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	<title>andrea-camilleri &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/andrea-camilleri/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "andrea-camilleri"</description>
	<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 16:57:51 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Booktopia's Christmas Clearance Sale - Our Biggest Yet]]></title>
<link>http://blog.booktopia.com.au/2009/12/24/booktopias-christmas-clearance-sale-our-biggest-yet/</link>
<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 04:39:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>booktopiabookguru</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prices Seriously Slashed OUR BIGGEST SALE YET! This has been a big year for Booktopia &#8211; we]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Prices Seriously Slashed OUR BIGGEST SALE YET! This has been a big year for Booktopia &#8211; we]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alla ricerca di una lingua per la fiction (II parte)]]></title>
<link>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/23/alla-ricerca-di-una-lingua-per-la-fiction-ii-parte/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:12:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>giorgiovasta</dc:creator>
<guid>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/23/alla-ricerca-di-una-lingua-per-la-fiction-ii-parte/</guid>
<description><![CDATA[La seconda parte dell&#8217;articolo di Francesca Serafini sul linguaggio della fiction televisiva a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">
<i>La seconda parte dell&#8217;articolo di <b>Francesca Serafini</B> sul linguaggio della fiction televisiva apparso sul sito della <a href="http://www.treccani.it/Portale/sito/lingua_italiana/speciali/fiction/serafini1.html" target="_blank"><b>Treccani</B></a></i>. </p>
<p>di <b>Francesca Serafini</B></p>
<p><b>2. Tutte le lingue del dialogo</b></p>
<p>Anche in un contesto dichiaratamente finto già dal nome (quello della <i>fiction</i>, appunto), bisogna fare tutto il possibile perché i dialoghi non risultino falsi. E per questo è necessario, per prima cosa, che i personaggi si parlino fra loro, e non allo spettatore, come qualche volta succede, per la necessità di passare informazioni che mandino avanti la storia. Così come è opportuno rendersi conto di disporre – a differenza per esempio del dialogato in narrativa – anche del visivo, e quindi della presenza in scena delle cose, che allora non bisogna nominare nelle battute (salvo necessità), potendo invece ricorrere a tutto l’armamentario dei <i>deittici</i> (pronomi, aggettivi dimostrativi, ecc.) che nella realtà rendono più veloci i nostri scambi, naturalmente orientati all’economica linguistica, sotto la spinta delle urgenze comunicative.</p>
<p>Questi sono solo alcuni degli accorgimenti tecnici che bisognerebbe seguire nella stesura di un dialogo. Eppure, capita a volte di avere una sensazione di straniamento all’ascolto di un prodotto italiano, anche quando gli sceneggiatori si siano sforzati di rispettare tutte le regole della drammaturgia della scena. E a me pare che questo disagio abbia, molto spesso, un’origine squisitamente linguistica. E specifica italiana, come proverò a spiegare.</p>
<p>Come è noto, per la sua storia, l’italiano, a differenza di altre lingue, dispone di una molteplicità di varietà locali che sono ancora molto diffuse nel parlato a vari livelli: possono essere l’unica lingua a disposizione di un parlante semicolto; ma possono rappresentare il registro basso di un parlante colto collocato in un contesto comunicativo familiare o scherzoso. Per dirla con termini tecnici, le varianti <i>diatopiche</i> dell’italiano sono ancora moltissime e spesso queste si incrociano con altri tipologie di varianti come quella <i>diastratica</I> (il ceto sociale del parlante e la sua istruzione) o quella <i>diafasica</i> (la varietà dei registri, appunto). Ora, è evidente che se uno sceneggiatore volesse rispettare i canoni della verosimiglianza linguistica fino in fondo, nei suoi dialoghi dovrebbe ricorrere continuamente, se non al dialetto, almeno all’italiano regionale del luogo di provenienza del personaggio a cui deve dare voce. Ma questo creerebbe un problema, dal momento che si può ben ipotizzare che il napoletano di uno scugnizzo risulti incomprensibile a uno spettatore di Trento, solo per fare un esempio. E siccome in genere ciò che non si comprende viene respinto, una lingua troppo marcata in un senso o nell’altro rischierebbe di determinare – ora all’una ora all’altra latitudine – un’emorragia di spettatori che la <i>fiction</I>, considerando i suoi costi, non si può permettere (e forse neanche una televisione pubblica che volesse rimanere ancorata al ruolo pedagogico svolto per anni nella diffusione dell’italiano).<br />
<!--more--><br />
Si può osservare come proprio per questa ragione – tanto per fare un esempio noto a tutti, e che pure rappresenta un’eccezione – negli adattamenti televisivi del ciclo romanzesco di <i>Montalbano</I> di Andrea Camilleri, uno degli interventi è proprio sulla lingua, con una riduzione drastica, rispetto alle opere letterarie, del tasso di sicilianismi (che sopravvivono nella caratterizzazione dei personaggi socialmente più sprovveduti), convertiti nei dialoghi in pennellate di colore locale.</p>
<p>Si capisce come, pur ragionando comunque di scrittura, le esigenze televisive siano di tutt’altra natura rispetto a quelle letterarie; e anche come sia possibile, in questo senso, che quella che per Joyce – altro esempio estremo, come Bufalino che era più che altro attratto dalle varianti <i>diacroniche</I> – rappresentava una risorsa preziosissima per la sua ricerca (il fatto che l’italiano contenesse appunto al suo interno l’idea di «lingue altre» che andava mettendo a punto per il suo <i>Finnegans Wake</I> e che aveva valorizzato nella traduzione dell’episodio di Anna Livia Plurabella), per gli sceneggiatori rischia di diventare un’arma a doppio taglio. Sfruttarla completamente significherebbe condannarsi a un pubblico per forza di cose di nicchia; ignorarla, come più spesso si fa, significherebbe rassegnare i dialoghi a quell’italiano medio o <i>standard</I> (su cui tanto hanno dibattuto Calvino e Pasolini) al centro di vecchie e nuove questioni della lingua, e che per essere di tutti finisce per essere perfettamente rappresentativo di nessuno. Tanto da risultare a volte, se non falso, certamente artefatto, o <i>scritto</i>, come la lingua di un dialogo (siamo qui – tanto per chiudere la rassegna – nell’ambito delle varianti <i>diamesiche</I>) non dovrebbe mai risultare.</p>
<p>A tale proposito ci si potrebbe chiedere come mai queste sensazioni negative non si avvertono mai nella fruizione di opere straniere adattate, che in genere si uniformano programmaticamente proprio su un italiano medio, con l’eccezione di qualche piccola varietà di registro. E la mia impressione è che in quel caso la risposta abbia a che fare con la consapevolezza da parte degli spettatori di aver stretto un patto: non riconoscono nel mondo rappresentato la loro realtà, sanno che è <i>altro</I> da quella e stanno al gioco; e questo vale anche per la lingua: sanno che nell’universo rappresentato è tutt’altra e che qualcuno semplicemente si è preso la briga di renderla accessibile, né più e né meno di un interprete simultaneo che traduca la conferenza di un politico, soffermandosi più che altro sul senso. Negli adattamenti, semmai, un sensazione di straniamento si può avere al contrario da «un eccesso di traduzione», come succede in quelle opere in cui si sceglie di tradurre anche le scritte, non con i sottotitoli ma con inquadrature della scritta medesima tradotta, preparata durante le riprese. Come il diploma appeso nello studio a Washington di Tom Cruise in <i>Leoni per agnelli</I> (il film di Robert Redford del 2007) compilato in perfetto italiano e che dal mio punto di vista crea senz’altro una crepa nel sistema. Così come il proverbio inglese «All work and no play makes Jack a dull boy» (letteralmente <i>Solo lavoro e niente divertimento rendono Jack un ragazzo svogliato</I>) dattiloscritto ossessivamente dal protagonista di <i>Shining</I> (1980) che Kubrick volle girare – con la sua cura maniacale di tutti i dettagli – con relativo adattamento alla lingua dei paesi in cui era prevista la distribuzione del film (si capisce che questo accorgimento ha dei costi e che quindi è tipico del cinema e non della <i>fiction</I>, anche quella facoltosa d’Oltreoceano) e che in italiano corrisponde al famoso <i>Il mattino ha l’oro in bocca</I>. Una scelta che mi ha sempre dato la sensazione di un vertiginoso e repentino sbalzo – ancorché rassicurante – fuori dalla realtà dell’immaginifico Colorado e dell’Overlook Hotel in cui avevo accettato di essere reclusa per la durata del film. Ma, per l’appunto, torniamo in Italia.</p>
<p>Che lingua deve scegliere dunque uno sceneggiatore per fare in modo che i suoi dialoghi risultino nello stesso tempo comprensibili in tutta la penisola e verosimili rispetto alla realtà rappresentata?</p>
<p>L’italiano, evidentemente, il meno possibile <i>medio</I> – cioè punto di incontro di tutte le varietà – e invece il più possibile <i>vario</I> sulla scala dei registri (da un punto di vista lessicale e sintattico), ogni volta adeguati al contesto comunicativo. Con qualche coloritura locale da dosare in considerazione non solo del personaggio da rappresentare (e, anche qui, dell’àmbito in cui è collocato in una data scena), ma anche dell’attore – se si conosce già in fase di scrittura, come è sempre auspicabile – che quando non infligge allo sceneggiatore qualche pugnalata (come una volta con un <i>attimino</I> improvvisato sul set e mai scritto nella scena), gli va piuttosto in soccorso, valorizzando al meglio la natura collettiva del prodotto che tutti insieme stanno realizzando.</p>
