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	<title>cazzo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cazzo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cazzo"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 19:26:50 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[CORSERA.IT. LA MAFIA NELLO STATO.IL CULO DI MARRAZZO E IL CAZZO DI ...]]></title>
<link>http://lovelogto.wordpress.com/2009/11/23/corsera-it-la-mafia-nello-stato-il-culo-di-marrazzo-e-il-cazzo-di/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:35:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>lovelogto</dc:creator>
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<description><![CDATA[LA MAFIA NELLO STATO.IL CULO DI MARRAZZO E IL CAZZO DI BRENDA. I cittadini italiani sono in pericolo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>LA MAFIA NELLO STATO.IL CULO DI MARRAZZO E IL CAZZO DI BRENDA.</p>
<p>I cittadini italiani sono in pericolo.Il volto putrido dello Stato ormai vomita i suoi miasmi dalle latrine degli scantinati,dove fino a ieri ordiva i suoi sporchi affari.Lo scontro politico fa emergere la putredine,una enorme infezione di pus che ha braccato e ricatta il nostro sistema costituzionale.La causa sono uomini ,i politici corrotti a ogni livello.Una infernale tangentopoli degli orrori.I cadaveri,gli assassini,i trafficanti di droga.Se le vicende storiche a cui assistiamo sono evidenti,comprendiamo bene che la vita politica in Italia è travolta da una&#8230;</p>
<p>&#8230;.corrente criminale che non vuole fermnarsi,ormai coinvolta a pieno regime all&#8217;interno delle istituzioni.La vicenda di Piero Marrazzo che a prima vista sembrava uno scandalo a sfondo sessuale,ormai ha assunto i toni di una putrida ferita all&#8217;interno dello stomaco dello Stato italiano.E&#8217; evidente che l&#8217;esecuzione del trans Brenda sia un chiaro avvertimento a tutti coloro che conoscono la verità dei rapporti tra la criminalità,elementi delle forze dell&#8217;ordine,servizi segreti e dunque gli stssi politici.Il culo di Marrazzo e il cazzo di Brenda,sono soltanto elementi di un puzzle che ormai è chiaro e composto difronte ai nostri occhi,quello dell&#8217;invasione della criminalità all&#8217;interno di ogni istituzione dello Stato.Noi cittadini dobbiamo stare attenti,perchè ormai la criminalità è parte dello Stato,sotto ogni livello,è il male viscerale tra questi personaggi.UDC Cosimo Mele,PDL Patrizia D&#8217;Addario con Berlusconi,il comune di Fondi che viene chiuso,le indagini delle procure di Catanzaro e Palermo.Ricordiamoci anche di quel certo Miccichè che riceveva pusher nelle sedi istituzionali in cui era preposto.</p>
<p>Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, .</p>
<p> Fonte:<br />
 http://www.corsera.it/notizia.php?id=1729</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Godimaps ]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/2009/11/19/godimaps/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:46:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guarda il mio corpo dall&#8217;alto e guarda tutte le piccole imperfezioni di questo groviglio di fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Guarda il mio corpo dall&#8217;alto e guarda tutte le piccole imperfezioni di questo groviglio di fibre e cellule erose.</p>
<p>Guardalo e poi dimmi se non sono montagne, pianure, abissi e metropoli perdute quelle che vedi. Dimmi se non sono strade brulicanti quelle che si snodano sotto la mia pelle. Dimmi se nella mia carne non ci sono cavi, tralicci e centraline.</p>
<p>Io voglio, voglio che tu segni tutti i luoghi del mio piacere affondando strette le tue unghie corte. E voglio che per ogni nascondiglio, meta e buca ci sia un nuovo percorso per arrampicarti dentro i miei nervi.</p>
<p>Voglio che la tua lingua che solchi le mie vie. Che le tue mani plasmino la mia mente. E voglio che il tuo cazzo mi scavi dentro, fino in fondo al cuore.</p>
<p>Voglio essere spiata con occhi di satellite e tracciare le mappe dei miei desideri. Voglio esplorare il godere in scala reale. E orgasmi in tre dimensioni.</p>
<p>Voglio avere infiniti punti di partenza. Venire sempre. E non arrivare mai.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scassa-palle da palestra]]></title>
<link>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/18/scassa-palle-da-palestra/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:06:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ibba Monni</dc:creator>
<guid>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/18/scassa-palle-da-palestra/</guid>
<description><![CDATA[In questo post, ho definito scassa-palle, coloro che in palestra &#8220;non fanno altro che parlarep]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1432" title="muscle" src="http://andreaibbamonni.wordpress.com/files/2009/11/muscle.jpg" alt="muscle" width="400" height="365" /></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/13/put-a-smile-on-it/">In questo post,</a> ho definito <strong>scassa-palle</strong>, coloro che in palestra<em> &#8220;non fanno altro che parlareparlareparlareparlareparlare&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Vero, verissimo, lo ripeto e lo sottoscrivo: c&#8217;è gente che arriva in palestra per fare conversazione. Tu stai sudando sette camicie, ma sopratutto la maglietta e i pantaloncini, fino alle mutande, sei un oceano di sudore e sacrifici, un&#8217;accozzaglia di grasso pentito, un&#8217;incarnazione del piccolo Buddha e arrivano gli scassa-palle, freschi e riposati, coi loro corpi pressoché perfetti, pettinati, asciutti, con canottierine dei bambini delle elementari, sarebbe meglio chiamarle copricapezzoli, perché mostrano tutto tranne quelli. Già ti girano ad elica perché tu quel corpo lì ce l&#8217;avrai tra un anno solo se non  mangerai nulla che proietti ombre e non berrai nulla  che bagni; solo se Mercurio, Venere e Plutone si allineeranno nel momento in cui Brooke e Ridge festeggeranno il loro primo anniversario di nozze; solo ed esclusivamente quando ti reincarnerai in una Kate Moss.</p>
<p style="text-align:justify;">Per di più, mentre ti stai facendo un culo come una capanna sull&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=J98UQLiZN80">elliptical</a>, loro chiacchierano mangiando barrette al cioccolato. Barrette al cioccolato! Non barrette di sedano, carota o multivitaminici, bensì il grossograsso cioccolato! Io dico: fatti in vena di steroidi, dimmi che ti sei messo una tuta color carne coi muscoli incorporati, non farti di kinder bueno mentre io mi pento ancora di quella pizza gigante patate e salsiccia. Ti odio bastardo! E smettila di parlare che non sento la musica che mi distrae! E parliparliparliparliparli sputacchiando praline di nocciola, sparlando di qualunque cosa che onestamente faresti meglio a tenerti per te, dato che non pago 35euro al mese per sentire cos&#8217;ha fatto quella stronza di tua cugina o quel coglione del tuo capo. Parla a voce bassa, non sei la pescivendola del mercato civico che ha l&#8217;orata a quattro euro! Diavolo, non mi interessa la tua voce, mi interessa quel torace tornito che alleni masticando e cianciando di banali inutilità!</p>
<p style="text-align:justify;">È già difficile avere la voglia di andare a smaltire grasso, se poi devo anche sottostare alla tortura degli scassa-palle, l&#8217;impresa diventa impossibile. Mondo ingiusto!</p>
<p style="text-align:justify;">Per la cronaca, sto dimagrendo come un dannato, anche se non seguo una dieta rigida. Fa molto di più una mattina di lacrime di sudore in palestra che privarsi di un piatto di pasta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le opinioni del professor Cazzo]]></title>
<link>http://chirurgiagrafica.wordpress.com/2009/11/16/le-opinioni-del-professor-cazzo/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:59:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chirurgo Grafico</dc:creator>
<guid>http://chirurgiagrafica.wordpress.com/2009/11/16/le-opinioni-del-professor-cazzo/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Notturno carnale]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/2009/11/16/notturno-carnale/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 00:56:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
<guid>http://sophieboop.wordpress.com/2009/11/16/notturno-carnale/</guid>
<description><![CDATA[Adesso capisco perché. Quando sono nata mi hanno strappato un pezzo di cuore per metterlo sulla punt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Adesso capisco perché.</p>
<p>Quando sono nata mi hanno strappato un pezzo di cuore per metterlo sulla punta del tuo cazzo.</p>
<p>E ogni volta che ci separiamo la cicatrice lucida strepita. Sbraita. Urlando di ricongiungersi a te.</p>
<p>Reclamando la tua carne in mio nome.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IV]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/14/iv/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:41:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
<guid>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/14/iv/</guid>
<description><![CDATA[Signor Tortelli, lei mi sta sul cazzo. E non è una cosa tanto anomala: che lei sia un grandissimo fe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Signor Tortelli, lei mi sta sul cazzo. E non è una cosa tanto anomala: che lei sia un grandissimo fe]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Put a smile on it!]]></title>
<link>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/13/put-a-smile-on-it/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:48:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ibba Monni</dc:creator>
<guid>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/13/put-a-smile-on-it/</guid>
<description><![CDATA[Mia madre legge e commenta il mio blog: credo che la comunicazione familiare non abbia mai toccato l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-1427 aligncenter" title="7016_1168258940317_1643250420_425555_8296155_n" src="http://andreaibbamonni.wordpress.com/files/2009/11/7016_1168258940317_1643250420_425555_8296155_n.jpg" alt="7016_1168258940317_1643250420_425555_8296155_n" width="450" height="337" /></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/12/crocifiggetemi/">Mia madre legge e commenta il mio blog: credo che la comunicazione familiare non abbia mai toccato livelli così bassi, neanche a casa Forrester.</a></p>
<p style="text-align:justify;">In palestra ho deciso di dividere in tre categorie quelli che condividono con me &#8220;il girone espiatore dei golosi&#8221;: gli <strong>scansa-fatiche</strong> che passano più tempo a chiacchierare in spogliatoio e tra gli attrezzi che sul tapis roulant; gli <strong>scassa-palle</strong> che non fanno altro che parlareparlareparlareparlareparlare; <strong>io</strong> che sudo e fatico agli attrezzi senza sosta tra i chiacchieroni e scansando i ciccioni perditempo e poi nello spogliatoio assisto al talk show mentre vorrei solo rilassarmi sotto la doccia.</p>
<p style="text-align:justify;">Domani, dopo la terza e ultima replica di<strong> La Rapina</strong>, discoteca e coma etilico dopo non so quanto tempo. Sono pieno di cattivi propositi e ne vado fiero. Mai stato più felice e scanzonato!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amo il cazzo.]]></title>
<link>http://69sextoy.wordpress.com/2009/11/08/amo-il-cazzo/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:44:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>vibrelloblog</dc:creator>
<guid>http://69sextoy.wordpress.com/2009/11/08/amo-il-cazzo/</guid>
<description><![CDATA[Ciao mi chiamo Sandra e ho 37 anni. Mi è venuta voglia di scriverti, ci siamo conosciuti su facebook]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://69sextoy.wordpress.com/category/lettere/" target="_self"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-43" title="lettere1" src="http://69sextoy.wordpress.com/files/2009/11/lettere1.gif?w=150" alt="lettere1" width="150" height="106" /></a>Ciao mi chiamo Sandra e ho 37 anni. Mi è venuta voglia di scriverti, ci siamo conosciuti su facebook, sono una tua cliente&#8230; vediamo se indovini chi sono&#8230;??</p>
<p>Ti voglio raccontare quello che mi sta accadendo, ma devo partire da lontano&#8230;</p>
<p>Avevo appena compiuto 18 anni quando Ivano, un amico di mio fratello, mi fece vedere per la prima volta il suo cazzo. Era lungo, rosa e con piccoli testicoli. L&#8217; ho trovato subito molto bello e lui ne andava fiero. </p>
