<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>banco-ambrosiano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/banco-ambrosiano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "banco-ambrosiano"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 05:04:19 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[banco ambrosiano]]></title>
<link>http://ifarabutti.wordpress.com/2009/10/04/banco-ambrosiano/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 23:22:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>ifarabutti</dc:creator>
<guid>http://ifarabutti.wordpress.com/2009/10/04/banco-ambrosiano/</guid>
<description><![CDATA[articolo originale: http://www.disinformazione.it/ambrosiano.htm banco ambrosiano Nella mattina del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>articolo originale:</p>
<p><a href="http://www.disinformazione.it/ambrosiano.htm">http://www.disinformazione.it/ambrosiano.htm</a></p>
<p>banco ambrosiano</p>
<p>Nella mattina del 18 giugno 1982 viene scoperto il corpo dei banchiere milanese Roberto Calvi, a capo dei Banco Ambrosiano, impiccato a una impalcatura sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra. Le tasche del suo elegante vestito sono riempite di pietre e di denaro d&#8217;ogni sorta di valuta. Durante gli anni, la tesi dei suicidio sarà difesa con ostinazione, malgrado il parere contrario della maggioranza degli investigatori della prima ora.<br />
Nato nel 1920, Roberto Calvi era entrato in servizio all&#8217;Ambrosiano nel 1946. Alla fine degli anni &#8216;60 aveva conosciuto il &#8220;banchiere della mafia&#8221; Michele Sindona, e le relazioni d&#8217;affari tra i due erano divenute fiorenti. Nel 1975 Calvi viene eletto presidente del consiglio d&#8217;amministrazione dell&#8217;Ambrosiano. Lo stesso anno diventa membro della loggia P2, che era stata creata da Licio Gelli e di cui faceva parte pure Michele Sindona.<br />
Nel Lussemburgo ritroviamo Calvi non solamente nelle holding dei gruppo Ambrosiano, ma anche come membro dei consiglio d&#8217;amministrazione della Kreclietbank Luxembourg (che occupa, in Cedel, un posto di primo piano). D&#8217;altra parte, la principale loggia massonica lussemburghese lo accetta tra le sue fila, mentre rifiuta l&#8217;ammissione a Michele Sindona sapendo che questi era stato condannato in Italia nel 1976 e che era stato arrestato negli Stati Uniti.</p>
<p>Il Banco Ambrosiano, la cui creazione risale al 27 agosto 1896, era tra le numerose banche private italiane legate al Vaticano. Raccomandata alla protezione di Sant&#8217;Ambrogio, la banca non si era mai particolarmente distinta per i suoi affari. Quando la Santa Sede aveva cercato di eludere la legislazione bancaria italiana &#8211; e in particolare le restrizioni che riguardavano le operazioni di cambio sul mercato delle valute &#8211; i molto venerabili finanzieri del Vaticano avevano utilizzato le filiere mafiose di Sindona per istradare grosse somme fuori dal Paese, sotto il naso di tutti gli organismi di controllo.<br />
All&#8217;interno dei Vaticano, è l&#8217;Istituto per le Opere di Religione (IOR) spesso chiamato la “Banca del Vaticano&#8221;, che organizza questo traffico. Alla testa dello IOR, l&#8217;arcivescovo Marcinkus aveva, in un primo tempo, utilizzato le filiere offerte da Sindona. Poi, quando quest&#8217;ultimo era diventato meno frequentabile, a seguito dei suoi debiti con la giustizia, si era servito di Roberto Calvi e della sua banca. All&#8217;inizio degli anni &#8216;70, Marcinkus prese una decisione le cui ripercussioni e successive conseguenze avrebbero potuto, da sole, suffragare la tesi che voleva che Papa Giovanni Paolo I, il “Papa del sorriso&#8221;, fosse stato assassinato. Marcinkus aveva in effetti ordinato l&#8217;arresto delle attività della Banca Cattolica del Veneto e la sua integrazione all&#8217;interno dell&#8217;Ambrosiano, senza né consultare né informare il consiglio d&#8217;amministrazione della banca così assorbita. Ora, la Banca Cattolica del Veneto era la banca privata al servizio del patriarca di Venezia e il suo presidente non era nientemeno che Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I.</p>
<p>Il Vaticano si è evoluto: da gestore di anime ed elemosine, essendo stato espropriato e avendo visto il proprio patrimonio ridotto alla più semplice espressione dopo le confische di cui fu vittima nel corso del Risorgimento, a partire dal 1870 la Santa Sede è diventata una potenza finanziaria che gestisce fortune tanto colossali quanto discrete nell&#8217;economia mondiale. “Immaginare il Papa come una specie di presidente del consiglio di sorveglianza può scioccare qualcuno, ma non dobbiamo dimenticare che il Vaticano è un&#8217;istituzione vecchia di tanti secoli che, per quanto riguarda il denaro, ha sempre saputo essere all&#8217;altezza dei tempi”.<br />
Non si tratta che di giustizia se, durante la grande crisi economica e finanziaria degli anni &#8216;20, il Vaticano rischiò il fallimento. Dopotutto, quelli erano i tempi! Già nel 1880, l&#8217;aristocrazia e l&#8217;alta borghesia romane, che avevano tradizionalmente degli stretti legami con la Chiesa, avevano creato il Banco di Roma a unico vantaggio dei Vaticano. Il suo scopo: riacquistare, con un plusvalore sostanziale, i terreni e gli immobili da cui il Vaticano doveva separarsi per mantenere liquidità. Inoltre questa banca doveva acquisire delle partecipazioni maggioritarie, in vista della successiva cessione al Vaticano, nelle società di servizi urbani (acqua, gas, elettricità, trasporti pubblici &#8230; ). Inutile dire che, dopo diciotto anni di favoritismo nei confronti dei Vaticano, la banca si trovò rovinata nel 1898.</p>
<p>Il <em>deus ex machina </em>delle finanze vaticane, Bernardino Nogara, salvò la Banca di Roma dal fallimento. La manna celeste che permise ai finanzieri del Vaticano di risorgere a miglior fortuna arriverà tra le righe dei Patti Lateranensi, conclusi nel 1929 con Mussolini. Nel quadro di questi accordi, la Chiesa ricevette un&#8217;indennità di 90 milioni di dollari a riparazione per i beni immobiliari confiscati dallo Stato dal 1870 e per la perdita dei suo potere secolare.<br />
Questo denaro venne affidato a un genio della finanza, Bernardino Nogara, ex vicepresidente della Banca Commerciale Italiana. Nel 1968, dieci anni dopo la morte di Nogara e quaranta anni dopo i Patti Lateranensi, le varie partecipazioni del Vaticano nell&#8217;industria, nella finanza e nei servizi venivano stimate in otto miliardi di dollari. La massima di Nogara era semplice ed efficace: “Il programma d&#8217;investimenti del Vaticano non dovrà essere ostacolato da considerazioni religiose&#8221;. I suoi &#8220;eredi&#8221; l&#8217;hanno, dalla sua morte, applicata alla lettera &#8211; ma con più o meno scrupoli.<br />
Dopo Nogara, il Vaticano ricorse ai servizi di Sindona e poi, quando questo divenne non più frequentabile, a quelli di Roberto Calvi. Bisognerà attendere il fallimento dell’Ambrosiano, che seguirà la morte di Calvi, per scoprire l&#8217;implicazione colossale del Vaticano negli affari illeciti operati da Sindona e Calvi. Sindona morirà assassinato nella sua cella nella prigione di Voghera il 22 marzo 1986, dopo aver bevuto una tazza di caffè avvelenato con il cianuro. Sindona e Calvi non sono che due dei cadaveri eccellenti di questa vicenda.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gelli e la P2, tangenti, amici e trame]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/10/01/gelli-e-la-p2-tangenti-amici-e-trame/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:01:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
<guid>http://lerane.wordpress.com/2009/10/01/gelli-e-la-p2-tangenti-amici-e-trame/</guid>
<description><![CDATA[Mazzette per pagare meno tasse. L&#8217;ordine dei Templari. E un colonnello che lo informa di tutto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Mazzette per pagare meno tasse. L&#8217;ordine dei Templari. E un colonnello che lo informa di tutto. Ecco l&#8217;ultima inchiesta sul potere del capo della P2 raccontata da Lirio Abbate e Paolo Biondani sull&#8217;Espresso di domani.</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-940" title="gelli" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/10/gelli.gif" alt="gelli" width="239" height="264" />Militari, politici, dirigenti ministeriali, direttori di banca, magistrati, professionisti, industriali e faccendieri. Una nuova rete di «personaggi appartenenti a tutti i settori che contano della vita pubblica e privata». Con una copertura associativa di stampo massonico, che garantisce vantaggi «a tutti e a ciascuno», attraverso «stretti legami di fratellanza e mutua assistenza». E in cima alla piramide, lui: Licio Gelli, l’immarcescibile maestro venerabile della P2. Dalla scoperta della lista dei 962 affiliati alla sua loggia segreta, è passato più di un quarto di secolo. Dal 1981 ad oggi Gelli ha accumulato condanne definitive per reati che hanno fatto storia: principale responsabile della bancarotta dell’Ambrosiano di Roberto Calvi; stratega dei più gravi depistaggi del Sismi (la prima delle tante false piste internazionali) per la strage di Bologna. Gelli ha scontato la pena a casa, nella villa aretina intitolata alla moglie Vanda Vannacci, per gravi motivi di salute, che peraltro dieci anni fa non gli impedirono di evadere. Nel 2003, intervistato da “Repubblica”, aveva scherzato sulle analogie tra il suo piano di rinascita e il programma del governo presieduto dal suo più ricco affiliato, Silvio Berlusconi: «Sì, forse dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa». Oggi, festeggiati i 90 anni, Gelli non è solo il custode di segreti di un passato che non passa. È il protagonista di nuovi intrighi. Riceve industriali. Tratta affari. Istruisce colonnelli. Offre appoggi. E fa da consigliere all’organizzatore di una nuova rete di «fratelli». A documentare il ritorno di Gelli è l’inchiesta di una piccola procura del Nord, ora trasmessa ai pm antimafia di Palermo. A Verbania, pochi giorni fa, i magistrati hanno chiuso le indagini su una cordata di imprenditori che facevano i soldi con le fatture false. Organizzavano finte esportazioni di macchinari, creando crediti Iva fittizi. E per cinque anni, oltre a non pagare le tasse, sono riusciti a farsi rimborsare dallo Stato «almeno 9 milioni di euro». La parte del leone l’ha fatta la Tubor spa, una fabbrica di termosifoni con 170 operai, lasciata fallire dopo il sequestro del bottino. Per frodare il fisco questa «associazione per delinquere» aveva bisogno di azzerare i controlli. E a garantire «l’ombrello fiscale», come lo chiamano gli inquisiti, erano due imputati di corruzione: Rolando Russo, dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Verbania, e Delio Cardilli, tenente colonnello della Guardia di Finanza, in servizio dal ’69. I due, secondo l’accusa, si sono divisi tangenti per un milione e 748 mila euro. Benché indagato a Roma già dal 2002, Cardilli fino al 2006 era al comando generale, come «capo ufficio operazioni del nucleo speciale evasione contributiva», e poi è diventato «comandante del centro addestramento regionale» di Perugia. Prima di essere arrestato, nel giugno 2008, insegnava alla «Libera Universitas» di Orvieto e scriveva di fisco sui quotidiani economici. Per comunicare con gli altri indagati, Cardilli usava 72 schede telefoniche e 29 cellulari. Ad ogni numero corrispondeva un solo interlocutore. Per poterlo intercettare, i finanzieri onesti hanno dovuto nascondergli una microspia in ufficio, riuscendo ad ascoltarlo solo per un paio di mesi. Il colonnello è affiliato ai Templari, l’antico ordine cavalleresco che oggi è un’associazione lecita come la massoneria. Nell’ordine d’arresto, i magistrati precisano che «era in lizza per diventare vice-priore nazionale». E trascrivono una telefonata in cui lo stesso Cardilli illustra a un «cavaliere» quale «utilità» si può ricavare dalla sua rete associativa: «Io voglio fare una forza che, con l’obiettivo umanitario, poi diventa anche economica e addirittura una forza politica&#8230; Politica nel vero senso del termine. Perché quando io alzo il telefono e dall’altra parte c’ho il cavaliere templare che è procuratore della repubblica di Roma, ti faccio un esempio, io sto già più tranquillo. Mica dobbiamo fare chissà cosa, però c’hai un amico. Anche per un consiglio, no? Dall’altra parte alzi il telefono e trovi il direttore delle entrate&#8230; E c’hai un amico. A me piace fare una coalizione: tutti in uno. Hai capito? Che tu hai bisogno di qualsiasi cosa, e ognuno di noi deve avere l’etica di aiutare l’altro. Per la Finanza ci sono io, poi c’è il collega dei carabinieri, quell’altro dell’esercito&#8230; C’è tanta gente&#8230; Ci sono quelli della pubblica amministrazione, diversi imprenditori&#8230; Così si fa!». Questa intercettazione-chiave è del 16 giugno 2007. Per tutta l’estate Cardilli si sente con Gelli. Il colonnello telefona a Villa Vanda e si presenta come «Delio». Il tono è amichevole, ma Cardilli pende dalle labbra di Gelli. Assicura di essere a sua completa disposizione «tranne una settimana di ferie». Le intercettazioni documentano una forte intesa, una sorta di alleanza tra l’ufficiale inquisito e il capo della P2. Gelli e Cardilli però sospettano di essere intercettati. Parlano con allusioni e mezze frasi. Si promettono favori, ma non precisano nomi e fatti. Molte telefonate servono solo a fissare appuntamenti a tu per tu. A fine agosto le intercettazioni s’interrompono, perché Cardilli continua a cambiare telefoni. Nei nastri restano registrate le sue insistenze per sapere se ci sono «novità» su un misterioso gruppo dei «cinque», che Gelli sta segretamente organizzando. Cardilli gli chiede se ha contattato un «imprenditore di Milano», ma non fa nomi. Le indagini documentano almeno un incontro. Il colonnello accompagna nella villa di Gelli un industriale che lui stesso identifica come Pietro Mazzoni, titolare dell’omonimo gruppo con interessi dagli appalti ambientali all’energia, dalle pulizie alle telecomunicazioni. All’uscita Cardilli riferisce a un «fratello» che Mazzoni chiama Gelli «commendatore», che i due hanno parlato di affari e che il venerabile ha promesso appoggi. Il colonnello aggiunge che deve rivedere Gelli con urgenza, perché «il maestro» gli deve «parlare a quattr’occhi» di «una cosa importante». Tanto che Mazzoni, imbarazzato, voleva lasciarli soli. Negli stessi giorni Cardilli convoca i templari per la festa del 15 settembre al Castello dell’Oscano di Perugia. Il colonnello chiede ai suoi cavalieri se sia il caso di ammettere altri «pezzi da 90» nel sottogruppo «nostro»: «Io volevo far entrare due assessori regionali, due magistrati: i procuratori di Roma e di Pisa sono amici miei&#8230; Come il senatore Colucci di Forza Italia&#8230; Il senatore Schifani è un altro amico mio&#8230; Il procuratore di Bologna pure&#8230; Io c’ho diverse nomine, ma finché non vedo le cose chiare, non le faccio entrare. Io ho fatto entrare il vicepresidente della Finmeccanica (ingegner Sabatino Stornelli, secondo i pm)&#8230; Il prefetto di Napoli sta nella mia comanderia&#8230; Abbiamo i notai, abbiamo i migliori avvocati, deputati, onorevoli, abbiamo addirittura un viceministro dell’interno che voleva entrare, ti dico pure il nome: Minniti». Solo vanterie? Frequentazioni di lavoro che il colonnello spaccia per amicizie interessate? L’inchiesta di Verbania ha verificato l’appartenenza ai templari dei soli professionisti e funzionari direttamente coinvolti nei fatti di corruzione. Su tutto il resto, ora indaga Palermo. I pm antimafia hanno infatti scoperto che il colonnello Cardilli, il 6 giugno 2008, ha incontrato una poliziotta poi arrestata come complice di una consorteria massonica: una banda in grado di rinviare e aggiustare anche processi di mafia in Cassazione. Il presunto capo, Rodolfo Grancini, è un massone di Orvieto in rapporti con Marcello Dell’Utri. La poliziotta, Francesca Surdo, voleva entrare nei servizi segreti. Al che Grancini le ha chiesto un curriculum e fissato un appuntamento con Cardilli, che si è qualificato come «già destinato ai servizi». All’incontro, il colonnello le ha presentato l’ennesimo amico importante: Roberto Mezzaroma, costruttore romano ed ex europarlamentare di Forza Italia. La poliziotta ricorda che «portava sulla giacca il prisma simbolo dei circoli di Dell’Utri».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fazio allo IOR?]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/09/19/fazio-allo-ior/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 13:36:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/09/19/fazio-allo-ior/</guid>
<description><![CDATA[Fazio e Maradona nell’Italia tutta vip | Il blog di Daniele Martinelli. Antonio Fazio, assieme a un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.danielemartinelli.it/?p=2960">Fazio e Maradona nell’Italia tutta vip &#124; Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
<p>Antonio Fazio, assieme a un gruppo di persone per bene come l’editore Gaetano Caltagirone, il già condannato per tangenti Vito Bonsignore (Pdl), Danilo Coppola, Stefano Ricucci ed Emilio Gnutti, sono stati rinviati a giudizio da un tribunale con l’accusa di <strong>aggiotaggio</strong>.<br />
Ebbene, l’ex capo di Bankitalia, uomo devoto a Dio e al Dio denaro, nonché correntista dello <strong>Ior</strong>, è in pole position per <a href="http://www.affaritaliani.it/politica/vaticano-Fazio-Ior200409.html" target="_blank"><strong>diventarne direttore</strong></a> al posto di Angelo Caloia nell’operazione denominata “trasparenza”.</p>
<p>Caloia dirige l’Istituto di opere religiose dal 1989, anno in cui fu cacciato <strong>Paul Marcinkus</strong>, il disinvolto speculatore travestito da porporato col fisico da giocatore di basket, andato a morire in una città sperduta degli Usa lontano dai riflettori degli scandali (e dalla giustizia), dopo che lo Ior era finito nel mirino della magistratura per il crac del <strong>Banco Ambrosiano</strong>.<br />
Di Angelo Caloia, su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Caloia" target="_blank">Wikipedia</a> si legge che “<em>Giovanni Paolo II ne ottiene una positiva amministrazione. Nel giro di un decennio lo IOR è risanato, delle turbolenze degli anni ottanta non si ode neanche più l’eco”</em>.</p>
<p>Il “miracolo” è presto spiegato. Lo Ior è uscito dagli scandali facendosi <strong>scudo dei magistrati</strong>, che non hanno mai potuto visionare carteggi e movimenti di denaro al suo interno. Le loro richieste per rogatoria, il Vaticano le ha sempre mandate all’inferno. Il risanamento economico e lo sbianchettamento della reputazione internazionale dello Ior, avvenuto all’ombra della magistratura e della legalità, da “furbettata” si è trasformata in un merito. Privilegio negato ai comuni mortali e ai piccoli evasori, orfani di santi nei palazzi.</p>
<p>Quindi bravo Angelo Caloia! Risanare i conti e l’immagine di un istituto che ingoia vagonate di miliardi di riciclatori e mafiosi, divenendone un fortino travestito da santuario, in effetti non è mica da tutti.<br />
Da ciò inizio a capire perchè proprio Antonio Fazio è in lizza per dirigerlo, lo Ior!<br />
Ma non ho capito l’operazione “<em>trasparenza</em>“! Che significa? Che lo Ior si apre alle <strong>indagini internazionali</strong> come sta facendo la Svizzera con gli Usa e la Francia fornendo i nomi e i movimenti dei correntisti furbetti? Mi pare strano, dato che i soldi sporchi dentro lo Ior sono soprattutto di italiani.<br />
Ah già, ecco il trucco: un emendamento del Tesoro passato in sordina e a pagina 40 dei nostri giornali, ha trasformato il rientro dei capitali in un <strong>maxicondono</strong>. Il governo Berlusconi-Tremorti ha <a href="http://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=12440" target="_blank">sanato il falso in bilancio</a><br />
con la garanzia che atti, documenti e attestazioni delle pratiche relative al rimpatrio dei capitali sporchi, <strong>non potranno essere usati</strong> dai magistrati come prova nei confronti di chi ha un procedimento penale in corso.</p>
<p>Ecco spiegata allora l’operazione “trasparenza” vaticana! Significa che furbetti di destra e di sinistra con gli scheletri dentro lo Ior potranno stare tranquilli perché il governo di piduisti, con la scusa di risanare le esangui casse pubbliche, garantirà loro impunità e ricchezza allo stesso tempo. Qualunque Lucianone Moggi di turno che deciderà di riportare in Italia milioni o miliardi evasi al fisco, sarà coperto da una sorta di “rogatoria” nazionale lontana dagli occhi indiscreti dei magistrati. <strong>Che miracolo</strong> da Repubblica delle banane!</p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I PECCATI DELLA BANCA VATICANA]]></title>
<link>http://crescendoingrazia.wordpress.com/2009/08/12/i-peccati-della-banca-vaticana/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 23:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescendoingrazia</dc:creator>
<guid>http://crescendoingrazia.wordpress.com/2009/08/12/i-peccati-della-banca-vaticana/</guid>
<description><![CDATA[fonte: l’economista mascherato http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/06/i-peccati-della-ban]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>fonte: l’economista mascherato</h2>
<h2>http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/06/i-peccati-della-banca-vaticana.html</h2>
<h2> </h2>
<h2>mercoledì 24 giugno 2009</h2>
<h3><a href="http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/06/i-peccati-della-banca-vaticana.html">I PECCATI DELLA BANCA VATICANA</a></h3>
<p>Da: <a href="http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/la-svizzera-connection-gian-trepp.html"><strong>SVIZZERA Connection</strong></a></p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>I PECCATI DELLA BANCA VATICANA</strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong><br />
