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	<title>ambiente &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/ambiente/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ambiente"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:30:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Simulador de emissão de CO², nascimento e óbitos no mundo]]></title>
<link>http://atitudeco.wordpress.com/2009/11/30/simulador-de-emissao-de-co%c2%b2-nascimento-e-obitos-no-mundo/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tulio Kengi Malaspina</dc:creator>
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<description><![CDATA[O site é interessante, tem uma interface amigável e ainda apresenta uma simulação das emissões de ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.breathingearth.net/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-285" title="co2web" src="http://atitudeco.wordpress.com/files/2009/11/co2web.jpg?w=300" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>O site é interessante, tem uma interface amigável e ainda apresenta uma simulação das emissões de carbono em todo o mundo. O legal é que ele apresenta o número de nascimento e óbitos por segundo, assim como das emissões de gás do efeito estufa e ainda coloca isso de forma animada, por país onde isso está acontecendo. É muito interessante ver as luzes piscando em cada pais, dá para se entreter por alguns minutos.</p>
<p>Detalhe: segundo o simulador, estamos beirando os 7 bilhões de habitantes no mundo!!!</p>
<p>Vale a pena conhecer!</p>
<p><a href="http://www.breathingearth.net/" target="_blank">http://www.breathingearth.net/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marcia per l'ambiente 2009 - Taranto]]></title>
<link>http://frankieta.wordpress.com/2009/11/30/marcia-per-lambiente-2009-taranto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:26:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco Giusto</dc:creator>
<guid>http://frankieta.wordpress.com/2009/11/30/marcia-per-lambiente-2009-taranto/</guid>
<description><![CDATA[Si è tenuta a Taranto il 28 Novembre 2009 la riedizione della marcia per l&#8217;ambiente organizzat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frankieta.wordpress.com/files/2009/11/2009-11-28-img_9247-altamarea-09-altamarea-altamarea.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-153" title="Altamarea" src="http://frankieta.wordpress.com/files/2009/11/2009-11-28-img_9247-altamarea-09-altamarea-altamarea.jpg?w=300" alt="" width="447" height="296" /></a></p>
<p>Si è tenuta a Taranto il 28 Novembre 2009 la riedizione della marcia per l&#8217;ambiente organizzata da Altamarea. Una goccia in questa nostra terra assetata di giustizia e violentata dalle industrie..</p>
<p>Questa galleria è un minuscolo contributo fotografico relativo alla prima parte della manifestazione.<br />
</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Grande Marcia per l'ambiente, il lavoro, la dignità (e la salute?)]]></title>
<link>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/30/la-grande-marcia-per-lambiente-il-lavoro-la-dignita-e-la-salute/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:09:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>letaizia</dc:creator>
<guid>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/30/la-grande-marcia-per-lambiente-il-lavoro-la-dignita-e-la-salute/</guid>
<description><![CDATA[Il mio racconto sulla Marcia di Altamarea del 2009 per l&#8217;ambiente, inquinato, di Taranto di Fr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><b>Il mio racconto sulla Marcia di Altamarea del 2009 per l&#8217;ambiente, inquinato, di Taranto</b> 														                            <br />di Francesca Rana<br /><font size="undefined" face="Times"><br />Fabio Matacchiera: <i>&#8220;Il campionamento continuo è un sogno. L&#8217;Arpa avvisa l&#8217;Ilva prima di fare i controlli, il popolo sta morendo e deve poter esprimersi con il referendum sulla chiusura almeno dell&#8217;area a caldo dell&#8217;Ilva&#8221;.<br /></i></font>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font size="undefined" face="Times">Luigi Boccuni: <i>&#8220;Non vogliamo chiudere l&#8217;industria, vogliamo il rispetto della legge sulla diossina&#8221;.</i><br /></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font size="undefined" face="Times">Luigi Oliva: <i>&#8220;I politici hanno molta fantasia, hanno votato una legge sulla diossina inutile&#8221;.</i><br /></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font size="undefined" face="Times"><br /></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Sono una giornalista ma prima di tutto sono una persona. E l’esperimento che voglio fare oggi è quello di trasferire su carta quello che ho sentito, ascoltato, visto durante la seconda Marcia per l’Ambiente del raggruppamento di associazioni “Altamarea” di Taranto (<a href="http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vZ3JvdXBzLmdvb2dsZS5pdC9ncm91cC9hbHRhbWFyZWFuZXdzP3BsaT0x">http://groups.google.it/group/altamareanews?pli=1</a>) snodatasi nel borgo della città della Magna Grecia e dell’Industria Pesante in questo umido sabato di novembre. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Nessun appunto, solo la presenza in mezzo alla folla quando addosso ti restano le sensazioni ed i messaggi in grado di far riflettere e decidere se cambiare idea o potenziare la propria convinzione.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Un racconto rivolto a chi vorrà leggere.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Sotto la lente di ingrandimento, c’è la tensione sociale vissuta a Taranto, all’ombra di una imponente zona industriale che ormai non va più d’accordo con parte dei suoi abitanti, che sul balcone trovano polvere nera e rossa, che a seconda del vento respirano polveri sottili e minerarie, che mangiano cibi esposti a queste polveri. E che, però, nel risvolto della medaglia in quelle industrie ci lavorano e se devono scegliere tra povertà e rischio di malattia, scelgono di rischiare di ammalarsi sperando di poter mandare i propri figli via, un giorno. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="4"><br /><a href="http://viewmorepics.myspace.com/index.cfm?fuseaction=viewImage&#38;friendID=331352867&#38;albumID=0&#38;imageID=9975730"><img src="http://c4.ac-images.myspacecdn.com/images02/20/l_1aa26d9b3825478d8cf4774e82258a97.jpg" title="Agosto 2005, alba, Rada di Taranto, Inquinamento...." border="0" width="325" /></a><br />foto scattata nel 2005 all&#8217;alba quando iniziava la traversata Metaponto-San Vito di Fabio Matacchiera a nuoto.</p>
<p></font> </font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Le due facce del problema sono queste e sono il motivo delle resistenze culturali, delle fazioni, del dubbio su come venirne fuori: con un compromesso o con una svolta dal sapore di rivoluzione? <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">La partecipazione dei tarantini è stata massiccia, forse superiore a quella del 2008, tuttavia in questi casi le cifre sono indicative, si sparano sempre con molta approssimazione. Se l’anno scorso si disse che erano 20.000 a marciare forse stavolta erano almeno 5 o 10.000 in più. Se invece erano più probabilmente 10.000, magari ora sono 20.000. E chi lo sa!!!!</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Senz’altro erano in tanti, senz’altro hanno riversato cori e slogan nel corteo che ha attraversato via Di Palma e Via D’Aquino fino a Piazza Garibaldi. Senz’altro era una marcia variopinta, multiforme, controversa che racchiudeva dentro di se tanti chiaro scuri, radicalismi e compromessi, la voglia di bonifica o la richiesta di eco-compatibilità industriale. Insomma, chi la vuole cotta e la vuole cruda questa pietanza che è l’ambiente. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">In entrambi i casi, si ritiene di aver ragione, di aver interpretato al meglio il cuore del problema compresso tra le esigenze del lavoro nell’industria pesante e quelle della conversione e del sostegno all’agricoltura ed agli allevamenti annientati come capro espiatorio della battaglia contro la diossina. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Era una marcia piena di partecipanti ma non partecipativa, perché conteneva note intonate e stonate che rivendicavano la possibilità di alzare la voce. Sarà questo il nocciolo della questione? I tarantini sono stanchi di essere storditi dal sistema e cercano di uscire dalle sabbie mobili. Hanno approfittato della possibilità tanti giovani, sicuramente altrettanti precari che da questo Presente spalmato nell’ultimo decennio stanno ricevendo l’ingratitudine peggiore, le porte chiuse in faccia perché non possano contare nella società, essere indipendenti e pronti a decidere del loro futuro, costantemente rifiutati dalla casta degli stabilizzati che non è disposta ad inserirli alla pari nel mondo del lavoro. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">C’erano tanti cori ma non c’era un urlo corale e tra i tanti appelli non previsti dal direttivo, quello di Fabio Matacchiera ha rotto indubbiamente lo schema progettato, costringendo Altamarea a fare i conti con le diverse forme di ambientalismo, compresa quella più temeraria e coraggiosa, che non ama ragionare in politichese, di chi da un ventennio lotta da solo e lo fa per la salute dell’ambiente, prima di tutto. Questa irruzione ha fatto vacillare la serenità del cerimoniale ed ha fatto conoscere a parte della piazza un altro aspetto della questione, se pure in maniera molto impetuosa, perfino fin troppo, tanto da compromettere la resa e l’efficacia di quell’attimo fuggente di impulso, su un palco che, pare, era stato negato dagli organizzatori. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Altamarea<span>&#160; </span>non è un’associazione, è un insieme di sensibilità spesso contradditorie e contrapposte e sta diventando sempre di più un Vortice ricco di correnti che tenta di essere unito e non riesce fino in fondo in questa sfida: c’è chi vuole dialogare con le dinamiche della politica, e chi di quelle dinamiche non si fida più. Tutto questo può sembrare un valore aggiunto, qualcuno ha detto “un vaccino” contro la strumentalizzazione, oppure un monumento all’incoerenza della piattaforma di Altamarea. Ogni opinione è lecita. In un caso, si riesce a dialogare con la politica partitica, in altri non si dialoga in assenza di fiducia. In altre parole, i primi si sentono cittadini attivi se possono sedersi al tavolo con politica e sindacati, i secondi non vogliono mischiarsi nelle logiche dell’inciucio trasversale.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Nel 2008, si arrivò a quella marcia dopo una prima prova del 9 della marcia dei bambini contro l’inquinamento guidati dal pediatra Giuseppe Merico, diventato tempo dopo il primario del reparto di pediatria dell’ospedale Santissima Annunziata. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Alcuni programmi televisivi, le Iene, Malpelo, avevano scosso l’opinione pubblica che verificava giorno dopo giorno di avere almeno un parente con una grave malattia, con il cancro, un problema cardiovascolare o respiratorio, una dermatite atopica. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">La coscienza ambientale stava nascendo in chi non l’aveva mai avuta mentre contemporaneamente la Grande Industria non sembrava più garantire nemmeno i livelli occupazionali. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="4"><font size="4">D’altro canto si cominciava ad avvertire l’esigenza di un risarcimento, quello impedito con il ritiro degli enti pubblici, Comune e Provincia, della costituzione di parte civile nel processo contro i parchi minerari dell’Ilva ancora scoperti. La condanna arrivò, contro l’Ilva, il più grosso stabilmento, ragione alla base del dito indice puntato contro il Gruppo Riva, ma senza quella parte civile il risarcimento non c’è stato. </font><br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">La società ha iniziato a metabolizzare tutto questo mentre anche la dialettica politica, sindacale, industriale proseguiva nel suo percorso già tracciato senza cambiare la direzione avuta fino a quel momento. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Sia nel 2008, sia nel 2009, il 28 novembre scorso, Altamarea ha provato ad accettare le adesioni di tutti: sia i neo ambientalisti che sognano la conversione sia i sindacati che firmano patti di stabilità sul modello di sviluppo con la Confindustria e che ad un incontro del Centro Studi di Confindustria all’Histò hanno concordato sull’efficacia del modello di sviluppo deciso 50 anni fa e sull’impossibilità di credere ad un’alternativa, roba da capipopolo.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">La coscienza ambientale sta nascendo in tutti ed ognuno ritiene di poter raggiungere il miglioramento della qualità della vita con un metodo diverso, marciando nello stesso corteo, percorrendo però metaforicamente un altro itinerario. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Questo si percepiva prima e si è percepito durante, assistendo alla manifestazione finale di Altamarea, in piazza Garibaldi, nonostante parte del corteo non fosse ancora arrivata, perdendosi di fatto l’opportunità di interagire e sentire con le proprie orecchie. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Si sono alternate alcune voci di coordinatori del direttivo e tra di loro stessi non c’era sintonia. Ad esempio qualcuno riteneva importante, come il portavoce Luigi Boccuni, aver spronato la promulgazione della legge regionale sull’abbattimento dei livelli di diossina, qualcun altro invece diceva l’esatto opposto, come Luigi Oliva, del Comitato per Taranto e cioè che quella legge era una prova di fantasia della stessa politica che aveva votato una normativa inutile, inattuata, che i politici in passerella chiudevano gli inceneritori per riaprili subito dopo. In mezzo, ci sono state l’esibizione di Franco Cosa ed altri musicisti, le parole di chi ha perso parenti sul posto di lavoro, operai che chiedono l’ambientalizzazione dell’Industria. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Il corteo era lo specchio di questa difformità di ragionamento. C’era chi manifestava per la convivenza tra la città ed un’industria pesante eco-compatibile se si rispetteranno alcune leggi, chi manifestava per l’avvio di un dialogo complesso e lungimirante sulla conversione del comparto industriale e sulle bonifiche, e non ha parlato sul palco, chi marciava con candore semplicemente per poter respirare l’aria pulita senza fumo salvo poi sorbirsi le sigarette di tanti, ambientalisti e non, lungo il corteo. Purtroppo, la coscienza ambientale non ammette eccezioni, il fumo di sigaretta uccide quanto l’inquinamento e dispiace che molti non accettino questo parallelismo scientificamente provato e che non si impongano l’astinenza in mezzo alla folla. C’era, poi, chi manifestava per il referendum sulla chiusura dell’area a caldo dell’Ilva. Gente comune, cittadini, che sposavano una direzione e che senza mettersi d’accordo con i promotori del referendum proponevano quella soluzione. Dunque, essi stessi erano un coro tra tanti, imprevisto, imprevedibile. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Allora, succedeva che, mentre l’operaio parlava, qualcuno dalla piazza urlava di non volere più l’industria. O, mentre qualcuno dal palco invitava al compromesso e non chiedeva la chiusura dello stabilimento, dalla piazza si invocava con i megafoni il referendum. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Ogni sentimento era rappresentato in quella piazza ed il tentativo di oscurare ognuna di quelle voci senz’altro non è condivisibile. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Il direttivo di Altamarea ha scelto di marciare consapevole al 50% delle difformità di pensiero, scopo e strategia di tanti, accettando di accostarsi ad alcuni e non accettando di accostarsi ad altri almeno riguardo alla scelta dei punti in piattaforma. Un discorso tutto sommato verticistico non speculare alle passioni civili incontrollabili della piazza.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Sarebbe uno sbaglio se ci fossero delle prepotenze dietro queste scelte. Perché sono le facce della stessa coscienza ambientale ritrovata che non potrà ritornare indietro ed assumerà sembianze e pareri non ancora tutti espressi e chiariti. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">I momenti più intensi della manifestazione finale sono stati il monologo teatrale di Maria Elena Leone tratto da un testo di Giorgio Gaber <a href="http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3Lmdpb3JnaW9nYWJlci5vcmcvdGVzdGkvdmVkaXRlc3RvLnBocD9jb2RUZXN0bz0yNzc=">Mi fa male il mondo</a> che metteva in luce la crisi etica della politica, e l’intervento di Luigi Oliva del Comitato per Taranto (<a href="http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vY29taXRhdG9wZXJ0YXJhbnRvLmJsb2dzcG90LmNvbS8=">http://comitatopertaranto.blogspot.com/</a>) che dava voce a chi ha parecchi dubbi sulla trasparenza della classe dirigente e che diceva comunque “non vogliamo né eroi né complici”.<br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Fuori dagli interventi di rito, però, qualcosa, vi raccontavo qualche riga fa, ha scosso la liturgia messa a punto: un uomo con un megafono, ha iniziato ad urlare, vicino a chi aveva confezionato striscioni ed una bara molto simbolica con sopra scritto un appello alla convocazione del referendum sulla chiusura dell’area a caldo, almeno, dell’Ilva, il più grosso tra gli insediamenti di industria pesante, sul quale pesa una sentenza di condanna per la mancata copertura dei parchi minerari. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">La piazza, in quell’istante, non ha capito. Avrà pensato: “Sarà forse un esaltato”? Un pazzo? E perché il direttivo di Altamarea, gli esponenti di Legambiente lo attaccano dal palco, non vogliono farlo parlare mentre contemporaneamente altri gli dicono “Parla, parla”!? <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">In questo frangente critico, il presentatore Mauro Pulpito ha compreso. Lo ha riconosciuto ed ha afferrato che non era stato inserito nella scaletta degli interventi: Era Fabio Matacchiera, storico ambientalista di Caretta Caretta, pioniere delle crociate ambientali a Taranto degli anni ’80, colui che si batteva da solo contro l’inquinamento quando il livello di consapevolezza della città della correlazione tra inquinamento e malattie era ancora troppo basso. Lui si batteva solitario (come Aiutiamo Ippocrate e molti anni dopo Peacelink) insieme ai suoi attivisti, documentando l’attività della Grande Industria e sollecitando dubbi sugli inquinanti, presenti già all’epoca, nell’aria, nella terra, e nel mare laddove vorrebbero fare i dragaggi, che porterebbero qui altre grosse navi, nonostante il lavoro per i tarantini del posto sia scarso. Lui ha rischiato la sua incolumità, si è immerso in acque torbide per filmare i fanghi tossici, ovvero il modo in cui il mare lanciava lamenti di sofferenza prima che gli esseri umani si risvegliassero e cominciassero a chiedersi se tra quei fanghi e le emissioni ci fossero degli inquietanti nessi. All’epoca, Fabio Matacchiera era solo insieme ai suoi amici. E, chi oggi marcia, non conosce la sua storia perché a quei tempi non aveva quella coscienza, né c’erano molte occasioni di sapere delle sue indagini e dei suoi blitz degni di Greenpeace, secretati. E, quindi, non sa che il palazzo della coscienza civica è stato costruito anche con le fondamenta del suo impegno e su quello, inconsapevole, è cresciuto fino ad arrivare al passato recente. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Oggi, non sapendo, la gente non riesce a confrontarsi con la sua esperienza, non sa come reagire all’impeto di chi per 20 anni ha parlato al muro ed ha cercato per tanto tempo quasi invano chi accettasse di esaminare i fanghi che aveva raccolto, terminando il suo sfogo con una reazione emotiva e sentita. Eppure, parecchi hanno applaudito.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Spesso, succede che quando la moltitudine si sveglia grazie all’eco del campanello d’allarme di qualcuno, lanciato molto tempo prima, non sia in grado di sapere quale sia la fonte di quel campanello, riuscendo solo ad avvertire l’impatto dell’ultima onda sonora, il tonfo dell’ultimo tassello del domino, e non il primo calcio all’indifferenza.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Si chiedeva, dal palco, il “Rispetto per i Tarantini”. Beh, Fabio Matacchiera è il testimone di anni ed anni vissuti senza avere quel rispetto ed è singolare che oggi non si sia capito quanto poteva essere importante condividere le sue conoscenze e raccontare la sua storia personale – magari nella scaletta di quella manifestazione – che lo ha spinto perfino quest’anno a divulgare il dossier sulle verità nascoste dove metteva insieme ancora una volta i dati degli anni precedenti. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Non riuscendo nell’impeto della situazione a lanciare i giusti messaggi, successivamente alla stampa Fabio Matacchiera dichiarava in diretta su Studio 100: “Il campionamento continuo non è iniziato, l’Arpa, secondo il protocollo, avvisa l’Ilva prima di fare i controlli”. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Forse, se la sua storia fosse stata raccontata tra le testimonianze dell’ambientalismo e delle battaglie per la sicurezza sui posti di lavoro, la piazza avrebbe capito un po’ meglio chi era chi urlava “l’Ambiente è di tutti, non è di Altamarea”. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Tutto questo cosa significa? Che la piazza stava iniziando a manifestare contro se stessa, contro il suo obiettivo, forse perché un obiettivo unitario non c’era nemmeno prima. Forse perché si arriva ad oltre 20.000 unendo chi vuole l’industria, il lavoro e l’ambientalizzazione, e chi vuole il risarcimento ed una conversione. Mi chiedo se si possa marciare insieme. Se uno vuole, si può fare, il risultato però è l’equivoco. Ed, allora, alcuni esponenti politici magari rasserenati dal tenore di alcuni interventi e spinti a rilasciare dichiarazioni anche alle tv, disapprovavano invece ad esempio le parole di Matacchiera, Oliva o il monologo dell’attrice. Accadeva perché dallo stesso palco non si andava verso la stessa direzione? In alcuni casi condivisa dalla partitocrazia, in altri no? <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Al di la di chi ha rilasciato raffiche dichiarazioni alle tv, tra i più contrariati dalle parole pronunciate contro l’etica della politica, c’era Michele Pelillo, assessore regionale, rimasto sotto il palco, che esprimeva il suo dissenso, nel dietro le quinte, mentre l’attrice circondata dal suo gruppo teatrale di sostegno, difendendo la sua scelta di teatro civile lo accusava di anti-democraticità. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">I focolai di discussione crescevano agli angoli della piazza tra direttivo e amici del direttivo e tra le tante parole, Paola D’Andria, presidente dell’Ail di Taranto, tuonava “La politica di oggi ancora non si merita di essere considerata una buona politica”.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">I toni si erano inaspriti. E la piazza continuava a manifestare contro se stessa, ormai a riflettori spenti, mentre numerosi blogger amatoriali riprendevano ogni cosa, senza escludere nemmeno i commenti sulla trasmissione in diretta su BS la sera prima, Polifemo, quando nella contesa politica venuta fuori, Michele Pelillo avrebbe accusato Pietro Franzoso di non poter parlare di ambiente perché aveva interessi nelle ditte appaltatrici dell’indotto. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">La perplessità sul cammino intrapreso si insinua nel pensiero.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">I tempi potrebbero essere maturi per costringersi a fare scelte chiare e spiegare davvero a chi aderisce ad Altamarea, qual è la meta, qualunque essa sia.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><font face="georgia"><font size="undefined">Affinché sia una sola, nel bene o nel male. E che alla quantità dell’affluenza si preferisca la qualità ed omogeneità dell’adesione. In modo da consentire a questa coscienza ambientale di esprimersi con coerenza e non con confusione come è capitato il 28 novembre 2009. <span>&#160;</span></font></font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="georgia"><font size="undefined">Questo è solo un racconto, il mio. Però è anche la mia opinione. Io penso che Taranto sia una città inquinata ed ammalata, dentro, nell’inconscio, e che sia d’altro canto povera e bisognosa di lavorare. Sogno dunque una società in grado di tracciare un percorso di progettazione dello sviluppo futuro in chiave alternativa nel quale impiegare chiunque stia temendo per il suo lavoro. Una città che non usi la prepotenza palese o occulta e markettara per impedire la libertà di espressione e che possa confrontarsi con l’aiuto della ricerca, serenamente, su uno dei futuri possibili. Volti a ritrovare le vocazioni seppellite nell’oblio dei ricordi di una terra dell’archeologia e dell’enogastronomia, del teatro e della musica, del turismo e della cultura, delle tradizioni e dei riti quando quelle ciminiere di tutti i siti dell’Industria Pesante non esistevano. <br /></font></font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="georgia"><font size="undefined">Un’indagine del Cnr di Pisa, sulla quale scrissi nel 2006, li considerava già fattori di rischio collegati all’aumento di mortalità per determinate patologie: “I fattori di rischio ambientali presenti sono riconducibili alla presenza di un’acciaieria a ciclo integrale tra le più grandi d’Europa, una raffineria petrolchimica di grandi dimensioni, un cementificio di importanza nazionale, due centrali termoelettriche ed ai rispettivi consistenti flussi di merci e materie prime. Accanto a questi grandi impianti sono presenti stabilimenti di manufatti di gomma e di materie plastiche, stabilimenti chimici che producono smalti sintetici, vernici e colle, stabilimenti che trattano e producono derivati del petrolio e del carbone, altri di metallurgia di seconda lavorazione, di costruzione e lavorazione di parti meccaniche, di elettrotecnica ed elettronica”. Ed ancora dissero i ricercatori in quel 14 dicembre del 2006: “<span>Il responso è negativo: d</span>i tumore e patologie associabili alle esperienze lavorative si muore sempre di più. Particolarmente preoccupante è l’incidenza dei tumori al polmone, alla pleura, alla vescica. Altre patologie, ad esempio le malattie dell’apparato respiratorio e la polmonite, associabili sia all’abitudine al fumo sia ai livelli elevati di inquinamento atmosferico, nel passato erano meno nocive. La prevenzione diventa, quindi, urgente”.</font></font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="georgia">due video presi da youtube<br /></font></p>
<p><font face="georgia"><a href="http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LnlvdXR1YmUuY29tL3VzZXIvaWNhcmV0YXJhbnRv">http://www.youtube.com/user/icaretaranto</a><br /><a href="http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LnlvdXR1YmUuY29tL3VzZXIvcm9zYmFsZTY1">http://www.youtube.com/user/rosbale65</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&#38;friendId=331352867&#38;blogId=520273044">http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&#38;friendId=331352867&#38;blogId=520273044</a><br /></font></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" alt="" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=84755ad6-2b07-8764-8682-1c9e2863637e" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sistemi agro-alimentari in competizione: from farm o lab/brand to fork?]]></title>
<link>http://foodforfuture.wordpress.com/2009/11/30/sistemi-agro-alimentari-in-competizione-from-farm-o-labbrand-to-fork/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:04:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>FOODA</dc:creator>
<guid>http://foodforfuture.wordpress.com/2009/11/30/sistemi-agro-alimentari-in-competizione-from-farm-o-labbrand-to-fork/</guid>
