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	<title>campo-profughi-palestinese &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/campo-profughi-palestinese/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "campo-profughi-palestinese"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 02:14:17 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La tweetstreet, la prima via intitolata a un’account twitter, in un campo profughi palestinese]]></title>
<link>http://crossmode.it/2009/10/14/la-tweetstreet-la-prima-via-intitolata-a-un%e2%80%99account-twitter-in-un-campo-profughi-palestinese/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:43:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>mic</dc:creator>
<guid>http://crossmode.it/2009/10/14/la-tweetstreet-la-prima-via-intitolata-a-un%e2%80%99account-twitter-in-un-campo-profughi-palestinese/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;E’ nata la prima via intitolata a un’account twitter: @arjanelfassed tweetstreet, nome di una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;<strong>E’ nata la prima via intitolata a un’account twitter</strong>: @arjanelfassed tweetstreet, nome di una strada in un campo profughi palestinese.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.wired.com/images_blogs/epicenter/2009/09/tweetstreet-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p style="margin:15px 0;padding:0;">
<p style="margin:15px 0;padding:0;">SI tratta di <strong>un’iniziativa a scopo umanitario</strong> del sito <a href="http://www.jouwstraatnaam.nl/?beschikbaarheid" target="_blank">Jouw Eigen Straatnam</a>, che fa pagare 100 euro per intitolare ciascuna delle 200 strade nel campo profughi di <a style="color:#007ca5;text-decoration:none;outline-style:none;margin:0;padding:0;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Askar_%28camp%29">Askar</a>, e poi devolve il ricavato alla ”Palestinian Child Care Society”, per finanziare attività culturali e ricreative dopo-scuola per i 1000 bambini che si trovano là.</p>
<p style="margin:15px 0;padding:0;">Il proprietario dell’account twitter, Arjan El Fassed, ha dichiarato che “intitolare la strada al <a href="http://twitter.com/arjanelfassed" target="_blank">mio account Twitter</a> è un’azione simbolica per creare un contatto online e offline con i bambini di Askar”.</p>
<p style="margin:15px 0;padding:0;">E, aggiungo io, per creare un bell’effetto virale attorno ad un’iniziativa sicuramente meritoria. Bravo&#8221;.</p>
<p style="margin:15px 0;padding:0;">Da <a href="http://geekadvertising.wordpress.com/2009/10/13/twitter-ha-trovato-la-sua-strada/" target="_blank">geekadvertising.wordpress.com</a></p>
<p style="margin:15px 0;padding:0;">Anch&#8217;io m&#8217;aggiungo: bravi, bene, bis.</p>
<p style="margin:15px 0;padding:0;"><strong>Prendiamo una strada?</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libano meridionale: terrorista palestinese ucciso dall'esercito libanese]]></title>
<link>http://focusonisrael.org/2008/05/31/libano-meridionale-terrorista-palestinese-ucciso-dallesercito-libanese/</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 21:37:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.org/2008/05/31/libano-meridionale-terrorista-palestinese-ucciso-dallesercito-libanese/</guid>
<description><![CDATA[Kamikaze ucciso dall&#8217;esercito palestinese Indossava una cintura esplosiva e si apprestava a fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Kamikaze ucciso dall&#8217;esercito palestinese</strong></p>
<p align="justify">Indossava una cintura esplosiva e si apprestava a farsi saltare in aria, con l&#8217;obiettivo di colpire un veicolo dell&#8217;esercito palestinese, l&#8217;uomo che e&#8217; stato ucciso oggi dai militari libanesi nei pressi del campo profughi palestinese di Aim Heloue&#8217;, vicino a Sidone, nel Libano meridionale.<br />
Lo ha riferito un portavoce dell&#8217;esercito libanese.</p>
<p align="justify">&#8220;L&#8217;uomo si apprestava a far esplodere un veicolo dell&#8217;esercito. Indossava una cintura carica di esplosivo&#8221;, ha detto il portavoce.</p>
<p align="justify">La zona dove ha avuto luogo l&#8217;episodio, nei pressi del campo palestinese, e&#8217; sotto il controllo dell&#8217;esercito ad eccezione di una piccola parte che e&#8217; considerata un bastione del gruppo islamico salafita (sunnita) di Jound al Cham.</p>
<p>(<em>Rai News 24, 31 maggio 2008</em> )</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi è Michel Suleiman, il neo presidente libanese]]></title>
<link>http://focusonisrael.org/2008/05/26/chi-e-michel-suleiman-il-neo-presidente-libanese/</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 10:18:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
