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	<title>cemento &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cemento/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cemento"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 19:19:48 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Non vincoli, opportunità.]]></title>
<link>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/12/02/non-vincoli-opportunita/</link>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 23:01:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfio</dc:creator>
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<description><![CDATA[- - Crescono i parchi in Lombardia. Soprattutto in forma di Plis (parchi locali di interesse sovraco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[- - Crescono i parchi in Lombardia. Soprattutto in forma di Plis (parchi locali di interesse sovraco]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I gardesani e la Chiesa condannano la cementificazione sul Garda]]></title>
<link>http://garda2o.wordpress.com/2009/11/29/i-gardesani-e-la-chiesa-condannano-la-cementificazione-sul-garda/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:55:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Molinari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo ammetto, giovedì sera a Salò alla serata Vivere il Garda, il privilegio della bellezza, ne siamo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.mauriziomolinari.com/garda2o/img/viveresulgarda.pdf"><img class="alignright" style="margin:1px 3px;" title="Vivere sul Garda" src="http://www.mauriziomolinari.com/garda2o/img/viveresulgarda.jpg" alt="" width="230" height="326" /></a>Lo ammetto, giovedì sera a Salò alla serata <strong><a href="http://www.mauriziomolinari.com/garda2o/img/viveresulgarda.pdf">Vivere il Garda,<em> il privilegio della bellezza, ne siamo consapevoli?</em></a></strong> sono andato più per onorare l&#8217;invito del mio amico Davide che per convinzione, infatti questo tipo di serate si rivelano spesso una &#8220;pizza&#8221; colossale di noiosi parrucconi che rievocano la solita &#8220;<em>solfa</em>&#8221; della bellezza del Garda nella letteratura, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Wolfgang_von_Goethe">Goethe</a>, del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Tour">Grand Tour</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Herbert_Lawrence">D.H. Lawrence</a>, come se sul Garda ci fossero passati solo loro negli ultimi secoli.</p>
<p>Invece questi decisi signori un po&#8217; attempati, <strong><a href="http://garda2o.wordpress.com/2008/08/31/ma-siamo-a-questi-punti/">Vittorio Messori</a> </strong>(<em>scrittore</em>), <strong>Attilio Mazza </strong>(<em>giornalista</em>) e <strong>Don Gabriele Scalmana</strong> (<em>responsabile Diocesano della Pastorale del Creato</em>) hanno dato a tutti noi una bella lezione di coraggio e immediatezza chiamando da subito e senza mezzi termini l&#8217;imputato con il suo nome: <strong>cemento sul Garda</strong>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mauriziomolinari/4143352554/"><img class="alignright" style="margin:2px 3px;" title="Vivere sul Garda" src="http://farm3.static.flickr.com/2622/4143352554_69ca8a5ec2_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a></p>
<p>Non hanno usato giri di parole ed hanno chiamato le <em>questioni </em>con il loro nome, raccontando del possibile scempio dell&#8217;area intorno all&#8217;<a href="http://www.abbaziadimaguzzano.it/"><strong>Abbazia di Maguzzano</strong></a>, probabilmente l&#8217;ultima area che fino ad ora si è salvata nel basso Garda, del <strong>Comune di Puegnago</strong> che pare essere il prossimo destinato a capitolare sotto un&#8217;ondata di cemento prevista, del ventilato spostamento e immensa cementificazione dell&#8217;<strong>area Tavina</strong> a Salò, di <a href="http://garda2o.wordpress.com/2008/07/04/la-battaglia-per-pratomaggiore-lultimo-prato-di-salo/"><strong>Pratomaggiore</strong></a>, della disumana e insipiente devastazione del territorio lungo tutta la <strong>statale da Cunettone di Salò a Desenzano</strong>, di una mega <strong>lottizzazione a Tremosine</strong> ora bloccata dalla magistratura in cui è stato asportato addirittura un pezzo di montagna, della scelta di edificare l&#8217;<strong>ex Campo Sportivo Amadei</strong> a Salò invece di farne un parco, dei <strong>residence alveari</strong> con mini-appartamenti che restano disabitati per 350 giorni all&#8217;anno, delle <strong>infiltrazioni della criminalità organizzata</strong>, degli oltre 1.000 <strong>appartamenti invenduti</strong> solo nel Comune di Salò, ecc.</p>
<p><strong>Vittorio Messori</strong>, scrittore di successo e gardesano di adozione, non ha usato mezzi termini ed ha parlato nella migliore delle ipotesi di <em><strong>insipienza </strong><strong>di Sindaci e Amministratori Comunali</strong></em>, di mancanza assoluta di cultura, di una deriva che favorisce solo l&#8217;inutile turismo &#8220;<em>fagottaro</em>&#8221; che non dà alcun vantaggio, tipo quello che nel fine settimana sommerge paesi come Desenzano di auto e persone che nella migliore delle ipotesi comprano solo un gelato o una bottiglietta d&#8217;acqua, e del fatto che oramai si tratta di una <em><strong>questione etica</strong></em>.</p>
<p>Messori, essendo i suoi libri tradotti in tutto il mondo, ci ha raccontato che spesso riceve visite da parte di colleghi o editori stranieri, i quali esprimono il desiderio di visitare Salò, sia per il suo passato di capitale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sal%C3%B2">Magnifica Patria</a>, sia per le ben tristi vicende di capitale della omonima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Sociale_Italiana">Repubblica di Salò</a> durante la II guerra mondiale.<br />
Ci ha raccontato che nel tragitto da Desenzano (dove Messori abita) a Salò si vergogna a transitare lungo la statale e quindi prendendo tutte le scuse possibili percorre le stradine secondarie che attraversano tutti i paesini, e se siamo ridotti a questo vuol dire che <em><strong>siamo prossimi alla frutta</strong></em>!</p>
<p><strong>Don Gabriele Scalmana</strong> ha usato parole chiare e importanti per tutti i credenti, dicendo che c&#8217;è un <em><strong>legame stretto tra fede cristiana ed ecologia</strong></em>, che vuol dire rispetto del creato, legame che tutti i fedeli che vanno in chiesa <strong>devono </strong>rispettare.</p>
<p><!--more--><br />
L&#8217;etica cristiana si fonda essenzialmente su quattro amori: quello per Dio, per il prossimo, per se stessi e per i doni che Dio ci ha dato, quindi anche per il territorio.<br />
Ha detto che è compito di tutti salvaguardare e generare la bellezza, con il lavoro quotidiano, perché la bellezza è speranza e ci salva.<br />
Ha ricordato che il Papa stesso ha detto che lo sfruttamento della bellezza e del territorio a vantaggio di pochi e le <strong>strutture realizzate per solo interesse sono strutture di peccato che distruggono il creato</strong>.<br />
Ha detto quindi che si augura che la proposta di legge regionale per la costituzione del Parco delle Colline Moreniche (che ha raccolto 7.000 firme), possa avere successo per far sopravvivere il Garda all&#8217;insipienza.<br />
Insomma, parole molto forti anche da parte della Chiesa, che mi sono personalmente parse quasi prossime al wojtyliano &#8221;<em>convertitevi</em>&#8220;.</p>
<p>Molto significativo l&#8217;intervento di <strong>Chiara Gavioli</strong> (spero di essermi segnato correttamente il nome), guida turistica e gestrice di b&#38;b sul Garda, la quale ha detto che si trova in sempre maggiore difficoltà a fare il proprio lavoro perché deve ogni giorno di più mentire ai turisti o agli operatori che accompagna quando incontrano tutto quel cemento durante le visite.<br />
Ha raccontato come molta gente già non sta più tornando e che c&#8217;è stato un gran calo di turismo culturale.<br />
Dobbiamo capire che il Garda per la sua struttura geografica non può che avere una ricettività limitata senza snaturarlo, quindi è necessario puntare ad avere <strong>meno turisti e più viaggiatori</strong>.</p>
<p>Infine il <em>Sindaco di Salò</em> avv. <strong>Barbara Botti</strong> ha invitato però a non illudersi, che alla fine la coperta dei soldi è corta e quindi se si vogliono fare investimenti (es. un asilo) si deve rinunciare a qualcosa per avere in cambio oneri e denaro.</p>
<p>Sinceramente avrei voluto replicare al Sindaco che posso al limite condividere il suo ragionamento, il problema vero però che non si dice è che in molti Comuni gli oneri vanno a coprire spese correnti, vale a dire spese per far funzionare servizi ordinari, quindi anche per cancelleria, stipendi, o costosissimi consulenti esterni che magari sono necessari perché le scelte del personale non sono state fatte esattamente con criteri di competenza, vedasi il caso dell&#8217;informatica in molte amministrazioni comunali.</p>
<p>Insomma, le concessioni di urbanizzazione e i relativi introiti dovrebbero essere commisurati strettamente alle necessità di un investimento ben identificato e che dovrebbe essere calibrato sulla natura e le esigenze di un paese, e mai andare a copertura della parte corrente del bilancio, altrimenti è un circolo vizioso che non avrà mai fine, anzi, una fine l&#8217;avrà quando si sarà devastato tutto il nostro territorio.<br />
In fondo è la <em>regola del buon padre di famiglia</em> che vive in base alle proprie entrate e possibilità.</p>
<p>Quindi ritengo che <strong>la vera sfida per Sindaci e Amministratori sia oggi quella di riuscire a coprire le spese correnti con le entrate ordinarie</strong>, <strong>solo così si può essere poi liberi di amministrare tutelando il proprio territorio.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Parco Sud, per iniziare]]></title>
<link>http://sempreverdeblog.wordpress.com/2009/11/25/il-parco-sud-per-iniziare/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:01:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>SempreVerde</dc:creator>
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<description><![CDATA[A pochi chilometri da Milano c&#8217;è il Parco Agricolo Sud: tra un centro abitato e l&#8217;altro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>A pochi chilometri da Milano c&#8217;è il <a href="http://www.provincia.mi.it/parcosud/index.jsp" target="_blank">Parco Agricolo Sud</a>: tra un centro abitato e l&#8217;altro spuntano fontanili, abbazie, monumenti e aziende agricole. E tutto è immerso nel verde dei campi. Almeno per ora, ché il cemento è sempre in agguato.</p>
<p>Ecco un <a href="http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/posts/parco-sud/" target="_blank">video</a> girato a marzo: dà un&#8217;idea di cosa ci si può aspettare da una gita nel parco (location: cascine <a href="http://www.cascinaguzzafame.it/" target="_blank">Guzzafame</a> e <a href="http://www.isolamaria.com" target="_blank">Isola Maria</a>).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/RTiy3H8ISXk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/RTiy3H8ISXk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[|Design the Time|]]></title>
