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	<title>biotecnologie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/biotecnologie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "biotecnologie"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 03:14:04 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Competitività delle imprese biotech]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/29/competitivita-delle-imprese-biotech/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:08:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Favorire la creazione d’impresa, attrarre investimenti esteri a sostegno dell’imprenditorialità e de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Favorire la creazione d’impresa, attrarre investimenti esteri a sostegno dell’imprenditorialità e dell’innovazione e sostenere in tutte le sedi istituzionali la necessità di finanziamenti ad hoc per le PMI che sviluppano prodotti e progetti di ricerca. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato da APSTI, l’Associazione Italiana dei Parchi Scientifici e Tecnologici e Assobiotec, l’Associazione Nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica. L’accordo nasce dall’esigenza di attivare collaborazioni stabili tra le due organizzazioni e prevede, quale strumento operativo, la costituzione di una Commissione Tecnica Unitaria tra Parchi ed Incubatori operanti nel settore biotech che integra i gruppi di lavoro già esistenti all&#8217;interno delle due associazioni. In considerazione degli elevati investimenti in Ricerca e Sviluppo, della necessità complesse infrastrutture di laboratorio e di hoc competenze specialistiche, i Parchi Scientifici e Tecnologici e gli Incubatori rappresentano per le nuove imprese del settore delle biotecnologiche un&#8217;importante possibilità di crescita e di consolidamento all&#8217;interno del mercato, sia per la capacità di attrazione di capitali di &#8220;seed financing&#8221; necessari a sostenere le attività nei primi anni di vita, che per la messa in rete del know-how e delle conoscenze provenienti dal mondo della ricerca. La Commissione Tecnica Unitaria s’interfaccerà ed interagirà con le altre Commissioni tecniche APSTI ed Assobiotec, su temi di specifico interesse, in particolare Incubazione, Finanza ed Internazionalizzazione. L&#8217;intesa mira quindi al rafforzamento di un comparto che, forte di 260 imprese che investono in Ricerca e Sviluppo biotecnologica (1,5 miliardi di Euro, in crescita del 15%, secondo il “Rapporto sulle biotecnologie in Italia 2009”), e oltre 8500 addetti impegnati in attività di R&#38;S, su un totale di 41.000, può contare su un forte potenziale di sviluppo.<br />
Assobiotec, l&#8217;Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (www.assobiotec.it), è stata costituita nel 1986 nell&#8217;ambito di Federchimica. Rappresenta oltre cento imprese e parchi tecnologici e scientifici operanti in Italia, attivi nei diversi campi applicativi delle biotecnologie: farmaceutica, diagnostica, chimica fine, zootecnia, agro-alimentare, ambiente. Assobiotec collabora con le Istituzioni, sia nazionali, sia dell’Unione Europea, nella definizione delle politiche finanziarie e fiscali idonee a favorire l&#8217;innovazione, nella promozione di programmi di ricerca per la bioindustria e nella regolamentazione delle attività biotecnologiche. E&#8217; attiva nel promuovere la partecipazione delle imprese italiane alle attività di ricerca e sviluppo biotecnologico finanziate dall’Unione Europea nell’ambito dei Programmi-Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico. Assobiotec è membro fondatore di EuropaBio, l’Associazione della bioindustria europea (www.europabio.org).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biotecnologie per progetti transnazionali]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/biotecnologie-per-progetti-transnazionali/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 06:02:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il ministero dello Sviluppo economico ha indetto un bando per l&#8217;accesso alle agevolazioni per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Il ministero dello Sviluppo economico ha indetto un bando per l&#8217;accesso alle agevolazioni per la realizzazione di progetti transnazionali di sviluppo sperimentale e di ricerca industriale nel settore delle biotecnologie, nell&#8217;ambito del Programma comunitario EUROTRANS-BIO (decreto 15 ottobre 2009, pubblicato nella G.U. 265 dl 13 novembre 2009). Le piccole e medie imprese italiane, associate con almeno una PMI appartenente a uno dei Paesi partecipanti al Programma EUROTRANS-BIO, possono presentare le proposte progettuali fino al 1 febbraio 2010. Eurotrans-bio è un&#8217;iniziativa che si propone di sostenere la crescita delle PMI nel campo delle biotecnologie; l&#8217;Italia vi partecipa dal 2006 e in occasione dell&#8217;ultimo bando, chiuso il 27 aprile 2009, sono stati ammessi al finanziamento 21 progetti transnazionali, di cui 8 a partecipazione italiana. Tali risultati sono particolarmente brillanti in quanto pongono l&#8217;Italia tra i primi posti per numero di progetti approvati e provano la dinamicità delle imprese nazionali che operano in un settore di punta come quello delle biotecnologie. Informazioni dettagliate sul sito della Rete Italiana per la Diffusione dell&#8217;Innovazione e il Trasferimento Tecnologico-RIDITT, www.riditt.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Emilia Romagna muove l'innovazione]]></title>
<link>http://socialbuzzlife.wordpress.com/2009/11/14/emilia-romagna_muove_linnovazione/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:18:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescobaruffi</dc:creator>
<guid>http://socialbuzzlife.wordpress.com/2009/11/14/emilia-romagna_muove_linnovazione/</guid>
<description><![CDATA[RESEARCH TO BUSINESS &#8211; BOLOGNA Resarch to Business chiude i battenti. La fiera della ricerca c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>RESEARCH TO BUSINESS &#8211; BOLOGNA<br />
<a href="http://www.rtob.it">Resarch to Business </a>chiude i battenti. La fiera della ricerca che incontra l&#8217;impresa ha registrato un elevato numero di presenze ma ha soprattuto favorito un notevole scambio di informazioni tra gli operatori e un ancora più elevato scambio di contatti.<br />
Resarch to Business nata per stimolare l&#8217;interazione tra qualificati centri di ricerca e il mondo delle imprese, per fare scaturire opportunità di collaborazione e di trasferimento tecnologico e per favorire lo sviluppo di nuovi prodotti e processi quest&#8217;anno è diventata anche il luogo per fare incontrare il mondo della finanza alternativa e quello dell&#8217;impresa innovativa.</p>
<p>Il networking è alla base di ogni processo innovativo. Le informazioni che rimangono isolate non sono destinate a creare valore e opportunità di business. Le fiere sono diventate troppo costose e lo sono ancora di più per le start-up e gli spin-off universitari e d&#8217;impresa i quali non hanno ingenti capitali e devono, in tempi di crisi, ridurre al minimo spese di pubblicità e consulenze di marketing.</p>
<p>Reaserach to Business attraverso vari eventi di newtorking e la presenza di moltissime start-up, idee d&#8217;impresa e spin-off universitari &#8211; che potevano esporre gratuitamente &#8211; ha favorito lo scambio di contatti, di idee, ha fornito opportunità per trovare partners e finanziatori e ha stimolato la loro contaminazione &#8211; nel corso del pitching event un fondo americano che finanzia unicamente start-up nel settore delle biotecnologie è stato così colpito <a href="http://www.spreaker.com">dall&#8217;idea</a> di un team di giovani imprenditori bolognesi da chiedergli di fissare ulteriori incontri -</p>
<p>INNOVA DAY- MODENA<br />
Finita la fiera non è finita la festa! Ancora qualche settimana ed è il turno di Modena. Il 16 e il 17 Dicembre Modena diventa la capitale dell&#8217;innovazione con <a href="http://www.innovaday.it">INNOVA DAY</a>. </p>
<p><a><img src="http://socialbuzzlife.wordpress.com/files/2009/11/innovatestata_1.jpg?w=300" alt="innovatestata_1" title="innovatestata_1" width="300" height="83" class="aligncenter size-medium wp-image-41" /></a></p>
<p>INNOVA DAY non è una fiera ma un evento di networking nel quale le start-up innovative e gli aspiranti imprenditori attraverso molti momenti organizzati &#8211; pitching session, incontri to one, presentazioni aziendali a gruppi ristretti, workshop e convegni &#8211; potranno scambiarsi informazioni utili sui loro prodotti e servizi, per realizzare partnership per partecipare a Bandi Nazionali ed Europei, potranno presentarsi a potenziali finanziatori clienti e fornitori. L&#8217;obiettivo non nascoso di INNOVA DAY è infatti quello di offrire alle start-up innovative:<br />
1.nuove opportunità di mercato<br />
2.nuove occasioni di finanziamento.<br />
Lo slogan è chiaro: &#8220;Dall&#8217;innovazione all&#8217;investimento&#8221;.</p>
<p>Da quando è on-line il sito www.innovaday.it <a href="http://www.innovaday.it/index.php?option=com_fabrik&#38;view=table&#38;tableid=3&#38;calculations=0&#38;Itemid=58">sono 36 le start-up,</a> gli spin-off e le idee d&#8217;impresa che si sono iscritte all&#8217;evento. Provengono da tutta Italia anche se una fetta consistente è rappresentata da imprese e aspiranti imprenditori emiliano-romagnoli. Le iscrizioni chiuderanno il 6 di Dicembre.</p>
<p>L&#8217;Emilia Romagna sembra volere guardare la crisi come un&#8217;opportunità da cogliere al volo per favorire lo svilluppo di processi innovativi all&#8217;interno delle imprese, che costituiranno il motore della crescita quando la crisi economica terminerà. Dopo l&#8217;approvazione dei finanziamenti regionali ai progetti dei <a href="http://www.romagnaoggi.it/rimini/2009/11/12/142825/">TECNOPOLI </a>tra cui anche quello di Modena e dopo il successo della fiera Research to Business sarà INNOVA DAY organizzato da DemoCenter-Sipe e dall&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia ad offrire nuove opportunità alle start-up innovative per incontrare fondi di seed e di venture capital, banche, business angels e scout d&#8217;impresa. Hanno già aderito fondi americani e italiani, banche nazionali e locali, business angels che operano su tutto il territorio nazionale e buiness angels che si concentrano solo su investimenti in Regione.</p>
