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	<title>caffarra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/caffarra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "caffarra"</description>
	<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 19:26:35 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 27.11.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/27/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rassegna-stampa-27-11-2009/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:25:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi sull&#8217;Avvenire il Cardinale Caffarra ha parlato chiaro a proposito del testamento biologic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Oggi sull&#8217;Avvenire il Cardinale Caffarra ha parlato chiaro a proposito del testamento biologico: &#8220;il relativismo è devastante perché porta lo Stato e il legislatore a credere che non si possa vietare ciò l&#8217;individuo preferisce&#8221;. La rassegna stampa di Venerdì 27 Novembre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/11/registro-testamento-biologico-rassegna-stampa-27-11-2009.pdf">Avvenire</a></li>
</ul>
<p><strong>Web</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.paolonatali.it/2009/11/26/un-accanimento-non-terapeutico/">Paolo Natali</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lectio magistralis di Caffarra sull'enciclica "Caritas in Veritate"]]></title>
<link>http://cislunibo.wordpress.com/2009/11/19/lectio-magistralis-di-caffarra-sullenciclica-caritas-in-veritate/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:23:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>cislunibo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aula magna di Santa Lucia &#8211; Ore 17 20 novembre 2009 L&#8217;Arcivescovo di Bologna interverra ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Aula magna di Santa Lucia &#8211; Ore 17</p>
<p>20 novembre 2009</p>
<div>L&#8217;Arcivescovo di Bologna interverra sul testo di Benedetto XVI nel corso di un incontro in Santa Lucia promosso da Fondazione Unipolis e Unindustria Bologna</div>
<div id="filo"><a id="ctl00_CenterLeftContent_MediumImage_PresentationModeControlsContainer_PresentationHyperLink"><br />
</a></div>
<p>Il cardinale <strong>Carlo Caffarra</strong> terrà una lectio magistralis sull&#8217;enciclica &#8220;<strong>Caritas in Veritate</strong>&#8221; di <strong>Benedetto XVI</strong>.<br />
L&#8217;appuntamento è per <strong>venerdì 20 novembre</strong>, <strong>alle 17</strong>, nell&#8217;<strong>Aula Magna di Santa Lucia</strong> (via Castiglione, 36).</p>
<p>La lezione sarà anticipata dal saluto del rettore dell&#8217;Alma Mater <strong>Ivano Dionigi</strong>. Interverranno in seguito <strong>Stefano Zamagni</strong> (docente di Economia politica), <strong>Maurizio Marchesini</strong> (presidente di Unindustria Bologna) e <strong>Carlo Salvatori</strong> (amministratore delegato di Unipol). Le conclusioni saranno affidate a <strong>Pierluigi Stefanini</strong> (presidente di Unipol e della Fondazione Unipolis).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GENDER BENDER, ASSESSORE SITA AVVOCATO DEL “DIAVOLO”]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/10/gender-bender-assessore-sita-avvocato-del-%e2%80%9cdiavolo%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 11:59:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Nell’epoca dell’osmosi dei piani e degli ambiti, laddove le parole rispetto e pudore divengon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong> </strong><img class="alignleft" src="http://www.soggettiva.it/img/corpus%20domina.jpg" alt="" width="152" height="220" />&#8220;Nell’epoca dell’osmosi dei piani e degli ambiti, laddove le parole rispetto e pudore divengono obsolescenze bigotte, non molliamo la trincea del buon senso e della ragione. Come, dunque, potremmo non condividere l’appello del Cardinale Caffarra ? Le associazioni omosessuali, intitolando la rassegna dell’iniziativa “gender bender”, “Corpus domina”, si divertono a provocare la Curia, ma ignorano di offendere il sentimento religioso di molti cittadini, ai quali spesso d’altra parte si rivolgono in campagne di sensibilizzazione.  Superficiale e banale la difesa dell’assessore Sita, rappresentante di un’ Amministrazione che finanzia con denaro pubblico manifestazioni offensive della dimensione spirituale di molti bolognesi. Parlano di provocazione, di cultura, di sensibilizzazione, di uguaglianza, ed in nome di ciò possono tutto, lautamente sostenuti da una giunta accondiscendente  ed autoreferenziale. Vogliono sradicare dai “luoghi” della comunità Crocifissi e simboli sacri, senza comprendere che sono gli ultimi legami sociali forti. In più occasioni, inorriditi dalla violenza, abbiamo espresso solidarietà agli omosessuali, ma certo non rimarremo inermi mentre, foraggiati con i soldi di tutti, “saccheggiano” la casa comune, lasciandosi dietro spoglie pareti e crepate”.</p>
<p style="text-align:justify;">Bologna, 10 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Antonio Del Prete</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Segretario regionale Gioventù Italiana</strong><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biotestamento: botta e risposta fra la Curia e la Rete Laica]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/18/biotestamento-botta-e-risposta-fra-la-curia-e-la-rete-laica/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 20:07:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