I pagamenti alla Democrazia Cristiana erano di competenza dei due uomini di fiducia di Gardini, Sergio Cusani e Luigi Bisignani. La raccolta fondi per la quota di questa tangente passò per affari immobiliari fittizi di Gardini a Roma a carico della Montedison. I fondi così procurati figuravano in forma di cosiddetti CCT. I CCT sono obbligazioni di cassa della Repubblica italiana al portatore e avrebbero potuto compromettere i loro destinatari, mediante il numero di serie, se fossero stati venduti ad una banca. I democristiani insistettero per avere denaro contante. Poichè Cusani, l&#8217;uomo di fiducia di Gardini, aveva buoni rapporti con il Vaticano e con la banca vaticana IOR, il procuratore Di Pietro suppose che lo IOR avesse riciclato una parte delle tangenti Enimont, vale a dire cambiato i CCT in denaro contante. Nell&#8217;ottobre 1993 Di Pietro presentò al Vaticano una richiesta di assistenza giuridica. Senza grande speranza, in verità, perchè Pio Cipriotti, giudice supremo del Vaticano, non l’aveva mai concessa prima alla giustizia italiana. Già dopo il crollo del Banco Ambrosiano nell&#8217;anno 1982 il Santo Padre aveva rifiutato la collaborazione e aveva protetto Paul Marcinkus, l&#8217;arcivescovo a capo dello IOR, gravemente incriminato. Karol Wojtyla preferì vendere il Banco di Roma per la Svizzera, filiale IOR, alla SBG e rabbonire i creditori danneggiati dell&#8217;Ambrosiano con i 241 milioni di dollari così ricavati. (28) Nel 1987 il papa rifiutò una richiesta di estradizione a Milano dell&#8217;arcivescovo Marcinkus, richiamandosi ai patti lateranensi, stipulati con Mussolini nel 1929. Ma nel dicembre 1993 il Vaticano, suscitando lo stupore generale, ebbe un ripensamento e, per la prima volta nella sua storia, concesse assistenza giudiziaria all&#8217;Italia in un caso di corruzione. E si trattò di una sorta di confessione che rivelò che anche nella Banca vaticana si pecca. (29) Sergio Cusani aveva collaborato con Luigi Bisignani che fungeva, senza legami con altri, da intermediario con il Vaticano. Bisignani era una figura pittoresca: giornalista dell&#8217;agenzia ANSA, membro della P-2 e consigliere di Licio Gelli, lavorò più tardi come uomo di collegamento di persone potenti, come Giulio Andreotti, con il Vaticano. Era anche buon amico dell&#8217;amico di Andreotti Lamberto Dini, più tardi direttore generale della Banca d&#8217;Italia e presidente dei ministri italiano. Dal 1989 Bisignani lavorò anche come &#8220;consulente esterno&#8221; di Raul Gardini. Bisignani, Cusani e il manager della Ferruzzi Carlo Sama, trattarono con monsignor Donato de Bonis, presidente dello IOR, la fondazione dell&#8217;Istituto San Serafino con domicilio presso lo IOR. Scopo della fondazione doveva essere quello di versare ai partiti italiani e ad altre opere caritatevoli generosi contributi. Bisignani riempì la cassa della San Serafino con obbligazioni statali da riciclare. Una parte del controvalore delle obbligazioni lo ricevette dallo IOR in contanti. (30) I partner della trattativa erano in stretti rapporti anche a livello personale. Monsignor De Bonis aveva unito in matrimonio in Vaticano il manager della Ferruzzi con Alessandra Ferruzzi, la figlia erede del gruppo industriale. Dopo che si era dimesso da presidente dello IOR, nel settembre 1993, il papa nominò Monsignor De Bonis prelato dell&#8217;Ordine di Malta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MERCHANTBANK CRAGNOTTI &#38; PARTNERS</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo già appreso da alcune testimonianze che gli acrobati della finanza pensano volentieri per &#8220;strutture&#8221;, che oltrepassano paesi e legislazioni, eludono governi e parlamenti. Non si preoccupano di limitazioni economico-politiche nazionali. Sono instabili come il capitale che le attraversa. Cambiano sempre nome, domicilio, forma giuridica e personale &#8211; in totale conformità con le esigenze del giorno. Ad una buona &#8220;struttura&#8221; si addicono amministratori leali perché bisogna sfruttare al massimo ogni pertugio. Al di là di tutti gli intrecci organizzativi, una &#8220;struttura&#8221; è una rete di persone e di fedeltà mafiose. Un esempio è la &#8220;struttura Cragnotti &#38; partners&#8221;. Sergio Cragnotti era un manager in carriera della Ferruzzi nel settore finanziario e negli anni &#8216;80 era considerato il braccio destro di Raul Gardini. Nel 1990 comprò alla Matsack UK Ltd. di Londra nella Dublino irlandese una società di comodo senza impiegati di nome Standuff Limited, nel cui consiglio di amministrazione egli entrò con il suo collaboratore Paolo Opromolla. Più tardi anche Giuseppe Berlini, tesoriere dei fondi neri Ferruzzi a Losanna, e Jean Marc Vernes, alleato di Gardini in Francia, entrarono nel consiglio di amministrazione Standuff. A metà del 1991 la Standuff cambiò nome in Cragnotti &#38; Partners. Da Raul Gardini, Arturo Ferruzzi e Carlo Sama in giù, l&#8217;intero top management responsabile degli affari finanziari internazionali della Ferruzzi &#8211; Montedison entrò nel consiglio di amministrazione, non escluso l&#8217;uomo di fiducia di Gardini, Sergio Cusani .(31) Già nel febbraio 1991 Cragnotti aveva fondato a Lugano la Cragnotti &#38; Partners, Services, con domicilio nello studio legale Sganzini &#38; Partner. A questa società seguì nel marzo 1991 la Cragnotti &#38; Partners Finance, pure a Lugano. Del consiglio di amministrazione della C &#38; P Finance facevano parte l&#8217;allora consigliere nazionale ticinese FDP Geo Camponovo di Chiasso, l&#8217;avvocato Carlo Sganzini, il manager della Ferruzzi-Montedison Paolo Opromolla e il presidente della Curator, Giancarlo Cappello. (32) Presidente della Cragnotti &#38; Partners Finance era Roberto Marziale, consigliere delegato della Montedison International a Viganello. Marziale era, allora, nonostante avesse appena 30 anni, un esperto specialista finanziario internazionale. Aveva cominciato nel 1984 come praticante presso la Ferruzzi Services a Ginevra, era passato nel 1987 alla Montedison Finance Lugano, prima di diventare presidente della Montedison International. Marziale era anche consigliere d&#8217;amministrazione di Fal NV (Curaçao), dove, nel 1993, si era prodotto il buco già descritto di 320 milioni di lire. Inoltre Marziale era presidente finanziario della filiale Enimont a Lugano-Viganello. Quando nell&#8217;estate 1993 le pustole purulente si aprirono e Cragnotti entrò a far parte dei sospettati nello scandalo Ferruzzi-Montedison (33), il più scaltro Marziale se ne era già andato alla C&#38;P. Nel maggio 1991 era stata fondata la Cragnotti &#38; Partners Capital Investment Luxemburg. Azionista principale di questa Joint- venture era la C&#38;P ( Dublino) con il 45 %, inoltre quasi due dozzine di banche famose detenevano quote di minoranza: ad esempio lo Schweizerische Bankverein l &#8216;8,1 %, la Rabobank (Svizzera) il 6,1 %, il Banco di Napoli il 5,1 % e il Crédit Lyonnais il 3,7 %. Del consiglio d&#8217;amministrazione facevano parte Giuseppe Garofano, manager della Montedison-Ferruzzi, Roberto Michetti e Paolo Opromolla. Mancavano Gardini e Cragnotti, dopo la rottura di Gardini con la famiglia Ferruzzi. I consiglieri d amministrazione svizzeri erano l&#8217; avvocato di Lugano Lucio Velo, Robert Villiger, legato al Bankverein e Hans C. Schulthess, uomo della fiduciaria Fides (34). Che la C&#38;P Capital Investment lussemburghese avesse grandi progetti, lo mostra l&#8217;entrata di Stanislas Yassukovich nel consiglio di amministrazione. Negli anni &#8216;70, Yassukovich era la superstar degli euromercati e divenne più tardi presidente dell&#8217;associazione londinese di categoria Securities Association. Egli avrebbe dovuto procurare credibilità e rispettabilità alla C&#38;P a Londra. All&#8217;inizio del 1994, Yassukovich lasciò di nuovo la C&#38;P.(35) La C&#38; P ha retto al tifone Mani Pulite, anche se fortemente ridimensionata.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C&#8217;E&#8217; VITA DOPO ENIMONT?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Dopo aver comprato nel 1994 le aziende alimentari IRI Cirio Polenghi De Rica (conserve, latte), allora privatizzate, Cragnotti annunciò sulla stampa il suo ritiro dagli affari finanziari. Diventò un industriale romano e si dedicò all&#8217;incarico di presidente dell’AS (Associazione sportiva) Roma e al &#8220;Messaggero&#8221;, un giornale che aveva rilevato dai Ferruzzi dopo il loro crollo. Cragnotti non ha tuttavia interrotto del tutto i rapporti con la C&#38;P da lui creata. I tre procuratori della sua Cirio International BV, Amsterdam, filiale di Lugano, e precisamente Gianni Patuzzo, Daniele Poggi e Raffaele Riva, firmano tutti e tre anche come procuratori della C&#38;P Finance (Lugano). Poggi è inoltre procuratore della succursale di Lugano della società Cragnotti Compagnia Mobiliare SpA a Roma. L&#8217; ex presidente della C&#38;P Roberto Marziale ha dato le dimissioni e ha fondato la società finanziaria Sagres da lui presieduta. Consiglieri d&#8217;amministrazione della Sagres sono: Lucio Velo, consigliere d&#8217; amministrazione della C&#38; P in Lussemburgo, il socio di Velo Andrea Balerna (direttore della TS Truster) e Brunello Donati (consigliere d&#8217;amministrazione della Atlantis di Friburgo). Del consiglio di amministrazione della Sagres fa parte anche Silvano Grassi (direttore della filiale di Lugano della Società Finanziaria Chimica, una filiale dell&#8217;Enichem). Con ciò risulta chiaro che l&#8217; ENI non nutre alcun risentimento nei confronti dell&#8217; ex manager della Ferruzzi-Montedison Marziale. Che il rapporto tra ENI e Montedison sopravvivesse anche alla terribile avventura Enimont, costata la vita a due grandi presidenti, Raul Gardini e Gabriele Cagliari, lo dimostra il consiglio d&#8217;amministrazione della C&#38;P Services (Lugano). Qui sedevano tranquillamente uno accanto all&#8217;altra al tavolo delle sedute, alla fine del 1995, la rappresentante dell&#8217;Enichem Fiamma Bindella e l&#8217;uomo della Montedison Fabio Gaggini. Si scambiavano solo ricordi? Ci farebbe veramente piacere sapere che affari venivano qui trattati.</p>
<p style="text-align:justify;">Note:</p>
<p>28) La SBG diede alla banca acquistata il nuovo nome di Banco di Lugano.</p>
<p>29) Oltre che nello scandalo Enimont, il Vaticano era implicato in altri affari di tangenti. Al centro c&#8217;era il corrotto cardinale Fiorenzo Angelini, nel cui ufficio il pittore comunista italiano Renato Guttuso, poco prima della morte, passò alla fede cattolica. Dal 1970 Angelini era responsabile del settore sanità in Vaticano ed era inoltre presidente dell&#8217;associazione italiana dei medici e dei farmacisti. Egli interveniva di volta in volta presso Duilio Poggiolini che, nel ministero italiano per la salute, era responsabile dell&#8217;accettazione dei farmaci. Le ditte farmaceutiche che lo corrompevano, ottenevano che le loro nuove medicine comparissero subito nella lista dei farmaci mutuabili. (vedi p.56 segg.)</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p>30) Calvi, Fabrizio et Sisti, Leo: ‘Les Nouveaux Réseaux de la Corruption’ . Parigi, 1990, p.238</p>
<p style="text-align:justify;">31) Companies Register, Dublino.</p>
<p style="text-align:justify;">32) Il socio di Cappello Ernst Esslinger era revisore della Montedison International (Lugano).</p>
<p>33) Nel 1994 Cragnotti fu condannato in prima istanza a Ravenna per reati economici ad una breve pena detentiva. Già nel 1993 era stato escluso dal commercio nell&#8217;Ontario canadese per insider-trading.</p>
<p style="text-align:justify;">34) Tribunal d&#8217; Arrondissement de et à Luxembourg, Registre du Commerce et des Sociétés</p>
<p>35) ”Financial Times”, 7.3.94</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mafia - Politik und Wirtschaft im Visier]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/08/04/mafia-politik-und-wirtschaft-im-visier/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 16:19:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
<guid>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/08/04/mafia-politik-und-wirtschaft-im-visier/</guid>
<description><![CDATA[Silvio Berlusconi Berlusconi (1936- ) ist ein brillianter Populist und Verkaufstalent, ein Unternehm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><strong>Silvio Berlusconi </strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-3463" title="33349_m3w468h320q75v43677" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2009/08/33349_m3w468h320q75v43677.jpg" alt="33349_m3w468h320q75v43677" width="450" height="307" /><br />
</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Berlusconi (1936- ) ist ein brillianter Populist und Verkaufstalent, ein Unternehmer, der durch politische Protektion, durch eine unternehmerische Innovativkraft und durch fehlende gesetzliche Schranken zum reichsten Italiener aufstieg. Er kontrolliert weite Teile der Fernsehlandschaft Italiens, dazu gehören ihm noch Zeitschriften, Werbeagenturen, Kaufhäuser, Baugesellschaften u.v.a. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><!--more--><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Sein Aufstieg ist mit zahlreichen dunklen Flecken behaftet und er ist in diverse Gerichtsverfahren verwickelt. Als seine politischen Gönner Anfang der 90er Jahre durch die Anti-Korruptionskampagnen aus ihren Ämtern katapultiert wurden, schuf sich Berlusconi mit Hilfe seiner geballten Medienmacht eine eigene Partei, mit deren Hilfe er amtierender Ministerpräsident wurde. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">In Europa besteht keine auch nur annähernde Machtposition eines Ministerpräsidenten, der neben der politischen Macht auch das Fernsehen kontrolliert und wirtschaftlich sehr potent ist. Es scheint auch, daß Berlusconi in Sizilien das politisch-juristische Bündnis mit der Mafia von den Christdemokraten übernommen hat. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><strong>Der Baulöwe</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Berlusconi studierte Jura und verdiente sich sein Studium u.a. als Sänger auf Kreuzfahrtschiffen bis er 1959 im Alter von 23 Jahren Geschäftsführer eines Bauunternehmens wurde. Von Ehrgeiz getrieben machte er sich 1961 selbständig, um große Wohn- und Geschäftskomplexe um Mailand zu bauen, finanziert von der Rasini-Bank.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Berlusconi war verantwortlich für die Bauprojekte seiner EDILNORD-Holding: </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"></p>
<li>Brugherio (ab 1963 Satellitenstadt für 4000 Personen gebaut)</li>
<li>Milano 2 (eine exklusive Vorstadt für 10 000 Bewohner, die er 1972-79 auf 712 000 qm baute)</li>
<li>Milano 3 (ab 1978 Vorstadt in Basiglio für 14 000 Einwohner)</li>
<li>Il Girasole (1979 Europas größte Handelsstadt)</li>
<p></span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><br />
</span></span><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:small;"><strong>Wie finanzierte Berlusconi sein Imperium?</strong></span> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Die <strong>Rasini-Bank</strong>, in der Berlusconis Vater Prokurist war und die ihn mitfinanzierte, geriet in den 80er Jahren in Verdacht Drogengelder gewaschen zu haben. Berlusconi hatte u.a. enge Kontakte zu Flavio Carboni, der in viele anrüchige Finanzskandale der Zeit verwickelt war. Auch der Mafia-Bankier Sindona bestätigte Mafia-Kontakte der Rasini-Bank. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Berlusconi war u.a. Mitglied der berüchtigten <strong>Loge P2</strong>, die 1981 aufflog. Bei den folgenden Recherchen ergab sich, dass die Banken (Banca Nationale del Lavoro, Banco Ambrosiano), die ihm in den 70er Jahren den Aufstieg mitfinanzierten, in den Händen von Loge-P2-Mitgliedern waren. Er bekam stets größere Kredite als es seine Kreditwürdigkeit erlaubt hätte. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Nach Ermittlungen über seine Finanzierungsmethoden von 1978-85 finden sich <strong>sehr verschachtelte und fragwürdige Transaktionen</strong>, die dem Zweck dienten, den wahren Geldgeber zu verschleiern. 1978-1985 flossen 94 Millirden Lire in 38 Holdingfirmen (u.a. in der Schweiz) von Berlusconi, ohne dass Dokumente für die Herkunft dieser Gelder existieren. Offiziell firmierten die Holdingfirmen u.a. als Schönheitssalons oder Friseure. Im Mindesten handelt es sich hier um eine sehr weite Operation zur Steuerhinterziehung, wenn nicht gar um Geldwäsche &#8211; aus welchen Quellen auch immer. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;">Berlusconi verweigerte jede Mithilfe zur Aufklärung der Transaktionen und gab den Ermittlern 1998 keinerlei Dokumente, da dies seine Rechte als Abgeordneter verletzen würde. 2001 versuchte er vergeblich, weitere Ermittlungen durch ein Gesetz zu verhindern, das die Zusammenarbeit mit Schweizer Behörden de-facto unmöglich macht. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><strong>Der Verdacht, daß die Sanierung seines überschuldeten Konzerns Ende der 80er Jahre u.a. mit reingewaschenen Mafia-Mitteln realisiert wurde, steht im Raum.</strong> Nicht nur Antimafia-Staatsanwalt Giancarlo Caselli aus Palermo verdächtigt einen der Berlusconi-Fernsehkanäle, Mafia-Gelder gewaschen zu haben. Auch die Rekapitalisierung der Fininvest-Gruppe steht zur Diskussion. Schließlich wird seit geraumer Zeit auch gegen den einstigen Fininvest-Spitzenmanager Marcello Dell&#8217;Utri ermittelt, der im Verdacht der Mafia-Zusammenarbeit steht.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><a href="http://www.bornpower.de/mafia/berlusconi-medien.htm"><strong>Der Aufstieg zum Fernsehkönig</strong></a></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><a href="http://www.bornpower.de/mafia/berlusconi-wirtschaft.htm"><strong>Aufbau eines Wirtschaftsimperiums</strong></a></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><a href="http://www.bornpower.de/mafia/berlusconi-politik.htm"><strong>Berlusconi und die Politik</strong></a></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><a href="http://www.bornpower.de/mafia/berlusconi-mafia.htm"><strong>Berlusconi und die Mafia</strong></a></span></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:x-small;"><span style="font-family:Helvetica;font-size:medium;"><span style="font-family:arial;font-size:x-small;"><a href="http://www.bornpower.de/mafia/berlusconi-justiz.htm"><strong>Berlusconi und die Justiz</strong></a></span></span></span></span></strong></p>
<p><a href="http://www.wdr.de/tv/diestory/sendungsbeitraege/2009/0622/index.jsp">Diktatur des Lächelns – Italien unter Silvio Berlusconi </a></p>
<p><a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi">Silvio Berlusconi</a></p>
<p><a href="http://www.heute.at/storage/scl/aufmacher/news/politik/33349_m3w468h320q75v43677.jpg">Quelle Foto</a><br />
Dieser Beitrag stellt ausschließlich die Meinungen der Verfasser dar. Er muß nicht zwangsläufig die Meinung des Bloggers oder die Meinung anderer Autoren dieser Seiten wiedergeben.</p>
<p>(siehe <a href="http://mazingazeta.wordpress.com/haftungsausschluss-impressum/">Haftungsausschluss &#38; Impressum</a> )</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non c'è memoria perché manca la provocazione del futuro. La strage fascista di Bologna e i fischi a Sandro Bondi - 03/08/'09]]></title>
<link>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/08/03/non-ce-memoria-perche-manca-la-provocazione-del-futuro-la-strage-fascista-di-bologna-e-i-fischi-a-bondi-030809/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 23:04:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
<guid>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/08/03/non-ce-memoria-perche-manca-la-provocazione-del-futuro-la-strage-fascista-di-bologna-e-i-fischi-a-bondi-030809/</guid>
<description><![CDATA[Non c&#8217;è memoria perché manca la provocazione del futuro. La strage fascista di Bologna e i fis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-large;">Non c&#8217;è memoria perché manca la provocazione del futuro. La strage fascista di Bologna e i fischi a Sandro Bondi </span></span></strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-large;">- 03/08/&#8217;09</span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>29 anni, il 2 agosto 1980, fa alla stazione di Bologna il terrorismo fascista uccise 85 persone, ne ferì 200. Molti giovani, interrogati su quanto accadde, hanno mostrato di sapere ben poco di quel terribile fatto, hanno confuso fascismo e BR, nulla o quasi sapevano degli eventi di quegli anni.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.95cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Molte “giornate della memoria”, pochissima memoria. Molte commemorazioni, pochissima anima. E, con la loro solita superficialità, i nostri politici, ben supportati dalla stampa, prima o poi scaricheranno il problema sulla scuola. Diranno che bisogna rivedere i programmi, dedicare più “ore” alla storia del Novecento, preparare meglio gli insegnanti.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Il problema non è la scuola. Né la scuola può o deve prestarsi al ruolo di capro espiatorio di ogni problema.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Il problema vero è la mancanza di futuro. Se il futuro non interroga più, non provoca più, non chiede più, il passato muore per la seconda definitiva volta. Se il futuro muore, i giovani muoiono di alcool e noia, di angoscia e di vuoto, di follia e sorda disperazione.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>È il futuro il motore della storia. Sono la sua imprevedibile incombenza, la sua illeggibile urgenza, la sua indefinita vitalità, il suo incomprensibile impatto a dire all&#8217;uomo e alla sua coscienza di guardare indietro, per trovare proprio lì, nel passato, i sentieri della previsione, della lettura, della definizione, della comprensione. La storia è maestra di vita, quando e soltanto quando il futuro ci spinge a interrogarla. Se non la interroga e provoca il futuro, la storia non ha senso, né prende vita, né interessa e vivifica il cuore e l&#8217;anima.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>I giovani sono il futuro. Non a caso i greci li chiamavano “i nuovi”. Se non vivono e non respirano l&#8217;interrogazione del futuro che essi sono, è perché qualcuno, uccidendo il futuro, ha scippato e ucciso la loro anima. Ieri come oggi. Prima della democrazia le bombe fascista uccidono il futuro. Ecco perché scoppiano soprattutto nei momenti in cui il futuro cerca di emergere, mostrando le catene e rivelando i sotterranei di ogni sua negazione.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>La strage di Bologna porta a compimento un periodo nefasto, che va dal &#8216;68 alla strage di piazza Fontana, a quella di piazza della Loggia, all&#8217;omicidio Moro, periodo nel quale un&#8217;Italia nuova cercava di affermarsi e una democrazia nuova di costituirsi. L&#8217;Italia nel giro di una quindicina d&#8217;anni passa da società contadina, con assoluta prevalenza di occupazione nell&#8217;agricoltura, a società industriale (dato ISTAT del 1971) e poi a società del terziario (dato ISTAT del 1981). La mobilità sociale, paralizzata da millenni, improvvisamente esplode, si mette vorticosamente in moto. Accedono all&#8217;università </strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>homines novi</strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>, ragazzi con genitori analfabeti, contadini, operai. Un mondo stupendo e più partecipato e condiviso pare aprirsi. Tutti possono sperare di esprimersi al meglio, di studiare, amare, costruire, affermarsi in piena identità, partecipando alla costruzione di un mondo più bello e condiviso. </strong></span></span></span></p>
<p style="text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>Se quel mondo stupendo fosse sbocciato, il diritto al futuro sarebbe stato garantito per generazioni. </strong></span></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>E invece c&#8217;è il fascismo. Bianco, rosso o nero che sia, sotto sotto il fascismo è sempre fascismo, perché sempre uccide il futuro, la sua urgenza, la sua provocazione. Forse proprio per questo alcuni giovani interrogati sui fatti di Bologna si sono confusi, dicendo che a eseguire la strage erano state le BR. Forse nella loro ignoranza una cosa intuivano: chi agiva uccideva il futuro. I giovani spesso vivono le semplificazioni anche brutali, ma altrettanto spesso intuiscono le equazioni più micidiali, come quella che identifica e confonde tra loro la violenza onnipotente e omicida del fascista e l&#8217;isteria impotente ma altrettanto omicida del brigatista. In un caso e nell&#8217;altro è ucciso il futuro; Ogni omicidio, sempre e comunque, uccide la parola del futuro, nega la sua stessa possibilità. Questo i giovani lo intuiscono. Magari confusamente, ma lo intuiscono. Se non ci fosse in loro questa intuizione, non ci sarebbe in loro tanta angoscia disperata. </strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>In quel quindicennio in Italia si era consolidato il patto tra la mafia italo-americana e la P2, dopo che lo sbarco in Sicilia degli americani nella fase finale della seconda guerra mondiale aveva ricucito in modo indissolubile il legame tra vecchia e nuova mafia, costruendo un asse transoceanico formidabile, alimentato dapprima dai soldi del piano Marshall e poi da quelli della ricostruzione e della rinascita economica d&#8217;Italia, con il boom industriale e il prodigioso avviarsi di un terziario molto aggressivo, in grado di imporre il made in Italy nel mondo intero. Proprio questo enorme formarsi di capitali portò al confluire degli interessi di mafia e P2, che trovarono nel pontificato di Paolo VI la loro consacrazione. Fu proprio Montini a fare conoscere tra loro a Milano Sindona e Calvi e poi a portarli con sé a Roma. Paradossalmente quello stesso papa che portò a compimento il Concilio diede anche di fatto inizio al potere perverso delle mafie e della P2. </strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>La prossima possibile entrata del PCI nell&#8217;area di governo proprio grazie a Moro e a Berlinguer, l&#8217;impossibilità di tenere nascosti i nomi, la presenza e le trame della P2, il conseguente rischio della mafia di trovarsi allo scoperto fecero precipitare gli eventi. Di qui l&#8217;uccisione di Moro, mai chiarita nelle sue vere dinamiche; quanto di estraneo alle BR ci fu?, che parte ebbero i servizi segreti?, che ruolo ebbero Andreotti, Cossiga (Ministro degli Interni alla morte di Moro e Presidente del Consiglio alla strage di Bologna), la parte piduista del Vaticano e dei partiti?, quanto di P2 e di mafia ci fu in gioco nel delitto Moro?.</strong></span></span></p>
