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	<title>caffe &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/caffe/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "caffe"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 01:23:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Per ringraziarvi di cuore: un Caffè…News per tutti!]]></title>
<link>http://caffenews.wordpress.com/2009/11/30/per-ringraziarvi-di-cuore-un-caffe%e2%80%a6news-per-tutti/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:02:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesca Magno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Caffè News Magazine cresce grazie a te che stai scorrendo con gli occhi queste righe e si dà una ver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ynKMnjZi95E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ynKMnjZi95E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<blockquote><p><a href="http://caffenews.wordpress.com/chi-sono/" target="_blank"><strong><span style="color:#ff0000;">Caffè News Magazine cresce grazie a te che stai scorrendo con gli occhi queste righe e si dà una vera e propria struttura redazionale!</span></strong></a></p></blockquote>
<p><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2008/09/caffe.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2008/09/caffe.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Quante volte incontrando un’amica o un amico abbiamo pronunciato la frase: “Ti offro un Caffè?”, oppure ci siamo dati appuntamento per “bere un Caffè insieme”…</p>
<p>Il Caffè, quindi, non è solo una gustosissima bevanda e un’abitudine, ma anche un rito, un momento di incontro, una pausa, un break dalla tensione quotidiana…</p>
<p>L’aroma di Caffè ci accarezza i sensi al mattino appena svegli, ci coccola nelle pause d’ufficio, ci inebria dopo pranzo, ci rallegra nel pomeriggio, ci accompagna tra le braccia di Morfeo la sera… <span style="color:#008000;"><strong>E’ una dolcissima costante nella vita di moltissimi; una sorta di “amico fedele” sempre pronto a ristorare e rincuorare; un meraviglioso pretesto per incontrarsi e chiacchierare spensierati…</strong></span></p>
<p>Allora amici, accomodatevi: stamattina il Caffè ve lo offro io! Un Caffè per tutti!</p>
<p>E poiché ci troviamo all’interno del nostro (e spero pure vostro!) Bar preferito…Vi consiglio la specialità della Casa… Il Caffè News! Una squisitezza tutta da gustare!</p>
<p>Scrivere, collaborare, partecipare attivamente alla realizzazione di questo giornale  e della Web-Tv si è rivelata e si rivela ogni settimana di più, un’avventura estremamente entusiasmante e soddisfacente!</p>
<p>Capirete bene però che due sono le fonti principali di gioia per gli aspiranti giornalisti come me:</p>
<p>1) La squadra, la redazione, il team all’interno del quale si lavora</p>
<p>2) Il pubblico di lettori e spettatori</p>
<p>I primi Caffè di questo Lunedì mattina li offro allo Staff del Caffè: un gruppo composto da persone valide sia dal punto di vista professionale e sia dal punto di vista umano.</p>
<p>A tutti voi amici Redattori, offro un Caffè News carico di gratitudine, stima e amicizia! Collaborare con voi è stata ed è un’avventura meravigliosa! Grazie!</p>
<p>I secondi Caffè, li offro a Voi cari amici Lettori (e telespettatori) ma non perché voi siate al secondo posto nel mio cuore, ma semplicemente perché a Voi voglio dedicare più tempo e gustare proprio insieme a Voi questo Caffèttino del Lunedì.</p>
<blockquote><p><span style="color:#008000;"><strong>Senza di Voi, tutto il nostro lavoro sarebbe nulla; senza le vostre coscienze attente e critiche ogni pezzo non avrebbe risonanza; senza i vostri commenti il giornale sarebbe meno vivace; senza la vostra interazione durante le puntate di Caffè News TV, non avremmo avuto l’emozione e lo stimolo per andare avanti…</strong></span></p></blockquote>
<p>Nell’offrirvi un Caffè della Casa carico di infinita gratitudine, certamente interpreto il pensiero e il sentire di tutto il team di lavoro.</p>
<p>Noi senza di Voi non saremmo nulla.</p>
<p>Voi avete gratificato enormemente i nostri sforzi, Voi ci avete fornito (attraverso la vostra crescente presenza) gli incentivi per perseverare nel nostro “fare giornalismo” senza compromessi e senza schieramenti politici…Voi ci avete regalato l’opportunità di credere in un sogno comune: confezionare i pezzi, così come le puntate, badando solo alla qualità del “prodotto finito” perché ci avete reso consapevoli di poter contare su un pubblico fedele e intellettualmente onesto!</p>
<p>Per tutti questi motivi e per altri mille ancora, Vi offro un Grazie sincero e sentito da parte mia e da parte di tutta la Redazione!</p>
<p>Grazie amiche ed amici! Buon Caffè News a tutti!</p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="color:#008000;">Francesca Magno</span></strong></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il tè delle cinque]]></title>
<link>http://justafiveoclocktea.wordpress.com/2009/11/29/il-te-delle-cinque/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 16:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlotta Mariani</dc:creator>
<guid>http://justafiveoclocktea.wordpress.com/2009/11/29/il-te-delle-cinque/</guid>
<description><![CDATA[Il tè del pomeriggio secondo Mary Cassat Ho iniziato questo blog dicendo che sarebbe stato aggiornat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_67" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://justafiveoclocktea.wordpress.com/files/2009/11/tea-in-art-mary-cassat-afternoon-tea.jpg"><img class="size-medium wp-image-67" title="tea-in-art-mary-cassat-afternoon-tea" src="http://justafiveoclocktea.wordpress.com/files/2009/11/tea-in-art-mary-cassat-afternoon-tea.jpg?w=300" alt="" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Il tè del pomeriggio secondo Mary Cassat</p></div>
<p>Ho iniziato questo blog dicendo che sarebbe stato aggiornato sempre alle 17 come la tradizione inglese insegna… ecco, ma come è nata questa abitudine?<br />
Incredibile ma vero, la “colpa” è di una portoghese: Caterina di Braganza. Figlia del re di Portogallo, andò in sposa a Carlo II d’Inghilterra del 1662 e fu lei a introdurre l’usanza del tè.</p>
<p style="text-align:justify;">Si dice, però, che fu Anna, settima duchessa di Bedford, ad “inventare” l’usanza del tè del pomeriggio, all’inizio del XVIII secolo. Prendere il tè tra le quattro e le cinque serviva ad  alleggerire i morsi della fame tra pranzo e cena (concordo!!!).</p>
<p style="text-align:justify;">Il successo di questa trovata è stata favorita da un&#8217;altra esperienza culinaria, quella del Conte di Sandwich. Pensò di mettere una farcitura tra due fette di pane e inventò il sandwich! Queste due nuove abitudini diedero il via a tanti incontri sociali e crearono una tendenza che ancora oggi influisce sul nostro modo di pensare al Regno Unito.</p>
<div style="text-align:justify;">Tradizionalmente, un &#8220;Five &#8216;O Clock Tea&#8221; presuppone una tazza di tè con latte e zucchero accompagnata da tramezzini vari, panini, torte e paste particolari come la &#8220;Battemberg&#8221; (http://bronmarshall.com/?p=99) o la &#8220;Victoria Sponge&#8221; (http://cuocavvenente.blogspot.com/2009/10/victoria-sponge.html).</div>
<div style="text-align:justify;">Oggi, gli inglesi trascorrono questa pausa nei saloni di alcuni grand hotel, nei caffè o nei Tea shop.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[minimi storici]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2009/11/29/minimi-storici/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 08:58:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2009/11/29/minimi-storici/</guid>
<description><![CDATA[ieri la mia pressione era 106 su 68 decisamente ottima per chi come me si era abituato a veleggiare ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ieri la mia pressione era 106 su 68<br />
decisamente ottima per chi come me si era abituato a veleggiare sui 135 su 80<br />
decisamente il mio reagire meglio allo stress nell&#8217;ultimo periodo mi sta aiutando ed ho pure iniziato a concedermi di nuovo qualche caffè</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[10 modi per rinforzare il tuo sistema immunitario!]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/29/10-modi-per-rinforzare-il-tuo-sistema-immunitario/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 07:30:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
<guid>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/29/10-modi-per-rinforzare-il-tuo-sistema-immunitario/</guid>
<description><![CDATA[Ti piacerebbe trovare un modo, quest’inverno, per rinforzare il tuo sistema immunitario in modo semp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ti piacerebbe trovare un modo, quest’inverno, per rinforzare il tuo sistema immunitario in modo semp]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trauma cronico - Appunti]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/29/trauma-cronico-appunti/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 01:07:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/29/trauma-cronico-appunti/</guid>
