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	<title>chiesa-perseguitata &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/chiesa-perseguitata/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "chiesa-perseguitata"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 04:50:59 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Sri Lanka: gruppi di buddisti attaccano le chiese]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2009/04/23/sri-lanka-gruppi-di-buddisti-attaccano-le-chiese/</link>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 17:29:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sri Lanka chiesa distrutta fonte articolo www.porteaperteitalia.org La scorsa settimana gruppi di es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 170px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-498" title="sri_lanka_chiesa_distrutta" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2009/04/sri_lanka_chiesa_distrutta.jpg" alt="Sri Lanka chiesa distrutta" width="160" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Sri Lanka chiesa distrutta</p></div>
<p>fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></p>
<p>La scorsa settimana gruppi di estremisti buddisti hanno attaccato diverse chiese in Sri Lanka, minacciando di uccidere un pastore nella provincia del sud di Hambanthota e letteralmente saccheggiando l’antico edificio della chiesa metodista (esiste da 150 anni circa) nella capitale. L’8 aprile scorso un gruppetto di 4 estremisti buddisti si sono recati presso la casa del pastore Pradeep Kumara a Weeraketiya, gli hanno intimato di uscire per poi minacciarlo di morte. Un’ora dopo questo fatto, il pastore Kumara, in compagnia dei suoi due figlioletti, ha ricevuto una telefonata dal leader del gruppetto, con la quale gli si intimava di lasciare entro il mattino seguente il villaggio, pena una morte orrenda.La notte stessa poi, il gruppetto si è ripresentato per tradurre in fatti la minaccia; tra grida e colpi di pistola contro la casa del pastore, gli aggressori avrebbero concretizzato la loro minaccia se non fosse intervenuta la Polizia. Arrestati in fragranza, sono stati tranquillamente rilasciati la mattina seguente.</p>
<p>Questa preoccupante impunità ha spinto il pastore a prendere molto sul serio le minacce e a prendere difficili decisioni. I figli sono stati trasferiti in una località sicura e le funzioni pasquali in chiesa sono state annullate, per paura che l’intera comunità potesse essere attaccata. Addirittura, gli aggressori, guidati da alcuni monaci buddisti e da altri attivisti, hanno presentato una petizione alle forze dell’ordine con la quale intimano al pastore e alla sua comunità di sgomberare entro la fine del mese.</p>
<p>Il 5 aprile, invece, un altro gruppo di uomini ha fatto irruzione dell’antica <strong>Chiesa Metodista Pepiliyana</strong> a <em>Colombo </em>dopo che la congregazione aveva finito il culto di Pasqua, saccheggiando tutto, dagli strumenti musicali ai pc, dai libri a tutti gli oggetti di valore, secondo quanto dichiarato dal pastore <em>Surangika Fernando</em>.<br />
In Sri Lanka i protestanti sono meno dell’1% della popolazione eppure sono l’obiettivo delle violenze degli integralisti buddisti.</p>
<p><a href="http://bologna.annuncia.it/Annunci-gratuiti/3-Musica/Musicisti/54179/Carla-Rivi-e-Dj-Mr-Fox-musica-cristiana-live-e-gospel-house.html" target="_blank">http://bologna.annuncia.it/Annunci-gratuiti/3-Musica/Musicisti/54179/Carla-Rivi-e-Dj-Mr-Fox-musica-cristiana-live-e-gospel-house.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Iran: arrestati cinquanta cristiani in un solo giorno]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2009/02/23/407/</link>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 08:22:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Iran - Strada fonte articolo www.porteaperteitalia.org Il 21 gennaio scorso sono stati arrestati cir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_406" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-406" title="iran_strada1" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2009/02/iran_strada1.jpg" alt="Iran - Strada" width="150" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Iran - Strada</p></div>
<p>fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></p>
<p>Il 21 gennaio scorso sono stati arrestati circa cinquanta <a title="carla rivi musica cristiana" href="http://www.carlaefox.it" target="_self">cristiani </a>in Iran. Nel frattempo tre di loro sono stati rilasciati. Gli ex musulmani Jamal Galishorani e sua moglie Nadereh Jamali sono tornati a casa dopo il pagamento di una cauzione. L’armeno Hamik Khachikian ha lasciato la prigione senza essere sottoposto a un processo. Nella causa ancora in corso contro Galishorani e Jamali, l’accusa non è stata formulata in maniera chiara. I cristiani iraniani e le organizzazioni per la difesa dei diritti umani temono che la coppia sarà accusata di apostasia dall’Islam.Di questi fatti avevamo avuto notizie ufficiose alcune settimane fa, ma ora l’informazione è certa (leggi a tal proposito <a title="iran tre cristiani arrestati" href="http://carlaefox.wordpress.com/2009/01/26/iran-tre-cristiani-arrestati-a-tehran/" target="_blank"><strong>Iran: tre cristiani arrestati</strong></a>). Come sapete, l’Islam è la religione ufficiale in questo paese e secondo l’interpretazione della sharia, la legislazione islamica, l’apostasia dall’Islam dovrebbe essere punita con la morte.</p>
<p>Ora il Parlamento iraniano sta lavorando affinché questa regola sia inserita anche nella legislazione civile. Secondo una fonte, gli arresti fanno parte di una strategia del governo di Tehran di ridurre il numero di<a title="carla rivi musica cristiana" href="http://www.carlaefox.it" target="_self"> cristiani </a>iraniani. “<em>Prima le persecuzioni del governo contro i cristiani avvenivano a ondate, ma ora la pressione è continua</em>”. Il regime di Ahmadinejad è stato particolarmente duro contro i cristiani; sotto un punto di vista politico va detto che il suo governo ha creato un certo malcontento all’interno del paese, non mantenendo le promesse fatte e fomentando, soprattutto tra i più giovani, un senso di distacco e tensione. Intanto le elezioni di giugno sono ormai prossime, il presidente Ahmadinejad dovrà sfidare l’ex-presidente Katami, riformista e religioso moderato, decisamente più aperto nei confronti del resto del mondo e, forse, anche delle minoranze (leggasi cristiani): confidiamo che tra i vertici politici iraniani vi sia un cambiamento radicale, perché l’esperienza dell’attuale presidente è stata addirittura drammatica per i <a title="Gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiani </a>iraniani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Israele-Palestina: il conflitto decima i cristiani]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2009/01/16/israele-palestina-il-conflitto-decima-i-cristiani/</link>
<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:55:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Israele - auto bruciata  fonte articolo www.porteaperteitalia.org Fiumi di inchiostro inondano il co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_334" class="wp-caption aligncenter" style="width: 190px"><a title="sito di Carla Rivi cantante cristiana" href="http://www.carlaefox.it" target="_self"><img class="size-full wp-image-334" title="israele_auto_bruciata1" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2009/01/israele_auto_bruciata1.jpg" alt="Israele - auto bruciata" width="180" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Israele - auto bruciata</p></div>
<p> fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></p>
<p><a title="articolo wordpress" href="http://carlaefox.wordpress.com/2009/01/12/israele-palestina-a-gaza-emergenza-umanitaria-anche-per-i-cristiani-dossier/" target="_self">Fiumi di inchiostro inondano il conflitto israeliano-palestinese </a>alla ricerca della spiegazione unica, rendendo lo scenario di guerra ancor più oscuro, buio, nero, come l&#8217;inchiostro appunto.  Per Porte Aperte è impossibile trascendere da questa realtà, soprattutto perché in quelle zone vi sono comunità cristiane che soffrono, lacerate dal terrore delle esplosioni e dal dolore per i caduti. Solo ieri mattina i soldati israeliani, appoggiati da elicotteri, carri armati e artiglieria pesante, sono entrati nei quartieri densamente popolati di Gaza City.<em>Il Corriere della Sera</em> scrive: &#8220;Migliaia di civili palestinesi sono fuggiti dalle loro case, alcuni ancora in pigiama altri spingendo anziani su sedie a rotelle. Fonti palestinesi riferiscono di accesi combattimenti nel quartiere di Tal al-Hawa. Incursioni di blindati si sarebbero inoltre verificate anche nei quartieri di Sajaiya e Zaitun&#8221;. La situazione è incandescente.<br />
Questa notte non sono mancati i raid aerei israeliani con almeno sedici palestinesi uccisi, tra i quali immancabilmente un ragazzo di 13 anni. Altre cinque persone sono rimaste ferite in un attacco contro una moschea di Rafah. I razzi palestinesi, intanto, hanno ricominciato a colpire stamattina le località israeliane, provocando più che altro danni materiali: nel momento in cui scriviamo questo articolo, infatti, non si hanno notizie di ulteriori feriti.<br />
Ieri si era convinti di aver fatto un passo in avanti a livello diplomatico<em> con quel parziale sì di Hamas alla tregua</em>, ma intanto la schiacciante avanzata israeliana prosegue così come il cieco lancio di razzi palestinesi verso le terre israeliane. Mentre il mondo si interroga sull&#8217;ambiguità e l&#8217;illogicità delle scelte di Hamas, sulla proporzionalità della reazione israeliana, sull&#8217;emergenza umanitaria e sulla paralisi della diplomazia internazionale di fronte a un conflitto che non sembra aver fine, <em><strong>Porte Aperte si preoccupa delle condizioni dei cristiani di quelle zone, sempre più sotto assedio e sempre più terrorizzati e in fuga</strong></em>.</p>
<p>I cristiani di Gaza hanno inevitabilmente smesso di riunirsi a causa del conflitto, tuttavia cercano di pregare l&#8217;uno per l&#8217;altro. &#8220;<em>Questo succede soprattutto per telefono</em>&#8220;, ci dice un nostro collaboratore. &#8220;<em>Durante tutta la giornata i cristiani dentro e fuori Gaza cercano &#8211; </em>quando è possibile e le linee funzionano<em> </em><em>- di telefonarsi per incoraggiarsi a vicenda.</em> <em>Qualunque sia la nostra posizione a proposito del conflitto sulla Striscia di Gaza, le sofferenze ci sono da entrambe le parti</em>&#8220;, continua. &#8220;<em>Molti muoiono, vengono feriti o rimangono traumatizzati, sia in Israele che a Gaza. Anche i bambini sono dei bersagli. Un triste esempio di questa sofferenza è l&#8217;assassinio di una ragazza cristiana di 14 anni, morta letteralmente di paura quando in appena tre minuti attorno a lei sono esplose trenta bombe</em>&#8220;.</p>
<p>Negli uffici di Porte Aperte riceviamo continui aggiornamenti &#8220;dal fronte&#8221;.<br />
In una lettera che suona come un accorato appello, <em>Bishara Awad ed Alex Awad</em> del <em>Bethlehem Bible College</em> (in collaborazione con la <em>Shepherd Society</em>, la <em>Chiesa dell&#8217;Alleanza Missionaria</em> a Gerusalemme)  ci dicono che <strong><em>i morti nella Striscia di Gaza aumentano ora dopo ora e le cifre di </em><em>oltre 1.000 morti e 4.000 feriti ormai sono inadeguate</em></strong>, con un gran numero di vittime tra i bambini e le donne. Mentre le bombe piovono dal cielo, mancano cibo, cure mediche, energia elettrica, gas, manca tutto. Circa 35 famiglie cristiane di Gaza (si stima una popolazione cristiana di circa 3.500 persone nella Striscia) si erano recate per le feste a Betlemme ed ora non possono più fare ritorno a casa, perché la guerra lo impedisce. L&#8217;edificio dove ha sede la <em>Palestinian Bible Society</em>, un&#8217;oasi nel deserto per i cristiani di quelle zone, è stato colpito, riportando danni materiali di vario tipo; il vicino <em>ospedale anglicano</em>, per fortuna, è uscito indenne dalle esplosioni, ma denuncia la carenza di praticamente tutto, medicine, bendaggi, letti, materiali di tutti i tipi poiché i rifornimenti non riescono ad arrivare a destinazione (senza dimenticare che l&#8217;elettricità spesso manca per molte ore): <strong><em>circa un quarto dei feriti sono bambini</em></strong>. Per telefono il <em>Pastore Hanna Massad</em>, leader della <em>Chiesa Battista a Gaza</em>, ci conferma come tutti siano dei bersagli, grandi e piccini, donne e uomini, nessuno escluso. Ci racconta la storia di un fratello che stava bevendo del tè in un momento di tregua dei bombardamenti assieme ai suoi vicini nel loro appartamento al sesto piano di un edificio. All&#8217;improvviso ha sentito la moglie che lo chiamava ed è sceso nel suo appartamento per vedere cosa volesse. Pochi istanti e l&#8217;edificio è stato scosso dalle fondamenta, colpito da un missile israeliano. Ripresosi dal terrore, il fratello ha cercato di risalire al sesto piano, trovando tutti i vicini morti.<br />