<p style="text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>La contemporanea ascesa al Pontificato dapprima di papa Luciani con la sua precocissima e per molti versi misteriosa morte, poi di papa Wojtyla mischiarono non poco le carte di mafia, P2 e forze politiche loro collegate. Di qui il loro timore di perdere quella ancora nuova prodigiosa (per loro) cerniera politica e finanziaria garantita dalla copertura del Vaticano e dalle infinite e non indagabili possibilità di riciclaggio dello IOR. Né certo, collegati a tutto questo, vanno dimenticati fatti gravissimi: l&#8217;uccisione di Giorgio Ambrosoli, il 12 luglio del &#8216;79, per mano di un killer inviato dalla mafia americana; l&#8217;inizio della troppo poco ricordata inchiesta a Trento, nel febbraio 1980, sul traffico d&#8217;armi, droga e riciclaggio connessi con Roberto Calvi e il Banco Ambrosiano. </strong></span></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Né credo sia un caso che, neppure un anno dopo la strage di Bologna, ci sia l&#8217;attentato a Giovanni Paolo II il 13 maggio del 1981. Neppure di certo è un caso che, subito dopo l&#8217;attentato al Papa, proprio Marcinkus (indubbia cerniera tra il capitale della mafia americana e l&#8217;Italia) sia oltre che Presidente dello IOR anche Pro-Presidente della Commissione Pontificia per lo Stato della Città del Vaticano, divenendo di fatto il plenipotenziario della finanza e della politica vaticane. È forse il prezzo che Wojtyla paga per l&#8217;aiuto, che, proprio grazie ai soldi dello IOR, può inviare in Polonia a Solidarnosc. </strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Mi piacerebbe che i fischi di Bologna ieri a Sandro Bondi non fossero soltanto manifestazione da stadio. Mi piacerebbe che anche uno soltanto di quei fischi esprimesse l&#8217;intuizione di quanto veramente c&#8217;è in gioco, l&#8217;intuizione che la “cosa” Berlusconi oggettivamente ha fatto e continua in grande parte a fare il gioco delle mafie, della P2, delle parti del Vaticano e dello Stato colluse con il riciclaggio, la guerra, la droga, cioè il gioco di quelle stesse forze che portarono alle stragi di quel quindicennnio e che ancora oggi detengono le trame del potere. Mi piacerebbe che anche uno soltanto di quei fischi, forte di questa intuizione, fosse l&#8217;urlo che reclama il diritto al futuro, la voglia di futuro, la bella gioia del futuro. </strong></span></span></p>
<p style="text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><a name="pages-2"></a><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>So quanto oggi sia difficile sperare (vedi il mio ultimo post <a href="http://polisethoslogos.wordpress.com/attualita/20090731-–-preludio-complesso-alla-fine-di-berlusconi-con-attacchi-a-mafia-vaticano-s-p-a-e-compagnia/">2009/07/31 – C’è ancora democrazia in Italia? Preludio complesso alla fine di Berlusconi, con attacchi a mafia, Vaticano S.p.a. e compagnia</a>). So che oggi la liberazione dell&#8217;Italia è per certi versi impresa forse ancora più ardua e solitaria di quella che animò la Resistenza. So che non sono certamente né le armi, né il terrorismo la via della liberazione e della democrazia. Ci vuole intelligenza, sapienza del cuore e dell&#8217;anima, fiducia nell&#8217;uomo e nell&#8217;incontro tra le diversità umane. So che il cammino è molto lungo e che né io né la mia generazione molto probabilmente vedremo l&#8217;esito di questo cammino. Ma so anche che il futuro comincia già oggi: reclamandolo, volendolo, vivendolo il più possibile. So che i morti di Bologna, come tutti i morti uccisi da chi vuole uccidere il futuro, non possono né devono essere morti per nulla. A dirlo non è la commemorazione del passato. A dirlo è la volontà di futuro. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biografía no autorizada del Vaticano.]]></title>
<link>http://explayandose.wordpress.com/2009/07/22/biografia-no-autorizada-del-vaticano/</link>
<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 18:32:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>explayandose</dc:creator>
<guid>http://explayandose.wordpress.com/2009/07/22/biografia-no-autorizada-del-vaticano/</guid>
<description><![CDATA[Potcast de un programa de boira misterio realizado en en video,en el cual entrevistan a Santiago Cam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff6600;"><strong>Potcast de un programa de boira misterio realizado en en video,en el cual entrevistan a Santiago Camacho sobre el libro titulado &#8220;biografia no autorizada de el vaticano&#8221;.<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>De el canal </strong></span><a href="http://www.youtube.com/user/gzos09">gzos09</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Emsu81cmzJk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Emsu81cmzJk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fImH_RYlX3g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fImH_RYlX3g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="color:#33cccc;"><strong>Como los videos los an eliminado,dejo el podcast del programa de radio llamado Boira.</strong></span></p>
<p><a title="Escúchalo" href="http://www.boirafm.com/audio/biografia-no-autorizada-del-vaticano"><img src="http://www.boirafm.com/BackOffice/audios/2009/5/9/audio.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Biografía no autorizada del Vaticano</p>
<p>12/05/2009 6:52:32 GMT &#124; alex llao &#124; 334</p>
<p>El pe­rio­dis­ta San­tia­go Ca­ma­cho saca a re­lu­cir los tra­pos su­cios de una ins­ti­tu­ción tan ve­ne­ra­da como os­cu­ran­tis­ta.</p>
<p><span style="color:#33cccc;"><strong>Para escucharlo o descargartelo,pulsa aqui: </strong></span><a href="http://www.boirafm.com/audio/biografia-no-autorizada-del-vaticano">Escúchalo</a></p>
<p><span style="color:#33cccc;"><strong>Que es el mismo audio que salia en los videos.</strong></span></p>
<div style="float:right;">
<div style="text-align:right;"><a href="http://www.boirafm.com/audio/biografia-no-autorizada-del-vaticano">Escúchalo</a></div>
</div>
<div id="paginador">Para descargar el libro:</div>
<div>Rapidshare<br />
<a href="http://rapidshare.com/files/62644626/Biografia_20no_20autorizada_20del_20Vaticano.pdf"> http://rapidshare.com/files/62644626/Biografia_20no_20autorizada_20del_20Vaticano.pdf</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No a Gelli venerabile poeta, Premiato, ma in contumacia]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/06/15/poesia-licio-gelli/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 13:25:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/06/15/poesia-licio-gelli/</guid>
<description><![CDATA[In onda anche su Tabloid, radio tre, condotto da Edoardo Camurri Polemiche. Nessuna marcia indietro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.radio.rai.it/podcast/A0043454.mp3" target="_blank">In onda anche su Tabloid, radio tre, condotto da Edoardo Camurri</a></p>
<p style="text-align:justify;">Polemiche. Nessuna marcia indietro sul riconoscimento al gran maestro per il bilancio lirico raccolto nel suo “Dizionario”. Ma gli organizzatori consigliano: meglio non presentarsi.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.edizioniacar.net/public/immaginiacar/articoli/dizp.jpg" alt="" width="255" height="297" /></p>
<p style="text-align:justify;">«Mi lascio dietro una traccia di ricordi nostalgici ed una vita equivoca e disseminata di trappole, e così che mi perdo nel tramonto appena nato e nei sogni mi si schiude l&#8217;incertezza del futuro». Sono versi di Licio Gelli, poeta. Con molta probabilità anche la lirica Soltanto illusioni è contenuta nel Dizionario poetico, edito da Acar edizioni e curato da Amos Cartaria, un raccolta monumentale di 2535 liriche scritte da Gelli tra il 1950 e il 2008, millecinquecentocinquanta pagine al costo di 75 euro (se lo si acquista on line si riceve in omaggio una pergamena autografa con una lirica, Felicità), un&#8217;opera in odore di premio a Ostia. Ma per Gelli l’incertezza del futuro è già domani e così per il suo Dizionario.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">«Ho ascoltato mio figlio, gli amici, i miei collaboratori, i titolari del Teatro Nino Manfredi, che ospiterà la serata finale, ma ho ascoltato soprattutto i cittadini. Ed è per il bene di questa città, perché non sia protagonista di scontri e manifestazioni, che comunico ufficialmente che ho fatto un passo indietro, chiedendo a Licio Gelli di non presentarsi domani alla cerimonia conclusiva del Premio Internazionale Città di Ostia a ritirare il suo riconoscimento». Nelle parole di Tonico Colloca, presidente dell’associazione culturale Anco Marzio che aveva promosso il riconoscimento, si rinnova il destino di Licio Gelli che anche da poeta è costretto a rimanere nell’ombra.</p>
<p style="text-align:justify;">L’annunciata manifestazione di protesta del Movimento democratico di Ostia, una volta uscita la notizia del premio a Gelli, ha sortito i suoi effetti, complice l’immediata adesione di Anpi, Amici di Beppe Grillo, Sinistra e Libertà, Prc di Ostia e Acilia, Ascanio Celestini e Andrea Rivera. L’accusa non è rivolta ovviamente al Dizionario, ma al suo autore. Un premio che andrebbe a un persona condannata per depistaggio per la strage di Bologna, «una ex camicia nera di Spagna e un ex repubblichino protagonista delle trame più oscure e nere della storia del nostro paese, dal crack del Banco Ambrosiano a Gladio, maestro venerabile della Loggia Massonica P2 che aveva l’obiettivo di ribaltare l’assetto democratico del nostro paese».</p>
<p style="text-align:justify;">Il premio dell&#8217;edizione 2009 andrà alla poetessa poetessa Milagros Chavez Gonzales, prigioniera politica in un carcere peruviano. Ma se i postini suonano due volte anche i massoni non scherzano. Perchè per Gelli l&#8217;omaggio dell&#8217;associazione culturale Anco Marzio «a titolo esclusivamente personale» è il secondo che riceve dal Premio Città di Ostia, dove aveva già vinto la selezione ufficiale nel 2003. Lo avevano preceduto Corrado Calabrò e Maria Luisa Spaziani. Un pò di curiosità ma nessuna solelvazione: «Quell&#8217;anno fu lo stesso Borgna a congratularsi e la giunta Veltroni diede un contributo. Per questa edizione invece, non abbiamo avuto né finanziamenti, né patrocini delle istituzioni di destra» ha dichiarato Colloca che ribadisce il valore del Dizionario e del suo autore: «uno scritto unico in Italia, un poeta premiato da 413 città italiane e che nel 1996 cinquantuno Paesi proposero per la candidatura al nobel. E infatti non è una novità che Gelli scriva poesie né che vinca premi. Nel 2003 venne omaggiato a Ostia dalle letture di Arnoldo Foà che vinse così le possibili riserve: «Basta che le poesie siano belle».</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto al curriculum, le oltre duemila poesie oggi raccolte vengono da decine di pubblicazioni: da Luce di stelle alpine a Ho finito l&#8217;inchiostro. Versi sempre senza pace: «Quante volte ho atteso da altri un gesto di pace, vane aperture d&#8217;amore e sereni spazi tra nuvole / Quante volte ho cercato tra compagni di viaggio un rifugio alla larga dalle tentazioni del mondo / Ora non è più il tempo di sirene e grandi draghi, di filamenti d&#8217;ombra che ristagnano tra le erbe e nel silenzio la luna si nasconde nel cuore che attende il peso dei ricordi, il sollievo d&#8217;una gioia / Ora la carità si tuffa in pascoli di incertezze e io continuo ad ingannarmi sperando che il sonno giunga a spazzare via questa odiata malinconia muta come un dolore che si ingrossa nel silenzio».<br />
Ora è la volta del bilancio del Dizionario. Cosa farà domani Gelli? Il poeta dolente si farà di nuovo invisibile massone? O vincerà invece la determinazione del Venerabile?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crisis Mundial - Globalización VIII - Mundo en Quiebra]]></title>
<link>http://chamero.wordpress.com/2009/05/25/crisis-mundial-globalizacion-viii-mundo-en-quiebra/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:36:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>chamero</dc:creator>
<guid>http://chamero.wordpress.com/2009/05/25/crisis-mundial-globalizacion-viii-mundo-en-quiebra/</guid>
<description><![CDATA[  Serie Globalización Extraída de la Sección Geopolítica de La Enciclopedia Latinoamericana Actualiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p align="center"><strong>Serie Globalización</strong></p>
<p align="center">Extraída de la Sección <a href="http://www.aunmas.com/geopolitica/"><span style="text-decoration:underline;">Geopolítica</span></a> de <a href="http://www.aunmas.com/"><span style="text-decoration:underline;">La Enciclopedia Latinoamericana</span></a></p>
<p align="center">Actualizada a Mayo 2009</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-237" title="glob2_anm2" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/glob2_anm2.gif" alt="glob2_anm2" width="50" height="50" /></p>
<p align="center">By <a title="Juan Chamero" href="mailto:jach_spain@yahoo.es" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Juan Chamero</span></a>, <a title="Caece University" href="http://www.caece.edu.ar/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Caece University</span></a> at Buenos Aires, Argentine,May 25<sup>th</sup>  2009</p>
<h2 style="text-align:center;">Globalización VIII</h2>
<h2>Avalancha de Quiebras &#8211; El Escándalo Enron</h2>
<ul>
<li>Enron &#8211; Señal Temprana de la Avalancha de Quiebras</li>
<li>El ocaso de la Clase Política</li>
<li>El avasallamiento del Estado por las Grandes Corporaciones</li>
</ul>
<p> <strong>Actualización a Mayo del 2009</strong></p>
<p>Aunque parezca poco creíble poco es lo que ha cambiado el escenario de la corrupción en las grandes corporaciones desde el Caso Enron: podríamos decir que solo hay mucho “más de lo mismo” aunque con pocos detenidos entre rejas. No obstante debemos reconocer que Estados Unidos es de los pocos países que procesa y al menos pone entre rejas a algunos de los máximos responsables de la debacle económico financiera mundial.</p>
<p><strong>1. Caso Enron </strong></p>
<p align="center"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-282" title="skilling" src="http://chamero.wordpress.com/files/2009/05/skilling.jpg" alt="skilling" width="168" height="128" /></strong></p>
<p align="center">Jeff Skilling. Foto: especial</p>
<p><a href="http://www.wikio.es/news/Enron"><span style="text-decoration:underline;">Apela ex director de Enron sentencia ante la Suprema Corte de EU</span></a>, Noticia Wikio de España del 11 de Mayo 2009;</p>
<p>La apelación argumenta que según los criterios federales de fraude, los fiscales necesitan mostrar que <strong><em>Jeff Skilling</em></strong> tenía el propósito de beneficiar su propio interés en perjuicio de la compañía.</p>
<p><strong>Houston.-</strong> Abogados del ex presidente y director ejecutivo de la compañía energética Enron, Jeff Skilling, solicitaron hoy a la Suprema Corte de Justicia de Estados Unidos revisar el fallo de culpabilidad que lo sentenció a 24 años de prisión. La apelación argumenta que según los criterios federales de fraude, los fiscales necesitan mostrar que su cliente tenía el propósito de beneficiar su propio interés en perjuicio de la compañía.</p>
<p> 2. <a href="http://www.pinoymoneytalk.com/list-bankrupt-companies/">Lista de las mayores quiebras del 2008</a>, de <strong><em>PinoymoneyTalk,</em></strong> al 26 de Enero del 2009</p>
<table border="1" cellspacing="1" cellpadding="0">
<thead>
<tr>
<td width="212"><a title="Sort on Company" href="http://www.pinoymoneytalk.com/list-bankrupt-companies/"><strong>Company</strong></a><strong></strong></td>
<td width="85"><a title="Sort on Bankruptcy Date" href="http://www.pinoymoneytalk.com/list-bankrupt-companies/"><strong>Bankruptcy Date</strong></a><strong></strong></td>
<td width="85"><a title="Sort on Assets ($ million)" href="http://www.pinoymoneytalk.com/list-bankrupt-companies/"><strong>Assets ($ million)</strong></a><strong></strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td width="212">Lehman Brothers Holdings Inc.</td>
<td width="85">09/15/08</td>
<td width="85">691,063</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Washington Mutual, Inc.</td>
<td width="85">09/26/08</td>
<td width="85">327,913</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">IndyMac Bancorp, Inc.</td>
<td width="85">07/31/08</td>
<td width="85">32,734</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Downey Financial Corp.</td>
<td width="85">11/25/08</td>
<td width="85">13,409</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Tribune Company</td>
<td width="85">12/08/08</td>
<td width="85">13,149</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Fremont General Corporation</td>
<td width="85">06/18/08</td>
<td width="85">12,890</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">SemGroup, L.P.</td>
<td width="85">07/22/08</td>
<td width="85">6,140</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Franklin Bank Corp.</td>
<td width="85">11/12/08</td>
<td width="85">5,537</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Luminent Mortgage Capital, Inc.</td>
<td width="85">09/05/08</td>
<td width="85">4,721</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">PFF Bancorp, Inc.</td>
<td width="85">12/05/08</td>
<td width="85">4,102</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Pilgrim&#8217;s Pride Corporation</td>
<td width="85">12/01/08</td>
<td width="85">3,874</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">LandAmerica Financial Group, Inc.</td>
<td width="85">11/26/08</td>
<td width="85">3,853</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Circuit City Stores, Inc.</td>
<td width="85">11/10/08</td>
<td width="85">3,745</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">WCI Communities, Inc.</td>
<td width="85">08/04/08</td>
<td width="85">2,891</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">TOUSA, Inc.</td>
<td width="85">01/29/08</td>
<td width="85">2,842</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">VeraSun Energy Corporation</td>
<td width="85">10/31/08</td>
<td width="85">1,863</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Linens &#8216;n Things, Inc.</td>
<td width="85">05/02/08</td>
<td width="85">1,740</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Tropicana Entertainment, LLC</td>
<td width="85">05/05/08</td>
<td width="85">1,734</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Quebecor World (USA), Inc.</td>
<td width="85">01/21/08</td>
<td width="85">1,731</td>
</tr>
<tr>
<td width="212">Hawaiian Telcom Communications, Inc.</td>
<td width="85">12/01/08</td>
<td width="85">1,637</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p><strong>3. Estimación del Quebranto Global</strong></p>
<p>Nótese que los valores en quiebra están expresados en millones de dólares, es decir que <strong><em>Lehman Brothers</em></strong> declara un quebranto de casi 700.000.000.000 dólares. Y solo para USA. Si estimamos el quebranto mundial en tres veces el total de esta lista de los 20 Top llegamos a un Quebranto Global estimado en <strong>4.500.000.000.000</strong> dólares una cifra difícil de imaginar: <strong>4,5T</strong>, 4 Trillones y medio según la interpretación decimal anglosajona Todo este complejo de explosión económico-financiera involutiva justifica la formación de una especie de “agujero negro” que todo devora. Ver <a href="http://chamero.wordpress.com/2008/12/15/agujero-negro-financiero/"><span style="text-decoration:underline;">Agujero negro financiero</span></a> y <a href="http://chamero.wordpress.com/2008/12/20/algoritmo-de-fraudes-estafas-y-timos-financieros-mas-comunes/"><span style="text-decoration:underline;">Algoritmo de Fraudes, Estafas y Timos Financieros – Burbuja de los Derivados</span></a>.</p>
<p>4. <a href="http://retailindustry.about.com/od/topusretailcompanies/a/chapter11retail_2.htm"><strong><span style="text-decoration:underline;">Caso Chrysler</span></strong></a>, por <a href="http://retailindustry.about.com/mbiopage.htm"><span style="text-decoration:underline;">Barbara Farfan</span></a>, en About.com, Abril 2009</p>
<p> Acogido al Capítulo 11 (Quiebra) en Abril 30, 2009</p>
<p> Received $3.5 billion debtor-in-possession financing from the U.S. Department of the Treasury</p>
<p>Canadian and Ontario governments agreed to provide $800 million in exchange for two percent of Chrysler’s equity</p>
<p>Fiat will exchange technology for a 20% ownership in the company</p>
<p>Will permanently close eight plants permanently, laying off 6,500 workers</p>
<p>Will close an unspecified number of retail auto dealerships</p>
<p>Secured additional loan for GMAC LLC from U.S. government, which will take over Chrysler Financial</p>
<p>$4.5 billion in exit financing will be provided by U.S. government</p>
<p>New board of directors will be established with four members appointed by the U.S. Treasury, three members appointed by Fiat, one member appointed by the Canadian government, and one member appointed by the United Auto Workers trust.</p>
<p>CEO Bob Nardelli will resign after the company emerges from Chapter 11, which is estimated to take approximately two months</p>
<p> En síntesis este gigante de la industria automotriz recibe una ayuda del orden de 10.000 millones de dólares y otro tanto en logística y “en especies” para continuar operando. </p>
<p>5. Otra fuente: <a href="http://oldmaid.blog.co.uk/2009/03/13/sinking-ships-latest-usa-corporate-bankruptcy-woes-5751994/"><span style="text-decoration:underline;">Barcos que se hunden</span></a>, extraído de Un Blog entre muchos que comentan la Crisis, escrito por un tal “playwrite27” el 13 de Abril del 2009 y que nos hemos permitido traducir:</p>
<p>Las siguientes empresas de América se han declarado en quiebra y se están hundiendo a gran velocidad en las farragosas aguas de la depresión global (y aclaro que personalmente creo que recién estamos en una etapa de depresión suave a moderada!)</p>
<p><strong>Trump Entertainment</strong> (Grupo de Casinos de Donald Trump)</p>
<p><strong>Peanut Corporation of America</strong> (hundida por la infección con “salmonella”)</p>
<p><strong>Midway Games</strong> (creadora de famosos juegos: pinball y otros juegos de ARCADE, incluyendo Mortal Kombat)</p>
<p><strong>Magna Entertainment</strong>—que tenía sus propios casinos y regenteaba famosas carreras de caballos tales como Pimlico los Derby de Kentucy Preakness y Belmont</p>
<p><strong>Monaco Coach</strong>, fmodod orgsnisadores de caravanas de vacaciones, y safaris</p>
<p><strong>Robins Brothers</strong>, cadena de joyerias, la elegida para regales de bodas</p>
<p><strong>Ritz Camera</strong> centers más de 100 tiendas en USA</p>
<p><strong>The Philadelphia Inquirer</strong>, newspaper</p>
<p><strong>GM Saab</strong></p>
<p><strong>Nortel Networks</strong></p>
<p><strong>Apex Silver Mines</strong>, Minas de Plata</p>
<p><strong>Young Broadcasting, Inc</strong> (TV stations)</p>
<p><strong>Muzak</strong>&#8212;-Finalmente nos hemos quedado sin música envasada!</p>
<p><strong>Circuit City Electronics</strong>, la famosa cadena de tiendas de computadoras</p>
<p><strong>Journal Register newspapers</strong></p>
<p><strong>Lyondell Chemical Corporation</strong></p>
<p><strong>Cornerstone Ministries Investments</strong></p>
<p><strong>Linens &#8216;n Things</strong> chain of shops</p>
<p><strong>Frontier Airlines</strong></p>
<p><strong>Shaper Image</strong>, cadena de tiendas</p>
<p><strong>Delta Airlines</strong></p>
<p><strong>Kittyhawk Air Cargo</strong></p>
<p><strong>Oasys Mobile</strong></p>
<p><strong>Champion auto parts</strong>, la mayor cadena minorista de venta de autopartes en USA</p>
<p><strong>Bally Total Fitness</strong> centers, la mayor cadena de centros de Gimnasia</p>
<p><strong>Bayonne Medical Center</strong>, en Bayonne New Jersey</p>
<p><strong>Coach Industries</strong></p>
<p><strong>Northwest Airlines</strong></p>
<p><strong>Krispy Kreme donuts</strong></p>
<p><strong>Quaker Fabric</strong></p>
<p><strong>Aegis Mortgage</strong></p>
<p><strong>All-American semiconductor</strong></p>
<p><strong>Oak Street Mortgage</strong></p>
<p><strong>Wild West World theme park</strong>, super club museo del Lejano Oeste, que incluye el dedicado a  Hopalong Cassidy.</p>
<p>Y se mantienen pendientes: <strong>Six Flags, Blockbuster Video, Sears, </strong>tiendas <strong>Talbots, </strong>y tiendas<strong> Ann Taylor</strong>,</p>