<link>http://laltrastanza.wordpress.com/2009/11/24/design-the-time/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:31:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>laltrastanza</dc:creator>
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<description><![CDATA[What was thought for eternity, has been overcome by time What was done for the temporany, has been c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://farm1.static.flickr.com/164/366155895_dc901a6c99.jpg" alt="" width="500" height="286" /><br />
What was thought for eternity, has been overcome by time</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.archimagazine.com/dmodoitaliano1.jpg" alt="" width="500" /><br />
What was done for the temporany, has been changed and fed by time</p>
<p>Design should dialogue with time, and remember the basic rules that can give birth to the &#8220;anonymous objects&#8221; analyzed by Munari.<br />
Objects are transitory materialisations of people momentary needs and actions.<br />
With time, they become images of a world that exists nomore, but that still lies in our memories, in what we saw, read and learnt.<br />
And if needs and actions didn&#8217;t change, like put wine in a bottle or light up our garages, these objects have the change to become archetypes.</p>
<p>Time can grant eternity to objects, design has to seed its projects with this potential opportunity.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cemento]]></title>
<link>http://amatl.wordpress.com/2009/11/21/cemento/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:37:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>amatl</dc:creator>
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<description><![CDATA[Foto: Agustìn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Foto: Agustìn]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Las piñas y sus piñones no son cuestiones menores]]></title>
<link>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:29:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>fjvicente</dc:creator>
<guid>http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/</guid>
<description><![CDATA[El lunes por la mañana como es habitual me dirigía a iniciar mi jornada laboral, una vez desayuné me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El lunes por la mañana como es habitual me dirigía a iniciar mi jornada laboral, una vez desayuné me dirigí al tajo con mucho desparpajo, la cadena Ser me ponía al día de la trama Gurtell y el de la Morena comentaba que lo del Madrid y el Alcorcón era de pena.<br />
<img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/botero2.jpg" alt="botero2" title="botero2" width="299" height="232" class="alignleft size-full wp-image-2206" />Al llegar al Hospital tome el ascensor y en la Planta del Servicio me baje con mucho primor. Alzando la vista me encuentro sentado a un artista, no puede ser, es el orondo Grasosol sentado a la salida del ascensor. Lo acompaña su esposa que había sido citada para que un anestesista la visitara. Ella padece un mal que le produce mucho disconfort al orinar, no es un problema grave pues su autentico mal radica en el elemento con el que se fue a casar. En la silla no cabía y por ambos lados de la misma se salía, con desprecio lo miré y la mirada no me supo mantener, metió la cabeza entre los pies y pensó “Tierra trágame” pues este tio de aquí otra vez me echa.<br />
Al final de la jornada laboral a mi casa me fuí a descansar y por el camino sin dilación a Mikel le comunique mi aparición. El en ese momento me comenta que otra aparición inesperada fue por el soportada. Paseando por el Bulevar con el gran capo se fue a cruzar y la reacción de éste fue la misma que la de su aliado, es decir mirar para otro lado.<br />
Hace unos meses en el Colegio de Médicos asistí a una reunión para la celebración de un congreso regional y a la salida con el Bizcolatex fuí a topar. Le miré a la cara y respuesta no pude encontrar, un ojo miraba a la Gran Vía y el otro a la Catedral.<br />
En plena reforma de la finca hace años Candelaria y Jack coincidieron en un peldaño y de forma desairada no fueron capaces ni de mantenerse la mirada.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/pina-2/" rel="attachment wp-att-2187"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/pina.jpg?w=300" alt="piña" title="piña" width="300" height="208" class="alignleft size-medium wp-image-2187" /></a>Mikel I y Mercé hace ya unas décadas crearon su piña familiar, Dios los premió con muchos elementos, muchos piñones para armar una piña ejemplar. Mikel I como buen conoceder del material de construcción, pues esa fue su primera profesión, unió los piñones con el mejor de los cementos<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/cemento3/" rel="attachment wp-att-2188"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/cemento3.gif?w=199" alt="Cemento3" title="Cemento3" width="199" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2188" /></a>. Sin embargo no utilizó otros materiales más contundentes, como la solidaridad, le empatía, el amor, la dignidad y la amplitud de mentes que en principio no son muy estables pero a larga son más perdurables. Las grandes catedrales que perviven en tiempos actuales se construyeron piedra sobre piedra con el cariño y la inteligencia de los antiguos canteros y arquitectos, la unión es tan sólida que tras 1000 años historia todavía estan en pie.<br />
<a href="http://puertohurraco.wordpress.com/2009/11/14/las-pinas-y-sus-pinones-no-son-cuestiones-menores/aluminosis/" rel="attachment wp-att-2189"><img src="http://puertohurraco.wordpress.com/files/2009/11/aluminosis.jpg" alt="Aluminosis" title="Aluminosis" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-2189" /></a>Mikel y Mercé basaron la unión en el cemento, el cemento y los bienes materiales. Con el paso del tiempo el cemento enfermó, la aluminosis hizo mella en él y la hermosa piña creada ha sido del todo resquebrajada, cada piñón va por su lado, defiende sus intereses sin pensar en el fastidio que le crea a los demás. Si yo trinco que me importa el de al lado si se ve perjudicado, son efectos colaterales de mi avaricia y mi codicia, si un familiar sin pensión se queda que se las apañe como pueda, eso de la solidaridad es algo para los demás.<br />
Los piñones de Mikel y Mercé han estallado cada una por su lado y si en el camino se encuentran esto se convierte en una afrenta, el saludo se niegan y la mirada  no se cruzan es el final lógico de algo que se unió por la material condición. Todo se ha creado alrededor de la finca Urraqueña y ésta puesta en valor supone el elemento distorsionador, tal vez sino hubiese existido y los piñones se hubiesen fusionado de otro modo, con amor, respeto, solidaridad, dignidad, responsabilidad, la piña se pudo ensamblar y la situación no sería la misma pues se basaría en otras premisas. Xavier se encargaría de la salud del clan, Don Guissepe resolvería las cuitas oficiles, Mikel la educación en general, Grasasol aportaría su escaso conocimiento, Biscolatex y Charly su gracia personal, Adelaida su Pret a porter, Jack su Oxigeno, Filippa su gambillas, Trinificación sus sangrias, etc, etc.<br />
Es este el mensaje de esta entrada: lo material nunca puede sustituir a los sentimientos, el cemento solo sirve para unir ladrillos y marmolillos, las personas se unirán por materiales más nobles y éstos con euros no se pueden adquirir pero al final nunca se podrán despegar.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le stelle sono tante, milioni di milioni.]]></title>
<link>http://acquasolfa.wordpress.com/2009/11/13/le-stelle-sono-tante-milioni-di-milioni/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 20:38:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>acquasolfa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come molti di voi hanno notato, sul corriere adriatico di oggi compariva un articolo di Luigi Miozzi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Come molti di voi hanno notato, sul corriere adriatico di oggi compariva un articolo di Luigi Miozzi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nienti vecu]]></title>
<link>http://amezzogiorno.wordpress.com/2009/11/12/nienti-vecu/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:39:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesca Cavallo</dc:creator>
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<description><![CDATA[La cosa più bella di quando parla Saviano è che nelle sue parole, anche se parla di Iran, di Castel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La cosa più bella di quando parla <a href="http://www.robertosaviano.it">Saviano</a> è che nelle sue parole, anche se parla di Iran, di Castel Volturno, di Russia, sempre ci ritrovi un pezzetto di te.</p>
<p>Io uno dei pezzetti che ci ho ritrovato <a href="http://www.chetempochefa.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,303%5E1086927,00.html">ieri sera</a> è stato quando ha parlato delle nuove forme di omertà. Cioè, omertà è una parola che quando la senti subito ti immagini il siciliano bassetto con i baffi, la coppola, e la lupara, seduto su una piazza assolata di un paesino in provincia di Ragusa. Quel vecchietto lì, potremmo giurarci, gli ammazzano un giovanotto davanti e a chi gli chiede dopo lui gli risponde: nienti sacciu. Non so niente.</p>
<p>Allora quando pensiamo alla parola omertà in questo modo, l&#8217;omertà ci sembra come un fenomeno di costume ben circoscritto in un&#8217;area che tra l&#8217;altro manco è attaccata all&#8217;Italia, al continente. Una cosa come i carretti siciliani e i canditi.</p>
<p>Nienti sacciu è la parola di uno che ha visto e che non vuole parlare. Ma, come diceva sempre mio nonno, noi ci siamo perfezionati. Perché vedere, se poi non devi parlare? A sto punto è meglio non vedere.</p>
<p>Il nostro motto sarebbe allora nienti vecu, non vedo niente.</p>
<p>Per esempio, a Lizzano. A Lizzano noi c&#8217;abbiamo un mare, ma bello. Bello veramente nonostante lo scempio che hanno fatto, figuratevi quant&#8217;è bello. Allora c&#8217;è un pezzo di litoranea che si chiama Marina di Lizzano.</p>
<p>Alla Marina di Lizzano ci sono ruderi a due piani di case costruite a 30 metri dal mare, poi se vai verso destra ci sono addirittura delle casette che l&#8217;angolo della costruzione arriva sul bagnasciuga che per passare tu devi andare nell&#8217;acqua. Se invece vai a sinistra e oltrepassi gli scogli, c&#8217;è un&#8217;altra spiaggia che si chiama l&#8217;Ostone. Questa spiaggia inizia con una costruzione totalmente abusiva. Cioè c&#8217;è uno che ha costruito un parcheggio, una pizzeria e un bar, facendo un muro di cemento che arriva sulla spiaggia, a 10 metri dall&#8217;acqua del mare. L&#8217;estate davanti a questo muro che ha totalmente distrutto le dune, ci mette pure gli ombrelloni tutti blu, e certa gente paga per stare all&#8217;ombra di questo muro di cemento.</p>