Un altro leader cristiano, raggiunto al telefono, ci dice come, se possibile, i nostri fratelli vivano spesso nei sotterranei delle loro case, proprio perché tutti i loro averi sono divenuti estremamente vulnerabili.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo l&#8217;assassinio ad ottobre del 2007 di Rami Ayyad, il gestore della libreria cristiana nella città di Gaza, molti leader cristiani hanno lasciato questa zona per riprendersi da tutte le tensioni causate dalla difficile situazione dei cristiani in terra palestinese. Conosco alcuni leader che vorrebbero ritornare a Gaza perché credono fermamente che sia volontà di Dio che ciò accada. Eppure sono confusi. Si chiedono quale sia il piano esatto di Dio per la loro vita</em>&#8221; ci spiega un nostro collaboratore.<br />
<em><strong>Malgrado tutto, i cristiani israeliani, fra cui la comunità degli Ebrei messianici, e i cristiani palestinesi pregano gli uni per gli altri e per le vittime di entrambe le parti</strong></em>. Molte chiese arabe a Gerusalemme e nelle zone palestinesi hanno indetto una giornata di preghiera e digiuno ieri, mercoledì 13 gennaio. La <em>Società Biblica</em> in Israele esorta i cristiani di tutto il mondo ad essere uniti con questa dichiarazione scritta:<br />
&#8220;<em>I nostri cuori si spezzano nel vedere l&#8217;escalation delle ostilità a Gaza e a sud di Israele. Pregate affinché la guerra finisca presto. Pregate affinché Dio dia pace e grazia. Gli israeliani e i palestinesi sono in guerra, ma noi cristiani no. Grazie alla nostra comune identità in Cristo sperimentiamo la pace, mettiamo in pratica il Suo amore e fondiamo la nostra speranza su di Lui. Siamo estremamente decisi a servire le nostre società attraverso il Vangelo della pace e del perdono</em>&#8220;.</p>
<p><strong><em>Ancora una volta, dalle terre in cui la fede in Dio costa di più giunge un insegnamento importante per tutto il <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">Corpo di Cristo.</a></em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bangladesh: nuovo governo, nuove speranze]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2009/01/08/bangladesh-nuovo-governo-nuove-speranze/</link>
<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 14:48:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[bangladesh pastore cristiano fonte articolo www.porteaperteitalia.org Oltre 153 milioni di abitanti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_323" class="wp-caption aligncenter" style="width: 130px"><a title="carla rivi sito" href="http://carlaefox.files.wordpress.com/2009/01/bangladesh_pastore.jpg" target="_self"><img class="size-full wp-image-323" title="bangladesh_pastore" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2009/01/bangladesh_pastore.jpg" alt="bangladesh pastore cristiano" width="120" height="90" /></a><p class="wp-caption-text">bangladesh pastore cristiano</p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">Oltre 153 milioni di abitanti per una grande e relativamente giovane nazione (sono passati solo 37 anni dall’indipendenza dal Pakistan), il Bangladesh purtroppo ci sta fornendo molte notizie su cui riflettere. Poco meno del 90% della popolazione è musulmana (l’Islam è la religione di stato), ma anche se la Costituzione sancisce la libertà di religione, non mancano le persecuzioni nei confronti dei cristiani, una triste realtà diffusa in gran parte del mondo islamico in questi anni.A questo proposito vi invitiamo a leggere anche l’articolo <a title="carla rivi e dj mr fox blog" href="http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/23/bangladesh-monaci-buddisti-rapiscono-un-gruppo-di-cristiani/" target="_self"><strong>Bangladesh: monaci buddisti rapiscono un gruppo di cristiani</strong></a>, dove si mettono in luce alcuni atti persecutori perpetrati in certe zone anche dalla minoranza buddista sempre nei confronti dei cristiani.</p>
<p>Oggi, però, portiamo alla vostra attenzione il caso del pastore <em>Jhontu Biswas</em> (31 anni), da circa un anno oggetto di violenze e minacce da parte della maggioranza musulmana del suo paese. I residenti di Fulbaria, 270 km a ovest di Dhaka, sostengono che sia stato accusato di “fuorviare” i musulmani attraverso la distribuzione di opuscoli. Durante l’importante festa islamica <em>Eid al-Adha</em> il 9 dicembre scorso, si sono radunati oltre 4.000 musulmani ed è proprio in questa occasione che una folla guidata da alcuni agitatori ha deciso di affrontare il pastore Biswas, accusandolo appunto di voler fuorviare i musulmani e minacciando di morte lui e altri cristiani convertiti se nelle elezioni in programma il 29 dicembre fosse andato al potere un partito più integralista (com’era nelle speranze dei fondamentalisti). Solo un anno prima, il pastore Biswas era stato arrestato durante un incontro in chiesa, con la falsa accusa di spaccio di droga. Una borsa con delle sostanze stupefacenti era stata abbandonata nel retro della chiesa da uno spacciatore della zona, istigato da un gruppo di integralisti, i quali avevano fatto intervenire la polizia guidandola direttamente verso la borsa. Che fosse una meschina messinscena era apparso subito chiaro quando il pastore, ammanettato dai poliziotti, era stato portato in una moschea lì vicino (non alla centrale di Polizia dunque), per essere pestato e torturato al fine unico di “riportarlo all’Islam”. Sazi delle torture inflitte, i poliziotti avevano poi portato il pastore in prigione, dove però non era stato accolto dalle autorità preposte a causa delle sue pessime condizioni fisiche! A quel punto era stato portato all’ospedale, curato e poi sbattuto in carcere per 20 giorni.</p>
<p>Tornando ad oggi, fortunatamente per il pastore e per i cristiani in generale, la <em><strong>Lega Awami</strong></em>, il partito laico di centro-sinistra che ha poi vinto le elezioni, non include i partiti più integralisti come il <em>Jamaat-e-Islami</em>; anzi gli osservatori politici, dopo due anni di stato d’emergenza e di governo militare di transizione, vedono la vittoria di questa coalizione con un ponderato ottimismo, vista la matrice più democratica di tale formazione politica. Per molti, tuttavia, sembra difficile un miglioramento radicale della situazione dei cristiani in un paese in cui l’Islam riesce ad avere un’influenza così massiccia nel territorio: staremo a vedere</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pakistan: la legge non è uguale per tutti]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/30/pakistan-la-legge-non-e-uguale-per-tutti/</link>
<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 20:09:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte articolo www.porteaperteitalia.org   L’escalation di tensione tra India e Pakistan suscita l’a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.carlaefox.it"></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-314" title="pakistan" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/12/pakistan.jpg" alt="pakistan" width="150" height="113" /></p>
<p></a>Fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></p>
<p> </p>
<p>L’escalation di tensione tra India e Pakistan suscita l’apprensione degli analisti internazionali e potenziali scenari di un quarto conflitto tra queste due potenze atomiche (già scongiurato una volta nel 2001) prendono corpo negli incubi di molti. Sono due stati che non stanno vivendo il loro periodo migliore, fa notare più di qualcuno; l’India non sembra garantire quella stabilità interna necessaria per proporsi al mondo nel ruolo di neopotenza di spicco nel mercato globale, tanto che, nonostante la gratuita pubblicità positiva fatta da varie testate giornalistiche occidentali, non convince molti investitori e imprenditori delle nostre parti (italiani in testa).Il vero e proprio pogrom contro i cristiani avvenuto e tuttora in corso &#8211; nonostante la surreale e poco convincente “tregua natalizia” &#8211; nello stato di Orissa, ha scoraggiato molti che vedevano l’India come la nuova terra delle opportunità e la nazione di Gandhi e della pace, deturpata da follie integraliste esattamente come i paesi più radicali di questo pianeta. Il Pakistan, dal canto suo, palesa un’instabilità e una corruzione di fondo che lo segnalano come uno dei paesi meno ospitali (per noi occidentali) del mondo: ed è proprio per una questione di “ospitalità” o, meglio, provenienza che le relazioni tra questi due paesi hanno subito negli ultimi giorni un repentino peggioramento. Le indagini sugli attentati di Mumbai hanno chiarito che la provenienza dei terroristi è riconducibile proprio ai territori pakistani, scelti spesso dagli estremisti per nascondersi e addestrarsi. L’India alza i toni e il Pakistan risponde ammassando forze militari nei confini con l’antico rivale e sguarnendo così le frontiere con l’Afghanistan, zone dove il traffico di armi e morte è in costante aumento.</p>
<p>Dell’India vi abbiamo parlato spesso e vi continueremo a parlare in futuro, oggi, con una breve storia, vi ricordiamo come siano costretti a vivere i cristiani in Pakistan. Vi riportiamo la vicenda personale di Emanuel Masih, cristiano di 43 anni, incarcerato e torturato per un banale litigio tra bambini. Il figlio di Masih e di un poliziotto che risponde al nome di Omer Draz, entrambi di nove anni, hanno avuto un tipico diverbio tra bambini, al quale è seguita la reazione folle di Omer Draz, che ha usato tutta la sua influenza per imprigionare, torturare e successivamente far condannare a 5 anni di prigione il povero Emanuel Masih. La facilità con cui ha ottenuto ciò che voleva il poliziotto la dice lunga sulle condizioni della legge in Pakistan; questi, infatti, ha inventato capi d’imputazione contro Masih e il cognato, è riuscito impunemente a incarcerarli e torturarli fisicamente e psicologicamente per un mese intero, tanto che Emanuel ne è uscito addirittura paralizzato. La gravità delle ferite riportate dalle torture è tale che la corte ha emesso un ordine di scarcerazione temporanea in data 21 dicembre scorso, per ricoverarlo presso il Faisalabad Hospital. In Pakistan, decisamente, la legge non è uguale per tutti, specie se si è <a title="Gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiani</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bangladesh: monaci buddisti rapiscono un gruppo di cristiani]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/23/bangladesh-monaci-buddisti-rapiscono-un-gruppo-di-cristiani/</link>
<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 14:43:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/23/bangladesh-monaci-buddisti-rapiscono-un-gruppo-di-cristiani/</guid>
<description><![CDATA[bangadlesh - donna con bambino Fonte articolo www.porteperteitalia.org Un gruppo di monaci buddisti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_306" class="wp-caption aligncenter" style="width: 230px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-306" title="bangladesh_donna" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/12/bangladesh_donna.jpg" alt="bangadlesh - donna con bambino" width="220" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">bangadlesh - donna con bambino</p></div>
<p>Fonte articolo <a href="http://www.porteperteitalia.org">www.porteperteitalia.org</a></p>
