" height="210" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jv14YL7jjXk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jv14YL7jjXk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Poi, era la volta di 90° minuto…</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/vT6twzkPSSw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/vT6twzkPSSw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Non vedevi l’ora che Paolo Valenti finisse di leggere i risultati e la classifica.<br />
Ecco, finalmente, le immagini…</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/o7AG6tpThzA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/o7AG6tpThzA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Dopo la sintesi di una partita (poco meno di un’ora, terminato 90° minuto), era la volta di Domenica Sprint…</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/X7aUYRm2JzM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/X7aUYRm2JzM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Di nascosto dai genitori, più grandicello, quando si riusciva, si tirava a fare tardi con la Domenica Sportiva…</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lOk67Vv_tdY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lOk67Vv_tdY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>A proposito, ricordate le partite in eurovisione? Beh, iniziavano con questa sigla…</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i5LFB2p27S0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i5LFB2p27S0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Grazie a tutti questi protagonisti per avermi aiutato ad amare il calcio</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-2774 aligncenter" title="Calcio anni 80" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/11/calcio-anni-80.jpg" alt="Calcio anni 80" width="500" height="375" /></p>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1411" title="logojuvenews" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/05/logojuvenews12.jpg?w=150" alt="logojuvenews" width="150" height="32" /><br />
Questo post lo puoi trovare anche su <a href="http://www.juvenews.net/" target="'_blank'"><strong><span style="color:#3366ff;">juvenews.net</span></strong></a>, nella sezione <a href="http://www.juvenews.net/index.php?idsezione=93&#38;n=Passione+Juventus" target="'_blank'"><strong><span style="color:#3366ff;">Passione Juventus</span></strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Melgaço: Cinema Museum]]></title>
<link>http://thelocalguide.wordpress.com/2009/11/11/melgaco-cinema-museum/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 00:42:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>thelocalguide</dc:creator>
<guid>http://thelocalguide.wordpress.com/2009/11/11/melgaco-cinema-museum/</guid>
<description><![CDATA[Museu de Cinema de Melgaço &#8211; ticket: 1€ More than thirty years ago a French cinephile met a Po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Museu de Cinema de Melgaço &#8211; ticket: 1€</p>
<p>More than thirty years ago a French cinephile met a Portuguese couple and accepted their proposition to spend holidays in Melgaço. His name was Jean-Loup Passek, he was responsible for the International Festival of La Rochelle, a cinema counselor at the <a title="Pompidou Centre wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pompidou_Centre" target="_blank">Georges Pompidou Centre</a>, wrote a Cinema Dictionary (“Dictionnaire du Cinema” edited by Larousse) and coordinated the “Camera d’Or” award in the Cannes Festival. It seems he was so much charmed by the town that some say he mentioned the ideia of creating a museum dedicated to the <a title="Film wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/7th_Art" target="_self">7<sup>th</sup> art </a>in his first visit.</p>
<p>The Cinema Museum of Melgaço contains all the donated private collection of Jean-Loup Passek. I was told that the first room is permanent and the rest keeps rotating every week or two.</p>
<div id="attachment_320" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://thelocalguide.wordpress.com/files/2009/11/10102009070.jpg"><img class="size-medium wp-image-320" title="Cinema 1st Room" src="http://thelocalguide.wordpress.com/files/2009/11/10102009070.jpg?w=300" alt="Cinema 1st Room" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">First Room</p></div>
<p> In the first room you’ll find XIX century objects, previous to the invention of the cinematograph by the Lumière brothers, like magic lanterns and others with strange names like “<a title="Zoetrope wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zoetrope" target="_blank">Zoetrope</a>”, “<a title="Praxinoscope wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Praxinoscope" target="_blank">Praxinoscope</a>”, &#8220;<a title="Phenakistoscope wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phenakistoscope" target="_blank">Phenakistoscope</a>&#8220; or “<a title="phantascope wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phantascope" target="_blank">Phantascope</a>”. Not only are these old inventions of technique and science but also the testimony of the search of new ways of entertainment and of manipulating perception by Mankind.</p>
<div id="attachment_321" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://thelocalguide.wordpress.com/files/2009/11/10102009082.jpg"><img class="size-medium wp-image-321" title="Poster Dolce Vita" src="http://thelocalguide.wordpress.com/files/2009/11/10102009082.jpg?w=225" alt="Poster Dolce Vita" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La Dolce Vita poster</p></div>
<p>After the first room, when I visited the museum, the rest of the exposition was dedicated to the Italian director <a title="Federico Fellini wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Federico_Fellini" target="_blank">Federico Fellini </a>(1920 – 1993), with film posters, photos and even a letter from the director to Jean-Loup Passek. As said before, this section changes periodically.</p>
<p>The museum also features a small “viewing room” with chairs facing a screen hanging in front of the exposed Castle wall. The screen displays short films of <a title="Charlie Chaplin wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charlie_Chaplin" target="_blank">Charlie Chaplin</a> and of <a title="Buster Keaton" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Buster_keaton" target="_blank">Buster Keaton</a>, among others.</p>
