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	<title>arabi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/arabi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "arabi"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 01:50:52 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Torre Rabatana]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/26/torre-rabatana/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:44:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Verso il 980 giunsero  a Tricarico i Saraceni: entrarono dalla parte bassa del paese, la quale non e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-406" title="DSC01159" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc011591.jpg?w=225" alt="" width="135" height="180" />Verso il<strong> 980</strong> giunsero  a Tricarico i<strong> Saraceni: </strong>entrarono dalla parte bassa del paese, la quale non era difesa dalle mura di cinta, come gli altri rioni. Poichè era loro intenzione fermarsi, pensarono subito a costruire, nella parte ove mancavano, le mura con i fortilizi cominciarono così a sorgere quelle che ancora oggi sono chiamate<strong> porta e torre &#8220;Rabatana&#8221;.<!--more--><br />
</strong>Per la costruzione furono costretti a lavorare i cittadini stessi di Tricarico i quali erano trattati del tutto come schiavi; si racconta che durante i lavori i <strong>Saraceni</strong>, che si erano già bene annidati nel <strong>Castello di Pietrapertosa</strong> assalivano le popolazioni dei centri vicini, catturavano gli uomini validi e ne assegnavano 30 al giorno per la costruzione delle nouve mura; ogni sera, quindi, ne eliminavano la maggior parte uccidendoli o mandandoli in catene verso la costa, dove erano venduti come schiavi.</p>
<p>La nuova cinta muraria e la torre furono così costruite in breve tempo; la torre venne su senza pretesa artistica, ma in compenso molto solida; dovette anche avere delle piccole porte mascherate e ben difese per le uscite  improvvise e le ricognizioni. Fu sempre adibita a guardia della parte bassa di<strong> Tricarico</strong>, ed in essa i signori tennero costantemente un corpo di militari.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Case Palazziate]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/24/case-palazziate/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:01:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/24/case-palazziate/</guid>
<description><![CDATA[Elementi determinanti dell&#8217;archittettura privata di Tricarico sono i numerosi palazzi nobiliar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-206 alignleft" title="Arcata palazzo nobiliare" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc01116.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" />Elementi determinanti dell&#8217;archittettura privata di Tricarico sono i numerosi<strong> palazzi nobiliari </strong>o <strong><em>&#8220;case palazziate</em></strong>&#8221; individuabili anche nella stampa del 1618, che riproduce più tosto fedelmente l&#8217;attuale cetro storico.<br />
Residenze cinque-seicentesche delle ricche famiglie del <strong>Seggio della nobiltà</strong> ( <strong>Palazzo Putignani, Palazzo Ronchi, Palazzo Ferri</strong> e altri..) e del ceto più colto ( <strong>Palazzo di Notar Gliptoleo</strong>), sovrastano con la loro struttura imponente, pur nella essenzialità e severità delle linee, le modeste abitazioni contadine che le circondano. A questi edifici si affiancano, tra &#8216; 700 e &#8216;800 , i palazzi della borghesia agraria (<strong>Palazzo Santoro, Palazzo Cigliese, Palazzo di Nubila</strong>) e tutti si fortificano con il brigantaggio. <!--more--></p>
<p>Sono accomunati da una ricorrente tipologia e da alcuni caratteri planimetrici della costruzione, di probabile<img class="size-medium wp-image-205 alignright" title="Palazzo nobiliare" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/dsc01096.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /> <strong>influenza araba</strong>: passando dalla strada (spazio pubblico), al cortile (privata), pavimentato a riquadri con ciottoli di fiume e laterizi, l&#8217;ingresso è caratterizzato da un portale, per lo più sormontato dallo stemma gentilizio in pietra scolpita, materiali con cui sono lavorati pure gli stipiti delle finestre e le mensole dei balconi, arricchiti da ringhiere in ferro battuto; l&#8217;atrio, coperto o scoperto, presenta un percorso voltato o un ambiente filtro che immette nel giardino interno e, nel contempo, vi sono ubicati gli ambienti di servizio: cantine, cisterne, stalle, magazzini per le derrate alimentari di una famiglia dagli interessi agro-pastorali. Sempre nel cortile, una scala in pietra conduce al piano psuperiore adibiro a residenza.<br />
Qui il salone centrale con il suo grande camino in pietra, comunica con la cucina e la dispensa e permette anche l&#8217;accesso alle camere da letto, allo studio, alla biblioteca, e alla cappella con altare in stucco. Gli ambienti hanno volte a crociera o a padiglione realizzata in mattoncini, canne o &#8220;cucun&#8221; , nei piani inferiori anche in pietra spesso presentano pitture murali. Questi palazzi, con i loro arredi, i dipinti, le ricche biblioteche, di cui per la verità rimane poco, testimoniano la ricchezza e la cultura di famiglie locali che sapevano interesse legami con gli ambienti intellettuali di<strong> Napoli</strong>.</p>
<p>Bibliografia:<br />
<em><strong>Tricarico: Storia &#8211; Arte- Architettura</strong></em>, Carmela Biscaglia, Sabrina Lauria, Edizioni 129 , Matera pg. 59</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Molto di islamico o arabo, le Bermuda e la Bolivia]]></title>
<link>http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/24/molto-di-islamico/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:37:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>calogeromira</dc:creator>
<guid>http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/24/molto-di-islamico/</guid>
<description><![CDATA[Gli arabi tema di Impero di Valerio Massimo Manfredi su una televisione nazionale stasera, martedì v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Gli arabi tema di<em> Impero</em> di Valerio Massimo Manfredi su una televisione nazionale stasera, martedì ventiquattro novembre. Dopo le nove e dieci con la <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/15/quadri" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Spagna</strong></span></a>, l&#8217;<a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/11/18/happy-hour-vitivinicolo-ed-alcoolico-a-palermo" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Africa</strong></span></a> ed il Medio Oriente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>04.11.09 </strong>Tiahuanaco? Io non ho mai sentito il nome di questa città, ma si troverebbe in Bolivia&#8230; Sarà al centro di <em>Atlantide</em> di mercoledì quattro novembre, il programma di una tv nazionale che si occuperà intorno alle cinque del pomeriggio anche del triangolo delle Bermude.</p>
<p style="text-align:justify;">Commento io: visti gli incidenti accaduti, ottimo argomento, no? Una domanda, infine. Vi risulta che questo programma si sia occupato del Lussemburgo?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>06.10.09</strong> <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/10/05/viaggiando-e-mangiando" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Atlantide</strong></span></a> su una tv nazionale si occupa della <a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/spagna-spain-spanien-espagne" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Spagna</strong></span></a> islamica intorno alle cinque del pomeriggio di martedì sei ottobre. Chissà di quali città si occuperanno considerato che c&#8217;è molto di islamico anche in altri <a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Stati europei</strong></span></a>&#8230;</p>
<p>- Quale di questi monumenti italiani vi piace di più? (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2071680" target="_blank"><strong>Vota</strong></a></span>)</p>
<p>- Località turistiche straniere (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2167830" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p>- La musica. Quale il vostro brano preferito? (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1647596" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p style="text-align:justify;">Un browser <a href="../category/europa-europe" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>europeo</strong></span></a> &#8211; <a href="www.opera.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Opera</strong></span></a> &#8211; e <a href="www.mozilla.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Mozilla</strong></span></a> o i sistemi operativi di <a href="www.linuxfoundation.org" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Linux</strong></span></a> ed <a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Apple</strong></span></a><strong>.</strong> <a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>N</strong><strong>eomedia.it</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;">- <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A04/106/513/000111/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Crema al cacao con nocciole ed anacardi</strong></span></a>, <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/110/520/000459/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>cioccolato fondente con nocciole</strong></span></a> o <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000367/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>gianduia con nocciole intere</strong></span></a> oppure al latte con <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000054/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole</strong></span></a> e <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000453/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole intere</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://about.spreadthesign.com/gb/to/about" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Spreadthesign, dizionario e linguaggio dei segni</strong></span></a>. <a href="http://ec.europa.eu/education/index_en.htm" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Commissione europea – Istruzione e formazione</strong></span></a></p>