<p>Un gruppo di monaci buddisti tengono prigionieri in una pagoda 13 cristiani neo-convertiti, in un distretto montano del sud-est del Bangladesh, con l’obiettivo dichiarato di farli tornare forzatamente al Buddismo. L’aspetto che rende ancor più preoccupante questa faccenda è il fatto che l’amministrazione locale del sotto-distretto di Jorachuri (nel distretto di Rangamati, circa 300 km a sud-est di Dhaka), sta aiutando i monaci buddisti a tenere segregati i cristiani rapiti.Va ricordato che il Bangladesh non è di certo una nazione buddista; infatti per l’87% circa la popolazione è musulmana, per il 9% induista, per lo 0,7% buddista, per meno dell’1% sono cristiani, mentre il resto sono altre piccole minoranze. Un portavoce della <em>Chiesa Cristiana Parbatta Adivasi</em> (zona montana), a condizione di rimanere anonimo per motivi di sicurezza, ha parlato della terribile situazione che vivono i cristiani in queste zone. “I 13 cristiani sono imprigionati all’interno della pagoda dal 10 dicembre scorso e forzatamente viene loro intimato di diventare buddisti; vengono obbligati a eseguire tutti i rituali buddisti – è stato loro rasato il capo e devono indossare la caratteristica tonaca arancione” ci racconta il portavoce. I prigionieri sono tutti uomini, di età compresa tra i 28 e i 52 anni, e si sono convertiti al cristianesimo negli ultimi mesi.</p>
<p>Secondo le fonti locali, dietro queste azioni anti-cristiane ci sono persone con un nome e un volto conosciuti: due monaci buddisti, Pronoyon Chakma e Jianoprio Vikku, e due membri del consiglio locale, Vira Chakma e Rubichandra Chakma, assieme ad altri 9 leader buddisti. A quanto pare, <em>questo rapimento potrebbe inserirsi in un piano più ampio di conversioni forzate</em> e sembra proprio che l’obiettivo principale siano i cristiani della zona. Un leader cristiano ha affermato che i leader buddisti stanno cercando anche di intimare ai cristiani della zona di andarsene, sfrattandoli dalle loro case e dalle loro proprietà, dicendo loro che non possono vivere in un’area prevalentemente buddista. Le minacce, di fatto, sembrano funzionare, perché alcune famiglie sono sparite dalla circolazione.</p>
<p>Sempre secondo le fonti di Porte Aperte, il presidente della Mogdhan Union Council, <em>Arun Kanti Chakma</em>, ha avvertito i cristiani della zona che saranno ostacolati e picchiati se non ritorneranno al Buddismo, e se poi dovessero convertirsi nuovamente al Cristianesimo, saranno addirittura uccisi.<br />
In un’altra zona montagnosa a Khaokhali, sempre vicino all’area di Jorachuri, a un gruppo di circa 50 neo-convertiti al Cristianesimo è stata tolta la libertà di comunicare con il resto del mondo: viene loro impedito di recarsi nella vicina cittadina di Rangamati e vivono una sorta di isolamento forzato. Vengono minacciati di fare la stessa fine dei 13 rapiti se non si riconvertiranno al Buddismo. Tutte queste persone non denunciano i soprusi alla polizia, per paura delle reazioni degli integralisti, convinti che la polizia non li proteggerà mai 24 ore su 24.</p>
<p>La cosa singolare è che l’opinione pubblica in generale (e in particolare quella italiana) ha un’idea del buddismo che richiama alla mente concetti come pace e tolleranza, mentre, senza voler generalizzare in maniera grossolana, la realtà in certe zone di questo pianeta è ben diversa. Per noi è importante far conoscere al mondo queste realtà: l’integralismo religioso &#8211; esattamente come altre forme di integralismo, nell’accezione più negativa del termine &#8211; svuota la fede di ogni senso e conduce l’uomo ai gesti più folli.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nigeria: 6 pastori uccisi, 40 chiese rase al suolo e oltre 25.000 sfollati]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/19/nigeria-6-pastori-uccisi-40-chiese-rase-al-suolo-e-oltre-25000-sfollati/</link>
<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 12:56:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nigeria Fonte articolo www.porteaperteitalia.org La follia omicida scatenata dai musulmani a Jos, ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_303" class="wp-caption aligncenter" style="width: 257px"><a href="http://carlaefox.files.wordpress.com/2008/12/nigeria.jpg"><img class="size-full wp-image-303" title="nigeria" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/12/nigeria.jpg" alt="Nigeria " width="247" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Nigeria </p></div>
<p>Fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></p>
<p>La follia omicida scatenata dai musulmani a Jos, capitale dello stato nigeriano di Plateau, ha un bilancio impressionante: 500 morti, di cui 6 pastori, 40 chiese distrutte e oltre 25.000 sfollati, secondo i dati che ci arrivano sia dalle testimonianze di cristiani del luogo, che da fonti autorevoli quali la National Emergency Management Agency (NEMA).  Ora che il quadro si è fatto più chiaro, la polizia sostiene di essere intervenuta per arginare l’ondata di violenze scatenata dagli integralisti islamici contro i cristiani. Le forze dell’ordine sarebbero state costrette a sparare contro i rivoltosi, assolutamente decisi a portare avanti un vero e proprio massacro: dopo gli scontri, a terra rimanevano 400 persone, mentre 100 sarebbero i cristiani massacrati dai rivoltosi, tra cui i 6 pastori di cui sopra.<strong>I sei pastori uccisi</strong><br />
Brevemente vi raccontiamo la storia di Joseph Yari della Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale (vedi foto), una delle vittime degli scontri, attraverso le parole della moglie Mary. Joseph stava tornando a casa dal lavoro percorrendo la Ibrahim Taiwo Road, quando decise di andare a dare una mano nella vicina chiesa battista presa d’assalto dagli integralisti islamici. “Poco dopo aver lasciato mio marito, mi giunse la notizia che era stato raggiunto da colpi di pistola, l’angoscia mi pervase ed esplosi a piangere” ci racconta la moglie Mary. “Loro non capiscono la gravità del crimine che hanno commesso, perché non hanno conosciuto Cristo Gesù” afferma la donna dopo aver perdonato gli assassini di suo marito. Emmanuel Kyari, pastore della suddetta Chiesa Battista di Cristo, ci ha riferito che Joseph Yari è morto nel tentativo di aiutare altri cristiani che cercavano di fermare gli integralisti decisi a voler dar fuoco alla chiesa. “Joseph era dietro a mia moglie quando è stato raggiunto dai colpi di pistola e con lui altre tre persone sono state uccise a sangue freddo”, riporta il pastore della chiesa. Sabato 6 dicembre, negli scontri è stato ucciso il pastore della Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale Ephraim Masok. Gli stessi giorni sono stati assassinati il pastore James della Chiesa di Cristo in Nigeria, il pastore Bulus Tsetu delle Assemblee di Dio, altri tre leader cristiani, i cui nomi non sono ancora stati resi noti. Tra le chiese attaccate figurano: Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale, a Rikkos; Chiesa Battista a Kaunar, Rikkos; Chiesa Battista di Cristo, a Tudun-Wada; Chiesa Battista a Nasarawa; Adebayo Street First Baptist Church; Sarkin Mangu COCIN Church; Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale a Kunga; Chiesa Battista della Vittoria, a Gofang; Deeper Life Bible Church, a Ungwar Rimi; e Chiesa Battista Emmanuel, anch’essa a Ungwar Rimi.</p>
<p><strong>Violenze premeditate?</strong><br />
Le violenze sono iniziate alle prime ore del 28 novembre scorso, mentre ancora si aspettavano i risultati delle elezioni che sarebbero alla base delle rivolte (leggi anche <a href="http://www.porteaperteitalia.org/index.php?id=10,259,0,0,1,0" target="_blank"><strong>Nigeria: Centinaia di morti e migliaia di persone in fuga, la capitale è nel caos</strong></a>). Secondo le informazioni raccolte da più fonti, bande di giovani integralisti musulmani avevano già iniziato a bruciare pneumatici, ad appiccare incendi in case, scuole e chiese, a partire proprio dall’una del mattino del 28 novembre, quindi, come si diceva, prima di sapere i risultati delle elezioni a Jos (perse in maniera schiacciante dai musulmani). I primi omicidi risalgono proprio alle prime ore del mattino e le vittime sono tutti non musulmani. Gli integralisti, infatti, hanno iniziato l’ondata di attacchi quasi in contemporanea nelle aree di Nasarawa Gwong, Congo-Russia, Rikkos, Ali Kazaure, Bauchi Road, Dutse Uku, Ungwar Rimi e Tudun-Wada. Dagli altoparlanti delle moschee nell’area di Dilimi, in quelle prime ore risuonavano richiami alla “Jihad” (guerra santa) rivolti ai musulmani. Gli attacchi sono stati eseguiti anche contro le forze dell’ordine (persino contro una caserma), le quali hanno risposto duramente. Cristiani e altri non musulmani hanno cercato di difendere se stessi e le loro proprietà: da qui la controffensiva ai danni degli integralisti, con un bilancio di alcune moschee e case di musulmani distrutte (anche se gli stessi integralisti hanno in più di un’occasione sbagliato il bersaglio, finendo per uccidere, ferire e danneggiare persone e proprietà musulmane).</p>
<p>In soli due giorni (poi altri scontri si sono verificati nei giorni a seguire) ci sono state centinaia di vittime, nonché molti altri feriti ricoverati presso il Jos University Teaching Hospital, l’ECWA Evangel Hospital, l’OLA Hospital e il Plateau State Specialist Hospital. Più di 25.000 sfollati hanno trovato rifugio presso la caserma militare di Rukuba, la caserma della NDLEA (Nigerian Drug Law Enforcement Agency) e il quartier generale e la caserma della Polizia, questo secondo i dati ufficiali della NEMA.</p>
<p>Il procuratore generale dello stato del Plateau, <em>Edward Pwajok</em>, ha dichiarato in una comunicazione ufficiale di martedì 9 dicembre scorso, che circa 500 persone sono state arrestate per le suddette violenze. Questi scontri non sono dei casi isolati in queste zone, altri simili avvennero nel 2001 e nel 2004.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[India: notizie da chi ha visitato le zone delle violenze ]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/15/india-notizie-da-chi-ha-visitato-le-zone-delle-violenze/</link>
<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 13:17:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[India Uomo + Croce Nonostante la Costituzione indiana sancisca la libertà di religione, 8 stati indi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_300" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a href="http://carlaefox.files.wordpress.com/2008/12/india_uomo_croce.jpg"><img class="size-full wp-image-300" title="india_uomo_croce" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/12/india_uomo_croce.jpg" alt="India Uomo + Croce" width="250" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">India Uomo + Croce</p></div>
<p class="MsoNormal">Nonostante la Costituzione indiana sancisca la libertà di religione, 8 stati indiani hanno cercato di varare leggi anti-conversione che, innanzitutto, servono a prevenire la conversione al Cristianesimo (in particolare della numerosissima classe meno abbiente dei Dalit), leggi che gli estremisti hanno da sempre utilizzato come giustificazione alle loro violenze. Attualmente 5 stati hanno varato leggi simili (Madhya Pradesh, Chhattisgarh, Gujarat, Himachal Pradesh e Orissa) e l’Orissa è stato il primo nel 1967. Questo stato ha una lunga storia di violenze contro i cristiani, soprattutto dal 1969, anno in cui Laxmanananda Saraswati creò un centro religioso indù, nato appositamente per contrastare l’attività dei missionari cristiani e per cercare di convertire la popolazione animista delle tribù all’induismo.</p>
<p class="MsoNormal">
