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	<title>bipolarismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/bipolarismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "bipolarismo"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 15:58:29 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[nel labirinto dell'io]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/11/17/vuoto/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:16:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>falsefat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che fare quando qualcuno ti rivela che in tutto il rapporto verbale che hai avuto con lui/lei la sol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che fare quando qualcuno ti rivela che in tutto il rapporto verbale che hai avuto con lui/lei la sol]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La svolta?]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/11/la-svolta/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 19:17:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francesco Rutelli dice addio al Partito Democratico, raccoglie un po’ di manodopera (in larga parte ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ui7zLFJIG6w&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ui7zLFJIG6w&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Francesco Rutelli</strong> dice <strong>addio al Partito Democratico</strong>, raccoglie un po’ di manodopera (in larga parte uscente dal PD) e si prepara a costruire un nuovo sentiero politico, basato sulla volontà di tenere unite le forze democratiche, riformiste e liberali, per il futuro del paese. Il <img class="alignright size-medium wp-image-400" title="261651" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/261651.jpg?w=300" alt="261651" width="300" height="225" />nome del partito è “<strong>Alleanza per l’Italia</strong>”, che si fregia di una croce stilizzata a mò di &#8220;per&#8221;, metà verde e metà rossa (simbolo provvisorio); la prima conferenza ufficiale avrà luogo a <strong>Parma, l’11 e il 12 Dicembre</strong>.</p>
<p>Rutelli ha motivato una tale scelta con l’esigenza di uscire dal <strong>bipolarismo</strong> e dalle derive sinistroidi del PD, pur restando di fatto nell’emisfero di centrosinistra. &#60;&#60;Io lo rispetto (riferendosi al Partito Democratico ndr), ma noi abbiamo creato un movimento in grado di unificare le forze democratiche, riformiste e liberali per migliorare questo nostro paese&#62;&#62;, dice il nuovo leader in conferenza stampa. C’è dunque la volontà di conservare i legami con il partito di <strong>Bersani</strong>, nonché di stringere una fortunata alleanza con l’Udc di <strong>Casini</strong>: da qualche giorno in qua sappiamo che Rutelli e Casini hanno avuto un’intensa rete di contatti, nonostante il debutto ufficiale ci sia stato soltanto questa mattina.</p>
<p><strong>Bruno Tabacci</strong>, ex Udc e <strong>spalla destra di Rutelli</strong> in questo nuovo disegno, sostiene: &#60;&#60;Vogliamo essere un’<strong>alternativa al populismo </strong>che viene seminato a piene mani dal premier e dal suo principale alleato, la Lega&#62;&#62;. Aderisce alla causa, come detto, un buon numero di volontari prima “democratici”, fra cui <strong>Linda Lanzillotta</strong>, ex ministro PD; la quale, intervistata dal Corriere, ha rilasciato delle dichiarazioni al vetriolo circa la deriva della sua vecchia coalizione: &#60;&#60;E’ fallito un progetto al quale ho molto creduto: il rinnovamento della cultura politica, la modernizzazione del paese. Il PD non è riuscito a fondere le culture tradizionali con quelle innovative&#62;&#62;. &#60;&#60;Le primarie&#62;&#62;, prosegue, &#60;&#60;sono state un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada&#62;&#62;. Netto il riferimento a Bersani, neoeletto al timone del PD, che adesso deve fare i conti con una <strong>squadra largamente smembrata</strong> e in costante calo di consensi: non è da escludere che molti altri, attirati dall’ideologia politica rutelliana, possano – nei giorni a venire – dare forfait. La Binetti invece tiene la stessa maglia.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-401" title="foto_10788349_38000" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/foto_10788349_38000.jpg?w=117" alt="foto_10788349_38000" width="117" height="150" />“Alleanza per l’Italia” nasce sotto discreti auspici, sia per quel che riguarda i consensi, sia per le <strong>reazion</strong>i quasi neutre del centrodestra che hanno accompagnato l’annuncio del progetto. Soltanto <strong>Storace</strong>, segretario nazionale de La Destra, si sbilancia un po’: il nome scelto per il partito &#60;&#60;denota scarsa fantasia&#62;&#62;. Commento senz’altro rilevante.</p>
<p>Casini ha dunque tutte le ragioni per essere contento e lasciarsi andare a constatazioni ironiche e bizzarre: &#60;&#60;Con Api si vola. Non scherzo, è bellissimo: con Api si vola&#62;&#62;, sulle note di uno spot pubblicitario della omonima compagnia petrolifera.</p>
<p>E’ chiaro che i risultati di questo esperimento si vedranno solo col tempo, ma c’è già il sentore che si tratti di un buco nell’acqua: bisogna anzitutto augurarsi che vi sia una netta presa di distanza dalle vecchie ideologie della <strong>Margherita</strong>, la compagine in cui militava Rutelli; e poi che una tale nobiltà di intenti non si risolva nell’ennesimo, squallido tentativo di contrastare il <strong>berlusconismo</strong> senza nulla aggiungere e nulla togliere, tenendo cioè una linea critica a prescindere (errore in cui ha già fatto mostra di ricadere il PD di Bersani). L’Italia è satura di soluzioni simili, e se si vuol far qualcosa per garantire agli elettori una prospettiva sicura bisogna schierare proposte concrete ed efficaci. Il tempo, tuttavia, parla sempre meglio di quanto non facciano le parole.</p>
<p><em>I. Bececco</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sentimenti bipolari]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/11/10/sentimenti-bipo/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:46:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>falsefat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due giorni fa ho pubblicato un POST in cui esprimevo la potenza della passione, l&#8217;irrefrenabil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Due giorni fa ho pubblicato un POST in cui esprimevo la potenza della passione, l&#8217;irrefrenabil]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Europa a vent'anni dal muro]]></title>
<link>http://qubrick.wordpress.com/2009/11/09/leuropa-a-ventanni-dal-muro/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 10:09:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>qubriq</dc:creator>
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<description><![CDATA[(per iMille) &nbsp; &nbsp; Berlino ovest era accerchiata dall’est, e circondata dal muro. Restava co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://img188.imageshack.us/img188/8940/berlino.jpg"></p>
<p>(per <a href="http://www.imille.org/2009/11/leuropa-a-ventanni-dal-muro/">iMille</a>)<br />
&#160;<br />
&#160;<br />
Berlino ovest era accerchiata dall’est, e circondata dal muro. Restava collegata alla Germania federale solo attraverso strettissimi pertugî: qualche autostrada attentamente sorvegliata, la ferrovia, un aeroporto. Al suo interno militari francesi, inglesi e americani presidiavano in maniera congiunta le loro tre zone d’occupazione, ormai unificate. Per un lunghissimo anno gli occidentali avevano subìto il blocco sovietico di tutte le linee di comunicazione terrestri, ed avevano resistito alla tattica d’assedio grazie ad un ponte aereo nella riuscita del quale ben pochi confidavano. Vi fece seguito un’altalena di <strong>attriti e distensioni</strong>, mentre la Germania federale aderiva alla Ceca, alla Cee, alla Nato, e Berlino ovest confermava il suo <em>status</em> speciale di città presidiata. Trascorse un decennio, fino a quando la diplomazia bifronte di Chruščёv e la dottrina Hallstein innescarono la crisi più profonda, quella sfociata nell’innalzamento del muro. 1961. Dopo Suez, poco prima dei missili a Cuba, come in Ungheria: nel cuore dell’Europa. Berlino, schiacciata verso la patria prussiana, ex-capitale del Reich, adesso era divisa: un suo frammento, Pankow, era capitale della DDR; attorno a tutto il resto girava il cemento, punteggiato dai <em>checkpoint</em>.</p>