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<description><![CDATA[ANSA, BOLOGNA, 18 OTTOBRE &#8211; &#8220;L’istituzione di un registro sul &#8220;fine vita&#8221; no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>ANSA, BOLOGNA, 18 OTTOBRE &#8211; &#8220;L’istituzione di un registro sul &#8220;fine vita&#8221; non risponde a un&#8217;esigenza di cui si devono fare carico gli enti locali”: lo <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/18/un-testamento-non-si-addice-ai-comuni-articolo-sul-settimanale-della-curia-di-bologna/">afferma Bologna Sette</a>, supplemento domenicale del quotidiano cattolico Avvenire curato dall&#8217;Arcidiocesi, sottolineando che &#8220;sarà votata a breve in Consiglio Comunale la proposta di ospitare presso l’anagrafe un registro dei testamenti biologici&#8221;. Nella nota, affidata al giurista Paolo Cavana e intitolata &#8220;Un testamento che non si addice ai Comuni&#8221;, la diocesi guidata dal card. Carlo Caffarra rileva che “sembra l&#8217;ennesima conferma della volontà della principale componente della maggioranza consiliare – qui a Bologna come già avvenuto a Firenze – di essere disposta a strumentalizzare tutto, anche questioni attinenti scelte personalissime dell’individuo, a meri fini di lotta politica interna. Non c&#8217;è infatti bisogno di ricordare l&#8217;imminente scadenza congressuale del partito politico che ha presentato questa proposta e le evidenti implicazioni che essa comporta nel posizionamento di alcune sue componenti nel dibattito interno&#8221;. Bologna Sette auspica che il PD cittadino &#8220;abbia un sussulto e sappia dimostrare di saper distinguere le ragioni della politica da quelle del rispetto della persona umana, evitando di piegare quest’ultima al desiderio di maggiore visibilità di alcune sue componenti interne&#8221;. Replica il capogruppo PD in Consiglio Comunale, Sergio Lo Giudice: &#8220;L&#8217;assenza nel corsivo di osservazioni nel merito, ma solo qualche puntualizzazione di tipo formalistico, sono la miglior conferma della positività della nostra proposta avanzata all&#8217;unanimità dal gruppo PD di Palazzo d&#8217;Accursio. La proposta si conferma così in piena sintonia con le sensibilità dei bolognesi&#8221;.</p>
<p><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/18/curia-contraddice-se-stessa-partiti-non-diano-spazio-alle-invasioni-nella-sfera-pubblica/">RETE LAICA BOLOGNA, OBIEZIONI CONTRADDITTORIE</a></p>
<p>&#8220;Il registro dei testamenti biologici serve a permettere a chi non desidera che si pratichino cure lesive della sua dignità di essere umano, come l’alimentazione e l’idratazione forzata, di poterlo indicare e far rispettare dai medici&#8221;. Lo rileva la Rete Laica di Bologna, che dieci giorni fa ha depositato in Comune una <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/testamento-biologico-liberi-di-scegliere/">proposta di delibera popolare per chiedere l’istituzione del registro dei testamenti biologici</a>. La Rete Laica – in una nota – afferma che le &#8220;obiezioni pubblicate su Bologna Sette contraddicono precedenti posizioni della Chiesa&#8221; e sostiene che &#8220;la Conferenza Episcopale Italiana ha cambiato posizione per una questione di potere: intende, attraverso il testamento biologico, reimpossessarsi della gestione delle vite dei cittadini italiani e imporre la propria supremazia alla politica. La Curia di Bologna è inserita a pieno titolo in questo gioco al massacro delle libertà dell’individuo&#8221;. &#8220;I partiti hanno il dovere loro assegnato dalla Costituzione di non dare spazio alle invasioni nella sfera pubblica di uno stato laico&#8221;, aggiunge il portavoce della Rete Laica, Maurizio Cecconi, che annuncia, &#8220;tra i molti banchetti per la raccolta firme a sostegno della delibera popolare&#8221;, anche uno sotto la sede della Curia per sabato prossimo. &#124; Fonte <a href="http://www.telesanterno.com/biotestamento-botta-e-risposta-fra-la-stampa-diocesana-e-la-rete-laica-1018.html">TeleSanterno</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere" – Rassegna stampa 17.10.2009]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/17/campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere-rasssegna-stampa-17-10-2009/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 09:08:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il gruppo consigliare del PD &#8220;apre&#8221; alla proposta di registro dei testamenti biologici i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Il gruppo consigliare del <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/16/bologna-entro-l-anno-registro-comunale-dei-testamenti-biologici/">PD &#8220;apre&#8221;</a> alla <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/testamento-biologico-liberi-di-scegliere/">proposta di registro dei testamenti biologici in Comune</a>. <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/16/passo-in-avanti-del-pd-e-successo-della-rete-laica-ma-attenti-a-insidie/">Ieri abbiamo risposto con un comunicato stampa</a> alle posizioni espresse dal Partito Democratico. Ecco la rassegna stampa di Sabato 17 Ottobre 2009.</p>
<p><strong>Quotidiani</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_il-bologna-17-10-2009.jpg">Il Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_resto-del-carlino-17-10-2009.jpg">Il Resto del Carlino</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_corriere-di-bologna-17-10-2009.jpg">Corriere di Bologna</a></li>
<li><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_il-domani-di-bologna-17-10-2009.jpg">L&#8217;informazione &#8211; Il Domani di Bologna</a></li>
<li>La Repubblica [<a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_repubblica_01_17-10-2009.jpg">1° pagina</a> ; <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_repubblica_02_17-10-2009.jpg">interno</a>]</li>
<li>L&#8217;Unità [<a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_unita_01_17-10-2009.jpg">1° pagina</a> ; <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/registro-biotestamenti-comune-bologna_unita_02_17-10-2009.jpg">interno</a>]</li>
</ul>
<p><strong>Web</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/cronaca/2009/10/16/247790-comune_entro_anno.shtml">Il Resto del Carlino</a></li>
<li><a href="http://www.bolognanotizie.com/2009/10/17/rete-laica-bologna-si-parte-con-la-raccolta-firme-sul-testamento-biologico-lintervista-a-maurizio-cecconi/">BolognaNotizie</a></li>
