<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>berlusconismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/berlusconismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "berlusconismo"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 04:09:46 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Berlusconi con Tartaglia come Mussolini con Gibson?]]></title>
<link>http://loranablog.wordpress.com/2009/12/15/berlusconi-con-tartaglia-come-mussolini-con-gibson/</link>
<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:12:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>loranablog</dc:creator>
<guid>http://loranablog.wordpress.com/2009/12/15/berlusconi-con-tartaglia-come-mussolini-con-gibson/</guid>
<description><![CDATA[[articolo copiato e incollato da Wikipedia - here in English] Violet Albina Gibson (1876 – 2 maggio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://loranablog.wordpress.com/files/2009/12/mussolini-gibson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4295" title="mussolini-gibson" src="http://loranablog.wordpress.com/files/2009/12/mussolini-gibson.jpg" alt="" width="347" height="486" /></a></p>
<p>[articolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Violet_Gibson" target="_blank">copiato e incollato</a> da Wikipedia - <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Violet_Gibson" target="_blank">here in English</a>]</p>
<p><strong>Violet Albina Gibson</strong> (1876 – 2 maggio 1956) figlia di Edward Gibson, primo Barone di Ashbourne e Lord Cancelliere d&#8217;Irlanda, è stata la donna che il 7 aprile 1926 <strong>attentò alla vita di Benito Mussolini a Roma.</strong></p>
<p>Mussolini era appena uscito dal palazzo del Campidoglio, dove aveva inaugurato un congresso di chirurgia, quando <strong>la Gibson gli sparò un colpo di pistola, ferendolo di striscio al naso.</strong></p>
<p><strong>Gibson, faticosamente sottratta al linciaggio, fu condotta in questura; interrogata, non rivelò la ragione dell&#8217;attentato. Si è supposto che l&#8217;attentatrice, allora cinquantenne, fosse pazza</strong> all&#8217;epoca dei fatti e che potesse essere stata indotta al gesto da qualche istigatore sconosciuto. In tal senso furono sollevati pesanti sospetti all&#8217;indirizzo di Giovanni Antonio Colonna di Cesarò. L&#8217;attentatrice, comunque, fu espulsa dall&#8217;Italia e trasferita in Inghilterra. Rimase per trent&#8217;anni in un manicomio vicino a Nottingham, dove morì.</p>
<p><strong>Il giorno dopo l&#8217;attentato, Mussolini compì un viaggio in Libia e <a href="http://napoli.indymedia.org/taxonomy/term/4853" target="_blank">si mostrò a Tripoli con un vistoso cerotto sul naso</a></strong>, come testimoniano le foto dell&#8217;epoca. Di lì a poco anche <strong>quell&#8217;episodio servì per giustificare una stretta legislativa e l&#8217;avvio vero e proprio verso il fascismo</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Comandare è fottere, certo. Ma la colpa è di Berlusconi.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/30/comandare-e-fottere-certo-ma-la-colpa-e-di-berlusconi/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:43:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/30/comandare-e-fottere-certo-ma-la-colpa-e-di-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Pier Luigi Celli decide di affidare a Repubblica una lettera indirizzata al figlio in procinto di la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/itaca-celli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1336" title="itaca-celli" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/itaca-celli.jpg" alt="" width="604" height="401" /></a></p>
<p>Pier Luigi Celli decide di affidare a <em>Repubblica </em>una <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html">lettera</a> indirizzata al figlio in procinto di laurearsi. Un accorato invito a <strong>lasciare il Paese</strong>, e costruire un futuro lontano dall&#8217;Italia. Il documento è tutt&#8217;altro che una vicenda personale. Vediamo perché.</p>
<p>Dopo aver tratteggiato il solito <strong>ritratto del figlio integerrimo</strong>, forte del suo &#8220;senso di giustizia&#8221;, della sua &#8220;voglia di arrivare ai risultati&#8221; e dell&#8217;idea &#8220;che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile&#8221;, Celli spiega che il motivo che dovrebbe spingere il neolaureando a espatriare è la <strong>mancanza di meritocrazia che affligge l&#8217;Italia</strong>:</p>
<blockquote><p>Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando<strong> un decimo di un portaborse</strong> qualunque; <strong>un centesimo di una velina o di un tronista</strong>; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all&#8217;attivo disavventure e fallimenti che <strong>non pagherà mai</strong>. [...] Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato &#8211; per ragioni intuibili &#8211; con un <strong>Consiglio di Amministrazione</strong>, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility.</p></blockquote>
<p>Del resto, è facile accorgersene: basta guardarsi intorno. Meglio andare &#8220;dove ha ancora un valore la <strong>lealtà</strong>, il <strong>rispetto</strong>, il riconoscimento del <strong>merito</strong> e dei risultati&#8221;. </p>
<p>Su Marte, probabilmente. </p>
<p>Ma a prescindere dalla <strong>visione idealizzata dell&#8217;estero</strong>, sono molte le critiche che possono essere mosse a Celli per il contenuto della lettera e per la sua intenzione di farne un caso pubblico. Si potrebbe chiedere allo scrittore e dirigente d&#8217;azienda quello che chiede &#8220;un <em>blogger </em>precario&#8221;, Simone Tagliaferri, che si è sfogato su <em><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/43288/caro-papa-perche-non-te-ne-vai-tu-la-risposta-di-un-precario-a-celli/">Giornalettismo</a></em>:</p>
<blockquote><p>Lei vede <strong><span style="font-weight:normal;">un’Italia</span> </strong>diversa da quella che aveva sognato, ma <strong>quanto ha fatto per cercare di renderla somigliante al sogno?</strong> Quante volte ha<strong> rifiutato il compromesso pur di non tradirla</strong>? Oppure, vista la posizione che ricopre, è soltanto uno di quelli che, arrivati a un’età veneranda avendo succhiato il succhiabile, ora sente la necessità di sentirsi un ribelle a un sistema di cui è uno dei mattoni? </p></blockquote>
<p>E constatare (amaramente):</p>
<blockquote><p>Immagino che se suo figlio ottenesse una raccomandazione per qualche<strong> <span style="font-weight:normal;">posto di prestigio</span></strong>, lei gli consiglierebbe di <strong>non accettarla</strong>. Immagino anche che <strong>farebbe nulla per favorirlo o per fargli ottenere un ruolo di rilievo</strong> in questa società che gli consiglia di lasciare, come nulla fanno tanti padri come lei che denunciano per poi farci trovare i loro ‘cari’ in mezzo ai piedi, lasciando agli altri solo le briciole.</p></blockquote>
<p>Oppure si potrebbe ironizzare (sempre amaramente) sul fatto che l&#8217;autore di un intero <a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/libri-comandare-fottere021008.html">manuale su come &#8220;fottere&#8221; il prossimo</a> non trovi niente di meglio da consigliare, al proprio figlio, che <strong>lasciare la barca che affonda</strong>. </p>
<p>O anche sul fatto che il figlio, se è tanto intelligente come dice Celli, di certo <strong>non aveva bisogno di una lettera simile</strong> per capire che in questo Paese la meritocrazia è un termine che non significa nulla.</p>
<p>A voler essere pignoli si potrebbe, da ultimo, ricordare a Celli che <strong>nemmeno i figli integerrimi sono perfetti</strong>, e che una parte della colpa per come vanno le cose è anche loro. </p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-48.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1343" title="Immagine 4" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-48.png?w=300" alt="" width="300" height="141" /></a></span>Io, tuttavia, mi sento di proporre un ragionamento diverso, che pone l&#8217;accento non tanto su Celli, ma sul quotidiano romano. <strong>Perché </strong><em><strong>Repubblica </strong></em><strong>decide di dare risalto a una vicenda di questo tipo? </strong>Perché ha a cuore il tema della meritocrazia? Perché c&#8217;è un reale interesse per le sorti dei neolaureati? Oppure per le complicanze psichiatriche del <strong>fallimento</strong> sulla salute della classe dirigente (politica e imprenditoriale)?</p>
<p>Può darsi. Tuttavia, rileggendo la lettera, penso di aver trovato una chiave interpretativa diversa: <em>Repubblica </em>l&#8217;ha pubblicata perché vuole<strong> imputare tutte queste questioni al berlusconismo</strong>. </p>
<p>Fateci caso. Si parla di una &#8220;società divisa, rissosa, fortemente <strong>individualista</strong>, pronta a <strong>svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà</strong>, in cambio di un riconoscimento degli<strong> interessi personali</strong>, di prebende discutibili&#8221;; tutte caratteristiche dei <em>berluscones</em>. Si sottolinea il ruolo di <strong>veline</strong> e <strong>tronisti </strong>(anch&#8217;essi <em>berluscones</em>). Si indugia sul <strong>salvataggio di Alitalia</strong> (&#8220;questo è l&#8217;unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio&#8221;), fortemente voluto dal Premier. Soprattutto, &#8220;questo è un Paese in cui <strong>nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti</strong>&#8220;. Vi ricorda qualcuno?</p>
<p>In sostanza, o questa lettera è soltanto lo sfogo di un fallito di successo (e allora non ha ragione d&#8217;essere, su un quotidiano nazionale a larga tiratura), oppure si tratta dell&#8217;<strong>ennesima strumentalizzazione</strong> di una vicenda umana drammatica per migliaia di famiglie italiane. </p>
<p>Dato che non penso che a <em>Repubblica </em>siano degli sprovveduti, propendo per la <strong>seconda</strong> ipotesi.</p>
<p>Voi?</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong> [1 dicembre, 13:21]</p>
<p>Ne parlano anche Massimo <a href="http://www.mantellini.it/?p=7373">Mantellini</a>, Luca <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/12/01/per-quanto-voi-vi-crediate-assolti-2/">Sofri</a> e Giuseppe <a href="http://civati.splinder.com/post/21791273#21791273">Civati</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlusconi e la censura]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/29/berlusconi-e-la-censura/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:25:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/29/berlusconi-e-la-censura/</guid>
<description><![CDATA[http://buzzintercultura.blogspot.com/2009/06/berlusconi-e-le-veline-le-foto.html oppure su youtube (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>http://buzzintercultura.blogspot.com/2009/06/berlusconi-e-le-veline-le-foto.html</p>
<p>oppure su youtube</p>
<p>(youtube=http://www.youtube.com/watch?v=i0vq8oueu3E&#38;feature=player_embedded#)</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i0vq8oueu3E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/i0vq8oueu3E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La spina nel fianco]]></title>
<link>http://ilprimopasso.wordpress.com/2009/11/28/la-spina-nel-fianco/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:23:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilprimopasso</dc:creator>
<guid>http://ilprimopasso.wordpress.com/2009/11/28/la-spina-nel-fianco/</guid>
<description><![CDATA[Il dissenso sempre una spina nel fianco, se non del fianco. Perchè il primo caso comporta che sia qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il dissenso sempre una spina nel fianco, se non del fianco. Perchè il primo caso comporta che sia qu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mondo secondo l'agenzia pubblicitaria Publicis Conceil di Parigi]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/1564/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:17:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/1564/</guid>
<description><![CDATA[di Emanuela Mastropietro &#8211; Parigi Una grossa tetta di gomma rosa e, sotto, la scritta: “Il mon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/tgTEh5QI4RM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/tgTEh5QI4RM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>di Emanuela Mastropietro &#8211; Parigi</p>
