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	<title>appello &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/appello/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "appello"</description>
	<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 01:00:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Le stagioni dell'arte]]></title>
<link>http://essentialart.wordpress.com/2009/12/04/le-stagioni-dellarte/</link>
<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:01:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>silviared</dc:creator>
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<description><![CDATA[La territorialità dell&#8217;arte, i luoghi in cui si possono fruire le opere, le persone che posson]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La territorialità dell&#8217;arte, i luoghi in cui si possono fruire le opere, le persone che possono fare avvicinare il pubblico agli artisti e gli artisti al diritto al lavoro sono soltanto alcuni tra i temi che si sono auspicati di portare alla luce i firmatari dell&#8217;appello di ottobre alla Presidenza della Repubblica. Una richiesta al Presidente Giorgio Napolitano per sottolineare la necessità di aprire un dibattito in merito alle politiche culturali in un paese come l&#8217;Italia che ha bisogno, più di altri, di pensare la cultura come strumento di democrazia, come patrimonio collettivo, in particolare per le nuove generazioni. A firmare sono stati i cittadini, gli esponenti attivi nel campo artistico e gli studenti. La risposta è stata quella di un impegno a realizzare le richieste di centinaia di artisti e giovani che vorrebbero vedere riconosciuto il diritto a lavorare per la cultura. Il dibattito che vorrebbe essere aperto è quello che riguarda il modo di far risplendere l&#8217;arte in un&#8217;Italia da sempre considerata il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;Europa per l&#8217;arte e la crescita culturale democratica.</p>
<p>Nei siti web che impazzano in questi ultimi anni si presentano opere come se fossero quelle l&#8217;oggetto della fruibilità. Per quali motivi un apprezzato artista contemporaneo è costretto a rinunciare alla sua presenza sulla scena per affidarsi alla virtualità? Dove risiede oggi l&#8217;etica della comunicazione artistica, mentre la lettera amorfa della rete condanna ai rapporti con autori automi, molto più automatici e androidi che artisti nella loro complessità? Un sito che parli di arte figurativa, della classica e ormai soppressa pittura a mano libera, che voglia privilegiare il lavoro assiduo di un formatore di figure che hanno una tattilità, un corpo solido e inimitabile, un&#8217;aura, cosa può dare allo spettatore rispetto a ciò che una tela può offrire in una galleria alla presenza dell&#8217;artista? La retorica della fede nella mostra impressionistica con i cavalletti sporchi di oli e densi di un odore a volte nauseante non minaccia la galleria on-line che si fregia della sua presenza liminare.</p>
<p>Al di sotto della fragilità liberata dalle note della presa di posizione tradizionalista risiede una situazione duplice che riequilibria la caducità della forza empatica del quadro visto dallo spettatore. Senza un visionario che osservi la sedimentazione della fibra vicina al suo sguardo l&#8217;opera non può darsi. La lingua del silenzio non ha spazi comunicativi e la poetica della figura è un dialogo continuo e incessante con la distrazione che dalla parola dell&#8217;artista arrivi alla parola dello spettatore. Due forme di chiarezza, quella della forma dell&#8217;opera e quella dell&#8217;interpretazione del pubblico che vi dà senso, sono alla base della lingua della pittura. Come molti critici tra cui Maurice Blanchot e Emilio Garroni hanno sottolineato, non esiste un&#8217;interpretazione al di fuori del linguaggio stesso della forma matura dell&#8217;opera che si presenti nuda agli occhi della mente umana. Nessuno è al di fuori della complessità sostanziale della figurabilità del senso poetico, neanche se a essere messo in discussione è un oggetto tridimensionale. L&#8217;icona sterile non è quella della tela colorata, ma è il segno privato della sua plurivocità, quindi simile a quella fotografia non palpabile che scorre davanti agli occhi mentre il mouse dissolve l&#8217;immagine della memoria.</p>
<p>Il movimento onrico dell&#8217;opera figurativa, del sogno senza rapporto con il teatro della vita nella veglia, fino al ricongiungimento con la decostruzione dell&#8217;immaginazione trova in quella circolarità una formazione che ha tante dimensioni quante sono le persone che rendono significativa la ricezione. Lo spazio che andrebbe aperto sarebbe quello reale di luoghi dedicati a chi vorrebbe poter vivere per l&#8217;arte come forma culturale: potrebbe rendere il nostro paese luogo di scambio e di apertura all&#8217;attenzione vigile e istruttiva dell&#8217;arte.</p>
<p>Silvia Redente</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niente favori alle mafie]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/29/niente-favori-alle-mafie/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
<guid>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/29/niente-favori-alle-mafie/</guid>
<description><![CDATA[Ricevo da Sergio Cannavò (grande amico, ma qui nelle vesti ufficiali di Vicepresidente Legambiente L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/no_favori_mafie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2225" title="no_favori_mafie" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/no_favori_mafie.jpg" alt="" width="261" height="118" /></a>Ricevo da Sergio Cannavò (grande amico, ma qui nelle vesti ufficiali di Vicepresidente <a href="http://www.legambiente.org">Legambiente Lombardia</a> e co-presidente nazionale Centri di Azione Giuridica) e volentieri pubblico, anche nell’ottica di aprire il blog a contributi esterni, come annunciavo <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/24/sperimentiamo-strade-nuove/">qualche post fa</a>.</p>
<p><span style="color:#008000;">In questi giorni sono in discussione in Parlamento due scellerati provvedimenti, contro cui si stanno mobilitando cittadini, associazioni ed esponenti della società civile.</span></p>
<p><span style="color:#008000;">Il primo è la modifica della legge 109/96, che permetterebbe la vendita dei beni confiscati alle mafie, con il rischio che questi ritornino nella disponibilità delle organizzazioni criminali, contro il quale anche <strong>Vittorio Cogliati Dezza</strong> ha firmato &#8211; tra i primi &#8211; l&#8217;appello promosso da <strong>LIBERA</strong>.</span></p>
<p><span style="color:#008000;">Il secondo è quello sul c.d. &#8220;processo breve&#8221;, fortemente voluto dal Governo e dal Presidente del Consiglio, che rischia di &#8220;far scomparire&#8221; un gran numero di processi, anche per reati gravi, compresi quelli per violazioni ambientali, inquinamento, deturpazione del territorio e del paesaggio e che certo non risolverebbe i mali del sistema giudiziario italiano. Contro questa proposta <strong>Roberto Saviano</strong> ha promosso un appello perché venga ritirato il provvedimento.</span></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">FIRMIAMO I 2 APPELLI PER DARE SOSTANZA AL NOSTRO IMPEGNO CONTRO LE ECOMAFIE E  LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, PER SOCIETÀ PIÙ GIUSTA E SOLIDALE.</span></strong></p>
<p><strong>NIENTE REGALI ALLE MAFIE</strong></p>
