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	<title>bielorussia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/bielorussia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "bielorussia"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 21:36:28 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ci dobbiamo sempre distinguere]]></title>
<link>http://linnea.biz/2009/11/30/ci-dobbiamo-sempre-distinguere/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:22:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Linnea Passaler</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Bielorussia e&#8217; una spina nel fianco per chiunque si appassioni di diritti umani nella ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Bielorussia e&#8217; una spina nel fianco per chiunque si appassioni di diritti umani nella &#8220;civilissima&#8221; Europa: <a href="http://linnea.biz/2009/03/25/in-europa-ce-ancora-la-pena-di-morte/" target="_blank">l&#8217;ultimo Paese europeo</a> dove e&#8217; in vigore la pena di morte, attivamente praticata, come anche l&#8217;ultimo rapporto di Amnesty ha confermato (quattro uccisi con colpo di pistola alla nuca solo nel 2008).  Il Paese  e&#8217; anche attraversato da gasdotti e oleodotti che fanno gola a molti in Europa.</p>
<p>Sembra che il nostro Paese &#8211; o meglio, il nostro presidente del consiglio- abbia un legame del tutto speciale con Lukashenko, dittatore bielorusso al potere dal 1994. Non e&#8217; stato sufficiente essere stati i<a href="http://linnea.biz/2009/04/27/per-molti-ma-non-per-tutti/" target="_blank"> primi ad invitarlo</a> in visita rompendo l&#8217;isolamento internazionale verso un uomo che rifiuta di concedere anche le minime liberta&#8217; ai suoi concittadini: visita avvenuta &#8211; a mo&#8217; di beffa-  il giorno dopo la nostra festa di liberazione, il 26 Aprile 2009. In quell&#8217;occasione i due si chiusero a colloquio per oltre tre ore: mentre Frattini  sostenne che in quell&#8217;occasione fossero state discusse riforme democratiche in Bielorussia, Lukashenko <a href="http://linnea.biz/2009/04/29/e-chi-tha-chiesto-niente/" target="_blank">lo smenti&#8217; clamorosamente</a>, dicendo che nessuno gli aveva chiesto un bel niente riguardo a eventuali riforme.</p>
<p>Ora Berlusconi ricambia il favore, diventando <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_30/berlusconi-viaggi-bonino-polemiche_24e2af82-ddd1-11de-a61b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">il primo capo di stato occidentale</a> a recarsi in visita ufficiale in Bielorussia, presso Lukashenko. Ma nemmeno questo e&#8217; sufficiente: siamo giunti a <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-lukashenko-sua-gente-lo-ama-163078/?utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed:+blitzquotidiano+(Blitzquotidiano)&#38;utm_content=Google+Reader" target="_blank">sdoganare</a> un dittatore come leader amato dalla sua popolazione : &#8220;<strong>Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. </strong>E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo&#8221;</p>
<p>&#160;</p>
<p><img class="aligncenter" title="bielorussia" src="http://www.belarus.by/apimages/220.jpg" alt="" width="470" height="347" /></p>
<p>A volte mi domando se si tratta di protagonismo da primo della classe,  di cura di loschi interessi e scambi di favori sottobanco oppure di semplice e gretta ignoranza. Comunque sia, a farne le spese siamo sempre noi.</p>
<p>Oltre al popolo bielorusso, in questo caso.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eurofestival 2010: il Belgio sceglie Tom Dice da X Factor 2008. Ducan James dei Blue per gli inglesi?]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/28/eurofestival-2010-il-beglio-sceglie-tom-dice-da-x-factor-2008-ducan-james-dei-blue-per-gli-inglesi/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 14:39:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
<guid>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/28/eurofestival-2010-il-beglio-sceglie-tom-dice-da-x-factor-2008-ducan-james-dei-blue-per-gli-inglesi/</guid>
<description><![CDATA[Il 15 novembre è scaduto il bando ufficiale per le varie tv associate alla EBU e dunque il parterre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/11/eurovision-2010-oslo.jpg"><img class="size-medium wp-image-4348 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="eurovision-2010-oslo" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/11/eurovision-2010-oslo.jpg?w=300" alt="" width="210" height="158" /></a>Il 15 novembre è scaduto il bando ufficiale per le varie tv associate alla <strong>EBU</strong> e dunque il parterre dei paesi che parteciperanno al prossimo <strong>Eurofestival,</strong> in programma l&#8217;ultima settimana di<strong> Maggio</strong> ad Oslo va definendosi. Resta ancora un mese circa, per le ultime rifiniture. Vale a dire: un paese iscritto può ancora ritirarsi entro il 31 dicembre senza subire sanzioni. E alcuni paesi che devono ancora dare la conferma potranno farlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel primo caso, il riferimento è ad <strong>Andorra.</strong> La tv del principato ha comunicato infatti che &#8220;c&#8217;è grossa crisi&#8221; e che parteciperà solo se in questo mese e mezzo troverà uno sponsor. Il secondo caso riguarda la <strong>Russia</strong>, che non ha dato notizia di rinuncia ma della quale si attende ancora il si ufficiale e <strong>San Marino</strong>, che a fine anno potrebbe annunciare il ritorno in gara. Restano in dubbio <strong>Armenia</strong> e <strong>Lituania</strong> per motivi economici.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>SPAGNA E LETTONIA OK</strong> &#8211; Con il si di<strong> Spagna e Lettonia</strong>, sono 37 i paesi che hanno confermato la partecipazione. In precedenza si era accodata la <strong>Francia</strong>. Non ci sarà invece il <strong>Montenegro</strong>, che in tre partecipazioni è sempre uscita in semifinale (ma è stato anche parecchio sfortunato, visto che per due volte di fila ha cantato per primo). Salta il debutto del <strong>Liechtenstein</strong>, che esordirà l&#8217;anno prossimo. Come è noto, si fermano per un anno anche  <strong>Ungheria</strong> e <strong>Repubblica Ceca</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>TOM DICE PER IL BELGIO</strong> &#8211; Dopo <strong>Miroslav Kostadinov</strong> detto<strong> Miro</strong>, che rappresenterà la <strong>Bulgaria</strong>, la tv di lingua fiamminga del <strong>Belgio</strong> ha annunciato il suo artista: finalmente UN CANTANTE. Niente saltimbanchi, niente gruppi che cantano in  lingue inesistenti, niente cloni di Elvis. Toccherà a <strong>Tom Dice</strong>, 20 anni, secondo classificato alla edizione belga di <strong>X Factor</strong> nel 2008. Evviva.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>GARY BARLOW  &#38; DUNCAN JAMES PER GLI INGLESI?</strong> &#8211; La tv inglese, quinta l&#8217;anno scorso grazie alla canzone del Barone <strong>Lloyd Webber</strong>, cerca il bis col nome grosso. Era stato contattato <strong>Elton John</strong>, ma ultimamente le attenzioni si sono spostate su altri due grossi big. A scrivere il pezzo potrebbe infatti essere niente meno che <strong>Gary Barlow</strong> dei Take That.</p>
<p style="text-align:justify;">E se l&#8217;artista come pare dovesse essere scelto non con un concorso ma con una selezione interna, la BBC andrà senz&#8217;altro su un nome di richiamo internazionale. Rumors portano verso<strong> Duncan James</strong>, il cantante dei <strong>Blue</strong>. Con il <strong>Regno Unito</strong> che a quel punto diventerebbe il favorito numero uno per la vittoria.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PA</strong><strong>RTECIPAZIONI CONFERMATE</strong> &#8211; Paesi ammessi di diritto alla finale (le &#8220;big 4&#8243; e il paese ospitante): <strong>Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia</strong>. Paesi che dovranno passare per le semifinali: <strong>Albania, Andorra, Azerbaigian, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Georgia, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Lettonia, Macedonia, Malta, Moldavia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Turchia, Ucraina. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oggi a Kiev va in scena lo Junior Eurovision Song Contest 2009, l'Eurofestival per ragazzi (forza Belgio!)]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/21/oggi-a-kiev-va-in-scena-lo-junior-eurovision-song-contest-2009-leurofestival-per-ragazzi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 06:53:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Torna lo Junior Eurovision Song Contest, l&#8217; Eurofestival in versione ragazzi, destinato a cant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-4265 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="JESC_logo_2009" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/11/jesc_logo_2009.jpg" alt="JESC_logo_2009" width="200" height="165" />Torna lo <strong>Junior Eurovision Song Contest,</strong> l&#8217; <strong>Eurofestival </strong>in versione ragazzi, destinato a cantanti dai 10 ai 15 anni. L&#8217;anno scorso vinse la Georgia (<a href="http://euromusica.wordpress.com/2008/11/26/junior-eurofestival-vincono-i-geogiani-bzikebi/" target="_blank">ne parlammo qui</a>). Non è lo <strong>Zecchino d&#8217;Oro</strong> d&#8217; <strong>Europa</strong>, è il maggior concorso per giovani talenti in Europa. A <strong>Kiev</strong>, in <strong>Ucraina</strong> oggi si daranno battaglia tredici paesi, i cui giovani interpreti cantano pezzi scritti da autori della loro stessa età (sia pur con l&#8217;assistenza degli adulti).</p>
<p style="text-align:justify;">E le canzoni sono ancorate ai tempi ed ai suoni moderni. Se avete il satellite potete vederlo (occhio però al fuso orario, va in onda in orario pomeridiano) su TVR (Romania),  RTS (Serbia), RTR (Russia), TVM (Malta), ARM TV (Armenia),  tute sul bouquet Sky. A condurre la manifestazione (anche questa organizzata dalla <strong>Ebu</strong>), sarà <strong>Ani Lorak</strong>, due anni fa seconda in quota Ucraina all&#8217;Eurofestival vero, quello dei grandi. Gara secca, si vota con lo stesso regolamento dell&#8217;Eurofestival.</p>
<p style="text-align:justify;">Nota a margine. Sapete che in questo blog non parliamo o parliamo pochissimo di musica con bambini protagonisti, per una questione di etica. Ma qui siamo di fronte a ragazzi che quasi tutti studiano musica, cantano da tempo e alcuni anche, compongono. Talenti, dunque. O potenziali tali. Non fenomeni da baraccone (tipo <strong>Bebe Lily</strong> o similari). E quindi ci sembrava giusto dedicare loro un piccolo spazio. Sotto, le canzoni: tifiamo senza pudore per la bimba belga, 10 anni e un pezzo carinissimo.</p>
<p style="text-align:justify;">1  &#8211; SVEZIA &#8211; Mimmi Sanden  &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eZLK0Cx4jQU" target="_blank">Du</a> (a 14 anni ha già fatto Sweden&#8217;s got Talent)</p>
<p style="text-align:justify;">2-  RUSSIA &#8211; Ekaterina Ryabova &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mond8UkjM9w" target="_blank">Malenkiy Prints</a></p>
<p style="text-align:justify;">3- ARMENIA &#8211; Luara Hayrapetyan &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EJNlW0Eg58Q" target="_blank">Barcelona</a> (12 anni, 5 premi vinti)</p>
<p style="text-align:justify;">4- ROMANIA &#8211; Ioana Bianca Anuta- <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FdWLE645_QA" target="_blank">Ai puterea in mana ta</a></p>
<p style="text-align:justify;">5- SERBIA &#8211; Nista Licno &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bosTlEUtIXs&#38;feature=related" target="_blank">Onaj pravi</a></p>
<p style="text-align:justify;">6 &#8211; GEORGIA &#8211; Princesses &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=V5dgRO7zOlY" target="_blank">Lurij prinveli</a></p>
<p style="text-align:justify;">7- OLANDA &#8211; Ralf Mackenback &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=592RKO42tXs&#38;feature=related" target="_blank">Click Clack</a></p>
<p style="text-align:justify;">8 &#8211; CIPRO &#8211; Raffaella Kosta &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=t6V9HsTCqTg" target="_blank">Thalassa, ilios, aeras, fotia</a></p>
<p style="text-align:justify;">9 &#8211; MALTA &#8211; Francesca &#38; Mikaela &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xVOtOw8MxR4" target="_self">Double trouble</a></p>
<p style="text-align:justify;">10 &#8211; UCRAINA- Andenik Alexanyan &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=u3VoFyo6kk4" target="_blank">Try topoli, try surmy</a> (11, anni, è tra gli autori della sua canzone)</p>
<p style="text-align:justify;">11- BELGIO &#8211; Laura Omloop &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MUo5kSEKjH8" target="_blank">Zo verliefd</a> (10 anni, la più piccola in gara)</p>
<p style="text-align:justify;">12 &#8211; BIELORUSSIA &#8211; Yurij Demidovich &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uqZtJxIiW94" target="_blank">Volshebniy krolik</a></p>
<p style="text-align:justify;">13 &#8211; MACEDONIA &#8211; Sara Markoska &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e_AvI_mbXEg" target="_blank">Za ljubovta</a> (come caspita fa ad avere 14 anni, questa?)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vàclav Havel riassume le lotte per la libertà in Europa]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/12/vaclav-havel-riassume-le-lotte-per-la-liberta-in-europa/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 08:46:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[  L&#39;ex presidente ceco Vàclav Havel, simbolo di una parte d&#39;Europa la cui riunificazione pol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="color:#800000;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="color:#800000;"><strong></strong></span></div>
