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	<title>cina &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/cina/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cina"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:16:19 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Castiga 5 weekenduri la Spa-ul Aquina, 3 cine la restaurantul Baracca, un curs de salsa pentru 2 persoane timp de doua luni]]></title>
<link>http://concursuriro.wordpress.com/2009/11/26/castiga-5-weekenduri-la-spa-ul-aquina-3-cine-la-restaurantul-baracca-un-curs-de-salsa-pentru-2-persoane-timp-de-doua-luni/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 02:48:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Concursuri Online</dc:creator>
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<description><![CDATA[Concursul va fi lansat la data de 20 noiembrie si va dura pana la data de 13 decembrie 2009. Fiecare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Concursul va fi lansat la data de 20 noiembrie si va dura pana la data de 13 decembrie 2009. Fiecare]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il vaccino dell'influenza H1N1: 13 morti (più altri 30) e molti dubbi]]></title>
<link>http://unpodimondo.wordpress.com/2009/11/25/il-vaccino-dellinfluenza-h1n1-13-morti-piu-altri-30-e-molti-dubbi/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:47:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpodimondo</dc:creator>
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<description><![CDATA[foto &quot;Vacuna influenza / Flu vaccine&quot; by alvi2047- flickr Alcune settimane fa mi è capitat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 339px"><img title="Vacuna influenza / Flu vaccine" src="http://farm4.static.flickr.com/3348/3483848619_6910d53720.jpg" alt="Vacuna influenza / Flu vaccine" width="329" height="500" /><p class="wp-caption-text">foto &#34;Vacuna influenza / Flu vaccine&#34; by  alvi2047-  flickr</p></div>
<p style="text-align:justify;">Alcune settimane fa mi è capitato di parlare del vaccino contro l&#8217;influenza H1N1 (e anche di altri vaccini) col mio medico di famiglia e sinceramente mi ha confessato che lui non crede a questi vaccini, soprattutto perchè egli sostiene che  i vaccini arrivino ai medici di base fra capo e collo, con pochissime sperimentazioni alle spalle, scarsa letteratura scientifica da studiare e  con una pressione  fatta dai mass media  sulla popolazione che mette in  difficoltà il medico.  In pratica mi ha detto che si trova fra l&#8217;incudine e il martello: le persone richiedono tutte il vaccino perchè sentono la tv che parla di pandemia ma le informazioni scientifiche su cui lui dovrebbe basarsi per decidere a chi somministrare i vaccini sono talmente poche e lacunose da metterlo in difficoltà.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa discussione mi è tornata in mente quando ho letto queste tre notizie apparse sulla stampa (ma delle quali non ho trovato traccia in tv)&#8230; Leggete un po&#8217;&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Influenza A, 13 morti dopo il vaccino</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In Germania, in Cina e in Svezia fonti ufficiali hanno fatto sapere che, dopo la vaccinazione contro l&#8217;influenza A, sono morte rispettivamente 7, 2 e 4 persone.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono almeno 7 le persone decedute in Germania dopo essersi premunite contro l&#8217;influenza A facendosi inoculare il vaccino &#8220;Pandemrix&#8221;. Lo afferma il quotidiano &#8216;Bild&#8217;, secondo il quale tra le vittime figura anche un bambino di 21 mesi, morto per infarto polmonare il giorno dopo essere stato vaccinato. Secondo il giornale, il bambino soffriva già di altre patologie. Susanne Stoecker, portavoce del &#8220;Paul-Ehrlich-Institut&#8221;, l&#8217;istituto federale per la vaccinazione, ha spiegato che &#8220;nel caso di pazienti a rischio per patologie gravi, ai quali viene raccomandata la vaccinazione, il decesso può essere provocato dalle malattie pregresse, senza che vi sia alcuna responsabilità del vaccino&#8221;. In Cina il 13 novembre il governo ha ammesso ufficialmente che due persone sono morte dopo avere ricevuto la vaccinazione, mentre in Svezia la Associated Content ha comunicato che i morti dopo vaccinazioni sono quattro e 350 gli eventi avversi segnalati. Ci sono poi state segnalazioni di problemi gravi nell&#8217;Irlanda del Nord e in Ungheria. Le istituzioni continuano però a sostenere l&#8217;opportunità della campagna di vaccinazione di massa.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.aamterranuova.it/article3974.htm" target="_blank"><em>Articolo &#8220;Influenza A, 13 morti dopo il vaccino&#8221; pubblicato il 17/11/2009 sul sito di AAM Terra Nuova.</em></a></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ieri, sul sito del settimanale &#8220;Vita&#8221;, è apparso un altro articolo con la notizia di 30 persone, morte in Canada dopo aver fatto il vaccino&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Influenza A. 30 morti in Canada, ritirato vaccino&#8221;</strong> di Gabriella Meroni.</p>
<p style="text-align:justify;">Le notizie sono state confermate dall&#8217;Oms. In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l&#8217;influenza A. Lo ha reso noto l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo ricerche scrupolose» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline». Lo stesso tipo di vaccino, che non è commercializzato in Italia, era stato adottato in Svizzera con raccomandazioni che ne escludevano l&#8217;impiego su donne incinte, bambini e anziani.<br />
«Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha spiegato il portavoce, aggiungendo però che l&#8217;Oms non smette di raccomandare l&#8217;immunizzazione contro il virus A/H1NI. Nei giorni scorsi, l&#8217;Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la vaccinazione di massa in corso era stato finora escluso un collegamento con i vaccini. Secondo l&#8217;Oms, ogni 100 casi di reazioni avverse al vaccino, 5 sono state così gravi da portare a morte.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://beta.vita.it/news/view/97980" target="_blank"><em>Articolo &#8220;Influenza A. 30 morti in Canada, ritirato vaccino&#8221; di Gabriella Meroni, pubblicato il 24/11/2009 sul sito del settimanale &#8220;Vita&#8221;.</em></a></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Infine la scorsa settimana è poi uscita la notizia della presa di posizione del ministro della Sanità polacco, Ewa Kopacz, il  cui discorso sui vaccini potete leggere qui sotto.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent&#8217;anni di pratica medica è sempre stata: &#8220;prima di tutto non fare del male&#8221;. Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?</p>
<p style="text-align:justify;">So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza? Dovremmo pagare per questo? Abbiamo già altri esempi: la Germania ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato. Solo il 13% dei tedeschi vuole assumere questa cura miracolosa subito, ma è un dato fortemente atipico perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%. Quindi, come mai solo il 13% dei tedeschi vuole farsi iniettare il vaccino contro la suina e non il 23% come accade solitamente per l’influenza stagionale? Il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo? Questo dato potrebbe indurci ad un ripensamento sull’acquisto del vaccino, un farmaco pressoché segreto, oppure no?</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il 1° di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web e a trovare un qualsiasi effetto collaterale indesiderato. Cercate la conseguenza più trascurabile, trovatene anche solo una, come una piccola reazione allergica sulla pelle. Può succedere anche utilizzando il farmaco più sicuro al mondo. Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto! E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità? Perché non dicono “Meraviglioso! E’ un farmaco totalmente sicuro, quindi me ne assumerò io la responsabilità, lo metto sul mercato e tutto sarà chiaro e trasparente”, invece di addossare questo peso sulle nostre spalle, le spalle degli acquirenti?</p>