<p style="text-align:right;">6 ottobre 2009 &#8211; <span style="color:#ff6600;">aggiornato 24 novembre  ‘09</span></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com//" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;">calogeromira.wordpress.com</span></strong></a> &#8211; <strong><a href="mailto:schoeneraltermannschaut@neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">e-mail</span></a></strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="www.blackr.it" target="_blank">Risparmio energetico (forse)?</a></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cenni storici]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/24/cenni-storici/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:24:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tricarico, città arabo-normanna, è un&#8217;antica cittadina situata nel cuore della Lucania interna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-165" title="home" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/home.gif?w=300" alt="" width="300" height="247" /><strong>Tricarico</strong>, città arabo-normanna, è un&#8217;antica cittadina situata nel cuore della Lucania interna, ricca di monumenti e protagonista di una storia millenaria, intrecciata, da un lato, con la diocesi di cui è sede sin dal <strong>X secolo,</strong> e, dall&#8217;altro, con la cultura delle genti che l&#8217;hanno popolata. Sebbene di antichissima origine (testimonianze archeologiche risalenti al <strong>VI-V sec. a. C.</strong> sono state ritrovate nel rione cappuccini, nei pressi del cinquecentesco monastero di <strong>S. Maria delle Grazie</strong>), le prime notizie documentate la riportano come cittadella longobarda <strong>nell&#8217;849,</strong> poi roccaforte araba, quindi città fortificata bizantina (kastron) e poi contea della potente famiglia normanna dei Sanseverino.<!--more--></p>
<p> Nel<strong> &#8216;400</strong> vide la presenza di una consistente <strong>comunità ebraica</strong> e, nel &#8216;<strong>500</strong>, di una<strong> comunità albanese</strong>. Culture distanti, anche da un punto di vista religioso che qui hanno trovato un favorevole punto di incontro e di sviluppo, testimoniato non solo attraverso l&#8217;arte e l&#8217;architettura ma anche attraverso un modo sapiente di utilizzare il territorio nel rispetto della natura. Un esempio di straordinaria rilevanza, anche storica, sono gli orti e giardini terrazzati, di origine araba ed ancora oggi in uso, realizzati a ridosso della città verso il vallone del Milo rendendo fertili, così, terreni scoscesi altrimenti brulli ed improduttivi.</p>
<p>Le favorevoli vicende storiche e culturali che l&#8217;hanno caratterizzata, hanno fatto di Tricarico un centro di primaria importanza, tanto da essere l&#8217;unica città lucana ed una delle pochissime dell&#8217;intero meridione, ad essere raffigurata nella prestigiosa opera di<strong> G. Braun</strong> e <strong>F. Hogemberg</strong> &#8220;<em>Theatrum Urbium Praecipuarum Mundi&#8221;</em> pubblicata a <strong>Colonia </strong>nei primi anni del <strong>&#8216;600.</strong></p>
<p>I suoi vasti boschi e la natura ben conservata fanno da cornice a diverse aree archeologiche:<strong> Piano della Civita</strong> (città lucana del<strong> IV sec. a.C</strong>.), <strong>Calle</strong> (insediamento romano, con impianto termale), <strong>Serra del Cedro</strong> (città lucana del <strong>VI sec. a. C</strong>.),  <strong>S. Agata</strong> (villa romana con pavimento mosaicato policromo), sono solo tra le più importanti. Le strade e vicoli del centro storico sono caratterizzati da un diverso andamento a seconda che ci si trovi nei quartieri arabi della <strong>Ràbata </strong>e della <strong>Saracena</strong> (a struttura labirintica, con strade principali, &#8220;<em>shari</em>&#8221; in arabo, da cui si dipartono strade secondarie, &#8220;<em>darb&#8221;,</em> che spesso si concludono in vicoli ciechi <em>&#8220;zouquaq</em>&#8220;) o nei quartieri normanni del Monte e del Piano (a pianta regolare, con strade principali parallele unite perpendicolarmente da vicoli per lo più gradinati ed a forte pendenza).<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fzpFlYnWxFI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fzpFlYnWxFI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Orti Saraceni]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/orti-saraceni/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:18:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/23/orti-saraceni/</guid>
<description><![CDATA[Gli  Orti saraceni sono risalenti al sec. IX-X ed ancora in uso, testimoniano un modo sapiente delle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-104" title="Orti Saraceni " src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/orti-saraceni-2-011.jpg?w=300" alt="" width="270" height="203" />Gli  <strong>Orti saraceni</strong> sono risalenti al <strong>sec. IX-X ed ancora in uso</strong>, testimoniano un modo sapiente delle <strong>popolazioni arabe</strong> di sfruttare i terreni, altrimenti brulli ed improduttivi.<br />
Esse, infatti, sfruttarono le loro conoscenze e capacità di insediarsi in luoghi inadatti alle coltivazioni creando numerosi giardini-frutteti terrazzati, utilizzando un ingegnoso sistema di raccolta delle acque meteoriche e sorgive.<br />
Da un&#8217;attenta lettura degli orti di <strong>Tricarico</strong> si evincono due tipi di coltivazione, uno prossimo alle mura dell&#8217;abitato, costituito per lo più da frutteti (gli orti di crinale) e l&#8217;altro posto ai piedi del crinale (gli orti di valle) adibito principalmente alla coltivazione degli ortaggi.<br />
Linkografia:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tricarico">http://it.wikipedia.org/wiki/Tricarico</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per la cronaca (Algeria vs Egitto)]]></title>
<link>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/18/per-la-cronaca/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 19:38:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
<guid>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/18/per-la-cronaca/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Algeria accede alle fasi finali dei mondiali battendo per 1 a 0 l&#8217;Egitto. Partita tesa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;Algeria accede alle fasi finali dei mondiali battendo per 1 a 0 l&#8217;Egitto. </p>
<p>Partita tesa, giocata sull&#8217;agonismo, ma corretta.</p>
<p>Spalti gremiti e gran tifo nonostante la partita si disputasse a Khartum.</p>
<p>Dopo il gol algerino, si è giocato a una porta.</p>
<p>Correttezza sugli spalti. </p>
<p>Alla fine invasione di campo.</p>
<p>Altre note: in sottofondo, al termine della cronaca, abbaiava un cane.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[✍ Il collezionista]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/11/16/%e2%9c%8d-il-collezionista/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:40:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
<guid>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/11/16/%e2%9c%8d-il-collezionista/</guid>
<description><![CDATA[Tutto ebbe inizio e fine  in una calda notte d’estate. &nbsp; Magritte dopo aver vagato per giorni e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-546" title="magritte" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/11/magritte.jpg?w=150" alt="magritte" width="150" height="112" /></p>
<p>Tutto ebbe inizio e fine  in una calda notte d’estate.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">Magritte dopo aver vagato per giorni e giorni alla ricerca di avventura e novità, voleva assolutamente tornare a casa. Dalle sue cose, dai suoi fratelli, Marx e Morrison. Mai come allora ne sentiva la mancanza nonostante baruffe e zuffe e dispetti continui. Non vedeva l’ora di riabbracciarli e riprendere la vita di sempre.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma il cammino era ancora lungo ed irto di pericoli.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Intanto, in casa,  Marx e Morrison stavano ormai perennemente col muso attaccato ai vetri delle finestre sperando di poter rivedere da un momento all’altro il fuggiasco e con le orecchie tese per percepire anche il più lieve e lontano dei rumori. Avevano un gran senso di colpa: giorni prima, infatti, avevano esagerato, schernendo e ferendo il piccolo Magritte. L’ansia e  la preoccupazione erano tante che non avevano nemmeno fame. Le loro ciotole erano ricolme, ma loro vi passavano accanto lentamente e con infinita tristezza si accoccolavano nelle loro cucce, con il cuore a pezzi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Zampaglione era il bulletto del quartiere. Collezionava scippi e furti di autoradio per comprarsi sigarette, bei vestiti , birra e la benzina per scorrazzare col suo sgangherato motorino. Qualche volta aveva esagerato e si era fatto qualche mese in riformatorio. Quella sera era annoiato, solo senza i suoi compagni di merenda impegnati in trasferta. Dopo aver bighellonato senza meta, si era scolato tre birre e si accingeva senza fretta e senza entusiasmo a tornarsene nella stamberga in cui viveva.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Marcello, Francesca e Fiammetta, chi con l’auto, chi a piedi stavano setacciando il quartiere e la città alla ricerca dello scomparso. Anche loro, come i loro fidati amici, avevano il morale a terra. Nelle loro menti continuavano a delinearsi gli scenari più catastrofici e terrificanti nei quali il loro piccolo insostituibile tigratino finiva o schiacciato da un’auto o rapito o aggredito da gattacci o toponi o cagnoloni ferocissimi e spietati. Più il tempo passava e più lo scoramento aumentava. Più il tempo passava più quegli scenari si avvicinavano alla realizzazione.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Magritte si divincolava e miagolava a squarciagola sul fondo di quel lurido e puzzolente sacco in cui era stato rinchiuso. Ormai, pensava, son bell’e fritto ! O mi uccideranno e mi mangeranno o sarò venduto a qualcuno chissà dove. Addio cari fratelli, addio amati padroni, addio mia bella e adorata casetta !</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La stamberga di Zampaglione era una sordida baracca lercia e maleodorante praticamente vicinissima al mare. In tutte le ore del giorno le sirene delle navi squarciavano l’aria e si insinuavano fra gli olezzi di quella fetida dimora disturbando ed irritando il bulletto che, spesso, esasperato, si lasciava andare in urla, imprecazioni e bestemmie.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La barca scivolava lemme lemme, sull’acqua calmissima. I due individui che vi erano a bordo avevano vestiti strani. E barbe lunghe, maestose. I loro visi erano imperturbabili, non lasciavano trasparire alcuna emozione. Uno dei due remava alacremente  mentre l’altro, a prua, reggeva due grossi sacchi animati di tanto in tanto dai bruschi movimenti di chi vi era rinchiuso dentro. La barca era diretta al largo, poco distante. Dove era ormeggiato un panfilo enorme, con scritte arabe sulle fiancate e con altri individui simili a quelli della barca che andavano su e giù per il ponte.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Lo sceicco Omar Suleiman era stravaccato sulla poltrona e, piluccando dell’uva novella, attendeva l’arrivo dei suoi fidi. Lo sceicco era uno dei più grossi collezionisti di gatti del mondo. Nel suo palazzo , a Medina, ne possedeva almeno 500, di tutte le taglie e razze. La sua, però, era un collezione “al contrario” : li possedeva non certo per amore, ma per odio. E,  ogni mattina,  tre gatti scelti a caso venivano uccisi a fucilate dal barbuto sceicco che, così, si vantava della mira, della lunga distanza e dello scarso  numero di pallottole usate. In occasioni speciali, naturalmente, le esibizioni e i sacrifici aumentavano di frequenza e di numero. I gatti uccisi venivano poi affidati al cuoco di corte deputato a trasformarli in prelibati manicaretti da offrire ad inviati ed ospiti ignari. Ad Omar, l’unico ovviamente a sapere, era destinato il pezzo più grosso del gatto  più grosso.</p>