<p><strong>6. Eco de la avalancha de quiebras en Europa</strong></p>
<p><a href="http://www.invertia.com/noticias/noticia.asp?idNoticia=2017016">Las quiebras bancarias más importantes en el mundo</a>, Sección Empresas de <em>Terra.com</em>, del 15 de Septiembre del 2008. Extraído a su vez de EFE</p>
<p>Madrid, 15 sep (EFECOM).- La <strong>quiebra del banco inversor estadounidense Lehman Brothers</strong>, anunciada hoy, es <strong>una de las más importantes ocurrida en los últimos 25 años</strong>, en medio de una importante crisis financiera internacional.</p>
<p>Las principales quiebras bancarias desde 1982 son:</p>
<p>- <strong>1982.</strong>- Quiebra el <strong>Banco Ambrosiano</strong>, cuyo principal accionista era el Vaticano. Su presidente, Roberto Calvi, que apareció muerto en Londres, expuso al banco en 14.000 millones de dólares, en operaciones exteriores de cobro casi imposible, que contaban con la garantía de cartas firmadas por el cardenal Paul Marcinkus y Luis Mennini, los dos máximos responsables de la Instituto para las Obras de la Religión (IOR), la banca vaticana.</p>
<p>- <strong>Mayo 1984</strong>.- La Reserva Federal de EEUU interviene para salvar al banco <strong>Continental Illinois</strong>, de Chicago, que se declaró insolvente y al que inyectó 4.500 millones de dólares.</p>
<p>- <strong>1987.</strong>- La actividad bancaria norteamericana se enfrenta a su peor año desde la depresión de 1934, con la quiebra de 184 bancos, según informó la agencia Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC).</p>
<p>- <strong>1988-1989.</strong>- En medio de una crisis inmobiliaria el <strong>Republicbank Corporation of Dallas</strong>, en quiebra, se fusiona con el Interfirst Bank. El resultante <strong>First Republic Bank</strong> tampoco resistió la crisis y fue intervenido por la gubernamental Corporación Federal de Seguros de Depósitos (FDIC).</p>
<p>- <strong>29 marzo 1989.</strong>- La FDIC ordena la intervención de 20 filiales de la entidad bancaria texana <strong>Bank of Mcorp</strong>, para evitar su cierre y quiebra.</p>
<p>- <strong>2 febrero 1990.</strong>- Las autoridades federales y de Florida intervienen el banco <strong>CenTrust</strong> de Miami, por sus problemas financieros y administrativos.</p>
<p>- <strong>Noviembre 1990.</strong>- Quiebra el <strong>Freedom National Bank</strong> de Nueva York, uno de los principales bancos controlados por negros en Estados Unidos.</p>
<p>- <strong>Febrero-abril 1991.</strong>- Tras declararse en quiebra, el <strong>Bank of New England</strong> es adquirido por la financiera estadounidense Fleet/Norstar Financial Group, en uno de los grandes rescates de una entidad bancaria por el gobierno estadounidense.</p>
<p>- En <strong>julio de 1991</strong> fue intervenido el <strong>Bank of Credit and Commerce International (BCCI)</strong> en una operación mundial y fue acusado de participar en numerosas actividades delictivas, entre ellas relacionadas con el terrorismo, tráfico de drogas y armas, sobornos, extorsión y tráfico de influencias. La quiebra dejó una deuda de 10.000 millones de dólares.</p>
<p>- <strong>Octubre 1992.</strong>- La FDIC declara insolvente al <strong>First City Bancorporation</strong> de Texas, en la mayor quiebra de ese año y la octava en la historia de EEUU. Es la segunda quiebra de este banco, pues en 1988 el FDIC ya desembolsó 977 millones de dólares para proteger a los clientes de esta entidad.</p>
<p>- <strong>Septiembre 1994.</strong>- Quiebra el <strong>Banco Anglo Costarricense</strong>, el más antiguo de Costa Rica. Cuatro años después fueron llevados a juicio sus directivos por una compra de deuda externa venezolana en la que se perdieron 55 millones de dólares.</p>
<p>- <strong>Febrero 1994.</strong>- La quiebra del <strong>Banco Latino</strong>, el segundo de Venezuela, sume en una grave crisis al sistema financiero del país al congelarse los depósitos de las petroleras. Más de 870 millones de dólares de la cartera de crédito de la entidad no contaban con garantías reales.</p>
<p>- En <strong>1995</strong> quebró el banco francés <strong>Pallas-Stern (BPS)</strong>, con un pasivo de entre de 1.320 a 1.650 millones de dólares, debido a la crisis inmobiliaria que sufrió Francia a comienzos de la década de 1990.</p>
<p>- En <strong>febrero de 1995</strong> el banco comercial británico <strong>Barings Brothers and Co.</strong> quebró cuando perdió cerca de 800 millones de libras (unos 1.280 millones de dólares) por transacciones de alto riesgo. Tras el colapso, Barings, que fue emblema de la banca comercial británica, fue adquirido por el simbólico precio de una libra esterlina por el grupo financiero holandés ING.</p>
<p>- En <strong>noviembre de 1997</strong> el banco <strong>Hokkaido Takushoku</strong>, el menor de los diez grandes bancos del Japón, quedó en situación de quiebra técnica, víctima de multimillonarios impagados, después de fracasar su intento de fusión con otro banco de menores dimensiones.</p>
<p>- En <strong>1998</strong> fue nacionalizado el <strong>Banco de Crédito a Largo Plazo</strong> de Japón, uno de los más grandes del país, cuya crisis causó la quiebra de 141 compañías.</p>
<p>- En <strong>junio de 1999</strong> el Gobierno mexicano intervino <strong>Banca Serfín</strong>, el tercer banco del país, que se encontraba en una situación de quiebra técnica tras un proceso de deterioro que había comenzado tras la crisis de 1995 y que había afectado a numerosos bancos.</p>
<p>Durante ese periodo, el Gobierno, que invirtió más de 2.100 millones de dólares en el saneamiento de Serfin, asumió la quiebra de 14 de los 18 bancos del sistema financiero mexicano, y adquirió cartera vencida de los cuatro restantes. Sefín fue comprado en 2000 por el Banco Santander Central Hispano BSCH.</p>
<p>- <strong>3 agosto 2007</strong>.- <strong>American Home Mortgage</strong>, el décimo banco hipotecario de EEUU, declara suspensión de pagos.</p>
<p>- <strong>Marzo 2008.</strong>- La Reserva Federal interviene para rescatar al banco de inversión <strong>Bear Stearns</strong> de sus problemas de liquidez y evitar que se hunda.</p>
<p>- <strong>11 julio 2008.</strong>- <strong>IndyMac Bank</strong>, el segundo banco hipotecario estadounidense, pasa a ser controlado por las autoridades federales.</p>
<p>- <strong>7 septiembre 2008.</strong>- El Gobierno estadounidense anuncia que intervendrá las dos mayores compañías hipotecarias del país, <strong>Fannie Mae</strong> y <strong>Freddie Mac</strong>, en un intento por rescatar al sector de la crisis en que está sumido.</p>
<p>- <strong>15 septiembre 2008.</strong>- El banco de inversiones <strong>Lehman Brothers</strong>, el cuarto de EEUU, se declara en quiebra tras 158 años en actividad, mientras, se anuncia que Bank of America comprará <strong>Merrill Lynch</strong> por cerca de 44.000 millones de dólares.</p>
<p><strong> </strong><strong>Derrumbe de los principales diarios del mundo</strong></p>
<p><strong>Estados Unidos</strong></p>
<p>Muchos medios deciden pasar a Internet esperanzados en cobrar por la lectura de sus artículos, en forma progresiva. En el ínterin muchos actores principales van cayendo como piezas de dominó.</p>
<p>A principios de marzo, la empresa editorial McClatchy Company, propietaria de 30 diarios, entre ellos el Miami Herald, anunció que proyecta eliminar 1.600 puestos de trabajo, equivalentes al 15% de su fuerza laboral.</p>
<p>El 18 de marzo, Seattle amaneció sin uno de sus diarios más importantes: The Post Intelligencer (The P−I). Luego de 146 años de historia, el matutino de la Corporación Hearst no llegará más a las casas de los 117.600 suscriptores diarios que tenía.</p>
<p>A fines de 2008, Tribune Company, el segundo grupo mediático de Estados Unidos, propietario además de The Baltimore Sun, se declaró en quiebra por las deudas acumuladas: 12.100 millones de dólares.</p>
<p>Entre 2007 y 2008, Gannett Company, la editora de diarios más importante del país, propietaria de 85 diarios, eliminó más de 8.300 puestos de trabajo y analiza un plan de suspensiones para la mayoría de sus 31 mil empleados.</p>
<p>Otro de los gigantes mediáticos EW Scripps Company, dueño de 15 diarios y 10 estaciones de televisión, despidió a 400 trabajadores y cerró su periódico Rocky Mountains News dos meses antes de que cumpliera 150 años.</p>
<p>La empresa que publica USA Today, el diario de mayor circulación del país, echó a mil trabajadores en agosto pasado. Otros periódicos estadounidenses como The New York Sun y Baltimore Examiner han saludado a sus lectores para siempre dejando a cientos de trabajadores en la calle.</p>
<p>El efecto dominó sacude también a gigantes como The New York Times, Wall Street Journal y a las revistas Time y Newsweek.</p>
<p>Walter Isaacson, ex director de la revista Time y presidente de la cadena CNN ideó un sistema en Internet a través del cual los ciberlectores deben pagar entre 2 y 10 dólares por los artículos que deseen leer. Por su parte, Newsweek, propiedad de The Washington Post también apuesta a los poderes de Internet para no sucumbir ante la crisis.</p>
<p>En enero de 2009, la quiebra llegó hasta The Star quiebras, avalancha de quiebras, Tribune de Minneapolis y a mediados de febrero, las empresas editoriales del New Haven Register de Connecticut se declararon en bancarrota.</p>
<p>Una semana más tarde, el grupo de prensa Hearst Corporation anunció el recorte de personal del diario San Francisco Chronicle que en 2008 registró pérdidas por más de un millón de dólares por semana. El grupo empresario dijo que su objetivo era reducir costos y evitar el cierre del periódico de más tirada de la ciudad californiana.</p>
<p>Ni siquiera News Corp, el grupo mediático del australiano Rupert Murdoch, se salva del colapso: el consorcio propietario de The Wall Street Journal y de The Sun acumuló pérdidas durante el último trimestre de 2008 por 6.400 millones de dólares. Los periódicos estrella The New York Times, The Washington Post, The Chicago Tribune y Los Angeles Times ganan un 25% menos que hace 15 años.</p>
<p><strong>Europa</strong></p>
<p>Prisa, el complejo mediático español que edita el diario El País tiene una deuda de más de 5 mil millones de euros. Además de ser propietario del diario de mayor tirada de España, posee el cotidiano deportivo As, la Editorial Santillana y la mega empresa de televisión Sogecable. Las acciones del grupo cerraron a principios de marzo a 0,99 centavos de euro, menos que el precio de un diario.</p>
<p>Otro de los periódicos españoles de gran tirada, ABC, registró en febrero pérdidas por 43 millones de euros y sus ingresos publicitarios se redujeron un 26%. 220 trabajadores fueron despedidos en el último período y se recortaron los sueldos de los directivos.</p>
<p>&#8220;En ocho meses 1.850 periodistas quedaron en la calle&#8221;, informa la Federación de Asociaciones de Periodistas de España (Fape).</p>
<p>Aunque es el más golpeado por la crisis internacional, España no es el único país europeo en ver cómo sus emporios mediáticos se convierten en escombros. Los periódicos británicos The Times, The Guardian, The Independent, The Finantial Times y The Daily Telegraph pierden diariamente cientos de lectores y avisos publicitarios en toda Inglaterra. En Italia, los medios afrontan el más profundo derrumbe de la publicidad en 16 años: las acciones de las 10 compañías más grandes del país caen en picada. En Francia, el presidente Nicolas Sarkozy tuvo que inyectar 765 millones de euros para sostener a la industria mediática.</p>
<p><strong>Latinoamérica</strong></p>
<p>Aunque en América Latina todavía no se han registrado quiebras en los grandes diarios, los efectos de la crisis empiezan a palparse sobre todo en Argentina donde el grupo La Nación cerró la revista Cinemanía y planea reducir el formato de la Rolling Stone y el grupo Clarín, por su parte, abrió un listado de retiros voluntarios y presiona a los periodistas para reducir su plantel tratando de evitar un conflicto gremial. Paralelamente sus promedios de venta actual son inferiores a los de hace cuatro años. </p>
<p>Los coletazos del colapso económico mundial se sienten también en Venezuela, Paraguay y Uruguay aunque no se han registrado aún despidos masivos.</p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>FIN ACTUALIZACIÓN</strong></p>
<h2>El Escándalo Enron</h2>
<p>Fuentes: <a href="http://www.thenewrepublic.com/012802/editorial012802.html">The New Republic</a>, la <a href="http://news.bbc.co.uk/hi/english/business/newsid_1780000/1780075.stm"><span style="text-decoration:underline;">BBC de Londres</span></a>, el <a href="http://www.nyt.com/"><span style="text-decoration:underline;">New York Times</span></a>, <a href="http://www.clarin.com/"><span style="text-decoration:underline;">Diario Clarín</span></a><span style="text-decoration:underline;">,</span> <a href="http://www.satirewire.com/index.shtml"><span style="text-decoration:underline;">SatireWire</span></a>, <a href="http://www.1400smith.com/"><span style="text-decoration:underline;">1400Smith.com</span></a>, <a href="http://www.enronx.org/"><span style="text-decoration:underline;">Enronx.org</span></a>, <a href="http://www.wsj.com/"><span style="text-decoration:underline;">Wall Street Journal</span></a>, <a href="http://www.enron.com/"><span style="text-decoration:underline;">Enron</span></a>, <a href="http://www.arthurandersen.com/"><span style="text-decoration:underline;">Arthur Andersen</span></a></p>
<p><strong>Nota del Editor</strong><strong></strong></p>
<p> El “Escándalo Enron”  es ya un hito en la historia del capitalismo que posiblemente incidirá significativamente en su necesaria transformación. El capitalismo actual se “ha ido de madre”, se ha escapado a todas las regulaciones y controles que lo mantenían dentro de un contexto ético. Ya los estados nacionales no pueden controlar ni las excesivas acumulaciones de capital ni sus operaciones, haciendo peligrar el entramado social. El ideal de Adam Smith de la “mano invisible”, que a la larga estabiliza todo, no opera dentro de un contexto de corrupción. El estado nacional es una concepción relativamente moderna, solo tiene poco más de cuatro siglos, alcanzando su cúspide organizativa en la Guerra Fría, pero hoy comienza a deteriorarse. El ser humano en sociedad necesita un elemento de unidad, consenso, guía y control y hoy por hoy no se conoce nada mejor que éste sistema que necesita renovarse o evolucionar. El estado socialista ha fracasado y está fracasando el estado capitalista.</p>
<p>El mundo altamente desarrollado vive hoy una euforia de crecimiento global sostenido pero a costa de desocupación masiva y con sus secuelas de hambre y violencia. Los gobiernos capitalistas actúan hoy en la práctica como gendarmes de las grandes concentraciones de capital, estructuradas en gigantescas y amorfas corporaciones que se “van en vicio” sin poder ser controladas ni por los estados ni por sus propios dueños: los accionistas. En la práctica, son esas grandes concentraciones las que dictan lo que hay que hacer, cada vez en forma menos disimilada, a los funcionarios de turno. El caso Enron hay que estudiarlo a conciencia pues es ejemplo típico de una de esas grandes concentraciones, quizá una de las más grandes y agresivas.</p>
<p>El caso Enron no-solo es noticia, compartiendo espacio en los medios conjuntamente con la violencia, las explosiones sociales y el terrorismo. <strong>El caso Enron es un modelo de sistema perverso</strong>, que ha contribuido significativamente a la corrupción en gran escala, que ha creado desocupación, que ha hecho perder la confianza en el “poder de policía” del  Estado nacional en aras del bien de todos, que ha quebrado todas los principios éticos,  que ha dejado en la calle a decenas de miles de personas, que ha llevado a la quiebra a miles de empresas, que ha hecho mal uso del dinero de los inversores, que ha dilapidado los ahorros de sus empleados y por lo tanto debe ser considerado como causante de mal masivo.</p>
<p><strong>El modelo Wall Street</strong><strong></strong></p>
<p>En éste modelo, la inteligencia es puesta al servicio del crecimiento de la velocidad de rotación del dinero, en una espiral alucinante, siguiendo un modelo bursátil de Wall Street en expansión (Bull). Construir, medir, reflexionar, es considerado negatividad en éste tipo de corporaciones; solo es bien vista la asociación de euforias. Los obstáculos se ignoran, se desprecian o de destruyen, lo que propicia la insensibilidad y la corrupción. Lo grave es que esos obstáculos son Leyes, reglamentaciones, precauciones, y a la larga gente: sus sentimientos, libertades y patrimonios</p>
<p>Los que dirigen estos modelos son ejecutivos que se acostumbran a operar en un contexto virtual de imágenes placenteras y estadísticas, alejados de la realidad del mundo. No obstante, éste modelo da sorprendentes resultados inicialmente, en particular cuando se trata de movilizar grandes y pesadas estructuras corporativas, pero a la larga todo se transforma en una especie de pirámide invertida y se desploma, mucho humo y pies de espuma.</p>
<p> A partir del fin de la Segunda Guerra Mundial, los países del Lejano Oriente comienzan a industrializarse y a comerciar con una dedicación, concentración y eficiencia terrible en relación con sus pares de Occidente. Comienzan a surgir métodos que amalgaman el desarrollo técnico científico de Occidente con la disciplina y espíritu de sacrificio Oriental y comienza a tambalearse el poderío de Occidente, en particular el de Estados Unidos. Japón y los Tigres de Asia amenazan con monopolizar absolutamente todo, desde la producción al “management”,  al marketing e incluso a las finanzas, el verdadero fuerte de Occidente.</p>
<p> Estados Unidos con fe ciega en el capitalismo apuesta al crecimiento monetario sin importar demasiado el cómo. Apuesta a la rentabilidad del capital como doctrina dominante y absoluta, totalitaria. Se autoproclama ineficiente para producir competitivamente y deja de producir pero se concentra en el manejo del dinero y eso le dá resultados recuperando la hegemonía que casi estuvo a punto de perder pero a un riesgo alto: si fracasa en la fase financiera difícilmente pueda volver a producir, a ser una nación que produce riqueza extrayendo cosas de su suelo y fabricando.</p>
<p> Durante los años 2000 y 2001 ya experimentó Estados Unidos su primer fracaso: el comercio electrónico dentro de lo que se conoce como el dominio “punto com”, de las grandes empresas virtuales, que nada extraían ni producían, solo vendían sin siquiera tener locales ni vendedores. Ahora lo ocurrido en Enron puede extenderse, con lo cual experimentaría un nuevo colapso. De darse ésta circunstancia, el beneficiado será la Comunidad Europea, con bases económicas más sólidas, con un euro que ya compite con el dólar y con un sistema de proteccionismo más sutil.</p>
<p> <strong>Índice de Análisis del Caso Enron</strong></p>
<p>Fuente: <a href="http://www.aunmas.com/ataque/"><span style="text-decoration:underline;">http://www.aunmas.com/ataque/</span></a></p>
<p> -       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#vuelo">Enron a Vuelo de Pájaro</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#confianza">La pérdida de la confianza en las auditorias contables</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#implicaciones">Implicaciones Políticas</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#historia">Historia de Enron</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#faq">Faq – Preguntas y Respuestas sobre  Enron</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#fundamento">Fundamentación económica</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#cronograma">Cronograma del éxito y de la caída</a></p>
<p>-       <a href="http://www.aunmas.com/ataque/globalidad_08.php#internet">El escándalo Enron en Internet</a></p>
<p><strong>Enron a Vuelo de Pájaro</strong></p>
<p>En solo 15 años, Enron creció prácticamente, pasando de ser una pequeña firma de gas en Texas a ser la séptima compañía más grande de Estados Unidos, con 21.000 empleados en más de 40 países, habiendo superado los 100 billones de dólares de facturación en el ejercicio del año 2000. Su compleja estructura corporativa es una enmarañada madeja de más de 3.000 sociedades, lo que hace prácticamente imposible auditarla mediante métodos convencionales y hace en cambio muy posible ocultar y “dibujar resultados.</p>
<p>La quiebra de Enron aparece de golpe, sorprendiendo a sus empelados e incluso a sus inversores en el fraude más grande del capitalismo mundial. Furiosos, empleados, inversores y políticos, reclaman porqué se mantuvo en secreto la falencia del grupo.</p>
<p>Los entes que están actualmente investigando lo ocurrido son:</p>
<p>·         La Comisión de Seguridades y Comercio, supuestamente el perro guardián de las finanzas y que fue el primero en probar que la empresa estaba haciendo cosas incorrectas.</p>
<p>·         Varias Comisiones (Audiencias) del Congreso de Estados Unidos, que van a penetrar al fondo de la cuestión para encarar las necesarias reformas legales a fin de  regular y controlar a estos gigantes empresarios.</p>
<p>·         El Departamento de Justicia Estados Unidos, que investigará los hechos criminales tales como fraude y la comercialización interna.</p>
<p>·         El FBI, para proteger a los empleados que tienen evidencias.</p>
<p> Los principales investigados son:</p>
<p>·  Kenneth Lay:: el Presidente Ejecutivo de Enron desde 1986 que renunció el 23 de Enero de éste año.</p>
<p> ·  Andrew Fastow: el responsable de las finanzas y supuesto autor material de las practicas contables fraudulentas</p>
<p>·  David Duncan: el auditor jefe de la firma Arthur Andersen, responsable de la veracidad de los registros contables y por los cuales esa empresa cobró 27 millones de dólares en el ultimo ejercicio.</p>
<p>·  Joseph Berardino: presidente ejecutivo de la consultora Arthur Andersen.</p>
<p> <strong> </strong><strong>La pérdida de la confianza en las auditorias contables</strong></p>
<p> Mientras prosiguen las investigaciones, Enron trata de salvar varias posesiones. Para ello, se declaró en quiebra acogiéndose al Capítulo 11 de Quiebras de Estados Unidos, con lo cual está protegida de los acreedores por un tiempo limitado y puede intentar reorganizarse.</p>
<p><strong> </strong>El hecho de haber escondido durante mucho tiempo la situación financiera crítica de Enron pone en tela de juicio a toda la industria de las auditorias contables. Cientos de firmas contables que usan métodos denominados de contabilidad agresiva, que “dibujan” las deudas para quedar afuera de las apariencias generales, serán seguramente afectadas.</p>
<p>Las firmas auditoras, conjuntamente con los entes reguladores, se comprometen a encontrar nuevos estándares para poder medir el funcionamiento de mega compañías tales como Enron. Es muy probable que el escándalo arrastre consigo a la firma Arthur Andersen una de las “cinco grandes” de la consultoría de empresas.</p>
<p>A su vez, el presidente Bush ha ordenado una revisión total de las regulaciones de las pensiones de la gente. Como es sabido, Enron jugó en la bolsa con los ahorros para el retiro de sus empleados.</p>
<p>Los 20.000 empleados de Enron han perdido billones de dólares a través del esquema de pensiones que permitía que altos porcentajes de los ahorros se invirtieran en el propio stock accionario de Enron.</p>
<p> <strong>Implicaciones Políticas</strong></p>
<p> El escándalo Enron ha salpicado a la Casa Blanca, por sus estrechos lazos con funcionarios clave. Al respecto, Enron ha suministrado millones de dólares para financiar la campaña del presidente Bush, quien es amigo personal de Kenneth Lay. El actual Vicepresidente, Dick Cheney, también vinculado al mundo del petróleo y de la energía, se niega a proporcionar información al Congreso relacionada con el caso y como veremos más adelante el Procurador General, John Ashcroft debe excusarse de actuar por su vinculación con la firma y sus directivos.</p>
<p> <strong>Historia de Enron</strong><strong></strong></p>
<p>La clave de su crecimiento</p>
<p>En solo 15 años, Enron, formada por la fusión de Houston Natural Gas e Internorth, pasó de ser una empresa comercializadora de gas natural regulada a ser uno de los mayores comercializadores de gas del mundo. La clave del explosivo crecimiento fue la desregulación que permitió vender el gas como si fuera un “commodity”, tal como granos, carnes o aceite.</p>
