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	<title>cervello &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cervello/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cervello"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:21:44 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La supermente umana]]></title>
<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/12/07/la-supermente-umana/</link>
<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:49:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>md</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tradizionalmente i filosofi (forse perché più &#8220;umanisti&#8221;) sono sempre stati inclini a po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/12/sinapsi-iii-cu-cu.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3911" title="Sinapsi III cu CU" src="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/12/sinapsi-iii-cu-cu.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Tradizionalmente i filosofi (forse perché più &#8220;umanisti&#8221;) sono sempre stati inclini a porre l&#8217;umanità al riparo dall&#8217;animalità, trovando proprio nella <strong>mente</strong> (nel linguaggio, nell&#8217;anima, ecc.) il tratto dirimente. Se n&#8217;è parlato spesso in questo blog, e credo che continueremo a parlarne. Viceversa, sono stati gli scienziati, per lo meno a partire da <strong>Darwin</strong>, a compiere una lunga opera di riavvicinamento della sfera umana a quella animale, fino alle recenti scoperte circa la rilevante comunanza genetica (il 98% di condivisione con gli scimpanzé).<br />
Ecco perché sono rimasto piuttosto sorpreso di leggere sulla rivista <em>Le Scienze</em> dello scorso novembre, le conclusioni cui è giunto il biologo evoluzionista Marc <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marc_Hauser"><strong>Hauser</strong></a> circa l&#8217;assoluta peculiarità della mente umana. O meglio: non avevo dubbi sul fatto che la nostra mente, sulla base tra l&#8217;altro di una maggiore encefalizzazione, fosse diversa e un po&#8217; più complessa delle &#8220;semplici&#8221; menti animali. Ero (e resto) però convinto che, proprio come sosteneva Darwin ne <em>L&#8217;origine dell&#8217;uomo</em>, si tratti semplicemente di una differenza &#8220;di grado e non di tipo&#8221;. Di <em>quantità</em>, non di <em>qualità</em>. Hauser sembra pensarla diversamente, anche se ad esser sincero, e per quel che ne posso capire date le mie scarse conoscenze neuroscientifiche, non mi è proprio riuscito di visualizzare o di collocare in qualcosa di definito tale preteso <em>grande salto</em>.<br />
Ma vediamo di che si tratta. Il biologo di Harvard individua la <em>humanuniqueness</em> (termine coniato fondendo <em>human</em> e <em>unique</em>) in quattro caratteristiche specifiche:</p>
<p><!--more-->1. La <strong>computazione generativa</strong>, cioè &#8220;la capacità di generare una varietà virtualmente illimitata di espressioni, che si tratti di disporre parole, note musicali, combinazioni di azioni o stringhe di simboli matematici&#8221;. Insomma la facoltà di operare in modo ricorsivo e combinatorio.</p>
<p>2. La<strong> combinazione promiscua</strong>, cioè la capacità di connettere ambiti conoscitivi diversi, come ad esempio l&#8217;etica, la psicologia, la sfera oggettiva, quella emozionale, ecc.</p>
<p>3. L&#8217;uso dei <strong>simboli mentali</strong>, cioè la capacità di produrre simboli a partire da esperienze percettive (reali o immaginarie) combinandoli tra loro e comunicandoli.</p>
<p>4. Il <strong>pensiero astratto</strong>, cioè la capacità di andare oltre l&#8217;ora e il qui della percezione sensoriale.</p>
<p>Dopo avere fatto l&#8217;elenco della spesa, Hauser esemplifica accostando alcuni comportamenti animali con quelli umani, per scoprire così l&#8217;acqua calda, e cioè: che i loro utensili sono poverissimi e monouso rispetto ai nostri, che la loro gamma di suoni e di vocalizzazioni &#8220;impallidisce rispetto alla nostra&#8221;, che la capacità computazionale degli animali è striminzita se confrontata con quella umana, e amenità simili. Peccato che l&#8217;autore dell&#8217;articolo debba subito dopo ammettere che &#8220;le radici delle nostre capacità cognitive sono ancora in gran parte ignote&#8221; e che &#8220;non sappiamo granché su come si sia prodotta questa differenza&#8221;.<br />
Ho letto due volte l&#8217;articolo, giusto per essere sicuro di non aver perso qualche passaggio cruciale del ragionamento, ma francamente non sono riuscito a trovare nulla che andasse al di là del ritornello tautologico <em>siamo differenti da loro perché facciamo operazioni diverse e molto più evolute</em>, che però è come dire che pensiamo cose più complesse perché abbiamo un cervello più complesso, o, appunto, che <em>siamo diversi perché siamo diversi</em>.<br />
E di fatti, a voler ben scavare, a questo finisce per ridursi la differenza: &#8220;la diversa dimensione di alcune regioni della corteccia e il modo in cui queste regioni si collegano tra loro&#8221; &#8211; cioè al diverso <em>corpo cerebrale</em> (non tanto per le dimensioni dato che, come ci viene ricordato, gli esseri umani sono più intelligenti di animali dotati di un cervello più grande sia in termini assoluti che relativi &#8211; come succede per l&#8217;orca o il toporagno).<br />
Osservazioni con le quali, però, non è nemmeno stata sfiorata la vera questione e domanda: <em><strong>che cos&#8217;è la mente?</strong></em> &#8211; a meno che, appunto, non la si intenda risolvere in maniera puramente cerebrale e riduzionistica, rispondendo che la mente è il cervello, e che dunque andrebbe solo fatta un po&#8217; di pulizia linguistica e concettuale. E non, a mio avviso più onestamente, che in realtà quel che accade nella mente (anche perché non si sa bene che cosa sia) ha sì relazioni strettissime tanto con il corpo quanto con quella parte di corpo che chiamiamo cervello, ma non può essere ridotto a pura fisiologia o biochimica. E se anche potesse essere ridotto a tali minimi termini, non aggiungerebbe un solo grammo in più alle nostre conoscenze né risolverebbe nessuno dei nostri dubbi.<br />
Succede cioè che scienziati o studiosi della mente come Haddon, proprio perché riducono al campo di loro pertinenza le questioni senza farsi domande esplicite su quel campo, sulla sua legittimità concettuale o sui metodi utilizzati, rischiano non solo o non tanto di non rispondere affatto alle domande, ma di &#8220;metafisicizzare&#8221; paradossalmente le risposte date. Come nel caso in questione, dove evitare preliminarmente la domanda circa la legittimità dell&#8217;oggetto della ricerca (che cos&#8217;è la mente?), finisce per generare due tipi opposti di risposte entrambe discutibili: la mente umana sta tutta nelle sue più evolute circonvoluzioni cerebrali; ovvero, la mente umana, se confrontata con quelle animali, è una supermente, un ente radicalmente altro e differente &#8211; cioè, in ultima analisi, una specie di neoanima cartesiana. Perché poi, non si sa. O forse sì: la dimostrazione sta nella mente stessa dello scienziato che sta effettuando la ricerca. Un bel circolo vizioso, non c&#8217;è che dire!<br />
A onor del vero e per amore dell&#8217;onestà (e tanto per complicare ancor più le cose), ne è forse complice il retaggio di un&#8217;antica colpa dei filosofi, che si fanno continuamente domande del tipo &#8220;<em>che cos&#8217;è&#8230;?</em>&#8220;, anticipando surrettiziamente in quella cosa ricercata un&#8217;essenza o un oggetto metafisico, e non semplicemente un modo o un&#8217;espressione, e dunque una relazione, tra quella cosa e le altre.</p>
<p>A tal proposito qualche sera fa, al termine di una conferenza di Carlo Sini sull&#8217;etica di Spinoza (di cui darò conto in un prossimo <a href="http://mariodomina.wordpress.com/2009/12/08/spinoziana-lectio/">post</a>), ho chiesto al relatore se secondo lui è auspicabile e produttivo che la <strong>filosofia</strong> e le <strong>neuroscienze</strong> dialoghino tra di loro. Io sono convinto di sì, mentre lui si è mostrato molto scettico in proposito. Se penso alla mentalità sottesa all&#8217;articolo sopra citato, mi trovo costretto a dargli ragione, mio malgrado. Ma la motivazione appare forse ancor più sorprendente, dato che lo scetticismo di Sini si riferiva al vizio cartesiano e dualista di cui proprio le neuroscienze sarebbero tuttora imbevute. La filosofia più anti-umanista della scienza?<br />
