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	<title>cattivi-pagatori &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cattivi-pagatori/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cattivi-pagatori"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 19:11:43 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Io personalmente credo che uno di questi giorni aprirò il rubinetto del gas e buonanotte a tutti]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/06/12/io-personalmente-credo-che-uno-di-questi-giorni-apriro-il-rubinetto-del-gas-e-buonanotte-a-tutti/</link>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 22:00:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>un sovraindebitato</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/06/12/io-personalmente-credo-che-uno-di-questi-giorni-apriro-il-rubinetto-del-gas-e-buonanotte-a-tutti/</guid>
<description><![CDATA[Ciao a tutti, questa lettera rimane semplicemente un tentativo, l&#8217;ennesimo, di ricevere ascolt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-41627" title="disperazione" src="http://gestcredit.wordpress.com/files/2009/06/disperazione.jpg" alt="disperazione" width="348" height="440" />Ciao a tutti, questa lettera rimane semplicemente un tentativo, l&#8217;ennesimo, di ricevere ascolto da qualcuno che possa sinceramente aiutare una persona in difficoltà. Partiamo dal problema.</p>
<p>La prima cosa che mi viene in mente è: problema soldi. Insomma anche questo mese non ho pagato l&#8217;affitto e chiaramente il proprietario vuole sbattermi fuori. Nulla di più normale direte voi, chissà quante persone hanno la stessa difficoltà. In questa casa non vivo da solo, ma con la mia compagna e un figlio di tre anni.</p>
<p>Ad oggi non ho un lavoro e da quando ho perso il posto due mesi fa non ho ricevuto alcuna offerta, ma proprio nessuna. Sono iscritto al collocamento, ho consegnato curricula ovunque, ma nulla.</p>
<p>Premetto che non pretendo di diventare direttore generale di Telecom o della Fiat, voglio solo lavorare. Ho trenta anni, una moglie e un figlio e non uno straccio di lavoro. Mia moglie lavora e guadagna circa 800 euro al mese&#8230; beh bastano solo per fare la spesa di un mese, pagare le bollette, mettere benzina.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<p>Senza auto non lavorerebbe neanche lei. Da sei mesi vado in giro con un contrassegno assicurativo falsificato con photoshop, non posso permettermi di pagare l&#8217;assicurazione auto.</p>
<p>Ho dimenticato di dirvi che ovviamente sono laureato e specializzato, in marketing e comunicazione. Vista la mia età però non sono né un junior né un senior, solo un ibrido che non lavora.</p>
<p>Sentirsi dire che si è troppo preparati per lavorare in un supermercato o troppo grandi per cominciare un percorso professionale in una grande azienda aumenta il grado di frustrazione quotidiano.</p>
<p>Intanto i debiti sono triplicati nel giro di tre anni. Un prestito di mille euro per far nascere il bimbo, un altro di tremila qualche mese fa per pagare i primi mesi di affitto della nuova casa.</p>
<p>Adesso sono un cattivo pagatore inseguito dalle agenzie di recupero crediti. Mi sono rassegnato, tanto non posso pagare.</p>
<p>Adesso chiedo a voi tutti, che spero potrete leggere queste righe, se mi sapete dire di chi è la colpa o se dipende solo da circostanze negative. Io personalmente credo che uno di questi giorni aprirò il rubinetto del gas e buonanotte a tutti. Grazie</p>
<p>Francesco</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Siamo tutti debitori" - un libro di Gianpaolo Luzzi per proteggere la famiglia dai debiti e vivere economicamente sereni]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/06/03/siamo-tutti-debitori-in-anteprima-il-prossimo-libro-del-dott-gianpaolo-luzzi-in-libreria-dal-prossimo-15-giugno/</link>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 16:21:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonio iuri donati</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/06/03/siamo-tutti-debitori-in-anteprima-il-prossimo-libro-del-dott-gianpaolo-luzzi-in-libreria-dal-prossimo-15-giugno/</guid>
<description><![CDATA[Gli italiani sono sempre stati per tradizione grandi risparmiatori, ma negli ultimi dieci anni l’ind]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-41344" title="siamo tutti debitori di Gianpaolo Luzzi" src="http://gestcredit.wordpress.com/files/2009/06/siamo-tutti-debitori-di-gianpaolo-luzzi.jpg" alt="siamo tutti debitori di Gianpaolo Luzzi" width="395" height="618" />Gli italiani sono sempre stati per tradizione grandi risparmiatori, ma negli ultimi dieci anni l’indebitamento delle famiglie ha registrato tassi di crescita preoccupanti.</p>
<p>In questo scenario, il crollo dei mercati nel 2008 ha aggravato ulteriormente la situazione economica dei nuclei familiari, ma sarebbe un grave errore attribuire la responsabilità dei nostri debiti solo alla crisi corrente che ha avuto, nonostante tutto, il merito di svelare un allarmante trend negativo: stiamo diventando un paese di sovraindebitati.</p>
<p>Secondo l’autore, uno dei massimi esperti italiani di gestione e recupero crediti, i motivi profondi sono da ricercarsi soprattutto all’interno della famiglia. Alla base del problema vi è spesso una scarsa o del tutto assente cultura finanziaria e creditizia, una totale mancanza di bilanci che hanno il pregio di monitorare costantemente lo stato di salute delle nostre finanze, mettendoci al riparo da investimenti incauti e fornendoci gli strumenti per reagire agli imprevisti.</p>
<p>In questo vero e proprio manuale di autodifesa per famiglie sull’orlo del fallimento, Gianpaolo Luzzi invita a ripensare seriamente le nostre convinzioni sul denaro e la nostra attitudine verso il consumo, ricordandoci che saper gestire i debiti, eliminarli e poter ricominciare da zero è come avere la possibilità di vivere una seconda vita.</p>
<h4 style="text-align:center;">Nelle migliori librerie oppure su <a href="http://www.liberidaidebiti.it/" target="_blank">www.liberidaidebiti.it</a></h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando e come effettuare gratuitamente la cancellazione C.R.I.F. ]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/12/crif-cancellazione/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 08:37:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>il garante dei consumatori</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/12/crif-cancellazione/</guid>
<description><![CDATA[Salve, mi chiamo Federico Martinelli e mi rivolgo a voi per segnalare la pubblicità ospitata su alcu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Salve, mi chiamo Federico Martinelli e mi rivolgo a voi per segnalare la pubblicità ospitata su alcuni siti che offrono servizi di cancellazione CRIF dietro compenso.</p>
<p>In pratica viene richiesto  denaro per rendere nota la posizione creditizia del cliente ed effettuare  la cancellazione CRIF.</p>
<p>Ma anche CRIF non è da meno quanto a correttezza. Leggendo sul<a href="https://www.cancellazionecrif.org/diffidare.asp" target="_blank"> sito dedicato a fornire al pubblico informazioni su chi diffidare e come procedere alla cancellazione,</a> la società si dilunga in consigli che sono evidentemente molto interessati &#8230; e certamente non richiesti.</p>
<p>Vorrei sapere come e quando è possibile presentare istanza di cancellazione CRIF.</p></blockquote>
<h4>Chiunque può richiedere direttamente e gratuitamente la cancellazione CRIF      dei finanziamenti censiti</h4>
<p>Chiunque può richiedere direttamente e gratuitamente la cancellazione CRIF      dei finanziamenti censiti. Pertanto bisogna diffidare di quei soggetti che  garantiscono, attraverso il proprio intervento, la cancellazione CRIF.</p>
<p>Questi mediatori a valore aggiunto pari a zero, infatti,  possono al massimo inoltrare una semplice istanza di  cancellazione, cosa che potrebbe fare chiunque da solo  e gratuitamente.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<h4>Le norme sul diritto del debitore a richiedere la cancellazione CRIF dei dati riferiti a contratti di finanziamento sono molto chiare</h4>
<p>Le norme, previste dal Garante per la protezione dei dati personali, sul diritto del debitore di richiedere la cancellazione CRIF dei dati riferiti a contratti di finanziamento, sono molto chiare:</p>
<h4><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<ol>
<li>quando si chiede un finanziamento bisogna attendere il tempo necessario all&#8217;istruttoria. Passati 180 giorni dalla data di richiesta del finanziamento, puoi presentare presentata istanza di cancellazione CRIF;</li>
<li>dopo aver richiesto un finanziamento, se questo ti viene rifiutato, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 30 (trenta)  giorni dalla data di notifica del rifiuto di finanziamento;</li>
<li>dopo aver chiesto un finaziamento, se ci ripensi e decidi di rinunciare, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 30 (trenta) dalla data in cui comunichi la tua rinuncia;</li>
<li>quando hai pagato in ritardo due rate o due mensilità di un rimborso di prestito, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 12 (dodici) mesi dalla data di  regolarizzazione dei pagamenti;</li>
<li>quando hai pagato in ritardo più di due rate o due mensilità di un rimborso prestito, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 24 (ventiquattro) mesi dalla regolarizzazione del pagamento;</li>
<li>quando non hai rimborsato il prestito ma sei addivenuto successivanente ad un accordo transattivo (a saldo e stralcio)  con la finanziaria che ha erogato il prestito o con una società di recupero crediti a cui il credito è stato ceduto, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 36 (trentasei) mesi dalla data di formalizzazione dell&#8217;accordo transattivo. In questo caso ricorda sempre di farti rilasciare una &#8220;liberatoria&#8221; dal soggetto con cui è stato formalizzato l&#8217;accordo transattivo: dovrai allegarlo all&#8217;istanza di cancellazione CRIF;</li>
<li>quando non hai rimborsato il prestito e non sei addivenuto ad alcun accordo transattivo (a saldo e stralcio)  con la finanziaria che ha erogato il prestito o con una società di recupero crediti a cui il credito è stato ceduto, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 36 (trentasei) mesi dalla data di scadenza del contratto di prestito;</li>
<li>quando sei stato truffato,  ossia quando qualcun&#8217;altro ha ottenuto      indebitamente un finanziamento a tuo nome, che è poi stato registrato al CRIF, puoi  inviare  l&#8217;istanza di cancellazione  CRIF allegando copia      della denuncia presentata alle forze dell&#8217;ordine.</li>
</ol>
</h4>
<h4>Dopo aver verificato di essere nel diritto di poter presentare istanza di cancellazione CRIF possiamo procedere alla compilazione del modello</h4>
<p>Dopo aver verificato di essere nel diritto di poter presentare istanza di cancellazione CRIF, possiamo procedere alla compilazione del modello sotto riportato, da inviare tassativamente attraverso  raccomandata con ricevuta di ricevimento.</p>
<p>RACCOMANDATA A/R</p>
<p style="padding-left:300px;">
<p style="padding-left:390px;">Spett.le<br />
CRIF SpA &#8211; URP<br />
Via Montebello 2/2<br />
40121 BOLOGNA</p>
<p>Richiedente</p>
<p>nome e cognome<br />
codice fiscale<br />
data luogo e provincia di nascita<br />
domicilio o residenza</p>
<p style="padding-left:30px;">
<p style="padding-left:90px;">Oggetto: istanza di cancellazione di tutti i dati (positivi e negativi) che riguardano il nominativo riportato in epigrafe, secondo quanto previsto dal Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali, adottato in data 16 novembre 2004 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2005.</p>
<p>Il sottoscritto richiede quanto in oggetto in relazione al seguente contratto di finanziamento:</p>
<p style="text-align:center;"><em>(riportare gli estremi identificativi del rapporto, ovvero nome finanziaria, importo concesso e data di decorrenza del contratto)</em></p>
<p style="text-align:left;">Allo scopo allega la seguente documentazione:</p>
<ul>
<li>copia del documento di identità</li>
<li>copia del tesserino di codice fiscale</li>
<li>copia del contratto di finanziamento in relazione al quale si richiede la cancellazione CRIF;</li>
<li>copia liberatoria (nel caso 6) oppure oppure copia della denuncia di truffa (caso <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Data e firma</p>
<h4>Anche CRIF è scorretta?</h4>
<p>Non è nostro compito avallare i giudizi del lettore. Tuttavia bisogna riconoscere che leggere:</p>
<blockquote><p><em>È però      opportuno che sappiate che la cancellazione vi danneggerà perché riguarderà      solo i finanziamenti con dati positivi. Infatti la possibilità per banche      e società finanziarie di accedere ai vostri dati positivi (cioè quelli relativi      ai finanziamenti regolarmente rimborsati) aumenta le possibilità di ottenere      un nuovo prestito. Cancellarli è solo controproducente!</em></p>
