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	<title>biocarburante &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/biocarburante/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "biocarburante"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:32:36 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Che grasso si usa per fare i cosmetici?]]></title>
<link>http://palebas.wordpress.com/2009/11/26/che-grasso-si-usa-per-fare-i-cosmetici/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:10:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>palebas</dc:creator>
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<description><![CDATA[La notizia è di qualche giorno fa, ma io l&#8217;ho &#8220;scoperta&#8221; solo oggi&#8230; Vi siete]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La notizia è di qualche giorno fa, ma io l&#8217;ho &#8220;scoperta&#8221; solo oggi&#8230; Vi siete mai chiesti come fanno tutte quelle creme e cremine che le donne (e ahime sempre più diffusamente anche gli uomini) si spalmano in viso e sul corpo? Semplice&#8230;:</p>
<p><a href="http://palebas.wordpress.com/files/2009/11/immagine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-196" title="Articolo liposuzione" src="http://palebas.wordpress.com/files/2009/11/immagine.jpg" alt="" width="570" height="614" /></a></p>
<p>L&#8217;articolo si trova <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/esteri/2009/11/20/262314-orrore_peru_traffico_grasso_umano.shtml" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Si potrà pensare che questo è un caso estremo e isolato e che normalmente non si uccide nessuno per farne delle creme. Ma vi siete mai chiesti che fine fa il grasso estratto dalle liposuzioni? Non so chi ha visto &#8220;Fight Club&#8221; (consigliatissimo): beh, lì lo usavano per fare delle candele ed dell&#8217;esplosivo, non certo creme o addirittura <a href="http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200811261500-hpg-rsa0036-art.html" target="_blank">biscotti</a> o <a href="http://www.appuntidigitali.it/1966/biocarburante-dal-grasso-umano-tutti-a-fare-la-liposuzione/" target="_blank">biocarburante</a>!</p>
<blockquote><p>Un&#8217;azienda olandese avrebbe riciclato il grasso umano derivante dalla liposuzione per produrre biscotti e altri prodotti alimentari da inviare a Paesi in via di sviluppo. E alla notizia-shock un programma di attualita&#8217; delle televisione olandese, Netwerk, dedichera&#8217; oggi un reportage speciale. Nella sua pagina internet, la fondatrice dell&#8217;Irfak, Mieke Smits, spiega che l&#8217;azienda &#8220;ricicla grasso umano e lo trasforma in alimenti che si esportano verso il terzo mondo&#8221; o verso regioni con problemi di alimentazione a causa di guerre. La signora Smits spiega, per esempio, che uno dei suoi prodotti, sigillato ermeticamente per essere distribuito anche in situazioni estreme, e&#8217; composto &#8220;al 50 per cento di grasso umano, al 50 per cento di zucchero e da un&#8217;enorme quantita&#8217; di vitamine aggiunte&#8221;. Non solo: per incrementare il numero dei &#8216;donatori&#8217;, l&#8217;azienda ha organizzato una riffa che assegna al vincitore una liposuzione gratis. E in un&#8217;intervista concessa a una televisione locale dell&#8217;Olanda meridionale, la L1Tv, si vede la signora Smits che mostra una borsa contenente &#8220;il grasso del primo vincitore della promozione&#8221;.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un aereo a energia solare intorno al mondo]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/23/un-aereo-a-energia-solare-intorno-al-mondo/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 20:26:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Di Nuccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[solarimpulse.com I biocarburanti sono spesso pubblicizzati come il prossimo grande passo nella tecno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[solarimpulse.com I biocarburanti sono spesso pubblicizzati come il prossimo grande passo nella tecno]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Arezzo: rinnovabili in fiera con Agrienergie 2009]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/11/05/arezzo-rinnovabili-in-fiera-con-agrienergie-2009/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Da e per l’agricoltura”, questa la denominazione della fiera delle energie rinnovabili di provenien]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1275" title="Arezzo, rinnovabili in fiera con agrienergie - il blog di Sorgenia - img da www.scianet.it" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/11/foto_sorgenia_agrienergie.jpg?w=150" alt="Arezzo, rinnovabili in fiera con agrienergie - il blog di Sorgenia - img da www.scianet.it" width="150" height="125" />“Da e per l’agricoltura”, questa la denominazione della fiera delle energie rinnovabili di provenienza agricola e forestale che si svolgerà <strong>ad Arezzo dal 6 all&#8217;8 novembre </strong>con <strong>Agrienergie 2009</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo consiste nel <strong>promuovere e rafforzare la conoscenza</strong> e la <strong>diffusione </strong>delle <strong>energie rinnovabili</strong> di provenienza agricola e forestale, biogas e biocarburanti, presentando ai visitatori, alle aziende e agli enti, sia pubblici che privati, le novità del settore destinate sopratutto alla autoproduzione energetica: minieolico, mini-idrico, sistemi geotermici, impianti fotovoltaici e per il solare termico.</p>
<p>Un programma ricco di eventi: per l’occasione sono state organizzate visite guidate ai numerosi impianti di teleriscaldamento presenti nella regione Toscana e inoltre sarà possibile assistere a workshop e a momenti di approfondimento tecnico-scientifico al quale potranno partecipare esperti del settore, liberi professionisti e tecnici interessati.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Fonte: <a title="Agrienergie 2009, rinnovabili in fiera ad Arezzo" href="http://www.repubblica.it/news/ambiente/rep_rinnovabili_agrienergie-2009-rinnovabili-in-fiera-ad-arezzo-800468.html" target="_blank">Repubblica</a><br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pavia: medaglia d'oro al MIT di Boston ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/04/pavia-medaglia-doro-al-mit-di-boston/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:30:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Medaglia d&#8217;oro e &#8220;best food oe energy project&#8221; per gli studenti dell&#8217;Univers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Medaglia d&#8217;oro e &#8220;best food oe energy project&#8221; per gli studenti dell&#8217;Università di Pavia, guidati dal prof. Paolo Magni, che al MIT di Boston hanno partecipato  a iGEM 2009 (International Genetically Engineered Machine), la student competition sulla biologia  sintetica, con un progetto per la produzione di biocarburante a partire dal siero del latte. Il progetto pavese è stato premiato con una medaglia d&#8217;oro nell&#8217;area food or energy. Spiega da Boston il prof. Magni:  &#8221; Su 103 progetti presentati, la giuria internazionale ha assegnato circa 40 ori, 20 argenti e 24 bronzi. Oltre alla medaglia d&#8217;oro, il nostro progetto ha ricevuto un premio speciale della giuria come miglior progetto in assoluto dell&#8217;area food or energy. Abbiamo ricevuto complimenti da tutti per le analisi quantitative e di caratterizzazione e per la serietà del lavoro. Qui l&#8217;entusiamo mio e dei ragazzi è alle stelle e deriva dalla consapevolezza di avercela messa tutta.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le cinque tecnologie che cambieranno tutto]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/10/21/le-cinque-tecnologie-che-cambieranno-tutto/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 13:41:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/10/21/le-cinque-tecnologie-che-cambieranno-tutto/</guid>