Giochi delle parti  e fenomeni davvero strani, se si pensa che il dialogo tra filosofia e neuroscienze, tentato invece da scienziati come Antonio Damasio, che non a caso ha cercato di superare la dicotomia cartesiana rivolgendosi al pensiero antidualista di Spinoza, rischia di arenarsi subito proprio laddove quella dicotomia sembrerebbe venir riproposta, opportunamente modificata, da quelle stesse scienze che dovrebbero in teoria contribuire a superarla, generando ulteriori e bizzarri paradossi.<br />
Una volta cioè appurato, come ritengo, che la mente non sia come l&#8217;anima cartesiana un principio metafisico ma un elemento immanente e un&#8217;espressione diversificata della dinamica vitale e della sua <em>potenza</em> relazionale, perché riprodurre differenze e separazioni ingiustificate e, per converso, altrettanto ingiustificate riduzioni? Sostenere cioè che quando provo rabbia o dolore o mi sforzo di calcolare le conseguenze di un&#8217;azione si illuminano come lampadine alcune zone del mio cervello, aggiunge davvero qualcosa di sostanziale alla conoscenza della mente o della natura umana? E bearsi del fatto che quelle zone sono infinitamente più illuminate nei nostri meandri cerebrali piuttosto che in quelli di una formica, perché mai dovrebbe farci sentire così unici, rari ed anche infinitamente migliori?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cruciverba e puzzles fanno dimagrire]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/cruciverba-e-puzzle-fanno-dimagrire/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:33:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Matteo Clerici Non solo pesi, corsa o piegamenti. Si possono consumare calorie anche risolvendo c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Matteo Clerici Non solo pesi, corsa o piegamenti. Si possono consumare calorie anche risolvendo c]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Realtà o Percezione? quanto è veloce il nostro cervello?]]></title>
<link>http://6unblog.wordpress.com/2009/11/29/realta-o-percezione-quanto-e-veloce-il-nostro-cervello/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:54:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giuro che non mi sono drogato o chissà che cosa&#8230; resta il fatto che questi video mi mandano in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Giuro che non mi sono drogato o chissà che cosa&#8230; resta il fatto che questi video mi mandano in]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IL TIRO AL PICCIONE]]></title>
<link>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/29/il-tiro-al-piccione/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:06:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>curlilriccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sapete perché per qualcuno è appagante dilettarsi con il tiro al piccione, povero volatile quasi dom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong> <a href="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/0591.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-115" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/0591.jpg?w=279" alt="" width="279" height="300" /></a>Sapete perché per qualcuno è appagante dilettarsi con il tiro al piccione, povero volatile quasi domestico, veramente indifeso oltre ogni dire? </strong></p>
<p><strong> Per l&#8217;appunto, perché lui è un piccione, e sia quando decolla che quando atterra, apre le ali in modo esagerato mostrando teneramente il morbido petto piumato e allora l&#8217;omino armato, carogna e violento, in tuta mimetica e col fucile spianato, fa pum senza poter sbagliare quasi mai la mira sul petto di un bersaglio tanto facile.</strong></p>
<p><strong> Come succede a quegli sconsiderati sempre in prima linea e che fanno sempre troppo chiasso intorno a sé mettendosi troppo in mostra.</strong></p>
<p><strong> Mica come i dritti che hanno vinto al Superenalotto. Quelli, tana, zitti e mosca.</strong></p>
<p><strong> Decidiamoci una buona volta: zitti zitti, buoni e ordinati come tanti seminaristi tutti neri col cappellaccio a larghe tese e tutti in fila frettolosi in punta di piedi,  tin &#8230; tin &#8230; tin &#8230; tin &#8230; tin &#8230; oppure tutti a far casino come le nuove oche del Campidoglio allo Stadio Meazza di San Siro a Milano che fanno a botte contro la Polizia o la tifoseria opposta perché prima o poi si devono sfogare se nella loro vita “normale” non hanno nemmeno il coraggio di mandare a vaff&#8230;. il loro principale o la moglie in menopausa o gelosa di un pallone preso a calci da 22 titolari di conti bancari stratosferici? </strong></p>
<p><strong> Allora, far chiasso o star zitti? Dipende da ciò di cui siamo capaci.</strong></p>
<p><strong> Valutiamo: il giusto comunque, come sempre, sta nel mezzo, anche in questo caso, ma saremo poi capaci di comportarci sempre come si deve? </strong></p>
<p><strong> Ora smetto di fare il clown e vi rivolgo una domanda molto seria: credete di poter riuscire con l&#8217;aiuto della vostra ragione a dissimulare i vostri sentimenti, le vostre reazioni, tutto quanto vi passa dentro rimanendo apparentemente impassibili, immobili e muti? </strong></p>
<p><strong> Credete di poter essere così padroni del vostro corpo e del vostro spirito e di poter così ingannare all&#8217;occorrenza chi vi sta vicino (e che può aver occhi per vedere più attenti dei vostri) credendo di celare almeno esteriormente i moti del vostro animo e  i messaggi corporali subliminali attivati anche dal solo pensiero delle azioni che vi frullano per la testa o che state per compiere?</strong></p>
<p><strong> Folli!</strong></p>
<p><strong> Come fa un vecchio vero cultore di Arti Marziali a schivare una pallottola sparatagli da chi gli sta di fronte o anche solo un goffo pugno da 300 Kg. di spinta, mollato da un bestione che pesa 4volte tanto lui?</strong></p>
<p><strong> Per puro caso o perché lui sa vedere oltre.</strong></p>
<p><strong> Ogni stato emotivo, e non solo quelli più violenti come la PAURA, quella vera, che chiunque, anche uno come quella bestia umana di Tyson può provare, è accompagnato da tutta una serie di alterazioni fisiologiche automatiche incontrollabili proprio perché sono naturali e hanno una ragione d&#8217;essere.</strong></p>
<p><strong> Quando ci stiamo preparando a compiere gesti che “vanno fuori dalle righe” o stiamo subendo qualsiasi tipo di quella che valutiamo istintivamente come una aggressione dall&#8217;esterno, il nostro organismo si attiva per poter gestire la nuova situazione di emergenza in arrivo.</strong></p>
<p><strong> Il cervello si illumina come le luci di Las Vegas al tramonto stimolando la secrezione di adrenalina che veicolata dal sangue giunge in ogni punto dell&#8217;organismo e scatena una reazione a catena di risposte fisiche locali di autoprotezione.</strong></p>
<p><strong> Due esempi: anche solo un sentore di paura, o all&#8217;esatto opposto, il fuggente pensiero di stare per compiere un atto di violenza come quello che sfiora il cervello di un assassino incallito, attivano il lobo frontale della corteccia, che in meno della frazione di un secondo, stimola l&#8217;ipotalamo a intervenire, l&#8217;ipotalamo attiva il midollo surrenale, il midollo surrenale libera adrenalina nel circuito del sistema circolatorio del sangue, e tutto l&#8217;organismo reagisce fisicamente in modi e misure più o meno evidenti (e bravo chi le sa riconoscere per tempo per “parare il colpo”).</strong></p>
