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	<title>castelvecchi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "castelvecchi"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 09:58:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Monteverde]]></title>
<link>http://malicuvata.wordpress.com/2009/11/29/monteverde-2/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 00:00:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>malicuvata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Autore: Gianfranco Franchi Titolo: Monteverde Edizioni: Castelvecchi, Roma 2009 Pagine: 313 Di Decim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Autore: Gianfranco Franchi<br />
</strong><strong>Titolo: Monteverde<br />
</strong><strong>Edizioni: Castelvecchi, Roma 2009<br />
</strong><strong>Pagine: 313<br />
</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-655" title="monteverde" src="http://malicuvata.wordpress.com/files/2009/10/copj131.jpg" alt="monteverde" width="200" height="294" /><em>Di Decimo Cirenaica</em><br />
</strong>Aveva già occupato i miei giorni Guido Orsini, con <em>Disorder</em> (Il Foglio Letterario, 2006) – primo volume di quella che Gianfranco Franchi ha definito trilogia dell&#8217;identità;  a <em>Disorder</em> è seguito <em>Pagano</em> (Il Foglio Letterario, 2007) – nel quale l&#8217;autore ha discusso alcuni nodi della postmodernità – ed infine <em>Monteverde</em>, uno sguardo conclusivo, una prospettiva, un ponte.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;identità è sicuramente uno dei temi più dibattuti all&#8217;interno del panorama culturale europeo e non solo; non lo era mai stato, non si era mai avvertita l&#8217;esigenza di confinare concettualmente un sentire individuale e collettivo. Perché quindi questa esigenza? Ciò che a noi interessa – non è la sede questa per una ricognizione sul tema dell&#8217;identità – è l&#8217;esigenza dell&#8217;autore di battere questo sentiero ed eseguire una radiografia del suo stare al mondo. <em>Monteverde</em> è un libro politico ma non parla di politica in senso stretto: l&#8217;analisi <em>in narrazione</em> che Gianfranco Franchi esegue del tempo e dei luoghi che vive ci permette di sistemare la sua raccolta di racconti all&#8217;interno di un confine <em>sociale</em>, quindi politico: le cinque sezioni in cui l&#8217;autore ha ordinato il libro – Casa, Lavoro, Donne, Musica, La Roma – forniscono una sintesi adeguata di quella che è la vita di un trentenne oggi – comprensiva di sogni, recriminazioni, frustrazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">«Io vedo simboli e significati in tutto. Sono un giocattolo giocato da mani sempre nuove, e tutto è un mio giocattolo. Forse anche la morte.»</p>
<p style="text-align:justify;">Gianfranco Franchi invita Guido Orsini a chiudere gli occhi «per immaginare tutto quello che potrà essere quando la navigazione sarà conclusa.» Intanto entrambi camminano sul ponte, fianco a finaco, nello stesso ponte che per Georg Simmel significa prospettiva dinamica, connessione, interazione con gli altri e con la natura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[A vent'anni dalla caduta del muro di Berlino]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/11/13/a-ventanni-dalla-caduta-del-muro-di-berlino/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:49:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/11/13/a-ventanni-dalla-caduta-del-muro-di-berlino/</guid>
<description><![CDATA[La magia di una città trasfigurata dallo sguardo di un bambino. Un racconto intenso e poetico come r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-2356" title="Berlino est" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/11/berlino-est.jpg?w=254" alt="Berlino est" width="254" height="300" /><span class="currency_converter_text">La magia di una città trasfigurata dallo sguardo di un bambino. Un racconto intenso e poetico come raramente capita di leggerne in pagine di autobiografia. Il cuore della Berlino fra fine Ottocento e inizi Novecento è ancora vivo oggi grazie all’I<em>nfanzia berlinese</em> (Einaudi) di Walter Benjamin. E a questo straordinario classico, così come alla flânerie a cui il filosofo tedesco si affidò per raccontare la Parigi dei Passages, si è ispirato lo scrittore Eraldo Affinati per il suo <em>Berlin </em>(Rizzoli), viaggio letterario nel passato e nel presente della città e non solo banale pellegrinaggio ai varchi del muro. Cercando nelle molte metamorfosi anche urbanistiche di Berlino ciò che le fonti scritte non raccontano.</span></p>
<p><span class="currency_converter_text"> Due giornalisti, partiti dalle opposte “sponde” dell’Inghilterra e dell’Italia, invece, si sono dati a raccontare la trasformazione di Berlino Est e i cambiamenti che in vent’anni hanno rimesso in moto i Paesi dell’Europa ex comunista; è diventato anche una fortunata serie tv il viaggio inchiesta del giornalista della Bbc Peter Molloy, edito in Italia da Bruno Mondadori con il titolo <em>La vita ai tempi del comunismo</em>: una serie di interviste che, insieme, affrescano una straordinaria galleria di ritratti di persone per le quali andare oltre cortina ha rappresentato una vera propria cesura nella propria vita, dividendola in un prima e un dopo, nel bene o nel male. Berlino, Lipsia, Varsavia. Ma anche Praga, Bratislava, Budapest. Sono le tappe del reportage che il giornalista Matteo Tacconi ha scritto per Castelvecchi. Nel suo <em>C’era una volta il muro</em> si ritrovano la passione e la voglia di capire di un cronista di razza che nel </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">1989</span><span class="currency_converter_text"> aveva solo </span><span class="currency_converter_text">11</span><span class="currency_converter_text"> anni. Niente ideologie e appartenenze di allora a ingombrargli il passo e, nella scrittura rapida, suggestiva, per immagini, di questo libro, le speranze realizzate e quelle naufragate di intellettuali e operai ungheresi costretti a emigrare per lavorare. La Praga di Charta</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">77</span><span class="currency_converter_text"> e di Vaclav Havel ma anche quella del processo a Milan Kundera. E ancora la Danzica e le istanze di libertà di Solidarnosc, presto deluse.</span></p>
<p><span class="currency_converter_text"> Riavvolgendo il filo della storia, torna a prima del muro Gianluca Falanga con il libro <em>Non si può dividere il cielo</em> (Carocci) che ricostruisce le vicende di persone che quando il muro (e la guerra fredda) esercitava tutta la sua oppressiva presenza osarono sfidarlo. Testimone diretto dell’</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">89</span><span class="currency_converter_text">, lo scrittore ungherese György Dalos ricostruisce gli eventi che portarono alla caduta del muro nel libro <em>Giù la cortina</em> (Donzelli) dando voce ai protagonisti di allora, a  uomini politici come Dubcek e Havel ma anche a gente comune. Con pagine inedite sulla fuga in massa dei cittadini della Ddr oltre il confine ungherese. Delle vicende degli intellettuali e degli attivisti politici che nel Novecento</span><span class="currency_converter_text"> hanno fatto di Berlino una fucina di idee e un laboratorio di nuove culture si occupa in modo particolare Gian Enrico Rusconi in <em>Berlino, la reinvenzione della Germania </em>(Laterza), mentre fra i molti nuovi titoli che affrontano il ventennale con strumenti di analisi politica, da segnalare il lavoro di Angelo d’Orsi, </span><em><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">1989</span></em><span class="currency_converter_text"><em>,</em>(Ponte alle Grazie). Un libro fuori dal coro delle grandi celebrazioni, che esplora zone d’ombra e promesse rimaste lettera morta. A cominciare dalla speranza di un futuro senza ideologiche contrapposizioni in blocchi e senza guerre. Infine, fresco di stampa, <em>L’anno che cambiò il mondo</em> (Il Saggiatore) di Michael Meyer, che dal 19</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">88</span><span class="currency_converter_text"> al 19</span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">92</span><span class="currency_converter_text"> diresse la redazione di <em>Newsweek</em> per l’Europa dell’Est. Un documentatissimo libro che sfata l’idea che sia stata la fermezza Usa a dar la spinta decisiva allo smantellamento del muro.</span></p>
<p><span class="currency_converter_text">BERLINO EST CAPITALE DELL&#8217;ARTE CONTEMPORANEA<br />
Nel </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">1989</span><span class="currency_converter_text"> probabilmente nessuno ci avrebbe creduto che dai grigi e seriali palazzi dell’Est sarebbero sbocciati i più innovativi laboratori d’arte e di tendenza degli anni Duemila. E che le fabbriche dismesse sarebbero presto diventate cantieri giovanili dove si mettono in scena opere totali che mescolano i linguaggi delle arti visive e quelli della danza, del teatro, della musica e della videoarte.  Anticipando la tendenza al recupero di suggestivi spazi di archeologia industriale che negli anni </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">90</span><span class="currency_converter_text">, in Europa, ha permesso finalmente di rottamare gli spazi museali algidi e minimalisti di un decennio prima. Ma tant’è, a vent’anni dalla caduta del muro &#8211; complice un mercato immobiliare più abbordabile &#8211; possiamo ben  dire che la parte Est non è diventata soltanto quella più bella della città ma anche la più creativamente viva d’Europa. Da qualche anno, infatti, artisti da tutto il mondo fanno tappa a Berlino (e non più a Londra e Parigi) o decidono di viverci. La street art, i graffiti, i murales che tappezzano l’Est ne sono l’effetto più macroscopico, a cominciare dall’esplosione di colori della famosa Est side gallery all’aperto. Nel frattempo tutta la rete delle gallerie si è molto allargata verso Est. Tanto che dalle circa </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">250</span><span class="currency_converter_text"> gallerie che si contavano </span><span class="currency_converter_text">15</span><span class="currency_converter_text"> anni fa oggi si è passati a più di </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">500</span><span class="currency_converter_text">. Frutto d’iniziativa privata ma anche merito delle intelligenti politiche culturali tedesche, locali e non, che investono molto su mostre, biennali, premi e offrono  agevolazioni agli artisti.        s.m.</span><br />
<span style="color:#888888;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libri novità, 1 novembre 2009]]></title>
<link>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/11/01/libri-novita-1-novembre-2009/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:48:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>luiginter</dc:creator>
<guid>http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/11/01/libri-novita-1-novembre-2009/</guid>
<description><![CDATA[Fra i libri usciti in questi giorni: Anna Politkovskaja, Per questo, Adelphi: è una raccolta di arti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fra i libri usciti in questi giorni:</p>
<p>Anna Politkovskaja, <em>Per questo</em>, Adelphi: è una raccolta di articoli scritti tra il 1999 e il 2006 dalla giornalista della Novaja Gazeta, uccisa il 7 ottobre 2006 nell&#8217;atrio della sua casa nel centro di Mosca.</p>
<p>Jean Cocteau, <em><a href="http://www.castelvecchieditore.com/catalog/title/?cmd=ext&#38;title_id=594">La spaccata</a></em>, Castelvecchi: Inedito in Italia, è il primo romanzo di Cocteau,  pubblicato in origine nel 1923; Il titolo allude alla figura finale del cancan.</p>
<p>Jedediah Berry, <em><a href="http://www.adelphi.it/novita/244/3949/3950/3997/libri.asp?isbn=8845924386">Manuale di investigazione</a></em>, Adelphi: un giallo anomalo. Diciotto capitoli per spiegare come il &#8221;perfetto detective&#8221; si deve muovere per giungere al fine ultimo e principale della sua missione: accertare la verità e, quindi, assicurare la giustizia il colpevole. Travis Sivart il detective &#8220;ufficiale&#8221; sparisce e viene sostituito da Charles Unwin, impiegato dell&#8217;Agenzia di investigazioni di cui Sivert era la punta di diamante, che si ritrova a dovere raccogliere una eredita&#8217; difficile e pericolosa&#8230;<br />
<!--moreContinua--><br />
Jean Echenoz, <em><a href="http://www.adelphi.it/novita/244/3949/3950/3991/libri.asp?isbn=8845924335">Correre</a></em>, Adelphi: un romanzo sull&#8217;uomo cavallo, Emil Zatopek, mitico atleta ceco, vincitore dei 5000 m, 10.000 m e della Maratona alle olimpiadi di Helsinki del 1952, e che decise di non piegarsi al conformismo e sii schierò invece dalla parte della libertà nella Cecoslovacchia comunista.<br />
