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	<title>capitale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/capitale/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "capitale"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 19:22:20 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[1244  Sénégal  Saint-Louis]]></title>
<link>http://fortier.wordpress.com/2009/11/30/1244-senegal-saint-louis/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:52:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>polymatheux</dc:creator>
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<description><![CDATA[Une éxécution capitale à Saint-Louis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Une éxécution capitale à Saint-Louis</p>
<p><a href="http://fortier.wordpress.com/files/2009/11/1244.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-15" title="1244" src="http://fortier.wordpress.com/files/2009/11/1244.jpg?w=300" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mauro Palma: "Nel Trattato di Lisbona opportunità di garantire i diritti sociali"]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/29/mauro-palma-nel-trattato-di-lisbona-opportunita-di-garantire-i-diritti-sociali/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:21:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1609" title="Mauro Palma" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è svolto a Napoli venerdì e sabato, i relatori del focus su Cittadinanza, Diritti Sociali ed Inclusione hanno discusso di beni comuni, politiche sociali e flexicurity, obiettivi di Lisbona che il Trattato introduce nelle norme scritte dell&#8217;Unione Europea</strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">                     </span>                                                                                            di    Aldo Ciummo</strong></p>
<p>Venerdì pomeriggio, in uno dei focus più importanti in materia di lotta a tutte le forme di povertà nella nostra Europa Mauro Palma (Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d&#8217;Europa) ha moderato il dibattito sulle garanzie che la Ue assicura alle persone che vivono nell&#8217;area dei 27 (e soprattutto su quelle che non assicura affatto e questo è proprio lo spazio che si apre all&#8217;azione politica che riguarda l&#8217;Europa). La conferenza si è svolta presso il Maschio Angioino di Napoli.</p>
<p>L&#8217;impostazione del Trattato di Lisbona è, contrariamente a quello che spesso si pensa, per l&#8217;Economia Sociale di Mercato e non per i due sistemi che hanno portato l&#8217;uno all&#8217;attuale crisi economica e ad infinite guerre e brutture, l&#8217;altro all&#8217;azzeramento dell&#8217;iniziativa privata e delle persone (e c&#8217;è un 3 per cento tendente al 2 per cento che in molti paesi come Italia, Spagna e Francia ancora insiste). Ma questa Economia Sociale di Mercato è tutta da fare. Non sembra che ne facciano parte gli immigrati extraeuropei ed europei, che sono carne da cannone dell&#8217;industria a basso costo con il beneplacito di leggi razziste, non sembra che ci stiano nella bambagia i precari e pensionati autoctoni, che appena aprono bocca sono razzisti ma l&#8217;attenzione dei professori illuminati dei partiti rivoluzionari per questi occidentali si ferma lì, perchè i cittadini di oggi per il resto spesso non sono operai nè braccianti e non starebbero bene sul quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.</p>
<p>Andrea Fumagalli è intervenuto proprio sulla flexicurity, la parola magica che per i liberisti all&#8217;italiana significa che quelli che perdono il lavoro stanno al sicuro a causa della libertà di investire le proprie competenze sul mercato. Ma che fine fa la flexicurity se uno è immigrato e perde il lavoro (che non sempre è regolare nel mondo reale) rischiando la repressione? se uno è pensionato al minimo e i costi di tutto, specialmente quelli di chi ha un modello di consumi che non prevede acquisti di lusso ma ordinari, salgono mentre agli enti locali vengono tolti i mezzi per fare assistenza? cosa succede se la formazione anche quando c&#8217;è conta poco, perchè chi avvia imprese per lo stato ultraliberista non esiste e per la sinistra residuale è un padrone delle ferriere?</p>
<p>Andrea Fumagalli, docente dell&#8217;Università di Pavia, da parte sua ha fatto notare che in Danimarca ed in Olanda c&#8217;è la flexicurity, ma ciò significa coerentemente presenza di ammortizzatori sociali, di formazione e di accesso al mercato del lavoro sulla base delle competenze. E senza troppe discriminazioni che (come è reso evidente per contrasto dalla solidità oltre le crisi e dalle capacità di rinnovamento di paesi come Danimarca, Olanda, USA, Svezia, Regno Unito che hanno una cultura di scambio con gli altri) sono zavorre che non aiutano il corretto sviluppo del mercato in nazioni come Grecia, Italia, Francia e Spagna, stati che (basta guardare le leggi, le carceri e talvolta i disordini di stranieri che non ce la fanno più) hanno puntato soltanto sulla repressione.</p>
<p>Altrove le leggi sull&#8217;immigrazione sono anche rigorose, ma il discorso è che poi non si fanno le differenze. In altri casi abbiamo situazioni che apparentemente sono aperte ma poi recludono non solo stranieri ma in blocco chi vive nelle periferie in stati di emarginazione (Francia) oppure situazioni in cui per comprimere gli emigranti nello schema di pura forza lavoro (si vedano le leggi italiane) si finisce per ignorare anche la realtà, cioè che non si può chiedere agli immigrati di raggiungere condizioni perfettamente stabili nel lavoro quando il mercato del lavoro non ne offre in generale, e soprattutto che costringerli alla clandestinità serve solo a permettere a chi sfrutta di farne concorrenti al ribasso.</p>
<p>Nel corso del dibattito Giuseppe Bronzini, di Magistratura Democratica, ha ricordato che quell&#8217;articolo 6 del Trattato di Nizza che tutela i diritti sociali acquista un valore giuridico con l&#8217;attuale affermazione del Trattato di Lisbona. Il vituperato progetto di costituzione europea infatti contiene anche cose buone, stratificate nelle norme che eredita anche dai Trattati passati (l&#8217;Europa è una casa che non si costruisce in un giorno). Venendo all&#8217;opinione di Bronzini, &#8220;sancire che i livelli minimi di trattamento sociale raggiunti ad oggi non devono essere inficiati significa che il giudice ordinario potrà essere interpellato per ottenere il rispetto delle garanzie primarie europee&#8221;.</p>
<p>Un fatto davvero interessante è che il giudice potrà anche disapplicare le norme nazionali qualora queste cozzino visibilmente contro i diritti che l&#8217;Europa impone. In un paese che in genere ha un numero di cinque donne su ventidue ministri e dove alcuni cittadini sono morti pestati in caserma una novità del genere non è propriamente un dettaglio, perchè potrebbe produrre la positiva imposizione di standard occidentali.</p>
<p>Gli altri relatori, Raymond Van Herman per il Forum permanente della società civile europeo, Pietro Barbieri presidente della Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap e Antonello Scialdone dell&#8217;Isfol, l&#8217;organizzazione che si occupa di formazione, come pure Enrico Tedesco (dell&#8217;associazione Polis) e Francesco Fioretti (dell&#8217;associazione Enzo Aprea di Avellino) hanno sottolineato sotto vari aspetti  la necessità che l&#8217;Europa si attrezzi a garantire quella che è la base dell&#8217;esercizio dei diritti politici e cioè l&#8217;esistenza dei diritti sociali minimali.</p>
<p>Mauro Palma, come presidente del comitato che si occupa di contrasto alla tortura per il Consiglio d&#8217;Europa quindi per la diffusione dei diritti anche oltre la Ue di oggi, ha parlato in maniera accorata della opportunità di estendere i diritti di tutte le persone che vivono nello spazio europeo e non soltanto le garanzie contro gli abusi ma anche quelle che mettono gli immigrati e tutti i cittadini nelle condizioni di non cadere in situazioni che spesso vengono risolte dagli stati nazionali soltanto con la repressione. &#8220;Bisogna fare uno sforzo &#8211; ha detto Mauro Palma &#8211; per far valere nel diritto europeo le norme che vanno in questa direzione&#8221;. E&#8217;  un impegno, si può aggiungere, al quale non bisogna sottrarsi. Ma la strada sarà molto lunga.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La conquista del mondo in un ufficio]]></title>
<link>http://ilrasoio.wordpress.com/2009/11/29/la-conquista-del-mondo-in-un-ufficio/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 06:00:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Enrico Monaco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ore 8 di mattina. Il caffè contenuto in un bicchiere di plastica emana un tenue profumo di nulla, ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ore 8 di mattina. Il caffè contenuto in un bicchiere di plastica emana un tenue profumo di nulla, ma a lui sembra il miglior espresso che si possa avere, perchè è proprio quel caffè che mette in moto il suo corpo come la benzina per una macchina.</p>
<p>Gli altri colleghi sonnolenti si salutano con un sorriso stanco, ma dolcissimo. Il suo saluto invece è sbrigativo, simpatico e formale: la sua mente già corre verso un obiettivo planetario. Così estrae il suo iphone come un guerriero estrarrebbe una spada prima di entrare in guerra e si addentra nella rete, il suo campo di battaglia.</p>
<p>Le sue azioni orientali stanno crollando per colpa del prezzo del petrolio e lui inveisce silenzioso. Le dita corrono veloci sullo schermo: semplici e veloci gesti materiali mettono in movimento capitali ed informazioni nel mondo. Intorno alle 10:30 i suoi mercati sono stabili, allora si concede qualche chiacchiera con i colleghi e lavora un po&#8217;. Poi all&#8217;improvviso mentre la luce elettrica che illumina la stanza si alterna al buio per colpa del fusibile rotto arriva la sua grande occasione: i russi sono vulnerabili è il momento di stronacarli. E allora riprende quella corsa statica fra cifre e informazioni. Un collega gli chiede un fascicolo mentre lui è ad un passo dalla vittoria: risponde incazzato che non sa niente. L&#8217;altro non demorde e si incazza a sua volta. Lui allora gli lancia uno sguardo di guerra come un principe che minaccia dall&#8217;alto di una montagna di distruggere l&#8217;intera città qualora non ci sarà la resa incondizionata.</p>
<p>Ha vinto: i russi sono sconfitti, il suo capitale è decuplicato e il collega stizzito è in pausa caffè. Estrae una sigaretta, incurante delle leggi sul fumo, e la porta alla bocca, la accarezza come fosse d&#8217;oro, poi l&#8217;accende e tira con soddisfazione: il suo sorriso è da ventiquattro carati.</p>
<p>Proprio in quel momento il suo capo entra nella stanza, lo vede e furibondo rivolto a lui grida :&#60;&#60;Brutto animale del cazzo non sai leggere i cartelli?!&#62;&#62; e aggiunge &#60;&#60;Qui dentro non si può fumare!!&#62;&#62;. Lui rimane indifferente. L&#8217;altro allora paonazzo &#60;&#60;devo chiamare il direttore o intendi ascoltarmi prima che ti licenzi?!&#62;&#62;. Lui sarcastico sa già di avere una corona sulla testa :&#60;&#60;Cosa pretende capo?&#62;&#62; &#60;&#60;Sono solo uno stupido impiegato delle poste capace di seguire ordini e incapace di un&#8217;azione autonoma!!&#62;&#62; Così dicendo spegne la sigaretta e riprende a lavorare. </p>
<p>Lui solo sa che 300.000 dollari su un conto delle Cayman sono intestati alla sua persona e domani sparirà nel nulla lasciando come saluto al superiore il suo sorriso sarcastico.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[“No justice without life”: un congrès d’étude sur la peine de mort aujourd’hui dans le monde]]></title>
