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	<title>carlo-giuliani &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/carlo-giuliani/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "carlo-giuliani"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:49:16 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Anni zero]]></title>
<link>http://minimaetmoralia.wordpress.com/2009/11/26/anni-zero/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:13:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>minimaetmoralia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo articolo è apparso su Repubblica di Giorgio Falco Un tentativo di decifrare quest&#8217;epoca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">
<i>Questo articolo è apparso su </i>Repubblica</p>
<p>di <b>Giorgio Falco</B></p>
<p><a href="http://minimaetmoralia.wordpress.com/files/2009/11/132x198_annizero.jpg"><img src="http://minimaetmoralia.wordpress.com/files/2009/11/132x198_annizero.jpg" alt="" title="132x198_annizero" width="132" height="168" class="alignleft size-full wp-image-1234" /></a>Un tentativo di decifrare quest&#8217;epoca sfuggente benché apparentemente notiziabile in ogni sua forma scritta, visiva, sonora. <a href="http://isbnedizioni.it/catalogo/saggistica/gli-anni-zero/" target="_blank"><i>Anni zero 2001 &#8211; 2009 Almanacco del decennio condensato</I></a> è un’antologia di articoli e saggi scritti negli ultimi otto anni. Mi sono chiesto se fosse più adeguata la definizione <i>decennio condensato</I> o piuttosto <i>decennio concentrato</I>, ma <i>concentrato</I> oltre a qualcosa di ristretto e soprattutto assorto, prevede l’eliminazione &#8211; come nel caso delle conserve alimentari &#8211; dell’acqua. <i>Condensato</I>, benché simile nel processo, pare più morbido e asettico, quasi materno e alieno latte <i>condensato</I>, e questi anni violenti e tragici ci hanno abituato &#8211; almeno nella parte di pianeta che consideriamo essere il mondo &#8211; all’occultazione, all’evanescenza.<i> Condensato</I> dà l’idea di trasformazione e non di eliminazione, trasformazione continua per una vita allestita sotto una grande cappa, che alterna il vapore alla liquidità, al sole beige accecante. Gli anni zero nell’antologia iniziano con l’assassinio di Carlo Giuliani e &#8211; passando attraverso l’11 settembre, guerre, disastri ambientali, crisi economiche ed emergenze sanitarie &#8211; terminano con la morte di Michael Jackson.<br />
<!--more-->Pur con alcuni esiti disuguali, il merito del libro &#8211; e della sequenza che diviene linguaggio interno all’opera &#8211; è quello di far coesistere autori e argomenti molto diversi tra loro senza creare l’effetto per cui tutto è equivalente, in un mondo triste e gioioso, intervallo ininterrotto di segni e messaggi, di verità labili, intercambiabili. Contro l’ingenuità opportunistica e ironica del cinismo, senza cedere a moralismi condivisibili e ricattatori, è bene ricordare che tra la cassa da morto di Michael Jackson e lo spazio concesso a un rifugiato politico o a un apolide, c’è differenza; tra il maiale nell’allevamento intensivo &#8211; magari il virus è partito proprio da quell’anonimo maiale (<i>le stelle sono tante/milioni di milioni/</I> diceva un jingle profetico anni fa) &#8211; e un terzino coreano allenato (o allevato?) dall’olandese Gus Hiddink, c’è differenza; tra il sistema di controllo finanziario e la visita di un otorino dopo gli attentati dell’11 settembre, c’è differenza; così come tra un villaggio per pensionati scandinavi in Tailandia e un centro di permanenza temporanea. Il nostro compito è intercettare quei punti di contatto nei quali si cela la struttura dell’intero fluire, l’illimitata circonferenza senza centro, bordo sul quale viviamo. Ogni ferita &#8211; per quanto suturata da infiniti eventi &#8211; porta la voglia di fare una cernita dei fatti più significativi, la lista da cui partire per un’analisi, evitando il compiacimento e la suggestione del ricordo ninna nanna. L’Italia di questi anni è stato un luogo potente, una nazione faticosa, sfinente e stimolante in cui vivere. Gli anni zero lasciano la vertiginosa oscillazione collettiva tra indifferenza e indignazione, due stati d’animo che a prima vista sembrano opposti, ma in verità quasi coincidono, perché entrambi delegano l’azione a qualcun altro, soprattutto quando l’indignazione si esprime in sterili campagne web, surrogati delle nostre voci, quelle vere. Almeno nella segretezza dei nostri pensieri indifferenti, si combatte, a volte, qualcosa, mentre l’indignazione è oscena, si risolve tutta in se stessa, platealmente, e quasi mai porta ad agire, attende da dio, dal poliziotto, dal giudice, dal caporeparto, dal numero di contatti la risoluzione di quel sentimento. Sono stati gli anni in cui abbiamo accettato una pellicola tra i fatti e la narrazione dei fatti, e quella pellicola è diventata tutto, il camuffamento visibile del reale, grazie al quale abbiamo creduto di raggiungere &#8211; con la continua messa in onda di immagini, parole e suoni &#8211; una vicinanza maggiore; anni zero in cui l’archivio &#8211; visivo, scritto, sonoro &#8211; ha cercato di fagocitare ogni cosa, per diventare, pur nella frammentazione, una sola, immensa immagine e parola, sincronizzata e replicabile, un unico infinito suono; e al tempo stesso, ogni singola immagine e parola, ogni piccolo suono, ha cercato di diventare autorevole, per il solo fatto di esistere all’interno dell’archivio: anche questo spiega il successo di YouTube e la diffusione definitiva del web. Sono stati gli anni zero &#8211; italiani &#8211; in cui si è consolidata l’abitudine di chiamare per nome persone coinvolte in fatti pubblici, cruenti, tragici, futili, docili, forse un prolungamento del reality, delle sue logiche di eliminazione e falsa condivisione confidenziale: Erika, Chiara, Alberto, Belen, Eluana, Meredith, Raffaele, il <i>piccolo</I> Tommy, il <i>piccolo</I> Samuele, Amanda, Olindo, Silvio, Rosa, Mike. Il corpo sociale distrutto è diventato un insieme illimitato di nomi, di pelle valicabile inserita nella sparizione, come se tutti questi nomi fossero l’unico grande corpo rimasto, senza testa, senza organi, come Giorgio, che adesso sta finendo questo pezzo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Carabinieri, la fiction continua]]></title>
<link>http://majunteo.wordpress.com/2009/10/31/carabinieri-la-fiction-continua/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 14:10:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>majunteo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carabinieri, la fiction, è arrivata alla settima edizione. Attraverso la finestra di Canale 5, da se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Carabinieri, la fiction, è arrivata alla settima edizione. Attraverso la finestra di Canale 5, da se]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Tremonti e i precari: dal liberismo al socialfascismo]]></title>
<link>http://giuseppearagno.wordpress.com/2009/10/21/tremonti-e-i-precari-da-liberismo-al-socialfascismo/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:59:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppearagno</dc:creator>
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<description><![CDATA[A inizio secolo &#8211; il “primo del nuovo millennio” ricorda la retorica dei pennivendoli &#8211; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'></p>
<p>A inizio secolo &#8211; il “<em>primo del nuovo millennio</em>” ricorda la retorica dei pennivendoli &#8211; la terribile risposta del capitalismo ha spento sul nascere una voglia di cambiamento attraversata dai brividi di un&#8217;autentica ribellione. Sorpresa dalla luce di un&#8217;alba livida, la fragile impalcatura dei sogni, tuttavia, s&#8217;è sfasciata e il risveglio è stato doloroso.<br />
Sono passati anni e, a ben vedere, tra i nostri giorni bui e le speranze di Genova 2001, non ci sono solo i “<em>democratici</em>” alla Fini installati nella cabina di regia della repressione, il colpo mortale tirato a Carlo Giuliani &#8211; ma il bersaglio vero qual era? &#8211; la Diaz, Bolzaneto e l’intoccabile De Gennaro. C’è, quantomeno, l’insanguinato stillicidio dei “<em>testimoni scomodi</em>”, i giornalisti e quei fotografi che, per dirla con Josef Koudelka, le foto le “<em>fanno coi piedi</em>”, perché camminano per chilometri tra mille rischi, e fissano in uno scatto o in una frase le rare verità che giungono ormai nelle nostre case assediate da menzogne di Stato. Chi ricorda Maria Grazia Cutuli? Chi conserva memoria di Baldoni o di Raffaele Ciriello freddato dal mitra d&#8217;un carro israeliano?<br />
C’è dell&#8217;altro. E di peggio: un sonno pericoloso della ragione.<br />
Se Tremonti, folgorato con Saulo sulla via di Damasco, si riscopre socialista e carezza con la mano destra i 130.000 precari della scuola che con la sinistra va decimando, non ci sono dubbi: questo decennio di secolo presenta finalmente la sua natura vera, doppia e schizofrenica nei tratti dominanti: la costruzione artificiosa del consenso su base mediatica e puramente virtuale e la manipolazione del reale, per cui tutto è vero, ma vero è anche il contrario di tutto.<br />
