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	<title>arresti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/arresti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "arresti"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 21:15:01 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Quel che è giusto, è giusto]]></title>
<link>http://superciccia.wordpress.com/2009/11/30/quel-che-e-giusto-e-giusto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:14:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>superciccia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due record non possiamo negare a questo governo: . 1) Quello di aver arrestato il maggior numero di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="text-decoration:underline;">Due record non possiamo negare a questo governo</span>:</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>1) Quello di aver arrestato il <strong><a href="http://www.camelotdestraideale.it/2009/11/06/3630-mafiosi-arrestati/">maggior numero</a></strong> di latitanti in un solo anno.</p>
<p>2) Quello di aver<strong> <a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/21942/78/">scarcerato</a> </strong>o<strong> <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/libero-mafiosi-baresi/sviluppi-15apr/sviluppi-15apr.html">nemmeno processato</a> </strong>il maggior numero di mafiosi.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><strong>Mi sembrano i chiari sintomi di un Governo Schizofrenico</strong></p>
<p><strong><a href="http://superciccia.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi-buffo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-817" title="BERLUSCONI BUFFO" src="http://superciccia.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi-buffo.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Parma, vendevano droga tramite Facebook e Netlog: arrestati]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/29/parma-vendevano-droga-tramite-facebook-e-netlog-arrestati/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:54:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per tenere i contatti con fornitori e consumatori soprattutto di anfetamina, usavano i social networ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Per tenere i contatti con fornitori e consumatori soprattutto di anfetamina, usavano i social networ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[IMMIGRATI: SBARCHI NEL RAGUSANO, 8 ARRESTI]]></title>
<link>http://passochi.wordpress.com/2009/11/28/immigrati-sbarchi-nel-ragusano-8-arresti/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:42:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>passochi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel dettaglio, i poliziotti della Squadra mobile di Ragusa e finanzieri della Sezione operativa nava]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nel dettaglio, i poliziotti della Squadra mobile di Ragusa e finanzieri della Sezione operativa navale di Pozzallo, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto due sedicenti egiziani, in relazione allo sbarco di 199 migranti di tre giorni fa gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata all&#8217;immigrazione clandestina di extracomunitari dalla Libia all&#8217;Italia.</p>
<p>Nell&#8217;ambito della stessa indagine e&#8217; stato fermato anche il cittadino eritreo di 22 anni, ritenuto organico all&#8217;organizzazione criminale libica che aveva pianificato lo sbarco clandestino del 26 ottobre scorso.</p>
<p>Fermati infine 5 migranti che volevano fuggire dal centro di identificazione di Pozzallo.</p>
<p>Divisione La Repubblica &#8211; P.Iva 00906801006Società soggetta all&#8217;attività di direzione e coordinamento di CIR SpA</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/IMMIGRATI-SBARCHI-NEL-RAGUSANO-8-ARRESTI/news-dettaglio/3736114</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arresti per droga ed armi all'Aeroporto di Lamezia]]></title>
<link>http://tuttosulamezia.wordpress.com/2009/11/28/arresti-per-droga-ed-armi-allaeroporto-di-lamezia/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:50:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttosulamezia</dc:creator>
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<description><![CDATA[I carabinieri hanno arrestato cinque persone e sequestrato una pistola e circa mezzo chilo di cocain]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I carabinieri hanno arrestato cinque persone e sequestrato una pistola e circa mezzo chilo di cocaina. Tre degli arrestati, Pietro Greco, di 39 anni, Carmine Bellizzi (40) e Luca Santoro (31), tutti di Castrovillari, sono accusati di detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente e di detenzione abusiva di arma da fuoco, mentre gli altri due, Francesco Nucera (27) e Domenico Larosa (29), entrambi di Rosarno (Reggio Calabria), sono accusati di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. I particolari dell&#8217;operazione che ha portato agli arresti, fatti in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Castrovillari su richiesta della Procura, sono stati illustrati dal comandante la Compagnia carabinieri di Castrovillari, cap. Sabato Santorelli, e dal ten. Vincenzo Pappalardo, comandante del Norm della stessa Compagnia. Gli arresti sono giunti al termine di indagini sviluppate con pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo l&#8217;accusa, i tre castrovillaresi, il 17 novembre scorso, si sarebbero recati a Rosarno per rifornirsi di sostanza stupefacente, che successivamente è stata occultata in un casolare di contrada &#8220;Gambellone&#8221; a Castrovillari. La notte successiva, tra il 18 e il 19, i carabinieri sono andati nel casolare e hanno prelevato la cocaina e una pistola Beretta 92SB calibro 9 parabellum, di quelle in dotazione delle forze di polizia, con la matricola abrasa e in buono stato di conservazione. I tre, nella notte tra il 19 e il 20, sono stati sottoposti a fermo che adesso è stato tramutato in arresto. I due rosarnesi, che secondo l&#8217;accusa sono i fornitori della sostanza stupefacente, sono stati arrestati stamani all&#8217;aeroporto di Lamezia Terme subito dopo che erano scesi dal volo Milano-Lamezia.</p>
<p><a href="http://tuttosulamezia.files.wordpress.com/2009/11/l_1600_1200_707cae12-ec0a-4483-ba16-bda3c5505c67.jpeg"><img src="http://tuttosulamezia.files.wordpress.com/2009/11/l_1600_1200_707cae12-ec0a-4483-ba16-bda3c5505c67.jpeg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[TENTATO SUICIDIO IN CARCERE - Il boss Panico tenta di togliersi la vita. L'intervento degli agenti salva il capoclan dei summesielli]]></title>
<link>http://loravesuviana.wordpress.com/2009/11/26/tentato-suicidio-in-carcere-il-boss-panico-tenta-di-togliersi-la-vita-lintervento-degli-agenti-salva-il-capoclan-dei-summesielli/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:51:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Perrotta</dc:creator>
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<description><![CDATA[SANT’ANASTASIA &#8211; Con una busta di plastica in testa avrebbe tentato di togliersi la vita Anton]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2009/11/panico_antonio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7518" title="panico_antonio" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2009/11/panico_antonio.jpg" alt="" width="258" height="296" /></a>SANT’ANASTASIA</strong> &#8211; Con una busta di plastica in testa avrebbe tentato di togliersi la vita Antonio Panico, capo dell&#8217;omonimo clan camorristico, detenuto in regime di 41 bis (il cosiddetto carcere duro) nel penitenziario romano di Rebibbia. Negli ultimi tempi Panico, 51 anni, arrestato nel 2006, si è lamentato per le difficoltà di incontrare la moglie, Concetta Piccolo, anch&#8217;essa detenuta a Rebibbia femminile: le nuove misure sul 41 bis hanno reso più severe le procedure per i colloqui con i familiari. Il boss avrebbe tentato il suicidio venerdì scorso, ma la notizia si è appresa in giornata. A salvare la vita a Panico è stato il tempestivo intervento degli agenti penitenziari.</p>
<p><strong>l’Ora Vesuviana on-line</strong></p>
<p><strong>redazione@loravesuviana.it</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà immediata per Francesca e Simone: comunicato da Magliana]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/25/liberta-immediata-per-francesca-e-simone-comunicato-da-magliana/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:22:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/25/liberta-immediata-per-francesca-e-simone-comunicato-da-magliana/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; Un lungo comunicato arriva dai compagni di Magliana. Un comunicato importante per aver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<div>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:left;">Un lungo comunicato arriva dai compagni di Magliana. Un comunicato importante per avere aggiornamenti sui compagni colpiti dagli arresti e ora da una persecuzione che non sembra voler finire. Soprattutto nei confronti di Francesca, l&#8217;unica compagna coinvolta in questa storia, alla quale stanno togliendo qualunque diritto al ritorno ad una vita normale, almeno il ritorno nel suo posto di  lavoro.</p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;"><strong><em>Libertà immediata per Francesca e Simone! Libertà per chi lotta!!</em></strong></span></p>
<p style="text-align:left;">Giovedi 19 novembre la Magistratura romana ha mostrato ancora una volta il suo vile volto reazionario e intimidatorio: ha negato i permessi lavorativi a Francesca, occupante della 8 Marzo di Magliana. <br />
Dopo 17 giorni passati in tre carceri diversi (Rebibbia, Civitavecchia e Perugia) e dopo quasi due mesi di arresti domiciliari, il GIP Cecilia Demma ritiene di dover negare i permessi lavorativi a Francesca con motivazioni odiose, false e contraddittorie: le viene negato il permesso lavorativo perchè, in base al quadro emerso dall&#8217;inchiesta, viene considerata &#8220;persona non idonea a lavorare con il pubblico&#8221;, in particolare con le &#8220;cosidette fasce deboli&#8221;.<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/image93.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4016" title="Image93" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/image93.jpg" alt="" width="490" height="317" /></a><br />
La GIP, inoltre, motiva il respingimento affermando che si tratta di una “misura concessa in casi particolari”, mentre questa stessa misura è stata invece concessa solo qualche giorno fa ad un altro occupante la cui posizione nell&#8217;inchiesta è molto simile a quella di Francesca.<br />
Infine la sentenza afferma che il luogo di lavoro di Francesca è &#8220;difficilmente controllabile&#8221;, quando in realtà si tratta di una casa famiglia con indirizzo noto alla magistratura e alle forze dell&#8217;ordine.<br />
Appare chiaro come i Giudici utilizzino la discrezionalità delle misure cautelari con intenti punitivi, come arma rispondente a precise indicazioni politiche.</p>
<p>Insieme a questa negazione della libertà per Francesca la Gip Demma e la Pm Lionetti continuano a negare la riduzione delle misure cautelari anche per Simone che dal 14 settembre scorso si trova agli arresti domiciliari con il divieto di vedere persone che non siano i suoi familiari diretti e con l&#8217;impossibilità perfino di poter usare telefono e internet. A queste pesanti restrinzioni solo ultimamente è stata fatta una deroga: la possibilità di uscire due ore solo ed esclusivamente per mansioni di supporto alla anziana nonna con cui Simone vive, senza poter parlare con nessuno.</p>
<p>A causa di queste restrinzioni alla libertà personale Simone ha perso il lavoro precario che aveva.</p>
<div id="attachment_4017" class="wp-caption alignleft" style="width: 447px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/image94.jpg"><img class="size-full wp-image-4017" title="Image94" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/image94.jpg" alt="" width="437" height="658" /></a><p class="wp-caption-text">1987: consultori a Magliana</p></div>
<p>È ora di dire le cose come stanno:<br />