<p>Una grossa tetta di gomma rosa e, sotto, la scritta: “Il mondo secondo Berlusconi”. È una delle immagini forti di uno spot de Le Monde Magazine, il settimanale del prestigioso quotidiano francese. Realizzato da Publicis Conseil, una delle più quotate agenzie pubblicitarie d’Oltralpe, il videoclip sta circolando in rete, in particolare su Facebook, alla velocità della luce, riaccendendo ancora una volta le polemiche sulle conseguenze internazionali dei comportamenti di Silvio Berlusconi.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Donne e sesso: è tutto quello che evoca, per i francesi, la figura del presidente del Consiglio italiano? &#8220;In teoria, questo video non avrebbe dovuto vederlo nessuno, né in Francia né altrove – spiega, un po’ sorpreso, Didier Pourquery, caporedattore de Le Monde magazine. E perché? &#8220;L’estate scorsa, per rilanciare il nostro giornale dopo averne rivoluzionato la formula, avevamo commissionato una campagna pubblicitaria a Publicis Conseil. A fine agosto, l’agenzia ci sottopose diversi videoclip, tutti ispirati alla forma sferica per evocare il globo terrestre e quindi Le Monde&#8221;.</p>
<p>Silvio Berlusconi era il protagonista di una delle proposte. “In quel momento – ricorda Didier Pourquery – anche in Francia si parlava moltissimo dello scandalo delle escort e delle feste a Villa Certosa; l’agenzia pubblicitaria aveva cavalcato l’attualità e giocato sull’associazione d’idee. Ma la direzione de Le Monde non la ritenne una buona idea. L’immagine venne giudicata un po’ troppo osé e quindi si decise di scartarla. In Francia, non è mai passata in televisione. La campagna pubblicitaria si è orientata verso altri temi&#8221;.</p>
<p>Ora l’immagine spopola. &#8220;Io avevo trovato l’idea piuttosto divertente, ma, devo riconoscerlo, anche un po’ cattivella. Soprattutto riduttiva, qualunque cosa si pensi del presidente del Consiglio italiano&#8221;. Ma se è stato rifiutato, perché il clip ora circola su Internet? “Questo proprio non lo so. Non sarebbe dovuto uscire dalle mura dell’agenzia pubblicitaria&#8221;. Invece, il tam-tam degli internauti ne ha fatto uno dei video più gettonati del momento. Accanto alla visione berlusconiana del pianeta, lo spot propone anche la Terra secondo l’ex presidente George W. Bush (divisa tra buoni – gli americani –, e i cattivi, quasi tutti gli altri) e quella secondo la mafia (un globo trafitto da un proiettile).</p>
<p>L’obiettivo dell’agenzia era quello di mostrare con ironia la diversità dei punti di vista e delle realtà soggettive, sottolineando implicitamente il pluralismo della rivista francese. Ieri, a Publicis, nessuno ha voluto commentare il successo del clip su Internet né tentare di spiegare come il video sia finito su Facebook e su parecchi blog francesi. La situazione politica italiana appassiona l’opinione pubblica d’Oltralpe: ancora ieri, sul sito d’informazione Rue89, un lungo articolo era dedicato al problema della libertà di stampa e dell’isolamento degli intellettuali italiani.</p>
<p>da Il Fatto Quotidiano del 27 novembre</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mafia, perché i pentiti accusano Berlusconi]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/mafia-perche-i-pentiti-accusano-berlusconi/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:02:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/mafia-perche-i-pentiti-accusano-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[di ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D&#8217;AVANZO NELL&#8217;INCHIESTA sui mandanti delle stragi del 1993]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D&#8217;AVANZO</p>
<p>NELL&#8217;INCHIESTA sui mandanti delle stragi del 1993 estranei a Cosa Nostra entrano <em>Autore 1</em> e <em>Autore 2</em>. Gli ultimi interrogatori della procura di Firenze hanno una particolarità. Tecnica, ma comprensibilissima. I primi testimoni sono stati ascoltati in un&#8217;inchiesta a &#8220;modello 44&#8243;, &#8220;notizie di reato relative a ignoti&#8221;. Gli ultimi, a &#8220;modello 21&#8243;, dunque &#8220;a carico di noti&#8221;. I pubblici ministeri, nei documenti, non svelano i nomi dei nuovi indagati. Chi sono Autore 1 e 2? Secondo le indiscrezioni pubblicate già nei giorni scorsi dai quotidiani vicini al governo, sono Silvio Berlusconi e Marcello Dell&#8217;Utri, la cui posizione era stata già archiviata il 3 maggio del 2002. Se così fosse, l&#8217;atto è dovuto. Non è un mistero (un migliaio di pagine sono state depositate, tre giorni fa, al processo di appello a Dell&#8217;Utri che si celebra a Palermo) che un nuovo testimone dell&#8217;accusa &#8211; Gaspare Spatuzza &#8211; indica nel presidente del consiglio e nel suo braccio destro i suggeritori della campagna stragista di sedici anni fa. Queste sono le &#8220;nuove&#8221; dai palazzi di giustizia, ma quel che si scorge è molto altro. L&#8217;intero fronte mafioso è minacciosamente in movimento. &#8220;La Cosa Nostra siciliana&#8221; si prepara a chiedere il conto a un Berlusconi che appare, a ragione, in tensione e sicuro che il peggio debba ancora venire.<br />
<!--more--><br />
Accade che, nella convinzione di &#8220;essere stata venduta&#8221; dopo &#8220;le trattative&#8221; degli anni Novanta, la famiglia di Brancaccio ha deciso di aggredire &#8211; in pubblico e servendosi di un processo &#8211; chi &#8220;non ha mantenuto gli impegni&#8221;. Ci sono anche i messaggi di morte. Al presidente del Senato, Renato Schifani, siciliano di Palermo. O, come raccontano le &#8220;voci di dentro&#8221; di Cosa Nostra, avvertimenti che sarebbero piovuti su Marcello Dell&#8217;Utri. Un&#8217;intimidazione che ha &#8211; pare &#8211; molto impaurito il senatore e patron di Publitalia. Sono sintomi che devono essere considerati oggi un corollario della resa dei conti tra Cosa Nostra e il capo del governo. È il modo più semplice per dirlo. Perché di questo si tratta, del rendiconto finale e traumatico tra chi (Berlusconi) ha avuto troppo e chi (Cosa Nostra) ritiene di avere nelle mani soltanto polvere dopo molte promesse e infinita pazienza. Questo scorcio di 2009 finisce così per avere molti punti di contatto con il 1993 quando la Penisola è stata insanguinata dalle stragi: Roma, via Fauro (14 maggio); Firenze, via Georgofili (27 maggio); Milano, via Palestro (27 luglio); Roma, S. Giorgio al Velabro e S. Giovanni in Laterano (28 luglio); Roma, stadio Olimpico (23 gennaio 1994), attentato per fortuna fallito. Nel nostro tempo, non c&#8217;è tritolo e devastazione, ma l&#8217;annuncio di una &#8220;verità&#8221; che può essere più distruttiva di una bomba. Per lo Stato, per chi governa il Paese.</p>
<p>Per capire quel che accade, bisogna sapere un paio di cose. La famiglia mafiosa dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano di Brancaccio a Palermo è il nocciolo irriducibile &#8211; con i Corleonesi di Riina e Bagarella, con i Trapanesi di Matteo Messina Denaro (latitante) &#8211; di una Cosa nostra siciliana che oggi ha il suo &#8220;stato maggiore&#8221; in carcere e in libertà soltanto mischini senza risorse, senza influenza, senza affari, incapace anche di concludere uno sbarco di cocaina perché priva del denaro per acquistare un gommone. La seconda cosa che occorre ricordare è che gli &#8220;uomini d&#8217;onore&#8221; non hanno mai ammesso di essere un&#8217;&#8221;associazione&#8221; (Giovanni Bontate che, in un&#8217;aula di tribunale, usò con leggerezza il noi fu fatto secco appena libero).</p>
<p>I mafiosi non hanno mai accettato di discutere i fatti loro, anche soltanto di prendere in considerazione l&#8217;ipotesi di lasciar entrare uno sguardo estraneo negli affari della casa, figurarsi poi se gli occhi erano di magistrato. Apprezzati questi due requisiti &#8220;storici&#8221;, si può comprendere meglio l&#8217;originalità di quanto accade, ora in questo momento, dentro Cosa Nostra. Tra Cosa Nostra e lo Stato (i pubblici ministeri). Tra Cosa Nostra e gli uomini (Berlusconi, Dell&#8217;Utri) che &#8211; a diritto o a torto, è tutto da dimostrare &#8211; i mafiosi hanno considerato, dal 1992/1993 e per quindici anni, gli interlocutori di un progetto che, dopo le stragi, avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i &#8220;carcerati&#8221; o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge; ceto politico disponibile, come nel passato, al dialogo e al compromesso con gli interessi mafiosi.</p>
<p>Sono novità che preparano una stagione nuova, incubano conflitti dolorosi e pericolosi. La campana suona per Silvio Berlusconi perché, nelle tortuosità che sempre accompagnano le cose di mafia, è evidente che il 4 dicembre &#8211; quando Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, testimonierà nel processo di appello contro Marcello Dell&#8217;Utri &#8211; avrà inizio la resa dei conti della famiglia dei fratelli Graviano contro il capo del governo che, in agosto, ha detto di voler &#8220;passare alla storia come il presidente del Consiglio che ha sconfitto la mafia&#8221;.</p>
<p>È un fatto sorprendente che i mafiosi abbiano deciso di parlare con i pubblici ministeri di quattro procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo, Milano). Vogliono contribuire &#8220;alla verità&#8221;. Lo dice, con le opportune prudenze, anche Giuseppe Graviano, &#8220;muto&#8221; da quindici anni. Quattro uomini della famiglia offrono una collaborazione piena. Sono Gaspare Spatuzza, Pietro Romeo, Giuseppe Ciaramitaro, Salvatore Grigoli. Spiegano, ricordano. Chiariscono come nacque, e da chi, l&#8217;idea delle stragi che non &#8220;avevano il dna di Cosa Nostra&#8221; e che &#8220;si portarono dietro quei morti innocenti&#8221;. Indicano l&#8217;&#8221;accordo politico&#8221; che le giustificò e le rese necessarie &#8220;per il bene della Cosa Nostra&#8221;. I nomi di Berlusconi e Dell&#8217;Utri saltano fuori in questo snodo.</p>
<p>Gaspare Spatuzza, 18 giugno 2009, ricostruisce la vigilia dell&#8217;attentato all&#8217;Olimpico: &#8220;Giuseppe Graviano mi ha detto &#8220;che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili&#8221;. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di quello di Canale 5; poi mi dice che c&#8217;è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell&#8217;Utri (&#8230;) Giuseppe Graviano mi dice [ancora] che comunque bisogna fare l&#8217;attentato all&#8217;Olimpico perché serve a dare il &#8220;colpo di grazia&#8221; e afferma: ormai &#8220;abbiamo il Paese nelle mani&#8221;".<br />
Pietro Romeo, 30 settembre 2009: &#8220;&#8230; In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori&#8221;.</p>
<p>Salvatore Grigoli, interrogatorio 5 novembre 2009: &#8220;Dalle informazioni datemi (&#8230;), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (&#8230;) Dell&#8217;Utri è il nome da me conosciuto (&#8230;), quale contatto politico dei Graviano (&#8230;) Quello di Dell&#8217;Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico&#8221;. E&#8217; una scena che trova conferme anche in parole già dette, nel tempo. I ricordi di Giuseppe Ciaramitaro li si può scovare in un verbale d&#8217;interrogatorio del 23 luglio 1996: &#8220;Mi [fu] detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c&#8217;era un politico che indicava gli obiettivi, quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis (&#8230;). Quando Berlusconi [è] stato presidente del Consiglio per la prima volta, nell&#8217;organizzazione erano tutti contenti, perché si stava muovendo nel senso desiderato e [si disse] che la proroga del 41 bis era stata solo per &#8216;fintà in modo da eliminarlo del tutto alla scadenza&#8221;.</p>
<p>Ci sarà, certo, chi dirà che non c&#8217;è nulla di nuovo. &#8220;Pentiti di mafia&#8221; che confermano testimonianza di altri &#8220;pentiti di mafia&#8221; ci sono stati ieri, ci sono oggi. La differenza, in questo caso, è come questi uomini che hanno saltato il fosso sono trattati dagli altri, da chi &#8211; in apparenza &#8211; resta ben saldo nelle sue convinzioni di mafioso, nel suo giuramento d&#8217;omertà. Li rispettano, sorprendentemente. Non era mai capitato. Non li considerano degli &#8220;infami&#8221;. Accettano il dialogo con loro. Anche i più ostinati come Cosimo Lo Nigro e Vittorio Tutino.</p>
<p>Cosimo Lo Nigro, il 10 settembre del 2009, è seduto di fronte a Gaspare Spatuzza. Spatuzza gli dice che &#8220;ha gioito &#8211; oggi me ne vergogno &#8211; , ma ho gioito per Capaci perché quello [Falcone] rappresentava un nemico per Cosa Nostra&#8230; ma il nostro malessere inizia nel momento in cui ci spingiamo oltre (&#8230;) su Firenze, Roma, Milano&#8230;&#8221;. Lo Nigro lo ascolta, senza contraddirlo. Spatuzza ricostruisce come andarono le cose durante la preparazione della strage all&#8217;Olimpico. Lo Nigro lo lascia concludere e gli dice: &#8220;Rispetto le tue scelte, ma ancora ti chiedo: sei sicuro di ciò che dici e delle tue scelte?&#8221;. Vittorio Tutino accetta di essere interrogato dai Pm di Caltanissetta. Non fa scena muta. Parla. Il suo verbale d&#8217;interrogatorio deve essere interessante perché viene secretato.</p>
