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	<title>andare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/andare/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "andare"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 03:09:19 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[No Berlusconi Day- funnyg sarà a Londra]]></title>
<link>http://funnyg.wordpress.com/2009/11/30/no-berlusconi-day-funnyg-sara-a-londra/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:18:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>funnyg</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non uso più tanto questo blog, ma è un mezzo &#8211; il mio - per diffondere idee e parole. Il 5 dic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Non uso più tanto questo blog, ma è un mezzo &#8211; il mio - per diffondere idee e parole</em>.</p>
<p>Il 5 dicembre io sarò a Londra</p>
<p>di fronte il Consolato Generale a Londra / opposite the Italian General Consulate</p>
<p>dalle 13.00 alle 17.00.</p>
<p>Se vivi all&#8217;estero cerca qui la tua piazza, è importante!</p>
<p><a href="http://noberlusconiday.wordpress.com/5-dicembre-allestero/#comment-769">http://noberlusconiday.wordpress.com/5-dicembre-allestero/#comment-769</a></p>
<p>Giovanna</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ostacolo]]></title>
<link>http://liberavisuale.wordpress.com/2009/11/26/278/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 07:09:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ste</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è un muro. Alto e liscio. In qualche modo devo andare di là.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;è un muro. Alto e liscio. In qualche modo devo andare di là. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milano]]></title>
<link>http://liberavisuale.wordpress.com/2009/11/19/milano/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:10:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>ste</dc:creator>
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<description><![CDATA[goccine umide verso l&#8217;ufficio. Cocktail di pensieri mentre infilo la terza (addirittura); da d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>goccine umide verso l&#8217;ufficio. Cocktail di pensieri mentre infilo la terza (addirittura); da dove inizio? mail, cantiere, attese&#8230; questo dietro cazzo suona?!, siamo fermi&#8230;<br />
leggera ansia e lucine di Natale.<br />
Andare, andare </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[uscire e cambiare la propria vita]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/11/15/uscire-e-cambiare-la-propria-vita/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:31:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;uscire dalla propria vita, sentita come inadeguata, come unica soluzione alla crisi d&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">L&#8217;<span style="color:#993300;">uscire dalla propria vita, sentita come inadeguata, come unica soluzione alla crisi d&#8217;essere. E&#8217; un flow di una semplicità disarmante: il disagio crescente, l&#8217;attacco della crisi, l&#8217;insofferenza del presente e la ricerca di soluzioni alternative, la if del cambiamento: se si prosegue ci sarà la rottura con il passato, se ci si ripensa si torna daccapo per ripercorrere il ciclo. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><span style="color:#993300;">Uscire e cambiare la propria vita, perchè, da chi, come? E&#8217; l&#8217;esperienza di tutti, comincia nella famiglia d&#8217;origine e accade più volte nella vita e ha sempre lo stesso stimolo: andar via, cambiare radicalmente, essere diversi dal presente sentito come prigione.  Chi se ne va davvero, non solo nella testa che pure è  un modo radicale nell&#8217;andarsene, sperimenta la difficoltà dell&#8217;abbandonare le certezze, del misurarsi con l&#8217;ignoto. Un ignoto che inizia proprio da se, dalla propria capacità di percezione dei problemi e della realtà. Andarsene significherà poi capire meglio, misurare ciò che si vuole davvero, fare i conti con la nostalgia, con gli affetti che non si annullano, con i vincoli economici, con la violenza dei distacchi. Per questo spesso sono necessari altri appoggi, ed è la parte più difficile da valutare, perchè condiziona altre persone, altre volontà presunte. Indipendententemente dagli esiti, l&#8217;uscire farà i conti con la propria vita e la scelta in quella if  rende palese ciò che è già </span></span><span style="color:#993300;">avvenuto: il cambiamento, ovvero la rottura del proprio paradigma. Sarebbe bello che tutte vite avessero parabole già definite, dove tutto procede per conseguenzialità, ma non è così per la maggior parte di noi. E forse non sarebbe neppure bello.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">L&#8217;andare, il vedersi da fuori, senza giudizio.  Restare fedeli a se  stessi, cercare di capire e poi scegliere il proprio posto transitorio, sapendo che proprio noi lo metteremo in discussione finchè ci sarà la presunzione del poter cambiare.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[andando]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/11/03/andando/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 07:09:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/11/03/andando/</guid>
