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	<title>anarchia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/anarchia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "anarchia"</description>
	<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 18:19:40 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Dewolucja Ludowa]]></title>
<link>http://postmorality.wordpress.com/2009/12/31/dewolucja-ludowa/</link>
<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 18:06:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>postmorality</dc:creator>
<guid>http://postmorality.wordpress.com/2009/12/31/dewolucja-ludowa/</guid>
<description><![CDATA[Dewolucja Ludowa Lśniąca idea zawiała na ludem umęczonym postanowił on jednak pozostać zatraconym Bł]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Dewolucja Ludowa</strong></p>
<p>Lśniąca idea zawiała na ludem umęczonym<br />
postanowił on jednak pozostać zatraconym<br />
Błąkał się w swych udrękach narzucanych<br />
mimo apatii wstało jednak kilku wybranych</p>
<p>Podążyli oni drogą na przekór rzeczywistości<br />
pragnęli rozwijać idee wspólnej działalności<br />
Szerzyli oni nauki wśród ludu szarego<br />
Widząc w nim siłę do budowy nowego</p>
<p>Gdy zainicjowali działalność na skalę krajową<br />
Wzniecili rewolucję ponad podziałową<br />
Idea wspaniała w mig została pożarta<br />
Przez despotę, terana i wojny amanta</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Credici!]]></title>
<link>http://lamorale.wordpress.com/2009/12/28/credici/</link>
<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 10:17:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex</dc:creator>
<guid>http://lamorale.wordpress.com/2009/12/28/credici/</guid>
<description><![CDATA[Lucas ha scritto un post su credenze e formazione di gruppi. Citando Nicola Chiaromonte evidenzia co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lucas ha scritto <a title="il post di Lucas" href="http://lucamassaro.blogspot.com/2009/12/parce-que-nous-le-valons-bien.html" target="_blank">un post su credenze e formazione di gruppi</a>. Citando <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Chiaromonte" target="_blank">Nicola Chiaromonte</a> evidenzia come nel momento in cui un individuo entra a far parte di un gruppo gli viene richiesto di aderire a un sistema di credenze (che possono essere regole per fare la pizza come elementi di un culto o suggerimenti per ragionare in modo economicamente razionale come punti di una dichiarazione universale) in modo da garantire uniformità. La comunità inizia a esistere non quando un certo numero di individui si aggregano, ma quando condividono lo stesso sistema di credenze.</p>
<p>Però, inizialmente questa adesione è solo un mezzo per mantere unito il nuovo gruppo, è uno strumento scelto razionalmente dai membri; quando <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Naismith" target="_self">James Naismith</a> creò il basketball, 1891, aveva una necessità pratica: fare in modo che i suoi studenti si tenessero in forma nonostante non potessero giocare agli sport all&#8217;aperto (football, baseball, altri), e dato che dovevano giocare al chiuso fare anche in modo che non si massacrassero di botte. Il gruppo c&#8217;è, le credenze vengono generate e condivise in seguito. Da quel momento chiunque può entrare nella comunità dei giocatori di basket, e per farlo è sufficiente che condivida &#8220;lo spirito del gioco&#8221;, le credenze e le regole.</p>
<p>Negli sport la situazione sembra più chiara. Il sistema di credenze rimane uno strumento che l&#8217;individuo utilizza per realizzare un suo fine. Ma se prendiamo le comunità in senso &#8220;politico&#8221; le cose si complicano: il rischio è che le credenze prendano il sopravvento, diventino il fine e non il mezzo della convivenza. Questo è pericoloso ovviamente perché a questo punto la convivenza può essere subordinata e l&#8217;individuo persino sacrificato alla credenza stessa. Uno stato che imbottisce di patriottismo le teste dei suoi membri di patriottismo per poi mandarli in guerra fa leva sulle credenze. Una religione che chiede il martirio fa leva sulle credenze.</p>
<p>Come dice Lucas, anche per me è molto difficile pensare di poter aderire a un sistema di credenze se queste diventano il fine; preferisco restare alle opinioni. Quando ero a Siviglia, il prof. mi spinse a analizzare e spiegare la <a title="le Meditazioni in edizione trilingue - manca ovviamente l'italiano ma tanto leggete tutti il latino no?" href="http://www.wright.edu/cola/descartes/" target="_blank">prima Meditazione di Cartesio</a> in classe. In una interlingua tra lo spagnolo e l&#8217;italiano provai a ribaltare il discorso, dire che Cartesio non ha mai voluto sostenere il dubbio radicale, ma che leggendo la meditazione al contrario, dalla fine all&#8217;inizio, si trova che tutto il chiacchericcio su dubbi e genio maligno è un espediente retorico e basta. Cartesio non ha mai dubitato. Uno dei compagni di corso mi chiese: «ma questa è solo una tua opinione?!». La mia risposta fu: «Si». Che tra l&#8217;altro è uguale in italiano e in spagnolo. Comunque, era solo un&#8217;esercizio di analisi del testo. Ci avevo lavorato su, l&#8217;avevo scomposto, l&#8217;avevo girato e guardato. Non contavava a quale risultato si arrivasse, serviva solo vedere come si fa. La mia risposta causò il silenzio della classe. Poi intervenne il professore: «È colpa vostra che siete rimasti a Platone e vedete l&#8217;opinione come qualcosa di male, di inferiore». L&#8217;opinione, <em>doxa</em>, non è inferiore. Solo teste imbottite di credenze sulla verità possono crederlo.</p>
<p>Una serie di opinioni può essere sufficiente a tenere insieme un gruppo? Chi ha opinioni invece di credenze non sente il bisogno di convertire gli altri. Certo il sistema gerarchico generato dalle credenze (qualcuno si fa tutore e interprete delle stesse per tutti gli altri, è semplice divisione del lavoro prima ancora che desiderio di controllo e potenza) è una forma da un lato rassicurante (qualcuno si prende cura di noi) e dall&#8217;altro funzionante anche se molto dispendiosa (uno stato totalitario è molto rapido e funziona bene, finché regge la credenza e i suoi funzionari vi si attengono, ma appunto richiede adesioni totali e costi sulla società molto alti, sia in termini di tasse che in termini di vite). Noi ci siamo evoluti come animali sociali in piccoli gruppi con autorità forti, quindi qualcosa di questo istinto gregario ci è rimasto. Però normativamente non c&#8217;è motivo di favorire questo sviluppo rispetto all&#8217;altro più anarchico. Ci sono motivi storici, nel senso che le comunità anarchiche sono piccole e generalmente durano poco, ma è una questione di fatto e non di valore. Esistono sempre individui che non ce la fanno ad assoggettarsi a un sistema di credenze pur volendo entrare in un gruppo.</p>
<p>E allora la domanda che ho fatto a Lucas e che giro a tutti è: quando e come le credenze diventano fine invece di semplice mezzo?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Almanacco del Giorno - 21 Dec. 2009]]></title>
<link>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/12/21/almanacco-del-giorno-21-dec-2009/</link>
<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 03:13:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola di Bowery</dc:creator>
<guid>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/12/21/almanacco-del-giorno-21-dec-2009/</guid>
<description><![CDATA[Daily Telegraph &#8211; Jesus Was Born in June Dissapore &#8211; Motivi per cui non voglio più esser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Daily Telegraph &#8211; Jesus Was Born in June Dissapore &#8211; Motivi per cui non voglio più esser]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Twitter Hacked! but runing now!]]></title>
<link>http://technchips.wordpress.com/2009/12/18/twitter-hacked-but-runing-now/</link>
<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 09:10:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>eriboss</dc:creator>
<guid>http://technchips.wordpress.com/2009/12/18/twitter-hacked-but-runing-now/</guid>
<description><![CDATA[Hacked by: IRANIAN CYBER ARMY This was caused due to poor password keeping. ( password = password) J]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/q5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-35" title="q" src="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/q5.jpg" alt="" width="570" height="355" /></a></p>
<p>Hacked by: IRANIAN CYBER ARMY</p>
<p><a href="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/qq.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-36" title="qq" src="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/qq.png" alt="" width="570" height="324" /></a></p>
<p>This was caused due to poor password keeping. ( password = password)</p>
<p><strong>Just shows how often we should Change out passwords.</strong></p>
<p><strong>Also its advisable to keep unique passwords for each of are accounts.</strong></p>
<p>Source: Gizmodo + Techcrunch</p>
<p>Paraphrased: Eriboss</p>
<p><a href="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/cooltext44342423811111.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-37" title="cooltext4434242381111" src="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/cooltext44342423811111.gif" alt="" width="291" height="123" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EXCLUSIVE HACKING FORUM]]></title>
<link>http://anarchia3lites.wordpress.com/2009/12/16/exclusive-hacking-forum/</link>
<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 04:02:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>ezzk07</dc:creator>
<guid>http://anarchia3lites.wordpress.com/2009/12/16/exclusive-hacking-forum/</guid>