<p>INNOVA DAY costituirà una buona occasione per fare vera innovazione! A testimonianza di quanto <a href="http://www.democentersipe.it">DemoCenter-Sipe </a>e <a href="http://www.unimore.it">l&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia </a>credano in questo progetto è stato chiamato <a href="http://www.abirascid.com">Emil Abirascid</a> l&#8217;organizzatore di Percorsi dell&#8217;Innovazione a SMAU, nonchè giornalista di <a href="http://www.wired.it">Wired</a> e de <a href="http://www.ilsole24ore.it">&#8220;Il Sole 24 Ore&#8221;.</a></p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.innovaday.it">www.innovaday.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cyborg e mano bionica. Un altro passo avanti]]></title>
<link>http://internetsociety.wordpress.com/2009/11/04/cyborg-e-mano-bionica-un-altro-passo-avanti/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:11:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
<guid>http://internetsociety.wordpress.com/2009/11/04/cyborg-e-mano-bionica-un-altro-passo-avanti/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;integrazione unomo-macchina ha fatto ulteriori passi avanti. Una ricerca condotta dall]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;integrazione unomo-macchina ha fatto ulteriori passi avanti.</p>
<p>Una ricerca condotta dall&#8217;Università di Lund, in Svezia, e dalla Scuola Superiore di Sant&#8217;Anna di Pisa, ha realizzato la SmartHand, una mano robotica che ha il pregio di restituire al soggetto che se ne avvale la percezione tattile.</p>
<p>Ecco il link alla <a title="SmartHand - Progetto" href="http://www.elmat.lth.se/~smarthand/links.html" target="_blank">pagina del progetto</a>, ove recuperare le informazioni tecnico-scientifiche e i contatti.</p>
<p>Viene spiegato in un articolo di Ketty Areddia per Il Corriere della Sera, dal titolo &#8220;<a title="Mano bionica - Ketty Areddia" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ottobre_19/mano-bionica-sente-presa_1d906652-bcb6-11de-9662-00144f02aabc.shtml" target="_blank">La mano bionica che sente la presa</a>&#8220;, che</p>
<blockquote><p>Finora, la robotica aveva inventato arti elettronici che, per quanto precisi, erano poco più che pinze mosse dalla contrazione dei muscoli del braccio. Oggi, invece, grazie ad alcuni sensori (40 per la precisione) e a quattro piccoli motori elettrici, le dita artificiali restituiscono al cervello la sensazione di spinta e la consistenza di un oggetto.</p></blockquote>
<p>(&#8230;)</p>
<blockquote><p>Spiega il meccanismo Christian Cipriani, ingegnere dell’Arts Lab di Pisa, guidato dalla professoressa Maria Chiara Carrozza: «Noi del Sant’Anna abbiamo sviluppato la mano robotica, un sistema in grado di afferrare gli oggetti e allo stesso tempo con un elevato numero di sensori, che rilevano la posizione delle dita (detta propriocezione) e misurano le interazioni con il mondo esterno. Quello che è cambiato rispetto alle mani robotiche inventate finora, è l’interfaccia sensoriale. Abbiamo, cioè applicato al moncone dei micromotori primordiali che, ad esempio, appena la mano artificiale tocca una bottiglia, spingono a livello superficiale su alcuni punti dell’arto cosiddetto “fantasma” e inviano così al cervello la sensazione del tatto».</p></blockquote>
<p>Il funzionamento della SmartHand si basa sul ricordo cerebrale della mano mancante.</p>
<p>A tal riguardo nell&#8217;articolo citato si precisa che</p>
<blockquote><p>Dopo un’amputazione, infatti avviene un rimappamento cerebrale, per cui alcuni punti dell’arto rimasto corrispondono al mignolo, altri all’anulare etc… In pratica, all’amputato rimane la sensazione della mano, anche se la mano non c’è più, perché è ancora presente nel nostro cervello. «Restituire la sensazione del tatto a una mano artificiale è importante, perché per quanto sofisticati siano gli arti artificiali non è facile muoverli in maniera controllata, se non si ha la percezione di quello che si fa», aggiunge Cipriani.</p></blockquote>
<p> L&#8217;intervista rilasciata da un giovane al quale la mano robotica è stata installata e sperimentata rivena il suo enorme entusiasmo, riportato ancora una volta da Ketty Areddia,</p>
<blockquote><p>«È incredibile, quando afferro un oggetto duro riesco a sentirlo sulla punta delle dita, ed è strano visto che le dita non le ho più – ha commentato entusiasta Robin quando ha indossato la nuova mano -. Riesco anche a controllare molto meglio il mio movimento, visto che percepisco meglio quello che sto facendo».</p></blockquote>
<p>La ricerca si colloca sul filo di una sperimentazione legata da un unico filo conduttore: quello che vede non solo l&#8217;interazione ma anche l&#8217;integrazione tra l&#8217;uomo e la maccina, mirando ad una ibridazione bionica che possa restituire all&#8217;uomo le funzionalità mancanti e, secondo altre prospettazioni, far accrescere nell&#8217;uomo &#8220;normale&#8221; le funzionalità, come in una sorta di evoluzione della specie umana.</p>
<p>Si veda, in proposito, anche la sperimentazione condotta da Kevin Warwick, a cui avevo fatto cenno nel post &#8220;<a title="Ibridazione uomo-macchina. L'avvento dei Cyborg" href="http://internetsociety.wordpress.com/2008/12/27/ibridazione-uomo-macchina-l%e2%80%99avvento-dei-cyborg/" target="_blank">Ibridazione uomo-macchina. L&#8217;avvetno dei Cyborg</a>&#8220;.</p>
<p>Kevin Warwick aveva fatto ricorso all&#8217;impiantologia per innestare sul proprio sistema nervoso un chip sottocutaneo con cui riusciva a comandare, attraverso impulsi cerebrali, il movimento di una mano e, con sperimentazione successiva, aveva anche sondato la possibilità di feedback in entrata, estendendo il progetto alla comunicazione umana cervello-cervello senza l&#8217;intermediazione del linguaggio, mediata dagli impulsi cerebrali in entrata ed in uscita che due soggetti potevano scambiarsi interagendo ciascuno direttamente attraverso il chip installato sulle terminazioni nervose del proprio braccio.</p>
<p>Con riferimento alla mano robotica del progetto SmartHand, invece, l&#8217;articolo evidenzia la futura evoluzione proprio nel senso della realizzazione dell&#8217;ibridazione uomo-macchina, al fine di installare chirurgicamente i sensori e gli elettrodi con le terminazioni nervose del soggetto che ospita l&#8217;arto artificiale.</p>
<p>Nell&#8217;articolo del Corriere, infatti, si precisa testualmente che</p>
<blockquote><p>Gli esperimenti condotti finora non sono stati invasivi, non hanno cioè previsto un intervento chirurgico, ma in futuro si spera che l’applicazione della SmartHand sia fatta a livello neurale, impiantando degli elettrodi nel sistema nervoso periferico dell’arto residuo.</p></blockquote>
<p>L&#8217;importanza di queste ricerche si accompagna però ad un dilemma etico, dato che è sicuramente positivo l&#8217;utilizzo delle ricerche scientifiche per restituire un arto o un organo a chi l&#8217;ha perso, mentre è di più incerta collocazione (nel dibattito etico e scientifico, ma anche giuridico e sociale) il ricorso volontario della tecnologia bionica, con ibridazione uomo-macchina, per chi non ha perso alcuna funzionalità, ma ha solamente il desiderio di avere nuove potenzialità da sfruttare, reputando tali opportunità come parte dell&#8217;anello evolutivo della specie umana, che assiste all&#8217;avvento del super-uomo (<em>Übermensch</em>).</p>
<p>Sul tema ritornerò per tenere alto l&#8217;interesse alle problematiche sottese, da affrontare con un approccio interdisciplinare.</p>
<p>Fabio Bravo</p>
<p><a title="Avv. Fabio Bravo - Professore Aggregato e Ricercatore Università di Bologna " href="http://www.fabiobravo.it" target="_blank">www.fabiobravo.it</a></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scienza: la parola alle donne]]></title>
<link>http://linformazionefacciamocelanoi.wordpress.com/2009/10/26/scienza-la-parola-alle-donne/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 23:01:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone D'Angelo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pino Nano racconta le donne del CNR L’esperienza delle ricercatrici, del loro impegno e della loro p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3A6yBOiS1nY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3A6yBOiS1nY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
Pino Nano racconta le donne del CNR</p>
<p>L’esperienza delle ricercatrici, del loro impegno e della loro passione per la scienza nella manifestazione &#8220;<strong>Scienza: la parola alle donne</strong>&#8220;, promossa dal <strong>CNR</strong>, che prevede mostre, incontri, visione di documentari e percorsi didattici, in programma a <strong>Parma</strong> fino al 10 dicembre 2009.<br />
Di grande importanza la mostra fotografica &#8220;Donne alla guida della più grande macchina mai costruita dall&#8217;Uomo&#8221; e la mostra “La complessità dell’acceleratore LHC in mano alle donne”, che documenta l’esperienza di oltre 30 ricercatrici italiane impegnate nel più grande esperimento di fisica della storia: ricreare le condizioni che si verificarono pochi istanti dopo il Big Bang nell’acceleratore di particelle più grande del mondo, quello che segnerà una svolta fondamentale nella fisica del terzo millennio, il Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra. La mostra, ideata e realizzata dalla giornalista scientifica Elisabetta Durante, raccoglie le fotografie realizzate dal ricercatore del CERN Mike Struik.<br />
La rassegna prevede poi incontri di approfondimento aperti ai cittadini su tematiche scientifiche di frontiera:</p>
<ul>
<li>la fisica delle particelle elementari (23 ottobre)</li>
<li>le nanoscienze (29 ottobre)</li>
<li>la formazione scientifica (12 novembre)</li>
<li>l’aspetto avventuroso e spericolato della vita delle scienziate (19 novembre)</li>
<li>aspetti scientifici e implicazioni etiche delle biotecnologie (26 novembre)</li>
</ul>
<p>L’iniziativa riserva anche uno spazio agli studenti. La mostra &#8220;Microcosmo con Vista&#8221; dell&#8217;Università degli Studi di Parma, realizzata in collaborazione con l&#8217;Istituto materiali per elettronica e magnetismo, l&#8217;Istituto nazionale di Fisica nucleare, il CERN e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Parma, propone un percorso didattico interattivo che consente di avvicinarsi al mondo delle particelle elementari mediante la sperimentazione diretta. Un percorso che, insieme all&#8217;associazione Googol di Parma, consentirà di aprire la mostra anche ai bambini della scuola primaria (tutti i venerdì mattina per tutta la durata della mostra).<br />