<description><![CDATA[  La luce sembra venire dal basso. Resta sospesa a mezz&#8217;aria e attende che qualcosa accada. Lo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3782" title="DSC01404" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/11/dsc01404.jpg?w=300" alt="DSC01404" width="300" height="225" /></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">La luce sembra venire dal basso. Resta sospesa a mezz&#8217;aria e attende che qualcosa accada. Lo sfondo è a un passo, con colline verdissime, immerse in nubi scure. Il navigatore parla, sbaglia, si corregge, è paziente, tace mentre m&#8217;inerpico su strade vuote, con la mezzaria segnata di fresco, il ciglio delimitato. Anche le strade attendono. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Amori senza costrutto, dove nulla è davvero al suo posto e tutti sanno come finirà. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Qui basta un temporale per rimettere a posto le cose. </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[piaceri privati]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/10/28/piaceri-privati/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 14:26:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Tu la conosci l&#8217;aria che vibra silenziosa dopo un suono?  E&#8217; la sua memoria e si può pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/h55MfovnU4g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/h55MfovnU4g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"> Tu la conosci l&#8217;aria che vibra silenziosa dopo un suono?  E&#8217; la sua memoria e si può perfino respirare.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Haydn, 1° concerto per cello, poi  di Bach, un corale trascritto per trio e ancora la prima Suite. Brunello sorride, trasmette malia, coinvolge, è coinvolto.  Come un bimbo si guarda il dito dopo una nota legnosa. Ricomincia con la leggerezza del seminatore. Uno scialle di note, sulla soglia dell&#8217;inverno, così bello e coinvolgente che i silenzi sono applausi. Ton Koopman sembra felice, stringe mani, contagia l&#8217;orchestra, si abbracciano un po&#8217; tutti, regala ancora note. Si esce in un&#8217;aria sospesa tra sorrisi e toni bassi a conservare l&#8217;impressione. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">C&#8217;era la neve un anno fa, sulla piazza. Magia d&#8217;antan.  Questa notte è così tiepida, e indimenticabile con le note che ti seguono nella testa come un cane amoroso.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[odor di mosti, tartufi e nocciole tostate]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/09/30/odor-di-mosti-tartufi-e-nocciole-tostate/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:54:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[  in cerca di Giulia   Questo mondo non è perfetto, è ordinato, di quell&#8217;ordine che sanno dare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#993300;"></span></div>
<p> </p>
<p><span style="color:#993300;"></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_3614" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1034px"></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-3615" title="IMG_0030" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/09/img_0030.jpg?w=1024" alt="in cerca di Giulia" width="1024" height="682" /><p class="wp-caption-text">in cerca di Giulia</p></div>
</dt>
</dl>
</div>
<dl></dl>
</div>
<p> </p>
<p></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Questo mondo non è perfetto, è ordinato, di quell&#8217;ordine che sanno dare i preti prima e poi la coscienza della terra, del lavoro, della roba. Una sequenza di fatiche, come in altre parti di questo paese, ma qui il denaro ha premiato il lavoro e l&#8217;ordine mentale, altrove non è stato sempre così. La voglia di solidità si vede dai tanti mattoni. Quelli pieni, solidi, di un tempo. Utili a far case e fortezze, per sfidare i secoli assieme ai loro abitanti. Tra le cascine si sono infilate le villette, hanno occupato gli spazi residui lasciati dalle vigne, qualche pezzo di bosco, senza protervia. La malagrazia di molto è dettata dalla fretta e dalla paura di perdere ciò che faticosamente si è conquistato, più in fabbrica che sui campi. Quando i partigiani scendevano ad Alba non c&#8217;erano tante case, e neppure tante cantine o B&#38;B. Ma adesso i partigiani non servono in collina, sono necessari in città. Si è rovesciato il mondo e i vini danno il nome ai paesi: piccoli grumi di case, ristorantini, enoteche, vinerie. E&#8217; rimasta l&#8217;antica cortesia, per chi ancora ci bada e trae piacere dai gesti rattenuti, dalle voci discrete. Non lontano da qui c&#8217;era la casa di Giulia, quella che Johnny vuol vedere, per parlare, capire: è alle prese con la gelosia e la guerra e l&#8217;amore rendono tutto impellente, anche sapere. In Fenoglio la descrizione della gelosia è dialogo interiore, l&#8217;inconfessabilità a sè stessi delle ragioni profonde del voler possedere, la percezione che i tempi dello scegliere sono passati ed altre scelte si sono accumulate.  Scelte escludenti di possibilità e per questo intollerabili, come se tutto ci dovesse essere dato. Sapere, perchè sapere? Per essere liberi?  Che illusione la libertà che dipende, la libertà del prigioniero d&#8217;amore che si dà in ostaggio. O forse sapere serve per aggiustare il presente squinternato e il conoscere dovrebbe dar ragione, rimettere ordine, in testa e nelle pulsioni. In fondo è l&#8217;ordine che c&#8217;è qui attorno, nelle vigne con le rose in testa di filare, nella pulizia delle strade secondarie, nelle case curate.