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	<title>apogeonline &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/apogeonline/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "apogeonline"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 05:36:16 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Quest’anno no: lasciate scadere la legge Pisanu]]></title>
<link>http://wifight.wordpress.com/2009/11/19/quest%e2%80%99anno-no-lasciate-scadere-la-legge-pisanu/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:58:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucioscarpa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;articolo, uscito su Apogeonline, di Sergio Maistrello che già il 7 ottobre lancia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Riportiamo l&#8217;articolo, uscito su <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/10/07/questanno-no-lasciate-scadere-la-legge-pisanu" target="_blank">Apogeonline</a>, di <a title="Articoli scritti da: Sergio Maistrello" href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/10/09/quelli-che-questanno-no/" target="_blank">Sergio Maistrello</a> che già il 7 ottobre lanciava lanciava la proposta di non rinnovare il decreto Pisanu.</em></p>
<p>Dal 2005 la diffusione della connettività in Italia è enormemente rallentata da una legge d’emergenza che doveva durare solo due anni. Ogni anno, a dicembre, il governo ne procrastina i termini. Soppesati costi e benefici, forse è l’ora di andare avanti</p>
<p>Cominciamo a parlarne per tempo, quest’anno. Mentre gli italiani saranno alle prese con la corsa ai regali natalizi e con i preparativi dei cenoni festivi, con ogni probabilità il  governo rincorrerà fino all’ultimo giorno utile l’approvazione del consueto decreto “milleproroghe”.</p>
<p><!--more-->Inaugurato nel 2005 come misura eccezionale per far fronte in un unico calderone d’urgenza a tutte le disposizioni in sospeso o in scadenza al 31 dicembre, questo strumento legislativo si è ormai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_Milleproroghe">insediato stabilmente</a> nel nostro ordinamento. Il decreto milleproroghe è un caso emblematico di dibattito a posteriori: solo a gennaio, e dopo che i diversi esperti di settore ne hanno decifrato la lettera, si alzano proteste e preoccupazioni per le disposizioni divenute ormai efficaci. Troppo tardi, il più delle volte: il percorso parlamentare di conversione, infatti, non concede molti margini d’azione.</p>
<p>Dopo Londra</p>
<p>Tra le scadenze che da due anni compongono il bouquet milleproroghe c’è quella della <a href="http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/177/9.htm">legge Pisanu</a>, il decreto antiterrorismo che l’allora ministro dell’Interno del governo Berlusconi III si affrettò a promuovere all’indomani degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_del_7_luglio_2005_a_Londra">attentati di Londra</a> del luglio 2005 e che il parlamento convertì compatto pochi giorni dopo. Il clima era molto teso: solo un anno prima era stato attaccato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_dell%2711_marzo_2004_a_Madrid">il sistema ferroviario di Madrid</a>, la ferita dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_dell%2711_settembre_2001">11 settembre 2001</a> era ancora molto fresca e la retorica della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coalizione_multinazionale_in_Iraq">coalizione dei volonterosi</a> contro il terrorismo internazionale correva con facilità sulla bocca dei più. Far passare norme restrittive per le libertà individuali e collettive non incontrava molti ostacoli, in quei mesi. Senza contare che l’Italia si stava preparando ad avere su di sé gli occhi del mondo, all’Olimpiade invernale di Torino. La sola legge Pisanu, per esempio, concedeva in un colpo maggiore discrezionalità agli investigatori e ai servizi segreti (compresa una discreta mole di nuove norme in fatto di identificazione, di verifica dell’identità, di gestione degli arresti e dei fermi), introduceva limiti più severi per la concessione dei permessi di soggiorno nel nostro paese, allentava alcune rigidità delle procedure di espulsione, imponeva controlli più rigidi sulla circolazione degli esplosivi e sulle attività di volo.</p>
<p>Accanto  a ciò, e ci avviciniamo al punto, la legge Pisanu aveva particolarmente a cuore la sicurezza delle comunicazioni telematiche, introducendo limiti molto fiscali alla diffusione indiscriminata dell’accesso a internet: dal luglio 2005, chiunque offra connettività al pubblico deve registrarsi e ottenere licenza in Questura, deve identificare chi utilizza la propria connessione e registrarne puntualmente gli accessi, deve custodire tutti i dati sul traffico generato e deve metterli a disposizione, se richiesto, delle forze dell’ordine e della magistratura. La giustificazione alla severità di queste misure sta nella difficoltà di tracciare le comunicazioni dei terroristi, che sempre più spesso viaggiano in rete e sfuggono alle più tradizionali antenne dei servizi di intelligence. Se metto un posto di blocco passivo a ogni possibile ingresso della rete, dice il legislatore, quando poi mi capita di intercettare una comunicazione sospetta posso risalire in tempi ragionevoli e con ragionevole certezza all’identità di chi l’ha originata.</p>
<p>Costi e benefici</p>
<p>Quattro anni dopo è urgente la necessità di soppesare nella pratica i benefici e i costi di questa legge, che nasceva emotivamente urgente ma dichiaratamente temporanea. Non è noto quanti pericolosi terroristi internazionali siano stati così sprovveduti da farsi beccare mentre si scambiavano piani d’attacco contro le capitali del mondo libero tramite posta elettronica o sui presidiatissimi forum dell’estremismo glocale. Di certo c’è solo che questa legge transitoria ha agevolato non poco le indagini della polizia postale sul fronte interno, permettendo l’identificazione di numerosi autori di reati commessi attraverso internet, pedopornografia in testa. Il che è certamente una buona notizia, ma a ben guardare esula dallo scopo grave e urgente che animava l’eccezionalità del testo del ministro Pisanu. Né risolve il problema di fondo: per trovare i proverbiali aghi non puoi tenere sotto assedio per sempre il pagliaio.</p>
<p>I costi della legge Pisanu, invece, sono altissimi. Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a internet: nel momento in cui nel mondo la rete si apre sempre di più al prossimo grazie alle tecnologie wireless e all’utopia mutualistica dei tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici, in Italia abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, aliene alla sua immediatezza ed efficacia. È come se dopo gli anni ’70 il telefono fosse rimasto alla teleselezione tramite operatrici. Le capitali di mezzo mondo stanno ricostruendo le proprie identità sociali grazie a un prodigioso sistema operativo per le relazioni: noi qui stiamo aspettiamo di sconfiggere ogni strutturale devianza prima di fidarci nuovamente di noi stessi.</p>
<p>Mentre altrove internet si rafforza come diritto riconosciuto all’interazione con l’altro, un’infrastruttura per il progresso sociale ed economico da favorire e da proteggere, per le classi dirigenti italiane – complici leggi miopi o leggi d’emergenza protratte nel tempo, come la Pisanu – si è trasformato nel luogo comune dell’inutilità, della devianza e del reato diffuso. Non abbiamo sconfitto i nostri fantasmi, in compenso abbiamo perso tempo e opportunità, che oggi costerà molto più caro recuperare. Abbiamo perso anche diritti, lasciando che oggi in determinate circostanze gli estremi delle nostre navigazioni parlino per noi con un’intimità che mal si concilia con la legislazione sulla privacy di un paese civile. Questa legge ha contribuito a trasformare un paese spaventato dai mantra delle sue stesse leadership in un paese più arretrato, più rinchiuso in se stesso, più complicato, più pessimista di quanto il mondo d’oggi consentirebbe. La legge Pisanu non garantisce di fermare la pazzia di un estremista, in compenso sta contribuendo alla strage quotidiana delle aspettative e delle opportunità di una intera nazione.</p>
<p>Alzare la voce</p>
<p>L’eccezionalità delle richieste d’urgenza presentate nel 2005 dal ministro Beppe Pisanu si spiega in virtù del loro carattere dichiaratamente provvisorio: sarebbero dovute scadere il 31 dicembre 2007. Se non fosse che prima il governo Prodi II (con il milleproroghe del 31 dicembre 2007) e poi il governo Berlusconi IV (col milleproroghe del 18 dicembre 2008) ne hanno garantito fino a oggi la piena efficacia. È inutile recriminare sulle scelte fatte, ma è nostro dovere influire come cittadini su quelle che possono ancora cambiare. La prossima scadenza utile, sulla quale sarebbe opportuno si aprisse questa volta in tempo utile un dibattito sereno e costruttivo, è il 31 dicembre 2009.</p>
