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	<title>birra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/birra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "birra"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:25:38 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La prima Birra del Ticino]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/30/la-prima-birra-del-ticino/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:22:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: www.giornalelibero.com Sfiorerà anche quest&#8217;anno le 25 mila presenze Abbiategusto, l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.giornalelibero.com/">www.giornalelibero.com</a></p>
<p>Sfiorerà anche quest&#8217;anno le 25 mila presenze <a href="http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=1593">Abbiategusto</a>, l&#8217;ormai tradizionale rassegna enogastronomica di Abbiategrasso, giunta alla sua decima edizione. Per brindare un traguardo speciale ci voleva una bevanda speciale. Detto, fatto. La cascina Caremma di Besate, a due anni dall&#8217;avvio del proprio ambizioso progetto, è riuscita a sfornare la prima &#8220;Birra del Ticino&#8221;, presentandola questa mattina all&#8217;ex convento dell&#8217;Annunciata, dove è stato possibile degustarla assieme ad alcuni prodotti tipici del noto agriturismo.</p>
<p>Tre gli aggettivi scelti per descrivere questa birra: &#8220;Buona, pulita e giusta&#8221;. Si tratta infatti della prima birra biologica e artigianale realizzata nella valle del Ticino. Un prodotto simile non poteva che essere proposto dalla Caremma di Besate, vero e proprio avamposto dell&#8217;innovazione agricola, ormai dal 1988. La Caremma, avvalendosi di partner attivi nel campo birraro da anni, ha voluto restare fedele ai canoni della produzione artigianale: ha perciò realizzato una birra non filtrata né pastorizzata, creata con ingredienti di altissima qualità (a partire da <strong>un orzo coltivato biologicamente in azienda</strong>, nel cuore del Parco del Ticino) e senza l&#8217;utilizzo di succedanei. Un importante supporto tecnico è stato garantito dall&#8217;Officina della Birra di Bresso, realtà conosciuta ormai da anni dagli amanti del luppolo e dintorni.</p>
<p><strong></strong>Palpabile l&#8217;emozione di <strong>Gabriele Corti</strong>, fondatore della Caremma. &#8220;Quello di produrre birra &#8211; ha spiegato &#8211; era un sogno che avevo fatto sin da giovane, quando sulla mia strada, a 25 anni, conobbi un ragazzo di Glasgow. Ci spiegò che da loro fare la birra era come fare la pasta in Italia. Il progetto venne avviato, utilizzando per la maltazione il forno della casa di riposo dove svolgevamo il servizio civile. Poi ci siamo persi <img src="http://www.giornalelibero.com/public/Birra%20del%20Ticino%20Caremma%20Besate%20Abbiategrasso3.JPG" alt="Presentata ad Abbiategrasso la prima birra del Ticino della Caremma di Besate" hspace="5" width="250" height="204" align="left" />vista e tutto svanì. Ma ho sempre conservato nel cuore quel desiderio, che ora diventa realtà con la prima birra del Parco del Ticino&#8221;.</p>
<p>L&#8217;impulso decisivo per l&#8217;avvio del progetto lo diede, curiosamente, lo storico<strong> Mario Comincini</strong>. &#8220;Gli chiesi cosa sapesse della tradizione birraia nella nostra zona &#8211; ha spiegato il fondatore della Ceremma &#8211; e mi rispose che nel 1815, proprio a Corbetta, città dove sono nato, c&#8217;era un birrificio. Era il segnale che stavo percorrendo la strada giusta&#8221;.</p>
<p>Una strada che Corti non ha percorso da solo, bensì affiancato da veri e propri mostri sacri del settore, come <strong>Claudio Poletto</strong>, fondatore dell&#8217;Officina della Birra di Bresso (che produce ufficialmente la birra a marchio Parco del Ticino), <strong>Christian Garavaglia</strong>, Master in Tecnologie Birrarie e presidente dell&#8217;associazione Happy House Beer, nonché il mastro birraio <strong>Chrstian Franzi</strong>. Tutto orgogliosi per aver contribuito alla nascita di una bevanda che può essere considerata quasi a &#8220;Chilometro zero&#8221;, dal momento che il maltificio si trova nella vicina provincia di Cremona.</p>
<p><strong></strong>&#8220;A 35 anni dalla sua fondazione - dichiara il presidente <strong>Milena Bertani</strong> &#8211; il Parco del Ticino intende cominciare a vedere i frutti del proprio sforzo in difesa di questo meraviglioso territorio. E i frutti sono quelli della terra e del lavoro dei nostri agricoltori. Il nuovo regolamento, entrato in vigore in primavera, ha sancito l&#8217;istituzione di <a href="http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=1365">un marchio dei prodotti del Parco</a> della Valle del Ticino. Un progetto a cui aderiscono <strong>già 39 aziende</strong>. Ciò che è più positivo &#8211; ha continuato Bertani &#8211; è che accanto alle produzioni tradizionali si stanno sviluppando nuovi settori, come quello della birra ma anche della fauna ittica, che non poteva mancare visto il legame con l&#8217;acqua del Ticino&#8221;.</p>
<p>Per questo Milena Bertani, anche grazie al suo nuovo incarico di <a href="http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=1666">presidente di Federparchi</a>, ha già posto le basi per l&#8217;avvio di due nuovi progetti. &#8220;Vorremmo riuscire a riunire tutte le aree Mab europee (ovvero quelle della Rete mondiale delle Riserve della Biosfera, legate al programma <em>Man and Biosphere</em> dell&#8217;Unesco)  e studiare un progetto comune di di sviluppo del turismo che si fondi sull&#8217;agricoltura, e quindi sulla gastronomia <strong>in sinergia con Slow Food</strong>, e sulla mobilità lenta, che abbia come fulcro il Parco del Ticino. Inoltre, in vista dell&#8217;importante appuntamento di Expo 2015, vorremmo riunire tutti i parchi del bacino del Po, realizzando una rete di piste ciclabili per migliorarne la fruizione&#8221;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornalelibero.com/">www.giornalelibero.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mamma basta favole! ]]></title>
<link>http://storiedistraordinariademenza.wordpress.com/2009/11/29/mamma-basta-favole/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:06:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalhia23</dc:creator>
<guid>http://storiedistraordinariademenza.wordpress.com/2009/11/29/mamma-basta-favole/</guid>
<description><![CDATA[C’era una volta, tanto tempo fa … un mondo di fregnacce. Vi siete mai chiesti perché tante donne si ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>C’era una volta, tanto tempo fa … un mondo di fregnacce.</strong></p>
<p>Vi siete mai chiesti perché tante donne si sono illuse di poter trovare il principe azzurro o al limite di poter trasformare una bestia (che si tratti anche di rospo) in uomo meraviglioso?</p>
<p>La risposta è ovvia, per colpa di tutte quelle fiabe che ci propinano da piccole. Cominciano tutte con il loro “<strong>C’era una volta</strong>” e si accentrano su una sfigata, ma gran tronco di gnocca, repressa da famiglia, povertà o altre calamità naturali. Se si volesse essere un onesto genitore bisognerebbe fin da subito sottolineare alla propria figlioletta che se non diventerà una “patonza da competizione” non potrà sperare nel tanto atteso “<strong>e vissero felici e contenti</strong>”. Purtroppo molte mamme sorvolano su questa “condicio sine qua non” dando la falsa speranza a tanti <strong>brutti anatroccoli</strong> di essere dei cigni speciali, quando da discrete beccacce si prospetta loro nella più rosea delle ipotesi un futuro da single.</p>
<p>Si potrebbero scrivere tomi interi prendendo in esame tutti i capolavori di Andersen (che tutti ricorderanno per il suo best seller “<strong>La principessa sul pisello</strong>” – la più fortunata di tutte le eroine dei piccoli) – Fratelli Grimm &#38; Co., ma ritenendomi profondamente magnanima ed altruista, eviterò questo supplizio anche perché, personalmente, devo ritenermi fortunata. Mia madre non ha mai cercato di indorarmi la pillola con queste idiozie, è sempre stata molto chiara riguardo al mondo maschile e al suo incontro con l’universo femminile.</p>
<p>- Ricorda Sabrina cosa diceva tua nonna: “Tutti gli uomini che vuoi, ma fuori dalla porta di casa tua” -</p>
<p>Grande mia nonna, lei sì che aveva capito tutto; scopa quanto ti pare, ma non ti fare impalmare da un disgraziato o sei finita! Tra l’altro mio padre ha sempre rincarato la dose con un “se la vuoi dare in giro … liberissima!, ma almeno fatti pagare” – vedi la praticità maschile che gran cosa?!</p>
<p>Ad ogni modo mi hanno tutti raccomandato di fare occhio agli uomini belli. Nel caso fortuito in cui, fosse mai che di culo, in una notte molto buia (diciamo pesta), dopo averlo fatto bere tanto manco dovesse partire seduta stante per la Parigi &#8211; Dakar ed esserti (come dice <a href="http://cavolidibruxelles.wordpress.com/about/" target="_blank">la mia amica Mary Rose</a>) “tirata a balestra”, uno di questi esemplari di maschio Alpha ti si trombi (Cielo! So di rasentare la fantascienza e che la probabilità è la stessa di ricevere un fulmine in testa e non restare permanentemente fluorescenti, ma nella vita si sa mai) sappi che il giorno dopo tale soggetto non ti chiamerà e sarà come volatilizzato, morto. Potrai addirittura credere di essertelo sognato.</p>