<p>I lizzanesi, però, queste cose che vi ho appena descritto, non le vedono. Non è che non gliene frega niente del loro mare, ma il cemento, chissà come sono fatti questi lizzanesi, il cemento a tre passi dal mare loro proprio non lo vedono. Il perché non ve lo posso dire, ho paura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Via Pirzio Biroli, l'enclave dei trans. Brenda &amp; Co. al lavoro giorno e notte]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/11/roma-gradoli-biroli-trans-brenda-marrazzo/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:44:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/11/roma-gradoli-biroli-trans-brenda-marrazzo/</guid>
<description><![CDATA[Sicurezza. Una via Gradoli al cubo, in una zona dove Alemanno ha stravinto. Un piazzale tra ville co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Sicurezza. Una via Gradoli al cubo, in una zona dove Alemanno ha stravinto. Un piazzale tra ville con piscina e palazzine residenziali. Qui regnano caseggiati di tufo e cemento, dove la prostituzione si esercita a cielo aperto. Cartelli «affittasi monolocale» a valanga. Impotenti i comitati dei cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-863" title="Immagine" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/immagine.jpg?w=300" alt="Immagine" width="300" height="236" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">«Via Carlo Pirzio Biroli, medaglia al valore, 1909-1943». È l&#8217;intestazione della via dove due sere fa Brenda, trans brasiliana coinvolta nel caso Marrazzo, è stata rapinata e picchiata da un gruppo di ragazzi. I Carabinieri intervenuti l&#8217;hanno trovata ubriaca e con addosso delle escoriazioni, ma poi ha dato in escandescenze quando i militari si sono avvicinati, facendosi del male da sola, ed è stata portata in ospedale. Qui ha cercato di aggredire i sanitari e si è ferita con delle forbici. Per lei 5 giorni di prognosi.</p>
<p style="text-align:justify;">Sarebbe un episodio di normale amministrazione, compreso il fatto della violenta litigiosità spesso legata alle droghe e all&#8217;alcol, se non fosse per quella via, una strada inerpicata su per una collina della Cassia (una delle zone bene di Roma) che sotto di sè guarda via Due Ponti, il collegamento verso la tangenziale, una zona che per il mondo trans della capitale è come un marchio di appartenenza. Via Biroli termina in un piazzale dove le radici dei pini mandano all&#8217;aria l&#8217;asfalto, prima di sbattere sul tufo e sul cemento delle costruzioni. Al piazzale finale si accede da un ingresso unico, qui Brenda è stata aggredita, qui da anni va in scena il regno dei trans che costituiscono una comunità a sè dentro dei grigi e umidi caseggiati, collegati tra loro da scale o passaggi, ma soprattutto si prostituiscono direttamente sul piazzale sia di giorno che di notte, aspettando i clienti o gli accompagnatori, compresi taxisti.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Una enclave, al cui confronto via Gradoli non regge: anche se il contrasto di partenza tra la zona considerata residenziale e il degrado dei caseggiati è lo stesso, qui tutto si amplifica. Viene in aiuto google maps che, se non rivela disegni esoterici come a Villa Certosa, mostra bene in evidenza due ville con piscina, appena dietro i caseggiati che emergono sul piazzale. Su via Pirzio Biroli strada privata, dove in teoria sarebbe vietato l&#8217;ingresso ai non residenti, c&#8217;è anche un giardino botanico, superficie stimata in 10.000 mq, con «uno spazio per i giochi dei bambini, aiuole fiorite e l&#8217;impianto di ibisco e prunus decorativi». E poi si sciorina il classico copione della Cassia, fatto di cemento e benessere: villette, palazzine, giardini e garage. Sul piazzale invece trionfano i cartelli con gli annunci vendesi e affittasi dove il leit motiv è «Via Pirzio Biroli proponiamo monolocale con angolo cottura servizio ottimo uso investimento».</p>
<p style="text-align:justify;">
Trans che cerchi, comitato che trovi. «Se sei stanco di vedere la prostituzione a tutte le ore del giorno e della notte; se sei stanco di vedere la nostra zona sempre più sporca e degradata; se ritieni che ci sia bisogno di più sicurezza nella nostra zona allora vieni in piazza insieme a noi e facciamo sentire la nostra voce alle istituzioni politiche e di sicurezza». Sono i cittadini organizzati nel comitato “Pirzio Biroli contro il degrado”. Nel 2007 aprirono anche un sito, esibendo nella homepage la fotografia del satellite con le piscine. Anche se ora è abbandonato, si trova ancora traccia di una manifestazione indetta alla fine di settembre dello stesso anno, e addirittura i testi delle lettere di denuncia spediti al sindaco, che all&#8217;epoca era Veltroni, all’assessore alla sicurezza, al prefetto, etc. Poco più di un mese dopo morirà Giovanna Reggiani, sempre a Roma nord. Contesti diversi, ma stesso degrado. Perchè via Pirzio Biroli è un problema innanzitutto di sicurezza. «Col supremo volontario sacrificio segnava ai più la luminosa via del dovere e dell&#8217;onore» dice la motivazione dell&#8217;onorificienza a Carlo Pirzio Biroli. Ma sul piazzale la luce è sempre poca e non bastano gli interventi saltuari di pattuglia con i lampeggianti a illuminare una soluzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2007 i cittadini, in un municipio che pochi mesi dopo premierà Alemanno con il 50,82 % dei voti, chiesero infatti la verifica dei certificati di abitabilità, sanitari Asl, quella della posizione fiscale dei proprietari e degli inquilini, e l&#8217;esistenza del certificato prevenzione incendi. Scrissero anche al Gabibbo, senza fortuna. Solo un articolo del Manifesto ma del 2005, e qualche ripresa dei comunicati da parte dei giornaletti locali. Nel 2007 sul forum scrivevano: «Questo articolo mi ha fatto molta tristezza perché è del 2005, le cose stanno peggio di prima!».</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi il comitato è tornato a farsi sentire. Sono i periodici di quartiere a raccogliere i malumori. Su «Zona cassia» dove si legge di deterrenti inefficaci e sostanziale impotenza, Federico Guidi, consigliere comunale Pdl, e Stefano Erbaggi, assessore ai Ll.Pp. del Municipio, parlano della costituzione di tavoli tra le istituzioni. Ma una risposta rapida ancora non c&#8217;è. Su VignaClaraBlog.it, altra testata locale, una signora scrive: «Ci porto tutti i giorni mio figlio di tre anni in una piccola scuola. Dobbiamo farci strada tra transessuali anche ubriachi. È un peccato lasciare che diventi una borgata degli extracomunitari senza permesso e senza lavoro. A cosa servono tutte quelle leggi e quelle norme sui clandestini e sugli stranieri non in regola se poi non vengono messe in pratica, si sa dove trovarli perchè non fare una retata e rimandarne un bel pò a casa?».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NUEVA SUPERFICIE, MISMO RESULTADO - 10 DE NOVIEMBRE (DÍA 305)]]></title>
<link>http://trescincoseis.wordpress.com/2009/11/10/nueva-superficie-mismo-resultado-10-de-noviembre-dia-305/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 02:59:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>patriciolondaits</dc:creator>
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<description><![CDATA[Primer partido de tenis en mucho tiempo (creo que un mes y medio) ya que estaban arreglando la canch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-1173" title="Nueva superficie" src="http://trescincoseis.wordpress.com/files/2009/11/nueva_superficie_web.jpg" alt="Nueva superficie" width="420" height="630" /></p>
<p>Primer partido de tenis en mucho tiempo (creo que un mes y medio) ya que estaban arreglando la cancha (sacaron la carpeta y ahora la hicieron de cemento). El partido fue bastante pedorro, porque estabamos los dos faltos de práctica y estado físico&#8230; pero bueno, al menos pudimos volver a jugar, y volví a perder (pero eso ya no es novedad, ni hace falta decirlo).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El vacío del World Trade Center]]></title>
<link>http://descubriendoelmundo.wordpress.com/2009/11/10/el-vacio-del-world-trade-center/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:48:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>anabgc</dc:creator>
<guid>http://descubriendoelmundo.wordpress.com/2009/11/10/el-vacio-del-world-trade-center/</guid>
<description><![CDATA[Si le perguntáramos a cualquiera qué estaba haciendo el 11 de septiembre de 2001 a media mañana prob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si le perguntáramos a cualquiera qué estaba haciendo el 11 de septiembre de 2001 a media mañana probablemente nos diría que no se acuerda&#8230; pero si lo que le decimos es &#8220;¿qué estabas haciendo cuando se produjo el ataque terrorista de las Torres Gemelas?&#8221; entonces, en este caso, estoy casi segura de que respondería sin pensárselo dos veces. Apenas tendría que hacer esfuerzos por recordar.</p>
<div id="attachment_832" class="wp-caption alignright" style="width: 192px"><img class="size-medium wp-image-832" title="Portada New York Times 11S" src="http://descubriendoelmundo.wordpress.com/files/2009/11/0911_big.gif?w=182" alt="Portada New York Times 11S" width="182" height="300" /><p class="wp-caption-text">Portada del New York Times del 12 de septiembre de 2001, tras los atentados terroristas a las Torres Gemelas.</p></div>
<p>Todos recordamos lo que estábamos haciendo aquel día cuando, de una forma u otra, nos enteramos de lo que estaba ocurriendo al otro lado del Atlántico. Yo salía de un examen de inglés, estaba en Madrid, volvía a casa y, de pronto, me llegó un mensaje al móvil. Un amigo me informaba de la noticia, él mismo decía que no se lo podía creer, que pusiera la tele. En cuanto llegué a casa fue lo primero que hice y, entonces, lo vi. Lo vi pero&#8230; no me lo podía creer. ¿Aquello era real? Pues sí, por desgracia lo era. Ni siquiera los presentadores podían llegar a creerse lo que estaban viendo en directo&#8230; una torre en llamas y, al poco tiempo, la otra era atravesada por otro avión. Gritos, humo, gente corriendo, desesperada&#8230; policía, bomberos, sirenas&#8230; terror, pánico, sinsentido&#8230; barbarie. Quien nos iba a decir que, tres años después, algo similar nos iba a dejar marcados para siempre también aquí, en Madrid.</p>
<div id="attachment_839" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-839 " title="Zona Cero" src="http://descubriendoelmundo.wordpress.com/files/2009/11/p90102841.jpg?w=300" alt="World Trade Center" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">El hueco del World Trade Center, lo que hoy ya se conoce como la Zona Cero, Nueva York / Foto: Ana B. González Carballal</p></div>
<p>Marcados porque, vivas o no de cerca un atentado terrorista como cualquiera de estos, es más que probable que no te olvides nunca de lo que ocurría aquel día &#8220;cualquiera&#8221; en tu vida. Alguna vez leí, que esto, psicológicamente, funciona así. No sé si tiene un nombre  pero lo que sí sé es que nuestra memoria</p>