<p>The museum is located in Old Town &#8211; <a title="Vila Google Maps" href="http://maps.google.com/maps/ms?hl=en&#38;ie=UTF8&#38;oe=UTF8&#38;msa=0&#38;msid=104201159554211408340.000477a4c599810b4a615&#38;t=h&#38;ll=42.113266,-8.257127&#38;spn=0.009296,0.022638&#38;z=16" target="_blank">Vila &#8211; Melgaço</a>. For more info check other posts under the &#8220;Melgaço&#8221; category like <a title="Melgaço post" href="http://thelocalguide.wordpress.com/2009/10/28/melgaco/" target="_blank">THIS ONE</a>.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Primeira Noite de Tranquilidade (Valerio Zurlini, 1972)]]></title>
<link>http://cinecafe.wordpress.com/2009/11/09/a-primeira-noite-de-tranquilidade-valerio-zurlini-1972/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:14:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luiz Carlos</dc:creator>
<guid>http://cinecafe.wordpress.com/2009/11/09/a-primeira-noite-de-tranquilidade-valerio-zurlini-1972/</guid>
<description><![CDATA[- por Luiz Carlos Freitas .&#8220;- Não foi sua beleza que me atraiu. Mas o desconforto que tem dent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-1607" title="Prima-Notte.1" src="http://cinecafe.wordpress.com/files/2009/11/prima-notte-11.jpg" alt="Prima-Notte.1" width="495" height="289" /></p>
<p>- por <em>Luiz Carlos Freitas</em></p>
<p><em><span style="color:#ffffff;">.</span></em><em>&#8220;- Não foi sua beleza que me atraiu. Mas o desconforto que tem dentro de si, sua melancolia sem fim, não posso suportá-la.&#8221;</em></p>
<p>É assim que Dominici (Alain Delon) define, mesmo que inconscientemente, seus sentimentos por Vanina (Sonia Petrovna), sentimentos estes que, além de um ‘amor’ (no conceito mais reducionista da palavra), representavam o encerramento de um ciclo em sua vida. Aliás, esta mesma analogia pode ser feita, comparando o filme à carreira do diretor: <em>A Primeira Noite de Tranquilidade</em>, lançado em 1972, era o penúltimo trabalho da curta filmografia de Valerio Zurlini, falecido em 1982, aos 55 anos &#8211; e com apenas oito longas. E, de modo um tanto quanto irônico, pode ser considerado o ‘encerramento’ de sua filmografia, um apanhado primoroso de todos os elementos presentes até então em seus filmes e que o concederam o título de “Poeta da Melancolia”.</p>
<p>Assim como Bergman e Antonioni, os filmes de Zurlini eram carregados de um forte teor existencialista. Todavia, diferente dos seus contemporâneos, não teve o devido reconhecimento à época (não que hoje suas obras alcancem muito mais que poucas dúzias de críticos e estudiosos da sétima arte). Sua obra fugia da busca pela inovação encontrada em seus conterrâneos, ao mesmo tempo flertando com o melodrama, partindo de tramas simples e novelescas e se apoiando em referências à literatura existencialista (os conceitos de Heidegger sobre a questão do Ser são constantes), tudo isso exposto em tela com um incrível cuidado estético e visual, fazendo de cenários pontos primordiais para desenvolvimento de seus personagens e compreensão de suas motivações, além de seu incrível domínio das set-pieces como elementos narrativos.</p>
<p>Seu segundo filme, <em>Verão Violento</em>, de 1959, pode ser considerado o responsável por instituir as bases de sua obra. Ao contar a história de um amor aparentemente impossível entre um jovem rapaz e uma mulher mais velha e amargurada, o diretor dava o pontapé inicial, como um ensaio para o filme desta crítica. Desde então, situações e personagens seriam reprisados, como no ano seguinte, ao lançar <em>A Moça com a Valise</em>, onde mais uma vez um jovem rapaz nutria um amor impossível por uma mulher mais velha. Além do plot, ambos compartilham do mesmo senso de fatalismo, representado pela figura da mulher de mais idade e desesperançosa, contraposto ao otimismo e idealismo (e, até certo ponto, pureza) de seus jovens amantes. Há também uma mesma situação onde uma ‘dança’ evidencia a impossibilidade de consumação desses amores, além do uso de planos diferenciados para dispor o casal como modo de retratar e evidenciar essa condição de distanciamento entre eles.</p>
<p>Aqui, Zurlini condensa as duas tramas e as ‘amadurece’.  Alain Delon é Daniele Dominici, um professor de literatura que se apaixona por Vanina Abati, sua aluna. Argumento simples e que já foi explorada várias vezes por muitos ‘Manoel Carlos da vida’.  Mas o diretor vai além, fugindo das saídas fáceis e abordagens rasas, a começar por sua proposta: ele inverte os personagens dos dois filmes acima citados, com o homem fazendo as vezes do lado maduro do par. Porém, diferente da viúva vivida por Eleonora Rossi Drago em <em>Verão Violento</em> e da jovem cantora interpretada por Claudia Cardinale em <em>A Moça com a Valise</em>, a parte mais velha arrisca tudo em prol desse sentimento, enquanto a desesperança e hesitação advém da jovem Vanina.</p>
<p>O personagem de Delon caminha sempre a passos curtos e rápidos, com a cabeça baixa, olhar reto ao chão e mãos no bolso de seu velho e surrado sobretudo; seu apartamento, simples e bagunçado é o reflexo de sua conduta que, se não é assumidamente auto-destrutiva, denota o quão pouco ele se importa consigo mesmo (em praticamente todas as cenas ele está com um cigarro na boca). Tem um casamento arruinado com a adúltera Monica (Lea Massari &#8211; a jovem que desaparece em <em>A Aventura</em>, de Antonioni), sustentado à base das incessantes ameaças de suicídio da mulher.</p>
<p>Emblemático, logo na primeira cena do filme, num cais silencioso, caminha com rumo tão misterioso a si quanto a nós. Percebemos então seu significado dentro da obra: ele é o arqueótipo do homem existencialista de Jean-Paul Sartre: seu passado era desconhecido e suas possibilidades de futuro ignoradas. E daí surge a inevitável identificação com Vanina, esta que é definida por outra personagem central da trama mais à frente como <em>“uma moça de muito passado, pouco presente e nenhum futuro!”</em>.</p>