<p>Venerdì 13 Novembre il Senato ha approvato, all&#8217;interno della legge finanziaria per il 2010, un emendamento che <strong>modifica la &#8220;legge Rognoni-La Torre&#8221; </strong>sulla confisca dei beni ai mafiosi. Grazie a questo emendamento sarà possibile<strong> la vendita dei beni confiscati</strong>, una modifica sostanziale rispetto ai principi della legge 109/96 che permette oggi il riutilizzo sociale. Più di dieci anni fa insieme a LIBERA e alle associazioni della sua rete è stato raccolto un milione di firme che spinsero la legge 109/96 verso un approvazione all&#8217;unanimità, affermando il principio che le &#8220;mafie restituiscono il maltolto&#8221;, grazie ad un riutilizzo sociale che divenisse il motore per il riscatto sia economico che sociale dei territori</p>
<p>Con l&#8217;emendamento proposto si mette seriamente a rischio questa possibilità. Svendendo i beni confiscati non si fa altro che favorire i clan, che potrebbero riacquistare i beni tramite prestanomi e riciclando soldi sporchi. E&#8217; importante una forte mobilitazione dell&#8217;associazionismo, della società civile e di tutto il mondo dell&#8217;antimafia sociale. Il disegno di legge si appresta ad arrivare alla Camera per l&#8217;approvazione definitiva, urge attivarsi affinché il Parlamento ritiri questo emendamento e dia applicazione alla norma che prevede la confisca dei beni anche per i reati di corruzione.</p>
<p><strong>E&#8217; già online l&#8217;appello per il ritiro dell&#8217;emendamento che vi preghiamo di diffondere il più possibile per farlo firmare. Basta entrare <a href="http://www.libera.it">sul sito di Libera</a></strong> (www.libera.it) <strong>e firmare</strong>.</p>
<p>Questa operazione è concentrata da qui agli inizi di dicembre, quando si discuterà l&#8217;emendamento sulla vendita dei beni confiscati.</p>
<p>Grazie a tutti, diffondete l&#8217;appello da firmare il più possibile e mettiamoci in movimento!!</p>
<p><strong>FERMARE LA NORMA SUL C.D. &#8220;PROCESSO BREVE&#8221;</strong></p>
<p>La norma sul c.d. &#8220;processo breve&#8221; rischia anche di diventare l&#8217;ennesima scure che andrà ad abbattersi sulle inchieste e i processi penali contro inquinatori, ecomafiosi, speculatori edilizi, vanificando le aspettative di cittadini, associazioni, comitati che si battono per la tutela dell&#8217;ambiente e per il ripristino e la bonifica delle aree sottoposte a questi scempi.</p>
<p>Nei giorni scorsi <strong>Roberto Saviano</strong> ha lanciato un appello affinché venga ritirato tale provvedimento, ecco il testo:</p>
<p><em>SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul &#8220;processo breve&#8221; e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Con il &#8220;processo breve&#8221; saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l&#8217;unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.</em></p>
<p>Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà  più speranze di giustizia.</p>
<p><em>ROBERTO SAVIANO</em></p>
<p>Per firmare <a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391117">clicca qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niente regali alle mafie...appello di libera]]></title>
<link>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/11/28/niente-regali-alle-mafie-appello-di-libera/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:28:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudia</dc:creator>
<guid>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/11/28/niente-regali-alle-mafie-appello-di-libera/</guid>
<description><![CDATA[Firma l&#8217;appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra Tredici anni fa,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/cattura3.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-924" title="appello libera" src="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/cattura3.gif" alt="" width="512" height="223" /></a></p>
<h4><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780" target="_blank">Firma l&#8217;appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra</a></h4>
<p>Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.</p>
<h5><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">www.libera.it</a></h5>
<h4>una proposta per Natale da <a href="http://www.liberaterra.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">www.liberaterra.it</a></h4>
<h3><a href="http://www.liberaterra.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/133" target="_blank">Il paniere di Libera Terra dai terreni confiscati alle mafie</a><a href="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/cattura4.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-928" title="libera terra" src="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/cattura4.gif?w=148" alt="" width="148" height="150" /></a></h3>
<p>Anche quest&#8217;anno a Natale puoi decidere di sostenere le cooperative di LIbera Terra che lavorano sui terreni confiscati alle mafie.</p>
<p>Il tuo contributo sarà un gesto concreto per rafforzare un&#8217;economia giusta e legale.<br />
Il progetto che si potrà sotenere quest&#8217;anno è quello per la costituzione di una nuova cooperativa nei territori di <strong>Belpasso, Lentini e Ramacca in provincia di Catania e Siracusa, sui beni confiscati a Cosa Nostra.</strong></p>
<p>In occasione del Natale vi offiramo una proposta originale che coniuga la qualità dei prodotti alla volontà di fare la propria parte per costruire un Paese libero da tutte le mafie.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La carta dei cento per il libero Wi-fi]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/26/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:22:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/26/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/</guid>
<description><![CDATA[Dopo Wi-fight! si moltiplicano le iniziative contro la proroga del decreto Pisanu. E così, mentre il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo <a href="http://wifight.wordpress.com/" target="_blank">Wi-fight!</a> si moltiplicano le iniziative contro la proroga del decreto Pisanu. E così, mentre il viceministro delle Comunicazioni <a href="http://www.alongo.it/?p=794" target="_blank">ammette</a> candidamente di non essere a conoscenza del problema del wi-fi nel nostro paese, domani l&#8217;Espresso dedicherà uno speciale sul tema (sperando che una copia al ministero arrivi) a supporto della proposta di legge bipartisan Cassinelli-Concia. All&#8217;articolo è associato un <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/26/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/" target="_blank">appello</a> con cento firmatari:</p>
<p><em>Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore. </em></p>
<p><em>Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .</em></p>
<p><em>Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.</em></p>
<p><em>Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.</em></p>
<p><em>Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.</em></p>
<p><em>Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.</em></p>
<p><em>Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.</em></p>
<p><em>Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.</em></p>
<p><em>Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.</em></p>
<p><em>Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.</em></p>
<p><strong>FIRMATARI<!--more--></strong></p>
<p>Alberto Abruzzese, docente universitario</p>
<p>Paolo Ainio, ceo Banzai</p>
<p>Paolo Basilico, ceo Kairos</p>
<p>Paolo Barberis, presidente Dada</p>
<p>Elvira Berlingieri, giurista</p>
<p>Giovanni Boccia Artieri, docente universitario</p>