<p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1449" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/vaclav-havel-2_1255863958.jpg"><img class="size-medium wp-image-1449" title="Vaclav Havel" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/vaclav-havel-2_1255863958.jpg?w=300" alt="Vaclav Havel" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ex presidente ceco Vàclav Havel, simbolo di una parte d&#39;Europa la cui riunificazione politica al resto del continente rappresenta l&#39;esito di un lungo processo di autodeterminazione</p></div>
<p>In occasione della seduta plenaria che ancora oggi si sta svolgendo in Parlamento Europeo, l&#8217; Ex presidente della Repubblica Ceca ha insistito perchè l&#8217;Unione Europea non ponga gli interessi quotidiani della politica al di sopra della necessità di libertà dei suoi vicini e dei suoi interlocutori.</p>
<p>&#160;</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Vàclav Havel più che un nome ed una persona, </span><span style="color:#000000;">per la maggior parte degli europei che ne </span><span style="color:#000000;">conoscono la storia, è un simbolo della </span><span style="color:#000000;">lunga marcia dei diritti e della libertà </span><span style="color:#000000;">nella parte d&#8217;Europa (l&#8217;Est) che ne era priva. </span><span style="color:#000000;">Il presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, </span><span style="color:#000000;">ha presentato lo scrittore e drammaturgo, </span><span style="color:#000000;">che è stato presidente dal 1993 al 2003 </span><span style="color:#000000;">dopo la caduta del regime che aveva  </span><span style="color:#000000;">combattuto, come un elemento che ha </span><span style="color:#000000;">unificato tutte le persone normali che si </span><span style="color:#000000;">erano opposte ai regimi.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Havel ha ricordato come l&#8217;esito della transizione dal totalitarismo alla democrazia sia stato </span><span style="color:#000000;">qualcosa che non era scontato, perchè i </span><span style="color:#000000;">nazionalismi avrebbero potuto prendere </span><span style="color:#000000;">il sopravvento. Anche per questo l&#8217;Ex presidente ceco ha invitato </span><span style="color:#000000;">il Parlamento Europeo a non permettere che l&#8217;Unione </span><span style="color:#000000;">diventi un soggetto disposto a trattare con </span><span style="color:#000000;">la negazione della dignità umana, ma raccolga </span><span style="color:#000000;">le esigenze di quanti si sforzano di portare </span><span style="color:#000000;">avanti i diritti in Birmania, Iran e Bielorussia </span><span style="color:#000000;">ed in molti altri paesi.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">&#8220;L&#8217;Europa è la patria delle nostre patrie - ha dichiarato Vàclav Havel &#8211; </span><span style="color:#000000;">mi sento europeo senza rinunciare alla mia identità&#8221;. Tutto il discorso dell&#8217;ex dissidente si è concentrato sulla necessità di andare al di là della politica economica e proseguire nella promozione delle caratteristiche della cultura europea, sia di quelle nate dalle religioni che hanno partecipato alla costruzione del senso comune nel continente che di quelle radicate a partire dall&#8217;illuminismo.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Si potrebbe aggiungere che occorre prestare molta attenzione anche al contatto tra economia e ideali, perchè se è vero, come riportava la stampa internazionale ieri, che in Bulgaria metà della popolazione esprime nostalgia per i tempi andati ciò non deve indurre a giustificare regimi brutali e sistemi inefficienti ma portare alla luce la necessità di assicurare anche i diritti sociali e la cooperazione che serve alla coesione anche nei paesi che hanno fatto parte della sfera di influenza sovietica. Il tentativo di superare il passato attraverso eccessi liberisti ha dimostrato i suoi drammatici limiti, emersi con le diverse tensioni anche militari nei Balcani prima ed il preoccupante exploit delle estreme destre nelle ultime elezioni europee.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Però è vero che il modello europeo in quanto </span><span style="color:#000000;">tale è un episodio unico di integrazione </span><span style="color:#000000;">che può sopravvivere alla celebrazione </span><span style="color:#000000;">sterile delle proprie forme istituzionali soltanto se </span><span style="color:#000000;">trova nuovi modo per essere fonte di  </span><span style="color:#000000;">ispirazione per il resto del mondo, </span><span style="color:#000000;">dando risposte ai bisogni di libertà delle aree del pianeta che sono in relazione con noi e qui il politico ceco ha toccato un nervo fondamentale, quando ha detto che è il Parlamento Europeo a poter spronare questo processo, essendo l&#8217;unico organo eletto, ed a questo proposito sarebbe auspicabile un maggiore dibattito proprio sulla democratizzazione delle strutture e delle politiche europee e sulla necessità che la gente trovi la direzione per imprimere all&#8217;Unione Europea la propria agenda politica.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Aldo Ciummo</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Parlamento Europeo: "c'è ancora molto da fare per cancellare la pena di morte nel pianeta"]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/21/il-parlamento-europeo-ancora-molto-da-fare-per-cancellare-la-pena-di-morte/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:41:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/21/il-parlamento-europeo-ancora-molto-da-fare-per-cancellare-la-pena-di-morte/</guid>
<description><![CDATA[Il Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek Lo ha detto il Presidente dell&#8217;assemblea elet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1265" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/2009_07_14_-_jerzy_buzek_03.png"><img class="size-medium wp-image-1265" title="2009_07_14_-_Jerzy_Buzek_03" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/2009_07_14_-_jerzy_buzek_03.png?w=200" alt="Il Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek</p></div>
<p><span style="color:#800080;"><strong>Lo ha detto il Presidente dell&#8217;assemblea elettiva della comunità, Jerzy Buzek, intervenendo lunedì</strong></span></p>
<p>Nella seduta del Parlamento Europeo che si è svolta lunedì il Presidente dell&#8217;assemblea, Jerzy Buzek, è intervenuto sull&#8217;impegno europeo per l&#8217;abolizione della pena di morte nei paesi, nessuno dei quali Ue, dove ancora viene applicata. Il discorso si è soffermato in modo particolare sulla importanza che la tutela dei diritti riveste nell&#8217;area intorno all&#8217;Unione Europea, laddove la Comunità fa sentire maggiormente l&#8217;influenza della propria tradizione giuridica.</p>
<p>Nell&#8217;Europa, anche al di fuori della comunità, tale pratica resta in vigore soltanto in Bielorussia. L&#8217;attenzione espressa nei riguardi di un paese vicino riflette anche la posizione del paese da cui Jerzy Buzek proviene, la Polonia. Nel firmare l&#8217;adesione al trattato di Lisbona, anche il presidente della Repubblica Lech Kaczynski infatti aveva ricordato l&#8217;auspicio del suo governo di contribuire al rafforzamento dei legami con altri paesi dell&#8217;est, anche appartenenti all&#8217;area della Ex Unione Sovietica. Quindi si moltiplicano gli sforzi per avvicinare gli stati al modello europeo anche per favorirne la futura integrazione.</p>
<p>Lech Kaczynski, quando ha firmato il Trattato di Lisbona in seguito al referendum irlandese questo ottobre, ha aggiunto che l&#8217;Europa, che ha chiamato un esperimento di successo, per restare tale non dovrebbe chiudere le porte nè agli stati dell&#8217;area balcanica nè a paesi come la Georgia. Nel suo intervento alla rappresentanza romana dell&#8217;assemblea elettiva della Ue a Roma questo settembre, il presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek, aveva introdotto gli stessi concetti.</p>
<p>Il discorso di Buzek si inscrive in una tendenza della politica europea come costruzione graduale di spazio culturale e giuridico oltre i confini attuali degli aderenti ai Trattati che costituiscono la realtà geopolitica UE. Questa tradizione di graduale cooperazione non appartiene alla sinistra ma al partito cui Buzek appartiene, il PPE, che fu alla base del progetto europeo con apporti azionisti, liberali e socialdemocratici. All&#8217;epoca della creazione europea infatti la divisione in blocchi impediva ai partiti comunisti e fino agli anni settanta anche a quelli socialisti di sostenere pienamente i meccanismi comunitari.</p>
<p>Quanto ai contenuti di questa politica però, nel tempo il Partito Popolare Europeo li ha mutati in direzione di una posizione di destra, laddove negli ultimi decenni (quelli della crescita di importanza del Parlamento tra le altre istituzioni continentali) la sinistra socialista, ambientalista e movimentista ha portato avanti la maggior parte delle battaglie incentrate sulla promozione dei diritti e su di una visione partecipata della gestione degli affari globali. Questa crescita dell&#8217;iniziativa socialista è stata accompagnata frequentemente da un apporto liberale ed è stata resa possibile anche dalla caduta della contrapposizione est-ovest che ha permesso ai progressisti, almeno nella maggior parte dei paesi europei, di affrontare i cambiamenti e i problemi che ne derivavano in modo meno schematico rispetto al passato, ma ha anche portato ad uno sfaldamento che attende ancora una ricomposizione nella forma di progetto politico coerente.</p>
<p>Aldo Ciummo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eurofestival 2010: Albania, Cipro e Malta dicono si, Lussemburgo no. Le giurie anche in semifinale]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/10/20/eurofestival-2010-albania-cipro-e-malta-dicono-si-lussemburgo-no-le-giurie-anche-in-semifinale/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 05:04:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aggiornamenti sulla macchina organizzativa dell&#8217; Eurofestival 2010, che si terrà ad Oslo, in N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-medium wp-image-3941 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="eurovision-2010-oslo" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/10/eurovision-2010-oslo.jpg?w=300" alt="eurovision-2010-oslo" width="210" height="158" />Aggiornamenti sulla macchina organizzativa dell&#8217;<strong> Eurofestival 2010</strong>, che si terrà ad Oslo, in Norvegia, dal 25 al 29 maggio prossimi. Sono già 26 i paesi che hanno dato la loro adesione ufficiale: si sono aggiunti alla truppa infatti anche <strong>Albania, Malta e Cipro</strong>. Ma va detto che saranno cruciali i mesi di novembre e dicembre, per definire il quadro delle partecipanti, che alla fine non dovrebbe essere troppo diverso da quello dell&#8217;anno scorso,  a parte il già sicuro ritorno della <strong>Georgia</strong> e l&#8217;altrettanto certo turno di stop per la <strong>Repubblica Ceca</strong>. Ai 23 paesi, che trovate in fondo, va aggiunta la <strong>Spagna</strong>, che non ha ancora detto si ma sta già lavorando sulle selezioni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LUSSEMBURGO, AUSTRIA, MONACO, ITALIA , SAN MARINO, LIECHTENSTEIN</strong>- Quattro paesi che non si saranno: <strong>Austria</strong> e <strong>Monaco</strong> hanno detto che almeno per un altro anno staranno a guardare in attesa di capire come poter ripartire, mentre il <strong>Lussemburgo</strong>, che si era detto interessato il ritorno, ha bisogno di tempo per organizzarsi e dunque almeno quest&#8217;anno, non ci sarà. Quanto all<strong>&#8216;Italia</strong>, la <strong>Rai</strong> continua a fare orecchie da mercante, come si suol dire. La sensazione è che per il ritorno dell&#8217;Italia ci vorrà una presenza di tutti quanti gli altri paesi. <strong>San Marino</strong> deciderà a novembre, il <strong>Liechtenstein</strong> è in attesa di aderire alla Ebu per poi debuttare.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ESTONIA E ANDORRA IN FORSE</strong> &#8211; <strong>Estonia</strong> in forse: la tv baltica ha tagliato i fondi e dunque ora potrebbe non esserci abbastanza denaro per andarsene ad Oslo. Ma dopo il sesto posto dell&#8217;anno scorso, c&#8217;è chi spinge per andare lo stesso. Decideranno a Novembre, come <strong>Andorra</strong>, anch&#8217;essa alle prese con problemi di budget. La tv irlandese è in deficit, ma alla fine i trifogli ci saranno. Magari a scartamento ridotto, ma ci saranno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>GIURIE ANCHE IN SEMIFINALE</strong> &#8211; Ma la vera notizia, quella che potrebbe decisamente cambiare le classifiche &#8211; e forse finalmente premiare il migliore &#8211; è che le giurie tornano anche nelle semifinali, sempre con il peso del 50%, a bilanciare il televoto. L&#8217;anno scorso il ritorno fu sancito solo per la finale. Niente ripescaggi, entrano le prime dieci di ogni semifinale, combinando le graduatorie di pubblico e giuria. Ogni paese avrà 5 giurati, tutti provenienti dal mondo della musica. Questa dovrebbe essere la chiave per far tornare in gara alcuni paesi nei prossimi anni e sicuramente quella per avere graduatorie il più possibile depurate dai voti di prossimità , comunque non del tutto eliminabili.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ADESIONI CONFERMATE</strong> - Albania, Azerbaigian, Armenia,  Bielorussia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna,  Georgia, Grecia, Islanda, Israele, Lettonia, Malta, Norvegia, Olanda, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Turchia,  Ucraina,</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dance of Death]]></title>