<p style="text-align:justify;">Per mantenere “viva” questa collezione lo sceicco nutriva a crepapelle i poveri mici collezionati ma, soprattutto, aveva bisogno di continuo ricambio. E, così, il suo panfilo girovagando per il mondo portava lo scellerato sceicco a divagarsi e a rastrellare, nel contempo, dai vari porti, gatti di ogni sorta.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Zampaglione stava quasi per andare a letto quando le sue orecchie percepirono distintamente dei miagoli. Zampaglione era un gran farabutto, ma amava svisceratamente i felini. Si diresse alla finestra per guardare nel buio e vedere se ci fosse qualche micio in difficoltà. Ma non vide nessuno. Stava per girare i tacchi quando il bagliore della luna, liberato da una grossa nuvola, illuminò la barca e i suoi occupanti. Ed udì distintamente i miagolii provenire da quella parte. Così, d’istinto, urlò per fermare quei loschi figuri. Ma naturalmente ebbe l’effetto opposto, due sguardi torvi e barbuti lo inquadrarono per un attimo e la barca virò velocemente. Il bullo si precipitò per strada dirigendosi verso un vicoletto che gli avrebbe permesso, forse,  di raggiungere il varco del molo prima di quei maledetti barbuti. Se fosse riuscito ad arrivare prima gliela avrebbe fatta vedere a quei due  balordi. Tra l’altro era uscito ben armato di un grosso bastone e del suo immancabile coltellaccio a serramanico. Mentre correva a perdifiato si scontrò letteralmente con Francesca che sbucava da un vicoletto parallelo. I due si conoscevano e, sebbene frequentassero mondi completamente diversi, non si evitavano nelle rare occasioni di incontro. In breve il bulletto, dopo aver aiutato Francesca a rialzarsi, raccontò i fatti alla ragazza la quale immediatamente si unì a lui alla volta del molo. Trafelati ma primi, si appostarono laddove il muraglione del molo si chiude come una u, lasciando lo spazio per l’ingresso e l’uscita delle imbarcazioni. L’acqua smossa dai remi li avvertì che la barca araba era nei pressi. Francesca non sapeva come fare a fermarli ma un megafono e una torcia  trovati lì accanto le fecero venire una bella idea. E giocò d’astuzia e bluffò. Zampaglione fu istruito a dovere e, con voce stentorea e in perfetto italiano, dopo essersi qualificato come Guardia di Finanza, intimò al natante di fermarsi per un controllo, brandendo la torcia. Gli arabi ci cascarono e, riluttanti, accostarono. A quel punto Zampaglione spiccò un balzo portentoso ed atterrò sula barca facendola rovesciare. Francesca urlava a più non posso. Qualche finestra nei dintorni si illuminava. Gli arabi presi dal panico  e temendo l’arresto fuggirono nuotando verso il mare aperto, abbandonando il loro carico al suo destino. I sacchi, infatti, rovesciata la barca, stavano colando a picco con il loro prezioso contenuto. A Francesca non rimase che tuffarsi in quell’acqua melmosa e catramosa nella speranza di acciuffarli. Il buio era totale nonostante Zampaglione cercasse di fare chiarore con la torcia. La ragazza si immerse sempre più in profondità e, quasi alla cieca, brandendo le braccia riuscì ad afferrare i due sacchi che lentamente ma inesorabilmente stavano inabissandosi. Il peso aumentato e la stanchezza avrebbero certamente risucchiato sul fondo anche la ragazza se il bullo non fosse intervenuto. Fradici, spossati ma contenti i due riuscirono a guadagnare la riva e, immediatamente, sciolsero i lacci che chiudevano quei sacconi di iuta. Tutti i gatti balzarono fuori come saette, fradici ed affamati, ma vivi. In un baleno i sacchi si svuotarono e i mici cominciarono a sgrullarsi  l’acqua di dosso. Di Magritte, però, nessuna traccia. Francesca era avvilita. Era sicura, certa, che il suo adorato micio era lì. Dopo aver passato nuovamente in rassegna tutti i gatti, si diresse di nuovo ai sacchi che giacevano ormai flosci sulla riva. A quel punto, però, da uno dei sacchi fece capolino un musetto, poi due zampette bianche. Era lui ! L’adorato Magritte. Malconcio, fradicio d’acqua, provato ma assolutamente vivo. Francesca lo prese in braccio e se lo mangiò letteralmente di baci. E lui, nonostante fosse in quello stato, la ricambiò immediatamente con una scarica di fusa sonorissime.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Zampaglione sedeva, tutto azzimato ed elegante, fra Fiammetta e Francesca. All’altro lato del tavolo Marcello, versando il vino nei bicchieri, non finiva più di elogiare l’eroico comportamento del ragazzo. Il calore di una famiglia e la stima che gli piovevano addosso, davano al bullo una sensazione mai provata prima. Si sentiva diverso, si vergognava di quello che era stato sino ad allora, pensava alla sua fetida tana, alla sua vita sprecata, sino ad allora.</p>
<p style="text-align:justify;">Morrison e Marx , raggianti ed emozionati , avevano regalato a Magritte una bella pallina colorata con la quale il micino si stava divertendo un mondo. E gli avevano riservato delle crocchette speciali super costose (che di solito si contendevano a baruffe).  Che bello, pensava il piccolo, essere di nuovo in famiglia, circondato da affetto e coccolato. Che pazzo sono stato, e promise solennemente che non avrebbe mai più lasciato quella adorabile casa.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><span>☼ 8 giugno 2008</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><span><strong>☂ ogni riferimento a persone o fatti è assolutamente casuale</strong></span></span></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Conversaţie interesantă pe www.tagged.com]]></title>
<link>http://bloguluflory.wordpress.com/2009/11/15/conversatie-interesanta-pe-www-tagged-com/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:08:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Blogu' lu' Flory</dc:creator>
<guid>http://bloguluflory.wordpress.com/2009/11/15/conversatie-interesanta-pe-www-tagged-com/</guid>
<description><![CDATA[Am contul de pe Tagged de vreo 3 ani şi am primit sute de mesaje, care mai de care mai ciudate sau m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Am contul de pe Tagged de vreo 3 ani şi am primit sute de mesaje, care mai de care mai ciudate sau mai cretine. Majoritatea mesajelor le primesc de la arabi, care îmi spuneau că mă iubesc şi că vor o relatie cu mine, deşi am o singură poza pe profil şi nu am postate cine ştie ce detalii despre mine. Am mai primit unele de genu&#8217;:</p>
<p style="text-align:left;"><em>&#8220;nu te supara ca te intreb asa direct dar ai vrea sa iti ling pasarica? id-ul meu e ady_no2 si putem face tot ce iti trece prin cap..&#8221;<!--more--></em></p>
<p>WTF, man?! Yuck&#8230; Pe bune, acum&#8230;</p>
<p>Am mai primit şi mesaje de la arabi care cred că dacă îmi scriu în limba română eu mă ud la&#8230; tastatură şi mă îndrăgostesc de ei:</p>
<p><em>&#8220;hello sweety cum esti tu sa zi? fouzi IM din Algeria şi im vrei să te cunosc şi vorbesc cu dumneavoastră, dacă aveţi timp liber la a trimite eu tău MSN sau Yahoo ok? Eu aştept OK dvs. de răspuns? La revedere avea grijă tu cant vorbi cu mine&#8221;</em></p>
<p>Din nou&#8230; Yuck&#8230; Ăstora nici măcar nu mă deranjez să le răspund.</p>
<p>Dar, uneori, mai am chef de caterincă şi le răspund. Următoarea conversaţie a avut loc azi, ceva mai devreme:</p>
<p><em><strong>&#8220;el:</strong></em></p>
<p><em>I am looking for a serious relationship</em></p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>ok&#8230; keep looking&#8230;</em></p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>No No No Achtertki you and not all of Hb and bear </em> (wtf?! =)) )</p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>you want a serious relationship with me? why? you don&#8217;t even know me&#8230;</em></p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>Yes it is true, but I want to know you &#8230;. it is not impossible &#8230;..ok</em></p>
<p><em><strong>eu</strong>:</em></p>
<p><em>And how  do you plan to do that? I&#8217;m in Romania and you are in Algeria&#8230; Can&#8217;t you see a </em><em>small</em> problem around here? &#8216;Cause I&#8217;m not going to come to your country&#8230; Sorry&#8230;</p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>No problem &#8230;. &#8230; We are not Taatasefin very sophisticated in the world &#8230;. and I want a frank answer away from all Moduayat &#8230;.. ok&#8230;&#8230;geve me your yahoo or msn </em>(din nou: wtf?! =)) )</p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>no thanks&#8230; i&#8217;ll stick with the guys from my own country&#8230; sorry</em></p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>I do not want to Tervsi this idea in principle &#8230; but then &#8230; the contrary, try to judge them &#8230;..</em> (huh?!)&#8221;</p>
<p>Nu i-am mai răspuns. Ce rost mai are? Chiar vorbeam cu o prietenă zilele trecute de chestia asta. Şi ea are aceeaşi problemă, tot pe acelaşi site. Arabii ăştia ce cred? Că ne trimit un mesaj în care ne cer id-ul de mess iar, după ce i-l dăm, ne aburesc în aşa hal în cât ne pierdem minţile şi ne ducem la ei în ţară? Asta ar fi, că altceva eu nu înţeleg.  Ar mai fi o idee să îmi pun contul pe privat şi cred că ăsta e următorul pas.</p>
<p>A, am uitat&#8230; Azi am mai avut o conversaţie, tot cu un arab:</p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>&#8220;hello how are u i want ur be friend give me the e-mail Yahoo and MSN now i hope ur can add my email (sherzadze1 @ yahoo) MSN (lovly_gierl @ hotmail) shall wait for you now</em></p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>wait for me&#8230; i shall come and i&#8217;ll bring a beautiful friend with me&#8230; it&#8217;s ok with you? </em>(puţină caterincă nu strică niciodată, nu?)</p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>give me ur email i well add u</em></p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>no</em></p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>why i want ur be as my friend give me email now</em></p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>why?</em></p>
<p><em><strong>el:</strong></em></p>
<p><em>honey i want ur be as my friend right give me ur email now</em></p>
<p><em><strong>eu:</strong></em></p>
<p><em>fuck off, you cock sucker!&#8221; </em>(mă enervase deja)</p>
<p>Poftim?! De când şi până unde îmi ordonă el să-i dau id-ul meu de mess?! Id-ul meu e privat&#8230; Îl ştiu numai prietenii mei din <strong>realitate</strong>&#8230;</p>
<p>Bine, acum să nu fiu ipocrită. Ieri mi-a dat mesaj un tip absolut minunat. E grec şi cântă la chitară&#8230; Văd că tocmai mi-a răspuns la mesajul pe care i l-am trimis mai devreme&#8230; Trebuie să ii răspund <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">nu te supara ca te intreb asa direct dar ai vrea sa iti ling pasarica? id-ul meu e ady_no2 si putem face tot ce iti trece prin cap..</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ibn Arabi, Bulent Rauf and The Beshara School]]></title>