<p>Raffaele Bianco, consigliere comunale e blogger</p>
<p>Antonio Boccuzzi, parlamentare</p>
<p>Stefano Bonaga, docente universitario</p>
<p>Roberto Bonzio, giornalista e blogger</p>
<p>Dino Bortolotto, Assoprovider</p>
<p>Mercedes Bresso, presidente Regione Piemonte</p>
<p>Giulia Caira, artista</p>
<p>Giovanni Calia, docente universitario, Supervisor New Media</p>
<p>Alessandro Campi, docente universitario</p>
<p>Luisa Capelli, editrice</p>
<p>Marco Cappato, presidente Agorà Digitale</p>
<p>Roberto Casati, filosofo e docente CNRS Parigi</p>
<p>Marco Cavina, docente universitario</p>
<p>Giuseppe Civati, consigliere regionale e  blogger</p>
<p>Gianluca Comin, presidente Federazione Relazioni Pubbliche italiana</p>
<p>Luca Conti, consulente e giornalista</p>
<p>Davide Corritore, vicepresidente Consiglio Comunale di Milano</p>
<p>Carlo Felice Dalla Pasqua, giornalista e blogger</p>
<p>Mafe De Baggis, consulente Web</p>
<p>Derrick De Kerkhove, docente universitario</p>
<p>Juan Carlos De Martin, docente universitario</p>
<p>Gianluca Dettori, imprenditore Web</p>
<p>Lorenzo Diana, Fondazione Caponnetto</p>
<p>Arturo Di Corinto, saggista e ricercatore</p>
<p>Alberto D’Ottavi, docente e blogger</p>
<p>Stefano Esposito, parlamentare</p>
<p>Alberto Fedel, ceo Newton Management Innovation</p>
<p>Mario Fezzi, avvocato</p>
<p>Franco Fileni, docente universitario</p>
<p>Ricky Filosa, direttore <a title="http://Italiachiamaitalia. " href="http://italiachiamaitalia.net/" target="_blank">Italiachiamaitalia.net</a></p>
<p>Paolo Gentiloni, parlamentare</p>
<p>Marco Ghezzi, editore</p>
<p>Alessandro Gilioli, giornalista e blogger</p>
<p>Giorgio Gori, imprenditore</p>
<p>Giuseppe Granieri, saggista</p>
<p>Matteo Ulrico Hoepli, editore</p>
<p>Alessio Jacona, giornalista e blogger</p>
<p>Giorgio Jannis, progettista sociale e blogger</p>
<p>Manuela Kron, manager Nestlè</p>
<p>Daniela Lepore, urbanista, docente e blogger</p>
<p>Gad Lerner, giornalista</p>
<p>Alessandro Longo, giornalista e blogger</p>
<p>Francesco Loriga, Responsabile provincia WiFi – Provincia di Roma</p>
<p>Riccardo Luna, direttore Wired Italia</p>
<p>Sergio Maistrello, giornalista e blogger</p>
<p>Fabio Malagnino, giornalista e blogger</p>
<p>Massimo Mantellini, blogger</p>
<p>Alberto Marinelli, docente universitario</p>
<p>Ignazio Marino, parlamentare</p>
<p>Giacomo Marramao, filosofo, saggista e docente universitario</p>
<p>Carlo Massarini, conduttore radiotelevisivo</p>
<p>Marco Massarotto, consulente di comunicazione</p>
<p>Maria Grazia Mattei, MGM Digital Communication.</p>
<p>Giampiero Meani, St Microelectronics</p>
<p>Fabio Mini, generale ed ex vicecomandante Nato</p>
<p>Antonio Misiani, parlamentare e blogger</p>
<p>Marco Montemagno, imprenditore Web e conduttore Sky</p>
<p>Andrea Nativi, giornalista esperto di questioni militari</p>
<p>Riccardo Neri, produttore cinematografico</p>
<p>Luca Nicotra, Segretario Agorà Digitale</p>
<p>Gloria Origgi, docente CNRS Parigi</p>
<p>Marco Pancini, Google Italia</p>
<p>Lorenza Parisi, ricercatrice universitaria e blogger</p>
<p>Vittorio Pasteris, Giornalista</p>
<p>Piergiorgio Paterlini, scrittore</p>
<p>Matteo Penzo, cofounder Frontiers of Interaction</p>
<p>Gian Paolo Piazza, presidente Sunrise Advertising, responsabile settore informazione Legacoop Piemonte</p>
<p>Marco Pierani, Altroconsumo</p>
<p>Roberto Placido, vicepresidente del consiglio regionale del piemonte e blogger</p>
<p>Marco Revelli, storico e politologo</p>
<p>Stefano Rocco, Wired.it</p>
<p>Stefano Rodotà, giurista</p>
<p>Andrea Romano, direttore Fondazione Italia Futura</p>
<p>Gino Roncaglia, docente universitario</p>
<p>Massimo Russo, direttore di Kataweb</p>
<p>Claudio Sabelli Fioretti, giornalista e blogger</p>
<p>Francesco Sacco, docente universitario</p>
<p>Marcello Saponaro, consigliere regionale e blogger</p>
<p>Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e blogger</p>
<p>Sergio Scalpelli, dirigente d’azienda</p>
<p>Tiziano Scarpa, scrittore</p>
<p>Guido Scorza, docente universitario, presidente Istituto politiche dell’innovazione</p>
<p>Antonio Sofi, giornalista e blogger</p>
<p>Luca Sofri, giornalista e blogger</p>
<p>Elena Stancanelli, scrittrice</p>
<p>Tommaso Tessarolo, direttore Current tv</p>
<p>Eva Teruzzi, direttore innovazione Fiera Milano</p>
<p>Irene Tinagli, docente universitaria</p>
<p>Antonio Tombolini, imprenditore</p>
<p>Andrea Toso, newmedia project manager</p>
<p>Antonio Tursi, saggista e docente universitario</p>
<p>Paolo Valdemarin, imprenditore</p>
<p>Gianni Vattimo, docente universitario</p>
<p>Andrea Verde, collaboratore fondazione Farefuturo</p>
<p>Giancarlo Vergori, manager</p>
<p>Michele Vianello, direttore del Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia</p>
<p>Luigi Vimercati, parlamentare</p>
<p>Vincenzo Vita, parlamentare</p>
<p>Vittorio Zambardino, giornalista e blogger</p>
<p>Giovanni Zanolin, assessore Pordenone</p>
<p>Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara</p>
<p>Giovanna Zucconi, giornalista e autrice</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No alla vendita dei beni confiscati alla mafia]]></title>
<link>http://puntogtorino.wordpress.com/2009/11/25/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati-alla-mafia/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 07:50:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torino Youth Centre</dc:creator>
<guid>http://puntogtorino.wordpress.com/2009/11/25/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati-alla-mafia/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Arci Torino Mer, 25/11/2009 &#8211; 03:13 da grumbi Firma l&#8217;appello: Niente regali alle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: Arci Torino</p>
<p>Mer, 25/11/2009 &#8211; 03:13 da grumbi<br />
Firma l&#8217;appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra</p>
<p><a href="http://puntogtorino.wordpress.com/files/2009/11/niente_regali_preview.jpg"><img src="http://puntogtorino.wordpress.com/files/2009/11/niente_regali_preview.jpg" alt="" title="niente_regali_preview" width="300" height="136" class="alignleft size-full wp-image-65" /></a>Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.</p>
<p>Oggi quell &#8216;impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E&#8217; facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all&#8217;intervento dello Stato.</p>
<p>La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.</p>
<p>Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l&#8217;emendamento sulla vendita dei beni confiscati. <!--more--><br />
Si rafforzi, piuttosto, l&#8217;azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S&#8217;introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un&#8217;Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti &#8220;cosa nostra&#8221;</p>
<p>don Luigi Ciotti<br />
presidente di Libera e Gruppo Abele</p>