<p>Mosca trovava insopportabile che gli occidentali adibissero il loro lato a vetrina: standard di vita più elevati, David Bowie, Marlene Dietrich, Iggy Pop. Per quanto la Germania democratica fosse la punta di diamante dell’economia sovietica, non era che un <strong>paese in via di sviluppo</strong> se paragonata alla sua controparte federale. E infatti, a Berlino est come in molta parte della Germania comunista, la popolazione si sollevava periodicamente pur di riuscire a varcare la frontiera, così vicina. Con il muro i tedeschi dell’est posero fine allo stillicidio dei transfughi verso quella che consideravano un’illegittima <em>enclave</em> in territorio comunista.</p>
<p>Durante la guerra fredda Berlino fu il simbolo più significativo della <strong>polarizzazione</strong> <strong>ideologica</strong>. Più volte collegata dalla diplomazia sovietica allo stallo coreano, la situazione tedesca era di fatto ancora più complicata. Non soltanto perché la frontiera tra le due Germanie era il simbolo di un’Europa spaccata a metà e probabile campo di battaglia di una guerra generale; ma anche perché il confine si addentrava all’interno di una città, simbolo essa stessa di dominazione e conflitti, e la spartiva in due senza decretarne la neutralità.</p>
<p>Nonostante fossero politicamente divise, le due Germanie non diedero mai origine a due distinte <strong>identità</strong> tedesche. Proprio il cemento berlinese, simbolo di una separazione che si voleva definitiva, non poteva che costituire una soluzione temporanea, destinata a durare solo nei limiti dell’arco di tempo che la storia avrebbe riservato allo scontro tra Washington e Mosca. Il muro si rivelò un ostacolo debole e continuamente esposto alle spinte al ricongiungimento del <em>volk</em> tedesco, omogeneo per lingua e cultura, costretto a scegliere tra capitalismo e collettivismo più per vicissitudini storiche militari che a causa di una vera appartenenza ideologica. Non siamo a Kaliningrad, né in Transdnistria, o tra le <em>enclaves</em> dell’Europa orientale. E neppure a Lwów, oggi tutta dentro l’Ucraina ma culturalmente polacca. A Berlino le identità non erano contese; erano <strong>imposte</strong>. Eppure, le frontiere restarono perfettamente statiche per quarant’anni: perché se da un lato stabilivano dei confini, dall’altro fissavano anche i limiti dello scontro bipolare.</p>
<p>Sì, il dialogo politico, interno/internazionale, sullo <em>status</em> della città e delle due Germanie fu aspro, e le crisi frequenti. Ma lo scontro militare restò strutturalmente relegato fuori dall’Europa, affinché le due superpotenze non avessero pretesti per innescare quell’inarrestabile <em>escalation</em> nucleare che le avrebbe verosimilmente spazzate via. Solo così si spiega questa straordinaria <strong>cristallizzazione del conflitto</strong> europeo. L’inviolabilità delle frontiere sancita nell’Atto finale di Helsinki non fu che una formale presa d’atto delle esigenze bipolari, che garantirono all’Europa uno dei periodi di pace – seppur ‘tesa’ – più lunghi della storia moderna.</p>
<p>Poi, quel che avvenne esattamente vent’anni fa: preceduto dalle riforme polacca e ungherese, a Berlino il muro si sgretolava, il filo spinato veniva rimosso, i cavalli di Frisia dati alle fiamme. Le picconate inferte al muro furono il simbolo della rivolta al sistema sovietico che funse da catalizzatore per il rapidissimo affastellarsi di<strong> movimenti centrifughi</strong>, dai quali sorsero nazioni indipendenti, insieme nuove e antiche. Scorrere una lista dei passaggi di potere tra il 1989 e il 1991, quasi tutti pacifici, dà le vertigini.</p>
<p>Era la fine della guerra fredda e l’inizio del ‘<strong>momento unipolare</strong>’ statunitense. La firma dell’<em>Einigungsvertrag</em> sancì il riassorbimento della Germania orientale in quella occidentale. E così, dopo trent’anni dalla visita di Kennedy, l’accento dell’<em>Ich bin ein Berliner</em> arretrava su quel “uno”, soggetto collettivo: noi, un solo popolo, finalmente riunito. Una nuova epoca di pace!</p>
<p>Le speranze, tuttavia, sarebbero state disattese. L’entusiasmo per la liberazione di popoli e coscienze si trasformò rapidamente in una terrorizzante <strong>incertezza del ‘dopo’</strong>, che cominciò a serpeggiare in tutta Europa. Al rientro nelle loro case, abbandonate a causa di trasferimenti forzati o volontarî, le famiglie degli esuli poterono guardare in faccia i mali della sovietizzazione: il tessuto comunitario era rimasto sepolto sotto l’omologazione imposta dai partiti comunisti. Una violenta <strong>lacerazione della memoria storica</strong> si rivelò essere il trauma peggiore per chi non avrebbe voluto altro che tornare a casa: chiese, edifici storici, monumenti – quasi tutti erano stati fatti sparire dalle esigenze di un’ideologia che non ammetteva ulteriori appartenenze. Le identità erano state sradicate, e ci sarebbero voluti anni per ricostruirle.</p>
<p>Non solo. Nelle cancellerie europee, in particolare a Parigi e Londra, riaffiorava il <strong>timore di una Germania unificata</strong>, gigante economico e potenza militare. Era una paura rivolta verso la nazione cui gli europei attribuivano le cause di due guerre mondiali e dell’instabilità infrabellica. Ma fu proprio allora, alla fine della guerra fredda, che tutti dovettero riconoscere il ruolo fondamentale che quel periodo di silenziamento forzoso delle guerre per i confini aveva avuto nella creazione di uno spazio europeo pacificato. I conflitti tra le ex-grandi potenze erano stati vissuti e sentiti, ma le <strong>rivendicazioni</strong> frontaliere vennero progressivamente relegate ad agende secondarie, o addirittura <strong>rimosse</strong>, fino a non costituire più motivo di irredentismo politico, ma solo di dibattito storiografico. Gli Stati Uniti erano stati artefici e garanti dell’integrazione europea assecondando quelle spinte aggregative, economiche e militari, che finirono con l’imbrigliare l’Europa occidentale in un sistema di istituzioni pacifico e irrinunciabile. Al momento del crollo del muro, all’eterno ritorno dei sentimenti antitedeschi si opponeva ormai un quarantennio di storia condivisa.</p>
<p>Se le resistenze all’unità tedesca furono soltanto temporanee, la decennale opera di attivo disfacimento delle memorie patrie da parte di Mosca non sarebbe riuscita a frenare la riemersione dei <strong>nazionalismi</strong>, che proprio sulle memorie facevano affidamento, e che molti avevano ritenuto ormai incapaci di generare grandi livelli di violenza. Tutte quelle rivendicazioni di autodeterminazione etnica che in epoca sovietica – o, nel caso jugoslavo, titina – erano state riassorbite dalla frattura ideologica, adesso non potevano più essere trattenute nei loro argini. Il risorto nazionalismo etnico sarebbe stato all’origine di un lungo decennio di instabilità in Europa orientale: dalla repressione violenta delle minoranze magiare che condurrà alla caduta del regime romeno di Ceauşescu, all’incontrollabile frammentazione dei Balcani, alle guerre nel Caucaso.</p>
<p>Il muro era crollato, le tensioni bipolari svanite, eppure ai governi europei non si presentò davanti una escatologica &#8216;fine della storia&#8217;. I dividendi della pace furono incassati precipitosamente dai vincitori, che presto ebbero occasione di pentirsene, a mano a mano che s’inaugurava un periodo di fortissima <strong>instabilità</strong> all&#8217;interno dello <strong>spazio europeo</strong>. Anzi, gli eventi furono così traumatici che molti intellettuali aderirono ad una visione più ristretta di Europa, ancora vicina all’Europa occidentale di epoca sovietica –  escludendo ogni contesto violento o non democratico, che da quel momento sarebbe stato qualificato come marginale o eccezionale. Ciononostante oggi è proprio la Comunità europea, diventata Unione, a dotarsi di quegli strumenti istituzionali e quegli indirizzi politici che probabilmente entro un decennio <strong>chiuderanno</strong> in maniera formale <strong>un’era</strong> di fortissima incertezza. Le successive ondate d’inclusione dei paesi dell’Europa orientale, e i negoziati di questi mesi proprio con quei paesi balcanici nati dalla frammentazione nazionalistica (la Croazia e la Macedonia, forse anche il Montenegro), sono un passaggio necessario per decretare l’intangibilità dei loro confini e preservarli da nuove ridefinizioni violente. E, a pensarci bene, questa strategia di cooptazione politica ed economica ha avuto <strong>un modello</strong> cui ispirarsi: Berlino.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rutelli lascia...proprio ora che c'è chiarezza]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/01/rutelli-lascia-proprio-ora-che-ce-chiarezza/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 00:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