<p>Già queste mosse annunciano la nuova stagione, ma la dirompente novità è nei cauti passi dei due boss di Brancaccio, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. Sono i più vicini a Salvatore Riina. Hanno guidato con mano ferma la loro &#8220;batteria&#8221; fino a progettare la strage &#8211; per fortuna evitata per un inghippo nell&#8217;innesco dell&#8217;esplosivo &#8211; di un centinaio di carabinieri all&#8217;Olimpico il 23 gennaio del 1994. Sono in galera da quindici anni. Hanno studiato (economia, matematica) in carcere. Dal carcere si sono curati dell&#8217;educazione dei loro figli affidati ai migliori collegi di Roma e di Palermo e ora sembrano stufi, stanchi di attendere quel che per troppo tempo hanno atteso. Spatuzza racconta che, alla fine del 2004, Filippo Graviano, 48 anni, sbottò: &#8220;Bisogna far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati&#8221;. La frase è eloquente. C&#8217;è un accordo. Chi lo ha sottoscritto, non ha rispettato l&#8217;impegno. Per cavarsi dall&#8217;angolo, c&#8217;è un solo modo: dissociarsi, collaborare con la giustizia, svelare le responsabilità di chi &#8211; estraneo all&#8217;organizzazione &#8211; si è tirato indietro. Accusarlo può essere considerato &#8220;un&#8217;infamia&#8221;?</p>
<p>Filippo Graviano, il 20 agosto 2009, accetta il confronto con Gaspare Spatuzza. C&#8217;è una sola questione da discutere. Quella frase. Ha detto che &#8220;se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati&#8221;? La smentita di Filippo Graviano è ambigua. In Sicilia dicono: a entri ed esci. Dice Filippo a Gaspare: &#8220;Io non ho mai parlato con ostilità nei tuoi riguardi. I discorsi che facevamo erano per migliorare noi stessi. Già noi avevamo allora un atteggiamento diverso, già volevamo agire nella legalità. Noi parlavamo di un nostro futuro in un&#8217;altra parte d&#8217;Italia&#8221;. La premessa è utile al boss per negare ma con garbo: &#8220;Mi dispiace contraddire Spatuzza, ma devo dire che non mi aspetto niente adesso e nemmeno nel passato, nel 2004. Mi sembra molto remoto che possa avere detto una frase simile perché, come ho detto, non mi aspetto niente da nessuno. Avrei cercato un magistrato in tutti questi anni, se qualcuno non avesse onorato un presunto impegno&#8221;.</p>
<p>Filippo non ha timore di pronunciare per un boss parole tradizionalmente vietate, &#8220;legalità&#8221;, &#8220;cercare magistrati&#8221;. Si spinge anche a pronunciarne una, indicibile: &#8220;dissociazione&#8221;. Dice, il 28 luglio 2009: &#8220;Da parte mia è una dissociazione verso le scelte del passato (&#8230;). Oggi sono una persona diversa. Faccio un esempio. Nel mio passato, al primo posto, c&#8217;era il denaro. Oggi c&#8217;è la cultura, la conoscenza. (&#8230;) Io non rifarei le scelte che ho fatto&#8221;.</p>
<p>Anche Giuseppe Graviano, 46 anni, il più duro, il più autorevole (i suoi lo chiamano &#8220;Madre natura&#8221; o &#8220;Mio padre&#8221;), incontra i magistrati, il 28 luglio 2008. E&#8217; la prima volta che risponde a una domanda dal tempo del suo arresto, il 27 gennaio 1993. Dice: &#8220;Io sono disposto a fare i confronti, con coloro che indico io e che ritengo sappiano la verità. Sono disposto a un confronto con Spatuzza ma cosa volete che sappia Spatuzza che non sa niente, faceva l&#8217;imbianchino, sarà ricattato da qualcuno&#8221;. Sembra che alzi un muro e che il muro sia insuperabile, ma non è così. Quando gli tocca parlare delle stragi del 1993, ragiona: &#8220;Perché non mi avete fatto fare il confronto con i pentiti in aula, quando l&#8217;ho chiesto? Così una versione io, una versione loro e poi c&#8217;è il magistrato [che giudica]: voi ascoltavate e potevate decidere chi stava dicendo la verità. La verità, [soltanto] la verità di come sono andati i fatti.. . io vi volevo portare alla verità. E speriamo che esca la verità veramente. Ve ne accorgerete del danno che avete fatto. Se noi dobbiamo scoprire [la verità], io posso dare una mano d&#8217;aiuto. Io dico che uscirà fuori la verità delle cose. Trovate i veri colpevoli, i veri colpevoli. Si parla sempre di colletti bianchi, colletti grigi, colletti e sono sempre innocenti [questi, mentre] i poveri disgraziati&#8230;&#8221;.</p>
<p>Gli chiedono i magistrati: &#8220;Lei sa che ci sono colletti bianchi implicati in queste storie?&#8221;. Risponde: &#8220;Io non lo so. Poi stiamo a vedere se&#8230; qualcuno ha il desiderio di dirlo che lo sa benissimo&#8230; Ma io non posso dire la mia verità così. Perché non serve a niente. Invece, ve la faccio dire, io, [da] chi sa la verità&#8221;.</p>
<p>Ora bisogna mettere in ordine quel che si intuisce nelle mosse di Cosa Nostra. I &#8220;pentiti&#8221; non sono maledetti da chi, in teoria, stanno tradendo. Al contrario, ricevono attestati di solidarietà, segnali di rispetto, addirittura cenni di condivisione per una scelta che alcuni non hanno ancora la forza di decidere. E&#8217; più che un&#8217;impressione: è come se chi offre piena collaborazione alla magistratura (Spatuzza, Romeo, Grigoli) abbia l&#8217;approvazione di chi governa la famiglia (Giuseppe e Filippo Graviano) e ancora oggi può essere considerato al vertice di un&#8217;organizzazione che, in carcere, custodisce l&#8217;intera memoria della sua storia, delle sue connessioni, degli intrecci indicibili e finora non detti, degli interessi segreti e protetti. In una formula, il peso di un ricatto che viene offerto con le parole e i ricordi delle &#8220;seconde file&#8221; in attesa che le &#8220;prime&#8221; possano valutare quel che accade, chi e come si muove.</p>
<p><!-- do nothing --> Ecco perché ha paura Berlusconi. Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto &#8220;la verità&#8221; delle stragi (che sarà molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto le origini oscure della sua avventura imprenditoriale, già emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell&#8217;Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. Dice Spatuzza: &#8220;I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. È anomalo, anomalissimo&#8221;. Se a Milano &#8211; dice il testimone &#8211; Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.<br />
<!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --> © Riproduzione riservata                         (<em><!-- inizio DATA -->27 novembre 2009<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/resa-conti/resa-conti.html">Fonte</a></p>
<p><!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--> // &#60;![CDATA[<br />
// * variabili flash da modificare * //file_swfMiddle = "repubblica_square_250x250_design.swf"; // nome file swf da caricare<br />
file_gifMiddle  = "repubblica_square_250x250_design.gif"; // nome file backup gif/jpeg caricare<br />
oas_widthMiddle = 250; // larghezza immagine<br />
oas_heightMiddle = 250; // altezza immagine<br />
oas_versione_flashMiddle = 6;</p>
<p>// * fine parte modificabile * //</p>
<p>coordinateMiddle ="width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle;<br />
oas_swfMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Saeco_nov09_NwInf_SqIn_161109/"+file_swfMiddle+"?clickTag=http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/cronaca/interna/832248324/Middle/OasDefault/Saeco_nov09_NwInf_SqIn_161109/repubblica_square_250x250_design.html/35353132633961633437323236376630?";<br />
oas_gifMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Saeco_nov09_NwInf_SqIn_161109/"+file_gifMiddle;</p>
<p>if(!document.body)<br />
document.write("");<br />
OASd = document;<br />
var plug = false;<br />
var flashVersion = -1;<br />
var minFlashVersion = oas_versione_flashMiddle;<br />
if(navigator.plugins != null &#38;&#38; navigator.plugins.length &#62; 0){flashVersion =(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] &#124;&#124; navigator.plugins["Shockwave Flash"]) ? navigator.plugins["Shockwave Flash" +(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] ? &#8221; 2.0&#8243; : &#8220;&#8221;)].description.split(&#8221; &#8220;)[2].split(&#8220;.&#8221;)[0] : -1;<br />
plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(&#8220;webtv/2.6&#8243;) != -1){flashVersion = 4;plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(&#8220;webtv/2.5&#8243;) != -1){flashVersion = 3;plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(&#8220;webtv&#8221;) != -1){flashVersion = 2;plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if((navigator.appVersion.indexOf(&#8220;MSIE&#8221;) != -1) &#38;&#38;(navigator.appVersion.toLowerCase().indexOf(&#8220;win&#8221;) != -1) &#38;&#38;(navigator.userAgent.indexOf(&#8220;Opera&#8221;) == -1)){var oasobj;<br />
var exc;<br />
try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.7&#8243;);<br />
flashVersion = oasobj.GetVariable(&#8220;$version&#8221;);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.6&#8243;);<br />
version = &#8220;WIN 6,0,21,0&#8243;;<br />
oasobj.AllowScriptAccess = &#8220;always&#8221;;<br />
flashVersion = oasobj.GetVariable(&#8220;$version&#8221;);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3&#8243;);<br />
flashVersion = oasobj.GetVariable(&#8220;$version&#8221;);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3&#8243;);<br />
flashVersion = &#8220;WIN 3,0,18,0&#8243;;} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash&#8221;);<br />
flashVersion = &#8220;WIN 2,0,0,11&#8243;;} catch(exc){flashVersion = -1;}}}}}<br />
plug =(flashVersion != -1)? flashVersion.split(&#8221; &#8220;)[1].split(&#8220;,&#8221;)[0] &#62;= minFlashVersion : false;}</p>
<p>if(plug)<br />
{<br />
oas_vis_Middle = 1;<br />
document.write(&#8220;</p>
<p>&#8220;);<br />
function loadFlashMiddle1(){<br />
if(navigator.userAgent.indexOf(&#8220;MSIE&#8221;) != -1 &#38;&#38; navigator.userAgent.indexOf(&#8220;Opera&#8221;) == -1){</p>
<p>if (extFlashMiddle1.readyState == &#8220;complete&#8221;)<br />
{<br />
FlashObject(oas_swfMiddle, &#8220;OAS_AD_Middle&#8221;, coordinateMiddle, &#8220;opaque&#8221;, &#8220;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&#8243; ,minFlashVersion, &#8220;FinContentMiddle1&#8243;);<br />
extFlashMiddle1.onreadystatechange = &#8220;&#8221;;<br />
}</p>
<p>extFlashMiddle1.onreadystatechange = loadFlashMiddle1;<br />
}<br />
else<br />
{<br />
OASfp=&#8221; Menu=FALSE swModifyReport=TRUE width=&#8221;+oas_widthMiddle+&#8221; height=&#8221;+oas_heightMiddle+&#8221; &#8220;;<br />
if (minFlashVersion == 6) {<br />
OASd.write(&#8220;&#8221;);	   }		else if (minFlashVersion == 7) {           OASd.write(&#8220;&#8221;);		}	   else if (minFlashVersion == <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> {           OASd.write(&#8220;&#8221;);		}     else if (minFlashVersion == 9) {           OASd.write(&#8220;&#8221;);		}            else {         OASd.write(&#8220;&#8221;);}           OASd.write(&#8220;&#8221;);           OASd.write(&#8220;&#8221;);           OASd.write(&#8220;&#8221;);<br />
}</p>
<p>}<br />
loadFlashMiddle1();<br />
}<br />
else<br />
{<br />
oas_vis_Middle = 1;<br />
OASd.write(&#8216;<a href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/cronaca/interna/832248324/Middle/OasDefault/Saeco_nov09_NwInf_SqIn_161109/repubblica_square_250x250_design.html/35353132633961633437323236376630?" target="_blank"><img src="'+oas_gifMiddle+'" border="0" alt="" width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle+" /></a>&#8216;);<br />
}<br />
if(!document.body)<br />
document.write(&#8220;&#8221;);<br />
// ]]&#62;</p>
</div>
<p><!--/inserto--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Noterella 2 - UN RACCONTO DI FANTAPOLITICA. O NO?]]></title>
<link>http://mariotirino.wordpress.com/2009/11/25/noterella-2-un-racconto-di-fantapolitica-o-no/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:57:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariotirino</dc:creator>
<guid>http://mariotirino.wordpress.com/2009/11/25/noterella-2-un-racconto-di-fantapolitica-o-no/</guid>
<description><![CDATA[di Mario Tirino Gli assalti cominciarono di notte. Una fila spessa di corpi, uomini e donne, per lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><a href="http://mariotirino.wordpress.com/files/2009/11/manifestazione_aq.jpg"><img class="size-medium wp-image-33 aligncenter" title="Folla" src="http://mariotirino.wordpress.com/files/2009/11/manifestazione_aq.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<h2 style="text-align:right;">di <span style="color:#00ccff;">Mario Tirino</span></h2>
<p>Gli assalti cominciarono di notte.</p>
