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	<title>cavalieri &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cavalieri/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cavalieri"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 19:18:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ogni mese pubblico il segno governatore inizio dall'amico Scorpione]]></title>
<link>http://meryluiseastrologa.wordpress.com/2009/11/19/ogni-mese-pubblico-il-segno-governatore-inizio-dallamico-scorpione/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:35:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meryluise Astrologa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mese di grandi cambiamenti occulti e misteriosi questo è il mese dello Scorpione, la verità celata a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_291" class="wp-caption alignnone" style="width: 429px"><a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/scorpio1.jpg"><img class="size-medium wp-image-291" title="Scorpio" src="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/scorpio1.jpg?w=212" alt="il mistero dello Scorpione" width="419" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mese di grandi cambiamenti occulti e misteriosi questo è il mese dello Scorpione, la verità celata ai più, la scoperta della vita nella sua resurrezione.Profezie dello Scoprione.Reincarnazione</p></div>
</div>
<div id="attachment_287" class="wp-caption alignnone" style="width: 306px"><a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/capodanno-celtico-vittorio-veneto.jpg"><img class="size-medium wp-image-287 " title="capodanno-celtico-Vittorio-Veneto" src="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/capodanno-celtico-vittorio-veneto.jpg?w=212" alt="Halloween mese dello Scorpione il mito del seme" width="296" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fuoco nell&#39;acqua questo è lo Scorpione le viscere che si rimodellano nella vulcanica sacralitàSCORPIONE SEGNO DELLA RESURREZIONE DELLA VITA</p></div>
</div>
</div>
<div><span style="color:#ff0000;"><strong>Siamo nell&#8217;autunno inoltrato il seme piantato nella Bilancia deve putrefarsi per poter rinascere, le nebbie avvolgono il paesaggio ,la natura vive nelle stagnazioni della terra e tutto sembra non muoversi non apparire, ma quel seme produce la vita, resuscita grazie all&#8217;esperienza del maestro Ade, e di un Ares rianimatore e alla destrezza di Ermes ,si compie il miracolo &#8230;questo è lo Scorpione, il segno dei miracoli.</strong></span></div>
<p><span style="color:#000080;">Il segno dello Scorpione è un segno fisso , vuole dire che è posto al centro della stagione in cui è presposto,un segno che per analogia viene a configurare il settore ottavo che è cosignificatore dell&#8217;autunno nel pieno della sua espressione stagionale.</span></p>
<p><span style="color:#003300;">L&#8217;ottava casa del cerchio zodiacale esprime una valenza di significati che sono stati traslati nel tempo dandone un &#8216;accezione negativa come casa dell&#8217;eredità e della morte, associando lo Scorpio ad un segno portatore di vendetta , di malefici e di tutto ciò che di torbido e riprorevole si possa auspicare.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>Il governatore e reggitore come maestro è Ades, ossia Plutone</strong>, pianeta maschile che è associato al regno dei morti, il mese è Novembre, il colore è il nero , il rosso fuoco, la pietra ematitite,gli organi somatici, l&#8217;ano, lo sfintere, i genitali ,organi urinogenitali e il sedere.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Il mito prende spunto dalle vicende di Orione che vantandosi di essere un abilissimo cacciatore aveva suscitato l&#8217;ira di Artemis, la Dea cacciatrice, che per punire Orione lo fece pungere da uno scorpione che con il suo veleno lo uccise, gli Deii allora posero Orione nel cielo come costellazione ma per non metterlo sempre a confronto con l&#8217;animale, posizionarono la costellazione del cacciatore in posizione opposta a quella dello Scorpione.</span></p>
<p><span style="color:#800000;">In questo mito si esemplifica il perchè questo segno è sempre stato considerato malefico,infatti si identificano nel racconto gli archetipi dell&#8217;invidia, manifestata da Artemis, della vendetta per gelosia, dell&#8217;inganno dato dal pungiglione nascosto con cui si procura morte etc..</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Ma l&#8217;odio, l&#8217;invidia, la gelosia, l&#8217;inganno, il sotterfugio sono tutte caratteristiche insite nell&#8217;animo umano che in molti sottaciono e non manifestano e da qui la propensione al tradimento, alla vigliaccheria, all&#8217;uso indiscriminato della mistificazione, l&#8217;annientamento dell&#8217;abilità altrui vista come minaccia per il proprio primato.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Un&#8217;altra versione del mito, che è quella più attendibile dice che Orione</span>, <span style="color:#33cccc;">accecato dal padre della sua futura sposa ,una ragazza mortale, essendo di appetiti sessuali molto prominenti, fece anche innamorare Eos, l&#8217;aurora e giacque con lei in un&#8217;isola dove era proibito copulare, il fratello di Eos, Elios mosso a pietà per la ciecità di Orione gli riede il dono della vista e dopo di che lo stesso Orione cercò vendetta contro lo stesso futuro suocero, partì e approdato sull&#8217;isola dove risiedeva il futuro suocero , armato di tutto punto ,con armi fabbricate da Efesto ,Orione voleva ingaggiare battaglia contro il suocero, ma incontrato Artemis, di lui perdutamente innamorata, questi lo dissuase a non fare una strage.</span></p>
<p><span style="color:#33cccc;">Il fratello di Artemis, Apollo ,non volendo che la sorella giacesse con </span><span style="color:#800000;">Orione, profanatore delle regole dell&#8217;isola in cui aveva posseduto Eos, gli fece scagliare contro uno Scorpione , Orione che era gigantesco, riuscì a sfuggirgli e preso la via del mare iniziò a nuotare, ma Apollo lo fece uccidere da Artemis ,con un inganno, la stessa accortasi dell&#8217;errore implorò Zeus di farlo resuscitare e così fu immortalato nel cielo come costellazione detta Orione.</span></p>
<p><span style="color:#800000;">Lo Scorpione ed Orione sono legati al mito del segno e Orione rappresenta </span><span style="color:#800080;">l&#8217;istinto primordiale e sessuale che fa compiere anche scelleratezze, perciò lo Sorpione viene identificato con il sesso, ma questo stesso istinto viene domato dal controllo delle pulsioni attraverso un atto di anestesia e di ribellione alle stesse che trasgrediscono le regole millenarie, perciò questo segno è votato ad eliminare tutto quello che non resta nell&#8217;equilibrio naturale attraverso il veleno del pungilione.</span></p>
<p><span style="color:#800080;">Ma secondo il mio studio lo Scorpione ,a cui si associa Ades e o Plutone, </span><span style="color:#ff9900;">invisibile per sei mesi all&#8217;anno, infatti è il pianeta più lontano dal Sole ed esce dalla sua orbita per sei mesi, è in analogia con le ore di buio invernali.</span></p>
<p><span style="color:#800000;"><strong>I suoi pianeti sono</strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Ades governatore degli inferi</strong></span>.</p>
<p><span style="color:#993300;">Ares o Marte che sottace alla battaglia ingaggiata dallo Sorpione( SOR-PIONE SCHERZANDO SULLA VOSTRA BEATIFICAZONE) per far si che la natura non muoia , Marte trova qui l&#8217;epressione di cesellatore, artista di taglio e cucito, guerriero si, ma con strategia e capacità analitiche superiori alla media, un Marte che annienta i parassiti con il veleno, un Marte giustiziere ma a favore del miracolo della vita, elemina( elimina o&#8230;e-le-mina) solo per non far marcire.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>L&#8217;altro pianeta è Ermes o Mercurio</strong>, il guaritore il medico lo scienziato l&#8217;archeologo, il comunicatore occulto ,l&#8217;intelligenza, l&#8217;astuzia ,la capacità di essere sorretto dagli Deii.</span></p>
<p><span style="color:#000080;"><strong>Infine la Dea dello Scorpione Persefone la figlia della terra ,di madre natura che deve produrre i frutti che la madre Demeter </strong>conserva cataloga elargisce agli uomini, lo Scorpione e la Vergine un tempo due costellazioni unite, infatti se guardate il loro glifo sono rappresentati da una M per lo Scorpione il gambuccio termina verso l&#8217;esterno con il simbolo di freccia mentre per la Virgo termina all&#8217;interno quasi a simbolo della vagina.</span></p>
<p><span style="color:#000080;"><span style="color:#ff6600;"><strong>Perciò Demetra Virgo ,e Persefone Scorpio, Dee dei due segni si collocano a guardiane della conservazione e della riproduzione della specie, dettano le stagioni, il loro risveglio che portano all&#8217;Ariete</strong>, sono il raccolto e la trasformazione della materia, sono il miracolo della natura, ciò che di </span>manifesto lo Scorpione mette a disposizione dell&#8217;umanità ,la capacità di autodistruggersi per un bene superiore pur di dar vita all&#8217;immortalità del ciclo della natura che fiorisce nell&#8217;Ariete.</span></p>
<p><span style="color:#008000;">Il suo simbolismo antico era rappresentato dal serpente, animale sacro per le sue trasformazioni e per saper cambiare pelle, infatti il serpente è simbolo anche del caduceo ,bastone di Mercurio o Ermes simbolo anche di tutti i prodotti farmaceutici, lo Scorpione è l&#8217;araba fenice che risorge dalle sue ceneri, è la rinascita di qualcosa che porta avanti la vita, riesce a trasformare il negativo in positivo ,ha la chiave dell&#8217;alchimia che vuole che il piombo si trasformi in oro, questo è il segreto dello Scorpione unito alla Vergine natura, acqua che bagna la terra e la fa fiorire, è la cura del pianeta è la rinascita interiore.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Per essere considerato uno Scorpione si devono avere oltre il Sole almeno Mercurio e Marte nel segno e in ultima analisi Venere, che in questo caso male esprime i sensi e il godimento manifesto che avviene nel Toro.</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Infatti Venere pianeta dei sensi è in esilio sia nello Scorpione che nell&#8217;Ariete</strong></span>, <span style="color:#3366ff;">ed è in caduta in Vergine, analogia vuole che questi tre segni di cui due marziani plutoniani e l&#8217;altro mercuriale uraniano esprimano una sessualità più ermafrodita per lo Scorpione e la Vergine e più egoistica solare per l&#8217;Ariete.</span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">La sessualità dello Scorpione è molto sottile e viaggia su corde di piacere da orgasmo prima di tutto intellettivo, cosa che sfugge a molti, lui conosce come rigenerarsi attraverso il sesso ma lo fa sperimentando continuamente per poi giungere dopo anni a capire come l&#8217;Eros assoggetti Thanatos quasi in una mancanza di respiro(Mercurio) primordiale(Marte)</span></strong></p>
<p><span style="color:#003300;"><strong>Era un atto dovuto ad un segno che io adoro che è il più generoso dello Zodiaco ma se lo ferite è capace di annientarvi completamente e senza rimorsi, ma questo segno viene ferito dalla slealtà e dall&#8217;ignoranza, ma soprattutto è capace di capire la menzogna e se siete delle persone che mistificano le cose, che prendono in giro gli altri state sicuri che prima poi lo incontrerete.</strong></span></p>
<p><span style="color:#003300;"><strong>Chi invece ha l&#8217;ascendente in Scorpione non ha queste caratteristiche ed</strong></span> <span style="color:#993300;">esprime invece , nella generalità dei casi, il lato meno generoso del segno.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><a href="http://www.google.it/search?q=meryluise+astrologa&#38;pov=110492242679294535743&#38;usg=__sOfYdO7tfll35zQFzSUJdxGeMec=&#38;hl=it">http://www.google.it/search?q=meryluise+astrologa&#38;pov=110492242679294535743&#38;usg=__sOfYdO7tfll35zQFzSUJdxGeMec=&#38;hl=it</a></span></p>
<p>A <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1319667802">Tiziano Pieri Bussola Versilia</a> piace questo elemento.</p>
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<div id="comment_1752415762_1055092742995_50386"><a title="Meryluise Astrologa" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1396122875"></a></div>
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<div><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1396122875">Meryluise Astrologa</a></div>
<div id="text_expose_id_4b052bc2a60ba7c92565939">penso che tu sia dello Scorpione ma nessuno ha capito bene la vostra vera natura</div>
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<div>05 maggio alle ore 21.20 ·</div>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I Siux]]></title>
<link>http://melacandela.wordpress.com/2009/10/04/i-siux/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 11:06:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>melacandela</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bene, in realtà non siamo ancora pronti per un rientro in grande stile, anche se, come già detto fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Bene, in realtà non siamo ancora pronti per un rientro in grande stile, anche se, come già detto fino alla noia, ci stiamo preparando! E’ il tempo però di un nuova storia, <strong>di una storia inedita</strong>, e con questo chi ci segue già da tempo sa che intendiamo una storia non pubblicata in nessuno dei nostri lavori, ma scritta e divulgata solo per e su questo blog. Se ancora ci preme il dubbio che la nuova grafica di questo blog non rappresenti appieno le nostre volontà e possa, chissà, non risultare troppo gradita ad alcuni visitatori che faticano a leggere storie alle volte un po&#8217; lunghe, rimanderemo la questione a poscia per immergerci come in un tuffo in questa nuova piccola avventura della Candela&#8230;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230;Tornato dalle vacanze estive, ho avuto modo e forse il coraggio di andarmi a ripescare un caro ed antico libro che più volte mi ero ripromesso di leggere. Quindi, ispirato dalla lettura ho scritto di getto questa mia piccola storia, il cui argomento si evince dal titolo di questo post. Ho scritto “Siux&#8221; perchè mi è sembrato più appropriato di “indiani d’America. D’altronde i &#8220;pellerossa&#8221; non erano nè Indiani, nè esitava ancora l&#8217;America quando li &#8220;scoprirono&#8221;, (nè avevano ho hanno mai avuto la pelle completamente &#8220;rossa&#8221;).Dunque l’argomento è il “Western”, ambiente che ha sempre popolato le mie letture e la mia immaginazione sin da quando ero piccolo. Chissà se un giorno riuscirò mai a scrivere qualcosa di più completo su questo argomento!? Per ora finisco le chiacchiere e vi lascio al mio <a href="http://melacandela.wordpress.com/scritti-racconti-e-storie/la-candela/rosso-e-nero/" target="_self">Rosso e Nero</a> che vedrà anche una nuova forma di lettura su questo blog: alla versione normale sarà allegato anche un <strong>PDF</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La leggenda templare massonica e la realtà storica]]></title>
<link>http://dimzero.wordpress.com/2009/10/01/la-leggenda-templare-massonica-e-la-realta-storica/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 15:14:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandro</dc:creator>
<guid>http://dimzero.wordpress.com/2009/10/01/la-leggenda-templare-massonica-e-la-realta-storica/</guid>
<description><![CDATA[Marco Tangheroni, da alleanza cattolica 1. Templarismo, massoneria e &#8220;leggenda templare&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Verdana;"><strong><em>Marco          Tangheroni, da alleanza cattolica<br />
</em></strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>1. Templarismo,          massoneria e &#8220;leggenda templare&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">I cavalieri templari, a          differenza dei cavalieri ospedalieri che ad un certo momento          cercarono di far risalire le proprie origini a San Giovanni,          non tentarono mai di ricostruire una loro &#8220;leggenda&#8221;.          Nonostante ciò, a secoli di distanza, nacque,          progressivamente arricchendosi, una leggenda templare.          Ciò non finisce di meravigliare gli storici          più seri dell&#8217;Ordine, come Régine Pernoud, che          pubblicò anni orsono una validissima sintesi nella          collezione <em>Que sais-je?</em>, ora finalmente tradotta in          italiano (1), e Alain Demurger, professore a Parigi, autore          dello studio più aggiornato e documentato, pure          tradotto (2). Ascoltiamoli un attimo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Col consueto impeto la          Pernoud scrive: &#8220;Per lo storico lo scarto tra le fantasie a          cui si sono abbandonati senza alcun ritegno gli scrittori di          storia di tutte le opinioni e, d&#8217;altra parte, i documenti          autentici, i materiali sicuri che gli archivi e le          biblioteche custodiscono in abbondanza, è tale che          non vi si crederebbe, se questo contrasto non si          manifestasse nel modo più visibile e più          evidente. Succede per i templari quanto è accaduto,          per esempio, per Giovanna d&#8217;Arco, a proposito della quale,          accanto a un&#8217;abbondante letteratura agiografica e a ipotesi          numerose, totalmente gratuite ed uniformemente sciocche          (&#8230;) i documenti, da parte loro, si impongono con il rigore          più totale. Anche per i templari si fa fatica a          credere al confronto in tesi fra la letteratura che hanno          suscitato &#8211; non più agiografica, ma, in qualche caso,          completamente demenziale &#8211; e, d&#8217;altra parte, i documenti          così semplici, così probanti, così          tranquillamente irrefutabili, che costituiscono la storia          vera&#8221; (3).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Più tranquillo, ma          non meno deciso, Demurger osserva: &#8220;Insieme ai catari e a          Giovanna d&#8217;Arco, il Tempio alimenta uno degli inesauribili          filoni di quella pseudo-storia che ha l&#8217;unico scopo di          offrire ad avidi lettori la loro razione di misteri e          segreti&#8230;&#8221; (4).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Per quanto una storia          globale del &#8220;templarismo&#8221; sia ancora da scrivere, noi oggi          sappiamo bene che la leggenda templare nacque all&#8217;interno          della massoneria settecentesca, in rapporto a tensioni tra          correnti spiritualiste e correnti razionaliste, anche se          furono questi in fondo due volti, spesso ambiguamente          intrecciati, di un&#8217;unica realtà (5). Si          cominciò allora a dire e scrivere che l&#8217;ordine era          una società segreta e che l&#8217;ultimo maestro noto,          Jacques de Molay, avrebbe avuto il tempo di trasmettere i          segreti templari a un cavaliere di nome John Mark Larmenius;          da allora la catena dei gran maestri non si sarebbe          più interrotta (6).