<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>barbarie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/barbarie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "barbarie"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 05:31:11 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[I cani italiani ]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/27/i-cani-italiani/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 21:44:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/27/i-cani-italiani/</guid>
<description><![CDATA[I cani italiani augurano buone feste con in largo anticipo,. Già, perchè per Natale, molti potrebbe ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div>I cani italiani augurano buone feste con in largo anticipo,.</div>
<div>Già, perchè per Natale, molti potrebbe avere già tirato le cuoia.</div>
<div>Chiliamacisegua</div>
<div><a title="wlmailhtml:{660E5134-815A-4FDB-94CA-AA1FC01E91E6}mid://00006578/!x-usc:http://www.chiliamacisegua.org/ Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.chiliamacisegua.org/">www.chiliamacisegua.org</a></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div>

</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sardegna Meticcio bruciato vivo a Sorso ]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/26/sardegna-meticcio-bruciato-vivo-a-sorso/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:27:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/26/sardegna-meticcio-bruciato-vivo-a-sorso/</guid>
<description><![CDATA[Riceviamo da AgireOra e divulghiamo. L&#8217;abisso umano è sempre più profondo Chiliamacisegua www.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Riceviamo da AgireOra e divulghiamo. L&#8217;abisso umano è sempre più profondo</p>
<p>Chiliamacisegua</p>
<div><a title="http://www.chiliamacisegua.org Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.chiliamacisegua.org/">www.chiliamacisegua.org</a></div>
<p>AgireOra</p>
<p>info@agireora.org;</p>
<p>Segnalazione di Raffaele della Lega Nazionale per la Difesa del<br />
Cane-Sezione  di Alghero &#8211; <a href="mailto:raffaelecaneo@aiosardegna.it">raffaelecaneo@aiosardegna.it</a></p>
<p>Vogliamo  segnalare un caso che riguarda invece un cane meticcio legato e<br />
bruciato  vivo nel Comune di Sorso (SS) a inizio novembre.</p>
<p>Qui di seguito la  petizione messa on line che spiega in dettaglio la<br />
vicenda, anche se  purtroppo per problemi tecnici non si riesce a<br />
firmare, comunque potete  leggerla per i dettagli, e partecipare invece<br />
alla protesta via  mail:</p>
<p><a href="http://www.firmiamo.it/canebruciatovivonelcomunedisorsoss">http://www.firmiamo.it/canebruciatovivonelcomunedisorsoss</a></p>
<p>Il  cane è riuscito a liberarsi ed è stato soccorso da una persona, ora è<br />
ricoverato presso un canile consortile del Comune di Alghero ed è sotto<br />
terapia. Sta meglio ma ha ustioni gravi su tutto il corpo e ne avrà<br />
ancora per molto&#8230;</p>
<p>Il Comune di Sorso è stato spesso, e lo è ancora  ora come quest&#8217;ultimo<br />
caso di cronaca dimostra, sede di gravi violenze su  animali che qualche<br />
mente malata si diverte a torturare e, ancora, i  responsabili dei vari<br />
casi accaduti nel corso degli anni non sono stati  trovati&#8230;</p>
<p>Ricordiamo che non tanto tempo fa, esattamente l&#8217;anno scorso,<br />
all&#8217;interno di un noto villaggio turistico di Sorso è stata uccisa a<br />
bastonate una cagnolina davanti a diversi testimoni; una signora, nota<br />
psicologa toscana, ha avuto il coraggio di denunciare e ha chiesto anche<br />
l&#8217;aiuto della nostra associazione che ha avviato una raccolta firme per<br />
fare in modo che Sindaco e Carabinieri trovassero i responsabili; ma<br />
questa storia, secondo i Carabinieri, dopo un anno di indagini risulta<br />
essere non vera perchè non esistono altri testimoni&#8230; ma noi sappiamo<br />
che è vera!</p>
<p>Adesso aspettiamo che abbia luogo il processo e porteremo  in aula tutti<br />
i casi relativi al Comune di Sorso, che sono davvero tanti,  almeno<br />
quelli di cui noi siamo venuti a conoscenza negli anni.</p>
<p>Qui di  seguito alcuni link dei servizi andati in onda con le immagini<br />
del cane  sopravvissuto nonostante le gravi ustioni su gran parte del corpo:</p>
<p><a href="http://www.alghero.tv/video.asp?id=2906">http://www.alghero.tv/video.asp?id=2906</a><br />
<a href="http://www.alghero.tv/video.asp?id=2920">http://www.alghero.tv/video.asp?id=2920</a><br />
<a href="http://www.alghero.tv/articoli.asp?id=5965">http://www.alghero.tv/articoli.asp?id=5965</a></p>
<p>Qui  invece gli indirizzi mail delle varie istituzioni per scrivere cosa<br />
pensate  dell&#8217;accaduto, ovviamente senza insulti.<br />
Nota di AgireOra: chi è capace solo  di scrivere insulti, si astenga<br />
dalla protesta, perché altrimenti fa solo  peggio e mette nei guai i<br />
volontari del posto (oltre a se stesso e oltre a  rovinare una protesta<br />
legittima).</p>
<p><a href="mailto:giuseppe.morghen@comune.sorso.ss.it">giuseppe.morghen@comune.sorso.ss.it</a>,<br />
<a href="mailto:segreteriasindaco@comune.sorso.ss.it">segreteriasindaco@comune.sorso.ss.it</a>,  <a href="mailto:Giuseppe.pilo@comune.sorso.ss.it">Giuseppe.pilo@comune.sorso.ss.it</a>,<br />
<a href="mailto:fabrizio.demelas@comune.sorso.ss.it">fabrizio.demelas@comune.sorso.ss.it</a>,<br />
<a href="mailto:simonetta.pietri@comune.sorso.ss.it">simonetta.pietri@comune.sorso.ss.it</a>,  <a href="mailto:gianpaolo.sanna@comune.sorso.ss.it">gianpaolo.sanna@comune.sorso.ss.it</a>,<br />
<a href="mailto:stss233640@carabinieri.it">stss233640@carabinieri.it</a>, <a href="mailto:ferdi@lavabit.com">ferdi@lavabit.com</a>,<br />
<a href="mailto:tribunale.sassari@giustizia.it">tribunale.sassari@giustizia.it</a>,  <a href="mailto:procura.sassari@giustizia.it">procura.sassari@giustizia.it</a>,<br />
<a href="mailto:prefettura.sassari@interno.it">prefettura.sassari@interno.it</a>,  <a href="mailto:sanita.animale@aslsassari.it">sanita.animale@aslsassari.it</a>,<br />
<a href="mailto:martini_f@camera.it">martini_f@camera.it</a>, <a href="mailto:info@legadelcane.org">info@legadelcane.org</a></p>
<p>oppure, col  &#8220;;&#8221; come separatore:</p>
<p><a href="mailto:giuseppe.morghen@comune.sorso.ss.it">giuseppe.morghen@comune.sorso.ss.it</a>;<br />
<a href="mailto:segreteriasindaco@comune.sorso.ss.it">segreteriasindaco@comune.sorso.ss.it</a>;  <a href="mailto:Giuseppe.pilo@comune.sorso.ss.it">Giuseppe.pilo@comune.sorso.ss.it</a>;<br />
<a href="mailto:fabrizio.demelas@comune.sorso.ss.it">fabrizio.demelas@comune.sorso.ss.it</a>;<br />
<a href="mailto:simonetta.pietri@comune.sorso.ss.it">simonetta.pietri@comune.sorso.ss.it</a>;  <a href="mailto:gianpaolo.sanna@comune.sorso.ss.it">gianpaolo.sanna@comune.sorso.ss.it</a>;<br />
<a href="mailto:stss233640@carabinieri.it">stss233640@carabinieri.it</a>; <a href="mailto:ferdi@lavabit.com">ferdi@lavabit.com</a>;<br />
<a href="mailto:tribunale.sassari@giustizia.it">tribunale.sassari@giustizia.it</a>;  <a href="mailto:procura.sassari@giustizia.it">procura.sassari@giustizia.it</a>;<br />
<a href="mailto:prefettura.sassari@interno.it">prefettura.sassari@interno.it</a>;  <a href="mailto:sanita.animale@aslsassari.it">sanita.animale@aslsassari.it</a>;<br />
<a href="mailto:martini_f@camera.it">martini_f@camera.it</a>; <a href="mailto:info@legadelcane.org">info@legadelcane.org</a></p>
<p>Qui di  seguito invece gli indirizzi dei vari mezzi d&#8217;informazione a cui<br />
inviare la  lettera in copia:</p>
<p><a href="mailto:l.soriga@lanuovasardegna.it">l.soriga@lanuovasardegna.it</a>, <a href="mailto:forum@mediaset.it">forum@mediaset.it</a>, <a href="mailto:gabibbo@mediaset.it">gabibbo@mediaset.it</a>,<br />
<a href="mailto:unione@unionesarda.it">unione@unionesarda.it</a>, <a href="mailto:redazione@alghero.tv">redazione@alghero.tv</a>, <a href="mailto:info@catalantv.it">info@catalantv.it</a>,<br />
<a href="mailto:info@sardegna1.it">info@sardegna1.it</a>, <a href="mailto:info@tcs.tv">info@tcs.tv</a>, <a href="mailto:cronaca@lanuovasardegna.it">cronaca@lanuovasardegna.it</a>,<br />
<a href="mailto:redazione@antenna1sardegna.tv">redazione@antenna1sardegna.tv</a>,  <a href="mailto:tgr.sardegna@rai.it">tgr.sardegna@rai.it</a></p>
<p>oppure, col  &#8220;;&#8221; come separatore:</p>
<p><a href="mailto:l.soriga@lanuovasardegna.it">l.soriga@lanuovasardegna.it</a>; <a href="mailto:forum@mediaset.it">forum@mediaset.it</a>; <a href="mailto:gabibbo@mediaset.it">gabibbo@mediaset.it</a>;<br />
<a href="mailto:unione@unionesarda.it">unione@unionesarda.it</a>; <a href="mailto:redazione@alghero.tv">redazione@alghero.tv</a>; <a href="mailto:info@catalantv.it">info@catalantv.it</a>;<br />
<a href="mailto:info@sardegna1.it">info@sardegna1.it</a>; <a href="mailto:info@tcs.tv">info@tcs.tv</a>; <a href="mailto:cronaca@lanuovasardegna.it">cronaca@lanuovasardegna.it</a>;<br />
<a href="mailto:redazione@antenna1sardegna.tv">redazione@antenna1sardegna.tv</a>;  <a href="mailto:tgr.sardegna@rai.it">tgr.sardegna@rai.it</a></p>
<p>Dateci una  mano a dare voce ai nostri amici a quattro zampe che qui in<br />
Sardegna spesso  e volentieri non vengono ascoltati da istituzioni e non&#8230;</p>
<p>Grazie a  tutti!</p>
<p>http://www.alghero.tv/articoli.asp?id=5980</p>
<p>ALGHERO &#8211; Della storia della cagnetta cosparsa di benzina e incendiata per gioco la Lega Nazionale per la difesa del cane ha interessato la magistratura. Il servizio televisivo è stato spedito alla Procura della repubblica, al ministero della Sanità e a&#8230; Striscia la Notizia. L&#8217;auspicio è quello di chiudere il cerchio intorno ai responsabili del crudele gesto.</p>
<div>Intervista Eva Bianchi: <a rel="nofollow" href="http://www.alghero.tv/video.asp?id=2920" target="_blank">http://www.alghero.tv/video.asp?id=2920</a></div>
<div>giovedì 12 novembre 2009</div>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=30506285&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=347871290401&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=347871290401&#38;id=1202859726"><img src="http://photos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs094.snc3/16153_1185153067980_1202859726_30506285_6870942_n.jpg" alt="" /></a></p>
<p>&#160;</p>
<div>Video</div>
<div>http://www.youtube.com/watch?v=TLCEU7epoOM</div>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caltanissetta-Pastore tedesco fucilato in pieno volto]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/26/caltanissetta-pastore-tedesco-fucilato-in-pieno-volto/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:06:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/26/caltanissetta-pastore-tedesco-fucilato-in-pieno-volto/</guid>
<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO 27 novembre Vogliamo  informarvi in merito alla tristissima vicenda di JOY, il cane a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>AGGIORNAMENTO</div>
<div></div>
<div>27 novembre</div>
<p>Vogliamo  informarvi in merito alla tristissima vicenda di JOY, il cane a  cui hanno sparato in pieno volto, che scenderà a Caltanissetta a  breve un chirurgo di Milano per operarlo.</p>
<div></div>
<div>26 novembre</div>
<p><!-- .hmmessage P { margin:0px; padding:0px } body.hmmessage { font-size: 10pt; font-family:Verdana } -->Con la presente si lancia un  appello a tutti perchè si riesca a reperire in tutta Italia un chirurgo  veterinario maxillo-facciale che aiuti lo staff nisseno al completo recupero di  Joy. Chi potesse metterci in contatto con un professionista del settore è  pregato di mettersi in contatto con il Direttivo L.I.D.A. Caltanissetta  chiamandoci al n.334-2332583 o scrivendoci  all&#8217;indirizzo e-mail:lidacaltanissetta@fastwebnet.it</p>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Riceviamo e divulghiamo l&#8217;orrore</div>
<div>Da Lida Caltanisetta</div>
<p>lidacaltanissetta@fastwebnet.it</p>
<p>E&#8217; stata una provvidenziale una telefonata giunta alle ore 10.30 del 24 novembre scorso al nuovo Servizio di Vigilanza Zoofila L.I.D.A. di Caltanissetta a far attivare i soccorsi per questo giovane pastore tedesco.</p>
<div>Il segnalante ci riferiva di un cane sdraiato sul ciglio di una strada che perdeva sangue dal muso.<br />
In meno di 10 minuti due Guardie zoofile della L.I.D.A. hanno raggiunto il luogo indicato trovandovi una scena raccapricciante. Il povero animale giaceva in evidente stato di shock ed estrema sofferenza. Subito trasferito nell&#8217;ambulatorio veterianario Corbo di via Cittadella 1 (0934-555802) è stato visitato con massima urgenza.<br />
Si è deciso di sedarlo per evitare altre atroci sofferenze mentre si procedeva a terapia di fluidi, esami del sangue per valutare il grado di emorragia e le condizioni generali, esame RX per valutare i danni facciali.<br />
La lastra ha confermato ciò che temevamo tutti.<br />
Non si è trattato di un incidente nè della morsicatura di un altro cane.<br />
Joy è stato colpito da una fucilata. Sparata dal fucile, presumibilmente di un cacciatore, da una distanza molto ravvicinata (entro un metro). Ancora visibili le bruciature e caratteristico anche l&#8221;odore di bruciato proveniente dalla lesione lacero-contusa con grave perdita di sostanza.<br />
La terapia prevede curettage chirurgico per rimuovere frequentemente il tessuto di granulazione e favorire la ricrescita dei tessuti, medicazioni per 5 o 6 mesi.<br />
Già eseguito un primo riposizionamento dei tessuti ossei (l&#8217;aria che espira fuoriesce dalla guancia). Si sta adesso tentando di salvare l&#8217;occhio dx da una grave infezione.<br />
Ancora riservata la prognosi.</div>
<div>
<p>Joy sta lottando per sopravvivere&#8230;</p>
<p>E&#8217; tenuto sotto morfina per alleviare un dolore insopportabile e viene tenuto costantemente sotto strettissimo controllo medico.</p>
<p>Ancora una volta Caltanissetta è teatro di violenza. Ancora una volta l&#8217;intervento della L.I.D.A. si è rivelato prezioso per salvare una vita.<br />
Se fosse intervenuto il canile convenzionato Joy molto probabilmente sarebbe stato abbattuto e nessuno avrebbe mai saputo niente di questo orribile crimine.</p>
<p>Abbiamo tardato a diffondere la sua storia mantenendo fino adesso il massimo riservo poichè nei due giorni seguenti al terrificante episodio, le Guardie Ambientali e Zoofile L.I.D.A. e WWF, con la preziosa collaborazione del Comando prov.le dei Carabinieri di Caltanissetta, hanno effettuato una capillare indagine per risalire agli autori del reato.<br />
Moltissime le persone della zona interrogate. Adesso si cerca fra i residenti che detengono armi per eseguire le opportune verifiche del caso.</p>
<p>-Con la presente si lancia un appello a tutti perchè si riesca a reperire in tutta Italia un chirurgo veterinario maxillo-facciale che aiuti lo staff nisseno al completo recupero di Joy. Chi potesse metterci in contatto con un professionista del settore è pregato di mettersi in contatto con il Direttivo L.I.D.A. Caltanissetta chiamandoci al n.334-2332583 o scrivendoci all&#8217;indirizzo e-mail: lidacaltanissetta@fastwebnet.it</p>
<p>Cercheremo di tenervi sempre aggiornati sui progressi di Joy via mail ma potete anche visitare in qualsiasi momento il sito www.lidacaltanissetta.it</p>
<p>- &#8220;Se vuoi vedere il video realizzato sul bellissimo e sfortunatissimo Joy aggiungi il gruppo L.I.D.A. Caltanissetta tra gli amici di facebook. Puoi anche cliccare direttamente (o copiandolo e incollandolo nel tuo browser) il seguente link: <a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=hu2s7rz_Xuc" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=hu2s7rz_Xuc</a> &#8220;</p>
<p>-Chi volesse aiutarci contribuendo alle spese che dovremo affrontare per le lunghe e dispendiose terapie che Joy dovrà subire, potrà farlo attraverso:</p>
<p>- BONIFICO BANCARIO da un conto corrente di qualsiasi istituto bancario indicando le coordinate bancarie :</p>
<p>a favore di:</p>
<p>L.I.D.A CALTANISSETTA,</p>
<p>IBAN</p>
<p>IT42P0316501600000701000580</p>
<p>presso:</p>
<p>IW BANK S.p.A.<br />
Via Cavriana, 20<br />
20134 Milano</p>
<p>-CARTA DI CREDITO (server sicuro e certificato) cliccando o copiando e incollando nel proprio browser il seguente link:</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://checkout.iwsmile.it/Pagamenti/?ACCOUNT=701000580&#38;AMOUNT=&#38;ITEM_NAME=JOY&#38;ITEM_NUMBER=0017&#38;QUANTITY=1&#38;URL_OK=&#38;URL_BAD=&#38;FLAG_ONLY_IWS=0" target="_blank">https://checkout.iwsmile.it/Pagamenti/?ACCOUNT=701000580&#38;AMOUNT=&#38;ITEM_NAME=JOY&#38;ITEM_NUMBER=0017&#38;QUANTITY=1&#38;URL_OK=&#38;URL_BAD=&#38;FLAG_ONLY_IWS=0</a></p>
<p>“causale già inserita automaticamente”</p>
<p>-Assegno non trasferibile intestato a L.I.D.A. Caltanissetta</p>
<p>L’assegno deve essere inviato al seguente indirizzo:</p>
<p>L.I.D.A. Caltanissetta</p>
<p>Via Cittadella,106</p>
<p>93100   Caltanissetta</p>
<p>Si consiglia l’utilizzo di spedizione Raccomandata o Assicurata</p>
<p>-Postepay n. 4023600556522730 intestata a Salvatore Colonna</p>
<p>LIDA – LEGA ITALIANA DIRITTI DELL’ANIMALE</p>
<p>Ente di protezione ambientale e protezione animale (Decreto Ministero Ambiente del 26/05/87)<br />
Membro Commissione Ministero della Sanità Protezione Animali Allevamento e Macello</p>
<p>SERVIZIO DI VIGILANZA ZOOFILA CALTANISSETTA</p>
<p>via Cavour, 90 c.a.p.: 93100 Caltanissetta Tel.: 334.2332583 Fax: 0934-1936199<br />
e-mail: lidacaltanissetta@fastwebnet.it    web: www.lidacaltanissetta.it</p>
</div>
<div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=30506287&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=347875185401&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=347875185401&#38;id=1202859726"><img src="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs094.snc3/16153_1185155188033_1202859726_30506287_1107384_n.jpg" alt="" /></a></div>
<p>A</p>
<p>info@fnovi.it ;</p>
<p>presidenza@fnovi.it ;</p>
<p>relazioni.esterne@fnovi.it ;</p>
<p>ufficiostampa@fnovi.it;</p>
<p>enpav@enpav.it;</p>
<p>info@scivac.it;</p>
<p>info@anmvi.it;</p>
<p><a href="mailto:nirda@corpoforestale.it">nirda@corpoforestale.it</a>;</p>
<p>brambilla_m@camera.it;</p>
<p>martini_f@camera.it;</p>
<p><a href="mailto:frattini_f@camera.it">frattini_f@camera.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:c.muscardini@tin.it">c.muscardini@tin.it</a>;</p>
<p>mannucci_b@camera.it;</p>
<p>report@rai.it;</p>
<p>segreteria@ilfattoquotidiano.it;</p>
<p>redazione.panorama@gmail.com;</p>
<p><a href="mailto:segretdir%40corriere.it">segretdir@corriere.it</a>;</p>
<p>leggo@leggoposta.it;</p>
<p><a href="mailto:redazione%40corriere.it">redazione@corriere.it</a>;</p>
<p>info@matteoviviani.it;</p>
<p><a title="mailto:unomattina@rai.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:unomattina@rai.it">unomattina@rai.it</a>;</p>
<p>posta.tg5@mediaset.it;</p>
<p>settimanaledipiu@cairoeditore.it;</p>
<p>online@quotidiano.net;</p>
<p>omnibus@la7.it;</p>
<p>exit@la7.it;</p>
<p>redazione.mn@gazzettadimantova.it;</p>
<p>costanzo@ilriformista.it,</p>
<p>k.carpentieri@mediterraneonews.it,</p>
<p>explora@rai.it;</p>
<p>tgr@rai.it;</p>
<p>larepubblica@repubblica.it;</p>
<p>espressonline@espressoedit.it;</p>
<p>mediamente@rai.it;</p>
<p>redazione@libero-news.eu;</p>
<p>stampaweb@lastampa.it;</p>
<p>avvenire@avvenire.it;</p>
<p><a href="mailto:studio@radiorockitalia.it">studio@radiorockitalia.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:mariagrazia@radiorockitalia.it">mariagrazia@radiorockitalia.it</a>;</p>
<p>redazione@ilsecoloxix.it;</p>
<p>redazione@ilmanifesto.it;</p>
<p>rai-tv@rai.it;</p>
<p>inforaiuno@rai.it;</p>
<p>inforaidue@rai.it;</p>
<p>raitre@rai.it;</p>
<p>raiinternational@rai.it;</p>
<p>webnews24@rai.it;</p>
<p>sabina.fedeli@mediaset.it;</p>
<p>geo_geo@rai.it;</p>
<p>trebisonda@rai.it;</p>
<p>infor101@r101.it;</p>
<p>notizieverdi@undicidue.it;</p>
<p>tg7@7gold.tv;</p>
<p>cominciamobene@animalieanimali.it;</p>
<p>agenzia@asca.it;</p>
<p>pongoepeggy@rai.it,</p>
<p>redazione@tgcom.it ;</p>
<p>studioaperto@mediaset.it ;</p>
<p>redazione@cronacavera.info ;</p>
<p>redazione.internet@ansa.it,</p>
<p>tg1.societa@rai.it ;</p>
<p>tg1.unomattina@rai.it ;</p>
<p>redazione@ilriformista.it;</p>
<p>direttore.italiasera@libero.it ;</p>
<p>rubrica.lettere@repubblica.it ;</p>
<p>segreteria_roma@repubblica.it ;</p>
<p>capitale@liberazione.it ;</p>
<p>posta@liberazione.it ;</p>
<p>redazione@indipendenteinrete.it ;</p>
<p>lettere@metroitaly.it ;</p>
<p>lavostraemail@rai.it ;</p>
<p>cronacarm@rcs.it ;</p>
<p>cityroma@rcs.it ;</p>
<p>prioritaria@ilmessaggero.it ;</p>
<p>cronaca@ilmessaggero.it ;</p>
<p>direttoreTG3@rai.it,</p>
<p>direttoretg2@gmail.com;</p>
<p>tg1.speciali@rai.it,</p>
<p>tg1.sdr@rai.it,</p>
<p>tg1_direzione@rai.it;</p>
<p>tg3net@rai.it,</p>
<p>redazionetg4@mediaset.it,</p>
<p>redazionetg5@mediaset.it,</p>
<p>indignatospeciale@mediaset.it,</p>
<p>scriviaritaforum@mediaset.it,</p>
<p>posta.tg5@mediaset.it;</p>
<p>mdebac@corriere.it,</p>
<p>Antonella.MARIOTTI@lastampa.it,</p>
<p>marialuisa.cocozza@mediaset.it,</p>
<p>amigotto@gmail.com,</p>
<p>davidecavalieri@radiomontecarlo.net,</p>
<p>lui_carbone@libero.it,</p>
<p>redazione@latuavoce.it;</p>
<p>lapostadigrazia@mondadori.it;</p>
<p>s.cervasio@repubblica.it;</p>
<p>lettere@lastampa.it;</p>
<p><a href="mailto:specchiotempi@lastampa.it">specchiotempi@lastampa.it</a>;</p>
<p>direttore.oggi@rcs.it;</p>
<p><a href="mailto:chiposta@mondadori.it">chiposta@mondadori.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:magazine@rcs.it">magazine@rcs.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:sd@repubblica.it" target="_blank">sd@repubblica.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:repubblicawww@repubblica.it" target="_blank">repubblicawww@repubblica.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:direttoreweb@ilgiornale.it%3cdirettoreweb@ilgiornale.it">direttoreweb@ilgiornale.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:lettori@ilgiornale.it%3clettori@ilgiornale.it">lettori@ilgiornale.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:maurizio.belpietro@libero-news.it">maurizio.belpietro@libero-news.it</a>;</p>
<p>redazioneiene@mediaset.it;</p>
<p>secondovoi@mediaset.it;</p>
<p>RadioBau@unitedmusic.it;</p>
<p>reporter@cronacaqui.it;</p>
<p><a href="mailto:gabibbo@mediaset.it">gabibbo@mediaset.it</a>;</p>
<p><a title="mailto:redazione@caltanissetta24ore.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:redazione@caltanissetta24ore.it">redazione@caltanissetta24ore.it</a>;</p>
<p>tg3sicilia@rai.it;</p>
<div><a title="mailto:redazione.soldo@gmail.com Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:redazione.soldo@gmail.com">redazione.soldo@gmail.com</a>;</div>
<p><a href="mailto:direttore@siciliainformazioni.com">direttore@siciliainformazioni.com</a>;</p>
<p>redazione@siciliatoday.net;</p>
<p><a href="mailto:nebrodinews@email.it">nebrodinews@email.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:catregua@quotidianodisicilia.it">catregua@quotidianodisicilia.it</a>;</p>
<p>segreteria@lasicilia.it;</p>
<p>info@gazzettadelsud.it;</p>
<p>online@quotidiano.net;</p>
<p><a>redazione.palermo@agi.it</a>;</p>
<p>redazione@radiortm.it;</p>
</div>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Puglia è capace di sussultare?]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/25/la-puglia-e-capace-di-sussultare/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:45:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/25/la-puglia-e-capace-di-sussultare/</guid>
<description><![CDATA[Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione. E frulla in testa una serie di domande che rivol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione.</p>
<p>E frulla in testa una serie di domande che rivolgiamo a Lorsignori</p>
<p>La Puglia è capace di sussultare?</p>
<p>Magari per orgoglio?</p>
<p>Magari per empatia?</p>
<p>Magari per pietà?</p>
<p>Magari solo per applicare la Legge 281/1991?</p>
<p>Magari per dare seguito alle Ordinanze emesse dal Sottosegretario al Welfare on Francesca Martini?</p>
<p>Magari per rientrare a pieno diritto nel consesso dei promotori di civiltà che altrove viene praticata nei confronti degli indifesi?</p>
<p>Magari per salvaguardare la sua immagine?</p>
<p>Magari per essere iscritta nella lista delle Regioni da segnalare come mete  ricche di panorami meravigliosi e abitata da gente ospitale e portatrice sana dei diritti pretesi dalla vita?</p>
<p>Che si rispetta.</p>
<p>Sotto qualsiasi forma si appalesi.</p>
<p>Per la rassegna stampa sulla situazione randagismo, avvelenamenti, orrori come cani e cuccioli bruciati vivi e canili lager in Puglia, Chiliamacisegua rimanda ad una ricerca google o alle pagine del suo sito.</p>
<p><a href="http://www.chiliamacisegua.org/">www.chiliamacisegua.org</a></p>
<p>Chiliamacisegua</p>
<p>Molfetta 25.11.2009</p>
<p>La vergogna continua e chi paga ,sono sempre le anime innocenti.</p>
<p>Oggi sono tornato dove alcuni giorni fa Fabio e Mingo di Striscia avevano fatto un servizio sulla situazione igienico-sanitaria nella quale sono costretti a vivere tanti cani infelici.</p>
<p>Appare evidente sia dalle foto sia dai filmati che ben poco si è fatto per non dire quasi nulla. Ovviamente adesso si scatenerà la rabbia di qualcuno che verrà a dire che non è vero,  perchè in Italia accanto  alla vergogna c&#8217;è anche la menzogna.</p>
<p>Sono un volontario, pesce piccolo in un&#8217;oceano di squali, ma mi ribello all’indifferenza e chiedo che si divulghi questa vicenda e si prendano i dovuti provvedimenti anche ravvisando laddove ci fosse dolo, gli estremi per una denuncia al Sindaco per omissioni di atti di ufficio.</p>
<p>La presidente della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha voluto scrivere a Striscia una lettera dove rappresenta le difficoltà riscontrate nei rapporti con l&#8217;amministrazione comunale.</p>
<p>Vorrei rispondere alla presidente che non c’è nessuno che non ne abbia incontrate.</p>
<p>Sarà difficile, ma mi auguro non impossibile tentare insieme di sanare questa incresciosa e deplorevole vicenda che dovrebbe anche interessare gli ambientalisti, per il degrado indescrivibile che vede interessata tutta l&#8217;area adiacente ad un enorme centro commerciale e nella quale, purtroppo, vivono queste povere anime del Paradiso.</p>
<p>Si perchè se non si prende una decisione immediata questi piccoli a breve diventeranno anime del Paradiso. Ne ho fotografato uno appena morto in una casetta fatiscente e ce ne sono altri morti a cadenza ormai da calendario fissato dal fato.</p>
<p>Chi ha cura di questi cani? Per quale motivo ci sono tanti cani morti ed esiste tanto degrado?</p>
<p>Ha ragione Bartolo, una persona di buon cuore che tutti i giorni porta cibo caldo a questi piccoli, sostituendosi alla Amministrazione Comunale,  quando sostiene che il Comune probabilmente si augura che muoiano tutti e presto per poter dire di avere risolto il problema.</p>
<p>A breve giungerà l&#8217;inverno e queste piccole anime, alcune delle quali (vi invito a vedere le foto) sono irriconoscibili e di cane non hanno più nulla, sono destinate a lasciarci per sempre.</p>
<p>Tremano come foglie, sono pieni di rogna, non hanno più pelo, la pelle arrossata e piena di piaghe, avranno sicuramente la febbre alta: insomma non fanno tenerezza ma tanta profonda tristezza.</p>
<p>E pena. A chi dentro di sé il cuore ce l’ha.</p>
<p>Allora mi rivolgo alle Dottoresse Marani e Andreatta di Chiliamacisegua, ai volontari della Puglia (una regione ormai alla deriva più totale ed assoluta), agli amici di FB: facciamo qualcosa di concreto e di serio se veramente amiamo questi esseri meravigliosi. Non posso accettare che si possa restare inermi e indifferenti di fronte ad un disagio così assurdo e indescrivibile, che si possa restare inermi di fronte alla sofferenza alla quale stiamo lasciando questi piccoli.</p>
<p>Se veramente li amiamo allora chiedo a Voi, fate e facciamo qualcosa per questi nostri amici.</p>
<p>Non abbandoniamoli, perchè loro in questo momento hanno un solo ed unico destino, per molti ormai prossimo, la morte.</p>
<p>Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè risento i pianti di Laura, la Signora che ha denunciato la vicenda a Striscia, quando ha visto il corpo senza vita del cane che cercava da tre giorni.</p>
<p>Ha voluto morire in maniera discreta, dietro un pneumatico in una casa fatiscente perchè ha ritenuto giusto non dare enfasi alla sua morte, conscio che a nessuno sarebbe importato gran che e che la sua vita breve o lunga che sia durata, è stata un fastidio per tanta gente ed un dolore per pochi.</p>
<p>Ho tolto il disturbo si sarà detto il nostro piccolo amico, così avranno &#8220;un problema di meno&#8221;.</p>
<p>Roberto Covelli</p>
<p><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186505461641_1198425088_30473593_4456305_n.jpg"><img title="16652_1186505461641_1198425088_30473593_4456305_n" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186505461641_1198425088_30473593_4456305_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ditemi se questo è un cane.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=30473595&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=196621052960&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=196621052960&#38;id=1198425088"></a></p>
<p><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186505901652_1198425088_30473595_3583941_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1146" title="16652_1186505901652_1198425088_30473595_3583941_n" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186505901652_1198425088_30473595_3583941_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186506461666_1198425088_30473596_6234089_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1147" title="16652_1186506461666_1198425088_30473596_6234089_n" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186506461666_1198425088_30473596_6234089_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il corpo del cane morto fotografato giorni fa ed ancora lì.</p>
<p><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186506661671_1198425088_30473597_2241987_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1148" title="16652_1186506661671_1198425088_30473597_2241987_n" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186506661671_1198425088_30473597_2241987_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il corpo del cane morto da poco.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=30473600&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=196621052960&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=196621052960&#38;id=1198425088"></a><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186507341688_1198425088_30473600_1240089_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1149" title="16652_1186507341688_1198425088_30473600_1240089_n" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186507341688_1198425088_30473600_1240089_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ciò che resta del corpo di un cane.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=30473604&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=196621052960&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=196621052960&#38;id=1198425088"></a><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186507781699_1198425088_30473604_5440973_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1150" title="16652_1186507781699_1198425088_30473604_5440973_n" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/16652_1186507781699_1198425088_30473604_5440973_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Un rifugio di emergenza per un&#8217;altro fantasma.</p>
<p>Video cani Molfetta</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/video/video.php?comments=&#38;v=1186513021830">http://www.facebook.com//video/video.php?comments=&#38;v=1186513021830</a></p>
<p>Striscia si è occupata di cani randagi maltrattati</p>
<p>Nella puntata di giovedì 19 novembre, gli inviati pugliesi Fabio e Mingo ci hanno parlato delle pessime condizioni in cui versa un branco di cani randagi.</p>
<p><a title="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv">http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv</a></p>
<p><a title="http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526 Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526">http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526</a></p>
<p>10 novembre 2009</p>
<p>Emergenza cani randagi, a Molfetta tornano le telecamere di &#8220;Striscia la notizia&#8221;</p>
<p>Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale</p>
<p>di <a href="mailto:rosanna.buzzerio@molfettalive.it">Rosanna Buzzerio</a></p>
<p>Molfetta torna sotto i riflettori del Tg satirico di Antonio Ricci, “Striscia la<strong> </strong>notizia”.</p>
<p>Questa volta i due inviati pugliesi Fabio e Mingo  sono arrivati in città non per scoprire truffe o magie, ma per un problema sociale molto sentito in città e che la nostra redazione aveva già raccontato in tempi non sospetti: il randagismo.</p>
<p>Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale, i parcheggi e le aree verdi antistanti i centri commerciali.</p>
<p>A rispondere alle domande di Fabio e Mingo sarebbero stati il Comune, per voce del dirigente al servizi territorio, Altomare, ed il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Bari, Coppola.</p>
<p>Coinvolti dagli inviati anche il nucleo ambientale della Polizia Municipale, che però &#8211; come da art. 2 del regolamento del Comune sul randagismo - ha solo il compito di segnalare la presenza di cani randagi al servizio veterinario dell’Asl, che poi attiva le procedure del caso.</p>
<p>Non interpellata, a quanto pare, la Lega per la difesa del cane.</p>
<p>Sarà interessante, a questo punto, vedere nei prossimi giorni le soluzioni proposte per questi animali, in molti casi affetti da leishmaniosi, ehrlichiosi e rogna.</p>
<p>L&#8217;arrivo di Striscia in città giunge in contemporeanea con una sollecitazione raccolta ieri dalla nostra redazione. Una nostra lettrice in poche righe ed in un paio di foto - quelle pubblicate in questo articolo &#8211; esprime tutto il senso del problema: <em>«non so se ci sono parole per descrivere l’abbandono e la sofferenza di questi cani. Impegniamoci per fare qualcosa»</em>.</p>
<p>Ci auguriamo che Fabio e Mingo riescano dove altri non sono riusciti, e che non sia il solito <em>“cane che si morde la coda”.</em></p>
<p><a href="http://www.comune.molfetta.ba.it/">http://www.comune.molfetta.ba.it/</a></p>
<p>MOLFETTA. Randagismo: il comune fa chiarezza</p>
<p>Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta</p>
<p>Giovedì 12 Novembre 2009 13:12</p>
<p>Molfetta- &#8220;Non serve il clamore suscitato dalle televisioni per scoprire il fenomeno del randagismo: conosciamo molto bene il problema e ci stiamo lavorando già da molto tempo con significativi successi e nonostante le tante difficoltà e resistenze&#8221;. L’assessore Giacomo Spadavecchia fa chiarezza attorno al fenomeno dei cani randagi presenti nella zona industriale e in alcune zone del centro.</p>
<p>&#8220;Il Comune di Molfetta – spiega l’assessore – investe ogni anno 300 mila euro per mantenere efficiente un sistema composto da diversi canili. Interveniamo, inoltre, con azioni di prevenzione effettuate sul campo (prima fra tutte, la sterilizzazione) e puntiamo a soluzione capaci di contemperare la tutela della salute di questi animali con la sicurezza dei cittadini e con il decoro ambientale. Talvolta, però, il nostro lavoro deve tener conto anche delle diverse istanze che emergono durante i tavoli di concertazione cui partecipano altri soggetti interessati al problema&#8221;.</p>
<p>I dati reali dicono che il Comune possiede un canile sanitario dove settimanalmente vengono effettuate microchippature e sterilizzazioni da parte della ASL di tutti i cani accalappiati; un rifugio che ospita ad oggi 180 cani; una zona a stabulazione libera che ospita 110 cani; un canile in affidamento all’associazione “Progetto Vita” che ospita 130 cani.</p>
<p>Le spese annue sostenute solo per il mantenimento di questi animali ammonta a  300.000 euro. Tutte le strutture comunali sono al momento sature e non permettono il ricovero di ulteriori animali. Del resto, i cani randagi attualmente presenti nella zona artigianale, nella zona ASI e in alcuni quartieri della città, sono animali che vengono reimmessi sul territorio (in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 26/2006) con autorizzazione del sindaco e previo nulla osta sanitario della ASL che ha il compito di certificare l’avvenuta sterilizzazione e microchippatura di ogni singolo animale, nonché il buono stato di salute e la mancanza di aggressività.</p>
<p>Secondo gli esperti del settore, infatti, la reimmissione in libertà dei cani randagi sterili è una forma di “lotta biologica” al randagismo, nella misura in cui disincentiva nel medio termine la presenza sul territorio di nuovi cani fertili e ne impedisce la loro riproduzione.</p>