Il documentario &#8220;Scienza: singolare femminile&#8221;, girato da un gruppo di ricercatrici del CNR, si rivolge agli studenti mostrando, attraverso immagini e racconti, l’esperienza, l’impegno e la passione di donne che lavorano nella ricerca scientifica.</p>
<p>web:<br />
<a title="Scienza: la parola alle donne" href="http://scienzalfemminile.imem.cnr.it" target="_blank">http://scienzalfemminile.imem.cnr.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da RIDITT: bandi per finanziamento di progetti nel settore delle biotecnologie]]></title>
<link>http://atominofvg.wordpress.com/2009/10/20/da-riditt-bandi-per-finanziamento-di-progetti-nel-settore-delle-biotecnologie/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:02:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>atominofvg</dc:creator>
<guid>http://atominofvg.wordpress.com/2009/10/20/da-riditt-bandi-per-finanziamento-di-progetti-nel-settore-delle-biotecnologie/</guid>
<description><![CDATA[da riditt.it Si è aperto il 1° ottobre 2009 il quinto bando EUROTRANS-BIO per il co-finanziamento di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>da riditt.it</em></p>
<p>Si è aperto il 1° ottobre 2009 il quinto bando EUROTRANS-BIO per il co-finanziamento di progetti trasnazionali di innovazione tecnologica nel settore delle biotecnologie.</p>
<p>L&#8217;Italia partecipa al bando con il Ministero dello Sviluppo Economico e l&#8217;Istituto per la Promozione Industriale (IPI).<br />
Le risorse messe a disposizione dei partecipanti italiani sono pari a 5 milioni di euro, a valere sul Fondo rotativo per l&#8217;Innovazione Tecnologica (FIT &#8211; Legge 46/82), gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico.</p>
<p>Il bando si rivolge alle piccole e medie imprese, che possono presentare progetti anche insieme a grandi imprese, università e istituti di ricerca. I progetti vanno presentati entro il 1° febbraio 2010.</p>
<p>&#62; <a href="http://www.riditt.it/page.asp?page=bando_etb_5thcall" target="_blank"><strong>Ulteriori informazioni</strong> </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omicidio di Garlasco. Riflessioni sulla prova scientifica]]></title>
<link>http://internetsociety.wordpress.com/2009/09/29/omicidio-di-garlasco-riflessioni-sulla-prova-scientifica/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 13:48:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
<guid>http://internetsociety.wordpress.com/2009/09/29/omicidio-di-garlasco-riflessioni-sulla-prova-scientifica/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;omicidio di Garlasco, che stiamo seguendo per la rilevanza assunta in sede investigativa e p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;omicidio di Garlasco, che <a title="Garlasco, computer forensics, analisi forense del DNA" href="http://internetsociety.wordpress.com/?s=garlasco" target="_blank">stiamo seguendo</a> per la rilevanza assunta in sede investigativa e processuale dalla computer forensics e dall&#8217;esame forense del DNA, è destinato a passare alla storia per le riflessioni sui confini di validità della prova scientifica e sulle modalità di effettuazione delle indagini.</p>
<p>Quanto a quest&#8217;ultime, forse sarebbe il caso di insistere sull&#8217;applicazione di protocolli investigativi, se è vero quanto riportato in questo <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/garlasco-stasi/garlasco-prove-fragili/garlasco-prove-fragili.html" target="_blank">interessante articolo</a> di Piero Colaprico per la Repubblica, in cui si metteno in evidenza alcune difficoltà che possono sorgere in relazione alle scelte operative degli investigatori.</p>
<p>L&#8217;articolo, però, si interessa anche di un altro grande tema, quello della fragilità della prova scientifica, apparentemente in grado di dare soluzioni univoche, ma che spesso si mostra non univoca nella lettura che gli esperti ne fanno.</p>
<p>La triste storia di Clotilde Zambrini, a chiusura del <a title="RIS" href="http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/62011/" target="_blank">pezzo di Niccolò Zancan</a> per La Stampa dedicato prevalentemente all&#8217;operato dei RIS in relazione alle indagini scientifiche, costituisce un bello spunto di riflessione sul valore attualmente assegnabile alla prova scientifica, rispetto a quella tradizionale, basata su evidenze di altra natura.</p>
<p>Dopo la richiesta di <a title="Omicidio di Garlasco - Disposti nuovi accertamenti tecnici" href="http://internetsociety.wordpress.com/2009/05/04/rinviata-la-sentenza-sull%e2%80%99omicidio-di-garlasco/" target="_blank">nuovi accertamenti tecnici</a>, nell&#8217;ambito del rito abbreviato, nel processo ad Alberto Stasi ritorna alal ribalta il tema della valutazione della prova scientifica, tacciata come capace di fornire risultanze univoche, ma che, all&#8217;esame concreto, si rivela suscettibile di interpretazioni differenti.</p>
<p>Certo è che il nuovo accertamento peritale sull&#8217;omicidio di Garlasco ha fornito un riscontro opposto a quello reso da Garofalo e dalla sua squadra, in seno ai RIS di Parma.</p>
<p>Le risultanze sono sorprendenti per la <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/garlasco-stasi/perizia/perizia.html" target="_blank">molteplicità delle discordanze</a>, che, lungi dal fare chiarezza su chi sia l&#8217;autore del delitto, forniscono un decisivo contributo alla difesa dell&#8217;imputato.</p>
<p>Di fronte alla confutazione delle conclusioni a cui è giunta l&#8217;accusa sulla data della morte di Chiara Poggi, sulle traccie biologiche rinvenute sul dispenser del sapone e sui pedani della bicicletta, ma non sulla suola delle scarpe di Alberto Stasi, riemerge la rilevanza degli accertamenti peritali di computer forensics, in grado di confermare l&#8217;alibi dell&#8217;unico imputato.</p>
<p>I problemi non rimarranno isolati, ma interesseranno una quantità notevole di casi, se si pensa al fatto che ormai anche l&#8217;Italia vede affacciarsi la prospettiva di una sistematica utilizzazione della <a title="Banca Dati del DNA" href="http://internetsociety.wordpress.com/2009/07/10/banca-dati-del-dna-approvato-in-via-definitiva-il-disegno-di-legge/" target="_blank">banca dati del DNA</a> per fini investigativi e processuali, al di là di quanto già avveniva e tuttora avviene con il materiale biologico e i profili genetici <a title="conservazione DNA presso i RIS di Parma, Roma, Messina e Cagliari" href="http://internetsociety.wordpress.com/2009/05/27/garante-per-la-privacy-e-banca-dati-del-dna-problema-sul-tempo-di-conservazione/" target="_blank">conservati presso i RIS</a> di Parma, Roma, Messina e Cagliari.</p>
<p>Si deve riflettere, secondo me, sull&#8217;approccio alle tecnologie, siano esse informatiche o biologiche (bio-informatiche, come attualmente avviene per l&#8217;analisi forense del DNA).</p>
<p>Occorre evitare che nel processo penale si segua quell&#8217;approccio che si aveva un tempo con l&#8217;avvento dei primi calcolatori elettronici, di fronte ai quali chi li usava o ne legeva gli output, era portato a ritenere di essere di fronte a realtà oggettive, assolute, senza riflettere sul fatto che la lettura degli output dipende (1) dalla qualità degli input e (2) dal processo di elaborazione usato, nonché (3) dalla capacità di chi gli output li legge, chiamato a svolgere comunque (4) un&#8217;attività interpretativa, naturalmente radicata con la lettura degli output medesimi.</p>
<p>Bella, al riguardo, la chiosa finale di Piero Colaprico:</p>
<blockquote><p>Ma davvero ci vogliono due anni per stabilire che, se si cammina sulla ghiaia o sull&#8217;erba bagnata, il sangue secco può staccarsi dalle suole? Nei laboratori dei telefilm non succede mai, nella realtà della provincia italiana sì.</p></blockquote>
<p> Fabio Bravo</p>
<p><a title="Avv. Fabio Bravo - Professore Aggregato e Ricercatore Università di Bologna " href="http://www.fabiobravo.it" target="_blank">www.fabiobravo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le due facce della crisi attuale e le strategie future di investimento ]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/09/17/le-due-facce-della-crisi-attuale-e-le-strategie-future-di-investimento/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:51:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>ipagnottella</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/09/17/le-due-facce-della-crisi-attuale-e-le-strategie-future-di-investimento/</guid>
<description><![CDATA[Oggi si parla molto della fine della crisi e del fatto che probabilmente la recessione sia terminata]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1152" title="2009.9.4.Unemployment" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/09/2009-9-4-unemployment.jpg" alt="2009.9.4.Unemployment" width="470" height="300" />Oggi si parla molto della fine della crisi e  del fatto che probabilmente la recessione sia terminata. Possiamo tuttavia notare una realtà a due facce. Da una parte, il peggio  sembra davvero passato per quanto riguarda il mercato finanziario: molte aziende potrebbero continuare a presentare dati di bilancio &#8220;migliori delle attese&#8221; e anche da un punto di vista grafico il mercato azionario fornisce segnali positivi, al momento.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte invece il mercato del lavoro continua a soffrire. L&#8217;OCSE oggi annuncia che prevede il tasso di disoccupazione nella zona Euro in crescita fino al 2010. E negli USA? Potete vedere da soli sul sito del U.S. Council of  Foreign Relations, dove ho trovato un grafico semplice e interessante che confronta il tasso di crescita della disoccupazione americana attuale con il tasso di crescita di recessioni passate:<br />
<a href="http://blogs.cfr.org/geographics/2009/09/11/unemployment-2/#more-533">http://blogs.cfr.org/geographics/2009/09/11/unemployment-2/#more-533</a></p>
<p>Vi segnalo anche il seguente articolo : <a href="http://www.voxeu.org/index.php?q=node/3421">http://www.voxeu.org/index.php?q=node/3421</a> , che fornisce i seguenti grafici:<br />
Figure 1: confronta la produzione mondiale oggi in rosso con il periodo della grande Depressione degli anni 30.<br />
Figure 2: confronta l&#8217;andamento dei mercati azionari oggi in rosso con il periodo della Grande Depressione<br />
Figure 5-7: confronta la produzione industriale in diverse nazioni oggi con il periodo della Grande Depressione</p>
