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	<title>carcere &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/carcere/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "carcere"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 12:14:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Caso Cucchi: medici indagati, reintegrati]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/30/caso-cucchi-medici-indagati-reintegrati/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:51:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Abbandono terapeutico». Messi sotto inchiesta per omicidio colposo Reintegrati i medici indagati pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[«Abbandono terapeutico». Messi sotto inchiesta per omicidio colposo Reintegrati i medici indagati pe]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Caso cucchi: avanza l'offensiva di chi vuole allontanare la verità]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/30/caso-cucchi-abbandono-terapeurico-e-inchiesta-per-omicidio-colposo/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:43:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Autoassoluzione: nonostante siano sotto inchiesta per omicidio colposo, reintegrati i medici indagat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><span style="color:#ff6600;"><strong>Autoassoluzione: nonostante siano sotto inchiesta per omicidio colposo, reintegrati i medici indagati per la morte di Stefano Cucchi<br />
Per la Asl non ci sarebbe stato “abbandono terapeutico”. Il decesso sarebbe frutto di un evento imprevedibile</strong></span></h3>
<p><em><em><strong> </strong></em></em><br />
Paolo Persichetti<br />
<span style="color:#ff0000;"><em>Liberazione</em></span> 1 dicembre 2009</p>
<p>Sono stati reintegrati nel reparto penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini i tre medici indagati per omicidio colposo dopo la morte di Stefano Cucchi. Eppure quanto è trapelato dagli accertamenti medico-legali sul corpo riesumato del giovane, deceduto il 22 ottobre scorso all’interno della struttura ospedaliera dopo una settimana di agonia seguita ad uno, o più, pestaggi e sevizie violentissime (sul numero esatto, e gli autori delle percosse subite, ancora oggi permane l’incertezza), confermerebbe le responsabilità dei sanitari nella sua morte. Il blocco della vescica riscontrato su Stefano Cucchi sarebbe, infatti, compatibile con la paralisi dell’ultimo tratto della colonna vertebrale. <a href="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/cucchi_web-400x3002.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4310" title="cucchi_web--400x300" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/cucchi_web-400x3002.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Mentre le lesioni alla schiena e alla testa, seppur serie, non sarebbero state letali se adeguatamente curate. Insomma tutto lascia seriamente supporre che nei confronti di Cucchi vi sia stato un «abbandono terapeutico», una situazione di lassismo e incuria, una sottovalutazione grave e colposa delle sue condizioni di salute e delle cause che le avevano originate. Nonostante ciò, l’indagine amministrativa interna condotta da una commissione, apparentemente composta da personale della medesima Asl, ha sbrigativamente liquidato l’accaduto come «un evento non prevedibile». Nella relazione depositata ieri, si può leggere che l’analisi dei fatti, a fronte del «carattere improvviso e inatteso del decesso, non ha messo in luce, sul piano organizzativo e procedurale, alcun particolare elemento relativo ad azioni e/o omissioni da parte del personale sanitario con nesso diretto causa-effetto con l’evento avverso in questione. Contestualizza e configura pertanto l’oggetto dell’indagine sotto il profilo di evento non prevenibile». Per questo motivo Il direttore generale dell’Asl RmB, Flori Degrassi, ha disposto la revoca dell’ordine di trasferimento, preso in via provvisoria il 18 novembre scorso, nei confronti di Aldo Fierro, Stefania Corbi e Rosita Caponetti. La diffusione della notizia ha subito suscitato sconcerto e raccolto i commenti negativi del legale della famiglia, Fabio Anselmo, di Patrizio Gonnella dell’associazione Antigone, e di Luigi Nieri, assessore al Bilancio della regione Lazio, che ha censurato una «decisione affrettata e profondamente sbagliata», rilevando come sia piuttosto inusuale «che la Asl concluda la propria inchiesta amministrativa prima di quella penale».<br />
La decisione presa dalle strutture dirigenti dell’ospedale Pertini non si discosta molto da quello spirito corporativo che ha fino ad ora caratterizzato il comportamento di tutti gli altri attori coinvolti in questo terribile esempio di violenza istituzionale. Chiusura a riccio e omertà d’apparato in difesa di una impunità di principio che vorrebbe imporre l’idea della insindacabilità dell’operato di chi agisce in uniforme di Stato. Un atteggiamento viziato da una visione autoreferenziale della legalità e della morale. Alcuni apparati molto potenti non hanno mai accettato di essere messi sul banco dei sospetti e fin dall’inizio hanno operato nell’ombra, mettendo le briglie a un’inchiesta che altrimenti rischiava di mostrare il «re nudo». Mentre negli ultimi giorni nuove testimonianze di detenuti, presenti nell’infermeria di Regina Coeli con Stefano Cucchi, hanno riaperto scenari su violenze precedenti l’arrivo in tribunale, che la procura ha sempre evitato di approfondire ritenendoli privi di riscontri (ma l’inchiesta serve per trovare eventuali riscontri, non per escluderli a priori), da parte degli indagati emerge una nuova strategia. Non più scarica barile tra penitenziaria e carabinieri, ma fuoco concentrico sulla figura di Cucchi, dipinto come uno che entrava e usciva dal pronto soccorso degli ospedali. Un modo per dire che era già «rotto» prima di essere arrestato. E come se non bastasse, vengono diffuse minacce a mezzo stampa facendo circolare notizie sull’apertura di una inchiesta contro i legali della famiglia Cucchi per calunnia nei confronti dei carabinieri. Un modo per dire che gli apparati dello Stato sono santuari intoccabili.