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	<title>cascate &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cascate/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cascate"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 07:21:25 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il sentiero del viandante da Varenna a Dervio]]></title>
<link>http://edelweisscai.wordpress.com/2009/11/04/il-sentiero-del-viandante-da-varenna-a-dervio/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 23:08:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Edelweiss CAI</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domenica scorsa pullman completamente pieno per l’escursione sul Sentiero del Viandante, un’antica v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Domenica scorsa pullman completamente pieno per l’escursione sul Sentiero del Viandante, un’antica v]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Senza indizi]]></title>
<link>http://compensazioniequoree.wordpress.com/2009/09/30/senza-indizi/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:05:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>LuxOr</dc:creator>
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<description><![CDATA[Col tempo imparerò a scordarmi dei movimenti impercettibili, come un sapore nascosto nel corpo di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Col tempo imparerò a scordarmi dei movimenti impercettibili, come un sapore nascosto nel corpo di un cibo, assumibile mentalmente solo da persone esperte. E quando sarai arrivata la mattina nella camera per portarmi i sorrisi della veglia, andrò fiero del mio ego inestinguibile, varcando e infrangendo fasci di polvere illuminata dal sole di gennaio, nell’attraversare pochi stupidi metri fino alle chicchere calde: cioccolato bollente e denso col glutine appiccicato alla tazza per me, un latte macchiato e fette ai cinque cereali per te. C’inzupperemo il mondo e i nostri propositi attraverso il vapore caldo del bollito profumato. Rideremo e il tuo sorriso sarà per me un vanto da serbare nel tempo, buono da usare nei giorni più cupi dei nostri litigi. Taceremo e il tuo silenzio sarà un suono da registrare per non perdere il ricordo preciso e indomabile di cosa  sia l’assenza dei suoni. Piangeremo e la tua lacrima sarà serbata per ricordarmi la tua bellezza nei giorni senili quando il monsone asciutto avrà evaporato tutte le lacrime, tutte le perline di sudore, tutti i liquidi esistenti sul tuo corpo nudo. Peccato che non vivremo questi giorni perché mentre scivolo durante le aspersioni calde del mattino estivo faccio a tempo a vederti sulla passeggiata di lena per non perdere la metropolitana, gridando la tua rabbia e imprecando nella corsa resa difficile dai tacchi alti dieci centimetri. Alzandomi non vedrò che la motrice veloce saettare sui binari verso il centro commerciale. Senza indizi non ti troverò mai. Senza indizi non faremo colazione insieme e non entrerai nella camera con il tuo buongiorno illuminato e gioioso. Senza indizi resterò qui con la mia siringa pronta per un altro livido sul braccio piegato, pronto a stringere il laccio su quel che resta del mio bicipite.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[motion blur - fantasmizziamo il mondo.]]></title>
<link>http://northernstarandthewhiterabbit.wordpress.com/2009/09/17/motion-blur-fantasmizziamo-il-mondo/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:12:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>northernstarandthewhiterabbit</dc:creator>
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<description><![CDATA[questo tutoria fotograFICO nasce per spiegare come sia venuto fuori questo scatto, con le personcine]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">questo tutoria fotograFICO nasce per spiegare come sia venuto fuori questo scatto, con le personcine in movimento semifantasmizzate:</p>
<p style="text-align:center;"><a title="contemplation. di *northern star°, su Flickr"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2582/3926973884_d6c24da006.jpg" alt="contemplation." width="460" height="338" /></a><br />
(lo trovate anche <a href="http://www.flickr.com/photos/northernstarandthewhiterabbit/3926973884/" target="_blank">QUI</a>)</p>
<p style="text-align:left;">spieghiamo per prima cosa che si tratta di un effetto di sfocatura in movimento chiamato tecnicamente <strong>&#8220;motion blur&#8221;</strong>, e che oltre ad essere utile ad esprimere un concetto come in questo caso, <span style="color:#33cccc;">qualche volta fa proprio figo</span>. avete mai visto quelle foto di fontane, o di cascate che paiono uscite da un film fantasy, in cui l&#8217;acqua sembra un velo? beh, se non le avete mai viste vedetele, che sono belle belle in modo assurdo (<em>zoolander quote </em><span style="color:#00ccff;">:<span style="color:#ff0000;">P</span></span>) io però non le ho mai fatte quelle. ma sono tra i miei prossimi progetti, giuro <span style="color:#ffcc00;">*<span style="color:#ff0000;">___</span>* </span></p>
<p style="text-align:left;">comunque il mio scatto testimonia che non vi serve per forza l&#8217;acqua (potreste sempre esercitarvi col rubinetto di casa, ma non so quanto sia artistico) potete ottenere questi risultati con <span style="color:#008000;">qualsiasi cosa che si muova</span>. una bicicletta che corre, le macchine in strada, le persone che camminano, le famigliole di topolini venuti fuori dalle fogne che vi attraversano la strada..</p>
<p style="text-align:left;">allora, come facciamo per ottenere questo <span style="color:#ff00ff;">effetto scia</span>?</p>
<p style="text-align:left;"><!--more--></p>
<p style="text-align:left;">ci servono una macchina fotografica che ci permetta di variare i <span style="color:#3366ff;">tempi di esposizione</span> (non necessariamente reflex, anche le migliori compatte hanno le impostazioni manuali) e <span style="color:#ff0000;">un treppiede, un monopiede, o comunque un appoggio stabile</span>, altrimenti ci viene sfocato tutto, e non va bene.</p>
<p style="text-align:left;">dunque, piazziamo la nostra bella macchinetta su un treppppppiedi (più P ha, meglio è), impostiamo la modalità Tv o M, come preferite.. e scegliamo un tempo di esposizione lungo, <span style="color:#00ff00;">adeguato al soggetto che vogliamo ritrarre</span>. più lentamente si muove il soggetto (le automobili, la bicicletta, la cascata, la famigliola di topolini, quei bambini deficienti che corrono tutto il giorno avanti e indietro sotto la mia finestra), più lunghi sono i tempi che occorrono. ad esempio: persone che camminano lentamente <strong>3&#8243;</strong>, auto che corrono <strong>1/3</strong>, inde del mare che si infrangono poeticamente sugli scogli <strong>30&#8243;</strong>.. <span style="color:#b907f7;">per tutto il resto c&#8217;è mastercard</span><img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/.gif" alt="" />.</p>
<p style="text-align:left;">nel frattempo cosa divolo fa il diaframma? perchè non ce lo siamo mica dimenticato.. non è che se ne va a farsi una passeggiata, no. nella mia foto di esempio, poichè andavo di fretta, ho lasciato che la macchina scegliesse per me il grado di apertura del diaframma (quindi ero in modalità Tv), e lei ha avuto l&#8217;idea di optare per f/22 <img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/--.png" alt="" />. <span style="color:#00ccff;">però se vogliamo fare le cose per bene impostiamo un valore compreso tra f/8 e f/13</span>. <strong>perchè non meno di f/8?</strong> perchè diaframmi aperti ci costringono a lavorare con tempi brevi, e addio motion blur. <strong>perchè non più di f/13?</strong> perchè la mia foto è ancora passabile, ma paradossalmente col diaframma così chiuso si rischia di ottenere immagini poco definite.</p>
<p style="text-align:left;">altri consigli potenzialmente utili:</p>
<p><img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/zizzi.gif" alt="" /> per ridurre al minimo le oscillazioni della fotocamera, usate il <span style="color:#fb0370;">timer</span>, o meglio ancora il <span style="color:#fb0370;">telecomando</span>.<br />
<img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/zizzi.gif" alt="" /> <span style="color:#ffcc00;">non usate il flash!</span> lo scopo del flash è proprio quello di consentire la riduzione del tempo di esposizione, infatti lo usereste per &#8220;congelare il movimento&#8221; (esempio, fotografare una goccia d&#8217;acqua che cola da un rubinetto), non per dilatarlo.<br />
<img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/zizzi.gif" alt="" /> usate <span style="color:#339966;">valori ISO più bassi possibili per evitare il rumore</span> (non come me che ho messo 1600 perchè sembrava di stare nelle catacombe di san callisto). tipo sui <strong>50-100</strong> se siete all&#8217;aria aperta e alla luce del giorno, massimo <strong>200</strong>.<br />
<img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/zizzi.gif" alt="" /> <span style="color:#cb47f4;">controllate che l&#8217;esposizione sia neutra quando scattate</span> (cioè, il cazzimbocchio che vi indica l&#8217;esposizione sul display della fotocamera deve stare al centro) .. o quantomeno il più neutra possibile. se fotografate le cascate, i ruscelli o qualsiasi altra fantasticheria acquatica potreste provare a sovraesporre un pochino per far apparire l&#8217;acqua più chiara.. ma non troppo per non bruciare i bianchi.</p>
<p>direi che ho finito. per ultimo però vi raccomando di non annegare in mare se fotografate l&#8217;acqua, non farvi mettere sotto se fotografate le auto, non farvi scarpesare (trad: &#8216;calpestare&#8217;, ma scarpesare rende meglio l&#8217;idea secondo me) se fotografate persone. e soprattutto attenzione ai bambini sotto la mia finestra.. hanno un non so che di diabolico <img src="http://i165.photobucket.com/albums/u46/siza_one/O_O.gif" alt="" /></p>
<h1 style="text-align:right;"><span style="color:#ff99cc;"><strong>*northern star°</strong></span></h1>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la mia africa]]></title>
<link>http://baskerville.wordpress.com/2009/08/22/la-mia-africa/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 14:05:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>baskerville</dc:creator>
<guid>http://baskerville.wordpress.com/2009/08/22/la-mia-africa/</guid>
<description><![CDATA[La prima forte sensazione è di fisicità. Le cascate mi dicevano qualcosa come Sei carne, senza alcun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>La prima forte sensazione è di fisicità. Le cascate mi dicevano qualcosa come Sei carne, senza alcun margine di incertezza. Non sono mai stata così rapita. Per diverse volte cercai di alzarmi senza riuscirci. Era una sensazione imperiosa. Dentro di me qualcosa si stava saziando e rimasi paralizzata, immobile, finché l’opera non fu completata.</em></p>
<p><em>La solitudine mi stava erodendo, con un dolore insolito.</em></p>
<p><em>Alle cascate Vittoria ti rendi conto di essere in Africa perché non c’è niente da nessuna parte a impedirti di saltare dentro la cateratta, né un corrimano né un centimetro di filo spinato. Ci sono gli alberelli che si protendono sopra il dislivello e i loro rami forniscono palesemente degli appigli, ormai levigati dall’uso di chi li ha afferrati per sporgersi con tutto il corpo su quella morte bianca.</em></p>
<p><em>Penso che le cascate rappresentassero una morte facile da cogliere, eppure una morte particolare, rapida, ma allo stesso tempo capace di farti sentire partecipe di qualcosa di magnifico ed eterno, un meccanismo eterno. Niente a che vedere con il buttarsi sotto un lurido autobus in corsa. Non sapevo di essere tanto triste.</em></p>
<p><em>(Norman Rush, Accoppiamenti. La foto, invece è di Edward Steichen)</em></p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-4591" title="tumblr_koqf5ynxm41qzuzzgo1_500" src="http://baskerville.wordpress.com/files/2009/08/tumblr_koqf5ynxm41qzuzzgo1_500.jpg" alt="tumblr_koqf5ynxm41qzuzzgo1_500" width="500" height="620" /><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viaggio in Sud Africa e Cascate Victoria 2009]]></title>
<link>http://peter79.wordpress.com/2009/08/10/viaggio-in-sud-africa-luglio-agosto-2009/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:45:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Peter</dc:creator>
<guid>http://peter79.wordpress.com/2009/08/10/viaggio-in-sud-africa-luglio-agosto-2009/</guid>
<description><![CDATA[Sud Africa VIAGGIO IN SUD AFRICA E CASCATE VICTORIA (ZIMBABWE) Periodo: Fine luglio inizio agosto (d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_168" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-168 " title="south_africa_prov_map" src="http://peter79.wordpress.com/files/2009/08/south_africa_prov_map.jpg?w=300" alt="Sud Africa" width="400" height="333" /><p class="wp-caption-text">Sud Africa</p></div>
<blockquote><p><strong>VIAGGIO IN SUD AFRICA E CASCATE VICTORIA (ZIMBABWE)</strong></p>
<p><strong>Periodo: </strong>Fine luglio inizio agosto (due settimane)<br />
<strong>Tappe:</strong> Cairo (scalo), Johannesburg, Parco privato di Lion &#38; Rhino (Johannesburg), Sterkfontein Caves (Johannesburg), Safari nel parco privato di Balule (Zona Kruger), Safari nel parco nazionale di Kruger, Blyde River Canyon, Cascate Victoria e fiume Zambezi (Zimbabwe), Cape Town, Capo di buona speranza, Hermanus, Knysna, Port Elizabeth.</p></blockquote>
<p>Partiamo per il Sud Africa a fine luglio. Per me è il primo viaggio nel continente nero. La scelta è ricaduta sul Sud Africa, sopratutto perchè come primo viaggio ho preferito un paese che dal punto di vista turistico permettesse una certa facilita di spostamenti e organizzazione &#8220;fai da te&#8221;. Il viaggio è stato interamente organizzato su internet tra blog e forum per ricercare consigli sulle mete e siti di ostelli e compagnie aeree per il pernottamento e gli spostamenti. Alla fine a conti fatti è stato un bel risparmio. Non abbiamo elemosinato sul safari, sul quale invece ci siamo affidati ad un&#8217;agenzia locale (VivaSafari) che ci ha proposto un pacchetto tutto incluso tuttosommato ad un buon prezzo (circa 600€ a testa per 4 giorni). Il prezzo per il safari include anche il trasporto da e verso Johannesburg (circa 500 Km).</p>
<p>Il volo parte da Roma ed è previsto uno scalo a Cairo (Air Egypt), per poi proseguire verso Johannesburg con un volo verso le 2 di notte. Non esistono voli diretti dall&#8217;italia e i prezzi variano anche molto tra le compagnie. Il volo con scalo al Cairo, paradossalmente anche se in linea d&#8217;area risulta il più breve, per via dello scalo di 8 ore (!!) risulta il più lungo, ma è di gran lunga il volo più economico. Arrivati a Cairo dopo un viaggio tranquillo, abbiamo la piacevole scoperta che la compagnia aerea offre gratuitamente una visita notturna alle piramidi e una cena! Un gran sollievo quando ormai mi stavo rassegnando all&#8217;idea di stendermi in un angolino dell&#8217;aereoporto a contare i minuti&#8230; La visita alle piramidi è un po deludente. L&#8217;ingresso è chiuso e le piramidi si possono intravedere solo da lontano. Le piramidi vengono illuminate per un certo periodo di tempo in un gioco di luci e musica. Carino ma niente di più.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Cairo piramidi" src="http://farm4.static.flickr.com/3531/3818002004_903f146307.jpg" alt="Cairo - Piramidi viste di notte" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Cairo - Piramidi viste di notte</p></div>
<p>La cena viene servita in un locale di un quartiere turistico della città, in quella che la guida definisce un quartiere per i giovani &#8220;benestanti&#8221;. In effetti si nota molto il divario tra le zone attraversate e quella in cui finiamo per mangiare. Facciamo la piacevole conoscenza di una coppia di italiani in viaggio di nozze decisamente più avventurosi e esperti del continenete nero. Il loro viaggio infatti attraversa il vero cuore del continente a bordo in un 4&#215;4 con tanto di tenda. Un viaggio sicuramente affascinante e decisamente inconsueto rispetto ai classici viaggi tutto relax dei viaggi di nozze&#8230; Gli ammiro molto per la loro scelta.</p>
<p>Il viaggio prosegue fino a Johannesburg senza intoppi, anche se fatichiamo a dormire non so se per l&#8217;emozione o per i sedili per me un po stretti&#8230; Arriviamo in mattina all&#8217;aereoporto, dove dopo un breve stop a cambiare un po di soldi in Rand, la valuta locale, usciamo ad aspettare l&#8217;autista per il viaggio verso l&#8217;ostello, il &#8220;Purple Pulms&#8221;. Il clima è decisamente &#8220;freddo&#8221;. Ci saranno a dire tanto 10 gradi anche splende il sole. L&#8217;autista ci dice che siamo fortunati e che le temperature inverali sud africane solitamente sono peggiori&#8230; L&#8217;ostello si trova nelle vicinanze dell&#8217;aereoporto, in una zona definita &#8220;tranquilla&#8221; rispetto alla città ritenuta decisamente pericolosa e non cosigliata ai turisti. La camera doppia con bagno è carina ma fredda. Accendo subito la stufa elettrica presente nella stanza, ma purtroppo senza ottenere grossi miglioramenti. Per 35 euro in due non si può pretendere molto di più&#8230; Passiamo dormendo tutto il resto della giornata, con eccezione di una veloce spesa al supermercato per acquistare un minimo di alimenti per la cena da prepare nella cucina dell&#8217;ostello.</p>
<p>Il secondo giorno decidiamo di passarlo a visitare le grotte di Sterkfontein e per un veloce safari in un parco privato, il tutto prenotando un tour tramite l&#8217;ostello. La visita alle grotte è interessante, ma lo è molto di più il safari successivo al parco &#8220;Rhino &#38; Lion&#8221;. Non è un vero è proprio parco dove gli animali sono liberi. Qui purtroppo gli animali sono controllati e vengono sfamati dallo staff del parco in zone separate tra i predatori (leoni, iene, gheopardi etc) e gli erbivori (rino, gnu, impala&#8230;). Siamo fortunati nell&#8217;assistere al momento del &#8220;pasto&#8221; dei leoni bianchi, una razza rara di leone. Un animale splendido che incute non poco timore (Chi si ricorda &#8220;Kimba, il leone bianco&#8221;  ? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class=" " title="Leone bianco" src="http://farm4.static.flickr.com/3507/3803625701_6802d1fb87.jpg" alt="Il pasto dei leoni biachi" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Il pasto dei leoni bianchi</p></div>
<blockquote><p>Il leone bianco non si trova facilemente in natura. Non è una versione albina dei leoni, ma una specie particolare di leone che è stata ottenuta a seguito di particolari selezioni negli zoo di vari paesi. I leoni di questa specie fanno maggiore fatica a sopravvivere in natura perchè il loro manto bianco lo rendono meno &#8216;invisibile&#8217; nella savana e sono prede favorite dei cacciatori di frodo. Questo è uno dei motivi per cui lo si trova solo in riserve private.</p></blockquote>
