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	<title>battitura &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "battitura"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:00:00 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Nelle carceri è rivolta: "Amnistia"!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/08/20/nelle-carceri-e-rivolta-amnistia/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 15:08:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sollicciano Dopo la prigione di Lucca, fuochi e tumulti al Bassone di Como e Solliciano Paolo Persic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_3188" class="wp-caption alignright" style="width: 493px"><a rel="attachment wp-att-3188" href="http://baruda.net/2009/08/20/nelle-carceri-e-rivolta-amnistia/5210_1141939961145_1606848852_343053_6244399_n/"><img class="size-full wp-image-3188" title="5210_1141939961145_1606848852_343053_6244399_n" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/08/5210_1141939961145_1606848852_343053_6244399_n.jpg" alt="5210_1141939961145_1606848852_343053_6244399_n" width="483" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Sollicciano</p></div>
<p><strong>Dopo la prigione di Lucca, fuochi e tumulti al Bassone di Como e Solliciano<br />
</strong><em><strong><span style="color:#800000;">Paolo Persichetti, Liberazione 19 agosto 2009 </span><br />
</strong></em><br />
Al calar della sera si sono accesi i primi bagliori di rivolta. È successo lunedì scorso, nemmeno 24 ore dopo la più grande visita parlamentare mai avvenuta nelle carceri italiane dal dopoguerra. Prima nella casa circondariale Bassone di Como, poi in quella di Sollicciano a Firenze. Ieri è stato il turno di Capanne, il penitenziario di Perugia. È allarme generale ma non una sorpresa: «Da giorni, settimane, mesi ripetiamo che la situazione penitenziaria del Paese, a causa del costante sovraffollamento, è ogni giorno sempre più critica», ha ribadito in un comunicato il segretario del Sappe, una delle maggiori sigle sindacali della polizia penitenziaria. L’incendio scoppiato all’interno di una cella del carcere di Capanne ha richiesto l’intervento di alcune squadre dei vigili del fuoco. Secondo le prime informazioni ad appiccare le fiamme sarebbero stati alcuni detenuti. A quanto pare l’episodio sarebbe circoscritto, a differenza di quanto è invece accaduto a Sollicciano tra le 23 e l’una di notte di lunedì. La battitura delle inferiate, programmata dai detenuti per dare voce alla protesta contro il sovraffollamento e rivendicare l’amnistia, si è rapidamente trasformata in una mezza sommossa.<br />
Per far sentire oltre le mura il respiro affannato di chi è rinchiuso, l’impasto di sudore e afa, le brande infuocate, l’aria densa e immobile che affoga gli spazzi stracolmi delle celle, i detenuti hanno deciso la protesta del rumore, una delle più classiche e antiche manifestazioni che danno voce al mondo dei rinchiusi. Una battitura ritmica delle inferiate realizzata con pentole, coperchi, bombolette del gas vuote, sgabelli e quant’altro si può percuotere contro le sbarre delle finestre o i blindati. Il tutto accompagnato da urla, fischi, slogan in favore dell’amnistia e dell’indulto. Presi dall’adrenalina altri hanno, invece, cominciato a dare fuoco a tutto quello che si poteva incendiare: giornali, lenzuola, stracci da mostrare alla città. No, non c’era nessun piano, nessun complotto in una situazione dove spesso manca la stessa grammatica per organizzare una protesta. Solo disperazione, tanta rabbia che esplode e accende gli animi. Provate voi a stare accatastati in quel modo, in pochi metri quadrati anche solo per qualche giorno. 950 persone rinchiuse in una struttura che ha una capienza massima di 400. In quelle stanze non circola aria ma grisù. Basta un nulla che prende fuoco. Lo sanno gli agenti di custodia, e lo dicono ormai da diverso tempo. Lo sanno i direttori degli Istituti, lo sanno i dirigenti del Dap.</p>
<div id="attachment_3189" class="wp-caption alignleft" style="width: 493px"><a rel="attachment wp-att-3189" href="http://baruda.net/2009/08/20/nelle-carceri-e-rivolta-amnistia/5210_1141940041147_1606848852_343054_3532480_n/"><img class="size-full wp-image-3189 " title="5210_1141940041147_1606848852_343054_3532480_n" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/08/5210_1141940041147_1606848852_343054_3532480_n.jpg" alt="Sollicciano tra le &#34;fiamme&#34; d'agosto" width="483" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">Sollicciano tra le &#34;fiamme&#34; d&#39;agosto</p></div>
<p>Lo sa il ministro Alfano. Lo sanno tutti. E sanno anche qual’è l’unica soluzione. Ma fino ad oggi hanno deciso di fare finta di nulla accampando un piano carceri che, anche se solo riuscisse a decollare in parte dopo i tanti rinvii, non risolverebbe nulla se non gonfiare i portafogli di quegli imprenditori che avranno gli appalti. A Sollicciano lunedì sera la tensione è salita alle stelle. Le cronache raccontano l’attivazione di un immediato piano sicurezza. La casa circondariale è stata subito circondata da gazzelle del nucleo radiomobile dei carabinieri e da agenti delle volanti. Altri rinforzi sono arrivati dal reparto mobile della polizia. Attorno al carcere è  stato costituito un fitto cordone di sicurezza, neanche avessero dovuto fare fronte a una guerra civile. Ma forse è un po’ a questa idea che i governanti vogliono prepararci. Già ad ogni crocicchio e semaforo di strada si vedono mimetiche dell’esercito armate di tutto punto. Nell’immediato dopoguerra alcune rivolte esplose in diverse carceri sovraffollate come oggi vennero sedate a colpi di cannone. Ci fu un massacro.<br />