Francesca è una operatrice sociale di una cooperativa che da anni si impegna per migliorare le pessime condizioni di vita di chi è recluso/a e di cui le recenti cronache ci hanno dato una triste conferma. Simone è un lavoratore precario costretto a cambiare lavoro ogni mese e ad affrontare lunghi periodi di disoccupazione.<br />
Francesca e Simone sono occupanti della &#8220;8 marzo&#8221;, una ex scuola di proprietà comunale, abbandonata per oltre 20 anni al peggiore degrado.<br />
Francesca e Simone, insieme ad altre decine di persone senza casa, hanno occupato quella scuola, l&#8217;hanno ristrutturata con i soldi del proprio stipendio e con le iniziative sociali di sottoscrizione popolare fatte alla luce del sole. Francesca e Simone hanno poi aperto al quartiere quella Casa Occupata, trasformandola anche in uno spazio di organizzazione contro l’emergenza abitativa nel territorio, contro il razzismo, con degli spazi sociali come la palestra popolare e il laboratorio teatrale. Francesca e Simone sono anche militanti del Centro sociale &#8220;Macchia Rossa&#8221; che da anni si batte nel quartiere contro gli sfratti e gli sgomberi, che ha organizzato una ciclofficina popolare e mille altre attività assenti in un quartiere abbandonato dalle istituzioni come è la Magliana.<br />
Francesca è una militante del movimento femminista che si è battuta con forza, insieme ad altre donne del quartiere, contro la chiusura del Consultorio della Magliana, e che conduce ogni giorno battaglie politiche culturali insieme alle donne del quartiere e della città contro il sessismo e il maschilismo imperanti.<br />
Francesca è una compagna che agisce con un approccio di genere partendo dal presupposto che la realtà è radicalmente sessuata e che donne e uomini la sperimentano in maniera diversa. Per questo il suo percorso politico dentro la 8 marzo e a Magliana è stato anche una continua e quotidiana lotta contro i rapporti di potere che sono alla radice delle disuguaglianze sociali fra i generi. Smascherando le forme più o meno latenti del machismo diffuso, Francesca ha così sempre lottato contro gli stereotipi vecchi e nuovi che esprimono e legittimano il patriarcato. <br />
Per contrappasso, il ritratto di Francesca tratteggiato dalle croniste del quotidiano Il Tempo sembra ricalcare i più frusti luoghi comuni della fiction televisiva e letteraria più becera, divenendo l’emblema della criminalità femminile: dietro l’apparente dolcezza, quest’efferata criminale capeggerebbe difatti con ferrea determinazione e lucido calcolo una banda di malfattori soggiogati. Attraverso di lei, vengono così stigmatizzati i percorsi individuali e collettivi di protagonismo politico di quelle donne che non intendono assumere il ruolo dell’abnegazione silente e della dedizione caritatevole, destinato alla soggettività femminile nella sfera dell’impegno sociale. </p>
<p>Le decisioni maturate in sede giudiziaria lasciano pensare che la dottoressa Demma e la dottoressa Lionelli, come le giornaliste del quotidiano romano, siano fruitrici di questa letteratura passatista di cui evidentemente sposano i valori. Difatti come spiegare altrimenti la decisione di escludere solo lei da ogni permesso? Perché, a differenza degli altri imputati, non sono state allentate le restrizioni alla libertà di Francesca? <br />
Le accuse vergognose di associazione a delinquere e di estorsione che sono state rivolte contro di loro sono assolutamente false e servono solo a screditare la figura di militanti che da anni sono impegnati nelle lotte sociali in questa sempre più fascista città. Vogliono farli passare per estorsori, criminali comuni, per poterli confinare così in un angolo, togliendogli la dignità politica e sociale delle lotte che portano avanti nel massimo riconoscimento del contesto sociale in cui vivono. <br />
Forse è questa la nuova strategia delle istituzioni: visto che non riescono a reprimere le lotte sociali e a fermare i/le compagni/e li criminalizzano, per farli apparire agli occhi dell&#8217;opinione pubblica come pericolosi criminali comuni e non più come soggetti politici pensanti impegnati ad aprire spazi di libertà.<br />
Ora dietro a questa decisione della GIP c&#8217;è un ampio fronte di nemici delle libertà sociali: In primis il Sindaco Gianni Alemanno con i suo committenti, i vari Caltagirone, Bonifaci, Mezzaroma. </p>
<div id="attachment_4018" class="wp-caption alignright" style="width: 448px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/image95.jpg"><img class="size-full wp-image-4018 " title="Image95" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/image95.jpg" alt="" width="438" height="658" /></a><p class="wp-caption-text">1977: manifestazione per il diritto alla casa</p></div>
<p>Poi i rappresentanti più ferocemente reazionari del suo schieramento come Fabrizio Santori, consigliere del Pdl e presidente della commissione sicurezza del comune di Roma e gli esponenti delle varie correnti comunali e municipali come Marco Palma, Federico Rocca, Augusto Santori, Piergiorgio Benvenuti, in guerra fra loro ma sempre uniti nel condurre una vergognosa battaglia per chiedere lo sgombero delle occupazioni e degli spazi occupati del territorio. Tutti costoro, forti dell’appoggio governativo, trovano importanti alleati in personaggi potenti che rimangono sullo sfondo come il Generale dell’Arma dei carabinieri Vittorio Tomasone che ha condotto gli arresti del 14 settembre e che oggi compare nella gestione dell’affare Marrazzo costato già la vita ad un paio di persone. Nel quotidiano l’inchiesta viene condotta da quasi un anno dal Maresciallo dei carabinieri della caserma di Magliana Pietro Bernando che da due anni minaccia, insulta, perseguita spesso anche con mezzi non leciti gli/le occupanti della 8 Marzo insieme alla P.M. Santina Lionetti che pur di compiacere i militari dà credito ad un&#8217;inchiesta vergognosa e totalmente falsa contro Francesca, Gabriele, Simone, Sandrone, Sandro e Michele, tratti in arresto lo scorso 14 settembre.<br />
Un fronte ampio e ben organizzato che va dalle forze dell&#8217;ordine alla magistratura, dai giornalisti ai consiglieri del Pdl fino ai palazzianari che uniti hanno cercato di schiacciare nel fango uno spazio di lotta e di libertà come la 8 marzo e che hanno sgomberato l&#8217;Horus, il Regina Elena, che criminalizzano gli studenti che occupano le scuole e l&#8217;università, che scatenano campagne razziste contro rom e lavavetri, che stanno ridisegnando una città razzista, violenta, sessista, omofobica e asservita al volere degli speculatori di sempre.<br />
La storia del tentato sgombero della 8 Marzo e dell&#8217;arresto di 6 compagni cade non a caso in un momento in cui, per chi in Italia pratica percorsi organizzativi delle lotte sociali, il clima è divenuto pesante. Ne sono un esempio i processi sugli eventi del G8 di Genova del 2001 che hanno visto pesanti condanne ai danni di 11 manifestanti e assoluzioni totali o quasi per le forze dell&#8217;ordine che hanno attuato una repressione feroce che ha prodotto migliaia di feriti e la morte di Carlo Giuliani. Oppure come i numerosi casi che vedono compagni e compagne arrestati/e o colpiti/e da provvedimenti amministrativi fascisti della Questura, come il famigerato articolo 1, secondo il quale si può essere considerati sorvegliati speciali e dunque essere costretti a limitazioni assurde come l’obbligo di dimora nella stessa casa dalle 21 alle 7 o l’impossibilità di accompagnarsi con più di tre persone contemporaneamente. <br />
Infine, come non citare il gravissimo episodio di violenza padronale consumato all’Agile –ex Eutelia- azienda, condotta al fallimento, dove quasi 2000 lavoratrici/ori dopo essere stati messi in mobilità sono stati anche aggrediti da una squadraccia prezzolata guidata dall’ex amministratore Landi durante un presidio nel loro posto di lavoro. Avvenimenti molto diversi tra loro ma che hanno in comune la repressione di forme di lotta sociale. </p>
<p>La crisi economica, al di la delle dichiarazioni dell’establishment, sta producendo un numero enorme di licenziamenti e cassaintegrati il che, unito ai continui tagli ai servizi (scuola, università, sanità), sta creando un impoverimento di vasti settori della popolazione italiana. In questa situazione sono già emerse, durante l’estate e l’autunno forme di resistenza e conflittualità sociale. Ovviamente questo di per sé non compromette la pace sociale necessaria a far uscire i padroni indenni dalla crisi, ma ha una potenzialità che in qualche modo disturba e preoccupa. In questo senso ci spieghiamo anche diversi provvedimenti legislativi assunti dal centrodestra in questi ultimi tempi: dalle limitazioni al diritto di sciopero, al tentativo di limitare le manifestazioni a Roma, fino al pacchetto sicurezza. <br />
In questa situazione il movimento di lotta per la casa, a Roma, pur nei limiti e nelle difficoltà, riesce ancora a prendere l’iniziativa. Questo fa sì che un etereo spettro di organizzazioni delle lotte sociali si aggiri per l’urbe e questo è sufficiente alla giunta Alemanno affinché gli dichiari guerra. Dichiarazione avvenuta il primo settembre con lo sgombero dell’ex Regina Elena, seguito poi dallo sgombero di Via Salaria e dal tentato sgombero della 8 Marzo durante il quale sono stati tratti in arresto Francesca, Giobbo, Simone, Sandro e Sandrone. </p>
<p>&#160;</p>
<div id="attachment_4019" class="wp-caption alignleft" style="width: 465px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/8marzo_tettocompagni.jpg"><img class="size-full wp-image-4019 " title="8marzo_tettocompagni" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/8marzo_tettocompagni.jpg" alt="" width="455" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">I tetti della 8 marzo, il giorno degli arresti</p></div>
<p>Certo è una guerra condotta facendo due passi avanti e uno indietro ma indubbiamente non amano pensare che Roma sia una delle ultime città d’Europa dove ancora vengono occupati stabili abbandonati. Di per sé questo non è sufficiente a muovere una guerra nel nome della legalità; evidentemente la spinta propulsiva a questa offensiva la fornisce chi ha degli interessi concreti, materiali ed immediati legati agli stabili occupati e alle zone circostanti. Nel caso dell’ex Regina Elena ciò è evidente dalle dichiarazioni del Rettore e dallo stato avanzato dei progetti (nonostante lo stop della sovrintendenza ai beni culturali). Nel caso dell’ex scuola 8 marzo queste motivazioni sembrano, se non meno chiare, almeno meno urgenti. Quello che è noto è che da poco è stato rinominato lo staff dirigenziale dell’ex Sviluppo Italia che ha sempre avuto interessi speculativi sull’immobile di via dell’Impruneta 51. Tra i nuovi dirigenti risulta esserci nientemeno che Caltagirone. Il loro progetto, ancora in una fase iniziale, è di demolire lo stabile e di costruire al suo posto un enorme parcheggio giustificato dal nuovo collegamento, in via di discussione, di una funivia che colleghi le due sponde del Tevere. Questo progetto uscito fuori dal cilindro di Veltroni già più di due anni fa (e allora aspramente criticato da Alemanno e dalla destra) ha riscosso e riscuote tuttora i consensi del P.D. ed ora sembra essere rilanciato in sordina dal centrodestra romano. Del resto la torta è abbastanza grande da poter garantire una fetta a tutti. Sembra chiaro che in un periodo di crisi in cui il mercato immobiliare subisce una (leggera) flessione, i signori del mattone devono cercare altri investimenti per far tornare i conti dei loro profitti e quale occasione migliore se non quella di una speculazione su un bene pubblico come una ex scuola del Comune? O come quella sulla ex Fiera di Roma? O come il nuovo stadio della A.S. Roma con annessi palazzi residenziali e centro commerciale da costruire su terreni a destinazione agricola ancora una volta in deroga al già vergognoso Piano Regolatore? E’ chiaro che quelle forze politiche che sono al governo della città e quelle che sperano di tornarci fanno a gara per cercare il consenso dei palazzinari, veri padroni di Roma. Questi sono, a nostro avviso, alcuni degli elementi che concorrono a far luce sul perché alcuni compagni e una compagna accusati di niente vengono privati della loro libertà per mesi. 