<p>Come si spiega questa doppia realtà? Credo che il rialzo borsistico sia spinto da un elite di investitori. Sappiamo che in tutto il mondo il sistema finanziario ha ricevuto finanziamenti ed  ingenti iniezioni di liquidità,  che non sono tornati al sistema sotto  forma di credito; anzi, dai dati ufficiali americani, il credito erogato dal sistema bancario scende in modo quasi costante.</p>
<p>Da aprile  abbiamo consigliato ai clienti di tornare ad investire in azioni (soprattutto in alcuni titoli  quotati al Nasdaq  e del settore biotech)  e siamo ancora investiti in azioni selezionate, in quanto mi sembra più prudente investire in buone società che riescono a produrre utili in forte crescita, anche nel contesto attuale.  Ovviamente non stiamo consigliando ai clienti di tenere i titoli a qualsiasi costo, perchè qualsiasi investimento va attentamente monitorato.</p>
<p>Credo che  l&#8217;investimento davvero rischioso nei prossimi anni sia quello dei titoli di stato europei ed americani.   Ricordiamoci che le perdite ed i danni della crisi attuale non sono stati eliminati o sanati, ma sono stati semplicemente riversati sulle spalle dei bilanci pubblici.</p>
<p><strong>Ida Pagnottella &#8211; CFI Advisors &#8211; <a href="http://www.cfiadvisors.it">www.cfiadvisors.it</a> &#8211; Pescara</strong></p>
<p><strong>i.pagnottella@cfiadvisors.it </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Organismi transgenici]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/27/organismi-transgenici/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 22:52:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/08/27/organismi-transgenici/</guid>
<description><![CDATA[Una particolare attenzione va prestata, soprattutto, alla valutazione dei possibili effetti degli or]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Una particolare attenzione va prestata, soprattutto, alla valutazione dei possibili effetti degli organismi transgenici sull’uomo e sull’ambiente, dai punti di vista biologico, produttivo, economico e sociale. Accanto a grandi opportunità teoriche, tali tecnologie presentano rischi di cui, allo stato attuale delle conoscenze, è difficile dare una valutazione adeguata.  Su un argomento così delicato ci pare opportuno fare diretto riferimento a quanto saggiamente esprime il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa (cfr nn. 472-480). In particolare sembrano ineludibili queste considerazioni: «Le moderne biotecnologie hanno un forte impatto sociale, economico e politico, sul piano locale, nazionale e internazionale: vanno valutate secondo i criteri etici che devono sempre orientare le attività e i rapporti umani nell’ambito socioeconomico e politico. Bisogna tener presenti soprattutto i criteri di giustizia e solidarietà […]. Comunque non si deve cadere nell’errore di credere che la sola diffusione dei benefici legati alle nuove biotecnologie possa risolvere tutti gli urgenti problemi di povertà e di sottosviluppo che assillano ancora tanti Paesi del pianeta» (n. 474).  La possibile irreversibilità di taluni processi e l’incertezza legata alla parzialità delle conoscenze esigono nel campo degli organismi transgenici una particolare cautela, unita a ulteriori sviluppi nella ricerca scientifica. All’invito alla cautela nel settore delle biotecnologie si unisce anche quello a potenziare la strada della tipicità dei prodotti agricoli tradizionali. È questo oggi un filone produttivo altamente ricercato e apprezzato, capace di creare nicchie di mercato remunerative, stimolanti anche sul piano sociale e culturale oltre che economico. Di fronte all’omologazione crescente dei gusti e alla massificazione distributiva alimentare, il mondo agricolo può offrire un proprio orientamento sul modello economico, sociale e culturale di sviluppo, fondato su un sapiente recupero della tradizione agricola e alimentare, nelle forme tipiche dei diversi territori.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GreenOil: il primo esperimento di bio-raffineria in Italia]]></title>
<link>http://sorgenia.wordpress.com/2009/08/06/greenoil-il-primo-esperimento-di-bio-raffineria-in-italia/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:46:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sorgenia: energia sensibile all'ambiente</dc:creator>
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<description><![CDATA[A settembre con un gruppo di tecnici altamente specializzati e di ricercatori delle Università di Pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1236" title="Parco Tecnologico Scientifico Vega Venezia - Il Blog di Sorgenia - Img da www.vegapark.ve.it" src="http://sorgenia.wordpress.com/files/2009/08/foto_sorgenia_vega_parco_tecnologico_scientifico.jpg?w=150" alt="Parco Tecnologico Scientifico Vega Venezia - Il Blog di Sorgenia - Img da www.vegapark.ve.it" width="150" height="100" />A settembre con un gruppo di tecnici altamente specializzati e di ricercatori delle Università di Padova (Ingegneria chimica), Ca’ Foscari (Scienze Ambientali) e Udine (Scienze Agrarie), <strong>inizieranno i lavori per la realizzazione di “Green Oil”, il primo impianto pilota di bio-raffineria in Italia.</strong></p>
<p>GreenOil sorgerà nel Vega Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, dove è iniziato il processo di riconversione di una delle zone industriali più grandi d’Europa. Si compirà così la sperimentazione di <strong>un passaggio epocale dall’era dalla petrolchimica a quella dell’agrochimica</strong>. Lo staff tecnico-scientifico è già operativo, ma GreenOil prevede già di ampliare nei prossimi due anni di progetto.</p>
<p>L’impianto sarà in funzione a gennaio 2010, nella sua fase a livello preindustriale, <strong>alimentata da biocombustibili o prodotti, finora realizzati solo chimicamente, da biomasse vegetali non più utilizzabili dall’industria agroalimentare e da altre produzioni biotecnologiche.<br />
</strong>In pratica si tratterà di <strong>scarti delle lavorazioni agricole, come vinacce e sansa di olio d’oliva, di residui lattiero-caseari fino alle alghe della laguna con cui si potranno ottenere materie prime e seconde</strong>.</p>
<p>Dalle biomasse verranno ricavati <strong>grassi vegetali da usare come biocombustibili in motori a ciclo diesel e, opportunamente adattati, in turbine</strong>. Altri derivati saranno additivi biologici: conservanti e antiossidanti per l’industria alimentare, farmaceutica o cosmetica. Inoltre si estrarranno lipidi da matrici oleose (sansa di oli) senza l’obbligo di dover ricorrere a solventi chimici.</p>
<p>Fonte: <a title="GreenOil: in Italia si sperimenta la bio-raffineria" href="http://www.rinnovabili.it/greenoil-in-italia-si-sperimenta-la-bio-raffineria594006" target="_blank">Rinnovabili.it</a><br />
<a href="http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify?uri=EfficienzaESostenibilit&#38;loc=en_US">Subscribe to EcoPensiero &#8211; efficienza e sostenibilità by Email</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Malattie del fegato]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/02/malattie-del-fegato/</link>
<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 22:06:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fino ad oggi era l’esame più sicuro anche se spesso molto fastidioso per il paziente: la biopsia epa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Fino ad oggi era l’esame più sicuro anche se spesso molto fastidioso per il paziente: la biopsia epatica, una tecnica invasiva per estrarre cellule direttamente dal fegato. Oggi esiste un’alternativa rappresentata da FibroTest, che con un semplice prelievo di sangue consente di diagnosticare con precisione il danno epatico. Il FibroTest è stato validato da un recente studio multicentrico internazionale pubblicato nella rivista scientifica Hepatology il cui coordinatore è un italiano, il prof. Alfredo Alberti, Ordinario di Gastroenterologia, Dipartimento di Istologia, Microbiologia e Biotecnologie Mediche, Università di Padova. Condotto su più di 2.000 pazienti con epatite C in nove centri europei e statunitensi, gli autori hanno osservato che con questo test non invasivo si siano evitate biopsie nel 46,5 percento e nell’81,5 percento rispettivamente in presenza di fibrosi e di cirrosi. “Con un prelievo di sangue &#8211; spiega la dottoressa Giada Sebastiani dell’Unità di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Clinica dell’Ospedale dell’Angelo, Venezia, primo autore dello studio, &#8211; vengono determinati i valori di alcuni parametri che dopo l’elaborazione forniscono lo stato della malattia epatica. Dalla loro valutazione lo specialista epatologo/gastro-enterologo potrà decidere se eseguire la biopsia o ulteriori esami del sangue” L’approccio che gli autori dello studio pubblicato nella rivista Hepatology chiamano ‘SAFE BIOPSY’, permette di ridurre il numero di biopsie epatiche e, insieme al FibroTest, consente di definire lo stadio della fibrosi epatica.  Quello citato non è l’unico studio che dimostra l’importanza del FibroTest per valutare il grado di fibrosi, altri studi internazionali recentemente pubblicati lo hanno considerato una valida alternativa alla biopsia. La biopsia epatica, ancora considerata lo standard di valutazione della malattia epatica, non può essere eseguita troppo frequentemente per le complicazioni soprattutto emorragiche nei pazienti che già presentano una patologia avanzata. La fibrosi epatica è il primo segno del danno cronico del fegato ed è provocata principalmente da infezione con virus dell’epatite B o C (il 3% della popolazione italiana), oppure da malattie metaboliche o dall’eccessivo consumo di alcool. Il processo di riparazione di questo danno è rappresentato proprio dalla fibrosi, una cicatrice che sostituendo nel corso degli anni le cellule epatiche evolve in cirrosi e, in rari casi, in epatocarcinoma. È importante determinare il grado di fibrosi del fegato per rallentare la progressione verso la cirrosi con opportune misure, quali il cambiamento dello stile di vita e l’utilizzo di sostanze anti-infiammatorie e anti-ossidanti, quali la silibina ed i fosfolipidi (Realsil). In Italia sono 58.000 i casi di cirrosi diagnosticati ogni anno e il carcinoma epatico, che spesso ne deriva, è causa di morte nel 3% della popolazione. Il FibroTest è disponibile a pagamento su richiesta dello specialista in laboratori analisi in tutto il territorio nazionale (http://www.biopredictive.com/list-laboratories?country=it). È distribuito in Italia da Ibi-Lorenzini, su licenza esclusiva della francese BioPredictive.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Creato il nuovo fondo per l'innovazione]]></title>