<p style="text-align:justify;">Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo &#8211; controlli molto brevi a dire il vero – e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto piccolo: un tipo di vaccino è stato testato solamente su 160 volontari tra i 20 e i 60 anni, non infetti. Un altro tipo di vaccino è stato testato su 600 volontari tra i 18 e i 60 anni, tutti in perfetta salute. E’ un buon metodo questo? Mi rivolgo specialmente ai dottori presenti in questa sala: per me non è abbastanza sicuro. Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve ed utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni ed anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale? Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina: causa molti più decessi e complicazioni più gravi. E’ mai stata dichiarata una pandemia per questo? A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato “Compriamo il vaccino per tutti!”? Non riesco a ricordarmene.<br />
Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Traduzione del discorso di Ewa Kopacz, medico e  Ministro della Sanità Polacco (traduzione reperibile sui siti di <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/11/16/Influenza-A-la-truffa-suina.aspx" target="_blank">Byoblu</a>, <a href="http://www.disinformazione.it/influenza_morti.htm" target="_blank">Disinformazione,</a> vari Forum e blog).</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Una piccola riflessione: la Polonia ha un Ministero della Sanità e ha un ministro, che prima di essere un ministro, si ricorda di essere un medico (con venti anni di professione alle spalle) .</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Italia non ha un Ministero della Sanità (abbiamo la salute accorpata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), il Ministro non mi risulta essere un medico e soprattutto la personalità scelta dal governo per  informare gli italiani sull&#8217;influenza, non è ne&#8217; un premio Nobel, ne&#8217;  un medico, ne&#8217; uno scienziato, bensì un pupazzo di pezza,&#8230; tale Topo Gigio&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Altri Links<br />
<a href="http://cnews.canoe.ca/CNEWS/World/2009/11/14/11746331-ap.html" target="_blank">La notizia sulle morti in Cina da Cnews</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.digitaljournal.com/article/281228" target="_blank">La notizia sulle morti in Svezia da &#8220;Digital Journal&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=506601&#38;idsezione=9&#38;idsito=1&#38;idtipo=2" target="_blank">La notizia del Ministro Polacco su &#8220;Ticino On Line&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/nuova-influenza-6/ministro-polacco/ministro-polacco.html" target="_blank">La notizia del Ministro Polacco su  &#8220;Repubblica&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200911articoli/49521girata.asp" target="_blank">La notizia del Ministro Polacco su &#8220;La Stampa&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/11/articolo/1862/" target="_blank">La notizia del Ministro Polacco su &#8220;Il Manifesto&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.unita.it/rubriche/cotroneo/91429" target="_blank">Un articolo sul ruolo dei media su questo caso da &#8220;L&#8217;Unità&#8221;</a></p>
<p style="text-align:justify;">Il video di Claudio Messora &#8220;Byoblu&#8221; su &#8220;Influenza A: la grande truffa suina&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/nWaYtgJVHwc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/nWaYtgJVHwc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La verità sulla riduzione del consumo di risorse non rinnovabili da parte della Cina.]]></title>
<link>http://cabalco83.wordpress.com/2009/11/25/la-verita-sulla-riduzione-del-consumo-di-risorse-non-rinnovabili-da-parte-della-cina/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:28:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bauer Fike</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 15 percento &nbsp; La visita del Presidente Obama in Cina ha confermato che ormai Pechino sa e pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il 15 percento &nbsp; La visita del Presidente Obama in Cina ha confermato che ormai Pechino sa e pu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bukan cerita retorik*]]></title>
<link>http://linakama.wordpress.com/2009/11/25/cerita-yang-tidak-retorik/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:59:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>lina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Terima kasih, tanpa entry yang baru, blog ini masih sudi dikunjungi oleh orang yang mencari ulasan b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Terima kasih, tanpa <em>entry </em>yang baru, blog ini masih sudi dikunjungi oleh orang yang mencari ulasan buku (Begitulah apa yang wordpress beritahu). Ramai yang sampai ke sini dengan kata kunci &#8220;Andrea Hirata&#8221;, &#8220;Faisal Tehrani&#8221;, &#8220;Pramoedya&#8221;, &#8220;Abdullah Hussain&#8221; dan tajuk buku2 mereka. Selain kata kunci &#8220;Ultraman&#8221;, &#8220;Murayya Paniculata&#8221; dan &#8220;perempuan sunyi&#8221; (Ceh!). Ada juga sampai ke sini dengan kata kunci &#8220;kisah beromen&#8221; (Hey! keji tau..)</p>
<p align="justify">Maka dengan nawaitu untuk terus diberi perhatian (<em>minta puji</em> orang Sabah kata) maka saya mahu tulis tentang buku lagi kali ini.</p>
<p align="justify">Tajuknya Interlok dan ditulis oleh Abdullah Hussain, sasterawan negara yang ke 8 (Wah! nombor manyak ong!). Ini adalah buku pertama yang saya beli dalam format kulit keras. Antara buku fiksyen yang paling mahal saya beli. Saya mahu meraikan keindahan sastera negara. Gitu!</p>
<div id="attachment_787" class="wp-caption aligncenter" style="width: 192px"><a href="http://linakama.wordpress.com/files/2009/11/interlok.jpg"><img class="size-full wp-image-787  " title="interlok" src="http://linakama.wordpress.com/files/2009/11/interlok.jpg" alt="" width="182" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">.</p></div>
<p align="justify">Interlok berlatarbelakangkan sebuah kampung di Tanah Melayu waktu pra-kemerdekaan. Ianya di pecahkan kepada empat bab.</p>
<p align="justify">Bab pertama tentang Seman yang baru menyedari kekayaan yang dimilki oleh keluarganya hanyalah ilusi. Tiba2 diberitahu dia tidak berharta setelah ayahnya meninggal dunia dan kerana kejahilan tentang pentingnya pendidikan, Seman dihalang ke sekolah. Maka, itulah Seman, miskin, tidak berpelajaran dan merempat di tanah sendiri.</p>
<p align="justify">Bab kedua tentang Cing Huat yang datangnya dari tanah besar Cina dengan semangat membara lari dari kemiskinan yang menjerut lalu bernafas hasil dari kecekalan melawan tipu muslihat. Maka itulah Cing Huat, cekal, licik dan kaya di tanah orang.</p>
<p align="justify">Bab ketiga tentang Maniam yang datangnya dari Kerala, setelah mendengar kisah satu tempat  dimana apa sahaja yang dipegang boleh menjadi duit, dengan tekad Maniam terpaksa meninggalkan isteri dan anaknya dan mencuba apa sahaja. Setelah beberapa lama di Tanah Melayu, kedengaran isterinya di Kerala berkahwin dengan lelaki lain. Maka itulah Maniam, kecewa, pelarian perasaan, di tanah orang.</p>