<link>http://papaboysfrance.wordpress.com/2009/11/25/%e2%80%9cno-justice-without-life%e2%80%9d-un-congres-d%e2%80%99etude-sur-la-peine-de-mort-aujourd%e2%80%99hui-dans-le-monde/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:26:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[“No justice without life” la peine de mort dans le monde est le thème de la rencontre d’étude qui se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“No justice without life” la peine de mort dans le monde est le thème de la rencontre d’étude qui se]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ACQUA, AZIONE NOTTURNA PRESSO SEDE HERA E FONTANE DELLA CITTA’]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/25/acqua-azione-notturna-presso-sede-hera-e-fontane-della-citta%e2%80%99/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:48:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Stanotte abbiamo messo in atto una protesta contro il decreto Ronchi, con il quale il Governo Itali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong> </strong><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/acqua-pubblica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2578" title="Acqua pubblica" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/acqua-pubblica.jpg" alt="" width="460" height="325" /></a>“Stanotte abbiamo messo in atto una protesta contro il decreto Ronchi, con il quale il Governo Italiano ha di fatto privatizzato l’acqua. Se è vero che essa resta formalmente un bene pubblico, è però innegabile che la liberalizzazione della sua gestione lascia campo libero alle speculazioni dei privati. In altri Paesi d’Europa hanno pagato prima di noi questo scotto, con costi incrementati fino al 70 % per i cittadini, ed ora si fa marcia indietro.</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo dunque “addobbato” le principali fontane della città ( tra le quali quelle situate in piazza del Nettuno, via Ugo Bassi e piazza dei Martiri ) utilizzando cartelli con su scritto “venduta” (“per info e “ringraziamenti” contattare il ministro Ronchi, i parlamentari del Popolo della libertà, della Lega Nord, del MPA, dei Cristiano sociali), rappresentando simbolicamente la cessione di un bene fondamentale come l’acqua. Due striscioni sono inoltre stati affissi ai cancelli della sede centrale di Hera; nel primo abbiamo scritto “in svendita”, facendo chiaro riferimento all’imminente probabile ingresso di cospicui capitali privati nel gruppo, e nel secondo: “vendesi anche pioggia e vento”, amara e non troppo ironica profezia fondata sulle abitudini di una classe politica che si appropria del bene comune per venderlo al miglior offerente.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo stufi di vedere Governi avvicendarsi, entrando ed uscendo in ginocchio dalle stanze del Potere, piegati al cospetto del grande capitale apatride.“</p>
<p style="text-align:justify;">Bologna, 25 novembre 2009</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Antonio Del Prete</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Segretario regionale Gioventù Italiana</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="text-decoration:underline;">DI SEGUITO LE FOTO DELL&#8217;AZIONE</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="text-decoration:underline;"></p>
<div id="attachment_2579" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/piazza-del-nettuno.jpg"><img class="size-full wp-image-2579" title="piazza del Nettuno" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/piazza-del-nettuno.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></span></strong><p class="wp-caption-text">piazza del Nettuno</p></div>
<p><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0123.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2580" title="Immag0123" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0123.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></p>
<div id="attachment_2581" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0117.jpg"><img class="size-full wp-image-2581" title="Immag0117" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0117.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></span></strong><p class="wp-caption-text">Piazza dei Martiri</p></div>
<p><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/piazza-dei-martiri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2582" title="piazza dei Martiri" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/piazza-dei-martiri.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></p>
<div id="attachment_2583" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/via-ugo-bassi.jpg"><img class="size-full wp-image-2583" title="via Ugo Bassi" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/via-ugo-bassi.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></span></strong><p class="wp-caption-text">via Ugo Bassi</p></div>
<p><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0124.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2584" title="Immag0124" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/immag0124.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></p>
<div id="attachment_2585" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/in-svendita.jpg"><img class="size-full wp-image-2585" title="In svendita" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/in-svendita.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></span></strong><p class="wp-caption-text">Sede centrale Hera</p></div>
<div id="attachment_2586" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/vendesi-anche-pioggia-e-vento.jpg"><img class="size-full wp-image-2586" title="Vendesi anche pioggia e vento" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/vendesi-anche-pioggia-e-vento.jpg" alt="" width="460" height="613" /></a></span></strong><p class="wp-caption-text">Sede centrale Hera</p></div>
<p></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Love Affair with Lady Capitale]]></title>
<link>http://photocapm.com/2009/11/22/a-love-affair-with-lady-capitale/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:20:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Michael Frye</dc:creator>
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<description><![CDATA[Last night I went out to photograph downtown Salt Lake City along with the Cathedral of Madeline. Th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Last night I went out to photograph downtown Salt Lake City along with the Cathedral of Madeline. Th]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Torino-Chivasso-Aosta: altra vergogna]]></title>
<link>http://romanoborrelli.wordpress.com/2009/11/20/torino-chivasso-aosta-altra-vergogna/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 21:17:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Romano Borrelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Ridateci Porta Susa&#8221;. Torino Porta Susa, sotterranea, binario 4. Così si poteva leggere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>&#8220;Ridateci Porta Susa&#8221;</strong>. Torino Porta Susa, sotterranea, binario 4. Così si poteva leggere su di un foglio  lungo le pareti della nuova stazione torinese, fiore all&#8217;occhiello per molti. Per altri, no.: per tutti i pendolari che fanno fatica a raggiungere le scale e quindi l&#8217;uscita. <strong>Avete mai visto quando arrivano due treni cosa succede lungo le rampe?</strong> <strong>Ma chi ha progettato una cosa del genere?</strong> per tutti coloro che arrivano e per quelli che partono. In ritardo. Come oggi, come ieri, come da troppo tempo. Ancora una volta sono stato raggiunto al telefono da  conoscenti che mi  forniscono indicazioni utili per descrivere quanto e quali disagi devono subire, in ordine di tempo, e di denaro: lavoratori,  studenti. Ore 11.38. Il treno per Chivasso-Ivrea-Aosta è presente, sul binario. Ma, partirà, in ritardo. Come altri treni. Arriverà, a destinazione in ritardo. Circa 45 minuti a Chivasso. Ritardo che si traduce in un&#8217;ennesima decurtazione economica. Per altri, in richiami. <strong>&#8220;Il nuovo orario taglia troppi treni&#8221;</strong>, segnalava La Stampa. Quasi un presagio di quanto sarebbe successo più tardi. Tagli, tagli, tagli. Tagli nella scuola pubblica: personale, fondi, corsi. L&#8217;istruzione che viene catapultata &#8220;nel mercato&#8221;: master, scuole di specializzazione. &#8220;Ridateci la vecchia scuola pubblica&#8221;. &#8220;Ridateci la vecchia Università senza crediti&#8221;. Questo vorrei scrivere, su cartelli da apporre presso le scuole, presso le Università. Ridateci il sapere.  Ma vi ricordate quante poche persone potevano permettersi la scuola? E chi la forniva? E come è diventata pubblica? Non certo per paternalismo. <strong>Ridateci l&#8217;acqua!</strong> Ridateci il lavoro, quello vero, a tempo indeterminato. Ridateci le sicurezze. Ridateci i sogni che volete rubare. <strong>Ridateci il futuro</strong>. Ancora una volta. Ridateci!!! Ma non ci avrete! <strong>Avete pensato per troppo tempo, per troppi anni a far felice il capitale</strong>, <strong>a far compromessi, a sottoscrivere accordi, al ribasso, come alcuni sindacati</strong>.<strong> Basta. così non va</strong>. Ridateci, anche se non è sufficiente. Perché prima, molti dovrebbero SVEGLIARSI!!! Fra poco, anche andare a lavorare utilizzando un treno, sarà un lusso! SVEGLIA!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Usa, flussi netti capitale per 40,7 miliardi in settembre]]></title>
<link>http://stauindi.wordpress.com/2009/11/19/usa-flussi-netti-capitale-per-407-miliardi-in-settembre/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:35:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>stauindi</dc:creator>
<guid>http://stauindi.wordpress.com/2009/11/19/usa-flussi-netti-capitale-per-407-miliardi-in-settembre/</guid>
<description><![CDATA[Usa, flussi netti capitale per 40,7 miliardi in settembre &#8211; Milano Finanza Interactive Edition]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Usa, flussi netti capitale per 40,7 miliardi in settembre &#8211; Milano Finanza Interactive Edition</p>
<p>Usa, flussi netti capitale per 40,7 miliardi in settembre</p>
<p>Negli Stati Uniti i flussi netti di capitale investito a lungo termine hanno registrato un saldo positivo di 40,7 miliardi di dollari in settembre, in aumento dai 28,6 miliardi di luglio.</p>
<p>Nel dettaglio, gli investitori esteri hanno acquistato titoli Usa a lungo termine per 55,7 miliardi (44,8 da privati e 10,9 da istituzioni), mentre gli investitori americani hanno comprato corrispondenti titoli esteri per 15 miliardi.</p>
<p> Fonte:<br />
 http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200911171512465211&#38;chkAgenzie=TMFI</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blog Brevis: Libera informazione in libero scudo]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/17/blog-brevis-libera-informazione-in-libero-scudo/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:14:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/BR-DhlsFrao&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/BR-DhlsFrao&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>Su <em>Corriere.it</em> da oggi pomeriggio si può leggere un trafiletto di 10 righe sullo <strong>scudo fiscale americano</strong>. Già il titolo è tutto un programma per il navigatore distratto: &#8220;<em>Scudo fiscale <strong>ANCHE</strong> negli Usa. Sanatoria per migliaia di contribuenti</em>&#8220;. Così quello penserà: &#8220;<em>Allora ha ragione Tremonti, ci allineiamo finalmente agli altri paesi del mondo!</em>&#8220;. Ma non è finita qui. Infatti basta passare al corpo della notizia per farsi qualche<a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/corsera_infografiche-logo_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-480" title="corsera_infografiche-logo_" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/corsera_infografiche-logo_.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a> altra risata: a parte che sembra scritto dal reporter di un quotidiano dell&#8217;Aspromonte (senza succo, senza dati, senza capo nè coda insomma), a parte che fa riferimento solo ai conti off-shore quando il modello americano riguarda anche gli evasori interni, vi si parla genericamente di <span style="text-decoration:underline;">versamento delle imposte dovute</span> e di <span style="text-decoration:underline;">alleggerimento delle sanzioni</span>. Però, però. Quello che non si specifica, insomma, sono le differenze con lo scudo nostrano che viene ad esso paragonato.</div>
<p>Ricordiamo brevemente che l&#8217;italica disposizione:<br />
<strong>a)</strong> garantisce l&#8217;<strong>anonimato</strong><span style="text-decoration:underline;">.</span><br />