<p>&#8220;Il vero problema legato al randagismo è l’abbandono dei cani da parte dei privati&#8221; aggiunge l’assessore Spadavecchia. &#8220;Fino a quando continueranno questi gesti di inciviltà, il problema non potrà essere risolto del tutto&#8221;. Anche a Molfetta si stima che siano ancora tanti coloro che, in possesso di un cane, non provvedono alla obbligatoria iscrizione all’anagrafe canina. Che il fenomeno dell’abbandono sia rilevante (favorito forse anche dall’estensione della zona Asi) è testimoniato anche dal fatto che spesso vengono ritrovati in strada cani adulti non microchippati, nonché cucciolate intere abbandonate nei parcheggi dei centri commerciali o, nel peggiore dei casi, nei cassonetti.</p>
<p>L’abbandono di un animale è un reato perseguibile penalmente e l’amministrazione comunale sta approntando una campagna di sensibilizzazione tesa a favorire la microchippatura gratuita dei cani di proprietà non ancora in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina. L’intervento precederà una serrata azione di controllo e denuncia di coloro che non abbiano ancora registrato i propri animali.</p>
<p>A</p>
<p>Sindaco di Molfetta(Ba)</p>
<p>Avv. Antonio Azzollini</p>
<p><a href="mailto:sindaco@comune.molfetta.ba.it">sindaco@comune.molfetta.ba.it</a>;</p>
<p>laurora.carlo@consiglio.puglia.it ;</p>
<p>o.mongelli@regione.puglia.it;</p>
<p>segreteria.presidente@regione.puglia.it;</p>
<p>t.fiore@regione.puglia.it ;</p>
<p>redazione@poliziamunicipale.it;</p>
<p>carabinieri@carabinieri.it;</p>
<p>f.longo@regione.puglia.it;</p>
<p>segreteria.salute@regione.puglia.it;</p>
<p>presidente@provincia.ba.it;</p>
<p>segretariogenerale@provincia.ba.it;</p>
<p>p.gallidoro@provincia.ba.it;</p>
<p>info@prefettura.bari.it;</p>
<p>prefettura.bari@interno.it;</p>
<p>direttore.sanitario@asl.bari.it;</p>
<p>9repartomobile.ba@poliziadistato.it;</p>
<p>cites.bari@corpoforestale.it;</p>
<p>info@asl.bari.it;</p>
<p>info@scivac.it;</p>
<p>info@fnovi.it ;</p>
<p>presidenza@fnovi.it ;</p>
<p>relazioni.esterne@fnovi.it ;</p>
<p>ufficiostampa@fnovi.it;</p>
<p>info@anmvi.it;</p>
<p>enpav@enpav.it;</p>
<p>urp@corteconti.it;</p>
<p>tribunale.bari@giustizia.it;</p>
<p><a href="mailto:info@fabioemingo.com">info@fabioemingo.com</a>;</p>
<p><a href="mailto:redazione@coratolive.it">redazione@coratolive.it</a>;</p>
<p>redazione@modugno.it;</p>
<p>redazione@ilfatto.net;</p>
<p>monno@barisera.it;</p>
<p>redazioneweb@barisera.it;</p>
<p>redazione@capitanata.it;</p>
<p>quiregione@regione.puglia.it;</p>
<p>redazione@antennasud.com;</p>
<p>redazione@corriereofanto.it;</p>
<p>redazione.bari@agi.it;</p>
<p>redazione@ilpaesenuovo.it;</p>
<p>redazione@senzacolonne.it;</p>
<p>redazione@teleradioerre.it;</p>
<p>periodico_lapiazza@libero.it;</p>
<p>redazione.portale@comune.bari.it;</p>
<p>info@bitontotv.it;</p>
<p>internet@gazzettamezzogiorno.it;</p>
<p>redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it;</p>
<p>redazione@telenorba.it;</p>
<p>redazione.bari@telenorba.it;</p>
<p>redtno@telenorba.it;</p>
<p>info@barilive.it;</p>
<p>redazione@quotidianodibari.it;</p>
<p>info@rtgpuglia.it;</p>
<p>tg3puglia@rai.it;</p>
<p>redazione@ondaradio.info;</p>
<p>redaweb@corrieredelmezzogiorno.it;</p>
<p>online@quotidiano.net;</p>
<p>arepubblica@repubblica.it;</p>
<p>settimanaledipiu@cairoeditore.it;</p>
<p>geo_geo@rai.it;</p>
<p>cominciamobene@animalieanimali.it;</p>
<p>redazione@tgcom.it; ;</p>
<p>studioaperto@mediaset.it;</p>
<p>redazionetg4@mediaset.it;</p>
<p>redazionetg5@mediaset.it,</p>
<p>mdebac@corriere.it,</p>
<p>Antonella.MARIOTTI@lastampa.it,</p>
<p>marialuisa.cocozza@mediaset.it,</p>
<p>amigotto@gmail.com,</p>
<p>davidecavalieri@radiomontecarlo.net,</p>
<p>lui_carbone@libero.it,</p>
<p>redazione@latuavoce.it;</p>
<p>lapostadigrazia@mondadori.it;</p>
<p>s.cervasio@repubblica.it;</p>
<p>lettere@lastampa.it;</p>
<p>specchiotempi@lastampa.it;</p>
<p>scriviaritaforum@mediaset.it,</p>
<p>alfano_a@camera.it;</p>
<p>martini_f@camera.it;</p>
<p>r.brunetta@governo.it;</p>
<p>urp@politicheagricole.it;</p>
<p>Gabinetto.capo@politicheagricole.gov.it;</p>
<p><a href="mailto:frattini_f@camera.it">frattini_f@camera.it</a>;</p>
<p>mannucci_b@camera.it;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Katmandu - La ’sacra’ mattanza di 300.000 animali ]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/25/katmandu-la-%e2%80%99sacra%e2%80%99-mattanza-di-300-000-animali/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:45:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/25/katmandu-la-%e2%80%99sacra%e2%80%99-mattanza-di-300-000-animali/</guid>
<description><![CDATA[http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/ Katmandu - La ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<h3>
<pre>http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/</pre>
<pre><a href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/">Katmandu - La ’sacra’ mattanza di 300.000 animali </a></pre>
</h3>
<div>
<ul>
<li>Tags: <a rel="tag" href="http://blog.panorama.it/foto/tag/fotografia/">fotografia</a>, <a rel="tag" href="http://blog.panorama.it/foto/tag/katmandu/">Katmandu</a>, <a rel="tag" href="http://blog.panorama.it/foto/tag/nepal/">Nepal</a>, <a rel="tag" href="http://blog.panorama.it/foto/tag/religione/">religione</a></li>
<li> <a href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/#comments"> Un commento </a></li>
</ul>
</div>
</div>
<div id="attachment_3907"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu12-large.jpg" alt="Una &#34;tradizione&#34; che dura da tre secoli" width="672" height="441" />(AP Photo/Gemunu Amarasinghe)
<p>&#160;</p>
</div>
<p>È cominciata oggi a <strong>Bariyapur</strong>, in <strong>Nepal</strong>, una delle più importanti feste religiose del Paese, durante la quale oltre <strong>300.000 animali </strong>vengono <strong>sacrificati</strong> dalla popolazione per ingraziarsi la benevolenza della divinità. Si tratta del Gadhimai festival, che si celebra <strong>ogni 5 anni</strong>. Animalisti di tutto il mondo, tra cui Brigitte Bardot, hanno chiesto al presidente nepalese la fine della mattanza. <strong>40.000 bufali</strong> verranno sgozzati con capre, pecore, polli e piccioni.</p>
<div><!-- 			.gallery { 				margin: auto; 			} 			.gallery-item { 				float: left; 				margin-top: 10px; 				text-align: center; 				width: 20%;			} 			.gallery img { 				border: 2px solid #cfcfcf; 			} 			.gallery-caption { 				margin-left: 0; 			} 		 --> <!-- see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php -->
<p>&#160;</p>
<div>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-3/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu12-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Una “tradizione” che dura da tre secoli </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu22-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Festival induista dedicato alla dea Gadhimai </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/aptopix-nepal-animal-sacrifice/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu21-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Si inizia dall’uccisione di due ratti, un gallo e un agnello </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-10/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu19-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Milioni di devoti provenienti anche dall’India </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-9/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu18-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Sacrificati almeno 40.000 bufali </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-8/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu17-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Per ingraziarsi gli dei </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-11/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu20-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> 250 gli ’sgozzatori’ autorizzati </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-5/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu14-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Festival induista dedicato alla dea Gadhimai </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-6/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu15-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Attesi 5 milioni di fedeli </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-4/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu13-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Una “tradizione” che dura da tre secoli </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-2/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu11-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Sacrificati almeno 40.000 bufali </dd>
</dl>
<dl>
<dt> <a title="Katmandu - La 'sacra' mattanza di 300.000 animali" href="http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/nepal-animal-sacrifice-7/"><img src="http://blog.panorama.it/foto/files/2009/11/bufali-katmandu16-thumbnail.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> </dt>
<dd> Per ingraziarsi gli dei </dd>
</dl>
</div>
<div>
<ul>
<li><a title="Articoli scritti da: redazione" href="http://blog.panorama.it/foto/author/redazione/">redazione</a></li>
<li>Martedì 24 Novembre 2009</li>
</ul>
</div>
<div>FIRMA LA PETIZIONE</div>
</div>
<div>https://secure.humanesociety.org/site/Advocacy?cmd=display&#38;page=UserAction&#38;id=4287</div>
<div><strong> </strong>Ask Nepal to prevent animal cruelty during the Gadhimai Jatra festival</div>
<p>&#160;</p>
<div><strong><br />
</strong></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Del miedo de los verdugos]]></title>
<link>http://cubaout.wordpress.com/2009/11/24/del-miedo-de-los-verdugos/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 23:55:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubaout</dc:creator>
<guid>http://cubaout.wordpress.com/2009/11/24/del-miedo-de-los-verdugos/</guid>
<description><![CDATA[Por Victor Llano en Libertad Digital     Están desesperados. Saben que no podrán aguantar por mucho ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por Victor Llano en Libertad Digital     Están desesperados. Saben que no podrán aguantar por mucho ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alfred Gaspart, peindre au stalag]]></title>
<link>http://alainfrappier.wordpress.com/2009/11/18/alfred-gaspart-peindre-au-stalag/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:25:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>af</dc:creator>
<guid>http://alainfrappier.wordpress.com/2009/11/18/alfred-gaspart-peindre-au-stalag/</guid>
<description><![CDATA[A partir de janvier 1945, les camps sont successivement libérés. Alfred Gaspart reprend le chemin de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">A partir de janvier 1945, les camps sont successivement libérés. Alfred Gaspart reprend le chemin de la France le 17 mai 1945, après cinq ans de captivité. Né en Argentine en 1900, il débute avant la Seconde Guerre mondiale, une brillante carrière de peintre. De 1940 à 1945, cinq années de captivité brisent son destin. Deux tentatives d&#8217;évasion le conduiront au stalag VII A, à Moosburger en Bavière. A partir de 1942, il ne cessera de reproduire le scènes dont il est le témoin. Près e 2000 peintures, encres, dessins, esquisses, croquis retrouvés à ce jour fixent pour toujours le quotidien du camp. De retour à Paris, choqué par la détention, il continue cependant à peindre et meurt dans la solitude en 1993.</p>
<p style="text-align:justify;">Dans le travail d&#8217;Alfred Gaspart, inconnu jusqu&#8217;en 2005, j&#8217;ai retrouvé bien des choses qui m&#8217;intéressent dans mon travail de peintre.<br />
S&#8217;il est clair que cette activité créatrice permet à Gaspart de se protéger, elle est surtout pour lui un moyen d&#8217;entretenir un contact avec les autres, rassemblés ici dans des conditions destinées à supprimer toute humanité.<br />
En dessinant, il traverse les barrières de la langue et laisse s&#8217;exprimer la douleur, les douleurs, la peur, l&#8217;angoisse, la mort. Il nous raconte son empathie pour les centaines de soldats russes déportés là en masse. Ils sont destinés, — d&#8217;une manière différente de celle appliquée aux juifs dans les autres camps —, à disparaître. Maladies et famine sont les moyens employés par les SS pour se débarrasser de ceux qu&#8217;ils estiment être des sous-hommes. Hitler disait d&#8217;ailleurs des<em> </em> slaves : <em> «Quant à ces cent millions de Slaves ridicules, nous modèlerons les meilleurs d&#8217;entre eux selon nos convenances et nous laisserons de côté les autres, dans leurs porcheries ; et quiconque parlera de dorloter les habitants locaux et de les civiliser ira tout droit au camp de concentration».</em><br />
Les portraits que je reproduis ici sont ceux de jeunes russes, en train de mourir d&#8217;épuisement.</p>
<p style="text-align:justify;">Extraits des notes journalières de Gaspart écrites en captivité :</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Jeudi 26 novembre 42… Volti m&#8217;a apporté du papier d&#8217;emballage sur lequel on peut dessiner. Je le trouve à sa baraque en train de dessiner un tout jeune Ukrainien, au visage pur comme un Bouddha. Quel voyage, rien qu&#8217;à voir ses traits purs d&#8217;Asiatique…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Dimanche 29 novembre 42… nous allons à l&#8217;hôpital dessiner les russes mourants. L&#8217;après-midi passe très rapidement dans le travail captivant. On touche aux limites extrêmes de la vie. Ces êtres décharnés sont pour la plupart condamnés à brève échéance, les muscles parfois ne fonctionnent plus. On porte la jambe pour la mettre dans le lit. Dimanche dernier, un que Volti avait dessiné est mort deux heures après.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Dimanche 7 mars 43… Une grande émotion tout l&#8217;après-midi à dessiner des Russes malades (…) Une grande pureté s&#8217;exhale au contact de ces êtres simples et primitifs, pour la plupart terrassés par les privations et la souffrance. C&#8217;est rejoindre les sources de la vie, une telle visite.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Alfred Gaspart, peindre en captivité 1940-1945, Stalag VIIA</em>, Somogy-Editions d&#8217;Art, Paris, 2005</p>
<p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-171" href="http://alainfrappier.wordpress.com/alfred-gaspart-peindre-au-stalag/gaspart5/"><img src="http://alainfrappier.wordpress.com/files/2009/11/gaspart5.jpg" alt="" width="429" height="537" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-172" href="http://alainfrappier.wordpress.com/alfred-gaspart-peindre-au-stalag/gaspart7/"><img src="http://alainfrappier.wordpress.com/files/2009/11/gaspart7.jpg" alt="" width="431" height="610" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-173" href="http://alainfrappier.wordpress.com/alfred-gaspart-peindre-au-stalag/gaspart1-4/"><img src="http://alainfrappier.wordpress.com/files/2009/11/gaspart1-4.jpg" alt="" width="428" height="589" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Combattimenti clandestini di cavalli in Asia ed in particolare in Cina]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/17/combattimenti-clandestini-di-cavalli-in-asia-ed-in-particolare-in-cina/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:47:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/17/combattimenti-clandestini-di-cavalli-in-asia-ed-in-particolare-in-cina/</guid>
<description><![CDATA[Combattimenti clandestini di cavalli in Asia ed in particolare in Cina: Sottosegretario Francesca Ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><strong>Combattimenti clandestini di cavalli in Asia ed in particolare in  Cina:</strong></div>
<div><strong>Sottosegretario Francesca Martini “La Cina tuteli maggiormente i diritti umani e mi auguro inizi a tutelare anche quelli animali”</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Il Sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria ed al benessere animale, Francesca Martini, in merito al servizio andato in onda ieri sera su un’emittente televisiva nazionale sul fenomeno dei combattimenti clandestini di cavalli in tutta l’Asia, ed in particolare in Cina, ha dichiarato:</strong></div>
<div><strong>“Ancora una volta la Cina si dimostra un Paese nel quale i maltrattamenti degli animali costituiscono una costante culturale. Sono rimasta sconcertata dalle forti immagini andate in onda. Cavalli torturati, seviziati ed istigati con la violenza a feroci e crudeli combattimenti tra di loro, con conseguente morte degli stessi tra incredibili sofferenze. La cosa che più mi ha colpito è stata la presenza a questi ignobili spettacoli di bambini, anche molto piccoli, tra il pubblico con i genitori. Come pretendere, partendo da questo tipo di educazione, un cambiamento generazionale su questi temi? D’altronde la Cina è un paese che annovera tra i suoi costumi incredibili forme di violenze su cani e gatti, che vengono scuoiati vivi per utilizzarne le pellicce (io stessa ho visto in merito filmati raccapriccianti) o addirittura usati per fini alimentari. Un paese in cui evidentemente il non rispetto dei diritti, per primi degli esseri umani, ma a seguire anche degli animali, rappresenta un terreno sui cui molta strada è ancora da percorrere. Una regola che però non può restare pacificamente accettata da tutti, in nome solo di ragioni economiche. Attiverò già da oggi le direzioni competenti del Ministero per chiedere in maniera forte alle autorità competenti cinesi la fine di questa vergogna.”</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>I FATTI</strong></div>
<p><strong>IL GIORNALE<br />
16 NOVEMBRE 2009<br />
L’ultima atrocità degli uomini: i combattimenti tra cavalli</strong></p>
<p><strong>Signori e signore abbiamo il piacere di presentarvi l’ultima atrocità umana: i combattimenti tra cavalli. Dove? Ovviamente in Cina e poi in Corea e nelle Filippine.<br />
Almeno questo è quello di cui oggi siamo venuti a conoscenza! Sappiamo bene che in questi Paesi non esiste il diritto alla tutela degli animali! Ma figuriamoci… non esiste per gli uomini! Ecco quanto accade, lo facciamo con le lacrime agli occhi, ma è giusto informare le persone sull’esistenza di questa barbarie, fatto completamente sconosciuto in Italia, per sensibilizzare quante più persone sia possibile sull’esistenza di questa atroce usanza, fino ad oggi sconosciuta!<br />
Il cavallo è sempre stato il fedele amico dell’uomo, aiuto indispensabile fino a ieri nel lavoro, è un animale dotato di straordinaria sensibilità e dolcezza. Oggi per qualcuno è diventato fonte di divertimento sadico e di guadagno: prima dei combattimenti i cavalli, soprattutto gli stalloni, vengono torturati e picchiati; poi durante la lotta vera e propria vengono spinti al limite delle loro reazioni, costretti a uccidersi uno con l’altro. Questo è ciò che accade: intere famigliole cinesi, donne, uomini e bambini corrono all’imperdibile spettacolo in piazza: combattimento tra cavalli! Due poveri stalloni vengono frustati, spaventati da spari di pistola e dalla folla (gente marcia nell’animo) che li incita. Poco lontano tengono immobile una cavalla in calore, imbottita di ormoni per indurla all’estro.<br />
I pacifici erbivori si trasformano in violenti animali da combattimento. I due cavalli si affrontano con morsi, calci e spintoni. Lunghe corde impediscono che uno dei due si possa ritirare, suo malgrado. Le «bestie umane» sperano in qualche scivolata da parte dell’animale, poiché il terreno è fangoso e cedevole. Chi perde diventa bistecca.<br />
Viene macellato direttamente sul campo ed offerto agli spettatori. Il cavallo che vince, a volte è conciato talmente male, che fa la stessa fine dello sconfitto. Questo «spettacolo» è completamente legale in Cina, Corea e nelle Filippine. Ovviamente non possono mancare le scommesse, che fruttano parecchi soldi alle autorità ed ai mafiosi locali.<br />
Non è vero che tutti gli uomini sono uguali, noi non siamo così! Io non sono cosi! Speriamo che dalla sensibilità di molti possano nascere iniziative concrete per porre fine a queste disumane manifestazioni.</strong></p>
<p><strong>http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo466133.shtml</strong></p>
<h3><strong>Cina e barbarie: lotte tra equini</strong></h3>
<h3><strong>Cavalli combattono incitati dalla folla</strong></h3>
<p><strong>Dopo i tori impegnati nelle corride, i cani opportunamente inferociti per dare spettacolo e i galli in lotta per la sopravvivenza, tocca ai cavalli divertire pubblici poco raffinati. La moda, esplosa in Cina dove è legale, ha subito preso piede sia nelle Filippine sia in Corea. L’animale sconfitto viene macellato sul campo di battaglia e la sua carne viene offerta ai presenti che ne fanno sfoggio come un gadget.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo466133.shtml#"><img src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/412.$plit/C_0_articolo_466133_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" alt="" width="200" height="269" /></a></strong></p>
<p><strong>L’uomo riesce a fare in modo che animali erbivori di norma miti, si trasformino in lottatori spietati e assassini . Così due cavalli vengono frustati, picchiati con violenza e molestati con rumori assordanti, oltre a quelli delle urla provocate dalla folla entusiasta, qualche attimo prima che l’incontro abbia inizio. Una volta aperte le ostilità gli stalloni, legati con corde che impediscono la fuga, si scontrano con rabbia, non risparmiando calci e morsi. Di norma vengono scelti campi di battaglia fangosi, perché il pubblico va in visibilio quando uno degli animali perde l’equilibrio, permettendo così al suo rivale di scagliarsi con particolare ferocia su di lui.<br />
Per rendere ancora più determinati i due stalloni, nelle immediate vicinanze c’è una cavalla in calore imbottita di ormoni, in modo che gli contendenti in lotta sentano la sua presenza. Ai due animali tocca però un triste destino: il perdente viene ucciso immediatamente mentre il vincitore muore poco dopo a causa delle ferite riportate durante il combattimento.<br />
I cinesi vanno pazzi per questi spettacoli, frequentati da famiglie intere con tanto di figli al seguito, tutti emozionati e agitati per la “bellezza” dell’evento. Il giro di scommesse, anche esse legali, sta cominciando a lievitare, ad ulteriore dimostrazione che il fenomeno è in costante crescita.<br />
In alcune zone della Cina, in particolare nella contea di Rongshui Miao, la lotta tra cavalli fa parte dei festeggiamenti in onore del nuovo anno. Per quanto brutale, non ha nulla a che vedere con un efferato e tragico gioco mortale.</strong></p>
<p><strong><strong>Giuditta Mosca</strong></strong></p>
<p><strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p><strong>VIDEO</strong></p>
<p><strong>http://laverabestia.org/play.php?vid=1364</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>AZIONE</strong></p>
<p><strong>BATTAGLIA EMAIL di Chiliamacisegua da supportare </strong></p>
<p><strong>AL BANDO QUESTA CINA BESTIALE </strong></p>
<p><strong><a style="cursor:pointer;color:#3b5998;text-decoration:none;" rel="nofollow" href="http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/17/2009/06/29/al-bando-questa-cina-bestiale/" target="_blank">http://www.chiliamacisegua.org/2009/06/29/al-bando-questa-cina-bestiale/</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non si può radere al suolo la Cina?]]></title>
<link>http://zagial.wordpress.com/2009/11/17/non-si-puo-radere-al-suolo-la-cina/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 11:12:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Enrico</dc:creator>
<guid>http://zagial.wordpress.com/2009/11/17/non-si-puo-radere-al-suolo-la-cina/</guid>
<description><![CDATA[Ma anche le Filippine e la Corea&#8230; Non ho nient&#8217;altro da aggiungere se non che mi s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" title="barbarie" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/26.%24plit/orig_C_0_articolo_466133_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" alt="" width="333" height="448" />Ma anche le Filippine e la Corea&#8230; Non ho nient&#8217;altro da aggiungere se non che mi s&#8217;è gelato il sangue&#8230;</p>
<blockquote><p><em><strong>Cina e barbarie: lotte tra equini</strong></em></p>
<p><em>Cavalli combattono incitati dalla folla</em></p>
<p>Dopo i tori impegnati nelle corride, i cani opportunamente inferociti per dare spettacolo e i galli in lotta per la sopravvivenza, tocca ai cavalli divertire pubblici poco raffinati. La moda, esplosa in Cina dove è legale, ha subito preso piede sia nelle Filippine sia in Corea. L’animale sconfitto viene macellato sul campo di battaglia e la sua carne viene offerta ai presenti che ne fanno sfoggio come un gadget.</p>
<p>L’uomo riesce a fare in modo che animali erbivori di norma miti, si trasformino in lottatori spietati e assassini . Così due cavalli vengono frustati, picchiati con violenza e molestati con rumori assordanti, oltre a quelli delle urla provocate dalla folla entusiasta, qualche attimo prima che l’incontro abbia inizio. Una volta aperte le ostilità gli stalloni, legati con corde che impediscono la fuga, si scontrano con rabbia, non risparmiando calci e morsi. Di norma vengono scelti campi di battaglia fangosi, perché il pubblico va in visibilio quando uno degli animali perde l’equilibrio, permettendo così al suo rivale di scagliarsi con particolare ferocia su di lui.</p>
<p>Per rendere ancora più determinati i due stalloni, nelle immediate vicinanze c’è una cavalla in calore imbottita di ormoni, in modo che gli contendenti in lotta sentano la sua presenza. Ai due animali tocca però un triste destino: il perdente viene ucciso immediatamente mentre il vincitore muore poco dopo a causa delle ferite riportate durante il combattimento.</p>
<p>I cinesi vanno pazzi per questi spettacoli, frequentati da famiglie intere con tanto di figli al seguito, tutti emozionati e agitati per la “bellezza” dell’evento. Il giro di scommesse, anche esse legali, sta cominciando a lievitare, ad ulteriore dimostrazione che il fenomeno è in costante crescita.</p>
<p>In alcune zone della Cina, in particolare nella contea di Rongshui Miao, la lotta tra cavalli fa parte dei festeggiamenti in onore del nuovo anno. Per quanto brutale, non ha nulla a che vedere con un efferato e tragico gioco mortale.<strong></strong></p>
<p><strong>Giuditta Mosca</strong></p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a title="TgCom" href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo466133.shtml" target="_blank">TgCom</a>.</em><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giovannino: il simbolo della follia e della barbaria umane]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/16/giovannino-il-simbolo-della-follia-e-della-barbaria-umana/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:46:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/16/giovannino-il-simbolo-della-follia-e-della-barbaria-umana/</guid>
<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO 25 novembre http://www.youtube.com/watch?v=_sF1WoazRSA Giovannino tre giorni dopo la r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>AGGIORNAMENTO </strong></p>
<p><strong>25 novembre</strong></p>
<h3><strong><a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=_sF1WoazRSA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=_sF1WoazRSA</a></strong></h3>
<p><strong>Giovannino tre giorni dopo la ricostruzione durata 5 ore. CLINICA SAN FRANCESCO, OLBIA.</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>22 novembre</strong></p>
<p><strong>Da Lida Olbia<br />
</strong></p>
<p><strong>Carissimi il nostro Gigante è stato operato ecco cosa scrive il veterinario, lo spiega benissimo e si capiscono anche i sentimenti e la tenacia con cui insieme a noi ha impiegato per dare dignità a questo Gladiatore:<br />
&#8220;Stamane ho operato la zampa di Giovannino.Sono molto soddisfatto della riuscita dell&#8217;intervento anche se non nego che ho incontrato diverse difficolta&#8217;,legate in parte all&#8217;esteso danno a carico dei tessuti molli e in parte al tempo trascorso dalla fase iniziale del trauma,che ha fatto si che si creasse un tessuto infiammatorio e fibroso che ha inglobato i tendini recisi.Per poter ricostruire i tendini ho dovuto prelevare tessuto dalla coscia e trapiantarlo sui tendini perche&#8217; questi si presentavano sfilacciati e necrotici,e non garantivano nessuna tenuta alla trazione.Ora si tratta di seguire con pazienza il post.&#8221;</strong></p>
<p><strong>19 novembre</strong></p>
<p><strong>GIOVANNINO</strong></p>
<p><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02555.jpg"><img title="DSC02555" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02555.jpg" alt="DSC02555" width="358" height="284" /></a> <a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02563.jpg"><img title="DSC02563" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02563.jpg" alt="DSC02563" width="352" height="281" /></a> <a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02566.jpg"><img title="DSC02566" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02566.jpg" alt="DSC02566" width="354" height="281" /></a></p>
<h4><strong>Lida Olbia</strong></h4>
<h4><strong><a href="mailto:lidaolbia@tiscali.it" target="_blank">lidaolbia@tiscali.it</a></strong></h4>
<h4><strong>Il nostro gladiatore stà lottando tremendamente, forse riusciremo a salvarle la zampetta, deve essere stabilizzato, il cane è troppo debilitato per sopportare un intervento chirurgico ma se procederà come sino ad adesso la zampa si salvera. le verrà effettuata per&#8230;o&#8217; la ricostruzione dei tendini, un intervento lungo e costoso e che qualcuno&#8230;&#8230;.ci aiuti, dai Giovannino che devi vincere alla faccia di chi ti ha causato tutto questo dolore.</strong></h4>
<h4><strong><a href="http://www.lidaolbia.it/appelli/giovannino.html" target="_blank">http://www.lidaolbia.it/appelli/giovannino.html</a></strong></h4>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>http://it-it.facebook.com/event.php?eid=175266270668&#38;ref=mf</strong></span></p>
<p><strong>RICEVIAMO E DIVULGHIAMO</strong></p>
<p><strong>CON PAROLE MUTE, PESANTI COME PIETRE ALL’INDIRIZZO DI UOMINI CHE CAPACI DI TALI MOSTRUOSITA’, SAREBBE STATO MEGLIO NON AVESSERO AVUTO NASCITA.</strong></p>
<p><strong>E CHE MERITANO UN CASTIGO ETERNO.</strong></p>
<p><strong>CHILIAMACISEGUA</strong></p>
<p><strong>www.chiliamacisegua.org</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/13.jpg"><img title="1" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/13.jpg" alt="1" width="604" height="343" /></a> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/23.jpg"><img title="2" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/23.jpg" alt="2" width="604" height="340" /></a> </strong></p>
<p><strong>Giovannino: il simbolo della follia e della barbarie umana</strong></p>
<p><strong>Ieri intorno alle 11,00 l&#8217;ennesima chiamata dai Vigili del Fuoco di Olbia: necessitava la nostra presenza per un cane che si era rifugiato in un agriturismo al Bivio per Porto Rotondo, preso in una tagliola. Come sempre le nostre corse&#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p><strong>Con grande fatica siamo riuscite a caricare il cane in macchina e portarlo in clinica. Il senso &#8221; siamo riuscite&#8221; è motivato dalla scena straziante che si è presentata&#8230;. Il suo sguardo è terrificante, si legge nei suoi occhi tutto il dolore e la disperazione.</strong></p>
<p><strong>Le condizioni appaiono subito gravi, lui è rimasto intrappolato in un cappio di acciaio .Si tratta di un bellissimo cagnone di giovane eta&#8217;,probabilmente incrocio di cane corso che vista la magrezza deve aver vagato per lungo tempo in stato di abbandono.Il cavo d&#8217;acciaio che lo ha imprigionato si e&#8217; stretto intorno all&#8217; arto anteriore,prima in un punto,poi e&#8217; scivolato e&#8217; si e&#8217; chiuso ancora piu&#8217; saldamente in un secondo punto,provocando danni enormi all&#8217;arto che in alcuni punti vede l&#8217;asso esposto e vasi,muscoli ,tendini e nervi completamente recisi.La parte terminale dell&#8217;arto e&#8217; ancora vitale grazie alla conservazione di alcuni vasi sanguigni della faccia posteriore della zampa,ma i danni alle strutture muscolo -tendinee e nervose probabilmente sono irrecuperabili L&#8217;aspetto della ferita induce a pensare che sia vecchia di qualche giorno.Noi cercheremo di salvare la gamba se fosse possibile, sarebbe importantissimo vista la taglia del cane ma, credo , l&#8217;amputazione sara&#8217; la soluzione sicuramente da adottare.</strong></p>
<p><strong>Ormai c’è malvagità pure tra esseri umani (se si può definire umana certa gente?) &#8230;&#8230;&#8230;</strong></p>
<p><strong>Ci sono momenti in cui sembra che, qualunque cosa facciamo,e ovunque ci giriamo,ci troviamo di fronte ad un pensiero fisso: a cosa servono le nostre corse?</strong></p>
<p><strong>I bracconieri hanno colpito ancora e con che violenza, nessuno riflette, nessuno pensa, tutti vedono ma nessuno parla e loro colpiscono ancora a tagliolee lacci, autentici attrezzi di tortura causando morte .E il fenomeno della caccia non è slegato dal bracconaggio, molti dicono che i cacciatori non sono bracconieri&#8230;&#8230;&#8230;.,avete pero&#8217; mai sentito un cacciatore che denuncia un altro cacciatore per qualcosa di illegale?</strong></p>
<p><strong>L’atteggiamento di molte persone nei confronti degli animali è simile al comportamento di certi individui nei confronti di altri considerati inferiori ed anche dietro alla &#8221; facciata del buono&#8221; si nasconde crudeltà e malvagità che non dovrebbero far parte di una società civile. Sebbene spesso sosteniamo di essere civili, credo sia un’affermazione lontana dalla realtà. Come potremmo continuare a salvarli senza l&#8217;aiuto Vostro? Noi riflettiamo sempre ma &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Aiutateci a salvare Giovannino.</strong></p>
<p><strong>Cosetta Prontu</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lidaolbia.it/">www.lidaolbia.it</a> </strong></p>
<p><strong>lidaolbia@tiscali.it</strong></p>
<p><strong>VIDEO</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o3klnJg1dLs">http://www.youtube.com/watch?v=o3klnJg1dLs</a> </strong></p>
