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	<title>cesio-137 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cesio-137"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 05:48:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Susto na Universidade Federal do Paraná]]></title>
<link>http://quiprona.wordpress.com/2009/11/05/susto-na-universidade-federal-do-parana/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:35:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pelo jeito hoje houve um susto no campus do Centro Politécnico da Universidade Federal do Paraná. No]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pelo jeito hoje houve um susto no campus do Centro Politécnico da Universidade Federal do Paraná. No]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[''Non è la Cunsky'': come insabbiare una nave in fondo al mare]]></title>
<link>http://claudiocordova.wordpress.com/2009/10/31/non-e-la-cunsky-come-insabbiare-una-nave-in-fondo-al-mare/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:50:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiocordova</dc:creator>
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<description><![CDATA[da www.strill.it “C’è una conferenza stampa a Roma? Allora significa che insabbieranno tutto”. Lo ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1036" title="cunsky" src="http://claudiocordova.wordpress.com/files/2009/10/cunsky.jpg" alt="cunsky" width="400" height="299" /></em></p>
<p>da <a href="http://www.strill.it">www.strill.it</a></p>
<p><em>“C’è una conferenza stampa a Roma? Allora significa che insabbieranno tutto”.</em> Lo ha detto, quando ancora la smentita ufficiale non era arrivata, un magistrato della Repubblica italiana. Che io non creda a quanto detto dal Ministro Stefania Prestigiacomo e dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso che giurano che la nave al largo di Cetraro non sia la Cunsky, come invece affermato dal pentito Fonti, ha ben poca importanza. Le mie saranno sicuramente le elucubrazioni di un farabutto complottista.</p>
<p>Dicono che la nave al largo di Cetraro sia un piroscafo silurato dai tedeschi nel 1917, il nome sarebbe scritto sullo scafo, dicono, sostanzialmente che l’indicazione di Francesco Fonti, il collaboratore di giustizia che da anni afferma di aver affondato personalmente una motonave, la Cunsky, nelle acque di Cetraro, sia solo una coincidenza: nel punto indicato da Fonti, a cinquecento metri di profondità, c’è una nave, è vero, ma quella non è la Cunsky.</p>
<p>Insomma il collaboratore di giustizia c’ha provato, magari per rientrare nel protocollo di protezione, attualmente negatogli e che adesso, alla luce della smentita, difficilmente otterrà. Fonti ha indicato un luogo, per qualche settimana il suo gioco ha retto, ma poi è stato smascherato. Ha indicato il mare ha detto: “Lì c’è una nave”. E ha indovinato, perché lì, proprio in quel punto, una nave c’è, ma, stando a quello che dicono Prestigiacomo e Grasso, non è la Cunsky, ma una nave affondata, in guerra, oltre novanta anni fa. Sarebbe stato molto più semplice azzeccare un sei al Superenalotto.</p>
<p>C&#8217;è la smentita ufficiale, ma io non credo alle coincidenze.</p>
<p>La mia sarà sicuramente dietrologia, però. Mi piace la definizione di dietrologia fornita, tanto per restare in tema, da Carlo Lucarelli nel suo libro Navi a perdere: <em>“Ci sarà sempre una città che si trova a una distanza dalla piramide di Cheope che moltiplicata, sottratta, divisa ed elevata al quadrato fa 666, il numero della Bestia”. </em></p>
<p>Vedere qualcosa sotto, pensare che, per l’ennesima volta, le navi dei veleni possano essere risucchiate, nuovamente, nel porto delle nebbie, sarà pure dietrologia ma di certo il caso si chiude (lo hanno detto Grasso e Prestigiacomo che il caso è chiuso) positivamente e nel modo più semplice: “Cari calabresi, la nave di Cetraro non è quella che pensavate che fosse. Arrivederci e grazie”.</p>
<p>Insomma, alla luce delle conclusioni, rese note dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dal Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, Fonti ci ha preso in giro: <em>“Non è un collaboratore di giustizia attendibile”,</em> hanno detto gli investigatori. Però, oltre a Fonti, ci avrebbero preso in giro anche le immagini, realizzate da un filmato girato dalla Regione Calabria, che sembravano mostrare chiaramente che alcuni fusti, a bordo di quello scafo a cinquecento metri di profondità, ci fossero.</p>