<p>Ecco questa è l’unica banfata che mi abbiano fatto credere. Per intenderci: sono sempre stata disillusa sull’”<strong>happy ending</strong>” e il “<strong>prince charming</strong>”, ma sulla favola “sedotta e abbandonata”, beh su quella ci contavo. Ho passato anni a sperare che la folgore mi colpisse, che un pezzo di manzo bastardo passasse e mi desse quella botta e via in amicizia e allegria e quando finalmente mi si presenta l’occasione … niente, nisba, una bella boiata anche quella!</p>
<p>Vediamo di fare mente locale e di spiegarvi come è andata …</p>
<p><strong>C’era una volta</strong> a Cavolinia (meglio nota come Bruxelles) una ragazza … bella? No, carina? Forse, diciamo un tipo … insomma, c’era una ragazza, figlia unica (nessuna sorella cattiva o matrigna repressa), autosufficiente (con stipendio mensile, una bella casa, coinquiline meravigliose, amici e tonnellate di birra – una vera favola questa mica panzane!) e single (o zitella che dir si voglia) da qualche mese, dopo aver mollato l’ennesima bestia che non si sarebbe mai trasformata, ma lei nemmeno ci avrebbe provato (dal che si deduce che la fanciulla era pure assai sveglia).</p>
<p>Una sera nemmeno troppo buia e tempestosa, <strong>Vera Sfiga</strong> (alias più appropriato non potevo trovare) e la sua follettina irlandese si recarono a casa di una cara amica per una cena. Lì oltre all’ottimo cibo, le aspettava una gradevole compagnia. I commensali erano <strong>sette </strong>(come i <strong>nani</strong>) e due di questi facevano parte dell’emisfero maschio.</p>
<p>Ogni cosa procedeva cristallina e serena.</p>
<p>Dopo il lauto pasto i sette compari trottarono a piotte verso la “Magica tana del corvo” (&#8220;<a href="http://www.lecorbeau.be/" target="_blank">Le Corbeau</a>&#8221; una delle più note bettole di Bruxelles che vi consiglio caldamente) qui ad attenderli tanto nettare degli dei (birra a fiotti) e le note di cetre sublimi (gran fracasso di musica a palla). <strong>Vera</strong> ballava con le sue ancelle su tronchi di abete intarsiati da mani elfiche (meri tavoli di legno, probabilmente compensato). Allo scoccare delle tre (solo quella vecchiarda di <strong>Cenerella</strong> aveva problemi di incozzaggine dopo la mezzanotte, per noi comuni mortali è l’esatto opposto, dopo una certa grazie a “Dio Alcool” si sembra tutte più fighe) uno dei sette avventurieri tale <strong>Manc O’ Perilcazzo</strong> la invita a danzare e volteggiando leggeri ecco un bacio soave (le poggia il pacco sul culo, la volta e le ficca tre metri di lingua giù per l’esofago che manco una gastroscopia!). <strong>Manc</strong> era un giovanotto alto, dal portamento nobile ed il fare gentile (tronco di pino di primissima qualità che neppure pregando in aramaico si potrebbe sperare meglio, nonché grandissimo cinghiale al quale confronto Gattuso sembra il <strong>gatto con gli stivali</strong> di Shrek nell’apice di tenerezza). <strong>Vera </strong>rossa di timidezza continuava a piroettare fra le sue braccia fino ad uscire dal covo sotto il chiaro di luna (arrapata da fare invidia al &#8220;Re della patatina&#8221; e incredula seguì il figone fuori dal locale saltando tre o quattro sbarbatelli ubriachi vomitanti). La loro pelle rischiarata dalla candida luce della luna era calda ed ebbra di passione, anche la natura attorno gioiva cantando del momento sublime (pomiciavano come dannati con sottofondo di sirene di ambulanza e madama). La carrozza riaccompagnò <strong>Vera </strong>alla sua umile dimora, <strong>Manc </strong>prima di lasciarla le diede un ultimo bacio e le rubò la promessa di un nuovo incontro (un taxi-fiorino mi smollò a casa e il simpatico amico della banana mi chiese di rivederci uno di quei giorni).</p>
<p>Da allora <strong>Vera</strong> attese una, due, tre notti … settimane trascorsero di <strong>Manc</strong> non ci fu più traccia.</p>
<p>Ora mi dico sul bono ci siamo, sull’abbandono pure, ma prima non doveva esserci la trombata colossale?!? Che fine ha fatto il buon principio di prima me la dai, te sdrumo e poi sparisco?!? Intendiamoci dello sparisco non mi frega una mazza, insomma che <strong>Manc</strong> si sia dileguato ben venga, ma almeno prima trivellami!</p>
<p>Niente, le favole sono fatte per illudere questa è l’unica <strong>morale</strong> da tenere a mente, non ci si può fidare nemmeno di quelle più realistiche o a sfondo sessuale, anzi di quelle meno che mai.</p>
<p>Premettendo che non penso di mettere mai al mondo una creatura, nell’ipotesi insana ed impensabile che ciò accada, sarò ancora più spietata di quanto non siano stati con me. Le direi chiaro e tondo: &#8211; Senti nini se fosse mai, voglia Odino che un bonazzo assurdo ti si fili per una sera … VIOLENTALO! Gli uomini sono come la ricotta fresca fuori dal frigo; la sera prima buonissima, la mattina dopo scaduta, troppo tardi, game over! -.</p>
<p> Non ci resta che inneggiare all’unico slogan che ad oggi ci possa salvare e non alludo all’ormai obsoleto “YES WE CAN”, bensì al più moderno ed appropriato: “<strong>NO MORE FAIRYTALES</strong>”!</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[World Beer Championship: la miglior birra del mondo è italiana e si chiama Theresianer]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/29/world-beer-championship-la-miglior-birra-del-mondo-e-italiana-e-si-chiama-theresianer/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 05:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il marchio Theresianer è nato 10 anni fa a Trieste come una scommessa del presidente Martino Zanetti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il marchio Theresianer è nato 10 anni fa a Trieste come una scommessa del presidente Martino Zanetti]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Trauma cronico - Appunti]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/29/trauma-cronico-appunti/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 01:07:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono in ritardo mostruoso, in genere il pezzo per Trauma cronico sono solito scriverlo almeno un pai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1618/34/n181767093358_4385.jpg" alt="" width="144" height="211" />Sono in ritardo mostruoso, in genere il pezzo per <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/trauma-cronico/" target="_blank"><em>Trauma cronico</em></a> sono solito scriverlo almeno un paio di giorni prima della domenica, lo carico sul blog e programmo la sua pubblicazione per la mezzanotte e un minuto. Questa volta no. Questa volta avevo buttato giù qualche appunto, delle riflessioni sull&#8217;<a href="http://www.asca.it/copertina-CASO_MARRAZZO__BRENDA_TROVATA_MORTA_IN_CASA__PROCURA_INDAGA_PER_OMICIDIO_VOLONTARIO-2139.html" target="_blank">omicidio di Brenda</a>, sulla storiaccia della <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/sosteniamo-antonio-tabucchi-firma-lappello-di-le-monde/" target="_blank">querela a Tabucchi</a> da parte del <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/sostiene-schifani-condannate-tabucchi/" target="_blank">presidente del Senato</a> (colpirne uno per educarli tutti), oppure dell&#8217;inquietante <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_25/cosentino-autorizzazione-arresto-mozione-sfiducia-senato_363cb2e4-d9aa-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank">caso Cosentino</a>, avrei voluto parlare di queste cose e concludere con la bella notizia della <a href="http://frigolandia.eu/?q=node/129" target="_blank">decisione del giudice a sospendere l&#8217;ordinanza di sfratto a <em>Frigolandia</em></a> di cui vi ho parlato già <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/08/trauma-cronico-frigidaire-ti-voglio-bene/" target="_blank"><em>qui</em></a> e <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/15/trauma-cronico-sfratto-esecutivo/" target="_blank"><em>qui</em></a>.</p>