<strong>b)</strong> prevede come sanzione <span style="text-decoration:underline;">il pagamento del 50% del rendimento teorico di quei capitali detenuti illegalmente all&#8217;estero</span>.<br />
Il rendimento teorico cui si fa riferimento è fissato al <strong>2%</strong> del capitale all&#8217;anno. Basta pagare quindi l&#8217;<strong>1%</strong> della somma per un massimo di cinque anni. Tutto qui. Un vero paradiso degli evasori.</p>
<p>Per contrasto, lo scudo americano:<br />
<strong>a)</strong> si basa sull&#8217;autodenuncia, che però <span style="text-decoration:underline;"><strong>NON</strong> garantisce l&#8217;impunità</span> in caso di proventi da <strong>attività illecite</strong>: infatti viene subito sottoposta ad investigazione criminale.<br />
<strong>b)</strong> prevede come sanzione</p>
<div><span style="text-decoration:underline;">il pagamento di un&#8217;imposta dell&#8217;1,75% annuale sul capitale espatriato in precedenza, di una tassa una-tantum pari al 20% dell&#8217;imposta stessa, nonchè un&#8217;altra penale che ammonta al 20% del capitale aumentato dei rendimenti virtuali riscossi negli anni. <strong>Più gli interessi</strong>.</span></div>
<div>E&#8217; la stessa cosa, no?</div>
<p><span style="text-decoration:underline;">
<p>&#160;</p>
<p></span></p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[* Heather &amp; Chris - Capitale (November)]]></title>
<link>http://dmsvideoblog.com/2009/11/11/heather-chris-capitale-november/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 07:59:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>DMS Video Productions</dc:creator>
<guid>http://dmsvideoblog.com/2009/11/11/heather-chris-capitale-november/</guid>
<description><![CDATA[Heather &amp; Chris Please take a moment and leave a comment (at the bottom)   Thanks! This clip is ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Heather &amp; Chris Please take a moment and leave a comment (at the bottom)   Thanks! This clip is ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il lavoro e la Costituzione]]></title>
<link>http://labattagliasoda.wordpress.com/2009/11/10/il-lavoro-e-la-costituzione/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:03:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kriminal</dc:creator>
<guid>http://labattagliasoda.wordpress.com/2009/11/10/il-lavoro-e-la-costituzione/</guid>
<description><![CDATA[Premessa. “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Il primo articolo della Costi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Premessa.</p>
<p>“L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Il primo articolo della Costituzione italiana è, come l’intero testo, risultato di complesse negoziazioni e trattative tra le differenti parti politiche partecipanti all’Assemblea Costituente. Il primo articolo riconosce e afferma il lavoro quale fondamento della neo-nata Repubblica italiana, ovvero stabilisce una qualche relazione tra costituzione politica e sfondo economico. È questo il problema che discuterò in questo articolo.</p>
<p>Primo livello di articolazione: dal piano materiale al piano del contenuto.</p>
<p>Un’interpretazione valida può abdurre: a partire dall’articolo inteso come Risultato, seguendo una Regola così enunciabile</p>
<p>“Un principio socialista afferma che una repubblica democratica è fondata sul lavoro o è repubblica dei lavoratori”,</p>
<p>il Caso in questione risulta essere che il primo articolo della Costituzione sottende un principio socialista. Non avrebbe modificato la sostanza delle cose – scrive Antonio Negri ne <em>Il lavoro nella Costituzione</em>, saggio steso nel 1964 ma pubblicato per la prima volta solo nel 1977 – se nel primo articolo avessimo avuto “repubblica democratica dei lavoratori” in luogo di “repubblica democratica fondata sul lavoro” (p. 10): trattasi comunque di principio socialista. In realtà vi è una distinzione non trascurabile: è scritto “lavoro” e non “lavoratori”, di conseguenza è differente l’assunzione di valore e tutto ciò che segue. Del resto non si può certo dire che la Costituzione è tutta di stampo socialista – o addirittura comunista, come vorrebbero i suoi detrattori; ma la fondazione della costituzione politica sul piano socio-economico dovrebbe legittimare, a un certo livello, la fondazione di uno Stato sociale, ovvero “fondato sul lavoro”, che è cosa ben diversa da uno Stato socialista, “fondato sui lavoratori”. Vedremo meglio questo punto più avanti.</p>
<p>Innanzitutto, vi è un piano materiale che è quello socio-economico. Su questo piano, in qualche modo, entra in azione la costituzione politica. Negri, p. 8, non ne vede un programma ma solo un giudizio di fatto; tuttavia vi è investimento di valore in un preciso oggetto, essendo il lavoro richiamato nel primo articolo “lavoro produttivo” (p. 11). Si ha, di fatto, un primo livello di articolazione, una sorta di semantica sociale. Ma l’operazione ha innanzitutto una sua valenza storica, poiché sancisce una condizione di diritto estesa ai lavoratori, e non più fondata sulla rendita, sia per il diritto di voto (condizione politica di diritto) sia per i diritti sociali (condizione giuridica di diritto). Tale operazione storica determina in semantica sociale l’opposizione tra “lavoro produttivo”, valorizzato, e “lavoro improduttivo”, il quale designa soprattutto quelle occupazioni che non ha risvolti sociali, che non producono esternalità positive per la società. All’interno della categoria “lavoro produttivo” è possibile articolare una serie di determinazioni, a partire dallo spazio di lavoro, soprattutto la fabbrica, e da qui a partire dal livello di impiego &#8211; operai, impiegati, ingegneri. Negri considera il “lavoro produttivo” come lavoro operaio; tuttavia ciascuno dei termini sopra elencati è suscettibile di essere compreso nella categoria “lavoro produttivo”. La <em>pars pro toto</em> (lavoro operaio per “lavoro produttivo”) non rende conto di due problemi: in primo luogo è possibile ipotizzare una gerarchizzazione entro la categoria “lavoro produttivo” tale da porre al primo posto il lavoro operaio, sebbene sia necessario riflettere, specie in termini storici, sui fenomeni politici connessi a tale proposta (per es.: sembra valida l’ipotesi che il PCI ragionasse in questo modo); in secondo luogo quali conseguenze sul piano socio-economico avrebbe comportato una tale sineddoche? Probabilmente il socialismo reale. Pertanto, al primo problema, ne va aggiunto un secondo: quali conseguenze sul piano socio-economico provocherebbe una gerarchizzazione di termini relativi compresi entro la categoria “lavoro produttivo”? Per cercare una risposta a questa domanda è necessario recuperare il filo del ragionamento.</p>
<p>Secondo livello di articolazione: dal piano materiale al piano dell’espressione.</p>
<p>Il lavoro, in quanto “lavoro produttivo”, è concretamente assunto a contenuto della costituzione materiale (p. 76) “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”: la Costituzione italiana è complesso intreccio di, e contrattazione tra, costituzione materiale (rapporto tra lo Stato e le condizioni socio-economiche del paese) e costituzione formale (rapporto tra Stato e normative). Ma vi è un secondo livello di articolazione che segue immediatamente: oltre a essere contenuto della complessa costituzione politica, che richiede ancora un qualche elemento di mediazione, il lavoro è fondamento della repubblica democratica e nello stesso tempo funge da riconoscimento principale nella struttura sociale, tematizzazione degli attori a partire da un’isotopia socio-economica in vista della strutturazione di istituzioni sociali. Insomma, il lavoro configura le persone e la loro appartenenza a un dato stato sociale. Anche questo appartiene al principio socialista sotteso nel primo articolo. Ne consegue che il lavoro, nella strutturazione sociale, diventa “forma costitutiva dello Stato” (p. 19): la struttura sociale riproduce, su altra scala, la struttura del lavoro, ovvero la struttura della fabbrica si estende a struttura sociale. L’ipotesi, pienamente assunta, fa del lavoro l’idea-valore preminente delle relazioni fra piano politico-giuridico e piano socio-economico – il che risulterebbe valido della cultura keynesiana-fordista &#8211; nonché della cultura politico-economica dell’Italia del secondo dopoguerra. Si pensi al passaggio dalla fabbrica alla società-fabbrica (cfr. Antonio Negri, <em>Dall’operaio massa all’operaio sociale</em>), e ai luoghi sociali strutturati sul piano dell’espressione come ri-articolazioni della fabbrica (bisognerebbe qui porre un confronto con gli studi di Michel Foucault sugli istituti sociali di disciplinamento e con le importanti riflessioni sugli scritti di Foucault di Gilles Deleuze).</p>
<p>Costruzione primo livello di articolazione: l’operatore politico-giuridico.</p>
<p>Ricapitolando, a un primo livello di articolazione, sul piano del contenuto, l’operazione politica della Costituente taglia sul piano materiale e articola una semantica storico-sociale valorizzando il “lavoro produttivo”: il lavoro è fondamento della repubblica democratica. È un taglio che si opera al costituirsi, o ricostituirsi, dello Stato. A un secondo livello di articolazione, la valorizzazione politico-giuridica del lavoro produttivo si somma, come riconoscimento politico, e dunque imprescindibile valore aggiunto, all’articolazione degli istituti sociali secondo il modello di disciplinamento del lavoro &#8211; la fabbrica. Il lavoro è “benedetto” dalla politica e della giurisprudenza (primo articolo della Costituzione) e diventa principio strutturante della società.</p>
<p>L’importanza che il lavoro assume nella società ha motivazioni storiche e culturali che qui non discuto. Mi interessa l’altra componente, la “benedizione” politico-giuridica. Da questo punto di vista, il lavoro non si presenta in modo naturale quale fondamento di un ordinamento politico-giuridico, ma come tale deve essere posto da qualcuno. Si è detto che il primo articolo della Costituzione è il risultato di complesse attività di negoziazione tra i partecipanti all’Assemblea Costituente (partecipanti che sono delegati). In termini teorici, tale fondamento non può che essere posto da un operatore politico – un attante, o, come nel caso italiano, una struttura attanziale in una complessa grammatica delle interazioni strategiche tra attori politici. Dunque è un operatore politico che deve operare questo taglio sul piano materiale e articolarlo.</p>
<p>Connessione tra piano del contenuto e piano dell’espressione: i macroattori politico-giuridici e socio-economici.</p>
<p>C’è ancora da considerare il problema del raccordo tra il primo e il secondo livello di articolazione. Si è detto, infatti, che la valorizzazione politico-giuridica del lavoro funge da valore aggiunto per l’articolazione sociale su modello di disciplinamento del lavoro – ne dà la benedizione. Pertanto, vi è un qualche collegamento tra il piano politico-giuridico e il piano socio-economico articolato (piano dell’espressione). Il primo collegamento è realizzato dallo Stato e dalle amministrazioni di Stato: amministrazione legislativa (Parlamento), amministrazione esecutiva (governo), amministrazione giudiziaria (organi della Magistratura). Questi sono i macroattori politico-giuridici. A questi bisogna aggiungere i rappresentanti di capitale e lavoro – per es. associazioni industriali e sindacati, ma anche ordini di professionisti, associazione delle banche, confederazione di artigiani, ecc. – che sono i macroattori socio-economici.</p>
<p>Le posizioni attoriali dello Stato.</p>
<p>La selezione del lavoro a fondamento della costituzione politica, confermata dall’abduzione di un orientamento socialista nel primo articolo, dovrebbe fungere da primo tassello per la legittimazione dello Stato sociale. Il passaggio non è meccanico. Nella seconda metà del Novecento si possono individuare linee di definizione di uno Stato sociale italiano? Vi sono molte perplessità a proposito. Ma che cosa s’intende con Stato sociale? Sulla base di quanto detto prima, lo Stato sociale è una possibile posizione attoriale che lo Stato ricopre nelle relazioni tra i rappresentanti di capitale e lavoro. Questa posizione attoriale include un ruolo tematico e un ruolo attanziale che vanno definiti per ogni situazione strategica.</p>