<link>http://kopihalia.wordpress.com/2009/11/14/ibn-arabi-bulent-rauf-and-the-beshara-school/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:28:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>kopihalia</dc:creator>
<guid>http://kopihalia.wordpress.com/2009/11/14/ibn-arabi-bulent-rauf-and-the-beshara-school/</guid>
<description><![CDATA[Quite by accident, I stumbled upon The Beshara School for Esoteric Education. From what I gather, th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quite by accident, I stumbled upon <a href="http://beshara.org/">The Beshara School</a> for Esoteric Education. From what I gather, the teachings of the school are based mostly on the life and works of Ibn Arabi, and advocates the idea that the purpose of life is education.</p>
<p>The ideas are not new, of course, considering they&#8217;ve been gathered from ancient texts. However, the expression of these ideas are remarkable &#8211; they are relevant to the world today, practical, and hopeful without being pretentious or flakey. In my opinion, at least. </p>
<p>I particularly enjoyed the talk, &#8220;Towards a Unified Vision&#8221; by Peter Young, the school&#8217;s principal, which is interesting is many respects, one of which is that the title is quite literal &#8211; Peter Young doesn&#8217;t use &#8220;vision&#8221; in that &#8220;hope&#8221;, &#8220;ideal&#8221; etc sense of the word, but really, the ability to see. This was inspired by Arabi&#8217;s likening to humanity as &#8220;the point in the eye&#8221;, or the pupil. Something like that.</p>
<p>Anyway, I transcribed a bit of the talk, which I think is as beautiful read as it is heard, and hope to complete the transcription soon. Meanwhile, here&#8217;s the video:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/hePXUcFuP-I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/hePXUcFuP-I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Partly because there&#8217;s a Beshara school in Indonesia, which I hope to be able to attend, I scrutinised the Beshara website and thereafter Googled it. I then discovered Bulent Rauf, a Turkish writer/mystic/chef, who translated Arabi&#8217;s works and was heavily involved in the Beshara school. One of writings, <a href="http://www.bulentrauf.org/pages/2.html">Response to Sheer Beauty</a>, expresses wonderfully what I think of art:</p>
<p><em>Response to Sheer Beauty, Universal, all pervading, has to be in the same way universal, all pervading, etc. If not, then the response does not fit or suit the original uniqueness of the premise which Sheer Beauty expresses. </em> -Bulent Rauf</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Identitatea arabă. Istorie, limbă, cultura]]></title>
<link>http://resurseislamice.wordpress.com/2009/11/13/identitatea-araba-istorie-limba-cultura/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:36:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>responder777</dc:creator>
<guid>http://resurseislamice.wordpress.com/2009/11/13/identitatea-araba-istorie-limba-cultura/</guid>
<description><![CDATA[AUTOR Nadia Anghelescu Editura Polirom 2009. www.polirom.ro COLECTIE PLURAL.M PRET 35.95 RON ISBN 97]]></description>
<content:encoded><![CDATA[AUTOR Nadia Anghelescu Editura Polirom 2009. www.polirom.ro COLECTIE PLURAL.M PRET 35.95 RON ISBN 97]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il senso delle cose. L'ANIMA resta lì e non si tocca!]]></title>
<link>http://paolazeppieri.wordpress.com/2009/11/12/il-senso-delle-cose-lanima-resta-li-e-non-si-tocca/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:20:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolazeppieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella mano di un angelo, chiusa tra polpastrelli rigidi di velluto invecchiato al sole, scorgiamo qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nella mano di un angelo, chiusa tra polpastrelli rigidi di velluto invecchiato al sole, scorgiamo qu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Bossi non piacerebbe.]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/05/a-bossi-non-piacerebbe/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:14:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
<guid>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/05/a-bossi-non-piacerebbe/</guid>
<description><![CDATA[Per la ricorrenza dei morti, mio cugino Angelo, ormai milanese doc, è venuto a trovarmi ad Avellino.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-325" title="melanzane" src="http://quadernisocialisti.wordpress.com/files/2009/11/melanzane.jpg" alt="melanzane" width="127" height="95" />Per la ricorrenza dei morti, mio cugino Angelo, ormai milanese doc, è venuto a trovarmi ad Avellino. Pinuccia che conosce le sue abitudini gli ha preparato, fra l’altro, uno dei suoi piatti preferiti: la Parmigiana di Melanzane. Si tratta di un piatto completo dal sapore unico, direi mitologico. La parmigiana infatti evoca culture diverse e contaminazioni fra varie tradizioni culturali. Già il nome trae in inganno perché la nostra pietanza poco o nulla ha che fare con la cittadina emiliana. Infatti la parmigiana è una pietanza meridionalissima. nata a Napoli e in Sicilia, si è poi  diffusa in tutta Italia. Per la preparazione della Parmigiana bisogna disporre in una teglia tre strati di cibi differenti, cucinati in maniera diversa. Il primo strato è di melanzane fritte. Sopra, dopo una spolverata abbonante di parmigiano, si mette uno strato di ragù e su questo pezzetti di mozzarella o affumicata o di bufala e infine, dopo un altro strato di melanzane, ragù e parmigian grattato. La parmigiana è dunque un piatto multiculturale, perché le sue pietanze vengono da diverse parti del mondo. La melanzana  è di origine indiana, portata dagli arabi in Occidente nel Medioevo, dal latino <em>mala insana</em>, a causa della cattiva fama procuratasi perché ritenuta velenosa, a partire dal giudizio di alcuni medici e “dietisti islamici”: “Ibn Sina la collega a molte malattie, dalla lebbra al cancro fino alla cefalgia e alle emorroidi. Ibn Masawayh afferma che copre la bocca di pustole […] Genera malinconia secondo Ali ben Rabban al-Tabari” (Riera-Melis 2002, p. 15).Il pomodoro a sua volta è nativo della zona del centro-Sud America. Gli <a title="Aztechi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aztechi">aztechi</a> lo chiamarono <em>xitomatl.</em> La data del suo arrivo in Europa è l&#8217;anno <a title="1540" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1540">1540</a>.L’altro elemento i parmigiano è italiano del Nord Italia e la mozzarella è del sud, anzi campana: nata ad Aversa e perfezionata nella piana dal Sele, anche se il bufalo è  un animale, originario dell&#8217;India orientale introdotto in seguito all&#8217;invasione dei Longobardi, o secondo altri dai  Re Normanni intorno all’anno 1000 che lo portarono nel continente dalla Sicilia, dove era stato introdotto dagli Arabi. Infine a legare tutto c’è l’olio di oliva che non può essere che mediterraneo,  unendo, quindi, in un unico elemento tutte le culture che si affacciano sul mare di mezzo.</p>
<p>La parmigiana di melanzane è un esempio concreto di contaminazione di popoli e culture. I suoi ingredienti che non vengono schiacciati o spremuti o pestati comunicano fra loro senza perdere identità, anzi integrandosi ed esaltandosi vicendevolmente, uniti dall’olio di oliva che mette in relazione i diversi sapori e ne facilita la convivenza. Un vero inno all’integrazione dei popoli.</p>
<p>Ad alcuni la parmigiana piace riposata, cioè mangiata il giorno dopo la cottura. Anche questo elemento è forse la prova che l’integrazione fra culture ha bisogno di tempo per crescere e maturare. Per iniziare, però, bisogna mettere uno strato di melanzane fritte in una teglia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalla guerra all'Iraq al crollo di Wall Street: causa ed effetto]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/11/01/dalla-guerra-alliraq-al-crollo-di-wall-street-causa-ed-effetto/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:19:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
<guid>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/11/01/dalla-guerra-alliraq-al-crollo-di-wall-street-causa-ed-effetto/</guid>
<description><![CDATA[ARTICOLO APPARSO SU L&#8217;ARENA DI VERONA DEL 1° NOVEMBRE A FIRMA DI SIMONE INCONTRO SAGGI. Gabrie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><a href="http://www.larena.it/stories/Cultura%20&#38;%20Spettacoli/100239__dalla_guerra_alliraq_al_crollo_di_wall_street_causa_ed_effetto/">ARTICOLO APPARSO SU L&#8217;ARENA DI VERONA DEL 1° NOVEMBRE</a> A FIRMA DI <strong>SIMONE INCONTRO</strong></em></p>
<p><strong>SAGGI. Gabriele Catania in «Petrolio Shock» analizza il fallimento dei «neocon» di Bush e gli effetti su petrolio e borse<br />
Europa e Giappone pagano il prezzo più alto a causa  della dipendenza energetica dagli idrocarburi<a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop10.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-94" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop10.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></strong></p>
<p>&#8220;Il surriscaldamento del pianeta è una minaccia grave, urgente e crescente per il nostro pianeta. Se continuiamo di questo passo, rischiamo di consegnare alle generazioni future una catastrofe irreversibile&#8221;. Ha usato parole senza mezzi termini il presidente americano Barack Obama, il mese scorso durante il suo intervento al palazzo di vetro delle Nazioni Unite alla conferenza sul clima. Ad ascoltarlo c&#8217;erano i rappresentanti di tutti i Paesi del mondo. La battaglia sull&#8217;ambiente, al momento, sembra essere quella che sta andando meglio per l&#8217;inquilino della Casa Bianca. C&#8217;è grande sostegno su questo tema perché Obama ha creato già dalla campagna elettorale la connessione sulla quale tutti gli americani sono d&#8217;accordo: salvare il pianeta significa avere in prospettiva l&#8217;indipendenza dal petrolio. Tutti, secondo il presidente, vogliono un clima migliore, allontanare l&#8217;incubo delle terribili distruzioni di cui parla l&#8217;ex vice di Bill Clinton e premio Nobel Al Gore, e non vogliono morire dipendenti dall&#8217;oro nero. L&#8217;obbiettivo della squadra di Obama &#8211; guidata dallo scienziato e premio nobel Steven Chu &#8211; è quello di sviluppare fonti alternative di energia e un&#8217;avanzata industria manifatturiera capace ci creare centinaia di migliaia di posti di lavoro legati al rispetto dell&#8217;ambiente.<br />