La distruzione del sistema formativo, che giunge alla fine del decennio, si incarna metaforicamente in un San Precario che illumina il Tremonti tornato “<em>socialista</em>”, ma non sa e non può parlare al Tremonti ministro e non lo induce a rompere col “<em>terrorismo psicologico</em>” di quella Confindustria che di Genova s&#8217;è servita cinicamente per annientare la resistenza dei lavoratori. Non facciamoci illusioni. Non c’è spazio per la speranza e non ci sono dubbi: il lavoro non verrà da questo miserabile “<em>gioco delle tre carte</em>”. Non verrà, perché è chiaro che il precariato e la critica al precariato sono i due rovesci della stessa medaglia: il capitale &#8220;buono&#8221;, che cerca consensi alimentando i sogni che la politica di classe si incarica di soffocare con l’inaudita violenza scatenata a Genova. E’ meglio dirselo: il miliardo di analfabeti che popolano il pianeta, l’infinita sequela di disperati e morti per fame sono un’umanità di scarto, una merce avariata che non ha mercato. Merce, spiegava non a torto Marx, sono per il capitale i lavoratori, i poveri e gli emarginati. E merce sono i precari d’ogni specie, i clandestini, i lavoratori al nero, i disoccupati che formano l’esercito sterminato dei crumiri. Merce e null’altro, che si vende e si compra a tanto al chilo, come gli studenti rapinati della scuola, gli immigrati respinti in un rinnovato Medio Evo, i cristiani lanciati strumentalmente contro i musulmani, mentre i bianchi tornano “<em>padroni dei neri</em>” e i neri sono costretti a una nuova servitù.<br />
Il dramma dei precari della scuola è una piccola e dolorosa goccia di sangue nell&#8217;emorragia provocata nel corpo sociale dalla sconfitta epocale del socialismo e dall’effimera vittoria d’un capitalismo stretto alla gola dalle sue stesse contraddizioni. E’ parte della svalutazione dei diritti elementari &#8211; persino quello di vivere &#8211; della marginalizzazione e della repressione spietata d’ogni forma di dissenso e di qualsivoglia volontà di riscatto. Il sogno di una nuova “<em>narrazione del mondo</em>” è morto a Genova, ucciso da una brutalità che pretende il silenzio su ogni vergogna del mercato, anche sui milioni di bambini che lavorano o muoiono di fame, comprati e venduti, merce tra merci, in nome del profitto. D’altra parte è innegabile: abbiamo le nostre colpe. Nuova democrazia, sussidiarietà, sostenibilità ecologica, eredità comune, diritti umani, lavoro, cibo sufficiente e sicuro, equità e diversità, le tante parole d’ordine del nostro “<em>nuovo mondo</em>” sono state dall’inizio un sogno affascinante che non si è mai tradotto in un programma. E’ mancata la consapevolezza. Se un nemico ti affronta con la forza, devi approntare macchine da guerra; noi marciamo invece in ordine sparso e ognuno contratta per la sua parrocchia. Contro la guerra preventiva dichiarata dal capitale siamo divisi e disarmati e questo ci condanna alla sconfitta. Per costruire un mondo nuovo occorrono buone penne, ma anche lettori avvertiti, armi taglienti, ma in mano a buoni soldati. Occorre che sia sveglio l’istinto vitale della legittima difesa. A Tremonti che riscopre l’anima socialista, timoroso delle conseguenze del malgoverno liberista, Robespierre chiederebbe “<em>come può il tiranno invocare il patto sociale, se egli stesso l’ha distrutto</em>” [1]. E non avrebbe torto: il patto è stato violato.</p>
<p>1) Maximilien Francois Marie Isidore de Robespierre, <em>Sul processo del re</em>. 3-12-1792, in <em>Opere complete</em>, IX, <em>Discuors</em>, (quatriéme partie, Septembre 1792-27 Julliet 1793 Phenix, Ivry, 2000.</p>
<p>Uscito su &#8220;<a href="http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=13337">Fuoriregistro</a>&#8221; il 22 ottobre del 2009 e su &#8220;<a href="http://www.reportonline.it/2009102437444/economia/tremonti-e-i-precari.html">Report on line</a>&#8221; il 24 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Trovati i "colpevoli" di Genova 2001]]></title>
<link>http://lamentelibera.wordpress.com/2009/10/16/trovati-i-colpevoli-di-genova-2001/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 12:11:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfonzino</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;hanno messo 8 anni per ribaltare la storia, la nostra storia, riscrivendola a modo loro. A 4]]></description>
<content:encoded><![CDATA[C&#8217;hanno messo 8 anni per ribaltare la storia, la nostra storia, riscrivendola a modo loro. A 4]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Legittimati sospetti]]></title>
<link>http://innato.wordpress.com/2009/10/11/legittimati-sospetti/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 10:11:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luigi</dc:creator>
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<description><![CDATA[I giudici hanno confermato che la carica delle forze dell&#8217;ordine in via Tolemaide, nel primo p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>I giudici hanno confermato che la carica delle forze dell&#8217;ordine in via Tolemaide, nel primo pomeriggio del 20 luglio, era illegittima. Quell&#8217;assalto nei confronti dei no-global in corteo scatenò l&#8217;inferno nel quale trovò poi la morte Carlo Giuliani.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/g8-genova/condanne-appello-bb/condanne-appello-bb.html">Via</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[G8, in appello crescono le pene "una vendetta su capri espiatori"]]></title>
<link>http://aandena.wordpress.com/2009/10/11/g8-in-appello-crescono-le-pene-una-vendetta-su-capri-espiatori/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 22:10:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>aandena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cent&#8217;anni di galera ai &#8220;devastatori&#8221; e &#8220;saccheggiatori&#8221;, ai capri espi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cent&#8217;anni di galera ai &#8220;devastatori&#8221; e &#8220;saccheggiatori&#8221;, ai capri espi]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sentenza d'appello su Genova: esplosione di rabbia!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/09/sentenza-dappello-su-genova-esplosione-di-rabbia/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 17:00:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Foto di http://www.nikonclubitalia.com/foto/showphoto.php/photo/13599 SENTENZA CONTRO I NOSTRI 25. G]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Foto di http://www.nikonclubitalia.com/foto/showphoto.php/photo/13599 SENTENZA CONTRO I NOSTRI 25. G]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ Valerio Evangelisti:Tutti i "lodi" di cui non si parla]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/10/07/valerio-evangelistitutti-i-lodi-di-cui-non-si-parla/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 22:17:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[| Valerio Evangelisti L&#8217;assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[| Valerio Evangelisti L&#8217;assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigen]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Forze dell'ordine baluardo della democrazia?]]></title>
<link>http://laltrametadelcielo.wordpress.com/2009/10/07/forze-dellordine-baluardo-della-democrazia/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:34:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciindescai</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riporto di seguito il commento sull&#8217;assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/6JvaB8pWjDE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/6JvaB8pWjDE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Riporto di seguito il commento sull&#8217;assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della Digos, per i fatti di Genova, che <strong>Nomadus</strong> ha messo nel suo blog <strong><a href="http://tpi-back.blogspot.com/">tpi-back</a>.</strong> Inutile dire che condivido quanto da lui esposto anche se non tutta la magistratura teme di toccare gli intoccabili.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Cara ROSS, alla vergogna non c&#8217;è mai limite. Senti quello che dice GASPARRI: &#8220;L’assoluzione del prefetto De Gennaro e del dirigente della Digos di Genova dimostra che per anni è stata organizzata un‘immotivata campagna di denigrazione delle forze dell’ordine, che a Genova nel 2001 difesero la legalità da un’autentica sommossa che sconvolse la città. Anni e anni di processo e di polemiche basate sul nulla. Rinnoviamo in questa occasione la solidarietà alle forze dell’ordine, baluardo della democrazia in Italia&#8221;. Meno male che c&#8217;è anche la mamma di Carlo Giuliani che dice:&#8221;La sentenza non mi stupisce: De Gennaro fa parte della categoria degli INTOCCABILI del nostro Paese. Dopo i fatti di Genova ha avuto una carriera sfolgorante, quindi non ho alcun stupore davanti a una sentenza di assoluzione di questo tipo. Era prevedibile che assolvessero l’uomo che gestisce i servizi segreti. E poi per cosa? Per un fatto che ormai non interessa più a nessuno? La battaglia per ottenere giustizia sui fatti di Genova è stata una battaglia persa sin dal primo giorno&#8221;. Legittima amarezza e sconforto di una madre che ha visto strapparsi il figlio in quel modo assurdo. E nessuno che ha pagato. Questa è l&#8217;Italia, mia cara ROSS. Buona giornata anche a te. Se così si può dire&#8230;&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Assolti....i macellai della Diaz]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/07/assolti-i-macellai-della-diaz/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:42:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[MEGLIO CHE COPIO E INCOLLO DIRETTAMENTE L&#8217;AGENZIA, DI UNA QUARANTINA DI MINUTI FA. A DIRE/FARE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[MEGLIO CHE COPIO E INCOLLO DIRETTAMENTE L&#8217;AGENZIA, DI UNA QUARANTINA DI MINUTI FA. A DIRE/FARE]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il ministro ideale e le domande da farabutti]]></title>