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Veri e propri avventurieri          riuscirono allora ad arricchirsi promettendo rivelazioni su          questi presunti segreti specie in ordine alla          possibilità di arricchirsi per vie occulte. Tuttavia,          certe operazioni assunsero un significato simbolico-politico          di grande interesse. Come la solenne cerimonia di          assoluzione e riabilitazione di Jacques de Molay che          Napoleone Bonaparte &#8211; circondato in famiglia e nel suo          <em>entourage</em> da altissimi dignitari massonici &#8211; fece          fare dal &#8220;suo&#8221; clero a Parigi nel 1803. E non è senza          interesse constatare che la <em>Rivista Massonica</em> degli          ultimi decenni dell&#8217;Ottocento, pure espressione della          massoneria italiana più laicista e razionalista,          rilanciò una campagna templarista, definendo, tra          l&#8217;altro, i garibaldini come &#8220;i nuovi templari&#8221;          (7).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">D&#8217;altra parte anche alcuni          autori &#8220;reazionari&#8221; accolsero questa tesi, come l&#8217;abate          Augustin Barruel, tanto meritorio per certi aspetti, che          credette all&#8217;esistenza di un vendicativo complotto          massonico-templare, con radici pre- e          anti-cristiane.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Va pure ricordato che una          buona parte della storiografia francese si è a lungo          impegnata nella ripresa dei più infondati elementi          anti-templari spinta dal desiderio di difendere a oltranza          un re di Francia, Filippo il Bello, che si impegnò          vittoriosamente in un conflitto con la Chiesa, nelle          circostanze assai debole, montando l&#8217;affare templare per          cupidigia, volontà politica assolutista e altre          ragioni di ordine interno ed internazionale.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">La leggenda doveva poi          trovare accoglimento, anche nel nostro secolo, in correnti          esoteriche interne ed esterne alla massoneria, sempre nel          più elementare disprezzo, spesso teorizzato, nei          confronti della verità storica pur di non difficile          accertamento.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Indubbiamente, come ricorda          Demurger, la storia di questa leggenda è anch&#8217;essa          territorio dello storico; ma non di quello medievale,          bensì di quello della storia          contemporanea.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Qui, molto semplicemente,          come contributo alla dissipazione di eventuali nebbie che          ancora persistono, vogliamo, invece, parlare del Medio Evo e          della storia dell&#8217;Ordine del Tempio così come ci          è nota dai documenti. Con inevitabile eccessiva          rapidità, ma col desiderio di offrire un panorama          sufficientemente articolato e, a grandi linee, completo          (8).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>2. Le origini dell&#8217;ordine          templare</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Nei manuali di storia,          normalmente, i capitoli sulle crociate, dopo aver trattato          un po&#8217; diffusamente della prima crociata e della riconquista          cristiana di Gerusalemme (1099), si soffermano soltanto          sulle crociate, per così dire, canonizzate e          numerate, guidate per lo più da sovrani o          imperatori.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Ora, se è vero che in          particolari momenti, come risposta a particolari situazioni          di emergenza o di pericolo per gli stati latini in          Terrasanta e nel Vicino Oriente, venivano organizzate          spedizioni militari unitarie, consistenti e complesse (ad          esempio la terza crociata, guidata dal Barbarossa che vi          trovò la morte, per reagire alla riconquista islamica          di Gerusalemme) è anche vero che un flusso continuo          di <em>milites</em> cristiani ebbe inizio subito dopo la prima          crociata. Apparve infatti immediatamente evidente che la          difesa del regno di Gerusalemme e degli altri stati          &#8220;franchi&#8221; nati con essa poneva problemi che le esigue forze          superstiti non potevano assolutamente assicurare          (9).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Lasciamo da parte, in questa          sede, la funzione, pur fondamentale, svolta dalle          città marinare italiane, Venezia, Pisa, Genova, le          cui flotte e i cui mercanti assicurarono, in cambio di          privilegi commerciali, i fondamentali collegamenti          marittimi, pur se va almeno ricordato che esse interferivano          anche nella vita dei nuovi stati (non a caso il primo          patriarca di Gerusalemme fu l&#8217;arcivescovo di Pisa Daiberto,          giunto con una flotta pisana di centoventi navi). Infatti,          ai fini del nostro tema, è più importante          concentrare la nostra attenzione sull&#8217;afflusso di cavalieri,          pressoché continuo, dalle varie aree della          Cristianità occidentale, soprattutto dalla Francia          (peraltro parzialmente soggetta al re d&#8217;Inghilterra, in          questi secoli) e dall&#8217;Impero.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">In particolare, va ricordato          che la riconquista di Gerusalemme aveva contribuito soltanto          in parte a rendere sicuro il viaggio dei pellegrini verso la          Città Santa, continuamente minacciato da bande di          briganti e ladroni, oltre che, di tanto in tanto, da          più consistenti ed organizzate offensive musulmane,          che permettevano alle poche forze cristiane di mantenere          soltanto il controllo delle città murate. Anche il          viaggio più raccomandabile &#8211; giungere per via di mare          a Jaffa e da qui percorrere il non lungo cammino alla          Città Santa &#8211; era insicuro se non compiuto sotto          scorta armata.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Del resto, i pellegrini non          desideravano limitare a Gerusalemme il proprio          pellegrinaggio; essi erano almeno attirati anche, verso sud,          dalla vicina Betlemme e, poco oltre, da Hebron, ove si          veneravano le tombe dei patriarchi, e, verso nord, dalle          località della Galilea, come Nazaret o il lago di          Tiberiade, dove tanta parte della vita di Gesù si era          svolta. E queste strade erano molto insicure: le fonti          riportano una gran quantità di episodi concreti che          testimoniano la gravità della situazione e la          fondatezza delle preoccupazioni.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Nella risposta a questi          problemi bisogna trovare la motivazione immediata della          nascita del nostro ordine, pur se essa non può essere          completamente compresa &#8211; come vedremo tra poco &#8211; se non          inquadrandola anche nella storia della cavalleria e,          più in generale, della spiritualità del Medio          Evo. Ma vediamo, prima, qualche data e qualche fatto          essenziali, pur senza pretendere, com&#8217;è ovvio, di          fare qui un riassunto dettagliato delle vicende e delle          imprese del nuovo ordine, di questo &#8220;<em>novum militiae          genus</em>&#8220;, per riprendere l&#8217;espressione di San Bernardo          (10).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Nel 1118, dunque, o, secondo          altri, nel 1119, un piccolo gruppo di cavalieri &#8211; destinato          ad accrescersi molto rapidamente &#8211; si riunì attorno          ad Ugo di Payens, con lo scopo dichiarato di consacrare, con          un voto pronunciato di fronte al patriarca, la propria vita          alla difesa armata dei pellegrini e delle strade che          portavano a Gerusalemme. Tra i baroni di alto rango che si          unirono, subito o negli anni immediatamente successivi, a          questo gruppo vale la pena di ricordare lo zio di San          Bernardo, Montbard, Folco di Angers e lo stesso conte di          Champagne, Ugo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Essi si installarono in una          sala del palazzo reale sull&#8217;antica spianata del Tempio;          quando poi il re trasferì la propria sede nella torre          di David, tutto il palazzo reale (l&#8217;antica moschea di          Al-Aksa) fu ceduto al nuovo ordine: così i &#8220;poveri          cavalieri di Cristo&#8221; divennero i cavalieri del Tempio, i          Templari. Il sigillo dell&#8217;ordine è stato a lungo          considerato come recante l&#8217;immagine del Tempio di Salomone,          ma recentissimi studi fanno pensare che si trattasse          piuttosto della Rotonda, l&#8217;<em>Anastasis</em>, del Santo          Sepolcro. Sull&#8217;altro lato figuravano due cavalieri che          montavano uno stesso cavallo: la spiegazione più          probabile è che il riferimento simbolico fosse alla          buona intesa, alla disciplina e all&#8217;armonia che dovevano          regnare nell&#8217;ordine.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Nel 1127 Ugo, accompagnato          da cinque suoi compagni, rientrò in Europa per          incontrare il Papa ed ottenere l&#8217;approvazione della regola.          Un concilio, su richiesta del Papa Onorio II, fu riunito a          Troyes, nella Champagne, per iniziativa di San Bernardo e          presieduto da un legato pontificio: il concilio          approvò la regola, con alcune modificazioni. Essa          restò la base della vita dei Templari per i quasi due          secoli successivi di esistenza dell&#8217;ordine, pur con aggiunte          e variazioni introdotte secondo le circostanze in epoche          successive.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Nel 1139 un altro Papa,          Innocenzo II, con la bolla <em>Omne datum optimum</em>,          concesse ai cavalieri del Tempio una serie di privilegi di          grande portata, come l&#8217;esenzione dalla giurisdizione          episcopale, l&#8217;autorizzazione ad avere propri preti e          cappellani, il diritto di costruire oratori con          possibilità di farvisi seppellire, l&#8217;esenzione dalle          decime. Ciò non mancherà, naturalmente, di          suscitare qualche opposizione in una parte della Chiesa.          Intanto, anche nella Cristianità occidentale, le          donazioni crescevano con una progressione          impressionante.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>3. Il &#8220;De laude novae          militiae&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Al grande e universale          successo dell&#8217;ordine contribuì certamente questo          scritto composto tra il 1130 e il 1136 da san Bernardo che          era allora il grande padre spirituale della          Cristianità (11), proprio per incoraggiare Ugo e i          suoi compagni amareggiati e incerti per le critiche mosse al          nuovo ordine, toccati, anche, da qualche dubbio sulla          validità teologica delle loro scelte.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Era lecita la guerra per un          cristiano, si domandava Ugo? E non era questa scelta un          impedimento a raggiungere superiori traguardi spirituali?          Come inserirsi nelle strutture ecclesiali? San Bernardo vede          nel nuovo ordine un salto di qualità della          cavalleria, che nella difesa dei deboli pellegrini e nel          passaggio a uno <em>status</em> insieme militare e monastico,          realizzava pienamente quel matrimonio tra la spada e la          croce che aveva già caratterizzato, nei secoli          precedenti, lo sforzo della Chiesa per la cristianizzazione          dell&#8217;attività militare e della confraternita tra          combattenti a cavallo che aveva dato origine alla cavalleria          quale noi la conosciamo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">L&#8217;abate di Clairvaux          contrapponeva i Templari alla cavalleria che egli aveva          sott&#8217;occhio, da lui considerata troppo mondana, oscurata          dalla vanagloria e dalla cupidigia: insomma, &#8220;<em>non          militia, sed malitia</em>&#8220;. Nello scritto di San Bernardo          è netta la contrapposizione tra la &#8220;<em>militia          Dei</em>&#8220;, impegnata nella guerra giusta per eccellenza, la          difesa contro gli infedeli, e la &#8220;<em>militia saeculi</em>&#8220;.          Egli vedeva nella vita di preghiera e di disciplina dei          cavalieri del Tempio una sorta di garanzia contro cedimenti          mondani; in quanto monaci essi rientravano nello stato che          egli considerava di perfezione, quello monastico.          &#8220;<em>Monachi mansuetudo&#8230;militis fortitudo</em>&#8220;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">San Bernardo dette dunque          una spinta decisiva verso la creazione, originale e nuova,          di un ordine monastico-militare, composto da cavalieri che          fossero insieme (con riferimento alla tradizionale          tripartizione della società) &#8220;<em>bellatores</em>&#8221; e          &#8220;<em>oratores</em>&#8220;, guerrieri e contemplativi.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Ma il santo, nel suo          <em>Liber</em>, si sofferma anche sul significato spirituale e          simbolico della loro sede, il Tempio, in cui gli antichi          splendori di Salomone sono stati sostituiti dalle armi,          dagli scudi appesi alle pareti, dalle redini, dalle selle e          dalle lance. Lo zelo dei cavalieri è analogo a quello          che animò il Signore nel cacciare dal vecchio Tempio          i mercanti, presidiando &#8220;con cavalli e armi la sacra dimora,          respingendo da essa e dagli altri luoghi santi gli immondi          infedeli, la loro rabbia, la loro prepotenza&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">E sgorga, splendido, un inno          a Gerusalemme, che tanto più ci è caro          riportare in questi momenti politicamente difficili per          questa città e la Terrasanta: &#8220;Salve dunque, o santa          città che l&#8217;Altissimo ha santificato, facendone il          suo tabernacolo, affinché in te e per te tanti siano          salvati! Salve, o città del gran Re da sempre feconda          di nuovi e consolanti miracoli! Salve, o signora delle          genti, principessa delle province, retaggio dei patriarchi,          madre dei profeti e degli apostoli, origine della fede,          gloria del popolo cristiano; tu, che fin dall&#8217;inizio dei          tempi Dio ha sempre sopportato fossi assediata          affinché tu divenissi occasione di valore e di          salvezza per i forti&#8230;&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Al ricordo di Gerusalemme,          seguono quelli di Betlemme, &#8220;casa del pane, ristoro delle          anime sante&#8221;, di Nazaret, &#8220;là dov&#8217;è cresciuto          quel Dio fanciullo ch&#8217;era nato in Betlemme così come          il frutto si forma nel fiore&#8221;, del Monte degli Olivi e della          Valle di Giosafat, del Giordano &#8220;che si gloria di essere          stato consacrato dal Battesimo del Cristo&#8221;, del Calvario          &#8220;dove Cristo salì sulla croce (&#8230;) per strapparci          dall&#8217;eterna dannazione e restituirci alla gloria&#8221;, del          Sepolcro, di Betfage, di Betania. Il trattato termina con un          citazione tratta dai Salmi (143, 1): &#8220;Sia benedetto in tutte          le cose Colui che addestra le vostre mani alla battaglia, le          vostre dita alla guerra&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>4. Il modo di vita          templare </strong>(12)</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">I Templari costituivano &#8211;          come si è detto &#8211; un ordine monastico-militare. Per          dirla con la Pernoud &#8220;le sue strutture sono nettamente          gerarchizzate, ma i poteri esercitati non sono totalitari&#8221;.          A capo di esso c&#8217;era il &#8220;maestro del Tempio&#8221; (non il &#8220;gran          maestro&#8221;, parola che non figura mai in nessuna redazione          della Regola o negli Statuti successivamente compilati, fino          a qualche rara apparizione in testi del XIV secolo), con gli          stessi poteri di un abate monastico. Egli era assistito da          un consiglio di &#8220;fratelli saggi&#8221; e, per le decisioni          più importanti, dal capitolo di tutta la          congregazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">I soli cavalieri che avevano          pronunciato i voti potevano portare i caratteristici          mantelli bianchi, ma era possibile che ad essi si unissero,          oltre ai sergenti, fratelli non cavalieri, anche cavalieri e          sergenti per un periodo di tempo limitato. Il mantello          bianco era, secondo l&#8217;articolo 17 della regola, simbolo di          castità e di riconciliazione con Dio; ma era anche,          per i tessuti poveri con cui era fatto, segno di          umiltà e di povertà. Si noti che i colori          erano gli stessi dei cistercensi, bianco per i monaci e          bruno per i conversi (in questo caso i &#8220;sergenti&#8221;). Nel 1147          il papa Eugenio III concesse il diritto di portare in          permanenza sul mantello la ben nota croce rossa,          riconoscendo così anche esteriormente il fatto che i          Templari erano crociati in permanenza.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Verso il 1170 l&#8217;Ordine era          suddiviso in diverse province. In Terrasanta: Gerusalemme,          Tripoli e Antiochia. In Occidente: Francia, Inghilterra,          Poitou, Provenza, Aragona, Portogallo, Puglia e Ungheria.          Esse erano variamente divise in modo ulteriore.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">La vita di preghiera ha un          ruolo centrale nella Regola, anche perché ogni          cavaliere fosse pronto a ricevere la corona del martirio.          Normalmente i Templari dovevano recitare insieme Mattutino,          Vespri e Compieta, anche se in caso di emergenza essi          potevano sostituirli con un certo numero di &#8220;Pater Noster&#8221;.          