<link>http://sofianestesia.wordpress.com/2009/10/10/dance-of-death/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 16:24:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>sofianestesia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nessuno tocchi Caino. No alla pena di morte. E indulto sia. In seguito a tsunami e terremoti, tra le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Nessuno tocchi Caino. No alla pena di morte. E indulto sia. In seguito a tsunami e terremoti, tra le]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[West Ham, tre convocati nell’Inghilterra]]></title>
<link>http://calciotradotto.wordpress.com/2009/10/07/west-ham-tre-convocati-nell%e2%80%99inghilterra/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 10:47:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>calciotradotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[in Green credono sia Zola che Capello Tutti e tre i giocatori del West Ham convocati nell’Inghilterr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_603" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-603" title="immagine da GoogleEurosport" src="http://calciotradotto.wordpress.com/files/2009/10/immagine-da-googleeurosport.jpg?w=300" alt="in Green credono sia Zola che Capello" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">in Green credono sia Zola che Capello</p></div>
<p>Tutti e tre i giocatori del West Ham convocati nell’Inghilterra avranno la possibilità di chiudere in grande stile le qualificazioni alla Coppa del Mondo.</p>
<p>Robert Green, Matthew Upson e Carlton Cole sono stati inclusi nel gruppo dei 24 che affronteranno l’Ucraina e la Bielorussia negli ultimi due impegni di qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA del 2010.</p>
<p>I tre del West Ham United viaggeranno con la squadra in Ucraina per il primo impegno, in programma sabato prossimo, prima che l’Inghilterra riceva la Bielorussia a Wembley, quattro giorni più tardi. Green è stato la prima scelta fra i pali nelle ultime cinque partite mentre Upson ha raggiunto le 17 presenze e Cole al momento ne ha quattro. L’Inghilterra si è già assicurata un posto nella fase finale che si disputerà in Sud Africa la prossima estate.</p>
<p><strong>I convocati nell’Inghilterra</strong></p>
<p><strong>Portieri:</strong> Robert Green, David James e Paul Robinson</p>
<p><strong>Difensori:</strong> Wayne Bridge, Wes Brown, Ashley Cole, Rio Ferdinand, Glen Johnson, Joleon Lescott, John Terry e Matthew Upson</p>
<p><strong>Centrocampisti:</strong> Gareth Barry, David Beckham, Michael Carrick, Steven Gerrard, Frank Lampard, Aaron Lennon, James Milner e Shaun Wright-Phillips</p>
<p><strong>Attaccanti:</strong> Gabriel Agbonlahor, Carlton Cole, Peter Crouch, Emile Heskey e Wayne Rooney</p>
<p><em>articolo del sito ufficiale del West Ham United</em></p>
<p>http://www.whufc.com/page/News/0,,12562~1817788,00.html</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BIELORUSSIA: Il Governo continua a negare arbitrariamente l' accreditamento di Mass-media stranieri]]></title>
<link>http://rsfitalia.org/2009/09/29/bielorussia-il-governo-continua-a-negare-arbitrariamente-l-accreditamento-di-mass-media-stranieri/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 12:56:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Four days after a joint international press freedom mission to Belarus, Reporters Without Borders to]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1417" title="arton34611-d5c1b" src="http://rsfitalia.wordpress.com/files/2009/09/arton34611-d5c1b1.jpg" alt="arton34611-d5c1b" width="284" height="141" />Four days after a joint international press freedom mission to Belarus, Reporters Without Borders today called on the Belarusian government to stop obstructing the work of journalists working for foreign news media.</p>
<p>The press freedom organisation has signed a <a href="http://www.ifj.org/en/articles/statement-by-international-mission-to-the-republic-of-belarus">statement</a>issued by the mission at the end of its five-day visit noting that: “Accreditation of journalists working for Belarus or foreign media, as well as the registration of offices of media, are restricted by non-transparent and discriminatory decisions of the authorities.”</p>
<p>Under a new media law that took effect on 8 February, foreign news media and their correspondents – both foreigners and Belarusians – must obtain accreditation from the foreign ministry before they can begin working. In practice, the authorities reject or ignore most requests, forcing journalists to work illegally.</p>
<p>“Despite <a href="http://www.rsf.org/Call-for-end-to-unofficial-ban-on.html">our repeated calls</a>, the Belarusian authorities continue to demonstrate bad faith by rejecting requests for accreditation by foreign media and their local correspondents,” Reporters Without Borders said. “We therefore reiterate our appeal to the foreign ministry to examine all these requests and respond favourably to them.”</p>
<p><strong>Aleksey Malkov</strong> and <strong>Yuri Babenko</strong>, two journalists working for the Russian television station <em>NTV</em>, were expelled from Belarus on 14 August for working without accreditation. They had been trying to do a story about the disappearances of a journalist, two opposition members and a businessman in 1999 and 2000.</p>
<p><strong>Dzmitry Kisel</strong>, the local correspondent of the Polish-Dutch radio station <em>Radio Racyja</em>, and <strong>Aleh Razhku</strong>, a journalist accused of working for <em>Belsat TV</em> without permission, received warnings from the prosecutors of Brest and Homyel on 23 September. If they continue working, they could be fined the equivalent of about 500 euros.</p>
<p><em>Belsat TV</em> originally requested accreditation on 20 December 2008, before the new law was promulgated, but it had to start over in March after the foreign ministry told it that certain documents were missing from its application. Under the new law, the ministry is supposed to respond to requests within a month, but the station is still waiting to be told of its final decision.</p>
<p><em>Radio Racyja</em> journalists <strong>Viktar Parfyonenka</strong> was refused accreditation on 25 September on the grounds that he had begun to work illegally without waiting for permission. Parfyonenka insists that he followed all the procedure correctly.</p>
<p>“Before beginning to work for <em>Radio Racyja</em>, I submitted an application for accreditation to the ministry in May,” he told Reporters Without Borders. When I called them, they told me all my papers were in order. But then they took four months to respond. Meanwhile, I had to earn a living. So I began working for the station before getting a reply.”</p>
<p>Reporters Without Borders added: “<em>Radio Racyja</em> and <em>Belsat TV</em> are among the few independent news outlets in Belarus and the foreign ministry would do well to to stop obstructing their work. As Belarusian government says it is determined to pursue an ‘Eastern Partnership’ with the European Union, it should show a real determination to improve the press freedom situation.”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le contraddizioni del leader sudamericano: Chávez, l’inviato dell’Asse del male]]></title>
<link>http://latinoamericana.wordpress.com/2009/09/18/le-contraddizioni-del-leader-sudamericano-chavez-l%e2%80%99inviato-dell%e2%80%99asse-del-male/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:17:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>latinoamericana</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nei suoi recenti viaggi il presidente venezuelano ha toccato paesi e argomenti lontani tra loro: dal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nei suoi recenti viaggi il presidente venezuelano ha toccato paesi e argomenti lontani tra loro: dall&#8217;alleanza con Ahmadinejad al nuovo asse comprendente Venezuela, Russia, Siria, Bielorussia, Iran ma anche Spagna e Italia, dimostrandosi così il grande punto di congiunzione tra questi argomenti apparentemente inconciliabili.Oltre a Libia, Algeria, Siria, Iran, Bielorussia, Russia e Spagna Chávez ha trovato il tempo per recarsi anche al Festival Cinematografico di Venezia, nel corso del suo ultimo tour. Ha presenziato alla presentazione del documentario su di lui girato dal regista americano Oliver Stone, e nell’occasione è stato plebiscitato dal pubblico del Lido.</p>
<p>Qualche giorno dopo nello stesso Festival sono stati presentati film iraniani, che invece erano critici verso quel regime di Ahmadinejad che con Chávez ha siglato un’alleanza strategica “tra due rivoluzioni”, prima ancora che tra due Stati: quasi come al tempo dell’Asse Roma-Berlino. E sono stati applauditi anche loro: in pratica, dallo stesso pubblico che aveva acclamato Chávez.<br />
Subito dopo Chávez si è recato a Mosca, dove ha detto di “portare i saluti dell’Asse del Male”. Scherzando, ma non troppo. Lì ha pure acquistato armi in quantità, tra cui missili. Ha riconosciuto le repubbliche secessioniste dalla Georgia e filo-russe di Ossezia del Sud e Abkhazia. Ed ha propugnato la costruzione di “un nuovo mondo multipolare” attorno a un asse Venezuela-Siria-Iran-Bileorussia-Italia-Russia. Sì: anche l’Italia!<br />
Ma la stessa Russia che gli ha fornito le armi, nonché i crediti per comprarle, ha poi manifestato preoccupazione per l’evoluzione del governo di Teheran in materia di negoziato nucleare. Di nuovo, in apparente contraddizione con l’asse di ferro tra Venezuela e Iran.<br />
Nell’ultima tappa Chávez ha toccato la Spagna, dove sono apparentemente stati superati i residui strascichi dello scontro con re Juan Carlos: il famoso “¿porqué no te callas?”. E la Repsol, società petrolifera spagnola, ha annunciato la scoperta di nuovi immensi giacimenti dalla propria joint-venture in Venezuela.<br />
Dulcis in fundo, in una sconcertante contemporanea da Andorra è stato annunciato il sequestro di 62 conti correnti segreti appartenenti a personaggi dello stretto entourage chavista: anche parenti del presidente. Partito da una precisa richiesta del Dipartimento al Tesoro di Washington, il provvedimento si basava su un duplice ordine di accuse: riciclaggio di denaro sporco; possibile finanziamento di gruppi come Hezbollah, Hamas, Farc o Eta.<br />
Tante cose assieme, e anche contraddittorie. Riassumendo.</p>
<ol>
<li>L’Asse      del Male, che sarebbe poi al di là dell’etichetta spregiativa un assieme      di regimi (Iran, Libia, Siria, Venezuela, Corea del Nord, Cuba, Birmania,      Sudan, Bielorussia) o movimenti con controllo territoriale (Hezbollah,      Hamas) con ideologie estremamente diverse: marxista-leninista, “socialista      del XXI secolo”, islamista sciita, islamista sunnita, post-sovietica,      baathista, gheddafiana, autoritaria. Ma tutti in polemica col modello di      Nuovo Ordine Mondiale imperniato sugli Stati Uniti; con modelli      istituzionali, politici e economici gravemente devianti rispetto      all’ortodossia liberaldemocratica; e di dimensioni geopolitiche e geoeconomiche      tali da poter essere marginalizzati rispetto ai grandi club della politica      internazionale (G8, G20, Consiglio di Sicurezza, eccetera).</li>
<li>Il      Bric (Brasile-Russia-India-Cina), che sarebbe un gruppo di Paesi a volte      (Cina e Russia) devianti rispetto alla già citata ortodossia      liberal-democratica; a volte (Brasile, India) no. Ma comunque variamente      in polemica con il Nuovo Ordine Mondiale a guida Usa: India e Brasile      vogliono essere infatti ammessi come membri permanenti al Consiglio di      Sicurezza; Cina e Russia non accettano l’”egemonismo” Usa e meno ancora      l’esportazione della democrazia; e un po’ tutti hanno con gli Usa contenziosi      di natura commerciale. I quattro Paesi Bric a differenza di quelli      dell’Asse del Male non sono però outsider, proprio per le loro dimensioni.      Così Cina e Russia stanno nel Consiglio di Sicurezza come membri      permanenti, la Russia anche nel G8, e tutti e quattro nel G20.</li>
<li>I      governi di sinistra latino-americani. Con l’ultimo voto a Panama, i      rivolgimenti in Honduras e i recenti turni amministrativi è iniziato un      riflusso a destra che potrebbe presto coinvolgere Cile, Uruguay, Argentina      e forse anche il Brasile, ma intanto il precedente risultato in El      Salvador aveva portato al punto di espansione massimo quella che è stata      definita “l’ondata a sinistra latino-americana”, e che comprende al      momento i governi di Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica,      Repubblica Dominicana, Venezuela, Brasile, Uruguay, Paraguay, Ecuador,      Perù, Bolivia, Cile e Argentina, oltre al regime non elettivo di Cuba,      anche se nel gruppo si possono poi distinguere vari sottoinsiemi. C’è      infatti un asse “chavista” che comprende il Venezuela, col regime di      Chávez che sta fortemente riducendo i limiti di pluralismo, e i governi di      Bolivia, Ecuador e Nicaragua: anch’essi impegnati su un cammino di      progressiva radicalizzazione, anche se lì i margini della democrazia      liberale sono ancora sostanzialmente rispettati. C’è poi un asse      “lulista”, che è variamente alleato con Chávez in campo internazionale, ma      senza velleità di radicalismo all’interno: Brasile, Argentina, Uruguay,      Paraguay, Guatemala, El Salvador (anche se qualche velleità autoritaria fa      capolino in Argentina e Guatemala). E ci sono governi di sinistra o      centro-sinistra, ma variamente critici e addirittura confrontati con      Chávez, come quelli di Cile, Perù, Costa Rica o Repubblica Dominicana.</li>