<p><strong>A</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">info@fnovi.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">presidenza@fnovi.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">relazioni.esterne@fnovi.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">ufficiostampa@fnovi.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">enpav@enpav.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">info@scivac.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:info@anmvi.it">info@anmvi.it</a>;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">martini_f@camera.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">report@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">segreteria@ilfattoquotidiano.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">segretdir@corriere.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">leggo@leggoposta.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@corriere.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">info@matteoviviani.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">unomattina@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">settimanaledipiu@cairoeditore.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">online@quotidiano.net;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">omnibus@la7.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">exit@la7.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione.mn@gazzettadimantova.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">costanzo@ilriformista.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">k.carpentieri@mediterraneonews.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">explora@rai.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tgr@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">larepubblica@repubblica.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">espressonline@espressoedit.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">mediamente@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@libero-news.eu;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">stampaweb@lastampa.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">avvenire@avvenire.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">studio@radiorockitalia.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">mariagrazia@radiorockitalia.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@ilsecoloxix.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@ilmanifesto.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">rai-tv@rai.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">inforaiuno@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">inforaidue@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">raitre@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">raiinternational@rai.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">webnews24@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">sabina.fedeli@mediaset.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">geo_geo@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">trebisonda@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">infor101@r101.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">notizieverdi@undicidue.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tg7@7gold.tv;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">cominciamobene@animalieanimali.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">agenzia@asca.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">pongoepeggy@rai.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@tgcom.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">studioaperto@mediaset.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@cronacavera.info ;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione.internet@ansa.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> tg1.societa@rai.it ;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"> tg1.unomattina@rai.it ;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@ilriformista.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">direttore.italiasera@libero.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">rubrica.lettere@repubblica.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">segreteria_roma@repubblica.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">capitale@liberazione.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">posta@liberazione.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@indipendenteinrete.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">lettere@metroitaly.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">lavostraemail@rai.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">cronacarm@rcs.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">cityroma@rcs.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">prioritaria@ilmessaggero.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">cronaca@ilmessaggero.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">direttoreTG3@rai.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">direttoretg2@gmail.com;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tg1.speciali@rai.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tg1.sdr@rai.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tg1_direzione@rai.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tg3net@rai.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazionetg4@mediaset.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazionetg5@mediaset.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">indignatospeciale@mediaset.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">scriviaritaforum@mediaset.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">posta.tg5@mediaset.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">mdebac@corriere.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Antonella.MARIOTTI@lastampa.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">marialuisa.cocozza@mediaset.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">amigotto@gmail.com,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">davidecavalieri@radiomontecarlo.net,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">lui_carbone@libero.it,</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazione@latuavoce.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">lapostadigrazia@mondadori.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">s.cervasio@repubblica.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">lettere@lastampa.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">specchiotempi@lastampa.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">direttore.oggi@rcs.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">chiposta@mondadori.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">magazine@rcs.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">sd@repubblica.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">repubblicawww@repubblica.it; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">direttoreweb@ilgiornale.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">lettori@ilgiornale.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">maurizio.belpietro@libero-news.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">redazioneiene@mediaset.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">secondovoi@mediaset.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">RadioBau@unitedmusic.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">reporter@cronacaqui.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:gabibbo@mediaset.it">gabibbo@mediaset.it</a>;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:vdelogu@comune.sorso.ss.it">vdelogu@comune.sorso.ss.it</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:tgr.sardegna@rai.it">tgr.sardegna@rai.it</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:videolina@videolina.it">videolina@videolina.it</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:info@sardegna1.it">info@sardegna1.it</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:info@tcs.tv">info@tcs.tv</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:unione@unionesarda.it">unione@unionesarda.it</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:cronaca@lanuovasardegna.it">cronaca@lanuovasardegna.it</a>; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:redazione@antenna1sardegna.tv">redazione@antenna1sardegna.tv</a>;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tgr.sardegna@rai.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">tg3sardegna@rai.it ;</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PADANIA 15 NOVEMBRE  MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/16/padania-15-novembre-milano-la-pet-therapy-che-sega-le-ali/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:26:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/16/padania-15-novembre-milano-la-pet-therapy-che-sega-le-ali/</guid>
<description><![CDATA[PADANIA 15 NOVEMBRE  MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI A MILANO LO SCANDALO DELLO ZOO DEL SAN RA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<p><strong>PADANIA 15 NOVEMBRE   MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI</strong></p>
<p><strong>A MILANO LO SCANDALO  DELLO ZOO DEL SAN RAFFAELE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.</strong></p>
<p><strong>DI CHI VOLESSE VEDERE  S’INTENDE. E NON DI CHI, GLI OCCHI POCO CARITATEVOLMENTE, LI  CHIUDE</strong></p>
<p><strong>MENTRE GLI ANIMALI CONTINUANO A SOFFRIRE, A MORIRE E LE DENUNCE SI TUTANKAMONIZZANO IN ATTESA DELLA “SANTA,  (BENEDETTA DAL CIELO E DAGLI UOMINI DI NESSUNA BUONA VOLONTA’) PRESCRIZIONE”.</strong></p>
<p><strong>POCO SACRA E MOLTO  PROFANA.</strong></p>
<p><strong>BUONA  LETTURA</strong></p>
<p><strong>CHILIAMACISEGUA</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/16/">www.chiliamacisegua.org</a></strong></p>
<p><strong>LA PADANIA 15 NOVEMBRE  2009</strong></p>
<p><strong>DALLA PARTE DEGLI ANIMALI  A CURA DI STEFANIA PIAZZO</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:s.piazzo@lapadania.net">s.piazzo@lapadania.net</a>;<br />
QUARTA  PUNTATA</strong></p>
<p><strong>VIAGGIO  NELL’ITALIA BESTIALE</strong></p>
<p><strong>IL RISCHIO  DELLE INDAGINI IMBALSAMATE</strong></p>
<p><strong>Il caso Oasi  San Raffaele. Il pm in Procura a Milano chiede l’archiviazione. Per la Regione è  tutto ok. Non per il gip</strong></p>
<p><strong>LA PET  THERAPY CHE SEGA LE ALI</strong></p>
<p><strong>Due notizie al prezzo di una. E tante domande. Allora, menomare gli animali fa bene all’uomo? Il rischio di prescrizione della denuncia fa bene altrettanto? Da una parte c’è l’Oasi San Raffaele, a Milano, che ritiene utile tagliare le ali agli uccelli (anche quelli protetti, anestesia optional),ritenendo che la loro presenza sia terapeutica alla vista dei pazienti. Se razzolano e non volano non scappano. È la nuova frontiera della pet therapy: da questa preventiva mutilazione, il paziente ne trae beneficio. It’s beautiful. Gli animali sono lì, a disposizione. Menomati. Alla faccia dei protocolli del ministero, delle terapie assistite con gli animali, lasciati invece alla mercè degli sguardi dei malati. Utile, etico? E quanto la loro immagine può alleviare le sofferenze psichico-spirituali dei pazienti? La pet è usare e tagliare dove serve per compiacere? Mica male.</strong></p>
<p><strong>…………………………………………………</strong></p>
<p><strong>TUTTO È  CONCESSO. GLI ANIMALI DEVONO SOLO COMPIACERE</strong></p>
<p><strong>GLI ISPETTORI  DELLA FORESTALE NEL PARADISO TERRESTRE. AMPUTAZIONI PER EVITARE LA  FUGA</strong></p>
<p><strong>«Un’oasi di pace, ove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati…». Annuncia così con un grande cartello “L’oasi del San Raffaele”. Segue la lunga carrellata delle presenze su quest’arca dell’alleanza e il giusto monito: «È dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità». E allora qui inizia il Purgatorio. Il Corpo forestale dello Stato entra nel Paradiso di via Olgettina. Apriti cielo, e tuona. Il Nucleo investigativo si guarda attorno, fotografa,accerta e sicuro di sè dà comunicazione di reato all’autorità giudiziaria: per maltrattamento, per possesso non autorizzato di alcune specie protette. Seguono tre verbali di sequestro della nutrita pattuglia degli “animali medicinali”, diversi dei quali mutilati, più il sequestro della macchinetta taglia becchi e taglia ali elettrica per amputare loro le parti utili alla fuga da quel paradiso terrestre.</strong></p>
<p><strong>………………………………………………………….</strong></p>
<p><strong>ALL’UFFICIO  STAMPA DELLA FONDAZIONE SAN RAFFAELE</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:direzione.comunicazione@hsr.it">direzione.comunicazione@hsr.it</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/oasi1.jpg"><img title="oasi1" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/oasi1-300x184.jpg" alt="oasi1" width="300" height="184" /></a> <a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/oasi2.jpg"><img title="oasi2" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/oasi2-300x183.jpg" alt="oasi2" width="300" height="183" /></a> <a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/oasi3.jpg"><img title="oasi3" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/oasi3-300x170.jpg" alt="oasi3" width="321" height="182" /></a></strong></p>
<h2><strong><strong><a title="LA PADANIA 15 NOVEMBRE 2009" href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/san-raffa-15-novembre-2009-pg.-19.pdf" target="_blank">PDF DA SCARICARE</a></strong></strong></h2>
</div>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I cani sono esseri senzienti. Punto.]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/i-cani-sono-esseri-senzienti-punto/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:16:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/i-cani-sono-esseri-senzienti-punto/</guid>
<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO 16 NOVEMBRE Comunicato LAV. VIVISEZIONE: ALL&#8217;ASTA 278 CANI BEAGLE (REGGIO EMILIA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4>AGGIORNAMENTO</h4>
<p><strong>16 NOVEMBRE<br />
</strong></p>
<p><strong>Comunicato LAV. VIVISEZIONE: ALL&#8217;ASTA 278 CANI BEAGLE (REGGIO EMILIA).</strong></p>
<p><strong>APPELLO  DELLA LAV: NO ALL&#8217;ASTA DI ESSERI VIVENTI<br />
<strong>VIVISEZIONE: ALL’ASTA 278  CANI BEAGLE (REGGIO EMILIA).</p>
<p></strong>La LAV ha chiesto <strong>l’annullamento dell’asta  giudiziaria</strong> che mercoledì 18 novembre vedrà “in palio” ben 278 beagle della famigerata ditta Morini di San Polo d’Enza (Reggio Emilia), storica fornitrice di cani per la sperimentazione, oltre a ratti, cavie e topi.<br />
L’associazione antivivisezionista, preoccupata che all’asta possano aggiudicarsi gli animali i laboratori di sperimentazione animale così come eventuali commercianti, chiede il deciso intervento del <strong>Sottosegretario alla Salute Francesca Martini</strong>, <strong>dell’Assessore  regionale alla Sanità Giovanni Bissoni</strong> e del <strong>Sindaco di San Polo  d’Enza</strong>. In particolare gli ultimi due per le competenze dell’Asl veterinaria e dell’autorizzazione a fare allevamento per la vivisezione oltre che di organismo per la tutela degli animali, sono coloro che avrebbero potuto prevenire una tale situazione.<br />
Gli animali, in quanto <strong>esseri  senzienti</strong>, non possono essere considerati alla stregua di macchinari o suppellettili con le quali rifondere dei debiti che, comunque, speriamo portino alla chiusura di uno dei più importanti fabbricanti di sofferenza degli animali nel nostro Paese che ancora ad inizio anni ’90, aveva tentato &#8211; senza successo &#8211; di chiuderci la bocca portandoci in Tribunale poiché avevamo osato svelare al mondo la realtà delle loro attività: una realtà fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, dichiaratasi, anche recentemente, contraria  alla sperimentazione animale e in particolare all’utilizzo di cani.<br />
Questa specie, infatti, viene ancora ampiamente utilizzata nei laboratori italiani ed europei per test fortemente invasivi come quelli inerenti alla <strong>tossicità</strong>,  dove vengono <strong>avvelenati, ustionati, accecati, mutilati e infine  soppressi</strong>.<br />
Si vuole anche sottolineare come, nel caso  specifico, <strong>anche il solo allevamento è da considerarsi maltrattamento</strong>, in quanto non vengono rispettate le necessità etologiche e fisiche del cane che prevedono un gruppo sociale e un habitat radicalmente diverso da quello degli stabulari, che prevedono una piccola gabbia illuminata artificialmente.<br />
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586        <a href="http://www.lav.it/">www.lav.it</a><br />
Ufficio Stampa LAV Reggio Emilia  339 8920855</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/interna/2/Provincia-Emilia/primapagina/dettaglio/2/30979/I_278_beagle_di_Morini_potrebbero_essere_venduti_uno_ad_uno.html</strong></p>
<h4>I 278 beagle di Morini potrebbero essere venduti uno ad uno</h4>
<p><img src="http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1258049326129_0.JPG" border="0" alt="" /></p>
<p><strong>(<em>foto d&#8217;archivio</em>)</strong></p>
<p><strong>I 278 cani di razza Beagle dell’allevamento Morini di San Polo D’Enza, che sta vivendo un momento di difficoltà, potrebbero finire in un laboratorio per la sperimentazione animale. A lanciare l’allarme è l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) di Reggio. Il timore nasce dal fatto che gli animali fanno parte di un lotto unico che sarà battuto all&#8217;asta mercoledì 18 novembre per poco meno di 116mila euro. Chi può comprare in blocco 278 cani per quella cifra? Secondo l&#8217;associazione animalista, soltanto chi li userebbe per la vivisezione.<br />
A favore dei cuccioli però sta nascendo una sorta di movimento spontaneo. Tante persone, anche nel &#8220;Dite la vostra&#8221; di questo articolo, si sono dette interessate ad acquistare uno dei beagle dell&#8217;allevamento Morini e sperano che i 278 cani siano messi all&#8217;asta come tanti piccoli lotti. Per il momento il lotto resta unico: per il 18 novembre è fissata l&#8217;asta alle 9 in via Saragat 19 a Reggio. Il prezzo base è 115.898,20 euro. L&#8217;Istituto vendite giudiziarie di Reggio Emilia sta valutando l&#8217;ipotesi di vendere singolarmente i cani e al telefono l&#8217;operatore spiega che, se ci saranno novità in merito, saranno comunicate attraverso il sito <a href="http://www.re.astagiudiziaria.com/" target="_blank">www.re.astagiudiziaria.com</a>.<br />
&#8220;Ho ricevuto telefonate da tutto il Centro-Nord da persone che vogliono sapere se i cani potranno essere comprati oppure no &#8211; dice Stella Borghi, responsabile dell&#8217;Enpa di Reggio Emilia -. Speriamo che il lotto sia frazionato: in tal caso, tra l&#8217;altro, sarebbe più remunerativo, visto che i beagle vengono messi all&#8217;asta per pagare i creditori&#8221;.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ENPA: &#8220;RISCHIANO LA VIVISEZIONE&#8221;. L&#8217;Enpa ieri ha denunciato «la situazione paradossale creatasi a seguito delle difficoltà della ditta emiliana» e attraverso il presidente nazionale, Carla Rocchi, ha chiesto al ministero della Salute di revocare all’allevamento l’autorizzazione alla vendita di animali destinati alla sperimentazione.<br />
«A causa della procedura esattoriale a carico di Morini &#8211; spiega Stella Borghi &#8211; i 278 beagle dell’allevamento sono stati messi all’asta come blocco unico al prezzo di circa 116mila euro, una cifra faraonica per un privato, ma non per un’impresa del settore sperimentazione».<br />
«Ci siamo attivati non appena abbiamo saputo dell’asta &#8211; prosegue Borghi &#8211; riuscendo a ottenere il frazionamento del “lotto”. Oggi pomeriggio Carla Rocchi è intervenuta al ministero della Salute chiedendo la revoca, all’allevamento Morini, dell’autorizzazione alla vendita per la sperimentazione».<br />
«Il provvedimento di revoca &#8211; aggiunge la Rocchi &#8211; consegue dalla difficile situazione che la ditta Morini sta vivendo, specie nel caso in cui l’impresa non dovesse essere più in grado di esercitare la propria attività».</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>COMUNICATO CHILIAMACISEGUA</strong></p>
<p><strong>Chiliamacisegua trova semplicemente disgustoso che i Beagles sequestrati all’Allevamento Morini di Modena, siano chiamati, considerati “il bene” e proposti all’asta come “lotto numero 4″</strong></p>
<p><strong>I cani  sono esseri senzienti. Punto.</strong></p>
<p><strong>Considerarli “res”, merce da restituire  entro il lasso di tempo concesso dal ”diritto di recesso”  che vige tra acquirente e venditore,  da sostituire se “fallata”, da mettere all’asta, fissando un prezzo e umiliando il valore e la dignità della vita, è un abominio non tollerabile da alcuna società che si considera civile. </strong></p>
<p><strong>Chiliamacisegua</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/13/">www.chiliamacisegua.org</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DIRITTI DEGLI  ANIMALI</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=124&#38;sub=2&#38;lang=it">http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=124&#38;sub=2&#38;lang=it</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI  DELL’ANIMALE</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>http://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I  FATTI</strong></p>
<p><a href="http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=beni&#38;id=261076%C3%B9"><strong>http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=beni&#38;id=261076ù</strong></a></p>
<p><strong>Scheda  bene</strong></p>
<p><a href="http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=beni&#38;scope=altrefoto&#38;id=261076"><strong>Altre foto</strong></a></p>
<p><a href="http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=prenotavisita&#38;id=261076"><strong>Prenota la visita</strong></a></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/11.jpg"><img title="1" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/11.jpg" alt="1" width="300" height="200" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=beni&#38;id=261076&#38;scope=altrefoto"><strong>Altre foto del bene </strong></a></p>
<p><a href="http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=prenotavisita&#38;id=261076"><strong>Prenota la visita </strong></a></p>
<p><a href="http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=aiuto&#38;codice=modalitapartecipazione"><strong>Modalità di partecipazione </strong></a></p>
<p><a href="%20window.print();"><strong>Stampa la scheda del  bene</strong></a><strong>, per consultarla comodamente quando  vuoi. </strong></p>
<p><strong>Scheda  bene aggiornata il 05/11/2009 alle ore 18.06 </strong></p>
<p><strong><em>Lotto  n.4</em></strong></p>
<p><strong>278 CANI RAZZA BEAGLE DI VARI ANNI DI ETA’, DI SESSO DIVERSO, COME DAI REGISTRI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE N. 75/6 DEL 18/11/2008 N. 213 CANI, N. 75/05 DEL 10/05/2007 65 CANI, EVIDENZIATI SUL REGISTRO, ALCUNI NON HANNO ANCORA IL MICROCHIP</strong></p>
<p><strong>Ritrovo  presso la sede dell’ I.V.G. alle ore 8.45 in via Saragat, 19 Reggio Emilia </strong></p>
<p><strong>Informazioni sulla vendita</strong></p>
<p><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/2.gif"><img title="2" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/2.gif" alt="2" width="70" height="70" /></a></p>
<p><strong>IL BENE È  SOSPESO PER DISPOSIZIONE DELL’AUTORITÀ COMPETENTE </strong></p>
<p><strong>Informazioni sulla procedura</strong></p>
<p><strong>Procedura  Esattoriale </strong></p>
<p><strong>N° 2009  141</strong></p>
<p><strong>ARTICOLO</strong></p>
<p><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/reggio_emilia/cronaca/2009/11/12/259786-vanno_asta_cani_beagle.shtml"><strong>http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/reggio_emilia/cronaca/2009/11/12/259786-vanno_asta_cani_beagle.shtml</strong></a></p>
<p><strong>Vanno  all’asta i beagle destinati ai laboratori</strong></p>
<p><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/31.jpg"><img title="3" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/31.jpg" alt="3" width="180" height="150" /></a></p>
<p><strong>Beagle  (reverberi)</strong></p>
<p><strong>Reggio Emilia, 12 novembre 2009 – I beagles di San Polo vanno all’asta. Saranno sicuramente in molti a ricordare la vicenda dei cani beagle destinati alla ricerca scientifica (qualcuno dice alla vivisezione) allevati nell’azienda Morini di San Polo; un camion di quei cuccioli erano stati fermato nel 2002 a Vipiteno e i cani erano stati sequetrati “in condizioni non buone”.</strong></p>
<p><strong>Fu l’inizio di una lotta, a volte anche molto dura, da parte degli animalisti che protestavano contro la sperimentazione animale ed in modo particolare contro l’allevamento ora gestito da Giovanna Soprani che allevava i piccoli Snoopy per i laboratori farmaceutici.</strong></p>
<p><strong>Ora quei cani finiscono all’asta. Problemi economici dell’azienda hanno di fatto coinvolto 278 beagle. La notizia è apparsa sul sito della aste giudiziarie, correlata con tanto di foto. L’asta sarà battuta il 18 novembre alle 9, il prezzo base sarà di 115.898,20 euro per tutti i cani. Facendo due conti questi beagle verranno venduti a un prezzo di circa 400 euro.</strong></p>
<p><strong>Ma gli animalisti sono già mobilitati. L’Enpa di Roma e gli Amici della Terra di Reggio, con la sua presidente Stella Borghi si sono già attivati e hanno informato della situazione il ministero della salute. “La presidente nazionale dell’Enpa Carla Rocchi – spiega Stella Borghi – ha informato dell’asta la segreteria del sottosegretario del ministero, Francesca Martini. Abbiamo sottolineato la necessità di assicurare che i cani venduti rientrino esclusivamente in un circuito commerciale per evitare che siano presi da chi fa sperimentazioni”.</strong></p>
<p><strong>Secondo gli animalisti, il ministero potrebbe decidere di revocare immediatamente l’autorizzazione della azienda di San Polo per il commercio rivolto al circuito della sperimentazione, tenendo conto che 278 cani sono un numero impegnativo, e certamente non possono essere comprati solo dai privati.</strong></p>
<p><strong>Le associazioni animaliste fanno anche un appello rivolto agli amanti degli animali e agli allevatori per adottare questi animali e salvarli. Sul sito <a title="http://www.reggioemilia.astagiudiziatia.com/ Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.reggioemilia.astagiudiziatia.com/">www.reggioemilia.astagiudiziatia.com</a> è spiegato come visionare gli animali, che si possono vedere direttamente nell’allevamento di San Polo, lo stesso luogo dove si svolgerà l’asta.</strong></p>
<p><strong>INFO</strong></p>
<p><strong>L’ALLEVAMENTO SI TROVA A SAN POLO D’ENZA-REGGIO  EMILIA</strong></p>
<p><strong>ECCO UN  LINK X CAPIRE</strong></p>
<p><a href="http://www.chiuderemorini.net/foto.htm"><strong>http://www.chiuderemorini.net/foto.htm</strong></a></p>
<p><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/4.jpg"><img title="4" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/4.jpg" alt="4" width="292" height="190" /></a></p>
<p><strong>ALLEVAMENTO MORINI IN ASTA PER PROBLEMI DI MANTENIMENTO, IN VENDITA I CANI, LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE SI MOBILITANO PER LA CUSTODIA DEI CANI.</strong></p>
<p><strong>Questo è forse l’ultimo atto di una campagna portata avanti senza esclusione di colpi, che ha visto molti attivisti mobilitarsi per far finire quell’inferno chiamato Morini. Dove attivisti VERI si sono sacrificati con presidi continui e pagando in prima persona le conseguenze di una campagna che aveva come obbiettivo la chiusura totale dell’allevamento Morini, senza deleghe e senza compromessi. Dove alcuni hanno preso manganellate dalle forze dell’ordine per manifestare contro questo lager. Dove per difendere l’indifendibile, la repressione ha raggiunto il suo apice vietando ogni forma di protesta a S.Polo, dove non ci si poteva nemmeno più avvicinare all’allevamento della vivisezione.</strong></p>
<p><strong>Speriamo solo di essere veramente alla fine, una fine annunciata da anni, ma che non sembrava mai arrivare. Il CollettivoAntispecista vuole esprimere un grazie sincero al coordinamento ChiudereMorini per tutto quello che ha fatto per le vittime senza voce nate in questo allevamento degli orrori per essere vivisezionati nei laboratori dei macellai in camice bianco. </strong></p>
<p><strong>A</strong></p>
<p><strong>info@fnovi.it ; </strong></p>
<p><strong>presidenza@fnovi.it ; </strong></p>
<p><strong>relazioni.esterne@fnovi.it ; </strong></p>
<p><strong>ufficiostampa@fnovi.it;</strong></p>
<p><strong>enpav@enpav.it;</strong></p>
<p><strong>info@scivac.it;</strong></p>
<p><strong>info@anmvi.it; </strong></p>
<p><a href="mailto:nirda@corpoforestale.it"><strong>nirda@corpoforestale.it</strong></a><strong>;</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>martini_f@camera.it; </strong></p>
<p><strong>urp@politicheagricole.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:frattini_f@camera.it">frattini_f@camera.it</a>;</strong></p>
<p><strong>report@rai.it;</strong></p>
<p><strong>segreteria@ilfattoquotidiano.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:segretdir%40corriere.it">segretdir@corriere.it</a>;<br />
leggo@leggoposta.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:redazione%40corriere.it">redazione@corriere.it</a>;</strong></p>
<p><strong>info@matteoviviani.it;</strong></p>
<p><strong><a title="mailto:unomattina@rai.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:unomattina@rai.it">unomattina@rai.it</a>;</strong></p>
<p><strong>settimanaledipiu@cairoeditore.it;</strong></p>
<p><strong>online@quotidiano.net;</strong></p>
<p><strong>omnibus@la7.it;</strong></p>
<p><strong>exit@la7.it;</strong></p>
<p><strong>redazione.mn@gazzettadimantova.it;</strong></p>
<p><strong>costanzo@ilriformista.it,</strong></p>
<p><strong>k.carpentieri@mediterraneonews.it,</strong></p>
<p><strong>explora@rai.it; </strong></p>
<p><strong>tgr@rai.it;</strong></p>
<p><strong>larepubblica@repubblica.it;</strong></p>
<p><strong>espressonline@espressoedit.it;</strong></p>
<p><strong>mediamente@rai.it;</strong></p>
<p><strong>redazione@libero-news.eu;</strong></p>
<p><strong>stampaweb@lastampa.it;</strong></p>
<p><strong>avvenire@avvenire.it; </strong></p>
<p><strong><a href="mailto:studio@radiorockitalia.it">studio@radiorockitalia.it</a>;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:mariagrazia@radiorockitalia.it">mariagrazia@radiorockitalia.it</a>;</strong></p>
<p><strong>redazione@ilsecoloxix.it; </strong></p>
<p><strong>redazione@ilmanifesto.it; </strong></p>
<p><strong>rai-tv@rai.it; </strong></p>
<p><strong>inforaiuno@rai.it;</strong></p>
<p><strong>inforaidue@rai.it;</strong></p>
<p><strong>raitre@rai.it;</strong></p>
<p><strong>raiinternational@rai.it; </strong></p>
<p><strong>webnews24@rai.it;</strong></p>
<p><strong>sabina.fedeli@mediaset.it;</strong></p>
<p><strong>geo_geo@rai.it;</strong></p>
<p><strong>trebisonda@rai.it;</strong></p>
<p><strong>infor101@r101.it;</strong></p>
<p><strong>notizieverdi@undicidue.it;</strong></p>
<p><strong>tg7@7gold.tv;</strong></p>
<p><strong>cominciamobene@animalieanimali.it;</strong></p>
<p><strong>agenzia@asca.it; </strong></p>
<p><strong>pongoepeggy@rai.it,</strong></p>
<p><strong>redazione@tgcom.it ; </strong></p>
<p><strong>studioaperto@mediaset.it ; </strong></p>
<p><strong>redazione@cronacavera.info ;</strong></p>
<p><strong>redazione.internet@ansa.it,</strong></p>
<p><strong> tg1.societa@rai.it  ;</strong></p>
<p><strong> tg1.unomattina@rai.it  ;</strong></p>
<p><strong>redazione@ilriformista.it;</strong></p>
<p><strong>direttore.italiasera@libero.it ; </strong></p>
<p><strong>rubrica.lettere@repubblica.it ; </strong></p>
<p><strong>segreteria_roma@repubblica.it ; </strong></p>
<p><strong>capitale@liberazione.it ; </strong></p>
<p><strong>posta@liberazione.it  ; </strong></p>
<p><strong>redazione@indipendenteinrete.it ; </strong></p>
<p><strong>lettere@metroitaly.it  ; </strong></p>
<p><strong>lavostraemail@rai.it  ; </strong></p>
<p><strong>cronacarm@rcs.it ; </strong></p>
<p><strong>cityroma@rcs.it ; </strong></p>
<p><strong>prioritaria@ilmessaggero.it ; </strong></p>
<p><strong>cronaca@ilmessaggero.it ; </strong></p>
<p><strong>direttoreTG3@rai.it,</strong></p>
<p><strong>direttoretg2@gmail.com;</strong></p>
<p><strong>tg1.speciali@rai.it,</strong></p>
<p><strong>tg1.sdr@rai.it,</strong></p>
<p><strong>tg1_direzione@rai.it;</strong></p>
<p><strong>tg3net@rai.it,</strong></p>
<p><strong>redazionetg4@mediaset.it,</strong></p>
<p><strong>redazionetg5@mediaset.it,</strong></p>
<p><strong>indignatospeciale@mediaset.it,</strong></p>
<p><strong>scriviaritaforum@mediaset.it,</strong></p>
<p><strong>posta.tg5@mediaset.it;</strong></p>
<p><strong>mdebac@corriere.it,</strong></p>
<p><strong>Antonella.MARIOTTI@lastampa.it,</strong></p>
<p><strong>marialuisa.cocozza@mediaset.it,</strong></p>
<p><strong>amigotto@gmail.com,</strong></p>
<p><strong>davidecavalieri@radiomontecarlo.net,</strong></p>
<p><strong>lui_carbone@libero.it,</strong></p>
<p><strong>redazione@latuavoce.it; </strong></p>
<p><strong>lapostadigrazia@mondadori.it;</strong></p>
<p><strong>s.cervasio@repubblica.it;</strong></p>
<p><strong>lettere@lastampa.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:specchiotempi@lastampa.it">specchiotempi@lastampa.it</a>;</strong></p>
<p><strong>direttore.oggi@rcs.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:chiposta@mondadori.it">chiposta@mondadori.it</a>;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:magazine@rcs.it">magazine@rcs.it</a>;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:sd@repubblica.it" target="_blank">sd@repubblica.it</a></strong><strong>; </strong></p>
<p><strong><a href="mailto:repubblicawww@repubblica.it" target="_blank">repubblicawww@repubblica.it</a></strong><strong>; </strong></p>
<p><a href="mailto:direttoreweb@ilgiornale.it%3cdirettoreweb@ilgiornale.it"><strong>direttoreweb@ilgiornale.it</strong></a><strong>;</strong></p>
<p><a href="mailto:lettori@ilgiornale.it%3clettori@ilgiornale.it"><strong>lettori@ilgiornale.it</strong></a><strong>;</strong></p>
<p><a href="mailto:maurizio.belpietro@libero-news.it"><strong>maurizio.belpietro@libero-news.it</strong></a><strong>;</strong></p>
<p><strong>redazioneiene@mediaset.it;</strong></p>
<p><strong>secondovoi@mediaset.it;</strong></p>
<p><strong>RadioBau@unitedmusic.it;</strong></p>
<p><strong>reporter@cronacaqui.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:gabibbo@mediaset.it">gabibbo@mediaset.it</a>;</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FORTUNATA DA SALVARE]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/fortunata-da-salvare/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:06:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/fortunata-da-salvare/</guid>
<description><![CDATA[http://piccoliamicigrandiamori.blogspot.com/ FORTUNATA DA SALVARE AGGIORNAMENTO volevo solo aggiorna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>http://piccoliamicigrandiamori.blogspot.com/</strong></p>
<h3><a href="http://piccoliamicigrandiamori.blogspot.com/2009/11/fortunata-da-salvare.html">FORTUNATA DA SALVARE</a></h3>
<h3>AGGIORNAMENTO</h3>
<h3>volevo solo aggiornavi che ho chiamato Sandro proprio adesso&#8230;..mi ha detto che  ieri sera tardi il veterinario ha dovuto per forza amputare la zampa fin sopra la Tibia&#8230;..mi sento morire&#8230;&#8230;</h3>
<div><strong>Fabiana</strong></div>
<div><strong><a title="mailto:fabiana_abruzzo@libero.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:fabiana_abruzzo@libero.it">fabiana_abruzzo@libero.it</a></strong></div>
<div><strong><br />
L&#8217;AQUILA</strong><strong>&#8230;SALVAMI<br />
ebbene si ragazzi&#8230;.si torna a parlare del mio maledetto paese Montereale&#8230;.piu&#8217; precisamente la frazione di cui si parla e&#8217; San Vito&#8230;ma neanche sta sulla cartina&#8230;&#8230;.sono stata tutta la mattina a telefonare ai carabinieri , alla guardia forestale, alla guardia provincial dell&#8217;Aquila..e meno male che Sandro e&#8217; partito di corsa dalla Asl a venire a prelevare quella creatura&#8230;. era una cucciolotta che circa 3 mesi fa&#8217; ci e&#8217; sfuggita alla cattura&#8230; ma come potevamo concentrarci su<br />
loro quando avevamo da affrontare tutta l&#8217;emergenza dell&#8217;Aquila????&#8230;e cosi me li sono persi  per strada e non sono riuscita piu&#8217; a catturarli  per salvarli ..<br />
ma come facevo???e orA quel bastardo ha disseminato il suo terreno con lacci di acciaio per catturare tutti quei cuccioli  e cucciolotti&#8230;.. ce ne saranno una decina e piu&#8217;&#8230;per poi ucciderli&#8230;.e io che posso fare&#8230;??? ho detto al carabiniere facendo una battuta che naturalmente se uno uccide un cane non gli fannonulla ..anzi lo ringraziano tutti&#8230;ma se io uccido quell&#8217;essere schifoso&#8230;.naturalmente mi danno l&#8217;ergastolo&#8230;&#8230;sono stanca e distrutta&#8230;..quella creatura la vedevo tutti i giorni che tornavo al mio paese su sul ciglio della strada&#8230;.sempre terrorizzata &#8230;.sempre nascosta in cima a quel prato maledetto insieme ai suoi fratelli&#8230;.mamme e altre cucciolate&#8230;.<br />
l&#8217;altra cucciola che stava sempre al la ccio e sparita&#8230;forse si e&#8217; liberata e si e&#8217; trascinata il laccio con se &#8230;oppure e&#8217; arrivato quel bastardo e l&#8217;ha por tata via&#8230;uccidendola&#8230;..oddio mi sent o male al solo pensiero &#8230;&#8230;..non ho le prove che e&#8217; stato lui .ma lo so che e&#8217;lui l&#8217;artefice di tutto questo&#8230;..e io con Elvira non possiamo fare nulla se non denuncia in procura&#8230;&#8230;ma tanto &#8230;i lacci continueranno a essere messi&#8230;e chissa&#8217; quante altre creature ci finiranno&#8230;.e&#8217; un massacro senza  fine&#8230;e noi siamo sfinite&#8230;&#8230;.almeno aiutatemi a cercare casa a questa creatura&#8230;ci vorra&#8217; un po&#8217; peR recuperarla ma con Elvira faremo dI tutto &#8230;..<br />
contattatemi per  qualsiasi cosa e magari qualche consiglio&#8230;. mi scoppia la  testa&#8230;&#8230;..</strong><strong>fabiana 347-0810209<br />
<a title="mailto:fabiana_Abruzzo@libero.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:fabiana_Abruzzo@libero.it">fabiana_Abruzzo@libero.it</a><br />
elvira<br />
3933567046     <a title="mailto:elvira.damiani@tin.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:elvira.damiani@tin.it">elvira.damiani@tin.it</a><br />
grazie</strong>
<p>&#160;</p>
</div>
<div><strong>Fabiana</strong></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://1.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnI9ukPHKI/AAAAAAAAAvU/YG5DwvDxe7Q/s1600-h/CAPPIO4.JPG"><img src="http://1.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnI9ukPHKI/AAAAAAAAAvU/YG5DwvDxe7Q/s320/CAPPIO4.JPG" border="0" alt="" /></a><br />
<a href="http://4.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnI9TY3-PI/AAAAAAAAAvM/LoPyp4sDhpE/s1600-h/CAPPIO3.JPG"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnI9TY3-PI/AAAAAAAAAvM/LoPyp4sDhpE/s320/CAPPIO3.JPG" border="0" alt="" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://4.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnIToFKlVI/AAAAAAAAAus/VSw0DSgI0zc/s1600-h/CAPPIO7.JPG"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnIToFKlVI/AAAAAAAAAus/VSw0DSgI0zc/s320/CAPPIO7.JPG" border="0" alt="" /></a><br />