Stiamo attenti, dunque. Per fortuna l’altra sera la situazione si è placata nel giro di alcune ore, la polizia penitenziaria è entrata sezione dopo sezione per spegnere i focolai d’incendio. La protesta è di nuovo ripresa alle 10 e 30 del mattino successivo con una nuova battitura. Il garante per i detenuti Franco Corleone dopo un sopralluogo ha spiegato che le proteste nascono da una somma di carenze, diffuse un po’ ovunque nei penitenziari della penisola, aggravate dall’affollamento: la riduzione dei colloqui con familiari e delle ore di passeggio causa ferie del personale di custodia, la mancanza di docce, l’impossibilità di avere visite mediche rapide, sommata alla mancanza di spazi, l’impossibilità di lavorare o svolgere attività, la sordità delle magistrature di sorveglianza che negano i benefici penitenziari. Non stupisce allora se anche a Como, una delle strutture penitenziarie più degradate d’Italia, la protesta è durata tre giorni. Dalla battitura iniziale e lo sciopero della fame intrapreso da alcuni, si è passati nei giorni successivi all’esplosione delle bombolette di gas in dotazione per i fornellini da cucina fino alla rottura dei neon delle celle col tentativo di provocare cortocircuiti, almeno secondo quanto riferito da un esponente della Uil penitenziaria.<br />
Angelo Urso, in una nota ha ricordato come nel carcere di Como «in questi anni non sono mai stati realizzati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Pertanto la fatiscenza e l’insalubrità dei locali non può che aggravare la condizioni detentive». Qualcosa di simile era già accaduto nella prigione di Lucca nei primi giorni di agosto. Anche lì, una protesta dimostrativa si era trasformata in un piccolo tumulto con il lancio di bombolette e focolai d’incendio nelle sezioni. Insomma si assiste ad una fisiologica tendenza all’inasprimento delle forme di lotta conseguenza dell’esasperazione suscitata dalle condizioni d’invivibilità. Nonostante questi ripetuti segnali e i continui appelli lanciati da tutti gli operatori del settore, dal cielo della politica non vengono risposte. Il governo è in vacanza, come i vertici del Dap e del ministero. Intervistato dal Gr della Rai, Ionta ha ribadito le virtù del suo piano straordinario d’edilizia carceraria, senza però indicare date precise sulla sua presentazione. Un’incertezza dietro la quale si nasconde l’assenza di copertura finanziaria e una sostanziale mancanza di credibilità. L’opposizione dovrebbe mobilitarsi con una grande iniziativa politica per impedire che nelle carceri avvengano tragedie. È ora di riaprire la vertenza sull’amnistia</p>
<p> <br />
<span style="color:#003300;">Per ascoltare la battitura dei detenuti del carcere di Sollicciano<br />
</span><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zmCEBdFSv5I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zmCEBdFSv5I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non si ferma la protesta nelle carceri italiane]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/08/20/non-si-ferma-la-protesta-nelle-carceri-italiane/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 13:58:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/08/20/non-si-ferma-la-protesta-nelle-carceri-italiane/</guid>
<description><![CDATA[A Sollicciano la Direzione negozia, ad Arezzo denuncia. Franco Corleone (Garante per i diritti dei d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>A Sollicciano la Direzione negozia, ad Arezzo denuncia. Franco Corleone (Garante per i diritti dei detenuti):<br />
“Dare voce ai detenuti in tutte le carceri”</h2>
<p>Paolo Persichetti<em><br />
Liberazione </em>19 agosto 2009</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3355" title="solli9.JPG" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/08/solli91.jpg" alt="solli9.JPG" width="500" height="681" /><br />
Dopo la dura protesta inscenata lunedì sera, è continuata la mobilitazione dei detenuti del carcere di Sollicciano. Un quasi tumulto che aveva fatto temere l’avvio di una rivolta in grande stile tanto da far scattare l’allarme attorno alla cinta muraria, subito circondata da importanti forze di polizia. Nella serata di martedì è partita ancora una volta la battitura delle sbarre, ripresa nella mattinata del giorno successivo. Iniziata intorno alle 22, è durata per circa due ore. Questa volta con modalità meno dure, senza incendi e danneggiamenti. Preoccupato per le notizie che giungevano dal carcere fiorentino e per episodi analoghi avvenuti in altri istituti, il capo dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, si è recato ieri in visita al carcere per accertarsi di persona della situazione. Oltre a Lucca, Como e Perugia, si segnalano proteste ad Ancona, prima di Ferragosto, alle quali sembrano seguite punizioni, e Pesaro che ospita ormai 300 detenuti invece dei 170 regolamentari. Ad Arezzo (114 detenuti per una capienza normale di 65), dopo la battitura di Ferragosto, la Direzione per rappresaglia ha chiesto sette trasferimenti e presentato 4 denunce.<br />
Sempre ieri si è tenuto il preannunciato incontro tra il direttore della casa circondariale di Sollicciano, Oreste Cacurri, e una commissione di detenuti, circa una trentina, rappresentativi delle diverse sezioni. Alla riunione ha preso parte anche il garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze, Franco Corleone, a cui abbiamo chiesto di raccontarci come è andata.</p>
<p><em><strong>Cosa è successo veramente a Sollicciano lunedì sera?</strong></em><br />
Non chiamerei quanto accaduto una rivolta. C’è molta esasperazione in una popolazione costituita fondamentalmente da soggetti deboli, incapaci di dare voce alle loro richieste. Prima si tagliavano per comunicare, ora protestano. La molla scatenante è stata la distribuzione di pane ammuffito il giorno di Ferragosto, dopo che da diverso tempo veniva lamentato un vitto molto scadente. Il cibo distribuito nelle carceri ha un costo medio per detenuto di 1,53 euro a pasto. Forse questo spiega molte cose.</p>
<p><em><strong>Allora si è trattato di un tumulto del pane come nella più manzoniana delle tradizioni?</strong></em><br />
Quella è stata la scintilla. Ma le ragioni di fondo sono le condizioni materiali intollerabili e la preoccupazione per il futuro, l’insopportabilità del sovraffollamento, il timore che possa durare all’infinito e che la cifra di 950 detenuti, invece dei 400 previsti, possa aumentare ancora. Ormai è stabile la terza branda in celle nate per essere singole.</p>