<p style="text-align:justify;">E invece sono nella mia stanza, mezzanotte passata da un po&#8217;, Zabaglio è appena andato via, era venuto un paio d&#8217;ore fa, dopo avermi telefonato per uscire ma io ero troppo stanco. Abbiamo mangiato un piatto di pasta col pomodoro e chiacchierato di tante cose. Abbiamo letto insieme il pezzo di Alex del primo tentativo di racconto collettivo che stiamo sperimentando noi precari, e poi il pezzo, fantastico, del <em>Diario di bordo</em> di Colle Val d&#8217;Elsa di <a href="http://sarmizegetusa.wordpress.com/" target="_blank">Vanni Santoni</a>. Già, perché con <strong>Scrittori precari</strong> non ci fermiamo mai. Venerdì scorso siamo stati all&#8217;università di Siena, in una splendida <a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/17/mediterraneo-e-oriente/" target="_blank">giornata letteraria</a> in cui prima <a href="http://www.wumingfoundation.com/" target="_blank">Wu Ming</a> ha presentato <a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html" target="_blank"><em>Altai</em></a> (di cui vi invito a leggere il resoconto <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=135" target="_blank"><em>qui</em></a>) e poi <a href="http://alderano.splinder.com/" target="_blank">Rovelli</a> ha presentato <em><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003218.html#003218" target="_blank">Servi</a></em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nemmeno una settimana dopo, giovedì, eravamo a Colle Val d&#8217;Elsa. L&#8217;appuntamento con i ragazzi era per l&#8217;una e mezzo a casa mia, dove avremmo dovuto mangiare la frittata di maccheroni di Zabaglio e poi partire. La frittata fatta da Zabaglio era qualcosa di immangiabile, insipida, gommosa, insapore, dopo il primo morso ho desistito, eppure io non sono di quelli <em>schizzinosi</em>, mangio quasi tutto. Ma la frittata di Zabaglio era qualcosa di indescrivibile. Lo stesso Piccolino non è riuscito a buttarne giù più di due bocconi. Zabaglio non sa bere, non sa mangiare e non sa cucinare; lo amiamo anche per questo. Lo abbiamo preso in giro per l&#8217;intero viaggio, sgranocchiando risate incontenibili.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo arrivati a Colle che era già buio, abbiamo parcheggiato e passeggiato fino a che non ci ha raggiunto Francesca, che ci ha scortato dapprima a depositare gli zaini, prendere un caffè rigenerante e una mezz&#8217;ora di relax a Villa Francesca, dove eravamo ospiti, e poi di lì al <a href="http://www.aramisteatro.com/" target="_blank">Teatro dei Varii</a> dove ci aspettavano i registi, gli straordinari Dimitri Chimenti e Andrea Montagnani. Quindi prove. Una pizza e del vino in teatro. Ancora prove. Poi tutti a <a href="http://www.villa-francesca.net/villa.htm" target="_blank">Villa Francesca</a>, dove.</p>
<p style="text-align:justify;">Premo il tasto<em> ffww</em> &#8211; scorre la nottata insieme a Luca ed Angelo (Simone, arrivati a casa, si è messo nel fodero, ha letto qualche pagina di un libro, poi è crollato) e la notte, quindi eccoci al venerdì mattina. Si è trascorsa la mattinata tra la casa e il giardino, in completa rilassatezza e buon umore, poi si è andato a mangiare un paio di panini a qualche chilometro di distanza, quindi di nuovo a casa fino alla chiamata del Chimenti che ci dava appuntamento per le cinque e mezzo in teatro, dove si è fatta un&#8217;altra prova, e poi mentre si fumava sigarette fuori è arrivato pure Vanni. Rituale di baci, abbracci, sorrisi, poi via con la prova generale. Quindi ancora un&#8217;altra pizza, la birra, le sigarette, il caffè, il whisky, ed il teatro che si riempiva e s&#8217;era fatta l&#8217;ora.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo spettacolo si chiama proprio <em>Trauma cronico. Appunti per un film in terra straniera</em>. Quando Dimitri mi ha chiesto l&#8217;autorizzazione ad utilizzare per lo spettacolo il nome di questa rubrica, mi sono sentito molto orgoglioso di me stesso.</p>
<p style="text-align:justify;">La performance è volata. Siamo andati alla grande, tutti bravi. I registi, due pazzi. Vanni è stato eccellente, come suo solito. Non vedo l&#8217;ora di leggere il suo prossimo romanzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Una serata eccezionale. Siamo partiti per il verso giusto in un&#8217;altra nuova magnifica avventura. Certo c&#8217;è ancora tanto da crescere e da lavorare, ma sono certo che se ne vedranno ancora delle belle. I lavori, d&#8217;altronde, non finiscono mai.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Vi saluto tutti, abbracciandovi, invitandovi a ritornare domani, lunedì, per il <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/diario-di-bordo/" target="_blank"><em>Diario di bordo </em></a>della carovana errante di <strong>Scrittori precari</strong> con piacevolissimi contributi esterni, ma non vi dico altro. L&#8217;appuntamento è a domani.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Buona domenica</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><a href="http://gianlucaliguori.wordpress.com" target="_blank"><em>Gianluca Liguori</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La birra]]></title>
<link>http://storieperfarelecose.wordpress.com/2009/11/25/la-birra/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:25:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>caterinacomi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ed ecco la storia d&#8217;amore per Michela (i blog possono anche farti scoprire persone che ti risu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ed ecco la storia d&#8217;amore per Michela (i blog possono anche farti scoprire persone che ti risuonano dentro, con la stessa melodia e che qualche volta, per fortuna, abitano vicino. Stiamo lavorando insieme al progetto dei viaggi di Duccio, ragazzo che viene dal medioevo che gira le nostre terre toscane, figlio di un fabbro ambulante. Questa storia, potremmo dire, è l&#8217;inizio di tutto).<br />
E per tutti voi, cuori innamorati.</p>
<p>&#8220;Ruggero era figlio di maniscalco e l’incudine e il martello erano stati suoi compagni fin da piccolo. Per questo una volta cresciuto aveva deciso di girare il mondo guadagnandosi da vivere come fabbro ambulante.<br />
Arrivò al castello del conte mentre la primavera stava finendo e il caldo estivo affacciando ad imbiondire i campi di frumento.<br />
Aveva sentito raccontare da un pellegrino che il conte stava per sposarsi e che stava sistemando la sua residenza, Ruggero pensò che avrebbe trovato lavoro. E aveva pensato bene perché stavano cambiando tutti gli arredi della casa e a lui fu assegnato il compito di fabbricare alari e attizzatoi per i camini e spiedi e altri attrezzi per la cucina.<br />
Così si trovò un angolo nel cortile dietro le cucine dove sistemò il suo braciere col mantice, l’incudine, la lima, le tenaglie e il martello, gli unici attrezzi che poteva portarsi in viaggio e che trasportava con un piccolo carretto e da cui non si separava mai.<br />
Nel cortile, proprio dietro di lui, c’era un pozzo e così poteva bere e usare l’acqua per temprare senza spostarsi.<br />
L’estate avanzava e come sempre lavorare al braciere diventava un viaggio nelle braci dell’inferno. Teneva sempre per rinfrescarsi e per bere una brocca piena d’acqua, ma faceva presto a scaldarsi e a finire, e non sempre poteva lasciare il pezzo che stava lavorando per andare a riempirla.<br />
Sudato e affaticato com’era non aveva fatto caso all’aumentare dei viaggi delle servette della cucina a prendere l’acqua fresca dal pozzo dietro di lui e così quando un giorno una di queste gli portò un boccale di birra e glielo offrì senza dire niente si accorse che non l’aveva mai vista prima.<br />
-E’ fresca- disse nel dargli il boccale, poi se ne tornò in cucina prima che lui potesse rispondere anche solo grazie.<br />
Rimase per un po’ così stupito che se ne stette con il boccale in mano senza neanche berlo, poi se ne rese conto e mandò giù la birra tutta di un fiato.<br />
Era davvero fresca, ma non solo: quel gusto amaro e frizzantino lo rimise al mondo, si sentì pieno di energie e rinfrancato come da tanto non gli capitava.<br />
Che fortuna essere capitato in un castello dove si tenesse una birra così buona! Continuò il suo incarico contento che dovesse durare ancora a lungo.<br />
Il giorno dopo, sempre preso dal suo lavoro, di nuovo non si accorse della ragazza che era venuta, quasi di soppiatto, col solito boccale in mano.<br />
-Tenete- disse e questa volta Ruggero fece in tempo a rispondere grazie, ma non ad ottenere una risposta perché lei se n’era già andata.<br />
Rinfrancato dalla bevuta arrivò al giorno dopo aspettando quel boccale come l’unica cosa che lo dissetasse in tutta la giornata.<br />
Questa volta la vide arrivare, camminava velocemente, ma non in fretta, con passo regolare e tranquillo.<br />
La fanciulla, accorgendosi che lui la guardava quasi si nascose dietro il boccale.<br />
Ruggero si fermò e posò gli attrezzi, lei si avvicinò, lui le sorrise e prima ancora di prendere il boccale –Grazie, siete molto gentile-. Lei, mentre glielo porgeva rispose con un  cenno della testa.<br />
Ruggero voleva parlarle, chiederle il suo nome, ma gli sembrò troppo tutto insieme e poi era talmente desideroso di bere che non potè tenere la bocca libera neanche un momento di più.<br />
Dopo aver bevuto, lei non c’era più, se n’era già tornata in cucina.<br />
Ma il giorno dopo ancora tornò e –Come vi chiamate-? riuscì a chiederle e sentire finalmente e di  nuovo il suono della sua voce -Mi chiamo Margherita – per poi vederla sparire con la coda dell’occhio mentre lui beveva.<br />
Si era accorto che lei prendeva il boccale del giorno precedente e pensò che se lo avesse nascosto forse lei avrebbe dovuto aspettare che lui finisse prima di tornare in cucina.<br />
Lo mise dietro la sua bisaccia dove teneva il pranzo e funzionò perché il giorno dopo Margherita continuò a guardarsi intorno mentre lui si dissetava ed era ancora lì che cercava con gli occhi quando lui ebbe finito di bere.<br />
Ruggero fece finta di niente e cominciò a chiederle che mansione svolgesse lì nel castello e di dove venisse. Lei continuava a cercare e distrattamente rispose che lavorava nelle cucine e che veniva da un casolare vicino dove vivevano i suoi genitori che erano braccianti agricoli.<br />