<p>E, in mezzo a tutti i calabresi, le immagini hanno preso in giro anche persone piuttosto esperte: l’assessore regionale Silvio Greco, per esempio. Ma anche il Procuratore di Paola, Bruno Giordano, il primo a indagare, con grande impegno, sul relitto di Cetraro, prima che il fascicolo fosse trasferito alla Dda di Catanzaro: <em>“Se sia davvero la nave di cui parla il pentito Fonti, questo lo dirò solo quando avremo tutte le prove. Certo, una serie di elementi lo fanno pensare: la lunghezza complessiva, tra i 110 e i 120 metri, la relativamente recente costruzione, perché non presenta bullonature ma le lamiere sono saldate, il fatto che non sia registrata come affondata, tutto ciò fa pensare che sia una delle tre navi indicate dal pentito”.</em> Insomma, nei giorni successivi allo scorso 12 settembre, data in cui, per la prima volta, si sa qualcosa sul relitto di Cetraro, Giordano manteneva la giusta cautela, ma sembrava convinto della veridicità delle affermazioni di Fonti. Molto più esplicito era stato, per esempio, Nicola Maria Pace, attuale procuratore di Trieste che, nella sua carriera, si è occupato di navi dei veleni di concerto con il giudice Francesco Neri e il Capitano della Marina Militare, Natale De Grazia. Commentando il memoriale di Fonti, Pace aveva detto: <em>“…riproduce e si sovrappone, con una precisione addirittura impressionante, agli esiti di indagini che ho condotto proprio come procuratore di Matera, partendo dalla vicenda della Trisaia di Rotondella e proseguendo con la tematica dello smaltimento in mare di rifiuti radioattivi, su cui svolsi delle indagini in collegamento investigativo con la procura di Reggio Calabria”.</em></p>
<p>Sarebbe interessante sapere, oggi, cosa pensano dei risultati ottenuti dalla nave “Oceano” quella che il Ministero dell’Ambiente ha inviato in Calabria per gli accertamenti e che, secondo alcuni, non sarebbe attrezzata per una simile opera: ma Giordano e Pace sono magistrati competenti e responsabili, quindi difficilmente interverranno in indagini che non sono più sulle loro scrivanie.</p>
<p>Sarebbe altresì interessante capire perché, circa un anno e mezzo fa, il Dipartimento di Reggio Calabria dell’Arpacal abbia evidenziato nelle acque di Cetraro, esaminando le specie ittiche per i radionuclidi appartenenti alle famiglie dell&#8217;uranio, del torio e del cesio, la presenza di tracce di Cesio 137.</p>
<p>Lo stesso elemento diffusosi dopo la catastrofe di Chernobyl.</p>
<p>No, mi dispiace, rispetto la versione data dalle Istituzioni, ma non ci credo. Ma questo ha ben poca importanza: ha molta più importanza il rapporto dell’Arpacal di appena un anno e mezzo fa, hanno molta più importanza i pareri, espressi in periodi diversi, di tre magistrati della Repubblica.</p>
<p>Intanto quella nave c’è, ma, secondo i rilievi, non è la Cunsky: che esigenza c’è di recuperarla? C’è una nave in fondo al mare, ma, adesso, è insabbiata. E se con essa si fosse insabbiata, per l’ennesima volta, la verità?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ComeDonChisciotte - E SE FOSSE L'OLANDESE VOLANTE ?]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/10/31/comedonchisciotte-e-se-fosse-lolandese-volante/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:02:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/10/31/comedonchisciotte-e-se-fosse-lolandese-volante/</guid>
<description><![CDATA[Le autorità dichiarano che il relitto trovato al largo di Cetraro in calabria non sia quello del Cun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le autorità dichiarano che il relitto trovato al largo di Cetraro in calabria non sia quello del Cunsky, la nave dei veleni fatta affondare per smaltire in fondo al mare il suo carico tossico, ma una nave molto più vecchia, affondata nel 1917.</p>
<p>Carlo Bertani spiega come la dichiarazione delle autorità sia l&#8217;ennesima e incosciente frottola disinformativa.</p>
<p>Anzichè pensare a come bonificare le autorità insabbiano la verità e sperano che i morti per l&#8217;inquinamento non facciano notizia. Vergogna, fuori la mafia dallo stato!</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=6422">ComeDonChisciotte &#8211; E SE FOSSE L&#8217;OLANDESE VOLANTE ?</a>.</p>
<blockquote><p>DI CARLO BERTANI<br />
<em>carlobertani.blogspot.com/</em></p>
<p>Gentile Ministro Prestigiacomo,<br />
quella che può osservare nella fotografia, sarebbe il relitto scovato dalla nave oceanografica “Mare Oceano” al largo di Cetraro, in Calabria. Molto probabilmente lo è, perché la nave “Città di Catania” (all’epoca si apponeva sempre, prima, la locuzione “Città di”) fu affondata nel Marzo 1917 da un sommergibile tedesco – all’Ufficio Storico della Marina lo confermeranno di certo – e siamo dunque felici che la “Città di Catania” (proveniente dall’India e diretta a Napoli) sia stata finalmente ritrovata.<br />
