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	<title>buio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/buio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "buio"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 06:19:29 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[..paura del vuoto]]></title>
<link>http://eternopeterpan.wordpress.com/2009/11/26/paura-del-vuoto/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:30:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilbambi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi trovo qui da due ore col portatile sulle ginocchia,sotto il piumone caldo..decido di trascorrere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://eternopeterpan.wordpress.com/files/2009/11/marmo_01_fs.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-140" title="marmo_01_fs" src="http://eternopeterpan.wordpress.com/files/2009/11/marmo_01_fs.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<p>Mi trovo qui da due ore col portatile sulle ginocchia,sotto il piumone caldo..decido di trascorrere il mio tempo liberando i miei pensieri e trasformandoli così in parole a disposizione di occhi curiosi..Qui in stanza la connessione wireless fa cilecca purtroppo,così mi accontento di aprire Word e ticchettare con regolarità sulla tastiera..Scrivo un pensiero..non mi piace come è scritto,così deleto tutto riportando la pagina al suo bianco candore..So perfettamente che i pensieri più belli e più diretti sono quelli che vengono scritti di getto,senza pensarci su più del dovuto..ma ho sempre la tragica paura di non essere abbastanza bravo con le parole per spiegarmi in maniera corretta..La mia mente pensante sforna riflessioni a getto continuo,pensieri profondi che trattano di temi importanti come vita,morte,amore..temi che riempiono la quotidianità di ogni uomo in maniera e intensità diverse..</p>
<p>Ho paura del vuoto..non di quel vuoto tangibile che si può provare lanciandosi a testa in giù da un ponte attaccato ad un elastico,o di quel vuoto paragonabile a un morbido dosso preso a tutta velocità con la macchina,di quelli che ti fan salire lo stomaco in gola..Ho paura di un vuoto privo di qualunque sentimento o sensazione..paura di diventare freddo come marmo,di provare indifferenza nei confronti delle persone e delle situazioni che mi si presenteranno davanti in futuro..Paura di diventare arido di animo..di non riuscire a fare più nulla per me stesso e per le persone che mi amano..</p>
<p>E’ così strana questa serata…la sensazione di essere tremendamente troppo piccolo in questo letto troppo grande..la sola compagnia fisica in questa stanza è una piccola falena che ronza nervosamente attorno alla plafoniera sul soffitto..la compagnia più importante ce l’ho nel cuore e nei pensieri..</p>
<p>Stasera lei è al cinema con gli amici..E’ tremendo ogni volta rendersi conto di quanto si è dipendenti da una persona..stiamo bene se lei sta bene..sorridiamo se è lei la prima a sorridere..e stiamo male quando per un motivo o per un altro siamo costretti a stare lontani anche se solo per una serata..Che sia davvero questa la forza dell’amore?il riuscire e l’essere capaci a fare qualcosa solamente con la presenza dell’altra persona?..non lo so come si chiama realmente..so soltanto che è così..Una simbiosi perfetta e unica di stati d’animo..sincronismo fisico..pensieri che fuoriescono identici nella stessa frazione di secondo..</p>
<p>E’ riduttiva la parola AMORE davanti a tutto questo..Sto cercando di arrovellarmi il cervello per trovarne una più adatta,una che possa spiegare davvero fino in fondo il significato di questo fiume in piena che mi sta travolgendo,ma non ce la faccio..non riesco..Mi viene solo una parola..una sola che so essere più grande della parola AMORE perché proprio l’AMORE china il capo davanti a lei….</p>
<p>..Mary…Mary mia..</p>
<p><em>Fabio.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Latina: indiani senza luci travolti sulle strade]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/23/latina-indiani-senza-luci-travolti-sulle-strade/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 07:08:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Li chiamano invisibili, perchè sono clandestini senza documenti della cui esistenza pochi sanno e po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Li chiamano invisibili, perchè sono clandestini senza documenti della cui esistenza pochi sanno e pochi vogliono sapere. <strong>Ma sono invisibili anche fisicamente, almeno di notte</strong>, quando percorrono <strong>senza luci</strong> &#8211; a piedi o<strong> in bicicletta</strong> &#8211; le strade dell&#8217;Agro Pontino, nelle cui serre lavorano. <strong>Così invisibili da morire investiti da un&#8217;auto o un camion</strong>, come è accaduto, venerdì 20 novembre ad uno di loro. Si chiamava Jaswinder Singh, aveva 40 anni ed era originario del Punjab.</p>
<p>Jaswinder Singh, citadino indiano, è morto sulla statale Pontina venerdì sera, investito tra Sabaudia e Terracina.<strong> La dinamica è sempre la stessa: tornava a casa in sella alla bicicletta, senza luci, senza alcun segnale luminoso, senza documenti indosso.</strong> E adesso c&#8217;è chi chiede controlli sulle strade.</p>
<p>Jaswinder Singh, lavorava a San Vito, nei pressi di Sabaudia: aveva preso in affitto una stanza dove dormiva con cinque connazionali. L’altra sera aveva appena terminato il lavoro in una azienda agricola della zona; rientrando a casa, insieme ad un amico, è stato travolto da una macchina.</p>
<p>I dati ufficiali della Polizia stradale parlano di tre morti nel 2009 e due feriti gravi tra la comunità di braccianti impiegata nelle campagne tra Latina, Sabaudia e Terracina. Ma questi numeri non rendono l’idea dell’effettiva emergenza e pericolosità del fenomeno degli incidenti causato da ciclisti che ogni sera tornano presso i loro giacigli senza uno straccio di fanale. Di incidenti ce ne sono ogni giorno, ma sfuggono alle statistiche (si stima possano essere tre volte più dei numeri ufficiali) così come la reale consistenza della comunità sikh che abita in provincia di Latina.</p>
<p>Ora le istituzioni locali hanno deciso di intervenire: con un&#8217;iniziativa di educazione stradale. Si chiama «Ruote luminose» la campagna &#8211; realizzata da Polstrada e amministrazione provinciale &#8211; che prevede la distribuzione di giubbini catarifrangenti.</p>
<p>«Da quando è iniziata la campagna &#8211; riferisce la sala operativa sociale di Prefettura e Provincia &#8211; sono stati distribuiti 1300 gilet ad alta luminosità. Un numero cospicuo, ma poca cosa se si considera che solo gli indiani sono settemila da queste parti».</p>
<p>A contattare la comunità indiana sono gli operatori ribattezzati «Angeli custodi», che si avvalgono della collaborazione di volontari della stessa etnia. «I ciclisti che sono privi di gilet &#8211; racconta Guglielmo Bove &#8211; vengono fermati, si consegna il gilet e si fanno ripetuti ammonimenti. E’ una buona pratica di prevenzione che nasce dal consenso e la collaborazione delle comunità degli immigrati e dei cittadini».</p>
<p>Ma occorre fare di più per scongiurare che altro sangue venga versato sulle strade, servono pattuglie di volontari «per fermare i ciclisti privi di segnalazione luminosa e quelli, come l’indiano investito venerdì che, scesi dalla bici, percorrono a piedi strade e superstrade ad alta velocità, senza alcun dispositivo di sicurezza». Agli immigrati vengono distribuiti migliaia di volantini che spiegano con quali luci dovrebbe essere accessoriata la bicicletta.</p>
<p>Il problema è che «mancano le automobili per gli angeli custodi: e dire che i fondi della Provincia ci sono. Sarebbero sufficienti piccole auto usate&#8230;». Intanto prosegue la campagna di educazione sulle strade, sperando di evitare altre morti.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[19/11/2009]]></title>
