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	<title>batteri-buoni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "batteri-buoni"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:31:47 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Una riserva di batteri "buoni" nell'appendice ciecale.]]></title>
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<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 12:00:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimo Giampà</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che nell&#8217;appendice vi fosse una flora batterica intestinale (E. coli, Stafilococchi, Streptoco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Che nell&#8217;appendice vi fosse una flora batterica intestinale (<em>E. coli</em>, Stafilococchi, Streptococchi) non era cosa nuova, ma ora si ipotizza come un nascondiglio per batteri così detti &#8220;buoni&#8221; tali da poter intervenire in situazioni di depauperamento della normale flora intestinale.</p>
<div id="M_X_C_litText">
<blockquote><p>Bollata come un residuo dello sviluppo evolutivo, l&#8217;appendice, quando si infiamma, viene asportata senza troppi problemi, nella certezza che la sua mancanza non si farà sentire. Non è così per un gruppo di ricercatori americani. Secondo William Parker, docente di chirurgia alla Duke University nel Nord Carolina, l&#8217;appendice, così piccola e in posizione così appartata, con una porta d&#8217;ingresso strettissima (quanto la punta di una penna), sarebbe un ottimo nascondiglio per i batteri &#8220;buoni&#8221; che collaborano alla digestione. Ne parla il Corriere Salute.</p>
<p>«Un nascondiglio &#8211; spiega il settimanale del Corriere della Sera &#8211; che permetterebbe loro di sopravvivere e ritornare a ripopolare l&#8217;intestino, anche dopo una pesante infezione capace di distruggere gli altri batteri amici. I ricercatori hanno formulato questa ipotesi partendo dalla recente scoperta di &#8220;pellicole biologiche&#8221;, formate da microbi buoni, sulle mucosa dell&#8217;intestino. Esaminando i tessuti di un&#8217;appendice sana hanno infatti visto che una pellicola biologica simile era presente anche lì».</p>
<p>«Ovvia obiezione &#8211; prosegue il Corriere Salute &#8211; ma se l&#8217;appendice serve a qualcosa, come mai, togliendola, non si hanno effetti collaterali? La spiegazione, sempre stando agli americani, è questa: nel mondo civilizzato in cui viviamo, la situazione sanitaria e le cure mediche hanno reso improbabili infezioni tanto gravi da riuscire a sterminare pressoché tutti i batteri buoni dell&#8217;intestino rendendo utile la riserva dell&#8217;appendice».</p>
<p>«L&#8217;ipotesi degli americani è convincente? &#8211; si domanda il settimanale &#8211; &#8220;È più affascinante &#8211; risponde Pasquale Spinelli, consulente dell&#8217;Unità di diagnostica e chirurgia endoscopica dell&#8217;Istituto dei Tumori di Milano &#8211; che convincente. Quello che sappiamo di sicuro è che l&#8217;appendice, proprio per la sua conformazione, può diventare un punto di raccolta di batteri tutt&#8217;altro che buoni e proprio per questo talvolta si rende necessario rimuoverla. In via ipotetica, dunque, se c&#8217;è posto per i batteri cattivi dovrebbe essercene anche per quelli amici&#8221;».</p>
<p>«Quali sono i sintomi &#8211; chiede in conclusione il Corriere Salute &#8211; che devono far pensare a un&#8217;appendicite? &#8220;Un dolore continuo &#8211; risponde Spinelli &#8211; nella parte destra e bassa dell&#8217;addome. Spesso compaiono nausea, vomito e febbre, talvolta anche stipsi o diarrea. Solo 5 persone su 100 presentano però un&#8217;infezione dell&#8217;appendice, che può guarire con una cura antibiotica, ma che spesso è recidivante, tanto da richiedere un intervento. Generalmente si opera per via laparoscopica, semplice e sicura; la via transvaginale e la via orale, ancora in fase sperimentale, si usano per non lasciare neppure quella minima cicatrice che resta dopo una laparoscopia; ma sono tecniche sofisticate: richiedono tempi lungi e comportano più rischi&#8221;».</p></blockquote>
<p>Fonte Corriere della Sera sezione Salute</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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