Siamo un po’ più freddi, invece, al riguardo della “cessata emergenza” diramata ai quattro venti poiché – a nostro avviso – la conclusione ci sembra cozzare contro le più elementari regole della logica.<br />
Soprattutto della logica delle costruzioni navali.<br />
Partiamo dall’inizio.</p>
<p>La presunta “nave dei veleni”, individuata dalla ricerca finanziata dapprima dalla Regione Calabria, doveva essere la Kunsky (che risultava, invece, demolita in Oriente ma, sulle pratiche di demolizione in quelle aree, meglio non fare troppo affidamento) ed invece si scopre che è un relitto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Le vendite di pesce sono crollate dell’80%, ed è dunque un bel sollievo sapere che si tratta di un innocente piroscafo italiano.<br />
Ci sono, però, alcune discrepanze fra le due descrizioni, che saltano agli occhi.<br />
Nelle risultanze pubblicate sui primi rilevamenti – quelli ordinati dalla Regione Calabria – si dice che:</p>
<p><em>E&#8217; lei. E&#8217; la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E&#8217; come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici</em><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=16622498#_ftn1"> [1]</a>.</p>
<p>Ci sono dei fusti. Fusti in metallo, ovviamente. Peccato, Ministro Prestigiacomo, che lo stivaggio di materiali in fusti metallici non fosse assolutamente in uso agli inizi del ‘900: all’epoca, tutto veniva stivato in barili di legno, tanto che le tabelle d’armamento, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale, prevedevano che a bordo vi fosse almeno un mastro bottaio con alcuni aiutanti. Controlli, la prego.<br />
Ci sono dei fusti nei pressi della “Città di Catania”? Approfondisca.</p>
<p>Altro capitolo che non ci convince riguarda le dichiarazioni della “Grande Silenziosa”, la Regia Mar…pardon, oggi Marina Militare Italiana:</p>
<p><em>Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina Militare, nella zona – siamo a venti miglia al largo di Cetraro (CS) – non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale</em>.<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=16622498#_ftn2"> [2]</a></p>
<p>Ohibò, vuoi vedere che alla gloriosa Marina Italiana era sfuggita la povera “Città di Catania”? Oppure qualcuno se n’era scordato? Per di più: una nave che porta il nome della sua città natale…<br />
Insomma: furono oppure no affondate navi, per eventi bellici, nel mare di Cetraro? Controlli, la prego: se desidera, posso inviarle i riferimenti dell’Ufficio Storico della Marina, ma sono certo che lei già li possiede.</p>
<p>Se il mistero dei fusti e dei barili, più le incertezze della Marina, ancora non la convincono, le sottoponiamo la relazione stesa durante i primi rilevamenti:</p>
<p><em>L’epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni `60-´70. Secondo quanto riferito dal procuratore Bruno Giordano, infatti, non sarebbe visibile la bullonatura, il che indurrebbe a pensare che sia stata costruita in quegli anni. Il relitto è coperto da numerose reti da pesca</em><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=16622498#_ftn3"> [3]</a>.</p>
<p>Non vorremmo tediarla con inutili dissertazioni sulle costruzioni navali, ma vorremmo ricordarle – questa è Storia, non invenzioni – che le prime navi a non avere bulloni per collegare le lamiere alle ordinate furono le corazzate “tascabili” tedesche della classe Admiral Graf von Spee (più precisamente, <em>Admiral Graf von Spee</em>, <em>Admiral Scheer</em> e <em>Deutschland</em>, poi <em>Lützow</em>), le quali – dovendo sottostare ai limiti imposti dalle Conferenze Navali di Londra e Washington – non potevano dislocare più di 10.000 tonnellate.<br />
I tedeschi, per risparmiare il peso dei bulloni, “inventarono” la saldatura della lamiere alle ordinate, il che consentì di costruire navi con cannoni di maggior calibro (280 mm) al posto dei 203 mm dei “classici” incrociatori pesanti da 10.000 tonnellate.<br />
Tutto questo, per dirle che – come afferma il Procuratore di Paola – se la nave in questione non ha bulloni nello scafo, non può essere la “Città di Catania” (varata nel 1906, quando si “bullonava” sempre, da non confondere con l’omonima nave affondata in Adriatico durante il secondo conflitto mondiale), ma un’altra. Che la Kunsky sia solo un poco più in là? Perché chiudere così frettolosamente le indagini? “Caso chiuso”: così in fretta?</p>