Come più volte vi abbiamo accennato, il 23 agosto 2008 è stato assassinato proprio Laxmanananda Saraswati da una falange armata dei Maoisti, i quali, per voce del leader Sabyasachi Panda, hanno espressamente rivendicato l’attentato (in ogni caso, anche le indagini della Polizia hanno portato ai maoisti). Gli estremisti indù hanno invece preso a pretesto l’assassinio per attaccare i cristiani in generale, un’ondata di violenze che da agosto ha portato a <strong>60 cristiani assassinati, 18.000 feriti, 50.000 sfollati, con 4.500 case, 300 villaggi e 151 chiese distrutti</strong>. L’Unione Europea ha descritto tale ondata di follia come un vero e proprio “massacro di cristiani”. Gli stati coinvolti nelle violenze (dato che dall’Orissa si è poi estesa ad altri 7 stati) tendono a negare l’evidenza o a ridimensionarla (oltre che a non far intervenire le forze dell’ordine, che rimangono a guardare), nonostante lo stesso governo centrale indiano per bocca del Primo Ministro, <em>Manmohan Singh</em>, abbia definito le violenze una “vergogna nazionale”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cina: Continuano le notizie contrastanti tra dialogo e arresti]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/13/cina-continuano-le-notizie-contrastanti-tra-dialogo-e-arresti/</link>
<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 09:07:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Soldati Cinesi fonte articolo www.porteaperteitalia.org Negli ultimi mesi, grazie soprattutto alla v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_296" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a href="http://carlaefox.files.wordpress.com/2008/12/soldati_cinesi.jpg"><img class="size-full wp-image-296" title="soldati_cinesi" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/12/soldati_cinesi.jpg" alt="Soldati Cinesi" width="250" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Soldati Cinesi</p></div>
<p>fonte articolo <a href="http://www.porteaperteitalia.org">www.porteaperteitalia.org</a></p>
<p>Negli ultimi mesi, grazie soprattutto alla visibilità e all’attenzione scatenata dai Giochi Olimpici, le autorità cinesi hanno cercato di costruire un dialogo con il movimento delle comunità familiari pentecostali. Come ricorderete, queste comunità <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiane</a> stanno conoscendo una notevole diffusione in Cina e fin dall’inizio sono state oggetto di vera e propria persecuzione, manifestatasi in svariati modi.A questi segnali distensivi ufficiali, però, si contrappongono le irruzioni che la Polizia continua a realizzare nelle stesse comunità, con l’arresto di centinaia di leader cristiani e l’imposizione ad almeno 400 studenti di vari college di smettere di frequentare qualsiasi riunione di culto.</p>
<p>Due istituti di ricerca – uno del governo – hanno organizzato il 22 e 23 novembre scorso un congresso senza precedenti, conclusosi con un accordo con i leader delle comunità familiari volto ad iniziare un dialogo costruttivo con le autorità locali. Il mese prima, il presidente della Chiesa delle Tre Autonomie (ovvero le uniche tre denominazioni protestanti riconosciute in Cina) ha dichiarato a un’assemblea di 200 leader cristiani di voler aiutare le comunità familiari protestanti e di voler provvedere loro delle Bibbie.</p>
<p>D’altra parte, gli attivisti per i diritti umani denunciano i veri e propri raid e gli arresti delle forze dell’ordine a danno di queste comunità, un segnale evidente dell’intento di restringere le libertà dei cristiani che non accettano l’ingerenza del governo nella dottrina biblica. Il governo cinese attraverso l’istituto della registrazione delle chiese tende a controllare l’insegnamento biblico e a snaturarne il messaggio, eliminandone parti essenziali. Le ultime irruzioni sono avvenute a Tai Kang (nella provincia di Henan), dove la polizia ha arrestato oltre 50 cristiani, e a Xiji (città di Zaozhuang, provincia di Shandong), dove le forze del Dipartimento di Sicurezza hanno interrotto una riunione di 50 leader di comunità familiari, arrestandone 20.</p>
<p>Vi ricordiamo <a href="http://www.porteaperteitalia.org/index.php?id=10,204,0,0,1,0" target="_blank"><strong>l&#8217;azione in favore di Shi Wei Han</strong></a> (promossa da Porte Aperte), un cristiano arrestato per aver pubblicato Bibbie e libri cristiani.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kyrgyzstan e Kazakhstan: in arrivo nuove leggi che limitano la libertà religiosa]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/12/11/kyrgyzstan-e-kazakhstan-in-arrivo-nuove-leggi-che-limitano-la-liberta-religiosa/</link>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 12:51:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[presidente kyrgyzstan Le autorità del Kyrgyzstan e del Kazakhstan sono preoccupate per la crescente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="carla rivi sito" href="http://www.carlaefox.it" target="_self"><img class="size-full wp-image-291" title="kyrgyzstan" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/12/kyrgyzstan.jpg" alt="presidente kyrgyzstan" width="160" height="122" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">presidente kyrgyzstan</dd>
</dl>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:black;font-family:&#34;">Le autorità del Kyrgyzstan e del Kazakhstan sono preoccupate per la crescente influenza dei gruppi di fondamentalisti islamici nella regione dell’Asia Centrale. Una nuova normativa è stata formulata al fine di prevenire i potenziali attriti e conflitti tra gruppi religiosi. In Kyrgyzstan una revisione della legge sulla libertà religiosa è stata adottata dal Parlamento il 6 novembre e attende la firma del Presidente Kurmanbek Bakiev (il quale peraltro ha la possibilità di rimandarla al Parlamento senza la firma &#8211; è l&#8217;uomo nella foto qui a fianco).Anche nel vicino Kazakhstan, il Parlamento ha adottato un emendamento alla legge sulla libertà religiosa lo scorso 26 novembre e attende la firma del <em>Presidente Nursultan Nazarbaev </em>(il quale può anche rimettere la normativa al giudizio della Corte Costituzionale). <br />
L’approvazione di queste leggi potrebbe creare molti ostacoli alle libertà dei cristiani di questi due paesi, sia per quanto riguarda la possibilità di professare liberamente la loro fede, che l’opportunità di evangelizzare i concittadini. Se da un punto di vista politico la preoccupazione dei governanti è condivisibile, poiché di fatto la presenza di fondamentalisti islamici destabilizza le amministrazioni locali e nazionali, da un punto di vista dell’efficacia dell’intervento ci sembra che queste leggi NON vadano nella direzione giusta, poiché la storia del terrorismo di matrice islamica degli ultimi decenni insegna che il vero movente degli scontri e delle violenze rimane la conquista del potere.</span></p>
<p>Il <strong>Kyrgyzstan </strong>è uno stato dell’Asia Centrale (confinante con Cina, Kazakhstan, Uzbekistan e Tajikistan), ex Repubblica federata dell&#8217;Unione Sovietica sin dal 1936, poi divenuta indipendente dal 1991. La sua superficie è di 198.500 km², la popolazione ammonta a 4.753.000 abitanti, quindi è 10 volte più grande del Veneto, pur avendo un numero di abitanti leggermente inferiore rispetto a questa regione italiana. Divenuto indipendente dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il Kyrgyzstan si è dato leggi tendenzialmente più democratiche, anche dal punto di vista delle libertà religiose, tanto che il numero di cristiani e di chiese è cresciuto molto tra i Kyrgyz; ora però sembra che le autorità stiano chiedendo ai cristiani di ridurre ogni attività di evangelizzazione, proprio per paura della crescente influenza di gruppi estremisti islamici come il Hizb ut Tahrir (questa sorta di partito trasversale mira a unificare le nazioni islamiche in un unico stato o in una confederazione di stati, retti naturalmente dalla legge islamica). La legge che giace sulla scrivania del Presidente Bakiev contiene norme che destano la preoccupazione delle comunità cristiane di quel paese: la proibizione di includere i bambini in organizzazioni religiose; la proibizione di azioni “aggressive” (termine la cui accezione andrebbe spiegata nel dettaglio per evitare che ogni azione sia ritenuta aggressiva) finalizzate al proselitismo; la proibizione di distribuzione di letteratura religiosa, ma anche di video, audio, riviste, qualsiasi materiale religioso in luoghi pubblici, tra cui anche il mailing a casa, nelle scuole, nei parchi, ecc…; nuovi oneri di carattere burocratico per le organizzazioni religiose che dovranno essere registrate e approvate nuovamente.</p>
<p>Il <strong>Kazakhstan </strong>è un grande stato a cavallo tra l’Asia e l’Europa (confinante con Russia, Cina e altri paesi dell’Asia Centrale, tra cui il succitato Kyrgyzstan), anch’esso era un’ex Repubblica federata dell&#8217;Unione Sovietica, indipendente dal 1991.  Grande circa 9 volte l’Italia, ma con una popolazione di quasi 4 volte inferiore rispetto al Belpaese, il Kazakhstan, come si diceva, sta vivendo delle stesse paure del Kyrgyzstan. La legge che il Presidente Nazarbaev è chiamato a firmare prevede tra l’altro: la registrazione di tutte le attività religiose; nessuno potrà condividere il proprio credo con qualcuno senza un’autorizzazione scritta di un’associazione religiosa registrata e approvata dallo stato e una personale certificazione rilasciata dalle autorità competenti che lo identifichi come missionario; le attività dei piccoli gruppi religiosi potranno svolgersi solo all’interno dei gruppi, non dovranno mai coinvolgere persone esterne; tutta la letteratura religiosa importata dovrà essere approvata dallo stato; ogni attività che coinvolga la sfera religiosa dovrà essere analizzata dalle autorità, pena la chiusura; infine, ogni comunità religiosa dovrà essere registratanuovamente<br />
Ribadiamo che queste leggi riguardano <em>milioni di cristiani</em> e destano preoccupazione perché sembrano l’inizio di <strong><em>un periodo di forti restrizioni della libertà</em></strong>; ciò che preoccupa gli osservatori internazionali è soprattutto il fatto che queste misure non sembrano avere nessun effetto sulle comunità di fondamentalisti islamici, mentre di fatto ostacolano molto chi, come i cristiani, cercano di muoversi nel rispetto della legge.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&#34;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colombia: famiglie trasferite da zone calde ricevono aiuti da Porte Aperte]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/11/25/colombia-famiglie-trasferite-da-zone-calde-ricevono-aiuti-da-porte-aperte/</link>
<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 12:34:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/2008/11/25/colombia-famiglie-trasferite-da-zone-calde-ricevono-aiuti-da-porte-aperte/</guid>
<description><![CDATA[colombia - donna   “Oggi mi sento una milionaria! Grazie agli aiuti di Porte Aperte, abbiamo potuto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_271" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-271" title="colombia_donna1" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/11/colombia_donna1.jpg" alt="colombia - donna" width="200" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">colombia - donna</p></div>
<p> </p>
<p align="justify">“Oggi mi sento una milionaria! Grazie agli aiuti di <a href="http://www.porteaperteitalia.org/"><span style="color:#225588;">Porte Aperte</span></a>, abbiamo potuto mangiare pollo e altra carne! Inoltre siamo in grado di pagare per ben 6 mesi l’affitto di casa nostra!” Queste sono le parole di Janeth, colma di felicità per aver finalmente ricevuto risposta alle sue preghiere. Janeth e suo marito William hanno preso i loro tre figli e sono fuggiti dalle zone controllate dalla guerriglia portando con sé i pochi abiti che avevano addosso.</p>
<p align="justify">Oltre a obbligare questa famiglia a scappare dal loro villaggio, i guerriglieri hanno chiuso la chiesa di cui William era il pastore. I guerriglieri sono stati chiarissimi nelle loro minacce: o ve ne andate e chiudiamo questa chiesa, o prenderemo i vostri figli e li useremo come guerriglieri.A Crystalline, William aveva una bella e fiorente fattoria con 60 capi di allevamento, piantagioni di yucca, banana e granturco: lui e la sua famiglia erano molto rispettati dalla comunità locale. Purtroppo, però, la guerriglia ha messo gli occhi su di loro e, minacciati, sono stati costretti a fuggire. Sono arrivati a La Macarena senza soldi e cibo.</p>