A quel punto lui le porse i due boccali e sorridente le disse -Ecco, tenete, io mi chiamo Ruggero-.<br />
Margherita guardò i due boccali e lo fissò per la prima volta in viso con occhi che aveva del colore del grano di quella stagione, dal verde al biondo. Non disse niente, ma a Ruggero sembrò arrabbiata, forse non aveva gradito lo scherzo del boccale.<br />
E infatti il giorno dopo non venne.<br />
Ruggero aspettò e aspettò per molto anche dopo il solito orario, ma non successe nulla. Per tutto il resto della giornata si sentì assetato e per quanta acqua bevesse, non riuscì a rinfrescarsi. Ancora aspettò e si arrabbiò per quel tradimento, quell’attesa inutile che non aveva portato a nulla, fosse anche per il suo piccolo scherzo. La sete gli sembrava insopportabile.<br />
Alla fine arrivò un’altra ragazza con il solito boccale.<br />
Lo prese e bevve subito, senza dire nulla, neanche grazie.<br />
Ma era cattiva, calda ed insipida.<br />
La ragazza, come Margherita, se n’era già andata.<br />
Si scoprì deluso e arrabbiato, e anche ingannato. Prese risoluto il boccale e si diresse verso le cucine.<br />
Non ebbe bisogno di entrare, né di muoversi, neanche di parlare.<br />
La vide dalla finestra accanto alla porta, curva su una tavola ad impastare, accaldata e con le maniche tirate su, un ciuffo di capelli imbiancato che le scendeva sulla fronte.<br />
Sentì il sollievo, il frizzantino e le energie tornargli tutte insieme, persino la bocca smise di essere secca ed impastata. Rimase lì, fermo vicino alla porta, poi, prima che qualcuno lo scorgesse, se ne tornò indietro, ancora col boccale in mano.<br />
Non era la birra, non era il caldo, neanche l’ora tarda. Era, ora lo sapeva, la sete di lei.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Salitos, llega la cerveza con tequila del caribe]]></title>
<link>http://micucharadepalo.com/2009/11/25/salitos-llega-la-cerveza-con-tequila-del-caribe/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:39:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>borjafadon</dc:creator>
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<description><![CDATA[SALITOS TEQUILA cerveza acaba de aterrizar en nuestro país. Diseñada con una estilizada botella de c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SALITOS TEQUILA cerveza acaba de aterrizar en nuestro país. Diseñada con una estilizada botella de c]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Legal Contents 8]]></title>
<link>http://sottoscala.wordpress.com/2009/11/24/legal-contents-8/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:57:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>dajekolbe</dc:creator>
<guid>http://sottoscala.wordpress.com/2009/11/24/legal-contents-8/</guid>
<description><![CDATA[Cari lettori, oggi dedicheremo il nostro spazio allo stillicidio. Facciamo bene attenzione perchè lo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em></em><img class="size-full wp-image-97 aligncenter" title="Legal Contents" src="http://sottoscala.wordpress.com/files/2009/10/legal21.png" alt="Legal Contents" width="497" height="45" /></p>
<p>Cari lettori, oggi dedicheremo il nostro spazio allo stillicidio.</p>
<p>Facciamo bene attenzione perchè lo stillicidio non è un omicidio particolarmente efferato, ma nel nostro codice civile è semplicemente lo scarico delle acque piovane, mentre nel medioevo era una forma di tortura.</p>
<p>Ma a noi oggi interessa il primo caso, lo stillicidio visto come scarico delle acque piovane. Andiamo subito a vedere la norma. Lo stillicidio nel nostro codice civile è disciplinato dall&#8217;articolo 908:</p>
<p><em>&#8220;Il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino nel suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino. Se esistono pubblici colatoi, deve provvedere affinchè le acque piovane vi siano immesse con gronde o canali. Si osservano in ogni caso i regolamenti locali e le leggi sulla polizia idraulica&#8221;.</em></p>
<p>Quindi se siete proprietari di un terreno confinante con un altro, è bene seguire le indicazioni contenute nell&#8217;articolo 908 per non incorrere in discussioni col vostro vicino.</p>
<p>Sappiamo che spesso le discussioni tra vicini finiscono in tragedia con omicidi particolarmente efferati, quindi indirettamente, lo stillicidio può anche essere una forma di omicidio efferato.</p>
<p>Per evitare questa tragica conclusione ci sono 3 interessanti soluzioni:</p>
<ol>
<li>costruire i tetti seguendo la normativa;</li>
<li>non avere vicini;</li>
<li>vivere in un condominio in città dove lo scarico delle acque piovane non sarà solo un vostro problema ma di tutto il condominio, amministratore compreso e voi potrete sventolare la parola &#8220;stillicidio&#8221; alla prossima riunione di condominio dimostrando notevoli proprietà di linguaggio e ammaliando i vostri vicini ormai in visibilio dopo aver pronunciato una così difficile parola!</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Striscia #356]]></title>
<link>http://singloids.com/2009/11/24/striscia-356/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 04:00:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>persichettibros</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ted: Altre quattro ore senza fumare. Non resisto! Non resisto! &#8211; Bob: Ted controllati, sembri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://singloids.files.wordpress.com/2009/10/singloids466109.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-68" src="http://singloids.files.wordpress.com/2009/10/singloids466109.jpg?w=600&#038;h=213" alt="" width="600" height="213" /></a><br /><span style="color:#ffffff;"><font size="1">Ted: Altre quattro ore senza fumare. Non resisto! Non resisto! &#8211; Bob: Ted controllati, sembri un tossico in crisi di astinenza. &#8211; Bob: Dammela! Dammela! Dammela!</font></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forst]]></title>
<link>http://vavadixit.wordpress.com/2009/11/23/forst/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 20:11:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>vavadixit</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spezialbier dall&#8217;Alto Adige]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Spezialbier dall&#8217;Alto Adige</p>
<p><a href="http://vavadixit.files.wordpress.com/2009/11/p_1600_1200_a401f664-3082-4b1b-93c5-18fa31af2645.jpeg"><img src="http://vavadixit.files.wordpress.com/2009/11/p_1600_1200_a401f664-3082-4b1b-93c5-18fa31af2645.jpeg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[per poi fuggire sopra le nuvole]]></title>
<link>http://naimablue.wordpress.com/2009/11/23/per-poi-fuggire-sopra-le-nuvole/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:22:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Naima*</dc:creator>
<guid>http://naimablue.wordpress.com/2009/11/23/per-poi-fuggire-sopra-le-nuvole/</guid>
<description><![CDATA[foto di giorgiaguencivilla Dunque. Mentre il naufragar non m&#8217;è per niente dolce in questa nost]]></description>
<content:encoded><![CDATA[foto di giorgiaguencivilla Dunque. Mentre il naufragar non m&#8217;è per niente dolce in questa nost]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rogue]]></title>
<link>http://fermentatore.wordpress.com/2009/11/23/rogue/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:25:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>fermentatore</dc:creator>
<guid>http://fermentatore.wordpress.com/2009/11/23/rogue/</guid>
<description><![CDATA[Rogue Ales è un produttore di birra americano artigianale fondata nel 1988 a Ashland, Oregon.  L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="/DOCUME%7E1/tnesti/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-6.png" alt="" /><a href="http://fermentatore.wordpress.com/files/2009/11/american-amber-cb.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-732" title="american-amber-cb" src="http://fermentatore.wordpress.com/files/2009/11/american-amber-cb.jpg?w=112" alt="" width="112" height="300" /></a>Rogue Ales è un produttore di birra americano artigianale fondata nel 1988 a Ashland, Oregon.  L&#8217;anno successivo la società ha aperto il loro secondo brewpub in Newport, Oregon, dove sono ora sede. E&#8217; un birrifico che ha vinto una mare di premi. Io ho provato la American Amber Ale, nel bicchiere è di un bell&#8217;arancio scuro, un cappello di schiuma non troppo fitto, al naso aroma soprattutto di malto tostato e in bocca sentori di caffè e luppolo. Un&#8217;ottima birra da tutto pasto, ma anche da bere dopo cena seduti sul divano in ottima compagnia.<img src="/DOCUME%7E1/tnesti/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-5.png" alt="" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiacchiere con Oliver]]></title>
<link>http://cptblood.wordpress.com/2009/11/21/chiacchiere-con-oliver/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:43:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>cptblood</dc:creator>
<guid>http://cptblood.wordpress.com/2009/11/21/chiacchiere-con-oliver/</guid>
<description><![CDATA[Finalmente di ritorno alla mia isola! Riesco ancora a odorarne il profumo e ubriacarmi dei suoi colo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Finalmente di ritorno alla mia isola!<br />