La scommessa dell&#8217;ex senatore dell&#8217;Illinois, come scrive Maurizio Molinari nel suo libro &#8220;Il Paese di Obama&#8221; (Laterza, pp. 196), è di aprire le porte a &#8220;una nuova generazione di invenzioni&#8221; e la California è il modello energetico a cui guardare al fine di raggiungere un triplice scopo: combattere il surriscaldamento del pianeta, aiutare la ripresa economica nazionale e soprattutto ridurre la dipendenza da nazioni instabili come i Paesi arabi e il Venezuela. Questo nuovo progetto americano è in netto contrasto con quanto svolto da George W. Bush. I suoi otto anni alla Casa Bianca e il forte legame con il Big Oil (le grandi compagnie petrolifere) sono stati esaminati in modo molto approfondito nel saggio del direttore del Comitato per gli Studi Geopolitici, Gabriele Catania, &#8220;Petrolio shock&#8221; (Castelvecchi Editore, pp. 344). Il sottotitolo racchiude molto bene il contenuto: &#8220;La crisi energetica dalle guerre di Bush alla polveriera iraniana&#8221;. La tesi di fondo del volume di Catania è che Bush e i suoi consiglieri neoconservatori &#8211; che speravano l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq desse il via a un contro-shock petrolifero capace di abbattere le petromonarchie del Golfo &#8211; sono stati i principali responsabili del terribile shock energetico e della crisi finanziaria odierna. &#8220;Con i loro errori, Bush e i falchi neoconservatori hanno messo fuori gioco l&#8217;unica industria petrolifera che avrebbe potuto compensare la crescita della domanda energetica mondiale, causata in primo luogo dallo sviluppo industriale di Cina e India&#8221;, sostiene Catania, &#8220;Lo shock petrolifero ha colpito l&#8217;Europa e il Giappone molto più dell&#8217;America, ormai una superpotenza post-industriale e post-idrocarburica (due terzi del petrolio statunitense è destinato ai trasporti)&#8221;. Catania ha il pregio di ricordare due dati importanti: il primo è che l&#8217;Unione Europea importa circa la stessa quantità di petrolio dell&#8217;America, oltre 12 milioni di barili al giorno, e che l&#8217;eurozona è, da sola, il secondo consumatore mondiale di oro nero; il secondo che negli ultimi anni l&#8217;unica grande potenza ad aver retto il passo dei giganti asiatici è stata proprio quella statunitense. Perfino nel 2008, malgrado due guerre estremamente costose, ventisei fallimenti bancari, la recessione immobiliare e il crollo delle Borse, il Pil americano ha fatto lievemente meglio di quello dell&#8217;eurozona. Catania esamina in modo davvero interessante la ritrovata prosperità del Texas di Bush, legata al mondo del petrolio e a quello del gas naturale, con Houston simbolo di questa rinascita, la relazione speciale che lega gli Usa all&#8217;Arabia Saudita, la ritrovata importanza geopolitica della Russia grazie al suo immenso armamento di materie prime. Materie prime di cui l&#8217;Italia così tanto ha bisogno. Nel saggio è sottolineato il dato secondo il quale il 74,5% di tutta l&#8217;energia consumata in Italia è ricavata da petrolio o gas naturale. L&#8217;Italia deve importare buona parte dell&#8217;energia che consuma: non a caso la sua dipendenza energetica è pari all&#8217;87%. Fanno peggio, in tutta l&#8217;Unione Europea, solo Cipro, Malta, il Lussemburgo e l&#8217;Irlanda, mentre la dipendenza energetica tedesca è del 61%, quella francese si attesta sul 51% (sotto la media del 54%) e quella britannica sul 21%. Se Obama decidesse di seguire il corso del suo predecessore, autorizzando un attacco all&#8217;Iran (quarto produttore petrolifero del pianeta), noi saremo i primi a risentire delle conseguenze e, avverte infine, Catania, &#8220;quel che è accaduto in questi anni apparirebbe, al confronto, un tragico scherzo&#8221;, non solo per l&#8217;Italia ma per il mondo intero.</p>
<p>Per acquistare il saggio, uscito proprio in questi giorni,<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=petrolio%20shock&#38;srch=0&#38;Cerca.x=0&#38;Cerca.y=0&#38;cat1=1&#38;prm="> &#8220;PETROLIO SHOCK La crisi energetica dalle guerre di Bush alla polveriera iraniana&#8221; </a>di Gabriele Catania (Castelvecchi Editore) si clicchi qui.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[nu sunt printre straini]]></title>
<link>http://confruntadurerea.wordpress.com/2009/11/01/nu-sunt-printre-straini/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 00:01:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>confruntadurerea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Trisez cand vine vorba despre confort, recunosc. Imi place sa merg oriunde, sa fac orice dar sa stiu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-2112" title="gem" src="http://confruntadurerea.wordpress.com/files/2009/11/dsc00468.jpg" alt="gem" width="497" height="372" /></p>
<p><strong>Trisez cand vine vorba despre confort, recunosc. Imi place sa merg oriunde, sa fac orice dar sa stiu ca, la un moment dat, ma intorc intr-un loc care sa-mi mangaie fiecare colt de minte si de piele. Ma bag in orice cacat cu mintea si corpul pregatite dar trebuie sa stiu ca ma intorc in confort. Nu ma grabesc, nu fug repede inapoi, imi fac treaba in ale chinuirii propriei persoane, imi fortez limitele poate mai mult decat cei care nu au un loc<!--more--> ca lumea in care sa se intoarca.</strong></p>
<p><strong>In Berlin am stat in ultima vreme in Charlottenburg. Am stat multa vreme in Mitte, centrul Berlinului dar serviciile erau mediocre, in Charlottenburg sunt excelente. Mitte-ul era plin de snobi si de turisti, in Charlottenburg e aristocratia berlineza si asta se simte pana si-n mirosul aerului. Mi-am ales cartierul asta pentru ca am vrut sa scriu in liniste, nu sunt genul de scriitor care trebuie sa stea in mijlocul pulsarii vietii ca sa scrie. Eu plec, imi strang intamplari si ma intorc sa le pun pe hartie in liniste perfecta. Nu pot sa traiesc si sa scriu in acelasi timp. In ultima luna insa mi-am simtit mintea usor amortita. Autosuficienta, linistea, bunastarea cartierului m-au amortit. Am incercat cu drumuri de seara in Lichtenberg sau Neukölln dar nu mi-a fost de ajuns. Lichtenberg este cartierul nazist al Berlinului, cartier din care, in weekend, e o traditie sa plece grupuri de neo-nazisti catre Friedrichshain, cartierul declarat alternativ din Berlin si, din pacate, invecinat cu Lichtenberg-ul. Neo-nazistii agreseaza verbal si, atunci cand pot trece de vigilenta politiei, si fizic oamenii care par “altfel”. Neukölln-ul este cartierul arabesc al Berlinului, cartier in care nu se vorbeste nici o boaba de germana. Nemtii se refera la el ca la “cartierul unilateral in care se gasesc legume bune”. Ma duc in ambele cartiere atunci cand amortesc, asa cum am spus, intr-o bunastare fizica si mentala care nu imi este, de fapt, proprie. Inteleg acum foarte bine ce mi-a raspuns unul din cei mai buni prieteni ai mei la intrebarea mea: “In Berlin sunt multi arabi si rusi?”. L-am simtit usor iritat atunci, el neiritandu-se usor. Eu ma pregateam sa ma mut la Berlin, el era medic in Berlin de foarte multi ani. Mi-a raspuns: “Draga mea, sa stii ca in Berlin sunt si foarte multi nemti.” Mi-a dat atunci o palma discreta pentru intrebarea mea stupida care denota intoleranta si un orizont marunt in ale vietii pe termen lung in Occident. Cateodata, intr-adevar, nemtii, cu tot ce au ei mai bun, te fac sa te simti amortit. Le imprumuti starea contagioasa si te trezesti deodata ca nu iti este proprie si ca vrei sa iesi din ea pana cand nu sfarsesti prin a fi zidit in ceva ce nu iti este deloc familiar.</strong></p>
<p><strong>La pranz am iesit in temporarul meu Charlottenburg si am privit seninatatea bogatiei cartierului. Veneau multi copii costumati de Halloween sa isi ceara dulciurile. Parintii ii aduceau cu masina si ii urmareau cu timiditatea si daruirea tipice germane, copiii se intristau foarte tare cand cineva nu le raspundea iar atunci parintii ieseau din masina si sunau din nou la cei care nu raspunsesera. Daca acestia raspundeau, parintii le explicau cat de tare se intristasera copiii si atunci usa se deschidea de cele mai multe ori. Italienii de la parter iesisera cu biscotti proaspat facuti si dadeau parintilor care isi asteptau copiii, un domn a scos din masina o sticla de vin rosu, cineva de la etajul doi, privind scena, a coborat cu pahare. Ca intotdeauna, s-a pornit o discutie. Halloween-ul e ceva imprumutat, intr-adevar, dar copiii se bucura si, in fond, “orice prilej care ne aduce impreuna, ca sa mancam biscotti si sa bem vin rosu e bun, nu?”. Ce puteam sa zic? Asa e. Chiar daca eu nu beau vin.</strong></p>
<p><strong>Am plecat apoi spre o zona salbatica in cel mai frumos sens cu putinta, am plecat intr-o padure, pe marginea unul lac si voi sta in zona asta cel putin doua saptamani. Mi-a fost putin teama ca aceasta salbaticie imi va accentua deruta pe care o resimt in ultimele zile, deruta care a pornit dupa ce am citit post-ul unei fete care s-a dus la bunica ei la tara si s-a simtit acasa. Eu nu ma simt nicaieri acasa in clipa asta. Sase zile din sapte treaba asta mi se pare senzationala, o zi mi se pare ceva dezastruos. Am plecat in aceasta relativa salbaticie din doua motive, doua motive care, de fapt, se imbina intr-unul: viata din Charlottenburg m-a facut sa simt foarte dureros faptul ca nu ma simt nicaieri acasa in clipa de fata si ca ceea ce traiesc este doar o buna calatorie in casa altora. Mi-am spus sa ma rup oficial de tot, ca macar sa am o explicatie pentru cumplitul gol care se resimte in registrul ideii de “acasa”. As vrea sa ma pot intoarce undeva, la niste radacini cu care sa fiu impacata, si sa-mi trag ceva seva de-acolo. Dar nu am un astfel de loc. Asa cum stiti, nu am pe nimeni la tara. Asta o scriu si putin ironic pentru ca nu pot sa cred ca nu mai exista radacini romanesti care nu sunt la tara, nu pot sa cred ca nu mai exista oameni ca mine, oameni care nu au pe nimeni la tara si care nu si-au petrecut nici macar o vacanta la tara. Nu am nici un loc care sa-mi trezeasca amintiri vechi si bune, trecutul meu romanesc este o lupta continua de a pastra ceva delicat in mijlocul unui morman de laturi. Laturile stiute. In rest, am amintiri superbe, la fel ca si cele care s-au strans in acest an petrecut la Berlin, care nu au legatura cu radacinile mele ci cu ceea ce ma straduiesc sa devin. “Sunt acasa!” spunea fata in post. Eu nu pot spune asta in legatura cu nici un loc din lume in clipa de fata. Asa ca m-am simtit foarte in elementul meu cautand noaptea o casa in padure. Nu ma simteam, de fapt, rupta de nimic, nu ma simteam decat extrem de autentica. Eram in bezna, in padure, in frig naprasnic, cautand o casa care era luminata vag. Nu cunosteam pe nimeni, nu stiam nimic despre zona, nu stiam decat ca Polonia este foarte aproape. Ma rog, Polonia este aproape de Berlin dar este si mai aproape de locul in care voi locui in urmatoarea perioada. Cu toate ca nu am spus nimanui explicit, voiam sa simt aer de Est dar fara macabra degenerare a Estului experimentata in Romania. Dorinta de Est nu mi-a fost satisfacuta, interiorul caselor era decorat scandinav, la intrarea in fiecare casa erau dovleci cu lumanari in ei, lumea mergea pe biciclete si arata occidental, era o curatenie impecabila, tipic nordica, o cochetarie cu suflet tipic nordica.</strong></p>