<p align="justify">Il governo promette 3 mesi di aiuti alle famiglie che sono costrette a scappare a causa delle violenze dei guerriglieri, ma questi aiuti non sono mai arrivati. Ad onor del vero, hanno ricevuto solamente un pacco di generi alimentari in grado di coprire al massimo un mese dei tre promessi dal governo e nient’altro: impossibile vivere con questo, senza denaro e senza vestiti. La chiesa a La Macarena che li ha ricevuti è povera e non ha le risorse per aiutare materialmente questa famiglia: il pastore, infatti, si trova a dover soccorrere gran parte dei membri della chiesa, poiché la maggioranza è costituita proprio da persone fuggite dalla guerriglia. Il coordinatore di Porte Aperte di questa regione ha verificato la situazione di questa famiglia in particolare e ha portato il loro caso all’ufficio nazionale.</p>
<p align="justify">In breve è stato autorizzato a portare loro denaro e aiuti sufficienti per 6 mesi, utili a rimettere in sesto i membri e a rifarsi una vita. Eccovi le parole di Janeth, mentre racconta cosa successe il giorno in cui ricevettero gli aiuti inaspettati di Porte Aperte: “Il giorno in cui il fratello ci ha portato gli aiuti di Porte Aperte, io stavo pregando e piangendo davanti a <a href="http://www.gesutiama.com/"><span style="color:#666666;">Dio</span></a>, perché mi sentivo senza speranze. Eravamo fuggiti dalla nostra casa e dalla nostra terra per aver predicato la <a href="http://www.laparola.net/"><span style="color:#666666;">Parola</span></a> e ora soffrivamo la fame… Dal profondo del mio cuore sono sgorgate lacrime di gioia, quando qualcuno ha bussato alla nostra porta dicendoci che dei fratelli che noi non conosciamo avevano inviato per noi denaro utile a sopravvivere in questi mesi”.</p>
<p align="justify">William ha poi aggiunto: “Non possiamo tornare nella nostra terra, ma stiamo pregando di poter mandare qualcun altro, da quando i guerriglieri si sono impossessati di tutti i nostri averi. Malgrado quello che è accaduto, possiamo partecipare alla United Pentecostal Church of Colombia a La Macarena, dove sono diventato responsabile dei giovani, mentre mia moglie aiuta le donne della congregazione. Noi vogliamo servire Dio e non ci interessa il prezzo che saremo costretti a pagare”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eritrea: un altro cristiano eritreo morto in carcere]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/11/10/eritrea-un-altro-cristiano-eritreo-morto-in-carcere/</link>
<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 15:00:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/2008/11/10/eritrea-un-altro-cristiano-eritreo-morto-in-carcere/</guid>
<description><![CDATA[Eritrea container Il famigerato campo militare Wi&#8217;a in Eritrea ha tolto la vita a un altro cri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_246" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-246" title="eritrea_container" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/11/eritrea_container.jpg" alt="Eritrea container" width="150" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Eritrea container</p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">Il famigerato campo militare Wi&#8217;a in Eritrea ha tolto la vita a un altro <a title="sito carla e fox" href="http://www.carlaefox.it" target="_self">cristiano</a> eritreo. A giugno di quest&#8217;anno Azib Simon (37 anni), cristiana evangelica in prigione per la sua fede in <a title="Gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">Dio</a>, è morta dopo aver contratto la malaria in carcere e ora, per la stessa malattia e soprattutto a causa della mancanza di cure mediche, è morto anche Teklesenbet Gebreab Kiflom (36 anni). Kiflom era membro della Chiesa del Pieno Vangelo ed è stato arrestato un anno fa mentre partecipava a una riunione di preghiera.Secondo fonti locali è stato duramente maltrattato durante la sua prigionia. Non si conosce la data esatta della sua morte, si sa che è stato sepolto in gran segreto in qualche posto non definito a Wi&#8217;a. Per quanto si sa, Kiflom è figlio unico e lascia una madre di 88 anni.<br />
La notizia della sua morte è arrivata assieme all&#8217;informazione che decine di cristiani eritrei sono stati arrestati. Una settimana fa sono stati catturati 65 evangelici, fra cui 14 donne, probabilmente denunciati da informatori del governo. Uno dopo l&#8217;altro sono stati presi dalle loro case o dai loro posti di lavoro e in seguito deportati. Secondo fonti locali, saranno trasferiti in un nuovo campo militare chiamato Mitire, nel nord-est dell&#8217;Eritrea.</p>
<p>Mitire è un vero e proprio campo di concentramento militare, costruito dal governo eritreo specificatamente per i &#8220;prigionieri religiosi&#8221;. Oltre 100 cristiani, detenuti per la loro fede in campi diversi, sarebbero già stati trasferiti a Mitire. Il luogo è famoso per il caldo estremo durante tutto l&#8217;anno.<br />
L&#8217;Eritrea perseguita i cristiani sin dal maggio 2002: solo la Chiesa Ortodossa Eritrea, la Chiesa cattolica e la Chiesa luterana sono ancora permesse. Almeno 2.000 cristiani eritrei si trovano rinchiusi senza un&#8217;accusa ufficiale in prigioni locali o in campi militari come quello di Mitire. Alcuni sono stati rinchiusi in carceri sotterranei o in container con l&#8217;obiettivo di costringerli a rinnegare la loro fede. Porte Aperte è impegnata da anni nel denunciare questa situazione insostenibile nel corno d&#8217;Africa.</p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;"><a title="porte aperte" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Maldive: cambia il governo e il futuro sembra più roseo]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/11/03/maldive-cambia-il-governo-e-il-futuro-sembra-piu-roseo/</link>
<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 11:15:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Isole Maldive Colpo di scena nelle prime elezioni libere delle Maldive: vince il candidato di opposi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_242" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-242" title="maldive" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/11/maldive2.jpg" alt="Isole Maldive" width="499" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">Isole Maldive</p></div>
</div>
<p>Colpo di scena nelle prime elezioni libere delle Maldive: vince il candidato di opposizione del Maldivian Democratic Party (MDP), Mohamed Nasheed (Anni), 41 anni, leader del movimento democratico, un cambio ai vertici che prevede un’ondata di novità in questa piccola ma famosa repubblica islamica. Nella <a href="http://www.porteaperteitalia.org/index.php?id=14,35,0,0,1,0" target="_blank"><strong>World Watch List di Porte Aperte</strong></a> (l’elenco dei paesi in cui i cristiani sono perseguitati), il paradiso dei vacanzieri figura addirittura al quarto posto, dopo Nord Corea, Arabia Saudita e Iran, una realtà praticamente sconosciuta ai milioni di italiani che lo scelgono come meta per le proprie ferie o lune di miele  <em>A sorpresa, il candidato di opposizione Mohamed Nasheed, imprigionato più volte durante manifestazioni anti governative, ha avuto la meglio sul presidente uscente, Maumoon Abdul Gayoom, 71 anni, a capo dell&#8217;arcipelago dal 1978. Il Capo della Commissione Elettorale, Mohamed Ibrahim, stamattina alle 9 ora locale ha annunciato la vittoria di Nasheed, che ha ottenuto 179.343 voti, corrispondenti ad una maggioranza del 54,21%, contro il 45,79% di voti ottenuti da Gayoom</em>” secondo un dispaccio Ansa. “<em>Il nuovo presidente, che dovrebbe insediarsi il prossimo 11 novembre, ha dichiarato che la sua vittoria dimostra che il popolo delle Maldive ha finalmente deciso di riappropriarsi del proprio futuro</em>”, queste le affermazioni di Nasheed, che speriamo essere un presidente aperto anche dal punto di vista religioso e non solo economico. E’ proprio per questo che attendiamo con ansia le prime mosse del nuovo presidente, il quale, confidiamo, riconoscerà i diritti dovuti ai cristiani, fino ad ora perseguitati nel silenzio più totale degli organi di stampa, da un governo &#8211; quello dell’autoeletto Gayoom (per sei volte era l’unico candidato votabile…) &#8211; che oltre ad essere corrotto e dittatoriale, si è dimostrato assolutamente inetto da un punto di vista sociale e non solo. Fino ad oggi, le Maldive sono state un paese rigidamente islamico (vige infatti la legge islamica della sharia) e dove i non musulmani non possono essere cittadini.</p>
<p>Queste elezioni, di fatto, rappresentano il punto di arrivo di un lungo processo di riforme iniziato nel 2004 a seguito della pressione della comunità internazionale e di una serie di proteste di piazza, riforme nella maggior parte dei casi di facciata e negli altri obbligate proprio dalle pressioni internazionali e da un potere dittatoriale ormai in declino.</p>
<p><strong><br />
<a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Somalia: uccidere coloro che portano aiuti umanitari è la nuova strategia del terrore]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/29/somalia-uccidere-coloro-che-portano-aiuti-umanitari-e-la-nuova-strategia-del-terrore/</link>
<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 12:02:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Somalia Esecuzione Ben 24 uomini impegnati come collaboratori per agenzie che forniscono aiuti umani]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_230" class="wp-caption aligncenter" style="width: 292px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-230" title="somalia_esecuzione" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/10/somalia_esecuzione.jpg" alt="Somalia Esecuzione" width="282" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Somalia Esecuzione</p></div>
<p>Ben 24 uomini impegnati come collaboratori per agenzie che forniscono aiuti umanitari in Somalia sono stati brutalmente uccisi da fondamentalisti islamici in questo 2008.  Una delle vittime era un ex-musulmano convertitosi al cristianesimo, al quale è toccata una punizione esemplare proprio per aver abbracciato ormai da 3 anni la fede cristiana. Di quanto vi raccontiamo esiste un villaggio intero di testimoni (Manyafulka, a 10 km da Baidoa) e addirittura un video, girato con un cellulare proprio dai carnefici.Mansuur Mohammed, di 25 anni d’età, un collaboratore del World Food Program (WFP), è stato catturato da un manipolo di estremisti islamici del gruppo di <em>Shabab</em>, i quali, con il volto rigorosamente coperto, hanno inscenato una sorta di processo sommario di fronte agli attoniti abitanti del villaggio di Manyafulka. Prima di mostrare alla gente la vittima, gli estremisti hanno affermato &#8211; secondo i racconti dei testimoni che Porte Aperte vi riporta &#8211; che stavano preparando un banchetto per loro quel giorno, facendo loro credere che avrebbero macellato una pecora o un altro animale per tale festa (usanza comune da quelle parti). Poi, invece, davanti ai loro occhi è apparso Mansuur Mohammed, legato e costretto a stare in ginocchio; uno degli estremisti ha letto con enfasi alcuni passi del Corano, mentre un altro accusava la vittima di essere un “<em>murtid</em>” (un infedele che si è convertito dall’Islam al Cristianesimo). Tra le crescenti grida inneggianti Allah del gruppo di estremisti, uno dei carnefici ha sguainato una spada somala, mentre un altro teneva la testa di Mohammed, il quale però appariva calmo, in pace, quasi distaccato. La decapitazione è avvenuta davanti agli sguardi inorriditi della gente del villaggio, mentre un estremista riprendeva la scena con un telefonino (il filmato poi è stato fatto girare, una sorta di monito terrificante).</p>
<p>Casi simili si registrano anche a Lower Juba, una provincia della Somalia, mentre moltissime famiglie di cristiani scappano cercando rifugio in Kenya, Etiopia e Djibouti.</p>