<p align="justify">Bab keempat interlok. Dimana ketiga2 mereka tadi rupanya mempunyai kaitan yang berselirat lantas akhirnya merungkai setiap nasib. Di dalamnya muncul kisah melawan Malayan Union, kekejaman jepun, kesetanan komunis. Dan tiba2 muncul pula perjuangan melayu yang berapi2 yang tiba2 ada kekuatan merampas semula tanah mereka, kemudian tiba2 pula si cina dan si india bersepakat membantu kerana sebab2 tersirat. Setiap watak menyumbang kepada berlakunya nasib watak yang lain. Ye lah! kita ni wujud di dunia bukanlah kerana kebetulan.</p>
<p align="justify">Buku ini adalah metafora buku sejarah Malaysia. Jika tidak suka membaca buku sejarah, maka bacalah buku ini. Dengan halus dan terperinci melalui setiap watak, sasterawan negara ini mampu menerangkan bagaimana kaum cina dan india menyumbang kepada kekuatan ekonomi dan akhirnya diterima menjadi sebahagian dari negara ini. (Adakah satu hari nanti si Indon, si Bangla, si Nepal, si Pilliphine, si Om akan dianggap sebagai sebahagian dari negara ini? Lu pikirlah sendiri). Bagaimana si melayu yang berada ditanah sendiri terus miskin dan tidak tahu untuk maju.  Buku ini menyelami jiwa dan perasaan watak2 sejarah. Ianya melangkaui buku sejarah biasa yang kering emosi walaupun banjir dengan fakta.</p>
<p align="justify">Cerita disusun kedepan dan kebelakang dengan terancang sekali. Buku ini terletak pada kelasnya yang tersendiri. Bacalah buku ini jika mahu belajar menghargai kemerdekaan, kecekalan, persahabatan, pendidikan, pengkhianatan, kebodohan dan penjajahan. Jangan cari kisah cinta yang dibantu pari2. Tidak ada.</p>
<p>Buku ini telah menang dalam Peraduan Mengarang Novel 10 Tahun Merdeka (1967)</p>
<p align="justify">Saya suka sejarah. Memahami sejarah membuatkan saya menghargai pesahabatan saya dengan si cina, si india dan si kadazan. Saya, Anita Wong, Thulasimani dan Patricia jika berjumpa tidak suka bersalaman. Kami berpeluk. (Ini bukan iklan retorik* 1Malaysia seperti di tv. Ini betul2)</p>
<p>* Retorik = penuh dgn bahasa atau kata yg indah dan muluk utk mempengaruhi pemikiran pendengar (Kamus Dewan)</p>
<p>(<em>Bunyi runut iringan –Malaysia Satu, Faizal Tahir</em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Domanda per la domanda cinese (o domanda al quadrato)]]></title>
<link>http://economictag.wordpress.com/2009/11/25/domanda-per-la-domanda-cinese-o-domanda-al-quadrato/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:32:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>economictag</dc:creator>
<guid>http://economictag.wordpress.com/2009/11/25/domanda-per-la-domanda-cinese-o-domanda-al-quadrato/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; opinione comune che, tra le mille cause del credit crunch planetario, vi sia stata l&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Ho complato un po' di loba" src="http://www.bricke.net/blog/allegati/busta-plastica.jpg" alt="" width="136" height="152" /></p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; opinione comune che, tra le mille cause del credit crunch planetario, vi sia stata l&#8217;eccessiva propensione al risparmio dei cinesi, che hanno investito la loro liquidità in particolare sul mercato americano. Inondati di denaro, gli americani a lungo si sono permessi di vivere al di sopra dei propri mezzi.</p>
<p>Allo stesso modo, è convinzione diffusa che la locomotiva della ripresa globale dovrà essere la domanda interna cinese, ancora troppo scarsa.</p>
<p>Eppure, da anni le cronache dalla Cina ci raccontano di un mondo in preda ad una sorta di bulimia consumistica, almeno nelle grandi metropoli. Ristoranti e negozi aumentano a dismisura, e i brand occidentali (ormai non più nel senso della proprietà, ma della tipologia di prodotto) conquistano sempre più mercato. I cinesi del ceto medio che assaggiano per la prima volta gli agi e il benessere hanno una tendenza a spendere molto elevata.</p>
<p>Ma allora, in che senso i cinesi devono mettersi a consumare di più se già sembrano affetti da shopping compulsivo?</p>
<p>In primo luogo, la classe media che può spendere e spandere, per quanto estesa (250 milioni di persone), rappresenta ancora solo 1/5 dell&#8217;intera popolazione cinese. Tutti gli altri, specialmente in campagna, sono ancora costretti a risparmi molto ingenti per garantirsi la pensione, l&#8217;assicurazione sanitaria e l&#8217;educazione per i figli, che nella Cina comunista sono appannaggio dell&#8217;iniziativa privata. Inoltre, molti lavoratori sono pagati troppo poo: nella torta tra profitti  e salari, la fetta dei primi è di gran lunga preponderante.</p>
<p>Per tutti questi motivi, una rivalutazione dello yuan sarebbe benvenuta: permetterebbe a tanti cinesi di accedere a merci straniere &#8211; magari di qualità, come l&#8217;abbigliamento italiano &#8211; e ridurrebbe i profitti esteri delle aziende esportatrici, spostando così la bilancia su posizioni meno inique. Per ora, il controllo del cambio da parte del Consiglio di Stato cinese (e non della Banca Centrale) è ferreo, sebbene lasci intendere un apprezzamento di circa il 20% nei prossimi anni. I nuovi ceti, ingolositi dall&#8217;agiatezza dei colletti bianchi, sapranno aspettare?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cina - ceramica, dal neolitico agli Han]]></title>
<link>http://orientamenti.wordpress.com/2009/11/25/cina-ceramica-dal-neolitico-agli-han/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:09:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>orientamenti</dc:creator>
<guid>http://orientamenti.wordpress.com/2009/11/25/cina-ceramica-dal-neolitico-agli-han/</guid>
<description><![CDATA[  &nbsp; Durante il Neolitico (IX – III millennio a.C.) le varie culture distribuite tra il Liaoning]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> 
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<p>Durante il Neolitico (IX – III millennio a.C.) le varie culture distribuite tra il Liaoning e il Guangdong produssero una varietà di terrecotte i cui attributi tipologici (forma, colore, decorazione) permettono agli studiosi di identificare i vari siti archeologici con questa o quella cultura, e di ricostruire la loro evoluzione.</p>
<p>Gli studi tipologici sulle terrecotte hanno consentito di capire che le varie culture neolitiche non erano isolate, ma intrattenevano rapporti di scambio culturale.</p>
<p>Nella seconda metà del IV millennio a.C. i vasai della cultura neolitica Dawenkou concepirono il tornio. <img class="alignright" src="http://www.webalice.it/inforestauro/imgarte/ceram1.jpg" alt="" width="120" height="129" /><br />
<a href="http://www.webalice.it/inforestauro/imgarte/ceram1.jpg"></a><br />
Accanto alle terrecotte rosse dipinte, comparvero anche ceramiche nere e bianche dalle forme complesse e dal corpo raffinato (non adibite all’uso quotidiano evidentemente). Con l’avvento dell’Età del Bronzo la presenza di ceramiche in ambito religioso diminuì a favore del metallo.</p>
<p>Comunque i corredi funerari dell’aristocrazia Xia, Shang e Zhou hanno restituito esemplari di terracotta bianca e nera , identici per forma e decorazione ai loro modelli in metallo.<br />
Nella Cina settentrionale la produzione della ceramica aveva legami con l’industria del bronzo, mentre a sud, in una zona d’influenza diversa da quella Shang, veniva inventato un nuovo tipo di ceramica, cotta ad alta temperatura (1150° C) e invetriata.<br />
Il corpo di questo nuovo tipo di ceramica, detto grès, era preparato con argille raffinate, mentre l’invetriatura era costituita da cenere vegetale.
