<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>amianto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/amianto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "amianto"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:30:15 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Consiglio Comunale questa sera]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/26/consiglio-comunale-questa-sera/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:09:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/26/consiglio-comunale-questa-sera/</guid>
<description><![CDATA[La Prealpina del 26 novembre 2009 La Prealpina del 26 novembre 2009]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1492" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_26_prealpina_1.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1492 " title="2009_11_26_prealpina_1" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_26_prealpina_1.jpg?w=300" alt="La Prealpina del 26 novembre 2009" width="300" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">La Prealpina del 26 novembre 2009</p></div>
<div id="attachment_1491" class="wp-caption aligncenter" style="width: 195px"><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_26_prealpina_2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1491 " title="2009_11_26_prealpina_2" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_26_prealpina_2.jpg?w=185" alt="La Prealpina del 26 novembre 2009" width="185" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La Prealpina del 26 novembre 2009</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Genova: protestano i lavoratori dell'amianto]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/25/genova-protestano-i-lavoratori-dellamianto/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:50:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/25/genova-protestano-i-lavoratori-dellamianto/</guid>
<description><![CDATA[200 lavoratori genovesi, molti dei quali in cassa integrazione, stamane hanno invaso pacificamente i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>200 lavoratori genovesi, molti dei quali in cassa integrazione, stamane hanno invaso pacificamente il teatro Carlo Felice, dove si stava tenendo un convegno dell&#8217;INAIL sugli infortuni sul lavoro.</p>
<p>I lavoratori protestano la revoca del riconoscimento dell&#8217;esposizione all&#8217;amianto. Tra di loro lavoratori di Ansaldo, Ilva e Fincantieri.</p>
<p><a title="protesta lavoratori dell'amianto" href="http://genova.repubblica.it/dettaglio/irruzione-dei-lavoratori-dellamianto-al-teatro-carlo-felice/1787595#commenta">Qu</a>i il link all&#8217;articolo completo</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amianto: le risposte in Consiglio Comunale?]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/24/amianto-le-risposte-in-consiglio-comunale/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:16:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/24/amianto-le-risposte-in-consiglio-comunale/</guid>
<description><![CDATA[La Prealpina del 24 novembre 2009]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">
<div id="attachment_1459" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_24_prealpina_4.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1459 " title="2009_11_24_prealpina_4" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_24_prealpina_4.jpg?w=300" alt="La Prealpina del 24 novembre 2009" width="300" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">La Prealpina del 24 novembre 2009</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Via l’amianto da via Mazzolari. Approvato il progetto definitivo di 2,9 milioni di euro]]></title>
<link>http://massimilianobombonati.wordpress.com/2009/11/23/via-l%e2%80%99amianto-da-via-mazzolari-approvato-il-progetto-definitivo-di-29-milioni-di-euro/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:48:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimiliano Bombonati</dc:creator>
<guid>http://massimilianobombonati.wordpress.com/2009/11/23/via-l%e2%80%99amianto-da-via-mazzolari-approvato-il-progetto-definitivo-di-29-milioni-di-euro/</guid>
<description><![CDATA[Dal sito del Comune di Milano: Via l’amianto da via Mazzolari. Approvato il progetto definitivo di 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dal sito del Comune di Milano: Via l’amianto da via Mazzolari. Approvato il progetto definitivo di 2]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amianto: parla la ditta che vuole realizzare l'impianto]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/21/amianto-parla-la-ditta-che-vuole-realizzare-limpianto/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:58:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/21/amianto-parla-la-ditta-che-vuole-realizzare-limpianto/</guid>
<description><![CDATA[La Prealpina del 21 novembre 2009]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1400" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_21_prealpina_1.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1400" title="2009_11_21_prealpina_1" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_21_prealpina_1.jpg?w=300" alt="La Prealpina del 21 novembre 2009" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">La Prealpina del 21 novembre 2009</p></div>
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Processo Eternit, Casale Monferrato chiede giustizia! No all'impunità del processo breve.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/21/processo-eternit-casale-monferrato-chiede-giustizia-no-allimpunita-del-processo-breve/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:21:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
<guid>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/21/processo-eternit-casale-monferrato-chiede-giustizia-no-allimpunita-del-processo-breve/</guid>
<description><![CDATA[Casale Monferrato si mobilita. Il DDL sul processo breve, se approvato dalle Camere, rischia di far ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Casale Monferrato si mobilita. Il DDL sul processo breve, se approvato dalle Camere, rischia di far saltare il processo Eternit, in corso di svolgimento a Torino dopo anni di impunità per i proprietari della fabbrica che produceva le famose lastre ondulate in amianto per l&#8217;edilizia. La fibra d&#8217;amianto ha fatto centinaia di morti &#8211; bianche e non &#8211; a causa del mesotelioma, il tumore polmonare incurabile, gravissimo, che si contrae a causa della inalazione della fibra. Molte persone sono morte a Casale. Ancora oggi la bonifica del sito della ex fabbrica non è ancora conclusa. L&#8217;amianto è disseminato dappertutto. Nelle case come nelle scuole. Non esiste nessun &#8220;anagrafe&#8221; dei siti contenenti amianto. I due unici accusati sono Stephan Schmidheiny, 62 anni, di professione miliardario, oggi divenuto sostenitore delle cause ambientaliste, e il barone belga Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 88 anni, accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli antinfortunistici (sapevano e non hanno fatto nulla per evitare le morti).</p>
<p>Ebbene, questi speculatori sulla pelle altrui, peraltro già avanti con l&#8217;età, potrebbero non solo non fare un giorno di carcere, ma nemmeno sborsare i dovuti risarcimenti alle vittime superstiti, ai familiari delle vittime, nonché all&#8217;INAIL, che ha chiesto ben 246 milioni di euro di danni, grazie all&#8217;indulto ad personam che l&#8217;entourage berlusconiano ha preparato per salvare il capo dalla tempesta giudiziaria che lo travolgerà.</p>
<p>Casale Monferrato protesta per tutto ciò. Casale chiede verità e giustizia. È stata lanciata un&#8217;iniziativa, esporre il tricolore alle finestre, su tutte le finestre di Casale, con le scritte Eternit e Giustizia. Il 1° Dicembre si svolgerà un&#8217;assemblea pubblica, organizzata dalle confederazioni sindacali, presso il Salone Tartara, in Piazza Castello a Casale Monferrato; al seguito si svolgerà una fiaccolata per le vie della città. La partecipazione è aperta a tutti. Mentre il 10 Dicembre ci sarà una nuova udienza a Torino: i cittadini si stanno mobilitando per parteciparvi e far sentire la propria voce e la domanda di giustizia.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 476px"><img title="Assemblea pubblica vertenza Eternit a Casale Monferrato" src="http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs101.snc3/14849_1136979630151_1397177157_30336395_5079502_n.jpg" alt="" width="466" height="604" /><p class="wp-caption-text">Assemblea pubblica vertenza Eternit a Casale Monferrato</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 548px"><img title="Il Tricolore a Casale Monferrato" src="http://photos-a.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs003.snc3/11052_1140524318766_1397177157_30344431_1956178_n.jpg" alt="" width="538" height="348" /><p class="wp-caption-text">Il Tricolore a Casale Monferrato</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 614px"><img title="Tricolore per le vie di Casale Monferrato" src="http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs021.snc3/10857_1146312943478_1397177157_30355891_7609473_n.jpg" alt="" width="604" height="459" /><p class="wp-caption-text">Tricolore per le vie di Casale Monferrato</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consiglio Comunale - giovedì 26 novembre 2009 ore 20:30]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/21/consiglio-comunale-giovedi-26-novembre-2009-ore-2030/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:03:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>the jack</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/21/consiglio-comunale-giovedi-26-novembre-2009-ore-2030/</guid>
<description><![CDATA[Il Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo è stato convocato in sessione straordinaria il giorno gioved]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo è stato convocato in sessione straordinaria il giorno <strong>giovedì 26 novembre 2009 alle 20:30</strong> presso la Sala Polivalente &#8211; Monastero San Michele per discutere degli argomenti elencati nel seguente ordine del giorno:</p>