<p><strong>El comercio de la energía</strong></p>
<p>Enron creció rápidamente sobre la base de tres actividades de comercialización: energía, mayoreo y servicios globales.</p>
<p>Se estableció en el Reino Unido a los primeros signos de la liberalización de la comercialización de la energía, llegando a ser la primera compañía que comenzó a construir su propia planta luego que se privatizó la industria eléctrica.</p>
<p>El 14 de Agosto del 2001, la revista Fortune galardonó a la firma como la más creativa en el período 1996 – 2001, augurándole un crecimiento continuo para toda la década, citándose entre sus innovaciones, la apertura de los mercados de potencia y gas de Alemania, la creación de un mega almacén global virtual de gas y ser pionera del más grande mercado mundial de comercialización de energía online.</p>
<p>En el año 2000 ganó el premio del Financial Times a la “Compañía de Energía del Año” y a la “mejor y exitosa decisión de inversión”.</p>
<p>La preeminencia de Enron se originó no solamente por su papel en el Mercado energético mundial sino porqué la administración de Bush consultaba a su presidente ejecutivo, Kenneth Lay, como asesor en energía. Su prestigio influyó para que tuviera millones de inversores captando fondos de pensiones a lo largo y ancho de Estados Unidos.</p>
<p> <strong>Faq – Preguntas y Respuestas sobre  Enron</strong></p>
<p>1. ¿Qué fue lo que precipitó el colapso de Enron?</p>
<p>En oportunidad de presentar los resultados del tercer cuatrimestre en Octubre del pasado año, apareció un misterioso y enorme “agujero Negro” que hizo tambalear sus acciones. La Comisión de Seguridades lanzó entonces una investigación dentro de la firma y de sus resultados.</p>
<p>Enron admitió haber inflado sus beneficios, lo cual precipitó aún más las acciones. Un potencial comprador se alejó de las negociaciones, no dejando otra opción que el pedido de quiebra el día 2 de Diciembre.</p>
<p>La rápida transición de Enron, de ser una de las compañías más admiradas del mundo a convertirse en el fracaso corporativo más importante en la historia de los Estados Unidos, ha levantado sospechas sobre todas sus complejas transacciones.</p>
<p>2. ¿Por qué se han lanzado investigaciones criminales?</p>
<p>A causa de que es probable que altos ejecutivos de esa firma estén involucrados en casos de fraude. Para afinar sus balances, Enron usó complejas herramientas financieras orientadas a ocultar las deudas.</p>
<p>A ésta acción se suma que muchos altos ejecutivos de la firma acumularon masivos beneficios, se habla de 1000 millones de dólares en manos de 29 personas, vendiendo sus acciones antes del colapso. Por el contrario, sus 20.000 empleados perdieron billones de dólares de sus planes de pensión, luego de haber sido bloqueadas por la compañía impidiendo venderlas cuando sus valores caían abruptamente.</p>
<p>3. ¿Qué clase de compañía es Enron?</p>
<p>Una muy inusual. Por un lado es una compañía de servicios diversificada, poseyendo plantas de energía, compañías de agua, distribuidoras de gas y de otras unidades empresarias involucradas en la relativamente directa distribución de servicios a consumidores y a empresas. Por otra parte, se hizo notoria aplicando el estilo de Wall Street a estos mercados tradicionalmente dormidos.</p>
<p>La genialidad de Enron fue considerar que todos esos servicios e incluso oscuros y complejos productos tales como anchos de banda de Telecom eran en realidad “commodities”, que podían ser comprados, vendidos y almacenadas tal como se hace con las acciones y los bonos.</p>
<p>Enron se convirtió pues en un gigantesco “hacedor de mercados” dentro de Estados Unidos, siendo el principal comercializador de productos de energía. Creciendo en esos asuntos financieros en forma mucho más rápida que en sus operaciones tradicionales.</p>
<p>El tamaño de sus operaciones financieras convirtió de hecho a Enron en una de las compañías de energía más grandes del mundo, con ventas que en el ejercicio pasado superaron los 100 billones de dólares, entrando en competencia con nombres tales como Shell y Exon.</p>
<p>Entró también a competir en los mercados recientemente liberados de Europa, convirtiéndose en una fuerza financiera masiva, especialmente en el Reino Unido, donde posee también una planta energética en Teesside y en Wessex Water.</p>
<p>4. ¿Porqué se “pudrió” todo?</p>
<p>Por una década, el enfoque revolucionario de Enron fue aplaudido universalmente. La firma parecía haber encontrado la clave para generar dinero en grande fuera del aburrido negocio de generar energía.</p>
<p>Repetidamente fue considerada la firma más admirada del mundo y sus consejos eran buscados por muchos gobiernos alrededor del mundo. No obstante, esa magia   fue la que ocasionó su estrepitosa caída.</p>
<p>En efecto, las operaciones de Enron reposaban sobre transacciones excesivamente complicadas, algunas de ellas relacionadas a hipotéticos sucesos futuros. El auditar esté tipo de negocios no es fácil, pero aparentemente la caída no se debió a la falta de instrumentos de detección de posibles falencias sino por la incompetencia y criminalidad de su cúpula directiva.</p>
<p>Hasta el momento, parece que absolutamente nadie entiende que ha estado haciendo Enron durante los últimos años.</p>
<p>5. ¿Cuáles son los efectos visibles de la caída de Enron?</p>
<p>Las pérdidas son inmensas: queda una deuda estimada en 150 billones de dólares, más de la gigantesca deuda externa de Argentina.</p>
<p>Esto es su efecto monetario directo. Sus efectos secundarios y coletazos recién comienzan. Por ejemplo, la Banca Morgan ha admitido una exposición de 900 millones y el Citigroup 800 millones. Algunos bancos, tales como el Amalgamated Bank establecido en Nueva York están iniciando acciones legales contra los ejecutivos de Enron por valor de 15 billones de dólares.</p>
<p>En lo individual, muchos empleados han perdido sus trabajos y visto evaporar los ahorros de sus retiros acumulados durante toda una vida de trabajo. Los accionistas han visto evaporarse sus acciones que pasaron de 85$ hace un año a cero.</p>
<p>6. ¿Cuáles serían los efectos a largo plazo?</p>
<p>El fracaso de Enron genera preguntas incómodas referentes a los mercados libres de crecimiento rápido. Por lo pronto, hace aparecer como peligrosa la desregulación de los mercados o al menos poco atractiva. Los expertos en políticas de comercialización que aconsejaban aplicar las técnicas de Wall Street a los mercados energéticos, confiando en que ello aportaría una mayor eficiencia y precios más bajos, habrían quedado desautorizados.</p>
<p>Este fracaso es una llamada de atención a los gobiernos, para que sean más cuidadosos a la hora de permitir a las empresas privadas jugar papeles cruciales en el suministro y distribución de la energía.</p>
<p>El mensaje a los inversores es ser más cautelosos en invertir en negocios que no entienden.</p>
<p>En pocos meses, Kenneth L. Lay, ha pasado de ser el héroe de Wall Street a ser el enemigo público número uno. Ha sido el hombre que ha convertido una compañía no espectacular de gasoductos en una potencia financiera, ganado un lugar en el Hall de la Fama de los negocios de Texas.  Irónicamente, ha dado cursos y conferencias sobre el futuro rol de las relaciones entre el gobierno y las empresas.</p>
<p><strong> </strong><strong>Fundamentación económica</strong></p>
<p>Kenneth Lay es en esencia un economista que tuvo un fugaz paso como oficial de la marina de Estados Unidos. Se graduó como Ph.D en economía, comenzando su carrera en Exxon y más tarde enseñó teoría micro y macroeconómica como profesor Asistente.  Mientras enseñaba en Washington, desarrolló sus ideas acerca de los cambios a realizar en el mercado de la energía. Trabajando para la Comisión Federal Reguladora de la Energía se convirtió en un firme abogado de la liberalización de los monopolios del gas y de la electricidad.</p>
<p>Irónicamente, Lay dio clases y conferencias sobre las relaciones entre el gobierno y las empresas en la Universidad George Washington y al respecto solía decir que le agradaba pensar de sí mismos (Enron) como el Microsoft de la energía.</p>
<p>Apodado como “el muchacho Kenny” por el ex presidente Bush padre, Lay y otros ejecutivos de la firma, asesoraban al gobierno sobre política energética. Empleando un verdadero ejército de “lobbistas”, Enron aportó unos 6 millones de dólares a las campañas de republicanos y demócratas (en realidad el 78% de los aportes fueron para los republicanos)  Llegó a ser tanto su predicamento dentro del “establishment” empresario financiero que el prestigiosos The Ecomomist describió a Enron como un nuevo “culto evangélico” y a Lay como su “mesías”.</p>
<p>Llegó a ser un “bien recibido Director” en múltiples directorios de firmas de relevancia mundial y se codeaba con presidentes: Bush, Clinton y Thatcher, soporte de entidades sin fines de lucro y en particular de la Primera Iglesia Metodista Unida.</p>
<p> <strong>Cronograma del éxito y de la caída</strong></p>
<p>Julio 1985<br />
Houston Natural Gas se fusiona con InterNorth, una compañía de gas natural de Omaha, Nebraska, para formar la moderna Enron. Es una firma interestatal e intraestatal con un gasoducto de gas natural de 37.000 millas.</p>
<p>1989<br />
Enron comienza a comercializar gas natural como commodity. Se convierte rápidamente en el comercializador mayor de gas natural en Estados Unidos y en el reino Unido.</p>
<p>Noviembre 1999<br />
Lanzamiento de Enron Online, &#8220;un sistema de transacciones globales en Internet que permitía a los clientes de Enron ver en tiempo real los precios del Mercado y realizar transacciones online en forma instantánea. En dos años, esa plataforma de comercio electrónico llegó a realizar 6000 transacciones diarias por un valor de 2.500 millones de dólares.</p>
<p>Diciembre 2000<br />
Kenneth Lay resigna como presidente ejecutivo pero mantiene la presidencia del directorio a favor de Jeffrey Skilling.</p>
<p>28 Diciembre 2000<br />
Las acciones alcanzan la cotización record de $84.87 – convirtiendo a Enron en la séptima empresa más valiosa de Estados Unidos.</p>
<p>14 Agosto 2001<br />
Jeffrey Skilling resigna después de seis meses; Lay retoma las responsabilidades ejecutivas máximas de la compañía.</p>
<p>15 Agosti 2001<br />
El empleado de Enron, Sherron Watkins envía una carta a Kenneth Lay previniéndole de irregularidades contables que podrían poner en peligro a la compañía.</p>
<p>20 Agosto 2001<br />
Lay convierte en acciones opciones por valor de $519,000.</p>
<p>21 Agosto 2001<br />
Lay convierte en acciones más opciones por valor de $1.48m.</p>
<p>Octubre 2001<br />
La firma Arthur Andersen comienza a destruir documentos relacionados a las auditorias realizadas a Enron.  La destrucción continua hasta Noviembre cuando la firma recibe una cédula para comparecer ante la Comisión de Seguridades y de Comercio.</p>
<p>15 Octubre 2001<br />
Lay llama al Secretario de Comercio Don Evans, pero los funcionarios de la secretaría dicen que el llamado era referente a un problema que Enron tenía con un proyecto energético en La India.</p>
<p>16 Octubre 2001<br />
Enron reporta pérdidas por $638 millones de dólares entre Julio y Septiembre y anuncia una reducción de 1200 millones de dólares en su stock accionario. La reducción correspondía a asociaciones arregladas por el Vicepresidente Financiero Andrew Fastow.</p>
<p>22 Octubre 2001<br />
La Comisión de Seguridades y Comercio abre una consulta sobre un posible conflicto de intereses en relación a las asociaciones realizadas por Fastow.</p>
<p>23 Octubre 2001<br />
En una conferencia, Lay trata de dar confianza a los inversores y defiende el trabajo de Fastow.</p>
<p>24 Octubre 2001<br />
Enron echa a Fastow.</p>
<p>28 Octubre 2001<br />
Kenneth Lay llama al Secretario del Tesoro Paul O&#8217;Neill para informarle de los problemas financieros que enfrenta la compañía. Una Segunda conversación de similar tenor se realiza el 8 de Noviembre.  O’Neill dice que declinó ayudar a la firma, en la medida que no pudo detectar posibles repercusiones desfavorables en los mercados financieros debido a los problemas de Enron.</p>
<p>29 Octubre 2001<br />
Lay llama nuevamente al Secretario de Comercio Don Evans, para pedirle haga algo conducente a influenciar al Servicio para Inversores Moody para que no lo degrade demasiado en el ranking de créditos.  Evans no interviene, diciendo que no sería apropiado influenciar la decisión de una agencia privada de    inteligencia crediticia.</p>
<p>31 Octubre 2001<br />
La requisitoria de la Comisión de Seguridad y Comercio se transforma en una investigación formal.</p>
<p>8 Noviembre 2001<br />
Enron revisa sus balances de los pasados cinco años. En lugar de los masivos beneficios previamente proclamados, la firma dice perder actualmente 586 millones de dólares.</p>
<p>9 Noviembre 2001<br />
La firma competidora Dynegy, informa que estaría dispuesta a hacerse cargo del mucho mayor Enron por 8000 millones de dólares en acciones.</p>
<p>19 Noviembre 2001<br />
Enron dice que las pérdidas de su tercer cuatrimestre son superiores a lo que se había informado y previene que necesitará financiar una deuda de 690 millones hacia fines de ese mes.</p>
<p>20 Noviembre 2001<br />
El precio de las acciones de Enron llega a su punto más bajo en 10 años mientras los inversores se preocupan acerca de si la empresa podrá superar sus problemas financieros.</p>
<p>21 Noviembre 2001<br />
Enron asegura una extensión de su deuda de 690 millones.</p>
<p>26 Noviembre 2001<br />
Las acciones de Enron están por el piso a $4.01.</p>
<p>28 Noviembre 2001<br />
Dynegy retira su oferta cuando el rating crediticio de Enron es degradado al nivel de bonos de descarte.  Las acciones de Enron descienden bajo $1 – el stock de acciones experimenta el más pesado descenso en un día en la historia para empresas listadas en el NYSE y en Nasdaq.</p>
<p>2 Diciembre 2001<br />
Enron pide la protección de bancarrota prevista en el Capítulo 11 y reclama legalmente a Dynergy por incumplimiento de contrato.</p>
<p>Enron prohíbe a sus empleados vender las acciones asignadas y ligas a sus planes de retiro.</p>
<p>9 Enero 2002<br />
El Departamento de Justicia de Estados Unidos comienza la investigación criminal de Enron.</p>
<p>10 Enero 2002<br />
La Casa Blanca confirma que Kenneth Lay hacía lobby para apoyar a su empresa poco antes de que colapsara.  Arthur Andersen reconoce que sus empleados destruyeron algunos documentos de Enron.</p>
<p>El Procurador General John Ashcroft, quién recibió de la empresa fonos para su campaña como Senador, se excluye de la investigación, al igual que el equipo de unos 100 investigadores federales de Houston, donde Enron tiene su cuartel general..</p>
<p>12 Enero 2002<br />
El Departamento de Justicia nombra a Joshua Hochberg, titular de la división de fraudes, como fiscal actuante para dirigir la investigación criminal dentro de Enron.</p>
<p>15 Enero 2002<br />
Arthur Andersen echa al ejecutivo David Duncan que estuvo a cargo de auditar a Enron y coloca en su lugar a otros tres empleados.</p>
<p>16 Enero<br />
Las acciones de Enron son dadas de baja en la Bolsa de Nueva York.</p>
<p>23 Enero<br />
Renuncia Kenneth Lay.</p>
<p>24 Enero<br />
Comienza la audiencia del caso Enron en el Congreso de Estados Unidos</p>
<p>25 Enero<br />
Clifford Baxter, el anterior Vice Presidente del directorio de Enron y Jefe Estratégico se suicida. Dejó abruptamente la firma en Mayo del 2001, después de haber chocado con Jeff Skilling por las practicas contables de la firma.</p>
<p><strong>El escándalo Enron en Internet</strong></p>
<p>La apertura del escándalo se originó en una entrada a uno de los foros de Yahoo de un empleado de Enron, que reveló información sobre su estado financiero. Aparentemente, Enron monitoreaba lo que hacían sus empleados pues lo echó inmediatamente. Luego, el Wall Street Journal publicó que la auditora Arthur Andersen destruyó miles de e-mail, supuestamente de empelados e inversores, denunciando la potencial quiebra y fraude de parte de su dirección.</p>
<p>Paralelamente, un grupo de abogados le inicia a la empresa una querella legal por intento de fraude contable, citando la destrucción de pruebas. Los despedidos se agruparon bajo los sitios <a href="http://www.1400smith.com/">1400smith.com</a>  y <a href="http://www.enronx.org/">Enronx.org</a> , diseñados por personal de los equipos de computación de la empresa: <a href="mailto:webmaster@1400smith.com">Brandon Rigney</a>, su Webmaster  y <a href="mailto:jose13580@yahoo.com">José Lazo</a>, un analista de sistemas. Enronx.org es una organización sin fines de lucro para la ayuda a los damnificados.</p>
<p> </p>
<p>Tags: enron, quiebras, avalancha de quiebras, escándalo enron, clase política, grandes corporaciones, jeff Skilling, pinoymoneytalk.com, lehman brothers, washinton mutual, agujero negro financiero, burbuja financiera, chrysler, barbara farfan, Bob Nardelli, trump entertainment, Peanut Corporation of America, midway games, magna entertainment, rist camera, circuit city, frontier airlines, delta airlines, kittyhawk air cargo, norhwestern airlines, quaker fabric, All American semiconductor, banco ambrosiano, Freedom National Bank, BCCI, barings brothers and Co, Banca Serfin, Hokkaido Takushoku, American Home Mortgage, Bear Steams, IndyMac bank, Merrill Lynch, Miami Herald, McClatchy Company, Post Intelligencer, Tribune company, Baltimore Sun, Gannett Company, EW Scripps Company, Rocky Mountains, USA Today, The New York Sun, Baltimore Examiner, New York Times, Wall street Journal, Time, Newsweek, Walter Isaacson, CNN, Newsweek, The Washington Post, The Star, Tribune, New Haven Register, Hearst Corporation, San Francisco Chronicle, News Corp, Rupert Murdoch, Los Angeles Times, Prisa, grupo prisa, El País, ABC, Editorial Santillana, FAPE, The Times, The Guardian, The Independent, The Finantial Times, The Daily Telegraph, Nicolás Sarkozy, La Nación, Clarín, grupo Clarín, Cibermanía, Rolling Stone, Arthur Andersen, BBC de Londres, Adam Smith, modelo Wall Street, Kenneth Lay, Andrew Fastow, Davis Duncan, Joseph Berardino, Casa Blanca, Dick Cheney, John Ashcroft, natural gas, internorth, revista fortune, presidente Bush, shell, exon, Teesside, Wessex water, amalgamated bank, universidad George Washington, muchacho kenny, Thatcher, Paul O&#8217;Neill, Moody, Dynegy, Joshua Hochberg, Clifford Baxter, José Lazo, Brandon Rigney, Rupert Murdoch</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NUOVO TASSELLO DEL REGIME: Il nuovo 25 aprile, Festa della Libertà Berlusconiana]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/04/27/nuovo-tassello-del-regime-il-nuovo-25-aprile-festa-della-liberta-berlusconiana/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 20:49:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/04/27/nuovo-tassello-del-regime-il-nuovo-25-aprile-festa-della-liberta-berlusconiana/</guid>
<description><![CDATA[Sono rimasto di sasso nel leggere l&#8217;editoriale di Eugenio Scalfari ( 1 ). E dire che da ragazz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono rimasto di sasso nel leggere l&#8217;editoriale di Eugenio Scalfari ( 1 ). E dire che da ragazz]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Aquila: Benoît XVI, où êtes-vous?]]></title>
<link>http://aglioecipolla.wordpress.com/2009/04/14/laquila-benoit-xvi-ou-etes-vous/</link>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 12:29:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>vvespucci</dc:creator>
<guid>http://aglioecipolla.wordpress.com/2009/04/14/laquila-benoit-xvi-ou-etes-vous/</guid>
<description><![CDATA[Benedetto XVI, il faut sortir du Vatican! L&#8217;Italie est le seul pays au monde qui partage toute]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><em>Benedetto XVI</em>, il faut sortir du Vatican!</h2>
<p><strong>L&#8217;Italie est le seul pays au monde qui partage toutes les frontières de l&#8217;Etat de la Cité du Vatican</strong> (Città del Vaticano) où siègent les représentants de l&#8217;Église catholique romaine. Benoît XVI est  pourtant le très grand absent de la vague de solidarité pour les victimes du séisme des Abruzzes.</p>
<p><strong>Qu&#8217;est-ce que le Vatican?</strong> &#8220;La représentation temporelle du Saint-Siège&#8221;. Son nom provient directement de la mythologie de la  Rome antique, c&#8217;était un dieu. L&#8217;État du Vatican a acquis officiellement son territoire et indépendance  en 1929 avec les accords de Latran, signés par Mussolini et le Cardinal Gasparri. Il n&#8217;est pas  reconnu par l&#8217;ONU mais il en est un membre observateur. On y parle l&#8217;italien et on y légifère en  latin. Sa langue diplomatique est le français et son armée, la Garde Suisse, utilise l&#8217;allemand. La  monnaie officielle y est l&#8217;euro. C&#8217;est une monarchie absolue élective qui élit son chef, le pape, à vie.  L&#8217;État du Vatican a aboli la peine de mort sous Paul VI en 1967. Il n&#8217;a jamais signé la déclaration  Universelle des Droits de l&#8217;Homme.</p>
<p><strong>Combien d&#8217;habitants?</strong> &#8220;<em>Chi lo sa?&#8230;</em>&#8221; Qu&#8217;en sait-on? 824 par ci, &#8220;791 dont 565 citoyens&#8221; par là.  Quelques, alors. Richesse? &#8220;<em>Mah&#8230;</em>&#8221; Pas plus d&#8217;informations précises là-dessus, mais elle est énorme. De belles banques. On le sait. On peut au  moins tracer le 8‰ (8 pour mille) prélevé sur les impôts des italiens et que l&#8217;État garde ou  reverse à des entités religieuses, suivant le choix des contribuants.</p>
<p><strong>8‰ :</strong> 1 milliard d&#8217;euros récoltés par l&#8217;État italien en  2008. <strong>En 2004, environ 35% de cette somme aurait été reversée à l&#8217;Église catholique romaine</strong> via cette redirection d&#8217;impôt. Un autre chiffre indique que près de 90% des citoyens ayant exprimé le choix de destination de leur 8‰ le donnait à cette même Église. <strong>L&#8217;État utilise les sommes que lui alloue le 8‰ pour lutter contre la faim dans la monde, les catastrophe naturelles, l&#8217;assistance aux réfugiés et la conservation  des biens culturels. Tout ce dont a besoin la zone de L&#8217;Aquila en ce moment.</strong> Aussi, la proposition d&#8217;ajouter la catastrophe des Abruzzes à la liste des causes soutenables par  le 5‰ (dédié lui principalement aux causes humanitaires) a fait bondir hier nombre d&#8217;associations dont certaines vraisemblablement sur place à L&#8217;Aquila en ce  moment: de l&#8217;argent en moins pour eux, alors que le 8‰ et les centaines de millions d&#8217;euros arrivant de toute part sont déjà là pour ça.</p>
<div id="attachment_1468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-1468" title="Pâques chez les réfugiés (photo: Vincenzo Pinto)" src="http://aglioecipolla.wordpress.com/files/2009/04/01-afp.jpg" alt="Pâques chez les réfugiés (photo: Vincenzo Pinto)" width="450" height="307" /><p class="wp-caption-text">Pâques chez les réfugiés (photo: Vincenzo Pinto)</p></div>
<p><strong>Où êtes-vous Benoît XVI?</strong> Certainement ici dans les 0,44 km2 de la superficie du Vatican. Quelque part entre la place Saint-Pierre, le palais du gouverneur, et les  jardins:</p>
<div id="attachment_1467" class="wp-caption aligncenter" style="width: 340px"><img class="size-full wp-image-1467" title="Etat du Vatican, Wikipedia / web DR" src="http://aglioecipolla.wordpress.com/files/2009/04/vaticano_mappa_it.jpg" alt="Etat du Vatican, Wikipedia / web DR" width="330" height="355" /><p class="wp-caption-text">Etat du Vatican, Wikipedia / web DR</p></div>
<p><strong>La solidarité envers L&#8217;Aquila et les Abruzzes.</strong><br />
Les Italiens donnent énormément en ce moment pour L&#8217;Aquila, et ils sont pauvres, monsieur Ratzinger. 1 sur 3* déclare moins de 10 000 euros à l&#8217;année  s&#8217;est-on effrayé de découvrir récemment (déclaration 2007) et pas seulement parce qu&#8217;ils préfèrent mettre leurs sous dans le matelas, vous le savez bien: Vos sujets lisent la presse italienne et vous la faîtes aussi beaucoup commenter, ce qu&#8217;on ne peut d&#8217;ailleurs vous reprocher: il est bon que l&#8217;Église catholique romaine fasse entendre sa voix envers ses fidèles. Mais on aimerait que ce ne soit pas  seulement pour dire que &#8220;le préservatif est inutile&#8221;, prendre en otage une jeune fille dans le coma  depuis 17 ans, ou établir un nouveau record guiness des langues parlées lors de la récitation d&#8217;&#8221;Urbi  et orbi&#8221; le jour de Pâques.</p>