<p>Una fila spessa di corpi, uomini e donne, per lo più quarantenni. <strong>Facce scavate dalla fatica</strong>, occhi arrossati da notti insonni.</p>
<p>La guardia sonnecchiava nel gabbiotto, un occhio stanco ogni tanto gettato sulle videochat porno di un canale locale.</p>
<p>L&#8217;umidità di novembre e la puzza di liquami tossici. Il distretto industriale di una popolosa regione. Guidata da <strong>un presidente amico dei clan</strong> che, alle ultime elezioni, era passato di una spanna sull&#8217;avversario, sostenuto da clan nemici.</p>
<p>Un rumore sordo squarciò la noia e il silenzio della notte. La prima pietra scosse la guardia che si affacciò pistola in mano.</p>
<p>Quando si vide incontro quella massa, si paralizzò.</p>
<p>La fila attraversò il piazzale semi-illuminato come un treno, come <strong>uscita dalle visioni di un Pellizza da Volpedo 2.0</strong>.</p>
<p>Le mazze distrussero i vetri dell&#8217;Iper in un frastuono di allarmi, svegliando tutti i paesini dei dintorni.</p>
<p>La notizia viaggiò velocissima su <strong>Hack, la nuova Rete clandestina</strong> erede di Internet, chiusa con decreto ufficiale un anno prima.</p>
<p>L&#8217;enorme parcheggio si riempì in breve di poveri, italiani e stranieri, impiegati e operai.</p>
<p>La baraonda di auto, braccia, cibi e merci, vetri in frantumi, risse, sangue, violenze di ogni tipo, si replicò subito, un&#8217;ora dopo, in un altro centro commerciale, poi in un altro. E un altro ancora, sino a invadere l&#8217;intera Penisola da Lampedusa a Bolzano.</p>
<p>Due giorni dopo, a bordo di un lussuoso jet privato,  il <strong>Presidente Generale</strong> fuggì alle Bahamas.</p>
<p><strong>L&#8217;inizio della Guerra Civile</strong>.</p>
<p>Italia, 2013.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ «I processi? Saranno gli alleati a far cadere Berlusconi»]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/24/%c2%abi-processi-saranno-gli-alleati-a-far-cadere-berlusconi%c2%bb/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:38:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/24/%c2%abi-processi-saranno-gli-alleati-a-far-cadere-berlusconi%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[e che dire&#8230; speriamo. di Federica Fantozzitutti gli articoli dell&#8217;autore Yascha Mounk, g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>e che dire&#8230; speriamo.</p>
<p>di <a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&#38;orderby=1&#38;key=Federica%20Fantozzi">Federica Fantozzi</a><a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&#38;orderby=1&#38;key=Federica%20Fantozzi">tutti gli articoli dell&#8217;autore</a></p>
<p><img src="http://www.unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/yascha.jpg" alt="" hspace="0" vspace="0" width="304" height="254" align="left" />Yascha Mounk, giornalista e politologo di Harvard, direttore della rivista politica <em>The Utopian</em>, analizza la situazione italiana: «Un centrodestra irresponsabile che non difende i valori democratici e un centrosinistra inefficiente». Berlusconi? «Il pericolo maggiore per lui non sono i processi ma i suoi alleati. Bisogna guardare con attenzione a Fini».</p>
<p><strong>La politica italiana vive il paradosso di un esecutivo sulla carta solido e con un’ampia maggioranza parlamentare che si sta autodistruggendo: liti tra ministri, gelo tra Berlusconi e Fini, insulti tra Fini e Bossi. Crisi di governo o crisi di sistema?</strong><br />
«Per il sistema politico italiano Paolo Guzzanti ha parlato di “mignottocrazia” evocando la serata dei Telegatti, le belle ragazze che diventano ministro. A mio avviso è piuttosto una “magniacciacrazia”, dove magnaccia è qualcuno interessato solo a se stesso e che utilizza il potere per i propri scopi. È chiaro che se in una squadra ognuno ha il proprio traguardo personale, è difficile lavorare insieme in modo collaborativo. Questa è la situazione del governo».<br />
<!--more--><br />
<strong>Un gruppo di persone in ordine sparso?</strong><br />
«Berlusconi pensa ai suoi processi, Bossi al Nord. L’instabilità è causata dall’assenza di un programma politico con obiettivi e valori condivisi. Per forza si creano tensioni».</p>
<p><strong>Cosa vede dietro l’angolo?</strong><br />
«Ovviamente non so se il governo cadrà. Gli italiani guardano a Berlusconi con una certa paura per il suo potere. Ma dimenticano che non ha la grandezza di idee nè la personalità per essere davvero pericoloso per la democrazia. Il premier non è ideologico: si limita a perseguire i suoi interessi».</p>
<p><strong>Impegnare le Camere, i consigli dei ministri, il suo partito, per escogitare uno scudo giudiziario efficace non è dannoso per la governabilità del Paese, e quindi per la democrazia?</strong><br />
«Certo, l’accanimento a prescrivere i processi crea danni terribili. Ma il vero rischio non è lui, che non ha nè l’immaginazione nè un programma con valori pericolosi, è che dopo di lui arrivi qualcuno con obiettivi più vasti. Noi diciamo: “dietro ogni zero può esserci un Nerone”.</p>
<p><strong>Il peggior nemico di Berlusconi sono i giudici o i suoi alleati?</strong><br />
«I guai giudiziari non lo faranno cadere: può sempre varare l’ennesima versione del processo breve. In un altro Paese sarebbe oltraggioso e inaccettabile, ma in Italia Berlusconi resta popolare, anche grazie ai media che possiede. Il pericolo viene dai partner di coalizione, che però forse decideranno di liberarsi di lui perché c’è una sentenza. Le due questioni, come vede, sono legate».</p>
<p><strong>Chi potrebbe osare tagliare il cordone ombelicale? Fini?</strong><br />
«È il personaggio da seguire con attenzione. La sua azione è guidata dall’ossessione di dimostrare che è un uomo diverso dal passato. Non so se ci credo, ma è un fatto rilevante. Continuando a evocare la Costituzione, a un certo punto potrebbe trovarsi al punto di rottura».<br />
<strong><br />
Quindi al Pd tocca sperare nel co-fondatore del PdL?</strong><br />
«L’Italia ha bisogno di un grande partito di centrodestra che difenda i principi democratici e di un grande partito di centrosinistra. Al momento invece ha una destra irresponsabile e una sinistra inefficiente».</p>
<p><strong>Perché il Pd non decolla?</strong><br />
«Vede, l’Italia non è un Paese di destra ma la maggioranza dei politici di sinistra ritiene che lo sia. Hanno uno spettro politico lineare e monodimensionale. Ma persone come Schroeder, Blair, Jospin e poi Zapatero hanno capito che si può cambiare l’agenda inventando altri temi che rendano inutile la domanda se siano di destra o di sinistra. Anzichè preoccuparsi dei voti dei cattolici di centro, il Pd potrebbe creare una nuova visione dell’Italia e degli italiani, come è stata la Cool Britannia di Blair, affascinando e mobilitando così gli apolitici e gli astenuti».</p>
<p><strong>E questa «Cool Italia» che lineamenti avrebbe?</strong><br />
«Una concezione più laica e più moderna nei rapporti sociali. Mi ha rattristato che Bersani, pochi giorni dopo l’insediamento, si sia detto contro la sentenza europea che ha tolto i crocifissi dalle aule. Poi sarebbe molto importante un movimento popolare di giovani contro il nepotismo che vi affligge. È scandaloso che l’opposizione non faccia nulla contro questa riedizione delle corporazioni medievali».</p>
<p><strong>Lei vede una società più avanti dei suoi politici di riferimento. </strong><br />
«Ascoltando i politici l’Italia sembra un Paese tradizionalista e conservatore, ma se la visiti ti rendi conto che non è così. C’è grande spazio per un leader di sinistra carismatico».</p>
<div>23 novembre 2009</div>
<div><a href="http://www.unita.it/news/italia/91671/i_processi_saranno_gli_alleati_a_far_cadere_berlusconi">Fonte</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ecco le leggi che hanno aiutato Berlusconi]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/24/ecco-le-leggi-che-hanno-aiutato-berlusconi/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:08:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/24/ecco-le-leggi-che-hanno-aiutato-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[// Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra che hanno pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="adv160x600r">// </div>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <em>Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società.</em></p>
<p><strong>1 Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali.</strong> Limita l&#8217;utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo &#8220;Sme-Ariosto 1&#8243; (corruzione in atti giudiziari).</p>
<p><strong>2 Legge n. 383/2001 (cosiddetta &#8220;Tremonti bis&#8221;).</strong> Abolizione dell&#8217;imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell&#8217;Ulivo l&#8217;aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).<br />
<!--more--><br />
<strong>3 Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario).</strong> Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché &#8220;il fatto non è più previsto dalla legge come reato&#8221; nei processi &#8220;All Iberian 2&#8243; e &#8220;Sme-Ariosto2&#8243;.</p>
<p><strong>4 Legge 248/2002 (cosiddetta &#8220;legge Cirami sul legittimo sospetto&#8221;).</strong> Introduce il &#8220;legittimo sospetto&#8221; sull&#8217;imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo (&#8220;In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l&#8217;incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell&#8217;imputato, rimette il processo ad altro giudice&#8221;). La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--> </div>
<p><!--/inserto--><br />
<strong>5 Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto &#8220;decreto salva-calcio&#8221;).</strong> Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.</p>
<p><strong>6 Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003).</strong> Condono fiscale. A beneficiare del condono &#8220;tombale&#8221; anche le imprese del gruppo Mediaset.</p>
<p><strong>7 Legge n.140/2003 (cosiddetto &#8220;Lodo Schifani&#8221;).</strong> E&#8217; il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi. Introduce ildivieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.</p>
<p><strong>8 Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto &#8220;Decreto-salva Rete 4&#8243;).</strong> Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.</p>
<p><strong>9 Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005).</strong> Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all&#8217;acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell&#8217;incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo &#8220;Mhp&#8221;. La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.</p>
<p><strong>10 Legge 112/2004 (cosiddetta &#8220;Legge Gasparri&#8221;).</strong> Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: &#8220;Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) &#8211; assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione &#8211; potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti&#8221;.</p>
<p><strong>11 Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette.</strong> Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.</p>
<p><strong>12 Legge n. 251/2005 (cosiddetta &#8220;ex Cirielli&#8221;).</strong> Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l&#8217;estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi &#8220;Lodo Mondadori&#8221;, &#8220;Lentini&#8221;, &#8220;Diritti tv Mediaset&#8221;.</p>
<p><strong>13 Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare).</strong> Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.</p>
<p><strong>14 Legge 46/2006 (cosiddetta &#8220;legge Pecorella&#8221;).</strong> Introduce l&#8217;inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.</p>
<p><strong>15 Legge n.124/2008 (cosiddetto &#8220;lodo Alfano&#8221;).</strong> Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani&#8221;. Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell&#8217;avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta, sentenza n. 262 del 2009, dichiara l&#8217;illegittimità costituzionale dell&#8217;art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.</p>
<p><strong>16 Decreto legge n. 185/2008.</strong> Aumentata dal 10 al 20 per cento l&#8217;IVA sulla pay tv &#8220;Sky Italia&#8221;, il principale competitore privato del gruppo Mediaset.</p>
<p><strong>17 Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio.</strong> La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.</p>
<p><!-- do nothing --> <strong>18 Disegno di legge sul &#8220;processo breve&#8221;.</strong> Per l&#8217;imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell&#8217;avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.<br />