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Partendo da casa Fenoglio, a fianco del Duomo, si arriva subito al municipio. E&#8217; quello della balconata gremita di capi e comandanti dei 23 giorni della città d&#8217;Alba. Con l&#8217;ironia di chi sa come va a finire, Fenoglio, racconta la distanza tra potere e popolo, fino alla gioia e all&#8217;applauso autoindotto. Ma non è importante il finale della folla, importante è che sia accaduto e che quelle vite mescolassero cose esteriori, apparentemente grandi, con emozioni e amori, altrettanto grandi. E portandosi questa unicità salivano e scendevano dalla collina tra le vigne e odor di mosti, tartufi e nocciole tostate, e poi, ancora, passavano all&#8217;altro crinale verso un nuovo declivio, sapendo che quell&#8217;andare sarebbe finito. Prima o poi.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[seguendo Fenoglio]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/09/29/seguendo-fenoglio/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 16:12:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/09/29/seguendo-fenoglio/</guid>
<description><![CDATA[Dietro il Duomo di Alba sale un sentiero verso Altavilla. E&#8217; un cammino a ritroso nella Langa,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3604" title="IMG_0066" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/09/img_0066.jpg?w=1024" alt="IMG_0066" width="1024" height="682" /></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Dietro il Duomo di Alba sale un sentiero verso Altavilla. E&#8217; un cammino a ritroso nella Langa, ritmato dalle righe di Fenoglio che fanno emergere case, vigne guarnite di rose e sentieri ripidi scavati dall&#8217;acqua.  Case di geometri seguono il sentiero, fino alla  macchia, poi basta e dietro un nocciolo, la colonna capitozzata di pietra grigia con la lapide: <em>Gino Rocca, qui cadde seguendo un ideale. Novembre 1944. </em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Vado a memoria e della prosa potente di Fenoglio emerge dal ricordo l&#8217;immagine di un giovane che sta scendendo la collina. Uomini, spari, chi insegue e chi è inseguito, con quella casualità che è pane della morte. Adesso quel giovane vede un repubblichino, un ufficiale che alza l&#8217;arma, un fiore rosso dalla canna e prima del rumore, senza  rendersi conto, il suo corpo cade in avanti verso valle, mentre i pensieri si dissolvono nel sole di un giorno. L&#8217;ultimo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Si parla tra noi di ciò che eravamo: chi comunista, altri democristiano, fascista, socialista, ma sono tutti nomi che non dicono oggi, più nulla di concreto a chi  ha 20 anni. </span><span style="color:#993300;">Con la mia generazione finirà il ricordo ancora vivo della guerra di liberazione e dell&#8217;antifascismo, c&#8217;è solo la speranza che per alcuni restino gli ideali, quelli che seguiva Gino Rocca, scendendo la collina. Magari con altri nomi, ma con lo stesso sorriso per una cosa grande che si porta appresso.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mollare la mano]]></title>
<link>http://canneorifamily.wordpress.com/2009/09/21/mollare-la-mano/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 12:10:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Raccontare ad un pubblico di sconosciuti che il proprio figlio ha imparato ad andare in bici senza r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Raccontare ad un pubblico di sconosciuti che il proprio figlio ha imparato ad andare in bici senza rotelle, di per sè, potrebbe avere il gusto triste della semplice &#8220;<em>celebrazione</em>&#8220;, un padre che si gongola davanti ad un traguardo raggiunto dal proprio pargolo, un traguardo a cui arrivano però da sempre milioni, miliardi di altri pargoli&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure, quando venerdì pomeriggio ho visto Matteo partire in sella alla sua adorata/amata biciclettina rossa ho trattenuto a stento le lacrime&#8230; Ho visto dal vivo un film tante volte proiettato nella mia mente, ho visto mio figlio farsi grande come di colpo, l&#8217;ho visto gioioso ma anche concentrato, convinto, sicuro di sè. Ho visto un bambino diverso.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto è successo per caso. Dovevo uscire in bici per farmi una &#8220;<em>sgambatina</em>&#8221; visto che da qualche giorno ero fermo e confidavo nella nanna pomeridiana dei pargoli ma Matteo, dopo un pò di tv ha sentenziato che &#8220;<em>a nanna non ci voglio a n d a r e!</em>&#8220;&#8221;". Che fare? Lasciarlo piangente a casa o inventarmi qualcosa? Ovviamente non c&#8217;è stata scelta&#8230; pensarmi in bici e lui a casa era impossibile per cui, anche se dopo qualche moccolo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  eccoci fuori alle 15:00, sotto un caldo sole a giocare&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>Babbo, babbo, mi togli le rotelle alla bici</em>&#8220;&#8230; mi dice lui tra il lamentosino e l&#8217;euforico&#8230; e io &#8220;<em>mmmm&#8230;.</em> <em>Pronti!</em>&#8220;. La mia schiena ha cominciato subito a scricchiolare, memore dell&#8217;unica volta precedente in cui per un buon quarto d&#8217;ora spinsi Matteo sulla bici mentre lui giocava all&#8217;astronauta o comunque a qualcos&#8217;altro del tutto alieno al ciclismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli abbasso il sellino fino a fargli toccare terra con i piedi comodamente, gli aggiusto il casco, gli do le solite indicazioni &#8220;&#8221;"<em>guarda dritto, concentrati, pedala sempre, ti tengo io&#8230;</em>&#8220;&#8221;". Partiamo. Siamo nel vialetto dietro casa di mia madre. Una bella strada privata, larga, asfalta, senza buche. L&#8217;inizio è come me l&#8217;aspettavo. Lui si guarda intorno, non pedala, pensa a non incrociare i cancelli che ospitano i tanto temuti cani, cerca la sua amica, sente passare un camion&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Io sbuffo e gli chiedo di fare una pausa o di smettere se non ha voglia. Poi mi allontano cercando di riprendere la posizione eretta tipica dell&#8217;uomo&#8230; Passano pochi secondi e mentre mi guardo intorno vedo passare sotto di me qualcosa&#8230; ma&#8230; ma&#8230; non è un &#8220;<em>qualcosa</em>&#8220;&#8230; è Matteo!!!</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-1554 alignnone" src="http://canneorifamily.wordpress.com/files/2009/09/p10307181.jpg" alt="" width="468" height="351" /></p>