La scorsa settimana,  L&#8217;Almanacco libri dii Repubblica aveve un&#8217;intervista a Echenoz. Presto su questo blog si parlerà di <em>Correre</em>.</p>
<p>Anne Holt, <em><a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/anne-holt/la-porta-chiusa/978880620008">La Porta chiusa</a></em> (Einaudi): in questo romanzo la giallista norvegese immagina una donna come presidente degli Stati Uniti che però ispiegabilmente sparisce&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[#3# Malicuvata e RadioMeridiano12]]></title>
<link>http://malicuvata.wordpress.com/2009/10/26/3-malicuvata-e-radiomeridiano12/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 00:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>malicuvata</dc:creator>
<guid>http://malicuvata.wordpress.com/2009/10/26/3-malicuvata-e-radiomeridiano12/</guid>
<description><![CDATA[Radiomeriadiano 12 e SuDiGiri presentano la rubrica dedicata ai libri a cura della Casa Lettrice Mal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-631" title="SuDiGiri" src="http://malicuvata.wordpress.com/files/2009/10/untitled1.jpg?w=150" alt="SuDiGiri" width="150" height="112" />Radiomeriadiano 12 e SuDiGiri</strong> presentano la rubrica dedicata ai libri a cura della <strong>Casa Lettrice Malicuvata</strong>. Questa settimana <strong>Gianfranco Franchi</strong> con <strong>Monteverde</strong> (Castelvecchi) e <strong>Radiohead</strong> &#8211; A kid (Arcana)<br />
<strong>Martedì 27 ottobre 2009, ore 17.00<br />
<a href="http://www.radiomeridiano12.com">www.radiomeridiano12.com</a></strong>&#124; <strong>FM 97.5</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il menù]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/10/25/il-menu/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:06:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>morenafanti</dc:creator>
<guid>http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/10/25/il-menu/</guid>
<description><![CDATA[ Il menù     Sergio Sozi è letterato autentico, i classici sono la sua passione (Dante, Petrarca, Bo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ Il menù     Sergio Sozi è letterato autentico, i classici sono la sua passione (Dante, Petrarca, Bo]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[USA-IRAN, RISCHIO DI UN ALTRO SHOCK ENERGETICO]]></title>
<link>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/09/29/usa-iran-rischio-di-un-altro-shock-energetico/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 16:26:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>comitatostudigeopolitici</dc:creator>
<guid>http://petrolioshock.wordpress.com/2009/09/29/usa-iran-rischio-di-un-altro-shock-energetico/</guid>
<description><![CDATA[INTRODUZIONE &#8220;PETROLIO SHOCK La crisi energetica dalle guerre di Bush alla polveriera iraniana]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.webster.it/libri-petrolio_shock_crisi_energetica_guerre-9788876153402.htm">INTRODUZIONE &#8220;PETROLIO SHOCK La crisi energetica dalle guerre di Bush alla polveriera iraniana&#8221; di Gabriele Catania, Castelvecchi Editore</a><a href="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/09/petrolio-shock-cop9.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-42" title="petrolio shock cop" src="http://petrolioshock.wordpress.com/files/2009/09/petrolio-shock-cop9.jpg?w=100" alt="petrolio shock cop" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Secondo il Fondo Monetario Internazionale (IMF) nel 2008 il Pil italiano si è contratto dell’1%, il peggior dato dal 1980, quando la Rivoluzione Iraniana e l’immenso panico che ne seguì causarono il secondo shock petrolifero della Storia. E il 2009 dovrebbe essere un anno ancora più nero, perché il calo sarà del 5,1%. Per un paese come il nostro, privo di risorse energetiche, il prezzo del petrolio ha un’importanza cruciale. In questi ultimi anni i costi astronomici dell’energia hanno rappresentato un fardello pesantissimo sia per le famiglie che per le imprese: fare il pieno è diventato un lusso, l’inflazione ha eroso gli stipendi, le bollette di luce e gas si sono fatte sempre più pesanti. La tesi di questo <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788876153402/Petrolio_Shock/Catania_Gabriele.html?prkw=petrolio%20shock&#38;srch=0&#38;Cerca.x=0&#38;Cerca.y=0&#38;cat1=1&#38;prm=">libro</a> è che lo shock petrolifero che si è verificato tra il 2002 e l’estate del 2008 abbia gravemente danneggiato l’economia europea (e a maggior ragione quella italiana, più fragile), e che causa di tale shock (il terzo della Storia) sia stata la folle decisione americana di invadere l’Iraq. Con i loro errori, Bush e i neocon hanno messo fuori gioco l’unica industria petrolifera che avrebbe potuto compensare la crescita della domanda energetica mondiale, causata in primo luogo dallo sviluppo industriale di Cina e India.</p>
<p>Lo shock petrolifero ha colpito l’Europa e il Giappone molto più dell’America, ormai una superpotenza postindustriale e post-idrocarburica (due terzi del petrolio statunitense è destinato ai trasporti), fondata sulla scienza e sulla tecnologia. Inoltre bisogna rammentare che l’Unione Europea importa circa la stessa quantità di petrolio dell’America, oltre 12 milioni di barili al giorno, e che l’eurozona è, da sola, il secondo consumatore mondiale di oro nero. In realtà negli ultimi anni l’unica grande economia ad aver retto il passo dei giganti asiatici è stata proprio quella statunitense. Perfino nel 2008, malgrado due guerre estremamente costose, ventisei fallimenti bancari, la recessione immobiliare e il crollo delle Borse, il Pil americano ha fatto lievemente meglio di quello dell’eurozona. Certo, quest’anno si contrarrà del 2,6%, ma per l’eurozona andrà peggio, dato che il calo sarà pari al 4,8%. L’invasione dell’Iraq ha contribuito in maniera decisiva anche all’attuale crisi finanziaria: il massiccio aumento del deficit provocato dalla crescita delle spese militari e le incertezze connesse alla guerra sono state tra le cause che hanno spinto la Federal Reserve a tenere bassi i tassi d’interesse.</p>
<p>Ciò ha gonfiato ancora di più la bolla immobiliare originata agli albori di questo secolo, ed esplosa nell’estate del 2008, quando sempre più famiglie a basso reddito, prostrate dal caro-benzina e dal caro-cibo, hanno smesso di pagare i loro mutui, i famigerati subprime. Ora alla Casa Bianca c’è un nuovo Presidente, Barack Obama. Se egli dovesse seguire il solco del suo predecessore, permettendo o addirittura ordinando <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Iran-Obama-non-esclusa-opzione-militare-Teheran-ispezioni-al-momento-opportuno_3813459926.html">un attacco all’Iran</a> (quarto produttore petrolifero del pianeta), quel che è accaduto in questi anni apparirebbe, al confronto, un tragico scherzo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sk227 Jiu Dan - Piccole Donne Drago]]></title>
<link>http://parolechecambianolavita.wordpress.com/2009/09/09/sk-jiu-dan-piccole-donne-drago/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 09:50:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>sertofano</dc:creator>
<guid>http://parolechecambianolavita.wordpress.com/2009/09/09/sk-jiu-dan-piccole-donne-drago/</guid>
<description><![CDATA[Non mi voltai mai lungo tutto il tragitto, mi ricordo di aver pensato che non avrei rimpianto niente]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non mi voltai mai lungo tutto il tragitto, mi ricordo di aver pensato che non avrei rimpianto niente di quello che stavo lasciando. Erano solo avanzi. Tre anni oggi, Guardo la pioggia e per la prima volta mi accorgo che queste gocce fitte emanano una loro luce. Sembrano lucciole che lente e silenziose, volano in quest’aria cupa, intorno avanti e indietro, frusciando in sospiri di addio. L’unica cosa certa è che sono proprio questi bagliori di lucciola, questi lamenti di dolore e di desiderio, a fare del mondo la complessa meraviglia che è.</p>
<p>Mi vennero le lacrime agli occhi. Perché non riuscivo sa trovare una direzione verso cui andare ? Possibile che in tutto quello che avevo davanti non ci fosse niente destinato a me ? Non un mattone, non una persona, non una di tutte quelle luci ? ( pag. 80 )</p>
<p>Al mondo resta sempre un raggio di sole che è destinato soltanto a noi, e non può , non deve svanire mai</p>
<p>Immersi la testa completamente nell’acqua. Voglio restare in questo mare così salato e odoroso di alghe e leccarmi le ferite, lentamente e preparare la mia strategia, la mia controffensiva alla vita ( pag 100 )</p>
<p>Se rimanessi a vivere qui mi sentirei come un pesciolino in una bolla di vetro che soffre e non ha più voglia di vivere. Io desidero arrivare in un fiume più grande, in un fiume immenso ( pag. 142 )</p>
<p>La porta dell’appartamento era spalancata e c’era un silenzio totale. Tutte le persiane erano chiuse, come un sipario calato su un palcoscenico che nascondeva voci allegre e risate spensierate di un tempo, che attendevano solo di essere sfiorate per tornare alla luce ( pag. 177 )</p>
<p>Che cosa volevo da quest’uomo ? Guardai la sua ombra sul pavimento densa e scura per la luce forte della lampada e di colpo mi ricordai perché ero lì. Da lui volevo un segreto, volevo possedere qualcosa che facesse parte di lui come la sua ombra. Il nostro legame sarebbe diventato indissolubile solo se avessimo condiviso qualcosa di intimo e sconosciuto a tutti gli altri. Desideravo godere in una semplicità unica, quella che nasce dall’uso di un oggetto materiale di cui si ha bisogno tutti i giorni ( pag. 178 )</p>
<p>Mangiavo a testa bassa con le lacrime che cadevano sulla torta e mi sentii finalmente liberata, finalmente trasportata fuori da me stessa. Come se soltanto le lacrime avessero il potere di regalarmi un istante di piacere puro. ( pag.189 )</p>
<p>Ma i singhiozzi mi soffocarono e non riuscii a continuare. Cominciai io stessa ad odiare quelle lacrime. Ma quelle correvano giù come un fiume impazzito e non c’era modo di farle smettere. Per coprirmi abbassai la testa e mi misi in bocca anche l’ultimo pezzo di torta. Era salata, mi passai la lingua fra le labbra. Lui allora prese un tovagliolo bianco e pulito dal tavolo e mi asciugò le guance. Questo gesto così inaspettato mi fece venire da piangere ancora di più. Ma non mi mossi e lasciai che continuasse ad accarezzarmi il viso. Pensai che forse stavo sognando, che quelle era un’illusione. Tutto quello che i miei occhi riuscivano a guardare erano ii suoi occhi sereni, il suo naso, il suo mento, la cravatta rosso scuro sotto il colletto e il completo nero. Ascoltavo il rumore del suo respiro, quel respiro mi cadeva sul viso e sui capelli come una pioggia sottile e impalpabile. .. ( pag 190 )</p>
<p>Fece una faccia inebetita e impacciata, come se si sentisse troppo poco davanti alla sua bellezza, e si passò una mano fra i capelli per tirarseli indietro e sembrare più giovane ( pag 210 )</p>
<p>Edizione Castelvecchi &#8211; Comprato Giugno 2009 &#8211; Letto 15 - 31 agosto  2009 a casa mia e di Matteo &#8211; Giudizio **1/2</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un'estate da leggere]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 20:49:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</guid>
<description><![CDATA[di Simona Maggiorelli Picasso Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<div>di Simona Maggiorelli</div>
<div>
<div id="attachment_1937" class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><img class="size-medium wp-image-1937" title="Picasso3 dona llegint" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/07/picasso3-dona-llegint.jpg?w=244" alt="Picasso" width="244" height="300" /><p class="wp-caption-text">Picasso</p></div>
<p>Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe con il signor Lapalisse. Quelle agognate durante tutto l’inverno affogato di impegni e di lavoro. Ma a dare retta a un certo vecchio e usurato costume dei giornali nostrani, che sotto il solleone vanno a caccia di gossip e delitti, gli italiani con l’arrivo delle ferie manderebbero anche il cervello in vacanza. Stanchi di questo vecchio adagio, curiosando fra le novità in libreria, ci siamo immaginati un piccolo vademecum per chi sia già con un piede sull’aereo, sul treno, sulla bicicletta&#8230; cercando di fare incetta di enzimi per la mente&#8230;</p></div>
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<p><strong>Sotto l’ombrellone</strong></p>