<description><![CDATA[Sono in ritardo mostruoso, in genere il pezzo per Trauma cronico sono solito scriverlo almeno un pai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1618/34/n181767093358_4385.jpg" alt="" width="144" height="211" />Sono in ritardo mostruoso, in genere il pezzo per <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/trauma-cronico/" target="_blank"><em>Trauma cronico</em></a> sono solito scriverlo almeno un paio di giorni prima della domenica, lo carico sul blog e programmo la sua pubblicazione per la mezzanotte e un minuto. Questa volta no. Questa volta avevo buttato giù qualche appunto, delle riflessioni sull&#8217;<a href="http://www.asca.it/copertina-CASO_MARRAZZO__BRENDA_TROVATA_MORTA_IN_CASA__PROCURA_INDAGA_PER_OMICIDIO_VOLONTARIO-2139.html" target="_blank">omicidio di Brenda</a>, sulla storiaccia della <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/sosteniamo-antonio-tabucchi-firma-lappello-di-le-monde/" target="_blank">querela a Tabucchi</a> da parte del <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/sostiene-schifani-condannate-tabucchi/" target="_blank">presidente del Senato</a> (colpirne uno per educarli tutti), oppure dell&#8217;inquietante <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_25/cosentino-autorizzazione-arresto-mozione-sfiducia-senato_363cb2e4-d9aa-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank">caso Cosentino</a>, avrei voluto parlare di queste cose e concludere con la bella notizia della <a href="http://frigolandia.eu/?q=node/129" target="_blank">decisione del giudice a sospendere l&#8217;ordinanza di sfratto a <em>Frigolandia</em></a> di cui vi ho parlato già <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/08/trauma-cronico-frigidaire-ti-voglio-bene/" target="_blank"><em>qui</em></a> e <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/15/trauma-cronico-sfratto-esecutivo/" target="_blank"><em>qui</em></a>.</p>
<p style="text-align:justify;">E invece sono nella mia stanza, mezzanotte passata da un po&#8217;, Zabaglio è appena andato via, era venuto un paio d&#8217;ore fa, dopo avermi telefonato per uscire ma io ero troppo stanco. Abbiamo mangiato un piatto di pasta col pomodoro e chiacchierato di tante cose. Abbiamo letto insieme il pezzo di Alex del primo tentativo di racconto collettivo che stiamo sperimentando noi precari, e poi il pezzo, fantastico, del <em>Diario di bordo</em> di Colle Val d&#8217;Elsa di <a href="http://sarmizegetusa.wordpress.com/" target="_blank">Vanni Santoni</a>. Già, perché con <strong>Scrittori precari</strong> non ci fermiamo mai. Venerdì scorso siamo stati all&#8217;università di Siena, in una splendida <a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/17/mediterraneo-e-oriente/" target="_blank">giornata letteraria</a> in cui prima <a href="http://www.wumingfoundation.com/" target="_blank">Wu Ming</a> ha presentato <a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html" target="_blank"><em>Altai</em></a> (di cui vi invito a leggere il resoconto <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=135" target="_blank"><em>qui</em></a>) e poi <a href="http://alderano.splinder.com/" target="_blank">Rovelli</a> ha presentato <em><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003218.html#003218" target="_blank">Servi</a></em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nemmeno una settimana dopo, giovedì, eravamo a Colle Val d&#8217;Elsa. L&#8217;appuntamento con i ragazzi era per l&#8217;una e mezzo a casa mia, dove avremmo dovuto mangiare la frittata di maccheroni di Zabaglio e poi partire. La frittata fatta da Zabaglio era qualcosa di immangiabile, insipida, gommosa, insapore, dopo il primo morso ho desistito, eppure io non sono di quelli <em>schizzinosi</em>, mangio quasi tutto. Ma la frittata di Zabaglio era qualcosa di indescrivibile. Lo stesso Piccolino non è riuscito a buttarne giù più di due bocconi. Zabaglio non sa bere, non sa mangiare e non sa cucinare; lo amiamo anche per questo. Lo abbiamo preso in giro per l&#8217;intero viaggio, sgranocchiando risate incontenibili.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo arrivati a Colle che era già buio, abbiamo parcheggiato e passeggiato fino a che non ci ha raggiunto Francesca, che ci ha scortato dapprima a depositare gli zaini, prendere un caffè rigenerante e una mezz&#8217;ora di relax a Villa Francesca, dove eravamo ospiti, e poi di lì al <a href="http://www.aramisteatro.com/" target="_blank">Teatro dei Varii</a> dove ci aspettavano i registi, gli straordinari Dimitri Chimenti e Andrea Montagnani. Quindi prove. Una pizza e del vino in teatro. Ancora prove. Poi tutti a <a href="http://www.villa-francesca.net/villa.htm" target="_blank">Villa Francesca</a>, dove.</p>
<p style="text-align:justify;">Premo il tasto<em> ffww</em> &#8211; scorre la nottata insieme a Luca ed Angelo (Simone, arrivati a casa, si è messo nel fodero, ha letto qualche pagina di un libro, poi è crollato) e la notte, quindi eccoci al venerdì mattina. Si è trascorsa la mattinata tra la casa e il giardino, in completa rilassatezza e buon umore, poi si è andato a mangiare un paio di panini a qualche chilometro di distanza, quindi di nuovo a casa fino alla chiamata del Chimenti che ci dava appuntamento per le cinque e mezzo in teatro, dove si è fatta un&#8217;altra prova, e poi mentre si fumava sigarette fuori è arrivato pure Vanni. Rituale di baci, abbracci, sorrisi, poi via con la prova generale. Quindi ancora un&#8217;altra pizza, la birra, le sigarette, il caffè, il whisky, ed il teatro che si riempiva e s&#8217;era fatta l&#8217;ora.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo spettacolo si chiama proprio <em>Trauma cronico. Appunti per un film in terra straniera</em>. Quando Dimitri mi ha chiesto l&#8217;autorizzazione ad utilizzare per lo spettacolo il nome di questa rubrica, mi sono sentito molto orgoglioso di me stesso.</p>
<p style="text-align:justify;">La performance è volata. Siamo andati alla grande, tutti bravi. I registi, due pazzi. Vanni è stato eccellente, come suo solito. Non vedo l&#8217;ora di leggere il suo prossimo romanzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Una serata eccezionale. Siamo partiti per il verso giusto in un&#8217;altra nuova magnifica avventura. Certo c&#8217;è ancora tanto da crescere e da lavorare, ma sono certo che se ne vedranno ancora delle belle. I lavori, d&#8217;altronde, non finiscono mai.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Vi saluto tutti, abbracciandovi, invitandovi a ritornare domani, lunedì, per il <a href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/category/diario-di-bordo/" target="_blank"><em>Diario di bordo </em></a>della carovana errante di <strong>Scrittori precari</strong> con piacevolissimi contributi esterni, ma non vi dico altro. L&#8217;appuntamento è a domani.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Buona domenica</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><a href="http://gianlucaliguori.wordpress.com" target="_blank"><em>Gianluca Liguori</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il lusso del cibo]]></title>
<link>http://comunikafood.wordpress.com/2009/11/28/il-lusso-del-cibo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:37:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>studentefreelance</dc:creator>
<guid>http://comunikafood.wordpress.com/2009/11/28/il-lusso-del-cibo/</guid>
<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti se il prezzo è un valore &#8220;intangibile&#8221;? Penso sia ora che cominciat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vi siete mai chiesti se il prezzo è un valore &#8220;intangibile&#8221;?</p>
<p>Penso sia ora che cominciate a domandarvelo ed ad apprezzarne non solo il suo valore economico.</p>
<p>Il prezzo di un prodotto alimentare diventa un &#8220;valore&#8221; immateriale quando rapprensenta l&#8217;unicità e la qualità assoluta.</p>
<p>In questo caso il cibo passa da &#8220;semplice&#8221; prodotto da mangiare a &#8220;oggetto&#8221; del desiderio di &#8220;assaggiare&#8221;.</p>
<p>Se passate da Monsulmano Terme in provicia di Pistoia fermatevi da <a href="http://www.slitti.it/">Slitti</a> per comprare il caffè da <a href="http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=242">700 Euro al Kilo</a></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mokaccino]]></title>
<link>http://ilmenudiangela.wordpress.com/2009/11/28/mocacino/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 03:00:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Angela</dc:creator>
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<description><![CDATA[si può preparare sia nella variante calda che in quella fredda ,dipende dalla stagione .d&#8217;esta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[si può preparare sia nella variante calda che in quella fredda ,dipende dalla stagione .d&#8217;esta]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Numero zero                     -          Di Farfalla]]></title>
<link>http://ilpuntog.wordpress.com/2009/11/27/numero-zero-di-farfalla/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:21:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Staff</dc:creator>
<guid>http://ilpuntog.wordpress.com/2009/11/27/numero-zero-di-farfalla/</guid>
<description><![CDATA[La malinconia mi arriva a ondate. Guardo filari d&#8217;alberi spogli. La poesia è privato. L&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:medium;">La malinconia mi arriva a ondate. Guardo filari d&#8217;alberi spogli. La poesia è privato. L&#8217;umidità sui vetri annacqua i contorni e stempera il tuo viso. La malinconia mi arriva a ondate. Grazie per le cose belle che hai depositato sul fondo dei miei occhi. Non ci sarà altra speranza sminuita dalle nuvole. Ho estinto il conto alla banca del dolore. Non saranno più i tuoi capelli. </span></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quello che probabilmente non sapete del CAFFE’]]></title>
<link>http://eraniapinnera.wordpress.com/2009/11/26/quello-che-probabilmente-non-sapete-del-caffe%e2%80%99/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefania Mattana</dc:creator>
<guid>http://eraniapinnera.wordpress.com/2009/11/26/quello-che-probabilmente-non-sapete-del-caffe%e2%80%99/</guid>