<link>http://nippolandia.wordpress.com/2009/07/27/creato-il-nuovo-fondo-per-linnovazione/</link>
<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 18:11:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>nippolandia</dc:creator>
<guid>http://nippolandia.wordpress.com/2009/07/27/creato-il-nuovo-fondo-per-linnovazione/</guid>
<description><![CDATA[Il governo giapponese, con la collaborazione di 16 importanti imprese giapponesi che operano in dive]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il governo giapponese, con la collaborazione di 16 importanti imprese giapponesi che operano in diversi settori, ha dato vita ad un nuovo fondo di investimento per &#8220;favorire l&#8217;innovazione tecnologica in vari settori strategici con un capitale iniziale di 90,5 miliardi di yen&#8221;, circa 680 milioni di euro. Il fondo avrà una garanzia statale, sarà gestito come una società per azioni, durerà 15 anni e dovrebbe promuovere investimenti per un totale di 1.000 miliardi di yen, circa 7,5 miliardi di euro. IN questo modo si vuole cercare di avvicinare il mondo della ricerca e l&#8217;industria nei settori energia, ambiente, biotecnologie e medicina.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[START UP Internet ed innovazione: bando nazionale da 35 milioni di €]]></title>
<link>http://studiobaroni.wordpress.com/2009/07/20/start-up-internet-innovazione-bando/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 12:49:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vittorio Baroni</dc:creator>
<guid>http://studiobaroni.wordpress.com/2009/07/20/start-up-internet-innovazione-bando/</guid>
<description><![CDATA[  I programmi ammissibili alle agevolazioni del bando riguardano la realizzazione di innovazioni di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/internet-studio-baroni-frame.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-287" title="Internet Studio Baroni frame" src="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/internet-studio-baroni-frame.jpg" alt="Internet Studio Baroni frame" width="499" height="104" /></a></p>
<h2 style="margin-bottom:0;"> </h2>
<h2 style="margin-bottom:0;">I programmi ammissibili alle agevolazioni del bando riguardano la realizzazione di innovazioni di prodotto e/o di processo nei seguenti settori tecnologici:</h2>
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom:0;">Internet, limitatamente a: Internet dei contenuti (contenuti multidimensionali, multimediali e multimodali), Internet dei servizi (piattaforme aperte per servizi di &#8220;Internet del futuro&#8221;) e Internet delle cose (componenti e oggetti intelligenti)</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom:0;">materiali innovativi</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom:0;">sistemi robotici</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom:0;">tecnologie, processi e sistemi di gestione e controllo per la produzione e l’utilizzo ecosostenibile di energia, combustibili e prodotti finiti o semilavorati</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom:0;">biotecnologie</div>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom:0;"> <!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<h2 style="margin-bottom:0;"> Allegati:</h2>
<ol>
<li>
<h2 style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/allegato-piano-di-sviluppo.pdf"><span style="color:#0000ff;">allegato PIANO DI SVILUPPO</span></a></h2>
</li>
<li>
<h2 style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/allegato-dichiarazione-requisiti.pdf"><span style="color:#0000ff;">allegato DICHIARAZIONE REQUISITI</span></a></h2>
</li>
<li>
<h2 style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/allegato-dimensione.pdf"><span style="color:#0000ff;">allegato DIMENSIONE</span></a></h2>
</li>
<li>
<h2 style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/allegato-gestori.pdf"><span style="color:#0000ff;">allegato GESTORI</span></a></h2>
</li>
<li>
<h2 style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/allegato-modulo-domanda-singolo.pdf"><span style="color:#0000ff;">allegato MODULO DOMANDA SINGOLO</span></a></h2>
</li>
<li>
<h2 style="margin-bottom:0;"><a href="http://studiobaroni.wordpress.com/files/2009/07/allegato-modulo-domanda-congiunto.pdf"><span style="color:#0000ff;">allegato MODULO DOMANDA CONGIUNTO</span></a></h2>
</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dal tumore si guarisce di più]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/07/16/dal-tumore-si-guarisce-di-piu/</link>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 22:26:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/07/16/dal-tumore-si-guarisce-di-piu/</guid>
<description><![CDATA[Sono oltre un milione e mezzo gli italiani che hanno sconfitto il cancro, fra cui 400 mila sopravvis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Sono oltre un milione e mezzo gli italiani che hanno sconfitto il cancro, fra cui 400 mila sopravvissuti a un tumore al seno. Un risultato ottenuto anche grazie alle terapie a bersaglio molecolare, cure innovative e personalizzate che, dal 1998 al 2008, hanno portato a un aumento del 5% della sopravvivenza nel caso dei tumori al seno, colon-retto, rene, stomaco-intestino e linfomi. Il tutto insieme a una prevenzione più stringente, programmi di screening innovativi e trattamenti &#8216;tradizionali&#8217; sempre più affinati. Un mix che colloca l&#8217;Italia tra i Paesi europei con la più bassa mortalità per cancro. Lo hanno sottolineato ieri a Roma gli specialisti intervenuti a un incontro voluto dal Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della presidenza del Consiglio (Cnbbsv). &#8220;In futuro &#8211; sottolinea il presidente del Cnbbsv, Leonardo Santi &#8211; le terapie saranno sempre più personalizzate, ma in questo momento occorre potenziare la ricerca concentrandola sui marcatori biologici, in modo da trattare solo i pazienti che rispondono a quella cura. Ed evitando fughe in avanti o inutili pessimismi sulle prospettive legate all&#8217;uso di questi medicinali innovativi: c&#8217;è ancora molto da fare. E le valutazioni tecniche &#8211; incalza l&#8217;esperto &#8211; non devono mai passare in secondo piano rispetto a considerazioni sugli equilibri di spesa. Insomma, occorre razionalizzare gli interventi, tenendo conto che le terapie personalizzate hanno prodotto benefici evidenti per i malati di tumore&#8221;. Ricercatori, oncologi e farmacologi riuniti a Roma sono convinti che il futuro sarà sempre più rivolto alla personalizzazione delle terapie. &#8220;E&#8217; improprio &#8211; dice infatti Francesco Cognetti, direttore del dipartimento di oncologia medica dell&#8217;Int Regina Elena di Roma &#8211; parlare di tumore al seno. Si deve usare il plurale, perché le differenze biologiche fra le pazienti sono tante&#8221;. La buona notizia è che questa neoplasia è fra quelle che &#8220;più hanno beneficiato della target therapy, che può portare alla guarigione. Oltre tutto i farmaci molecolari nel caso del seno sono già utilizzati ed efficaci nella fase adiuvante&#8221;, dopo l&#8217;intervento chirurgico.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Banca dati del DNA. Approvato in via definitiva il disegno di legge]]></title>
<link>http://internetsociety.wordpress.com/2009/07/10/banca-dati-del-dna-approvato-in-via-definitiva-il-disegno-di-legge/</link>
<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 09:13:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
<guid>http://internetsociety.wordpress.com/2009/07/10/banca-dati-del-dna-approvato-in-via-definitiva-il-disegno-di-legge/</guid>
<description><![CDATA[Il 24 giugno 2009 il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge 586-909-955-956-960-B s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il 24 giugno 2009 il Senato ha <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/33663.htm" target="_blank">approvato definitivamente</a> il disegno di legge 586-909-955-956-960-B sulla Banca Dati del DNA per fini investigativi e forensi, in <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/2100_502_sottosegretario_mantovano/0490_2009_06_24_Ratifica_trattato_Prum.html_8783096.html" target="_blank">ratifica del Trattato di Prum</a>.</p>
<p>Sul sito del Senato è possibile rinvenire <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00416741.pdf" target="_blank">il testo in formato PDF</a>.</p>
<p>Il passaggio è epocale.</p>
<p>Sicuramente il contrasto alla criminalità potrà essere molto efficace, sopratutto per i crimini violenti, ma a fronte dei <a href="http://poliziadistato.it/articolo/15768-Criminalita_al_via_la_banca_dati_Dna_con_il_Trattato_di_Prum" target="_blank">vantaggi prospettati</a> c&#8217;è sicuramente da affrontare anche i <a href="http://punto-informatico.it/2067742_3/PI/News/banca-del-dna-ormai-ci-siamo.aspx" target="_blank">possibili rischi</a> connessi all&#8217;uso della Banca dati del DNA (si veda, per riflettere, anche il <a href="http://www.cyberiade.it/articles/2007/10/30/la-bancarotta-del-dna" target="_blank">caso Hamkin</a> nel resoconto di Giuseppe Aiello, segnalato da Luca Annunziata di Punto Informatico).</p>
<p>Per la verità le Banche dati del DNA in Italia già ci sono da un po&#8217; presso i RIS, come evidenziato anche di recente da un <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1616807" target="_blank">comunicato del Garante per la protezione dei dati personali</a> ed anche per questo si attendeva un testo di legge che potesse disciplinare con maggior chiarezza la materia. Alcune perplessità, evidenziate in un mio precedente post, risiedono però sul <a href="http://internetsociety.wordpress.com/2009/05/27/garante-per-la-privacy-e-banca-dati-del-dna-problema-sul-tempo-di-conservazione/" target="_blank">tempo di conservazione dei dati</a>, anche alla luce  di quanto previsto dalla sentenza 880/2008 della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p>A breve il testo del disegno di legge definitivamente approvato dal Senato sarà legge dello Stato italiano.</p>
<p>Cambierà lo scenario relativo alle tecniche investigative.</p>
<p>Si porranno, al contempo, problemi nuovi sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali della persona. Occorre pertanto analizzare bene il settore ed assicurare una adeguata preparazione anche di magitrati ed avvocati, per evitare tragici errori e forti compressioni alla libertà individuale dovute ad errate valutazioni del peso probatorio della prova scientifica, ritenuta a torto aprioristicamente infallibile.</p>