<p><strong> Le pupille si dilatano, la gola si contrae, i peluzzi si drizzano, un po&#8217; anche i capelli, le orecchie vengono retratte dai muscoli locali, gli occhi vengono “strizzati” anche per migliorare la “messa a fuoco”, il collo si irrigidisce, le narici si contraggono che per aumentare la loro capacità di filtro, la gola si chiude prudentemente mentre il sangue, ben pilotato dal sistema endocrino, modifica cautelativamente la propria composizione chimica in previsione di possibili emorragie traumatiche, la cassa toracica si dilata perché deve entrare velocemente molto più ossigeno nei polmoni ricaricando energie e infatti le cavità dei bronchioli che dovranno riceverlo, si dilatano, come il cuore, che in più accelera il battito per accrescere la portata del sangue e di tutte le sostanze chimiche di supporto alla criticità del momento con lui veicolate.</strong></p>
<p><strong> Il sistema muscolare si irrigidisce mentre il volto viene invaso da pallore perché i vasi superficiali si contraggono, mentre quelli interni si dilatano e il glucosio liberato dal fegato entra in un circolo accelerato fornendo ovunque energia &#8230;</strong></p>
<p><strong> Potrei continuare &#8230; </strong></p>
<p><strong> Per non parlare delle posture che vengono assunte istintivamente dal capo, dal collo, dalla schiena, dalle mani, dai piedi &#8230; incontrollate, automatiche come la precontrazione del dito sul grilletto dell&#8217;arma che sta per esplodere un colpo &#8230;</strong></p>
<p><strong> E&#8217; inutile, credetemi, siamo dei libri aperti, perché non imparare a leggerli? E&#8217; così affascinante!</strong></p>
<p><strong> E voi dietro cosa vi nascondete?</strong></p>
<p><strong> Dietro ad un gessato e una cravatta grigia o ad una “mise” di Armani e degli occhiali griffati CD?</strong></p>
<p><strong> Ciaoooo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Joe Dispenza (seconda parte)]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/28/intervista-a-joe-dispenza-seconda-parte/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 07:30:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qual è l’effetto dello stress sul corpo? In che modo tali passi possono aiutare gli individui a supe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Qual è l’effetto dello stress sul corpo? In che modo tali passi possono aiutare gli individui a supe]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scovato gene responsabile di molte malattie mentali]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/28/scovato-gene-responsabile-di-molte-malattie-mentali/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 05:58:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le mutazioni del gene Abca 13 presente nel cervello, se si inceppa, può provocare malattie mentali d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Le mutazioni del gene Abca 13 presente nel cervello, se si inceppa, può provocare malattie mentali d]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Intervista a Joe Dispenza (prima parte)]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/27/intervista-a-joe-dispenza-prima-parte/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:30:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Versione Integrale dell&#8217;intervista a Joe Dispenza, apparsa su Scienza e Conoscenza n 21 C’è un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Versione Integrale dell&#8217;intervista a Joe Dispenza, apparsa su Scienza e Conoscenza n 21 C’è un]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La mia testa non ci sta più dietro]]></title>
<link>http://anothereurope.wordpress.com/2009/11/26/la-mia-testa-non-ci-sta-piu-dietro/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:26:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Frank Schirrmacher, der Spiegel 16.11.09 Prima parte Chi divora chi, nella società digitale? La c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Frank Schirrmacher, der Spiegel 16.11.09 Prima parte Chi divora chi, nella società digitale? La c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[That brain's something I can't explain]]></title>
<link>http://valentinamente.wordpress.com/2009/11/26/that-brains-something-i-cant-explain/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:57:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Leggevo giorni fa che l&#8217;IBM, nelle sue sperimentazioni sull&#8217;intelligenza artificiale, ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://scienze.liquida.it/focus/ibm-il-cervello-di-un-gatto-in-un-chip/" target="_blank">Leggevo</a> giorni fa che l&#8217;IBM, nelle sue sperimentazioni sull&#8217;intelligenza artificiale, ha creato un computer che simula il cervello di un gatto.</p>
<p>Ecco, questo mi inquieta un po&#8217;.</p>
<p>Cioè, voi avete presente come funziona il cervello di un gatto? In questi anni ne ho fatta esperienza giornaliera, cercando di capire.</p>
<p>Eppure, pur con l&#8217;ausilio di libri e manuali dedicati al tema, il più misterioso degli animali ha eluso i miei sforzi cognitivi.</p>
<p>Perché lasciano perdere il divano ma si accaniscono con le unghie sui <strong>miei</strong> <a href="http://www.prezzishock.it/-I-Maestri-del-colore-------FratelleFabbri-editori,name,769164,auction_id,auction_details" target="_blank"><em>Maestri del colore</em></a> e i <strong>miei</strong> 33 giri?</p>
<p>Perché dormono beati di sera per decidere di far casino proprio quando ci si infila sotto le coperte?</p>
<p>Perché si fiondano regolarmente sull&#8217;ultima ciotola calata a terra quando hanno davanti la loro, piena?</p>
<p>Perché con tutti i posti caldi e comodi che possono trovare si piazzano a dormire sul tavolo della cucina?</p>
<p>Perché per coprire una semplice pipì smucinano per dieci minuti nella lettiera lanciando sabbietta per tutta la stanza?</p>
<p>Ditemi voi perché.</p>
<p>Niente. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dN7rJBVZ56g" target="_blank">These cats&#8217; something I can&#8217;t explain</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La dieta MLN è un carburante per il cervello]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/la-dieta-lmn-e-un-carburante-per-il-cervello/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:22:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/26/la-dieta-lmn-e-un-carburante-per-il-cervello/</guid>
<description><![CDATA[di Matteo Clerici La dieta MLN, basata su polifenoli ed acidi grassi polisaturi è in grado di aiutar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Matteo Clerici La dieta MLN, basata su polifenoli ed acidi grassi polisaturi è in grado di aiutar]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA MELA]]></title>
<link>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/25/la-mela/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:07:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>curlilriccio</dc:creator>
<guid>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/25/la-mela/</guid>
<description><![CDATA[Vi è capitato anche oggi di dover fare qualche telefonata importante e, una volta finalmente ottenut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong> <a href="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/77885548.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-99" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/77885548.jpg?w=300" alt="" width="300" height="217" /></a>Vi è capitato anche oggi di dover fare qualche telefonata importante e, una volta finalmente ottenuta la linea, vi è stato chiesto di strimpellare come dei deficienti sulla tastierina per non so quanto tempo per ottenere (non sempre) di poter parlare con un operatore in carne e ossa? </strong></p>
<p><strong> E&#8217; una cosa infame, antipaticissima, anche perché possono essere subentrate delle vere urgenze, ma dall&#8217;alto qualche genio ha stabilito che quello tu gli puoi e soprattutto gli  “devi” rivolgere sono solo le domande che lui ha previsto&#8230;..e ti mette anche la musichetta per farti felice.</strong></p>
<p><strong> Senza contare che devi sempre fare gli interessi del gestore telefonico regalandogli (pagando) dei minuti di utilizzo linea assolutamente superflui.</strong></p>
<p><strong> D&#8217;accordo poi che ci vuole un po&#8217; di ordine e che bisogna spesso sfoltire ciò che la gente chiede disperdendosi in particolari inutili abusando del tuo tempo e della tua pazienza, nonché buona educazione, ma effettivamente il panorama delle problematiche suggerite e che tu devi selezionare è sempre troppo limitato.</strong></p>