<ol>
<li>Approvazione verbali sedute del <a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/08/26/registrazione-del-consiglio-comunale-del-28-luglio-2009/" target="_blank">28.07.2009</a> e <a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/09/26/registrazione-del-consiglio-comunale-del-24-settembre-2009/" target="_blank">24.09.2009</a>.</li>
<li>Comunicazioni del sindaco.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24527 del 26.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-pgt.pdf" target="_blank">interrogazione sullo stato di avanzamento del Piano di Governo del Territorio</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24528 del 26.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-sito-internet.pdf" target="_blank">interrogazione portale Internet del Comune</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24529 del 26.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-cablatura-sala.pdf" target="_blank">interrogazione cablatura sala civica Ulisse Bosisio</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24530 del 26.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-trascrizioni.pdf" target="_blank">interrogazione trascrizione dibattiti di Consiglio Comunale</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24707 del 27.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-impianto-amianto.pdf" target="_blank">interrogazione su impianto trattamento Amianto</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24790 del 28.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-treperquattro.pdf" target="_blank">interrogazione su accordo di programma denominato <em>treperquattro</em> in Tornavento</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24792 del 28.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-strade-comunali.pdf" target="_blank">interrogazione manutenzione strade Comunali</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 24793 del 28.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/interrogazione-piano-casa.pdf" target="_blank">interrogazione su mancata deliberazione sul Piano Casa in Lombardia</a>”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 25619 del 06.11.2009 “consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: “segnaletica orizzontale Piazza Mazzini”.</li>
<li>Interrogazione prot. num. 25620 del 06.11.2009 “consigliere Armando Mantovani” ad oggetto: “chiarimento della presenza di nomadi sul territorio comunale”.</li>
<li>Variazione di assestamento generale esercizio 2009 e pluriennale 2009/2011.</li>
<li>Avvio procedura per la locazione di area standard in località Gelada ed attribuzione di destinazione urbanistica transitoria dell’area.</li>
<li>Progetto inerente la realizzazione di opere di manutenzione straordinaria presso asilo del Bambino Gesù</li>
<li>Autorizzazione ampliamento rete di distribuzione gas metano in via per Busto Arsizio &#8211; allacciamento utenza.</li>
<li>Mozione prot. num. 22010 del 28.09.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: <a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/20090924_mozioneattivandalici.pdf" target="_blank">interventi per la prevenzione di atti vandalici</a>.</li>
<li>Mozioni prot. num. 22520 del 02.10.2009 “consigliere Armando Mantovani” e num. 24699 del 27.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” concernenti “impianto per distribuzione acqua al pubblico/<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/mozione-casa-acqua.pdf" target="_blank">realizzazione casa dell’acqua</a>”.</li>
<li>Mozioni prot. num. 24309 del 22.10.2009 “consigliere Armando Mantovani” e num. 24706 del 27.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” concernenti “l’impianto di inertizzazione/<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/mozione-impianto-amianto.pdf" target="_blank">trattamento amianto</a>”.</li>
<li>Mozione prot. num. 24791 del 28.10.2009 “consigliere Nadia Rosa” ad oggetto: “<a href="http://democraticiuniti.files.wordpress.com/2009/10/20091027_mobilitasociale-v02.pdf" target="_blank">mozione Mobilità Sociale</a>”.</li>
<li>Mozioni prot. num. 26094 del 12.11.2009 “consigliere Armando Mantovani” e prot. num. 26255 del 13.11.2009 “consigliere Mauro Andreoli” concernenti “il crocifisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici”.</li>
</ol>
<p>La seduta potrà eventualmente proseguire nei giorni di <strong>lunedì 30 novembre 2009 alle 20:30</strong> e <strong>martedì 1 dicembre 2009 alle 20:30</strong>.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">“</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli striscioni erano tre]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/19/gli-striscioni-erano-tre/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:10:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/19/gli-striscioni-erano-tre/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_19_prealpina_3.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1373" title="2009_11_19_prealpina_3" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_19_prealpina_3.jpg?w=300" alt="La Prealpina del 19 novembre 2009" width="300" height="86" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Processo Eternit: imputato lo Stato]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/19/processo-eternit-imputato-lo-stato/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:43:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/19/processo-eternit-imputato-lo-stato/</guid>
<description><![CDATA[Clamoroso colpo di scena di queste ore nel processo Eternit di Torino: appena concesso, all’avv. Ezi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Clamoroso colpo di scena di queste ore nel processo Eternit di Torino: appena concesso, all’avv. Ezio Bonanni di Latina, dal Tribunale Ordinario di Torino, un decreto per la citazione in giudizio, quale responsabile civile, dello Stato italiano (nella persona della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Ne danno congiunta notizia la segreteria dell’avv. Bonanni, unitamente alle associazioni di categoria (Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia, Osservatorio Nazionale sull’Amianto, Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana) schierate, in prima linea, contro la letale fibra killer. Una situazione più unica che rara in cui la spada sanzionatoria della giustizia sembrerebbe rivolgersi contro proprio nei confronti di quella mano che l’avrebbe impropriamente impugnata. Un caso forse senza precedenti che vedrà lo Stato italiano comparire, nell’aula di un suo Tribunale, a difendersi  “per l’udienza che si celebrerà il 10 dicembre 2009, ore 10,00, nella maxi-aula 1, ingresso 16, piano -2” a Torino assieme ai Sigg.ri Schmidheiny Stephan Ernest (Svizzera) e De Cartier De Marchienne Louis (Belgio), responsabili delle gestioni Eternit, “&#8230;per non aver adottato i provvedimenti necessari a garantire il rispetto dei principi costituzionali e l’attuazione delle specifiche direttive CEE in materia di tutela della salute dei lavoratori&#8230;”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amianto NON solo al Nido San Carlino ...continua]]></title>
<link>http://tastosterone.wordpress.com/2009/11/18/amianto-non-solo-al-nido-san-carlino-continua/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 22:53:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>tastosterone</dc:creator>
<guid>http://tastosterone.wordpress.com/2009/11/18/amianto-non-solo-al-nido-san-carlino-continua/</guid>
<description><![CDATA[Ormai sono mesi che stanno menando il can per l&#8217;aia. Dopo i rilievi effettuati nei locali del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://tastosterone.wordpress.com/files/2009/11/6932_1223299387745_1386790237_649173_618533_n.jpg"><img src="http://tastosterone.wordpress.com/files/2009/11/6932_1223299387745_1386790237_649173_618533_n.jpg" alt="" title="6932_1223299387745_1386790237_649173_618533_n" width="600" height="399" class="alignnone size-full wp-image-365" /></a></p>
<p>Ormai sono mesi che stanno menando il can per l&#8217;aia.<br />
Dopo i rilievi effettuati nei locali del nido aspettiamo le risposte ufficiali.<br />
Resta la &#8220;promessa&#8221; di bonificare la copertura che ci viene concessa quasi come un favore, sapendo benissimo che non si stanno rispettando le normative.<br />
Inoltre girando per Genzano si notano altri siti da bonificare.<br />
Non sono favori da fare a qualcuno, ma primari doveri di una amministrazione che può e deve trovare i fondi anche rivedendo alcune spese spesso inutili.<br />
Chiunque abbia notizie o ulteriori segnalazioni si faccia sentire, grazie !</p>
<p>Ex Post :</p>
<p>Amianto NON solo al Nido San Carlino<br />
2009 SETTEMBRE 8</p>
<div id="attachment_163" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://tastosterone.wordpress.com/files/2009/09/rifiuti-amianto.jpg?w=300" alt="Articolo apparso sul Messaggero del 7 Luglio 2009" title="rifiuti.amianto" width="600" height="311" class="size-medium wp-image-163" /><p class="wp-caption-text">Articolo apparso sul Messaggero del 7 Luglio 2009</p></div>
<div id="attachment_150" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://tastosterone.wordpress.com/files/2009/09/tetto-dar-parente2.jpg" alt="una copertura nei pressi del bivio di nemi ( tra Viale Matteotti e Via Stati Uniti d&#39;America )" title="tetto.dar.parente" width="600" height="311" class="size-full wp-image-150" /><p class="wp-caption-text">una copertura nei pressi del bivio di nemi ( tra Viale Matteotti e Via Stati Uniti d'America )</p></div>
<div id="attachment_147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://tastosterone.wordpress.com/files/2009/09/ex-autorimessa-comunale.jpg" alt="ex Autoparco Comunale di Genzano di Roma di Via Longo" title="ex.autorimessa.comunale" width="600" height="312" class="size-full wp-image-147" /><p class="wp-caption-text">ex Autoparco Comunale di Genzano di Roma di Via Longo</p></div>