<a href="http://2.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnITdB1jsI/AAAAAAAAAuk/kMtd3V-zS1Q/s1600-h/CAPPIO8.JPG"><img src="http://2.bp.blogspot.com/_sukPe5tzmGU/SvnITdB1jsI/AAAAAAAAAuk/kMtd3V-zS1Q/s320/CAPPIO8.JPG" border="0" alt="" /></a><br />
Non ho più parole perchè ormai sono state dette tutte.<br />
Qs è quello che succede pr i paesi di L&#8217;Aquila.<br />
Di qs cani nessuno si occupa perchè non sono convenzionati.<br />
Altri vengono portati nei canili lager di un paio di paesacci in provincia di L&#8217;Aquila i cui Sindaci si lavano la coscienza con convenzioni &#8220;beffa&#8221; fatte con imprenditori senza scrupolo.<br />
E noi, tutti i giorni siamo costretti ad occuparci di qs cani con il cuore ormai completamente rotto.<br />
Qs cucciola è stata fortunata, la sorella rimasta intrappolata anche lei, è riuscita a scasppare prima che arrivassero i soccorsi e forse morirà dissanguata.<br />
La forestale è stata contattata ma non ha fatto nulla.<br />
I carabinieri nemmeno.<br />
A Montereale i cappi sono ovunque e sono stati legalizzazati dall&#8217;omertà e dall&#8217;indifferenza delle istituzioni.<br />
Noi possiamo solo continuare a lottare senza forze e senza voce.<br />
La piccola Fortunata ora è in salvo al Canile Sanitario dove è stata sottoposto a un delicato intervento grazie alla maestria del Veterinario che vi opera.<br />
Ma poi che fine farà?<br />
Lei ha vissuto i primi 5 mesi della sua vita da perfetta selvaggia, non conosce l&#8217;uomo, ne ha paura e fa bene ad averne.<br />
Noi cerchiamo qualcuno che sia in grado di recuperare l&#8217;anima ferita e martoriata di qs povera creatura, qualcuno che possa restituirle serenità e pace e che possa darne, per il suo tramite, un po&#8217; anche a noi.<br />
Non ho altro da aggiungere, vi invito solo a guardare le foto: lì troverete tutte le parole, tutte le domande e, mi auguro, anche tutte le risposte.<br />
Noi non sappiamo più a chi rivolgerci.<br />
Per favore aiutateci.<br />
Info Elvira 3933567046-Fabiana 3470810209</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Spagna si da fuoco ai tori ]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/in-spagna-si-da-fuoco-ai-tori/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/in-spagna-si-da-fuoco-ai-tori/</guid>
<description><![CDATA[In Spagna si da fuoco ai tori &#8211; 14 e 15 NOVEMBRE &#8211; Protesta http://laverabestia.org/read]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="Content_blog_title"><strong>In Spagna si da fuoco ai tori &#8211; 14 e 15 NOVEMBRE &#8211; Protesta </strong></div>
<div><strong>http://laverabestia.org/read_post.php?id=108&#38;user=18</strong></div>
<p><strong><img src="http://1.bp.blogspot.com/_i-7rHfrKsOw/Svw8mztHmYI/AAAAAAAAAp8/2jMf4e89q2Q/s400/toro_fuego.jpg" alt="" width="365" height="340" /></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>In natura il toro è un animale mite, un erbivoro grande e grosso ma timido, simile alla sua femmina mucca. Forse è proprio questa mitezza a rendere gli esseri umani ancora più vigliacchi, crudeli e beceri nei confronti dei tori, usati in Spagna in molti modi, fra i quali la corrida sembra alla fine il meno cruento.<br />
Questi spettacoli avvengono ancora oggi perchè, naturalmente, fanno parte della cultura di un popolo. E qui parliamo di radici, di tradizioni!!!</strong></p>
<p><strong>Nella cattolicissima Spagna ci sono molte &#8220;feste&#8221; in cui viene seviziato a morte un toro, mentre intere famiglie con bambini partecipano entusiaste :<br />
tagliandogli i testicoli da vivo, ferendolo in ogni modo per tutta la notte facendo attenzione che arrivi vivo all&#8217;alba per poterlo uccidere al momento giusto, legandogli alle corna palle di catrame alle quali dare fuoco.</strong></p>
<p><strong>Chi vuole può trovare in rete molti video che mostrano cosa avviene ai <em>toros emboleados</em> : un toro viene liberato improvvisamente da un camion, accerchiato e afferrato da decine di &#8220;uomini&#8221; urlanti. Viene legato strettamente per il collo a un palo conficcato nel terreno, mentre decine di &#8220;uomini&#8221; continuano a tenerlo. Una palla di catrame viene infilata in ogni corno, e viene dato fuoco, inestinguibile.</strong></p>
<p><strong><br />
Finchè il fuoco è ancora all&#8217;inizio, il toro è disorientato e spesso non agisce, non comprendendo quello che gli accade. E&#8217; quando il fuoco arriva a bruciare profondamente le corna che il toro si anima e incomincia a correre per le strade, colpendo chi gli capita a tiro.<br />
Capita che il toro, terrorizzato e pieno di dolore, si vada a schiantare contro un muro per porre fine alla sua sofferenza.</strong></p>
<p><strong>In diversi paesi spagnoli queste manifestazioni sono state vietate, al posto dei tori vivi vengono usati dei simulacri di metallo. Nei paesi come Medinaceli, la tradizione di massacrare un toro si rinnoverà tra due giorni.</strong></p>
<p><strong>Questa è la </strong><strong>lettera proposta dalla League Against Cruel Sports &#8211; <a href="http://www.league.org.uk/index.asp" target="_blank">http://www.league.org.uk/index.asp</a></strong></p>
<p><strong>è indirizzata al Sindaco di Medinaceli Felipe Utrilla Dupre &#8211; <a href="mailto:info@medinaceli.es" target="_blank">info@medinaceli.es</a></strong></p>
<p><strong>ma anche alle altre istituzioni e uffici del turismo &#8211; <a href="mailto:presidencia@dipsoria.es;buzon.presidente@jcyl.es;oficinadeturismodesoria@jcyl.es;sotur@jcyl.es" target="_blank">presidencia@dipsoria.es;buzon.presidente@jcyl.es;   oficinadeturismodesoria@jcyl.es;sotur@jcyl.es</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<blockquote><p><strong>Apreciado Sr. Utrilla,</strong></p>
<p><strong>Ha llegado a mi conocimiento de que en la ciudad de Medinaceli, Soria se celebrará el toro de Júbilo durante los días 14 y 15 de Noviembre. Durante este evento se fija a los cuernos del toro un artilugio el cual lleva unas bolas impregnadas con una solución inflamable a las que se prende fuego antes de que se le suelta por las calles.</strong></p>
<p><strong>Me opongo firmemente a este terrible y cruel maltrato de animales y le ruego que haga todo lo possible para impedir este festejo.</strong></p>
<p><strong>Como seguramente sabe hoy en día se suele usar en muchos pueblos de España un tipo de muñecos metálicos que sustituyen un toro vivo. Lo cual significa que la gente puede disfrutar de la misma manera de su fiesta pero sin necesidad de atormentar a un toro.</strong></p>
<p><strong>Una reciente encuesta realizada por Ipsos-MORI, encargada por la League Against Cruel Sports, demuestra que un 89 % de los ciudadanos británicos jamás visitarían a una corrida de toros. Encuestas a nivel europeo muestran un resultado similar.</strong></p>
<p><strong>Además, estoy seguro que Usted tiene conocimiento de que más de 180.000 ciudadanos catalanes están a favor de prohibir a las corridas de toros en su región y que una lista de firmas ha sido entregado recientemente al Parlamento Catalán.</strong></p>
<p><strong>Yo desde luego no visitaré a Medinaceli mientras tengan lugar festejos de este tipo en esta ciudad y pediré a todos mis amigos y a mi familia hacer lo mismo.</strong></p>
<p><strong>Sin otro particular reciba un cordial saludo</strong></p>
<p><strong>- firma -</strong></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MARIA...GETTATA COME UNO STRACCIO VECCHIO]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/maria-gettata-come-uno-straccio-vecchio/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:19:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/maria-gettata-come-uno-straccio-vecchio/</guid>
<description><![CDATA[RICEVIAMO DA ASIA GIORDANO E DIVULGHIAMO SALENTO: Davanti ad un caso di DISUMANA follia e indifferen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div><strong>RICEVIAMO DA ASIA GIORDANO E  DIVULGHIAMO</strong></div>
</div>
<p><strong>SALENTO: Davanti ad un caso di DISUMANA follia e  indifferenza, non posso dirvi che una parola sola: AIUTIAMOLA.</strong></p>
<p><strong>AIUTIAMO MARIA, vi prego.</strong></p>
<div><strong>Contattare LUCIA CAVALLO per informazioni, aiuti,  adozione.</strong></div>
<div><strong><a href="mailto:cavlucy@libero.it">cavlucy@libero.it</a></strong></div>
<div><strong>338/8831011</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>
<div><strong>Una volta fatti gli accertamenti e le dovute cure, si porta centro e nord  Italia con staffetta.</strong></div>
<div><strong>Controlli pre e post adozione, moduli e documenti.</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></p>
<div>
<p><strong>VIDEO su FB<br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.facebook.com/video/video.php?v=1148839924259&#38;ref=nf">http://www.facebook.com/video/video.php?v=1148839924259&#38;ref=nf</a></strong></p>
</div>
<p><strong>MARIA&#8230;GETTATA COME UNO STRACCIO  VECCHIO</strong></p>
<blockquote>
<div><strong>Ieri mattina, allertata da mio nipote, mi sono precipitata su una  collina del mio paese, nel Salento e ai piedi di una chiesetta rupestre dedicata  alla Madonna della Serra, ho trovato una piccola cagnetta che giaceva moribonda,  perdeva sangue dalla zampetta e non si reggeva in piedi. Denutrita e dolorante,  aveva lo sguardo spento, privo di vita e di speranza….chissà da quanti giorni  era lì, immobile, per terra, sotto la pioggia. Chissà quanti occhi hanno visto  quel povero corpicino e non hanno mosso un dito per aiutarla, magari erano lì  anche per una visita alla chiesetta e non sono stati sfiorati nemmeno un po’  dall’idea di prenderla e portarla da un veterinario!!!!!<br />
Il suo nome è Maria,  è una simil spinoncina, di circa 5/6 mesi, probabilmente è stata investita da un  bel po’, e gettata lì,ha gli arti sinistri anteriore e posteriore fratturati, e  strisciando per terra si è aperta una piaga, consumando la pelle e la carne è  venuto fuori l’osso. In condizioni veramente pietose ho cercato subito di  medicarla come potevo e ieri pomeriggio sono riuscita a portarla in clinica. Il  veterinario cercherà di fare il possibile per salvarla, le farà le lastre e le  analisi per capire bene che tipo di problema ha, se e come intervenire.Domattina  spero di avere l&#8217;esito.</strong><strong>Per info<br />
Lucia Cavallo</strong></p>
</div>
<div><strong><a href="mailto:cavlucy@libero.it">cavlucy@libero.it</a></strong><br />
<strong>338/8831011</strong></div>
<div><strong><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6513.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1006" title="DSCN6513" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6513.jpg" alt="DSCN6513" width="446" height="334" /> </a><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6515.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1007" title="DSCN6515" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6515.jpg" alt="DSCN6515" width="444" height="332" /></a></strong></div>
<div><strong><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6516.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1008" title="DSCN6516" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6516.jpg" alt="DSCN6516" width="444" height="332" /> </a><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6517.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1009" title="DSCN6517" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6517.jpg" alt="DSCN6517" width="442" height="331" /></a></strong></div>
<div><strong><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6525.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1010" title="DSCN6525" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/dscn6525.jpg" alt="DSCN6525" width="461" height="345" /></a><br />
</strong></div>
</blockquote>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aragona, la disumanità è di scena]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/aragona-la-disumanita-e-di-scena/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:57:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/13/aragona-la-disumanita-e-di-scena/</guid>
<description><![CDATA[http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/album.php?aid=10596&amp;id=100000027436858&amp;ref=nf ARA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><strong><a title="http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/album.php?aid=10596&#38;id=100000027436858&#38;ref=nf Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/album.php?aid=10596&#38;id=100000027436858&#38;ref=nf"><span style="font-family:Verdana;">http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/album.php?aid=10596&#38;id=100000027436858&#38;ref=nf</span></a></strong></div>
<div>
<h3><strong><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">ARAGONA (AG): SECONDO VOI, SI PUO&#8217; CONTINUARE COSI&#8217;? NUOVI  CUCCIOLI, NATI IN MEZZO AL FANGO&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </span></strong></h3>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">ad Aragona la situazione continua ad essere drammatica, nonostante  gli sforzi del mondo animalista mobilitato per fornire aiuti economici e  materiali.A metà novembre  partirà la Seconda Missione, alla quale parteciperà Laura, una veterinaria che  si occuperà personalmente delle sterilizzazioni, che con l&#8217;aiuto di altri  volontari porteràaiuti (coperte, igloo, 5 bancali di cibo, cucce in legno,  medicinali), e cercherà di strappare alla morte 3 cucciolate e 6 adulti,  portandoli al Nord in attesa di adozione.Per tutto questo occorrono  fondi!</p>
<p></span></strong></p>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">
<p>&#160;</p>
<p>Se volete aiutare,  potete inviare un bonifico a :<strong><span style="font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;">L.I.D.A. Aragona &#8211; via Sandro Pertini 48 &#8211; 92021 Aragona (AG)</span></strong><strong><span style="font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;">IBAN : IT 12 M 01030 82800 000003886127 </span></strong></p>
<p></span></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">BANCA MONTE  DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. &#8211; Filiale di ARAGONA (AG) </span></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">nella causale indicate : CONTRIBUTO SECONDA MISSIONE</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">Per ogni altra info potete  contattare Marco Fornari su fb o Valentina Leoni, </span></strong><strong>leonivalentina@gmail.com;</strong></div>
<div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">o direttamente Laura  al 3473323008, lauratraven@hotmail.com </span></strong></div>
<div><strong>o ancora consultare il </strong><strong><strong>sito</strong></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;"> </span><a rel="nofollow" href="http://www.nelnomedelcane.org/" target="_blank"><span style="font-family:Verdana;">http://www.nelnomedelcane.org/</span></a></strong></div>
<div><strong>GRAZIE a tutti  quelli che invieranno il proprio AIUTO, e a chi CONDIVIDERA&#8217; questa nota!</strong></div>
<p><strong><span style="font-family:Verdana;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;">
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p></span></strong></div>
<div><strong><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span></strong></div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div>
<div>
<div id="album_container">
<div>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145244&#38;id=100000027436858"><img title="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145244&#38;id=100000027436858 Ctrl + clic per seguire il collegamento" src="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs009.snc3/11654_105546699456244_100000027436858_145244_6375820_s.jpg" alt="" width="389" height="288" /></a></strong></td>
<td><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145245&#38;id=100000027436858"><br />
</a></strong></td>
<td><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145246&#38;id=100000027436858"><br />
</a></strong></td>
<td><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145247&#38;id=100000027436858"><br />
</a></strong></td>
<td><strong><br />
</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145245&#38;id=100000027436858"><img title="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145245&#38;id=100000027436858 Ctrl + clic per seguire il collegamento" src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs009.snc3/11654_105546702789577_100000027436858_145245_4523791_s.jpg" alt="" width="381" height="283" /></a></strong></div>
<p><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145247&#38;id=100000027436858"><img title="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145247&#38;id=100000027436858 Ctrl + clic per seguire il collegamento" src="http://photos-a.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs009.snc3/11654_105546709456243_100000027436858_145247_7802639_s.jpg" alt="" width="388" height="288" /> </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145246&#38;id=100000027436858"><img title="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145246&#38;id=100000027436858 Ctrl + clic per seguire il collegamento" src="http://photos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs009.snc3/11654_105546706122910_100000027436858_145246_4175001_s.jpg" alt="" width="386" height="285" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145247&#38;id=100000027436858"> </a><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145248&#38;id=100000027436858"><img title="http://www.facebook.com/photo.php?pid=145248&#38;id=100000027436858 Ctrl + clic per seguire il collegamento" src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs029.snc3/11654_105546712789576_100000027436858_145248_7762316_s.jpg" alt="" width="422" height="313" /></a></strong></p>
<div>
<div><strong><a title="http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2009/10/il-dramma-di-essere-vecchi-o-cani-ad.html Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2009/10/il-dramma-di-essere-vecchi-o-cani-ad.html">http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2009/10/il-dramma-di-essere-vecchi-o-cani-ad.html</a></strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<h3><strong><a href="http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2009/10/il-dramma-di-essere-vecchi-o-cani-ad.html">IL DRAMMA DI ESSERE VECCHI O CANI AD ARAGONA (AG): UNA SICILIA DA BANDIRE</a></strong></h3>
<div><strong><a href="http://1.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8ymHT_C0I/AAAAAAAAeYw/DQCEF8Lquyc/s1600-h/5.JPG"><img src="http://1.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8ymHT_C0I/AAAAAAAAeYw/DQCEF8Lquyc/s320/5.JPG" border="0" alt="" /></a></strong></div>
<p><strong>21/10/2009 &#8211; Immaginate di trovare nei rifiuti cucciolotti mugolanti di pochi giorni, cani gettati nel bidone con piaghe di ogni genere, abbandonati da famiglie di mostri che mai si sognerebbero di sprecare un euro dal veterinario che neanche c’è in tutta Aragona; immaginate di chiedere in giro ma nessuno ha visto e sentito niente. Allora contattate le forze dell’ordine che vi rispondono di lasciarli li e proseguire oltre perché non c’è un canile e c’è sempre altro da fare, ma non ce la fai perché quei guaiti ti squarciano l’anima più di una lama e allora li porti a casa.<br />
<a name="more"></a><br />
Il giorno dopo apri la finestra e trovi ancora un’altra scatola di cuccioli e cani legati alla maniglia del tuo portone perché ormai tutti sanno a chi lasciare questi scomodi pacchi di carne. Immaginate di non ricevere mai risposte dal Comune e sentite lo scherno e il disprezzo della gente attorno a voi che vi deride, vi “schifa”, immaginate di avere il cancro e la chemioterapia che vi riduce uno straccio ma ci sono loro, decine di cani che ogni giorno crescono mangiano e non hanno nessuno se non voi, la fame, la disperazione, la frustrazione, la solitudine, le malattie, voi che siete soli e vecchi e non sapete neanche parlare italiano molto bene…</strong></p>
<p><strong>Mio Dio, la casa è piena, il garage anche , allora li portate nel vostro terreno, andate a frugare nelle discariche per cercare onduline, tubi, reti rotte di materasso, travi di legno, ve li caricate addosso per chilometri, quanti chilometri e quanto peso per i tuoi 70 anni di dolore, appronti recinti di fortuna nel terreno che ti ha lasciato tuo marito morendo, con il disappunto dei tuoi figliastri, ma almeno li nessuno li avvelenerà e non litigheranno tra loro per quel tocco di pane che con la misera pensione sociale riesci ad assicurargli.. Immaginate che questo incubo non termini al suono della sveglia, ma continui ad attanagliarti la mattina, il pomeriggio, la sera e la notte tanto da darvi la forza della disperazione per andare in comune,incatenarsi e cospargersi di benzina per essere ascoltata, ma è inutile anche questo anzi, ecco scattare il Trattamento Sanitario Obbligatorio! Perché in quel posto occuparsi di animali e chiedere di applicare le leggi è da pazzi!</strong></p>
<p><strong> </strong> <strong>Immaginate tutto questo che si ripete per 365 giorni, per circa10 lunghissimi anni..<br />
Poi qualche associazione animalista di fuori inizia ad interessarsi a queste creature dimenticate da Dio , fa pressione,scrive, telefona e si fa ascoltare, ecco finalmente Vigili e Asl, forse ci siamo, forse si farà un canile, forse vi sfameranno e vi cureranno amori miei,..ma cosa sono quei verbali , cosa è quel nastro e quel cartello, perché queste divise mi parlano di rifugio abusivo, maltrattamento di animali e multe, perché se ne vanno senza degnarvi di uno sguardo, senza ascoltare i vostri guaiti, senza una crocchetta, senza un pasticca..<br />
Questo non è  un film , né un romanzo ma è la “normale, quotidiana”realtà della signora Gueli Ninfa.</strong></p>
<p><strong>NINFA GUELI è anziana , non istruita, indigente, sola e malata ma, da circa 10 anni, percorre ogni giorno lunghi km a piedi con sacchi di cibo sulle spalle, tra scherno ed indifferenza ,per sfamare ed accudire un centinaio di cani randagi che,</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div><strong><a href="http://3.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8yrrpXOzI/AAAAAAAAeZA/QiHxm1hj0aQ/s1600-h/2.bmp"><img src="http://3.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8yrrpXOzI/AAAAAAAAeZA/QiHxm1hj0aQ/s320/2.bmp" border="0" alt="" /></a></strong></div>
<p><strong><br />
nel tempo, le hanno abbandonato sul davanzale di casa e nel suo terreno ; cani fantasma, non registrati, abbandonati, malati e/o seviziati, vittime come lei, delle inadempienze di uno dei tanti paesi siciliani dove i cani sono niente, possono essere uccisi, investiti, seviziati, avvelenati, tanto sono niente, come una povera vecchia e le leggi che li riguardano .<br />
In fondo è colpa sua, perché in questi anni, invece di impelagarsi in questo problema, arrivando addirittura ad incatenarsi pur di farsi ascoltare dal Sindaco dandosi addirittura quasi fuoco, cosa che le è costata il manicomio, doveva accettare i numerosi consigli ricevuti e avvelenarli tutti o almeno voltar loro la faccia !<br />
…infatti solo una pazza puo’ trascinarsi per km con una gamba fratturata, con un occhio operato, con i sondini attaccati al corpo , o sotto la chemioterapia per arrivare nel proprio terreno dove ha cercato sempre di accudirli al meglio delle sue poche possibilità, dovendosi suo malgrado sostituire al Comune per stato di forza maggiore a causa dell’ assenza di un canile, di convenzioni e di qualsiasi altro tipo di intervento!<br />
..Solo una pazza può accumulare reti di materasso , tubi dimessi, onduline rotte per creare un povero piccolo pezzettino di pace per cani gettati tra i rifiuti dai suoi normali concittadini.</strong></p>
<p><strong>Per lei prima l’indifferenza e la derisione e poi.., poi,lo scorso anno, quando i panni sporchi sono usciti fuori perchè varie associazioni , anche estere, impressionate da questa buona e coraggiosa vecchietta impotente ma ostinata contro le tracotanti inadempienze degli Enti pubblici, patite sulla pelle di animali colpevoli di essere nati nel posto sbagliato, chiedevano al Sindaco di eseguire la legge occupandosi dei cani del suo territorio, è iniziata la persecuzione al più facile capro espiatorio che ci possa essere…:Ninfa.</strong></p>
<p><strong>Pare che agli Enti Preposti basti la frase “non ci sono soldi” per avere l’esenzione dall’attuazione delle leggi..<br />
Infatti, dopo gli appelli e le petizioni degli animalisti, invece di ottenere gli adempimenti delle leggi in materia di randagismo o almeno un po’ di attenzione per loro , magari sottoforma di cibo dal Comune e di cure dai veterinari pubblici, è stata incolpata di aver costruito un rifugio abusivo (perché ha messo delle reti provvisorie per evitare accoppiamenti e aggressioni), di maltrattamento (perché con la sua minima pensione sociale non ha curato le decine di cani del Comune di Aragona) e di non aver microchippato i cani comunali (peraltro unica e sola sanzione del genere in tutto il paese!).<br />
</strong></p>
<div><strong><a href="http://1.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8ysl6p5hI/AAAAAAAAeZI/vxoto36LEhI/s1600-h/3.JPG"><img src="http://1.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8ysl6p5hI/AAAAAAAAeZI/vxoto36LEhI/s320/3.JPG" border="0" alt="" /></a></strong></div>
<p><strong><br />
Così terreno e cani sono stati vincolati in un SEQUESTRO PENALE e sanitario dalla Polizia Municipale e dai Dirigenti ASL lasciandoli poi, nastro e cartello a parte , per più di un anno, dove e come erano sempre stati, avvolti in un limbo di inedia amministrativo-burocratica all’italiana.<br />
Unico risultato di questo “Blitz”, peraltro di un contesto conosciuto da anni dagli enti competenti, è stato il blocco di tutte le adozioni trovate a dicembre grazie ai continui appelli, infatti nè Tribunale né Comune avevano degnato di risposta le richieste di adozione né l’offerta di spostare i cani presso un rifugio milanese che avrebbero fatto intravedere il lieto fine ad alcuni animali e che avrebbero anche alleggerito gli oneri del Comune.</strong></p>
<p><strong>In prima battuta la custodia giudiziaria è stata data alla Signora , nonostante sia stata anche verbalizzata la sua condizione di impossibilità fisica ed economica…</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div><strong><a href="http://1.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8ytGVrYhI/AAAAAAAAeZQ/DTWyT7K2DoM/s1600-h/Immagine4.JPG"><img src="http://1.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8ytGVrYhI/AAAAAAAAeZQ/DTWyT7K2DoM/s400/Immagine4.JPG" border="0" alt="" /></a></strong></div>
<p><strong><br />
Contemporaneamente i veterinari ASL (gli stessi spesso irreperibili nelle emergenze di cani incidentati e che hanno fatto “strage” solo di Associazioni animaliste locali verbalizzandole a più non posso vedi caso A.E.P.C.R. e Aronne) si sono limitati a microchippare, e a fare qualche iniezione prelievi per l’Istituto Zooprofilattico, lasciando diversi cani alla loro sorte di agonia, ferite, malattie terminali e parassitosi (fatto peraltro accennato sui verbali!), senza nemmeno ottimizzare l’intervento cattura effettuata per inoculazione chip e prelievo ematico per sterilizzare nell’immediatezza e , ciliegina sulla torta, cercando di multarla per migliaia di euro per mancata apposizione di chip e per rifugio abusivo!!!!</strong></p>
<p><strong>Alcuni cani, per fortuna o purtroppo, hanno smesso per sempre di soffrire e sono stati lasciati nel terreno a marcire, tanto che la poverina, per non farli sbranare dagli altri cani e dai topi, non avendo neanche una automobile per spostare le carcasse, è stata costretta momentaneamente a seppellirli, attendendo la rimozione (mai avvenuta e altre volte avvenuta a corpi ormai decomposti) delle carcasse da parte di chi di dovere!</strong></p>
<p><strong>Nonostante dimostrazioni, petizioni, atti dimostrativi, avvocati, relazioni, diffide, riunioni e quant’altro, fino al marzo 2009 i cani sopravvissuti dalla morte ma avviluppati dall’inerzia e dal disinteresse istituzionale sono stati nutriti solo grazie alle tasche di volontari e benefattori sparsi in tutta Italia, e accuditi quotidianamente solo da Ninfa e da Mary, una volontaria Lida, andata più volte in ospedale a causa del luogo impervio dove si trovano gli animali.</strong></p>
<p><strong>Dal marzo 2009, dopo lunghe ed estenuanti riunioni in Comune, nella cui sede è emersa l’impossibilità concreta di attuare l’Ordinanza del Tribunale datata novembre 2008, nonché la Legge sul randagismo per via di un deficit di MILIONI di euro, si è ottenuto solo qualche sacco di cibo&#8230;<br />
E’ già tanto: in fondo anche noi possiamo non pagare una multa o non ascoltare un ordine del Tribunale esclusivamente dicendo che non abbiamo i soldi per farlo no?!<br />
</strong></p>
<div><strong><a href="http://3.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8yn8JiupI/AAAAAAAAeY4/NUM0K8NXjrg/s1600-h/1.JPG"><img src="http://3.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8yn8JiupI/AAAAAAAAeY4/NUM0K8NXjrg/s320/1.JPG" border="0" alt="" /></a></strong></div>
<p><strong><br />
I cani rimangono tutt’ora impantanati in questo buco nero ben consolidato da anni di omissioni, inadempienze, menefreghismo ed ignoranza… anche dopo che con un riesame, l’Autorità Giudiziaria, a novembre 2008, li ha ufficialmente affidati al vero proprietario, cioè al Sindaco…ma questo rimane solo sulla carta perché pare che soltanto un miracolo, o l’esercito o il Papa possa costringere gli Enti preposti (ed obbligati da una Ordinanza del Tribunale) ad occuparsi di queste poveri animali, dato che non ci sono riuscite centinaia di persone, né avvocati, né magistrati né riunioni con associazioni animaliste.</strong></p>
<p><strong>Solo alcuni casi canini sono stati strappati da quella realtà grazie al fatto che gli adottanti hanno trascorso giorni nel Tribunale, rimpallati da ufficio a ufficio, per ottenerne la custodia, sobbarcandosi viaggi di migliaia di km!!</strong></p>
<p><strong>Dopo molti mesi sono arrivati gli esiti delle analisi dei campioni di sangue degli sfortunati canidi aragonesi dall’Istituto zooprofilattico (molti dei quali con risultati dubbi in quanto non combacianti con le medesime effettuate presso studi privati) che hanno ufficialmente attestato la presenza di zoonosi ma , circa 10 scatole di medicine a parte date alla volontaria (con una stranissima procedura che ha visto questi medicinali passare dalle mani del Comune che li ha acquistati, a quelle del veterinario Asl che li ha semplicemente guardati e consegnati alla volontaria spiegando la somministrazione (?!!) nulla si muove nemmeno su questo fronte , e se non vi fossero gli interventi una tantum di una task force di volontari provenienti da altre Regioni per sobbarcarsi i viaggi per sterilizzazioni e gli oneri per cure e vaccini la vicenda si sarebbe tramutata oltremodo in un allevamento degli orrori…<br />
Ma per fortuna c’è qualche gonzo animalista, forse credendo che sia meglio tenere in vita gli animali che sperare in un ipotetico processo, che mettendo mano al suo portafoglio sfama e cura i cani del nostro amato Sindaco! Per il resto campa cavallo che l’erba cresce…<br />
Dulcis in fundo : pare che il Tribunale non abbia voluto proprio archiviare l’accusa di maltrattamento a “nonna Ninfa” e quindi una domanda nasce spontanea: come mai allora non si accusa anche il Sindaco per il medesimo reato visto che i cani si trovano tutt’ora nello stesso identico luogo nonostante i dettami del riesame e che, senza il nostro intervento e le nostre tasche, sarebbero morti di fame da mesi??</strong></p>
<p><strong>Le istituzioni sono esentate dal rispetto delle leggi?<br />
Non ottemperare ad una disposizione dell’autorità giudiziari e  non applicare le leggi  non è un reato?<br />
Perché nessuno si prende la briga  di leggere e analizzare  tutto lo scomodo incartamento di questo caso?<br />
Chi cura i cani malati?Tutti quelli malati di Leishmaniosi (circa la metà) si spegneranno man mano sotto gli occhi inermi di Ninfa e di Mary?<br />
Perché gli enti preposti attendono l’intervento di volontari invece di attivarsi autonomamente per le catture, le sterilizzazioni, le cure, i vaccini, ecc?<br />
Perché se sei su una strada aragonese e trovi un randagio e telefoni alle forze dell’ordine ti rispondono, quasi allibiti della chiamata, di andare oltre perché tanto è tutto inutile?</strong></p>
<p><strong>Chi pagherà le spese per il loro mantenimento dopo questi ultimi sacchi di mangime regalati dalla emittente radiofonica 105 ?<br />
Le povere anime umane e canine quanto dovranno vivere ancora tra eternit, reti metalliche e arruginite, reti di materasso, e immersi nel fango?<br />
Quando capirà il Comune che non si può aspettare con le mani in mano la risposta della Regione alla richiesta di fondi per la costruzione di un canile e che da subito deve, o li nel terreno di Ninfa o da qualche altra parte , attrezzare decentemente l’area adibita al ricovero dei suoi cani e sostentarli?<br />
Quando inizieranno i controlli ai cani privati che sono quelli le cui cucciolate vengono ancora abbandonate li?</strong></p>
<p><strong>Per quanto ancora rinvieranno? Fino a quando vedremo una seconda Modica?<br />
Chi dovrà morire per far finire questo omertoso scaricabarile di responsabilità?<br />
</strong></p>
<div><strong><a href="http://4.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8y3jvUT4I/AAAAAAAAeZg/oO1Nkd2tyjo/s1600-h/NINFA.jpg"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St8y3jvUT4I/AAAAAAAAeZg/oO1Nkd2tyjo/s320/NINFA.jpg" border="0" alt="" width="233" height="320" /></a></strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ecco Ninfa… la vecchia pazza…malata della nostra stessa follia..<br />
E la struttura precaria che ha tirato su negli anni, per amore dei cani abbandonati e seviziati, aspettando inutilmente un intervento del Comune.</strong></p>
<p><strong>Ombre di cani divorati dalle malattie mentre i veterinari Asl si limitavano a chipparli e a verbalizzare.</strong></p>
<p><strong>Altri poveri animali che hanno smesso per sempre di soffrire dopo essersi lentamente spenti sotto gli occhi disperati ed impotenti di Ninfa e l’ indifferenza dei veterinari Asl che non le hanno neanche regalato l’eutanasia per non soffrire fino all’ultimo istante.</strong></p>
<p><strong>Anche i corpi di chi non ce l’ha fatta hanno subito la stessa indifferenza istituzionale!</strong></p>
<p><strong>Secondo il Tribunale chi verrà identificato come maltrattatore?<br />
Un Comune che ha ignorato costantemente e impunemente una legge datata 1991<br />
oppure una vecchietta malata e con una pensione sociale che ha messo a loro disposizione il suo misero ma amorevole tutto ?</strong></p>
<p><strong>Quale Giustizia??</strong></p>
<p><strong>Un gruppo di volontari, quelli che fanno le veci delle istituzioni assenti ingiustificate</strong></p>
<p><strong>Info, foto, filmati e documenti su: www.nelnomedelcane.org</strong></p>
<p><strong>Contatti locali:<br />
Severino Pietro e Mary (Lida Aragona) 328/4214663<br />
Colonna Salvatore (Lida Caltanisetta) 334/2332583<br />
De luca Cardilllo Annalisa (Lida Sicilia) 347/5967860</strong></p>
<p><strong>Mail Lida Sicilia: lidasicilia@alice.it;<br />
</strong></p>
<div><strong><a href="http://4.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St80MxqDpFI/AAAAAAAAeZo/afH2zomk_EA/s1600-h/Immagine.JPG"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_FTonOf35LTw/St80MxqDpFI/AAAAAAAAeZo/afH2zomk_EA/s320/Immagine.JPG" border="0" alt="" width="220" height="251" /></a></strong></div>
<div><strong>Sindaco di Aragona Alfonso Tedesco</strong></div>
<div><strong>CENTRO SINISTRA LISTA CIVICA</strong></div>
<p><strong><br />
Chiliamacisegua basita, orripilata, furente, segnala alla opinione pubblica, una Sicilia da bandire, da isolare, da denunciare: Quella che traspare da questa mail ricevuta e che divulga a manetta. E aspetta, assieme ai volontari che uno spiraglio di luce accenda, in questa bellissima isola, la luce della legge e della civiltà<br />
www.chiliamacisegua.org</strong> <img src="%7BB83E8D6B-CCC6-4451-8CDA-0B54FF9B5BE5%7D/Immagine.JPG" alt="" /></p>
</div>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piensa el LADRÓN que TODOS son de SU CONDICIÓN]]></title>
<link>http://commentatio.wordpress.com/2009/11/12/piensa-el-ladron-que-todos-son-de-su-condicion/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:36:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://commentatio.wordpress.com/2009/11/12/piensa-el-ladron-que-todos-son-de-su-condicion/</guid>
<description><![CDATA[Conocido refrán español. Nada más que decir. Solo qué temer si estos llegan a perder los nervios, co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img height="326" alt="Portapapeles-1" src="http://commentatio.files.wordpress.com/2009/11/portapapeles-1.jpg?w=450&#038;h=326" width="450" /></p>