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/18/stefano-cucchi-le-foto-delle-torture-inferte-rispondi-la-russa/">Stefano Cucchi: le foto delle torture inferte</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/12/caso-cucchi-e-scontro-sulle-parole-del-teste-che-avrebbe-assistito-al-pestaggio-guerra-tra-apparati-dello-stato-sulla-dinamica-dei-fatti/">Caso Cucchi, scontro sulle parole del teste che avrebbe assistito al pestaggio. E’ guerra tra apparati dello Stato sulla dinamica dei fatti</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/11/morte-di-cucchi-ce-chi-ha-visto-una-parte-del-pestaggio-nelle-camere-di-sicurezza-del-tribunale/">Morte di Cucchi, c’e chi ha visto una parte del pestaggio nelle camere di sicurezza del tribunale</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/10/erri-de-luca-risponde-a-giovanardi-sulla-morte-di-stefano-cucchi/">Erri De Luca risponde alle infami dichiarazioni di  Carlo Giovanardi sulla morte di Stefano Cucchi</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/06/stefano-cucchi-le-ultime-foto-da-vivo-mostrano-i-segni-del-pestaggio-le-immaigini-prese-dalla-matricola-del-carcere-di-regina-coeli/">Stefano Cucchi, le ultime foto da vivo mostrano i segni del pestaggio. Le immaigini prese dalla matricola del carcere di Regina Coeli</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/manconi-sulla-morte-di-stefano-cucchi/">Manconi: “sulla morte di Stefano Cucchi due zone d’ombra”</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/08/01/cronache-carcerarie/">Cronache carcerarie </a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/01/stefano-cucchi-quella-morte-misteriosa-di-un-detenuto-in-ospedale/">Stefano Cucchi, quella morte misteriosa di un detenuto in ospedale</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/01/stefano-cucchi-morto-nel-padiglione-penitenziario-del-pertini-due-vertebre-rotte-e-il-viso-sfigurato-perche-non-volle-restare-in-ospedale/">Stefano Cucchi morto nel Padiglione penitenziario del Pertini, due vertebre rotte e il viso sfigurato</a><br />
<strong> </strong><a href="../page/2009/11/01/2009/11/02/caso-stefano-cucchi-%C2%ABil-potere-sui-corpi-e-qualcosa-di-osceno%C2%BB/">Caso Stefano Cucch, “il potere sui corpi è qualcosa di osceno”</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/11/01/violenza-di-stato-non-suona-nuova/">Violenza di Stato non suona nuova</a><a href="../page/2009/11/02/suicidio-blefari-melazzi-luso-della-malattia-come-strumento-di-indagine/"><br />
</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/08/01/2009/11/02/2009/11/05/ignorata-la-disponibilita-offerta-da-un-gruppo-di-detenute-che-si-offri-di-assistere-la-blefari-i-magistrati-puntavano-al-pentimento/">Ignorata la disponibilita offerta da un gruppo di detenute che si offrì di assistere la Blefari. I magistrati puntavano al pentimento</a><br />
<a href="../page/2009/11/01/2009/08/01/2009/11/05/induzione-al-pentimento/">Induzione al pentimento</a><a href="../page/2009/11/02/suicidio-blefari-melazzi-luso-della-malattia-come-strumento-di-indagine/"><br />
Suicidio Blefari Melazzi: l’uso della malattia come strumento di indagine</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carceri, proteste contro il sovraffollamento]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/carceri-proteste-contro-il-sovraffollamento/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:33:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato alla Dozza stoviglie e pentole contro le grate da domani anche le detenute faranno azioni ana]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sabato alla Dozza stoviglie e pentole contro le grate da domani anche le detenute faranno azioni ana]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osservatorio permanente sulle morti in carcere]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/osservatorio-permanente-sulle-morti-in-carcere/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:47:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il suicidio avvenuto ieri sera nel carcere di Sondrio porta a 66 il numero dei detenuti suicidi dall]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Il suicidio avvenuto ieri sera nel carcere di Sondrio porta a 66 il numero dei detenuti suicidi dall’inizio dell’anno, avvicinando sempre più al “record” storico di 69 casi registrati nel 2001. La combinazione data dal sovrannumero di carcerati e dalla scarsità di personale penitenziario sta determinando una situazione insostenibile, dove oramai le morti di detenuti hanno cadenza quasi quotidiana. Mai come in questo momento appare necessaria e inderogabile una riflessione sulle cause che determinano il maggiore sovraffollamento delle carceri italiane nella storia della Repubblica, non certamente dovuto ad un aumento della criminalità (il Viminale riferisce un calo generalizzato dei reati), quanto piuttosto all’utilizzo della custodia cautelare come vera e propria “anticipazione della pena” (dovrebbe essere una misura eccezionale, invece i detenuti in attesa di processo sono oltre 31.000 &#8211; dati al 30 settembre), ma anche ad una minore concessione di misure alternative alla detenzione (fino al 2006 il numero di detenuti e quello degli ammessi a misure alternative era pressoché uguale, oggi abbiamo oltre 65.000 detenuti e 13.000 persone in misura alternativa – vedi allegati). In altre parole, le carceri sono strapiene anche perché vi si trovano troppi imputati &#8211; il 40% dei quali è destinato ad essere assolto &#8211; (dal<br />