<p>Lo Stato si trova al centro dei rapporti tra capitale e lavoro. Ma con questi due termini non s’intende solo il capitale industriale e il lavoro operaio: capitale e lavoro possono essere assunti a denominazione di due ruoli attanziali che possono essere ricoperti da differenti macroattori socio-economici. Per es., le trattative per il rinnovo del contratto nazionale avvengono tra la rappresentanza imprenditoriale e le sigle sindacali. Ma se il problema da affrontare è il credito alle imprese, la rappresentanza imprenditoriale ricopre il ruolo attanziale del lavoro mentre il ruolo attanziale del capitale è ricoperto dall’associazione delle banche. Ciò che caratterizza le relazioni tra capitale e lavoro è l’interazione asimmetrica: un’inclinazione dell’asse di relazione a favore del capitale, ma con differenze di angolazione a seconda dell’effettivo rapporto in gioco. Richiamando l’es. di sopra, l’asimmetria tra rappresentanza industriale e sigle sindacali può essere maggiore di quella presente tra rappresentanza industriale e associazione delle banche. Tutto questo, però, va considerato a livello empirico, e non può essere teoricamente assunto come certo.</p>
<p>Rispetto all’interazione asimmetrica tra capitale e lavoro, lo Stato gioca un difficile ruolo attanziale e ricopre un importante ruolo tematico. Il punto di partenza è la rappresentazione dello Stato come arbitro-giudice delle relazioni tra capitale e lavoro. Da un lato, lo Stato è destinante-sanzionatore di tali relazioni rispetto a un determinato orientamento valoriale e muovendo secondo un certo principio politico-giuridico (lo “spirito”). Dall’altro lato, vi sono, a livello di forme del contenuto, le normative che regolano tali relazioni.</p>
<p>Si possono individuare quattro posizioni attoriali dello Stato nelle interazioni asimmetriche tra capitale e lavoro:</p>
<p>-       <span style="text-decoration:underline;">Stato sociale</span> (o socialdemocratico o liberalsociale): cerca di definire, per ogni interazione asimmetrica, un punto di equilibrio fra i vantaggi del capitale e i vantaggi del lavoro, in modo tale da distribuire equamente i benefici. Il principio politico-giuridico è favorire il patto tra capitale e lavoro. L’orientamento valoriale investe sull’aumento di capitale e sugli effetti positivi sul piano socio-economico nella prospettiva del lavoro. Lo Stato sociale, dunque, assume un atteggiamento da giudice salomonico.</p>
<p>-       <span style="text-decoration:underline;">Stato neutrale</span> (o liberale o liberista): sceglie di rimanere fuori dalle contese tra capitale e lavoro. Il principio politico-giuridico è lasciar-fare il mercato, non interferire, cioè, nell’autoregolazione del mercato: pertanto si può parlare anche di <span style="text-decoration:underline;">Stato minimo</span>. L’investimento valoriale è volto a favorire le condizioni di autoregolazione del mercato e a ridurre al minimo le interferenze esterne su di esso.</p>
<p>-       <span style="text-decoration:underline;">Stato conservatore</span> (o liberalconservatore): avvantaggia il capitale nelle interazioni asimmetriche tra capitale e lavoro. Il principio politico-giuridico è consolidare i vantaggi del capitale sul lavoro perché è il capitale a organizzare e gestire il lavoro. Pertanto è probabile che, in quanto a norme, lo Stato conservatore applichi norme a favore del re-investimento del capitale in attività produttive, o a favore del capitale impiegato in attività produttive, o a favore del capitale in quanto tale – anche preservando un certo <em>status quo</em> conseguito. L’orientamento valoriale non è anti-sociale: lo Stato conservatore muove a consolidamento e vantaggio delle gerarchie socio-economiche come condizione migliore per le attività produttive e per “il bene del Paese”.</p>
<p>-       <span style="text-decoration:underline;">Stato socialista</span>: avvantaggia il lavoro sul capitale in modo non tanto da ri-equilibrare l’asse delle relazioni ma da inclinarlo a favore del lavoro. In condizioni estreme, vi è esclusione del mercato e inclusione del capitale nello Stato. Il principio politico-giuridico è favorire nell’ordinamento socio-economico il lavoro – nel caso estremo, fondare tale ordinamento sul lavoro. L’investimento valoriale è a favore del lavoro contro il capitale (se esso è presente) o come parte integrata dello Stato-capitale.</p>
<p>Le quattro posizioni attoriali non vanno considerate come configurazione ideologica generale di uno Stato, ma come posizionamento ideologico dello Stato per ogni trattativa. Con posizionamento ideologico s’intende la somma di orientamento valoriale e principi politico-giuridici che guidano l’azione: tale somma definisce il ruolo attanziale dello Stato rispetto agli altri attanti, e il ruolo tematico rispetto alle azioni intraprese. L’azione dipende anche dalle normative formalizzate riguardanti ogni singolo caso. Pertanto le norme co-determinano l’aspettualizzazione attoriale dello Stato, da un lato, e, dall’altro lato, lo svolgersi della rappresentazione della trattativa tra gli agenti di capitale e lavoro.</p>
<div id="attachment_1240" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-1240" src="http://labattagliasoda.wordpress.com/files/2009/11/schema-posizioni-attoriali-stato.jpg" alt="" width="450" height="253" /><p class="wp-caption-text">Schema</p></div>
<p>(La doppia freccia indica la relazione di contraddizione. La freccia unidirezionale la relazione di complementarietà: la direzione indica, per ipotesi, la relazione di orientamento e di sviluppo teorico. La linea indica la relazione di contrarietà)</p>
<p>Infine, è necessario porre il problema delle connessioni tra il piano socio-economico e il piano politico-giuridico sulla base di ulteriori elementi:</p>
<ol>
<li>I cambiamenti materiali e le trasformazioni sul piano socio-economico: cosa c’è dopo il modello della fabbrica? Quali conseguenze hanno questi cambiamenti sul piano politico-giuridico in termini di costituzione politica?</li>
<li>Come si articolano le relazioni interne allo Stato tra le amministrazioni politico-giuridiche?</li>
<li>Assumendo il punto di vista dei macroattori socio-economici, è possibile che un aggregato di individui sociali e di organizzazioni sociali abbia una rappresentanza istituzionale, o non abbia alcuna rappresentanza, o, a negazione delle due condizioni precedenti, decida per l’autorappresentazione. Rispetto all’interazione asimmetrica con l’altro soggetto e con il ruolo attanziale giocato dallo Stato, ognuna di queste tre possibilità definisce un particolare processo di attorializzazione sul piano socio-economico. Un’analisi attenta va fatta in questa direzione, poiché si tratta di problematizzare alcune tematiche importanti circa il patto e il conflitto socio-economico, le trattative e le spinte per le riforme politico-giuridiche.</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma Buffy l'ammazzavampiri è iscritta al PDL? Distribuzione di crocifissi a Piazza Irnerio]]></title>
<link>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/09/ma-buffy-lammazzavampiri-e-iscritta-al-pdl-distribuzione-di-crocifissi-a-piazza-irnerio/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:34:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>rslazio</dc:creator>
<guid>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/09/ma-buffy-lammazzavampiri-e-iscritta-al-pdl-distribuzione-di-crocifissi-a-piazza-irnerio/</guid>
<description><![CDATA[Buffy, l&#39;ammazzavampiri A Piazza Irnerio, l&#8217;altroieri, si distribuivano crocifissi. Qualcu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_495" class="wp-caption alignleft" style="width: 121px"><a rel="attachment wp-att-495" href="http://rslazio.wordpress.com/2009/11/09/ma-buffy-lammazzavampiri-e-iscritta-al-pdl-distribuzione-di-crocifissi-a-piazza-irnerio/buffy/"><img class="size-thumbnail wp-image-495" title="buffy" src="http://rslazio.wordpress.com/files/2009/11/buffy.jpg?w=111" alt="buffy" width="111" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Buffy, l&#39;ammazzavampiri</p></div>
<p>A Piazza Irnerio, l&#8217;altroieri, si distribuivano crocifissi.<br />
Qualcuno giura di aver visto Buffy, l&#8217;ammazzavampiri, con tutto il suo seguito, altri il Dott. Van Helsing che trascinava una pesantissima corona d&#8217;aglio. A quanto pare la città eterna, capitale di un glorioso stato un tempo laico, poi abbrutito dal cattolicesimo politico, è sotto attacco: orde di vampiri, provenienti da Strasburgo, sono pronti a succhiare fino alla morte il sangue dei poveri cristiani lì presenti perché, anche se capitale della repubblica Italiana, Roma è anche il centro del cattolicesimo.</p>
<p>La distribuzione dei crocifissi, ad opera del PdL romano, è stata accompagnata da una raccolta di firme, tesa a rigettare la oramai famosa sentenza della corte europea di Strasburgo. Hanno aderito in molti, alcuni in difesa delle presunte “radici cristiane dell&#8217;Europa”, altri con spirito più bellicoso, cavalleresco, muniti del crociato e larussiano motto “dovete morire” lanciato contro chiunque non la pensi come loro.<br />
Intendiamoci, la distribuzione del simbolo religioso come segno di identità e di protesta è una cosa che ci vede favorevoli; ogni cittadino o ogni insieme di cittadini, se crede di aver subito un torto, fa bene a mobilitarsi. Quel che ci preoccupa è lo stile, il tono; pare che ogni cristiano sia diventato un martire che combatte, con la schiuma alla bocca, non per la possibilità di praticare il suo credo religioso o la sua libertà di coscienza (anche perché non è certo questo in gioco), ma per il puro mantenimento di quello che, diciamola tutta, è un privilegio di origine fascista.<br />
Lo stato laico, quello del Risorgimento, non aveva crocifissi né nelle scuole né nei tribunali, dove vi era solo scritto il motto “La legge è uguale per tutti”. Poi, gradatamente, con il ventennio, il crocifisso è arrivato ovunque, anche in quei luoghi in cui il nazareno medesimo non avrebbe messo volentieri piede, forse perché disgustato dagli effluvi di olio di ricino.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Detto in altri termini quel che ci preoccupa è che in nome delle presunte radici cristiane (dimentichiamo la classicità greca e latina, secoli di cultura e di identità a dir poco pagane, anch&#8217;esse a fondamento dell&#8217;occidente!) con il crocifisso si possano distribuire i paletti da conficcare nel cuore dei vampiri che, si sa, ammantati di rosso sangue ed avendo solo la vita (quindi applicando con rigore il materialismo storico), sono anche un po&#8217;, come dire, &#8230; comunisti.<br />
Quella che sta montando, e che io vedo con estrema preoccupazione, non è la difesa di un credo religioso, ma del vile privilegio; non è tanto in gioco l&#8217;identità cristiana, bensì l&#8217;arroganza di una maggioranza bramosa di schiacciare tutto quello che è diverso da lei. Non vorremmo, insomma, che su questa strada si aprisse la caccia all&#8217;ateo e all&#8217;agnostico. Del resto, se un ministro del nostro governo dice che chi non vuole il crocifisso deve morire, la cosa è preoccupante.<br />
Atei! Agnostici! Cristiani riformati e seguaci della teologia della liberazione! Tra un po&#8217;, forse, dovremmo chiedere asilo in Olanda, esattamente come si faceva nel &#8216;500, sempre che le maledizioni di Ignazio La Russa non ci colpiscano prima o che non ci raggiungano i suoi contadini transilvani armati di forcone.</p>
<p>Arguzie a parte, il clima non è buono; l&#8217;integralismo cattolico, fomentato da destra, è parallelo al pullulare di gruppi e gruppettini neo fascisti e neonazisti che, da quando il buon Alemanno, cui riconosciamo il merito di aver dichiarato di non essere “fascista”, bensì “missino”, è stato eletto come sindaco di Roma, hanno repentinamente alzato la testa.<br />
Potremmo anche parlare del clima omofobo, ma sarebbe troppo semplice&#8230;<br />
Roma è una città fin troppo civile. I disordini susseguiti alla scomparsa di Stefano Cucchi, la cui morte è avvolta ancora nel mistero, non sono nulla rispetto a quello che poteva succedere; fosse accaduta una cosa di questa gravità e viltà a Parigi, nelle periferie sarebbero stati già presi d&#8217;assalto i commissariati.<br />