<p>La parte più emozionante la passiamo però con i cuccioli di leone, in una zona del parco in cui è consentito per pochi minuti a testa, l&#8217;incontro ravvicinato con questi splendidi animali. Accarezzare un cucciolo di leone è emozionante e si prova un misto di tenerezza e allo stesso tempo timore. Nonostante le dimensioni da cucciolo infatti una zampata data per gioco può sempre far male&#8230;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 291px"><img title="Tenero cucciolo di leone" src="http://farm4.static.flickr.com/3445/3804520684_66c3f965de.jpg" alt="" width="281" height="500" /><p class="wp-caption-text">Un tenero cucciolo di leone, lo voglio portare a casa!!!</p></div>
<p>Il terzo giorno veniamo prelevati dallo staff di Vivasafari per iniziare il nostro vero safari africano. Il viaggio sembra non finire mai, per arrivare alle porte del parco nazionale di Kruger ci voglino ore di viaggio (almeno 5-6 se non ricordo male). Il tragitto è però una buona occasione per scoprire un pò di paesaggi. Il tragitto ci porta attraverso colline dai colori marroni con sfumature di rosso (colori che ricordano la bandiera del sud africa), accampamenti di baracche (alcune grandi come vere città&#8230;) e zone brulle di vegetazioni. Avvistiamo in lontanza numerosi incendi, che ci dicono normali in questo periodo dell&#8217;anno dove piove poco. Le strade sono in buone condizioni e notiamo numerosi posti di blocco della polizia intenti a multare. Un&#8217;altra cosa che noto è la presenza un pò ovunque del cartello di divieto di sosta (una S barrata). Un cartello che fa capire come in questo paese sia addirittura poco raccomandabile fermarsi sul ciglio della strada magari per una telefonata&#8230;</p>
<p>In serata arriviamo al lodge, dove dopo un breve sosta per depositare i bagagli partiamo subito per un safari pomeridiano. Ci dicono che siamo fortunati, un elefante è rimasto da poco ucciso in un combattiemento con un suo simile. Un evento simile attira tutta una serie di altri predatori, sopratutto di leoni, che in circostanze normali non sono facili da avvistare. Effettivamente siamo fortunati e oltre ai leoni adulti avvistiamo una numerosa cucciolata che ci attraversa la strada. E&#8217; decisamente un&#8217;altra emozione vedere i leoni nel loro habitat naturale che non in qualchè gabbia&#8230;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Cucciolo di leone ai bordi della strada" src="http://farm3.static.flickr.com/2433/3804654198_e3b9407e21.jpg" alt="Cucciolo di leone ai bordi della strada" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Cucciolo di leone ai bordi della strada</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p>Il secondo giorno di safari si svolge sempre nei ditorni del lodge (che si trova nel parco privato di Balule). La mattina mezz&#8217;ora prima dell&#8217;alba, come degli zombi partiamo per un&#8217;altro emozionante safati. L&#8217;aria è decisamente fredda, ma almeno ci aiuta a svegliarci meglio&#8230; Vediamo nuovamente i leoni, che non stancano mai, ogni volta è un emozione. Una leonessa improvvisamente sbuca dalla radura e passa a un metro di distanza dalla 4&#215;4 e si ferma a guardarci. Impietrito inizia a battermi il cuore all&#8217;impazzata, ma la leonessa perde subito interesse verso di noi e dopo poco prosegue il suo cammino e si appisola dall&#8217;altra parte della strada. Nel pomeriggio facciamo una passeggiata nella savana con la guida munita di fucile. Ci mostra le piante del posto, le orme dei vari animali e anche alcune feci di animali. Quelle delle giraffe è incredibile, chi l&#8217;avrebbe detto che un animale così rande fa tanti piccoli pallini come un coniglio&#8230; la guida se ne mette una in bocca e la mastica quasi con gusto. Per un po mi passa l&#8217;appetito&#8230; Avvistiamo zebre, numerosi impala, gnu e una coppia di giraffe con tanto di cucciolo. Niente leoni, ma a piedi invece che in fuoristrada è meglio così&#8230;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class=" " title="Zebra" src="http://farm4.static.flickr.com/3488/3804699902_e59a230616.jpg" alt="" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Le zebre sono bianche con le strisce nere o nere con le strisce bianche?</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 291px"><img title="Giraffa" src="http://farm3.static.flickr.com/2583/3803921953_fa5f1a34f2.jpg" alt="" width="281" height="500" /><p class="wp-caption-text">La giraffa si mette in posa per la foto</p></div>
<p>Il parco nazionale di Kruger è la metà del terzo giorno di safari. Questo parco immenso è ovviamente troppo grande da visitare tutto in un giorno solo, e il tour si limita alla parte centrale. Siamo fortunati e riusciamo ad avvistare tutti i &#8220;Big Five&#8221;, ossia gli animali considerati i più importanti tra cui il bufalo, il leone, il leopardo, il gheopardo e il rinoceronte. L&#8217;incontro più emozionante l&#8217;abbiamo proprio alla fine. Riusciamo infatti ad avvistare una coppia di leopardi appollaiati su un albero. Il leopardo è uno degli animali più difficili da avvistare, non solo per lo scarso numero di esemplari presenti ma anche perchè caccia in prevalenza di notte ed è un animale &#8220;timido&#8221; difficilmente avvistabile. Assistiamo a un tentativo di accoppiamento. La femmina dopo aver prima girato intorno al maschio come in una danza di adescamento, al tentativo di quest&#8217;ultimo di accoppiarsi, si rigira con e con una zampata lo allontana. Poverino&#8230;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class=" " title="Leopardi in azione" src="http://farm4.static.flickr.com/3432/3805129572_c26e611cda.jpg" alt="Gheopardi in azione" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Leopardi in azione</p></div>
<p>Il quarto e ultimo giorno rinunciamo al safari mattutino per riposarci. Alle 8 inizia il rientro a Johannesburg.</p>
<p style="text-align:center;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Tremisana Lodge" src="http://farm3.static.flickr.com/2560/3808146375_37ceca86b0.jpg" alt="Tremisana Lodge" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Tremisana Lodge</p></div>
<p>Al ritorno passiamo per il Blyde River Canyon, il terzo canyon più grande al mondo. Veramente bello (e anche il primo canyon che vedo). Sicuramente valeva la visita. Il percorso verso Johanneburg sembra interminabile e arriviamo all&#8217;ostello (sempre il Purple Pulm) solo verso le otto di sera. Una cena veloce a base di pizza e corriamo a dormire per il viaggio di domani.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Blyde River Canyon" src="http://farm3.static.flickr.com/2463/3808196449_bbefacbe5a.jpg" alt="Blyde River Canyon" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Blyde River Canyon</p></div>
<p>Siamo arrivati ad una settimana dal nostro arrivo. Lasciati l&#8217;ostello arriviamo all&#8217;areoporto in mattinata per prendere l&#8217;aereo per le cascate Victoria. Purtroppo incontriamo un problema imprevisto di non poco conto. Siamo ormai quasi senza soldi, ma nessun bancomat sembra funzionare, il tutto a ormai pochi minuti dal nostro volo!! andare nello Zimbabwe senza soldi non è proprio raccomandabile visto i gravi problemi di valuta del paese (il paese ha avuto un&#8217;inflazione tale che ha di fatto azzerato il valore della moneta locale, soppiantata dai dollari americani). Dopo numerosi tentativi, corse e disperati tentativi di risolvere il problema, riusciamo a prelavare dei soldi da una banca utilizzando la carta di credito. Arriviamo con un ritardo incredibile a gate, ma per fortuna non perdiamo il volo (che fortuna vuole era comunque in ritardo). Che stress&#8230;</p>
<p>Arriviamo all&#8217;aeroporto delle Victoria Falls nel primo pomeriggio, dove abbiamo organizzato un trasferimento in taxi (in realtà un pulmino locale) verso forse l&#8217;unico ostello presente nella zona, lo &#8220;Shoestring Backpackers&#8221;. Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo ostello, ne le condizioni di sicurezza che avremmo trovato in questa zona, dopo aver letto commenti incoraggianti dalle persone che ci erano state ma anche dalle notizie inquietanti della farnesina che sconsigliavano i viaggi nello Zimbabwe per via della situazione politica. Dopo poco però ci si rende conto che le notizie della farnesina sono decisamente esaggerate. La zona della cascate nello Zimbabwe sono decisamente più povere, ma la gente, anche se povera e disagiata è incredibilmente cordiale. L&#8217;ostello, gestita da una australiana, è un posto decisamente ospitale, dall&#8217;ambientazione con forte influenza &#8220;rasta&#8221; (basta notare la gente che ci lavora&#8230;).</p>
<p>La camera non offre grandi confort (come comunque qualunque ostello). Il letto è comodo, il bagno, anche se all&#8217;apparenza un pò fatiscente, lo abbiamo trovato pulito e la doccia era con acqua calda (cosa da non dare per scontato negli ostelli africani). Per circa 30€ a camera doppia non ci si può lamentare. Sempre nell&#8217;ostello è possile mangiare e fare colazione a prezzi onesti, considerato che quasi tutto viene importato dallo Zambia (una pizza circa 8€, una birra 1€). Nel paese, tutto va pagato ormai in dollari americani, dato che per la forta inflazione la valuta locale ormai non ha nessun valore, ma in genere nessuno fa problemi se pagate in euro o in rand sud africani (noi abbiamo pagato con entrambi).</p>
<p>Su internet avevo letto che alcuni si lamentavano delle poche attività proposte in zona. In realtà invece le attività disponibili sono diverse. Si può praticare rafting, escursioni a dorso di elefanti, safari, voli in elicottero sopra le cascate etc&#8230; Noi data l&#8217;ora optiamo per una crociera al tramonto sul fiume Zambezi. La crociera è decisamente piacevole. Ci impomatiamo a dovere per le zanzare (meno numerose d&#8217;inverno ma sempre presenti) e ci godiamo la vista del fiume dove incontriamo numerosi ippopotami e coccodrilli, più un diverso numero di uccelli delle razze più svariate. Il tramonto sul fiume è notevole. Torniamo all&#8217;ostello decisamente di buon umore (complice forse anche la birra servita gratuitamente durante la crociera). Mangiamo una pizza senza infamia e senza lode all&#8217;aperto all&#8217;interno dell&#8217;ostello. Dimenticavo di dire che la sera l&#8217;ostello diventa anche una specie di disco pub frequentato dai locali. La musica non è molto alta e non disturba (almeno dove eravamo noi).</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Zambezi al tramonto" src="http://farm4.static.flickr.com/3451/3812195624_ca4f4f693e.jpg" alt="Zambezi al tramonto" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Zambezi al tramonto</p></div>
<p>L&#8217;indomani visitamo finamente le cascate. Un&#8217;esperienza indimenticabile. Alle cascate arriviamo a piedi in 15 minuti. Numerosi venditori ambulanti ci accompagnano durante il tragitto, ma nessuno risulta troppo invasivo o pericoloso. Per strada incontriamo dei babuini che sembrano molto più minacciosi&#8230; In strada assistiamo a una scenza esilerante di una donna con un cesto di testa inseguita da un babuino. Una pietra lanciata (senza colpire) da una poliziotta pone fine all&#8217;inseguimento tra le risate dei passanti. L&#8217;ingresso alle cascate ci costa circa una ventina di euro a testa. Uno dei motivi per cui ho scelto il lato delle cascate dello Zimbabwe era per la vista decisamente più ampia rispetto a quella presente nello Zambia. Non rimaniamo delusi. La vista della cascate è indimenticabile. Nonostante sia il periodo secco, le cascate sono comunque imponenti, maestose. Un sentiero costeggia le cascate. I turisti sono pochi, il che rende l&#8217;esperienza ancora più piacevole. Incrociamo una scolaresca di bambini in visita alle cascate. Alcuni bambini ci guardano incuriositi, probabilmente non tutti sono abituati alla vista di bianchi. Molti ci salutano sorridendo. Percorriamo i circa 2 km di percorso con in tutta tranquillità in quasi tre ore. Una vista simile va assoporata con tutta calma.</p>
<p>Unico momento &#8220;pericoloso&#8221; (si fa per dire) è un litigio con alcune scimmiette locali che ci avevano presi di mira e che hanno provato ad attaccarci (!!). Incredibile dire che degli animaletti piccoli si e no un metro possano provare ad assalire le persone&#8230; La &#8220;rissa&#8221; si è risolta fendendo qualchè calcio all&#8217;aria (tra gli sguardi divertiti dei passanti). Una guida del posto ci dice che gli animali possono provare ad assalire le persone se notano del cibo o altri oggetti interessanti. E io che mi preoccupavo dei ladri, qui il vero pericolo sono le scimmie&#8230;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Un angolo delle cascate Victoria" src="http://farm3.static.flickr.com/2533/3812232206_b6b49859e9.jpg" alt="Un angolo delle cascate Victoria" width="500" height="281" /><p class="wp-caption-text">Un angolo delle cascate Victoria</p></div>
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<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img title="Scimmia ladra" src="http://farm3.static.flickr.com/2616/3811472999_bb834da642.jpg" alt="Non fatevi interire da queste scimmie, sono tuttaltro che innocenti!! :P" width="375" height="500" /><p class="wp-caption-text">Non fatevi interire da queste scimmie, sono tuttaltro che innocenti!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p></div>
<p>Tornati dalle cascate, dopo un breve riposo, partiamo per una passeggiata organizzata niente di meno che in compagnia dei leoni. Arriviamo in un centro di recupero per leoni. Lo scopo nobile del centro è quello di reintrodurre questi animali dopo che ormai la loro quasi scomparsa dal territorio dovuta dalla presenza umana. I leoni vengono allevati da cuccioli e abituati gradualmente nel corso dei mesi alla sopravvivenza autonoma nella zona. La passeggiata consiste nel passeggiare nella savana in compagnia di una coppia di giovani leonesse, il tutto con la presenza massiva di personale che controlla ogni passo degli animali. Ci vengono impartite tutta una serie di avvertimenti su cosa è vietato fare, tra cui non accarezzare i leoni sulla testa, non stare di fronte ai leoni ma solo dietro durante la passeggiata, non urlare, non correrre e così via&#8230; La passeggiata è emozionante. Ci permettono di accarezzare schiena e dorso delle leonesse, le quali sembrano comunque rilassate e tranquille. Il tutto dura un paio di ore buone. La serata si conclude come fotocopia della precendente: pizza, doccia e nanna.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 291px"><img title="Passeggiata in compagnia dei leoni" src="http://farm3.static.flickr.com/2520/3811818003_eeeb4dc26c.jpg" alt="Passeggiata in compagnia dei leoni" width="281" height="500" /><p class="wp-caption-text">Passeggiata in compagnia dei leoni</p></div>
<p>Il giorno dopo torniamo a Johannesburg. Di tutto il viaggio sicuramente la visita alle cascate è stata la più emozionante. La situazione politica ed economica dello Zimabawe è critica, anche se va man mano migliorando. E&#8217; un vero peccato per un paese così stupendo, ricco di potenzialità. In molti si lasciano spaventare dal visitare le cascate in questo paese, e io per primo sono stato esitante fino all&#8217;ultimo. Ora sono veramente contento di aver fatto quest&#8217;esperienza. Non solo visitando le cascate dalla parte dello Zimbabwe avrete una vista unica di questa meraviglia, ma darete anche un contributo a questo paesse che ha bisogno di tutto l&#8217;aiuto possibile per risollevarsi. La situazione politica rimane un problema &#8216;politico&#8217; e non per il turismo. Basta pensare che una dei maggiori tour operator low cost, livingstone, che organizza viaggi dal sud africa in pulman fino alle cascate, preferisce lo Zimbabwe che ritiene più sicura perchè meno turistica rispetto al lato dello Zambia dove a loro detta si sono verificati maggiori episodi di furti.</p>
<p>All&#8217;aereoporto di Johannesburg prendiamo la coincidenza verso Cape Town, dove inzia la parte finale del nostro viaggio. Arriviamo di notte all&#8217;ostello &#8220;Backpack &#38; Africa Travel Centre&#8221; che si trova vicino al centro. L&#8217;ostello offre veramente di tutto. Difficile definirlo un semplice ostello. Le camere doppie per arredamento sembrano camere di albergo a 3 stelle, anche se ho trovato fastidioso l&#8217;assenza di finestra verso l&#8217;esterno (ne era presente una verso il corridoio interno dell&#8217;ostello), e la doccia, dove abbiamo avuto problemi con l&#8217;acqua calda (risolto con l&#8217;intervento dello staff).</p>
<p>L&#8217;indomani prenotiamo una macchina per il giorno seguente e compriamo dei biglietti per il bus turistico che attraversa la città e che porta fino alla funivia delle Table mountains. Facciamo i classici turisti che a bordo del bus contemplano con aria sonnecchiante la città. Cape town è carina ma nulla di esaltante. Bella invece la spiaggia e il lungomare. Arrivati alle table mountains, iniziamo un breve trek sulla montagna (la funivia era guasta), senza arrivare in cima per motivi di tempo (il trek dura circa 4 ore tra andata e ritorno). Ci fermiamo a metà dove comunque si gode di una buona vista e ci rilassiamo un po.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class=" " title="Vista dalla table mountais" src="http://farm4.static.flickr.com/3425/3811941121_39486599f3.jpg" alt="Vista dalla table mountais" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Vista dalle table mountais</p></div>
<p>Il giorno seguente, dopo qualchè difficoltà con la macchina (abbiamo dovuto aspettare fino alle 12) partiamo in direzione del capo di buona speranza, il punto in cui si dividono l&#8217;ocenao pacifico e l&#8217;oceano indiano. Il primo impatto con la guida a sinistra non è poi così sconvolgente come temevo. Guido con attenzione e grazie al navigatore mi concentro meglio sulla guida.</p>
<p>Raggiungiamo capo di buona speranza in poco meno di due ore. La riserva è veramente bella. Una scogliera a picco sul mare da cui si ammira un bel paesaggio marino. Purtroppo non riesco ad avvistare ne pinguini ne balene, cosa che speravo di vedere durante il viaggio.</p>
<p>Dopo una sosta e un veloce pranzo ripartiamo in direzione di Hermanus, dove arriviamo in serata. L&#8217;ostello che avevo prenotato, a causa di un malinteso, non aveva più camere doppie disponibili (ricordarsi sempre di chiamre prima per conferma per evitare piacevoli sorprese&#8230;). Molto cortesemente ci dirigono però in un&#8217;altro ostello dall&#8217;altro lato della strada, più costoso ma la differenza si offrono di pagarla loro (e vorrei vedere&#8230;). La stanza dell&#8217;ostello è decisamente carina, oserei dire la migliore in cui abbiamo alloggiato. Un simpatica anziana signora ci accoglie con tutte cortesia, e ci indica un locale dove andare a cenare vicino al porto del paese. Ci consiglia anche di evitare di andare a fare escursioni di avvistamente di balene perchè ormai i mammiferi erano ormai lontani da Hermannus e lei stessa aveva passato la mattinata senza vederne uno. Seguiamo a malincuore il consiglio, pensare che ero venuto in questa posto proprio perchè indicato come il migliore per gli avvistamenti delle balene&#8230;</p>