2002 al 2007 lo Stato ha speso 212mln di euro come riparazione per le ingiuste detenzioni &#8211; vedi allegato) e troppi condannati con condanne minime (quasi 10mila hanno meno di 1 anno di pena residua) che potrebbero scontare in misura alternativa. Premettendo che ogni decesso dietro le sbarre rappresenta di per sé un fatto inaccettabile per la civiltà del paese e per le nostre coscienze, viene da chiedersi quanti dei detenuti che muoiono ogni anno avrebbero potuto essere fuori dal carcere e, probabilmente, essere ancora vivi. Le morti sono più frequenti tra i carcerati in attesa di giudizio, rispetto ai condannati, in rapporto di circa 60/40: mediamente, ogni anno in carcere muoiono 90 persone ancora da giudicare con sentenza definitiva e le statistiche degli ultimi 20 anni ci dicono che 4 su 10 sarebbero stati destinati ad una assoluzione, se fossero sopravvissuti. In definitiva, ogni anno 30 &#8211; 35 dei morti in carcere erano probabilmente innocenti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La giustizia è conquista di coscienza ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/la-giustizia-e-conquista-di-coscienza/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:22:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando si parla di carcere, di pena, di giustizia, in ballo non c’è soltanto l’equità degli uomini, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Quando si parla di carcere, di pena, di giustizia, in ballo non c’è soltanto l’equità degli uomini, la democrazia di un paese, la capacità della società di non cadere nell’oblio delle assenze, dell’indifferenza.   Il carcere è stracolmo di colpa, di dolore cieco, di corpi differenti, di linguaggi della memoria e delle relazioni ridotti all’ammasso. Quanto più  forte è uno Stato, più  forte è il diritto di indignarsi di quanti non vedono riconosciuti i propri diritti: fare giustizia significa sanare una ferita, una lacerazione, costringendo il dolore a trasformarsi nella sofferenza, nella scoperta di essere meno indifesi e impreparati se esiste la possibilità concreta di affidarsi agli altri, a quegli altri che siamo noi. Il carcere come unico baluardo al ripristino della legalità, all’assunzione di responsabilità, all’educazione da ritrovare: riesce difficile  convincersi che sia la strada più efficace da percorrere per raggiungere gli obiettivi di cui sopra, un luogo deputato a saldare conti in sospeso  con la collettività, uno spazio adibito alla moltiplicazione del dolore, una sorta di terra di nessuno, dove solo pochi intendono posare lo sguardo. Finchè  la Giustizia permarrà signora costretta di spalle e con gli occhi bassi, non potrà varcare con autorevolezza i cancelli di una galera, per offrire forza sufficiente al riappropriarsi del proprio ruolo e della propria utilità al carcere e alla pena, nella differenza che intercorre tra chi entra in carcere, e alla meno peggio rimane affondato al punto di partenza, e chi invece azzera la propria esistenza con un po’ di sapone e un laccio al collo. Occorre davvero nutrirsi di resilienza, rifiutando la quotidianità  della deresponsabilizzazione, facendo un passo indietro, scegliendo la fatica, la rinuncia, per non dichiararsi sconfitti alla propria ritrovata umanità, anche all’umanità di chi è disposto a tendere significativamente la mano: non si tratta di una mera concessione statuale, bensì di una nuova condivisione che è gia diventata conquista di coscienza. (Vincenzo Andraous, in sintesi)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Giustizia: protesta penalisti; adesione quasi totale allo sciopero]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/28/giustizia-protesta-penalisti-adesione-quasi-totale-allo-sciopero/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:47:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Adesione altissima, in molti casi pressoché totale, all’astensione dalle udienze proclamata dall’Uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Adesione altissima, in molti casi pressoché totale, all’astensione dalle udienze proclamata dall’Uni]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[4° Mostra delle opere dei detenuti del carcere di Augusta]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/28/4%c2%b0-mostra-delle-opere-dei-detenuti-del-carcere-di-augusta/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:03:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniela Domenici Si sta per concludere presso la sede della Stella Maris in via Umberto 131 ad Au]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Si sta per concludere presso la sede della Stella Maris in via Umberto 131 ad Au]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[“Welcome” guida la carica dei film sui clandestini Lindon: “Anche un artista può cambiare il mondo”]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/28/immigrati-papa-i-figli-hanno-diritto-a-scuola-2/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:42:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[PARIGI Non c’è tempo da perdere, è importante fare oltre che pensare, e ognuno può dare il suo contr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PARIGI<br />
Non c’è tempo da perdere, è importante fare oltre che pensare, e ognuno può dare il suo contributo, da politico, da uomo della strada, da artista: «Nei prossimi anni &#8211; dice Philippe Lioret, autore del film-caso Welcome -, un miliardo di emigranti sarà sulle strade del mondo, ci aspetta una rivoluzione mondiale. La gente è poco informata, e in Francia l’unica legge che abbiamo contribuisce a peggiorare la situazione». Come in Italia chi aiuta i «sans papier» è considerato complice di reato, la carità è perseguibile a norma di legge, e se succede, come nel film, che un insegnante di nuoto decida di accogliere in casa un giovane clandestino, le forze dell’ordine intervengono per punire sia l’uno che l’altro: «Appena sono arrivato a Calais &#8211; racconta Vincent Lindon, protagonista di «Welcome» -, il regista mi ha portato al “Quai de la soupe”, una specie di osteria dove i rifugiati vanno a mangiare. Uscendo, abbiamo dato un passaggio a tre di loro. Pur vivendo in uno stato di assoluta povertà, tutti e tre sorridevano. Si sono fatti lasciare in un posto deserto, simile a un’enorme discarica, senza edifici, senza anima viva. Siamo rimasti in silenzio, la situazione parlava da sè. Il giorno dopo abbiamo iniziato le riprese».  