<description><![CDATA[Come una deliziosa, spesso amara, cascata di sollievo, da molti considerato prezioso come il petroli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://eraniapinnera.wordpress.com/files/2009/11/caffe_marked-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-207" title="caffe_marked 1" src="http://eraniapinnera.wordpress.com/files/2009/11/caffe_marked-1.jpg" alt="" width="235" height="260" /></a>Come una deliziosa, spesso amara, cascata di sollievo, da molti considerato prezioso come il<strong> petrolio</strong>, il caffè è entrato da tempo nelle vite degli uomini. Momento di <strong>piacere</strong>, <strong>aggregante sociale</strong>, istante di ristorazione o essere temuto dai più insonni e <strong>nervosi,</strong> la bevanda è stata oggetto di discussioni filosofiche e letterarie, fino a diventare addirittura uno <strong>stile di vita,</strong> sottoposta alle inclementi acrobazie commerciali delle grandi e globalizzate catene di bar, che spesso prendono proprio da lei il nome di <em>caffè</em>.</p>
<p>Tra i grandi e celebri famosi amatori del <strong>caffè</strong> vi sono numerosi scrittori, registi, attori, così come imprenditori e sportivi. Tra tutti, però, spicca il nome di <strong>Honoré de Balzac,</strong> i cui racconti vogliono che ne bevesse più di cinquanta <strong>tazzine</strong> ogni giorno, una quantità che ha dell’incredibile. Viene quasi logico immaginarsi come potesse conciliare la sua vita con la produzione dei suoi numerosi scritti: probabilmente li componeva di notte!</p>
<p>La genesi del caffè pare perdersi nel mito e nei tempi: c’è chi tributa il merito della sua creazione agli <strong>arabi,</strong> chi ai <strong>cinesi,</strong> chi addirittura agli <strong>esploratori</strong>. Invero, ciò che è certo è l’origine della pianta del caffè, localizzata in <strong>Africa</strong>, precisamente in <strong>Etiopia:</strong> qui, un’intera regione chiamata Caffa, a 1300 metri sul livello del mare, ospita decine di migliaia di piante di caffè, che crescono spontaneamente da tempi immemori.</p>
<p>Se vedessimo dal vivo una pianta di caffè, probabilmente andremmo a cercare i suoi <strong>chicchi</strong> marroni, e ci sorprenderemmo a constatare che il chicco di caffè in realtà si trova all’interno di un frutto, che lo protegge dalle intemperie e dagli agenti esterni. Questo piccolo frutto viene chiamato <strong>ciliegia</strong>; ancora acerba, la ciliegia appare verde, e durante la <strong>maturazione</strong> diviene prima scarlatta, poi marrone o nera.</p>
<p>Nonostante il caffè sia originario del continente nero, il maggior <strong>produttore</strong> al mondo di chicchi si trova dall’altra parte dell’Atlantico: il re indiscusso della produzione di caffè è infatti il <strong>Brasile,</strong> con più di due milioni e mezzo di tonnellate all’anno. La medaglia d’argento è invece &#8211; un po’ a sorpresa &#8211; del <strong>Vietnam</strong>, con circa 850 mila tonnellate di produzione; la <strong>Colombia,</strong> considerata da moltissimi come un’<strong>icona</strong> del caffè, si deve accontentare della terza piazza, con solo settemila tonnellate circa di caffè prodotte annualmente.</p>
<p>Il processo di <strong>polverizzazione</strong> dei chicchi è abbastanza complesso: una volta puliti e controllati, il passaggio principale è la <strong>torrefazione</strong>, che trasforma visibilmente i chicchi, privandoli di diverse proprietà organolettiche, che ne diversificano anche la varietà.<br />
Infatti, durante la torrefazione i chicchi vengono posti a temperature talmente elevate che una certa quantità di <strong>caffeina</strong> viene persa nel processo: maggiore è il calore a cui i chicchi sono sottoposti, maggiore sarà la percentuale di caffeina perduta.</p>
<p>In commercio vi sono tantissime <strong>qualità</strong> di caffè: senza dubbio, la varietà più pregiata è quella <strong>arabica</strong>, dotata di rara aromaticità e consistenza.<br />
Attorno al <strong>decaffeinato</strong>, invece, si sono sviluppate diverse leggende metropolitane: il decaffeinato fa male, non è sano perchè non è naturale, è fabbricato dall’orzo, presenta caffeina ugualmente, ma in quantità minore. In realtà, il caffè decaffeinato non è dannoso per l’organismo, né è un prodotto innaturale, né -tantomeno- bisogna confonderlo con il <strong>caffè d’orzo,</strong> che è proprio tutt’altra cosa.<br />
Il decaffeinato presenta una notevole quantità di caffeina in meno, tanto da rasentarne la presenza: per legge, infatti, il decaffeinato può ritenersi tale solo se presenta una percentuale massima di caffeina pari allo 0,10%; come se non ce ne fosse, insomma, e neanche i soggetti più sensibili potrebbero accorgersi di questa irrisoria quantità.</p>
<p>Il primo marchingegno per produrre il caffè espresso fu ideato in Italia, da sempre patria e alfiere di questa nobile bevanda. All’inizio del 1900, un fantasioso ingegnere, <strong>Giuseppe Bezzera</strong>, ebbe il geniale guizzo di inventare una macchina per fare il caffè in maniera istantanea. Il nostro Bezzera, che era anche un uomo d’affari, decise di proporre la sua creazione ad un noto imprenditore, <strong>Desiderio Pavoni,</strong> proprietario dell’omonima azienda. Pavoni accolse con entusiasmo il lavoro dell’ingegnere, acquistandone il <strong>brevetto</strong> e promuovendo subito la <strong>produzione seriale</strong> della macchinetta, che ebbe un grande successo.</p>
<p>Il primo locale in Italia per la degustazione di caffè nacque nel lontano <strong>1640,</strong> nella modaiola, ricca e vivace <strong>Venezia:</strong> ancora oggi, il locale è meta di piccoli pellegrinaggi da parte dei più <em>aficionados</em> del caffè.</p>
<p><strong>Amaro, dolce </strong>o<strong> al vetro, </strong>al <strong>bar, </strong>a<strong> casa, </strong>o ai<strong> distributori automatici </strong>vengono proposti molteplici modi di gustare il caffè, che spesso prendono la denominazione dal luogo in cui è stato creato o è maggiormente in uso: <strong>espresso italiano, lungo americano, corretto irlandese. </strong><br />
I più golosi, però, si rifugiano nel loro peccato di gola preferito, ossia il <strong>caffè marocchino:</strong> un bruno espresso servito al vetro e ricoperto da una tenera crema di <strong>cappuccino</strong>, colorata da un’abbondante spolverata di <strong>cacao.</strong><br />
Il <strong>caffè turco,</strong> invece, può apparire ai più come bizzarro ed eccentrico: la polvere di caffè viene bollita insieme a dello <strong>zucchero</strong> all’interno di una grande <strong>caffettiera</strong> d’ottone, chiamata ibrik; una volta pronta, la bevanda viene versata subito nelle tazze, senza filtrarla e facendo in modo che non si creino <strong>depositi</strong> organici sul fondo.<br />
Provare per credere, è davvero ottimo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Moviebar]]></title>
<link>http://teresadivaia.wordpress.com/2009/11/25/mooviebar/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:36:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>teresadivaia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Erano le cinque e trenta quando ero seduta a prendere il mio solito caffè al ginseng in quel bar.. i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Erano le cinque e trenta quando ero seduta a prendere il mio solito caffè al ginseng in quel bar.. il Mohito, uno di quei posti fuori dal mondo.. una sorta di sala regia per i canali del vivere quotidiano.</p>
<p>&#8220;Alessandra, adesso basta!&#8221;, urlava una madre alla bambina che giocava con le anguille.</p>
<p>Un vecchietto sbraitava verso un ragazzo inciampato nel suo bastone.</p>
<p>Sguardi ammalianti di una bella mora con l&#8217;accento siciliano lanciati al cameriere del ristorante fronte al bar uscito a fumare una sigaretta che sembrava con questa risponderle con segnali di fumo. Tra sguardi e nebbia si scopriva questa specie di codice mors che mostrava la comunicazione in tutte le sue sfaccettature e in quello che è il suo significato primordiale.. in fondo solo intendersi.</p>
<p>Questi i canali soliti che vedevo dalla mia poltrona del &#8220;moviebar&#8221;, sempre da spettatrice o semmai attrice anonima.</p>
<p>&#8220;Salve, posso farle compagnia?&#8221;.. fine primo tempo pensai..</p>
<p>Era alto, moro, occhi come un lago di mattina quando nei suoi colori fanno l&#8217;amore piante e cielo, camicia bianca e pantaloni beige. Così era quel ragazzo che quel pomeriggio si era seduto sulla mia &#8220;poltrona&#8221;.</p>
<p>Le mie labbra appoggiate alla tazza calda, lasciai all&#8217;olfatto il compito di inebriarmi la mente.. sveglia e scrutatrice per quell&#8217;ambiguo attore.</p>
<p>&#8220;Lei chi è?&#8221;, dissi, e subito le mie labbra baciarono l&#8217;aroma rubato dalle narici prima.</p>
<p>Sorrise. &#8220;Matteo, il mio nome è Matteo e il mio motivo è stare solo un pò in sua compagnia. Voglio credere che la gente non sia davvero l&#8217;estranea che vuole far credere e che se ognuno ha ed è pur un suo mondo, senza scambi culturali poco importa e poco ha senso esistano.. diventa banale persino l&#8217;esistenza di questo bar.. e poi, suvvia, un caffè è più buono in due&#8221;.</p>
<p>Il tempo si era per un attimo fermato. Tutto era diventato statico..ero  ferma, immobile.. come la mia tazza e se la mia tazza avesse avuto degli occhi, avrebbe avuto il mio stesso sguardo attonito.</p>
<p>Alzai il sopracciglio sinistro e le labbra mi si schiusero leggermente, lui sgranchì la voce e abbassò lo sguardo. Il codice mors continuava ma almeno le lancette avevano ripreso a girare.</p>
<p>&#8220;La sua visione è interessante, ma il mio caffè è finito!&#8221;, risposi.</p>
<p>Lui rimase con la testa china ma alzò lo sguardo verso di me.. sentiì tutto il freddo di quell&#8217;acqua.</p>
<p>&#8220;Beh, allora la prego, sia una spezia per il mio&#8221;&#8230;&#8221;un espresso, per piacere, magari con tre granelli di canella grazie..&#8221;, continuava il suo monologo. Io ero ancora sul suo palco.</p>
<p>&#8220;E lei?&#8221;, disse.</p>
<p>&#8220;Io, cosa?&#8221;, gli risposi come destatami appena dalla notte.</p>
<p>&#8220;Come si chiama?&#8221;, continuava.</p>
<p>Mi chiedevo come mi trovassi li a rispondere, eppure.. eppure mi andava.. mi sembrava terribilmente naturale.</p>
<p>&#8220;Clara&#8221; risposi..</p>
<p>&#8220;claro&#8221; sorrise lui..</p>