<guid>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/01/rutelli-lascia-proprio-ora-che-ce-chiarezza/</guid>
<description><![CDATA[Francesco Rutelli ha deciso di lasciare, meglio così. Con l&#8217;elezione di Pierluigi Bersani alla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/rutelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3935" title="rutelli" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/rutelli.jpg" alt="rutelli" width="125" height="100" /></a><strong>Francesco Rutelli</strong> ha deciso di lasciare, meglio così. Con l&#8217;elezione di <strong>Pierluigi Bersani</strong> alla guida del<strong> Pd</strong> si è fatta finalmente chiarezza. Si è data un&#8217;identità definitiva ad un progetto che era nato in modo enfatico, come un grande sogno, rimasto tale&#8230; perché di reale aveva ben poco. Era una &#8221; <em>cosa</em> &#8220;, ma cosa? Aveva un grande fine, per fortuna sopravvissuto: il via ad un <strong>bipolarismo</strong> che avrebbe dovuto e dovrebbe rappresentare la grande chance italiana per un riscatto della politica verso una conduzione meno confusa e meno tortuosa.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Ora, con il riavvicinarsi al partito di <strong>Casini</strong>, riscontriamo se non altro il definitivo abbandono da parte di Rutelli di un bluff che non poteva più sostenere: il Pd non è un partito da accomunare al <strong>Partito Democratico di Obama,</strong> come tentato di sostenere da parte di <strong>Veltroni e Franceschini</strong>, ma è un partito di centro sinistra composto dall&#8217;unione di un compromesso equilibrato tra il vecchio  <strong>PCI</strong> moderato e l&#8217;area di sinistra della defunta <strong>DC</strong>. Ingredienti similari, anche se opposti, che si possono riscontrare nel <strong>PDL</strong> di <strong>Berlusconi</strong> e <strong>Fini.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.doxaliber.it/wp-uploads/images/casini_cartellone.jpg&#38;imgrefurl=http://www.doxaliber.it/vi-presento-in-anteprima-in-contemporanea-con-mentecritica-il-vincitore-di-queste-elezioni/766&#38;usg=__HIImBlT8Por_mlcEASAUB7JUE5s=&#38;h=354&#38;w=500&#38;sz=42&#38;hl=it&#38;start=21&#38;tbnid=5j2uB3oP5svV_M:&#38;tbnh=92&#38;tbnw=130&#38;prev=/images%3Fq%3Dcasini%26gbv%3D2%26ndsp%3D20%26hl%3Dit%26safe%3Doff%26sa%3DN%26start%3D20"><img class="alignleft" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:5j2uB3oP5svV_M:http://www.doxaliber.it/wp-uploads/images/casini_cartellone.jpg" alt="" width="130" height="92" /></a>L&#8217;entrata di Rutelli nella scuderia di Casini servirà probabilmente a rimpinguare il &#8221; <em>forziere</em> &#8221; del progetto di un &#8221; <strong>grande centro</strong> &#8221; che potrebbe fare da &#8221; <em>ago della bilancia</em> &#8220; ogni qualvolta il distacco fra Pdl e Pd dovesse essere esiguo, in modo da esaltare quel compromesso &#8221; <em>all&#8217;italiana</em> &#8220; che sembra a volte, purtroppo, l&#8217;unica vera chance da mettere a disposizione del nostro popolo&#8230; ovvero, l&#8217;ennesima &#8221; <strong>cosa poco chiara</strong> &#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra tanti politici che sognano e si propongono per il bene &#8221; <em>esclusivo</em> &#8221; degli italiani, molti di loro dimenticano quale sia il nostro vero sogno:  &#8221; <em>quello di essere governati da una maggioranza coesa sotto il vigile controllo di una opposizione altrettanto coesa&#8230;</em><strong><em> è chiedere troppo</em>? &#8220;&#8230;</strong> Non credo proprio, ben venga dunque l&#8217;elezione di Bersani, il quale ha subito chiarito dubbi e fantasie: la speranza nostra è quella che non ricada negli errori dei suoi predecessori e dia finalmente il via ad un contraddittorio&#8230; <strong>basato esclusivamente sui contenuti.</strong></p>
<p><em><strong><strong><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /></a></em></strong></strong></em></p>
<p><strong><em>Umberto Napolitano</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sinapsi sbagliate]]></title>
<link>http://liberolamiamente.wordpress.com/2009/10/31/sinapsi-sbagliate/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 00:41:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>simovit</dc:creator>
<guid>http://liberolamiamente.wordpress.com/2009/10/31/sinapsi-sbagliate/</guid>
<description><![CDATA[I disturbi bipolari chiamati anche psicosi maniaco-depressiva o con l&#8217;acronimo in inglese BSD ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em><a href="http://www.psicologo-psicoterapeuta-firenze.net/Psicologo_Psicoterapeuta_Disagio_psichico/Immagini/bipolare.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.psicologo-psicoterapeuta-firenze.net/Psicologo_Psicoterapeuta_Disagio_psichico/Immagini/bipolare.jpg" alt="bipolare" /></a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em><br />
</em></p>
<p><em>I <strong>disturbi bipolari</strong> chiamati anche <strong>psicosi maniaco-depressiva</strong> o con l&#8217;acronimo in <a title="Lingua inglese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese">inglese</a> BSD (bipolar spectrum disorder) sono un insieme di quadri clinici delineati e stabiliti dal <a title="DSM" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DSM">DSM</a>; in particolare si tratta di disturbi dell&#8217;umore caratterizzati dallo sviluppo di almeno un episodio maniacale o misto (commistione di sintomi eccitativi e depressivi) intercorso in un periodo qualsiasi della vita del paziente. Nel loro insieme sono considerati come una delle più grandi malattie debilitanti al mondo.</em></p>
<p><em>Pur non essendo necessaria l&#8217;intercorrenza di fasi depressive, queste sono del resto piuttosto probabili e nei casi classici insorgono all&#8217;esaurirsi della fase di eccitamento maniacale (<a title="Mania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mania">mania</a>).</em></p>
<p><em>Esse sono classificate secondo 4 diverse tipologie, anche se il <a title="DSM V (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=DSM_V&#38;action=edit&#38;redlink=1">DSM V</a> ha ipotizzato una loro riclassificazione in base all&#8217;<a title="Eziologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eziologia">eziologia</a>:</em></p>
<ul>
<li><em>Disturbo bipolare I</em></li>
<li><em>Disturbo bipolare II</em></li>
<li><em>Disturbo ciclotimico</em></li>
<li><em>Disturbo bipolare non altrimenti specificato</em></li>
</ul>
<h2><em>Cenni storici</em></h2>
<p><em>Secondo analisi storiche si ritiene che personaggi illustri come <a title="Ludwig van Beethoven" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_van_Beethoven">Ludwig van Beethoven</a><sup>, </sup><a title="George Gordon Byron" href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Gordon_Byron">George Gordon Byron</a>, <a title="Winston Churchill" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Winston_Churchill">Winston Churchill</a>, <a title="Napoleone Bonaparte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone_Bonaparte">Napoleone Bonaparte</a>,<a title="Vincent van Gogh" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincent_van_Gogh">Vincent van Gogh</a>, <a title="Jeff Buckley" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_Buckley">Jeff Buckley</a> e <a title="Kurt Cobain" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kurt_Cobain">Kurt Cobain</a></em> soffrissero di tali disturbi.</p>
<h2><em>Epidemiologia</em></h2>