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<p>L’alta temperatura permetteva al corpo di essere più duro, compatto e impermeabile rispetto alla terracotta e faceva sì che la cenere vegetale fondesse trasformandosi in pellicola vetrosa.<br />
I ceramisti capirono che le gocce di materiale vetroso che cadevano sul corpo dei recipienti dopo la cottura erano la cenere creata dalla combustione della legna che si depositava sulle pareti della camera di cottura, dove fondeva per l’alta temperatura e colava sul vasellame, e iniziarono a <a href="http://www.unarosadoro.com/gioiegioielli/incensiereceladon.jpg"></a>ricoprire di proposito i prodotti con cenere vegetale.</p>
<p>Il colore del corpo e della coperta (grigio e verde) era il risultato della cottura in atmosfera riducente (povera di ossigeno), se fosse stata ossidante il corpo sarebbe diventato rossastro e l’invetriatura da gialla a marrone, in base alla percentuale di ferro contenuta in essa.<em> </em>In occidente l’invetriatura verde cotta ad alta temperatura è nota con il nome di cèladon (dal colore della veste del personaggio del romanzo pastorale l’Astrèe).<br />
In realtà il colore della vetrina cèladon non era limitato al verde, ma comprendeva tutta la tonalità che va dal verde all’azzurro.</p>
<p>Siccome i primi ritrovamenti di ceramiche invetriate cotte ad alte temperature di epoca Shang avvennero in siti settentrionali (soprattutto nello Henan), gli archeologi dedussero che anche i centri manifatturieri dovevano trovarsi a nord, mentre le indagini archeologiche hanno rilevato che le fornaci in cui queste ceramiche venivano realizzate si trovavano in regioni meridionali, in un’area nota come Yue, uno stato confinante con i territori Zhou, considerato semi-barbarico.<br />
Queste ceramiche venivano acquistate dall’aristocrazia settentrionale e trasportate per oltre mille chilometri attraverso regioni appartenenti a realtà politiche diverse, questo per le particolari qualità che presentavano: erano invetriate e di conseguenza impermeabili, lucide, resistenti e di colore verde (come alcune giade e come la patina che si forma sui bronzi).</p>
<p> La produzione di grès invetriato proseguì durante le epoche successive; vi fu un progresso sostanziale nella preparazione di corpi sempre più sottili e raffinati, e di vetrine di colore verde. Durante il periodo degli Stati Combattenti (453 – 221 a.C.) si cominciò a modellare sul tornio il vasellame da invetriare e le fornaci “a drago” (chiamate così per la loro forma allungata) divennero più efficienti.<br />
Le forme e le decorazioni erano ispirati ai bronzi e alle lacche contemporanee, ma includevano un gran numero di oggetti quotidiani.<br />
Questo dovrebbe essere un segno di mutamenti nell’ambito del corredo religioso.
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<p>Verso la fine del periodo degli Han Occidentali, mentre i vasai meridionali erano intenti a recuperare l’antico splendore delle ceramiche cèladon (con la conquista del regno di Yue da parte del regno di Chu, la produzione subì una battuta d’arresto), a nord ci si cimentava con l’invetriatura che cuoce a bassa temperatura. L’ingrediente che permette di abbassare il punto di fusione della vetrina a circa 800° C è il piombo. Questo tipo di invetriatura è detta piombifera, dai colori verde e nocciola.</p>
<p>Nonostante la vetrina al piombo si rivelasse altamente tossica, le invetriature a bassa temperatura avevano il vantaggio i essere brillanti, lisce, nascondevano le impurità del corpo, potevano essere colorate ed era possibile produrre oggetti invetriati risparmiando sul consumo di combustibile.
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<p>In epoca Han, l’invetriatura al piombo veniva applicata sia sui recipienti che su modellini, probabilmente fabbricati esclusivamente per uso funerario. Gli “oggetti dello spirito” (mingqi) più frequentemente rivestiti di invetriatura piombifera erano modellini di granai, abitazioni, animali; tutto ciò che era legato alla vita terrena e alle proprietà del defunto (dato che una parte della tomba rappresentava la continuazione della vita terrena , veniva rifornita con tutto ciò che ricreava l’esistenza terrena del defunto).<br />
Molti mingqi non presentavano l’invetriatura piombifera, ma erano dipinti con colori a freddo (per questo sulle terrecotte pervenuteci sono rimaste solo tracce dei pigmenti), che all’epoca avrebbero fornito un forte impatto visivo. <a href="http://www.wisc.edu/arth/ah370/370.pub/110961th.gif"></a><br />
L’impatto era fornito anche dalla dimensione e dalla quantità dei corredi: l’esempio più eclatante in questo senso è quello dei soldati dell’esercito di terracotta del primo Augusto Imperatore dei Qin. Anche gli imperatori della successiva dinastia Han Occidentali mantennero la pratica di interrare figurine (guerrieri in assetto di battaglia, musici, animali da fattoria ecc.), anche se di dimensioni ridotte. <img class="alignright" src="http://wol.ly/wp-content/uploads/2007/08/800px-group_of_soldiers.jpg" alt="" width="480" height="359" /></p>
<p>Le figure dei soldati dell’esercito di terracotta (i quali sembrano avere ciascuno una precisa identità fisionomica) sono stati realizzati combinando diversi elementi prodotti in serie, per ciascuno dei quali esistevano delle varianti. Le figure constano di sette parti principali – base, piedi, gambe, corpo, braccia, mani e testa – modellate separatamente e poi assemblate.  Le componenti cilindriche – braccia e gambe- erano realizzate avvolgendo lastre di impasto argilloso in tubi, o con il metodo “a colombino”. La forma della testa, l’acconciatura, il copricapo, i baffi, la barba, i dettagli dell’armatura e delle scarpe venivano invece plasmati direttamente sulle figure da maestri scultori.</p>
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<p>Per ridurre i rischi di effetti indesiderati durante la cottura delle statue, venne utilizzata l’argilla locale, il löss, che risolveva ad esempio al problema del peso (150/200 kl) che le gambe delle statue dovevano sostenere; realizzando le gambe molto spesse, grazie all’impiego del löss, nonché porose, si evitavano il cedimento dovuto al peso e l’esplosione ( a causa della pressione dell’acqua in evaporazione).<br />
Il lavoro era affidato ad operai coscritti, suddivisi in squadre dirette da un capomastro, occupandosi delle fasi di lavorazione dall’impasto dell’argilla alla modellatura completa; mentre la cottura era affidata ai fuochisti.