<p>Girando per Genzano a piedi come mi impongo ogni tanto ho notato anche altri siti potenzialmente dannosi.<br />
Non ne ho la certezza, ma ho dei forti sospetti :<br />
Una copertura nei pressi del bivio di nemi tra Viale Matteotti e Via Stati Uniti d&#8217;America ( vedi foto sopra ).<br />
L&#8217;ex autoparco comunale su Via Longo sul quale uscì tempo fa un articolo sul Messaggero del 27 Marzo 2008 che ho scovato sul sito della mitica <a href="http://www.panacca.it/" target="_blank">Lucia &#8216;a Panacca</a> ( vedi foto sopra ).<br />
Sempre sul Messaggero del 7 Luglio 2009 si denunciava una discarica abusiva lungo il lago di Nemi.<br />
In questa occasione proprio il nostro sindaco Ercolani denunciò il fatto alle autorità competenti.<br />
A questo punto chiedo al sindaco di farsi delle passeggiata anche nel nostro paese e di dare un&#8217; occhiata in giro ( vedi foto sopra ).</p>
<p>La nostra denuncia circa lo stato dell&#8217; Asilo Nido San Carlino comincia a girare per il WEB:</p>
<p><a href="http://www.castellinews.it/index.asp?act=v&#38;id=6376&#38;20090907" target="_blank">Castelli News &#8211; Giornale Locale</a><br />
<a href="http://claudiobucci.alamimultimedia.com/content/view/187/1/" target="_blank">Blog di Claudio Bucci</a><br />
<a href="http://tastosterone.wordpress.com/2009/09/07/amianto-nel-nido-dei-nostri-figli/" target="_blank">Blog di Tastosterone ( IO )</a><br />
<a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/178468" target="_blank">Libero &#8211; quotidiano</a><br />
- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; -</p>
<blockquote><p>L&#8217;articolo del Messaggero di Giovedì 27 Marzo 2008<br />
di ANDREA PALLADINO</p>
<p>RISCHIO AMIANTO: CHIUSO L&#8217;AUTOPARCO COMUNALE DI GENZANO</p>
<p>Il sindaco di Genzano Enzo Ercolani ha disposto la chiusura al pubblico<br />
dell’autoparco comunale per un tempo indeterminato.<br />
Il provvedimento è stato preso nei giorni scorsi e dall’inizio di questa settimana l’ordinanza è esposta sui cancelli.<br />
La decisione nasce dal possibile pericolo di contaminazione ambientale che deriverebbe dall’amianto utilizzato per la copertura dell’hangar che ospita i carri di carnevale, oltre agli autoveicoli in uso per i servizi dell’amministrazione comunale.<br />
La segnalazione del rischio ambientale era stata inviata nei giorni scorsi dai vigili urbani. Nella relazione della Municipale era evidenziata anche la presenza di diversi rifiuti ingombranti, depositati &#8211; senza autorizzazioni specifiche &#8211; all’interno dell’area adibita ad autoparco. Pur non essendo una vera e propria discarica, l’accumularsi di diversi resti delle lavorazioni dei cantieri stradali (pali di semafori, blocchi di cemento) e di mobili vecchi ed elettrodomestici abbandonati in un’area comunale è un ulteriore segnale del problema di smaltimento dei rifiuti ingombranti, dopo la chiusura dell’isola ecologica.<br />
L’accumulo di questa grossa mole di rifiuti è avvenuto nonostante la presenza di telecamere di sorveglianza e di un cancello elettrico che avrebbe dovuto impedire l’accesso all’autoparco.<br />
La realizzazione dell’area ecologica speciale, che verrà gestita da Ama per accogliere tutti i rifiuti ingombranti, appare ancora lontana.<br />
Ad oggi non è stata individuata, almeno ufficialmente, neanche l’area da utilizzare all’interno della nuova zona artigianale.<br />
Per ora il sindaco Ercolani ha disposto una perizia tecnica per capire se le lastre d’amianto dell’attuale copertura possa creare<br />
danni per la salute dei lavoratori dell’autoparco.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forme di protesta spontanee a Lonate]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/18/forme-di-protesta-spontanee-a-lonate/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 06:36:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/18/forme-di-protesta-spontanee-a-lonate/</guid>
<description><![CDATA[Questa mattina, andando al lavoro, passavo davanti alle scuole medie ed ho visto questo:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questa mattina, andando al lavoro, passavo davanti alle scuole medie ed ho visto questo:</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/no-amianto.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1355" title="no amianto" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/no-amianto.jpg?w=300" alt="No! Amianto" width="300" height="225" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[balle spaziali.]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/17/le-balle-sparite/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:23:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
<guid>http://raggia.wordpress.com/2009/11/17/le-balle-sparite/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Che fine hanno fatto le balle di amianto la cui presenza era stata segnalata nell&#8217;ex di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Che fine hanno fatto le balle di amianto la cui presenza era stata segnalata nell&#8217;ex di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Processo breve allarme per i casi amianto]]></title>
<link>http://moriredicantiere.wordpress.com/2009/11/15/processo-breve-allarme-per-i-casi-amianto/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 11:01:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>moriredicantiere</dc:creator>
<guid>http://moriredicantiere.wordpress.com/2009/11/15/processo-breve-allarme-per-i-casi-amianto/</guid>
<description><![CDATA[Il Piccolo, 15 novembre 2009    Processo breve, allarme per i casi-amianto   Il presidente degli avv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Piccolo, 15 novembre 2009 <br />
 <br />
<strong>Processo breve, allarme per i casi-amianto  <br />
Il presidente degli avvocati Cattarini: «I procedimenti in corso non entrerebbero nel disegno di legge»</strong>  <br />
 <br />
La riduzione a 6 anni per la durata massima di un processo, scandita in due anni per ciascun grado di giudizio a decorrere dalla richiesta di rinvio da parte del Pubblico ministero al Gip, in sede di primo grado, prospettata dal disegno di legge del Governo depositato al Senato, in ordine al cosiddetto ”Processo breve”, incombe anche sull’attività del Tribunale di Gorizia con tutto il suo bagaglio di incognite e preoccupazioni.<br />
La proposta, qualora venisse approvata e applicata in termini retroattivi anche ai processi in corso, potrebbe ”azzerare” di fatto innumerevoli procedimenti per intervento dell’estinzione. Un problema che si pone in particolare in sede di primo grado, oltre al rischio di improcedibilità per ulteriori, futuri processi di ampia portata sotto il profilo della gravità dei reati contestati. Si affaccia anche l’interrogativo attorno al destino dei processi per amianto. Per il quale le prime interpretazioni sembrano divergere: se c’è chi sostiene che, teoricamente, questi procedimenti dovrebbero venir esclusi dal processo breve, trattandosi di materia legata al lavoro, altri legali, invece, mantengono i dubbi riservandosi approfondimenti. Una situazione, insomma, ancora aperta. Il presidente della Camera penale di Gorizia, l’avvocato Riccardo Cattarini, osserva: «Il termine dei 6 anni per la durata massima dei processi nei tre gradi di giudizio è ragionevole, non a caso è quello indicato dall’Unione europea. Tutto bene? Per nulla. Non si accelerano i processi solo mettendo dei limiti massimi alla loro durata. È come voler far andare più veloci i treni solo cambiando l’orario. È un problema, innanzitutto, di strutture: il nostro sistema giudiziario, soprattutto penale, è fatiscente e sconta difetti storici che nessuno ha mai pensato di eliminare». Cattarini passa in rassegna i punti principali, citando la questione legata alla mancata depenalizzazione, alla mancata revisione delle norme su contumacia e irreperibilità, alla mancata revisione dell’organizzazione degli Uffici giudiziari. «Il Governo &#8211; aggiunge &#8211; ha scelto la strada, dirompente, di un intervento ”secco” sulla durata del processo, senza intervenire su tutto il resto. Lo fa affrettatamente, minando, forse definitivamente, la credibilità della Giustizia nei cittadini».<br />
Il legale ritiene altresì che i procedimenti in ordine all’amianto sarebbero da escludere nell’ambito del processo breve, trattandosi di materia legata al tema del lavoro. Quindi mette in evidenza un’ulteriore incongruenza: «Le nuove norme escludono dalla durata massima alcuni reati e non c’è un minimo di ragionevolezza: un processo contro un accusato di violenza sessuale, di una grossa truffa, di fatti di bancarotta, di corruzione di un pubblico funzionario (di un testimone?) dovrà necessariamente concludersi entro sei anni. Potranno invece durare all’infinito quelli per un piccolissimo incidente stradale, per un furto di qualcosa da mangiare in un supermercato, o quello contro quel cittadino che, magari 20 anni prima, ha avuto anche una lievissima condanna». Il presidente della Camera penale di Gorizia considera un altro aspetto: «Le nuove norme si applicheranno anche ai processi in corso: cosa racconteremo alla vittima di un delitto che per anni ha cercato di far condannare, anche con spese talvolta ingenti, e non solo per la difesa, chi ha commesso il reato? Cosa penseranno i cittadini quando il processo contro chi li ha truffati, contro il medico accusato di aver cagionato la morte di un persona cara, o contro un violentatore, finiranno con un provvedimento che dirà solo: ”processo estinto ai sensi si legge?”. Speriamo che il Parlamento ci pensi, una legge così non è un passo nella direzione della civiltà giuridica».</p>
<p>Il Piccolo, 16 novembre 2009 <br />
 <br />
<strong>RASSICURAZIONI DEGLI AVVOCATI SUL NUOVO DISEGNO DI LEGGE  <br />
Il processo breve non bloccherà le cause-amianto  <br />
Donolato: «Sarà comunque più difficile punire la condotta che ha causato il disastro»</strong> <br />
 <br />
di LAURA BORSANI</p>