<description><![CDATA[Di Franco Sotte Questo articolo affronta il problema del futuro dell’agricoltura e dell’agroalimenta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Di Franco Sotte Questo articolo affronta il problema del futuro dell’agricoltura e dell’agroalimenta]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COP15..conferenza sul cambiamento climatico]]></title>
<link>http://pdbovolone.wordpress.com/2009/11/30/cop15-conferenza-sul-cambiamento-climatico/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:53:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdbovolone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tra una settimana, ci sarà un&#8217;importante iniziativa. Dopo Kyoto, a Copenhagen si terrà la     ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tra una settimana, ci sarà un&#8217;importante iniziativa. Dopo Kyoto, a Copenhagen si terrà la     ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[A proposito di differenziata]]></title>
<link>http://procidaniuse.wordpress.com/2009/11/30/a-proposito-di-differenziata/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:12:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>pc1951</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guardando questa foto una domanda mi viene spontanea: è cosi difficile convincere o nel peggiore dei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Guardando questa foto una domanda mi viene spontanea: è cosi difficile convincere o nel peggiore dei]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verso la conferenza sul clima di Copenhagen]]></title>
<link>http://attacfoggia.wordpress.com/2009/11/30/verso-la-conferenza-sul-clima-di-copenhagen/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:45:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>attacfoggia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da tempo vari movimenti sociali sparsi per il mondo contestano le soluzioni del protocollo di Kyoto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Da tempo vari movimenti sociali sparsi per il mondo contestano le soluzioni del protocollo di Kyoto ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seminário “Alterações Climáticas: a Região do Norte e o Pós-Quioto”]]></title>
<link>http://hoffice.wordpress.com/2009/11/30/seminario-%e2%80%9calteracoes-climaticas-a-regiao-do-norte-e-o-pos-quioto%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:10:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>hoffice</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.ccdr-n.pt/alteracoesclimaticas/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1031" title="Alterações Climáticas" src="http://hoffice.wordpress.com/files/2009/11/alteracoes-climaticas.jpg" alt="" width="500" height="338" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[professione architetto]]></title>
<link>http://atepro.wordpress.com/2009/11/30/professione-architetto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:26:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>stefanomichelato</dc:creator>
<guid>http://atepro.wordpress.com/2009/11/30/professione-architetto/</guid>
<description><![CDATA[Ci piace ricordare che il mondo della architettura potrebbe essere anche qualcosa di più di quello c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ci piace ricordare che il mondo della architettura potrebbe essere anche qualcosa di più di quello che ci è dato vivere in italia<br />
&#8230;aspettando il DDL Brunetta per il quale non c&#8217;è motivo di avere un progettista per rinnovare un edificio!</p>
<p>UIA ACCORD ON RECOMMENDED INTERNATIONAL STANDARDS OF PROFESSIONALISM IN ARCHITECTURAL PRACTICE<br />
PRINCIPLES OF PROFESSIONALISM<br />
BEIJING, JUNE 1999<br />
MEMBERS OF THE ARCHITECTURAL PROFESSION are dedicated to standards of professionalism, integrity, and competence, and  thereby bring to society unique skills and aptitudes essential to the sustainable development of the built environment and the welfare of their societies and cultures.     Principles of professionalism are established in legislation, as well as in codes of ethics and regulations defining professional conduct:<br />
EXPERTISE : Architects possess a systematic body of knowledge, skills, and theory developed through education, graduate and post-graduate training, and experience. The process of architectural education, training, and examination is structured to assure the public that when an architect is engaged to perform professional services, that architect has met acceptable standards enabling proper performance of those services. Furthermore, members of most professional societies of architects and indeed, the UIA, are charged to maintain and advance their knowledge of the art and science of architecture, to respect the body of architectural accomplishment, and to contribute to its growth.<br />
AUTONOMY : Architects provide objective expert advice to the client and/or the users. Architects are charged to uphold the ideal that learned and uncompromised professional judgment should take precedence over any other motive in the pursuit of the art and science of architecture. Architects are also charged to embrace the spirit and letter of the laws governing their professional affairs and to thoughtfully consider the social and environmental impact of their professional activities.<br />
COMMITMENT : Architects bring a high level of selfless dedication to the work done on behalf of their clients and society. Members of the profession are charged to serve their clients in a competent and professional manner and to exercise unprejudiced and unbiased judgment on their behalf.<br />
ACCOUNTABILITY : Architects are aware of their responsibility for the independent and, if necessary, critical advice provided to their clients and for the effects of their work on society and the environment. Architects undertake to perform professional services onlywhen they, together with those whom they may engage as consultants, are qualified by education, training, and/or experience in the specific technical areas involved. The UIA, through the programs of its national sections and the Professional Practice Commission, seeks to establish principles of professionalism and professional standards in the interest of public health, safety, welfare, and culture, and supports the position that interrecognition of standards of professionalism and competence is in the public interest as well as in the interest of maintaining the credibility of the profession. The principles and standards of the UIA are aimed at the thorough education and practical training of architects so that they are able to fulfil their fundamental professional requirements. These standards recognize different national educational traditions and,therefore, allow for factors of equivalency.<br />
<a href="http://www.uia-architectes.org/texte/england/Menu-1/0-pourquoi-new.html">http://www.uia-architectes.org/texte/england/Menu-1/0-pourquoi-new.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ClimateGate (19): Oops]]></title>
<link>http://oinsurgente.org/2009/11/30/climetegate-19-oops/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Miguel</dc:creator>
<guid>http://oinsurgente.org/2009/11/30/climetegate-19-oops/</guid>
<description><![CDATA[Times Online SCIENTISTS at the University of East Anglia (UEA) have admitted throwing away much of t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article6936328.ece">Times Online</a></p>
<blockquote><p>SCIENTISTS at the University of East Anglia (UEA) have admitted throwing away much of the raw temperature data on which their predictions of global warming are based. </p>
<p>It means that other academics are not able to check basic calculations said to show a long-term rise in temperature over the past 150 years. </p>
<p>The UEA’s Climatic Research Unit (CRU) was forced to reveal the loss following requests for the data under Freedom of Information legislation. </p>
<p>The data were gathered from weather stations around the world and then adjusted to take account of variables in the way they were collected. The revised figures were kept, but the originals — stored on paper and magnetic tape — were dumped to save space when the CRU moved to a new building</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corri per Telethon a Villa Borghese ]]></title>
<link>http://blog.romavisibile.it/2009/11/30/corri-per-telethon-a-villa-borghese/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:11:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>romavisibile</dc:creator>
<guid>http://blog.romavisibile.it/2009/11/30/corri-per-telethon-a-villa-borghese/</guid>
<description><![CDATA[Domenica 6 dicembre dalle ore 8.00 alle ore 13.00 parte la prima edizione di &quot;Corri per Teletho]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Domenica 6 dicembre dalle ore 8.00 alle ore 13.00 parte la prima edizione di &quot;Corri per Teletho]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pesca illegale nelle acque del siracusano.]]></title>
<link>http://sikulamente.wordpress.com/2009/11/30/pesca-illegale-nelle-acque-del-siracusano/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:54:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>sikulamente</dc:creator>
<guid>http://sikulamente.wordpress.com/2009/11/30/pesca-illegale-nelle-acque-del-siracusano/</guid>