<p>Rimane il mistero del Cesio 137 ritrovato nei molluschi<a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=16622498#_ftn4"> [4]</a>, proprio in quel mare: siccome il Cesio 137 non si trova in natura, chi ce lo avrà messo? Lei ha un’idea? Che siano stati gli iraniani?</p>
<p>Le ricordo, infine, che le precedenti rilevazioni stabilirono che – nel mare di Cetraro – il SONAR aveva individuato ben sette “macchie scure”, che non indicano necessariamente una nave, ma che forniscono alte probabilità che lo siano.<br />
Ciò che insospettisce, è che la notizia fu pubblicata da AdnKronos e – proprio mentre scrivevo questo articolo – è sparita! Sì, ritirata dal circuito!<br />
Credo che, anche per lei, la cosa risulterà assai strana.<br />
Non vorremmo che, per correre dietro all’urgenza economica di garantire la pesca, per ovviare alle proteste dei pescatori e per tacitare chi fa “allarmismo”, aveste semplicemente scambiato una nave per un’altra. Capita. In fin dei conti, quel che conta è la verità mediatica: il resto…</p>
<p>Provi a rifletterci un poco; se mai, chieda lumi a Bertolaso ed alla Marina: vedrà che – con un poco di calma e di riflessione – tutto si chiarirà. Come sempre, in Italia.</p>
<p>Carlo Bertani<br />
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com<br />
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/10/e-se-fosse-lolandese-volante.html<br />
30.10.2009</p>
<p><strong>Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.</strong></p>
<p>[1] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/trovata/trovata.html<br />
[2] Ibidem.<br />
[3] Fonte: Il Secolo XIX – 12 Settembre 2009.<br />
[4] Fonte: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/risultato-indagini/risultato-indagini.html</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mediterraneo: un bagno di rifiuti]]></title>
<link>http://lamentelibera.wordpress.com/2009/10/06/mediterraneo-un-bagno-di-rifiuti/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 09:13:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfonzino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dalle brillanti acque del mediterraneo comincia a venir fuori un&#8217;eredita&#8217; vecchia di ven]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dalle brillanti acque del mediterraneo comincia a venir fuori un&#8217;eredita&#8217; vecchia di ven]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[’Ndrangheta: viaggio nelle terre radioattive]]></title>
<link>http://laregionedicarta.wordpress.com/2009/09/06/%e2%80%99ndrangheta-viaggio-nelle-terre-radioattive/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:18:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>laregionedicarta</dc:creator>
<guid>http://laregionedicarta.wordpress.com/2009/09/06/%e2%80%99ndrangheta-viaggio-nelle-terre-radioattive/</guid>
<description><![CDATA[di Biagio Simonetta, pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 2/9/2009 AIELLO CALABRO (COSENZA) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di Biagio Simonetta, pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 2/9/2009</em></p>
<p>AIELLO CALABRO (COSENZA) &#8211; Avvelenare le terre è un business. Ci guadagnano i clan, le grandi industrie del Nord est, le imprese. Un giro di danaro difficile da quantificare. «Non basta una finanziaria per spiegare i soldi che ci sono dietro questi traffici. Un traffico che è più remunerativo anche della droga» ha svelato ad ottobre un ex boss della ’ndrangheta. <!--more--></p>
<p>Miliardi di euro che puzzano di morte. Nei luoghi sporcati ci si ammala di cancro con frequenze allarmanti, dicono le statistiche. I colossi industriali smaltiscono radioattività attraverso i camion della Santa, la ’ndrangheta. Il costo di mercato per smaltire legalmente i rifiuti tossici va dai 21 ai 62 centesimi al chilo. I clan, come accertato da recenti inchieste, forniscono lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi. Un risparmio abissale. ’Ndrangheta e Camorra avvelenano i loro posti. Insabbiano. Le particelle radioattive fanno il resto: alterano l’aria, intossicano le falde acquifere. Ammalarsi è maledettamente facile. La gola graffia, si arrossa, non passa. Poi, calabresi e campani si fanno compagnia nei grandi ospedali del Nord, la terra che ha prodotto il loro male e che adesso è speranza, chemioterapie, letti d’ospedale, morti lontane. Aiello Calabro è una bomboniera arrampicata sulle rocce. Un borgo di 2000 anime vessato da un calo demografico inevitabile. Un tempo, qui, l’artigianato era passione e cultura. Sta sparendo anche quello.</p>