<p>Partiamo con calma in mattinata inoltrata. Decidiamo di guidare fino a Knysa, famosa località su una laguna. Il viaggio è lungo ma il percorso è piacevole. Decidiamo di provare un ostello consigliato su una guida trovata il giorno prima. Fatichiamo un po per trovarlo ma scopriamo un piccolo paradiso. In una costa protetta, a ridosso sul mare, un ostello che dall&#8217;aspetto sembra un ritrovo per surfisti, ma dove gli unici ospiti siamo noi! le camere sono senza serratura, senza bagno e senza riscaldamento. Non certo un posto per tutti&#8230; I gestori mi assicurano che il posto è tranquillissimo, ma certo che dopo gli &#8220;ostelli fortezza&#8221; visti finora questo posto in quanto a protezione sicuramente lascia spiazzati chi ci arriva&#8230; Decido però di fidarmi. Il contesto in cui si trova vale la pena il rischio. Lasciamo i bagagli in camera e ci avviamo per una bella passeggiata sulla spiaggia. Le distese di sabbia della costa sembrano infinite, il mare mosso sulla scogliera e montagne in lontanza, un paradiso! Il calar del sole ci regala il miglior tramonto di tutto il viaggio.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img title="Calar del sole nella baia di BUFFEL" src="http://farm3.static.flickr.com/2572/3812810776_4bbfba4d31.jpg" alt="THE BEAUTY OF BUFFEL`S BAY" width="375" height="500" /><p class="wp-caption-text">THE BEAUTY OF BUFFEL`S BAY</p></div>
<p>La notte passa velocemente. Tutte le preoccupazioni che avevo per la macchina lasciata incostudita nel parcheggio e la camera senza serratura si dissolvono in un sonno improvviso. L&#8217;indomani è tutto in ordine. La macchina e i bagagli sono al loro posto. Veniamo svegliati da un grattare di porta (attimo di tensione&#8230;). Apro la porta e due cagnolini simili a bassotti saltano sul letto e si appisolano come se fossero a casa loro&#8230; Dopo un po andiamo a fare colazione (cani a seguito&#8230;). Ripartiamo con calma, lasciandoci con tristezza questo piccolo paradiso e ci dirigiamo verso l&#8217;ultima tappa del viaggio Port Elizabeth. Arriviamo in città nel pomeriggio. La cittadina però non ci entusiasma. Alloggiamo in un ostello vicino al lungomare, dove dedichiamo le ultime ore a una passeggiata sulla spiaggia. L&#8217;atmosfera però non è la stessa del giorno prima&#8230;</p>
<p>E&#8217; il giorno della partenza. Due settimane sono volate&#8230; Prima di andare in aereoporto facciamo un breve viaggio in macchina lungo la costa e ci fermiamo alle porte della città, davanti ad una bella spiaggia, a salutare per un&#8217;ultima volta questo paese. Tra safari, le cascate e questo splendido mare ci porteremo dei bei ricordi con noi ai quali speriamo di dare presto un seguito&#8230;</p>
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<p style="text-align:center;"><strong>VIDEO:</strong><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/EEBpu8QCG_4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/EEBpu8QCG_4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=EEBpu8QCG_4">Lion &#38; Rhino Reserve</a></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2bIfOY20plA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/2bIfOY20plA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=2bIfOY20plA">Blyde River Canyon</a></p>
<p><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=2bIfOY20plA"> </a></p>
<p style="text-align:center;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=2bIfOY20plA"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/wniWC35lyEU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/wniWC35lyEU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
</a><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=wniWC35lyEU">Kruger Park</a></p>
<p><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=wniWC35lyEU"> </a></p>
<p style="text-align:center;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=wniWC35lyEU"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8SPZtQ8WHuA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/8SPZtQ8WHuA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
</a><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=8SPZtQ8WHuA">Victoria Falls</a></p>
<p><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=8SPZtQ8WHuA"> </a></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DUukuTWTh2s&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DUukuTWTh2s&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=DUukuTWTh2s">Lion Walk<br />
</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/G7Yy6MEoRFU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/G7Yy6MEoRFU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=G7Yy6MEoRFU">Zambezi river boat cruise</a></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/peai0OxErYM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/peai0OxErYM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=peai0OxErYM">Cape Town &#38; Table mountains</a></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bB89XejKCS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/bB89XejKCS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=bB89XejKCS8">Cape of good hope<br />
</a><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/vHUCgURlZlY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/vHUCgURlZlY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-size:14px;background-image:initial;background-repeat:initial;background-attachment:initial;background-color:transparent;color:#0033cc;text-decoration:none;white-space:nowrap;font-weight:bold;background-position:initial initial;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.youtube.com/watch?v=vHUCgURlZlY">Knysna &#8211; Buffel Bay</a></p></blockquote>
<blockquote><p><strong>CONSIGLI DI VIAGGIO PER VIAGGI &#8220;FAI DA TE&#8221; IN SUD AFRICA:</strong></p>
<p>- Affittate un telefono con una sim locale per le chiamate (o solo la sim se possibile). Costa sicuramente meno che mandare sms (circa 1€ l&#8217;uno) per non parlare delle telefonate&#8230;<br />
- Gli ostelli sono mediamente buoni e le camere doppie economiche. Chiamate se possibile li giorno prima e assicuratevi che si disponibile quello avete effettivamente prenotato<br />
- Molte attività sono prenotabili direttamente in ostello.<br />
- Affittare una macchina per girare il paese conviene. Attenti ai controlli di velocità, numerosi e presenti specialmente in vicinanza dei centri abitati.<br />
-  Il parco di Kruger è immenso. Per risparmiare il più possibile il consiglio è quello di arrivare in macchina (le strade sono asfaltate anche in molti tratti del parco), affittare un bungalow o una tenda e affidarsi alle attività di visità presenti nel parco. Secondo me un paio di giorni bastano per vedere i principali animali del parco.<br />
- I parchi privati non sono male. Solitamente nei parchi privati i ranger hanno più libertà che non nei parchi nazionali, come ad esempio fare dei fuoripista per vedere meglio gli animali. Inoltre nei parchi privati solitamente è più facile avvistare gli animali che non nei parchi nazionali.<br />
- Il periodo migliore per il safari è l&#8217;inverno africano (la nostra estate). La vegetazione è più rara e ciò consente di avvistare più facilmente gli animali. In estate il clima è umido, fa caldo, l&#8217;erba è alta e piove spesso.<br />
- Evitate Johannesburg, a detta di molti decisamente pericolosa per i turisti. La situazione sembra essere migliorata ultimamente, specie in centro dove hanno installato delle telecamere di sicurezza, ma credo che comunque non valga la pena.<br />
- Portatevi qualche vestito invernale, la parte a nord è decisamente fredda (come da noi in inverno). A sud sulla costa le cose migliorano come anche nella zona delle cascate, dove le giornate sono miti (15-20° in media) e le notti fresche. La costa a sud è più soggetta a pioggie e venti in inverno.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le cascate del Toce: una meraviglia della natura!!!]]></title>
<link>http://testardamente.wordpress.com/2009/07/20/le-cascate-del-toce-una-meraviglia-della-natura/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 08:57:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>testardamente</dc:creator>
<guid>http://testardamente.wordpress.com/2009/07/20/le-cascate-del-toce-una-meraviglia-della-natura/</guid>
<description><![CDATA[Sabato eravamo sul lago Maggiore e dopo i violenti temporali dei giorni precedenti era il primo gion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sabato eravamo sul lago Maggiore e dopo i violenti temporali dei giorni precedenti era il primo giono di sole e allora; renzo, per accontentarmi, ha deciso che avremmo trascorso tutta la giornata fuori. E così siamo partiti presto e siamo andati in Val Formazza alle Cascate del Toce.</p>
<p>Avevo sentito parlare di queste cascate e me le immaginavo belle, ma lo spettacolo che si è aperto davati a noi è stato mozzafiato: le violenti pioggie hanno reso ancora più affascinante e poderoso  questo immenso fiume d&#8217;acqua che fa un salto naturale di 143 metri. con un fronte alla base di 60 metri. Anche la pioggerella a tratti neviscio e la nebbia data dalle nuvole basse hanno contribuito a dare maggiore fascino a questo spettacolo della natura!</p>
<div id="attachment_210" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-210" title="DSC01395" src="http://testardamente.wordpress.com/files/2009/07/dsc01395.jpg" alt="le cascate del Toce nella loro maestosità!" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">le cascate del Toce nella loro maestosità!</p></div>
<p> </p>
<p>Sulla sommità delle cascate c&#8217;è un fantastico punto di osservazione su di un ponticello di legno che si sporge proprio sul sulto dell&#8217;acqua&#8230; Io ci sono stata ed è una cosa che ti toglie il fiato, Renzo che soffre di vertigini mi prendeva per matta e si allontanava brontolando come una pentola di fagioli per la mia follia!!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_213" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-213" title="DSC01359" src="http://testardamente.wordpress.com/files/2009/07/dsc013591.jpg" alt="il salto della cascata" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">il salto della cascata</p></div>
<p> </p>
<p>Sulle cascate passa il ponte della strada statale e guardando a monte del ponte si vede il Toce prima del salto che è di una tranquillatà imoressionante che non lascia pressupporre la magneficenza che appare dopo pochi metri.</p>
<div id="attachment_214" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-214" title="DSC01363" src="http://testardamente.wordpress.com/files/2009/07/dsc01363.jpg" alt="il Toce visto dal ponte appena prima di diventare cascata" width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">il Toce visto dal ponte appena prima di diventare cascata</p></div>
<p> </p>
<p>E&#8217; stata una splendida giornata, peccato che nonostante fosse il 18 di luglio c&#8217;erano 7° e nevischiava&#8230; Noi eravamo vestiti prettamente estivi, per fortuna avevamo un leggero kway he ha leggermente smorzato il vento e il freddo, ma lo spettacolo impareggiabile ci scaldava il cuore&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terme di Saturnia]]></title>
<link>http://acquamagica.wordpress.com/2009/06/27/terme-di-saturnia/</link>
<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 16:18:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>acquamagica</dc:creator>
<guid>http://acquamagica.wordpress.com/2009/06/27/terme-di-saturnia/</guid>
<description><![CDATA[Saturnia centro termale incantevole, situato ai piedi del borgo medievale e circondato, da un parco ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="color:#008000;">Saturnia</span></strong> centro termale incantevole, situato ai piedi del borgo medievale e circondato, da un parco secolare tipico della terra <strong>Maremmana</strong></p>
<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-77" title="images[4]" src="http://acquamagica.wordpress.com/files/2009/06/images4.jpg" alt="images[4]" width="120" height="110" />.</strong></p>
<p> </p>
<p>L&#8217;alternativa al centro termale sono le cascate del <strong>Gorello</strong> ( o del <strong>Mulino</strong>), di libero accesso poste a 2km. dal borgo di <strong><span style="color:#008000;">Saturnia</span></strong>, si trovano in aperta campagna facili da individuare.</p>
<p>Sul lato sinistro della strada si apre un panorama che ci consente già in lontananza di ammirare le cascate di <strong><span style="color:#008000;">Saturnia </span>,</strong> in tutta la loro bellezza, resa ancora più suggestiva dalla nuvola di vapore, che perrennemente accompagna questo luogo incantato.</p>
<p> </p>
<p>Immergersi nell&#8217;acqua calda delle piscine naturali è un vero piacere. La mia mente si rifugia perdutamente al ricordo della prima volta che ho visto le cascate &#8220;naturali&#8221;, avevo 8 anni ed ero insieme alla mia famiglia, con gli zii e cugini, ci siamo riempiti di argilla e tutti &#8220;nerineri&#8221; ci guardavamo per poi esplodere in una chiassosa risata&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>E&#8217; &#8230;&#8230;.Che giorno indimenticabile!!! Da li&#8217; è nata la mia vera grande <span style="color:#ff0000;">Passione!</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JabVCUVjJz8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/JabVCUVjJz8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> </span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> </span></p>
<p><span style="color:#00ff00;"><span style="color:#008000;"> </span></span></p>
<p><span style="color:#00ff00;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p><span style="color:#00ff00;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aspromonte-Boschi e cascate]]></title>
<link>http://edelweisscai.wordpress.com/2009/06/12/aspromonte-boschi-e-cascate/</link>
<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 05:13:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Edelweiss CAI</dc:creator>
<guid>http://edelweisscai.wordpress.com/2009/06/12/aspromonte-boschi-e-cascate/</guid>
<description><![CDATA[La tappa del nostro trek intorno alla Valle Infernale (fiumara Butramo) è un pregevole esempio della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La tappa del nostro trek intorno alla Valle Infernale (fiumara Butramo) è un pregevole esempio della]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Aspromonte – le cascate del Marmarico]]></title>
<link>http://edelweisscai.wordpress.com/2009/05/28/aspromonte-le-cascate-del-marmarico/</link>
<pubDate>Thu, 28 May 2009 18:57:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Edelweiss CAI</dc:creator>
<guid>http://edelweisscai.wordpress.com/2009/05/28/aspromonte-le-cascate-del-marmarico/</guid>
<description><![CDATA[Dal 23 maggio siamo in Aspromonte per un trekking alla scoperta di questa regione poco conosciuta ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dal 23 maggio siamo in Aspromonte per un trekking alla scoperta di questa regione poco conosciuta ne]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La valle di Ourika]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/03/21/la-valle-di-ourika/</link>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 15:34:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
<guid>http://myamazighen.wordpress.com/2009/03/21/la-valle-di-ourika/</guid>
<description><![CDATA[A parte qualche breve temporale notturno, dovuto al caldo decisamente forte di queste giornate, le t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-4679" title="ourikacopertina" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/03/ourikacopertina.jpg?w=300" alt="ourikacopertina" width="300" height="225" />A parte qualche breve temporale notturno, dovuto al caldo decisamente forte di queste giornate, le temperature a <strong>Marrakech</strong> danno il via alla stagione delle escursione fuori porta. Situata a<strong> 30 km</strong> dalla città, la valle di <strong>Ourika</strong> si estende  ai piedi dell&#8217;<strong>Alto Atlante</strong> , tra le grandi montagne marocchine. Una natura <strong>straordinaria</strong> e l&#8217;<strong>autenticità </strong>di uno stile di vita <strong>montanaro</strong> di un popolo<strong> berbero</strong>, che ha salvaguardato i suoi <strong>antichi</strong> costumi e le sue<strong> tradizioni</strong>. E tra le alte montagne che nasce il suo<strong> Oued</strong> (fiume) che dona il suo nome alla valle, <strong>Ourika</strong> appunto, in un percorso a tratti a<strong> strapiombo</strong> e a tratti dolce e<strong> rivierasco</strong>. <img class="alignright size-medium wp-image-4680" title="ourika3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/03/ourika3.jpg?w=300" alt="ourika3" width="300" height="204" />Da queste parti si dice che &#8220;<em><strong>c&#8217;è tanta acqua ma poca terra</strong></em>&#8220;, e la poca si conquista con tanta <strong>fatica</strong> e mezzi arcaici per lavorarla. Da <strong>Marrakech </strong>si attraversa la piana fertile di<strong> Haouz</strong> con le sue piantagioni di <strong>agrumi </strong>e di<strong> olivi</strong>. Al km<strong> 34</strong> si arriva al douar di <strong>Tnine de l&#8217;Ourika</strong> e questo <strong>incantevole borgo</strong> si rivela il punto<strong> nevralgico</strong> della Regione, in ragione del suo importante <strong>souk </strong>(mercato) che si svolge tutti i<strong> lunedi&#8217;</strong>. Tutti gli abitanti della zona si danno appuntamento qui per<strong> negoziare</strong> i loro prerziosi raccolti,<strong> acquistare</strong> il necessario e <strong>spettegolare </strong>sugli ultimi rumors della Regione. Il tutto in un ambiente<strong> incredibile</strong> che mescola<strong> carriole</strong>, asini da soma, <strong>carretti</strong>, tende,<strong> kaos</strong> e buon umore. Proseguendo la strada lungo la valle si è seguiti costantemente dalle rive del oued e ci si entuasiasma per questo <strong>paesaggio multicolore</strong> che sposa alla perfezione l&#8217;<strong>ocra </strong>della terra e il <strong>verde </strong>della natura. <img class="alignleft size-medium wp-image-4681" title="ourika" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/03/ourika.jpg?w=300" alt="ourika" width="300" height="225" />Tante piccole<strong> case in terra</strong> sono incastonate sulle <strong>montagne</strong> e pare siano<strong> incollate</strong> a quei bordi ripidi e scoscesi dando l&#8217;impressione di<strong> collages</strong> sapientemente incastrati da un abile artista, collegati alla strada da tanti<strong> ponti &#8220;tibetani</strong>&#8221; che danno i brividi. Più avanti si incontra il villaggio di <strong>Arhbalou</strong> che tenta di sedurre con la