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">Non facciamoci intimidire dalla repressione, non restiamo in silenzio: estendiamo le lotte sociali contro la crisi!<br />
Libertà per Francesca, Simone e gli altri occupanti della ex scuola 8 Marzo!</span></strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Comitato d&#8217; Occupazione Magliana <br />
Centro Sociale Macchia Rossa <br />
Ciclofficina Macchia Rossa</strong></p>
<p>&#160;</p>
</div>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Belgio: arresti dopo guerriglia urbana a Bruxelles]]></title>
<link>http://nemaggio.wordpress.com/2009/11/22/belgio-arresti-dopo-guerriglia-urbana-a-bruxelles/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:49:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>nemaggio</dc:creator>
<guid>http://nemaggio.wordpress.com/2009/11/22/belgio-arresti-dopo-guerriglia-urbana-a-bruxelles/</guid>
<description><![CDATA[Una cinquantina di giovani tra i 15 e i 20 anni sono stati arrestati oggi alla periferia di Bruxelle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una cinquantina di giovani tra i 15 e i 20 anni sono stati arrestati oggi alla periferia di Bruxelles dopo una serie di violenze e di atti di vandalismo avvenuti ieri sera.</p>
<p>La polizia ha reso noto che nel quartiere di Anderlecht, un commissariato è stato dato alle fiamme con alcune incendiarie e almeno sei auto sono state gravemente danneggiate.</p>
<p>All&#8217;origine degli incidenti, che non hanno provocato feriti, vi sarebbero una serie di maltrattamenti inflitti ai detenuti in un carcere della zona.</p>
<p>Secondo il vice-sindaco Fabrice Cumps, le violenze sono state ispirate da &#8220;facinorosi di professione addestrati alla guerriglia urbana che stanno addestrando nuove leve&#8221;.</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://ticinonews.ch/articolo.aspx?id=176376&#38;rubrica=15</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Operazione antidroga ad Agropoli]]></title>
<link>http://agropolilive.com/2009/11/21/operazione-anti-droga-ad-agropoli/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:51:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>feliciano1979</dc:creator>
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<description><![CDATA[I finanzieri della Compagnia di Agropoli hanno individuato ed arrestato l’ennesimo detentore ai fini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I finanzieri della Compagnia di Agropoli hanno individuato ed arrestato l’ennesimo detentore ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari hanno individuavano B.G., ventinovenne dedito all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti che coltivava in prima persona.<br />
In particolare, dopo aver monitorato attentamente i movimenti del soggetto, le Fiamme Gialle fermavano l’autovettura condotta dal giovane in Agropoli, dove rinvenivano all’interno della stessa, a seguito di perquisizione, un involucro di cellophane, occultato sotto il sedile lato guida, contenente gr. 55 di sostanza stupefacente tipo marijuana.</p>
<p>I militari si portavano presso l’abitazione del soggetto, ove la successiva perquisizione consentiva di rinvenire ulteriori gr. 157 sostanza stupefacente tipo marijuana custodita in vari contenitori di vetro e di cellophane, nonché un astuccio di alluminio, contenente 50 semi presumibilmente di canapa indiana, e un bilancino elettronico.</p>
<p>Quest’ultima operazione denota la costante ed incessante azione del Corpo della Guardia di Finanza nel controllo del territorio finalizzato alla prevenzione del consumo e spaccio di sostanze stupefacenti e/o psicotrope.</p>
<p>COMUNICATO STAMPA UFFICIALE &#8211; Guardia di Finanza – Comando Provinciale Salerno</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Continua la persecuzione nei confronti dei compagni della 8 marzo]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/17/continua-la-persecuzione-nei-confronti-dei-compagni-della-8-marzo/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francesca è stata arrestata il 14 settembre, insieme ad altri quattro giovani, nel blitz dei carabin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/exkarcere100305.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3945" title="exkarcere100305" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/exkarcere100305.jpg" alt="" width="231" height="321" /></a>Francesca è stata arrestata il 14 settembre, insieme ad altri quattro giovani, nel blitz dei carabinieri contro l’occupazione dell’ex scuola 8 marzo e, dopo due mesi di misure cautelari nei suoi confronti, temiamo oggi che facciano difficoltà a darle il permesso di andare a lavorare. Lei, incensurata, ha scontato 17 giorni di carcere preventivo durante i quali è stata trasferita due volte, da Rebibbia a Civitavecchia e da Civitavechia a Perugia, senza contare i trasferimenti in tribunale per il riesame, sempre in gabbiotto chiuso posto dentro il cellulare. Dal 30 ottobre è agli arresti domiciliari con un unico permesso di andare a trovare il nonno novantenne, nello stesso condominio, col divieto assoluto di incontrare chiunque, anche la badante.</p>
<p>Ma di chi stiamo parlando, di una nuova Sig.ra “Gabetti” che a Milano “vendeva” gli alloggi popolari o di quale orrenda megera che potrebbe inquinare le indagini o perpetrare i crimini? E quali sono i crimini?<br />
Francesca è laureata in sociologia e lavora con le cooperative per le carceri. Fa parte del Centro Sociale “Macchia Rossa” che nel quartiere si batte da decenni contro gli sfratti ed in sostegno dei senza tetto. Nel giugno 2007, 40 famiglie hanno occupato uno stabile abbandonato da più di 20 anni, l’ex scuola 8 marzo, lo hanno reso abitabile rifacendo gli impianti e mettendo in sicurezza persino il tetto, hanno aperto il giardino e gli spazi al piano terra al quartiere.<br />
Quando c’è stato un grave episodio di violenza ad ottobre 2007 e Iwona – una senzatetto ospite nell’ ex scuola occupata &#8211; è stata accoltellata dal suo convivente, Francesca ha passato giorni e notti al suo capezzale all’ospedale Forlanini. Sempre disponibile per qualsiasi tipo di necessità, non si sottraeva neanche al lavoro manuale, persino quando si trattava di aggiustare il tetto. Mi sono chiesta più volte perché una brillante giovane donna dedicasse gran parte della sua vita a quella piccola comunità.<br />
Poi “l’inchiesta- teorema” dei carabinieri e le denuncie di alcuni stranieri allontanati dall’occupazione perché violenti, raccolte sempre dallo stesso maresciallo e perfettamente sovrapponibili l’una all’altra e contemporaneamente una campagna di stampa diffamatoria dei quotidiani Il Tempo ed il Messaggero (proprietà dei noti costruttori Bonifaci e Caltagirone), fino alla violenta irruzione di decine, se non centinaia di carabinieri per arrestare i cinque e perquisire lo stabile.<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/macchiarossarules.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3946" title="macchiarossarules" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/macchiarossarules.jpg" alt="" width="239" height="320" /></a><br />
Gran parte delle accuse sono subito cadute come l’associazione a delinquere, le bottiglie incendiarie (armi da guerra) non sono state trovate, il furto di rame dichiarato inesistente dalle perizie. Dell’impianto accusatorio rimane la presunta estorsione di 15 euro a persona al mese che l’assemblea degli occupanti gestisce per le spese comuni, le cui ricevute sono state presentate al GIP. Rimangono poi accuse di violenze senza un riscontro, un referto medico o del pronto soccorso, se non la denuncia di immigrati irregolari e senza tetto, strumentalizzati e ricattabili.<br />
Nonostante il castello accusatorio si vada sgretolando perchè privo di ogni ragionevole fondamento, continua la persecuzione giudiziaria contro di loro cui non è estraneo il sindaco e la sua amministrazione. Tra le accuse dei carabinieri, infatti, anche l’aver contrastato la propaganda elettorale di Alemanno. Il risultato è che tre degli arrestati sono ancora privati della loro libertà.<br />
Per fortuna a Gabriele, il compagno di Francesca, ricercatore di fisica, è stato almeno concesso di andare a lavorare, mentre Francesca non ha ancora ricevuto risposta alla sua istanza. Il terzo è Simone, il più giovane del gruppo, anche lui molto penalizzato, ha perso il lavoro e continua ad subire la forma più restrittiva di misura cautelare ai domiciliari, non potendo neanche ricevere visite o telefonate. Insieme a Francesca ci sembrano le vittime designate e chiediamo a tutti e in particolare alle donne di esprimere solidarietà e di far crescere la mobilitazione perché sia loro restituita la libertà.</p>
<p>di Patrizia Bonelli</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alcamo, in manette Vito Nicastri imprenditore dell'eolico ]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/10/alcamo-in-manette-vito-nicastri-imprenditore-delleolico/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:02:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/10/alcamo-in-manette-vito-nicastri-imprenditore-delleolico/</guid>
<description><![CDATA[Accusato di indebita percezione di contributi pubblici è finito in manette all’alba di ogi nell’ambi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Accusato di indebita percezione di contributi pubblici è finito in manette all’alba di ogi nell’ambito di un’operazione effettuata dai militari della Guardia di Finanza di Alcamo e del Nucleo di polizia tributaria di Avellino l&#8217;imprenditore alcamese dell&#8217;eolico Vito Nicastri. </p>
<p>Il blitz è scattato al termine di una complessa indagine che ha portato alla luce un articolato sistema di truffa ai danni dello Stato finalizzato all’indebita percezione di contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici. </p>
<p>In manette sono finite anche altre tre persone, Oreste Vigorito, di 63 anni di Ercolano (Napoli) e presidente del Benevento Calcio, Ferdinando Renzulli, 42 anni, di Avellino, e Vincenzo Dongarrà, 46 anni, di Enna. L’accusa è per tutti associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata.</p>
<p>Sequestrati sei impianti siciliani (tra Catania, Siracusa e Palermo) e uno sardo.</p>
<p>Presentavano false certificazioni per avere accesso a contributi erogati in favore dei produttori di energia eolica le quattro persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Avellino, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8216;Viacolvento&#8217; che ha portato anche alla denuncia di altre 11 persone.</p>
<p>Gli accertamenti di polizia giudiziaria, scaturiti da una iniziale segnalazione del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma, sono stati condotti con il coordinamento della Procura della Repubblica di Avellino e si sono incentrati su 12 società (9 con sede ad Avellino e 3 in Sicilia) beneficiarie di contributi per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.</p>
<p>Le indagini hanno consentito di accertare le responsabilità di 15 persone accusate a vario titolo, di aver illecitamente percepito contributi pubblici, predisponendo atti e documenti falsi e dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà falsi. I quattro arresti sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza nelle abitazioni delle persone nei confronti delle quali la magistratura irpina ha emesso le ordinanze di custodia cautelare. Le due persone arrestate in Campania sono state chiuse nel carcere di Bellizzi Irpino.</p>
<p>In particolare sotto sequestro, in via preventiva già dall&#8217;ottobre 2008, sono finiti: due parchi eolici, uno composto da 28 turbine eoliche, un&#8217;altro di 29, nel Comune di Carlentini, Siracusa (SR), per un valore rispettivamente di euro 25.122.132 e 24.743.585; un parco eolico composto da 18 turbine eoliche, per un valore di euro 14.322.634, nel comune di Militello Val di Catania e da ulteriori 11 turbine eoliche, per un valore di euro 8.752.721, nel Comune di Mineo, per un complessivo valore di euro 23.075.356; un parco eolico composto da 30 turbine eoliche nel Comune di Vizzini, Catania, per un valore di euro 21.964.506; un parco eolico composto da 26 turbine eoliche nel Comune di Ploaghe, Sassari, per un valore di euro 20.585.132; un parco eolico composto da 24 turbine eoliche site nel Comune di Camporeale, Palermo, per un valore di euro 19.109.938,18; infine il parco eolico sito in parte nel Comune di Partinico, Palermo, composto da 10 turbine eoliche e in parte nel Comune di Monreale, composto da 9 turbine, il tutto per un complessivo valore di euro 18.627.000.</p>