<p>Conocido refrán español. Nada más que decir. Solo qué temer si estos llegan a perder los nervios, como ya lo hicieron en otros tiempose&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quattordio (Alessandria) Cani che vivono in pessime condizioni da sei anni]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/09/quattordio-alessandria-cani-che-vivono-in-pessime-condizioni-da-sei-anni/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:11:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/09/quattordio-alessandria-cani-che-vivono-in-pessime-condizioni-da-sei-anni/</guid>
<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO 22 novembre http://www.libero-news.it/adnkronos/view/228802 ANIMALI: ALESSANDRIA, CORP]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>AGGIORNAMENTO</strong></h3>
<h3><strong>22 novembre</strong></h3>
<p><strong>http://www.libero-news.it/adnkronos/view/228802</strong></p>
<div><strong>ANIMALI: ALESSANDRIA, CORPO FORESTALE SEQUESTRA 5 CANI E 6 GATTI PER MALTRATTAMENTO</strong></div>
<div><strong>Roma, 21 nov. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Cinque cani e sei gatti rinchiusi in un fabbricato fatiscente, in evidente stato di denutrizione e in pessime condizioni igienico-sanitarie, sono stati trovati, a Solero, in provincia di Alessandria, dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato che hanno subito sequestrato gli animali per affidarli in custodia a un&#8217;associazione ecoambientalista convenzionata con il comune locale. Le due persone titolari del fabbricato in cui sono stati rinvenuti i cani e i gatti sono state denunciate per maltrattamento di animali e detenzione incompatibile con la loro natura.</strong></div>
<p><strong>Le persone denunciate, due coniugi di Quarniento, un piccolo centro dell&#8217;alessandrino, erano gia&#8217; state segnalate all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria lo scorso 10 novembre per il reato di maltrattamento di animali. La coppia, infatti, gestiva un canile abusivo nel Comune di Quattordio (Alessandria) dove gli agenti della forestale e il personale del nucleo investigativo per i reati in danno agli animali del Corpo forestale, avevano sequestrato una cinquantina tra cani e gatti, detenuti in pessime condizioni igienico-sanitarie. Negli ultimi tempi erano giunte alle autorita&#8217; locali numerose segnalazioni da parte di privati cittadini che avevano sentito provenire dall&#8217;edificio i lamenti degli animali maltrattati e lasciati per giorni senza cibo.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2009/11/12/news_5152.shtml</strong></p>
<p><strong>Ultime notizie 12 novembre<br />
</strong></p>
<h4>Si potranno adottare i cani sequestrati a Quattordio (Alessandra)</h4>
<p><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2009/11/12/news_5152.shtml#"><img src="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/bin/18.$plit/C_35_news_5152_GroupNews_listatakes_itemTake_0_fotoposizione_foto.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong>Sono stati affidati all&#8217;Associazione eco-animalista e rifugio animali Babau, i 67 cani e la decina di gatti sequestrati dai carabinieri dei Nas di Alessandria in un canile abusivo in località Quattordio. Il caso era stato sollevato dall&#8217;inviato di Striscia la Notizia, Edoardo Stoppa, che aveva documentato lo stato di abbandono nel quale versavano gli animali (guarda i video del <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_sto9.flv">9 novembre </a>e <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_cani10.flv">10 novembre</a>).<br />
&#8220;Gli animali, al momento sotto sequestro, sono stati sottoposti ad accertamenti sanitari&#8221;, fa sapere la responsabile dell&#8217;Associazione Daniela Arzani, &#8220;già a partire dalla prossima settimana sarà possibile inviare una richiesta per l&#8217;adozione&#8221;. Si tratta per la maggior parte di cani giovani, di media e grande taglia e di 7 gatti adulti e due cuccioli. &#8220;Chiunque desideri adottarli, anche a distanza, può rivolgersi alla nostra associazione, noi provvederemo ad analizzare le richieste e a espletare gli accertamenti per definire l&#8217;idoneità dei richiedenti&#8221;.<br />
Le informazioni e le domande possono essere inviate a partire da lunedì 16 novembre alla mail <a href="mailto:canibabau@gmail.com">canibabau@gmail.com</a> oppure all&#8217;indirizzo: Associazione eco-animalista pensione rifugio Babau Strada Valtiglione, 34 &#8211; 15024 Masio &#8211; Alessandria</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>STRISCIA LA NOTIZIA 10 NOVEMBRE</strong></p>
<p><a href="openVideoLl('2009_11_cani10.flv')"><img src="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/bin/78.$plit/C_35_video_9941_GroupVideo_framevideo.jpg" alt="" /></a></p>
<div>
<p><strong><a href="openVideoLl('2009_11_cani10.flv')">I Nas in cascina</a></strong></p>
<p><strong>Dopo il servizio di Edoardo Stoppa sugli animali maltrattati sono intervenute le autorità</strong></p>
</div>
<p><strong>http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_cani10.flv</strong></p>
<p><strong>9 NOVEMBRE</strong></p>
<p><strong>RISPOSTA SINDACO</strong></p>
<p><strong>Gent.ma Signora,</strong></p>
<div><strong>a noi rimane l&#8217;amarezza del fatto che sono 2 anni circa che stiamo occupandoci del caso e che dopo aver presentato 2 esposti alla Procura della Repubblica è dovuta intervenire la redazione di Striscia per smuovere il magistrato che, guarda caso, proprio questa mattina ha firmato l&#8217;autorizzazione per entrare nell&#8217;abitazione dei Signori in questione. Quindi, dopo aver seguito per circa 2 anni il caso e aspettato l&#8217;autorizzazione del magistrato, l&#8217;effetto che si sta concretizzando è che noi risultiamo inadempienti e dovremo mantere i cani che in giornata verranno sequestrati!!!!!!</strong></div>
<div><strong>Speriamo almeno che qualcuno si prenda a cuore  l&#8217;adozione dei cani in oggetto &#8230;.</strong></div>
<p><strong>Dott. Tiziana Garberi</strong></p>
<p><strong>sindaco@comune.quattordio.al.it; </strong></p>
<h3><strong>http://www.giornal.it/pagine/articolo/articolo.asp?id=27049</strong></h3>
<p><strong><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/32799.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-964" title="32799" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/32799.jpg" alt="32799" width="242" height="217" /></a></strong></p>
<h3><strong>Cronaca</strong></h3>
<h3><strong>Striscia La Notizia a Quattordio</strong></h3>
<h3><strong>Una cascina-canile immersa nel fango</strong></h3>
<h3><strong><span style="color:#696969;">Dopo il servizio andato in onda ieri sera, durante Striscia La Notizia, su Canale 5, si è riaccesa in paese la polemica per le condizioni in cui riversano gli &#8220;ospiti&#8221; della cascina-canile situata vicino al cimitero, in via Serra. Da questa mattina i NAS e la Guardia Forestale stanno presidiando il casolare in attesa della proprietaria (Gabriella T., residente a Quargnento) che &#8211; pare &#8211; non si fa trovare. Il marito della donna, &#8220;braccato&#8221; giovedì scorso dall&#8217;inviato di Striscia, ha affermato che fanno questo per il bene degli animali &#8220;salvati&#8221; &#8211; secondo lui &#8211; &#8220;dalla strada&#8221;. Certo, non sono più in mezzo alla strada, ma le loro condizioni sono disastrose: al freddo, in mezzo ai rifiuti e al fango, alcuni rinchiusi in gabbie e lasciati totalmente a buio. E non è tutto: &#8220;a volte&#8221; &#8211; spiegano gli abitanti &#8211; &#8220;la proprietaria non viene a dargli da mangiare per giorni&#8221;.Attorno al &#8220;canile&#8221; (all&#8217;interno pare ci siano una quindicina di cani, molti cuccioli e tanti gatti) i Vigili del Fuoco, i Carabinieri di Felizzano, la Forestale e i Vigili Urbani che stanno attendendo di poter entrare. Pare comunque che la situazione di degrado fosse nota e che le forze dell&#8217;ordine avessero già intenzione di intervenire. Il &#8220;blitz&#8221; della trasmissione televisiva ha accelerato le cose.</p>
<div>I cani, tutti legalmente registrati e tatuati, verranno &#8211; probabilmente &#8211; trasferiti presso il canile Bau Bau di Masio.</div>
<p>&#160;</p>
<p></span></strong></h3>
<p><strong>STRISCIA LA NOTIZIA 9 NOVEMBRE 2009</strong></p>
<p><strong><a title="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_sto9.flv Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_sto9.flv">http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_sto9.flv</a></strong></p>
<p><strong>L&#8217;amico degli animali, Edoardo Stoppa, ci ha parlato di numerosi cani che vivono in pessime condizioni. Da sei anni secondo alcune testimoninaze</strong></p>
<p><strong>BUONA VISIONE E COMPLIMENTI PER LA CIVILTA&#8217; !</strong></p>
<p><strong>Chiliamacisegua</strong></p>
<p><strong><a title="http://www.chiliamacisegua.org Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="../">www.chiliamacisegua.org</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/Anonimo2.jpg"><img title="Anonimo2" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/Anonimo2.jpg" alt="Anonimo2" width="339" height="261" /></a> <a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/Anonimo3.jpg"><img title="Anonimo3" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/Anonimo3.jpg" alt="Anonimo3" width="333" height="263" /></a> <a href="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/Anonimo1.jpg"><img title="Anonimo" src="http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/11/Anonimo1.jpg" alt="Anonimo" width="302" height="259" /></a></strong></p>
<p><strong>ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL SINDACO</strong></p>
<p><strong>Dott. Tiziana Garberi</strong></p>
<p><strong><a title="mailto:tributi@comune.quattordio.al.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:tributi@comune.quattordio.al.it">tributi@comune.quattordio.al.it</a><span style="text-decoration:underline;">;</span></strong></p>
<p><strong><a href="mailto:welfare.animale@comune.alessandria.it">welfare.animale@comune.alessandria.it</a>;</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">info@fnovi.it ; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">enpav@enpav.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">info@scivac.it;</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">info@anmvi.it; </span></strong></p>
<p><strong><a href="mailto:nirda@corpoforestale.it">nirda@corpoforestale.it</a><span style="text-decoration:underline;">;</span></strong></p>
<p><strong><a title="mailto:martini_f@camera.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:martini_f@camera.it">martini_f@camera.it</a><span style="text-decoration:underline;">; </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><a title="mailto:lettere@lastampa.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:lettere@lastampa.it" target="_blank">lettere@lastampa.it</a>;</span></strong></p>
<p><strong><a title="mailto:redazione@inalessandria Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:redazione@inalessandria">redazione@inalessandria</a>.it;</strong></p>
<p><strong><a href="mailto:redazione@giornal.it"><span style="text-decoration:underline;">redazione@giornal.it</span></a><span style="text-decoration:underline;">;</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Decisão da Uniban chancela barbárie e preconceito, diz OAB]]></title>
<link>http://eduardosekeff.wordpress.com/2009/11/09/decisao-da-uniban-chancela-barbarie-e-preconceito-diz-oab/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:25:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>eduardosekeff</dc:creator>
<guid>http://eduardosekeff.wordpress.com/2009/11/09/decisao-da-uniban-chancela-barbarie-e-preconceito-diz-oab/</guid>
<description><![CDATA[A expulsão da estudante Geisy Arruda da Universidade Bandeirante (Uniban), após ser alvo de ofensas ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">A expulsão da estudante Geisy Arruda da Universidade Bandeirante (Uniban), após ser alvo de ofensas por usar um vestido curto, &#8220;chancela a barbárie e o preconceito&#8221;, segundo o presidente da Ordem dos Advogados do Brasil (OAB), Cezar Britto.</p>
<p style="text-align:justify;">Geisy teve que sair escoltada pela polícia após ser xingada dentro da universidade por causa do vestido que usava no dia 22 de outubro. As imagens da confusão foram gravadas por universitários e postadas no site YouTube no mesmo dia. No domingo, em comunicado pago publicado em jornais de São Paulo, a Uniban informou ter decidido expulsar Geisy &#8220;em razão do flagrante desrespeito aos princípios éticos da dignidade acadêmica e à moralidade&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Segundo Britto, o gesto foi de intolerância, discriminação e violência contra a mulher. O presidente da OAB afirmou ainda que a decisão da Uniban consagra &#8220;uma mentalidade obscurantista e nefasta, que há muito se supunha extinta deste País&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Na nota, a Uniban justifica a expulsão: &#8220;foi constatada atitude provocativa da aluna, que buscou chamar a atenção para si por conta de gestos e modos de se expressar&#8221;. A instituição considerou ainda que a atitude dos outros alunos foi uma &#8220;reação coletiva de defesa do ambiente escolar&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">A Secretaria de Educação Superior do Ministério da Educação (MEC) informou nesta segunda-feira que vai enviar orientação para que a Uniban reconsidere a decisão de expulsar Geisy Villa Nova Arruda. A universidade terá 10 dias úteis para prestar esclarecimentos ao ministério. Segundo a secretaria, a instituição será notificada pelo ministério ainda esta semana.</p>
<p style="text-align:justify;">A delegada Angela Ballarini, da Delegacia de Defesa da Mulher de São Bernardo do Campo (SP), afirmou nesta segunda-feira que será aberto inquérito para investigar as ofensas a Geisy. Segundo a delegada, o inquérito vai apurar quais estudantes ofenderam a jovem. Angela afirma também que, a princípio, a expulsão da estudante da universidade não será investigada.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VIVA LA CIVILTA'   ]]></title>
<link>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/09/viva-la-civilta/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:36:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosanna Marani</dc:creator>
<guid>http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/09/viva-la-civilta/</guid>
<description><![CDATA[UNA ABITUDINE BARBARA, ORRIBILE , SCONOSCIUTA AI PIU&#8217; I BUFALOTTI MASCHI COME I PULCINI SONO N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>UNA ABITUDINE BARBARA, ORRIBILE , SCONOSCIUTA AI PIU&#8217;</strong></p>
<p><strong>I BUFALOTTI MASCHI COME I PULCINI SONO NIENTE</strong></p>
<p><strong>I PRIMI  LASCIATI MORIRE DI FAME I SECONDI TRITURATI VIVI</strong></p>
<p><strong>VIVA LA CIVILTA&#8217;</strong></p>
<p><strong>CHILIAMACISEGUA</strong></p>
<p><strong><a title="http://www.chiliamacisegua.org Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.chiliamacisegua.org/">www.chiliamacisegua.org</a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a title="http://www.infolatte.it/etica/latte_uccide_animali.html Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://www.infolatte.it/etica/latte_uccide_animali.html">http://www.infolatte.it/etica/latte_uccide_animali.html</a></strong></p>
<h4>La produzione di latte uccide vitelli e mucche</h4>
<p>Spesso, chi diventa vegetariano per ragioni etiche, quindi per non uccidere  animali, in sostanza, è convinto che la produzione di latte non comporti la  morte di nessun animale.</p>
<p>Magari pensa che è vero che c&#8217;è dello sfruttamento dietro gli allevamenti di  mucche da latte, ma il problema, allora, è cambiare i metodi di allevamento, di  trattamento degli animali. Non è la produzione <em>in sé</em> di latte (e uova, ma  qui trattiamo solo la questione latte), il problema. E&#8217; il metodo. Quindi, in  linea di principio, mangiare questi alimenti non è sbagliato. Perché, comunque,  non uccide.</p>
<p>Così di solito si pensa. Va detto però che, anche fosse vero che il consumo  di latte non uccide gli animali, questo ragionamento non sarebbe molto valido,  perché occorre comunque dissociarsi e non contribuire allo sfruttamento, quando  esiste.</p>
<p>Purtroppo, purtroppo per gli animali, c&#8217;è un problema in più: non è &#8220;solo&#8221;  una questione di sfruttamento. Ma di <strong>uccisione</strong>. Perché anche il  consumo di latte implica, necessariamente, l&#8217;uccisione di animali. Non gli  stessi individui che producono questi &#8220;alimenti&#8221; (o almeno, non subito), ma loro  simili, i loro figli, che devono morire affinché questa produzione sia  possibile. E&#8217; matematicamente, statisticamente, economicamente  <strong>impossibile</strong> produrre latte senza uccidere un altissimo numero  di animali. Spieghiamo ora perché. Per cui, alla fine, chi ha scelto di essere  vegetariano per <strong>non uccidere</strong> dovrebbe, per lo stesso motivo,  diventare vegano. Il motivo è identico, quindi è una decisione facile da  prendere, perché ci si è già passati una volta. Si è già convinti della sua  validità.</p>
<p>Ci concentriamo sul fatto dell&#8217;uccisione proprio per questo: si trattasse  solo di sfruttamento, uno potrebbe sempre scegliere di usare prodotti di  allevamenti non intensivi (il che significherebbe comunque, se si è coerenti,  limitare moltissimo il proprio consumo, renderlo minimale, perché gli  allevamenti non intensivi non possono certo fornire prodotti a tutta la  popolazione della Terra, nella quantità oggi considerata abituale). Ma si tratta  invece di morte. E, chi è vegetariano per motivi etici, è di sicuro già convinto  che non sia lecito UCCIDERE gli animali.</p>
<p>Perché la produzione di latte comporta l&#8217;uccisione di animali (a parte le  mucche da latte stesse, a fine carriera)?</p>
<p>Un esempio, dal mondo reale della produzione della mozzarella di bufala, una  testimonianza di prima mano (apparsa in una mailing list a diffusione pubblica):</p>
<p><em><strong>12 marzo 2002 &#8211; Il 12 di febbraio ultimo scorso, tornando a casa,  ho intravisto una grande macchia scura sul bordo della strada. Avvicinandomi, ho  visto che &#8220;la cosa&#8221;&#8230; era un bufalotto di alcuni giorni, ancora vivo. Devo dire  che diverse volte negli anni mi è capitato di vedere carogne di bufalotti nei  campi e lungo le strade, e ho sempre pensato che fossero morti di malattie  perinatali. Ho segnalato il fatto all&#8217;autorità competente che è intervenuta per  rimuovere la carcassa. Ma questa volta non si trattava di un cadavere, era un  animale vivo. Un bufalotto maschio, senza marca nell&#8217;orecchio, senza padrone.  L&#8217;ho caricato in macchina e l&#8217;ho portato a casa. Ho chiamato subito il Servizio  Veterinario il cui responsabile ha detto che posso tenerlo per farlo crescere,  perché probabilmente è stato abbandonato essendo un maschio. Allora i maschi  vengono abbandonati? Si, mi è stato risposto, è l&#8217;abitudine in zona. Per  legalizzarlo sono andata ai Carabinieri per fare la denuncia di &#8220;ritrovo&#8221;. Anche  il Comandante &#8220;sapeva&#8221;: i maschi si uccidono, si lasciano lungo le strade, è  &#8220;normale&#8221;, non servono, non danno latte. Si parlava di soffocarli buttando la  paglia in gola&#8230; Con il Servizio Veterinario abbiamo fatto i calcoli: circa  15.000 bufalotti maschi all&#8217;anno &#8220;non nascono&#8221; ufficialmente. Ma devono essere  nati, perché la natura procura l&#8217;equilibrio: nascono tanti maschi come femmine.  E se sono iscritti 40.000 bufali femmina devono essere minimo 15.000 i maschi  che &#8220;spariscono&#8221;. Ho sentito di altri &#8220;metodi&#8221; di uccisione: la maggior parte  degli allevatori semplicemente lascia morire di fame i neonati, cioè li  allontanano dalla mamma subito dopo il parto e non danno più attenzione.  Muoiono! Basta! Ci sono quelli che li sotterrano vivi e ci sono quelli che li  buttano nella fossa del letame. Qualche allevatore locale cresce i bufali maschi  per la carne. Una percentuale molto bassa.</strong> </em></p>
<p>Al di là dell&#8217;esempio specifico, quello che a molti sfugge è che per far  produrre latte alla mucca occorre <strong>farle partorire un vitellino</strong>.  La mucca non è una macchina che produce latte senza scopo, ma è un mammifero, e  come tutti i mammiferi, esseri umani compresi, produce latte solo quando mette  al mondo un figlio, per nutrirlo. E poi non continua certo a produrlo per  sempre: dopo un anno, non ha più latte, e per continuare a produrlo deve  partorire di nuovo!</p>
<p>Se il vitellino è maschio non potrà vivere come &#8220;mucca da latte&#8221;, perciò  vivrà qualche mese e poi verrà macellato. Anche se è femmina, potrà vivere per  prendere il posto della madre, ma solo una seguirà questo destino, le altre  andranno al macello coi loro fratelli.</p>
<p>I cuccioli vengono quindi tolti alla madre appena nati, a 1-2 giorni di vita,  e la madre continuerà a piangere per mesi chiamandoli, e i piccoli vivranno la  loro misera vita per 6 mesi, piangendo e chiamando la madre che non vedranno mai  più e poi saranno portati al macello e uccisi.</p>
<p>I bufaletti fanno una fine forse peggiore (o forse no, è difficile scegliere  tra due tipi di morte): vengono ammazzati, o lasciati morire, appena nati. I  vitellini invece vengono abitualmente mangiati, perciò vivono qualche mese per  mettere su carne (6 mesi, di solito).</p>
<p>Non è pensabile che possano essere mantenuti &#8220;a sbafo&#8221; animali improduttivi  (i maschi, e le femmine in più). Anche nei piccoli allevamenti. Significherebbe  far crescere i costi in maniera enorme. E se mai gli allevatori e i consumatori  diventassero così (e comunque ADESSO non lo sono e quindi ADESSO il latte  implica la morte dei vitelli) tanto sensibili al benessere degli animali da  consentire agli animali maschi di vivere (ma dove mai li metterebbero? Non c&#8217;è  spazio abbastanza al mondo)&#8230; credete davvero che non sarebbe più probabile che  si arrivasse invece a una semplice rinuncia a quella  <strong>piccolissima</strong> quantità di prodotti animali che allevamenti di  questo genere consentirebbero di ottenere?</p>
<p>Le mucche stesse, dopo 5-6 anni, vengono portate al macello, ridotte ormai in  condizioni così estreme dallo sfruttamento, da non potersi più reggere in piedi  da sole.</p>
<p>Non esiste un latte &#8220;senza crudeltà&#8221;, per produrlo vengono sempre e comunque  uccisi e fatti soffrire animali: le mucche e i figli che sono costrette a  partorire.</p>
<p><a href="mailto:infolatte@saicosamangi.info">infolatte@saicosamangi.info</a></p>
<p>&#160;</p>
<p><a href="http://inquietologo.wordpress.com/2008/03/28/la-mozzarella-di-bufala-fa-male-alla-salute-dei-bufali/">http://inquietologo.wordpress.com/2008/03/28/la-mozzarella-di-bufala-fa-male-alla-salute-dei-bufali/</a></p>
<h4>La mozzarella di bufala fa male alla salute, dei bufali.</h4>
<p>Marzo 28, 2008 di <a title="Articoli scritti da: inquietologo" href="http://inquietologo.wordpress.com/author/inquietologo/">inquietologo</a></p>
<p><strong>Basso il valore di diossina nel  latte di bufala</strong></p>
<p><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/47ecfef35a5e7_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-953" title="47ecfef35a5e7_big" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/47ecfef35a5e7_big.jpg" alt="47ecfef35a5e7_big" width="250" height="333" /></a></p>
<p><strong>Nullo il valore della vita della bufala</strong></p>
<p><strong>La produzione della mozzarella di bufala, come degli  altri latticini e degli altri derivati animali in genere, comporta  necessariamente l’oppressione, la tortura e l’uccisione di un immenso numero di  animali.<br />
In questo caso, per ovvie ragioni, l’industria non ha bisogno dei  maschi, un inutile peso da mantenere, e quindi la “norma” vuole che i bufalini,  fatti nascere per forzare la madre a produrre il latte necessario per la  lavorazione della mozzarella – latte spettante per natura a loro e solo a loro –  vengano immediatamente strappati alla madre e abbandonati nei campi, buttati nei  fossi, soffocati con la paglia, seppelliti ancora vivi o lasciati vagare fino  alla morte per inedia.<br />
Questa orribile morte tocca sistematicamente loro  poichè i genuini italiani, i raffinati francesi e gli operosi giapponesi devono  gustarsi questa bontà nostrana, tipicamente campana, e tante famiglie di onesti  allevatori, cioè di onesti torturatori istituzionalizzati, devono mantenere le  proprie oneste famiglie, rifornendo i propri onesti figli di automobili e  cellulari e pagare onestamente le tasse.</strong></p>
<p>Un esempio, dal mondo reale della  produzione della mozzarella di bufala, una testimonianza di prima mano (apparsa  in una mailing list a diffusione pubblica):</p>
<p><em>12 marzo 2002 – Il 12 di febbraio ultimo scorso, tornando  a casa, ho intravisto una grande macchia scura sul bordo della strada.  Avvicinandomi, ho visto che “la cosa”… era un bufalotto di alcuni giorni, ancora  vivo. Devo dire che diverse volte negli anni mi è capitato di vedere carogne di  bufalotti nei campi e lungo le strade, e ho sempre pensato che fossero morti di  malattie perinatali. Ho segnalato il fatto all’autorità competente che è  intervenuta per rimuovere la carcassa. Ma questa volta non si trattava di un  cadavere, era un animale vivo. Un bufalotto maschio, senza marca nell’orecchio,  senza padrone. L’ho caricato in macchina e l’ho portato a casa. <strong>Ho chiamato  subito il Servizio Veterinario il cui responsabile ha detto che posso tenerlo  per farlo crescere, perché probabilmente è stato abbandonato essendo un maschio.  Allora i maschi vengono abbandonati? Si, mi è stato risposto, è l’abitudine in  zona. Per legalizzarlo sono andata ai Carabinieri per fare la denuncia di  “ritrovo”. Anche il Comandante “sapeva”: i maschi si uccidono, si lasciano lungo  le strade, è “normale”, non servono, non danno latte. Si parlava di soffocarli  buttando la paglia in gola… Con il Servizio Veterinario abbiamo fatto i calcoli:  circa 15.000 bufalotti maschi all’anno “non nascono” ufficialmente. Ma devono  essere nati, perché la natura procura l’equilibrio: nascono tanti maschi come  femmine. E se sono iscritti 40.000 bufali femmina devono essere minimo 15.000 i  maschi che “spariscono”</strong>. Ho sentito di altri “metodi” di uccisione: la  maggior parte degli allevatori semplicemente lascia morire di fame i neonati,  cioè li allontanano dalla mamma subito dopo il parto e non danno più attenzione.  Muoiono! Basta! Ci sono quelli che li sotterrano vivi e ci sono quelli che li  buttano nella fossa del letame. Qualche allevatore locale cresce i bufali maschi  per la carne. Una percentuale molto bassa. Per il resto, per continuare a  produrre mozzarella di bufala si dovrebbe organizzare una raccolta dei piccoli  appena nati per portarli ai macelli.</em>Altro che vita da cani; ad un bufalo non  spetta nemmeno l’onore di una apparizione mondana come una mostra d’Arte.<em> </em></p>
<p>Alla luce di quanto appena appreso, rileggiamo i fatti di attualità dando  alle cose il loro nome:</p>
<p>“1900 allevamenti a  rischio!” = “1900 lager a rischio!”; uno slogan di senz’altro minore  impatto, ma più aderente alla realtà.</p>
<p>La maggior parte della popolazione umana nel condurre la propria miserabile  esistenza, compie gli atti più abominevoli per ottenere i fini più imbecilli;  per questo, fondamentalmente, mi ripugna così tanto da quando ho iniziato a  ragionare.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a title="http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/09/03/video-schoc-pulcini-maschi-triturati-vivi/ Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/09/03/video-schoc-pulcini-maschi-triturati-vivi/">http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/09/03/video-schoc-pulcini-maschi-triturati-vivi/</a></p>
<h4><a title="http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/09/03/video-schoc-pulcini-maschi-triturati-vivi/ Ctrl + clic per seguire il collegamento" rel="bookmark" href="http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/09/03/video-schoc-pulcini-maschi-triturati-vivi/">VIDEO SCHOC. PULCINI MASCHI TRITURATI VIVI</a></h4>
<p>Pubblicato da irpinianelmondo su Settembre 3, 2009</p>
<p><strong><a href="http://irpinianelmondo.files.wordpress.com/2009/09/pulcini.jpg"></a></strong></p>
<p><strong>03.09.2009</strong>-<strong>Circa 150 mila pulcini maschi vengono  triturati vivi ogni giorno in uno stabilimento della Hy-Line International a  Spencer in Iowa</strong>. È quanto denuncia «Mercy for Animals» (Pietà per gli  animali),</p>
<p>un gruppo animalista che ha lanciato su Youtube un  video impressionante in cui si può seguire le poche ore di vita di questi  pulcini. Il filmato (che segue) mostra quando nascono, schiudendo il loro uovo,  e poi passano su un bancone dove alcuni operai individuano il loro sesso:</p>
<p>i maschi vengono buttati su un altro nastro da dove poi, entrando in una  specie di trivella, vengono stritolati ancora vivi. Gli animalisti, nel loro  sito, ricordano ogni anno più di 30 milioni di pulcini maschi vengono eliminati  in questo modo dallo stabilimento di Spencer.</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&#38;IDmsezione=59&#38;IDalbum=20304&#38;tipo=VIDEO#mpos">http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&#38;IDmsezione=59&#38;IDalbum=20304&#38;tipo=VIDEO#mpos</a></p>
<p>&#160;</p>
<p><a title="http://forum.alfemminile.com/forum/f331/__f46_f331-Polli-e-galline.html Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="http://forum.alfemminile.com/forum/f331/__f46_f331-Polli-e-galline.html">http://forum.alfemminile.com/forum/f331/__f46_f331-Polli-e-galline.html</a></p>
<h4>Polli e galline</h4>
<p><a href="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/pulcini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-954" title="pulcini" src="http://chiliamacisegua.wordpress.com/files/2009/11/pulcini.jpg" alt="pulcini" width="127" height="95" /></a></p>
<p>GALLINE E POLLAME<strong> Alla nascita, i pulcini maschi vengono  &#8220;scartati&#8221;, gettati via e tritati vivi.</strong> Gli animali allevati, chiusi in  gabbie strettissime, si strappano le piume e si mangiano a vicenda  (cannibalismo) in accessi furiosi. Per quanto concerne le galline: irradiate con  infrarossi, sottoposte alla ghigliottina dello &#8220;sbeccamento&#8221; (taglio del becco),  bioritmi alteratiio da cicli notte/giorno artificiali, alimentazione forzata con  pastoni fatti col loro stesso guano, con scarti alimentari, residui d&#8217;ogni  genere e di provenienza incontrollabile.</p>
<p>Nei mangimi dei polli e dei  maiali belgi sono stati trovati PCB (bifenile policlorurato) &#8211; come mangiare  insalata di pollo condita con olio di macchina usato! -, altamente tossici e  cancerogeni: la loro diffusione e&#8217; responsabile dell&#8217;aumento di gravi malattie  in quanto i PCB si accumulano nella catena alimentare.</p>
<p>Gli animali sono  cosi&#8217; malati che devono essere praticate ininterrotte terapie antibiotiche,  tanto violente ed invasive che un veterinario d&#8217;una USSL testimoniava di aver  dovuto imporre un &#8220;blocco &#8221; all&#8217;uso di antibiotici in un allevamento  industriale: risultato devastante, 20.000 polli morti in pochi giorni.</p>
<p>A</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">info@fnovi.it ;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">enpav@enpav.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">info@scivac.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">info@anmvi.it; </span></p>
<p><a href="mailto:nirda@corpoforestale.it">nirda@corpoforestale.it</a><span style="text-decoration:underline;">;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">alfano_a@camera.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">martini_f@camera.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">r.brunetta@governo.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">urp@politicheagricole.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Gabinetto.capo@politicheagricole.gov.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:frattini_f@camera.it">frattini_f@camera.it</a>;</span></p>
<p>report@rai.it;</p>
<p>segreteria@ilfattoquotidiano.it;</p>
<p><a href="mailto:segretdir@corriere.it">segretdir@corriere.it</a>;</p>
<p>leggo@leggoposta.it;</p>
<p><a href="mailto:redazione%40corriere.it">redazione@corriere.it</a>;</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">info@matteoviviani.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a title="mailto:unomattina@rai.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="mailto:unomattina@rai.it">unomattina@rai.it</a>;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:settimanaledipiu@cairoeditore.it">settimanaledipiu@cairoeditore.it</a>;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">online@quotidiano.net;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">omnibus@la7.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">exit@la7.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione.mn@gazzettadimantova.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:costanzo@ilriformista.it">costanzo@ilriformista.it</a>,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">explora@rai.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">tgr@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">larepubblica@repubblica.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">espressonline@espressoedit.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">mediamente@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@libero-news.eu;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">stampaweb@lastampa.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">avvenire@avvenire.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:studio@radiorockitalia.it">studio@radiorockitalia.it</a>;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@ilsecoloxix.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@ilmanifesto.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">rai-tv@rai.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">inforaiuno@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">inforaidue@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">raitre@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">raiinternational@rai.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">webnews24@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">sabina.fedeli@mediaset.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">geo_geo@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">trebisonda@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">infor101@r101.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">notizieverdi@undicidue.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">tg7@7gold.tv;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">cominciamobene@animalieanimali.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">agenzia@asca.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">pongoepeggy@rai.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@tgcom.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">studioaperto@mediaset.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@cronacavera.info  ;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione.internet@ansa.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> tg1.societa@rai.it  ;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"> tg1.unomattina@rai.it  ;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@ilriformista.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">direttore.italiasera@libero.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">rubrica.lettere@repubblica.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">segreteria_roma@repubblica.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">capitale@liberazione.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">posta@liberazione.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@indipendenteinrete.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">lettere@metroitaly.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">lavostraemail@rai.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">cronacarm@rcs.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">cityroma@rcs.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">prioritaria@ilmessaggero.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">cronaca@ilmessaggero.it ; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">direttoreTG3@rai.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">direttoretg2@gmail.com;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">tg1.speciali@rai.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">tg1.sdr@rai.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">tg1_direzione@rai.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">tg3net@rai.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazionetg4@mediaset.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazionetg5@mediaset.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">indignatospeciale@mediaset.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">scriviaritaforum@mediaset.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">posta.tg5@mediaset.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">mdebac@corriere.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Antonella.MARIOTTI@lastampa.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">marialuisa.cocozza@mediaset.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">amigotto@gmail.com,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">davidecavalieri@radiomontecarlo.net,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">lui_carbone@libero.it,</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">redazione@latuavoce.it; </span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">lapostadigrazia@mondadori.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">s.cervasio@repubblica.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">lettere@lastampa.it;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a href="mailto:specchiotempi@lastampa.it">specchiotempi@lastampa.it</a>;</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">direttore.oggi@rcs.it;</span></p>