<p>Fanno 85 giorni a partire da oggi. 85 giorni in cui chi ha a cuore il futuro della rete in Italia è chiamato a far sentire la propria voce.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il marketing del passaparola ha un Codice Etico]]></title>
<link>http://studiobaroni.wordpress.com/2009/07/14/marketing-passaparola-codice-etico/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:35:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittorio Baroni</dc:creator>
<guid>http://studiobaroni.wordpress.com/2009/07/14/marketing-passaparola-codice-etico/</guid>
<description><![CDATA[Con l&#8217;evoluzione dei social network e della comunicazione digitale in genere intesa come 2.0, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-230" title="social network" src="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/social-network.jpg" alt="social network" width="447" height="250" /></p>
<h2>Con l&#8217;evoluzione dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale" target="_blank">social network</a> e della comunicazione digitale in genere intesa come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">2.0,</a> diventa sempre più importante la relazione tra le persone.</h2>
<p> </p>
<p>Nell&#8217;ambito delle attività di promozione e sviluppo viene utilizzato sempre più di frequente il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale" target="_blank">marketing virale</a></strong> poichè permette di sfruttare la capacità comunicativa dei singoli soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali. Il Marketing virale è una sorta di passaparola e da questo ne sta nascendo una abilità professionale.</p>
<p>L&#8217;Associazione <a href="http://www.wommi.it/" target="_blank"><strong>Wommi</strong></a> ha fatto attecchire anche in Italia il Codice Etico del Word Of Mouth Marketing, cioè il marketing del passaparola. L’essenza del Codice Womma, a cui quello del Wommi aderisce, è riconducibile all’onestà in tre ambiti diversi, sintetizzabili con l’acronimo ROI:</p>
<ul>
<li>
<h2>Onestà di Relazione: rivelare sempre per conto di chi si sta parlando;</h2>
</li>
<li>
<h2>Onestà di Opinione: dire esattamente ciò che si pensa;</h2>
</li>
<li>
<h2>Onestà d’Identità: mai occultare la propria identità.</h2>
</li>
</ul>
<p>Wommi si pone l&#8217;obiettivo di riunire tutti quelli che in Italia si occupano del passaparola come strumento di marketing: professionisti, ricercatori, aziende, organizzazioni. Lo scambio di idee, esperienze e soluzioni è guidato da questi 5 punti fondamentyali che compongono il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_etico" target="_blank"><strong>Codice Etico</strong></a> per il passaparola:</p>
<ol>
<li><strong><span style="text-decoration:underline;">Persone felici e interessate parleranno bene di te</span></strong>. Non serve molto altro. Comprendi a fondo questo concetto, dedicati ad esso e riscuoterai successo con il word of mouth marketing.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;"><strong>L’opinione onesta e autentica è il nostro medium</strong></span>. Non diciamo alla gente cosa dire e come dirlo. Riteniamo che le persone devono essere libere di farsi una propria opinione e di condividerla con parole proprie. Sosteniamo la conversazione naturale e stiamo molto attenti a non distorcerla.</li>
<li><strong><span style="text-decoration:underline;">Sosteniamo, avviamo e semplifichiamo la condivisione</span></strong>. I professionisti del word of mouth usano tecniche creative per incoraggiare la comunicazione. Facilitiamo la conversazione tra le persone, creiamo cose interessanti di cui parlare, creiamo community per condividere idee, e lavoriamo per trovare quelle persone che dovrebbero conoscere quello che facciamo. La pubblicità tradizionale spinge le idee sui consumatori. Noi aiutiamo a far circolare le buone idee.</li>
<li><strong><span style="text-decoration:underline;">Il word of mouth non può essere falsificato.</span></strong> L’inganno, l’ infiltration, la disonestà, lo shilling, e altri tentativi di manipolare i consumatori o la conversazione sono deplorevoli. I professionisti del marketing onesti non ricorrono a queste pratiche, non lo faranno, e se ci provano saranno smascherati. I comportamenti scorretti saranno messi in evidenza dal pubblico e si ritorceranno in maniera letale contro chiunque li utilizzi.</li>
<li><strong><span style="text-decoration:underline;">Il word of mouth marketing dà potere al consumatore</span></strong>. I consumatori hanno il controllo e sono loro a dettare le condizioni di un   rapporto nuovo, più sano tra i professionisti del marketing e le persone che usano i loro prodotti. I consumatori richiedono alle aziende soddisfazione, rispetto, prodotti e servizi eccezionali. Quando le aziende glieli offrono, le persone lo comunicano ai loro amici. I professionisti del word of mouth lavorano per accelerare questo processo, rimpiazzando la pubblicità aggressiva con servizi che mettano al centro il cliente, supporto e comunicazioni bidirezionali.</li>
</ol>
<p>Secondo il punto di vista di <strong><a href="http://www.minimarketing.it/" target="_blank">Gianluca Diegoli</a></strong>  &#8220;teoria e pratica del passaparola&#8221; (<a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola" target="_blank"><strong>pubblicato su APOGEOnline</strong></a>) se ci mettiamo dal &#8220;punto di vista dell’azienda, l’obiettivo può essere alimentare passaparola diretto, verso i lettori dei blog interessati, o indiretto, cioè attraverso l’inserimento di questi post nei motori di ricerca, per un prodotto che normalmente non genera passaparola spontaneo. Da questo punto di vista, l’operazione ha senz’altro ottenuto l’effetto indiretto (quello della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)" target="_blank">Search Engine Optimization</a></strong>). Molto poco rilevante appare invece il passaparola diretto generabile da questi blog, che sono letti da una audience assoluta molto limitata, soprattutto se rapportata ai mercati di massa di riferimento, molto spesso costituita dalla mera rete sociale del blogger, in modo analogo a un profilo di un social network.&#8221;</p>
<p>Ma Diegoli (che ricordiamo è l&#8217;autore del <a href="http://vittoriobaroni.files.wordpress.com/2008/10/gianluca-diegoli-minimarketing-a4.pdf" target="_blank"><strong>libro scaricabile online &#8220;[mini]marketing&#8221; </strong></a>) sottolinea che &#8220;l’altro obiettivo possibile, dal punto di vista dell’azienda, è ottenere un feedback sul prodotto in modo da migliorarlo o comunque capire come indirizzarlo e posizionarlo. L’azienda, però, appare al momento assente dalla conversazione, non partecipando in nessun modo ai commenti dei lettori dei post, confermando l’impressione che queste operazioni vengano svolte in totale <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Outsourcing">outsourcing</a></strong> senza che una trasformazione in senso <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enterprise_2.0" target="_blank">enterprise 2.0</a></strong> sia stata veramente iniziata o pensata al proprio interno. Impressione confermata dal “sito fortezza” del produttore, in cui non solo non è permesso lasciare feedback o commenti, ma in cui nemmeno è citata l’operazione di invio ai blogger, vanificando così qualsiasi possibilità di bidirezionalità o di umanizzazione della comunicazione.&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Legge anti-pirateria, cioè anti-web, già fatta dietro le quinte? ]]></title>
<link>http://bernyblog.wordpress.com/2009/01/27/legge-anti-pirateria-cioe-anti-web-gia-fatta-dietro-le-quinte/</link>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 19:53:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>berny</dc:creator>
<guid>http://bernyblog.wordpress.com/2009/01/27/legge-anti-pirateria-cioe-anti-web-gia-fatta-dietro-le-quinte/</guid>
<description><![CDATA[Da Apogeonline: La bozza di proposta di legge segnalata sul sito di Altroconsumo sta generando allar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/27/cresce-lallarme-per-il-decreto-antipirateria">Apogeonline</a>: La bozza di proposta di legge segnalata sul sito di Altroconsumo sta generando allarme tra chi segue le vicende relative alla disciplina di diritto d’autore e nuove tecnologie nel nostro Paese. &#8230; la circolazione del testo della proposta di legge che, attualmente, non è ufficialmente rivendicata da alcun soggetto istituzionale, genera preoccupazione e il sospetto che esista già a prescindere dalle eventuali consultazioni, un’idea precisa di come regolare gli assetti del settore. [ <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/27/cresce-lallarme-per-il-decreto-antipirateria">Articolo integrale</a> ] </p>