sua moltitudine di piccoli<strong> ristoranti</strong> installati a filo dell&#8217;acqua. Situati a 1.500mt di altitudine costituiscono durante la lunga<strong> stagione calda</strong> di Marrakech l&#8217;ambiente ideale per centinaia di famiglie marocchine in cerca di frescura. L&#8217;aria è <strong>pura </strong>e le temperature estive sono sempre<strong> 15°</strong>  inferiori alla Ville Rouge. Al<strong> km 68</strong> ecco spuntare il villaggio di<strong> Setti-Fatma</strong> con le sue <strong>sette cascate</strong> e la vista imprendibile sulla valle e sul massiccio del<strong> Yagour</strong>. Questo<strong> pittoresco villaggio</strong> costituisce una tappa obbligatoria per gli<strong> escursionisti</strong> che vogliono visitare la zona. Da Setti-Fatma inizia tutta una serie di <strong>sentieri </strong>più o meno difficili. <img class="alignright size-medium wp-image-4682" title="ourika4" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/03/ourika4.jpg?w=225" alt="ourika4" width="225" height="300" />Quello più battuto è sicuramente il sentiero che porta alle sette cascate e le <strong>ultime tre</strong> sono consigliate a sportivi allenati al <strong>trekking</strong>. Molte guide sono a disposizione ed è importante affidarsi alla loro professionalità per evitare problemi contingenti all&#8217;escursione. Attraversato il<strong> ponte di legno</strong> che attraversa il fiume si inizia l&#8217;ascensione, accompagnati da un <strong>torrente </strong>di acqua gelida che in estate è un vero refrigerio. Per i <strong>meno sportivi consiglio</strong> di fermarsi alla<strong> prima cascata</strong> e contemplare la splendida vista su Ourika e sul massiccio del Yaghour, per gli altri inizia un <strong>trekking</strong> di circa <strong>due ore</strong> alla scoperta delle altre cascate o all&#8217;ascensione del <strong>Jebel Toubkal</strong> (vedi anche alla Pag.Marocco) che culmina oltre i <strong> 4.150 mt</strong>. Da segnalare le bellissime<strong> incisioni rupestri</strong> visibili sul monte <strong>Yaghour</strong>. Altre bellezze di questa splendida valle sono le nuove attrazioni &#8220;<strong>ecoturistiche</strong>&#8221; che stanno fiorendo in tutta la vallata. Una di queste è la<strong> Safranerie dell&#8217;Ourika</strong> con i suoi <strong>splendidi </strong>raccolti di<strong> zafferano</strong> ed è straordinaria durante il raccolto<strong> autunnale</strong>. Oppure il giardino <strong>bio-aromatico</strong> <strong>dell&#8217;Ourika</strong> dove, tra percorsi profumati di essenze rare, si possono acquistare prodotti per il <strong>benessere </strong>e la <strong>cura del corpo</strong> totalmente naturali a base di estratti naturali. O ancora il giardino di <strong>Timalizene</strong> con il progetto dell&#8217;architetto paesaggista<strong> Rémi Aubrée</strong>. Alla sera si ritorna a <strong>Marrakech</strong> con gli occhi annegati di <strong>luce</strong>, di <strong>colore</strong>, di serenità. <strong>Riscoprire </strong>uno stile di vita <strong>autentico</strong>, basato ancora sulle <strong>stagioni</strong>, sul <strong>ritmo del fiume</strong>, sui <strong>riti preislamici</strong> qui presenti, circondati dall<strong>&#8216;armonia</strong> delle<strong> cose pure</strong>, dello scorrere immutabile delle stagioni e da una<strong> natura</strong> prorompente e a tratti<strong> severa</strong> che, a volte, <strong>si ribella</strong> e <strong>ridimensiona</strong> le brutture e le storpiature che l&#8217;uomo produce.<strong> Ritagliatevi</strong> una giornata di relax, lontano dallo smog e dal <strong>kaos colorato</strong> di Marrakech e<strong> rifugiatevi</strong> in questo<strong> antico eden</strong> per avvicinarvi alla natura, <strong>la natura</strong> che diventa<strong> naturalezza del vivere</strong>. Qui sotto un video dedicato a questa splendida valle e alle sue cascate&#8230;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TGjR1sgos6o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/TGjR1sgos6o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Itinerario turistico/naturalistico - Cascate Fiume Menotre]]></title>
<link>http://easyumbria.wordpress.com/2009/03/20/itinerario-turisticonaturalistico-cascate-fiume-menotre/</link>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 14:08:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>erikweb2</dc:creator>
<guid>http://easyumbria.wordpress.com/2009/03/20/itinerario-turisticonaturalistico-cascate-fiume-menotre/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 14 Marzo ho visitato in compagnia dei miei amici un luogo magico e incontaminato nei pressi d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Cascate fiume Menotre - Pale Foligno PG di Erik Reporter, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/erikreporter/3368177257/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3638/3368177257_b99a8e5d93.jpg" alt="Cascate fiume Menotre - Pale Foligno PG" width="333" height="500" /></a></p>
<p>Sabato 14 Marzo ho visitato in compagnia dei miei amici un luogo magico e incontaminato nei pressi di Foligno (PG),<br />
<br />
Si tratta del piccolo borgo di Pale e delle Cascate del fiume Menotre. Notevole è anche la visita all&#8217;Eremo di S. Maria Giacobbe, Il sentiero per raggiungere l’Eremo parte dall’estremità nord del paese, a ridosso della rocciosa montagna di Pale, nei pressi di una cabina Enel. Lo stradello taglia in orizzontale il versante montuoso, finché, dopo circa 300 metri si giunge ad una biforcazione: lo stradello a destra sale in direzione dell’Eremo mentre quello a sinistra scende in direzione Belfiore, un’altra frazione limitrofe. Di qui la fatica inizia a farsi sentire in quanto si sale quasi in verticale attraverso dei grossi gradoni sia naturali che artificiali. Nei punti più pericolosi sono state montate addirittura delle ringhiere in ferro. Questo tratto di salita è segnato con le 14 stazioni della Via Crucis, pertanto il numero indicato sulle croci vi indicherà l’avvicinarsi del vostro traguardo. La salita è dura e faticosa ma il tutto viene ripagato non appena si affronta l’ultimo gradino. Di fronte a noi finalmente l’Eremo di S. Maria Giacobbe.<br />
La prima curiosità nasce dal fatto che essa è molto più grande di come si vedeva dalla strada. Sicuramente la distanza tra la strada e la montagna era molto di più di quello che l’occhio umano poteva ipotizzare.<br />
Di qui si può ammirare uno stupendo panorama con la visione di tutta la vallata del folignano.</p>
<p>Impressionante è la posizione di questo Eremo; il tutto è stato costruito in una semi-grotta naturale riparata in parte dalle intemperie. Dalla strada essa si mimetizza benissimo tra le enormi ed impervie pareti rocciose che svettano sopra e sotto. Questa parete è anche caratterizzata da grandi canaloni contenenti ghiaia&#8230; il tutto frutto di millenni di erosioni.</p>
<p>Sicuramente un luogo affascinante e misterioso, ricco di tradizioni cristiane e credenze locali. Al di fuori di tutto questo però si può valutare solamente l’aspetto fisico dell’eremo stesso. Questa particolare costruzione eretta su un enorme parete rocciosa che già da sé attira l’attenzione dei più ignari viaggiatori.</p>
<p>Da considerare inoltre che esso si trova all’interno del Parco Naturale dell’Altolina e pertanto ricco di altre attrattive floristiche, faunistiche e geologiche.<br />
Sicuramente un posto da tenere in considerazione se capitate da quelle parti.</p>
<p>Veniamo ora alla visita alle cascate&#8230;il teatro di questa visita è la Forra di Pale, solcata dalle cascate dell&#8217;Altolina formate dal fiume Menotre nella sua discesa verso il piano di Belfiore. Di notevole bellezza le tre cascate principali e la natura lussureggiante.</p>
<p>questo itinerario sarà, logicamente, segnalato anche sul sito web <a href="http://www.easyumbria.it">www.easyumbria.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Molino del Cao]]></title>
<link>http://albertofrati.wordpress.com/2009/03/19/il-molino-del-cao/</link>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 17:23:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alberto Frati</dc:creator>
<guid>http://albertofrati.wordpress.com/2009/03/19/il-molino-del-cao/</guid>
<description><![CDATA[Domenica 15 marzo ho partecipato all&#8217;escursione al &#8220;Molino del Cao&#8221;, organizzata d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Domenica 15 marzo ho partecipato all&#8217;escursione al &#8220;Molino del Cao&#8221;, organizzata dalla sottosezione CAI di Manerbio (BS) e guidata dal Presidente, Fabrizio Bonera.<br />
Si tratta di un percorso di grande interesse naturalistico ed escursionistico e veramente spettacolare, che percorre il vajo di Val Sorda e il vajo delle Scalucce, nella Lessinia meridionale.<br />
<!--more--><br />
Il termine vajo, tipico di certi ambienti della Lessinia, è originato dal latino <em>vallis</em> e indica un vallone stretto e ripido che dal fondo valle porta verso l&#8217;altopiano sovrastante.</p>
<table border="0">
<tr>
<td>
Partendo da Brescia prendiamo l&#8217;autostrada A4 verso Verona, che lasciamo per l&#8217;autostrada A22 uscendo a Verona nord; prendiamo la statale SS12 verso Pescantina e proseguiamo per Fumane e quindi per la località Cà Gottolo, dove lasciamo le automobili.<br />
<a href="http://maps.google.com/maps?f=d&#38;source=embed&#38;saddr=Via+Borgosatollo&#38;daddr=Strada+sconosciuta&#38;geocode=Fbt1tgIdGhicAA%3BFU-ktwIdy26mAA&#38;hl=it&#38;mra=ls&#38;rtol=0,1&#38;sll=45.497245,10.57172&#38;sspn=0.346053,0.696945&#38;ie=UTF8&#38;ll=45.497245,10.57172&#38;spn=0.18467,0.68554" target="_blank">(clicca qui per visualizzare la mappa su GoogleMaps)</a>
      </td>
<td valign="top">
<a href="http://albertofrati.wordpress.com/files/2009/03/brescia-fumane.jpg" target="_blank"><br />
<img src="http://albertofrati.wordpress.com/files/2009/03/brescia-fumane-sml.jpg" alt="brescia-fumane" title="brescia-fumane" width="140" /><br />
</a>
      </td>
</tr>
</table>
<p>Da Molino del Cao (308 m) percorreremo la Val Sorda fino a raggiungere gli abitati di Mondrago (610 m), Cerna (739 m) e Spiazzo (747 m).</p>
<p>Il sentiero della Val Sorda, a causa della scivolosità ed esposizione in alcuni passaggi, è in parte attrezzato con catene, cavi e scalette, per cui è necessario indossare imbragature con kit da ferrata; ho avuto modo di constatare personalmente tale necessità (sono rimasto appeso al cavo dopo uno scivolone durante un traverso <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ).</p>
<table border="0" width="100%">
<tr>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365689262/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3116/3365689262_7de6aa9ce1_m.jpg" height="137" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365693350/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3572/3365693350_23b8fb0ced_m.jpg" height="137" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365689520/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3637/3365689520_332d46a959_m.jpg" height="137" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3364867909/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3607/3364867909_ceb49a6701_m.jpg" height="137" /><br />
</a></td>
</tr>
</table>
<p>Nel corso del tempo le acque hanno scavato una stretta gola, creando un ambiente molto particolare, ricco di cascate, marmitte, covoli, con una vegetazione lussureggiante.</p>
<table border="0" width="100%">
<tr>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365692582/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3456/3365692582_db88ed1c93_m.jpg" height="136" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3364871083/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3592/3364871083_cc9d905342_m.jpg" height="136" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3364867705/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3626/3364867705_c084c1c463_m.jpg" height="136" /><br />
</a></td>
</tr>
</table>
<p>Usciamo dal &#8220;canyon&#8221; della Val Sorda raggiungendo Mondrago e quindi Cerna, dove il panorama si apre sull&#8217;abitato di Spiazzo, sui Lessini e sul Baldo.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365693614/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3555/3365693614_c197a792ab.jpg" width="500" /></a></p>
<p>Dopo Spiazzo scendiamo nel vajo delle Scalucce, nel <a href="http://www.parcodellecascate.it/" target="_blank">Parco delle cascate di Molina</a>, fino a ritornare a Molino del Cao.</p>
<table border="0" width="100%">
<tr>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365693804/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3647/3365693804_d7cbcdce7d_m.jpg" height="131" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3365694338/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3648/3365694338_b83c8684d9_m.jpg" height="131" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3364872061/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3549/3364872061_8ea20d5bae_m.jpg" height="131" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/3364872639/sizes/o/in/set-72157615482620609/" target="_blank"><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3266/3364872639_79541cd998_m.jpg" height="131" /><br />
</a></td>
</tr>
</table>
<p>
La serie completa di fotografie dell&#8217;escursione si trovano nello slideshow <a href="http://www.flickr.com/photos/alberto_frati/sets/72157615482620609/show/" target="_blank">Il Molino del Cao</a> su Flickr.<br />
Di seguito due brevi filmati da YouTube:<br />
<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/FBjv701mbeQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/FBjv701mbeQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7ag9BfHzsPA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7ag9BfHzsPA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
</p>
<li><a href="http://www.magicoveneto.it/" target="_blank">Magico Veneto &#8211; Montagna Veneta</a></li>
<li><a href="http://www.magicoveneto.it/Lessini/" target="_blank">Magico Veneto &#8211; Lessini</a></li>
<li><a href="http://www.magicoveneto.it/Lessini/Fumane/Cascate-Molina-01.htm" target="_blank">Magico Veneto &#8211; Parco delle cascate di Molina</a></li>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un tuffo di 50 metri dalle cascate del Niagara: foto e video]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/2009/03/12/un-tuffo-di-50-metri-dalle-cascate-del-niagara-foto-e-video/</link>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 16:55:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
<guid>http://titolando.wordpress.com/2009/03/12/un-tuffo-di-50-metri-dalle-cascate-del-niagara-foto-e-video/</guid>
<description><![CDATA[Ce ne vuole di coraggio per lanciarsi in caduta libera da 50 metri di altezza. O forse ci vuole molt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ce ne vuole di coraggio per lanciarsi in caduta libera da 50 metri di altezza. O forse ci vuole molt]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Merdarola]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2009/02/24/merdarola/</link>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 10:43:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
<guid>http://fraclimb.wordpress.com/2009/02/24/merdarola/</guid>
<description><![CDATA[sabato 21 febbraio E&#8217; ancora buio quando supero i paesi affacciati sul lago: la strada è compl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">sabato 21 febbraio</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; ancora buio quando supero i paesi affacciati sul lago: la strada è completamente sgombra e così arrivo ad Ardenno con un certo anticipo. Cece è già lì, carico il materiale sulla sua macchina e poi partiamo per la Valmasino.<br />
Il viaggio si interrompe alla Piana della Bregolana dove la strada inizia ad essere sepolta sotto uno spesso strato di neve. Poco male. Imbocchiamo la traccia ben battuta e ci incamminiamo verso il nostro obiettivo.<br />
Proprio sotto la cascata, giacciono numerosi abeti abbattuti probabilmente  dall&#8217;onda d&#8217;urto di una valanga di cui dobbiamo superare il tracciato di discesa prima di raggiungere l&#8217;attacco di Merdarola.<br />
Parto per il primo tiro, un breve salto ghiacciato che supero senza grosse difficoltà. Poi è il turno di Cece che affronta una lunghezza appoggiata e colma di neve. Il tiro è semi-improteggibile e quindi proseguiamo in conserva fino ad un albero dove sostiamo. Davanti a noi si presenta un altro tratto appoggiato, ma tra una chiazza di neve e l&#8217;altra possiamo scorgere un po&#8217; di ghiaccio. Prosegue sempre Cece fino alla sosta su roccia, poi è nuovamente il mio turno. Mi infilo in uno stretto canalino, salendo sempre su neve dura e improteggibile. Il tiro comunque non presenta difficoltà e così rapidamente sono nuovamente in sosta. Ci troviamo in corrispondenza del bivio che separa il percorso difficile da un canale appoggiato. Dopo un attimo di indecisione, optiamo per il secondo percorso completando così l&#8217;ultimo tratto di cascata che sostanzialmente ha preso le sembianze di un canale nevoso piuttosto che un rivolo gelato.<br />
Usciamo quindi dal tracciato raggiungendo un pendio carico di neve che ci costringe a tracciare faticosamente il percorso per raggiungere il sentiero di discesa. Ci immettiamo sulla pedonata poco prima di una casetta semi-sommersa dalla neve per poi dirigerci verso Promenade. Individuata  una corta colata valutabile sul grado 3, lasciamo che le becche delle nostre piccozze possano finalmente infiggersi nel ghiaccio, mentre assaporiamo ogni movimento della salita.<br />
La discesa verso l&#8217;auto è un&#8217;altra piccola avventura: raggiunta la base della cascata, proseguiamo in orizzontale sfruttando una vecchia traccia sulla neve. Ci infiliamo nel bosco dove, persi i segni di passaggio, cominciamo a scendere sulla verticale. Raggiungiamo quindi un ripido canalino con neve pressata che ci costringe ad allestire due doppie su alberi prima di riguadagnare una zona più semplice. Dopo pochi minuti, attraversando nuovamente una zona con numerosi alberi abbattuti, ritorniamo sulla strada e quindi all&#8217;auto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cascate da favola]]></title>
<link>http://tizianopascutto.wordpress.com/2009/02/05/cascate-da-favola/</link>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 22:52:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizianopascutto</dc:creator>
<guid>http://tizianopascutto.wordpress.com/2009/02/05/cascate-da-favola/</guid>
<description><![CDATA[Queste sono delle cascate di ghiaccio in una foto di alcuni anni fa, scattata in Alta valle Oropa, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Cascate di ghiaccio" href="http://www.flickr.com/photos/27276395@N02/3252668949/sizes/l/"><img class="aligncenter" title="Cascate di ghiaccio" src="http://farm4.static.flickr.com/3268/3252668949_b72c27d504.jpg?v=0" alt="" width="329" height="500" /></a></p>