<p><a href="mailto:chiposta@mondadori.it">chiposta@mondadori.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:magazine@rcs.it">magazine@rcs.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:sd@repubblica.it" target="_blank">sd@repubblica.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:repubblicawww@repubblica.it" target="_blank">repubblicawww@repubblica.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:direttoreweb@ilgiornale.it%3cdirettoreweb@ilgiornale.it">direttoreweb@ilgiornale.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:lettori@ilgiornale.it%3clettori@ilgiornale.it">lettori@ilgiornale.it</a>;</p>
<p><a href="mailto:maurizio.belpietro@libero-news.it">maurizio.belpietro@libero-news.it</a>;</p>
<p>redazioneiene@mediaset.it;</p>
<p>secondovoi@mediaset.it;</p>
<p>RadioBau@unitedmusic.it;</p>
<p>reporter@cronacaqui.it;</p>
<p><a href="mailto:gabibbo@mediaset.it">gabibbo@mediaset.it</a>;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Joga pedra no machismo!]]></title>
<link>http://brejeirices.wordpress.com/2009/11/08/joga-pedra-no-machismo/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 03:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mariana Pires</dc:creator>
<guid>http://brejeirices.wordpress.com/2009/11/08/joga-pedra-no-machismo/</guid>
<description><![CDATA[Quando eu era adolescente e jogava vôlei, lembro que minha mãe reclamava quando eu saía de casa pro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quando eu era adolescente e jogava vôlei, lembro que minha mãe reclamava quando eu saía de casa pro treino usando roupa de treino. Explico-me: a roupa de treino incluía short de lycra, desses justos, que às vezes eram bem curtos. Eu usava também uns calções de tactel folgadinhos, mas que também não eram lá muito compridos. Eu tinha 12, 13 anos, e ela dizia sempre pra eu colocar uma calça por cima pra não sair na rua com as pernas de fora, afinal eu já tinha &#8220;corpo de mocinha&#8221;.</p>
<p>Eu conseguia entender perfeitamente que o que ela queria dizer era que, apesar da pouca idade, eu era bem gostosinha e chamava a atenção dos homens na rua. Eu ficava enfurecida e não sabia se era mais por conta das recomendações dela (que eu nem sempre seguia) ou pela constatação de que, de fato, tá cheio de cara no meio da rua que se acha no direito de gritar &#8220;gostosa!&#8221; ou de soltar um assovio quando passa uma mulher na sua frente. Tem uns mais ousados que chegam junto e soltam um &#8220;bomm diiia&#8221;, assim, devagarinho, quase no seu ouvido. Aí o sangue sobe até a testa, dá aquela vontade de rodar a mão na cara do sujeito, mas aí a gente respira fundo e, se tiver disposta e com paciência, grita de volta o bom e velho &#8220;nunca viu mulher na vida não, seu imbecil??&#8221;. Se tiver com preguiça, faz cara de durona e passa reto.</p>
<p>Com o tempo, no entanto, eu percebi que não importa a porra da roupa que a gente tá usando. Pode ser minissaia, jeans e camiseta ou até mesmo um sobretudo &#8211; aprendi aqui em São Paulo que o machismo sobrevive aos dias mais rigorosos do inverno &#8211; vai ter sempre um idiota pronto pra soltar uma gracinha. Pode ser inclusive em ambientes teoricamente progressistas, como os espaços do movimento estudantil. Quem que já viveu essa experiência nunca foi interrompida com um assovio numa sala de aula na hora de dar um recado ou numa plenária de congresso?</p>
<p>Apesar de entender a preocupação da minha mãe, que obviamente só queria me proteger, eu aprendi com os anos &#8211; e com o feminismo &#8211; que a questão é mais complexa e precisa ser enfrentada não dizendo às meninas e às mulheres que escondam seus peitos, pernas e bundas, mas questionando com firmeza o machismo e afirmando nossa autonomia sobre nossos corpos e nossas vidas.</p>
<p>Lembrei disso tudo por conta do episódio da Uniban. Fiquei chocada quando li a <a href="http://www1.folha.uol.com.br/folha/videocasts/ult10038u644777.shtml" target="_blank">notícia</a> na madrugada do dia 29, contando que a estudante Geisy Arruda precisou sair da universidade escoltada pela polícia sob gritos de &#8220;pu-ta! pu-ta!&#8221; por usar um vestido curto . Mas ontem fiquei ainda mais perplexa ao ler sobre <a href="http://www1.folha.uol.com.br/folha/educacao/ult305u649373.shtml" target="_blank">a decisão da universidade </a>de expulsar a garota. Onde é que o mundo vai parar? Daqui a pouco tem juiz condenando vítima de estupro porque estava andando de shorts numa rua escura.</p>
<p>A lógica adotada pela Uniban para culpar a moça e expulsá-la da instituição autoriza a reação dos que a humilharam no dia 22 de outubro. Ao fim e ao cabo, é a mesma lógica que autoriza o estuprador, o marido que bate na mulher, o pai que maltrata a filha. É a mesma também que autoriza atitudes machistas &#8220;menores&#8221; que, de tão cotidianas, passam despercebidas, como se fossem naturais. É o assovio no meio da rua, é o moleque que passa a mão na bunda da mina na balada, é o namorado que a proíbe de usar determinada roupa, é a auto-censura na hora de decidir se usa ou não um decote (ah, mas eu vou ter que voltar de ônibus à noite, melhor não&#8230;).</p>
<p>Em todos esses casos, existe um senso comum muito forte que ainda pensa que a mulher é culpada &#8211; por andar à noite numa rua escura e pouco movimentada, por contrariar a opinião do pai-patrão, por sair na rua de minissaia, por andar de forma insinuante, etc etc. A reprodução dessa lógica em dimensão bem mais ampla, como é o caso da Uniban, felizmente lança luz sobre o cerne da questão &#8211; o machismo &#8211; e desperta a reação da sociedade.</p>
<p>É certo que muuuita gente deve estar concordando com a decisão da instituição. Mas o fato é que tanto a mídia, como entidades da sociedade civil (notadamente as organizações feministas, mas também estudantis) e órgãos do governo, como a Secretaria de Políticas Públicas para Mulheres e o <a href="http://www1.folha.uol.com.br/folha/educacao/ult305u649452.shtml" target="_blank">Ministério da Educação</a>, já se manifestaram em repúdio à decisão da Uniban de expulsar a aluna. Eu espero sinceramente que essa universidade seja punida de alguma forma pelo MEC, que a garota entre na justiça e ganhe uma bela fortuna e que a sociedade aproveite a oportunidade pra avançar um pouco mais na luta contra o machismo.</p>
<p>Agora eu vou dormir, lembrando da raiva que eu tinha do mundo e da inveja que eu tinha do meu irmão quando a gente voltava da escola a pé, debaixo do sol do Recife ao meio-dia, e eu não podia tirar a camisa como ele sempre fazia. Ah, e pensando na quantidade de &#8220;Geisy da Uniban&#8221; que vai aparecer ano que vem no carnaval de Olinda&#8230; podiam levar junto um saco cheio de pedras pra jogar no machismo que aparecer pela frente. Fica a dica!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[uniban e a volta à idade média]]></title>
<link>http://sodoma.wordpress.com/2009/11/08/uniban-e-a-volta-a-idade-media/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 13:03:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex</dc:creator>
<guid>http://sodoma.wordpress.com/2009/11/08/uniban-e-a-volta-a-idade-media/</guid>
<description><![CDATA[com o ano correndo pra se extinguir lí ontem em todos os jornais a nota estarrecedora da uniban sobr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>com o ano correndo pra se extinguir lí ontem em todos os jornais a nota estarrecedora da uniban sobre o caso da aluna do vestido-curto-cor-de-rosa-choque. li também a lamentável entrevista do advogado da instituição na folha de são paulo.</p>
<p>tudo, desde o primeiro dia, nesse caso é revoltante e de uma baixeza repugnante.</p>
<p>a cereja do bolo foi colocada quando a dita universidade expulsou a aluna depois de uma sindicância interna cujos caminhos de avaliação foram traçados &#8211; oh deus! &#8211; pela própria gangue de inquisidores.</p>
<p>estranho que nem o corpo docente tampouco os alunos dessa fraca universidade tenham se manifestado ainda sobre a expulsão. há um silêncio cúmplice que deixa meu estômago embrulhado. há covardia que não cabe no mundo nesse silêncio.</p>
<p>na uniban a falta de educação é premiada.</p>
<p>a uniban pelo visto não educa.</p>
<p>fujam da uniban enquanto é tempo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Sangre y a fuego ]]></title>
<link>http://manosuelta.wordpress.com/2009/11/07/a-sangre-y-a-fuego/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 21:45:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>manosuelta</dc:creator>
<guid>http://manosuelta.wordpress.com/2009/11/07/a-sangre-y-a-fuego/</guid>
<description><![CDATA[Hace 24 años  55 cuerpos sin vida reposaban al frente  de un humeante palacio de justicia,  cuerpos ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hace 24 años  55 cuerpos sin vida reposaban al frente  de un humeante palacio de justicia,  cuerpos empacados en  transparentes bolsas plásticas, cuerpos fuliginosos y algunos arqueados como una interrogante, cuerpos de magistrados, funcionarios , empleados y guerrilleros entre la austera plaza de Bolívar y la frase del  prócer colombiano Francisco de Paula Santander,  grabada en la  fachada principal  de la enorme mole del edificio destruido :” Colombianos, si las armas os han dado la independencia, las leyes os darán la libertad”.</p>
<p>Era una niña pero nunca me voy a olvidar de esos dias , era un miércoles y llevaba la sudadera del colegio, por aquel tiempo era onicófaga, ferviente jugadora de <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Yermis">Yermis</a> y asidua escucha de la radio. Mi padre era un apuesto abogado  a quien le gustaban las mancuernas   y diariamente  recorría las calles del centro de Bogotá, los juzgados y de vez en cuando  aquel palacio de justicia. Al escuchar la noticia en un informe de última hora por la radio, pensé que mi papá se había quedado allí, todo el día junto a mi hermano nos quedamos escuchando las noticias buscando  pistas infantiles   entre las primeras descripciones de la toma por parte del M-19, los disparos  , las listas de los magistrados,  las entrevistas de los que pudieron escapar   y la progresiva retoma por parte del ejército. Mi hermano se preguntaba  por las palomas,  a donde habrían ido a parar las palomas de la plaza con tanta tronadera?.</p>
<p>Tambien escuchamos la voz exhausta y angustiada  del presidente de la Corte Suprema de Justicia,  Alfonso Reyes  Echandía, pidiendo por un cese al fuego por parte de las autoridades, diciendo que  los guerrilleros los tenían apuntados y había que detener  la ofensiva militar  para poder dialogar. Cuando llegó mi mamá, trató de calmarme   pero solo pude sentir alivio al escuchar  las llaves de mi papá abrir  la puerta de la casa . Luego nos quedamos con mis padres oyendo  en la sala,   el desesperado contrapunteo de los periodistas buscando nuevas informaciones  y el retumbar de la balacera , recuerdo la rabia de mis padres  al darse cuenta de que las transmisiones  de la toma iban a ser interrumpidas por orden de la entonces ministra de comunicaciones y la hoy campante candidata a la presidencia Nohemí Sanín; en su lugar solo se pudo ver  y escuchar un partido del Unión Magdalena contra Millonarios.</p>
<p>Poco a poco  se sumaron    todas las características de un golpe de Estado, el presidente Belisario Betancur, si, el  de las palomitas blancas de la paz, el admirado léctor de las <em>Memorias de Adriano</em> y autor de una  insufrible poesía, se ocultó detrás de su pusilanimidad  y le dió  carta blanca  a las Fuerzas Armadas para salvar las instituciones democráticas. Nunca entendí y todavia no entiendo, ni siquiera despues de haber estudiado derecho,  aquello de  <em>salvar las instituciones democráticas</em> frente a los cadaveres de doce  magistrados  de la corte, expedientes  judiciales vueltos cenizas  , un reguero de muertos  entre empleados y funcionarios,  indeterminado  número de desaparecidos  forzados  y un palacio de justicia reventado a golpes de rockets. Así como nunca voy a entender la estupida y arbitraria toma por parte de los guerrilleros del  M-19. En realidad las cosas no han cambiado mucho, ah si, gracias a la <em>seguridad democrática</em>, ( otra frase que tampoco   logro entender) los colombianos  se sienten más seguros,  idénticas suposiciones y conveniencias.</p>
<p>El 7 de noviembre mi papá me llevó al paradero, me contó de tanques de guerra, morteros  y por primera vez escuché la frase <em>a sangre y a fuego, a sangre y a fuego</em>,  en el colegio  las monjitas organizaron una misa por las almas de los que que habían muerto y para mandarle temple   a las Fuerzas Armadas  y al presidente de sosas estrofas.Por la noche no se me olvida a mi papá desolado  mirando la emisión del noticiero 24 horas , conocía a más de la mitad de los magistrados inmolados , el loop   de   la respuesta  del coronel Alfonso Plazas Vegas ( hoy acusado por desaparición forzada)  a la pregunta de un periodista en medio de la toma:</p>
<p><em>-“que está haciendo coronel?</em></p>
<p><em>-defendiendo la democracia, maestro.</em></p>
<p>Me acuerdo de  la mano aferrada a una granada  de un guerrillero muerto y su desactivación frente a  las cámaras ( hacíendola estallar), esa noche no pude dormir.</p>
<p>No se me olvida un chiste perverso  de ese año  en el   que el presidente  angustiado por la toma del palacio le  pide y le ruega a dios: <em>s</em>eñor, señor  acaba con ese <em>armero</em> y dios le escucha sus ruegos pero ocho dias más tard<em>e</em>. Porque sí, una semana despues todos los hechos trágicos de la toma del palacio de  justicia  y sus interrogantes, quedaron sepultados bajo el alud de la mayor tragedia natural en la historia colombiana, la tragedia de Armero ( Tolima), 25 mil muertos lo pueden confirmar.Así que con el tiempo los eventos del palacio de justicia fueron tomando los contornos de una pesadillita. Luego se dijo que la guerrilla y el cartel de Los Extraditables se asociaron para destruir importantes expedientes en uno de los salones de la justicia , los coroneles fueron ascendidos o  condecorados y fin de la emisión.</p>
<p>Hoy en dia se ha abierto un proceso por desaparición forzada a algunos militares que participaron en la retoma, también la comisión de la verdad instalada por la corte suprema de justicia declaró por estos dias que el incendio del palacio de justicia no fué un acto deliberado del M-19. Aún la herida está abierta.</p>
<p>No quiero olvidarme de esa señora que durante años y años se instalaba en la plaza Santander de Bogotá  con su sastre oscuro, sus zapaticos chatos y un collage pegado a  un cartel que exhibía , collage de rostros borrosos, (como casi siempre son los de los desaparecidos) y recortes de prensa sobre la toma del palacio, mascullaba una retahila inentendible con un dejo de locura acentuada por los años que pasaban. Los transeúntes la ignorábamos o de vez en cuando la mirábamos con lástima, confundida entre los mimos. Me pregunto si todavia está viva y lúcida como para comprender  que gracias a la apertura de un proceso  tal vez  ha dejado de ser invisible</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EL ABERRANTE ISLÁM SIGUE HACIENDO DE LAS SUYAS]]></title>
<link>http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/2009/11/07/el-aberrante-islam-sigue-haciendo-de-las-suyas/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:11:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramrockmanchesterunited</dc:creator>
<guid>http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/2009/11/07/el-aberrante-islam-sigue-haciendo-de-las-suyas/</guid>
<description><![CDATA[Y ahí está, ella embarazada y ha perdido el hijo, pero ahora prefiere callar, ¿porque?, por la senci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Y ahí está, ella embarazada y ha perdido el hijo, pero ahora prefiere callar, ¿porque?, por la sencilla razón de que LAS AMENAZAS ISLÁMICAS la tienen ACOJONADA, TIENE MUCHO MIEDO, miedo a REPRESALIAS DE CUALQUIERA DE ESOS SUCIOS BÁRBAROS DELINCUENTES, MALTRATADORES E INACEPTABLES SUJETOS, DE ESA PANDA DE &#8220;DESARRAPADOS&#8221; SEGUIDORES DE UNA DOCTRINA NEFASTA Y HEDIONDA.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ella dice que &#8220;quiere olvidar y que perdona&#8221;, pero es que, de no hacerlo así, HABRIA REPRESALIAS.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Y con estos HIJOS DE LA GRAN PUTA, PORQUE ESO ES LO QUE SON, los &#8220;neo-progres&#8221;, incluyendo al &#8220;HAZMERREIR DE OCCIDENTE&#8221; y su gobierno, hay que ser &#8220;tolerantes&#8221; y seguir con el tema de la &#8220;Alianza de ¿¿¿¿civilizaciones?????!!!!.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>¡¡¡¡PERO COJONES, ¿ES QUE AUN NO QUEDA CLARO?!!!!!, y eeeeh, que de esto se hacen eco muchas publicaciones, pero mira por donde, traigo el artículo del &#8220;sucio panflet&#8230;&#8221;&#8230;digoooo, &#8220;El País&#8221;:</strong></p>
<blockquote>
<h1 style="text-align:justify;">&#8220;Tú te mereces estar en un</h1>
<h1 style="text-align:justify;">puticlub&#8221;</h1>
<h3 style="text-align:justify;">Una mujer musulmana recibe en Ciudad Real una brutal paliza a manos de un matrimonio por no llevar velo.- &#8220;Lo que vales es para puta&#8221;, dijeron los agresores</h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Abdel Hakim se esforzaba este viernes en su locutorio de Socuéllamos (Ciudad Real) por apagar la polémica causada por la agresión de un matrimonio a su esposa. La Guardia Civil, el entorno de la víctima y algunos testigos aseguran que el ataque, después del cual la mujer sufrió un aborto, tuvo su origen en que ésta no llevaba el velo islámico. Ahora Hakim lo niega. &#8220;Si hubiéseis venido al principio os habríamos dicho muchas cosas, porque estábamos calientes, pero ahora no queremos problemas&#8221;, añade. Y calla.</p>
<div style="text-align:justify;"><!-- ***** Despiece ***** --><!-- ***** Despiece ***** --><!-- ***** Hermanas ***** --><!-- ***** Fin Hermanas ***** --><!-- ***** Agrupa gris ***** --></div>
<div><!-- ***** Imagenes, audios y video  peso 8, 7 y 6 **** --><!-- Inicio Mod grafico --></div>
<div>
<div><a href="/todo-sobre/tema/Violencia/mujeres/31/"></a></div>
<div>
<h3><a href="/todo-sobre/tema/Violencia/mujeres/31/">Violencia contra las mujeres</a></h3>
<h4>A FONDO</h4>
<p>Lucha contra el maltrato</p>
<p><a href="/todo-sobre/tema/Violencia/mujeres/31/"><strong><img src="/im/ico_enlace.gif" alt="Enlace" width="8" height="9" /> Ver cobertura completa</strong></a></p>
</div>
</div>
<p><!-- Fin Mod grafico --></p>
<div>
<div>
<div><a href="/audios/sociedad/mujer/agredida/llevar/velo/tengo/miedo/elpaudsoc/20091106csrcsrsoc_1/Aes/"></a></div>
<h3><a href="/audios/sociedad/mujer/agredida/llevar/velo/tengo/miedo/elpaudsoc/20091106csrcsrsoc_1/Aes/">La mujer agredida por no llevar el velo: &#8220;No tengo miedo&#8221;</a></h3>
<h4>AUDIO &#8211; Cadena Ser &#8211; 06-11-2009</h4>
<p>La Cadena SER habla con la mujer agredida. Lleva cuatro años en España y está orgullosa de ser musulmana. -</p>
</div>
</div>
<p><!-- ***** Agrupa gris ***** --><!-- ***** Otros webs ***** --></p>
<div>
<h3>La noticia en otros webs</h3>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="/archivo/buscando.html?query=&#34;Tú te mereces estar en un puticlub&#34;&#38;donde=enotros&#38;idioma=es">webs en español</a></li>
<li><a rel="nofollow" href="/archivo/buscando.html?query=&#34;Tú te mereces estar en un puticlub&#34;&#38;donde=enotros&#38;idioma=nes">en otros idiomas</a></li>
</ul>
</div>
<p><!-- ***** Otros webs ***** --></p>
<div style="text-align:justify;"><!-- ************* Tabla **************** --><!-- ************* Fin Tabla **************** --><!-- ************* Destacados **************** --><!-- ************* Fin Destacados **************** --><!-- ************* El dato **************** --><!-- ************* Fin El dato **************** --><!-- ************* La cifra **************** --><!-- ************* Fin La cifra **************** --><!-- ************* La frase **************** --><!-- ************* Fin La frase **************** --><!-- ************* Las claves **************** --><!-- ************* Fin Las claves **************** --></div>
<p style="text-align:justify;">No quiere hablar porque, desde que se conoció la noticia, varias asociaciones contra la discriminación se han puesto en contacto con ellos y temen un revuelo que ponga de relieve problemas entre la comunidad musulmana del pueblo y perjudique sus vidas y su negocio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ella, que se llama Saadia, vive en España desde hace 10 años y aquí nunca se ha cubierto el cabello. &#8220;Cada uno tiene que tener su libertad&#8221;, dijo por teléfono. Insiste en quitarle importancia al asunto. &#8220;Lo del velo es sólo lo que piensa la gente, pero no es verdad&#8221;, afirma. Su marido sostiene que la Guardia Civil &#8220;debió entenderla mal, porque ella estaba muy nerviosa&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">El incidente se conoció este viernes, pero ocurrió el 14 de octubre. Esa mañana, Saadia llevó a su hijo mayor, de tres años, al colegio El Coso. Al torcer la esquina, un matrimonio la estaba esperando. &#8220;Tú te mereces estar en un puticlub, porque lo que vales es para puta&#8221;, le dijo él. A partir de ahí, el &#8220;horror&#8221;, como lo describió la propia víctima, una pelea en la que se enzarzó con la mujer y el hombre, que &#8220;le echó las uñas al cuello&#8221;, según relató Saadia en el colegio. Algunos testigos dijeron a la Guardia Civil que había sido una &#8220;brutal paliza&#8221;. La versión de Andrés Olmedo, abogado de los acusados, es que Saadia &#8220;salió del colegio gritando en árabe y tiró de los pelos a mi cliente, por lo que su marido salió a defenderla&#8221;. El parte médico refleja &#8220;dolor en la región cervical y en la cara&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La mujer llegó a casa angustiada. Su marido estaba haciendo negocios en Casablanca (Marruecos). &#8220;Si yo hubiera estado aquí el problema sí habría sido muy gordo&#8221;, dice un resignado Abdel Hakim a la puerta de la tienda.</p>
<p style="text-align:justify;">Saadia denunció los hechos el mismo día y al siguiente la Guardia Civil tomó declaración al matrimonio. Hakim adelantó su vuelta de Casablanca 12 días. El marido, que lleva 20 años en España y asegura que es musulmán &#8220;sin ser radical&#8221;, no quería que estuviese sola con los pequeños, de tres años y 20 meses. Sobre la razón por la que pudieron llamar &#8220;puta&#8221; a su mujer, opina que quizás haya sido la &#8220;envidia&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Seguramente, nada habría trascendido si Saadia, de 38 años, no hubiera estado embarazada de un mes, algo que nadie en el pueblo sabía. Ya sangraba, porque es &#8220;delicada para los embarazos&#8221;, según su marido. Nueve días después del incidente, fue atendida en el Hospital de Tomelloso por un aborto. Tres días después acudió de nuevo al cuartel y dijo que el aborto había sido provocado por la agresión. Este viernes, el abogado de los acusados, M. F., de 37 años, y A. F., de 27, hizo público el informe forense donde se dice que &#8220;el sangrado comenzó aproximadamente 15 días antes de la agresión, y durante la misma no se produjeron lesiones en la zona abdominal que pueden justificar el resultado, por lo que puede considerarse un aborto espontáneo&#8221;. Cuando Saadia llegó al hospital, el médico le preguntó si había tenido &#8220;un susto o una caída&#8221; y por eso lo relacionó con la agresión, contó ella misma en el colegio.</p>
<p style="text-align:justify;">Socuéllamos es un pueblo pequeño y cuenta con más de un centenar de marroquíes. Por eso ahora la familia de Saadia quiere perdonar, dicen, para no tener más problemas. Aseguran además, que desde lo ocurrido, el matrimonio y &#8220;otros que ellos envían vienen a la tienda llorando a pedirnos perdón&#8221;, cuenta el marroquí. &#8220;Ella está mejor, al principio estuvo mal pero ya se ha recuperado bastante&#8221;. En la voz de Saadia se percibe gran nerviosismo: &#8220;Yo creo que es envidia, ella es un poco rara. Yo he venido a España a trabajar y ganarme la vida&#8221;, dice. Cuando se los vuelva a cruzar, &#8220;cada uno por su camino&#8221;. Eso quiere también su marido: no tener problemas.</p>
</blockquote>
<p><!-- google_ad_section_end() --><!-- ***** Fin de Entradilla ***** --><!-- ***** Info complementaria ***** --><!-- ***** Fin Info Complementaria ***** --><!-- ***** Cuerpo ***** --><!-- google_ad_section_start() --><!-- Info complementaria --><strong>FUENTE: </strong><a href="http://www.elpais.com/articulo/sociedad/mereces/estar/puticlub/elpepusoc/20091106elpepusoc_5/Tes"><strong>http://www.elpais.com/articulo/sociedad/mereces/estar/puticlub/elpepusoc/20091106elpepusoc_5/Tes</strong></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Insisto, insisto E INSISTO, EL ISLÁM ES UNA ABERRACIÓN, UN PELIGRO Y SI LO QUIEREN PRACTICAR, QUE LO HAGAN EN SUS PAISES, PERO..¡¡¡EN OCCIDENTE NO!!!!!, EN OCCIDENTE NO QUEREMOS A ESTE TIPO DE GENTUZAS NI ESTA PUTA MIERDA DE CREENCIAS ABSURDAS, MEDIEVALES Y BÁRBARAS.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-781" title="islamBurka" src="http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/files/2009/11/islamburka.jpg" alt="islamBurka" width="450" height="415" /></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-782" title="firmaseria1" src="http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/files/2009/11/firmaseria12.png" alt="firmaseria1" width="143" height="42" /></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EL TOTALITARISMO ISLÁMICO EN EL CORÁN]]></title>
<link>http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/2009/11/06/el-totalitarismo-islamico-en-el-coran/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 19:47:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramrockmanchesterunited</dc:creator>
<guid>http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/2009/11/06/el-totalitarismo-islamico-en-el-coran/</guid>
<description><![CDATA[Mas claro, agua, lo malo es que para los obtusos (como por ejemplo, Zapatero) hasta el agua es turbi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Mas claro, agua, lo malo es que para los obtusos (como por ejemplo, Zapatero) hasta el agua es turbia si no va del mismo lado de sus gilipolleces.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alianza de Civilizaciones, ¡¡ja!!, ¿civilización el ISLÁM?, si, y el Rayo Vallecano campeón de la Champions, ¿no te jode?.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong> </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-775" title="firmaseria1" src="http://ramrockmanchesterunited.wordpress.com/files/2009/11/firmaseria11.png" alt="firmaseria1" width="143" height="42" /></p>
<p id="contenido">¿Y esa consigna de no “demonizar” al Islam, como si los atentados del 11 de septiembre no hubieran sido realizados en su nombre? ¿No es Ben Laden y sus sahid quienes lo demonizan ofreciendo una imagen de salvajismo e inhumanidad? Arma suprema de los islamo-fundamentalistas, lo islámicamente correcto sitúa como postulado que el ‘verdadero Islam’ no puede ser más que ‘tolerante’ y ‘pacífico’ puesto que el Corán es un ‘texto de paz y amor’. Muhamad Alí, el boxeador Casius Clay, lo proclamó en el homenaje a las víctimas: “el Islam es la paz”. Esta especie de consigna rechaza cualquier análisis argumentado para desentrañar las raíces coránicas y teológicas del islamismo radical, del terrorismo suicida, como “intolerancia racista”. En vez de exorcizar el desviacionismo de los terroristas suicidas se sataniza la crítica. Los atentados se convierten en un acto de propaganda de ¡un Islam limpio de todo pecado! El fanatismo y el oscurantismo islámico justifican por tanto, en el nombre de Dios, la lapidación de las mujeres en Irán, Sudán o Mauritania, el exterminio de los cristianos en Indonesia, la degradación de las mujeres en Afganistán o la liquidación de los blasfemos y los católicos en Pakistán, muestras todas ellas de tolerancia, paz y amor, hasta el punto de que lo coherente sería pedir la aplicación de la sharia en nuestras naciones occidentales. ¿Por qué tanto silencio ante las flagrantes lesiones a los derechos humanos en las naciones islámicas “moderadas”? ¿Es una excepción cultural, una manifestación de una cultura distinta, satanizar el sexo, hasta lapidar a las adúlteras? ¿La no discriminación por razón de sexo es acaso una costumbre occidental? Afganistán, ese “régimen vomitivo” donde la mujer ha de morir sin recibir atención sanitaria, y ¿Arabia Saudí, donde tienen prohibido conducir? ¿Estaba entonces bien aquello de la mujer con la pata quebrada? El imán de Fuengirola publicó un libro recomendando los castigos corporales a la mujer, como, por otra parte, recomienda el Corán. ¿Dónde queda lo del terrorismo doméstico? ¿Alguien se imagina la justa indignación nacional si un párroco católico saliera por donde el imán de Fuengirola? Pues ese señor es quien selecciona a los profesores y profesoras, nunca los sexos juntos, de las clases de musulmán en los colegios de Málaga. La postmodernidad, el estructuralismo y los políticamente correcto han acostumbrado a las gentes a esa doble moral, a ese relativismo ético, consecuencia directa del cultural. Al margen de tanto tópico, las razones de la violencia tienen raíces muy profundas en El Corán. Es un texto asequible, de fácil estudio, ¿por qué mantener que el Islam es la paz cuando una de cada dos azoras chorrea sangre?.</p>
<p><strong>MAHOMA, CAUDILLO MILITAR</strong></p>
<p>Mahoma fue al tiempo un líder espiritual y un caudillo militar. Bajo su mandato, los islamitas fueron perseguidos y perseguidores. De forma similar al pueblo hebreo en su éxodo y su toma de posesión de la tierra prometida, los islamitas combatieron y se impusieron sobre sus adversarios por las armas. Ese ambiente bélico, de violencia y propaganda, impregna el Corán.</p>
<p>Exiten sobre Mahoma prolijas biografías en donde se reseñan sus hechos más notables y sus cualidades de estadista, pues en la última etapa de su vida fue básicamente un organizador. Dotó a las tribus de la península arábiga de una férrea unidad y una misión, que se tradujo a las pocas décadas de su muerte en una impresionante expansión por Asia y África del Norte hasta la península ibérica. Mahoma, “el alabado”, nació alrededor del año 580. Huérfano desde joven, casó con la rica Jadicha, que lo doblaba en edad y a quien ayudó en la administración comercial de sus bienes. Del matrimonio nacieron cuatro hijas y varios hijos varones, muertos a corta edad. A Mahoma no le sobrevivió ningún hijo varón de sus quince mujeres, como reseña El Corán. La actual Arabia Saudí era entonces una fragmentada colección de tribus –él pertenecía a los hachemitas, un clan prestigioso, pero de poder reducido-, con religiones politeístas relacionadas con cada clan, con centro religioso y comercial en La Meca, donde se veneraba la Kaaba, una piedra negra a la que se supone un aerolito, rodeada de ídolos de las numerosas divinidades adoradas por los beduinos. Convivían también comunidades de dos religiones monoteístas, la hebrea y la cristiana, y había seguidores de credos asiáticos como el de Zoroastro.</p>
<p>Fue en el año 610 cuando recibió su primera revelación en el monte Hira. Según Tabari, historiador musulmán (839-923), comunicó a su mujer “Oh Kadija, temo volverme loco. ¿Por qué?, preguntó ella. Porque veo en mí los signos de un poseído: cuando camino oigo voces que vienen de cada piedra y de cada colina, y por la noche veo en sueños un ser enorme que se presenta ante mí, un ser cuya cabeza alcanza al cielo y cuyos pies tocan la tierra”. Un lunes se le apareció un ángel de Dios, Gabriel. “Se presentó ante él y le dijo: ¡La bendición sea contigo, oh Mahoma, apóstol de Dios! Mahoma se asustó y se puso de pie pensando que había perdido el juicio. Se dirigió hacia la cumbre para matarse arrojándose desde lo más alto. Pero Gabriel le tomó entre sus alas, de modo que no podía avanzar ni retroceder. Y entonces le dijo: ¡Oh Mahoma, no temas, porque tú eres el profeta de Dios, y yo soy Gabriel, el ángel de Dios!. Mahoma permaneció inmóvil entre las dos alas, y Gabriel continuó: ¡Oh, Mahoma recita: en nombre de tu Señor, que ha creado todo, que ha creado el hombre a partir de un coágulo de sangre!”. Gabriel le entregó la primera sura del Corán, denominada <em>Iqra</em>, el credo musulmán: “La alabanza a Dios, Señor de los mundos. El Clemente, el Misericordioso, Rey del Día del Juicio. A ti adoramos y a ti pedimos ayuda. Condúcenos al camino recto, camino de aquellos a quienes has favorecido, que no son objeto de tu enojo y no son los extraviados”.</p>
<p>“Mahoma descendió de la montaña. Fue invadido de un fuerte temblor y volvió a casa, repitiéndose a sí mismo las palabras del ángel. Estas le daban confianza, pero temblaba con todo el cuerpo debido al temor y al terror que le había inspirado Gabriel. Ya en la casa dijo a su mujer: el mismo que se me había aparecido de lejos se me ha presentado hoy delante. ¿Qué te ha dicho?, le preguntó Jadicha. Me ha dicho: Tú eres el profeta de Dios y yo soy Gabriel, y me ha recitado esta sura. Jadicha, que había leído viejas escrituras y conocía historias de profetas, sabía también el nombre de Gabriel. Mahoma fue dominado acto seguido por un agudo frío, inclinó la cabeza y dijo a su mujer: ¡Cúbreme, cúbreme!. Ella le cubrió con un manto, y él se durmió”[1].</p>
<p>El Corán prácticamente no da detalles de las revelaciones de Mahoma, luego enriquecidas literariamente por sus seguidores. Con frecuencia se trataba de locuciones intelectuales difíciles de determinar, acompañadas por fenómenos físicos descritos por la tradición: palidecía, su frente se llenaba de sudor y entraba en un estado de semiinconsciencia. A veces caía en tierra, como fulminado de una irrupción que no se juzgaría natural. “Para Teófano todos estos síntomas no eran más que el reflejo externo de un ataque de epilepsia”[2]. “Quienes consideran los hechos desde fuera de la tradición musulmana mantienen, como es de esperar, una postura escéptica sobre el origen último de las iluminaciones experimentadas por Mahoma. Ha habido autores que las han atribuido a un psiquismo patológico, pero de gran brillantez y originalidad. Otros han hablado de alucinaciones, mientras que algunos piensan que estamos ante una mente que no consigue siempre distinguir entre lo imaginario y lo real”[3]. En cualquier caso, Mahoma siempre creyó con gran fuerza en su misión y en la veracidad de los mensajes.</p>
<p>En un primer momento, “no quiere crear una nueva religión”[4], sino lanzar un mensaje monoteísta, llamando a pedir perdón por los pecados mediante letanías cristianohebreas, denunciando algunas prácticas aberrantes como el asesinato de niñas recién nacidas. Todo ello para volver a la antigua pureza del hombre piadoso o <em>hánif</em>, cuyo primer representante es el profeta Abraham. Los primeros seguidores en su círculo familiar pronto fueron objeto de amenazas, ridiculizaciones y persecuciones. Mahoma llegó a temer por su vida, volviéndose a la intercesión de algunos ídolos, de lo que pronto se arrepintió, no volviéndose a separar del monoteísmo. La muerte de su esposa y de su protector Abu Talib, le sumió en una situación de desaliento de la que salió tras “la visión del viaje nocturno”, que la tradición musulmana sitúa en Jerusalén.</p>