<p><em><strong>Cosa è venuto fuori dall’incontro col direttore?</strong></em><br />
Richieste molto concrete che segnalano una situazione degradata: un’alimentazione più decente, doccia anche la domenica, le ore d’aria che vengono ridotte, gli spazi angusti. Una situazione dove i detenuti vengono considerati pacchi da spostare da un corridoio all’altro e non persone titolari di diritti. Poi la sanità che non funziona, il codice fiscale non più attribuito agli stranieri (causa l’ultimo pacchetto sicurezza) che così non possono più lavorare, l’impossibilità di chiamare i cellulari quando molte famiglie non hanno più numeri fissi, le condizioni dei colloqui, l’atteggiamento ostruzionistico delle magistrature di sorveglianza che non applicano le misure alternative previste dalla legge.</p>
<p><em><strong>Un po’ come chiedere la luna?</strong></em><br />
Si, quando regna una mentalità sciatta e burocratica. Ma il vero problema è che per molto tempo gli stessi detenuti hanno dimenticato di essere portatori di diritti e quindi hanno cercato di sopravvivere nel carcere alla meno peggio, senza parlare, senza farsi sentire, vittimizzandosi con l’autolesionismo.</p>
<p><em><strong>Il responsabile della Uil penitenziaria, Eugenio Sarno, ha detto che a «fomentare la rivolta sarebbero i detenuti stranieri». Esponenti dell’Osapp hanno chiesto di ripristinare lo stato d’emergenza, come nel 1977. È giusto utilizzare il termine “fomentare»”? Non è forse la situazione a fomentarsi da sola?</strong></em><br />
In questo caso spinte all’intervento militare ci sono sempre. Ma io credo che l’esempio di oggi sia confortante. Non c’è stata una chiusura a riccio dell’amministrazione. Ho spiegato a Ionta che la protesta è giustificata. Se da questa vicenda uscisse fuori la possibilità che si riconoscano, in ogni carcere, commissioni di detenuti in grado di formulare documenti con richieste, con la possibilità di negoziare direttamente con le Direzioni e il Dap, sarebbe un passaggio positivo. Tornare ad avere voce nella vita delle prigioni è per i detenuti l’unico modo per uscire da una condizione di minorità. Occorre ridare la parola a una popolazione incarcerata rimasta per troppo tempo muta.</p>
<p><strong>Link</strong><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/08/19/carceri-e-rivolta-contro-laffollamento-%E2%80%9Camnistia%E2%80%9D/">Carceri è rivolta contro l&#8217;affollamento: “Amnistia”</a><br />
<a href="../2009/08/18/aumenta-i-detenuti-mentre-calano-i-delitti/">Aumentano i detenuti mentre calano i delitti</a><br />
<a href="../2009/08/14/incarcerazioni-facili-un-problema-italiano/">Incarcerazioni facili, un problema italiano</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/12/carceri-facili-dopo-le-proteste-torna-in-carcere-aggirate-le-garanzie-processuali/">Dopo le proteste torna in carcere, aggirate le garanzie processuali</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/11/nel-paese-del-carcere-facile-il-%E2%80%9Ccorriere-della-sera%E2%80%9D-sinventa-lennesima-polemica-sulle-scarcerazioni-facili/">Nel paese del carcere facile, il Corriere della Sera s’inventa l’ennesima polemica sulle scarcerazioni rapide</a><a href="../2009/08/18/2009/08/06/2008/07/13/curare-e-punire/"><br />
Ho paura dunque esisto</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2008/10/21/giustizia-o-giustizialismo-dilemma-nella-sinistra/">Giustizia o giustizialismo, dilemma nella sinistra</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/il-populismo-penale-una-malattia-democratica">Il populismo penale una malattia democratica</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/il-governo-della-paura/">Il governo della paura </a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/genesi-del-populismo-penale-e-nuova-ideologia-vittimaria/">Genesi del populismo penale e nuova ideologia vittimaria</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/populismo-penale-una-declinazione-del-neoliberismo/">Populismo penale, una declinazione del neoliberismo</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/19/lindulto-da-sicurezza-il-carcere-solo-insicurezza/">L’indulto da sicurezza, il carcere solo insicurezza</a><br />
<a href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/Topi%20in%20gabbia">Come si vive e si muore nelle carceri italiane</a><br />
<a title="La banda del mattone mette le mani sulle carceri" href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2009/03/14/prigioni-i-nuovi-piani-di-privatizzazione-del-sistema-carcerario/">Prigioni i nuovi piani di privatizzazione del sistema carcerario</a><br />
<a title="Privatizzazione carceri: il modello americano" href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2009/03/14/carceri-private-il-modello-a-stelle-e-strisce-privatizzazioni-e-sfruttamento/">Carceri private il modello a stelle e strisce privatizzazioni e sfruttamento</a><br />
<a title="Intervista Francesco Margara" href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2009/01/04/carcere-%c2%able-misure-alterantive-al-carcere/">Le misure alterantive al carcere sono un diritto del detenuto</a><br />
<a title="Sprigionare società" href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2005/09/01/sprigionare-la-societa/">Sprigionare la società</a><br />
<a title="Desincarcerer la société" href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2005/09/01/desincarcerer-la-societe/">Desincarcerer la société</a><br />
<a title="Gli spettri del 41 bis" href="../2009/08/18/2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2002/10/28/carcere-gli-spettri-del-41-bis/"> Carcere, gli spettri del 41 bis</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carcere, solo posti in piedi]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/07/08/carcere-solo-posti-in-piedi/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 18:27:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/07/08/carcere-solo-posti-in-piedi/</guid>
<description><![CDATA[Carcere d&#8217;estate, solo posti in piedi Il Dap, “ghiaccio per tutti” Paolo Persichetti Liberazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Carcere d&#8217;estate, solo posti in piedi<br />