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<p>I capimastri, reclutati nelle manifatture imperiali o da quelle private locali, apponevano la loro “firma” sul manufatto (i primi apponendo un sigillo, i secondo incidendo con uno stilo l’impasto ancora umido), al fine di garantire una sorta di controllo sulla qualità della produzione (in questo modo, era possibile risalire alla squadra autrice di sculture difettose e multarla secondo le leggi vigenti).<img class="alignright" src="http://www.leisureopportunities.co.uk/images/090207-terracotta.jpg" alt="" width="198" height="196" />
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<p>L’esecuzione delle sculture nella necropoli del primo Augusto Imperatore fu un evento unico. I corredi di epoca Han – sebbene molto ricchi- furono inferiori per quantità, i dettagli delle statuette erano quasi sempre dipinti anziché scolpiti, e la produzione era distribuita fra molti laboratori, anziché essere concentrata in un unico sito. <a href="http://www.viaggiarechepassione.it/viaggi/marcopolo/marcopolo123.jpg"></a><br />
L’organizzazione delle manifatture prevedeva un alto grado di specializzazione tra gli operai.
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<p>Le statuine erano eseguite mediante coppie di stampi, poi le due parti venivano fissate con la barbottina. Anche i modellini architettonici erano composti da diversi elementi ricavati da stampi e saldati con il collante. Se le sculture erano destinate a essere coperte di invetriatura piombifera, venivano trasferite nei laboratori degli operai addetti a questa fase; altrimenti, una volta raggiunto il giusto grado di umidità, venivano caricate nella fornace.
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<p>                              <img class="aligncenter" src="http://www.procedureman.com/uploaded_images/P1000988-756857.JPG" alt="" width="461" height="346" />
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<div class="wp-caption alignnone" style="width: 592px"><img class=" " src="http://www.parlandosparlando.com/picture_library/mausoleo_imperatore_Qin_Shi_Huangdi/planimetria_area_mausoleo.gif" alt="" width="582" height="431" /><p class="wp-caption-text">Planimetria mausoleo dell&#39;imperatore Qin Shi Huang Di</p></div>
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<p><strong> </strong> <strong>per approfondimenti:  </strong>
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<p><a href="http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Cinesi/ceramica.html">Ceramica cinese</a>
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<title><![CDATA["I leoni danzanti" sono in piazza Dante a Campi Bisenzio sabato 28 novembre alle ore 10]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/11/25/i-leoni-danzanti-sono-in-piazza-dante-a-campi-bisenzio-sabato-28-novembre-alle-ore-10/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:35:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato 28 novembre ore 10 in piazza Dante ci sarà uno spettacolo offerto dall&#8217; Associazione Im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Sabato<a href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.1bf0f2378b6f6780c8f7/danzadeleonejpg.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5603" title="fondazione" src="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.1bf0f2378b6f6780c8f7/danzadeleonejpg.jpg?w=285" alt="" width="250" height="171" /></a> 28 novembre ore 10</strong> in piazza Dante ci sarà uno spettacolo offerto dall&#8217; Associazione Imprenditori Cinesi. La <strong>danza del leone</strong> è una danza rituale usata in tutto l&#8217; Oriente ed eseguita, in diverse occasioni della vita sociale, per propiziare buoni auspici e fortuna. In Cina, in occasione del capodanno migliaia di leoni e draghi danzano per le strade come segno di buon augurio e di saluto per un nuovo anno ricco e fortunato.<br />
La danza affonda le sue radici nella più antica cultura orientale; la leggenda identifica il Leone originariamente come animale salvatore di villaggi infestati da mostri e di grandi disgrazie, poi come sinonimo di abbondanza, benessere, fortuna e prosperità, tanto da innalzarlo, insieme al Drago, come animale simbolo della Cina. <a href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.0e29f39743c426131a2b/danzadeleone2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5603" title="fondazione" src="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/images/D.0e29f39743c426131a2b/danzadeleone2.jpg?w=285" alt="" width="250" height="171" /></a>Tecnicamente sono richiesti due atleti, uno gestisce la parte superiore del corpo, controllando le zampe anteriori, il movimento della testa, degli occhi e della bocca, l&#8217;altro ha una visuale piuttosto ridotta, si occupa del corpo e della coda ed è agganciato al primo, controlla i movimenti delle zampe posteriori e del bacino e deve essere abile nel mimare con le movenze del corpo, gli atteggiamenti eseguiti dalla testa. La danza e&#8217; accompagnata da un sottofondo musicale che prevede un Tamburo, due Piatti ed il Gong. Il Tamburo e&#8217; molto importante in tutta la rappresentazione perche&#8217; scandisce il ritmo ed impone I movimenti che il leone dovra&#8217; eseguire. Chi suona i Piatti si dispone di fianco al tamburo con il viso rivolto verso il musicista che mantiene il suo sguardo attentamente sul leone. (<a href="http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5694" target="_blank">Tratto dal sito del Comune di Campi Bisenzio</a>).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Socialismo nello scontro di civiltà]]></title>
<link>http://andreapisauro.wordpress.com/2009/11/24/il-socialismo-nello-scontro-di-civilta/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:06:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Plex</dc:creator>
<guid>http://andreapisauro.wordpress.com/2009/11/24/il-socialismo-nello-scontro-di-civilta/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; http://www.labouratorio.it/2009/10/13/socialismi-il-socialismo-nello-scontro-di-civilta/ Il g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p>http://www.labouratorio.it/2009/10/13/socialismi-il-socialismo-nello-scontro-di-civilta/</p>
<p>Il generale crollo elettorale dei partiti socialisti in giro per l’Europa ha alimentato  un diluvio di analisi, studi, domande e risposte. Lungi da me il tentativo di addentrarsi nei meandri del dibattito. Più modestamente, si vuole qui introdurre un punto di vista <img class="alignright" title="Samuel Huntigton" src="http://www.non-stop.sk/UserFiles/File/Osobnosti/Samuel%20Huntington.jpg" alt="" width="297" height="341" />parzialmente inedito che si può sintetizzare in una domanda: può il Movimento Socialista prescindere dal prendere una posizione, e quindi ri-definirsi, in relazione ai profondi sconvolgimenti che stanno rivoluzionando l’ordine geopolitico globale?</p>