<p>Da <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/p2p/bozza-governo/bozza-governo.html">Repubblica.it</a>: UNA PROPOSTA di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall&#8217;alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d&#8217;autore. &#8230; La proposta non parla di misure contro gli utenti che violano il diritto d&#8217;autore (scaricando e condividendo file pirata), &#8220;ma quella delega in bianco non lascia presagire nulla di buono. Potrebbe essere la nota misura della disconnessione coatta degli utenti da internet, la cosiddetta dottina Sarkozy, che questo governo, la Siae e Fimi hanno già dichiarato di apprezzare&#8221;. Dottrina che però è ancora in forse e ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti. &#8230; A contorno di tutta la vicenda c&#8217;è un giallo. In rete i primi commenti hanno attribuito la proposta alla Siae, che siede al Comitato. La Siae nelle scorse ore ha smentito quest&#8217;attribuzione, ma senza entrare nel merito del documento. Ha smentito, insomma, solo di esserne il padre, ma non ne ha negato l&#8217;esistenza. Addetti ai lavori continuano però a sospettare che sia stata proprio la Siae a redigerlo. Il motivo è che il nome della Siae appare indicato come l&#8217;autore del documento, nelle proprietà del file della proposta di legge trapelato agli addetti ai lavori (e che Repubblica.it ha potuto leggere). [ <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/p2p/bozza-governo/bozza-governo.html">Articolo integrale</a> ]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un mondo fatto di storie]]></title>
<link>http://ramblercentral.wordpress.com/2008/12/18/un-mondo-fatto-di-storie/</link>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 08:32:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramblercentral</dc:creator>
<guid>http://ramblercentral.wordpress.com/2008/12/18/un-mondo-fatto-di-storie/</guid>
<description><![CDATA[Posto per intero un ottimo articolo di Livio Milanesio pubblicato da Apogeonline. Si tratta di una s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Posto per intero un ottimo <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/17/le-storie-salveranno-il-mondo" target="_blank">articolo</a> di <a href="http://liviomilanesio.it/" target="_blank">Livio Milanesio</a> pubblicato da <a href="http://www.apogeonline.com/" target="_blank">Apogeonline</a>. Si tratta di una serie di osservazioni sullo <em>storytelling </em>inteso come narrazione utile a plasmare la realtà, creazione di epica condivisa dai cittadini per la realizzazione di un consenso a vantaggio di una oligarchica economica o politica. Si parla anche di contronarrazioni, informazione partecipata e rete. Temi già scandagliati da <a href="http://www.wumingfoundation.com" target="_blank">Wu Ming</a> e di recente ripresi in un <a href="http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8881129612" target="_blank">libro</a> da Christian Salmon.</p>
<blockquote><p><span style="color:#000000;">LE STORIE SALVERANNO IL MONDO?</span></p>
<div class="testo">
<p class="intro"><span style="color:#000000;">La rete è piena di storie. Autorevoli o bizzarre, inutili o fondamentali, vivono nei blog e qualche volta entrano in conflitto con l’informazione “ufficiale” che non sempre è trasparente. Riusciranno i blogger a salvarci?</span></p>
<p><span style="color:#000000;">«Voi siete quelli che chiamiamo la <em>reality-based community</em>, coloro che credono che le soluzioni emergano dalle ricerche, ma il mondo non funziona più così. Noi siamo un impero e creiamo la nostra realtà. E mentre voi la analizzate con i vostri metodi, noi creiamo nuove realtà». Così un anonimo staff member di Bush Junior raccontava la sua visione del mondo a un reporter della vecchia scuola. La storia riportata da Ron Suskind in un articolo del New York Times è rimbalzata nel recente saggio del sociologo francese <a href="http://mondediplo.com/2008/01/04scheherazade">Christian Salmon</a>, <a href="http://www.anobii.com/books/Storytelling/9788881129614/01a4119a357f4ff5aa/">Storytelling</a>, pubblicato in Italia per i tipi di Fazi Editore. La tesi è che una delle più antiche e diffuse forme di creatività umana, l’arte di raccontare storie, sia usata in modo massiccio come potente arma politica e di marketing.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Lo <em>storytelling</em> di cui parla Christian Salmon riguarda l’utilizzo delle tecniche narrative a fini pratici: si trasforma la realtà in un’epica e i cittadini diventano protagonisti di una avventura le cui fila, però, sono nelle mani di qualcun’altro. E così <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Enron">Enron</a>, George Bush, la guerra in Iraq e <a href="http://www.elysee.fr/lepresident/">Nicholas Sarkozy</a> si trasformano nei grandi temi narrativi del ventunesimo secolo, costruendo attorno a sé un’aura mitica nella quale ogni ragione sembra doversi sottomettere. Storie perfette dal fascino irresistibile se solo qualcuno non avesse il vizio di immaginare finali differenti. La felice e inconsistente favola di Enron, azienda proiettata verso un futuro perennemente radioso comincia a vacillare a causa di un punto interrogativo. È il 5 marzo del 2001 quando Fortune pubblica un articolo intitolato <a href="http://money.cnn.com/2006/01/13/news/companies/enronoriginal_fortune/index.htm">Is Enron Overpriced?</a>.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Enron è “raccontata” come una superstar hollywoodiana con qualche lato oscuro di troppo. L’articolo è una vera a propria contronarrazione, che conduce a immaginare un finale diverso. Il dubbio si insinua. Ci si accorge che, affascinati dalle meravigliose avventure dell’azienda di Houston, neppure i più prestigiosi analisti avevano considerato problematico il fatto che intere divisioni di Enron fossero un totale mistero finanziario. Il sipario si strappa, l’azienda vacilla. Nel dicembre dello stesso anno Enron fallisce. Certo non è il singolo articolo di Fortune a fare crollare il castello di carte (o di carta) ma è l’inizio delle numerose domande e rivelazioni che da quel momento sfuggono dal controllo della leggenda Enron.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">La rete è piena di domande e rivelazioni. Sono spesso coloro che stanno ai margini i più attivi: non inquadrati, non autorizzati, assenti dagli albi professionali, spesso maniacalmente specializzati, dribblano le narrazioni ufficiali per proporre storie diverse, rivelando con candore che il re è effettivamente è nudo. Sono contronarratori, non protestano in piazza ma scuciono e ricuciono nuove leggende utilizzando il blog come arma  d’assalto. Essi sfuggono quasi sempre alla formula “lei non sa chi sono io” perché non hanno bisogno di un editore che certifichi la loro competenza per rendere pubbliche le proprie idee. Una particolarità che fin dagli albori del www è stata percepita come un problema: come faccio a essere certo che ciò che sto leggendo proviene da una fonte credibile ed autorevole? Come faccio a fidarmi di qualcuno il cui “esame di abilitazione” è stato quello di essersi iscritto a un servizio gratuito come Blogger o WordPress?</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Nume tutelare e superstar dei contronarratori italiani è <a href="http://www.beppegrillo.it/">Beppe Grillo</a>. Marginalizzato dal ruolo istituzionale di comico televisivo si reinventa in teatro e sulla rete svelando e nello stesso tempo creando nuove leggende fatte di auto a idrogeno, camicie di canapa e di parole magiche (vaffa) che fanno tremare i potenti. Una storia che sostituisce un’altra storia. C’è da chiedersi a questo punto se dietro a tutta questa narrativa esista effettivamente una realtà.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">In un ambiente partecipato quale è la rete non si possono considerare attivi soltanto gli autori ma anche (forse soprattutto) i lettori. La rete offre molto materiale ma è necessario sviluppare un senso critico per poterla utilizzare. Cercare, confrontare, criticare, partecipare sono i nuovi verbi che si aggiungono all’attività del lettore. Il bello è che non è per nulla una novità: come dimostra la tesi di Salmon l’informazione verticistica è spesso vittima di ingerenze e di obiettivi che poco hanno a che fare con l’informazione, quanto con la necessità di avallare certe decisioni (su dài, adesso basta, chi ha fregato le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein è ora che le tiri fuori se no Bush questa volta si arrabbia davvero). E quando non ci si mette di mezzo la malafede può capitare che la consistente massa di informazioni che dobbiamo gestire renda difficile la verifica, come accadde all’autorevolissimo <a href="http://www.springerlink.com/content/v2518788l07586hj/">Journal of Statistical Physics</a> che pubblicò alcuni studi del professor Stronzo Bestiale dell’Institute for Advanced Studies di Palermo.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Il motto è sempre e comunque quello di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fox_Mulder">Fox Mulder</a>: <em>Trust No One</em>, non fidarti di nessuno, salvo poi dare la facoltà a chiunque di esprimersi e a noi di credergli.</span></div>