<description><![CDATA[HACKING FORUM EXCLUSIVE (newbies, intermediate and elites invited) [CLICK ON THE LINK ABOVE!!] Categ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[HACKING FORUM EXCLUSIVE (newbies, intermediate and elites invited) [CLICK ON THE LINK ABOVE!!] Categ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Well CUM! to Tech n Chips : D  x D]]></title>
<link>http://technchips.wordpress.com/2009/12/15/well-cum-to-tech-n-chips-d-x-d/</link>
<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 16:13:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>eriboss</dc:creator>
<guid>http://technchips.wordpress.com/2009/12/15/well-cum-to-tech-n-chips-d-x-d/</guid>
<description><![CDATA[This is a Blog fill with Tech Gossip; Anything new Outta there gonna be Mashed like Fish n Chips! Th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/technchips_logo2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6" title="Technchips_LOGO" src="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/technchips_logo2.jpg" alt="" width="449" height="250" /></a></p>
<p>This is a Blog fill with Tech Gossip; Anything new Outta there gonna be Mashed like Fish n Chips!</p>
<p>This is a New Blog containing Gossip and important info. on the Technology out there!</p>
<p>Thank you</p>
<p><a href="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/cooltext443424238.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7" title="cooltext443424238" src="http://technchips.wordpress.com/files/2009/12/cooltext443424238.gif" alt="" width="291" height="123" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[National-Anarchism]]></title>
<link>http://residenclave.wordpress.com/2009/12/06/national-anarchism/</link>
<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 11:08:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>j1nz0</dc:creator>
<guid>http://residenclave.wordpress.com/2009/12/06/national-anarchism/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;opinione che si ha dopo dieci minuti di conversazione con il ragazzotto coatto con la celtic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://residenclave.wordpress.com/files/2009/12/n-a_star.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2182" title="N-A_star" src="http://residenclave.wordpress.com/files/2009/12/n-a_star-e1260097662144.gif" alt="" width="172" height="108" /></a>L&#8217;opinione che si ha dopo dieci minuti di conversazione con il ragazzotto coatto con la celtica al collo ed i capelli azzannati è che di fatto non sappia davvero un tubo dei modelli economici e sociali che lui stesso sostiene. Parliamoci chiaramente: il fascista medio è solitamente un giovane cui sono stati inculcati ideali di odio razziale e di amore per la patria incondizionati, o in alternativa è un vecchio con il fiasco stretto stretto al petto, che biascica bestemmie di fronte al busto in miniatura del duce. Però, per la legge dei grandi numeri, qualche mente illuminata dovrà pur esserci nell&#8217;ambito della destra radicale, o almeno qualcuno che, avendo aperto un libro diverso dal Mein Kampf, abbia individuato e corretto i limiti del modello fascista totalitario. E approssima di qua, approssima di là, eccoci qui a parlare di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/National-Anarchism">Anarchismo Nazionale</a>, o Nazionalanarchismo, o Anarcofascismo o quello che vi pare. In sostanza l&#8217;anarchismo nazionale fa riferimento ad uno sparuto gruppo di fascisti concentrati in USA ed in UK, che hanno fatto qualche conto con la storia dichiarando il nazionalsocialismo un&#8217;ideologia violenta. Gli anarconazionalisti mirano al raggiungimento di una società in cui gli stati nazionali nella forma che oggi li conosciamo vengano destituiti e rimpiazzati con un insieme di piccole comunità autogestite in cui le persone condividano cultura, stile di vita, usi e costumi, ecc&#8230;.Inutile dire che EU, ONU ed altri superleviatani verrebbero in pratica cancellati, così come le Banche centrali ed altri organi burocratici centralizzati. Le comunità sarebbero costituite fondamentalmente da individui che lavorano in network mutualistici, gestendo le aziende mediante la logica del &#8220;tutti padroni tutti garzoni&#8221; e cioè quella in cui gli operai si trasformano in azionisti dell&#8217;impresa. Insieme alle corporazioni, all&#8217;interno delle comunità sarebbero presenti anche piccole imprese private coinvolte nel microcommercio. Ogni comunità avrebbe il diritto di autogovernarsi con le proprie regole ed il separatismo razziale volontario contribuirebbe ad una situazione di pluriculturalismo in cui ciascun modello sarebbe inserito in un sistema di regole autoprodotte. In altre parole si tratta di un sistema di sopravvivenza del più adatto, che non solo riguarda il lato economico, ma anche quello culturale dei gruppi etnici, sociali, ecc&#8230; Naturalmente in questo sistema le tasse sarebbero abolite e i servizi verrebbero ottenuti tramite un sistema di mutualismo e competizione tra le corporazioni esistenti. Se non fosse per l&#8217;ecologismo demenziale, gli elementi di democrazia organica e l&#8217;incomprensibile antiglobalismo questo sistema mi ricorderebbe qualcosa.</p>
<p style="text-align:right;"><em>-J1nz0</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il valore del vero]]></title>
<link>http://pegappp.wordpress.com/2009/12/03/il-valore-del-vero/</link>
<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 05:30:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>pegappp</dc:creator>
<guid>http://pegappp.wordpress.com/2009/12/03/il-valore-del-vero/</guid>
<description><![CDATA[Un piccolo ma significativo evento ha segnato la scorsa settimana il Paris Photo 2009, la rassegna i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://pegappp.wordpress.com/files/2009/12/paris_free_photos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1041" title="Paris_free_photos" src="http://pegappp.wordpress.com/files/2009/12/paris_free_photos.jpg" alt="" width="252" height="189" /></a>Un piccolo ma significativo evento ha segnato la scorsa settimana il Paris Photo 2009, la rassegna internazionale di fotografia.</p>
<p>Il fotografo francese Fabien Breuvart ha realizzato una sorta di performance in cui, insieme ad alcuni suoi collaboratori, ha portato alcune migliaia di vecchie ed anonime fotografie di fronte all&#8217;ingresso VIP della cena di gala organizzata al Louvre. Le foto sono state sparse sul pavimento e rese disponibili gratuitamente ai passanti.</p>
<p>All&#8217;interno del gala erano invece in mostra opere di famosi fotografi, offerte per cifre a volte superiori ai 40.000 euro.</p>
<p>Quello che è successo è stato decisamente interessante.</p>
<p>Molte persone che passavano, tra cui alcuni invitati al gala, in qualche caso casi esperti d&#8217;arte e facoltosi ospiti, si sono intrattenute a lungo, chinate o inginocchiate tra le foto senza valore portate da Breuvart, dimostrando in modo chiaro, un&#8217;attrazione ben più forte per quell&#8217;espressione artistica un po&#8217; anarchica che non per le &#8220;grandi opere&#8221; che attendevano all&#8217;interno.</p>
<p>Le foto anonime, offerte gratuitamente, hanno curiosamente sviluppato un maggiore e genuino interesse rispetto ad altisonanti prodotti del mercato dell&#8217;arte, dall&#8217;alto valore deciso da altri.</p>
<p>A mio parere è stato un momento fenomenale, una ventata d&#8217;aria fresca.</p>
<p>Guarda nel video. E&#8217; percepibile il sano divertimento e l&#8217;entusiasmo di queste persone. Razzolano tra le foto di illustri sconosciuti , vecchie stampe senza valore, ma foto vere, che è bello guardare e sopratutto prendere in mano, toccare.</p>
<p>Un&#8217;espressione fortissima del potere delle immagini e della fotografia nel suo stato più genuino.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/XgNhXB7xRi8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/XgNhXB7xRi8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[kryzys]]></title>
<link>http://harce.wordpress.com/2009/11/28/kryzys/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 02:48:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>harce</dc:creator>
<guid>http://harce.wordpress.com/2009/11/28/kryzys/</guid>
<description><![CDATA[Kryzys ciężko dotknął Europę Wschodnią, ale nie załamał wiary regionu w gospodarkę rynkową – przynaj]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Kryzys ciężko dotknął Europę Wschodnią, ale nie załamał wiary regionu w gospodarkę rynkową – przynaj]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anarchica! Inequivocabilmente anarchica...]]></title>
<link>http://digitalorma.wordpress.com/2009/11/24/anarchica-inequivocabilmente-anarchica/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:03:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>orma</dc:creator>
<guid>http://digitalorma.wordpress.com/2009/11/24/anarchica-inequivocabilmente-anarchica/</guid>
<description><![CDATA[Giada andando all&#8217;asilo: &#8220;La maestra la sceglio io!&#8220; Mamma: &#8220;Si dice scelgo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Giada</em> andando all&#8217;asilo: &#8220;<em>La maestra la sceglio io!</em>&#8220;</p>
<p>Mamma: &#8220;Si dice scelgo&#8221;</p>
<p>Giada: &#8220;Sì, va bene! La maestra la sceglio io lo stesso!&#8221;</p>
<p>E una volta all&#8217;asilo si è infilata nella classe di Gaia rinunciando al ciuccio e offrendo nuovamente <em>una manifestazione di disobbedienza civile</em>, mettendosi a disegnare e a fare cose nella classe di sua sorella senza minimamente pensare di andare nella propria.</p>
<p>La mamma ha saggiamente deciso di non intromettersi nelle questioni scolastiche, quando le piccole sono a scuola la competenza di far rispettare le regole spetta alla scuola, ha salutato e se n&#8217;è andata a cuor leggero.</p>