<!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --></div>
<p>(<em><!-- inizio DATA -->23 novembre 2009<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/scheda-leggi/scheda-leggi.html">Fonte</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In morte del cinema.]]></title>
<link>http://anonimoateniese.wordpress.com/2009/11/23/in-morte-del-cinema/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:28:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>anonimoateniese</dc:creator>
<guid>http://anonimoateniese.wordpress.com/2009/11/23/in-morte-del-cinema/</guid>
<description><![CDATA[In Italia molte notizie passano sotto silenzio. Molte. Quelle politiche a volte trovano qualche pala]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-11" title="cinema" src="http://anonimoateniese.wordpress.com/files/2009/11/cinema.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>In Italia molte notizie passano sotto silenzio. Molte. Quelle politiche a volte trovano qualche paladino che le diffonde. Il problema è il silenzio silenzioso della cultura italiana. Del resto il berlusconismo è la quintessenza dell&#8217;ignoranza. La Cultura con la C maiuscola è diventata CULtura con il CUL maiuscolo e in bella mostra e il sistema mediatico sembra adagiarsi salvo rare eccezioni.</p>
<p>Un bel giorno c&#8217;era il cinema. Il cinema vero, quello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mito_della_caverna" target="_blank">con la grotta buia, e le ombre che danzano sul suo fondo</a>. C&#8217;era la verità e la rappresentazione, l&#8217;appropriazione del reale tramite l&#8217;irreale. C&#8217;era il cinema. C&#8217;erano i film fatti per il cinema. E&#8217; del 19 novembre 2009 un accordo fra Mediaset Premium e Universal, Warner e Medusa* per mandare in onda <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Video_on_demand" target="_blank">on demand</a> i film in contemporanea alla sala al costo di 10 euro, dal 2010. Evviva. Una comodità. Ora masse di cerebrolesi che già entravano nei cinema una volta l&#8217;anno, cioè a Natale, potranno gustarsi l&#8217;ultima pellicola holliwoodiana a casa per 10 euro. 10 euro. Si vuole ammazzare un luogo sacro come il cinema per 10 euro. E nessuno li ferma, anzi. Ben venga. 10 euro son pochini per destare la coscienza dell<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rmymcujbrqM" target="_blank">&#8216;italiano medio</a>.</p>
<p>*Notare quanto Mediaset Premium e Medusa facciano riferimento allo stesso soggetto. Fare accordi con se stessi si sa, è sempre conveniente e non scandalizza mai nessuno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il mondo degli uomini senza qualità]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/22/il-mondo-degli-uomini-senza-qualita/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 12:29:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/22/il-mondo-degli-uomini-senza-qualita/</guid>
<description><![CDATA[di EUGENIO SCALFARI IL PIU&#8217; bello, il più intenso, pieno di significati che vanno al di là del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di EUGENIO SCALFARI</em></p>
<h3><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<div id="adv160x600r"></div>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> IL PIU&#8217; bello, il più intenso, pieno di significati che vanno al di là dell&#8217;epoca in cui fu scritto è il dialogo di Diderot che si intitola &#8220;Le Neveu de Rameau&#8221;. Il protagonista è un tipo umano che l&#8217;autore delinea in tutte le sue sfumature facendolo parlare di sé per 150 pagine. Non è neppure un dialogo perché l&#8217;interlocutore che formula le domande e che è lo stesso Diderot si limita a sollecitare le risposte. Il protagonista non si fa pregare, è perfettamente consapevole di sé, del suo modo di vivere, dei suoi vizi, della sua intelligenza, della sua disumanità. Anzi: della sua amoralità. Non è immorale ma appunto amorale. Ha perso ogni cognizione della morale, ha cancellato il bene ed il male dal suo orizzonte mentale. I suoi vizi li usa quando sono utili al proprio interesse, altrimenti li tiene a guinzaglio, li reprime. Si maschera. Si presenta al mondo che lo circonda così come il mondo lo vuole. La dominante del suo carattere è l&#8217;utile, l&#8217;utile per sé.<br />
<!--more--><br />
Questo tipo umano, l&#8217;ho già detto, va molto al di là dell&#8217;epoca sua. Infatti è stato più volte raffigurato, con qualche differenza rispetto al prototipo che deriva dalle diversità di scrittura degli autori che sono rimasti affascinati da quel tipo umano che ha fatto della disumanità la sua divisa.Dostoevskij fece qualche cosa di simile scrivendo &#8220;Memorie del sottosuolo&#8221;, dove il personaggio appare ancor più simile al prototipo, ma con un tratto di malvagità in più rispetto all&#8217;originale.</p>
<p>Infine se ne occupò anche Rilke nei suoi &#8220;Quaderni di Malte Laurids Brigge&#8221;, dove racconta che l&#8217;uomo dispone di molti visi. Esiste da qualche parte un deposito di visi. Quando una persona ha consunto il suo viso e desidera indossarne uno nuovo e diverso, va in quel deposito e ne trova uno che meglio si adatti ai suoi desideri e ai suoi bisogni. Alcuni ne cambiano molti nel corso della loro vita; altri ne consumano meno. Altri ancora, ma sono pochi, restano fino alla morte col proprio viso. Non è detto che siano i più fortunati.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="testo">Nessuno degli autori di questo genere di letteratura ha però raggiunto l&#8217;eleganza letteraria e la profondità filosofica di Diderot e la ragione credo sia questa: Diderot sapeva che la morale non è scolpita una volta per tutte ma è un prodotto dell&#8217;epoca e quindi relativa. Sapeva anche che l&#8217;uomo ha scoperto il bene e il male nel momento stesso in cui ha perso l&#8217;innocenza in cui vivono tutti gli altri esseri viventi.Il &#8220;Nipote di Rameau&#8221;, così l&#8217;uomo del sottosuolo, si disumanizzano e in questo modo riacquistano l&#8217;innocenza nel senso che perdono la cognizione del bene e del male. Non resta loro che l&#8217;istinto della sopravvivenza ed è questo soltanto che guida i loro comportamenti.
<p>&#160;</p>
<p>Diderot aveva chiarissimi questi elementi conoscitivi ed è questa la ragione per cui il suo dialogo è un pezzo letterario di ineguagliabile potenza espressiva.</p>
</div>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--></div>
</div>
<div>* * *I miei lettori si domanderanno perché ho citato ancora una volta il &#8220;Neveu de Rameau&#8221; (m&#8217;è accaduto di farlo in altre occasioni) e quale pertinenza esso abbia con l&#8217;attualità della quale dovrei occuparmi.</p>
<p>A parte il fatto che la nostra attualità è da qualche tempo trita e ritrita e non presenta eccezionali novità, sta di fatto che il tipo umano (disumano) delineato da Diderot sta diventando al giorno d&#8217;oggi sempre più numeroso. È un settore della società in crescita esponenziale. Nella classe dirigente, ma anche nei ceti sottostanti. Del resto l&#8217;uomo del sottosuolo non fa parte della classe dirigente se non in funzione servile.<br />
Servile, ma essenziale: ne riecheggia i desideri, ne soddisfa i bisogni, si incarica di condurre a termine le operazioni abiette, è la controfigura dei potenti quando si tratti di questioni troppo delicate e rischiose. Funge anche da buffone di corte; per divertire il suo signore e ricordargli qualche spiacevole verità. Rigoletto è un altro tipico uomo del sottosuolo che però, se offeso nel profondo, riscopre la sua dignità e sa anche vendicarsi. Perciò servirsi senza il senso della misura di personaggi di tal fatta comporta anche qualche pericolo.</p>
<p>Bisognerebbe chiedersi la ragione per cui la popolazione di quel tipo umano (disumano) sia tanto in crescita. La risposta è già stata data molte volte: insicurezza, paura del futuro, ripiegamento sul presente, percezione rachitica della felicità scandita sull&#8217;attimo d&#8217;un presente fuggitivo senza proiezioni verso l&#8217;avvenire, indifferenza diffusa verso la sorte degli altri, gelosia verso le fortune altrui, sopravvalutazione dei meriti propri. Furbizia nell&#8217;elusione delle regole. Cortigianeria. Crollo (apparente) delle ideologie in favore d&#8217;un pragmatismo diventato a sua volta ideologico.</p>
<p>Vi basta? Molti di questi elementi psicologici fanno parte da gran tempo dei connotati italici. Ma in certi segmenti della nostra storia diventano dominanti e questo è uno di quei momenti. Ecco perché quel tipo umano (disumano) è diventato moltitudine. Con qualche picco rappresentativo.</p>
<p>* * *</p>
<p>Voi pensate a Silvio Berlusconi, ma vi sbagliate di grosso. Berlusconi non è un uomo del sottosuolo, al contrario. Ha un senso pronunciatissimo della propria personalità. Non è affatto appiattito sulla felicità presente, anzi ha costruito un impero e una delle sue maggiori preoccupazioni è quella di conservarlo, accrescerlo e capire a chi dovrà lasciarne il controllo dopo di lui.</p>
<p>È vero che ama travestirsi per ottenere il pubblico favore, ma questo è proprio di tutti quelli che fanno politica, anche i migliori. Figuriamoci lui.</p>
<p>Non so neppure se abbia letto il &#8220;Nipote di Rameau&#8221; ma una cosa è certa: Berlusconi ha fatto e fa di tutto per far crescere quella genia, l&#8217;ha chiamata in servizio, la usa, la riempie di benefici, se ne serve come d&#8217;una massa gelatinosa che lo ripara dagli urti esterni, arrotonda gli angoli, devia i colpi e soprattutto fa mostra di credere sempre e dovunque al verbo che emana dalle sue labbra.</p>
<p>Non sto parlando di chi crede veramente in lui. Ce ne sono, avendo bisogno d&#8217;una fede profana l&#8217;hanno trovata e se la tengono stretta. Ma sto parlando della sua truppa, della coorte palatina che lo circonda, lo protegge, esegue i suoi ordini e anticipa i suoi desideri. In quella coorte non c&#8217;è nessuno che crede alle sue parole, ai suoi disegni, alle sue strategie. Sanno che è il più bravo dei comunicatori. Sanno che la loro felicità dipende da lui. Sanno che lui funziona a meraviglia in situazioni di emergenza. Perciò fanno in modo che l&#8217;emergenza ci sia e duri il più possibile. Quando non ci sarà più, saranno tempi duri per lui ma soprattutto per loro.</p>
<p>Vi pare che in un paese normale uno come Schifani diventerebbe presidente del Senato, seconda carica dello Stato? Uno come Gasparri ministro prima e capogruppo dei senatori poi? Uno come Bondi ministro e coordinatore del partito? Con le poesie che scrive? Uno come Minzolini direttore del Tg1? Uno come Tarantini, amico di casa? E uno come Cosentino membro del governo?</p>
<p>Di gente così ce n&#8217;è in tutti i partiti ed anche nel mondo degli affari, ma una concentrazione di talenti analoghi a quelli descritti da Diderot c&#8217;è soltanto<br />
attorno al Cavaliere.</p>
<p>Quelli del suo giro che non hanno analoga caratura non vanno bene per lui. Fini non va bene. Casini non va bene. Tremonti non va bene. Scajola così così. Ma il suo ideale è Belpietro, un alano da riporto. Non so se ne esistono in natura, ma lui lo è ed è prezioso.</p>
<p>* * *</p>
<p>Qualche giorno fa Pierluigi Battista ha scritto un succoso pezzo sul Corriere della Sera dove si domandava: quando Berlusconi non ci sarà più (politicamente s&#8217;intende) che faranno tutti quei giornalisti e uomini politici abituati a vivere parlando male di lui a getto continuo? Per loro saranno guai. Riciclarsi non sarà facile. Dovranno adattarsi ad una difficile vecchiaia quando l&#8217;indignazione moralistica non avrà più corso.</p>
<p>La tesi di Battista non è peregrina. Qualche rischio c&#8217;è, ma è minore di quanto egli pensi. Non so per i politici, ma per i giornalisti. Li conosco meglio e so che molti di loro erano bravi assai prima dell&#8217;era berlusconiana. Vorrei però porre anch&#8217;io una domanda a Battista: che faranno, quando Berlusconi scomparirà, quei giornalisti e politici che si sono specializzati nell&#8217;agitare flabelli al suo passaggio, a inventare false notizie, a deformare quelle vere e soprattutto ad omettere, omettere e ancora una volta omettere? Che faranno i revisionisti di mestiere, gli specializzati a sostenere che il problema è un altro, che le questioni serie sono altre e chi parla male di lui peste lo colga?</p>
<p>E i terzisti, caro Battista? I terzisti avranno ancora qualcosa da scrivere? Vorrei esser tranquillizzato su questo punto. Comunque un posto a tavola non si nega a nessuno che abbia una buona scrittura; c&#8217;è sempre la rubrica di &#8220;Come eravamo&#8221; che può essere un dignitosissimo &#8220;pied-à-terre&#8221; per i terzisti in disarmo.<br />