<p><em>Vi suggeriamo pertanto di valutare attentamente quello che vi viene proposto      e di verificare di persona i dati censiti sul SIC di CRIF prima di decidere      se procedere con una istanza di cancellazione&#8221; </em></p></blockquote>
<p>in una pagina che ha per titolo &#8220;Di chi diffidare&#8221;, sorprende e mette  un pò di ansia.</p>
<p>Se in CRIF non ci sono dati positivi nessuno negherà mai, solo per questo, un prestito.  Altrimenti non avrebbero mai corso i  c.d. &#8220;primi finanziamenti&#8221;.</p>
<p>Certo che, in tal caso (assenza di dati positivi nella banca dati EURISC di CRIF)   la società che è chiamata ad  erogare il prestito dovrà effettuare una istruttoria più approfondita, evitabile se, invece, avesse trovato dati positivi in CRIF. Ma, ci chiediamo: il servizio di accesso alla banca dati  EURISC è offerto gratuitamente da CRIF?</p>
<p>Ci sembra questa una domanda legittima,  opportuna e affatto tendenziosa &#8230;</p>
<h4>Inviare l&#8217;istanza di cancellazione CRIF via raccomandata con avviso di ricevimento</h4>
<p>Altra cosa che lascia un pò perplessi è l&#8217;indicazione di inviare istanza di cancellazione CRIF via fax.  CRIF si preoccupa forse dei costi di inoltro dell&#8217;istanza di cancellazione? Una istanza di cancellazione CRIF faxata è più conveniente (costa meno) di una inoltrata via raccomandata A/R?</p>
<p>Se così fosse bisogna prendere atto che il riguardo mostrato da   CRIF  verso le tasche del cattivo pagatore è veramente meritorio e degno di plauso.</p>
<p>E bisogna anche osservare che con il fax l&#8217;istanza di cancellazione CRIF impiega meno tempo per arrivare a Bologna.</p>
<p>Io però, preferirei sempre inviare l&#8217;istanza di cancellazione CRIF con una raccomandata A/R. Anche se costasse cento volte più dell&#8217;invio tramite fax e anche se ci volessero cento giorni in più.</p>
<p>La motivazione è semplice. Mettiamo che, avendone diritto (leggi i punti da 1  a 8 della sezione &#8220;cancellazione CRIF &#8211; quando si ha diritto di chiederla&#8221;),  CRIF non proceda ad ottemperare nei termini.</p>
<p>Con la ricevuta &#8220;send ok&#8221; del mio fax non ci farei nulla. Con una ricevuta A/R, invece, potrei recarmi subito da un avvocato e procedere ad una richiesta di risarcimento danni. Ed allora quei tre quattro giorni in più rispetto al  fax,  che  la raccomandata impiega per raggiungere Bologna, sarebbero stati spesi più che bene&#8230;</p>
<p>Ma di questo, ovvero come verificare che CRIF abbia effettuato davvero la cancellazione richiesta  e quali eventuali azioni di tutela legale intraprendere in caso negativo,  parleremo in una prossima occasione.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
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<h6><span style="color:#ffffff;">.</span></h6>
<p><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:11pt;">Per porre una domanda su quando e come effettuare gratuitamente la cancellazione C.R.I.F.,  sulla CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) in generale, sugli altri Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), sui cattivi pagatori e su tutti gli altri argomenti correlati, clicca <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/09/10/hai-domande-per-il-consulente-debiti/#comment" target="_blank">qui.</a></span></span></strong></p>
<h3>Ricorda, fare una domanda non costa nulla, non farla a volte può costare caro!!!</h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cancellazione CRIF gratuita e senza intermediari - una guida per il cattivo pagatore]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/05/cancellazione-crif-gratuita-e-senza-intermediari/</link>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 15:44:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>il garante dei consumatori</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/05/cancellazione-crif-gratuita-e-senza-intermediari/</guid>
<description><![CDATA[Chiunque può richiedere direttamente e gratuitamente la cancellazione CRIF dei finanziamenti censiti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4><em>Chiunque può richiedere direttamente e gratuitamente la cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> dei finanziamenti censiti. Pertanto bisogna diffidare di quei soggetti che  garantiscono, attraverso il proprio intervento, la cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a>.</em></h4>
<p>Questi mediatori a valore aggiunto pari a zero, infatti,  possono al massimo inoltrare una semplice istanza di  cancellazione, cosa che potrebbe fare chiunque da solo  e gratuitamente.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<h4>La cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> &#8211; quando si ha il diritto di chiederla</h4>
<h4><em>Le norme, previste dal Garante per la protezione dei dati personali in relazione alla cancellazione dei dati riferiti a contratti di finanziamento, sono molto chiare.</em></h4>
<ol>
<li>quando si chiede un finanziamento bisogna attendere il tempo necessario all&#8217;istruttoria. Passati 180 giorni dalla data di richiesta del finanziamento, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a>;</li>
<li>dopo aver richiesto un finanziamento, se questo ti viene rifiutato, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> decorsi 30 (trenta)  giorni dalla data di notifica del rifiuto di finanziamento;</li>
<li>dopo aver chiesto un finanziamento, se ci ripensi e decidi di rinunciare, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> decorsi 30 (trenta) dalla data in cui comunichi la tua rinuncia;</li>
<li>quando hai pagato in ritardo una o due rate oppure una o  due mensilità di un rimborso di prestito, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> decorsi 12 (dodici) mesi dalla data di  regolarizzazione dei pagamenti;</li>
<li>quando hai pagato in ritardo più di due rate o due mensilità di un rimborso di prestito, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> decorsi 24 (ventiquattro) mesi dalla regolarizzazione del pagamento;</li>
<li>quando non hai rimborsato il prestito ma sei addivenuto successivamente ad un accordo transattivo (a saldo e stralcio)  con la finanziaria che ha erogato il prestito o con una società di recupero crediti a cui il credito è stato ceduto, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> decorsi 36 (trentasei) mesi dalla data di formalizzazione dell&#8217;accordo transattivo. In questo caso ricorda sempre di farti rilasciare una &#8220;liberatoria&#8221; dal soggetto con cui è stato formalizzato l&#8217;accordo transattivo: dovrai allegarlo all&#8217;istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a>;</li>
<li>quando non hai rimborsato il prestito e non sei addivenuto ad alcun accordo transattivo (a saldo e stralcio)  con la finanziaria che ha erogato il prestito o con una società di recupero crediti a cui il credito è stato ceduto, puoi presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> decorsi 36 (trentasei) mesi dalla data di scadenza del contratto di prestito;</li>
<li>quando sei stato truffato,  ossia quando qualcuno  ha ottenuto indebitamente un finanziamento a tuo nome, che è poi stato registrato al <a title="CRIF">CRIF</a>, puoi  inviare  l&#8217;istanza di cancellazione  <a title="CRIF">CRIF</a> allegando copia della denuncia presentata alle forze dell&#8217;ordine.</li>
</ol>
<h4>Come chiedere la cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a></h4>
<h4><em>Dopo aver verificato di essere nel diritto di poter presentare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a>, possiamo procedere alla compilazione del modello sotto riportato, da inviare tassativamente attraverso  raccomandata con ricevuta di ricevimento.</em></h4>
<p>RACCOMANDATA A/R</p>
<p style="padding-left:300px;">
<p style="padding-left:390px;">Spett.le<br />
<a title="CRIF">CRIF</a> SpA &#8211; URP<br />
Via Montebello 2/2<br />
40121 BOLOGNA</p>
<p>Richiedente</p>
<p>nome e cognome<br />
codice fiscale<br />
data luogo e provincia di nascita<br />
domicilio o residenza</p>
<p style="padding-left:30px;">
<p style="padding-left:90px;">Oggetto: istanza di cancellazione di tutti i dati (positivi e negativi) che riguardano il nominativo riportato in epigrafe, secondo quanto previsto dal Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali, adottato in data 16 novembre 2004 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2005.</p>
<p>Il sottoscritto richiede quanto in oggetto in relazione al seguente contratto di finanziamento:</p>
<p style="text-align:center;"><em>(riportare gli estremi identificativi del rapporto, ovvero nome finanziaria, importo concesso e data di decorrenza del contratto)</em></p>
<p style="text-align:left;">Allo scopo allega la seguente documentazione:</p>
<ul>
<li>copia del documento di identità</li>
<li>copia del tesserino di codice fiscale</li>
<li>copia del contratto di finanziamento in relazione al quale si richiede la cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a>;</li>
<li>copia liberatoria (nel caso 6) oppure oppure copia della denuncia di truffa (caso <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Data e firma</p>
<h4>Un commento sulla <a title="CRIF">CRIF</a></h4>
<p>Leggere:</p>
<blockquote><p><em>È però opportuno che sappiate che la cancellazione vi danneggerà perché riguarderà solo i finanziamenti con dati positivi. Infatti la possibilità per banche e società finanziarie di accedere ai vostri dati positivi (cioè quelli relativi ai finanziamenti regolarmente rimborsati) aumenta le possibilità di ottenere un nuovo prestito. Cancellarli è solo controproducente!</em></p>
<p><em>Vi suggeriamo pertanto di valutare attentamente quello che vi viene proposto e di verificare di persona i dati censiti sul SIC di <a title="CRIF">CRIF</a> prima di decidere se procedere con una istanza di cancellazione&#8221; </em></p></blockquote>
<p>in una pagina che ha per titolo &#8220;Di chi diffidare&#8221;, sorprende e mette  un pò di ansia.</p>
<p>Se in <a title="CRIF">CRIF</a> non ci sono dati positivi nessuno negherà mai, solo per questo, un prestito.  Altrimenti non avrebbero mai corso i  c.d. &#8220;primi finanziamenti&#8221;.</p>
<p>Certo che, in tal caso (assenza di dati positivi nella banca dati EURISC di <a title="CRIF">CRIF</a>)   la società che è chiamata ad  erogare il prestito dovrà effettuare una istruttoria più approfondita, evitabile se, invece, avesse trovato dati positivi in <a title="CRIF">CRIF</a>. Ma, ci chiediamo: il servizio di accesso alla banca dati  EURISC è offerto gratuitamente da <a title="CRIF">CRIF</a>?</p>
<p>Ci sembra questa una domanda legittima,  opportuna e affatto tendenziosa &#8230;</p>
<h4>Utilizzare una raccomandata A/R per inoltrare l&#8217;istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a></h4>
<p>Altro cosa che lascia un pò perplessi è l&#8217;indicazione di inviare istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> via fax.  <a title="CRIF">CRIF</a> si preoccupa forse dei costi di inoltro dell&#8217;istanza di cancellazione? Una istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> faxata è più conveniente (costa meno) di una inoltrata via raccomandata A/R?</p>
<p>Se così fosse bisogna prendere atto che il riguardo mostrato da   <a title="CRIF">CRIF</a> verso le tasche del cattivo pagatore è veramente meritorio e degno di plauso.</p>
<p>E bisogna anche osservare che con il fax l&#8217;istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> impiega meno tempo per arrivare a Bologna.</p>
<p>Io però, preferirei sempre inviare l&#8217;istanza di cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> con una raccomandata A/R. Anche se costasse cento volte più dell&#8217;invio tramite fax e anche se ci volessero cento giorni in più.</p>
<h4><em>La motivazione è semplice. Mettiamo che, avendone diritto (leggi i punti da 1  a 8 della sezione &#8220;cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> &#8211; quando si ha diritto di chiederla&#8221;),  <a title="CRIF">CRIF</a> non proceda ad ottemperare nei termini. Con la ricevuta &#8220;send ok&#8221; del mio fax non ci farei nulla. Con una ricevuta A/R, invece, potrei recarmi subito da un avvocato e procedere ad una richiesta di risarcimento danni. Ed allora quei tre quattro giorni in più rispetto al  fax,  che  la raccomandata impiega per raggiungere Bologna, sarebbero stati spesi più che bene&#8230;</em></h4>
<p>Ma di questo, ovvero come verificare che <a title="CRIF">CRIF</a> abbia effettuato davvero la cancellazione richiesta  e quali eventuali azioni di tutela legale intraprendere in caso negativo, parleremo in futuro.</p>