Il Dap, “ghiaccio per tutti”</h2>
<p>Paolo Persichetti</p>
<p><em>Liberazione </em>9 luglio 2000</p>
<p>«Solo posti in piedi». Questo è il cartello che presto verrà affisso davanti alle entrate degli istituti di pena.<br />
Si è sforata ormai anche la soglia dell’ipocrisia, quella che prevede un «capienza tollerabile» di 63.762 detenuti a fronte di una soglia regolamentare che invece ne accetta “solo” 43.201, cioè 20 mila in meno. Quest’ultima a sua volta gonfiata. Il numero di posti realmente fruibile <img class="alignright size-full wp-image-3003" title="carceri affollate rid3" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/07/carceri-affollate-rid3.jpg" alt="carceri affollate rid3" width="318" height="318" />infatti è ancora più basso, non arriva ai 38 mila. Ieri eravamo a 63.789. Peggio di un carro bestiame. A Trieste la direzione del carcere aveva persino introdotto un registro dei materassi a terra per stabilire chi a turno doveva dormire sul pavimento. Un modo per regolamentare il disagio ed evitare tensioni. Dopo le brande supplementari, dopo i letti a castello che raggiungono il soffitto, dopo l’occupazione delle salette una volta adibite per la socialità, quelle dove in genere c’era il tavolo da ping-pong e alcune sedie e tavolini per giocare a carte oppure a scacchi ed ora vivono in permanenza 20-30 persone, dopo i pavimenti sono rimasti solo i posti in piedi. Restano i corridoi (come in certi ospedali), ma ancora per poco.<br />
Ovviamente c’è fermento nelle carceri per questa situazione che rasenta l’indicibile, soprattutto quando il caldo torrido, come quello di questi giorni, rende impraticabili le più elementari condizioni di vita e d’igiene. Ma non è che in inverno sarà meglio. Ora infatti le direzioni possono ricorrere al prolungamento delle ore d’aria nei cortili, come indicato da una circolare del Dap. Ma quando arriverà il freddo e le ore di cella chiusa si prolungheranno la vita sarà ancora di più un inferno.<br />
Da settimane si registrano proteste collettive dei reclusi. In almeno 30 istituti di pena sono in corso scioperi del vitto e “battiture” ad orari prestabiliti. Andate sotto le mura del carcere della vostra città e sentirete un assordante concerto di pentole e casseruole accompagnato da urla, canti, fischi, stracci alle finestre. Il popolo chiuso si fa sentire, suona la sua sinfonia d’estate. A Lanciano, Secondigliano, Reggio Emilia, Rebibbia reclusione, Marassi, Marino del Tronto, Como, Piacenza, Saluzzo, Catania, Palermo, Pisa, Verona, Venezia, i detenuti hanno inscenato proteste a turno.<br />
Negli uffici del Dap se non è allarme rosso, poco ci manca. Anche se nessuno l’evoca e le preoccupazioni si dirigono soprattutto verso comportamenti individuali, come l’autolesionismo e i suicidi (è stato vietato l’uso di scatolame in metallo), lo spettro della rivolta aleggia nei retropensieri. Basta un niente, una scintilla in situazioni sature di tensione e malumore perché tutto precipiti. Per questo la protesta ha contagiato anche la polizia penitenziaria che deve convivere con il sovraffollamento. Le principali sigle sindacali hanno manifestato ieri a Bologna. Seconda tappa dopo Milano. Il calendario della protesta degli agenti di custodia prevede ulteriori tappe a Bari, Palermo, Cagliari per poi concludersi a Roma in settembre. I sindacati penitenziari denunciano il «disinteresse del Ministro Alfano» e una carenza d’organico cifrata a 5 mila agenti. Ricordano, inoltre, come il “piano carceri”, nel quale si prevedeva la costruzione di 24 nuovi istituti e l’ampliamento di quelli esistenti, non è mai decollato. Affermano anche che «la soluzione di tutti i problemi non può essere quella di affidarsi solo e soltanto all’edilizia penitenziaria». L’idea che la semplice estensione della superficie repressiva, la moltiplicazione senza precedenti dei contenitori penali, l’esplosione della popolazione detenuta fino alle 80-100 mila unità messe in conto dalle proiezioni del piano carceri non sia più la soluzione ma parte del problema, è un’acquisizione nuova in territori come quelli della penitenziaria. Si tratta evidentemente di quel semplice “buon senso” che nasce da chi opera a contatto diretto con la realtà carceraria fuori dalle strumentalizzazioni politiche, dalla demagogia populista e giustizialista. Si tratta di una consapevolezza sistemica che però non ha rappresentanza sociale e mediatica e non trova traduzione in un sistema politico che ormai funziona solo per lobby e gruppi di potere. Le proteste dei detenuti non riescono a farsi sentire, non trovano eco in periodo dove il conflitto è demonizzato, la protesta criminalizzata, soprattutto i movimenti deboli, isolati, confusi.<br />
Pur ammettendo che la situazione è «altamente critica», il Dap può permettersi di rispondere ricorrendo a dei ridicoli palliativi. Il presidente, Franco Ionta, ha istituito un sistema di monitoraggio, un gruppo di lavoro con facoltà di verifica e proposta, costituito col bilancino per dare visibilità ai diversi interessi corporativi che compongono la realtà penitenziaria: due magistrati, un direttore penitenziario, un ufficiale giudiziario e due alti ufficiali della polizia penitenziaria. In una circolare di 16 pagine, inviata a tutti gli istituti di pena, indica l’individuazione di «spazi detentivi a gestione “aperta” &#8211; con limitate ricadute sul contingente da impiegare per il controllo e la sicurezza &#8211; dove assegnare detenuti di minore pericolosità». Una soluzione arrangiata per tenere i reclusi ammassati nelle celle solo in orari notturni. Ha disposto un incremento delle ore di passeggio e l’acquisto di maggiori quantità di ghiaccio e metadone. Il carcere, come avrebbe detto Gigi Proietti si è <em>liqueso</em>.</p>
<p><strong>Link</strong><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/07/19/lindulto-da-sicurezza-il-carcere-solo-insicurezza/">L&#8217;indulto da sicurezza, il carcere solo insicurezza</a><br />
<a href="../2009/07/02/ho-paura-dunque-esisto/">Ho paura dunque esisto</a><br />
<a href="../2009/06/05/sistema-carcere-troppi-morti/">Sistema carcere, troppi morti</a><br />