<p>La situazione in questo stato del corno d’Africa, dunque, è in costante peggioramento, con picchi di disumana violenza come quello appena descritto. Ma l’efferatezza degli omicidi non deve distogliere l’attenzione dalla lucidità del piano messo in azione negli ultimi tempi dagli estremisti islamici in Somalia, ovvero aggredire sistematicamente (oltre 100 gli attacchi avvenuti solo quest’anno) le organizzazioni che portano aiuti e viveri, in un paese in <em>cui oltre 3.2 milioni di persone (circa un terzo della popolazione) sopravvive grazie ad essi</em>. Destabilizzare, impaurire, minacciare, violentare e massacrare, questi gli elementi cardine dell’azione dei fondamentalisti islamici in quelle zone.</p>
<p><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">Fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[India: la situazione resta critica, attacchi anche alle forze dell’ordine]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/23/india-la-situazione-resta-critica-attacchi-anche-alle-forze-dell%e2%80%99ordine/</link>
<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 11:52:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[India Orissa, e in particolare il distretto di Kandhamal, continua a essere teatro di violenze contr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_223" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-medium wp-image-223" title="india-barca1" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/10/india-barca1.jpg?w=300" alt="India" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">India</p></div>
<p class="MsoNormal">Orissa, e in particolare il distretto di Kandhamal, continua a essere teatro di violenze contro i cristiani, in questa ondata di follia estremista indù che ha seminato morte e distruzione in vari stati dell’India. Porte Aperte vi mantiene informati su quanto sta accadendo in quelle zone. Oggi vi riportiamo la notizia di un soldato paramilitare assegnato proprio a difendere i cristiani rifugiati nei campi, ove fratelli e sorelle scampati al pogrom vivono in condizioni estreme, in baracche improvvisate, colpiti da epidemie di varie gravi malattie quali la malaria (è di ieri la notizia di vari decessi in rifugi improvvisati proprio per malattie infettive derivanti dall’impossibilità di avere un certo livello di igiene e acqua e cibo a sufficienza). </p>
<p class="MsoNormal">Tornando al soldato della Central Reserve Police Force (CRPF), vi riportiamo il suo caso perché emblematico &#8211; e quindi non di certo perché sia l’unico omicidio commesso in questi giorni &#8211; rappresentativo cioè di un’ulteriore involuzione della situazione; diciamo questo in virtù del fatto che <strong>ora vengono attaccate</strong> &#8211; dopo gli scontri con la Polizia &#8211; <strong>anche le autorità che proteggono i cristiani</strong>, un segno forte di quanto la situazione sia fuori controllo e una risposta chiara alle dichiarazioni dei leader indù che chiedevano alle autorità addirittura di ritirare le forze paramilitari impiegate per proteggere i cristiani. Queste forze paramilitari, oltre ad essere una difesa (peraltro insufficiente a quanto pare) per i cristiani, si stanno impegnando assieme alla Polizia ad arrestare gli assassini per frenare l’ondata di violenza. Nel villaggio di Sisapanga, sempre nel distretto di Kandhamal, il soldato della CRPF stava svolgendo un compito di approvvigionamento per il campo rifugiati a cui era assegnato, quando è stato assalito, direttamente nella macchina dove viaggiava, da un gruppo di 6 o 7 uomini armati che l’hanno rapito e portato nella giungla, dove l’hanno letteralmente fatto a pezzi, secondo le dichiarazioni del sovraintendente capo della Polizia S. Praveen Kumar.<span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman', serif;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Un’altra notizia che può far intuire meglio le condizioni di vita dei cristiani in queste zone dell’India è quella della suora rapita mesi fa nella sede di un’organizzazione non governativa a Kanjamendi quando la massiccia intensificazione degli attacchi era solo agli inizi. La giovane donna (29 anni), poi rilasciata, è tuttora ricoverata in ospedale per le violenze subite ed è in attesa del processo, dato che agli inizi di ottobre la Polizia ha arrestato 8 uomini, presunti responsabili del rapimento e dello stupro. Ebbene il 13 ottobre scorso 5.000 donne estremiste indù hanno inscenato una manifestazione a K. Nuagaon, chiedendo a gran voce che <em>la suora vittima del rapimento sposasse il suo violentatore</em> (uno o tutti, questo non è chiaro…) <em>in rispetto delle tradizioni locali</em>.</p>
<p class="MsoNormal"><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nigeria: le lettere di incoraggiamento consolano i cristiani nigeriani]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/16/nigeria-le-lettere-di-incoraggiamento-consolano-i-cristiani-nigeriani/</link>
<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 12:56:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Monte Zuma Nigeria Immaginate di essere una vedova che ha appena perso il marito, dei genitori che h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_212" class="wp-caption aligncenter" style="width: 425px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-212" title="monte-zuma-nigeria" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/10/monte-zuma-nigeria.jpg" alt="Monte Zuma Nigeria" width="415" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">Monte Zuma Nigeria</p></div>
<p class="MsoNormal">Immaginate di essere una vedova che ha appena perso il marito, dei genitori che hanno appena perso il loro bambino, un credente rinchiuso in una cella buia e umida a causa della sua fede in Dio. Immaginate che all’apice dello scoraggiamento riceviate una lettera da uno sconosciuto che dice: “In questo momento di dolore non sei solo. Ora il tuo dolore è anche il mio. Sto pregando per te”. I credenti perseguitati in Nigeria hanno ricevuto 30.000 lettere e cartoline di incoraggiamento, oltre che dei meravigliosi lavoretti fatti da bambini di ogni parte del mondo. Di fatto queste lettere e cartoline sono state una fonte di incoraggiamento notevole per i cristiani di quelle zone così difficili; ricevendole, molti di loro non hanno potuto trattenere le lacrime, tanta era la commozione, altri invece sono rimasti letteralmente senza parole, incapaci di trovare il modo per esprimere la loro gratitudine.<br />
Eccovi alcune loro testimonianze:</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">“Non riesco ancora a crederci. Persone che non mi conoscono, hanno speso del tempo per incoraggiarmi. Questa è la prima volta da quando ho perso mio marito e mio figlio che ricevo parole scritte di consolazione e conforto da parte di cari fratelli e sorelle. Sono grata a Dio per queste persone che si sono prese a cuore la mia situazione pregando per me. Ho ricevuto nuova forza da Dio come risultato del loro impegno di pregare per me, ho visto la Sua mano nella mia vita. Tutto ciò si unisce alle notti insonni dei fratelli che mi hanno aiutato a tornare al trono della Grazia: io li amo tutti. Io e la mia famiglia preghiamo per voi, affinché Dio risponda ai desideri del vostro cuore”. &#8211; <em>Monika Luka</em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman', serif;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">“Questo è esattamente quello che il Signore Gesù chiede di fare a noi credenti: di portare i pesi gli uni degli altri, di piangere con chi piange e di rallegrarsi con chi è allegro. Questo è ciò che quelle persone hanno fatto per noi. Per favore dite loro che le loro preghiere hanno trovato risposta nelle nostre vite. Abbiamo ricevuto conforto e siamo loro riconoscenti per le stupende lettere che ci hanno inviato. Gloria a Dio!” &#8211; <em>Emmanuel Ugbaje, padre dello scomparso Henry Ugbaje</em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman', serif;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Queste sono solo alcune delle tantissime testimonianze dei credenti nigeriani, che rivelano l’importanza delle lettere inviate alla chiesa perseguitata e ci ricordano che il Corpo di Cristo è uno e che quindi siamo <em>Uno in Cristo</em>.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman', serif;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Vi segnaliamo che nel sito troverete il pacchetto informativo per la <a rel="nofollow" href="http://www.porteaperteitalia.org/pdf/pacchetto_preghiera_ott08.pdf" target="_blank"><strong><span style="color:#003399;">giornata internazionale di preghiera</span></strong></a>.</p>
<p class="MsoNormal">Non perdetevi inoltre <strong>l&#8217;intervista esclusiva a Fratello Andrea</strong> condotta da Èlia Xodo nell&#8217;ambito del programma <em>&#8220;Per saperne di più&#8221;</em> di radio crc.fm, che potrete scaricare direttamente dal sito web di <a rel="nofollow" href="http://www.crc.fm/index.php" target="_blank"><strong><span style="color:#003399;">crc.fm-circuito radio cristiane</span></strong></a> da mercoledì <strong>29 ottobre 2008</strong>. </p>
<p class="MsoNormal">Se volete conoscere l&#8217;avventurosa storia di fede di Fratello Andrea, fondatore di Porte Aperte, vi segnaliamo la serie di articoli monografici che trovate nel nostro sito, a partire dal primo: <a rel="nofollow" href="http://www.porteaperteitalia.org/index.php?id=10,223,0,0,1,0" target="_blank"><strong><span style="color:#003399;">Fratello Andrea, l&#8217;uomo. L&#8217;infanzia e gli orrori della guerra</span></strong></a></p>
<p class="MsoNormal">fonte articolo  <a rel="nofollow" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_blank"><span style="color:#003399;">www.porteaperteitalia.org</span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filippine: situazione instabile e pericolosa per i cristiani di Mindanao]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/10/filippine-situazione-instabile-e-pericolosa-per-i-cristiani-di-mindanao/</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 10:51:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/10/filippine-situazione-instabile-e-pericolosa-per-i-cristiani-di-mindanao/</guid>
<description><![CDATA[Filippine carta geografica   I militanti islamici della seconda isola per grandezza delle Filippine,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_199" class="wp-caption aligncenter" style="width: 340px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-full wp-image-199" title="filippine-cartina-geografica2" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/10/filippine-cartina-geografica2.jpg" alt="Filippine carta geografica" width="330" height="357" /></a><p class="wp-caption-text">Filippine carta geografica</p></div>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">I militanti islamici della seconda isola per grandezza delle Filippine, Mindanao, hanno aumentato l’intensità degli attacchi nei confronti della maggioranza cristiana nei vari villaggi dell’isola, dopo il fallimento degli accordi sull’ampliamento della regione autonoma musulmana. La regione (in totale sono 6 a Mindanao, con 25 province) è abitata da <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiani</a>, oltre che da musulmani, ma quest’ultimi da tempo chiedono una maggiore indipendenza e una sorta di islamizzazione delle autorità, il che, per ovvie ragioni, spaventa molto la comunità cristiana. I leader del Moro Islamic Liberation Front (MILF) nel sud delle Filippine hanno fatto sapere che vi è la necessità di una maggiore attenzione da parte della comunità internazionale su questo tema, perché il tutto potrebbe sfociare in una terribile escalation di violenze, un appello che suona più come una minaccia. Di fatto, quest’estate, esponenti e sostenitori del MILF hanno dato luogo a brutali attacchi contro le comunità cristiane di varie cittadine. Solo nelle città delle province di North Cotabato e Lanao del Norte, i militanti di questo gruppo fondamentalista hanno ucciso 37 persone, dato alle fiamme molti edifici e costretto alla fuga più di 44.000 persone. Il numero degli sfollati totali in tutta l’isola sembra superare i 159.000, anche se le stime sono difficili.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Una fonte locale, che preferisce rimanere anonima, fa sapere: “Il problema è che molte persone che vivono in queste aree, non vogliono finire a far parte di una regione autonoma musulmana. Di fatto, più ci si avvicina a quelle zone, più aumenta il nervosismo e la paura delle persone”. Per esempio, “la città di Kolambugan, dove hanno avuto luogo terribili scontri verso la metà di agosto, è diventata una città fantasma. Contava circa 25.000 abitanti. Solo ora, ma molto lentamente, la gente sta ritornando alle loro case”. Una famiglia cristiana della zona fa sapere che molti fratelli hanno il terrore di andare a dormire la sera, perché hanno saputo che potrebbero ricominciare gli attacchi proprio nel cuore della notte. Un membro del Moro Youth League, in un’intervista per un canale televisivo nazionale, ha dichiarato: “Come musulmano, per vivere seguendo la giusta via, devi vivere sotto la legge islamica della sharia e con un governo islamico. Noi crediamo di avere il diritto di combattere per questo”.</p>