Roma è una città civile e reagisce con civiltà, avendo, esattamente come la famiglia del Cucchi, la nobiltà civile e la fede nel diritto. Roma non merita che vengano distribuiti paletti da conficcare nel cuore dei vampiri.</p>
<p>Mi sia consentita un&#8217;ultima riflessione: lo stato esiste per garantire la vita dei cittadini. Lo diceva Thomas Hobbes e almeno la metà della storia della filosofia politica. Questo principio è anche alla base della nostra costituzione. Come fa un ministro del governo ad augurare la morte anche ad uno solo dei suoi governati? Questo fatto è di estrema gravità, anche se i media tendono a farlo passare in secondo piano. Ancora più grave è il fatto che chi dovrebbe garantire l&#8217;applicazione della costituzione e dei principi che ad essa sottendono, è rimasto in silenzio.<br />
Lei, Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, doveva prendere Ignazio La Russa per un orecchio e dirgli: “tu questo non lo puoi fare &#8230; chiedi scusa”. Del resto, come garante supremo, lei è un po&#8217; il padre di tutti noi e per età potrebbe essere benissimo il genitore di La Russa; in ambedue i casi avrebbe potuto farlo.</p>
<p>Quel che ci preoccupa non è la faccenda del crocifisso; se i cattolici vinceranno il ricorso non se ne farà un dramma. Noi, a differenza di altri, rispettiamo le sentenze. Ci preoccupa invece un clima da inquisizione in cui una vile maggioranza chiassosa e con le mani che prudono, dalla scarsa intelligenza e cultura (altrimenti non parlerebbe con tanta leggerezza delle radici europee), reagisce con rabbia a qualsiasi cosa possa intaccare il proprio predominio.</p>
<p>Se continueremo così, saremo tutti realmente in pericolo.<br />
Mario Michele Pascale<br />
coordinatore regionale del movimento dei Radicali di Sinistra</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scudo fiscale: i Paesi ammessi alla regolarizzazione]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/09/scudo-fiscale-i-paesi-ammessi-alla-regolarizzazione/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:46:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/09/scudo-fiscale-i-paesi-ammessi-alla-regolarizzazione/</guid>
<description><![CDATA[Tutti parlano di scudo fiscale. E lo fanno a ragion veduta. E’ molto probabile, infatti, che questa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-423" title="Scudo fiscale: i paesi ammessi - il blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/azimut_scudo_fiscale.jpg?w=150" alt="Scudo fiscale: i paesi ammessi - il blog di Azimut" width="150" height="90" />Tutti parlano di scudo fiscale. E lo fanno a ragion veduta. E’ molto probabile, infatti, che questa sia <strong>l’ultima opportunità offerta a coloro che desiderano rimpatriare o regolarizzare i loro capitali all’estero</strong>. Passato questo treno, le sanzioni saranno ancora più dure e chi non rispetta le regole sarà severamente punito!</p>
<p>Per avere un’idea basta sapere che se qualcuno verrà “pizzicato”, ad esempio, con un 1 milione di € in un paese della Black List (es: la Svizzera) dovrà pagare sanzioni per circa 1,5 milioni… rimpatriando, invece, si verrebbe a pagare un totale di 50.000 euro.</p>
<p><strong>Quali Paesi possono usufruire della regolarizzazione?</strong><br />
L’Agenzia dell’Entrate il 31 settembre 2009 ha pubblicato il testo della circolare applicativa dello scudo fiscale.<br />
Si può usufruire della regolarizzazione, oltre che per le attività ubicate in Paesi Ue, per quelle localizzate nei seguenti Stati :</p>
<ul>
<li> Norvegia e Islanda (Stati SEE);</li>
<li>Australia, Canada, Corea del Sud, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Turchia (Stati Ocse con scambio di informazioni).</li>
</ul>
<p>E&#8217; obbligatorio invece il rimpatrio dei capitali regolarizzati da paesi come Svizzera, San Marino, Lussemburgo e Liechtenstein</p>
<p>&#160;</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pubblicato dal Comune di Roma il bando per la riqualificazione degli immobili agricoli]]></title>
<link>http://atepro.wordpress.com/2009/11/06/pubblicato-dal-comune-di-roma-il-bando-per-la-riqualificazione-degli-immobili-agricoli/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 19:50:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>alegre68</dc:creator>
<guid>http://atepro.wordpress.com/2009/11/06/pubblicato-dal-comune-di-roma-il-bando-per-la-riqualificazione-degli-immobili-agricoli/</guid>
<description><![CDATA[Il Comune di Roma ha presentato un bando che realizza il Programma di Riqualificazione degli Immobil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Comune di Roma ha presentato un <a href="http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information/N1701621220/PRIA_bando_Allegato_A.pdf">bando</a> che realizza il <strong><a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_III/&#38;flagSub=1">Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli </a></strong>dismessi o sotto-utilizzati (PRIA), programma che la Giunta aveva approvato in settembre.<br />
Il programma è pensato per il recupero dei vecchi manufatti agricoli abbandonati: casali, fienili, stalle, granai, appezzamenti le finalità sono in particolare quattro<br />
1) sviluppo dell&#8217;agricoltura: razionalizzazione delle attività esistenti, creazione di nuove aziende, innovazioni tecnologiche, servizi ai residenti.<br />
2) Recupero di fabbricati agricoli per uso residenziale: alloggi da affittare in parte a canone concordato con il Comune, in parte a canone libero; residenze per vittime di calamità, da dare in convenzione; nuove attività agrituristiche.<br />
3) Riqualificazione dell&#8217;ambiente e del paesaggio: risanamento e sorveglianza del territorio agricolo, restauro dei manufatti di pregio storico-artistico e dei giardini storici; rimboschimento dei terreni improduttivi; creazione di &#8220;isole ecologiche&#8221; per il deposito temporaneo di rifiuti ingombranti (al posto delle discariche abusive); installazione di apparecchiature per la connessione internet.<br />
4) Recupero di fondi improduttivi o abbandonati per finalità sociali: accordi con associazioni onlus per usare vecchi edifici a fini assistenziali; programmi di lavoro e integrazione per gli immigrati; riuso di manufatti e terreni a scopo didattico, di assistenza (a bambini, anziani e disabili) e per attività agricole di reinserimento; progetti di &#8220;co-housing&#8221;, ovvero insediamenti composti da case private e da spazi comuni e condivisi come cucine, laboratori, ambienti per il gioco dei bambini, piscine, biblioteche…; nuovi canili attrezzati.</p>
<p>Il bando pubblicato si rivolge sia agli enti pubblici che ai privati &#8220;già proprietari di immobili ad uso agricolo sul territorio dell&#8217;Agro Romano&#8221;, vi si aderisce con una &#8220;manifestazione d&#8217;interesse&#8221;, presentando proposte di riuso e valorizzazione.<br />
Per inviare al Comune le proposte di riuso dei casali abbandonati c&#8217;è tempo fino al termine ultimo dell&#8217;<strong>1 febbraio 2010. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risparmio facile con i Piani di accumulo ]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/04/risparmio-facile-con-i-piani-di-accumulo/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:21:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/04/risparmio-facile-con-i-piani-di-accumulo/</guid>
<description><![CDATA[Si scrive PAC, ma il nome per esteso è decisamente più chiaro “Piani di Accumulo Capitale”. Sono la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-397" title="Risparmio facile con i piani di accumulo - il blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_pianiaccumulo.jpg?w=113" alt="Risparmio facile con i piani di accumulo - il blog di Azimut" width="113" height="150" />Si scrive PAC, ma il nome per esteso è decisamente più chiaro “<strong>Piani di Accumulo Capitale</strong>”. <strong>Sono la soluzione più conveniente per tutti i piccoli risparmiatori </strong>che vogliono far crescere il proprio capitale con mini versamenti periodici, una soluzione allettante davvero!</p>
<p>In pratica si tratta di un <strong>acquisto a rate che consente di “mediare” i prezzi di acquisto</strong>.<br />
Infatti se il mercato scende, si comprano più quote e se il mercato sale ovviamente ci sono solo vantaggi.<br />
E’ difficile definire a priori se l’investimento in un’unica soluzione sia meglio o peggio rispetto a un Pac. Sicuramente se si indovina il momento di ingresso sui mercati azionari, cioè prima di una grande salita, l’investimento in un’unica soluzione offre risultati migliori ma abbiamo visto quanto questo sia difficile che accada. Al contrario, in un mercato volatile (che si muove molto) che non ha una direzione definita, il Pac può essere molto utile perché consente di mediare i prezzi soprattutto se si ragiona su un orizzonte temporale di medio/lungo periodo. Questo è ancora più valido in momenti come questi, dove l’incertezza è ancora elevata e dove fare previsioni risulta in un verso o nell’altro ancora più difficile.</p>
<p><strong>A chi raccomandiamo il Piano di Accumulo</strong>:</p>
<ul>
<li>a coloro che desiderano <strong>entrare nei mercati azionari per sfruttare le potenzialità nel breve termine</strong> che i mercati potrebbero offrire (cosa che capita normalmente dopo una grande crisi). Considerando però la grande incertezza, desiderano farlo per gradi. Un passo alla volta. In questo caso l’orizzonte è di breve/medio periodo (3/5 anni).</li>
<li>a coloro che, sapendo che l’inflazione uccide i rendimenti se i soldi non sono investiti, ed hanno un obiettivo di lungo termine (10 anni) legato ad un bisogno reale (es: comprare una casa o mandare i figli all’università), desiderano <strong>avvicinarsi alle azioni in modo graduale</strong></li>
<li>a coloro che, sapendo che il lungo termine nei mercati azionari si è sempre dimostrato vincente rispetto all’investimento privo di rischio (almeno fino ad oggi ultimi 10 anni a parte), desiderano <strong>investire anche nei mercati azionari per crearsi un capitale nel lungo termine</strong> (15/20 anni) sapendo tra l’altro che la pensione, così come la intendiamo noi oggi, sarà in futuro sempre più un sogno riservato a pochi. Accantonando piccole somme mensili attraverso un Pac si possono avere piacevolissime sorprese dopo tanti anni.</li>
</ul>
<p>In generale il Pac può esser utile <strong>a tutti coloro che desiderano avvicinarsi per gradi all’investimento azionario perché molto scossi</strong> (giustamente) da quanto successo ma consapevoli che l’inflazione nel breve, nel medio così come nel lungo periodo uccide i risparmi se questi non sono investiti (almeno in parte) in strumenti potenzialmente più redditizi.</p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Parigi diventa capitale del sonno, denuncia sul web]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/03/parigi-diventa-capitale-del-sonno-denuncia-sul-web/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:00:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/03/parigi-diventa-capitale-del-sonno-denuncia-sul-web/</guid>
<description><![CDATA[PARIGI &#8211; Parigi sta diventando la &#8220;capitale europea del sonno&#8221;, sempre più vittima]]></description>
<content:encoded><![CDATA[PARIGI &#8211; Parigi sta diventando la &#8220;capitale europea del sonno&#8221;, sempre più vittima]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”]]></title>
<link>http://mazzolisegretario.wordpress.com/2009/11/03/mazzoli-alla-presentazione-del-rapporto-2009-sullo-stato-delle-province-laziali-%e2%80%9cviterbo-modello-di-integrazione%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 16:18:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>mazzolisegretario</dc:creator>
<guid>http://mazzolisegretario.wordpress.com/2009/11/03/mazzoli-alla-presentazione-del-rapporto-2009-sullo-stato-delle-province-laziali-%e2%80%9cviterbo-modello-di-integrazione%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[“I dati sull’elevata presenza di immigrati nel Viterbese dimostrano come negli anni sia cresciuta la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“I dati sull’elevata presenza di immigrati nel Viterbese dimostrano come negli anni sia cresciuta la nostra capacità di dare accoglienza, grazie alla presenza di una fitta rete di servizi per l’integrazione. Risultato, quest’ultimo, del lavoro di enti e istituzioni locali, associazioni e Asl”. <!--more-->Lo ha detto il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, partecipando questa mattina a Roma alla presentazione del “Rapporto 2009 sullo stato delle Province del Lazio”, appuntamento organizzato dall’Upi.<br />