<p>Traçando um paralelo entre as três obras, Dominici seria uma versão amadurecida e amargurada dos personagens de Jean-Louis Trintignant e Jacques Perrin. Os jovens, que conduziram seus sentimentos pelo veio do otimismo, agora estariam ‘calejados’ com o passar dos anos e das sucessivas decepções, outra influência gritante do Existencialismo, que colocava a vida como fruto de nossas escolhas, estas quase sempre tendendo ao fracasso. Mas o sentimento que surgia pela jovem moça era como uma retomada dessa esperança perdida, mesmo tendo noção das conseqüências de se envolver com a namorada de um dos homens mais influentes daquela cidade.</p>
<p>Porém, o jogo de conquista é característico de seu autor. Não vemos frases feitas ou diretas, explícitas. Zurlini comanda diálogos impecáveis, fazendo de cada fala uma descoberta, tudo isso do modo mais sutil e, ao mesmo tempo, impactante possível. Em dado momento do filme Dominici a leva para um passeio num parque aquático onde, ao ver uma foca numa apresentação, Vanina diz: <em>“Não suporto ver os animais presos. Se pudesse, devolveria todos ao mar!”</em>. Dominici responde olhando-a nos olhos: <em>“Ele não saberia o que fazer após chegar em alto mar. Pode não saber, mas está feliz aqui nesta prisão”</em>. A indireta é evidente e o flerte toma uma proporção cada vez maior, mais intensa, seguindo à embasbacante sequência onde Dominici e Vanina descrevem um quadro em uma velha capela, ambos filmados em planos tão opostos quanto seus pontos de vista e culminando no encontro no carro e no diálogo citado nas primeiras linhas desse texto.</p>
<p>Óbvio que o envolvimento dos dois não fará bem a nenhum deles. Cena após cena, em cada uma das conversas, o sofrimento de ambos apenas cresce. A cena da boate, um dos pontos mais intensos e tristes do filme (e &#8211; sem medo de cair em exageros &#8211; da história do cinema), consegue ‘destruir’ mais a quem assiste do que ao casal envolvido. Novamente, uma dança separa o casal. A cena é praticamente uma recriação da dança em <em>A Moça com a Valise</em>. Porém, esteta de talento ímpar, Zurlini usa das cores para maximizar toda a dor que não havia conseguido (ou pretendido) passar no filme em P&#38;B. O jogo de luzes de cores alternadas conduz olhares, abraços, lágrimas, ranger de dentes. Cada flash é como um soco na face dos dois amantes e do espectador (que por essas tantas já sente-se até mesmo pior que o próprio Dominici). A música cessa, mas nada muda. O ‘vídeo’ no apartamento de Marcelo (Renato Salvatore) finaliza aquela que provavelmente foi uma das piores noites de suas vidas. Apesar de ainda não ser o grande clímax do filme, é seu momento mais importante. As faces do casal de protagonistas sintetizam a essência da obra de Zurlini: diferente do que seria esperado em tal tipo de situação, não há lágrimas. Nem mesmo uma sequer.</p>
<p>Essa é a dor que o italiano compartilhava conosco e que abre um abismo entre a tristeza simplesmente e a mais pura melancolia. Dizem que “ao chorar, lava-se a alma”. Mas quando as lágrimas não saem, a dor fica presa, lá dentro, e crescendo mais e mais a cada momento, nos deixando cada vez mais sufocados e atordoados. Aos poucos vamos sendo devorados por ela e, após certo ponto, destruídos por completo e de um modo terrivelmente irreversível, tal como Dominici e Vanina. Assim Zurlini não só retratava a dor em tela, mas nos arremessava para dentro dela, deixando-nos com um tamanho desconforto que nos agarra e não larga mesmo por tempos após.</p>
<p>Para tanto, alguns pontos eram primordiais. Antes de tudo, suas tramas e a construção das personagens. Elas se distanciavam das grandes tragédias românticas e tomavam uma proporção menor, mas não menos devastadora, limitando-se a fatos cotidianos aos quais qualquer um de nós estaria sujeito. Dominici tinha um emprego regular, dívidas, vícios, um carro velho o qual regulava o combustível, tal como grande parte das pessoas “normais”. E assim como ele, qualquer um de nós pode se envolver com alguém no trabalho ou na vizinhança, por exemplo. Essa identificação chega a ser assustadora e inevitável, contrariando o que alguns detratores da obra do diretor defendem, que “o filme é muito bom apenas para quem está depressivo”, afinal não há necessidade de experiências pessoais para tecer comparativos, uma vez que o mais desolador é a simples possibilidade de que isso possa acontecer algum dia mesmo ao indivíduo mais feliz e realizado.</p>
<p>Outro constante era o caráter intimista empregado em suas obras. Declarado amante das artes, fazia questão de referenciar os que mais admirava em suas obras. Assim como a música ‘Aida’, de Verdi, é um ponto de virada na trama de <em>A Moça com a Valise</em>, sendo a trilha responsável pela dança que desencadeia a primeira troca de olhares entre o jovem apaixonado Jaques Perrin e a personagem de Cardinale (também chamada Ainda), o livro ‘Vanina Vanini’ de Stendhal é a partida da relação professor-aluno para um caso entre amantes.  Convicções políticas também se fazem presentes. Em dado momento, ao ser questionado sobre por um aluno, o personagem de Alain Delon responde: <em>“Para mim, fascistas e socialistas são iguais. Só que os fascistas são mais cretinos”</em>. Essa fala é praticamente igual a do jovem tenente Martino (Tomas Millian), em <em>Mulheres no Front</em> (outra obra-prima do diretor, lançada sete anos antes): <em>“Tanto faz. Para mim fascistas e socialistas são iguais.”</em>.</p>
<p>É imprescindível citar o incrível apuro estético do diretor. Absolutamente inegável seu talento para construir e retratar situações por meio dos elementos em cena. Assim como Antonioni, os cenários interagiam com seus personagens. Porém, diferente de seu conterrâneo, que usava das paisagens (naturais ou não) para externalizar sentimentos (poucos diálogos representariam tanto um estado de fúria e confusão mental quanto a Plongée de Monica Vitti à beira do mar violento quebrando nas pedras em <em>A Aventura</em>), Zurlini deixava que o ambiente conduzisse seus personagens.</p>
<p>A neblina incessante da pequena cidade costeira de Rimini ganha vida própria, entretanto, diferente de quando embalou a belíssima dança das crianças em <em>Amarcord</em>, de Fellini, esta agora sufocava Dominici. Cada passeio para “arejar a cabeça” parecia atordoá-lo mais ainda. Quanto mais ele era envolto pela névoa, mais aprisionados seus sentimentos ficavam. O mesmo na já citada sequência da boate, completamente claustrofóbica e com lampejos luminosos extremamente torturantes. Zurlini foi um dos seletos diretores a conseguir fundir com maestria os cenários aos personagens, transformando os elementos em cena em um todo orgânico e autodestrutivo. Tudo isso embalado por excruciantes notas de sax jogadas de modo breve e em volume máximo que, literalmente, rasgam as cenas.</p>