<p>Di Vito Nicastri aveva parlato a proposito di malaffare nell&#8217;ambito della realizzazione dei parchi eolici Vittorio Sgarbi.</p>
<p>Il post è <a href="http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/02/20/vittorio-sgarbi-aveva-detto-un-nome/">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Marco Travaglio su Papania ]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/10/marco-travaglio-su-papania/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 09:17:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/10/marco-travaglio-su-papania/</guid>
<description><![CDATA[Visto che in tanti arrivano su questo blog per sapere cosa ha scritto Travaglio su Papania, vi giro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Visto che in tanti arrivano su questo blog per sapere cosa ha scritto Travaglio su Papania, vi giro l&#8217;articolo.</p>
<p><strong>Lo stalliere del Pd</strong> di Marco Travaglio</p>
<p>Domenica abbiamo domandato in prima pagina al “nuovo” Pd di Bersani se “discuterà della moralità dei candidati”. Il “nuovo” Pd di Bersani ha subito raccolto l’appello. Infatti, nella “nuova” Direzione, fa il suo trionfale ingresso il senatore Nino Papania da Alcamo (Trapani), ex Margherita. Lo stesso a cui hanno appena arrestato l’autista-giardiniere-factotum per mafia. Lo stesso che nel 2002 ha patteggiato a Palermo 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio: era indagato per aver sistemato in posti pubblici diversi disoccupati privi dei titoli di legge, in un giro di assunzioni facili per cui sindacalisti senza scrupoli prendevano tangenti. Nel 2008 Dario Franceschini annunciò: “Non presenteremo candidati con procedimenti in corso né con sentenze passate in giudicato”. Strano: Papania fu ricandidato dopo il patteggiamento e rieletto per la terza volta senatore (diversamente da Nando Dalla Chiesa, colpevolmente incensurato). Scelta lungimirante: il 4 novembre la Dda di Palermo ha arrestato il suo braccio destro Filippo Di Maria, considerato l’autista, il cassiere e l’uomo di fiducia del boss di Alcamo, Nicolò Melodia detto “il macellaio”, catturato nel 2007 assieme al capomafia Salvatore Lo Piccolo. Nei giorni pari Di Maria scarrozzava il boss Melodia, in quelli dispari il senatore Papania. Arrotondava. “Emerge – annota la Mobile di Trapani – da numerose conversazioni che Di Maria svolgeva attività di factotum presso la villa di Scopello del predetto Papania, muovendosi incessantemente per procurare posti di lavoro ad amici e conoscenti grazie anche al diretto interessamento di collaboratori e personale di segreteria del senatore”. Ed era attivissimo “in occasione di alcune competizioni elettorali”: come “le primarie 2005 per il candidato premier” e “per il candidato alla presidenza della Regione Sicilia” (contro Rita Borsellino e per Ferdinando Latteri). “Lo staff del sen. Papania – scrive il gip – e altri politici locali contattavano ripetutamente il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate e invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza”. Il Giornale gongola: “Anche il Pd ha il suo ‘stalliere’ mafioso”. Ma naturalmente chi fosse Di Maria non lo sapeva nessuno. Infatti la nuova Direzione del Pd non ha trovato un posto per due simboli dell’antimafia come Rosario Crocetta e Beppe Lumia (la Borsellino non è iscritta). Ma a Papania sì, in quota Franceschini. E questa sarebbe l’opposizione. Poi c’è il centrodestra, con i suoi Berlusconi, Dell’Utri e Cosentino. E’ la famosa “alternanza”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Papania c'è e lotta insieme a noi]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/08/papania-ce-e-lotta-insieme-a-noi/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:25:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/08/papania-ce-e-lotta-insieme-a-noi/</guid>
<description><![CDATA[Non ha influito ne tanto ne poco, l&#8217;operazione &#8220;Dioscuri&#8220;, sugli sviluppi della ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non ha influito ne tanto ne poco, l&#8217;operazione &#8220;<a href="http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/03/operazione-dioscuri-dieci-arresti-ad-alcamo/">Dioscuri</a>&#8220;, sugli sviluppi della carriera politica del senatore alcamese del Pd, Nino Papania, il quale per come previsto già prima dell&#8217;operazione della Direzione distrettuale antimafia del 3 novembre scorso è uno degli otto siciliani eletti nella Direzione Nazionale del partito.<br />
Gli otto sono: <strong>Angelo Argento, Giuseppe Berretta, Enzo Bianco, Giovanni Burtone, Antonello Cracolici, Francantonio Genovese, Alessandra Siragusa e appunto Antonino Papania</strong>.<br />
Gli otto componenti sono stati eletti durante l’Assemblea nazionale del Pd, che si è svolta oggi Roma.<br />
Ora <strong>delle due l&#8217;una, o della vicenda &#8220;Dioscuri&#8221; a Roma non sapevano, o se sapevano non riengono rilevante che un senatore del Pd si avvalga dei servigi di un Filippo Di Maria</strong>.</p>
<p><strong>A Roma ieri Bersani dichiarava: &#8220;Noi il partito dell&#8217;alternativa&#8221;. Si può dire legittimamente che in Sicilia non l&#8217;abbiamo notato </strong><strong>? </strong></p>
<p>Nel frattempo la stampa avversaria, non senza qualche fondamento, si esercità nei parallelismi e nelle analogie tra la vicenda di &#8220;Arcamo&#8221; e la vicenda di &#8220;Arcore&#8221;</p>
<p><strong>Lo «stalliere» di Alcamo factotum del senatore e braccio destro del boss</strong></p>
<p><em>di Gian Marco Chiocci</em></p>
<p>Anche il Pd ha il suo «stalliere» mafioso (ma non si deve dire). Parlare dello «stalliere di Alcamo», Filippo Di Maria, mafioso fidato di mafiosi, factotum-giardiniere-autista del senatore del Pd, Nino Papania, infastidisce i mafiologi di professione ossessionati dell’antico filone manganiano che porta ad Arcore. Per i magistrati siciliani, però, l’esponente del Pd «poteva non sapere» quello che ad Alcamo sapevano anche i muri. E cioè che il braccio destro del senatore Pd, arrestato nell’operazione «Dioscuri», era autista, cassiere e uomo di fiducia del boss Nicolò Melodia, il quale boss &#8211; scrive la Dda citando il pentito Gaspare Pulizzi, reggente della cosca di Carini, arrestato insieme al capomafia Salvatore Lo Piccolo in un casolare a Giardinello &#8211; è uomo d’onore e capo mandamento di Alcamo. «Per gli incontri con il Melodia &#8211; rivela sempre Pulizzi &#8211; Lo Piccolo mi disse che avvenivano attraverso il contatto stabilito da tale Filippo (Di Maria, ndr) che si occupava di rintracciare Melodia ogni qual volta era necessario stabilire un contatto tra noi e la famiglia di Alcamo. Detto “Filippo” si occupava di accompagnare quale autista e uomo di fiducia Melodia Ignazio ai summit di mafia (&#8230;). Melodia ebbe a incontrare direttamente i Lo Piccolo, lo aveva accompagnato Ferdinando Gallina, il quale lo aveva prelevato a Balestrate dove a sua volta lo aveva prima lasciato il Filippo». Come se non bastasse, quando il 5 novembre 2007 la polizia irruppe nel casolare dov’era nascosto Lo Piccolo, trovò un pizzino riferito al factotum del senatore Pd in cui tale Vittorio comunicava a Lo Piccolo che era «in attesa di Filippo (Alcamo) per darmi appuntamento con Ignazio».<br />
Leggendo intercettazioni e informative sull’uomo che curava gli interessi domestici del senatore Papania e quelli criminali del boss Melodia &#8211; detto «il macellaio» o «il riccio» &#8211; salta agli occhi la sua meticolosa professionalità nel gestire il complesso business delle estorsioni con relativa elargizione, ai componenti del clan, degli utili per migliaia di euro. Ma a forza si spulciare le carte della polizia si scopre che Di Maria, quando non prestava servizio a Cosa nostra, intratteneva «legami con alcuni uomini politici locali e con alcuni collaboratori dell’allora deputato regionale, oggi senatore (del Pd, ndr) Papania Antonino. In particolare &#8211; annota la Mobile di Trapani &#8211; emergeva dall’ascolto di numerose conversazioni che Filippo Di Maria svolgeva attività di factotum presso la villa di Scopello del predetto Papania, muovendosi incessantemente per procurare posti di lavoro a propri amici e conoscenti grazie anche al diretto interessamento di collaboratori e personale di segreteria del senatore», che non ne sapeva niente. Fra le telefonate «politiche» intercettate a Di Maria vi è il riscontro all’iperattivismo del factotum del parlamentare «in occasione di alcune competizioni elettorali e referendarie». Quali? «Nelle “primarie” dell’ottobre 2005 per la individuazione del candidato premier per la coalizione del centrosinistra». Oppure «nella raccolta delle firme a sostegno del referendum per la modifica della legge elettorale». Per non dire «delle primarie del 4 dicembre del 2005 per la individuazione del candidato alla presidenza della Regione Sicilia», ovviamente per il centrosinistra. «In tale contesto &#8211; chiosa il gip &#8211; emergeva chiaramente che lo staff del senatore Papania ed altri uomini politici locali contattavano ripetutamente, e in diverse occasioni, il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate e invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza». Tanto basta per sollevare un caso politico? Macché. Per i magistrati «nonostante l’esistenza, certamente notoria in una piccola comunità quale quella alcamese, di uno stretto legame tra Di Maria una famiglia storicamente mafiosa quale quella dei Melodia, da nessuna delle conversazioni intercettate emergeva che gli uomini politici o i loro diretti collaboratori avessero consapevolezza del ruolo mafioso rivestito da Di Maria e che quindi sfruttassero la comprovata capacità dell’associazione mafiosa di condizionare i risultati del voto e delle competizioni elettorali». Solo per la cronaca, in un’intercettazione il fiduciario dei Melodia sprona i suoi per l’imminente battaglia: «Lui mi ha detto, muovetevi, perché siamo in mezzo a una strada», diceva al telefono. Quel «lui», secondo gli inquirenti, potrebbe essere proprio Papania. Che ovviamente smentisce e si dice all’oscuro delle trame del suo «stalliere».</p>
<p>da <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/lo_stalliere_alcamo_factotum_senatore_e_braccio_destro_boss/05-11-2009/articolo-id=396491-page=0-comments=1">IL GIORNALE</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Calma e gesso]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/05/calma-e-gesso/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 07:17:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/05/calma-e-gesso/</guid>
<description><![CDATA[Dall&#8217;ordinanza dell&#8217;operazione &#8220;Dioscuri&#8221; di Alcamo &#8220;In tale contesto,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dall&#8217;ordinanza dell&#8217;<strong>operazione &#8220;Dioscuri&#8221; di Alcamo</strong></p>
<p>&#8220;<em>In tale contesto, emergeva chiaramente che lo staff del Senatore Papania ed altri uomini politici locali contattavano ripetutamente, e in diverse occasioni, il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate ed  invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza. A tal proposito deve evidenziarsi che nonostante l’esistenza, certamente notoria all’interno di una piccola comunità quale quella alcamese, di uno stretto legame tra Filippo Di Maria e una famiglia storicamente mafiosa quale quella dei Melodia, <strong>da nessuna delle conversazioni intercettate emergeva che gli uomini politici o i loro diretti collaboratori avessero consapevolezza del ruolo mafioso rivestito da Di Maria e che quindi sfruttassero la comprovata capacità dell’associazione mafiosa di condizionare i risultati del voto e delle competizioni elettorali</strong></em>&#8220;</p>
<p><strong>come le saggie scimmie dello Shogun:</strong></p>
<p>&#8220;<em>Le tre scimmie sagge sono rappresentate in una cornice di legno nel santuario di Toshogu a Nikko. <strong>Le tre scimmiette si tappano con le mani rispettivamente gli occhi, le orecchie e la bocca</strong>. I loro nomi sono “mizaru”, “kikazaru” e “iwazaru” e significano rispettivamente “<strong>non vedere il male</strong>”, “<strong>non sentire il male</strong>” e “<strong>non parlare del male</strong>”. Le tre scimmie erano le tre guardiane simboliche del mausoleo dello Shogun Tokugawa Ieyasu a Nikko.</em>&#8220;</p>