L&#8217;ascesi era presente, ma moderata, giacché i pasti &#8211;          durante i quali venivano letti brani della Scrittura &#8211;          dovevano essere tali da consentire il miglior rendimento          fisico in battaglia.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Era fortemente raccomandato          il silenzio, proibita la caccia (tipico divertimento          cavalleresco, ma non adatto allo stato religioso) con          l&#8217;eccezione di quella, considerata difensiva, al leone.          L&#8217;obbedienza era esaltata, giacché chi aveva          pronunciato i voti aveva rinunciato a se stesso e          perché questa virtù era la più cara a          Gesù Cristo. Trattandosi di un ordine militare era          esclusa la possibilità di accogliere dei ragazzi.          Ogni &#8220;magione&#8221; aveva una &#8220;sala grande&#8221; dove si tenevano con          regolarità e frequenza i &#8220;capitoli&#8221;, nei quali era          praticata anche la confessione pubblica: la riservatezza che          era legata allo svolgimento dei capitoli fu poi utilizzata          per alimentare le false accuse del processo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Le chiese templari, anche in          Occidente, erano sovente rotonde od ottagonali in ricordo          della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme o piuttosto,          forse, della cupola del Tempio. In Oriente e nella penisola          iberica, inoltre, furono costruiti numerosi castelli, spesso          eroici isolotti di resistenza contro le ondate musulmane,          sempre nettamente superiori per numero di armati.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Allorché i cavalieri          templari erano in viaggio &#8211; il che accadeva spesso a questi          cavalieri, erranti, anche se non a caso &#8211; dovevano sforzarsi          di osservare la Regola nei limiti del possibile e dovevano,          comunque, &#8220;dare esempio di buone opere e di          saggezza&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>5. L&#8217;epopea templare in          Terrasanta</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Per quanto in diverse          occasioni ci fossero contrasti con gli altri ordini          consimili, come gli Ospedalieri di San Giovanni o i          Cavalieri Teutonici, oppure con il re di Gerusalemme, o con          i baroni franchi, o con i Crociati appena arrivati          dall&#8217;Occidente (i quali magari mal comprendevano una certa          quale &#8220;orientalizzazione&#8221; dei modi di vita, uno strano          miscuglio di guerra spietata, ma anche di una componente di          tolleranza che consentiva ai musulmani di pregare nella          moschea della spianata del Tempio), e per quanto talora          alcuni comportamenti abbiano incontrato giudizi negativi da          parte di storici contemporanei, è doveroso          riconoscere che il bilancio complessivo della presenza          militare dei Templari in Terrasanta deve essere considerato          altamente positivo per la difesa delle posizioni cristiane e          spesso impreziosito da gesta autenticamente          eroiche.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Farne qui un elenco è          impossibile; bisognerebbe, infatti, rievocare l&#8217;intera          storia di due secoli di presenza cristiana in          Oriente.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Ricorderemo la valorosa e          sfortunata difesa della città di Teqoa, la          città del profeta Amos, nel 1138; l&#8217;appoggio alla          crociata guidata da Luigi VII nel 1148, che fu seguito, tra          gli altri, anche da centotrenta templari riunitisi per          l&#8217;occasione a Parigi, pur se va ricordata la sconfitta delle          gole di Pisidia, dovuta alla scarsa esperienza          dell&#8217;avanguardia delle truppe reali, anche se il valore del          sovrano impedì un completo disastro; il tentativo di          impadronirsi, da soli, di Ascalona, dapprima riuscito, ma          concluso con il massacro dei quaranta templari che erano          riusciti a penetrarvi (1153); le lotte accanto al giovane re          Baldovino IV, l&#8217;eroico &#8220;re lebbroso&#8221;, e l&#8217;apporto dato alla          miracolosa vittoria contro il Saladino nel 1177; il sangue          versato nella decisiva, per la caduta di Gerusalemme,          battaglia di Hattin e nei massacri immediatamente successivi          (i Templari fatti prigionieri furono tutti fatti uccidere          dal Saladino e fu risparmiato il solo maestro Gérard          de Ridefort, il cui comportamento, con appelli alla resa di          varie piazzeforti, fu, e appare anche oggi, fortemente          sospetto).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Ancora, dopo la caduta di          Gerusalemme, fu decisivo il contributo dei Templari al          mantenimento, per più di un secolo, della presenza          cristiana in Oriente. Essi furono molto attivi al fianco del          re Riccardo d&#8217;Inghilterra, noto come il &#8220;Cuor di leone&#8221;, che          rientrò in Europa abbigliato da templare. San          Giovanni d&#8217;Acri &#8211; l&#8217;odierna Accon, al confine settentrionale          d&#8217;Israele con il Libano &#8211; divenne la base delle operazioni,          talora puramente difensive, spesso anche arditamente          offensive, come nel caso della spedizione guidata dal re          nominale di Gerusalemme, Giovanni di Brienne, contro          l&#8217;Egitto.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Intanto, il panorama si          complicava da un lato per l&#8217;irrompere sulla scena dei          Mongoli di Gengis Khan, dall&#8217;altro per la politica di          Federico II, volta a trovare un&#8217;intesa diplomatica che          consentisse il controllo cristiano dei Luoghi Santi, ma          sulla base di fragili promesse, ben presto violate. I          Templari si opposero decisamente alla politica di          compromessi dell&#8217;imperatore che, del resto, venne          scomunicato dalla Chiesa.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Un poco più tardi lo          stesso maestro dell&#8217;ordine, Armand de Perigord, rimase          ucciso, presso Gaza, combattendo contro i Turchi; i Templari          persero ben trecentododici cavalieri su trecentoquarantotto.          Solo l&#8217;intervento del re di Francia san Luigi IX, che          capeggiò una crociata contro l&#8217;Egitto, salvò          ciò che restava delle posizioni cristiane; i Templari          dettero ancora una volta un importante contributo, anche se          non furono ascoltati nei loro consigli di prudenza,          sì che la giornata si concluse con una nuova          sconfitta. Soltanto il valore personale del re evitò          un disastro completo, però egli stesso fu catturato          presso Damietta in circostanze non chiarite, ma nelle quali          ebbe forse peso anche un tradimento. Anche il nuovo maestro          del Tempio, Guillaume de Sonnac, perse la vita in questo          oscuro episodio.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">L&#8217;ultimo episodio di          combattimento eroico e ad oltranza che vorremmo ricordare          è la partecipazione dei Templari alla difesa di San          Giovanni d&#8217;Acri. Per rompere l&#8217;assedio il maestro del          Tempio, Guillaume de Beaujeu, tentò invano una          sortita. Qualche giorno dopo, avendo i Turchi scatenato          l&#8217;attacco decisivo, egli fu ferito a morte e trasportato          nella magione del Tempio, ove spirò dopo poco.          Proprio la casa del Tempio fu l&#8217;ultimo baluardo di Acri a          cedere alla marea islamica; il sultano tentò di          ricorrere ad astuzie sleali, attirando il maresciallo Pierre          de Sevry con false promesse di una resa onorabile nella sua          tenda e facendolo poi decapitare. Ma per un mese e mezzo i          Templari opposero ancora una disperata resistenza. Il 28          maggio 1291 nel crollo della torre rimasero sepolti, con gli          ultimi combattenti templari, anche gli assalitori. Grousset          ricorda che il Tempio di Gerusalemme ebbe per i suoi          funerali &#8220;duemila cadaveri turchi&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>6. I Templari in          Occidente</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">I pur rapidi accenni fatti          dimostrano che, fino a quando una presenza cristiana in          Oriente si mantenne, i cavalieri templari continuarono a          mantener fede al loro scopo originario, battendosi &#8211; salvo          qualche rara eccezione &#8211; con coraggio, spesso con eroismo.          Non si può dunque parlare di un abbandono della loro          missione nel corso del XIII secolo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">È vero, però,          che il successo del nuovo ordine in Occidente con le          numerose e spesso ingenti donazioni di sovrani, nobili,          grandi e piccoli proprietari, nonché la          necessità di mantenere i collegamenti e di disporre          di basi logistiche, lo spinsero ad organizzare la propria          presenza europea e ad assumere, collateralmente, anche altre          funzioni. Ma questo processo si era delineato sin dai primi          decenni della storia dell&#8217;ordine. Insomma: è          arbitrario distinguere una prima fase, buona e orientale, da          una successiva fase, cattiva e occidentale.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Le donazioni avevano creato          un vasto patrimonio che, a causa della sua stessa origine,          era naturalmente incoerente e geograficamente disperso. Di          qui la necessità di una gestione razionale, anche          attraverso acquisti, vendite, permute. Uno studio attento di          questa linea si trova nel citato volume di Demurger: se ne          ricava il quadro di una conduzione agricola molto saggia,          volta a ottenere in ciascuna regione i prodotti di miglior          resa. &#8220;Essi &#8211; afferma lo storico francese &#8211; hanno favorito          l&#8217;estendersi delle terre coltivate e sviluppato procedure e          tecniche di sfruttamento e di gestione veramente          innovatrici&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Si può ben dire, in          questo senso, che l&#8217;ordine dei Templari era ricco, anche se          nei cronisti contemporanei ostili tale ricchezza era          volutamente esagerata. D&#8217;altra parte dovevano inviare          rifornimenti in Terrasanta: grano, cavalli, carne, pellami.          E vendere una parte dei prodotti per acquistare ferro,          legno, armi. Si può comprendere che la difesa          accanita del proprio patrimonio e la ricerca della          più razionale gestione di esso abbiano favorito          l&#8217;accusa di avarizia che sarà, tra le molte rivolte          dagli ambienti ostili, la più diffusa. Numerose erano          anche le conseguenti vertenze giudiziarie.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Le commende occidentali non          furono, però, soltanto aziende, ma anche delle case          di preghiera, secondo la Regola. E in terra iberica, dove i          cavalieri erano impegnati nelle guerre di <em>Reconquista</em> (il primo fatto d&#8217;arme che li riguarda a noi noto è          la partecipazione nel 1131 a un combattimento in          Portogallo), anche delle fortezze. I Templari si trovarono a          svolgere altresì, in Occidente, attività          finanziarie, non diversamente, pur se in dimensioni          maggiori, dagli altri ordini monastico-militari e dagli          stessi ordini religiosi tradizionali. Le loro caserme &#8211;          monasteri offrivano un riparo sicuro non soltanto alle          persone ma anche ai beni mobili, al denaro e agli oggetti          preziosi. Essi prestavano anche, a interessi leciti, sia          grosse somme (per esempio nel 1216 mille marchi d&#8217;argento          all&#8217;abbazia di Cluny), sia piccole somme ai contadini in          difficoltà svolgendo l&#8217;attività di piccole          casse rurali. D&#8217;altra parte è certo che sarebbe          difficile spiegare l&#8217;economia dell&#8217;Oriente latino, specie          per il XIII secolo, senza dare l&#8217;adeguata importanza al          trasferimento di grosse somme di denaro da parte dei          Templari.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Naturalmente è anche          comprensibile che questa ricchezza destasse in qualcuno          particolari desideri di impadronirsene; nella seconda          metà del XIII secolo un re d&#8217;Inghilterra, a mano          armata, si impadronì dei tesori privati depositati          presso il Tempio di Londra. Al tempo stesso risultava          difficile essere estranei non solo agli intrighi della          politica orientale, ma anche ai grandi scontri che si          delineavano in Occidente. Alcuni Templari, come molti          religiosi del tempo, furono anche impiegati dai sovrani come          funzionari regi; questi stessi sovrani, del resto,          esercitarono grosse pressioni sui Templari d&#8217;Occidente per          costringerli a battersi in difesa dei loro regni. Accanto          all&#8217;avarizia non mancavano accuse di superbia, fierezza          eccessiva, arroganza. Queste accuse erano d&#8217;altra parte          rivolte anche agli altri ordini monastico-militari. Nelle          discussioni, spesso inconcludenti, che si svolgevano in          Occidente per progettare nuove crociate e nuovi interventi          in difesa della Terrasanta vennero avanzate più volte          (per esempio dal re Carlo d&#8217;Angiò o da Ramon Lull)          progetti di una fusione di tutti questi ordini. Ma una tale          fusione era di fatto temuta dai sovrani delle &#8220;monarchie          nazionali&#8221; allora in piena fase di formazione e          affermazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Espressioni come &#8220;non          fidatevi del bacio di un templare&#8221; o &#8220;bere come un          templare&#8221;, diffusesi allora in Occidente, testimoniano la          diffusione delle critiche ai cavalieri dell&#8217;ordine, accusati          anche di essere avari nelle elemosine. Ma queste critiche,          spesso provenienti da cronisti o poeti legati ad ambienti          ostili come quello di Federico II, continuavano a essere          controbilanciate da posizioni favorevoli.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>7. La caduta del          Tempio</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Persa San Giovanni d&#8217;Acri,          l&#8217;ordine del Tempio trasferì la propria sede a Cipro,          dove fu eletto maestro, nel 1295, Jacques de Molay, un          cavaliere della contea di Borgogna. Nel 1300 furono anche          compiuti tentativi di controffensiva contro l&#8217;Egitto,          condotti insieme agli Ospedalieri; ma il tentativo          fallì per l&#8217;insufficienza delle forze navali a          disposizione. Fu questa l&#8217;ultima azione militare dei          Templari, mentre gli Ospedalieri mantennero alto il loro          prestigio con la riconquista di Rodi.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">De Molay cercava invece,          allora, di spingere il Papa Clemente V e il re di Francia          Filippo il Bello, suo grande elettore, ad organizzare una          crociata generale. Ma proprio in quegli anni una diffusa          campagna di accuse all&#8217;Ordine stava mettendosi in moto in          Francia, tanto che lo stesso maestro chiese a Clemente V di          aprire un&#8217;inchiesta. La proposta fu accolta dal Pontefice,          che pure si era in precedenza rifiutato di prestar fede alle          accuse.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Ma proprio questa decisione          papale dette il pretesto al re di Francia per far scattare          una generale improvvisa retata con l&#8217;arresto, in tutto il          regno, dei Templari (ottobre 1307) accusati di essere &#8220;lupi          nascosti da agnelli&#8221;, di &#8220;rinnegare Cristo, di sputare sulla          croce&#8221;, di legare l&#8217;investitura ad atti omosessuali.          L&#8217;operazione, ben organizzata, grazie all&#8217;effetto-sorpresa,          riuscì quasi perfettamente: solo una dozzina          riuscì a fuggire, mentre circa 550 furono gli          arrestati (13).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Filippo il Bello          tentò di spingere gli altri sovrani a iniziative          analoghe, ma tanto il re d&#8217;Inghilterra Edoardo II quanto il          re d&#8217;Aragona Giacomo II risposero rifiutando di credere alle          accuse e addirittura, il secondo, difendendo decisamente          l&#8217;Ordine. Violenta fu anche la reazione del Papa che          affermò, in concistoro, che la decisione del sovrano          era &#8220;un insulto contro di noi e contro la Chiesa          romana&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Ma il re procedette a          procurarsi le prove mediante confessioni &#8211; poche &#8211; estorte          con la tortura, qualche isolato cedimento o tradimento di          templari opportunisti, come Esquieu de Floryan (&#8220;una          canaglia&#8221;, secondo Demurger), o usciti in precedenza          dall&#8217;ordine anche per reazione ad abusi e corruzione che si          erano manifestati in alcune case, nonché su          testimonianze basate sul &#8220;sentito dire&#8221;: le accuse erano          generalmente di islamizzazione e idolatria.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Clemente V, un Papa debole e          malato, tentando di riprendere l&#8217;iniziativa nella questione,          ordinò l&#8217;arresto dei Templari in tutta la          Cristianità: i re si adeguarono, anche se quelli di          Castiglia e di Portogallo si piegarono solo dopo una seconda          bolla pontificia. Anche in Italia l&#8217;esecuzione fu tanto          lenta che la maggior parte dei cavalieri riuscì a          fuggire. L&#8217;arcivescovo di Ravenna, ad esempio, emanò          una sentenza del tutto assolutoria.