<p>Necessário também dizer que esse é o maior papel de Alain Delon. A bem da verdade, ele &#8220;é&#8221; o filme. O ator, com suas expressões mortas, as olheiras, o andar cansado de um corpo evidentemente fora de forma, acaba ofuscando qualquer presença (até mesmo a beleza incrível de Sonia Petrovna), obrigando que tudo e todos se voltem a ele. Não há “presença” em cena, mas sim uma perfeita simbiose com o que está seu redor, não escapando nada. Melville que me perdoe, mas Delon nasceu para interpretar para Zurlini (mesmo que numa única vez).</p>
<p>E se tem alguém nesse elenco (todo maravilhoso, por sinal) que merece menção além da dupla de protagonistas, é Giancarlo Giannini, que interpreta o desconfiado Spider. Ele que, inicialmente, não se mostra mais que um simples coadjuvante, “duela” com o protagonista em alguns dos momentos mais importantes da trama, sendo o grande responsável por apresentar a nós as origens misteriosas de Dominici.</p>
<p>O primeiro é na conversa na velha casa abandonada, onde os conflitos religiosos e traumas do passado do protagonista vêm à tona. Num belíssimo diálogo, Spider começa a recitar um trecho da Bíblia e Dominici o acompanha. Após declamar o texto completo, ele o questiona: <em>“Boa memória! Não sabia que era tão Cristão.”</em>. Dominici o responde: <em>“Sou ateu!”</em>. As ruínas do antigo casarão trouxeram à tona os destroços de seu passado (os existencialistas eram ateus &#8211; Dominici teria sido um cristão nesse seu passado e que, por algum motivo, perdeu sua fé). Spider inicia daí uma “busca” por respostas sobre Dominici que finda algumas cenas após, no diálogo durante uma festa, onde descobrimos sobre os mistérios de Dominici e seu passado. Giannini e Delon compartilham as falas parafraseando a obra de Goethe que, bem além da origem do título do filme, sintetizam todo fatalismo ao qual Danielle estava fadado:</p>
<p><em>“- Por que a morte é a primeira noite de tranqüilidade?</em><br />
<em>- Porque finalmente se dorme sem sonhos!”</em></p>
<p>Para Heidegger, a morte faz parte da existência do indivíduo. Vive-se em função dela e do medo de sua aproximação, mudando apenas o modo como isso é encarado (com resignação ou resiliência). Dominici já havia perdido qualquer forma de esperança até conhecer Vanina. A morte era uma constante em sua vida e isso é referenciado em sua última conversa com Spider, quando este o indaga sobre um livro que escrevera no passado:<em> </em></p>
<p><em>&#8220;- Quem era Lívia?</em><br />
<em>- A Livia era uma jovem prima. Morreu com 16 anos. Depois escrevi estes poemas.</em><br />
<em>- E por que escreveu &#8216;Gesto altivo de maldade ou coragem&#8217;?</em><br />
<em>- Porque ela se suicidou.</em><br />
<em>- E esta outra &#8216;Recebo uma cartade verdes campos ingleses&#8217;?</em><br />
<em>- Meu pai. Morreu na guerra, na África. Medalha de Ouro! &#8230; Deus! Como a vida de um homem está repleta de mortos.&#8221;</em></p>
<p><em></em>Fica evidente que, a Danielle, que já não via mais sentido em sua existência, só restava aguardar pelo dia de sua morte, quando, finalmente, viria a sua (já esquecida há tempos) “tranqüilidade”. É uma cena breve, porém de grande impacto. Mas qual é mesmo a importância de citar Heidegger e Cia?</p>
<p>A questão nem é apenas os conceitos, mas o modo como são inseridos dentro da trama, como nos são passados. Transmitir sensações tão fortes com tamanha sutileza não é tarefa fácil. Zurlini tece um grande retalho de idéias e princípios filosóficos de maneira acessível e próxima, fugindo da idéia de ‘compreensão’ e abraçando de vez a ‘sinergia’. A ele não interessa que saibamos as razões do sofrimento de seus personagens, mas sim que (como já dito antes) possamos sentir no peito as mesmas dores e angústias que eles. E seu intento é alcançado com louvor, uma vez que até mesmo quem não tem o menor conhecimento sobre as teorias existencialistas sente-se tocado por toda aquela dor em cena.</p>
<p>Dessa forma, ao fim, resta-nos dizer que Valerio Zurlini se mostra aqui um verdadeiro mestre em pleno exercício de sua capacidade de despertar reflexão sem recorrer aos didatismos, fazendo-o de forma completamente sensorial. E também que <em>A Primeira Noite de Tranquilidade</em> é uma obra-prima perfeita, na concepção mais plena e sincera que esse termo possa vir a ter. É também o trabalho mais completo deste diretor tão genial quanto subestimado. Aliás, gostaria de poder dizer que “o tempo o fará justiça”, mas já se passaram quase quatro décadas desde o seu lançamento e ainda nada, o que me faz lamentar muito e, ao mesmo tempo, ficar extremamente agradecido por ter tido essa oportunidade que poucos tiveram de conhecer e se apaixonar por seu trabalho.</p>
<p>5/5</p>
<p><em>Ficha técnica: A Primeira Noite de Tranqüilidade (La Prima Notte di Quiete) Itália, 1972 &#8211; Dir: Valerio Zurlini &#8211; Elenco: Alain Delon, Sonia Petrovna, Giancarlo Giannini, Renato Salvatori.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amarcord (un lundi)]]></title>
<link>http://aglioecipolla.wordpress.com/2009/11/09/amarcord-un-lundi/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:22:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aglio E Cipolla</dc:creator>
<guid>http://aglioecipolla.wordpress.com/2009/11/09/amarcord-un-lundi/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;8½? Non, le vrai chef-d&#8217;oeuvre est Amarcord&#8220;¹ (Sidney Lumet) Vu les titres de la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>&#8220;<em>8½</em>? Non, le vrai chef-d&#8217;oeuvre est <em>Amarcord</em>&#8220;¹ (Sidney Lumet)</strong></p>
<p>Vu les titres de la presse italienne ce matin, le gros <a title="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/santanche-aggredita/santanche-rissa/santanche-rissa.html" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/santanche-aggredita/santanche-rissa/santanche-rissa.html" target="_blank">tas de boue</a> déversé ce week-end de part et d&#8217;autre et le relent toujours plus fascisant -ou simplement fasciste- et inquiétant de la presse du patron (<em>Il Giornale</em>), il apparaît salutaire, pour commencer la semaine, de ne relever que la page 34 de La Stampa: une intervention de Sidney Lumet, à Rimini, où le réalisateur recevait le prix <a title="http://fr.wikipedia.org/wiki/Federico_Fellini" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Federico_Fellini" target="_blank">Fellini</a>, du nom de l&#8217;un des plus grands réalisateurs de l&#8217;histoire du cinéma italien, qui sut lui évoquer le fascisme, d&#8217;ailleurs*, dans <em>Amarcord</em>.</p>