<p style="text-align:justify;">Zitto, zitto Matteo è riuscito a partire da solo senza l&#8217;ausilio di una spinta o di un sostegno e allegramente ha cominciato ad andare, e come! Ben seduto con lo sguardo in avanti ha cominciato a percorrere sempre più metri e completamente da solo. Una cosa incredibile. Pensavo che fosse pronto, lo si vedeva ma immaginavo che gli sarebbe comunque occorso del tempo per trovare l&#8217;equilibrio giusto, per capire come girare, frenare, ripartire&#8230; e invece niente di tutto questo. Nel giro di un paio di ore Matteo ha imparato tutto. Sa partire da solo, girare in tutte le direzioni, fermarsi, scendere dai gradini, correre&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Avergli visto fare questa cosa è come avergli visto fare un balzo in avanti nel tempo, vederlo passare dall&#8217;essere un bambino &#8220;<em>piccolo</em>&#8221; senza autonomia ad un bambino &#8220;<em>grande</em>&#8221; che sa fare cose da solo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Scrissi, banalmente, tempo addietro che padri non si nasce ma lo si diventa con volontà e anche con un pò di fatica&#8230; venerdì, come ha scritto magnificamente Desian (<a href="http://desian66.blogspot.com/search?updated-max=2009-07-27T23%3A05%3A00%2B02%3A00&#38;max-results=7" target="_blank">qui</a>), è successo&#8230; mi sono sentito davvero padre&#8230; ci sono diventato&#8230;  ho imparato &#8220;<em>quell&#8217;arte lì</em>&#8220; e mio figlio mi ha stupito&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[barbagia]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/09/16/barbagia-2/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:55:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/09/16/barbagia-2/</guid>
<description><![CDATA[In questa stagione il caldo ha bruciato tutto quello che poteva, le colline sembrano ordinate, come ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3531" title="DSC01361" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/09/dsc013611.jpg?w=300" alt="DSC01361" width="300" height="225" /></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">In questa stagione il caldo ha bruciato tutto quello che poteva, le colline sembrano ordinate, come fosse stata tagliata l&#8217;erba. In realtà è tutto giallo, gli steli sono ripiegati e le poche vacche al pascolo, mangiano paglia. Nel sole della sera, l&#8217;oro dell&#8217;erba è specchio del giorno, denso di luce gialla senza tregua d&#8217;ombra. Come un ricordo che si protrae nella notte e nel calore della terra bruna. Ma l&#8217;aria è già fresca e giù, al campo della tosse, i ragazzini giocano a pallone, vociando  tra sbuffi di polvere. Arriva solo l&#8217;eco di gioie e delusioni momentanee, ma qui, lungo la strada, il silenzio ti prende e toglie la voglia di andare. </span></p>
<p><span style="color:#993300;"><em><span style="color:#3366ff;">Ancora mezz&#8217;ora, aspetta, siediti sull&#8217;erba. La terra è calda come una madre. </span></em></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">In altri tempi, un uomo sarebbe uscito nello spiazzo davanti casa e sedendosi avrebbe guardato il sole basso, misurando ombre, pensieri, stagione.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">L&#8217;autunno, gli odori, il silenzio: ascoltando il corpo, la mente si distende, trova pace e non corre perchè non c&#8217;è posto dove andare. L&#8217;incoscienza dell&#8217;attesa dice che si sta bene qui. Dove <em>si è.</em></span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">E il <em>si è</em> non è mai stato così vero</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"> </span></p>
<p><span style="color:#3366ff;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CvDABN9sv1I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/CvDABN9sv1I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Graffio- Antonia Piredda]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/08/24/graffio-antonia-piredda/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 06:13:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/08/24/graffio-antonia-piredda/</guid>
<description><![CDATA[Patrick  Smith- sappia la marea del tempo che prenderò il filo sospeso e ne farò ricamo sappia il ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 id="contextTitle_stream7765891@N08"><a id="contextLink_stream7765891@N08" href="http://www.flickr.com/photos/patrick-smith-photography/"></a></h3>
<p><em>Patrick  Smith-<br />
</em></p>
<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3458/3354059814_8fb550bb3c.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3458/3354059814_8fb550bb3c.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span>sappia<br />
la marea del tempo<br />
che prenderò<br />
il filo sospeso<br />
e ne farò ricamo<br />
sappia<br />
il vento contrario<br />
che tesserò<br />
l&#8217;animo in sfavillare<br />
di stella<br />
rinata in me<br />
sappia<br />
la memoria distante<br />
che è seminata<br />