<p>Continuammo a parlare per altri quindici minuti. Osservavo con attenzione il suo cucchiaino danzare nel caffè, i suoi occhi che sembravano rubare la preziosità che tante perle invidierebbero a un sorriso. Non capivo niente di lui sinceramente, mi sembrava una persona fuori dal comune, un giullare serio. Ne sarebbe restata.. una giornata diversa..</p>
<p>Si alza. Mette il suo cappello abbassandolo a dovere sullo sguardo. &#8220;Ciao Clara, grazie.. &#8221; ancora un sorriso.. stavolta di perle.</p>
<p>Erano passati tre giorni e non nego che li avevo passati a consumare l&#8217;asfalto di quella strada dove affacciava il bar.. per notare se quella sedia fosse di nuovo occupata ma niente.. come pensavo fu soltanto una giornata diversa.. Passeggiavo anche quella mattina in quella strada.. mi guardavo gli stivaletti mentre camminavo, neri lucidi.. con qualche gocciolina di fango che non mi aveva risparmiato la pozzanghera presa in pieno nel vialetto precedente.. mi guardavo attorno.. il mio set cinematografico.. ne leggevo i cartelloni pubblicitari  &#8220;grassa?? Vieni da S&#38;B..snella che sei bella..ti aiuteremo noi!&#8221;.. &#8220;Matteo Mirlian, anni 27,..&#8221;. Rallentai il passo, tornai indietro..lessi attentamente. No. Non era lui. Me lo ripetevo e ripetevo.. gli occhi mi si bagnarono per quel lago che sapevo non avrei forse rivisto.. mi si piegarono le gambe.. non ero certa di ciò che pensassi.. ma quella &#8220;scripta manent&#8221; mi terrorizzava. Chiusi gli occhi e stringendo i denti mi tappai la bocca con la mano. Un minuto in me stessa. Cercai una panchina. Stesa tra foglie gialle guardavo i rami delle piante, questo naturale ricamo nel cielo. Parole..quante non ne avevo dette. Mi accorsi di averle appena scritte in quel manifesto con il loro silenzio. Era vero che ogni piccolo mondo è insensato se non donato.. è la conoscenza che preserva le cose..</p>
<p>Con qualche foglia tra i capelli mi alzai. Ripassai nella strada di quel bar.. no, pensavo intravedendolo da lontano. Non mi andava di fermarmi.. ma nel frattempo camminando ero arrivata esattamente li.. guardai dentro. Entrai. &#8220;Un caffè al ginseng, grazie&#8221;, ordinò un ragazzo che aveva occupato la mia poltrona.. lo fissavo, poi mi sentì pizzicare da un pò di luce il cuore.. &#8220;mai provato alla cannella?&#8221;, e, chiedendo, sorrisi..</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fiorellino giramondo volume 1 (un'estate al mare)]]></title>
<link>http://notturno62.wordpress.com/2009/11/25/fiorellino-giramondo-volume-1-unestate-al-mare/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>notturno62</dc:creator>
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<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI Ok. E&#8217; fatta, i miei sono partiti! Per l&#8217;esat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI">http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI</a></p>
<p>Ok. E&#8217; fatta, i miei sono partiti! Per l&#8217;esattezza mio padre pare fosse sveglio circa alle 6 del mattino sperando che mia madre lo seguisse a ruota ma chiaramente, mia madre, pare lo abbia guardato, abbia sorriso e si sia rigirata nel letto svegliandosi intorno alle 8. Mio padre nel frangente ha riempito la macchina di ogni ben di Dio, cane compreso, cane che ogni volta che entra in una macchina teme di esser abbandonato al primo angolo sperduto ma questo è frutto del trauma subito quando era cucciolo dato che, sperduto e ad un angolo, lo trovammo noi nel lontano &#8216;98. Certi traumi non si superano. Detto questo, io mi son svegliata intorno alle 9, ho preparato il caffè e deciso che prima avrei bevuto una moka intera e poi affrontato la telefonata con mia madre. Diversamente avrei avuto poche speranze di riuscita, del resto, <em>&#8220;la grandezza di una persona sta nell&#8217;ammettere i propri limiti</em>&#8221; come disse in sede d&#8217;esame il prof di Diritto Tributario quando io, subdola come non mai, cercai di salvare il 26 estorto al suo assistente in un dialogo di questo tipo:</p>
<p>-Signorina come mai lei il processo tributario lo sa&#8230;così! (a dire&#8230;di merda va!ma non poteva dirlo)</p>
<p>-Vede prof, io potrei dirle qualsiasi cosa adesso, compreso usar la carta dell&#8217;emozione ma chiaro è che son serenissima in questo momento(lui annuisce sornione) e poche cose mi agitano sul serio(lui sorride partecipe) e ad un certo punto della vita uno impara ad esser onesto con se stesso(lui annuisce grave)..ecco, vede, la sua materia non fa per me(lui si paralizza e io entro in campo minato con l&#8217;energia dei marines), mentirei se dicessi il contrario e quel 26(lui è travolto tipo da una lieve scossa!) che ho preso col suo assistente per me rappresenta tanto dato che ho faticato per comprendere tutto ciò che è tributo quindi, quando son arrivata a studiar il secondo volume, quello sul processo, notando che era materia più vicina a me, a questi studi, ho peccato d&#8217;arroganza credendo di poterla studiare in meno tempo(lui si fa riflessivo). Mi son quindi concentrata sulla prima parte e questo è il risultato, mi dispiace, ma questa è la verità e, vede, lei ora mi può mandar via (lui è dispiaciuto) ma non credo le cose cambierebbero di molto perchè ho studiato così tanto la prima parte senza afferrarla che mi devo fermare qui, di più non comprenderei comunque(lui sembra mio padre!!).</p>
<p>Chiaro è che il 26 non lo salvai ma meritavo di esser cacciata con un calcio nel fondoschiena sapendo metà programma, invece presi un 25 per la faccia da culo e, del resto, è anche questo che ti insegnano a Legge, se non la prima cosa. Quel che conta oltre alla preparazione resta la serenità mista allo stoicismo, la buona parlantina e una grande, fotonica, faccia da culo! Elementi che, ad essere sincera, non mi son mai mancati e neppure quando, subito dopo l&#8217;esame, passai al volo nella libreria giuridica per rivendere il libro sul processo tributario che era NUOVO, scricchiolava ancora se provavi ad aprirlo e la tizia della libreria guardandomi dubbiosa disse:</p>
<p>-Ehi ma non lo hai preso la settimana scorsa??</p>
<p>-Eh si, mi son sbagliata, non devo studiarlo questo volume, posso rivendertelo?</p>
<p>-Certo!</p>
<p>(e vai di soldi indietro!)25 sul libretto, 20 euro in tasca e una Tributarista in meno nel brutto mondo dei Tributaristi. Nessuno sentirà la mancanza dell&#8217;altro, credo. Comunque, tornando ai miei, alla fine son partiti intorno alle 9 e 30 e alle 10 e 30 io ho trovato il coraggio e li ho chiamati. Mia madre porta addosso l&#8217;euforia della sposina in viaggio di nozze e non la si tiene. Parlo con lei e mi figuro la scena di mio padre che guida scoglionato perchè è sveglio dalle 6 e ancora non si è rassegnato all&#8217;idea di aver messo su una famiglia che al mattino vuol dormire e ha sempre ragionato della serie: &#8220;perso un treno acciappo l&#8217;altro!&#8221; mentre lui ragiona della serie &#8220;perso un treno sono fottuto, A VITA!&#8221;.Chiaro è che a casa mia, parliam tutti lingue differenti, da sempre. Parlo con mia madre e immagino Ronni con la sua sindrome dell&#8217;abbandono che si agita sul sedile posteriore e intanto mamma mi dice di provare a parlarci!</p>
<p>-Vuoi parlare con la sorellina??</p>
<p>-Mamma che dici? Dai è tardi, devo far la valigia anche io!</p>
<p>-Su, un secondo, dì il suo nome te lo passo!</p>
<p>-A R G H!</p>
<p>-Niente Ro non reagisce!</p>
<p>Ho riso e ho messo giù dicendo che ci saremmo sentiti in itinere. Tempo mezz&#8217;ora e mia madre mi richiama, ride:</p>
<p>-Roooooo!ahahahahah!Senti!Senti!Riesci a sentire???</p>
<p>-Cosa?</p>
<p>-La canzone!!&#8217;Spetta che avvicino il telefono alla cassa!Senti che ho trovato!Non ti ricorda niente??????</p>
<p>-Non sento nulla mami!</p>
<p>-Alzo il volume!(e sento mio padre che si sganascia dandole della matta!)&#8230;Ricordi???</p>
<p>è stato lì che l&#8217;ho sentita&#8230;è stato lì che è successo!Il passato che ritorna, improvviso, inarrestabile, un fiume in piena di ricordi e a momenti mi prende un coccolone! La vecchia mini di mio padre, quella con cui partirono addirittura per il viaggio di nozze, per intenderci! Mia madre in pareo e cappello di paglia, mio padre al volante che sclera per il caldo e contro noi che siamo sempre in ritardo <em>chè al mare si va alle 7 del mattino non alle 11!!(eeccerto!).</em> Mia sorella e io che ci ammazziamo sul sedile posteriore mentre proviamo a giocar con le carte che cadono ad ogni curva! Mia madre che urla di farla finita altrimenti non ci compra il cornetto alla crema, <em>quello buono, </em>del baretto sulla spiaggia e io penso ai litri di crema anti abbronzatura che ci ha spalmato addosso e che lasciamo sui sedili in pelle ad ogni curva di cui prima! Mio padre che urla che gli sporchiam la macchina, che la gente non sa guidare, che c&#8217;è traffico e ogni tanto, come posseduto,dice <em>che panorama! Che</em> <em>giornata!</em> poi torna a sclerare giusto per non perdere il ritmo! Tutto torna in un secondo, compreso l&#8217;ombrellone che fanno sempre portare a me e mi sbilancia e mi<em> incappotto</em> ad ogni passo, compreso il frigorino (tipico anni &#8216;80!) con l&#8217;acqua che per farla uscire devi schiacciare un bottone che non funziona manco a pagarlo e intanto ti si storce un dito e quando funziona l&#8217;acqua sa di plastica. Tutto torna perchè mia madre, in quel momento,  ha messo su, dal niente, questa:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vf-Xlc_k8mo">http://www.youtube.com/watch?v=Vf-Xlc_k8mo</a></p>
<p>Lei canta come allora e io rido che a momenti muoio. Io li amo, maledizione, e adesso ho solo una gran voglia di vederli, faccio la valigia e parto!</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Portland. Benvenuta Marijuana]]></title>
<link>http://giuliacerino.wordpress.com/2009/11/25/portland-benvenuta-marijuana/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:23:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliacerino</dc:creator>