<p><!--more-->La questione dei mutamenti dell’ordine globale è recentemente salita alla ribalta in seguito all’esplodere della crisi economica globale (che appare peraltro come una crisi occidentale con effetti globali), nel settembre scorso, e nella successiva elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Molti osservatori hanno visto in questi due momenti una cesura netta, in campo economico e in campo politico, tra l’epoca della supremazia americana post-Guerra Fredda e quella prossima ventura del Mondo Multipolare, nel quale contesto Obama ha prima teorizzato e poi concretamente mostrato di voler operare.</p>
<p>In effetti è forse utile inserire questi due eventi quasi del tutto concomitanti in uno schema di portata più ampia che sappia anche tratteggiare seppure in modo vago gli scenari futuri.</p>
<p>La questione del futuro ordine globale, della direzione nella quale va il mondo, si era posta, seppure in uno scenario completamente diverso, all’indomani della caduta del muro di Berlino che aveva posto fine a 50 anni di Guerra Fredda. La questione fu lungamente dibattuta al punto da uscire dall’orbita delle discussioni tra analisti e addetti ai lavori per arrivare a irrompere nel dibattito pubblico americano e più in generale occidentale grazie all’enorme fortuna avuta da due celeberrimi saggi. Il primo, un incredibile caso editoriale, fu “La fine della storia” di Francis Fukuyama. La tesi dell’autore, che oggi prova blandamente a correggere il tiro, era che con il crollo dell’Unione Sovietica nulla più avrebbe contrastato la superiorità della democrazia liberale sulle altre forme di governo. Dalla qual cosa l’autore faceva discendere la fine della storia intesa come scontro di potere e per il potere tra i principali attori della politica internazionale, identificando in qualche modo in un’unica entità geopolitica tutti quei paesi che avessero sposato la causa della democrazia e della libertà.</p>
<p>A breve giro di posta, con un articolo sulla rivista Foreign Affairs del 1993, divenuto un fortunatissimo saggio, il professor Samuel Huntington leggeva in un inevitabile “Scontro di civiltà” l’ineluttabile destino del nuovo ordine mondiale. E se la tesi di Fukuyama non ha retto alla prova del tempo e appare oggi chiaro a tutti gli osservatori come non sia la forma di governo, o perlomeno non solo questa, a dettare le condizioni dell’ordine politico del globo, è invece assai interessante rileggere il saggio del grande politologo americano recentemente scomparso.</p>
<p>La tesi del libro si basa sull’assunto che con la fine della Guerra Fredda le differenze ideologiche nella dottrina politica dei governi tenderanno a perdere importanza nel determinare le dinamiche della politica estera degli stati. Al contrario il miglior schema possibile per interpretare la formazione di alleanze e la nascita di conflitti diventerà quello di considerare gli aspetti culturali che caratterizzano gli attori del gioco politico. L’elemento chiave, l’attore primo del nuovo ordine globale diventa allora la civilità, intesa come il più grande elemento geopolitico che è dotato di una cultura omogenea e distinta da quella delle altre civiltà.</p>
<p>Le civiltà di Huntington (ovvero quelle riconosciute come tali dalla maggior parte degli studiosi della materia) sono 8: occidentale, ortodossa, islamica, cinese, giapponese, indiana, latino-americana, africana. Ciascuna di esse, a parte l’Islam che per questa mancanza paga e pagherà dazio in termini di influenza politica, presenta uno stato guida, determinabile in base al suo potere in campo politico, economico e militare ma anche in base al prestigio storico e culturale che gli fornisce l’autorevolezza necessaria a vedere riconosciuto il proprio status dagli altri membri della propria civiltà. Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone, India, Brasile, Sudafrica saranno i centri di potere in cui negoziare i futuri equilibri. Huntington teorizza con estrema lungimiranza (circa 15 anni di anticipo) quel mondo multi-polare che tutti gli osservatori riconoscono sia nato dal declino della supremazia indiscussa dell’Occidente sul mondo.</p>
<p>Ed è proprio questo declino, giunto a un punto di svolta nell’autunno del 2008, che Huntington descrive lucidamente in un momento storico in cui viceversa molti più erano i cantori delle meravigliose sorti progressive dell’Occidente, la cui inesorabile perdita di potere si accompagna a due poderosi movimenti storici: il boom demografico della civiltà islamica e, ancor di più,  il boom economico asiatico, che investe in pieno almeno due civiltà, la sinica o cinese e quella indiana.</p>
<p>Nell’analisi di Huntington allora, la crescente importanza dell’elemento culturale autoctono e caratteristico, evidente tanto nell’Islam della Rinascita Islamica quanto nella industriosa Rivoluzione Confuciana cinese, va di pari passo con la crescita di influenza politica di civiltà millenarie da troppo tempo ridotte all’ininfluenza politica.</p>
<p>Sotto questa nuova luce trovano nuove interpretazione tanto la quasi totalità dei conflitti armati del periodo post-Guerra Fredda, quanto le dinamiche di conflittualità endemica che attraversano i confini di “faglia” tra civiltà contigue, con particolare riferimento a quelle che circondano la civiltà islamica (affermazione questa che ha, come si immagina facilmente, arroventato notevolemente il dibattito attorno alla tesi del professore).</p>
<p>Ma la tesi del professor Huntington non si limita a spiegare e prevedere con incredibile precisione le direzioni delle strategie geo-politiche della quasi totalità degli stati.</p>
<p>L’idea stessa che la fine della Guerra Fredda e dei conflitti di matrice ideologica trovi naturale sbocco nella ripresa di quelli culturali evidenzia un altro aspetto che nel libro rimane quasi sottotraccia. La storia dell’umanità è stata fin dall’inizio una storia di conflitti tra civiltà. Sebbene in un’accezione meno estesa di quella tipica del mondo globalizzato, dove la civiltà è un insieme culturale, etnico e religioso anche estremamente vario al suo interno, per tutta la storia dell’uomo i conflitti di natura religiosa o etnica superano di gran lunga quelli relativi a ragioni economiche o idelogiche. E se l’ordine globale è stato per 50 anni retto da un equilibrio tra due sistemi ideologici, questo è dovuto al fatto che l’ordine delle civiltà era già risolto alla radice dall’inarrivabile supremazia dell’Occidente che affonda le sue radici in 500 anni di dominio scientifico, militare, economico e quindi politico.</p>
<p>Ed in effetti tanto la Democrazia Liberale quanto il Socialismo Reale sono due prodotti indiscutibilmente legati all’Occidente che hanno trovato poi diffusione in tutto il mondo.</p>
<p>Di nuovo rispetto al passato, il mondo globalizzato porta l’estensione del processo di modernizzazione degli stati che solo permette di ristabilire le condizioni di base perché tutte le civiltà competano sullo stesso piano.</p>