<description><![CDATA[Pannelli solari in orbita. Biocarburanti estratti dalle alghe marine. Batterie per auto elettriche c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Pannelli solari Sorgenia a Villacidro (CA), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/sorgenia/3371163428/"><img class="alignleft" title="pannelli solari Sorgenia" src="http://farm4.static.flickr.com/3436/3371163428_e55c9b710a_m.jpg" alt="Pannelli solari a Villacidro (CA) f" width="240" height="160" /></a>Pannelli solari in orbita. Biocarburanti estratti dalle alghe marine. Batterie per auto elettriche con autonomia di 600 km, e capaci di immagazzinare a lungo anche l&#8217;energia del vento. CO2 trasformato in metallo per essere catturato e sepolto nelle centrali a carbone. Sono &#8220;<strong>le cinque tecnologie che cambieranno tutto</strong>&#8220;. Secondo un&#8217;inchiesta del Wall Street Journal queste innovazioni segneranno il nostro futuro. Salveranno il pianeta dal cambiamento climatico; ridurranno l&#8217;inquinamento; s<strong>aranno il motore di un ciclo di sviluppo economico sostenibile</strong>, generando milioni di posti di lavoro nelle attività &#8220;verdi&#8221;.</p>
<p>Ci sono delle condizioni, però. <strong>Nessuna di queste tecnologie oggi è disponibile a prezzi competitivi</strong> con le vecchie forme di consumo energetico. Perché vincano la corsa contro il tempo dovranno ricevere sostegno dai governi e dal settore privato. Ma non è una scommessa impossibile. In molti paesi la ricerca scientifica e la sperimentazione sono ormai a un passo dal traguardo.</p>
<p>&#8220;<em>La fine della nostra dipendenza dai carburanti fossili </em>- annuncia il rapporto speciale del Wall Street Journal &#8211; <em>può essere ormai questione di qualche decennio. Queste cinque tecnologie, se hanno successo, cambieranno lo scenario energetico mondiale</em>&#8220;.</p>
<p>La prima di queste soluzioni realizzerà un sogno che gli scienziati accarezzano già da trent&#8217;anni: sfruttare l&#8217;energia solare laddove essa è molto più abbondante, perché non è &#8220;schermata&#8221; dall&#8217;atmosfera terrestre. La soluzione? <strong>Mettere in orbita geostazionaria</strong> &#8211; a circa 30.000 km di altitudine &#8211; <strong>dei satelliti trasformati in centrali solari</strong>. I loro pannelli fotovoltaici trasformeranno la luce in elettricità. Poi li trasmetteranno sulla terra sotto forma di onde di energia, non molto dissimili dal principio usato nei forni a micro-onde, senza pericoli per la sicurezza e la salute. Il costo maggiore è la messa in orbita di queste centrali solari, ma si sta riducendo rapidamente. In una mezza dozzina di paesi &#8211; conclude l&#8217;inchiesta &#8211; governi e imprese private sono alleati in questa nuova corsa alla conquista dello spazio, e le prime centrali in orbita saranno operative entro un decennio.</p>
<p>Al secondo posto viene <strong>il problema del trasporto privato</strong>, che insieme con le centrali elettriche è una delle principali fonti di CO2 del pianeta. L&#8217;auto elettrica fa progressi veloci, ma continua a scontrarsi con l&#8217;alto costo e la scarsa autonomia delle batterie. La soluzione: una <strong>nuova generazione di batterie dette &#8220;al litio-aria&#8221;</strong> con un&#8217;efficienza dieci volte superiore a quelle attuali.</p>
<p>Sempre per le automobili, occorre trovare <strong>un&#8217;alternativa ai biocarburanti attuali:</strong> questi rubano terre coltivabili ai raccolti per usi alimentari, creano inflazione nelle derrate agricole, spesso inquinano quanto il petrolio. <strong>La riposta è nelle alghe</strong>: la loro produttività per i biocarburanti è 15 volte superiore alle benzine verdi estratte dai cereali. Gli Stati Uniti possono produrre abbastanza alghe marine da soddisfare solo con queste tutto il fabbisogno di carburanti per auto.</p>
<p>Per le energie rinnovabili come eolico e solare il limite finora è l&#8217;impossibilità di conservare la corrente prodotta: quella che non si consuma subito viene perduta. Ma anche qui il balzo tecnologico è imminente: grazie a batterie al litio che potranno immagazzinare l&#8217;energia dai pannelli fotovoltaici e dal vento. <strong>Orizzonte 2020 per il &#8220;carbone pulito&#8221;</strong>: qui la soluzione è già stata sperimentata in i<strong>mpianti di piccole dimensioni, che catturano e sotterrano CO2</strong>.</p>
<p>Fonte: <a title="Pannelli solari e superbatterie scoperte che cambiano il mondo" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/ambiente/cinque-scoperte/cinque-scoperte/cinque-scoperte.html?ref=hpspr1" target="_blank">Repubblica.it</a><br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brevettato un nuovo biocarburante per l'aviazione]]></title>
<link>http://fromtheskies.wordpress.com/2009/10/02/1330/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 20:34:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>dececk</dc:creator>
<guid>http://fromtheskies.wordpress.com/2009/10/02/1330/</guid>
<description><![CDATA[Brasile, Università di Campinas, facoltà di ingegneria chimica. Qui un team di ricercatori, coordina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a rel="attachment wp-att-1333" href="http://fromtheskies.wordpress.com/2009/10/02/1330/biofuel_bubbles_28665a/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1333" title="biofuel_bubbles_28665a" src="http://fromtheskies.wordpress.com/files/2009/10/biofuel_bubbles_28665a.jpg?w=300" alt="biofuel_bubbles_28665a" width="168" height="152" /></a>Brasile</strong>, Università di Campinas, facoltà di ingegneria chimica. Qui un team di ricercatori, coordinati dal professor Rubens Maciel Filho, ha sviluppato a partire da una<strong> miscela di vari tipi di oli vegetali</strong> un biocarburante da destinare al trasporto aereo, con l’intento di ridurre le emissioni inquinati de trasporto aereo.<br />
Il prodotto realizzato, assicurano i ricercatori brasiliani, si contraddistingue per l’elevato grado di <strong>purezza </strong>(99,9%) e per il <strong>basso costo</strong>, da mettere in relazione ad un processo di sintesi particolarmente efficiente che ne riduce il prezzo di due terzi rispetto all’equivalente in combustibile fossile.</p>
<p>Il livello di purezza determina il mantenimento dello stato liquido fino a 22 gradi centigradi sotto lo zero e in miscela al 20% con il kerosene da petrolio, resiste al congelamento fino 47 °C sotto zero, elemento essenziale per volare alle altitudini richieste.<br />
La procedura messa a punta si avvale di due fasi: l’estrazione dell’olio vegetale e la raffinazione in un bioreattore con l’aggiunta di un catalizzatore e una quantità predeterminata di etanolo, in un secondo tempo sono separati tutti gli elementi prodotti dalla reazione.<br />
Il biokerosene così prodotto è già stato brevettato ed ora il gruppo universitario è interessato a coinvolgere nel progetto imprese private per immetterlo nella produzione su scala industriale.</p>
<ul>
<li>via: <a href="http://www.rinnovabili.it/universita-brasiliana-brevetta-biofuel-per-laviazione-401990" target="_blank">www.rinnovabili.it</a></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Helioculture, un biocarburante dalla luce del sole]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/09/30/helioculture-un-biocarburante-dalla-luce-del-sole/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:46:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/09/30/helioculture-un-biocarburante-dalla-luce-del-sole/</guid>
<description><![CDATA[Il procedimento chiamato Helioculture dell’azienda Joule Biotechnologies consiste in uno speciale co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/09/foto_sorgenia_helioculture.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1530" title="Biocarburante dal Sole - Il Blog di Sorgenia - Img da flickr.com" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/09/foto_sorgenia_helioculture.jpg?w=150" alt="" width="150" height="96" /></a>Il procedimento chiamato <strong>Helioculture</strong> dell’azienda Joule Biotechnologies consiste in uno speciale <strong>convertitore che cattura la luce solare e l’anidride carbonica, trasformandola in un biocarburante liquido</strong>. Il convertitore contiene una miscela di acqua, sostanze nutritive e organismi ingegnerizzati geneticamente che utilizzano la fotosintesi per secernere gli idrocarburi che compongono il biocarburante.</p>