<a href="../page/2009/04/22/detenuto-morto-a-mammagialla-e-il-sesto-in-un-anno/">Carcere, il governo della sofferenza<br />
Detenuto morto nel carcere di Mammagialla, è il sesto in un anno</a><br />
<a title="Mammagialla morning" href="../page/2009/04/23/2009/03/01/mammagialla-morning/">Mammagialla morning</a><br />
<a href="../page/2009/04/23/Topi%20in%20gabbia">Come si vive e si muore nelle carceri italiane<br />
Come topi </a><a href="../page/2009/04/23/Topi%20in%20gabbia">in gabbia</a><br />
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<a title="Dove il secolo è il minuto" href="../page/2009/04/23/2009/04/07/li-dove-il-secolo-e-il-minuto/">Lì dove il secolo è il minuto</a><br />
<a title="La banda del mattone mette le mani sulle carceri" href="../page/2009/04/23/2009/03/14/prigioni-i-nuovi-piani-di-privatizzazione-del-sistema-carcerario/">Prigioni i nuovi piani di privatizzazione del sistema carcerario</a><br />
<a title="Privatizzazione carceri: il modello americano" href="../page/2009/04/23/2009/03/14/carceri-private-il-modello-a-stelle-e-strisce-privatizzazioni-e-sfruttamento/">Carceri private il modello a stelle e strisce privatizzazioni e sfruttamento</a><br />
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<a title="Lavorare in carcere" href="../page/2009/04/23/2009/01/20/il-lavoro-in-carcere/">Il lavoro in carcere</a><br />
<a title="Intervista Francesco Margara" href="../page/2009/04/23/2009/01/04/carcere-%c2%able-misure-alterantive-al-carcere/">Le misure alterantive al carcere sono un diritto del detenuto</a><br />
<a title="Sciopero della fame contro l'ergastolo" href="../page/2009/04/23/2008/11/30/ergastolo-per-dire-basta-parte-lo-sciopero-della-fame/">Basta ergastolo: parte lo sciopero della fame</a><br />
<a title="Eliantonio - morto nel carcere di Marassi" href="../page/2009/04/23/2008/10/22/manuel-eliantonio-morto-nel-carcere-di-marassi/">Manuel eliantonio morto nel carcere di Marassi</a><br />
<a title="Carcere di Forlì - muore abbandonato in cella" href="../page/2009/04/23/2008/09/16/carcere-di-forli-muore-in-cella-abbandonato-nessuno-lo-ha-soccorso/">Carcere di Forli: muore in cella abbandonato nessuno lo ha soccorso</a><br />
<a title="Morto in carcere di sciopero della Fame" href="../page/2009/04/23/2008/08/13/ali-juburi-morto-di-sciopero-della-fame/">Ali juburi, morto di sciopero della fame</a><br />
<a title="Giro di vite sul 41 bis" href="../page/2009/04/23/2008/07/20/dopo-la-legge-gozzini-tocca-al-41-bis-giro-di-vite-sui-detenuti/">Dopo la legge Gozzini tocca al 41 bis, giro di vite sui detenuti</a><br />
<a title="La legge che cancella la Gozzini" href="../page/2009/04/23/2008/06/15/carcere-arriva-la-legge-che-cancella-la-gozzini/">Carcere, arriva la legge che cancella la Gozzini</a><br />
<a title="Fine pena mai - Annino Mele" href="../page/2009/04/23/2006/04/16/fine-pena-mai-lergastolo-al-quotidiano/">Fine pena mai, l’ergastolo al quotidiano</a><br />
<a title="Sprigionare società" href="../page/2009/04/23/2005/09/01/sprigionare-la-societa/">Sprigionare la società</a><br />
<a title="Desincarcerer la société" href="../page/2009/04/23/2005/09/01/desincarcerer-la-societe/">Desincarcerer la société</a><br />
<a title="Mobilitazione per l'indulto" href="../page/2009/04/23/2003/01/29/sulla-mobilitazione-attuale-nelle-carceri/">Sulla mobilitazione attuale nelle carceri</a><br />
<a title="Gli spettri del 41 bis" href="../page/2009/04/23/2002/10/28/carcere-gli-spettri-del-41-bis/"> Carcere, gli spettri del 41 bis</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa accomuna un pub e un sottobosco?]]></title>
<link>http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2009/06/09/cosa-accomuna-un-pub-e-un-sottobosco/</link>
<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 17:23:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>biblitra</dc:creator>
<guid>http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2009/06/09/cosa-accomuna-un-pub-e-un-sottobosco/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;è una cosa che da tempo infastidisce profondamente il mio animo di traduttrice: il modo in c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;è una cosa che da tempo infastidisce profondamente il mio animo di traduttrice: il modo in cui vengono tradotti i manuali di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_di_ruolo">giochi di ruolo</a>.</p>
<p>Come ho diligentemente segnalato nel <a href="http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/chiara-foppa-pedretti/">mio profilo</a>, sono una vera e propria appassionata di questo settore: in breve, si tratta di giochi in cui un gruppo di giocatori, raccolto intorno a un tavolo, dà vita a una serie di personaggi (interpretati dai giocatori stessi) e, col passare delle ore, a un&#8217;intera storia di cui questi ultimi sono protagonisti. Esistono numerosissimi GDR, ciascuno caratterizzato da un proprio regolamento e una particolare ambientazione (medievale, fantasy, futuristica&#8230;): e qui entrano in gioco i manuali che descrivono tali aspetti.</p>
<p>Quasi tutti i giochi nascono in inglese, e poi vengono tradotti in italiano. Ecco, se mi chiedeste se c&#8217;è un manuale tra quelli che ho letto finora (tanti!) che è davvero ben tradotto&#8230;</p>
<ul>
<li>&#8230; in un momento di megalomania, vi risponderei &#8220;I <a href="http://www.proz.com/?sp=profile&#38;eid_s=626324&#38;sp_mode=ctab&#38;tab_id=1823">miei</a>!&#8221;</li>
<li>&#8230; in un momento di sconforto, vi direi &#8220;Nessuno.&#8221;</li>
<li>&#8230; in tutti gli altri casi, puntualizzerei: &#8220;Pochissimi, ma qualcuno si salva. In particolare, quelli del <a href="http://www.mondoditenebra.it/">Mondo di Tenebra</a>, pubblicati in italia dalla <a href="http://25edition.mm25.it/">Twenty Five Edition</a>.&#8221;</li>
</ul>
<p>È un vero peccato che ce ne siano così pochi: spesso si tratta di libri con un loro valore artistico, che andrebbe mantenuto; in generale, poi, sono manuali che vanno letti e riletti dai giocatori per capire e imparare il gioco di cui trattano, quindi dovrebbero essere sempre chiari e scorrevoli.</p>
