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	<title>antiantrace &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/antiantrace/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "antiantrace"</description>
	<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 06:33:07 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Psilocybe copelandia]]></title>
<link>http://chiaracats.wordpress.com/2008/07/27/psilocybe-copelandia/</link>
<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 22:01:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaracat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Incontrare gente e rendersi conto che  è rimasta uguale. Nonostante M. abbia avuto un episodio poco ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Incontrare gente e rendersi conto che  è rimasta uguale.<br />
Nonostante M. abbia avuto un episodio poco felice con i funghetti, ieri manco a dirlo ne aveva una bustina in tasca, al mare. L&#8217;ho solo incrociato giusto il tempo di dirmi questa cosa, invitandomi a dividere il suo felice pasto con lui, ma ho gentilmente declinato l&#8217;offerta; insomma devo mantenere un certo contegno è finita l&#8217;era delle sperimentazioni, e poi dai, al mare, no. Una volta salutato mi sono ricordata del nostro capodanno, personalmente il mio primo -ed ultimo- 31 dicembre all&#8217;estero.</p>
<p>Partimmo per Zurigo tutti e sei con il furgone blu, ci sistemammo in un ostello carino ma che vedemmo solo per mezzora. un quarto d&#8217;ora per posare le cose, e un quarto d&#8217;ora per riprenderle. Arrivati scoprimmo che uno dei sei aveva caricato sul furgone una boccia di metadone; ci girò parecchio il cazzo e si rimase un pò male dall&#8217;infelice scoperta. Decidemmo di fare pace andando a cercare qualche droga più consona alle nostre facoltà mentali, e trovammo dei funghi, ne prendemmo tanti per salutare l&#8217;anno che se ne andava, la serata partiva bene, faceva freddo ma era una bella atmosfera. Quando arrivò la mezzanotte e tutti i botti iniziarono a scoppiare ci prese così male che iniziammo a scappare come se fossimo sotto le bombe, e corremmo tutti come dei deficienti al furgone, salendoci sopra. Non so se anche agli altri faceva lo stesso effetto che provavo io, ma il suono era amplificato tipo con l&#8217;eco, e il rumore di tutti questi cosi mi rintronava il cervello, e queste luci che non finivano mai, sembrava un videogioco perverso. Nessuno di noi era lucido e si stava creando uno scompiglio mentale generale, non riuscivamo a interagire tra di noi e ognuno pensava alla sua botta, nel mentre ci telefonarono altri due nostri amici chiedendoci dove eravamo, così che ci avrebbero raggiunto. Di sei nessuno riuscì a leggere quella dannata via, allora ci siamo fatti dire dove si trovavano loro. Ma fu peggio. Si prese la cartina e iniziammo a vederci tutto tranne che le vie. Ale al telefono che gridava ai due &#8220;siamo in G9! H8! G9!&#8221; riferendosi alla cartina; c&#8217;era chi ancora tentava di decifrare il nome della via, e chi, come M., stava andando lentamente in paranoia, in modo sospetto. In tutto questo io non sapevo cosa fare, dal momento che tutti eravamo ingestibili, esagitati e allucinati. Mi misi così buona in un sedile di dietro cercando di godermi i funghi per conto mio, ma ero troppo distratta da M. che pareva un pò strano. Si sbottonava la giacca, la posava, e subito se la rimetteva, dopo un pò di volte venne da me un pò imparanoiato dicendomi che andava a fare un giro del palazzo , dopo il primo mi venne ad avvertire che ne faceva un altro, dopo il terzo mi chiese se avevo un biscotto, lo mangiò, riandò a fare il suo misterioso giro del palazzo, non lo vidi più tornare. Mi scordai quasi subito di lui, e passammo la notte così in quel furgone infunghettati ben bene. Sembravamo un pulmino di mongoloidi. E fu mattina, la lucidità stava per rimettersi in funzione, e M. non era con noi. Passammo mezza giornata per Zurigo a cercarlo, un pò innervositi, con quell&#8217;altro che si contava le gocce di metadone e vederlo ci faceva prendere male, dimenticandoci totalmente che avevamo preso un ostello. Quando ci affiorò alla mente la parola &#8220;ostello&#8221; ci precipitammo lì, e trovammo M. nel letto che dormiva, ci vide si commosse dalla gioia, e ci raccontò che aveva vagato per la città ritrovandosi alla stazione. M. effettivamente ha la carnagione molto scura, ha dei rasta lunghi lunghi e porta una barba anch&#8217;essa un pò lunga, non a caso il suo soprannome è il talebano. Lo fermarono e gli fecero i controlli antiantrace e per vedere se aveva armi addosso, e concluse il racconto con &#8220;..e io ero lì che non capivo un cazzo&#8221;. In quanto ai nostri amici che ci telefonavano, scoprimmo che erano soltanto due parallele da dove eravamo noi, e siamo stati al telefono per delle ore a non capire una sega.</p>
<p>Tutto è bene quel che finisce bene; ma chissà cosa ha combinato ieri al mare.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.cfsan.fda.gov/~mow/psil.gif" alt="" width="263" height="153" /></p>
</div>]]></content:encoded>
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