<p>Il tema è di confine tra il diritto penale e processuale penale, la criminologia e la criminalisitica, il diritto costituzionale ed il diritto privato, attento quest&#8217;ultimo ai diritti fondamentali dell&#8217;uomo, compreso il diritto alla protezione dei dati personali che tanto interessa anche l&#8217;informatica giuridica ed il diritto dell&#8217;informatica. </p>
<p>Occorre perciò una preparazione interdisciplinare per cogliere gli aspetti del fenomeno, nella ricerca del giusto equilibrio tra le esigenze di sicurezza e di controllo sociale, attuato con le (bio)tecnologie, e le esigenze di tutela dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo.</p>
<p>Ritornerò sicuramente con altri post sull&#8217;argomento, dato che la riflessione ed il monitoraggio sull&#8217;istituzione e sul funzionamento della Banca Dati dei DNA devono essere oggetto di attenzione costante, al fine di evitare che la tecnocrazia possa travolgere, anche involontariamente, i principi di libertà su cui la nostra società di fonda.</p>
<p>Fabio Bravo</p>
<p><a href="http://www.fabiobravo.it" target="_blank">www.fabiobravo.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Staminali, convegno sulla medicina rigenerativa in ortopedia]]></title>
<link>http://bodyhype.wordpress.com/2009/06/30/staminali-convegno-sulla-medicina-rigenerativa-in-ortopedia/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 18:36:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>bodyhype</dc:creator>
<guid>http://bodyhype.wordpress.com/2009/06/30/staminali-convegno-sulla-medicina-rigenerativa-in-ortopedia/</guid>
<description><![CDATA[clipped from www.aduc.it Rigenerare le ossa con le biotecnologie, gestire in modo sempre piu&#8217; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div></div>
<table style="border:4px solid #e5e5e5;background:#ffffff none repeat scroll 0 0;font-family:arial;color:#333333;width:100%;clear:left;margin:12px 0;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<table class="CM_CTB_Content_Wrap" style="background-color:#ffffff;margin:0;padding:0;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<table style="border-bottom:1px solid #dcdcdc;white-space:nowrap;margin-bottom:8px;background-color:#eeeeee;background-image:url('http://clipmarks.com/images/source-bg.gif');background-repeat:repeat-x;height:24px;line-height:24px;vertical-align:middle;padding-bottom:4px;color:#666666;font-size:10px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><a title="clipmarks' clip-to-blog" href="http://clipmarks.com/clip-to-blog/"><img style="vertical-align:middle;display:inline;border:none;float:none;margin:0 4px;" src="http://content.clipmarks.com/blog_icon/a3080185-ad95-476a-b5e0-092c0230f679/352CFB99-4EC3-49E5-9B5D-FF7AE30CE61F/" border="0" alt="" width="19" height="19" /></a>clipped from <a style="font-size:11px;" title="http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=264330" href="http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=264330">www.aduc.it</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="text-align:left;background:transparent;border:none;margin:4px 0 8px;padding:0 8px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><!-- CLIPPED FROM: http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=264330 -->Rigenerare le ossa con le biotecnologie, gestire in modo sempre piu&#8217; efficace le cellule staminali e affinare le tecniche per curare malattie dello scheletro come la pseudoartrosi. Ma anche, e soprattutto, inquadrare le norme giuridiche ed europee relative all&#8217;uso delle biotecnologie e delle staminali nell&#8217;ortopedia e nella traumatologia. Sono alcuni dei temi trattati in un convegno sul tema organizzato dall&#8217;Istituto Gaetano Pini di Milano.<br />
&#8216;Con le biotecnologie, soprattutto nel campo delle protesi &#8211; spiega Bruno Marelli, primario II divisione chirurgica del Pini &#8211; si possono ottenere gia&#8217; oggi ottimi risultati. Ad esempio per la chirurgia protesica dell&#8217;anca possono evitare di prelevare tessuto osseo da altre sedi del paziente. E&#8217; cosi&#8217; possibile ridurre il tempo di intervento, evitare dolore e ulteriore disagio legato alla sede di prelievo e dare maggior beneficio e piu&#8217; garanzie al malato&#8217;.<br />
&#8216;Questo convegno e&#8217; un esempio concreto di come il sistema socio-sanitario lombardo dialoghi con il territorio &#8211; dice Luciano Bresciani, assessore alla Sanita&#8217; della Regione Lombardia &#8211; interagendo efficacemente a livello nazionale ed internazionale. Affrontiamo giorno per giorno nuove sfide medico-scientifiche per mantenere e potenziare l&#8217;eccellenza e la qualita&#8217; in sanita&#8217; a favore dei cittadini, sempre con particolare attenzione alla garanzia della sicurezza nelle cure.<br />
Per questo intendiamo incentivare un&#8217;utile diffusione e condivisione delle conoscenze e delle piu&#8217; recenti acquisizioni scientifiche, sviluppando un circuito di comunicazione in rete: il confronto e&#8217; sempre utile, specie su temi cosi&#8217; scottanti come quello innovativo delle biotecnologie&#8217;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin:0 6px 6px 4px;">
<table style="font-size:11px;border-spacing:0;padding:0;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="background:transparent;border-width:0;padding:0;"></td>
<td style="background:transparent none repeat scroll 0 0;width:107px;border-width:0;padding:0;" width="107" align="right"><a title="blog or email this clip" href="http://clipmarks.com/share/352CFB99-4EC3-49E5-9B5D-FF7AE30CE61F/blog/"><img style="border-width:0;margin:0;padding:0;" src="http://content6.clipmarks.com/images/c2b-foot.png" border="0" alt="blog it" width="107" height="17" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seconda edizione di BioInItaly]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/05/06/seconda-edizione-di-bioinitaly-2/</link>
<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:48:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/05/06/seconda-edizione-di-bioinitaly-2/</guid>
<description><![CDATA[Si è svolta a Milano, presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti, la seconda edizione di BioInItaly, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Si è svolta a Milano, presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti, la seconda edizione di BioInItaly, evento ideato e organizzato da Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica, e Innovhub, azienda speciale per l&#8217;innovazione della Camera di commercio di Milano. BioInItaly è nato lo scorso anno allo scopo di fare incontrare le imprese innovative biotecnologiche e nanobiotecnologiche italiane con gli investitori di tutto il mondo, superando la cronica carenza di capitali di rischio nel nostro paese. Le domande pervenute – una ventina – sono state valutate da una Commissione di esperti del settore di riconosciuta competenza, istituita ad hoc da Assobiotec. A seguito della selezione sono state ammesse a BioInItaly 2009 12 aziende che hanno potuto presentarsi a una platea di un centinaio investitori italiani e stranieri (provenienti da Europa, Stati Uniti) e di business development manager di aziende multinazionali. Grazie alla partnership con Bridges to Italy (associazione non-profit con sede in California focalizzata sulla promozione delle relazioni tra USA e Italia), l’evento di Milano è stato collegato, tramite webcast, ad una platea virtuale di una trentina di investitori e imprenditori americani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seconda edizione di BioInItaly]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/29/seconda-edizione-di-bioinitaly/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 17:36:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/04/29/seconda-edizione-di-bioinitaly/</guid>
<description><![CDATA[Milano 5 maggio 2009, alle ore 9:30, presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti (Piazza Mercanti 2) A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Milano 5 maggio 2009, alle ore 9:30, presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti (Piazza Mercanti 2) Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, e INNOV-Hub, Azienda Speciale per l&#8217;innovazione della Camera di Commercio di Milano, indice la seconda edizione di BioInItaly .E’ ideato allo scopo di fare incontrare le imprese innovative biotecnologiche e nanobiotecnologiche italiane con gli investitori di tutto il mondo, superando la cronica carenza di capitali di rischio che soffre il settore biotech nel nostro paese. Chairman della manifestazione sarà Germano Carganico, componente della Commissione direttiva di Assobiotec e Direttore generale di  Toscana Life Sciences, il Parco Scientifico e Tecnologico della Toscana. Sarà inoltre presente Alessandro Spada, Presidente INNOV-Hub. Per partecipare a BioInItaly le imprese e/o i ricercatori hanno avuto la possibilità di presentare una candidatura entro il 12 febbraio 2009. Le domande pervenute – oltre una ventina in tutto – sono state valutate da una Commissione di esperti del settore di riconosciuta competenza, istituita ad hoc da Assobiotec. A seguito della selezione sono state ammesse a BioInItaly 2009 12 aziende che, il 4 maggio sera e 5 maggio, potranno presentarsi a una platea di investitori italiani e stranieri (provenienti da Europa, Stati Uniti) e di business development manager di aziende multinazionali. Grazie alla partnership con Bridges to Italy (www.bridgestoitaly.org, associazione non-profit con sede in California focalizzata sulla promozione delle relazioni tra USA e Italia, con specifico riferimento a imprenditori nelle aree biotecnologie e nanotecnologie, ricercatori e investitori), BioInitaly 2009 prevede una grande novità. L’evento di Milano sarà infatti collegato, tramite webcast, alla sede di Bridges to Italy. Le 12 imprese selezionate avranno così la possibilità di presentarsi a una platea ancora più ampia di investitori e imprenditori americani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Produrre "macchine genetiche" (viventi). Concorso del MIT]]></title>