<li>L’opinione      pubblica definita “no global” in Occidente, di cui sono appunto un punto      di riferimento intellettuali come Oliver Stone, Noam Chomsky, Michael      Moore o Naomi Klein.</li>
<li>Movimenti      armati come le Farc o l’Eta: almeno con questi due e almeno a livello      politico, i contatti del regime bolivariano sono stati pubblicamente      dichiarati.</li>
<li>Le      multinazionali interessate a fare affari con il Venezuela.</li>
<li> Paesi come Italia o Spagna che hanno in      Venezuela forti comunità di cittadini da tutelare, consistenti interessi      economici da coltivare e anche velleità di manovra per migliorare uno      status non eccelso: l’Italia sta nel G8 e nel G20, ma è stata esclusa da      ogni ipotesi di allargamento del Consiglio di Sicurezza ed è rimasta pure      fuori dal G5+1 per la questione nucleare iraniana, pur essendo il primo      partner economico europeo di Teheran; la Spagna non sta né nel G8 e né nel      G20.</li>
</ol>
<p>A parte la tenuta del suo modello di crescita economica nel lungo e anche medio periodo, su cui in molti hanno dubbi ai quali si potrebbe però obiettare un pregiudizio ideologico, il principale handicap di Chávez è certamente uno stile molto personale. Un esempio su tutti, quando col famoso discorso della Presidenza Onu che “odorava di zolfo” compromise la possibilità del Venezuela di essere eletto al Consiglio di Sicurezza. Questo stesso stile personale, però, ha una componente di vorticoso virtuosismo che gli permette di tenere assieme le già citate cose in teoria inconciliabili. In pratica, è lui il grande punto di congiunzione che permette a questi svariati elementi di contrapposizione al Nuovo Ordine Mondiale a guida Usa di fare in qualche modo sistema. È per questo che Hugo Rafael Chávez Frías è uno dei grandi protagonisti della politica internazionale.</p>
<p><em>autore: Maurizio Stefanini per Limes, rivista di geopolitica 15/09/08</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[España, Gran Bretaña, Brasil y Paraguay se unen a Ghana y Holanda ]]></title>
<link>http://areadegol.wordpress.com/2009/09/10/espana-y-gran-bretana-se-unen-a-ghana-y-holanda/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 00:37:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bictor</dc:creator>
<guid>http://areadegol.wordpress.com/2009/09/10/espana-y-gran-bretana-se-unen-a-ghana-y-holanda/</guid>
<description><![CDATA[UEFA En Europa me gustaría resaltar la victoria de Islas Faroe y el empate de Liechtenstein. Además,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">UEFA</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">En  Europa me gustaría resaltar la victoria de Islas Faroe y el empate de Liechtenstein. Además, España y Gran Bretaña han certificado sus clasificaciones de manera impecable.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 1</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">En este grupo Suecia se ha puesto segunda con dos puntos más que Hungría y Portugal.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Malta – Suecia 0 – 1 Azzopardi (pp) 81&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Albania – Dinamarca 1 – 1 Bogdani 51&#8242; / Bendtner 40&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Hungría – Portugal 0 – 1 Pepe 9&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 2</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Aquí han jugado todos a favor de Israel que vuelve a tener opciones de ir a la repesca. Suiza sigue líder con tres puntos de ventaja sobre Grecia y Letonia.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Israel – Luxemburgo 7 – 0  Barda 9&#8242;, 21&#8242; y 45&#8242;, Baruchyan 15&#8242;, Golan 58&#8242;, Ben Sahar 63&#8242; y 84&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Letonia – Suiza 2 – 2  Cauna 62&#8242;, Astafjevs 75&#8242; / Frei 43&#8242;, Derdiyok 80&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">República de Moldavia – Grecia 1 – 1 Andronik90&#8242; / Gekas 33&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 3</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Eslovaquia y Eslovenia siguen directas hacia la clasificación, República Checa despierta, Polonia se complica el pase. Irlanda del Norte sigue en la lucha.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">República Checa – San Marino 7- 0 Baros 28&#8242;, 44&#8242; , (pen) 45&#8242; y 66&#8242;, Sverkos 47&#8242; y 90&#8242;, Necid 86&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Eslovenia – Polonia 3 – 0 Dedic 12&#8242;, Novakovic 44&#8242;, Birsa 62&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Irlanda del Norte – Eslovaquia 0 – 2 Sestak 15&#8242;, Holosko 66&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 4</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Alemania y Rusia ya están clasificadas ahora hace falta ver quién es primera.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Liechtenstein – Finlandia 1 – 1  Polverino 75&#8242; / Litmanen (pen) 73&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Alemania – Azerbaiyán 4 – 0 Ballack (pen) 14&#8242;, Klose 55&#8242; y 66&#8242;, Podolski 71&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Gales – Rusia 1 – 3 Collins 54&#8242; / Semshov 36&#8242;, Ignashevich 72&#8242;, Pavlyuchenko 90&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 5</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">España logra el pase. Bosnia y Turquía siguen su particular pelea, Bélgica sigue cayendo peligrosamente.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Armenia – Bélgica 2 – 1 Goharyan 23&#8242;, Hovsepyan 50&#8242; / Van Buyten 90&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Bosnia Herzegovina – Turquía 1 – 1 Salihovic 25&#8242; / Emre 4&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">España – Estonia 3 – 0 Cesc 33&#8242;, Cazorla 81&#8242;, Mata 90&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 6</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Ucrania ha conseguido un punto que puede ser importante gracias a la derrota croata en Wembley. Los pross ya están en el Mundial. Kazakstán logra una victoria intrascendente.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Bielorusia – Ucrania 0 – 0</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Andorra – Kazakstán 1 – 3 Oscar 69&#8242; / Kizhnichenko 14&#8242; y 34&#8242;, Baltiev 28&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Inglaterra – Croacia 5 – 1  Lamperd (pen) 7&#8242;, 59&#8242;, Gerrard 18&#8242; y 66&#8242;, Rooney 77&#8242; / Eduardo 72&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 7</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Francia consigue un punto para seguir en la repesca, Austria y Rumanía acaban entre ellas y Lituania se aleja de la clasificación.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Islas Faroe – Lituania 2 – 1 Olsen 15&#8242;, Hansen 34&#8242; / Danilevicius 23&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Rumanía – Austria 1 – 1 Bucur 54&#8242; / Schiemer 82&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Serbia – Francia 1 – 1 Milijas (pen) 13&#8242; / Henry 31&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 8</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Italia se asegura la repesca y ayuda a Irlanda. Montenegro sigue sin ganar.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Montenegro – Chipre 1 – 1 Vucinic (pen) 57&#8242; / Okkas 64&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Italia – Bulgaria 2 – 0 Grosso 11&#8242;, Iaquinta 39&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Grupo 9</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Holanda deja fuera a Escocia, que ha dejado mucho que desear. Noruega jugará la repesca.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Escocia – Holanda 0 – 1 Elia 81&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Noruega – ARY Macedonia 2 – 1   Helstad 2&#8242;, Riise 25&#8242; / Grncarov 79&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">CONMEBOL</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Argentina ha vuelto a perder y sigue complicándose el pase. Brasil y Paraguay ya están clasificados, Chile necesita un punto más. Uruguay, Ecuador y Venezuela recuperan sus opciones.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Bolivia – Ecuador 1 – 3  Yecerot 86&#8242; / Edison Mendez 6&#8242;, Antonia Valencia 47&#8242;, Cristian Benitez 57&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Uruguay – Colombia 3 – 1 Luis Suarez 6&#8242;, Scotti 77&#8242;, Eguren 88&#8242; / Jackson Martínez 64&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Paraguay – Argentina 1 – 0  Váldez 27&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Venezuela – Perú 3 – 1 Miku 30&#8242; y 52&#8242;, Ronald Vargas 70&#8242; / Juan Fuenmayor (pp) 41&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Brasil – Chile 4 – 2 Nilmar 13&#8242;, 73&#8242; y 76&#8242;, Baptista 40&#8242; / Humberto Suazo (pen) 45&#8242; y 52&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">CONCACAF</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">EEUU y México siguen ganando y son primera y segunda, Honduras se mantiene tercera y El Salvador recupera opciones de llegar a la repesca. Trinidad y Tobago queda eliminada.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Trinidad y Tobago – EEUU 0 – 1 Clark 62&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">El Salvador – Costa Rica 1 – 0 Rudis Corrales 90&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">México – Honduras 1- 0 Cuauhtémoc Blanco (pen) 75&#8242;</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/s6QZUemkuP4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/s6QZUemkuP4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Asia</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Bahrein ha dado la sorpresa y jugará contra Nueva Zelanda para poder estar en el Mundial, y todo gracias a un gol en el descuento.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Arabia Saudí – Bahrein 2 – 2 Al-Shamrani 13&#8242;, Montashari 89&#8242; / Okwunwanne 42&#8242;, Latif 92&#8242;</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JWe6ukFnq3c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/JWe6ukFnq3c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">África</p>
<p style="margin-bottom:0;">Camerún ha dado un paso importante para ir a la cita mundialista tras ganar a Gabón y ponerse líder de su grupo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Camerún – Gabón 2 – 1 Makoun 24&#8242;, Eto&#8217;o 66&#8242; /  Cousin 90&#8242;</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eurofestival 2010, Azerbaigian a rischio squalifica. Adesioni, siamo a quota 23 e può tornare Lussemburgo. E l'Italia? Dorme]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/09/07/eurofestival-2010-azerbaigian-a-rischio-squalifica-adesioni-siamo-a-quota-23-e-puo-tornare-lussemburgo-e-litalia-dorme/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 06:06:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora notizie fresche dal pianeta Eurofestival. L&#8217;edizione 2010, in programma ad Oslo, in Nor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-medium wp-image-3491 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="eurovision-2010-oslo" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/09/eurovision-2010-oslo.jpg?w=300" alt="eurovision-2010-oslo" width="240" height="180" />Ancora notizie fresche dal pianeta <strong>Eurofestival</strong>. L&#8217;edizione 2010, in programma ad <strong>Oslo, in Norvegia dal 25 al 29</strong> <strong>maggio</strong> prossimi, cresce ancora. Con le adesioni di <strong>Lettonia, Estonia e Spagna</strong>, l&#8217;elenco delle adesioni sale a quota 25. Prossima anche la conferma di <strong>Malta</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>SANZIONI SI, SANZIONI NO</strong> &#8211; La <strong>Spagna</strong> la includiamo nell&#8217;elenco pechè sebbene ancora non abbia dato l&#8217;ok ufficiale, si sta muovendo per le selezioni. Dunque la partecipazione è certa. Sulla <strong>Spagna</strong> pende ancora la spada di Damocle di una &#8220;punizione&#8221; per la mancanza della trasmissione in diretta delle semifinali l&#8217;anno scorso.</p>