<p>Vi faccio un esempio tra i più lampanti: in uno dei manuali dedicati alla 4a edizione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dungeons_&#38;_Dragons">Dungeons &#38; Dragons</a> (quella più recente), gioco di ambientazione fantasy-medievale, la taverna è diventata un <em>pub</em>!!</p>
<p>Non parliamo poi di tutti gli errori di battitura, più diffusi dei funghi in un sottobosco!</p>
<p>So che molte case editrici del settore hanno pochi soldi e risparmiano sui traduttori e i revisori, ma spero che in futuro le cose cambino. Se poi questo cambiamento prevede anche un mio coinvolgimento, tanto meglio!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Dai detenuti della casa di reclusione di Padova ]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/05/13/dai-detenuti-della-casa-di-reclusione-di-padova/</link>
<pubDate>Wed, 13 May 2009 07:06:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/05/13/dai-detenuti-della-casa-di-reclusione-di-padova/</guid>
<description><![CDATA[ Ristretti Orizzonti, 12 maggio 2009 Il sovraffollamento delle carceri si fa sentire pesantemente an]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="EC_MsoPlainText" style="text-align:justify;margin:0 0 1.35em;"><span style="font-family:'Times New Roman';"> <em>Ristretti Orizzonti, 12 maggio 2009</em></span></p>
<p class="EC_MsoPlainText" style="text-align:justify;margin:0 0 1.35em;"><span style="font-family:'Times New Roman';">Il sovraffollamento delle carceri si fa sentire pesantemente anche alla Casa di Reclusione di Padova: creata per condannati a pene lunghissime ed ergastolani, ha solamente celle “singole” (8 metri quadri), che avrebbero dovuto consentire una detenzione meno gravosa per questa tipologia di detenuti e una gestione migliore della sicurezza da parte degli agenti.<span style="font-family:Georgia;"> </span>In realtà le celle “pensate” per una sola persona sono state subito occupate da 2 “inquilini” ed oggi ci è arrivata la notizia dell’aggiunta di una “terza branda”. Una situazione per la quale i detenuti hanno deciso una serie di “azioni dimostrative”, a partire da venerdì prossimo: rifiuto del vitto dell’amministrazione, sciopero della fame e “battitura” delle porte blindate. <br />
Lo rendono noto in una lettera indirizzata a Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Direzione del carcere, nella quale denunciano la “sopraffazione psico-fisica subita con l’istallazione della terza branda, in celle singole che mal si adattavano a due persone”.<br />
Protesta avvalorata anche dal parere del Dirigente Sanitario del carcere, che riterrebbe le celle di 8 mq inadatte “per una normale convivenza di tre persone, specialmente in prossimità di temperature che in estate raggiungeranno facilmente i 40 gradi”.<br />
I detenuti concludono appellandosi alle autorità competenti perché “vogliano prendere coscienza della situazione a dir poco drammatica di chi vive sulla propria pelle, quotidianamente, l’insufficienza d’aria, di igiene e di spazio”.<br />
La Casa di Reclusione di Padova, costruita per 350 detenuti, ne “ospita” stabilmente oltre 700 e l’aggiunta della terza branda nelle celle lascia presagire che il numero è destinato molto presto ad aumentare, probabilmente nel tentativo di decongestionare le sovraffollate Case Circondariali della Regione: nel Veneto i carcerati sono oltre 3.100, mentre i posti-branda sono appena 1.900… in altre parole ogni 100 posti ci sono 162 detenuti.</span></p>
<p class="EC_MsoPlainText" style="text-align:justify;margin:0 0 1.35em;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman', serif;"> ECCO LA LETTERA DEI DETENUTI: <br />
<a rel="attachment wp-att-2605" href="http://baruda.net/2009/05/13/dai-detenuti-della-casa-di-reclusione-di-padova/lettera_detenuti-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-2605" title="lettera_detenuti" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/05/lettera_detenuti.jpg" alt="lettera_detenuti" width="700" height="989" /></a> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rivolta nel carcere di Trapani]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/04/19/rivolta-nel-carcere-di-trapani/</link>
<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 11:04:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/04/19/rivolta-nel-carcere-di-trapani/</guid>
<description><![CDATA[Disordini sono avvenuti ieri sera nel carcere di Trapani dove un gruppo di detenuti tunisini, nella ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Disordini sono avvenuti ieri sera nel carcere di Trapani dove un gruppo di detenuti tunisini, nella sezione Mediterranea dove si trovano molti extracomunitari, avrebbe aggredito le guardie penitenziarie. Cinque agenti sono rimasti feriti: uno di loro ha riportato la frattura scomposta dell&#8217;avambraccio destro mentre gli altri hanno prognosi che vanno dai 5 ai 10 giorni.<a rel="attachment wp-att-2374" href="http://baruda.net/2009/04/19/rivolta-nel-carcere-di-trapani/n1606848852_130494_5838/"><img class="alignright size-full wp-image-2374" title="n1606848852_130494_5838" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/04/n1606848852_130494_5838.jpg" alt="n1606848852_130494_5838" width="483" height="362" /></a> Lo dice Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa penitenziari. «La situazione &#8211; aggiunge &#8211; è tornata sotto controllo , ma quanto accaduto deve far riflettere sull&#8217;opportunità di interventi immediati atti a deflazionare il grave sovrappopolamento delle carceri italiane o episodi come quello registrato ieri sera saranno cronaca quotidiana.<br />