<p>Vedendo che ero molto interessata mi insegnò a masturbarlo. Lo accarezzavo lungo l&#8217;asta, i testicoli, il glande. Poi la sorpresa: grandi schizzi di sperma. Da quel giorno ogni occasione era buona per prenderglielo in mano, L&#8217;ho fatto anche con più maschi, compreso mio fratello&#8230; ho perfezionato rapidamente la mia tecnica, loro godevano e io venivo senza nemmeno essere toccata.</p>
<p>Poi a 21 anni ho conosciuto Giorgio, il mio attuale marito. L&#8217;ho sposato per amore, naturalmente. Lui ha sempre adorato le seghe, le adorava talmente tanto da non volermi neanche scopare. Ma con il tempo a me non bastava più, avevo bisogno di sentire un cazzo nella figa, credo che sia normale&#8230;</p>
<p>In quel periodo ho comprato il mio primo vibratore (<a href="http://www.vibrello.it/" target="_blank">ne ho 7 e gli ultimi 5 li ho presi da te su vibrello!</a>). Si ok, belli&#8230; ma io avevo voglia anche di sentire della carne viva! E&#8217; così che ho conosciuto prima Paolo e poi Andrea. Internet è favoloso per chi cerca sesso, sai?</p>
<p>Avevo tutti i pomeriggi impegnati con loro. A volte con uno, altre volte con l&#8217;altro. Non mi sentivo stronza nei confronti di mio marito, d&#8217;altronde lui me lo dava così poco&#8230;</p>
<p>Poi ci siamo trasferiti e non ho più rivisto nessuno dei due. La mancanza di cazzo mi rendeva nervosa e aggressiva e mio marito era sempre più passivo. Non sapevo come fare e se vedessi come ho ridotto <a href="http://www.vibrello.it/product_info.php?cPath=47&#38;products_id=125" target="_blank"><strong>Pluto (Ndr sxtoy realistic)</strong></a><strong> </strong>rideresti per ore!</p>
<p>Poi un giorno l&#8217;appartamento sopra di me è stato venduto. Il nuovo inquilino si chiama Gian Piero ha 50 anni&#8230; e ora è qui vicino a me, ha appena finito di scoparmi&#8230; e ora tocca a me scoparmelo&#8230; un po&#8217; per uno dai&#8230;</p>
<p>ciao ciao baci!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Teste di cazzo]]></title>
<link>http://chirurgiagrafica.wordpress.com/2009/11/07/teste-di-cazzo/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 23:36:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chirurgo Grafico</dc:creator>
<guid>http://chirurgiagrafica.wordpress.com/2009/11/07/teste-di-cazzo/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://chirurgiagrafica.wordpress.com/files/2009/11/teste-di-cazzo-con-fumetto.jpg"><img src="http://chirurgiagrafica.wordpress.com/files/2009/11/teste-di-cazzo-con-fumetto.jpg?w=300" alt="Teste di cazzo con fumetto" title="Teste di cazzo con fumetto" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-1408" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fornicazione]]></title>
<link>http://rimardita.wordpress.com/2009/11/07/fornicazione/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:51:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>abraxas</dc:creator>
<guid>http://rimardita.wordpress.com/2009/11/07/fornicazione/</guid>
<description><![CDATA[Non mi frega un cazzo Della tua rivoluzione La sola cosa che voglio e&#8217;: Fornicazione! Non mi i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non mi frega un cazzo<br />
Della tua rivoluzione<br />
La sola cosa che voglio e&#8217;:<br />
Fornicazione!<br />
Non mi interessa qual&#8217;e&#8217;<br />
Il nocciolo della questione<br />
La sola cosa che voglio e&#8217;:<br />
Fornicazione!<br />
E&#8217; inutile che tu mi spieghi<br />
La teoria dell&#8217;evoluzione<br />
La sola cosa che voglio e&#8217;:<br />
Fornicazione<br />
Non penso mai alla morte<br />
E me ne sbatto della resurrezione<br />
La sola cosa che voglio e&#8217;:<br />
Fornicazione!</p>
<p>Phututor Maximus</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mangio troppa cioccolata?]]></title>
<link>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/06/mangio-troppa-cioccolata/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 07:23:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ibba Monni</dc:creator>
<guid>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/11/06/mangio-troppa-cioccolata/</guid>
<description><![CDATA[Troppo comodo scambiare la schiettezza con mancanza di tatto e la trasparenza con mancanza di ritegn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-1406 aligncenter" title="tumblr_kon9b0PEPa1qzbhzlo1_500" src="http://andreaibbamonni.wordpress.com/files/2009/11/tumblr_kon9b0pepa1qzbhzlo1_500.jpg" alt="tumblr_kon9b0PEPa1qzbhzlo1_500" width="450" height="674" /></p>
<p style="text-align:justify;">Troppo comodo scambiare la schiettezza con mancanza di tatto e la trasparenza con mancanza di ritegno. Solo perché l&#8217;ipocrisia regna, non significa che io non sia anti-monarchico! W LA REPUBBLICA DELLA VERITÀ</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri son sbottato, ho detto ciò che pensavo in barba alle solite convenzioni. Ne ho le scatole piene di sentirmi dire mezze verità giustificate dal quieto vivere e balle colossali giustificate dall&#8217;altrui voglia di farsi prendere in giro. Quieto vivere un cazzo! E se gli altri han voglia di farsi prendere in giro son fatti loro, ma io odio esser trattato da stupido, figuriamo se abbasso la testa per sembrarlo. Mai.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi son fatto una promessa un po&#8217; di tempo fa: mai incazzarsi per cose per cui non vale la pena. Lo sto facendo e ci sto riuscendo. Ma non riesco a non dire la mia se la cosa mi coinvolge, proprio perché non voglio accumulare sassolini nella scarpa o inghiottire i rospi fino a vomitare tutto insieme. Non ha senso far così.</p>
<p style="text-align:justify;">Meglio dire tutto e subito, predicando la mia frase preferita da tutta la vita: meglio dire le cose in faccia perdendo popolarità, che dire le cose alle spalle perdendo dignità. Se poi a qualcuno piace salvare le apparenze e quindi preferisce non-vedere-non-sentire-non-parlare, mi spiace per lui/lei, ma non può avere molto a che fare col sottoscritto.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono molto sereno, certe cose mi fanno sorridere, ma casco un po&#8217; dalle nuvole quando ho a che fare con Alice nel paese delle meraviglie nel 2009.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Fonte Foto<a href="http://haikalnoyes.blogspot.com/"> </a></em><a href="http://haikalnoyes.blogspot.com/">http://haikalnoyes.blogspot.com/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[3 stelle inferiore]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/2009/11/02/3-stelle-inferiore/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:13:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
<guid>http://sophieboop.wordpress.com/2009/11/02/3-stelle-inferiore/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Spiacente, ma questa sera siamo al completo&#8221; dice la donna alla reception da dietro la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Spiacente, ma questa sera siamo al completo&#8221; dice la donna alla reception da dietro la sua guardiola trasparente, guardandoci con gli occhi di chi ha visto troppo ma è convinto di non sapere niente.</p>
<p>Ci guardiamo in silenzio per un attimo, forse un po&#8217; troppo lungo. E spero che tu abbia la forza di leggermi nella mente.</p>
<p>&#8220;Se volete aspettare finché non si libera una camera, potete parcheggiare nella piazzola e sedervi nella hall.&#8221;</p>
<p>La donna dice &#8220;dovrebbe liberarsene una verso le 4&#8243; e le mie pupille si stringono stizzite di disappunto.</p>
<p>Io non ho voglia di aspettare. Non posso aspettare. E da come mi guardi, dalla stretta della tua mano sulla mia coscia, neanche tu.</p>
<p>Quando hai voglia di scopare non c&#8217;è nulla di più antipatico di trovare il motel con le camere otturate da altri corpi. Non c&#8217;è nulla di più spiacevole, soprattutto se la macchina davanti alla tua ha appena passato la sbarra che porta alle suites, e a comunicare l&#8217;ingrata notizia è una vecchia zitella arcigna che rosica come una cagna sfiancata dalla fame nel vedere tanto amore che le passa davanti agli occhi, sfrecciando veloce come le strisciate delle carta di credito.</p>
<p>&#8220;Bene. E adesso dove andiamo?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ci dovrebbe essere un altro motel da queste parti. Ma è un tre stelle.&#8221;</p>
<p>&#8220;Va beh, ce l&#8217;avranno un letto, no?&#8221;</p>
<p>Ingrani la retro, e ci allontaniamo sulla strada lucida e viscida, illuminata solo dalle insegne della zona industriale. Capannoni vuoti. Silenzi prefabbricati.</p>
<p>Fa freddo, piove, e io sono tutta bagnata da prima. Sopra, sotto, e in mezzo. Voglio solo un letto in una camera riscaldata per fare l&#8217;amore con te.</p>
<p>&#8220;Dai fermati&#8221;<br />
&#8220;Sei sicura?&#8221;<br />
&#8220;Sì&#8221;</p>
<p>La freccia ticchetta meccanica, poi tace e ci troviamo davanti a una costruzione grezza e a una sbarra. La guardiola è piena solo i luci al neon e mobili rivestiti di formica grigia. Tutto molto cheap. Ma lo sappiamo. Questa sarà la nostra avventura low cost. La nostra notte alla Bonnie &#38; Clyde in fuga dalla tachicardia infrasettimanale.</p>
<p>Non si vede nessuno, solo un principio di villaggio dell&#8217;amore. 3 stelle inferiore, con gli intonaci scrostati e le siepi calve. Aspettiamo ma ancora non si vede nessuno. Dopo un colpo di clacson emerge un signore sulla 60ina, i capelli bianchi e lo sguardo spento. So già che farà il tirchio. Gli diciamo che ci fermiamo per la notte. Per la modica cifra di 80 euro, da pagare subito, prego. E ribadisce con aria scocciata che le stanze &#8220;devono essere liberate entro e non oltre le ore 12&#8243;.</p>
<p>Il simpaticone fa cadere nella tua mano un blocco che sembra una tetta d&#8217;ottone, a cui è attaccata la chiave della camera numero 22. Ci dirigiamo verso la nostra camera, una casetta nascosta da cespugli che non hanno un incontro ravvicinato con il giardiniere da diverso tempo.</p>
<p>Aprendo la porta ci accorgiamo che la maniglia è montata al contrario.  Entriamo e la stanza si riveste debolmente di una luce triste e umida, squallida.</p>
<p>Squallida come la chiazza umidità che trasuda dal soffitto, come la doccia monoporzione castigata in un angolo del bagno. Una luce troppo corta, come la coperta marrone vecchia e spessa, ruvida di acari, come la superficie graffiata dello specchio, che non riesce a inquadrarti nei tuoi 182 cm. Fredda come il pavimento nudo e senza tappeto, come le lenzuola di cotone con le pieghe della stiratura che risalgono a un momento morto molto tempo fa. Una luce squallida, corta e fredda per noi due che ci baciamo in piedi, stringendoci nel passaggio davanti al letto, con la ventola della stufetta fa le fusa, come un gatto morente che canta la sua sinfonia di malinconie e topi mai catturati.</p>
<p>E pensare che dovevamo trovarci in un lussuoso motel a 4 stelle, con vasca idromassaggio doppia, letto king size, broccati e velluti, riscaldamento, marmi, luci soffuse. Ma è nel grigio che i colori risaltano di più.</p>
<p>Ti guardo nei tuoi occhi che mi guardano e capisco che non mi importa davvero di niente, di niente di tutto quello che abbiamo attorno, del mondo che c&#8217;è fuori e brulica più degli acari della nostra coperta. La butto sul pavimento, che ora avrà un tappetino, e mi lascio cadere sul letto, trascinandoti con me. E ci mettiamo a ridere. Sì, ridiamo a crepapelle e anche la chiazza di umidità sul soffitto ci fa ridere tanto da tagliarci il fiato. Ridiamo della doccia troppo piccola in cui potremmo stringerci meglio, ridiamo della stufetta rotta perché vicini ci riscalderemo di più. Ridiamo anche dello specchio troppo piccolo, che si perderà gran parte dello spettacolo, e ridiamo del pavimento freddo perché per non calpestarlo staremo sempre a letto.</p>
<p>Le tue mani iniziano a frugare sotto la mia maglietta, tirandola su, fin sopra il reggiseno. La tua lingua a esplorare il mio collo mentre le tue mani iniziano a slacciarmi in pantaloni, a sfilarli, lasciandoli a mezze gambe, a sfiorarmi piano piano.</p>
<p>&#8220;Dai, mi fai il solletico!&#8221;</p>
<p>&#8220;Prima godevi quando lo facevo, e adesso ridi? Eh?&#8221; e ti butti di nuovo, spietato, sopra di me.</p>
<p>&#8220;È che non posso farne a meno, &#8211; la tua mano mi sfiora ancora, e io mi contorco negli spasmi della risata – no, dai basta, ti prego!&#8221;</p>
<p>Ma tu continui, tormentandomi a piccole dose, ricominciando appena smetto di ridere. &#8220;Basta, basta lasciami in pace! Ma non lo sai che il solletico è una tortura?&#8221;</p>
<p>&#8220;Sarebbe una tortura che ti bloccassi le mani, così&#8221; &#8211; e la tua mano velocemente mi afferra i polsi bloccandoli dietro la mia schiena.</p>