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Gli atti dei vari processi,          compresi quelli francesi, ormai ampiamente studiati e          pubblicati, dimostrano che la stessa accusa trovava molta          difficoltà nel portare avanti, per la scarsità          di prove, il processo inquisitorio. Questo spinse Filippo il          Bello a superare ogni procedura giuridica, a portare a          termine un autentico &#8220;processo politico&#8221; e a far ardere i          roghi in tutto il suo regno. Un cronista del tempo,          raccontando le prime esecuzioni, quelle di Parigi, scrisse:          &#8220;Nessuno di loro &#8211; senza eccezioni &#8211; riconobbe i crimini che          venivano loro imputati, anzi rimasero irremovibili nel loro          diniego, ripetendo continuamente che erano condannati a          morte senza motivo e ingiustamente, fatto che molti poterono          constatare con grande ammirazione ed immensa          sorpresa&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong>***</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(1) Régine Pernoud,          <em>I Templari</em>, tr.it. di Ugo Cantoni, Effedieffe, Milano          1993; l&#8217;originale, col titolo <em>Les Templiers</em>, era          uscito a Parigi in prima edizione, per le Presses          Universitaires de France, nel 1974, ma la traduzione          è stata condotta sulla quinta edizione del          1992.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(2) Alain Demurger, <em>Vita          e morte dell&#8217;ordine dei Templari</em>, tr.it., Garzanti,          Milano 1988: il volume è raccomandabile anche per la          bibliografia ragionata che contiene.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(3) R. Pernoud, <em>I          Templari</em>,<em> </em>cit., p. 11.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(4) A. Demurger,          <em>op.cit.</em>, p. 8.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(5) Sui due volti della          modernità cfr. Massimo Introvigne, <em>Il cappello del          mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al          satanismo</em>, SugarCo, Milano 1990.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(6) Si veda, per un primo          approccio, la seconda parte del libro di Peter Partner,          <em>The Murdered Magicians. The Templars and Their Myth</em>,          Oxford University Press, Oxford 1982.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(7) Cfr. Aldo A. Mola, &#8220;Il          templarismo nella massoneria tra Otto e Novecento&#8221;, in <em>I          Templari: mito e storia</em>, Riccucci, Sinalunga 1989, pp.          259-278.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(8) Per non moltiplicare le          note, ci limitiamo ad indicare che, salvo indicazione          contraria, questo panorama sintetico è basato sulle          opere, eccellenti, della Pernoud e di Demurger, citate alle          note 2 e 3.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(9) La bibliografia sulle          crociate è sterminata. Il lettore può ora          giovarsi, per un orientamento, dei saggi raccolti in Franco          Cardini, <em>Studi sulla storia e sull&#8217;idea di crociata</em>,          Jouvence, Roma, 1993.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(10) Tra le varie traduzioni          del <em>Liber ad milites Templi de laude novae militiae</em> consigliamo quella di Franco Cardini, con ampia          introduzione, Volpe, Roma 1977.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(11) Anche su san Bernardo          la bibliografia è immensa. Il lettore desideroso di          approfondimenti potrebbe partire da Georges Duby, <em>San          Bernardo e l&#8217;arte cistercense</em>, tr.it., Einaudi, Torino          1982. Sul punto specifico, cfr. Jean Leclercq, &#8220;Saint          Bernard&#8217;s Attitude toward War&#8221;, in <em>Studies in Medieval          Cistercian History</em>, <em>Cistercian Studies</em> 24          (1976).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(12) Per questo paragrafo          cfr. anche Georges Bordonove, <em>La vita quotidiana dei          Templari nel XIII secolo</em>, tr.it., Rizzoli, Milano          1989.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">(13) Sul processo ai          templari lo studio migliore è quello di Michael          Barber, <em>The Trial of the Templars</em>, Cambridge          University Press, Cambridge 1978.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OFF-TOPIC: Un weekend in Germania]]></title>
<link>http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2009/09/21/off-topic-un-weekend-in-germania/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:01:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>biblitra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho appena trascorso un bellissimo fine settimana in Germania, da una mia cara amica. È stato stancan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho appena trascorso un bellissimo fine settimana in Germania, da una mia cara amica. È stato stancante dal punto di vista fisico, ma estremamente rilassante per la mia mente piena dei termini tecnici che avevo dovuto ricercare per la traduzione di un sito internet, settimana scorsa.</p>
<p>Sabato siamo state al <strong><a href="http://www.bad-muenster-ebernburg.de/index.php?site=home">mercato medievale di Bad Münster am Stein</a></strong>, vestendoci a tema e assistendo al <em>Ritterturnier </em>(&#8220;torneo di cavalieri&#8221;), con attori e <em>stuntmen </em>che simulavano una battaglia.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone" title="mercatino" src="http://img21.imageshack.us/img21/1183/p9190009m.jpg" alt="" width="320" height="240" /></p>
<p>Domenica, invece, ho seguito con la sua famiglia un campionato di karate a cui la mia amica partecipava&#8230; Quel miscuglio di parole tedesche e giapponesi ha messo davvero a dura prova la mia testa!! Il tutto si è concluso con una breve passeggiata tra le pittoresche vie di Idstein.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone" title="idstein" src="http://img19.imageshack.us/img19/605/p9200065c.jpg" alt="" width="240" height="320" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Top 20 da bufunfa nacional]]></title>
<link>http://debico.wordpress.com/2009/09/17/top-20-da-bufunfa-nacional/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:29:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>debico</dc:creator>
<guid>http://debico.wordpress.com/2009/09/17/top-20-da-bufunfa-nacional/</guid>
<description><![CDATA[Depois de postarmos aqui os jogadores mais bem pagos do mundo, chegou a hora de falar quais são os a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-4744 aligncenter" title="dinheiro2" src="http://debico.wordpress.com/files/2009/09/dinheiro2.jpg?w=300" alt="dinheiro2" width="300" height="295" /></p>
<p>Depois de postarmos aqui os jogadores mais bem pagos do mundo, chegou a hora de falar quais são <strong>os atletas brasileiros que mais ganham bufunfa</strong> com o mundo da bola.</p>
<p>Confira:</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4743" title="bra_bem_pagos" src="http://debico.wordpress.com/files/2009/09/bra_bem_pagos.jpg?w=266" alt="bra_bem_pagos" width="279" height="309" /></p>
<p>O interessante é que, nessa lista, ao menos metade não são jogadores que podem ser considerados craques &#8211; e muitos deles saíram escurraçados do país.</p>
<p><strong>Cris</strong> sempre foi contestado na zaga de Corinthians e Cruzeiro, mas é o 8º; <strong>Doni</strong> vivia tomando frango, mas como titular da Roma é o 10º da lista; <strong>Diego Cavalieri</strong> nem joga e ganha milhões; <strong>Thiago Neves</strong> optou pelo mundo árabe e está no Top 20.</p>
<p>Isso sem falar que ficou bem claro o porquê de <strong>Rivaldo</strong> ter escolhido, tal qual Felipão, ir para o Uzbequistão&#8230; é muita grana, meu povo!</p>
<p><strong>POSTADO POR ROJAS.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come i bambini]]></title>
<link>http://filippobonadiman.wordpress.com/2009/09/03/come-i-bambini/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 15:54:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filippo Bonadiman</dc:creator>
<guid>http://filippobonadiman.wordpress.com/2009/09/03/come-i-bambini/</guid>
<description><![CDATA[Il cantastorie presenta il mondo. Lo racconta attraverso la voce del vento dopo averlo osservato con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il cantastorie presenta il mondo. Lo racconta attraverso la voce del vento dopo averlo osservato con gli occhi del cielo, lo annusa con i verdi alberi in un turbinio di colori lo dipinge. I bambini affascinati lo ascoltano, si fanno scombinare i capelli da quella brezza che narra di avventure eroiche, di dame e cavalieri, di fantastici amori e di tragiche ma gloriose morti.</p>
<p>Alla fine negli sguardi affascinati di quei fanciulli, or che si sentono più ricchi per aver conosciuto qualcosa di più del mondo, lo stupore nel rendersi conto che la vita è così, una storia, dove ogni bambino può decidere di scrivere la propria. Ognuno può liberamente sognare di essere chi vuole, chi più lo affascina e chi più si sente di essere. E in quello stupore tutti i sogni dei bambini che or fermi e ancor sognanti provano a immaginarsi loro nei panni di antichi cavalieri, principesse o eroi morenti.</p>
<p>E  sullo sfondo si allontana il cantastorie, felice di aver trovato chi ancora lo ascolta. Felice di aver regalato un sogno a quei fanciulli ancor predisposti ad accettare questo dono. Fanciulli, lo stato interiore che a volte dimentichiamo di avere ancora.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Contro la cultura della morte]]></title>
<link>http://sicomorogiulianova.wordpress.com/2009/08/29/contro-la-cultura-della-morte/</link>
<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 06:29:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblichiamo la sintesi dell’intervento “Una battaglia per il futuro” di Carl Anderson, Cavaliere su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-621" title="meeting-rimini_large" src="http://sicomorogiulianova.wordpress.com/files/2009/08/meeting-rimini_large1.jpg?w=106" alt="meeting-rimini_large" width="106" height="150" />Pubblichiamo la sintesi dell’intervento “Una battaglia per il futuro” di Carl Anderson, Cavaliere supremo dei Cavalieri di Colombo e membro del Pontificio Consiglio per i Laici, oggi ospite al Meeting di Rimini. L&#8217;articolo sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Atlantide.</em><br />
Articlo tratto da <a href="http://www.ilfoglio.it">IlFoglio.it</a><br />
<strong>Chi di noi sta cercando di costruire una cultura</strong> della vita e una civiltà dell’amore, lo fa precisamente perché desideriamo vedere un giorno esaudita la grande promessa per tutti gli uomini racchiusa nell&#8217;idea dei diritti umani. Anche se a volte alcuni sembrano inclini a pensare che il movimento per la vita stia cercando di riportare indietro le lancette dell’orologio al tempo in cui l’aborto non era ancora stato legalizzato, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità.</p>
<p>Nel nostro lavoro per il rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani, anche i più indifesi, non abbiamo intenzione di guardare indietro o di ritornare al passato. Desideriamo piuttosto andare avanti, costruire una cultura nuova, in cui ci sia maggiore rispetto per ogni persona – ricco o povero, sano o malato, giovane o vecchio – e senza distinzione di razza o religione.</p>
<p>Recentemente mi è stato chiesto:  «Cosa vogliono quelli del movimento per la vita?». Parlando al posto mio, Giovanni Paolo II rispondeva già nella Evangelium Vitae, quando scriveva: «A tutti […] popolo della vita e per la vita, rivolgo il più pressante invito perché, insieme, possiamo dare a questo nostro mondo nuovi segni di speranza, operando affinché crescano giustizia e solidarietà e si affermi una nuova cultura della vita umana, per l’edificazione di un&#8217;autentica civiltà della verità e dell’amore».</p>
<p><strong>Partecipando alla Marcia per la vita di quest’anno in Canada</strong>, ho fatto presente che chi vive negli Stati Uniti e in Canada è fiero del proprio Paese e di ciò che esso ha fatto per promuovere una cultura dei diritti umani. Chi tra di noi sostiene una cultura della vita lo fa proprio per affermare la nostra lunga tradizione di diritti umani, per rinnovare il nostro impegno con quella tradizione e, soprattutto, per costruire su quella tradizione.</p>
<p>Ma, giustamente, ci chiediamo: come possiamo continuare a costruire un fondamento per i diritti umani, che sia stabile e duraturo, quando il diritto fondamentale – il diritto alla vita – è negato per legge ai più deboli e ai più vulnerabili tra noi, i bambini non nati? L’aborto legalizzato non promuove i diritti umani; al contrario, è una minaccia per l’intera nostra cultura dei diritti umani. Solo una cultura della vita è compatibile con una cultura dei diritti umani.</p>
<p>La morte non può mai essere una soluzione valida ai nostri problemi – sia essa la morte per aborto, per eutanasia o un suicidio medicalmente assistito. Una società che sceglie la morte come soluzione ai problemi sociali si renderà conto a lungo andare di aver scelto la soluzione finale per le proprie istituzioni democratiche.<br />
Ci chiediamo, perché il Canada e gli Stati Uniti hanno una percentuale di aborti più alta che in Francia, Germania, Spagna, Italia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Finlandia e Paesi Bassi? Pensiamo forse che il tasso di aborti nei nostri Paesi – che sono quasi doppie rispetto ad alcune di queste nazioni europee – sia un segno di progresso? O è invece un segno di fallimento?<br />
Dei governi che fossero impegnati per il bene comune di tutti, e autenticamente tesi a costruire una cultura dei diritti umani, dovrebbero trovare la strada per ridurre questo tasso di aborti estremamente alto.</p>
<p><strong>In effetti, in molte nazioni europee</strong> prima di poter praticare un aborto è richiesto un periodo di attesa o un consulto specialistico, o entrambe le cose. Negli Stati Uniti, benché in alcuni Stati sia previsto un periodo di attesa o un consulto, la procedura è in genere molto meno formale che nei Paesi europei. E a livello nazionale gli Stati Uniti non hanno una politica unitaria. In Canada si ottiene l’aborto su semplice richiesta.</p>
<p>C’è poco da meravigliarsi quindi se nella maggior parte delle nazioni europee il tasso di aborti è molto più basso che da questa parte dell’Atlantico. Naturalmente coloro che difendono la legalizzazione dell’aborto lo fanno sostenendo che l’unico valore da tenere in considerazione è la libertà di scelta. Ma questo è falso. Un valore molto più importante sta nel fare la scelta giusta.<br />
Sebbene le corti supreme di Stati Uniti e Canada abbiano stabilito che l’aborto è una scelta legale, ciò non significa che noi dobbiamo considerare l’aborto come una buona scelta e non possiamo continuare a ricorrere all’aborto sempre più raramente, fino al giorno in cui finalmente sapremo ribaltare quelle decisioni.<br />
Ognuno di noi ha la personale responsabilità di fare dell’aborto la scelta che nessuno farà. Possiamo far questo garantendo cure affettuose e risorse per il bambino ancora nel grembo e per la madre in difficoltà.</p>
<p>Il fondamento di tutta la nostra cultura dei diritti umani trae inizio da un comandamento basilare: non uccidere. E, a partire da ciò che non dobbiamo fare, sappiamo anche ciò che dobbiamo fare: amare il prossimo come noi stessi. Per noi questo significa la responsabilità di rispettare, amare e sostenere la vita di ogni persona. Solo così saremo veramente capaci di costruire una cultura dei diritti umani e della vita.</p>
<p><strong>L&#8217;uomo deve custodire l&#8217;uomo.</strong> Non dobbiamo ignorare la domanda che riecheggia attraverso la storia e si ripropone a noi oggi come agli inizi della società umana: «Sono forse il custode di mio fratello?». A questa domanda dobbiamo rispondere con un forte “sì”. Non esitiamo a pronunciare questo “sì”, perché sappiamo ciò che papa Giovanni Paolo II scrisse nella sua grande enciclica, Evangelium Vitae, che «Dio affida l’uomo all’uomo» , ci ha affidati gli uni agli altri. Senza questa dedizione reciproca è impossibile una autentica cultura dei diritti umani.<br />
Ciascuno di noi deve essere disposto a estendere questa dedizione a tutte le donne che si trovano ad affrontare una gravidanza difficile.</p>
<p>Dobbiamo essere disposti ad aiutarle a rendersi conto che esistono consultori familiari disponibili ad assisterle, che esiste anche la possibilità dell’adozione, e dobbiamo sostenere anche coloro che svolgono la preziosa opera fornita da tanti di questi centri e consultori.<br />
I Cavalieri di Colombo (Knights of Columbus) sanno cosa significhi prendere sul serio questa responsabilità. Quando ci siamo incontrati a Quebec City per la nostra convention internazionale annuale, i nostri delegati hanno approvato l’istituzione di una nuova Fondazione per la cultura della vita per assisterci nell’opera di costruzione della cultura della vita – una cultura che concretizzi nei nostri Paesi il fatto che «Dio ci ha affidati gli uni agli altri». La prima grande iniziativa della nuova Fondazione è stata quella di aiutare i centri di aiuto alla maternità negli Stati Uniti a equipaggiarsi di apparecchi ecografici, affinché le donne incinte che chiedono consiglio possano vedere con i propri occhi l’essere umano che Dio ha affidato loro.<br />
L’esperienza in molti centri per l’aiuto alla maternità degli Stati Uniti testimonia che quando alle donne incinte che stanno scegliendo l’aborto è data la possibilità di vedere fisicamente il loro bambino, oltre alle opportunità e al sostegno messo loro a disposizione, circa 3 su 4 scelgono la vita al posto dell’aborto.<br />
Noi speriamo che attraverso la nostra Fondazione per la cultura della vita sempre più donne possano scegliere per la vita e molte più vite possano essere salvate.</p>
<p><strong>Non dobbiamo mai lasciarci scoraggiare</strong> dalle difficoltà apparentemente insormontabili. Il nostro messaggio di vita, di speranza, ha trovato e trova ascolto. Col passare degli anni un numero sempre maggiore di americani ha abbracciato l’idea che l’aborto libero non sia la soluzione migliore.<br />
Recentemente la Pew Research Survey – una delle aziende statunitensi più quotate che si occupa di sondaggi di opinione – ha rilevato che per la prima volta in molti anni il consenso pubblico per l’aborto è diminuito significativamente.<br />
Dall’indagine, conclusasi lo scorso mese, risulta che meno del 50% degli americani è oggi favorevole all’aborto legalizzato: il 28% crede che l’aborto dovrebbe essere legale nella maggior parte dei casi, e solo il 18% è convinto che l’aborto debba essere legale in ogni caso. Solo il 46% degli Americani, quindi, ritiene che l’aborto dovrebbe essere legale, e di contro il 44% ritiene che esso dovrebbe essere illegale, con un 28% che lo considera tale nella maggior parte dei casi e un 14% che lo considera illegale sempre.</p>
