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	<title>antonetti-dario &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "antonetti-dario"</description>
	<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 01:35:45 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'estetica del cane - Dario Antonetti (Yellow Shoes Records, 2007)]]></title>
<link>http://songwriters.wordpress.com/2008/06/19/lestetica-del-cane-dario-antonetti-yellow-shoes-records-2007/</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 16:24:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche mese fa recensimmo per Homespun il primo demo di Dario Antonetti augurandoci che qualcuno av]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="float:left;margin-left:5px;margin-right:5px;" src="http://www.musicboom.it/recensioni/20080219200117.jpg" alt="" width="150" height="146" />Qualche mese fa recensimmo per Homespun il primo demo di <strong>Dario Antonetti</strong> augurandoci che qualcuno avrebbe prima o poi pubblicato il suo esordio solista da &#8220;cantautore psichedelico&#8221; dopo l&#8217;interessante esperienza con gli Effetto Doppler e il folle gustoso progetto Vegetable Man (mille versioni del celebre singolo mai pubblicato di Syd Barrett da far realizzare a mille diversi artisti entro il 2030). Ci ha pensato alla fine la <em>Yellow Shoes Records</em>, ovvero Antonetti stesso sotto forma di etichetta discografica, ed ecco dunque <strong>L&#8217;estetica del cane</strong>, disco che non è in vendita nei negozi ma si può avere scrivendo direttamente a lui.<br />
Rispetto al demo, il cui titolo (&#8220;Sono figlio dei Pink Floyd&#8221;) era già tutto un programma, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;ascendenza barrettiana del nostro, <strong>L&#8217;estetica del cane</strong> allarga sensibilmente lo spettro d&#8217;influenze presentando Antonetti come una sorta di cantautore beat fuori tempo massimo, surreale e psichedelico ma in modo gioioso e solo a tratti malinconico, figlio sì di Barrett e soci ma anche di tanta altra gente.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal dischetto qui vengono riprese alcune perle come <strong>Chiocciolina</strong> (l&#8217;abbordaggio ai tempi dell&#8217;1.0), <strong>Se tu fossi una di quelle</strong> (<em>Tricarico</em> in trip allucinatorio) e <strong>L&#8217;artista indipendente </strong>(l&#8217;ecatombe dell&#8217;indie italico raccontata da uno che a riguardo ha capito davvero tutto), a cui vengono affiancati altri ottimi episodi come <strong>Ho smesso la distro</strong> (seconda parte dell&#8217;ecatombe di sopra), <strong>Neanche un elefante</strong> (il <em>Battisti</em> più selvaggio che subodora il rhythm&#8217;n'blues) e <strong>Canzone d&#8217;amore per una testa di cazzo</strong> (<em>Bugo</em> primo tipo, con lampi testuali di immensa tristezza).<br />
Brani sempre un po&#8217; matti e sempre un po&#8217; geniali, che non rinunciano a diluirsi in mantra space-spiritualistici di tastiere, mellotron, flauti e campanelli (la conclusiva <strong>Risveglio</strong>) ma che alla spiritualità &#8211; o meglio: agli archetipi spirituali &#8211; danno una sonora dose di mazzate, come nei due minuti secchi di <strong>Meditazione</strong> dove, tra acustiche folk e sacre sillabe buddiste ripetute all&#8217;infinito, non è chiaro se l&#8217;intento sia quello di parodiare <em>Battiato</em>, prendersela con dio, o entrambe le cose.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Dario Antonetti d&#8217;altra parte è fatto così. Ci fa e ci è nello stesso momento. Sembra l&#8217;Antoine dell&#8217;indie italiano, ma sa suonare e scrivere belle canzoni. Sa suonare e scrivere belle canzoni, ma in pochi se ne accorgono. In pochi se ne accorgono, ma lui non cede, lucido e per questo disilluso dallo stato delle cose e al contempo imperterrito nel portare avanti i suoi progetti. Perché, proprio come cantava Antoine in quella &#8220;Pietre&#8221; piena di spleen antisociale, qualsiasi cosa si provi a fare qualche sassata in faccia arriverà sempre. Allora tanto vale continuare sulla propria (folle) strada.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Voto</strong>: 7.5<br />
<strong>Brani migliori</strong>: Chiocciolin@, Se tu fossi una di quelle.</p>
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<title><![CDATA[Sono il figlio dei Pink Floyd - Dario Antonetti (Autoprodotto, 2006)]]></title>
<link>http://songwriters.wordpress.com/2008/03/12/sono-il-figlio-dei-pink-floyd-dario-antonetti-autoprodotto-2006/</link>
<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 14:31:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutti coloro che sostengono l&#8217;inutilità dei Pink Floyd senza Syd Barrett non possono non conos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Tutti coloro che sostengono l&#8217;inutilità dei Pink Floyd senza Syd Barrett non possono non conoscere uno come <b>Dario Antonetti</b>. E&#8217; lui, con Massimiliano Dolcini, ad aver dato il via nel 2002 all&#8217;etichetta <i>Oggetti Volanti Non Identificati </i>(<a href="http://www.oggettivolanti.it/">http://www.oggettivolanti.it/</a>) il cui unico progetto è quello di pubblicare entro il 2030 mille versioni di Vegetable Man, celebre brano del genio di Cambridge mai accettato dai discografici di allora come singolo. I due sono arrivati alla raccolta numero cinque (per un totale di centoquaranta versioni), e intanto Antonetti pubblica il suo primo demo solista, sorta di dischetto rappresentativo che anticipa e cerca un appoggio per la prossima uscita del disco &#8220;L&#8217;estetica del cane&#8221;.<br />
A dar retta alle quattro tracce qui presenti, e anche confrontandole a quel troppo di pubblicazioni che ogni anno l&#8217;indipendenza italiana ci propina, Antonetti un appoggio lo merita eccome. Le sue canzoni d&#8217;autore stralunate &#8211; il marchio di fabbrica avete capito qual&#8217;è &#8211; e con quel tanto di psichedelìa vagamente freak che non guasta mai divertono e commuovono allo stesso tempo, sia quando giocano a costruire dichiarazioni d&#8217;amore sui generis dal retrogusto beat (<b>Se tu fossi una di quelle</b>), sia quando fanno il verso ad un <i>Alberto Camerini</i> aggiornato ai tempi che corrono e informatizzato a puntino (<b>Chiocciolin@</b>). <b>L&#8217;artista indipendente</b> poi dimostra che al di là dei giudizi il nostro è uno consapevole del mondo (musicale) che gli gira intorno, e una parodia-ecatombe sul mondo indie e i suoi <i>rifiuti</i> è il miglior modo per augurarsi che qualcuno lo appoggi veramente. Tanto se non lo farete voi, lo farà lui da solo. Uno che ha ancora di fronte a sé più di ottocento versioni di un brano da pubblicare non si spaventerà per appena un disco, no?</p>
<p><strong>Voto</strong>: 7.4<br />
<strong>Brani migliori</strong>: Chiocciolin@.</p>
</div>]]></content:encoded>
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