<link>http://aloewtk.wordpress.com/2009/11/22/19112009/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 03:35:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>aloewtk</dc:creator>
<guid>http://aloewtk.wordpress.com/2009/11/22/19112009/</guid>
<description><![CDATA[listening to All is full of Love (live) by Bjork 7.45 di mattina. L&#8217;autobus è pieno Gente che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/6PiStjwUEHc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/6PiStjwUEHc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">listening to All is full of Love (live) by Bjork</p>
<p style="text-align:left;">7.45 di mattina.<br />
L&#8217;autobus è pieno<br />
Gente che va a scuola, gente che va a lavoro.<br />
Tutto è ancora calmo e silenzioso,  tutti vogliono ancora riposare. I vetri lentamente iniziano ad appannarsi e qualche passeggero già sonnecchia.<br />
Una ragazza (o forse dovrei dire donna) sulla trentina siede poco avanti a me, nella fila di fianco. E&#8217; vestita bene, di nero e grigio. Ha un volto ancora giovane e un piercing minuscolo sul naso.<br />
La osservo mentre gli archi di All is full of love si mescolano nell&#8217;aria.<br />
Uno strano ombrello, in quello che sembra essere ferro battuto, con una stoffa argentata che si chiude in un vaporoso fiore, penzola di fianco a lei.<br />
Ogni suo oggetto o atteggiamento la rende più bella di quanto realmente non sia.<br />
I suoi capelli a caschetto neri, il viso piccolo e appuntito, mi ricordano mia cugina. Mi ricorda qualcosa che vedevo da piccolo, un&#8217;idea che mi ero fatto dell&#8217;&#8221;essere grandi&#8221;, una vita che vedevo nei telefilm che guardavano gli adolescenti del tempo, tra Friends e Daria.<br />
Prende un piccolo specchietto grigio e inizia a mettersi un rossetto scuro -che sembra essere di muji, in una scatola trasparente- con dei piccoli colpetti sulle labbra, frettolosamente.<br />
Mi da l&#8217;idea di una che appena arrivata a Milano correrà in ufficio, tra fax e e-mail.<br />
I piccoli carillon e cristalli della canzone accompagnano i suoi gesti, e io continuo a guardarla sorridendo.<br />
Forse perchè vorrei essere lei, forse perchè osservarla mi rende sereno.<br />
Prende la sua borsa e ne tira fuori una coppola in lana grigia, che immagino essere morbidissima. Poi un Ipod nero e si mette ad ascoltare la radio, mentre io sento e mi ripeto &#8220;all is full of love&#8221;.<br />
Tutto è così bello e calmo, e nessuno sembra accorgersene.<br />
Forse dovrebbero solo imparare a guardare i colori e sorridere.<br />
Forse è che spero sempre, in tutto.<br />
E nonostante molte cose siano irrealizzabili, esse mi rendono felice.</p>
<p style="text-align:left;">it&#8217;s all around you </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Via Due Ponti, civico 180. Degrado e mezze verità]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/21/due-ponti-brenda-marrazzo/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/21/due-ponti-brenda-marrazzo/</guid>
<description><![CDATA[Monolocale. Venti metri quadri dentro un bastione di cemento. Cicactrici, labbra gonfie, tremore con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Monolocale. Venti metri quadri dentro un bastione di cemento. Cicactrici, labbra gonfie, tremore continuo. «Cosa è successo? Prima mi devi pagare». E forse non basta.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/brenda-due-ponti-quattro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-896" title="brenda due ponti quattro" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/brenda-due-ponti-quattro.jpg?w=168" alt="" width="168" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">«Appena sono arrivata ho trovato vigili del fuoco e polizia. La vita per Brenda non era più la stessa. Dopo il caso Marrazzo era sola, disperata, non lavorava, non aveva più amiche. L&#8217;altro giorno le ho fatto da mangiare, può darsi che si sia ammazzata veramente. Giorni fa gli hanno rubato il cellulare, la polizia l&#8217;ha preso&#8230;». Alessia deve essere ancora giovane, ma l&#8217;età resta imprecisata perché il suo aspetto è sfatto.<br />
Labbra gonfie, cicatrice sul naso, trema con il corpo, cammina sghemba e parla in automatico, dichiara di essere amica di Brenda. Prima di fermarsi a parlare, ha ricevuto un violento rimprovero da un altro trans, un incontro che è sfuggito ai microfoni che l&#8217;avevano inseguita poco prima. Rimprovero duro, senza repliche, poi il transex alto, moro e incappucciato per non farsi riconoscere, è andato via: forse è scattata l&#8217;invidia, forse una questione di protezione. Alessia continua a farfugliare riferendosi a Brenda: «Penso abbia ricevuto dei regali da Marrazzo, cose piccole, ma di valore molto alto».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">
Alessia è uno dei pochi trans intercettati a via Due Ponti, e uno dei rari che non abbiano mandato a quel paese il cronista di turno. I molti immigrati che risiedono qui sono al lavoro. Gli unici che si incontrano sono ragazzi di colore che non hanno voglia di parlare, e annuiscono distratti. Rimangono allora i trans, chi al bar, chi a fare spesa, chi soprattutto barricato in casa. O meglio, quello che resta di un corpo mutato, stressato da ormoni e da una vita sregolata. Facce e corpi che assomigliano a relitti. Tutti però chiedono soldi per parlare, ma l&#8217;aria della bugia è dietro l&#8217;angolo: «Quando scoppiò il caso Marrazzo &#8211; racconta un giornalista anziano &#8211; erano tutti elettrizzati, volevano apparire, raccontare la loro verità, che non sai mai quando diventa bugia, ora si nascondono, hanno paura».</p>
<p style="text-align:justify;">Paura di morire, come Brenda. Si può morire tristemente in venti metri quadri. Ma anche viverci dà la misura dello squallore. Tanto più che questi venti metri quadrati sono ricavati da un sottoscala poco al di sopra di un garage, adibito a «monolocale» (secondo la fantasia degli annunci immobiliari), chiuso dentro le fondamenta di un bastione di cemento armato, grezzo fuori, e decadente dentro. Dai balconi sopra il garage spuntano panni umidi e antenne paraboliche, è una calda giornata di sole mentre la radio passa le canzoni di Califano e Mia Martini. Oltre i guanti bianchi della scientifica e il muro di fotografi, c&#8217;è il cuore di una strada che per tutto il mondo della prostituzione transgender capitolina è uno dei punti di riferimento a Roma: semplicemente «Due Ponti». Il civico 180 in realtà non è un portone normale, ma la via di accesso a questo bastione di cemento.</p>
<p style="text-align:justify;">Un ragazzo di colore inizia la litania del «non ho sentito niente stanotte» che continuerà tutta la giornata, «poi la mattina tutta questa gente&#8230;» e indica lo stuolo di cronisti, i microfoni che ondeggiano, i furgoni aperti della televisione. Sono sotto casa sua, vicino alla transenna della polizia. A via Due Ponti 180 dire vicini di casa è una mezza verità. Lo sono tutti e nessuno: separati dal cemento armato che nulla fa sentire, ma uniti da perversi corridoi, scale ridotte al minimo, passaggi vari maleodoranti, luridi, con porte intaccate, citofoni e campanelli che oscillano dal vuoto più totale a cognomi lunghissimi e stranieri.<br />
«Mesi fa era successa una cosa simile, un incendio domato a notte fonda dai pompieri, stavolta ho pensato fosse la stessa cosa, ma oltre il rumore della polizia non ho sentito nulla» racconta una gentile signora sudamericana che vive appena sopra il monolocale di Brenda. Lei almeno si affaccia sul bastione grazie a un piccolo balcone, ma per arrivare a bussare alla sua porta oggi bisogna aggirare completamente il palazzo.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è un mondo intero di immigrazione intorno via Due Ponti, che ogni giorno deve fare i conti con i trans. Così come a via Pirzio Biroli, il luogo dove Brenda giorni fa è stata picchiata e derubata. Prima di compiere il giro, si tenta di vedere se proprio lì si sono rifugiate le amiche di Brenda, ma il sole restituisce impietosamente volti struccati, lontani da qualsiasi idea di desiderio. Neanche il tempo di una domanda e chiudono la porta infastiditi, rifugiandosi dentro monolocali sporchi e sovraffollati di oggetti e mobili, che puzzano di umido.<br />