<guid>http://giuliacerino.wordpress.com/2009/11/25/portland-benvenuta-marijuana/</guid>
<description><![CDATA[La città Portland, Usa, apre un nuovo capitolo nella storia del Paese. Ha infatti aperto il Cannabis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La città Portland, Usa, apre un nuovo capitolo nella storia del Paese. Ha infatti aperto il Cannabis Cafè, il primo bar dove si può bere il caffè e fumarsi una bella canna di marijuana. Come da legislazione l’erba potrà essere venduta a chi ne ha bisogno per scopi medici, come nel caso di Gordon Cederholm, 45 anni, di Milwaukie che ha vissuto con l’Hiv per 25 anni e ha scoperto la ‘maria’: “Prima non potevo comprendere come potesse essermi utile essere un fumatore di cannabis, ora ho scoperto che sono una persona migliore quando fumo”. Il caffè, stando alle testimonianze di chi ci è stato, assomiglia a qualsiasi altro esercizio commerciale, se non per la fila che si era creata prima della sua inaugurazione.  </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[psikiatria]]></title>
<link>http://ilpuntog.wordpress.com/2009/11/24/psikiatria/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:42:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Geneviève Alberti</dc:creator>
<guid>http://ilpuntog.wordpress.com/2009/11/24/psikiatria/</guid>
<description><![CDATA[  Psikiatria: (s.f.) branca della medicina che ha per oggetto la diagnosi, la terapia, e la prevenzi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>  <span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Psikiatria: </span></span></span></strong></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><em>(s.f.)</em></span></span></span></strong></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"> branca della medicina che ha per oggetto la diagnosi, la terapia, e la prevenzione delle malattie mentali.</span></span></span></strong></span></span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">GARZANTI DIZIONARIO ITALIANO</span></span></span></strong></span></span></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Qua in questo posto only psikiatrik members siamo laceratori laceratrici disadattati sociali autolesionisti eterolesionisti asociali scandalosi depressi schizofrenici catatonici epilettici motori down inerti attaccabrighe agitati agitate franestetici cerebropatici insufficienti mentali isteriche isterici defenestrate matti fuori di testa</span></span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">oggi è venerdì Semolino mi fa schifo il semolino meglio è la domenica che ci sono le lasagne a volte certi si cagano e si pisciano addosso e non gli puoi stare vicino e non sempre le Guardie li cambiano subito a volte ti tocca sopportare la puzza la televisione va in continuazione anche se nessuno la guarda a parte l’Ivano che sta tutto davanti accucciato che sembra voglia entrarci dentro si fa gridare di tutto dalle Guardie sul divano c’è arrotolata l’Edoarda o dorme o piange qualche volta va ad arruffianarsi le Guardie spera che la portino a casa prima ma se lo scorda lei è anche fortunata perché alle 18 puntuale tutti i giorni tranne il mercoledì va a casa sua oggi il Peppino è più menoso del solito parla solo di treni che differenza c’è tra un rapido e un regionale ma la stazione di notte è chiusa con un cancello ma di notte i treni vanno perché si dice treno in transito? dove vanno i treni di notte e poi tocca sempre tutti e tocca tocca è un invertito per questo io non lo sopporto non voglio che mi tocchi a me piace la figa che sia chiaro Vito si mette sul divano dopo mangiato prima di andare al laboratorio e legge lo stesso libro ad alta voce Si intitola Romeo e Giulietta cosa ci troverà di bello lo sa solo lui è scoppiato un casino perché l’Alberta è scappata è arrivata fino all’autostrada in ciabatte ha rubato una coca in un bar ma l’han ripresa dopo 2 ore l’hanno trovata adesso è in castigo e non le danno più i giornalini per tutta la settimana io qui dentro non ci voglio stare io qui dentro non ci voglio stare io non ci voglio stare le Guardie mi razionano le sigarette ma io ho trovato un modo per fotterli tutti quanti quando mi danno il giornaliero non lo spendo tutto mi sono messo d’accordo con Gino giù al bar lui mi fa uno scontrino di due euro e io ne spendo 1 e mezzo così 50 me li metto via e dopo un po’ di giorni mi compro un pacchetto e non glielo dico e quando voglio fumare dico che vado a riposare e fumo in camera mia metto la musica così non si sente l’odore di fumo tanto le Guardie non entrano mai nelle stanze tranne quando deve venire lo Psikiatra ad ispezionare le camere vedere come teniamo l’armadio i cassetti allora nascondo tutto pacchetto cicche accendino lo stesso vale per la terapia certe volte riesco a tenere le bombe sotto la lingua e poi quando l’infermiera si gira la sputo nel cesso stamattina è scoppiata un’altra bega tra l’Ottavia e la Manuelona per via degli shampi si son prese a botte e gridavano come due pazze è intervenuta la Guardia che ha chiamato anche quelli di sotto ma non è bastato e son finite tutte e due dallo Psikiatra così gli aumentano la dose e le bombe è così se fai casino e non stai alle loro regole ti aumentano le bombe non c’è niente da fare comandano loro comanda la Cupola ti danno di quelle bombe da stenderti secco e così non rompi più i maroni al Fabrizio per molto meno il tabacco la play station io invece sono uno regolare non rispondo male sparecchio apparecchio mi faccio la doccia per questo vado sempre sul furgone</span></span></span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Mi piace andare sul furgone c’è la musica e se schiacci un pulsante fai alzare e abbassare il finestrino ma non me lo fanno fare tante volte solo appena salgo e quando scendo l’altro giorno sono andato con una Guardia nuova perché è di fuori e non sa le vie mi fa fatti il segno della croce che non ho mai guidato un Ducato e non conosco le strade allora l’ho aiutata io le dicevo vai a sinistra a sinistra a sinistra e lei mi fa ma tu lo sai che differenza c’è tra destra e sinistra così mi ha spiegato che la destra di solito è quella con cui scrivi con che mano scrivi ma io non scrivo mai però quando sono sceso avevo imparato ora lo so questa è la destra e questa è la sinistra ho quasi finito la scorta di merendine sono riuscito ad infilarmi in dispensa una volta che non avevano girato la chiave e ho preso mezzo pacco di bustine di zucchero e 9 merendine 4 al cioccolato e 6 alla ciliegia quelle al cioccolato finiscono subito e non le ricomprano dicono che ci fa male troppo cioccolato io vorrei andare via di qui ma fuori una famiglia io non ce l’ho.</span></span></span></strong></span></span></span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Colonna sonora: Far finta di essere sani Giorgio Gaber su repeat, fino a Grosseto</span></span></span></strong></span></span></span></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osservazione Numero Due]]></title>
<link>http://ceciliainitalia.wordpress.com/2009/11/24/osservazione-numero-due/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:47:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>ctesdahl</dc:creator>
<guid>http://ceciliainitalia.wordpress.com/2009/11/24/osservazione-numero-due/</guid>
<description><![CDATA[As requested: More observations from Italia! Mosquitoes -Italy has ninja mosquitoes. I&#8217;m serio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>As requested: More observations from <em>Italia</em>!</p>
<p><img class="aligncenter" title="Mosq" src="http://www.thenutgraph.com/user_uploads/images/2009/03/11/MozzieCartoon_smaller.jpg" alt="" width="192" height="196" /></p>
<h3>Mosquitoes</h3>
<p>-Italy has ninja mosquitoes. I&#8217;m serious. Even with all the windows closed they still magically made it into our apartment. Every morning during the warm weather me and my roommates would wake up and compare the new bites we had gotten during the night. I usually got 2 or 3 on my arms.</p>
<p>-Not only are these mosquitoes ninjas, they are also impenetrable to cold! It&#8217;s the end of November and I woke up with 3 bites the other day. Ridiculous!</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Caffee" src="http://www.eilathotels.org.il/imgs/uploads/movi/caffe2.jpg" alt="" width="277" height="207" /></p>
<h3><em>Caffè</em></h3>
<p>-A Caffè is really an espresso shot.</p>
<p>-A Macchiato is a Caffè plus a little milk.</p>
<p>-A Macchiato Latte is a cup of milk with a little espresso.</p>
<p>-A Cappuccino is a Caffè with steamed milk, and is very frothy.</p>
<p>-A Caffè Corretto is a Caffè plus Grapa or Brandy</p>
<p>-And finally, a Caffè Lungo or Caffè Americano is what we drink back home.</p>
<p>These are the things you learn in Italy =)</p>
<h3><em>Musica</em></h3>
<p>-I came here expecting to listen to Italian music, I mean why wouldn&#8217;t I? This didn&#8217;t really happen because it seems wherever I am, whether the <em>discoteca</em> or the <em>supermercato</em>, all&#8217;s they play is American music. It&#8217;s random but amusing to be walking down the pasta isle singing along to Lady Gaga on the radio.</p>
<p>-Even so, this is all fine because of what I&#8217;ve heard of Italian music I don&#8217;t like. I&#8217;m no expert but even the Italians, when they ask if we like their music, say that&#8217;s it is &#8220;different&#8221;. What they mean is that it is very&#8230;sweet. I mean like sugary 90&#8217;s boy band sweet, like 12 year old-Twilight-obsessed-girl sweet. Take this guy Eros Romazzotti, he&#8217;s a perfect example&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Eros" src="http://www.fullsong.it/uploads/alba/eros-ramazzotti1.jpg" alt="" width="270" height="270" /></p>
<p>Watch his video <a href="//www.youtube.com/watch?v=hs_DknenUHk" target="_blank">here</a> if you want, since the man won&#8217;t let his videos be embedded, but beware I couldn&#8217;t even make it half way through so I don&#8217;t really expect you to! Lol.</p>