<p style="text-align:justify;">Si dice possa uscire per un anno dalle &#8220;big four&#8221;, le quattro privilegiate che saltano le semifinali insieme al paese ospitante (le altre sono <strong>Francia, Germania e Regno Unito</strong>). Le ultime notizie danno però la Spagna probabilmente &#8220;graziata&#8221;, ma sotto osservazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi invece non dovrebbe farla franca, è <strong>l&#8217;Azerbaigian,</strong> terzo l&#8217;anno scorso. Avevamo già parlato di strane situazioni che avrebero ridotto al minimo la possibilità di votare da quel paese per l<strong>&#8216;Armenia</strong> (come è noto i paesi sono da tempo in lotta per il potere sulle montagne del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nagorno-Karabakh" target="_blank">Nagorno Karabakh</a></strong>). Ora pare &#8211; e francamente sarebbe allucinante &#8211; che il ministero della sicurezza azero abbia chiesto i nomi di 43 persone che avrebbero votato <strong>Armenia</strong> e li abbia interrogati<strong>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Questa intromissione nella libertà di voto costerà cara agli azeri. L&#8217;11 settembre si deciderà sul da farsi. E&#8217; certissima una sanzione, ma addirittura il paese potrebbe venire squalificato per un anno. Sarebbe un ottimo esempio, diremmo. Facciamo presente che <strong>Cipro e Turchia</strong> hanno gli stessi problemi diplomatici. Ma non si è mai arrivati a queste situazioni. Due anni fa, in piena crisi <strong>Kosovo</strong>, l&#8217;<strong>Albania</strong> s&#8217;è presentata regolaremente in <strong>Serbia</strong> e la cantante ha raccolto tantissimi applausi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL PRECEDENTE</strong> &#8211; La EBU non tollera queste intromissioni nella libertà, nè quelle della politica. E dunque la squalifica azera è nell&#8217;aria. Il precedente è del 2005, quando il <strong>Libano</strong> (la cui tv aderisce alla <strong>Ebu</strong> pur essendo di un paese non europeo), fu squalificato in corsa perchè la tv libanese oscurò il segnale al momento dell&#8217;escuzione del brano di <strong>Israele</strong>. Tre anni di squalifica, scaduti nel 2008.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LUSSEMBURGO TORNA?</strong> &#8211; RTL, la piccola tv in lingua lussemburghese del Granducato, ha annunciato di voler riportare il paese in gara dopo 16 anni di assenza. Attenzione, parliamo di un pezzo grosso dell<strong>&#8216;Eurofestival</strong>, perchè <strong>Lussemburgo</strong> ha vinto 5 volte, anche se sempre ricorrendo a cantanti &#8220;forestieri&#8221;.  Se ne saprà di più a novembre. Intanto, proseguono legrandi manovre per l&#8217;ingresso in pompa magna del <strong>Liechtenstein</strong> nella <strong>Ebu</strong>. E per il suo debutto all&#8217;Eurofestival.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LE ALTRE</strong> &#8211; <strong>Svante Stockselius</strong>, il supervisore dell&#8217; <strong>Eurofestiva</strong>l, sta lavorando al ritorno dell&#8217; <strong>Austria</strong>, fuori da due anni in protesta contro il sistema di votazione e di <strong>Monaco</strong>, che si era un pò stufata di arrivare ultima con gli scarti della Francia. <strong>San Marino</strong> ha una gran voglia di tornare dopo lo stop del 2009 e probabilmente lo farà.</p>
<p style="text-align:justify;">E l&#8217;<strong>Italia</strong>? Tutto tace. Come al solito. Certo è che se TUTTI i paesi suddetti tornassero in gara o debuttassero, a parte la <strong>Repubblica Ceca</strong> che si è fermata per un anno ed eventuali squalifiche, mancheremmo solo noi. E pare che a meno di sorprese, anche stavolta resteremo fuori.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PARTECIPAZIONI CONFERMATE</strong> – Francia, Germania, Gran Bretagna Azerbaigian, Bielorussia, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Georgia, Grecia, Islanda, Israele, Lettonia, Olanda, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Norvegia, Armenia, Turchia</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'esempio dell'Ucraina]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/14/lesempio-dellucraina/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 06:48:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/14/lesempio-dellucraina/</guid>
<description><![CDATA[Uno sguardo più attento all’evolversi della situazione nelle aree interessate, dovrebbe indurre a ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2009/03/ukraine_nato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2193" title="ukraine_nato" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/03/ukraine_nato.jpg" alt="ukraine_nato" width="150" height="110" /></a></p>
<p>Uno sguardo più attento all’evolversi della situazione nelle aree interessate, dovrebbe indurre a maggiore prudenza molti entusiasti sostenitori di una presunta “vocazione” della nuova amministrazione USA alla composizione dei conflitti tuttora in corso con la Russia e con altri protagonisti della scena internazionale, i quali danno per scontata la sua accettazione incondizionata di un nuovo orizzonte multipolare delle relazioni internazionali, in cui non ci sia posto per le scelte avventurose che hanno caratterizzato la precedente presidenza Bush.<br />
Se ci limitiamo, ad esempio, ad esaminare alcuni sviluppi degli avvenimenti in <strong><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/28/avanti-il-prossimo/">Ucraina</a></strong>, il grande paese europeo considerato da sempre strategico per gli interessi USA e oggetto, da lunghi anni, di pressioni e condizionamenti esterni, possiamo trarre la conclusione che il tentativo di “forzare i tempi” della sua integrazione nell’orbita occidentale non si è certo definitivamente arrestato, che le speranze di un’accelerazione dei progetti di “colonizzazione” e asservimento militare a suo tempo intrapresi continuano ad essere coltivate, approfittando anche della profonda crisi economica in cui versa l’ex repubblica sovietica, sull’orlo della bancarotta.<br />
Anche <a href="http://en.rian.ru/world/20090223/120261721.html">il notevole sviluppo del movimento anti-NATO</a> (per iniziativa, in particolare, del Partito Comunista di Ucraina e di altre forze di sinistra), a cui si è assistito in questi ultimi giorni, con <a href="http://en.rian.ru/world/20090223/120263617.html">grandi manifestazioni in diverse parti del paese (in particolare in Crimea</a>, scenario potenziale di un pericoloso scontro tra le forze navali di Mosca e di Washington), sta lì a dimostrare che la consapevolezza del pericolo di definitivo assoggettamento al “carro americano” è ben presente in larghi strati dell’opinione pubblica ucraina, che non ha certo abbassato la guardia, neppure dopo l’avvento di Obama alla presidenza.<br />
Rivelatrice dell’incertezza di un futuro di “distensione” della politica USA in quest’area, appare, ad esempio, l’intervista al quotidiano francese <em>Le Figaro</em>, in cui, nei giorni scorsi, il principale ispiratore della politica estera “democratica” verso il mondo ex sovietico, <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/11/16/il-lascito-di-bill-le-colpe-di-george-i-compiti-di-barack/">Zbigniew Brzezinski</a>, si è espresso per l’apertura di “sedi di dialogo” con Mosca, ma ha anche precisato che l’approccio negoziale deve avvenire nel contesto di una concezione delle relazioni con la Russia e gli stati dell’ex URSS, che non lascia spazio a dubbi interpretativi: <strong>“L’inizio del dialogo con la Russia non può avvenire a costo di limitare le aspirazioni di quei paesi che vogliono aderire alla NATO – come l’Ucraina e la Georgia – soprattutto perché l’Ucraina, in quanto membro della NATO, spianerebbe la strada alla democratizzazione della Russia”</strong>. Ancora una volta, Ucraina, Georgia (e altri stati dell’ex URSS) dirette da elite fedeli ai valori di “missione di civiltà” della potenza USA, integrate militarmente nel blocco imperialista, e garanti degli interessi USA contro una Russia ricondotta a più miti consigli e disposta a trattare (o meglio, a collaborare) alle condizioni imposte. E’, tra l’altro, non privo di significato che l’intervista sia stata diffusa contemporaneamente al diffondersi di voci circa la nomina del figlio dello stesso Brzezinski ad ambasciatore a Varsavia, capitale di un paese che da secoli nutre velleità egemoniche sugli stati slavi europei limitrofi alla Russia (Bielorussia e Ucraina) e che, più di tutti, ha operato, negli ultimi anni, a favore di una politica aggressiva nei confronti dell’amministrazione russa, in perfetta sintonia con gli orientamenti della politica estera USA.<br />
A metà febbraio, nel corso di una visita in Georgia, il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Robert Wood, pur con toni meno aggressivi di quelli che caratterizzavano l’era Bush, richiesto di un parere circa un possibile cambiamento dell’atteggiamento della nuova amministrazione Obama nei confronti dell’adesione di Georgia e Ucraina all’Alleanza Atlantica, ha risposto che <a href="http://www.nato.int/docu/update/2008/12-december/e1203b.html">gli Stati Uniti “sono ancora impegnati nel migliorare e rafforzare le relazioni della NATO” con i due paesi</a>. E ha concluso: “A quanto ne so, non c’è stato alcun cambiamento della posizione rispetto alla <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/01/09/la-dichiarazione-del-vertice-di-bucarest/">dichiarazione di Bucarest</a> (dei leader della NATO, in aprile 2008): è evidente che questi due paesi saranno membri della NATO”.<br />
(&#8230;)<br />
Nel frattempo, prosegue incessante la stretta collaborazione degli USA con il governo di Kiev (peraltro <a href="http://en.rian.ru/world/20090303/120399695.html">alle prese con una drammatica crisi di credibilità presso l’opinione pubblica del proprio paese</a>) per garantire, come sottolinea il 21 febbraio l’analista politico ucraino Viktor Pirozhenko nel sito russo del <em>Fondo di Cultura Strategica</em>, “un’adesione silenziosa, non formale alla NATO dell’Ucraina”, che viene considerata “membro de facto dell’alleanza, anche in assenza di una formalizzazione giuridica”. A tal scopo, sottolinea Pirozhenko, è previsto un drastico incremento del numero degli osservatori statunitensi e una sostanziosa crescita dell’appoggio finanziario da parte USA a innumerevoli organizzazioni non governative ucraine (quelle, tanto per intendersi, che hanno svolto un ruolo decisivo nella vittoria della “rivoluzione arancione” alla fine del 2004).<br />
In effetti, pur non essendo formalmente membro della NATO, con la presidenza di Juschenko, <a href="http://www.nato.int/docu/update/2009/03-march/e0303b.html">l’Ucraina assolve praticamente agli stessi obblighi previsti per i membri a pieno titolo dell’alleanza militare</a>. Ad esempio, lo spiegamento ai confini della Russia di parte consistente delle formazioni militari di Kiev, ha rappresentato, come ha dichiarato, nel dicembre 2008, il Capo di Stato Maggiore S. Kirichenko, “il rafforzamento delle frontiere della NATO, fino alla linea di confine ucraino-russa” . Un altro passo che sancisce l’adesione di fatto alla NATO si è registrato con l’accordo, siglato dal ministro della difesa Jekanurov, che permette il transito e la dislocazione delle forze e del personale dell’alleanza su tutto il territorio nazionale.<br />
Un altro esempio viene dalla ratifica, il 18 febbraio, da parte del parlamento ucraino dei “protocolli aggiuntivi” al “Memorandum di intesa” siglato dal governo e dalla NATO, che prevede l’installazione di un “Centro di Informazione e Documentazione della NATO” e la dislocazione in tutto il paese di ufficiali di collegamento del blocco militare.<br />
“Se l’Ucraina continuerà ad adempiere fedelmente agli obblighi previsti per tutti i paesi membri della NATO, pur continuando a stare fuori dall’alleanza” – conclude l’analisi di Pirozhenko – “alla fine, i partners europei (riluttanti) degli Stati Uniti si convinceranno che l’Ucraina dovrà essere ammessa, senza osservare le procedure normalmente richieste, ma semplicemente legittimando la situazione esistente”.</p>
<p>Da <em><a href="http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&#38;f=2&#38;IDArticolo=18040">Si è arrestata l’espansione della NATO ad est?</a></em>, di <strong>Mauro Gemma</strong>.<br />
[grassetto nostro]</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eurofestival 2010: hanno aderito già 18 paesi. Torna la Georgia, verso il debutto del Liechtenstein]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/08/06/eurofestival-2010-hanno-aderito-gia-18-paesi-torna-la-georgia/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 06:00:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prime notizie sull&#8217;edizione 2010 dell&#8217;Eurofestival, con la macchina organizzativa norveg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-3158 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="Senza nome" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/07/senza-nome1.jpg" alt="Senza nome" width="240" height="160" />Prime notizie sull&#8217;edizione 2010 dell&#8217;<strong>Eurofestival</strong>, con la macchina organizzativa norvegese che si è messa in moto subito dopo la vittoria di <strong>Alexander Rybak</strong> sul palco di Mosca (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=-8JRtGMBUz0&#38;feature=related" target="_blank">qui </a>la sua canzone). Sarà la<strong> Telenor Arena,</strong> di<strong> Baerum, sobborgo di Oslo</strong>, ad ospitare la rassegna, programmata per il <strong>25, 27 e 29 maggio 2010.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Sono già 18 le nazioni che hanno confermato la loro adesione: oltre alla <strong>Norvegia,</strong> paese organizzatore campione in carica, hanno già fatto sapere che ci saranno tre delle quattro big four, vale a dire le nazioni ammesse di diritto alla finale: <strong>Germania, Gran Bretagna e Francia</strong>. La <strong>Spagna</strong>, quarta del lotto, deve ancora decidere, scottata dal penultimo posto di <strong>Soraya</strong> quest&#8217;anno.</p>