<description><![CDATA[Siracusa &#8211; Un conzo non segnalato a Fontane Bianche e pescatori in attività all’interno dell’a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sikulamente.wordpress.com/files/2009/11/guardia_costiera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-149" title="guardia_costiera" src="http://sikulamente.wordpress.com/files/2009/11/guardia_costiera.jpg" alt="" width="196" height="148" /></a>Siracusa &#8211; Un conzo non segnalato a Fontane Bianche e pescatori in attività all’interno dell’area marina protetta. Per gli uomini della guardia costiera di Siracusa è stata una domenica di intensa attività volta al contrasto all’esercizio illecito della pesca.<br />
Il primo intervento è stato effettuato al largo di Fontane Bianche dove l’equipaggio della motovedetta CP 832 ha rinvenuto un palangaro calato in mare senza l’opportuna segnalazione disposta dalle norme di sicurezza sulla navigazione. Ad alcuni ami avevano abboccato sei esemplari di pesce spada dalle dimensioni non consentite avendo un peso inferiore ai 18 chilogrammi. Il pesce e gli attrezzi da pesca sono stati recuperati e posti sotto sequestro.</p>
<p>Dopo gli opportuni controlli veterinari, il pescato è stato devoluto in beneficienza in favore degli ospiti di alcuni istituti della città.<br />
Lo stesso equipaggio ha poi intercettato, all’interno della zona A dell’area protetta del Plemmirio, una barca con due persone a bordo intente a pescare. L’area, com’è noto, è completamente inibita, per motivi di salvaguardia ambientale, alla navigazione e a qualsiasi forma di pesca. Data l’alta valenza naturalistica del sito le sanzioni previste nei confronti dei contravventori sono notevolmente pesanti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Estação de Tratamento de águas residuais (ETAR)]]></title>
<link>http://sabichoesdeabacao.wordpress.com/2009/11/30/estacao-de-tratamento-de-aguas-residuais-etar/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:39:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>veronicasilva</dc:creator>
<guid>http://sabichoesdeabacao.wordpress.com/2009/11/30/estacao-de-tratamento-de-aguas-residuais-etar/</guid>
<description><![CDATA[Estação de Tratamento de águas residuais , tem como objectivo , o adequado tratamento das aguas resi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.oh2.pt/Solucoes/ETAR/ETAR_files/ETAR_Ponte_sor_4.jpg" alt="" width="321" height="134" />Estação de Tratamento de águas residuais , tem como objectivo , o adequado tratamento das aguas residuais  urbanas e industrias , antes da sua  devolução do meio ambiente . </p>
<p>&#160;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Processos: </span></em></strong></p>
<p><strong>Tratamento preliminar:</strong> promove a remoção de sólidos grosseiros e finos, areais e óleos e gorduras. <strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>Tratamento secundário:</strong> das tecnologias disponíveis, utiliza um processo biológico para a remoção da matéria orgânica e de compostos azotados. </p>
<p><strong>Tratamento biológico:</strong> processo combinado de degradação por via biológica da matéria orgânica e compostos azotados.</p>
<p><strong>Decantação secundária:</strong> processo físico de separação entre a fase sólida (biomassa) e a fase liquida .</p>
<p><strong>Tratamento terciário:</strong> engloba a remoção de poluentes específicos, designadamente a remoção de compostos responsáveis pela cor.</p>
<p><strong>Espessamento, Desidratação e Secagem Térmica:</strong> envolve os processos para a designação e higienização do resíduo (lamas) gerado no tratamento dês aguas residuais.</p>
<p>Descarga de água tratada: a água é devolvida meio hídrico, cumprindo a legislação vigente e os requisitos constantes da licença de descarga.</p>
<p>Destino final das lamas: entre os destinos em estudo, considera a valorização agrícola.</p>
<p style="text-align:right;">Jéssica Pereira n.º 10, Paula Ferreira n.º 17</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AMBIENTE: FARE AMBIENTE AVVIA LA CAMPAGNA "SEGNALACI LE CARCASSE":  troppe le auto e moto abbandonate nella Capitale]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/30/ambiente-fare-ambiente-avvia-la-campagna-segnalaci-le-carcasse-troppe-le-auto-e-moto-abbandonate-nella-capitale/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:35:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
<guid>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/30/ambiente-fare-ambiente-avvia-la-campagna-segnalaci-le-carcasse-troppe-le-auto-e-moto-abbandonate-nella-capitale/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Sono realmente troppe le automobili ed i motocicli che vengono abbandonati nelle strade delle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/carcassa-di-un-auto-abbandonata-da-oltre-un-anno-fuori-dalla-stazione-di-saxa-rubra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1123" title="carcassa di un auto abbandonata, da oltre un anno, fuori dalla stazione di Saxa Rubra" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/carcassa-di-un-auto-abbandonata-da-oltre-un-anno-fuori-dalla-stazione-di-saxa-rubra.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a>&#8220;Sono realmente troppe le automobili ed i motocicli che vengono abbandonati nelle strade delle nostre città. Le procedure per rimuoverle sono lente ed il periodo che trascorre fra la segnalazione sino alla rimozione, in alcuni casi può durare anche mesi&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E´ quanto dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Coordinatore per il Lazio del Movimento Ecologista Europeo &#8211; Fare Ambiente.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Questi relitti, soprattutto le automobili, in alcuni casi diventano dei veri e propri rifugi di sbandati e senza tetto, e rappresentano un pericolo costante per chi ha scelto tale mezzo come tetto di fortuna e per chi transita nei pressi, con il pericolo d´incendio sempre in agguato, o per il pericolo della carrozzeria che senza alcuna forma di manutenzione può creare intralcio o ferire pedoni o motociclisti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Non ultimo chiaramente &#8211; prosegue Benvenuti &#8211; il problema di occupazione di posti auto, di degrado urbano che si amplia soprattutto in quelle strade meno trafficate e quindi con minore vigilanza. Vi è anche la differenza rispetto alla natura dell´abbandono, se rubata oppure abbandonata volutamente dal proprietario&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Per questo disagio che si vive anche nella Capitale, ogni anno vi sono quasi quattrocento auto abbandonate ed una infinità di motocicli, Fare Ambiente ha avviato un servizio di raccolta di segnalazioni all&#8217;indirizzo e-mail: <a href="mailto:info@fareambiente.it" target="_blank">info@fareambiente.it</a>, oppure attraverso l´invio di un sms al n. 335 1353330, avviando una campagna</p>
<p style="text-align:justify;">d´informazione denominata &#8220;Segnalaci le Carcasse&#8221;, impegnandosi a procedere alle dovute informazioni agli Organi competenti ed alla Polizia Municipale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Riteniamo che l´ambiente deve sempre essere rispettato e chiediamo – conclude Benvenuti &#8211; il più celere intervento da parte delle Autorità competenti, ma anche il coinvolgimento attivo da parte dei cittadini&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COP15 - Global warming is not waiting]]></title>
<link>http://calli0pe.wordpress.com/2009/11/30/cop15-global-warming-is-not-waiting/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:55:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>calli0pe</dc:creator>
<guid>http://calli0pe.wordpress.com/2009/11/30/cop15-global-warming-is-not-waiting/</guid>
<description><![CDATA[In questi ultimi giorni abbiamo tutti sentito nominare, almeno una volta (nonostante la sostanziale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">In questi ultimi giorni abbiamo tutti sentito nominare, almeno una volta (nonostante la sostanziale indifferenza mostrata dal più diffuso mezzo di comunicazione di massa, la televisione), la COP15.<br />
<strong>Ma cosa significa COP15?<img class="alignleft" title="cop15" src="http://i47.tinypic.com/il92co.png" alt="" width="209" height="202" /></strong><br />
COP15 è la <a href="http://en.cop15.dk/frontpage" target="_blank">15esima conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul Clima</a> e si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre prossimi. Il proposito di questa conferenza era quello di riunire i maggiori governi del pianeta per discutere e fronteggiare l’allarmante problema del cambiamento climatico. Inoltre, la conferenza avrebbe dovuto stilare un nuovo protocollo (dal momento che i traguardi posti da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Ky%C5%8Dto" target="_blank">protocollo di Kyoto</a> sono sostanzialmente falliti) il cui l’obiettivo avrebbe dovuto essere la riduzione del 50% delle emissioni di CO<sub>2</sub> entro il 2050.<br />
<strong>Perché uso modi/tempi verbali condizionali e passati?<br />