<p>Dunque, il mondo tratteggiato da Huntington è tutt’altro che un mondo alla fine della sua storia, ma anzi una polveriera dove si fronteggiano 8 fronti, divisi da rivalità storiche e profonde diversità, in cui occorrerà negoziare un nuovo ordine globale che soddisfi le superpotenze emergenti (Cina, India, Brasile), senza scontentare troppo quelle al tramonto (Russia, ma anche Stati Uniti).</p>
<p>Senza scendere ulteriormente nel dettaglio della ricchissima analisi Huntingtoniana, possiamo subito ricavare una lezione utile per quanto riguarda l’Europa e il Movimento Socialista. Ci si deve allora subito interrogare se la pretesa universalistica che il Socialismo ha fin dalla sua nascita non discenda da altro che non dalla tipica pretesa occidentale di considerare universali valori e consuetudini che le sono proprie. La retorica dei diritti umani ad esempio, le cui radici storico-culturali affondano tanto nell’illuminismo rivoluzionario quanto nel giusnaturalismo cristiano, è un prodotto dell’elaborazione culturale occidentale imposto al mondo in un’epoca in cui questo era ai piedi dell’Occidente e che, ci possa piacere o meno, non è assolutamente condiviso in modo universale dalle altre civiltà.</p>
<p>Se dunque il Movimento Socialista si dimostra in questa fase afasico e incapace di spinta propulsiva, è forse anche perché non è ancora stato avviato un dibattito serio sul suo ruolo e la sua relazione con i caratteri della civiltà occidentale. Ed il successo continentale delle destre dei movimenti xenofobi ed euroscettici può non essere altro che un riflesso del mutato atteggiamento dell’elettorato che inizia sempre più ad anteporre questioni di identità culturale e religiosa a quelle economiche. Del resto, è evidente anche agli osservatori più distratti come la Chiesa, fonte di elaborazione primaria del pensiero cristiano che è evidentemente elemento fondante dell’identità occidentale, abbia da tempo intrapreso un percorso di redifinizione e riposizionamento della propria funzione politico-culturale in seno alla civiltà occidentale. Percorso che ha trovato nel pontificato di Papa Ratzinger e nel celeberrimo discorso di Ratisbona la sua espressione migliore. Nulla di analogo è avvenuto nel campo socialista dove al contrario la maggior parte delle analisi rinverdiscono la centralità dell’iniziativa economica come risposta politica a una crisi che in verità può in un certo senso apparire inevitabile più per ragioni storiche che prettamente economiche.</p>
<p>Un ulteriore banco di prova delle possibilità di rilancio dell’Idea socialista riguarda allora  il delicatissimo problema dell’immigrazione e della concreta possibilità di una società multi-etnica o multi-culturale. A ben vedere, a decenni di distanza dall’avvento di imponenti flussi migratori verso l’Europa da paesi de-colonizzati di altre civiltà, quel modello sembra essere entrato in crisi tanto nelle Banlieu parigine quanto nella crogiuolo di razze londinesi e perfino nella patria della tolleranza olandese. Gridare al razzismo di fronte alla crescita di episodi di intolleranza potrà forse essere autoconsolatorio e rinnovare la propria sensazione di essere nel giusto. Ma un modello credibile di integrazione multiculturale non può prescindere dal riconoscere che sono proprio i caratteri della società aperta di stampo occidentale a rendere possibile una convivenza pacifica. E che dunque l&#8217;integrazione si ha all&#8217;interno di valori condivisi che allo stato delle cose non possono non essere quelli propri della civiltà occidentale. Trovare un&#8217;alternativa credibile tanto ai fermenti di intolleranza di matrice xenofoba quanto alle illusorie speranze di convivenza pacifica all&#8217;interno di un contesto culturale slegato dalla propria civiltà di riferimento, sembra essere la strada, difficilissima, che i socialisti europei si trovano ad affrontare.</p>
<p>Per oltre 50 anni il movimento Socialista si è caratterizzato per il concreto perseguimento dei propri obiettivi politici “statutari” all’interno di una cornice di rispetto assoluto dei caratteri dominanti dell’Occidente (pluralismo, individualismo, stato di diritto), arrivando per questo ad essere anche in forte contrapposizione con i movimenti comunisti ed in fine battendoli. Riuscirà nel nuovo mondo dello scontro di civiltà a costruire una strategia globale che concilii la tutela degli interessi strategici della propria civiltà di appartenenza con le proprie caratteristiche fondanti?</p>
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</item>
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<title><![CDATA[Dichiarazione conclusiva dell’incontro di Delhi tra i partiti comunisti di tutto il mondo]]></title>
<link>http://andremusa.wordpress.com/2009/11/24/dichiarazione-conclusiva-dell%e2%80%99incontro-di-delhi-tra-i-partiti-comunisti-di-tutto-il-mondo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:14:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>andremusa</dc:creator>
<guid>http://andremusa.wordpress.com/2009/11/24/dichiarazione-conclusiva-dell%e2%80%99incontro-di-delhi-tra-i-partiti-comunisti-di-tutto-il-mondo/</guid>
<description><![CDATA[su www.lernesto.it             Questo 11 ° Incontro Internazionale dei partiti comunisti e dei lavor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>su www.lernesto.it            <img class="alignleft" src="http://www.sitocomunista.it/Immagini/pci/compagni/bandiere.jpg" alt="" width="300" height="385" /></p>
<p>Questo 11 ° Incontro Internazionale dei partiti comunisti e dei lavoratori, tenutosi a Nuova Delhi, dal 20 al 22 novembre 2009 per discutere sul tema &#8220;La crisi internazionale del capitalismo, la lotta dei lavoratori e dei popoli, le alternative e il ruolo dei comunisti e del movimento operaio:</p>
<p>- ribadisce che l&#8217;attuale recessione globale è una crisi sistemica del capitalismo che dimostra così tutti i suoi limiti storici e la necessità per il suo rovesciamento rivoluzionario. Esso dimostra l&#8217;acuirsi della contraddizione principale del capitalismo tra la sua natura sociale di produzione e l’appropriazione individuale capitalista. I rappresentanti politici del capitale cercano di nascondere questa contraddizione irrisolvibile tra capitale e lavoro che è al centro della crisi.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Questa crisi intensifica le rivalità tra le potenze imperialiste, che insieme con le istituzioni internazionali, il FMI e Banca mondiale, il WTO ed altri, stanno aumentando le proprie “soluzioni” che essenzialmente comportano l’intensificare lo sfruttamento capitalista. “Soluzioni” militari e politiche sono perseguite in modo aggressivo a livello mondiale da parte dell&#8217;imperialismo. La NATO sta promuovendo una nuova strategia aggressiva. I sistemi politici sono sempre più reazionari e limitano le libertà democratiche e civili, i diritti sindacali, ecc. Questa crisi è un ulteriore approfondimento della corruzione strutturale che, sotto il capitalismo, viene istituzionalizzata.</p>