<p>Tra i primi firmatari:  Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico &#8211; Paolo Beni, presidente Arci &#8211; Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente &#8211; Andrea Olivero, presidente ACLI &#8211; Guglielmo Epifani, segretario CGIL &#8211; Raffaele Bonanni, segretario generale CISL &#8211; Luigi Angeletti, segretario UIL &#8211; Francesco Miano, presidente Azione Cattolica &#8211; Filippo Fossati, presidente UISP &#8211; Marco Galdiolo &#8211; presidente US Acli, Paola Stroppiana e Alberto Fantuzzo, presidenti del comitato nazionale Agesci &#8211; Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace &#8211; Loretta Mussi, presidente di &#8220;Un ponte Per&#8221; &#8211;  Michele Curto, presidente di FLARE (Freedom, Legality and Rights in Europe) &#8211; Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil &#8211; Giuseppe Gallo, segretario generale FIBA Cisl &#8211; Carla Cantone, segr. generale SPI-CGIL &#8211; Michele Mangano, presidente Auser &#8211;  Doriano Guerrieri, presidente nazionale CNGEI &#8211; Gianpiero Calzolari, Presidente di &#8220;Cooperare con Libera Terra&#8221; &#8211; Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco &#8211;  Don Nandino Capovilla, coordinatore Pax Christi &#8211; Giuliana Ortolan, Donne in Nero di Padova &#8211; Giulio Marcon, portavoce campagna Sbilanciamoci &#8211; Aurelio Mancuso, presidente Arcigay &#8211; Lucio Babolin, presidente CNCA &#8211; Fabio Salviato, presidente di Banca Etica &#8211; Mario Crosta, Direttore Generale di Banca Etica, Giuseppe Gallo, segretario generale FIBA Cisl &#8211; Tito Russo, coordinatore nazionale UDS (Unione degli Studenti), Claudio Riccio, referente Link-coordinamento universitario, Luca De Zolt, rete studenti medi &#8211; Sara Martini e Emanuele Bordello &#8211; presidenti FUCI, Giorgio Paterna, coordinatore Unione degli Universitari &#8211; Umberto Ronga, Movimento Eccesiale di Impegno Culturale.</p>
<p>E inoltre: Nando Dalla Chiesa, Salvo Vitale, Rita Borsellino, Sandro Ruotolo, Roberto Morrione, Enrico Fontana, Tonio Dell&#8217;Olio, Pina Picerno, Francesco Forgione, Luigi De Magistris, Raffaele Sardo, David Sassoli, Francesco Ferrante, Rita Ghedini, Petra Reski, Esmeralda Calabria, Vittorio Agnoletto, Vittorio Arrigoni, Giuseppe Carrisi, Jasmine Trinca, Yo Yo Mundi, Sergio Rubini, Modena City Ramblers, Gianmaria Testa, Libero De Rienzo, Livio Pepino, Elio Germano, Subsonica, Vauro, Claudio Gioè, Roberto Saviano, Daniele Biacchessi, Giulio Cavalli, Elisabetta Baldi Caponetto, Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, Giancarlo Caselli, Ascanio Celestini, Alberto Spampinato, Salvatore Borsellino, Federica Sciarelli, Haidi Giuliani, Fausto Raciti, Francesco Menditto, Antonello Ardituro, Benedetta Tobagi, Il Coro dei Minatori di Santa Fiora, Simone Cristicchi, Roberto Natale, Agnese Moro, Tana De Zuleta, Lella Costa, Armando Spataro, Maurizio Ascione, Nicola Tranfaglia, Franco Cassano, Marco Delgaudio, Carlo Lucarelli, Alex Zanotelli,  Marcelle Padovani, Andrea Occhipinti, Johnny Palomba …</p>
<p>Superate le 20000 firme on line, firma <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780">l&#8217;appello </a>on line</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No alla vendita dei beni confiscati]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/24/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:40:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.</p>
<p>Oggi quell &#8216;impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E&#8217; facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all&#8217;intervento dello Stato.</p>
<p>La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.</p>
<p>Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l&#8217;emendamento sulla vendita dei beni confiscati.</p>
<p>Si rafforzi, piuttosto, l&#8217;azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S&#8217;introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un&#8217;Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti &#8220;cosa nostra&#8221;<em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>don Luigi Ciotti</strong></em><br />
<em><strong>presidente di Libera e Gruppo Abele</strong></em></p>
<h2 style="text-align:center;"><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780" target="_blank">Firma l&#8217;appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra</a></h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Saviano risponde a Bondi: "ecco perchè non possiamo tacere"]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/23/saviano-risponde-a-bondi-ecco-perche-non-possiamo-tacere/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:22:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Roberto Saviano La repubblica, 23/11/2009 Caro ministro Sandro Bondi, la ringrazio per la sua let]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Roberto Saviano La repubblica, 23/11/2009 Caro ministro Sandro Bondi, la ringrazio per la sua let]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Napolitano: più fatti per ricerca ed innovazione]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/23/napolitano-piu-fatti-per-ricerca-ed-innovazione/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:03:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica ha richiamato alla necessità di maggiore impegno da parte dello Stato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Presidente della Repubblica ha richiamato alla necessità di maggiore impegno da parte dello Stato in un comparto che è destinato a diventare sempre più centrale per l&#8217;Italia. Ha altresì constatato la forbice esistente tra buone intenzioni e soluzioni concrete, invitando l&#8217;esecutivo a ridurre questo importante gap.</p>
<p><a title="Napolitano: più fatti per ricerca ed innovazione" href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/ricerca-tagli/napolitano-denuncia/napolitano-denuncia.html">Qui</a> il link all&#8217;articolo completo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra]]></title>
<link>http://6verde.wordpress.com/2009/11/22/niente-regali-alle-mafie-i-beni-confiscati-sono-cosa-nostra/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:35:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pruiti</dc:creator>
<guid>http://6verde.wordpress.com/2009/11/22/niente-regali-alle-mafie-i-beni-confiscati-sono-cosa-nostra/</guid>
<description><![CDATA[Nel 1996 fu approvata, all&#8217;unanimità, dal parlamento la legge 109/96 che sequestrava e metteva]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify"><font color="#000000" size="2" face="Verdana"><img hspace="3" alt="" vspace="3" align="left" src="http://www.verdilombardi.org/public/cartello-vendesi.jpg" />Nel 1996 fu approvata, all&#8217;unanimità, dal parlamento la <strong>legge 109/96</strong> che sequestrava e metteva a disposizione dei Cittadini onesti i beni immobili delle mafie. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da <strong>Pio La Torre</strong>, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.<!--more--></p>
<p><strong>Oggi quell &#8216;impegno rischia di essere tradito</strong>. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, <strong>prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi</strong>.</p>
<p>E&#8217; facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all&#8217;intervento dello Stato.</p>
<p>La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: <strong>che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.</p>
<p></strong>Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l&#8217;emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l&#8217;azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan.</p>
<p>S&#8217;introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti.</p>
<p>E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un&#8217;Italia civile, onesta e coraggiosa. </p>
<p><strong>Perché quei beni sono davvero tutti &#8220;cosa nostra&#8221;</strong></font> </p>
<p align="center"><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780" target="_blank"><img hspace="3" alt="" vspace="3" align="middle" src="http://www.verdilombardi.org/public/nienteregali_banner.gif" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Venezia non vuole  Maroni e i suoi complici. Martedì 24 Novembre Venezia Respinge il Razzismo]]></title>