<p>Scendendo verso il mare la Provinciale 153 costeggia il fiume Olivo. D’inverno, quando le piogge dissetano questo posto, la piena trascina con sé ogni granello di vita. Adesso, estate torrida, l’Olivo è un piccolo canale che si muove a stento. Pigro.</p>
<p>Percorrendo la 153, a pochi chilometri dalla costa, il fiume attraversa un falsopiano dagli orizzonti che brillano. C’è una galleria che sa di nuovo. Con una bomboletta di vernice, qualcuno ha dichiarato il suo amore: “Ho voglia di te”.</p>
<p>Le rocce si inerpicano quasi per incanto. Grossi massi osservano minacciosi la vita che scorre di fianco al fiume. Sulla montagna il cimitero di Serra d’Aiello pare vegliare con eterna quiete. Aiello Calabro è dall’altra parte, più a nord. E’ il fiume a delimitare i territori comunali, come spesso accade in Calabria.</p>
<p>Questo posto lo chiamano “Valle del Signore”. Un nome beffardo per una terra ammalata di radioattività. E’ qui che vent’anni fa, secondo le indagini condotte dalla Procura di Paola, sarebbero stati seppelliti i fusti radioattivi della Jolly Rosso. La motonave arenò sulla costa tirrenica a qualche chilometro di distanza. Poi, qualcuno avrebbe trasportato i grandi barili di metallo sul greto dell’Olivo nascondendoli per sempre. Nel 1990 la provinciale 153 non c’era. Da Aiello si poteva scendere al mare da Lago o da una vecchia strada sterrata che passa vicino al fiume. In pochi la percorrevano. Una decina d’auto al giorno. Il posto era pressoché deserto. Abbandonare fusti radioattivi non doveva essere poi così difficile.</p>
<p>Passeggiando di fianco all’Olivo l’aria diventa quasi rarefatta. Il caldo del primo giorno di settembre è soffocante, il sole alto di mezzogiorno stordisce e confonde i colori. Il sudore bagna le tempie e finisce al suolo. Terra secca.</p>
<p>Le analisi condotte a più riprese dagli esperti hanno confermato che la superficie intorno diffonde un tasso radioattivo fuori dal normale. C’è il Cesio 137, un isotopo mortale. Lo ha stabilito una spettrometria portata a termine dall’Arpacal. Il Cesio è prodotto dalla detonazione di armi o centrali nucleari. L’esplosione di Chernobyl ne produsse un’enorme quantità. Ma Chernobyl è a migliaia di chilometri da qui, e la Calabria non conosce il nucleare. Come quest’isotopo sia finito nella “Valle del Signore” è tutto da stabilire. Ma c’è.</p>
<p>Per adesso, pare certa l’incidenza di mortalità per patologie oncologiche superiore al normale. Lo ha confermato il procuratore di Paola, Bruno Giordano, che sta cercando di fare chiarezza sul mistero del torrente. E proprio da una perizia prodotta dalla procura «si conferma l’esistenza di un pericolo attuale per la popolazione residente nei comuni di Amantea, Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea, circostante al letto del fiume Oliva a sud della località Foresta (centri di Campora San Giovanni, Coreca e case sparse comprese tra il mare e la località Foresta) dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non».</p>
<p>Il sindaco di Aiello Calabro si chiama Franco Iacucci. La prima volta che venne eletto la nazionale azzurra era allenata da Bearzot. Fa l’amministratore con passione. Ha un attimo per tutti. Sorrisi e pacche sulle spalle. Ci aspetta in Comune di buon mattino. Con le sue Hogan blu va da una stanza all’altra senza soste. Il telefono squilla in continuazione dalla sera prima: «Il servizio del Tg1 ha alimentato molte preoccupazioni. Mi stanno chiamato tanti aiellesi emigrati al nord, vogliono capire cos’è successo».</p>
<p>Già, cos’è successo. Iacucci vorrebbe saperlo anche lui. «Questa storia della radioattività è preoccupante. Non so rispondere ai miei cittadini che mi chiedono cosa c’è di vero. Adesso chiederò un incontro al Procuratore Giordano perché sono convinto che il raccordo istituzionale, in questi casi, sia fondamentale. Qui nessuno vuole nascondere niente. Va ricercata la verità e vanno prese le misure del caso. Se quel posto è radioattivo deve essere chiarito per iniziare un’importante opera di bonifica».</p>
<p>Intanto la vita scorre lenta nelle partite a carte, al tavolo del bar. Fra rassegnazione e paura nessuno sa qual è la verità. La valle avvelenata che porta al mare dorme quasi intontita dagli ultimi caldi. Le auto sfrecciano sulla provinciale, anabbaglianti e radio accese. Mentre gli atomi di Cesio danzano sul fiume invisibili e mortali. Vita quotidiana che ha un solo urgente bisogno: verità.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O Rádio precisa de novos formatos]]></title>