<!-- do nothing --><br />
<!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --> © Riproduzione riservata                           (<em><!-- inizio DATA -->22 novembre 2009<!-- fine DATA --></em>)</p>
</div>
<div><a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/22novembre/22novembre.html">Fonte</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Paul Ginsborg «Il dopo Berlusconi è lontano»]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/21/intervista-a-paul-ginsborg-%c2%abil-dopo-berlusconi-e-lontano%c2%bb/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:20:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
<guid>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/21/intervista-a-paul-ginsborg-%c2%abil-dopo-berlusconi-e-lontano%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[di Pietro Spataro L&#8217;Unità, 21/11/2009 Il dopo Berlusconi? Ancora non lo vedo all’orizzonte…». ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Pietro Spataro L&#8217;Unità, 21/11/2009 Il dopo Berlusconi? Ancora non lo vedo all’orizzonte…». ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un pensiero&hellip;]]></title>
<link>http://ilprimopasso.wordpress.com/2009/11/19/un-pensiero-2/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 21:46:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilprimopasso</dc:creator>
<guid>http://ilprimopasso.wordpress.com/2009/11/19/un-pensiero-2/</guid>
<description><![CDATA[Quando si segue qualcuno, lo si segue fino in fondo. Ne si prendono tutti i difetti per pregi. Lo si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Quando si segue qualcuno, lo si segue fino in fondo. Ne si prendono tutti i difetti per pregi. Lo si]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I 'Peccatori' di Caporale accendono la discussione sulla politica. Messaggio D'Oggi del 19 novembre 2009]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/19/i-peccatori-di-caporale-accendono-la-discussione-sulla-politica-messaggio-doggi-del-19-novembre-2009/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:31:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
<guid>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/19/i-peccatori-di-caporale-accendono-la-discussione-sulla-politica-messaggio-doggi-del-19-novembre-2009/</guid>
<description><![CDATA[Cliccate sulle immagini per ingrandirle (19 novembre 2009)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cliccate sulle immagini per ingrandirle (19 novembre 2009)]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando “less is more”]]></title>
<link>http://menici60d15.wordpress.com/2009/11/18/quando-%e2%80%9cless-is-more%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:14:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>menici60d15</dc:creator>
<guid>http://menici60d15.wordpress.com/2009/11/18/quando-%e2%80%9cless-is-more%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutti al mare]]></title>
<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/17/tutti-al-mare/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:20:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandro</dc:creator>
<guid>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/17/tutti-al-mare/</guid>
<description><![CDATA[Non sembra che manchino 40 giorni alla fine dell&#8217;anno, vero? A Palermo ci sono quasi 30 gradi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Non sembra che manchino 40 giorni alla fine dell&#8217;anno, vero? A Palermo ci sono quasi 30 gradi e la gente va in spiaggia e fa addirittura il bagno. Qui nel trevigiano par d&#8217;essere all&#8217;inizio di aprile, la sera non si batte i denti. Novembre finora è stato un mese caldo, insolitamente caldo. Non vuol dire che si vada in giro in maniche corte, no, la sera comunque ci vogliono una maglia e una giacca. Tuttavia non fa freddo, non servono i guanti o la sciarpa, e il riscaldamento si può tenere al minimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche questo è merito del <em>global warming</em>? Inclino a pensarlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Di punto in bianco però mi rendo conto di quanto siamo provinciali e inadatti a fronteggiare sia pur solo sotto un&#8217;ottica esterna, di semplice constatazione, il problema. Il <em>Tg1</em> ha riferito la notizia come fosse una nota di costume, con tanto di intervista alla bellona scosciata di turno che dà conto della gradevole temperatura dell&#8217;acqua. Non salta in mente a nessuno di fare un collegamento col surriscaldamento terrestre, né di chiedere il parere di un climatologo o di un fisico (ma quelli, gli scienziati, servono a tranquillizzare quando c&#8217;è un terremoto, mica ad allertare quando fa caldo mentre dovrebbe far freddo).</p>
<p style="text-align:justify;">Altra tragedia, altro ballo in maschera. Leggo sul <em>Corriere</em> un&#8217;imbelle ricostruzione secondo cui Berlusconi, al vertice Fao, avrebbe dispensato battute e barzellette. Ma è naturale! è logico ridere come all&#8217;osteria quando un miliardo di persone non ha di che sfamarsi! Pare si trattasse di barzellette su Marx e motteggi con l&#8217;amico-dittatore Gheddafi. Tutto ciò intanto che Ghedini (o Ghedoni, secondo Gasparri), a Milano, diceva davanti alla corte che doveva giudicarlo che Berlusconi non poteva presenziare al suo processo perché impegnato in un importante vertice internazionale. Il bello è che è riuscito a dirlo senza ridere, e la corte gli ha pure concesso lo spostamento dell&#8217;udienza (chissà che altra balla s&#8217;inventeranno per quella data?).</p>
<p style="text-align:justify;">Ma sì, chi se ne frega, domenica andiamocene tutti al mare! Si fottano gli africani pelle e ossa! Meno male che Silvio c&#8217;è!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bocchino: basta ghedinate]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/16/bocchino-basta-ghedinate/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:54:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
<guid>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/16/bocchino-basta-ghedinate/</guid>
<description><![CDATA[e se lo dice lui&#8230;. &nbsp; «Basta con le ghedinate da prendere o lasciare. I falchi berlusconia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>e se lo dice lui&#8230;.</p>
<p>&#160;</p>
<p>«Basta con le ghedinate da prendere o lasciare. I falchi berlusconiani devono finirla di parlare di complotto interno al Pdl contro Berlusconi. Il presidente del Consiglio deve guardarsi da quei suoi consiglieri che da anni lo hanno portato in un vicolo cieco, spingendolo verso soluzioni inutili, perchè la legge sul processo breve così com&#8217;è congegnata oggi è destinata a sbattere contro il muro della incostituzionalità». Lo dichiara senza mezzi termini Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera e in una intervista ad un giornale nazionale boccia il ddl sul processo breve («presenta aspetti irragionevoli, demagogici, populisti») ed indica come la strada da percorrere sia quella di una legge costituzionale che «ripristini l&#8217;immunità parlamentare e lo stesso lodo Alfano».</p>
<p>«Anche per noi Silvio Berlusconi è vittima di una persecuzione giudiziaria» chiarisce subito bocchino, che aggiunge come «il nostro problema prioritario è quello di creare uno scudo attorno a berlusconi». ma tutto questo deve accadere nel segno della coerenza e della chiarezza. «noi &#8211; sottolinea &#8211; vogliamo aggiungere alle iniziative legislative la ragionevolezza, la percorribilità, la coerenza con il senso dello stato e delle istituzioni».</p>
<p>Purtroppo, di fronte agli aut aut delle «ghedinate», «ogni considerazione ragionevole appare un retropensiero, un complotto di disonesti e di killer che sparano alle spalle». «Ai falchi che dicono prendere o lasciare o firmare con il sangue &#8211; conclude Bocchino -devono sostituirsi le colombe che lavorano per modificare il testo, per evitare che anche questa legge faccia la fine della Cirami, della ex Cirielli, del lodo Schifani, del lodo Alfano, delle rogatorie. Tutte leggi &#8211; conclude Bocchino &#8211; che hanno avuto l&#8217;unico risultato di aizzare lo scontro politica-giustizia».</p>
<div>16 novembre 2009</div>
<div><a href="http://www.unita.it/news/italia/91290/bocchino_basta_ghedinate">Fonte</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La libertà sta a destra o a sinistra?]]></title>
<link>http://francescadifelice.wordpress.com/2009/11/14/la-liberta-sta-a-destra-o-a-sinistra/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 19:27:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesca</dc:creator>
<guid>http://francescadifelice.wordpress.com/2009/11/14/la-liberta-sta-a-destra-o-a-sinistra/</guid>
<description><![CDATA[Ieri a Urbino, è avvenuta l’assemblea pubblica di Sinistra e Libertà Ecologia nella sala Provinciale]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35" title="nichi-vendola" src="http://francescadifelice.wordpress.com/files/2009/11/nichi-vendola1.jpg?w=109" alt="nichi-vendola" width="109" height="150" />Ieri a Urbino, è avvenuta l’assemblea pubblica di Sinistra e Libertà Ecologia nella sala Provinciale della Città Ducale che ha visto la presenza del Presidente della Regione Puglia ed esponente del soggetto politico <strong>Nichi Vendola. </strong></p>
<p>Ad ascoltarlo c’erano soprattutto studenti universitari, professori e politici locali. L’incontro è stato più vicino ad una lezione universitaria rispetto ad un dibattito di propaganda politica. Vendola infatti, non risparmia niente alla Sinistra italiana, definendola come una massa di zombie. Ha ribadito come le varie realtà di opposizione alla maggioranza politica da sole siano solo testimonianza di sé stesse, e non una alternativa concreta tanto da paragonarle alla ‘domenica delle salme’ di De Andrè.</p>
<p>Alla prima domanda della Professoressa Tonelli, docente dell’Università di Urbino che ha condotto il dibattito, Vendola torna indietro nella storia fino all’Ottocento per ricordare come la Sinistra sia nata dal rapporto delle campagne agricole del sud con le realtà industriali che hanno creato, attraverso la figura del caporale, l’idea di lavoro individuale e solitario che ha portato al Capitalismo. Il Marxismo invece, identifica la sinistra inizialmente con la trasformazione del lavoro da fatto singolo a fatto corale, collettivo e sociale. Vendola cita varie volte anche Gramsci, in una vera e propria lezione delle origini della sua ideologia.</p>
<p>Tra il pubblico uno studente azzarda il <strong>confronto tra l’uso della parola <em>Libertà</em></strong> nel vocabolario di sinistra rispetto a come sia  invece usata nell’universo del centrodestra. Ci stanno parlando dello stesso concetto?</p>
<p>Secondo Vendola la libertà di cui parla la destra è quella di accumulare status symbol e merci, è cioè la <strong>libertà di consumare</strong>. Qualcosa di precluso a chi non ha le risorse, diventando poi per i Marxisti spauracchio di una critica del diritto diseguale,  cioè quell’ apparente uguaglianza tra gli individui che invece porta a far coincidere la nozione di libertà con quella di diseguaglianza. Davanti a situazioni di restrizioni fisiche, l’unica libertà che oggi abbiamo è quella di cambiare canale alla televisione, quella del mass market, che trasforma il <strong>valore delle persone in prezzo.</strong> E’ più simile ad una libertà mercantile, invece che abbracciare un connotato più maturo, agguerrito, controcorrente e luterano.</p>
<p>E a proposito del <strong>Berlusconismo</strong>, Vendola ne riconosce la portata innovativa, che si mostra nel nuovo rapporto tra una pulsione totalitaria e la <strong>videocrazia</strong>, cioè il fondamentale ruolo della televisione, che porta addirittura il <strong>discorso pubblico a divenire un discorso pubblicitario</strong>. I politici si autopercepiscono come beni di mercato, molto più affini allo spettacolo che alla dottrina politica. Ecco come alcuni programmi televisi non arebbero altro che il risultato della pressione dell’agenza politica all’interno dell’intrattenimento</p>
<p>In conclusione è innegabile ammirare la capacità dialettica e la cultura dell’esponente di Sinistra e Libertà, che però lascia incertezza riguardo alla comprensione e l’effetto che possa avere sulla massa elettorale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mobilitazione web contro il lodo Ghedini]]></title>
<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/14/mobilitazione-web-contro-il-lodo-ghedini/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 15:37:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandro</dc:creator>