</ul>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SAN PETRONIO. CONDIVISIBILE OMELIA CAFFARRA, MA OCCORRONO POLITICHE CONCRETE - dal quotidiano "Bologna2000"]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/10/05/san-petronio-condivisibile-omelia-caffarra-ma-occorrono-politiche-concrete-dal-quotidiano-bologna2000/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:13:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_2246" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/10/bologna2000omeliacaffarrasanpetronio.jpg"><img class="size-full wp-image-2246" title="Bologna2000omeliaCaffarraSanPetronio" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/10/bologna2000omeliacaffarrasanpetronio.jpg" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla" width="460" height="523" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scatta l'ora del "Materna Day", il cardinale Caffarra arringa dal palco]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/02/scatta-l-ora-del-materna-day-il-cardinale-caffarra-arringa-dal-palco/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 07:47:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giovedì 1 ottobre s&#8217;è tenuto in Piazza Maggiore il &#8220;Materna Day&#8221;, voluto dalla Cur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Giovedì 1 ottobre s&#8217;è tenuto in Piazza Maggiore il &#8220;Materna Day&#8221;, voluto dalla Curia di Bologna e dalla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) per promuovere le attività delle scuole private e supportare la richiesta di finanziamenti pubblici. Dal palco è intervenuto il <strong>Cardinale Caffarra</strong>. Sempre ieri, <strong>Stefania Ghedini</strong>, dell&#8217;assemblea dei genitori e dei docenti, ha chiesto al Comune di non chiudere il dibattito e di prendere pubblicamente posizione rispetto alle richieste delle scuole cattoliche. Di seguito gli articoli odierni de &#8220;Il Bologna&#8221; e de “L’informazione – Il domani di Bologna”.</p>
<p><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/materna-day-il-bologna-02-10-2009.jpg"><img src="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/materna-day-il-bologna-02-10-2009.jpg?w=134" alt="Il Bologna" title="Il Bologna" width="134" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-122" /></a></p>
<p><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/materna-day-informazione-domani-02-10-2009_01.jpg"><img src="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/materna-day-informazione-domani-02-10-2009_01.jpg?w=150" alt="L’informazione – Il domani di Bologna" title="L’informazione – Il domani di Bologna" width="150" height="118" class="alignnone size-thumbnail wp-image-123" /></a></p>
<p><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/materna-day-informazione-domani-02-10-2009_02.jpg"><img src="http://retelaicabologna.wordpress.com/files/2009/10/materna-day-informazione-domani-02-10-2009_02.jpg?w=150" alt="L’informazione – Il domani di Bologna" title="L’informazione – Il domani di Bologna" width="150" height="102" class="alignnone size-thumbnail wp-image-124" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caffarra, Gioventù Italiana (LD): la priorità è la scuola pubblica - dal quotidiano "Il Bologna"]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/09/28/caffarra-gioventu-italiana-ld-la-priorita-e-la-scuola-pubblica-dal-quotidiano-il-bologna/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 09:05:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
<guid>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/09/28/caffarra-gioventu-italiana-ld-la-priorita-e-la-scuola-pubblica-dal-quotidiano-il-bologna/</guid>
<description><![CDATA[Prima pagina Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla All&#8217;interno Clicca sull&#39;immagine per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Prima pagina</strong></span></p>
<div id="attachment_2197" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/09/ilbolognacaffarraprimapagina.jpg"><img class="size-full wp-image-2197" title="IlBolognaCaffarraprimapagina" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/09/ilbolognacaffarraprimapagina.jpg" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla" width="460" height="640" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>All&#8217;interno</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></p>
<div id="attachment_2198" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><span style="text-decoration:underline;"><strong><strong><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/09/ilbolognacaffarra.jpg"><img class="size-full wp-image-2198" title="IlBolognaCaffarra" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/09/ilbolognacaffarra.jpg" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla" width="460" height="643" /></a></strong></strong></span><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l'importanza della Persona]]></title>
<link>http://nelmionome.wordpress.com/2009/09/21/limportanza-della-persona/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 10:18:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>vighna</dc:creator>
<guid>http://nelmionome.wordpress.com/2009/09/21/limportanza-della-persona/</guid>
<description><![CDATA[Vorrei oggi far capire l&#8217;importanza della persona. Vi riporto a questo proposito, una omelia d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Vorrei oggi far capire l&#8217;importanza della persona.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Vi riporto a questo proposito, una omelia del <strong>Card Caffarra</strong> tenuta per i giovani. E&#8217; un po&#8217; lunga, ma interessante.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">________________________________________________________________________________</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">&#8220;Catechesi ai giovani in preparazione al Santo Natale</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">«&#8221;Uno, nessuno, centomila&#8221;: alla ricerca del vero io»</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Cinema Galliera, 13 dicembre 2008 </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Carissimi amici, questa sera vorrei indicarvi la via per diventare &#8220;qualcuno&#8221;, e cessare di essere semplicemente &#8220;qualcosa&#8221;: per diventare una persona vera. C’è bisogno da parte vostra, questa sera, di una grande attenzione, perché diremo cose assai importanti.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">1. Iniziamo la nostra riflessione da un detto di Gesù: &#8220;che vale per l’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde se stesso?