<p><strong>Am ajuns la domnul de la care trebuia sa imi iau cheia casei, m-a auzit cainele lui si a inceput sa latre, domnul a iesit, m-a invitat inauntru. Mi-a spus de unde pot sa imi iau oua proaspete, de unde pot sa imi iau peste proaspat, mi-a spus de unde sa imi iau paine calda si mi-a spus ca doamna care face paine da si lectii de gatit mancare vegetariana. Farmacistei ii pui in cutia postala un biletel cu ce medicament vrei, ti-l aduce ea la usa ziua urmatoare, mi-a dat si numarul doctorului, daca apare vreo urgenta. I-am spus ca eu lucrez noaptea si ca ma trezesc tarziu, mi-a spus ca e perfect, ca nu ma va deranja nimic. Designul locului in care discutam batea detasat un designhotel din Florenta, de exemplu. La fel s-a dovedit a fi si design-ul casei in care locuiesc. Domnul mi-a facut cadou un borcan cu gem de pere culese din livada lui. Este cel mai bun gem pe care l-am mancat in viata mea.</strong></p>
<p><strong>Nu am vrut sa recunosc ca m-a preocupat ce am citit pe un profil de Facebook al unui baiat care sta in Paris. El a postat ce scrie pe un biletel fixat cu o candela pe mormantul lui Cioran din cimitirul Montparnasse. “Unui roman trait printre straini, ca si mine.” Biletul este scris de sotia lui Emil Cioran, Claudia. Nu exprimarea m-a miscat, nu am trait cine stie ce revelatie citind-o. Nu imi place sa ma gandesc nici la “un roman printre straini” si nici la un titlu ca cel al romanului Gabrielei Melinescu, “Acasa printre straini”. Straini imi sunt si imi vor ramane cei cu care nu am impartasit aceleasi valori, straini imi sunt cei care m-au umilit, care m-au redus la ce au putut ei digera, straini imi sunt cei care m-au iritat, infuriat, plictisit cu marlania, marsavia sau mediocritatea lor.</strong></p>
<p><strong>Nu sunt acasa dar nu sunt nici printre straini. Pentru ca eu nu am niste apropiati in raport cu care cei de-aici sau din alte tari sa-mi fie straini, mi-am dat seama cat se poate de clar de acest lucru. Problema mea ramane: nu am un “acasa”. Dar nu sunt printre straini. Sunt printre oameni care ma emotioneaza zilnic prin umanitatea lor. Astfel de oameni nu imi pot fi straini. Straini imi sunt cei care ma ingrozesc prin lipsa lor de umanitate. Si prin lipsa lor de concentrare.</strong></p>
<p><strong>Adevarul oribil si greu de suportat deocamdata este ca abia acum incep sa traiesc iar deruta vine din faptul ca nu am nimic, lucru care se justifica in cazul unui copil dar care nu se justifica in cazul unui adult.</strong></p>
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<title><![CDATA[NUOVE SANZIONI CONTRO L'IRAN, GUERRA SI AVVICINA]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/10/31/nuove-sanzioni-contro-liran-guerra-si-avvicina/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:11:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Comitato Bancario del Senato USA (Senate Banking Committee) ha approvato una normativa che consen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2009/10/29/senate-panel-authorizes-stronger-iran-sanctions/">Il Comitato Bancario del Senato USA (Senate Banking Committee) ha approvato una normativa che consentirebbe a Obama di imporre sanzioni più severe</a>. Essa è stata varata il giorno dopo l&#8217;approvazione di una normativa analoga da parte del Comitato Affari Esteri della Camera (House Foreign Affairs Committee); autorizzerà sanzioni contro le compagnie che forniscono all&#8217;Iran benzina e altri prodotti raffinati, e vieterà la quasi totalità degli scambi tra USA e Iran (eccetto cibo e medicine). Il presidente del Comitato Bancario del Senato, Christopher J. Dodd, ha dichiarato in proposito&#8221;noi dobbiamo mandare un segnale chiaro ai leader iraniani, che se continuano a sfidare la volontà della comunità internazionale, la nostra nazione è pronta a confrontarsi con loro&#8221;.<a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop10.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-94" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop10.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Gli israeliani si stanno abituando all&#8217;idea della guerra con l&#8217;Iran: i giornali pubblicano vignette in cui si ironizza sulla vulnerabilità israeliana, la gente comune parla del rischio di un nuovo conflitto. Come spiega Yossi Klein Halevi sul Wall Street Journal, in Israele sta prevalendo ormai la mentalità <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704107204574471282155997704.html?mod=rss_Today%27s_Most_Popular"><em>Ein breira</em>, &#8220;non c&#8217;è altra scelta [che attaccare l'Iran]&#8220;</a>.</p>
<p>Il governo israeliano è diviso in merito all&#8217;accordo sul nucleare proposto all&#8217;Iran, ma solo di facciata. <a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3797978,00.html">Infatti mentre Barak, ministro della difesa laburista, sostiene che l&#8217;accordo non basta a garantire la sicurezza di Israele, il primo ministro conservatore Netanyahu si è detto pubblicamente favorevole a esso</a>. Ma l&#8217;approvazione di Netanyahu è, politicamente parlando, il bacio della morte per l&#8217;accordo stesso: perchè gli iraniani, che già hanno chiesto significative modifiche, non possono certo accettare un accordo che riscuote il plauso del loro arcinemico. <a href="http://www.upi.com/Top_News/Special/2009/10/30/Analysts-pessimistic-on-Iranian-nuke-deal/UPI-65721256922991/">Non a caso gli analisti sono sempre più pessimisti sulla possibilità di un accordo tra la comunità internazionale e l&#8217;Iran.</a></p>
<p>In poche parole, diventa sempre più probabile l&#8217;ipotesi di un attacco all&#8217;Iran: le prime sanzioni, l&#8217;accordo che non arriva, il fatalismo israeliano, la crescente preoccupazione degli arabi. Ma le conseguenze di un attacco sarebbero catastrofiche: il prezzo del barile potrebbe arrivare anche a 200-250 dollari, e fare il pieno diventerebbe un salasso. Si legga, a questo proposito, il saggio economico<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=petrolio%20shock&#38;srch=0&#38;Cerca.x=0&#38;Cerca.y=0&#38;cat1=1&#38;prm="> &#8220;PETROLIO SHOCK La crisi energetica dalle guerre di Bush alla polveriera iraniana&#8221;</a> di Gabriele Catania (Castelvecchi Editore).</p>
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<title><![CDATA[Presa română: Un jeg ordinar]]></title>
<link>http://blue2403.wordpress.com/2009/10/29/281/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 17:30:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>blue2403</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le doresc tuturor imbecililor din media sau din politică,  care acum spun  că Preşedintele Băsescu a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Le doresc tuturor imbecililor din media sau din politică,  care acum spun  că Preşedintele Băsescu a]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Felicità]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/10/29/la-felicita/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 12:47:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Amine,  io non so più cosa ti passa per la testa. E non ti comprendo più. Tanto oggi come ieri. Come]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a rel="attachment wp-att-6884" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/10/29/la-felicita/librolettere/"></a><a rel="attachment wp-att-6885" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/10/29/la-felicita/attachment/9782021001426/"><img class="alignleft size-full wp-image-6885" title="9782021001426" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/10/9782021001426.jpg" alt="9782021001426" width="217" height="300" /></a>Amine</strong>,  io non so più cosa ti passa <strong>per la testa</strong>. E non ti comprendo più. Tanto<strong> oggi</strong> come<strong> ieri</strong>. Come se guardassi il mondo dall&#8217;alto di <strong>una montagna</strong>. Quello che ti succede <strong>non è una novità</strong>, e non<strong> lo sarà mai</strong>. Tu <strong>non</strong> sei il solo. Tu<strong> non</strong> sei solo. Guardati intorno, tutti questi muri bianchi <strong>senza vita</strong>, tutta questa gente che<strong> cammina senza un destino</strong>, tutte queste città che non<strong> hai ancora visto</strong> e tutto il tempo che ti resta qui (&#8230;). Se non ci si accontenta di <strong>quello che si ha</strong>,<strong> si spera</strong> ogni giorno di guardare dall&#8217;altro lato, l&#8217;altra<strong> riva</strong>. Fare questo è un <strong>grande buco</strong>, molto profondo, molto pericoloso,<strong> oscuro</strong>. Ma non dimenticarti che<strong> le cose</strong> <strong>migliori </strong>sono quelle<strong> più profonde</strong>, nel più profondo di noi, quelle che nessuno <strong>ha ancora toccato</strong>. Prova a &#8220;<strong>fare</strong>&#8221; piuttosto di &#8220;<strong>voler fare</strong>&#8220;. Non è mai facile, lo so, ma so anche che<strong> le cose facili</strong> se ne vanno altrettanto  facilmente. Tu lo sai che<strong> l&#8217;Europa</strong> non è il <strong>Paradiso</strong>. Tu dici che <strong>è bella</strong>. E&#8217; bella perchè tu l&#8217;hai vista nei <strong>films</strong>, letta nelle informazioni&#8230;Tutte le sere, quando ti corichi,<strong> tu preghi</strong>, immaginando come puo&#8217; essere la vita laggiù. L&#8217;Europa è bella perchè la tua vicina,<em><strong> M&#8217;Barka</strong></em>, parla con tua madre dicendo che là c&#8217;é suo figlio, che vive con una <strong>bella bionda</strong>. E&#8217; bella perchè tutte le estati tu vedi certe<strong> vetture</strong> parcheggiate sulla spiaggia con la targa &#8220;E&#8221;, &#8220;IT&#8221;,&#8221;F&#8221; o &#8220;NL&#8221;, e  vedi i loro conduttori<strong> felici</strong>, frementi, nel momento che acquistano le più belle scarpe da Abd&#8217;Ali, il commerciante a lato.Tu hai capito che<strong> l&#8217;amore non</strong> si trova solo con le belle bionde, si trova anche con le<strong> vecchie russe</strong>, no? Se vuoi sposarti facilmente la cosa migliore è quella di trovare una donna iscritta a qualche Associazione come gli Alcolisti Anonimi, dove molte di queste donne <strong>non sanno</strong> sempre che hanno oltrepassato da anni<strong> la menopausa</strong>. Tutto questo tu l&#8217;hai visto, tutti questi giovani appena <strong>ventenni </strong>che stanno con quelle <strong>vecchie russe</strong> tutte agghindate in nero, per nascondere il loro sovrappeso, e stracariche di gioielli in oro. Tu hai visto anche quelle<strong> giovani ragazze</strong> molto belle, che si accompagnano con <strong>vecchi europei</strong> dalle pancie rindondanti. Tu conosci bene quei ragazzi perchè<strong> tu sogni di essere</strong> come loro: poter stare con una donna che assomiglia a<strong> tua nonna</strong>. (&#8230;). Questa voglia d lasciare il<strong> Marocco</strong> ti distrugge. <strong>Ti uccide</strong>, e poco a poco ti farà<strong> invecchiare</strong>, senza che tu te ne renda conto.<a rel="attachment wp-att-6888" href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/10/29/la-felicita/abdellah-taia-2/"><img class="alignright size-full wp-image-6888" title="abdellah-taia" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/10/abdellah-taia.jpg" alt="abdellah-taia" width="200" height="269" /></a> Tu non riesci sempre a capire che la vita<strong> non è</strong> bella <strong>lontano</strong>, non è bella da nessuna parte. La vita puo&#8217; essere ancora meno bella dove tu non <strong>sei cresciuto</strong>, dove tu non hai giocato alle <strong>biglie</strong> con tutti i bambini del quartiere, dove tu non <strong>hai fumato</strong> la tua prima sigaretta (&#8230;). Io lo so che tu detesti il Marocco. Perchè non ti ha<strong> regalato</strong> niente. Per causa sua tu sei <strong>disoccupato</strong>. Per causa sua non hai preso il diploma. Il tuo vicino ha avuto il suo diploma in letteratura araba e non lavora sempre.