<p>Il sistema è completamente modulare: <strong>per aumentare la produzione basta aggiungere altre unità di convertitori solari</strong>.</p>
<p>Alcuni dettagli del processo sono ancora sconosciuti: <strong>il microrganismo ingegnerizzato capace di convertire il solare in biocarburante non è stato rivelato (si sa soltanto che non è un’alga).</strong> I primi test di laboratorio sono stati completati e la Joule sta progettando <strong>una prima centrale-pilota entro il 2010</strong>, per poi iniziare in pianta stabile la produzione di biocarburante entro il 2011.</p>
<p>Fonte: <a title="carburante direttamente dal sole?" href="http://www.econote.it/?p=198" target="_blank">Econote</a><br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giro dell'Australia su moto alimentata da olio di frittura e grasso animale]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/09/28/giro-dellaustralia-su-moto-alimentata-da-olio-di-frittura-e-grasso-animale/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 15:24:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/09/28/giro-dellaustralia-su-moto-alimentata-da-olio-di-frittura-e-grasso-animale/</guid>
<description><![CDATA[Un ex operatore di piattaforme petrolifere offshore convertito all&#8217;ambientalismo, e&#8217; par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/09/foto_sorgenia_australia_canguri.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1522" title="Giro dell'Australia a basse emissioni - Il Blog di Sorgenia - Img www.iogiro.com" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/09/foto_sorgenia_australia_canguri.jpg?w=150" alt="" width="150" height="98" /></a>Un ex operatore di piattaforme petrolifere offshore convertito all&#8217;ambientalismo, e&#8217; partito il 24 settembre per un <strong>giro dell&#8217;Australia cavalcando una motocicletta diesel a basse emissioni, alimentata da olio di frittura e scarti di grasso animale</strong>.</p>
<p>Scrittore e attore comico, Paul Carter e&#8217; partito da Adelaide per la traversata di 20 mila km in sella a <strong>Betty the Biobike, costruita da studenti di ingegneria meccanica dell&#8217;universita&#8217; di Adelaide</strong>, che vanta una velocita&#8217; di crociera di 95 km/ora e consumera&#8217; durante il viaggio 650 litri di olio. Carter, la cui impresa e&#8217; sponsorizzata da compagnie petrolifere che cercano di promuovere carburanti alternativi, ha detto di voler riparare il torto di aver contribuito all&#8217;impronta di CO2 con il precedente lavoro.</p>
<p>Betty the Biobike e&#8217; l&#8217;unica moto registrata per circolare, con targa e assicurazione, alimentata da olio e a grasso di scarto. E&#8217; capace di un risparmio di carburante considerevole, con circa 3,5 litri per 100 km, e libera appena 71 grammi/km di CO2. Carter si e&#8217; diretto verso sudest in direzione Melbourne, e poi continuera&#8217; lungo la costa orientale in un circuito antiorario del continente.</p>
<p>Fonte:<a title="AMBIENTE: BIOCARBURANTI,GIRO AUSTRALIA IN MOTO A OLIO FRITTO " href="http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20090924105734951516.html" target="_blank"> Ansa</a><br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biocarburantes sin contraindicaciones]]></title>
<link>http://agenciadossier.wordpress.com/2009/09/17/biocarburantes-sin-contraindicaciones/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 09:20:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Agencia Dossier</dc:creator>
<guid>http://agenciadossier.wordpress.com/2009/09/17/biocarburantes-sin-contraindicaciones/</guid>
<description><![CDATA[El bioetanol de segunda generación está a punto de dar el salto comercial, es más barato y no compit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[El bioetanol de segunda generación está a punto de dar el salto comercial, es más barato y no compit]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biogás y Biodigestión]]></title>
<link>http://energiacasera.wordpress.com/2009/09/09/biogas-y-biodigestion/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 03:07:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>microenergía</dc:creator>
<guid>http://energiacasera.wordpress.com/2009/09/09/biogas-y-biodigestion/</guid>
<description><![CDATA[El biogás es el gas producido por la biodegradación anaeróbica de la materia orgánica. Contiene entr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 21       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--> <span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">El <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Biog%C3%A1s" target="_blank">biogás</a> es el gas producido por la biodegradación anaeróbica de la materia orgánica. Contiene entre un 50 a 75% de gas <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Metano">metano</a> (CH4)  y por tanto es un buen combustible que puede ser útil en la generación de energía eléctrica, mecánica y calorífica. La biodigestión de la materia orgánica se produce al interior de un contenedor llamado <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Biodigestor">biodigestor</a> en el cual los microorganismos presentes transforman la materia inicial -generalmente residuos agropecuarios- en el preciado biogás y en un efluente líquido con propiedades fertilizantes conocido como Biol.</span><span style="color:#888888;"><cite></cite></span><img class="aligncenter size-medium wp-image-162" title="BiodigestorChino" src="http://energiacasera.wordpress.com/files/2009/09/biodigestorchino.jpg?w=300" alt="BiodigestorChino" width="331" height="258" /></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 0 .0001pt;">El proceso para proceso para producir biogás es el siguiente: Al <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Biodigestor">digestor</a> se adiciona una cantidad diaria de estiércol o residuos  vegetales mezclados con agua. En la cámara interna del digestor el estiércol es transformado por las bacterias anaeróbicas en gas metano y otros gases que son conducidos por tuberías hasta el lugar de consumo o almacenamiento. Adicionalmente se obtiene como efluente, biol: un líquido concentrado rico en nutrientes que al ser diluido puede usarse como fertilizante orgánico. Otro subproducto de la biodegradación son lodos, estos pueden ser compostados y posteriormente usados como acondicionador de suelos en huertas o cultivos.</p>
<p><span id="last-edit"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 21       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">El biogás puede ser usado para cocinar</span><span id="last-edit">, también</span><span id="last-edit"> como combustible de motores de combustión interna; obteniendose potencia mecánica o bien electricidad en el caso de estar acoplado a un alternador o generador eléctrico. Los motores Diesel son una buena alternativa para la generación ya que permiten una me</span>z<span id="last-edit">cla hasta de un 80% biogás + 20 diesel (gasóleo). Una gran ventaja es que el motor no requiere modificaciones para este propósito pues el biogás es succionado a través del filtro de aire (admisión de aire) a</span>demás de que los motores diesel son comunes y bastante robustos.<span id="last-edit"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span id="last-edit"> </span>En la parte superior, se observa un esquema de un biodigestor tipo chino que es resistente y durable. Existen otros modelos entre los que encontramos el modelo hindú o de campana flotante y los modelos de flujo horizontal continuo; cada uno posee características diferentes. Entre los horizontales se destaca por su facilidad y bajo costo el modelo FAO, que se construye utilizando una bolsa tubular de polietileno como parte principal. Vea <a href="http://www.una.edu.ni/~rlarios/GUIA-TECNICA%20N%BA%207.pdf">Guía de uso y construcción.</a></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 280px"><img title="Biodigestor de polietileno tubular" src="http://www.cubasolar.cu/biblioteca/energia/ENERGIA22/images/2.jpg" alt="" width="270" height="201" /><p class="wp-caption-text">Biodigestor tubular de polietileno</p></div>