<p><strong>Così, oltre 35 anni dopo la famigerata decisione</strong> della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Roe vs Wade, che ha riconosciuto la possibilità dell’aborto durante tutto l’arco della gravidanza, l’effetto di questa decisione non ha più il supporto della maggioranza degli americani. Se sommiamo il 28% (che lo considera illegale in alcuni casi), l’altro 28% (che lo considera illegale nella maggior parte dei casi), e il 16% (che lo considera illegale in tutti i casi), risulta che il 72% desidera significative restrizioni all’aborto. Il 72% non è favorevole a ciò che Roe ci ha lasciato. E questo fallimento si verifica nonostante gli sforzi di tanti media, che presentano solo un aspetto del problema, e l’insistenza di tanti politici sul fatto che l’aborto legalizzato è una legge acquisita e non più una questione politica.<br />
A mio parere questi dati fanno capire che sulla questione del diritto alla vita abbiamo molti più alleati di quanto pensiamo, e che ci sono sicuramente molte più persone disposte ad ascoltarci se sappiamo prospettare una alternativa positiva, pro-life, all’aborto e alle altre minacce contro la vita umana.<br />
Non dobbiamo cedere nella difesa della vita. Possiamo costruire – e stiamo costruendo – una nuova maggioranza a favore della vita. Lavorando assieme e portando il nostro esempio di amore al prossimo, sono convinto che potremo costruire una nuova cultura della vita, non solo in Canada e negli Stati Uniti, ma in tutto il Nordamerica. Assieme possiamo costruire un solido fondamento per una genuina cultura dei diritti umani. E non dobbiamo mai dimenticare che ogni vita salvata è una vittoria incommensurabile. Se tutti i nostri sforzi uniti potessero salvare anche solo una vita umana, ne varrebbe la pena. Ma noi ne abbiamo salvate migliaia e, se Dio vorrà, ne salveremo altre migliaia.</p>
<p>© 2009 &#8211; FOGLIO QUOTIDIANO</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Templaria, lo spettacolo del Medioevo]]></title>
<link>http://moniaorazi.wordpress.com/2009/08/18/templaria-lo-spettacolo-del-medioevo/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 14:58:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>moniaorazi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roberto Giacobbo sta diventando di casa nelle Marche.  Il conduttore di Voyager, la trasmissione di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-115" title="templaria 132" src="http://moniaorazi.wordpress.com/files/2009/08/templaria-132.jpg" alt="templaria 132" width="360" height="480" /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Giacobbo">Roberto Giacobbo</a> sta diventando di casa nelle Marche.  Il conduttore di  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voyager_-_Ai_confini_della_conoscenza">Voyager</a>, la trasmissione di Rai Due dedicata ai misteri ed agli enigmi  che la storia ha lasciato irrisolti, ogni tanto si fa vedere in regione,  e precisamente a Civitanova, dove risiede il suo amico <a href="http://www.lapiramidedicheope.it/home.html">Elio Diomedi</a>, un  appassionato di storia, in particolare egizia che ha elaborato una  <a href="http://www.documentarychannel.it/cheope/cheope_scheda.html">teoria</a> tutta sua per spiegare la costruzione delle piramidi, che viene  ritenuta attendibile dagli studiosi e anche da Giacobbo.</p>
<p>Diomedi si è  ispirato proprio agli uomini di mare della sua città, osservando i gesti  che fanno mentre trascinano le barche in mare, per capire come gli  antichi avessero potuto trasportare le pietre pesanti diverse tonnellate  per lunghe distanze, per poi assemblarle, dando vita a quella meraviglia  che sono le piramidi. Il nucleo centrale del suo pensiero è che  attraverso supporti a rotolamento, sia stato possibile trascinare i  lastroni.</p>
<p>Giacobbo è stato ospite a Civitanova Alta, lo scorso anno  insieme a<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zahi_Hawass"> Zahi Hawass</a> il sovrintendente alle antichità egizie, ed  insieme hanno spiegato le ultime novità sulle ricerche portate avanti  dal famoso archeologo, volte a svelare i tanti misteri ancora nascosti  da secoli di oblio, cercando tombe come quella di Cleopatra. In quella  occasione, Giacobbo aveva anche menzionato la teoria di Diomedi, di cui  rivendicava la paternità uno studioso francese, mentre il conduttore  aveva evidenziato l&#8217;assoluta indipendenza del pensiero dell&#8217;appassionato  civitanovese.</p>
<p>Proprio grazie a Diomedi, il sindaco di <a href="http://www.comune.castignano.ap.it/">Castignano </a>(Ap), Corradetti, è  entrato in contatto con Giacobbo che è diventato il consulente  scientifico di <a href="http://www.templaria.it/">Templaria</a>, la festa dedicata all&#8217;epoca dei cavalieri con  la croce rossa, difensori del tempio di Gerusalemme, protagonisti  dell&#8217;epopea delle crociate. Domenica sera, dal palco di piazza San  Pietro a Castignano Giacobbo ha ricordato la sua amicizia con Diomedi e  le frequentazioni a Civitanova.</p>
<p>L&#8217;autore e conduttore televisivo ha poi  illustrato al pubblico<strong> le ipotesi relative al tesoro dei cavalieri  Templari</strong>, che portano anche da queste parti. Da Gerusalemme, era facile  far arrivare sulle sponde dell&#8217;Adriatico, “con un accesso protetto”, le  antiche vestigia custodite dai cavalieri soppressi dal re di Francia  Filippo il Bello nel 1314. Sono passati quasi settecento anni, tanti sono i misteri ancora da svelare.</p>
<p>A Castignano esiste <strong>via dei Templari</strong>, ma come ha  ricordato Giacobbo, sono numerose le tracce del passaggio dei cavalieri  in molti paesi marchigiani. Castignano era un avamposto fondamentale,<strong> nel transito dall&#8217;Adriatico a Roma</strong>, dei pellegrini che si imbarcavano per la Terra santa. Altre tracce importanti portano a<strong> Loreto</strong>, sin dentro le mura della<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Loreto_%28AN%29"> Santa Casa.</a> Sarebbero stati i cavalieri  del Tempio a smontarla mattone per mattone e a portarla via da  Gerusalemme, quando la situazione era diventata insostenibile. Dopo  diverse tappe, l&#8217;avrebbero rimontata pezzo per pezzo, scucendo  all&#8217;interno dei mattoni le tipiche croci rosse inserite sul petto, nel  bianco della loro veste. <strong>Frammenti di stoffa rossa,</strong> sono stati mostrati  da Giacobbo, in uno dei quattro filmati proiettati durante la serata.</p>
<p>Giacobbo ha spiegato anche l&#8217;affascinante ipotesi, per cui<strong> L&#8217;Aquila,  città fortezza dai cento castelli,</strong> costruita in modo innovativo per  l&#8217;epoca, potrebbe essere stata pensata per<a href="http://www.abruzzopedia.com/laquila-templari-celestino-v"> custodire i segreti dei  Templari</a> (basilica di Collemaggio), all&#8217;epoca di papa <strong>Celestino V.</strong> Lo stesso papa avrebbe  rinunciato al suo incarico, “perchè avrebbe avuto un impegno molto più  importante, rispetto alla carica pontificia”, come ha detto il  conduttore, probabilmente legato alle vicende dei cavalieri.</p>
<p>Altre  tracce del tesoro dei templari, portano dritte in Scozia, nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Rosslyn"><strong>cappella  di Rosslyn</strong></a>, e direttamente in Canada, nella sperduta isola di <strong>Oak  Island</strong>, in cui esiste<a href="http://mmmgroup.altervista.org/i-oak.html"> un pozzo</a> costruito in modo particolare, il cui  contenuto non è ancora stato disvelato. In questi giorni, a Templaria,  lungo la via dedicata ai cavalieri saranno proiettati i 4 filmati che  raccontano le ultime scoperte sul tesoro dei Templari, della cui  leggenda si alimentano ancora scrittori e narratori, il cui mistero  lungi dall&#8217;essere svelato è uno di quelli che più affascinano il  pubblico.</p>
<p><strong>Templaria, che quest&#8217;anno compie 20 anni,</strong> per quattro giorni  trasforma il piccolo borgo di Castignano, in un perfetto teatro  medievale a cielo aperto, che racconta ai migliaia di spettatori che lo  prendono d&#8217;assalto, i misteri di quei secoli così lontani, ma ricchi di  suggestioni. Templaria si svolge fino al <strong>19 agosto.</strong> Per info: sito  internet: <a href="http://www.templaria.it/">www.templaria.it</a> <a href="http://www.templaria.it/">&#60;http://www.templaria.it/&#62;</a> &#8211; e-mail:  <a href="mailto:info@templaria.it">info@templaria.it</a> <a href="mailto:info@templaria.it">&#60;mailto:info@templaria.it&#62;</a><br />
Pro Loco Castignano: tel. 0736.822060 / 0736.821432 / 328.2247700 &#8211; fax:  0736.822060</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chi furono i templari? ]]></title>
<link>http://dimzero.wordpress.com/2009/08/07/chi-furono-i-templari/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 21:48:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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<description><![CDATA[da il giornale 2 settembre 2005 Nella premessa che AlainDemurger, storico dell’Università di Parigi,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>da<em> il giornale</em> 2 settembre 2005</p>
<p>Nella premessa che AlainDemurger, storico dell’Università di Parigi, fa alla sua opera <em>Vita e morte dell’ordine dei templari</em>: «Lo storico non si occupa solamente del vero, ma anche del falso quando sia stato creduto vero; si occupa pure dell’immaginario e del sogno. Soltanto, si rifiuta di confonderli».</p>
<p>Chi furono i templari? Nati a,Gerusalemme all’inizio del XII secolo, all’indomani della primacrociata, furono insieme monaci e guerrieri. Ovvero uomini d’arme che scelsero di condurre una vita lontana dalla vanagloria del mondo: rinunciavano ai vestiti, alle proprie armi e al proprio cavallo per ricevere quelli che il granmaestro avrebbe dato loro. Praticavano cioè un’obbedienzacompletasinoai gestipiùquotidiani,e severe punizioni colpivano chi rompeva la regola del silenzio o ritardava l’esecuzione dell’ordine di un superiore. Elementicomuni nel monachesimo, questi, ma resi piùvitaliperviadeldifficilecompitocheitemplariavevanoliberamente assunto: proteggere i pellegrini e gli stati crociati di</p>
<p>Terrasanta.Incoppiaoinsquadroni, i templari pattugliavano lestradedellaPalestinaperrenderle sicure dagli attacchi mu sulmani.</p>
<p>In questo quadro le normeseverissimecirca il silenziodiventano più chiare: in ogni casatemplareil capitolo giornaliero &#8211; ovvero la riunione dei «fratelli» con i gradi più alti &#8211; prendeva decisioni operative e tattiche (itinerari, rifornimenti, dislocazione delle forze) di cui il nemiconondovevainalcunmodo venire a conoscenza.</p>
<p>La Chiesa riconobbe ufficialmentel’ordine nel1129.Daalloralasuaespansionefuenorme: verso la fine del XIII secolo vi erano centinaia dimagionitemplari</p>
<p>dalla Terrasanta alla Spagna,passando per l’Italia, la Germania, l’Inghilterra e soprattutto la Francia. In effetti, puressendounordine«internazionale quello templare era sortoper l’opera diuncavaliere di Francia, Ugo di Payns nella Champagne francese, anche se molti con troppa fantasia pretendono venisse da altre parti.</p>
<p>Cosa sorreggeva una simile potenza? Sul piano spirituale e giuridicol’esperimentodeitemplarierastato aiutatodaunpiccolo, grande monaco cistercense:</p>
<p>san Bernardo, che negli anni Trenta del XII secolo scrisse (dietro richiesta di uno dei primi templari che era poi un suo zio), una piccola opera a favore delnuovoordine.Laintitolò <em>Elogio della nuova cavalleria</em>, e fu un<em>bestseller </em>formidabile,ancora usato dalle guardie svizzere del papa sino al secolo scorso.</p>
<p>In poche, densissime pagine, Bernardo visitò idealmente i Luoghi Santi (dal Santo Sepolcro al Giordano,da Betlemmea Nazareth) per illustrare ai «poveri</p>
<p>cavalieri di Cristo» il senso della Terra Santa e della loro azione. Sì, perché un senso doveva esserci in quel mulinare le armi a favore dei fratelli e della fede. Il templare viveva infatti nella sua persona la tremenda tensione scaturita dal crogiolo dellaprimacrociata.Ecco le parole di Bernardo: «Quando uccide un malfattore, non deve essere reputato un omicida ma, per così dire,un malicida».«Malicidio»? Un’espressione fortissima. Il santo incitava al massacro come troppo spesso siripete,distorcendolo?No,perché Bernardo prosegue con queste parole: «Non si dovrebbero uccidere neppure i pagani qualoracifosseunamanieradiversa per impedir loro di opprimere i fedeli». Dunque l’opera dei templari era graditanongià per il sangue versato, ma perchéilsanguesparsoeral’ineluttabilepertugioattraversoilquale passare per proteggere i fratelli nella fede e permettere loro di visitare i Luoghi Santi. Una guerra giusta e, insieme, una guerra santa, perché il templare purificava la sua anima con preghiereedigiuni(noneccessivi però, come specificava la regola: altrimenti come avrebbe potuto combattere?) e poteva così sperare nel Paradiso quando la mano della morte l’avesse afferrato.</p>
<p>Preghiera e combattimento: eccoilpanequotidiano dei templari. Ma non solo: infatti la vastità delle loro proprietà li portò a sviluppare un’efficace gestione patrimoniale, cui si affiancava l’attività di banchieri. fortissima. Il santo incitava al massacro come troppo spesso siripete,distorcendolo?No,perché</p>
<p>Bernardo prosegue con queste parole: «Non si dovrebbero uccidere neppure i pagani qualoracifosseunamanieradiversa per impedir loro di opprimere i fedeli». Dunque l’opera dei templari era graditanongià per il sangue versato, ma perchéilsanguesparsoeral’ineluttabilepertugioattraversoilquale passare per proteggere i fratellinella fedeepermettereloro di visitare i Luoghi Santi. Una guerra giusta e, insieme, una guerra santa, perché il templare purificava la sua anima con preghiere e digiuni(non eccessivi però, come specificava la regola: altrimenti come avrebbe potuto combattere?) e poteva così sperare nel Paradiso quando la mano della morte l’avesse afferrato.Preghiera e combattimento:ecco il pane quotidiano dei templari.</p>
<p>Ma non solo: infatti la vastità delle loro proprietà li portò a sviluppare un’efficace gestione patrimoniale, cui si affiancava l’attività di banchieri.<em></em></p>
<p><em> La «benedizione» di San Bernardo e le ricchezze requisite da Filippo il Bello</em></p>
<p>Da secoli gli europei avevano affidato ai monaci, «poveri» per definizione, la tutela dei propri beni: e chi avrebbe potuto farlo meglio di monaci che erano insieme dei militari? L’ordine divenne così il tesoriere di conti, re e papi, sino a essere ricco, troppo ricco.Eall’inizio del XIV secolo qualcuno pensò bene di prendersi tutta quella ricchezza: fu il re diFranciaFilippoIVil Bello, che li pugnalò alle spalle arrestandoli in massa e bruciandone qualcuno. Le accuse? Avidità, lussuria, eresia. Da allora si ripetono senza posa, nonostante siano fondamentalmente false.</p>
<p>Ma la storia Conosce anche questo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Capua(Ce)- 24/ 26 Luglio 508° Rievocazione storica del "Sacco di Capua"]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2009/07/24/capuace-24-26-luglio-508%c2%b0-rievocazione-storica-del-sacco-di-capua/</link>
<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 14:03:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
<guid>http://altocasertano.wordpress.com/2009/07/24/capuace-24-26-luglio-508%c2%b0-rievocazione-storica-del-sacco-di-capua/</guid>
<description><![CDATA[Capua(Ce)- Nel 508° Anniversario del “Sacco di Capua”, la Pro Loco rievoca il triste evento che vide]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Capua(Ce)- Nel 508° Anniversario del “Sacco di Capua”, la Pro Loco rievoca il triste evento che vide]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[le tre lettere]]></title>
<link>http://dimzero.wordpress.com/2009/07/24/le-tre-lettere/</link>
<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 10:00:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandro</dc:creator>
<guid>http://dimzero.wordpress.com/2009/07/24/le-tre-lettere/</guid>
<description><![CDATA[di Umberto Cardini, Ecco le tre lettere ritrovate e le ricerche sul Graal MANOSCRITTO 1 A Richard de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Umberto Cardini, Ecco le tre lettere ritrovate e le ricerche sul Graal</p>
<p>MANOSCRITTO 1<br />
A Richard de Vichiers da Roncelin de Fos<br />
Mio caro fratello in Cristo,<br />
qui ad Acri, posso oggi scriverti per riferirti il successo della missione<br />
che mi affidasti il giorno della nascita del Nostro Signore nell&#8217;anno 1243<br />
quando il diacono dei Buoni Uomini, Pierre Bonnet, giunse alla nostra Casa e<br />
chiese il nostro aiuto per proteggere il loro Tesoro.<br />
Tu mi affidasti l&#8217;impegno di accompagnare e scortare le Buone Dame e la loro<br />
Reliquia al nostro Tempio e consegnarla segretamente a tuo fratello.<br />
Partii la sera stessa dalla nostra casa di Pieusse e fui guidato dal Buon<br />
Uomo Bonnet fino alla grotta fortificata di Niaux, dove protette da un Buon<br />
Uomo trovai sette Buone Dame.<br />
La notte stessa ci separammo: mentre i due Buoni Fratelli continuavano il<br />
loro cammino per nascondere il resto del loro tesoro, le dame viaggiarono,<br />
protette da me, su un carro con la Reliquia di Giuseppe.<br />
Seguendo il tuo suggerimento, per confondere gli eventuali inseguitori non ci<br />
dirigemmo verso i nostri porti del Mediterraneo ma andammo fino a La Rochelle dove ci imbarcammo per Bari; ritenni infatti più prudente sbarcare in Terra Santa proveniente dalla Sicilia e non dalla Francia.<br />
Alcuni mesi dopo, nonostante la tragica notizia della caduta di Gerusalemme<br />
decidemmo di imbarcarci da Bari per la Terra Santa ma quando sbarcammo ad Acri sapemmo della tragedia: un mese prima le forze cristiane erano state<br />
massacrate a La Forbie, dove perì anche il nostro Gran Maestro Armand, che<br />
Dio lo abbia in gloria; la speranza di recuperare Gerusalemme era perduta.<br />
Arrivato, fortunatamente, seguii di nuovo il tuo consiglio: invece di<br />
rivolgermi al Gran Maestro mi rivolsi direttamente a tuo fratello Renaud e<br />
questi, quando seppe di cosa si trattasse, mi fece giurare di non farne<br />
parola al nuovo Gran Maestro, Richard de Bures, uomo molto amico (e secondo tuo fratello prezzolato) del signore di Tiro, Filippo Montfort, nipote di quel Simone che sta combattendo contro i Buoni Uomini.<br />
La crociata contro il conte di Tolosa, mi spiegò tuo fratello, è stata<br />
scatenata da forze malvagie per impossessarsi della Reliquia di Giuseppe e<br />
tuo fratello sospetta addirittura che la nomina del Gran Maestro sia stata<br />
favorita da queste forze per recuperare altri potenti oggetti che noi<br />
Templari proteggiamo, custodiamo e nascondiamo dai nemici perché non siano rivelati prima dall&#8217;ora designata.<br />
Tuo fratello si rivolse invece ad un altro fratello, Guillaume de Sonnac, di<br />
cui aveva assoluta fiducia; la tremenda situazione in cui si trovano oggi i<br />
cristiani sotto gli attacchi di Satana è dimostrata dal fatto che tuo<br />
fratello decise, con l&#8217;avvallo di Guillaume, di chiedere aiuto agli infedeli,<br />
ai seguaci del Saggio della Montagna.<br />