<p>En medio del fracaso de su predicación, fue reclamado por los habitantes de Medina “para que fuese a vivir entre ellos como árbitro supremo de las tribus de Aws y Jazrach, divididas por viejas rivalidades que dos años antes habían conducido a la guerra”[5]. Su posición monoteísta le hacía también un interlocutor respecto a importantes clanes judíos como los Banu Qurayza, Qaynuqa y Nadir. Esto marca un cambio radical en Mahoma, de predicador religioso a figura política. Según Vernet, “Mahoma, que hasta entonces jamás había pensado que su doctrina pudiera teñirse de un matiz político cualquiera, cambió de opinión ante la contumacia de sus compatriotas”. La huida o hégira de La Meca, con alrededor de ciento cincuenta seguidores, a Madinat al-nabí (la ciudad del profeta) se produjo el 16 de julio del año 622, donde se sitúa el origen del calendario musulmán.</p>
<p>La introducción en la política de Mahoma dio un giro importante en su mensaje y en sus revelaciones, pues estas no sólo se refieren a aspectos religiosos sino también a la justificación de las decisiones como dirigente político y como jefe militar. Primero sigue una estrategia conciliadora. Fue aceptado por las diversas facciones, aunque con reservas por los que denominará hipócritas. Buscó el acercamiento a los judíos. Para ello situó como día de ayuno de sus seguidores el mismo que el del <em>yom kippur</em> o de la purificación hebraico y prescribió la orientación en las oraciones hacia Jerusalén, aunque mantuvo la oración pública el viernes. Pero entraron en una intensa polémica. Mahoma siempre tuvo un conocimiento de segunda mano de la Biblia y no fue aceptado como profeta. La disputa derivó en un <em>odium theologicum</em>, una de las formas históricamente más intensas de repulsa.</p>
<p>Mahoma culpó a los judíos de haber suprimido fragmentos de las escrituras y haber añadido otros. Por otra parte, esta serie de diálogos habían dado lugar a formas sincretistas de religiosidad. Procedió a incrementar la diferenciación y a reforzar su poder. En el plano religioso tomó decisiones fundamentales. Intensificó el carácter nacional de su mensaje. político. Sustituye el ayuno de la <em>asurá</em> (<em>yom kippur</em>) por el del mes de ramadán. Las oraciones pasaron a orientarse hacia La Meca, considerada ciudad sagrada, cuyo santuario –supuestamente fundado por Abraham y su hijo Ismael- debía ser purificado de los dioses idólatras, pero había de ser objeto de peregrinación de los musulmanes. Rompió, de esa forma, uno de los motivos de oposición a su mensaje, pues los comerciantes de La Meca veían en peligro su influencia y su fuente de ingresos. Al tiempo marcó un objetivo político: la comunidad de creyentes o <em>umma</em> pasa a ser ejército. Mahoma se presentó desde entonces como el último Profeta, tras Moisés y Jesús, y al tiempo resaltó una relación directa con Abraham, que no fue “ni idólatra, ni judío, ni cristiano”.</p>
<p><strong>LA VERDAD SE JUSTIFICA POR LA GUERRA</strong></p>
<p>“La guerra –según explica Julio Vernet- constituía el ideal supremo de Mahoma, puesto que con ella iba a infligir a los incrédulos mequíes, por propia mano, el tormento con que reiteradamente les había amenazado”[6]. Sin embargo, “sus partidarios se mostraban reacios a admitir la predicación por medio de la espada” pues representaba “luchar contra hermanos”. Mahoma reforzó su poder personal, haciéndose jurar fidelidad, y el providencialismo. La desobediencia a sus mandatos lo es al propio Alà. Así en la azora II 212 señala “se os prescribe el combate, aunque os sea odioso”[7]. Primero sus seguidores desarrollan operaciones de estricto pillaje poniendo en riesgo el comercio de La Meca. Una operación de castigo fue enfrentada por Mahoma consiguiendo la victoria de Badr, cuyo botín mejoró la posición de los musulmanes hasta entonces dependientes de la generosidad de los habitantes de Medina. “El alabado” presentó el éxito militar como una prueba del poder y la supremacía de Alá. Tras ello pasó a eliminar disidencias atacando a los hipócritas y a los clanes judíos. Al año siguiente, contra otro ejército superior en número, sufrió la derrota de Ohod. Desde el creciente providencialismo, la interpretación se establece en una prueba de Dios, que premia a los constantes, en términos de triunfo y aniquilación[8]. “Estos días los hacemos suceder entre los hombres, a fin de que Dios sepa quiénes creen y escoja, entre vosotros, testigos -¡Dios no ama a los injustos!-, con el fin de probar a Dios a quienes creen y aniquilar a los infieles”. Esta derrota dio alas a los descontentos en Medina, pero Mahoma cortó la rebelión –expulsando a los judíos- e intensificó las medidas diferenciadoras de sus seguidores estableciendo barreras de comunicación con otras comunidades: prohibió la bebida y el juego.</p>
<p>Como jefe político y militar demostró una voluntad de poder y de dominio que no existía en sus adversarios, dispersos y divididos. Los comerciantes de La Meca se mostraron a favor de terminar con una guerra que sólo les causaba perjuicios. Además, el giro nacionalista de Mahoma les permitía mantener su posición. Tuvo, sin embargo, que vencer en la batalla de Hunayn para ser el señor de la Arabia central, pero no consiguió dominar la norte al ser derrotado en Muta. En esta etapa, cuando empezó a vislumbrar el triunfo, intensificó los elementos teocráticos, y estableció la imposibilidad de pactos salvo entre iguales, o sea entre los creyentes, mientras que los miembros de las religiones del libro –judíos y musulmanes- podían ser tolerados en situación de inferioridad con impuestos especiales.</p>
<p>En el año 10 tras la hégira hizo la peregrinación solemne a La Meca, presentándose al tiempo como el profeta de una nueva religión para los árabes y “como restaurador de la religión de Abraham”[9]. En el año 11 diversas tribús se sublevaron afirmando contar entre sus miembros a nuevos profetas. Preparando la campaña de castigo murió Mahoma de fiebres el 8 de junio de 632.</p>
<p>El lenguaje bélico de El Corán es de inusitada violencia, establecida como voluntad de Alá. “Yo estoy con vosotros. ¡Consolidad en sus puestos a quienes creen! Arrojaré el pánico en el corazón de quienes no creen! ¡Golpeadlos encima del cuello! ¡Golpeadlos en la yema de los dedos!”[10]. Hay un ensañamiento genocida: “No es propio de un Profeta tener prisioneros hasta que haya encubierto la tierra con los cadáveres de los incrédulos” [11]. Hay con frecuencia una exaltación de la venganza y escasos sentimientos humanitarios como cuando exclama “¡Dios los mate!” con referencia explícita a los judíos y los cristianos[12]. “¡Profeta! ¡Combate a los infieles y a los hipócritas! ¡Sé duro con ellos”[13]. Todo en una ambientación de subido tono providencialista: “si cesáis en la lucha, será mejor para vosotros; si la reanudamos, la reanudaremos; no os servirá de nada vuestro número aunque sea grande: Dios está con los creyentes” [14].</p>
<p><strong>EL EXTERMINIO O LA CONVERSIÓN UNIVERSALES</strong></p>
<p>El Antiguo Testamento está lleno también de batallas y de intervenciones bélicas providencialistas con exterminio como contra los moabitas. Hay una diferencia en esa violencia divinal –execrable en cualquiera de los casos-, pues en el caso hebreo está relacionada con la tierra, con una promesa, restringida a un territorio, y como preservación del pueblo elegido, pero en el caso de Mahoma está relacionada con la fe. Apenas si contempla otra forma de conversión que a través de la imposición violenta y se trata de un designio universal: “¡Combatid a quienes no creen en Dios ni en el último Día ni prohiben lo que Dios y su enviado prohiben, a quienes no practican la religión de la verdad entre aquellos a quienes fue dado el Libro! Combatidlos hasta que paguen la capitación personalmente y ellos estén humillados”[15]. “No hay ciudad a la que nosotros no aniquilemos o atormentemos con terrible tormento antes del día de la Resurrección. Eso está en el Libro, escrito” [16]. La santificación de la guerra, en el sentido comúnmente entendido, es un estado permanente.</p>
<p>¿Sobre qué sustenta Mahoma la autoridad de su posición religiosa? Sobre la violencia. La suya es una teología de la guerra: es ésta la que justifica en sí el mensaje y es, a la vez, lo fundamental de él. Alá es grande y Mahoma su profeta, porque dan la victoria final sobre los incrédulos. Al contrario que los profetas anteriores, en cuya estela se sitúa como culminador, Mahoma no hizo milagros. De alguna manera asume los de sus predecesores, pero en su caso las pruebas de la fe son la espada y el libro.</p>
<p><strong>AUTORITARISMO EXTREMO</strong></p>
<p>Por supuesto el argumento fundamental es que se trata de una verdad revelada. El principio de la existencia de una revelación se acompaña con frecuencia del criterio de que esa verdad es manifiesta, de manera que la ausencia de reconocimiento –la falta de fe, la incredulidad- constituye un pecado, una perversión, un yerro moral que con frecuencia es consecuencia de una depravación de la conducta. A esa cuestión apunta la diferencia establecida por San Pablo entre el hombre viejo y el hombre nuevo, o la aseveración de que el hombre carnal no puede conocer las verdades divinas. La consideración de la incredulidad como una especie de ataque al contenido de la fe es habitual en las religiones, pues se considera que pone en cuestión el carácter manifiesto, obvio, de la verdad en sí. Este argumento ha llevado con frecuencia a fórmulas autoritarias por las que se trata de someter al incrédulo o de eliminarlo, considerando que la unidad en la creencia confirma su veracidad. Ese fue uno de los resortes con los que funcionó durante siglos la Inquisición de la Iglesia católica o en nombre del que se llevaron a cabo las guerras de religión europeas en los siglos XVI y XVII. También ha sido el principio de persecución de los disidentes en los países comunistas, considerando, por ejemplo, que quienes rechazaban el marxismo eran dementes, pues su verdad era manifiesta, una forma de revelación secular, y aún de mayor fuerza que las de las religiones, pues se trataba de una verdad científica.</p>
<p>Sin embargo, a título de ejemplo, la apologética cristiana establece tres pruebas en su favor, a modo de principios de contrastación: milagros, profecías y belleza moral del mensaje. Los milagros, como suspensiones momentáneas de las leyes de la naturaleza, manifiestan el poder divino y respaldan la revelación. Son observados por testigos. En el mismo sentido funciona el cumplimiento de profecías, de augurios establecidos sobre sucesos futuros. Estas pruebas, incluida la belleza moral del mensaje, buscan una armonización entre fe y razón. No resultan concluyentes para quien no tiene fe, pero implican, en su misma enumeración, un respeto a la autonomía de la racionalidad, un principio de tolerancia. Por supuesto, esa tolerancia se ha roto con frecuencia a lo largo de los siglos, pero el cristianismo, por muy diversas, curiosas y extravagantes que sean las costumbres de sus diversas corrientes y sectas, ha demostrado ser compatible con la tolerancia.</p>
<p><strong>TEOCRACIA ABSOLUTA, SIN DIFERENCIA ENTRE FE Y RAZÓN</strong></p>
<p>Esa diferencia entre fe y razón no existe en el texto canónico islámico. Aunque El Corán abunda en dicotomías excluyentes, sin zonas intermedias de neutralidad, casi todas ellas se basan precisamente en el hecho de que la única razón posible es la fe. De forma poética y algo elíptica el arabista francés Louis Massignon decía que al judaísmo le caracteriza la esperanza, al cristianismo la caridad y al islamismo la fe. La fe lo es todo. Entendida como obediencia. De hecho, no hay humanidad fuera de la fe. El no musulmán no pertenece a la especie humana. “La idolatría es peor que el homicidio”[17]. “Matadlos hasta que la idolatría no exista y esté en su lugar la religión de Dios”[18]. La apologética de Mahoma se basa en la violencia y en la belleza del Corán. Es una religión cuya coherencia es un autoritarismo circular, no deja resquicio para la tolerancia. Ibn Warraq describe bien este blindaje hacia la crítica que fundamente el totalitarismo islámico: “La verdad ha sido revelada de una vez por todas, imposible discutirla, relativizarla o incluso reflexionar sobre ella. El Corán se pretende eterno. Cada uno debe obedecer con cuerpo y alma, pues por el contrario las sanciones serán terribles. En estas condiciones, intentad exponer la menor ironía, el menor espíritu crítico, la menor puesta en duda de orden histórico o filológico&#8230;”[19].</p>
<p>Mahoma y el Corán rechazan cualquier contrastación. Por de pronto rechazan, contra la evidencia, cualquier historicidad. El libro santo del Islam no es obra de Mahoma, sino recopilación posterior. Está formado por ciento catorce azoras o capítulos, dividido en aleyas rimadas o versículos. Los capítulos están ordenados de mayor a menor número de aleyas, sin orden cronológico. En vida de Mahoma los comentarios de sus revelaciones eran aprendidos de memoria por sus seguidores. Con el tiempo, la muerte de estos recitadores hizo ver la conveniencia de poner por escrito esos pensamientos. Esa labor fue encargada por el siguiente califa, Abu Bakr a Zayd b. Tabit. Se trata, pues de una recopilación. En ese sentido resulta acumulativa. Incluso resulta piadoso el comentario de que “hay en el libro mucha palabra superflua, así como innumerables reiteraciones”[20]. La historia de Moisés está contada más de cincuenta veces, sin variaciones resaltables. La de Noé, veinticinco. Y eso sucede con numerosos sucesos del antiguo y del nuevo testamento. La eliminación de las reiteraciones reduciría de manera sensible el Corán. La regulación de la vida de los musulmanes es incoada, pero sobre todo se encuentra en los <em>hadiz</em> o dichos, por los que mediante la fórmula alguien dijo que había escuchado al Profeta se concreta un contenido que en el Corán es vago. De hecho, la <em>sharia</em>, el código penal islámico, principal reivindicación integrista, vigente en numerosos países, no se encuentra en el Corán sino en tales comentarios recopilados por generaciones posteriores.</p>
<p><strong>LA TOLERANCIA, EL PEOR PECADO</strong></p>
<p>La tradición musulmana con base en el propio Corán ha deificado el libro situándolo como la copia del que se encuentra en el paraíso. Es decir, mientras judaísmo y cristianismo consideran sus libros inspirados, a través de autores humanos, causas segundas, la autoría del Corán se establece directamente divina. Con estos precedentes, es de todo punto lógico que el texto coránico resulte obsesivo respecto a la incredulidad. Como si se sintiera amenazado sobre bases débiles, toda disidencia pone en riesgo a la verdad manifiesta y al edificio de los creyentes. Ese sentido de la verdad manifiesta, sólo negable por una depravación moral, está llevada hasta el extremo: “Las peores bestias, ante Dios, son los infieles”[21]. Negada la racionalidad de los discrepantes, la verdad resulta incuestionable. Conviene precisar que, según ese esquema, los preceptos morales islámicos quedan reducidos a los límites de los creyentes. Por ejemplo, por supuesto la vida es sagrada, como en las otras religiones monoteístas. Así: “no mataréis a una persona si no es como justicia. Dios os lo ha prohibido”[22], pero bien entendido que sólo es persona el creyente y sólo hay vida en la fe.</p>
<p>El Corán muestra una constante obsesión de Mahoma por no ser creído, e incluso un intenso resquemor por ser ridiculizado. En estos puntos es muy explícito. Son frecuentes las referencias a quienes le acusan de hacerse eco “de leyendas de los antiguos” o de “haber recibido la revelación de un mortal”. Esa obsesión va pareja al odio contra los incrédulos y un insano deseo de venganza. Las referencias ofrecen, de esa forma, verosimilitud al mensaje de cara a los creyentes, pues resultan la explicitación de una conjura o de una mentalidad conspirativa. Esto es frecuente en la idea de la verdad manifiesta, pues la increencia es el fruto de una maldad congénita. Quienes no creen no son, en ningún caso, neutrales, sino que se oponen a la fe y conspiran contra ella. La justificación de la fe en Mahoma es la guerra, la eliminación del infiel o el impío, pues sólo de esa forma puede ponerse fin a tal conspiración. Si todos creen, la verdad es, en sentido pleno, manifiesta. La ausencia de todo disidente es, de hecho, la parusía islámica, cumplida por el <em>Madihd</em>, personaje que vendrá al final de los tiempos, y que algunos musulmanes especulan con que será Jesús, conjuntando de esa forma la profecía evangélica del segundo advenimiento.</p>
<p>Conviene precisar que tal grado de autoritarismo se compagina con una teología sencilla de cuerpo doctrinal escaso. La unicidad de Dios es prácticamente el único dogma. Es una reafirmación del monoteísmo hebraico. No hay novedad, ni creatividad religiosa, tampoco en las postrimerías, bien explícitas en el cristianismo, salvo en la descripción de un paraíso sensual, con jardines recorridos por ríos subterráneos, donde son lícitos algunos placeres prohibidos en la tierra, como licores que no embriagan, y donde hay mujeres de ojos rasgados, vírgenes, no tocadas por hombres ni demonio. En el Corán en sí no queda claro si las mujeres se salvan, pues las huríes parecen fruto de una creación ulterior no bien explicada.</p>
<p>Aunque los politeístas son blanco de las iras, y si bien el Corán ni contempla ni se plantea la increencia agnóstica o el ateísmo, el pecado mayor es la apostasía. Lógico desde el autoritarismo extremo de la verdad manifiesta en el que se sitúa Mahoma. No tanto, como suelen decir algunos de sus seguidores, porque rompa la fortaleza interna (la solidaridad se diría ahora) de la <em>umma</em>, sino porque rechaza la verdad. Ésta es tan manifiesta que después de haberse sostenido el daño producido por la negación sólo puede resolverse con la muerte. Aunque para cualquiera de los impíos (la impiedad es sinónimo de incredulidad) las penas del infierno serán dolorosas, la apostasía ha de ser perseguida con preferencia mediante el ajusticiamiento o asesinato del apóstata. Algunos escritores e intelectuales de naciones musulmanas conocen bien los efectos prácticos de este designio en nuestros días. Ese fue el sentido de la <em>fatwa</em> contra Salman Rhusdie o la persecución de la escritora pakistaní Taslima Nasrin. Como resalta Ibn Warraq, “el problema de la ley divina es que excluye toda aproximación serena y racional. Donde la <em>sharia</em> encuentra su aplicación, sea donde sea, dos grupos son sistemáticamente las víctimas: las mujeres y los no musulmanes. Estos últimos son considerados como inferiores y los apóstatas merecedores de la muerte”[23].</p>
<p>La idea de tolerancia es por completo extraña al Corán. Es, de hecho, su negación. Un pecado. “No hay tolerancia islámica: cuando el Islam ha crecido lo ha hecho a través de la espada, destruyendo la cristiandad en Oriente o la cultura persa secular, no dejando del pasado otra cosa que ruinas”. Ese es el sentido de la destrucción de los Budas de Bamiyan por la tiranía talibán. ¿No hay tolerancia, como se repite en abundancia, hacia las religiones del Libro, hacia judíos y cristianos? No, salvo que se entienda por tal la obligación de llevar vestimentas distintas, de pagar impuestos especiales y de no poder tener bajo su mando a musulmanes. Esas medidas tratan de resaltar la superioridad del creyente y forzar la conversión, pero en cualquier caso están justificadas porque la verdad es manifiesta, y por ende los infieles han de ser infelices y tener un <em>status</em> inferior.</p>
<p>Mahoma trata más de vencer que de convencer. La suya es una teología de la guerra. Pues la verdad es manifiesta, debe imponerse. Pues la verdad es manifiesta, la existencia de una sola persona que la niegue representa la negación absoluta de su contenido. La eliminación de los infieles por los creyentes está presente de continuo en el Corán. La venganza es una virtud, de la que participa Dios: “Han considerado falsa la verdad cuando ésta les ha venido; les vendrán noticias de lo que se han burlado. ¿No han visto a cuántas generaciones hemos aniquilado antes que a ellos?”[24]. La tolerancia contradice el principio musulmán y su finalidad.</p>
<p>La argumentación, en ese sentido, es circular, cerrada. El Corán no acepta la crítica, porque niega la posibilidad de yerro, incluso cuando cae en contradicción. Contradicciones prácticas como el cambio de la alquibla cuando de la orientación hacia Jerusalén se pasó a La Meca. La explicación es meramente voluntarista y se remite a Dios: “Dirán los insensatos: ¿Qué les hizo girarse respecto de su alquibla, aquella que tenían? Responde: Oriente y Occidente pertenecen a Dios; Él guía a quien quiere hacia el buen camino (&#8230;) Fue grande la perplejidad excepto para aquellos a quienes Dios guía, pues Él no os haría perder vuestra fe”[25]. Las contradicciones entre las propias aleyas del Corán es resuelta mediante la ley del abrogante y el abrogado, de forma que la última aleya tiene validez sobre la anterior. Hay una contradicción esencial. En principio Mahoma predica una religión nacional para un pueblo elegido, los árabes. Como señala V.S. Naipaul, premio nobel de Literatura 2001, “en sus orígenes, el islam es una religión árabe. Cualquiera no árabe que sea musulmán es un converso. El islam no es simplemente una cuestión de conciencia o de creencias, pues tiene exigencias imperiales. Cambia la visión del mundo del converso. Sus lugares sagrados están en tierras árabes; su lengua sagrada es el árabe. La idea sobre la historia cambia también para el converso. Rechaza la suya, y le guste o no, pasa a formar parte de la historia árabe. Las sociedades experimentan un enorme trastorno, que puede seguir sin resolverse incluso al cabo de mil años; la separación tiene que renovarse una y otra vez. Las personas construyen fantasías sobre quiénes y qué son, y en el islam de los países conversos existe un elemento de neurosis y nihilismo. Estos países pueden entrar en ebullición fácilmente”[26]. Y, sin embargo, esta esencia árabe se hace compatible con el principio universalista de los hanif, los hijos de Abraham, por el que todos los seres humanos nacen musulmanes, pero son luego educados como infieles. Esto, en el fondo, implica un principio larvado de apostasía y justifica el designio de dominio completo.</p>
<p><strong>LA GUERRA ES SANTA</strong></p>
<p>La <em>jihad</em> no es contemplada como un esfuerzo o en el sentido de la ascesis cristiana de perfeccionamiento interior, sino en el bélico, tal como se entiende comúnmente. La financiación de la guerra está bendecida. La muerte en ella es premiada con el acceso al paraíso. Hay, sin embargo, apuntes en la dirección de contemplar, al menos como posibilidad, una coexistencia pacífica, entre comunidades, no dentro de la musulmana, que situaría la <em>jihad</em> en términos de respuesta a agresión externa, caso en el que concurrir a la guerra santa es una obligación para todos los varones. La idea de concordia se encuentra en la azora 60: “Es posible que Dios establezca la concordia entre vosotros y quienes son vuestros enemigos. Dios es poderoso, Dios es indulgente, misericordioso. Dios no os ha prohibido el ser buenos y equitativos con quienes no os han combatido ni os han expulsado de vuestras casas por causa de la religión. Dios ama a los equitativos. Dios sólo os ha prohibido, respecto de quienes os combatieron en la religión, os expulsaron de vuestras casas y cooperaron en vuestra expulsión, que los toméis por amigos. Quienes los tomen por tales, éstos son los injustos”. En algunos momentos se anima a la predicación –“Llama a la senda de tu Señor con la sabiduría y la bella exhortación. Discútelos con aquello que es más hermoso”-, pero siempre desde la preeminencia del Islam y sin descartar nunca la guerra y la violencia como el camino de ganar adeptos: “Cuando llegue el auxilio de Dios y la victoria y veas entrar a las gentes, a bandadas, en la religión de Dios, entona el loor de tu Señor y pídele perdón. Él es remisorio”[27].</p>
<p>La negación de toda discrepancia sitúa al islamismo originario, desde su texto canónico, en un fanatismo estricto. Entonces, ¿en dónde sostener ese mito de la tolerancia islámica? Hay de nuevo que referirse al choque de tiempos. El estatuto de dinim, el impuesto de capitación de judíos y cristianos, podía ser comprensible, y aún avanzado, en los siglos primeros de la Edad Media. En la España cristiana los judíos venían obligados a pagar un impuesto por persona y en algunos lugares uno recordatorio de las treinta monedas cobradas por Judas a cambio de su traición. Pero no puede hablarse en términos de tolerancia, tal y como la concebimos desde la Ilustración hasta nuestros días. Como recuerda el historiador César Vidal[28], la principal fuente de ingresos de los Omeyas de Córdoba, tenidos por el sumum de la tolerancia, era la trata de esclavos. En las conquistas nunca se respetaron, como hemos visto recordar a Naipaul, las culturas anteriores. Por el contrario, Amin Maalouf recuerda la impresión de fanáticos que dejaron los cruzados. Por ejemplo, en la toma de Jerusalén en la primera cruzada reseña la escena narrada por comentaristas musulmanes: “es cierto que los caballeros de Occidente son famosos por su bravura, pero su comportamiento ante los muros de Jerusalén es algo desconcertante a ojos de un militar avezado. Iftijar espera verlos construir, nada más llegar, torres móviles y diversos instrumentos de asedio, y cavar trincheras para precaverse de las salidas de la guarnición. Sin embargo, lejos de dedicarse a estos preparativos, han empezado por organizar en torno a los muros una procesión encabezada por sacerdotes que rezan y cantan a voz en grito, antes de lanzarse como posesos al asalto de las murallas sin disponer de la menor escala. Por más que al-Afdal le ha explicado que estos frany querían apoderarse de la ciudad por razones religiosas, un fanatismo tan ciego lo sorprende”[29].</p>
<p>Desde entonces, sin embargo, han cambiado poco las cosas en el Islam. Como apunta el filósofo Javier Hernández Pacheco, no hay en el islamismo un proceso similar a la Ilustración: “Hay en el Islam múltiples valores religiosos y humanos que se podrían incorporar a una comprensión compartida del mundo tan pronto el oriente islámico realice históricamente la depuración humanista de su ideal religioso. Eso fue para Occidente la Ilustración, desde la que el atentado terrorista es un horror incomprensible, mientras que es pura lógica para una comprensión religiosa que tiene esa Ilustración todavía pendiente”[30]. La cuestión no es transferir la voluntad de cambio, sino interrogarse y buscar explicaciones para el inmovilismo. La proscripción de todo debate, la exigencia de “sumisión” no favorece, podría decirse que imposibilita, la evolución en el mensaje, anquilosado en el tiempo. El Corán no es un libro para meditar, sino para recitar. No se reflexiona sobre él, se memoriza. Hay por supuesto escuelas y tendencias diversas, como los sunníes y los chíies. O la extinguida tendencia jarachí, que sólo concede validez al Corán, negándoselas a los hadiz. Los sufíes, llamados así por las gruesas chaquetas de lana que vestían, desarrollaron una tendencia mística y espiritual, a la búsqueda de un trato personal con Dios, en una religión en que la unicidad de Alá tiende a situarlo como una abstracción. La tendencia sufí ha sido prácticamente sofocada. Es hoy en día cuestión literaria occidental, más que realidad musulmana. Averroes, el racionalista aristotélico, de tanta influencia en el cristianismo medieval, cuyos Comentarios dominaron por siglos la Sorbona y fundamentaron la escolástica, es considerado un simple hereje.</p>
<p>El Corán tiene un contenido consuetudinario, relacionado con el contexto de la época. La esclavitud o la poligamia podrían ser interpretadas como meros criterios de tolerancia a instituciones preexistentes, pero tal criterio, sostenido por algunos autores musulmanes, no se tiene en cuenta, porque el texto coránico pretende ser asumido por completo sin evolución posible. Las interpretaciones alegóricas o analógicas, tan fundamentales en la teología cristiana, son consideradas heréticas, y han sido condenadas por sistema por la universidad de Al Azhar. La falta de una autoridad central ha tenido, en ese sentido, un efecto perverso pues cualquier grupo o <em>ulema</em> se ha sentido con capacidad en las últimas décadas para emitir <em>fatwas</em> con declaraciones de <em>kafir</em> o impío, reclamación directa al asesinato. Fue el caso del intelectual egipcio Farag Foda por oponerse a la imposición de la sharia[31], o de Nasr Abu Zeid, profesor universitario que se vio obligado a refugiarse en Europa cuando fue “divorciado” por un tribunal, pues un “apóstata” no podía seguir casado con una musulmana. O del premio Nobel de Literatura, Naguib Mahfuz, apuñalado, tras numerosas amenazas, por considerar sus novelas indecentes.</p>
<p>El fundamentalismo está seriamente instalado en el Corán. La insistencia en la verdad manifiesta y la justificación de la violencia abren un riesgo permanente de intensificar el rigorismo de la ortodoxia y emprender el camino de las armas, o a través del terrorismo o de la guerra. La idea integrista de que “el Islam es un sistema completo y total” no se compadece mal con el texto coránico en el que no existe diferenciación ninguna entre política y religión.</p>
<p>La concepción de la verdad manifiesta no sólo legitima el autoritarismo, lo precisa. Esa verdad ha de imponerse por el poder político, sin resquicios para la autonomía personal, ni espacio para la discusión, mediante la adhesión a la ortodoxia. De esa manera, una de las materias tradicionalmente prohibidas en el mundo islámico es el derecho político. Ya hemos visto como la escisión chíi se produjo por una discusión sobre la esencia del poder islámico, por considerar necesario la continuidad carismática de los herederos del Profeta. La concepción del poder islamista es teocrática. Pero si los chíies resolvieron su derrota y contradicción mediante la curiosa forma mesiánica de que Alí y aún más su hijo Husein, se “ocultaron” en vez de morir, y reaparecerán en otro momento de la historia, el islamismo en su conjunto vive en una contradicción más profunda, intensificada desde la desaparición del califato otomano en 1924, último vestigio de poder central. La idea de Hutginton de un Estado central capaz de aglutinar a la “civilización islámica” no es musulmana, pues el poder ha de ser personalizado, como lo fue la relación de Mahoma, jefe político y religioso, con Alá. Ese vacío enervante alimenta las fantasías de los islamistas. Tahar ben Jelloun, escritor marroquí, ganador del Premio Goncourt, en relación con la situación actual, afirma: “es verdad que los árabes, que los musulmanes están a la búsqueda de un líder”[32]. La recreación en el integrismo de la <em>umma</em> como proyecto político comunitarista no ha resuelto, en ningún caso, el problema ni la contradicción. Ha producido dictaduras como la sudanesa. Pero el misticismo islamista, político-religioso, alimenta las expectativas del surgimiento de un califa, un líder carismático, señor de la guerra, tras cuyo imaginario no es difícil percibir el sueño iluminado de Osama ben Laden.</p>
<hr />[1] Citado por José Morales, El Islam, Ediciones Rialp, pp.22-23</p>
<p>[2] Juan Vernet, introducción a El Corán, Plaza y Janés, p. 11.</p>
<p>[3] José Morales, El Islam, p. 24.</p>
<p>[4] Juan Vernet, p. 11.</p>
<p>[5] Juan Vernet, p. 12.</p>
<p>[6] Julio Vernet, op. cit. p. 17.</p>
<p>[7] El Corán, azora 2, 18</p>
<p>[8] Azora 3, 134-135</p>
<p>[9] Julio Vernet, p. 23</p>
<p>[10] Azora 8, 12</p>
<p>[11] Azora 8, 68</p>
<p>[12] Azora 9, 30</p>
<p>[13] Azora 8, 74</p>
<p>[14] Azora 8, 19</p>
<p>[15] Azora 9, 29</p>
<p>[16] Azora 16, 60</p>
<p>[17] Azora 2, 187</p>
<p>[18] Azora 2, 189</p>
<p>[19] Ibn Warraq, autor de Pourquoi je ne suis pas musulman, Editorial L’Age d’homme. Entrevista en Le Figaro Magazine, 6 de octubre de 2001.</p>
<p>[20] José Morales, op. cit. p. 139</p>
<p>[21] Azora 8, 57</p>
<p>[22] Azora 6, 152</p>
<p>[23] Entrevista en Le Figaro Magazine, 6 de octubre de 2001</p>
<p>[24] Azora 6, 4-6</p>
<p>[25] Azora 2, 136-138</p>
<p>[26] V. S. Naipaul, Exigencias imperiales del islam, en ABC, 12-10-2001</p>
<p>[27] Azora 110, 1-2</p>
<p>[28] En Libertaddigital, 2 de octubre de 2001</p>
<p>[29] Amin Maalouf, Las cruzadas vistas por los árabes, Alianza Editorial, pp. 80-81</p>
<p>[30] Javier Hernández Pacheco, En Época, nº 865, 14 de septiembre de 2001</p>
<p>[31] Gilles Kepel, La Jihad, Ediciones Península, p. 453</p>
<p>[32] Entrevista en El Mundo, 14 de octubre de 2001<span id="_marker"> </span></p>
<p id="contenido">¿Y esa consigna de no “demonizar” al Islam, como si los atentados del 11 de septiembre no hubieran sido realizados en su nombre? ¿No es Ben Laden y sus sahid quienes lo demonizan ofreciendo una imagen de salvajismo e inhumanidad? Arma suprema de los islamo-fundamentalistas, lo islámicamente correcto sitúa como postulado que el ‘verdadero Islam’ no puede ser más que ‘tolerante’ y ‘pacífico’ puesto que el Corán es un ‘texto de paz y amor’. Muhamad Alí, el boxeador Casius Clay, lo proclamó en el homenaje a las víctimas: “el Islam es la paz”. Esta especie de consigna rechaza cualquier análisis argumentado para desentrañar las raíces coránicas y teológicas del islamismo radical, del terrorismo suicida, como “intolerancia racista”. En vez de exorcizar el desviacionismo de los terroristas suicidas se sataniza la crítica. Los atentados se convierten en un acto de propaganda de ¡un Islam limpio de todo pecado! El fanatismo y el oscurantismo islámico justifican por tanto, en el nombre de Dios, la lapidación de las mujeres en Irán, Sudán o Mauritania, el exterminio de los cristianos en Indonesia, la degradación de las mujeres en Afganistán o la liquidación de los blasfemos y los católicos en Pakistán, muestras todas ellas de tolerancia, paz y amor, hasta el punto de que lo coherente sería pedir la aplicación de la sharia en nuestras naciones occidentales. ¿Por qué tanto silencio ante las flagrantes lesiones a los derechos humanos en las naciones islámicas “moderadas”? ¿Es una excepción cultural, una manifestación de una cultura distinta, satanizar el sexo, hasta lapidar a las adúlteras? ¿La no discriminación por razón de sexo es acaso una costumbre occidental? Afganistán, ese “régimen vomitivo” donde la mujer ha de morir sin recibir atención sanitaria, y ¿Arabia Saudí, donde tienen prohibido conducir? ¿Estaba entonces bien aquello de la mujer con la pata quebrada? El imán de Fuengirola publicó un libro recomendando los castigos corporales a la mujer, como, por otra parte, recomienda el Corán. ¿Dónde queda lo del terrorismo doméstico? ¿Alguien se imagina la justa indignación nacional si un párroco católico saliera por donde el imán de Fuengirola? Pues ese señor es quien selecciona a los profesores y profesoras, nunca los sexos juntos, de las clases de musulmán en los colegios de Málaga. La postmodernidad, el estructuralismo y los políticamente correcto han acostumbrado a las gentes a esa doble moral, a ese relativismo ético, consecuencia directa del cultural. Al margen de tanto tópico, las razones de la violencia tienen raíces muy profundas en El Corán. Es un texto asequible, de fácil estudio, ¿por qué mantener que el Islam es la paz cuando una de cada dos azoras chorrea sangre?.</p>
<p><strong>MAHOMA, CAUDILLO MILITAR</strong></p>
<p>Mahoma fue al tiempo un líder espiritual y un caudillo militar. Bajo su mandato, los islamitas fueron perseguidos y perseguidores. De forma similar al pueblo hebreo en su éxodo y su toma de posesión de la tierra prometida, los islamitas combatieron y se impusieron sobre sus adversarios por las armas. Ese ambiente bélico, de violencia y propaganda, impregna el Corán.</p>
<p>Exiten sobre Mahoma prolijas biografías en donde se reseñan sus hechos más notables y sus cualidades de estadista, pues en la última etapa de su vida fue básicamente un organizador. Dotó a las tribus de la península arábiga de una férrea unidad y una misión, que se tradujo a las pocas décadas de su muerte en una impresionante expansión por Asia y África del Norte hasta la península ibérica. Mahoma, “el alabado”, nació alrededor del año 580. Huérfano desde joven, casó con la rica Jadicha, que lo doblaba en edad y a quien ayudó en la administración comercial de sus bienes. Del matrimonio nacieron cuatro hijas y varios hijos varones, muertos a corta edad. A Mahoma no le sobrevivió ningún hijo varón de sus quince mujeres, como reseña El Corán. La actual Arabia Saudí era entonces una fragmentada colección de tribus –él pertenecía a los hachemitas, un clan prestigioso, pero de poder reducido-, con religiones politeístas relacionadas con cada clan, con centro religioso y comercial en La Meca, donde se veneraba la Kaaba, una piedra negra a la que se supone un aerolito, rodeada de ídolos de las numerosas divinidades adoradas por los beduinos. Convivían también comunidades de dos religiones monoteístas, la hebrea y la cristiana, y había seguidores de credos asiáticos como el de Zoroastro.</p>