Alle spalle della muraglia del civico 180 c&#8217;è via Stasi: da qui si prova ad accedere all&#8217;interno del palazzo di Brenda, complice un cancello aperto. Poca luce, corridoi stretti dove l&#8217;aria è pesante. Si bussa e si ricevono sorrisi esotici, ma niente di più. «Ci sono cinque brasiliani, sempre drogati, ubriachi che aggrediscono le donne, danno fastidio, prendono di petto chiunque &#8211; racconta una signora &#8211; hai visto quella lì, l&#8217;amica di Brenda? È già ubriaca ed è appena mezzogiorno. Sai che ti dico? Che se Brenda era una di quelle, allora sono contenta». Poi due ragazze romene raccontano: «Sono pericolose, ti urlano “Ma perchè mi guardi? Non ti piace come sono?”. Anche per i bambini non stiamo tranquille».</p>
<p style="text-align:justify;">«I brasiliani sono pericolosi, ma qui non ci sono» dice un viados colombiano affacciato al balcone, dove per «qui» intende nel raggio di venti metri. Le distanze sono minime, ma allo stesso tempo enormi: a Due Ponti possono cambiare tutto. «Barbara? Vai al 36 di via Bruni». Appunto, venti metri più in là. Si entra in un corridoio buio, dove l&#8217;unica traccia di colore sono due porte gialle, che minacciano la presenza di un «american pitbull terrier» se qualcuno osa solo accostarsi, bussare o prendere la porta a calci. Come se fosse la norma. Un forte odore di sporco viene incontro e si appiccica addosso, in un angolo più buio ecco però una luce sotto lo stipite. Dietro una porta arrugginita, due voci: «Siamo puttane, se ci paghi parliamo». Ma è l&#8217;ennesima bugia di Due Ponti. Pochi secondi e un volto mulatto, dai capelli ricci, apre. Ha gli occhi lucidi, la mascella serrata, le tremano le labbra. Ora che Brenda è morta siete preoccupate? «E tu cosa pensi, che siamo felici?», ripete livida più volte prima di chiudere lentamente la porta. Poi rimane di nuovo il cemento armato e lo squallore fetido di Due Ponti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensieri che si rincorrono]]></title>
<link>http://stellasolitaria.wordpress.com/2009/11/19/pensieri-che-si-rincorrono/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:13:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Monica</dc:creator>
<guid>http://stellasolitaria.wordpress.com/2009/11/19/pensieri-che-si-rincorrono/</guid>
<description><![CDATA[Solo pensieri che si rincorrono nella notte del mio giorno nel giorno della mia notte Pensieri che c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Solo pensieri che si rincorrono</p>
<p>nella notte del mio giorno</p>
<p>nel giorno della mia notte</p>
<p>Pensieri che cercano</p>
<p>una luce nel buio</p>
<p>il buio nella luce</p>
<p>Solo pensieri che si riconcorrono</p>
<p>nel cuore della mia mente</p>
<p>nella mente del mio cuore</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ABC dello scrittore]]></title>
<link>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/12/labc-dello-scrittore/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:52:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>emiliano</dc:creator>
<guid>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/12/labc-dello-scrittore/</guid>
<description><![CDATA[Come annunciato in un post qualche giorno fa, oggi Patrizia Pasqui, che ha introdotto il mio libro a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come annunciato in un post qualche giorno fa, oggi Patrizia Pasqui, che ha introdotto il mio libro a <em>Mangiarsi le Parole</em>, tiene la prima lezione aperta (o laboratorio, o seminario, o come lo volete chiamare voi) gratuita sulla scrittura creativa. Si intitola, appunto, <em>l&#8217;ABC dello scrittore</em>. Ci sarà una seconda lezione, sempre tenuta da Patrizia Pasqui, giovedì prossimo, e poi altre due sulla scrittura comica tenute da Carlo Neri. L&#8217;orario è dalle 17 alle 19 (consiglio un quaderno e una penna) alla Biblioteca Labronica, in Villa Fabbricotti. Ricordo che l&#8217;ingresso principale della Villa è chiuso per lavori, si potrà accedervi dall&#8217;ingresso laterale di Via <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pilo_Albertelli" target="_blank">Pilo Albertelli</a> (figura interessante, a me sconosciuta fino a ora). Ve lo dico perché venerdì scorso, alle presentazione del libro <a href="http://www.edizionierasmo.eu/2009/re-solo/" target="_blank">Re Solo</a> di Aldo Galeazzi, io e Alessandra abbiamo girovagato per mezz&#8217;ora al buio all&#8217;interno della Villa, prima di trovare l&#8217;uscita giusta, con la paura che ci avessero chiuso dentro. Pareva un po&#8217; di essere a Central Park di notte, coi Guerrieri della Notte, o <a href="http://images.movieplayer.it/2008/02/24/jerry-hewitt-in-una-scena-de-i-guerrieri-della-notte-54359.jpg" target="_blank">qualche loro simpatico amico</a>, in agguato dietro la casina di Biancaneve (<a href="http://3.bp.blogspot.com/_AqPtTvVs1U8/So8Y6kJXytI/AAAAAAAAC3U/t0bNpV5f7F4/s400/0908160048.jpg" target="_blank">quella all&#8217;entrata</a>, per capirci).</p>
<p>E, a proposito di Carlo Neri, vi ricordo che sarà proprio lui, domani alle 17e30, sempre alla Labronica (ingresso sempre da Via Pilo Albertelli), che introdurrà la presentazione del mio libro. E, siccome <a href="http://www.flickr.com/photos/domanges/3673162340/" target="_blank">Carlo è un comico</a>, vediamo se si faranno due o tre risate. Ho anche in mente di &#8220;coinvolgere&#8221; questo blog in diretta, se sarà possibile, proiettandolo su grande schermo.</p>
<p>Chi ha qualcosa da dire, può farlo qui.</p>
<p>Se è qualcosa di interessante, domani avrà i suoi due minuti di celebrità sul grande schermo. Oppure, se non può venire alla presentazione, può scrivere un commento sul blog in diretta&#8230;</p>
<p>Ma senti lì questa tecnologia&#8230;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parlando con l'Angelo - Carmelo dopo l'udienza]]></title>
<link>http://urladalsilenzio.wordpress.com/2009/11/12/parlando-con-langelo-carmelo-dopo-ludienza/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:40:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfrhaed</dc:creator>
<guid>http://urladalsilenzio.wordpress.com/2009/11/12/parlando-con-langelo-carmelo-dopo-ludienza/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;udienza non è andata bene per Carmelo. E queste parole sono una testimonianza straziante, do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://urladalsilenzio.wordpress.com/files/2009/11/angelo1ls.jpg" alt="angelo1ls" title="angelo1ls" width="600" height="498" class="alignnone size-full wp-image-653" /></p>
<p><strong>L&#8217;udienza non è andata bene per Carmelo. E queste parole sono una testimonianza straziante, dolcissima e unica di questi suoi momenti. Parole scritte al suo Angelo.. che non è una figura eterica, un archetipo della mente o uno spirito guida.. ma è una persona in carne ed ossa, con la quale ha un rapporto di una profondità intensissima. Ed è stato proprio questo Angelo.. a passarmi questa lettera.. perché si sappia cosa c&#8217;è nel cuore di un uomo.. che molti vorrebbero considerare colpevole per sempre e vedere condannato per sempre.. Leggete con attenzione. Questo testo fa male.. ma è anche un Dono&#8230;<br />
 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Carmelo Cinque novembre 2009, </strong><br />