<p>da &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_tre_scimmie_sagge">Wikipedia</a>&#8220;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovi arresti per mafia in Sicilia]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/04/nuovi-arresti-per-mafia-in-sicilia/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 23:24:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/04/nuovi-arresti-per-mafia-in-sicilia/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;In primo luogo, non posso che complimentarmi con la polizia per il lavoro che continua a svol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;In primo luogo, non posso che complimentarmi con la polizia per il lavoro che continua a svol]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Operazione Dioscuri, dieci arresti ad Alcamo ]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/03/operazione-dioscuri-dieci-arresti-ad-alcamo/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 07:04:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/11/03/operazione-dioscuri-dieci-arresti-ad-alcamo/</guid>
<description><![CDATA[Provvedimento anche per due donne 03 novembre, 07:36 TRAPANI &#8211; Agenti della Squadra Mobile di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Provvedimento anche per due donne</p>
<p>03 novembre, 07:36</p>
<p>TRAPANI &#8211; Agenti della Squadra Mobile di Trapani e del commissariato di Alcamo hanno arrestato dieci persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, incendio, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed esplosivi e ricettazione. L&#8217;indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato e dai pm della dda Paolo Guido e Carlo Marzella, ha ricostruito gli assetti del mandamento mafioso di Alcamo, controllato dalla storica famiglia mafiosa dei Melodia, strettamente legata al boss latitante Matteo Messina Denaro. Al capomafia ricercato i Melodia, da anni ai vertici del mandamento, avrebbero fatto riferimento in caso di dissidi con &#8220;famiglie&#8221; di altre zone. Tra gli arrestati anche due donne: Anna Maria Accurso, moglie del capo mandamento detenuto Antonino Melodia, e Anna Greco, figlia di uno degli arrestati. Accurso veniva impiegata per ricevere e conservare i soldi incassati dalle estorsioni. Greco, invece, era incaricata di recapitare le lettere con le richieste di pizzo e riscuotere il denaro dalle vittime del racket. </p>
<p>In carcere, in esecuzione di un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palermo Antonella Consiglio, sono finiti Anna Maria Accurso, 46 anni, Filippo Di Maria, 46 anni; Lorenzo Greco, 77 anni; Diego Melodia, 74 anni; Nicolò Melodia, 85 anni; Stefano Regina, 45 anni; Gaetano Scarpulla, 40 anni; Felice Vallone, 41 anni; Tommaso Vilardi, 66 anni e Anna Greco, 49 anni. A Lorenzo Greco, Stefano Regina e Felice Vallone, già detenuti, la misura cautelare è stata notificata in carcere.</p>
<p>Per anni hanno combattuto una lotta fratricida per il controllo del mandamento: Diego e Nicolò Melodia, esponenti storici della mafia di Alcamo, si sono contesi i guadagni del racket delle estorsioni e la gestione degli affari illeciti della zona. E&#8217; uno dei particolari emersi dall&#8217;operazione antimafia denominata Dioscuri proprio in riferimento al rapporto di parentela tra i due arrestati. I moderni Castore e Polluce avrebbero dato vita a due opposte fazioni reclutando, ciascuno, i propri fedelissimi. E imprenditori e commercianti sarebbero stati costretti a far fronte alle richieste di pizzo dell&#8217;una e dell&#8217;altra cosca. Secondo gli inquirenti, Nicola Melodia, dopo l&#8217;arresto dei due figli Antonino e Ignazio, ha assunto il ruolo di capo della famiglia di Alcamo. Il fratello Diego ha tentato di scalzarlo accaparrandosi il controllo del racket grazie a Lorenzo Greco, già condannato per favoreggiamento mafioso e detenzione di armi, e Felice Vallone, da poco scarcerato dopo una condanna per mafia. Dell&#8217;esercito di Nicolò Melodia, invece, avrebbe fatto parte, tra gli altri, Filippo Di Maria che, secondo gli inquirenti, avrebbe riscosso il pizzo e intrattenuto rapporti con politici locali per conto della cosca. Numerosi i danneggiamenti e le estorsioni scoperte dalla polizia: ai taglieggiamenti, spesso doppi, venivano sottoposti concessionarie di auto e imprese. Le somme chieste andavano dai 10mila euro fino ai 200mila imposti ad un imprenditore alcamese.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/11/03/visualizza_new.html_993249329.html">ANSA.IT</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Roccadaspide; arrestati padre e figli per coltivazione di marijuana]]></title>
<link>http://agropolilive.com/2009/10/30/roccadaspide-nascondevano-in-casa-quattro-chili-di-marijuana-arrestati-un-padre-e-i-suoi-figli/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:09:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimillo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alcune famiglie arrotondano il loro stipendio facendo lavori straordinari, altre, invece, procaccian]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Alcune famiglie arrotondano il loro stipendio facendo lavori straordinari, altre, invece, procacciandosi lavoro illecito. A Roccadaspide è stata scoperta una famiglia che era dedita a questa seconda, e poco convenzionale, “attività”; sono stati arrestati, infatti, padre e due figli.</p>
<p>Dopo il servizio svolto nei giorni passati tendente a contrastare lo sfruttamento di manodopera non regolarizzata, i Carabinieri della Compagnia di Agropoli hanno focalizzato la loro attenzione su alcuni pregiudicati della zona dediti al traffico di sostanze stupefacenti. Le loro intuizioni si sono rivelate fondate poiché sono stati tratti in arresto SERRA Domenico, Cristian e Davide, rispettivamente padre, classe 60, e figli, nati nel 1982 e nel 1986. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, dopo accurate indagini, nel pomeriggio del 29 ottobre hanno stretto il cerchio intorno ai tre, presentandosi presso la loro abitazione sita in contrada Carretiello di Roccadaspide.</p>
<p>Alla vista degli Carabinieri, Cristian e Domenico hanno cercato di occultare tutto lo stupefacente presente scappando verso i campi mentre Davide cercava, opponendosi con il corpo, di impedire l’avvicinarsi dei militari. La loro fuga è stata breve poiché sono stati tempestivamente fermati dagli operanti. Ci sono stati attimi di piccola tensione quando il nucleo familiare ha realizzato che il loro traffico illegale era stato scoperto.</p>
<p>Durante la perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti oltre 4 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana tutti pronti per essere messi in commercio e una bilancia elettronica di precisione .</p>
<p>Visti gli elementi a loro carico e sentito il Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Salerno, i tre sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza e minacce a Pubblico Ufficiale in concorso. Espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Salerno a disposizione dell’A.G. competente.</p>
<p>Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato. La sostanza stupefacente immessa sul “mercato” avrebbe fruttato diverse migliaia di euro.</p>
<p>fonte www.salernonotizie.it</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il nuovo muro di gomma - morti in carcere]]></title>
<link>http://collattivohive.wordpress.com/2009/10/30/il-nuovo-muro-di-gomma-morti-in-carcere/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:46:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>haunterf</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte immagine: Varese NewsServe verità sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane di 31 anni fermato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 289px"><a href="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200712/carcere1.jpg"><img alt="" src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200712/carcere1.jpg" width="279" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte immagine: Varese News</p></div>Serve verità sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane di 31 anni fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli acquedotti di Roma e morto all&#8217;ospedale Sandro Pertini il 22 dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell&#8217;ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.</p>
<p>A chiederlo i familiari dell&#8217;uomo, che stamattina hanno presentato il caso in una conferenza stampa, organizzata al Senato dal presidente di &#8216;A buon diritto&#8217; e commentatore de l&#8217;Unità, Luigi Manconi, a cui hanno partecipato anche l&#8217;avvocato dei Cucchi Fabio Anselmo e alcuni parlamentari, tra i quali Emma Bonino, Rita Bernardini, Felice Casson e Renato Farina. Ai presenti sono state distribuite anche le foto del corpo, immagini «drammaticamente eloquenti &#8211; ha spiegato Manconi &#8211; che danno l&#8217;idea del calvario passato da questo corpo». Che agli occhi dei genitori si è presentato, secondo la ricostruzione, con il volto tumefatto, un occhio rientrato, la mascella fratturata e la dentatura rovinata.</p>
<p>«L&#8217;atto di morte è stato acquisito dal pm &#8211; ha spiegato il legale &#8211; per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall&#8217;agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, che possono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui è difficile sapere quando e soprattutto come è morto». Stefano, a quanto conferma il legale, soffriva di epilessia.</p>
<p><em>29 ottobre 2009</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.unita.it/news/italia/90491/ragazzo_morto_dopo_larresto_vogliamo_la_verit">L&#8217;Unità</a></p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/ITALIA/schiena_ragazzo3.jpg"><img alt="" src="http://www.unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/ITALIA/schiena_ragazzo3.jpg" width="300" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte immagine: l&#39;Unità</p></div>È dura guardare, ma forse conviene; queste foto atroci dicono molto ed è bene prendere atto di ciò che preferiamo spesso ignorare: le immagini di Stefano Cucchi, o meglio del suo corpo martoriato, sono un po’ la mappa del linguaggio del nostro sistema «di sicurezza». Le ha consegnate ai media Luigi Manconi, ieri mattina; accanto a lui, padre, madre e sorella del ragazzo che un giorno è entrato in buona salute in cella e una manciata di ore dopo ne è uscito senza vita e con le ossa rotte. La famiglia di Stefano non ha rancore, non chiede vendetta, solo verità su quel che è accaduto al loro caro; dicono «Glielo dobbiamo», umano, molto umano, e si rivolgono al governo, ai ministri competenti, facciano il loro mestiere perché non si può morire così a trentuno anni mentre sei tra le braccia dello Stato. Proviamo a ricapitolare la storia, recentissima, che inizia il 15 ottobre quando, di sera, Stefano viene fermato dai carabinieri nel parco degli Acquedotti, a Roma. Gli trovano addosso un po’ di marijuana, pochissima coca, un paio di pastiglie, secondo il padre «di Rivotril», un farmaco contro l’epilessia regolarmente prescritto dal medico. Il giorno dopo, perquisizione in casa, non viene trovato niente di più. Stefano ammette l’uso di stupefacenti davanti al giudice ma a mezzogiorno, quando giunge in aula scortato da quattro carabinieri, ha il volto tumefatto e appare dimagrito. Dopo circa un’ora, emessa la sentenza di rinvio a giudizio, Stefano va verso il carcere ammanettato perché è stato assegnato alla custodia cautelare in attesa dell’udienza fissata per il 13 novembre.</p>