<p style="text-align:justify;">El biogás está llamado a ser un importante fuente de energía, especialmente si consideramos que la producción de combustible a partir de residuos orgánicos es una adecuada forma de reducir el volumen y potencial contaminante de estos.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;">
<table border="1" cellspacing="1" cellpadding="4" width="245">
<tbody>
<tr>
<td width="65%" height="24" valign="TOP"><strong> </strong><strong> Matter </strong></td>
<td width="35%" height="24" valign="TOP"><strong> </strong></p>
<p align="CENTER"><strong> % </strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="65%" height="24" valign="TOP">
<p align="JUSTIFY">Methane, CH 					<sub> 4 </sub></p>
</td>
<td width="35%" height="24" valign="TOP">
<p align="CENTER">55-75</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="65%" height="24" valign="TOP">
<p align="JUSTIFY">Carbon dioxide, CO 					<sub> 2 </sub></p>
</td>
<td width="35%" height="24" valign="TOP">
<p align="CENTER">25-45</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="65%" height="24" valign="TOP">
<p align="JUSTIFY">Hydrogen sulfide, H 					<sub> 2 </sub> S</p>
</td>
<td width="35%" height="24" valign="TOP">
<p align="CENTER">0,1-0,5</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="65%" height="24" valign="TOP">
<p align="JUSTIFY">Oxygen, O 					<sub> 2 </sub></p>
</td>
<td width="35%" height="24" valign="TOP">
<p align="CENTER">traces;</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Messico investe nei biocombustibili per 'liberarsi' dal petrolio]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/09/07/il-messico-investe-nei-biocombustibili-per-liberarsi-dal-petrolio/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 08:00:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/09/07/il-messico-investe-nei-biocombustibili-per-liberarsi-dal-petrolio/</guid>
<description><![CDATA[In seguito alla produzione di 151,600 litri di etanolo nello stato del Monterrey, lo scorso mese, il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1409" title="Biocarburante da Canna da Zucchero - Il Blog di Sorgenia - Img da wikimedia.org" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/09/foto_sorgenia_canna_zucchero.jpg?w=150" alt="Biocarburante da Canna da Zucchero - Il Blog di Sorgenia - Img da wikimedia.org" width="150" height="100" />In seguito alla produzione di 151,600 litri di etanolo nello stato del Monterrey, lo scorso mese, il Segretario all&#8217;Energia, Georgina Kessel, ha dichiarato che<strong> l&#8217;ambizioso progetto del Messico in materia di biocombustibili continua a crescere. </strong></p>
<p><strong>Lo Stato punta difatti all’aumento della produzione di bioetanolo come strategia di ‘liberazione&#8217; dal petrolio.</strong> In tal senso nello stato di Jalisco 65,000 ettari di terreno saranno destinati alla coltivazione di canna da zucchero per una produzione stimabile di circa 176 milioni di litri di di una miscela etanolo-benzina l’anno.</p>
<p>Già nel 2008 la normativa del Paese aveva evidenziato un interesse nel favorire la trasformazione di colture quali mais, alghe e canna da zucchero come fonti alternative di energia pulita, suscitando non poche critiche per la scelta di riversare intere coltivazioni alimentari alla produzione di biofuel. La legge prevede anche l&#8217;impiego degli scarti provenienti da segherie e industrie agricole, nochè rifiuti urbani e residui forestali, ma finora i progetti sembrano concentrarsi solo su la proma di biocarburanti di I generazione.</p>
<p>Fonte: <a title="Il Messico investe nel biofuel dallo zucchero" href="http://www.repubblica.it/news/ambiente/rep_rinnovabili_il-messico-investe-nei-biocarburanti-401901.html" target="_blank">La Repubblica</a><br />
<a href="http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify?uri=EfficienzaESostenibilit&#38;loc=en_US">Subscribe to EcoPensiero &#8211; efficienza e sostenibilità by Email</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Nasa progetta di usare le alghe come biocarburanti  ]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/07/06/la-nasa-progetta-di-usare-le-alghe-come-biocarburanti/</link>
<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 13:00:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/07/06/la-nasa-progetta-di-usare-le-alghe-come-biocarburanti/</guid>
<description><![CDATA[La Nasa progetta sistemi per la raccolta di alghe, cresciute in appositi sacchetti di plastica in ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1081" title="Nasa Biocarburanti - Il Blog di Sorgenia - Img da www.utpb.edu" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/07/foto_sorgenia_nasa.jpg?w=150" alt="Nasa Biocarburanti - Il Blog di Sorgenia - Img da www.utpb.edu" width="150" height="124" />La Nasa progetta sistemi per la raccolta di alghe</strong>, cresciute in appositi sacchetti di plastica in mare, per produrre biocarburanti senza consumare acqua e sottrarre terra all’agricoltura. Il sistema <strong>filtrerà le acque reflue e i liquami che non saranno più scaricati in mare</strong>.</p>
<p>Un progetto che può essere vincente da un lato per la produzione di biocombustibile e, dall’altro, per la capacità del sistema di fare da maxi-filtro. L’idea è venuta allo scienziato Jonathan Trent. <strong>Tra i finanziatori</strong> troviamo anche<strong> i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin</strong>. L’azienda hi-tech californiana ha infatti investito 250mila dollari nel progetto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[È francese il primo impianto mondiale di biocarburante dalle alghe ]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/06/03/e-francese-il-primo-impianto-mondiale-di-biocarburante-dalle-alghe/</link>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 09:45:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/06/03/e-francese-il-primo-impianto-mondiale-di-biocarburante-dalle-alghe/</guid>
<description><![CDATA[Il gruppo Seche environnement ha inaugurato nella cittadina francese di Vigeant il primo impianto mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1013" title="Biocarburante dalle Alghe - Il Blog di Sorgenia - Img da www.rinnovabili.it" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/06/foto_sorgenia_alghe_co2.jpg?w=150" alt="Biocarburante dalle Alghe - Il Blog di Sorgenia - Img da www.rinnovabili.it" width="150" height="97" />Il gruppo Seche environnement ha inaugurato nella cittadina francese di Vigeant <strong>il primo impianto mondiale per la produzione di biocarburante dalle alghe</strong>.</p>
<p>Le alghe sono coltivate in bacini d’acqua lunghi dai tre ai dieci metri e profondi cinquanta centimetri e hanno la <strong>capacità di assorbire la CO2 emessa dai rifiuti domestici</strong>. <strong>Il liquido ottenuto dopo la lavorazione viene trasformato in biocarburante</strong>.</p>
<p>Con cento chili di alghe, spiegano fonti dello stabilimento che sarà presto ingrandito, “vengono prodotti 15 litri di biocombustibile”. Non molti, “ma la capacità produttiva sarà aumentata molto rapidamente”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Australia: la tequila diventa biocarburante ]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/05/22/australia-la-tequila-diventa-biocarburante/</link>
<pubDate>Fri, 22 May 2009 07:30:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
<guid>http://sorgenia.wordpress.com/2009/05/22/australia-la-tequila-diventa-biocarburante/</guid>
<description><![CDATA[Ha alimentato innumerevoli notti di festa. Ora la tequila potrà alimentare i motori delle auto con b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1003" title="Tequila e Biocarburante - Il Blog di Sorgenia - Img da www.ianchadwick.com" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/05/foto_sorgenia_agave_tequila.jpg?w=150" alt="Tequila e Biocarburante - Il Blog di Sorgenia - Img da www.ianchadwick.com" width="150" height="148" />Ha alimentato innumerevoli notti di festa. Ora <strong>la tequila potrà alimentare i motori delle auto</strong> con biocarburante a basso costo, senza impoverire la produzione alimentare e spingere al rialzo i prezzi degli alimenti. I ricercatori della <strong>University of Central Queensland</strong>, nel nordest dell’Australia, in collaborazione con gli agricoltori locali, hanno infatti avviato sperimentazioni per confermare il potenziale della pianta – il cui nome è Agave tequilana – per impianti di produzione di etanolo. L’etanolo di seconda generazione è molto competitivo in termini di costo rispetto ai carburanti fossili. E la ricerca indica che l’agave può produrre <strong>ogni anno 16mila litri di etanolo</strong> per ettaro, contro i <strong>10mila della canna da zucchero</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[WorldFirts F3. Coche de competición fabricado con vegetales.]]></title>