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<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:11pt;">Per porre una domanda su come ottenere la cancellazione <a title="CRIF">CRIF</a> gratuita e senza intermediari, sulla <a title="CRIF">CRIF</a> (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) in generale, sui Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) , sui cattivi pagatori e su tutti gli altri argomenti correlati, clicca </span></span><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:11pt;"><a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/09/10/hai-domande-per-il-consulente-debiti/#comment" target="_blank">qui.</a></span></span></strong></p>
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<item>
<title><![CDATA[Identikit dei cattivi pagatori]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/04/identikit-dei-cattivi-pagatori/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 06:31:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/04/04/identikit-dei-cattivi-pagatori/</guid>
<description><![CDATA[Chi è il cattivo pagatore Con il termine cattivo pagatore si indica: il debitore moroso, vale a dire]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4>Chi è il cattivo pagatore</h4>
<p>Con il termine  cattivo pagatore si indica:</p>
<ol>
<li>il debitore moroso, vale a dire il debitore non puntuale nel corrispondere l&#8217;importo delle  rate di un finanziamento (sia esso un prestito personale, un mutuo ipotecario, o un affidamento legato alla carta revolving, ecc&#8230;) secondo le scadenze previste;</li>
<li>il debitore incagliato ossia il debitore che, trovandosi in difficoltà momentanee, è costretto a sospendere i pagamenti per un limitato periodo di tempo, manifestando la volontà, (ed essendo giudicato in grado)  di soddisfare comunque il creditore;</li>
<li>il debitore inadempiente, il cui comportamento si sostanzia in pratiche dilatorie finalizzate unicamente a differire nel tempo  l&#8217;attivazione delle procedure giudiziali per il recupero coattivo del credito;</li>
<li>il debitore insolvente cioè un  debitore che si trova nell&#8217;incapacità conclamata di assolvere alla obbligazione assunta, anche attraverso azioni giudiziali di tipo coattivo (pignoramento mobiliare ed immobiliare);</li>
<li>il debitore protestato ovvero che ha emesso assegni o cambiali  che una volta presentati all&#8217;incasso si rivelano privi di copertura per la somma indicata nel titolo di credito;</li>
<li>il debitore revocato, che ha subito, in altre parole,  un provvedimento di revoca del libretto di assegni (assegni a vuoto), della carta di credito o del bancomat (utilizzo  della carta senza disporre dei fondi necessari);</li>
<li>il debitore fallito che è stato oggetto, cioè, di una sentenza di fallimento;</li>
<li>il debitore pignorato, che è stato interessato da una azione esecutiva di pignoramento mobiliare o immobiliare.</li>
</ol>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<h4>Da quali eventi nasce il cattivo pagatore</h4>
<p>Gli eventi pregiudizievoli associati risultano essere:</p>
<ol>
<li>il ritardato pagamento di una o più rate relative ad un finanziamento;</li>
<li>la sospensione dei pagamenti di una o più rate del finanziamento che porta il credito nello stato di incaglio;</li>
<li>il mancato pagamento di una o più rate di un finanziamento che porta il  credito  nello stato di sofferenza;</li>
<li>l&#8217;accertamento, anche ai fini contabili e fiscali, inerente l&#8217;impossibilità di recuperare gli importi a credito, con il contestuale passaggio del credito stesso nello stato di inesigibilità;</li>
<li>il protesto, ovvero l&#8217;atto pubblico che fa fede dell&#8217;avvenuta presentazione di un titolo (assegno o cambiale) e del suo mancato pagamento;</li>
<li>il provvedimento di revoca  del libretto di assegni o della carta di credito o del bancomat;</li>
<li>la sentenza fallimento;</li>
<li>il precetto e l&#8217;azione esecutiva di pignoramento mobiliare o immobiliare.</li>
</ol>
<p style="text-align:center;">
<h4>Dove vengono registrati i nominativi dei cattivi pagatori e i dati di dettaglio relativi agli eventi pregiudizievoli?</h4>
<p>La Banca d&#8217;Italia gestisce, direttamente o indirettamente, tre Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC):</p>
<ul>
<li>CRIC (Centrale Rischi Importi Contenuti) gestita dalla SIA  e riguardanti le fattispecie di cui ai punti  3 e 4;</li>
<li>CR (Centrale Rischi) per importi superiori a 75 mila  euro e sempre inerenti alle fattispecie  3 e 4;</li>
<li>CAI (Centrale Allarme Interbancaria) per le casistiche indicate al punto 6.</li>
</ul>
<p>I Tribunali e gli Uffici di Pubblicità Immobiliare forniscono le informazioni relative ai casi indicati ai punti 7 e 8.</p>
<p>Nel Registro Informatico dei Protesti (RIP) gestito dalla Camere di Commercio, sono iscritti i dati relativi a protesti di assegni bancari, assegni postali, cambiali, tratte e vaglia cambiari (punto 5). Si tratta ancora di dati pubblici e pertanto accessibili a tutti.</p>
<p>Da quanto appena esposto emerge che le banche dati pubbliche (Bankitalia, i Tribunali, le ex conservatorie) non censiscono:</p>
<ul>
<li>i soggetti morosi e gli eventi pregiudizievoli indicati al punto 1 (morosità intese come ritardati pagamenti);</li>
<li>i soggetti incagliati e gli eventi pregiudizievoli di cui al punto 2 (sospensione dei pagamenti e credito incagliato);</li>
<li>le richieste di finanziamento.</li>
</ul>
<p>Ma alle finanziarie ed alle banche serve sapere quando il credito sta per essere concepito (richiesta di finanziamento) per bloccarne il parto (l&#8217;erogazione) &#8211;  con un intervento contraccettivo (se possibile) o abortivo (se necessario) &#8211; qualora il genitore (il richiedente) risulti essere un cattivo pagatore.</p>
<p>Le finanziare e le banche vogliono poi evitare  possibili devianze comportamentali del prestito concesso seguendolo  con la dovuta apprensione, sia nella eventuale fase adolescenziale di morosità,  sia quando comincia ad entrare in quella patologica dell&#8217;incaglio, prima di passare alla  sofferenza vera e propria.</p>
<p>A fotografare le situazioni descritte ai punti 1 e 2, ci pensano allora le banche dati private dei cattivi pagatori:</p>
<p>A raccogliere, organizzare e rendere fruibili alla comunità di banche  e finanziarie, le informazioni necessarie per la gestione del rischio sono:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.crif.com/it/Consumer/ShowInformation/821FF2CB-3C43-47EF-8473-C61A601AC76C/Information/Conoscere-Eurisc-il-sistema-di-informazioni-creditizie-gestito-da-CRIF.pst" target="_blank"><strong>EURISC</strong></a> gestita dalla  <a href="http://www.crif.com/it/default.aspx" target="_blank"><strong>CRIF</strong></a> (Centrale Rischi Intermediazione Finanziaria);</li>
<li><a href="http://www.experian.it/" target="_blank"><strong>Experian Information Services</strong></a>;</li>
<li><a href="http://www.ctconline.it/" target="_blank"><strong>Consorzio a Tutela del Credito (CTC)</strong></a></li>
</ul>
<p>Il Consorzio di Tutela del Credito (CTC) si occupa di censire le posizioni riguardanti ritardati pagamenti di 4 rate o comunque di quattro mesi..</p>
<p>CRIF,  sostanzialmente, provvede a raccogliere i dati relativi agli eventi pregiudizievoli indicati al punto 2.  Oltre a fare collezione delle richieste di finanziamento.</p>
<p>Ed Experian? Di questa banca dati dei cattivi pagatori si sente parlare così tanto poco (forse troppo poco &#8230;).</p>
<p>L&#8217;home page del sito ci informa che la società fornisce:</p>
<ul type="disc">
<li>soluzioni per la gestione del rischio di credito;</li>
<li>soluzioni che permettono di tenere sotto controllo le posizioni affidate, verificando l&#8217;insorgenza di eventuali criticità;</li>
<li>informazioni complete  su proprietà e movimenti immobiliari, vincoli, ipoteche volontarie e giudiziarie, riepilogate in report sintetici ed esaustivi;</li>
<li>servizi  che consentono un monitoraggio accurato e costante dei patrimoni immobiliari posti a garanzia dei rischi creditizi;</li>
<li>soluzioni on-line per interagire col database Experian e verificare le consistenze e i movimenti immobiliari di persone fisiche o giuridiche.</li>
</ul>
<h4>I tempi massimi di permanenza dei dati relativi ai cattivi pagatori</h4>
<p><img class="aligncenter" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2007/11/tempi-massimi-sic.png?w=483&#038;h=681" alt="" width="483" height="681" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
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<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
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<h3>Ricorda, fare una domanda non costa nulla, non farla a volte può costare caro!!!</h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le informazioni sui debitori e sui debiti gestite da CRIF]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/03/22/le-informazioni-sui-debitori-gestite-da-crif-la-centrale-rischi-di-intermediazione-finanziaria/</link>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 06:58:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/03/22/le-informazioni-sui-debitori-gestite-da-crif-la-centrale-rischi-di-intermediazione-finanziaria/</guid>
<description><![CDATA[Le informazioni gestite da CRIF -  Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria CRIF ovvero la Cen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Le informazioni gestite da CRIF -  Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria</h2>
<p>CRIF ovvero la Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria  gestisce informazioni di dettaglio circa i finanziamenti non perfezionati (in richiesta, rinunciati, rifiutati) e perfezionati (accordati ed estinti) contratti da un soggetto.</p>
<p>Le informazioni presenti si possono suddividere in informazioni anagrafiche e informazioni relative ai finanziamenti, e vengono aggiornate su base mensile da parte degli enti partecipanti al sistema di informazioni creditizie.</p>
<p>Le informazioni anagrafiche in caso di persona fisica consistono di Nome, Cognome, Codice Fiscale, Data e Luogo di Nascita, Indirizzo.  In caso di società o ditta individuale consistono invece di Denominazione, Codice Fiscale, Partita Iva e Sede Legale.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<h2>Tipologie dei finanziamenti registrati in EURISC</h2>
<p>I finanziamenti registrati in Eurisc sono suddivisi nelle seguenti categorie:</p>
<ul>
<li>rateali (prestiti, mutui, leasing, cessione del quinto)</li>
<li>non rateali (fidi di conto, finanziamenti di anticipo su effetti o finanziamenti all’import/ export)</li>
<li>carte di credito (carte rateali e a saldo, affidamenti revolving).</li>
</ul>
<h2>Informazioni relative ai finanziamenti</h2>
<p>Le informazioni relative ai finanziamenti si suddividono in:</p>
<ul>
<li>informazioni che descrivono il finanziamento; in particolare la tipologia (ad esempio prestito personale, mutuo ipotecario), l’importo da rimborsare, la modalità di rimborso, lo stato della richiesta o di esecuzione del contratto, la data di richiesta/concessione del finanziamento, il termine di rimborso se previsto, il tipo di garanzia prestata, la banca o la società finanziaria che ha trasmesso l’informazione</li>
<li>informazioni sullo stato di avanzamento del rimborso del credito; queste comprendono l’esposizione debitoria residua, l’andamento regolare o meno dei pagamenti, eventuali dati relativi ad attività di recupero o contenziose (ad esempio: incaglio nei pagamenti, passaggio a sofferenza, passaggio a perdita, cessione a società di recupero crediti, rientro in bonis, eccetera)</li>
<li>data di aggiornamento delle informazioni; è a tale data che debbono riferirsi le informazioni registrate sul finanziamento e sullo stato di avanzamento del rimborso.</li>
</ul>
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<title><![CDATA[Il pignoramento immobiliare e le aste giudiziarie]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/15/il-pignoramento-immobiliare-e-le-aste-giudiziarie/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 18:19:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/15/il-pignoramento-immobiliare-e-le-aste-giudiziarie/</guid>
<description><![CDATA[Nel grande business delle aste giudiziarie  sono entrate anche le banche. Gli impiegati (precari) ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Nel grande business delle aste giudiziarie  sono entrate anche le banche. Gli impiegati (precari) nei servizi informatici sono stati sostituiti dai dipendenti di una società legata all’associazione delle banche italiane. Gli istituti di credito, così, avranno modo di mettere mano alla gestione delle vendite all’asta dei beni pignorati (nel 99% dei casi il pignoramento viene chiesto dagli istituti di credito stessi).</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il giudice a seguito di un’esecuzione immobiliare o di un fallimento dispone la vendita forzate di uno o più beni mobili o immobili di proprietà della persona esecutata o fallita, per ottenere il denaro con il quale soddisfare, in tutto o in parte, i creditori. Esistono però beni che non si possono pignorare: per esempio la fede nuziale, gli oggetti di culto, il frigorifero, al lavatrice. Ovvero ciò che il suo valore morale o per stretta necessità della vita domestica è compreso nei bisogni del debitore tanto da essere più importante rispetto al principio per cui tutti i beni dovrebbero fungere da garanzia dei creditori. Inoltri ci sono i crediti che il debitore vanta nei confronti di terzi o sussidi di grazia, sostentamento, maternità e malattia, la retribuzione dei dipendenti pubblici. Possono essere pignorati nei limiti di un quinto (solo nei casi in cui con gli altri beni non si copre il debito) tutti i beni indispensabili per l’esercizio della professione.</p>