<p>Dai legali arrivano le conferme: i processi per amianto in carico al Tribunale di Gorizia verrebbero esclusi dal disegno di legge sul ”Processo breve” in fieri al Parlamento. Fatte salve ulteriori modifiche, i procedimenti legati all’amianto, dunque, come già osservato dal presidente della Camera penale di Gorizia, l’avvocato Riccardo Cattarini, non rientrerebbero nel dispositivo che prevede la riduzione a 6 anni per la durata massima di un processo, stabiliti in due anni per ogni grado di giudizio, a decorrere dalla richiesta di rinvio da parte del Pubblico ministero al Gip. Una proposta, tuttavia, che fa discutere e mantiene alto il dibattito critico tra i legali per l’intero disegno di legge.<br />
Così commenta l’avvocato Francesco Donolato: «I processi relativi all’esposizione amianto sono esclusi dal campo di applicazione del disegno di legge. Ma ciò che viene in discussione è l’intero sistema sanzionatorio del decreto legislativo 81 in materia di sicurezza dell’ambiente di lavoro. In sostanza, la prescrizione viene ridotta per tutti i reati ivi previsti a due anni dal momento dell’esercizio dell’azione penale, per il primo grado di giudizio &#8211; con ovvie ripercussioni in tutte le situazioni in cui gli uffici operano con difficoltà. Il decorso del termine inizia con la richiesta di rinvio a giudizio e rende estremamente difficile definire processi di rilevante importanza per i cittadini singolarmente (i fatti connessi a responsabilità medica, intercettazioni illecite o violenza privata) o come collettività (falso in bilancio, reati contro la pubblica amministrazione, reati ambientali, omessa bonifica, realizzazione di discariche abusive). Peculato, malversazione in danno di privati, corruzione compresa quella in atti giudiziari semplice, sono solo un esempio dei comportamenti che rischiano di beneficiare della ”grazia” governativa, tenuto conto che le norme di applicano anche ai processi in corso tranne quelli già avanti alle Corti d’Appello e di Cassazione». Donolato quindi sottolinea: «Se vogliamo parlare di amianto, oggi i processi si faranno, ma sempre da oggi, se passa la legge nel testo noto, sarà più difficile reprimere le condotte che hanno causato il disastro che è sotto i nostri occhi».<br />
Anche l’avvocato Luigi Genovese è molto critico: «È una bozza, bisognerà attendere gli sviluppi e le eventuali modifiche &#8211; premette -. Per quanto è dato sapere al momento, sembrano esclusi i procedimenti per l’amianto, trattandosi di reati commessi in violazione delle norme sul lavoro. I processi in corso a Gorizia, pertanto, dovrebbero proseguire».<br />
Ma è il giudizio generale che il legale evidenzia: «A mio avviso è un giudizio estremamente negativo: questo disegno di legge non va a favore della giustizia, determinerà notevoli complicazioni, anche sotto il profilo procedurale. Ci troveremo di fronte alla paralisi di molti processi, ma anche delle stesse prassi giudiziarie. Il sistema &#8211; conclude &#8211; va riformato, ma non in questo modo. Non c’è nulla da salvare in questo provvedimento legislativo».</p>
<p>Messaggero Veneto, 16 novembre 2009 <br />
 <br />
<strong>DUBBI E SCETTICISMO  <br />
Bevilacqua: «Paradossi e tante incongruenze»</strong>  <br />
 <br />
Ad associarsi alle preoccupazioni attorno al ”Processo breve” è anche l’avvocato Paolo Bevilacqua, del Foro di Gorizia: «La prescrizione calendata a due anni per ogni grado di giudizio &#8211; osserva il legale &#8211; è già di per sè una incongruenza. Semmai sarebbe opportuno allungare i termini in sede di primo grado, il livello più complesso e corposo deputato alla raccolta delle prove e alla fase dibattimentale, fissandoli a tre anni, riducendo invece a un anno e mezzo ciascuno gli altri due gradi di giudizio successivi, dove intervengono i giudici della legittimità. Sarebbero altresì necessarie regole più rigorose per le impugnazioni».<br />
C’è quindi la questione legata ai procedimenti in corso: «Un’inclusione nel disegno di legge, nell’ambito del processo breve &#8211; sostiene ancora l’avvocato Bevilacqua -, rappresenterebbe un paradosso, determinando la sparizione di molti procedimenti per estinzione. Non posso che essere molto scettico e dubbioso su questo disegno di legge per quanto almeno si può conoscere allo stato attuale».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amianto, ancora]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/13/amianto-ancora/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 00:04:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/13/amianto-ancora/</guid>
<description><![CDATA[Improvvisamente si ammette che c&#8217;è stato &#8220;qualche contatto verbale&#8221;, quando solo p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Improvvisamente si ammette che c&#8217;è stato &#8220;qualche contatto verbale&#8221;, quando solo pochi giorni fa si parlava addirittura di menzogne (<a href="http://wp.me/pyy1H-eq">qui</a>) .</p>
<p>Siccome il paese è piccolo, non si può tener nascosto che c&#8217;è anche stato un incontro tra chi vorrebbe costruire questo impianto e la maggioranza AL COMPLETO.</p>
<p>Capisco che ci si voglia trincerare dietro alla mancanza di documenti ufficiali presentati al protocollo per richiedere le autorizzazioni, ma negare l&#8217;evidenza non si può.</p>
<p><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_11_provincia.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1322" title="2009_11_11_provincia" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_11_provincia.jpg?w=300" alt="La Provincia del 11 novembre 2009" width="300" height="239" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La riforma della giustizia mette a rischio il processo Eternit?]]></title>
<link>http://fabiolavagno.info/2009/11/12/la-riforma-della-giustizia-mette-a-rischio-il-processo-eternit/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:32:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabiolavagno</dc:creator>
<guid>http://fabiolavagno.info/2009/11/12/la-riforma-della-giustizia-mette-a-rischio-il-processo-eternit/</guid>
<description><![CDATA[Destano una certa preoccupazione le parole pronunciate da Gian Carlo Caselli, Procuratore della Repu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Destano una certa preoccupazione le parole pronunciate da Gian Carlo Caselli, Procuratore della Repu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I 15 miliardi dell'INAIL]]></title>
<link>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/11/i-15-miliardi-dellinail/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:48:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>letaizia</dc:creator>
<guid>http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2009/11/11/i-15-miliardi-dellinail/</guid>
<description><![CDATA[Nella nostra città ci sono tanti operai che hanno contratto l&#8217;asbestosi, malattia legata all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nella nostra città ci sono tanti operai che hanno contratto l&#8217;asbestosi, malattia legata all&#8217;esposizione alle polveri di amianto. Ci sembra quindi giusto pubblicare questo articolo (Fonte: <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/11/11/I-15-miliardi-dellINAIL.aspx">http://www.byoblu.com/post/2009/11/11/I-15-miliardi-dellINAIL.aspx</a>)</p>
<p><strong></strong>
<div class="youtube-video">  <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jifoNSXvTuQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jifoNSXvTuQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>   </div>
<p>L&#8217;<strong>INAIL</strong> è l&#8217;<a href="http://www.inail.it/" target="_blank">Istituto Nazionale per l&#8217;Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro</a>. <em>Come ogni compagnia assicurativa che si rispetti</em>, non muore di fame. Il suo bilancio annuale è in <strong>attivo</strong> di quasi<strong> 2 miliardi</strong> di euro. Le sue <a href="http://www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N1225983951/situazione%20patrimoniale%20NUOVO%20generale.pdf" target="_blank">disponibilità liquide nel 2008</a> erano pari a&#160;<strong>14.632.288.833 €</strong><span style="font-style:italic;">. </span></p>
<p>&#160;I quasi <strong>15 miliardi</strong> non servono a pagare stipendi, bonus e uffici:&#160;l&#8217;INAIL è in perfetta salute. I&#160;15 miliardi, se necessario, vanno <strong>resi ai lavoratori</strong>. Sono stati pagati da loro, e devono servire a loro.</p>
<p>&#160; Mario Barbieri ha lavorato nel cantiere navale di Marina di Carrara per 27 anni, dal 1966 al 1992. Nel cantiere si lavorava l&#8217;<strong>amianto</strong>. Mario si ammala nel 2002 e muore nel 2006. Muore di <strong>asbestosi</strong>. Nel frattempo, nel <strong>cantiere della morte</strong> si ammalano altri 36 operai. Si ammalano di asbestosi, mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare, malattie terribili che non distruggono solo le loro vite, ma anche le loro famiglie. Secondo l&#8217;INAIL, <strong>non c&#8217;è nesso</strong> tra la malattia di Mario e le diverse mansioni che ha ricoperto nel tempo: addetto allo spostamento di lamiere sottoposte a sabbiature, distruzione di materiale di fibro-amianto e magazzino. <br />&#160;Se <strong>sparisce il nesso</strong>, come per magia non c&#8217;è liquidazione del danno. Forza, aiutiamo l&#8217;INAIL&#160;a ritrovare il <strong>nesso perduto</strong>.</p>
<p>&#160; Dal post &#8220;<strong>I prossimi a morire</strong>&#8220;,<a href="http://www.byoblu.com/post/2009/04/12/I-morti-che-non-vi-diranno.aspx"> pubblicato su byoblu.com</a> il 12 aprile 2009:&#160;«<span style="font-family:'Courier New';font-size:14px;">L&#8217;amianto è un minerale fibroso, i cui filamenti sono così leggeri da restare in sospensione nell&#8217;aria per molto tempo, e sono così piccoli da avere un diametro inferiore a quello che le nostre vie respiratorie sono in grado di filtrare. Basta inalarne uno, uno solo. Poi, non resta che aspettare. Le patologie connesse si sviluppano anche dopo venti o trent&#8217;anni. Si chiamano asbestosi, mesotelioma, carcinoma polmonare, e sono tutte mortali.</span>»</p>
