<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>arte-psichedelica &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/arte-psichedelica/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "arte-psichedelica"</description>
	<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 07:12:01 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Dalla Pop Art Alla Street Art]]></title>
<link>http://dilago.wordpress.com/2008/04/24/dalla-pop-art-alla-street-art/</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 15:42:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>wkekko</dc:creator>
<guid>http://dilago.wordpress.com/2008/04/24/dalla-pop-art-alla-street-art/</guid>
<description><![CDATA[Si parte dagli anni ’60 con la nascita della cultura Pop, fenomeno che influenzò il campo artistico ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si parte                dagli anni ’60 con la nascita della cultura Pop, fenomeno                che influenzò il campo artistico e musicale scegliendo un                linguaggio universale e accessibile a tutti; si continua con un                viaggio nell’arte psichedelica esplosa negli anni ’70,                per arrivare al periodo della street culture, cioé a quella                cultura di strada che è stata il terreno fertile per i graffitisti                degli anni ’80 che diedero vita alla street art.</p>
<p>In opposizione alla ristretta cultura d’élite rappresentata                nell’arte dal soggettivismo astratto americano e dall’esperienza                informale europea, l’artista pop volge il suo interesse alla                cultura popolare, e richiama l’attenzione sulla banalità                e brutalità oggettiva di uso quotidiano, accettandola. Al                centro dell’opera d’arte si concentrano prodotti “usa                e getta” utilizzando soprattutto i nuovi materiali plastici,                economici, flessibili dai colori brillanti e le tinte piatte. E’ un’arte aperta alle                forme più popolari di comunicazione: i fumetti, la pubblicità,                i quadri riprodotti in serie; nell’era della riproduzione                meccanica dove la reperibilità è l’unico valore                riconosciuto, la ripetizione seriale diventa fondamentale.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_pop-home.jpg" alt="" /></p>
<p>Era il 1968 e le boccate psichedeliche erano all’apice                e la West Coast brulicava di musica sperimentale.                Dalla pop art ci si inoltra nei territori dell’arte psichedelica                degli anni ’70: una svolta straordinaria non solo nella musica.                Anche il mondo dell’arte con le “sue tensioni curvilinee                e le deformazioni della percezione abituale, è influenzato                da questo movimento”, che da un lato ha dimostrato l’aspetto                distruttivo e autolesionista conseguente all’uso di sostanze                stupefacenti, portando alla distruzione psicofisica tanti ottimi                artisti, ma è stato anche un movimento musicale che ha saputo                avvicinarsi come nessun altro, nell’ambito del rock, all’intimo                dell’animo umano. E così anche la psichedelia è                un&#8217;arte fortemente figurativa, caratterizzata da linee ondulate,                colori brillanti e acidi, esplosioni di linee luminose e piccole                decorazioni.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.pooterland.com/index2/art/bonnie/BG075.gif" alt="" /></p>
<p>Si arriva cosi alla street art, importante movimento                che ha aperto la prospettiva di una condizione antropologica essenzialmente                urbana in cui la maggior parte degli abitanti vive la città                come ambiente naturale. I graffiti diventano rivendicazione di esistenze                clandestine di individualità nel caos indifferente della                città</p>
<p><img class="alignnone" src="http://images.pingmag.jp/images/title/wooster.jpg" alt="" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