Riesco ancora a odorarne il profumo e ubriacarmi dei suoi colori. Giunto a bordo del mio vascello, giusto il tempo per una doccia e per cambiarmi, mi reco subito al Sighing Crab per scambiare due chiacchiere col mio amico. Come al solito starà brontolando come un vecchio capodoglio mentre mesce la sua<a href="http://www.birraweb.it/birra010.asp.htm" target="_blank"> birra cruda</a>.<br />
Il viottolo che dal mio ormeggio porta alla sua taverna odorosa non è molto frequentato di questi tempi. Rari esemplari di razza umana caracollano senza un ordine logico mescolandosi con qualche animale randagio, come isolate particelle quantiche in cerca di una casuale collisione.<br />
L&#8217;entrata alla taverna non presenta particolari raffinatezze: una miserrima porta di legno con i vetri appannati dai fumi dell&#8217;alcool e del tabacco divide il microcosmo chiassoso del locale dal mondo esterno. Si scendono pochi gradini di pietra mal lavorati e ci si immerge nel regno di Bacco.</p>
<p><a href="http://cptblood.wordpress.com/files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21" title="Oliver Avatar" src="http://cptblood.wordpress.com/files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a>&#8220;Ehilà Peter, ben tornato!&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Non faccio nemmeno a tempo di entrare in taverna, che quella vecchia volpe di Oliver mi indirizza a gran voce i suoi saluti. Non potrei mai sperare di entrare nel suo locale senza farmi notare. Dovrò tenerlo a mente, nel caso in cui dovessi avere dei problemi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p><a href="http://cptblood.wordpress.com/files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-22" title="jolly roger avatar" src="http://cptblood.wordpress.com/files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a>&#8220;Salute a te, vecchio tricheco! Come sono andati gli affari durante la mia assenza?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a>&#8220;Ogni volta la stessa domanda…cosa ti aspetti, che quando non ci sei questa massa di cozzari della malora si mettano in fila per venire nel mio locale? Ma guardali, già cominciano a bofonchiare perché sanno che ora mi metterò a parlare con te e i loro gargarozzi inariditi dovranno aspettare di essere serviti.&#8221;  , volge lo sguardo malignamente divertito sulle facce dei pochi avventori. Qualcuno si gira dall&#8217;altra parte, qualcun altro ricambia con un ghigno feroce. &#8220;Dai, siediti là che ora arrivo col tuo boccale.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Grazie amico!&#8221;, sorrido chinando leggermente il capo e mi avvio verso il &#8220;mio&#8221; tavolo. Mi guardo attorno, e le facce che vedo non sono proprio amichevoli. Cerco di tenere un contegno e sorrido di tanto in tanto. Dopo aver fatto un rapido calcolo, mi decido a prendere un&#8217;insolita iniziativa. Dopotutto, il numero dei clienti presenti non è così elevato. &#8220;Oliver, un giro di birra cruda per tutti! Offro io!&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Oliver strabuzza gli occhi mentre il locale è inondato da una salva di &#8220;urrà&#8221; a squarcia gola. Ora dovrei esser più tranquillo, mi hanno già augurato 30 vite. Sorrido soddisfatto e aspetto il mio boccale.<br />
Oliver non si fa attendere molto. Lo vedo mentre si avvicina ondeggiante come un vascello dal carico mal stivato, un boccale per mano. Il suo sorriso mi fa capire che ha voglia di chiacchierare. Sono stanco, ma lo asseconderò.<br />
Poggia rumorosamente i due boccali sul tavolaccio e si siede anche lui mentre i suoi occhi saettano da una parte all&#8217;altra per controllare la situazione. Non ha mai voluto assumere un aiutante. Nonostante le sue origini irlandesi, giurerei che possiede anche del sangue scozzese.<br />
Mi fissa negli occhi, aspettando che beva la prima sorsata come se non fossero anni che bevo la sua birra. Ogni volta il rito prevede che io gli faccia i complimenti per la splendida bevanda, e lui annuisce soddisfatto. Anche questa volta non lo deludo e la sua soddisfazione si traduce in una generosa sorsata dal suo boccale.</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a>&#8220;Allora, Peter, ho letto quelle tue fandonie sugli alieni. Ma davvero credi che possano esser qui da noi?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Proprio di questo argomento mi volevi parlare? Cosa c&#8217;è, vorresti ampliare la tua clientela? Non credo che gradirebbero la tua birra.&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;E perché no? Cos&#8217;ha la mia birra che non va per gli alieni?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Intanto le hai chiamate &#8216;fandonie&#8217;, ricordi? E poi cultura diversa, bevande diverse. Chissà che bevono quelli. Ma davvero, non credo che bisogna parlarne troppo. In fondo non v&#8217;è altro che teorie, supposizioni…&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;Sei tu che hai chiamato in causa l&#8217;argomento. Qua a Tortuga non si parla d&#8217;altro…d&#8217;altra parte, la stagione è morta e le navi sono quasi tutte qua a marcire come tronchi impantanati in un&#8217;insenatura.&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Parla per le altre navi….la mia non sta marcendo affatto.&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;Vabbè vabbè, ma insomma, per quanto ti fermi?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Non molto, come al solito. Purtroppo ho pochi giorni di respiro, poi dovrò ripartire.&#8221;, bevo un&#8217;altra sorsata e il mio ospite fa altrettanto.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;Senti un po&#8217;, ma non è che con i tuoi stramaledetti viaggi ci porti questa cavolo di influenza, come si chiama? AH1…o roba del genere?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;…<a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=238" target="_blank">A/H1N1</a>. Arrivata la psicosi anche qui a Tortuga, Oliver? Devo confessare che, col lavoro che faccio, ho pensato molte volte al fatto di essere parecchio esposto al contagio. Ma ci ho riflettuto, non mi vaccinerò e poi, anche se volessi ormai sarebbe troppo tardi.&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;Perché parli di psicosi? Il problema è reale!&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Certo che lo è. Però ritengo anche che la verità, come al solito, è a metà strada fra l&#8217;emergenza reale e quella &#8216;indotta&#8217;. Non sono molto informato sull&#8217;argomento, ma mi par di capire che questa influenza non abbia mietuto più vittime della normale influenza degli anni passati. Certamente è aggressiva, ma credo sia altrettanto vero che c&#8217;è qualcuno che ci guadagna molto dal panico prodotto. Purtroppo, ho letto stamane che in <a href="http://www.corriere.it/salute/speciali/2009/influenza-a/notizie/virus-muta-norvegia_67f81d14-d5fe-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Norvegia</a> il virus ha nuovamente mutato e presenterebbe nuove qualità. Preoccupante di sicuro…&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;Preoccupante? C&#8217;è da cagarsi addosso direi! Qua i medici scarseggiano, e anche i vaccini…&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Ti ho già detto che vaccinarsi ora sarebbe come chiudere le stalle quando i proverbiali buoi sono già usciti. Almeno, a quanto ho capito. Tuttavia c&#8217;è da dire anche una cosa: i soggetti a rischio sono coloro che presentano malattie croniche, specialmente all&#8217;apparato respiratorio. Tu sei un merluzzo sano, Oliver, e non corri alcun pericolo. Piuttosto, io che sono un fumatore accanito, vado in volo respirando aria condivisa coi miei passeggeri e viaggiando da un posto all&#8217;altro, io si che dovrei essere preoccupato. Ma non lo sono più di tanto, perché tutto sommato sono sano (grattatio pallarum).&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;Vabbè, spero che tu abbia ragione, Peter. Come sta il Vieux Malin?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg"><img title="jolly roger avatar" src="../files/2009/11/jolly-roger-avatar.jpg" alt="" width="50" height="34" /></a> &#8220;Il mio povero vascello sta bene, però vorrei essere a bordo più spesso. A proposito, crollo dalla stanchezza. Vado a bordo e spero di farmi una sana dormita. Verrò a trovarti nei prossimi giorni per la solita bevuta, caro Oliver.&#8221;</p>
<p><a href="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg"><img title="Oliver Avatar" src="../files/2009/11/oliver-avatar1.jpg" alt="" width="50" height="53" /></a> &#8220;D&#8217;accordo Peter, ci conto. Riposa bene.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Ci alziamo dal tavolo e raggiungo l&#8217;uscita. Per la prima volta in tanti anni vengo salutato da un coro di voci galleggianti nei fumi dell&#8217;alcool. Sorrido ed esco dalla taverna. A grandi passi raggiungo la mia nave. Il tepore che trovo nella mia cabina mi invita ad abbandonarmi a Morfeo. Non faccio resistenza, e crollo come un sasso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poretti]]></title>
<link>http://vavadixit.wordpress.com/2009/11/21/poretti/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:28:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>vavadixit</dc:creator>