<p>«Tempo!», chiedono con le mani gli allenatori di Pallavolo. E di questi tempi vacazieri, quelli del Beach Volley sulle spiagge. E allora diamoci tempo per un tuffo nelle pagine per cercare di capire qualcosa di più di questo strano Paese in cui viviamo. Un Paese in cui i giornali dei grandi gruppi editoriali “non sempre” fanno il proprio lavoro, mentre singolarmente, e con coraggio, giornalisti e scrittori, passandosi il timone, scrivono la vera storia degli ultimi anni. Parliamo, per esempio, di giornalisti come Lirio Abbate, al lavoro quotidiano in Sicilia contro la mafia, ma anche autore di libri come<em> I complici, tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al parlamento </em>(Fazi) scritto due anni fa con Peter Gomez; un libro, pensiamo, che ognuno di noi dovrebbe avere in casa.</p>
<p>Ma pensando a Napoli, alle stragi di camorra e non solo, parliamo anche dei libri di Roberto Saviano che, recentemente per Mondadori ha raccolto i suoi reportage scritti fra il 2004 e il 2009, nel libro <em>La bellezza e l’inferno.</em> Abbate e Saviano, due giornalisti diversissimi, ma che in questo Paese strano vivono entrambi sotto scorta. Una stranezza che la statunitense Freedom house ha passato al vaglio classificando l’Italia all’ultimo posto in Europa per la libertà di stampa.</p>
<p><strong>In campagna</strong></p>
<p>Dedicato a chi va in campagna. In senso letterale. E metaforico, pensando a ciò che si muove o non si muove, ahinoi, a sinistra sulla scena politica italiana. Pensando al teatrino delle candidature alle primarie del Pd a cui già in questi giorni stiamo assistendo e, a chi non rassegnandosi a morire democristiano, berlusconiano o finiano, già si sente in campagna elettorale per le elezioni regionali dell’anno prossimo. Così, fra i molti titoli nuovi che ci si propongono ci viene, in primis, da suggerire come lettura per l’estate il libro, anche se non nuovissimo, di Beppino Englaro <em>Eluana, la libertà e la vita</em> (Rizzoli) accanto a <em>Storia di una morte opportuna</em>, il diario del medico di Welby, Mario Riccio, pubblicato da Sironi.</p>
<p>Poi venendo ai libri freschi di stampa, un titolo importante come <em>Religione e politica </em>(Meltemi) in cui si ricostruisce tutto il percorso che va da Del Noce a Habermas allo statuto del Pd, che in molti ricorderanno, stabiliva che la religione non fosse un fatto al limite privato, ma dovesse rientrare a pieno titolo nel dibattito pubblico; persino, in quello parlamentare. Ma guardando ancora in casa propria pur sforzandoci di pensare Antonio Di Pietro di sinistra, memori delle sue sacrosante battaglie da magistrato, vale la pena approfondire la deriva populista dell’Antonio nazionale, analizzata da Alberico Giostra in <em>Il Tribuno. Vita politica di Antonio Di Pietro </em>(Castelvecchi).</p>
<p><strong>Per chi va in montagna</strong></p>
<p>Pensieri in vetta, dopo lunghe camminate. Un libro, un rifugio. Recita il titolo di una rassegna di incontri con l’autore in Alta Badia, che il 5 agosto, a La Villa-Corvara, invita il direttore del domenicale de <em>Il Sole 24 ore</em>, Riccardo Chiaberge, a presentare il suo ultimo libro<em> La variabile Dio</em> (Longanesi) che indaga le radici dell’insanabile conflitto fra religione e scienza. Ma di scienza e di scoperte mentalmente “ad alta quota” si occupa, fra romanzo e storia, anche il libro del fisico Gino Segré, <em>Faust a Copenaghen</em> (Il Saggiatore) che ricostruisce la vita, le relazioni (nonché la passione per l’alpinismo) e l’impegno assoluto nella ricerca del gruppo di scienziati, sei uomini e una donna, che nel 1932 lavoravano per Istituto di fisica teorica di Copenaghen.<br />
Erano il gruppo di Niels Bohr e di Werner Heisenberg, i “rivoluzionari” della fisica quantistica. Per i più contemplativi, invece, c’è il bel libro curato da Chiara Dall’Olio <em>La Montagna rivelata Fotografie di grandi viaggiatori e alpinisti tra ’800 e ’900 (</em>Skira) e per gli scalatori del limite, invece, il libro testimonianza di uno dei più grandi scalatori al mondo, Alexander Huber <em>La montagna ed io </em>(Corbaccio). E ancora sul versante più “domestico”, riecheggiando il titolo del celebre viaggio in Italia di Dürer, ecco <em>In viaggio sulle Alpi</em> (Einaudi) di Marco Albino Ferrari, che l’autore presenta il 24 luglio a Courmayeur.</p>
<p><strong>Per chi va al lago</strong></p>
<p>Maurizio Pallante, il teorico italiano della decrescita, presenta il 23 luglio nel Parco Laghi Margonara a Gonzaga, in provincia di Mantova il suo ultimo libro<em> La felicità sostenibile</em> (Rizzoli) che parte da alcuni assunti semplici ed essenziali: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95 per cento dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua. Invitando a una battaglia, in teoria elementare ed evidente a tutti, contro gli sprechi. Ma un pesante sasso nel lago stagnante della politica italiana, che sotto Berlusconi (e purtroppo, anche sotto l’ultimo governo di centrosinistra) si è dimostrata quanto mai genuflessa ai diktat vaticani lo getta in primo luogo Gianluigi Nuzzi, con il libro <em>Vaticano Spa</em> (Chiarelettere).<br />
In un Paese cattolico come il nostro da alcune settimane, curiosamente, in cima alle classifiche di vendita dei libri troviamo proprio questo titolo che documenta come lo Ior, la Banca vaticana, abbia negli anni prestato il fianco al riciclaggio di denaro sporco. E non solo. Una storia che si riesce a mettere ancor più a fuoco leggendo il libro di Nuzzi in parallelo con il libro <em>Qualunque cosa succeda</em> del giovane avvocato Umberto Ambrosoli, figlio dell’assassinato Giorgio (appena uscito per Sironi con la prefazione di del presidente Carlo Azeglio Ciampi). E per chi voglia andare ancora più a fondo in questa storia cruciale d’Italia, utilissima è anche la lettura comparata del libro <em>Il Caffé Sindona</em> (Garzanti) che gli autori Gianni Simoni e Giuliano Turone presentano il primo agosto a Courmayeur proprio con Umberto Ambrosoli.</p>
<p><strong>Per chi viaggia</strong></p>
<p>«Per viaggiare basta vivere», scriveva giustamente il portoghese Fernando Pessoa. E proprio per chi sceglie di vivere intensamente attraverso un viaggio ci sentiremmo di suggerire alcuni titoli che ci liberano dalla maschera della felliniana Gelsomina: di chi nulla sa, ma peggio ancora, nulla vuole sapere. Pensiamo a libri come l’autobiografia di Rebya Kader, ex imprenditrice dello Xinjiang, acclamata ai massimi gradi del parlamento cinese perché «arricchirsi è glorioso» e poi subitaneamente cacciata per la sua strenua difesa dei diritti umani nel Turkmenistan orientale. Qualche mese fa Kadeer, leader degli uiguri, esule negli Usa dopo anni di prigione in Cina, è venuta in Italia per presentare il suo libro, <em>La guerriera gentile </em>(Corbaccio), preconizzando un drammatico giro di vite nella sua terra.<br />
Alla luce degli oltre 800 morti denunciati da fonti uigure, uccisi dalla repressione cinese, questo appassionante libro è essenziale per tentare di capire cosa sta succedendo. Dall’Estremo al Medio Oriente, altri focolai di rivolta e repressioni che si consumano sanguinosamente sotto il nostro sguardo distratto. Pensiamo all’Iran e alla rivolta di tanti giovani contro le elezioni truccate dal presidente Ahmadinejad. Anche in Italia sono usciti alcuni titoli che interrogano radicalmente il regime, a cominciare dalla<em> Storia dell’Iran 1890-2008 </em>(Bruno Mondadori) dell’italo-iraniana Farian Sabahi e dalla <em>Storia dell’Iran dai primi del ’900 a oggi </em>di Ervand Abrahamian (Donzelli).</p>
<p>Ma non solo. Con fantasia, raccontando per metafore, spinte da esigenze espressive ma anche dalla necessità di sviare la censura, giovani scrittrici iraniane raccontano tra le righe il cambiamento sotterraneo che la società di Teheran sta vivendo, anche grazie all’impegno delle donne. La studiosa Anna Vanzan ha raccolto le loro voci nel libro Figlie di Shahrazad. Scrittrici iraniane dal XIX secolo a oggi (Bruno Mondadori). E ancora. Dal Medio Oriente all’emergenze dell’Africa, Benito Li Vigni, esperto di geopolitica nel libro<em> I predatori dell’oro nero e della finanza globale </em>(Baldini Castoldi Dalai), indaga a tutto campo sui legami tra «mondo del petrolio» e potere politico-finanziario, inquadrando le verità nascoste che riguardano il futuro dei giacimenti, le guerre, le tensioni geopolitiche e l’uso dell’«arma petrolifera» da parte dei maggiori produttori, primo fra tutti la Russia. «Lungo una sorta di cintura che lega il Sud del mondo, passando dall’Iraq al Sudan e alla Nigeria, per arrivare in Venezuela e Colombia scrive Li Vigni &#8211; gli “imperi del profitto” si scontrano e si alleano. La fame di petrolio spinge a mutamenti epocali negli assetti politici internazionali, basti pensare alla silenziosa colonizzazione cinese dell’Africa e a un evento impensabile come l’affacciarsi della flotta militare di Pechino nel Mediterraneo». Uno scenario instabile nel quale si affaccia la «svolta verde» di Barack Obama e la sua politica estera fin qui moderata.</p>
<p>E ancora a chi voglia viaggiare con cognizione in terra d’Africa suggeriamo <em>I signori della sete </em>(Piemme) di Sergio Grea che offre &#8211; in chiave di romanzo ma sostanziata da una fitta messe di documenti &#8211; un drammatico spaccato delle conseguenze delle guerre per una risorsa primaria come l’acqua. Il libro sarà presentato il 19 luglio a San Marzano Oliveto in provincia di Asti. Last but not least, un libro essenziale per chi quest’estate prendesse le rotte dell’India: parliamo di<em> Quando arrivano le cavallette</em> (Guanda) della scrittrice e coraggiosa reporter Arundhati Roy. Nonostante i passi avanti che ha fatto la più grande democrazia mondiale, sono molte ancora le pagine di ingiustizia. La straordinaria romanziera de Il dio delle piccole cose qui fa cronaca di denuncia documentando azioni di apparati dello Stato deviati e la corruzione di una magistratura prona agli interessi delle multinazionali.</p>
<p><strong>Per chi sta a casa</strong></p>
<p>«L’amore è un viaggio. Ed è meglio viaggiare che arrivare, come diceva qualcuno». Quel qualcuno era il maestro del romanzo d’avventura Stevenson, quello dell’Isola del tesoro. Ma chi siglava questa nota nel 1918 era uno scrittore di lingua anglosassone, forse ancor più grande: D.H. Lawrence, l’autore scandaloso per quegli anni del romanzo <em>L’amante di Lady Chatterly</em>. Di Lawrence in questi giorni Adelphi fa uscire una interessante raccolta di saggi intitolata <em>Classici americani</em>. Di fatto una serie di folgoranti ritratti, di grande penetrazione psicologica di maestri come Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne (l’autore de La lettera scarlatta) e di Herman Melville. Il libro, scritto in prima persona, ha come voce narrante quella di un ragazzino di 11 anni che vede suo padre morire improvvisamente.</p>
<p>Ma volendo continuare a viaggiare con la mente nella grande e contraddittoria terra americana, Adelphi offre anche un altro titolo da non perdere di vista: l’affascinante <em>Zia Mame</em> di Patrick Dennis in cui si racconta la grande mela degli anni Venti ricca di jazz e nuove culture con lo sguardo ancora una volta di un ragazzino rimasto orfano, ma in questo caso affidato a una affascinate zia che non aveva mai voluto sposarsi. E ancora per restare in terra a stelle e strisce, mentre il giovanissimo Todd HasakLowy in <em>Prigionieri </em>(Minimum Fax) traccia un corrosivo ritratto dell’America dei nostri giorni in cui &#8211; ipse dixit «tutto è andato completamente a puttane, il governo, le grandi aziende, tutto», esce in rinnovata edizione italiana <em>Uomo invisibile</em> (Einaudi), il romanzo dello scrittore afroamericano Ralph Ellison, che per primo nel 1947 seppe fondere la tradizione orale del Sud con il registro poetico di Dostoevsky per raccontare la storia di un meticcio che ha più di qualche assonanza con quella del presidente Obama, il quale in passato, se non proprio citando Uomo invisibile, ha fatto riferimento ai libri di Ellison.</p>
<p>Un tempo, parlando di superpotenze culturali e non solo politiche, sbirciando da casa il mappamondo e avendo a portata di mano una degna biblioteca, a questo punto, si sarebbe andati a scovare qualche perla di novità letteraria nei territori della ex Urss. Ma letterariamente parlando oggi la temperatura culturale di Mosca sembra essere “non pervenuta”. Come se di dittatura in dittatura, da quella staliniana a quella putiniana, la voce dell’arte fosse stata più che mai tacitata. Mentre le voci critiche dei giornalisti, drammaticamente, vengono azzerate a colpi di pistola. Come la cecena Natalya Estemirova, come Anna Politkovskaya. Alle quali Voland dedica<em> Ragazze della guerra</em> di Susanne Scholl, in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Nello scacchiere mondiale dell’arte, accanto a nuovi voci emergenti da vaste aree e continenti fin qui ingiustamente considerati periferia del canone occidentale come India, Africa, Caraibi, America Latina, svetta ancora, nonostante la censura, il colosso cinese, che uno scrittore di tradizione alta come Mo Yan ne <em>Le sei rincarnazioni di Ximen Nao</em> (Einaudi) racconta con accenti epici e sottile ironia nel passaggio lungo mezzo secolo che va dalla riforma agraria, alla rivoluzione culturale di Mao, fino agli esiti più recenti, di un’economia liberista e macchiata di sangue. Più giovane, caustico e disposto a raccontare gli ultimi anni della storia cinese al grado zero, Ma Jan, l’autore di folgoranti storie dal Tibet, raccolte in <em>Tira fuori la lingua</em> (Feltrinelli), nel nuovo romanzo <em>Pechino è in coma </em>(Feltrinelli) traccia un poderoso e agghiacciante ritratto di quel che è accaduto nel Paese di Mao a partire dal quel fatidico 4 giugno 1989 in cui la migliore gioventù cinese morì n piazza Tienanmen.</p>