<p><strong>Qu&#8217;avez-vous fait pour les Abruzzes?</strong><br />
Vos soldats de proximité ont fait beaucoup, ou tout ce qu&#8217;il leur est possible. Et Vous rien. Ah si, vous avez fait envoyer 500 oeufs de  Pâques pour les enfants devenus sans-abris.</p>
<p><strong>Résumons, à ce que l&#8217;on en sait, l&#8217;aide du Vatican à ses chers fidèles italiens: </strong>Une équipe de pompiers, 500 œufs de Pâques pour les enfants -votre contribution personnelle- livrés par la gendarmerie vaticane, 3 millions d&#8217;euros de votre 8‰ (me vient le doute en l&#8217;absence de chiffres très précis que ce soit le 8% de Votre part annuelle du 8‰&#8230;?), une donation en euros définie &#8220;vraiment importante&#8221; mais dont on ignore la somme, <em>omerta </em>oblige, et une quête exceptionnelle le 19 avril dans Vos églises: un appel aux italiens à financer, encore.</p>
<p><strong>Il faut sortir du Vatican, Benoît XVI</strong>!<br />
Envoyer des œufs de pâques comme un vieil oncle qui préfèrerait envoyer une boite de gâteaux  plutôt que de venir offrir de l&#8217;affection à ses petits neveux n&#8217;est pas ce qu&#8217;on attend du  &#8220;guide&#8221;. Où étiez-vous le jour des obsèques? Est-ce un symptôme de l&#8217;Église? l&#8217;aridité des sentiments? le décalage total? Il faut sortir du Vatican  plus souvent, <em>Benedetto XVI</em>. Et même si ce faisant Vous créerez de nouvelles polémiques. <strong>&#8220;<em>N&#8217;ayez pas peur</em>&#8220;</strong>, comme disait votre prédécesseur. À force de  prendre l&#8217;air au moins vous en comprendrez mieux le pourquoi, et nous aussi. Bref, apprendre à se  connaitre.</p>
<p><strong>Le séisme a eu lieu le 6 avril. </strong>On parle à mots couverts et sans confirmation officielle d&#8217;un possible voyage  de Votre part vers L&#8217;Aquila &#8220;aux environs du 1er mai&#8221;, après qu&#8217;officieusement fut évoquée &#8220;la seconde moitié d&#8217;avril&#8221;. Toujours plus loin.</p>
<p><strong>La foi est une chose, conviction ou évidence et le Vatican en est décidément une autre.</strong> Il serait  peut-être temps qu&#8217;il soit considéré pour ce qu&#8217;il est. C&#8217;est-à-dire le plus petit état du monde dont les  habitants gèrent dans le plus grand secret une fortune et une influence colossales. Un pays qui aurait  certainement une très bonne place au palmarès de la future (faisons semblant qu&#8217;elle n&#8217;existe pas  déjà) black-list des paradis fiscaux, s&#8217;il n&#8217;était protégé par la plus grande des <em>omerta</em>, et ce depuis les  siècles des siècles (Amen).</p>
<p><strong>Faites nous oublier une fois pour toutes le &#8220;berger allemand&#8221; ** et cette ex-Inquisition ou Congrégation à la doctrine de la foi que vous avez présidé  si longtemps avant de devenir pape. </strong>Je vous en prie, mettez vous sur vos 2 pieds, laissez les  pompons à la maison et allez au plus vite vous rendre utile humainement et spirituellement dans les Abruzzes. Amenez donc des couvertures car ils ont eu très froid hier. Ça les réconfortera énormément plus que de pouvoir suivre le championnat de <em>calcio </em>à la  télévision. Ils ont besoin de vous et vous en remercieront éternellement. Parole de chrétien.</p>
<p>_a&#38;c_</p>
<p>* 35% des Italiens ont déclaré moins de 10 000 euros en 2007. Le revenu moyen est de 18 324 euros.<br />
** Le journal <em>Le Manifesto </em>accueillit ainsi Papa Ratzinger, titrant &#8220;Il Pastore tedesco&#8221;, ou berger allemand en italien: jeu de mots italien sur &#8220;Le pasteur allemand&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eerano belle giornate, li facevano scendere dall’aereo...]]></title>
<link>http://kaizenology.wordpress.com/2009/02/20/eerano-belle-giornate-li-facevano-scendere-dall%e2%80%99aereo/</link>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 10:38:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>kaizenj</dc:creator>
<guid>http://kaizenology.wordpress.com/2009/02/20/eerano-belle-giornate-li-facevano-scendere-dall%e2%80%99aereo/</guid>
<description><![CDATA[Esattamente due anni fa scrivevo questo su Carmilla: Ogni fenomeno ha una sua spiegazione sociologic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Esattamente due anni fa scrivevo questo su <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2007/02/002150.html#002150">Carmilla:</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>Ogni fenomeno ha una sua spiegazione sociologica, sempre necessaria e sempre insufficiente. </em>(Nicolás Gómez Dávila)</p>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-726" title="esma" src="http://kaizenology.wordpress.com/files/2009/02/esma.jpg?w=128" alt="esma" width="128" height="71" />Sulla pagina della cronaca di Repubblica del 25 gennaio 2007 c’è un articolo a firma di Anna Maria de Luca: “Processo in Italia ai golpisti argentini.” (1)<br />
Bene. <br />
Bene? <br />
La vicenda bene, ovvio. L’articolo male. Molto male. <br />
Tempo fa sull’ “Internazionale” Lisbeth Davidsen (2) scrivendo del giornalismo italiano si lamentava del fatto che esso non riporti i fatti ma si limiti a esprimere opinioni ammiccando ai lettori di riferimento.</p>
<p><a name="more"></a>Ma vediamo, nello specifico l’articolo della de Luca:</p>
<p>“<em>ROMA &#8211; Nella giornata della memoria, la sala bunker di Rebibbia echeggia di ricordi e dolore. Dante Gullo, leader della Gioventù peronista, al banco dei testimoni. È italo-argentino ed è stato prigioniero in Argentina per otto anni e otto mesi (dal &#8216;75 all&#8217;83) senza mai essere processato. Ora lotta perché in Italia sia fatta quella giustizia che nel suo Paese è venuta meno a colpi di immunità.”<br />
e poi: “Imputati, in base alle norme del diritto internazionale: Emilio Eduardo Massera, comandante della Marina militare argentina &#8211; uno dei pochi stranieri nelle liste di iscritti alla loggia massonica P2 sequestrate a Licio Gelli nel 1981 &#8211; e gli ufficiali del Grupo de Tarea 3.3.2 Jorge Eduardo Acosta, Ignacio Alfredo Astiz, Raul Jorge Vidoza, Antonio Vanek e Antonio Hector Febres. Sono accusati di crimini contro l&#8217;umanità. Ovviamente sono tutti contumaci: stanno in Argentina. Alcuni di loro sono latitanti, altri in attesa di giudizio [...]</em>”</p>
<p>Dunque: In Argentina gli ex militari responsabili di crimini contro l’umanità sono immuni, latitanti e in attesa di giudizio. E quindi la giustizia deve essere fatta in Italia.<br />
Un paio di domande sorgono spontanee:<br />
- Se sono immuni come mai sono in attesa di giudizio e che motivo hanno per essere in latitanza? Che non siano proprio immuni?<br />
La risposta è semplice: non sono più immuni.<br />
- Giustizia deve essere fatta in Italia? E in Argentina che succede? Dobbiamo intervenire noi, perché loro, non sono in grado? Attenzione non si stanno mettendo in discussione i processi sacrosanti che si sono svolti e che si stanno svolgendo qui da noi, ma semplicemente il tono dell’articolo. Sarà un&#8217;impressione personale, ma ripensandoci bene, sembra di leggere tra le righe: In Argentina, è tutto marcio e corrotto e noi abbiamo il diritto morale di intervenire. Loro non ce la possono fare e quindi tocca a noi che siamo così progressisti e di sinistra&#8230; (l’ammiccata ai lettori di Repubblica è forse tutta qui) È davvero così?<br />
In Argentina, le cose sono cambiate. Dopo l’elezione di Nestor Kirchner l’atteggiamento del Governo nei confronti delle persone implicate è completamente diverso da quello mantenuto fino al crac economico del 2001. <br />
La mediaborghesia progressista plaude all’operato del Presidente in carica (molti altri lo ritengono un demagogo populista, lontano anni luce dal socialismo); il ministro della difesa è una ex montonera; le Madri di Plaza de Mayo hanno marciato per l’ultima volta il giorno di Santo Stefano del 2006 dopo 25 anni e 1500 giovedì e Hebe de Bonafini, portavoce del gruppo, ha dichiarato che non marceranno più perché alla Casa Rosada non c’è più un nemico anche se molte altre associazioni di “Derechos Humanos” non sono d’accordo con lei.<br />
<img class="size-thumbnail wp-image-728 alignleft" title="img_0740" src="http://kaizenology.wordpress.com/files/2009/02/img_0740.jpg?w=128" alt="img_0740" width="128" height="96" />Kirchner è apparso a reti unificate il 29 dicembre 2006 (3), in occasione della scomparsa di Luis Gerez, testimone chiave a uno dei processi in questione, affermando: “[...] Sono poco più di cento giorni che mani anonime hanno sequestrato il testimone del caso Echecolatz, Jorge Julio López. Sono due giorni che non abbiamo notizie del testimone del caso Patti, Luis Gerez. Tutto fa pensare che, in entrambi i casi, sia responsabile la mano de obra desocupada (4) ossia elementi paramilitari e parapoliziali, che vogliono mantenere la loro impunità.<br />
Si tratta della stessa metodologia che venne utilizzata nello storico giudizio alla giunta militare: ricattare per ottenere impunità. In quel momento ottennero le leggi de Obediencia Debida y Punto Final (5) [...] Noi non cederemo davanti al ricatto. Non permetteremo che si fermino i processi. Al contrario chiediamo celerità alla giustizia affinché giudichi, affinché si giunga una volta per tutte a giuste sentenze e affinché gli assassini stiano nel posto in cui devono stare. In carcere. Parte del problema che stiamo affrontando riguarda la lentezza della giustizia, come alcune libertà concesse e riconosciute a delinquenti contumaci in modo inspiegabile. Le istituzioni pubbliche, a tutti i loro livelli [...] devono riaffermare la loro inequivocabile posizione di difesa dello Stato di Diritto. Rispetto dei diritti umani, e applicazione severa della legge, sono più che convinzioni personali, rappresentano la decisione sociale di vivere in uno Stato di Diritto.” (6)</p>
<p>- Se noi (assieme agli spagnoli, agli svedesi, ai francesi, ai tedeschi&#8230;) mettendo alla sbarra i criminali del “Proceso de Reorganización Nacional”, alla fine degli anni ‘90 &#8211; inizio 2000 (7) abbiamo avuto il merito di aprire il vaso di Pandora, per quale motivo non lo abbiamo fatto prima? In Argentina durante il “Proceso” sono scomparsi circa 3000 cittadini italiani e nessuno ha detto o fatto nulla. Anzi fatto sì. All’ambasciata italiana di Buenos Aires vennero installate delle porte di sicurezza come quelle delle banche per impedire che i nostri connazionali si rifugiassero tra le pareti dell’edificio. E se non fosse stato per l’allora giovane Console Enrico Calamai che si trovò a gestire, rischiando la vita in prima persona, il consolato divenuto l’unico ‘riparo’, altre 412 persone non si sarebbero salvate.<br />
I giugno 2005, il “Clarin” di Buenos Aires riporta che “lo Stato italiano, tramite un documento firmato dal premier Silvio Berlusconi, si è costituito parte civile querelante contro l’ammiraglio Emilio Massera e altri cinque repressori della “Marina de Guerra”, membri del Grupo de Tareas 3.3.2 e della ESMA che sono accusati di aver sequestrato, torturato e assassinato tre cittadini italoargentini durante i famigerati “Vuelos de la Muerte” durante il periodo della dittatura in Argentina.<br />
Il governo di centrodestra ha seguito la linea del precedente governo intrapresa da Prodi e D&#8217;Alema. Nel 2005 la Corte d’Appello ha confermato definitivamente la sentenza di prima istanza del 2000, per la quale sono stati condannati all’ergastolo i generali Guillermo Suárez Mason e Santiago Omar Riveros e a 24 anni cinque membri della “Prefectura” (8)<br />
Se siamo tanto bravi a fare ciò che in Argentina (almeno secondo Repubblica) non sono in grado di fare, perché lo abbiamo fatto solo ora? Svezia e Francia per esempio (con pochi loro cittadini scomparsi) hanno alzato un polverone enorme e hanno denunciato il governo argentino già all’epoca del “Proceso”. <br />
Quindi, prima della fine degli anni ‘90 / inizio 2000, questi personaggi erano immuni pure nel nostro paese e non solo in Argentina, nonostante i desaparecidos con passaporto italiano.<br />
Allora perché solo ora? Quali interessi sono venuti meno?<br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-669" title="gelli" src="http://kaizenology.wordpress.com/files/2009/02/gelli.jpg?w=77" alt="gelli" width="77" height="96" />Una possibile risposta si legge tra le righe dell’articolo della de Luca: P2. Non solo l’ammiraglio Massera, ma anche Videla e tutta la cricca era iscritta alla loggia. Licio Gelli, Umberto Ortolani, Roberto Calvi e Monsignor Paul Marcinkus fecero un sacco di buoni affari in Sudamerica quando l’intera area geografica era in preda a una crisi con tassi di inflazione mostruosi grazie ai contatti con i militari.<br />
Il 1 gennaio 1980, a Buenos Aires, Roberto Calvi inaugurò la nuova sede del Banco ambrosiano de America del Sud nello stesso palazzo degli uffici di Massera e di Videla mentre Gelli era incaricato d’affari argentini in Italia.<br />
Massera era in contatto con l&#8217;ammiraglio Torrisi nel Belpaese per questioni di traffico d’armi e buona parte dei 6.000 miliardi di armamenti spesi dal generale Videla, dal ‘76 in poi, sono affluiti nelle casse delle industrie italiane. Ortolani aveva preceduto Calvi aprendo il Banco financiero di Montevideo, ma si rese comunque necessaria la rapida espansione dell&#8217;Ambrosiano, con le garanzie dello Ior, in tutto il continente visto il volume d’affari in crescita. Da queste banche sono passate molte operazioni di traffico d&#8217;armi e di petrolio e i traffici con la Tradeinvest dell&#8217;Eni, fino al finanziamento di 21 milioni di dollari concesso al PSI. Esaminando i conti di una di queste banche, il Banco Andino, alla fine del ‘81, gli ispettori della Banca d&#8217;Italia scoprirono un buco da 1.000 miliardi.<br />
Nello stesso periodo, anche il gruppo Rizzoli vide una grossa crescita editoriale in Sudamerica, mentre il “Corriere della Sera” in Italia pubblicava le interviste di Roberto Gervaso a Videla e Somoza e censurava gli articoli sui desaparecidos del corrispondente argentino. <br />
Ma questa è solo la punta dell’Iceberg. Gli attori del copione si moltiplicano a vista d’occhio. La Fiat, l’Ansaldo, la Breda, l’IRI, l’Agusta, il Partito Socialista Italiano (Durante la guerra delle Malvinas una delegazione argentina, guidata dal segretario del partito socialista argentino Ammirati, si incontrò con Craxi per ottenere la revoca dell&#8217;embargo posto dal presidente del Consiglio Spadolini e dal ministro degli Esteri Colombo. Cosa che avvenne, con il sostegno di PSI e PCI. Della delegazione facevano parte anche i Macrì, gli industriali argentini, rappresentanti degli interessi della Fiat) senza contare che c’era in ballo la questione della costruzione del Subte (la metro) di Buenos Aires da parte di imprese legate al PSI&#8230; Tutte cose che si trovano in rete e negli incartamenti di alcuni processi dimenticati (9).<br />
E poi, bisogna considerare anche che tutte le fabbriche italiane in Argentina, durante la dittatura, smisero di avere problemi con i sindacalisti, con le “teste calde”, con gli “operai facinorosi” che, puff, scomparvero.<br />
Ripeto si tratta solo della punta dell’Iceberg. Ma in parte spiega alcune cose. E allora italiani brava gentaglia.</p>
<p>Un’altra cosa rimane misteriosa tra le altre. Per quale motivo la sinistra italiana ha solidarizzato e sostenuto gli esuli cileni con decisione dopo il colpo di stato di Pinochet e non ha fatto altrettanto con quelli argentini? Che sia una specie di solidarietà di partito. In fondo gli argentini erano peronisti. Né socialisti, né comunisti. Ma sto solo ammiccando.<br />
(1) <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/processo-aieta/processo-aieta/processo-aieta.html">http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/processo-aieta/processo-aieta/processo-aieta.ht</a>ml<br />
(2) cfr. Il mito del giornalismo in “Internazionale” n° 661 del 29 settembre / 5 ottobre 2006 &#8211; Lisbeth Davidsen è corrsipondete del danese quotidinao “Politiken” e del rete Tv2.<br />
(3) Lo ha fatto per la seconda volta. Non era mai successo nella storia del Paese.<br />
(4) I militari e poliziotti rimasti disoccupati dopo le epurazioni delle forze dell’ordine dalle persone coinvolte con la dittatura.<br />
(5) Due leggi che impedirono i processi per i crimini della dittatura militare. Approvate tra il 1986 ed il 1987, sono state abolite dal Parlamento argentino nel 2003, poco dopo la nomina del presidente Nestor Kirchner. La decisione ha consentito l&#8217;avvio di numerosi processi in aula in cause che già coinvolgono più di 500 accusati tra militari e civili. La Corte Suprema argentina ha dichiarato incostituzionali le leggi della Obbedienza dovuta e del Punto finale il 14 giugno 2005.<br />
(6) cfr. <a href="http://www.presidencia.gov.ar/Discurso.aspx?cdArticulo=4496">http://www.presidencia.gov.ar/Discurso.aspx?cdArticulo=4496</a><br />
(7) cfr. <em>Desaparecidos &#8211; La sentenza italiana contro i militari argentini</em>, a c. di G. Miglioli, manifestolibri 2001 <br />
(8) cfr. <a href="http://www.clarin.com/diario/2005/06/01/elpais/p-01201.htm">http://www.clarin.com/diario/2005/06/01/elpais/p-01201.htm</a><br />
(9) cfr. <a href="http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/palermo.html">http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/palermo.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[David Yallop: Juan Pablo II fue un encubridor]]></title>
<link>http://vacamulticolor.wordpress.com/2009/02/19/david-yallop-juan-pablo-ii-fue-un-encubridor/</link>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:18:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>ivan</dc:creator>
<guid>http://vacamulticolor.wordpress.com/2009/02/19/david-yallop-juan-pablo-ii-fue-un-encubridor/</guid>
<description><![CDATA[El autor con Veruschka Q. e Iván R.M. David Yallop (Londres, 1937) es uno de los escritores-investig]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_254" class="wp-caption alignright" style="width: 198px"><img class="size-full wp-image-254" title="Yallop" src="http://vacamulticolor.wordpress.com/files/2009/02/12.jpg" alt="El autor con Veruschka Q. e Iván R.M." width="188" height="175" /><p class="wp-caption-text">El autor con Veruschka Q. e Iván R.M.</p></div>
<p>David Yallop (Londres, 1937) es uno de los escritores-investigadores más polémicos de finales del siglo XX. Ha creado libros muy sugerentes  que revelan el lado oculto en torno al terrorismo, las drogas y hasta el fútbol, pero su   obra más emblemática es  <em>En el nombre de Dios</em> (1984), en la cual narra el complot en torno al asesinato de Juan Pablo I. Ésta se ha traducido a docenas de idiomas y vendido cientos de miles de ejemplares en todo el mundo. Ahora entrega la continuación de ese libro, <em>El poder y la gloria</em> (Planeta, 2008), el cual ha fortalecido con testimonios y análisis documental en más de 638 páginas que cuestionan, junto al lector, si el Papa tomó o no  “todas las decisiones necesarias”.<!--more--><br />
Yallop ha sufrido atentados misteriosos, mientras que  sus fuentes dentro de la iglesia católica fueron removidas de sus cargos e incluso despedidas. Esos eventos no impidieron  el avance de una investigación en la cual Juan Pablo II no sale bien librado debido a su constante encubrimiento de homicidios en masa, corrupción y hasta de la pedofilia que se ha transformado en un cáncer que “le ha costado al Vaticano más de nueve millardos de dólares en demandas y muchas diócesis han quebrado por estos hechos”… Durante la entrevista, Yallop relató anécdotas sobre el libro, como una demanda que entabló y ganó contra los creadores de <em>El Padrino III</em>, quienes plagiaron extensos pasajes de su libro. Afable y acucioso, el británico nos explica por qué Juan Pablo II no debería ser beatificado.</p>
<p>•    <strong>¿Por qué asume el rol de Promotor fidei o abogado del Diablo de Juan Pablo II, quien pronto podría pasar de Papa a Santo de la iglesia católica?</strong></p>
<p>•     ¿Por qué no lo haría? Este hombre ha sido  exaltado y antes de que lo conviertan en santo se debe establecer la verdad acerca de su vida. Ningún libro, antes de este, ha siquiera intentado hacerlo.</p>
<p>•    <strong>El subtítulo de su libro es “¿santo o político?, ¿por qué un político no puede ser un santo?</strong></p>
<p>•    Ese no es mi subtítulo, ese lo inventaron en la edición mexicana, que tienes en tus manos. El subtítulo original es “dentro del corazón oscuro del vaticano de Juan Pablo II”</p>
<p>•    <strong>¿Porque esta cruzada en contra de Juan Pablo II? ¿acaso los otros Papas del siglo XX  fueron modelos de ética y probidad?</strong></p>
<p>•    El único otro Papa que he estudiado en profundidad es Juan Pablo I, a quien reseño en el libro <em>En el nombre de Dios</em>. Allí me confronté con un hombre que era un santo viviente. Juan Pablo II, al contrario, no es un hombre santo ni vivo ni muerto. Yo no he estudiado con la misma profundidad a todos los Papas del siglo veinte, pero  he presenciado a varios de ellos en mi vida. Cuando nací, el Papa  era  Pío XII, pero yo podría asegurar que Juan XXIII fue un gran papa. Este hombre (Juan Pablo II) no fue un gran Papa ni mucho menos un santo.</p>
<p>•    <strong>¿Cuáles son los hechos concretos que le permiten asegurar que Albino Luciani (Juan Pablo I) fue asesinado por sus ideas reformistas dentro del orden Vaticano?</strong></p>
<p>•    Lo más importante fueron las decisiones que Albino Luciani había tomado justo antes de su muerte. Él iba a remover del Banco del Vaticano al obispo Paul Marcinkus, que era el jefe del ente e iba a despedir a cuatro de sus colaboradores más cercanos. Estos individuos estaban involucrados, en ese momento, en comportamiento criminal de  amplio espectro, pero lo más notable era su relación con Roberto Calvi del Banco Ambrosiano. Luciani sabía esto, no porque lo hubiese descubierto en el momento en que se hizo Papa sino porque había oído sobre esta ola de corrupción durante los siete años anteriores, cuando trabajaba en Venecia.</p>
<p>La otra gran razón fue que Juan Pablo I tenía pensado tomar una posición diferente con respecto al control de la natalidad y ésta impactaría sobre la vida de millones de personas, ya que pretendía controlar la sobrepoblación del planeta. Cuando revelé eso en el libro “<em>En el nombre de Dios</em>” se enfurecieron en el Vaticano,  pues pensaban que habían destruido toda la evidencia de este hecho. Y yo tuve acceso a  información que ellos no tenían. Verás, lo que pasa es que en el momento en que un hombre es nombrado Papa comienza su proceso de beatificación. La curia sale y busca cualquier información que pueda comprometer al Papa, y luego  la entierran, como hicieron con Pío XII y la información que podía comprometerlo con los judíos. Aunque se de muchas personas en el Vaticano que serían capaces de asesinar a Juan Pablo I por su posición ante el control de la natalidad, personalmente creo que la razón principal fueron los problemas con el dinero.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-253" title="Yallop2_def" src="http://vacamulticolor.wordpress.com/files/2009/02/yallop_libro1.jpg?w=197" alt="Yallop2_def" width="197" height="300" />•    <strong>¿Por qué el cardenal Giovanni Benelli no llegó hasta las últimas consecuencias en resolver tanto  el homicidio como en exigir se continuasen con estas reformas?</strong></p>
<p>•    El trató. Pero en definitiva era un servidor de la iglesia.  Él y otros cardenales exigieron una investigación completa acerca de la muerte de Luciani, que debía ejecutarla   Juan Pablo II, pero éste no la aprobó. Si lo hacía,   podrían salir a la luz las medidas de Luciani, que luego debían ser continuadas por su sucesor.  Este hecho en sí mismo dice  mucho acerca de la personalidad de Wojtyla.</p>
<p>•    <strong>En vez de seguir con las medidas, usted indica en su libro que Wojtyla ratificó a Marcinkus y su clan, ¿por qué haría algo así?</strong></p>