<guid>http://focusonisrael.org/2008/05/26/chi-e-michel-suleiman-il-neo-presidente-libanese/</guid>
<description><![CDATA[Chi è Michel Suleiman, il neo presidente libanese I due volti del generale che vuol riunire il Liban]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Chi è Michel Suleiman, il neo presidente libanese</strong></p>
<p align="center"><a href="http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/05/michel-suleiman.jpg"><img src="http://focusonisrael.wordpress.com/files/2008/05/michel-suleiman.jpg" alt="" width="400" height="286" class="aligncenter size-full wp-image-1316" /></a></p>
<p><em><strong>I due volti del generale che vuol riunire il Libano al tempo di Hezbollah</strong></em></p>
<p><em><strong>L&#8217;elezione è stata rimandata di venti volte dal 2006 a oggi</strong></em></p>
<p align="justify">Beirut. Lui ha avvertito. “Da solo non posso salvare il paese”, ha detto al quotidiano as Safir Michel Suleiman. Poi ha assicurato che la sua era sarà dedicata alla “riconciliazione”. In molti in Libano si aspettano che dalla sua elezione a presidente, oggi, scaturisca una nuova fase di pace e cordialità tra le parti che fino a qualche giorno fa combattevano armate nelle strade di Beirut: tra l’opposizione di Hezbollah e alleati, appoggiati da Teheran e Damasco, oggi più forte, e la maggioranza del blocco del 14 marzo, oggi più debole. L’accordo raggiunto in Qatar pochi giorni fa ha dato ai vincitori sul campo di battaglia, il Partito di Dio, un terzo dei ministri nel futuro gabinetto, il potere di veto, la facoltà di decidere sui destini della prossima legge elettorale e non ha toccato la questione del disarmo delle milizie. Il raggiungimento di un’intesa permette adesso l’elezione di un presidente, la cui poltrona è vacante da novembre, quando è scaduto il mandato del prosiriano Emile Lahoud. Tocca ora al candidato del consenso: 59 anni, tre figli, maronita come richiede la prassi nel Libano delle sette religiose, comandante delle forze armate. Dal novembre 2006, la nomina del generale Suleiman è stata posticipata venti volte. L’accordo tra le parti sul suo nome c’è da mesi. Finora è mancato il contorno: ministri, legge elettorale, potere di veto, dettagli arrivati dopo 80 morti e cinque giorni di negoziati a Doha.</p>
<p align="justify">Ha una bella faccia, Michel Suleiman, nelle foto in cui indossa il basco blu e la mimetica. La conoscono bene i libanesi, nonostante l’esercito nella recente storia del dopo guerra civile non abbia mai avuto un ruolo importante. Mai fino al ritiro siriano del 2005, fino al suo dispiegamento, per la prima volta in decenni, nel sud del Libano roccaforte di Hezbollah, mai fino ai giorni del maggio 2007, quando iniziò l’assedio di Nahr el Bared, campo profughi palestinese nei pressi della città costiera di Tripoli. Il generale Suleiman ha guidato il piccolo e debole esercito libanese a una vittoria di peso contro il gruppo terrorista sunnita di Fatah el Islam: 15 settimane di battaglia in cui sono morti 168 soldati libanesi. Ma alla fine il futuro presidente ha ottenuto un grande successo, militare ma soprattutto mediatico. Non si erano mai viste prima le bandiere delle unità dell’esercito appese sia alle vetrine dei bar di Gemmayze, quartiere cristiano della notte di Beirut, sia nelle zone commerciali sunnite. L’immagine del comandante delle forze armate è da allora nota perché campeggia lungo le principali arterie stradali, nel selvaggio mondo della propaganda politica libanese, dove le lotte tra gli Hariri e gli Hassan Nasrallah si concretizzano anche in gigantografie dei leader politici a ogni angolo di strada.</p>
<p><em><strong>I dubbi del 14 marzo</strong></em></p>
<p align="justify">Il generale Suleiman va bene, forse non benissimo, ai due schieramenti politici. La maggioranza ha accusato il suo esercito di aver mantenuto un’ambigua “neutralità” durante gli ultimi scontri armati: Hezbollah ha conquistato indisturbato Beirut ovest, ma come ha detto al Foglio l’analista del Daily Star Michael Young “un conto è non sparare contro le milizie sciite, un altro è prevenire l’incendio delle redazioni di giornali e televisioni”. L’emittente al Mustaqbal, vicina agli Hariri e altri mass media sono stati assaltati durante le violenze. Timour Goskel, ex portavoce di Unifil 1, definisce l’esercito l’unica istituzione nazionale credibile agli occhi dei libanesi, e da questo Suleiman trae di certo grande popolarità. Ma il governo di Fouad Siniora durante questi mesi ha avuto qualche dubbio sulla sua candidatura. Il generale infatti è diventato capo delle forze armate nel 1998, in piena era siriana