<p><a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/07/17/il-boom-dei-pignoramenti-e-la-casa-va-allasta-la-radio-ne-parla/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La cambiale è un cappio al collo]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/14/la-cambiale-e-un-cappio-al-collo/</link>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 14:33:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/14/la-cambiale-e-un-cappio-al-collo/</guid>
<description><![CDATA[Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-12838" title="cappio" src="http://gestcredit.wordpress.com/files/2008/09/cappio.jpg?w=227" border="0" alt="" hspace="8" vspace="8" width="227" height="300" />Alcune società di recupero crediti propongono, all’accettazione del debitore, un accordo transattivo che prevede una ipotesi a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse, con un abbattimento degli importi a capitale e una riduzione degli interessi maturati.</p>
<p style="text-align:justify;">All&#8217;accordo transattivo si aggiunge, non di rado, un piano di rientro del debito basato su una rimodulazione degli importi e delle scadenze convenute nel contratto originario. Si tratta, in pratica, di un piano di rateazione tipico di una operazione di consolidamento dell&#8217;esposizione debitoria: rate di importo più contenuto a fronte di un periodo di ammortamento di  durata maggiore.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco, dunque, pronto  il piano di rientro a saldo e stralcio dei debiti pregressi. E&#8217; a  questo punto che, il più delle volte, viene servita la polpetta avvelenata.  Si chiama &#8220;cambializzazione del debito&#8221; <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/09/26/il-debitore-che-accetta-la-cambializzazione-dei-debiti-e-un-po-come-il-condannato-allimpiccagione-che-prepara-il-cappio-al-boia/" target="_blank">continua </a></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le regole in vigore per assegni e contante]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/14/le-regole-in-vigore-per-assegni-e-contante/</link>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 14:32:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abbiamo scherzato. Questo il titolo più rispondente a quanto accaduto. E&#8217; diventato legge il d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Abbiamo scherzato. Questo il titolo più rispondente a quanto accaduto.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; diventato legge il decreto fiscale di fine giugno. Nel  provvedimento sono state introdotte una miriade di novità e cancellate alcune disposizioni in vigore, nell&#8217;ottica della semplificazione. Tra le norme che spariscono quelle che avevano abbassato drasticamente il limite di importo degli assegni non trasferibili, portandolo a 5.000 euro e imponendo l&#8217;obbligo di indicare il codice fiscale di chi lo incassa. Ora il limite per la circolazione dei contanti è tornato a 12.500 euro, non c&#8217;è più obbligo del codice fiscale non c&#8217;è più e sparisce anche quello di effettuare i pagamenti per le fatture dei professionisti esclusivamente con assegni anche se al di sotto della soglia limite per i contanti <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/08/05/circolazione-contanti-assegni-e-libretti-di-deposito-tutte-le-novita-in-vigore-con-il-ritorno-al-limite-di-12500-euro/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa è una cambiale]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/14/cosa-e-una-cambiale/</link>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 14:30:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/14/cosa-e-una-cambiale/</guid>
<description><![CDATA[I titoli di credito sono documenti in base ai quali un soggetto è tenuto ad effettuare una prestazio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">I titoli di credito sono documenti in base ai quali un soggetto è tenuto ad effettuare una prestazione tipicamente, versare denaro) a chi li presenta, essendone legittimamente in possesso. Il diritto del possessore ad ottenere la prestazione prescinde dalla dimostrazione delle ragioni che hanno generato il diritto stesso: è sufficiente il possesso del titolo per avere diritto alla prestazione indicata, senza dover dimostrare le ragioni giuridiche ed economiche che hanno fatto sorgere il credito. Perché siano validi, i titoli di credito devono rispettare alcuni requisiti formali indicati puntualmente dalla legge <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2007/11/09/la-cambiale/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi chiamo Emilio Titocci, ho 44 anni e mi trovo in una situazione disperata...]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/03/10/mi-chiamo-emilio-titocci-ho-44-anni-e-mi-trovo-in-una-situazione-disperata/</link>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 06:04:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>un sovraindebitato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mai nella mia vita avrei potuto pensare di cadere così in basso. La fiducia che ho dato a varie pers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mai nella mia vita avrei potuto pensare di cadere così in basso. La fiducia che ho dato a varie persone non è stata ripagata e ora sono indebitato per una cifra di centomila euro.</p>
<p>Per coprire assegni impagati, negli ultimi anni mi sono esposto verso banche e conoscenti. Non mi è stato più concesso prestito alcuno, in quanto cattivo pagatore e mi sono dovuto arrangiare, arrampicarmi sugli specchi per cercare di sopravvivere.</p>
<p>Ringraziando Dio e la fede che ho verso di Lui non sono caduto nelle mani degli usurai, ma ora sono nella più completa disperazione.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<p>Mi sento in colpa verso mia moglie che mi è rimasta, nonostante tutto, sempre vicino, ma ora purtroppo è caduta in una forte crisi depressiva. Piange tutti i giorni (spesso di nascosto per non darmi ulteriori preoccupazioni). Solo la sua forte fede in Dio e la sua devozione verso Padre Pio le danno la forza di andare avanti.</p>
<p>Mi sento in colpa verso i miei genitori. Hanno entrambi 80 anni, un mutuo sopra la casa dell&#8217;Ente acquistata dopo tanti sacrifici. Su di loro, inoltre, grava un prestito chiesto per aiutarmi a sopravvivere. So di certo che mio padre non dorme più serenamente e pensa sempre a come risolvere il mio problema.</p>
<p>Mia madre, purtroppo, si è ammalata di tumore allo stomaco. Ha subito due interventi che le lasciano poco tempo da vivere. Vivo nell&#8217;angoscia di perderla e di veder vivere i suoi ultimi momenti nel pianto per il proprio figlio. Ho paura ad andare avanti così, di non farcela più.</p>
<p>Emilio Titocci</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il debitore che paga va immediatamente cancellato dall'elenco dei protestati]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/05/il-debitore-che-paga-va-immediatamente-cancellato-dai-protestati/</link>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:44:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/05/il-debitore-che-paga-va-immediatamente-cancellato-dai-protestati/</guid>
<description><![CDATA[I debitori che pagano hanno tutto il diritto di essere immediatamente cancellati dal registro dei pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I debitori che pagano hanno tutto il diritto di essere immediatamente cancellati dal registro dei protesti. E se la Camera di Commercio rifiuta di eliminarli dall’elenco dei protestati o non risponde alla richiesta, possono chiedere al giudice di pace di sostituirsi all’ufficio amministrativo.  Con una sentenza tutta dalla parte dei consumatori, le sezioni unite della Cassazione per la prima volta consentono al giudice di &#8220;mettere le mani&#8221; nei registri della pubblica amministrazione.</p>
<p>L’autonomia dell’attività amministrativa è infatti rigorosamente stabilita per legge fin dal 1865. I giudici del massimo collegio della Suprema Corte hanno però precisato che &#8220;il debitore protestato che successivamente adempie alle proprie obbligazioni è titolare&#8221; di un vero e proprio &#8220;diritto soggettivo&#8221; a chiedere &#8220;al dirigente dell’ufficio protesti della Camera di Commercio competente di cancellare il proprio nome dal registro informatico dei protesti&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more continua--></p>
<p>La Corte precisa inoltre che &#8220;contro il diniego o l’omessa pronuncia da parte del responsabile amministrativo&#8221; i consumatori possono &#8220;rivolgersi al giudice ordinario&#8221; per tutelare il proprio diritto &#8220;leso dal provvedimento amministrativo&#8221;.</p>
<p>Il caso giunto davanti ai giudici delle sezioni unite riguardava una signora di Lecce, Letizia De L. che dopo essere stata protestata per alcune cambiali scadute, aveva provveduto al pagamento e, nel 2002, aveva chiesto al presidente della Camera di Commercio leccese di cancellarla dal registro dei protesti. Contro il &#8220;no&#8221; dell’ufficio camerale, aveva presentato ricorso al giudice di pace il quale aveva a sua volta ordinato direttamente la cancellazione.</p>
<p>Contro questa decisione la Camera di commercio si è rivolta in appello al tribunale che ha però confermato la prima sentenza. Gli uffici amministrativi non hanno ceduto e sono andati in Cassazione dove hanno eccepito la violazione del principio di &#8220;separazione dei poteri&#8221; amministrativo e giudiziario sostenuto anche dalla Costituzione.</p>
<p>Una tesi che le sezioni unite non condividono. E la sentenza 4464 aggiunge anche che in questo caso il giudice ha il diritto non solo di &#8220;disapplicare il provvedimento amministrativo&#8221;, ma anche di intervenire direttamente per eliminarlo. In pratica, può far provvedere egli stesso alla cancellazione del nome dal registro dei protesti.</p>
<p>Insomma, pur confermando il principio della separazione dei poteri e il divieto di ingerenza per il giudice ordinario nell’attività amministrativa, la Corte ha spiegato che tutto questo è vero a patto che non siano in gioco diritti dei cittadini e dei consumatori.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mutuo assistito da garanzia - La fideiussione prestata dal genitore del mutuatario]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/03/il-mutuo-assistito-da-garanzia-la-fideiussione-prestata-dal-genitore-del-mutuatario/</link>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 03:43:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mio figlio sta  stipulando un mutuo per l&#8217;acquisto della prima casa ed in banca gli hanno chie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Mio figlio sta  stipulando un mutuo per l&#8217;acquisto della prima casa ed in banca gli hanno chiesto un garante. Domanda:  non basta l&#8217;ipoteca sulla casa come garanzia? Nel caso mi offrissi io come garante, a cosa vado incontro?</p>
<p>Grazie dell&#8217;attenzione, Manuel</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><!--more continua--></p>
<p>Non sarà certo come acquistare direttamente la casa per il figlio, ma offrirsi come garante nella stipulazione di un mutuo può risultare ugualmente un aiuto prezioso, a volte addirittura decisivo. Senza l&#8217;intervento del genitore (o di un altro parente), ottenere un finanziamento dalla banca è infatti impresa difficile per un giovane impiegato con un contratto a termine o una busta paga non ancora in grado di sopportare rate elevate.</p>
<p>Anche se non esiste alcuna norma che renda obbligatoria la presenza di una garanzia, e l&#8217;ipoteca dovrebbe di per sé essere sufficiente a tutelare l&#8217;istituto che concede il credito, di fatto il fenomeno è tutt&#8217;altro che irrilevante e in continua ascesa nel nostro Paese. I finanziamenti assistiti da garanzie di terzi risultano essere  il 20-25% del totale e nella maggior parte dei casi i garanti sono i genitori o comunque famigliari.</p>
<p>La garanzia fornita dal terzo è dal punto di vista giuridico una fideiussione e obbliga il titolare a rispondere in solido con il mutuatario nei confronti della banca. Quest&#8217;ultima, nel momento in cui il figlio non fosse in grado di onorare la rata, avrebbe il diritto di rivalersi anche sul genitore-garante.</p>