<p style="text-align:justify;">Molto probabilmente sarà regolarmente al via, ma gli iberici potrebbero essere sanzionati per la mancata diretta delle due semifinali quest&#8217;anno. Si parla di una loro esclusione per quest&#8217;anno, dalle big four. Si parla di un possibile ritiro della <strong>Macedonia,</strong> per i due mancati ripescaggi a seguito di altrattanti decimi posti, mentre è confermato il ritorno della<strong> Georgia</strong>, l&#8217;anno scorso ritiratasi dopo la <a href="http://euromusica.wordpress.com/2009/03/11/eurofestival-2009-le-canzoni-in-anteprima-cipela-di-marko-kon-e-milan-nikolic-serbia-e-randajad-degli-urban-simphony-estonia-squalificata-la-georgia/" target="_blank">mancata accettazione </a>del suo brano in gara. Sicura l&#8217;uscita invece della <strong>Repubblica Ceca,</strong> scottata da due partecipazioni con scarsi risultati.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LIECHTEINSTEIN, INGRESSO NELLA EBU A  BREVE?</strong> &#8211; La tv pubblica del <strong>Liechtenstein</strong>, <strong>1FLTV</strong>, ha annunciato che ha avviato e pratiche per entrare nella <strong>Ebu</strong>, il consorzio delle tv di stato europee. Il sito dell&#8217;<strong>Eurofestival</strong> dice che le trattative sono avviatissime po e che dunque il Principato potrebbe presto diventarne membro, forse già il 15 di questo mese.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel caso ci riesca, è praticamente certo il debutto all&#8217;<strong>Eurofestival</strong>, dopo due tentativi falliti nel 1969 e 1976. Più difficile il debutto del <strong>Kosovo</strong>, perchè lo stato non è da tutti riconosciuto. Soprattutto, ci sarebbero problemi con la <strong>Serbia,</strong> della quale è ancora ufficialmente parte.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>RIENTRI POSSIBILI</strong> &#8211; L&#8217;organizzazione ha annunciato poi che sta lavorando per il rientro in gara dell&#8217;<strong>Austria</strong> (autoesclusasi due anni fa in protesta contro il sistema di votazione, ma che trasmette la finale), del <strong>Principato di Monaco</strong> (anche lui autosclusosi per gli scarsi risultati) e soprattutto, dell<strong>&#8216;Italia</strong>, che come è noto, manca per scelta della <strong>Rai</strong> dal 1998. Ora la dirigenza di Viale Mazzini è cambiata: riusciranno quelli della<strong> Ebu</strong> (che organizza la rassegna),  nella loro opera di convizione? Vedremo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco la lista dei 18 paesi che hanno confermato la partecipazione: <strong>Azerbaigian, Bielorussia, Belgio</strong> (onore ai belgi, ultimi l&#8217;anno scorso con 1 punto in semifinale e subito di nuovo in gara), <strong>Bulgaria, Finlandia, Georgia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Islanda, Israele, Olanda, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Ucraina.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PUNIZIONE PER GLI AZERI? &#8211; </strong>Secondo alcune fonti, rischia grosso anche l&#8217;Azerbaigian, terzo l&#8217;anno scorso. L&#8217;eterna sfida con gli armeni per il dominio sulla regione del <strong>Nagorno Karabakh</strong> (geograficamente azera)<strong> </strong>a lungo teatro di una guerra civile, si sta riflettendo anche sulla musica.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2007 un azero di quella regione gareggiò sotto bandiera armena (l&#8217; Azerbaigian però era assente); 2009 invece le cantanti armene introdussero la loro performance con un video sulle montagne del <strong>Nagorno Karabakh</strong> indicandole come &#8220;nostre montagne&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Pare che nell&#8217;edizione 2008 dall&#8217;<strong>Azerbaigian</strong> non fosse possibile votare per gli armeni &#8211; il numero per votarli non sarebbe stato attivo &#8211; Ciò è fuori regolamento e dunque l<strong>&#8216;Eurovisione</strong> starebbe pensando di penalizzare gli azeri nella edizione prossima ventura. Vedremo come andrà a finire.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>ULTIM&#8217;ORA, LA FRANCIA CHIAMA JOHNNY LOGAN -</strong> Dopo l&#8217;ottimo successo di<strong> Patricia Kaas</strong>, la<strong> Francia</strong> punta a migliorarsi e per questo avrebbe contattato <strong>Johnny Logan</strong> per chiedergli di scrivere la canzone per il 2010. L&#8217;irlandese di origine australiana, stella del pop rock anni&#8217;80 e &#8216;90, tre volte vincitore dell<strong>&#8216;Eurofestival</strong> (due come cantautore, 1980 e 1987 e una come autore del brano di Linda Martin nel 1992) avrebbe già accettato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ONT assume a seleção nacional bielorrussa para o ESC 2010]]></title>
<link>http://eurblog.wordpress.com/2009/08/01/ont-assume-a-selecao-nacional-bieolorussa-para-o-esc-2010/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 21:14:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bruno Fu Petry</dc:creator>
<guid>http://eurblog.wordpress.com/2009/08/01/ont-assume-a-selecao-nacional-bieolorussa-para-o-esc-2010/</guid>
<description><![CDATA[Segundo o portal belga Belgovision o novo responsável por organizar as seleções nacionais da Bielorr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Segundo o portal belga Belgovision o novo responsável por organizar as seleções nacionais da Bielorr]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BIELORUSSIA: Minacce a sfondo politico a Charter 97, sito web di notizie]]></title>
<link>http://rsfitalia.org/2009/07/17/bielorussia-minacce-a-sfondo-politico-a-charter-97-sito-web-di-notizie/</link>
<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 11:56:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
<guid>http://rsfitalia.org/2009/07/17/bielorussia-minacce-a-sfondo-politico-a-charter-97-sito-web-di-notizie/</guid>
<description><![CDATA[Reporters Without Borders condemns the continuing threats against journalists working for the Charte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-671" title="moton93-b651b" src="http://rsfitalia.wordpress.com/files/2009/07/moton93-b651b.png" alt="moton93-b651b" width="165" height="83" />Reporters Without Borders condemns the continuing threats against journalists working for the Charter 97 news and opposition website (charter97.org). In the latest case, site editor <strong>Natallya Radzina</strong> received a threatening email message on 15 July that was prompted by a report about a pro-Russian neo-fascist group.</p>
<p>“It is time this persecution stopped,” Reporters Without Borders said. “We urge the government to recognise Charter 97 so that it can file complaints with the police and judicial authorities and obtain redress. If Belarus is to respect its own constitutional principles, it must ensure that this website and its bloggers enjoy freedom of action.”</p>
<p>The email that Radzina received on 15 July said: “Achtung [in German], editor Radzina Natallya! (&#8230;) You’ve been warned that you should be quiet and not lash out at the patriots of the right.” Threatening violence of a sexual nature, it added: “Don’t you understand the Russian Language?” (See the entire text of the message in English here.)</p>
<p>The 8 July report that prompted the threat was about a pardon accorded to a young leader of the neo-fascist Russian National Unity party in the southeastern city of Homyel on the 65th anniversary of Belarus’ liberation from German occupation, and the failure of the authorities to curb the RNU’s racist and xenophobic activities. The article, which carried no by-line, was first published on the Belarussky Partisan website.</p>
<p>Radzina has often received threats in the past after posting articles criticising the authorities.</p>
<p>Access to the Charter 97 website was blocked on 8 June by a distributed denial of service attack (DDoS), in which a site is bombarded with a massive amount of connection requests that overload its server.</p>
<p>Radzina told Reporters Without Borders at the time: “The site is very popular in Belarus and abroad. We post a lot of articles critical of the government, which gets irritated.” Police overran the Charter 97 offices on 26 April, preventing the editors from updating the website on a day that opposition demonstrations were taking place (<a href="http://charter97.org/en/news/2009/4/26/17679/">http://charter97.org/en/news/2009/4/26/17679/</a>).</p>
<p>The Belarusian Internet is dominated by Beltelekom, a state-owned Internet Service Provider, and most websites that report human rights abuses are inaccessible.</p>
<p>President Lukashenko promulgated a media law in August 2008 that requires websites to be registered with the information ministry. Since then, their activities have been regulated by decree rather than by law. Article 22 of the constitution nonetheless says that “a state monopoly of the mass media (…) is forbidden” and “censorship is forbidden.”</p>
<p>Video of the 26 April demonstrations:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Zk8I7W0CDMc">http://www.youtube.com/watch?v=Zk8I7W0CDMc</a></p>
<p><a href="http://belarus.indymedia.org/content/guest/16676.flv">http://belarus.indymedia.org/content/guest/16676.flv</a></p>
<p><a href="http://belarus.indymedia.org/content/guest/16669.flv">http://belarus.indymedia.org/content/guest/16669.flv</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festival Internacional Slavianski Bazaar 2009]]></title>
<link>http://eurblog.wordpress.com/2009/07/14/festival-internacional-slavianski-bazaar-2009/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 22:55:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bruno Fu Petry</dc:creator>
<guid>http://eurblog.wordpress.com/2009/07/14/festival-internacional-slavianski-bazaar-2009/</guid>
<description><![CDATA[O festival internacional de artes Slavianski Bazaar (Международный фестиваль искусств «Славянский ба]]></description>
<content:encoded><![CDATA[O festival internacional de artes Slavianski Bazaar (Международный фестиваль искусств «Славянский ба]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Do you remember Chernobyl? Nuclear disaster contamination: apparently worse than previously thought...]]></title>
<link>http://electrodes.wordpress.com/2009/07/12/do-you-remember-chernobyl-nuclear-contamination-its-not-over-yet/</link>
<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 18:01:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Loup Kibiloki</dc:creator>
<guid>http://electrodes.wordpress.com/2009/07/12/do-you-remember-chernobyl-nuclear-contamination-its-not-over-yet/</guid>
<description><![CDATA[Reactor 4, Chernobyl Nuclear Power Plant, Ukraine, around May 3rd, 1986. The explosion had occurred ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Reactor 4, Chernobyl Nuclear Power Plant, Ukraine, around May 3rd, 1986. The explosion had occurred ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alexander Rybak "Big Star"]]></title>
<link>http://eurblog.wordpress.com/2009/07/10/viva-la-diva-viva-la-rybak/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 21:14:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bruno Fu Petry</dc:creator>
<guid>http://eurblog.wordpress.com/2009/07/10/viva-la-diva-viva-la-rybak/</guid>
<description><![CDATA[Rybak La Diva?  O portal eurovisivo 3minutes noticiou algumas das exigências que Alexander Rybak vai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Rybak La Diva?  O portal eurovisivo 3minutes noticiou algumas das exigências que Alexander Rybak vai]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guerra rivoluzionaria antisovietica nella Bielorussia 1941-1944]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/07/03/guerra-rivoluzionaria-antisovietica-nella-bielorussia-1941-1944/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:42:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
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<description><![CDATA[PER UNA NUOVA EUROPA MARZIO GOZZOLI Durante l’occupazione tedesca fu creato un regime autonomo,un’As]]></description>
<content:encoded><![CDATA[PER UNA NUOVA EUROPA MARZIO GOZZOLI Durante l’occupazione tedesca fu creato un regime autonomo,un’As]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Um brasileiro na Bielorússia]]></title>
<link>http://foraedentro.wordpress.com/2009/07/03/um-brasileiro-na-bielorussia/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 03:41:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>anareyes</dc:creator>
<guid>http://foraedentro.wordpress.com/2009/07/03/um-brasileiro-na-bielorussia/</guid>
<description><![CDATA[Para início de conversa você deve estar se perguntando: o que esse sujeito foi fazer na Bielorússia?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Para início de conversa você deve estar se perguntando: o que esse sujeito foi fazer na Bielorússia? Explico: estudo russo há algum tempo e surgiu a oportunidade de fazer um curso de vinte dias do idioma em uma universidade de Minsk, capital do país. Os custos do curso e da hospedagem eram quase nulos, principalmente se comparados aos da Rússia, então pensei: por que não? Imbuído desse espírito, junto a um pequeno grupo de brasileiros, no ano passado, arrumei as malas e fui à Bielorússia, ou Belarus, como alguns chamam.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Antes da viagem pouco sabia sobre o país. Meu conhecimento se resumia a poucas informações sobre a situação política, uma ditadura de muitos anos; a língua falada, russo, apesar do bielorusso também ser um idioma oficial; e, as características físicas das pessoas, todas brancas e quase sempre de olhos azuis, praticamente cópias da Gisele Bündchen espalhadas pelo país.<img class="alignright size-medium wp-image-246" style="margin:8px 12px;" title="É melhor pedir pelo número!" src="http://foraedentro.wordpress.com/files/2009/07/imgp0422.jpg?w=300" alt="É melhor pedir pelo número!" width="300" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Depois de uma noite de viagem a bordo de um trem da década de 1950, saindo de Varsóvia, cheguei a Minsk. Tenho que confessar que apesar de já familiarizado com o alfabeto, ao sair da estação e ver tudo escrito em caracteres cirílicos, o choque foi inevitável, fiquei um pouco assustado. Na rua, ao ver o famoso Lada, carro muito utilizado na União Soviética, tive um pouco a sensação de estar voltando no tempo. Primeira parada, alojamento da universidade, no qual eu passaria meus próximos vinte dias. O lugar estava em obra e, como eu descobriria depois, boa parte da cidade também. O verão é aproveitado para isso. Era poeira para todos os lados, mas o local era agradável, tinha até geladeira e elevador, apesar desses, seguramente, terem mais idade que os meus pais. Depois de estacionar as malas me dirigi à universidade para fazer a inscrição no curso. O prédio era de dar inveja a qualquer universidade pública brasileira, tudo extremante limpo e novo. Esse primeiro dia foi longo e eu fui finalmente apresentado à famosa burocracia, que pouco deve ter mudado desde os tempos soviéticos.