<p><strong> Pensate ad un sollecito automatizzato (in questo caso quello della Wind) di un pagamento non pervenuto:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>1) </strong><strong>Hai già pagato? Se si scusaci e digita 1</strong></p>
<p><strong>2) </strong><strong>Non hai ancora pagato? Lo farai al più presto? Occhio alle more!digita 2</strong></p>
<p><strong>3) </strong><strong>Non vuoi pagare? Ti sospenderemo il servizio digita3.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Ma a nessuno è venuto in mente che forse, se non c&#8217;è stato <span style="text-decoration:underline;">ancora</span> nessun pagamento, la cosa può anche dipendere dal fatto che non è <span style="text-decoration:underline;">ancora</span> pervenuta la fattura e che una domanda in tal senso dovrebbe essere in testa all&#8217;accertamento in atto?</strong></p>
<p><strong> E&#8217; un mondo difficile, sempre più difficile.</strong></p>
<p><strong> E&#8217; un mondo digitale fatto di tante piccole caselline, di miliardi di miliardi di piccolissimi scalini, non esistono più le dolci linee curve, come non lo è nemmeno nell&#8217;immaginario della donna moderna che si vuole spigolosa e magra ai limiti dell&#8217;intelligenza.</strong></p>
<p><strong> Altro che le curve sinuose del corpo di Felka Cirmeni, personaggio affascinante del grande Pitigrilli che con le sue novelle ha agitato (molto bene) i sonni della mia adolescenza.</strong></p>
<p><strong> Solo codici a barre e date di scadenza (anche per le Ostie della Comunione), ma si, pianifichiamo e codifichiamo tutto alla disperata.</strong></p>
<p><strong> METODO, PROGRAMMAZIONE, INTELLIGENZA&#8230;.CONOSCENZA (sempre più facile da conseguire e senza troppo impegno)&#8230;</strong></p>
<p><strong> Sai a cosa sto pensando? Alla mela di Adamo ed Eva.</strong></p>
<p><strong> C&#8217;era proprio bisogno della CONOSCENZA? Non bastava una vita serena senza tasse, senza fame e sete, l&#8217;amore libero ed un mondo paradisiaco?</strong></p>
<p><strong> No, abbiamo esigito la CONOSCENZA anche noi, è un nostro sacrosanto diritto, no? ed è arrivata subito la fattura e nemmeno con pagamento a 30 gg.</strong></p>
<p><strong> Soldi ciccia, e allora, sfratto esecutivo.</strong></p>
<p><strong> Per me il buon Dio ci si è pure divertito mentre osservava le sue due marionettine in carne ed ossa tutte preoccupate per l&#8217;imminente trasloco dal cosiddetto Paradiso Terrestre e della mancanza di una valigia in cui infilare tutte quelle foglie di fico diventate improvvisamente così importanti e indispensabili per coprire un culettino tremolante.</strong></p>
<p><strong> Vi rendete conto che abbiamo voluto la CONOSCENZA e siamo ancora fermi ai tastini del telefonino o del pc?</strong></p>
<p><strong> Per noi CONOSCENZA ormai è sinonimo di “archivio di cognizioni” tutte belle incassettate, e magari sull&#8217;Hard disk di un pc, non serve capire per far proprio un concetto, c&#8217;è Internet, la interroghi e lei ti dice tutto, (sinché la batteria del pc è carica) e la COSCIENZA, figlia primogenita della CONOSCENZA, può dormire sonni tranquilli.</strong></p>
<p><strong> Ma saremo in grado poi di comprendere bene e sempre questo tutto che ci piove dalla Rete come manna dal cielo?</strong></p>
<p><strong> E siamo fermi anche sul concetto di PROGRAMMAZIONE e PRESELEZIONE, veri catenacci dello Spirito, e non riusciamo a fare il balzo qualitativo liberatore, tranne rare eccezioni che però non so quanto siano felici della cosa, perché aver saputo, aver capito, poi significa doversi comportare in conseguenza e non c&#8217;è più spazio per i sotterfugi e le piccole ipocrisie indispensabili per far finta di non aver visto, sentito o capito e la vita diventa ancor più difficile.</strong></p>
<p><strong> Noi siamo l&#8217;espressione materiale e vivente di una programmazione vecchia di milioni di anni, anche se sempre in lento fieri, il DNA.</strong></p>
<p><strong> Nell&#8217;immenso condominio delle cellule che costituiscono il nostro corpo materiale, esistono ancora, dopo tutto quel tempo, informazioni biologiche del tipo “muovi quella vibrissa per spostarti di lì” oppure “apri quel buco per far entrare quella cosa che serve a nutrirti” o quell&#8217;altro per espellerla perché ormai inutile, info legate da automatismi perfetti, vitali, a prova d&#8217;errore.</strong></p>
<p><strong> E sono proprio quelle colonie di cellule che, ben pilotate dalla materia grigia, hanno sempre “in memoria” il senso delle proprie funzioni, anche se l&#8217;evoluzione ha creato modifiche, ottimo, sono state migliorate, e così possono continuare a regolare automaticamente i flussi dei nostri liquidi vitali, della respirazione, della temperatura corporea, della crescita, delle difese contro agenti esterni nocivi che ci vogliono invadere&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;e di tantissime altre funzioni vitali di cui ignoriamo quasi totalmente l&#8217;esistenza.</strong></p>
<p><strong> Un piccolo universo perfetto, una macchina divina.</strong></p>
<p><strong> Dai, forza continuate a strillare: io sono mio, io sono mia.</strong></p>
<p><strong> Quante volte avete ascoltato qualche deficiente esprimere questa bestemmia?</strong></p>
<p><strong> Ma se non siamo più capaci di preoccuparci d&#8217;altro che dei soldi del nostro Premier, delle partite di calcio, del nostro collega di lavoro che è meglio spiare perché non si sa mai&#8230;, di che auto nuova acquistare prossimamente, o di che cravatta indossare domani per far bella figura in ufficio?</strong></p>
<p><strong> Per non parlare di quelli per cui la più grande preoccupazione è quella di stare lì a guardarsi nello specchio angosciati da qualche Kg. di ciccia in più o in meno&#8230;o se fare le ferie in crociera sul Nilo o facendo shopping nella V° Avenue di New York (o anche in discoteca a Riccione per cuccare, tranquilli, non me lo sono dimenticato&#8230;)</strong></p>
<p><strong> Mi ricordo, quando facevo assistenza meccanica e come cuoco a vari tour organizzati nel Sahara Libico, quante volte ho sentito dire da qualche signora bene del gruppo a qualche occasionale amica di viaggio :&#8230;ma tu cara dopo questa faticata non pensi che ci farebbero bene un paio di settimane a Cortina, per riposare?&#8230;</strong></p>
<p><strong> Direte, che c’entra?, effettivamente poco sembrerebbe, ma io stavo pensando al casino che abbiamo ormai tutti in testa mentre cerchiamo di sopravvivere alla meglio in un mondo in cui bisogna vendere, comperare (o rubare), basta far soldi e accumulare tesori da portarsi nella tomba.</strong></p>
<p><strong> Tanto il Sapere lo abbiamo raggiunto.</strong></p>
<p><strong> E poi, con Internet in tasca, che tra l’altro è sempre disponibile e non necessita di grossi tempi di attesa per dare risposte certe, abbiamo ormai la sicurezza di poter sempre entrare a comando, nelle condizioni mentali ideali per gestire qualsiasi problematica scientifica, politica, economica, sociale e di vita.</strong></p>
<p><strong> Siamo sempre alla ricerca delle soluzioni “perfette”che ci siamo precostruite nella nostra mente e delle programmazioni che pensiamo essere liberatorie per le nostre angosce latenti,  facendoci milioni di seghe mentali (tutti, maschi e femmine, nessuno escluso) mentre intanto il nostro corpo funziona e vive quasi solo grazie a miliardi di automatismi naturali che se dovessero dipendere dalle nostre capacità gestionali  individuali non ci farebbero vivere un minuto di più.</strong></p>
<p><strong> Ma è possibile che il nostro cervello con i suoi 40 miliardi di neuroni non ha ancora trovato il sistema di far intervenire con effetti positivi il nostro potere decisionale autonomo anche su tante funzioni automatiche?</strong></p>
<p><strong> Pensate che bello, oltre che dire “oggi non vado a lavorare” poter dire anche “oggi non mi ammalo di tumore&#8230;”</strong></p>