<link>http://vincenzofiglioli.wordpress.com/2009/09/28/il-ministro-ideale-e-le-domande-da-farabutti/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 12:02:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzofiglioli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ogni volta che vedo il ministro Claudio Scajola in tv penso a tante cose. Prima di tutto mi viene in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ogni volta che vedo il ministro Claudio Scajola in tv penso a tante cose. Prima di tutto mi viene in mente il G8 di Genova del 2001. Una delle pagine più buie della storia italiana recente. L’omicidio di Carlo Giuliani, la repressione delle manifestazioni di piazza, l’inferno di Bolzaneto e della scuola “Diaz”. Per non parlare dei depistaggi e della vergognosa rappresentazione mediatica di quelle giornate. In quei giorni l’Italia aveva un ministro degli Interni che si chiamava Claudio Scajola, che continuò a mantenere quell’incarico nonostante gli episodi da “macelleria messicana” (definizione del vice questore Michelangelo Fournier) di cui si resero protagoniste le forze dell’ordine. Buon senso e pudore avrebbero consigliato dimissioni immediate. Invece Scajola rimase al suo posto. Cominciando un’incredibile campagna per il taglio delle scorte ai magistrati e ai soggetti considerati a rischio. Un segnale inquietante, che rassicurava sicuramente più la criminalità organizzata che chi la combatteva. Nonostante la levata di scudi della magistratura e di buona <img class="alignright size-medium wp-image-43" style="border:1px solid black;margin:10px;" title="scajola_02" src="http://vincenzofiglioli.wordpress.com/files/2009/09/scajola_021.jpg?w=300" alt="scajola_02" width="237" height="228" />parte dell’opinione pubblica nazionale, Scajola andò avanti nel suo progetto. Negando la scorta anche al professore Marco Biagi, che temeva – a ragione – per la sua vita, essendo stato più volte minacciato dalle nuove Brigate Rosse. I fatti diedero ragione a Biagi, che il 19 marzo del 2002 venne ucciso mentre tornava a casa con la sua bicicletta. A questo punto Scajola, da Ministro degli Interni aveva due morti sulla coscienza. Ma continuò a mantenere il suo incarico fino al 4 luglio dello stesso anno. Fu uno scoop del Corriere della Sera a costringerlo alle dimissioni. Un articolo del 30 giugno di qualche giorno prima citava infatti una conversazione tra il ministro e alcuni giornalisti, in cui Scajola definiva la buonanima di Biagi “un rompicoglioni”. In un paese normale l’ex sindaco di Imperia sarebbe stato bollato come “persona non gradita” da qualsiasi partito politico. E invece, dopo appena un anno di isolamento, Scajola torna a far parte del governo come ministro per l’attuazione del programma, per poi passare al dicastero delle attività produttive. Appena in tempo per  ripristinare il collegamento Fiumicino – Albenga con uno ricco stanziamento per un volo che non aveva mai superato la soglia dei 18 passeggeri. Nel 2006, la breve parentesi del secondo governo Prodi, lo vede presiedere (con voto bipartisan) il Comitato sui Servizi di Sicurezza (lui, l’uomo del G8 e del caso – Biagi!). Il nuovo successo elettorale del centrodestra lo ripropone al ministero per le attività produttive, da cui si lancia in una nuova sfida: la costruzione di una serie di centrali nucleari sul territorio italiano. Il premio Nobel Rubbia avanza molti dubbi sul progetto, sia per i costi che per gli effettivi vantaggi per il fabbisogno energetico nazionale, senza dimenticare il problematico smaltimento delle scorie. Ma il ministro va avanti per la sua strada. Finchè, pochi giorni fa, non decide che il suo dicastero deve darsi un’altra priorità. Avviare un’indagine sulla trasmissione “Annozero”, per verificarne la compatibilità con la “mission” del servizio pubblico. Probabilmente un programma di approfondimento giornalistico che parla di mafia, libertà di informazione, immigrazione, precariato, crisi economica, è effettivamente anomalo (così come “Report” o “Presa Diretta”) con l’idea di informazione di Scajola, Berlusconi, Gasparri e compagnia. La loro è un’informazione a cui non verrebbe mai voglia di chiedere a Scajola cosa ci fa al governo uno che da Ministro degli Interni ha due omicidi sulla coscienza. O che in un momento di crisi economica dirotta milioni di euro per finanziare un aeroporto fantasma. O che snobba Rubbia e ignora che in America non si investe più da anni sul nucleare. E infatti, i neo &#8211; cinegiornali dell’Istituto Luce che vanno in onda solitamente in tv si guardano bene da fare queste domande.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché queste non sono domande da giornalisti, ma da farabutti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Applausi genovesi]]></title>
<link>http://valentinamente.wordpress.com/2009/09/02/applausi-genovesi/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 15:34:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ale</dc:creator>
<guid>http://valentinamente.wordpress.com/2009/09/02/applausi-genovesi/</guid>
<description><![CDATA[Ogni tanto mi vengono i dubbi: ma non sarà poi davvero il caso di dare il voto al PD, non sarà più u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ogni tanto mi vengono i dubbi: ma non sarà poi davvero il caso di dare il voto al PD, non sarà più utile per contrastare la marea berlusconoide, non sarò uno di quei sinistrorsi radicali che alla fine non combinano niente? <em>(qui da noi, poi: dopo il 16% di <a href="www.europeecologie.fr/" target="_blank">Europe ecologie</a> in Francia, ecco il 21% di <a href="die-linke.de/" target="_blank">Die Linke</a> in Germania, + 6% dei verdi, per gradire)</em></p>
<p>Sì, ogni tanto mi indubbio, mi struggo, mi impanno.</p>
<p>Poi leggo notizie come <a href="http://arcigenova.org/2009/08/27/fini-giusta-la-sentenza-della-corte-europea-sul-g8/" target="_blank">questa</a>, e come per magia passa tutto. Fini, a Genova, che parla di Genova 2001, e una platea presunta di sinistra che applaude. Sembra inventata, da quanto è surreale. Purtroppo no.</p>
<p>Bravi, democratici, continuate così che continuate bene.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Spesso]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/09/01/spesso/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 10:19:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono tornato dalle vacanze, anzi la testa è rimasta nel blu di un mare stupendo, nei tramonti mozzaf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono tornato dalle vacanze, anzi la testa è rimasta nel blu di un mare stupendo, nei tramonti mozzaf]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Memento Genova. Il Fini riciclato e la strategia del dissanguamento.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/08/27/memento-genova-il-fini-riciclato-e-la-strategia-del-dissanguamento/</link>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 18:54:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma certo, ora la platea della festa democratica s&#8217;innamora del Fini prodigo, l&#8217;unico ant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ma certo, ora la platea della festa democratica s&#8217;innamora del Fini prodigo, l&#8217;unico antagonista di Mr b rimasto in scena. L&#8217;alfiere della democraticit&#224;. La stessa Genova che una volta in Luglio fu teatro di un massacro, massacro a cui il Presidente Fini ieri, commentando la sentenza della Corte Europea di Strasburgo sul carabiniere Placanica che spar&#242; a Carlo Giuliani &#34;per legittima difesa&#34;, non ha minimamente fatto cenno. Genova dimentica. La Genova che va alla Festa PD. E Fini, il riciclato, &#232; proprio lo stesso uomo che segu&#236; il massacro in diretta dalla Questura, l&#8217;uomo che oggi saluta con applausi la sentenza della Corte e che nulla dice della mattanza della Diaz e di Bolzaneto.<br />Il novello campione della laicit&#224;, che dice d&#8217;essere contro il DDL Calabr&#242;, che invoca a mezzo sito web &#8211; FareFuturo &#8211; un soft law sul fine vita, non dice una parola sul fatto che la soft law &#232; gi&#224; un atto del Senato, a firma Ignazio Marino, che andrebbe solo messa in ordine del giorno e votata.<br />A chi ci capisce di marketing suggerisco un approccio all&#8217;analisi: il PDL come partito contenitore, la piattaforma multi canale onnicomprensiva di qualsiasi sfumatura politica, un grande blockbuster per le famiglie, che va dal progressista Fini, al conservatore putiniano Berlusconi, per chiudere il cerchio con la destra xenofoba della Lega. Cos&#236; mettono in atto la strategia del dissanguamento di voti che ridurrebbe il PD allo status di nano politico in forma perenne.