<p>Si tratta, dunque, di un impegno da non prendere con superficialità, anche perché si corre il rischio di doversi far carico dell&#8217;importo residuo del mutuo.</p>
<p>Non tutti sono necessariamente in possesso dei requisiti validi per prestare la fideiussione e anche la figura del futuro garante viene attentamente vagliata dalle banche.</p>
<p>Il  reddito disponibile del garante,  sommato a quello del mutuatario deve essere sufficiente a far fronte alla rata. Ma le banche fanno attenzione anche al numero delle fideiussioni già prestate e all&#8217;età: in genere chi fornisce la garanzia non dovrà superare i 75-80 anni nel momento in cui l&#8217;obbligo viene a cessare.</p>
<p>Infine, la durata della garanzia è a volte più breve di quella del finanziamento. In genere viene chiesta  una fideiussione con una durata pari a un terzo rispetto a quella del mutuo, e comunque non superiore ai 10 anni. In fondo, il periodo più critico nel quale si rischia l&#8217;insolvenza sono i primi anni. Dopo, almeno in teoria, gli aumenti di stipendio dovrebbero consentire ai giovani di rendere più leggero il peso della rata.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa succede quando si ritarda nel pagamento delle rate di un prestito]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/01/cosa-succede-quando-si-ritarda-nel-pagamento-delle-rate-di-finanziamento/</link>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 05:29:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/03/01/cosa-succede-quando-si-ritarda-nel-pagamento-delle-rate-di-finanziamento/</guid>
<description><![CDATA[Leggo sempre con interesse questo blog ed anche io, approfittando della vostra disponibilità, vorrei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;padding-left:30px;">Leggo sempre con interesse questo blog ed anche io, approfittando della vostra disponibilità, vorrei chiedere di dettagliare quali  sono gli eventi  conseguenti al mancato pagamento delle rate di un finanziamento.</p>
<p style="padding-left:30px;">Riconoscente vi saluto tutti con affetto, Maria Bellitti &#8211; Mantova.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mancato rispetto delle scadenze previste per il pagamento delle rate, determina innanzitutto a carico del consumatore maggiori oneri per l’applicazione da parte del creditore di interessi di mora, la cui misura è indicata nella documentazione precontrattuale e/o nel contratto.</p>
<p style="text-align:justify;">In questi casi, in base alle regole generali in materia di contratti, la banca e gli intermediari finanziari (quindi tutti gli enti che erogano danaro alla propria clientela), possono chiederne la risoluzione: l’evento può comportare la richiesta immediata di pagamento del capitale residuo e degli oneri accessori secondo le formalità di rito <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/28/gli-eventi-conseguenti-al-mancato-pagamento-delle-rate-di-un-finanziamento/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli eventi  conseguenti al mancato pagamento delle rate di un finanziamento]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/28/gli-eventi-conseguenti-al-mancato-pagamento-delle-rate-di-un-finanziamento/</link>
<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 21:16:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/28/gli-eventi-conseguenti-al-mancato-pagamento-delle-rate-di-un-finanziamento/</guid>
<description><![CDATA[Leggo sempre con interesse questo blog ed anche io, approfittando della vostra disponibilità, vorrei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Leggo sempre con interesse questo blog ed anche io, approfittando della vostra disponibilità, vorrei chiedere di dettagliare quali  sono gli eventi  conseguenti al mancato pagamento delle rate di un finanziamento.</p>
<p>Riconoscente vi saluto tutti con affetto, Maria Bellitti &#8211; Mantova.</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><!--more continua--></p>
<p>Il mancato rispetto delle scadenze previste per il pagamento delle rate, determina innanzitutto a carico del consumatore maggiori oneri per l’applicazione da parte del creditore di interessi di mora, la cui misura è indicata nella documentazione precontrattuale e/o nel contratto.</p>
<p>In questi casi, in base alle regole generali in materia di contratti, la banca e gli intermediari finanziari (quindi tutti gli enti che erogano danaro alla propria clientela), possono chiederne la risoluzione: l’evento può comportare la richiesta immediata di pagamento del capitale residuo e degli oneri accessori secondo le formalità di rito.</p>
<p>Ulteriore conseguenza da tenere in considerazione attiene alla possibilità da parte delle banche e degli intermediari finanziari di segnalare il consumatore ai sistemi di informazione creditizia e finanziaria (Centrale dei rischi), come cliente non affidabile o cattivo pagatore: circostanza che può ostacolare la possibilità di ricorrere successivamente a richieste di finanziamento.</p>
<p>Nei contratti di mutuo, il mancato pagamento di una sola rata che non superi l’ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto e il consumatore conserva il diritto di pagare le somme dovute alle scadenze prestabilite. Anche in questo caso è prevista l’applicazione di interessi di mora, come contrattualmente previsto: qualora i ritardi si siano verificati per sette volte, anche non consecutive, la banca può chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento.</p>
<p>Per quanto attiene invece, in via generale, le modalità di segnalazione e conservazione delle informazioni nei sistemi di referenza creditizia gestiti da soggetti privati, in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, può risultare utile ricordare il contenuto del Provvedimento del Garante n. 8 del 16 novembre 2004 e sue successive integrazioni :</p>
<ol>
<li> quando si determina un ritardo nel pagamento delle rate, l’interessato ha diritto di essere avvertito e ha la possibilità di far valere notizie a lui favorevoli. Le informazioni relative al primo ritardo potranno essere comunicate ai “sistemi di informazioni creditizie” solo dopo che sia decorso un periodo di almeno 120 giorni dalla data di scadenza del pagamento, o in caso di mancato pagamento di almeno 4 rate mensili non regolarizzate.</li>
<li> per quanto riguarda invece i tempi di conservazione dei dati stessi, il Codice determina le seguenti modalità:</li>
</ol>
<p style="padding-left:60px;">a) richieste di finanziamento: conservazione per 6 mesi, qualora l’istruttoria lo richieda o 1 mese in caso di diniego della richiesta o rifiuto della stessa ad opera del cliente;<br />
b) morosità fino a due 2 rate: qualora siano sanate, le informazioni creditizie di tipo negativo vengono conservate per 12 mesi a decorrere dalla registrazione della loro regolarizzazione;<br />
c) morosità superiori a 2 rate: qualora siano sanate, le informazioni creditizie di tipo negativo vengono conservate per 24 mesi a decorrere dalla registrazione della loro regolarizzazione;<br />
d) eventi negativi: la conservazione delle informazioni di tipo negativo su inadempimenti non regolarizzati, possono essere conservate per un massimo di 3 anni dalla scadenza del contratto , o dalla data successiva in cui è cessato il rapporto o vi è stato un aggiornamento per effetto di accordi sul rimborso.<br />
e) eventi positivi: le notizie positive relative a contratti senza inadempimenti sono conservate solo con il consenso. La loro conservazione scende gradualmente a 3 anni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli eventi  conseguenti al mancato pagamento delle rate di un finanziamento]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/28/gli-eventi-conseguenti-al-mancato-pagamento-delle-rate-di-un-finanziamento/</link>
<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 21:16:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>il prestatore</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/28/gli-eventi-conseguenti-al-mancato-pagamento-delle-rate-di-un-finanziamento/</guid>
<description><![CDATA[Leggo sempre con interesse questo blog ed anche io, approfittando della vostra disponibilità, vorrei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Leggo sempre con interesse questo blog ed anche io, approfittando della vostra disponibilità, vorrei chiedere di dettagliare quali  sono gli eventi  conseguenti al mancato pagamento delle rate di un finanziamento.</p>
<p>Riconoscente vi saluto tutti con affetto, Maria Bellitti &#8211; Mantova.</p></blockquote>
<p style="text-align:center;">
<p>Il mancato rispetto delle scadenze previste per il pagamento delle rate, determina innanzitutto a carico del consumatore maggiori oneri per l’applicazione da parte del creditore di interessi di mora, la cui misura è indicata nella documentazione precontrattuale e/o nel contratto.</p>
<p>In questi casi, in base alle regole generali in materia di contratti, la banca e gli intermediari finanziari (quindi tutti gli enti che erogano danaro alla propria clientela), possono chiederne la risoluzione: l’evento può comportare la richiesta immediata di pagamento del capitale residuo e degli oneri accessori secondo le formalità di rito.</p>
<p>Ulteriore conseguenza da tenere in considerazione attiene alla possibilità da parte delle banche e degli intermediari finanziari di segnalare il consumatore ai sistemi di informazione creditizia e finanziaria (Centrale dei rischi), come cliente non affidabile o cattivo pagatore: circostanza che può ostacolare la possibilità di ricorrere successivamente a richieste di finanziamento.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<p>Nei contratti di mutuo, il mancato pagamento di una sola rata che non superi l’ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto e il consumatore conserva il diritto di pagare le somme dovute alle scadenze prestabilite. Anche in questo caso è prevista l’applicazione di interessi di mora, come contrattualmente previsto: qualora i ritardi si siano verificati per sette volte, anche non consecutive, la banca può chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento.</p>
<p>Per quanto attiene invece, in via generale, le modalità di segnalazione e conservazione delle informazioni nei sistemi di referenza creditizia gestiti da soggetti privati, in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, può risultare utile ricordare il contenuto del Provvedimento del Garante n. 8 del 16 novembre 2004 e sue successive integrazioni :</p>
<ol>
<li> quando si determina un ritardo nel pagamento delle rate, l’interessato ha diritto di essere avvertito e ha la possibilità di far valere notizie a lui favorevoli. Le informazioni relative al primo ritardo potranno essere comunicate ai “sistemi di informazioni creditizie” solo dopo che sia decorso un periodo di almeno 120 giorni dalla data di scadenza del pagamento, o in caso di mancato pagamento di almeno 4 rate mensili non regolarizzate.</li>
<li> per quanto riguarda invece i tempi di conservazione dei dati stessi, il Codice determina le seguenti modalità:</li>
</ol>
<p style="padding-left:60px;">a) richieste di finanziamento: conservazione per 6 mesi, qualora l’istruttoria lo richieda o 1 mese in caso di diniego della richiesta o rifiuto della stessa ad opera del cliente;</p>
<p>b) morosità fino a due 2 rate: qualora siano sanate, le informazioni creditizie di tipo negativo vengono conservate per 12 mesi a decorrere dalla registrazione della loro regolarizzazione;</p>
<p>c) morosità superiori a 2 rate: qualora siano sanate, le informazioni creditizie di tipo negativo vengono conservate per 24 mesi a decorrere dalla registrazione della loro regolarizzazione;</p>
<p>d) eventi negativi: la conservazione delle informazioni di tipo negativo su inadempimenti non regolarizzati, possono essere conservate per un massimo di 3 anni dalla scadenza del contratto , o dalla data successiva in cui è cessato il rapporto o vi è stato un aggiornamento per effetto di accordi sul rimborso.</p>
<p>e) eventi positivi: le notizie positive relative a contratti senza inadempimenti sono conservate solo con il consenso. La loro conservazione scende gradualmente a 3 anni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Acquistare beni con carte revolving è come ottenere un finanziamento rateale? Assolutamente no!]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/28/acquistare-beni-con-carte-revolving-e-come-pagare-a-rate-assolutamente-no/</link>
<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 20:36:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/28/acquistare-beni-con-carte-revolving-e-come-pagare-a-rate-assolutamente-no/</guid>