&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Gesù fa un confronto: da una parte il mondo intero; dall’altra l’io che è ciascuno di noi. Da questo confronto esce vincente l’io che è ciascuno di noi. Provate ad immaginare una bilancia. Su un piatto immaginate di mettere il mondo intero, e sull’altro l’io che è ciascuno di voi: la bilancia pende dalla vostra parte.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Prima obiezione: &#8220;mi sembra esagerato ciò che dice Gesù. In fondo io sono uno in mezzo a tanti. Uno dei cinque miliardi di uomini. E fra cinque miliardi, uno più uno meno non cambia molto&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Questa obiezione al detto di Gesù esprime bene l’atmosfera culturale che respiriamo: misurare l’importanza, la grandezza di una realtà solo dal punto di vista della quantità. Se ci pensate un momento, è applicare al mondo delle persone il criterio che vale per il mondo delle cose. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Vi aiuto con un esempio.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Non è la stessa cosa … avere in tasca dieci euro e averne dieci miliardi: nel denaro la quantità è decisiva. Ma se una madre ha quattro figli e ne perde uno – poniamo – in un incidente stradale, la si può consolare dicendo &#8220;ma in fondo te ne restano tre: hai perso solo il 25% dei tuoi figli&#8221;? Dovete davvero capire bene questo: le persone non sono quantificabili, non sono numerabili.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Siccome questo è un punto fondamentale, vi aiuterò con un altro esempio. Andate a comperare un giornale quotidiano: per farlo, basterà che voi diciate il nome. Se l’edicolante vi desse il quotidiano richiesto, e voi diceste: &#8220;Voglio il Resto del Carlino; ma non questa copia, ma quell’altra&#8221;, l’edicolante avrebbe tutto il diritto di ritenervi un po’ … matti. Perché? Ogni copia del quotidiano è uguale ad ogni altra, essendo ciascuna l’esatta riproduzione dello stesso modello. E quindi ciascuna è scambiabile con ciascuna: è una serie. È così di ciascuno di voi? Sono sicuro che vi rifiutate di pensarlo. Ciascuno di noi non è scambiabile con nessuno. È unico; non fa numero. È fuori serie. Il numero, la quantità non entra nel mondo delle persone. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Cari giovani, guardate che oggi non è facile non dico essere convinti di questo, ma pensare l’uomo in questo modo. La cultura in cui viviamo ha talmente degradato l’uomo da convincerlo che egli vale non per ciò che è, ma per ciò che ha: è la quantità dell’avere [denaro, successo, prestigio …] che misura la preziosità dell’essere. &#8220;Lui sì che è qualcuno&#8221;, si dice di uno; e si intende dire &#8220;lui sì che ha avuto successo…&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Dunque abbiamo detto: <strong><span style="color:#993366;">una sola persona vale più di tutto l’universo; la persona non è numerabile: ogni persona è fuori serie, unica; ogni persona gode di una valore infinito.</span></strong></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">2. Adesso dobbiamo fare un passo ulteriore, che ancora una volta esige molta attenzione. Cerchiamo di rispondere a questa grande domanda: perché la persona possiede un valore infinito?</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Inizio ancora una volta la mia risposta da un fatto molto semplice. Due sposi desiderano molto avere bambini. Finalmente la sposa resta incinta. Purtroppo dopo qualche mese di gravidanza, perde il bambino: aborto spontaneo. Un medico colla migliore intenzione di consolarla, le dice: &#8220;non pianga; lei potrà avere altri bambini&#8221;. Risponde la donna: &#8220;sì, ma lui l’ho perduto&#8221;. Riflettiamo su questa semplice e straordinaria risposta.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Quando, come, noi scopriamo l’irripetibile unicità di una persona? Dentro ad un rapporto di amore. E ciò vale da due punti di vista. <span style="color:#993366;"><strong>È l’amore la luce che illumina l’intelligenza e le fa capire, vedere la preziosità unica della persona dell’altro; è l’amore quindi che, vedendo il valore immenso dell’altro</strong></span>, ti fa dire: &#8220;come è bello, come sono contento che tu ci sia!&#8221;. E reciprocamente ciascuno acquista coscienza di se stesso, della sua preziosità dentro ad un rapporto con un tu. L’io solitario, chiuso in se stesso, estraneo ed estraniato, non capisce se stesso: non giungerà mai ad essere un io vero, nel senso pieno della parola.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Si potrebbero dire ancora molte cose su questo punto. Ma voglio procedere oltre, prendendo in seria considerazione una nuova obiezione, la seconda.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Seconda obiezione: &#8220;è vero quello che tu dici, che cioè dentro ad un rapporto di vero amore, ciascuno cessa di essere qualcosa, diventa qualcuno, un &#8220;io&#8221;. Ma proprio questo dimostra come ciascun io, ognuno di noi sia fragile come una foglia. L’amore può cessare. E soprattutto, muore anche la persona amata. Alla fine l’ultima parola la dice la morte. Come dice il poeta: &#8220;… e involve/ tutte le cose l’oblio nella sua notte;/ e una forza operosa le affatica/ di moto in moto; e l’uomo e le sue tombe/ e l’estreme sembianze e le reliquie/ della terra e del ciel traveste il tempo&#8221; [U. Foscolo, Dei sepolcri 17-22]&#8220;.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Siamo arrivati al punto centrale della nostra catechesi: prestatemi molta attenzione!</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Tenendo presente la nostra esperienza umana che testimonia come si diventa un &#8220;io&#8221; all’interno di un rapporto di amore; tenendo presente che ogni rapporto di amore è insidiato dalla infedeltà e soprattutto dalla morte, noi giungiamo alla seguente conclusione: l’io diventa veramente inattaccabile qualora fosse amato da una Persona (a) capace di un amore eternamente fedele e (b) capace di un amore più forte della morte. Ciascuno di noi diventa veramente un &#8220;io&#8221; solo se è [sottolineate bene questo: se è], e se prende coscienza di essere [prendere coscienza viene dopo, ma è necessario] amato da uno con un amore eterno e onnipotente.