<guid>http://vavadixit.wordpress.com/2009/11/21/poretti/</guid>
<description><![CDATA[Una buona doppio malto.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una buona doppio malto.</p>
<p><a href="http://vavadixit.files.wordpress.com/2009/11/p_1600_1200_85e37fb3-9160-4aee-aa47-5d5ac3d50987.jpeg"><img src="http://vavadixit.files.wordpress.com/2009/11/p_1600_1200_85e37fb3-9160-4aee-aa47-5d5ac3d50987.jpeg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LIEVITO BIRRA PER CURA OSTEOPOROSI E TUMORI OSSA]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/21/lievito-birra-per-cura-osteoporosi-e-tumori-ossa/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:54:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/21/lievito-birra-per-cura-osteoporosi-e-tumori-ossa/</guid>
<description><![CDATA[  LIEVITO BIRRA PER CURA OSTEOPOROSI E TUMORI OSSA   AGI) &#8211; Udine, 19 nov. &#8211; Da ingredie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div> </div>
<div>LIEVITO BIRRA PER CURA OSTEOPOROSI E TUMORI OSSA</div>
<div> </div>
<div>AGI) &#8211; Udine, 19 nov. &#8211; Da ingrediente indispensabile per il nostro pane quotidiano a farmaco fondamentale per la cura dei tumori. Sono i dati preliminari di una ricerca congiunta, ma le Universita&#8217; di Udine e di Manchester ci credono. Studiando il lievito &#8211; in particolare quello di birra &#8211; i ricercatori hanno scoperto nuovi meccanismi molecolari alla base della risposta dell&#8217;organismo ai bisfosfonati, la principale classe di farmaci utilizzata per il trattamento dei tumori. Come in tutti i Paesi avanzati, anche in Italia l&#8217;invecchiamento della popolazione coincide con un aumento esponenziale delle malattie tumorali degenerative, patologie delle ossa comprese. Le proprieta&#8217; del lievito di birra sembrano efficaci anche per trattare osteoporosi post-menopausale e complicanze dovute alle metastasi ossee, conseguenza proprio dei tumori al seno o alla prostata. A rafforzare le speranze vi e&#8217; lo studio condotto dalle ricercatrici Nicoletta Bivi e Milena Romanello, del gruppo di Biologia molecolare del dipartimento di Scienze e tecnologie biomediche dell&#8217;ateneo friulano, coordinate dai professori Gianluca Tell e Franco Quadrifoglio, in collaborazione con un&#8217;equipe dell&#8217;Universita&#8217; di Manchester, guidata dalla ricercatrice triestina Daniela Delneri e dal professor Luigi Moro, responsabile del Centro goriziano per lo studio delle malattie metaboliche dell&#8217;osso. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista &#8216;Genome Biology&#8217; e ripresi dalla rivista scientifica americana &#8216;Science Daily&#8217;. &#8220;Questi risultati &#8211; sottolineano Tell e Quadrifoglio &#8211; sono un caposaldo per successivi studi applicativi che il gruppo di Biologia molecolare ha gia&#8217; avviato in collaborazione con altri sia dell&#8217;ateneo udinese sia altri ancora in Italia e all&#8217;estero e con il colosso farmaceutico statunitense &#8216;Procter&#38;amp;Gamble&#8217;. Nel nostro Paese gli ammalati di osteoporosi sono gia&#8217; 8 milioni, per due terzi donne, e si prevede che il numero arrivi a 24 milioni entro il 2050&#8243;. .</div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://salute.agi.it/primapagina/notizie/lievito-birra-per-cura-osteoporosi-e-tumori-ossa">http://salute.agi.it/primapagina/notizie/lievito-birra-per-cura-osteoporosi-e-tumori-ossa</a></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stone imperial russian stout]]></title>
<link>http://fermentatore.wordpress.com/2009/11/19/stone-imperial-russian-stout/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 00:52:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>fermentatore</dc:creator>
<guid>http://fermentatore.wordpress.com/2009/11/19/stone-imperial-russian-stout/</guid>
<description><![CDATA[Una schiuma scura, marrone bruciato degna delle migliori imperial stout, note di anice, Caffe&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://fermentatore.files.wordpress.com/2009/11/p_1600_1200_cf5fbfe4-c461-4fce-9512-9b6281af66ef.jpeg"><img src="http://fermentatore.files.wordpress.com/2009/11/p_1600_1200_cf5fbfe4-c461-4fce-9512-9b6281af66ef.jpeg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
<p> Una schiuma scura, marrone bruciato degna delle migliori imperial stout, note di anice, Caffe&#8217; , the scuro, tostato e china questa birra ha raggiunto la ragguardevole votazione di 100 centesimi e per sei dollari li vale tutti e anche di più . L&#8217;etichetta e&#8217; bellissima anche se la foto scattata con l&#8217;iPhone non rende (tutto il resoconto americano e&#8217; stato fotografato e stilato con il telefono di Cupertino): un gargoyle demoniaco con birra in mano e colbacco stellato, il demone forse a rammentarci i 10,5 gradi. In bocca e&#8217; patosa, densa ed esaltante e si sposa perfettamente con la torta di zucca che ho preparato ed appena estratto dal forno di North planifield.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le ricette di zia Natalina: Ollebrod]]></title>
<link>http://sottoscala.wordpress.com/2009/11/18/le-ricette-di-zia-natalina-ollebrod/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:34:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>v4vale</dc:creator>
<guid>http://sottoscala.wordpress.com/2009/11/18/le-ricette-di-zia-natalina-ollebrod/</guid>
<description><![CDATA[Devo confessarvi che la ricetta di oggi non è opera mia, viene dalla fredda e lontana Danimarca. E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-full wp-image-177" title="ricette2" src="http://sottoscala.wordpress.com/files/2009/10/ricette2.png" alt="le ricette di zia Natalina" width="497" height="44" /></p>
<p>Devo confessarvi che la ricetta di oggi non è opera mia, viene dalla fredda e lontana Danimarca. E&#8217; particolarmente indicata per gli alcolizzati cronici.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ollebrod</strong></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>Pane fatto a bricioline piccoline piccoline</li>
<li>2-3 tazze di birra (dark ale)</li>
<li>1 tazza d&#8217;acqua</li>
<li>succo di un limone</li>
<li>zucchero</li>
<li>panna da montare</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<p>Spezzare il pane in piccoli pezzi.  Mettetelo in una casseruola profonda e versare la birra, mescolando con acqua. Lasciare riposare per almeno 3 ore.</p>
<p>Al momento di servire portare la mistura ad ebollizione aggiungendo lo zucchero e il succo di limone. Mescolate finchè non si addensa. Ora una spruzzata di panna e il piatto è servito.</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[THE PHYSICS]]></title>
<link>http://indebeeren.wordpress.com/2009/11/18/the-physics/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:01:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>indebeeren</dc:creator>
<guid>http://indebeeren.wordpress.com/2009/11/18/the-physics/</guid>
<description><![CDATA[Produttore: BREWDOG BREWERY (SCOTLAND) Tipologia birra : ALE BITTER Alc: 5% Colore: Ambrara Birra co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://indebeeren.wordpress.com/files/2009/11/thephysic.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-323" title="thephysic" src="http://indebeeren.wordpress.com/files/2009/11/thephysic.jpg?w=98" alt="" width="98" height="150" /></a></p>
<p>Produttore: BREWDOG BREWERY (SCOTLAND)</p>
<p>Tipologia birra : ALE BITTER</p>
<p>Alc: 5%</p>
<p>Colore: Ambrara</p>
<p>Birra completamente &#8220;ferma&#8221; con schium a bolle grosse e poco persistente. Al naso si incontra  lievito,miele di castagne, caramello e odori balsamici. Corpo poco presente come da categoria; i sapori si alternano in modo incostante, inizio nolto morbido e dolce poi un rapido cambiamento e diventa secca e molto amara con il finale più persistente mai avuto da una birra.</p>
<p>Il gioco dei luppoli che da questi rovesciamenti di gusto è notevole e la rende sempre viva e &#8220;movimentata&#8221; in bocca.  Birra difficile da apprezzare per neofiti ma di sicura la ale più buona e originale finora provata.</p>
<p>Voto: 4,6/5</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GOLDBLADE]]></title>
<link>http://indebeeren.wordpress.com/2009/11/18/goldblade/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:50:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>indebeeren</dc:creator>
<guid>http://indebeeren.wordpress.com/2009/11/18/goldblade/</guid>
<description><![CDATA[Produttore: O&#8217;HANLONS  (REGNO UNITO) Tipologia birra :  BIANCA Alc: 4% Colore: Giallo scarico ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://indebeeren.wordpress.com/files/2009/11/goldblade.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-319" title="goldblade" src="http://indebeeren.wordpress.com/files/2009/11/goldblade.jpg?w=129" alt="" width="129" height="150" /></a></p>
<p>Produttore: O&#8217;HANLONS  (REGNO UNITO)</p>
<p>Tipologia birra :  BIANCA</p>
<p>Alc: 4%</p>
<p>Colore: Giallo scarico</p>