<p>Queste sono delle <strong>cascate di ghiaccio</strong> in una foto di alcuni anni fa, scattata in Alta valle Oropa, precisamente nei pressi del lago del Mucrone.</p>
<p>Sono ambienti che ricordano le favole dell&#8217;infanzia, fatti di grotte fantastiche e castelli senza tempo&#8230; guardate che capolavoro!</p>
<p>Viene poi spontaneo riflettere sul fatto che in natura, rispettando e preservando l&#8217;ambiente, si possono rivivere ogni anno questi fantastici scenari.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Valmalenco: Orazio]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2009/02/03/valmalenco-orazio/</link>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 11:56:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
<guid>http://fraclimb.wordpress.com/2009/02/03/valmalenco-orazio/</guid>
<description><![CDATA[Sabato 31 gennaio Questa volta mi sono un po&#8217; &#8220;squagiato&#8221;! Ma andiamo con ordine. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Sabato 31 gennaio</p>
<p style="text-align:justify;">Questa volta mi sono un po&#8217; &#8220;squagiato&#8221;! Ma andiamo con ordine. Alle 9 sono a Chiesa e con Cece partiamo alla volta di S. Giuseppe. Dalla strada, possiamo osservare i nostri obiettivi: la Centrale è semi sepolta dalla neve e il pendio che la sovrasta è minacciosamente carico della bianca coltre; più a sinistra, sulla cascata di Zocca, è già impegnata una cordata, mentre altre due attendono alla base. Non ci resta che consultare la guida: decidiamo così di tentare <a href="http://www.fraclimb.com/R11_orazio.html">Orazio</a>, sopra Campo Franscia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il viaggio è una roulette russa: minacciose e affilate stalattiti di ghiaccio, come una struttura barocca, penzolano dal soffitto delle numerose gallerie che conducono al paese. Passiamo così sotto queste ghigliottine con la speranza che il boia non attivi le lame dei suoi attrezzi. Finalmente raggiungiamo Franscia e da qui, per traccia ben marcata, l&#8217;imponente parete rocciosa dove si trova la cascata.</p>
<p style="text-align:justify;">Davanti ai nostri occhi si para il primo impegnativo tiro: la base ricorda le canne di un organo, ma sulla sinistra sembra si possa salire. Così ci prepariamo. Dopo un attimo di incertezza, inizio a salire. Subito la cascata mostra i denti: dopo aver piazzato comodamente le prime due protezioni, mi trovo costretto a un non breve run-out prima di riuscire a sistemare il terzo chiodo. Ho appena superato, non senza patemi, un passaggio verticale e poco sopra me ne attende un altro un po&#8217; più lungo. Lo studio cercando di capire dove mi posso fermare a chiodare e quindi lo attacco. Riesco a piazzare una protezione ma in una posizione poco appropriata che mi provoca una forte ghisa al braccio sinistro. In queste condizioni, la scalata diventa poco piacevole ma devo proseguire. Fortunatamente sul tratto finale la cascata molla un po&#8217; anche se mi riserva un altro passaggio ripido. Il braccio non riesce ad imprimere tutta la sua forza sulla picca che quindi devo piantare più volte prima che mi possa alzare. Poi, finalmente, la tanto agognata sosta.</p>
<p style="text-align:justify;">Recupero Cece che inizia la sua salita. E&#8217; ormai in sosta quando gli chiedo se abbia con sè le scarpette! Infatti, da quel poco che vedo, il prossimo tiro presenta pochissimo ghiaccio. Ovviamente la risposta che mi giunge dal basso è una decisa imprecazione! Decidiamo comunque di proseguire salendo un paio di metri lungo il diedro così da vedere il resto della lunghezza. Cece si alza sul ghiaccio sottile e finalmente può informarmi su quanto ci attende: davanti a lui si apre una placca completamente priva di ghiaccio e di possibilità per proteggersi. La decisione è presto presa: siccome non ci va di lasciare questa &#8220;valle di lacrime&#8221;, buttiamo la doppia e passiamo il resto della giornata a fare moulinette.</p>
<p style="text-align:justify;">Saliamo un po&#8217; più a destra, dove la cascata propone un tratto verticale più continuo. Dopo un paio di giri, siccome il gioco inizia a diventare noioso, Cece piazza alcuni chiodi sui tratti più duri. Posso così provare questa zona della cascata da primo: sebbene sia un po&#8217; più impegnativa rispetto la salita della mattina, la presenza delle protezione addomestica le difficoltà e così raggiungo la sosta in condizioni un po&#8217; migliori rispetto la prima volta. Recupero Cece e poi con un&#8217;ultima calata siamo nuovamente alla base e quindi alla macchina.</p>
<p style="text-align:justify;">E ad attenderci ci sono ancora le gallerie barocche&#8230;</p>

<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Albigna: la Diagonale]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/19/albigna-la-diagonale/</link>
<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 17:24:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
<guid>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/19/albigna-la-diagonale/</guid>
<description><![CDATA[sabato 17 gennaio Quando scendiamo dalla macchina, una pungente brezza ci da il benvenuto in Val Bre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">sabato 17 gennaio</p>
<p style="text-align:justify;">Quando scendiamo dalla macchina, una pungente brezza ci da il benvenuto in Val Bregaglia. Prepariamo gli zaini e partiamo alla volta delle cascate dell&#8217;Albigna. Per aiutarci nell&#8217;avvicinamento, portiamo con noi gli sci, ma fortunatamente la traccia è già battuta facilitando così la marcia. Il sentiero si snoda tra i massi imbiancati del greto del torrente obbligandoci a continue svolte: sembra di essere nelle fauci di un ghiacciaio tribolato! Raggiungiamo il pendio finale che ci separa dalle cascate dove alcune cordate stanno ultimando i preparativi: la neve è dura e mi costringe ad un sapiente uso delle lamine.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro obiettivo è <a href="http://www.fraclimb.com/R11_diagonale.html">la Diagonale</a>, una tra le più semplici cascate della zona. Ci accodiamo dietro quattro ice-climber: non mi aspettavo un simile affollamento in un posto così isolato! Ma l&#8217;ambiente è decisamente incantevole e giustifica la fatica necessaria per raggiungere questa enorme colata.</p>
<p style="text-align:justify;">Inizia Cece che supera il primo tratto, quindi il sottoscritto lungo un tiro di raccordo che ci conduce al salto terminale. Le due cordate che ci precedono si sono spostate sulla sinistra, dove il tracciato è un po&#8217; più semplice. Sono attratto dal muro sulla destra, sia per evitare i blocchi di ghiaccio che inevitabilmente ci vengono spediti dagli altri alpinisti, sia perchè la linea sembra un po&#8217; più impegnativa. Cece quindi riprende la salita stando piuttosto diritto, dove il ghiaccio presenta un caratteristico colore giallastro. E&#8217; appena arrivato in sosta, quando una cornice alla nostra destra decide di abbandonare la sua posizione per venire a farci visita. Fortunatamente la neve che la costituisce si frantuma poco più in alto e vengo colpito solamente da un&#8217;inconsistente e gelida nuvola polverosa. L&#8217;esperienza non scalfisce i miei propositi e anzi, come caricato dalla fredda lavata, completo la lunghezza e mi accingo a superare la restante parte del tiro. Ho adocchiato un breve passaggio verticale e voglio provare a superarlo. Così inizio a scalare spostandomi leggermente verso sinistra, fino a raggiungere il tratto ripido. Riesco a salirlo senza troppa ansia e quindi a uscire dal muro, concludendo la cascata: comincio già a vedere dei miglioramenti rispetto le prime volte!</p>
<p style="text-align:justify;">Con un tiro di raccordo, raggiungiamo la linea di calate e quindi la base della cascata. Mi attende una bella sciata fino alla macchina, mentre Cece, che aveva abbandonato gli sci poco dopo il ponte sul torrente, dovrà faticare ancora un po&#8217;. La neve però non è in buone condizioni, inoltre lo zaino certamente non leggero non facilita il compito favorendo una postura a dir poco seduta! Comunque supero rapidamente il tratto ripido iniziale e quindi mi butto nel mio piccolo Icefall: il greto del torrente! Sciare in mezzo a questi massi e con un discreto peso sulle spalle rasenta l&#8217;utopia e quindi in alcuni tratti sono costretto a togliere gli sci, mentre in altri mi trovo costretto ad applicare un po&#8217; di semplice freestyle!</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine la nostra auto prende il via verso le 18:00, quando il sole è calato già da tempo e l&#8217;oscurità ha preso il sopravvento.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Val Fontana: Giasusa]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/16/val-fontana-giasusa/</link>
<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 19:42:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
<guid>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/16/val-fontana-giasusa/</guid>
<description><![CDATA[domenica 11 gennaio Partiamo da Chiesa in Valmalenco con comodo, tanto la cascata è vicina! In effet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">domenica 11 gennaio</p>
<p style="text-align:justify;">Partiamo da Chiesa in Valmalenco con comodo, tanto la <a href="http://www.fraclimb.com/R11_giasusa.html">cascata</a> è vicina! In effetti raggiungiamo rapidamente la Val Fontana entrando sempre più nella valle finchè la strada non presenta un discreto strato di neve battuta. Proseguiamo comunque senza troppe difficoltà fino al ponte sul torrente. Lo superiamo, ma al primo tornante siamo costretti a fermarci. La macchina non riesce a proseguire e quindi, ancora una volta, siamo costretti a mettere le catene. Oramai siamo quasi degli esperti! Ripartiamo e riusciamo a guadagnare ancora un po&#8217; di dislivello finchè non risulta impossibile proseguire: i binari finiscono e lo strato nevoso è troppo spesso. Decidiamo allora di tornare verso il ponte dove lasceremo l&#8217;auto. Per alleggerirci la salita, mi fermo per scaricare gli zaini. Quando però provo a ripartire, la macchina è bloccata dalla neve che quindi dobbiamo spalare aiutandoci con gli sci. Alla fine, riusciamo a metterci in marcia alle 10:30 inoltrate. Ma la cascata è vicina!</p>
<p style="text-align:justify;">Saliamo sfruttando la traccia lungo la mulattiera: i minuti corrono in modo inversamente proporzionale al nostro ritmo di marcia ma della cascata nemmeno l&#8217;ombra. Cominciamo quasi a disperare poi, finalmente, superato un piccolo dosso, vediamo sulla destra la colata. Non è in condizioni ottimali: spesso il ghiaccio è coperto da una considerevole coltre nevosa, dovremo ravanare non poco per guadagnarne la conclusione! Superiamo quindi un primo tratto con neve poco sopra la caviglia e poi, finalmente, Cece può iniziare a spiccozzare. Supera il primo salto e quindi si infila in un canale nevoso piuttosto appoggiato. E&#8217; il mio turno: salgo per una rampa appoggiata con ghiaccio di bassa qualità fino a raggiungere la base del salto principale. Lo scrutiamo. L&#8217;idea è quella di sostare  immediatamente alla base del tratto più verticale oppure subito sopra di esso e quindi, con un altro tiro, raggiungere la sommità del salto. Parte Cece per un tratto ripido e piuttosto continuo: arriva alla base del tratto più verticale e sosta. Lo raggiungo e ho i polpacci in fiamme! Cerco di sghisare un po&#8217; e quindi mi getto sul tratto più verticale lungo pochi metri. Lo supero senza troppe difficoltà e sosto proprio alla sommità del passo. Cece quindi termina il salto e sosta in una zona più appoggiata. Ancora una volta il ghiaccio è di scarsa qualità, ma fortunatamente le difficoltà sono molto ridotte; sosto presso un albero e quindi parte Cece che completa il tratto finale della cascata.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora ci attende la discesa: un bel ravano su neve fresca che affrontiamo aiutandoci con picca e ramponi applicando un po&#8217; di grass-tooling! Scivolando e affondando, riguadagnamo la base della cascata e poi, con un ritmo decisamente più rapido di quello di salita, ritorniamo finalmente alla macchina, mentre il sole sta sparendo dietro le cime.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Val Paghera: Albero di Natale e Lo Scivolo]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/12/val-paghera-albero-di-natale-e-lo-scivolo/</link>
<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 16:15:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
<guid>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/12/val-paghera-albero-di-natale-e-lo-scivolo/</guid>
<description><![CDATA[sabato 10 gennaio Sono le 6:40 quando esco di casa: mi attende un viaggio in solitaria fino a Sondri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>sabato 10 gennaio</p>
<p style="text-align:justify;">Sono le 6:40 quando esco di casa: mi attende un viaggio in solitaria fino a Sondrio dove mi troverò con Cece per poi spostarci in provincia di Brescia.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo un viaggio interminabile, aver superato il lago, quindi il passo dell&#8217;Aprica ed essere scesi a Edolo, finalmente ci troviamo in Val Paghera! La parte alta della strada è ancora imbiancata e quindi dobbiamo montare le catene, con il non piacevole risultato di gelarci le mani! Riusciamo così a raggiungere il rifugio Alla Cascata dove lasciamo l&#8217;auto per percorrere il breve sentiero che conduce alle colate.</p>
<p style="text-align:justify;">Troviamo numerosi ice-climber che stanno già spiccozzando, così ci accodiamo per salire l&#8217;<a href="http://www.fraclimb.com/R11_alberonatale.html">Albero di Natale </a>(parte sinistra). Dopo una gelida attesa, possiamo finalmente partire: supero così il primo salto senza troppe difficoltà e raggiungo la sosta da dove recupero Cece. Prosegue quindi fino a raggiungere la sommità della colata da cui ci caliamo con un paio di doppie. Visto il buon risultato, ci spostiamo verso Terrordactyl, ma purtroppo il braccio indolenzito di Cece colpito da un pezzo di ghiaccio ci consiglia di rivolgerci a<a href="http://www.fraclimb.com/R11_scivolo.html"> Lo Scivolo</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">La prima parte della cascata è coperta dalla neve e lo superiamo camminando; quindi Cece sale il primo e unico salto verticale. E&#8217; il mio turno: con la corda dall&#8217;alto supero il tiro ma, mentre sto schiodando, la fettuccia di un rivio scivola dal chiodo e mi cade di mano. Arrivo alla sosta e parto per la lunghezza successiva: arrampicando su ghiaccio crostoso ma facile, raggiungo il secondo punto di sosta da cui si arriva al sentiero di discesa. Provo quindi a tornare all&#8217;attacco, nella speranza di ritrovare il rinvio perso e, fortunatamente (che culo!) riesco a recuperarlo poco sotto la partenza della cascata! Riprendiamo così la lunga strada del rientro: le catene non ci creano grossi problemi e la temperatura più mite rispetto al mattino ci permette di evitare un ulteriore congelamento delle mani.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cascata di Borghetto]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2009/01/05/cascata-di-borghetto/</link>
<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 10:31:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
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<description><![CDATA[sabato 3 gennaio Eccoci ad Isola, all&#8217;imbocco della Val Febbraro; abbiamo con noi gli sci e al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">sabato 3 gennaio</p>
<p style="text-align:justify;">Eccoci ad Isola, all&#8217;imbocco della Val Febbraro; abbiamo con noi gli sci e allora, da brillanti, decidiamo di utilizzarli per agevolarci l&#8217;avvicinamento alla<a href="http://www.cascate.it/lombardia/cascata-del-borghetto-.html"> cascata di Borghetto</a>. Cominciamo a risalire il pendio. Salgo per pochi metri e lo sci destro comincia a non tenere: la pelle appena messa si sta staccando! Provo a bloccarla con del nastro. Per qualche metro l&#8217;espediente sembra funzionare, ma poi la pelle torna a staccarsi. Stufo, mi carico gli sci sullo zaino e mi metto in coda a Cece che cammina facendo scivolare i suoi sci sulla traccia battuta.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci addentriamo in Val Febbraro fino a trovarci di fronte alla cascata: la parte alta non sembra in buone condizioni, ma oramai siamo qui e quindi tanto vale raggiungere la base. Attraversiamo il torrente e poi risaliamo il breve pendio che conduce alla base della colata facilitati dalla traccia già presente. All&#8217;attacco troviamo un altra cordata che inizia a risalire il primo salto. Quando arrivano alla sosta, parte Cece che si ferma a metà del primo salto. E&#8217; il mio turno: salgo la restante parte del primo muro fino a raggiungere la base del secondo salto. La cordata che ci precede sta decidendo il da farsi: alla fine optano per la calata in doppia perchè la parte alta non sembra fattibile. Noi non siamo da meno e, con una breve corda doppia e un tratto nel bosco, siamo di nuovo alla base.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; ancora presto e quindi, attrezzata una sosta, cominciamo a fare un po&#8217; di moulinette rimanendo sempre sulla parte sinistra della cascata. Alla fine della giornata, ripercorriamo il primo salto così da recuperare il materiale della sosta. Stiamo per preparare la doppia dall&#8217;albero quando sentiamo delle invocazioni d&#8217;aiuto. Guardo verso la stradina sul fondo valle e individuo un piccolo drappello di persone che guarda verso il nostro versante. Cercando di velocizzare le manovre, scendiamo fino agli sci e da qui raggiungiamo il gruppo di scialpinisti fermi sulla strada. Chiediamo cosa sia successo e ci viene indicato uno scialpinista bloccato in prossimità della prima cascata poco più a valle di quella del Borghetto. E&#8217; sceso nel bosco e ora non è in grado di proseguire nè di tornare indietro. L&#8217;elicottero è già stato avvisato e ben presto lo sentiamo arrivare. Con l&#8217;arrivo dei soccorsi, riprendiamo la discesa verso valle racchettando non poco prima del pendio che sovrasta l&#8217;abitato di Isola: gli sci sono stati decisamente una scelta molto infelice!</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Couloir Pontresina]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2008/12/29/couloir-pontresina/</link>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 09:35:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
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<description><![CDATA[domenica 28 dicembre Un freddo pungente ci investe mentre apriamo le portiere della macchina: ma per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">domenica 28 dicembre</p>