<div id="attachment_841" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-841" title="Zona Cero" src="http://descubriendoelmundo.wordpress.com/files/2009/11/p9010295.jpg?w=300" alt="Zona Cero" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">La Zona Cero actualmente, Nueva York / Foto: Ana B. González Carballal</p></div>
<p> tiene límites, no es un disco duro infinito, pero siempre hay un hueco reservado para recordar aquellas vivencias marcadas por algún hecho especial, bien sea negativo o positivo. Uno no suele olvidarse de lo que estaba haciendo cuando recibe la noticia de que ha tenido un hijo, un sobrino&#8230; o cuando, por desgracia, se entera de la muerte de un ser querido. Esos recuerdos quedan grabados ahí, en la memoria, para siempre. Y no es necesario que ese hecho especial nos afecte directamente a nosotros, cualquier catástrofe, atentado o hecho noticioso lo suficientemente traumático nos dejará marcados para siempre.</p>
<div id="attachment_843" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-843  " title="Zona Cero" src="http://descubriendoelmundo.wordpress.com/files/2009/11/p9010293.jpg?w=300" alt="Zona Cero" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Placa conmemorativa en homenaje a los bomberos fallecidos el 11S situada en una estación muy cercana a la Zona Cero, Nueva York / Foto: Ana B. González Carballal</p></div>
<p>Yo no he olvidado todavía lo que estaba haciendo aquel 11 de septiembre de 2001. Tampoco he olvidado lo que estaba haciendo el 11 de marzo de 2004. De ambos días guardo imágenes que me gustaría no haber visto nunca y recuerdos banales que persistirán en mi memoria hasta el final de mis días. Por eso, cuando, durante mi visita a Nueva York, pasé por el World Trade Center, no pude evitar recordar y sentir. Algo se te remueve dentro cuando estás allí, miras y no hay nada. Lo que un día fue el centro financiero mundial son hoy metros cuadrados de vacío. Las gruas son el único &#8220;ser vivo&#8221; que asoma tras las vallas que ocultan esa nada, ese vacío, esa muerte. Uno está allí y no termina de creérselo, resulta increible pensar que un día 11 de septiembre allí ocurriese lo que ocurrió. La realidad, sin duda, superó a la más terrible de las ficciones.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PROGETTO PANDA, IL SUPERMARKET DEI SERVIZI SOCIALI]]></title>
<link>http://brugheriofutura.wordpress.com/2009/11/07/progetto-panda-il-supermarket-dei-servizi-sociali/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:01:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>brugheriofutura</dc:creator>
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<description><![CDATA[In Comune si torna a parlare del progetto Panda, cioè della realizzazione di una struttura destinata]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">In Comune si torna a parlare del progetto Panda, cioè della realizzazione di una struttura destinata ad accogliere famiglie in difficoltà, che, nelle intenzioni della stessa Panda Onlus, dovrebbe essere costruita nella zona di via Turati, al posto del terreno che attualmente viene utilizzato per ospitare le giostre in occasione della Festa di Brugherio.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Il Sindaco Ronchi, a cui la collocazione in città di nuovi edifici, di qualunque natura e forma essi siano, e a qualunque funzione siano essi destinati, fa sempre piacere, sembra intenzionato ad approvare il progetto senza pensarci troppo e senza “perdere tempo” in noiosi dibattiti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Noi riteniamo invece che la questione vada affrontata con serietà, analizzandola a partire dalle caratteristiche del luogo dove viene proposto di costruire il centro di accoglienza.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Brugherio Futura e Rifondazione Comunista sono dell&#8217;opinione che l&#8217;insediamento a Brugherio di </span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">un centro per l&#8217;assistenza a madri e padri in condizione di disagio, sulla base della proposta della Associazione Panda Onlus, sia da considerare un arricchimento per la nostra comunità. </span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Allo stesso modo però, </span>suscita grossa perplessita&#8217; la grande predominanza dell&#8217;aspetto immobiliare  dell&#8217;intervento, dove sono previsti appartamenti in affitto che servono a coprire gli investimenti. In sostanza non ci convince la evidente sperequazione fra servizio offerto e cubatura immobiliare necessaria.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Per questi motivi, le nostre forze politiche intendono ribadire con forza la loro contrarietà all&#8217;ipotesi che tale struttura venga realizzata in un&#8217;area, come quella di via Turati/via Cajani, che vede una notevole carenza di spazi verdi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Come già espresso pubblicamente fin dalla presentazione del progetto da parte di Panda Onlus, <a href="http://www.brugherioattiva.it/index.php/urban" target="_blank">(leggi le dichiarazioni rilasciate nel mese di marzo 2009)</a> le nostre forze politiche ritengono che esso debba essere realizzato</span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"> ristrutturando un edificio esistente, con il doppio vantaggio di non consumare suolo libero, e poter inserire il centro di accoglienza in una zona della città maggiormente baricentrica, con ovvi vantaggi anche per i suoi utenti.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" lang="it-IT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">L&#8217;area di via Turati invece, deve essere riqualificata in modo da creare un&#8217;area verde fruibile dai cittadini che abitano in zona e da tutti i brugheresi.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" lang="it-IT">
<span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">Qui di seguito potete trovare il nuovo Comunicato Stampa emesso da Brugherio Futura e Rifondazione, rilasciato il 5 novembre 2009.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;" lang="it-IT">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><em>“<span style="font-size:medium;">PANDA”: UN’AREA DA SALVARE DALLA CEMENTIFICAZIONE E UN PROGETTO SOCIALE DA RIVEDERE CON ATTENZIONE.</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:medium;">Apprendiamo che il “Progetto Panda”, che qualcuno dava per acquisito a Brugherio, incontra delle difficoltà all’interno della stessa maggioranza. Vogliamo ricordare che già nel marzo 2009 Rifondazione Comunista e Brugherio Futura, con un comunicato pubblicato sulla stampa locale, avevano preso una posizione critica. Dicevamo infatti che l’area di Via Turati, che si trova in una zona già fortemente urbanizzata, non era adatta a ospitare ulteriori cementificazioni. Scrivevamo che “il terreno di Via Turati può essere lasciato così com’è, in attesa  di riqualificarlo come zona a verde a servizio di una porzione di territorio che ne ha forte bisogno”. Facevamo anche presente che si tratta di una ex cava, che richiederebbe notevoli e onerosi lavori di bonifica. Semmai, qualora il progetto in sé fosse giudicato utile, va preso in considerazione il riuso di un edificio già esistente, ad esempio un’ex area industriale. </span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:medium;">Vogliamo però aggiungere che abbiamo delle riserve anche sul progetto in sé, che pure abbiamo attentamente valutato. Si tratta in realtà di un progetto sovradimensionato e allo stesso tempo molto vago, che prevede l’offerta di molti e diversi interventi in campo sociale e sanitario, ma senza definire la sua reale portata sul territorio, la sua rispondenza o meno ai fabbisogni locali e al suo rapporto con il Comune. Facciamo notare un solo particolare: in esso si richiede per i posti di primo intervento un contributo di 100 euro a carico del Comune nelle giornate in cui  rimanessero inutilizzati: un onere davvero esorbitante e non corrispondente a una logica di necessità locale. In conclusione, studiando attentamente il progetto viene il sospetto che si chieda semplicemente: dateci quel territorio, che è oltremodo appetibile, poi, delle tante cose che proponiamo, qualcosa ci faremo. E’ una logica da Supermarket dei servizi sociali, che temiamo corrisponda a interessi non precisamente pubblici. Se invece così non è, i proponenti lo dimostrino.</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:medium;">CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI BRUGHERIO</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:medium;">BRUGHERIO FUTURA </span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frosinone, stadio nuovo. E in Italia?]]></title>
<link>http://unfrusinate.wordpress.com/2009/10/30/frosinone-stadio-nuovo-e-in-italia/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 18:00:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>unfrusinate</dc:creator>
<guid>http://unfrusinate.wordpress.com/2009/10/30/frosinone-stadio-nuovo-e-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[Con la squadra di calcio del Frosinone che da tempo fa sognare tutti i tifosi, si pone il problema d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://unfrusinate.wordpress.com/files/2009/10/stadio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-323" title="Stadio" src="http://unfrusinate.wordpress.com/files/2009/10/stadio.jpg?w=300" alt="Stadio" width="300" height="234" /></a></p>
<p>Con la <strong>squadra di calcio del Frosinone</strong> che da tempo fa sognare tutti i tifosi, si pone il problema dell&#8217;adeguatezza dello stadio esistente.</p>
<p>Si sa che quando si comincia a costruire, si pensa sempre in grande.</p>
<p>Le riflessioni non mancano &#8220;«È chiaro &#8211; ha aggiunto <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/frosinone/cronaca_locale/frosinone/2009/10/28/1086462-svendiamo_citta.shtml?refresh_ce">Paris</a> &#8211; che insieme allo stadio dovranno sorgere bar, negozi, ristoranti, con i costruttori pronti a chiedere &#8220;qualcosa&#8221; in cambio. Ed è anche giusto, se vogliamo guardare il tutto dal punto di vista degli imprenditori. Ma attenzione a non svendere la città. Gli amministratori devono pretendere dagli imprenditori, chiunque essi siano, con project o senza, opere compensative importanti come piazze, parcheggi, un teatro, impianti sportivi e strutture per disabili. Senza svendere, senza regalare. Al contrario, dando la possibilità a tutti di intervenire, dove possibile, nell&#8217;ampliamento delle proprie abitazioni. È questo il compito dei politici: ottenere il massimo per il bene della città e dei cittadini. E non regalare niente a nessuno».</p>
<p>Osservo che la città di Frosinone non è un caso isolato, vista l&#8217;inchiesta di <strong>Malcolm Pagani</strong> e <strong>Giacomo Russo Spena</strong> pubblicata da <strong>Il Fatto Quotidiano</strong> del 28 Ottobre scorso, dal titolo &#8220;Nuovi stadi, viaggi e miraggi.  Da Roma a Firenze, l’Italia corre. Costruire tutto, come per Italia 90&#8243;.</p>