<blockquote><p><strong>&#8220;J&#8217;adore <a title="http://fr.wikipedia.org/wiki/Amarcord" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Amarcord" target="_blank"><em>Amarcord</em></a>, comme j&#8217;aime <a title="http://fr.wikipedia.org/wiki/Satyricon_%28film,_1969%29" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Satyricon_%28film,_1969%29" target="_blank"><em>Satyricon</em></a> et <a title="http://fr.wikipedia.org/wiki/Fellini_Roma" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Fellini_Roma" target="_blank"><em>Roma</em></a>, alors qu&#8217;en vieillissant <a title="http://fr.wikipedia.org/wiki/Huit_et_demi" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Huit_et_demi" target="_blank"><em>8½</em></a> s&#8217;éloigne un peu, ne semble plus ce qu&#8217;il était alors, bien que nous parlons ici de la différence qu&#8217;il y a entre ce qui est <em>grand</em> et ce qui <em>magnifique</em>.</strong> (Sidney Lumet)</p></blockquote>
<p>Amarcord (musica di Nino Rota)<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/P4zEn0e_pnQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/P4zEn0e_pnQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>* Amarcord (<em>trailer </em>américain)<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/tDbZeqlwBbM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/tDbZeqlwBbM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Nebbia (brouillard)<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ygr7De1wq6o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ygr7De1wq6o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Tutti al mare!<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_eid4OLJt_c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_eid4OLJt_c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#8220;Voglio un donna&#8221; (&#8220;je veux une femme!&#8221;)<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Au02p8huOuU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Au02p8huOuU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>aEc</p>
<p>¹ <em>&#8220;Amarcord&#8221; signifie, en dialecte romagnolo (de Rimini, région Romagna) : &#8220;Mi ricordo&#8221;, c&#8217;est à dire &#8220;<strong>je me souviens</strong>&#8220;.</em></p>
<p><a href="http://www.wikio.fr/vote" target="_blank"><img style="border:none;vertical-align:middle;" src="http://www.wikio.fr/shared/img/vote/wikio5.gif" alt="voter cet article" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Retail and Restoration]]></title>
<link>http://sartorialistsdilemma.wordpress.com/2009/11/08/saturday-evening-post/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:02:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>jenni avins</dc:creator>
<guid>http://sartorialistsdilemma.wordpress.com/2009/11/08/saturday-evening-post/</guid>
<description><![CDATA[I went to a class called Restorative Yoga tonight. It was sort of like institutionalized nap-time, e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I went to a class called Restorative Yoga tonight. It was sort of like institutionalized nap-time, e]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando c’erano ancora le terze pagine]]></title>
<link>http://fogliedivite.wordpress.com/2009/11/07/quando-c%e2%80%99erano-ancora-le-terze-pagine/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:52:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>ennemme</dc:creator>
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<description><![CDATA[Frugando tra i ritagli – in realtà, il più delle volte, pagine intere – dei giornali di vent’anni fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Frugando tra i ritagli – in realtà, il più delle volte, pagine intere – dei giornali di vent’anni fa]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quando Luca rockeggiava]]></title>
<link>http://sadjackgroup.wordpress.com/2009/11/03/quando-luca-rockeggiava/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:04:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>sadjack</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Carboni-Jovanotti è uno dei manifesti a cui SadJackGroup s&#8217;ispira nel presentare e pubblica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Carboni-Jovanotti è uno dei manifesti a cui SadJackGroup s&#8217;ispira nel presentare e pubblica]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Zip 5: Films étrangers]]></title>
<link>http://toutmefaitchier.wordpress.com/2009/10/31/zip-5-films-etrangers/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 20:35:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aimée V.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ah!! En ce jour d&#8217;Halloween, j&#8217;ai envie de vous parler de mon film préféré d&#8217;Hallo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ah!! En ce jour d&#8217;Halloween, j&#8217;ai envie de vous parler de mon film préféré d&#8217;Halloween, <em>Shaun of the Dead, </em>ce qui me pousse à vous parler tout naturellement de mes films étrangers préférés, dans la suite de ma <a href="http://toutmefaitchier.wordpress.com/2009/09/06/en-vacances/">liste Zip</a> que j&#8217;ai abandonnée depuis longtemps! En plus, mon chum se déguise en Shaun cette année! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>1- Shaun of the Dead</strong></span></p>