<p><strong>Dovunque andiate</strong></p>
<p>«Nonostante l’epoca sia così nera, così difficile, piena di teologi, di ladroni, la poesia non ha perduto il suo valore, la sua efficacia, l’unica cosa che rimane ancora che possa trasformare il mondo, almeno allusivamente &#8211; un ultimo miracolo che ci resta &#8211; è forse la poesia; anche per questo suo dono di avere gli occhi divaricati, di poter abbracciare diverse cose insieme… ». Così, ricordando queste parole forti che Angelo Maria Ripellino affidò al suo <em>Splendido violino verde</em> (Einaudi), dovunque andiate o non andiate, ci sono dei libri che non deludono mai: sono le raccolte di versi.E fra i tanti classici a cui si può ricorrere per trovare buona linfa, ne segnaliamo anche uno uscito in questi mesi. è Ecco il mio nome (Donzelli) del poeta siriano Adonis. Un libro di versi dedicato al Medio Oriente dove l’autore è nato, ma anche ai sentieri incrociati di New York e di Parigi, dove ha scelto di vivere. A far da filo rosso della raccolta i temi che Adonis esplora poeticamente da cinquant’anni, il desiderio, il rapporto con la donna, il rifiuto della violenza, a cominciare da quella della religione. «Sono nato anti-ideologo e areligioso, perché temo molto tutti coloro che hanno la risposta a ogni domanda», spiega Adonis in una recente intervista.«Il monoteismo è la fonte dei nostri problemi e delle guerre che hanno sempre insanguinato il Mediterraneo; questo posso dirlo certamente come conoscitore dell’islam. Ma lascio a voi la critica del giudaismo e del cristianesimo, gli altri due grandi monoteismi». Nei suoi versi Adonis configura una sua laica antropologia. Con parole risonanti, sfaccettate, dense di significati. Lontane da ogni astrattezza filosofica. «Io vedo l’uomo come essere capace di amore e come creatura anti violenta. Credo davvero che l’uomo possa essere al sommo della creazione, intesa non in senso religioso, ma naturalistico».</p>
<p>dal quotidiano<span style="color:#008000;"> Terra</span>, 18 luglio 2009</p>
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<title><![CDATA[Passaggi per il bosco: il programma giorno per giorno – venerdì 24 luglio]]></title>
<link>http://passaggiperilbosco.wordpress.com/2009/06/28/passaggi-per-il-bosco-il-programma-giorno-per-giorno-%e2%80%93-venerdi-24-luglio/</link>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 19:26:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>passaggiperilbosco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Venerdì.  Alla Mieleamaro si comincia, come d&#8217;uso, alle 19.00. L&#8217;ospite della serata è G]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Venerdì.  Alla Mieleamaro si comincia, come d&#8217;uso, alle 19.00.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-43" title="fr" src="http://passaggiperilbosco.wordpress.com/files/2009/06/fr.jpg" alt="fr" width="340" height="500" /></p>
<p>L&#8217;ospite della serata è Gianfranco Franchi e il suo romanzo <em>Monteverde</em>, edito da <a href="http://www.castelvecchieditore.com/catalog/title/?cmd=ext&#38;title_id=587&#38;subclass=">Castelvecchi</a>. A introdurlo magistralmente, Paolo Mascheri e Simone Belfiori.</p>
<p>Dopo la sosta per il rifocillamento, alle dieci a Serdiana c&#8217;è Pino Cabras e il suo<em> Strategie per una guerra mondiale &#8211; Dall&#8217;11 Settembre al delitto Bhutto</em>. L&#8217;editore è una giovane e assai promettente casa editrice isolana, Aìsara. Introduce il Gruppo Opìfice al gran completo.</p>
<p>Alle undici Gianluca Morozzi e <em>Colui che gli dei vogliono distruggere</em> &#8211; Guanda edizioni &#8211; introdotti da Andrea Mascia e Tostoini.</p>
<p>A mezzanotte si chiude con un omaggio a John Fante:<em> BauBauSetteTer. Cagnolini in omaggio a John Fante</em> da<em> E il cagnolino rise</em>. Queste le voci: Simone Rossi, Vanni Santoni, Gianluca Liguori, Andrea Coffami, Decimo Cirenaica.</p>
<p>Riepilogo:</p>
<p><strong>Chi</strong>:  Gianfranco Franchi, Monteverde (Castelvecchi) &#8211; introducono Paolo Mascheri e Simone Belfiori</p>
<p><strong>Dove</strong>: Libreria Mieleamaro – Cagliari – <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid1" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=Via+Manno+88+-+Cagliar&#38;sll=41.672912,12.392578&#38;sspn=18.29934,39.550781&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.217725,9.113781&#38;spn=0.009276,0.019312&#38;z=16&#38;iwloc=r0">Libreria su Google Maps</a></p>
<p><strong>Quando</strong>: Venerdì 24 luglio 2009 h. 19.00</p>
<p>***</p>
<p><strong>Cosa</strong>: Buffet</p>
<p><strong>Dove</strong>: Is Paulis –<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid2" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p><strong>Quando</strong>: Venerdì 24 luglio 2009 h. 21.00</p>
<p>***</p>
<p><strong>Chi</strong>: Pino Cabras, Strategie per una guerra mondiale &#8211; Dall&#8217;11 Settembre al delitto Bhutto (Aìsara) &#8211; introduce il Gruppo Opìfice</p>
<p><strong>Dove</strong>: Is Paulis – <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid2" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p><strong>Quando</strong>: Venerdì 24 luglio 2009 h. 22.00</p>
<p>***</p>
<p><strong>Chi</strong>: Gianluca Morozzi, Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda) &#8211; introducono Andrea Mascia e Tostoini</p>
<p><strong>Dove</strong>: Is Paulis – <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid2" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p><strong> Quando</strong>: Venerdì 24 luglio 2009 h. 23.00</p>
<p>***</p>
<p>Cosa: BauBauSetteTer. Cagnolini in omaggio a John Fante da E il cagnolino rise</p>
<p><strong>Chi</strong>: Simone Rossi, Vanni Santoni, Gianluca Liguori, Andrea Coffami, Decimo Cirenaica</p>
<p><strong>Dove</strong>: Is Paulis –<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid2" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p><strong>Quando</strong>: Venerdì 24 luglio 2009 h. 24.00</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Passaggi per il bosco: il programma giorno per giorno – giovedì 23 luglio]]></title>
<link>http://passaggiperilbosco.wordpress.com/2009/06/26/passaggi-per-il-bosco-il-programma-giorno-per-giorno-%e2%80%93-giovedi-23-luglio/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:50:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>passaggiperilbosco</dc:creator>
<guid>http://passaggiperilbosco.wordpress.com/2009/06/26/passaggi-per-il-bosco-il-programma-giorno-per-giorno-%e2%80%93-giovedi-23-luglio/</guid>
<description><![CDATA[E siamo al giovedì e anche giovedì il programma si divide tra Cagliari e Serdiana. Si comincia alle ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E siamo al giovedì e anche giovedì il programma si divide tra Cagliari e Serdiana.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38" title="mascheriG" src="http://passaggiperilbosco.wordpress.com/files/2009/06/mascherig.jpg" alt="mascheriG" width="266" height="360" /></p>
<p>Si comincia alle ore 19, alla Libreria Mieleamaro, con<em> Il gregario</em> di Paolo Mascheri, edizioni <a href="http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=425">Minimum Fax</a>. Introducono Gianfranco Franchi e Fabrizio Bolognesi. Dopodiché si migra in direzione Serdiana, e dopo l&#8217;usuale pausa per  procacciarsi il cibo al buffet si riprende alle 22, con Giovanni Curreli e Vanni Santoni.  Alle 23 si prosegue con <em>Monteverde </em>di Gianfranco Franchi, Castelvecchi editore, e Paolo Mascheri, introdotti questa volta da Simone Belfiori. A mezzanotte si conclude con un reading:  <em>Lavorare stronca se dio è distratto</em>. Voci narranti Angelo Zabaglio, Andrea Coffami e Gianluca Liguori.</p>
<p>Ricapitoliamo:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Chi</strong>: Paolo Mascheri, Il gregario (Minimum fax) – introducono Gianfranco Franchi e Fabrizio Bolognesi</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Dove</strong>: Libreria Mieleamaro – Cagliari –<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid4" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=Via+Manno+88+-+Cagliar&#38;sll=41.672912,12.392578&#38;sspn=18.29934,39.550781&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.217725,9.113781&#38;spn=0.009276,0.019312&#38;z=16&#38;iwloc=r0">Libreria su Google Maps</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Quando</strong>: Giovedì 23 luglio 2009 h. 19.00</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;">***</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Cosa</strong>: Buffet</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Dove</strong>: Is Paulis – <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid5" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Quando</strong>: Giovedì 23 luglio 2009 h. 21.00</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;">***</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Chi</strong>: Vanni Santoni, Gli interessi in comune (Feltrinelli) &#8211; introduce Giovanni Curreli</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Dove</strong>: Is Paulis – <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid6" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Quando</strong>: Giovedì 23 luglio 2009 h. 22.00</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;">***</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Chi</strong>: Gianfranco Franchi,  Paolo Mascheri – introduce Simone Belfiori</p>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:523px;width:1px;height:1px;">Gianfranco Franchi, Monteverde (Castelvecchi) e Paolo Mascheri, Il gregario (Minimum fax) – introduce Simone BelfioriGianfranco Franchi, Monteverde (Castelvecchi) e Paolo Mascheri, Il gregario (Minimum fax) – introduce Simone Belfiori</div>
<div><span style="font-size:15px;"><strong>Dove</strong>: Is Paulis – <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid7" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></span></div>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Quando</strong>: Giovedì 23 luglio 2009 h. 23.00</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;">***</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Cosa</strong>: <em>Lavorare stronca se dio è distratto</em>. Reading per voce sola divisa in tre</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Chi: <span style="font-weight:normal;">Angelo Zabaglio, Andrea Coffami e Gianluca Liguori</span></strong></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Dove</strong>: Is Paulis –<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;color:#990000;text-decoration:none;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" rel="#someid8" href="http://maps.google.it/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=SS+387+Km.+22,900+-+Serdiana&#38;sll=39.236275,9.183412&#38;sspn=0.009274,0.019312&#38;g=Via+Gorizia+95%2FA+-+Quartu+Sant%E2%80%99Elena&#38;ie=UTF8&#38;ll=39.423995,9.230232&#38;spn=0.147985,0.30899&#38;z=12&#38;iwloc=A">Trova su Google Maps</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:inherit;font-style:inherit;font-size:15px;font-family:inherit;vertical-align:baseline;border:0 initial initial;margin:0 0 1.1em;padding:0;"><strong>Quando</strong>: Giovedì 23 luglio 2009 h. 24.00</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche il sesso estremo ha il suo dizionario]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/06/04/dizionario-sesso-insolito/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 19:08:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/06/04/dizionario-sesso-insolito/</guid>