<p>Grazie a <strong><a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/">Il Fatto Quotidiano</a></strong>, ed al sito <strong>Eddyburg </strong>che mette online l&#8217;<a href="http://eddyburg.it/article/view/14086/">intero testo</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cemex dispuesto a negociar con Venezuela nacionalización]]></title>
<link>http://revistaminera.wordpress.com/2009/10/28/cemex-dispuesto-a-negociar-con-venezuela-nacionalizacion/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 02:47:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>revistaminera</dc:creator>
<guid>http://revistaminera.wordpress.com/2009/10/28/cemex-dispuesto-a-negociar-con-venezuela-nacionalizacion/</guid>
<description><![CDATA[MEXICO (AP) &#8211; El gigante mexicano del cemento Cemex SAB manifestó su disposición de negociar d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[MEXICO (AP) &#8211; El gigante mexicano del cemento Cemex SAB manifestó su disposición de negociar d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[De como pasar vergüenza en el camión.]]></title>
<link>http://soyandaluz.wordpress.com/2009/10/28/de-como-pasar-verguenza-en-el-camion/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 16:58:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Buenaventura</dc:creator>
<guid>http://soyandaluz.wordpress.com/2009/10/28/de-como-pasar-verguenza-en-el-camion/</guid>
<description><![CDATA[Un martes de octubre sin previo aviso se convierte en un día fabuloso, y curiosamente en el ámbito l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Un martes de octubre sin previo aviso se convierte en un día fabuloso, y curiosamente en el ámbito laboral, y no es que me suban el sueldo, ni nada parecido, pero como vamos un poco a salto de mata,  el día que me meto entre pecho y espalda casi 300kms acabo con una sonrisa de oreja a oreja.</p>
<p style="text-align:justify;">Tres fueron los viajes que tuve que hacer cargaditos de cemento, a 25.200kgs por viaje, sale un total de muchos kilos. (y que ahora no venga nadie en los comentarios a hacerme la cuenta). Al entrar en la fábrica para cargar el segundo viaje, me confirmaron un tercero a la otra punta de la isla de Mallorca, así que mi buen humor y mis ganas de conducir aumentaron*.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">De camión en si, no es que pueda presumir, es un Renault Premiun muy normalito, pero le puse un caset en condiciones y mis cds de gitaneo y música andaluza no faltan. El que llevo puesto ahora consta de Jarcha, Carlos Cano, la canción Al Alba de Aute, (en directo), Nunca fui a Granada de Paco Ibáñez y la Lambada. Sé que esta última no pega mucho, pero me apetecía ponerla. Aquí viene el momento de sonrojo, o lo que es lo mismo: De &#8220;perdíos&#8221; al río.</p>
<p style="text-align:justify;">Llego a la cola y tenía un camión por delante, así que tuve tiempo a abrir los laterales del remolque, beber, agua y subirme a la cabina a esperar y claro, como tenía a mi Carlos Cano y la canción de Mi Chiclanera, empecé a cantar, menos mal que no lo hice muy fuerte, pero tenía la ventanilla abierta y a mi lado, dos compañeros que habían llegado a cargar y que no había visto. Me di cuenta de que uno señalaba al otro hacia donde yo estaba, así que tenía dos opciones o bajar el volúmen y callarme o seguir como si tal cosa cantando. Decidí lo segundo aun a riesgo de recibir una paliza. Pero el problema no residía en la canción de la Chiclanera, ni en Al Alba, que era la que venía después. El problema hubiese venido si no hubiesen cargado el camión que me precedía a tiempo y ya me veo a mi mismo, cantando y bailando la Lambada. Entonces tengo que pedir exilio en Islandia o algún sitio de estos donde la gente está tan ocupada intentando no pasar frío que no le da mucha importancia a un camionero andaluz cantarín.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi nivel de canto se puede resumir en que tengo un perímetro de seguridad en todos los Karaokes de Andalucía y del resto del mundo así como en cualquier programilla de esos en los que la gente da el cante más que cantar.</p>
<p style="text-align:justify;">*Este asterisco viene porque hoy he venido del trabajo a casa en bici, no es que sea una distancia enorme ni una etapa reina (primera ministra) de la vuelta a Andalucía, pero que la horilla que he pasado no me la quita nadie. Y cuando he llegado a casa tenía las endorfinas por las nubes. A través de una sucesión interminable de correos electrónicos, le he contado a mi señora esposa la sensación tan buena que he tenido, y que hacía mucho tiempo que no disfrutaba así de conducir un vehículo, ni siquiera a mi Jose sin la cansina de mi novia al lado diciendo que no apure las marchas y que no corra mucho.</p>
<p style="text-align:justify;">La pregunta es la siguiente: ¿qué pasaría si Buenaventura Robles, dejará de conducir vehículos a motor? Que no se tenga en cuenta mi profesión, ya que la respuesta sería: Apuntarme a la lista del paro.</p>
<p style="text-align:justify;">Besitos, sed felices y haced lo que más os guste, sea ir en bici o pintar cuadros con las uñas sucias de los pies.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5AfTl5Vg73A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/5AfTl5Vg73A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[En estudio creación de nueve fábricas de cemento con tecnología de Portugal]]></title>
<link>http://revistaminera.wordpress.com/2009/10/23/en-estudio-creacion-de-nueve-fabricas-de-cemento-con-tecnologia-de-portugal/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 20:00:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>revistaminera</dc:creator>
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<description><![CDATA[Maturín, 23 Oct. ABN.- La creación de nueve plantas socialistas en todo el territorio nacional, con ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Maturín, 23 Oct. ABN.- La creación de nueve plantas socialistas en todo el territorio nacional, con ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BRUGHERIO: STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO]]></title>
<link>http://brugheriofutura.wordpress.com/2009/10/23/brugherio-stop-al-consumo-di-territorio/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:40:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>brugheriofutura</dc:creator>
<guid>http://brugheriofutura.wordpress.com/2009/10/23/brugherio-stop-al-consumo-di-territorio/</guid>
<description><![CDATA[Costruire, costruire, costruire. Sembra la soluzione di tutti i problemi, compreso quello dell’occup]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Costruire, costruire, costruire. Sembra la soluzione di tutti i problemi, compreso quello dell’occupazione. L’ha detto ancora Raffaele Corbetta in Consiglio Comunale: ci sono i progetti in attesa; quando si parte? Ampliamento Candy, Porta Nord, Porta Sud. La sinistra, ha aggiunto Corbetta, invece di premere in questo senso, si perde in “cosucce”. Ha usato proprio questa espressione. Aggiungiamo, di già che ci siamo, la Decathlon all’interno del Parco delle Cave: sinistra svegliati dai tuoi sogni, sembra che dicano, cogli al volo anche questa eccezionale opportunità…</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Bene, anzi, male. Rifondazione Comunista e Brugherio Futura hanno detto la loro, nei mesi scorsi, su ciascuno di questi progetti, diversi fra loro, e altri qui non nominati (Baraggia, Panda…). E ripeteremo questi giudizi, in maniera circostanziata e motivata, nelle prossime settimane. In questo comunicato, tanto per non perderci in “cosucce”,  vorremmo solo ribadire i PRINCIPI DI BASE che secondo noi devono ispirare la progettazione urbanistica.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">1) Prima di tutto, si deve partire da un’ANALISI DEI FABBISOGNI ABITATIVI e della domanda reale di alloggi a Brugherio (giovani coppie, immigrati, sfrattati…). Chiediamoci: la costruzione di nuovi alloggi serve a soddisfare queste esigenze, o serve a rispondere alle pressioni dell’imprenditoria edilizia locale (partito trasversale  dell’edificazione, che sopravvive sotto qualsiasi amministrazione)? E serve a risolvere i problemi di Milano, da cui se ne vanno tante persone, coppie, anziani, per sfuggire ai costi della speculazione che imperversa, anche con il pretesto all’Expo 2015? L’unica vera EMERGENZA ABITATIVA, la vera priorità,  sono le CENTINAIA DI CITTADINI SOTTO SFRATTO O SISTEMATI IN ALLOGGI DI FORTUNA che aspettano in un’apposita lista d’attesa depositata presso il Comune.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">2) Prima di procedere alle cementificazione, si deve pensare a progetti di RIUSO, di RESTAURO, di RECUPERO degli edifici e dei complessi industriali, commerciali e civili già esistenti, dismessi e degradati. Inoltre, bisogna fare un CENSIMENTO DEGLI ALLOGGI SFITTI a Brugherio. Perché sono inutilizzati? </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">4) Qualsiasi nuovo insediamento (abitativo, industriale, commerciale) va valutato alla luce dell’IMPATTO AMBIENTALE e TERRITORIALE che comporta.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Il bene primario, infatti, è il TERRITORIO, il suolo non edificato. Acqua, aria e suolo sono la vita, per noi e per i nostri discendenti. Sono un bene non rinnovabile, una riserva che si esaurisce. “Padroni in casa nostra” finisce per voler dire “padroni di distruggere la casa, non solo nostra ma di tutti”. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Non si consuma il territorio per portare “moneta corrente” al Comune. E nemmeno con il pretesto che “porta lavoro: soprattutto perché si tratta di lavoro fasullo, che non risolve nessuno dei problemi legati alla crisi economica di oggi e a uno sviluppo sostenibile di domani.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Torneremo su ognuno di questi argomenti. In particolare sul rapporto fra territorio e lavoro. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO non è uno slogan estremistico, anzi, è l’unico realistico nelle condizioni in cui viviamo a Brugherio, in Lombardia − nel mondo.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Brugherio Futura</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:small;">Circolo di Rifondazione Comunista </span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cemento color Tierra]]></title>
<link>http://correconelcuento.wordpress.com/2009/10/21/cemento-color-tierra/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 05:02:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Commedia</dc:creator>
<guid>http://correconelcuento.wordpress.com/2009/10/21/cemento-color-tierra/</guid>
<description><![CDATA[El Puente Oblicuo, recuperado de la enterrada M-30, será uno de los emblemas del proyecto Madrid Río]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El Puente Oblicuo, recuperado de la enterrada M-30, será uno de los emblemas del proyecto <em>Madrid Río</em>, no hay duda. De las infografías del proyecto y viéndolo (de lejos) al natural me llamó especialmente la atención su hermosa senda de <a href="http://buscon.rae.es/draeI/SrvltObtenerHtml?IDLEMA=3093&#38;NEDIC=Si" target="_blank">albero</a>.</p>
<p><!--more--></p>