<ul class="diigo-linkroll">
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<p class="diigo-link"><a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/112718/la_festa_che_festeggia_fini_anche_su_placanica" rel="nofollow">La Festa che festeggia Fini. Anche su Placanica &#8211; Europa</a></p>
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<ul class="diigo-highlights">
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<div class="content">Alla fine gli hanno chiesto pure l&#8217;autografo. Festeggiato Fini, come era previsto. Applausi convinti, seppure in una serata dalla temperatura (quella emotiva) non elevatissima, stante l&#8217;aplomb dei protagonisti e la seriet&#224; dei temi trattati.</div>
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<li>
<div class="content">E la notizia c&#8217;&#232;. Arriva alla fine, quando il presidente della camera elogia la sentenza della corte europea che ha sancito che l&#8217;agente Placanica 8 anni fa, in quella maledetta piazza Alimonda che non &#232; troppo lontano da questa Festa, spar&#242; al giovane Carlo Giuliani per legittima difesa, sfidando una contestazione che invece, un po&#8217; a sorpresa, non arriva. Al suo posto, anzi, un applauso. &#171;&#200; la cosa che mi ha colpito di pi&#249;&#187;, riconosce a dibattito concluso lo stesso Fini.</div>
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<p class="diigo-link"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/11/11/io-pestata-alla-scuola-diaz-sentivo-le.html" rel="nofollow">&#8216;Io, pestata alla scuola Diaz sentivo le ossa rompersi&#8217; &#8211; Repubblica.it &#187; Ricerca</a></p>
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<ul class="diigo-highlights">
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<div class="content">Lena Z., giovane   cittadina tedesca, la sera del 21 luglio 2001 si trovava insieme   ad altri 92 no-global all&#8217; interno dell&#8217; istituto di via Cesare   Battisti</div>
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<div class="content">Venne massacrata di botte, umiliata ed ingiustamente   arrestata.</div>
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<div class="content">Sembra   impossibile credere che uomini della Polizia di Stato si siano   comportati in maniera tanto inutilmente violenta e crudele: pure,   in aula non era in discussione l&#8217; avvenuto bagno di sangue, l&#8217;   indegna mattanza, quanto l&#8217; identificazione dei singoli   responsabili.</div>
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<div class="content">A Genova, dove il   massacro &#232; dato per scontato, i funzionari del Ministero   dell&#8217; Interno sono stati tutti promossi.</div>
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<div class="content">Lena Z.: &#171;Ho   preparato il sacco a pelo e ho mandato un sms. All&#8217; improvviso ho   sentito delle urla e delle finestre che si spaccavano, e sono   uscita dall&#8217; aula e sono andata fino l&#236; per vedere che   succedeva&#187;. L&#8217; irruzione della polizia. &#171;Avevo in   quel momento la sensazione che questi ci avrebbero ammazzato di   botte. Si poteva sentire la violenza nell&#8217; aria. Ci siamo   nascosti in una piccola dispensa al quarto piano, quando abbiamo   sentito passi molto pesanti da stivali. Si sentiva dei rumori   come se la polizia picchiasse con bastoni contro il muro. Sono   rimasta nella dispensa con le mani alzate. Un poliziotto &#232;   venuto l&#236; e mi ha preso per i capelli e sono rimasta fuori   con le mani alzate davanti ai poliziotti. Hanno iniziato a   picchiarmi con i bastoni sulle spalle e sulla testa. Mi hanno   colpito con dei calci nella schiena, sulle gambe, mi hanno   picchiato sul fianco con i bastoni e ho cercato di pararmi dai   colpi con le braccia sulla testa. Mentre mi picchiavano sentivo   le costole rompersi. Poi la polizia mi ha tirato su e buttato   contro il muro. Alla parete c&#8217; erano dei ganci per appendere le   giacche e avevo la sensazione che mi potevano entrare questi   ganci mentre mi buttavano contro la parete. Poi un poliziotto mi   ha dato una ginocchiata in mezzo alle gambe e hanno continuato a   picchiarmi e io sono scivolata contro la parete. Quando ero per   terra hanno continuato a colpirmi&#187;.</div>
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<div class="content">&#171;Avevo la   sensazione che si divertissero mentre mi stavano picchiando e che   mi venivano fuori dei rumori mentre mi picchiavano sullo sterno.   Avevo la sensazione che quando mi uscivano questi rumori dessero   pi&#249; gioia alla polizia, come se li incitasse&#187;.   &#171;Poi mi hanno buttato gi&#249; dalle scale, sono caduta   di pancia. A destra e a sinistra c&#8217; erano poliziotti che   camminavano di fianco a me e mi colpivano alla nuca e con i   manganelli sulle dita. Un poliziotto mi ha alzato e trascinato   per i capelli. Non potevo pi&#249; camminare e le gambe   pendevano dietro. La polizia che camminava dietro di me   continuava a picchiarmi sulle gambe e sulla schiena. Vedevo solo   macchie nere. Mi hanno gettato su altre due persone che erano nel   corridoio. Non si sono mossi e io ho chiesto loro se erano vivi o   morti in inglese. Ma non mi hanno risposto. Mi sono accorto che   avevo la faccia insanguinata. Era una sensazione di terrore   totale. E pensavo che sicuramente mi avrebbero ammazzato. La   polizia e&#8217; passata accanto a me e mi sputava in faccia, ognuno di   loro. Si erano levati il foulard rosso dalla bocca&#187;.   &#171;Poi sono stata portata attraverso il cortile e fuori. Era   buio, si potevano vedere i flash, la gente urlava, e mi facevano   male gli occhi per i flash&#187;.</div>
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<div class="content">Pronto soccorso del San   Martino. &#171;La prima cosa che mi ricordo e&#8217; che c&#8217; erano   tanti medici intorno al mio letto, e un medico mi ha spiegato che   mi avrebbero messo un drenaggio polmonare, che le mie costole   erano rotte e si erano infilzate nei polmoni, che sono   collassati. Questo era il motivo per il quale non riuscivo a   respirare. Durante il soggiorno con la polizia in ospedale, i   poliziotti battevano con i manganelli all&#8217; interno della camera,   in corridoio o sul pavimento. Inoltre spesso giocavano con le   pistole&#187;. &#171;Ho avuto due costole spezzate e un polmone   perforato. Avevo ferite sulla testa suturate, traumi in tutto il   corpo. Ho avuto un dito rotto. Parti delle frazioni del muscolo   del polpaccio si sono strappati. Ho quasi sempre mal di schiena e   soprattutto quando lavoro. Il mio medico dice che ho il trenta   per cento in meno di volume polmonare.</div>
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<div class="content">Dopo che sono tornata a   casa avevo a che fare solo con le conseguenze dell&#8217; avvenimento.   Andavo in continuazione dal medico. Prendevo morfina. Non   riuscivo a vivere da sola la mia vita&#187;</div>
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<p class="diigo-link"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=6319&#38;ID_sezione=&#38;sezione=" rel="nofollow">Un leader in mezzo al guado &#8211; LASTAMPA.it</a></p>
<p class="diigo-tags"><a href="http://www.diigo.com/cloud/cubicamente" style="color:rgb(0,0,0)!important;text-decoration:none!important;">tags</a>: <a href="http://www.diigo.com/user/cubicamente/no_tag">no_tag</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
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<div class="content">Il presidente della Camera ha probabilmente deciso di intervenire e parlare non solo per rispetto del ruolo istituzionale che ricopre e che lo vuole super partes, ma perch&#233; aveva pi&#249; di un &#171;sassolino&#187; da togliersi dalle scarpe.</div>
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<div class="content">Dall&#8217;immigrazione alle &#171;gabbie salariali&#187;, dal testamento biologico (&#171;Far&#242; il possibile per correggere il testo&#187;) fino alla legge sull&#8217;omofobia, &#232; spesso parso ascoltare uno dei leader dell&#8217;opposizione, piuttosto che uno dei cofondatori del Pdl.</div>
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<div class="content">Il popolo democratico ha molto applaudito, come sovente accade quando le proprie posizioni vengono &#171;legittimate&#187; da interventi del campo avverso. Ha applaudito e si &#232; interrogato intorno alle ragioni per le quali (non da ora) l&#8217;ex leader di Alleanza nazionale &#232; solito prendere vistosamente le distanze dalla maggioranza che pure lo ha eletto presidente della Camera.</div>
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<div class="content">Secondo gli scettici, Fini &#8211; con Berlusconi e Bossi &#8211; sarebbe nient&#8217;altro che il terzo attore di una sorta di oggettivo gioco delle parti che consente alla maggioranza di governo di coprire ogni spazio politico: quello pi&#249; radicale, con la Lega; quello tendenzialmente centrista &#8211; salvo frequenti scivoloni &#8211; con Berlusconi; quello perfino con venature progressiste, appunto con gli smarcamenti di Fini. &#200; una interpretazione, quella degli scettici, non peregrina e sostenuta &#8211; in fondo &#8211; dalla storia recente: che alla fine ha visto il presidente della Camera sempre accondiscendente con Berlusconi, anche a costo di giravolte sensazionali (come a proposito, per esempio, della fondazione del Pdl).</div>