<description><![CDATA[Ha l’aspetto di un registro, un’agenda da ufficio. Completamente nero, trecento pagine, non di più (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.mikeyandmandy.com/BridgetTheMidget/BridgetTheMidget.jpg" alt="" width="315" height="199" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ha l’aspetto di un registro, un’agenda da ufficio. Completamente nero, trecento pagine, non di più (ci sono romanzi contemporanei molto più ambiziosi), asciugate dalla tinta elegante. Nel mezzo della copertina tre X rosse e sotto la scritta Dizionario del sesso insolito. Sul dorso del volume una mascherina bianca galeotta e la parola toys, giocattoli (la nuova collana Castelvecchi), un termine che le consolle hanno tolto dalla testa dei ragazzi e oramai approdato al sesso. Il dizionario è spartano e nella sua semplicità – parla di sesso ma non ci sono figure- conserva un che di clandestino. A cominciare dall’autore che è indicato soltanto da un alias, Ayzad, dietro il quale si cela un giornalista, massimo esperto di erotismo estremo e già autore di un classico del genere, BDSM. Guida per esploratori dell’erotismo estremo.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Le intenzioni serie del dizionario sembrano andare all’aria già alla seconda voce. “2G1C”, ovvero “Two girls, one cup”, titolo di un video che gira in rete dal 2007, poco più di un minuto, un trailer del film Hungry Bitches. Due ragazze che dalle tenere reciproche effusioni passano a defecare in un bicchiere, per poi mangiare e vomitarsi addosso. Disgustosa scena di «una progressione logica schiacciante» che è diventata uno scherzo da salotto su Youtube dove vengono caricate le reazioni di parenti, amici, fidanzate e mogli alla vista del video. È questo il raggio di azione dell’insolito, un trailer trash che diventa sketch virtuale? È lecito parlare di pratiche, dargli spazio, raccontarle?</p>
<p style="text-align:justify;">Che bisogno c’è di un vocabolario del sesso insolito? Non è forse come svelare nero su bianco i misteri della trasgressione o istituzionalizzare capziosità maniacali e perversioni di nicchia, o portare il bizzarro al livello del didascalico? Non sarebbe come soffermarsi a leggere le istruzioni contenute nelle scatole di profilattici? Gabriele D’Annunzio, Tommaso Landolfi si nutrivano di dizionari, ma il sesso non è letteratura.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche qui siamo nel territorio del bondage, della dominazione, del sadomasochismo, ma non solo. Centinaia di voci affollano il dizionario &#8211; dalla semplice utopia del 24/7, il sesso continuato a Melissofilia, il feticismo delle punture delle api – dove “Scambismo” è una voce quasi innocua e si moltiplicano i termini e le espressioni saltando di pagina in pagina, per via dei frequenti rimandi interni.</p>
<p style="text-align:justify;">Molte voci sono in inglese e giapponese: «la prima è la lingua di internet, ed è quella con cui si è diffusa la maggior parte dei termini relativi alle pratiche più insolite. L’altra è quella invece del paese in cui sono nati parecchi passatempi». Se sushi e fumetti manga sono entrati nel gergo comune, anche nel mondo del sesso insolito si può parlare tranquillamente di Nyotaimori, la pratica erotica nel quale il corpo nudo di una donna viene utilizzato come piatto da portata, così come è più comodo usare Defiling al posto di «lordare, corrompere, profanare» quando si entra in tema di «dissacrazione della bellezza algida e di un vagheggiato ritorno a una primitiva e liberatoria corporeità», non senza umiliazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Non mancano le leggende che non sono più metropolitane ma telematiche. Il Dirty Sanchez, per disegnare baffi di feci sul viso del proprio partner, il Donkey punch, una violentissima pratica quasi omicida, un pugno sulla nuca durante una sodomizzazione, per stimolare la muscolatura, diventata un thriller passato al Sundance nel 2008, ma anche il titolo di un’operazione finanziaria della Enron negli anni Duemila.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure il dizionario ha le sue ragioni. Ridisegna una mappa delle pratiche che è anche la mappa del tempo libero delle persone, perché il sesso insolito, se non costa soldi, costa tempo, non si improvvisa. Se già il parcheggio è un lusso in città, come riuscire a trovare spazio alle Fucking Machine, quei macchinari motorizzati che muovono falli artificiali instancabili e che qualcuno, anziché comprarle originali su fuckingmachine.com, tenta di costruire in garage per provare il brivido dell’assemblaggio di pezzi di seghe, lavatrici, trapani industriali e «altri mostri di potenza».</p>
<p style="text-align:justify;">Per i precari che abitano nei monolocali può essere congeniale la pratica della Furniphilia, una forma di bondage che ha creato un filone erotico incentrato sull’uso del corpo umano come arredamento. Un po’ meno invece quella denominata Messy and Wet, letteralmente “zozzo e bagnato”, genere pornografico incentrato su scene erotiche dove i protagonisti solo femminili si sporcano con sostanze umide e appiccicose: panna montata, fango, schiuma da barba, budino, vernice, olio, etc..</p>
<p style="text-align:justify;">Il dizionario è la pacchia delle sigle, complici di molti equivoci. «Milf è una sigla del Fronte di Liberazione Moro-Islamico, un&#8217;organizzazione filippina che cerca di stabilire uno stato fondamentalista sull’isola di Mindanao. Per quanto ci riguarda è l’acronimo di “Mother I’d Like To Fuck, cioè “madre che mi scoperei volentieri”: una definizione resa celebre dal film del 1999 American Pie che si riferisce a donne attraenti sopra i 35 anni, anche senza figli a carico. Subito adottato nel gergo internazione della pornografia. L’ex candidata alla vicepresidenza Sarah Palin aveva acceso molte simpatie Milf all’epoca della campagna elettorale». Ma anche Scat, abbreviazione per scatologico, è una sigla che indica uno stile di canto jazz.</p>
<p style="text-align:justify;">Sfogliando il dizionario, ci si chiede quale possa essere oggi il livello di guardia, fin dove si sia spinta la soglia dell’insolito: cosa è centrale, cosa è periferico, cosa è lambito, cosa è tollerato? Cosa è anche pericoloso, infatti recita l’avvertenza, come nei pacchetti delle sigarette: «Numerose attività citate in questo dizionario comportano gravi rischi per la salute di chi volesse metterle in pratica. L’autore e l’editore declinano ogni responsabilità per eventuali danni di qualsiasi natura che possano derivare dall’utilizzo delle informazioni contenute nel presente volume».</p>
<p style="text-align:justify;">In rete da molto tempo circola un test per misurare le proprie esperienze sessuali, dai baci alle pratiche estreme. Lo si trova ovunque, anche nei forum degli studenti e dei teenager. Ma con i punteggi si compone tra le righe un’altra scala: nel punteggio basso si nasconde il tradimento di coppia, in quello medio le inclinazioni bisessuali. Quello alto è il terreno sconfinato delle perversioni. Il dizionario va in direzione contraria: c’è meno ambiguità sessuale di quanto si pensi, anche se “Etero” è ridotto a una riga e sta stretto tra “Estasi” ed “Eunuco”, e la perversione spesso si accompagna a una determinazione insolita, il cui motto potrebbe essere questo, raccolto in un forum online: «Anche se non sono in grado di soddisfare una donna, non significa che non posso essere utile a qualcosa». Prendendo le singole voci e verificando le immagini in rete, si ha l’impressione che in molti casi le pratiche insolite siano anche una questione di grinta, perché non di Brad Pitt e Angiolina Jolie si parla qui. E XXX non è un dizionario di bellezza.</p>
<p style="text-align:justify;">La pornostar Power Bridget, 112 cm di altezza e 60 film, è una eroina di volontà. Ma ecco subito il suo rovescio, al cui confronto il piercing genitale di Lord Brummel sembra un aneddoto simpatico seppur doloroso: l’incomprensibile Veronica Moser, pornostar austriaca coprofila, che definire icona trash è un eufemismo da nerd. Oppure le bellissime donne che compaiono sul sito femalepumping.com, che più che invogliare, aumentano il senso di disagio di una pratica – applicare campane di plastica alla pelle depilata e oliata di genitali, capezzoli e ano, per poi risucchiare l’aria con una pompa &#8211; che sembra solo umiliazione. Non sono da meno i Furry, i pellicciosi, uomini e donne che si identificano in animali antropomorfi come quelli dei disegni animati.</p>
<p style="text-align:justify;">Patologie? Per Ayzad, il Bdsm negli anni 80 è riuscito a distinguersi dal sadomasochismo puro, cioè dai disturbi mentali pericolosi, fuori controllo e insani, riferendosi invece a «innocue per quanto intense sperimentazioni» ispirate al principio Ssc: «sano, sicuro e consensuale». Davvero senza nessun rischio? L’impressione è che il Dizionario raccolga un mondo fatto di derive e licenze – poco poetiche &#8211; che non fanno altro che autoalimentarsi, perdendo i contatti con il punto di fuga. È un dizionario di slittamenti, più che di fughe. Fino al paradosso su cui scherza lo stesso Azyad: «. Attrazione sessuale verso le persone sconosciute. Avete presente quel tipo che avete conosciuto in un locale con cui siete finite subito a letto e che poi non vi ha più richiamate? Non era uno stronzo: era uno xenofilo».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monteverde]]></title>
<link>http://malicuvata.wordpress.com/2009/05/30/monteverde/</link>
<pubDate>Sat, 30 May 2009 11:43:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>malicuvata</dc:creator>
<guid>http://malicuvata.wordpress.com/2009/05/30/monteverde/</guid>
<description><![CDATA[Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario a cura di Zammù Libreria e Casa Lettrice Malicuvata Via Sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario<br />
a cura di Zammù Libreria e Casa Lettrice Malicuvata<br />
Via Saragozza 32/a – Bologna</strong></p>
<p><strong><img class="size-full wp-image-435 alignleft" title="copt13" src="http://malicuvata.wordpress.com/files/2009/05/copt13.jpg" alt="copt13" width="80" height="117" />6 giugno 2009 :: h. 21.30<br />
Gianfranco Franchi, Monteverde, Castelvecchi– introducono Marco Nardini e Simone Olla</strong></p>
<p>Monteverde è un concentrato di storie sui nostri tempi, il luogo che dà voce a una vita di trentenne: né un romanzo né una raccolta di racconti. Oppure entrambi.</p>
<div style="margin:0;"><strong>Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario<br />
(</strong><a rel="#someid2" href="http://malicuvata.wordpress.com/dalla-a-allo-zammu-alfabeto-letterario/"><span style="color:#265e15;"><strong>caledario completo&#62;&#62;</strong></span></a><strong>)</strong></div>
<div><strong>Via Saragozza 32/a – Bologna</strong></div>
<div><strong>Info: <a href="mailto:zammu@tiscali.it"><span style="color:#265e15;">zammu@tiscali.it</span></a>; <a href="mailto:malicuvata@gmail.com"><span style="color:#265e15;">malicuvata@gmail</span></a></strong></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Segnalazioni: Radiohead. A Kid - Gianfranco Franchi]]></title>
<link>http://giodibe.wordpress.com/2009/05/07/segnalazioni-radiohead-a-kid-gianfranco-franchi/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 19:13:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
<guid>http://giodibe.wordpress.com/2009/05/07/segnalazioni-radiohead-a-kid-gianfranco-franchi/</guid>
<description><![CDATA[(In ascolto: Lay Your Head Down &#8211; Keren Ann) E&#8217; in uscita il 13 maggio in tutte le libre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="a kid gianfranco franchi" src="http://files.splinder.com/e0ac4a5a72a38dfbbb4ad676ea785873.jpg" alt="" width="377" height="607" /></p>