<p>Then again if were talking the classics you can&#8217;t beat Andrea Boceli =) You might not recognize the name but you should recognize the song.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/tcrfvP11Hbo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/tcrfvP11Hbo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>That&#8217;s all I got for now. If you want more let me know! There might even be part 3, who knows!? =D</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vedi quante sono le cose che si possono rompere...]]></title>
<link>http://cafenaif.wordpress.com/2009/11/23/vedi-quante-sono-le-cose-che-si-possono-rompere/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:06:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>cafenaif</dc:creator>
<guid>http://cafenaif.wordpress.com/2009/11/23/vedi-quante-sono-le-cose-che-si-possono-rompere/</guid>
<description><![CDATA[Uh sì, quante cose possono rompersi. Io comincio con il ghiaccio, anche se non so bene da che parte.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Uh sì, quante cose possono rompersi. Io comincio con il ghiaccio, anche se non so bene da che parte.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Conversazioni e sfera pubblica]]></title>
<link>http://micheket.wordpress.com/2009/11/23/conversazioni-e-sfera-pubblica/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>micheket</dc:creator>
<guid>http://micheket.wordpress.com/2009/11/23/conversazioni-e-sfera-pubblica/</guid>
<description><![CDATA[Luca riprende un post di Granieri sulla mollezza della blogsfera italiana disinteressata alla sfera ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://blog.debiase.com/2009/11/pensiero-debole-breve-e-molle.html" target="_blank">Luca</a> riprende un <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1098" target="_blank">post</a> di Granieri sulla mollezza della blogsfera italiana disinteressata alla sfera pubblica e incline prevalentemente alle opinioni personali secondo un&#8217;analisi di <a href="http://us.linkfluence.net/blog/2009/11/20/first-map-of-the-eurosphere/" target="_blank">Linkfluence</a>.</p>
<p>Leggevo i post mentre ero a Urbino a seguire il <a href="http://retisocievoli.eventbrite.com/" target="_blank">convegno</a> &#8220;Le reti socievoli&#8221; e proprio mentre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Jedlowski" target="_blank">Paolo Jedlowski</a> parlava di socievolezza e conversazioni. In sintesi: socievolezza e sfera pubblica sono tipi di conversazioni, dotati di regole, strutture  e funzioni diverse. In concreto i diversi tipi di conversazioni si intrecciano tra di loro nelle pratiche comunicative ordinarie. Questo passaggio si evidenzia nelle pratiche che si dispiegano in quelli che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Oldenburg" target="_blank">Ray Oldenburg</a> ha chiamato &#8220;luoghi terzi&#8221; quelli spazi cioè intermedi tra l&#8217;ambito professionale e quello familiare caratterizzati da una socialità informale, al cui interno (riporto sempre da Jedlowski) le persone hanno modo di impegnarsi in conversazioni spontanee su argomenti vari. Fra i luoghi terzi hanno rivestito grande importanza i caffè  a partire da quelli ottomani che Jedlowski definisce la preistoria dei social network. A favorire l&#8217;emersione di un tipo o di un altro di conversazione, e simmetricamente di una funzione o di un&#8217;altra dei luoghi in cui le conversazioni si intrecciano, sono largamente il contesto storico e il sistema di esigenze e di opportunità avvertito da gruppi sociali determinati.</p>
<p>Ecco per quanto riguarda la blosgsfera italiana focalizzerei l&#8217;analisi di Jedlowski sui gruppi sociali determinanti. Il nucleo della blogsfera, nucleo inteso come blogsfera dominante, quelli cioè più letti, più linkati, più nominati, è un gruppo determinante, naturalmente costituitosi e non per lobby o altro, che ha fatto propria, sempre in maniera naturale, l&#8217;arte della socievolezza o del cazzeggio. E poichè parte di un contesto storico come quello italiano che si occupa di tutto tranne che di sfera pubblica e di sociale, il risultato italiano della blogsfera è quello dell&#8217;analisi di <a href="http://us.linkfluence.net/blog/2009/11/20/first-map-of-the-eurosphere/" target="_blank">Linkfluence</a>.</p>
<p>ps: grazie <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/larica/" target="_blank">all&#8217;organizzazione</a> del convengo <a href="http://retisocievoli.eventbrite.com/" target="_blank">&#8220;Le reti socievoli&#8221;</a>. Tutto davvero perfetto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Que viva Miraguay]]></title>
<link>http://scientificamente.wordpress.com/2009/11/23/que-viva-miraguay/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:18:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fra Puccino</dc:creator>
<guid>http://scientificamente.wordpress.com/2009/11/23/que-viva-miraguay/</guid>
<description><![CDATA[Il 22 novembre di ogni anno si festeggia lo Start Your Own Country Day, il giorno in cui si deve inv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://scientificamente.wordpress.com/files/2009/11/miraguay.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1781" title="miraguay" src="http://scientificamente.wordpress.com/files/2009/11/miraguay.png" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il 22 novembre di ogni anno si festeggia lo <em>Start Your Own Country Day,</em> il giorno in cui si deve inventare un proprio stato.   Così ho pensato di ripescare dagli anni adolescenziali la Repubblica Federativa del <strong>Miraguay</strong>, stato sudamericano che un complotto internazionale tiene tuttora nascosto, ma che è dotato di bandiera, inno, capitale, costituzione, sistema politico bipartitico.</p>
<p style="text-align:justify;">La bandiera l&#8217;avrete notata; la multinazionale americana Starbucks ha da anni in corso una battaglia legale con la Repubblica Federativa del Miraguay, in quanto mentre il Miraguay sostiene che il simbolo rappresenti una Naiade con due cornucopie, Starbucks sostiene che è soltanto una banale copia del proprio marchio; benché Starbucks abbia vinto le cause intentate negli Stati Uniti e in altri stati, la questione è ancora aperta, perché finora la Corte Suprema del Miraguay ha sempre dato ragione al Miraguay.</p>
<p style="text-align:justify;">La capitale del Miraguay è<em> Las Gracias</em> (nome completo <em>El Pueblo de la Iglesia de Nuestra Señora la Madre de Dios de Las Gracia</em>s), ridente città che sorge sulle rive del fiume Miranà.</p>
<p style="text-align:justify;">Il sistema politico è un sistema bipartitico, in cui si fronteggiano il Partito Populista e il Partito Conservatore Riformista.   La forma di governo è il classico presidenzialismo sudamericano, l&#8217;attuale presidente è Carlos Maria Bending Rodriguez, ma il Miraguay ha la particolarità di avere (unico paese al mondo) un tricameralismo imperfetto: oltre alla Camera dei Rappresentanti e al Senato c&#8217;è infatti anche la Camera del <strong>Buen Retiro</strong>, che serve soltanto per metterci gli ex politici non rieletti o che hanno stufato (sulla scheda elettorale c&#8217;è una casella apposta per votare chi ha stufato).   Non ha nessun potere, ma tante belle poltrone di velluto rosso e tanti commessi che ossequiano gli onorevoli con titoli e complimenti e gli servono the al caffè.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra le usanze tipiche del Miraguay, le varie pietanze a base di <strong>caffé,</strong> come i cafetillas, sorta di pizza al gusto di caffé salato, o le sardilly, una zuppa di sardine al caffé.  Se almeno una volta nella vita avete messo per sbaglio il sale nel caffé al posto dello zucchero, avrete una vaga idea del sapore di queste squisite pietanze.</p>
<p style="text-align:justify;">La bevanda nazionale è il caffé.   Il maggior problema nazionale è l&#8217;ipertensione.</p>
<p style="text-align:justify;">La peggiore cosa che potreste dire a un abitante del Miraguay è &#8220;il tuo stato non esiste&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La cosa migliore &#8220;Posso offrirti un caffè?&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nespresso, anche i consumatori di caffè hanno… sette vite!]]></title>
<link>http://apprentice80.wordpress.com/2009/11/21/nespresso-anche-i-consumatori-di-caffe-hanno%e2%80%a6-sette-vite/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:41:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>apprentice80</dc:creator>
<guid>http://apprentice80.wordpress.com/2009/11/21/nespresso-anche-i-consumatori-di-caffe-hanno%e2%80%a6-sette-vite/</guid>
<description><![CDATA[Per certi versi richiama alla memoria la fortunata serie di spot Lavazza con Paolo Bonolis, Luca Lau]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per certi versi richiama alla memoria la fortunata serie di spot <strong>Lavazza</strong> con <strong>Paolo Bonolis</strong>, <strong>Luca Laurenti</strong> e… San Pietro. Però volete mettere il confronto con <strong>George Clooney</strong> e <strong>John Malkovich</strong>? Quest’ultimo, in veste divina, regala al primo una seconda chance di vita &#8211; il povero George è stato ucciso da un pianoforte caduto chissà come dall’alto &#8211; in cambio di… una macchina <strong>Nespresso</strong>!<br />
Molto divertente. La campagna è firmata <a title="McCann Erickson official Website" href="http://www.mccann.com" target="_blank">McCann-Erickson</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ODB9xXLZ2oE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ODB9xXLZ2oE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>The Apprentice</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dammi il mio caffè e nessuno si farà male...]]></title>
<link>http://lamagadioz.wordpress.com/2009/11/21/dammi-il-mio-caffe-e-nessuno-si-fara-male/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 07:46:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>la maga di Oz</dc:creator>