<strong> Tu detesti</strong> il Marocco perchè non ti ha dato la felicità che meriti (&#8230;). Il<strong> Marocco</strong> non ti ha regalato niente. Nè la felicità nè i <strong>50.000</strong> dh per poter avere un contratto di lavoro in <strong>Spagna</strong>. Tangeri è stata, anche lei,<strong> avara</strong>, <strong>indegna</strong>,<strong> rifiutando</strong> di procurarti un barcone. Tu hai fatto le cose secondo il tuo punto di vista. Tu mi hai fatto capire, una volta di più, che della vita <strong>tu non hai compreso</strong> niente pertanto tu devi essere il solo a comprendere tutto questo: che la<strong> tua forza</strong> sta nel palmo delle<strong> tue mani</strong>, che <strong>l&#8217;eternità </strong>si trova in un <strong>ora del tempo</strong>, che la vita si presenta con <strong>tutto il suo cuore</strong> e che<strong> l&#8217;amore</strong> è quello che<strong> tu doni</strong> e non solamente quello che ricevi e che la<strong> felicità</strong> è quello che<strong> tu decidi</strong> e non quello che ti <strong>propongono</strong> (&#8230;). Si dice sempre che<strong> non è mai</strong> troppo tardi. Ma in questo caso?<strong> L&#8217;Islam</strong> è chiaro su questo: <strong>nessun funerale</strong> per colui che si suicida. Ti starai chiedendo perchè ti ho scritto questa lettera.<strong> E&#8217; troppo</strong> <strong>tardi?</strong> Non é per il piacere di farti capire cosa é la felicità&#8230;Tu non hai voluto vederla<strong> davanti a te</strong>, di viverla. Tu hai distrutto tutto. Tutto&#8230;Tutto&#8230; <strong>Con quella corda, nei giardini pubblici</strong>&#8230;Si dice che<strong> il destino decide</strong> della nostra morte. E&#8217; stato il tuo caso, con te? Io prego e spero che<strong> sia stato</strong> il caso&#8230;Questo potrà darmi<strong> una ragione</strong>. Per me. Alla tua povera vecchia madre con i suoi occhi che si<strong> sono spenti</strong> il giorno che<strong> tu ti spegnesti</strong>. Una ragione, per dire,<strong> per dirmi</strong>, che tu non sei un codardo.. <strong>Allah</strong> ha scelto questa fine per te. <strong>Sarà vero? Lo spero</strong>. Vorrei che tu sapessi un ultima cosa:<strong> la morte non è</strong> che l&#8217;inizio di una <strong>nuova vita</strong>. Prima di fare un altro passo laggiù,<strong> nell&#8217;altro mondo</strong>, porta questa<strong> lettera con te</strong>. <strong>E smettila di cercare la felicità</strong>. Perchè quella<strong> non esiste qui</strong>..e da <strong>nessuna altra parte</strong> lontano. A te, sempre. Nella vita e nella morte. </p>
<p>Hicham Tahir - Kénitra, il 1° gennaio 2009</p>
<p>La lettera, di cui ho tradotto uno stralcio, è apparsa nella raccolta &#8220;Lettere a un giovane marocchino&#8221;, curata da Abdellah Taïa, scrittore marocchino tradotto in numerosi Paesi (vedi anche alla Cat. Libri), edita da Seuil. Partecipano a questa raccolta autori come Tahar Ben Jelloun, Faouzi Bensaïdi, Rachid O., Mounir Fatmi e lo stesso Abdellah Taïa.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[SE L'IRAN NON RISPETTA IMPEGNI, USA PRONTI A RISPONDERE]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/10/28/se-liran-non-rispetta-impegni-usa-pronti-a-rispondere/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:54:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
<guid>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/10/28/se-liran-non-rispetta-impegni-usa-pronti-a-rispondere/</guid>
<description><![CDATA[Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale James Jones ha dichiarato ieri che &#8220;l&#8217;Iran dev]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale James Jones ha dichiarato ieri che &#8220;<a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5jha20ZEB9lQPeDc29376v6Nm2gfw">l&#8217;Iran deve ora portare a termine i suoi impegni, [perchè] nessuna opzione è esclusa</a>&#8220;. Ancora: &#8220;Verificheremo se l&#8217;engagement riesce a produrre i risultati concreti di cui abbiamo bisogno, e saremo preparati [a ogni opzione] se così non fosse&#8221;.<a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop10.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-94" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop10.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Questa mattina la leader israeliana moderata <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1256557980516&#38;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">Tzipi Livni, in visita a Mosca,  ha dichiarato</a> che &#8220;l&#8217;Iran si sta gingillando con il mondo. L&#8217;accordo non risolve la questione principale: lo stop completo dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio. C&#8217;è un chiaro consenso internazionale che il nucleare iraniano sia inaccettabile [...] L&#8217;accordo attuale fornisce una soluzione parziale, perchè non impedisce all&#8217;Iran di arricchire uranio durante i negoziati. Ovviamente non è solo un problema israeliano ma anche degli stati arabi e musulmani che non accetterebbero un Iran nucleare&#8221;.</p>
<p>Le parole della Livni vanno lette alla luce di quello che sta accandendo a Washington. <a href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5gSJYokX4LaauEtC52JIShfvhl3HQD9BJN3F03">Sembra che l&#8217;amministrazione Obama stia preparando una strategia di lungo periodo per il contenimento di un Iran nucleare</a> e per impedire ai suoi leader di utilizzare le armi atomiche. Questa nuova strategia comporterebbe un nuovo scudo difensivo per l&#8217;Europa e legami più forti con i paesi del Golfo. Naturalmente una simile mossa potrebbe convincere Gerusalemme che l&#8217;Occidente si sia ormai rassegnato a convivere con un Iran nucleare, spingendola a lanciare i raid contro i siti sospetti.</p>
<p>Il ministro del petrolio kuwaitiano, lo sceicco Ahmed Al Abdullah Al Sabah, <a href="http://www.businessweek.com/ap/financialnews/D9BJG2PG1.htm">ha dichiarato che l&#8217;OPEC non aumenterà</a>, per ora, i livelli di produzione, e ha aggiunto che gli attuali prezzi del greggio (oltre 79 dollari) sono &#8220;molto buoni&#8221; e che l&#8217;OPEC convocherà una riunione straordinaria nel caso il greggio toccasse i 100 dollari al barile.</p>
<p>Per sapere cosa ha scatenato l&#8217;attuale crisi economica e per comprendere le possibili evoluzioni, sia economiche che militari, si legga il saggio &#8220;<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=petrolio%20shock&#38;srch=0&#38;Cerca.x=0&#38;Cerca.y=0&#38;cat1=1&#38;prm=">PETROLIO SHOCK La crisi energetica dalle guerre di Bush alla polveriera iraniana</a>&#8221; di Gabriele Catania, con la collaborazione di Enrico Labriola, edito da Castelvecchi.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pâna si teroristii s-au speriat de noi... :)]]></title>
<link>http://danieliordachioaie.wordpress.com/2009/10/24/pana-si-teroristii-s-au-speriat-de-noi/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 06:01:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>danieliordachioaie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scrisoarea unui terorist arab in România: &#8220;Aderizat la Romania cu bomba la valiza ascuns, treg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Scrisoarea unui terorist arab in România: &#8220;Aderizat la Romania cu bomba la valiza ascuns, treg]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Italia: Începe noul val de xenofobie]]></title>
<link>http://cgaita.wordpress.com/2009/10/13/italia-incepe-noul-val-de-xenofobie/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 10:37:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>cgaita</dc:creator>
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<description><![CDATA[Undeva, în depărtare, înspre linia orizontului apar semnele viitorului val de xenofobie made in Ital]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Undeva, în depărtare, înspre linia orizontului apar semnele viitorului val de xenofobie made in Italy. Din fericire pentru noi, românii, nu mai prezentăm același interes și, în plus, s-a exagerat suficient pe seama noastră. În colimator au început deja să intre, treptat, musulmanii! Semne discrete de coordonare și premeditare se întrevăt în presă, care pregătește deja terenul destinat linșajului public.<br />
Urmează, după rețeta care nu dă greș, evidențierea și hiperbolizarea câtorva infracțiuni, după care atacurile directe și instigarea populației. Interesant este că și de această dată elementul pe care se va miza este tot frica (lipsă de imaginație din partea marilor strategi?). Dar acum nu va mai fi doar frica de necunoscut ci și frica de ceea ce este complet diferit. Ne așteaptă vremuri zbuciumate! Pariul meu este de maxim 6 luni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nonsensing the Pew report]]></title>
<link>http://30secondi.wordpress.com/2009/10/09/numeri-e-notizie/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 10:00:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche giorno fa The Pew Forum on Religion &amp; Public Life ha reso disponibile sul suo sito un ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Qualche giorno fa <a href="http://pewforum.org/" target="_blank"><em>The Pew Forum on Religion &#38; Public Life</em></a> ha reso disponibile sul suo sito un rapporto demografico dal titolo <a href="http://pewforum.org/docs/?DocID=450" target="_blank"><em><em>Mapping the Global Muslim Population</em></em></a>.</p>
<p>La notizia è riportata da Carla Reschia de La Stampa (Danni collaterali). La giornalista compie un sensatissimo ragionamento sul fatto che esiste un islam reale e un islam percepito:</p>
<blockquote><p>Sono cifre forse opinabili, come quelle di ogni rapporto, o sondaggio, o indagine, ma danno un&#8217;immagine diversa, assai diversa del mondo rispetto alla percezione che della presenza musulmana dà la cronaca.</p></blockquote>
<p>Un passo in avanti, mi sono detto. Qualcuno si è preso la briga di leggersi l&#8217;<em>executive summary</em> del rapporto e si è fatto due conti.</p>
<p>Peccato però per il titolo del post: <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=90&#38;ID_articolo=426&#38;ID_sezione=163&#38;sezione=" target="_blank">&#8220;Nel mondo una persona su quattro è di fede musulmana&#8221;</a>. Questa non è una notizia, o perlomeno è una notizia vecchia almeno 10 anni. A meno che la notizia non sia che un giornalista per la prima volta si mette a leggere statistiche del genere.</p>
<p>Il rapporto del PEW è poi ripreso in chiave Obama da Maurizio Molinari (Finestra sull&#8217;America). Il titolo è &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&#38;ID_articolo=1436&#38;ID_sezione=58&#38;sezione=" target="_blank">Obama disse: non sono solo arabi</a>&#8220;. In questo caso l&#8217;esordio del post fa davvero ridere:</p>