<p>Faccio un esempio per chiarire. <i>La squadra</I> era interpretata perlopiù da attori napoletani; alcuni, fra le <i>guest</I> di puntata, anche non professionisti. Nella scrittura di questi personaggi – ma anche nel caso dei protagonisti dall’accento più spiccatamente partenopeo – si è sempre cercato di giocare in sottrazione con le venature locali, perché si sapeva di poter contare sul valore aggiunto dell’interpretazione, che si dava in un certo senso per scontata (anche grazie al contributo di un’altra figura strategica nella filiera produttiva che è il responsabile del <i>casting</I>: l’addetto alla selezione degli interpreti giusti per i vari personaggi). Farcire le battute di un personaggio raccontato come umile, culturalmente sprovveduto, con parole dialettali e giri di frase regionali (come la verosimiglianza richiederebbe), avrebbe potuto significare in certi casi condannarle all’incomprensibilità, specialmente per il pubblico del Nord. Meglio allora affidarsi all’istinto dell’attore sul set, cercando di contenerne gli eccessi con battute in italiano, sia pure del registro più basso. Come è stato, solo per fare un esempio, il caso della vecchina protagonista di una delle storie contenute nella puntata che ha chiuso l’ottava stagione e con quella l’intera serie (che ha in comune con <i>La nuova squadra</I>, attualmente in onda, soltanto tre personaggi). Si tratta dell’episodio 221, che ho sceneggiato con Mario Cristiani e Donatella Diamanti (due straordinari flagellatori). Una piccola storia di disperazione – una guerra fra poveri – ricalcata su uno spunto di cronaca di quei giorni: un emigrato lascia aperta la porta di casa per discutere con dei coinquilini nell’androne, e quando rientra non trova più i suoi risparmi. Trova però la sua macchinetta digitale, che contiene uno scatto che il derubato non riconosce come proprio. Come se il ladro avesse scattato maldestramente (fotografando i suoi piedi, o meglio le sue ciabatte, e dunque il pavimento), e poi alla fine avesse desistito dal proposito di sottrarre anche quella. È proprio quello scatto a inchiodare il ladro, cioè la ladra: la vecchina pensionata che, versando in condizioni economiche disperate, aveva approfittato della disattenzione del suo dirimpettaio rubandogli i contanti. Non la macchinetta, appunto, non essendo ladra di professione e dunque inserita negli ambienti della ricettazione. La scena dello scioglimento del piccolo mistero si può vedere qui:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DwriCEE-ikQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DwriCEE-ikQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>In essa, come si noterà, ci sono molte parole napoletane (<i>trasuta</I> per <i>entrata</I>; <i>sparagna’</I> per <i>risparmiare</I>, ecc.), e varianti locali come <i>aggio</I> per <i>ho</I> e <i>chiù</I> per <i>più</I>, e così via. E tutte quante si attagliano perfettamente al personaggio e lo rendono <i>vero</I>, anche grazie all’intensità dell’attrice (che con le sue espressioni riesce con buona probabilità a farsi capire in tutte le regioni), ma nessuna era presente nella sceneggiatura (che proponeva invece le varianti italiane: rischiose, evidentemente, se il casting avesse selezionato, come pure qualche volta è accaduto, un’interprete non napoletana). Una specie di patto non scritto, insomma, in cui lo sceneggiatore toglie, e l’attore aggiunge, per arrivare tutti insieme – in ogni reparto, ognuno con le sue competenze – a quel vago senso di realtà che ricerchiamo tutti e che in Italia, più che altrove, sembra difficile da raggiungere. Come se un’ideale coperta fosse continuamente tirata ora dal lato della verosimiglianza, ora da quello della comprensibilità, risultando sempre troppo corta.</p>
<p>Evidentemente c’è ancora un po’ di strada da fare. Come nella diffusione dell’italiano a tutti i livelli, così nella sua rappresentazione nella <i>fiction</I> televisiva. Che risente più in generale – rispetto ad altri paesi – di un ritardo nell’elaborazione teorica e dunque, come conseguenza, nella considerazione da parte della critica, e non solo. Ritardo di cui mi sembra spia significativa l’assenza di un linguaggio settoriale autoctono (tutti quei termini tecnici che mi ostino a evidenziare, qui e altrove, con il corsivo metalinguistico). Non si tratta da parte mia di una reazione purista, né di una rappresaglia nei confronti della fatica che ho sempre fatto per spiegare ai miei nonni il significato dei ruoli che ho coperto negli anni nel mio mestiere. Si tratta più in generale di capire se il corrispettivo italiano di termini come <i>script editor</I> o <i>story editor</I> (per non dire <i>fiction</I>) non esiste per pigrizia o perché non siamo in grado di fornire nel nostro paese l’equivalente di quelle professionalità; o se, ancora, a quelle professionalità nel nostro paese non viene dato lo stesso peso che altrove. Nel caso di queste ultime sciagurate ipotesi, forse si potrebbe cominciare proprio dalle parole, trovando quelle giuste. Magari prendendo spunto dal più lontano dei luoghi, come la letteratura di Bufalino, che chiudeva il suo testo <i>Istruzioni per l’uso</I> in questo modo: «abbandono e fiducia nella parola. Sì, l’universo verbale è l’unico di cui veramente mi fido. <i>Nomina sunt consequentia rerum?</I> È vero il contrario, invece, e le cose sono invenzioni e sogni, e le parole epitaffi di sogni».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un onorevole siciliano]]></title>
<link>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/20/un-onorevole-siciliano/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:23:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>leogrande</dc:creator>
<guid>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/20/un-onorevole-siciliano/</guid>
<description><![CDATA[Questo articolo è apprso sul Riformista. di Alessandro Leogrande Nell&#8217;arco dei quattro anni in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">
<i> Questo articolo è apprso sul </I>Riformista.<br />
di <a href="http://www.minimumfax.com/Persona.asp?Personaid=511"><b>Alessandro Leogrande</B></a></p>
<p><a href="http://minimaetmoralia.wordpress.com/files/2009/11/sciasciacam.jpg"><img src="http://minimaetmoralia.wordpress.com/files/2009/11/sciasciacam.jpg" alt="" title="sciasciacam" width="160" height="215" class="alignleft size-full wp-image-1181" /></a>Nell&#8217;arco dei quattro anni in cui fu deputato radicale, dal 1979 fino al 1983, Leonardo Sciascia tenne in aula, tra interrogazioni e interpellanze, undici interventi. I testi erano stati già raccolti, insieme alla trascrizione di alcune interviste concesse a Radio radicale e ad altri scritti, in un libro curato da Lanfranco Palazzolo per le edizioni Kaos: <a href="http://www.ibs.it/code/9788879531283/palazzolo-lanfranco/leonardo-sciascia-deputato-radicale.html" target="_Blank"><i>Leonardo Sciascia deputato radicale</I></a>. I soli testi «parlamentari», insieme alla relazione di minoranza redatta per la Commissione d&#8217;inchiesta sul caso Moro, vengono ora riproposti in un agile volumetto Bompiani, <a href="http://www.ibs.it/code/9788845263514/camilleri-andrea/onorevole-siciliano-le-interpellanze.html" target="_blank"><i>Un onorevole siciliano</I></a>, con introduzione e commento di Andrea Camilleri.<br />
Nel ventennale della morte, questi interventi tenuti a Montecitorio offrono più di uno spunto di riflessione sul confine «civile» dell&#8217;attività più strettamente letteraria del grande scrittore siciliano. Come scrive Camilleri, Sciascia è stato sempre stato «un politico», sia quando ha scritto romanzi e racconti, sia quando ha scritto articoli che hanno fatto infuriare il dibattito pubblico, sia quando è stato consigliere comunale a Palermo, come indipendente nel Pci, o appunto parlamentare radicale. E da letterato che scruta la società siciliana e italiana (o da intellettuale «illuminista» che utilizza l&#8217;arma letteraria) si è sempre prodigato, come scrisse su <i>Tuttolibri</I> nel &#8216;79, per realizzare una «salutare confusione» tra etica e politica.<br />
Perché Sciascia andò in Parlamento? Secondo Camilleri per prendere parte dall&#8217;interno alla Commissione di inchiesta parlamentare sul sequestro e l&#8217;assassinio di Moro, dopo aver scritto pochi mesi prima <a href="http://www.ibs.it/code/9788838924002/sciascia-leonardo/affaire-moro.html" target="_blank"><i>L&#8217;affaire Moro</I></a>. Ma forse c&#8217;era anche una motivazione più profonda, come dirà egli stesso in un&#8217;intervista concessa a Marcelle Padovani: contribuire nel proprio piccolo a «rompere i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà». E farlo nelle file dell&#8217;unico partito che al momento lo consentiva, il partito radicale.<br />
<!--more-->Profondamente deluso, quattro anni dopo Sciascia avrebbe lasciato la Camera con un senso di liberazione. Tuttavia nel corso della legislatura intervenne su tutte le questioni più calde: la lotta alla mafia, le restrizioni delle libertà civili e la concessione di maggiori poteri alle forze di polizia, il caso Pecorelli, il caso Donat-Cattin e il coinvolgimento di Cossiga, lo scandalo della ricostruzione del Belice, le presunte violenze subite dai terroristi detenuti, l&#8217;omicidio del magistrato Ciaccio Montalto a Trapani&#8230; Parafrasando il giudizio di Camilleri, potrebbero definirsi tutti interventi politici, ma di un <i>impolitico</I>, di un marziano capitato nel cuore del potere legislativo.<br />
<a href="http://minimaetmoralia.wordpress.com/files/2009/11/sciascia2.jpg"><img src="http://minimaetmoralia.wordpress.com/files/2009/11/sciascia2.jpg" alt="" title="sciascia2" width="230" height="169" class="alignright size-full wp-image-1182" /></a>Sciascia parla sempre concisamente, va subito al dunque, spesso cita libri e romanzi nel bel mezzo dell&#8217;analisi dell&#8217;infuocata quotidianità politica. I testi delle sue interpellanze e interrogazioni sembrano quasi oscillare tra due fuochi: un riformismo volterriano che si fa via via più pessimista, in un paese castale, violento, irriformabile; e una tensione alla straniamento quasi pasoliniana.<br />
Alcuni discorsi sono talmente sciasciani che meritano di essere citati per esteso. Ad esempio, intervenendo sulle misure urgenti per la tutela dell&#8217;ordine democratico, dice: «Una delle cose che più mi sgomentano in questa mia breve esperienza parlamentare è la constatazione di una doppiezza tra il dire e il fare e tra il dire e il dire, che si realizza in scarti minimi di tempo e di spazio, cioè tra questa aula e il cosiddetto transatlantico: tra quello che si dice e si fa in quest&#8217;aula e quello che si dice prima di entrarvi o appena usciti». O, altrove, quando prende la parola per parlare di mafia e si dice a favore di nuove forme di controllo sugli illeciti arricchimenti, afferma: «Questa proposta va benissimo, ma bisogna allargarla, estenderla; il controllo, cioè, deve estendersi anche a noi, che stiamo su questi banchi».<br />
In giorni in cui si discute della reintroduzione dell&#8217;immunità parlamentare, paiono davvero le parole di un alieno. Così come aliena appariva allora, a proposito della lotta alla mafia e al terrorismo, la continua riproposizione del principio secondo cui mai e poi mai lo Stato avrebbe dovuto smarrire il diritto e presentarsi come mera forza.<br />
Per Sciascia, alla fine dei cupi anni settanta, e dopo la tragedia del caso Moro, non è il paese a essere ingovernabile, bensì le sue classi dirigenti, la sua cappa politica che ha colonizzato le istituzioni. Le sue interpellanze parlamentari andrebbero rilette insieme alle raccolte di articoli e riflessioni <i>Nero su nero</I> e <i>A futura memoria</I>. Costituiscono quasi le due facce della medaglia di una medesima analisi, i due volti di un pessimismo lucido in un paese offuscato.<br />