<p>Di colpo smetto di ridere e la mia bocca smette di contrarsi, allentandosi in un sorriso strano, pervaso da un&#8217;illuminazione perversa, stupefatto per il brivido che mi è salito lungo la schiena. Mi mangi la bocca con un bacio, senza mai lasciarmi i polsi. Io la lascio lì, aperta, polposa, con gli occhi chiusi, offrendola ancora alla tua lingua e ai tuoi morsi, al tuo cazzo che ora se ne sta eretto, davanti a me,  come un idolo da venerare. E inizio a baciare la tua cappella, succhiandola come un frutto maturo, sussurrando piccoli morsi, fino a prenderlo tutto, abbracciandolo con la lingua devota.</p>
<p>Sempre tenendomi per i polsi, mi costringi dolcemente a girarmi e sorreggermi solo sulle ginocchia puntate sul materasso molle, offrendo anche il culo al culto del tuo piacere. Il mio respiro diventa più corto, incitato continuamente dal mormorare dell&#8217;eccitazione e dalla scomodità comandata della posizione. Mi lasci le mani per permettermi di sorreggermi meglio e mi dici di stare ferma. E io ubbidisco, perché ti ubbidisco sempre. Con le mani divarichi le mie natiche, fino a intravedere il fondo plug che mi hai fatto mettere prima di uscire. È un piccolo bulbo d&#8217;acciaio freddo, decorato con una gemma rosa alla base. E quella gemma viziosa e opulenta che ammicca dal mio culo stona così tanto in quell&#8217;ambiente privo di ogni lusso che lo togli, quasi strappandomelo di dosso, come un saggio indignato di fronte a una ricchezza inutile. Guardi estatico il mio vuoto dilatato e affamato dall&#8217;improvvisa privazione e poi ti sento venire più vicino a me, più addosso al mio dono nudo e sento il caldo del tuo cazzo duro che si posa in mezzo all&#8217;altare della mia carne, che si sfrega, che inizia a godere.</p>
<p>Con una mano inizi a toccarmi il clitoride gonfio di eccitazione, facendomi mugolare una litania di gemiti e contrazioni estatiche. Mi dici di continuare, mentre ti il metti il preservativo. E io continuo a masturbarmi con il fervore ipnotico di chi si vuole guadagnare un miracolo e la benevolenza del suo dio.</p>
<p>Quando torni mi afferri per i fianchi e benedici la parte più nascosta di me con uno sputo e  l&#8217;umido delle preghiere raccolte dalla mia mano.</p>
<p>Non c&#8217;è bisogno d&#8217;altro per far scivolare perfettamente il tuo cazzo dentro di me, seguendo con lenta e solenne voluttà il rituale del piacere che ti fa entrare e uscire da me, che mi fa entrare e uscire dalla realtà e da me stessa, per rivelarmi un godere che non avevo mai provato. Come se il mio culo fosse l&#8217;ingresso che porta ala trascendenza.</p>
<p>Come un&#8217;infinita corrente che scorre sui miei nervi, nelle mie viscere e mi dà alla testa, come una velocità così folle da farmi sentire il freddo sulla pelle e il fuoco che mi brucia in pancia, come una scossa di infinite illuminazioni orgasmiche che mi spinge a osannare il tuo cazzo dentro di me, cercando tutti i modi per celebrare il nostro amore e propiziare un sesso profano che mi lascia vuota di certezze e piena di vita, che urla rinata a ogni colpo, sempre più violento. Mi allontano bruscamente e ti faccio stendere sul letto, montandoti da sopra, posseduta dalla fame sfrenata che ho di te.</p>
<p>Lo voglio, lo voglio dentro di me, lo voglio sentire fino all&#8217;anima, lo voglio prendere sempre di più per riuscire ad afferrare la profondità nuda di questa sconvolgente visone carnale, che mi trascina in un&#8217;orgia di orgasmi non appena sento esplodere il tuo dentro di me. Deliro, tremo, urlo con gli occhi al cielo e la schiena inarcata nello spasmo, e la mia carne morde e sbraita e viene senza controllo, posseduta e liberata dal piacere.</p>
<p>Mi accascio sopra di te e ti bacio, stremata.</p>
<p>Dentro di noi, dentro la nostra stanza, si è appena concluso un talk show di organi genitali e gemiti sguaiati, liberi dai pudori della società, liberi dall&#8217;educazione della cultura, c&#8217;è un gesticolare sconnesso e furioso e un ballo di movimenti assetati di vita come pesci fuori d&#8217;acqua. Una scopata senza fronzoli e senza rimpianti che arraffa tutto quello che può con le sue mani ruvide di fatica, sporche di istinti, forti d&#8217;amore.</p>
<p>Fuori dalla nostra stanza, lì, nella realtà del corridoio del motel, inizia talk show popolare su taglie calibrate e detersivi tra le cameriere.</p>
<p>E noi ci addormentiamo tranquilli, perché non ci manca niente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la mia ossessione]]></title>
<link>http://schiavettabdsm.wordpress.com/2009/10/31/la-mia-ossessione/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 15:12:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>s.</dc:creator>
<guid>http://schiavettabdsm.wordpress.com/2009/10/31/la-mia-ossessione/</guid>
<description><![CDATA[lei sorregge delicatamente i testicoli con la mano sinistra mentre la destra impugna saldamente il c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ffffcc;">lei sorregge delicatamente i testicoli con la mano sinistra mentre la destra impugna saldamente il cazzo alla base</span></p>
<p><em><span style="color:#ffffcc;">&#8230; l&#8217;odore del tuo cazzo mi inebria il cervello &#8230;</span></em></p>
<p><span style="color:#ffffcc;">l&#8217;asta rigida e venosa è ben visibile tra la sua mano destra e la sua bocca</span></p>
<p><em><span style="color:#ffffcc;">&#8230; la sensazione del tuo cazzo duro sul mio viso &#8230;</span></em></p>
<p><span style="color:#ffffcc;">la sua cappella turgida le riempie la bocca deformandole il volto</span></p>
<p><em><span style="color:#ffffcc;">&#8230; apro avidamente la bocca e ingoio la tua cappella &#8230;</span></em></p>
<p><span style="color:#ffffcc;">lei è inginocchiata ai suoi piedi come una docile schiava</span></p>
<p><em><span style="color:#ffffcc;">&#8230; lascio ricadere la testa all&#8217;indietro per prenderti il cazzo sempre più a fondo, nella gola &#8230;</span></em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-154" title="ossessione" src="http://schiavettabdsm.wordpress.com/files/2009/10/gil.jpg" alt="ossessione" width="420" height="650" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cazzoillavorocazzo! (dopo il fast food, il fast post)]]></title>
<link>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2009/10/30/cazzoillavorocazzo-dopo-il-fast-food-il-fast-post/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:18:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcozifgim</dc:creator>
<guid>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2009/10/30/cazzoillavorocazzo-dopo-il-fast-food-il-fast-post/</guid>
<description><![CDATA[Racconto. Un arrotino fa il filo a un&#8217;accetta. Tre mesi dopo la sposa.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:Verdana,monospace;">Racconto.</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:Verdana,monospace;">Un arrotino fa il filo a un&#8217;accetta.<br />
Tre mesi dopo la sposa.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Buco Sbagliato - The Wrong Hole]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/2009/10/30/il-buco-sbagliato-the-wrong-hole/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 23:12:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
<guid>http://sophieboop.wordpress.com/2009/10/30/il-buco-sbagliato-the-wrong-hole/</guid>
<description><![CDATA[Ovvero: quando il culo te la canta Meno male che aveva il preservativo! E comunque, anche lei ha un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em>Ovvero: quando il culo te la canta</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/9Ibxs6--lFI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/9Ibxs6--lFI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">Meno male che aveva il preservativo! E comunque, anche lei ha un po&#8217; ragione&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">tnks to <a href="http://betapensiero.blogspot.com/" target="_blank">Benedetto</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[M'arrazzo]]></title>
<link>http://thesnowdogblog.wordpress.com/2009/10/28/marrazzo/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 18:02:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ted</dc:creator>
<guid>http://thesnowdogblog.wordpress.com/2009/10/28/marrazzo/</guid>
<description><![CDATA[Massima solidarietà per la vicenda umana, ma mi sono venute in mente un paio di cose: Un buso el xè ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Massima solidarietà per la vicenda umana, ma mi sono venute in mente un paio di cose:</p>
<ul>
<li><em>Un buso el xè un buso e el casso nol gà i oci </em>-<strong> Detto popolare veneto</strong></li>
<li><em>Il culo è la figa del 2000 </em>- <strong>Anonimo</strong></li>
</ul>
<p><strong></strong><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sogno o son desto?]]></title>
<link>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/10/27/sogno-o-son-desto/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 07:59:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ibba Monni</dc:creator>
<guid>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/10/27/sogno-o-son-desto/</guid>
<description><![CDATA[Un mio collega di teatro col quale ho fatto già uno spettacolo e avrei dovuto fare il prossimo, è mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-1391 aligncenter" title="a" src="http://andreaibbamonni.wordpress.com/files/2009/10/a.jpg" alt="a" width="450" height="360" /></p>
<p style="text-align:justify;">Un mio collega di teatro col quale ho fatto già uno spettacolo e avrei dovuto fare il prossimo, è morto giovanissimo all&#8217;età di 22 anni. Era simpatico, intelligente e con una verve comica innata. Splendeva anche nelle sfumature drammatiche, ma il destino ha voluto che lasciasse il palcoscenico e il suo futuro prematuramente. La sua ragazza, la sua famiglia. Ho pianto tantissimo e mi son confidato con una signora che <span style="text-decoration:line-through;">o</span> ho conosciuto l&#8217;estate scorsa per una settimana al Campo di Jerzu. Grande preoccupazione il fatto che ora il regista debba sostituirlo a un mese dal debutto. E giù altre lacrime.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono visto con un sacco di persone che non frequento più da tempo per un viaggio in macchina. Abbiamo ovviamente litigato, son volate parole grosse, anzi grossissime. Era ora che dicessi davvero apertamente tutto ciò che mi passava per la testa, senza pudore, senza preoccuparmi di ferirli. Una strage, un vomito di parole. E dire che di solito sodomizzo le persone che odio o con cui non vado d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align:justify;">Una volta avevo litigato ferocemente con una mia compagna di classe. Parole durissime per un motivo futilissimo. Beh, è risuccesso, una seconda volta, stessa motivazione e stesse parole, posto e dinamiche. Ma stavolta nella realtà, non nel sogno.</p>
<p style="text-align:justify;">I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor?</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà, ma io e i miei sogni abbiamo avuto sempre uno strano legame che a stento ho decifrato.  Do una mia personale interpretazione ai sogni: non mi limito a ciò che sogno, ma interpreto dando e capendo ciò che quella persona/cosa/luogo significa per me e quindi cosa in realtà significa quel sogno. Complicato, ma efficiente. Quanto ai sogni premonitori,grazie  a dio mi capitano di rado.</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vinul misogin]]></title>
<link>http://cenusespune.com/2009/10/25/vinul-misogin/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:04:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>chaka</dc:creator>
<guid>http://cenusespune.com/2009/10/25/vinul-misogin/</guid>
<description><![CDATA[De la italieni, rezerva din &#8216;69 :]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>De la italieni, rezerva din &#8216;69 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  :</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1145" title="vinocazzo" src="http://cenusespune.wordpress.com/files/2009/10/vinocazzo.jpg" alt="vinocazzo" width="350" height="467" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fine?]]></title>
<link>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/10/24/1383/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:27:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ibba Monni</dc:creator>
<guid>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/10/24/1383/</guid>
<description><![CDATA[Una settimna al fulmicotone. Fulmicotone&#8230;.espressione bizzarra. Ma che cazzo vuol dire? Certe ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-1382 aligncenter" title="tumblr_krb0iauoHr1qzzhs8o1_400" src="http://andreaibbamonni.wordpress.com/files/2009/10/tumblr_krb0iauohr1qzzhs8o1_400.jpg" alt="tumblr_krb0iauoHr1qzzhs8o1_400" width="320" height="480" /></p>