<p><em>L&#8217;incidenza totale di tali disturbi arriva all&#8217;1,2% nel sesso maschile ed è leggermente maggiore nel sesso femminile (1,8%), e durante il corso della vita si arriva al 2% di rischio.<sup><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_bipolare#cite_note-Kes-5">[6]</a></sup> Distinguendo tra le forme si osserva che nella forma I l&#8217;incidenza è pressoché pari fra i due sessi, mentre nella forma II si distingue il maggiore impatto sul sesso femminile.<sup><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_bipolare#cite_note-6">[7]</a></sup> Il disturbo ciclotimico ha un&#8217;incidenza più bassa (0,4-1%)</em></p>
<p><em>Per quanto riguarda l&#8217;età, esordisce principalmente intorno ai 18 anni (il disturbo ciclotimico 15-20), anche se può manifestarsi in qualunque età. Dall&#8217;inizio del <a title="XXI secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XXI_secolo">XXI secolo</a> sono aumentati i casi che riguardano l&#8217;età infantile. Inoltre tali disturbi si presentano maggiormente nei paesi più industrializzati e nelle persone celibi-nubili o separate.</em></p>
<h2><em>Sintomatologia</em></h2>
<p><em>È un disturbo caratterizzato da alterazioni ciclico-periodiche dell&#8217;umore, talora intervallate da periodi asintomatici. Le manifestazioni principali si osservano durante l&#8217;episodio maniacale, durante il quale la persona mostra un umore molto positivo, si esalta, si accresce l&#8217;autostima, e la sua capacità di giudizio è alterata. Il periodo che dedica al sonno diminuisce e il suo eloquio si accelera. <sup><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_bipolare#cite_note-10"></a></sup> A questi momenti di euforia si alternano fasi depressive, ovvero di opposta polarità (da cui il termine di &#8220;disturbo bipolare&#8221;) che possono essere o meno intervallate da periodi di <a title="Eutimia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eutimia">eutimia</a> (normotimia o umore in asse).</em></p>
<p><em>Se le fasi depressive si alternano alla <a title="Mania (disturbi psichici)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mania_%28disturbi_psichici%29">mania</a> si parla di </em><em><strong>disturbo bipolare di tipo I</strong>. Se invece le fasi depressive si alternano all&#8217;<a title="Ipomania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipomania">ipomania</a> si parla di &#8216;</em><em><strong>disturbo bipolare di tipo II&#8217;</strong>; per la diagnosi è sufficiente un solo periodo di ipomania della durata di almeno quattro giorni. Ancora, la <a title="Ciclotimia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclotimia">ciclotimia</a> è un alternarsi di fasi depressive ed ipomaniacali, però mai così gravi e debilitanti da richiedere un ricovero ospedaliero o da compromettere totalmente l&#8217;attività sociale e lavorativa dell&#8217;individuo.</em></p>
<h2><em>Diagnosi</em></h2>
<ul>
<li><em>Disturbo bipolare I: si osserva uno o più episodi maniacali, ma ne basta uno per la corretta diagnosi. Inizalmente si mostra solo una breve pausa fra gli episodi e con il passare del tempo, dopo le prime recidive, le fasi di intervallo tendono ad allungarsi e stabilizzarsi.</em></li>
<li><em>Disturbo bipolare II: si osserva uno o più episodi depressivi maggiori, spesso viene diagnosticata in ritardo in quanto la si confonde con la forma unipolare.</em></li>
<li><em>Disturbo ciclotimico: si alternano episodi ipomaniacali ed eventi depressivi.</em></li>
<li><em>Disturbo bipolare non altrimenti specificato.</em></li>
</ul>
<p><em>Alcuni esami di imaging come la <a title="Risonanza magnetica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_magnetica">risonanza magnetica</a> mostrano alcune alterazioni a carico delle aree corticali prefrontali, striato e <a title="Amigdala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala">amigdala</a>; la più specifica <a title="Spettroscopia a risonanza magnetica (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Spettroscopia_a_risonanza_magnetica&#38;action=edit&#38;redlink=1">spettroscopia a risonanza magnetica</a> invece mostra anomalie collegate ai fosfolipidi presenti nelle stesse zone.</em></p>
<p><em>Le cause ipotizzate per il disturbo bipolare sono eterogenee e comprendono fattori biologici, genetici e ambientali.</em></p>
<h3><em>Fattori biologici<br />
</em></h3>
<ul>
<li><em>Neurochimica &#8211; viene considerato l&#8217;effetto della <a title="Serotonina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serotonina">serotonina</a> e di un suo deficit, che provoca un effetto sulle <a title="Sinapsi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinapsi">sinapsi</a> del <a title="Sistema nervoso centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_nervoso_centrale">sistema nervoso centrale</a> simile alla depressione. Inoltre sembra coinvolta anche la <a title="Noradrenalina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Noradrenalina">noradrenalina</a>.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><em>Disturbi del sistema endocrino &#8211; si nota la correlazione fra un eccesso di <a title="Cortisolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cortisolo">cortisolo</a>, ovvero la <a title="Sindrome di Cushing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Cushing">sindrome di Cushing</a> e la <a title="Depressione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Depressione">depressione</a>. Sotto tale aspetto si utilizza il test di soppressione al desametazone ma non fa una distinzione dei vari disturbi psichici e quindi in tali casi risulta inutile.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><em><a title="Sistema immunitario" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_immunitario">Sistema immunitario</a> &#8211; anche se la ricerca si sta muovendo con idee opposte sull&#8217;argomento, si sospetta un coinvolgimento del sistema immunitario, osservando la natura dei vari sintomi della depressione.</em></li>
</ul>
<h3><em>Fattori genetici </em></h3>
<p><em>Si sono svolti numerosi studi in tal senso, evidenziando un maggiore <a title="Fattore di rischio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fattore_di_rischio">fattore di rischio</a> nella forma I, nella quale l&#8217;incidenza è di 8-18 volte maggiore.</em></p>
<h3><em>Fattori ambientali<br />
</em></h3>
<p><em>Il disturbo può essere innescato in soggetti predisposti da eventi sociali forti tali da indurli a creare universi paralleli nelle sfere affettive o lavorative: un universo associato alla normalità l&#8217;altro all&#8217;evasione. L&#8217;uno generando sempre l&#8217;ansia dell&#8217;assenza dell&#8217;altro. Secondo le ipotesi più accreditate, i vari fattori interagiscono determinando uno squilibrio delle funzioni dei neurotrasmettitori all’interno di alcune specifiche zone del cervello con un&#8217;alterazione a favore della trasmissione eccitatoria (episodi a carattere ipomaniacale o maniacale) o inibitoria (episodi a carattere depressivo).</em></p>
<p><em>Fattori psicosociali, quali lutti, abusi durante l&#8217;infanzia, gravi perdite affettive, problemi finanziari o lavorativi, gerontofobia o choc sentimentali possono innescare nei soggetti predisposti il processo che dà origine alla malattia.</em></p>
<p><em>La predisposizione è correlata con l&#8217;ereditarietà o alla persistenza di stimoli <a title="Esogeno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esogeno">esogeni</a> forti. Dunque la predisposizione non necessariamente si esplica nello sviluppo della malattia, poiché l&#8217;assenza di forti stress nell&#8217;esperienza dell&#8217;individuo predisposto potrebbe evitare l&#8217;insorgenza dei sintomi. Una volta che il disturbo si è instaurato, gli episodi di entrambe le polarità tendono a presentare ricorrenze, sia spontanee, sia in relazione a vari stress psicologici associati ad ansie e sindromi compulsive, sociali, fisici ed in relazione ai ritmi biologici.</em></p>
<h2><em>Terapia</em></h2>
<p><em>Non si conosce una cura definitiva per il disturbo bipolare. Tuttavia tale condizione può essere tenuta sotto controllo ed i pazienti bipolari possono condurre una vita normale e produttiva. Occorre tenere presente che il trattamento farmacologico non deve essere prolungato oltre il necessario per evitare che vi siano effetti negativi pericolosi.</em></p>
<p><em>Il successo della terapia è direttamente correlato alla disponibilità del paziente, che spesso rifiuta le cure, in quanto non riconosce di essere malato, o le sospende una volta dimesso.</em></p>