<p>&#160;Lo sappiamo noi, e <strong>non lo sa l&#8217;INAIL?</strong> L&#8217;unico nesso che non vedo è tra le <a target="_blank" href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&#38;_pageLabel=PAGE_INAIL&#38;nextPage=Una_panoramica/index.jsp">finalità dichiarate dell&#8217;istituto</a> -<em> tutelare il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa</em> &#8211; e i suoi <strong>15 miliardi di cassa</strong>. Delle due l&#8217;una:&#160;o l&#8217;INAIL chiede<strong> troppi soldi</strong> alle aziende, elevando il costo del lavoro senza una reale necessità, oppure<strong> lucra </strong>sulla pelle dei lavoratori, evitando di risarcire chi ha perso la vita come Mario.</p>
<p>Ridate ai lavoratori il loro tesoretto. Così saranno liberi di investirlo in <strong>misure di sicurezza</strong>, oppure di spenderselo tutto andando a puttane. In ogni caso, non c&#8217;è nessun motivo perché resti in tasca a voi.</p>
<p>Pubblico la lettera di Federica Barbieri, figlia di Mario.</p>
<div style="background-color:rgb(239,239,239);"><strong>MI&#160;SENTO&#160;TRADITA&#160;DALLO&#160;STATO</strong><br />
<hr /> <em><strong>Lettera di Federica Barbieri</strong></em></div>
<p>&#160; Mio padre, Mario Barbieri, ha svolto attività continuativa per 27 anni (dal 1966 al 1992) nel Cantiere Navale di Marina di Carrara (MS), dove si lavorava l&#8217;amianto. In funzione di questo sono stati riconosciuti benefici previdenziali fino all&#8217;84 a tutte le figure professionali con curriculum di continuità nell&#8217;azienda.<br />&#160;Nel 2002 a Mio Padre viene riconosciuta un&#8217;insufficienza respiratoria e una TAC evidenzia una situazione molto grave. Viene ricoverato all&#8217;ospedale San Bartolomeo di Sarzana (SP) e successivamente viene affidato alla famiglia, perchè non esistono strutture ospedaliere attrezzate, un&#8217;ossigeno-terapia di 24 ore e una ventilazione meccanica notturna per aiutare mio padre a compensare una disumana insufficenza respiratoria. Per l&#8217;ospedale di Sarzana mio padre sarebbe stato morto da tempo.</p>
<p>&#160;Facciamo causa all&#8217;INAIL di Carrara (MS) per il riconoscimento della malattia ma con esito negativo, ci opponiamo chiedendo il riconoscimento giudiziale e il diritto alla rendita per la malattia professionale.</p>
<p>L&#8217;INAIL contesta l&#8217;esposizione a rischio. La causa viene discussa e nel luglio 2006 il giudice<strong> condanna l&#8217;INAIL</strong> di Carrara a costituire e liquidare una rendita per <strong>asbestosi polmonar</strong>e, grado invalidante 80%. Mio padre purtroppo <strong>muore</strong> nel novembre 2006 causa: coma carbonarcotico e ,come scritto nell&#8217;atto nosologico , <strong>ASBESTOSI</strong>. Altri 36 operai di questo cantiere nel frattempo si ammalano di asbestosi e mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare, lasciando famiglie distrutte data anche la sofferente patologia. Ad alcuni e&#8217; stato riconosciuto il prepensionamento, ad altri il rischio ad atri ancora nulla.</p>
<p>A gennaio 2007 l&#8217;INAIL versa alla mia famiglia, composta 3 figli e la moglie di Mario, gli arretrati e la reversibilità mensile ma subito dopo fa <strong>appello</strong> dicendo che<strong> non c&#8217;e nesso</strong> fra la malattia e l&#8217;esposizione al cantiere, date le diverse mansioni che ha svolto mio padre: addetto manovre gru, addetto allo spostamento di lamiere sottoposte a sabbiature, distruzione di materiale di fibro-amianto e magazzino. Il giudice di Genova accetta e noi <strong>perdiamo la causa</strong>. Tutto questo s<strong>enza richiedere ulteriori verifiche</strong> o indagini ambientali&#8230;..NULLA! Ci arriva una lettera di <strong>richiesta restituzione</strong> all&#8217;INAIL di quanto ci avevano riconosciuto, più gli interessi legali, più le spese, entro 30gg, rifiutandoci anche una rateizzazione. </p>
<p>&#160;Ora l&#8217;INAIL di Carrara ,dopo numerose richeste, ha accettato questa rateizzazione in 36 rate più gli interessi legali del <strong>2,5%</strong>&#8230; parliamo di una somma pari a <strong>100.000 euro</strong> circa. Non siamo ancora andati a firmare per accettare questa rateizzazione, in quanto non nascondiamo le nostre perplessità al riguardo. E&#8217; come se accettassimo di perdere.</p>
<p>Abbiamo deciso di andare in Cassazione a Roma, ma i tempi sono lunghi e il terzo grado di giudizio non ci permette di aggiungere atti o prove. Ho consegnato la documentazione ad una ricercatrice scientifica dell&#8217; Università di Pisa, la dottoressa Elena Bacci, e la conclusione della sua perizia mi certifica ancora che mio padre e&#8217; morto <strong>a causa dell&#8217;amianto</strong>!</p>
<p>&#160;Il direttore dell&#8217;INAIL di Carrara, Dr. Carmine Cervo, ha il potere di <strong>rinunciare all&#8217;appello</strong> di questa causa assurda, il che mi permetterebbe di avere riconosciuta finalmente la <strong>malattia professionale</strong> e rendere così giustizia alla morte di mio padre. Inoltre, ha il potere di decidere di aspettare il giudizio della Cassazione per richiedere il rimborso. Mi ha contattato dicendomi di essere assai dispiaciuto dagli eventi e mi sembra una persona <em>con un&#8217;anima</em> e abbastanza disponibile. Nonostante sia stata l&#8217;INAIL a fare appello, basterebbe che leggesse attentamente questa storia come quella di tutti gli altri operai del Cantiere Navale e si mettesse per un attimo nei loro e nei nostri panni in quanto familiari per capire che non ha veramente senso questa battaglia legale, perché&#160;l&#8217;asbestosi è una malattia professionale riconosciuta che si prende solo lavorando l&#8217;amianto.</p>
<p>&#160;Ho ascoltato in una trasmissione le parole del ministro del Lavoro, Damiano: l&#8217;INAIL accumula ogni anno quasi 2 miliardi di euro! Mi chiedo se il <strong>compito istituzionale</strong> dell&#8217;INAIL sia quello di rispondere alle necessità di riconoscimento di infortuni e malattie professionali dei lavoratori e di pagare rendite ed indennizzi, oltre che di operare per la prevenzione oppure se il suo compito sia quello di riconoscere <strong>il meno possibile</strong>, indennizzare<strong> il meno possibile</strong>, accumulare <strong>il più possibile</strong>.</p>
<p>Per aiutarmi in questa protesta vi chiedo di mandare un vostro parere o la vostra disapprovazione a uno o più dei seguenti indirizzi:<br /><span style="font-size:larger;"><span style="font-family:Courier New;"><br />&#160;carrara@inail.it<br />&#160;segr.ministro@lavoro.gov.it<br />&#160;DGTutelaLavoro@lavoro.gov.it</span></span></p>
<p>e, per conoscenza, a <span style="font-size:larger;"><span style="font-family:Courier New;">byoblu@byoblu.com</span></span>.</p>
<p>Vi ringrazio anticipatamente per ogni vostro pensiero</p>
<p><strong>Federica Barbieri</strong></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" alt="" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5f0d3223-66cc-8259-a227-5144b862b724" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I benefici per esposizione alle fibre di amianto si attivano in conseguenza di una esposizione ultradecennale ed in presenza di un rischio morbigeno escludendo attività lavorative diverse]]></title>
<link>http://laprevidenza.wordpress.com/2009/11/11/i-benefici-per-esposizione-alle-fibre-di-amianto-si-attivano-in-conseguenza-di-una-esposizione-ultradecennale-ed-in-presenza-di-un-rischio-morbigeno-escludendo-attivita-lavorative-diverse/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 00:05:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>LaPrevidenza.it</dc:creator>
<guid>http://laprevidenza.wordpress.com/2009/11/11/i-benefici-per-esposizione-alle-fibre-di-amianto-si-attivano-in-conseguenza-di-una-esposizione-ultradecennale-ed-in-presenza-di-un-rischio-morbigeno-escludendo-attivita-lavorative-diverse/</guid>
<description><![CDATA[ L&#8217;impugnata sentenza della Corte d&#8217;appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> <img class="alignleft size-full wp-image-97" title="Laprevidenza.it" src="http://laprevidenza.wordpress.com/files/2009/09/laprevidenza.jpg" alt="Laprevidenza.it" width="115" height="26" />L&#8217;impugnata sentenza della Corte d&#8217;appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto il diritto  di Co. Pa. alla maggiorazione contributiva del 50% per esposizione all&#8217;amianto, prevista dalla Legge n. 257 del 1992, articolo 13, comma 8, in riferimento a tutto il periodo lavorativo sottoposto all&#8217;assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall&#8217;esposizione all&#8217;amianto, una volta accertata l&#8217;esposizione ultradecennale all&#8217;amianto. La Corte infatti, riferito che l&#8217;Inps aveva lamentato il riconoscimento di periodi non certificati dall&#8217;Inail e non sottoposti ad assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, e la mancata considerazione della giurisprudenza  in merito alle necessarie soglie di esposizione all&#8217;amianto, e ribadito che il giudice di primo grado aveva limitato il riconoscimento ai periodi sottoposti ad assicurazione specifica, rilevava che l&#8217;Inps non aveva formulato censure puntuali relativamente all&#8217;accertamento compiuto dal giudice di primo grado anche riguardo al superamento della soglia in questione.</p>
<p>La Corte di merito riteneva che il beneficio di legge dovesse riguardare il periodo lavorativo assoggettato all&#8217;assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali nella sua interezza.</p>
<p>L&#8217;Inps propone ricorso per cassazione, corredato di specifico quesito, con cui censura la pronuncia d&#8217;appello invocando il principio di diritto  secondo cui la rivalutazione del 50% si applica solo al periodo contributivo durante il quale vi e&#8217; stata la richiesta esposizione alle fibre di amianto aerodisperse. L&#8217;intimato non si e&#8217; costituito.</p>
<p><a href="http://www.laprevidenza.it/news/lavoro/i-benefici-per-esposizione-alle-fibre-di-amianto-si-attivano-in-conseguenza-di/3971">http://www.laprevidenza.it/news/lavoro/i-benefici-per-esposizione-alle-fibre-di-amianto-si-attivano-in-conseguenza-di/3971</a></p>