<guid>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/14/mobilitazione-web-contro-il-lodo-ghedini/</guid>
<description><![CDATA[Giustizia, torniamo in piazza per informare//&#8221;Il Parlamento che approva il lodo Ghedini, ennes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=3050&#38;id_titoli_primo_piano=6" target="blank"><strong>Giustizia, torniamo in piazza per informare</strong></a>//&#8221;<strong>Il Parlamento che approva il lodo Ghedini, ennesima legge per premiare i potenti e massacrare i più deboli non mi rappresenta</strong>&#8220;.<br />
Libertà e Giustizia chiede di inviare questo testo via mail ai presidenti di Camera e Senato. Una mobilitazione via web per ribadire che deputati e senatori che votano quella legge non mi rappresentano, non lo fanno a mio nome. Ecco di seguito il testo girato via mail, via Facebook e via Twitter a tutti i contatti dell&#8217;associazione, con una catena virtuale per costruire una diga, il principio di una resistenza per dire che la misura è colma.</p>
<p>Ai presidenti di Camera e Senato:<br />
<strong>Fermate lo scempio della giustizia</strong></p>
<p>Il Parlamento che approva il lodo Ghedini, ennesima legge per premiare i potenti e massacrare i più deboli non mi rappresenta. Se sei d&#8217;accordo, invia anche tu questo testo ai presidenti di Camera e Senato (<a href="mailto:schifani_r@posta.senato.it" target="blank">schifani_r@posta.senato.it</a>, <a href="mailto:fini_g@camera.it" target="blank">fini_g@camera.it</a> e cc <a href="mailto:lgiustizia@yahoo.it" target="blank">lgiustizia@yahoo.it</a>)<span style="color:#008000;">.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">[fonte: libertaegiustizia.it]</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Adesso basta]]></title>
<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/14/adesso-basta/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 09:49:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandro</dc:creator>
<guid>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/11/14/adesso-basta/</guid>
<description><![CDATA[Presidente Napolitano. Presidente Fini. “Adesso basta” è il titolo che abbiamo stampato ieri sulla p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Presidente<strong> Napolitano</strong>. Presidente<strong> Fini</strong>. “Adesso basta” è il titolo che abbiamo stampato ieri sulla prima pagina del <em>Fatto Quotidiano</em>. Adesso basta è scritto sulle migliaia di messaggi che giungono al nostro giornale. Tutti indistintamente chiedono di mettere la parola fine allo scandalo che da quindici anni sta sfibrando l’Italia: la produzione incessante di leggi personali per garantire a <strong>Silvio Berlusconi</strong> la totale immunità e impunità in spregio alla più elementare idea di giustizia.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che rivolgiamo a voi che rappresentate la prima e la terza istituzione della Repubblica (sulla seconda, il presidente del Senato <strong>Schifani </strong>pensiamo di non poter contare) non è un appello ma una richiesta di ascolto che, siamo certi, non andrà delusa. Tutte quelle lettere, e-mail, fax esprimono una protesta e una speranza. Di protesta “contro l’arroganza di un Potere che sembra aver perso ogni senso della misura e anche quello del decoro ”, scrisse <strong>Indro Montanelli </strong>sulla <em>Voce</em> nel 1994, all’epoca del decreto <strong>Biondi</strong>. Fu il primo tentativo di colpo di spugna al quale ne sarebbero seguiti altri diciotto negli anni a seguire fino all’ultima vergogna chiamata “processo breve”. Allora la battaglia fu vinta.</p>
<p style="text-align:justify;">La redazione della <em>Voce </em>fu alluvionata di fax dei lettori disgustati, il decreto fu ritirato e il grande giornalista così rese omaggio allo spirito di lotta dei concittadini: “Fino a quando questo spirito sarà in piedi, indifferente alle seduzioni, alle blandizie e alle minacce, la democrazia in Italia sarà al sicuro”. Malgrado abbia attraversato tante sconfitte e tante delusioni quello spirito non appare per nulla fiaccato e chiede di trovare una risposta capace di dirci che la politica non è solo interesse personale e disprezzo per gli altri. Che le istituzioni sono davvero un baluardo contro le prepotenze del più forte. Questa è la nostra speranza presidente Napolitano e presidente Fini. Per questo vi trasmetteremo i messaggi dei nostri lettori. Tenetene conto.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">[Antonio Padellaro su <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 14 novembre 2009]</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le macchine da oliare]]></title>
<link>http://ilprimopasso.wordpress.com/2009/11/05/le-macchine-da-oliare/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:08:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilprimopasso</dc:creator>
<guid>http://ilprimopasso.wordpress.com/2009/11/05/le-macchine-da-oliare/</guid>
<description><![CDATA[Il Premier, durante una occasione di visita ai terremotati d&#8217;Abruzzo per vedere le case ricost]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Premier, durante una occasione di visita ai terremotati d&#8217;Abruzzo per vedere le case ricost]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alleluia]]></title>
<link>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/10/28/alleluia/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:16:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandro</dc:creator>
<guid>http://ainostriposti.wordpress.com/2009/10/28/alleluia/</guid>
<description><![CDATA[Bella giornata, ieri. Bella giornata d&#8217;autunno, col cielo chiaro e le foglie degli olmi d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Bella giornata, ieri. Bella giornata d&#8217;autunno, col cielo chiaro e le foglie degli olmi d&#8217;un giallo accecante. Meteorologicamente, una bellissima giornata. Una di quelle nelle quali, potendo scegliere, non spiacerebbe morire, perché negli occhi resterebbero solo immagini piacevoli.</p>
<p style="text-align:justify;">Politicamente, una giornata schifosa. Come ogni giorno, dopotutto. Noi non abbiamo il diritto di vivere in un paese normalmente civile.</p>
<p style="text-align:justify;">Dunque, le danze si sono aperte con la corte d&#8217;appello di Milano che conferma la sentenza emessa in primo grado sul corrotto David Mills e il corruttore Silvio Berlusconi; sono poi proseguite con le dimissioni di Piero Marrazzo e l&#8217;uscita di Francesco Rutelli (seguito da qualche altro rottame, speriamo anche da Paola Binetti) dal Pd; si sono trionfalmente concluse con Silvio Berlusconi che telefona in diretta a <em>Ballarò</em> e vomita contro la magistratura italiana le solite, vergognose accuse di comunismo. Ah, non vi dico la soddisfazione di andarsi a coricare dopo una serie d&#8217;emozioni come questa!</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;orribile verità che Berlusconi non può accettare trapeli in modo esplicito concerne la natura illegale di quasi tutti i suoi traffici passati, prima che ci onorasse della discesa in campo. Il magnifico, augusto imprenditore entra ed esce dalle aule dei tribunali da qualcosa come trent&#8217;anni a causa sua e non di altri. I processi che ha sulle spalle non sono nati come i funghi, una notte, irragionevolmente. I processi sono la logica conseguenza di altrettanti comportamenti scorretti, contro la legge, per perseguire i suoi affari. La disarmante evidenza di tale assunto cozza però con le incredibili, spudorate menzogne che lui e suoi corifei propinano quotidianamente all&#8217;inadeguato pubblico italiano. Pubblico, come sua maestà l&#8217;ha spesso definito. Come quello dei programmi culturali delle sue televisioni. E poiché la realtà, la verità è quella illustrata dalle sue televisioni, non ne può esistere un&#8217;altra, non ci può essere una metarealtà, cioè una realtà superiore, fattuale, che trascenda quella stabilita. Eppure esiste, esiste eccome. Basta volersi informare. I 600mila dollari che Mills ha ricevuto da Finivest quale ricompensa per lo sporco lavoro di mentire sotto giuramento allo scopo di proteggere mister B., sono citati dallo stesso Mills in una lettera scritta al suo commercialista, e una lettera dal simile contenuto diventa per forza una prova inoppugnabile. Elementare, direbbe Sherlock Holmes. Solo gli stralci dei processi, le leggi ad personam e i pretestuosi impedimenti addotti dalla difesa berlusconiana hanno ritardato così a lungo lo scontato verdetto. Scontato, perché si tratta solo di applicare la legge. Ma Berlusconi non sopporta la legge, anzi per lui chi la fa rispettare è antropologicamente diverso dal resto dell&#8217;umanità, un matto. Il poveraccio la notte non deve più chiudere occhio, tale è la paura di finire dietro le sbarre, e io attendo quel momento da troppo tempo. Ora però leggo che il fido Niccolò Ghedini, luminoso esempio di avvocato nonché di deputato, sta studiando l&#8217;ennesimo provvedimento per sfuggire il capo alla giustizia. Perché, sapete, questo campione della giurisprudenza ha avuto il coraggio di affermare davanti la Corte Costituzionale che il capo è <em>primus super pares</em>, cioè al di sopra della legge. Elementare, Watson. Sia lodata la Costituzione figlia della Resistenza! Leggo inoltre che una nuova leva è stata assoldata per la bisogna: Giulia Bongiorno, quella che dice che Andreotti non è mafioso. Ottima, ottima coppia, ci sarà da ridere. Per niente ridere ha invece fatto lo stesso Berlusconi nella tarda serata di ieri, quando è intervenuto telefonicamente a <em>Ballarò</em>. Siccome i servitori Alfano e La Russa non menavano abbastanza bene Floris, colpevole di dare una notizia, ci ha pensato il padrone stesso. Arrogante e maleducato e bugiardo as usual. Di nuovo ha tirato fuori la sciagura della persecuzione giudiziaria, dei magistrati comunisti, dell&#8217;informazione in mano alla sinistra. E poi ha detto che è il migliore, che il governo è fantastico, che la crisi non sa nessuno cosa sia. Normalissimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Normali, sebbene immerse in una vicenda triste, sono piuttosto le dimissioni di Marrazzo. C&#8217;ha messo due o tre giorni, ma alla fine le ragioni di stato sono prevalse. Salvare l&#8217;onore delle istituzioni era fondamentale, ancor prima di far luce sulle sue scene private. Il caso Marrazzo non è paragonabile a quello Berlusconi. E&#8217; molto meno, per quanto ci è dato di sapere finora. Nessuno scambio elettorale, nessuna promessa clientelare, nessuna contraddizione etico-morale-legislativa, nessun velinismo. Una storia di estorsione nella quale la vittima è lui e i carnefici dei pubblici ufficiali. Vedremo adesso se ci saranno sviluppi, ma intanto non possono più nuocere: Marrazzo a sé stesso e alla cosa pubblica; i 4 carabinieri alla legalità.</p>
<p style="text-align:justify;">Rutelli che se ne va è il più grande risultato politico del Pd dalla sua fondazione. E io ho contribuito a cacciarlo, votando alla primarie. Ringraziatemi. Due euro spesi davvero bene. Pare che anche Binetti minacci d&#8217;andarsene, e con lei molti invasati clerico-cattolici. Alleluia!</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io scelgo l’ambiguità europea]]></title>
<link>http://samaracroci.wordpress.com/2009/10/26/io-scelgo-l%e2%80%99ambiguita-europea/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 21:23:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>samaracroci</dc:creator>
<guid>http://samaracroci.wordpress.com/2009/10/26/io-scelgo-l%e2%80%99ambiguita-europea/</guid>
<description><![CDATA[©Samara Croci Molte volte la gente mi ha chiesto: “Perché la Spagna?”. Non sono mai riuscita a rispo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_328" class="wp-caption aligncenter" style="width: 293px"><a rel="attachment wp-att-328" href="http://samaracroci.wordpress.com/2009/10/26/io-scelgo-l%e2%80%99ambiguita-europea/img_0161-cr2-bb/"><br />
<img class="size-full wp-image-328" title="Taranto ©Samara Croci" src="http://samaracroci.wordpress.com/files/2009/10/img_0161-cr2-bb.jpg" alt="©Samara Croci" width="283" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">©Samara Croci</p></div>
<p style="text-align:justify;">Molte volte la gente mi ha chiesto: “Perché la Spagna?”. Non sono mai riuscita a rispondere chiaramente a questa domanda. Non conoscevo Madrid e non sapevo lo spagnolo più di quanto non conoscessi Berlino e sapessi il tedesco però ho scelto Madrid. In modo forse confuso e da lontano cercherò di rispondere alla domanda.</p>