<blockquote><p>Da tempo il presidente Obama sostiene quanto il rapporto del Pew ora documenta a colpi di numeri: l’universo dei musulmani va ben oltre i confini geografici ed etnici del mondo arabo.</p></blockquote>
<p>Obama <em>sostiene</em>? Se ho capito bene la &#8220;notizia&#8221;, secondo Molinari, è che il Pew &#8220;documenta a colpi di numeri&#8221; una realtà che prima <em>Obama sosteneva</em>.</p>
<p>Incredibile:  se quella di Reschia era una notizia vecchia di 10 anni questa è addirittura <em>antica</em>. Infatti è da almeno 1400 anni che &#8220;l’universo dei musulmani va ben oltre i confini geografici ed etnici del mondo arabo&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[USA RAPISCONO E UCCIDONO SCIENZIATI IRANIANI ?]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/10/08/usa-rapiscono-e-uccidono-scienziati-iraniani/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 10:27:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
<guid>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/10/08/usa-rapiscono-e-uccidono-scienziati-iraniani/</guid>
<description><![CDATA[Secondo gli iraniani i servizi segreti statunitensi sarebbero coinvolti nella sparizione di due scie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Secondo <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&#38;ID_articolo=1435&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">gli iraniani</a> i <a href="http://www.debka.com/headline.php?hid=6310">servizi segreti statunitensi</a> sarebbero coinvolti nella sparizione di due scienziati iraniani e di sette periti in un tragico quanto misterioso incidente aereo. Gli scienziati in questione non sarebbero teste d’uovo qualsiasi, ma fisici preparatissimi, probabilmente coinvolti nel programma nucleare iraniano. Una strategia simile, comunque, non sarebbe nuova: negli anni ottanta il Mossad e gli altri servizi israeliani rallentarono il programma nucleare irakeno ricorrendo all’omicidio degli scienziati coinvolti e al sabotaggio; il copione si starebbe ripetendo oggi: come si può leggere in<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=economia&#38;srch=9&#38;cat1=1"> Petrolio Shoc</a>k, per lo stampa israeliana Gerusalemme ricorrerebbe già da anni all’assassinio e al sabotaggio per ostacolare il programma nucleare iraniano.<br />
È il caso di ricordare che nel caso dell’Irak la strategia omicidi-e-sabotaggi di Israele sfociò nell’attacco aereo contro il reattore nucleare di Osirak.<a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop3.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-71" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop3.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Secondo il<a href="http://jta.org/news/article/2009/10/07/1008379/saudi-kind-to-try-to-split-syrian-iranian-alliance"> Wall Street Journal </a>la <a href="http://www.voanews.com/english/2009-10-07-voa48.cfm">visita</a> del re saudita Abdullah in Siria avrebbe lo scopo di<a href="http://www.csmonitor.com/2009/1007/p06s01-wome.html"> indebolire l’alleanza</a> di ferro tra Damasco e Teheran. In realtà è da molti mesi che l’Occidente e i paesi arabi cd moderati cercano di scippare la Siria all’Iran, e a Damasco la cosa non sembra dispiacere. Sembra che l&#8217;Arabia Saudita sia molto preoccupata della presunta minaccia iraniana, tanto da essere pronta a sborsare oltre 4 miliardi di dollari per acquistare <a href="http://www.upi.com/Business_News/Security-Industry/2009/10/07/Saudis-consider-Russian-air-defense-system/UPI-61311254953058/">l&#8217;eccellente sistema di difesa aerea S400</a>, prodotto in Russia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nijm Wali: La normalizzazione delle relazioni con Israele è una necessità storica per gli arabi.]]></title>
<link>http://balente.wordpress.com/2009/10/01/nijm-wali-la-normalizzazione-delle-relazioni-con-israele-e-una-necessita-storica-per-gli-arabi/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:36:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>balente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nijm Wali: “Credo che la normalizzazione [dei rapporti con Israele] sia una necessità culturale per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nijm Wali: “Credo che la normalizzazione [dei rapporti con Israele] sia una necessità culturale per ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ISRAELE E GLI ARABI UNITI CONTRO L’IRAN]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/10/01/israele-e-gli-arabi-uniti-contro-l%e2%80%99iran/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:17:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sul New York Times di ieri, in un articolo intitolato &#8220;The Possibility of a Nuclear-Armed Iran]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sul New York Times di ieri, in un articolo intitolato &#8220;<a href="http://www.nytimes.com/2009/10/01/world/middleeast/01arabs.html">The Possibility of a Nuclear-Armed Iran Alarms Arabs</a>&#8220;, viene citato il quotidiano pan-arabo Al Quds Al Arabi, secondo il quale a causa dei recenti sviluppi  &#8220;i regimi arabi, in particolare quelli del Golfo, scopriranno di essere alleati con Israele contro l&#8217;Iran&#8221;. In realtà il New York Times sta scoprendo l&#8217;acqua calda: <a href="http://www.huffingtonpost.com/mort-zuckerman/irans-aggression-could-jo_b_201610.html">è chiaro ormai da molto tempo</a> che gli arabi reputino un attacco all&#8217;Iran preferibile a un Iran armato nuclearmente. Moltissimi, in Arabia Saudita o in Kuwait, sarebbero pronti a sottoscrivere l&#8217;affermazione di McCain durante la campagna elettorale del 2008: &#8220;<a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/issues/iran.html">c&#8217;è solo una cosa peggiore di un&#8217;azione militare contro l&#8217;Iran, ed è un Iran armato nuclearmente</a>&#8220;.</p>
<p>Tanto per fare un esempio: un paio di giorni fa in un editoriale di <a href="http://www.al-seyassah.com/">Al-Seyassah</a>, quotidiano del Kuwait, <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8280582.stm">si poteva leggere</a>: “in uno dei momenti più critici e delicati della storia mediorientale, mentre il mondo cerca di co-operare per affrontare la crisi economica globale, gli iraniani se ne escono con una nuova minaccia annunciando che hanno un’altra centrale nucleare […] Chi non impara dall’esperienza degli altri [Saddam Hussein ?] la pagherà a caro prezzo, e sembra che il popolo iraniano sia condannato a pagare un alto prezzo per i giochetti dei suoi governanti”.<a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-56" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/10/petrolio-shock-cop.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Gli  arabi, in particolare i sauditi, non possono accettare l&#8217;egemonia iraniana della regione, tant&#8217;è vero che Riyad avrebbe persino offerto il suo spazio aereo all&#8217;aeronautica israeliana (pur negando ciò a <a href="http://www.gulfnews.com/news/gulf/gcc/10329196.html">livello ufficiale</a>, e anzi fingendo di <a href="http://www.debka.com/headline.php?hid=6292">volersi riconciliare con Teheran</a>). Certo, tutti sanno che il bombardamento israeliano o americano dei siti nucleari iraniani potrebbe scatenare una feroce <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/article1909896.ece">rappresaglia iran</a><a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/article1909896.ece">iana contro i paesi del Golfo,</a> ma il gioco vale la candela: in fondo quando Saddam Hussein ha invaso il Kuwait sono stati i cttadini dell&#8217;emirato a patirne le conseguenze, non le loro elite, al sicuro negli USA o in Arabia Saudita; e attualmente in Yemen  gli  <a href="http://yementimes.com/article.shtml?i=1299&#38;p=opinion&#38;a=2">scontri</a> tra le <a href="http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2009/09/2009927191230452203.html">forze del governo</a> e le <a href="http://in.reuters.com/article/worldNews/idINIndia-42781920090929">milizie sostenute dall&#8217;Iran</a> colpiscono soprattutto la popolazione civile, non i corrotti governanti di Sana&#8217;a.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[PER IL MI6 L'IRAN VUOLE LA BOMBA]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/09/30/per-il-mi6-liran-vuole-la-bomba/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:35:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
<guid>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/09/30/per-il-mi6-liran-vuole-la-bomba/</guid>
<description><![CDATA[Secondo quanto riportato dal quotidiano londinese Financial Times, i servizi segreti britannici sare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Secondo quanto riportato dal quotidiano londinese <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/837f30a0-ad30-11de-9caf-00144feabdc0.html?nclick_check=1">Financial Times</a>, i servizi segreti britannici sarebbero convinti che &#8220;Iran has been secretly designing a nuclear warhead &#8217;since late 2004 or early 2005&#8242; &#8220;. In altre parole Teheran potrebbe avere un programma militare nucleare segreto, che secondo un citatissimo rapporto americano era stato bloccato nel 2003 (v. il capitolo finale di <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=petrolio%20shock&#38;srch=0&#38;Cerca.x=0&#38;Cerca.y=0&#38;cat1=1&#38;prm=">PETROLIO SHOCK</a>). Naturalmente ciò non significa che i mullah abbiano già la bomba, perchè anche per i più pessimisti la data più vicina (ancorchè improbabile) è il 2010.<a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/09/petrolio-shock-cop10.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-46" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/09/petrolio-shock-cop10.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Lo scoop del Financial Times è stato ripreso da molte testate, incluso il conservatore <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2009/09/29/52537/usa-iran-rischio-di-un-altro-shock-petrolifero">Telegraph</a>, che sottolinea come in merito alla questione siano più intransigenti israeliani, britannici e tedeschi degli stessi americani.</p>
<p>Intanto l&#8217;Arabia Saudita afferma di non aver mai messo il suo spazio aereo a disposizione dell&#8217;aviazione israeliana, notizia diffusa dai media anglosassoni in estate e ripresa recentemente dal <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1117829.html">Sunday Express</a>. D&#8217;altra parte in caso di attacco ai siti nucleari iraniani è più probabile che gli israeliani optino per il &#8220;tragitto settentrionale&#8221;, volando lungo il confine turco-siriano e poi attraversando lo spazio aereo del Kurdistan irakeno (v. ancora una volta il capitolo finale di &#8220;<a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=petrolio%20shock&#38;srch=0&#38;Cerca.x=0&#38;Cerca.y=0&#38;cat1=1&#38;prm=">PETROLIO SHOCK</a>&#8221; di Gabriele Catania, edito da Castelvecchi).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