<p style="text-align:justify;">Una settimna al fulmicotone. Fulmicotone&#8230;.espressione bizzarra. Ma che cazzo vuol dire? Certe volte mi sorprendo a parlare vecchiese. Questa settimana ho fatto in quattro giorni, tre spettacoli differenti e tutto è filato liscio, incubi a parte. Questa settimana sono diventato, pare, agente di Laura Scimone, che più ne scrivo il nome più m&#8217;annoio ormai. Questa tizia s&#8217;è rotta le palle di tutto il mondo di internet e credo che tra poco andrà ospite da Barbara ciòdubocce D&#8217;Urso e poi scomparirà nel nulla come una bolla di sapone. E buonanotte al secchio. Non ne posso più di email, commenti su facebook di gente che mi chiede ragguagli. Ma forse non sono l&#8217;unico che dà di matto in proposito, perché è arrivato sul web un ometto tanto fine ed educato, che se la prende con qualcuno senza senso, in un video finemente titolato: <strong>Laura Scimone fammi un pompino.</strong>Vorrei avere un euro per ogni volta in cui dice &#8220;cazzo&#8221; in questi sette minuti e mezzo.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZoPULN-laB0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ZoPULN-laB0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le voglie di Anna - seconda parte (racconto di Paola28)]]></title>
<link>http://diagorasrodos.wordpress.com/2009/10/22/le-voglie-di-anna-seconda-parte-racconto-di-paola28/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:40:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Diagoras</dc:creator>
<guid>http://diagorasrodos.wordpress.com/2009/10/22/le-voglie-di-anna-seconda-parte-racconto-di-paola28/</guid>
<description><![CDATA[VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Le voglie di Anna &#8211; seconda parte (racconto di Paola28) Lore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><b><br />
<font size="2" face="Arial"><br />
<a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></font></b></p>
<p>Le voglie di Anna &#8211; seconda parte (racconto di Paola28)</p>
<p>Lorenzo è di parola. Incomincia a cercare, tramite internet, superdotati per la moglie ma non solo per lei. Il vedere la miriadi di cazzi che gli mandano in foto gli crea eccitazione e più di una volta è costretto a ricorrere alla masturbazione.<br />
Contemporaneamente si rivolge pure ad una agenzia per la ricerca di un maschio di colore da assumere come domestico.<br />
Con l’agenzia è più fortunato poiché dopo pochi giorni lo mettono in contatto con un nigeriano a cui sta scadendo il permesso di soggiorno. La corporatura di questo gli ricorda Jamel. Stessa altezza, stessa muscolatura stessi occhi intelligenti, … speriamo stesso cazzo pensa tra se. Prima di assumerlo però è deciso a controllargli di persona il sesso. </p>
<p>Lo porta a casa quando sua moglie non c’è. Gli fa vedere la casa e la stanza a lui destinata. Rahid dà l’impressione di essere rimasto contento. Vedendogli nel viso un sorriso compiaciuto gli fa la richiesta: mi fai vedere il tuo sesso: Rahid subito dà l’impressione di non avere capito. Lorenzo allora ripete la richiesta e si aiuta con dei gesti. Il ragazzo capisce e sorridendo si abbassa i pantaloni. Lorenzo rimane a bocca aperta nel vedere il gran cazzo che Rahid ha messo in mostra. Vorrebbe prenderlo tra le mani ma si trattiene. Con un sorrisino nervoso dice: ok puoi coprirti, penso che mia moglie sarà contenta di te.<br />
Nel riaccompagnarlo gli fissa un appuntamento per l’indomani mattina. Tramite qualche amico accelera la pratica per la riconferma del soggiorno e lo porta in un ambulatorio di analisi cliniche. Vuole essere certo che Rahid non abbia malattie. Le analisi sono perfette, il permesso di soggiorno sta per essere rinnovato. Lorenzo la sera stessa ne parla con Anna e le racconta tutto.<br />
Sono a letto e lei lo ascolta attentamente. Percepisce un fremito tra le cosce quando lui gli dice del cazzo. Anna sospira e in mancanza d’altro si contenta di fare un pompino al suo maritino che si è fatto in quattro per assicurargli delle splendide scopate.<br />
Controllando tra le foto ricevute con le mail si rende conto che nessuno ha il cazzo come quello del ragazzo. Nondimeno si ripromette periodicamente di controllare la posta nella speranza che qualche bella novità possa uscire fuori.</p>
<p>Rahid assume servizio nel primo pomeriggio di un sabato. Anna sente il cuore in bocca quando Lorenzo apre la porta. Anche se sa quello che vuole, una certa agitazione la possiede. Essendo una calda giornata dei primi giorni di agosto ha addosso solamente una vestaglietta e un minuscolo perizoma. Il leggero tessuto dell’indumento lascia trasparire la rotondità delle tette con i capezzoli scuri già duri per l’eccitazione e la sagoma delle natiche che il perizoma lascia generosamente alla vista.<br />
Dopo le presentazioni Anna accompagna Rahid nella stanza a lui destinata e gli mostra pure il bagno che potrà usare. Rahid dà l’impressione di essere molto educato e ringraziandola dice: ho capito padrona. Il viso della donna s’infervora e lei con calma gli dice che non vuole essere chiamata padrona. Lui l’ascolta è poi dice: allora come la debbo chiamare? Allora sorridendo risponde: o mi chiami Anna oppure, se proprio non ci riesci signora, io preferisco che tu mi chiami Anna!<br />
Rahid è furbo e ricollegando pure la richiesta di Lorenzo di osservargli il cazzo e le analisi fatte fare ha capito che oltre a fare le pulizie dell’appartamento deve gestire la sua padrona.<br />
Dopo cena Anna è inquieta. La sua femminilità prude all’impazzata. È nuda davanti allo specchio e nota che ha i capezzoli durissimi e la fica, oscenamente aperta, lascia vedere la rosata vagina e la clitoride turgida. Non resiste, bofonchiando: lo voglio subito, si dirige nel soggiorno. Rahid sta guardando la tv insieme a Lorenzo. Appena la vede tutta nuda ha un sussulto. Lei si avvicina, lo prende per la mano e gli sussurra: dai! Vieni con me! Aiutami a fare il bagno. Sìììì! … signoraaaa! … Mormora Rahid alzandosi. Anna lo prende per un braccio e lo guida non nel bagno ma bensì nella stanza da letto. Ti voglio subito! Il bagno me lo farai un’altra volta!</p>
<p>È lei che lo denuda completamente. Il cazzo è veramente grosso. Lei l’osserva e pensa: Lorenzo aveva ragione a descrivermelo fantastico. Lo prende tra le mani e inizia a soppesarlo. Ora è tutto teso e il glande ha assunto la forma della testa di un fungo. Mamma mia … quanto è bello! Esclama mentre con la lingua inizia a leccarlo. Lo percorre tutto dal buco del glande fino ai coglioni lasciando sopra la pelle la scia della sua saliva. Stringe le palle nelle mani e sente che sono belli pieni. Ora oltre a leccare inizia a succhiare quel cazzo palpitante. Lo prende tra le labbra e se lo fa arrivare fino in gola. Inizia un pompino e si scalda ancora di più quando le mani del ragazzo iniziano a scandagliarle la fica. Rahid non si limita e ficcarle dentro la fica due dita ma dopo avere raccolto parte degli umori che colano dalla sua vagina le infila pure un dito dentro il culo.<br />
Lorenzo li osserva e sorride. Pure lui si è denudato completamente e osservandoli si sega il cazzetto.<br />
Anna ansima di piacere ed emette mugolii che lasciano intuire la sua eccitazione. Alla sua fica non bastano più le due dita, allora lei si stacca da Rahid, si stende sul letto, allarga le cosce più che può incurante di mettere in mostra la fica, oscenamente divaricata, che lascia vedere il rosso bagliore dell’interno.<br />
Ora è Rahid che gestisce le operazioni. Indirizza il cazzo nella fessura palpitante e lentamente inizia a farlo penetrare dentro. Anna sobbalza e malgrado ha la fica che cola di umori femminei si sente allargare il suo canale di donna. Il cazzo è decisamente grosso e le procura piacere immenso nel farsi strada nell’antro bollente. Grida di piacere e goduria nel percepire che quel membro enorme le sta dilatando la vagina al limite della sua elasticità. Sente ora che il cazzo fa pressione nel collo dell’utero e chiede con voce sommessa: molto ne manca per averlo ficcato tutto dentro? Qualche centimetro è la risposta che all’unisono danno sia Rahid che Lorenzo. Ficcamelo tutto dentro! Dai! Non preoccuparti! Sfondami! Al colpo secco ha la sensazione che il cazzo le debba uscire dalla bocca. La pressione sull’utero è aumentata ma le gioia di percepire i coglioni che ballano sul suo culo la manda in estasi.</p>
<p>Rahid inizia a fare dentro e fuori. Ogni entrata ed uscita ad Anna procura brividi enormi. Il ragazzo sembra instancabile. Continua per molto nel suo movimento di dentro fuori che producono in lei una infinità di orgasmi che si susseguono in continuazione. Ansima, grida, borbotta, dice parole incomprensibili mentre il suo corpo trema, vibra e sobbalza per l’intensità del piacere. L’ennesimo orgasmo la prende nel momento stesso che Rahid le esce il cazzo dalla fica ed inizia a riversarle su tutto il corpo la calda produzione dei suoi coglioni. I fiotti che il cazzo del ragazzo emette sembrano non terminare mai. Anna ha la prontezza di prendere quel cazzo che si impenna nella sua bocca avida e potere cosi conoscere il sapore dello sperma del suo nuovo amante.<br />
Proprio così. Rahid più che un domestico è l’amante di Anna. Lei se lo coccola e si gode le gioie sessuali che lui le sa dare. Lei, anche se Rahid era reticente temendo di farle del male, ha voluto provare a farselo mettere nel culo. Le è entrato dentro e con molta fatica, pur usando molta vaselina, solamente il glande. Il dolore è stato intenso e da allora è entrata nella determinazione di godersi quel meraviglioso esemplare di cazzo la dove le da piacere e gioia.<br />
Lorenzo nel frattempo continua ad eccitarsi con la visione delle scopate e dei pompini della moglie con Rahid ma anche con i cazzi che ancora gli arrivano in foto per mail. Un giorno riceve una foto veramente interessante. Un bel cazzo impennato che si erge quasi a toccare l’ombellico del possessore. In tale posizione ne aveva visto qualcuno nei film hard. Lo fa vedere alla moglie che rimane entusiasta. Anna egoisticamente pensa che potrebbe avere trovato il cazzo da prendere nel culo mentre Rahid le scopa la fica.<br />
Rahid stando in quella casa da quasi venti giorni ha capito tutto. È arrivato alla determinazione che il padrone gode nel sentirsi umiliato allora decide di dare pure a Lorenzo il godimento che non ha il coraggio di chiedere.</p>
<p>È a casa con Lorenzo. Sa che Anna rientrerà da li a poco ed allora si avvicina al “suo padrone” ed inizia a toccargli il culo e il cazzo. Lorenzo ci sta. Si spoglia completamente e chiede ad Rahid di fare altrettanto. Ora i due maschi completamente nudi sono l’uno di fronte all’altro. Il cazzo di Lorenzo al confronto di quello di Rahid sembra un piccolo modellino. Rahid inizia a palpargli il culo mentre mette il suo cazzo nelle mani dell’altro. Lorenzo geme ed allora il ragazzo gli dice: prendilo in bocca e fammi un pompino! Lorenzo s’inginocchia, prende tra le mani il cazzo che inizia ad indurirsi e lentamente se lo mette in bocca. Fa scorrere la lingua come ha visto fare alla moglie. Poi lo prende in bocca e incomincia a pomparlo. Rahid sente la porta che si apre ed allora dice: dai schiavetto succhia con più forza! … Così! … Bravo! … Sempre più forte! … Ma sai che mi sembri proprio una vera puttana! … Sei brava! … sai tirare dei bei pompini! … Anna sente Rahid e capisce che il godimento del marito è al massimo in quanto ha raggiunto il vertice della sua umiliazione.<br />
Le umiliazioni sono cominciate a Capo Verde godendo nel vedere la moglie mentre viene scopata da Jamel. Sono continuate a casa osservando attentamente tutto quello che lei ha fatto con Rahid. Ora è lui che gode nel sentirsi chiamare puttana e pompinara. Il culmine arriva quando il ragazzo gli viene in bocca e gli fa ingoiare i succhi dei coglioni. Lorenzo beve e manifesta tutto il suo godimento nel menarsi mentre lo sperma dell’altro gli si riversa nella gola.<br />
Le umiliazioni subite piacciono a Lorenzo il quale fa capire ai due amanti che mentre loro godono scopando desidera che lui venga umiliato con parolacce di qualsiasi genere.<br />
Anna in un primo momento cerca di dissuaderlo ma poi vista l’insistenza del marito si ci mette pure lei di buzzo buono ad apostrofarlo in modo adeguato.<br />
La situazione nella casa è a questo punto quando Lorenzo riceve la mail con il cazzo che l’entusiasma.</p>