<p><span style="color:#000000;">Intanto Enron è fallita per davvero e i morti dell’Iraq non si rialzano quando si spengono le telecamere e neppure l’inventore dell’auto a idrogeno è stato rapito dalla Spectre, e, i cosiddetti potenti, incassato il vaffa hanno continuato tranquillamente per la loro strada, intessendo una nuova storia da raccontarci. E se i blogger continueranno a raccontare le loro personali realtà alternative, allora avremo ancora la possibilità di catturare un po’ di quella complessità che governa il nostro universo. Con un pizzico di autorevole distacco.</span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Legge 2.0]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2008/11/13/legge-20/</link>
<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 13:37:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2008/11/13/legge-20/</guid>
<description><![CDATA[Oggi è il 13 novembre: è una bellissima giornata autunnale, siamo sotto il segno dello scorpione, è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi è il 13 novembre: è una bellissima giornata autunnale, siamo sotto il segno dello scorpione, è il compleanno di un mio carissimo amico (auguri Mikè!) e, sempre oggi, esce in libreria il libro che ho pubblicato per l&#8217;editore <a title="Apogeo editore" href="www.apogeonline.com/" target="_blank">Apogeo</a>, &#8220;<a title="Legge 2.0, scheda del libro" href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850327799/scheda" target="_blank">Legge 2.0, il Web tra legislazione e giurisprudenza</a>&#8220;. Gli auspici sono, quindi, i migliori <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Dal sito di <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850327799/scheda" target="_blank">Apogeonline</a> potete consultare l&#8217;<a title="indice" href="http://www.apogeonline.com/2008/libri/9788850327799/ebook/pdf/2779_indice.pdf" target="_blank">indice</a> e l&#8217;<a title="introduzione" href="http://www.apogeonline.com/2008/libri/9788850327799/ebook/pdf/2779_introduzione.pdf" target="_blank">introduzione</a>, ed acquistarlo con il <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850327799/scheda" target="_blank">15% di sconto</a>. Il testo è in catalogo anche <a title="Legge 2.0 su IBS" href="http://www.ibs.it/code/9788850327799/berlingieri-elvira/legge-web-tra.html" target="_blank">sulle</a> <a title="laFeltrinelli" href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788850327799.html;jsessionid=DBFA3B51B06F195BD52B68194895BB27.applprod02" target="_blank">principali</a> <a title="scheda su BOL" href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978885032779.html" target="_blank">librerie</a> <a title="scheda Unilibro" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-berlingieri_elvira/sku-12896010/legge_2_0_.htm" target="_blank">online</a>.</p>
<p>Si tratta del mio primo libro, ed è stato scritto per venire incontro al normale utente della rete che non è un giurista o un esperto legale e che si chiede come interpretare gli interventi del legislatore o gli orientamenti della giurisprudenza per tutto quello che riguarda il web. Molte delle problematiche affrontate nascono dalla mia esperienza di insegnamento nei master e nei convegni a cui ho partecipato come relatore e dalle discussioni che sono derivate dai post pubblicati in questo blog (attraverso i commenti e le email che ricevo) e dagli articoli che scrivo per Apogeonline: i non giuristi sono la maggioranza delle persone che abitano la rete e, quindi, i soggetti maggiormente bisognosi di avere informazioni accessibili e chiare in questo campo. </p>
<p>Come si legge dalla <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850327799/scheda" target="_blank">scheda</a>:</p>
<blockquote><p>I problemi giuridici collegati a blog, wiki e podcast e più in generale ai vari sistemi di content management del Web 2.0 (Facebook, YouTube, Flickr ecc.), universi virtuali compresi (Second Life), sono molti, e spesso non evidenti o male interpretati. Questo testo li analizza, affiancandoli a suggerimenti per comunicare e operare in Rete nel rispetto di leggi e normative. L&#8217;approccio è divulgativo e pratico. Molta attenzione è dedicata al tema del diritto d&#8217;autore e della proprietà intellettuale: oggi più che mai in Rete fenomeni come la violazione del copyright e il plagio si manifestano in una maniera tale da rendere difficile l&#8217;azione sia degli organi di controllo come la SIAE, sia delle istituzioni che hanno il compito di interpretare e quindi sanzionare queste violazioni. Ma oltre a questo altri aspetti meritano e necessitano attenzione: la libertà di espressione, il diritto nei mondi metaforici, la tutela dei dati personali, le responsabilità dei fornitori di servizi Internet. A ognuno di questi temi è dedicato un capitolo di questo libro pensato e scritto per affrontare da un un punto di vista legale la comunicazione ai tempi del Web 2.0.</p></blockquote>
<p>Gli argomenti trattati sono, in breve:</p>
<li>La proprietà intellettuale e il diritto d&#8217;autore in Internet</li>
<li>Il file sharing e la tutela dei diritti d&#8217;autore</li>
<li>La SIAE e i contenuti digitali</li>
<li>Il valore giuridico delle licenze Creative Commons</li>
<li>Responsabilità e diritti dei soggetti che erogano servizi web</li>
<li>La libertà di espressione in Rete</li>
<li>Il diritto in Second Life e nei mondi metaforici</li>
<li>La tutela della privacy e dei dati personali in Rete</li>
<div>Il testo è aggiornato fino al 3 ottobre scorso, tra gli argomenti trattati c&#8217;è anche il recente caso che ha riguardato il sequestro di Piratebay, sul quale ho scritto recentemente anche un <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/13/19/200810131901" target="_blank">articolo</a> per <a href="http://www.apogeonline.com" target="_blank">Apogeonline</a>. Ogni argomento, infatti, è accompagnato da un&#8217;analisi giuridica delle norme rilevanti e dalle pronunce giurisprudenziali in merito o dall&#8217;analisi di casi di cronaca, non arrivati quindi di fronte ad un giudice, ma comunque ritenuti rilevanti per esaminare le problematiche aperte e i punti critici dell&#8217;ordinamento italiano nel settore delle nuove tecnologie. </div>
<div>Il testo è, infatti, focalizzato sulla legislazione del nostro paese e dell&#8217;Unione Europea e sono evidenziate, ove rilevanti, le differenze con l&#8217;ordinamento giuridico statunitense, principale esportatore di applicazioni web e piattaforme di publishing e per questo motivo anche leader (nostro malgrado) nell&#8217;esportazione di prassi giuridiche.  L&#8217;intenzione è quella di ricostruire quello che ho imparato dall&#8217;esperienza di utente, in primo luogo, cercando di pormi nell&#8217;ottica dell&#8217;analisi dei punti di conflitto giuridico con le nuove tecnologie che si diffondono con estrema rapidità e di individuare, da giurista, quali sono le risposte che il nostro sistema giuridico è stato, sinora, in grado di dare. La speranza è quella di essere riuscita a venire incontro al lettore, di averne avuto rispetto e di avere reso giustizia a tutte le domande che mi sono state fatte e che mi sono posta e di essere riuscita a divulgare una materia ostica anche per i tecnici del diritto. La rete è viva, è una comunità dinamica ed in continuo movimento, così come la società e la legge ne è espressione. Spero, con molta umiltà, che questo testo possa essere una risorsa per chi cerca informazioni ed un timido punto di partenza per ulteriori discussioni perché la consapevolezza di quali sono i diritti ed i doveri è la base di ogni dialettica, e lo scopo della dialettica è migliorare e cambiare in meglio il mondo in cui viviamo.</div>
<div>L&#8217;ultima parola, come sempre, spetta alla gente: a voi, a noi.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dichiarazioni dei redditi online, il Garante: stop anche agli utenti]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2008/05/07/dichiarazioni-dei-redditi-online-il-garante-stop-anche-agli-utenti/</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 17:20:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2008/05/07/dichiarazioni-dei-redditi-online-il-garante-stop-anche-agli-utenti/</guid>