Tuttavia, nel ventennale della sua morte, il ricordo della sua parentesi parlamentare favorisce anche un&#8217;altra riflessione. Sarebbe possibile oggi, per un epigono di Sciascia, trovare il medesimo ascolto in un aula parlamentare? In quell&#8217;Italia, Sciascia poteva essere politicamente iperminoritario, ma era ancora ascoltato. Oggi l&#8217;interlocuzione tra intellettuali e politica è totalmente saltata. Indipendentemente dall&#8217;autorevolezza dei primi, è la seconda a essersi completamente trasformata. Mutato il canone del dibattito pubblico e i criteri della rappresentanza politica, la critica illuministica – cui Sciascia ancora credeva – non ha più via d&#8217;accesso alla critica del Palazzo. O è inascoltata o si riproduce in farsa. Per cui leggere gli interventi parlamentari di Sciascia è come recuperare, a ogni pagina, un reperto archeologico. A essere sciasciani fino in fondo, si potrebbe dire che quel tentativo di interlocuzione è la nostra preistoria.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Bandiera Verde Agricoltura 2009": domani verrà premiato lo scrittore Andrea Camilleri]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/10/bandiera-verde-agricoltura-2009-domani-verra-premiato-lo-scrittore-andrea-camilleri/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:59:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; lo scrittore Andrea Camilleri uno dei premiati di &#8220;Bandiera Verde Agricoltura 2009]]></description>
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<title><![CDATA[Libri: Andrea Camilleri racconta "Un onorevole siciliano"]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/10/libri-andrea-camilleri-racconta-un-onorevole-siciliano/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:21:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8216;Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia&#8217; e&#8217; il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8216;Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia&#8217; e&#8217; il]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[hey there, good looking]]></title>
<link>http://thevigoroussuck.wordpress.com/2009/10/28/hey-there-good-looking/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 00:46:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>eluet</dc:creator>
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<description><![CDATA[I know very little about Sicily&#8211;the Mafia and Mt. Etna, and that&#8217;s about it.  So, after ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I know very little about Sicily&#8211;the Mafia and Mt. Etna, and that&#8217;s about it.  So, after an NPR recommendation, I breezed through <a href="http://www.guardian.co.uk/books/2006/oct/14/featuresreviews.guardianreview31">Andrea Camilleri</a>&#8217;s mystery, <span style="text-decoration:underline;">The Shape of Water</span> which, despite the subtitle of &#8220;a novel of food, wine and homicide in small town Sicily&#8221; didn&#8217;t have that much to do with food, wine or even homicide for that matter.  That being said it was a very fun read, a novel that was truly and completely saturated in its Sicilian setting.</p>
<p>My favorite part of this book, however, might just have to be the author.  For some reason, I just can&#8217;t get enough of this guy.  Perhaps it&#8217;s because he looks like I imagine some of his characters should look like.  Perhaps it&#8217;s the casually dangling cigarette.  Perhaps it&#8217;s the slightly menacing fist.  Whatever it is, Mr. Camilleri does not just fade into the back of the dust jacket.</p>
<p><a href="http://thevigoroussuck.wordpress.com/files/2009/10/180px-andrea_camilleri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="180px-Andrea_Camilleri" src="http://thevigoroussuck.wordpress.com/files/2009/10/180px-andrea_camilleri.jpg" alt="180px-Andrea_Camilleri" width="180" height="236" /></a></p>
<p><a href="http://thevigoroussuck.wordpress.com/files/2009/10/tondo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1024" title="tondo" src="http://thevigoroussuck.wordpress.com/files/2009/10/tondo.jpg?w=150" alt="tondo" width="150" height="300" /></a></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Priorità vere ed emergenze finte]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/10/23/priorita-vere-ed-emergenze-finte/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 17:03:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
<guid>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/10/23/priorita-vere-ed-emergenze-finte/</guid>
<description><![CDATA[Riporto in breve due inquietanti ed emblematici casi di cronaca della scorsa settimana. Il primo epi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/10/image0011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3327" title="image001" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/10/image0011.jpg" alt="image001" width="431" height="323" /></a>Riporto in breve due inquietanti ed emblematici casi di cronaca della scorsa settimana.</p>
<p style="text-align:justify;">Il primo episodio si è verificato a Milano lunedì 12 ottobre. Un uomo di origini libiche ha fatto esplodere un ordigno rudimentale di bassa potenza, contenente all’incirca due chili di esplosivo artigianale, all&#8217;ingresso della caserma Santa Barbara, sede del Primo Reggimento Trasmissioni e del Reggimento artiglieria a cavallo dell&#8217;esercito di piazzale Giuseppe Perrucchetti, nella zona di San Siro, provocando una violenta esplosione. Una compagnia di questo reggimento è attualmente dislocata in Afghanistan. Il bilancio dell&#8217;attentato è di due feriti: oltre all&#8217;attentatore, che versa in gravissime condizioni, è rimasto coinvolto un caporale di 20 anni, che ha riportato solo lievi ferite.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo episodio è accaduto a Napoli sabato 17 ottobre. In una casa del rione Sanità, nel centro storico di Napoli, un bambino di 6 anni è morto asfissiato dal monossido di carbonio generato da un braciere che la madre aveva acceso in camera per vincere il freddo. Da due settimane l’Enel aveva staccato i fili della corrente elettrica perché i genitori non riuscivano nemmeno a pagare la bolletta. Il corpo esanime del bambino è stato rinvenuto accanto alla madre agonizzante, anche lei intossicata dalle esalazioni di gas velenoso prodotto dal legno bruciato nella piccola stanza. Entrambi sono originari delle isole di Capo Verde, situate al largo delle coste del Senegal, in Africa Occidentale.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo tragico e raccapricciante avvenimento denuncia in modo crudo e inequivocabile la triste realtà in cui sono costretti a vivere molti stranieri immigrati nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Il reato di <em>“immigrazione clandestina”</em> è stato introdotto dall’articolo 10 comma bis della Legge n. 94 del 15 luglio 2009 (facente parte del cosiddetto <em>“pacchetto sicurezza”</em>) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2009, n. 170. Il Decreto Legislativo è in vigore dal 3 agosto. Tale provvedimento ha indotto molte procure a sollevare rilievi e dubbi di legittimità presso la Corte costituzionale. A Torino la Procura guidata da Gian Carlo Caselli ha scritto che le nuove norme prevedono sanzioni pecuniarie irragionevoli e inapplicabili e puniscono <em>“una mera condizione personale dello straniero”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il 2 luglio su <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-tabucchi-maraini-fo-rame-ovadia-scaparro-amelio-appello-contro-il-ritorno-delle-leggi-razziali-in-europa/" target="_blank"><em>Micromega</em></a>, vari intellettuali, tra cui Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia e Gianni Amelio, avevano sottoscritto un <em>“Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa”</em>, in cui si legge: <em>“Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l&#8217;adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti”</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Come è noto, il tema della sicurezza collegato in termini strumentali al problema dell’immigrazione clandestina, è uno storico cavallo di battaglia della Lega, che istiga ed asseconda gli istinti e i sentimenti peggiori diffusi tra la popolazione, in modo particolare tra gli strati più insoddisfatti e frustrati sotto il profilo economico e sociale.</p>
<p style="text-align:justify;">Di fronte all’enorme tragedia rappresentata dalle nuove povertà che affliggono soprattutto gli immigrati, ma anche i settori più degradati e marginali della società italiana, persino le fasce che un tempo godevano di un relativo benessere, le questioni securitarie cavalcate in chiave elettorale dalla Lega Nord passano inevitabilmente in secondo piano. La vera emergenza è costituita dalla guerra tra i poveri e contro i poveri, non dalle finte emergenze di ordine pubblico legate al bisogno di sicurezza urbana di natura privata ed egoistica o dalle false pandemie inventate ad arte dai mass-media.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Lucio Garofalo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Etichette d'arte per il vino]]></title>
<link>http://winereality.wordpress.com/2009/10/22/etichette-darte-per-il-vino/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:25:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigisalvo</dc:creator>
<guid>http://winereality.wordpress.com/2009/10/22/etichette-darte-per-il-vino/</guid>
<description><![CDATA[Nel variegato mondo del vino in cui le campagne pubblicitarie sono talvolta di infima qualità, mi fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nel variegato mondo del vino in cui le campagne pubblicitarie sono talvolta di infima qualità, mi fa]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Books 22 and 23: The Patience of the Spider and The Paper Moon by Andrea Camilleri]]></title>
<link>http://pileobooks.wordpress.com/2009/10/09/books-22-and-23-the-patience-of-the-spider-and-the-paper-moon-by-andrea-camilleri/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 00:19:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pile o Books</dc:creator>
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<description><![CDATA[What is it about some novels that make you want to travel to the places they depict? It&#8217;s not ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>What is it about some novels that make you want to travel to the places they depict? It&#8217;s not just well-told descriptions of place, although that helps. It&#8217;s something deeper, a heartfelt emotional connection with the characters and stories of a particular setting; with characters who are likewise intricately entwined with their surrounds.</p>
<p>I was thinking of this kind of thing while travelling around Prince Edward Island (PEI) in Canada, the home and inspiration, perhaps life force, of LM Montgomery, creator of <em>Anne of Green Gables</em>. Thousands and thousands of people visit a tiny town on a small island to SEE the land where a <strong>fictional</strong> character resided. I did it. And every bookish person I know asked me if I was going to PEI on my Canadian travels. It was about all they wanted to know. And my visit to Cavendish was good and all was stunningly beautiful and satisfying and only served to place Anne with an &#8216;e&#8217; on an even stronger footing in my heart.</p>