Viterbo è risultata la provincia col maggior incremento di residenti stranieri (+313,3% tra il 1998 e il 2008) di tutta la regione. “L’aumento degli immigrati che scelgono di vivere nella Tuscia – ha continuato Mazzoli – non è stato accompagnato dalla crescita degli episodi di intolleranza. La capacità di governare il processo da parte degli enti territoriali e il costante presidio del territorio garantito dalle forze dell’ordine ci ha consentito di costruire elementi di integrazione in grado di confermare la tranquillità del tessuto sociale viterbese”.</p>
<p>Tra le iniziative a favore dell’integrazione ricordate dal presidente c’è il centro culturale universitario rumeno. “Una realtà unica in Italia, inaugurata poche settimane fa nel capoluogo, grazie alla collaborazione tra l’università della Tuscia e una rumena, con il patrocinio di entrambi i Governi”.</p>
<p>Mazzoli ha quindi ribadito la valenza dello studio voluto dall’Upi e realizzato da Eures. “In una fase così critica dell’economia – ha dichiarato – il rapporto ha il merito di sottolineare gli sforzi messi in campo dalle Province per aiutare le famiglie e i lavoratori. Una circostanza che ribadisce come l’idea di superare queste amministrazioni sia demagogica e priva di fondamento”. Il presidente ha infine concluso ricordando qual è la sua idea di sviluppo. “Il rapporto tra Roma e il resto dei territori è cruciale. La Capitale deve essere vista come una grande risorsa su cui costruire il riequilibrio dello sviluppo tra le diverse Province laziali”.</p>
<p><a href="http://del.icio.us/post?url=http://mazzolisegretario.wordpress.com/2009/11/03/mazzoli-alla-presentazione-del-rapporto-2009-sullo-stato-delle-province-laziali-%e2%80%9cviterbo-modello-di-integrazione%e2%80%9d/;title=Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”"><img src="http://sunburntkamel.wordpress.com/files/2006/11/delicious.gif" alt="add to del.icio.us" title="del.icio.us:Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”" /></a> :: <a href="http://www.blinklist.com/index.php?Action=Blink/addblink.php&#38;Description=&#38;Url=http://mazzolisegretario.wordpress.com/2009/11/03/mazzoli-alla-presentazione-del-rapporto-2009-sullo-stato-delle-province-laziali-%e2%80%9cviterbo-modello-di-integrazione%e2%80%9d/;Title=Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”"><img src="http://sunburntkamel.wordpress.com/files/2006/11/blinklist.gif" alt="Add to Blinkslist" title="blinklist:Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”" /></a> :: <a href="http://www.furl.net/storeIt.jsp?u=http://mazzolisegretario.wordpress.com/2009/11/03/mazzoli-alla-presentazione-del-rapporto-2009-sullo-stato-delle-province-laziali-%e2%80%9cviterbo-modello-di-integrazione%e2%80%9d/;t=Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”"><img src="http://sunburntkamel.wordpress.com/files/2006/11/furl.gif" alt="add to furl" title="furl:Mazzoli alla presentazione del rapporto 2009 sullo stato delle province laziali: “Viterbo modello di integrazione”" /></a> :: <a 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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli assicuratori secondo Stephen Butler Leacock]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/03/gli-assicuratori-secondo-stephen-butler-leacock/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:03:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
<guid>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/03/gli-assicuratori-secondo-stephen-butler-leacock/</guid>
<description><![CDATA[“Detesto gli assicuratori: non fanno altro che sostenere che un giorno morirò, e non è così”. Stephe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><em><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-407" title="Gli assicuratori secondo Stephen Butler Leacock - il blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_stephen_butler_leacock.jpg?w=101" alt="Gli assicuratori secondo Stephen Butler Leacock - il blog di Azimut" width="101" height="150" />“Detesto gli assicuratori: non fanno altro che sostenere che un giorno morirò, e non è così”.<br />
</strong>Stephen Butler Leacock</em></p>
<p>Stephen Butler Leacock (1869 – 1944), economista e scrittore canadese, fu un grande umorista, apprezzato e stimato in tutto il mondo.<br />
I due capolavori di Leacock sono &#8220;Sunshine Sketches of a Little Town&#8221; (1912) e &#8220;Arcadian Adventures with the Idle Rich&#8221; (1914).<br />
Questi due libri rivelano la varietà di immaginazione della visione di Leacock &#8211; l&#8217;interesse nostalgico per ciò che è stato perso con il succedersi delle comunità umane e la sua paura per quello che potrebbe accadere.<br />
<strong><br />
Assicurazione sulla vita: cos&#8217;è e a cosa serve?</strong><br />
La polizza vita è un contratto particolare stipulato tra un privato (il contraente) e una compagnia di assicurazione, tramite questo contratto di assicurazione ci si garantisce contro il verificarsi di un evento futuro e incerto (rischio), dannoso per la propria salute, in pratica un salvagente in caso di Saturno contro (Marte, Venere e tutti i pianeti del sistema solare).<br />
In cambio del pagamento di una somma di denaro definita, la compagnia di assicurazione si impegna, ad una data prestabilita, a corrispondere una rendita o un capitale.<br />
La somma di denaro che l&#8217;assicurato versa alla compagnia di assicurazione viene definita &#8220;premio&#8221; e rappresenta la remunerazione della società assicuratrice per il rischio che si assume.</p>
<p><strong>Ecco i soggetti che danno forma alla polizza vita:<br />
</strong></p>
<ol>
<li>la società di assicurazione;</li>
<li>il contraente, ovvero colui che stipula il contratto;</li>
<li>l&#8217;assicurato, la persona, cioè, a cui è riferito l&#8217;evento;</li>
<li>il beneficiario.</li>
</ol>
<p>In cambio del versamento del premio da parte del contraente la compagnia assicuratrice si impegna al versamento a una data stabilita, di un capitale o di una rendita.<br />
Se si decide per il capitale, la compagnia assicurativa darà un versamento unico in base ai premi versati, chi sceglie la rendita si assicura un vitalizio per il resto della vita o per un periodo prefissato.</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caritas-Migrantes: nel Lazio gli immigrati residenti sono 450.151]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/02/caritas-migrantes-nel-lazio-gli-immigrati-residenti-sono-450-151/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 17:11:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/02/caritas-migrantes-nel-lazio-gli-immigrati-residenti-sono-450-151/</guid>
<description><![CDATA[ROMA &#8211; Non sono persone dal tasso di delinquenza più alto, non stanno dando luogo ad una invas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'>
<p>ROMA &#8211; Non sono persone dal tasso di delinquenza più alto, non stanno dando luogo ad una invasione di carattere religioso, non consumano risorse pubbliche più di quanto versino con tasse e contributi, non sono disaffezionati al Paese che li ha accolti e, al contrario, sono un efficace ammortizzatore demografico e occupazionale. È quanto emerge dal 19° Dossier Statistico 2009 sull&#8217;Immigrazione redatto da Caritas-Migrantes, che fotografa la presenza di cittadini stranieri nel nostro paese. L&#8217;Italia oltrepassa abbondantemente i 4,5 milioni di presenze di immigrati: siamo sulla scia della Spagna (oltre 5 milioni) e non tanto distanti dalla Germania (circa 7 milioni).</p>
<p>BOOM A LATINA &#8211; Nel lazio sono 450.151 gli immigrati residenti, con un incidenza dell&#8217;11,6% a livello nazionale. Nel 2008 il numero ha registrato un incremento del 15.1% rispetto al 2007. Meno della Lombardia, con 904.814 stranieri residenti a fine 2008 (23,3% a livello nazionale) e del Veneto, con 454.453 (11,7%). Si conferma una tendenza degli ultimi anni: si sgonfia l&#8217;incidenza percentuale degli stranieri nella provincia di Roma a vantaggio delle altre province. Nella Capitale soggiorna l&#8217;81,4% degli stranieri presenti in regione, salgono le incidenze di Latina con 30.892 stranieri (pari al 6,9%), di Viterbo con 23.843 (5,3%), di Frosinone con 19.144 (4,3%) e chiude Rieti con 9.912 stranieri (2,2%). Alla fine del 2008 la regione ha dunque realizzato un balzo in avanti per numero di presenze, rispetto al 2007, di 15,1 punti percentuali. Più vistosa è la crescita di Latina con +30,2%; seguono Rieti (+18,9%), Viterbo (+16,9%), Frosinone (+15,0%) e Roma (+ 13,8%). Tra gli stranieri il 53.4% (pari a 240.347 residenti) è di sesso femminile, una percentuale media ben al di sopra di quella nazionale (50.8% di presenze femminili). La provincia più «rosa» in quanto a presenza di stranieri residenti è Rieti (54.6%) seguita da Roma (53.8%), Frosinone (52.3%), Viterbo (51.9%) mentre la sola Latina registra una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale (49.9%).<br />
BOOM A LATINA &#8211; Nel lazio sono 450.151 gli immigrati residenti, con un incidenza dell&#8217;11,6% a livello nazionale. Nel 2008 il numero ha registrato un incremento del 15.1% rispetto al 2007. Meno della Lombardia, con 904.814 stranieri residenti a fine 2008 (23,3% a livello nazionale) e del Veneto, con 454.453 (11,7%). Si conferma una tendenza degli ultimi anni: si sgonfia l&#8217;incidenza percentuale degli stranieri nella provincia di Roma a vantaggio delle altre province. Nella Capitale soggiorna l&#8217;81,4% degli stranieri presenti in regione, salgono le incidenze di Latina con 30.892 stranieri (pari al 6,9%), di Viterbo con 23.843 (5,3%), di Frosinone con 19.144 (4,3%) e chiude Rieti con 9.912 stranieri (2,2%). Alla fine del 2008 la regione ha dunque realizzato un balzo in avanti per numero di presenze, rispetto al 2007, di 15,1 punti percentuali. Più vistosa è la crescita di Latina con +30,2%; seguono Rieti (+18,9%), Viterbo (+16,9%), Frosinone (+15,0%) e Roma (+ 13,8%). Tra gli stranieri il 53.4% (pari a 240.347 residenti) è di sesso femminile, una percentuale media ben al di sopra di quella nazionale (50.8% di presenze femminili). La provincia più «rosa» in quanto a presenza di stranieri residenti è Rieti (54.6%) seguita da Roma (53.8%), Frosinone (52.3%), Viterbo (51.9%) mentre la sola Latina registra una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale (49.9%). </p>
<p>ALUNNI &#8211; Il Lazio è al quarto posto nazionale per numero di alunni stranieri iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado. Nella nostra regione ci sono 61.549 studenti stranieri pari al 7.5% del totale regionale. Questo significa che uno studente su 13 non è di nazionalità italiana. La regione si conferma al terzo posto per iscrizioni nelle scuole superiori di II grado con quasi 14.200 iscritti stranieri, superata solo da Lombardia e Emilia Romagna. A livello provinciale in regione prevale ovviamente Roma con 48.648 alunni non italiani (79% del totale laziale) seguita da Latina (4.583 e 7.5%), da Viterbo (3.514 e 5.7%), da Frosinone (3.182 e 5.2%) e Rieti (1.622 e 2.6%). A livello di nazionalità degli studenti stranieri nel Lazio il primato spetta alla Romania con il 37.2% degli alunni di cittadinanza estera: seguono Albania (6.3%), Filippine (6%), Polonia (4.5%), Perù (3.6%), Ucraina (2.9%) e Cina (2.8%). Una panoramica nazionale mostra che la provincia di Roma è seconda solo a quella di Milano (57.999 alunni stranieri), ma supera di molto le province di altre grandi città del Nord come Torino (30.338), Brescia (26.101) e Bergamo (18.151). Per percentuale di stranieri rispetto al totale degli scolari prevale invece, nel Lazio, la provincia di Viterbo, con un&#8217;incidenza dell&#8217;8,4%, dato che risalta anche rispetto alla media nazionale (7,0%). Superano tale media le province di Roma (8,2%) e Rieti (7,3%), mentre si pongono al di sotto Latina e Frosinone (rispettivamente con il 5,3% e 4,2%). Un altro indicatore degno di attenzione è l&#8217;incidenza degli alunni rispetto agli stranieri residenti, poiché offre spunti di riflessione sull&#8217;andamento dei ricongiungimenti e sulla stabilizzazione delle presenze. Rispetto ad una media nazionale del 16,2%, compiono il sorpasso Frosinone e Rieti, con il 16,6% e il 16,4%, mentre restano al di sotto Latina (14,8%), Viterbo (14,7%) e, significativamente ultima, Roma con appena il 13,3%. </p>