<link>http://ecoinventos.wordpress.com/2009/05/08/worldfirts-f3-coche-de-competicion-hecho-con-vegetales/</link>
<pubDate>Fri, 08 May 2009 15:28:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jose David</dc:creator>
<guid>http://ecoinventos.wordpress.com/2009/05/08/worldfirts-f3-coche-de-competicion-hecho-con-vegetales/</guid>
<description><![CDATA[En la Universidad de Warwick han creado un coche de carreras hecho con distintos productos a base de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-1105  aligncenter" title="3360211728_9402cb7f3b" src="http://ecoinventos.wordpress.com/files/2009/05/3360211728_9402cb7f3b.jpg" alt="3360211728_9402cb7f3b" width="470" height="313" /></p>
<p style="text-align:justify;">En la <a href="http://www2.warwick.ac.uk/">Universidad de Warwick</a> han creado un coche de carreras hecho con distintos productos a base de vegetales (volante con zanahorias, el asiento con soja, el chasis y la carrocería con patatas) los cuales sustituyen a la fibra de carbono y al kevlar, además cumple con los estándares de la Formula 3. Pero su ahí no queda la cosa, su combustible es chocolate.</p>
<p style="text-align:justify;">Lamentablemente este vehículo no puede participar de la formula 3 por cuanto el chocolate no es uno de los combustibles aprobados, pero sí es una espectacular forma de difundir el mensaje, los vehículos pueden ser más ecológicos, incluso los de carreras.</p>
<p style="text-align:justify;">Este automóvil es capaz de desarrollar una velocidad máxima superior a los 230 kilómetros por hora, suficiente  para dejar a todos nuestros coches convencionales atrás, todo con un poco de chocolate o desperdicios de las máquinas de una fábrica de chocolate.</p>
<p style="text-align:justify;">No solo no contamina cuando circula por cualquier circuito, sino todo lo contrario, mientras lo conducimos va limpiando el aire gracias a la incorporación de un catalizador que elimina el CO2.</p>
<p style="text-align:justify;">Visto en: pepegrillo.com</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sfida tecnologica si tinge di verde]]></title>
<link>http://lightinprogress.wordpress.com/2009/05/04/la-sfida-tecnologica-si-tinge-di-verde/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 15:07:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>lightinprogress</dc:creator>
<guid>http://lightinprogress.wordpress.com/2009/05/04/la-sfida-tecnologica-si-tinge-di-verde/</guid>
<description><![CDATA[di Elena Amurri Diplomata nel Master in Eco-Design &amp; Eco-Innovazione Sempre di più in questo tem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-164" title="mani" src="http://lightinprogress.wordpress.com/files/2009/05/mani.jpg" alt="mani" width="455" height="340" /></p>
<p>di <strong>Elena Amurri</strong><br />
<a href="http://architettura.unicam.it/" target="_blank">Diplomata nel Master in Eco-Design &#38; Eco-Innovazione<br />
</a></p>
<p>Sempre di più in questo tempo di crisi ed al fine di salvaguardare l’ambiente si stanno adottando misure produttive all’insegna del risparmio energetico. Esse ci sembrano le uniche soluzioni da adottare per uscire fuori da questo duplice problema: con lo stesso strumento d’azione si vuole risolve sia il problema economico che la salvaguardia delle risorse del pianeta.</p>
<p>Le misure di eco-innovazione per le piccole/medie imprese, lo sviluppo di trasporti puliti e a bassa emissione di CO2, l’utilizzo di energie rinnovabili porteranno sicuramente il nostro paese a spendere tanto per supportare questa economia verde ma che porta con sé un obiettivo davvero nobile. Le aziende cercano di crearsi un business e di aumentare la loro competitività sul mercato adottando soluzioni tecnologiche sempre più “verdi”.</p>
<p><strong>Bisogna fare però attenzione al significato che si da quando si parla di energia/tecnologia verde</strong>; ad esempio, la Francia emette circa il 25% di CO2 in meno rispetto ai Paesi confinati utilizzando energia nucleare, una energia che non può essere inserita tra le energie così dette “rinnovabili”. Ulteriormente problematico è l’esempio dell’energia derivata dai biocarburanti che sfruttano varie colture vegetali per fini non agricoli creando uno inevitabile scontro ideologico nel rispetto di quella parte della popolazione che ancora oggi muore di fame.</p>
<p>La sfida della competitività verde sarà quella di raggiungere il miglior compromesso tra lo sviluppo tecnologico sostenibile e l’effettivo rispetto per la natura e l’uomo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La CE estudia un arancel para frenar la llegada de biodisel de EE UU]]></title>
<link>http://energyacc.wordpress.com/2009/02/24/la-ce-estudia-un-arancel-para-frenar-la-llegada-de-biodiesel-de-ee-uu/</link>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 08:55:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Enrique Catalina</dc:creator>
<guid>http://energyacc.wordpress.com/2009/02/24/la-ce-estudia-un-arancel-para-frenar-la-llegada-de-biodiesel-de-ee-uu/</guid>
<description><![CDATA[La Comisin Europea podra adoptar en los prximos das medidas provisionales para frenar las importaciones de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Comisin Europea podra adoptar en los prximos das medidas provisionales para frenar las importaciones de biodisel procedentes de EE UU. La decisin responde a la queja presentada el ao pasado por la patronal del sector en Europa (European Biodiesel Board), que acus a los exportadores estadounidenses de inundar el mercado comunitario con rebajas de hasta 180 euros por tonelada de biodisel, gracias a los subsidios pagados por Washington y a supuestas prcticas de dumping.<!--more--></p>
<p>Tras ocho meses de investigacin, el comit europeo antidumping examin el pasado 15 de enero las primeras conclusiones. Y segn fuentes citadas ayer por la agencia Bloomberg, Bruselas parece dispuesta a imponer como castigo durante cuatro meses un arancel de 44 euros por cada 100 kilos de biodisel importado desde EE UU. La medida podra prolongarse una vez que la investigacin comunitaria llegue a su trmino, previsiblemente en septiembre de este ao.</p>
<p>Los productores europeos de biodisel calculan que las importaciones de ese producto procedentes de EE UU superaron el milln y medio de toneladas en 2008, un 40% ms que el ao anterior. El incremento, segn la patronal europea, se debe a la ayuda pblica, de 200 euros por tonelada, que reciben los productores estadounidenses.</p>
<p>Hasta octubre del ao pasado, esa ayuda beneficiaba, adems, al biodisel producido en terceros pases y exportado a la Unin Europea a travs de EE UU.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La pianta magica]]></title>
<link>http://aleteck.wordpress.com/2008/12/25/la-pianta-magica/</link>
<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 21:10:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>aleteck</dc:creator>
<guid>http://aleteck.wordpress.com/2008/12/25/la-pianta-magica/</guid>
<description><![CDATA[  Cannabis Wikipedia: La canapa (Cannabis, L. 1753) è una pianta a fiore (angiosperma) che, come il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-475" title="marijuana" src="http://aleteck.wordpress.com/files/2008/12/marijuana.png" alt="marijuana" width="301" height="302" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#808080;">Cannabis</span></p>