<p style="text-align:justify;">Un freddo pungente ci investe mentre apriamo le portiere della macchina: ma perchè non mi dedico ad un altro sport?! Poi con l&#8217;avvicinamento, il sangue comincia a scorrere e a scaldare le nostre membra intorpidite tanto che, arrivati all&#8217;attacco del <a href="http://www.planetmountain.com/ice/vie/detail.html?skip=4&#38;area=Alpi%20Centrali">Couloir</a>, abbiamo quasi caldo! Il primo tiro è onere di Cece: un bel muro di 3/4 metri che viene  superato con perfetta tecnica d&#8217;artificiale. Posizionando 4 chiodi, Cece viene così  a capo del principale ostacolo rappresentato da questa cascata. Ovviamente tutto questo costa non poca fatica e una certa ghisa nelle braccia, ma del resto siamo alle prime armi&#8230; Anch&#8217;io ho il mio bel da fare per superare il tratto e finalmente raggiungo la sosta con un braccio anchilosato e i polpacci che invocano pietà: il più è fatto, complimenti Cece! Ora tocca al sottoscritto.  Guardo in alto. Il secondo tiro è una rampa estremamente appoggiata: in pratica si tratta di un raccordo con il salto seguente. Propongo allora a Cece di cedermi la conduzione per due tiri. E così eccomi sul salto sgocciolante  della terza lunghezza: è più lungo di quello iniziale, ma anche più appoggiato e così riesco a superarlo senza troppi problemi. La quarta lunghezza propone un altro breve saltino, con ghiaccio fradicio (lo scarso sole comincia a fare effetto!), poi è nuovamente il mio turno sull&#8217;ultimo tiro: un salto divertente che mi permette di godere pienamente della scalata.</p>
<p style="text-align:justify;">Soddisfatti per la salita, riprendiamo la strada del ritorno. In macchina, ovviamente, l&#8217;argomento non può che essere: che cascata faremo la prossima volta? I progetti sono già innumerevoli, anche perchè in zona Albigna-Engadina il ghiaccio è abbondante e presenta molti problemi adatti ai principianti. Per onore di cronaca, ci siamo fermati a dare un occhio al <a href="http://fraclimb.wordpress.com/2008/02/04/pontresina/">canyon di Pontresina</a>, ma non è ancora possibile scalare: il ghiaccio arriva circa a metà della parete.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[We lungo a Sciaffusa(CH) e Costanza(D).]]></title>
<link>http://maurito54.wordpress.com/2008/12/13/we-lungo-a-sciaffusach-e-costanzad/</link>
<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 18:39:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>maurito54</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo viaggio, seppur di pochi giorni, era stato preparato nel mese di novembre, appena tornati dal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questo viaggio, seppur di pochi giorni, era stato preparato nel mese di novembre, appena tornati dalla precedente uscita a <a href="http://maurito54.wordpress.com/2008/11/06/we-a-bellinzona-e-locarno/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">Bellinzona</span></a>. La vita familiare però non si può programmare completamente, pertanto anziché partire il venerdì 5 sera, abbiamo dovuto spostare la partenza al sabato mattina.</p>
<p><strong>6/12/2008 </strong>- Km. 25.077<strong><br />
</strong></p>
<p>Dopo un prezioso suggerimento in una discussione su <a href="http://www.camperonline.it" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">CamperOnLine</span></a> riguardo le mie catene di una misura sbagliata, ho deciso di passare dal <a href="http://maurito54.wordpress.com/2008/10/16/il-concessionario/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">concessionario</span></a> e sostituirle, così da non avere eventuali spiacevoli problemi durante questo viaggio, <a href="http://www.ilmeteo.it/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">il meteo</span></a> dà una previsione davvero triste, pioggia e neve fino a domenica.</p>
<p>Pertanto questo viaggio parte da Monza, sede dell&#8217;altro negozio del <span style="color:#888888;"><span style="color:#000000;">concessionario</span> </span> poiché quello solito ne era sprovvisto, partiamo alle ore 10,30 con direzione Sciaffusa (Schaffhausen), il tempo non sembra male, ma con le nostre catene nuove e della misura giusta, ci sentiamo più sicuri.</p>
<p>Il viaggio è tranquillo e scorrevole, non ci sono code, alle 11,45 siamo al confine di Brogeda (CO), alle 12,45 siamo al traforo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_stradale_del_San_Gottardo" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">San Gottardo</span></a>, pensavo di trovare più coda, ma per fortuna c&#8217;è solo una piccola attesa, giusto un paio di sequenze semaforiche e passiamo senza nessun problema.</p>
<p>E&#8217; bello viaggiare per i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cantoni_della_Svizzera" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">cantoni svizzeri</span></a>, è come un grande puzzle che pian piano stiamo ricomponendo. Stiamo andando all&#8217;estremo nord di questo Paese che si sta rivelando molto interessante.</p>
<p>Una curiosità, prima di entrare nel tunnel siamo stati scortati dalla neve alta sui bordi dell&#8217;autostrada, appena passati, invece, non c&#8217;è più nulla, piove a dirotto, ma stranamente non c&#8217;è traccia di neve, neanche nelle campagne adiacenti.</p>
<div id="attachment_1377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 379px"><img class="size-full wp-image-1377" title="blsch011" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch011.jpg" alt="La pausa pranzo." width="369" height="252" /><p class="wp-caption-text">La pausa pranzo.</p></div>
<p>Ci fermiamo alle 13,30 per il pranzo in un&#8217;area di parcheggio dell&#8217;autostrada, assieme ad altri camion, subito poco dopo l&#8217;uscita del tunnel, un bel risotto caldo è quello che ci vuole, un bel caffè caldo è quel che serve per ripartire.</p>
<p>Piove incessantemente per tutto il tempo, fino a Zurigo, dove alle porte della città troviamo un&#8217;immobile colonna di auto, noi in teoria dovremmo aspettare pazientemente il dissolversi dell&#8217;ingorgo, ma &#8230; la nostra indole italiana ci spinge a trovare un&#8217;alternativa, sempre rispettando la segnaletica e l&#8217;altrui traffico.</p>
<p>Decido di deviare per il centro città, al primo bivio possibile, percorro la corsia che ci porta verso quel centro che ormai ben conosciamo, grazie al nostro fido navigatore c&#8217;immettiamo in autostrada dall&#8217;altra parte della città e senza nessun problema.</p>
<p>Alle 18,00 e con il contachilometri che segna <strong>25.427</strong>, arriviamo a Sciaffusa, ormai è buio, piove a tratti e per fortuna poco, senza sapere molto, seguiamo il cartello del centro cittadino e subito dietro la cattedrale troviamo un parcheggio a spina di pesce, la mia lunghezza di mt. 7,2 mi costringe a scegliere uno degli ultimi posti a disposizione, così da non intralciare la carreggiata (<span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=47.6957,8.6360&#38;sll=41.442726,12.392578&#38;sspn=16.063732,28.300781&#38;ie=UTF8&#38;ll=47.695938,8.636273&#38;spn=0.001762,0.003455&#38;t=h&#38;z=18" target="_blank"><img class="alignnone" title="GoogleMap" src="http://www.rsnail.net/magellano/img/icons/google.gif" alt="" width="16" height="16" /></a></span></span></span></span>), per fortuna ho l&#8217;aiuto di Marta che mi assiste a sfiorare l&#8217;albero che ci sovrasta.</p>
<div id="attachment_1379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1379" title="blsch02" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch02.jpg" alt="Il parcheggio sotto l'albero." width="358" height="211" /><p class="wp-caption-text">Il parcheggio sotto l&#39;albero.</p></div>
<div id="attachment_1414" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1414" title="blsch15" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch15.jpg" alt="aa" width="358" height="142" /><p class="wp-caption-text">L&#39;ampio parcheggio.</p></div>
<p>Come ormai ben sappiamo, anche qui ci sono i parchimetri, ma essendo già di sabato e ormai verso le 19,00, la sosta sarà libera fino a lunedì mattina, così chiudiamo tutto, non c&#8217;è un freddo particolare, non accendiamo la stufa, lasciamo anche il frigorifero spento e camminiamo per il piccolo centro cittadino, c&#8217;è ancora qualche banchetto natalizio che si è attardato alla chiusura, ma per strada non c&#8217;è quasi più nessuno.</p>
<div id="attachment_1380" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1380" title="blsch03" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch03.jpg" alt="Le strade deserte." width="269" height="276" /><p class="wp-caption-text">Le strade deserte.</p></div>
<p>Quella che possiamo vedere di sera è una piccola cittadina deserta, con qualche luce fioca e sparsa che rattrista un pò l&#8217;atmosfera, anziché rallegrarla per le feste, però nonostante il silenzio che ci circonda non c&#8217;è nessuna tensione. Qua e là ci sono anche delle donne sole che vanno verso le loro mete e la loro sicurezza ci conforta molto.</p>
<p>Scopriamo anche un altro parcheggio possibile per la sosta di un camper, sempre con i suoi bei parchimetri, ma la sua vicinanza con la stazione ci fa decidere per restare lì, a fianco alla cattedrale, nonostante l&#8217;estrema vicinanza con il campanile maestoso e minaccioso, con il suo suonare anche i quarti d&#8217;ora. Ormai non piove più da quando siamo arrivati e questo ci permette di camminare con più tranquillità, senza molti problemi.</p>
<p>Saliamo anche la scalinata del castello di Mounot, che ovviamente a quest&#8217;ora è chiuso, il panorama è buono, ma una fotografia non rende l&#8217;idea, ci ripromettiamo di tornare l&#8217;indomani, con più calma, per una visita più accurata a questo strano castello circolare.</p>
<p>Ritornando al camper ci prepariamo la cena, la provvidenziale <a href="http://ricemme.wordpress.com/2008/12/15/la-torta-salata/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">torta salata</span></a> preparata ieri sera, così come il <a href="http://ricemme.wordpress.com/2008/12/15/il-pane/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">pane fatto in casa</span></a>, ci confortano e ci fanno sempre più apprezzare quanto, quella del camper, sia stata una giusta scelta di vita, siamo a casa nostra, con le &#8220;<em>nostre cose</em>&#8220;, dall&#8217;altra parte della Svizzera. Così decidiamo di fermarci in città, in modo da poterla vedere domattina con più calma e successivamente andremo alle cascate del Reno.</p>
<div id="attachment_1382" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1382" title="blsch04" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch041.jpg" alt="La lettura sul camper." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">La lettura sul camper.</p></div>
<p>La sera si conclude leggendo, Marta un libro ed io la mia rivista &#8220;<a href="http://www.vitaincamper.it/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">Vita in Camper</span></a>&#8221; del mese di dicembre, cosa c&#8217;è di meglio di sfogliare con calma una rivista sui camper, seduto comodamente sul proprio camper, con la stufa accesa?</p>
<p>Il termometro esternamente segna 9°, decido di non lasciare la stufa accesa, fuori ha ricominciato a piovere e di sicuro non gelerà; il nostro piumone, con il rinforzo di un caldo sacco a pelo e la tuta addosso, ci fanno dormire con tranquillità, le campane non si sentono neanche, anzi, quel leggero tintinnio ogni &#8216;15 ci fa sentire meno soli. Fuori non si sente nessun rumore, se non lo schiamazzare di qualche ragazzo un pò bevuto nelle ore piccole.</p>
<p><strong>7/12/2008</strong></p>
<p>Avevo messo la sveglia alle 8,00, contando sul movimento della città e sulle campane, ma al suonare della sveglia non c&#8217;era in giro un&#8217;anima. Il campanile non ha disturbato per nulla, alle 7 avevo anche acceso la stufa, il termometro segna 5°. Ben presto finisce anche la bombola che sapevo ormai agli sgoccioli, così ci si alza con più calma, una bella colazione calda e poi cambio la bombola, ormai non serve più accenderla.</p>
<p>Assistiamo all&#8217;apertura delle bancarelle dei mercatini, finalmente c&#8217;è un pò di vita, nell&#8217;attesa che finiscano gli allestimenti, decidiamo di visitare il castello di Munot.</p>
<div id="attachment_1385" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1385" title="blsch051" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch051.jpg" alt="Il castello di Munot." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Il castello di Munot.</p></div>
<p>La lunga scalinata finisce proprio sul portone d&#8217;ingresso, sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più, visti gli altri castelli e le loro ristrutturazioni. Avevamo letto che nei secoli scorsi era anche stato ridotto ad una cava di pietre, ma poi la sua ristrutturazione l&#8217;aveva fatto risorgere.</p>
<div id="attachment_1386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-1386" title="blsch06" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch06.jpg" alt="La scalinata della torre." width="336" height="252" /><p class="wp-caption-text">La scalinata della torre.</p></div>
<p>L&#8217;atrio che ci si prospetta davanti è l&#8217;unico ambiente che è possibile visitare, o forse è meglio dire, l&#8217;unico ambiente chiuso rimasto visitabile, mentre la parte centrale e superiore della costruzione rotonda, ha un ampio cortile, adibito oggi a pub, dove vengono anche svolti degli spettacoli serali.</p>
<div id="attachment_1387" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1387" title="blsch07" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch07.jpg" alt="L'atrio del castello." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">L&#39;atrio del castello.</p></div>
<p>Dal corridoio esterno sulla parte circolare superiore si può scorgere un ottimo panorama della piccola città di Sciaffusa, mentre attorno alle mura del castello circolare, nella zona del fossato che è rimasta, ci sono dei daini, ben accuditi, che circolano indisturbati.</p>
<div id="attachment_1388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 333px"><img class="size-full wp-image-1388" title="blsch08" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch08.jpg" alt="Il fossato con i daini." width="323" height="243" /><p class="wp-caption-text">Il fossato con i daini.</p></div>
<div id="attachment_1389" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-1389" title="blsch09" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch09.jpg" alt="Il fiume Reno." width="336" height="192" /><p class="wp-caption-text">Il fiume Reno.</p></div>
<div id="attachment_1390" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1390" title="blsch10" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch10.jpg" alt="La città sottostante al castello." width="358" height="210" /><p class="wp-caption-text">La città sottostante al castello.</p></div>
<div id="attachment_1392" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1392" title="blsch11" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch11.jpg" alt="Verso la cattedrale." width="358" height="222" /><p class="wp-caption-text">Verso la cattedrale.</p></div>
<div id="attachment_1391" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1391" title="blsch12" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch12.jpg" alt="Verso la cattedrale." width="358" height="196" /><p class="wp-caption-text">Il resto della città.</p></div>
<div id="attachment_1393" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1393" title="blsch13" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch13.jpg" alt="La scalinata dall'alto." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">La scalinata dall&#39;alto.</p></div>
<p>Proseguiamo poi nella visita alla città, anche qui come nelle altre cittadine svizzere, troviamo l&#8217;interessante soluzione urbanistica che porta ad avere le scuole in un&#8217;unica zona, in questo modo si concentrano tutte le infrastrutture inerenti la scuola stessa; qui a Sciaffusa troviamo le scuole subito fuori al castello. Ci dirigiamo verso la parte centrale, dove finalmente potremo curiosare tra le bancarelle e scoviamo un curioso portoncino, realizzato con utensili dismessi: un&#8217;ottima idea per riciclare e far rivivere gli oggetti apparentemente dismessi. Troviamo anche dei curiosi edifici, con le facciate dipinte con figure varie, proprio a rappresentare una qualche storia che li riguarda.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_1395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1395" title="blsch14" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch14.jpg" alt="Il portoncino curioso." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">Il portoncino curioso.</p></div>
<p>La temperatura resta sempre bassa e tra le bancherelle troviamo bracieri improvvisati per scaldare e attirare i passanti. Il profumo della legna che brucia e delle salamelle friccicanti invade le strade dei mercatini e stuzzica non poco l&#8217;appetito.</p>
<div id="attachment_1399" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1399" title="blsch17" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch17.jpg" alt="La facciata dipinta." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">La facciata dipinta.</p></div>
</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<div id="attachment_1397" class="wp-caption aligncenter" style="width: 252px"><img class="size-full wp-image-1397" title="blsch16" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch16.jpg" alt="Il bracere sulla via." width="242" height="322" /><p class="wp-caption-text">Il braciere sulla via.</p></div>
</div>
<p>Non abbiamo volutamente cambiato gli euro con i franchi svizzeri, poiché si riesce ugualmente a comprare, o con la carta di credito, o con le conversioni volanti (il cambio è 1 Frs = € 1,51). Prendiamo delle verdure farcite sfiziosamente con dei formaggi, poi torniamo verso il camper e visitiamo la cattedrale che ci ha accolto nei suoi dintorni per la notte.</p>
<div id="attachment_1401" class="wp-caption aligncenter" style="width: 332px"><img class="size-full wp-image-1401" title="blsch22" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch221.jpg" alt="La cattedrale." width="322" height="242" /><p class="wp-caption-text">La cattedrale.</p></div>
<p>E&#8217; una struttura imponente, non è una chiesa cattolica, all&#8217;interno sta terminando una funzione, così esploriamo un pò l&#8217;esterno e lasciamo l&#8217;interno per ultimo.</p>
<div id="attachment_1403" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1403" title="blsch18" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch181.jpg" alt="L'interno della cattedrale." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">L&#39;interno della cattedrale.</p></div>
<p>Quello che colpisce è la grande luminosità dell&#8217;ambiente.</p>
<div id="attachment_1404" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1404" title="blsch19" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch19.jpg" alt="L'organo sopra l'ingresso princiaple." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">L&#39;organo sopra l&#39;ingresso principale.</p></div>