<div id="attachment_3361" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://picasaweb.google.es/correconelcuento/CEEPPuenteOblicuo?authkey=Gv1sRgCP2CkaO1xrm9Ow&#38;feat=directlink"><img class="size-full wp-image-3361" title="CEEP_PuenteOblicuo" src="http://correconelcuento.wordpress.com/files/2009/10/ceep_puenteoblicuo.jpg" alt="CEEP_PuenteOblicuo" width="560" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">Foto: Commedia, Junio de 2009 (pulsar sobre la imagen para ver más fotos).</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p>Aquella mañana tomé el coche de San Fernando (todavía no estaba para correr) desde <a href="http://correconelcuento.wordpress.com/2009/07/02/ceep-la-huerta-de-la-partida/" target="_blank">La Huerta de la Partida</a> y me fui a conocerlo. Según iba acercándome, me di cuenta de que lo que yo pensaba que era un sendero de tierra en realidad era <a href="http://correconelcuento.wordpress.com/2009/06/02/cemento-en-el-parque-2/" target="_blank">cemento</a> pintado de color tierra.</p>
<p>Está claro que queda mejor el color <em>tierra</em> que el <em>cemento</em>. Pero entonces ¿por qué utilizar un sucedáneo y no la versión original?</p>
<p><strong>Referencias:</strong></p>
<p><a href="http://www.espormadrid.es/" target="_blank">¡es por madrid!</a> ha publicado una <a href="http://www.espormadrid.es/2009/10/obras-de-madrid-rio-entre-el-puente-de.html" target="_blank">entrada</a> (incluyendo jugosos comentarios) con motivo de la reciente visita de Alberto Ruiz-Gallardón el pasado martes (y trece). Para la ocasión el Ayuntamiento publicó una nota de prensa con la situación de las actuaciones en la zona:</p>
<ul>
<li>Ayuntamiento de Madrid, <a href="http://www.munimadrid.es/UnidadesDescentralizadas/UDCMedios/noticias/2009/10Octubre/13Martes/NotasPrensa/Alcalde%20Madrid%20Rio/ficheros/Alcalde%20madrid%20Rio%20PANEL%202.pdf" target="_blank"><em>Actuaciones en el ámbito Puente de Segovia &#8211; Puente de San Isidro</em></a>, nota de prensa con motivo de la visita del Alcalde Alberto Ruiz-Gallardón a las obras de Madrid Río, Madrid, 13 de Octubre de 2009.</li>
</ul>
<p><a href="http://nosolometro.blogspot.com/" target="_blank">NoSoloMetro</a> publica un <a href="http://nosolometro.blogspot.com/2009/10/otra-vez-abucheos-esta-vez-gallardon.html" target="_blank">apunte</a> diferente que incluye una crónica (alternativa) de la visita del Sr. Alcalde.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Looking for seller mandate]]></title>
<link>http://cmdtgroup.wordpress.com/2009/10/20/looking-for-seller-mandate/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 18:14:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>cmdtgroup</dc:creator>
<guid>http://cmdtgroup.wordpress.com/2009/10/20/looking-for-seller-mandate/</guid>
<description><![CDATA[We are looking to be appointed  as seller mandate directly from mines selling coal and copper.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>We are looking to be appointed  as seller mandate directly from mines selling coal and copper.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Area ex Perfosfati, Portogruaro (VE) Italy.]]></title>
<link>http://simonesantilli.wordpress.com/2009/10/20/area-ex-perfosfati-portogruaro-ve-italy/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:12:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>simonesantilli</dc:creator>
<guid>http://simonesantilli.wordpress.com/2009/10/20/area-ex-perfosfati-portogruaro-ve-italy/</guid>
<description><![CDATA[A ridosso del centro storico di Portogruaro, nella parte nord occidentale della città, si staglia al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">A ridosso del centro storico di Portogruaro, nella parte nord occidentale della città, si staglia alta e silente la figura di un grande capannone industriale della fine degli anni Quaranta del Novecento, unico edificio superstite di uno stabilimento industriale dismesso, la ex fabbrica Perfosfati.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-544" title="IMG_5106" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5106.jpg?w=400" alt="Perfosfati_01 Simone Santilli, 2009" width="400" height="266" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_01 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">La posizione in cui sorge, che la vede compresa tra la linea ferroviaria Venezia-Trieste, la strada provinciale 251(che collega le autostrade A4 e A28 alla città), e via Stadio (che costituisce parte della circonvallazione urbana per l’accesso al centro storico), evidenzia come il complesso fin dalle origini ha rivestito un ruolo strategico nell&#8217;economia locale. L’area ha una superficie di circa 9 ettari in parte a parco, dominata nell’impatto visivo dalla presenza del fabbricato, che attrae sia per motivi di ordine architettonico (la complessità e l’articolazione delle forme non sono giustificate infatti solo da motivazioni tecniche, ma anche da una sensibilità estetica che difficilmente ritroviamo negli edifici ad uso industriale) sia per motivi di ordine tecnico-costruttivo (le soluzioni adottate furono all&#8217;epoca certamente d’avanguardia: ad esempio la prefabbricazione degli elementi d’arco che accompagnano la struttura).</p>
<div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-545" title="IMG_5534" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5534.jpg?w=400" alt="IMG_5534" width="400" height="266" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_02 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">Di tutto questo oggi rimane un&#8217;imponente rovina, uno scheletro che domina l&#8217;abitato circostante, cresciuto fino ad inglobare la vecchia fabbrica. Gli alberi del parco che la circondavano sono cresciuti infittendosi e tramutandosi in una piccola selva che ha recintato l&#8217;area, quasi a voler creare un cordone difensivo nei confronti della popolazione. Infatti, nella memoria comune, il nome della Perfosfati non è mai fatto con orgoglio. Se ne parla come di una falsa gloria, come di un vanto di epoche passate che fortunatamente non è più attivo. La sua presenza è scomoda, ma allo stesso tempo intimorisce. Di quell&#8217;area alberata con al centro il colosso di cemento armato, tutti sanno la storia, con più o meno chiarezza, ma un dato, il primo ad essere citato ogni volta che si apre l&#8217;argomento, è ben saldo nella mente di ciascuno. Le conseguenze della presenza di una fabbrica di concimi infatti sono ciò che oggi ne rende difficile, se non quasi proibitiva l&#8217;esistenza e l&#8217;interazione con il contesto urbano. Quasi fosse un luogo tabù, una terra maledetta, questa superficie, pari ad un quarto del centro storico di Portogruaro, è letteralmente infestata. Il terreno è impregnato di sostanze tossiche e l&#8217;intera struttura porta con sè un carico d&#8217;amianto considerevole. Da decenni ormai è lasciata a decomporsi, nell&#8217;attesa di un riscatto, oppure di una condanna definitiva, condanna che però credo in molti accoglierebbero a malincuore, perchè, anche se non apprezzata per i suoi esiti, la presenza di questo colosso silenzioso è parte dell&#8217;orizzonte visivo portogruarese, forse ancor più caratteristica del campanile che svetta tra i tetti del centro.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-546" title="IMG_5297" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5297.jpg?w=1024" alt="IMG_5297" width="574" height="382" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_03 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">Da tempo sono stati proposti  progetti per il recupero del luogo, che mirano a conservare, pur nella necessaria trasformazione delle funzioni, alcuni aspetti della originaria natura dell&#8217;edificio. Il capannone principale verrà trasformato in “parco archeologico”: la struttura sarà parzialmente conservata come rovina, mentre in parte sarà ristrutturata con alberi e gradoni di pietra a creare una specie di giardino a terrazze, integrando così l&#8217;intento di recupero del monumento con quello del suo riutilizzo. Un intervento di natura urbanistica, dunque, che allo stesso tempo è un&#8217;operazione culturale per salvaguardare di un territorio anche là dove le originarie funzioni di un’area si esauriscono, e mira a valorizzare la conservazione della memoria della città.</p>
<p style="text-align:left;">
<div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-547" title="IMG_5197" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5197.jpg?w=400" alt="Perfosfati_04 Simone Santilli 2009" width="400" height="266" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_04 Simone Santilli 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">L’area industriale della Perfosfati sorge nel 1900 per la produzione di concimi chimici tramite un unico impianto con una sola linea di produzione. E’ verosimile che la nascita di questa fabbrica, al pari di altri complessi costruiti all’inizio del secolo in Italia settentrionale, sia stata resa possibile dai risparmi e dalle rendite dello sfruttamento della terra e del lavoro agrario. Agli inizi della sua attività la struttura della fabbrica Perfosfati si armonizzava agevolmente con il profilo essenzialmente contadino del territorio circostante, inoltre il mercato del lavoro era favorevole a causa della diffusa disoccupazione e dell’imperante miseria, quindi era garantita manodopera a buon mercato e in abbondanza. Inoltre all&#8217;epoca Portogruaro era già discretamente dotata in quanto a infrastrutture viarie, canalizzazioni e grande importanza rivestiva la presenza della linea ferroviaria tra Venezia e Trieste. Il 13 luglio 1900 viene concessa l’autorizzazione per l’impianto di una “Fabbrica di acido Solforico e di Perfosfati nella località Belvedere nella frazione San Nicolò”: l&#8217;istanza, firmata dal conte Camillo Valle (promotore principale del progetto e membro della Associazione Agraria Portogruarese) con precise disposizioni “perché l’esercizio non torni d’incomodo ai vicinati”. Dai documenti depositati presso l’Archivio Storico Comunale risulta infatti che l’Autorità municipale fu allora chiamata ad assicurare la legittimità dell’ubicazione della fabbrica rispetto alla zona abitativa, in relazione al problema igienico. Alla richiesta di autorizzazione segue il 16 agosto 1900 l’approvazione della Giunta Municipale all’avvio dei lavori di costruzione della fabbrica, che iniziarono nei primi giorni del mese di settembre per opera dell’impresa Fontana. La fabbrica registra immediatamente un decollo positivo tanto che, a due anni dall’avvio della produzione, essa si aggira intorno agli 80.000 quintalidi di concimi all’anno e si diffonde la voce di un ampliamento dell’impianto per un raddoppio dell’attività. Originariamente lo stabilimento si componeva di due edifici rettangolari staccati fra loro, di dimensioni diverse: quello maggiore corrispondeva alla fabbrica originaria e all’ampliamento del 1902,  realizzato sicuramente costruendo delle nuove campate in aderenza al fabbricato originario, mentre quello più piccolo riguardava un ulteriore ampliamento realizzato tra il 1903 e il 1925, che comportò la costruzione di un nuovo edificio. Nel periodo compreso tra il 1925 ed il 1938 la fabbrica Perfosfati ha un ulteriore sviluppo economico che si traduce, dal punto di vista edilizio, nella costruzione di nuovi manufatti (magazzini, tettoie, rivestimenti di facciate, una nuova palazzina in stile liberty, ecc.) e nell’organizzazione più articolata degli spazi interni all’insediamento.</p>