<description><![CDATA[Dopo tante polemiche finalmente è arrivato il parere ufficiale del Garante per la protezione dei dat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo tante polemiche finalmente è arrivato il <a title="Parere garante Privacy" href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1512177" target="_blank">parere ufficiale</a> del Garante per la protezione dei dati personali in merito all&#8217;<a href="http://news.google.it/news?hl=it&#38;client=firefox-a&#38;rls=org.mozilla:it:official&#38;hs=5YQ&#38;q=redditi+2005&#38;um=1&#38;ie=UTF-8&#38;sa=X&#38;oi=news_result&#38;resnum=1&#38;ct=title" target="_blank">iniziativa</a> dell&#8217;<a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/" target="_blank">Agenzia delle entrate</a> la quale ha reso accessibili via internet, sebbene per poche ore, tutti i dati riguardanti le dichiarazioni dei redditi degli italiani per l&#8217;anno 2005 comprensive dei nominativi dei contribuenti.</p>
<p>In sintesi, le motivazioni per cui il Garante ha ritenuto illegittima l&#8217;attività posta in essere dall&#8217;Agenzia delle entrate sono:</p>
<p>a) carenza di potere: al direttore dell&#8217;Agenzia delle entrate non spetta la competenza di decidere la modalità di diffusione dei dati, che è invece riservata al Legislatore;</p>
<p>b) mancanza di proporzionalità nel trattamento dei dati: nelle parole del Garante, infatti</p>
<blockquote><p>L&#8217;uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L&#8217;immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti &#8220;filtri&#8221; per la consultazione on line) da parte dell&#8217;Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno.</p></blockquote>
<p>c) mancata richiesta di parere preventivo al Garante;</p>
<p>d) la mancata informativa ai contribuenti sulla modalità di diffusione dei dati, invece, viene anticipata in questo provvedimento ma sarà oggetto di una decisione <em>ad hoc</em>.</p>
<p>Il contenuto del provvedimento non giunge inaspettato, come <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/05/19/200805051902" target="_blank">ho scritto</a> infatti per <a title="Apogeonline" href="http://www.apogeonline.com/" target="_blank">Apogeo</a> qualche giorno fa proprio in merito alla vicenda in questione, i criteri adottati dal Garante per situazioni di questo tipo si basano sulla verifica dell&#8217;effettiva necessità del trattamento (esistenza di una norma di legge che imponga la pubblicazione dei dati su Internet) e proprozionalità del trattamento (mantenimento online dei dati per il solo tempo strettamente necessario al trattamento nonché accorgimenti tecnici per evitare indicizzazione e memorizzazione nella cache da parte dei motori di ricerca al fine di garantire il diritto all&#8217;oblio).</p>
<p>Quello che stupisce nel contenuto del provvedimento è l&#8217;ulteriore divieto posto ai soggetti che hanno scaricato i dati e ai mezzi di informazione. Si legge nel <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1512177" target="_blank">provvedimento</a>, infatti, che:</p>
<blockquote>
<p align="justify">L&#8217;Autorità ha altresì specificato che va ritenuta illecita anche l&#8217;eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Internet dell&#8217;Agenzia. Tale ulteriore diffusione può esporre a conseguenze di carattere civile e penale.</p>
<p align="justify">Resta fermo il diritto-dovere dei mezzi di informazione di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, purché tali dati vengano estratti secondo le modalità attualmente previste dalla legge.</p>
</blockquote>
<p>Come <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/05/19/200805051902" target="_blank">è noto</a>, la modalità di accesso ai dati prescelta dai tecnici dell&#8217;Agenzia delle entrate  imponeva all&#8217;utente di scaricare un file zip sul proprio hard disk. Solo in questo modo si poteva accedere agli elenchi. E&#8217; proprio per questo motivo, per la sfortunata scelta di imporre il salvataggio dei dati per permetterne la visualizzazione, cioè, che essi sono stati salvati e, di conseguenza, potevano potenzialmente essere diffusi.</p>
<p>Una modalità tecnica di consultazione direttamente online senza il bisogno di scaricare alcunché avrebbe certo limitato il danno a cui stiamo assistendo. Senno di poi, comunque.</p>
<p>I file originali dell&#8217;Agenzia delle entrate, in ogni modo, sono dei semplici file di testo non dotati di firma elettronica nè semplice nè qualificata. In poche parole, chiunque poteva adulterarli. La domanda, quindi, è: se anche un solo nome o un solo reddito è stato adulterato, si tratta ancora di uno dei file che cade nel divieto di diffusione?</p>
<p>Sui sistemi di file sharing circolano anche molti fake (tra i classici: la dichiarazione dei redditi di Nazareth e quella dei primi 100 bloggers in classifica su Blogbabel), non tutti palesemente tali.</p>
<p>Da notare che le date di salvataggio dei file non sono indicative dell&#8217;autenticità degli stessi: lo stesso ministro Visco aveva <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/04/elenchi-contribuenti-consumatori.shtml?uuid=49e7b882-16c6-11dd-85a5-00000e25108c&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">dichiarato</a> che i file erano pronti da gennaio ma alcuni tra i file scaricati direttamente dal sito dell&#8217;Agenzia le date di salvataggio erano posteriori.</p>
<p>Cosa dovrebbero fare le procure, nell&#8217;ipotesi in cui volessero effettivamente bloccare la diffusione dei file nei circuiti peer to peer? Analizzare forensicamente gli <a title="Hash, wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hash" target="_blank">hash</a> dei file originali dell&#8217;Agenzia e paragonarli a quelli in circolo, e in caso di matching risalire agli ip di chi li sta condividendo. Ma ciò non basterebbe, perchè se anche il file è stato semplicemente rinominato, o modificato o cancellato un solo dato (lasciando così potenzialmente immutata l&#8217;offensività del resto del contenuti del file) l&#8217;hash cambia e tale controllo non è più possibile. E andrebbe rifatto manualmente confrontando i contenuti dei file. Non impossibile, ma un lavoraccio.</p>
<p>Posto che l&#8217;avviso del Garante ha l&#8217;ovvio e giustificato fine di limitare gli effetti deleteri di un danno ormai fatto a cui neppure un risarcimento forfetario può dare riparo (e i tempi non sono comunque maturi: gli effetti, specie individuali, potrebbero verificarsi in futuro) e consistente &#8211; soprattutto &#8211; nella diffusione di dati aggregati ordinati per comuni, rimane anche il problema dell&#8217;attività dei mezzi di informazione.</p>
<p>E&#8217; o non è coperto dal diritto di cronaca rendere noti quali file stanno ormai circolando e in che forma?</p>
<p>E se si, può il provvedimento del Garante prevalere su tale diritto?</p>
<p>In sintesi, l&#8217;illegittimità dell&#8217;attività dell&#8217;Agenzia delle entrate assume, con il mezzo telematico, una valenza duplice. Da un lato, infatti, ha propagato a macchia d&#8217;olio i file rendendo di fatto il fenomeno inarginabile. Dall&#8217;altro ha propagato a macchia d&#8217;olio l&#8217;illegittimità stessa, coinvolgendo nello stato soggettivo di esposizione a conseguenze di legge anche chi quei file li ha scaricati e che, per stare completamente al sicuro e non rispondere eventualmente per omissione di controllo, dovrebbe procedere a cancellarli. Un pò, se mi si consente la metafora e la si prende per quello che è (e cioè solo una metafora narrativa e non una equiparazione fra due diversi istituti giuridici), come i <a title="falso nummario" href="http://www.carabinieri.it/Internet/Editoria/Carabiniere/2006/06-Giugno/Militaria/024-00.htm" target="_blank">falsari</a> che distribuiscono <a title="banca dati banconote false" href="http://coordinamento.mininterno.it/servpub/ver2/Banconote/cerca_banco.htm" target="_blank">banconote false</a> e coinvolgono nel reato anche le persone che si trovano loro malgrado e incolpevolmente a maneggiare il denaro falso. Catene <a href="http://lanazione.quotidiano.net/firenze/2008/02/27/67853-reato_possedere_vecchie_lire_false.shtml" target="_blank">inconsapevoli</a> di una circolazione illegale e soggetti responsabili dal momento in cui sono coscienti della falsità della banconota e la mantengono in circolo.</p>
<p>Di certo quello che è successo è un memento importante che dovrà essere oggetto di studio tecnologico e giuridico e ben ponderato per evitare in futuro che l&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie da parte dello Stato porti a situazioni imbarazzanti come quella che è accaduta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'abbraccio tra Rete e quotidiano vissuto]]></title>
<link>http://bernyblog.wordpress.com/2008/04/15/labbraccio-tra-rete-e-quotidiano-vissuto/</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 14:32:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>berny</dc:creator>
<guid>http://bernyblog.wordpress.com/2008/04/15/labbraccio-tra-rete-e-quotidiano-vissuto/</guid>