<p>Verso le ore 12,30 ci dirigiamo alle famose cascate di Schaffhausen, la meta principale di questo viaggio, non è difficile arrivarci, le indicazioni sono ovunque e ci arriviamo in un attimo, anche il parcheggio riservato ai camper è ben segnato e servito, ma decido di non entrare, data la stagione è completamente vuoto ed in fondo c&#8217;è uno splendido parcheggio libero che ci potrà accogliere per qualche ora, tempo di visitare le ormai famose cascate del Reno e mangiare (<span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=47.6724,8.6083&#38;sll=41.442726,12.392578&#38;sspn=14.317777,27.993164&#38;ie=UTF8&#38;ll=47.672836,8.608754&#38;spn=0.001571,0.003417&#38;t=h&#38;z=18" target="_blank"><img class="alignnone" title="GoogleMap" src="http://www.rsnail.net/magellano/img/icons/google.gif" alt="" width="16" height="16" /></a></span></span></span></span>).</p>
<div id="attachment_1405" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1405" title="blsch23" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch23.jpg" alt="Il parcheggio per i camper." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Il parcheggio per i camper.</p></div>
<p>Decidiamo di recarci subito alla visita, così da approfittare del tempo buono, non piove ed a tratti c&#8217;è anche uno spiraglio di sole, seguiamo a piedi il sentiero verso le cascate.</p>
<div id="attachment_1408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 413px"><img class="size-full wp-image-1408" title="blsch24" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch24.jpg" alt="Le cascate dal parcheggio." width="403" height="176" /><p class="wp-caption-text">Le cascate dal parcheggio.</p></div>
<p>Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cascate_del_Reno" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">cascate sul Reno</span></a> sono le cascate più larghe d&#8217;Europa, da quanto avevo letto mi ero fatto l&#8217;idea che fossero più alte, ma posso assicurare che la massa di acqua che si vede passare è davvero impressionante, per non dire della forza di quella corrente e gli spruzzi che solleva.</p>
<div id="attachment_1409" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1409" title="blsch25" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch25.jpg" alt="Viste dal fianco." width="358" height="220" /><p class="wp-caption-text">Viste dal fianco.</p></div>
<div id="attachment_1410" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1410" title="blsch26" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch26.jpg" alt="Con uno sfondo impetuoso." width="358" height="229" /><p class="wp-caption-text">Con uno sfondo impetuoso.</p></div>
<p>La corrente dell&#8217;acqua è impressionante, man mano che ci si avvicina, si viene catturati dallo spettacolo che cambia ad ogni variare del punto di osservazione.</p>
<div id="attachment_1416" class="wp-caption alignleft" style="width: 241px"><img class="size-full wp-image-1416" title="blsch27" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch27.jpg" alt="Il totem con la manovella." width="231" height="358" /><p class="wp-caption-text">Il totem con la manovella.</p></div>
<p>Sul percorso verso le cascate, proprio a ridosso delle stesse, c&#8217;è un curioso totem che permette di sperimentare quanta energia elettrica si può trarre dalla forza dell&#8217;acqua: girando una manovella, s&#8217;illuminano delle spie luminose in sequenza crescente, in funzione  della velocità con cui si fa ruotare la manovella si produce la potenza che viene indicata accanto ad ogni spia luminosa, una curiosità che attrae grandi e piccoli.</p>
<p>Attorno alle cascate c&#8217;è una vasta vegetazione che, seppur scarsa per la stagione in cui siamo, fa ben immaginare come sarà d&#8217;estate, ma anche già solo in primavera, così come la fauna. Già ora ci sono degli uccelli che si posano attorno, di sicuro questo è un paradiso naturale di fauna e flora che trionfa nella buona stagione.</p>
<p>L&#8217;unico modo per attraversare il Reno, per poter accedere così alla passerella sospesa sulle cascate, è passare sul ponte ferroviario, dove sono sistemati dei camminamenti laterali posti in sicurezza rispetto al traffico ferroviario. Apparentemente sembra un percorso lungo, ma l&#8217;attrattiva dello spettacolo naturale rende la camminata piacevole e per nulla faticosa.</p>
<div id="attachment_1417" class="wp-caption aligncenter" style="width: 391px"><img class="size-full wp-image-1417" title="blsch28" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch28.jpg" alt="Vista ravvicinata dal lato." width="381" height="192" /><p class="wp-caption-text">Vista ravvicinata dal lato.</p></div>
<p>Arrivati sull&#8217;altra sponda, salendo a sinistra, c&#8217;è un altro parcheggio, (purtroppo non ho pensato di prendere le coordinate). Volendo ci potrebbe essere un&#8217;altra possibilità di sosta con un camper, anche se ad essere sinceri, con la bella stagione, penso che ci possa essere qualche difficoltà di movimento per i nostri mezzi.</p>
<div id="attachment_1418" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1418" title="blsch29" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch29.jpg" alt="L'impeto dell'acqua sotto passerella." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">L&#39;impeto dell&#39;acqua sotto passerella.</p></div>
<p>Lo sguardo viene immediatamente catturato da quel fragore e vedere scorrere quel turbinio d&#8217;acqua sotto la passerella, con i piedi ben fermi sul cemento, ti fa sembrare il pelo dell&#8217;acqua tanto vicino da sfiorarlo con la mano. Basta alzare lo sguardo, verso la roccia che é lì subito a destra, per rendersi conto che la natura è sempre imponente in tutte le sue espressioni di forza.</p>
<div id="attachment_1419" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1419" title="blsch30" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch30.jpg" alt="Il bordo impetuoso." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Il bordo impetuoso.</p></div>
<p>C&#8217;è anche un battellino  che parte dalla sponda opposta alla passerella, che accompagna i turisti nel centro delle rapide per farli salire sul cucuzzolo del sasso al centro delle cascate.</p>
<div id="attachment_1420" class="wp-caption aligncenter" style="width: 413px"><img class="size-full wp-image-1420" title="blsch31" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch31.jpg" alt="Il battellino." width="403" height="135" /><p class="wp-caption-text">Il battellino temerario.</p></div>
<p>E&#8217; incredibile come quella barchetta riesca ad affrontare i vortici e la corrente dell&#8217;acqua che scorre fragorosamente, per riuscire ad infilarsi con precisione nel centro delle transenne.</p>
<div id="attachment_1421" class="wp-caption aligncenter" style="width: 413px"><img class="size-full wp-image-1421" title="blsch32" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch32.jpg" alt="Il cucuzzolo centrale." width="403" height="188" /><p class="wp-caption-text">Il cucuzzolo centrale.</p></div>
<p>Ma è quando si ritorna sui propri passi, che si può notare l&#8217;eccezionalità di quella passerella sospesa, non solo perché é sospesa nel vuoto, ma perché è sostenuta da quell&#8217;unico pilone, nel bel mezzo di quel fragore d&#8217;acqua continuo, che ricorda un pò le tempeste oceaniche sui fari.</p>
<div id="attachment_1422" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1422" title="blsch33" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch33.jpg" alt="Il pilone che sorregge la terrazza." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">Il pilone che sorregge la terrazza.</p></div>
<p>A tal proposito, divagando un pò, mi ricorda molto il famoso poster &#8220;<em>Faro nella tempesta</em>&#8221; del fotografo Jean Guichard, che Marta mi ha regalato un compleanno di qualche anno fa.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img title="Il faro." src="http://images.easyart.com/highres_images/easyart/2/0/206559.jpg" alt="" width="336" height="500" /><p class="wp-caption-text">Il faro nell&#39;origine.</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img src="http://images.easyart.com/i/prints/rw/lg/2/0/Jean-Guichard-Faro-nella-tempesta---La-Jument-205307.jpg" alt="Il poster." width="400" height="264" /><p class="wp-caption-text">Il poster che ho sul divano di casa.</p></div>
<p>Di ritorno al camper, dopo quello spettacolo, ci siamo accorti dell&#8217;ora tarda, si pranzerà alle 15, un pò come se fosse una merenda anticipata, ma ne è valsa la pena. Il tempo si sta guastando ancora e pian piano ricomincia a piovere, mentre aspetto che l&#8217;acqua bolle, riguardo un pò le foto appena scattate alle cascate. Non c&#8217;è che dire, di sicuro non rendono bene l&#8217;idea, ma questo viaggio è valso proprio la pena, magari ci si tornerà in una primavera futura, con un tempo migliore, però anche in questa stagione, le cascate hanno sempre il loro fascino.</p>
<div id="attachment_1423" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1423" title="blsch34" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch34.jpg" alt="La sosta con l'acqua che bolle." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">La sosta con l&#39;acqua che bolle.</p></div>
<p>C&#8217;è da riportare, per la correttezza, che il posto in cui ci siamo fermati ha un bel cartello di divieto di campeggio. Noi non lo stiamo infrangendo, non abbiamo nulla a terra però quel divieto è giustificato, avendo un&#8217;area appositamente attrezzata a pochi metri!</p>
<p>Lasciamo la sosta alle cascate e quindi anche Sciaffusa alle 17,00 circa, proseguo il percorso verso la vicina cittadina di <a href="http://www.myswitzerland.com/it.cfm/destinazioni/escursioni/offer-About_TopAttractions-A_Culture-8868.html" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">Stein am Rhein</span></a>, con le sue caratteristiche abitazioni multi decorate. Il suo nome significa &#8220;<em>Pietra sul Reno</em>&#8221; e sembra una paesino delle fiabe , abbarbicato e immobile sulla riva del fiume, con le sue origini e tradizioni.</p>
<p>Inizialmente non capiamo perché i cartelli ci vorrebbero portare da una parte, mentre il navigatore ci porta dalla parte opposta, ma come attraversiamo il ponte, verso la cittadina, comprendiamo subito.</p>
<p>La strada è governata da un semaforo ed è troppo stretta per poter far scorrere il traffico in entrambi i sensi, infatti c&#8217;è un divieto di transito per i camion. Mentre noi passiamo senza nessuna difficoltà, riusciamo a buttare un veloce sguardo alla via centrale del paese.</p>
<p>Appena passato il piccolo centro, c&#8217;è un parcheggio sterrato, ma pianeggiante, c&#8217;è già fermo un altro camper tedesco ed anch&#8217;io io mi fermo e mi metto un pò più in là (<span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=47.6599,8.8623&#38;sll=46.747389,6.943359&#38;sspn=3.274513,6.998291&#38;ie=UTF8&#38;ll=47.659672,8.862855&#38;spn=0.003143,0.006834&#38;t=h&#38;z=17&#38;iwloc=addr" target="_blank"><img class="alignnone" title="GoogleMap" src="http://www.rsnail.net/magellano/img/icons/google.gif" alt="" width="16" height="16" /></a></span></span></span></span>), c&#8217;è tanto spazio, perché stare appiccicati? (<strong>Km. 25.463</strong>)</p>
<div id="attachment_1444" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1444" title="blsch48" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch48.jpg" alt="Il parcheggio di &#34;Stein am Rhein&#34;." width="358" height="170" /><p class="wp-caption-text">Il parcheggio di &#34;Stein am Rhein&#34;.</p></div>
<p>Anche qui c&#8217;è un parchimetro, addirittura da utilizzare per tutti i giorni della settimana, comprese le feste; però è obbligatorio il pagamento dalle ore 10 alle 18 e visto che ormai sono le 18,30, per oggi saremo esonerati dal pagamento e domani andremo via di sicuro prima.</p>
<p>Non fa quel freddo che si credeva, certo la temperatura è bassa, ma non si avvicina neanche allo zero, il frigorifero spento si comporta benissimo e così non accendiamo neanche la stufa, pur mettendo gli oscuranti coibentanti ai vetri.</p>
<p>Visitiamo con piacere questa graziosissima cittadina, l&#8217;unica via centrale è costellata da bancarelle, più che altro di cibo e bevande calde, ma c&#8217;è anche dell&#8217;artigianato locale. Curiosiamo anche un piccolo supermercato, giusto per dare uno sguardo alla vita di tutti i giorni dei cittadini, scopriamo così delle marche di prodotti che c&#8217;erano anche in Italia in passato e che poi hanno cambiato nome. Anche la semplice pasta Barilla é in una confezione teutonica più graziosa ed esplicativa.</p>
<div id="attachment_1427" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1427" title="blsch35" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch35.jpg" alt="L'ingresso notturno in paese." width="358" height="205" /><p class="wp-caption-text">L&#39;ingresso notturno in paese.</p></div>
<p>Colpiscono immediatamente, anche se ormai è buio, le facciate dipinte dei palazzi. E&#8217; bello poterli ammirare ancora, così come è bello poter osservare la diversità delle abitudini locali, rispetto a quelle italiane.</p>
<div id="attachment_1428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1428" title="blsch36" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch36.jpg" alt="Le facciate dipinte del palazzi." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Le facciate dipinte del palazzi.</p></div>
<p>Camminiamo un pò tra le piccole vie, notiamo che ci sono molte fontane rispetto alle case che le circondano e quasi tutte costruite nel 1800. C&#8217;è anche un museo di costumi ed usanze d&#8217;epoca, ma è chiuso e non solo per l&#8217;orario.</p>
<div id="attachment_1429" class="wp-caption aligncenter" style="width: 413px"><img class="size-full wp-image-1429" title="blsch37" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch37.jpg" alt="Il ponte sul Reno notturno." width="403" height="194" /><p class="wp-caption-text">Il ponte sul Reno notturno.</p></div>
<p>Oggi abbiamo pranzato tardi e Marta di sicuro adesso non ha ancora fame, fosse per me invece mangerei sempre, ma cerco di trattenermi. Alle 20 circa ritorniamo sul camper, accendiamo la stufa e, anziché cenare, iniziamo a parlare della meta del capodanno; si era parlato di Berlino, ma dipenderà realmente dal tempo che avremo a disposizione e anche dai progammi dei nosrti ragazzi, che anche se non sono presenti, sono sempre con noi.</p>
<div id="attachment_1430" class="wp-caption aligncenter" style="width: 272px"><img class="size-full wp-image-1430" title="blsch38" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch38.jpg" alt="La luna curiosa dietro il campanile." width="262" height="426" /><p class="wp-caption-text">La luna curiosa dietro il campanile.</p></div>
<p>A me sarebbe piaciuto molto averli tutti e tre assieme, come questa estate, ma si sa &#8230; sono giovani ed hanno desideri diversi dal venire con noi in giro per l&#8217;Europa.</p>
<p>Abbiamo ipotizzato anche Vienna e &#8230; Praga, e immaginato che il periodo potrebbe andare dal 27/12 al 6/1. La stanchezza inizia a farsi sentire e visto che l&#8217;incognita sono sempre &#8220;i ragazzi&#8221;, andiamo a dormire rimandando ad un&#8217;altra volta la conclusione; devo riconoscere che le protezioni invernali con il multistrato sono davvero eccellenti, soprattutto quella che separa la cabina di guida, si riesce ad avere nella cellula abitativa 15-17° senza tanto sforzo, considerando che in casa ne teniamo 18°, si sta proprio bene, ma una copertina di pile sulle spalle non guasta.</p>
<div id="attachment_1431" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-1431" title="blsch39" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch39.jpg" alt="L'atmosfera serale." width="448" height="283" /><p class="wp-caption-text">L&#39;atmosfera serale.</p></div>
<p>Andiamo a letto presto, il sonno non manca e domani dovremo stare in strada parecchio.</p>
<p><strong>8/12/2008</strong></p>
<p>Sveglia alle 8.00, ma alzarsi è un&#8217;altra cosa, giusto per accendere la stufa e fare pipì, per poi tornare nel calduccio del piumone fino alle 8,30. La notte è stata tranquilla, nessun rumore fastidioso, solo il camper tedesco che è partito presto e qualche pulitrice stradale che si sta accanendo all&#8217;incrocio vicino.</p>
<p>Una bella colazione fatta con latte caldo, caffè, biscotti, marmellata, che bello potersi deliziare di queste cose semplici. Ci prepariamo per la partenza, ma prima torniamo a visitare la via centrale del paese per vederla di giorno.</p>
<div id="attachment_1433" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1433" title="blsch40" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch40.jpg" alt="I palazzi della sera prima." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">I palazzi della sera prima.</p></div>
<p>Il paese é ancora addormentato, non c&#8217;è un grande movimento, le bancarelle sono ancora chiuse. Percorriamo tutta la &#8220;vasca&#8221; centrale, fino ad uscire dal paese dalla parte opposta, da dove in pratica dovrebbe arrivare il visitatore che segue il percorso che veniva suggerito dalle indicazioni stradali.</p>
<div id="attachment_1434" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-1434" title="blsch41" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch41.jpg" alt="La piazzetta." width="336" height="252" /><p class="wp-caption-text">La piazzetta.</p></div>
<p>Da quella parte del paese ci sono infatti ampi parcheggi, sempre con il solito parchimetro per tutti i giorni e dalle 10 alle 18. Credo che nella buona stagione ci siano davvero molte auto e camper e quindi, forse, la soluzione che involontariamente abbiamo adottato, potrebbe essere una valida variante alla probabile ressa.</p>
<div id="attachment_1435" class="wp-caption aligncenter" style="width: 262px"><img class="size-full wp-image-1435" title="blsch42" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch42.jpg" alt="Il municipio." width="252" height="336" /><p class="wp-caption-text">Il municipio.</p></div>
<p>Colpiscono davvero molto le decorazioni di quelle facciate, sarebbe interessante poter conoscere le origini di ognuna.</p>
<div id="attachment_1436" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-1436" title="blsch43" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch43.jpg" alt="La via centrale." width="336" height="252" /><p class="wp-caption-text">La via centrale.</p></div>
<div id="attachment_1437" class="wp-caption aligncenter" style="width: 222px"><img class="size-full wp-image-1437" title="blsch44" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch44.jpg" alt="Il palazzo di prima." width="212" height="283" /><p class="wp-caption-text">Il palazzo di prima.</p></div>
<div id="attachment_1441" class="wp-caption aligncenter" style="width: 262px"><img class="size-full wp-image-1441" title="blsch45" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch45.jpg" alt="La porta di uscita del paese." width="252" height="273" /><p class="wp-caption-text">La porta di uscita del paese.</p></div>