<p class="MsoNormal"><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self"> fonte articolo porte aperte italia </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[India: non cessano gli assassini di cristiani]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/08/india-non-cessano-gli-assassini-di-cristiani/</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 11:06:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/08/india-non-cessano-gli-assassini-di-cristiani/</guid>
<description><![CDATA[India distruzione in Orissa Il delirio di violenza e sangue non cessa in Orissa, anzi mantiene una c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_194" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-medium wp-image-194" title="india_distrutta" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/10/india_distrutta.jpg?w=300" alt="India  distruzione in Orissa" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">India distruzione in Orissa</p></div>
<p>Il delirio di violenza e sangue non cessa in Orissa, anzi mantiene una costante intensità che non sembra risentire del clamore mediatico dato all’eruzione di follia in quelle zone. A quanto pare il problema delle forze dell’ordine di riprendere il controllo del territorio non è stato di certo risolto, tanto che Porte Aperte è costretta nuovamente a riportarvi ulteriori notizie di omicidi di cristiani nello stato di Orissa.Nel distretto di Kandhamal e di Boudh sono stati uccisi due <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiani</a> e sono state date alle fiamme più di 400 abitazioni negli ultimi giorni, numeri che si aggiungono alle violenze del primo ottobre, in cui sono morti 3 cristiani massacrati a colpi di ascia.</p>
<p>Teatro della suddetta follia omicida è questa volta il villaggio di Sindhipankha, dove gli estremisti indù hanno ucciso Dushashan Majhi, un cristiano influente nel villaggio, prima sparandogli e poi facendolo letteralmente a pezzi. La vittima era accompagnata da un amico, Sanyasi Majhi, nei confronti del quale gli estremisti non hanno mancato di accanirsi, uccidendolo, a quanto pare, assieme ad una terza persona non ancora identificata. Il delirio di sangue e morte si è poi spostato &#8211; secondo alcuni testimoni che preferiscono per ovvie ragioni rimanere anonimi &#8211; sul bestiame e sulle case dei cristiani del villaggio.<br />
 <br />
Tornando invece agli accadimenti del primo ottobre, nel villaggio di Hrudangia gli estremisti indù hanno ucciso a colpi di ascia Lalji Nayak, un indifeso credente di 80 anni, e ferito a morte altri cristiani, per un bilancio di circa 15 persone ferite, vittime più o meno gravi degli attacchi. Anche l’anziana moglie di Nayak, Mandaki, ha riportato ferite da arma bianca, così come il fratello Junas, al quale invece hanno più volte sparato, e versano entrambi in gravi condizioni in un ospedale della zona.  </p>
<p><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eritrea: i cristiani soffrono nelle prigioni]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/10/02/eritrea-i-cristiani-soffrono-nelle-prigioni/</link>
<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 11:14:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eritrea - pescatori In Eritrea la situazione dei cristiani è grave. Oggi vi parliamo di un evangelis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_186" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-medium wp-image-186" title="eritrea-barca-di-pescatori" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/10/eritrea-barca-di-pescatori.jpg?w=300" alt="Eritrea - pescatori" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Eritrea - pescatori</p></div>
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<p style="text-align:left;">In Eritrea la situazione dei cristiani è grave.<br />
Oggi vi parliamo di un evangelista in carcere addirittura dal 2006 a causa delle sue attività cristiane, un uomo che subisce un trattamento sempre più pesante, corredato da terribili minacce, come conseguenza dell’opera che sta svolgendo tra i detenuti. Alcune fonti dell&#8217;agenzia Compass ci fanno sapere che Teame Weldegebriel, questo il suo nome, è sul punto di cadere nella disperazione più profonda nel carcere Mai Sirwa Maximum Security Confinement.Dalla sua cella fa sapere: “<em>Sembra che l’inferno sia sceso su di me. Per favore dite ai fratelli di continuare a pregare per me. Non sono sicuro che potrò rivederli</em>”. La sua famiglia è molto preoccupata per la sua salute; hanno provato ripetutamente ad andarlo a trovare, ma la visita viene loro negata dai dirigenti del penitenziario.<br />
 <br />
In Eritrea oltre 2.000 cristiani sono in prigione per la loro fede, tra i quali vi è un fratello della Full Gospel Church incarcerato addirittura dal 2001 (il sito di Porte Aperte ne aveva già parlato in passato). L’ultima volta che sua moglie ha potuto vederlo risale a più di un anno fa, nel giugno del 2007. In luglio la donna, con i suoi bambini, è stata presa con la forza mentre tornava da un incontro di preghiera e imprigionata assieme ai figli in un container di metallo all’interno di un campo militare, per essere rilasciata poi il mese successivo.</p>
<p>La donna, che preferisce rimanere nell’anonimato per motivi di sicurezza, ha dichiarato: “<em>Hanno arrestato me e i miei bambini mentre tornavo da un incontro di preghiera. Ricordo la terribile esperienza vissuta con i miei figli. Dopo tre settimane siamo stati rilasciati, mentre il resto dei 20 cristiani arrestati con me, sono rimasti in quelle celle di metallo</em>”.</p>
<p style="text-align:left;"><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
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<title><![CDATA[Miracolo in tribunale]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/09/29/miracolo-in-tribunale/</link>
<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 08:13:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Salmo 103:2 &#8211; &#8220;Benedici, anima mia il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="aligncenter size-medium wp-image-174" title="africa-pastore-gambo" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/09/africa-pastore-gambo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a title="la Parola di Dio" href="http://www.laparola.net" target="_self">Salmo 103:2 &#8211; &#8220;<strong>Benedici, anima mia il Signore</strong> e non dimenticare nessuno dei suoi benefici&#8221;</a> </p>
<p>Il pastore Gambo Boka della Nigeria settentrionale è stato falsamente accusato di avere rapito sua cognata Lois Garba, che era fuggita per non essere costretta a sposare un musulmano. Il tribunale islamico lo ha condannato a tre anni di carcere. Mentre insieme ad altri cinque <a title="Gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiani</a>, falsamente accusati, veniva condotto in cella ha detto &#8220;Dio ha un piano in tutto questo.La mia anima è in pace.&#8221;</p>
<p>Fisicamente il pastore Gambo non stava bene. Perdeva peso e si indeboliva, ma la sua fede si rinvigoriva sempre di più. Condivideva il Vangelo a molti compagni di prigione quasi tutti musulmani. &#8220;Dio mi sta consolando in questo luogo terribile&#8221; ha detto&#8221;So che le Sue promesse sono veraci. Mi mostrerà la Sua gloria.&#8221;</p>
<p>Il tribunale islamico gli ha concesso trenta giorni per ricorrere in appello. Nel nord della Nigeria la sua possibilità di vincere una causa contro dei musulmani era quasi nulla. Ma mentre i membri della sua comunità stavano pregando per lui, Dio ha compiuto un miracolo. Gambo e gli altri cinque cristiani sono stati assolti da un giudice islamico per mancanza di prove. </p>
<p>&#8220;Questa è la grazia di Dio&#8221;, ha commentato un membro della sua comunità. &#8220;Le nostre preghiere sono state esaudite e la mia fede è stata fortificata. Le promesse di Dio sono sublimi&#8221;. Il pastore Gambo e gli altri cinque cristiani hanno lasciato il tribunale cantando e ringraziando Dio per il Suo intervento.</p>
<p><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
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<title><![CDATA[Cristiani sottoposti a pressioni per rinunciare alla loro fede]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/09/23/cristiani-sottoposti-a-pressioni-per-rinunciare-alla-loro-fede/</link>
<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 06:56:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Laos -Villaggio   Un ufficiale delle forze dell’ordine della provincia di Champasak, Laos, ha afferm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_166" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-medium wp-image-166" title="laos" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/09/laos.jpg?w=300" alt="Laos -Villaggio" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Laos -Villaggio</p></div>
<p> </p>
<p>Un ufficiale delle forze dell’ordine della provincia di Champasak, Laos, ha affermato che l’arresto e la detenzione di Khambarn Kuakham e Phoun Koonlamit, entrambi convertiti al <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristianesimo</a>, altro non è che un “semplice caso di incomprensione” sulle libertà religiose in quel paese, secondo quanto ha riportato la Human Rights Watch for Lao Religious Freedom (HRWLRF).  Gli ufficiali della polizia locale assieme al capo del villaggio di Jick (distretto di Phonthong) hanno arrestato i due uomini accusandoli di credere nel <a title="la parola di Dio" href="http://www.laparola.net" target="_self">Cristianesimo, una religione straniera</a>, e li tengono in carcere ormai da svariati giorni.</p>
<p>Gli ufficiali hanno accusato Kuakham di aver violato i termini del suo contratto di lavoro di insegnante avendo contatti con i cristiani e convertendosi al cristianesimo: a causa di questo ha perduto il posto, che riacquisterà solo se rinuncia alla propria fede, in caso contrario gli hanno fatto sapere, andrà incontro ad una lunga detenzione.</p>
<p>In un altro villaggio, Boukham, tre cristiani rimangono detenuti a causa della loro fede in Cristo. Il Pastore Sompong Supatto, 32 , Boot Chanthaleuxay, 18, e Khamvan Chanthaleuxay, 18 sono stati ammanettati a polsi e caviglie e sbattuti in carcere dove permangono dallo scorso 3 agosto, accusati di essersi convertiti al cristianesimo. Tutti e tre soffrono moltissimo per le pessime condizioni della loro detenzione, ma in particolare i giovani Chanthaleuxay accusano problemi circolatori oltre a infezioni alle gambe.<br />
Secondo le nostre fonti e i rapporti della Lao Movement for Human Rights (LMHR), la situazione dei cristiani in Laos peggiora progressivamente, con sempre nuovi e più frequenti casi di persecuzione nei confronti di coloro che scelgono la fede cristiana.</p>
<p><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia </a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[India : l’orrore continua!!!]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/09/19/india-l%e2%80%99orrore-continua/</link>
<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 14:47:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[  india orissa Le notizie di tragici eventi solitamente finiscono nelle prime pagine dei giornali qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal"> </p>