<description><![CDATA[L’impatto di Internet sulla società ispira la partecipazione cooperativa sul territorio, senza strut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/04/15/01/200804150101"><img src="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/04/15/01/20080415010101.jpg" alt="Here comes everybody" align="left"></a>L’impatto di Internet sulla società ispira la partecipazione cooperativa sul territorio, senza strutture centralizzate o gerarchie tradizionali. È quanto sostiene Clay Shirky nel suo ultimo libro. Articolo-recensione del sottoscritto <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/04/15/01/200804150101">oggi su Apogeonline</a>, che si chiude così:</p>
<p>Le storie incluse in Here Comes Everybody riguardano, ben più che la tecnologia in quanto tale, quel che accade quando frotte di persone qualsiasi, i non geek, prendono in mano tecnologia ormai scontata («noiosa» la definisce Shirky), per integrarla nella propria vita quotidiana. Scoprendo che, ben utilizzata, la creatura Internet è sufficientemente flessibile e orizzontale da migliorare proprio tale quotidianità. Per molti una sorpresa non da poco, pur senza pretendere risposte assolute o aspettarsi comportamenti generalizzati.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Degradazione e didattica: Monti e Mazza su Repubblica e nuove perplessità]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2008/02/01/degradazione-e-didattica-monti-e-mazza-su-repubblica-e-nuove-perplessita/</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 01:58:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2008/02/01/degradazione-e-didattica-monti-e-mazza-su-repubblica-e-nuove-perplessita/</guid>
<description><![CDATA[Su Repubblica.it di ieri un articolo di Alessandro Longo con una breve botta e risposta tra Andrea M]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Su Repubblica.it di ieri un <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/diritti-web/legge-mp3/legge-mp3.html" target="_blank">articolo</a> di <a href="http://www.alongo.it/" target="_blank">Alessandro Longo</a> con una breve botta e risposta tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Monti" target="_blank">Andrea Monti,</a> avvocato e coautore di <a href="http://www.apogeonline.com/libri/88-7303-359-8/scheda" target="_blank">Spaghetti Hacker</a> ed Enzo Mazza, presidente della <a href="http://www.fimi.it/" target="_blank">FIMI</a>, sul <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&#38;leg=15&#38;id=283381HYPERLINK%20%22http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&#38;leg=15&#38;id=283381%22" target="_blank">nuovo comma</a> dell&#8217;articolo 70 della legge sul diritto d&#8217;autore per il quale è libero su Internet l&#8217;utilizzo di immagini e musiche, degradate o a bassa risoluzione, a fini didattici o scientifici.</p>
<p>Riprendo parte dell&#8217;intervista a Monti:</p>
<blockquote><p>&#8220;Chi l&#8217;ha scritto non si è reso conto che il termine &#8220;degradate&#8221; è tecnico, ha un significato ben preciso, che comprende anche gli mp3, a pieno titolo&#8221;, dice Monti. Come sanno tutti gli appassionati di musica su internet, infatti, gli mp3 sono una versione degradata (perché compressa) della musica originale. Dipende poi dal livello di compressione mp3 se questa degradazione è più o meno udibile dall&#8217;orecchio umano. Di conseguenza, il comma permetterà &#8220;di pubblicare mp3 coperti da copyright, senza autorizzazione dai detentori di diritto d&#8217;autore: su siti web o anche su server peer to peer, il mezzo non conta&#8221;.</p></blockquote>
<p>Replica Mazza:</p>
<blockquote><p>&#8220;La legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti. E per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori&#8221;.</p></blockquote>
<p>Sul nuovo comma l&#8217;ottimismo va usato con cautela (o &#8220;degradazione&#8221;): come ho scritto <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/01/10/19/200801101901" target="_blank">recentemente</a> per <a href="http://www.apogeonline.com">Apogeonline</a> i problemi interpretativi posti dal nuovo comma sono di non poco conto, a partire dall&#8217;utilizzazione del termine &#8220;immagine&#8221;, il cui significato in sè non si riferisce solo a quanto è immagine <i>ab origine</i> (ad esempio un quadro) ma ricomprende tutto ciò che può essere reso immagine (ad esempio una foto di una statua o di un&#8217;opera architettonica) e si confonde, quindi, con il concetto di <a href="http://www.interlex.it/Testi/l41_633.htm#13" target="_blank">riproduzione</a>.</p>
<p>Una &#8220;svista&#8221; anche questa o un&#8217;intenzionale estensione del &#8220;fair use&#8221; per la didattica e la scienza?<br />
I problemi dei file audio sono proprio quelli che evidenziano Monti e Mazza nell&#8217;articolo.</p>
<p>C&#8217;è l&#8217;incognita che l&#8217;mp3 (certamente rientrante nel concetto di &#8220;degradazione&#8221; per quello che ne sappiamo adesso, e cioè in attesa del decreto attuativo del comma) può avere un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Compressione_audio_digitale#Bitrate" target="_blank">bitrate</a> più o meno basso (la media qualità per la pubblicazione via ftp è di 128) e quindi, presumibilmente, il decreto indicherà sia il formato e la risoluzione delle immagini che il formato e il bitrate dei file audio. Sperando, per questi ultimi, che non si privi di efficacia il disposto del comma riducendo tutto ai midi (il cui livello qualitativo è praticamente quello delle suonerie per cellulari non polifoniche). Il mezzo di utilizzazione può non contare: a condizione che l&#8217;utilizzazione dell&#8217;opera sia contestualizzata in un ambito didattico o scientifico collegato a quell&#8217;opera, niente esclude che si utilizzi il simbolo del male in terra, e cioè un canale peer to peer.<br />
E c&#8217;è l&#8217;incognita dell&#8217;affermazione di Mazza che sostiene di conoscere già il testo del decreto e che l&#8217;applicazione dell&#8217;eccezione sarà limitata alle sole istituzioni accademiche riconosciute. Quest&#8217;ultima precisazione, qualora fosse vera, avrebbe una portata devastante perché riconoscerebbe solo a tali istituzioni la possibilità di utilizzare le risorse indicate a fini didattici e scientifici. Non si tratterebbe di un allargamento del fair use ma di una restrizione di libertà che prima erano presenti.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.interlex.it/Testi/l41_633.htm#70" target="_blank">articolo 70</a>, dal 1941 ad oggi, non è mai stato limitato alle sole istituzioni accademiche riconosciute. L&#8217;eccezione prevista, nel rispetto dell&#8217;utilizzazione di sole parti di opere e nel divieto di utilizzazioni commerciali, è valida per chiunque utilizzi opere tutelate a fini di critica, insegnamento, discussione, ricerca scientifica. In poche parole, in assenza di fini commerciali, chiunque può utilizzare nei contesti indicati dall&#8217;articolo brani o parti di opere. Di qualunque tipologia esse siano. Proprio Folena in risposta alle numerose critiche immediatamente successive all&#8217;emanazione del nuovo comma nel suo blog <a href="http://www.pietrofolena.net/blog/?p=292" target="_blank">specificava</a> che:</p>
<blockquote><p>&#8220;Se ho un <b>blog didattico, un sito scientifico</b>, a norma dell’articolo 70 non posso pubblicare opere coperte da altrui diritto d’autore, <b>per intero</b>. Ad esempio se ho un <b>sito didattico</b> sulla fotografia, non posso pubblicare un’opera di un grande fotografo come H.Newton né un file audio con una canzone di un cantante famoso, per esempio Vasco Rossi. Ma neppure la foto al microscopio di una cellula, se coperta da diritto d’autore.<br />
Con questa nuova norma, invece, previa definizione dei criteri da parte del ministero (noi avremmo voluto scriverli direttamente nella norma, ma abbiamo accettato una mediazione) <b>questo sarà possibile</b>. Ovviamente a certe condizioni (di qui la minore risoluzione o la degradazione) in modo tale che <b>non si entri in contrasto con l’utilizzazione economica dell’opera stessa</b>&#8220;.</p></blockquote>
<p>I grassetti sono miei, ma è evidente che nel pensiero di Folena l&#8217;eccezione riguarda le finalità dell&#8217;uso (didattico, scientifico e non commerciale) e non la qualifica dell&#8217;utilizzatore.</p>
<p>Proprio poichè è giustissimo prevedere che tutto il settore scolastico ed accademico debba godere delle massime tutele ed estensioni delle libertà già presenti, limitare l&#8217;eccezione ai soli enti che hanno una qualifica fa apparire la libertà costituzionale di fare didattica e ricerca scientifica, in assenza di concorrenza ai diritti di sfruttamento economico degli autori, una concessione ai soli enti autorizzati anzichè un diritto di tutti.</p>
<p>Fino a che non vedremo il decreto, comunque, sono tutte supposizioni, ma dopo tante discussioni un pò d&#8217;ironia è d&#8217;obbligo: se è vero che il testo del decreto già esiste sarebbe bello, a questo punto, che circolasse illegalmente nei circuiti peer to peer prima che nella Gazzetta Ufficiale.<br />