<p>Dopo l’assenso di Anna lui si premura a rispondere alla mail. La risposta dell’altro è immediata. Si presenta come Marco, ha 33 anni e si scopre che abita nella stessa città. Appena Anna lo sente va in sollucchero e dice: ma allora possiamo organizzare un incontro a tempo breve! Si stabilisce per un sabato, cosi non c’è l’assillo per l’indomani poiché la giornata non è lavorativa.<br />
Essendo alla fine di agosto i condomini iniziano a rientrare nelle rispettive abitazioni. Poiché loro non voglio crearsi impacci decidono di recarsi nella casetta di campagna che possiedono e cosi essere liberi di fare i loro comodi lontani da occhi indiscreti. Anna e Rahid danno l’ultima sistematina alla casa mentre Lorenzo si reca all’appuntamento fissato per incontrare Marco e fargli conosce il posto.<br />
Anna sente il rumore delle due auto che arrivano ed esce per accogliere il nuovo ospite. Nel vederlo ha un sussulto. È un suo ex alunno! Un poco di buono che andava dietro a tutte le gonnelle in movimento. Pure lui la riconosce e dopo un primo momento di sbalordimento si avvicina alla donna dicendo: che piacere incontrare la mia ex professoressa!<br />
Il viso di Anna è di brace. Marco sa perché si trova la e lei ora teme che quel fottuto di alunno la sputtani con tutti. Rahid, che era stato informato di quello che dovevano fare, s’avvede del malumore della sua amante e le si avvicina. Pure Lorenzo intuisce che c’è qualcosa che non è andata per il verso giusto ma riesce a capacitarsi quando sente Marco dire: che piacere incontrare la mia ex professoressa!<br />
Il grave silenzio viene rotto da Marco che dice: Professoressa Anna stia tranquilla! In passato sono stato uno scavezzacollo e ancora lo sono. Nessuno saprà mai quello che faremo tra noi. Sono sposato e non mi va che mia moglie venga a sapere che mi diletto facendo sesso con altri. Quindi se lei vuole possiamo portare avanti il rapporto che ancora deve iniziare, caso contrario io vado via e le garantisco che mai nessuno saprà nulla dalla mia bocca.<br />
Queste parole tranquillizzano alquanto Anna che ora sentendosi più rilassata chiede alcune notizie al suo ex allievo.</p>
<p>Iniziano a discutere sul passato e le parole più per ricordare servono a rasserenare l’ambiente. Anna ora è tranquilla e sente che deve essere lei a rompere il ghiaccio. Infatti sedendosi su un divanetto scompostamente e mettendo volutamente le cosce in mostra dice a Marco: poiché sai del perché ci stiamo incontrando mostraci il tuo capitale.<br />
Marco non si fa pregare, si alza, sfibbia la cintura, e in un colpo solo si sfila pantaloni e mutande. Il suo cazzo bianco risalta con la parte del corpo totalmente abbronzata. Ha un cazzo decisamente intraprendente perché appena sente la libertà inizia a vibrare mettendosi ad alzare la cresta. Contemporaneamente lei si sfila il leggero vestitino e rimane completamente nuda non avendo indossato nulla sotto. Si avvicina a Marco, gli prende il cazzo nella mani e nota che già è bello e scappucciato. Ora il cazzo è come nella foto. Tutto alto e con il glande che tocca quasi l’ombellico. Lorenzo si lecca le labbra e lentamente si spoglia. Rahid aspetta un cenno della donna per iniziare a recitare la sua parte. Lei si delizia nel menare lentamente il pene del suo ex alunno. Lo sega e gli stringe i coglioni. È un bel cazzo e le darà delle soddisfazioni. Si porta nella stanza da letto e si mette a pecorina. Lui le tocca la fica, si accorge che è tutta bagnata e senza pensarci due volte dirige il suo attrezzo nella fenditura palpitante. Marco ci sa fare. Mentre col cazzo le scopa la fica con movimenti decisi, portandola in breve alla soglia del godimento, con le mani le stuzzica i capezzoli e la clitoride. Lei ansima ed inizia a gridare. Grida senza ritegno sapendo che non la potrà sentire nessuno e riempie con i suoi succhi le mani del maschio che la cinge a se e le lavora la fica ardente in un modo fantastico. Anna si ritrae e contemporaneamente fa un cenno al sua amante. Rahid allora si stende sul letto. Lei si mette in ginocchio e s’impala nel mastodontico cazzo del suo stallone che suscita l’ammirazione del nuovo venuto. Marco capisce che a lui tocca il culo e prendendo i succhi che colano dalla fica della sua ex professoressa, unge per bene il buco del culo della donna e il suo cazzo e poi lo poggia nel buco del culo. Lei sospira e lui inizia a pressare. Il cazzo dapprima fatica a entrare dentro il retto visto l’enorme sesso che guazza dentro la fica ma poi Marco, quasi con cattiveria, fa pressione e appena la cappella si fa strada, nell’ano caldo, la sodomizza senza farsi tanti scrupoli.</p>
<p>Lorenzo tutto nudo si mena l’uccellino e si mette un dito dentro il culo. lei grida come una pazza. Gode come una vacca. Di dietro Marco le da gran colpi di cazzo e ad ogni colpo le grida: godi puttana! … Godi troia! … Grida il tuo piacere grandissima vacca e puttanona! … Godi pompinara! &#8230; Mai nessuno l’aveva apostrofata in tal modo. Il sentirsi rivolgere queste parole aumenta la sua libidine e il suo corpo continua a richiedere sempre di più. Vede il marito che si mena il cazzetto e gli fa cenno di avvicinarsi. Se lo fa mettere in bocca ed inizia a tirargli un bel pompino. Lui geme e poiché già è venuto riesce a godersi il pompino che la moglie generosamente gli elargisce.<br />
Il piacere di Anna raggiunge il vertice del sublime quando i due maschi gli riempiono di sborra contemporaneamente la fica e il culo. Pure il marito fa il suo dovere e nel suo piccolo immette nella bocca della moglie le sue goccette di sperma.<br />
La serata è andata come Anna l’aveva sognata e il suo godimento è durato a lungo. Si è fermato quando sia lei che i suoi maschietti hanno esaurito le proprie forze.<br />
Dopo più di un anno Rahid è ancora alle dipendenze di Anna e del marito. Marco passa quasi tutti i fine settimana con loro e a lei il piacere è assicurato costantemente. È riuscita nel tempo a prendere nel culo poco più della metà del grosso cazzo di Rahid. Pure Lorenzo ha i suoi momenti di piacere perché oltre ad umiliarsi nel fare pompini ai due maschi, amanti di sua moglie, è riuscito a farsi inculare da Marco. Col cazzo di Rahid non ha voluto provarci perché, sentendo le grida della moglie quando se lo prende nel secondo canale, ha il timore che quello il culo glielo spacca per sempre.<br />
Il desiderio di Anna è quello di ritornare a Capo Verde e ringraziare “carnalmente” il suo primo amante temporaneo: Jamel.</p>
<p>FINE</p>
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<title><![CDATA[Le voglie di Anna - parte prima (racconto di Paola28)]]></title>
<link>http://diagorasrodos.wordpress.com/2009/10/22/le-voglie-di-anna-parte-prima-racconto-di-paola28/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:19:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Diagoras</dc:creator>
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<description><![CDATA[VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Le voglie di Anna &#8211; parte prima (racconto di Paola28) Questo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><b><br />
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<p>Le voglie di Anna &#8211; parte prima (racconto di Paola28)</p>
<p>Questo racconto racchiude la storia realmente vissuta da una coppia di amici. Li ho conosciuti perché si sono messi in contatto con me dopo la lettura dei miei racconti. Mi hanno scritto sinteticamente la loro storia e mi hanno pregata di tirarne fuori qualcosa. Poiché la trama mi ha intrigata mi sono messa al lavoro ed è venuto fuori il racconto: “Le voglie di Anna” che si sviluppa in due puntata.<br />
Loro l’hanno letto e sono rimasti contenti e mi hanno esortata a pubblicarlo. Ho esaudito il loro desiderio e spero che il racconto trovi il favore dei lettori.<br />
È ovvio che questo racconto è dedicato all’amica protagonista e a suo marito.</p>
<p>È la storia di una coppia di coniugi. Lei Anna 48 anni, alta 1,65, una seconda di seno, un bel fisico interessante, un bel sederino che mette in mostra solamente quando indossa abiti molto aderenti.<br />
Lui, Lorenzo 52 anni, alto 1,75, leggermente soprappeso ha una classica pancetta da commendatore.<br />
Sono entrambi docenti in un Liceo della loro città. Lei, pur essendo una donna decisamente affascinante, è arrivata vergine al matrimonio. Lui non ha avuto storie con altre donne prima di sposarsi. In ciò avrà sicuramente influito la preoccupazione di avere un cazzo piccolino. Ha conosciuto Anna nel posto di lavoro. Erano e ancora oggi sono colleghi. Anche lei aveva le sue fisime e, pur avendo voglia di stare con un uomo, faceva di tutto per non farsi notare. Un giorno di pioggia Anna accettò il passaggio in macchina che le offrì Lorenzo e d’allora ebbe iniziò la loro storia. Il fidanzamento fu breve e, pur non essendo più giovanissimi, arrivarono al giorno fatidico entrambi vergini. Infatti il senso di rispetto di lui e la discrezione di lei non li hanno portati oltre allo scambio di qualche bacio.</p>
<p>Fino ad allora l’unico piacere sessuale che entrambi avevano provato era quella che veniva dalle masturbazioni.<br />
Anna, pur non avendo avuta occasione di vedere altri cazzi, nella prima notte di nozze scopre che il fallo di suo marito non è un granché. Inoltre riscontra lui soffre pure di eiaculazione precoce. La prima notte non è un fiasco totale perché, finalmente, dopo la seconda venuta, lui riesce a scopare la moglie. Del suo primo rapporto sessuale Anna ha il ricordo di un leggerissimo fastidio, per la rottura dell’imene, e del cazzo di Lorenzo arrossato dal suo sangue. Cosa sia orgasmo e godimento inutile parlarne.<br />
Lei, dopo la delusione della prima notte, ha fatto l’abitudine ai due difetti del marito e poiché non si vive di solo cazzo, è riuscita a conoscere meglio Lorenzo e a trovare insieme il modo di potere godere lo stesso. La lingua di lui è sempre stata un’alternativa al pene e da buon linguista è riuscito a dare alla compagna quello che il cazzo fallava.<br />
Il loro menage ha vissuto un momento di crisi circa sei anni fa. Essendo entrambi persone intelligenti, sono riusciti a dare una scossa e superare il momento negativo grazie alla scoperta della visione di film hard. Dopo ogni visione sentivano la voglia e il desiderio di fare sesso e in tal modo riuscivano a soddisfare le voglie dei loro sensi.<br />
La loro vita coniugale scorre su questi binari fino a quando non decidono di fare una vacanza a Capo Verde.</p>
<p>Nel meraviglioso arcipelago posto nell’oceano Atlantico, Anna scopre la sua calda natura di donna. Conosce un ragazzo indigeno. Appena lo vede il suo corpo ha un fremito. Percepisce una fitta, a lei fino ad allora sconosciuta, nel basso ventre. Il ragazzo ogni volta che l’incontra la saluta servilmente e le sorride con i suoi meravigliosi denti bianchissimi. Ad ogni suo sguardo Anna rimane sconvolta. Verso quel bel giovane, dal corpo sodo e tutto muscoli, intuisce di avere un debole. Una notte svegliandosi inizia a pensare di trovarsi tra le braccia del ragazzo. Si meraviglia moltissimo che a tale pensiero la sua femminilità inizia a inumidirsi e a prudere. Scopre sensazioni mai provate ma che le risultano molto piacevoli. Allora per la prima volta da quando è sposata si trova a scandagliarsi la passera con le dita. Percepisce il clitoride teso e lentamente inizia a menarselo. Soffoca i suoi gemiti per non farsi sentire dal marito, che le dorme profondamente accanto, e quando soddisfatta e col corpo tutto tremante per il piacere provato viene mette la mano stretta e si tappa la fica per paura che i suoi succhi femminei possano macchiare le lenzuola. Si alza, va in bagno, si lava la fica e poi, col seno ancora palpitante dal piacere provato, si rimette a letto. Si addormenta poco dopo ma nel suo cervello è scattata una molla. </p>
<p>La mattina seguente avrebbero dovuto fare un’escursione. Lei con una scusa resta al villaggio mentre Lorenzo va a farsi la gitarella.<br />
Ormai le sue idee sono chiare. Appena vede il ragazzo di colore invece di scansarlo, come ha fatto fino ad ora, si ferma e gli sorride affabilmente. Lui si avvicina e dice: la signora non è andata in escursione? … Vuole venire a vedere il villaggio con Jamel?<br />
Anna accetta e in breve si trova in una insenatura meravigliosa e solitaria. Indossa un bikini e sopra un trasparente copricostume. Il ragazzo l’invita a fare il bagno. Lei sorridendo si leva il copricostume e entra nel meraviglioso azzurro mare. Jamel l’osserva e levatosi i pantaloncini si tuffa in acqua completamente nudo. Anna rimane abbagliata da quello che vede. Mai, dal vivo, aveva visto cazzi all’infuori di quello piccolino del marito. I cazzi grossi li aveva scoperti nei film hard che aveva visionato insieme a Lorenzo. Il cazzo del ragazzo è di una lunghezza e grossezza che mai avrebbe pensato.</p>