<p style="text-align:left;">
<div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-548" title="IMG_5230" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5230.jpg?w=400" alt="Perfosfati_05 Simone Santilli, 2009" width="400" height="266" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_05 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">Il capannone ancora visibile al centro dell’area è un deposito industriale realizzato nel 1949 su progetto dell’ingegnere Guido Ceruti per conto dell’Associazione Agraria Friulana, allora proprietaria dell’intero complesso industriale per la produzione di concimi chimici. Originariamente si pensava di sostituire gradualmente il vecchio deposito con una nuova costruzione, senza interrompere le operazioni di immagazzinaggio, di macinazione, di imballo e di spedizione normalmente eseguite nell’edificio da abbattere.  Tutto ciò rappresentò per i tecnici dell’epoca una sfida e portò alla scelta di adottare una struttura in cemento interamente prefabbricata, di nuova concezione per l’epoca. L’attività della fabbrica Perfosfati è proseguita fino al 1989, anno della sua completa dismissione, quando l’intero stabilimento faceva parte del gruppo Enichem, settore agricoltura. La costruzione è divisa in due navate contigue, rispettivamente di 90 e 70 metri di lunghezza, larghe complessivamente 70 metri, per una superficie coperta di 6.150 metri quadrati. La struttura portante del capannone è formata da due file parallele di archi incastrati alle fondamenta, che raggiungono un’altezza di 28 metri e si incrociano al centro del deposito definendo un unico grande volume di circa 85.000 metri cubi. A quote diverse si collegano ad ogni singolo arco delle mensole a sostegno delle gronde, che proteggono, lungo tutto il perimetro, gli accessi al deposito, le fonti di luce e di ventilazione. Grandi vetrate, realizzate tra la gronda inferiore e quella superiore con telai in cemento armato prefabbricati, anch’esse a forma d’arco, garantiscono un’ottima illuminazione naturale del deposito, completandone le facciate laterali e contribuendo ad armonizzare l&#8217;insieme. Dei due fronti dell’edificio solo la facciata ovest è stata completata.</p>
<p style="text-align:left;">
<div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-549" title="IMG_5352" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5352.jpg?w=400" alt="Perfosfati_06 Simone Santilli, 2009" width="400" height="266" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_06 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">Era dunque una struttura molto avanzata quanto a tecnica costruttiva per un’epoca in cui la prefabbricazione in edilizia iniziava<br />
appena ad affacciarsi nel campo dell’ingegneria in Italia e non solo. Proprio per questo, acquisita l’area, il Comune di Portogruaro si è posto fin dall’iniziol&#8217;ipotesi del recupero dell&#8217;edificio, affidando a specialisti l’analisi dello stato di conservazione delle strutture, aggredite dal tempo e dagli agenti chimici contenuti nei materiali prodotti dallo stabilimento. Attualmente, oltre al capannone, del complesso che costituiva lo stabilimento restano anche due palazzine, destinate ad abitazione del Direttore della fabbrica e ad uffici. Nel 1996 il Comune di Portogruaro acquista l’area dalla suddetta Società proprietaria. L’esito finale delle analisi, di recente approfondite, ha evidenziato il profondo degrado di gran parte delle strutture, irrecuperabili per almeno due terzi del loro sviluppo, cosa che era facilmente immaginabile. Non vorrei addentrarmi in questioni spinose come i danni alla salute che la vicinanza di un simile complesso industriale al centro abitato ha procurato nei decenni non soltanto ai lavoratori, ma a tutto il circondario.</p>
<p style="text-align:left;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-550" title="IMG_5258" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5258.jpg?w=1024" alt="Perfosfati_07 Simone Santilli, 2009" width="574" height="382" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_07 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">Oggi l&#8217;area parla in silenzio con un canto di cemento, ci parla della sua storia, di un altro tempo prima che arrivassero gli anni bui delle guerre e del fascismo. Ci parla di un tempo lontano in cui la fabbrica era portatrice di speranze, in cui l&#8217;industria era il progresso e si ignorava tutto ciò che in realtà il suo sviluppo avrebbe comportato, come purtroppo accade con tutte le novità e le innovazioni. Fotograficamente è un ambiente denso, pur nel suo vuoto. Denso nella sua assenza di rumori, nel suo essere quasi interamente svuotato, nel suo essere eroso come una montagna dal tempo, dalla ruggine, dai suoi stessi prodotti chimici. Le poche macchine che ancora vi si trovano sono cadaveri, artefatti di cui la natura lentamente si sta riappropriando, come del resto accade con l&#8217;intera struttura. Al suo interno tira il vento, eppure i rumori dell&#8217;esterno sembrano esclusi. Sembrano, perchè non lo sono: se da un lato scompare il rumore del traffico e molti altri tipici sottofondi quotidiani, assorbiti nel silenzio di questa tomba grigia, emergono altri suoni, tonfi, echi, che si amplificano all&#8217;infinito nell&#8217;incredibile gioco di volte. Non si capisce la loro causa e arrivano talmente distorti da sembrare tuoni, oppure ruggiti, o ancora grida.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-551" title="IMG_5543" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5543.jpg?w=400" alt="Perfosfati_08 Simone Santilli, 2009" width="400" height="266" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_08 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:left;">Come se un mondo di morti si risvegliasse al nostro passaggio, noi, intrusi in una cattedrale dimenticata.Il terreno è ricoperto di una sostanza indefinibile. Non è più terrà, ma vi crescono delle piante, che appaiono verdissime, in mezzo alla monocromia e alla penombra. Per terra vi è segatura, ruggine, macchie di sostanze chimiche che producono un colorato mosaico, dalle dominanti brune. La luce che penetra dalle vetrate crea ad ogni ora del giorno stupendi giochi, scolpendo letteralmente il buio interno, nel quale giacciono macchinari, pontili, divisori, e molti altri resti, in attesa di rivivere per un attimo alla vista bagnati dalla luce del sole. Il mondo sembra veramente tagliato fuori da questo luogo. Ritrarlo fotograficamente è stata una delle esperienze più intense che ho provato.</p>
<p style="text-align:left;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-large wp-image-552" title="IMG_5486" src="http://simonesantilli.wordpress.com/files/2009/10/img_5486.jpg?w=1024" alt="Perfosfati_09 Simone Santilli, 2009" width="574" height="382" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Perfosfati_09 Simone Santilli, 2009</dd>
</dl>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El alcalde de Moscú promete un invierno sin nieve]]></title>
<link>http://chemtrailsevilla.wordpress.com/2009/10/19/el-alcalde-de-moscu-promete-un-invierno-sin-nieve/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:42:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>zass7</dc:creator>
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<description><![CDATA[time.com Traducido por chemtrails sevilla Los cerdos todavía no pueden volar, pero este invierno, el]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/10/moscu-copy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2556" title="moscu copy" src="http://chemtrailsevilla.wordpress.com/files/2009/10/moscu-copy.jpg" alt="moscu copy" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1930822,00.html">time.com</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Traducido por chemtrails sevilla </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Los cerdos todavía no pueden volar, pero este invierno, el alcalde de Moscú se compromete a evitar que nieve. Por tan sólo unos pocos millones de dólares, la oficina del alcalde va a contratar a la Fuerza Aérea de Rusia para<strong> rociar una niebla química fina</strong> encima de las nubes antes de que llegue a la capital, obligándo a verter la nieve fuera de la ciudad. Las autoridades dicen que esto será una bendición para Moscú, que suele estar cubierto por una manta de nieve desde noviembre hasta marzo. Equipos de carretera no tendrá que limpiar las calles constantemente, y el tráfico &#8211; y la calidad de vida &#8211; sin duda, va a mejorar.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more-->La idea surgió del alcalde Yury Luzhkov, que no es ajeno a jugar a ser Dios. En 2002, impulsó un proyecto para invertir el flujo del río Ob a través de Siberia para ayudar a los vecinos a regar en esa zona seca del país de Asia Central. Aunque esa idea no ha resultado exactamente como estaba prevista &#8211; los científicos han dicho que no es factible &#8211; esta vez, Luzhkov dice, no hay forma de que pueda fallar.</p>
<p style="text-align:justify;">El control del tiempo en Moscú no es nada nuevo, dice. En las dos vacaciones principales celebradas en la ciudad cada año — Día de la Victoria en mayo y Día de la Ciudad en septiembre — la fuerza aérea usó polvo de cemento,  hielo seco o plata iodide para rociar las nubes desde el 15 de noviembre hasta el 15 de marzo para evitar la lluvia en los desfiles. Con un presupuesto para la  ciudad de $40 mil millones por año (más grande que el presupuesto de Ciudad de Nueva York), Moscú puede permitirse fácilmente gastarse $2-3 millones para asegurarse los cielos azules cuando los espectadores miren los tanques y los lanzadores de cohete a lo largo de la Plaza Roja. Ahora hay un nuevo desafío para la fuerza aérea: las ventiscas celebres de Moscú.</p>
<p style="text-align:justify;">¿&#8221; usted sabe cómo cada año durante el Día de Victoria y Día de Ciudad creamos el tiempo?&#8221; Luzhkov preguntó a un grupo de agricultores fuera de Moscú en septiembre, según informes de medios rusos. ¡&#8221; bien, deberíamos hacer el mismo con la nieve! Entonces fuera de Moscú habrá más humedad, una cosecha más grande, mientras para nosotros no nevará tanto. &#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">El plan fue sorprendente acordado esta semana por el Ayuntamiento de Moscú, quien está dominado por los partidarios de Luzhkov. Luego, el Departamento de la ciudad de Vivienda y Obras Públicas, describió cómo sería el trabajo.<strong> La fuerza aérea utilizará cemento en polvo, hielo seco o yoduro de plata para rociar las nubes desde noviembre 15 a marzo 15</strong> &#8211; y sólo para evitar que  &#8221;grandes nevadas&#8221; caigan sobre la ciudad, dijo Andrei Tsybin, el jefe de departamento. Esto podría significar que unos pocos copos se  deslicen a través de las grietas. Tsybin estima que el costo total de mantenimiento de las tormentas en la bahía sería de $ 6 millones este invierno, casi la mitad de la cantidad que hace falta para limpiar las calles de nieve de Moscú.</p>