Più 2.0 di così.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le novità per il 2008]]></title>
<link>http://sonialombardo.wordpress.com/2008/01/23/le-novita-per-il-2008/</link>
<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 15:58:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonialombardo</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Intervista di Marco Pratellesi, direttore del Corriere.it, rilasciata ad Apogeonline Come si concil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> Intervista di Marco <span>Pratellesi, direttore del Corriere.it, rilasciata ad <a href="http://www.apogeonline.it">Apogeonline</a></span></p>
<p><span><strong>Come si concilieranno le redazioni tradizionali con quelle online?</strong></span><span>Il modello è mantenere le redazioni divise, ma farle comunicare molto. In questi giorni, con le primarie americane, gli inviati del Corriere stanno proponendo questo modello unito e separato in modo esemplare, procedendo a scrivere il pezzo più urgente per il web e producendo con più calma gli articoli più riflessivi destinati alla carta. Coordinandosi con entrambe le redazioni e sapendo di volta in volta passare dallo stile del web a quello della carta.</span><span> <!--more--><strong>Cambierà il lettore nel 2008?</strong></p>
<p>E&#8217; già cambiato il lettore e si è creato un nuovo pubblico, in maniera molto analoga a quanto successe con l&#8217;avvento della radio. Questo nuovo pubblico, nato con il web e prevalentemente costituito da giovani, ha interiorizzato le caratteristiche intrinseche del modello di informazione online. La sfida del giornale del 2008 è riuscire a trasferire questa nuova tipologia di lettori anche sulla carta. Il 2008 continuerà a essere anche l&#8217;anno dell&#8217;informazione dal basso e del contributo dei lettori e le redazioni, anche cartacee, devono aprirsi a questa logica.</p>
<p><strong>Si avvererà nel 2008 la profezia di Negroponte di un giornale personalizzato?</strong></p>
<p>A questo punto non ci credo più al MyJournal. Uno dei fattori che stimola il lettore nel seguire le news e gli approfondimenti è soprattutto quello di intercettare lo scoop, la novità inaspettata, l&#8217;effetto sorpresa dell&#8217;informazione. Oltre la curiosità di seguire i filoni di interesse personale esiste dunque un&#8217;aspettativa in questa direzione che con il giornale confezionato ad hoc si perderebbe.</p>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la fine di Netscape]]></title>
<link>http://webzapping.wordpress.com/2008/01/10/la-fine-di-netscape/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 12:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>webzapping</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che notizia! Mi fa sentire un pò e-anziana.  Si parla di vecchi tempi ormai, ovvero quando Virgilio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Che notizia! Mi fa sentire un pò e-anziana.  Si parla di vecchi tempi ormai, ovvero quando Virgilio era Virgilio e quando il browser era Netscape e c&#8217;era Web Marketing Tools</p>
<p>bell&#8217;articolo di Venturini</p>
<p> <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/01/08/01/200801080101">http://www.apogeonline.com/webzine/2008/01/08/01/200801080101</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Second Law]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/12/10/second-law/</link>
<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 17:50:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/12/10/second-law/</guid>
<description><![CDATA[Come accennavo nel post precedente, ultimamente mi sto divertendo molto ad esplorare Second Life. Ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come accennavo nel post precedente, ultimamente mi sto divertendo molto ad esplorare Second Life. Nelle ultime due settimane ho iniziato finalmente a sperimentare il mezzo, a conoscere persone, e ad analizzare i diversi aspetti giuridici che sono collegati ai mondi metaforici.</p>
<p>Ho scritto per <a href="http://www.apogeonline.com/" title="Apogeo" target="_blank">Apogeo</a> &#8220;<a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/12/10/19/200712101901" title="Second Law, Apogeonline" target="_blank">Second Law, la legge nei mondi metaforici</a>&#8220;, un pezzo dove faccio una breve panoramica di alcune tra le diverse questioni giuridiche relative a Second Life che mi hanno colpita, in particolare la questione dei crimini virtuali, il funzionamento delle regole su privacy, anonimato e riservatezza, la tutela della proprietà intellettuale e l&#8217;autoregolamentezione.</p>
<p>In America c&#8217;è ampia letteratura ma in Italia non c&#8217;è ancora attenzione sull&#8217;argomento.</p>
<p>Riparlerò qui nei prossimi giorni, più in dettaglio di ognuno di questi aspetti.</p>
<p>Quello che mi ha colpito maggiormente è che mai come nelle realtà virtuali il codice è legge (<em>the code is the law</em>, come direbbe <a href="http://www.lessig.org/content/standard/0,1902,4165,00.html" title="The Code is the Law" target="_blank">Lessig</a>), ovvero che le caratteristiche software di un programma possono essere al tempo stesso un <em>enforcement</em> e un annullamento di alcune norme di legge. E&#8217; un concetto che mi affascina tantissimo e su cui voglio sperimentare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inaspettati ritorni]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/12/05/inaspettati-ritorni/</link>
<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 19:49:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/12/05/inaspettati-ritorni/</guid>
<description><![CDATA[Dopo lunga assenza riprovo a prendere l&#8217;abitudine a riscrivere su questo blog. L&#8217;unica a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo lunga assenza riprovo a prendere l&#8217;abitudine a riscrivere su questo blog. L&#8217;unica attività di aggiornamento che riesco a mantenere, in effetti, è il mio <a href="http://elvira.tumblr.com/" title="Elvira's tumblelog" target="_blank">tumblr</a>, ma non posso predicare bene e razzolare male, e cioè raccomandare a tutti quelli che incontro di provare l&#8217;esperienza di avere una finestra sul web alla quale affacciarsi per dire la propria e poi astenermi io per prima dal farlo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Col pensiero, comunque, non ho mai smesso di bloggare ed è una magra consolazione, ma sincera.</p>
<p>Partiamo dalle novità: dal 15 ottobre <a href="http://www.bookcafe.net/blog/unacademy/join.cfm" title="UnAcademy" target="_blank">UnAcademy</a> ha fatto il <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=732" title="coming out" target="_blank">coming out</a> ufficiale. Si tratta dell&#8217;Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale, un progetto ideato da <a href="http://www.bookcafe.net/blog/" title="gg" target="_blank">Giuseppe Granieri</a> che ha <a href="http://slurl.com/secondlife/Genesi%20Italia/95/202/23" title="Slurl UA" target="_blank">sede e vita</a> in <a href="http://secondlife.com/" title="SL" target="_blank">Second Life</a>. Il progetto, che vi consiglio di tenere d&#8217;occhio attraverso il <a href="http://www.bookcafe.net/blog/unacademy/join.cfm" title="UA" target="_blank">blog ufficiale</a> e, perché no, venendo a fare un giro in <a href="http://slurl.com/secondlife/Genesi%20Italia/95/202/23" title="UA slurl" target="_blank">Second Life</a>, vede Uncorsi, Unconferences, cacce al tesoro ed esperimenti vari.</p>
<p>Vi parlerò in un post specifico del corso che ho tenuto, &#8220;Il diritto d&#8217;autore ad uso dei blogger&#8221;, per condividere per quanto possibile l&#8217;esperienza dal mio punto di vista (il corso è terminato il 21 novembre ma, per impegni di lavoro e pigrizia irrefragabile peggio del giudicato, l&#8217;intenzione di scriverne è stata rimossa fino adesso). Ma colgo l&#8217;occasione per segnalare, fra i prossimi appuntamenti, la <a href="http://blogosphere.typepad.com/blog/2007/11/stefano-rodot-a.html" title="Rodotà UA" target="_blank">UnConference</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rodot%C3%A0" target="_blank">Stefano Rodotà</a>, ex Presidente dell&#8217;autorità Garante per la protezione dei dati personali sulla <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/rodota-web/rodota-web/rodota-web.html" target="_blank">Internet Bill of Rights</a> il 10 dicembre prossimo, e la <a href="http://blogosphere.typepad.com/blog/2007/12/barconference-i.html" title="Barconference" target="_blank">Barconference</a> organizzata da <a href="http://www.gaspartorriero.it/blogger.html" target="_blank">Gaspar Torriero</a> e <a href="http://treviso.typepad.com/" title="cfdp" target="_blank">Carlo Felice Dalla Pasqua</a> sul &#8220;Futuro dei giornali&#8221;.</p>