<guid>http://lamagadioz.wordpress.com/2009/11/21/dammi-il-mio-caffe-e-nessuno-si-fara-male/</guid>
<description><![CDATA[&#8230;ora io dico, mi trovo in un paese dove il caffè è bevuto più dell&#8217;acqua, te lo danno in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230;ora io dico, mi trovo in un paese dove il caffè è bevuto più dell&#8217;acqua, te lo danno in tutti i modi, con creme, equal, sugar, honey, con la zia e la nonna insieme&#8230;.però se gli chiedi un espresso è la fine&#8230;.</p>
<p>A me piace il caffettone lungo come si vede nei film, in quei bei bicchieroni grandi di carta, il caffè da passeggio che da noi in Italia non è ancora arrivato ( noi ce lo beviamo al bar il caffè o seduti, ma per strana nooo&#8230;non te lo gusti per strada)&#8230;però sono italiana cazzooo&#8230;e magari un espresso italian style ogni tanto mi piace berlo, o no?</p>
<p>Allora innanzitutto va spiegato che quando si entra in un bar, qui a Sydney, la scelta di caffè è devastante:</p>
<p>caffelatte, che loro chiamano &#8220;latte&#8221; senza sapere che è un nome italiano e che latte vuol dire milk ( ve lo giuro&#8230;)</p>
<p>cappuccino che è come il nostro (certi lo fanno anche meglio degli italiani devo proprio dirlo)</p>
<p>flat white, una roba strana che in pratica è un cappuccino lieve lieve, con poco coffee e tanto latte e poca schiuma (voi mi direte ma non è uguale al caffelatte? Non fate queste domande per piacere&#8230;)</p>
<p>poi c&#8217;è il long black, che letteralemnte significa lungo e nero ma non pensate male, si tratta sempre ( e purtroppo mi viene da dire) di caffè all&#8217;americana:, cioè allungato con acqua calda&#8230;non è male ve lo assicuro.</p>
<p>Tutti questi caffè possono essere bevuti con latte intero (full cream), scremato (skim) o latte di soia (soy milk).</p>
<p>Figata eh? Ma non manca qualcosa alla lista? Dai guardate bene&#8230;</p>
<p>Non c&#8217;è l&#8217;espresso. Anzi forse c&#8217;è ma loro lo chiamano diversamente&#8230;.poverino&#8230;lo chiamanno short black&#8230;corto e nero&#8230;un insulto porcaccia&#8230;</p>
<p>e però NON E&#8217; LA STESSA COSA. E&#8217; una roba al caffè acquosa e corta&#8230;.</p>
<p>Se entri in una di queste catene multinaziontiale del chicco, l&#8217;espresso non lo sanno fare o meglio non sanno cos&#8217;è&#8230;poi tu con aria seria glielo spieghi guardandoli dritti negli occhi, gli dici che è come uno short black ma devono premere di più il caffè nel braccetto e mettercene di più e fare uscire la cremina&#8230;allora forse te lo fanno.</p>
<p>Forse, perchè non tutti accettano di stravolgere la regola. I caffè sono sul menù, se ne vuoi uno diverso cambi bar. Vagli a spiegare che l&#8217;espresso è la base di tutti i caffè che fanno&#8230;non ci arrivano..almeno non quelli che ho avuto la fortuna di incontrare&#8230;</p>
<p>Sono bravi sti australiani e sono creativi, ma in quanto a flessibilità&#8230;</p>
<p>è possibile che ogni volta li devo minacciare per un espresso? E dai su&#8230;..</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un 20 novembre d'allegria]]></title>
<link>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/20/un-20-novembre-dallegria/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:28:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>emiliano</dc:creator>
<guid>http://lafinesoltanto.wordpress.com/2009/11/20/un-20-novembre-dallegria/</guid>
<description><![CDATA[Oggi è il 20 novembre. Per me è una data familiare, essendo il compleanno di mia madre, a cui ho ded]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi è il 20 novembre. Per me è una data familiare, essendo il compleanno di mia madre, a cui ho dedicato il mio libro.</p>
<p>Ma faccio un passo indietro, a qualche giorno fa.</p>
<p>Sono a pranzo dai miei suoceri, Emilia e Mario. Sto parlando della libreria Edison e di come l&#8217;hanno ristrutturata. Emilia, alla quale ho dedicato <a href="http://www.flickr.com/photos/loungerie/sets/72157594270223090/" target="_self">un intero set</a> su Flickr, mi dice che non l&#8217;ha ancora vista. Le dico, <em>che problema c&#8217;è, un giorno, finito il pranzo, io te e Ale ci andiamo a prendere il caffè</em>. E lei, <em>no</em><em>, macché, come faccio, prima devo finire le faccende</em>, e così via. Insomma, declina l&#8217;invito. Ogni tanto io e Ale abbiamo questa missione, portarla da qualche parte che non siano le botteghe per fare la spesa o i centri commerciali il sabato pomeriggio. Sicché abbiamo insistito. Niente. Le dico: <em>ma non c&#8217;è un posto dove ti piacerebbe andare, sul mare, che ne so</em>? Fa lei: <em>mah, un posto ci sarebbe: al cimiter</em><em>o. E&#8217; tanto che non ci vado. Lui </em>(Mario, ndr) <em>non mi ci porta mai</em>. Dice Ale: <em>possibile che una, di tutti i posti, voglia andare al cimitero? </em>Poi mi viene in mente che a giorni sarebbe stato il 20 novembre, quindi dico: <em>andiamoci venerdì, che è il compleanno di mamma</em>. Emilia sembra entusiasta. Dice: <em>allora venerdì mi sbrigo a fare le faccende e andiamo.</em></p>
<p>Così è stato. Oggi abbiamo pranzato a mezzogiorno e mezzo, prima delle due Emilia aveva fatto già tutte le faccende. Mario però ci ha informato che il cimitero apriva alle due e mezzo. Indovinate un po&#8217;? Io e Ale, per passare mezzora, abbiamo portato Emilia alla libreria Edison a prendere il caffè. Le abbiamo fatto vedere l&#8217;ex cinema Lazzeri ristrutturato e trasformato in libreria, ma Emilia è parsa interessata solo ai nuovi calendari coi gattini (e questo dà ragione a Elio e le storie tese riguardo alla scelta della <a href="http://zzavettoni.files.wordpress.com/2009/10/110_esec_comunicatook-pdf-adobe-reader.jpg" target="_blank">copertina</a> dell&#8217;ultimo CD).</p>
<p>Alle 14e30 puntuali siamo arrivati davanti ai cancelli del cimitero appena spalancati. Prima però Emilia ha comprato 4 orchidee. Così, a occhio.</p>
<p>Prima orchidea: Mia mamma. Buon compleanno, mamma.</p>
<p>Seconda orchidea: Mio babbo.</p>
<p>Terza visita (senza orchidea): Zia Franca (mia).</p>
<p>Terza orchidea: Zia Bruna (di Ale, cognata di Emilia)</p>
<p>Quarta orchidea: Zia Liliana (di Ale, altra cognata di Emilia)</p>
<p>Altre visite senza orchidee (ormai finite): Il suocero di Emilia, la suocera di Emilia, il cognato di Emilia, i genitori del cognato di Emilia, i genitori di un altro cognato di Emilia. E forse dimentico qualcuno. Comunque: a un certo punto Emilia, indicando una foto, dice: <em>lo vedi lui? Quella accanto è la moglie. Lui veniva sempre qui a trovarla, tutti i giorni, sistemava i fiori, la tomba, ci si salutava, ogni tanto, quando si veniva. Poi un giorno siamo venuti e l&#8217;abbiamo visto in una foto accanto a lei. L&#8217;ultima volta era vivo e poi eccolo lì.</em> E poi ha concluso con la mia frase preferita, una perla di saggezza rara (Emilia è un genio!): &#8220;<em>Pare impossibile, si finisce</em>.&#8221;</p>
<p>E così è anche finita la nostra visita al cimitero, non prima però di aver fatto una capatina a salutare Gilda, che non so chi fosse ma dalla foto sembrava una vecchina molto perbene. Non so se avete notato che Emilia è andata a trovare solo conoscenti o parenti acquisiti. Questo perché lei è originaria della Maremma, e tutti i suoi parenti morti sono sepolti là. Prima o poi toccherà portarcela&#8230;</p>
<p>Torniamo in avanti. Dicevo che oggi è il 20 novembre. Mia madre avrebbe compiuto 67 anni. Ho ritrovato questa poesia che ricordavo di avere scritto quando ero all&#8217;Isola d&#8217;Elba. Mmmmm, periodo buiotto. Si intitola</p>
<p>Happy birthday, mother!</p>
<p>&#160;</p>
<p>Oggi è il compleanno della madre</p>
<p>che mi ha fatto così complicato</p>
<p>e senza pace.</p>
<p>Oggi è il giorno dell&#8217;incertezza,</p>
<p>dei sensi di colpa.</p>
<p>La pioggia fende il buio</p>
<p>e si schianta a terra</p>
<p>battendo il tempo</p>
<p>di un&#8217;altra notte</p>
<p>che non dormo.</p>
<p>È lontano il tempo delle carezze.</p>
<p>Io, coi piedi intrecciati,</p>
<p>mi trattengo da esplodere.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Happy birthday, mother.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Ho scritto questa poesia il 20 novembre 2002.</p>
<p>Neanche un anno dopo a mia madre è stato diagnosticato un cancro alla gola.</p>
<p>L&#8217;anno successivo le sono venuti due infarti e un tumore alle ossa.</p>
<p>L&#8217;anno successivo il terzo infarto le è stato fatale.</p>
<p>E ho fatto una sintesi molto stringata.</p>
<p>Nel 2005, per me, è cambiato qualcosa.</p>
<p>Qualcuno che legge lo sa.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Su Wikipedia ho scoperto che il 20 novembre 1942, oltre a mia madre, è nata un&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meredith_Monk" target="_blank">altra donna</a> con delle qualità. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8N7gBMTF2lc&#38;feature=related" target="_blank">Enjoy</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Plumcake al Caffè]]></title>
<link>http://haylda.wordpress.com/2009/11/20/plumcake-al-caffe/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:40:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>haylda</dc:creator>
<guid>http://haylda.wordpress.com/2009/11/20/plumcake-al-caffe/</guid>
<description><![CDATA[  Dopo il successo del plumcake alle castagne mi sono cimentata in un nuovo graditissimo esperimento]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  Dopo il successo del plumcake alle castagne mi sono cimentata in un nuovo graditissimo esperimento]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risvegli #4]]></title>
<link>http://notturno62.wordpress.com/2009/11/19/risvegli-4/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:18:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>notturno62</dc:creator>
<guid>http://notturno62.wordpress.com/2009/11/19/risvegli-4/</guid>