Le parole sono state necessarie dopo, quando Welcome è uscito in Francia, incassando quasi venti milioni di euro e scatenando accesi dibattiti. Lioret ha paragonato «quello che accade oggi a Calais a ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca. Oggi aiutare un clandestino è come aver nascosto un ebreo nel ‘43, si rischia il carcere». Il Ministro per l’Immigrazione Eric Besson ha detto che il confronto è inaccettabile, ma è un fatto che, in base a un articolo della legge voluta da Sarkozy, in Francia sia stata messa sotto inchiesta l’organizzazione umanitaria Emmaus fondata dall’Abbé Pierre: «Per cambiare la legge bisogna aspettare che cambi il governo &#8211; dice Lindon -, nel frattempo è necessario affrontare la questione, troppe persone vivono in una situazione di enorme sofferenza, dobbiamo trovare la maniera per accoglierle nel modo migliore».  E’ incredibile, osserva l’attore, «viviamo tutti immersi nel paradosso. C’è una parte del mondo, la nostra, in cui si parla di diete dalla mattina alla sera, ci si lamenta del fatto che mangiamo troppo e dell’obesità che aumenta. Poi ce n’è un’altra in cui i bambini muoiono di fame ogni giorno. Non si può più andare avanti in questo modo». L’11 dicembre il film (distribuito da Teodora) arriva in Italia, preceduto da un’anteprima (l’1) cui prenderà parte la portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati Laura Boldrini: «Oggi il cinema può essere molto importante &#8211; continua Lindon -, così come lo è tutta l’arte. La gente è infinitamente più sveglia di quanto si vuol far credere. Certo, vivo a Parigi, sono attore, ho una vita borghese, ma almeno, raccontando la storia di Welcome, ho fatto qualcosa. C’è anche chi è nella mia stessa condizione e non fa niente». Un film, sostiene Lioret, può essere più utile di un documentario: «Ne vediamo tanti, e i tg sono pieni di notizie e storie come la nostra. Però, per identificarsi, il pubblico ha bisogno di personaggi e di emozioni».  Lindon ce l’ha messa tutta. Se Welcome arriva dritto al cuore e alla mente di chi lo vede è merito anche del suo protagonista, Simon, tenero e rude, l’aria stropicciata di un uomo che diventa padre sul campo, la forza temeraria di chi sa combattere per amore: «Quando avevo 25 anni ero convinto che quest’epoca sarebbe stata meravigliosa, che il razzismo sarebbe sparito, insieme alle guerre di religione. E invece eccoci qui, costretti a muoverci in un sistema sclerotizzato, convenzionale, senza libertà d’espressione, soffocato dalla mondializzazione». I film possono essere un campanello per scuotere le coscienze. Di immigrazione, ricorda Lindon, hanno parlato altri autori, importanti come Costa-Gavras. Per lui, ex-giornalista e nipote di Jérôme Lindon (fondatore della casa editrice «Editions de Minuit») l’esperienza di «Welcome» è partita dall’istinto: «Mi propongono un film al giorno, cerco sempre di evitare le cose facili. Non ascolto nessuno, niente consigli, faccio solo quello che sento di voler fare». Poi sorride: «Una volta Lino Ventura aveva detto che per lui scegliere un film significava accettare rischi, esattamente come con le donne. Potrei dire la stessa cosa».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una cella in piazza]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/28/una-cella-in-piazza/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:21:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/28/una-cella-in-piazza/</guid>
<description><![CDATA[Oggi, a Napoli, Giornata per la Legalità della Pena. Dalle ore 10, in Piazza dei Martiri: &#8220;DET]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi, a Napoli, <a href="http://www.ilcarcerepossibileonlus.it/dettaglionews.php?idn=135" target="_blank">Giornata per la Legalità della Pena</a>.</p>
<p>Dalle ore 10, in Piazza dei Martiri: &#8220;DETENUTO PER UN MINUTO&#8221;, iniziativa che tende ad avvicinare l&#8217;opinione pubblica alle problematiche relative alla detenzione.</p>
<p>Una cella virtuale collocata in piazza, per sensibilizzare i cittadini sulla realtà carceraria. Verrà offerto un reale percorso detentivo, dall&#8217;ingresso in istituto alla cella, con personale della Polizia Penitenziaria, messo a disposizione dal Provveditorato della Campania dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria. Verrà distribuito, a cura delle istituzioni e delle associazioni che interverranno alla manifestazione, materiale sulle attuali condizioni di vita all&#8217;interno del carcere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Genova: via la prigione da Marassi, prende corpo ipotesi carcere galleggiante. Contrario il sindaco]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/27/genova-via-prigione-da-marassi-prende-corpo-ipotesi-carcere-galleggiante-contrario-il-sindaco/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:37:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[A Genova il penitenziario potrebbe essere spostato dal quartiere Marassi all’acqua: infatti le nuove]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A Genova il penitenziario potrebbe essere spostato dal quartiere Marassi all’acqua: infatti le nuove]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I senzanima]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/27/i-senzanima/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:56:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/27/i-senzanima/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la morte di Stefano Cucchi un altro morte nel carcere di Parma, quella di Giuseppe Saladino. Se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dopo la morte di Stefano Cucchi un altro morte nel carcere di Parma, quella di Giuseppe Saladino. Se]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agropoli; furti in appartamenti, arrestato pregiudicato 50enne tradito dalle impronte digitali]]></title>
<link>http://agropolilive.com/2009/11/27/agropoli-furti-in-appartamenti-arrestato-pregiudicato-50enne-tradito-dalle-impronte-digitali/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:34:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimillo</dc:creator>
<guid>http://agropolilive.com/2009/11/27/agropoli-furti-in-appartamenti-arrestato-pregiudicato-50enne-tradito-dalle-impronte-digitali/</guid>
<description><![CDATA[Ad Angelo Moccaldi, classe 61, è stato notificata dai Carabinieri di Agropoli l’ordinanza di custodi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><ins><ins></ins></ins> <img src="http://www.la7.it/img/video/320X240/19285.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" align="left" /> Ad Angelo Moccaldi, classe 61, è stato notificata dai Carabinieri di Agropoli l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal Tribunale di Vallo della Lucania poiché ritenuto responsabile del reato di furto in abitazione.</p>