<p><em>LaPrevidenza.it</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["FOCUS AMIANTO" di Fare Ambiente Lazio]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/09/focus-amianto-di-fare-ambiente-lazio/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:28:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
<guid>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/09/focus-amianto-di-fare-ambiente-lazio/</guid>
<description><![CDATA[Fare Ambiente, vista la gravità della situazione amianto, che vede, a tutt&#8217;oggi, una tiepida r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/dossier-amianto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-981" title="dossier-amianto" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/dossier-amianto.jpg" alt="dossier-amianto" width="283" height="409" /></a>Fare Ambiente, vista la gravità della situazione amianto, che vede, a tutt&#8217;oggi, una tiepida risposta delle autorità e una grande disinformazione dei cittadini, attraverso il suo <strong>sportello SOS Amianto</strong>, ha pensato di realizzare un dossier esaustivo su problematiche, rischi e aspetti tecnici legati a questa sostanza che tanto danno ha fatto in maniera silente e subdola in tanti cittadini ignari.</p>
<p style="text-align:justify;">Potete leggere e scaricare il dossier in formato PDF <a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/amianto_problematiche_rischi_aspettitecnici.pdf" target="_blank"><strong>cliccando qui </strong></a></p>
<p style="text-align:justify;">Chiunque avesse segnalazioni da fare su situazioni pericolose derivanti da presenza di amianto, non esiti a conttattare il nostro Sportello SOS Amianto:</p>
<p>Via mail:</p>
<p><a href="mailto:on.benvenuti@libero.it" target="_blank">on.benvenuti@libero.it </a></p>
<p><a href="mailto:cocco.giuseppe@gmail.com" target="_blank">cocco.giuseppe@gmail.com</a></p>
<p>O tramite SMS ai numeri: 335 1353330 &#8211; 348 2249525</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia dei veleni]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/08/litalia-dei-veleni/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 00:34:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
<guid>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/08/litalia-dei-veleni/</guid>
<description><![CDATA[Amianto. Piombo. Diossine. Idrocarburi. Il rischio sostanze tossiche colpisce un quarto della popola]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Amianto. Piombo. Diossine. Idrocarburi. Il rischio sostanze tossiche colpisce un quarto della popolazione. Spese negli anni cifre da capogiro. Ma spesso le bonifiche non sono neanche partite</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_986" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/ilva_taranto.jpg"><img class="size-full wp-image-986" title="Ilva_Taranto" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/ilva_taranto.jpg" alt="Ilva_Taranto" width="400" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">Ilva di Taranto</p></div>
<p>Dici <strong>Orbetello</strong> e pensi alle spiagge bianche, alla Maremma incontaminata e agli allevamenti di spigole. A nessuno verrebbe in mente che il cuore dell&#8217;Argentario è inserito dal 2002 nella lista dei siti più inquinati d&#8217;Italia. La laguna è così compromessa che Altero Matteoli, sindaco del paesino durante i week-end e ministro delle Infrastrutture il resto della settimana, è riuscito ad inserirla per intero nell&#8217;area da bonificare per legge, che inizialmente prevedeva la pulizia solo della fabbrica di fertilizzanti della <strong>Sitoco</strong>.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_988" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><strong><strong><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/enichem-manfredonia.jpeg"><img class="size-full wp-image-988" title="Enichem-manfredonia" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/enichem-manfredonia.jpeg" alt="Enichem-manfredonia" width="240" height="193" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Enichem di Manfredonia</p></div>
<p><strong>&#8220;La Sitoco? E chi la dimentica&#8230; Noi da ragazzi si andava a giocare nel bosco dietro le ciminiere&#8221;, </strong>ricorda un ristoratore, &#8220;quando s&#8217;alzava il maestrale era uno spettacolo, la mia R4 bianca si ricopriva di una polverina arancione che non veniva più via. Con la fabbrica mangiavano duecento famiglie, ma devo ammettere che quella polverina dava noia alla gola. Pizzicava pure gli occhi&#8221;. La polverina era in realtà anidride solforosa, che il vento ha portato a spasso da inizio Novecento fino al 1991, quando lo stabilimento ha chiuso definitivamente. Se eventuali danni alla salute non sono mai stati registrati, di sicuro terreni e acque portano ancora le ferite inferte dalle ciminiere: metalli, Pcb, diossine e idrocarburi pesanti sono sparsi per i 54 ettari del sito industriale. La fabbrica cade a pezzi, ma lo scheletro fatiscente accoglie ancora i villeggianti che scendono alla stazione. Il guardiano non fa entrare nessuno, &#8220;non per cattiveria ma per sicurezza: nei capannoni sono conservati le ceneri di pirite, amianto e altre schifezze. Io pure giro con la mascherina. Ma presto qui sarà tutto rinnovato, vogliono costruire un grande centro congressi&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà. A oggi sono stati messi sul tavolo oltre 8 milioni di euro, qualcosa è stata messa in sicurezza, ma dopo 18 anni di attesa la riqualificazione resta un miraggio. Così come la bonifica della parte di levante della laguna e del <strong>bacino di Ansedonia</strong>, dove nelle reti dei pescatori finiscono da mesi impigliate spigole piene di mercurio. In questa zona il problema non sono i residui chimici, ma le ex miniere della <strong>Ferromin</strong> del <strong>Monte Argentario</strong>. &#8220;Il metallo è rilasciato dai sedimenti del fondale, poi viene inghiottito dai pesci&#8221; spiega il Commissario al risanamento ambientale della laguna Rolando di Vincenzo, già assessore all&#8217;urbanistica per An. Nonostante i dati Arpat siano negativi, non c&#8217;è un esplicito divieto di pesca: il consorzio &#8216;Orbetello pesca lagunare&#8217;, che vanta l&#8217;esclusiva del Comune, semplicemente &#8216;evita&#8217; di gettare le reti nelle zone compromesse. Ripulire la zona non sarà uno scherzetto: l&#8217;idea è quella di strappare i primi 70 centimetri del fondale, e spostare altrove terra e mercurio. Ma servono soldi a palate, e un sito ad hoc dove stoccare migliaia di tonnellate di rifiuti speciali.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>La valle dei tumori</strong></strong><strong><br />
</strong>I veleni &#8216;per sempre&#8217; di Orbetello sono in buona compagnia. Anche <strong>Trento</strong> aspetta la bonifica di una vasta area alla periferia nord. A fine anni &#8216;70 l&#8217;incendio a un deposito di sodio obbligò il sindaco a chiudere la <strong>Sloi</strong>, che produceva dai tempi del fascismo piombo tetraetile. A pochi chilometri dal centro cittadino nell&#8217;anno di grazia 2009 circa 150 mila metri cubi di terreno conservano gelosamente un cocktail di mercurio, piombo, fenoli, policiclici aromatici e solventi. Del recupero si discute da tre decenni. Costo stimato 50 milioni, qualcuno favoleggiava di un parco con le altalene, ma in città nessuno ci crede più. La storia dell&#8217;impianto e della bonifica mancata sarà protagonista persino di un film-documentario finito di girare un mesetto fa, &#8216;La fabbrica degli invisibili&#8217;. Come invisibile è stato per settimane un dossier di settembre dell&#8217;Asl due di Roma e dell&#8217;Istituto superiore della sanità, che racconta la devastazione della <strong>Valle del Sacco</strong>. Dopo tre mesi di silenzi da parte di sindaci e istituzioni, centinaia di persone che vivono a <strong>Colleferro</strong>, <strong>Segni</strong> e <strong>Gavignano</strong>, paesoni vicino la capitale, hanno scoperto dai giornali locali di essere contaminati &#8220;in maniera irreversibile&#8221; dal beta-esaclorocicloesano, una sostanza cancerogena rilasciata da una fabbrica di pesticidi chiusa anni fa. Già nel 2005 la zona fu messa sotto osservazione dopo che decine di mucche morirono per aver bevuto l&#8217;acqua di un torrente. I veleni del distretto industriale sono rimasti in circolo: secondo gli esperti i pazzeschi livelli di contaminazione sono legati &#8220;all&#8217;uso dell&#8217;acqua dei pozzi locali e al consumo di alimenti prodotti in loco&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>Business gigantesco</strong></strong><strong><br />
</strong>Materiali pericolosi di ogni genere sono sparsi in tutte le regioni d&#8217;Italia, senza eccezione alcuna, e contaminano suolo, falde acquifere e polmoni anche dopo decenni dalla chiusura delle ciminiere. Nonostante le cifre da capogiro spese (stimabili intorno ai 5-10 miliardi di euro) o solo annunciate, l&#8217;Italia resta uno dei paesi più inquinati del mondo occidentale. Gli inquinanti, quando va bene, vengono nascosti sotto il tappeto nemmeno fossero polvere, o separati dalle zone circostanti con muri speciali, come si progettava per <strong>Portoscuso</strong>, in Sardegna. A parte le 15 aree ad &#8216;alto rischio di crisi ambientale&#8217; censite nel lontano 1986, il Cnr elenca a tutt&#8217;oggi <strong>54 siti di interesse nazionale</strong>, i cosiddetti <strong>Sin</strong>, e ben <strong>6 mila siti regionali</strong> da tenere sotto controllo. I ricercatori mettono le bandierine su <strong>altri 58 luoghi</strong> <strong>con elevata contaminazione da amianto</strong> e <strong>1.120 stabilimenti industriali e chimici a rischio di incidente rilevante</strong>. In tutto, <strong>i siti inquinati sarebbero 10 mila</strong>, compresi i depositi di materiale radioattivo eredità della stagione nucleare. &#8220;Per avere una dimensione del problema&#8221;, spiegano gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche, &#8220;segnaliamo che gli <strong>abitanti nei 311 comuni inclusi nei Sin sono tra i 6,4 e gli 8,6 milioni</strong>, escludendo o includendo i comuni di Milano e Torino&#8221;. Se si considerano le