<h3><em>Terapia farmacologica<br />
</em></h3>
<p><em>Un farmaco con azione stabilizzante dell&#8217;umore potrebbe essere definito idealmente come attivo nel trattare entrambe le fasi del disturbo e nel prevenire le ricadute. Nella pratica si utilizzano definizioni più estensive, che comprendono farmaci attivi nel prevenire alcune recidive senza incrementare l&#8217;incidenza di recidive di polarità opposta.</em></p>
<h4><em>Farmaci utilizzati<br />
</em></h4>
<p><em>Ecco un elenco dei principi attivi utilizzati:</em></p>
<table>
<tbody>
<tr align="center">
<th><em>Categoria farmaco</em></th>
<th><em>Principio attivo</em></th>
</tr>
<tr align="center">
<th><em><a title="Antipsicotici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antipsicotici">Antipsicotici</a></em></th>
<td><em><a title="Clorpromazina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clorpromazina">Clorpromazina</a> &#8211; <a title="Olanzapina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olanzapina">Olanzapina</a> &#8211; <a title="Risperidone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risperidone">Risperidone</a> &#8211; <a title="Quetiapina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quetiapina">Quetiapina</a>- <a title="Aripiprazolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aripiprazolo">Aripiprazolo</a> &#8211; <a title="Ziprasidone (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ziprasidone&#38;action=edit&#38;redlink=1">Ziprasidone</a> -</em></td>
</tr>
<tr align="center">
<th><em><a title="Antiepilettici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antiepilettici">Antiepilettici</a></em></th>
<td><em><a title="Acido valproico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_valproico">Acido valproico</a> &#8211; <a title="Lamotrigina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lamotrigina">lamotrigina</a> &#8211; <a title="Carbamazepina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbamazepina">Carbamazepina</a></em></td>
</tr>
<tr align="center">
<th><em>Altri (stabilizzatori)</em></th>
<td><em><a title="Litio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Litio">Litio</a></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3><em>Psicoterapia </em></h3>
<p><em>La natura presumibilmente biologico-ereditaria del disturbo porta ad una serrata discussione sull&#8217;utilità della <a title="Psicoterapia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia">psicoterapia</a>. La maggior parte degli psichiatri concorda sul fatto che, soprattutto in associazione ai farmaci, terapie cognitivo-comportamentali e di gruppo possano giovare. I problemi psicosociali causati dai sintomi della malattia stessa (problemi lavorativi, scarsa produttività, difficoltà relazionali, problemi legali..) infatti influenzano l&#8217;andamento del disturbo favorendo nuove ricadute e contribuendo alla cronicizzazione della patologia; la psicoterapia ha l&#8217;importante compito di guidare il paziente nell&#8217;adattamento, nell&#8217;accettazione della malattia, di stimolare l&#8217;affetto protettivo dei familiari. I problemi personali insorti prima degli episodi maniaco-depressivi possono continuare ad esistere. I problemi esistenziali non correlati al disturbo maniaco-depressivo non saranno risolti dalla terapia con stabilizzatori dell&#8217;umore. Al contrario, la psicoterapia od altre forme di supporto psicologico possono essere utili nell&#8217;affrontare tali difficoltà.</em></p>
<h2><em>Disturbo bipolare e suicidio<br />
</em></h2>
<p><em>Il rischio di mortalità è molto elevato nei pazienti affetti da questa malattia. La percentuale di pazienti bipolari che commette il <a title="Suicidio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suicidio">suicidio</a> arriva al 19%, una percentuale 30 volte superiore a quello della popolazione normale. La mortalità in generale è molto elevata anche a causa della tipica sottovalutazione dei pericoli durante la fase maniacale.</em></p>
<p style="text-align:right;">fonte: wikipedia</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Credo che il problema più grande dei disturbi mentali&#8230;è non riconoscerli come tali.</p>
<p style="text-align:left;">E quindi non voleli affrontare, o essere totslmente occupati in &#8220;altro&#8221; perchè non si pensa nemmeno di avere un problema.</p>
<p style="text-align:left;">E credo che quindi il primo, vero passo importante per poter guarire, oltre i farmaci, la psicoterapia, sia la VOGLIA di guarire, la voglia di essere migliori per se stessi e per gli altri a cui si vuole bene che vivono a contatto con noi, la voglia di guarire penso già faccia un buon 50% di lavoro positivo, e quando non basta, allora c&#8217;è bisogno dell&#8217;intervento di qualcuno che possa aiutare.</p>
<p style="text-align:left;">Come quando fa male la pancia e ci si imbottisce di medicine con automedicazione andando a cancellare i sintomi, ma non a vedere la causa del problema&#8230;per cui il mal di stomaco passa, ma temporaneamente, e poi torna.</p>
<p style="text-align:left;">Anche la mente, l&#8217;anima, la materia grigia è parte di noi e dei nostri organi interni come fegato, cuore, stomaco&#8230;e va curata anche lei se si ammala (cito la frase di un amico che mi ha raccontato un&#8217;intervista di un importante psicologo)&#8230;solo che c&#8217;è tanto pregiudizio su queste cose, soprattutto qui in Italia&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Se vai dallo psicologo sei automaticamente etichettato come &#8220;uno che non sta bene&#8221;.</p>
<p style="text-align:left;">Per cui si finisce anche per non ammettere a se stessi di avere un problema.</p>
<p style="text-align:left;">Uno psicologo può aiutare a affrontare meglio la vita a persone sane, figuriamoci a persone con problemi&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Tra l&#8217;altro, diventa impossibile, doloroso, distruttivo interagire con queste persone, e per questo si finisce per interagirci sempre meno, per evitare poi di distruggerci appresso a loro&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Penso che sia veramente qualcosa su cui pensarci seriamente, ma seriamente proprio, sopra&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le sfide per Bersani: lavoro, democrazia e vera opposizione]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/29/le-sfide-per-bersani-lavoro-democrazia-e-vera-opposizione/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/29/le-sfide-per-bersani-lavoro-democrazia-e-vera-opposizione/</guid>
<description><![CDATA[di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009 Al termine di una estenuante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignleft" title="bersani" src="http://claudiocaprara.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/bersani%20con%20sigaro.jpg" alt="" width="276" height="450" />di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009</em></p>
<p>Al termine di una estenuante maratona congressuale, il Partito democratico ha scelto il segretario che lo guiderà in questi tempi difficili. Da osservatori esterni ma non indifferenti, salutiamo l’elezione di Pierluigi Bersani prendendo atto che le sue prime dichiarazioni mandano definitivamente in archivio la prima stagione del Pd. Quella legata al nome di Walter Veltroni, all’“inciucio” con Berlusconi sulla legge elettorale che aprì il bombardamento sul governo Prodi e decretò la fine anticipata della scorsa legislatura, all’avventurismo dell’autosufficienza (il patetico yes, we can), all’inconsistenza dell’opposizione al governo della destra, sancito dal crollo dei consensi (–7%) alle ultime europee. Il nuovo segretario sembra riconoscere il cumulo di errori commessi dal primo leader del partito e non corretti dal secondo. Ha giocato tutta la corsa alla successione su un’esplicita presa di distanza dal mito dell’autosufficienza. Ha promesso di parlare «con tutti i partiti all’opposizione del centrodestra». Ha persino definito «una grande cavolata» l’aver contribuito, nel 2007, alla elezione di Veltroni. Bene. Ma ci sono almeno due modi diversi di impostare il tema delle alleanze, una volta chiarito che l’autosufficienza porta dritti alla sconfitta.<!--more--><br />