dentro muschio<br />
nel mio ventre<br />
ne farò gemma<br />
nell&#8217;andare</span></p>
<p><span>api, ventitre agosto duemilanove. </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pittsburgh lied]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/07/28/pittsburgh-lied/</link>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 22:26:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Voci suadenti, ora minacciose, mai convincenti, m&#8217; hanno suggerito d&#8217;essere acciaio. Sup]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#800080;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zHv9eL8GhbE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zHv9eL8GhbE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800080;">Voci suadenti, ora minacciose, mai convincenti, m&#8217;<span style="color:#800080;"> hanno suggerito </span>d&#8217;essere acciaio. Superficie polita in cui far scorrere tutte le lacrime e i sorrisi. E invece ne è nata una vita per pennellate successive, aspettando che la pioggia dell&#8217;oblio dilavi e impedisca di essere crosta. Se si mettono in fila tutte le mancanze di coraggio, le  incapacità nate nella broda dell&#8217;abitudine, avere la forza e la lucentezza non basta: bisogna uccidere i dubbi come i punti neri. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800080;">E tenersi una immagine giusta e segreta di sè.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La strada]]></title>
<link>http://viator79.wordpress.com/2009/07/27/la-strada/</link>
<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 16:00:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>mpitt79</dc:creator>
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<description><![CDATA[Andare vuol dire non accontentarsi. Andare vuol dire non avere la presunzione di pensare di essere a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Andare vuol dire non accontentarsi.</p>
<p>Andare vuol dire non avere la presunzione di pensare di essere arrivati.</p>
<p>Andare vuol dire non preoccuparsi di quello che si lascia, e vuol dire accettare e gioire di ciò che si trova anche se non corrisponde alle nostre aspettative.</p>
<p>Andare vuol dire essere sempre curiosi, voler sempre scoprire qualcosa di nuovo.</p>
<p>Andare vuol dire porsi delle domande e cercare delle risposte.</p>
<p>Andare vuol dire litigare con la strada, con il tempo e con lo zaino.</p>
<p>Andare vuol dire morire per chi ti è vicino e rinascere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Andare via...]]></title>
<link>http://elios90.wordpress.com/2009/07/22/andare-via/</link>
<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 08:54:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>elios90</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi sono diplomato quest&#8217;anno, so che devo affrontare la vita adesso. Il sogno che voglio inseg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mi sono diplomato quest&#8217;anno, so che devo affrontare la vita adesso. Il sogno che voglio inseg]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[priorità]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/07/08/priorita/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 22:23:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Sono inciampato nella sera, sul monte sopra Austis e lì ho atteso che la notte salisse dal basso. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#993300;"> </span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3102" title="DSC01193" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/07/dsc01193.jpg?w=300" alt="DSC01193" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Sono inciampato nella sera, sul monte sopra Austis e lì ho atteso che la notte salisse dal basso. Dai confini vaporosi del lago Amodeo, dalle luci che si accedevano a Teti, da un accenno di bagliore verso Nuoro, la notte si è fatta strada traboccando. Schiuma morbida a scalare i monti mentre copriva la macchia, fitta come velluto, di lecci, roverelle, lentischi.  Con grazia. Mani d&#8217;alberi impastavano colori e contorni e lievitava, la notte, gonfiando l&#8217;aria di umori, quelli indimenticabili della sera a sud. Da queste parti il pane si fa a mano, si stende, si fa lievitare, si riimpasta, di nuovo lievita e infine si cuoce, si taglia a mezzo, si ricuoce. Il carasau nasce così, chissà se ha a che fare con la pazienza della notte?</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Il cielo ha difeso a lungo la sua luce,  rimestando con i venti in quota, il grigio e il rosso in continue spirali di ballo.  Si è lasciato sedurre solo quando dal monte opposto è apparsa la luna. Luce contro luce, ma quella nuova col colore della notte l&#8217;ha vinto, soggiogato, posseduto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Erano quasi le 10, quando la magia si è ripetuta e in un silenzio senza fine, nè respiro, la luna è sorta, poi  i primi fruscii di animali, le pecore e il richiamo a scendere verso il paese.</span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3103" title="DSC01208" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/07/dsc01208.jpg?w=300" alt="DSC01208" width="300" height="225" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il pericolo del particolare]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/06/08/il-pericolo-del-particolare/</link>