<p>L’Autorità Giudiziaria, visti gli elementi di colpevolezza a suo carico, ha concordato con la tesi investigativa dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile. Le indagini sono state avviate alla fine del mese di ottobre 2006, quando, tra il 29 e il 30 del mese, erano state “visitate” alcune abitazioni di Cicerale.</p>
<p>A tradire MOCCALDI è stata una sua impronta digitale rinvenuta nel corso del sopralluogo. A dare un volto e un nome al “topo di appartamento” sono stati i colleghi del Ragruppamento Investigativo Speciale di Roma, i quali hanno comparato la traccia con quelle già esistenti nella Banca Dati delle Forze di Polizia.</p>
<p>Al momento della notifica MOCCALDI si trovava già ristretto presso la Casa Circondariale di Salerno Fuorni per pregressi problemi con la giustizia.</p>
<p>&#160;</p>
<p>fonte www.salernonotizie.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carceri: detenuto si impicca a Sondrio]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/27/carceri-detenuto-si-impicca-a-sondrio/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:25:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;uomo, per togliersi la vita ha usato una piccola sciarpa o la cintura dell&#8217;accappatoio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;uomo, per togliersi la vita ha usato una piccola sciarpa o la cintura dell&#8217;accappatoio]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Giustizia: a novembre 12 "morti di carcere"]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/27/giustizia-a-novembre-12-morti-di-carcere/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:39:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono 160 i decessi da gennaio a oggi. Dei 1.543 morti in carcere dal 2000 a oggi il 60% era in attes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono 160 i decessi da gennaio a oggi. Dei 1.543 morti in carcere dal 2000 a oggi il 60% era in attes]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Fuori dall' Ombra" - Spoleto 23/06/09]]></title>
<link>http://urladalsilenzio.wordpress.com/2009/11/26/fuori-dall-ombra-spoleto-230609/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:51:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>marialuce</dc:creator>
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<description><![CDATA[In data 23 giugno 2009 nel carcere di Spoleto c’è stato uno spettacolo teatrale dal titolo “Fuori da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/files/2009/11/4167_97417276712_97404751712_2223449_7318007_n.jpg"><img class="size-full wp-image-786 aligncenter" title="4167_97417276712_97404751712_2223449_7318007_n" src="http://urladalsilenzio.wordpress.com/files/2009/11/4167_97417276712_97404751712_2223449_7318007_n.jpg" alt="" width="604" height="453" /></a></p>
<p>In data 23 giugno 2009 nel carcere di Spoleto c’è stato uno spettacolo teatrale dal titolo “Fuori dall’ombra”, per appoggiare e sostenere l’abolizione dell’ergastolo. Attori: i detenuti, tra i quali i condannati al Fine Pena Mai. Il mese scorso un angelo, Nadia Bizzotto, una volontaria che da tempo segue gli ergastolani nel carcere di Spoleto (purtroppo non c’è qui su facebook), una persona che ho la fortuna di aver incrociato lungo la mia strada, una persona che può dare lezioni di umanità e di vita immense e lo fa, tramite la sua stessa vita…dicevo e scusate se mi perdo un po’ in quello che scrivo, ma sono turbata, triste e commossa.. Nadia, il mese scorso mi inviò questo dvd con lo spettacolo registrato nel carcere di Spoleto, uno spettacolo realizzato, scritto, recitato da detenuti e dai nostri Uomini Ombra.. Non ho avuto il coraggio di guardarlo fino ad oggi, avevo una vigliacca paura di soffrire troppo.. scrivo a loro da diversi mesi, e non Vi nascondo che seguendo il moto del mio cuore mi sono avvicinata molto a loro, e sento come loro, e soffro come loro. Perché non essere liberi, o avere la certezza di non esserlo mai più è qualcosa che toglie il fiato, e toglie la voglia di vivere. Ma nonostante questa condanna, in realtà sono veri Uomini, perché vivono dentro la loro Anima, e crescono, evolvono comunque, nonostante le condizioni inumane in cui sono costretti&#8230;. Lo spettacolo dura circa novanta minuti, e la prima cosa che vi voglio dire e che condanno duramente è il fatto che il Carcere ha impedito ai parenti di assisterVi – quindi vi erano tra gli spettatori solo altri detenuti e volontari dell’associazione. Non commento ulteriormente, solo disprezzo pubblicamente la direzione carceraria che ha preso una così barbara decisione. Il lavoro teatrale, come ogni lavoro creativo e artistico è una forma di terapia meravigliosa per incanalare emozioni o sensazioni represse o dificili da esprimere: è una terapia che funziona bene con bambini e adulti, persone sane o malate. Le persone rinchiuse dentro una cella possono finalmente liberare se stessi con un lavoro teatrale, con le prove e fino allo spettacolo. Una barbara decisione non permettere di dare queste emozioni dei detenuti alle persone che loro amano, a chi anche se fuori, libero, vive in carcere con loro. Perché quando ami, ami a qualunque costo, in qualunque condizione e sei in simbiosi con l’altro. La scena iniziale è emblematica, ci sono due celle&#8230; in una gli Attori prendono del vino da un qualcosa nascosto, nell’altra viene messo un lenzuolo a mo’ di cappio sulle sbarre della finestra come preludio ad un atto suicida.. In carcere avviene così.. c’è chi decide di farla finita e forse nella cella accanto nessuno se ne accorgerà.. Poi le scene si alternano, ci sono momenti della loro vita.. un pranzo fatto insieme, ad un colloquio tra un detenuto e un sindaco (il nostro Carmelo), una parte anche molto bella dove ci sono quattro Attori che mostrano la schiena al pubblico e di fronte a loro le Donne, compagne, quelle che stanno fuori ad aspettare, magari a crescere i loro figli e qui l’emozione cresce, diventa dolorosa.. ci sono i sentimenti in campo, c’è l’amore, quello vero, chi ama a distanza per sempre, fino alla morte, o il risentimento, la rabbia verso l’uomo condannato. Si alternano momenti musicali, ti dimentichi di assistere ad un lavoro fatto e svolto in un grigio carcere, ti sembra di essere in un teatro normale.. ma di normale lì non c’è nulla.. veramente nulla.. Leggono testi di lettere scritte dai detenuti, come quella di Ivano Rapisarda, o ci sono dialoghi dove si discute dell’inutilità del carcere o del loro essere Uomini Ombra, quindi fatiscenti. Parlano della professoressa che farà lezione lì dentro..</p>