<p><a href="http://thearchnemesis.com/images/Shaun%20of%20the%20Dead.jpg"><img class="alignright" title="Shaun" src="http://thearchnemesis.com/images/Shaun%20of%20the%20Dead.jpg" alt="" width="180" height="209" /></a>Évidemment, vous aurez reconnu dans le titre une parodie du titre du classique <em>Dawn of the Dead</em>, de Romero, qui a fait l&#8217;objet il y a quelques années d&#8217;un remake que j&#8217;ai trouvé très bon aussi. La scène dans l&#8217;ascenseur où on entend en arrière-plan sonore &#8220;Down with the sickness&#8221; repreise par Richard Cheese est un chef-d&#8217;oeuvre. Bref! <em>Shaun of the Dead </em>a été produit et lancé à peu près en même temps que ce remake. Il s&#8217;agit d&#8217;une comédie (eh oui, encore) britannique, où on défonce les zombies à coups de batte de cricket et de 45 tours, au son d&#8217;une musique de Queen. Moi qui suis d&#8217;un naturel chicken, je peux garantir que ce n&#8217;est pas un film épeurant, mais très drôle. En fait, ce qui est brillant dans ce film, c&#8217;est qu&#8217;il nous montre à quel point nous sommes naturellement près d&#8217;être nous-mêmes des zombies dans notre vie courante. Ça leur prend vraiment du temps avant de constater que les autres ont un peu changé&#8230; L&#8217;interprétation de Simon Pegg et de son comparse Nick Frost a fait école. Ça rafraîchit un peu le genre qui tourne en rond parfois!</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2- Muriel&#8217;s Wedding</strong></span></p>
<p><img class="alignright" title="Muriel" src="http://mooviemart.ie/Catalogue/Image_Files/MurielsWedding.gif" alt="" width="179" height="258" />Dans un tout autre registre, maintenant, nous partons en Australie avec une Toni Collette en début de carrière, qui partage la vedette avec Rachel Griffiths, future Brenda de <em>Six Feet Under. Muriel&#8217;s Wedding </em>aurait pu être une comédie romantique banale: une jeune fille très ordinaire, un peu moche, méprisée par sa famille, rêve de se marier. Pas de trouver l&#8217;amour, non; de se marier. Point. Et elle réussit&#8230; à quel prix? Mais même si on s&#8217;attache à Muriel, à son rêve de devenir une autre, de quitter son milieu, tout en la trouvant un peu nounoune, le film a un petit goût doux-amer. Sans se vouloir une critique ou un manifeste féministe, il réussit très bien à avoir un propos intelligent sous des dehors légers et divertissants. Bref, un bon film de filles à regarder entre amies, qui pourra ouvrir des discussions! En prime: une héroïne qui n&#8217;est pas super mince et qui est quand même regardable! Yes!</p>
<p>Mon amie Sarah et moi, on avait l&#8217;habitude de mettre ce film les samedis soirs en fin de soirée quand on fermait le vidéo&#8230; pour se faire aller au son de la musique d&#8217;Abba. Quant à moi, les chansons d&#8217;Abba sont bien mieux mises en valeur dans ce film que dans la comédie discutable qui est sortie l&#8217;an passée, <em>Mamma Mia. </em>(Mais bon, faut aimer le genre!)</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>3- Memories of Matsuko</strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><img class="alignright" title="Matsuko" src="http://trynext.com/review/images/b000hrmeyg.jpg" alt="" width="173" height="244" />Complètement différent des 2 autres, le film japonais <em>Memories of Matsuko </em>a fait un triomphe au festival Fantasia il y a quelques années, et pour cause. Comparé au <em>Fabuleux destin d&#8217;Amélie Poulain </em>en raison de ses moments de fantaisie et de sa mise en scène très recherchée, haute en couleurs, de ses images magnifiques, <em>Memories of Matsuko </em>est un film qui nous fait autant rire, et davantage pleurer qu&#8217;Amélie. Il raconte l&#8217;histoire, en flash-backs, de Matsuko, une femme maintenant vieille qui a vécu une vie très difficile et fort mouvementée. De numéros musicaux au montage saccadé aux scènes silencieuses et contemplatives, le réalisateur Tetsuya Nakashima, qui nous avait déjà donné l&#8217;excellent et étourdissant <em>Kamikaze Girls, </em>a signé ici une oeuvre très touchante, qui tente de définir l&#8217;irréconciliable qu&#8217;il y a en chacun de nous, l&#8217;enfant qu&#8217;on a été, l&#8217;adulte que nous sommes, etc. Nous sommes tous, à notre façon, un vieillard isolé de la société, perdu au milieu de ses souvenirs.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il est à noter que je ne pense pas que le film ait été distribué sur DVD en Amérique du Nord, mais je pense qu&#8217;il est très facile à trouver sur Internet.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>4- Amarcord</strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><img class="alignright" title="Amarcord" src="http://hopelesslyflawed.files.wordpress.com/2009/02/amarcord.jpg?w=129&#038;h=185" alt="" width="129" height="185" />La grande fan de Fellini que je suis lui reconnais de nombreux chefs-d&#8217;oeuvre, mais <em>Amarcord </em>demeure mon favori. Le titre veut dire à peu près: &#8220;Je me rappelle&#8221; en italien, n&#8217;est pas si éloigné du film dont je viens de parler. Fellini se base sur ses souvenirs d&#8217;enfance pour reconstituer un petit village au bord de la mer, où l&#8217;événement de l&#8217;année sera le passage d&#8217;un gros paquebot de riches. De jeunes garçons vont faire au cours de cette année l&#8217;expérience de la vie, les cigarettes, l&#8217;argent, les femmes, et tout le bataclan. La mer, une véritable obsession de Fellini, vient encore une fois y jouer le miroir aux illusions, le berceau d&#8217;origine, et la plage, l&#8217;espace du rêve où tout se conclut. Il s&#8217;agit d&#8217;un film très personnel du réalisateur qui, bien qu&#8217;il se tienne toujours près de ses personnages, donne souvent dans le grandiose, le grandiloquent, la mise en scène, le cirque, etc.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per sempre...]]></title>
<link>http://appuntando.wordpress.com/2009/10/31/per-sempre/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 15:44:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>balente</dc:creator>
<guid>http://appuntando.wordpress.com/2009/10/31/per-sempre/</guid>
<description><![CDATA[Senza niuna impazienza sognerò Mi piegherò al lavoro Che non può mai finire, E a poco a poco in cima]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Senza niuna impazienza sognerò<br />
Mi piegherò al lavoro<br />
Che non può mai finire,<br />
E a poco a poco in cima<br />
Alle braccia rinate<br />
Si apriranno mani soccorrevoli,<br />
Nella cavità loro<br />
Riapparsi gli occhi, ridaranno luce,<br />
E, d&#8217;improvviso intatta<br />
Sarai risorta, mi farai da guida<br />
Di nuovo la tua voce,<br />
Per sempre ti rivedo&#8230;</em></p>
<p>Giuseppe Ungaretti<br />
Roma, 24 maggio 1959</p>
<p>Un ricordo dell&#8217;amatissima moglie scomparsa.</p>