<p>Lui si avvicina e la prende tra le braccia. Percepisce le voglie della donna e insinua le mani sotto il reggiseno. Lei non si oppone. Le piacciono le dita che stuzzicano i capezzoli che al contatto diventano ancora più duri. Ansima e sospira di desiderio. Mai il suo corpo ha vibrato in tal modo. Ora una mano del ragazzo s’intrufola nello slip. Lei, ormai in trance, allarga le cosce e si fa toccare la fica. Il ragazzo sospirando la prende tra le braccia, esce dall’acqua e l’adagia sulla sabbia bianca e sottile. Prima le sgancia il reggiseno e poi le sfila lo slip. Anna lo lascia fare perché orami è decisa a godersi il piacere che sicuramente sarà capace di darle quel meraviglioso membro teso e che le palpita sotto il naso.<br />
Si abbandona alle carezze di Jamel che la mandano in estasi. I suoi gemiti diventano incontrollati e liberi da freno quando lui la penetra con il suo immenso pene. Il cazzo sembra un martello pneumatico che la stantuffa a lungo instancabilmente e la fa venire copiosamente una marea di volte. Il membro le riempie tutta la vagina e lo sente urtare sul collo dell’utero. Ad ogni colpo il suo corpo viene percorso da scariche e vibra tutto. Dopo l’ennesima venuta sente che pure lui è sul punto di scoppiare. La sua preoccupazione è che gli venga dentro la fica. Invece Jamel, che ci sa fare, al momento giusto lo tira fuori e sborra i suoi infiniti fiotti sui peli del pube, sulla pancia, sulle tette e sul viso di Anna che inconsciamente lecca lo sperma che si adagia nelle vicinanze della sua bocca e lo trova di suo gradimento.</p>
<p>Rimessi reggiseno, slip e copricostume rientrano al villaggio. Grande è la sua sorpresa quando scorge Lorenzo che l’aspetta seduto ad un tavolino del bar. Jamel è ancora vicino a lei e la sensazione che suo marito abbia capito tutto si fa strada nella sua testa. Infatti Lorenzo, vedendo lo splendore del suo viso fa una smorfia che lei non riesce a comprendere se di piacere o di fastidio. Ha paura che lui abbia intuito qualcosa di quello che è successo.<br />
Saluta il ragazzo e si dirige verso il marito. Ha paura della sua reazione ma non succede nulla. Apprende che è tardissimo e arriva alla conclusione che quel ragazzo l’ha scopata e sollazzata per quasi 4 ore, cosa mai successa a lei. Il marito non sembra rabbuiato, le propone di prendere un aperitivo e lei accetta senza indugi. Dopo si recano in camera per vestirsi e recarsi al ristorante.<br />
Durante il pranzo si accorge che Lorenzo la guarda con occhi particolari. Non sembra incazzato ma piuttosto sembra desideroso di conoscere quello che lei ha fatto.<br />
Stanno passeggiando in riva al mare quando lui chiede: sei stata con quel ragazzo? Lei annuisce e cerca di bisbigliare qualcosa. Lui sorridendo dice: ti è piaciuto? La sua risposta è affermativa. Allora lui fa: dai! Raccontami cosa avete fatto. Anna, che non si aspettava questa richiesta, rimane un poco imbarazzata ma poi dopo veloce riflessione conclude che è meglio raccontargli tutto. </p>
<p>Mentre parla si accorge che il ricordo le provoca un bel prurito nella femminilità che inizia a inumidirsi e a farle venire la voglia di essere ancora presa dal ragazzo. Lui pende dalle sue labbra e ascoltandola l’osserva sorridendo. Quando lei termina lui tra lo stupore di Anna dice: il tuo viso mi dice che hai voglia di rifarlo, se devi incontrare nuovamente Jamel voglio esserci pure io presente. Oggi sono rientrato anzitempo dall’escursione e il portiere dell’albergo mi ha detto che ti eri allontanata con Jamel. Ti ho vista da lontano mentre lui ti scopava e la cosa mi ha eccitato tantissimo. Anna lo ascolta quasi incredula e poi dice: se a te piace vedermi mentre scopo col ragazzo per me sta bene, l’importante è che io godo come ho goduto questa mattina e tu non ti devi adombrare del mio godimento. Lorenzo sorridendo bofonchia: su questo potrai stare tranquilla. Vederti, anche se da lontano, mi ha data una gran carica erotica.<br />
In camera lui le chiede di farlo. Anna acconsente e si rende conto della grande differenza che c’è tra il cazzetto del marito e il cazzone robusto del ragazzo.</p>
<p>Il pomeriggio scorre normalmente tra un bagno, una bibita al bar e una distensiva passeggiata. Dopo cena nel fare un giro attorno al villaggio s’imbattono nel ragazzo. Anna lasciando indietro il marito si avvicina a Jamel e gli dà appuntamento per l’indomani. Nel vederlo sente una fremito nella fica e chiudendo gli occhi non può trattenere un profondo sospiro.<br />
Ora è nel letto e tarda a prendere sonno. Il lento russare di Lorenzo le fa capire che sta dormendo mentre lei si crogiola rimembrando la sua vera prima scopata. Il ricordo della carnosa bocca che le succhia i capezzoli e che lecca vigorosamente la fica le fa accapponare la pelle mentre un fremito la percorre per tutto il corpo. Sarebbe bello averlo accanto prendergli in mano il grosso e lucido cazzo e leccarlo tutto. Il pensiero la eccita ancora di più. Pensa che mai ha fatto un pompino completo a suo marito. Al ragazzo non solo lo farebbe ma si ciuccerebbe tutto lo sperma che i suoi coglioni generosamente producono. Non riesce più a fermarsi. La sua mano è quasi tutta dentro la fica e lei si titilla vigorosamente piccole labbra e la clitoride. Geme soffocando i suoi lamenti di piacere per non svegliare Lorenzo. Finalmente l’orgasmo liberatorio l’invade e tremando tutta sente gli spruzzi della sua vagina che le imbrattano le cosce e bagnano il lenzuolo. Questa volta non si preoccupa di sporcare le lenzuola e si gode in pieno la venuta. Calmati i sensi il sonno ristoratore la coglie discintamente con le cosce oscenamente divaricate e tutte bagnate dei suoi succhi. </p>
<p>Il giorno seguente si sente decisamente di buon umore. È veramente tranquilla ed allegra. Dopo la colazione risale in camera e si prepara.<br />
Cerca tra i costumi che ha portato quello più eccentrico e che non ha mai voluto mettere perché, essendo molto sgambato, si insinua nel solco del culo lasciandole nude tutte le natiche. Si guarda allo specchio e si rammarica di non avere mai voluto comprare un perizoma. Ora sarebbe stato bellissimo potere mostrare al ragazzo e al marito le sue sode natiche tutte scoperte. Pazienza! Si dice vedendo che lo slip indossato già incomincia a insinuarsi tra le sue chiappe. Il reggiseno non lo mette. Sente le sue piccole mammelle sode e decide di lasciarle libere. Si avvolge in un pareo multicolore e si trova pronta per andare incontro ad un’altra meravigliosa giornata di sesso.<br />
Il ragazzo si fa trovare fuori dell’hotel sopra a un fuoristrada. Vedendoli sorride in modo affabile. Si salutano e lei prende posto davanti, Lorenzo dietro. Anna sedendosi fa in modo che il pareo le scivoli leggermente dalle spalle col risultato che il ragazzo può ammirare le rotondità delle sue tette.<br />
Jamel guida per una diecina di minuti lungo la spiaggia e si ferma davanti ad una capanna costruita con foglie di palma.<br />
Scende e si precipita ad aiutare Anna. Materialmente la prende tra le sue braccia e la conduce proprio davanti l’ingresso della capanna. Lorenzo nel vedere come il ragazzo solleva la sua donna tra le bracca ha un fremito e sente il sesso muoversi. Lei entra, la stanza è bella linda e con due giacigli ben ordinati. Si toglie il pareo e si piazza davanti al ragazzo. Questi la guarda le palpa entrambe le poppe e poi dice: signora tu essere veramente bella! Le sue parole la incitano ad osare e decisamente dice: levati il pantaloncino voglio vedere il tuo meraviglioso cazzo! Lui sorridendo fa scivolare lo short e le mette sotto il naso il cazzo che tende ad alzarsi. Voglio succhiartelo tutto! Esclama Anna nel mentre si sfila lo slip.</p>
<p>Jamel si stende sul giaciglio. Il suo cazzo ora è bello consistente e teso. Lei si avvicina, s’inginocchia e lo stringe tra le mani. Le sue dita non riescono a cingerlo tutto in quanto è veramente grosso. Le mani riescono a coprire solamente poco più della metà di quel cazzo. Tasta i coglioni e li trova belli pieni. Ora le sue mani si muovono lentamente lungo tutta l’asta dura. Parte dai coglioni e arriva fino alla cappella. Mette la punta del suo indice nel buchetto del glande trasmettendo al giovane sensazioni piacevoli. Ora vuole conoscerne il sapore. Abbassa la testa, spalanca al massimo le labbra e finalmente realizza il sogno di averlo dentro la sua bocca infuocata. Lo sente che le arriva nella gola ma si rende conto di averne preso dentro appena un terzo. Percepisce il glande palpitante che le si muove in bocca ed immediatamente viene assalita dal suo primo orgasmo.<br />
Per alcuni secondi si ferma come a voler assaporare il sapore del muscolo che le riempie la bocca, poi inizia a leccarlo per lungo. Dal buchino arriva giù fino ai coglioni, poi risale e con la punta della lingua solletica nuovamente il buchino. Nel frattempo il ragazzo le pastrugna la fica e il buco del culo con le sue dita enormi. Lei ansima e vibra di piacere. Con la coda dell’occhio vede il marito che ha il suo cazzetto in mano e si sta segando. Non gliene fotte niente di Lorenzo. Vuole godere da maiala e allora inizia a succhiare rumorosamente il cazzo che ha in bocca. Leccate, succhiate, pompate, le dita di lui nella fica e nel culo in breve la portano alla soglia del piacere al quale lei si abbandona completamente. In breve il piacere l’invade e gridando gioiosamente viene inondando con i suoi succhi vaginali le mani del ragazzo che non potendone più le scarica in bocca tutta la bianca e densa produzione dei coglioni. Lei ingoia tutto quello che può ma una buona parte le scivola sul mento e poi sulle tette.</p>
<p>Dopo l’orgasmo si sdraia sul giaciglio per riprendere fiato. Nota che il ragazzo, malgrado sia venuto e abbia sborrato a lungo, ha il sesso ancora teso. Qualche gocciolina brilla sulla punta del pene allora, ingordamente, si solleva su un braccio, lecca con la lingua la gocciolina e poi, come a ringraziarlo scocca un sonoro bacio sulla lucida e immensa cappella.<br />
Tutta nuda va a tuffarsi nel mare azzurro. Nuota per alcuni minuti mentre Jamel l’affianca e le sta vicino. Poi, come presa da un pensiero, si avvicina alla riva. Appena sente la sabbia sotto i piedi si solleva e si dirige verso il marito che si trova sulla battigia. Sembra Venere che esce dalla schiuma del mare. Non appena l’acqua le arriva sotto le mammelle percepisce due mani che l’abbrancano per i fianchi e subito dopo sente la punta del cazzo del ragazzo che si adagia nella fessura del suo culo. Ricominciano i brividi mentre la fica inizia nuovamente a palpitare. Il ragazzo la fa mettere in ginocchio la dove l’acqua le arriva a mezza gamba. Nella nuova posizione la sua eccitazione aumenta per due motivi:<br />
1 la risacca del mare le carezza la fica e il culo provocandole nuove e piacevoli sensazioni;<br />
2 le dita del ragazzo le percorrono in lungo lo spacco che dall’ano va all’estrema sommità della fica dove la clitoride si erge fantasticamente tesa.<br />
Le viene il pensiero: per caso me lo vuole mettere nel culo? La riflessione le crea una scarica tra le cosce. È convinta! Vuole provare quel bel cazzo nel suo culo vergine. Sentirà dolore? Sicuramente sì! Poi le sovviene che alla fine pure il dolore porta piacere!<br />
Il ragazzo sembra capire i suoi pensieri ed inizia a insinuare nel buchetto un dito. Capisce che ha il culo intatto e allora la solleva tra le braccia e la conduce nella capanna. Apre lo sportello di un mobile e prende un’ampollina. Bagna il dito con il liquido e poi lo insinua nel buco del culo di Anna. Ora va meglio e il dito scivola lentamente dentro. Il ragazzo ripete l’operazione ed ora sono due le dita che penetrano nel buco. Le ruota a lungo e quando capisce che l’ano si è allargato riunge le dita e questa volta ne ficca tre nel bel culetto di lei che aspetta ansiosa di godere.</p>
<p>Il ragazzo fa scivolare alcune gocce di olio d’argan nel buchetto e poi si unge per benino il cazzo. Il corpo di Anna vibra mentre lei aspetta la nuova esperienza con eccitazione e preoccupazione. Eccitazione perché ormai è convinta di farsi inculare, preoccupazione perché sa che avrà dolore. Sente il glande di lui che poggia sul buco e aspira profondamente aria. Durante l’aspirazione lui ha fatto pressione e il glande si è fatto strada nel buchetto. Si sente squarciare il buchetto ma stringe i denti e sopporta. Una nuova aspirazione e un altro pezzetto di cazzo le entra dentro. Sente dolore ma pure piacere. Anzi il piacere supera il dolore. Altra aspirazione ed ancora un altro pezzetto di cazzo si insinua dentro. In un film porno aveva visto che la protagonista per farsi inculare meglio si sforzava come se volesse evacuare. Allora succede quello che mai si sarebbe sognata. Buona parte di cazzo le entra nel culo e lei si sente come strappare le viscere. Un bruciore l’assale ma nello stesso tempo una sensazione piacevolissima le percorre le membra localizzandosi nella fica, nel culo e nelle tette.</p>