Si può ragionare in termini puramente aritmetici. Posto che da soli (o con la sola Italia dei Valori) non si vince, occorre sommare forze diverse. Dispiace, sarebbe preferibile non esservi costretti e potere far da soli, ma la politica è l’arte del possibile, non quella dei miracoli. È necessario prendere atto della situazione e fare di necessità virtù.<br />
Questa impostazione è impeccabile, realistica e razionale. Sembra tuttavia alquanto riduttiva. I voti, il giudizio degli elettori e i loro orientamenti politici non sono solo vincoli, di cui tenere conto opportunisticamente, in una logica ragionieristica. Sono prima di tutto ingredienti della composizione politica del Paese. Che un politico di grandi ambizioni dovrebbe considerare in positivo, riconoscendovi un fattore costitutivo del «blocco storico» da rappresentare e, possibilmente, espandere. Dietro quei voti che si intendono riconquistare ci sono ragioni, interessi, bisogni e progetti. Ci sono culture politiche, idee e valori. Un leader che abbia chiara la necessità di ricostituire un insieme di forze capace di conquistare la maggioranza dei consensi deve sapervi scorgere anche una ricchezza e una potenzialità, non soltanto un problema.<br />
In altre parole, il primo banco di prova che attende il nuovo segretario del Pd consiste nella riconsiderazione critica della teleologia (e della teologia) maggioritarista. Lo schema culturale del maggioritario è povero e tendenzialmente autoritario. Di fronte alla pluralità, reagisce semplificando e imponendo aut-aut. Di fronte alla differenza, replica – da posizioni di forza – programmando «riduzioni a uno». Il guaio non è soltanto che così si perdono pezzi ed elezioni (soprattutto se non si dispone di grandi ricchezze per corrompere e di grandi apparati mediatici per manipolare e convincere). È che, a forza di rifiutarsi autisticamente di ascoltare le critiche altrui e di dialogare con le altrui ragioni, ci si impoverisce. Uscire davvero dal miserrimo schema veltroniano non significa costruire alleanze a suon di mediazioni e compromessi, ma impegnarsi affinché tutte le posizioni politiche che articolano lo schieramento dell’opposizione politica e sociale alla destra possano esprimersi e concorrere a rovesciare l’attuale quadro politico.<br />
Detto questo, si è tuttavia solo all’inizio. L’ideologia maggioritarista è un architrave della cosiddetta «seconda Repubblica». È stata un cardine delle riforme istituzionali degli anni Novanta che hanno modificato in profondità il sistema politico italiano nel segno della personalizzazione della lotta politica, introducendo elementi di «federalismo» e presidenzialismo e ponendo ai margini le assemblee elettive (non solo il Parlamento nazionale, ma anche i Consigli territoriali). Dopo quindici-vent’anni è tempo di bilanci, e il nuovo segretario del Pd dovrebbe avere la forza e l’onestà intellettuale di comprenderlo.<br />
All’inizio, quella stagione di riforme promise mari e monti. Stando ai suoi fautori, la transizione al «nuovo» (al sistema bipolare-semipresidenziale) avrebbe dovuto coniugare democrazia e governabilità, implementando la sovranità degli elettori ed esaltando l’efficienza del sistema. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gli elettori hanno ridottissimi margini di scelta, soprattutto per via delle soglie di sbarramento e della logica del «voto utile» (che lede il diritto alla rappresentanza, violando il principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione). E il confronto politico è degenerato in una rissa senza fine che alimenta pulsioni anti-politiche, minaccia l’autonomia dei poteri costituzionali e degli organi di garanzia, mette a repentaglio l’unità stessa del Paese e lascia drammaticamente irrisolti veri problemi del Paese. Si chieda a mente serena, l’on. Bersani, se il Paese stia meglio o peggio che negli anni Ottanta. Si domandi se il tratto di strada percorso in questi vent’anni abbia aumentato o ridotto le risorse del Paese, il suo capitale umano, il suo tasso di giustizia sociale, le sue concrete chances di sviluppo. E si interroghi sul ruolo svolto dalle forze del centrosinistra in una stagione di riforme che avrebbe dovuto imprimere una spinta nel segno della modernità e della democrazia.<br />
La questione non riguarda soltanto il terreno istituzionale. Sull’onda delle riforme che hanno trasformato il sistema politico, hanno avuto corso in questi quindici anni processi che hanno cambiato il sistema produttivo, il mercato del lavoro e l’intera geografia sociale italiana. Questi processi si chiamano: concertazione, privatizzazioni e liberalizzazioni, flessibilità e delocalizzazione, e, non da ultimo, «risanamento della finanza pubblica». Anche su questo terreno, vinta la corsa alla segreteria, il nuovo leader del Pd dovrebbe aprire una riflessione sobria e libera da pregiudizi. Tanto più che ha subito assicurato di considerare la difesa del lavoro un tema prioritario del proprio impegno, il che – se le parole hanno un senso – dovrebbe significare il ripudio di un’altra brillante trovata veltroniana: l’equidistanza tra padroni e operai, equiparati sotto la generica etichetta di «produttori».<br />
A che punto siamo arrivati grazie a queste «riforme» modernizzatici, che avrebbero dovuto dare slancio al sistema produttivo e promuovere una maggiore giustizia sociale? Limitiamoci a pochi dati di fatto attestati dalle statistiche ufficiali.<br />
L’Italia è al penultimo posto nella classifica europea delle retribuzioni del lavoro dipendente e in vetta alla classifica della disuguaglianza. Le privatizzazioni hanno prodotto una oligarchia intoccabile di super-ricchi e coinvolto beni e servizi di prima necessità, ledendo i diritti di cittadinanza. Le pensioni dei lavoratori a tempo indeterminato hanno perso in media il 30% del potere d’acquisto (per quelle dei precari mancano dati aggregati, ma la perdita è almeno doppia). Per oltre 4 milioni di persone (in particolare giovani, donne e migranti) la flessibilità si è tradotta in sotto-occupazione e lavoro nero, precarietà, dequalificazione e povertà. Ricevendo continui incentivi pubblici (da ultimo, con la scusa delle misure anti-crisi) e potendo fare profitti col taglio dei «costi del lavoro», le imprese non hanno investito in ricerca e innovazione. La rinuncia dello Stato a qualsiasi ruolo di direzione e programmazione dello sviluppo si è tradotta nell’assenza di politica industriale e questa, a sua volta, nel declino dell’apparato produttivo nazionale.<br />
Negli ultimi quindici anni – prima dell’esplosione della crisi – il Pil è rimasto al palo. Il potere contrattuale del sindacato non è mai stato così basso (come mostra anche la drammatica caduta della sicurezza sul lavoro). La democrazia sindacale è una chimera, mentre è in corso lo smantellamento del contratto nazionale di lavoro. Il cosiddetto «risanamento» si è tradotto in drastici tagli alla spesa sociale (mentre la spesa per le armi e le missioni «di pace» sui fronti di guerra non si tocca, anzi continua ad aumentare) e in una accresciuta pressione fiscale sul lavoro dipendente (in un Paese in cui capitale e lavoro autonomo sottraggono al fisco oltre 250 miliardi di euro l’anno). E forse tutto ciò ha qualcosa a che vedere col dilagare del razzismo e dell’intolleranza, con la reviviscenza dello squadrismo fascista e lo spostarsi a destra di vasti settori del mondo lavoro e della stessa classe operaia.<br />
Non ci illudiamo che l’on. Bersani sottoscriverebbe anche le virgole di questa sintesi. Ma le sue linee di fondo, che si limitano a riportare semplici evidenze, dovrebbe condividerle, poiché solo riconoscendo l’insostenibile condizione del lavoro potrebbe spiegarsi come mai le forze del centrosinistra hanno via via dissipato un grande patrimonio di consensi e non siano mai state capaci di conservare la maggioranza dopo aver vinto, più o meno fortunosamente, le elezioni. Non si tratta di difendere convinzioni e partiti presi. Si tratta di capire che cosa è accaduto, in un non più breve lasso di tempo, in Italia e in Europa, dove le forze socialdemocratiche hanno praticato politiche neoliberiste rinunciando alla difesa del lavoro dipendente. Si tratta di riflettere criticamente su una linea politica che, ancora negli ultimi anni, ha privilegiato gli interessi dell’impresa e della finanza speculativa, finendo col riconsegnare il Paese, per la terza volta, a una destra reazionaria, decisa a sovvertire il quadro costituzionale e a blindare la subordinazione delle classi lavoratrici.<br />