</strong><em><span style="text-decoration:underline;">Semplicemente perché la conferenza di Copenhagen non porterà ad alcun risultato utile.</span></em> L&#8217;ambizioso obiettivo è infatti già andato in fumo di fronte all’effettivo &#8216;NO&#8217; della Cina espresso durante il vertice APEC tenutosi lo scorso 14 novembre a Singapore. Dai lavori, che hanno visto impegnati 21 leader del Foro di Cooperazione Asia &#8211; Pacifico, è emerso un generico impegno ad affrontare i cambiamenti climatici senza alcun riferimento, però, agli obiettivi riguardanti i tagli di CO<sub>2</sub>.<br />
<img class="alignright" title="cop15orso" src="http://i49.tinypic.com/34rvatz.png" alt="" width="222" height="300" />Per altro, dai negoziati Usa – Cina non è emerso nulla di buono. Da un lato gli USA, principali responsabili delle emissioni di gas serra, stentano a trovare un accordo che permetta una riforma ambientale; dall’altro, i cinesi neanche si rendono conto che seguono a ruota gli americani per quanto riguarda l’inquinamento ambientale e sostengono che “sono i paesi di più datata industrializzazione ad avere maggiore responsabilità riguardo i cambiamenti climatici&#8221; e perciò toccherebbe a loro impegnarsi di più per ridurre le emissioni di CO<sub>2</sub>.<br />
<strong>Nonostante queste premesse decisamente scoraggianti</strong>, il <a href="http://klimax2009.org/" target="_blank">gruppo danese KlimaX</a> (il cui sito è sfortunatamente solo in danese. Ho inserito ugualmente il link, mi sembrava corretto..) dichiara che:</p>
<blockquote><p>La Danimarca sta per ospitare il COP15 nell’inverno del 2009. Faremo in modo che questo sia un summit che i leader non dimenticheranno mai. Alzeremo le nostre voci in una maniera che non lascerà scampo. Diremo che non possiamo più accettare questa roulette russa con il clima. Loro sono i pochi, eppure le conseguenze delle loro azioni colpiscono l’esistenza di ogni essere sul pianeta. Useremo metodi di azione diretta e non-violenta perchè non possiamo permettere a pochi delegati di mettere a rischio la sopravvivenza del pianeta un minuto di più. E’ ora di riprenderci il potere.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Che dire?</strong><br />
<em><span style="text-decoration:underline;">Non ci resta che sperare che le azioni di KlimaX si rivelino davvero efficaci.</span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Orsi, lupi e leoni. L'ambiente rivuole i grandi predatori]]></title>
<link>http://quotidianoinclasse.wordpress.com/2009/11/30/orsi-lupi-e-leoni-lambiente-rivuole-i-grandi-predatori/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:51:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucatrotta</dc:creator>
<guid>http://quotidianoinclasse.wordpress.com/2009/11/30/orsi-lupi-e-leoni-lambiente-rivuole-i-grandi-predatori/</guid>
<description><![CDATA[I lupi, i leoni e i puma sono sempre di meno e l&#8217;ambiente va in crisi, anche perché questi car]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I lupi, i leoni e i puma sono sempre di meno e l&#8217;ambiente va in crisi, anche perché questi carnivori vengono soppiantati da una schiera di predatori più piccoli che causano grandi problemi ecologici ed economici.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi duecento anni nel Nord America – afferma William Riple del dipartimento degli Ecosistemi Forestali dell&#8217;università dell&#8217;Oregon (USA) -, tutti i “superpredatori” come il lupo, l&#8217;orso, il puma hanno subito un declino, mentre sono aumenteti del 60% i mesopredatori, animali carnivori o onnivori, che occupano un posto intermedio nella rete alimentare. Questo fenomeno, molto grave, è in aumento a livello globale&#8221;.</p>
<p>Da sempre gli esseri umani hanno cercato di liberare il territorio dalla presenza di animali con i quali la convivenza era difficile, come con i grandi carnivori. In altri casi è stata l&#8217;alterazione degli ecosistemi ad allontanare questi animali. Comunque, dopo l&#8217;iniziale sollievo (da parte dell&#8217;uomo) per la diminuzione di aggressioni da parte dei predatori e per la diminuzione di perdita di bestiame ci sono stati dei contraccolpi inaspettati. &#8220;In alcune zone dell&#8217;Africa Sub-sahariana – racconta Clinton Epps dell&#8217;università dell&#8217;Oregon – le popolazioni di leoni e di leopardi sono state decimate, con il risultato che è letteralmente esplosa la presenza dei babbuini, tenuta sotto controllo sino allora dalla presenza dei felini. Il risultato è che le scimmie, oltre a contribuire al declino delle gazzelle e antilopi, compiono continue scorribande nei campi coltivati, costringendo le famiglie a tenere a casa da scuola i loro figli per badare ai raccolti&#8221;.</p>
<p>&#8220;In America l&#8217;eliminazione dei lupi – continua Epps – spesso favorita dagli allevatori, ha portato a un aumento dei coyote, mesopredatori tenuti sotto controllo dagli stessi lupi. I coyote attaccano però i greggi di pecore e antilocapre, prede ambite dai cacciatori di trofei e si spendono ora centinaia di milioni di dollari per controllarli&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;aumento dei mesopredatori in corrispondenza del calo dei suprepredatori – commenta Piero Genovesi, ricercatore dell&#8217;Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – è un fenomeno studiato in modo approfondito solo da qualche anno e che ha ripercussioni importanti sia in termini di conservazione che di gestione delle popolazioni. In Europa, è stato osservato accidentalmente in Scandinavia, quando una esplosione di rogna sarcoptica aveva decimato le popolazioni di volpe, causando un inaspettato incremento, tra le altre specie, anche della martora. Si è così scoperto che la volpe rappresentava un fattore limitante per la martora, probabilmente per la predazione diretta&#8221;.</p>
<p>&#8220;È quindi fondamentale – conclude Genovesi – approfondire le complesse interazioni interspecifiche, anche per evitare che gli interventi di gestione diano risultati opposti a quelli desiderati&#8221;.</p>
<p>Cristiano R. &#8211; 2A</p>
<p>[ L'articolo originale è stato pubblicato sul quotidiano <em>Corriere della Sera</em> del 24.11.2009 ]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tredicimila veicoli da tenere in garage]]></title>
<link>http://quotidianoinclasse.wordpress.com/2009/11/30/tredicimila-veicoli-da-tenere-in-garage/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:44:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucatrotta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Circa 13 mila veicoli destinati a restare fermi a causa delle limitazioni alla circolazione previste]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Circa 13 mila veicoli destinati a restare fermi a causa delle limitazioni alla circolazione previste dal piano antismog entrato in vigore da ieri. Il divieto di transito riguarda tutti i veicoli Euro 0, diesel Euro 1 e motocicli e ciclomotori Euro 1, che non possono circolare tutti i giorni esclusi sabato e festivi dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19.</p>
<p>Questo piano ha l’obiettivo di contenere le emissioni inquinanti prodotte da veicoli vecchi ed obsoleti. Durante il primo giorno di applicazione non è stata data alcuna sanzione. Chi fosse sorpreso alla guida di un veicolo che non poteva circolare dovrà pagare una multa di 74 euro. Sono esclusi dalle limitazioni i mezzi pubblici, gli autoveicoli ecologici, i veicoli con a bordo almeno tre persone e quelli condotti da lavoratori impossibilitati ad utilizzare gli autobus per recarsi a lavoro. Sono esclusi anche i veicoli delle forze dell’ordine, i mezzi di soccorso e quelli per la distribuzione della posta.</p>
<p>Nella provincia di Trento ci sono circa un 7.8% di euro 0, ben al di sotto della media nazionale, e la maggior parte dei veicoli sono euro 3, 4 e 5 (59,29%). Questo grazie anche agli incentivi economici che in questi ultimi mesi hanno favorito il mercato dell’auto. Le autovetture con oltre 20 anni sono 10.864, mentre i diesel circa 2.046.</p>
<p>Per quanto riguarda eventuali fasi di emergenza, si farà ciò che è già stato sperimentato l’anno scorso: se per 6 giorni consecutivi si verificasse il superamento delle soglie previste, si potrà decidere l’estensione della fascia dei divieti dalle 7 alle 19.</p>
<p>Michele M. &#8211; 2A</p>
<p>[ L'articolo originale è stato pubblicato sul quotidiano <em>L'Adige</em> del 24.11.2009, pagina 21 ]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I segreti dei ghiacci (sciolti) dell’Artico]]></title>
<link>http://quotidianoinclasse.wordpress.com/2009/11/30/i-segreti-dei-ghiacci-sciolti-dell%e2%80%99artico/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:40:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucatrotta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Secondo uno studio dell’istituto Polare norvegese la banchisa è al minimo degli ultimi 800 anni Il g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Secondo uno studio dell’istituto Polare norvegese la banchisa è al minimo degli ultimi 800 anni</strong></p>
<p><strong>Il giacimento: Nel mare di Barents presto potrà essere sfruttata una delle più grandi riserve mondiali di gas naturale</strong></p>
<p>KIRKNES (confine Norvegia-Russia): Undici milioni di tonnellate di argine di ghiaccio, partite insieme verso Nord, come non avevano fatto in tanti secoli. &#8211; E senza passaporto – scherza Alf Hakon Hoel, geopolitico dell’università di Tromso (Norvegia). Spiega che prima si trovavano nelle acque norvegesi. Ora, con questa migrazione epocale, sono disperse nelle acque della Russia, dell’Islanda, o della Gran Bretagna. Sarà difficile una futura guerra per i giacimenti di petrolio, ma sarà facile per i banchi di pesce; con precisione le aringhe, costrette a migrare per il clima troppo caldo, e per lo scioglimento dei ghiacci del Mare Artico.</p>