altri fonti di inquinamento, il numero supera i <strong>15 milioni</strong>, un quarto dell&#8217;intera popolazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli allarmi degli scienziati e le leggi ad hoc non si contano, ma a parte le perimetrazioni e le analisi delle sostanze, gran parte delle bonifiche non sono neanche iniziate. &#8220;Non solo abbiamo cominciato a pulire dieci anni dopo la Germania e la Francia, ma il sistematico scarico di responsabilità tra aziende private e amministrazioni pubbliche blocca tutto, visti i tempi biblici della giustizia italiana&#8221;, ragiona il vicepresidente del Wwf Stefano Leoni: &#8220;Il business è gigantesco. Non solo per le opere di messa in sicurezza, ma anche per l&#8217;affare della riconversione industriale&#8221;. Impossibile, secondo l&#8217;esperto, calcolare un dato preciso delle spese sostenute finora: &#8220;Do solo due indicatori che definiscono la misura degli interventi: la bonifica del sito di <strong>Cengio</strong>, in Liguria, è costata 450 milioni di euro, e parliamo di un sito piccolo rispetto a quello di <strong>Gela</strong> o <strong>Porto Marghera</strong>. Il governo Berlusconi, poi, riprendendo un decreto voluto dall&#8217;ex ministro Bersani stanzierà la bellezza di tre miliardi di euro per il recupero dei Sin, che si aggiungono alla montagna di denaro spesa dagli anni &#8216;70 in poi&#8221;. Nonostante gli sforzi economici, tranne poche eccezioni i risultati non si vedono. Secondo uno studio della Corte dei conti la lotta ai veleni combattuta con il programma nazionale di bonifica ha prodotto &#8220;risultati del tutto modesti&#8221;. La stroncatura è del 2003, ma a tutt&#8217;oggi non esistono altre analisi dei progressi compiuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure il tema resta devastante. Per l&#8217;impatto ambientale e per le ripercussioni sulla salute. Nel 2002 l&#8217;Oms ha dimostrato che ad <strong>Augusta-Priolo</strong>, a <strong>Crotone</strong>, in <strong>Puglia</strong>, nel <strong>napoletano</strong>, nella parte della <strong>Pianura Padana</strong> più inquinata, in <strong>Val Bormida</strong> e nella zona del <strong>Lambro</strong> in Lombardia, in un quinquennio si sono registrati (rispetto alle medie regionali) oltre 4 mila morti in eccesso, di cui 660 per tumori. Una ricerca della Regione Sicilia ha stimato recentemente eccessi di mortalità e di tumori al polmone e colon retto anche a <strong>Biancavilla</strong> e <strong>Milazzo</strong>, mentre in Sardegna rapporti allarmanti sono stati stilati sulla zona di <strong>Portoscuso</strong> e <strong>Porto Torres</strong>. Per non parlare del cosiddetto &#8216;triangolo della morte&#8217; del napoletano, dove secondo la Protezione civile in alcuni comuni si registrano aumenti significativi del rischio di malformazioni del sistema nervoso centrale e dell&#8217;apparato urinario e un incremento del 2 per cento della mortalità.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>Scandalo Toscana</strong></strong><br />
Se in qualche caso le analisi sono datate, in pochi credono che di recente la situazione sia migliorata. Anche perché il ripristino delle aree resta inchiodato, in pratica, all&#8217;anno zero. Il caso Toscana è emblematico: a parte Orbetello, nella black-list dei Sin la regione è ben rappresentata anche da <strong>Livorno</strong>, <strong>Massa Carrara</strong>, la discarica delle <strong>Strillaie</strong> e <strong>Piombino</strong>. Per mettere in sicurezza le aree servirebbero 500 milioni, in vent&#8217;anni ne sono stati spesi una trentina. Un fiume di soldi finito quasi tutto in analisi preliminari e nella perimetrazione. &#8220;A <strong>Piombino</strong> c&#8217;è inquinamento atmosferico da polveri, benzene, accumulo di residui di lavorazioni in attuali situazioni di rischio, la falda artificiale è contaminata, ci sono discariche di rifiuti pericolosi&#8221;, recitava un decreto del 2001 voluto dall&#8217;allora ministro dell&#8217;Ambiente Matteoli. Finora è stata ripulita solo la banchina &#8216;dei Marinai&#8217;. Anche a <strong>Massa Carrara</strong>, nella zona del vecchio polo chimico dove insistevano l&#8217;<strong>Enichem</strong>, l&#8217;Italiana <strong>Coke</strong>, la <strong>Dalmine</strong>, l&#8217;inceneritore <strong>Cermec</strong> e la <strong>Farmoplant</strong>, l&#8217;elenco degli inquinanti a terra è impressionante. Metalli, pesticidi, solventi e fenoli, idrocarburi, polveri derivanti dalla lavorazione del marmo. Il materiale da riporto ha creato una crosta di due metri. &#8220;È uno degli scandali italiani&#8221;, dice Erasmo D&#8217;Angelis, presidente della commissione ambiente del Consiglio regionale: &#8220;Si resta alle parole e alle promesse. Gli impegni presi dai governi sembrano firmati con l&#8217;inchiostro simpatico. Si bruciano miliardi per difendere l&#8217;italianità dell&#8217;Alitalia ma non c&#8217;è un euro per garantire i territori della Toscana, brand di successo per l&#8217;industria culturale e turistica nazionale&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><strong>Aspettando la bonifica</strong></strong><br />
I tempi lunghi per le operazioni di bonifica riguardano anche esempi virtuosi. In Piemonte <strong>Casal Monferrato</strong> e una <strong>cinquantina di piccoli comuni</strong> limitrofi sono stati riconosciuti &#8216;area critica&#8217; per l&#8217;amianto ben 12 anni fa. Le amministrazioni sono riuscite a sostituire oltre un milione di metri quadri di coperture pericolose, ma prima di altri quattro anni è difficile che i lavori vengano terminati. Persino a <strong>Fidenza</strong>, in Emilia Romagna, i cantieri per ripulire le aree dell&#8217;ex <strong>Cip</strong> (un&#8217;azienda fallita nel 1971, produceva piombo) e dell&#8217;ex <strong>Carbochimica</strong> sono ancora aperti: spesi finora una ventina di milioni, ad aprile ne sono arrivati altri 12. I più speranzosi puntano a chiudere nel 2011.</p>
<p style="text-align:justify;">Al Sud, dove dovrebbe finire l&#8217;83 per cento del denaro stanziato, la situazione è di stallo totale. In Campania i siti nazionali interessano una cinquantina di comuni, ma secondo il censimento dell&#8217;Arpac le aree compromesse sono in totale <strong>3.972</strong>, tre volte il dato, già alto, della Lombardia. Nel napoletano e nel casertano il rischio viene in primis dalle discariche abusive. Il commissariato alle bonifiche, che fino allo scorso 31 gennaio era guidato dal governatore Antonio Bassolino, ha bruciato circa 400 milioni di euro. In sette anni tra i cantieri portati a termine ci sono quelli di <strong>Pirucchi</strong>, <strong>Paenzano</strong> e <strong>Schiavi</strong>, a <strong>Giugliano</strong>. Per il resto, ci si è limitati alle analisi e alla perimetrazione. Secondo la Procura di Napoli la società <strong>Jacorossi</strong>, vincitrice dell&#8217;appalto per eliminare i rifiuti tossici, avrebbe addirittura smaltito parte delle sostanze in varie cave spacciandoli per scarti edilizi: dei 60 milioni versati all&#8217;azienda, 46 sarebbero frutto, secondo i carabinieri del Noe, di una &#8220;gestione illecita&#8221;. Sperperi anche per risanare il <strong>Sarno</strong>, il fiume più inquinato d&#8217;Europa: tra il 1973 e il 2003 il commissariato preposto ha speso circa un miliardo, senza risultati di rilievo. Negli ultimi cinque anni sotto la guida del generale Roberto Jucci la situazione è migliorata, sono stati costruiti depuratori e fogne, ma secondo i dati Arpac le acque restano sporche. Anche a <strong>Bagnoli</strong> i lavori per risanare l&#8217;area <strong>Italsider</strong> (chiusa 18 anni fa) vanno a rilento. E i turisti al posto del lungomare con porticciolo ammirano ancora la colata a mare dell&#8217;ex acciaieria <strong>Ilva</strong>, in attesa che venga smontata e spedita a <strong>Piombino</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chi inquina non paga i</strong>n Puglia è stato fatto ancora meno. Nella zona della vecchia <strong>Enichem</strong>, a <strong>Manfredonia</strong>, sono state messe in sicurezza alcune aree, ma secondo Legambiente attorno alla fabbrica restano accumulati 250 mila metri cubi di acidi, ammoniaca, arsenico, fanghi e altro. A <strong>Brindisi</strong> e <strong>Taranto</strong> di come fare piazza pulita si dibatte dalla notte dei tempi. L&#8217;ultimo accordo di programma è di un anno fa: 170 milioni, da aggiungere ai 150 già messi sul piatto per la bonifica. A oggi non è arrivato nemmeno un euro, tanto che il governatore Nichi Vendola ha protestato col governo. Il problema non è solo ambientale: il blocco dei finanziamenti impedisce anche l&#8217;apertura di nuove aziende (solo a <strong>Brindisi</strong> potrebbero svanire investimenti per 165 milioni) nelle aree &#8220;ad alto rischio&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche a <strong>Gela</strong>, <strong>Priolo</strong> e <strong>Augusta</strong>, in Sicilia, i poli industriali che minacciano da decenni la salute di centinaia di migliaia di persone definiscono, immutabile, il panorama della costa. Finora, nonostante gli studi sull&#8217;aumento di tumori e malformazioni, nessuno ha mosso una foglia. A Gela sono stati spesi 15 milioni di soldi pubblici, messi a disposizione nei primi anni &#8216;90. Con il gruzzolo è stata portata a norma qualche discarica ed è stata restaurata la caserma dei pompieri. &#8220;Peccato che per bonificare la mia città serva un miliardo&#8221;, spiega il sindaco Rosario Crocetta: &#8220;Il petrolchimico ha invece investito 150 milioni di tasca propria per riciclare l&#8217;acqua di falda, grazie a un accordo con noi. È inutile aspettare lo Stato, bisogna applicare il principio che chi inquina, paga&#8221;. Il caso della vicina <strong>Priolo</strong> fa da monito: in vent&#8217;anni, nonostante gli accordi quadro del 1990 che stanziavano ben 100 miliardi di lire, sono stati effettuati interventi tampone per 5 milioni di euro, circa il 10 per cento del totale. Restano i veleni degli impianti dismessi, mentre le fabbriche funzionanti continuano ad inquinare. &#8220;Quelle zone sono state usate anche come pattumiera illegale di rifiuti tossici&#8221; chiosa l&#8217;assessore regionale all&#8217;Industria Pippo Gianni: &#8220;C&#8217;è il sospetto che la criminalità abbia interrato centinaia di fusti di materiale radioattivo scarto della sanità lombarda. Tra <strong>Lentini</strong>, <strong>Carlentini</strong> e <strong>Francofonte</strong> è lievitato il tasso di leucemie infantili&#8221;. Se finora non è stato rimosso un solo bidone, Gianni punta sull&#8217;ennesimo accordo di programma firmato a novembre. I finanziamenti come sempre sono faraonici: 776 milioni di euro, di cui 200 a carico dei privati. Molti gli scettici, ma qualche inguaribile ottimista giura che questa è la volta buona. <strong>Come recita il proverbio, chi vivrà, vedrà.</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS,Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>di Emiliano Fittipaldi / L&#8217;Espresso</strong></em></span></span></span></p>