<p>•    Porque él era corrupto. El Papa era corrupto. Un ejemplo de cuanto lo era se puede sacar de esto. En 1982, luego del asesinato de Roberto Calvi  en Londres, llegaron al Vaticano los   alegatos que yo hacía en mi libro acerca de Marcinkus. Allí se evidenciaba que el Vaticano había trabajado en conjunto con el crimen organizado en Italia y  se hizo obvia la pérdida de 1.2 millardos de dólares, de los cuales el Banco del Vaticano era fiador.  Wojtyla se volteó y le dijo a uno de sus colegas, a manera de chiste y sin sentirse culpable de nada: “no puedo esperar a ver como Marcinkus logra salirse de todo esto, sin culpa ni inmoralidad”.</p>
<p>Toda su vida Wojtyla tuvo una posición muy particular con respecto al trato de los escándalos. Lo cual se remonta a su niñez en Cracovia. Él creía que debían encubrirse todos los escándalos en la iglesia. El decía que en la casa de su padre, es decir, en la iglesia, había un cuarto especial para discutir esos asuntos y nada salía de allí. Sea la corrupción de Marcinkus, el asesinato de Juan Pablo I o la ola de curas pedófilos en el mundo, todo eso debería encubrirse. Si en algo fue consistente Wojtyla durante su vida fue en encubrir.</p>
<p>•   <strong> Usted denuncia una creciente cofradía de fascistas dentro del poder vaticano que aspira controlar totalmente la vida de la gente en América latina. ¿Puede hablar un poco de eso?</strong></p>
<p>•    Cuando Wojtyla ascendió al papado,  la mayoría de los cardenales que se encontraban en Latinoamérica  tenían una relación muy estrecha con los gobiernos dictatoriales establecidos en Guatemala, Nicaragua, El Salvador, incluso Chile, y Wojtyla no se opuso a esto. Por ejemplo, hay evidencias  que en Brasil, cuando terminaban de torturar a los hombres y mujeres opositores a la Junta de Gobierno, las subían vivos a  unos helicópteros y los llevaban al Atlántico. Allí, antes de arrojarlos al océano, recibían la bendición de un sacerdote que también viajaba con ellos.  Y este Papa no levantó ninguna protesta aún cuando conocía estas acciones. Tampoco protestó por los desaparecidos de Argentina y otros países. Wojtyla llegó a pararse en un balcón en Santiago junto a Pinochet. Además,   al rechazar la Teología de la Liberación dio la bendición para que siguieran las matanzas  desde Guatemala hasta Chile. ¡Él era un monstruo! Él es directamente responsable de la muerte de miles de personas desde 1978 hasta que la democracia apareció en las naciones de la región.</p>
<p>•    <strong>Usted habla de Juan Pablo II como un hombre de contradicciones, porque se dice que él ayudó a Ronald Reagan a patear el comunismo, pero muestra muchos de sus escritos en los que de alguna manera apoya este movimiento y el marxismo.</strong></p>
<p>•    Cuando Wojtyla era joven, y esto es algo usual en cualquiera de nosotros,  era mucho más radical. Se podría decir que yo soy inusual, pues me vuelvo más radical a medida que envejezco, me enfurezco más. Wojtyla olvidó al joven que él fue, lo suprimió. Pero políticamente siempre fue un hombre de la  derecha. Él no fue un hombre de su tiempo,  creo que hubiese estado más cómodo viviendo en la mitad del siglo XV. Él nunca vivió en democracia, tal vez sólo unos pocos años de su infancia, antes que Polonia se transformara en una dictadura militar, que fue relevada por los nazis y luego por los rusos. No tuvo tiempo para entender la democracia americana. Él decía frecuentemente que “deben recordar que en la iglesia no somos una democracia” . Y eso es cierto, si la iglesia lo fuese tendrías mujeres sacerdotes, como en los primeros 200 años de la cristiandad.  Ni los homosexuales serían considerados pecadores ni condenarían el aborto practicado por mujeres violadas, por ejemplo.</p>
<p>•    <strong>¿Por qué Wojtyla impulsó el  poder del Opus Dei en la iglesia?</strong></p>
<p>•    El Opus Dei es una organización de derecha al igual que el Papa, lo cual crea compatibilidad entre ellos. Yo creo, aunque no he podido corroborarlo,  que Wojtyla fue un miembro del Opus Dei, pienso que su comportamiento a lo largo de toda su vida fue consistente con esa ideología. De hecho, lo primero que hizo luego de ser nombrado Papa, en el cónclave de octubre,  fue irse a orar ante la tumba de José María Escribá . Él le dio privilegios especiales a esta orden, ellos le respondían directamente al Papa.</p>
<p>•    <strong>¿Por qué esa  organización es tan fuerte en las universidades?</strong></p>
<p>•    Porque son muy astutos. Ellos roban talentos, reclutan gente joven y brillante, como ustedes. Tienen gente infiltrada en los campus, que son cordiales e invitan a los prospectos a tomar café o jugar pool y así seducirlos. Ellos son muy eficientes cuando predican sus dogmas. El propósito es tomar a esos talentos y usarlos para beneficio de la organización. El Opus Dei posee más periódicos a nivel mundial que ninguna otra organización. Sólo en Venezuela uno de los editores mas respetables  tiene un arreglo con la iglesia católica romana. Recuerda,   si lanzas pan al agua atrapas muy buenos peces…</p>
<p>•   <strong> ¿Por qué ataca al vaticano? Éste, para algunos es la fe, ¿Qué propondría para reemplazarlo, volver al cristianismo primitivo?</strong></p>
<p>•    Yo pienso que lo que necesitamos es un Hércules que limpie la institución, no alguien como yo sino más bien un cardenal. Tal vez uno como Albino Luciani, que decida  remover la suciedad interna, pero probablemente termine asesinado también.</p>
<p>•   <strong> ¿Coincide usted con el filósofo  <a href="http://plato.stanford.edu/entries/nietzsche/">Friederich Nietzsche</a> cuando afirma  que “el único cristiano murió en la cruz”?</strong></p>
<p>•    (Risas) No sabia que él dijo eso, pero particularmente me parece un autor algo negativo. Porque esa sentencia eliminaría a Albino Luciani,  quien es uno de los hombres más cercanos a un santo, por lo menos entre los que he conocido. Quizá podríamos decir que  cada cristiano muere en su cruz.</p>
<p>•    <strong>Esa boda de la fe y el marketing, ¿se exacerbó durante el papado de Wojtyla en el cual el Vaticano se alió con Pepsi?</strong></p>
<p>•    Si unimos todos sus viajes, podríamos decir que viajó durante 18 meses. Como mínimo gastó 1.1 millardos de dólares, que no los pagó el Vaticano, sino los países que lo recibían. Pasados unos años, puedes ver que el efecto de estas visitas es muy pequeño en la grey católica. Si hablas con los creyentes y les preguntas de algo en particular que los haya impresionado o conmovido de las Encíclicas publicadas por Juan Pablo II, no recordarán nada en particular.</p>
<p>Wojtyla  se caracterizaba por ser un gran actor, lo fue desde   su juventud. Ahora se podría  decir que él consiguió  el papel más estelar en el planeta: ¡el de convertirse en Papa! Logró incrementar el tamaño de su público en cada presentación,  pero creo profundamente que la gente iba por el cantante no por la canción.  Es indudable que su personalidad era muy carismática y se necesita mucho valor para pronunciar, muy mal,  “Feliz Navidad” en 25 idiomas.</p>
<p>•   <strong> ¿Cómo se definiría religiosamente?</strong></p>
<p>•    Como un católico pensante, pero fuera del vaticano. La iglesia no ha cometido el error de excomulgarme aún.</p>
<p>•    <strong>Girando 180 grados, se rumora que Mario Puzzo plagió buena parte de su libro para hacer El Padrino III, ¿es eso cierto?</strong></p>
<p>•    Sí, yo lo demandé. Demandé a Coppola, Puzzo y a la  Paramount, a todos ellos. Un amigo me invitó a ver una función privada de  El Padrino III y presencié párrafos enteros de mi libro, línea por línea. Yo no había tomado un trago en siete años, pero al salir de esa proyección  me fui a un bar y me tomé una docena de tragos dobles. Mis abogados obtuvieron la copia personal que Coppola tenía de mi libro “En el nombre de Dios” y encontraron que muchas partes estaban subrayadas y fueron insertadas textualmente en los diálogos de la película.</p>
<p>•   <strong> ¿Podría decirnos si vio las primeras partes de esa trilogía y si le gustaron?</strong></p>
<p>•    (Risas) Sí y son mucho mejores que la tercera.</p>
<p>+ información: <a href="http://www.yallop.co.uk/">http://www.yallop.co.uk/</a></p>
<p>(*): Intérprete: Veruschka Quintero (UCV). Fotografías: Iván R. Méndez.<br />
(**): Entrevistada realizada en las oficinas de Editorial Planeta (Caracas) y publicada el 11.2008 en Analitica.com y Eresuniversitario.com</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I segreti dello Ior]]></title>
<link>http://federicotulli.wordpress.com/2009/02/06/i-segreti-dello-ior/</link>
<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 12:49:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Tulli</dc:creator>
<guid>http://federicotulli.wordpress.com/2009/02/06/i-segreti-dello-ior/</guid>
<description><![CDATA[Laicità sotto scacco e potere finanziario. Nemmeno il Concordato di Craxi ha scalfito l’ingerenza de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-606" title="ior2" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/02/ior2.jpg" alt="ior2" width="280" height="260" />Laicità sotto scacco e potere finanziario. Nemmeno il Concordato di Craxi ha scalfito l’ingerenza della Chiesa romana nella vita degli italiani. Il deputato radicale del Pd Maurizio Turco solleva il caso dell’Istituto per le opere di religione</strong> <span style="color:#800000;"><em><strong>di Federico Tulli</strong></em></span></p>
<p>«La religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato». È l’11 febbraio del 1929 quando Mussolini e Pio XI siglano i Patti lateranensi tra lo Stato italiano e la Santa sede. Nasce la Città del Vaticano e al pontefice vengono attribuiti i poteri di un sovrano. Quelle poche parole dell’articolo 1, a 59 anni dalla Breccia di Porta Pia, legano Stato e Chiesa in un vincolo quasi indissolubile: una secca frase che riesuma un principio dello Statuto albertino che rimarrà saldo anche dopo la caduta del fascismo e il varo della Costituzione del ’48. È infatti solo il 18 febbraio 1984 che l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi sigla il nuovo concordato con il Vaticano, abrogando quello dell’Italia fascista e con esso lo sciagurato comma. Una firma che secondo il deputato radicale del Partito democratico Maurizio Turco arrivò con 36 anni di ritardo: «In pratica &#8211; spiega Turco a left &#8211; il carattere di laicità dello Stato stabilito all’articolo 8 della Carta risulterà violato fino al nuovo Concordato».<br />
<strong>Onorevole Turco, Craxi che abroga i Patti lateranensi merita un giudizio positivo?</strong><br />
Non direi. Il Concordato dell’84 ha cambiato ben poco poiché persiste il problema costituzionale rappresentato dall’articolo 7, che consente a una confessione religiosa, quella cattolica, di essere trattata in maniera diversa dalle altre.<br />
<strong>Tutto questo in che termini lo pagano gli italiani? </strong><img class="alignright size-medium wp-image-607" title="patti_l" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/02/patti_l.jpg?w=300" alt="patti_l" width="300" height="188" /><br />
Diritti civili a parte, lo pagano anzitutto in denaro contante. La questione economica preme alla Santa sede al pari di quella religiosa, visto che l’obiettivo è creare un impero. Con a capo un monarca assoluto dotato di poteri come nessun dittatore al mondo: solo il papa in qualsiasi momento può interrompere un processo e stabilire lui la sentenza. E con un’organizzazione  &#8211; che per il potere che va acquisendo sempre più sembra oggi essere Comunione e liberazione &#8211; che si occupa della gestione del denaro e delle altre ricchezze.<br />
<strong>Di che cifre stiamo parlando? </strong><br />
Impossibile saperlo con precisione. Oltre agli introiti dell’otto per mille, tutto ruota intorno allo Ior, l’Istituto per le opere di religione, che è rigorosamente protetto dall’articolo 11 del Concordato laddove dice che «gli enti centrali della Chiesa cattolica sono esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato italiano».<br />
Ma lo Ior è una banca. Non dovrebbe essere vincolato a specifiche leggi internazionali?<br />
Sì, certo, è una banca. Ma, nel corso del processo a Marcinkus per lo scandalo del Banco ambrosiano, il Vaticano dichiarò che la sua attività è strumentale per il perseguimento dei fini religiosi.<br />
<strong>Significa che non ci dobbiamo impicciare?</strong><br />
Esattamente. Le faccio un esempio per capire fino a che punto non dobbiamo sapere. Durante il processo “Gea”, quello ai procuratori dei calciatori, a un certo punto è emerso un conto allo Ior. Ma non si è potuto approfondire né l’entità, né la provenienza del denaro perché quando c’è lo Ior di mezzo ormai i magistrati non chiedono più nemmeno le rogatorie.<br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-608" title="m_turco" src="http://federicotulli.wordpress.com/files/2009/02/m_turco.jpg" alt="m_turco" width="240" height="180" />Come mai?</strong><br />
Perché è inutile: sanno già quale sarà la risposta e la motivazione del rifiuto.<br />
<strong>Per via dell’articolo 11?</strong><br />
Appunto. Ma, se possibile, c’è un fatto ancora più grave che riguarda questo comma.<br />
<strong>Ci spieghi meglio&#8230;</strong><br />
L’Italia ha ricevuto dall’Unione europea il mandato di trattare le questioni finanziarie col Vaticano a nome di Bruxelles. Questo significa che in base al Concordato noi consentiamo a questo Stato di essere “indirettamente” nel sistema finanziario europeo dei pagamenti intracomunitari, senza che però il suo principale istituto bancario sia soggetto ad alcun controllo. Inoltre, il Vaticano fa parte di tutte le organizzazioni internazionali che si battono contro il riciclaggio e per la trasparenza bancaria. Dunque questi sanno tutto ciò che fanno gli altri, senza alcun obbligo di dichiarare cosa fanno loro.<br />
<strong>Da quello che dice, lo Ior non dovrebbe aver problemi di concorrenza&#8230;</strong><br />
Il vincolo dell’articolo 11 ce lo lascia solo immaginare. Anche se ogni tanto qualcosa trapela. Clamorosa fu la nostra casuale scoperta di tre anni fa (vedi <em>left</em> n. 32-33/2008, <em>ndr</em>) quando nel bilancio dei medici cattolici giapponesi pubblicato online trovammo riferimenti a una convenzione con lo Ior per un conto corrente che dava il 12 per cento di interessi. Se fosse un prestito potremmo chiamarla usura, trattandosi di un tasso attivo, come possiamo definirla: corruzione? _ <span style="color:#800000;"><em><strong>Left 05/2009</strong></em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FNP: HIGH RABBI SAVES POPE FROM MADOFF]]></title>
<link>http://nomoonnight.wordpress.com/2009/02/04/fnp-high-rabbi-saves-pope-from-madoff/</link>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 07:34:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>nomoonnight</dc:creator>
<guid>http://nomoonnight.wordpress.com/2009/02/04/fnp-high-rabbi-saves-pope-from-madoff/</guid>
<description><![CDATA[Photograph of fraudulent scene using collage, pasted heads, drawings, and the like. Note first ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_396" class="wp-caption alignleft" style="width: 120px"><img class="size-thumbnail wp-image-396" title="wwiifraudeighteenth2" src="http://nomoonnight.wordpress.com/files/2009/02/wwiifraudeighteenth2.jpg?w=110" alt="Photograph of fraudulent scene using collage, pasted heads, drawings, and the like. Note first &#34;victim&#34; suspended without a rope. The con-artist forgot to draw it in. Fraud is the defining feature of the Holocaust." width="110" height="96" /><p class="wp-caption-text">Photograph of fraudulent scene using collage, pasted heads, drawings, and the like. Note first &#34;victim&#34; suspended without a rope. The con-artist forgot to draw it in. Fraud is the defining feature of the Holocaust.</p></div>
<p>Faux News Press (FNP)_Washington, DC:  FNP has learned from usually reliable sources that the Vatican had been a big investment loser in Bernie Madoff&#8217;s Ponzi scheme. According to these sources, the Vatican Bank had entered into a relatively small business venture with Bernard L. Madoff Investment Securities LLC shortly after John XXIII was &#8220;white-smoked&#8221; in Rome. Over the years the relationship, according to these sources, grew, as profits and trust bloomed. One highly placed executive with the Madoff partnership stated that it was the Madoff firm that saved the Vatican Bank from bankruptcy, during the dark, scandalous days of the P2 Masonic Lodge.</p>
<p>FNP will now add a brief historical note. Propaganda Due Masonic Lodge, or &#8220;P2,&#8221; operated from 1877 to 1976 under the jurisdiction of the Grand Orient Lodge of Italy. Its charter was removed. A clandestine &#8220;quasi-Masonic&#8221; Lodge, or &#8220;covert&#8221; Lodge, continued in the shadowy world of secret societies. There were rumors of crimes, murders, assassinations, and a variety of money-related crimes in regard to the P2 Lodge. It was headed by one Licio Gelli. Parenthetically, the United Grand Lodge of England originally considered the Grand Orient Masonic Lodge of Paris (and France) to be &#8220;clandestine&#8221; and &#8220;unlawful,&#8221; as they did not pledge allegience to the British &#8220;mother ship.&#8221;</p>
<p>When Licio Gelli and P2 ensnared Banco Ambrosiano in its web, it &#8211; en passant &#8211; captured the Vatican Bank. This is because of the close affiliation between the Vatican Bank and Banco Ambrosiano. However, according to FNP sources at the Madoff firm, very few observers realised just how vulnerable Rome&#8217;s venerable Christian citadel had become to the very wide financial corruption engineered by Gelli and his cohorts. The bankruptcy of Banco Ambrosiano was a blow to the Vatican Bank, but it could have withstood that loss. It was the &#8220;domino effect&#8221; of suddenly wounded financial institutions throughout Europe which had also been ensnared by Gelli&#8217;s financial schemes which compounded the Vatican Bank&#8217;s losses catastrophically. The Roman Catholic Church stood at the brink of  being &#8220;homeless&#8221; penitents.</p>
<p>In desperation the Vatican turned to their old business partners Bernard L. Madoff Investment Securities LLC. According to our highly-placed source, the young Bernard Lawrence &#8220;Bernie&#8221; Madoff agreed to find a &#8220;partner&#8221; to steady the &#8220;Salty Old Queen of the See.&#8221; As papal representative, Monsignor O&#8217;Flaherty, put it: &#8220;We were looking for a St. Christopher to carry across our sea of financial troubles.&#8221;  They found their &#8220;St. Christopher&#8221; in one Rabbi Lowe.</p>
<p>One highly-placed advisor to the Vatican, strictly on the basis of anonymity, stated that Bernie discussed the financial problems of the Vatican Bank and the Church with a young rabbi whose family had for centuries been involved with international investments. A man of brilliance both in Talmudic commentary and in the catalytic essence of money, Rabbi Lowe has suggested that the Vatican offer bonds collateralized by its properties, art, jewels, library and other priceless properties. Parenthetically, this financial innovation inspired David Bowie to sell bonds based on his &#8220;art.&#8221;</p>
<p>When Monsignor O&#8217;Flaherty and Bernard L. Madoff took this advice to Rome, it was received with jubilation. The packaging of Vatican properties into various bond offerings followed thereafter, and soon the investment community had &#8220;snapped up&#8221; the bonds. The success of these bond offerings inspired Bernie to package bonds based on aggregate and/or fractional bonds of the Vatican originals, which had previously entered the marketplace. He dubbed  them &#8220;FAGS.&#8221;  Once again, Bernie Madoff had demonstrated his financial genius. Money poured into the coffers of the Vatican Bank and Bernard L. Madoff Investment Securities LLC. It was the birth of derivatives.</p>
<p>However, the fact of the matter is that the additional debt instruments amounted to additional burden on the original bond offering. A tower of bondage was being created. The Vatican betrayed no concern. Why?</p>
<p>Years before, Rabbi Lowe and Bernie Madoff had sold a Holocaust Protection Insurance Policy to the Pope, as head of the Roman Catholic Church. As long as the Vatican affirmed the preposterous Jewish claim of &#8220;6 million Jews gassed by the Nazis,&#8221; the World Jewish Community would support the bonds issued by the Roman Catholic Church through the Vatican Bank and its syndicate of financial associates, led by Bernard L. Madoff Investment Securities LLC. Betrayal by the Pope on this issue would result in instant &#8220;dumping&#8221; of the Vatican-authorized bonds by the Jewish community. Later, when Bernie had gone &#8220;bonkers&#8221; with his &#8220;creative&#8221; investments, and the Vatican was again threatened by financial ruin, it was this same Rabbi Lowe who had quietly gathered key members of the Jewish financial community to support the Vatican through the Bernie-ruptcy.</p>
<p>FNP has learned these shadowy details at great risk to itself and to the members of its staff. We tell it like it is. For those readers curious about the real hero of the financial disaster that struck the Vatican, Rabbi Lowe, FNP has learned from sources of the highest integrity that he now resides in the Israeli State, as a High Rabbi. This information has also been corroborated by celebrated Israeli media star, Gurli Gur.</p>
<p>The staff of FNP is not ashamed to say that we  have all reflected upon the Biblical wisdom that the hand that lends is above the hand that receives. It&#8217;s indeed a small world, which is completely encompassed by the wisdom which arose on a small patch of Earth, described during its zenith as the Land of Milk and Honey, a few thousand years ago.</p>
<p>All rights reserved. Nomoonnight, 2009.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[http://www.beppegrillo.it/2008/11/mafiocrazia.html]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2008/11/10/httpwwwbeppegrilloit200811mafiocraziahtml/</link>
<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:16:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2008/11/10/httpwwwbeppegrilloit200811mafiocraziahtml/</guid>
<description><![CDATA[Il mio commento: la mafia è solo un ingranaggio della macchina del potere osceno che include parte d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il mio commento: la mafia è solo un ingranaggio della macchina del potere osceno che include parte della politica e dell&#8217;imprenditoria, il tutto collegato in una struttura massonica.  Si veda <a href="http://www.chiarelettere.it/?id_blogdoc=1955252">il libro &#8220;il ritorno del principe&#8221;</a> del giudice Roberto Scarpinato e del giornalista Saverio Lodato. Ma come farà la commissione antimafia ad indagare se il capo del governo è un affiliato alla P2 (tessera 1816), e la P2 è strettamente legata a cosa nostra?</p>
<p>Da <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/11/mafiocrazia.html">http://www.beppegrillo.it/2008/11/mafiocrazia.html</a>:</p>
<p>Buongiorno a tutti.<br />
Finalmente, si fa per dire, <strong>riparte la commissione parlamentare antimafia</strong>. Voi sapete che è dall&#8217;inizio degli anni Sessanta che il Parlamento italiano si costituisce in commissione bicamerale antimafia per combattere la mafia, soprattutto nei suoi rapporti tra mafia e politica.<br />
<strong>C&#8217;è una contraddizione: la politica che combatte i rapporti tra mafia e politica è come dire la mafia che combatte i rapporti fra mafia e politica.</strong><br />
E infatti non li ha, almeno negli ultimi quindici anni, mai combattuti; da quando, cioè, non c&#8217;è più un&#8217;opposizione forte a chi sta al governo ma ci sono, sulle questioni che contano, finte divisioni fra maggioranza e opposizione e poi una sostanziale unanimità. Infatti, come sappiamo, <strong>negli ultimi quindici anni tutte le normative serie in materia di lotta alla criminalità organizzata sono quelle che erano contenute nel papello di Totò Riina</strong>. <strong>Sono state abolite le carceri nelle isole con l&#8217;isolamento del 41bis serio</strong>, Pianosa e Asinara; <strong>sono stati di fatto aboliti i pentiti</strong>, nel senso che nell&#8217;anno 2000 destra e sinistra insieme hanno messo mano alla riforma che aveva voluto Falcone all&#8217;inizio degli anni Novanta e hanno deciso di togliere tutti i benefici che rendevano conveniente, per un mafioso, schierarsi dalla parte dello Stato tradendo la mafia. Per cui i mafiosi hanno capito l&#8217;antifona, quelli che avevano qualche intenzione di pentirsi se la sono fatta passare, quelli che si erano già pentiti si sono pentiti di essersi pentiti e hanno ritrattato.<br />