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<div class="content">c&#8217;&#232; un&#8217;altra interpretazione possibile della linea sulla quale &#232; da tempo attestato il presidente della Camera: Fini fa sul serio, &#232; realmente in disaccordo con molte posizioni della maggioranza (soprattutto quelle imposte dalla Lega), annusa la fine naturale del lungo ciclo berlusconiano e si prepara per il dopo. &#200; una interpretazione certo pi&#249; generosa nei confronti dell&#8217;ex numero uno di An ma per ora &#8211; e forse non pu&#242; che essere cos&#236; &#8211; poco suffragata da fatti importanti.</div>
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<div class="content">&#200; facile immaginare che la prima uscita di Gianfranco Fini non sia granch&#233; piaciuta a Silvio Berlusconi, perch&#233; anche un eventuale gioco delle parti &#8211; insomma &#8211; va calibrato. Dal canto suo, per&#242;, l&#8217;opposizione sbaglierebbe a gioire per questo e ad enfatizzare oltre misura le cose dette ieri dal presidente della Camera.</div>
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<div class="content">l&#8217;opposizione farebbe bene a prendere Fini in parola ed a sfidarlo: chiedendogli, anche alla luce della carica che ricopre, di rispondere all&#8217;appello di Draghi e di dare impulso allo sforzo riformatore sollecitato dal governatore. Gianfranco Fini ha gli strumenti per farlo: sia politici, dovuti al suo prestigio, sia operativi, derivanti dalla carica che ricopre.</div>
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<div class="content">Operando nelle direzioni che lui stesso indica, insomma, il presidente della Camera renderebbe un servizio al Paese fugando, contemporaneamente, interrogativi e sospetti intorno alle ragioni del suo dissenso.</div>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La siderale distanza fra il PD e noi]]></title>
<link>http://ramblercentral.wordpress.com/2009/08/26/la-siderale-distanza-fra-il-pd-e-noi/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 21:55:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramblercentral</dc:creator>
<guid>http://ramblercentral.wordpress.com/2009/08/26/la-siderale-distanza-fra-il-pd-e-noi/</guid>
<description><![CDATA[A Roma un ragazzo gay dà un bacio al suo compagno e viene pestato da un pregiudicato soprannominato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A Roma un ragazzo gay dà un bacio al suo compagno e viene pestato da un pregiudicato soprannominato &#8220;Svastichella&#8221;. Nessuna aggravante per reato a sfondo omofobo per Svastichella: l&#8217;aggravante è stata affossata in Parlamento anche grazie al contributo di Paola Binetti (PD).</p>
<p>Debora Serracchiani vuole un PD che vada «da Grillo alla Binetti», grazie a un segretario «che faccia sintesi».</p>
<p>Gianfranco Fini dichiara alla Festa Democratica di Genova di essere «felice, come italiano, che la Corte europea ieri abbia detto in modo inequivocabile che Placanica abbia agito per legittima difesa».  La platea del PD applaude.</p>
<p>Anche alle prossime elezioni, non voterò PD.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Corte europea: Placanica sparò per legittima difesa]]></title>
<link>http://barcentrale.wordpress.com/2009/08/26/la-corte-europea-placanica-sparo-per-legittima-difesa/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 12:21:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcorouge</dc:creator>
<guid>http://barcentrale.wordpress.com/2009/08/26/la-corte-europea-placanica-sparo-per-legittima-difesa/</guid>
<description><![CDATA[Mario Placanica, il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-614" title="carlo4" src="http://barcentrale.wordpress.com/files/2009/08/carlo4.jpg" alt="carlo4" width="600" height="388" /></p>
<p><em>Mario Placanica, il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, ha agito per legittima difesa. Questo è quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo in una sentenza resa pubblica oggi. I giudici di Strasburgo hanno quindi accettato la versione delle autorità italiane su come si sono svolti i fatti inerenti la morte del giovane. Secondo la sentenza, infatti, il militare che sparò a Giuliani non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi.</em></p>
<p><em>Lettera immaginaria di Carlo Giuliani a Mario Placanica</em></p>
<blockquote><p>Caro, povero Mario – Ora che la Corte europea dei diritti umani ha finalmente concluso che tu, quel tragico giorno di otto anni fa, sparando quel colpo che mi ammazzò, agisti per legittima difesa, desidero chiederti perdono non soltanto per tutti i guai che hai passato da allora proprio a causa mia ma anche per tutte le bestialità che i miei genitori e i loro stupidissimi compagni hanno detto e fatto in tutti questi anni per tentare di fare di me un martire e un eroe della libertà e di te un assassino al servizio di uno stato criminale.</p>
<div><a name="news_id_929411"></a><br />
Questo mio desiderio forse ti stupirà. Devi però capire che ormai non sono più lo spavaldo fessacchiotto che con la sua furia insensata di rivoltoso del cacchio ti costrinse a sparare quel colpo. Sono un povero defunto pieno di rimorsi e di vergogna. E lo sono diventato per la semplice ragione che dal momento in cui sono morto fino a oggi ho dedicato quasi ogni giorno, ora e minuto della mia vita alla riflessione su quel che accadde nelle nostre menti in quel terribile giorno. E soprattutto in quel disgraziatissimo istante in cui tu, dalla tua Land Rover piena di carabinieri giovani come te, e come te atterriti da quel branco di imbecilli che armati di stupida rabbia l’avevano già circondata e aggredita a colpi di spranghe di ferro, avendomi visto avanzare verso di te, col volto coperto dal passamontagna, issando in alto con le mie braccine quell’estintore che avevo divelto proprio per spaccare la testa a qualcuno di voi, decidesti di premere il grilletto del tuo fucile&#8230;</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Per farti capire, caro Mario, quanto sono cambiato, lasciamo infine aggiungere che in casi come il tuo parlare di legittima difesa non mi sembra sufficiente. Occorrerebbe parlare anche, anzi soprattutto, di difesa della società e dello Stato. Giacché il poliziotto che spara contro qualcuno che tenta di ucciderlo, insieme alla propria pelle difende anche il diritto di tutti i cittadini a esigere da lui di non lasciarsi ammazzare. Così come, viceversa, chi tenta, come feci io, di accoppare un poliziotto impegnato nella difesa dell’ordine pubblico, insieme a quel poliziotto, tenta oggettivamente di accoppare (ne sia cosciente o meno) l’intera società. Che a quel poliziotto ha affidato il compito di difenderla. E che perciò ha il diritto di aspettarsi che, quando occorre, lo faccia.</div>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Unser Goldkind]]></title>
<link>http://karleduardskanal.wordpress.com/2009/08/26/unser-goldkind/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 02:59:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Karl Eduard</dc:creator>
<guid>http://karleduardskanal.wordpress.com/2009/08/26/unser-goldkind/</guid>
<description><![CDATA[Fassungslos scheiterten die Eltern eines wunderbaren jungen Menschen vor dem Europäischen Menschenge]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.tagesanzeiger.ch/ausland/europa/Eltern-von-Carlo-Giuliani-blitzen-in-Strassburg-ab/story/28929938">Fassungslos scheiterten die Eltern eines wunderbaren jungen Menschen vor dem Europäischen Menschengerichtshof in Strassburg</a> , mit dem Versuch, das Menschenrecht, zu brandschatzen, zu plündern und totzuschlagen für ihren Sohnematz einzuklagen. Ihr Goldkind hatte in Genua 2001, zur Verammlung des Urbösen, des G8, das nach Auffassung der Blagen linksintellektueller Scheisserchen, die Welt knechtet,   gemeinsam mit anderen linksalternativen Lebensformen Polizisten angegriffen und war beim Versuch, einen Feuerlöscher in ein Polizistengesicht zu rammen durch eine Kugel gestoppt worden.</p>
<p style="text-align:justify;">Ist das nicht erschreckend, daß die Auffassung der Eltern, ihr Schnuckiputz hätte ein Recht darauf, andere Leute zu erschlagen, gerade auch wenn sie ihn bei Plünderungen und Brandstiftungen behindern und Polizeiuniformen tragen, nicht von den Richtern geteilt wurde? Was hätte aus dem Sohn noch alles werden können, hätte er sich nicht entschieden, einen Feuerlöscher zu ergreifen und auf die Scheibe des Polizeiwagens einzudreschen? Ein zweiter Albert Einstein, eine neue Mutter Theresa oder ein Komponist unglaublich schöner Lieder?</p>
<h4 style="text-align:center;">Hoffnungsvolle junge Leute</h4>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/aFPKpSSd30g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/aFPKpSSd30g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omicidio Giuliani, fu legittima difesa]]></title>
<link>http://aandena.wordpress.com/2009/08/26/omicidio-giuliani-fu-legittima-difesa/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 22:41:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>aandena</dc:creator>
<guid>http://aandena.wordpress.com/2009/08/26/omicidio-giuliani-fu-legittima-difesa/</guid>