<p><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Lucida Grande,Trebuchet MS,Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;">hanno collaborato Giuliano Foschini, Marco Guzzetti, Mario Lancisi e Claudio Pappaianni</span></span></span></em></p>
<p><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Trebuchet MS,Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>(12 febbraio 2009)</em></span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amianto: denuncia allo Stato Italiano ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/07/amianto-denuncia-allo-stato-italiano/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 05:18:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/07/amianto-denuncia-allo-stato-italiano/</guid>
<description><![CDATA[Inoltrata alla Commissione delle Comunità Europee, istanza/denuncia contro lo Stato Italiano per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Inoltrata alla Commissione delle Comunità Europee, istanza/denuncia contro lo Stato Italiano per &#8220;violazione grave e persistente del Diritto Comunitario&#8221;; con comunicato stampa di oggi  (pervenuto dalla segreteria particolare dello specialista avv. Ezio Bonanni di Latina) ne danno notizia congiunta e sottoscritta, rilanciata dal sito nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici (http://www.finanzieridemocratici.it:80/index.php),  i seguenti comitati ed enti impegnati nella lotta contro la tragica fibra killer: Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia, Osservatorio Nazionale Amianto, Associazione Italiana Esposti Amianto Toscana, Associazione &#8220;Contramianto e altri rischi Onlus&#8221;. Riportiamo, per la particolare circostanza, un significativo stralcio del citato documento: &#8220;[...]  Le Associazioni e i Comitati di lotta che da anni si battono per mettere al bando l’amianto &#8211; per ottenere giustizia per i morti, i malati e tutte le vittime dell’amianto -  tramite l’avv. Ezio Bonanni del foro di Roma hanno inoltrato una Istanza/Denuncia contro il governo italiano, per violazione delle norme (art.249 e art. 10) del trattato CE, per mancato recepimento nei termini della Direttiva 89/391/CEE del 12 giugno 1989, che imponeva l’obbligo di attuare misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute durante il lavoro e della Direttiva 477/83/CEE la Comunità Europea imponeva agli stati membri di intervenire in tema di sostanze chimiche, agenti tossici e cancerogeni quali l’amianto, ma la Repubblica Italiana è stata inadempiente e per questo è stata più volte sanzionata. Con questa reiterata e persistente violazione delle norme europee lo Stato Italiano si è reso responsabile del fatto che, per decenni, gli operai, i lavoratori con le loro famiglie, i cittadini contraessero gravi malattie e morissero a causa del lavoro, per aver avuto contatto con l’amianto e altre sostanze cancerogene usate nei processi produttivi e lavorativi. &#8220;&#8221;"[...] Per informazioni: Avv. Ezio Bonanni (in Latina Via Svetonio 16, tel. 0773-663593, o in Roma Via Crescenzio 2,</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora sull'amianto]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/06/ancora-sullamianto/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:11:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/06/ancora-sullamianto/</guid>
<description><![CDATA[Bastava dire subito di no, come in tutti gli altri Comuni, Ferno compreso&#8230; Se ci sono vertici ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Bastava dire subito di no, come in tutti gli altri Comuni, Ferno compreso&#8230;</p>
<p>Se ci sono vertici di maggioranza, dichiarazioni ai giornali degli esperti, programmazione di serate informative, a me pare evidente che anche se non tutti sono d&#8217;accordo, l&#8217;impianto si farà.</p>
<p>La domanda è: cosa siamo disposti ancora ad ammettere sul territorio del nostro Comune?</p>
<p>Cosa è ammissibile sopportare per &#8220;fare cassa&#8221;?</p>
<p style="text-align:center;">
<a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_06_prealpina_1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1242" title="2009_11_06_prealpina_1" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_06_prealpina_1.jpg?w=209" alt="La Prealpina del 6 novembre 2009" width="209" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AMIANTO A VILLA ADA, SUBITO LA MESSA IN SICUREZZA E LA RICERCA DELLE RESPONSABILITA’. CONTINUIAMO NELLA RICERCA DELLA VERITA’ SULLA PRESENZA NELL’INTERA REGIONE]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/05/amianto-a-villa-ada-subito-la-messa-in-sicurezza-e-la-ricerca-delle-responsabilita%e2%80%99-continuiamo-nella-ricerca-della-verita%e2%80%99-sulla-presenza-nell%e2%80%99intera-regione/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:28:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
<guid>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/05/amianto-a-villa-ada-subito-la-messa-in-sicurezza-e-la-ricerca-delle-responsabilita%e2%80%99-continuiamo-nella-ricerca-della-verita%e2%80%99-sulla-presenza-nell%e2%80%99intera-regione/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Si è appreso quest’oggi da un servizio del Quotidiano La repubblica della presenza di una ver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/villa-ada-il-laghetto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-911" title="Villa Ada - il laghetto" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/villa-ada-il-laghetto.jpg" alt="Villa Ada - il laghetto" width="448" height="299" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Si è appreso quest’oggi da un servizio del Quotidiano La repubblica della presenza di una vera e propria discarica nei  boschi di Villa Ada, proprio nel cuore dello storico parco sulla Salaria, con una presenza di  amianto. Una vera e propria bomba ambientale in uno dei più vasti polmoni verdi  della città. Attendiamo immediatamente la messa in sicurezza dell’area, ma altresì pretendiamo di conoscere i responsabili di tale pericolosa discarica e se vi sono state negligenze nei controlli”.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">E’ quanto ha dichiarato il responsabile delle relazioni istituzionali e coordinatore del movimento ecologista europeo Fare Ambiente per il Lazio, Piergiorgio Benvenuti.</p>
<p style="text-align:justify;">“Come Coordinamento del Lazio di Fare Ambiente stiamo portando da mesi alla ribalta il problema amianto nel Lazio, e ribadiamo come  risulta che in Italia ci sono 27.680 impianti industriali, edifici o discariche da bonificare, e quello del Lazio è un caso a parte, infatti pur avendo la regione ricevuto il contributo di 270 mila euro per la verifica della situazione esistente, dopo ripetute sollecitazioni si è giunti a conoscere solamente  un dato parziale ma preoccupante, ci sono nel territorio laziale  803 edifici con presenza di amianto, e sono tutti pubblici, mancano quindi le rilevazioni di tutte le altre tipologie edilizie e le discariche abusive molto numerose, comprese quelle esistenti in alcune Riserve Naturali e nei parchi”.</p>
<p style="text-align:justify;">“Oggi abbiamo appreso da un servizio giornalistico la presenza di una discarica a Villa Ada, ma sono numerose le segnalazioni che giungono al  nostro indirizzo e.mail : info@fareambiente.it, oppure attraverso la segnalazione SMS di messaggi al numero 335.1353330 da parte  di cittadini che hanno indicato discariche abusive all’uscita della Via Pontina verso Pratica di Mare dove già vi è una discarica sequestrata dalla Guardia di Finanza, ma non messa in sicurezza e che sta diventando un deposito soprattutto di amianto, tre capannoni alla magliana nel XV municipio di Roma dove  una ex fabbrica dismessa  ha le coperture in eternit senza nessun trattamento conservativo da anni, la presenza di un tetto di eternit-amianto in un parcheggio a Genzano,  infine la presenza di alcuni depositi spontanei ed abusivi  di eternit nella pineta di Ostia, in località Acque Rosse”.</p>
<p style="text-align:justify;">“ L&#8217;amianto non puo&#8217; ancora rappresentare un pericolo per la salute dei cittadini, ed è indispensabile riservare  la massima attenzione  per tutelare la salute pubblica attraverso controlli costanti e coordinati che debbono essere eseguiti sull’intero  territorio della nostra,  come delle altre Regioni italiane”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In cerca della verità]]></title>
<link>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/05/in-cerca-della-verita/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:46:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>nad70</dc:creator>
<guid>http://democraticiuniti.wordpress.com/2009/11/05/in-cerca-della-verita/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_05_prealpina.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1214" title="2009_11_05_prealpina" src="http://democraticiuniti.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_05_prealpina.jpg?w=92" alt="La Prealpina del 5 novembre 2009" width="92" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