<link>http://rcaresende.wordpress.com/2009/08/14/o-radio-precisa-de-novos-formatos/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 01:25:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>rcaresende</dc:creator>
<guid>http://rcaresende.wordpress.com/2009/08/14/o-radio-precisa-de-novos-formatos/</guid>
<description><![CDATA[Hoje, enquanto voltava da Rádio Senado para a casa, ganhei a viagem ouvindo a Reportagem Especial : ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">Hoje, enquanto voltava da Rádio Senado para a casa, ganhei a viagem ouvindo a Reportagem Especial : “Os heróis esquecidos da tragédia do Césio 137” . Trata-se de um programa idealizado pelo jornalista da Rádio Senado Adriano Faria e que está na final do Prêmio Nuevo Periodismo, um prêmio Latino-Americano de jornalismo organizado pela Fundación Nuevo Periodismo Iberoamericano. Confesso que parabenizei o Adriano antes de ouvir o material. Mas, uma vez tendo ouvido, tenho a obrigação de segunda-feira parabenizá-lo novamente.</p>
<p>Adriano inovou para contar a história da tragédia do Césio ocorrida em Goiânia em 1987. Ouviu personagens atingidos pelo material radioativo e criou todo o seu texto em forma de cordel, rimando seus 20 minutos de reportagem. E no final a cereja do bolo; a justificativa da estrutura rimada é perfeita, já que, como bem escreveu Adriano, o caso do Césio não deve ser esquecido e rima a gente dificilmente esquece.</p>
<p>Fiquei feliz por perceber mais uma vez as possibilidades que a Rádio Senado oferece e a qualidade dos produtos ali elaborados. Ainda hoje, conversando com o jornalista Luís Carlos Fonteles, também da Rádio Senado, atentávamos para o fato dessa necessidade de se inovar e criar novos artifícios para o Rádio. Luís Carlos está produzindo uma Reportagem Especial sobre Dom Hélder Câmara e me adiantou algumas de suas propostas para o programa. Não vou estragar a surpresa, mas posso garantir que vem coisa boa por aí. </p>
<p>Luís Carlos não vai ter medo de fazer algo novo, assim como Adriano não teve. O Rádio ganha. Que outros desbravadores saibam utilizar em plenitude a capacidade desse humilde mosquitinho* de emocionar as pessoas. </p>
<p>*É como minha mãe chamava o meu radinho de pilha</p>
<p>Saiba mais sobre o <a href="http://www.fnpi.org/premio/">prêmio do FNPI</a> e ouça <a href="http://www.fnpi.org/fileadmin/documentos/Publicaciones/Selección_oficial_2008/Selección_oficial_Radio_2008/Os_heróis_esquecidos_da_tragédia_do_césio-137.mp3">trecho da reportagem do Adriano Faria</a>.</p>
<p>Confira a reportagem do Luís Carlos Fonteles sobre Dom Hélder Câmara no dia 28/08, sexta-feira, às 18h ou dia 29/08 às 10h ou ainda dia 30/08 às 17h na Rádio Senado. Pela internet no site <a href="http:/www.senado.gov.br/radio">www.senado.gov.br/radio </a>. Em Brasília no 91,7 Fm, em Natal no 106,9 Fm e em Cuiabá no 102,5 Fm. </div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia- Allarme Pellet Radioattivo, controllate il tipo e denunciate ai Vigili del Fuoco]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2009/06/15/italia-allarme-pellet-radioattivo-controllate-il-tipo-e-denunciate-ai-vigili-del-fuoco/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 14:20:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
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<description><![CDATA[ALLARME. I pompieri hanno raccolto i dati dei vicentini che hanno in casa il Naturkraft Premium 6mm.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ALLARME. I pompieri hanno raccolto i dati dei vicentini che hanno in casa il Naturkraft Premium 6mm.]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pellets radioattivi ]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/06/14/pellets-radioattivi/</link>
<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 13:56:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Un paio di anni ma, se non ricordo male, c&#8217;era stato il problema degli elettrodom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao: </strong>Un paio di anni ma, se non ricordo male, c&#8217;era stato il problema degli elettrodomestici bianchi (frigoriferi, lavatrici, ecc) radioattivi, a causa del materiale impiegato nella produzione, di provenienza dall&#8217;est europeo.</p>
<p>Poche settimane fa ho ricevuto in azienda una serie di comunicazioni e certificazioni dalla acciaierie dove acquisto, circa la &#8220;non radioattività&#8221; negli acciai inox da loro prodotti; il problema era nato in Germania, dove erano stati trovati materiali radioattivi. Materiali che a quanto ho saputo sono stati impiegati per la produzione di viterie in acciaio inox e che in Italia credo non siano mai arrivati.</p>