<p>Il ragazzo intuisce che non le può ficcare nel culo tutto il suo cazzo e allora si ferma a metà e comincia lentamente a fare dentro fuori. Anna non ce la fa più ed inizia a gridare e per il dolore ma anche per il piacere che prova. Grida: nooo! … Rimettilo dentro! … Quando lui glielo sfila lentamente. Il dentro fuori del cazzo del ragazzo la porta alla soglia di un sublime godimento anche perché Jamel le stuzzica contemporaneamente la clitoride e i capezzoli. Vede il marito che si mena il cazzetto e gli fa cenno di avvicinarsi. Appena lui le è di fronte gli grida di leccargli la fica. Ora la lingua di Lorenzo le lavora la fica, il cazzo del ragazzo le riempie il culo e lei si strizza i capezzoli. Questo piacere dura alcuni minuti. Poi non ce l’ha fa più e viene gridando come una baccante. Mentre i suoi schizzi femminei imbrattano il viso del marito il cazzo di Jamel scoppia dentro il suo culo. È un attimo. Ha la sensazione che il cazzo le stia squarciando il retto. Subito dopo percepisce i caldi fiotti di sperma che le riempiono il canale e contemporaneamente una scarica per tutto il corpo le fa gridare al mondo tutto il suo godimento di donna.</p>
<p>In sala pranzo fa fatica a stare seduta Il culo le brucia un poco ma si aspettava di peggio. Il fastidio l’ha avuto ma il piacere ha offuscato il dolore.<br />
I rimanenti giorni a Capo Verde sono stati per lei momenti di vera goduria. Non solo per lei però. Anche Lorenzo ha goduto moltissimo nel vedere la moglie tirare pompini al ragazzo, e si crogiolava menandosi quando Jamel la chiamava violentemente e la inculava altrettanto violentemente.<br />
Prima di andare in aeroporto Anna saluta calorosamente Jamel e dicendogli: grazie di tutto, lo bacia nella bocca ficcandogli dentro la lingua.<br />
L’aereo è decollato. Lei finge di leggere ma nella realtà è assorta nelle sue riflessioni. Un pensiero fa continuamente capolino nella sua testa: e ora? Come farò a soddisfare le mie voglie?<br />
Pure Lorenzo finge di leggere ma invece pensa di essere inadeguato per soddisfare la moglie. Si ripromette: appena a casa debbo trovare un rimedio. Non posso lasciarla come ho fatto fino ad ora.<br />
A casa lui gli confessa di essere felice di averla vista godere e che ora cercherà in tutti modi di trovare qualcuno che la possa farla godere cosi come l’ha fatta godere Jamel a Capo Verde.<br />
Lei lo ascolta in silenzio e quelle parole le aprono uno spiraglio nel il suo futuro di donna.</p>
<p>- continua -</p>
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</item>
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<title><![CDATA[Straordinari]]></title>
<link>http://sophieboop.wordpress.com/2009/10/22/straordinari/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 00:00:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
<guid>http://sophieboop.wordpress.com/2009/10/22/straordinari/</guid>
<description><![CDATA[Il pensiero che più mi eccita, mentre apri la porta, è che domani sentirai il mio odore. Che ti rico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il pensiero che più mi eccita, mentre apri la porta, è che domani sentirai il mio odore. Che ti ricorderai di come mi hai scopata sulla scrivania mentre ti siedi di fronte al computer.</p>
<p>Le ombre sono invertebrate, le luci si accendono rincorrendosi livide e tu mi prendi per mano, trascinandomi giù dai gradini che portano al tuo ufficio con tanta forza da farmi quasi sbattere contro uno scaffale. Se si aprisse, qui volerebbero fogli lenti e le penne rotolerebbero sul pavimento abbracciate al loro inchiostro mentre il resto della cancelleria rimarrebbe a guardare. Ma tu mi riprendi per mano e mi attiri contro di te, facendomi sentire il tuo respiro veloce correre sulla faccia. Conosco quello sguardo. E&#8217; lo sguardo che hai quando non c&#8217;è più spazio per il pensieri ma solo per il sangue che ti scorre dentro e ti eccita il cazzo, che sento premere contro di me da sotto i tuoi pantaloni.</p>
<p>Non hai voglia di perdere tempo adesso, vuoi solo finire il lavoro che hai iniziato con me.</p>
<p>Mi prendi i fianchi, sollevandomi la  maglietta, e affondi nel caldo della mia pelle con tutte e due le mani, baciandomi per poi allontanarti a guardarmi e riprendermi di nuovo, quando la tua lingua scende sul mio collo e la gonna si contrae risalendo sulle mie gambe. E mentre i denti si confondono con le labbra, le tue dita afferrano strette i miei capelli. E ora devo pagare con la mia resa l&#8217;impazienza che mi ha fatta arrivare qui dopo l&#8217;orario d&#8217;ufficio, a trattenerti per un lavoro straordinario.</p>
<p>Non sono nient&#8217;altro che una pratica da sbrigare per avere un premio in produttività.</p>
<p>Mi giri fronte-retro, facendomi appoggiare con le mani e poi schiacciandomi il busto sulla tua scrivania, facendomi piegare finchè non sono costretta ad aprire le gambe il respiro non inizia a balbettare. Nell&#8217;attesa della tua prossima mossa, nei pochi secondi in cui pensi a come ottimizzare il profitto e analizzi il calore di ogni centimetro del mio corpo. Nella tensione metallica di sapere che qualcuno potrebbe vederci e che tutta questa stanza sarà testimone della nostra scopata. In questo momento, io sento la mia carne dilatarsi in un urlo muto per dirti quanto ti voglio.</p>
<p>E tu vieni a nutrire la mia fame con le tue dita che frugano cieche sotto le mie mutandine sottili e corrono e strizzano la mia carne umida mentre altre dita mi tirano di nuovo i capelli, mordono il mio culo e di nuovo la mia fica con piccoli schiaffi, prima di infilarsi dentro di me, tutte e tre, insieme. Quelle tre dita che mi allargano e mentre mi riempiono mi fanno sentire sempre più vuota, che ne voglio ancora, che voglio il tuo cazzo fuori dal tuo completo grigio e dentro di me e per non farmi urlare le infili nella mia bocca, facendomi succhiare il mio sapore caldo. E io non posso fare a meno di morderle per mettermi a tacere mentre mi abbassi gli slip fradici fino alle ginocchia e affondi dentro me, arrivandomi dritto nel cervello, rendendomi folle, costringendomi a chiudere gli occhi, a sentire i miei seni che si strabuzzano increduli nella tua stretta e la mia fica che si racchiude gelosa attorno al tuo cazzo.</p>
<p>E mi fotti, mi fotti in mezzo ai tuoi colleghi assenti sulle poltrone vuote, mi fotti di fronte all&#8217;appendiabiti spoglio, mi fotti in una stampa incontrollata di piacere sulla mia carne, di labbra che si mordono, di gole che gemono, di corpi che godono, di scale di grigio e colori che si mischiano, che s&#8217;impastano e si confondono l&#8217;uno con l&#8217;altro e schizzano, confusi in un orgasmo più lungo e bagnato del solito, anche quello, straordinario.</p>
<p>La stoffa liscia della tua cravatta mi lecca la schiena, mentre ti sfili da me e sistemi la camicia nei pantaloni. Hai finito quello che dovevi fare e te ne vai, lasciandomi arruffata ad ansimare e le chiavi per chiudere l&#8217;ufficio.</p>
<p>Te le ridarò quando ci rivedremo a casa, mi serve giusto il tempo di sistemarmi.</p>
<p>E il pensiero che più mi eccita, mentre chiudi la porta, è che domani mattina vedrai ancora l&#8217;urlo del mio orgasmo, imprigionato nel nero del tuo monitor spento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luca e la Signora (racconto di Boccadoro2000)]]></title>
<link>http://diagorasrodos.wordpress.com/2009/10/21/luca-e-la-signora-racconto-di-boccadoro2000/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 16:15:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Diagoras</dc:creator>
<guid>http://diagorasrodos.wordpress.com/2009/10/21/luca-e-la-signora-racconto-di-boccadoro2000/</guid>
<description><![CDATA[VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI Luca e la Signora (racconto di Boccadoro2000) Era ormai un anno ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><b><br />
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<a title="VAI ALL'ELENCO DEI RACCONTI" target="_blank" href="http://diagorasrodos.wordpress.com/">VAI ALL&#8217;ELENCO DEI RACCONTI</a></font></b></p>
<p>Luca e la Signora (racconto di Boccadoro2000)</p>
<p>Era ormai un anno che viveva nell’appartamento messo a disposizione da suo zio Gino. Era proprio vicino alla facoltà che aveva deciso di frequentare. In questo modo Luca non aveva bisogno di svegliarsi troppo presto la mattina. Poteva alzarsi con calma, preparare la colazione e…spiare da dietro le tende la sua dirimpettaia intenta nelle faccende domestiche mattutine.<br />
Luca non conosceva il suo nome…la Signora la chiamava. Si trattava infatti di una donna di circa 50 anni , casalinga, madre e moglie magari irreprensibile. Non era particolarmente bella, non molto alta, mora, riccia, con due abbondanti seni, sempre strizzati in una vestaglietta da casa o in una canotta aderente, ma agli occhi Luca incredibilmente femmina. La Signora riusciva ad accenderlo di passione come Franca, la sua ragazza di allora, non sarebbe mai riuscita a fare. D’altronde Luca era ormai cosciente della sua passione per le donne mature. Non mancava infatti di fantasticare anche su Rossella, la mamma di Franca. In lei avvertiva tutta la carica erotica che la figlia non sembrava possedere e che lui tanto desiderava nella sua amante. Ma questa è un’altra storia.</p>
<p>Tutte le mattine la Signora alzava gli avvolgibili della camera da letto. La famiglia doveva essere uscita e lei aveva finalmente tutta la casa a sua disposizione. Cominciava sollevandola di non più di metro, in modo da lasciar uscire la pesante aria della notte. Luca rimaneva imbambolato a guardare il bordo della sua camicia da notte che le copriva a stento le ginocchia, le gambe bianchissime, le caviglie sottili e i suoi piedi nudi, inguainati da quelle pantofole di raso con il tacco e con una grossa piuma bianca sul dorso, che lasciavano intravedere dall’asola le sue unghie smaltate di rosso. In quelle occasioni Luca non poteva non immaginarsela mentre seduta sul letto con le ginocchia al mento si prendeva cura di se, forse fantasticando chissà quali avventure d’amore, di sesso e passione e cercando di dimenticare un marito che ormai la ignorava. Eh si…non ci voleva molto a capire che il marito e la Signora erano travolti dall’abitudine e dalla noia e ormai vivevano da separati in casa. Che la Signora avesse un amante?<br />
Dopo aver rassettato il letto ecco che il resto dell’avvolgibile veniva sollevato. Luca aguzzava lo sguardo. Era quello uno dei suoi momenti preferiti, che al di là di tutti i pensieri e le frustrazioni, era in grado di risollevargli la giornata e fargli esclamare dopo aver emesso un gran sospiro: “Che bella…la vita!”. Infatti puntualmente la Signora indossava una vestaglia di seta trasparente sulla camicia da notte e si faceva strada sul balcone fino a sporgersi dalla ringhiera come a scrutare qualcosa o qualcuno nella strada sottostante. In quest’atto i suoi grossi seni sembravano voler scivolare via dalla vestaglia obbedendo alla forza di gravità.<br />
Luca non riusciva a capire come quei trenta secondi potessero scuoterlo così nel profondo e scatenargli portentose erezioni, che a volte, se gli impegni lo consentivano, trovavano sfogo in piacevoli seghe, fantasticando su quei grossi e accoglienti seni.<br />
A questo punto Luca e la Signora riprendevano la propria giornata. Luca si preparava per uscire, mentre la Signora si organizzava per le sue quotidiane faccende domestiche. Per quelle indossava un vestitino da casa a fiori, di quelle che si chiudono sul davanti con una laccetto e che le strizzava i seni e i fianchi mettendone in risalto le grandi forme. Una ultima occhiata al balcone della Signora, Luca non mancava mai di darlo. Se era fortunato la trovava a spazzolare energicamente il terrazzo dimenando lascivamente il suo grosso culo. Era pazzo di lei…senza alcun dubbio, ma era troppo timido per dichiararsi con una donna così più grande di lui, una moglie, una mamma con dei figli che erano quasi suoi coetanei: non poteva. E così continuava la sua banale storia d’”amore” con la sua Franca, senza troppa convinzione. Intanto i suoi ormoni lo conducevano altrove.<br />
A volte, tuttavia, capita che i propri più insperati e reconditi desideri trovino realizzazione in un modo inatteso e quanto mai insperato.</p>