<p>&#8230;anche perchè con questa piccola guerrigliera mi aspettano battaglie ben più dure e devo tenere da parte tutte le forze.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'onda]]></title>
<link>http://maurito54.wordpress.com/2009/11/20/londa/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:24:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>maurito54</dc:creator>
<guid>http://maurito54.wordpress.com/2009/11/20/londa/</guid>
<description><![CDATA[19/11/2009 &#8211; L&#8217;onda (Die Welle &#8211; Gansel) E&#8217; un film del 2008 che visita sapi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>19/11/2009 &#8211; L&#8217;onda (Die Welle &#8211; Gansel) <img class="alignright" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/11/091/imm.jpg" alt="" width="150" height="214" /><br />
</strong></p>
<p>E&#8217; un film del 2008 che visita sapientemente i dubbi e le necessità ideologiche dei giovani di quest&#8217;epoca e dei meno giovani, ma soprattutto le fragilità mentali.</p>
<p>Nulla ha a che fare con il movimento studentesco italiano degli ultimi anni, ma piuttosto credo che voglia dimostrare una ricerca per comprendere i ragazzi.</p>
<p>Ho trovato ammirevole l&#8217;impegno dell&#8217;insegnate che vuole fare emergere dalle mente dei suoi alunni l&#8217;azione, piuttosto che l&#8217;essere passivi.</p>
<p>Non è il primo film in cui i ragazzi prendono a cuore l&#8217;insegnante che li comprende e li aiuta a crescere, però qui troviamo come una buona intenzione di far crescere i ragazzi, si tramuti in qualcosa di ben diverso e pericoloso.</p>
<p>Se si segue attentamente, il film fa riflettere molto su come i ragazzi, e non solo, riescono a farsi manipolare; soprattutto poi se si considera che la storia è ambientata in una Germania, che ha da tempo sempre un occhio di riguardo e di timore per il suo triste passato.</p>
<p>I protagonisti sono bravi ad interpretare il loro ruolo, riescono a coinvolgere bene lo spettatore, fin dall&#8217;inizio, nonostante il difficile ambientamento (il <a href="http://www.mymovies.it/cast/?id=57645" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">cast</span></a> ed il <a href="http://www.mymovies.it/trailer/?id=57645" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">trailer</span></a>).</p>
<p>Da vedere in silenzio e poi commentare alla fine, soprattutto con ragazzi adolescenti (<span style="color:#ff00ff;">voto 7</span>).</p>
<p style="text-align:right;"><em>Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico <a href="http://www.mymovies.it" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">www.mymovies.it</span></a>,</em><br />
<em> mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.<br />
</em></p>
<p><img title="maurito54" src="http://maurito54.files.wordpress.com/2008/09/maurito54.jpg?w=64&#038;h=64#38;h=64" alt="" width="64" height="64" /></p>
<p>Bye   <img title="Maurizio" src="http://maurito54.files.wordpress.com/2009/08/maurizio.gif?w=130&#038;h=50#38;h=50" alt="Maurizio" width="130" height="50" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elhidegülés]]></title>
<link>http://stanstarr.wordpress.com/2009/11/19/elhidegules/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:10:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stan Starr</dc:creator>
<guid>http://stanstarr.wordpress.com/2009/11/19/elhidegules/</guid>
<description><![CDATA[Előfordult már veletek amikor úgy éreztétek, nincs senkitek? Gondolom, igen. Nos én is így vagyok mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Előfordult már veletek amikor úgy éreztétek, nincs senkitek? Gondolom, igen. Nos én is így vagyok most az utóbbi időkben. Elég negatívan fest a helyzet, de megpróbálom magam kihúzni a slamasztikából. Egyenlőre elegem van az emberiségből, és azokból a láncokból, amik ehhez a gusztustalan fajhoz kötnek. A véleményem az, hogy sokunkat nem érdemel meg ez a föld. Az emberek nem érdemelnek meg minket, nem érdemlik azt meg, hogy embertársaik legyünk. Valóban azok akarunk lenni? Valóban az kívánok lenni? Én nem! És Ti? Hozzátok szólok most kedves barátaim, akik remélem tudjátok, hogy nektek szól. Soha ne csüggedjetek, soha ne adjátok fel. Meg nem értettek vagyunk, és ez egy kiváltság, nem szégyellni való.</p>
<p align="center"><img alt="" src="http://i.thisislondon.co.uk/i/pix/2009/02/2002punkES_415x366.jpg" title="Kiközösített lázadó" class="alignnone" width="415" height="366" /></p>
<p align="center"><i>XOXO SS*</i></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anarchical-chic]]></title>
<link>http://pattymeet.wordpress.com/2009/11/18/anarchical-chic/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:24:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>pattymeet</dc:creator>
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<description><![CDATA[In piena sindrome da nostalgia cautelare mi trovo nella fase ho-solo-ancora-pochi-mesi-per-fare-quel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">In piena sindrome da nostalgia cautelare mi trovo nella fase<em> ho-solo-ancora-pochi-mesi-per-fare-quel-che-va-fatto-finchè-siamo-qui</em>.<br />
Così ora non esco più senza scattare fotine -<em>devo documentare (a volte sparo persino delle pose pur di)</em>.<br />
Anticipo lo struggimento comprando per me stessa souvenir tipo magneti da frigo con panorami greci e progettando di bere prima o poi il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Salep">salepi</a>, nemmeno il greco più cazzuto che conosco s&#8217;è mai azzardato.<br />
E di certo non me ne vado dal festival del cinema senza la borsa e la maglietta col logo che  sì, a indossarle adesso potrei sembrare una volgare turista, ah ma quando sarò in Italia vediamo chi ce l&#8217;ha la mia borsa  col logo. Ora.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo imperativo morale di <em>fare esperienze</em> a volte aggredisce la mia disimpegnata indolenza e può procurare personalità multiple. Così ieri c&#8217;erano due cose da fare a Salonicco.</p>
<p style="text-align:justify;">Uno: vedere <a href="http://www.laboyitafilm.com/">film </a>fichetto al Festival, visto.</p>
<p style="text-align:justify;">Due: partecipare alla manifestazione per  l&#8217;anniversario della rivolta degli studenti ateniesi contro la dittatura dei colonnelli, partecipato.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi, appena uscita dalla sala colma di dolcevita neri e gonnone fiorate, ho abbassato il sopracciglio della spocchia ed ho imbracciato il mio cellulare fotografico da reportage estremi, lanciandomi nella mischia con gli anarchici ed i compagni.<br />
Li ho seguiti fino all&#8217;ambasciata americana quando han bruciato la bandiera, li ho seguiti mentre scrivevano <em>andate a fare in culo americani e poliziotti assassini </em> e li ho seguiti anche quando si sono alzati i cappucci sui loro volti rivoluzionari.<br />
Poi quando han cominciato a lanciare pietre e la polizia i lacrimogeni, ho capito che era arrivato il momento di farmi una crepe e me ne sono andata, recuperando prontamente il piglio snob festivaliero.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://picasaweb.google.com/pattymeet/Salonicco17Novembre?feat=directlink">Qui le fotine</a>.<br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marcel Proust e le Brigate Rosse]]></title>
<link>http://residenclave.wordpress.com/2009/11/17/marcel-proust-e-le-brigate-rosse/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:12:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>cachorroquente</dc:creator>
<guid>http://residenclave.wordpress.com/2009/11/17/marcel-proust-e-le-brigate-rosse/</guid>
<description><![CDATA[I &#8220;Nuclei di Azione Territoriale&#8221;, che secondo Maroni vanno presi sul serio senza esclud]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="yiv1275139468"><a href="http://residenclave.wordpress.com/files/2009/11/proust.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2135" title="proust" src="http://residenclave.wordpress.com/files/2009/11/proust.jpg?w=206" alt="" width="206" height="300" /></a></div>
<div>I &#8220;Nuclei di Azione Territoriale&#8221;, che <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/minacce-br/segnali-seri/segnali-seri.html">secondo Maroni</a> vanno presi sul serio senza escludere un &#8220;eventuale rapporto con il radicalismo islamico&#8221;, hanno per me l&#8217;effetto della madeleine di proustiana memoria. Correva l&#8217;anno 2000, ed ero quindi al penultimo anno delle superiori, quando una piccola carica di esplosivo <a href="http://www.repubblica.it/online/cronaca/brigate/venezia/venezia.html">fu fatta saltare a Trieste</a> in prossimità della sede dell&#8217;INCE (la peraltro oscura INiziativa CentroEuropea). L&#8217;attentato fu rivendicato dai Nuclei Territoriali Anti-imperialisti (che pare nel 1999 avessero già incendiato l&#8217;auto di un ufficiale americano ad Aviano), ma il motivo per cui me ne ricordo bene è che le indagini, nonostante la matrice apparentemente marxista del volantino di rivendicazione, si concentrarono sul gruppo anarchico Germinal. All&#8217;epoca, almeno un paio di miei compagni di classe erano convinti di avere il telefono intercettato e visto che le FFOO da noi non sono proprio oberate di lavoro la cosa era tutto sommato nell&#8217;ordine della possibilità.</div>
<div>Le indagini sul Germinal non ebbero seguito, e in seguito lessi <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/04/14/le-nuove-br-tanti-gruppi-una-sola.html">le dichiarazioni</a> di esponenti del governo e della magistratura per cui gli NTA (che nel frattempo avevano compiuto qualche altra azione, ad esempio l&#8217;incendio di una concessionaria della Toyota) <em>erano una possibile sigla di collegamento tra il terrorismo rosso e l&#8217;estremismo islamico</em>. Corsi e ricorsi della storia.</div>