<div id="attachment_1442" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1442" title="blsch46" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch46.jpg" alt="Il municipio da lontano." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">Il municipio da lontano.</p></div>
<div id="attachment_1443" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1443" title="blsch47" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch47.jpg" alt="Una fontana con il gatto." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Una fontana con un gatto finto.</p></div>
<p>Lasciamo la bella cittadina alle ore 10,30 in direzione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costanza_(Germania)" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">Costanza</span></a>(D). Per strada mi fermo a fare gasolio, viste le feste fatico a trovare un distributore assistito, non per altro, con le carte di credito e non sapendo la lingua, il pericolo di combinare qualche guaio è sempre possibile.</p>
<p>Trovo un distributore dell&#8217;Agip, al momento di pagare scopro con piacere mio e del gestore che anche lui è italiano. Faccio gasolio a Fsv. 1,620/litro, in pratica a € 1,072, meno che in Italia, con litri 58,90, pari a Fsv 95,42 = € 63,19 .</p>
<p>Arriviamo nella città tedesca alle ore 11,20, la giornata è davvero bella, c&#8217;è un incredibile sole, rispetto a ieri. Per arrivare a Costanza, che é già in Germania,  dobbiamo passare la dogana ma non credevo di trovarla in città! L&#8217;ho trovato curioso.</p>
<div id="attachment_1450" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1450" title="blsch51" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch51.jpg" alt="Il piazzale." width="358" height="185" /><p class="wp-caption-text">Il piazzale.</p></div>
<p>Passato il controllo doganale Svizzera-Germania senza nessun problema, subito a sinistra troviamo un grande parcheggio per auto, bus e camper, anche qui ovviamente tutto a pagamento, ma per fortuna in Euro, € 1 all&#8217;ora. E&#8217; già quasi pieno, tanto che riesco a prendere l&#8217;ultimo posto libero e paghiamo per 3 ore (<span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=47.6579,9.1694&#38;sll=47.663791,9.160259&#38;sspn=0.001572,0.003417&#38;ie=UTF8&#38;ll=47.658075,9.16941&#38;spn=0.003144,0.006834&#38;t=h&#38;z=17&#38;iwloc=addr" target="_blank"><img class="alignnone" title="GoogleMap" src="http://www.rsnail.net/magellano/img/icons/google.gif" alt="" width="16" height="16" /></a></span></span></span></span>), il contachilometri segna Km. 25.491.</p>
<div id="attachment_1448" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1448" title="blsch49" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch491.jpg" alt="Il parcheggio di Costanza." width="358" height="210" /><p class="wp-caption-text">Il parcheggio di Costanza.</p></div>
<p>Per fortuna c&#8217;è un cartellone informativo turistico, così possiamo orientarci meglio, puntiamo sull&#8217;ufficio del turismo. Costanza é una città più vivace rispetto alle città svizzere che abbiamo visto fin&#8217;ora, anche delle più grandi come Zurigo.</p>
<div id="attachment_1449" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1449" title="blsch50" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch50.jpg" alt="Dietro al parcheggio." width="358" height="205" /><p class="wp-caption-text">Dietro al parcheggio.</p></div>
<p>Ci sono anche qui le bancarelle di Natale, sparse ovunque, ma ovviamente più nel centro pedonale. C&#8217;è molta gente in giro ed è facile distrarsi dalla meta prefissata, così prendiamo una cartina turistica della città, in italiano, con due percorsi suggeriti, uno da un&#8217;ora circa e l&#8217;altro da due, il tutto ad € 1. Come ormai spesso accade noi facciamo un pò di testa nostra, in fin dei conti, non siamo mica tedeschi! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  &#8230; e così facciamo un mix dei due percorsi, facendoci portare più dalla curiosità che da quanto c&#8217;è scritto.</p>
<p>L&#8217;ufficio del turismo è a due passi dal molo sulla foce del Reno, dove c&#8217;è la statua rotante di Imperia che rappresenta la città. Sotto la statua c&#8217;è anche un display che indica in tempo reale l&#8217;altezza dell&#8217;acqua nel lago: in quel momento segnava, mt. 2,81.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/af/Statua-di.imperia.jpg/200px-Statua-di.imperia.jpg" alt="La statua di Imperia." width="200" height="289" /><p class="wp-caption-text">La statua di Imperia.</p></div>
<p>Da qui partiamo per il nostro giro esplorativo, le persone aumentano a vista d&#8217;occhio, di sicuro invogliate anche loro dalla bellissima giornata, neanche troppo fredda.</p>
<div id="attachment_1453" class="wp-caption aligncenter" style="width: 413px"><img class="size-full wp-image-1453" title="blsch52" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch522.jpg" alt="La città dal molo." width="403" height="155" /><p class="wp-caption-text">La città dal molo.</p></div>
<div id="attachment_1454" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1454" title="blsch53" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch53.jpg" alt="L'altra sponda della città sul fiume." width="358" height="210" /><p class="wp-caption-text">L&#39;altra sponda della città sul fiume.</p></div>
<div id="attachment_1455" class="wp-caption aligncenter" style="width: 258px"><img class="size-full wp-image-1455" title="blsch54" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch54.jpg" alt="Il caratteristico faro d'ingresso del porto." width="248" height="369" /><p class="wp-caption-text">Il caratteristico faro d&#39;ingresso del porto.</p></div>
<div id="attachment_1456" class="wp-caption aligncenter" style="width: 332px"><img class="size-full wp-image-1456" title="blsch55" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch55.jpg" alt="Una via del centro." width="322" height="242" /><p class="wp-caption-text">Una via del centro.</p></div>
<div id="attachment_1457" class="wp-caption aligncenter" style="width: 243px"><img class="size-full wp-image-1457" title="blsch56" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch56.jpg" alt="Un caratteristico balconcino." width="233" height="336" /><p class="wp-caption-text">Un caratteristico balconcino.</p></div>
<p>Anche in questa stupenda città ci sono delle bellissime facciate decorate con dipinti che raffigurano scene di uomini e animali, così come i balconcini coperti, ornati e colorati che rappresentano una consuetudine ordinaria per i residenti, mentre per noi sono delle piacevoli soste con il naso all&#8217;aria.</p>
<div id="attachment_1458" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-1458" title="blsch57" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch57.jpg" alt="Una facciata dipinta." width="336" height="202" /><p class="wp-caption-text">Una facciata dipinta.</p></div>
<p>Anche qui ci sono moltissime biciclette e piste ciclabili, ogni marciapiede ha il suo bel lato riservato alle bici e non è difficile incrociare le mamme con i figli nel carrellino al seguito, oltre a bici da lavoro o tempo libero di tutti i tipi.</p>
<div id="attachment_1459" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1459" title="blsch58" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch58.jpg" alt="La bici aggiunta." width="358" height="174" /><p class="wp-caption-text">La bici aggiunta.</p></div>
<div id="attachment_1460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 332px"><img class="size-full wp-image-1460" title="blsch59" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch59.jpg" alt="Bici da carico di lavoro." width="322" height="232" /><p class="wp-caption-text">Bici da carico di lavoro.</p></div>
<div id="attachment_1461" class="wp-caption aligncenter" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1461" title="blsch60" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch60.jpg" alt="Una storia completa dipinta su tutto il palazzo." width="210" height="336" /><p class="wp-caption-text">Una storia completa dipinta su tutto il palazzo.</p></div>
<p>Durante la visita entriamo nella grande cattedrale di Nostra Signora, l&#8217;interno è molto luminoso, anche se sempre un pò minimalista.</p>
<div id="attachment_1466" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1466" title="blsch65" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch65.jpg" alt="La cattedrale." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">La cattedrale.</p></div>
<div id="attachment_1462" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1462" title="blsch61" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch61.jpg" alt="L'interno." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">L&#39;interno.</p></div>
<div id="attachment_1463" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1463" title="blsch62" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch62.jpg" alt="L'altare." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">L&#39;altare.</p></div>
<p>Nella cripta scopriamo che c&#8217;è anche un sepolcro dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Maurizio" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">S. Maurizio</span></a> e quindi, perché non riportarlo?</p>
<div id="attachment_1464" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1464" title="blsch63" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch63.jpg" alt="Il sepolcro di S. Maurizio." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">Il sepolcro di S. Maurizio.</p></div>
<p>Abbiamo trovato anche una diversa rappresentazione dei 12 apostoli al capezzale di Maria, un altorilievo colorato con colori vivaci.</p>
<div id="attachment_1465" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1465" title="blsch64" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch64.jpg" alt="La rappresentazione delgi apostoli." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">La rappresentazione degli apostoli.</p></div>
<p>C&#8217;è anche una statua particolare, raffigurante il Cristo seduto ed affranto.</p>
<div id="attachment_1469" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><img class="size-full wp-image-1469" title="blsch68" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch68.jpg" alt="Il crito stanco." width="269" height="358" /><p class="wp-caption-text">Il cristo stanco.</p></div>
<p>Dopo tanto camminare ci siamo anche fermati per degustare qualche specialità del luogo, un bel panino con salamella, un panino con dentro la fonduta bollente (eccezionale!), del vin brulè, patatine fritte, insomma, quel che serve per rifocillarsi.  <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_1467" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1467" title="blsch66" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch66.jpg" alt="Il chisco alimentare." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Il chiosco alimentare.</p></div>
<div id="attachment_1468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-1468" title="blsch67" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/12/blsch67.jpg" alt="Le patatine e il vin brulè." width="358" height="269" /><p class="wp-caption-text">Le patatine e il vin brulè.</p></div>
<p>Alle ore 15,00 lasciamo la città, in perfetto ritardo italiano sul parcheggio, ma per fortuna non abbiamo avuto nessuna conseguenza.</p>
<p>Alla frontiera Germania-Svizzera una solerte agente donna ci ha guardato molto attentamente i documenti, non capendo una parola di italiano, però ha saputo dire &#8220;Nienti ta dikiarrarre?&#8221;, &#8220;Peso?&#8221;, abbassandosi anche a guardare quanto fosse alta la cellula sulle ruote, alla seconda domanda non ero preparato, ma ho risposto un bel &#8220;33&#8243; con le dita, confortato dalla ricevuta che tengo sempre gelosamente nel libretto.</p>
<p>Seguo la strada che il navigatore mi indica, il pomeriggio è ancora assolato e la strada è libera e scorrevole, seguiamo anche le sponde del lago di Costanza, fino a sfiorare lo stato del Liechtenstein e proseguendo poi fino al passo del S. Bernardino.</p>
<p>E&#8217; la prima volta che percorriamo questo tratto di pseudo autostrada, è curioso scoprire che a volte diventa una semplice strada provinciale, con le auto che arrivano in senso contrario, sulla stessa carreggiata e sulla corsia opposta.</p>
<p>Prima di iniziare le salite eravamo stati sorpassati da una colonna di 5-6 motorhome, il più datato in testa e sfrecciavano baldanzosi, mentre io mantenevo i miei 100 km/h.</p>
<p>Appena sono iniziate le salite, il nostro Ford Transit ha dato il meglio di se, al massimo scalando in 4, è riuscito benissimo a mantenere i suoi bei 80 Km/h, così come da divieto, senza nessuna fatica, sorpassando anche la colonna precedente di motorhome, che arrancavano a fatica &#8230; saranno stati dei motori Fiat? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Anche la discesa è stata tranquilla, nonostante la pendenza, il freno motore ha retto benissimo, facendomi risparmiare molte volte il pedale del freno.</p>
<p>Una volta arrivati nella vallata del Ticino a Bellinzona, è stato un pò emozionante scorgere i 3 castelli illuminati nel buio, facenti parte di quel tassello del puzzle di cui parlavo all&#8217;inizio.</p>
<p>Il traffico poi è stato sempre scorrevole e senza particolare menzione, ormai siamo di casa alla dogana e anche l&#8217;inevitabile coda a Milano, prima dell&#8217;ingresso sulla A4, non ha disturbato molto, anzi, è servito per raccogliere le prime cose, pronti allo sbarco nel rimessaggio, siamo arrivati alle ore 20,00 ed il contachilometri segna Km. <strong>25.853</strong>.</p>
<p>Le operazioni di pulizia del bagno e di scarico delle acque grigie e nere, comprese lo svuotamento del boiler e delle chiare per il gelo, sono avvenute in una mezz&#8217;oretta, segno che ormai ci stiamo prendendo la mano, nonostante il buio pesto che c&#8217;è al rimessaggio, riusciamo a lasciare <span style="color:#008000;"><strong>Zonker</strong></span> pronto per un&#8217;altra prossima avventura.</p>
<h2 style="text-align:center;">Il percorso (<a href="http://maps.google.it/maps?f=d&#38;saddr=Via+delle+industrie+44,+Monza&#38;daddr=Schaffhausen+to:Stein+am+Rhein,+Svizzera+to:Costanza,+Germania+to:Trezzo+sull%27Adda+MI&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;mra=ls&#38;sll=47.695938,8.636273&#38;sspn=0.001762,0.003455&#38;ie=UTF8&#38;ll=46.604167,8.964844&#38;spn=3.683493,7.075195&#38;z=7" target="_blank"><img class="alignnone" title="GoogleMap" src="http://www.rsnail.net/magellano/img/icons/google.gif" alt="" width="16" height="16" /></a>)</h2>
<p style="text-align:center;"><strong>o-o-o</strong></p>
<p style="text-align:left;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Documentazione:</strong></span><br />
<span style="text-align:left;">Alcuni suggerimenti da </span><span style="text-align:left;"><a href="http://digilander.libero.it/maurito54/images/Sciaffusa.pdf" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">scaricare</span></a> </span><span style="text-align:left;"> in Pdf, oltre alla guida Lonely Planet sulla Svizzera, già citata nel <a href="http://maurito54.wordpress.com/2008/10/07/we-a-zurigo/" target="_blank"><span style="color:#0000ff;">We a Zurigo</span></a>.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Statistiche:</strong></span></p>
<table style="border-collapse:collapse;height:160px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="140">
<col style="width:73pt;" width="97"></col>
<col style="width:53pt;" width="70"></col>
<tbody>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;width:73pt;" width="97" height="20">Percorso Km</td>
<td style="width:53pt;" width="70" align="right">776</td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;" height="20">Gasolio       €</td>
<td align="right">124,64</td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;" height="20">Telepass     €</td>
<td align="right">8</td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;" height="20">Autostr. Sv. €</td>
<td align="right">0</td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;" height="20">Alimentari   €</td>
<td align="right">36,5</td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;" height="20">Altro           €</td>
<td align="right">0</td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;" height="20"></td>
<td></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl63" style="height:15pt;" height="20"><strong>Totale </strong></td>
<td class="xl63" align="right"><strong>169,14</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-53" title="maurito54" src="http://maurito54.wordpress.com/files/2008/09/maurito54.jpg" alt="" width="64" height="64" /></p>
<p>Bye  <img title="Maurizio" src="http://maurito54.files.wordpress.com/2009/08/maurizio.gif?w=130&#038;h=50#38;h=50" alt="Maurizio" width="130" height="50" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prove di ghiaccio]]></title>
<link>http://fraclimb.wordpress.com/2008/12/12/prove-di-ghiaccio/</link>
<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 14:54:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>fraclimb</dc:creator>
<guid>http://fraclimb.wordpress.com/2008/12/12/prove-di-ghiaccio/</guid>
<description><![CDATA[lunedì 8 dicembre Su invito di Cece, ho colto l&#8217;occasione per un&#8217;uscita con alcuni istru]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">lunedì 8 dicembre</p>
<p style="text-align:justify;">Su invito di Cece, ho colto l&#8217;occasione per un&#8217;uscita con alcuni istruttori della scuola dell&#8217;Alta Brianza. Dopo un lunghissimo viaggio, ci troviamo sotto il primo para-slavine sotto il passo del Sempione ad indossare ramponi e imbrago e a scegliere il materiale. La traccia nella neve è ben marcata e dopo pochi minuti siamo alla base del muro ghiacciato dove già alcuni ragazzi stanno spicozzando.</p>
<p style="text-align:justify;">Partono  Mimmo, <a href="http://www.adrianoselva.it/">Adriano </a>e Domenico che raggiungono rapidamente la sosta su spit superando così la cascata di grado 3. Con la corda dall&#8217;alto, anche io e Cece possiamo finalmente assecondare la nostra sete ghiacciata. Ma, ovviamente, non possiamo accontentarci!</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo un paio di giri, Cece sperimenta l&#8217;emozione dell&#8217;arrampicata da primo: con sicurezza, supera il muro fino alla sosta e quindi si cala. E&#8217; il mio turno: con i chiodi già infissi, il lavoro mi è favorito, ma preferisco aggiungerne un altro su un tratto che mi sembra un po&#8217; troppo expò.</p>
<p style="text-align:justify;">Al pomeriggio torniamo verso l&#8217;auto presso una candela verticale dove veniamo &#8220;istruiti&#8221; dal paziente Adriano che ci rinfresca le tecniche base di progressione e sicurezza.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