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Cari giovani, sapete come si chiama questo amore che fa di ciascuno di noi un &#8220;io&#8221;? si chiama atto creativo di Dio. È precisamente questo il punto centrale della nostra catechesi. Mi fermo dunque un poco.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Che cosa significa dire: &#8220;Dio mi crea?&#8221;. Significa che tu non esisti per un caso fortuito o per l’incrociarsi di forze impersonali. Significa che tu esisti perché Qualcuno prima che tu esistessi, ti ha pensato e ti ha voluto. Appunto: ha desiderato che tu esistessi di fronte a Lui. Ha voluto istituire con te una relazione di vero amore.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">L’atto creativo non si pone all’inizio del tuo esserci, solamente. Esso è continuo: Dio ti fa essere in ogni istante, perché vuole che sia davanti a Lui come un tu a cui Egli, Dio, desidera rivolgersi.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Questo dice la misura della grandezza dell’io. Mi spiego con un esempio. Immaginate – ne ho visto ancora in Valle d’Aosta – un uomo che si prende cura di una mandria di bestie, e passa le sue giornate con esse. Le bestie sono il suo quotidiano interlocutore. Certamente questa persona si sente un io nei confronti della sua mandria: la dirige, la comanda. Tuttavia voi capite che la &#8220;misura&#8221; della sua consapevolezza di essere un io, è piuttosto limitata.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Immaginate che questa stessa persona sia anche abitualmente chiamata dal sindaco del suo paese, perché lo considera un uomo molto sapiente e saggio, al punto da non prendere nessuna decisione amministrativa senza sentirne il parere. Certamente questa persona si sente un io nei confronti del suo sindaco. E voi capite che in questa seconda ipotesi la &#8220;misura&#8221; della sua consapevolezza di essere un io è molto più grande.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Possiamo allora formulare la seguente legge generale: <span style="color:#993366;"><strong>la misura della consapevolezza di essere un io è data dalla misura della dignità o grandezza della realtà con cui si confronta.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Poiché l’atto creativo ti pone di fronte a Dio, quale è la misura del tuo essere un io? Una misura infinita. S. Tommaso dice la stessa cosa dicendo che nell’universo non esiste nulla di più nobile della persona umana, perché solo essa è costituita e chiamata ad essere in un rapporto diretto con Dio stesso.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Dunque abbiamo detto: la persona umana è un io eterno, di infinita dignità, perché è il tu di Dio stesso. È in un rapporto con Dio.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">3. Facciamo ora l’ultimo passo della nostra catechesi: quello più suggestivo, profondo e commovente. E lo facciamo partendo da un testo di Giovanni Paolo II che si riferisce al Natale.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Dice il passo: &#8220;Quale valore deve avere l’uomo davanti agli occhi del creatore, se ha meritato di avere un tanto nobile e grande redentore, se Dio ha dato il suo Figlio, affinché egli, l’uomo, non muoia, ma abbia la vita eterna? In realtà, quel profondo stupore riguardo al valore e alla dignità dell’uomo si chiama evangelo, cioè la buona novella. Si chiama anche cristianesimo&#8221; [Lett. Enc. Redemptor hominis 10,1-2; EE8/28-29].</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">In realtà, l’esempio che ho fatto prima del pastore, non è del tutto fittizio. È accaduto nella notte di Natale. I primi a cui fu svelato quanto Dio si prendesse cura dell’uomo, furono dei pastori. Essi poterono vedere &#8220;quale valore deve avere l’uomo davanti agli occhi del creatore&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Il Vangelo poi dice: &#8220;I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto&#8221; [Lc 2,20]. Ritornarono alla loro condizione sociale di prima. Le pecore puzzavano come prima; la considerazione che la società aveva di loro continuava ad essere pessima. Ma una cosa era cambiata in loro: era nata in loro la consapevolezza di essere un io davanti a Dio. Era fiorito in loro lo stupore profondo riguardo alla dignità della loro persona: si erano sentiti amati da Dio stesso; presi in considerazione da Dio stesso.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Il cristianesimo è oggettivamente un fatto: Dio ha tanto amato l’uomo, si è preso talmente cura dell’uomo, da assumere la nostra stessa natura e condizione umana. Ha voluto dirci nell’unico modo a noi comprensibile, che ci ama. Soggettivamente il cristianesimo è la certezza inattaccabile di questo fatto [= fede; "noi abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi"], e quindi la consapevolezza che ciascuno ha di essere un io eterno avente un valore infinito.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Concludo con due testi mirabili di S. Paolo. Vi parlavo delle due insidie che attaccano il rapporto di amore: l’infedeltà e la morte. Ascoltate ora S. Paolo: &#8220;io sono … persuaso che né morte né vita, né angeli ne principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze, né profondità né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù nostro Signore&#8221; [Rom 8,18-19].</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">L’apostolo è assolutamente sicuro che Dio non si stancherà mai di amarci in Gesù. Ma nell’elenco delle forze ostili ne manca una: la nostra libertà. Dio non si separa mai dall’uomo; ma l’uomo può decidere di separarsi da Dio. Vedete di quale vertiginosa grandezza è dotata la nostra libertà: l’io è chiamato a prendere posizione nei confronti di Dio.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Il secondo testo: &#8220;Questa vita nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me&#8221; [Gal 2,20]. Non è un amore generico. È un amore per te: è dentro questa certezza che si diventa un io vero, un grande io. <strong><span style="color:#993366;">E si cessa di essere &#8220;uno (fra i tanti), nessuno, centomila&#8221;.</span> </strong>Ed il primo segno di essere diventati un io, è il desiderio di vedersi affidato un compito, una missione: &#8220;Signore, cosa vuoi che io faccia?