Saprà l’on. Bersani dar corso alla riflessione seria e spregiudicata che lo attende? Stiamo a vedere. Intanto, ci permettiamo di rivolgergli una proposta e un piccolo suggerimento.<br />
Gli proponiamo in primo luogo di marcare l’assunzione dell’importante incarico al quale è stato chiamato promuovendo una grande mobilitazione per il lavoro e contro i licenziamenti, per il reddito di chi è colpito dalla crisi e contro il governo e la sua sciagurata politica economica. A questa iniziativa, che potrebbe culminare in una grande manifestazione di popolo e mostrare al Paese che esiste ancora un enorme potenziale di lotta per la difesa dei diritti del lavoro e della Costituzione, parteciperebbero con ogni probabilità tutte le forze politiche e sociali avverse alla destra, che oggi stentano a trovare denominatori comuni per mettere a valore la propria forza d’urto.<br />
Poi, visto che la politica è fatta anche di simboli, ci permettiamo di suggerire al nuovo segretario del Pd un piccolo gesto che parlerebbe in modo chiaro non solo alle lavoratrici e ai lavoratori che egli dichiara di voler tutelare, ma anche all’insieme della cittadinanza, spaventata per la continua emorragia di diritti e di garanzie. Trovi cinque minuti per una telefonata di felicitazioni e chiami Dante De Angelis, il macchinista licenziato da Trenitalia per aver denunciato i gravi problemi di sicurezza che affliggono le ferrovie italiane da quando anch’esse sono gestite come un’azienda privata, tesa a far soldi piuttosto che a fornire un servizio pubblico. Gli telefoni per rallegrarsi con lui della sentenza che lo ha reintegrato sul posto di lavoro riconoscendo la fondatezza della sua denuncia e dando torto all’azienda. Mostri concretamente di avere capito davvero che una battaglia di opposizione alla destra passa in primo luogo per una precisa scelta di campo a favore del lavoro e dei diritti sociali.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[forum]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/26/forum/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 21:51:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>falsefat</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; nato il forum di PsyKe &amp; CO. Uno spazio libero dove discutere e confrontarsi su tuttie ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E&#8217; nato il forum di PsyKe &amp; CO. Uno spazio libero dove discutere e confrontarsi su tuttie ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25 ottobre, una domenica speciale]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/10/25/25-ottobre-una-domenica-speciale/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 05:40:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
<guid>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/10/25/25-ottobre-una-domenica-speciale/</guid>
<description><![CDATA[Oggi è un giorno importante, una domenica speciale per coloro che sono legati ai valori del Pd e ne ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/i_tre_moschettierib2795_img.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3861" title="i_tre_moschettierib2795_img" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/i_tre_moschettierib2795_img.jpg?w=300" alt="i_tre_moschettierib2795_img" width="300" height="158" /></a>Oggi è un giorno importante, una domenica speciale per coloro che sono legati ai valori del <strong>Pd</strong> e ne auspicano una guida forte e coerente alle necessità attuali. Una guida che sia capace di dare un&#8217; identità definitiva a questo progetto nato con le migliori intenzioni, ma rimaste tali per una serie di circostanze  che non è il caso ora di rivangare. Il condottiero uscente dalla sfida tra<strong> Bersani, Franceschini e Marino</strong> avrà il compito ed il dovere di far sì che il bipolarismo<strong> </strong>possa rappresentare definitivamente per la nostra Italia la soluzione politica ideale, nonché di dare una voce ad un partito che sia in grado adesso di compiere un&#8217;onesta e propositiva opera di controllo e  tutti quei compiti che spettano ad ogni <strong>Opposizione</strong>, per presentarsi in regola  e credibile ai propri elettori al momento delle nuove elezioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more-->Un&#8217; Opposizione basata sul contradditorio su fatti che interessino la collettività e non sul continuo riproporre l&#8217;ormai stantio e perdente antiberlusconismo. L&#8217;Italia per essere ben governata ha diritto ad un buon Governo e ad un&#8217; ottima Opposizione: i due sono complementari l&#8217;uno dell&#8217;altra e questo lo devono intendere tutti. Il diritto a governare lo si ottiene dapprima con i voti dovuti al programma presentato, e meritato in seguito con l&#8217;attuazione degli stessi. L&#8217;Opposizione deve vigilare che ai cittadini venga offerto dal Governo il miglior contributo operativo possibile ed intervenire autorevolmente nelle mancanze con argomenti e correttivi reali e non pretestuosi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bersani, Franceschini e Marino</strong>: ognuno dei tre ha scoperto le sue carte nel modo in cui vorrà guidare il partito&#8230; ora sta ai sostenitori ragionarci sopra, scegliere e, soprattutto, come conviene fare in ogni democrazia, <strong>andare a votare.</strong> Buona domenica<strong>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /><br />
</a></em></strong><strong><em>Umberto Napolitano</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ostinato ripetersi degli eventi]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/18/taccuino-6-2/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 21:49:14 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Disturbo bipolare &amp; abuso. Si può dire siano stati i pensieri predominati dei miei ultimi giorni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Disturbo bipolare &amp; abuso. Si può dire siano stati i pensieri predominati dei miei ultimi giorni]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[¿tutto resterà così?]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/17/taccuino-6/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 22:51:23 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Mi chiedo: ¿tutto resterà csosì? E se è così: ¿sarò in grado di andare avanti?    Passano nella mia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mi chiedo: ¿tutto resterà csosì? E se è così: ¿sarò in grado di andare avanti?    Passano nella mia ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Libertà di stampa e limiti di responsabilità, scusate ma io sto con Napolitano]]></title>
<link>http://lettera22punto0.wordpress.com/2009/10/16/liberta-di-stampa-e-limiti-di-responsabilita-scusate-ma-io-sto-con-napolitano/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 13:26:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>lettera22punto0</dc:creator>
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<description><![CDATA[Altro che le carnascialesche manifestazioni per la libertà di stampa. Malgrado qualche suo scivolone]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-184" title="Giorgio Napolitano 2" src="http://lettera22punto0.wordpress.com/files/2009/10/giorgio-napolitano-2.jpg" alt="Giorgio Napolitano 2" width="640" height="480" /></p>
<p>Altro che le carnascialesche manifestazioni per la libertà di stampa. Malgrado qualche suo scivolone (vedi la firma sul lodo Alfano), ho sempre più stima, ogni giorno che passa, per il nostro Presidente Giorgio Napolitano. Che, in occasione della giornata mondiale dell’informazione ha invocato da una parte l’equilibrio da parte della politica nei confronti dell’informazione, e dall’altra ha sottolineato che i media devono ricordarsi che hanno dei “limiti di responsabilità”.</p>
<p>Ribadisco ancora una volta che, a mio parere, da addetto ai lavori, in Italia il vero problema non è la libertà di stampa, ma l’incontinenza della politica che ha impregnato le redazioni dei giornali, e il bipolarismo dell’informazione che impedisce di sfoderare ragionamenti a colori: solo bianco o solo nero.</p>