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<p style="text-align:justify;"><em>(In ascolto: Lay Your Head Down &#8211; Keren Ann)</em></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; in uscita il <strong>13 maggio</strong> in tutte le librerie, un libro che interesserà non solo i numerosi fan dei Radiohead, ma qualsiasi appassionato di musica. <strong>Radiohead. A Kid. Testi commentati</strong> (Arcana, pp. 540, Euro 18,50) di <strong>Gianfranco Franchi</strong> rappresenta infatti una proposta editoriale per molti aspetti inedita: non è solo una raccolta di tutti i testi della band di <strong>Thom Yorke</strong> dalle origini fino all&#8217;ultimo lavoro in studio, In Rainbows, ma una vera e propria monografia che non nasconde i risvolti saggistici, con l&#8217;apprezzabile obiettivo di allargare i tradizionali confini del campo della critica musicale pop. I commenti al testo non sono azzardate interpretazioni che fanno perno  su proprie suggestioni personali, ma frutto di un vero e proprio metodo nel segno della letteratura comparata. Franchi ha analizzato ogni brano, album per album (incluse inedite e B-Side), confrontando e comparando i testi con una nutrita rassegna stampa mondiale, web e cartacea, alla ricerca di tutti i riferimenti metaletterari di cui sono intessute le trame dei testi di Yorke: ecco che Douglas Adams, Thomas Pynchon, Lewis Carroll, George Orwell, T.S. Eliot, Kurt Vonnegut, Goethe e Dante s’adattano alla scrittura rock come niente fosse. A tutto ciò si aggiunge il talento narrativo di Franchi, la cui ultima opera, <strong>Monteverde</strong>, è da poco uscita per Castelvecchi (<a href="http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?shop=3190&#38;isbn=9788876152917">link</a>). Ha scritto <a href="http://maurogarofalo.nova100.ilsole24ore.com/">Mauro Garofalo</a> in una sua <a href="http://maurogarofalo.nova100.ilsole24ore.com/2009/05/a-kid-radiohead.html">recensione</a>, &#8220;come Nick Hornby, un linguaggio pulito a tratti emotivo, accompagna per mano nella storia della band, che più di ogni altra, ha cambiato il rapporto tra musica e tempo&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">[Gianfranco Franchi, "Radiohead. A Kid. Testi Commentati", Arcana, Roma 2009. Collana Testi. In redazione: Cristina Bellino. Copertina: Maurizio Ceccato. Ufficio Stampa: Angelo Bernacchia, Maia Terrinoni, Alex Pietrogiacomi. Direttore editoriale di Arcana: Gianluca Testani]</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Link</strong>: <a href="http://www.lankelot.eu/index.php/2009/04/16/franchi-gianfranco-radiohead-a-kid-testi-commentati-dal-13-maggio-in-libreria/">Lankelot</a>, <a href="http://www.lankelot.eu/index.php/staff/34/franchi">Gianfranco Franchi</a>, <a href="http://www.ibs.it/editore/arcana/i+libri+arcana">Catalogo Arcana Editore (IBS)</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Giovanni di Benedetto.</p>
<p style="text-align:justify;">
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Street Art - segnalazioni]]></title>
<link>http://isoladiquattro.wordpress.com/2009/04/12/street-art-segnalazioni/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 00:00:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>isoladiquattro</dc:creator>
<guid>http://isoladiquattro.wordpress.com/2009/04/12/street-art-segnalazioni/</guid>
<description><![CDATA[Writing. storia, linguaggi, arte nei graffiti di strada Questo testo apre ad una prospettiva più amp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Writing. storia, linguaggi, arte nei graffiti di strada Questo testo apre ad una prospettiva più amp]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Futuriste" - 5 marzo 2009, Roma]]></title>
<link>http://biancamadeccia.wordpress.com/2009/03/03/futuriste-5-marzo-2009-roma/</link>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:37:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bianca Madeccia</dc:creator>
<guid>http://biancamadeccia.wordpress.com/2009/03/03/futuriste-5-marzo-2009-roma/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma Umberto Croppi con Barbara Alberti,  E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><!--more--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#666699;"><strong>L&#8217;Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma Umberto Croppi con Barbara Alberti,  Ester Coen, Daria Galateria,  Andrea Gareffi, presentano:</strong></span></p>
<h1 style="text-align:center;"><em><span style="color:#ff0000;">FUTURISTE</span></em></h1>
<p class="MsoNormal" align="center"><em><span style="color:#ff0000;">Letteratura. Arte. Vita</span></em></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><em><strong> </strong><span style="font-style:normal;"><span style="color:#808080;"><strong>A cura di Giancarlo Carpi per le Edizioni Castelvecchi</strong></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#666699;"><strong>Sarà presente il curatore, modera Maria Ida Gaeta, letture di Barbara Alberti. Per l’occasione sarà esposto al pubblico il quadro di Benedetta Cappa Marinetti </strong></span><em><span style="color:#666699;"><strong>Ritmi di rocce e mare </strong></span></em><span style="color:#666699;"><strong>(coll. privata). Giovedì 5 marzo ore 17.30, Casa delle Letterature Piazza dell’Orologio, 3, Roma</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p><!--EndFragment--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nel segno di Caravaggio]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2008/12/29/nel-segno-di-caravaggio/</link>
<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 09:26:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due mostre dedicate al genio del Seicento e la Biennale firmata da Birnbaum fra gli eventi più attes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_J80ge-oTiVo/SVnrV739UUI/AAAAAAAAADQ/475thiXFqt8/s1600-h/MUSICI.jpg"><img style="float:left;cursor:pointer;width:320px;height:242px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://4.bp.blogspot.com/_J80ge-oTiVo/SVnrV739UUI/AAAAAAAAADQ/475thiXFqt8/s320/MUSICI.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:verdana;">Due mostre dedicate al genio del Seicento e la Biennale firmata da Birnbaum fra gli eventi più attesi del 2009</span></span> <span style="color:#800000;">di Simona Maggiorelli</span><span style="font-weight:bold;font-style:italic;color:#660000;font-size:85%;"><span style="color:#800000;"><span style="font-family:trebuchet ms;"></span></span><br />
</span></p>
<p>Se il 2009 sarà l’anno dell’attesa Biennale di Venezia firmata dallo svedese Birnbaum, quello alle porte, dal punto di vista dell’arte, tocca rassegnarsi, sarà anche l’anno del Futurismo e del suo inventore, quel Filippo Tommaso Marinetti che, annusato lo spirito dell’avanguardia parigina, ne fece una traduzione casereccia e fascistoide inneggiando alla nuova era «dell’uomo dalle parti intercambiabili» e al mito di una modernità fatta di sole macchine. Accanto alla ridda di mostre e pubblicazioni &#8211; perlopiù a uso romano e milanese e delle rispettive giunte &#8211; spiccano, però, oltre alla monografia edita da Skira, alcune iniziative come l’uscita del libro dello studioso di letteratura russa Guido Carpi, Futuriste. <span style="font-style:italic;">L’altra metà dell’avanguardia</span> (Castelvecchi) e la mostra al Mart di Rovereto dedicata alle invenzioni creative del cubofuturismo russo, ben lontano dalla retorica retriva del futurismo nostrano. Ma intanto, in attesa dei cosiddetti grandi eventi, già da gennaio, fioriscono qua e là in Italia esposizioni, apparentemente “in minore” ma che hanno il pregio di invitare il pubblico a tornare a godersi grandi classici. A cominciare dalla mostra che Brera dedica dal 19 gennaio, nell’occasione del bicentenario della sua Pinacoteca, all’opera geniale di Caravaggio e incentrata su alcune opere come <span style="font-style:italic;">La cena di Emmaus</span> del 1606, qui a confronto con un’altra edizione autografa dell’opera conservata alla National Gallery di Londra. Una mostra, quella di Brera che sarà accompagnata da catalogo Electa a cura dell’allieva di Longhi, Mina Gregori e che, idealmente, avrà un seguito a settembre, a Roma, con la rassegna Caravaggio e Bacon alla Galleria Borghese, incentrata su un confronto per molti versi ossimorico, fra il maestro del Seicento italiano e il pittore irlandese ora celebrato in una mostra alla Tate Gallery di Londra; un confronto fra antico e moderno pensato da Claudio Strinati e Michel Peppiatt, in accordo con quella ipervalutazione che le angosciate visioni di Bacon continuano ad avere da alcuni anni in Europa e negli Usa. <a href="http://4.bp.blogspot.com/_J80ge-oTiVo/SVnrgzKlE3I/AAAAAAAAADY/W48KaCbwq7U/s1600-h/CARAVAGGIO+-+GOLIA.jpg"><img style="float:left;cursor:pointer;width:158px;height:200px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://4.bp.blogspot.com/_J80ge-oTiVo/SVnrgzKlE3I/AAAAAAAAADY/W48KaCbwq7U/s200/CARAVAGGIO+-+GOLIA.jpg" border="0" alt="" /></a>Ancora fra i “grandi eventi” una proposta Electa nata in collaborazione con il Comune di Urbino, che in primavera ospiterà una mostra dedicata ai lavori giovanili di Raffaello raccogliendo in Palazzo Ducale una ventina di dipinti e altrettanti disegni del pittore urbinate. A Forlì invece, dal 25 gennaio, si ripercorre L’ideale classico tra scultura e pittura di Antonio Canova, con alcuni inediti confronti con opere di Raffaello e Tiziano. Dalla instancabile fucina di Linea d’ombra libri, coprotagonista di tutte le mostre di Marco Goldin, poi, una doppia proposta per la friulana Villa Manin: una mostra dal 26 settembre dedicata all’età di Corot e Monet e, quasi in contemporanea, una rassegna dedicata al simbolismo e alla secessione viennese, raccontata attraverso le opere di Boecklin, Klimt e Schiele. E poi, per approdare al Novecento, al Palaexpo di Roma (ora sotto la guida di Ida Gianelli) una mostra dedicata ad Alexander Calder, e alle sue architetture aeree in lamine colorate che cambiano forma a ogni soffio d’aria e, sempre a Roma, alla Gnam, dal 4 marzo, una retrospettiva dedicata a uno degli artisti americani contemporanei più noti: Cy Twombly. Infine, da non perdere di vista, la grande retrospettiva che la Galleria nazionale dell’Umbria dedica dal 4 aprile ad Alberto Burri, la più importante nella sua terra natale, dopo la grande mostra che gli ha appena dedicato la Triennale di Milano.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’IRRIDUCIBILE NONNA, REGINA DELL’ARTE]]></title>
<link>http://6x1blog.wordpress.com/2008/12/02/l%e2%80%99irriducibile-nonna-regina-dell%e2%80%99arte/</link>
<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 06:24:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuliasalmaso</dc:creator>
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<description><![CDATA[&lt;!&#8211; /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-745" title="ileana-sonnabend" src="http://6x1blog.wordpress.com/files/2009/04/ileana-sonnabend.jpg" alt="ileana-sonnabend" width="300" height="326" /></p>
<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--> &#60;!&#8211;  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:&#8221;"; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;; 	mso-fareast-font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} &#8211;&#62; <!--[if gte mso 10]&#62;--><br />
 /* Style Definitions */<br />
 table.MsoNormalTable<br />
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	font-size:10.0pt;<br />
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<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Questa bella nonna non è quel che sembra. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Non è stata fotografata tra una torta di mele e un thè con le amiche. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Probabilmente non ha mai neppure cucinato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Anzi, se proprio dovessi azzardare, direi che ha appena finito di fumarsi una canna con Andy Warhol. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Il suo nome è Ileana Sonnabend, ed è stata (in parte ancora lo è) la più influente talent scout artistica del Novecento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Rumena d&#8217;origine, di ricchissima famiglia ebrea scappata negli Stati Uniti dagli orrori della Shoah, Ileana, da sola, ha scoperto e portato al grande pubblico tra i più gradi artisti della storia: da Bob Rauschenberg a Andy Warhol, da Jannis Kounellis a Jeff Koons. E, dato non certo trascurabile, con il suo infallibile occhio ha costruito meticolosamente una delle collezioni d&#8217;arte contemporanea tra le più ricche ed esclusive al mondo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Era conosciuta da tutti come «The Queen of Art». Dall&#8217;apertura della prima galleria a Parigi nel 1962 con le bandiere americane di Jasper Johns, alla mostra dei Sex Works di Jeff Koons nel 1991 a New York, le sue scelte hanno ininterrottamente determinato l&#8217;andamento del mercato mondiale dell&#8217;arte. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">E proprio questa incredibile donna, regine d’arte, <span> </span>è la protagonista di una biografia edita da Castelvecchi e scritta da Manuela Gandini (critica d’arte) dopo lunghe conversazioni registrate con la gallerista e i suoi artisti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Il libro dovrebbe uscire proprio questa settimana. </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SIMONE WEIL,MANIFESTO PER LA SOPPRESSIONE DEI PARTITI]]></title>
<link>http://segnalazionisaggistiche.wordpress.com/2008/08/30/simone-weilmanifesto-per-la-soppressione-dei-partiti/</link>
<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 18:31:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>prupitto24</dc:creator>
<guid>http://segnalazionisaggistiche.wordpress.com/2008/08/30/simone-weilmanifesto-per-la-soppressione-dei-partiti/</guid>
