<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>cherrin &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cherrin/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cherrin"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 07:13:50 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Tra editoria e televisione News Corp. guarda al web]]></title>
<link>http://iptvgeneration.wordpress.com/2008/06/02/tra-editoria-e-televisione-news-corp-guarda-al-web/</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 15:30:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe Futia</dc:creator>
<guid>http://iptvgeneration.wordpress.com/2008/06/02/tra-editoria-e-televisione-news-corp-guarda-al-web/</guid>
<description><![CDATA[Pare che Rupert Murdoch non dovrà prendersela più di tanto per la mancata acquisizione di Newsday. N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Murdoch" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-73" style="float:right;" src="http://iptvgeneration.wordpress.com/files/2008/06/murdoch.jpg" alt="" width="205" height="144" /></a>Pare che Rupert Murdoch non dovrà prendersela più di tanto per la <a href="http://news.excite.it/economia/541051" target="_blank">mancata acquisizione di <em>Newsday</em></a>. Nella battaglia a due tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/News_Corporation" target="_blank"><em>News Corp</em>.</a> e  il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daily_News" target="_blank"><em>Daily News</em></a> del magnate Zuckerman, l&#8217;ha spuntata infine il terzo incomodo, ovvero <a href="http://www.cablevision.com/" target="_blank"><strong><em>Cablevision</em></strong></a>, operatore via cavo con base a Long Island, che ha rilevato Newsday per <strong>650 milioni di dollari</strong>. Poco male. Per Murdoch la cosa più importante era che il popolare giornale newyorkese <strong>non finisse nelle mani del diretto concorrente a livello locale</strong>. Ed anzi, secondo molti addetti ai lavori di <em>News Corp.</em>, installati nelle divisioni di New York e Londra, tale acquisizione, per la sostanziale mancanza di esperienza di Cablevision nel settore dei giornali,  non rappresenta una reale minaccia a livello concorrenziale.</p>
<p>Per di più, &#8220;fagocitando&#8221; all&#8217;interno del suo &#8220;organismo mediale&#8221; anche <em>Newsday</em>, Murdoch ne avrebbe ricavato non poche seccature. Il fatto di essere già padrone di due dei dieci quotidiani più importanti d&#8217;America,<em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Wall_Street_Journal" target="_blank">The Wall Street Journal</a></em> (al secondo posto per numero di tirature) e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_York_Post" target="_blank"><em>The New York Post</em></a> (ottavo), avrebbe potuto provocare la reazione, verosimilmente non benevola, della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federal_Communications_Commission" target="_blank"><em>Federal Communication Commission</em></a>, agenzia federale che regolamenta e controlla il settore dei media. Da un lato infatti la commissione avrebbe potuto ostacolare il possibile accordo con <em>Newsday</em> oppure, e la cosa sarebbe stata anche peggiore, avrebbe potuto non rinnovare a fine anno la licenza per due delle televisioni locali di proprietà di Murdoch nell&#8217;area newyorchese.</p>
<p>Non si può parlare però di una vera e propria rottura. Questo perché con il proliferare dei giornali on line e della free press, i quotidiani regionali (come appunto <em>Newsday</em>) sono destinati a scomparire, a meno di raggiungere una qualche intesa con le maggiori testate (e perché no anche con Murdoch e Zuckerman), condividendo costi di stampa, distribuzione o raccolta della pubblicità. Ecco che archiviato temporaneamente il caso <em>Newsday</em>, con qualche riserva ma complessivamente con esiti positivi, spunta un&#8217;altra buona notizia per il colosso newyorkese. E la &#8220;buona novella&#8221; arriva dal numero due della compagnia <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Chernin" target="_blank">Peter Chernin</a> </strong>che dirige tutte le operazioni non giornalistiche, dalla televisione al web passando per il cinema. Chernin è l&#8217;uomo che <strong>ha cominciato nel 2005 con l&#8217;acquisto di MySpace ed ha proseguito creando poco più tardi Hulu</strong>, un sito che contiene show televisivi da tutti i network permettendo di guardarli in rete o di scaricarli su un lettore (o sul telefonino). Il vice di Murdoch ha  recentemente dichiarato a <a href="http://www.forbes.com/forbes/2008/0519/082.html" target="_blank"><em>Forbes</em></a>: «<em>I<strong>l pubblico vuole contenuti in rete</strong>. </em><em>Se non saremo noi a darglieli, glieli darà qualcun altro. Dobbiamo avere il coraggio di rinnovare e anzi rivoluzionare continuamente il nostro modo di lavorare</em>».</p>
<p>E la sua strategia d&#8217;azione, che finora l&#8217;ha visto <strong>spendere 1 miliardo e 200 milioni di dollari acquistando siti</strong>, consiste nel <strong>cooperare con la conocorrenza</strong>,  anziché distruggerla come è stato spesso il metodo di Murdoch. Da qui l&#8217;invito a cena a Beverly Hills del ceo di <strong>Google</strong> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eric_E._Schmidt" target="_blank">Eric Shmidt</a> per discutere di come le due società potrebbero lavorare insieme. «<em>E&#8217; difficile non essere affascinati da Chernin</em> &#8211; ha detto di lui Schmidt dopo l&#8217; incontro &#8211; <em>e dalla sua capacità di persuasione</em>». Che sia un segnale di ciò che deve accadere?</p>
<p>via <a href="http://www.digital-sat.it/new.php?id=14298" target="_blank">Digital Sat Magazine</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