<p><strong> Invece no, perché il nostro cervello è programmato per funzionare sempre correttamente e per far pervenire in ogni parte del nostro organismo ciò che gli serve, assumendo dall&#8217;esterno o espellendo tutto quanto ritiene necessario istintivamente, ma sempre e quasi totalmente per conto suo senza le inutili distrazioni della Ragione e dello Spirito sinché questi due strati di cipolla non si decideranno a maturare uscendo da quel limbo generato da egoismi, invidie, e guerre di ogni tipo, dentro e fuori di noi.</strong></p>
<p><strong> E&#8217; solo colpa nostra quando le cose smettono di funzionare correttamente e ad esempio ci ammaliamo perché, con la nostra “intelligenza” e con la nostra razionalità ancora balbettanti abbiamo solo creato delle vere e proprie turbative al nostro sistema vitale collaudato sin dalla notte dei tempi e delle dimensioni (prima, seconda, terza, quarta…).</strong></p>
<p><strong> Logicamente ci sono delle scalarità, ma oggi, tanto per fare un esempio, anche i grandi luminari della scienza medica stanno scendendo alla conclusione che un&#8217;immensa quantità di tumori è esclusivamente di tipo psicosomatico.</strong></p>
<p><strong> Bella soddisfazione per l’uomo moderno e razionale, si vede che abbiamo proprio imparato bene ad usare la nostra RAGIONE.</strong></p>
<p><strong> Altro che l&#8217;albero della mela proibita, sì quello era il più grande e maestoso, perché si trattava dell&#8217;albero della CONOSCENZA, ma tutto attorno ce ne era un bosco intero di alberi di mele, e tutti carichi di frutta, solo che quelle mele, le catene del nostro DNA, chiuso come una cassaforte, non erano così raggiungibili come quella suggerita da quel rompiscatole di serpente.</strong></p>
<p><strong> Se la cassaforte era chiusa, e chi la ha chiusa non era certo un cretino, Dio mi perdoni, ci sarà stato un motivo che poteva anche trascendere le nostre più elevate capacità di comprensione, allora perché volerla scassinare ad ogni costo come un bimbo che vuol aprire un giocattolo per vedere come funziona e poi piange perché lo ha rotto?</strong></p>
<p><strong> Per scoprire di che colore è il rosso dell&#8217;uovo? La scienza è solo una scusa, il fatto è che la curiosità, quando è sorella della presunzione, può diventare malattia terminale, e questo è un caso tipico.</strong></p>
<p><strong> Dobbiamo fermare il carrozzone della ricerca scientifica? Proprio no di certo, ma chi si sognerebbe mai di iniziare ad esempio una fissione nucleare prima di aver predisposto ogni sistema per contenerla o almeno controllarla? Senza contare tutte le volte che “è andata bene” perché qualcuno dall&#8217;Alto ci ha evitato il peggio.</strong></p>
<p><strong> Ci sarebbero tante altre cose importanti su cui far convergere le nostre capacità di indagine, magari proprio dentro di noi, invece sempre lì, sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso a scavarci la terra sotto ai piedi e, spaventati o increduli, a metter la testa sotto la sabbia invece che spaziare anche su nuovi veri orizzonti quando ogni tanto ci passa di fianco qualche straniero silenzioso, ci guarda negli occhi, alza una mano senza che ce ne accorgiamo e noi, improvvisamente, stiamo di nuovo bene.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bico iPhone mount makes Cervello Unridable!]]></title>
<link>http://surlyrider.wordpress.com/2009/11/24/bico-iphone-mount-makes-cervello-unridable/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:32:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>surlyrider</dc:creator>
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<description><![CDATA[Holy Cow! I could not even imagine riding a bike with chunks taken out of the tire, brakes, frame an]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Holy Cow! I could not even imagine riding a bike with chunks taken out of the tire, brakes, frame and stem. No matter how great the mount is, I would hope that my bike is still going to be there after I put it on. Also&#8230;Those are some mighty long drops to use.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.bikerumor.com/wp-content/uploads/2009/11/bicio-goride-bicycle-iphone-mount1.jpg" alt="" width="500" height="500" /><p class="wp-caption-text">Worst Photoshop ever</p></div>
<p>I have never ridden with this product, nor do I endorse it or have I endorsed it in the past. I just thought that a company trying to market something new would take more care in their marketing.</p>
<p>Thanks to <a href="http://www.bikerumor.com/" target="_blank">bike rumor</a> for turning me onto this disaster.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per 23 anni lo credono in stato vegetativo. Ma lui ascoltava e capiva]]></title>
<link>http://trueredpill.wordpress.com/2009/11/24/per-23-anni-lo-credono-in-stato-vegetativo-ma-lui-ascoltava-e-capiva/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:49:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>udp</dc:creator>
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<description><![CDATA[24 novembre 2009 &#8211; MILANO Diagnosi errata: un uomo in Belgio, dopo un gravissimo incidente in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000000;"><strong><a href="http://trueredpill.wordpress.com/files/2009/11/coma1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-208" title="coma1" src="http://trueredpill.wordpress.com/files/2009/11/coma1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="108" /></a>24 novembre 2009 &#8211; </strong><strong>MILANO</strong></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Diagnosi errata: un uomo in Belgio, dopo un gravissimo incidente in auto, è stato curato come un paziente in coma per 23 anni. Il 46enne era però cosciente, ma a causa della paralisi non riusciva a difendersi e comunicare col mondo esterno, fino a quando il grave errore non è stato scoperto e un dottore lo ha liberato dalla sua &#8220;prigione&#8221;.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Per 23 anni i medici lo hanno trattato erroneamente come un paziente in stato vegetativo. L&#8217;uomo, tuttavia, era quasi completamente cosciente. Per i dottori e gli infermieri della struttura della cittadina belga di Zolder, in Belgio, il paziente era stato classificato come un caso senza speranza, la sua coscienza era data per spenta. Solamente una recente analisi all&#8217;università di Liegi ha potuto far luce: Houben, in verità, in tutti questi anni era «paralizzato». Imprigionato in un corpo che non riusciva più a muovere. Le immagini di un esame hanno rivelato che il suo cervello era rimasto quasi completamente funzionale. Adesso il paziente può comunicare con l&#8217;aiuto di un computer dotato di una speciale tastiera.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Steven Laureys, neurologo dell’Università di Liegi in Belgio che ha condotto l&#8217;analisi sul caso, aveva pubblicato appena l&#8217;estate scorsa uno studio secondo il quale il numero di pazienti in stato vegetativo diagnosticati erroneamente sarebbe molto alto. Secondo gli esperti, in Europa le diagnosi errate sfiorano il 40%. Laureys e il suo team del centro di Neurobiologia cellulare e molecolare di Liegi hanno spiegato che oltre un terzo dei pazienti cui è stata formulata una diagnosi iniziale di stato vegetativo o stato vegetativo persistente mostra, in presenza di un&#8217;analisi più approfondita, segnali minimi di coscienza. Il medico ha anche messo l&#8217;accento sulla necessità di procedere con attenzione nella diagnosi di disturbi dello stato di coscienza, specie per evitare di designare pazienti sbagliati all&#8217;interruzione di nutrizione e alimentazione artificiali.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Resta da chiedersi come sia stato possibile che l&#8217;errore a danno di Houben sia perdurato per tutti questi anni. Per Laureys si tratta di una sorta «di errore nel sistema»: «È anche una questione di &#8220;etichette&#8221; che vengono apposte al paziente», ha spiegato. Che possono fare la differenza tra la vita e la morte. «Se una persona in un letto di ospedale ha un’etichetta con la scritta &#8220;stato di minima coscienza&#8221; o &#8220;stato vegetativo&#8221;, difficilmente riuscirà a toglierselo di dosso» ha confermato da parte sua Houben.