quando una carica del genere non poteva essere raggiunta senza il via libera della famiglia Assad. Dopo il ritiro siriano, Suleiman ha saputo prendere le sue distanze, ma tuttora sono noti i suoi buoni rapporti con il vicino. Suo cognato, Gebran Kuriyyeh, era portavoce ufficiale dell’ex rais Hafez el Assad. Il generale ha smentito l’esistenza di connessioni tra Fatah el Islam e la Siria, affermando che i terroristi di Nahr el Bared erano legati alla rete di al Qaida. Ha lodato Hezbollah per la “vittoria” nel 2006 contro Israele. C’è chi accusa il suo esercito, da allora dispiegato nel sud, di chiudere un occhio davanti agli spostamenti d’armi delle milizie sciite. Ma il 14 marzo non scorda che i suoi soldati hanno protetto senza intervenire le gigantesche manifestazioni antisiriane del 2005 e a un anno di distanza  la vittoria nel campo profughi palestinese ha reso quei militari e il loro comandante eroi nazionali.</p>
<p><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/359">Il Foglio</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[First feelings in Burji]]></title>
<link>http://campolibanosci.wordpress.com/2007/12/22/first-feelings-in-burj/</link>
<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 21:55:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>megeramelia</dc:creator>
<guid>http://campolibanosci.wordpress.com/2007/12/22/first-feelings-in-burj/</guid>
<description><![CDATA[             (Testo della mail inviata ai miei amici appena arrivata nel campo di Burji al- Sahamali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> <a href="void(0)" title="dsc00283.jpg" id="file-link-103" class="file-link image">  <img width="182" src="http://campolibanosci.wordpress.com/files/2007/12/dsc00283.jpg" height="139" /></a><a href="void(0)" title="dsc00284.jpg" id="file-link-101" class="file-link image">  </a><a href="void(0)" title="dsc00283.jpg" id="file-link-103" class="file-link image">         </a><a href="void(0)" title="dsc00284.jpg" id="file-link-101" class="file-link image"><img width="183" src="http://campolibanosci.wordpress.com/files/2007/12/dsc00284.jpg" height="139" /></a><a href="void(0)" title="dsc00283.jpg" id="file-link-103" class="file-link image"> </a></p>
<p>(Testo della mail inviata ai miei amici appena arrivata nel campo di Burji al- Sahamali)</p>
<p>ok,<br />
questa e&#8217; per me una mail importantissima per il luogo da cui la sto scrivendo.. siamo finalmente arrivati a Tiro, nel campo profughi palestinese di Burji al- Shamali. Mentre scrivo sento dagli altoparlanti della moschea qui vicino la preghiera serale e l&#8217;aria e&#8217; intrisa di una misticità indescrivibile. Ho le lacrime agli occhi.. intorno a noi vivono palestinesi nipoti della diaspora del 48, che non hanno mai conosciuto la loro terra e non la conosceranno mai probabilmente, come i loro genitori e i loro nonni. Riesco a condividere la loro tragedia e mi si spezza il cuore, e a loro piu di me.. il centro e&#8217; bellissimo, qui i volontari italini sono visti come grandi amici perchè con i loro sacrifici (e soprattutto con quelli dei collaboratori locali) sono riusciti a mettere in piedi un qualcosa di veramente bello e importante come e&#8217; questo centro. Domani partirà l&#8217;attivita vera e propria, quindi inizieremo a postare il blog. Ora vi lascio e vi saluto da tutta la profondità di questo luogo. Vi assicuro che studiare nei libri non basta a capire la bellezza di questa gente.<br />
Un abbraccio a tutti e buon inizio di vacanza!<br />
Clau<br />
ok,<br />
this is a very important mail for me because I&#8217;m sending it from a special place.. we finally arrived in Sour, in the refugee camp of Burj al- Shamali. While I&#8217;m writing I hear the speakers of the Mosque calling the people to prayer, and the air is filled with a unbelivable mysticism. I&#8217;m moved to tears..We are surrounded by the descendents of the 48&#8217;s diaspora, who like their grandfathers and fathers will never get to know their own land. I can identify with their tragedy and it breaks my heart in two, to them more than to me. the centre is amazing, here the italian volunteers are considered like real friends because with their efforts (especially thank to the local social workers) succeeded in creating such a beautiful and important thing like this center. Tomorrow we will start with the real activity, posting the blog. Now I say goodbye from the depths of this place. I&#8217;ll assure you that to study it into books is not enough to understand the beauty of its people!<br />
I hug you all and wish you a nice holiday!<br />
Clau</p>
</div>]]></content:encoded>
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