<p>SECONDE GENERAZIONI &#8211; Per la prima volta, sottolinea il Dossier Caritas, il Ministero della Pubblica Istruzione ha fornito, oltre ai numeri relativi agli alunni stranieri, la quota di quanti, tra costoro, sono nati in Italia. Si tratta di un dato utile ad analizzare, da un punto di vista quantitativo, la situazione delle seconde generazioni, permettendo il confronto, anno per anno, di elementi interessanti come la dispersione scolastica, gli esiti, i titoli di studio conseguiti. Non stupisce che a Roma, tra i primi grandi poli del fenomeno migratorio in Italia, i 17.879 alunni stranieri nati in Italia rappresentino il 36,8% del totale degli scolari non italiani. Ciò vuol dire che nella capitale oltre un alunno straniero su tre è nato nel nostro paese. Del resto, che l&#8217;immigrazione italiana sia ormai caratterizzata da una chiara propensione all&#8217;inserimento stabile è confermato anche dalla media nazionale, con un&#8217;incidenza percentuale degli alunni stranieri nati in Italia (233.051 ragazzi) pari al 37,1% sul totale degli scolari non italiani. La provenienza geografica mostra una massiccia presenza di europei (62,6%), tra i quali i nuovi 12 paesi UE detengono da soli una fetta preponderante (43,3%), e meno nordafricani (6,3%). Riguardo alle singole nazionalità, nel Lazio solo la Romania conta il 37,2% degli alunni di cittadinanza estera; seguono ad una certa distanza Albania (6,3%), Filippine (6,0%), Polonia (4,5%), Perù (3,6%), Ucraina (2,9%) e Cina (2,8%). A Frosinone, forte percentuale di alunni marocchini pari all&#8217;11,4%, a Latina, gli indiani sono il 10,0%, mentre a Rieti i macedoni raggiungono l&#8217;11,5%.</p>
<p>IMPRESE &#8211; Il Lazio è la quinta regione italiana con il maggior numero di imprese costituite da titolari stranieri. Al 31 maggio 2009 sono 19.888 le imprese, pari al 10.5% del totale (1 su 10) quelle gestite da imprenditori stranieri. Nell&#8217;ultimo triennio il Lazio ha fatto misurare un trend di crescita del 63.2% contro una media nazionale del 43.1% . Riguardo ai settori lavorativi è il commercio a vedere il maggior numero di imprenditori stranieri. A livello provinciale la Capitale, con le sue 15.490 aziende con titolare straniero ne detiene il 9.4% del totale nazionale. La nazionalità con maggiore vocazione imprenditoriale è soprattutto quella rumena con 4.496 casi pari al 22.6% del totale regionale; seguono il Bangladesh con 2.187 imprese (14.2%), il Marocco con 2.046 (10.3%), la Cina con 1.902 (9.6%) e l&#8217;Egitto con 1.020 (5.1%). </p>
<p>RELIGIONE &#8211; Il 34.7% degli stranieri residenti nel Lazio è di religione cristiana ortodossa. Rispetto al 2003 sono passati da 87.680 a 135.500. Calano gli stranieri di fede cattolica che rappresentano il 27.5% degli stranieri residenti nel Lazio. Stabili i musulmani che rappresentano il 17.5% della popolazione straniera residente nel Lazio. </p>
<p>ROMA LABORATORIO &#8211; «Dal 2000 Roma avrebbe dovuto accentuare molto di più il laboratorio della convivenza», ha commentato Franco Pittau, della Caritas di Roma, a margine della presentazione del dossier statistico sull&#8217;immigrazione 2009 MiCaritas grantes. Nella Provincia di Roma i residenti stranieri alla fine del 2008 sono 366.360, su una popolazione laziale di 450.151, rispetto al 2007 c&#8217;è stato un incremento del 13,8%. «Roma per sua natura è il laboratorio più avanzato della convivenza interculturale, &#8211; ha aggiunto &#8211; ma dobbiamo ammettere che ci vorrebbe più attenzione, si dovrebbe andare più in profondità». Alla presentazione del dossier anche Vittorio Nozza, del comitato di presidenza della Caritas Italiana che nel corso del suo intervento ha sottolineato l&#8217;esigenza di una «convivenza corresponsabile, &#8211; ha detto &#8211; giusta, fraterna e solidale. Serve una visione equilibrata della realtà. Gli immigrati si aspettano un&#8217;accoglienza dal volto umano e di diventare presto cittadini italiani». «Gli immigrati &#8211; ha aggiunto monsignor Bruno Schettino, presidente della Commissione Episcopale Migrazioni e Migrantes &#8211; sono un fattore di equilibrio e di speranza. Il pacchetto sicurezza &#8211; con la sua insistenza ha rafforzato il malinteso che sia scontato equiparare gli immigrati ai delinquenti, poco invece si è parlato del pacchetto integrazione. Senza integrazione non c&#8217;è politica migratoria».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Via Gradoli: dal sogno anni 60 ai monolocali per trans]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/02/gradoli-marrazzo-trans/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 00:01:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si fa presto a dire che le vie del piacere sono le più facili. Arrivare a via Gradoli può essere un’]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-826" title="Gradoli 6" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/gradoli-62.jpg?w=225" alt="Gradoli 6" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Si fa presto a dire che le vie del piacere sono le più facili. Arrivare a via Gradoli può essere un’impresa, perché bisogna risalire la Cassia, la storica via consolare che da anni è diventata un imbuto per l’accesso alla capitale da Roma nord. Anzi un incubo perché ha trasformato molti cittadini in pendolari, viste le tante ore perse nel traffico di andata e ritorno, mentre intorno tutta la zona esplode di abitanti. Scarsi i collegamenti dei mezzi pubblici. Lontano il treno il urbano, un miraggio la metro. &#8220;Non vogliamo morire di Cassia!&#8221; gridarono nel 2000 i cittadini occupando le corsie, ora tornano a minacciare una manifestazione a novembre, così si legge nei giornaletti locali, per “non rimanere prigionieri”. Più agevole certamente arrivare a via Gradoli di notte, dove però tutto si fa buio e la città si nasconde. I riflettori delle cronache incontrano il neon di squallidi monocali, odoranti di saponi e salviette alla fragola, alcol e panni umidi a stendere dentro. Ma per tradizione, Roma, città fatta di marmo e travertino va vista di giorno perché di giorno si restituisce la sua luce. E anche via Gradoli può trovare la sua splendida giornata di sole.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">All’ingresso del consorzio, perché via Gradoli è una via privata, una sbarra che di giorno rimane alzata e un severo cartello ammonisce i non residenti a parcheggiare fuori. C’è di tutto. l’estetica da residence anni 80, cemento a vista, balconi vistosi, foglie invadenti di eucalipti e cedri, gazebo e piante tropicali, oppure le case con la cortina in ceramica, con le facciate rifatte, il garage che scava la collina fino a incontrare la distesa verde del parco dell’Insugherata, riserva naturale, che dal secondo piano in su tutti vedono, a via Gradoli. Poi ci sono i palazzi con l’intonaco a pezzi e gli ingressi con cemento spazzolato, i seminterrati abitati, e l’isola dei monolocali affittati alla prostituzione. Ma via Gradoli  è una delle tante isole “del privato” della fitta e densa topografia made in Cassia, garage e cancelli a protezione, ma siccome l’isola è piccola, il privato diventa condiviso.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltrandosi comincia la sterminata fila di paletti rossi che segue la strada a forma di occhiello, alternando il fianco. Il parcheggio sembra qui il bene più prezioso, la strada che scende e risale è stretta. “Il consorzio ha solo potuto mettere la sbarra che viene sradicata ogni due mesi, oltretutto costo per il vigilantes è oneroso. Più di dieci anni fa ci fu un grande incendio perché i pompieri non riuscirono a passare” spiega l’avvocato Luigi Vallini, ex legale della Rai, che vive a via Gradoli dalla sua fondazione, così come professionisti, medici, architetti, musicisti, galleristi, artisti, cardiologi, insegnanti, “persone civilissime, c’è anche la sorella del presidente Napolitano. Ci abitava Gasparri. Alla fine degli anni 60 venne costituita una cooperativa, molti soci erano della Rai. Sorsero tre villette e poi le altre case. Poi però ne hanno costruite altre, diverse, senza criterio. In questi ultimi dieci anni, molte persone sono andate via”. Per colpa dei viados? “Sì. Negli anni 70 avemmo dei guai con una colonia di nigeriani. Poi sono arrivati i viados dentro appartamenti fuori dalle regole: non hanno il gas, bombole fuori delle strade, abitazioni sotterranee o seminterrate, senza luce o aria, in teoria non abitabili. Una volta 5 viados si sono imbucati in un monolocale. Se ne sono andati solo perché hanno tappato il gabinetto. Ci sono pure gli stranieri che mettono le tende sui terrazzi, e ci vivono in dieci. E nessuno controlla”.</p>
<p style="text-align:justify;">A via Gradoli c’è spazio anche per le zucche di Halloween. Sono state realizzate dai ragazzi della Kendall International Primary School E sono rimaste appese alle finestre della scuola inglese elementare, che sta accanto a uno dei condomini popolati dai trans: “molto ben frequentata e qui da sempre, lo si vede anche dalla costruzione schiacciata” racconta Anna, pedagoga che vive a via Gradoli da sette anni con il marito cardiologo. “Via Gradoli non è solo questo condominio incriminato. La mia casa è molto bella, vedo il parco, respiro aria. Ma qui la strada chiusa e stretta amplifica tutti i problemi. Denunce ce ne sono state, anche per soli schiamazzi tempo fa. Comunque i trans sono molto accorti. Qualcosa dal consorzio è stato fatto ma non in maniera radicale e definitiva. La sbarra spesso si rompe. Che ci siano trans o extracomunitari non onesti si sa. Il problema sono i monolocali. Due anni fa un mio amico della Asl, mi disse che dovevano venire per sospetti di tbc tra i bambini”.  Da quando è cambiata via Gradoli? “Vengo qui a trovare mia madre, una volta era più sicuro. Negli anni 80 ci abitavano le pornostar, da Moana alla scuderia Schicchi- racconta un ragazzo con i trolley in mano -  Poi dalla metà anni 90 sono arrivati i trans. Come a Piazza Vittorio, sono entrati in duecento negli appartamenti, portando soldi”.</p>
<p style="text-align:justify;">Il simbolo della Gradoli anni 60 e contraltare ai torbidi monolocali è la casa studio a forma di nave fatta costruire dal professore Salvatore Cardella. Ora ci vivono i nipoti, come Achille: “Gradoli è una microcittà, di sicurezza ce n’è poca, la delinquenza non sono solo i trans, c’è anche lo spaccio”.  Una casa che la signora Cristiana conosce bene, abitando a via Gradoli dal 1967 in un palazzo di una cooperativa di dirigenti Bnl: “Allora erano tutte villette in cortina, tre piani, giardino, garage e portiere. Poi sono arrivati i palazzi affollati senza criterio. E i permessi che hanno resto abitabili angusti sottoscala che neanche Dostoevskij. In questi anni abbiamo avvisato chiunque, organi istituzionali e non”. Mai successo niente? “Una settimana fa il commissariato di via Azzarita, aveva detto “signora ci stiamo muovendo…Non sono gli immigrati il problema, ma gli italiani che li sfruttano a partire dagli affitti in nero. Oggi l’equazione è via Gradoli uguale favelas ma qui c’è stato uno sviluppo urbanistico incontrollato e illegale. Perchè l’ufficio tecnico ha dato l’ok abitativo a questi scantinati? Con il degrado le case si sono deprezzate, mentre io, che lavoro e pago le tasse e penso che questo paese debba avere un futuro, rimango preda di tutto questo. Mia figlia dopo le 18, a 17 anni non torna a casa da sola. Se ne sono andati in molti, anche Gasparri. Era l’unico che dove c’era il divieto veniva contromano dicendo famme passà. Quando mi sono rivolta in circoscrizione, anche il presidente Pdl, non mi ha voluto ricevere. Anzi, mi hanno detto che mi conveniva dire “un negro o un rumeno l’hanno importunata”.”.</p>