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Di diverso parere  il professor Giancarlo Comi, presidente dei neurologi italiani: «Oggi se si usano gli strumenti a disposizione questo errore non si rischia più. Utilizzando la risonanza magnetica si possono distinguere questi casi dallo stato vegetativo persistente». Anche riguardo alla posizione secondo cui circa il 40% delle diagnosi di stato vegetativo rischiano di essere errate, il professor Comi ha idee diverse: «Mi sembra un&#8217;affermazione azzardata. Oggi se si usano tutti gli strumenti a disposizione errori di diagnosi fra sindrome &#8220;locked-in&#8221;, come quella del paziente belga, e stato vegetativo persistente non dovrebbero essere possibili. Per stato vegetativo persistente si intendono casi come quelli che hanno occupato la cronaca in Italia l&#8217;anno scorso, e che sono determinati da danni multifocali al cervello in cui a essere compromessa è anche la capacità elaborativa, in gradi diversi a seconda dei casi e del livello di danneggiamento del cervello. Il caso descritto invece è dovuto a una lesione di una struttura cerebrale che &#8220;taglia&#8221; le fibre motorie e sensitive a livello del tronco encefalico  ma lascia intatta la capacità elaborativa cerebrale e la capacità di vedere e sentire».</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><a href="http://www.corriere.it/salute/09_novembre_24/paziente-cosciente-23-anni-coma_9de9d174-d8e7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml">fonte</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filastrocca sulla scuola – Limerick about school]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/24/filastrocca-sulla-scuola-%e2%80%93-limerick-about-school/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniela Domenici Dicono che Carlo Magno la scuola abbia inventato un primo modello di essa da lui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Dicono che Carlo Magno la scuola abbia inventato un primo modello di essa da lui]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Senza la salute il tutto è nulla]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/24/senza-la-salute-il-tutto-e-nulla/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 07:50:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Brano tratto dal libro “Prana. Energia che cura” di Alice Ki, pag. 22-23-24) La salute non è tutto,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Brano tratto dal libro “Prana. Energia che cura” di Alice Ki, pag. 22-23-24) La salute non è tutto,]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[IBM SVILUPPA IL COMPUTER CHE EMULA IL CERVELLO]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/24/ibm-sviluppa-il-computer-che-emula-il-cervello/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:42:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/24/ibm-sviluppa-il-computer-che-emula-il-cervello/</guid>
<description><![CDATA[  IBM sviluppa il computer che emula il cervello Tra 10 anni, secondo IBM, avremo computer capaci di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div> </p>
<div><a name="8110532644873545233"></a></p>
<h3><a href="http://mondo-pc.blogspot.com/2009/11/ibm-sviluppa-il-computer-che-emula-il.html">IBM sviluppa il computer che emula il cervello</a></h3>
</div>
<div>
<div id="intelliTxt">
<div>Tra 10 anni, secondo IBM, avremo computer capaci di imitare <strong>l&#8217;attività del cervello umano.</strong></div>
<div>Dharmendra Modha di IBM, non ha proprio dubbi: la sua azienda e alcune delle più prestigiose università hanno compiuto passi da gigante, in un solo anno, <strong>simulando la complessità dell&#8217;attività della corteccia cerebrale di un gatto.</strong> Un punto d&#8217;inizio che pone il traguardo &#8220;umano&#8221; non così lontano.</div>
<div>IBM e altre cinque università, nel 2008, hanno ottenuto un contratto DARPA (da 20 milioni di dollari) per lavorare sul progetto di un computer capace di replicare la complessità d&#8217;azione del cervello umano. In un anno è stata realizzata la <strong>simulazione corticale in tempo reale dell&#8217;attività di oltre un miliardo di neuroni in una rete di 8,87 trilioni di sinapsi. </strong>Un traguardo che, secondo Modha, è superiore a quanto succede all&#8217;interno del cervello di un gatto.</div>
<div><a href="http://www.tomshw.it/img_vedi.php?img=http://www.tomshw.it/files/2009/11/immagini/22866/cervello.jpg" target="_blank"><img src="http://www.tomshw.it/files/2009/11/immagini/22866/cervello_t.jpg" border="0" alt="" /></a></div>
<div>Per raggiungere l&#8217;obiettivo, è stato creato un algoritmo chiamato <strong>BlueMatter</strong> che serve a computare le connessioni tra tutte le locazioni corticali del cervello umano e quelle sub-corticali. Questa operazione di mappatura è un passo cruciale per capire veramente come comunica e processa le informazioni il nostro cervello. BlueMatter lavora sul <strong>supercomputer Blue Gene</strong> – 147.456 CPU e 144 terabyte di memoria &#8211; e si avvale di risonanze magnetiche approfondite.</div>
<div>Il lavoro in atto è una <strong>combinazione di supercomputing, neuroscienza e nanotecnologia</strong>. Con computer in grado di avere questa potenza, potrebbe essere possibile realizzare analisi realistiche di tipo finanziario o di qualsiasi altro genere. Insomma, risolvere qui problemi con innumerevoli variabili che a oggi non si riescono ancora a portare a termine in tempi brevi.</div>
<div>È in atto un vero e proprio reverse-engineering del cervello umano, per imparare gli &#8220;algoritmi&#8221; che lo controllano. Dobbiamo iniziare ad avere paura?</div>
</div>
</div>
<div>Etichette: <a rel="tag" href="http://mondo-pc.blogspot.com/search/label/NEWS"><span style="color:#cc0000;">NEWS</span></a></div>
<div>Pubblicato da GAETANO <a title="Post per email" href="http://www.blogger.com/email-post.g?blogID=7686745845081720525&#38;postID=8110532644873545233"></a><a title="Modifica post" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=7686745845081720525&#38;postID=8110532644873545233"></a></div>
<div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>i link dei file </p>
<td>
<div> </div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://mondo-pc.blogspot.com/2009/11/ibm-sviluppa-il-computer-che-emula-il.html">http://mondo-pc.blogspot.com/2009/11/ibm-sviluppa-il-computer-che-emula-il.html</a></span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[tags: not in MY name]]></title>
<link>http://falcervello.wordpress.com/2009/11/22/tags-not-in-my-name/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 21:59:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cervello</dc:creator>
<guid>http://falcervello.wordpress.com/2009/11/22/tags-not-in-my-name/</guid>
<description><![CDATA[l piano anti-graffiti verrà sperimentato sulle strade del centro storico toccate dai percorsi museal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><em>l piano anti-graffiti verrà sperimentato sulle strade del centro storico toccate dai percorsi museali di Carisbo. Dopo una prima pulizia a tappeto dei muri imbrattati, dovrebbero seguire controlli continui e interventi a breve termine per scoraggiare i writers.<br />
[...]<br />
Il vicesindaco Claudio Merighi propone di impiegare gli studenti come volontari. In cambio loro otterrebbero crediti formativi per il curriculum scolastico. E il Mambo «perizierà» i graffiti da cancellare in modo da evitare la distruzione di opere degne di questo nome. Ma soprattutto si incaricherà dell’«interlocuzione» con i writers.</em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Parliamo delle scritte Suimuri. Ultimamente mi piace essere sintetico, per cui le mie tesi saranno poco orpellate. <strong>Chi fa le tags deve morire,</strong> la metà degli altri anche.</p>
<p style="text-align:justify;">Il primo grosso nodo è: identificare i graffiti che abbiano lo status di <em>operad&#8217;arte</em> per preservarli. In questa direzione si era espresso tempo fa, <a href="http://milano.corriere.it/speciali/2006/09_Settembre/23/sgarbi.shtml" target="_blank">Vittorio Sgarbi</a>, che, checché le checche isteriche benpensanti ne dicano, ha un buon 50% di genialità e/o idee sensate durante le epifanie che ci regala, a noi lurido popolino. (e poi scopa come un ludro, quindi shut up and respect)!</p>