<description><![CDATA[  Appare del tutto evidente la gratuita&#8217; delle prefazioni di Alain e Breton(paradossale in par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Appare del tutto evidente la gratuita&#8217; delle prefazioni di Alain e Breton(paradossale in particolare quella dell&#8217;intellettuale francese considerando la sua adesione acritica al Pcf) al fine di una esatta compresnsione del breve saggio dell&#8217;autrice.Pubblicato nel 1950 non costituisce-a nostro avviso- ne&#8217; un contributo particolarmente significativo rispetto al percorso filosofico della Weil ne&#8217; tantomeno contribuisce ad innovare la storia delle dottrine politiche dal momento che -p.e già nel contesto anarchico ottocentesco- la critica al partito in quanto tale fu ampiamente sviluppata.La brevita&#8217; da un lato e dall&#8217;altro il ridondante ricorso al lessico religioso-bene,giustizia,peccato,luce-costituiscono limiti assai evidenti del saggio,limiti che inficiano la possibilita&#8217; da parte del lettore di avere una percezione ampia delle coppie concettuali partito/totalitarismo,partito/propaganda,partito/addestramento.Un altro limite-questa volta di natura storica-lo si coglie agevolmente sia nella incapacita&#8217; dell&#8217;autrice di comprendere che proprio Rousseau getto&#8217; le basi-attraverso il concetto di volontà generale-del totalitarismo sia nel mancato</p>
<p style="margin-bottom:0;">approfondimento della genesi storica del concetto di partito nel contesto della storia della chiesa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">L&#8217;assenza di liberta&#8217; di critica,la volontà livellatrice,l&#8217;acriticita&#8217; richiesta agli adepti sono caratteristiche che inequivocabilmente la Weil coglie in relazione al ruolo e al modus operandi fittizio che l&#8217;individuo deve fare propri per essere accettato nell&#8217;ambito del partito ma-lo ribadiamo-non sono specifiche psico-sociali originali rispetto alla letteratura anarchica.A tale proposito si pensi che già Malatesta-come l&#8217;anarcoindividualismo statunitense d&#8217;altra parte-aveva pienamente compreso sia la mancanza di qualsiasi democrazia nelle istituzioni europee sia la sostanziale equipollenza tra totalitarismi di destra e di sinistra. A conclusione del saggio-il cui approccio e&#8217; ovviamente lontanissimo dal realismo politico-il lettore non puo&#8217; fare a meno di domandarsi quale alternativa realistica rimanga al cittadino del nostro secolo,quale concreta possibilita&#8217; di agire nella prasssi politica possa avere.Ebbene,a questi legittimi interrogativi,il lettore non potra&#8217; che trovare nel saggio un irritante-per uno spirito laico-alternativa mistica congiunta ad una intransigenza ideologica che mal si concilia con la necessita&#8217;-nella vita reale-di mediare evitando una polarizzazione cromatica radicale e alla ricerca al contrario di difficili sfumature.</p>
<p style="margin-bottom:0;">GAGLIANO GIUSEPPE</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Basquiat]]></title>
<link>http://libreriamirada.wordpress.com/2008/06/11/basquiat/</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 17:33:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://libreriamirada.wordpress.com/2008/06/11/basquiat/</guid>
<description><![CDATA[Phoebe Hoban &#8211; Basquiat 480 pagine, illustrato 16 Euro + 2,50 euro di spedizione Casa editrice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://libreriamirada.files.wordpress.com/2008/06/basquiat.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-297" src="http://libreriamirada.wordpress.com/files/2008/06/basquiat.jpg" alt="" width="121" height="200" /></a></p>
<p><span>Phoebe Hoban</span> &#8211; Basquiat<br />
480 pagine, illustrato<br />
16 Euro + 2,50 euro di spedizione<br />
Casa editrice: Castelvecchi<br />
Lingua: italiano</p>
<p><span style="font-size:12px;font-family:Verdana;color:#000000;"><strong>Jean-Michel Basquiat</strong> ( New York 1960-1988 ) era una figura enigmatica, sempre a metà strada tra realtà e finzione. Un ragazzo problematico, perennemente afflitto da un forte senso di inadeguatezza, timido ma molto intelligente. Tra le pagine fitte di aneddoti, emerge innanzitutto un rapporto irrisolto col padre, che gli lasciò in eredità un’irrefrenabile avversione per la disciplina. La biografia di Hoban ha il merito di trasmettere l’atmosfera di un’epoca per molti versi irripetibile. Sono pagine che sanno di jazz, hashish e speranza, che parlano di una generazione votata all’eccesso, in nome dell’arte. Un periodo colmo di energia, creatività e dolore. Il viaggio, consapevole, di Basquiat verso una morte insensata è descritto con dolcezza, come se fosse una favola. L’avventura del primo pittore nero di successo è inserita in un contesto variopinto fatto di musicisti, spacciatori, galleristi, critici e artisti. Appare chiaro come Basquiat rimanga schiacciato tra gli ingranaggi di una macchina più grande di lui; quel successo tanto agognato finisce per svuotarlo dell’energia che aveva generato la sua arte. Arte violenta, iconoclasta, distante dai rigori della tecnica ma brutale, sincera. Pittore, poeta, predicatore, Jean-Michel inizia “sparando” parole e simboli sulle pareti di una livida New York di fine anni ’70. I suoi tag, firmati <em>Samo</em> (The same old shit), ben presto diventano autentici attacchi alla cultura bianca, razzista e schiava del capitalismo. Con gli anni ’80 arrivano i primi lavori su tela, opere che uniscono al graffitismo icone dal forte valore simbolico: espressionismo primitivo venato di cultura pop. Sempre a quel periodo risalgono le cartoline e i collage in stile <strong>Rauschenberg</strong>; i primi segni del successo e con essi la dipendenza dalle droghe che non lo avrebbe più abbandonato.<br />
Hoban si focalizza sul rapporto tra Basquiat e i galleristi. Dalle pagine del libro emerge la sensazione che l’impatto che ebbero sull’equilibrio mentale del giovane pittore fu devastante. Viene descritto il rapporto conflittuale che Jean-Michel ebbe con  Annina Nosei (con la quale produsse le sue opere migliori), Bruno Bischofberger, Larry Gagosian, Mary Boone, Vrej Baghoomian. Pagina dopo pagina assistiamo al declino creativo e fisico di un’artista dalle potenzialità immense. Intorno a lui tutta la comunità artistica newjorkese, da <strong>Julian Schnabel</strong> a <strong>David Salle</strong>, da <strong>Keith Haring</strong> a <strong>David Bowes</strong>, da <strong>Francesco Clemente</strong> ad <strong>Andy Warhol</strong>, che Basquiat venerava come una sorta di idolo-padre. L’inarrestabile percorso autodistruttivo del pittore si alterna alla descrizione degli amori travagliati, della nascita di gallerie e locali alla moda, delle mostre popolate da pop star strafatte, divi del cinema e finanzieri bramosi di facili guadagni. E sullo sfondo le opere di Basquiat, fatte di scritte e colori violenti, scheletri, teschi, corone, croci e palle da baseball.<br />
Il libro, arricchito da un apparato fotografico molto efficace realizzato da <strong>Edo Bertoglio</strong>, traccia in maniera impeccabile il ritratto di un decennio che bruciò forse troppo in fretta, ma che seppe segnare nel profondo le regole dell’arte generando piccole-grandi stelle come Basquiat: <em>“Non so descrivere il mio lavoro perché non è mai la stessa cosa. È come chiedere a Miles Davis, beh, com’è il suono della tua tromba?”</em></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MEMORIE DELL'ARTE BIMBA - Filippo Scòzzari]]></title>
<link>http://associazionemirada.wordpress.com/2008/06/04/memorie-dellarte-bimba-filippo-scozzari/</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 08:47:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://associazionemirada.wordpress.com/2008/06/04/memorie-dellarte-bimba-filippo-scozzari/</guid>
<description><![CDATA[Venerdì 13 giugno ore 21 &#8211; Dopocena con libro MEMORIE DELL&#8217;ARTE BIMBA Da uno dei fondato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Venerdì 13 giugno<br />
ore 21 &#8211; Dopocena con libro<br />
MEMORIE DELL&#8217;ARTE BIMBA</p>
<p>Da uno dei fondatori di Cannibale e Frigidaire un manuale di fumetto e di vita<br />
Incontro con l&#8217;autore FILIPPO SCOZZARI</p>
<p><a href="http://associazionemirada.files.wordpress.com/2008/06/artebibba.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-244" src="http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/06/artebibba.gif" alt="" width="278" height="397" /></a></p>
<p>MIRADA INTERNO 4 LIBRERIA<br />
Via Mazzini n.83 48100 Ravenna<br />
<a href="http://libreriamirada.wordpress.com">http://libreriamirada.wordpress.com</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="txtdettaglio" colspan="2" valign="top">“Cinquemilacinquecentocinquantacinque pomeriggi durò la mia infanzia, perciò come faccio a saperli, i miei inizi coi fumetti? Non li ricordo più, persi. Sarebbe come chiedermi se rammento il primo sogno, o la prima volta che sono stato felice. O l’ultima. C’è qualcuno al mondo che sappia rispondere a domande del genere, che ne abbia voglia? Ognuno sogna le proprie felicità, che gli bastano e avanzano, e non si cura di quelle degli altri.”</p>
<p>Dieci anni dopo l&#8217;uscita del suo diario di battaglie &#8220;Prima pagare, poi ricordare&#8221;, Filippo Scòzzari, autore di fumetti e uno dei i fondatori di «Cannibale» e «Frigidaire», torna con questa seconda multiforme, impietosa, commovente e ironicissima sarabanda, che assume di volta in volta le sembianze del memoriale, del manuale tecnico, del diario di famiglia e del baedeker esistenziale. In &#8220;Memorie dell’arte Bimba&#8221; (quale miglior definizione per un’arte giovane come il fumetto?) Scòzzari ripercorre gli anni della sua infanzia, tenero e stupefatto esploratore della Bologna e dell’Italia negli anni 50 e 60. In un’ideale “Prima Puntata”, che termina esattamente dove iniziava il fortunato Prima pagare, poi ricordare (oggi alla sua quinta ristampa), Scòzzari indaga, sbrana e resuscita i punti nodali della propria educazione: la scuola, la famiglia, la passione per il disegno, l’amore lancinante per i fumetti, ma anche gli interrogativi feroci di un Bimbo che, in eterno duello col Babbo Mannaro, avverte in sé i primi pungoli di quella follia creativa che, zappata a sconfitte e concimata a scoperte, lo trasformerà in uno degli autori simbolo dell&#8217;ultimo scorcio del &#8216;900.</td>
</tr>
<tr>
<td class="txtautorebio" colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td class="txtbio5" colspan="2">Filippo Scòzzari (Bologna, 1946), autore di fumetti, scrittore e illustratore, dalla metà degli anni 70 pubblica i suoi primi fumetti su riviste off (Re Nudo, Milano, Mario, Firenze) e su testate a diffusione nazionale (Il Mago, Mondadori, Linus, Rizzoli). A Roma, nel 1979, entra ne Il Male di Pino Zac, sequestratissimo settimanale di satira, e fonda la rivista autoprodotta Cannibale insieme a Liberatore, Mattioli, Pazienza e Tamburini. Con lo stesso gruppo di autori geniali nel 1980 fonda Frigidaire. Per Frigidaire realizza le sue più importanti opere a fumetti, ristampate successivamente in albi e volumi: Primo Carnera, Suor Dentona, La Dalia Azzurra, il Dottor Gek. Negli anni 90 si dedica maggiormente alla scrittura e all’illustrazione. La rivista Blue ospita per tutti gli anni 90 le opere di Scòzzari. Il suo primo libro non a fumetti Cuore di Edmondo, che è anche una pièce teatrale, è pubblicato dalla Granata Press nel 1993. Segue la raccolta XXX! Racconti Porni, antologia di racconti pornografici contro la pornografia (Castelvecchi, 1996). Il suo memoriale Prima pagare, poi ricordare (Castelvecchi, 1997, oggi alla terza ristampa da Coniglio Editore) è un libro di culto. Per Art Core di Perugia realizza opere in serigrafia. Recentemente pubblica il volume illustrato Figate (Mare Nero, 1999) e il romanzo L’isterico a metano scritto a quattromani con il nipote Pietro (Mondadori, 2000). La Mondo Bizzarro Gallery di Bologna gli dedica nel 2003 la mostra Suor Dentona &#38; altri pezzi.</td>
</tr>
<tr>
<td class="txtbio5" colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td class="txtbio5" colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td class="padlink" colspan="2">Segue personalmente il suo blog:<br />
<a href="http://manualedellartebimba.blogspot.com" target="_blank"> http://manualedellartebimba.blogspot.com</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La fucina della scrittura: i consigli dello stroncatore.]]></title>
<link>http://lucianopagano.wordpress.com/2008/04/08/la-fucina-della-scrittura-i-consigli-dello-stroncatore/</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 21:56:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciano pagano</dc:creator>
<guid>http://lucianopagano.wordpress.com/2008/04/08/la-fucina-della-scrittura-i-consigli-dello-stroncatore/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;C&#8217;era una volta&#8221;, sarebbe difficile oggi iniziare una storia con questa frase. I ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lucianopagano.files.wordpress.com/2008/04/robertocotroneo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-470" src="http://lucianopagano.wordpress.com/files/2008/04/robertocotroneo.jpg" alt="" width="150" height="225" /></a></p>