<description><![CDATA[Salve a tutti. Recentemente ho comprato un televisore presso una grande catena commerciale. Con mia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Salve a tutti. Recentemente ho comprato un televisore presso una grande catena commerciale. Con mia sorpresa lo sconto del 20% era riservato solo a quanti accendevano un finanziamento, ad interessi zero, con  FINDOMESTIC.  Pagando in contanti bisognava corrispondere il prezzo pieno del televisore. Giorni fa la stessa FINDOMESTIC mi ha inviato una CARTA AURA nominativa (peraltro mai richiesta)  allegando ad essa una brochure pubblicitaria in cui mi si invoglia ad utilizzare la carta revolving asserendo che essa costituisce, in pratica,  l&#8217;evoluzione dell&#8217;antiquato strumento di pagamento a rate. Mi consigliate di attivarla? Un grazie per il vostro prezioso contributo da Marcella Manenti, Pula (CA)</p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><!--more continua --></p>
<p>Le “carte revolving” costituiscono  l’ultima frontiera del debito e di chi ha il conto in rosso, l’altra faccia del credito al consumo che tra il 2006 e il 2008 ha fatto registrare un vero e proprio boom con 12 milioni di sottoscrizioni ma anche un esercito di “indebitati”.</p>
<p>La carta revolving mette a disposizione del titolare una certa liquidità da spendere nell’immediato: dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, ma nasconde costi e commissioni che, alle volte, si rivelano eccessivi.</p>
<p>La differenza rispetto ad una carta di credito tradizionale è che il pagamento del bene acquistato con essa non avviene subito  ma  in un periodo più lungo, concordato nel contratto stipulato. Quindi si compra subito ma si paga dopo con l’obbligo di saldare il debito a tassi d&#8217;interesse che oggi sono arrivati a sfiorare il 17-20 per cento.</p>
<p>Quando si  richiede (o viene offerta, come nel caso di Marcella) una carta di credito revolving dovrebbe essere opportuno valutare  attentamente il costo effettivo legato al possesso e all’utilizzo dei servizi che questa  mette a disposizione.</p>
<p>Ma è assolutamente impossibile  capire quanto costa realmente, in quanto le voci di spesa sono numerose (spese per interessi, spese annuali, spese di incasso rata), e non sono facilmente integrabili in una misura di costo unica.</p>
<p>In pratica la revolving prevede i medesimi servizi della carta a saldo, ma ha la caratteristica di “contenere” un affidamento, vale a dire un prestito. In altre parole, questa carta offre la possibilità di spendere del denaro indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di ripagare ratealmente il proprio debito.</p>
<p>Un vero business per le banche se si pensa che i costi a carico dell&#8217;utente si rivelano piuttosto esosi.  Il Taeg &#8211; ovvero l&#8217;interesse effettivo &#8211; è mediamente del 19,30% secondo i dati resi noti dall&#8217;associazione di consumatori Altroconsumo.</p>
<p>Noi di Recuperare Credito abbiamo da sempre cercato di mettere in guardia i concittadini contro i pericoli finanziari derivanti dall’utilizzo di carte revolving.</p>
<p>Ma, come nel caso segnalato dalla lettrice Marcella,  c’è ancora chi ritiene, o cerca di far passare il messaggio,  che l&#8217;utilizzo della carta revolving altro non è che l’evoluzione del sorpassato acquisto a rate.</p>
<p>La differenza invece è enorme. La carta revolving permette non l’acquisto di un bene a rate, ma l’acquisto a rate di tutti i beni oggetto della nostra spesa. Nel primo caso, si è in grado di valutare l’impegno finanziario della rata. Con la revolving non si è assolutamente in grado di qualificare il peso finanziario delle spese che si vanno cumulando nel tempo.</p>
<p>Con il vecchio acquisto a rate si era in grado di qualificare la quota aggiuntiva di carico sul reddito guadagnato. Con la carta revolving la valutazione non è possibile: finché il massimale non è raggiunto e finché si paga la quota, nessuno farà osservazione. Quando questa arriverà non sarà possibile chiudere il contratto se non pagando somme molto alte.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il consolidamento dei debiti attraverso prestito personale o mutuo - Vantaggi e svantaggi]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/27/il-consolidamento-dei-debiti-attraverso-prestito-personale-o-mutuo-vantaggi-e-svantaggi/</link>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 07:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questi ultimi anni ho vissuto oltre le mie reali possibilità economiche. Ho chiesto finanziamenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>In questi ultimi anni ho vissuto oltre le mie reali possibilità economiche. Ho chiesto finanziamenti  per comprare l’automobile, per ristrutturare  casa e per togliermi qualche&#8221; sfizio&#8221;, tipo un super tecnologico  televisore al plasma, una vasca idromassaggio Jacuzzi ed un Rolex.  Dispongo  anche di  una carta revolving,  pronta all&#8217;uso per  soddisfare qualsiasi attacco di &#8220;shopping compulsivo&#8221;  a cui di frequente vado soggetto.  In pratica, tra un finanziamento e l’altro, ho commesso l’errore di sottostimare il peso del debito accumulato ed oggi non riesco più ad onorare gli impegni finanziari presi. Ho sentito parlare di &#8220;consolidamento debiti&#8221; finalizzato a concentrare l&#8217;esposizione debitoria presso un unico creditore, ad  allungare il periodo di ammortamento del debito e quindi ad alleggerire la rata mensile.<br />
Vi chiedo: si tratta di una operazione di ristrutturazione del debito veramente conveniente? Quali sono i vantaggi e quali i costi connessi a questa tipologia  di contratto di prestito?</p>
<p>Vi ringrazio sin d&#8217;ora per una eventuale risposta che vorrete gentilmente fornirmi.</p>
<p>Maurizio Calcaterra, Alessandria</p>
<p style="text-align:center;"><!--more continua--></p>
</blockquote>
<p>I prestiti di consolidamento, come lei ha già anticipato,  consentono di ristrutturare la situazione debitoria di un individuo “traslocando” presso un’unica banca/finanziaria il debito residuo sui prestiti sottoscritti qua e là. Il vantaggio? Allungando la durata, la rata mensile da rimborsare viene abbattuta. Lo svantaggio? Si pagano più interessi.</p>
<p>Un’operazione di consolidamento del debito con un piano di rimborso a 24 mesi del debito residuo di 21.540 euro, per esempio,  riduce la rata di oltre 400 euro (da 1.400 a 990). La sforbiciata è maggiore per chi sceglie una soluzione a 36 mesi (la rata passa a circa 691) e così via, man mano che si allunga la durata, fino a scendere sotto la soglia dei 400 euro nell’ipotesi a 72 mesi.</p>
<p>Allo stesso tempo, più si riduce la rata, più si accetta di pagare interessi maggiori. Nelle ipotesi prese ad esempio, chi ristruttura i debiti in un piano da 24 mesi paga 2.240 euro in più. Ne sborsa  3.854 in 36 mesi e circa 7mila in più nell’opzione del piano a 6 anni.</p>
<p>Per espletare la pratica può essere sufficiente una decina di giorni. Il debitore presenta alla nuova finanziaria/banca la documentazione che attesta i debiti contratti. Dopodiché questa effettua un’istruttoria sulla solvibilità del soggetto: in caso positivo provvede all’estinzione dei vecchi finanziamenti e all’apertura di un nuovo prestito.</p>
<p>Oltre ai prestiti è possibile anche stipulare un mutuo di consolidamento (offerto però da poche banche in Italia). In questo caso il tasso di interesse è più basso di circa 3-4 punti percentuali (in ragione della garanzia ipotecaria). Tuttavia, questo risparmio va mediato con i maggiori costi (oltre 1.000 euro) che comporta l’apertura di un mutuo di consolidamento.</p>
<p>Possiamo indicare, in linea di massima,  che per un debito residuo inferiore ai 30mila euro un finanziamento gravato da ipoteca ha poco senso. Per importi superiori, invece, i benefici di un tasso inferiore cominciano a farsi sentire».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prestiti - la cessione del quinto dello stipendio non conosce la crisi]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/26/prestiti-la-cessione-del-quinto-dello-stipendio-non-conosce-la-crisi/</link>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 11:49:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[La crisi finanziaria si è ormai diffusa a macchia d&#8217;olio ma sembra esserci un settore che in p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-2739 alignnone" style="float:right;" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2008/07/salvadanaio.png?w=300&#038;h=139" border="0" alt="" hspace="8" vspace="8" width="300" height="139" /></p>
<p style="text-align:justify;">La crisi finanziaria si è ormai diffusa a macchia d&#8217;olio ma sembra esserci un settore che in parte è riuscito a resisterle o perlomeno ad evitarne gli effetti piu dirompenti: è il comparto del credito al consumo che in Italia, nonostante qualche segnale di rallentamento, rimane il più gettonato tra le diverse forme di finanziamento alle famiglie.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more ascolta--></p>
<p><a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=090224-salvadanaio.mp3" target="_self"><img class="aligncenter size-full wp-image-7931" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/icona_ascolta.jpg?w=310&#038;h=57" border="0" alt="" hspace="8" vspace="8" width="310" height="57" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Come garante puoi anche saldare il debito del debitore principale: resti comunque un cattivo pagatore]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/25/come-garante-puoi-anche-saldare-il-debito-del-debitore-principale-resti-comunque-un-cattivo-pagatore/</link>
<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:13:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/25/come-garante-puoi-anche-saldare-il-debito-del-debitore-principale-resti-comunque-un-cattivo-pagatore/</guid>
<description><![CDATA[Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span class="testoArticoloG">Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere così dalla sua banca ha pensato ad uno sbaglio di persona. «Io sulla lista dei cattivi pagatori? Stiamo scherzando?» Un’omonimia, un banalissimo errore, sarebbe bastato un accertamento per chiarire l’equivoco, cui sarebbero seguite le relative scuse. «Ci mancherebbe, verificare la credibilità dei clienti è il vostro lavoro», lui avrebbe risposto. E tutto sarebbe finito lì.</span></p>
<p>Invece no.<strong> </strong>A sua insaputa il signor Nicola G.,  è finito sulla lista nera. Non risulta tra i protestati. Non è affetto da shopping compulsivo. Non ha difetti della personalità tali da perdere il controllo delle proprie finanze.</p>
<p>Il mutuo per l’acquisto della prima casa non gli è stato concesso.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more continua-->Tutto è cominciato quando suo figlio per approfondire «le conoscenze in ambito bancario» decise di iscriversi a un corso di specializzazione che la Captha di Milano teneva a Roma. All’epoca il figlio lavorava saltuariamente. Senza una busta paga chiese al padre di farsi «da garante per un prestito presso una finanziaria che la stessa scuola ci aveva indicato, la Agos Spa».</p>
<p>Qualche mese dopo il corso terminò e il figlio del signor Nicola conseguì il suo master. Tutto bene? No, perché nel frattempo il figlio aveva perso quel lavoro fittizio che aveva. «Tengo a precisare che mio figlio non vive con me &#8211; prosegue Nicola &#8211; ma lui riuscì comunque, senza dirmi mai niente, a pagare alcune rate del finanziamento». Le altre restarono scoperte.</p>
<p><strong></strong>Passarono altri mesi. E di quel prestito non si parlò più. Finché un giorno «per puro caso presi una telefonata di una non meglio identificata agenzia di recupero crediti. Cercavano mio figlio».</p>
<p>Dopo non poche insistenze il signor Nicola riuscì a sapere dall’interlocutrice, tenuta alla privacy, che da tempo suo figlio aveva smesso di pagare le rate. Cadde dalle nuvole. «Mi feci spiegare tutto quello che andava fatto per risolvere la questione, non solo avevo intenzione di saldare le rate insolute ma anche l&#8217;intero importo che rimaneva a nome di mio figlio». È quello che fece: un bonifico alla Agos per il saldo e lo stralcio di ogni pendenza.</p>
<p><strong></strong>Negli Usa il prestito per motivi di studio è abbastanza diffuso. Ci sono ex studenti, ormai professionisti affermati, che ancora pagano la loro rata da universitari. In Italia paga papà. E a volte non basta neanche questo. Il signor Nicola è finito tra gli insolventi, «pur non essendo il contraente principale e non informato minimamente di quello che stava succedendo». A nulla è valso «saldare senza battere ciglio». Da qui la domanda: «Il compito di un garante qual è? Non è forse assolvere alle manchevolezze di chi si è garantito? Io l&#8217;ho fatto, anzi ho fatto di più, ho saldato tutto».</p>
<p>Il prestito personale è un prodotto che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso in genere fisso, e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. In Italia il credito a consumo è meno diffuso che in altri Paesi europei. Lo scorso anno sono state registrate 7 milioni di operazioni.</p>