<link>http://internetsociety.wordpress.com/2009/04/29/produrre-macchine-genetiche-viventi/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 11:08:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’Università di Bologna, rivelandosi ancora una volta tra le più attente all&#8217;innovazione ed al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’Università di Bologna, rivelandosi ancora una volta tra le più attente all&#8217;innovazione ed al progresso tecnologico e scientifico, <a href="http://www.eng.unibo.it/PortaleEn/International+Relations/iGEM_2009.htm" target="_blank">parteciperà</a> alla nuova edizione del concorso per la realizzazione di «Macchine di ingegneria genetica» («<a href="http://2009.igem.org/Main_Page" target="_blank">International Genetically Engineered Machine competition» &#8211; iGEM</a>), organizzato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston.</p>
<p>Nell’edizione del 2008 l’Università di Bologna aveva conseguito un ottimo posizionamento (<a href="http://ung.igem.org/Results?year=2008" target="_blank">terzo posto nella categoria «Best Model»</a>).</p>
<p>La notizia, oltre che sul sito dell’Università, è apparsa anche su <a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2009/04/17/macchine-di-ingegneria-genetica-anche-litalia-in-gara-al-mit-di-boston/" target="_blank">Panorama</a> e su <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/tecnologia/tecnologia-organica/tecnologia-organica/tecnologia-organica.html" target="_blank">la Repubblica</a>.</p>
<p>Nell’articolo di Panorama vengono evidenziati gli obiettivi del concorso, volto a costruire «macchine genetiche»:</p>
<blockquote><p>«due obiettivi: progettare e fabbricare componenti e sistemi biologici non ancora esistenti in natura oppure riprogettare e produrre sistemi biologici già presenti in natura. Per fare qualche esempio concreto, con la biologia sintetica si possono produrre farmaci di ultima generazione in grado di curare in modo mirato malattie resistenti ma allo stesso tempo, ed è l’altra faccia della medaglia, si possono addirittura ridisegnare patogeni potentissimi come ad esempio il vaiolo».</p></blockquote>
<p>Il lavoro consisterà, dunque, nella produzione di</p>
<blockquote><p>«una macchina genetica. Una struttura ingegneristica fatta non di ferro e mattoni, come li immaginiamo noi, ma di biobricks, mattoncini della vita, autentici organismi biologici le cui combinazioni possono portare a risultati utilissimi anche per la vita quotidiana.</p>
<p>Tutti i progetti in gara, compreso quello degli italiani, sono top secret come da regolamento. Ma c’è da ben sperare. Nelle precedenti edizioni, infatti, con questo tipo di macchine della vita si è prodotto in vitro betacarotene, fondamentale per prevenire la cecità nei paesi in via di sviluppo o lattasi, un enzima chiave per chi è allergico al lattosio».</p></blockquote>
<p>L’articolo riporta anche le parole dei Prof. Silvio Cavalcanti:</p>
<blockquote><p>«Questo concorso così prestigioso – spiega a <em>Panorama.it </em>il Silvio Cavalcanti, professore di bioingegneria elettronica e informatica all’Università di Bologna nonché responsabile del team selezionato per il concorso – è importantissima per i ricercatori e gli studenti italiani per confrontarsi a livello internazionale su una disciplina nuovissima, affrontando con uno spirito di squadra anche le implicazioni etiche che essa inevitabilmente comporta».</p></blockquote>
<p>Molto interessante anche l’articolo di Sara Ficocelli per la Repubblica, ove, oltre alle caratteristiche del concorso, vengono prospettate anche le perplessità che accompagnano l’iniziativa.</p>
<p>Quanto alle caratteristiche del concorso:</p>
<blockquote><p>«La gara vede in competizione oltre 100 team di ricerca provenienti da tutto il mondo. Questa è l’ultima settimana in cui scienziati e studenti possono iscriversi con il loro team al concorso: da giugno avranno tre mesi di tempo per terminare il progetto e per farlo dovranno utilizzare i componenti ordinati nel registro del Mit, che contiene circa 3.200 pezzi di ricambio biologici.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>Per gli scienziati coinvolti, la competizione rappresenta una sfida eccezionale: tutte le parti della loro creazione dovranno infatti essere costituite da esseri viventi. Al posto di viti e bulloni dovranno usare microparticelle di cellule biologiche e le formule abitualmente applicate alla meccanica dovranno essere adattate all’ingegneria genetica. Paul Freemont, co-fondatore dell’Institute of Systems and Synthetic Biology dell’Imperial College London, sta ad esempio lavorando con il suo team per creare vestiti usando batteri. Un’idea interessante, che potrebbe risolvere il problema dell’inquinamento da agenti chimici. Già negli anni passati sono stati proposti progetti importanti, come il batterio &#8220;detective&#8221; capace di scoprire la presenza di arsenico nell’acqua, una delle principali cause di avvelenamento della popolazione nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Ma la competizione di quest’anno chiederà agli scienziati di andare oltre e trasformare la vita in tecnologia. Il premio che verrà dato al vincitore, assegnato i primi di novembre, sarà un simbolico mattoncino Lego grosso come una scatola di scarpe. Quello vero, la soddisfazione di passare alla storia».</p></blockquote>
<p>Quanto alle aspettative alle aspettative ed alle contrapposte perplessità, l’articolo di Sara Ficocelli ben illustra che</p>
<blockquote><p>«Alla base della competizione c’è la speranza di stimolare la scienza a creare meccanismi che abbiano le stesse utilità di quelli artificiali e al tempo stesso la capacità di biodegradarsi e rigenerarsi propria degli esseri viventi. Una risposta affascinante alla progressiva autodistruzione del pianeta, ma che desta perplessità in parte dell’opinione pubblica, soprattutto considerando la possibilità che certi meccanismi sfuggano di mano a chi li progetta. Una delle paure sollevate dagli esperti che finora si sono espressi sull’iniziativa è che da queste invenzioni possano nascere organismi pericolosi. C’è addirittura chi insinua che nuove tecnologie complesse potrebbero venire utilizzate fuori da ogni controllo a fini terroristici: la creazione di virus mortali da usare come armi di distruzione di massa è insomma uno dei veleni che ammorbano l’atmosfera del concorso, ma per il momento si tratta unicamente di ipotesi».</p></blockquote>
<p>Fabio Bravo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Clonati 14 embrioni umani. Il video]]></title>
<link>http://internetsociety.wordpress.com/2009/04/23/clonati-14-embrioni-umani-il-video/</link>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 09:34:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
<guid>http://internetsociety.wordpress.com/2009/04/23/clonati-14-embrioni-umani-il-video/</guid>
<description><![CDATA[Secondo le notizie diramate dagli organi di stampa, ad opera di un andrologo cipriota naturalizzato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Secondo le notizie diramate dagli organi di stampa, ad opera di un andrologo cipriota naturalizzato americano (Panayiotis Zavos), sarebbero stati già clonati 14 embrioni umani, di cui 11 sarebbero stati trasferiti ed impiantati negli uteri di 4 donne. La notizia è stata diffusa da <a href="http://www.independent.co.uk/news/science/fertility-expert-i-can-clone-a-human-being-1672095.html" target="_blank">The Independent</a> e ripresa da <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scienze/clonazione-uomo/clonazione-uomo/clonazione-uomo.html" target="_blank">La Repubblica</a>.</p>
<p>La clonazione addirittura sarebbe stata oggetto di una videoripresa, al fine di documentare tutta l’operazione. Ecco il <a href="http://www.independent.co.uk/news/science/exclusive-video-the-creation-of-a-human-clone-designed-to-be-transferred-into-a-womans-womb-1672335.html" target="_blank">link al filmato</a> relativo alle operazioni svolte prima dell’impianto in utero.</p>
<p>Si tenga conto, al riguardo, che già nel 2004 lo stesso medico diede un annuncio simile, affermando di aver impiantato nell’utero di una donna un embrione umano clonato, ma, non avendo prove delle sue affermazioni, non riuscì a contrastare le critiche avanzate con scetticismo dal mondo scientifico.</p>
<p>Addirittura, secondo il resoconto di La Repubblica, l’andrologo amerciano avrebbe dato l’annuncio anche di</p>
<blockquote><p>«aver prodotto embrioni clonati da tre persone morte, inclusa una bambina statunitense di dieci anni di nome Cady morta in un incidente automobilistico. La decisione sarebbe stata presa da Zavos su richiesta dei familiari delle vittime».</p></blockquote>
<p>Le legislazioni nazionali presentano evidenti posizioni contrastanti da Paese a Paese, così gli interventi tecnici di clonazione umana possono essere effettuati in Paesi in cui la stessa non è considerata punibile dalla legge come reato (es. nel Medio Oriente).</p>
<p>Dalla medesima fonte vengono spiegati alcuni particolari della clonazione, là dove si precisa come l’andrologo abbia dichiarato che</p>
<blockquote><p>«alcuni degli embrioni clonati si sono sviluppati fino ad uno stadio di 4 cellule prima di essere trasferiti, ma altri si sono sviluppati fino ad uno stadio di 32 cellule definito &#8220;morula&#8221;».</p></blockquote>
<p>Si ripresenta inquietante l’interrogativo etico che la società, la politica ed il diritto devono affrontare, evitando che sia la tecnologia (e chi la controlla) a dettare le regole della società civile.</p>
<p>E’ chiaro che si sta affermando una società tecnocratica, la quale ha come parametri di riferimento prioritario le possibilità scientifiche e non gli effetti dell’uso di tali tecniche sulla società.</p>
<p>Le finalità, normalmente, vengono infarcite di buoni propositi, come dichiara lo stesso andrologo il quale afferma, stando a quanto riportata nuovamente dall’articolo de La Repubblica, che</p>
<blockquote><p>«La mia ambizione è aiutare le persone».</p></blockquote>
<p>L’impatto della tecnologia sulla società, anche in tema di biotecnologie e biogenetica, non può essere misurato sulla base degli effetti immediati sulla vita dei singoli, ma va valutato in una visione globale, che coinvolge l’intera società.</p>
<p>Il mondo della politica e del diritto e l’intero mondo scientifico, compreso quello delle scienze umane e sociali, deve dare una risposta chiara, pronta, senza aspettare che sia definitivamente troppo tardi.</p>
<p>Purtroppo, le aspettative non sono delle più rosee, sia per l’estrema difficoltà di rendere universali i principi che dovrebbero disciplinare (nel senso di vietare), la clonazione umana sia per l’impossibilità di rendere cogente l’affermazione di detti principi, anche qualora dovessero essere universalmente riconosciuti.</p>