<link>http://venetoliberodalrazzismo.wordpress.com/2009/11/22/venezia-non-vuole-maroni-e-i-suoi-complici-martedi-24-novembre-venezia-respinge-il-razzismo/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>venetoliberodalrazzismo</dc:creator>
<guid>http://venetoliberodalrazzismo.wordpress.com/2009/11/22/venezia-non-vuole-maroni-e-i-suoi-complici-martedi-24-novembre-venezia-respinge-il-razzismo/</guid>
<description><![CDATA[Era il 20 agosto del 2009 quando la guardia di finanza italiana riportava a terra cinque eritrei int]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Era il 20 agosto del 2009 quando la guardia di finanza italiana riportava a terra cinque eritrei intercettati in mare, a largo di Lampedusa. Erano una donna, due uomini e due ragazzini. Nei loro occhi restava l&#8217;orrore di una tragedia appena vissuta. Raccontavano, con un filo di voce, che nella loro barca c&#8217;erano tante, tante altre persone.   Rimasti in mezzo al mare per giorni e giorni, mentre i governi europei discutevano su chi dovesse occuparsi di loro e i pescherecci di tutti i paesi del Mediterraneo facevano finta di niente. Morti uno ad uno, 73 cadaveri scivolati nel mare, anche quattro donne incinte, e i loro figlioletti nati prematuri e senza vita.</p>
<p>Non si è trattato di un incidente, ma di un omicidio indiretto e con moltissimi responsabili. Non si è trattato di un caso isolato, ma solo di uno di quei pochi che emergono all&#8217;attenzione mediatica mentre infiniti altri rimangono nel silenzio. Sono queste le conseguenze criminali delle politiche migratorie europee e dei paesi terzi coinvolti in questa guerra crudele contro persone che quasi sempre e quasi tutte provengono da guerre e conflitti e avrebbero diritto di chiedere e ottenere asilo politico. Poche migliaia rispetto ai milioni di migranti di cui l&#8217;Europa ha bisogno per la sua economia, ma sui loro corpi si gioca lo spettacolo della frontiera, sui loro corpi, politici come Maroni e partiti come la Lega Nord (ma era accaduto, in misura diversa, anche con i precedenti governi di centro-sinistra) mostrano i muscoli per dimostrare di essere forti.</p>
<p><strong>Il Ministro Maroni è in generale persona non gradita a chiunque abbia a cuore l&#8217;uguaglianza, la solidarietà, la convivenza pacifica e i valori dell&#8217;antirazzismo. Il pacchetto sicurezza che lui per primo ha costruito è un coacervo di norme incivili, discriminatorie e liberticide nei confronti di tutti (speriamo che chi vota la Lega prima o poi se ne accorga). La sua presenza, però, diventa particolarmente insopportabile quando è accompagnata da quella di altre &#8220;autorità&#8221; di paesi come Malta o addirittura la Libia</strong>, primi complici nelle politiche di morte, tortura, detenzione e deportazione di persone innocenti che si consumano nel Mediterraneo. Nelle prigioni libiche (finanziate dal governo italiano), dove l&#8217;Italia respinge illegalmente i richiedenti asilo politico, le persone vengono torturate, a volte uccise, deportate. A Malta, invece, si viene imprigionati per più di un anno anche se si è bambini, anche se si è dei rifugiati.</p>
<p>Il 23 e il 24 Novembre i ministri dei paesi del Mediterraeno Occidentale (tra cui Malta, la Libia, la Tunisia, la Mauritania, ma anche la Spagna e il Marocco che hanno collaborato nell&#8217;uccisione a freddo di decine di migranti alla frontiera tra le enclaves di Ceuta e Melilla), si riuniranno a Venezia, barricati sull&#8217;isola di San Servolo. Parleranno di sicurezza e quindi di contrasto all&#8217;immigrazione, cioè di altra morte e altro dolore.<br />
Venezia non può accoglierli. Perché Venezia Respinge il razzismo ed è luogo di solidarietà e accoglienza, di umanità e civiltà.</p>
<p><strong>Ci vediamo tutti al Ponte dell&#8217;Accademia, martedì 24 Novembre alle 10:00</strong></p>
<p>per un sit in di protesta contro i Ministri degli Interni mediterranei e le loro politiche omicide. Dall&#8217;Accademia partirà una barca verso San Giorgio, per una simbolica performance di sensibilizzazione e denuncia</p>
<p>Venezia Respinge il Razzismo</p>
<p><a href="http://venetoliberodalrazzismo.wordpress.com/files/2009/11/maroni18_1.jpg"><img src="http://venetoliberodalrazzismo.wordpress.com/files/2009/11/maroni18_1.jpg?w=150" alt="" title="" width="150" height="99" class="alignright size-thumbnail wp-image-126" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niente regali alle mafie!]]></title>
<link>http://alessiocicioni.wordpress.com/2009/11/21/niente-regali-alle-mafie/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 05:14:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessiocicioni</dc:creator>
<guid>http://alessiocicioni.wordpress.com/2009/11/21/niente-regali-alle-mafie/</guid>
<description><![CDATA[Firma l&#8217;appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra Tredici anni fa,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="Appello Libera" src="http://www.libera.it/flex/images/D.ecd5d802e36e07c38665/niente_regali.jpg" alt="" width="500" height="227" /></p>
<p><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780"><strong>Firma l&#8217;appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra</strong></a><br />
Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.</p>
<p>Firmate l&#8217;appello di Don Ciotti e Libera. Non si può fare cassa con il sangue dei morti per mafia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brigitte Bardot chiede all'UE una giornata vegetariana]]></title>
<link>http://appuntando.wordpress.com/2009/11/20/brigitte-bardot-chiede-allue-una-giornata-vegetariana/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 21:29:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>balente</dc:creator>
<guid>http://appuntando.wordpress.com/2009/11/20/brigitte-bardot-chiede-allue-una-giornata-vegetariana/</guid>
<description><![CDATA[Lettera aperta al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso. Sig. José Manuel Barroso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lettera aperta al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso.</p>
<p><em>Sig. José Manuel Barroso<br />
Presidente della Commissione Europea<br />
Rue de la Loi 200<br />
B &#8211; 1049 Bruxelles </p>
<p>Novembre 2009 </p>
<p>Signor Presidente,<br />
tra poche settimane avrà luogo il summit sul clima a Copenhagen e vorrei puntare la sua attenzione sulla necessità di una maggiore attenzione sull&#8217;allevamento di animali, il cui impatto ambientale è molto allarmante.<br />
Come sa, nel report &#8220;Bestiame &#8211; una delle maggiori minacce per l&#8217;ambiente&#8221;, l&#8217;Organizzazione per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura della Nazioni Unite (FAO) afferma che il settore dell&#8217;allevamento produce più gas serra del settore dei trasporti (l&#8217;intero settore, considerando tutti i mezzi di trasporto).<br />
Inoltre, la Banca Mondiale ha annunciato che dal 1970 il 90% della deforestazione dell&#8217;Amazzonia è correlato all&#8217;industria della carne, aggravando in questo modo gli effetti del riscaldamento globale, che oggi preoccupa molto tutti noi.<br />
Il settore zootecnico è responsabile del 37% di tutto il metano derivante dalle attività produttive umane (che influisce sul riscaldamento globale 23 volte più della CO2), prodotto soprattutto dall&#8217;apparato digerente dei ruminanti, e del 64% dell&#8217;ammoniaca, che contribuisce alla piogge acide.<br />