<p style="text-align:justify;">Hasta ahora, la principal objeción al plan ha llegado de los suburbios de Moscú, que probablemente será inundado de nieve si el plan sigue adelante. Alla Kachan, el ministro de ecología de la región de Moscú, dijo que la propuesta aún debe ser evaluada por expertos en medio ambiente y discutido con las personas que viven en la zona antes de Luzhkov, puede ponerlo en práctica. &#8220;Los ciudadanos de la región tienen algunas preocupaciones. Hemos recibido un montón de mensajes&#8221;, dijo a la agencia de noticias RIA.</p>
<p style="text-align:justify;">Con sólo unas pocas semanas que quedan antes de que llegue el invierno, los ecologistas tendrán que trabajar rápido para impedir a Luzhkov poner en práctica su plan más estrafalario hasta ahora — y parar los primeros copos de nieve flotando por las calles de la ciudad.</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Expo accerchia il Parco Sud di Milano]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/19/lexpo-accerchia-il-parco-sud-di-milano/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:34:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Ho sempre pensato che l&#8217;Expo2015 per Milano fosse una calamità piuttosto che una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao: </strong>Ho sempre pensato che l&#8217;Expo2015 per Milano fosse una calamità piuttosto che una possibilità di rilancio per la presunta metropoli e l&#8217;inefficienza dimostrata sinora da chi dovrebbe gestire e pianificare il tutto, abbinata ai primi segnali di spartizione cariche, movimenti di poltrone basati sul classico binomio <em>Politica &#38; Affari</em>, che porterà al classico <em>magna-magna</em> generale, senza che si costruisca qualcosa di valida, ma anzi porterà ad un ulteriore degrado, con 100 cose iniziate e nesuna finita&#8230;ma leggendo la lettera inviata da un cittadino al Corriere.it (Italia da salvare) mi vien da dire che l&#8217;Expo mi ha veramente rotto le scatole (<em>eufemismo, ovvio</em>). E dalla sfiducia si passa alla preoccupazione, reale, che l&#8217;Expo si risolva in un mare di cemento, alla faccia nostra e dell&#8217;Ambiente&#8230;</p>
<p>°°°</p>
<p><em>Il Parco Sud Milano è a rischio cementificazione. Milano è oramai tutta urbanizzata, e gli speculatori si sono spostati da tempo nella cintura esterna della città. A Nord, verso la Brianza, oramai è un unico grande &#8220;pieno&#8221; di case, palazzi e capannoni, a Est ed Ovest ci siamo quasi. L&#8217;unica parte ancora relativamente &#8220;vergine&#8221; è la zona sud che, grazie ai vincoli del Parco Sud, finora è stato un po&#8217; salvagurdata. </em></p>
<p><em>Ma già nel mio paese, ad Assago, ci sono i primi segnali di allarme, con le edificazioni degli ultimi anni, e quelle oramai approvate e che partiranno a breve. Purtroppo l&#8217;ente Parco Sud è ancora debole: basta davvero un colpo di penna per tirare fuori alcune zone dal Parco e quindi renderle edificabili&#8230; Bisogna tutelarlo!! </em></p>
<p><em>E&#8217; un bene prezioso che va ancor di più valorizzato! Da diverso tempo cerchiamo di tutelare il nostro territorio, ma è abbastanza arduo. Mi occupo di un <a rel="nofollow" href="http://assago.blogolandia.it/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">blog dedicato al mio paese </span></a>ed al suo territorio: e già in passato abbiamo denunciato il degrado di alcune zone, che fanno parte del Parco Sud e dove aumentano e abusi e incurie, con intere zone adibite a discaricche abusive senza che nessuno intervenga<br />
</em></p>
<p><em>Claudio Auteri</em></p>
<p><strong>LA VALUTAZIONE AMBIENTALE ED ECONOMICA (a cura del Wwf)  -</strong> Il Parco Sud Milano è il parco regionale più esteso nel territorio della provincia di Milano ed ha la peculiarità di essere classificato quale parco “agricolo”. Si estende nella parte sud e sud occidentale di Milano e prima cintura provinciale. Proprio la sua posizione geografica ne determina le grosse problematiche, dovute soprattutto a mire di espansioni edilizie su territori che possono assumere grande valore economico, dovuto soprattutto alla rendita di posizione urbana.</p>
<p>La situazione più spinosa è quella legata all’IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Veronesi e la vicenda di Expo 2015 che proprio su quest’area produrranno le maggiori edificazioni nell’area attorno al comune di Opera e in quella denominata “Cascina Merlata”. A ciò corrisponde la fine della legislatura del Consiglio Regionale della Lombardia che, proprio in tale occasione sta legiferando su vari temi che andranno a colpire proprio quest’area: si tratta dell’aggiornamento della LR 86/83, nota come “Legge Parchi” che verrà discussa in Consiglio nelle prossime settimane con tempi ristrettissimi, visto che da anni si sta parlando della revisione di questa legge ed in poche settimane verrà deciso tutto.</p>
<p>Per il Parco Sud la questione è spinosa perché ora è della Provincia di Milano ed il pdl mira a farlo gestire da un Consorzio di Comuni, che per approvare il PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) del Parco devono essere tutti d’accordo con la maggioranza assoluta. Ciò significa che la sola defezione di un Comune ne potrà determinare il commissariamento.</p>
<p>La stessa legge, unitamente alla LR 12/05 (Legge di Governo del Territorio) intende far valere un principio alquanto dubbio dal punto di vista normativo: far prevalere la pianificazione infrastrutturale prevista dal PTR (Piano Territoriale Regionale) e del PGT (Piano di Governo del Territorio) che proprio in questi giorni chiudono i tempi per presentare osservazioni su tematiche che spesso vanno a colpire questo territorio.</p>
<p>Infine ci sono le due spinose vicende del “Piano Casa” che prevede la possibilità di edificare nei parchi regionali, escludendo per grazia le aree di parco naturale che come ben sappiamo, in molti casi non sono state mai definiti (è il caso di Parco Sud) e la normativa regionale sulla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che è in fase di revisione in Regione Lombardia, col tentativo illegittimo di escludere dal procedimento il processo di partecipazione, in base a quanto previsto dalle direttive europee.</p>
<p>Il Presidente Formigoni ha anche assunto le deleghe sull’Expo, su cui ha aperto un Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) a cui ha invitato vari enti pubblici territoriali, escludendo associazioni ambientaliste e di settore che nella fase di osservazione del PTR stanno chiedendo di essere chiamate a partecipare.</p>
<p>Come si può chiaramente comprendere, tutte le attività legislative regionali e comunali mirano a creare strumenti per il controllo e forse la distruzione del territorio del Parco Sud, con la scusa dell’Expo 2015.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
<div style="display:block;"><img title="Rifiuti abbandonati nella zona di Assago" src="http://images.corriereobjects.it/Fotogallery/Tagliate/2009/10_Ottobre/14/parco/01.jpg" alt="Rifiuti abbandonati nella zona di Assago" /></p>
<div>Rifiuti abbandonati nella zona di Assago</div>
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<div></div>
<p><img src="/DOCUME%7E1/pc1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<div style="display:block;"><img title="Uno dei campi agricoli del parco Sud " src="http://images.corriereobjects.it/Fotogallery/Tagliate/2009/10_Ottobre/14/parco/04.jpg" alt="Uno dei campi agricoli del parco Sud " /></p>
<div>Uno dei campi agricoli del parco Sud</div>
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<div></div>
<div style="display:block;"><img title="Una delle risaie all'interno del parco" src="http://images.corriereobjects.it/Fotogallery/Tagliate/2009/10_Ottobre/14/parco/05.jpg" alt="Una delle risaie all'interno del parco" /></p>
<div>Una delle risaie all&#8217;interno del parco</div>
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<div style="display:block;"><img src="http://images.corriereobjects.it/Fotogallery/Tagliate/2009/10_Ottobre/14/parco/06.jpg" alt="" /></div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[C'era una volta una terra dalle stupende coste (ovvero sulla joint venture tra politicanti e lobby del calcestruzzo....ma non solo)]]></title>
<link>http://fuoriasudovest.wordpress.com/2009/10/18/cera-una-volta-una-terra-dalle-stupende-coste-ovvero-sulla-joint-venture-tra-politicanti-e-lobby-del-calcestruzzo-ma-non-solo/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 21:31:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>iononmiallineo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono nato ed ho vissuto per 24 anni in Sicilia. In Sardegna sono stato varie volte, per lavoro e per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono nato ed ho vissuto per 24 anni in Sicilia. In Sardegna sono stato varie volte, per lavoro e per]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sardegna: missione compiuta]]></title>
<link>http://piacenzaitalia.wordpress.com/2009/10/18/sardegna-missione-compiuta/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:39:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>pepochi2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il presidente della regione Sardegna, Cappellacci, ha compiuto la missione per cui è stato fatto ele]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il presidente della regione Sardegna, Cappellacci, ha compiuto la missione per cui è stato fatto eleggere da Berlusconi. Cos&#8217;altro gli rimane da fare fino a fine mandato? Povera Sardegna, povera Italia.</p>
<p><em>Torna il cemento sulle coste sarde. </em><em><strong>Il consiglio regionale annulla i vincoli della legge salva-coste voluta dall&#8217;ex governatore Soru: si potrà edificare a meno di 300 metri dal mare. Sì all&#8217;ampliamento fino al 25% di ville e alberghi, non sarà risparmiata nemmeno la costa.</strong></em></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/ambiente/sardegna-cemento/sardegna-cemento/sardegna-cemento.html">http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/ambiente/sardegna-cemento/sardegna-cemento/sardegna-cemento.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Francesca Schiavone in semifinale al torneo di Osaka]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/10/16/francesca-schiavone-in-semifinale-al-torneo-di-osaka/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 13:49:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’azzurra Francesca Schiavone è in semifinale nel torneo di Osaka senza neanche aver dovuto disputar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L’azzurra Francesca Schiavone è in semifinale nel torneo di Osaka senza neanche aver dovuto disputar]]></content:encoded>
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