<p>«Chi ha avuto un rapporto scorretto è suo figlio e non la finanziaria &#8211; sostiene Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin  l’Associazione che e rappresenta i principali operatori finanziari tra cui Agos. -Ma la normativa prevede l’obbligo di preavvertire prima di iscrivere qualcuno nella cosiddetta lista dei cattivi».</p>
<p>Nel caso del signor Nicola non è successo? Perché? Com’è possibile che si finisca sulla “lista nera” senza saperlo?</p>
<p><strong></strong> Nulla da eccepire invece sul resto. Obbligato principale e coobbliglato, (beneficiario del prestito e garante), sono entrambi tenuti a saldare le rate. L’allarme dipende dall’entità delle cifre ma può scattare in teoria già dopo due rate “saltate”.</p>
<p>«Ma finire in quella lista &#8211; aggiunge Piano Mortari &#8211; non vuol dire però finire alla Caienna. Dopo un periodo che varia da caso a caso si viene cancellati». Ogni cittadino ha il suo scoring, il suo profilo di rischio certificato da un censimento in base al reddito e alle verifiche sociodemografiche.</p>
<p>Compreso Nicola che non lo sapeva.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Come garante puoi anche saldare il debito del debitore principale: resti comunque un cattivo pagatore]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2009/02/25/come-garante-puoi-anche-saldare-il-debito-del-debitore-principale-resti-comunque-un-cattivo-pagatore/</link>
<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:13:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span class="testoArticoloG">Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere così dalla sua banca ha pensato ad uno sbaglio di persona. «Io sulla lista dei cattivi pagatori? Stiamo scherzando?» Un’omonimia, un banalissimo errore, sarebbe bastato un accertamento per chiarire l’equivoco, cui sarebbero seguite le relative scuse. «Ci mancherebbe, verificare la credibilità dei clienti è il vostro lavoro», lui avrebbe risposto. E tutto sarebbe finito lì.</span></p>
<p>Invece no.<strong> </strong>A sua insaputa il signor Nicola G.,  è finito sulla lista nera. Non risulta tra i protestati. Non è affetto da shopping compulsivo. Non ha difetti della personalità tali da perdere il controllo delle proprie finanze.</p>
<p>Il mutuo per l’acquisto della prima casa non gli è stato concesso.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more leggi l'articolo completo  --></p>
<p style="text-align:justify;">Tutto è cominciato quando suo figlio per approfondire «le conoscenze in ambito bancario» decise di iscriversi a un corso di specializzazione che la Captha di Milano teneva a Roma. All’epoca il figlio lavorava saltuariamente. Senza una busta paga chiese al padre di farsi «da garante per un prestito presso una finanziaria che la stessa scuola ci aveva indicato, la Agos Spa».</p>
<p>Qualche mese dopo il corso terminò e il figlio del signor Nicola conseguì il suo master. Tutto bene? No, perché nel frattempo il figlio aveva perso quel lavoro fittizio che aveva. «Tengo a precisare che mio figlio non vive con me &#8211; prosegue Nicola &#8211; ma lui riuscì comunque, senza dirmi mai niente, a pagare alcune rate del finanziamento». Le altre restarono scoperte.</p>
<p><strong></strong>Passarono altri mesi. E di quel prestito non si parlò più. Finché un giorno «per puro caso presi una telefonata di una non meglio identificata agenzia di recupero crediti. Cercavano mio figlio».</p>
<p>Dopo non poche insistenze il signor Nicola riuscì a sapere dall’interlocutrice, tenuta alla privacy, che da tempo suo figlio aveva smesso di pagare le rate. Cadde dalle nuvole. «Mi feci spiegare tutto quello che andava fatto per risolvere la questione, non solo avevo intenzione di saldare le rate insolute ma anche l&#8217;intero importo che rimaneva a nome di mio figlio». È quello che fece: un bonifico alla Agos per il saldo e lo stralcio di ogni pendenza.</p>
<p><strong></strong>Negli Usa il prestito per motivi di studio è abbastanza diffuso. Ci sono ex studenti, ormai professionisti affermati, che ancora pagano la loro rata da universitari. In Italia paga papà. E a volte non basta neanche questo. Il signor Nicola è finito tra gli insolventi, «pur non essendo il contraente principale e non informato minimamente di quello che stava succedendo». A nulla è valso «saldare senza battere ciglio». Da qui la domanda: «Il compito di un garante qual è? Non è forse assolvere alle manchevolezze di chi si è garantito? Io l&#8217;ho fatto, anzi ho fatto di più, ho saldato tutto».</p>
<p>Il prestito personale è un prodotto che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso in genere fisso, e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. In Italia il credito a consumo è meno diffuso che in altri Paesi europei. Lo scorso anno sono state registrate 7 milioni di operazioni.</p>
<p>«Chi ha avuto un rapporto scorretto è suo figlio e non la finanziaria &#8211; sostiene Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin  l’Associazione che e rappresenta i principali operatori finanziari tra cui Agos. -Ma la normativa prevede l’obbligo di preavvertire prima di iscrivere qualcuno nella cosiddetta lista dei cattivi».</p>
<p>Nel caso del signor Nicola non è successo? Perché? Com’è possibile che si finisca sulla “lista nera” senza saperlo?</p>
<p><strong></strong> Nulla da eccepire invece sul resto. Obbligato principale e coobbliglato, (beneficiario del prestito e garante), sono entrambi tenuti a saldare le rate. L’allarme dipende dall’entità delle cifre ma può scattare in teoria già dopo due rate “saltate”.</p>
<p>«Ma finire in quella lista &#8211; aggiunge Piano Mortari &#8211; non vuol dire però finire alla Caienna. Dopo un periodo che varia da caso a caso si viene cancellati». Ogni cittadino ha il suo scoring, il suo profilo di rischio certificato da un censimento in base al reddito e alle verifiche sociodemografiche.</p>
<p>Compreso Nicola che non lo sapeva.</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I love shopping - Trasposizione cinematografica della sindrome da shopping compulsivo]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/24/i-love-shopping-trasposizione-cinematografica-della-sindrome-da-shopping-compulsivo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 04:57:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
<guid>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/24/i-love-shopping-trasposizione-cinematografica-della-sindrome-da-shopping-compulsivo/</guid>
<description><![CDATA[C’è una Robecca Bloomwood nascosta in ogni ragazza media dei paesi occidentali. Basta saperlo e non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/i_love_shopping.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-22523" title="i_love_shopping" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/02/i_love_shopping.jpg?w=211&#038;h=302" alt="i_love_shopping" width="211" height="302" /></a>C’è una Robecca Bloomwood nascosta in ogni ragazza media dei paesi occidentali. Basta saperlo e non s’incorrerà in disastri finanziari a più zeri. Perché l’allegra protagonista di libri e film è una spendacciona compulsiva, capace di collezionare le carte di credito nel portafoglio e i vestiti nell’armadio fino a degenerare. Dodici carte magiche riescono a soddisfare tutti i suoi bisogni perché i “negozi sono meglio degli uomini”. Gli estratti conto si accumulano, abilmente nascosti sotto il letto e gli impiegati del recupero crediti diventano una fobia costante. Serviranno una rivista monotematica sul risparmio e un capo bello e intelligente per riportarla sulla retta via.</p>
<p>A John Goodman è affidata al battuta più bella che rivolge alla figlia in riva al lago: “Se gli Stati Uniti possono sopravvivere con il debito che hanno, puoi farlo anche tu”.</p>
<p>Pellicola brillante, lunghetta (dura quasi due ore) senza problemi, che riesce perfino a sfiorare le tematiche attuali della crisi economica. Osservando il tutto attraverso un paio di occhiali da sole con le lenti rosa, ovviamente.</p>
<p style="text-align:center;"><!--more continua--></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/hghdj5yDzEY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/hghdj5yDzEY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Ma cosa è, in realtà,  lo shopping compulsivo?</p>
<p><a href="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/01/shopping-compulsivo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18913" title="shopping compulsivo" src="http://gestcredit.files.wordpress.com/2009/01/shopping-compulsivo.jpg?w=394&#038;h=548" alt="shopping compulsivo" width="394" height="548" /></a></p>
<p>E&#8217; un disturbo caratterizzato dall&#8217;impulso irrefrenabile e immediato all&#8217;acquisto, da una tensione crescente alleviata solo comprando. Ogni stato emotivo negativo viene invertito nella spinta incontrollabile ed irrefrenabile ad effettuare un acquisto nonostante la compromissione delle sfere finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica.</p>
<p>La Dipendenza dagli Acquisti, detta anche Shopping Compulsivo, viene descritta per la prima volta da Kraepelin nel 1915 come &#8220;mania di comprare&#8221; o &#8220;oniomania&#8221;. In seguito Bleuler (1924) la elenca tra gli &#8220;impulsi reattivi&#8221;.</p>
<p>Nonostante lo shopping compulsivo sia stato descritto già all&#8217;inizio del secolo come un profondo disagio psichico da autori eminenti quali Kraeplin e Bleuler la sua classificazione nei principali manuali diagnostici dei disturbi mentali è tutt&#8217;ora controversa.</p>
<p>La diatriba relativa alla classificazione di questo disturbo dipende da diversi fattori. In primo luogo si nota che a differenza delle classiche dipendenze, in questo caso non è prevista l&#8217;assunzione di sostanze esterne come nel caso dell&#8217;alcolismo o della tossicodipendenza. Questo aspetto è di fondamentale importanza ed evidenzia che la mancanza del rischio oggettivo e concreto di mettere a repentaglio la propria vita, come nei due casi di dipendenza, induce nella società una visione poco critica delle conseguenze che lo shopping compulsivo può generare nella vita dei soggetti dipendenti. In secondo luogo il disturbo presenta diversi aspetti riconducibili ad altre patologie già chiaramente classificate quali la Depressione, il Disturbo Ossessivo Compulsivo e il Disturbo del Controllo degli Impulsi.</p>
<p>DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO<br />
Il Compulsive Buying può rappresentare una variazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). Prima di spiegare la relazione tra il disturbo ossessivo compulsivo e la dipendenza da shopping è d&#8217;obbligo chiarire il concetto di &#8220;compulsione&#8221;.<br />
La compulsione è un comportamento ripetitivo (lavarsi continuamente le mani, riordinare o controllare) o un&#8217;azione mentale (ad esempio contare, ripetere mentalmente delle parole), una coercizione psichica, un atto che non si può fare a meno di compiere, il cui obiettivo è la riduzione dell&#8217;ansia o il disagio e non quello di fornire una gratificazione. La spinta dalla quale nasce la compulsione non è il desiderio di provare piacere, ma l&#8217;intento di proteggersi da una determinata paura con un rito propiziatorio. Ad esempio dietro la mania, quasi sempre femminile, di comprare vestiti ci potrebbe essere il timore di apparire poco desiderabili, attraenti. (Debora Pasca, psicologa. www.harrrdito.it).<br />
I soggetti affetti da questa patologia sostengono di essere assaliti dall&#8217;urgenza di comprare, come in preda ad un&#8217;ossessione che li costringe a mettere in atto il comportamento. Molti di loro descrivono questo impulso irrefrenabile come intrusivo (Christenson et al., 1994). Inoltre secondo McElroy e coll. (1994), tale disturbo presenta caratteristiche sia di tipo egosintonico, poiché genera sollievo e piacere dopo l&#8217;acquisto, sia di tipo egodistonico, in quanto crea stress, conseguenze negative e sentimenti di colpa. Per questo motivo non è da escludersi l&#8217;ipotesi che lo shopping compulsivo possa rientrare nella categoria generale dei Disturbi Ossessivi Compulsivi.</p>
<p>DEPRESSIONE<br />