<p>Cella e manette per «roba» ad uso personale, sembra una risposta un bel po’ forte ma, se è così, eccoci di fronte a uno dei tanti specchi del nostro inflessibile paese. Alle 14 lo visitano presso l’ambulatorio del palazzo di Giustizia e gli riscontrano lesioni al viso mentre Stefano lamenta lesioni alla zona sacrale e agli arti inferiori. Via a Regina Coeli. All’ingresso, visita medica: ecchimosi&#8230; tumefazione&#8230; algia&#8230;. Gita all’ospedale Fatebenefratelli, dove le radiografie diagnosticano: «frattura del corpo vertebrale L3 dell’emisoma sinistra e la frattura della vertebra coccigea». Torna in cella con le sue fratture. Il mattino dopo, nuova gita al Fatebenefratelli e di qui all’ospedale Pertini. I famigliari sanno del ricovero solo alle 21. Corrono e chiedono di poterlo vedere. Umana risposta: «Questo è un carcere e non sono possibili le visite», giusto. Chiedono allora come stia il loro ragazzo ma viene loro risposto che conviene tornare lunedì e parlare coi medici. Pazienza? Lunedì: alle dodici, parenti di nuovo al padiglione detenuti del Pertini; stessa domanda: come sta Stefano? Una sovrintendente, uscendo dal reparto telegrafica concede: «Il ragazzo sta tranquillo». Niente colloquio coi medici: manca, spiegano, l’autorizzazione del carcere, tornassero il giorno dopo. Fatto: purtroppo, non li lasciano entrare, si sentono spiegare che serve il permesso del giudice. Accidenti, nessuno glielo aveva mai detto prima, c’è sempre qualcosa da imparare. Siamo arrivati a mercoledì, mattinata di pratiche ma questa volta forse non manca niente, giovedì sarà il giorno buono. Infatti, a metà giornata, mentre il padre è a Regina Coeli per farsi firmare il visto, un carabiniere bussa e chiede alla mamma di Stefano di seguirlo in caserma, le devono dire delle cose. Lei non può allontanarsi, sta badando alla nipotina. Il carabiniere promette che tornerà. Alle 12 e mezza, alla signora viene notificato il decreto del Pm per l’autorizzazione alla nomina di un perito di parte. E perché? Perché Stefano è morto. Corrono all’obitorio, lo spettacolo è devastante, le tracce sono in quelle foto. Fine. Si indaga. Che sarà mai.</p>
<p><em>di Toni Jop<br />
30 ottobre 2009</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.unita.it/news/italia/90515/massacrato_dopo_il_fermo_i_genitori_chiedono_giustizia">l&#8217;Unità</a></p>
<p>Interpellato sulla vicenda di Stefano Cucchi, il detenuto morto in ospedale giorni pochi giorni dopo l&#8217;arresto a seguito di percosse, il ministro della difesa Ignazio La Russa ha dichiarato di non avere «strumenti» per dire come sono andate le cose, ma di una cosa dice di essere certo, anche a fronte delle terribili fotografie diffuse ieri e dei vari nodi irrisolti della vicenda: «del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione».</p>
<p>«Non c&#8217;è dubbio che qualunque reato abbia commesso questo ragazzo &#8211; ha affermato La Russa a Radio Radicale &#8211; ha diritto ad un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perchè si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai carabinieri come forze di polizia, quindi al ministero dell&#8217;Interno, dall&#8217;altro al ministero della Giustizia. Quindi non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione».</p>
<p><em>30 ottobre 2009</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.unita.it/news/italia/90534/caso_cucchi_la_russa_i_carabinieri_hanno_agito_correttamente">l&#8217;Unità</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Patto per Roma. Due piccioni con una fava]]></title>
<link>http://giuliacerino.wordpress.com/2009/10/22/patto-per-roma-due-piccioni-con-una-fava/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 15:36:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliacerino</dc:creator>
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<description><![CDATA[430 persone, 93 prostitute romene e 4 clienti. Questo è il bilancio del controllo straordinario che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>430 persone, 93 prostitute romene e 4 clienti. Questo è il bilancio del controllo straordinario che gli agenti della questura di Roma hanno effettuato ieri notte soprattutto nelle zone di via di Tor Carbone, viale Marconi, via Tiburtina, via Salaria, via Laurentina, via Appia e via Tuscolana. Solo nel territorio di competenza del commissariato Casilino sono state identificate 87 persone, 60 prostitute e 2 clienti sono stati multati, controllati 52 veicoli e sono state fatte 12 contravvenzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza durante la guida. </p>
<p>Un risultato eccezionale. E non si tratta di servizi segreti ma di un piano d&#8217;azione scaturito dal “Patto per Roma Sicura”. Sottoscritto il 18 maggio 2007 dal Prefetto e dal Sindaco di Roma, dal Presidente della Provincia e dal Presidente della Regione Lazio, alla presenza del Ministro dell’Interno, le quattro istituzioni si sono impegnate “a porre in essere un piano di azione, basato su servizi tesi al contrasto dei fenomeni di devianza e di degrado urbano”. I fenomeni di devianza. Vediamoli.  Il patto li elenca: dal caporalato che utilizza il lavoro clandestino, all’accattonaggio con impiego di minori e di disabili, alla vendita delle merci contraffatte e all’abusivismo commerciale, allo spaccio di droga e all’abuso di superalcolici, allo sfruttamento della prostituzione di strada”.  Come se non bastasse, a rendere più sicure le strade della capitale ci ha pensato l&#8217;assessore capitolino ai Lavori pubblici, Fabrizio Ghera, che ieri ha annunciato che «a partire dal prossimo anno, il Comune di Roma in collaborazione con Acea installerà 361 punti luce Led in 16 strade distribuite in quattro zone periferiche della città».  Delle operazioni queste volte a «riqualificazione le periferie nelle quali l&#8217;amministrazione è impegnata. Investire in sicurezza &#8211; ha aggiunto &#8211; significa investire in illuminazione pubblica». </p>
<p>Lampioni a parte, la polizia fa il suo lavoro e a quanto pare lo fa bene. Tuttavia, delle 93 prostitute segnalate ieri notte, dopo i controlli effettuati dagli agenti della polizia, venticinque sono state accompagnate presso l&#8217;Ufficio Immigrazione per gli accertamenti del caso, mentre altre due sono state denunciate per atti osceni in luogo pubblico. Considerati gli eccellenti risultati (25 prostitute accompagnate presso l’Ufficio immigrazione) il Patto per Roma sembra aver risolto anche il problema clandestinità: come si dice, due piccioni con una fava. In altre parole, se è vero che lo sfruttamento della prostituzione è una devianza urbana e va fermata, è anche vero che, spesso, le prostitute finalmente “liberate” finiranno nell’Ufficio Immigrazione. Di nuovo in prigione. </p>
<p>Banalmente e una volta di più, non converrebbe per sconfiggerla, legalizzare la prostituzione?<br />
<a href="http://giuliacerino.wordpress.com/2009/10/22/patto-per-roma-due-piccioni-con-una-fava/28-donne1/" rel="attachment wp-att-319"><img src="http://giuliacerino.wordpress.com/files/2009/10/28-donne1.gif" alt="" title="" width="400" height="339" class="alignleft size-full wp-image-319" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scontri ad Atene: il PASOK tiene Eksarxia sotto assedio!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/22/scontri-ad-atene-il-pasok-tiene-eksarxia-sotto-assedio/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 01:49:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Foto di Valentina Perniciaro _Atene: chiacchiere tra burattini_ La sinistra è al governo da una ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="line-height:15px;font:12px Helvetica Neue;color:#333333;margin:0;"> </p>
<div id="attachment_3702" class="wp-caption alignright" style="width: 500px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/aac0098.jpg"><img class="size-full wp-image-3702 " title="_AAC0098" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/aac0098.jpg" alt="Foto di Valentina Perniciaro _Chiacchiere tra burattini_" width="490" height="328" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Valentina Perniciaro _Atene: chiacchiere tra burattini_</p></div>
<p>La sinistra è al governo da una manciata di giorni e l&#8217;aria è totalmente cambiata: la repressione di stato mossa dal PASOK è molto più pungente di quello che Karamanlis aveva messo in piedi fino a questo momento.</p>
<p><span style="color:#333333;font-family:'Helvetica Neue';line-height:normal;">Alcuni spazi di agibilità erano intoccabili, in alcuni quartieri la polizia e i suoi infami reparti speciali (M.A.T.) se entravano in determinati quartieri era per provocare un po&#8217;, per provare ad acciuffare qualcuno, prendersi qualche molotov addosso e tornare via, nelle strade principali, a pattugliare.</span></p>
<p style="line-height:15px;font:12px Helvetica Neue;color:#333333;margin:0;">Ora, da poche ore dopo la vittoria del PASOK quartieri come Exarchia hanno già cambiato il loro profilo: dallo scorso dicembre è stato il quartiere roccaforte degli anarchici e di tutti coloro che hanno fatto riferimenti alla grande rivolta di dicembre. I vicoli di Exarchia hanno il profumo della cera delle candele che continuamente vengono accese nel luogo dove fu ammazzato il 16enne Alexis, i vicoli di Exarchia ora sono costantemente presidiati da un imponente schieramento di forze dell&#8217;ordine.</p>
<p style="line-height:15px;font:12px Helvetica Neue;color:#333333;margin:0;">Il quartiere è in stato d&#8217;assedio dal giorno dopo la vittoria delle elezioni, tanto per dimostrare che la sinistra userà la mano pesante, non marcerà sui corpi come ha fatto il governo precedenti, ma di quei corpi vorrà lo scempio: il nostro buon vecchio PCI sarebbe invidioso di tanta mano libera.</p>
<p style="line-height:15px;font:12px Helvetica Neue;color:#333333;min-height:14px;margin:0;"> </p>
<p style="line-height:15px;font:12px Helvetica Neue;color:#333333;margin:0;"><em>Da ieri sera le strade e le facoltà di Atene sono di nuovo in fermento, dopo l&#8217;arresto di un esponente del partito di estrema sinistra Syriza e di due giornalisti, poi tutti rilasciati. Gli arresti sono avvenuti ieri sera durante la presentazione di un libro: i reparti speciali sono entrati in libreria (dichiarano che stavano rispondendo ad un assalto) suscitando l&#8217;ira di tutti i presenti. Gli scontri che ne sono seguiti hanno portato all&#8217;occupazione del rettorato e di alcune facoltà e scuole della capitale e di altre città nel paese: da giorni ormai l&#8217;aria del quartiere degli studenti ateniesi è estremamente tesa.</em></p>
<p style="line-height:15px;font:12px Helvetica Neue;color:#333333;margin:0;"><em>La repressione e i fermi di polizia sono aumentati vertiginosamente e la rabbia s&#8217;è unita alle manifestazioni indette per la morte di un migrante pachistano in stato di arresto&#8230;..insomma, la capitale dell&#8217;Ellade è da tenere sotto controllo.</em></p>
<div><span style="color:#333333;font-family:'Helvetica Neue';line-height:normal;"><br />
</span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[3 giorni di iniziative per i/la compagna di Magliana]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/21/3-giorni-di-iniziative-per-ila-compagna-di-magliana/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:51:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/10/21/3-giorni-di-iniziative-per-ila-compagna-di-magliana/</guid>
<description><![CDATA[Dopo oltre un mese Francesca, Gabriele e Simone sono ancora agli arresti domiciliari a seguito di ac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo oltre un mese Francesca, Gabriele e Simone sono ancora agli arresti domiciliari a seguito di accuse false e infamanti fatte da alcuni ex occupanti alimentate dagli organi di informazione al soldo dei costruttori romani.<br />
Per questo dal 22 al 24 ottobre si svolgerà a Magliana una tre giorni di iniziative a cura della ex scuola occupata 8 marzo, della ciclofficina Macchia Rossa e del CSOA Macchia Rossa.</p>
<p style="text-align:center;"><strong> GIOVEDì 22 e VENERDì 23</strong><br />
dalle <strong>ORE 17.00</strong>: BANCHETTO DI INFORMAZIONE E DISCUSSIONE (PIAZZA DE ANDRE&#8217;)</p>
<p style="text-align:center;"><strong> SABATO 24</strong><br />
grande iniziativa per sostenere le spese legali della compagna e dei compagni arrestati<br />
<strong>ORE 15.00</strong>: GRANDE ASTA POPOLARE DI BICI USATE (PIAZZA DE ANDRE&#8217;)<br />
      a seguire: GRAZIELLIADI (corsa di bici pieghevoli). IN PALIO UNA GRAZIELLA.<br />
<strong>ORE 20.30:</strong> CENA (EX SCUOLA OCCUPATA 8 MARZO)<br />
      Inoltre: ciclolab per bambine/i, proiezioni, dj set notturno</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;"> QUESTO L&#8217;APPELLO DA SOTTOSCRIVERE: </span></strong></p>