<p>So many novels do this to us. It&#8217;s why publishers so often refer to settings when promoting a book. Who doesn&#8217;t want to be whisked away to exotic or interesting shores? At the moment, my special novels which do this are the Inspector Montalbano mysteries. As soon as I open them I can smell the Mediterranean, taste the espresso, hear the church bells ringing and the scooters beeping. Whenever I read these books I want to runaway to Sicily and eat mullet on a paved terrace. Under the spell of the author&#8217;s words I am completely transported to the villages of Salvo Montalbano. Indeed, I feel almost Sicilian while I read these books. Ciao.</p>
<p>The transportation qualities of a good novel, is one of the most pleasurable things about reading. And when we read while we travel those qualities are at least doubled in power with the parallel journeys we&#8217;re taking. So at the moment I am enjoying the double delight of dining on lobster rolls and watching little fishing boats bobbing in the cold waters of the Canadian Maritimes in person, and indulging in clam linguine and zipping through the cobbled streets of a seaside Mediterranean village in my head (well, not zipping, really, because Salvo Montalbano drives likes his nonna).</p>
<p>A tough life, si?</p>
<p>***************</p>
<p>Canadian depository for <em>The Pa</em><em>tience of the Spider</em>:  Halifax HI Hostel book exchange.</p>
<p>Canadian depository for <em>The Paper Moon</em>: window ledge of room 336, HI Quebec City.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GUIA-MAPA DE ALGUNS NOBELIZÁVEIS ]]></title>
<link>http://armonte.wordpress.com/2009/10/06/guia-mapa-de-alguns-nobelizaveis/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 23:20:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfredomonte</dc:creator>
<guid>http://armonte.wordpress.com/2009/10/06/guia-mapa-de-alguns-nobelizaveis/</guid>
<description><![CDATA[Além dos meus favoritos, alguns outros merecedores do prêmio: SOLITÁRIOS, PINÇADOS AQUI E ALI NO MAP]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Além dos meus favoritos, alguns outros merecedores do prêmio:</p>
<p>SOLITÁRIOS, PINÇADOS AQUI E ALI NO MAPA:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1356" title="cees_nooteboom_208" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/cees_nooteboom_208.jpg" alt="cees_nooteboom_208" width="208" height="208" /></p>
<p>O holandês <strong>Cees Nooteboom-</strong> Livros indicados: <em>Dia de finados; A seguinte história:</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1357" title="mia_couto_leo_aversa" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/mia_couto_leo_aversa.jpg" alt="mia_couto_leo_aversa" width="250" height="245" /></p>
<p>O moçambicano <strong>Mia Couto</strong>. Livros indicados: <em>Terra Sonâmbula,  A varanda do frangipani</em></p>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1358" title="Ismail+Kadar%C3%A9" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/ismailkadarc3a9.jpg?w=150" alt="Ismail+Kadar%C3%A9" width="150" height="150" /></p>
<p>O albanês <strong>Ismail Kadaré</strong>. Walter Salles Jr. mostrou, com sua adaptação, como <em>Abril despedaçado</em> é universal. Outros títulos índicados: <em>Dossiê H,  O palácio dos sonhos</em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1359" title="Tariq_Ali" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/tariq_ali.jpg?w=250" alt="Tariq_Ali" width="250" height="300" /></p>
<p>Gosto muito do paquistanês <strong>Táriq Ali</strong> pelos seus romances <em>Sombras da Româzeira</em> e <em>Medo de Espelhos</em>. Mas também acho admirável ele publicar um livro tão provocativo quanto <em>Piratas do Caribe.</em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1360" title="goytisolo" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/goytisolo.gif?w=300" alt="goytisolo" width="300" height="240" /></p>
<p>Apesar de Jorge Semprún, acho que  o espanhol <strong>Juan Goytisolo</strong>  também mereceria o Nobel. Livros indicados: <em>As semanas no jardim, A saga dos Marx</em></p>
<p><strong><em>BRASILEIROS</em></strong></p>
<p><strong><em>     </em></strong>Vimos tantos escritores maiores nossos morrerem (Guimarães Rosa, Clarice Lispector, Graciliano Ramos, João Cabral de Melo Neto, Nélson Rodrigues, Manuel Bandeira, Carlos Drummond de Andrade, Osman Lins,  Jorge Amado, Jorge de Lima, Érico Veríssimo, Murilo Mendes, só para citar alguns), que é uma tristeza imaginar que nunca tivemos um Nobel. Por isso, além de Dalton Trevisan, um dos nomes abaixo podia ser anunciado:</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1361" title="RaduanNassar" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/raduannassar.jpg?w=287" alt="RaduanNassar" width="287" height="300" /></p>
<p>Alguém tem dúvida de que <strong>Raduan Nassar</strong> mereceria por <em>Lavoura Arcaica</em> &#38; <em>Um copo de cólera</em>?</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1362" title="autran" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/autran.jpg?w=216" alt="autran" width="216" height="300" /></p>
<p>Sou particularmente fã do mineiro<strong> Autran Dourado</strong> (minha tese de doutorado foi sobre sua obra). Meus livros prediletos: <em>O risco do bordado, Novelário de Donga Novais, Armas &#38;  Corações, Ópera dos mortos</em> e <em>Matéria de carpintaria: uma poética do romance</em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1363" title="012lygiafagundes" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/012lygiafagundes.jpg?w=215" alt="012lygiafagundes" width="215" height="300" /></p>
<p><strong>Lygia Fagundes Telles </strong>tem quatro romances lindos (especialmente <em>As meninas</em> e <em>As horas nuas</em>), mas sua obra como contista é notável (<em>Antes do baile verde, O jardim selvagem, Seminário dos ratos, Invenção e Memória</em>)</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1364" title="adélia prado" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/adelia-prado.jpg?w=300" alt="adélia prado" width="300" height="221" /></p>
<p><strong>Adélia Prado</strong> tem uma obra poética belíssima (<em>Bagagem, O coração disparado, Terra de Santa Cruz, O pelicano</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1365" title="950_Manoel_de_Barros" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/950_manoel_de_barros.jpg?w=300" alt="950_Manoel_de_Barros" width="300" height="197" /></p>
<p>Outra obra poética considerável é a  de <strong>Manoel de Barros</strong> (<em>O livro da ignorãças, Retrato do artista quando coisa, Tratado geral das grandezas do ínfimo, Livro das pré-coisas</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1366" title="rubem" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/rubem.jpg?w=300" alt="rubem" width="300" height="202" /></p>
<p><strong>Rubem Fonseca</strong> merece o prêmio não por seus romances, certamente, porém pela sua extraordínárias obra como contista (<em>Feliz ano novo, A coleira do cão, O buraco na parede</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1368" title="ariano-suassuna" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/ariano-suassuna1.jpg?w=245" alt="ariano-suassuna" width="245" height="300" /></p>
<p><strong>Ariano Suassuna</strong> tem uma concepção estética muito particular e articulada, seu teatro é popular, inventivo e de grande penetração (<em>Auto da Compdecida, O casamento suspeitoso</em>) e há o grandioso <em>A pedra do Reino</em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1369" title="noll" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/noll.jpg?w=274" alt="noll" width="274" height="300" /></p>
<p>Nosso grande autor pós-moderno, o gaúcho <strong>João Gilberto Noll</strong> escreveu uma série de livros notáveis (<em>Bandoleiros, Rastros do verão, Hotel Atlântico, Harmada, O quieto animal da esquina</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1370" title="ubaldo, o baldo" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/ubaldo-o-baldo.jpg?w=148" alt="ubaldo, o baldo" width="148" height="300" /></p>
<p>Confesso que não vou com a cara do &#8220;buda ditoso&#8221; <strong>João Ubaldo Ribeiro</strong>. Mas ele teve uma fase tão inspirada (<em>Sargento Getúlio, Vila Real, Livro de Histórias</em>), que nunca mais se repetiu, a não ser em alguns lampejos (<em>Diário do Farol</em>), talvez devido à vaidade, que ele não pode ser descartado. Difícil seria aturá-lo depois.</p>
<p><strong><em>HISPANO-AMERICANOS</em></strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1371" title="carlos-fuentes1" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/carlos-fuentes1.jpg?w=300" alt="carlos-fuentes1" width="300" height="295" /></p>
<p>Irregularíssimo o mexicano <strong>Carlos Fuentes</strong>. Um livro como <em>Terra Nostra</em> é ao mesmo tempo ambicioso, monstruoso, cheio de coisas boas e ruins. Mas quando ele acerta, ele acerta: <em>Aura, A morte de Artemio Cruz, Gringo Velho</em>, o ensaio <em>A geografia do romance</em>&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1372" title="paulsfoto8" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/paulsfoto8.jpg?w=198" alt="paulsfoto8" width="198" height="300" /></p>
<p><strong>Alan Pauls</strong> escreveu o romance (<em>O passado</em>) que rivaliza com <em>Detetives selvagens</em>, do falecido Roberto Bolaño, como livro supremo da década entre os hispano-americanos. Que estilo!</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1373" title="ricardo_piglia2_med" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/ricardo_piglia2_med.jpg?w=300" alt="ricardo_piglia2_med" width="300" height="220" /></p>
<p><strong>Ricardo Piglia</strong> é outro nome que não pode ser esquecido na pós-modernidade: <em>A cidade ausente, Respiração Artificial, Nome Falso</em>, o ensaio <em>Formas Breves</em></p>
<p><strong><em>PORTUGUESES</em></strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1374" title="AgustinaBessaL" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/agustinabessal.jpg?w=300" alt="AgustinaBessaL" width="300" height="255" /></p>
<p>Conheço pouco a obra de Lídia Jorge (<em>O dia dos prodígios</em>), que muitos consideram notável, mas <strong>AGUSTINA BESSA LUÍS</strong> é uma precedente admirável. Livros indicados: <em>A sibila, O Mosteiro, A muralha, Fanny Owen, As fúrias, Vale Abraão</em>).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1375" title="Nunojudice" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/nunojudice.jpg?w=247" alt="Nunojudice" width="247" height="300" /></p>
<p>O poeta <strong>Nuno Júdice</strong> com sua <em>Poesia Reunida (1967-2000)</em>  e <em>Cartografia de emoções</em></p>
<p><em><strong>ITALIANOS </strong></em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1376" title="pietro" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/pietro.jpg" alt="pietro" width="170" height="252" /></p>