<p>Molte volte, come in questo caso, si verifica che, per raggiungere risultati scientifici non consentiti dalla legislazione di uno Stato, ci si rivolge a laboratori stranieri, appositamente ubicati in Pasesi sprovvisti di legislazione di settore o con una legislazione assolutamente permissiva.</p>
<p>Alcune riflessioni critiche possono sorgere rileggando, dopo più di sette anni, l’articolo di Gianfranco Bangone, apparso il 19 febbraio 2002 su Panorama con il titolo «<a href="http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001001662" target="_blank">Teneteli d’occhio: cloneranno un uomo</a>». Nella parte finale dell’articolo si legge proprio il nome di Zavos, unitamente a quello dell’italiano Severino Antinori.</p>
<p>Quale futuro ci attende?</p>
<p>Fabio Bravo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monsanto]]></title>
<link>http://faberex.wordpress.com/2009/04/11/monsanto/</link>
<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 11:24:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>faberex</dc:creator>
<guid>http://faberex.wordpress.com/2009/04/11/monsanto/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; la multinazionale leader mondiale nel settore delle biotecnologie e nella produzione di org]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-1868" title="db_monsantoplatecomplete" src="http://faberex.wordpress.com/files/2009/04/db_monsantoplatecomplete.jpg" alt="db_monsantoplatecomplete" width="300" height="343" />E&#8217; la multinazionale leader mondiale nel settore delle biotecnologie e nella produzione di organismi geneticamente modificati il cui scopo principale è quello di impossessarsi di tutte le sementi del mondo.Come è cominciato il progetto?<br />
Ho cominciato facendo ricerche in rete. La prima cosa che ho fatto è stata digitare sul motore di ricercala parola “Monsanto”: ho riscontrato 7 milioni di occorrenze. Successivamente ho digitato “Monsanto inquinamento”, “Monsanto corruzione” e via dicendo: tutto era già su internet, centinaia di articoli parlavano della multinazionale, la storia era già praticamente tutta lì. È così che è cominciata: ho fatto ricerche in rete per quattro mesi e più andavo avanti più comprendevo quanto la storia di Monsanto – un’azienda chimica fondata da oltre un secolo che stava acquistando tutte le aziende semenziere del pianeta – fosse assolutamente controversa.<br />
Da qui è nato il progetto di raccontare la storia dell’azienda dalla sua nascita fino ad oggi per cercare di capire se il suo passato potesse portare luce sul presente. Come tutti ormai sanno gli OGM sono un argomento controverso, caldo: il mio interesse era capire come Monsanto fosse diventata leader incontrastato in questo settore proponendosi al pubblico (si veda a questo proposito il suo sito internet) come risolutrice dei problemi della fame del mondo e come produttrice di organismi geneticamente modificati che non presentano alcun rischio per la salute umana. Alla luce della sua storia industriale, possiamo credere alla Monsanto quando si presenta in questo modo?</p>
<p>Quali sono le caratteristiche degli OGM prodotti e utilizzati da Monsanto?<br />
Oggi al mondo esistono due categorie di OGM – e ricordo che Monsanto possiede il 90% degli organismi geneticamente modificati coltivati nel mondo. La prima categoria, circa il 70% del totale, è costituita da piante OGM capaci di resistere all’erbicida Roundup (parimenti prodotto da Monsanto). Monsanto ha sempre dichiarato che il Roundup è innocuo per l’ambiente e biodegradabile: menzogne. Per questo tipo di pubblicità menzognera Monsanto è stata condannata sia a New York che recentemente in Francia. E, cosa ancora peggiore, se si vedono tutti i documenti presenti in rete relativi alle ricerche condotte sugli effetti del Roundup appare evidente il fatto che la commercializzazione dell’erbicida dovrebbe essere assolutamente vietata. Questo 70% di OGM è stato creato per resistere all’erbicida: gran parte della soia e della colza che noi mangiamo presenta tracce di Roundup, ma sulla pericolosità di questi residui per la salute umana e animali non sono stati fatti studi.<br />
La seconda categoria di OGM è composta da quei semi che sono loro stessi in grado di produrre una tossina insetticida, il Bt (Bacillus thuringiensis): anche sugli effetti del Bt sulla salute umana non sono stati condotti studi.<br />
Prima di iniziare a lavorare a questo progetto, personalmente non avevo pregiudizi sugli OGM: credevo alle informazioni che passano sui media ed essendo figlia di agricoltori, quando tornavo nella mia regione, non sentivo discorsi preoccupati su questo tema. Ma bisogna ben comprendere una questione fondamentale, la grande manipolazione a cui tutti siamo stati sottoposti. La storia degli OGM comincia negli Stati Uniti: Monsanto stava per perdere l’esclusività del brevetto (che dura 20 anni) sul Roundup – l’erbicida più venduto al mondo: la formula stava per essere liberalizzata e altre industrie avrebbero potuto produrlo.<br />
A questo punto entrano in scena gli OGM resistenti al Roundup: Monsanto comincia a produrli per non perdere le vendite dell’erbicida. Da allora, nel momento in cui negli Stati Uniti un coltivatore decide di piantare sementi OGM è obbligato a firmare due contratti: il primo in cui si impegna ad acquistare tutti gli anni i semi brevettati, il secondo contratto obbliga all’acquisto del Rondup prodotto esclusivamente da Monsanto.<br />
È all’inizio degli anni Ottanta che Monsanto comincia a lavorare alla realizzazione di OGM che resistano al Roundup: non si tratta di super magnifiche piante in grado di risolvere il problema della fame nel mondo, ma di organismo messi punto per non perdere la preminenza mondiale sul mercato dei pesticidi.</p>
<p>Tratto da: <a href="http://www.arte.tv/monsanto">http://www.arte.tv/monsanto</a>.</p>
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<title><![CDATA[Scienze e tecnologie per la vita]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/09/scienze-e-tecnologie-per-la-vita/</link>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 17:10:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pavia 15 aprile 2009 – ore 16.60 Strada Nuova, 65 sala del Consiglio di Amministrazione Rettorato de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Pavia 15 aprile 2009 – ore 16.60 Strada Nuova, 65 sala del Consiglio di Amministrazione Rettorato dell’Università degli Sudi di Pavia. Nasce il Comitato promotore del Distretto sulle Scienze e Tecnologie per la Vita (Asse del Ticino). in collaborazione con il CIBIE dell’Università di Pavia, si propone di avviare una politica di valorizzazione di quel sistema produttivo e di innovazione sulle scienze per la vita che sta emergendo lungo l’Asse del Ticino: da Varese a Como, attraverso il milanese, fino a Pavia.  Il Comitato raccoglie una rete di imprese e istituzioni, ospedali, centri di ricerca e istituti finanziari: quasi 50 tra  partner pubblici e privati, impegnati nella valorizzazione del sistema produttivo di aziende e centri di ricerca che operano nel campo delle biotecnologie per la salute umana e delle nuove tecnologie per l&#8217;ambiente, che si sviluppa sull&#8217;asse del Ticino.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Muscoli artificiali reagiscono a stimoli elettrici]]></title>
<link>http://internetsociety.wordpress.com/2009/04/01/muscoli-artificiali-reagiscono-a-stimoli-elettrici/</link>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 16:05:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>internetsociety</dc:creator>
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<description><![CDATA[Science Daily ha diffuso una notizia, ripresa dal Corriere, secondo cui sarebbero stati realizzati m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2009/03/090328163057.htm" target="_blank">Science Daily</a> ha diffuso una notizia, ripresa dal <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_marzo_30/muscoli_artificiali_0c4786c8-1d38-11de-aa2e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere</a>, secondo cui sarebbero stati realizzati muscoli artificiali</p>
<blockquote><p>«in grado di reagire in modo controllato a stimoli elettrici, compiendo movimenti guidati. In poche parole i muscoli artificiali sono dispositivi che si basano su leggere strisce di plastica (o di altri materiali adeguati) che si contraggono o distendono quando sono sollecitati con l’elettricità».</p></blockquote>
<p>Precisa il Corriere che</p>
<blockquote><p>«I muscoli artificiali sono una delle ultime frontiere nel campo della biotecnologia e il loro prossimo sviluppo potrà avere applicazioni in medicina, nella robotica e addirittura in campo militare.»</p></blockquote>
<p>Tali nuove tecnoclogie, prosegue l’articolo, sono state illustrate dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory (JPL) del California Institute of Technology e altri ricercatori internazionali, come il team dell&#8217;Università di Pisa guidata da Federico Carpi, nell’ambito del simposio annuale SPIE (Smart Structures and Materials &#38; Nondestructive Evaluation &#38; Health Monitoring).</p>
<p>L’invenzione mi sembra particolarmente interessante sopratutto per le possibili applicazioni nell’ambito della robotica e della cibernetica.</p>
<p>Fabio Bravo</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Biotecnologie in Italia 2009]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/03/12/biotecnologie-in-italia-2009/</link>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 17:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Milano il 16 marzo 2009, ore 14:30 presso il Milano Convention Centre c/o Fieramilanocity (Via Gatta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Milano il 16 marzo 2009, ore 14:30 presso il Milano Convention Centre c/o Fieramilanocity (Via Gattamelata &#8211; Porta Carraia Gattamelata 1 &#8211; Room White 2, presentazione del: Rapporto Blossom &#38; Company &#8211; Assobiotec Blossom &#38; Company, Assobiotec, Farmindustria “Biotecnologie in Italia 2009. Analisi strategica e finanziaria”  nell’ambito della manifestazione internazionale Bio-Europe Spring 2009. Il Rapporto “Biotecnologie in Italia”, giunto alla quinta edizione, offre un’aggiornata fotografia del comparto insieme ad una analisi critica dei trend di sviluppo e dei punti di forza e di debolezza. Presenteranno e commenteranno i risultati dell&#8217;indagine: Stefano Milani &#8211; CEO Blossom &#38; Company Sergio Dompé &#8211; Presidente Farmindustria Roberto Gradnik &#8211; Presidente Assobiotec</p>
</div>]]></content:encoded>
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