L&#8217;allevamento intensivo inoltre degrada il suolo e mette in pericolo le riserve d&#8217;acqua, perché la produzione di un solo kg di manzo richiede 323 mq di terra da pascolo, da 7 a 16 kg di cereali e soia e fino a 15.500 litri d&#8217;acqua!<br />
Quindi, il settore dell&#8217;allevamento ha un impatto diretto sul riscaldamento globale, sull&#8217;inquinamento del suolo e delle sorgenti d&#8217;acqua, e si tratta di uno spreco terribile, dato che quasi un terzo dei cereali coltivati globalmente vengono usati per la produzione di carne.<br />
Se i paesi &#8220;sviluppati&#8221; decrementassero il proprio consumo di carne, sarebbe possibile alleviare considerevolmente il problema della fame nel mondo, che uccide quasi sei milioni di bambini ogni anno.<br />
Signor Presidente, di fronte a questi dati innegabili e allarmanti, è nostro dovere collettivo agire su tutti i livelli, compreso quello della promozione di uno stile di vita vegetariano.<br />
Il lancio di una &#8220;Giornata Vegetariana Europea&#8221; sarebbe un segnale forte.<br />
La già esistente &#8220;Giornata Vegetariana Mondiale&#8221; dell&#8217;1 ottobre purtroppo ancora oggi manca di un riconoscimento ufficiale in Europa e per questa ragione sarebbe estremamente utile promuovere questo evento speciale all&#8217;interno della comunità di tutti gli stati membri dell&#8217;UE, e potenziare l&#8217;iniziativa con una campagna d&#8217;informazione sull&#8217;impatto ambientale degli allevamenti.<br />
Lo stile di vita vegetariano è una scelta da cittadini responsabili.<br />
Rifiutare il consumo di carne rappresenta anche il modo migliore per opporsi alla crudeltà e alla mancanza di umanità negli allevamenti intensivi, nei trasporti e nella macellazione di miliardi di animali, che vengono sacrificati e mangiati ogni anno. </p>
<p>Signor Presidente, la ringrazio e le chiedo di prendere in considerazione le nostre preoccupazioni e discuterne durante il prossimo summit sul clima. </p>
<p>In fede,<br />
Brigitte Bardot </p>
<p>Presidente della Fondation Brigitte Bardot<br />
28 rue Vineuse<br />
75116 Parigi<br />
Francia </em></p>
<p><a href="http://appuntando.wordpress.com/files/2009/11/bardot-m.jpg"><img src="http://appuntando.wordpress.com/files/2009/11/bardot-m.jpg" alt="" title="bardot-m" width="340" height="251" class="alignleft size-full wp-image-148" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI]]></title>
<link>http://aldocimmino.wordpress.com/2009/11/20/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:41:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aldo Cimmino</dc:creator>
<guid>http://aldocimmino.wordpress.com/2009/11/20/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati/</guid>
<description><![CDATA[Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-687" title="don Luigi Ciotti" src="http://aldocimmino.wordpress.com/files/2009/11/don-luigi-ciotti-libera.jpg" alt="" width="230" height="172" />Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l&#8217;uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all&#8217;unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l&#8217;impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.</p>
<p>Oggi quell &#8216;impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E&#8217; facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all&#8217;intervento dello Stato.</p>
<p><!--more--></p>
<p>La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.</p>
<p>Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l&#8217;emendamento sulla vendita dei beni confiscati.<br />
Si rafforzi, piuttosto, l&#8217;azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S&#8217;introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un&#8217;Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti &#8220;cosa nostra&#8221;</p>
<p><strong><em>don Luigi Ciotti<br />
presidente di Libera e Gruppo Abele</em></strong></p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giorni cupi]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/20/giorni-cupi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:35:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
<guid>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/20/giorni-cupi/</guid>
<description><![CDATA[Questi ultimi giorni mi paiono particolarmente cupi per l’Italia. Un po’ come il grigiume del cielo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#808080;">Questi ultimi giorni mi paiono particolarmente cupi per l’Italia. Un po’ come il grigiume del cielo  di questi giorni. Nulla di eclatante, nessun colpo di mano, ma tante piccole cose che ormai faticano a destare l’indignazione dei più. Ormai tutto pare normale.<br />
A Coccaglio (Brescia) la giunta comunale leghista ha aperto la caccia agli immigrati irregolari con l&#8217;operazione denominata &#8220;<a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/il-diktat-della-lega-contro-i-clandestini-e-natale-cacciamo-tutti-gli-irregolari/1781696">White Christmas</a>&#8221; perché &#8220;<em>il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana e della nostra identità</em>&#8221; e il sindaco rincara &#8221; <em>Da noi non c’è criminalità, vogliamo solo fare pulizia</em>&#8220;…fare pulizia…a me vengono i brividi. (su Repubblica di oggi <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/viaggio-paese/viaggio-paese.html">un reportage da Coccaglio</a>).<br />
Fermati e detenuti (non solo <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/morte-cucchi-3/morte-cucchi-3/morte-cucchi-3.html">Stefano Cucchi</a>, anche <a href="http://veritaperaldo.noblogs.org/">Aldo Bianzino</a> come ricorda <a href="http://www.sbarrax.it/freelabs/2009/11/19/bianzino/">Marco Frattola nel suo blog</a>) che muoiono in prigione dopo essere stati picchiati da poliziotti e non curati adeguatamente dai medici o che <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_19/palmi-suicida-in-cella_70de953a-d4fe-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">si suicidano</a>, ma sarebbero dovuti essere scarcerati e nessuno li ha avverti.<br />
<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_novembre_19/sgombero-campo-rom-rubattino-nomadi-1602031915548.shtml">Campi nomadi sgombrati</a> con anche 40 bambini che andavano a scuola nel quartiere (sul tema bambini sono particolarmente sensibili da quando sono padre, non so…forse perché i bambini nelle foto, qui sotto, del campo nomadi sgomberato mi ricordano i miei figli).<br />
Nel frattempo la politica che fa?<br />
Promuove leggi per salvare il Premier che consentirebbero a molti indagati di farla franca (anche al nostro caro Fiorani da Lodi). Ricordo <a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&#38;idappello=391117">l’appello di Roberto Saviano</a> contro questa ennesima legge vergogna.<br />
<a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2168">Privatizza la gestione dell’acqua</a> (qui appelli, campagne e proteste del <a href="http://www.acquabenecomune.org/">Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</a>)<br />
Manda la suola pubblica sempre più allo sfascio: l’altro giorno, tanto per dire, all’asilo (statale) di mia figlia mi hanno chiesto 35 euro per comprare la carta igienica (!!!), i tovagliolini di carta, etc..<br />
Nulla di eclatante, per carità, lo dicevo all’inizio di questo post…io non so bene dove stia il giusto, eppure ho la sensazione che qualcosa non vada.</span></p>
<p><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/rom_05_672-458_resize1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2163" title="ROM_05_672-458_resize" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/rom_05_672-458_resize1.jpg" alt="" width="305" height="458" /></a></p>