<p>Schiuma fine e persistente.  Al naso si incontrano aromi agrumati, di miele millefiori e di lievito poco maturato. Il corpo non è molto pronunciato, come da classica Weizen. Si possono sentire subito sapori erbacei che però non evolvono e nel finale si ha un ritorno di amertume dato dai luppoli con contrasti agrumati</p>
<p>Una birra bianca sicuramente originale e fuori dal coro. Certamente la tipologia non la rende di &#8220;spessore&#8221; ma onestamente è facile da bere e si distingue della altre della sua categoria, perciò la premiamo con un voto alto.</p>
<p>Voto: 4,3/5</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BITTER]]></title>
<link>http://indebeeren.wordpress.com/2009/11/18/bitter/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:38:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>indebeeren</dc:creator>
<guid>http://indebeeren.wordpress.com/2009/11/18/bitter/</guid>
<description><![CDATA[Produttore: RIDGEWAY BREWERY (REGNO UNITO) Tipologia birra :  BITTER ALE Alc: 4% Colore: Mattone Sch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://indebeeren.wordpress.com/files/2009/11/ridgeway_bitter.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-315" title="Ridgeway_Bitter" src="http://indebeeren.wordpress.com/files/2009/11/ridgeway_bitter.jpg?w=47" alt="" width="47" height="150" /></a></p>
<p>Produttore: RIDGEWAY BREWERY (REGNO UNITO)</p>
<p>Tipologia birra :  BITTER ALE</p>
<p>Alc: 4%</p>
<p>Colore: Mattone</p>
<p>Schiuma fine bianco sporco. Al naso si presentano odori erbaceum di mandarino e fiori ma senza una particolare intensità. In bocca il corpo è leggero ed il gusto quasi rotondo (impensabile per una bitter) anche se un pò legato.  A dispetto del suo nome l&#8217;amaro si rivela solo nel finale senza mai essere pungente.</p>
<p>Questa birra ci ha molto delusi, perché da un produttore come Ridgeway ci aspettiamo molto di più</p>
<p>Voto: 3,3/5</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Face to Face! - Eduardo del llano]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/18/face-to-face-eduardo-de-llano/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 23:01:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/18/face-to-face-eduardo-de-llano/</guid>
<description><![CDATA[Ne capitano di serate in cui ti sei messo in testa di fare una cosa e poi ti ritrovi completamente c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><img class="alignleft" src="http://www.gran-via.it/img/upload/delllano_glow_sito.JPG" alt="" width="114" height="142" />Ne capitano di serate in cui ti sei messo in testa di fare una cosa e poi ti ritrovi completamente catapultato in dimensioni oniriche o distanti dai tuoi propositi esistenziali e ludici.<br />
Ne capitano di incontri che ti lasciano con l’amaro in bocca, forse troppi, e di altri che invece stampano un sorriso indelebile che non potrai più scrollarti di dosso per il resto della vita.<br />
Conoscere <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Eduardo_del_Llano" target="_blank">Eduardo</a> fa parte della seconda tipologia di intersecazione esperenziale di cui sopra e l’occasione di farlo c’è stata grazie alla pubblicazione del suo <a href="http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=/index.php&#38;cmd=v&#38;id=6394" target="_blank"><em>Unplugged</em></a> (<a href="http://www.gran-via.it/" target="_blank">Gran Vía</a>) e del tour italiano che ne è seguito.<br />
Ma partiamo dall’inizio. Il libro è una riuscitissima raccolta di racconti iperrealisti, irriverenti, e di divertenti avventure nel mondo degli uomini e in quello di Cuba. Una serie di storie che hanno il proprio file rouge nel personaggio di Nicanor O’Donnell, alter ego del nostro scrittore/sceneggiatore/filmaker, che con la sua “corte dei miracoli” infesta la maggior parte dell’antologia.<br />
<a href="http://www.gran-via.it/scheda.php?id=28" target="_blank"><em>Unplugged</em></a> si fa leggere come se gustassimo un buon caffè, fino all’ultima goccia e senza fretta, magari raccogliendo con il cucchiaino anche lo zucchero.<br />
Stile notevole, asciutto e diretto rendono la narrazione godibile e immaginifica fino all’ultima riga, ricreando ambientazioni, volti, situazioni nella mente del lettore che entra nelle storie per non uscirne più.<br />
E questo è il libro. Come sono arrivato a fare quattro chiacchiere con quello che mi è sembrato un sosia di Stephen King ma con i capelli lunghi e qualche chiletto in più è facile da dirsi.<br />
Maddalena (per chi non lo sapesse, ufficio stampa della casa editrice milanese) mi chiama dicendomi che saranno in promozione a Roma e che nella libreria della Galleria Alberto Sordi presenteranno il libro, proiettando anche il cortometraggio <em>Monte Rouge</em> ispirato al medesimo racconto. A presenziare l’insostituibile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_La_Porta" target="_blank">Filippo La Porta</a>. Occasione più che ghiotta per rivedere la mia cara amica, conoscere l’autore del libro che tanto mi era piaciuto e sentire una voce eminente della nostra stampa.<br />
Il nostro giornalista punta subito il faro sulla capacità incredibile dello scrittore di riuscire a dare degli incipit capaci di incuriosire e destabilizzare immediatamente il lettore, dandone lettura di alcuni (<em>Nicanor era depresso. Aveva attraversato un brutto periodo del quale non possiamo parlare, perché lui non lo faceva mai, ragion per cui non sappiamo che cosa fosse effettivamente successo</em>) catturando immediatamente l’attenzione degli astanti.<br />
Alla fine dell’incontro, facciamola breve, abbiamo tutti facce compiaciute e il libro in mano. La Porta ha colto in pieno lo spirito di Eduardo ed è riuscito a trasmetterlo in ogni parola.<br />
“A questo punto avrai fatto le tue domande?” direte voi. No. Ho bevuto del vino rosso e sono stato invitato al Brancaleone per la rassegna organizzata da <em>Cuba da qualche parte</em> (progetto itinerante su Cuba attraverso arti visive: cubadaqualcheparte@gmail.com) sul cinema cubano, dove sarebbero stati proiettati i due corti <em>Monte Rouge</em> e <em>Sex Machine</em> del buon De Llano, con “a seguire dibattito”.<br />
Ritrovatomi in automobile con due cubane e un’argentina, situazione felicissima e davvero fortunata per un povero gonzo journalist quale mi sento, arrivo (in che stato non sto a raccontarvelo) al Brancaleone per scoprire che del centro sociale romano è rimasto solo il nome e che il processo di “infighettamento” ha inghiottito anche i fasti di party a base di pogate e eskimo militari.<br />
Nell’attesa ho preso un bicchiere di vino (lo so, sto sembrando un alcolizzato) e ho chiesto udienza al disponibilissimo cubano di origini russe, che mentre mi faceva una confessione di cui non vi dirò, si dirigeva verso il tavolo dove è nata una mini intervista.<br />
“Nicanor è l’uomo della moltitudine, è le mille sfaccettature della persona comune”, mi ha risposto alla domanda più ovvia sulla sua “creatura” letteraria. “E’ nato quando lavoravo con una compagnia umoristica e da lì ha proseguito la sua vita. La cosa che mi piace pensare è che da adolescenti tutti ci sentiamo speciali ma con il passare del tempo ci rendiamo conto di essere tutti dei Nicanor”.<br />
Eduardo è un fiume in piena, beve la sua birra con gusto, si sposta i capelli dagli occhi e molto spesso mi sembra che abbia un modo di fare molto timido, ma è solo l’impressione.<br />
Nei suoi racconti temi come il sogno e la fede, in un modo o nell’altro si rincorrono e mi conferma subito questo sentore “Il sogno non è notturno, il sogno deve essere di tutta una vita, non relegato all’atto del dormire. Per Cuba, l’atto del sognare è diventata l’ultima utopia, per me l’imprevedibilità del sogno è il valore della libertà umana” e quando gli chiedo se la fede è nell’uomo, in Dio o nella scienza allarga le braccia ghignando: “Non sono Kierkegard. Sono ateo, a prescindere da Cuba, e quindi Dio non mi appartiene. La scienza si nega al concetto di fede perché si evolve e contraddice di continuo. Penso che la fede sia nell’uomo”.<br />
Si avvicinano per dirci che tra un po’ inizierà la proiezione e colgo l’occasione per assestare altri due ganci alla mia curiosità, riferendomi ad un certo cinismo che ho percepito nel fondo dei racconti. “E’ un simil humor, non un vero e proprio cinismo il mio. È una maniera di trattare il cinema, la letteratura, la vita. Ma non c’è negatività, freddezza”.<br />
Arrivano e tra poco me lo porteranno via, faccio mente locale: ho l’autografo, ho il libro, ho voglia di un’ultima domanda, di chiedere un’ultima cosa e mi rivedo il racconto di <em>Regina</em> (che dovete leggere per capire la mia ultima questio) davanti agli occhi e mentre mi ringrazia, si alza e si allontana gli grido: “Eduardo! Ma com’era il culo di Regina?”. Ride abbracciando l’aria ed esclama “Meraviglioso!”.<br />
Meraviglioso il momento, il gesto, il libro. Meravigliosa la compagnia, le ragazze della serata e i cuba libre che poi mi hanno riaccompagnato a casa mentre pensavo che aveva ragione lui quando diceva che Nicanor è dentro ognuno di noi. Solo che alcuni lo riconoscono subito, altri lo mascherano e molti come me, se lo abbracciano stretto ogni notte. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><a href="http://www.thebackinblack.splinder.com/" target="_blank"><em>Alex Pietrogiacomi</em></a><br />