<p><img src="http://appuntando.wordpress.com/files/2009/10/ungaretti.gif" alt="Ungaretti" title="Ungaretti" width="290" height="289" class="alignleft size-full wp-image-121" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O Que Resta do Tempo]]></title>
<link>http://raulla.wordpress.com/2009/10/30/412/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 00:39:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raul Arthuso</dc:creator>
<guid>http://raulla.wordpress.com/2009/10/30/412/</guid>
<description><![CDATA[A memória e o presente O grande mérito de O Que Resta do Tempo é a consciência de Elia Suleiman sobr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="the time that remains" src="http://leblogcine.fr/image/the_time_that_remains_2.jpg" alt="" width="382" height="254" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A memória e o presente</strong></p>
<p style="text-align:justify;">O grande mérito de <em>O Que Resta do Tempo</em> é a consciência de Elia Suleiman sobre o tema principal de seu filme ser a memória e não o conflito entre palestinos e israelenses.</p>
<p style="text-align:justify;">Isso é dado formalmente: apesar de começar em Israel logo após a criação do Estado Judaico, ele é antes de tudo uma coleção memórias e historietas agrupadas em quatro tempos distintos. O conflito militar é como o universo que rodeia as histórias, mas sempre subordinados ao poder criativo, pois impreciso, do relato baseado na memória do narrador.</p>
<p style="text-align:justify;">Por isso, o filme é recheado de pequenos exageros, situações pontuais que dão vida à recriação narrativa dos quatro momentos históricos da vida da família Suleiman. E a palavra certa é esta: recriação.</p>
<p style="text-align:justify;">Sua câmera reforça o pulso das lembranças ao permanecer estática, baseando toda a encenação do filme em tableux. Os planos fluem com uma musicalidade burlesca, como se um tema engraçado tocasse em diversos momentos, nos lembrando o caráter de construção estilística. Isso aumenta a sensação de coisas fora do lugar, dá um toque de permissividade para pequenas corruptelas humorísticas (como o soldado que, mais baixo que o prisioneiro palestino, tem de subir na pedra para tapar os olhos do preso ou o rapaz que passa assobiando temas musicais de filmes famosos). Ecoa Fellini, principalmente <em>Amarcord</em>, no qual as pequenas histórias de sua cidade natal compunham um descrição também sobre o narrador.</p>
<p style="text-align:justify;">Este é, talvez, um grande tema do filme: como este universo formou o narrador, que é também personagem do filme enquanto espectador das cenas cotidianas. O Elia-personagem observa, vê um tableux para mostrar sua passividade observadora no contracampo. Elia-narrador sabe que tudo não passa de memória,recriação, tem plena consciência de que aquele na tela nada pode fazer para mudar o que é aquele que narra. Como já disse, um processo consciente de recriação, reconstrução.</p>
<p style="text-align:justify;">Não é à toa que o subtítulo do filme é “Crônicas de um presente-ausente”. No último segmento do filme, o verdadeiro Elia Suleiman atua junto com sua mãe. A cidade já não é a mesma (ele vive no exterior), as pessoas da vizinhança mudaram, os hábitos são outros. Elia observa tudo impassível, meio descrente, meio desentendido, como na breve cena em que olha, da janela de seu hotel, um combate entre palestinos e o exército interrompido por uma mulher atravessando a rua com seu bebê no carrinho. Se até este momento, Suleiman construíra um painel algo cômico, algo impreciso que dizia muito sobre si mesmo, uma lógica que lembra <em>Amarcord</em>, agora a influência é Buster Keaton. Aqui a inadequação é do próprio mundo para com o narrador. Suleiman sabe que o presente (ausente) é sério e perigoso para que caibam nas corruptelas. Quanto mais o filme se alonga, menos estas tem lugar e Suleiman tem consciência de que trabalha com a força que suas imagens podem ter, culminando na cena em que ele pula o muro construído por Israel como se estivesse numa competição de salto com vara. Esta é a provocação do subtítulo. Enquanto vemos um presente cômico, simples, poético e absurdo, sempre temos em mente o presente-ausente, aquele do imaginário formado pelas trágicas notícias dos telejornais, da imprensa escrita e dos diversos filmes que já abordaram o tema.</p>
<p style="text-align:justify;">Assim como Tarantino abordou a Segunda Guerra, em <em>Bastardos Inglórios</em>, reafirmando o poder criativo do cinema contra qualquer imaginário edificante e politicamente correto que o próprio cinema ajudou a construir – capaz de criar totens contra os quais é preciso a força do próprio cinema &#8211; Suleiman luta aqui contra o maniqueísmo fundamentalista e as idéias pré-fabricadas, que marcam muito do debate sobre seu presente, com a força das imagens, cheias de humor e uma acidez corrosiva.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>O Que Resta do Tempo (The Time That Remains, 2009), dir. Elia Suleiman</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/MS58zVmbKK4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/MS58zVmbKK4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[auguri mario]]></title>
<link>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/31/auguri-mario/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 00:05:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolomaggioni</dc:creator>
<guid>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/31/auguri-mario/</guid>
<description><![CDATA[Il mio amico Mario Beretta, allenatore di Serie A, oltre ad essere un tecnico di grande talento è un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://paolomaggioni.wordpress.com/files/2009/10/beretta.jpg"><img class="size-medium wp-image-282 alignleft" title="mario beretta" src="http://paolomaggioni.wordpress.com/files/2009/10/beretta.jpg?w=300" alt="mario beretta" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Il mio amico <strong>Mario Beretta</strong>, allenatore di Serie A, oltre ad essere un tecnico di grande talento è una persona di rara qualità. Tutto il contrario di quello che si può pensare attorno ad un allenatore di calcio e al suo mondo. Il pezzo che ho scritto per Il Manifesto di oggi celebra i suoi 50 anni.</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091030/pagina/14/pezzo/263561/">http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091030/pagina/14/pezzo/263561/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il giorno dopo la sbornia. E un omaggio a Muhammad Alì]]></title>