<p>Ora abbiamo questa novità, del pellets radioattivo. E comes empre, la fonte dei materiali contaminati, sempre di provenienza Est europeo; forse c&#8217;è un problema ed è una situazione che sarebbe il caso di affrontare con controlli rigorosi e, nel caso, con un blocco mirato delle importazioni da quesi paesi. Degno di nota il fatto che si tratti di materiale non dannoso se inerte, ma che può creare problemi dopo la combustione e visto che i pellets devono essere bruciati&#8230;.</p>
<p>Senza contare che si tratta di materiali venduti spesso con un prezzo inferiore a quello di mercato, (chissà perchè&#8230;) il che di fatto destabilizza il prezzo di produzione, penalizzando fortemente i produttori che usano materiali di qualità, a favore di chi compra, colpevolmente, materiali a basso prezzo, che per forza di cose sono di qualità infima se non , come in certi casi, persino dannosa.</p>
<p>Si dice che chi più spende, meno spende; vero, ma sicuramente esiste il giusto prezzo per ogni cosa. Il prezzo troppo basso non è indice di scorrettezza di chi chiede di più per lo stesso articolo, ma esattamente il contrario. La qualità si paga, poco da fare; l&#8217;importante è non richiedere un prezzo troppo alto ed assolutamente ingiustificato.</p>
<p><strong>La notizia:</strong> Pensava di aver acquistato dell&#8217;eco-combustibile di qualità, ma ha scoperto di avere utilizzato nella stufa di casa una sostanza radioattiva. È accaduto a un abitante di Aosta, città da dove oggi &#8211; su disposizione della Procura della Repubblica &#8211; è partito un maxi sequestro in 29 province italiane (11 le regioni coinvolte) di 10 mila tonnellate di pellet, un prodotto, proveniente in questo caso dalla Lituania, derivante dalla pressatura della segatura del legno e utilizzato in speciali stufe domestiche.</p>
<p><strong> </strong>Sono stati i vigili del fuoco di Aosta ad avvertire ieri la squadra mobile della questura, <strong>dopo che l&#8217;aostano aveva fatto analizzare il pellet perché non bruciava bene.</strong> La strumentazione del gruppo Nucleare biologico chimico (Nbc) ha rilevato la presenza di Cesio137: sostanza radioattiva prodotta dalla detonazione di armi nucleari e dai reattori delle centrali nucleari. Subito è scattata l&#8217;operazione. Prima è stato individuato il rivenditore valdostano, poi l&#8217;importatore, un grossista di Varese, successivamente è stata ricostruita la rete di distribuzione in Italia.</p>
<p>Nelle prime ore di oggi, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d&#8217;urgenza emesso dal procuratore della Repubblica di Aosta, Marilinda Mineccia, agenti delle 29 questure coinvolte hanno messo i sigilli sui sacchi contenenti pellet con marca «Natur Kraft», conservati in 60 diversi depositi. Non tutti risultano comunque contaminati.</p>
<p><strong></strong><strong>La merce &#8211; un totale di 251 tir &#8211; era arrivata dal Baltico lo scorso autunno e poi venduta in tutta Italia, dal nord al sud</strong>. Oltre la Valle d&#8217;Aosta, le regioni coinvolte sono la Lombardia (Varese, Milano, Como, Lecco, Cremona, Bergamo, Pavia, Lodi, Sondrio e Brescia), il Piemonte (Torino e Cuneo), la Liguria (Savona e La Spezia), il Veneto (Vicenza), l&#8217;Emilia Romagna (Forlì, Ravenna Ferrara e Bologna), il Lazio (Frosinone e Viterbo), l&#8217;Abruzzo (L&#8217;Aquila), la Puglia (Bari, Brindisi e Taranto), la Calabria (Cosenza) e la Sardegna (Sassari e Cagliari). Ora l&#8217;attenzione è rivolta alle eventuali minacce alla salute a cui possono essersi esposti coloro che sono entrati in contatto con l&#8217;eco-combustibile contaminato.</p>
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<p><strong></strong><strong>Il Cesio 137, infatti, è un materiale radioattivo estremamente tossico</strong>. Il soggetto può subire danni cellulari dovuti alle radiazioni che possono persino provocare perdita di conoscenza, coma o morte. Dipende dalla resistenza delle singole persone, dalla durata dell&#8217;esposizione e dalla concentrazione a cui il soggetto è esposto.</p>
<p>«<strong>I pellet contaminati </strong>- ha rassicurato oggi il questore di Aosta, Salvatore Aprile, nel corso di una conferenza stampa &#8211; <strong>non sono pericolosi </strong>per la salute dell&#8217;uomo <strong>quando sono inerti,</strong> mentre <strong>lo possono essere i fumi</strong> prodotti dalla loro combustione, <strong>così come le ceneri</strong>». E poi ha aggiunto: «Sono ancora in corso esami e accertamenti per testare quali sono i pericoli per la salute derivanti da questo materiale».</p>