</span></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Times New Roman,serif;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dogfish]]></title>
<link>http://fermentatore.wordpress.com/2009/11/17/dogfish/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 03:58:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>fermentatore</dc:creator>
<guid>http://fermentatore.wordpress.com/2009/11/17/dogfish/</guid>
<description><![CDATA[&lt;/ La birreria nella periferia di Washington dc accanto ad un ottimo hotel six pulito ed economic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://fermentatore.files.wordpress.com/2009/11/l_1600_1200_127f2492-55e0-4b08-917b-a225cb23aa9b.jpeg"><img src="http://fermentatore.files.wordpress.com/2009/11/l_1600_1200_127f2492-55e0-4b08-917b-a225cb23aa9b.jpeg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a>&#60;/<br />
La birreria nella periferia di Washington dc accanto ad un ottimo hotel six pulito ed economico e&#039; carina e accogliente io sono arrivato un poco tardi e mi hanno servito solo una birra ( erano le 10.30!) la scelta si muove nell&#039;ambito di 12 birre non tutte sempre presenti ( ne mancavano 3) grandi schermi trasmettevano partite di footbool e ormai pochi avventori sostavano nel locale. Ero molto incuriosito dalla 120 minute IPa ma 18 gradi e il fatto di dover guidare non erano facilmente compatibili.<br />
 ho optato per la black &#039;n tan<br />
Ottima birra un cappello di schiuma non troppo denso, colore Ambra carico, luppolo intenso con fondo leggermente terroso note leggere di Caffe al naso in bocca malto tostato e crem caramel</p>
<p><a href="http://fermentatore.files.wordpress.com/2009/11/l_1600_1200_118f71d8-d978-4443-8629-c692dd826afd.jpeg"><img src="http://fermentatore.files.wordpress.com/2009/11/l_1600_1200_118f71d8-d978-4443-8629-c692dd826afd.jpeg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poesia precaria (selezionata da L. Piccolino) - 14]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/16/poesia-precaria-selezionata-da-l-piccolino-14/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 05:20:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/16/poesia-precaria-selezionata-da-l-piccolino-14/</guid>
<description><![CDATA[Il tour che ha portato il collettivo Scrittori precari in giro per l’Italia è stato tutto un incontr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;">Il <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/diario-di-bordo/" target="_blank">tour</a> che ha portato il collettivo <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/chi-siamo/" target="_blank">Scrittori precari</a> in giro per l’Italia è stato tutto un incontrare e conoscere.</p>
<p style="text-align:justify;">Con <a href="http://myspace.com/raygranits" target="_blank"><strong>Andy Q.</strong></a> ci siamo visti durante l’ultima data, nella <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/09/27/diario-di-bordo-frigolandia/" target="_blank"><em>Repubblica di Frigolandia</em></a>, in provincia di Perugia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Caro Andy, parlando parlando, mi disse di avere la passione del verso ed io, da parte mia, gli chiesi di spedirmi qualcosa per la rubrica del lunedì.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci è voluto un po’. Io e lui abbiamo scoperto di non essere molto coordinati.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi ha scritto su myspace e io ho letto dopo un mese. Mi ha mandato una mail, ma si è persa nei meandri di una bufera subtropicale che ha tagliato le comunicazioni per qualche ora.</p>
<p style="text-align:justify;">Colpa mia e colpa sua, dunque. Nel caso della bufera colpa di qualcuno più in alto, forse. Ma andiamo avanti parlando di cose serie.</p>
<p style="text-align:justify;">La poesia di Andy appare potente e senza fronzoli. Comunque non mi permetterei di considerarla essenziale.</p>
<p style="text-align:justify;">La  padronanza e la consapevolezza che questo autore innegabilmente possiede, fanno sì che egli possa scalare senza remore o tentennamenti le chine poetiche che gli si parano innanzi.</p>
<p style="text-align:justify;">Musicalità, immagini forti e soprattutto sensazioni forti. Poesie fatte di materia, carne, sangue, lacrime, cuore e molto altro.</p>
<p style="text-align:justify;">La realtà presente sembra avere i toni del grottesco e va ad incastonarsi come una gemma difettosa su un anello di finto oro.</p>
<p style="text-align:justify;">Palese è la letteratura di riferimento a cui Andy evidentemente si ispira. Ma il suo personale modo di interpretarla e rinnovarla fanno pensare a un percorso evolutivo tutt’altro che finito.</p>
<p style="text-align:justify;">Staremo a vedere.</p>
<p style="text-align:justify;">Buona lettura.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://myspace.com/milingo" target="_blank"><em>Luca Piccolino</em></a></p>
<p><strong>ORE MASTICATE</strong></p>
<p>il cibo tra i denti</p>
<p>le ore masticate</p>
<p>l&#8217;armonia della quiete nel ferro congelato</p>
<p>nessun tramonto nella notte delle stelle indifferenti</p>
<p>calici di ulivo vivo non ancora colto</p>
<p>fiori ingenui si colorano d&#8217;inverno</p>
<p>vapore nel nostro respiro</p>
<p>che aspira linfa nello splendore</p>
<p>un’ erezione improvvisa toccando erba di campo</p>
<p>e le ciminiere fumano più di noi</p>
<p>ma in lontananza sono sole</p>
<p>travestite da formichieri della quotidianità</p>
<p>mai sazi di disperazione</p>
<p>gocce di birra sul corriere regionale</p>
<p>gocce di birra sugli annunci delle troie private di provincia</p>
<p>numeri su numeri</p>
<p>calcoli su calcoli dentro tumori morali in via di putrefazione</p>
<p>il vescovo non vuole il sexyshop</p>
<p>la città se ne fotte</p>
<p>treni in ritardo dentro valigie vuote</p>
<p>cani affamati alle discariche dei ristornanti di lusso</p>
<p>la luna nasconde il proprio sesso e non ci degna di Luce</p>
<p>e la notte finisce con l&#8217;ultimo sorso</p>
<p>aborto dell&#8217;addio</p>
<p>frutto malato di arcobalenica muffa</p>
<p>ruggine nel terzo occhio</p>
<p>pittura su odio nella pupilla del terzo occhio</p>
<p>guanti anti-omicidio</p>
<p>san valentino nell&#8217;aorta strappata</p>
<p>sputeremo sangue alla parata degli attimi fuggenti</p>
<p>cibo tra i denti</p>
<p>ore masticate</p>
<p>sangue coaugulato nel dna della miseria</p>
<p>fazzoletti con sborra incollata</p>
<p>catarro che galleggia nel cesso</p>
<p>siamo i soliti esseri perfetti in una realtà decadente</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.myspace.com/raygranits" target="_blank"><em>Andy Q.</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osteria della Fonte &amp; Birrificio Valsenio]]></title>
<link>http://chiunquepuocucinare.wordpress.com/2009/11/14/osteria-della-fonte-birrificio-valsenio/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:31:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>irishfairy</dc:creator>
<guid>http://chiunquepuocucinare.wordpress.com/2009/11/14/osteria-della-fonte-birrificio-valsenio/</guid>
<description><![CDATA[Dato che secondo me potete resistere senza le mie ricette ancora per qualche giorno, approfitto del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dato che secondo me potete resistere senza le mie ricette ancora per qualche giorno, approfitto del ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Guinness: every man has a dark side]]></title>
<link>http://cafedesignorants.wordpress.com/2009/11/14/guinness-every-man-has-a-dark-side/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 10:33:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>cafedesignorants</dc:creator>
<guid>http://cafedesignorants.wordpress.com/2009/11/14/guinness-every-man-has-a-dark-side/</guid>
<description><![CDATA[Every man has a dark side? Secondo Guinness, la birra scura più famosa al mondo, sì. Le immagini  fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Guineess: every man has a dark side" src="http://adsoftheworld.com/files/images/RORY.jpg" alt="Guineess: every man has a dark side" width="332" height="470" /></p>
<p style="text-align:left;">Every man has a dark side? Secondo <strong>Guinness</strong>, la birra scura più famosa al mondo, sì. Le immagini  fanno riferimento alla campagna realizzata dall&#8217;agenzia <strong>BBDO</strong> di <strong>Shanghai</strong>. Il concept è stato giudicato dagli utenti di <a title="Adsoftheworld" href="http://adsoftheworld.com/" target="_blank">Adsoftheworld.com</a>, che l&#8217;ha pubblicata, poco originale, vecchio, noioso.</p>
<p style="text-align:left;">Ma guardando l&#8217;<a title="Guinness" href="http://adsoftheworld.com/media/print/guinness_chris?size=_original" target="_blank">original size</a> delle immagini ho iniziato ad apprezzare la campagna, che, per una volta, non ritrae il bicchiere colmo di birra ed esplora invece un territorio <strong>artistico</strong>. Sono in corso forti cambiamenti nell&#8217;immagine di Guinness o si è trattato di un &#8220;incidente&#8221; di percorso? Aspettiamo la prossima campagna!</p>
<p style="text-align:left;">Joy</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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