<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 17:07:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[La palla volò altissima, le teste dei piccoletti sollevarono il naso e la videro ben oltre le cime d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">La palla volò altissima, le teste dei piccoletti sollevarono il naso e la videro ben oltre le cime degli alberi. Ventidue piedi confusi, furono disattivati dagli occhi. Che occhi! Prevalentemente neri, grandi, intenti a parlare con i pensieri bambini e con qualche preoccupazione saettante: Cadrà? E dove? Devo tornare a casa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;"><em>Che sole ed è quasi sera.</em> Verde e gialla, la collina retrostante, sembrava velluto d&#8217;erba ed alberi. Lo videro anche i d</span><span style="color:#3366ff;">ue vecchi, che si allungarono sulla panchina al bordo, scambiandosi un silenzio. Tra chi ha già detto molto, succede, ed è solo la noia del sentirsi dire.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">La palla infine cadde (<em>solo il tempo era sospeso)</em>, con uno sbuffo di polvere e due rimbalzi stanchi. Allora tutto si rimise in moto: piedi, voci, sudore nuovo di zecca e tra pedate e speranze il pallone si avvicinò all&#8217;unica chiazza d&#8217;erba, vicino al corner di sinistra.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Lì, per qualche oscuro disegno del creato, la vita e l&#8217;acqua avevano trovato un accordo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><em>ovvero l&#8217;anestesia del particolare: scritto giovedì sera ai bordi del campo di Tiana e mi pareva che il continente fosse davvero distante</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Divertirsi con poco]]></title>
<link>http://amperini.wordpress.com/2009/05/30/divertirsi-con-poco/</link>
<pubDate>Sat, 30 May 2009 12:04:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>p3go83</dc:creator>
<guid>http://amperini.wordpress.com/2009/05/30/divertirsi-con-poco/</guid>
<description><![CDATA[Serata tranquilla ieri sera per me e white-rabbit: birretta in birreria e poi giretto in città per u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Serata tranquilla ieri sera per me e white-rabbit: birretta in birreria e poi giretto in città per u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[andare, partire, tornare]]></title>
<link>http://myled.wordpress.com/2009/05/27/andare-partire-tornare/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 19:48:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>myled</dc:creator>
<guid>http://myled.wordpress.com/2009/05/27/andare-partire-tornare/</guid>
<description><![CDATA[Andare&#8230; C&#8217;è chi va, c&#8217;è chi resta. C&#8217;è chi va e non vorrebbe farlo, c&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Andare&#8230;</strong> C&#8217;è chi va, c&#8217;è chi resta. C&#8217;è chi va e non vorrebbe farlo, c&#8217;è chi resta e vorrebbe invece andarsene. Strano paradosso la vita! E ancora una volta, oggi, salutando chi è andato e ritrovando chi invece è rimasto a salutare (o ad aspettare il suo turno?), mi trovo a maledire il tempo, la fretta, il lavoro, questo pazzo modo di vivere &#8220;frenetico&#8221;.<br />
Ripenso a quanto era diverso anni fa, o forse ero io a esser diversa, o semplicemente DOVEVA essere così&#8230;<br />
Ma era bello. Ed ero felice. Ora, già, ora: ricordi, foto, tanta amarezza. E la Vita che mi scorre addosso, travolgente, senza respiro. E mi ero promessa di non cascarci ancora, perché il prezzo da pagare è alto, poi. Ma si continua (continuo), si VA, si corre e corre, e dove si arriva poi? Il poi è un mistero. Successo, soldi, fortuna? Tutte vanità. Tutto passa. Tutto scompare. Lo so. Quel che resta nel poi è intangibile, non ha prezzo, o materia. Quel che resta nel poi è quel che si è stati, riflesso nelle vite degli altri che abbiamo incrociato nelle strade della Vita. Ma a credere nel poi o a non crederci, non si risolve granché.<br />
In fondo.<br />
Chi va e chi resta&#8230; Incontrollabile sorte. E io?<br />
Vorrei restare, già. Ma continuare a restare senza chi &#8220;è già andato&#8221;, sapendo che la Vita vuole così, è una condanna.</p>
<p><strong>Partire&#8230;</strong> Manca poco, qualche giorno ancora, poi sarà partenza.</p>
<p><strong>Tornare&#8230;</strong> Si torna perché si ha dove tornare, o qualcuno da cui tornare. Si torna perché si vuole ricominciare di nuovo, con buoni propositi &#8220;farò, dirò, prometto&#8230;&#8221; Si torna in definitiva per una nuova chance, con se stessi, con il mondo, con la Vita. Si torna e ci si prova.</p>
<p>Ma il quesito resta: perché? perché Andare, Partire, Tornare?<br />
Forse, solo perché questa è la Vita.<br />
Forse, perché solo questo è concesso a chi vive.</p>
<blockquote><p>Ancora un giorno di te, per dirti che mi salverò la tua pelle sull&#8217;anima e questo vuoto che c&#8217;è, lo riempirò, le nostre cose più belle non le perderò. (Nek)</p></blockquote>
<blockquote><p>Si viene e si va&#8230; cercandoci un senso, che poi alla fine il senso è tutto qua. (Ligabue)</p></blockquote>
<blockquote><p>Ho imparato che il domani non c&#8217;è, ma le strade dei sogni non finiscono mai.<br />
Ho imparato a non rimpiangere ogni viaggio che ho aspettato.<br />
Ho imparato che il domani non c&#8217;è e i momenti perduti  non ritornano&#8230; Non senti nel vento che niente resta com&#8217;è? Non senti che tutto cambia in noi? (V. Giovagnini)</p></blockquote>
<blockquote><p>Dei miei giorni spesi con te, non c&#8217;è stata un&#8217;ora inutile, sono tutti vivi dentro me&#8230; (Nek)</p></blockquote>
<blockquote><p>Ognuno ha qualcuno che sta ad aspettare. (Nek)</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mam o non mam]]></title>