<p>Fonte: www.corriere.it</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[do meu google reader]]></title>
<link>http://coisasdafana.wordpress.com/2008/06/23/do-meu-google-reader/</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 05:30:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>fana</dc:creator>
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<description><![CDATA[Italiano seqüestra ex-namorada para passar roupa e lavar louça, que tal? Posso com isso? Ela foi rap]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Italiano seqüestra ex-namorada para passar roupa e lavar louça, que tal? Posso com isso? Ela foi rap]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[EVOLUCIÓN Y ENERGÍAS.]]></title>
<link>http://jolimu.wordpress.com/2008/03/03/evolucion-y-energias/</link>
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 23:44:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>jolimu</dc:creator>
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<description><![CDATA[LA FUERZA INVISIBLE. Una mañana del verano de 1973, me hallaba en el departamento de electrónica de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[LA FUERZA INVISIBLE. Una mañana del verano de 1973, me hallaba en el departamento de electrónica de ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Césio 137 – 20 anos]]></title>
<link>http://macacau.wordpress.com/2007/09/13/cesio-137-%e2%80%93-20-anos/</link>
<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 21:08:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>macacau</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mais de 700 vítimas do Césio 137 ainda não receberam indenização O Acidente &#8220;No dia 13 de sete]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span class="noticia_titulo">Mais de 700 vítimas do Césio 137 ainda não receberam indenização</span> </strong></p>
<p>O Acidente</p>
<p>&#8220;No dia 13 de setembro, catadores de sucata e de papel encontraram uma cápsula de Césio 137 de um aparelho de radioterapia num terreno onde antes funcionava a Santa Casa de Misericórdia de Goiânia.</p>
<p>Em seguida, a cápsula foi levada para um ferro-velho e aberta com golpes de marreta. Resíduos foram distribuídos entre os catadores e levados para suas casas, gerando vários focos de contaminação.</p>
<p>Dados extra-oficiais revelam que, pelo menos, 10 pessoas morreram em contato direto. Mas centenas desenvolveram, e continuam desenvolvendo, várias doenças crônicas por conta da aproximação com o material radioativo.&#8221; <a href="http://www.adital.com.br/site/noticia.asp?lang=PT&#38;cod=13734" target="blank"><strong>Mais…</strong></a></p>
<p><font color="#004200">.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.</font></p>
<p><strong>Ato em memória de vítimas…</strong></p>
<p>&#8220;Estima-se que as 19 gramas de césio 137 contidas naquela fonte fizeram mais de 60 vítimas e contaminaram mais de seis mil pessoas, segundo dados da Avicésio. Os afetados sofrem com problemas como câncer, defeitos genéticos, seqüelas psicológicas e preconceito. A tragédia ainda deixou como herança mais de 20 toneladas de lixo radioativo. O Greenpeace e a SOS Mata Atlântica, entidades promotoras do ato em São Paulo, afirmam que o 20º aniversário da tragédia de Goiânia serve como um momento de reflexão para a sociedade brasileira.&#8221; <strong><a href="http://br.noticias.yahoo.com/s/11092007/25/manchetes-ato-memoria-vitimas-cesio-137-come-sp.html" target="blank">Leia aqui.</a></strong></p>
<p><font color="#004200">.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.</font></p>
<p><strong>Biodireito-Medicina</strong></p>
<p><strong>FOCAR</strong> – Fórum Permanente de Prevenção e Controle de Acidentes Radiológicos e Nucleares<br />
V Fórum Social Mundial</p>
<p><a href="http://www.biodireito-medicina.com.br/website/internas/biodireito.asp?idBiodireito=8" target="blank"><strong>Leia aqui.</strong></a></p>
<p>&#8220;O acidente radiológico de Goiânia não caiu no esquecimento; através da AVC – 137 e agora do FOCAR ele voltou a ser tema nacional e internacional potencializado pela repercussão que provocou no V FSM, pelos discursos em torno do projeto nuclear brasileiro, que tem na tragédia de Goiânia, prova cabal das nefastas conseqüências de acidentes radioativos; e pela importância que a questão nuclear assumiu em Davos Suíça, e em todas as dimensões que envolvem os problemas ambientais que ameaçam o planeta.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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