&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;"><span style="color:#993366;"><strong>Diventare un io, affermare in pienezza la propria libertà, porsi nella totale disponibilità alla propria missione-vocazione: tre affermazioni che descrivono lo stesso fatto: è nata una PERSONA</strong></span>.&#8221;</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">________________________________________________________________________________</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Oggi c&#8217;è molto bisogno di persone. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">Preghiamo insieme il Signore perché ci aiuti a diventare veramente PERSONE </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;">e perché regali tanti Santi al mondo&#8230;</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="background:none transparent scroll repeat 0 0;"><strong><span style="color:#993366;">Ti amo Signore: TU sei mio Padre!</span></strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prima Domenica dopo Pentecoste (7 giugno 2009): festa della Santissima Trinita. Proprio, notazione gregoriana, mp3 e riflessioni]]></title>
<link>http://introiboadaltaredei.wordpress.com/2009/06/05/prima-domenica-dopo-pentecoste-7-giugno-2009-festa-della-santissima-trinita-proprio-notazione-gregoriana-mp3-e-riflessioni/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 15:08:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>adaltaredei</dc:creator>
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<description><![CDATA[Insieme al proprio della Santa Messa, ricomposto con l&#8217;aggiunta dell&#8217;omelia tenuta nel 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Insieme al proprio della Santa Messa, ricomposto con l&#8217;aggiunta dell&#8217;omelia tenuta nel 2]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Caffarra alla CISL - il testo dell'intervento]]></title>
<link>http://cislunibo.wordpress.com/2009/05/05/caffarra-alla-cisl-il-testo-dellintervento/</link>
<pubDate>Tue, 05 May 2009 10:34:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>cislunibo</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’Educazione al lavoro, sul lavoro, per il lavoro Riflessioni del card. Carlo Caffarra nell’ambito d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:right;"><a href="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/03/cisl-generico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-631" title="cisl-generico" src="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/03/cisl-generico.jpg?w=300" alt="cisl-generico" width="270" height="75" /></a><strong><em>L’Educazione al lavoro,<br />
sul lavoro,<br />
per il lavoro</em></strong></h2>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong><em>Riflessioni del card. Carlo Caffarra nell’ambito del<br />
XVI Congresso territoriale della CISL</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mi corre l’obbligo, prima di iniziare, di chiarire subito la prospettiva della riflessione seguente, del mio contributo. Ne risulteranno al contempo i limiti e – lo spero – i pregi.<br />
Come pastore della Chiesa sono stato chiamato a prendermi cura dell’uomo in quanto dotato di una dignità incomparabile. Prendersi cura dell’uomo sarebbe un’astrazione se non significasse prendersi cura delle sue fondamentali esperienze: i suoi affetti, il lavoro, la sofferenza [in particolare la malattia], la cittadinanza. E dunque dirò qualcosa dal punto di vista dell’uomo in quanto uomo che lavora [Laborem exercens homo: inizia la prima delle tre encicliche sociali di Giovanni Paolo II; cfr. EE 8/206]. Che cosa significa “dal punto di vista dell’uomo…”? La risposta costituisce il presupposto a tutto quanto andrò dicendo.<!--more--><a href="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/05/caffarra_5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-917" title="caffarra_5" src="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/05/caffarra_5.jpg?w=227" alt="caffarra_5" width="227" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">1. Ebbi già l’occasione di dire che il fondamentale valore del lavoro umano è di natura etica non economica [cfr. <a href="http://www.bologna.chiesacattolica.it/arcivescovi/caffarra/omelie/2009/2009_05_01.php">Omelia 1 maggio</a> ]. Ritengo che questa affermazione riassuma tutto il Magistero della Chiesa circa il lavoro. Cerco di esplicitarne alcuni contenuti essenziali.<br />
È la persona umana il soggetto del lavoro. Nel lavoro cioè e mediante il lavoro cerca la realizzazione di se stessa, il compimento della sua vocazione professionale, la costituzione dei rapporti sociali, la promozione del bene comune. Potremmo dire: mediante il lavoro si costituisce la cultura, intesa come modo propriamente umano di abitare il mondo.<br />
Qualificare il lavoro secondo la primaria misura etica significa che, alla fine, ogni lavoro ha come suo scopo la persona che lavora, non concepita astrattamente come individuo, ma all’interno delle sue relazioni originarie, in primo luogo la famiglia.<br />
Partendo da questo presupposto, dobbiamo avere un atteggiamento fortemente critico nei confronti di “una specifica cultura secolarizzata-strumentale del lavoro e una parallela struttura sociale che valorizza solo gli aspetti utilitaristici del lavoro” [Pierpaolo Donati]. Cultura, per altro, e struttura sociale che sono già entrate in crisi.<br />
È precisamente alla luce di queste riflessioni che hanno per me carattere di premesse, che si pone urgentemente la domanda sull’educazione al lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">2. Chi si pone questa domanda, ed in ogni società pensosa del suo futuro questa domanda deve porsi, non può non chiedersi: educazione a quale lavoro? per essere più precisi: a quale idea, a quale visione del lavoro?<br />
Credo purtroppo di non sbagliarmi nel dire che la cultura di oggi non sa più rispondere a questa domanda; anzi la ritiene priva di senso. Per una serie di ragioni, alcune delle quali mi limito solo ad enunciare.<br />
- L’incapacità di rispondere è uno dei segni più tragici della generale incapacità [o abdicazione?] della nostra generazione di adulti di educare le giovani generazioni. Ma l’incapacità di educare al lavoro è un fatto gravissimo perché significa che non siamo più capaci di aprire un futuro alle giovani generazioni.<br />