I detenuti hanno cominciato a battere sulle porte blindate pentole e altre stoviglie e hanno dato vita ad una rumorosissima protesta. I cinque detenuti accusati delle aggressioni sono stati arrestati e isolati. Nella sezione Mediterranea, con gli ultimi venti arrivi, vi sono 316 detenuti a fronte di una capienza di 180 posti. Nell&#8217;istituto vi sono 502 persone su una capienza di 282 detenuti. La Uil penitenziari da tempo ha lanciato l&#8217;allarme sulla ingestibilità degli istituti di pena. «Dopo quanto accaduto a Trapani &#8211; dice Sarno &#8211; il ministro Alfano, il Governo e tutto il Parlamento hanno il dovere di aprire immediatamente un confronto parlamentare sulle possibili soluzioni per evitare una catastrofe annunciata. L&#8217;emergenza penitenziaria va risolta con interventi immediati e mirati».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prendere il treno dal terminale]]></title>
<link>http://henomis.wordpress.com/2008/07/17/prendere-il-treno-dal-terminale/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 09:15:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>henomis</dc:creator>
<guid>http://henomis.wordpress.com/2008/07/17/prendere-il-treno-dal-terminale/</guid>
<description><![CDATA[Vorrei recensire alcuni programmini semplici nella loro stupidità, a volte divertenti, spesso inutil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-302" src="http://henomis.wordpress.com/files/2008/07/treno.png" alt="" width="430" height="330" /></p>
<p>Vorrei recensire alcuni programmini semplici nella loro stupidità, a volte divertenti, spesso inutili.</p>
<p>Oggi è il turno di <strong>sl</strong>. Si tratta di una utility per correggere gli errori di battitura di utenti a terminale. Nei sistemi Unix il comando che viene usato per stampare a video la lista dei file contenuti nella directory corrente è <strong>ls</strong>. A volte può capitare che per fretta o per errore <strong>ls</strong> si trasformi in <strong>sl</strong>. Tutto ciò può causare un trauma all&#8217;utente, ma ecco la soluzione:</p>
<blockquote><p><strong>$ sudo apt-get install sl</strong></p></blockquote>
<p>Vediamo allora come funziona questa nuova utilità. Il suo scopo è quello di educare l&#8217;utente ad un buon uso della tastiera e quindi a creare (nel caso di errore) un trauma ancora più grande! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>In effetti ogni volta che viene lanciato, <strong>sl </strong>fa passare un simpatico trenino all&#8217;interno del nostro terminale. Se qualcuno provasse ad interrompere il viaggio del treno con il classico <strong>Ctrl-C</strong> dovrà purtroppo desistere, tale segnale infatti è disabilitato di default.</p>
<p>Ci sono alcune piccole opzioni che possono rendere il nostro treno più carino:</p>
<p><strong>-a</strong> Nel treno c&#8217;è gente che grida aiuto!<br />
<strong>-l</strong> Visualizza un treno più piccolo<br />
<strong>-F</strong> Il treno va in salita<br />
<strong>-e</strong> Viene abilitato il <strong>Ctrl-C</strong></p>
<p>Non mi resta che augurarvi un <strong>felice e stressantissimo viaggio</strong> con <strong>sl il treno per terminali</strong>!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Battere erroneamente]]></title>
<link>http://scartoffie.wordpress.com/2008/06/18/battere-erroneamente/</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:55:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>scartoffie</dc:creator>
<guid>http://scartoffie.wordpress.com/2008/06/18/battere-erroneamente/</guid>
<description><![CDATA[Titolo; errore di battitura. In quel tempo lavoravo all&#8217;estero in un cantiere, scrivevo regola]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Titolo; errore di battitura.</p>
<p>In quel tempo lavoravo all&#8217;estero in un cantiere, scrivevo regolarmente a casa.  Per errore scrissi;&#8221; &#8230;.ho preso una TRAVIATA&#8230;..&#8221;</p>
<p>In seguito mia moglie chiese il divorzio; mi era scappata una i in più sul computer.  Il testo giusto era; &#8220;..ho preso una TRAVATA&#8230;.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Test di battitura...pensavo peggio!]]></title>
<link>http://muffo.wordpress.com/2007/10/26/test-di-battiturapensavo-peggio/</link>
<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 17:11:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>muffo</dc:creator>
<guid>http://muffo.wordpress.com/2007/10/26/test-di-battiturapensavo-peggio/</guid>
<description><![CDATA[Per curiosità ho eseguito questo test gratuito di velocità di battitura al PC. Il test si svolge dir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per curiosità ho eseguito <a href="http://www.typingtest.com/it/typingtest/" target="_blank">questo test gratuito</a> di velocità di battitura al PC.</p>
<p>Il test si svolge direttamente online e consiste nel ricopiare un testo nel minore tempo possibile senza fare errori. Al termine della prova vi verranno spediti sulla email i vostri risultati.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.landj.ch/img/tastiera.jpg" height="269" width="188" /></p>
<p>Ecco come sono andato:</p>
<blockquote><p> RISULTATI DEI TESTEcco i risultati completi dei tuoi test:</p></blockquote>
<blockquote><p>- Nome test:      La Vita di Erostrato<br />
- Data:           2007-10-26 19:01<br />
- Durata Test:    01:00<br />
- Velocità lorda: 290 CPM<br />
- Errori:         4<br />
- Precisione:     93%</p>
<p>- VELOCITA&#8217; NETTA: 270 CPM</p></blockquote>
<p>Vediamo se riuscite a fare di meglio!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carcere: Gli spettri del 41 bis]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2002/10/28/carcere-gli-spettri-del-41-bis/</link>
<pubDate>Mon, 28 Oct 2002 09:59:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2002/10/28/carcere-gli-spettri-del-41-bis/</guid>
<description><![CDATA[Massima sicurezza Paolo Persichetti Liberazione lunedì 28 ottobre 2002 Degli spettri si aggirano per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Massima sicurezza</strong></p>
<p>Paolo Persichetti</p>
<p><em>Liberazione</em> lunedì 28 ottobre 2002</p>