<p style="text-align:justify;">Io sostengo, prima di tutto, la necessità di una selezione preliminare. Sui criteri di essa penso che potremo metterci d&#8217;accordo facilmente. Sgarbi parla di &#8220;essere arte&#8221; genericamente, e ancor più fumosi sono amministrazione e museo bolognesi. Fare dei discorsi di estetica pura sarebbe stupido, è lampante che in questo tipo di decisioni si è giù usciti -e da quel pezzo- dall&#8217;ambito teorico, la cui diretta applicazione pratica &#8220;seguendo il manuale alla lettera&#8221; sarebbe ottusa, senza bisogno di parlarne oltre. Dunque con che criteri bisognerà operare la selezione?<br />
Gradevolezza all&#8217;occhio, prima di tutto, perché il graffito per sua stessa natura é rivolto alla totalità delle persone.<strong> Non è un museo, è una città e le sue strade</strong>, dove per definizione passa tutta la gente. Quindi bisognerà andare per criteri &#8220;popolari&#8221; se mi passate il termine snobbish.<br />
Dunque: gradevolezza all&#8217;occhio; validità artistica (ovvero, un tanto al metro: se dietro il risultato sensibile finale ci sia stata una riflessione precedente -prescindiamo ancora dai contenuti); eventuale messaggio. <strong>Un graffito &#8220;civile&#8221;, </strong>se così si può dire. Magari qualcosa che non sia esattamente terra-terra come &#8220;non sporcate.&#8221; o &#8220;usate i mezzi pubblici.&#8221;, ma qualcosa di un filo più sottile e di più alto. Riprendendo un vero pezzo d&#8217;arte musicale di cui un giorno di farò l&#8217;esegesi, perché la merita, molto più di certa roba che intasa i canali mainstream, il filone sembra quasi quello di chi<em> &#8220;sugli autobus scrive poesie&#8221;</em>. Ovvero<strong>, perché non riempire gli angoli di città con poesie</strong>, classici o novità assolute, o anche solo un paio di versi, in un pieno di bei colori e forme strane?</p>
<p style="text-align:justify;">Prima di sviluppare questa mia idea, l&#8217;obiezione salta subito su e con la sua vocina stridula e la sue<em> &#60;e&#62;</em> aperte dice: &#8220;ma il graffito, specie agli inizi, nasce come <strong>espressione volutamente illegale di disagio e/o di denuncia</strong>&#8220;. Giustissimo, io spalleggerei anche la denuncia, sui muri della città. Ma se il tutto è istituzionalizzato, il problema è palese: come l&#8217;amministrazione potrà permetterti di scrivere che sei corrotto o che <a title="Le cose si ribaltano!" href="http://www.youtube.com/watch?v=rtVBemG9la0" target="_blank">sei una merdaccia</a>? Problema non risolvibile se non coi dei <strong>compromessi </strong>che comunque finirebbero per alterare la natura originale dei graffiti e dei graffitari. Ma d&#8217;altro canto penso che il nostro problema sia esattamente fare convivere i tre aspetti: volontà di espressione dei graffitari e reazione del resto della popolazione sono i primi due, il terzo è l&#8217;amministrazione locale, che di per sè media fra i cittadini.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption alignright">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Il 36-38 di Via Zamboni a Bologna" src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_repbologna/2009/08/28/1251449722491_gel.jpg" alt="" width="340" height="254" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Questo per esempio ha valore politico ed è un minimo gradevole, creato con criterio</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;">Ad esempio nella mia città recentissimamente è stato -se così si può dire- un graffito in un sottopassaggio vicino a un centro commerciale, alla presenza del giovane e aitante sindaco (che, tra l&#8217;altro, è notoriamente un raccomandato in quanto <a title="Raccomandato!" href="http://www.facebook.com/simone.gamberini" target="_blank">figlio della domestica di Prodi</a>. Presto un&#8217;inchiesta, ma che dico, una commissione parlamentare bipartisan per scoprire che altri posti di potere abbiano ricevuto in dono tutti gli altri figli di tutte le altre domestiche di Prodi -che, come tutti sanno, ha una casa così grande che ha un piccolo esercito di governanti e factotum che se ne prendono cura). Presto ve lo documenterò con foto, così continueremo la discussione.</p>
<p style="text-align:justify;">Discussione che vorrei si aprisse, visto che fra i bolognesi bene o male l&#8217;argomento è sentito, su come gestire il centro, specie dopo i cinque anni di Koffy, additato come liberticida, sceriffo, Tex Willer della bassa e anti-anticristo dei sabati sera giuovani sotto le due torri.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima di sospendere l&#8217;articolo, due risate per quell&#8217;isterico di Re Giorgio, che in questa intervista si mostra<a title="se vedessi la gente che va in giro con la tua roba, ti rivolteresti nel lifting" href="http://milano.corriere.it/speciali/2006/09_Settembre/21/armani.shtml  ***" target="_blank"> un attimino snob.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/6-luglio-2009/graffiti-180mila-euro-ronde-pacifiche-1601540710502.shtml">Qui </a>e<a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/23-settembre-2009/piano-graffiti-pd-replica-guazza-nervoso-importante-partire--1601799332795.shtml"> qui</a> qualche articolino su Bologna.</p>
<p>Cervello</p>
<p>Ps.: a dispetto del titolo, mi sfogherò un&#8217;altra volta contro quei complessati dei taggatori. &#8220;Un altro uomo ha fatto sgocciolare il suo pennello&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[LA COMUNICAZIONE NON VERBALE - Il linguaggio segreto del nostro inconscio]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/21/la-comunicazione-non-verbale-il-linguaggio-segreto-del-nostro-inconscio/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 07:30:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cos’è la comunicazione non verbale? Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cos’è la comunicazione non verbale? Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non ri]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Filastrocca sul corpo umano – Limerick about the human body]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/20/filastrocca-sul-corpo-umano-%e2%80%93-limerick-about-the-human-body/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:16:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniela Domenici Il corpo umano è un meccanismo quasi perfetto ma, fateci caso, ha pure qualche…d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Il corpo umano è un meccanismo quasi perfetto ma, fateci caso, ha pure qualche…d]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il cervello del duce]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/20/il-cervello-del-duce/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:43:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alessandra Mussolini denuncia che su e-bay sono stati venduti, per 15mila euro, sangue e cervello di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/borghezio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1307" title="borghezio" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/borghezio.jpg?w=300" alt="" width="300" height="240" /></a><strong>Alessandra Mussolini</strong> denuncia che su e-bay sono stati venduti, per 15mila euro, sangue e cervello di Benito Mussolini, resti dell’autopsia fatta dopo la sua morte. Brutta notizia, ma ancora più brutto il fatto che i possibili compratori sono tanti, tipo <strong>Gasparri</strong>, <strong>Borghezio</strong>, <strong>Cicchitto</strong>, <strong>Santanché</strong>… gente che pagherebbe oro per un pezzettino di cervello …</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gatto? No, supercomputer]]></title>
<link>http://rascarlo.wordpress.com/2009/11/18/gatto-no-supercomputer/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 21:41:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo Di Nuccio</dc:creator>