<p><strong>Pietro Citati</strong> também escreveu romanceus, além de ensaios, mas eu o acho genial com suas biografias únicas, admiráveis (<em>Proust, Goethe</em>)</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1377" title="ginzburg" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/ginzburg.jpg?w=225" alt="ginzburg" width="225" height="300" /></p>
<p><strong>Carlos Ginzburg</strong> mostrou que um bom relato histórico pode ser uma narrativa tão poderosa quanto uma ficção, em <em>O queijo e os vermes</em>. Outros grandes livros: <em>Olhos de madeira, Mitos-Emblemas-Sinais, Nenhuma ilha é uma ilha</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1378" title="magris" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/magris.jpg" alt="magris" width="200" height="277" /></p>
<p><strong>Claudio Magris</strong> escreve livros inclassificáveis que misturam anedotas históricas, apreensão geográfica, considerações filosóficas, análise de autores. É o caso de <em>Danúbio</em> e <em>Microcosmos.</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1379" title="camilleri" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/camilleri.jpg" alt="camilleri" width="150" height="185" /></p>
<p><strong>Andrea Camilleri</strong> faria honra à grande literatura siciliana com suas obras policiais (<em>O cão de terracota, O ladrão de merendas</em>) e as históricas (<em>Um fio de fumaça, Por uma linha telefônica, A ópera maldita</em>)</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1380" title="482ebde7443b2_normal" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/482ebde7443b2_normal.jpg?w=206" alt="482ebde7443b2_normal" width="206" height="300" /></p>
<p><strong>Roberto Calasso</strong> tnto pode escrever finas fantasias ficcionais utilizando a mitologia (<em>Ka</em>) quanto ensaios maravilhosos (<em>K., A literatura e os deuses, Os 49 degraus)</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1381" title="aldo_busi" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/aldo_busi.jpg" alt="aldo_busi" width="201" height="166" /></p>
<p>O peculiaríssimo <strong>Aldo Busi</strong>, sensação nos anos 80, com <em>Seminário sobre a juventude </em>e <em>Vida padrão de um vendedor provisório de collants</em></p>
<p><strong>ALEMÃES</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1382" title="tankred-dorst" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/tankred-dorst.jpg?w=300" alt="tankred-dorst" width="300" height="197" /></p>
<p>O dramaturgo <strong>Tankred Dorst</strong> de <em>Diante dos muros da cidade</em>, mas principalmente por <em>Merlin</em>, a visão mais original da história</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1384" title="christa wolf" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/christa-wolf.jpg?w=221" alt="christa wolf" width="221" height="300" /></p>
<p>Assim como Claudio Magris, <strong>Christa Wolf</strong> escreveu um livro inclassificável, <em>Cassandra</em>. E o belo <em>Em busca de Christa T.</em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1385" title="handke_p_01" src="http://armonte.wordpress.com/files/2009/10/handke_p_01.jpg?w=194" alt="handke_p_01" width="194" height="300" /></p>
<p>Por onde anda o outrora tão (merecidamente) badalado <strong>Peter Handke </strong>de <em>A repetição, O medo do goleiro diante do pênalti, O movimento errado, A mulher canhota</em>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa di famiglia ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/01/festa-di-famiglia-2/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 08:11:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/01/festa-di-famiglia-2/</guid>
<description><![CDATA[Roma Teatro India Debutta in Prima Nazionale Assoluta il 5 ottobre al Teatro India Festa di famiglia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Roma Teatro India Debutta in Prima Nazionale Assoluta il 5 ottobre al Teatro India Festa di famiglia]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ S U P E R C L A S S I F I C A   2009]]></title>
<link>http://buoneletture.wordpress.com/2009/10/01/s-u-p-e-r-c-l-a-s-s-i-f-i-c-a-2009/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 05:39:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>atlantidelibri</dc:creator>
<guid>http://buoneletture.wordpress.com/2009/10/01/s-u-p-e-r-c-l-a-s-s-i-f-i-c-a-2009/</guid>
<description><![CDATA[La classifica dei libri più venduti dal primo gennaio 2009 al 30 settembre ad Atlantide. Stieg Larss]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>La classifica dei libri più venduti dal primo gennaio 2009 al 30 settembre ad Atlantide. Stieg Larsson e Stephenie Myer su tutti!</strong><br />
<strong>n. 1 Stieg Larsson, La regina dei castelli di carta, Marsilio</strong><br />
n. 2 Giorgio Faletti, Io sono Dio, Baldini<br />
n. 3 Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Marsilio<br />
n. 4 Stieg Larsson, La ragazza che giocava con il fuoco, Marsilio<br />
n. 5 Andrea Camilleri, La danza del gabbiano, Sellerio<br />
n. 6 Daria Bignardi, Non vi lascerò orfani, Mondadori<br />
n. 7 Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, Mondadori<br />
n. 8 Wilbur Smith, Il destino del cacciatore, Longanesi<br />
n. 9 Stephenie Meyer, New Moon, Lain<br />
n. 10 Stephenie Meyer, Twilight, Lain<br />
n. 11 Stephenie Meyer, Eclipse, Lain<br />
n. 12 Stephenie Meyer, Breaking Dawn, Lain<br />
n. 13 Loriano Macchiavelli, Delitti di gente qualunque, Mondadori<br />
n. 14 Dennis Patrick, Zia Mame, Adelphi<br />
n. 15     Fred Vargas, Un luogo incerto, Einaudi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa di Famiglia]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/24/festa-di-famiglia/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 22:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/24/festa-di-famiglia/</guid>
<description><![CDATA[Roma 28 settembre ore 12.00 Teatro India (Lungotevere Gassman 1, Roma) conferenza stampa di presenta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Roma 28 settembre ore 12.00 Teatro India (Lungotevere Gassman 1, Roma) conferenza stampa di presenta]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Camilleri su <i>El Pa&iacute;s</i>]]></title>
<link>http://topometallo.wordpress.com/2009/09/22/camilleri-su-el-pas/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 23:14:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>topometallo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un&#8217;intervista ad Andrea Camilleri da El País di ieri. Argomento, ovviamente, la situazione pol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:verdana;"><a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/sera/Iglesia/acabe/Berlusconi/elpepuint/20090918elpepiint_6/Tes"><img class="aligncenter" style="width:48%;" src="http://www.elpais.com/recorte/20090918elpepiint_3/LCO340/Ies/Andrea_Camilleri.jpg" alt="" /></a><a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/sera/Iglesia/acabe/Berlusconi/elpepuint/20090918elpepiint_6/Tes"><br />
Un&#8217;intervista ad Andrea Camilleri</a> da <em>El País</em> di ieri. Argomento, ovviamente, la situazione politica italiana.
</p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">Lo spagnolo è semplice ma, che Cervantes mi perdoni, se a qualcuno interessa una traduzione raffazzonata dell&#8217;articolo prosegua a leggere&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;font-family:verdana;">
<blockquote>
<h2 style="text-align:center;">Non sarà la Chiesa<br />
che la farà finita con Berlusconi</h2>
<p style="text-align:right;">M. MORA <em>- Roma &#8211; </em>18/09/2009</p>
<p style="text-align:justify;">Con le inseparabili sigarette, mentre la sua giovane assistente Annalisa gli porta un caffè molto zuccherato, lo scrittore siciliano Andrea Camilleri conserva a 84 anni una lucidità mentale e una memoria invidiabili. Ecco la rabbia, la sua vecchia rabbia comunista, che continua a rivendicare come antidoto morale per il suo paese, questa Italia che nonostante tutto vota e ammira Silvio Berlusconi e che, afferma “<em>ama il buffone delirante perché riflette il peggio di ciascuno e suscita quell’invidia  che ogni italiano prova verso i motorini che non rispettano il codice della strada.</em>” In questa intervista, realizzata ieri a casa sua, il maestro del romanzo giallo disegna  l’oscurità del panorama politico italiano.</p>
<hr />
<p style="text-align:center;"><strong>&#8220;Il Cavaliere è innamorato del fascismo,<br />
ed è peggiore dei fascisti”</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>“Spero che resusciti la moralità<br />
perché ora vige la morale del motorino”</strong>
</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<hr /><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Domanda. Tutta Europa parla di Berlusconi, solo gli italiani tacciono</em></p>
<p style="text-align:justify;">Risposta. Questo silenzio è inquietante. Siamo da tempo in una fase di supplenza. La politica è stata sostituita dalla magistratura, e lo stesso vale per l’opposizione: non essendocene, la hanno sostituita i quotidiani (<em>La Repubblica</em> e <em>L&#8217;Unità</em>) e un canale televisivo (<em>RAI 3</em>). Tutti gli altri stanno zitti. Ed ecco che parla la stampa straniera, che ha sostituito la nostra in questa fase di emergenza della nostra democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. È davvero un’emergenza?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Certo che lo è. Prma l’Italia era solo un’anomalia, ora non ci sono più pesi e contrappesi, corpi e anticorpi, la malattia Berlusconi si è estesa e non trova resistenza. Siamo malati mentalmente, politicamente, economicamente e soprattutto nel costume: domina l’immoralità.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. C’è chi dice che si sia realizzato il piano della loggia P2.</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Non completamente, ma in gran parte sì. Le idee dei suoi fondatori sopravvivono nell’uomo che ha conquistato il potere. È un clone, il DNA è lo stesso. L’organizzazione fu smantellata, ma le idee restano.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Crede che il Partito Democratico sia una reale alternativa?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Non volli iscrivermi, è un mostro a due teste. È giusto che in un partito ci sia pluralità di voci, ma quando lo scopo è comune. Qui abbiamo gli ex comunisti del PCI con l’<em>Opus Dei.</em> Una convivenza difficile. Le riunioni di questi giorni fra Rutelli e Fini confermano, io credo, la fine del PD. Gli ex democristiani vogliono fuggire. Dall’altro lato, Fini vuole abbandonare Berlusconi. La maionese è impazzita.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Quindi la speranza è… l’esilio con Obama?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Il male è che una volta arrivato lo han già sistemato. Ha il grande svantaggio di essere nero, lo possono assassinare facilmente. E non sto scherzando.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Perché dice che non c’è una stampa libera in Italia? Secondo Berlusconi, la RAI è l’unica televisione pubblica che critica il Governo.</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Berlusconi dice di non essere un dittatore perché i dittatori censurano e chiudono i giornali. Lui non li chiude perché non può farlo. Ma censura. Qualche anno fa toccò ad alcuni giornalisti RAI, recentemente disse che Paolo Mieli (<em>Corriere della Sera</em>) e Giulio Anselmi (<em>La Stampa</em>) dovevano cambiare incarico e in poche settimane lo han cambiato. E poi c’è la censura peggiore, l’autocensura, la paura dei giornalisti di rovinarsi da soli. C’è tanta paura che quasi si preferisce leggere Vittorio Feltri (direttore de <em>Il Giornale</em>), almeno si sa subito chi si ha davanti. Per gli altri non si capisce.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Come iniziò il berlusconismo?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Quando nessuno se lo poteva aspettare, dal  processo <em>Mani Pulite</em> sorse un politico che incarnava perfettamente la corruzione che si voleva combattere. Lì si vide la capacità geniale di Berlusconi nel presentarsi come l’opposto di quel che è. Ora mostra il suo vero volto, insulta i giornalisti, gli avversari, li chiama farabutti, coglioni… dove si è mai visto un primo ministro che insulta?</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Li chiama soprattutto comunisti</em></p>
