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	<title>calo-dei-consumi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/calo-dei-consumi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "calo-dei-consumi"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 12:22:16 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Produci, consuma, crepa]]></title>
<link>http://tauzero.wordpress.com/2008/11/29/produci-consuma-crepa/</link>
<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 11:35:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>tauzero</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma ci saranno soluzioni un po&#8217; più sofisticate per uscire dalla crisi che non siano ripetere i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ma ci saranno soluzioni un po&#8217; più sofisticate per uscire dalla crisi che non siano ripetere in continuazione &#8220;spendete&#8221;, &#8220;consumate&#8221;? Sulle bizzarrie del <a href="http://tauzero.wordpress.com/2008/11/16/uscite-e-moltiplicate-lo-shopping/"><em><strong>Go shopping</strong></em> </a>declinato ai quattro venti anche in un&#8217;Italia sempre più con le pezze nel sedere (anche se le indossa ostentando, fedele alle direttive dei manovratori, un elegante senso di ottimismo) ha scritto ieri <a href="http://crisis.blogosfere.it/2008/11/incoraggiare-il-consumatore-ma-che-cretinata-e-mai-questa.html"><strong>Debora Billi</strong></a>. Oggi dall&#8217;Inghilterra, Janice Turner ci va giù pesante, per giunta dalle colonne del <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/janice_turner/article5254223.ece#cid=OTC-RSS&#38;attr=2270657"><strong>Times</strong></a>: &#8220;<strong>Non sono disposta a spendere per il mio paese</strong>&#8220;. Stop.</p>
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<title><![CDATA[A tavula ricca faci a casa povira.]]></title>
<link>http://mimmasuraci.wordpress.com/2008/07/08/a-tavula-ricca-faci-a-casa-povira/</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:32:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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<description><![CDATA[La tavola dispendiosa rende la casa povera. I proverbi non nascono per caso e anche se capita di tro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La tavola dispendiosa rende la casa povera. I proverbi non nascono per caso e anche se  capita di trovarvi affermazioni completamente opposte, un fondo di verità c&#8217;è in ognuno di essi. la società moderna, dalla rivoluzione industriale in poi, si è sviluppata sull&#8217; asse produzione-consumo. Bisogna produrre  sempre più per tendere alla piena occupazione e, dunque, bisogna consumare sempre più. Anche grandi economisti, come Keynes per esempio, hanno elaborato teorie che esaltano il processo produttivo di beni e servizi, sia dal privato che da parte dell&#8217; organizzazione statale anche per stimolare gli investimenti. Io però penso che  l&#8217; economia  anche in quella parte  specifica di mercato,  faccia parte di un processo dinamico e vada, perciò , considerata relativamente  alle dimensioni spazio-temporali; anche in questo campo non esistono realtà assolute. Voglio dire che, secondo me, si è abusato sia nel produrre che nel consumare, per cui siamo arrivati al punto che ci ritroviamo a comprare oggetti inutili, che talvolta buttiamo senza mai farne uso.  Un discorso più complesso va fatto per quanto riguarda il settore alimentare; mentre da un lato le organizzazioni preposte alla salute pubblica promuovono iniziative per combattere l&#8217; obesità, dall&#8217; altro lato  sembra tutto ruoti attorno a tavole imbandite di piatti luculliani. Ricorrenze civili e religiose, individuali e collettive si risolvono con banchetti sontuosi, le sagre popolano piccoli e grandi centri e spesso anche in ambito familiare si deborda con frigoriferi traboccanti e pranzi  opulenti. In questi giorni  le più importanti testate giornalistiche hanno dato ampio spazio alla notizia  &#8220;allarmante&#8221; di un forte calo nei consumi. Secondo me il proverbio che ricordo all&#8217; inizio è  appropriato per il momento che stiamo vivendo ed è  forse giunto il momento di prendere coscienza  che un sistema  così asfittico prima o poi scoppia. Dovremmo cambiare stili di vita, dare più spazio a lavori come la cura dell&#8217; ambiente, l&#8217; allevamento di animali in condizioni  igieniche che tutelino e rispettino  le bestie, la sicurezza,  i trasporti, il turismo intelligente,la cultura. Proprio la cultura è. a mio avviso, il valore fondamentale dal quale discendono tutti gli altri ed è quello del quale si avverte maggiormente la carenza nel mometo attuale. Perchè non investire molto di più nella scuola, dunque, restituendole dignità  e autorevolezza con edifici adeguati e docenti preparati e seri ? Saziando l&#8217; intelletto potremmo rivalutare il cibo frugale, che ci fornirebbe rinnovate energie ormai dimenticate. Sarebbero così rispettati anche i parametri keynesiani.</p>
</div>]]></content:encoded>
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