<p>Finisco il post &#8220;calderone&#8221; segnalandovi anche un <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/10/26/19/200710261901" title="Si fa presto a dire attività editoriale" target="_blank">mio articolo</a> per <a href="http://www.apogeonline.com" title="Apogeonline" target="_blank">Apogeonline</a> sul ddl per la riforma delle regole del settore editoriale che il mese scorso ha suscitato una inaudita reazione di massa dell&#8217;intera blogosfera.</p>
<p>Molte le altre novità accadute nel frattempo sul versante del diritto d&#8217;autore e delle libertà digitali, ma sul latte versato (e i post non scritti) non si piange.</p>
<p>Monito per il futuro, e nodo al fazzoletto per me: invece di recuperare il passato mi attrezzerò con più costanza per il futuro <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le transazioni bonarie di Peppermint]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/05/30/le-transazioni-bonarie-di-peppermint/</link>
<pubDate>Tue, 29 May 2007 23:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/05/30/le-transazioni-bonarie-di-peppermint/</guid>
<description><![CDATA[Segnalo su Apogeonline il mio articolo sul caso dei 3.636 utenti italiani di reti peer to peer desti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Segnalo su <a href="http://www.apogeonline.com" title="Apogeonline" target="_blank">Apogeonline</a> il <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/05/28/19/200705281901" title="Le transazioni bonarie di Peppermint" target="_blank">mio articolo</a> sul caso dei 3.636 utenti italiani di reti peer to peer destinatari di richieste di risarcimento da parte della casa discografica tedesca Peppermint.</p>
<p>Le cosidette &#8220;peer to peer lawsuits&#8221; sono ormai una latest fashion, non solo infatti le raccomandate sono state inviate ad utenti italiani, ma anche francesi, tedeschi ed inglesi mentre negli Stati Uniti, dove tali azioni sono una prassi consolidata, la RIIA ha predisposto un &#8220;comodo&#8221; sito ad hoc per le conciliazioni online. La vicenda è sicuramente destinata ad avere risvolti, che seguiremo in questi giorni.</p>
<p>Link: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/05/28/19/200705281901" title="Le trasanzioni bonarie di Peppermint" target="_blank">Le transazioni bonarie di Peppermint</a>, su <a href="http://www.apogeonline.com" title="Apogeonline" target="_blank">Apogeonline</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista su Apogeonline.]]></title>
<link>http://techandroses.wordpress.com/2007/05/21/intervista-su-apogeonline/</link>
<pubDate>Mon, 21 May 2007 11:37:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>tiix</dc:creator>
<guid>http://techandroses.wordpress.com/2007/05/21/intervista-su-apogeonline/</guid>
<description><![CDATA[Pubblicata oggi su Apogeonline un&#8217;intervista relativa al progetto www.segnaloItalia.it, di cui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pubblicata oggi su Apogeonline un&#8217;<a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/05/21/19/200705211901">intervista </a>relativa al progetto <a href="http://www.segnaloitalia.it">www.segnaloItalia.it</a>, di cui avevo raccontato <a href="http://http://techandroses.wordpress.com/2007/05/03/segnaloitalia-turismo-20-e-valorizzazione-del-territorio/">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ipred 2, che cosa cambia?]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/05/06/ipred-2-che-cosa-cambia/</link>
<pubDate>Sun, 06 May 2007 17:49:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/05/06/ipred-2-che-cosa-cambia/</guid>
<description><![CDATA[Molto discussa perché severa e restrittiva, ma al tempo stesso ragionevole riguardo all&#8217;uso in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Molto discussa perché severa e restrittiva, ma al tempo stesso ragionevole riguardo all&#8217;uso individuale non animato da scopo di lucro. Ecco le caratteristiche della direttiva con cui il Parlamento europeo si propone di armonizzare la tutela della proprietà intellettuale negli Stati membri.</p>
<p>Link: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/05/02/19/200705021901" target="_blank">Ipred 2, che cosa cambia</a> su <a href="http://www.apogeonline.com" target="_blank">Apogeonline</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il diritto d'autore nella didattica online]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/03/03/il-diritto-dautore-nella-didattica-online/</link>
<pubDate>Sat, 03 Mar 2007 17:42:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/03/03/il-diritto-dautore-nella-didattica-online/</guid>
<description><![CDATA[È giusto pagare i diritti d’autore su opere pubblicate sulla Rete per finalità eminentemente didatti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>È giusto pagare i diritti d’autore su opere pubblicate sulla Rete per finalità eminentemente didattiche? Quando vale l’eccezione per uso didattico? Il caso del professore di Cesena, la posizione della Siae, i problemi più vasti dell’e-learning che verrà.</p>
<p>Link: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/03/02/19/200703021901" target="_blank">Il diritto d&#8217;autore nella didattica online</a> su <a href="http://www.apogeonline.com" target="_blank">Apogeonline</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Delitti in cerca d’autore]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/01/26/delitti-in-cerca-d%e2%80%99autore/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 17:37:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/01/26/delitti-in-cerca-d%e2%80%99autore/</guid>
<description><![CDATA[Chiarita l&#8217;interpretazione, è ormai evidente che la Cassazione non ha affatto sdoganato la pir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Chiarita l&#8217;interpretazione, è ormai evidente che la Cassazione non ha affatto sdoganato la pirateria e che la legge a cui si riferisce la sentenza non è nemmeno quella attualmente in vigore. Ma il caso degli studenti del Politecnico di Torino ha altre implicazioni interessanti: si può sostenere il reato di ricettazione in mancanza di prova dell&#8217;illecito?</p>
<p>Link:  <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/01/25/19/200701251901" target="_blank">Delitti in cerca d&#8217;autore</a>  su <a href="http://www.apogenline.com" target="_blank">Apogeonline</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il decreto Gentiloni, aspetti tecnici]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2007/01/05/il-decreto-gentiloni-aspetti-tecnici/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 12:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2007/01/05/il-decreto-gentiloni-aspetti-tecnici/</guid>
<description><![CDATA[Il 2 Gennaio 2007 il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni firma un decreto interministeriale]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il 2 Gennaio 2007 il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni firma un decreto interministeriale contro la pornografia infantile. Il decreto, che attua leggi precedenti sul tema, come elemento originale (oltre a a ribadire l&#8217;attività di un Centro per la raccolta e il coordinamento delle segnalazioni di siti pedopornografici) specifica gli obblighi a carico degli Internet Service Provider per contrastare la diffusione dei contenuti di pornografia infantile. Su apogeonline un mio approfondimento con considerazioni e perplessità.</p>
<p>Link: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/01/05/01/20070105011281" title="Il Decreto Gentiloni, un'analisi tecnica" target="_blank">Il Decreto Gentiloni, un analisi sugli aspetti legali</a>, su Apogeonline</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Google e la diffamazione]]></title>
<link>http://elvlog.wordpress.com/2006/11/30/google-e-la-diffamazione/</link>
<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 12:33:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Elvira Berlingieri</dc:creator>
<guid>http://elvlog.wordpress.com/2006/11/30/google-e-la-diffamazione/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; on line un mio approfondimento su Apogeonline, sul caso della denuncia per diffamazione agg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; on line un mio approfondimento su Apogeonline, sul caso della denuncia per diffamazione aggravata a Google da parte dell&#8217;associazione Vividown, a seguito del caso di bullismo in una scuola di Torino.</p>
<p>Link: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2006/11/29/19/20061129191158" title="Google, il video dei bulli e la diffamazione" target="_blank">Google, il video dei bulli e la diffamazione</a>, su apogeonline.com</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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