- L’incapacità di rispondere è dovuta al pensare comune che “tutto si è liquefatto”. Il collasso delle identità nella contrarietà o nella diversità [dando a queste parole senso ontologico] dentro alla generale indifferenza e neutralità di ogni cosa impedisce una seria educazione.<br />
- L’incapacità di uscire da una concezione esclusivamente mercantilistica della relazione di lavoro. Conosciamo bene questa concezione. La sintetizzo colle parole di Pierpaolo Donati: «Il concetto di mercato del lavoro è utilizzato di norma per indicare l’insieme dei meccanismi che regolano l’incontro tra i posti di lavoro disponibili e le persone in cerca di occupazione. In questo modo il lavoro viene trattato in maniera sostanzialmente analoga a qualsiasi altra merce».</p>
<p style="text-align:justify;">3. Come uscire allora da questo vicolo cieco educativo? Dato il tempo a disposizione, mi limito ad esporre l’essenziale della risposta che ritengo vera.<br />
In linea generale, educare al lavoro significa non solo e non principalmente trasmettere abilità e competenze in ordine ad avere un buon prodotto. Significa anche e soprattutto aiutare il giovane a prendere coscienza della professione come dimensione costitutiva della sua vocazione umana e quindi aiutare il giovane a sviluppare le sue qualità etiche. Potremmo dire più brevemente: formare il giovane in scienza e coscienza. Oppure, e meglio: educarlo a personalizzare il lavoro.<br />
Che cosa significa questo per un concreto progetto educativo?<br />
- Far ricuperare il senso del lavoro. Esso è uno dei luoghi, dei momenti fondamentali della costruzione della propria vita,e non solamente una triste necessità da cui non si può evadere. Bisogna riconoscere che le comunità cristiane hanno spesso mantenuto un grande silenzio in merito a questo. Eppure due grandi carismatici, del secolo XX, uno già canonizzato, hanno fatto, sia pure con sensibilità molto diverse, del tema del lavoro un momento essenziale della loro proposta educativa. Parlo di S. Josè Maria Escriva e don Giussani. Questi scrisse: «La cosa più nobile che fa l’uomo è lavorare, è il lavoro. Ma perché la cosa più nobile è il lavoro? È la cosa più nobile in quanto è più adeguata al destino che ha l’io. La conoscenza dell’io è la grande cosa; è il sentimento dell’io la grande cosa! Allora a uno gli si illumina anche cosa sia il lavoro e ne gode» [in Una presenza che cambia, Rizzoli, Milano 2004, pag. 169-170]. C’è un abisso fra una proposta educativa al lavoro come questa e la proposta che spesso parlando della via cristiana della vita, o del lavoro non parla neppure come se Dio lo si potesse incontrare solo fuori dal lavoro oppure se ne parla come puro strumento per guadagnarsi la vita.<br />
Parlavo della misura etica del lavoro. È la ripresa di questo “midollo” della dottrina cristiana del lavoro, che ci deve stimolare tutti quanti alla ricerca di un nuovo paradigma pedagogico del lavoro.<br />
- È necessario studiare forme di collaborazione più intensa fra scuole ed imprese.<br />
L’esperienza fatta dal Liceo Malpigli colla Ducati mi sembra paradigmatica.<br />
Da questa collaborazione ne beneficerebbero imprese e scuole. Non parlo solo delle scuole professionali.<br />
Le imprese. Esse hanno bisogno di avere a disposizione luoghi dove poter fiduciosamente cercare e trovare risorse professionali ed umane disponibili.<br />
Le scuole. Esse, gli insegnanti concretamente, hanno bisogno di essere stimolati da imput professionali per l’educazione dei giovani.<br />
Misure come stages, visite nelle aziende, borse di studio estive vanno incoraggiate, purché nel contesto di quella personalizzazione del lavoro di cui parlavo.</p>
<p style="text-align:justify;">Concludo con due riflessioni che mettono in risalto i due modi opposti di concepire il, e quindi di educare al lavoro.<br />
Recentemente mi è capitato di sentire equiparare lavoro e prostituzione: ambedue – diceva chi li equiparava – vendono il corpo umano per un salario. Ecco dove finisce coerentemente la logica utilitaristica del lavoro!<br />
Un grande poeta polacco del XIX secolo, C.K. Norwia ha scritto: «Il bello è tale, per rendere affascinante il lavoro» [cito da K. Woitila, Metafisica della persona, Bompiani, Milano 2009, pag. 1454]. Il pensiero è profondo.<br />
Il tetto della basilica di S. Pietro poteva essere costruito come tutti i tetti, se si fosse pensato solo alla sua funzione: impedire che piovesse dentro la basilica. Sarebbe stato più facile e sarebbe costato meno.<br />
Michelangelo tuttavia volendo costruire una copertura, un tetto, si lasciò affascinare da un’idea: la cupola. Il suo lavoro non fu solo utile. Dal rapporto col bello divenne affascinante. È il rapporto con la verità, con la giustizia, il bene, il bello che rende il lavoro un atto della persona. Il lavoro irradia l’humanum nella sua specificità: solo l’uomo lavora.<br />
È il significato profondo della grande intuizione cristiana nascosta nella «et» di Benedetto: ora et labora. È l’equilibrio fra contemplazione ed azione.<br />
Abbiamo già lasciato alle spalle, credo, la concezione meramente utilitaristica; non siamo più radicati nella grande tradizione cristiana. E non sappiamo più rispondere alla domanda di educazione al lavoro: ma questa è una delle dimensioni essenziali della grande sfida educativa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educazione al lavoro - Caffarra alla CISL]]></title>
<link>http://cislunibo.wordpress.com/2009/04/27/educazione-al-lavoro-caffarra-alla-cisl/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 21:50:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>cislunibo</dc:creator>
<guid>http://cislunibo.wordpress.com/2009/04/27/educazione-al-lavoro-caffarra-alla-cisl/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/04/locandina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-854" title="locandina" src="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/04/locandina.jpg" alt="locandina" width="468" height="661" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bologna: lettera del Cardinale ai fedeli che seguono la forma straordinaria del Rito Romano]]></title>