<p><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/locandina-colori-per-sito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3696" title="LOCANDINA COLORI PER SITO" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/locandina-colori-per-sito.jpg" alt="LOCANDINA COLORI PER SITO" width="480" height="679" /></a>Il 14 settembre scorso nel quartiere Magliana, a Roma, si è consumato il tentativo di sgomberare l’occupazione a scopo abitativo dell’ex-scuola Otto Marzo. Nonostante il consistente spiegamento delle forze dell’ordine (circa 200 carabinieri guidati dal comandante provinciale dell’Arma) l’operazione non è riuscita.<br />
A fermarla è bastata la resistenza pacifica ma determinata delle 40 famiglie che abitano nell’ex edificio scolastico. Constatato l’insuccesso, i carabinieri hanno tratto in arresto alcuni occupanti: 5 lavoratori precari che non potendosi permettere un affitto a prezzi “romani” hanno avuto il merito di non rassegnarsi a sopravvivere ma di lottare insieme ad altri, spinti dalla necessità materiale di avere una casa e dal desiderio di un diverso abitare. È così che in 2 anni di occupazione gli arrestati insieme ad altri nuclei familiari hanno recuperato uno spazio pubblico abbandonato al degrado restituendolo all’intero quartiere: oggi l’ampio giardino della ex- scuola è uno dei pochi spazi verdi di Magliana,  mentre le sue mura ospitano una scuola di teatro e una palestra popolare tirata su con le fatiche degli occupanti. Un auto-recupero che evidentemente nella capitale fa paura a molti: Roma vive, in effetti, da anni una condizione di emergenza abitativa, nonostante gli appartamenti sfitti sfiorino le 200.000 unità. Una città paradossale: la popolazione non cresce da circa vent’anni ma si continua a costruire senza sosta, mentre il bisogno di casa ha fatto sorgere diverse occupazioni, a scopo abitativo, di stabili pubblici abbandonati. </p>
<p>Dopo la sentenza del riesame, che ha avuto luogo il 29 settembre scorso, 3 dei 5 arrestati sono ora agli domiciliari, uno di loro invece ha l’obbligo di firma quotidiana presso il commissariato di P.S., mentre il quinto è stato liberato dopo 10 giorni di detenzione. Per un sesto occupante, che si trova all’estero per motivi di lavoro, pende una richiesta di arresto presso il proprio domicilio.<br />
Le accuse a loro carico sono state formulate da un unico testimone: un ex-occupante allontanato dallo stabile perché violento e sessista, che oggi li accusa di estorsione, violenza privata, nonché di furto di rame e di corrente elettrica. In particolare quest’uomo, sostiene che i sei avrebbero preteso in cambio della permanenza nello stabile un “pizzo” di 150 euro mensili per ogni singolo abitante (compresi i minori). Non è stato ancora possibile per gli avvocati della difesa ascoltare quest’individuo, né far testimoniare gli altri abitanti della “8 Marzo” che scagionerebbero gli accusati. Così prima che il riesame deliberasse la scarcerazione, il Gip ha confermato gli arresti a scopo cautelare benché non esistesse alcun pericolo di fuga e nonostante l’impianto accusatorio sia a dir poco fantasioso: com’è possibile, per esempio, che famiglie numerose come alcune di quelle della “8 marzo” possano pagare una cifra che complessivamente supererebbe quella di un affitto? Com’è possibile non tener conto dell’incompatibilità dell’accusa di estorsione con lo stile di vita e i movimenti di denaro, ampiamente documentati dalla difesa, di 6 precari squattrinati?<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/locandina-3giorni.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3697" title="LOCANDINA 3GIORNI" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/locandina-3giorni.jpg" alt="LOCANDINA 3GIORNI" width="394" height="557" /></a></p>
<p>- Per quanto riguarda poi il presunto furto di rame, l’accusa sostiene che gli arrestati avrebbero sventrato l’intero palazzo per ricavarne il prezioso materiale dall’impianto elettrico il quale però oggi risulta perfettamente funzionante; ma, nel caso fosse reale tale assurda imputazione, come sarebbe possibile accusarli anche di furto di elettricità? Delle due l’una.<br />
- Per quanto riguarda il furto di elettricità bisogna inoltre ricordare che gli occupanti hanno fatto, più volte, richiesta di regolare allaccio per poter pagare la corrente di cui usufruiscono. Tale regolarizzazione non gli è stata però mai accordata.A rimarcare l’infondatezza delle accuse si aggiungono le numerose attestazioni di solidarietà che i 6 hanno ricevuto da tutti i movimenti di lotta per la casa, dai movimenti studenteschi e universitari, da numerosi centri sociali e associazioni socio-culturali della città che hanno organizzato varie iniziative politiche in loro sostegno.<br />
- Per quanto concerne le vicende personali dei 6 occupanti accusati è necessario evidenziare che uno di loro è in gravi condizioni di salute e attende da tempo un intervento molto delicato. Nel corso dei 16 giorni di detenzione gli è stata nei fatti negata la possibilità di una visita specialistica da parte di un chirurgo oncologo.</p>
<p>Siamo sgomenti di fronte a una tale sospensione dei diritti civili nel nostro paese e chiediamo pertanto la fine di qualsiasi restrizione alla libertà di tutti loro. Allo stesso tempo però, al di là delle decisioni del Gip e del tribunale del riesame, non possiamo dirci sorpresi dall’intera vicenda.<br />
Con questo appello vogliamo, difatti, portare all’attenzione generale eventi che altrimenti rimarrebbero rubricati nella cronaca locale, per riannodarli in un discorso politico più ampio che riguarda tanto il disastro urbanistico della città di Roma quanto le ingiustizie sociali che si consumano nel paese in cui viviamo. </p>
<p> La campagna d’autunno di Alemanno è cominciata, per chi non se ne fosse accorto, il primo settembre scorso con lo sgombero dell&#8217;ex ospedale Regina Elena. L’edificio di proprietà dell’università (anch’esso abbandonato al degrado da diversi anni) in cui dal 2007 avevano trovato una sistemazione circa 300 nuclei familiari. Ciò che è accaduto il 14 settembre, primo giorno di scuola, a Magliana non è che la prosecuzione di tale campagna. Per i circa 30 bambini che vivono nella Otto Marzo l’anno scolastico è così iniziato sul tetto dello stabile che li ospita insieme alle loro famiglie. Tema dell’insolita lezione, il diritto all’abitare. Il metodo d’insegnamento seguito, invece, è lo stesso degli operai della Insse. All’alba, bambini e genitori sono stati infatti costretti a rifugiarsi sul tetto dell’edificio in cui vivono per difendersi dall’operazione di sgombero.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_3698" class="wp-caption alignleft" style="width: 530px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/8marzo_pugnopalazzo.jpg"><img class="size-full wp-image-3698 " title="8marzo_pugnopalazzo" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/8marzo_pugnopalazzo.jpg" alt="8 Marzo occupata, il giorno degli arresti" width="520" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">8 Marzo occupata, il giorno degli arresti</p></div>
<p>Nelle ore successive al blitz, il sindaco Gianni Alemanno ha fatto riferimento, commentando l’operazione, all’esistenza di un “vero e proprio racket delle occupazioni”, del quale sarebbero vittime “persone costrette a pagare un affitto e a partecipare a manifestazioni” e altre addirittura “aggredite e malmenate perché non pagavano questi veri e propri pizzi”. Una tesi, quella sottoscritta dal primo cittadino capitolino, che fa eco a quanto più volte sostenuto dal presidente della Commissione Sicurezza del Comune, Fabrizio Santori. Il quale, del resto, nei giorni scorsi aveva avuto modo di lanciare i suoi strali contro il blog del comitato d’occupazione della “Otto Marzo”, definendolo “un canale d’informazione deviato”. <br />
In effetti, la libertà d’informazione sembra essere l’altro nodo della questione esplosa a Magliana. “Ma nun c’avete ‘na famija pure voi?”, gridava un occupante a un carabiniere prima che salisse la tensione. “Io sono come un muratore”, rispondeva l’altro “se il costruttore mi dice che devo fare una casa a forma di piramide, io la faccio”. Mai paragone fu più calzante: sono difatti <em>Il Messaggero </em>e <em>Il Tempo</em>, quotidiani dei costruttori Caltagirone e Bonifaci, ad aver dato risonanza negli ultimi giorni alla campagna dei “si dice” e dei “pare che” contro l’occupazione. Senza che i giornalisti di queste testate siano mai venuti a fare un’inchiesta nell’occupazione di questo quartiere già preda decenni addietro del famigerato sacco di Roma. Gli unici giornalisti <em>main stream</em> a essere venuti nell’ex scuola a fare domande e riprese erano stati quelli di <em>Report</em>, (<em>Il Male Comune</em>, puntata del 31 maggio 2009). Milena<em> </em>Gabanelli<em> </em>aveva spiegato cosa significasse l’auto-recupero della “Otto Marzo” per le famiglie di Magliana, inserendo quest’occupazione nella più generale situazione abitativa e urbanistica romana (questa sì, veramente preoccupante).</p>
<p> </p>
<p>Quest’autunno la trasmissione di Rai Tre sembra abbia avuto non pochi problemi a ripartire. Proprio per il giorno degli arresti il comitato d’occupazione aveva indetto una conferenza stampa per prendersi il diritto di replica alla campagna diffamatoria del <em>Messaggero e </em>del <em>Tempo</em>. Qualche muratore ha però costruito una piramide di troppo che ha costretto gli occupanti a ridiscutere la loro agenda.</p>
<p>La vicenda di Magliana e gli arresti dei 6 precari, spingono dunque a una riflessione più ampia sul concetto di libertà di stampa.<br />
Chi oggi ritiene che la profonda crisi democratica che pervade il paese riguardi esclusivamente la programmazione dei palinsesti Rai è destinato a rimanere minoritario.  Continuerà, cioè, a restare ostaggio di un populismo che ha gioco facile nell’alimentare l’idea che esista un’élite intellettuale e politica ossessionata a tal punto dalla persona del premier da arrivare a preoccuparsi di quanto accade sotto le sue lenzuola.<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/8marzo_tettoelicottero.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3699" title="8marzo_tettoelicottero" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/8marzo_tettoelicottero.jpg" alt="8marzo_tettoelicottero" width="390" height="270" /></a> Le preoccupazioni, destate da quello che si presenta come l’esito più recente di una crisi democratica dalle profonde radici storiche, niente hanno a che vedere con la ripugnanza estetica suscitata dal cattivo gusto di Berlusconi. Se questo è vero, va in egual modo evidenziato che l’inquietudine avvertita da molti non può limitarsi al feroce attacco subito in questi giorni da alcuni quotidiani nazionali, quali <em>La Repubblica</em> e <em>L’Unità</em>. Lo stretto controllo che il potere esercita sulla propria rappresentazione è in effetti fortemente connesso a ciò che si iscrive sulla pelle e nel quotidiano delle persone. Appare evidente, in tal senso, che vi è da tempo un tentativo di far sembrare naturali e ineluttabili processi economico -sociali che invece appartengono alla dimensione dell’agire politico. L’intento è  cioè quello di ridurre questioni collettive come il disagio abitativo, la precarietà e la riduzione del potere d’acquisto degli stipendi,  a problemi che riguardano il singolo e il suo personale fallimento sociale. Implicazione non trascurabile di questo discorso, ormai egemone, è che coloro che tentano di organizzare nei territori lotte su tali temi sono non solo generici “farabutti”, ma addirittura criminali che attentano all’ordine e alla sicurezza pubblica.</p>
<p>Invitiamo perciò a sottoscrivere questo appello tramite il quale si chiede che i 5 occupanti vengano immediatamente liberati poiché i fatti contestati non sussistono, che le accuse, assurde ed infamanti, vengano ritirate e pubblicamente smentite e, in ultimo, che si faccia piena chiarezza su quella che è una lotta per il diritto all&#8217;abitare che non può, e non deve, essere ricostruita come una questione di malavita.</p>
<p>Per aderire a questo appello mandate una e mail con nome, cognome e professione,  all’indirizzo: <a href="mailto:occupa@inventati.org">occupa@inventati.org</a></p>
<p align="right">Comitato di Occupazione Magliana<br />
CSOA Macchia Rossa</p>