<p>Li guardo, li ascolto, in loro non vedo il sangue che hanno sparso, le vite che hanno tolto.. Vedo in loro una grande voglia di rinascere, c’è nei loro occhi la necessità di continuare a vivere per essere diversi. Hanno bisogno di urlare al mondo che non sono più assassini. Ma hanno bisogno di qualcuno che gli dia voce..</p>
<p>Le “Urla dal Silenzio” sono la loro Voce.</p>
<p>Vi prego.  Ascoltateli.  Sempre.</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>Queste parole le dedico a loro, agli Uomini Ombra:</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>Chiudo gli occhi, sento le vostre voci.. </em></p>
<p><em>Non vedo le sbarre, sento solo voi.. </em></p>
<p><em>Nei vostri cuori, nei vostri visi.. C’è tensione.. </em></p>
<p><em>Il dolore se non spezza pietrifica i tratti.. </em></p>
<p><em>Vorrei donarvi ali per volare via.. Lontano e in alto, il più in alto possibile.. </em></p>
<p><em>Allontanarvi dalla materia e trasformarvi in esseri di Luce.. </em></p>
<p><em>Ma voi siete già Luce, solo che siete immersi nelle tenebre umane.. </em></p>
<p><em>E non vi si vede… </em></p>
<p><em>Ma se chiudo gli occhi e apro il mio cuore.. </em></p>
<p><em>Io rimango accecata dalla vostra anima splendente.. </em></p>
<p><em>Non vi dimentico più Uomini Ombra. </em></p>
<p><em>Ora apro gli occhi.. </em></p>
<p><em>E continuo nella mia ricerca delle ali giuste per voi. </em></p>
<p><em>Siete in me e io sono in Voi. </em></p>
<p><em>Marialuce</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[02. La mia ossessione]]></title>
<link>http://ossesso.wordpress.com/2009/11/26/02-perche-sono-un-ossesso/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:51:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>abcdeeffe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho superato la soglia dei trent&#8217;anni da poco. Dovrei mettere la testa a posto. In un certo sen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho superato la soglia dei trent&#8217;anni da poco. Dovrei mettere la testa a posto. In un certo sen]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un altro caso Cucchi? Torinese muore in carcere a Cuneo. La famiglia: «Non è un malore»]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/torinese-muore-in-carcere-a-cuneo-la-famiglia-%c2%abnon-e-un-malore%c2%bb/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:00:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Voglio sapere come è morto mio nipote. Se è stato picchiato, se è stato ucciso da qualcuno». A parla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Voglio sapere come è morto mio nipote. Se è stato picchiato, se è stato ucciso da qualcuno». A parla]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Animali: mai più coda e orecchie tagliate]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/26/animali-mai-piu-coda-e-orecchie-tagliate/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:05:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Non fraintendiamo, sono d&#8217;accordissimo su pene severe per chi maltratta gli anima]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao:</strong> Non fraintendiamo, sono d&#8217;accordissimo su pene severe per chi maltratta gli animali, però il carcere mi sembra poco fattibile; si fa fatica a mandare in galera gli omicidi, figuriamoci questi, senza contare che con la durata media di un processo, fanno in tempo a ripetere le loro violenze sugli animali. Meglio, a quel punto, una sanzione pesantissima che li colpisca subito e duramente.</p>
<p>°°°</p>
<p><strong>GLI ANIMALISTI </strong>esultano. E, per fortuna, sono davvero in tanti. D’ora in poi chi fa del male a cani e gatti sarà perseguibile per legge. La Camera ha approvato il disegno di legge che recepisce la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. In pratica è stato un plebiscito: 466 sì, un no e sei astenuti. Magari ci fosse questa unanimità d’intenti per altre questioni urgenti, ma di sicuro l’amore per gli animali mette d’accordo tutti. O quasi.</p>
<p><strong>Per la cronaca</strong>, l’unico a votare no è stato Enzo Raisi del Pdl. E anche gli astenuti sono per lo più della maggioranza; tre leghisti, uno del Pdl e due dell’Udc, tra cui Michele Vietti. Ora la legge passa all’esame del Senato.</p>
<p>In base alle nuove regole — quando l’approvazione diverrà definitiva — sarà tassativamente vietato mutilare gli animali tagliando loro la coda o le orecchie, salvo in alcuni limitati casi che saranno successivamente individuati da un regolamento del ministero della Salute.</p>
<p>In ogni caso, gli interventi dovranno essere finalizzati al benessere dell’animale e il regolamento dovrà essere redatto sentendo i veterinari. Insomma, il senso estetico del padrone non è detto che possa corrispondere al benessere del cane, quindi niente cesoie: chi nasce con le orecchie lunghe se le deve tenere.</p>
<p><strong>Ma il meglio viene adesso</strong>: è addirittura previsto il carcere per chi uccide cani e gatti. Non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque provochi, senza necessità, la morte di un animale. Tutti sono invitati alla delazione per colpire duramente i trasgressori. Anche per chi li maltratta.</p>
<p>Gli aguzzini da strapazzo potranno essere reclusi da 3 a 15 mesi e condannati a una multa da 3 a 18mila euro. La stessa pena si applica anche quando l’animale è sottoposto al taglio o all’amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l’aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale.</p>