<p>Degli spettri si aggirano per le carceri italiane, sono i detenuti sottoposti al 41 bis. Si tratta di uomini e donne imprigionati due volte. Dei tribunali hanno tolto loro la libertà, una amministrazione ha decretato la loro invisibilità. <img class="alignright size-full wp-image-1294" title="vignetta" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/01/vignetta.jpg" alt="vignetta" width="249" height="400" />Si trovano qualche metro più in là, oltre le sbarre e la griglia che ornano la finestra di questa cella. Pochi metri di cortile mi separano dal popolo dei murati vivi, i fantasmi della prigione. Quando qualcuno di questi spettri traversa il carcere le porte blindate vengono chiuse al loro passaggio. Altre barriere si aggiungono a ispessire il loro isolamento e la loro distanza. Il 41 bis è il regno della opaca afflizione, la pena che rende invisibili. Il supplizio moderno ha vergogna di se stesso, fosse trasparente probabilmente perderebbe molta parte della sua legittimazione sociale. L’intero carcere è colmo di queste «assenze» che si fanno pesanti presenza per tutti. Disciplina e regolamento dell’istituto sono segnati dalla esistenza di questi spettri: non c’è socialità, non ci sono attività rieducative o di formazione, è chiuso persino il campo di pallone. Anche la televisione è imprigionata in una scatola metallica. Tutto è chiuso, metodicamente blindato e imbullonato. «Massima sicurezza» vuole dire deserto disciplinare, spazi angusti e metallici dove i corpi in soprannumero sono  stipati e formati in modo rigido e severo mentre le menti si inaridiscono. L’unico svago concesso viene</p>
<div id="attachment_1295" class="wp-caption alignleft" style="width: 294px"><img class="size-full wp-image-1295" title="006" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/01/006.jpg" alt="Una sezione di massima sicurezza" width="284" height="378" /><p class="wp-caption-text">Una sezione di massima sicurezza</p></div>
<p>dall’agognato carrello dell’infermeria che scandisce la giornata distribuendo tre volte al giorno stupefacenti ricreazioni chimiche a base di benzodiazepine. Gli «invisibili», come fantasmi, ogni tanto battono un colpo, anzi dei colpi sui cancelli blindati. Quelle periodiche battiture ci ricordano che il loro è un mondo di vivi che non rinuncia a resistere.<br />
Recentemente il senato ha reso definitivo il regime del 41 bis, una norma sospensiva del normale trattamento penitenziario e che in origine doveva essere solo «eccezionale e transitoria». Non soddisfatti, i senatori ne hanno prolungato la durata ed esteso la portata ad altre tipologie di reato. Chi sostiene la  validità di questo trattamento differenziato afferma che esso è necessario per condurre a termine la lotta contro il nemico di turno, che si tratti dei mafiosi, dei terroristi, degli scafisti, non conta poi molto. I «nemici», si sa, sono intercambiabili. La battaglie di civiltà e le lotte per l’emancipazione si svolgono il più delle volte sul terreno impervio delle questioni di principio. È sui punti limite che si misurano i passaggi epocali, i momenti di rottura. Troppo comodo e troppo facile, nonché ineffettuale, è l’atteggiamento di chi pensa di poter difendere solo i diritti di coloro che sente più prossimi: «poveri ma belli» oppure «ricchi e potenti». In entrambi i casi vi è il segno speculare dell’atteggiamento strumentale di chi pensa di eliminare il proprio nemico abolendo i suoi più elementari diritti, considerandolo <em>sub specie</em> umana. È la peggiore guerra quella mossa in nome del Diritto per abolire i diritti.<br />
Sfugge a questa concezione una lucida consapevolezza di ciò che è l’emergenza, dei suoi dispositivi di governo delle relazioni sociali, del suo ricorso sistematico alla eccezione che addirittura non sospende più la regola ordinaria ma si candida a rimpiazzarla stabilmente. Sorprende che proprio chi si vuole radicale, antagonista, comunista, non percepisca come i pesanti dispositivi giudiziari e penitenziari della emergenza, sempre più limitanti e costrittivi delle libertà individuali e collettive, restino radicati nel tempo, mentre le tipologie di applicazione hanno vocazione a variare. Ieri è toccato ai «terroristi», oggi ai mafiosi, persino ceto politico e imprenditori ne hanno saggiato gli effetti. E domani? La ruota gira  e con i tempi che corrono tra «guerra preventiva»,</p>
<div id="attachment_1297" class="wp-caption alignright" style="width: 325px"><img class="size-full wp-image-1297" title="qui161" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/01/qui161.jpg" alt="Gasparazzo" width="315" height="193" /><p class="wp-caption-text">Gasparazzo</p></div>
<p>estensione a dismisura della nozione di terrorismo fino a comprendere comportamenti politici e sociali considerati semplicemente «non allineati», a chi giova rafforzare l’arsenale repressivo che un giorno potrebbe essere facilmente rivolto verso tutti quelli che sono semplicemente «contro»? Quei 61 collegi su 61 vinti in Sicilia dalla Casa delle libertà non avrebbero dovuto istruire sul fallimento delle politiche unicamente repressive condotte dagli imprenditori dell’antimafia? Dieci anni di 41bis non hanno sconfitto la mafia, al contrario il centrodestra ha fatto man bassa dei voti come mai era riuscito persino alla Dc. Con la sua strategia fatta di carcere duro e pentitismo remunerato, lo Stato con i suoi centri di potere emergenziale è riuscito solo a favorire la selezione di nuove élites mafiose e il ritorno alle strategie morbide e conniventi di una «Cosa Nostra» tornata invisibile ma sempre percettibile.<br />
A cosa sono serviti allora questi lunghi anni di 41 bis, se non a perfezionare le tecniche di differenziazione penitenziaria, utilizzabili domani, anzi oggi stesso, contro altri gruppi sociali scomodi trasformati in nuovi nemici?<br />
Abolire le garanzie, restringere le maglie della società,non facilita la lotta contro i potenti che dispongono comunque di altre risorse per tutelarsi, mentre rende vulnerabili, espone al ricatto repressivo coloro che non hanno potere, risorse sociali, economiche e culturali. È ora  di abbandonare l’idea che la lotta di classe si possa fare con i tribunali e le prigioni. Ne trarrebbe giovamento la critica e la lotta contro ogni forma di valorizzazione legale e illegale del capitale. La sciamo al diritto la funzione di seguire le evoluzioni della società, di registrare avanzate e sconfitte. Staremo tutti meglio e saremo più liberi di lottare.</p>
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