<description><![CDATA[     Sentenza della Corte Europea  Strasburgo, 25-08-2009 Mario Placanica, il carabiniere che durant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[     Sentenza della Corte Europea  Strasburgo, 25-08-2009 Mario Placanica, il carabiniere che durant]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caso Giuliani: finalmente giustizia è fatta per Mario Placanica. Ma non per l'Italia: la vergogna continua]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/08/25/caso-giuliani-finalmente-giustizia-e-fatta-per-mario-placanica-ma-non-per-litalia-la-vergogna-continua/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 21:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
<guid>http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/08/25/caso-giuliani-finalmente-giustizia-e-fatta-per-mario-placanica-ma-non-per-litalia-la-vergogna-continua/</guid>
<description><![CDATA[Il mezzo dei carabinieri assaltato, con violenza, dai manifestanti no-global quel tragico 20 luglio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><img src="http://www.meteoweb.it/images/placanica.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/placanica.jpg" width="512" height="302" /><p class="wp-caption-text">Il mezzo dei carabinieri assaltato, con violenza, dai manifestanti no-global quel tragico 20 luglio 2001. Carlo Giuliani, con il passamontagna nero e la canottiera bianca, sta per scaraventare un estintore dentro il mezzo già duramente colpito dai violenti. Placanica, che si trova dentro il mezzo a pochi metri dall&#39;estintore minaccioso, per evitare di essere colpito, spara.</p></div>
<p style="text-align:left;">La Corte europea dei diritti umani ha sentenziato all&#8217;unanimità che <strong>Mario Placanica</strong>, il carabiniere che il 20 luglio 2001, durante il G8 di Genova, ha sparato il colpo di pistola che uccise il violento no-global <strong>Carlo Giuliani</strong>, ha agito <em>&#8220;per legittima difesa&#8221;</em>. Bastava guardare una foto per capirlo; eppure ci sono voluti più di otto anni per una sentenza ufficiale che ridesse credito e onore a un agente dei carabinieri che non ha mai perso la sua grande dignità.</p>
<p>Alla Corte si erano rivolti proprio i genitori e la sorella del giovane ucciso,<strong> Giuliano Giuliani</strong>, <strong>Adelaide Gaggio</strong> e <strong>Elena Giuliani</strong>.</p>
<p>Per la Corte, il carabiniere<em> &#8220;si era dovuto confrontare con un gruppo di manifestanti che stavano realizzando un violento attacco contro il veicolo nel quale si trovava&#8221;</em> (vedi foto in alto all&#8217;articolo, ndr). <!--more--><br />
Nonostente questo, <em>&#8220;lo stesso carabiniere aveva in precedenza lanciato degli avvertimenti, e teneva la sua arma in modo che fosse chiaramente visibile sparando poi solo quando l&#8217;attacco è continuato&#8221;</em>.</p>
<p>La Corte ha quindi convenuto con il giudice istruttore che<em> &#8220;l&#8217;uso della forza letale non ha superato i limiti di ciò che era assolutamente necessario, e quindi ha stabilito che non c&#8217;è stato alcun uso sproporzionato della forza e quindi nessuna violazione delle norme&#8221;</em>.</p>
<p>La stessa Corte di Strasburgo ha tuttavia condannato lo Stato italiano a pagare<strong> 15.000 euro </strong>ciascuno al padre <strong>Giuliano Giuliani</strong> e alla madre <strong>Adelaide Gaggio</strong>, già senatrice del Partito di Rifondazione Comunista, oltre a<strong> 10.000 euro</strong> alla sorella di Carlo, <strong>Elena Giuliani</strong>, per quanto concerne gli obblighi procedurali dello Stato rispetto all&#8217;art. 2 della Convenzione, sugli obblighi positivi a proteggere la vita.</p>
<p>Il carabiniere incriminato, <strong>Mario Placanica</strong>, trova finalmente giustizia e viene proclamata la sua innocenza: <em>&#8220;posso solo dire che in questi anni c&#8217;è stata tanta, tanta sofferenza. Come ho vissuto è stato peggio di essere in carcere&#8221;</em>, così ha commentato la sentenza.</p>
<p>I genitori del no-global, invece, non hanno accettato la decisione della corete: <em>&#8220;faremo ricorso e impugneremo la sentenza nella parte in cui non vengono messe in luce le violenze che le forze dell&#8217;ordine hanno fatto sul corpo di Carlo subito dopo la sua morte, per cercare di fare credere che il colpo fosse stato deviato&#8221;</em>.</p>
<p>Intanto <strong>Maurizio Gasparri</strong>, presidente dei senatori del Pdl, ha diffuso una nota tramite la quale ha dichiarato che <em>&#8220;la decisione della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, che ha stabilito che durante gli scontri per il G8 di Genova del 2001 il carabiniere che sparò a Carlo Giuliani agì per legittima difesa, è un&#8217;importante conferma della reale dinamica dei fatti. A distanza di oltre otto anni da quei momenti che videro due ragazzi protagonisti di un evento tragico, mi auguro che questa sentenza possa mettere fine a ogni sorta di polemica o strumentalizzazione. L&#8217;auspicio è che a questo punto possa prevalere il rispetto, per i morti, per i vivi e per la verità dei fatti&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Gasparri </strong>ha anche voluto rispondere a chi ha chiesto una commissione d&#8217;inchiesta per approfondire ulteriori indagini: <em>&#8220;la decisione in sede europea dovrebbe indurre la sinistra a porre fine a ogni speculazione. Voglio comunque rassicurare quanti chiedono una commissione di inchiesta sui fatti di Genova del 2001: non ci sarà mai. Non offriremo altre occasioni di speculazione a chi mise a ferro e fuoco una città in nome di ideologie violente&#8221;</em>.</p>
<p>E <strong>Francesco Storace</strong>, segretario nazionale de La Destra, c&#8217;è andato giù pesante: <em>&#8220;dopo la sentenza resa nota oggi, credo di poter dire che fu una vergogna intitolare una sala del Senato a chi voleva ammazzare un carabiniere&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align:left;">Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il presidente dei senatori dell&#8217;Udc, <strong>Gianpiero D&#8217;Alia</strong>: <em>&#8220;la sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo fa definitivamente chiarezza su quanto avvenne a Piazza Alimonda durante il G8 del 2001: spiace che ancora oggi si prendano a pretesto i fatti di Genova per delegittimare le Forze di Polizia e si torni a chiedere una commissione d&#8217;inchiesta sul G8 di cui non vogliamo nemmeno sentire parlare. Dopo questa sentenza chiediamo piuttosto che si apra una riflessione seria per rivedere quell&#8217;incomprensibile decisione con la quale si decise di intitolare una sala del Senato a Carlo </em><span><em>Giuliani&#8221;</em>.</span></p>
<p><strong>Franco Maccari</strong>, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, ha voluto sottolineare che <em>&#8220;la decisione della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, secondo la quale il carabiniere che sparò a Carlo Giuliani durante gli scontri per il G8 di Genova del 2001 agì per legittima difesa, conferma che l&#8217;estintore che stava per essere scagliato contro il Defender dei militari non era affatto usato quale &#8217;simbolo di pace&#8217;, bensì come un&#8217;arma impropria con cui quel manifestante, oggi vergognosamente santificato dai soloni dell&#8217;estrema sinistra, quel giorno tentava di colpire e di ferire, se non qualcosa di peggio, dei ragazzi impegnati a compiere il proprio dovere in condizioni di estrema tensione e di grave pericolo. A distanza di oltre otto da quei tragici fatti anni</em> &#8211; conclude Maccari -<em> si rende finalmente giustizia a un ragazzo che ha dovuto rinunciare al suo lavoro nell&#8217;Arma e ha subito gravi e numerose minacce di morte ed una incessante pressione psicologica che ha finito per condizionare ogni momento della sua vita. La sentenza della Corte europea ribadisce la verità dei fatti, rimettendo finalmente ordine nelle responsabilità e nei giudizi su quanto avvenuto a Genova&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Quella della Corte europea di diritti umani</em> &#8211; afferma<strong> Francesco Giro</strong>, sottosegretario ai beni culturali -<em> è una sentenza chiara e incontrovertibile e qualcuno dovrebbe oggi chiedere pubblicamente scusa alle forze dell&#8217;ordine e ai loro dirigenti che dopo quell&#8217;episodio vennero trattati alla stregua di criminali incalliti e non di difensori della legalità e della sicurezza come invece oggi appaiono dopo la netta pronuncia dei giudici di Strasburgo. Ancora una volta la verità è stata ristabilita. Tuttavia </em>- prosegue &#8211; <em>prima di questa saggia e scontata sentenza sono trascorsi troppi anni di inutili e strumentali polemiche nel corso dei quali una sinistra faziosa e ideologica non ha esitato a costruire attorno a Giuliani addirittura l&#8217;immagine dell&#8217;eroe, al quale è stato dedicato persino un film, una sala al Senato e quant&#8217;altro, quando invece oggi scopriamo ciò che già si poteva facilmente comprendere da quel giorno di luglio 2001, che Giuliani era un povero ragazzo caduto purtroppo nelle maglie della violenza politica e tutt&#8217;altro che un eroe da imitare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, con la sua sentenza che respinge quasi tutti gli elementi del ricorso della famiglia Giuliani, pone fine alle polemiche strumentali sollevate dalla sinistra e conferma quanto è stato affermato nel documento conclusivo del Comitato parlamentare sui fatti del G8 di Genova e sulla morte del giovane Giuliani&#8221;</em>. Lo afferma il presidente del gruppo del Pdl alla Camera,<strong> Fabrizio Cicchitto</strong>, il quale aggiunge: <em>&#8220;Le riprese televisive avevano dimostrato a suo tempo che il giovane carabiniere aveva sparato in condizioni drammatiche di legittima difesa&#8221;</em>. Per il capogruppo del Popolo della Libertà a Montecitorio, tuttavia, <em>&#8220;detto questo è indubbio che si è trattato di una tragedia e che la morte di un giovane nel corso di una manifestazione è un fatto che colpisce nel profondo le coscienze di tutti, indipendentemente dalle posizioni politiche ed anche della stessa valutazione di come si sono svolti i fatti&#8221;</em>.</p>