<p style="text-align:justify;">R: Non si aspetterà che io consideri questa parola come un insulto. Rivela solo una cosa: è innamorato del fascismo, ma è peggiore dei fascisti perché alcuni fascisti si sono evoluti. Per questo disse che Mussolini mandava i giornalisti che lo criticavano in vacanza. Non sa che Amendola venne picchiato a morte, che i fratelli Rosselli furono assassinati in esilio e che Gramsci morì fra le mura di un carcere? Non sa che i comunisti italiani firmarono i Patti Lateranensi con De Gasperi, che portarono la democrazia con la Resistenza, che bloccarono le vendette contro i fascisti?</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Se agita lo spettro del comunismo è perché se ne serve</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Certo che è così. Gli italiani gli credono perché non hanno memoria. Gli italiani si ricordano del proprio paese perché aveva una squadra che giocava le partite contro il paese vicino. Se chiedete ad un italiano cosa avvenne nel 1928, vi saprà dire la formazione dell’Inter di quell’anno, ma non che in quell’anno il fascismo conquistò il potere, perché non lo sa.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Crede che non essendoci stata una vera guerra civile esista un conflitto sotterraneo, non risolto?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. il Movimento Sociale Italiano nacque sei mesi dopo la fine della II Guerra Mondiale e 18 mesi dopo aveva già deputati al Parlamento. Nel &#8216;45 arrivai a Roma e vidi scritte che dicevano “<em>Aridatece er capoccione</em>” Volevano di nuovo Mussolini! Ricordo un fantastico articolo di Herbert Matthews, giornalista del <em>New York Times</em>, diceva: “<em>Non avete davvero ucciso il fascismo, è una malattia della quale soffrirete per decenni e che riapparirà in forme che non saprete riconoscere”</em> Ed eccoci qui, chiedendoci se Berlusconi è fascista o no.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Anche Pasolini predisse qualcosa di simile.</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Pasolini era assai discutibile quando parlava di sé stesso, ma le sue percezioni sugli altri erano estremamente acute.  Lui e Sciascia sono le due grandi coscienze civili che ci mancano. Sento una mostruosa necessità di entrambi.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Niente dura per sempre…</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. La scarsa <em>audience</em> di <em>Porta a Porta </em>l’altra sera è stata una vera gioia. Quasi una speranza. Un imbecille ha scritto su “<em>Il Giornale</em>” che il mio sogno è vedere Berlusconi appeso come Mussolini. Al contrario, quello che temo di più è che muoia o che i giudici lo condannino. Voglio che duri, che gli italiani bevano di questo calice fino a vomitare. Così sapranno davvero che cos&#8217;è veramente e sarà finita. Atrimenti, sarà un martire. Spero soprattutto che risusciti la moralità, perché ora vige la morale del motorino.  Il motorino che va contromano e nessuno dice nulla; passa col rosso e nessuno dice nulla, sale sul marciapiede e nessuno dice nulla. Gli italiani vedono il motorino e pensano “<em>Madonna, che bello sarebbe essere su quel motorino e fare quel che mi pare senza rispettare le regole!</em>” E non parlo di <em>escort </em>o veline, mi riferisco solo alla vita quotidiana.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Perché tanti italiani amano Berlusconi?</em></p>
<p style="text-align:justify;">Perché si vedono allo specchio e sono uguali. Impera una maleducazione insopportabile. L’altro giorno un automobilista gridò a mia moglie “<em>Somara!</em>” e io le dissi “<em>Segui quella macchina, seguila!</em>” “<em>Perché?</em>” mi disse lei, “<em>mi ha insultata</em>” “<em>Sì, ma ti ha chiamata </em>somara<em> e non </em>puttana<em>, voglio conoscerlo, è un classicista, seguilo!</em>”</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. In questo senso, Veronica Lario è un esempio di civismo femminista, benché sia stata catalogata come “</em>velina ingrata<em>” da Feltri</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Non è mai stata una velina, era un’attrice teatrale e abbastanza brava. È una moglie offesa che non ne può più, che può parlare al marito solo tramite i <em>media</em>. Mia moglie se avessi fatto qualcosa di simile mi avrebbe gettato dalla finestra. Quel che è offensivo è l’esibizionismo di Papi, così poco serio. Sei un nonno di 72 anni, se vuoi farlo fallo discretamente, sapendo cosa sei. E poi, che figura. Se dici che frequenti minorenni, è vero, è una cosa orribile, ma le<em> escort</em>…</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Dice di non averle mai pagate</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Fa pagare gli amici, che è pure peggio. Caligola, Nerone avevano una loro grandezza… voglio dire, bruciavano Roma. Questo è così meschino che spaventa. Non accende neanche un cerino.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Crede che l’Italia potrà resistere altri quattro anni così?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R. Non credo, siamo al limite di un’implosione. Fini, se mi passa il bisticcio, persegue un suo fine, allontanarsi da lui. Dice cose giuste, laiche, moderne. Una destra finalmente rispettabile. Visto da questa parte della barricata, spero che riesca.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>D. Non crede che la Chiesa preferisca Berlusconi?</em></p>
<p style="text-align:justify;">R Intanto, <em>pecunia non olet</em>, il denaro non puzza. Puoi negare la verginità della Madonna, rinnegare il santo sepolcro, ti mettono all’indice e tu vendi più libri. Ma se dici che togli i soldi dai loro collegi allora si inalberano. Il dogma assoluto della Chiesa è il denaro, l’esenzione fiscale. Conosco un cinema porno a Roma che è di proprietà del Vaticano… Basta non toccare i soldi del Santo Padre. Il Vaticano detta legge in Italia, e non lo ha mai fatto tanto come adesso. Ma il Papa fa finta di niente come Zapatero: assistono al delirio di Berlusconi e dicono “<em>Non posso parlare perché sono straniero</em>” E se qualche vescovo dice qualcosa di diverso, fa come Berlusconi con Feltri “<em>Mi dissocio, mi dissocio</em>” No, non sarà la Chiesa che la farà finita con Berlusconi. Spero che lo facciano i cittadini.</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Muu maa Montalbano]]></title>
<link>http://kuortti.wordpress.com/2009/09/18/muu-maa-montalbano/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:21:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Eija-Liisa</dc:creator>
<guid>http://kuortti.wordpress.com/2009/09/18/muu-maa-montalbano/</guid>
<description><![CDATA[Vuosia sitten Italiaan muuttanut ystäväni vietti muutamia kesäviikkoja Suomessa perheineen. Hän kert]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vuosia sitten Italiaan muuttanut ystäväni vietti muutamia kesäviikkoja Suomessa perheineen. Hän kertoi tietysti nauttivansa Suomen kesästä niin kuin muutkin perheen jäsenet. Yksi ihanimmista kokemuksista oli ollut Kauppatorilla vaeltelu ja torikahvilassa viipyily. Kun perhe oli ollut tekemässä marjaostoksia, reipas torimyyjä oli kysynyt, että mistäs kaukaa sitä oltiin kun vierasta kieltä solkattiin. Ja kun myyjä oli saanut vastauksensa, että Italiasta, niin välitön reaktio kuului, ou jees Berluskooni, jees jees, big mään!</p>
<p>Kaipa siinä hymyiltiin ja nyökyteltiin sitten puolin ja toisin, mutta ystäväni oli mietteissään torilta pois astellessaan. Tämäkö on se, mitä nykyään ensimmäiseksi ihmisille tulee Italiasta mieleen? Se ei oikeastaan tehnyt häntä iloiseksi. Berlusconin politiikasta ja toimista ollaan montaa mieltä, useimmiten puistellaan epäuskoisesti päätä. Vieläkö muistatte ajan, jolloin Italiasta tuli mieleen pizza, Rooma, basilikan tuoksu, Toscanan kukkulat &#8211; Pavarotti!</p>
<p>Ystävälläni ja minulla on eräs ehdoton yhteinen ihailun kohde. Pidämme <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri" target="_blank">Andrea Camillerin</a></em> Sisiliaan sijoittuvista dekkareista, joissa päähenkilö on vetävä <a href="http://www.sicilytourguides.net/Montalbano_tour.htm" target="_blank"><em>komissario Salvo</em> </a><em><a href="http://www.sicilytourguides.net/Montalbano_tour.htm" target="_blank">Montalbano</a></em>. Tämä televisiosarjassakin esiintyvä enimmäkseen jurottava kaljupää saa jostain syystä villasukat pyörimään jaloissa. Kirjailija Camilleri on jo yli kahdeksankymmenen mutta kirjoittaa edelleen. Kirjoittamisinnostuksensa hän on saanut aikoinaan <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello" target="_blank">Luigi Pirandellolta</a></em>, joka oli Camillerien perhetuttava. Camilleri on syntyjään Sisilian Empedoclesta, joka on myös Montalbano-kirjojen Vigàta, kaupunki, jossa komissario asuu. Aivan kuten ihmiset tekevät matkoja Donna Leonin komissario Brunetti-kirjojen tapahtumapaikoille Venetsiaan, Montalbano-fanit matkustavat Empedocleen ja Girgentiin, joka taas on puolestaan kirjojen Montelusa. Näihin paikkoihin tehdään järjestettyjä kiertomatkojakin.</p>
<p>Ystäväni on oppinut Sisilian murteen lukemalla Camillerin kirjoja. Kyökki-italian hallinnalla siihen ei kyllä taivu. Minua lähinnä harmittaa, että Montalbanoja käännetään suomeksi niin hitaasti. Lohdutin ystävääni, että jos minulta kysyttäisiin nyt, mitä Italiasta tulee ensimmäiseksi mieleen, vastaisin heti: Montalbano!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[337 lettura finita (70/III anno) - La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri]]></title>