<strong>ho iniziato la giornata con la speranza nel cuore. Ho sognato a lungo questo momento. Oggi i giudici mi discutono se posso uscire di giorno per lavorare e rientrare alla sera in carcere. Ho un po’ di paura perché la speranza mi inganna sempre, eppure non riesco a fare a meno di lei. Ormai è difficile che il destino mi possa fare delle sorprese, ma ci sono delle giornate come queste che penso che la mia vita possa cambiare. In una persona condannata all’ergastolo la speranza e la delusione convivono come la morte e la vita. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Carmelo</strong><br />
<strong>Seduto sul blindato, durante il viaggio, sento che mi è accanto il mio angelo. Arrivo al Tribunale di Sorveglianza di Perugia. Guardo i miei giudici e ascolto quello che dicono. Dopo vent’anni sento ancora parlare dei miei reati, del mio passato e non del mio presente e del mio futuro. Provo pena per i miei giudici e per il lavoro che fanno, sembra che mi vogliano rimproverare di essere sopravvissuto. La “banalità del male” dei cattivi assomiglia molto alla “banalità del bene” dei buoni. Non capiscono o non vogliono capire che quando si nasce colpevoli si può essere vittime e colpevoli nello stesso tempo. È un incontro fra sordi. Un incontro fra cattivi e buoni, io sono il cattivo e i giudici sono buoni. Ma perché vengo sempre messo nella parte dei cattivi? Probabilmente perché sono nato colpevole. Il problema è che questi giudici pensano di essere nel giusto. Pensano che 20 anni di carcere sono ancora pochi per una persona che, innocente o colpevole, sia riuscito a sopravvivere a una guerra fra bande.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Carmelo </strong><br />
<strong>Sono di nuovo nella mia cella. Ho posato nel mio angelo della felicità il rosario del mio angelo. Che botta! Mi sembra che ho preso un pugno nel cuore e una pedata nell’anima. Scrivo al mio angelo: …saprai già tutto perché sentivo che eri accanto a me. Sentivo le tue ali che sbattevano tutte le volte che i giudici parlavano male di me. Avrai sentito che l’udienza non è andata bene. Mi dispiace che fra tante persone hai scelto di fare da angelo custode proprio a me, una persona che sarà sempre considerata colpevole e cattiva. Perdonami se non riesco a uscire, ma i buoni sono più cattivi di me. Ma sarò peggio per loro perché lotterò con più forza per l’abolizione dell’ergastolo. Per adesso non dire a nessuno che penso che le cose son andate male, neppure a mia figlia. Non voglio che nessuno soffra per me. E non voglio neppure essere confortato, prima ho bisogno di leccarmi le ferite da solo… </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Carmelo </strong><br />
<strong>È sera ed insieme al buio cala la malinconia. Non potevo sapere come sarebbero andate le cose, ma avrei potuto immaginarlo. Angelo mio, mi dispiace di averti deluso. Questa mattina avevo paura di non farcela, ora sono sicuro che non ce la farò, né ora, né mai. Se non vuoi soffrire per il resto dei tuoi giorni ti conviene abbandonarmi finché sei in tempo. Sia la mia anima che il mio corpo sono ormai irrecuperabili. Lasciami bruciare all’inferno, salvati almeno tu dall’Assassino dei Sogni. L’unica mia via di uscita è rassegnarmi ad abbandonare l’idea di essere un giorno libero e felice. In fondo ho solo sognato di farcela e non si sogna mai quello che accadrà veramente. Si sogna solo quel che si vuole sognare o quello che si ha bisogno di sognare. Non mi guardare in quel modo … dammi tempo, saprò reagire. Ho ancora un po’ di forza per andare avanti. Sono così vigliacco e debole che non mi rassegnerò e continuerò a lottare e a sperare inutilmente. Non sbattere le ali in quel modo, va bene! Ho capito! Non mi arrenderò, a volte le sconfitte tirano dentro di noi il peggio e il meglio delle persone. Adesso lasciami dormire che sono le due di notte e mi sento il cuore a pezzi… Forse in questi giorni ho sognato troppo e ora la delusione è ancora più dolorosa. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Carmelo </strong><br />
<strong>Che disgraziato che sono stato nel pensare che dopo tanti anni di morte avrei potuto tornare nel mondo dei vivi. Non me lo perdonerò mai di essere di essere stato così ingenuo. Tutte le volte mi faccio del male da solo e la cosa peggiore è che lo faccio anche a chi mi vuole bene. Non lo permetterò più. Pensavo che vent’anni di carcere potevano bastare. No! Non bastano. L’Assassino dei Sogni vuole di più, vuole anche la mia vita, vuole rubarmi tutto il mio amore, mi vuole rubare anche il mio angelo. Angelo mio, per favore non sbattere le ali in quel modo, lo so che nessuno riuscirà a rubarmi il tuo affetto , ora lasciami dormire e fai in modo che non mi svegli più,</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metodica delle cose inutili - Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/12/metodica-delle-cose-inutili-ancora-sulla-psicologia-e-le-pratiche-spirituali/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:45:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali. Questo numero della nostra rubrica insiste ancora ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Questo numero della nostra rubrica insiste ancora sul tema dell’uso della psicologia e della pratica spirituale: ognuno è libero di trarre da questa insistenza una sua personale considerazione sulla centralità di queste due branche del mercato nelle nostre esistenze. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Ed è proprio questa centralità che ci impone di scegliere bene, tra le tante offerte, quella migliore, la più adatta, dico, a praticare l’inutilità, ad essere inutili. Queste poche note varranno come un semplice e agile vademecum.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Diffidate gente (questo vale sempre) dalla complessità; la complessità ingolfa l’immaginazione, e quindi fa cultura; e la cultura gonfia, come dice San Paolo: e questo è peccato. E, allora, la prima cosa che dovrete fare nel diventare clienti di uno psicologo o di un maestro spirituale è che la sua dottrina operi innanzitutto su un candido semplificatore appiattimento della vostra compagine esistenziale. Qualcuno vorrebbe farvi cadere in mille lacci; qualcuno vi verrà prima o poi a raccontare che l’anima nessuno può dire che esista, ma nessuno può dire che non faccia per intero tutta la nostra vita. Quale astruseria! È più facile e chiaro dire che l’anima esiste punto e basta (come nella storia del rabbino che incontra un suo collega e gli dice che Dio gli ha parlato; il secondo rabbino non gli crede, gli chiede di dimostraglielo se non vuole passare per mendace. Ma il primo se la cava benone: Dio non parlerebbe mai a un bugiardo). Imponendoci che l’anima esiste punto e basta otteniamo un risultato importante (si chiama <em>concretismo)</em>: l’unica domanda successiva possibile è: allora dov’è l’anima? La risposta più semplice che sia stata trovata è: dentro. Tagliare l’anima da dove è sempre stata, fuori, nel mondo (<em>anima mundi)</em> viene comodo alla nostra causa perché riporta tutto al privato, in greco <em>idios</em>, da cui idiota: e voglio vedere qualcuno dirmi che essere idioti e inutili non sia la stessa cosa. A quel punto noi abbiamo l’anima che è una cosa che abbiamo dentro, al buio, chiusa. E al buio, e poi col fatto che siamo idioti, non riusciamo più a distinguerla dallo spirito, non sappiamo vederla differenziata nei sui vari aspetti, nelle sue infinite anime (ci fanno pena i poveri neoplatonici con le loro demonologie).</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Allora badate bene che il vostro psicologo o il vostro maestro vi dica che dentro avete qualcosa (spirito, anima, <em>prana</em>, energia, superpoteri) che non si capisce bene cosa sia, ma che, per essere tenuta stantia dentro, e poi dentro un idiota, è malata. E qui dobbiamo passare al secondo punto fondamentale: se uno è malato va curato. Così dobbiamo ragionare. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Una volta se uno era cieco lo mettevano a fare il poeta, tipo Omero, o, fino a sessant’anni fa in Giappone, lo sciamano (lo Stato totalitario nipponico si è efficientemente liberato da questo retrivo retaggio: ora i ciechi fanno i barboni). Uno che è malato va curato. Cosa otteniamo con questo? Che l’uomo, per dire, è all’ottanta per cento fatto di acqua, e il resto sono cattivi pensieri, sogni conturbanti, strane fantasie, ansie, manie, paranoie: ci curiamo, leviamo le ansie e le paranoie, e cosa otteniamo? Diventiamo delle bottiglie d’acqua.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">E così la sera torniamo a casa, dopo esserci mondati dai peccati lì dallo psicologo o dal guru, nella nostra casa privata, come degli idioti; ci poggiamo sul nostro tavolino come una bottiglia, e possiamo constatare di essere puri e calmi, anche se questa casa non la pagherò mai, anche se non ho un lavoro fisso, anche se  per me non ha un vero senso vivere e non mi fa neanche più effetto che stanno massacrando di botte sotto casa mia degli emigrati. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Tanto è sotto, è fuori, dove non ho più anima.</span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=redazione" target="_blank"><em>Pier Paolo Di Mino</em></a><br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il buio dell'inverno]]></title>
<link>http://gaetanocelso.wordpress.com/2009/11/11/il-buio-dellinverno/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:12:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>gaetanocelso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vi siete mai domandati perché il buio dell&#8217;inverno è più sgradevole ed odioso, dell&#8217;inve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vi siete mai domandati perché il buio dell&#8217;inverno è più sgradevole ed odioso, dell&#8217;invece romantico e magico buio dell&#8217;estate?<br />
Bene, la differenza che c&#8217;è tra i 2 è : &#8220;il freddo&#8221;!<br />
Infatti d&#8217;estate non ce ne frega niente&#8230; Se fa buio prima o dopo&#8230; Perché essendo caldo &#8230; La notte rimane magica&#8230;..<br />
Ecco svelato il mistero che avvolge l&#8217;umanità dal Big bang&#8230;</p>
<p><a href="http://gaetanocelso.files.wordpress.com/2009/11/l_696_523_40c2110d-1eb2-405e-9fcc-a9d72036cd21.jpeg"><img src="http://gaetanocelso.files.wordpress.com/2009/11/l_696_523_40c2110d-1eb2-405e-9fcc-a9d72036cd21.jpeg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il buio delle 5...]]></title>
<link>http://gaetanocelso.wordpress.com/2009/11/10/il-buio-delle-5/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:16:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>gaetanocelso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non so&#8217; se siete d&#8217;accordo con me&#8230; ma uscire la sera dal lavoro con il buio è vera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non so&#8217; se siete d&#8217;accordo con me&#8230; ma uscire la sera dal lavoro con il buio è veramente deprimente&#8230;<br />
Vi ricordate quelle serate d&#8217;estate&#8230;.? dove fino alle 9 passate era chiaro ?&#8230;.. Alle 5 non può essere buio !!! sto pensando seriamente di fare un reclamo per iscritto a quelli che si sono fissati di cambiare l&#8217;orario&#8230;..solare e non solare&#8230;&#8230;!</p>
<p><a href="http://gaetanocelso.files.wordpress.com/2009/11/l_1024_768_094485d1-314e-4064-a63a-32053e11b881.jpeg"><img src="http://gaetanocelso.files.wordpress.com/2009/11/l_1024_768_094485d1-314e-4064-a63a-32053e11b881.jpeg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" class="alignnone size-full wp-image-364" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Camminando nel buio inatteso]]></title>
<link>http://ilventoelenuvole.wordpress.com/2009/11/10/camminando-nel-buio-inatteso/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:31:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex</dc:creator>
<guid>http://ilventoelenuvole.wordpress.com/2009/11/10/camminando-nel-buio-inatteso/</guid>
<description><![CDATA[e venne la notte, e lo segui il giorno, lei si offese e il giorno resto da solo, e la notte tradì le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>e venne la notte, e lo segui il giorno, <br /> lei si offese e il giorno resto da solo, </p>
<p> e la notte tradì le sue aspettative, <br /> e il giorno tradì la notte sperando, </p>
<p> sperando che la notte si accorgesse <br /> di quando fosse infelice il giorno <br /> senza mai guardar la luna e le stelle. </p>
<p>Pubblicato da <a href="http://wordmobi.googlecode.com">Wordmobi</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aurelio Gravina: Il buio, l'oblio...esserci]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/09/aurelio-gravina-il-buio-loblio-esserci/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:47:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/09/aurelio-gravina-il-buio-loblio-esserci/</guid>
<description><![CDATA[Mantova fino al 19/11/2009 la Galleria -Arianna Sartori &#8211; Arte &amp; Object design- di Mantova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/gravia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20349" title="gravia" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/gravia.jpg?w=300" alt="gravia" width="300" height="213" /></a>Mantova fino al 19/11/2009 la Galleria -Arianna Sartori &#8211; Arte &#38; Object design- di Mantova in Via Ippolito Nievo, 10, ospita la mostra dell&#8217;artista milanese Aurelio Gravina intitolata Il buio, l&#8217;oblio- esserci.  Non e&#8217; possibile ricondurre il suo lavoro esclusivamente ad una radice. In una direzione che si potrebbe ampiamente dire neoespressionista, Gravina recupera suggestioni tra loro molto varie, che vanno da Baselitz, Kiefer e Richter fino alla figu-razione ideologica di Baratella e Spadari, ma non disdegna neppure le profondità psicologiche ed emotive del nostro reali-smo esistenziale, ne&#8217; le tensioni segnico-gestuali di Scanavino o di Dova. Ma il suo legame originario con la cultura figura-tiva, da un lato, e con quella letteraria, teatrale e socio-politica degli anni Sessanta e Settanta, dall&#8217;altro, e&#8217; riformulato oggi attraverso il filtro martellante, e pero&#8217; raffreddato, dei media, che tutto assimilano in un confronto solo apparentemente in-genuo: dall&#8217;immagine di cronaca alla fotografia d&#8217;archivio, ai capolavori della grande tradizione del realismo occidentale.  Ne risulta una pittura straordinariamente aggiornata dal punto di vista dei soggetti, dell&#8217;impaginazione e della stesura, ma come sedimentata, resa senza tempo dal rigore che la domina e la trasforma in una sorta di sfida, in un perenne combatti-mento con l&#8217;immagine. L&#8217;impressione e&#8217; che in queste operazioni egli si vieti ogni vezzo e ogni compiacimento fine a se&#8217; stesso di materia, di pennellata, di gesto, ma al tempo stesso rifiuti di trovare per il proprio lavoro una giustificazione che sia esterna all&#8217;atto pittorico stesso. L&#8217;intonazione dei bianchi &#8211; di volta in volta opachi e aridi oppure mossi, pastosi e rilu-centi &#8211; e&#8217; il campo sul quale si misurano le figurazioni tra frammento, memoria e sogno delle opere piu&#8217; recenti, in un rin-corrersi, alternato, di -tutto pieno- e di grandi vuoti disorientanti-. (G. Zacchetti)<br />