<p><strong>GLI INTERVENTI </strong>non terapeutici potranno essere eseguiti da un veterinario e solo per impedire la riproduzione dell’animale, per ragioni di medicina veterinaria o comunque nell’interesse della bestia. In ultimo, la legge colpisce anche il traffico illecito, anche qui con la reclusione da 3 a 12 mesi e una multa da 3 a 15mila euro.</p>
<p>La fattispecie del reato vuole colpire «chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve».</p>
<p>Fonte: <a href="http://ilgiorno.ilsole24ore.com/">http://ilgiorno.ilsole24ore.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettere: nel nostro sistema carcerario doppia "pena di morte"]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/lettere-nel-nostro-sistema-carcerario-doppia-pena-di-morte/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:34:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Don Enzo Mazzi, fondatore di Exodus Quest’anno 63 detenuti si sono uccisi e poco meno di 150 sono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Don Enzo Mazzi, fondatore di Exodus Quest’anno 63 detenuti si sono uccisi e poco meno di 150 sono]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Approfondimenti sulla Grecia]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/25/approfondimenti-sulla-grecia/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:24:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Foto di Valentina Perniciaro _Atene, la piazza dove è stato ucciso Alexis, pochi giorni dopo_ Questa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Foto di Valentina Perniciaro _Atene, la piazza dove è stato ucciso Alexis, pochi giorni dopo_ Questa]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettera dei detenuti del carcere di Pistoia]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/25/lettera-dei-detenuti-del-carcere-di-pistoia/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:51:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[I detenuti del carcere “Santa Caterina” di Pistoia stanno vivendo delle condizioni di detenzione mol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I detenuti del carcere “Santa Caterina” di Pistoia stanno vivendo delle condizioni di detenzione mol]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Libertà immediata per Francesca e Simone: comunicato da Magliana]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/25/liberta-immediata-per-francesca-e-simone-comunicato-da-magliana/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:22:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; Un lungo comunicato arriva dai compagni di Magliana. Un comunicato importante per aver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; &nbsp; Un lungo comunicato arriva dai compagni di Magliana. Un comunicato importante per aver]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Morire, vivere]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/25/morire-vivere/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:39:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Alessandro Leogrande Come in molti, in queste settimane, mi sono trovato a confrontare la morte d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Alessandro Leogrande Come in molti, in queste settimane, mi sono trovato a confrontare la morte d]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Immagini dal carcere in un calendario per il 2010]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/25/immagini-dal-carcere-in-un-calendario-per-il-2010/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:32:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un classico regalo di Natale, ma con qualcosa in più: un messaggio lanciato a tutti coloro che lo ac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un classico regalo di Natale, ma con qualcosa in più: un messaggio lanciato a tutti coloro che lo ac]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[GALERA IN MODICA QUANTITÀ]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/24/galera-in-modica-quantita/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:07:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Non siamo mica spacciatori». Due notti di follia italiana, inutile detenzione, ordinario intasament]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a href="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/images103.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8605" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/images103.jpg" alt="" width="129" height="90" /></a>«Non siamo mica spacciatori». Due notti di follia italiana, inutile detenzione, ordinario intasamento di celle. Una coppia di coniugi. Colpevoli di rilassarsi davanti alla tv</h2>
<p>Stiamo tornando a casa.Abbiamo passato una bellissima giornata, tutto procede con fatica ma per il meglio. Vale e Gianluca sono andati a vedere una casetta e il prezzo accessibile. Gaietta ha esibito le nuove parole appena imparate, Jaco ha a trovato un appartamentino da condividere per frequentare l&#8217;università a Roma. Un cliente ci ha appena commissionato alcune vetrate, lo stipendio di novembre. Appena svoltato per una strada di collegamento per la Cassia, veniamo fermati da una pattuglia dei carabinieri.<br />
Cintura allacciata, velocità 50 km/h. Lucidi: quando lavoriamo o viaggiamo ci teniamo. «Buonasera, è un trasloco?» «Buonasera, le scatole che vede sono i depliant per promuovere il nostro lavoro». «Patente e libretto». È sempre difficile dare una buona impressione se si ha una treccia, un orecchino. L&#8217;agente prende i documenti, sale sulla vettura dell&#8217;arma. Il precedente per coltivazione di marijuana ad uso personale, che ci ha visto assolti in fase processuale, è una miccia lenta. «Signora, favorisca i documenti anche lei». «Trasportate qualcosa di illecito?» «No, non siamo mica spacciatori, come avrà avuto modo di sapere, siamo solo consumatori di marjuane». «Procediamo con il test». Spiego all&#8217;agente che noi amiamo fumare uno spinello la sera, ci rilassiamo davanti alla tv. Il test risulterebbe comunque positivo, avendo fumato la sera prima. «Se rifiuta di fare il test ci deve seguire in caserma». «Io non vorrei rifiutare, ma se mi dite che il rischio è il ritiro della patente ed il sequestro della macchina, non vedo altra scelta». E così, io nell&#8217;auto dei carabinieri e Marisa nella nostra condotta dall&#8217;altro agente, arriviamo nella caserma di Barbarano Romano. Domande di rito, finta amichevolezza. «Si spogli&#8230; anche gli slip&#8230;si giri e si fletta». Mi sento umiliato. Chiaramente non ho niente, niente in macchina, ma&#8230; dalla borsa di Marisa esce fuori 1 (una) cannetta. Da lì a decidere di fare 100 chilometri per venire a perquisire la nostra abitazione è un attimo. «A casa cosa avete?» Non mi sento un criminale. «Poche piante in coltivazione artificiale». Risultato della perquisizione: 2 piante in fioritura alte 1 metro, altre 4 di 30 centimetri e 12 piantine di 3 centimetri.<!--more--><br />