<link>http://letture.wordpress.com/2009/09/15/337-lettura-finita-70iii-anno-la-tripla-vita-di-michele-sparacino-di-andrea-camilleri/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 14:01:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>letture</dc:creator>
<guid>http://letture.wordpress.com/2009/09/15/337-lettura-finita-70iii-anno-la-tripla-vita-di-michele-sparacino-di-andrea-camilleri/</guid>
<description><![CDATA[La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri Lettura di settembre 2009 Di Camilleri abbia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 174px"><img title="La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788817031615" alt="La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri" width="164" height="252" /><p class="wp-caption-text">La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri</p></div>
<p>Lettura di settembre 2009</p>
<p>Di Camilleri abbiamo già detto tutto, per cui non mi dilungo. Questo breve racconto, divertente e surreale, dimostra ancora una volta la capacità invettiva dello scrittore siciliano. Per chi scrive molto interessante la lunga intervista all&#8217;autore in coda al libro.</p>
<p>Voto: 8,5/10</p>
<p><strong>Incipit</strong></p>
<p>Michele Sparacino vinni alla luci alla mezzanotti spaccata tra li tri e il quattro di ghinnaro del milli e ottocento e novantotto.</p>
<p><strong>Trama</strong></p>
<p>A Vigata c&#8217;è un agitatore di folle che di nome fa Michele Sparacino. Quando scopre che l&#8217;orologio del municipio va avanti di dieci minuti aizza i lavoratori delle cave di zolfo contro i padroni che fanno i furbi e innesca uno sciopero generale che unisce panettieri e netturbini, maestri elementari e impiegati comunali. Ma questo Michele Sparacino non esiste davvero. È il risultato della fantasia di Liborio Sparuto, un giornalista pigro e bugiardo che, per spiegare ai lettori i fatti che sconvolgono Vigata, non trova di meglio che inventarsi questa imprendibile figura di fuorilegge. E però c&#8217;è anche un Michele Sparacino in carne e ossa, nato &#8220;alla mezzanotti spaccata tra il tri e il quattro di ghinnaro&#8221; del 1898. Puntualmente nel posto sbagliato al momento sbagliato, il poveretto passa la vita a scontare sulla propria pelle le bugie di Sparuto, schivando gli atroci scherzi del destino che lo porteranno fino a Caporetto, sempre inviso a commilitoni e comandanti.</p>
<p><strong>Scheda del libro</strong></p>
<p>Autore: Camilleri, Andrea<br />
Titolo: La tripla vita di Michele Sparacino / Andrea Camilleri<br />
Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 2009<br />
Descrizione fisica: 90 p. ; 21 cm<br />
Collezione:  a scala<br />
Note Generali: Contiene: Un destino ritardato : conversazione con Andrea Camilleri / di Francesco Piccolo<br />
Numeri: ISBN &#8211; 9788817031615</p>
<p><strong>Collegamenti per capire meglio il libro</strong></p>
<p><a href="http://letture.wordpress.com/?s=camilleri" target="_self">Andrea Camilleri sul Quaderno di un bibliotecario</a></p>
<p><a title="il nostro forum" href="http://libri.forumcommunity.net/" target="_blank">Discutiamone insieme sul forum</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Les Ales de l'Esfinx.]]></title>
<link>http://elsmeusllibres.wordpress.com/2009/09/10/les-ales-de-lesfinx/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 22:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>elsmeusllibres</dc:creator>
<guid>http://elsmeusllibres.wordpress.com/2009/09/10/les-ales-de-lesfinx/</guid>
<description><![CDATA[Darrera aventura del comissari Montalbano. Les Ales de l’Esfinx D’ Andrea Camilleri Traducció de Pau]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Darrera aventura del comissari Montalbano.</h3>
<p>Les Ales de l’Esfinx</p>
<p>D’ <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Andrea_Camilleri" target="_blank">Andrea Camilleri</a></p>
<p>Traducció de Pau Vidal</p>
<p>Barcelona 2009. Edicions La Campana</p>
<p>224 pags. 14.50.—Euros</p>
<p>En Montalbano torna a remuntar el vol. Després d’alguns casos una mica mes fluixos, el darrer volum de la saga del nostre estimat “cominsari” torna a mostrar-nos la realitat sicil·liana sota la seva particular perspectiva. Aquesta vegada ens parla de noies de l’est reclutades per màfies per exercir la prostitució i de organitzacions suposadament benèfiques que donen cobertura legal a tota aquesta colla de delinqüents.</p>
<div id="attachment_520" class="wp-caption alignright" style="width: 335px"><img class="size-full wp-image-520  " title="Papallona" src="http://elsmeusllibres.wordpress.com/files/2009/09/2852243907_d6277c2b2e.jpg" alt="Papallona" width="325" height="500" /><p class="wp-caption-text">Papallona</p></div>
<p>Els personatges son els de sempre: en Catarella, en Facio, en Mimí Augello, la Lívia, el ”menstre” comissari Salvo Montalbano, la ciutat de Vigatà, el mar, el menjar&#8230; Personatges, llocs i situacions on la munió de seguidors del signore Camilleri ens tornem a trobar com a casa, en família.</p>
<p>“Quan era sota la dutxa va sentir el telèfon. Per sortir a contestar va deixar un reguerot d’aigua que no es va preocupar d’eixugar; total, al cap d’una estona havia de venir l’Adelina.</p>
<p>-          Que l’he despatllat, menstre?</p>
<p>-          No, rei, no, ja estava despert.</p>
<p>-          Segur? No m’ho diu pas per quedar bé, oi que no?</p>
<p>-          No, i ara. Digues, què hi ha?</p>
<p>-          Cominsari què vol que hi hagi si el telefono en aquestes hores?</p>
<p>-          Catarella, te n’adones que no em truques mai per donar-me una bona notícia?</p>
<p>En un instant, la veu de l’agent es va trencar.</p>
<p>-          Ai, cominsari meu! Per què m’ho diu això? Que em vol motrificar? Si fos per mi el trucaria cada matí per dir, no ho sé, que li ha tocat la lonteria, que l’han trascendit de categoria, que&#8230;”</p>
<p>La veritat és que tant se val la mena de cas que investigui en Montalbano. Poden ésser robatoris, segrestos, prostitució o assassinats, tant se val, el que de veritat importa és com i quin retrat ens fa en Camilleri de la Sicília i per extensió de la Itàlia actual. El signore Andrea Camilleri, amb una aconseguida mescla d’ironia, humor i denúncia, ens explica com de prims son els fils que conecten tota la societat italiana. Màfia, Esglèsia, ONGs, Policia, Administració&#8230; estan units per una xarxa de fils interconectats i prims com els de les teles d’aranya. No hi ha res com l’humor intel·ligent per criticar i posar al seu lloc el poder!</p>
<p>A la vegada que acompanyem al “cominsari” a la recerca dels culpables de la mort d’aquestes noies, podem gaudir de la seva filosofia de vida, de les seves menges, de les seves dubtes amb la feina, de les relacions amb els seus polis i amb els seus caps, de la seva manera d’entendre el mon i la justícia i de les tumultuoses relacions amb la Lívia, la seva núvia de la Padània.</p>
<p>Si ens hem empassat tota la sèrie del “cominssari”( per iniciar-se, recomano les 30 magistrals píndoles d’“Un mes amb Moltalbano”)  podem comprobar l’evolució que ha fet el nostre poli i també la resta de personatges. Son evolucions força versemblants, en absolut forçades per justificar la trama de la novel·la que donen força realisme a l’acció i a la novel·la en general.</p>
<p>“ Va passar una de les seves clàssiques nits en blanc: ara em giro cap aquí ara capa allà, ara m’alço ara m’ajec, ara encenc el llum per mirar l’hora ara l’apago.</p>
<p>Per fi va veure filtrar-se a través de la finestra la llum d’una alba clara. Es va aixecar confiant que el pescador s’hagués equivocat sobre la durada del mal temps. I en efecte, l’home l’havia espifiada: el cel era net i clar i l’aire fresc. La mar encara no s’havia calmat del tot però tampoc era prou moguda per no deixr sortir els pescadors. La idea que finalment l’Enzo tornaria a tenir peix fresc el va comfortar.</p>
<p>Tant, que es va tornar a ficar al llit i va dormir tres hores seguides d’una tirada.”</p>
<div id="attachment_521" class="wp-caption alignleft" style="width: 760px"><img class="size-full wp-image-521 " title="Sicília" src="http://elsmeusllibres.wordpress.com/files/2009/09/freeworldmaps-sicily.jpg" alt="Sicília" width="750" height="551" /><p class="wp-caption-text">Sicília</p></div>
<p>Estic convençut de què existeix una petita ciutat al sud d’<a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Italia" target="_blank">Itàlia</a> on hi ha una comissaria amb personal com els que surten a aquesta sèrie i on s’investiguen fets com els que investiguen els nostres amics. Seria un plaer conèixer un paio com el Montalbano i entaular-se amb ell, sortir a lligar amb un Mimi Augello i súmmum dels súmmums, mantenir una conversa amb un Catarella.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SCUOLA/ IL VERO DIALETTO È L’ITALIANO CHE SI INSEGNA IN CLASSE. UNA RIFLESSIONE]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/08/scuola-il-vero-dialetto-e-l%e2%80%99italiano-che-si-insegna-in-classe-una-riflessione/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 16:02:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/08/scuola-il-vero-dialetto-e-l%e2%80%99italiano-che-si-insegna-in-classe-una-riflessione/</guid>
<description><![CDATA[SCUOLA &#8211; Nessuno nega che i dialetti abbiano la dignità di una lingua, anzi. Sono delle lingue]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SCUOLA &#8211; Nessuno nega che i dialetti abbiano la dignità di una lingua, anzi. Sono delle lingue]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La Sellerio compie 40 anni]]></title>
<link>http://esuonamale.wordpress.com/2009/09/06/la-sellerio-compie-40-anni/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 18:24:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilvecchio</dc:creator>
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<description><![CDATA[La casa editrice Sellerio compie quaranta anni. «In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://www.thrillermagazine.it/imgbank/NEWS/logo_sellerio.jpg" class="aligncenter" width="250" height="203" /></p>
<p style="text-align:justify;">La casa editrice <a href="http://www.sellerio.it/">Sellerio</a> compie quaranta anni. «In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa casa editrice ci piace riproporre alcuni titoli che, a nostro giudizio, hanno rappresentato dei punti cruciali della nostra storia editoriale.» È con queste parole che la casa editrice comunica l’evento: un evento che è un regalo di compleanno, e un regalo che è un omaggio e un grazie a tutti i suoi lettori. Le quaranta candeline prevedono una nuova collana, <a href="http://www.sellerio.it/merchant.php?catx=846&#38;id_ctlg=1#La%20rosa%20dei%20venti">La rosa dei venti</a>, comprendente venti libri.<br />