Per calmare i miei scrupoli per questa alleanza con i nemici, non solo mi<br />
convinse che il Saggio era più amico nostro che il Montfort, ma mi mostrò un<br />
documento straordinario: in esso il nostro fondatore racconta che alla sua<br />
morte il Saggio della Montagna gli aveva inviato un sigillo di grande poteremagico chiedendogli di nasconderlo e proteggerlo dai seguaci di Satana;<br />
perplesso il nostro fondatore era partito per la Francia per consegnarlo al<br />
santo uomo che ha redatto la nostra regola. Ma il santo abate ebbe parole di<br />
onore per il Saggio e ordinò al nostro fondatore di custodire questo oggetto.<br />
Sappi che il sigillo e la documentazione alla morte del nostro Gran Maestro<br />
Armand, che Dio lo abbia in gloria, sono stati nascosti da tuo fratello e da<br />
Guillaume che temono le trame del Montfort. Tale sono gli intrighi di Satana<br />
che per difendersi bisogna essere &#8220;prudenti come serpenti&#8221;.<br />
I seguaci del Saggio della Montagna, contattati da tuo fratello<br />
accompagnarono lui, me e le sette Buone Dame fino alla Valle di Mosè.<br />
Lì vidi una meraviglia che mi lasciò senza fiato: una montagna in cui sono<br />
stati scolpiti e scavati templi e palazzi e chiese e tombe.<br />
Lì i seguaci del Saggio ci guidarono ad un altare scavato sul fianco della<br />
montagna sulla cima del quale era inciso un simbolo che ti disegno:<br />
(<em>Il disegno è quello del simbolo dell&#8217;infinito; ognuno dei due cerchi<br />
contiene il simbolo di un otto; ognuno dei quattro cerchi degli otto contiene<br />
un punto spesso. N.d.E.</em>)<br />
I seguaci del Saggio ci mostrarono come l&#8217;altare può aprirsi: è necessario<br />
introdurre contemporaneamente in ognuno dei quattro buchi al centro dei<br />
cerchi un medaglione dalla foggia curiosa.<br />
Consegnarono quindi una di queste chiavi a ciascuna delle sette Buone Dame<br />
che deposero nella tomba la Reliquia di Giuseppe.<br />
Voglia Dio che resti per sempre nascosta e protetta dagli attacchi di Satana<br />
fino all&#8217;ora designata per la sua rivelazione, nonostante una possibile<br />
minaccia. Una delle sette Buone Dame fu infatti catturata dal signore di Tiro<br />
e torturata a morte, che Dio abbia pietà della sua anima. Il signore è venuto<br />
quindi in possesso di una delle chiavi ed è a conoscenza del ruolo di tuo<br />
fratello, mio e dei seguaci del Saggio a fargli perdere per sempre la<br />
reliquia per la quale la sua famiglia ha versato tanto sangue innocente.</p>
<p>MANOSCRITTO 2<br />
A Richard de Vichiers da Roncelin de Fos<br />
Mio caro fratello in Cristo, devo scriverti notizie dolorose e che straziano il mio ed il tuo cuore.<br />
Forse ti è già giunta la notizia della tragica morte di tuo fratello, che Dio<br />
lo abbia in gloria, insieme a malevoli commenti.<br />
Sappi che tuo fratello è immune delle macchie di cui è accusato: la sua sola<br />
colpa è quella di aver seguito il compito che ci era stato affidato dal<br />
sant&#8217;uomo Bernando che scrisse la nostra regola e ci impose di proteggere,<br />
custodire e nascondere dai nemici di Dio e dai servi di Satana quegli oggetti<br />
potenti che non devono essere rivelati prima dall&#8217;ora designata.<br />
Quando Re Luigi sbarcò a Cipro si crearono subito degli scontri nella<br />
gestione delle operazioni tra il Re che voleva agire immediatamente e i<br />
nobili locali (tra cui il nostro Gran Maestro Guilleume) che suggerirono<br />
prudenza. Lo scontro divenne più duro quando il re ordinò al Gran Maestro di cessare le trattative col sultano di Damasco.<br />
La campagna in Egitto del Re, fu una follia militare e causò la morte del<br />
nostro Gran Maestro Guilleume, che Dio lo abbia in gloria, e si concluse con<br />
la cattura del Re.<br />
Liberato il Re e tornato ad Acri, Luigi, istigato da Filippo Montfort,<br />
pretese che il maresciallo del Tempio, Ugo di Jouy, il quale aveva trattatocol sultano per ordine del Gran Maestro Guilleume, venisse rimosso e bandito<br />
dalla Terra Santa. Tuo fratello fu costretto a cedere ed Ugo divenne maestro<br />
in Catalogna.<br />
Quando il Re lasciò Acri e tornò (finalmente!) in Francia, Filippo Montfort<br />
colpì di nuovo: i suoi seguaci nel Capitolo, nel corso di una deliberazione<br />
segreta, deposero tuo fratello.<br />
Due giorni dopo, tuo fratello fu trovato ucciso.<br />
Non ho dubbi su chi abbia mosso la mano dei sicari.<br />
Come non ho dubbi su chi ha fatto girare voci sui rapporti tra tuo fratello e<br />
i mussulmani.<br />
È vero che tuo fratello da sempre ebbe stretta collaborazione con i seguaci<br />
del Saggio della Montagna, ma io, che fui il suo amico e il suo servitore, ti<br />
giuro che il suo obbiettivo in ciò era difendere la Terra Santa e seguire il<br />
compito segreto affidato a noi dal sant&#8217;uomo Bernardo.<br />
E sappi che tuo fratello mi insegnò che noi, i Buoni Uomini e il Saggio della<br />
Montagna in questo santo compito siamo stati da sempre alleati.<br />
Sappi dunque che tuo fratello è morto per compiere il nostro compito segreto ed è stato ucciso dall&#8217;uomo della stirpe che Satana ha generato sulla terra<br />
per recuperare quegli oggetti di potere che non devono essere rivelati prima<br />
dall&#8217;ora designata.</p>
<p>MANOSCRITTO 3<br />
A Richard de Vichiers da Roncelin de Fos<br />
Mio caro fratello in Cristo, mi sembra doveroso farti sapere che tuo fratello è stato vendicato.<br />
Alcuni giorni fa un seguace del Saggio della Montagna, fingendosi un<br />
convertito al cristianesimo entrò nella cappella dove Filippo di Tiro e suo<br />
figlio Giovanni stavano pregando e pugnalò entrambi.<br />
Giovanni è sopravvissuto mentre l&#8217;anima di Filippo ha raggiunto il suo<br />
sovrano Satana.<br />
Si dice qui che la mano è stata armata dal sultano dell&#8217;Egitto ma io credo<br />
che il Saggio abbia voluto vendicare il suo fratello e proteggere<br />
ulteriormente il segreto della reliquia di Giuseppe.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[38° Equiraduno Nazionale FITETREC-ANTE]]></title>
<link>http://sosaquila.wordpress.com/2009/07/21/38%c2%b0-equiraduno-nazionale-fitetrec-ante/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 21:22:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ben Leva</dc:creator>
<guid>http://sosaquila.wordpress.com/2009/07/21/38%c2%b0-equiraduno-nazionale-fitetrec-ante/</guid>
<description><![CDATA[Foto by Pasquale Spinelli Ancora una volta possiamo inchinarci di fronte a tutte le persone che hann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-54" title="rDSC_1133" src="http://sosaquila.wordpress.com/files/2009/07/rdsc_1133.jpg?w=300" alt="rDSC_1133" width="300" height="200" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Foto by Pasquale Spinelli</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;">Ancora una volta possiamo inchinarci di fronte a tutte le persone che hanno contribuito al progetto, ci siamo riusciti, sembra incredibile, ma il progetto S.O.S. Aquila ha raggiunto il primo obiettivo ed ha fatto consegnare 18 camion di generi di prima necessità, ovviamente questo è il riassunto, in quanto i camion sono partiti l&#8217;11 aprile, 5 giorni dopo il sisma. Oggi dobbiamo ringraziare tutti coloro che si sono prodigati a lavorare volontariamente per questop progetto, ma sopratutto dobbiamo informare tutti coloro che hanno partecipato, che siamo stati riconosciuti bda Bruxelles attraverso la consegna di tre targhe di riconoscimento per l&#8217;impegno avuto nel organizzare il progetto S.O.S. AQUILA, nel sostenere ed aiutare la popolazione europea dell&#8217;Aquila. La consegna delle targhe è avvenuta il giorno 19 luglio, presso Campo Felice, nel Comune di Lucoli a L&#8217;Aquila, durante il 38° Equiraduno FITETREC-ANTE, che ha raccolto fondi per proseguire con il progetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è finita qui, abbiamo bisogno del vostro aiuto, il reportage fotografico del raduno, è stato pubblicato in un libro di 120 pagine contenente 324 fotografie, che rappresentano le emozioni bvissute dai 500 cavalieri che hanno cavalcato l&#8217;onda della solidarietà dal 15 al 19 luglio a L&#8217;Aquila. Se volete contribuire ancora, potete acquistare l&#8217;opera, ma vi consigliamo prima di sfogliare le 120 pagine, cliccando sulla copertina. GRAZIE, GRAZIE,GRAZIE, questa traga è per tutti voi, chi ha aiutato, e chi è venuto ai punti di raccolta e ha donato il proprio tempo, e i generi di prima necessità.</p>
<p style="text-align:left;">
<div id="attachment_55" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.lulu.com/preview/album-di-fotografie-di-lulustudio/cavalieri-nel-cuore---38%C2%B0-equiraduno-fitetrec-ante/7423899" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-55" title="copertina" src="http://sosaquila.wordpress.com/files/2009/07/copertina.gif?w=300" alt="Clicca sulla copertina per sfogliare il libro" width="300" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sulla copertina per sfogliare il libro</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA['Premio Citta' dei Cavalieri di Malta 2009' a Negroamaro]]></title>
<link>http://chesuno.wordpress.com/2009/07/20/premio-citta-dei-cavalieri-di-malta-2009-a-negroamaro/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 09:32:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>chesuno</dc:creator>
<guid>http://chesuno.wordpress.com/2009/07/20/premio-citta-dei-cavalieri-di-malta-2009-a-negroamaro/</guid>
<description><![CDATA[Il gruppo rock dei &#8216;Negroamaro&#8217; è tra i vincitori della terza edizione del &#8216;Premio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il gruppo rock dei &#8216;Negroamaro&#8217; è tra i vincitori della terza edizione del &#8216;Premio Citta&#8217; dei Cavalieri di Malta 2009&#8242; la cui cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 25 luglio nel Parco comunale di Trinitapoli.</p>
<p>Alla band pugliese dei &#8216;Negroamaro&#8217;, composta dai salentini Giuliano Sangiorgi (voce e chitarre), Emanuele Spedicato (chitarre), Ermanno Carlà (basso), Danilo Tasco (batteria), Andrea Mariano (pianoforte e sintetizzatori) e Andrea De Rocco (campionatore), è stato assegnato il premio anche per un loro arrangiamento della canzone &#8216;Meraviglioso&#8217; di Domenico Modugno.</p>
<p>Alla manifestazione seguirà la Notte Bianca che prevede l&#8217;apertura straordinaria di negozi nelle ore notturne e l&#8217;esibizione di vari artisti in spettacoli di musica e danza.</p>
<p>Il premio è promosso dal Comune di Trinitapoli, con la direzione artistica di Michele Placido e Gino Russo.</p>
<p> Fonte:<br />http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=45891</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[38° EQUIRADUNO NAZIONALE - CAVALIERI NEL CUORE]]></title>
<link>http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/2009/07/20/38%c2%b0-equiraduno-nazionale-cavalieri-nel-cuore/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 08:17:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ben Leva</dc:creator>
<guid>http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/2009/07/20/38%c2%b0-equiraduno-nazionale-cavalieri-nel-cuore/</guid>
<description><![CDATA[Bastava guardare l’orizzonte per notare un biscione lungo e tortuoso, dove ogni tanto spuntava un ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-807" title="BEN99229" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben99229.jpg?w=300" alt="BEN99229" width="300" height="200" />Bastava guardare l’orizzonte per notare un biscione lungo e tortuoso, dove ogni tanto spuntava un vessillo sventolante, che recava questa scritta: FITETREC-ANTE. Tanti cavalieri, che dopo aver valicato i confini de L’Aquila, hanno percorso diverse tratte, per giungere nella quiete del paradiso naturale di Campo Felice, nel Comune di Lucoli. Un colpo d’occhio affascinante, caratterizzato da fondi erbosi e strade ghiaiose, che dopo essersi inerpicate in collina, scendono docili verso valle.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-808" title="BEN97554" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben97554.jpg?w=300" alt="BEN97554" width="300" height="200" />Dalla musica ronzante dell’autoradio, e il chiacchiericcio dei passeggeri, una volta scesi dai mezzi di trasporto, c’è stato un attimo di sconcerto, un silenzio ultraterreno, una voce possente ma silenziosa; quasi a voler sottolineare il rispetto per una popolazione terremotata, che tutto si sarebbe aspettato, ma mai una scena da film western, caratterizzata da più di trecento cavalli e cavalieri. Un fiume di brave persone, chi dentro ad una tenda, con il capo che faceva capolino, per placare la curiosità di quel rumore ritmico degli zoccoli dei cavalli, chi in sella, che dopo aver guardato la scritta Ministero dell’Interno stampata sulle tende da campo di colore blu, dopo la centesima volta, ha cominciato a capire l’entità del dramma dovuto al sisma.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-809" title="BEN97796" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben97796.jpg?w=300" alt="BEN97796" width="300" height="200" />Un paesaggio meraviglioso, bisogna proprio dirlo: tesoro d’Abruzzo. La possibilità per lo sguardo di fuggire lontano, e poter godere di sfumature verdi, di una natura incontaminata, un luogo per ritrovare se stessi, dove poter dare sfogo ai cavalli, che appena odorato il fresco del terreno, hanno sentito l’istinto spronarli, verso i sentieri montani di avvicinamento al 38° Equiraduno Nazionale.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-810" title="BEN97993" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben97993.jpg?w=300" alt="BEN97993" width="300" height="200" />Una vera e propria avventura, sia per riuscire ad organizzarla, sia per portarla al traguardo. Un riconoscimento particolare va dato a tutti coloro che si sono prodigati per farla diventare una manifestazione di così grande valore simbolico, e quindi grazie ad: Alberto Spinelli Presidente Nazionale, Monica Rampini Presidente Fitetrec-ante Regione Abruzzo, e a tutti coloro che hanno contribuito affinché tutto funzionasse.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-811" title="BEN99408" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben99408.jpg?w=300" alt="BEN99408" width="300" height="200" />Tante volte possono esserci parole così complete per raccontare una intera storia, ma per quello che è avvenuto negli ultimi cinque giorni di Raduno Nazionale, veramente non basterebbe una parola spesa per cavaliere. Sono state vissute emozioni forti, che hanno reso ancora più esaltante l’incontro degli aquilani con i cavalieri Fitetrec-ante.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-812" title="BEN99649" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben99649.jpg?w=300" alt="BEN99649" width="300" height="200" />Al centro di Campo Felice quota 1500 metri circa, al Campo Base Federale, trovava spazio l’Hotel Ristorante La Vecchia Miniera. Un edificio ristrutturato che per trent’anni è servito come alloggio, e rifugio per i minatori della vicina Miniera di bauxite, un minerale che oggi non trova più impiego industriale. Da struttura di alloggi è stata riconvertita in una struttura accogliente, che ha garantito a tutti i partecipanti, un punto di raccolta e di svago. All’interno dei locali i cavalieri hanno goduto dell’accoglienza del personale, delle ampie sale, e anche della sala convegni, che ha dato la possibilità di riunire il Consiglio nazionale.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-813" title="BEN99865" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben99865.jpg?w=300" alt="BEN99865" width="300" height="200" />Sia per il cavaliere esperto, che per colui che per la prima volta partecipava ad un raduno nazionale, è stato un momento d’arrivo, e di partenza verso il futuro dell’equitazione italiana con la Federazione Nazionale del Turismo Equestre.</p>
<p style="text-align:justify;">Uno dei momenti più emozionanti vissuto anche da chi era solo uno spettatore, è stato quando nel discendere la sponda sinistra della piana, si è giunti nel lago asciutto. Un ambiente surreale, un lago che si forma d’inverno e che raggiunge la profondità di due metri, oggi asciutto, e transitabile. Al posto delle alghe, il terreno era fitto d’erba verde intenso, ed in fondo, proprio al centro del lago, uno stallone nero, libero da tutto, che ai primi rumori dei cavalieri, ha dilatato le narici ed ha iniziato ad annusare l’aria. Dietro di lui, una trentina di cavalli di razze diverse, liberi anche loro, e padroni del lago asciutto. Mentre i cavalieri scendevano il costone, i giornalisti e ospiti dall’altro versante invadevano il letto del lago, a bordo delle jeep e delle carrozze portate apposta per l’occasione grazie all’Ippica Visola, a Radio Vera e a Turismo a cavallo. Il branco di cavalli ha rizzato le orecchie, e sentitosi circondato ha iniziato a trottare in cerchio, cercando di fare muro contro gli intrusi. Guardare verso il lago, negli scorci di luce che ogni tanto filtrava dagli spazi tra le nuvole, ed illuminava solo quello spazio, ha regalato a tutti l’emozione di vivere la natura, a mille e cinquecento metri circa di quota.</p>