Esistono diversi motivi per poter pensare che il Compulsive Buying possa rappresentare una strategia messa in atto per alleviare uno stato depressivo sottostante. Innanzitutto si è visto che sentimenti negativi come tristezza, solitudine, frustrazione o rabbia incrementano la tendenza a fare acquisti, mentre lo shopping stesso è associato ad emozioni piacevoli quali felicità, senso di potere e competenza (Lejoyeux et al., 1996). Inoltre, secondo la ricerca della McElroy e coll., l&#8217;impulso si manifesta soprattutto durante gli episodi depressivi meno gravi, mentre è assente negli episodi severi o maniacali. Il fatto che gli oggetti acquistati siano molto spesso inutili e che il più delle volte vengano messi da parte o regalati (Alonso-Fernandez, 1999), ci fa capire che essi servono solo a riempire un vuoto di sentimenti positivi e di autostima nel soggetto. Proprio l&#8217;autostima potrebbe costituire il legame tra depressione e shopping patologico, infatti, da una ricerca di Faber e O&#8217;Guinn (1992) risulta che i compulsive buyers hanno punteggi di autostima molto più bassi rispetto ai normali consumatori. Per questi soggetti patologici fare acquisti potrebbe essere un modo per innalzare la propria autostima e combattere frustrazione ed umore depresso.<br />
Infine, è da segnalare che nove soggetti su tredici pazienti trattati con antidepressivi nello studio di McElroy et al. (1994), mostrano una completa o parziale remissione dei sintomi caratteristici del Compulsive Buying.</p>
<p>DIPENDENZA<br />
Molto interessante è però anche l&#8217;accostamento con la dipendenza. Come abbiamo visto, lo shopping a livelli patologici si associa spesso ad altri tipi di dipendenza da comportamenti o da sostanze. Similmente ad esse possiede le caratteristiche della tolleranza, che porta i soggetti ad incrementare progressivamente tempo e denaro speso negli acquisti e del craving, l&#8217;incapacità di controllare l&#8217;impulso di mettere in atto il comportamento. In questo modo il soggetto affetto da tale disturbo cerca immediata gratificazione, agendo nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative a cui andrà incontro. In seguito all&#8217;acquisto egli sperimenta un senso di riduzione delle tensione che funziona da rinforzo per il successivo ripetersi del comportamento disfunzionale.</p>
<p>DISTURBO DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI<br />
L&#8217;evidente presenza di una componente d&#8217;impulsività nella dipendenza dallo shopping e la sua frequente associazione con il Disturbo del Controllo degli Impulsi, rende probabile l&#8217;ipotesi dell&#8217; origine comune delle due patologie.<br />
Alcune caratteristiche che le accomunano sono: la tensione che precede la messa in atto del comportamento, la ricerca di immediata gratificazione, e l&#8217;incapacità di sopportare la frustrazione derivante dall&#8217;astenersi dall&#8217;agire.</p>
<p>CRITERI DIAGNOSTICI PER LA DIPENDENZA DA SHOPPING<br />
Secondo il dr. Lorrin Koran, direttore della Stanford University, lo shopping si configura come un disturbo del comportamento quando si verificano queste condizioni:</p>
<ol>
<li>quando il denaro investito per lo shopping è eccessivo rispetto alle proprie possibilità economiche;</li>
<li>quando gli acquisti si ripetono più volte in una settimana;</li>
<li>quando gli acquisti perdono la loro ragione d&#8217;essere: non importa che cosa si compri, se abiti , CD, profumi, lampade o prosciutti; ciò che conta è comprare, soddisfare un bisogno inderogabile e imprescindibile che spinge a entrare in un negozio e uscirne carichi di pacchi;</li>
<li>quando lo shopping risponde a un bisogno che non può essere soddisfatto, per cui il mancato acquisto crea pesanti crisi di ansia e frustrazione;</li>
<li>quando la dedizione agli acquisti compare come qualcosa di nuovo rispetto alle abitudini precedenti.</li>
</ol>
<p>Al primo posto tra gli oggetti della &#8220;febbre da acquisto&#8221;, per quanto riguarda le donne, ci sono i capi d&#8217;abbigliamento, seguiti da cosmetici, scarpe e gioielli: tutti elementi riconducibili all&#8217;immagine. L&#8217;uomo, invece, predilige simboli di potere e prestigio come telefonini, computer portatili e attrezzi sportivi.</p>
<p>Lo shopping compulsivo causa problemi significativi quali stress, interferenze con il funzionamento sociale e lavorativo, disagi familiari e coniugali e gravi problemi finanziari. Inoltre, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna in seguito all&#8217;acquisto di oggetti che, il più delle volte, vengono nascosti al resto della famiglia oppure messi da parte, regalati o buttati via.</p>
<p>L&#8217;identikit dei compulsive buyers (Shopper) fornisce preziose informazioni sulle caratteristiche sociali e culturali di quanti manifestano questo disagio: il 90% dei soggetti è rappresentato da donne che appartengono a una fascia sociale media: molte sono casalinghe, segretarie, impiegate e con un&#8217;età media di 40 anni. In merito a quest&#8217;ultimo punto va detto che avvisaglie e sintomi di questa difficolta rispetto agli acquisti si avvertono in questi soggetti già nell&#8217;adolescenza. Secondo Lane Benson, una terapista-editore che ha pubblicato un libro dal titolo eloquente di &#8220;I shop, therefore I am&#8221; (Compro, dunque sono), il problema è &#8220;l&#8217;accondiscendenza della società di fronte al compratore sfrenato&#8221;.<br />
Inoltre solo una minoranza di loro non presenta altri problemi di interesse psichiatrico: è molto frequente, per esempio, che ci sia o ci sia stato in passato un rapporto difficile con il cibo (anoressia o bulimia), in particolare, il più delle volte si tratta di donne bulimiche; in alcuni casi sono stati associati allo shopping compulsivo i disturbi dell&#8217;umore (depressione), disordini legati all&#8217;ansia (fobie, panico, disturbo ossessivo compulsivo), abuso di sostanze (in particolare alcol), discontrollo degli impulsi.<br />
La logica conseguenza della presenza di un così alto grado di comorbilità con altre patologie psichiatriche ha portato ad ipotizzare diverse possibili cause nell&#8217;eziologia della dipendenza dagli acquisti.</p>
<p>BASE BIOLOGICA<br />
Secondo alcuni psichiatri lo shopping compulsivo non sarebbe altro che una delle possibili manifestazioni di quelle malattie causate da un cattivo funzionamento dell&#8217;attività della Serotonina, una sostanza prodotta dal cervello. I disturbi legati a questa alterazione chimica cerebrale determinano tra le altre cose un mancato controllo dell&#8217;impulsività, per cui si è spinti a soddisfare immediatamente un bisogno irresistibile. In pratica, l&#8217;acquisto sfrenato potrebbe indurre esperienze emotive simili a quelle di chi fa uso di droghe. Si sentono euforici quando comprano o spendono ma, esaurita questa attività crollano. Per recuperare la felicità perduta devono uscire di nuovo e comprare.</p>
<p>Possiamo, volendo, fare un <a href="http://www.siipac.it/newaddictions/testshopping.htm" target="_blank">test</a> per valutare il nostro livello di propensione per lo shopping compulsivo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Può un cattivo pagatore consolidare i debiti in assenza di garanti?]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/15/puo-un-cattivo-pagatore-consolidare-un-debito-in-assenza-di-garanti/</link>
<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 16:05:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il consolidamento debiti, a cui ci si riferisce anche con i termini ristrutturazione debiti o rifina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il <strong>consolidamento debiti</strong>, a cui ci si riferisce anche con i  termini <strong>ristrutturazione debiti</strong> o <strong>rifinanziamento  debiti</strong>, consiste essenzialmente in una operazione finalizzata a:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>sostituire  i diversi soggetti con cui si risulta indebitati (finanziarie  e/o banche e/o società di recupero crediti e/o agenzie erariali di riscossione)  con un unico creditore;</li>
<li>accorpare tutti i debiti in quello che indicheremo, appunto, come  <strong>debito consolidato</strong>, ristrutturato o rifinanziato;</li>
<li>conseguire  un allungamento della durata del piano di ammortamento del  <strong>debito consolidato</strong> rispetto al tempo massimo di rientro  previsto dai finanziamenti in essere o dalle obbligazioni intervenute prima  della <strong>ristrutturazione debiti</strong>;</li>
<li>corrispondere, per il <strong>debito consolidato</strong>, un importo  mensile minore della somma delle rate relative all’esposizione debitoria  complessiva non ancora rifinanziata;</li>
<li>corrispondere, per il <strong>debito consolidato</strong>, rate mensili al  posto degli importi in un’unica soluzione eventualmente previsti delle  obbligazioni assunte o determinatesi prima della ristrutturazione;</li>
<li>ottenere un miglioramento delle condizioni di rifinanziamento  rispetto a  quelle che caratterizzano il debito in esercizio prima della  ristrutturazione;</li>
<li>ricavare ulteriore liquidità al netto del <strong>debito  consolidato</strong> residuale.</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Gli strumenti disponibili per procedere al  <strong>consolidamento  debiti</strong> sono:</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/09/28/il-consolidamento-debiti-per-cattivi-pagatori/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La "bufala" dei prestiti a protestati e cattivi pagatori]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/15/la-bufala-dei-prestiti-a-protestati-e-cattivi-pagatori/</link>
<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 16:00:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[I prestiti a protestati rappresentano un particolare segmento del mercato creditizio. Anzitutto, par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">I prestiti a protestati rappresentano un particolare segmento del mercato  creditizio. Anzitutto, parlando di prestito al protestato a quale soggetto ci si  riferisce ? Rivestono purtroppo lo status di protestati quei debitori che non  siano stati in grado, per tanti motivi, di onorare il pagamento di un assegno,  una tratta, una cambiale o titoli simili. In questo caso viene elevato il  protesto che è un procedimento al termine del quale il debitore acquisisce la  “qualità” di protestato. Grazie a tale fattispecie è nata la terminologia legata  ai prestiti e finanziamenti per i protestati.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">I protestati vengono inseriti, iscritti e pubblicati in uno speciale elenco o  registro informatico dei protestati tenuto e curato presso tutte le camere di  commercio ex legge n. 480/1995, cui chiunque può accedere pubblicamente. La  iscrizione nel registro o elenco dei protestati dura 5 anni, salvo la previa  cancellazione del protestato che avviene saldando l’intero debito sotteso al  titolo di credito oggetto del protesto. In base a tale logica fino a qualche  tempo fa era impossibile erogare prestiti anche personali a protestati perchè  all’istituto di credito bastava (e basta) una semplice visura del registro  protestati per vedere la presenza o meno del richiedente il finanziamento  nell’elenco dei protestati <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/06/prestiti-a-protestati-e-cattivi-pagatori/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[E al cattivo pagatore non resta che rivolgersi al banco dei pegni]]></title>
<link>http://cattivipagatori.wordpress.com/2009/02/15/e-al-cattivo-pagatore-non-resta-che-rivolgersi-al-banco-dei-pegni/</link>
<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:54:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>il cattivo pagatore</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nessun cappotto logoro nè toppe sugli abiti. Chi, oggi, si affida al ‘banco dei pegni’ nulla ha a ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Nessun cappotto logoro nè toppe sugli abiti. Chi, oggi, si affida al ‘banco  dei pegni’ nulla ha a che fare con i personaggi in bianco e nero delle pellicole  di Totò. Liberi professionisti, pensionati, persone più o meno benestanti,  sempre di più sono quelli che, in genere a causa di un imprevisto, hanno bisogno  urgente di liquidità.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché quando lo stipendio basta appena a coprire le spese — la crisi non è  più una novità — una lavatrice da ricomprare o un guasto da far riparare, creano  una necessità. E il pegno è un modo rapido per avere contante e senza dare  troppe spiegazioni. Perché un po’ di quella vergogna di chi non ha altre  alternative, nelle persone che ricorrono a questo tipo di prestito, ancora c’è.  Fosse solo per tutelare l’immagine collegata al tenore di vita che si mostra  all’esterno.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Una legge del 1995 ha imposto ai vecchi banchi dei pegni di entrare a far  parte degli istituti di credito. Il finanziamento, normalmente, dura 6 mesi e  sono consentiti al massimo tre rinnovi. La polizza di pegno è un documento, un  titolo di credito al portatore: il disimpegno, quindi, può essere fatto anche da  un familiare. Una polizza, quindi, che può e deve essere sottoscritta alla luce  del sole <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/11/il-banco-dei-pegni-una-risorsa-per-cattivi-pagatori-e-protestati/" target="_blank">continua</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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