Dopo 7 ore di via crucis, ci arrestano. Mari ed io ci abbracciamo. Verbali, foto segnaletiche, impronte «Ma come potete trattarci come se fossimo criminali? Non beviamo superalcolici, piantiamo un po&#8217; di marijuana per non dover mischiare la nostra correttezza con i mercati illeciti»<br />
Mari viene trasferita a Civitavecchia, io a Grosseto. E il lavoro? La casa, i figli, i cani? «Potevate pensarci prima». Ma prima di cosa? Non eravamo alterati alla guida e avevamo solo una cannetta dispersa, non siamo né assassini, né ladri, né trafficanti.<br />
A Grosseto le guardie carcerarie mi accolgono con gentilezza. Arrivo in isolamento, cella n.7. Non riesco neanche ad essere preoccupato, tanto è assurda tutta la storia, soffro solo per Marisa. La cella: una branda attaccata al muro con le lenzuola bicolori e non a causa del naturale ingiallimento del cotone. Un bugliolo screziato di marrone, un lavabo spartano, un comodino, un tavolo e una sedia. Sono stremato, ho un freddo cane. Mi butto sulla branda, penso a Mari, sperando che non subisca inutili umiliazioni. Non si dorme, sembra di subire in continuazione piccole scosse elettriche. Ce la farà l&#8217;avvocato a tirarci fuori domani? Ma domani è già oggi. Il cielo dalla finestra a più di due metri di altezza è un triangolino di 10 per 5.<br />
Provo a rimanere sdraiato ancora un po&#8217; per rubare un po&#8217; di tempo. Sento dei passi, una guardia penitenziaria si affaccia dalle sbarre, mi guarda e poi mi chiede se ho bisogno del Sert. Mi sento sporco, cerco di rassettarmi come posso, una pettinata, una lavata sotto le ascelle, non ho dentifricio e di sapone neanche a parlarne.<br />
Sento rumore di stoviglie e un un ragazzo detenuto si affaccia e mi chiede se voglio un po&#8217; di caffè. È da ieri che non metto in bocca niente. Dopo un po&#8217; arriva un&#8217;altra guardia e mi chiede se tutto va bene. È possibile avere un libro? «Penso di sì». Incredibile, mi porta è Arcipelago Gulag&#8221; di Solzenicyn: primo capitolo: l&#8217;arresto.<br />
Passa lo spesino, ma io non ho ancora disponibilità di spesa, gli chiedo una sigaretta e mi regala un paio di Marlboro, un secondino me ne regala un altro paio e i detenuti che non ho ancora conosciuto, quando la guardia chiede se hanno qualche sigaretta per me, me ne fanno arrivare cinque rollate a mano.<br />
Non so che ore sono, forse le 16, dal triangolino vedo che si fa buio.Devo prepararmi al momento peggiore, quando l&#8217;unica luce sarà quella lassù in alto, al neon. Mi hanno appena detto che l&#8217;interrogatorio del Gip ci sarà domani mattina. «Mari, amore mio, come stai?» Guardo la cella un&#8217;altra volta, le misure sono 4&#215;2, una parete è piena di scritte. Una elenca 54 modi di chiamare la vagina. Un&#8217;altra dice di evitare il Frignone perché è un infame. Sopra il letto c&#8217;è una scritta molto grossa, è marrone, fatta con un dito sporco di sangue o &#8230;merda e dice: «mi ano arestato &#8211; marco 15 eroina. E io che c&#8217;entro con questa gente? Provo a leggere un altro po&#8217;, forse un&#8217;ora la freghiamo. Sento da una cella la sigla del Tg1, la giornata è passata.<br />
È strano parlare da cella a cella: «Ehi tu laggiù, ciao, io sono Giordano, te le ho mandate io le sigarette. Stai tranquillo per tua moglie, Civitavecchia è un buon carcere. Stasera ti porto io la cena». Gli dico che non ce la faccio a mangiare, almeno non dovrò usare il bugliolo. Mi bastano due clementine. Neanche 5 minuti e sul tavolo ne ho un piatto pieno.<br />
La luce è troppo forte e non ho sonno. Mi sdraio comunque. Forse mi assopisco. Con il chiaro, i rumori dei chiavistelli, e i passi pesanti nel corridoio. Arriva una guardia: «Cecconi alle 9 in tribunale». Passi nel corridoio, rumori di chiavi, aprono la cella, andiamo verso il destino. Dopo un breve parcheggio in una cella all&#8217;aperto tipo zoo, vengo perquisito, ammanettato e condotto sul furgone che mi porterà in tribunale.<br />
Nessuno dei tre agenti penitenziari mi rivolge la parola. Arriviamo, il tribunale è deserto, è sabato. Ci sono le mie splendide sorelle, i miei straordinari cognati, i nostri insuperabili figli e il mio simpaticissimo genero, hanno tutti l&#8217;aria preoccupata, d&#8217;altronde con la barba incolta e trasportato come un barboncino al guinzaglio non faccio una buona impressione.<br />
Sorrido a tutti, e strizzo l&#8217;occhio «mi dispiace avervi creato questa preoccupazione per una cosa così idiota, ma credetemi non è colpa mia». Mando il messaggio telepatico, spero che qualcuno lo riceva, ma già lo sanno, nessuno di loro fuma, ma sanno chi siamo.<br />
Intravvedo Mari già nell&#8217;aula in attesa di essere interrogata, gli sguardi si incorciano un sorriso mesto. Mi ritrovo di nuovo parcheggiato in una stanzetta, sento che Marisa viene interrogata. Tocca a me. Portano via Marisa. Io e Marisa non abbiamo nulla da nascondere e le risposte concordano. Fanno rientrare Mari. Il nostro avvocato motiva il nostro modo di vivere e la nostra lealtà. Tutti in piedi, la sentenza: «Il processo si farà, ma gli imputati sono liberi fin da ora». Gli agenti ci permettono di abbracciarci e per due secondi sembra più una festa di matrimonio che un processo.</p>
<p>Giancarlo Cecconi</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091122/pagina/16/pezzo/265366/" target="_blank">Il Manifesto<br />
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