<p>Era finalmente arrivata la primavera. Da un po’ di giorni Luca non vedeva più il marito della Signora. Pensò addirittura avessero divorziato! Quella mattina si era svegliato più tardi del solito. Franca aveva voluto essere scopata fino alle tre la sera prima, nel solito parcheggio in cui andavano a fare l’amore. La serata si era conclusa con un piacevole pompino durante il quale Luca aveva chiuso gli occhi e immaginato la calda lingua di Rossella alle prese con la sua rossa sugosa cappella. Ancora assonnato, dopo aver ingurgitato un caffè senza zucchero, uscì di corsa dal portone dell’edificio in cui abitava, dirigendosi frettolosamente verso la facoltà. Mentre procedeva a grandi passi per la sua strada scorse una figura familiare venirgli incontro. Era la Signora: indossava un completo bianco e dei sandali infradito ed era bellissima. La sua bocca era delineata da un rossetto rosso vermiglio che le faceva risaltare il nero degli occhi e dei capelli. Sopra il labbro superiore, da un lato, un neo che la rendeva ancora più sexy. Si stava avvicinando. Sentiva il suo odore fruttato e un fremito nel profondo del ventre lo fece trasalire. Chiuse gli occhi per fissarlo nella mente. E quando li riaprì lei era lì ad un passo…lo guardava e gli stava sorridendo. Anche Luca abbozzò un sorriso…non sapeva cosa pensare. Si fermò imbambolato. La Signora, dopo averlo superato, si voltò e gli disse: “Tu devi essere Luca…io sono Giovanna, piacere. Ho saputo dalla proprietaria del Bar in fondo alla strada che dai ripetizioni di Latino ai ragazzi delle scuole medie superiori..” Luca visibilmente emozionato, finalmente spiccicò parola: “ Bhè, sì è vero…prendo 30 euro l’ora”. E Giovanna: “Perfetto. Sei disponibile da domani a seguire mio figlio Paolo fino alla fine dell’anno scolastico?&#8230;ha bisogno d’aiuto…rischia di ripetere l’anno&#8230;”.<br />
“Certo Signora Giovanna, non c’è problema…mi dica a che ora possiamo cominciare…”.<br />
“Per te va bene domani pomeriggio alle 17?”<br />
“Certo! Nessun problema”.<br />
“Perfetto Luca…allora ti aspetto domani alle 17 a casa mia…abito in questo edificio al 5° piano…int.16”.<br />
“A domani, allora…Buona giornata!”<br />
“Buona giornata a te…”.<br />
E così Luca sapeva finalmente il suo nome Giovanna…la Signora Giovanna.</p>
<p>Il giorno successivo con il cuore in gola Luca si presentò all’appuntamento con il dizionario sotto il braccio. Suonò il campanello e dopo alcuni secondi Giovanna si presentò alla porta. Era uno splendore: dalla camicetta di seta rosa si coglieva distintamente l’attaccatura delle sue grosse poppe. Indossava poi una gonnellina leggera e un paio di sandali bianchi che mettevano in mostra i suoi piedini ben curati. Non ci credeva di poterla vedere così da vicino. Era un sogno.<br />
“Ciao Luca accomodati&#8230;Paolo ti aspetta in soggiorno… posso offrirti un caffè?.” disse Giovanna facendogli strada.<br />
“Buongiorno Signora Giovanna..grazie lo prendo volentieri”.<br />
E così la prima lezione si stava svolgendo tranquillamente.<br />
Giovanna era in soggiorno con loro. Seduta in poltrona leggeva con attenzione un libro di Camilleri “La pensione Eva”, inforcando un paio di occhiali dalla montatura d’argento che le davano un aspetto da vera puttana. Luca aveva letto quel libro e conosceva il suo argomento scabroso. Si chiedeva come doveva interpretare quella situazione. Di tanto in tanto alzava gli occhi per scrutarne le caviglie, i piedi, le mani dalle lunga dita affusolate e nodose, che non nascondevano la sua età. In un paio di occasioni l’aveva colta nel sensualissimo gesto di succhiare la stanghetta degli occhiali e ciò gli aveva provocato una tale e portentosa erezione che aveva dovuto nascondere la patta con un libro sul tavolo. Le rughe del viso, in quell’esplicito atto di suzione, la rendevano ai suoi occhi ancora più desiderabile: avrebbe desiderato che ci fosse stato il suo cazzo al posto di quegli occhiali. </p>
<p>Paolo era un ragazzo un po’ svogliato, ma molto intelligente e Luca non ci mise molto a conquistarsi la sua fiducia e quella della Signora Giovanna. I risultati non tardarono ad arrivare e l’anno scolastico era ormai salvo.<br />
Nel corso delle lezioni successive Luca colse l’occasione per osservare meglio quella casa che aveva avuto modo di scrutare solo da dietro le tende della sua abitazione. Con la scusa di dover andare in bagno aveva sbirciato dalla porta semiaperta la camera da letto di Giovanna. Su una seggiola aveva visto adagiata la vestaglia da notte e ai piedi di questa quelle fantastiche pantofole di raso bianco. Nel bagno spiò nel suo mobile scarpiera: c’erano scarpe, sandali e zoccoli che avrebbero scatenato la fantasia di un impotente. Non poté fare a meno di prendere tra le mani un paio di zoccoli di legno con il tacco dodici chiusi sul davanti da una fascetta nera lucida. Li portò al naso, tirò fuori l’uccello e con un paio di smanacciate si produsse in una copiosa sborrata. Li rimise a posto con cura, chiuse la scarpiera e mentre stava per uscire il suo occhio cadde sul cesto della biancheria riposto nel box doccia. Faceva bella mostra di sè un tanga bianco di pizzo. Luca si sentì svenire…lo prese e avidamente lo strofino sul viso: sentiva l’odore della sua fica…era proprio quell’odore fruttato che aveva sentito per la strada quel giorno in cui si era presentata a lui: era l’odore della sua fica. Luca tornò in sé…appallottolò il tanga e se lo mise in tasca prima di tornare al tavolo di Paolo: stava impazzendo.</p>
<p>L’estate non tardò ad arrivare e gli sforzi di Paolo sotto la sapiente guida di Luca tramutarono una insufficienza in un bel sette: l’obbiettivo era stato raggiunto.</p>
<p>Nei giorni successivi Giovanna chiamò Luca per ricordargli di passare da lei in modo che avesse la possibilità di saldare il suo debito e di ringraziarlo. Si misero d’accordo per l’indomani mattina.<br />
Luca non poté fare a meno di fantasticare su quella situazione. Si rendeva conto che erano solo fantasie, ma gli odori e i sapori di Giovanna di cui si era “indebitamente” appropriato gli permettevano di farle sembrare quasi reali. Attaccato il telefono infatti, aprì il cassetto, e portò al naso il tanga accarezzandosi dolcemente fino all’orgasmo.</p>
<p>L’indomani mattina si presentò puntuale all’appuntamento e proprio mentre stava per suonare si sentì chiamare per nome:<br />
“Luca!”. Si voltò e vide Giovanna che si avvicinava al portone con due enormi sporte della spesa…”Capiti a proposito…” aggiunse. Purtroppo l’ascensore è rotto e devo portare a casa la spesa: mi daresti una mano?”. “Certo signora…” e prontamente le tolse dalle mani le pesanti sporte. Giovanna si sentì sollevata, cercò le chiavi nella borsetta e apri il cancello dell’edificio. Quindi, percorso l’androne cominciò ad arrampicarsi per le scale, facendo strada al ragazzo e ondeggiando il suo grosso culo, inguainato da una gonna elastica, ad un palmo dal viso del ragazzo, che ad intervalli regolari annusava l’aria con la speranza di carpire il sottile afrore della sua fica. Giovanna indossava proprio quegli zoccoletti di legno con il tacco in cui Luca felice aveva infilato il naso qualche tempo prima. Questi con il con il loro ritmico ticchettio scandivano quell’amplesso mancato che si stava consumando. Ad un certo punto i loro sguardi si incrociarono all’altezza del pianerottolo. Giovanna sorrise e Luca capì che stava accadendo sul serio…tutto quello era per lui, forse lo era sempre stato. Arrivarono all’appartamento di Giovanna. Lei aprì la porta ed entrarono. Luca aveva ancora le sporte in mano, quando nel buio dell’ingresso sentì contemporaneamente una mano afferrargli e massaggiargli la patta e la lingua umida di Giovanna che gli frugava nella bocca.<br />
Lasciò cadere le sporte e, senza dire una parola, come un lupo affamato si gettò sull’oggetto del suo desiderio con una passione feroce e scomposta. Le strappò quasi la camicetta facendo uscire i suoi grossi seni bianchi. Una vena azzurra si intravedeva sotto il grosso capezzolo scuro a cui Luca si attacco ciucciandolo come un neonato affamato mentre le titillava l’altro con la punta delle dita.<br />
Dopo qualche minuto di quel tormento Giovanna mugolava affannosamente; un mugolio roco e profondo che sembrava le salisse direttamente dalla fica. Staccò il ragazzo dalle sue poppe e lo condusse in salotto dove lo fece sedere su una poltroncina. A quel punto guardandolo negli occhi gli sbottonò la cerniera e il suo cazzo svettò fuori in una poderosa erezione. Lo prese in mano accarezzandolo qualche secondo, quindi cominciò a coprirlo con una serie di piccoli e preziosi baci lungo tutta l’asta, fino ad arrivare alla punta. Luca era in estasi e si sentì svenire quando Giovanna avvolse la sua cappella con la sua lingua morbida e bagnata e se lo cacciò in bocca.<br />
Giovanna cominciò un lungo e sapiente pompino, fatto di leccate, succhiate e carezze sui testicoli che in qualche minuto condussero Luca ad un passo dall’orgasmo.<br />
Lui glielo disse: “Sto per venire..”. “Non ora” rispose lei e si alzo in piedi. Fece due passi indietro e sempre guardandolo negli occhi alzò la gonna e afferrò i bordi del tanga che indossava e lo sfilò sorridendo in modo assai femminile. Quando lo ebbe in mano, con delicatezza e ironia lo lanciò verso Luca che lo prese al volo. “Questo è per te…riportami l’altro però, per favore…”. Luca sorrise e se lo portò al naso. Lei allora si avvicinò di nuovo al ragazzo e al suo cazzo ritto e gli salì a cavalcioni impalandosi con estrema facilità. Giovanna cominciò una furiosa cavalcata su quel giovane cazzo, offrendo al contempo a Luca le sue tette da leccare. Dopo qualche minuto Luca le afferrò le grosse natiche e stringendole con tutta la forza che aveva diete gli ultimi due poderosi colpi prima di scaricare nella fica di Giovanna almeno un litro di sborra. Anche lei, sentendo quegli schizzi caldi che le salivano nel ventre raggiunse un poderoso orgasmo e nello stesso istante piantò le unghie laccate di rosso nella schiena di Luca. Erano sudati, stanchi e soddisfatti. Rimasero in quella posizione per qualche minuto accarezzandosi teneramente fino a quando Giovanna gli disse: “ E’ tanto tempo che lo desideravo. Sentirmi spiata da te mi faceva sentire così viva…così desiderata, così troia. Ora scopami di nuovo, ti prego. Ho bisogno di sentirmi viva…trattami come una puttana…la tua puttana. Fa di me ciò che vuoi”.<br />
Luca non se lo fece ripetere due volte. La fece girare e dopo averle sfilato la gonna, ancora con gli zoccoli ai piedi, la fece appoggiare al muro, le fece alzare leggermente la gamba e riprese a stantuffarla da dietro nella fica, accarezzandolo con l’altra mano il clitoride e le tette ballonzolanti.<br />
Giovanna era tutta rossa in viso e mugolava intensamente; sembrava quasi piangesse. Ad un certo punto gli disse: “erano anni che quello stronzo di mio marito non mi scopava così…sei divino…continua ti prego!”. Luca non si risparmiò e quando stava per prodursi in una seconda poderosa sborrata, volle prendersi un&#8217;altra soddisfazione. Mise un cuscino del divano a terra e ci fece inginocchiare sopra Giovanna, quindi dopo aver bagnato due dita, cominciò a prepararla per il rapporto anale. Giovanna non protestò, anzi sembrava non vedesse l’ora. Dopo averla lavorata per bene con le dita Luca appoggio il suo cazzo sul fiorellino di Giovanna e questo in un attimo fu risucchiato dentro. “Ne deve aver presi tanti di cazzi nel culo la Signora…” pensò divertito Luca. Cominciò quindi a pomparla con foga. Ad ogni schiocco sul suo culo, Giovanna emetteva piccoli urletti di piacere che eccitavano sempre di più Luca, deciso a svuotare i coglioni nel culo della sua bella Signora. L’orgasmo non tardò ad arrivare e Luca rimase nel caldo culo di Giovanna fino a che l’ultima goccia di sperma non ebbe trovato la sua strada. Quando lo tirò fuori Giovanna si voltò e lo abbraccio baciandolo, quindi si chinò a leccare il suo cazzo, quasi a ringraziarlo della fantastica mattinata.<br />
Dopo essersi rivestita la Signora andò in camera da letto e tornò da Luca con il denaro che gli doveva: “Tieni disse, questi sono tuoi…e se saprai essere discreto ci saranno ancora tante mattine come queste…dipende tutto da te…ricordati che io ho una reputazione da difendere…disse con aria non troppo convinta, altrimenti cosa direbbero i vicini a quel cornuto di mio marito in quei pochi mesi che non è imbarcato?”.<br />
Luca sorrise…aveva appena scopato selvaggiamente la mogli annoiata di un vecchio lupo di mare, realizzando in una mattinata il suo sogno erotico più profondo.<br />
La cosa in fondo lo divertiva e sperava avrebbe continuato a divertirlo in futuro.</p>
<p>FINE</p>
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