<p>Ciclofficina Magliana, Coordinamento cittadino di lotta per la casa, B.P.M.- Blocchi Precari Metropolitani, Asia- R.D.B. ,Action, L.O.A. Acrobax Project, Volturno-Occupato, Horus Liberato, C.S.O.A. Corto circuito, C.S.O.A. Spartaco, C.S.O.A. La strada, C.S.O.A. Sans Papier, Spazio Sociale 32, Militant, Atelier ESC, Point Break, Strike S.P.A., Casa Occupata Portonaccio, Senza Tregua, All Reds Rugby Roma, Spazio Sociale Ex 51, Laboratorio Sociale “La Talpa”, USI-A.I.T. ,C.S.O.A. EX Snia, Associazione Yakaar Italia Senegal, Circolo di Rifondazione comunista &#8220;Primo Maggio&#8221; Corviale, CST Decolliamo, L38SQUAT, Comunisti-sinistra popolare, La rete dei comunisti (Roma), Federazione romana del PRC, Luna e le altre, Collettivo &#8220;l&#8217;Officina&#8221; di Ostia, Coordinamento dei Collettivi – Sapienza, Collettivo di Fisica – Sapienza, CSOA Forte Prenestino, Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà, Co.M.Uni.A. (cospirazione metropolitana per l&#8217;università autogestita) della Sapienza, Comitato di lotta per la casa di Livorno, Lab6b Economia (Sapienza), Kollatino underground, Comitato di quartiere Pigneto Prenestino, Cantiere Sociale Tiburtino, Collettivo Giovanile Tifiamo Rivolta, Assemblea permanente di Fisica &#8211; La Sapienza, Confederazione COBAS – Roma, Sinistra e Libertà XV Municipio,Centro Donna L.I.S.A., Ciclofficina exLavaderia, A.R.C.A. associazione romana casa e ambiente, Radio Onda Rossa, Collettivo Antagonista K4R del Liceo Classico Anco Marzio, Martedi autogestito da femministe e lesbiche-Radio Onda Rossa, Le Ribellule,Coordinamento donne contro il razzismo, Laboratorio Sociale Autogestito 100celle, Agenzia X, Sinistra e Libertà I° Municipio, Radio Città Aperta, Mithra (collettivo musicale romano),  Palestra Popolare Valerio Verbano, Astra 19 Spa, Associazione interculturale Villaggio Globale, Collettivo &#8220;tutti potenziali bersagli&#8221;, C.S.O. Ricomincio dal Faro, Collettivo Comunista Romano, Associazione Marxista Unità Comunista, </p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pedopornografia on-line: In manette uno psicologo scolastico]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/21/pedopornografia-on-line-in-manette-uno-psicologo-scolastico/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 07:52:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Polizia Postale del Compartimento Piemonte e Valle d’Aosta, avvalendosi della collaborazione dei ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>La Polizia Postale</strong> del Compartimento Piemonte e Valle d’Aosta, avvalendosi della collaborazione dei Compartimenti di Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Trento, Trieste, Venezia, e delle Sezioni di Bergamo, Como, Lecce, Modena, Padova, Pistoia, Udine, Varese, Verona ha eseguito 3 arresti e 26 perquisizioni domiciliari, nell’ambito di una operazione tesa al contrasto della pedopornografia on-line.<br />
<strong>I provvedimenti scaturiscono </strong>da un’intensa attività investigativa, a seguito della quale sono stati identificati numerosi soggetti tutti residenti nel territorio italiano che risultavano avere eseguito download di file di carattere pedopornografico e nei confronti dei quali sono state acquisite evidenze probatorie certe. In particolare gli agenti, elaborando la grande quantità di dati pervenuta dal collaterale organismo investigativo tedesco ed utilizzando complesse applicazioni software, ha ottenuto una articolata lista di soggetti dediti alla pedopornografia online.</p>
<p><strong>Tra gli arrestati uno psicologo</strong> che prestava la sua attività all’interno di istituti scolastici e che insegnava educazione fisica per conto di un’associazione di genitori e 2 studenti universitari, di cui uno già tirocinante presso una struttura ospedaliera locale. Tra gli indagati taluni erano stati in precedenza destinatari di analoghi provvedimenti ed uno di essi, in particolare, era stato arrestato in Sri Lanka per reati dello stesso tenore.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ilgiorno.ilsole24ore.com/">http://ilgiorno.ilsole24ore.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Montecity-Santa Giulia: 5 arresti]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/20/montecity-santa-giulia-5-arresti/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 11:59:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Cinque ordinanze di custodia cautelare</strong> sono state emesse nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Procura di Milano sulla bonifica dell&#8217;area ex industriale Montecity-Santa Giulia, nella zona sud del capoluogo lombardo, interessata da operazioni immobiliari. <strong>Tra gli arrestati </strong>nell&#8217;indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Milano figurano <strong>l&#8217;imprenditore Giuseppe Grossi</strong> a capo <strong>della</strong> <strong>Sadi</strong>, impresa di bonifiche ambientali per aree ex industriali, accusato di risponde di appropriazione indebita e frode fiscale, e <strong>Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia </strong>e moglie del parlamentare del Pdl, Giancarlo Abelli. La Gariboldi è accusata di riciclaggio.</p>
<p><strong>Gli altri tre arrestati sono collaboratori di Grossi.</strong> Nel febbraio scorso erano stati stato arrestati, nell&#8217;ambito della stessa inchiesta, l&#8217;avvocato svizzero Fabrizio Pessina e due ex appartenenti alla Guardia di Finanza, accusati di aver creato fondi neri gonfiando i costi di bonifica dell&#8217;area.</p>
<div id="rectangle right"><!-- OAS AD '180x150'begin --> //  <!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p>Rosanna Gariboldi è accusata di aver ricevuto soldi da conti esteri a Montecarlo &#8220;schermati&#8221; di Grossi. Nei mesi scorsi, la procura aveva avviato una rogatoria in terra monegasca sul conto dell&#8217;assessore. Gli inquirenti avevano individuato un conto corrente a Montecarlo dal quale, nel luglio del 2007, era partito un bonifico su un deposito svizzero gestito da un fiduciario di Grossi per 500.000 euro. Poi, in due tranche, nel marzo e nell&#8217;ottobre del 2008, sul conto monegasco erano arrivati complessivamente 632.000 euro da conti esteri «schermati» che per l&#8217;accusa facevano riferimento a Grossi.</p>
<p>Rosanna Gariboldi aveva dichiarato che le somme non erano altro che la restituzione di un prestito fatto a Grossi, «un amico». Quest&#8217;ultimo è indagato dal febbraio scorso quando appunto due suoi collaboratori, gli ex appartenenti alla Guardia di Finanza,<strong> Giuseppe Anastasi e Paolo Paqualetti, e l&#8217;avvocato svizzero Fabrizio Pessina</strong>, erano stati arrestati con l&#8217;accusa di <strong>aver riciclato all&#8217;estero </strong>per conto di Grossi <strong>22 milioni di euro sovrafatturati </strong>nei costi di bonifica dell&#8217;area Santa Giulia.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sgominata banda di rapinatori dai Carabinieri di Lamezia Terme. 18 arresti]]></title>
<link>http://tuttosulamezia.wordpress.com/2009/10/15/sgominata-banda-di-rapinatori-dai-carabinieri-di-lamezia-terme-18-arresti/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 07:17:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttosulamezia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una banda di rapinatori e&#8217; stata sgominata in un&#8217;operazione dei Carabinieri di Lamezia T]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://www.benettontalk.com/wp-content/uploads/2008/08/carabinieri.jpg" class="alignleft" width="400" height="288" />Una banda di rapinatori e&#8217; stata sgominata in un&#8217;operazione dei Carabinieri di Lamezia Terme. Sono 18 le misure cautelari emesse dalla Procura di Lamezia Terme ed eseguite nelle province di Catanzaro, Roma, Varese e Milano per furto aggravato, tentata rapina e rapina ad uffici postali, detenzione ai fini di spaccio e spaccio di stupefacenti. I reati sono stati commessi tra il mese di settembre e dicembre 2008. </p>
<p>Le rapine ricostruite dagli investigatori del Nucleo Operativo della Compagnia carabinieri lametina sono otto, tra tentate e consumate, per un bottino complessivo di 60mila euro. Sono stati inoltre sequestrati cinque chilogrammi di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish, cocaina ed extasy), una pistola cal. 7,65 con matricola abrasa e relativo munizionamento, bombe carta ed inneschi vari.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'antifascismo più bieco e violento]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/10/12/lantifascismo-piu-bieco-e-violento/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:01:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[DEVASTATA CASAPOUND PISTOIA &#8212; &#8212; &#8212; Pensate cosa sarebbe successo se fossero stati r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[DEVASTATA CASAPOUND PISTOIA &#8212; &#8212; &#8212; Pensate cosa sarebbe successo se fossero stati r]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[RASTRELLAMENTI AL PIGNETO]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/06/rastrellamenti-al-pigneto/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 21:38:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un rastrellamento in piena regola ha sconvolto ieri pomeriggio la vita di un quartiere multietnico d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un rastrellamento in piena regola ha sconvolto ieri pomeriggio la vita di un quartiere multietnico di Roma, il Pigneto.</p>
<p>Alle 18,30 numerose volanti e blindati della Guardia di finanza hanno circondato l’isola pedonale.  Decine di agenti in assetto antisommossa, creando il panico tra i cittadini, hanno violentemente percosso e arrestato chiunque avesse la pelle scura. Le forze dell&#8217;ordine hanno fatto irruzione in alcuni appartamenti, all’angolo tra via del Pigneto e via Campobasso, dove hanno divelto porte, sfondato finestre, sequestrato merci e beni degli abitanti.</p>
<div id="attachment_3604" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-3604" href="http://baruda.net/2009/10/06/rastrellamenti-al-pigneto/pigneto/"><img class="size-full wp-image-3604 " title="pigneto" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/pigneto.jpg" alt="MIgranti in corteo per le strade del Pigneto" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">MIgranti in corteo per le strade del Pigneto</p></div>
<p>La retata si è conclusa con 25 arresti di cittadini senegalesi e nigeriani, persone che vivono da anni nel nostro quartiere, lavoratori immigrati che mai hanno fatto male a nessuno. Con la scusa della sicurezza, la nostra città sta respirando in questi  mesi un clima di violenta repressione: blitz contro immigrati, sgomberi di centri sociali e di spazi occupati in risposta all’emergenza abitativa.</p>
<p>Operazioni eclatanti, che colpiscono proprio i più deboli con l’obiettivo di aprire nuovi spazi agli interessi economici che governano la città. Come accaduto al Pigneto, un quartiere che si vorrebbe “ripulire”, per renderlo una ricca vetrina dedita al commercio. Forse, dietro lo sgombero, si nascondono gli interessi legati al mercato degli immobili in una zona che vive una gravissima emergenza sfratti e dove il prezzo delle case è in costante ascesa. Noi, cittadini del quartiere siamo preoccupati di questa grave spirale di violenza dello Stato. Vogliamo che il Pigneto sia un quartiere dell’accoglienza, non della repressione e della speculazione.</p>
<p>Organizziamo a questo scopo il 10 ottobre un pomeriggio e serata di incontri con il quartiere, sui problemi di case, scuole, e del razzismo, che si concluderà alle 21 con <a rel="attachment wp-att-3610" href="http://baruda.net/2009/10/06/rastrellamenti-al-pigneto/5252_101943474511_101672204511_1946277_476424_n_1/"><img class="alignleft size-full wp-image-3610" title="5252_101943474511_101672204511_1946277_476424_n_1" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/5252_101943474511_101672204511_1946277_476424_n_1.jpg" alt="5252_101943474511_101672204511_1946277_476424_n_1" width="500" height="204" /></a>un&#8217;assemblea per preparare insieme la manifestazione del 17 ottobre contro il razzismo e il pacchetto sicurezza.</p>
<p><em>Oggi 6 ottobre, ore 12, conferenza stampa, Via del Pigneto<span style="font-style:normal;"> </span>angolo via Campobasso</em></p>
<p><strong>Comitato di quartiere Pigneto- Prenestino<br />
Osservatorio antirazzista Pigneto<br />
Per info: 3386034789<br />
per info foto: 3384171445</strong></p>
<p> qui un link con un sacco di sbirraglia che commenta, per chi non soffre di nausee :<a href="http://www.pigneto.it/news.asp?id=776"> http://www.pigneto.it/news.asp?id=776</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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