<p>Dal 1850 ad oggi le temperature al Nord sono salite di due gradi. I ghiacci si ritirano e si rimpiccioliscono. Questo comporta grandissimi disagi, per esempio in Norvegia: il mare più caldo e più salato incide sulla produzione di plankton, primo anello della catena del cibo, diminuiscono i gamberi che li mangiano e poi anche il merluzzo che mangia i gamberi, e così via. Questo è uno dei moltissimi esempi sul riscaldamento globale.</p>
<p>Fortunatamente il grande disgelo non ha portato solo sconquassi. Ad esempio Jeanette Andersen tiene vicino alla sua scrivania, al Centro artico di biologia marina di Tromoso, una scatola con tante caselle e in ognuna il male, cioè una coltura di cellule tumorali umane. Tumore al seno, melanoma e molti altri. Le cellule sono di colore arancio e vivono in un’incubatrice a una temperatura di 37 gradi. Sono tutte vive a parte due che sono diventate nere, spiega Jeanette. Le due nere le hanno uccise con dei flaconi pieni di alghe, stelle marine, spugne e plankton in un esperimento.</p>
<p>Le creature nei flaconi provengono tutte dall’Artico, cioè da un ambiente di straordinaria biodiversità, largamente inesplorato. L’ultimo punto bianco del globo. È una “farmacia” degli abissi. Dopo un esperimento che consisteva di mettere una di queste cellule vicino ad un tumore, si è potuto notare che il tumore era stato polverizzato. Purtroppo non si conoscono ancora gli effetti collaterali. Ora le stanno studiando in un istituto di New York.</p>
<p>Enrico P. &#8211; 1G</p>
<p>[ L'articolo originale è di Luigi Offeddu ed è stato pubblicato sul quotidiano <em>Corriere della sera</em> del 26.11.2009 ]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Clima, la promessa della Cina "2020, più efficienti del 40%"]]></title>
<link>http://infoarea24.wordpress.com/2009/11/30/clima-la-promessa-della-cina-2020-piu-efficienti-del-40/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:33:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>infoarea24</dc:creator>
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<description><![CDATA[PECHINO &#8211; La Cina ridurrà la propria intensità carbonica, e cioè l&#8217;ammontare di emission]]></description>
<content:encoded><![CDATA[PECHINO &#8211; La Cina ridurrà la propria intensità carbonica, e cioè l&#8217;ammontare di emission]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'errore grave è l'incompetenza ]]></title>
<link>http://ecoinformazioni.wordpress.com/2009/11/30/giu-la-giunta-lerrore-grave-e-lincompetenza/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:54:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ecoinformazioni</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Nella trasmissione in diretta su Espansione tv di venerdì scorso (27/11) il sindaco di Como ha dich]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://ecoinformazioni.wordpress.com/files/2009/11/giu-la-giunta-piccolo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2568" title="giù la giunta piccolo" src="http://ecoinformazioni.wordpress.com/files/2009/11/giu-la-giunta-piccolo.jpg?w=136" alt="" width="136" height="150" /></a>«Nella trasmissione in diretta su Espansione tv di venerdì scorso (27/11) il sindaco di Como ha dichiarato che sulla questione muro sul lago la cittadinanza è stata portata a conclusioni fuori misura,  fomentata dai partiti di minoranza e dai giornalisti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Forse il sindaco di Como non ha ancora capito che l’errore grave non è solo l’extra muro, come continua a ripetere aggiungendo anche che con la passeggiata sopraelevata tale scempio avrebbe trovato la sua giustificazione. L’errore grave è stato e rimane l’incompetenza dell’amministrazione dimostrata nella gestione di un progetto così qualificante e determinante per l’aspetto ed il futuro della città; l’incapacità di recepire le sollecitazioni arrivate da più parti a rivedere il progetto verso un minor impatto e a rigettare l’ipotesi dell’uso del lago come riserva idrica; la volontà di far passare senza informazione e discussione varianti discutibili quali la trasformazione delle paratie da mobili a fisse. Con queste premesse, la città come potrà credere alla nuova promessa di un lungolago &#8220;più bello di prima&#8221; ? Forse il sindaco di Como non ha capito che se tutta una città si muove contro una decisione della sua amministrazione, pur votata con ampio margine, non si può ridurre il problema al fatto che tutti non abbiano capito niente e che siano succubi di una manovra; forse dimentica che esiste il diritto dei cittadini al controllo ed alla critica, dimentica che le risposte ai cittadini non si devono dare solo quando diventano probabili elettori ma anche e durante tutto il mandato.</p>
<p style="text-align:justify;">Il sindaco di Como sostiene poi che non ci sia un nesso tra la richiesta di dimissioni dell’ex assessore Caradonna e quanto è successo e riduce il tutto ad un processo di piazza; ma chi deve rispondere di un errore di queste dimensioni sulla realizzazione di un’opera pubblica se non l’assessore responsabile ? In un certo senso però il sindaco di Como ha ragione: su un’opera di queste dimensioni dovrebbe rispondere anche il sindaco stesso; e perciò rigiriamo a lui la domanda, sommando al muro anche la cattiva gestione delle aree dismesse, le concessioni edilizie facili ed in deroga non solo al piano regolatore ma al buon senso, l’incapacità di risolvere il nodo del traffico in città, la riduzione degli spazi per la cultura; la mancanza totale cioè di una visione della città di Como per il futuro».  Giù la Giunta</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifestazione No Ponte: la sinistra c'è, il PD tentenna]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/30/manifestazione-no-ponte-la-sinistra-ce-il-pd-tentenna/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:48:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[. Reticenti. Contraddittorie. Surreali. Le parole con le quali il PD di Reggio Calabria, per bocca d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><a rel="nofollow" name="fb_share" href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fcomunistaquotidiano.blogspot.com%2F2009%2F11%2Fmanifestazione-no-ponte-la-sinistra-ce.html&#38;src=sp"></a></div>
<div>
<div><a href="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/ponte%20sullo%20stretto.jpg"><img src="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/ponte%20sullo%20stretto.jpg" border="0" alt="" width="320" height="239" /></a></div>
<p>.</p>
<div><span style="color:#ea0000;"><strong>Reticenti. Contraddittorie. Surreali.</strong></span> Le parole con le quali il PD di Reggio Calabria, per bocca del suo segretario provinciale Giuseppe Strangio, ha motivato la non adesione alla manifestazione della Rete No Ponte del prossimo 19 Dicembre a Villa San Giovanni, sono un</div>
<div>concentrato di astrazione e di ambiguità, un frutto avvelenato del residuo “ma-anchismo” che ancora sembra pervadere il Partito Democratico reggino. Siamo contro il Ponte ma anche per verificare se le carte e le risorse ne consentono la costruzione. Siamo per i dubbi sulle ragioni economiche ed ambientali dell’opera ma anche per evitare contrapposizioni con Berlusconi perché queste lo rafforzano. Siamo contro la costruzione del Ponte ma anche contro la partecipazione alla manifestazione del 19 Dicembre perché ideologica e, quindi, speculare agli interessi di marketing elettorale del Governo Berlusconi. Evidentemente, a Reggio Calabria ci sono molti più veltroniani di quello che le primarie non abbiano effettivamente indicato…..<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Spieghiamo meglio la nostra opinione</strong></span> sulle parole di Strangio.<br />
Abbiamo detto reticenti, in primo luogo. Dinanzi allo sfacelo economico, ambientale e sociale che sarà prodotto dall’eventuale costruzione del Ponte, il principale partito d’opposizione non può cavarsela dicendo che al momento non c’è traccia né di progetti né di finanziamenti certi e che, di conseguenza, manifestare contro l’ipotesi Ponte rappresenta una scelta meramente ideologica. Peggio ancora, Strangio e il PD non possono arrogarsi alcun diritto di svilire il Movimento No Ponte, reputandolo come la faccia speculare, e perciò stessa quasi complementare, dell’azione mediatica e propagandistica del Governo Berlusconi. Rifondazione Comunista, che del movimento si sente parte attiva e convinta, rispedisce al mittente le parole del segretario Strangio, ritenendo che sia proprio l’atteggiamento accomodante del PD il principale limite nella costruzione di un’opposizione efficace a Berlusconi.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Contraddittorie, in secondo luogo,</strong></span> sia rispetto al giudizio che lo stesso Strangio fa balenare nelle sue riflessioni (“persistono dubbi sulla fattibilità tecnica dell’opera, sulla copertura economica, sull’impatto ambientale e permane la necessità di realizzare prioritariamente altre opere pubbliche”) sia rispetto alle scelte maturate in seno ad importanti amministrazioni locali a guida PD (la Regione Calabria e la Provincia di Reggio Calabria che, su richiesta dei rappresentanti di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra, hanno manifestato l’intenzione di aderire alla manifestazione del 19 Dicembre e di supportarne concretamente l’organizzazione). Anche queste ambiguità di fondo rappresentano un limite nel contrasto alle scelleratezze del Governo Berlusconi.<br />