<p>&#8220;C&#8217;era una volta&#8221;, sarebbe difficile oggi iniziare una storia con questa frase. I lettori di oggi sono smaliziati, mettono alla prova un autore fin dalla prima pagina, come è giusto che sia; per gli inesperti scrittori desiderosi di affacciarsi a un mondo terribile &#8211; verrebbe da dire &#8211; c&#8217;è bisogno di un manuale. L&#8217;ultima risposta in ordine di tempo viene da un editore, Castelvecchi, da sempre attento a cogliere e, a volte, anticipare determinate tendenze nel mondo della cultura popolare. Il libro si intitola &#8220;<strong>Manuale di scrittura creativa</strong>&#8221; (Castelvecchi, €18), l&#8217;autore è Roberto Cotroneo, un tempo stroncatore dalle pagine dell&#8217;Espresso, poi scrittore affermato, oggi redattore e insegnante in diversi corsi di scrittura. Chi non ha mai letto i suoi romanzi può cominciare da &#8216;Otranto&#8217; , oppure &#8216;Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome&#8217;, o ancora il primo &#8216;Se una mattina d&#8217;estate un bambino&#8217;, del  1994, nel quale si propone di trasmettere al figlio l&#8217;amore per i libri. Questo manuale comincia dalla cosa più importante, cioè da una domanda rivolta agli scrittori di ogni età, verrebbe da dire &#8216;di ogni ordine e grado&#8217;. Perché si vuole scrivere? Qual&#8217;è la molla fa scattare quel meccanismo che Truman Capote nel suo capolavoro &#8220;Musica per camaleonti&#8221; paragonava al dono da parte di Dio di una frusta per auto-flagellarsi? Semplice, &#8220;COMUNICARE&#8221;, la scrittura serve a comunicare ciò che noi abbiamo dentro, una visione del mondo, una nostra esperienza, qualcosa che ci è successo e che ci ha colpito a tal punto da suscitare in noi il desiderio di rendere gli altri partecipi della &#8216;nostra&#8217; storia. Fin qui tutto bene. I problemi nascono quando ci si imbatte nello scoglio della forma narrativa. Roberto Cotroneo, dall&#8217;alto della sua esperienza di scrittore e giornalista (è condirettore della Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma), divide l&#8217;argomento in dieci agili lezioni. Si va dal superamento dell&#8217;incubo da pagina bianca al metodo con cui affrontare la scrittura di un romanzo, fino alla scelta dell&#8217;ambientazione o dello stile, toccando argomenti ostici come le descrizioni e le digressioni all&#8217;interno di una storia. Non esiste una sezione relativa all&#8217;invenzione e alla scoperta di ciò che va narrato, perché al contrario di quanto ci si possa aspettare da un testo del genere, l&#8217;autore ha preferito affrontare l&#8217;argomento privilegiando l&#8217;aspetto creativo e senza toccare ciò che compete alla discrezione di ogni scrittore, stiamo parlando dell&#8217;argomento di cui scrivere. Il messaggio non espresso è chiaro: ognuno cerchi da sé la propria storia. Esemplare in tal senso la lezione dedicata alle descrizioni degli ambienti e dei paesaggi; ci sono scrittori che affrontano simili momenti con lo stesso atteggiamento con cui si affronta la stesura di un catalogo da vendita all&#8217;incanto, enumerando collezioni di oggetti, con i loro nomi e le loro caratteristiche, mettendo il lettore nell&#8217;imbarazzo di voltare pagina per scoprire quand&#8217;è che la storia prosegue. Il procedimento di descrizione nelle parole di Cotroneo si trasforma in uno dei mezzi più duttili di cui dispone lo scrittore. Un altro aspetto interessante del libro è la presenza di molti esempi e di esercizi, suggeriti agli aspiranti scrittori al termine di ognuna delle lezioni. Molto bella la sezione dedicata all&#8217;<em>influenza, </em>ovvero sia alla formazione spontanea e casuale di ogni scrittore, dovuta alle sue esperienze, alle letture fatte in gioventù e alla maturazione della propria identità come lettore. L&#8217;impressione che si ha dopo la lettura di un testo del genere è che la premura del suo autore sia quella di limitare al massimo i danni prodotti dagli scrittori impetuosi, che non affidano la propria scrittura a un metodo, per contro è lo stesso Cotroneo a sfatare un mito, quello secondo cui un romanzo, con il suo <em>plot</em>, nasca così com&#8217;è nella testa dell&#8217;autore: secondo l&#8217;autore del manuale non si tratta che di una deviazione congetturale dovuta al cinema, ma tant&#8217;è, come i pittori dopo la nascita della fotografia hanno dovuto percorrere altre strade così gli scrittori dopo la nascita del cinema non sono più gli stessi, e a ragion veduta, perché anche i lettori sono cambiati, si aspettano di più e a un ritmo differente.<br />
Il lato positivo di questa &#8216;evoluzione del lettore&#8217; sta nel fatto che lo scrittore oggi può permettersi di scrivere storie che non seguono necessariamente una logica lineare, ma che possono affidarsi all&#8217;evocazione delle vicende in più tempi e in modi non tradizionali. La cosa curiosa è che oltre a un&#8217;immagine di stile viene comunicata una sorta di &#8220;buona condotta&#8221; da seguire, che va dalla proposizione del manoscritto all&#8217;atteggiamento da tenere con editori, consulenti e affini, insomma, una lezione di stile che tenta di uscire fuori dai margini della pagina scritta. Il volume è impreziosito dagli interventi di Andrea Camilleri, del giovane critico Stas&#8217; Gawronski, di Roberto Gilodi e Piergiorgio Nicolazzini e dalle sezioni dedicate alle riviste di letteratura, con gli indirizzi delle case editrici e una bibliografia ragionata, quasi come a redarguire lo scrittore esordiente, prendendolo per mano e guidandolo dalla stesura della prima pagina fino alla tanto auspicata pubblicazione. Lo scrittore &#8216;forgiato&#8217; da questo &#8220;Manuale di scrittura creativa&#8221; è anzitutto uno scrittore che non si preoccupa della lunghezza del proprio romanzo &#8220;ormai non ci sono regole. Ma è consigliabile che il numero di cartelle non sia inferiore alle cento&#8221;, ma che allo stesso tempo tiene conto delle esigenze del mercato, anche Cotroneo suggerisce allo scrittore di leggere con attenzione i cataloghi di tutti gli editori ai quali sarà affidata la spedizione di un manoscritto.<br />
A tal proposito mi piace citare un altro libro che si pone idealmente sul versante opposto, il testo è scritto da Stewart Ferris nel 2005 e pubblicato in Gran Bretagna da Summerdale con il titolo di &#8220;How to get published. Secret from the inside&#8221; (trad. it non disponibile &#8220;Come venir pubblicati&#8221;). Stewart Ferris parte dallo stesso punto dell&#8217;autore di &#8220;Presto con fuoco&#8221;, suggerendo che da parte dell&#8217;autore ci vuole una buona presentazione, una lettera, un riassunto del proprio lavoro che non faccia smarrire il destinatario di turno in improbabili biografie che farebbero ridere chiunque e che sono verosimili altrimenti non verrebbero citate in modo spassionato anche da Cotroneo, si legge ad esempio &#8220;&#8230;ma è in quegli anni che nasce in lui una vocazione letteraria fortissima, che lo conduce a scrivere una serie di racconti e tre poesie di ispirazione ermetica, segnalati con menzione al concorso &#8216;Giglio d&#8217;argento&#8217; di Radicondoli&#8221;. Lo scrittore, in poche parole, deve gettare la maschera e soprattutto il paraocchi, tastando il mondo che lo circonda. In una cosa i due &#8217;suggeritori&#8217; differiscono: Cotroneo suggerisce, in modo alquanto realistico, di non apporre titoli ai propri manoscritti &#8220;lasciate perdere i titoli. Qualunque titolo. Quasi sempre i titoli li fanno gli editori, e sono più bravi di voi di solito. I vostri titoli non li convinceranno mai&#8221;, e soprattutto dissuade l&#8217;autore dall&#8217;allegare immagini per copertine e altre simili amenità; lo scrittore anglosassone invece, forse strizzando l&#8217;occhio ai numerosi best-seller in erba che affollano le scuole londinesi, suggerisce addirittura di prodursi in un fac-simile grafico del testo, quasi a suggerire l&#8217;effetto del testo confezionato all&#8217;editor di turno. Viene in mente quel sottotitolo, lo stesso utilizzato da Woody Allen in uno dei suoi film più celebri, quando parlava del sesso di cui si vuol sapere tutto &#8220;ma si ha sempre avuto paura di chiedere&#8221;, ecco, in questo manuale c&#8217;è tutto quello che si ha sempre il timore di chiedere ma che puntualmente ci viene presentato nel conto quando incorriamo in errori di approccio a un mondo affascinante come quello della scrittura, con un suggerimento finale che viene proprio dalla copertina del libro, dove un bambino in fasce si appresta a battere i tasti di una macchina da scrivere. Perfino il più bravo degli scrittori di fronte alla pagina bianca si identifica con il lettore che ha dentro, in cerca dell&#8217;emozione dinanzi al suo primo &#8220;C&#8217;era una volta&#8221;.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>pubblicato su  &#8220;Il Paese Nuovo&#8221;<br />
di Martedì 8 Aprile </strong></p>
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<title><![CDATA[RIGNANO/ PM CHIEDE INCIDENTE PROBATORIO PER ALTRI TRE BAMBINI -2-]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/2007/12/05/rignano-pm-chiede-incidente-probatorio-per-altri-tre-bambini-2/</link>
<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 17:52:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tribunale civile inibisce vendita e distribuzione libro sul caso postato document.write( strelapsed(]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tribunale civile inibisce vendita e distribuzione libro sul caso postato document.write( strelapsed(]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IL LIBRO DEL FILM DELLA STORIA DELLA MIA VITA - William Brandt]]></title>
<link>http://blasfashion.wordpress.com/2007/11/17/il-libro-del-film-della-storia-della-mia-vita-william-brandt/</link>
<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 22:02:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>This is</dc:creator>
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<description><![CDATA[IN MY OPINION: Se ami Londra, se ami il mondo del cinema ( e il marcio che sospetti ci sia dietro), ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788876151965" align="left" height="308" width="200" /><strong>IN MY OPINION: </strong><br />
Se ami Londra,  se  ami il mondo  del cinema ( e il marcio che sospetti ci sia dietro), se  credi che l&#8217;amore (anche quello più grande) possa finire , allora questo è un libro che devi leggere.<br />
Agrodolce, vero, cinico. Nulla di meglio per finire l&#8217;autunno e iniziare l&#8217;inverno.</p>
<p><strong>QUARTA DI COPERTINA:  </strong><br />
Il protagonista di questo romanzo è uno sceneggiatore neozelandese un po&#8217; sfortunato che vive a Londra e viene piantato da sua moglie: un&#8217;attrice anche lei di secondo piano, che improvvisamente diventa celebre per una scena molto sensuale girata in un nuovo film. Frederick decide di tentare di riprendersi sua moglie, andando al party di presentazione del film che si svolge in una principesca isola del Pacifico, in compagnia di una falsa fidanzata: una ballerina di lap dance che ha &#8220;noleggiato&#8221; e &#8220;addestrato&#8221; a fingersi, in tutto e per tutto, la sua nuova compagna. Ma una serie di rocambolesche avventure ed equivoci a incastro lo convincerà della totale inutilità dei suoi sforzi.</p>
<p><strong>INFO PRATICHE ED INUTILI:</strong></p>
<p>Euro: 16.50<br />
pagine: 381<br />
Editore: Castelvecchi</p>
<p><strong>STELLINE (DA 0 A 5):</strong></p>
<p>Copertina: <strong>* * * *</strong><br />
Titolo: <strong>* * * * *<br />
</strong>Formato: <strong>* * *</strong></p>
<p><strong>DA REGALARE A: </strong></p>
<p>Tutti tranne ad attori in erba.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Istruzioni per l'uso del lupo: un cult per la giovane critica letteraria]]></title>
<link>http://vertigine.wordpress.com/2007/09/08/istruzioni-per-luso-del-lupo-un-cult-per-la-giovane-critica-letteraria/</link>
<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 12:28:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>vertigine</dc:creator>
<guid>http://vertigine.wordpress.com/2007/09/08/istruzioni-per-luso-del-lupo-un-cult-per-la-giovane-critica-letteraria/</guid>
<description><![CDATA[  incipit di Istruzioni per l&#8217;uso del lupo di Emanuele Trevi  Caro Marco, si può recensire un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[  incipit di Istruzioni per l&#8217;uso del lupo di Emanuele Trevi  Caro Marco, si può recensire un ]]></content:encoded>
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