<p>Insomma, possiamo dire che per <strong>Mario Placanica</strong>, uomo che con grande dignità e orgoglio ha difeso l&#8217;ordine e la legalità, è finalmente fatta giustizia: il riconoscimento della sua innocenza piena e totale è il minimo, rispetto a quello che ha subito negli ultimi anni.<br />
Dobbiamo però trovare vergognoso che lo Stato, con i soldi dei cittadini, debba risarcire la famiglia di un violento no-global che andò a Genova per fare violenza contro chi rappresentava lo Stato, mettendo a rischio la vita delle forze dell&#8217;ordine e delle persone civili di una città che fu letteralmente devastata dalle violenze dei black-block.</p>
<p>E chi risarcisce Placanica, i suoi cari e la sua famiglia per le incalcolabili sofferenze e gli immensi danni morali subiti in questi anni?<br />
E chi risarcisce Genova, per quello che ha dovuto subire?</p>
<p>E ancora tra le fila dell&#8217;estrema sinistra c&#8217;è chi parla di &#8217;sentenza pilatesta&#8217; e di &#8216;commissione d&#8217;inchiesta&#8217;: <strong>VERGOGNA!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corte di Strasburgo su Carlo Giuliani: senza la minima vergogna!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/08/25/corte-di-strasburgo-su-carlo-giuliani-senza-la-minima-vergogna/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:28:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[NON RIESCO A SCRIVERE DUE PAROLE IN FILA CHE NON CONTENGANO PAROLACCE O BESTEMMIE. QUINDI LEGGETE L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[NON RIESCO A SCRIVERE DUE PAROLE IN FILA CHE NON CONTENGANO PAROLACCE O BESTEMMIE. QUINDI LEGGETE L]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Niente di buono per il mio apparato digerente]]></title>
<link>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/2009/07/22/niente-di-buono-per-il-mio-apparato-digerente/</link>
<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 09:48:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>diversamentequilibrata</dc:creator>
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<description><![CDATA[  E che nessuno, nessuno dica che non ci ho provato. Stamattina ho preso la medicina che sa di frago]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1433" title="165" src="http://diversamentequilibrata.wordpress.com/files/2009/07/165.jpg?w=184" alt="165" width="184" height="300" /> </p>
<p>E che nessuno, nessuno dica che non ci ho provato.<br />
Stamattina ho preso la medicina che sa di fragola, subito, appena sveglia. E anche ieri l&#8217;ho presa, e sempre, dopo mangiato bevo le bustine, e non mangio le cose proibite. Di più potrei solo chiudermi in un sanatorio, senza televisione, ma anche senza giornali, ma soprattutto senza internet.<br />
Perchè è internet che mi rovina, a me.<br />
Stamattina, appunto,  stavo facendo la mia colazione tranquilla, ancora un po&#8217; assonnata. E gustavo il mio unico caffè della giornata, riorganizzavo le idee aprendo la posta e facciabuco. Poi ho dato un&#8217;occhiata ai blog della Comune-ty, tutto fermo e morto tranne quello della Nessi.<br />
Guardo l&#8217;etichetta: achtung extraparlamentari. Merda, è un <a href="http://ilblogdellanessie.blogspot.com/2009/07/la-nuova-estetista-e-di-sinistra.html">post politico</a>, e anche la foto non mi dice niente di buono.<br />
Niente di buono per il mio apparato digerente.<br />
La prima sensazione che provo, a pelle, quando si parla di Carlo Giuliani è un brivido di sollievo. E&#8217; una roba da stronza, me ne rendo conto, ma il primo neurone che mi si accende è quello su cui c&#8217;è registrata la telefonata di mio fratello: &#8220;Ema, è morto un ragazzo, chiama la mamma e digli che non sono io&#8221;.<br />
Il secondo neurone che mi si accende è il senso della <em>misura del pozzo</em>, come dice la Nessi. Dev&#8217;essere stato un dolore inimmaginabile.<br />
La misura del pozzo è la rabbia che sento pensando a mio fratello che c&#8217;era là in piazza Alimonda, quando hanno ucciso Carlo Giuliani, è mio fratello che poteva finire come <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=48"><em>il vestito di Rossini</em></a>. O peggio.<br />
E quindi, quando si parla di questo omicidio di Carlo Giuliani, io ci metto sempre sopra un carico personale mica da poco.<br />
La Nessi dice:<br />
<em>Tra compagni lo si ripete spesso: io non credo che sarei stata lì, a tirare un estintore sulla camionetta. Se non per pacifismo, quantomeno per paura, per istinto di conservazione: la polizia di questo paese ha sempre sparato sui manifestanti e a Genova, lo sapevamo tutti, cercavano il morto. Stare lì era rischiarsela, non era certo la mossa più intelligente.<br />
Ma non tutti i morti sono intelligenti, e del resto neppure la maggiorparte dei vivi.<br />
</em>Io non credo che sia vero.<br />
Io credo che quello che è successo a Carlo Giuliani avrebbe potuto succedere a chiunque di noi. Anche se non riesco mai a spiegarlo alle estetiste, perchè quando cerco di parlarne mi sale una rabbia di quelle da lacrimoni, mi sento ridicola e glisso, cazzate, glisso, non sai cosa dici, informati, glisso, l&#8217;hai sentita alla tivvù la verità su com&#8217;è andata?<br />
Io penso che, nella concitazione di quei giorni, tra i lacrimogeni e le cariche e le notizie che non si capiva un cazzo, tra la rabbia e la sorpresa nessuno di noi avrebbe potuto prevedere che cosa avrebbe fatto nel posto sbagliato al momento sbagliato. Bisogna trovarcisi per capire che cosa ti succede al cervello quando si carica di adrenalina così.<br />
Io, il giorno che hanno ucciso Carlo Giuliani, ero a preparare i panini a San Benedetto e poi ho assediato la zona rossa insieme alla mia amica Giada, a sua sorella e al fidanzato di sua sorella. Saremo stati sei in tutto. Aspettavamo i cobas che non sono mai arrivati. Tutto tranquillo.<br />
Ma il giorno dopo la tensione era altissima. Ricordo che ero a marassi, dopo la manifestazione, che ero stanca, che ero arrabbiata e, a un certo punto, a fine manifestazione, c&#8217;era della gente incappucciata che aveva cominciato a buttare cassonetti in mezzo alla strada e c&#8217;erano gli sbirri lì vicino, e c&#8217;eravamo noi, lì vicino, e c&#8217;era che non ne potevo più, così, senza pensarci, mi sono alzata e gli sono corsa incontro, minacciandoli, credo, saranno morti di paura, un cane da caviglia. Ma sono quei momenti in cui non hai il controllo delle cose che fai, perchè mi ricordo solo, nelle orecchie, Guido che urlava, dove cazzo vai. E i tipi incappucciati che se ne vanno via e Guido che mi sgrida e io che non ci avevo pensato.<br />
Andate a dare un&#8217;occhiata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Giuliani">wikipedia</a>. E&#8217; la televisione che ci ha raccontato che Placanica si è difeso, che quella cazzo di Jeep era incastrata, che è successo solo che un militare di leva poco più che maggiorenne ha avuto paura e ha perso la testa, che era una situazione tremendamente pericolosa. E&#8217; che ci hanno drogati di quella foto della reuters che non vi linco, scusate, perchè ci ho provato ad aprire google immagini ma mi fa star male vedere il sangue sull&#8217;asfalto. Ma lo sapete qual&#8217;è: è quella foto in cui sembra che sia vicinissimo, con l&#8217;estintore, e invece non è vero.<br />
Perchè se ce la dimentichiamo anche noi la verità su quello che è successo, allora sì che siamo nella merdissima. Quello che è successo è che Carlo Giuliani ha visto che dalla camionetta stavano per sparare sulla gente, ve lo ricordate? Le abbiamo viste e riviste le foto, la pistola che spunta dal finestrino, il manifestante con la felpa viola. Volevano sparare e Carlo Giuliani ha fatto quello che avrebbe fatto chiunque di noi nella stessa situazione: ha fatto quello che ha potuto. Se non lo avesse fatto adesso lui sarebbe vivo, e sarebbe morto qualcun altro.<br />
La Nessi dice che non sarebbe stata lì a tirare un estintore sulla camionetta. Ma io invece spero di sì. Spero che, se una volta ci troviamo in manifestazione e qualcuno cerca di spararmi, io lo spero che abbia un estintore da raccogliere. E spero di avere lo stesso coraggio e raccoglierlo anche io.<br />
Perchè a Genova nel duemilauno, come un sacco di altre volte, è il coraggio che fa la differenza tra noi e loro. E&#8217; facile fare una strage quando sei dalla parte sbagliata del manganello, quando ti hanno terrorizzato, ti hanno fatto il lavaggio del cervello, quando sei carico di anfetamine e adrenalina, è facile.<br />