<p>Questo non vuole dire che fare il giornalista in Italia sia semplice e senza intoppi, ma le querele di Berlusconi a Repubblica mi fanno meno paura di quelle che arrivano alle redazioni dei giornali locali, più deboli e decisamente meno tutelati. E le minacce, quelle serie, che fanno rabbrividire (ma che puntualmente passano sotto silenzio), sono quelle che colpiscono non gli opinionisti ma i giornalisti che lottano sul campo, che parlano di mafia e di camorra. Quelli che non vanno a caccia di scoop rovistando nei cestini della carta straccia dei colleghi direttori di giornali, ma che mettono il naso nelle discariche controllate dalla malavita. Sono loro che andrebbero difesi a spada tratta, non (solo) i paperoni come Santoro.</p>
<p>Napolitano parla ancora di un discorso di tre anni fa in cui in occasioni analoghe a quella di oggi, espresse &#8220;il profondo convincimento circa il carattere discriminante che l&#8217;esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo. E nello stesso tempo volli sottolineare come nei sistemi democratici e costituzionali dell&#8217;Occidente occorra combinare più valori, più diritti degni di tutela, come sancito d&#8217;altronde nell&#8217;articolo 10 della Convenzione europea del 1948 sui diritti dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>Il nostro Presidente ha concluso dicendo che &#8220;si tratta di equilibri difficili e sempre oggetto di controversie, ma a cui non si può sostituire da parte del giornalismo la sottovalutazione di limiti e di responsabilità da riconoscere e da proiettare nel proprio modo di lavorare&#8221;.</p>
<p>Come non essere d’accordo?</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ho paura]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/15/taccuino-5-2/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:14:53 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[“Fumo una sigaretta alla finestra per terminare la giornata e mi assale un&#8217;incredibile malinco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Fumo una sigaretta alla finestra per terminare la giornata e mi assale un&#8217;incredibile malinco]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[向下]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/12/taccuino-5/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 12:38:18 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Che sia il tempo? Che sia l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;inverno? Fatto sta che l&#8217;umore è giù,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che sia il tempo? Che sia l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;inverno? Fatto sta che l&#8217;umore è giù,]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[«¡hola malo chico! ¿que tal?»]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/10/taccuino-3-2/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:24:46 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Stamane mi sono svegliato e a darmi il buon giorno c&#8217;era un velo di nostalgia per un periodo d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Stamane mi sono svegliato e a darmi il buon giorno c&#8217;era un velo di nostalgia per un periodo d]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ah, la famiglia...!]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/09/taccuino-3/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 17:34:53 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Dalla porta dello studio della dottoressa insieme a me è uscita un po&#8217; più di chiarezza. Per l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dalla porta dello studio della dottoressa insieme a me è uscita un po&#8217; più di chiarezza. Per l]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[attendendo il confessionale della mente]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/09/taccuino-2/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 13:29:06 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Ho appenaa spento una sigaretta nel vaso di trerracotta colmo di sabbia umida per la pioggia della n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho appenaa spento una sigaretta nel vaso di trerracotta colmo di sabbia umida per la pioggia della n]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[la mattina]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/09/taccuino-1/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 06:37:33 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Una nuova giornata sembrerebbe iniziata&#8230; In che differirà dalle precedenti? Mah, in una cosa d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Una nuova giornata sembrerebbe iniziata&#8230; In che differirà dalle precedenti? Mah, in una cosa d]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[24 h. d'immobilità]]></title>
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<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 00:02:24 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[  Sono all&#8217;incirca le due ed io mi accingo a dirigermi su per le scale che conducono al mio gr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Sono all&#8217;incirca le due ed io mi accingo a dirigermi su per le scale che conducono al mio gr]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[disturbo bipolare:gli stabilizzatori dell’umore lo curano?]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/08/db-efficacia-stabilizzatori/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 16:46:04 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[ No, non possono curarlo, ma possono essere efficaci nel controllarlo. A tutt’oggi non esiste una cu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ No, non possono curarlo, ma possono essere efficaci nel controllarlo. A tutt’oggi non esiste una cu]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[disturbo bipolare: gli stabilizzatori dell'umore]]></title>
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<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 15:38:57 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Si tratta di farmaci che possono controllare certe condizioni mentali patologiche caratterizzate da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Si tratta di farmaci che possono controllare certe condizioni mentali patologiche caratterizzate da ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[stralcio di un diario: "ricordi parzialmente ancora presenti"]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/06/diario03/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 17:45:20 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[     giovedì 27110031830 ca. Sembrava tutto così facile, così bello, così reale che… ovviamente non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[     giovedì 27110031830 ca. Sembrava tutto così facile, così bello, così reale che… ovviamente non ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[disturbo bipolare: ereditario?]]></title>
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<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:32:01 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Una domanda che tutti i bipolari si saranno di certo posti è se il loro fidato compagno abbia preso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Una domanda che tutti i bipolari si saranno di certo posti è se il loro fidato compagno abbia preso ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[disturbo bipolare: gli stati misti]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/05/db-2/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:44:02 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Potremmo definirli l&#8217;ossimoro del disturbo bipolare in quanto producono una coesistenza tra MA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Potremmo definirli l&#8217;ossimoro del disturbo bipolare in quanto producono una coesistenza tra MA]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[labirinto]]></title>
<link>http://bipolarizzando.wordpress.com/2009/10/05/labirinto/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 08:56:26 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[ Ho sempre bramato la diversità, inseguito l&#8217;atipicità, sognato di travalicare ogni confine. d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ Ho sempre bramato la diversità, inseguito l&#8217;atipicità, sognato di travalicare ogni confine. d]]></content:encoded>
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