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">O idioma logo se mostrou uma grande barreira. Meus conhecimentos da língua russa ainda eram um tanto reduzidos, e absolutamente ninguém, pelo menos entre as pessoas com as quais tive algum contato, falava inglês ou francês. Por isso, tive que aturar alguns semblantes não muito amistosos. No mercado, por exemplo, quando a caixa perguntava algo e eu dizia, em russo, “não entendo”, logo vinha a careta que tanto se repetiu, mas que ao fim da viagem eu já achava graça.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Eis que um dia, para meu espanto, o grupo de brasileiros do qual eu fazia parte foi levado a uma outra universidade, para conhecer um grupo de estudantes de relações internacionais que estudavam português. O espanto foi ainda maior ao ver que o português deles era muito bom, fluência perfeita, porém mais próxima do português lusitano. Conhecer aquelas pessoas foi como uma calmaria de sorrisos no mar de caretas bielorussas. Exageros causados pela distância à parte, eram pessoas muito agradáveis e extremante simpáticas, que estavam cheias de questões e curiosidades, o que, aliás, se fazia presente em ambas as partes. Com essas pessoas a língua já não era uma barreira e assim pude saciar meu lado antropólogo, frustrado até então.<img class="alignleft size-medium wp-image-247" style="margin:8px 12px;" title="Igreja Ortodoxa Bielorussa" src="http://foraedentro.wordpress.com/files/2009/07/imgp0531.jpg?w=300" alt="Igreja Ortodoxa Bielorussa" width="300" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Conheci, enfim, vários lugares da cidade tendo como guias esses “luso-bielorussos”. Porém, como alegria de brasileiro dura pouco, uma menina desse grupo, no meio de uma conversa, me disse: “Você tem que tomar cuidado, há alguns anos atrás você nem poderia andar por alguns lugares daqui. Existem muitos grupos fascistas. Agora eles diminuíram um pouco, porque alguns jovens formaram grupos anti-fascistas para combatê-los, mas mesmo assim tome cuidado”. O que ela, em seu português, chamava de fascistas eram neonazistas. Eu já esperava algo assim, porque tinha lido que na Rússia existem muitos grupos desse tipo, mas logicamente fiquei preocupado.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">É interessante relatar que contei o ocorrido a uma amiga do grupo de brasileiros, e ela sem entender nada, me perguntou: “Como assim, porque você teria que tomar cuidado?”. Acontece que para a “democracia racial” brasileira, eu sou moreno, uma denominação que as pessoas usam para escapar do que todos parecem ter medo de dizer aqui: “negro”. Cresci ouvindo minha avó dizer um ditado que parece que só serve para a Bielorússia, apesar dela nunca ter ido mais longe que o nordeste do Brasil. Dizia ela, para se referir aos pretensos morenos: “Passou de branco, preto é”. Minha amiga brasileira nunca deve ter ouvido esse ditado.<img class="alignright size-medium wp-image-248" style="margin:8px 12px;" title="Torcida do Dínamo de Minsk" src="http://foraedentro.wordpress.com/files/2009/07/viagem-p-3-409.jpg?w=300" alt="Torcida do Dínamo de Minsk" width="300" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Minha curiosidade antropológica me obrigou a ir a um lugar que eu já imaginava que seria um tanto complicado: um jogo de futebol. Apesar de não ser um esporte muito popular por aquelas bandas, o futebol na Rússia é muito associado a torcidas racistas e lá não poderia ser muito diferente. Vestido com esse espírito antropológico, cheguei ao estádio, e para meu espanto o policiamento lá era maior do que o destinado aos clássicos nos estádios do Rio de Janeiro. Dezenas de policias e militares cercavam o estádio e no seu interior tinha quase um policial para cada duas pessoas. O público, seguramente, não passava de quinhentos torcedores. O lugar, como em qualquer país civilizado, era marcado e me sentei bem longe da torcida “organizada”. Esta, apesar de pequena, cantava o tempo todo e fazia algumas saudações um tanto quanto parecidas com aquelas do alemão de bigodinho. A frente desta torcida, estavam estendidas diversas faixas. Todas faziam referência à violência e, no meio delas, escrito em letras bem grandes, havia o dizer “White Power”. Na mesma hora pensei indignado: “Pra isso eles sabem inglês, já na hora que eu vou ao mercado&#8230;”. Brincadeiras à parte, fiquei um pouco preocupado. A salvo pela grande distância, assisti ao jogo sem problemas, só fiz questão de sair um pouco antes do fim. Nada diferente de um clássico carioca.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Entretanto, durante a minha estada na Bielorússia, o neonazismo não passou de um fantasma que me assombrou durante parte da viagem. Nada de concreto ocorreu, pois a grande maioria das pessoas de lá pensam bem diferente desses grupos. O que aconteceu foi um grande sucesso das brasileiras e brasileiros com o sexo oposto, ou com o mesmo, variando de acordo com a orientação de cada um. Só uma única vez, vi um grupo de jovens devidamente paramentados no estilo (ou seria falta dele) neonazista: cabeças raspadas, suspensórios e coturnos. Passei ao lado do grupo, mas eles sequer olharam com maior atenção para mim.<img class="alignleft size-medium wp-image-249" style="margin:8px 12px;" title="Estátua de Lênin em uma estação de metrô" src="http://foraedentro.wordpress.com/files/2009/07/imgp0410.jpg?w=300" alt="Estátua de Lênin em uma estação de metrô" width="300" height="225" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Conhecida internacionalmente como a última ditadura européia, a Bielorússia até guarda algumas semelhanças com o Brasil, como por exemplo a maneira como as pessoas encaram a política, mas isso é um outro assunto que já não cabe aqui. Assim, quem quiser conhecer um lugar que foge ao senso comum das viagens, a Bielorússia pode ser uma opção. Afinal em que lugar do mundo você vai encontrar um McDonald´s em plena Rua Lênin, ou uma loja da Nike na Rua Karl Marx? Com o tempo percebi que as caretas e a grosseria eram um mal que afetava somente as pessoas que trabalhavam no comércio, mas não me pergunte por quê. Quem estiver interessado, consiga o visto, esqueça o inglês, treine bem a mímica e boa viagem.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:36pt;">Por Filipe Sarmento, com a colaboração de Ana Luíza Reyes.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Europei under 21 – 23/06/09]]></title>
<link>http://sciabolatamorbida.wordpress.com/2009/06/24/europei-under-21-%e2%80%93-230609/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:46:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
<guid>http://sciabolatamorbida.wordpress.com/2009/06/24/europei-under-21-%e2%80%93-230609/</guid>
<description><![CDATA[Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em>Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.</em><br />
________________________________________________________________</p>
<p style="text-align:justify;">La Svezia continua la sua rincorsa alla vittoria finale davanti al proprio pubblico grazie al 3 a 1 inflitto alla Serbia. Marcus Berg, punta di diamante di questa nazionale, è sempre più il capocannoniere del torneo, ora a quota 5 reti. E&#8217; infatti lui il giocatore decisivo di quest&#8217;ultima partita, dove mette a segno un&#8217;importante doppietta (di Toivonen l&#8217;altra rete svedese, di Kacar la rete della bandiera serba). Svezia che adesso incontrerà l&#8217;Inghilterra, vincitrice dell&#8217;altro gruppo, in semifinale.<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-yRMqm92k6Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-yRMqm92k6Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Oltre alla nazionale di casa saranno gli Azzurrini a continuare a giocarsi le proprie chance di vittoria finale: la nostra rappresentativa giovanile, infatti, si è imposta 2 a 1 sulla Bielorussia in un match quasi interamente dominato dai nostri. Il passivo, infatti, sarebbe potuto essere notevolmente più ampio, ma anche in questa occasione, come nelle due precedenti, la grande mole di lavoro prodotta dai nostri ragazzi cozza contro la notevole sterilità dei nostri avanti, incapace di convertire in goal le tante occasioni avute.</p>
<p style="text-align:justify;">Italia che ora se la dovrà quindi vedere contro i pari età tedeschi, nazionale temibile e storicamente notevolmente solida. A livello di talento, però, i nostri ragazzi sembrerebbero essere superiori. A maggior ragione per il fatto che tornerà a disposizione dopo la squalifica anche Mario Balotelli, tra tutti il giocatore forse più talentuoso della nostra squadra. A lui si chiederà di fare la differenza, magari estraendo dal cilindro una rete come quella realizzata contro i padroni di casa svedesi. Speriamo solo che, stavolta, riesca a controllare i suoi <em>colpi di testa</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Problemi invece a centrocampo, dove potremmo perdere due dei tre nostri attuali titolari: De Ceglie, infatti, si è infortunato nel corso dell&#8217;ultima partita. Marchisio, invece, è stato ammonito ed essendo già diffidato dovrà saltare la semifinale. Qualora anche De Ceglie non ce la facesse, quindi, non sarà il solo Dessena, primo sostituto naturale (cominciò da titolare con Marchisio e Cigarini questo biennio, salvo poi lasciare spazio a De Ceglie in questa fase finale) dei due, a trovare spazio dal primo minuto. Curiosità, quindi, nel capire chi sarà il giocatore ad affiancare i due ex parmensi &#8211; Cigarini e Dessena, appunto &#8211; nel centrocampo che si opporrà ai pariruolo teutonici.</p>
<p style="text-align:justify;">Dovrebbe invece essere tutto confermato in difesa, dove Motta e Bocchetti su tutti stanno disputando un Europeo da urlo (con <em>vista </em>sulla nazionale maggiore).<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/T7wZVcvqY0M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/T7wZVcvqY0M&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">La partita di ieri, intanto, è stata decisa da una doppietta di Robert Acquafresca, capace di andare a ribaltare l&#8217;iniziale vantaggio firmato da Kislyak.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dossier Collective Security Treaty Organisation (CSTO)]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/06/18/csto-in-funzione-anti-nato/</link>
<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 08:17:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>msdfli</dc:creator>
<guid>http://msdfli.wordpress.com/2009/06/18/csto-in-funzione-anti-nato/</guid>
<description><![CDATA[CSTO in funzione anti-Nato Nasce a Mosca forza reazione rapida 14.06.2009 ANSA &#8211; Diversi paesi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CSTO in funzione anti-Nato Nasce a Mosca forza reazione rapida 14.06.2009 ANSA &#8211; Diversi paesi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seconda guerra mondiale: lo sterminio di civili fra storia e memoria]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/09/04/seconda-guerra-mondiale-lo-sterminio-di-civili-fra-storia-e-memoria/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 07:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>luiginter</dc:creator>
<guid>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/09/04/seconda-guerra-mondiale-lo-sterminio-di-civili-fra-storia-e-memoria/</guid>
<description><![CDATA[Lo sterminio a est/the new york review of books Il ricordo dei Settanta anni dall&#8217;aggressione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignnone" style="width: 579px"><a href="http://www.nybooks.com/articles/22875"><img title="Lo sterminio a est/the new york review of books" src="http://www.nybooks.com/images/tables/20090716img1.png" alt="Lo sterminio a est/the new york review of books" width="569" height="444" /></a><p class="wp-caption-text">Lo sterminio a est/the new york review of books</p></div>
<p>Il ricordo dei <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/polonia-anniversario/merkel-anniversario/merkel-anniversario.html">Settanta anni dall&#8217;aggressione tedesca (e sovietica)</a> alla Polonia &#8211; 1 settembre 1939 &#8211; ha riportato l&#8217;attenzione anche sulla&#8221; memoria&#8221; della guerra, l&#8217;attribuzione delle responsabilità, l&#8217;uso della storia per fini politici: per esempio Putin che giustifica ancora il patto Molotov-Ribbentrop o che mette sul tavolo i <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/sep/01/russia-poland-nazis-secret-documents">documenti russi </a> , resi pubblici in questi giorni, che dovrebbero dimostrare che  la Polonia stava tramando con i nazisti contro l&#8217;Urss, facendosi portavoce ufficiale di quello che Bernardo Valli su <em>Repubblica</em> ha chiamato nuovo &#8220;<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/02/il-fantasma-di-stalin.html">nazionalismo staliniano</a>&#8220;.<br />
O, ancora, il peso dei propri morti nella seconda guerra mondiale nel confronto attuale fra Russia e Ucraina e Bielorussia.</p>
<p>In un articolo/saggio: &#8220;<a href="http://www.nybooks.com/articles/22875"><strong>Holocaust: The Ignored Reality</strong></a>&#8220;, pubblicato sulla <em>New York Review of Books</em> del 16 luglio, <a id="v9v7" title="Timothy Snyder" href="http://www.nybooks.com/authors/11193">Timothy Snyder</a> (uno storico che insegna a Yale) sostiene che le nostre conoscenze, comprensione  e percezioni dello <strong>sterminio deliberato delle popolazioni europee,</strong> fra gli anni Trenta e il 1945 debbano essere riviste: sarebbero deformate dalla <em>memoria</em>, a scapito della <em>storia</em>.<br />
L&#8217;articolo <strong>non rivela nulla di nuovo</strong>, mette solo in fila i dati, ci invita a tenere ben conto delle dimensioni dei fatti per comprendere la portata degli eccidi. Soprattutto, dice Snyder, il nostro è un<strong> problema &#8220;geografico&#8221;</strong>:</p>