<p style="text-align:justify;">Cristiana continua: “C’è una convivenza che fa comodo. Sono dieci anni di questa prostituzione a cielo aperto. Via Bruno Bruni, via Sperlonga, posti bellissimi sempre qui sulla Cassia, rovinati…Chiappe d’oro non ci interessa. Nessuno si è chiesto come è possibile ? Io facevo le denunce in regione e provincia e poi Marrazzo veniva qua. Marrazzo accettava che quei monolocali potessero essere la realtà abitativa della città della regione di cui era governatore. Ma il punto vero di Alemanno non era la sicurezza? Ce ne accorgiamo tutti qui che gli italiani spacciano. Senza nessun pudore Noi siamo costretti noi a tenere tutto in regola. La legge sulla sicurezza 626 vale per noi e per loro? È un momento tragico, non è l’amico di Brenda o Marrazzo&#8221;. Ma il consorzio che fa? “Per domani è prevista una riunione, il consorzio ha messo insieme una documentazione di dieci anni di denunce per preparare la denuncia alla Procura. Anche se Giorgia Mariotti la presidente del consorzio smentisce al telefono, relativizzando un po’ tutti i problemi del consorzio. “Cose che succedono ovunque”.</p>
<p style="text-align:justify;">﻿</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ambiente: Verbania capitale della sostenibilità]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/10/27/ambiente-verbania-capitale-della-sostenibilita/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 06:42:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vince la classifica di Legambiente davanti a Belluno e Parma. Male il Sud, Catania maglia nera E’ un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vince la classifica di Legambiente davanti a Belluno e Parma. Male il Sud, Catania maglia nera E’ un]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Avviamento: di che si tratta? ]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/10/26/avviamento-di-che-si-tratta/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 14:55:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per i nostalgici, e per chi gli anni cinquanta li ha vissuti non soltanto attraverso i racconti dei ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-335" title="Avviamento: di che si tratta?" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/10/azimut_avviamento.jpg?w=150" alt="Avviamento: di che si tratta?" width="150" height="112" />Per i nostalgici, e per chi gli anni cinquanta li ha vissuti non soltanto attraverso i racconti dei nonni come chi vi sta scrivendo dalle pagine di questo blog, la parola “avviamento” rimanda a quelle scuole professionali che, fino al 1965, permettevano a chi aveva conseguito la licenza elementare di continuare gli studi ottenendo una formazione utile all’inserimento nel mondo del lavoro… ma ai giorni nostri la parola ha acquistato un significato diverso ( e non sto parlando del codice di avviamento postale!!)</p>
<p>In economia aziendale <strong>il significato di avviamento è la differenza positiva fra il valore economico di un&#8217;azienda e il suo capitale iscritto in bilancio</strong>. In parole povere è la capacità <strong>di un’azienda a produrre nuova ricchezza</strong>. L’avviamento non è un bene a se stante, ma una qualità dell’azienda e non può essere trasferito separatamente dall’azienda stessa. Incide quindi sul prezzo di cessione.</p>
<p>L’avviamento di un’azienda può essere:</p>
<ul>
<li>Soggettivo: quando dipende soprattutto dalle qualità personali dell’imprenditore (nel caso di un negozio);</li>
<li>Oggettivo: quando dipende dall’organizzazione e dalla qualità dei beni aziendali e si trasferisce in modo automatico con il trasferimento dell’azienda (ad esempio l’autogrill).</li>
</ul>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[CO2penhagen, musica verde festival a emissioni zero]]></title>
<link>http://matteofinco.wordpress.com/2009/10/24/co2penhagen-musica-verde-festival-a-emissioni-zero/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 13:47:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteofinco</dc:creator>
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<description><![CDATA[La capitale danese ospita la kermesse mondiale totalmente ecologica. L’hanno ideata due donne all’in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<p><strong>La capitale danese ospita la kermesse mondiale totalmente ecologica. L’hanno ideata due donne all’insegna dell’unione fra tecnologia, sostenibilità e design</strong></p>
<p><strong>COPENHAGEN -</strong> La musica è energia. E sui palchi se ne consuma tanta. Non solo quella fisica dei musicisti, ma anche quella necessaria a far funzionare strumenti musicali, casse, amplificatori e così via. Energia che però per essere prodotta provoca elevate emissioni di anidride carbonica (CO2). A farne le spese è l’ambiente. Ma in tempi dove il risparmio energetico, le emergenze del clima e il rispetto della Terra vengono declamati a gran voce, anche il settore degli spettacoli dal vivo può fare la sua parte per dimostrare che è possibile inquinare di meno (e risparmiare) senza dover rinunciare a ciò che amiamo.</p>
<p><strong>L’iniziativa. </strong>Ecco allora che a Copenaghen sono riusciti a realizzare un festival artistico e musicale totalmente “verde”. Dal 4 al 6 settembre va in scena <em>CO2penhagen – </em>l’anidride carbonica entra nel<br />
nome della rassegna – che cercherà di produrre divertimento “pulito”.</p>
<p><strong>L’idea.</strong> L’idea è di Katrine Vejby e Louise Jensen: giornalista la prima, architetto la seconda, ci hanno pensato due anni fa, durante un raduno sulle energie rinnovabili a Bristol. Ha così poi preso forma il festival musicale che non produce emissioni di anidride carbonica. Nel <a href="http://www.co2penhagen.com/"><span style="text-decoration:underline;">sito</span></a> dedicato all’evento la Jensen mostra di avere le idee chiare: “Vogliamo dimostrare che la sostenibilità, l’innovazione e il design coincidono perfettamente”. E fa l’esempio dei pannelli solari, che, dice, possono essere disegnati in modo da risultare piacevoli e adatti ad integrarsi bene negli edifici. E si spinge più in là: “Green energy is sexy!”. L’intenzione è quella di riunire artisti, ingegneri, architetti, giornalisti e chef per farli lavorare fianco a fianco in maniera innovativa, dando loro la possibilità di ispirarsi a vicenda e creando l’opportunità di trovare nuove soluzioni sfruttando le tecnologie esistenti.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--></div>
<p><!--/inserto--><strong>Le tecnologie.</strong> Ma in che modo sarà possibile evitare le emissioni? L’energia per concerti e dj set sarà fornita da fonti rinnovabili, mentre i palchi e le altre infrastrutture saranno invece costruite con materiali riciclabili o a minore impatto ambientale. Fondamentale l’apporto della Technical University<br />
of Denmark che, oltre a ospitare fisicamente l’evento, fornirà le tecnologie pulite: celle solari, illuminazioni Led, biomasse, motori e impianti di gassificazione. “Verdi” anche i trasporti da e per l’area del festival, taxi, autobus e treni.</p>
<p><strong>I partecipanti.</strong> Anche gli spettatori dovranno però fare la loro parte, alloggiando in alberghi ecocompatibili, mangiando cibo biologico e spostandosi in bicicletta. Il prezzo del biglietto sarà abbastanza leggero per le loro tasche: 200 corone, circa 27 euro, il costo per una giornata. Un manipolo di partecipanti ha deciso di non inquinare nemmeno per raggiungere la capitale danese, compiendo l’intero tragitto Londra-Copehagen in bicicletta, in quattro giorni.</p>
<p><strong>Il programma.</strong> Fra i promotori dell’evento c’è anche lo United Nations Environment Programme, il programma ambientale delle Nazioni Unite. Ricco il programma, con gruppi musicali, dj-set, proiezioni di film e video e performace artistiche. Sui palchi suoneranno per lo più artisti e band emergenti legati alla Danimarca: fra gli altri, i gruppi danesi Tv-2 e The Mercury Rev Clear Light Ensemble, la cantante danese-americana Camille Jones, i The Great Depression, americani trapiantati in Danimarca.</p>
<p><strong>I volontari.</strong> Gli organizzatori si aspettano 3000 visitatori al giorno. Anche per questo i volontari sono ben accetti: per loro, libero accesso al festival, cibo e birra gratis nei giorni di lavoro, necessario non solo nei tre giorni della rassegna ma anche prima, per la preparazione dell’evento, e dopo, per lo smantellamento. Tanti i compiti da svolgere: montare i palchi, dare una mano in cucina, occuparsi della sicurezza o più semplicemente fornire<br />
<!-- do nothing --> informazioni negli stand. Anche questi rigorosamente “green”.</p>
<p>[Articolo per <a href="http://www.repubblica.it/">repubblica.it</a>.</p>
<p>Link: <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/festival-danimarca/festival-danimarca/festival-danimarca.html">http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/ambiente/festival-danimarca/festival-danimarca/festival-danimarca.html</a> ]</p>
</div>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Privatizzazione acqua, protesta notturna della Destra a Bologna - da "Il Velino News"]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/26/privatizzazione-acqua-protesta-notturna-della-destra-a-bologna-da-il-velino-news/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:45:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Clicca sull&#39;imagine per ingrandirla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_2589" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/ilvelinoacquapubblica.jpg"><img class="size-full wp-image-2589" title="IlVelinoacquapubblica" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/ilvelinoacquapubblica.jpg" alt="" width="460" height="472" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;imagine per ingrandirla</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cominciate dalla fine: investire partendo dagli obiettivi per non fare passi falsi]]></title>
<link>http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/11/26/cominciate-dalla-fine-investire-partendo-dagli-obiettivi-per-non-fare-passi-falsi/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:51:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononcicascopiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quali sono le motivazioni principali che ci portano a investire e risparmiare? Partiamo da alcune se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_obiettivi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-641" title="Investire partendo dagli obiettivi - Il Blog di Azimut" src="http://iononcicascopiu.wordpress.com/files/2009/11/foto_azimut_obiettivi.jpg?w=150" alt="" width="150" height="124" /></a>Quali sono le motivazioni principali che ci portano a <strong>investire e risparmiare?</strong> Partiamo da alcune semplici domande:  “fino ad oggi le scelte sul mio portafoglio sono state guidate dai mercati o da mie esigenze reali? <strong>Ho mai riflettuto sul perché investo?</strong> Certo non per guadagnare più soldi, ma per farne cosa?&#8221;. Non viene immediato rispondere al perché si investe, ma è il concetto alla base di tutto, insieme alla capacità di riuscire a gestire l’ansia da segno meno o l’euforia da segno più.</p>
<p>E’ importante tenere presente che <strong>oggi più che mai è fondamentale dedicare più tempo alla cura dei propri investimenti, e in particolare dedicarne molto a rendere esplicito a se stessi il perché si investe</strong>. Ad esempio si può investire per:</p>
<ul>
<li>vivere di rendita oggi</li>
<li>vivere di rendita domani</li>
<li>conservare il capitale dall’inflazione</li>
<li>costruire un capitale da lasciare ai figli</li>
<li>proteggere l’attuale tenore di vita</li>
<li>comprare casa</li>
<li>costruire una rendita futura a scopi previdenziali</li>
<li>ottenere sicurezza e serenità</li>
<li>avviare un’attività professionale</li>
<li>comprare la macchina al figlio</li>
</ul>
<p>A seconda degli scopi, le scelte più razionali rispetto ai rischi e ai rendimenti attesi possono essere molto diverse.</p>
<p><a title="Scopri che tipo di investitore sei" href="http://apps.facebook.com/testsxp//?id=127997&#38;mode=rifai" target="_blank">Scopri che tipo di investitore sei con il test su Facebook di Iononcicascopiu</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
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