<p style="text-align:justify;">Wikipedia: La <strong>canapa</strong> (<em>Cannabis</em>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L.">L.</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1753">1753</a>) è una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Plantae">pianta</a> a fiore (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angiosperme">angiosperma</a>) che, come il luppolo (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Humulus_lupulus"><em>Humulus lupulus</em></a>), appartiene alla famiglia delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cannabaceae">Cannabaceae</a>, dette anche Cannabinacee, ordine delle <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Urticales&#38;action=edit&#38;redlink=1">Urticales</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Comunemente nota come “marijuana” la canapa è vietata in moltissimi paesi, tra cui l’Italia. Nel nostro paese si può consumare ad uso personale, ma come questa arrivi al consumatore stesso  è un mistero, infatti la vendita e la produzione sono vietati dalla legge italiana. </p>
<p style="text-align:justify;">La marijuana  è forse l’unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine,  tollerante a tutte le tipologie di clima, dall&#8217;Equatore alla Scandinavia. Ha molteplici proprietà curative, una meta-analisi del 2001 conclude che la Cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico, ulteriori studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale, ed hanno confermato l&#8217;ottima attività per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sclerosi_multipla">sclerosi multipla</a> (spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno). <sup>[1]</sup></p>
<p style="text-align:justify;"> Cresce velocemente, ha un costo di produzione  contenuto ed offre un olio di ottima qualità (molto digeribile). I <em>semi</em> contengono oltre a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proteina">proteine</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carboidrati">carboidrati</a> &#8211; ca. 30% &#8211; di un olio ricco di <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Acido_linolenico&#38;action=edit&#38;redlink=1">acidi linolenici</a> senza alcun effetto psicoattivo. L&#8217;olio ha un gusto fortemente linolico e viene ancora usato come olio speziato. È anche diffuso in molti prodotti cosmetici. Ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l&#8217;80 per cento di ogni tipo di carta. Le <em>fibre</em> (tuttora utilizzate dagli idraulici come guarnizione) per migliaia di anni della civiltà umana sono state importanti grezzi per la produzione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tessuto_(manufatto)">tessili</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corda_(fune)">corde</a>. Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Per centinaia di anni (e fino a 50 anni fa) sono state la materia prima per la produzione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carta">carta</a>. Oggigiorno sono disponibili varietà selezionate di cannabis libere da principi psicoattivi, liberamente coltivabili in alcuni stati per usi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">tessili</a>. </p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;olio estratto dalla cannabis può essere utilizzato come combustibile in alcuni tipi di motore, in particolare i motori <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_Diesel">Diesel</a>. Nel 1937 la Ford creò “la <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hemp-Car&#38;action=edit&#38;redlink=1">Hemp-Car</a>”, in gran parte realizzata in canapa ed alimentata ad etanolo di canapa, la prima auto ecologia al mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma allora perché questa miracolosa fibra è bandita? Per trovare una possibile spiegazione dobbiamo tornare qualche decennio indietro, erano gli anni 1930 ed i nascenti gruppi industriali americani puntavano allo sfruttamento del petrolio per l’energia<!--more--> (la Standard Oil di Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (con editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento ( con Dupont).  Tutti settori nei quali avevano investito enormi capitali, ma di fronte a loro, ciascuno sul proprio terreno, avevano un potentissimo avversario, la canapa.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-477" title="foto-1" src="http://aleteck.wordpress.com/files/2008/12/foto-1.jpg" alt="foto-1" width="450" height="244" /></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Uniti diedero origine ad un&#8217;operazione mediatica mirata  alla  demonizzazione della canapa e dei suoi derivati. Spot come: &#8220;droga del diavolo&#8221;, &#8220;erba maledetta&#8221; comparivano sui maggiori giornali nazioanli. Anche  Hollywood si accodò alla manovra mediatica , con il film &#8220;Marihuana: assassina di giovinezza . Un tiro, una festa, una tragedia&#8221;. (foto in basso)</p>
<div style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-479" style="margin:3px 8px;" title="foto-2" src="http://aleteck.wordpress.com/files/2008/12/foto-2.jpg" alt="foto-2" width="177" height="133" />Nel 1937 il senato americano  approvò la  &#8220;Marijuana Tax Act&#8221;, ancora oggi in vigore. E’ curioso il fatto che i tre quarti dei senatori che approvarono la legge non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato Hearst ad introdurre il nomignolo, manipolando  le carte per l&#8217;occasione.                  </p>
<p>Inizia la produzione selvaggia di fibre tessile sintetiche derivate dal petrolio, spinte da una campagna mediatica quasi ipnotica.</p>
<p>Nylon, teflon, lycra e kevlar sono tutti marchi originali Dupont. Anche  il mercato dell&#8217;automobile cambiava rotta passando dai carburanti vegetali ai derivati del petrolio, il motore a benzina sostituisce il diesel a bio’carburante. Hearst iniziava la devastazione delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza. Il  consorzio tabaccai  non stette a guardare e si offrì generosamente per porre rimedio all&#8217;improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto  più dannoso della cannabis stessa, il tabacco unito alla nicotina.</p>
<div style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-486" title="foto-6" src="http://aleteck.wordpress.com/files/2008/12/foto-6.jpg" alt="foto-6" width="450" height="192" /></div>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#808080;">Alcune locandine degli anni trenta</span></p>
<div style="text-align:justify;">Alla luce di ciò mi viene difficile credere che la cannabis sia stata proibita perché nociva per la salute. Le multinazionali che ancora oggi influenzano la politica mondiale continuano a trarre vantaggio dal proibizionismo pilotato iniziato negli anni trenta. Con questo non voglio  prendere le parti di chi utilizza la cannabis  come stupefacente. Fumare  cannabis  porta ad un distacco dalla realtà, l&#8217;individuo sotto effetto della cannabis non è in grado di preservare la propria salute, ed in alcune circostanze potrebbe mettere in pericolo la propria vita o quella altrui, come alla guida di un veicolo. Sono contrario all&#8217;utilizzo della cannabis come droga, ma favorevole  ad un suo utilizzo nei prodotti derivati come olio tessuti e carta per fare  bio-concorrenza, passatemi il termine, ai prodotti ricavati dal petrolio.</div>
</div>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://aleteck.wordpress.com/2008/12/25/la-pianta-magica/"><img class="alignright size-full wp-image-600" title="Face Book" src="http://aleteck.wordpress.com/files/2009/01/fb-condividi.png" alt="Face Book" width="142" height="45" /></a></p>
<p><a href="http://aleteck.files.wordpress.com"><img class="alignleft size-full wp-image-671" title="Home" src="http://aleteck.wordpress.com/files/2009/01/up.png" alt="Home" width="133" height="64" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frito Limpio. Solidificador de aceite comestible.]]></title>
<link>http://ecoinventos.wordpress.com/2008/08/13/frito-limpio-solidificador-de-aceite-comestible/</link>
<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 14:42:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>eva</dc:creator>