Ma, averci il coraggio di andare incontro a qualcuno che ha in mano una pistola con quello che trovi, con un estintore, non è facile.<br />
Poi c&#8217;è da discutere, è vero, quanto non ci piaccia il modo di manifestare che hanno i centri sociali, c&#8217;è da discutere quanto è stato sbagliato e miope il loro assedio della zona rossa, c&#8217;è da discutere su quanto siano i nostri ultrà, questo sì.<br />
Ma quello che mi preme, mi preme tantissimo lasciare qui è la mia certezza  che sarebbe potuto succedere a chiunque, in qualsiasi posto, in quel momento.<br />
Io ero a Di Negro, ad assediare la zona rossa in sei, dopo aver fatto i panini.<br />
Ma se fossero arrivati i cobas? Ma se fossero arrivati gli sbirri incappucciati? Non sarebbe potuto succedere anche a noi?<br />
E il fatto che proprio lì sia successo, proprio quelli che avevano davanti la gente che ne arrivava dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Genova-G8_2001-Stadio_Carlini.jpg">Carlini</a> abbiano sparato, non ci aiuta. Perchè si finisce per pensare che quelle teste di cazzo dei centri sociali mai le fanno con la testa le cose, sempre con la pancia, mai tenendo sotto controllo i loro problemi con l&#8217;autorità. Anche io ho avuto un rapporto di merda con mio padre, ma non per questo ho bisogno di andare a farmi manganellare tutte le settimane. <br />
Non dobbiamo approvare i loro modi, ma non possiamo dimenticarci com&#8217;è andata.<br />
Dire che quello che è successo è successo perchè i nostri fratellini-teste-di-cazzo si sono comportati in maniera poco intelligente è come dire che stuprarmi in un vicolo è un gesto abbietto, ma che non è intelligente, da parte mia, andarmene in giro con una minigonna inguinale, con i tempi che corrono.<br />
Del resto, chi ha mai visto una <a title="Ma non tutti i morti sono intelligenti, e del resto neppure la maggiorparte dei vivi." href="http://ilblogdellanessie.blogspot.com/" target="_blank">donna intelligente che finisce stuprata</a>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La giustizia dietro le sbarre]]></title>
<link>http://ifiwasfrank.wordpress.com/2009/07/21/la-giustizia-dietro-le-sbarre/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 12:47:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>ifiwasfrank</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi, martedì 6 luglio, è un giorno felice, ma anche molto triste. Le notizie mi hanno bombardato, i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi, martedì 6 luglio, è un giorno felice, ma anche molto triste. Le notizie mi hanno bombardato, i giornali, seppur con le riserve del caso, richiamano all&#8217;attenzione su questioni a cui, per amor di pacifismo, di norma preferisco non pensare. Porta la data di oggi la notizia degli scontri che in Cina hanno trasformato una manifestazione pacifica in una sanguinosa carneficina, 156 manifestanti hanno perso la vita, 800 persone sono rimaste ferite. I membri della minoranza <em>uighuri</em> hanno denunciato atti di repressione della polizia, quest&#8217;ultima, secondo le testimonianze, avrebbe aperto il fuoco sulla folla, ma un bilancio simile difficilmente può essere plausibilmente spiegato altrimenti. Nella città di <em>Urumqi</em>, durante gli scontri, avrebbe perso la vita anche un componente della <em>Polizia armata del popolo, </em>le dinamiche sono ancora da chiarire. Sempre del 6 luglio, oggi, è la notizia degli arresti ordinati dalla procura di Torino di 21 ragazzi che, secondo l&#8217;accusa, essendo responsabili dei <em>disordini</em> avvenuti durante il G8 di Torino, per <em>motivi di sicurezza, </em>in vista della possibilità di reiterazione dei reati in vista dell&#8217;imminente G8 che si terrà a L&#8217;Aquila, andrebbero tenuti sotto sorveglianza. Uno dei ragazzi è stato arrestato proprio nel capoluogo abruzzese, durante una fiaccolata. I più dei ragazzi sono autonomi, inseriti nei centri sociali, che sono ormai trattati alla stregua di organizzazioni terroristiche. Questa notizia, in particolare, mi riporta a Genova. Sono trascorsi 8 anni da quei giorni folli, dalle grida d&#8217;aiuto, dalle cariche sulla folla in marcia pacifica e dagli sgomberi forzati, dalle prove occultate e dai manganelli sporchi di sangue, dai colpi sferrati per creare panico e dalle camionette che calpestano corpi inermi, dalle braccia di Carlo Giuliani usate come posacenere dalle forze dell&#8217;ordine, avevo 12 anni, e provo lo stesso disgusto a sentir parlare di <em>misure preventive o d&#8217;emergenza </em>atte a garantire l&#8217;ordine pubblico. Un ragazzo ucciso con un proiettile alla testa non è barattabile con l&#8217;ordine pubblico, altrimenti molti opterebbero per il disordine. Non c&#8217;è stata giustizia per la famiglia Giuliani, solo perdita, e lo sconcerto per una sentenza ridicola. Hanno avuto giustizia, ed è qui la splendida notizia, sempre di questo emblematico 6 luglio, i genitori di Federico Aldrovandi, morto dopo essere stato picchiato a sangue da 4 poliziotti il 25 settembre 2005. Voglio scriverli, i nomi di questi quattro poliziotti, <em>addestrati</em> a mantenere l&#8217;ordine e proteggere il cittadino, oggi condannati pubblicamente a 3 anni e 6 mesi di detenzione per <em>eccesso colposo nell&#8217;omicidio colposo</em>: Enzo Pontani, Monica Segatto, Paolo Forlani, Luca Pollastri. Nell&#8217;augurare loro, nel caso dovessero concretamente scontare la pena (la giustizia italiana spesso non è propriamente giusta), di passare 3 anni e mezzo agghiaccianti, degno corrispettivo per morte che hanno inflitto al diciottenne, e nell&#8217; augurare ai fortunati detenuti buon divertimento, devo rammaricarmi del fatto che uno dei condannati è attualmente impegnato a vegliare sulla sicurezza del vertice aquilano. Una giornata che può far riflettere sui diritti civili e politici che dovrebbero tutelare ogni individuo, forse, o magari più criticamente può portare a pensare che tutte queste persone morte a causa servizio atto a tutelarle, non ci fa sentire tutelati, anzi. Quindi, viene da chiedersi, queste autorità sono funzionali ai cittadini, o a chi li governa? Oppure, a voler mettere il dito nella piaga, questi soggetti a cui viene affidato un compito di così grande responsabilità, viene il dubbio, sono realmente all&#8217;altezza di tale incarico, o potrebbero essere degli esaltati qualunque? Quei miseri 3 anni e mezzo non sembrano il giusto corrispettivo per un assassinio così brutale, ma dove non arriva la giurisdizione statale ci auguriamo arrivi la giustizia degli uomini. Non ci aspettiamo rimorso da parte di animali lasciati a briglia sciolta, ché i sentimenti umani hanno dovuto, evidentemente, lasciare spazio in loro alla sensazione di onnipotenza data dal potere, eppure qualcosa si muove, il caso diverrà un precedente, e speriamo un deterrente per chi crede di poter giocare ancora con la vita delle persone. Amareggiato e lievemente soddisfatto al contempo, vi consiglio di stare bene attenti quando chiedete soccorso alle forze dell&#8217;ordine, Federico non ha avuto il tempo neanche di raccontarlo.</p>
<p>P.S. per i lettori: L&#8217;articolo potrebbe risultare sconnesso, eccessivo, parziale. Tutto a causa della comprensibile rabbia provata nel venire a conoscenza di simili fatti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-310" title="Federico Aldrovandi" src="http://ifiwasfrank.wordpress.com/files/2009/07/2056431320.jpg" alt="Federico Aldrovandi" width="250" height="375" /></p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://lanuovaferrara.gelocal.it/dettaglio/processo-aldrovandi-giudice-in-camera-di-consiglio/1667895">http://lanuovaferrara.gelocal.it/dettaglio/processo-aldrovandi-giudice-in-camera-di-consiglio/1667895</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/cina-scontri/cina-scontri/cina-scontri.html">http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/cina-scontri/cina-scontri/cina-scontri.html</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/aldrovandi-processo/aldovrandi-condanna/aldovrandi-condanna.html">http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/aldrovandi-processo/aldovrandi-condanna/aldovrandi-condanna.html</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/g8-vertice-2/arresto-gallob/arresto-gallob.html">http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/g8-vertice-2/arresto-gallob/arresto-gallob.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[i morti siete voi]]></title>
<link>http://naimablue.wordpress.com/2009/07/20/i-morti-siete-voi/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 13:59:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Naima*</dc:creator>
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<description><![CDATA[carlo Mentre preparo un esame sul post 11 settembre, piovono, come sempre, all&#8217;improvviso, que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[carlo Mentre preparo un esame sul post 11 settembre, piovono, come sempre, all&#8217;improvviso, que]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Carlo Giuliani, ragazzo. 20 luglio 2001]]></title>
<link>http://tokyoblues39.wordpress.com/2009/07/20/carlo-giuliani-ragazzo-20-luglio-2001/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 11:50:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>SkunkSaver</dc:creator>
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