<div></div>
<div>Nel 2004 l&#8217;impavida lotta dei Nuclei contro l&#8217;Imperialismo trova una tragica fine con <a href="http://lpp.opencontent.it/collab/index.php/LUCA_RAZZA_CONDANNATO_A_TRE_ANNI">l&#8217;arresto di Luca Razza</a>, il giornalista free-lance che si rivelò fondatore, ideologo e unico membro della formazione terrorista. La sua linea di difesa in tribunale non fu il glorioso &#8220;Mi dichiaro prigioniero politico&#8221; ma un più modesto &#8220;l&#8217;ho fatto perchè avevo dei disagi, ma non volevo far del male a nessuno&#8221; (da qualche parte ho letto che questo Razza era legato a non so che gruppo di estrema destra, ma non ho trovato nessuna conferma a questa voce).</div>
<div></div>
<div>Le dichiarazioni di Maroni quindi mi suscitano una piacevole reminescenza del liceo, delle manifestazioni, della bellissima sede del Germinal tappezzata di vecchi volantini, fotografie, articoli di giornale, ma ha anche un retrogusto inquietante. E se in Italia non si può scherzare troppo sulla violenza politica, la strumentalizzazione (nell&#8217;accezione più letterale del termine) della stessa è un argomento altrettanto serio, se non di più. Al netto della dietrologia, tra il 1969 e il 1980 centinaia di persone sono state uccise da gruppi collegati a figure istituzionali.</div>
<div>Non penso che stiamo assistendo a un revival di quella stagione. Per il momento basta un residuo di terroristi veri (sperabilmente neutralizzati), e un vasto assortimento di persone disturbate, come Razza o come i poveretti (mi auguro non più che quattordicenni) che hanno scritto <a href="http://mazzetta.splinder.com/post/21527422/I%20terroristi%20al%20tempo%20della%20de">l&#8217;esilarante ultimatum</a> delle &#8220;Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente&#8221; (preso sul serissimo da tutti i media&#8230; mi chiedo se qualcuno l&#8217;abbia letto), per giustificare sporadici proclami allarmistici. Ma la vigilanza è d&#8217;obbligo.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Cachorro Quente</strong></em></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cresce la protesta nelle carceri greche]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/13/cresce-la-protesta-nelle-carceri-greche/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:23:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Piccolo aggiornamento dalle carceri greche in sciopero della fame di massa. Uno sciopero che sta cre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Piccolo aggiornamento dalle carceri greche in sciopero della fame di massa. Uno sciopero che sta crescendo a vista d&#8217;occhio..</p>
<div id="attachment_3904" class="wp-caption alignleft" style="width: 437px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/korydallos.jpg"><img class="size-full wp-image-3904 " title="GREECE-ESCAPE/" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/korydallos.jpg" alt="GREECE-ESCAPE/" width="427" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Carcere di Korydallos</p></div>
<p>Piccolo aggiornamento causato da profonda pigrizia: per questo procedo con il copia-incolla dell&#8217;ansa<br />
<em><span style="color:#333333;">Migliaia di detenuti greci che da giorni protestano contro le condizioni di vita nelle prigioni, hanno respinto un piano del governo per far fronte alla emergenza e continuano la loro protesta che si va estendendo. «Oggi sono già una ventina le prigioni dove oltre 5000 detenuti rifiutano il cibo delle mense» hanno detto all&#8217;Ansa fonti della &#8216;Iniziativa per i diritti dei prigionierì. Secondo le fonti i detenuti «sono insoddisfatti» delle misure annunciate ieri dal ministro della giustizia. Anche se hanno accolto positivamente la decisione di istituire due commissioni per la riduzione dell&#8217;affollamento delle carceri, denunciano la mancanza o l&#8217;insufficienza di provvedimenti relativi alle condizioni sanitarie, alimentari e ai permessi, nonchè alle modifiche del codice penale. E chiedono in particolare l&#8217;annullamento immediato delle pene disciplinari all&#8217;interno delle carceri. I detenuti hanno così deciso di continuare ed estendere la protesta che «nei prossimi giorni riguarderà tutte e 35 le prigioni del paese», spiegano all&#8217;Iniziativa. La protesta, che include penitenziari ad Atene, Salonicco e Patrasso, consiste attualmente nel rifiutare il vitto del carcere mantenendo ancora una parziale alimentazione individuale. Ma i detenuti minacciano di passare allo «sciopero integrale della fame» se il governo non accetterà tutte le loro richieste. Le vetuste carceri greche sono tra le peggiori d&#8217;Europa, con 13.000 detenuti in istituti che potrebbero ospitarne 8000, secondo l&#8217;Iniziativa. Lo scorso anno la stragrande maggioranza dei prigionieri aveva portato avanti per 17 giorni uno sciopero della fame ottenendo promesse che non sono state mantenute. </span></em></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carceri, scioperi e studenti...sempre dalla mia amata Grecia]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/10/carceri-scioperi-e-studenti-sempre-dalla-mia-amata-grecia/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:31:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proviamo a fare un piccolo sunto delle notizie che da ieri girano in rete provenienti dalla cara Gre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Proviamo a fare un piccolo sunto delle notizie che da ieri girano in rete provenienti dalla cara Grecia.</p>
<p>Iniziamo dai detenuti: da ieri sera è iniziato uno sciopero della fame di massa nel carcere di Patrasso per chiedere migliori condizioni di detenzione. I prigionieri che hanno sottoscritto la protesta sono già 650 e sembrerebbe che una protesta simile, e di massa, stia per partire anche nel carcere di Larissa e in quello di Korydallos della capitale.</p>
<div id="attachment_3874" class="wp-caption alignright" style="width: 437px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x1.jpg"><img class="size-full wp-image-3874 " title="Greece Riots" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x1.jpg" alt="Greece Riots" width="427" height="276" /></a><p class="wp-caption-text"> (AP Photo/Thanassis Stavrakis)</p></div>
<p>Poi, incredibile ma vero, il Partito Comunista Greco -KKE- (che non smuove molto le mie simpatie come potete immaginare) ha accusato il nuovo governo, quindi il partito socialista Pasok di voler &#8220;schiacciare il movimento operaio&#8221;. E&#8217; un comunicato che si riferisce ai lavoratori del porto del Pireo (principale porto del Mediterraneo orientale) , in sciopero permanente contro la cessione della gestione dei terminal cargo ad un&#8217;impresa cinese. Lo scorso mese un precedente sciopero aveva bloccato il porto per quasi 3 settimane, causando pesantissime ripercussione sull&#8217;economia del paese. Aleka Papariga, segretaria del KKE scrive che il principale obiettivo del Pasok è quello di schiacciare letteralmente il movimento operaio e popolare con la manipolazione e l&#8217;uso strumentale del bastone e della carota, ovvero della paura e della speranza». Insomma, anche il KKE sembra essersi accorto del pesante livello di repressione che sta scatenando il nuovo governo, anche se non si preoccupa di dire una parola sul movimento studentesco.</p>
<div id="attachment_3875" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/pic-php.jpeg"><img class="size-full wp-image-3875 " title="pic.php" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/pic-php.jpeg" alt=" (AP Photo/Thanassis Stavrakis)" width="120" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">Michalis Chrisochoidis</p></div>
<p>Movimento studentesco che preoccupa sempre di più i nuovi padroni del paese. Proprio in questi giorni è stato lanciato un appello alla mobilitazione generale in una «lotta per una scuola pubblica e libera per tutti» e contro «la repressione poliziesca e il razzismo». Quindi, alla richiesta di 5 anni di carcere per chi occupa scuole ed atenei, la risposta del movimento è stata chiara. Ha rilanciato ad estendere le mobilitazioni, ad unirsi alla protesta sociale ed operaia e all&#8217;insurrezionalismo anarchico.<br />
La richiesta alle 150 occupazioni già in atto è di resistere e contagiare gli istituti che non hanno ancora bloccato la didattica: intanto il 36° anniversario della rivolta studentesca del &#8216;73 è sempre più vicino, così come il primo anniversario della morte di Alexis.<br />
«Nel paese c&#8217;è un&#8217;atmosfera esplosiva, viviamo un momento di esplosione della violenza di cui possono approfittare l&#8217;anarchia e la criminalità organizzata» , ha avvertito Michalis Chrisochoidis, nuovo ministro dell&#8217;ordine pubblico; dopo il cambio dei giorni scorsi ai vertici di polizia e servizi segreti, ha anche annunciato la creazione di una nuova superpolizia impegnata solo contro terrorismo e crimine organizzato.<br />
Alla polizia, ai reparti speciali M.A.T., pare si aggiungeranno nuovi burattini in divisa. Contemporaneamente, il nuovo ministro ha deciso di ridurre la presenza di divise nella zona del Politecnico e nel quartiere di Exarchia in vista di queste calde settimane.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una morte pietosa lo strappò alla pazzia]]></title>
<link>http://giadinskj.wordpress.com/2009/11/09/una-morte-pietosa-lo-strappo-alla-pazzia/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 01:25:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>giadinskj</dc:creator>
<guid>http://giadinskj.wordpress.com/2009/11/09/una-morte-pietosa-lo-strappo-alla-pazzia/</guid>