<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=7heIA4te5JY Due minuti e ventotto di pensieri piccoli. Rapidi. Subito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7heIA4te5JY">http://www.youtube.com/watch?v=7heIA4te5JY</a></p>
<p>Due minuti e ventotto di pensieri piccoli. Rapidi. Subito post risveglio e alla mia sinistra una tazzina di caffè e tabacco. Penso a ieri e che di vincere a biliardino avevo bisogno, avevo bisogno di sfogar un po&#8217; di pensieri. Quelli senza nome che non vengono fuori perchè non li sai raccontare o cogliere neppure tu e pesano, premono in testa e non basta una Cry baby urlata alla Joplin con Madama Melissa per tirarli fuori anche se, effettivamente, un po&#8217; qualcosa si era smosso ma suonava più come quella voglia di svuotar la scrivania, di botto, a braccia tese. Un secondo di sclero puro e poi ti ritrovi al punto di partenza o anche peggio, considerando che poi devi anche rimetter tutto in ordine, quindi, in un gesto così, che immagino liberatorio, alla fine, non mi ci son lanciata mai. L&#8217;ho sempre immaginato ma faceva troppo film per i miei gusti e ho lasciato perdere dicendo semplicemente <em>mi sento</em> <em>come quando potresti fare una cosa simile </em>e, non facendolo mai sul serio mi son sempre ritrovata a chiamar a raccolta le <em>girls</em> organizzando una serata nel baretto di Via Orfeo, dove c&#8217;è il biliardino. Come quando avevo 17 anni, era estate, e ci giocavo nella piazzetta del mare. Anche allora era liberatorio e Dio solo sa quanti pensieri, all&#8217;epoca, affollavano la mia mente compreso quello, costante, di contar il tempo restante alla partenza, al giorno in cui avrei fatto la valigia per lasciar la casa in cui ero cresciuta, la stessa che ho sempre faticato a sentir mia sul serio e la stessa che, nonostante questo, in certe sere, irrimediabilmente, mi manca. </p>
<p>Penso agli occhi che ho, pieni di tutto questo tempo nel mezzo. Pieni di pensieri e di passato che non torna. Di partite al biliardino e qualcuna al biliardo e degli uomini che se vedono una donna che gioca al biliardo si <em>trasformano</em> e mentre ti guardano con un&#8217;aria di superiorità (come se fosse proprio improbabile che tu, <em>donna,</em> possa far bene qualcosa che nelle loro menti appartiene al loro universo) intanto pensano al modo migliore per impezzarti e quale modo migliore se non <em>insegnarti </em>a giocare?!</p>
<p>Ecco, quelli sono i momenti in cui scapperei chè di sorridere come ho visto fare a mille donne della serie <em>sì insegnami tu a camminare in &#8217;sto mondo ladro! </em>non ho cuore né ragione. Ho sempre camminato sola chè a considerar un uomo come il bastone su cui far leva per vincere le mie mancanze non son mai stata brava o, forse, ho solo capito presto, che le cose le impari da solo ed è meglio se le impari cadendo.</p>
<p>Penso al suono di queste cose che ho dentro e che sarebbe meglio se, per oggi, lasciassi stare. Devo far la doccia, pagar l&#8217;affitto e preparare il pranzo da portar in casa Buldìn. E&#8217; tardi, il caffè è finito da un pezzo e fuori il cielo è sempre, tremendamente, bianco.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Parole esotiche]]></title>
<link>http://sicapisce.wordpress.com/2009/11/19/parole-esotiche/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:00:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Samuel Zarbock</dc:creator>
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<description><![CDATA[Piccolo aneddoto: ogni tanto mi capita di andare in Germania. Un giorno sono stato colpito da un car]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Piccolo aneddoto: ogni tanto mi capita di andare in Germania. Un giorno sono stato colpito da un cartellone pubblicitario davvero enorme: ovviamente non ricordo affatto che cosa pubblicizzasse, anche perché ero intento a capire come mai trovassi strana quell&#8217;immagine.</p>
<p>Lo capii: l&#8217;inevitabile ragazza che ochieggiava da lassù era carina, niente di più. Non la solita <em>gnocca </em>da spavento, bensì una fanciulla caruccia, castana, la vicina della porta accanto. E mi venne da lodare i responsabili di quella pubblicità per la scelta controcorrente, coraggiosa ma efficace (beh, che io non ricordi nemmeno il nome del prodotto non fa testo: non me ne sarei ricordato comunque, a meno che il testimonial non sia <a title="Pagina di Wikipedia sulla fotomodella Josie Maran" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Josie_Maran" target="_blank">Josie Maran</a>).</p>
<p>Ovviamente mi sbagliavo: la ragazza era la solita gnocca da spavento, ma per l&#8217;immaginario maschile dei tedeschi. Era <a title="Pagina di Wikipedia sulla tendenza ad esaltare forme e suggestioni di paesi lontani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esotismo" target="_blank">una bellezza esotica</a>, perché si trattava di una ragazza dalla bellezza mediterranea. Esotica lei per un tedesco quanto una modella bionda può esserlo per un italiano.</p>
<p>Ecco, finito l&#8217;aneddoto: l&#8217;<strong>esotismo</strong>, come dice la pagina di Wikipedia indicata qui sopra, è una tendenza che resta ancora molto vivace nel mondo della pubblicità.<br />
L&#8217;esempio forse più recente può essere la <strong>pubblicità del McDonald</strong> trasmessa negli Stati Uniti dove il caffè (di chiara tradizione mediterranea) porta con sé giochi di parole che modificano termini comuni aggiungendo loro una &#8220;e&#8221; accentata (scegliendo peraltro l&#8217;accento che potrebbe andare bene per il francese ma non per l&#8217;italiano).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/W1cXI1CXpS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/W1cXI1CXpS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Altro articolo sulle figure retoriche utilizzate in pubblicità: <a href="http://sicapisce.wordpress.com/2009/10/07/le-figure-retoriche-in-pubblicita" target="_self">http://sicapisce.wordpress.com/2009/10/07/le-figure-retoriche-in-pubblicita</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cappuccino and Latte Macchiato at Café Vits]]></title>
<link>http://caffeamore.wordpress.com/2009/11/18/cappuccino-and-latte-macchiato-at-cafe-vits/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:45:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>caffeamore</dc:creator>
<guid>http://caffeamore.wordpress.com/2009/11/18/cappuccino-and-latte-macchiato-at-cafe-vits/</guid>
<description><![CDATA[Cappuccino and Latte Macchiato at Café Vits Originally uploaded by Oriana Zängerle Like the last tim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="float:right;margin-left:10px;margin-bottom:10px;">
 <a href="http://www.flickr.com/photos/86442815@N00/3929202611/" title="photo sharing"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3467/3929202611_8e4677b3e0_m.jpg" alt="" style="border:solid 2px #000000;" /></a><br />
 <br />
 <span style="font-size:.9em;margin-top:0;"><br />
  <a href="http://www.flickr.com/photos/86442815@N00/3929202611/">Cappuccino and Latte Macchiato at Café Vits</a><br />
  <br />
  Originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/86442815@N00/">Oriana Zängerle</a><br />
 </span>
</div>
<p>Like the last time I went to the café Vits, I was again delighted by the nice taste and look of their coffee creations. They also have great sandwiches, for example a tuna sandwich, decorated with a sweet balsamico dressing. I loved it!<br /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bar Arnold's]]></title>
<link>http://montemarcello.wordpress.com/2009/11/18/bar-arnolds/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:10:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>montemarcello</dc:creator>
<guid>http://montemarcello.wordpress.com/2009/11/18/bar-arnolds/</guid>
<description><![CDATA[Nell&#8217;estate del 1970 Luciano Cervia inaugurò un nuovo locale “Arnold’s”, ubicato all’inizio de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nell&#8217;estate del 1970 <strong>Luciano Cervia </strong>inaugurò un nuovo locale “<strong>Arnold’s</strong>”, ubicato all’inizio del paese ed attiguo alla scuola che prese il nome da un set, della serie televisiva americana “Happy days”, il bar.</p>
<p>Con l’incremento del turismo si andò sviluppando il settore della buffetteria iniziando ad attrarre visitatori bisognosi di merende, stuzzichini o pranzi fugaci, o dolci e torte per festeggiare ogni tipo di evento in famiglia o aperitivi con gli amici.</p>
<p>Il giro si allargò  e Luciano decise di farsi aiutare dalle figlie <strong>Assia e Monica</strong>. alle quali nel 1998 passò la gestione, tramandando la tradizione di famiglia.</p>
<p>L’esercizio, oggi, è stato rimodernato completamente e la saletta, che una volta ospitava il biliardo,  è diventata ora un “tv stadio” per gli appassionati del calcio.</p>
<p>In inverno, nella sala interna, si possono degustare le più ricercate qualità di the, tisane e cioccolate  </p>
<p><a href="http://montemarcello.wordpress.com/files/2009/11/arnold.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2765" title="Arnold" src="http://montemarcello.wordpress.com/files/2009/11/arnold.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p> e d’estate l’ampio spiazzo esterno </p>
<p><a href="http://montemarcello.wordpress.com/files/2009/11/arnold-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2766" title="Arnold 1" src="http://montemarcello.wordpress.com/files/2009/11/arnold-1.jpg?w=112" alt="" width="112" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://montemarcello.wordpress.com/files/2009/11/arnoldc2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2767" title="Arnoldc2" src="http://montemarcello.wordpress.com/files/2009/11/arnoldc2.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a></p>
<p>offre un angolo sicuro e tranquillo dove rilassarsi, refrigerarsi e lasciare che i bambini giochino in libertà</p>
<p>Foto di Alessandro Meneghini</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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