<!--more-->Questi i dieci titoli fino ad ora pubblicati: Leonardo Sciascia, <em>L’affaire Moro</em>; Gesualdo Bufalino, <em>Diceria dell’untore</em>; Maria Messina, <em>La casa nel vicolo</em>; Luisa Adorno, <em>L’ultima provincia</em>; Antonio Tabucchi, <em>Notturno indiano</em>; Luciano Canfora, <em>La biblioteca scomparsa</em>; Friedrich Glauser, <em>Il tè delle tre vecchie signore</em>; Vincenzo Consolo, <em>Retablo</em>; Leonardo Sciascia, <em>Atti relativi alla morte di Raymond Roussel</em>; Geoffrey Holiday Hall, <em>La fine è nota</em>. Di prossima pubblicazione: Alice Giménez Bartlett, <em>Riti di morte</em>; Carlo Lucarelli, <em>Carta bianca</em>; Sergio Atzeni, <em>Il figlio di Bakunin</em>; Andrea Camilleri, <em>Il birraio di Preston</em>; Adriano Sofri, <em>Il nodo e il chiodo</em>; Andrea Camilleri, <em>Il cane di Terracotta</em>; Santo Piazzese, <em>I delitti di via Medina Sidonia</em>; Roberto Bolaño, <em>Stella distante</em>; Gianrico Carofiglio, <em>Testimone inconsapevole</em>; Pietro Grossi, <em>Pugni</em>.<br />
La casa editrice Sellerio, al numero 50 di via Siracusa, a Palermo, nasce nel 1969. L’idea venne fuori durante una chiacchierata tra i coniugi Sellerio, Enzo ed Elvira, e due loro amici: Antonino Buttitta, antropologo, e Leonardo Sciascia, gigante della letteratura e della cultura novecentesca che per venti anni è stato la mente e l’anima del salotto intellettuale palermitano. In questi quattro decenni la Sellerio ha sfoderato centinaia e centinaia di titoli, tutti inconfondibilmente vestiti di blu, e di piccolo formato, diventati ormai una marchio di fabbrica. Negli anni novanta ha rischiato il naufragio finanziario ma si è salvata grazie a un geniale signore ben educato, e accanito fumatore, di nome Andrea Camilleri, che grazie al suo Commissario di Vigata, <a href="http://esuonamale.wordpress.com/2009/06/16/una-statua-per-montalbano/">Salvo Montalbano</a>, ha fatto vendere alla piccola casa editrice palermitana milioni e milioni di copie in tutto il mondo. «Il successo di Camilleri arrivò in un momento di difficoltà per la casa editrice e fu fondamentale per la sua sopravvivenza e oggi ci permette di continuare a lavorare con serenità. Qual è il nostro segreto? L’indipendenza, l’etica, ossia non portar via autori ad altre case editrici, e la passione: quello che rende bello il nostro mestiere è pubblicare un autore che altrimenti non sarebbe pubblicato»: così ricorda Antonio Sellerio, figlio di Enzo ed Elvira.<br />
Proprio lei, Elvira Sellerio, spiega che questi venti libri sono da «considerare anche come le tante istantanee dell’album ideale dei nostri primi quarant’anni. Per riconoscere e guardare più da vicino una tessera molto piccola, ma molto brillante e colorata, del mosaico mobile della nostra storia di italiani». E nonostante le piccole dimensioni che la Sellerio ha voluto mantenere sin dall’inizio, quasi fosse a conduzione familiare, provinciale, è esemplificativo lo spirito che l’ha contraddistinta in tutti questi anni, come dimostrano ancora le parole di Elvira Sellerio in una rara intervista televisiva del 1988, a un anno dal ventennale: «Quando lavoro, penso a persone più colte di me, i lettori. È un mestiere che va fatto con umiltà e spirito di servizio. La mia unica ambizione è cambiare l’immagine della Sicilia».<br />
Umiltà e tanta passione, e un profondo rispetto per gli autori e i lettori. E per la Sicilia. A giudicare dalle vendite e dall’importanza nel panorama editoriale italiano, e pure nella storia letteraria italiana, la piccola, semplice speranza di una delle fondatrici della Sellerio è divenuta realtà.<br />
Buon compleanno Sellerio.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il «Camillerismo»]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/08/22/il-%c2%abcamillerismo%c2%bb/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 11:11:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Pietrangelo Buttafuoco Il migliore dei mondi possibili, caro Direttore, coincide con la migliore ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><img class="alignleft size-full wp-image-4900" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/08/images238.jpg" alt="images" width="138" height="109" />di Pietrangelo Buttafuoco</div>
<div>Il migliore dei mondi possibili, caro Direttore, coincide con la migliore delle Italie. È quella civile, democratica e senza più Silvio Berlusconi. È dunque il Paese &#8211; per dirla con Andrea Camilleri, lo scrittore più amato dall’opinione corrente &#8211; senza più «il sedicente politico che racconta le barzellette, canta canzonette, fa le corna nelle fotografie, gioca a cucù con una prima ministra».Berlusconi, al pari di Camilleri, è il politico che l’opinione corrente ha più a cuore ma è una bella gara tra i due a spartirsi gli applausi perché a differenza del padre di Montalbano, vertice della migliore Italia, l’attuale presidente del Consiglio è il risultato dell’ignavia nazionale, ovvero, la peggiore Italia derivata dalla «berlusconite, un’infezione mortale incurabile, che porterà alla rovina l’Italia tutta». Ho preso a pretesto questa citazione che è il «Pretesto» numero 1 a firma Camilleri. È tratta dal libro che il sublime autore de Il birraio di Preston ha dato in stampa per Chiarelettere: Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009. Si tratta di una raccolta: le conversazioni tra il venerando maestro e un devoto discepolo, Saverio Lodato, pubblicate su l’Unità. Sarà di sicuro un best seller perché, al pari del Grande Comunicatore (Berlusconi secondo definizione dei due), quanto a consenso, anche il somministratore di cabbasisi non scherza. È il giorno dopo giorno secondo la rubrica «Lo chef consiglia». La portata più bella è questa: «Impronte di bambini in salsa rom» ma l’argomento fondamentale è ovviamente Berlusconi perché &#8211; si sa &#8211; la fissazione è peggio della malattia e il pretesto mi soccorre perché la lettura dell’antologia urge di ulteriore domanda: «Maestro, ma non è che con l’ossessione di Berlusconi, questa infezione mortale incurabile come da sua definizione, si alimenta l’odio, dicasi odio, quello per cui l’unica strada per venirne fuori è una guerra civile per appenderlo infine a testa in giù, il Piccolo Cesare (cosa a lei tanto cara, visto che il paragone più immediato è Benito Mussolini)?».<!--more--></div>
<div>
Capisco che la mia &#8211; sebbene fatta da discepolo mai accettato dal maestro quale potrei essere io che di mio, senza appartenenze, sarei anche vicino di scaffale tra i libri Mondadori e siciliano per giunta &#8211; è più una preghiera. Capisco che quando una scecco (ciuco) scappa trova sempre un altro scecco, e perciò per tanto che c’è di Berlusconi, tanto ce ne sarà di Camilleri, ma quello che sommessamente vorrei altresì chiedere al maestro è: «Ma non è che in questa benedetta Italia migliore che se la prende con i cattivi c’è solo la morbosità auto consolatoria?». Quella dei conformisti. Io me lo sono letto tutto, questo libro, e tutto il repertorio di banalità è apparecchiato: gli omofobi al seguito di Berlusconi; i cardinali oscurantisti al seguito di Berlusconi; gli americani di Bush, perfino, al seguito di Berlusconi. Ovviamente ci sono i mafiosi: al seguito di Berlusconi. E naturalmente i razzisti: al seguito di Berlusconi. E poi i ladri: al seguito di Berlusconi. Quindi i poliziotti bastonatori di studenti: al seguito di Berlusconi. E infine le puttane: tutte al seguito di Berlusconi che, con leggi fatte pro domo sua</div>
<div>
<div>, si trascina nel grandguignol la povera patria. Accuratamente imbavagliata. Priva della libertà d’espressione per via dell’asservimento dell’informazione tutta. Tutta al seguito di Berlusconi.<br />
Io che di mio non lo sarei berlusconiano, chissà in quale girone di dannazione potrei precipitare visto che dell’odio, quello che separa gli italiani tra cittadini di serie A e serie B, ho profondo schifo. Io che abito più o meno la disobbedienza della religione civile della democrazia, quando sono a Padova rivendico il diritto di felicitarmi dell’elezione di Flavio Zanonato, sindaco Pd, così come a Torino, con Sergio Chiamparino, sindaco Pd, che lo voterei volentieri a Palazzo Chigi ma anche ad Agira, al mio paese, in Sicilia, dove al governo della Regione c’è Raffaele Lombardo che non è un relitto del clientelismo per come se lo raccontano quelli dell’Italia migliore ma un mulo di durezza e di fatica che giustamente se lo sarebbe preso Camilleri in giunta accanto ai magistrati e a tutti gli extraterrestri dell’inedita stagione di una Palermo autonomista senza folclore.<br />
Che poi, a proposito di folclore: quelle spezie di Sicilia disseminate in cucina dallo Chef, a forza di fissazione scade proprio in caricatura. Ben diversa cosa di quello che, giusto per fare paragoni, faceva Leonardo Sciascia dalle colonne del Corriere della Sera. Sciascia, appunto, era per la letteratura quello che nella cinematografia poteva essere il Burt Lancaster de Il Gattopardo o il Marcello Mastroianni di Divorzio all’italiana. Ma questa camurria dell’antiberlusconismo col riflesso condizionato rischia di attestarsi su un paragone di mezza molatura: Tiberio Murgia, quello di Uora uora arrivau ‘u ferribotte.<br />
Solo l’Italia perfetta, scampata al focolaio dell’infezione detta «berlusconite» è immacolata. Ma il passatempo letterario della militanza fanatizzata, quella dell’odio ciripipì di questi furbi praticoni della banalità, accompagna direttamente alla guerra civile. All’indomani dell’arresto di Luca Bianchini, il romano accusato di stupri consumati in serie, l’Italia moralmente superiore &#8211; quella che vive nei blog, su Facebook, in Rete appunto &#8211; non ebbe altra formula per superare lo choc dicendo (e ridendo), «Bianchini: Pd di giorno, Pdl di notte».<br />
Al momento dell’arresto, a luglio, si scopriva che il violentatore di donne indifese andava proprio fuori schema: era un dirigente romano del Partito democratico. Un invincibile riflesso condizionato, quel giorno, faceva mostra di meraviglia: in tema di disprezzo delle donne e carne di porco, infatti, cala a pennello il berlusconiano; un po’ come ai tempi di Nonno Libero, ex partigiano e sindacalista, quando per illustrare un pedofilo nella fiction tivù dovevano farlo sedere ai giardinetti. Ma con una copia de il Giornale in mano. Potevano mai dargli un altro tratto identificativo? E l’Italia migliore &#8211; ben rappresentata di giorno dal Bianchini che, al contrario, di notte si comportava da Pdl &#8211; si degnò di ricevere le condoglianze della grande stampa, quella autorevole, che non poté fare a meno di registrare il comprensibile imbarazzo. Cosa santa e giusta. E chissà che Guerra Santa, al contrario, ne sarebbe scaturita se Bianchini, culturalmente, fosse stato, diciamo così, «politicamente coerente» con l’inclinazione di cui è accusato. Purtroppo, nel libro, la cucina di Camilleri si ferma giusto a maggio del 2009. Altrimenti, chissà che piatto fumante avrebbe servito in tavola, stupri in salsa azzurra?</div>
<div><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=375841&#38;START=1&#38;2col">http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=375841&#38;START=1&#38;2col</a>=</div>
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