<p style="text-align:justify;">Non si riusciva a staccare lo sguardo da quell’immagine, mentre le macchine fotografiche continuavano a scattare a ripetizione. Neanche volendo, saremo stati capaci di organizzare uno spettacolo così perfetto, la natura ha donato questo momento intenso di emozione, parte integrante del turismo equestre, che ancora una volta è stato generoso con i partecipanti all’Equiraduno.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-814" title="BEN99970" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben99970.jpg?w=300" alt="BEN99970" width="300" height="200" />Ogni sera una cena speciale, un momento di puro confronto, fra cultura e sport, nel contesto di tutte le regioni italiane.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine dell’ultima sera si è conclusa, dopo aver onorato la festa con la cena di gala, e il concerto con la splendida voce di Simona Molinari, che ha fatto vibrare di emozione anche la più piccola ed insignificante pietruzza sui monti circostanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il giorno finale di questa manifestazione, ha visto sfilare i cavalieri nella parata finale, fino a riempire lo spazio antistante il palco, dove la delegazione nazionale capeggiata dal Presidente Alberto Spinelli, da Monica Rampini, dal Sindaco, da tutte le autorità della zona, compreso il Corpo Forestale a cavallo schierato in alta uniforme ai lati del palco; premiando tutti i partecipanti a questo viaggio all’insegna della solidarietà verso i terremotati, con la donazione del ricavato della manifestazione per la ricostruzione de L’Aquila. Sono arrivate da Bruxelles tre magnifiche targhe, che sono state preparate per premiare il Presidente Alberto Spinelli, e Monica Rampini Presidente dell’Abruzzo, per l’organizzazione dell’Equiraduno Nazionale per sostenere la popolazione europea de L’Aquila. Infine la terza targa è andata al nostro Presidente Regionale della Lombardia Mario Massolini, per l’organizzazione del progetto S.O.S. L’Aquila, che dal 6 aprile 2009  ha organizzato in tutta Italia centri di raccolta, grazie al coinvolgimento dei cavalieri FITETREC-ANTE, ed ai Centri Affiliati che sono stati capaci di organizzare, raccogliere e distribuire, ben 18 camion pieni di generi di prima necessità. Il Presidente Mario Massolini, ha esordito sul palco spiegando che quella targa non gli appartiene, perché è di tutti coloro che hanno lavorato volontariamente al progetto, e quindi sarà divisa e condivisa con tutti.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-815" title="BEN99631" src="http://fitetrecantelombardia.wordpress.com/files/2009/07/ben99631.jpg?w=300" alt="BEN99631" width="300" height="200" />Nota dolente, e la scrivo alla fine perché mi sembra giusto non rovinare questo stupendo viaggio, a premiare le tre autorità, non essendo potuti essere presenti la Domenica i funzionari di Bruxelles, sono stato chiamato di persona. I primi due premiati sono andati lisci, senza intoppi, quando è stato il momento di ripercorrere il Progetto S.O.S. L’Aquila, il raccontare come abbiamo vissuto noi, pur essendo distanti, quei momenti di puro terrore, guardando spuntare ogni tanto una piccola manina immobile, da sotto le macerie, o apprendere che un padre di buona famiglia, aveva perso quattro figli, i genitori, la moglie; oppure l’anziano che dopo una vita di sacrifici è rimasto fermo immobile a guardare attraverso la sua casa che non esisteva più; ebbene non sono riuscito a trattenere le lacrime, forse è stato un modo per ringraziare tutti, presenti e non, per avermi fatto gioire e piangere assieme, ricordando quanto possiamo fare se siamo tutti uniti, in una Federazione che ci appartiene, perché è fatta da persone sensibili, che sanno galoppare, ma anche scendere da cavallo e tendere una mano verso chi è più debole. Questi valori frutto della cultura, e dell’agonismo, sono riusciti a portare in una terra devastata dal terremoto, cosparsa di tende dal colore blu, un segno intelleggibile di forza e solidarietà, gli iscritti alla FITETREC-ANTE sono cavalieri quando sono in sella, ma anche a piedi, sono: CAVALIERI NEL CUORE.</p>
<p>Andrea Ben Leva</p>
<p style="text-align:justify;">N.B. Si informano tutti i cavalieri che e oltre 3000 foto scattate in questi bgiorni verranno trasformate in un libro disponibile a tutti, grazie a Turismo a cavallo, Radio Vera, e il marchio Esercito Italiano Bambino. Potrete acquistare l&#8217;opera direttamente in internet o chiedendo alla segreteria regionale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[modi per iniziare una giornata]]></title>
<link>http://pattymeet.wordpress.com/2009/07/16/come-iniziare-una-giornata/</link>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 07:15:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>pattymeet</dc:creator>
<guid>http://pattymeet.wordpress.com/2009/07/16/come-iniziare-una-giornata/</guid>
<description><![CDATA[uno. stamattina. ore otto, in banca. &#8220;buongiorno, devo fare un bonifico&#8221;. &#8220;mi dica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">uno.<br />
stamattina. ore otto, in banca.<br />
&#8220;buongiorno, devo fare un bonifico&#8221;.<br />
&#8220;mi dica quanto&#8221; fa il cassiere senza nemmeno alzare lo sguardo alla cliente -me-.<br />
&#8220;sessanta&#8221;.<br />
&#8220;sessantamila?&#8221;.<br />
&#8220;mmm, mi sa che dovrebbe alzare quella testa e guardarmi prima di fare certe domande. mi sa&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">due.<br />
ore dieci, in studio.<br />
spiegone iniziale: il mio capo è <em>letteralmente</em> ossessionato dalle insegne da cavaliere; è un mese che mi fa chiamare al quirinale -si- per sapere dove diamine le vendono, queste introvabili. fine spiegone.<br />
così stamane entra allegro: &#8220;ho trovato&#8221; mi dice.<br />
&#8220;è una buona notizia&#8221;.<br />
&#8220;e ho fatto l&#8217;ordine io. guardi se ho scritto bene in italiano&#8221;.<br />
guardo: oggetto dell&#8217;ordine <em>rosette cavalleresche</em>.<br />
&#8220;benissimo&#8221; rispondo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per Ginevra, per Lancillotto e per Artù, per Mordred e per un altro santo, Galgano - Parte III]]></title>
<link>http://gabrielelaporta.com/2009/06/04/per-ginevra-per-lancillotto-e-per-artu-per-mordred-e-per-un-altro-santo-galgano-parte-iii/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 17:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele La Porta</dc:creator>
<guid>http://gabrielelaporta.com/2009/06/04/per-ginevra-per-lancillotto-e-per-artu-per-mordred-e-per-un-altro-santo-galgano-parte-iii/</guid>
<description><![CDATA[Riuniti tutti i regni, Artù riesce a scacciare i Sassoni, ma per evitare nuove invasioni e per unifi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Riuniti tutti i regni, Artù riesce a scacciare i Sassoni, ma per evitare nuove invasioni e per unifi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Andújar é alvo dos encarnados]]></title>
<link>http://cenouraslb2009.wordpress.com/2009/05/16/andujar-e-alvo-dos-encarnados/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 15:02:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrenet</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mariano Andújar, guarda-redes do Estudiantes de la Plata, entra nas contas de Rui Costa para a próxi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Mariano Andújar, guarda-redes do Estudiantes de la Plata, entra nas contas de Rui Costa para a próxima época do futebol do Benfica. O CM apurou que o guarda-redes argentino (1,94 m e 87 quilos) foi diversas vezes observado por olheiros do clube da Luz e as informações são muito positivas.</p>
<p style="text-align:justify;">Embora outras soluções estejam em carteira (Kameni, do Espanhol de Barcelona e Cavalieri, do Liverpool), o argentino poderá ser a menos dispendiosa, situação que aliada ao seu valor, constitui vantagem.</p>
<p style="text-align:justify;">Mariano Andújar está entre os 26 jogadores pré-convocados por Diego Maradona para o jogo da Argentina no dia 28 de Maio, contra o Panamá. O guardião, que já actuou no Palermo, de Itália, em 2006, irá lutar pela titularidade com Juan Pablo Carrizo (Lazio).</p>
<p style="text-align:justify;">Entretanto, o vice-presidente da Direcção do Benfica, José Fragoso de Sousa, apresentou a sua demissão dos órgãos sociais do clube. Fragoso de Sousa era ‘vice’ sem qualquer área de actividade e ficou mais conhecido como administrador do BPN, de onde pediu a demissão, assim que se percebeu das irregularidades no Banco.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Fonte: Correio da Manhã</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.correiomanha.pt/noticia.aspx?contentid=BF983212-95CC-49B8-B6FC-21E236AE0522&#38;channelid=00000213-0000-0000-0000-000000000213">Link</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cavalieri interessa ao Benfica]]></title>
<link>http://cenouraslb2009.wordpress.com/2009/05/14/cavalieri-interessa-ao-benfica/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 14:00:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrenet</dc:creator>
<guid>http://cenouraslb2009.wordpress.com/2009/05/14/cavalieri-interessa-ao-benfica/</guid>
<description><![CDATA[O treinador do Benfica, Quique Flores, já assumiu que Álvaro Pereira e Diego Cavalieri são jogadores]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:justify;">O treinador do Benfica, Quique Flores, já assumiu que Álvaro Pereira e Diego Cavalieri são jogadores interessantes para o clube. Valdomiro, antigo companheiro do Palmeiras, tece elogios rasgados ao guardião.</h2>
<h3 style="text-align:justify;">O guarda-redes do Liverpool está na agenda do Benfica, para reforçar as águias na próxima temporada, avança o jornal A Bola.</p>
<p>Cavalieri é suplente do espanhol &#8220;Pepe Reina&#8221; na equipa de Rafa Benitez e o Liverpool pagou quatro milhões de euros ao Palmeiras no último Verão para adquirir o passe do brasileiro de 26 anos.</p>
<p>Sendo suplente de uma equipa como o Liverpool, Diego Cavalieiri dispensará apresentações mas porque não joga com regularidade, são poucos os dados disponíveis para o definir e analisar.</p>
<p>Diego Cavalieri foi companheiro de Valdomiro, defesa-central brasileiro actualmente a jogar no Trofense.</p>
<p>Valdomiro jogou à frente de Cavalieri na defesa do Palmeiras há três temporadas.</p>
<p>&#8220;<em>É um guarda-redes que é grande profissional. É um jogador acima da média, sai muito bem da baliza, tem boa estatura e joga bem com os pés. O Benfica vai fazer uma contratação muito boa ao adquirir um guarda-redes que vem para ser titular</em>&#8220;, afirmou o jogador.</p>
<p>Valdomiro elogia ainda Diego Cavalieri garantindo eventuais facilidades ao nível da adaptação.</p>
<p>&#8220;<em>É um jogador que trabalha muito. Ele está acostumado à pressão, jogou no Palmeiras e tal como no Benfica, a equipa não permite que se percam dois jogos. Ele vem na altura certa para um clube grande</em>&#8220;, garantiu o central.</p>
<p>Nesta entrevista à Antena 1, o defesa Valdomiro aceitou fazer uma comparação com Helton, o internacional brasileiro e actual guarda-redes do FC Porto.</p>
<p>&#8220;<em>Têm características parecidas. O Diego leva vantagem porque é mais rápido do que o Helton nas bolas rasteiras. O Benfica vai ter bem servido</em>&#8220;, assegurou.</h3>
<p>Fonte: RTP</p>
<p><a href="http://ww1.rtp.pt/desporto/?t=Cavalieri-interessa-ao-Benfica.rtp&#38;article=184390&#38;visual=5&#38;tm=13&#38;Top=17&#38;rss=0">Link</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giornate medievali a Otranto: 2-3 maggio 2009]]></title>
<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2009/05/01/giornate-medievali-a-otranto-2-3-maggio-2009/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 08:45:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Agnese Bascià</dc:creator>
<guid>http://culturasalentina.wordpress.com/2009/05/01/giornate-medievali-a-otranto-2-3-maggio-2009/</guid>
<description><![CDATA[Parte il conto alla rovescia per le attese Giornate Medievali idruntine: sabato 2 e domenica 3 maggi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Parte il conto alla rovescia per le attese <a title="Giornate Medievali" href="http://www.comune.otranto.le.it/notizie/dettagli.php?id_elemento=773" target="_blank">Giornate Medievali</a> idruntine: <strong>sabato 2 e domenica 3 maggio</strong>, infatti, nelle vie della città di Otranto, sfileranno personaggi in costume, che rievocheranno il periodo medievale.</p>
<p><!--more--></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img title="Giornate medievali" src="http://www.comune.otranto.le.it/image_resize.php?image_path=/srv/comune.otranto.le.it/www/upload/img/notizie/LocandinaGiornateMedievali.jpg&#38;max_width=336&#38;max_height=480" alt="Locandina dellevento" width="230" height="328" /><p class="wp-caption-text">Locandina dell&#39;evento</p></div>
<p><strong>Il grande fossato del castello sarà il centro dell&#8217;evento</strong>: al suo interno sarà disposto il <strong>mercato medievale</strong> con i prodotti tipici dell&#8217;epoca. Ma l&#8217;attrazione maggiore sarà quasi sicuramente la rappresentazione della vita da campo: <strong>cavalieri con le armature e le armi regaleranno uno squarcio di vita militare medievale</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Si susseguiranno, in un suggestivo e immaginario viaggio temporale, gli accampamenti bizantini dell’XI secolo al tramonto del loro potere nella città, dei normanni, degli svevi. La fine del XIV secolo sarà rappresentata da un gruppo di armati del potente principe di Taranto <a title="Raimondo Orsini del Balzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raimondo_Orsini_Del_Balzo" target="_blank">Raimondello del Balzo Orsini</a> e il viaggio terminerà con gli armigeri di <a title="Ferrante d'Aragona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrante_d%27Aragona" target="_blank">Ferrante d’Aragona</a> che cacciarono i sanguinosi turchi dalla città.&#8221;</em></p>
<p><strong>I saraceni si esibiranno nel campo da tiro con l&#8217;arco,</strong> lasciando spazio a chi vorrà provare l&#8217;ebrezza di un&#8217;arte militare d&#8217;altri tempi.</p>
<p>Non mancheranno gli <strong>intrattenimenti musicali</strong> con un repertorio sacro e profano. Nella splendida cornice del centro storico idruntino, quindi, <strong>giocolieri, cavalieri appiedati si confronteranno in duelli dimostrativi</strong> e gli amanti della <em>nobile scherma</em> potranno rivivere la battagliola tra armati del XIII secolo.</p>
<p>E&#8217; noto che la città di Oria organizza un appuntamento analogo &#8211; <a title="Corteo storico Federico II Oria" href="http://www.comune.oria.br.it/cittaterritorio/tradizionileggende/corteostorico.php" target="_blank">Il corteo storico di Federico II</a> -  ma non facciamoci condizionare: la diversa cornice rende ogni evento unico nel suo genere; appuntamento dunque a Otranto per un salto nel passato e per <strong>degustare prodotti enogastronomici tipici</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di spade, asce, pirati e cavalieri]]></title>
<link>http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/04/27/di-spade-asce-pirati-e-cavalieri/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 15:08:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>sudorepioggia</dc:creator>
<guid>http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/04/27/di-spade-asce-pirati-e-cavalieri/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;è una certa discontinuità tra il mondo in cui crescono i bambini oggi e il mondo in cui sono]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" title="gli intramontabili pirati ed Arkeon" src="http://img.costumecraze.com/images/vendors/forum/58263-main.jpg" alt="" width="200" height="415" /></p>
<p>C&#8217;è una certa discontinuità tra il mondo in cui crescono i bambini oggi e il mondo in cui sono cresciuti i loro genitori (io compreso). Più forte ancora mi sembra il cambiamento tra la mia generazione e quella dei miei genitori, perché le condizioni materiali molto spesso sono cambiate in maniera significativa.</p>
<p><strong>Un elemento, tra gli altri, però sembra unire l&#8217;esperienza dei bambini da molto tempo: il gioco dei combattenti o ai guerrieri. C&#8217;è la variante gioco ai pirati (almeno fin dall&#8217;Ottocento), il gioco ai cavalieri (forse dal medioevo stesso) o ai soldati romani</strong>. Certo, ai cowboy il mio bisnonno, nato nella seconda metà dell&#8217;Ottocento, forse non giocava. Mio padre l&#8217;uomo ragno non lo conosceva; io gormiti e power rangers li ho imparati troppo tardi. E le tigri di Mompracem sono in netto ribasso.</p>
<p>Sembra però che molto sia simile. <strong>Si gioca con le stesse cose, con le spade (quando non le asce, le pistole o i fucili), con gli scudi, con gli elmi, con le bende sull&#8217;occhio</strong>.  Vedo, tra l&#8217;altro, che quando non ci sono spade, i bambini, più o meno tutti, cercano i bastoni, prima ancora di immaginare che possono essere sciabole o lance.</p>
<p>Per fortuna mi dico, almeno in questo, <strong>il marketing tecnologico non ha imposto una qualche insensata novità</strong>, come potrebbero essere pistole al lasere al posto delle spade.</p>
<p><strong>O sarebbe dovuta avvenire questa sostituzione?</strong> Me lo chiedo non nel senso di un nuovo strumento di alienazione, ma nel senso di qualcosa di più pacifico.</p>
<p><strong>I nostri bambini, in fondo, giocano, imitano in questi giochi, non il lavoro di papà e mamma</strong> (lo fanno, ma è altro gioco), <strong>ma scontri tra guerrieri, fatti nella realtà di sangue, menomazioni, tragedie</strong>. E la guerra degli eroi omerici, come le giostre medievali, erano meno mostruose delle trincee di Caporetto, ma erano comunque terribili e disumane. Se ne rendeva conto già Omero, per non parlare di Virgilio, diversi millenni fa. La questione diventa ancora più complessa, credo, per un cristiano.</p>
<p><strong>Non stiamo forse rinnovando, di generazione in generazione, uno spirito inutilmente guerrafondaio</strong>? Mi è capitato di ascoltare insegnanti, infatti, che, nelle loro classi, proponevano qualcosa di diverso, cioè vietavano ai bambini le spade o qualsiasi cosa che sembrasse un&#8217;arma, e impedivano anche lo scontro attraverso la lotta.</p>
<p>Mi è sembrata istintivamente una cosa sbagliata. Si tratta di negare, soprattutto ai maschi, una parte fondamentale del loro essere. <strong>Questo spirito di confronto, di guerriero è una parte antica ed autentica dell&#8217;essere umano, che non si può ignorare senza impedire uno sviluppo armonico della personalità</strong>.</p>
<p>Vedo che, dopo l&#8217;infanzia, questo spirito si incanala spesso &#8211; più o meno bene &#8211; nell&#8217;attività sportiva. <strong>Ma se è così, perché non spostare subito il discorso sullo sport?</strong> <strong>Perché far riemergere la memoria di Riccardo Cuor di Leone, dei pirati della Tortuga (tra l&#8217;altro complessi da spiegare perché cattivi), di Ulisse, di uomini, anche se buoni, pronti a brandire un&#8217;arma per combattere una guerra e non sostituirla con eroi pacifici o almeno sportivi della nostra epoca?</strong> Non sono comunque meglio i wrestler?</p>
<p>La mia risposta continua ad essere no, nonostante le perplessità.</p>
<p><strong>Credo che l&#8217;umanità non possa che confrontarsi con il mistero del potere &#8211; che misteriosamente ci è concesso fin dai tempi di Caino &#8211; di ferire o uccidere l&#8217;altro.</strong> Non possiamo neaanche ignorare il grido di dolore che ci viene da millenni di guerre, ma che è, allo stesso tempo, il grido di guerra di chi si è levato per difendere le proprie case, i propri campi, la propria famiglia, la donna amata e i bambini.</p>
<p><strong>Solo scoprendo, in piccolo, che lo scontro ha delle regole, che ho il potere di fare, in piccolo, del male all&#8217;altro, credo che imparo davvero i limiti e le conseguenze della mia forza: controllo lo spirito guerriero ed inizio a coltivarlo</strong>.</p>
<p>Parlare dell&#8217;archetipo del guerriero &#8211; per quello poco che so &#8211; mi sembra un discorso ampio. Senza dubbio, però, imparare a combattere è importante &#8211; un combattere che dallo scontro fisico si trasferisce alle forme fortunatamente incruente delle nostra epoca &#8211; anche per darsi la sicurezza necessaria a sostenere il lavoro, la famiglia e l&#8217;amore di una compagna, cui serve il sentimento della forza del marito.</p>