<p><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/rom_15_672-458_resize.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2162" title="ROM_15_672-458_resize" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/rom_15_672-458_resize.jpg" alt="" width="305" height="458" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NAPOLI-I Miserabili. Ancora sulla storia del piccolo "ELVIS" a un mese dalla sua morte causata dal freddo e dalla POVERTA' estrema. Aderite all'appello: "Non staccate la Luce ai Bambini" ]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2009/11/18/napoli-i-miserabili-ancora-sulla-storia-del-piccolo-elvis-a-un-mese-dalla-sua-morte-causata-dal-freddo-e-dalla-poverta-estrema-aderite-allappello-non-staccate-la-luce-ai-bambini/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 19:47:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
<guid>http://altocasertano.wordpress.com/2009/11/18/napoli-i-miserabili-ancora-sulla-storia-del-piccolo-elvis-a-un-mese-dalla-sua-morte-causata-dal-freddo-e-dalla-poverta-estrema-aderite-allappello-non-staccate-la-luce-ai-bambini/</guid>
<description><![CDATA[NAPOLI- Ancora sulla Storia del piccolo &#8220;ELVIS&#8221; a un mese dalla sua scomparsa (leggi quì]]></description>
<content:encoded><![CDATA[NAPOLI- Ancora sulla Storia del piccolo &#8220;ELVIS&#8221; a un mese dalla sua scomparsa (leggi quì]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritto all'Acqua potabile: “La proposta di Sezano” per Copenaghen]]></title>
<link>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/11/18/diritto-allacqua-potabile-%e2%80%9cla-proposta-di-sezano%e2%80%9d-per-copenaghen/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 12:45:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudia</dc:creator>
<guid>http://lcavicenza.wordpress.com/2009/11/18/diritto-allacqua-potabile-%e2%80%9cla-proposta-di-sezano%e2%80%9d-per-copenaghen/</guid>
<description><![CDATA[Un appello per il diritto all’acqua firmato da rappresentanti italiani di diversi confessioni religi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/acqua.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-861" title="acqua potabile" src="http://lcavicenza.wordpress.com/files/2009/11/acqua.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a>Un appello per il  diritto all’acqua firmato da rappresentanti italiani di diversi confessioni  religiose e tradizioni morali: è “La proposta di Sezano”, una iniziativa nata  nell’ambito dei corsi organizzati dalla Facoltà dell’Acqua (“Università del Bene  Comune”) e dall’Associazione Monastero del Bene Comune presso l&#8217;antico  Monastero di Sezano sulle colline di Verona.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">L’appello,  firmato da buddisti, sikh, ebrei, musulmani, cristiani di varie confessioni  oltre che da rappresentanti delle tradizioni africane, afrobrasiliane e  andine, <strong>chiede l’inclusione del tema  “acqua” nell’Agenda dei negoziati sul cambiamento climatico che si terranno alla  conferenza di Copenaghen a  dicembre. </strong></span></p>
<p>“In tutte le  confessioni religiose e tradizioni morali firmatarie, l’acqua è sacra come sacra  è la vita – spiega l’economista Riccardo Petrella, promotore dell’iniziativa -.  L’appello è una vera novità culturale e interreligiosa, non solo a livello  italiano”. Nell’appello si chiede, inoltre, “che la Conferenza di Copenhagen  riconosca l’urgenza di un <span style="text-decoration:underline;">Patto Mondiale per l’Acqua</span> da porre sotto  l’egida delle Nazioni Unite, concretizzato nel Protocollo, sottolineando a tal  fine la necessità per la Comunità internazionale di disporre di uno strumento  efficace di azione e di cooperazione mondiale quale una “United Nations Water  Authority”.</p>
<p>Diffondi  l&#8217;appello tra i tuoi contatti e fallo sottoscrivere <span style="text-decoration:underline;">entro il 20  novembre.</span> Le adesioni saranno inviate attraverso il prof. Riccardo  Petrella al Segretario Generale Aggiunto delle Nazioni Unite responsabile della  Conferenza di Copenhagen.</p>
<p><strong>Per sottoscrivere  l&#8217;APPELLO compila il form nel sito</strong> <a href="http://www.lapropostadisezano.it/"><strong>www.lapropostadisezano.it</strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Islamicamente scorretto]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/18/islamicamente-scorretto/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:58:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/18/islamicamente-scorretto/</guid>
<description><![CDATA[Siamo convinti che l&#8217;islam sia una cosa seria. Davvero: l&#8217;islam è una religione plurisec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Siamo convinti che l&#8217;islam sia una cosa seria. Davvero: l&#8217;islam è una religione plurisec]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per il Ministro Sacconi]]></title>
<link>http://answerspistoia.wordpress.com/2009/11/16/per-il-ministro-sacconi/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:48:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>answerspistoia</dc:creator>
<guid>http://answerspistoia.wordpress.com/2009/11/16/per-il-ministro-sacconi/</guid>
<description><![CDATA[Mi chiamo Franca Abito a Pistoia e lavoro c/o l’Answers s.pa., un call center del gruppo Phonemedia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><em>Mi chiamo Franca<br />
Abito a Pistoia e lavoro c/o l’Answers s.pa., un call center del gruppo Phonemedia recentemente acquisita dalla società Omega la stessa della ex Eutelia ora Agile.<br />
Essendo lei Ministro del Lavoro dovrebbe essere a conoscenza della nostra situazione e cioè che da quando la società Omega ci ha acquisiti non ci ha più pagato lo stipendio, non ha più versato i contributi previdenziali, ha fatto in modo di perdere le commesse, non ha presentato un Piano Industriale ( in merito a ciò può chiedere conferma al ministro Scajola) oltre al fatto che ha già di fatto inviato lettere di licenziamento ai lavoratori e altre ne manderà nei prossimi giorni. I call center del gruppo Phonemedia hanno scioperato chiedendo al governo un intervento in merito, perché deve sapere, Ministro, che contrariamente a molte aziende, noi il lavoro lo abbiamo, non ci manca , ma nonostante ciò si permette a dei personaggi, per niente onesti, di mandare in mezzo ad una strada circa 15.000 lavoratori (questo è il numero dei dipendenti della società Omega) molti di più di quelli dell’Alitalia.<br />
Il fatto che lei abbia definito “cosa vecchia” la manifestazione della Cgil del 14 novembre scorso, sta a dimostrare che, nonostante lei sia il Ministro del Lavoro, lei non sa nulla di noi lavoratori. Sarebbe bastato partecipare alla manifestazione e sentire gli interventi fatte dai colleghi, probabilmente si sarebbe accorto che il lavoro in Italia non c’è più.<br />
Noi della sede di Pistoia siamo in Assemblea Permanente dal 10 novembre scorso per protestare per la mancanza di risposte da parte dell’azienda, ci sono colleghi veramente ridotti alla fame che hanno anche figli, il Comune e la Provincia di Pistoia si stanno mobilitando per aiutarci, oltre ai vari supermercati ed anche cittadini comuni, l’unico che non ci sta aiutando è il Governo, governo a cui molti di noi hanno dato fiducia e sostenuto.<br />
Le porgo cordiali saluti.<br />