<link>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/10/29/il-giorno-dopo-la-sbornia-e-un-omaggio-a-muhammad-ali/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 22:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>zebrabianconera10</dc:creator>
<guid>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/10/29/il-giorno-dopo-la-sbornia-e-un-omaggio-a-muhammad-ali/</guid>
<description><![CDATA[Il giorno dopo la “sbornia” (di goals ed entusiasmo), la classifica rimane inalterata rispetto a dom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il giorno dopo la “sbornia” (di goals ed entusiasmo), la classifica rimane inalterata rispetto a domenica scorsa: Inter a +4.<br />
Quello che conta, alla fine, sono i risultati.<br />
Adesso, stiamo ancora pagando gli errori di qualche giornata passata ( Bologna, in casa, su tutte).</p>
<p style="text-align:justify;">E’ innegabile, però, che dal punto di vista morale questo turno infrasettimanale è stato molto importante: mai, in questi ultimi anni (post-Calciopoli), avevo visto giocare la Juventus in questo modo.</p>
<p style="text-align:justify;">La Sampdoria, sconfitta pesantemente da noi, aveva battuto in precedenza l’Inter.<br />
Il Palermo, che aveva inflitto una lezione ad una Juventus “tra le più brutte”, ha perso stasera con i nerazzurri.<br />
Sembrava fosse tutto finito, sul 4-0 per i padroni di casa: ecco quella che doveva essere la risposta dei nerazzurri ai bianconeri devastanti del mercoledì.<br />
Il 5-3 finale (eccessiva rilassatezza), inquadra una partita diversa.<br />
Questo, può (e deve) far riflettere qualcuno: continuiamo così, di passi falsi da parte loro ce ne potrebbero essere più avanti. Non era il momento giusto.<br />
Ora, però, a differenza del recente-passato, cerchiamo di essere in grado di approfittarne…</p>
<p style="text-align:justify;">Un omaggio al grandissimo Claudio Zuliani (voce bianconera sui canali Mediaset Premium): questa la sua telecronaca durante la partita di ieri sera</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/vG2Yc2TIhS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/vG2Yc2TIhS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.youtube.com/user/TuttoZuliani#p/u" target="'_blank'"><strong><span style="color:#3366ff;">Visita il canale YouTube di TuttoZuliani</span></strong></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il post non finisce qui.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-2624 aligncenter" title="Muhammad Ali" src="http://zebrabianconera10.wordpress.com/files/2009/10/muhammad-ali.jpg" alt="Muhammad Ali" width="296" height="419" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Muhammad Alì è stato eletto &#8220;sportivo del Novecento&#8221; dagli italiani. È il sorprendente risultato di un sondaggio condotto da Focus Storia &#8211; il mensile diretto da Marco Casareto &#8211; attraverso il proprio sito web. Il leggendario pugile statunitense convertito all&#8217;islam ha addirittura superato nelle preferenze due miti del calcio come Maradona e Pelè.<br />
Tra i venti atleti che era possibile votare, Muhammad Alì &#8211; alias Cassius Clay &#8211; oro olimpico a Roma nel 1960 e a lungo campione dei pesi massimi, ha infatti conquistato il gradino più alto del podio grazie alla preferenza espressa dal 17,5% dei partecipanti al sondaggio. Il &#8220;Pibe de Oro&#8221; si piazza solo al secondo posto con il 13,8% dei voti, mentre sul gradino più basso del podio si trova il grande Pelè con il 10,5%.<br />
Nella top ten si piazzano tra gli altri Michael Jordan, Jesse Owens, Nadia Comaneci e Ayrton Senna, mentre all&#8217;ultimo posto spicca la presenza, con zero voti, del tennista Boris Becker.<br />
(Fonte: </em><a href="http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/200910articoli/23378girata.asp" target="'_blank'"><strong><span style="color:#3366ff;"><em>La Stampa</em></span></strong></a><em>)</em></p>
<p>Ecco un video trovato su internet.<br />
Un modo per rendere omaggio al &#8220;più grande&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i7o30NHF4pk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i7o30NHF4pk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Dolce Vita al Jeu de Paume]]></title>
<link>http://italianiaparigi.wordpress.com/2009/10/29/la-dolce-vita-al-jeu-de-paume/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 10:02:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>italianiaparigi</dc:creator>
<guid>http://italianiaparigi.wordpress.com/2009/10/29/la-dolce-vita-al-jeu-de-paume/</guid>
<description><![CDATA[La Dolce Vita Il Museo del Jeu de Paume, fino al 17 Gennaio, dedica un’esposizione al maestro del ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 475px"><img class="size-full wp-image-181" title="fellini" src="http://italianiaparigi.wordpress.com/files/2009/10/fellini.jpg" alt="fellini" width="465" height="304" /><p class="wp-caption-text">La Dolce Vita</p></div>
<p>Il Museo del Jeu de Paume, fino al 17 Gennaio, dedica un’esposizione al maestro del cinema italiano. Fotografie, disegni, manifesti originali, copertine di giornali, riviste d’epoca, spezzoni di film e tanto altro ancora per rendere omaggio a un genio della settima arte. </p>
<p>L’esposizione parte dalle radici della creazione dei film di Fellini con lo scopo di scandagliare la sua intera produzione e mettere in luce le influenze e le diverse sfaccettature del suo percorso cinematografico.</p>
<p>La mostra che comprende quattro sezioni vi invita a scoprire il mondo del Maestro: “La cultura popolare”, “Fellini all’opera”, “Le donne” e “l’invenzione biografica”. Un’immensa gigantografia della Dolce Vita (che celebrera’ presto i 50 anni) vi accoglie e vi proietta immediatamente nel cuore dell’universo felliniano.</p>
<p>Scopo dell’esposizione è quello di far dialogare i film con le fotografie per accompagnare il visitatore in una terza dimensione: quella della costruzione dell’immagine.</p>
<p><strong>Fellini, la Grande Parade<br />
</strong>dal 20 Ottobre 2009 al 17  Gennaio 2010<br />
Musee du Jeu de Paume<br />
1, place de la Concorde<br />
75008 Paris<br />
Metro: Concorde</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