<p>Sarebbe giusto, credo, che, come nelle tribù, i bambini avessero l&#8217;opportunità di lottare tra loro, non solo con i papà (senza che si scatenassero le più varie accuse), magari nelle arti marziali. Ma <strong>è importante anche giocare e confrontarsi con la spada (finta), che è proiezione del guerriero, come necessaria è, a suo tempo, la spiegazione di cos&#8217;è, e cosa è sempre stata, la guerra</strong>.</p>
<p>Che si deve evitare non per paura, incapacità o ignoranza, ma perché si sa quale immane sofferenza comporta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25 APRILE 1945/2009-Francesco Guccini - Don Chisciotte]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/04/25/25-aprile-19452009-francesco-guccini-don-chisciotte/</link>
<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 11:40:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/04/25/25-aprile-19452009-francesco-guccini-don-chisciotte/</guid>
<description><![CDATA[[ Don Chisciotte ] Ho letto millanta storie di cavalieri erranti, di imprese e di vittorie dei giust]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/oDeZin9xUxg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/oDeZin9xUxg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
[ Don Chisciotte ]</p>
<p>Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,<br />
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti<br />
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza<br />
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.<br />
Nel mondo oggi più di ieri domina l&#8217;ingiustizia,<br />
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;<br />
proprio per questo, Sancho, c&#8217;è bisogno soprattutto<br />
d&#8217;uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:<br />
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso<br />
l&#8217;ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,<br />
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,<br />
ma un rifiuto non l&#8217;accetto, forza sellami il cavallo !<br />
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante<br />
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,<br />
colpirò con la mia lancia l&#8217;ingiustizia giorno e notte,<br />
com&#8217;è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte&#8230;<!--more--></p>
<p>[ Sancho Panza ]</p>
<p>Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,<br />
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore&#8230;<br />
E&#8217; la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,<br />
cavalier senza paura di una solitaria guerra<br />
cominciata per amore di una donna conosciuta<br />
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,<br />
ma credendo di aver visto una vera principessa,<br />
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.<br />
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,<br />
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere<br />
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini<br />
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini&#8230;<br />
E&#8217; un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:<br />
io che sono più realista mi accontento di un castello.<br />
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,<br />
quant&#8217;è vero che anch&#8217;io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza&#8230;</p>
<p>[ Don Chisciotte ]</p>
<p>Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,<br />
solo i cinici e i codardi non si svegliano all&#8217;aurora:<br />
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori<br />
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !<br />
L&#8217;ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,<br />
anche l&#8217;anima dell&#8217;uomo ha toccato spesso il fondo,<br />
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa<br />
il nemico si fà d&#8217;ombra e s&#8217;ingarbuglia la matassa&#8230;</p>
<p>[ Sancho Panza ]</p>
<p>A proposito di questo farsi d&#8217;ombra delle cose,<br />
l&#8217;altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese<br />
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,<br />
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori<br />
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?<br />
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,<br />
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane<br />
il solo metro che possiedo, com&#8217;è vero&#8230; che ora ho fame !</p>
<p>[ Don Chisciotte ]</p>
<p>Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch&#8217;io un realista,<br />
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,<br />
l&#8217;apparenza delle cose come vedi non m&#8217;inganna,<br />
preferisco le sorprese di quest&#8217;anima tiranna<br />
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,<br />
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.<br />
Prima d&#8217;oggi mi annoiavo e volevo anche morire,<br />
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire&#8230;</p>
<p>[ Sancho Panza ]</p>
<p>Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante<br />
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,<br />
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,<br />
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?<br />
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,<br />
dove regna il &#8220;capitale&#8221;, oggi più spietatamente,<br />
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero<br />
al &#8220;potere&#8221; dare scacco e salvare il mondo intero ?</p>
<p>[ Don Chisciotte ]</p>
<p>Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro<br />
perchè il &#8220;male&#8221; ed il &#8220;potere&#8221; hanno un aspetto così tetro ?<br />
Dovrei anche rinunciare ad un po&#8217; di dignità,<br />
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?</p>
<p>[ Insieme ]</p>
<p>Il &#8220;potere&#8221; è l&#8217;immondizia della storia degli umani<br />
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,<br />
sputeremo il cuore in faccia all&#8217;ingiustizia giorno e notte:<br />
siamo i &#8220;Grandi della Mancha&#8221;,<br />
Sancho Panza&#8230; e Don Chisciotte !</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sulla riva del fiume- di Angelo Angileri]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/04/21/sulla-riva-del-fiume-di-angelo-angileri/</link>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 14:47:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/04/21/sulla-riva-del-fiume-di-angelo-angileri/</guid>
<description><![CDATA[&#8221; &#8220;... e spesso vado a sedermi sulla riva del grande fiume, e, mentre mastico un filo d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-V4elDyfO5U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-V4elDyfO5U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><span class="description">&#8221; </span></p>
<p><span class="description">&#8220;.<em>.. e spesso vado a sedermi sulla riva del grande fiume, e, mentre mastico un filo d&#8217;erba, ne ascolto il respiro &#8230; &#8221; &#8211; Giovanni Guareschi </em></span></p>
<p><span class="description"><em>.</em></span></p>
<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62;   &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><span class="description"><em></em></span>Vi ho visti, uomini, abbeverarvi alle mie acque, quando eravate poco più che animali. E banchettare sulle sponde con carni palpitanti di sangue, erigere case e palazzi, lavorando pietre strappate alla terra e innalzare chiese e altari a prezzo di tante vite. Vi ho visti, uomini. Conosco i tanti delitti della vostra specie, la ferocia delle continue guerre, l&#8217;altezza, la solennità e la blasfemia di immense processioni. Ho raccolto il vostro sangue: magiaro, ottomano, ebreo, cristiano&#8230;<br />
A che servono tanti nomi?<!--more--><br />
Ricordo gonfaloni e orpelli flettersi sul mio ventre, riflettersi in specchi di cielo dentro le mie acque. Ricordo armature e spade, forgiate per uccidere. Erano cannoni costruiti per riempire il cielo di piombo e distruzione. Erano carri, armati per perpetrare inspiegabili massacri. E proiettili e bombe navigavano dentro il mio respiro mentre il vostro si spezzava per sempre e il vostro corpo diventava il mio. Le membra, gli urli delle bestie straziate, compressi nell&#8217;aria come gelo duro. Tanto tempo è trascorso. Alcuni hanno deportato altri, sacrificato vite ad effimeri ideali, giustificato la propria ferocia con inutili parole e gesti arroganti, simili a quelli di falsi dei. Avete patito pene indicibili e mescolato lacrime alle mie acque, gettato l&#8217;angoscia d&#8217;un immenso sconforto su tele e pergamene, scolpito statue e pagine con unghie segnate di dolore e mani gonfie di cicatrici. Ho digerito corpi morenti , liquami schifosi di mille fogne, inghiottito rifiuti seppellendoli nel mare come tanti pensieri, sublimi e infimi, di cui solo voi siete capaci. Mi avete affidato sospiri e sguardi, speranze e amori, l&#8217;infinita dolcezza di carezze si è mescolata con la durezza ieratica di addii incomprensibili. Ho vissuto i vostri tremori per l&#8217;attesa di qualcosa che non giungeva e lo sgomento di anime febbricitanti, milioni di baci e infiniti abbracci. Ho provato sdegno e tenerezza per ogni atto scellerato. Al contrario di voi non so dimenticare, eppure la mia memoria è solo polvere indistinta.<br />
Non fatelo! Non portate a termine ciò che avete in progetto. Ricordate le dittature e la forza di quelli che avete salvato. I re e il coraggio dei cavalieri. Gli eroi, tali sino alla morte. Silenzio adesso, lasciate che la mia voce riempia l&#8217;aria fredda di questa pianura e consegni a Dio il frutto terribile del vostro messaggio: quest&#8217;inquietante urlo di impotenza e dolore che rappresenta il frutto più alto di una discendenza dannata. Siate forti, porterò via tutto, là, oltre la foce, dove le parole si perdono e l&#8217;abisso del tempo spalanca le proprie fauci nell&#8217; ombra. Forse, un giorno, ritroveremo ogni cosa, e la confusione della terra sparirà nell&#8217;ordine del cielo, o ci toccherà patire e continuare, per sempre, avvinti dalle catene di uno strazio eterno.<br />
Silenzio dunque. Silenzio.
</p>
<p class="MsoNormal">Non ho più voglia di imitare il suono effimero delle vostre labbra.</p>
<p class="MsoNormal">Vacuo è l&#8217; umano&#8230;Ora è il tempo di cantare il mistero. L&#8217;esistenza rubata&#8230;</p>
<p><strong><em>Racconto inedito di </em>ANGELO ANGILERI.</strong></p>
<p>*</p>
<p><strong>BREVE  PRESENTAZIONE</strong> .</p>
<p>Si tratta di un racconto breve, inedito, quello  presentato oggi. L&#8217;autore è Angelo Angileri. Siciliano, laureato in ingegneria elettronica. Svolge la sua attività  di consulente informatico a Milano. Di sé dice: &#8211; Ho sempre considerato la scrittura un fatto privato. Non credo di avere modelli precisi ma, se dovessi citare un autore italiano che amo, direi Gesualdo Bufalino. Lo scrittore in cui più trovo corrispondenza?   Tolstoj. Mi sono riflesso in Costantino Levin, indimenticabile protagonista di Anna Karenina. -</p>
<p>Per leggere racconti di questo autore lascio un link:</p>
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<p class="MsoNormal">
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Fumetti!!!]]></title>
<link>http://melacandela.wordpress.com/2009/04/20/fumetti/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:41:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>melacandela</dc:creator>
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<description><![CDATA[A propositò di novità! Da prima silenti, ecco che vediamo i primi risultati. E&#8217; con immenso pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">A propositò di novità! Da prima silenti, ecco che vediamo i primi risultati. E&#8217; con immenso piacere che vado ad inaugurare questa nuova sezione del blog, dal titolo quanto mai evocativo di <a href="http://melacandela.wordpress.com/fumetti/" target="_self"><strong>FUMETTI</strong></a>.</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà, e sopratutto per il momento, non si tratta ancora di veri e propri fumetti, ma di qualcosa di molto simile. Delle storie per immagini, quindi, o delle immagini parlanti, impaginate nella forma di un fumetto.  Questa, sarà una sezione che vedrà un minor numero di opere, ma speriamo sempre di buona qualità e di gradito piacere.</p>
<p style="text-align:justify;">Come forse ho già accennato, nella mia famiglia ho avuto la fortuna di avere una nonna pittrice, che ci ha lasciato dei quadri e delle sculture straordinarie. E&#8217; lavorando su delle foto di alcuni particolari di queste opere che ho creato i miei primi &#8220;fumetti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Dunque, più che fumetti, dei quadri parlanti, si potrebbe dire, con una delle tante voci che possono avere. Volevo aspettare, ancora un po&#8217;, prima di pubblicarle, poichè si sta costruendo un sito dedicato a <span style="text-decoration:underline;">Maria Grazia Bornigia</span> dove verrà data dovizia di particolari in merito al suo operato, ( a proposito, da un suo quadro è stata adattata l&#8217;header di questo blog, ricordate!?) , ma alla fine non ho saputo resistere e &#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco la prima opera fumettistica, ispirata non ai quadri, bensì alle <span style="text-decoration:underline;">sculture</span> di M. G. Bornigia, intitolata &#8220;<a href="http://melacandela.wordpress.com/fumetti/fumetti-della-candela/cavaliere-nel-cerchio/" target="_self">Cavaliere nel cerchio</a>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La Candela</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cavalieri - Simpson's rule]]></title>
<link>http://carmelosaia.wordpress.com/2009/04/17/cavalieri-simpsons-rule/</link>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 14:27:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>carmelosaia</dc:creator>
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<description><![CDATA[It&#8217;s a method to approximate a definite integral of a function. where , is an even number of e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[It&#8217;s a method to approximate a definite integral of a function. where , is an even number of e]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ I Templari adoravano la Sindone]]></title>
<link>http://mimmasuraci.wordpress.com/2009/04/05/la-studiosa-vaticana-%c2%abho-le-carte-i-templari-adoravano-la-sindone%c2%bb/</link>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 10:49:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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<description><![CDATA[CORRIERE DELLA SERA.it La studiosa vaticana: «Ho le carte, i Templari adoravano la Sindone» La scope]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- chiusura barra trovo casa / motore di ricerca --> <!-- testata - generata da /includes2007/ssi/headers_footers/testate/news.shtml --></p>
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<!-- Template Id = 1 Template Name = Banner Creative (Flash) --> <!-- Copyright 2002 DoubleClick Inc., All rights reserved. --> <!-- OAS AD '940x45' end --><em>La studiosa vaticana: «Ho le carte, i Templari adoravano la Sindone»</em></div>
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<h3><span style="font-weight:bold;">La scoperta</span> L&#8217;autrice lavora nell&#8217;Archivio segreto della Santa Sede</h3>
<h2>«L&#8217;idolo per cui furono condannati era Cristo»</h2>
<p><strong>CITTÀ DEL VATICANO — Ora lo sappiamo: i Templari, in effetti, adoravano un «idolo barbuto»</strong>. Però non era Bafometto, come volevano gli inquisitori che li processarono per arrivare a sciogliere nel 1314 l&#8217;ordine più potente e illustre del medioevo cristiano, il «grande complotto innescato nel 1307 dal re di Francia Filippo IV il Bello». E non era neanche un idolo, in verità, per quanto senza dubbio fosse barbuto: l&#8217;oggetto della loro venerazione era la Sindone, il telo di lino che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù e ne reca impressa l&#8217;immagine. Furono i Cavalieri a custodire in gran segreto la Sindone nel secolo e mezzo in cui se ne perdono le tracce, dal saccheggio di Costantinopoli del 1204 alla ricomparsa in Europa a metà del Trecento. Si tratta di argomenti sui quali fioccano le bufale e il 99 per cento di ciò che si racconta, Umberto Eco docet, è «spazzatura».</p>
<p><strong>Ma qui la fonte è più che affidabile: lo scrive l&#8217;Osservatore Romano</strong>, anticipando alcune pagine de «I templari e la sindone di Cristo», il nuovo libro di Barbara Frale che il Mulino pubblicherà entro l&#8217;estate. L&#8217;autrice è una giovane e serissima ricercatrice dell&#8217;Archivio segreto vaticano che da anni studia e scrive dei Templari. Attingendo ai documenti del processo, cita tra l&#8217;altro la testimonianza della «prova d&#8217;ingresso», nel 1287, di «un giovane di buona famiglia del meridione francese», Arnaut Sabbatier: «Il precettore condusse il giovane Arnaut in un luogo chiuso, accessibile ai soli frati del Tempio: qui gli mostrò un lungo telo di lino che portava impressa la figura di un uomo e gli impose di adorarlo baciandogli per tre volte i piedi».</p>
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<p><strong>Nel 1978 fu lo storico di Oxford Ian Wilson</strong>, ricorda la studiosa, il primo a sostenere la tesi che il misterioso «idolo» barbuto dei Templari fosse in realtà il telo rubato dalla cappella degli imperatori bizantini nel 1204, durante la quarta crociata, e che i Cavalieri l&#8217;avessero custodito in segreto. Ora Barbara Frale spiega di aver trovato «molti tasselli mancanti» a sostegno della teoria. Fonti inedite che spiegano anche le ragioni dell&#8217;adorazione e della segretezza. «I Templari si procurarono la sindone per scongiurare il rischio che il loro ordine subisse la stessa contaminazione ereticale che stava affliggendo gran parte della società cristiana al loro tempo: era il miglior antidoto contro tutte le eresie», scrive. «I catari e gli altri eretici affermavano che Cristo non aveva vero corpo umano né vero sangue, che non aveva mai sofferto la Passione, non era mai morto, non era risorto». Che l&#8217;avessero trafugata i Templari o fosse stata comprata, doveva rimanere celata: sui responsabili del saccheggio pendeva la scomunica di Papa Innocenzo III. Ma era una reliquia potente e ne valeva la pena: «L&#8217;umanità di Cristo che i catari dicevano immaginaria, si poteva invece vedere, toccare, baciare. Questo è qualcosa che per l&#8217;uomo del medioevo non aveva prezzo».</p>
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<p class="footnotes">Gian Guido Vecchi<br />
<strong>05 aprile 2009</strong></p>
</div>
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