Aurelio Gravina, nato a Francavilla Marittima, vive e lavora a Milano, ha già all&#8217;attivo una ventina di mostre personali. Scenografo, attore e regista, laureato all&#8217;Accademia di Belle Arti di Milano, lavora in teatro con il gruppo Out Off, in par-ticolare con il poeta e pittore Giancarlo Pavanello con cui nel 1979 crea il gruppo Teatro di Babele che lavora sperimen-tando l&#8217;uso della scrittura poetica nel teatro. Nel 1995 comincia la ricerca nel campo pittorico, tentando di fondere le tec-niche sperimentate in teatro, ovvero usando la tela come spazio scenico dove il segno pittorico diventa attore; recentemen-te ha inaugurato con il Comune di Zavattarello, la mostra dal titolo -Histoire-, l&#8217;irrealtà della Storia, presso il Museo d&#8217;Arte Contemporanea Castello Dal Verme di Zavattarello (PV). (gravina)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Casa de Fados]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/05/casa-de-fados/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:10:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/05/casa-de-fados/</guid>
<description><![CDATA[L’unico grande viaggio della mia vita: la vita stessa.  Casa de Fados Casa dei venti Casa delle voci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1a4J55hKomU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/1a4J55hKomU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>L’unico grande viaggio della mia vita:</p>
<p>la vita stessa.  Casa de Fados</p>
<p>Casa dei venti</p>
<p>Casa delle voci</p>
<p>E il mondo    là     dove appoggio i piedi</p>
<p>non è che disequilibrio</p>
<p>nell&#8217;occhio    buio del cosmo</p>
<p>senza mai vederlo</p>
<p>senza toccarlo</p>
<p>un fiume.</p>
<p>Fuori</p>
<p>più fuori      oltre le  mura della casa</p>
<p>solo</p>
<p>lo specchio</p>
<p>per ogni  allodola che dentro</p>
<p>con-servo  come un’al(b)a.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alda Merini]]></title>
<link>http://violaceo.wordpress.com/2009/11/02/alda-merini/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 19:18:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>violaceo</dc:creator>
<guid>http://violaceo.wordpress.com/2009/11/02/alda-merini/</guid>
<description><![CDATA[Si è spenta una voce. Chissà dov&#8217;è andata, mi chiedo.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si è spenta una voce. Chissà dov&#8217;è andata, mi chiedo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LC62: difficoltà a trovare il foro al buio]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2009/11/01/lc62-difficolta-a-trovare-il-foro-al-buio/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 09:22:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2009/11/01/lc62-difficolta-a-trovare-il-foro-al-buio/</guid>
<description><![CDATA[ma in certi casi non si può accendere la luce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ma in certi casi non si può accendere la luce</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora una volta le onde]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/31/ancora-una-volta-le-onde-2/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 11:22:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/31/ancora-una-volta-le-onde-2/</guid>
<description><![CDATA[. ripartono da zero riportano la storia all’inizio srotolano la molla dell’igegnosa spirale dal buio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/gQmodTbaAGg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/gQmodTbaAGg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>.</div>
<div>ripartono da zero</div>
<div>riportano la storia all’inizio</div>
<div>srotolano la molla dell’igegnosa spirale</div>
<div>dal buio di quell’attimo che nessuno ha visto</div>
<div>là       dentro l’orbita nell’occhio ancora chiuso</div>
<div>azzurro  il ricordo se ne stava cieco</div>
<div>muto dentro il cielo</div>
<div>una cometa con la coda accesa</div>
<div>tutte le storie fino a qui bruciate.</div>
<div>Solo notte e paura</div>
<div>per calarci dal ventre</div>
<div>umido della  madre</div>
<div>sigillati nella pancia del cosmo</div>
<div>un’altra       madre</div>
<div>giardino     mare    eden del tempo che semina</div>
<div>le età dell’essere</div>
<div>in luci di stelle e pianeti orbitanti</div>
<div>gallassie  nebulose</div>
<div>abiti da forgiare      segno di innumerevoli        soli</div>
<div>noi       filo della notte.</div>
<div>Dentro</div>
<div>questo oscuro</div>
<div>mistero    abbracciato alla vigilia</div>
<div>ogni altro nato</div>
<div>muove i suoi  natali</div>
<div>come passi nel cerchio dei viventi.</div>
<div>Da qui</div>
<div>ancora una volta le onde</div>
<div></div>
<div><a href="http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/files/2008/07/maree-mont-saint-michel-gd1.jpg"><img class="alignnone" src="http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/files/2008/07/maree-mont-saint-michel-gd1.jpg" alt="" width="377" height="518" /></a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buonanotte]]></title>
<link>http://etherchild.wordpress.com/2009/10/31/buonanotte/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 23:56:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>etherchild</dc:creator>
<guid>http://etherchild.wordpress.com/2009/10/31/buonanotte/</guid>
<description><![CDATA[Dolce notte, dolce notte, dolce Amore. Chè questa notte ti trasporti nel suo umido calore. Che ti do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dolce notte,<br />
dolce notte,<br />
dolce Amore.</p>
<p>Chè questa notte<br />
ti trasporti<br />
nel suo umido calore.</p>
<p>Che ti doni l’energia<br />
per la tua vita,<br />
affinchè tu non ti senta<br />
mai smarrita.</p>
<p>Chè dal tuono<br />
ti proteggano<br />
le nuvole.</p>
<p>Perchè il tuo Sole<br />
possa accoglierti<br />
di nuovo fra i suoi raggi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Light painting]]></title>
<link>http://lacla21.wordpress.com/2009/10/30/light-painting/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:47:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>lacla21</dc:creator>
<guid>http://lacla21.wordpress.com/2009/10/30/light-painting/</guid>
<description><![CDATA[Ciao a tutti, il light painting é una tecnica fotografica che permette di disegnare dei veri e propr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ciao a tutti,<br />
il light painting é una tecnica fotografica che permette di disegnare dei veri e propri &#8220;dipinti&#8221; con il semplice uso di varie lucine. E&#8217; da poco che ho scoperto questa fantastica tecnica e non vedo l&#8217;ora di metterla bene in pratica. Per ora mi limito a fare molte prove..quindi al momento sono in fase di studio..spero presto di realizzare qualcosa di piu&#8217; di un semplice ciao o disegnini vari.<br />
Per sperimentare uso:<br />
-Nikon d60;<br />
-torcia;<br />
-buio (ovviamente);<br />
-camera su manuale con tempo di esposizione bulb;<br />
-tanta pazienza ;D</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vercelli by night]]></title>
<link>http://michelegianella.wordpress.com/2009/10/27/vercelli-by-night/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 21:45:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Michele Gianella</dc:creator>
<guid>http://michelegianella.wordpress.com/2009/10/27/vercelli-by-night/</guid>
<description><![CDATA[Vercelli by night - Via Gioberti all'altezza di via Foa, con piazza Massimo D'Azeglio e via Duomo al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><img src="http://michelegianella.wordpress.com/files/2009/10/hpim1109.jpg" alt="Centro storico di Vercelli di notte" title="Vercelli, centro storico" width="225" height="300" class="size-full wp-image-105" /><p class="wp-caption-text">Vercelli by night - Via Gioberti all'altezza di via Foa, con piazza Massimo D'Azeglio e via Duomo al buio, mentre le luci illuminano piazza Cavour</p></div>
<div id="attachment_104" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://michelegianella.wordpress.com/files/2009/10/hpim1102.jpg" alt="Castello di Vercelli di notte" title="Vercelli, Castello" width="300" height="225" class="size-full wp-image-104" /><p class="wp-caption-text">Vercelli by night - Il castello illuminato, mentre piazza Amedeo IX è al buio</p></div>
<p>Stasera, intorno alle otto, si girava al buio.<br />