In più sono state ridotte di molto le scorte ai magistrati e ai testimoni antimafia. <strong>E&#8217; stato svuotato dall&#8217;interno il 41bis</strong> per cui quando il cosiddetto ministro Alfano racconta che non è mai stato così efficace sa benissimo &#8211; spero per lui &#8211; di raccontare favole perché lo sanno tutti che il 41bis è diventato una specie di barzelletta da quando è stato stabilizzato per legge.<br />
Quando voi sentite il presidente del Senato Schifani dire: &#8220;noi nella legislatura del governo Berlusconi II abbiamo stabilizzato un provvedimento che prima era provvisorio e veniva attuato dal ministro della Giustizia di sei mesi in sei mesi, abbiamo stabilizzato per sempre il 41bis&#8221;, spero che anche lui &#8211; ma credo che lo sappia &#8211; sia conscio di raccontare favole. Perché <strong>il 41bis quando era provvisorio era molto più efficace che oggi quando è diventato legge definitiva</strong>. Per quale motivo?<br />
Per un motivo molto semplice: quando un provvedimento viene rinnovato di sei mesi in sei mesi i tempi burocratici necessari per il mafioso recluso per chiedere la revoca dell&#8217;isolamento, sono talmente lunghi che di solito la risposta alla sua domanda non arriva in tempo in sei mesi, quindi quando gli rispondono c&#8217;è già stato un nuovo provvedimento semestrale, contro il quale deve di nuovo ricorrere.<br />
I ricorsi, quindi, contro il 41bis non venivano quasi mai accolti perché non si faceva in tempo. Praticamente il 41bis durava molto a lungo ed era molto difficile revocarlo. Ora che è diventato un provvedimento che vale per sempre, preso una volta vale per sempre &#8211; o almeno fino a che non ce ne sono i presupposti &#8211; i ricorsi sono molto facili perché anche se durano 7-8 mesi ne basta uno perché la persona possa vincerlo, allora si va alla discrezionalità del magistrato singolo il quale ogni volta che riceve il ricorso deve valutare se la persona sia ancora socialmente pericolosa, collegata con l&#8217;organizzazione mafiosa. E come fai a saperlo? Come fai a sapere se una persona è potenzialmente pericolosa? Come fai a sapere se ha ancora legami dopo anni che è in carcere? Lo puoi presumere ma se non lo puoi dimostrare, spesso puoi concedere la revoca del 41bis senza alcun rischio e senza alcuna formale irregolarità.<br />
Quindi molti detenuti mafiosi, anche stragisti, che stavano al 41bis hanno ottenuto, in buona o cattiva fede dei magistrati di sorveglianza, il trattamento carcerario normale.<br />
Quindi adesso incontrano quando gli pare avvocati, parenti eccetera. Non raccontiamoci balle: le commissioni antimafia sono un paravento per far finta che lo Stato ancora combatte la mafia. Non sono più le commissioni antimafia degli anni Sessanta e Settanta che addirittura anticipavano il lavoro della magistratura.<br />
La magistratura negli anni Sessanta e Settanta, soprattutto in Sicilia e a Roma in Cassazione, era quella magistratura che proclamava la non esistenza della mafia oppure scambiava la mafia per un&#8217;accozzaglia di bande che, scompostamente e senza alcun vertice, agivano per i campi.<br />
La commissione antimafia, molto più avanzata di quella magistratura, già faceva i nomi e i cognomi dei personaggi.<br />
<strong>Salvo Lima era citato decine di volte nelle relazioni di minoranza della commissione antimafia come referente della mafia ben prima che venisse assassinato e ben prima che nel processo Andreotti e nel processo sull&#8217;assassinio Lima i magistrati poi stabilissero nero su bianco che Lima era un noto mafioso.<br />
Negli ultimi anni la commissione antimafia è diventata un ente inutile, anzi dannoso, proprio perché ha diffuso la sensazione che il Parlamento continuasse a occuparsi dei rapporti fra mafia e politica, mentre non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Dell&#8217;Utri.<br />
Non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Berlusconi. Non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Andreotti, nemmeno dopo che la magistratura aveva già squadernato, sotto gli occhi dei commissari e del Parlamento, le carte necessarie e indispensabili per poter tirare almeno le conclusioni politiche di quei rapporti ormai accertati.</strong><br />
Io ricordo che, con Elio Veltri, scrivemmo il libro &#8220;L&#8217;odore dei soldi&#8221; nel 2001 con gli editori riuniti proprio perché Veltri faceva parte della commissione antimafia.<br />
Venne da me e mi disse: &#8220;abbiamo fatto arrivare dal Tribunale di Palermo le carte del processo Dell&#8217;Utri, le perizie sui finanziamenti ambigui della Fininvest negli Settanta e Ottanta,<br />
i rapporti sui finanziamenti delle varie finanziarie del gruppo Berlusconi.<br />
Quando io ho chiesto di discuterne in commissione, eravamo alla fine della legislatura del centrosinistra, mi hanno tutti guardato come un matto e abbiamo votato.<br />
Ho votato da solo per parlare del caso Dell&#8217;Utri &#8211; Berlusconi in commissione antimafia e tutti mi hanno votato contro, compresi persone oneste della sinistra come Beppe Lumia dei DS e Giovanni Russo Spena di Rifondazione&#8221;.<br />
Allora facemmo il libro.<br />
Ora perché vi racconto tutto questo? Perché si sta reinsediando la commissione parlamentare antimafia.<br />
Se voi andate sul sito della Camera, andate nella finestra che riguarda le commissioni, andate nelle commissioni bicamerali e trovate &#8220;Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul fenomeno di mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere&#8221;.<br />
Poi trovate la legge istitutiva, è una legge nuova ogni volta, rispetto a quella vecchia.<br />
Di solito ricopiata, questa volta &#8211; sono anche spiritosi &#8211; hanno voluto scrivere che questa commissione antimafia indagherà anche sui rapporti tra mafia e politica con particolare riferimento al periodo delle stragi del &#8216;92-&#8217;93. Quindi mandanti occulti, trattative fra Stato e mafia eccetera. Speriamo che sia vero. Alla voce presidente, vicepresidenti e segretari c&#8217;è il bianco, perché non hanno ancora designato il presidente.<br />
Ci sono invece i cinquanta componenti, venticinque deputati e venticinque senatori.<br />
Buona notizia: non ci sono pregiudicati. Ve lo dico perché nella scorsa legislatura ce n&#8217;erano due: Vito Alfredo e Paolo Cirino Pomicino. Questa volta hanno pensato di non metterceli.<br />
In compenso abbiamo dei personaggi che forse, valutate voi, non sono proprio il non plus ultra per la commissione antimafia.<br />
Soprattutto il presidente: <strong>pare il che il favorito alla presidenza dell&#8217;antimafia sia Beppe Pisanu.</strong><br />
Premetto che Beppe Pisanu è persona estremamente seria ed è uno dei migliori, o dei meno peggio a seconda della visuale, di Forza Italia. Ma più per demerito degli altri che non per merito suo!<br />
Voi sapete che Pisanu è completamente uscito dall&#8217;orbita di Berlusconi: nessuno ne parla più.<br />
L&#8217;avete mai più visto in televisione, l&#8217;avete mai più sentito nominare?<br />
Eppure era il ministro dell&#8217;Interno durante le elezioni del 2006. Secondo alcuni, Enrico Deaglio, è il ministro dell&#8217;Interno che si oppone ai tentativi golpistici di broglio ventilati dal Cavaliere e per questo è protagonista di una rissa memorabile a Palazzo Grazioli.<br />
Da allora &#8211; noi non sappiamo se è vero, Deaglio con alcuni indizi l&#8217;ha sostenuto nella sua inchiesta sui presunti brogli nel 2006 &#8211; sta di fatto che Pisanu non ha più avuto alcun incarico di prestigio ed è stato posato, anche se è rimasto in Forza Italia.<br />
Adesso pare che, proprio per questo suo ruolo non più fidato per Berlusconi, stia diventando una figura di garanzia che piace anche all&#8217;opposizione per fare il presidente dell&#8217;antimafia.<br />
Purtroppo, però, Pisanu non è un pivellino appena uscito dalle Università.<br />
E&#8217; un signore nato a Sassari nel 1937.<br />
Ha un anno in meno di Berlusconi, ne ha 71. Laureato in scienze agrarie, era nella DC &#8211; nella sinistra DC &#8211; amicissimo di Cossiga.<br />
E&#8217; stato nella segreteria di Zaccagnini, capo della segreteria di Zaccagnini negli anni del compromesso storico.<br />
Poi è stato sottosegretario al Tesoro e alla Difesa nei governi Forlani, Fanfani, Spadolini, Goria e Craxi.<br />
Nel 1994 era vice capogruppo di Forza Italia alla Camera e nel 1996 è stato nominato capogruppo quando hanno cacciato Vittorio Dotti perché era fidanzato di Stefania Ariosto, che aveva il grave torto di avere parlato di Previti.<br />
Nel 2001 ministro per la verifica del programma nel governo Berlusconi II e poi ministro dell&#8217;Interno dopo che Scajola ebbe la splendida idea di definire &#8220;rompicoglioni, avido&#8221; il povero Marco Biagi dopo l&#8217;assassinio.<br />
Insomma, è in Parlamento da dieci legislature.<br />
Questa è la sua undicesima.<br />
<strong>Perché dico che forse non è l&#8217;uomo giusto al posto giusto? Perché nel 1983 era sottosegretario al Tesoro nel governo Fanfani V.<br />
Cosa successe? Il caso Ambrosiano.</strong><br />
Andiamo con ordine: <strong>Pisanu è sottosegretario al Tesoro e il Tesoro ha il dovere di sorveglianza, insieme alla Banca D&#8217;Italia, sulle banche, soprattutto sull&#8217;Ambrosiano che era un&#8217;enorme banca.</strong><br />
Bene, lui, che avrebbe dovuto vigilare come sottosegretario al Tesoro, <strong>in realtà era amicissimo di Roberto Calvi, il bancarottiere, e di tutti gli uomini che gli avevano dato una mano a fare bancarotta, a cominciare da Flavio Carboni.</strong><br />
<strong>Flavio Carboni non era coinvolto tanto negli aspetti finanziari del caso Ambrosiano quanto piuttosto nella fuga di Calvi in Svizzera e poi in Inghilterra, tant&#8217;è che è stato addirittura imputato per l&#8217;omicidio Calvi, assolto in primo grado ma adesso credo ci sarà il processo di appello.<br />
Insieme a Licio Gelli, ad esponenti della banda della Magliana, un bel giro.<br />
Pisanu ci andava in barca, in Sardegna con Flavio Carboni, e sulla barca &#8211; che si chiamava la &#8220;Punto Rosso&#8221;, 22 metri &#8211; c&#8217;era anche un omino: il nostro presidente del Consiglio attuale, Berlusconi.</strong><br />
Sempre sulla barca, in Costa Smeralda.<br />
<strong>A un certo punto condannano Calvi per reati valutari, lo mettono in libertà provvisoria.<br />
Va anche Calvi in barca, dopo essere stato condannato in primo grado, arrestato e messo in libertà provvisoria, va in barca pure lui con Pisanu e il resto della compagnia.</strong><br />
Poi nel 1982 arrestano Carboni per la fuga di Calvi, che poi è stato trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri di Londra; Carboni viene arrestato e Pisanu viene interrogato sulle sue frequentazioni con Carboni e risponde al magistrato Pierluigi Dell&#8217;Osso: &#8220;incontravo Carboni perché era un interlocutore valido per le forze politiche richiamantisi all&#8217;ispirazione cattolica&#8221;.<br />
Carboni era un&#8217;anima pia: parlavano di teologia, probabilmente, in barca nei giorni del crack Ambrosiano.<br />
Carboni, aggiunge Pisanu riuscendo a rimanere serio, &#8220;mi disse che Berlusconi aveva interesse a espandere Canale5 in Sardegna, tal che lo stesso Carboni si stava interessando per rilevare, a tal fine, la più importante rete televisiva sarda, Videolina, e mi disse di essere in affari col signor Berlusconi anche a riguardo di un grosso progetto edilizio denominato &#8220;Olbia 2&#8243;&#8221;.<br />
Era quando Berlusconi e Carboni volevano rovesciare una colata di cemento sulla costa Smeralda.<br />
Questo pio sodalizio si estende poi al Banco Ambrosiano perché, come vi ho detto, <strong>il sottosegretario al Tesoro, anziché vigilare su quello che stava facendo Calvi, già condannato per reati valutari, incontra Calvi quattro volte, in quei giorni.</strong><br />
<strong>Subito dopo viene chiamato a rispondere alla Camera da un&#8217;interrogazione parlamentare delle opposizioni che, allarmate per il crack dell&#8217;Ambrosiano, del quale già si parla anche se non è stato ancora ufficializzato, chiedono notizie al governo, al sottosegretario al Tesoro.<br />
Pisanu, l&#8217;8 giugno del 1982, risponde alla Camera. Già all&#8217;epoca c&#8217;era un enorme buco, c&#8217;era il buco del banco Andino, affiliato al Banco Ambrosiano, che stava rischiando di trascinare anche l&#8217;Ambrosiano nel crack.<br />
Ma Pisanu rassicura: niente paura: è tutto sotto controllo, nessun allarme.</strong> Dice: &#8220;le indagini condotte all&#8217;estero sull&#8217;Ambrosiano non hanno dato alcun esito&#8221;.<br />
Non tanti giorni dopo, un giorno dopo, il 9 giugno Pisanu va di nuovo a cena con Flavio Carboni.<br />
Un altro giorno dopo, il 10 giugno, Calvi scappa dall&#8217;Italia per finire, come sappiamo, sotto il Ponte dei Frati Neri, appeso.<br />
<strong>Nove giorni dopo l&#8217;uscita di Pisanu in Parlamento &#8211; tutto sotto controllo, nessun problema per l&#8217;Ambrosiano &#8211; il governo suo, Fanfani, mette l&#8217;Ambrosiano in insolvenza.<br />
Lo dichiara insolvente e manda sul lastrico migliaia di risparmiatori, che perdono tutto quello che avevano.</strong><br />
Poi, sia l&#8217;Ambrosiano, sia l&#8217;Andino fanno la loro regolare bancarotta.<br />
La commissione P2, presieduta da Tina Anselmi, convoca Pisanu perché Angelo Rizzoli, editore, all&#8217;epoca proprietario del Corriere della Sera, P2, poi coinvolto in un crack, anche lui arrestato, racconta: &#8220;a proposito del Banco Andino, Calvi disse a me e a Tassandin &#8211; l&#8217;uomo della P2 al vertice del Corriere della Sera &#8211; che il discorso dell&#8217;onorevole Pisanu in Parlamento l&#8217;aveva fatto fare lui &#8211; Calvi. Qualcuno mi aveva detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni&#8221;.<br />
Quest&#8217;accusa, che poi verrà riesumata anche dal portaborse di Calvi, Pellicani, non ha mai trovato conferma, quindi possiamo ritenerla falsa o non provata.<br />
Ma il problema è politico: <strong>Pisanu è il signore che ha messo la faccia, è andato in Parlamento a dire che il Banco Ambrosiano era una meraviglia mentre era alla vigilia del crack.<br />
Il tutto a causa dei suoi conflitti di interessi, cioè dei suoi rapporti con Carboni, con Calvi e con Berlusconi.</strong><br />
In commissione P2 si scatenano le opposizioni: i più accesi sono Teodori, dei Radicali, e Tremaglia, del Movimento Sociale, che ne dicono di tutti i colori di Pisanu.<br />
Se volete trovate in &#8220;Se li conosci li eviti&#8221;, la biografia di quei giorni terrificanti, tant&#8217;è che urlano &#8220;dimissioni, dimissioni, dimissioni!&#8221; e alla fine, il 21 gennaio del 1983, Pisanu si dimette da sottosegretario al Tesoro.<br />
Poi rientrerà in un altro governo e verrà riciclato da Forza Italia, perché sapete che in Italia non si butta via niente!<br />
<strong>Lo ritroviamo, Pisanu &#8211; ve lo racconto di nuovo il suo possibile ruolo di presidente della commissione antimafia &#8211; nel 2004, 10 gennaio, in una telefonata.<br />
Non è lui al telefono: al telefono ci sono Berlusconi, presidente del Consiglio, e Cuffaro, all&#8217;epoca governatore della Sicilia per il centrodestra.<br />
Cuffaro, sapete, era preoccupato perché c&#8217;era un&#8217;indagine per favoreggiamento alla mafia da parte della Procura di Palermo, Berlusconi lo rassicura e gli dice: &#8220;io ho saputo qui, la ragione perché ti telefono, il ministro dell&#8217;Interno mi ha parlato e mi ha detto che tutta la&#8230; è sotto controllo, è tutto sotto controllo&#8221;.<br />
Chi era ministro degli Interni in quel periodo? Pisanu.<br />
A che titolo Pisanu sapeva notizie o controllava notizie su un&#8217;indagine segreta della magistratura a Palermo, un&#8217;indagine di mafia che coinvolgeva anche il governatore?<br />
E a che titolo informava Berlusconi di queste eventuali notizie segrete di cui aveva saputo?<br />
E a che titolo Berlusconi informava Cuffaro?<br />
C&#8217;è, per caso, un reato di favoreggiamento in questo comportamento? Lo domando perché Cuffaro è stato condannato per avere avvertito dei mafiosi su notizie riservate su indagini in corso.<br />
Se fosse vero quello che dice Berlusconi al telefono, forse ci sarebbe qualcosa di illecito anche nel comportamento di un ministro dell&#8217;Interno che si procura notizie su un&#8217;indagine segreta, che le rivela al presidente del Consiglio, che le rivela all&#8217;interessato, cioè all&#8217;indagato, cioè a Totò Cuffaro.<br />
Perché non sono stati chiamati a risponderne penalmente? Perché in quel periodo la procura di Palermo adottava una linea morbida nei confronti dei politici.<br />
Pisanu fu sentito come testimone, Berlusconi non fu nemmeno sentito.<br />
La procura, presieduta da Piero Grasso, chiese e ottenne la distruzione di quei nastri, anziché mandarli al Parlamento per ottenere l&#8217;autorizzazione a utilizzarli per valutare eventuali reati da parte di Berlusconi e Pisanu.<br />
Tutti da dimostrare, naturalmente, ma la telefonata è quanto mai inquietante, soprattutto perché Cuffaro non si è mai saputo da chi sapesse le notizie riservate che poi passava ai mafiosi.<br />
Qui abbiamo un piccolo indizio: &#8220;il ministro dell&#8217;Interno mi ha parlato, e mi ha detto che tutta la&#8230; è tutto sotto controllo, tutto sotto controllo&#8221;.<br />
Perché dico questo? </strong><span style="color:#ff0000;"><strong>Perché è evidente che una commissione parlamentare antimafia seria, che volesse occuparsi dei rapporti mafia-politica, potrebbe per esempio cominciare dal caso Cuffaro.<br />
E nel caso Cuffaro domandarsi se c&#8217;erano deviazioni istituzionali.<br />
E magari convocare Berlusconi e Pisanu.<br />
Ma se il presidente dell&#8217;antimafia fosse Pisanu, potrebbe convocare se stesso?</strong></span><strong> Si, dovrebbe guardarsi allo specchio e farsi le domande e darsi le risposte.</strong><br />
Passate parola!</p>
<p>Ps. La scorsa settimana ho citato l&#8217;ex onorevole Publio Fiori a proposito della Loggia P2.<br />
Fiori mi prega di precisare che il suo nome figurava, sì, nelle liste ritrovate nel 1981 negli uffici di Gelli a Castiglion Fibocchi.<br />
Ma poi una sentenza definitiva del Tribunale di Roma (come pure l&#8217;Avvocatura Generale dello Stato) hanno stabilito che la presenza del suo nome nelle liste non dimostra la sua adesione alla Loggia.<br />
Il suo nome, insomma, potrebbe essere stato inserito abusivamente negli elenchi.&#8221; Marco Travaglio</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Licio Gelli in Tv. Anche la P2 avrà il suo programma sulla storia d'Italia]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/2008/10/31/licio-gelli-in-tv-anche-la-p2-avra-il-suo-programma-sulla-storia-ditalia/</link>
<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 14:47:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
<guid>http://andreasferrella.wordpress.com/2008/10/31/licio-gelli-in-tv-anche-la-p2-avra-il-suo-programma-sulla-storia-ditalia/</guid>
<description><![CDATA[      Licio Gelli lo conoscono tutti, è stato &#8220;il venerabile maestro&#8221; della loggia masso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"> <a href="http://andreasferrella.files.wordpress.com/2008/10/liciogelli-thumb1.jpg"><img class="size-full wp-image-196 aligncenter" title="liciogelli-thumb1" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/10/liciogelli-thumb1.jpg" alt="" width="400" height="498" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Licio Gelli lo conoscono tutti, è stato &#8220;il venerabile maestro&#8221; della loggia massonica segreta P2, il suo nome è in qualche modo legato a quasi tutte le vicende della Prima Repubblica.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La notizia del giorno è che Gelli condurrà un programma televisivo in onda da lunedì su Odeon Tv, nel quale approfondirà i capitoli salienti della storia d&#8217;Italia. </span><span style="color:#000000;">Nel comunicato si parla di &#8220;ricostruzione inedita&#8221; della storia dell&#8217;ultimo secolo che per uno con i suoi trascorsi potrebbe voler dire stravolgimento degli avvenimenti e forse qualcosa di più.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Ma andiamo con ordine; Licio Gelli è stato prima volontario nella spedizione fascista in supporto a Francisco Franco nonché sostenitore della Repubblica di Salò e poi, quando il destino dei nazi-fascisti era ormai segnato, cooperatore dei partigiani. </span><span style="color:#000000;">A guerra finita diventò portaborse del deputato democristiano Diecidue. Siamo alla fine degli anni &#8216;40, si  ipotizza che all&#8217;epoca Gelli fosse membro della Cia, quel che è certo è che fu sicuramente coinvolto in maniera importante nell&#8217;affare Gladio, una organizzazione clandestina gestita dalla Nato, e in parte finanziata dalla Cia, che aveva il compito di bloccare un&#8217; eventuale avanzata sovietica nell&#8217;Europa occidentale e, per quel che riguarda l&#8217;Italia, frenare l&#8217;ascesa elettorale del Pci.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">L&#8217;avvenimento più importante, che porterà Gelli alla ribalta mediatica, fu il ritrovamento, nel 1981, della famosa lista P2 contente l&#8217;elenco degli aderenti alla loggia massonica segreta, un elenco impressionante di politici, alte cariche militari, giornalisti e imprenditori (tra cui Silvio Berlusconi). </span><span style="color:#000000;">Il fatto scatenò lo sdegno nel paese, dato che numerose cariche della Repubblica erano occupate da membri dell&#8217;organizzazione di cui Gelli era a capo. Il parlamento diede vita a una commissione  d&#8217;inchiesta la quale sottolineò l&#8217;indiscutibile peso della P2 negli affari finanziari, economici e politici della nazione.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La loggia P2 aveva dunque chiari obiettivi di condizionamento e finanche di sovversione dell&#8217;assetto politico e istituzionale del paese. Il commento più appropriato fu quello dell&#8217;allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini il quale, senza mezzi termini, disse: &#8220;Nessuno può negare che la P2 sia un&#8217;associazione a delinquere.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Dopo la perquisizione Gelli fuggì in Svizzera dove fu arrestato, riuscì però ad evadere dalla prigione e a rifugiarsi in Sudamerica. Si costituirà soltanto nel 1987. E&#8217;</span><span style="color:#000000;"> stato condannato, tra le altre cose, a 12 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta (scandalo del Banco Ambrosiano, il nome di Gelli è legato sia a Michele Sindona &#8211; banchiere membro della P2 colluso con la mafia e poi ucciso in carcere- sia alla vicenda dell&#8217;omicidio Calvi), nonché per depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna del 1980.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Dunque il personaggio più adatto a raccontare la storia d&#8217;Italia degli ultimi sessant&#8217;anni e magari procedere ad un&#8217;ampia opera di revisionismo storico e perché no all&#8217;ennesima rivalutazione della P2 (opera a cui anche lo stesso Berlusconi si è già più volte dedicato).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">I primi ospiti della trasmissione saranno Giulio Andreotti e Marcello Dell&#8217;Utri, il che può far solo aumentare la sensazione che la valutazione dei fatti non sarà per nulla obiettiva, se non altro per il fatto che Andreotti e Gelli sono due degli uomini più potenti della storia d&#8217;Italia e il senatore Dell&#8217;Utri è stato condannato a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Come ha scritto l&#8217;Unità: &#8220;sembra una barzelletta. Invece è una vergogna&#8221;.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;"><a href="http://oknotizie.alice.it/go.php?us=60701a998bafb578" target="_self"><span style="color:#0000ff;">Vota il Post su OKnotizie</span></a></span><span style="color:#000000;"><a href="http://oknotizie.alice.it/go.php?us=60701a998bafb578" target="_self"><img class="size-full wp-image-227 aligncenter" title="oknotizie1" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/11/oknotizie1.jpg" alt="oknotizie1" width="196" height="34" /></a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