<p style="text-align:justify;">Torno da poco da un week-end a Oxford, che mi ha dato da pensare sulla <strong>differenza che c’è tra cultura europea, americana e inglese</strong> e mi ha fatto tornare con la memoria agli Stati Uniti, dove sono vissuta, abbastanza miseramente devo dire, per un anno. Lo scontro di civiltà in quell’anno per me è stato palpabile ed illuminante. E’ vero che ogni stato è molto diverso, ma nel Massachussetts dove sono stata, sono ancora forti i semi del puritanesimo e credo che quell’anno, abbia formato la mia insopportazione verso le regole ferree e l’asfissia di un ambiente ultra disciplinato. O era la cultura europea, dove ero cresciuta, che mi faceva rifiutare quella mentalità? La verità è che mai ho amato l’Europa e l’Italia tanto come nell’anno che ho passato negli Stati Uniti. Mai ho capito così bene la bellezza, la diversità e l’eterogeneità della nostra cultura. E ora, spesso quando sono all’estero o conosco americani e inglesi, ritorno con il pensiero alle mie mille esperienze quotidiane di diversità in USA. Questo non vuol dire che una cultura o l’altra siano migliori, semplicemente ci sono differenze e similitudini, e mi piace cercare di capirne le cause. E quando dico che mi mancava l’Europa, è solo per dire che quella cultura rispondeva meglio alle esigenze del mio spirito, non necessariamente che fosse meglio in assoluto. Gli Stati Uniti sono un paese giovane rispetto all’Europa. Quando gli attuali abitanti vi hanno messo piede, hanno cancellato la cultura che vi era prima. E anche la cultura che si sono portati dietro, quella dei pellegrini inglesi, pretendeva di essere una “nuova cultura”, di rifondare le regole a favore di una maggiore “purezza”, di un nuovo mondo. Così che la filosofia era proprio quella di fare tabula rasa. Per questo li considero un popolo giovane: avere una storia che va dalla fine del 1400 a oggi significa avere poco più di 500 anni di storia. L’Europa invece ne ha quasi 4000 considerando per esempio la raffinata cultura micenea a Creta o gli Etruschi in Italia. E mi riferisco alla storia che studiamo, non ai dati archeologici che si continuano a scoprire e che si scopriranno in futuro. Perché noi europei, così come gli americani e gli Inglesi, studiando la storia del nostro passato la rendiamo parte di noi, e su quella costruiamo noi stessi. E la mole di storia della civiltà europea in confronto a quella americana, rappresenta una bella differenza che qualcosa dovrà pur influenzare.</p>
<p style="text-align:justify;">Allora viene facile un <strong>paragone tra età delle civiltà e fasi della vita dell’uomo</strong>. In questo senso, gli Stati Uniti sono degli adolescenti, laddove l’Europa è un vecchio canuto e, l’Inghilterra, un rampante quarantenne. Il mio scontro di culture l’avevo già sperimentato ampliamente negli Stati Uniti e il mio “io” più profondo si era ribellato visceralmente a quella mentalità americana fatta di certezze e di regole assolute (tipica peraltro dell’adolescenza, non trovate?), che a volte, dipendendo dagli stati e dalle persone, sfiorava l’ignoranza più bieca. L’Inghilterra in questo può apparire come la giusta via di mezzo, la ponderatezza della maturità: con saggezza, ma ancora con quello slancio di giovinezza che dà un sapore frizzante alla vita, pur mettendole delle regole. Non a caso è un ponte di connessione tra Europa e Stati Uniti. Noi europei invece siamo degli “scafati”. La vecchiaia ci ha reso anche un po’ cinici e furbetti, le regole sono aggirabili e relative. Abbiamo visto civiltà millenarie elevarsi a divinità e costruire imperi impossibili per i loro tempi, però le abbiamo anche viste cadere rovinosamente e sprofondare irrecuperabilmente nell’oscurità più nera dove pareva che tutto fosse stato cancellato. Abbiamo visto alcune delle più potenti civiltà, le rivoluzioni tecnologiche e la nascita della scienza che ci rendeva immortali! Ma abbiamo anche sperimentato l’abiezione e l’ignoranza in cui siamo precipitati nel Medioevo e la follia delle guerre mondiali con la loro forzata lezione di rispetto e terrore verso al nera signora con la falce. Noi europei abbiamo avuto una vita piena ed abbiamo imparato così tanto, da essere diventati cauti, talvolta saggi, ma anche cinici su come va il mondo e come andrà il futuro. E in alcuni casi, come forse l’italiano, ci siamo trasformati un po’ in vecchi bavosi, invidiosi e nostalgici dell’altrui giovinezza, quasi arrivando a sfiorare il “ridicolo pirandelliano” di travestirci e comportarci come giovincelli. E in questo Berlusconi con i suoi ultimi scandali, è un modello del paese, secondo me.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi c’è un discorso, che a me sta molto a cuore da quando ho scritto la mia tesi di laurea sulla paura della morte ed il cinema, e credo che un accenno alla cosa qui, possa essere utile. Se c’è un parallelo tra età dell’uomo ed età delle diverse civiltà, possiamo farne uno anche tra <strong>età delle civiltà e fasi di accettazione della paura della morte</strong>. Da giovani siamo spericolati, non contempliamo neppure la nostra finitezza. Poi cresciamo, veniamo nostro malgrado a contatto con la morte nella vita quotidiana e da vecchi possiamo o arrivare ad una accettazione o a un terrore sacro ma certo ne siamo in entrambi i casi, infine, coscienti. Riportando il parallelo al nostro discorso, non a caso, gli Stati Uniti sono il paese in cui ci sono più manifestazioni di rifiuto della morte: si esorcizza, si cancella con incredibili tentativi di immortalità, attraverso l’imbalsamazione, la criogenia e perfino con il cinema di fantascienza e i suoi mondi ed eroi immortali. L’Europa invece è diversa, più sfumata in questo come in altri temi. Conosce bene la dama nerovestita, non può negarla o arginarla, anzi, in alcuni casi la corteggia. La teme certo, a volte ne è terrorizzata o la sfida, ma noi europei siamo ben conoscenti della sua esistenza.</p>
<div id="attachment_329" class="wp-caption aligncenter" style="width: 209px"><a rel="attachment wp-att-329" href="http://samaracroci.wordpress.com/2009/10/26/io-scelgo-l%e2%80%99ambiguita-europea/img_01581/"><img class="size-medium wp-image-329" title="Cerimonie passione©Samara Croci" src="http://samaracroci.wordpress.com/files/2009/10/img_01581.jpg?w=199" alt="©Samara Croci" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">©Samara Croci</p></div>
<p style="text-align:justify;">E a me questa <strong>ambiguità</strong> tutta europea piace, la totale coscienza delle mille sfaccettature della vita, l’eterogeneità contro l’unicità, e la visione a specchio rotto invece del riflesso singolo. Mi piace il fatto che nei secoli siamo cresciuti, ci siamo evoluti fino a comprendere le nostre paure più profonde, elaborarle ed in un modo o nell’altro accettarle. Abbiamo macinato eventi storici enormi e siamo andati avanti, e tutto ciò fa parte di noi. Perché, non ci sono delle regole per una “buona vita”, non ci sono formule infallibili e questo, noi europei lo sappiamo bene. E se non ci sono modelli certi, allora è meglio brancolare nell’incertezza, senza restrizioni radicali, senza partito preso o idee preconcette.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo però non ci autorizza a smettere di sperimentare pensando che abbiamo già visto e fatto tutto. Per questo, contemporaneamente, cerco di lottare contro il rischio di trasformarsi in pigri, bavosi vecchi, cinici e biechi, ma anche contro il pensiero assoluto e radicale dei giovani americani, contro quella cultura fatta di scatole, pareti di regole e di mille convenzioni sociali inviolabili, che tolgono elasticità al pensiero. I popoli giovani sono invasi da gradi passioni e grandi depressioni e conflitti, non esiste la via di mezzo, o è no o è si. Io non posso vivere così, non mi ci ritrovo, ho bisogno di analizzare le singole situazioni, meditare sui meccanismi, vedere le aggravanti e mi dispiace anche le scusanti, che ci sono in ogni singolo caso. Certo, questo può portare, come in Italia e a volte in Spagna, al fatto che le regole sono interpretabili dai singoli e così anche le leggi. Ma preferisco il rischio di quella “elasticità” alla rigidezza delle scatole. Ovviamente, l’aspetto cancrenoso esiste in entrambe le culture, così come l’aspetto virtuoso. Da un lato dell’oceano, la cancrena sono i bigotti ossessionati dalle regole e dall’altro lato, la Mafia che manipola ogni legge. Sul versante virtuoso: da un lato c’è il “politically correct” americano o inglese e, dall’altro, la fantasia estrosa, per esempio, degli italiani.</p>
<p style="text-align:justify;">Se però devo scegliere un lato con tutti i suoi pregi e rischi, perdonatemi, ma scelgo quello europeo e al suo interno quello mediterraneo. E qui arriviamo alla mia scelta della Spagna. Credo che la <strong>Spagna</strong> sia molto simile culturalmente all’Italia però, rispetto a questa, ai miei occhi, è una vecchina che ha ancora tanto da dare e per cui lottare e guarda con ammirazione ed emozione ai giovani, con i quali scambia opinioni ed esperienze. L’<strong>Italia</strong> invece, mi appare a volte più simile a quei vecchi bavosi, chiusi in case con puzza di gatto, con i velluti della passata gloria alle pareti, la tv perennemente accesa e lo sguardo lussurioso e velenoso verso i giovani che “ancora se la spassano”. Forse sono spietata in questa immagine del mio paese, forse sono più radicale dei radicali che dico di non amare. Alla fine a mio parere, ogni paese ha le sue scusanti e le sue mille spiegazioni storiche, ed è alla fine proprio questa complicatezza tutta europea che mi affascina, ed è per questo che lotto all’interno del “modello” che ho scelto (quello mediterraneo – tra Italia e Spagna) per potenziarne le cose che amo e denunciare le cancrene corrotte. Questo pur sapendo sempre che, essendo cancrene, sono comunque parti del corpo che, seppur malate, nascono da noi, non sono virus esterni venuti da chissà dove.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_332" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-332" href="http://samaracroci.wordpress.com/2009/10/26/io-scelgo-l%e2%80%99ambiguita-europea/img_0128-2/"><img class="size-medium wp-image-332" title="cerimonie della passione©Samara Croci" src="http://samaracroci.wordpress.com/files/2009/10/img_01281.jpg?w=300" alt="©Samara Croci" width="300" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">©Samara Croci</p></div>
<p style="text-align:justify;">E per questo forse, che sono spinta a fare un <strong>auto esame di coscienza culturale</strong> più che a cercare un capro espiatorio come forse farebbe una cultura in crisi, più giovane, impetuosa e bellicosa. A volte mi sembra che la ricerca di un capro espiatorio esterno sia un elemento di rivolta sociale più efficace, quanto meno nel breve tempo, mentre l’auto esame di coscienza è un processo più lento e meno radicale. Molte volte l’impeto della mia “età anagrafica” mi spinge a volere una rivoluzione rapida, qualcosa che smuova le coscienze ed unisca la gente subito, poi però, la mia “età culturale” di europea, mi dice che l’auto esame, pur essendo un processo lento, è assolutamente coerente con la nostra anzianità di europei e fa si che, seppur lentamente e con tutti i problemi, possiamo continuare ad avanzare inesorabili dopo così tanti secoli. E poi credo che ci arriverà anche una ventata di nuova forza da parte dei paesi giovani e dai giovanissimi come la Cina. Spero sapremo coglierla e interiorizzarla, senza dimenticare mai la bellezza della nostra terra d’origine, nel mio caso l’Italia, con i suoi riti, le tradizioni, le belle città, le lotte, gli scandali per cui lottare e le parole antiche che dai dialetti tornano a lanciare grida di battaglia contro lo scempio di uomini viscidi che hanno dimenticato le loro radici.</p>
<p style="text-align:justify;">Samara Croci</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;"> </span><em><span style="color:#333399;">&#8220;Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli o </span><span style="font-style:normal;"><em><span style="color:#333399;">pecore, continueremo a crederci il sale della terra.” </span></em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#333399;">Il Gattopardo</span></span><span style="color:#333399;"> – Tommasi di Lampedusa.</span></span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-style:normal;"><span style="color:#333399;"><em>&#8220;Bisogna periodicamente allontanarsi da qualsiasi luogo dove la consuetudine ha ucciso l&#8217;obiettività. Succede così anche per le lingue. Quando si è costretti a parlarne un&#8217;altra per molti mesi, (&#8230;) quando ritorni alla tua ti accorgi che la lontananza ti è servita per riscoprirla nella sua essenza più profonda&#8221;</em> Goliarda Sapienza, <em>L&#8217;arte della gioia</em>. </span></span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