<span style="color:#ea0000;"><strong>Surreali, infine,</strong></span> collocate come appaiono fuori dal contesto e dalla situazione politica date, quelli di un Governo Berlusconi dall’animo profondamente anti-meridionale che utilizza il Ponte come “specchietto per le allodole” nei confronti di calabresi e siciliani, quelli di una compagine governativa che non sa immaginare alcuna seria ipotesi di sviluppo per la nostra terra all’infuori di cementificazione selvaggia e opere inutili. Davvero il PD, la principale forza di centrosinistra, pensa che dinanzi all’attacco al territorio calabrese si possa assumere atteggiamenti terzi rispetto al sostegno acritico e alla difesa consapevole? Davvero, il PD pensa che davanti alla menomazione della democrazia perpetrata dal Governo Berlusconi e alla relativa aggressione nei confronti degli interessi del Sud si possa reagire con posizioni del tipo “aspettiamo di vedere le carte” o “per il momento ci sono altre priorità”?</div>
<div><span style="color:#ea0000;"><strong>Il 19 Dicembre, Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra saranno a Villa San Giovanni</strong></span> a manifestare e a contestare, insieme a tanti altri partiti politici, associazioni e comitati, sindacati, enti locali, singoli individui: il NO al Ponte è una scelta politica di merito, una scelta che presuppone un’ipotesi di futuro per la Calabria e il Sud, quella che ci parla di uno sviluppo meno energivoro e più rispettoso del territorio, di una riconversione ambientale e sociale dell’economia, di una lotta alle forze criminali e mafiose che ne cancelli la presenza dal tessuto produttivo locale invece che incentivarla, di un autogoverno democratico delle comunità locali, ecc. Se questo dovesse significare essere antiberlusconiani e ideologici, noi saremo e resteremo orgogliosamente antiberlusconiani e ideologici.</div>
<div><strong>Il Segretario Provinciale PRC<br />
Antonio Larosa</strong></div>
<div><strong>.<br />
</strong></div>
<div><a href="http://comunistaquotidiano.blogspot.com/"> <img src="http://lh5.ggpht.com/_C4DXxFVN1C0/SvghV4_9ktI/AAAAAAAABVg/km_M5iLGvqk/bannercomquodefinitivo4stato.gif" alt="" width="500" height="96" /></a></div>
<div>Fonte: <strong><a href="http://comunistaquotidiano.blogspot.com/2009/11/manifestazione-no-ponte-la-sinistra-ce.html?utm_source=twitterfeed&#38;utm_medium=facebook">il Comunista Quotidiano</a></strong></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bozza, entro il 2050 emissioni giù del 50%]]></title>
<link>http://infoarea24.wordpress.com/2009/11/30/bozza-entro-il-2050-emissioni-giu-del-50/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:38:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>infoarea24</dc:creator>
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<description><![CDATA[Emissioni serra globali dimezzate rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, con l&#8217;80 per cen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Emissioni serra globali dimezzate rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, con l&#8217;80 per cen]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'errore nucleare]]></title>
<link>http://recepcja.wordpress.com/2009/11/30/lerrore-nucleare/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:33:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>satrapo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo so, é un mio chido fisso, ma fin da bambino la mia speranza é quella di vedere il mondo libero da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Lo so, é un mio chido fisso, ma fin da bambino la mia speranza é quella di vedere il mondo libero dalle centrali nucleari.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco cosa ha dichiarato a Repubblica <strong>Carlo Rubbia</strong>: &#8220;<em>Per risolvere il problema dell&#8217;energia bisogna rivoluzionare completamente la rotta iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall&#8217;altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. <span style="text-decoration:underline;">La strada promettente è piuttosto il solare</span>, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell&#8217;Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti. L&#8217;Italia ha scelto di tornare al nucleare ma si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c&#8217;è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano.  La Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell&#8217;arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l&#8217;amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. <span style="text-decoration:underline;">L&#8217;unico dubbio ormai non è se l&#8217;energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi</span></em>&#8220;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La folle corsa all'incenerimento.....]]></title>
<link>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/30/la-folle-corsa-allincenerimento/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>letaizia</dc:creator>
<guid>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/30/la-folle-corsa-allincenerimento/</guid>
<description><![CDATA[La notizia è del 25 novembre, divulgata dall’associazione dei medici per l’ambiente: è stato dimostr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img style="max-width:800px;" src="http://beppegrillotaranto.files.wordpress.com/2009/11/inceneritore1.jpg?w=398&#038;h=282" height="282" width="398" /><br /> 
<p>La notizia è del 25 novembre, divulgata dall’associazione dei medici per l’ambiente: è stato dimostrato che sono <u>stati modificati dei testi scientifici<font color="#000000">,</font></u> cioè tradotti volontariamente sbagliati, per avallare la tesi secondo cui gli inceneritori sarebbero innocui rispetto ai rischi sanitari.<br />Dal sito terranauta.it:</p>
<blockquote><p>L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale – Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia – Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti – Parte II”. L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73,702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”.</p>
<p>Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km… Over the two stages of the study was a statistically significant (P&#60;0.05) decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer”, quindi esattamente il contrario di quanto riportato dall’autore.</p>
</blockquote>
<p> Il livello di attenzione sulla questione degli inceneritori va tenuta non alta: altissima! Oltre alla questione sanitaria, va affrontata quella economica: è importante, ma non sufficiente, diffondere la cultura della raccolta differenziata porta a porta e le informazioni relativi ai pericoli. <br />Il rifiuto è uno sbaglio nella progettazione di un oggetto. E’ folle distribuire prodotti con tre o quattro imballi. E’ folle riempire le discariche di pannolini per bimbi quando gli enti locali possono finanziare quelli riutilizzabili. </p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" alt="" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5d937e8c-c6c3-846e-a291-155371ea8f7d" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Popoli disperati sposano la violenza”]]></title>
<link>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/30/%e2%80%9cpopoli-disperati-sposano-la-violenza%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:24:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>supermarco</dc:creator>
<guid>http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/11/30/%e2%80%9cpopoli-disperati-sposano-la-violenza%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Dal quotidiano gratuito Metro del 30 novembre 2009   “POPOLI DISPERATI SPOSANO LA VIOLENZA”   di Eli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dal quotidiano gratuito Metro del 30 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>“POPOLI DISPERATI SPOSANO LA VIOLENZA”</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">di Elisabeth Braw</p>
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<p style="text-align:justify;">L’innalzamento della temperatura potrebbe portare a un incremento del numero delle guerre civili in Africa nelle prossime due decadi. Lo dice Marshall Burke, ricercatore di Stanford University, raggiunto da Metro.</p>
<p style="text-align:justify;">«La maggioranza degli africani sono coltivatori e l’agricoltura è sensibile al clima. Quando la temperatura sale, chi dipende dalla terra soffre, e c’è un’escalation di violenza a causa della disperazione. Lo studio ha preso in esame i Paesi della fascia subsahariana: i conflitti saliranno del 55% per via del global warming».</p>
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<p style="text-align:justify;"><strong>DOMANDA.</strong> Il costo in vite umane?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>RISPOSTA.</strong> «Il clima causerà circa 400.000 vittime nei prossimi 20 anni. Ma senza contare quelle indirette, come i morti per fame o malattia. In questo caso il numero è assai superiore».</p>
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