<link>http://pontitibetani.wordpress.com/2009/05/26/mam-o-non-mam/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 11:11:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>pontitibetani</dc:creator>
<guid>http://pontitibetani.wordpress.com/2009/05/26/mam-o-non-mam/</guid>
<description><![CDATA[mam camp&#8230; volevo andarci, esserci, troppa gente che avrei voluto incontrare fuori dallo scatol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[mam camp&#8230; volevo andarci, esserci, troppa gente che avrei voluto incontrare fuori dallo scatol]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lasciare andare le emozioni]]></title>
<link>http://tandream.wordpress.com/2009/05/16/lasciare-andare-le-emozioni/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 07:50:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>tandream</dc:creator>
<guid>http://tandream.wordpress.com/2009/05/16/lasciare-andare-le-emozioni/</guid>
<description><![CDATA[Quando l’ho fatto mi si sono sparpagliate per casa, non sai il disordine. Pensa che la rabbia invece]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="body text">
<blockquote>
<div class="caption">Quando l’ho fatto mi si sono sparpagliate per casa, non sai il disordine.</p>
<p>Pensa che la rabbia invece di starmi sulla punta dei capelli come i diavoli, correva nelle pentole senza i coperchi.</p></div>
</blockquote>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[immaginate]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/05/12/immaginate/</link>
<pubDate>Tue, 12 May 2009 16:26:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/05/12/immaginate/</guid>
<description><![CDATA[                                                                                                    ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">                                                                                                                          <img class="aligncenter size-medium wp-image-2737" title="barbagia" src="http://willyco.wordpress.com/files/2009/05/dsc00879.jpg?w=300" alt="barbagia" width="300" height="225" />Immaginate dei padri, ormai attempati. Immaginate storie tristi che hanno scosso famiglie spogliandole di gioie semplici: l&#8217;appartenenza, la vita, i giochi che fanno crescere, sorridere, preoccupare. Immaginate il tempo interrotto eppure il tempo che continua. La necessità di non lasciarsi andare perchè altri hanno bisogno. Tutto questo con il riserbo di persone che parlano poco anche nella vita e nelle storie conosciute. Qui la domanda non può avere punti interrogativi, dev&#8217;essere lieve come carezza e forte come abbraccio. Un poeta scrive una ninna nanna per il suo bambino. Le parole sono il luogo dei desideri, da recitare ogni sera, come storia e preghiera. Mentre scende la luce i suoi occhi vedono il futuro, i giochi, i doni, le bellezze che il bimbo avrà. Ogni cosa possibile e impossibile gli verrà portata, perchè sia felice e importante per sè stesso. La ninna nanna si snoda e davanti agli occhi del bimbo, che ormai si chiudono, scorrono i colori: l&#8217;oro, il rosso, il blu intenso che si screzia d&#8217;argento, il verde prato. Poi il nitrito di un cavallino, un piccolo fucile per sembrare più grande, un uccellino che canta il risveglio al mattino. Ci sono gli odori della cucina, il profumo del cortile, lo zucchero che caramella e riempie l&#8217;aria e la bocca. Il bimbo adesso dorme e sorride. Il babbo lo rimbocca e bacia piano. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Su questa poesia, la musica è stata scritta dopo un lutto così grave che solo una cosa bella e profonda poteva diluirlo e quando il coro la intona, gli occhi si inumidiscono, la voce si rompe in pezzetti di cristallo. Sono vecchi padri, conoscono le vite di chi sta accanto, hanno partecipato allora alla disperazione muta ed ogni volta sono pronti a stringere spalle dentro braccia forti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">Libera nos a malo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#3366ff;">  </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il bello non è normale]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/04/10/il-bello-non-e-normale/</link>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 22:02:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/04/10/il-bello-non-e-normale/</guid>
<description><![CDATA[Il pietrischetto di silice  curva l'asfalto biondo. Steli di fiori al bordo della strada e gli alber]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Il pietrischetto di silice </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">curva l'asfalto biondo. </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><span style="color:#000080;">Steli di fiori al bordo della strada </span></span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">e gli alberi, colmi di tenero verde, sui declivi a sfondo. </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Il bello non è normale</span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">eppure è dappertutto,</span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><span style="color:#000080;">troppi verdi mancano nelle nostre parole.</span></span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">La radio racconta di economia lontana, </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">una mano sul mondo, che si apre e si chiude, ansimando </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">come gli uomini quando leggono solo la propria passione. </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">E la Barbagia scorre di meriggio: </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">è ostracismo di continente, </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">braccia di liberi forzati che stringono e s'aprono. </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Appena un segno a rigare labbra chiuse, </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">il dolore ha dipinto di nero il palmo delle mani, </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">le rughe, gli abiti della festa e del lavoro.</span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Nel legno di cirmolo odoroso, </span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">la pazienza scolpisce e vince.</span></pre>