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<description><![CDATA[Frito Limpio es un solidificador para aceite de cocinar. Nace para dar solucion a las dificultades q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://ecoinventos.files.wordpress.com/2008/08/cajaproducto.jpg"></a><a href="http://ecoinventos.wordpress.com/files/2008/08/caja_producto.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://ecoinventos.wordpress.com/files/2008/08/publi.jpg"></a><a href="http://ecoinventos.files.wordpress.com/2008/08/publi123.jpg"><img class="size-full wp-image-523  aligncenter" src="http://ecoinventos.wordpress.com/files/2008/08/publi123.jpg" alt="" width="450" height="210" /></a><a href="http://ecoinventos.files.wordpress.com/2008/08/publi.jpg"></a></p>
<p style="text-align:justify;">Frito Limpio es un solidificador para aceite de cocinar. Nace para dar solucion a las dificultades que afrontan las personas a la hora de deshacerse del aceite usado. Recordemos que un litro de aceite contamina casi 100.000 litros de agua.</p>
<p style="text-align:justify;">Su funcionamiento es el siguiente:</p>
<p class="style2" align="justify"><strong>1</strong>. Cuando termine de freír, con el aceite caliente, vierta una cucharada sopera (10g) de Frito Limpio por cada cuarto de litro de aceite usado.</p>
<p class="style2" align="justify"><strong>2</strong>. Si el aceite se enfría, vuelva a calentarlo antes de echar Frito Limpio.</p>
<p class="style2" align="justify"><strong>3</strong>. Remueva y deje enfriar.</p>
<p class="style2" align="justify"><strong>4</strong>. En 30 minutos, habrá convertido el aceite líquido en una pastilla sólida que se desprende fácilmente de la sartén con una espumadera.</p>
<p class="style2" align="justify"><strong>5</strong>. Una vez desmoldada la pastilla de aceite sólido, se puede tirar a la basura o bien almacenarse para su reciclaje.</p>
<p align="center">
<div><embed src='http://widget-d5.slide.com/widgets/slideticker.swf' type='application/x-shockwave-flash' quality='high' scale='noscale' salign='l' wmode='transparent' flashvars='site=widget-d5.slide.com&#038;channel=2594073385372250069&#038;cy=wp&#038;il=1' width='426' height='320' name='flashticker' align='middle' />
<div style='width: 426px;text-align:left;'><a href='http://www.slide.com/pivot?ad=0&#038;tt=0&#038;sk=0&#038;cy=wp&#038;th=0&#038;id=2594073385372250069&#038;map=1' target='_blank'><img src='http://widget-d5.slide.com/p1/2594073385372250069/wp_t000_v000_a000_f00/images/xslide1.gif' border='0' ismap='ismap' /></a> <a href='http://www.slide.com/pivot?ad=0&#038;tt=0&#038;sk=0&#038;cy=wp&#038;th=0&#038;id=2594073385372250069&#038;map=2' target='_blank'><img src='http://widget-d5.slide.com/p2/2594073385372250069/wp_t000_v000_a000_f00/images/xslide2.gif' border='0' ismap='ismap' /></a></div>
</div>
<p style="text-align:justify;"> Es un producto 100% elaborado con acidos grasos vegetales, por lo que es inofensivo tanto para los seres humanos como para el medio ambiente.</p>
<p style="text-align:justify;">La masa resultante puede ser reutilizada para la fabricación de biodiesel, ya que vuelve a sus estado liquido calentandola a una temperatura de 70ºC.</p>
<p style="text-align:justify;">Si no queremos usar este tipo de productos lo que podemos hacer o recomendar es colocar el aceite usado en algún recipiente con tapa (frascos o botellas vacías), cerrarlo y llevarlo a un punto limpio o en su defecto colocarlo en la basura normal.</p>
<p>+ Información: <a href="http://www.fritolimpio.com/">www.fritolimpio.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sostiene D. José Borrell]]></title>
<link>http://alycie.wordpress.com/2008/07/13/jose-borrell/</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 16:10:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ALyCie</dc:creator>
<guid>http://alycie.wordpress.com/2008/07/13/jose-borrell/</guid>
<description><![CDATA[en La Cuarta Página, de la sección Opinión del EL PAíS de 12 de Junio el fin de la ilusión de la abu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>en <a title="© EL PAÍS by José Borrell" href="http://www.elpais.com/articulo/opinion/especulacion/crisis/alimentaria/elpepiopi/20080712elpepiopi_13/Tes" target="_blank">La Cuarta Página, de la sección Opinión</a> del EL PAíS de 12 de Junio <strong>el fin de la ilusión de la abundancia</strong>. Lo que es cierto por partida doble. Toda la humanidad es consciente que se ven ya las paredes de cartón de ésta la caja de zapatos en la que vivimos.</p>
<p><!--more-->Sostiene José Borrell, que el arroz, ha subido de precio en el mercado mundial &#8211; aparte de ser un mercado muy pequeño, ya que Herba es la mayor multinacional del arroz- y éste no se ha utilizado para hacer bioetanol.</p>
<p>Sostiene José Borrell que los cereales destinados a producir bioetanol, son pocos comparados con la escasez de la cosechas anteriores, mucho mas significativas.</p>
<p>Sostiene José Borrell que el precio del azúcar, ha bajado a pesar de destinarse gran cantidad de caña de azucar a la producción de etanol.</p>
<p>Sostiene José Borrell que el <a title="ALyCie" href="http://alycie.wordpress.com/2008/06/13/valor-coste-precio/" target="_blank">biodiesel si ha dañado el mercado de los alimentos</a>, sin prestar mayor detalle.</p>
<p>Finalmente, denuncia que el precio de los alimentos ha subido por pura y dura especulación. Lo que es muy cierto, cuando se le ven las paredes a la caja de zapatos en la que vivimos, las economias basadas en el crecimiento, están tocando al fin y sin embargo, acaparar dinero en los mercados de fututo, hoy son apuestas sobre seguro, en definitiva, reina y gobierna la especulación.</p>
<p>EL Parlamento Europeo, sigue apostando por los biocombustibles, pues entiende que hay recursos para alimentar a toda la humanidad y propone la utilización del bioetanol de segunda generación, que en vez de quitarle comida a los humanos, se la quita a los animales, que son los mayores consumidores de biomasa y subproductos.</p>
<p>No obstante, teniendo razón en todo. De hecho, no importa que esté equivocado, ya que siempre lo estamos. La especulación, la industria, los combustibles y carburantes, los alimentos y en general toda la humanidad, manejan unas pocas monedas, o un sólo termino: dinero.</p>
<p>No siendo economista, la diferencia entre el dinero, el líquido, que siempre hay que tener, el capital, puede ser deuda o futuro y que hay que convertir en líquido de un momento a otro, hoy, está comprando tierras, terreno cultivable, recursos hídricos y fertilizantes, en busca de rentabilidad futura, en definitiva precios altos en los alimentos y en consecuencia, mas especulación y desequilibrios.</p>
<p>Debemos denunciar la libre empresa, eufemismo de capitalismo atroz, en favor de la intervención de los Estados, ya que han demostrado los países que tienen intervenida su producción de alimentos no pasaran hambre, mientras que los países que se han endeudado con el Banco Mundial, con créditos a la agricultura, han abandonado la intervención de los mercados como garantía de retorno de los créditos, ellos, si.</p>
<p>Hemos de volver a la intervención de los alimentos, porque hemos arruinado a los agricultores, porque financieramente, los hemos quebrado y hemos pagado unos precios de risa por los alimentos durante los últimos 20 años.</p>
<p>Un agricultor financieramente sano, debe de acumular tres cosechas, una, como ahorro en el banco, otra, en el saco y una tercera en el campo. Hoy, ningún agricultor, está financieramente saneado. Incluso con los precios altos, que no son para ellos, sino para los intermediarios financieros, que han apostado a futuros.</p>
<p>O se devuelve las rentas al campo y a los agricultores o seguirán abandonado la agricultura, desertizando el terreno y reduciendo los recursos renovables, pues se gana mas y mejor especulando desde Londres, Chicago o Nueva York, que desde el mismo campo, expuesto a todo tipo de inclemencias, del tiempo, del precio de las semillas, de la lluvia o de la sequía,  de la pérdida de biodiversidad, de los fertilizantes y agroquímicos, de los mercados, de las cotizaciones de los aranceles y de los corredores de comercio, brokers o multinacionales e incluso del precio del dinero.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Para colmo, las mayores y mejores subvenciones a la agricultura en Europa, han sido destinadas a terratenientes, por dedicarlas obligatoriamente al barbecho mas estéril y ahora, tenemos en sólo dos años escasez de alimentos, de los que tardaremos DIEZ años en resolver: Hay que volver a la INTERVENCIÓN de los aliemntos por los Estados.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biofuels, la Banca Mondiale accusa]]></title>