<p>Fue en el año 610 cuando recibió su primera revelación en el monte Hira. Según Tabari, historiador musulmán (839-923), comunicó a su mujer “Oh Kadija, temo volverme loco. ¿Por qué?, preguntó ella. Porque veo en mí los signos de un poseído: cuando camino oigo voces que vienen de cada piedra y de cada colina, y por la noche veo en sueños un ser enorme que se presenta ante mí, un ser cuya cabeza alcanza al cielo y cuyos pies tocan la tierra”. Un lunes se le apareció un ángel de Dios, Gabriel. “Se presentó ante él y le dijo: ¡La bendición sea contigo, oh Mahoma, apóstol de Dios! Mahoma se asustó y se puso de pie pensando que había perdido el juicio. Se dirigió hacia la cumbre para matarse arrojándose desde lo más alto. Pero Gabriel le tomó entre sus alas, de modo que no podía avanzar ni retroceder. Y entonces le dijo: ¡Oh Mahoma, no temas, porque tú eres el profeta de Dios, y yo soy Gabriel, el ángel de Dios!. Mahoma permaneció inmóvil entre las dos alas, y Gabriel continuó: ¡Oh, Mahoma recita: en nombre de tu Señor, que ha creado todo, que ha creado el hombre a partir de un coágulo de sangre!”. Gabriel le entregó la primera sura del Corán, denominada <em>Iqra</em>, el credo musulmán: “La alabanza a Dios, Señor de los mundos. El Clemente, el Misericordioso, Rey del Día del Juicio. A ti adoramos y a ti pedimos ayuda. Condúcenos al camino recto, camino de aquellos a quienes has favorecido, que no son objeto de tu enojo y no son los extraviados”.</p>
<p>“Mahoma descendió de la montaña. Fue invadido de un fuerte temblor y volvió a casa, repitiéndose a sí mismo las palabras del ángel. Estas le daban confianza, pero temblaba con todo el cuerpo debido al temor y al terror que le había inspirado Gabriel. Ya en la casa dijo a su mujer: el mismo que se me había aparecido de lejos se me ha presentado hoy delante. ¿Qué te ha dicho?, le preguntó Jadicha. Me ha dicho: Tú eres el profeta de Dios y yo soy Gabriel, y me ha recitado esta sura. Jadicha, que había leído viejas escrituras y conocía historias de profetas, sabía también el nombre de Gabriel. Mahoma fue dominado acto seguido por un agudo frío, inclinó la cabeza y dijo a su mujer: ¡Cúbreme, cúbreme!. Ella le cubrió con un manto, y él se durmió”[1].</p>
<p>El Corán prácticamente no da detalles de las revelaciones de Mahoma, luego enriquecidas literariamente por sus seguidores. Con frecuencia se trataba de locuciones intelectuales difíciles de determinar, acompañadas por fenómenos físicos descritos por la tradición: palidecía, su frente se llenaba de sudor y entraba en un estado de semiinconsciencia. A veces caía en tierra, como fulminado de una irrupción que no se juzgaría natural. “Para Teófano todos estos síntomas no eran más que el reflejo externo de un ataque de epilepsia”[2]. “Quienes consideran los hechos desde fuera de la tradición musulmana mantienen, como es de esperar, una postura escéptica sobre el origen último de las iluminaciones experimentadas por Mahoma. Ha habido autores que las han atribuido a un psiquismo patológico, pero de gran brillantez y originalidad. Otros han hablado de alucinaciones, mientras que algunos piensan que estamos ante una mente que no consigue siempre distinguir entre lo imaginario y lo real”[3]. En cualquier caso, Mahoma siempre creyó con gran fuerza en su misión y en la veracidad de los mensajes.</p>
<p>En un primer momento, “no quiere crear una nueva religión”[4], sino lanzar un mensaje monoteísta, llamando a pedir perdón por los pecados mediante letanías cristianohebreas, denunciando algunas prácticas aberrantes como el asesinato de niñas recién nacidas. Todo ello para volver a la antigua pureza del hombre piadoso o <em>hánif</em>, cuyo primer representante es el profeta Abraham. Los primeros seguidores en su círculo familiar pronto fueron objeto de amenazas, ridiculizaciones y persecuciones. Mahoma llegó a temer por su vida, volviéndose a la intercesión de algunos ídolos, de lo que pronto se arrepintió, no volviéndose a separar del monoteísmo. La muerte de su esposa y de su protector Abu Talib, le sumió en una situación de desaliento de la que salió tras “la visión del viaje nocturno”, que la tradición musulmana sitúa en Jerusalén.</p>
<p>En medio del fracaso de su predicación, fue reclamado por los habitantes de Medina “para que fuese a vivir entre ellos como árbitro supremo de las tribus de Aws y Jazrach, divididas por viejas rivalidades que dos años antes habían conducido a la guerra”[5]. Su posición monoteísta le hacía también un interlocutor respecto a importantes clanes judíos como los Banu Qurayza, Qaynuqa y Nadir. Esto marca un cambio radical en Mahoma, de predicador religioso a figura política. Según Vernet, “Mahoma, que hasta entonces jamás había pensado que su doctrina pudiera teñirse de un matiz político cualquiera, cambió de opinión ante la contumacia de sus compatriotas”. La huida o hégira de La Meca, con alrededor de ciento cincuenta seguidores, a Madinat al-nabí (la ciudad del profeta) se produjo el 16 de julio del año 622, donde se sitúa el origen del calendario musulmán.</p>
<p>La introducción en la política de Mahoma dio un giro importante en su mensaje y en sus revelaciones, pues estas no sólo se refieren a aspectos religiosos sino también a la justificación de las decisiones como dirigente político y como jefe militar. Primero sigue una estrategia conciliadora. Fue aceptado por las diversas facciones, aunque con reservas por los que denominará hipócritas. Buscó el acercamiento a los judíos. Para ello situó como día de ayuno de sus seguidores el mismo que el del <em>yom kippur</em> o de la purificación hebraico y prescribió la orientación en las oraciones hacia Jerusalén, aunque mantuvo la oración pública el viernes. Pero entraron en una intensa polémica. Mahoma siempre tuvo un conocimiento de segunda mano de la Biblia y no fue aceptado como profeta. La disputa derivó en un <em>odium theologicum</em>, una de las formas históricamente más intensas de repulsa.</p>
<p>Mahoma culpó a los judíos de haber suprimido fragmentos de las escrituras y haber añadido otros. Por otra parte, esta serie de diálogos habían dado lugar a formas sincretistas de religiosidad. Procedió a incrementar la diferenciación y a reforzar su poder. En el plano religioso tomó decisiones fundamentales. Intensificó el carácter nacional de su mensaje. político. Sustituye el ayuno de la <em>asurá</em> (<em>yom kippur</em>) por el del mes de ramadán. Las oraciones pasaron a orientarse hacia La Meca, considerada ciudad sagrada, cuyo santuario –supuestamente fundado por Abraham y su hijo Ismael- debía ser purificado de los dioses idólatras, pero había de ser objeto de peregrinación de los musulmanes. Rompió, de esa forma, uno de los motivos de oposición a su mensaje, pues los comerciantes de La Meca veían en peligro su influencia y su fuente de ingresos. Al tiempo marcó un objetivo político: la comunidad de creyentes o <em>umma</em> pasa a ser ejército. Mahoma se presentó desde entonces como el último Profeta, tras Moisés y Jesús, y al tiempo resaltó una relación directa con Abraham, que no fue “ni idólatra, ni judío, ni cristiano”.</p>
<p><strong>LA VERDAD SE JUSTIFICA POR LA GUERRA</strong></p>
<p>“La guerra –según explica Julio Vernet- constituía el ideal supremo de Mahoma, puesto que con ella iba a infligir a los incrédulos mequíes, por propia mano, el tormento con que reiteradamente les había amenazado”[6]. Sin embargo, “sus partidarios se mostraban reacios a admitir la predicación por medio de la espada” pues representaba “luchar contra hermanos”. Mahoma reforzó su poder personal, haciéndose jurar fidelidad, y el providencialismo. La desobediencia a sus mandatos lo es al propio Alà. Así en la azora II 212 señala “se os prescribe el combate, aunque os sea odioso”[7]. Primero sus seguidores desarrollan operaciones de estricto pillaje poniendo en riesgo el comercio de La Meca. Una operación de castigo fue enfrentada por Mahoma consiguiendo la victoria de Badr, cuyo botín mejoró la posición de los musulmanes hasta entonces dependientes de la generosidad de los habitantes de Medina. “El alabado” presentó el éxito militar como una prueba del poder y la supremacía de Alá. Tras ello pasó a eliminar disidencias atacando a los hipócritas y a los clanes judíos. Al año siguiente, contra otro ejército superior en número, sufrió la derrota de Ohod. Desde el creciente providencialismo, la interpretación se establece en una prueba de Dios, que premia a los constantes, en términos de triunfo y aniquilación[8]. “Estos días los hacemos suceder entre los hombres, a fin de que Dios sepa quiénes creen y escoja, entre vosotros, testigos -¡Dios no ama a los injustos!-, con el fin de probar a Dios a quienes creen y aniquilar a los infieles”. Esta derrota dio alas a los descontentos en Medina, pero Mahoma cortó la rebelión –expulsando a los judíos- e intensificó las medidas diferenciadoras de sus seguidores estableciendo barreras de comunicación con otras comunidades: prohibió la bebida y el juego.</p>
<p>Como jefe político y militar demostró una voluntad de poder y de dominio que no existía en sus adversarios, dispersos y divididos. Los comerciantes de La Meca se mostraron a favor de terminar con una guerra que sólo les causaba perjuicios. Además, el giro nacionalista de Mahoma les permitía mantener su posición. Tuvo, sin embargo, que vencer en la batalla de Hunayn para ser el señor de la Arabia central, pero no consiguió dominar la norte al ser derrotado en Muta. En esta etapa, cuando empezó a vislumbrar el triunfo, intensificó los elementos teocráticos, y estableció la imposibilidad de pactos salvo entre iguales, o sea entre los creyentes, mientras que los miembros de las religiones del libro –judíos y musulmanes- podían ser tolerados en situación de inferioridad con impuestos especiales.</p>
<p>En el año 10 tras la hégira hizo la peregrinación solemne a La Meca, presentándose al tiempo como el profeta de una nueva religión para los árabes y “como restaurador de la religión de Abraham”[9]. En el año 11 diversas tribús se sublevaron afirmando contar entre sus miembros a nuevos profetas. Preparando la campaña de castigo murió Mahoma de fiebres el 8 de junio de 632.</p>
<p>El lenguaje bélico de El Corán es de inusitada violencia, establecida como voluntad de Alá. “Yo estoy con vosotros. ¡Consolidad en sus puestos a quienes creen! Arrojaré el pánico en el corazón de quienes no creen! ¡Golpeadlos encima del cuello! ¡Golpeadlos en la yema de los dedos!”[10]. Hay un ensañamiento genocida: “No es propio de un Profeta tener prisioneros hasta que haya encubierto la tierra con los cadáveres de los incrédulos” [11]. Hay con frecuencia una exaltación de la venganza y escasos sentimientos humanitarios como cuando exclama “¡Dios los mate!” con referencia explícita a los judíos y los cristianos[12]. “¡Profeta! ¡Combate a los infieles y a los hipócritas! ¡Sé duro con ellos”[13]. Todo en una ambientación de subido tono providencialista: “si cesáis en la lucha, será mejor para vosotros; si la reanudamos, la reanudaremos; no os servirá de nada vuestro número aunque sea grande: Dios está con los creyentes” [14].</p>
<p><strong>EL EXTERMINIO O LA CONVERSIÓN UNIVERSALES</strong></p>
<p>El Antiguo Testamento está lleno también de batallas y de intervenciones bélicas providencialistas con exterminio como contra los moabitas. Hay una diferencia en esa violencia divinal –execrable en cualquiera de los casos-, pues en el caso hebreo está relacionada con la tierra, con una promesa, restringida a un territorio, y como preservación del pueblo elegido, pero en el caso de Mahoma está relacionada con la fe. Apenas si contempla otra forma de conversión que a través de la imposición violenta y se trata de un designio universal: “¡Combatid a quienes no creen en Dios ni en el último Día ni prohiben lo que Dios y su enviado prohiben, a quienes no practican la religión de la verdad entre aquellos a quienes fue dado el Libro! Combatidlos hasta que paguen la capitación personalmente y ellos estén humillados”[15]. “No hay ciudad a la que nosotros no aniquilemos o atormentemos con terrible tormento antes del día de la Resurrección. Eso está en el Libro, escrito” [16]. La santificación de la guerra, en el sentido comúnmente entendido, es un estado permanente.</p>
<p>¿Sobre qué sustenta Mahoma la autoridad de su posición religiosa? Sobre la violencia. La suya es una teología de la guerra: es ésta la que justifica en sí el mensaje y es, a la vez, lo fundamental de él. Alá es grande y Mahoma su profeta, porque dan la victoria final sobre los incrédulos. Al contrario que los profetas anteriores, en cuya estela se sitúa como culminador, Mahoma no hizo milagros. De alguna manera asume los de sus predecesores, pero en su caso las pruebas de la fe son la espada y el libro.</p>
<p><strong>AUTORITARISMO EXTREMO</strong></p>
<p>Por supuesto el argumento fundamental es que se trata de una verdad revelada. El principio de la existencia de una revelación se acompaña con frecuencia del criterio de que esa verdad es manifiesta, de manera que la ausencia de reconocimiento –la falta de fe, la incredulidad- constituye un pecado, una perversión, un yerro moral que con frecuencia es consecuencia de una depravación de la conducta. A esa cuestión apunta la diferencia establecida por San Pablo entre el hombre viejo y el hombre nuevo, o la aseveración de que el hombre carnal no puede conocer las verdades divinas. La consideración de la incredulidad como una especie de ataque al contenido de la fe es habitual en las religiones, pues se considera que pone en cuestión el carácter manifiesto, obvio, de la verdad en sí. Este argumento ha llevado con frecuencia a fórmulas autoritarias por las que se trata de someter al incrédulo o de eliminarlo, considerando que la unidad en la creencia confirma su veracidad. Ese fue uno de los resortes con los que funcionó durante siglos la Inquisición de la Iglesia católica o en nombre del que se llevaron a cabo las guerras de religión europeas en los siglos XVI y XVII. También ha sido el principio de persecución de los disidentes en los países comunistas, considerando, por ejemplo, que quienes rechazaban el marxismo eran dementes, pues su verdad era manifiesta, una forma de revelación secular, y aún de mayor fuerza que las de las religiones, pues se trataba de una verdad científica.</p>
<p>Sin embargo, a título de ejemplo, la apologética cristiana establece tres pruebas en su favor, a modo de principios de contrastación: milagros, profecías y belleza moral del mensaje. Los milagros, como suspensiones momentáneas de las leyes de la naturaleza, manifiestan el poder divino y respaldan la revelación. Son observados por testigos. En el mismo sentido funciona el cumplimiento de profecías, de augurios establecidos sobre sucesos futuros. Estas pruebas, incluida la belleza moral del mensaje, buscan una armonización entre fe y razón. No resultan concluyentes para quien no tiene fe, pero implican, en su misma enumeración, un respeto a la autonomía de la racionalidad, un principio de tolerancia. Por supuesto, esa tolerancia se ha roto con frecuencia a lo largo de los siglos, pero el cristianismo, por muy diversas, curiosas y extravagantes que sean las costumbres de sus diversas corrientes y sectas, ha demostrado ser compatible con la tolerancia.</p>
<p><strong>TEOCRACIA ABSOLUTA, SIN DIFERENCIA ENTRE FE Y RAZÓN</strong></p>
<p>Esa diferencia entre fe y razón no existe en el texto canónico islámico. Aunque El Corán abunda en dicotomías excluyentes, sin zonas intermedias de neutralidad, casi todas ellas se basan precisamente en el hecho de que la única razón posible es la fe. De forma poética y algo elíptica el arabista francés Louis Massignon decía que al judaísmo le caracteriza la esperanza, al cristianismo la caridad y al islamismo la fe. La fe lo es todo. Entendida como obediencia. De hecho, no hay humanidad fuera de la fe. El no musulmán no pertenece a la especie humana. “La idolatría es peor que el homicidio”[17]. “Matadlos hasta que la idolatría no exista y esté en su lugar la religión de Dios”[18]. La apologética de Mahoma se basa en la violencia y en la belleza del Corán. Es una religión cuya coherencia es un autoritarismo circular, no deja resquicio para la tolerancia. Ibn Warraq describe bien este blindaje hacia la crítica que fundamente el totalitarismo islámico: “La verdad ha sido revelada de una vez por todas, imposible discutirla, relativizarla o incluso reflexionar sobre ella. El Corán se pretende eterno. Cada uno debe obedecer con cuerpo y alma, pues por el contrario las sanciones serán terribles. En estas condiciones, intentad exponer la menor ironía, el menor espíritu crítico, la menor puesta en duda de orden histórico o filológico&#8230;”[19].</p>
<p>Mahoma y el Corán rechazan cualquier contrastación. Por de pronto rechazan, contra la evidencia, cualquier historicidad. El libro santo del Islam no es obra de Mahoma, sino recopilación posterior. Está formado por ciento catorce azoras o capítulos, dividido en aleyas rimadas o versículos. Los capítulos están ordenados de mayor a menor número de aleyas, sin orden cronológico. En vida de Mahoma los comentarios de sus revelaciones eran aprendidos de memoria por sus seguidores. Con el tiempo, la muerte de estos recitadores hizo ver la conveniencia de poner por escrito esos pensamientos. Esa labor fue encargada por el siguiente califa, Abu Bakr a Zayd b. Tabit. Se trata, pues de una recopilación. En ese sentido resulta acumulativa. Incluso resulta piadoso el comentario de que “hay en el libro mucha palabra superflua, así como innumerables reiteraciones”[20]. La historia de Moisés está contada más de cincuenta veces, sin variaciones resaltables. La de Noé, veinticinco. Y eso sucede con numerosos sucesos del antiguo y del nuevo testamento. La eliminación de las reiteraciones reduciría de manera sensible el Corán. La regulación de la vida de los musulmanes es incoada, pero sobre todo se encuentra en los <em>hadiz</em> o dichos, por los que mediante la fórmula alguien dijo que había escuchado al Profeta se concreta un contenido que en el Corán es vago. De hecho, la <em>sharia</em>, el código penal islámico, principal reivindicación integrista, vigente en numerosos países, no se encuentra en el Corán sino en tales comentarios recopilados por generaciones posteriores.</p>
<p><strong>LA TOLERANCIA, EL PEOR PECADO</strong></p>
<p>La tradición musulmana con base en el propio Corán ha deificado el libro situándolo como la copia del que se encuentra en el paraíso. Es decir, mientras judaísmo y cristianismo consideran sus libros inspirados, a través de autores humanos, causas segundas, la autoría del Corán se establece directamente divina. Con estos precedentes, es de todo punto lógico que el texto coránico resulte obsesivo respecto a la incredulidad. Como si se sintiera amenazado sobre bases débiles, toda disidencia pone en riesgo a la verdad manifiesta y al edificio de los creyentes. Ese sentido de la verdad manifiesta, sólo negable por una depravación moral, está llevada hasta el extremo: “Las peores bestias, ante Dios, son los infieles”[21]. Negada la racionalidad de los discrepantes, la verdad resulta incuestionable. Conviene precisar que, según ese esquema, los preceptos morales islámicos quedan reducidos a los límites de los creyentes. Por ejemplo, por supuesto la vida es sagrada, como en las otras religiones monoteístas. Así: “no mataréis a una persona si no es como justicia. Dios os lo ha prohibido”[22], pero bien entendido que sólo es persona el creyente y sólo hay vida en la fe.</p>
<p>El Corán muestra una constante obsesión de Mahoma por no ser creído, e incluso un intenso resquemor por ser ridiculizado. En estos puntos es muy explícito. Son frecuentes las referencias a quienes le acusan de hacerse eco “de leyendas de los antiguos” o de “haber recibido la revelación de un mortal”. Esa obsesión va pareja al odio contra los incrédulos y un insano deseo de venganza. Las referencias ofrecen, de esa forma, verosimilitud al mensaje de cara a los creyentes, pues resultan la explicitación de una conjura o de una mentalidad conspirativa. Esto es frecuente en la idea de la verdad manifiesta, pues la increencia es el fruto de una maldad congénita. Quienes no creen no son, en ningún caso, neutrales, sino que se oponen a la fe y conspiran contra ella. La justificación de la fe en Mahoma es la guerra, la eliminación del infiel o el impío, pues sólo de esa forma puede ponerse fin a tal conspiración. Si todos creen, la verdad es, en sentido pleno, manifiesta. La ausencia de todo disidente es, de hecho, la parusía islámica, cumplida por el <em>Madihd</em>, personaje que vendrá al final de los tiempos, y que algunos musulmanes especulan con que será Jesús, conjuntando de esa forma la profecía evangélica del segundo advenimiento.</p>
<p>Conviene precisar que tal grado de autoritarismo se compagina con una teología sencilla de cuerpo doctrinal escaso. La unicidad de Dios es prácticamente el único dogma. Es una reafirmación del monoteísmo hebraico. No hay novedad, ni creatividad religiosa, tampoco en las postrimerías, bien explícitas en el cristianismo, salvo en la descripción de un paraíso sensual, con jardines recorridos por ríos subterráneos, donde son lícitos algunos placeres prohibidos en la tierra, como licores que no embriagan, y donde hay mujeres de ojos rasgados, vírgenes, no tocadas por hombres ni demonio. En el Corán en sí no queda claro si las mujeres se salvan, pues las huríes parecen fruto de una creación ulterior no bien explicada.</p>
<p>Aunque los politeístas son blanco de las iras, y si bien el Corán ni contempla ni se plantea la increencia agnóstica o el ateísmo, el pecado mayor es la apostasía. Lógico desde el autoritarismo extremo de la verdad manifiesta en el que se sitúa Mahoma. No tanto, como suelen decir algunos de sus seguidores, porque rompa la fortaleza interna (la solidaridad se diría ahora) de la <em>umma</em>, sino porque rechaza la verdad. Ésta es tan manifiesta que después de haberse sostenido el daño producido por la negación sólo puede resolverse con la muerte. Aunque para cualquiera de los impíos (la impiedad es sinónimo de incredulidad) las penas del infierno serán dolorosas, la apostasía ha de ser perseguida con preferencia mediante el ajusticiamiento o asesinato del apóstata. Algunos escritores e intelectuales de naciones musulmanas conocen bien los efectos prácticos de este designio en nuestros días. Ese fue el sentido de la <em>fatwa</em> contra Salman Rhusdie o la persecución de la escritora pakistaní Taslima Nasrin. Como resalta Ibn Warraq, “el problema de la ley divina es que excluye toda aproximación serena y racional. Donde la <em>sharia</em> encuentra su aplicación, sea donde sea, dos grupos son sistemáticamente las víctimas: las mujeres y los no musulmanes. Estos últimos son considerados como inferiores y los apóstatas merecedores de la muerte”[23].</p>
<p>La idea de tolerancia es por completo extraña al Corán. Es, de hecho, su negación. Un pecado. “No hay tolerancia islámica: cuando el Islam ha crecido lo ha hecho a través de la espada, destruyendo la cristiandad en Oriente o la cultura persa secular, no dejando del pasado otra cosa que ruinas”. Ese es el sentido de la destrucción de los Budas de Bamiyan por la tiranía talibán. ¿No hay tolerancia, como se repite en abundancia, hacia las religiones del Libro, hacia judíos y cristianos? No, salvo que se entienda por tal la obligación de llevar vestimentas distintas, de pagar impuestos especiales y de no poder tener bajo su mando a musulmanes. Esas medidas tratan de resaltar la superioridad del creyente y forzar la conversión, pero en cualquier caso están justificadas porque la verdad es manifiesta, y por ende los infieles han de ser infelices y tener un <em>status</em> inferior.</p>
<p>Mahoma trata más de vencer que de convencer. La suya es una teología de la guerra. Pues la verdad es manifiesta, debe imponerse. Pues la verdad es manifiesta, la existencia de una sola persona que la niegue representa la negación absoluta de su contenido. La eliminación de los infieles por los creyentes está presente de continuo en el Corán. La venganza es una virtud, de la que participa Dios: “Han considerado falsa la verdad cuando ésta les ha venido; les vendrán noticias de lo que se han burlado. ¿No han visto a cuántas generaciones hemos aniquilado antes que a ellos?”[24]. La tolerancia contradice el principio musulmán y su finalidad.</p>
<p>La argumentación, en ese sentido, es circular, cerrada. El Corán no acepta la crítica, porque niega la posibilidad de yerro, incluso cuando cae en contradicción. Contradicciones prácticas como el cambio de la alquibla cuando de la orientación hacia Jerusalén se pasó a La Meca. La explicación es meramente voluntarista y se remite a Dios: “Dirán los insensatos: ¿Qué les hizo girarse respecto de su alquibla, aquella que tenían? Responde: Oriente y Occidente pertenecen a Dios; Él guía a quien quiere hacia el buen camino (&#8230;) Fue grande la perplejidad excepto para aquellos a quienes Dios guía, pues Él no os haría perder vuestra fe”[25]. Las contradicciones entre las propias aleyas del Corán es resuelta mediante la ley del abrogante y el abrogado, de forma que la última aleya tiene validez sobre la anterior. Hay una contradicción esencial. En principio Mahoma predica una religión nacional para un pueblo elegido, los árabes. Como señala V.S. Naipaul, premio nobel de Literatura 2001, “en sus orígenes, el islam es una religión árabe. Cualquiera no árabe que sea musulmán es un converso. El islam no es simplemente una cuestión de conciencia o de creencias, pues tiene exigencias imperiales. Cambia la visión del mundo del converso. Sus lugares sagrados están en tierras árabes; su lengua sagrada es el árabe. La idea sobre la historia cambia también para el converso. Rechaza la suya, y le guste o no, pasa a formar parte de la historia árabe. Las sociedades experimentan un enorme trastorno, que puede seguir sin resolverse incluso al cabo de mil años; la separación tiene que renovarse una y otra vez. Las personas construyen fantasías sobre quiénes y qué son, y en el islam de los países conversos existe un elemento de neurosis y nihilismo. Estos países pueden entrar en ebullición fácilmente”[26]. Y, sin embargo, esta esencia árabe se hace compatible con el principio universalista de los hanif, los hijos de Abraham, por el que todos los seres humanos nacen musulmanes, pero son luego educados como infieles. Esto, en el fondo, implica un principio larvado de apostasía y justifica el designio de dominio completo.</p>
<p><strong>LA GUERRA ES SANTA</strong></p>
<p>La <em>jihad</em> no es contemplada como un esfuerzo o en el sentido de la ascesis cristiana de perfeccionamiento interior, sino en el bélico, tal como se entiende comúnmente. La financiación de la guerra está bendecida. La muerte en ella es premiada con el acceso al paraíso. Hay, sin embargo, apuntes en la dirección de contemplar, al menos como posibilidad, una coexistencia pacífica, entre comunidades, no dentro de la musulmana, que situaría la <em>jihad</em> en términos de respuesta a agresión externa, caso en el que concurrir a la guerra santa es una obligación para todos los varones. La idea de concordia se encuentra en la azora 60: “Es posible que Dios establezca la concordia entre vosotros y quienes son vuestros enemigos. Dios es poderoso, Dios es indulgente, misericordioso. Dios no os ha prohibido el ser buenos y equitativos con quienes no os han combatido ni os han expulsado de vuestras casas por causa de la religión. Dios ama a los equitativos. Dios sólo os ha prohibido, respecto de quienes os combatieron en la religión, os expulsaron de vuestras casas y cooperaron en vuestra expulsión, que los toméis por amigos. Quienes los tomen por tales, éstos son los injustos”. En algunos momentos se anima a la predicación –“Llama a la senda de tu Señor con la sabiduría y la bella exhortación. Discútelos con aquello que es más hermoso”-, pero siempre desde la preeminencia del Islam y sin descartar nunca la guerra y la violencia como el camino de ganar adeptos: “Cuando llegue el auxilio de Dios y la victoria y veas entrar a las gentes, a bandadas, en la religión de Dios, entona el loor de tu Señor y pídele perdón. Él es remisorio”[27].</p>
<p>La negación de toda discrepancia sitúa al islamismo originario, desde su texto canónico, en un fanatismo estricto. Entonces, ¿en dónde sostener ese mito de la tolerancia islámica? Hay de nuevo que referirse al choque de tiempos. El estatuto de dinim, el impuesto de capitación de judíos y cristianos, podía ser comprensible, y aún avanzado, en los siglos primeros de la Edad Media. En la España cristiana los judíos venían obligados a pagar un impuesto por persona y en algunos lugares uno recordatorio de las treinta monedas cobradas por Judas a cambio de su traición. Pero no puede hablarse en términos de tolerancia, tal y como la concebimos desde la Ilustración hasta nuestros días. Como recuerda el historiador César Vidal[28], la principal fuente de ingresos de los Omeyas de Córdoba, tenidos por el sumum de la tolerancia, era la trata de esclavos. En las conquistas nunca se respetaron, como hemos visto recordar a Naipaul, las culturas anteriores. Por el contrario, Amin Maalouf recuerda la impresión de fanáticos que dejaron los cruzados. Por ejemplo, en la toma de Jerusalén en la primera cruzada reseña la escena narrada por comentaristas musulmanes: “es cierto que los caballeros de Occidente son famosos por su bravura, pero su comportamiento ante los muros de Jerusalén es algo desconcertante a ojos de un militar avezado. Iftijar espera verlos construir, nada más llegar, torres móviles y diversos instrumentos de asedio, y cavar trincheras para precaverse de las salidas de la guarnición. Sin embargo, lejos de dedicarse a estos preparativos, han empezado por organizar en torno a los muros una procesión encabezada por sacerdotes que rezan y cantan a voz en grito, antes de lanzarse como posesos al asalto de las murallas sin disponer de la menor escala. Por más que al-Afdal le ha explicado que estos frany querían apoderarse de la ciudad por razones religiosas, un fanatismo tan ciego lo sorprende”[29].</p>
<p>Desde entonces, sin embargo, han cambiado poco las cosas en el Islam. Como apunta el filósofo Javier Hernández Pacheco, no hay en el islamismo un proceso similar a la Ilustración: “Hay en el Islam múltiples valores religiosos y humanos que se podrían incorporar a una comprensión compartida del mundo tan pronto el oriente islámico realice históricamente la depuración humanista de su ideal religioso. Eso fue para Occidente la Ilustración, desde la que el atentado terrorista es un horror incomprensible, mientras que es pura lógica para una comprensión religiosa que tiene esa Ilustración todavía pendiente”[30]. La cuestión no es transferir la voluntad de cambio, sino interrogarse y buscar explicaciones para el inmovilismo. La proscripción de todo debate, la exigencia de “sumisión” no favorece, podría decirse que imposibilita, la evolución en el mensaje, anquilosado en el tiempo. El Corán no es un libro para meditar, sino para recitar. No se reflexiona sobre él, se memoriza. Hay por supuesto escuelas y tendencias diversas, como los sunníes y los chíies. O la extinguida tendencia jarachí, que sólo concede validez al Corán, negándoselas a los hadiz. Los sufíes, llamados así por las gruesas chaquetas de lana que vestían, desarrollaron una tendencia mística y espiritual, a la búsqueda de un trato personal con Dios, en una religión en que la unicidad de Alá tiende a situarlo como una abstracción. La tendencia sufí ha sido prácticamente sofocada. Es hoy en día cuestión literaria occidental, más que realidad musulmana. Averroes, el racionalista aristotélico, de tanta influencia en el cristianismo medieval, cuyos Comentarios dominaron por siglos la Sorbona y fundamentaron la escolástica, es considerado un simple hereje.</p>
<p>El Corán tiene un contenido consuetudinario, relacionado con el contexto de la época. La esclavitud o la poligamia podrían ser interpretadas como meros criterios de tolerancia a instituciones preexistentes, pero tal criterio, sostenido por algunos autores musulmanes, no se tiene en cuenta, porque el texto coránico pretende ser asumido por completo sin evolución posible. Las interpretaciones alegóricas o analógicas, tan fundamentales en la teología cristiana, son consideradas heréticas, y han sido condenadas por sistema por la universidad de Al Azhar. La falta de una autoridad central ha tenido, en ese sentido, un efecto perverso pues cualquier grupo o <em>ulema</em> se ha sentido con capacidad en las últimas décadas para emitir <em>fatwas</em> con declaraciones de <em>kafir</em> o impío, reclamación directa al asesinato. Fue el caso del intelectual egipcio Farag Foda por oponerse a la imposición de la sharia[31], o de Nasr Abu Zeid, profesor universitario que se vio obligado a refugiarse en Europa cuando fue “divorciado” por un tribunal, pues un “apóstata” no podía seguir casado con una musulmana. O del premio Nobel de Literatura, Naguib Mahfuz, apuñalado, tras numerosas amenazas, por considerar sus novelas indecentes.</p>
<p>El fundamentalismo está seriamente instalado en el Corán. La insistencia en la verdad manifiesta y la justificación de la violencia abren un riesgo permanente de intensificar el rigorismo de la ortodoxia y emprender el camino de las armas, o a través del terrorismo o de la guerra. La idea integrista de que “el Islam es un sistema completo y total” no se compadece mal con el texto coránico en el que no existe diferenciación ninguna entre política y religión.</p>
<p>La concepción de la verdad manifiesta no sólo legitima el autoritarismo, lo precisa. Esa verdad ha de imponerse por el poder político, sin resquicios para la autonomía personal, ni espacio para la discusión, mediante la adhesión a la ortodoxia. De esa manera, una de las materias tradicionalmente prohibidas en el mundo islámico es el derecho político. Ya hemos visto como la escisión chíi se produjo por una discusión sobre la esencia del poder islámico, por considerar necesario la continuidad carismática de los herederos del Profeta. La concepción del poder islamista es teocrática. Pero si los chíies resolvieron su derrota y contradicción mediante la curiosa forma mesiánica de que Alí y aún más su hijo Husein, se “ocultaron” en vez de morir, y reaparecerán en otro momento de la historia, el islamismo en su conjunto vive en una contradicción más profunda, intensificada desde la desaparición del califato otomano en 1924, último vestigio de poder central. La idea de Hutginton de un Estado central capaz de aglutinar a la “civilización islámica” no es musulmana, pues el poder ha de ser personalizado, como lo fue la relación de Mahoma, jefe político y religioso, con Alá. Ese vacío enervante alimenta las fantasías de los islamistas. Tahar ben Jelloun, escritor marroquí, ganador del Premio Goncourt, en relación con la situación actual, afirma: “es verdad que los árabes, que los musulmanes están a la búsqueda de un líder”[32]. La recreación en el integrismo de la <em>umma</em> como proyecto político comunitarista no ha resuelto, en ningún caso, el problema ni la contradicción. Ha producido dictaduras como la sudanesa. Pero el misticismo islamista, político-religioso, alimenta las expectativas del surgimiento de un califa, un líder carismático, señor de la guerra, tras cuyo imaginario no es difícil percibir el sueño iluminado de Osama ben Laden.</p>
<hr />[1] Citado por José Morales, El Islam, Ediciones Rialp, pp.22-23</p>
<p>[2] Juan Vernet, introducción a El Corán, Plaza y Janés, p. 11.</p>
<p>[3] José Morales, El Islam, p. 24.</p>
<p>[4] Juan Vernet, p. 11.</p>
<p>[5] Juan Vernet, p. 12.</p>
<p>[6] Julio Vernet, op. cit. p. 17.</p>
<p>[7] El Corán, azora 2, 18</p>
<p>[8] Azora 3, 134-135</p>
<p>[9] Julio Vernet, p. 23</p>
<p>[10] Azora 8, 12</p>
<p>[11] Azora 8, 68</p>
<p>[12] Azora 9, 30</p>
<p>[13] Azora 8, 74</p>
<p>[14] Azora 8, 19</p>
<p>[15] Azora 9, 29</p>
<p>[16] Azora 16, 60</p>
<p>[17] Azora 2, 187</p>
<p>[18] Azora 2, 189</p>
<p>[19] Ibn Warraq, autor de Pourquoi je ne suis pas musulman, Editorial L’Age d’homme. Entrevista en Le Figaro Magazine, 6 de octubre de 2001.</p>
<p>[20] José Morales, op. cit. p. 139</p>
<p>[21] Azora 8, 57</p>
<p>[22] Azora 6, 152</p>
<p>[23] Entrevista en Le Figaro Magazine, 6 de octubre de 2001</p>
<p>[24] Azora 6, 4-6</p>
<p>[25] Azora 2, 136-138</p>
<p>[26] V. S. Naipaul, Exigencias imperiales del islam, en ABC, 12-10-2001</p>
<p>[27] Azora 110, 1-2</p>
<p>[28] En Libertaddigital, 2 de octubre de 2001</p>
<p>[29] Amin Maalouf, Las cruzadas vistas por los árabes, Alianza Editorial, pp. 80-81</p>
<p>[30] Javier Hernández Pacheco, En Época, nº 865, 14 de septiembre de 2001</p>
<p>[31] Gilles Kepel, La Jihad, Ediciones Península, p. 453</p>
<p>[32] Entrevista en El Mundo, 14 de octubre de 2001</p>
<p><strong>FUENTE: </strong><a href="http://www.libertaddigital.com/ilustracion_liberal/articulo.php/243"><strong>http://www.libertaddigital.com/ilustracion_liberal/articulo.php/243</strong></a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img23.imageshack.us/img23/6141/stopislam.jpg" alt="" width="400" height="161" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