Via Gioberti, via Rosanna Re, piazza Amedeo IX (detta Del Tribunale), via Duomo, via Foa, forse più delle strade che ho percorso: buona parte del centro storico era priva di illuminazione pubblica.<br />
Solo le luci degli esercizi pubblici ed i proiettori che illuminavano alcuni monumenti.<br />
Passeggiare per quelle strade è stato molto suggestivo. Un&#8217;esperienza bella da ripetere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Crescere è non aver paura del buio]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/10/27/crescere-e-non-aver-paura-del-buio/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 15:36:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non vedono l’ora che il Partito democratico ritorni, per dirla con gli slogan di chi ha vinto, “in m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Non vedono l’ora che il Partito democratico ritorni, per dirla con gli slogan di chi ha vinto, “in mani sicure”. Perché è lì, nelle mani di papà, che si sta più al caldo. Perché è lì, nelle mani di papà, che non ti vengono strani grilli per la testa, tipo quello di unire le forze riformiste senza trattini e di semplificare il panorama politico italiano, spingendolo verso un bipolarismo dell’alternanza. Forse può capirmi solo chi ha fatto il progetto Erasmus, come me, o chi ha passato un paio d’anni fuori di casa per altri motivi: quando torni, le stesse mani di papà – che prima, nonostante tutto, ti davano certezze – oggi ti sembrano un abbraccio mortale. Perché nel frattempo, tra uno sbaglio e l’altro, sei diventato uomo, o almeno ci hai provato.</p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><a href="http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/10/26/bersani-segretario-pd-centro-sinistra-dalema/" target="_blank">Andrea Sarubbi</a></p>
<blockquote><p>Una prima analisi del voto. Mi viene in mente quella storiella, che spero non offenderà nessuno (perché sono tutti così dannatamente suscettibili&#8230;): un ubriaco cerca le chiavi di casa sotto la luce di un lampione. Quando passa un amico e gli chiede: «Perché le cerchi sotto il lampione? Le hai perse lì?», l&#8217;ubriaco risponde: «No, ma almeno qui ci vedo».</p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><a href="http://civati.splinder.com/post/21577688/Il+lampione%0A%0AUna+prima+analisi" target="_blank">Pippo Civati</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buio su Santa Maria degli Angeli]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/10/23/buio-su-santa-maria-degli-angeli/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:03:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci siamo annoiati e non vogliamo annoiare i nostri lettori raccontando del disagio cittadino che que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ci siamo annoiati e non vogliamo annoiare i nostri lettori raccontando del disagio cittadino che que]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Venerdì 23 ottobre - Friday Night Fever – BUIO ESSENTIAL CLUB]]></title>
<link>http://localinapoli.wordpress.com/2009/10/23/venerdi-23-ottobre-friday-night-fever-%e2%80%93-buio-essential-club/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 09:57:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://localinapoli.wordpress.com/2009/10/23/venerdi-23-ottobre-friday-night-fever-%e2%80%93-buio-essential-club/</guid>
<description><![CDATA[Venerdì 23 ottobre al BUIO ESSENTIAL CLUB Friday Night Fever. In consolle Massimo Bove, Vincent C. A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-1757" title="buio" src="http://localinapoli.wordpress.com/files/2009/10/buio.jpg" alt="buio" width="460" height="209" />Venerdì 23 ottobre al BUIO ESSENTIAL CLUB Friday Night Fever. In consolle Massimo Bove, Vincent C. A seguire Mr Hide show. Ingresso in lista a 8€ con drink. Tavoli 15€ a persona. Omaggi coppia in lista.<br />
Info: 3891783802</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sicurezza pubblica: chiamate in causa la ditta appaltatrice]]></title>
<link>http://casaranovuolefatti.wordpress.com/2009/10/19/la-sicurezza-pubblica-parte-da-un-adeguata-illuminazione/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:51:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>segreteria</dc:creator>
<guid>http://casaranovuolefatti.wordpress.com/2009/10/19/la-sicurezza-pubblica-parte-da-un-adeguata-illuminazione/</guid>
<description><![CDATA[Solo le luci dei vigili urbani - 18 ott 09 Ieri sera i cittadini del Governo Ombra hanno fatto una p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_94" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-94" title="buiopiazza" src="http://casaranovuolefatti.wordpress.com/files/2009/10/buiopiazza.jpg" alt="Solo le luci dei vigili urbani - 18 ott 09" width="300" height="128" /><p class="wp-caption-text">Solo le luci dei vigili urbani - 18 ott 09</p></div>
<p>Ieri sera i cittadini del Governo Ombra hanno fatto una passeggiata al buio tra le principali strade del centro cittadino, ma non hanno  ammirato il cielo stellato a causa dei nuvoloni.<!--more--> Il centro cittadino è rimasto al buio per tutta la serata e notte, procurando non pochi allarmismi tra i cittadini dotati di proprio mezzo di locomozione (piede). Anche nella serata successiva alcune zone erano rimaste al buio. Tutto ciò a pochi mesi dall inaugurazione ed attivazione dell&#8217; impianto di illuminazione del centro. Il Governo Ombra dei cittadini fa notare che non è un incidente di percorso, ma molto spesso la già scarsa illuminazione di cui Casarano è dotata normalmente, secondo l ultimo progetto e lavoro pubblico della Giunta Venuti (ass. lav pubblici L. Crudo) si riduce a zero candele ( La <strong>candela</strong>, simbolo <strong>cd</strong>, è l&#8217;unità di misura dell&#8217; intensità luminosa).</p>
<div id="attachment_123" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-123" title="012" src="http://casaranovuolefatti.wordpress.com/files/2009/10/012.jpg?w=150" alt="Lampioni in piazza San Giovanni ko" width="150" height="112" /><p class="wp-caption-text">Lampioni in piazza San Giovanni ko</p></div>
<p>Il Governo chiede per tanto alla Giunta cittadina ed al Sindaco dr. De Masi di porre rimedio affinchè non si verifichino piu simili episodi, che provocano certamente disguidi tra le persone piu anziane, chiamando in causa la ditta appaltatrice dei lavori eseguiti nell inverno del 2008.</p>
<div id="attachment_97" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-97" title="piazzasandomenico" src="http://casaranovuolefatti.wordpress.com/files/2009/10/piazzasandomenico.jpg" alt="P.zza San Domenico: il degrado visivo urbano" width="300" height="128" /><p class="wp-caption-text">Dopo le prime piogge:il degrado visivo urbano</p></div>
<p>La sicurezza pubblica parte prima da un adeguata illuminazione, fermo restando il risparmio delle risorse, poi dall istallazione delle telecamere (progetto del quale sono stati fatt molti e lunghi proclami da un assessore cittadino).</p>
<p>In video riportiamo il giudizio di un nostro concittadino  Luigi Carbone registrato nell inverno 2008, dal quale si evince che la</p>
<div id="attachment_125" class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-125" title="comune" src="http://casaranovuolefatti.wordpress.com/files/2009/10/comune.jpg" alt="P.zza San Domenico nuovamente al buio: 23 ottobre 209" width="320" height="240" /><p class="wp-caption-text">P.zza San Domenico nuovamente al buio: 23 ottobre 209</p></div>
<p>situazione non è cambiata, prevale la scarsa illuminazione che diventa zero candele dopo le prime piogge, </p>
<div id="attachment_126" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-126" title="viadante" src="http://casaranovuolefatti.wordpress.com/files/2009/10/viadante.jpg?w=150" alt="Via Dante: solo luci dei negozi - 23 ottobre 2009" width="150" height="112" /><p class="wp-caption-text">Via Dante: solo luci dei negozi - 23 ottobre 2009</p></div>