<link>http://jacopofarina.wordpress.com/2008/07/04/biofuels-la-banca-mondiale-accusa/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 16:10:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>jacopofarina</dc:creator>
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<description><![CDATA[I biocarburanti hanno provocato un&#8217;impennata fino al 75% dei prezzi alimentari mondiali. La ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I biocarburanti hanno provocato un&#8217;impennata fino al 75% dei prezzi alimentari mondiali. La ci]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il biocarburante diventa realtà]]></title>
<link>http://kennedy84hastalagiobbasiempre.wordpress.com/2008/06/18/il-biocarburante-diventa-realta/</link>
<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 06:26:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sraddino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mentre gli italiani si scervellano e macinano chilometri alla ricerca del benzinaio &#8220;che la fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mentre gli italiani si scervellano e macinano chilometri alla ricerca del benzinaio &#8220;che la fa]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vertice FAO: risultati positivi?]]></title>
<link>http://gasforumblogita.wordpress.com/2008/06/06/vertice-fao-risultati-positivi/</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 10:39:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Flavia Cerrone</dc:creator>
<guid>http://gasforumblogita.wordpress.com/2008/06/06/vertice-fao-risultati-positivi/</guid>
<description><![CDATA[Si è concluso il summit FAO sul diritto all&#8217;alimentazione (Roma, 3- 5 giugno 2008). Dopo tre g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si è concluso il summit FAO sul diritto all&#8217;alimentazione (Roma, 3- 5 giugno 2008).<br />
Dopo tre giorni di lavori, i delegati dei 181 paesi partecipanti al vertice hanno elaborato un <a title="Final declaration - in inglese" href="http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/foodclimate/HLCdocs/declaration-E.pdf" target="_blank">documento finale</a> sulla sicurezza alimentare. Ma sembra che non tutti siano contenti dei risultati.<!--more--><br />
Benché siano stati promessi <a title="Lista finanziamenti - in inglese" href="http://www.fao.org/newsroom/en/news/2008/1000858/index.html" target="_blank">cospicui finanziamenti</a> per rilanciare l&#8217;agricoltura nei paesi più colpiti dalla crisi alimentare, le <a title="ONG italiane non approvano il documento" href="http://news.kataweb.it/item/452733/fao-ong-italiane-si-tace-su-speculazione-e-agrobusiness" target="_blank">ONG non approvano il documento</a> poiché ribadisce semplicemente gli impegni già presi in precedenza dai governi, ma non fornisce delle linee guida specifiche. Non è chiaro, infatti, in che modo saranno spesi i finanziamenti per arginare la crisi alimentare e dei combustibili.<img class="alignright" style="float:right;" src="http://www.alphabeto.it/continenti/africa/agricoltura.jpg" alt="Agricoltura in Africa" width="464" height="309" /><br />
Poco si è detto sul<strong> riscaldamento terrestre e sui biocarburanti</strong>, benché sarebbero dovuti essere i temi principali da affrontare. Infatti, i biocarburanti vengono nominati solo al settimo punto del documento, e solo per raccomandare la pianificazione di ulteriori studi riguardo il loro impatto sull&#8217;ambiente, sulle coltivazioni e sull&#8217;aumento dei prezzi del cibo. Anche i <a title="The toxic wonder plant that split world food summit - in inglese" href="http://www.independent.co.uk/news/world/politics/the-toxic-wonder-plant-that-split-world-food-summit-840538.html" target="_blank">dati differiscono da fonte a fonte</a>: gli USA sostengono che i biocarburanti hanno inciso solo in misura del 3% sull&#8217;aumento del costo dei prodotti alimentari (calcolato al 43%), mentre il Food Policy Research Institute afferma che il dato è decisamente più alto (30%), e il Fondo Monetario Internazionale propone una forbice che va dal 15 al 30%.<br />
Ma ci sono anche i lati positivi, come la nascita di <a title="Nuove collaborazioni - in inglese" href="http://www.fao.org/newsroom/en/news/2008/1000855/index.html" target="_blank">nuove collaborazioni</a> tra AGRA (Alliance for a Green Revolution in Africa), la FAO, l&#8217;IFAD (International Fund oor Agricultural Development), e il WFP (World Food Programme). Inoltre, Kofi Annan e  Jacques Diouf (direttore generale FAO) hanno auspicato una <strong>&#8220;rivoluzione verde&#8221; dell&#8217;Africa</strong>, un potenziamento e miglioramento delle condizioni di coltivazione dei contadini, e lo sviluppo di un mercato che incentivi la produzione agricola nelle zone dove la coltivazione sarebbe possibile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inversionistas de EU proyectan producir biocombustible en el sur de la entidad]]></title>
<link>http://jatrophaonline.wordpress.com/2008/05/10/inversionistas-de-eu-proyectan-producir-biocombustible-en-el-sur-de-la-entidad/</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 16:32:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>jatrophaonline</dc:creator>
<guid>http://jatrophaonline.wordpress.com/2008/05/10/inversionistas-de-eu-proyectan-producir-biocombustible-en-el-sur-de-la-entidad/</guid>
<description><![CDATA[El Golfo Info &#8211; Veracruz,Mexico La jatropha es también conocida como “piñón de tempate” y su p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span><span style="color:#666666;">El Golfo Info &#8211; Veracruz,Mexico</span></span></p>
<p><a title="El Golfo Info - Veracruz,Mexico" href="http://www.elgolfo.info/elgolfo/index/op/noticia/id/32696.html">La <strong>jatropha</strong> es también conocida como “piñón de tempate” y su planta  produce una semilla que contiene aceite no comestible y que se usa como  combustible en <strong>&#8230;</strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FuelPod2 o como producir gasoil en casa.]]></title>
<link>http://ecoinventos.wordpress.com/2008/04/20/fuelpod2-o-como-producir-gasoil-en-casa/</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 06:02:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jose David</dc:creator>
<guid>http://ecoinventos.wordpress.com/2008/04/20/fuelpod2-o-como-producir-gasoil-en-casa/</guid>
<description><![CDATA[FuelPod2 es un aparato que convierte nuestro aceite casero usado, mezclado con otros componentes, en]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img src="http://ecoinventos.wordpress.com/files/2008/04/fuel-pod-2-v5_08.jpg" alt="" width="216" height="375" /></p>
<p style="text-align:justify;">FuelPod2 es un aparato que convierte nuestro aceite casero usado, mezclado con otros componentes, en diesel para nuestro vehiculo.</p>
<p style="text-align:justify;">Su precio y capacidad de produccion, 2.500 libras y 50 litros diarios, aconsejan que nos busquemos algunos amigos para comprarlo y usarlo conjuntamente, de manera que se le pueda sacar el maximo partido. Parece ideal para empresas con comedores o capacidad para recoger aceite usado, no tanto para el uso familiar.</p>
<p style="text-align:justify;">Sus dimensiones, 140 cm de alto por 60 cm de ancho, lo hacen no muy dificil de manejar.</p>
<p style="text-align:justify;">La empresa inglesa <a href="http://www.greenfuels.co.uk/news.htm">Green Fuels</a> es la responsable del producto.</p>
<p style="text-align:justify;">Aprovechamos el tema para recordar que hacer con el aceite usado. Ante todo nunca tirarlo por el desague o WC. Recordamos que la mejor solucion es usarlo eficientemente, aprovecharlo lo maximo posible, despues tenemos la posibilidad de hacer jabon natural o lamparas de aceite. Si no podemos darle un segundo uso en casa, intentaremos llevarlo a algún punto limpio donde puedan darle esa segunda vida. Y como ultimo recurso lo tiraremos en la basura pero dentro de una botella.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