Franca</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia- Crisi lavoro. APPELLO Agile ex Eutelia: Come licenziare 9000 persone senza che nessuno se ne accorga!]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2009/11/16/italia-crisi-lavoro-appello-agile-ex-eutelia-come-licenziare-9000-persone-senza-che-nessuno-se-ne-accorga/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:42:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
<guid>http://altocasertano.wordpress.com/2009/11/16/italia-crisi-lavoro-appello-agile-ex-eutelia-come-licenziare-9000-persone-senza-che-nessuno-se-ne-accorga/</guid>
<description><![CDATA[AGILE &#8211; ex EUTELIA COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!! Italia- ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[AGILE &#8211; ex EUTELIA COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!! Italia- ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incidenti stradali ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/16/incidenti-stradali-2/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 07:48:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/16/incidenti-stradali-2/</guid>
<description><![CDATA[&lt;&lt; Il numero di morti che continuano ad esserci a causa di incidenti stradali è ancora alto, g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&lt;&lt; Il numero di morti che continuano ad esserci a causa di incidenti stradali è ancora alto, g]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Appello]]></title>
<link>http://ranzonimusica.wordpress.com/2009/11/15/appello/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 22:21:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maestro Raro</dc:creator>
<guid>http://ranzonimusica.wordpress.com/2009/11/15/appello/</guid>
<description><![CDATA[Questo è o non è il Blog di una Scuola? Allora, proprio come si fa alla prima ora del mattino, facci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ranzonimusica.wordpress.com/files/2009/11/prof.gif"><img src="http://ranzonimusica.wordpress.com/files/2009/11/prof.gif?w=253" border="0" alt=""></a><br />Questo è o non è il Blog di una Scuola? Allora, proprio come si fa alla prima ora del mattino, facciamo l&#8217;appello. Tutti i visitatori, amici, simpatizzanti del nostro Blog sono pregati di inserire un commento in calce a questo post con un semplice saluto seguito dal proprio nome (e classe, se si tratta di un alunno). Tanto per contarci. Tanto per sapere in quanti siamo. Ok?  Sotto, allora.<br />Intanto gustatevi questo video girato durante le ore di Musica d&#8217;insieme della III E. Si tratta di due frammenti tratti dalle prove di <span style="font-style:italic;">Cradle Song</span> e <span style="font-style:italic;">Silent Night</span>. Buon ascolto.</p>
<p></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA” - IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/15/campagna-nazionale-%e2%80%9csalva-lacqua%e2%80%9d-il-governo-privatizza-l%e2%80%99-acqua/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 09:20:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/15/campagna-nazionale-%e2%80%9csalva-lacqua%e2%80%9d-il-governo-privatizza-l%e2%80%99-acqua/</guid>
<description><![CDATA[QUANDO INVENTERANNO UN CONTATORE PER I RESPIRI? http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-naz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>QUANDO INVENTERANNO UN CONTATORE PER I RESPIRI?</p>
<p><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133">http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133</a></p>
<p>Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale</p>
<p>IMPEDIAMOLO !</p>
<p>Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.</p>
<p>Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.</p>
<p>Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.</p>
<p>Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita</p>
<p>Si tratta di un provvedimento inaccettabile!</p>
<p>Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:</p>
<p>- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l&#8217;acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.</p>
<p>- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.</p>
<p>- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.</p>
<p>- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.</p>
<p>- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.</p>
<p>Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica<br />
e ai Presidenti delle due Camere</p>
<p>L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.</p>
<p>Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.</p>
<p>Salvare l’acqua  è una questione di democrazia</p>
<p>Ottobre 2009 – Appello a cura<br />
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua</p>
<p>Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua<br />
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org</p>
<p>Sito web:<strong> <a href="http://www.acquabenecomune.org/">www.acquabenecomune.org</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'APPELLO DI SAVIANO]]></title>
<link>http://prcmuggio.wordpress.com/2009/11/14/lappello-di-saviano/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:26:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>PRC Muggiò</dc:creator>
<guid>http://prcmuggio.wordpress.com/2009/11/14/lappello-di-saviano/</guid>
<description><![CDATA[SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mesti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul &#8220;processo breve&#8221; e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.</p>
<p>Con il &#8220;processo breve&#8221; saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l&#8217;unico modo per accorciare i tempi è¨ mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare cosè anche la speranza di chi da anni attende giustizia.</p>
<p>Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E&#8217; una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà  più speranze di giustizia.</p>
<p>ROBERTO SAVIANO</p>
<p><em><strong>Roberto Saviano</strong> è nato a Napoli nel 1979. Si è laureato in Filosofia all&#8217;Università degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221;. In Italia collabora con “L’espresso” e “la Repubblica”, negli Stati Uniti con il “Washington Post” e il “Time”, in Spagna con “El pais”, in Germania con “Die Zeit” e “Der Spiegel”.<img class="alignright size-thumbnail wp-image-1189" title="saviano2" src="http://prcmuggio.wordpress.com/files/2009/11/saviano2.jpg?w=150" alt="saviano2" width="150" height="112" /></em></p>
<p><em>Il suo primo libro Gomorra (Mondadori) è un bestseller che ha venduto 3.000.000 copie ed è stato tradotto in 50 paesi. È presente nelle classifiche di best seller in Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Francia, Svezia, Finlandia. La letteratura e il reportage sono gli strumenti che Roberto Saviano usa per raccontare la realtà.</em></p>
<p><em>Dal 13 ottobre 2006, in seguito al successo del romanzo Gomorra, fortemente accusatorio nei con fronti delle attività camorristiche, ha ricevuto numerose minacce da parte della camorra e vive sotto scorta. Attualmente, per motivi di sicurezza, è costretto a cambiare continuamente dimora.</em></p>
<p><em>Da Gomorra sono stati tratti uno spettacolo teatrale, che è valso a Saviano gli Olimpici del Teatro 2008 come miglior autore di novità italiana, e l’omonimo film candidato al premio Oscar come miglior film straniero e premiato a Cannes nel 2008 con il Gran Prix du Jury.</em></p>
<p>                                                                                                               tratto dal sito ufficiale <a href="http://www.robertosaviano.it/">http://www.robertosaviano.it/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