<p><!--moreContinua...--><br />
tendiamo a dimenticare che la stragrande maggioranza delle persone assassinate si trovasse nell&#8217;Europa orientale: fra il 1933 e il 1945 <strong>12 milioni di persone</strong> vennero uccise (con mezzi diversi) da nazisti e sovietici nell&#8217;area geografica che comprende le attuali <strong>Bielorussia, Ucraina, Polonia, Lituania e Lettonia</strong>. (Ovviamente non vengono inclusi nel conteggio i soldati morti in battaglia).</p>
<p>Snyder sottolinea anche l&#8217;intrecciarsi fra le politiche hitleriane e quelle staliniane, su queste terre, fra gli anni &#8216;30 e la fine della guerra, con una prospettiva che è esattamente quella di quel libro terribile e grandioso che è <strong><em><a id="nu:c" title="Vita e Destino" href="../tag/vasilij-grossman/">Vita e Destino</a></em> di Vassilj Grossman</strong>, del quale parecchio si è parlato in questo blog.</p>
<h4>Gli ebrei dell&#8217;est</h4>
<p>In primo luogo la <strong>Shoa</strong>.<br />
Conosciamo soprattutto Auschwitz: questo perché Auschwitz era un campo di lavoro forzato oltre che un campo di sterminio; e da Auschwitz tornarono quindi dei sopravvissuti che ci <strong>raccontarono la loro esperienza</strong>.<br />
E visto che ad Auschwitz vennero deportati quasi esclusivamente ebrei dell&#8217;Europa occidentale, la memoria che abbiamo dello sterminio è quasi solo questa.</p>
<p>Dai campi della morte dell&#8217;est invece i sopravvissuti furono pochissimi; e ai pochi sopravissuti che potevano narrare le storie degli ebrei che vivevano in Unione Sovietica fu impedito di raccontare lo sterminio come una storia specificamente ebraica: la storia ufficiale sovietica voleva che si parlasse in generale di vittime &#8220;sovietiche&#8221;. Le due grandi vicende hanno dunque avuto forza &#8220;narrativa&#8221; incomparabilmente diversa.</p>
<p>Eppure, quando la maggior parte degli ebrei dell&#8217;Europa occidentale venne assassinata, nel 1943 e 1944, gli ebrei polacchi e sovietici erano già stati sterminati. Due terzi del totale degli ebrei morti durante la Shoa (in tutto 5,7 milioni) venne assassinata prima della fine del 1942. In qualche modo, dice Snyder, gli ebrei dell&#8217;est è come se fossero <strong>ai margini della memoria</strong> dello sterminio. (Paradossalmente, viene quasi da dire, il romanzo controverso, ma che ha avuto un certo successo, di <strong>Jonathan Littel</strong>, <a href="http://www.ibs.it/code/9788806194901/littell-jonathan/benevole.html"><em>Le Benevole</em> &#8211; Einaudi</a> &#8211; ci ha raccontato nei minimi dettagli lo sterminio degli ebrei a Est ma <strong>dal punto di vista di un ufficiale delle SS</strong>).</p>
<h4>Carestie e pallottole in Ucraina e Bielorussia</h4>
<p>Anche delle eliminazioni di massa pianificate e messe in opera dal <strong>regime staliniano</strong>, dice Snyder, spesso abbiamo una conoscenza consapevole distorta.<br />
Tendiamo a identificare il Gulag come il massimo dell&#8217;orrore sovietico. Anche in questo caso perché dai Gulag molti tornarono, la stragrande maggioranza, e di questa esperienza abbiamo molte testimonianze (vennero internate circa 30 milioni di persone).</p>
<p>Ricordiamo invece poco che la politica di sterminio sovietico si fondò soprattutto sulle fucilazioni e sulla deliberata <strong>morte per fame</strong> di milioni di persone, attraverso le carestie provocate appositamente.<br />
Anche qui la <strong>geografia</strong> è importante: lo sterminio per fame durante la collettivizzazione del 1930-33 e le fucilazioni di massa durante  il Grande Terrore del 1937-38 colpirono soprattutto la popolazione ucraina e alcune minoranze etniche (oltre 630 mila persone), mentre le vittime delle epurazioni nel Partito comunista, nella polizia e fra gli ufficiali dell&#8217;esercito furono 47 mila.<br />
In particolare, le fucilazioni di massa durante il terrore (l&#8217;eliminazione dei &#8220;Kulaki&#8221;) ebbero come bersagli &#8211; almeno in parte &#8211; le stesse popolazioni colpite dalla collettivizzazione forzata (quindi soprattutto ucraini).</p>
<h4>La portata dello sterminio nazista e sovietico</h4>
<p>Per restituire l&#8217;esatto profilo degli anni dello sterminio deliberato delle popolazioni civili fra il 1930 e il 1945, Snyder riassume le cifre delle operazioni a est e nel contesto globale degli omicidi di massa nazisti e sovietici, in cinque differenti gruppi:</p>
<p>- L&#8217;opera di sterminio degli <strong>ebrei</strong> <strong>da parte dei nazisti </strong>(circa 5,7 milioni di morti). Di questi:<br />
Circa 3 milioni uccisi durante l&#8217;Operazione Reinhardt: la soppressione degli ebrei polacchi,  a Treblinka, Belzec, Sobibor e in altri campi della morte nel 1942 e nelle fucilazioni di massa nella parte orientale della Polonia.<br />
Un milione di ebrei venne invece sterminato dagli <strong>Einsatzgruppen delle SS</strong> in Unione Sovietica e nei Paesi Baltici nel 1941; altri 700 mila vennero fucilati dai nazisti e dai collaborazionisti nel 1942 in Unione Sovietica. Un milione di ebrei, infine, venne uccisa ad Auschwitz.</p>
<p>- L&#8217;opera di sterminio di <strong>cittadini sovietici da parte dei nazisti</strong> causando la morte deliberata per fame (4 milioni di persone): 3 milioni di soldati sovietici nei campi di prigionia tedeschi; un milione di persone lasciate morire deliberatamente di fame nell&#8217;assedio di Leningrado e in altre carestie pianificate in alcune città dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>- <strong>Le rappresaglie dei tedeschi contro i civili</strong> (almeno 750 mila morti): si tratta di azioni collegate alle operazioni contro i partigiani locali, soprattutto in Bielorussia (350 mila), Polonia e Jugoslavia.<br />
I tedeschi furono dunque responsabili dell&#8217;uccisione diretta di <strong>10 milioni di civili</strong>, nella stragrande maggioranza nell&#8217;Europa Orientale e in Unione Sovietica.</p>
<p>- Lo sterminio dei cittadini sovietici da parte del <strong>governo sovietico</strong> attraverso la <strong>morte per fame</strong> durante le collettivizzazioni (5,5 milioni).</p>
<p>- Le <strong>fucilazioni di massa dei cittadini sovietici</strong> da parte del governo sovietico (700 mila morti) durante il grande Terrore del 1937-1938.</p>
<p>Oltre alle operazioni contro alcune minoranze etniche, anche durante la seconda guerra mondiale, come nei Paesi Baltici o ai danni di polacchi (come a Katyn).</p>
<p>In un intervento successivo &#8211; <a href="http://www.nybooks.com/articles/22980">13 agosto 2009</a> &#8211; Snyder, sintetizza per chiarire: ci sono grosso modo tre gruppi di vittime europee di dimensioni comparabili:<br />
- Ebrei uccisi dai tedeschi<br />
- Non ebrei uccisi dai tedeschi<br />
- Cittadini sovietici uccisi dal governo sovietico.<br />
A un lettore che gli ha fatto notare come nel suo saggio non fossero citati i <strong>Sinti e i Roma</strong> (le stime oscillano fra i 225mila e 1,5 milioni) Snyder dice di aver considerato queste vittime dentro il secondo gruppo.</p>
<p>L&#8217;articolo di Snyder, infine, merita la lettura anche per la sintesi con cui tratteggia i progetti nazisti in caso di vittoria a est, con la pianificazione dello sterminio di quantità di popolazioni slave in numero addirittura superiore a quello degli ebrei.<br />
Una lettura pesante, che lascia il segno, anche se son poche pagine; che costringe a immaginare, con calma, l&#8217;immensità della tragedia, incommensurabile, che sta dietro tutti quei numeri così freddi.<br />
Agghiacciante.<br />
Come sempre in questo caso, la questione è non dimenticare, ricostruire le vicende con precisione.  E anche i numeri aiutano a farlo.<br />
Anche se restano in mente le parole di Eric J. Hobsbawm, che in <a href="http://www.ibs.it/code/9788817019347/hobsbawm-eric-j/secolo-breve-1914-1991.html">Il Secolo Breve</a> (Rizzoli) scrive:</p>
<blockquote><p>In ogni caso che cosa significa l&#8217;esattezza statistica quando gli ordini di grandezza sono così elevati? [...] Possiamo davvero comprendere cifre che oltrepassano la nostra capacità di intuire una realtà fisica?</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Mosca e Minsk, mai così lontane]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/06/16/mosca-e-minsk-mai-cosi-lontane/</link>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 11:58:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lukashenko diserta un vertice Mosca e avverte: &#8216;La Bielorussia rischia di diventare come la Ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><img class="alignleft size-full wp-image-2353" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/06/images202.jpg" alt="images" width="111" height="117" />Lukashenko diserta un vertice Mosca e avverte: &#8216;La Bielorussia rischia di diventare come la Cecenia&#8217;</h2>
<p> </p>
<p><strong>Vicini, lontani. </strong>Mosca e Minsk non si sono mai particolarmente amate, ma negli ultimi tempi i rapporti sono in caduta libera verso il deterioramento irreversibile. L&#8217;ultimo atto è andato in scena a Mosca, quando il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha dato forfait all&#8217;ultimo minuto e non ha preso parte ai lavori della Csto, il vertice regionale sulla sicurezza collettiva, organismo fondato nel 1992 che conta tra le sue fila 9 ex repubbliche sovietiche.<!--more--></p>
<p><strong>Un&#8217;assenza pesante. </strong>Lukashenko ha mancato un appuntamento molto importante perché si trattava di una riunione chiave per la costituzione di una task force di &#8220;Rapida Reazione&#8221; contro minacce interne ed esterne. L&#8217;assenza è stata tanto più pesante dal momento che la presidenza di turno spetta proprio alla Bielorussia. Il presidente russo Medvedev ha dovuto precisare che la scelta di Minsk di non prendere parte al summit andava interpretata come la scelta di un singolo contraente, la cui assenza non avrebbe inficiato la validità dei documenti firmati dalle altre parti. Non dello stesso avviso è stato però il ministro degli Esteri bielorusso che sostiene la nullità degli atti firmati in assenza del presidente di turno. La malcelata irritazione di Mosca si riassume tutta in una dichiarazione che un alto funzionario del Cremlino avrebbe rilasciato al quotidiano economico <em>Kommersant</em>: &#8220;Non siamo particolarmente dispiaciuti per il comportamento della Bielorussia. Evidentemente qualcuno si è stufato di essere il presidente della Bielorussia&#8221;.</p>
<p><strong>Il ricatto. </strong>Da molto tempo Lukashenko sostiene che Mosca esercita pressioni per un cambiamento nei palazzi di Minsk, accusa fortemente respinta dalle stanze che affacciano sulla Piazza Rossa. Lo strappo nelle relazioni tra le &#8220;due Russie&#8221; nasce dalla decisione del Rospotrebnadzor (Autorità sul commercio e controlli sanitari) di bloccare le importazioni di prodotti lattiero-caseari dalla Bielorussia. Secondo l&#8217;autorità di controllo, le etichette sui prodotti non sono conformi alle nuove norme tecniche varate nel dicembre del 2008. Tutto si basa su un regolamento che vieta la dicitura &#8220;latte&#8221;, quando almeno l&#8217;un percento del prodotto è costituito da latte in polvere. Il danno per i produttori bielorussi, che fanno largo uso di latte in polvere, ammonta a circa un miliardo di dollari, ed è enorme se si tiene conto che il 90% delle esportazioni è diretta in Russia. Qualche esperto del settore si è interrogato, però, sul perché Mosca si sia ricordata solo adesso di applicare il regolamento e non già da gennaio.</p>
<p><strong>La guerra del latte. </strong>Ma quella che i media si sono affrettati a battezzare &#8220;la guerra del latte&#8221; ha delle implicazioni e conseguenze che non sono solo commerciali. &#8220;La cooperazione militare tra Mosca e Minsk è in pericolo. La Russia dovrebbe sapere che lo scudo bielorusso non ha prezzo&#8221;, ha tuonato Lukashenko sulle pagine di alcuni quotidiani russi (<em>&#8220;Izvestia e &#8220;Russia Today&#8221;</em>). E poi ha alzato il tiro: &#8220;La Bielorussia potrebbe diventare una prossima Cecenia se la Russia non molla la presa&#8221;. Lukashenko sostiene di essere sotto ricatto perché non ha ancora riconosciuto la sovranità di Ossezia del Sud e di Abkhazia. La messa al bando dei prodotti lattiero-caseari non è altro che una sanzione erogata da Mosca che, stando a quanto riferisce Lukashenko, vorrebbe entrare nel mercato bielorusso rilevando tutti gli impianti. Pochi giorni dopo i colloqui bilaterali, il primo ministro Vladimir Putin in un incontro ufficiale con il governatore dell&#8217;Oblast&#8217; di Belgorod (la regione di maggiore produzione di latte e prodotti derivati), ha dichiarato: &#8220;La Bielorussia sta distruggendo la nostra industria del latte. È probabile che faccia parte di un disegno ben preciso&#8221;.</p>
<p><strong>Un fardello pesante. </strong>Dietro il latte, c&#8217;è pure la puzza del gas e dei dollari. Gazprom potrebbe chiedere alla Bielorussia il pagamento dell&#8217;intero debito per la somministrazione del gas, soldi di cui al momento Minsk non dispone. In più Mosca ha sospeso l&#8217;erogazione di un prestito di 2 miliardi di dollari, congelando l&#8217;ultima tranche da 500 milioni di dollari. Secondo il ministro delle Finanze russo Alexei Kudrin, la Bielorussia è sull&#8217;orlo della bancarotta e la Russia, che ha i suoi problemi, non può continuare ad aiutare Minsk a tempo indeterminato, dal momento che &#8220;la sovranità della Bielorussia è un fardello pesante. Come regione autonoma costa più di qualsiasi altra regione russa&#8221;.  </p>
<p>Nicola Sessa</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/16231/Mosca+e+Minsk%2C+mai+cos%26igrave%3B+lontane">http://it.peacereporter.net/articolo/16231/Mosca+e+Minsk%2C+mai+cos%26igrave%3B+lontane</a></p>
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