<pre style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Sempre.</span></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che bella giornata :)]]></title>
<link>http://dodiblog84.wordpress.com/2009/04/02/che-bella-giornata/</link>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 17:38:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>dodiblog84</dc:creator>
<guid>http://dodiblog84.wordpress.com/2009/04/02/che-bella-giornata/</guid>
<description><![CDATA[Finalmente oggi il soleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!! Oggi un ora e mezza di bici, bellissimo lo ado]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="color:#cc99ff;">Finalmente oggi il soleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#cc99ff;">Oggi un ora e mezza di bici, bellissimo lo adoro, non volevo fermarmi più.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#cc99ff;">Mentre verso le 18:30 una passeggiata in centro con il mio amore <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#cc99ff;">Tra un pò vado a preparare la cena, e poi un pò di tv un pò al pc e dopo nanna che domani mattina mi devo alzare presto si lavora!</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#cc99ff;">A dopo ciaoooooooooooooooooooooooo.<br />
</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La partita nel pallone!]]></title>
<link>http://paperoga86.wordpress.com/2009/03/29/la-partita-nel-pallone/</link>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 22:46:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>paperoga86</dc:creator>
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<description><![CDATA[Parodia della canzone: La partita di pallone di Rita Pavone Perché perché ancoi te gavevo sempre ded]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Parodia della canzone: La partita di pallone di Rita Pavone</strong></p>
<p>Perché perché<br />
ancoi te gavevo sempre dedrè <span style="color:#ff0000;">(e che do coioni, pure de domenega me toca vederte)<br />
</span>per andare a vedere la partita<br />
di pallone<br />
perché perché<br />
sei stato espulso e non ammonito come me. <span style="color:#ff0000;">(che fesso!)<br />
</span>Chissà, chissà<br />
se davvero vai a vedere la tua squadra<br />
o se invece tu mi pedini con la scusa<br />
del pallone<br />
chissà, chissà<br />
se sai veramente cosa sia la verità. <span style="color:#ff0000;">(mah!)<br />
</span>Ma un giorno ti seguirò<br />
perché ho dei dubbi<br />
che mi fan dormir. <span style="color:#ff0000;">(anca masa vecio!)<br />
</span>E se scoprir tu potrai<br />
che ti voglio umiliar<br />
da mamma ritornerai. <span style="color:#ff0000;">(adesso basta&#8230; sei un bambino! Buuum!)<br />
</span>Perché perché<br />
ancoi te gavevo sempre dedrè<br />
per andare a vedere la partita<br />
di pallone<br />
perché, perché<br />
la domenica non resti a casa pure te. <span style="color:#ff0000;">(ma vardete le partide dela Roma che le è pu interesanti và)</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Ogni riferimento a fatti e persone è puramente.. una presa per il culo!</span><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ignorante precoce]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/03/23/ignorante-2/</link>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 23:48:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutte quelle pagine di carta patinata, dove non si menava il can per l&#8217;aia e nei caratteri sot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;">Tutte quelle pagine di carta patinata, dove non si menava il can per l&#8217;aia e nei caratteri sottili l&#8217;autore infliggeva al lettore, la stessa pena a suo tempo subita, mi respingevano. Non c&#8217;era comunicazione, insegnamento, solo formule, teoremi, scarsi esempi, chè per capire o ci si arrivava oppure s&#8217;era sbagliato mestiere. L&#8217;autore non si preoccupava </span><span style="color:#333399;">dell&#8217;illuminazione che aveva investito un cervello, (per trovare la gioia che stava dietro ad una intuizione dimostrata, dovetti arrivare a Wertheimer), non c&#8217;era una mappa del capire: la scienza era così e basta. Ed allora erano le parole a dover rispondere del misfatto cognitivo, come se spremendo da ogni singola lettera il significato questo, assomato,  diventasse il mantra della comprensione. Altri imparavano a memoria e si fermavano alla linea del voto, facendo coincidere l&#8217;intelligere con il risultato. Tra questi, uno pratico disse: <em>non devi capire, devi sapere, poi la vita farà il resto. </em>Ed io che pensavo fosse vero esattamente l&#8217;inverso, di quei libri, deposito del sapere, sottolineati a più colori, e commentati a margine, restava il peso e il rimprovero. Come fossero una galleria di antenati che, disgustati dal prodotto dei loro amori, scuotevano il capo senza non accorgersi che così facendo cadeva polvere.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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