<description><![CDATA[Art 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://giadinskj.wordpress.com/2009/11/09/una-morte-pietosa-lo-strappo-alla-pazzia/" target="_self"><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="deadlyRestraints" src="http://giadinskj.wordpress.com/files/2009/11/deadlyrestraints.jpg" alt="deadlyRestraints" width="352" height="280" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Art 32 della Costituzione</strong>:</p>
<p style="text-align:justify;">“<em>La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana</em>”</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.giustiziaperfranco.it/"><strong>Francesco Mastrogiovanni</strong></a>, detto Franco, era insegnante elementare originario di <strong>Castelnuovo Cilento</strong>, in provincia di <strong>Salerno</strong>. Aveva <strong>58 anni</strong> quando lo hanno trovato morto nell&#8217;ospedale di <strong>San Luca Vallo</strong> il <strong>4 agosto </strong>scorso, dopo essere stato sottoposto a <strong>TSO</strong> (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Difficile pensare ad una tragica fatalità, quando per tutta la vita ha dovuto pagare un grave colpa, quella di essere un <strong>anarchico</strong>. Negli anni 70 era stato coinvolto negli scontri che portarono alla morte di <strong>Carlo Falvella</strong>, vicepresidente del <strong>Fronte Universitario d&#8217;unione nazionale</strong> di Salerno. Francesco si trovava con due compagni <strong>Giovanni Marini</strong> e <strong>Gennaro Scariti</strong> sul lungomare di Salerno quando furono aggrediti da un gruppo di fascisti. A scatenare l&#8217;aggressione probabilmente furono le indagini che Marini stava compiendo sull&#8217;incidente che aveva portato alla morte di 5 anarchici calabresi nei pressi di <strong>Faretino</strong> (Frosinone), dove i ragazzi si stavano recando per consegnare i risultati di un&#8217;inchiesta condotta sulle stragi fasciste del tempo. Carte che non furono mai rinvenute nel luogo dell&#8217;incidente avvenuto all&#8217;altezza di una villa di <strong>Valerio Borghese</strong>, in cui fu coinvolto un autotreno guidato da un salernitano con aperte simpatie fasciste. Marini colpì a morte Falvella, togliendogli dalle mani il coltello che questi impugnava, con il quale aveva già ferito Mastrogiovanni ad una gamba. Il processo assolse pienamente Francesco dall&#8217;accusa di rissa mentre Marini fu condannato a 9 anni. Ma dall&#8217;accusa di anarchia lo Stato non dà assoluzioni: è un marchio di pericolosità sociale che non si dimentica e non si perdona.</p>
<p style="text-align:justify;">E nel <strong>1999</strong> ecco che si presenta l&#8217;occasione per ricordargli che è colpevole e lo sarà per sempre: colpevole di credere all&#8217;autonomia e alla libertà degli individui che scelgono di relazionarsi tra loro con rapporti non-autoritari, di pensare una società che si basi sul libero accordo, sulla solidarietà, sul rispetto per la singola individualità secondo il principio che le decisioni valgono solo per chi le accetta, di considerare l&#8217;uomo come essere evoluto, intelligente e responsabile tanto da non aver bisogno di leggi. Francesco viene arrestato, con botte e manganellate perchè protestava per una multa. Condotto in caserma l&#8217;accusa sarà di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. In primo grado viene condannato a <strong>3 anni di reclusione</strong>, più volte apostrofato come il &#8220;<em>noto anarchico</em>&#8221; dal pm. Sconta un mese in carcere e 5 mesi agli arresti domiciliari finchè il processo d&#8217;Appello lo <strong>assolve per non aver commesso il fatto</strong> <strong>e lo risarcisce per ingiusta detenzione</strong>. Anche questa esperienza, correlata alle varie angherie subite durante il periodo di detenzione, contribuisce a far crescere in Francesco un&#8217;incontrollabile sentimento di insicurezza e paura delle forze dell&#8217;ordine. In più occasioni fugge terrorizzato alla semplice vista di una divisa. Niente di più utile per rafforzare quell&#8217;idea di anarchico insofferente al sistema, patologico, pericoloso, tanto che <strong>dal 2002 al 2003 </strong>viene sottoposto a <strong>2 TSO</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma da allora le cose erano cambiate, era diventato un ottimo insegnante a cui i suoi alunni erano molto affezionati, tanto che quest&#8217;anno avrebbe dovuto ottenere un posto di ruolo, essendo diciottesimo nella graduatoria provinciale. Non è così che è andata perchè il <strong>31 luglio </strong>scorso, mentre trascorreva le sue vacanze nel <strong>campeggio Club Costa Cilento</strong>, di proprietà di una sua amica, viene trascinato nell&#8217;<strong>ospedale di San Luca Vallo</strong> con l&#8217;ennesima ordinanza di <strong>TSO</strong>, mentre guardando la sua amica le dice &#8220;<em>se mi portano all&#8217;ospedale di Vallo della Lucania <strong>non ne esco vivo</strong></em>&#8220;. Restano ancora oscuri i motivi di questa decisione: si dice per disturbo della quiete pubblica, senza che nessuno abbia mai presentato alcun tipo di segnalazione al riguardo. E soprattutto una tale, stupida, motivazione non può giustificare il dispiegamento di decine di carabinieri e polizia municipale a cui si unì una motovedetta della guardia costiera che dall&#8217;altoparlante avvertiva i bagnanti &#8220;c<em>accia all&#8217;uomo in corso</em>&#8220;, messo in campo per catturare il pericoloso anarchico. Inspiegabile se non fosse che forse quell&#8217;assedio doveva servire a terrorizzarlo, viste quelle paure irrazionali (?) che negli ultimi anni della sua vita si era impegnato a superare, e a spingerlo ad agire come un folle.</p>
<p>Ma che cos&#8217;è il <strong>TSO</strong>? Il Trattamento Sanitario Obbligatorio sostituisce di fatto (pur non cambiandolo nella sostanza) il &#8220;ricovero coatto&#8221;, fortemente orientato verso la difesa sociale. Si tratta di un <strong>atto medico e giuridico</strong> che autorizza l&#8217;imposizione di determinati accertamenti e terapie ad un soggetto affetto da malattia mentale. Il TSO si basa su <strong>valutazioni di gravità clinica e di urgenza</strong>, procedura che <em>dovrebbe</em> essere finalizzata alla tutela della salute. Tale trattamento viene <strong>emanato dal Sindaco del comune presso il quale si trova il paziente</strong> su proposta motivata di un medico. Qualora il trattamento preveda un ricovero ospedaliero è necessaria la convalida di un secondo medico appartenente ad una struttura pubblica. Infine l&#8217;informazione dell&#8217;avvenuto provvedimento deve giungere al Giudice Tutelare di competenza.<br />
Nel caso di Francesco oltre a non esistere i motivi per un provvedimento urgente ed estremo come il TSO, o, nel caso in cui ci fossero stati, a non averne dato notizia alla famiglia in modo dettagliato e plausibile, troppe cose restano da chiarire:<br />
- l&#8217;ordinanza è stata richiesta dal sindaco del comune di <strong>Pollica Acciaroli</strong> senza informare né il sindaco di residenza (<strong>Castelnuovo</strong>), nè quello territorialmente competente (<strong>San Mauro Cilento</strong>) e i vigili urbani di Pollica hanno quindi operato <strong>fuori dal territorio comunale</strong>, non si sa con quale autorizzazione e per ordine di chi.<br />
-  non si conosce il nome del medico che ha proposto il TSO<br />
- la fase coercitiva (esecutiva del TSO) avviene sulla spiaggia del comune di San Mauro Cilento <strong>prima della predisposizione delle certificazioni del medico proponente e del medico che convalida e prima dell&#8217;ordinanza del sindaco</strong>.<br />
-  il medico intervenuto ha invocato lo &#8220;<strong>stato di necessità</strong>&#8221; (art.54 c.p.), ma come può essere stato invocato se, come riferito da numerosi presenti che hanno assistito alla cattura, <strong>Francesco non ha praticato nè minacciato violenza o danni nè alla sua persona nè ad altri</strong>?</p>
<p>Ancora più terribile è quello che è successo dal momento del ricovero di Francesco il <strong>31 luglio </strong>fino alla sua morte avvenuta il <strong>4 agosto</strong>. Dai primi esami la morte sarebbe stata causata da <strong>edema polmonare</strong> causato da insufficienza ventricolare sinistra. Sarebbero inoltre state riscontrate profonde ferite ai polsi e alle caviglie, compatibili con lacci di materiale rigido, segno che Francesco è <strong>stato legato al letto</strong>, evidentemente per troppe ore, più probabilmente per giorni visto che nel suo stomaco non c&#8217;erano residui di cibo solidi o liquidi. Verosimilmente la posizione supina in cui è stato costretto ne ha provocato la morte. Eppure <strong>nella cartella clinica non è stata annotata la contenzione nè la motivazione di essa</strong>, come invece prevede la legge. Chi doveva &#8220;tutelare la sua salute&#8221; l&#8217;ha ucciso. <strong>7 medici sono indagati per omicidio colposo</strong>. Ma non sono gli psichiatri gli unici assassini. C&#8217;è chi ha permesso che un uomo venisse privato della sua dignità e dei suoi diritti, perchè doveva a tutti i costi essere &#8220;<em>normale</em>&#8220;, non nel senso di &#8220;<em>sano</em>&#8220;, ma di &#8220;<em>uguale a tutti gli altri</em>&#8220;.<br />