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<description><![CDATA[the web Dharmendra Modha, a capo di un progetto tra IBM e la Stanford University ha annunciato un ul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[the web Dharmendra Modha, a capo di un progetto tra IBM e la Stanford University ha annunciato un ul]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il sogno del cane parlante]]></title>
<link>http://bioneuroblog.wordpress.com/2009/11/18/il-sogno-del-cane-parlante/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:35:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pierangelo Garzia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho sempre nutrito un forte interesse per lo studio dei sogni. Penso che il sogno, al di là che si cr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho sempre nutrito un forte interesse per lo studio dei sogni. Penso che il sogno, al di là che si cr]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[AUTISMO: NUOVE (!) PROSPETTIVE PER LA DIAGNOSI]]></title>
<link>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/17/autismo-nuove-prospettive-per-la-diagnosi/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 06:12:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Autismo Incazziamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[COPIO-INCOLLO DA BRAIN MIND &amp; LIFE UN &#8220;VECCHIO&#8221; ARTICOLO CHE &#8211; STRANAMENTE ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://incazzatautismo.wordpress.com/files/2009/11/060626-cervello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1916" title=" " src="http://incazzatautismo.wordpress.com/files/2009/11/060626-cervello.jpg?w=300" alt="" width="300" height="291" /></a>COPIO-INCOLLO DA <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.brainmindlife.org/ithome.htm" target="_blank"><span style="color:#ff6600;">BRAIN MIND &#38; LIFE</span></a></span> UN <a href="http://www.brainmindlife.org/autismodiagnosi.htm" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#008000;">&#8220;VECCHIO&#8221; ARTICOLO</span></span></a> CHE &#8211; STRANAMENTE &#8211; SEMBRA DIRE COSE NUOVE.<br />
VI PREGO DI FARE ATTENZIONE ALLE PARTI EVIDENZIATE E DI PERDONARE SE PUO&#8217; RISULTARE &#8211; IN ALCUNI PUNTI &#8211; UN PO&#8217; TROPPO TECNICO.</strong></p>
<p>Chi si occupa del trattamento dei bambini autistici conosce bene la distanza che esiste fra le categorie diagnostiche basate sul loro comportamento e la possibilità di capire qualcosa dei loro processi cognitivo-strumentali. L’ipotesi etiopatogenetica che riportava l’autismo infantile ad una <em>risposta psicologica</em> a condizioni frustranti, per decenni è stata la più accreditata. Si trattava di una congettura psicodinamica -ossia fondata su una teoria psicoanalitica- che considerava le reazioni del bambino alla stregua di quelle dell’adulto. Poco per volta, negli ultimi vent’anni, soprattutto grazie agli studi condotti mediante risonanza magnetica nucleare ed altre tecniche di neuro-imaging, si è fatta strada l’idea che nella quasi totalità dei casi siano presenti alterazioni strutturali dell’encefalo. Ne sono state descritte molte, fra cui l’ipodisplasia di regioni del lobo limbico e delle confinanti aree temporali, alterazioni del tronco encefalico come l’assenza del nucleo olivare superiore e di un’intera striscia di tessuto nervoso, l’atrofia del cervelletto -particolarmente in alcune strutture della linea mediana- e, da ultime, ma con la massima importanza funzionale, le alterazioni del neoencefalo.</p>
<p>La patogenesi consistente in una <em>disgenesia</em> e <em>agenesia</em> di gruppi di neuroni che alterano i processi di interazione durante lo sviluppo, introduce una distinzione importante sia per la comprensione dei processi psichici, sia per la terapia. Infatti la causa <em>psicogena</em> faceva ipotizzare un cervello normale per certi versi quiescente per effetto di un’inibizione reattiva. Si poteva concedere che la condizione di <em>ritiro autistico</em>, riducendo la normale interazione relazionale che accompagna e modella lo sviluppo, ne inducesse un <em>ritardo</em> come epifenomeno. Viceversa, <strong><span style="color:#0000ff;">l’esistenza di un difetto strutturale vuol dire che l’encefalo non può esplicare correttamente le funzioni procedurali di base che gestiscono le percezioni ed amministrano i patterns di movimento</span></strong>.</p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>Negli ultimi due decenni, soprattutto in Italia e in Francia, alcune scuole di psicologia hanno condotto una vera e propria battaglia ideologica contro l’eziologia organica dell’Autismo, negando la validità delle diagnosi nei casi studiati mediante risonanza magnetica o tecniche di medicina nucleare quali la PET (tomografia ad emissione di positroni).</strong></span> La diffusione dei criteri del DSM (ora nella versione IV-TR) ha consentito di avere una base condivisa per la diagnosi e di <strong>correlare le alterazioni encefaliche, senza possibilità di dubbio, a quadri di sindrome autistica</strong>.</p>
<p>La dimostrazione delle alterazioni strutturali avvalora lo studio delle prestazioni cognitivo- strumentali a scopo diagnostico e terapeutico. Da circa un decennio sono state fatte osservazioni sulle anomalie percettivo-cognitive di bambini con condotte autistiche (Giuseppe Perrella e coll. Caratterizzazione di prestazioni visuo-motorie in bambini autistici, <em>Cognitive Science Club</em> 2, <em>3-6,</em> 1993), rilevandone la presenza costante come importante riferimento per la diagnosi e la terapia. Una di queste anomalie è stata studiata da Susan Bryson e dal suo dottorando Reginald Landry della New York University e dell’Hospital for Sick Children di Toronto: la costante presenza dell’anomala risposta, facilmente rilevabile mediante un test computerizzato, consentirà di mettere a punto un nuovo protocollo diagnostico su basi più certe ed affidabili.</p>
<p><strong><em>BM&#38;L- Dicembre 2003</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l cellulare ha effetti sul cervello? Dalla Svezia una prima risposta]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/16/l-cellulare-ha-effetti-sul-cervello-dalla-svezia-una-prima-risposta/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 05:54:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/16/l-cellulare-ha-effetti-sul-cervello-dalla-svezia-una-prima-risposta/</guid>
<description><![CDATA[di Alessandra Mallarino Sul cellulare si sono da sempre nutriti moltissimi dubbi e perplessità in re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Alessandra Mallarino Sul cellulare si sono da sempre nutriti moltissimi dubbi e perplessità in re]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa produce la coscienza?]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/11/16/cosa-produce-la-coscienza/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 05:00:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/11/16/cosa-produce-la-coscienza/</guid>
<description><![CDATA[Cercherò di prendere sul serio, dal mio punto di vista, che è quello della fede e della teologia, la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cercherò di prendere sul serio, dal mio punto di vista, che è quello della fede e della teologia, la questione che attraversa le ricerche delle neuroscienze e che investe frontalmente la neuroetica (e la neuroantropologia):</p>
<p>Come è possibile che parti di materia priva di coscienza producano coscienza?<br />
Questa che è la questione basilare può essere scomposta a sua volta in tre domande:</p>
<p>è il cervello a produrre la mente?</p>
<p>Se sì, dal funzionamento del cervello si induce una spiegazione esauriente della natura dell’uomo?</p>
<p>In tal caso che ne è di ciò che la tradizione, ma anche, in buona misura, il senso comune, chiama anima (spirito)?</p>
<p>Card.Angelo Scola, prolusione per l’inaugurazione dell’anno accademico 2009-2010 del Pontificio istituto Giovanni Paolo II<br />
nel XXIX anniversario di fondazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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