<link>http://introiboadaltaredei.wordpress.com/2008/11/07/bologna-lettera-del-cardinale-ai-fedeli-che-seguono-la-forma-straordinaria-del-rito-romano/</link>
<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 23:47:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>adaltaredei</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una lettera del primo novembre inviata ai fedeli che seguono la S. Messa celebrata secondo la for]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In una lettera del primo novembre inviata ai fedeli che seguono la S. Messa celebrata secondo la for]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omosessuali, con o senza RAGIONE?]]></title>
<link>http://serpentario.wordpress.com/2008/10/31/omosessuali-con-o-senza-ragione/</link>
<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:09:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>M. Begato</dc:creator>
<guid>http://serpentario.wordpress.com/2008/10/31/omosessuali-con-o-senza-ragione/</guid>
<description><![CDATA[Oggi commento un articolo di Luca Trentini su omosessualità e natura (e altre retoriche inamovibili)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi commento un articolo di Luca Trentini su omosessualità e natura (e altre retoriche inamovibili).<br />
La scelta del tema omosessuale, su cui sto insistendo in quest&#8217;anno, è una scelta di esemplarità e non di sostanza: insomma il problema omosessuale è quasi nulla di fatto (1-3% della popolazione), ma è pompato alla grande, e quindi rifletterci sopra ci permette di smontare l&#8217;ideologia del pensiero post-moderno, coi suoi nauseanti cliché.</p>
<p><a href="http://serpentario.wordpress.com/files/2008/10/cosi-scrive-oggi-luca-trentini.doc">Trentini vs Caffarra?</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Caffarra: che dio ti fulmini!]]></title>
<link>http://dietroildito.wordpress.com/2008/06/25/caffarra-che-dio-ti-fulmini/</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 11:10:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>dietroildito</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il cardinale Caffarra torna a far sentire la sua vocina stridula. Continua a non farsi i fatti suoi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il cardinale Caffarra torna a far sentire la sua vocina stridula. Continua a non farsi i fatti suoi e a fare la messa a tutti, ancora una volta nel mirino dell&#8217;imbecille c&#8217;è la questione della sessualità. &#8220;I gay un pericolo sociale&#8221; scrive di suo pugno sul settimanale &#8220;l&#8217;avVENIRE&#8221;. Per fortuna: la povertà, l&#8217;ignoranza, il razzismo, la politica corrotta e la riduzione delle relazioni sociali alla logica di mercato, non sono invece un pericolo per la società. La questione è sicuramente di fondamentale importanza perché se la gente abortisce, fa sesso col preservativo o è omosessuale, come fa la chiesa ad avere &#8220;una classe di nuovi figli&#8221; povera e disagiata da sottomettere alla sua infinità bontà? Alla vigilia del pride di Bologna la chiesa continua a infiltrarsi nella politica dello stato e il PD (non è l&#8217;acronimo di una bestemmia) è subito pronto a ridimensionare la sua adesione alla manifestazione di sabato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nobiltè decaduta]]></title>
<link>http://intenso73.wordpress.com/2008/06/12/nobilte-decaduta/</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 17:39:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Intenso73</dc:creator>
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<description><![CDATA[Battaglia sul fronte &#8216;Legge per la regolamentazione dell&#8217;immigrazione&#8217; Più che vol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href='http://intenso73.wordpress.com/files/2008/09/confine_granducato.jpg' rel="lightbox" title="Confine tra i Granducati di Pisa e Parma/Piacenza"><img src="http://intenso73.wordpress.com/files/2008/09/confine_granducato-150x150.jpg" alt="" title="Confine_granducato" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-407" /></a><br />
Battaglia sul fronte &#8216;Legge per la regolamentazione dell&#8217;immigrazione&#8217;<br />
Più che volerne discutere la bontà o meno, lascerei traccia di <a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/bologna/2008/06/10/95859-parroci_caffarra_clandestini.shtml" target="_blank">un articolo</a> comparso sul quotidiano bolognese Il Resto del Carlino, a proposito della decisione di alcuni parroci del capoluogo Emiliano e dintorni:</p>
<blockquote><p>Le parrocchie non possono scegliere chi aiutare e a chi fare beneficenza sulla base di un timbro sul permesso di soggiorno. Così alcuni parroci di Bologna annunciano, in una lettera inviata al cardinal Carlo Caffarra, di essere pronti a fare obiezione di coscienza se il reato di clandestinità verrà approvato dal Parlamento.<br />
“Non ho nessun astio per gli attuali governanti &#8211; precisa il parroco di Crevalcore &#8211; ma chiedo di poter esercitare obiezione di coscienza rispetto a una eventuale legge di questo genere. Non posso lasciare fuori dalla porta della chiesa una persona bisognosa perché non ha i documenti in regola&#8221;.</p></blockquote>
<p>Già tanti sacerdoti hanno sottoscritto la missiva di don Scimè. Ma dalla Curia si chiede prudenza.</p>
<blockquote><p>Le leggi fondamentali delle comunità cristiane sono l’amore e l’accoglienza, me ne tengo conto &#8211; dice il vescovo ausiliare, Ernesto Vecchi &#8211; <strong>ma non contro le leggi dello stato</strong> e contro il rispetto dell’ordine pubblico.</p></blockquote>
<p>Già perchè la <a href="http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l194_78.html" target='_blank'>legge 194</a> sull&#8217;interruzione di gravidanza, tanto bersagliata da parte clericale, non è stata approvata dallo <strong>Stato</strong> Italiano ma dal Granducato di Montepandoro, famoso per le sue annuali sagre del <em>Vino andato in aceto</em> (giugno) e dell&#8217;<em>Adorazione del calzone farcito</em> (ottobre), per non dire dell&#8217;<em>Abbuffata agonistica della trippa coi carciofi</em> (data variabile).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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