Tutto questo mi fa venire in mente qualcosa: una punizione che infligge dolore ad un&#8217;intensità sempre maggiore così che il condannato accetti una realtà che non è tale. Una seconda e ultima fase di trattamento in cui il condannato viene portato nella <strong>Stanza 201</strong>, dove non è contenuto nessuno strumento di tortura specifico, ma è l<strong>a materializzazione del peggior incubo di ogni persona</strong>&#8230; Non sto ripetendo da capo la storia di Francesco Mastrogiovanni, sto parlando del romanzo di <strong>George Orwell 1984</strong>: non è sufficiente confessare ed obbedire alle regole perchè il <strong>Grande Fratello </strong>vuole possedere anche l&#8217;anima dei suoi sudditi. E l&#8217;anima di Francesco se la sono presa.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci piacerebbe pensare che il Tso colpisca solo pazzi furiosi, e che quindi non sia evitabile proprio per la pericolosità dei soggetti che vi vengono sottoposti. In realtà non è così perchè si tratta di un abuso in sè. La pericolosità delle persone è difficilmente prevedibile e sicuramente non è guaribile con metodi a metà tra il carcere e il manicomio. Manca totalmente una cultura che metta al centro di ogni provvedimento l&#8217;uomo nella sua umanità, e non l&#8217;ordine pubblico e sociale. <strong>Non si può trattare un uomo come un errore di sistema.</strong> Non si può far credere che il <strong>TSO</strong> sia imposto per il bene dei pazienti. E&#8217; uno strumento di controllo e repressione sociale, che considera il diverso come &#8220;<em>deviato</em>&#8221; e dunque pericoloso, non tanto per gli altri fisicamente, quanto per il perpetuarsi dell&#8217;ordine costituito che non ammette di essere messo in discussione nemmeno teoricamente. E la storia di Francesco ne è la prova. <strong>Il pensiero anarchico va fermato con ogni mezzo perchè già di per sè sinonimo di follia</strong> o almeno è così che deve essere percepito dall&#8217;opinione pubblica. Per questo ci hanno sempre fatto credere che agli anarchici piacesse suicidarsi.</p>
<p style="text-align:justify;">Di <strong>TSO</strong> si muore, nel silenzio dei mezzi d&#8217;informazione, nell&#8217;omertà dei reparti ospedalieri, nell&#8217;indifferenza dello Stato, nella semincoscienza di farmaci somministrati con la forza. E&#8217; successo a <a href="http://veritaxmiopadre.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Giuseppe Casu</strong></a>, ambulante di <strong>Quartu Sant&#8217;Elena</strong> ricoverato il <strong>15 giugno 2008</strong> presso l&#8217;<a href="http://1.bp.blogspot.com/_Bu3NXADAiWM/SKSXYjToiBI/AAAAAAAABVs/ejTeOjVOGUk/s1600-h/Liberazione.jpg" target="_blank"><strong>ospedale Santissima Trinità</strong></a>, legato e sedato per <strong>6 giorni consecutivi</strong>, fino alla sua morte, sopraggiunta il <strong>22 giugno</strong> per t<strong>rombo embolia polmonare</strong>. E&#8217; successo a <strong>Bologna</strong> a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eeRsmk02kDo&#38;feature=email" target="_blank"><strong>Edhmund Hiden</strong></a> che la mattina del <strong>27 maggio 2007 </strong>si era recato volontario nel r<strong>eparto psichiatrico del Maggiore di Bologna</strong>, probabilmente perchè depresso ed è morto la mattina seguente dopo aver chiesto di poter lasciare l&#8217;ospedale, sotto gli occhi della sorella, circondato da numerosi poliziotti. Vite spezzate o rovinate come quella di <a href="http://www.nopazzia.it/sabatino.html" target="_blank"><strong>Sabatino Capatano</strong></a> e di tanti, troppi altri nemmeno troppo difficili da trovare basta digitare su google &#8220;trattamento sanitario obbligatorio&#8221; e le storie assurde sembrano infinite.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://enzospatuzzi.aipsimed.org/node/53"><strong>Enzo Spatuzz</strong></a>i nel <strong>Comunicato dell&#8217;AipsiMed</strong> sulla morte del prof <strong>Mastrogiovanni</strong>, ci dà un&#8217;idea di come può succedere tutto questo:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;I colleghi quando si laurearono in medicina e chirurgia pensavano che<br />
&#8220;da grandi&#8221; avrebbero fatto i medici. I colleghi dopo la<br />
specializzazione in psichiatria hanno affinato la loro preparazione<br />
anche intima, effettuando complessi e complicati percorsi formativi<br />
pensando che da grandi avrebbero fatto gli psichiatri. <strong>Nulla di tutto<br />
questo</strong>. Sono stati sì assunti dall´azienda sanitaria locale, ma<br />
<strong>arruolati con i compiti di psicopolizia</strong>, quella funzione che dai<br />
manicomi in poi identifica ancora oggi la tipologia dell´intervento<br />
psichiatrico in specie per le psicosi maggiori.</em></p>
<p><em><strong>Di questo sono al corrente anche i tutori dell´ordine che ben<br />
volentieri si fanno affiancare dagli psichiatri territoriali nella<br />
&#8220;cattura&#8221; delle persone che appaiono di pubblico scandalo</strong> e demandano<br />
solo agli psichiatri dei reparti psichiatrici la custodia di quelle<br />
stesse persone e prima ancora che sia stata effettuata una diagnosi<br />
precisa sulle loro vere condizioni clinico-psicopatologiche.</em></p>
<p><em>Non solo, ma quegli stessi psichiatri devono anche far passare nel più<br />
breve tempo possibile lo stato psichico che potrebbe aver sotteso<br />
condotte antisociali. E con che? <strong>Con gli psicofarmaci in primis</strong>, con il<br />
controllo costante da parte di loro stessi e degli infermieri<br />
collaboratori e, estrema ratio, <strong>con la contenzione</strong>.</em></p>
<p><em>Insomma gli psichiatri vanno in guerra all´attacco e non in difesa,<br />
combattendo una battaglia che mai avrebbero voluto condividere e,<br />
soprattutto, <strong>vanno in campo con armi giocattolo finendo per tradire<br />
ogni giuramento di Ippocrate</strong>. Ma si può?&#8230;&#8221;</em></p>
<p>No, non si può.</p>
<p>Giada</p>
<p style="text-align:justify;">ps: ai nomi delle vittime corrispondono link che oltre a dare informazioni si impegnano attivamente perchè la verità venga accertata.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da "La giustizia nella rivoluzione e nella Chiesa" – Pierre Joseph Proudhon]]></title>
<link>http://neuroneproteso.wordpress.com/2009/11/07/da-la-giustizia-nella-rivoluzione-e-nella-chiesa-%e2%80%93-pierre-joseph-proudhon/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:56:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Masque</dc:creator>
<guid>http://neuroneproteso.wordpress.com/2009/11/07/da-la-giustizia-nella-rivoluzione-e-nella-chiesa-%e2%80%93-pierre-joseph-proudhon/</guid>
<description><![CDATA[L’altro giorno ho finito di leggere l&#8217;articolo su Pierre Joseph Proudhon pubblicato su A Rivis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-8" title="proudhon" src="http://neuroneproteso.wordpress.com/files/2009/11/proud.jpg" alt="proudhon" width="250" height="191" />L’altro giorno ho finito di leggere l&#8217;<a href="http://anarca-bolo.ch/a-rivista/348/proudhon.htm">articolo</a> su <a rel="self" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proudhon">Pierre Joseph Proudhon</a> pubblicato su <a rel="self" href="http://www.arivista.org/">A Rivista Anarchica</a>. Devo dire che, nonostante molte cose abbiamo un po’ perso di validità col passare del tempo, mi sono ritrovato in molte sue affermazioni, a partire dalla necessità di costruire una società partendo dall’osservazione empirica dei comportamenti dell’uomo, e che la conseguenza di essa porti all’idea che sia preferibile avere una rete di relazioni e collaborazioni coordinate, piuttosto che un “processo centrale” che gestisca il tutto.<br />
Mi sono venuti i mente i discorsi che solitamente faccio sul vedere il mondo come un <a rel="self" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistemi_complessi">sistema dinamico complesso</a>, in contrapposizione ad un sistema governato da un programma centrale. Informaticamente parlando, è la preferenza di sistemi del tipo <a rel="self" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer_to_peer">peer to peer</a> (nei quali ogni individuo “dona” agli altri il proprio servizio e si coordina automaticamente con tutti per via della struttura che costituisce la rete, senza la necessità di un server centrale) e di <a rel="self" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grid_computing">calcolo distribuito</a>, rispetto alla tipologia <a rel="self" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Client-server">client-server</a> (nel quale un server centrale fornisce le risorse richieste dai client).<br />
Trasportando la cosa nell’ambito umano, si può dire che i governi siamo più simili ad insiemi di sistemi client-server (in modo maggiore quanto più si avvicinano al totalitarismo), mentre il metodo al quale sembra più naturale tendere è quello distribuito.</p>
<p style="text-align:justify;">Leggendo il dossier, ho trovato questa parte, che mi ha molto colpito, specialmente in seguito a dei recenti fatti di cronaca. L’ho legato all’<a rel="self" href="http://www.google.com/search?hl=it&#38;client=safari&#38;rls=en&#38;q=morte+di+stefano+cucchi&#38;btnG=Cerca&#38;lr=&#38;aq=f&#38;oq=">uccisione di Stefano Cucchi</a>, nell’ottica <a rel="self" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_carcerario_di_Stanford">dell’esperimento carcerario di Stanford</a>, le cui conclusioni, sembra che fossero già state state intuite cent’anni prima in questo testo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">[…]L’uomo di Stato, dicon gli adepti, obbedisce a due massime differenti, a due leggi, a due morali, secondo che applichi le regole ordinarie della Giustizia o che, innalzandosi ad una sfera più alta, consideri la ragion di Stato. Ma il suo animo non è affatto turbato: come nella scienza il generale passa davanti al particolare, così nella coscienza dell’uomo di Stato la morale politica, la grande morale, passa avanti alla morale volgare. Per esso, le distinzioni consuetudinarie del giusto e dell’ingiusto cambiano e si capovolgono quando è in causa la salute pubblica e la ragion di Stato. Ciò che è utile alla società, cioè alla gerarchia, alla nobiltà, al clero, al principe, passando in prima linea, è il vero bene; ciò che può loro nuocere è il male: tanto meglio per il cittadino il cui diritto è conforme, tanto peggio per colui il cui diritto è contrario. È un rischio che tutti coloro che vivono sotto la legge dello Stato si impegnano tacitamente a correre: la società non esiste che a questo prezzo. (&#8230;)<br />