<p> il sistema di illuminazione va infatti  k.o. (prelevato dai video on youtube) &#8211; chiamate in causa la ditta appaltatrice del lavoro !</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/rV38QqHUrRY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/rV38QqHUrRY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Face to Face! - Amira Munteanu]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/14/face-to-face-amira-munteanu/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 02:50:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/14/face-to-face-amira-munteanu/</guid>
<description><![CDATA[Amira è un vampiro metropolitano, dei nostri giorni, un essere che crea arte e ne beve dalla giugula]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><a title="Amira" href="http://www.amiramunteanu.com/" target="_blank"><strong><img class="alignleft" src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs229.snc1/7630_1230578276899_1002371721_712855_3006412_n.jpg" alt="" width="87" height="130" />Amira</strong></a> è un vampiro metropolitano, dei nostri giorni, un essere che crea arte e ne beve dalla giugulare pulsante. L’ho conosciuta grazie a due grandi “artisti” come Manuela Gandini e Alan Jones e dopo aver visto i suoi lavori ho deciso di intervistarla.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Quattro chiacchiere con i canini sul collo.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Amira: vampira antropologicamente modificata, cosa si nasconde dietro questa definizione?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">E’ la frase autoironica con la quale inizia il mio libro d’arte sul vampiraggio, argomento molto discusso in questi tempi. Il mito del vampiro affascina da 200 anni e ha avuto anche una sua evoluzione.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Per me è un gioco autoironico sul mio folklore e gli ho dato una connotazione diversa in quanto legata favolette della Transilvania, terra dove io sono nata.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Con la mia arte rivendico la serietà delle cose frivole e l&#8217;ironia delle cose serie. Ovvero? Che tipo di arte crei?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Non credo alle tipologie. Le considero termini inventati o assunti da studiosi, critici, che fanno di tutto per schematizzare il lavoro dell&#8217;artista e inquadrarlo in una cosiddetta tipologia.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">L&#8217;artista non la pensa cosi, è libero, crea senza pensare al tipo di arte, alla corrente o alla tipologia in cui verrà poi catalogato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Come nasce Amira e la sua passione per l´arte?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Sono nata in una casa piena d&#8217;arte, i miei erano appassionati e molti dei miei familiari hanno scelto la via dell&#8217;arte, dunque ho avuto la fortuna di respirarne sin da piccola.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Perché l&#8217;Italia? C’è ancora spazio qui per l&#8217;arte e soprattutto per donne artiste?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Lo spazio te lo crei. Sono 12 anni che vivo e lavoro in Italia. Sono arrivata qua per l&#8217;arte che appartiene a questa nazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Per quello che riguarda la donna artista è un argomento molto discusso, basta non farci troppo condizionare da quello che si dice.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Sei più una performer o un&#8217;artista pura?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Chi lo dice che un&#8217;artista performer non è un&#8217;artista pura? Io uso la performance come contorno o come un aggiunta ad un’&#8217;idea, ma non mi limito all&#8217;effimerità della performance.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Penso che serva per dare forma a un&#8217;idea, ma l&#8217;idea non si deve limitare solo alla performance.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Quale forma prediligi per le tue creazioni?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Io creo quello che sento e mi sento molto libera nel farlo.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Cerco di indagare su argomenti che m&#8217;interessano veramente nel momento del mio lavoro senza però soffermarmi per anni sulla stessa forma.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Infatti ho spaziato dal figurativo all&#8217;astratto, collage, fotografia, scultura, installazioni, performance e anche video.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Cosa fa cultura oggi?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Quasi niente&#8230; quello che si fa oggi nell&#8217;arte non è cultura, è più vicino a varie forme mediatiche o pubblicitarie.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">L&#8217;artista fa operazioni troppo individuali e socialmente non esiste un contesto per radunare il lavoro degli artisti contemporanei in una tendenza.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il lavoro individuale ha bisogno di decenni per diventare cultura e per ciò io non credo che l&#8217;arte contemporanea faccia cultura in questo momento.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Quali sono i tuoi riferimenti nell&#8217;arte?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">La sincerità del pensiero e il lavoro libero senza condizionamenti imposti dal mercato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Trovo obbligatoria una ricerca sul contenuto del lavoro che si intende fare e diffido dai lavori senza un approfondimento sensato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Vivere, morire o risorgere?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Immedesimata nelle vesti della vampira direi &#8221;vivere da vampiro&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Buio e luce. Cosa preferisci?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Direi &#8221;quella luce buia&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Il silenzio cos&#8217;è per te?</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Saper far rumore.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>La frase che vorresti ti rappresentasse.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Ogni lavoro ha il suo motto, un solo termine lo trovo limitativo.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il libro che ha accompagnato la mia mostra sul vampiraggio è pieno di frasi ricercate e ironiche sul mito del vampiro, ma come avevo detto il mio lavoro è in evoluzione e dal profano argomento vampiresco mi sto avviando verso un mondo poco esplorato in questo momento: IL SACRO.</p>
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;text-align:right;">
<p style="margin-top:0;margin-bottom:0;text-align:right;"><em>Alex Pietrogiacomi</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[apocalisse #25 “con la verticale del tuo sesso, l'orizzontale della tua bocca”]]></title>
<link>http://comeunorgasmotragico.wordpress.com/2009/10/14/%e2%80%9ccon-la-verticale-del-tuo-sesso-lorizzontale-della-tua-bocca%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 22:06:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>williamdollace</dc:creator>
<guid>http://comeunorgasmotragico.wordpress.com/2009/10/14/%e2%80%9ccon-la-verticale-del-tuo-sesso-lorizzontale-della-tua-bocca%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[anonime vomitate officinali negli open space delle avanguardie, accanto agli scarafaggi consunti che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[anonime vomitate officinali negli open space delle avanguardie, accanto agli scarafaggi consunti che]]></content:encoded>
</item>

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