<div id="attachment_157" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.porteaperteitalia.org"><img class="size-medium wp-image-157" title="india-orissa" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/09/india-orissa.jpg?w=300" alt="india orissa" width="300" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">india orissa</p></div>
<p class="MsoNormal">Le notizie di tragici eventi solitamente finiscono nelle prime pagine dei giornali quando sono “fresche”, poi via via perdono appeal nei lettori e vengono relegate in posizioni secondarie, fino a scomparire dall’occhio distratto di chi guarda la TV, sfoglia un giornale o naviga in internet. Il compito di <a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">Porte Aperte</a>, però, è anche quello di aggiornarvi sulla realtà della chiesa perseguitata e sfruttiamo questo spazio per aggiornarvi sulla situazione in India, che, vi assicuriamo, nonostante sia in parte scomparsa dalle prime pagine non è di certo risolta, anzi. </p>
<p class="MsoNormal">Ci giungono notizie aggiornate in ogni momento e parlano di continui attacchi alle chiese in Karnataka, Orissa, Andhra Pradesh, Uttarakhand, Maharashtra, di uccisioni, di feriti, di rapimenti, di pestaggi e torture fisiche e psicologiche nei confronti dei credenti in India. Gli attacchi sono mirati a decapitare la struttura della chiesa cristiana, in quanto spesso l’oggetto delle violenze sono i leader e i pastori: l’obiettivo degli estremisti indù è dunque minarne le fondamenta forti di una ferocia che ha sconvolto la comunità internazionale. Più che il frutto della follia di svariati gruppi di fondamentalisti sembra di assistere a qualcosa di addirittura strutturato e rigorosamente pianificato. </p>
<p class="MsoNormal">La Polizia non agisce con fermezza, spesso prende semplicemente atto della persecuzione nei confronti dei <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">cristiani</a>, la sua inerzia o il suo ritardo nell’agire ci lasciano basiti e con noi milioni e milioni di cristiani nel mondo. Per questo alleghiamo una petizione attraverso la quale chiediamo conto al governo indiano e lo sollecitiamo a fare tutto il possibile per riportare la pace e la stabilità nella regione.</p>
<p class="MsoNormal"><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La lotta senza fine per chi diventa cristiano in Egitto]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/09/16/la-lotta-senza-fine-per-chi-diventa-cristiano-in-egitto/</link>
<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 10:10:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[cristiani perseguitati Mohammed Ahmed Hegazy è forse il più famoso cristiano in Egitto, costretto a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_154" class="wp-caption aligncenter" style="width: 139px"><a href="http://www.porteaperteitalia.org"><img class="size-full wp-image-154" title="hegazy-egitto" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/09/hegazy-egitto.jpg" alt="cristiani perseguitati" width="129" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">cristiani perseguitati</p></div>
<p>Mohammed Ahmed Hegazy è forse il più famoso cristiano in Egitto, costretto a vivere per questa sua scelta di fede in perenne fuga. Nato nel paese delle piramidi 25 anni fa e vissuto per gran parte della sua vita secondo i dettami del mondo musulmano, dopo la sua conversione dall’Islam al <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_self">Cristianesimo</a> ha cercato di fare qualcosa che nessuno aveva mai osato fare fino a quel momento: certificare il suo cambio di fede con apposita dicitura inserita nella sua carta di identità.Per questa particolare scelta, il suo volto è diventato famoso, immortalato su canali TV e giornali di vario genere, elemento questo che ha letteralmente sconvolto la sua vita: il fatto di essere riconoscibile ovunque, l’ha trasformato in un bersaglio vivente per i fondamentalisti islamici che, naturalmente, lo vogliono morto, ai quali si aggiungono anche alcuni membri della sua stessa famiglia.</p>
<p>Sono passati circa 8 mesi da quando una corte egiziana ha emesso un verdetto sul suo caso con una sentenza che sancisce di fatto la persecuzione contro i cristiani neoconvertiti: un musulmano che lascia l’Islam viola le leggi islamiche. Le leggi islamiche, naturalmente, permettono la conversione all’Islam, mentre bandiscono il fenomeno inverso. Dal momento della sentenza, Hegazy è stato costretto a fuggire e a spostarsi di città per 5 volte, con moglie e figlia al seguito, a causa delle minacce da parte dei fondamentalisti.</p>
<p>Hegazy fa sapere al mondo che la sua vita è in costante pericolo, come peraltro quella di ogni cristiano in un paese, l’Egitto, da tempo meta turistica di migliaia di italiani (e non solo naturalmente).  Nell’immaginario collettivo del popolo italiano, questo paese, infatti, risulta essere mite e ben poco collegato all’ondata persecutoria a cui sono sottoposti i cristiani in altri paesi musulmani. In realtà, l’Egitto nasconde questo lato oscuro, di cui Porte Aperte vi ha parlato in diverse occasioni. </p>
<p>Hegazy e la sua famiglia, spossati dalla persecuzione, vorrebbero fuggire dal paese, ma il loro problema è quello di molti altri neoconvertiti perseguitati, ovvero la mancanza del passaporto; per richiederlo infatti sarebbero costretti a ritornare nella loro città natale, dove ovviamente non riceverebbero un caldo benvenuto, anzi potrebbero andare incontro a un destino di morte. Hegazy vive una vita in fuga e in un incontro segreto avvenuto il mese scorso con inviati di Compass Direct News, ha affermato che la sua situazione è simile a quella di molti altri cristiani, perseguitati dallo Stato e dalla loro famiglia, perché la costituzione egiziana è basata sulla sharia (legge islamica).</p>
<p>La famiglia Hegazy attende in segreto la fine del calvario giudiziario, informata sugli sviluppi dal loro avvocato; Mohammed Ahmed non esita ad affermare che il clamore mediatico del loro caso ha scosso l’opinione pubblica e che forse potrà servire a fare qualche passo in avanti verso cambiamenti che i “credenti nascosti” attendono con ansia.</p>
<p><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Chiapas (Messico): Massacrata una famiglia di evangelici]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/09/04/chiapas-messico-massacrata-una-famiglia-di-evangelici/</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 10:23:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chiapas - Mexico San Cristobal de Las Casas Quando la figlia undicenne di Antonio Gomez iniziò a lam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_121" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-medium wp-image-121" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/09/san-cristobal-de-las-casas-chiapas-mexico.jpg?w=300" alt="Chiapas - Mexico San Cristobal de Las Casas" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Chiapas - Mexico San Cristobal de Las Casas</p></div>
<p class="MsoNormal">Quando la figlia undicenne di Antonio Gomez iniziò a lamentarsi per i dolori addominali, il padre ne attribuì la causa alla “stregoneria” del suo vicino evangelico.</p>
<p class="MsoNormal">Gomez, del villaggio di Jolitontic, municipalità di Chalchihuitan, stato federale del Chiapas, ha riunito sette uomini per assassinare la famiglia del presunto colpevole. Secondo l’accusa dopo la mezzanotte del 23 agosto hanno assassinato i genitori e il figlio maggiore e ferito a colpi di machete sei bambini.</p>
<p class="MsoNormal">Secondo il procuratore della Giustizia Indio Mariano Lopez Perez i vicini consideravano il padre della famiglia assalita, Pedro Gomez Diaz come “un evangelico molto impegnato a pregare” e la sua famiglia non era dedita a pratiche esoteriche.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;">Il quotidiano <strong><em><span style="font-weight:normal;">Cuarto Poder</span></em></strong>, con sede a Tuxtla Gutierrez riferisce che gli otto uomini accusati del massacro della famiglia di Jolitontic sono detenuti nella prigione di San Cristobal de las Casas, in attesa di giudizio.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;"><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org" target="_self">fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Laos: le autorità arrestano 90 cristiani]]></title>
<link>http://carlaefox.wordpress.com/2008/08/19/laos-le-autorita-arrestano-90-cristiani/</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 09:31:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>adolfo1959</dc:creator>
<guid>http://carlaefox.wordpress.com/2008/08/19/laos-le-autorita-arrestano-90-cristiani/</guid>
<description><![CDATA[  Laos -Luan Prabang Le autorità del Laos hanno arrestato 90 cristiani nelle ultime settimane, in tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal"> </p>
<p><span style="font-family:'Arial','sans-serif';"></p>
<div id="attachment_93" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.carlaefox.it"><img class="size-medium wp-image-93" src="http://carlaefox.wordpress.com/files/2008/08/laos-luang-prabang.jpg?w=300" alt="Laos -Luan Prabang" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Laos -Luan Prabang</p></div>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:'Arial','sans-serif';">Le autorità del Laos hanno arrestato 90 <a title="gesù ti ama" href="http://www.gesutiama.com" target="_blank">cristiani</a> nelle ultime settimane, in tre province del paese (nel sud a Saravan e Savannakhet e nel nord a Luang Prabang), tra cui, gli ultimi in ordine di tempo, un pastoree due  credenti di una chiesa familiare presso Boukham village (Savannakhet).</span></p>
<p>Il 21 luglio scorso, secondo quanto ci riporta l’agenzia Compass, nel villaggio di Katin, nel distretto di Tah Oih della provincia di Saravan, alcuni residenti della zona hanno catturato un vicino di fede cristiana (identificato col nome di Pew) e l’hanno sottoposto a tortura fisica versandogli in gola il contenuto di un otre che lo stesso trasportava (vino di riso) soffocandolo a morte.  Quando la mattina seguente i membri della sua famiglia lo hanno sepolto e hanno posto sulla sua tomba una croce di legno, le forze dell’ordine del villaggio li hanno accusati di “praticare dei rituali nemici dello Stato” e gli hanno confiscato un maiale e un bufalo (in quelle zone gli animali di questo tipo sono preziosi per il sostentamento delle famiglie).</p>
<p>Alcuni giorni dopo questo fatto, sempre le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in 17 delle 20 famiglie cristiane del villaggio, arrestando ben 80 persone tra uomini, donne e bambini; queste persone sono state tenute agli arresti in una scuola locale per 3 giorni senza cibo, in attesa che firmassero un documento col quale si attestava la rinuncia alla loro fede cristiana. Dieci di queste famiglie hanno ceduto firmando il documento e ritornando così alle loro case 5 giorni dopo l’arresto, mentre le rimanenti 7 sono state espulse dal villaggio e vivono in un campo in periferia sopravvivendo con il cibo che reperiscono nella giungla.<br />
Secondo quanto riportato da un rapporto della Human Rights Watch for Lao Religious Freedom (HRWLRF), le rimanenti 3 famiglie del villaggio che non erano state colpite da questa “epurazione”, sono poi state costrette a firmare il documento di cui sopra sotto le costanti e brutali pressioni delle autorità.<br />
Questa ondata persecutoria nei confronti dei cristiani va associata all’arresto del pastore Sompong e dei suoi aiutanti &#8211; di cui vi parlavamo sopra &#8211; oltre che ad una serie di altre detenzioni in altre zone delle tre provincie sopra nominate, che hanno coinvolto leader di chiese locali e/o membri di chiesa, con accuse che si possono ricondurre alla “pratica di una fede religiosa senza permesso delle autorità”. Le autorizzazioni di cui si parla però, sono molto difficili da ottenere, il che, non a caso, scoraggia spesso i credenti locali a richiederle, dimostrandosi di fatto uno strumento di persecuzione nei loro confronti.</p>
<p><a title="porte aperte italia" href="http://www.porteaperteitalia.org">Fonte articolo porte aperte italia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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