(da <em>“La giustizia nella Rivoluzione e nella Chiesa”</em>, 1858)</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LOUISE MICHEL]]></title>
<link>http://pompiere.wordpress.com/2009/11/06/louise-michel/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:28:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>philippklausjurgen</dc:creator>
<guid>http://pompiere.wordpress.com/2009/11/06/louise-michel/</guid>
<description><![CDATA[Regia e sceneggiatura: Benoit Delépine, Gustave de Kervern. Attori: Yolande Moreau, Bouli Lanners, R]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Regia e sceneggiatura: Benoit Delépine, Gustave de Kervern. Attori: Yolande Moreau, Bouli Lanners, R]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il rovescio della medaglia]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/04/il-rovescio-della-medaglia/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 13:50:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>laconoscenzarendeliberi</dc:creator>
<guid>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/04/il-rovescio-della-medaglia/</guid>
<description><![CDATA[Ricordate le polemiche sollevate dall&#8217;indulto concesso dal Parlamento italiano nel 2006? Ebben]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3436" title="carcere" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/11/carcere.jpg" alt="carcere" width="400" height="266" />Ricordate le polemiche sollevate dall&#8217;indulto concesso dal Parlamento italiano nel 2006? Ebbene, alla luce dei recenti episodi di cronaca, credo che non ci siano dubbi sul suo fallimento. Le tragiche vicende di questi giorni hanno riportato alla ribalta dell’attualità politica nazionale il tema, sempre rovente, della giustizia e della sicurezza carceraria in Italia, ossia la questione della giustizia borghese, dei diritti e della giustizia in una società ancora classista come la nostra, forse più che nel passato. A tale proposito credo valga la pena di spendere qualche parola, riflettendo a partire da alcuni dati di fatto.</p>
<p style="text-align:justify;">Anzitutto, il provvedimento d’indulto approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano il 29 luglio 2006, venne spacciato come un legittimo e doveroso atto di clemenza e giustizia compiuto dallo stato italiano per sanare la gravissima emergenza in cui tuttora versano le strutture penitenziarie del nostro paese. Non è un caso che gli unici voti nettamente contrari siano venuti da Antonio Di Pietro e dai suoi fedelissimi iper-giustizialisti, dai codini della Lega e dai post-fascisti, ossia dai settori più apertamente reazionari e forcaioli ad oltranza presenti nel panorama politico italiano.</p>
<p style="text-align:justify;">Il provvedimento emesso all&#8217;epoca era appunto una misura tampone, destinata a sospendere il problema in maniera temporanea, quasi a rimuovere i pesanti sensi di colpa che turbavano la coscienza sporca della classe politica dirigente, sensi di colpa derivanti dalle inaccettabili e vergognose condizioni di vita in cui è costretta la popolazione carceraria. Insomma, prima che esplodesse qualche rivolta sanguinosa si è ritenuto opportuno prevenire i danni, anziché affrontarli in seguito, quando è più difficile rimediarvi. Di primo acchito si potrebbe convenire con lo spirito di saggezza e di indulgenza che pare avesse ispirato e dettato la suddetta disposizione legislativa.</p>
<p style="text-align:justify;">Si trattava di una misura puramente emergenziale, che tuttavia non ha risolto nulla, dato che gran parte dei detenuti rimessi in libertà nei mesi successivi all’indulto, sono progressivamente rientrati in galera, avendo ripreso a delinquere, come d’altronde era prevedibile che facessero. Arrestati e condannati una prima volta, se non più volte, molti detenuti sono stati scarcerati grazie all’indulto, per essere nuovamente arrestati, condannati e reclusi, in attesa di un nuovo sconto di pena. E’ chiaro allora che il vero scopo del condono da parte dello Stato era un altro, molto più subdolo ed ingannevole.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla base di un simile gesto di <em>“clemenza”</em> risiedeva la volontà politica di occultare la natura reale, autoritaria e repressiva dello Stato quale detentore del monopolio della forza pubblica. In quanto tale, esso impone con la violenza e con la minaccia di ritorsione, le sue leggi, le sue strutture e le sue istituzioni, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni, facendole accettare come <em>“diritto”</em>, cioè come <em>“giustizia”</em>, <em>“ordine costituito”</em>, ecc. Ma il delitto non può essere trasfigurato come <em>“regola”</em>, l’ingiustizia non può essere spacciata come <em>“legge”</em>, la violenza dell’oppressione, dello sfruttamento, della miseria, dell’emarginazione, non può essere camuffata sotto la veste ipocrita del <em>“diritto” </em>e di un<em> “ordine costituito”</em>, che pertanto non possono essere messi in discussione né essere sottoposti a critica, e tanto meno essere modificati.</p>
<p style="text-align:justify;">La logica e l’ideologia imperanti nella nostra società pretendono che si consideri la violenza, l’ingiustizia, lo sfruttamento materiale, la guerra, quali forme e fenomeni di un <em>“ordine naturale”</em> del mondo, che è dunque inevitabile e permanente, ossia uno stato di cose assolutamente immutabile. Eppure la società borghese in cui viviamo è totalmente sorretta ed incentrata sulla violenza e sul delitto, tutti i suoi rapporti economici e sociali sono imperniati sull&#8217;ingiustizia, sull’ipocrisia, sulla mistificazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, il senso recondito di un provvedimento di indulto come quello adottato dal Parlamento nel 2006, è senza dubbio un obiettivo ideologico e strumentale. Si è trattato di un’operazione di propaganda e di mistificazione politica, tesa ad esibire il volto <em>“buonista” </em>e<em> “garantista”</em> dietro cui si ripara il vero volto del potere, l&#8217;anima brutale della violenza poliziesca e della repressione carceraria, dell’ingiustizia e della ritorsione di classe, la natura lugubre ed oscena, cinica e perversa degli aguzzini in divisa, una realtà turpe e criminale che è venuta fuori in questi giorni, per cui non si può ostentare con eccessiva disinvoltura, ma al contrario deve essere opportunamente nascosta.</p>
<p style="text-align:justify;">La falsa clemenza, la falsa giustizia, e più un generale la falsa democrazia, servono solo a dissimulare il carattere più atroce, cruento e sanguinoso che appartiene ad una società in cui la violenza, il delitto e lo sfruttamento sono all’ordine del giorno, anzi stanno all’origine stessa della società, e si estrinsecano abitualmente in tutti i rapporti concreti della vita quotidiana degli individui, in carcere, in fabbrica, a scuola, in famiglia, dappertutto, persino nei più consueti rapporti d’amore e d’amicizia. In tal senso, l’indulto ha esibito il lato ipocrita e perbenista del sistema attualmente vigente. Non mi riferisco solo al sistema carcerario, ma all’intero sistema sociale, dominato da interessi di profitto, arricchimento e potere, che coinvolgono un’esigua minoranza di soggetti, la cui ferrea volontà condiziona pesantemente lo Stato, la legge e l’ordine, che sono una diretta emanazione storica della classe sociale al potere.<img class="alignright size-full wp-image-3435" title="anarchiacomunismo" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/11/anarchiacomunismo.jpg" alt="anarchiacomunismo" width="113" height="103" /></p>
<p style="text-align:justify;">Recentemente, su un canale televisivo satellitare, hanno riproposto uno stupendo film di Giuliano Montaldo, <em>“Sacco e Vanzetti”</em> del 1971, interpretato da due attori straordinari, Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, calati nei panni dei due anarchici. E’ un capolavoro cinematografico di gran pregio, impreziosito da una superba colonna sonora composta da Ennio Morricone, la cui interpretazione canora è stata affidata all’incantevole voce di Joan Baez, la più importante cantautrice pop statunitense.</p>
<p style="text-align:justify;">Al termine della visione del film, dopo essermi commosso ancora una volta, ho pensato alla dolorosa ingiustizia sofferta dai due anarchici italiani (riabilitati tardivamente, ossia post-mortem, dalle autorità nordamericane, vale a dire dagli stessi carnefici), una violenza perpetrata dal sistema politico giudiziario statunitense, da quella che viene abitualmente osannata come la più grande ed antica <em>&#8220;democrazia&#8221;</em> del mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Che si tratti della sedia elettrica o di un’impiccagione, della ghigliottina o della fucilazione, di una decapitazione a colpi d’ascia o un’iniezione letale, ogni modalità tecnica di esecuzione della pena capitale è indubbiamente legata alle condizioni temporali e spaziali in cui vive un determinato ordinamento statale. E’ altrettanto indubbio che persino la civiltà giuridicamente più avanzata, che escluda dal suo codice penale la condanna a morte, sostituendola con un più <em>“umano”</em> ergastolo, e che ogni tanto conceda un’amnistia, un condono, uno sconto di pena, una grazia, mostrando in tal guisa un volto di <em>“clemenza”</em>, in realtà si propone solo di camuffare ipocritamente la sua natura feroce e reazionaria, mistificando l’autoritarismo e l’iniquità di fondo su cui si regge un sistema di tipo classista che ha bisogno di <em>“normalizzare” </em>e<em> “legalizzare”</em> le contraddizioni e le sperequazioni sociali e materiali esistenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Restando in tema, mi sovviene un altro film diretto da Luigi Magni, intitolato <em>“Nell’anno del Signore”</em>, uscito nel 1969. In questo film il personaggio principale è Cornacchia/Pasquino, interpretato da Nino Manfredi, uno dei migliori interpreti della commedia all’italiana. Pasquino incarnava la voce del popolo nella Roma papalina, un autore clandestino di versi satirici e irriverenti, scritti sulla statua dell’imperatore Marco Aurelio e rivolti contro il potere temporale della chiesa. Pasquino, a un certo punto del film, afferma in dialetto romanesco: <em>“A noi rivoluzionari ce frega er core!”</em>. Una frase ad effetto che si inquadrava nel contesto storico del biennio 1968/69, con le inevitabili implicazioni che il concetto esprimeva in un momento critico della storia italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente non concordo con la tesi racchiusa nella frase di Pasquino, che probabilmente parlava a nome del regista Luigi Magni. Non sono d’accordo soprattutto per innegabili ragioni storiche. Infatti, tutti coloro che hanno messo in pratica un tale orientamento politico, attenendosi alla lettera al modello e allo spirito rivoluzionario incarnato da Pasquino e riassunto nella sua frase, hanno miseramente fallito. Si pensi, ad esempio, alle Brigate Rosse in Italia, alla RAF nella Germania Ovest, a tutte le formazioni combattenti emuli delle Br, che hanno adottato una strategia di lotta armata ferrea ed inflessibile, senza <em>“cuore” </em>e senza <em>“pietà”</em>: hanno tutti perso tragicamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Persino le rivoluzioni sociali e politiche inizialmente vincenti, quali la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, hanno condotto ad esiti rovinosi. Come mai? A mio avviso, il problema di fondo sta nel fatto che quando si rimuove <em>“er core”</em>, cioè l’umanità, dalla lotta e dal movimento di una rivoluzione, il rischio che si corre è esattamente quello isolarsi dal carattere e dallo spirito delle masse popolari, per diventare aridi e cinici, più crudeli e spregiudicati del potere che si intende rovesciare. Non si può sconfiggere il nemico emulandolo, altrimenti si rischia di assomigliargli troppo e si finisce per creare un sistema di potere e di oppressione più cruento ed efferato rispetto a quello abbattuto. Io credo che non si debba cercare di sovvertire e conquistare il potere, ma bisogna semplicemente negarlo e ripudiarlo tout-court, senza emularlo o eguagliarlo, evitando di farsi plagiare o sedurre, quindi corrompere, dal suo fascino malefico.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lucio Garofalo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il " Caso Marrazzo " continua da " Striscia la notizia " a " Ballarò "... adesso basta,pero!]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/04/il-caso-marrazzo-continua-da-striscia-la-notizia-a-ballaro-adesso-bastapero/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 00:16:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
<guid>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/04/il-caso-marrazzo-continua-da-striscia-la-notizia-a-ballaro-adesso-bastapero/</guid>
<description><![CDATA[Come  intervenimmo in un nostro post del 31 agosto scorso urlando  &#8221; basta! &#8221; assordati ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/e-adesso-basta-2_zoom.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3955" title="e-adesso-basta-2_zoom" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/e-adesso-basta-2_zoom.jpg?w=150" alt="e-adesso-basta-2_zoom" width="150" height="95" /></a>Come  intervenimmo in un nostro post del 31 agosto scorso urlando  &#8221; <strong>basta!</strong> &#8221; assordati e disgustati dal clamore intorno ai fatti privati di <strong>Berlusconi</strong>, nello stesso modo e con la stessa intensità interveniamo ora. <strong>Così non si fa politica, ma nemmeno satira!</strong> Ok, sul Premier si è urlato evidenziando fatti forse &#8221; accaduti &#8220; ma mai accertati ,  mentre sul &#8221; <strong>caso Marrazzo</strong> &#8221; rimane ben poco da accertare, se non la nostra amarezza per l&#8217;ostentazione di tanti soldi, <strong>personali</strong> e non pubblici fino a prova contraria, sprecati non per riempire i carrelli della spesa  delle famiglie in difficoltà, ma per bruciarli in poche strisce di vizio e di eccesso bestiale, e non per il rapporto con un viados, ma per la necessità di drogarsi per estremizzarlo.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Comunque, <strong>basta!!!</strong> Marrazzo era il Presidente della Regione del Lazio, il Cesare moderno?&#8230; peggio per lui e per coloro che lo hanno votato. Hanno sbagliato tutti, e quando ciò accade, occorre voltare pagina e ricominciare. Non servono scuse o cercare di far capire che in fondo uno si è comportato meno peggio dell&#8217;altro, né continuare a rivangarci sopra, non tanto per il rispetto dei colpevoli, essi sapevano cosa rischiavano con il loro turpe comportamento, ma per il rispetto dei loro cari, vittime innocenti&#8230; e per il rispetto anche di coloro che credono in ideali che non possono essere bistrattati o rimessi in discussione solo per l&#8217; inciviltà dei singoli:<strong> i politici, a qualsiasi fede essi appartengano, sono sempre uomini e come tali a volte fanno cose buone&#8230; ed altre, terribili.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Noi diciamo basta, perché avevamo avvertito, in tempi non sospetti, che cavalcare e giudicare le debolezze altrui sarebbe stata una scelta che prima o poi si sarebbe rivoltata contro,<strong> in quanto nessuno è troppo furbo come nessun altro è altrettanto fesso, come nessuno è troppo buono e l&#8217;altro troppo cattivo.</strong> Le crociate moralistiche è meglio lasciarle fare ai preti anche se in certi casi si è visto il contrario, i preti fare politica!&#8230; <strong>Oh Dio, cerca di riportare un po&#8217; di buon senno e un po&#8217; di equilibrio!</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/nave.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3957" title="nave" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/nave.jpg" alt="nave" width="140" height="105" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E&#8217; arrivato il momento di dire veramente basta!</strong> Con l&#8217;elezione di <strong>Bersani</strong> il <strong>Pd</strong> ha finalmente un suo condottiero che vuole contrapporsi a quello del <strong>Pdl </strong>solo con i fatti e non con le chiacchiere: <strong>e che lo faccia veramente!</strong> E <strong>Berlusconi</strong> non si chiuda nel suo risentimento: quando ha deciso di entrare in politica sapeva a cosa sarebbe andato in contro, anche se nei suoi riguardi penso che si sia verificato il peggio che mai si potesse neanche minimamente immaginare&#8230; E&#8217; giunto il momento che i due si incontrino e si guardino negli occhi e che ordinino in qualche modo una necessaria virata alla nave politica la cui rotta, lasciata per troppo tempo in mano a ciurma prezz0lata, sta procedendo verso secche e scogli in grado di distruggerla o di farla arenare definitivamente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L&#8217;Italia non ha bisogno di anarchia, ma di un buon governo&#8230; sano e produttivo!</strong></p>
<p><em><strong><strong><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /></a></em></strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Umberto Napolitano</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il nostro bisogno di consolazione di Stig Dagerman]]></title>
<link>http://cresciteundoblog.wordpress.com/2009/11/01/il-nostro-bisogno-di-consolazione-di-stig-dagerman/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 19:24:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>martino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cinquantacinque anni fa, il 4 novembre 1954, Stig Dagerman si chiude nel garage di casa sua, a Eneby]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cinquantacinque anni fa, il 4 novembre 1954, Stig Dagerman si chiude nel garage di casa sua, a Eneby]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[MASS OBLITERATION - Nuova intervista]]></title>
<link>http://scoobydoom.wordpress.com/2009/10/29/mass-obliteration-nuova-intervista/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 07:44:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>OCCHI PER VEDERE..</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le origini, le motivazioni e il futuro della anarco-death metal band romana in un&#8217;intervista s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Le origini, le motivazioni e il futuro della anarco-death metal band romana in un&#8217;intervista sul portale Stereo Invaders</strong></p>
<p>clicca sull&#8217;immagine per leggere l&#8217;intervista<br />
<a href="http://www.stereoinvaders.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;catid=7:interviste&#38;id=2343:mass-obliteration&#38;Itemid=9"></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.stereoinvaders.com/images/stories/jreviews/2343_massobliteration2_1256743272.jpg" alt="" width="246" height="368" /></p>
<p><a href="http://www.massobliteration.it"></p>
<p><a href="http://www.myspace.com/massobliterationdeathmetal"></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Adesso basta!]]></title>
<link>http://fuoriasudovest.wordpress.com/2009/10/27/adesso-basta/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:59:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononmiallineo</dc:creator>
<guid>http://fuoriasudovest.wordpress.com/2009/10/27/adesso-basta/</guid>
<description><![CDATA[Ultimamente un tal Alessandro lascia continuamente su questo blog commenti di boria contro la decres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ultimamente un tal Alessandro lascia continuamente su questo blog commenti di boria contro la decres]]></content:encoded>
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