<p>- Ribadisce che l&#8217;attuale crisi, probabilmente la più profonda ed onnicomprensiva sin dai tempi della Grande Depressione del 1929, ha colpito tutti i campi. Centinaia di migliaia di fabbriche sono chiuse. L’agricoltura e le economie rurali sono in pericolo, facendo aumentare così la miseria e la povertà di milioni di coltivatori e dei lavoratori agricoli a livello mondiale. Milioni di persone sono lasciati senza lavoro e senza casa. La disoccupazione sta crescendo a livelli senza precedenti e, secondo le statistiche ufficiali, ci si attende che coinvolga oltre 50 milioni di persone. Le disuguaglianze stanno aumentando in tutto il mondo &#8211; i ricchi diventano sempre più ricchi ei poveri sempre più poveri. Più di un miliardo di persone, cioè un sesto dell&#8217;umanità, soffrono la fame. I giovani, le donne e gli immigrati sono le prime vittime.</p>
<p>Fedeli alla loro natura di classe, la risposta dei rispettivi governi capitalisti per superare questa crisi non riesce a rispondere a queste preoccupazioni di base. Tutti i devoti neo-liberali ed i dirigenti social democratici del capitalismo, che hanno finora criticato lo stato, lo stanno ora utilizzando per salvare se stessi, sottolineando così il fatto di base che lo stato capitalista ha sempre difeso ed ampliato canali per i super profitti. Mentre i costi degli interventi di salvataggio ed aiuto sono a carico del pubblico, i benefici sono appannaggio di pochi. I pacchetti di salvataggio annunciati sono indirizzati a salvaguardare e in seguito a espandere le possibilità di profitto. Le banche e le imprese finanziarie sono tornate in piena attività e realizzare profitti. La crescente disoccupazione e la depressione dei salari reali è l&#8217;onere che pagano i lavoratori a dispetto degli enormi interventi di salvataggio in favore delle compagnie.</p>
<p>* ci si rende conto che questa crisi non è un&#8217;aberrazione basata sull&#8217;avidità di pochi o la mancanza di efficaci meccanismi di regolamentazione. La massimizzazione dei profitti, la ragion d&#8217;essere del capitalismo, ha nettamente ampliato le disuguaglianze economiche in questi decenni di “globalizzazione”, sia tra paesi che all&#8217;interno degli stessi paesi. La naturale conclusione logica è stata una diminuzione del potere d&#8217;acquisto della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. La crisi attuale è quindi una crisi sistemica. Questo ancora una volta giustifica l&#8217;analisi marxista sul fatto che il sistema capitalista è intrinsecamente cavalcato dalla crisi. Il capitale, nella sua ricerca di profitti, attraversa i confini e calpesta tutto e di più. Nel processo si intensifica lo sfruttamento della classe operaia e di altri strati di persone che lavorano, sottoposti a una maggiore difficoltà. Il capitalismo, infatti, richiede di mantenere nel lavoro un esercito di riserva. La liberazione da tale barbarie capitalista può venire solo con l&#8217;istituzione della vera alternativa, il socialismo. Ciò richiede il rafforzamento delle battaglie anti-imperialiste ed anti-monopoliste. La nostra lotta per l&#8217;alternativa è quindi una lotta contro il sistema capitalista. La nostra lotta per l&#8217;alternativa è un sistema in cui non vi è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e di una nazione su un’altra. Si tratta di una lotta per un altro mondo, un mondo giusto, un mondo socialista.</p>
<p>* Consapevole del fatto che l’imperialismo dominante cerca la sua via d&#8217;uscita dalla crisi, ponendo gli oneri maggiori per le persone che lavorano, cercando di penetrare e dominare i mercati dei paesi a medio e basso livello di sviluppo capitalistico, comunemente chiamato i paesi in via di sviluppo. E ciò lo stanno cercando di fare principalmente attraverso il ciclo di negoziati commerciali di Doha dell&#8217;OMC, che riflettono i livelli di disparità economiche a scapito dei popoli di questi paesi, in particolare con riferimento alle norme agricoli e l&#8217;Accesso ai Mercati Non Agricoli (NAMA).</p>
<p>In secondo luogo, il capitalismo, che in primo luogo è responsabile della distruzione dell&#8217;ambiente, sta cercando di trasferire l&#8217;intero onere di salvaguardare il pianeta dai cambiamenti climatici, sulle spalle della classe operaia e dei lavoratori. La proposta dei capitalisti di ristrutturazione in nome del cambiamento climatico ha poco a che fare della tutela dell&#8217;ambiente. In nome dello “sviluppo ecologico” e dell’”economia verde” si impongono nuovi regolamenti monopolistici di Stato che sostengono la massimizzazione del profitto e impongono nuovi disagi alla popolazione. La massimizzazione dei profitti sotto il capitalismo non è quindi compatibile con la tutela dell&#8217;ambiente e dei diritti dei popoli.</p>
<p>* Osserva che l&#8217;unico modo per uscire dalla crisi capitalistica per la classe operaia e la gente comune è quello di intensificare la lotta contro il dominio del capitale. E l&#8217;esperienza della classe operaia che, quando mobilita la sua forza e resiste a questi tentativi può essere in grado di tutelare i suoi diritti. Sit-in dei lavoratori dell’industria, occupazioni di fabbriche ed azioni simili da parte dei militanti della classe operaia hanno costretto le classi dirigenti a prendere in considerazione le richieste dei lavoratori. In America Latina, l&#8217;attuale teatro di mobilitazioni popolari e di azioni collettive della classe operaia, ha mostrato come i diritti possono essere protetti attraverso la lotta ed hanno vinto. In questi tempi di crisi, ancora una volta la classe operaia è in ebollizione per il malcontento. Molti paesi hanno assistito e stanno assistendo a grandi azioni da parte della classe operaia, che chiede un miglioramento. Queste azioni della classe operaia devono essere ulteriormente rafforzate dalla mobilitazione di vaste masse di popolazione che soffre, non solo perché venga alleviata immediatamente la loro condizione, ma affinché ci sia una soluzione a lungo termine per la loro difficile situazione.</p>
<p>L&#8217;imperialismo, anche grazie alla scomparsa dell&#8217;Unione Sovietica e dei periodi di boom precedenti a questa crisi aveva effettuato attacchi senza precedenti ai diritti della classe operaia e del popolo. Questo è stato accompagnato da frenetica propaganda anticomunista, non solo nei singoli paesi, ma in forum globali ed inter-statuali (UE, OSCE, Consiglio d&#8217;Europa). Comunque, per quanto ci provino, i risultati ed i contributi del socialismo nel definire i contorni della civiltà moderna rimangono incancellabili. Di fronte a questi attacchi incessanti, le nostre lotte finora erano state, principalmente, difensive, lotte di tutela dei diritti che avevamo vinto in precedenza. L’attuale congiuntura garantisce il lancio di un&#8217;offensiva, non solo per proteggere i nostri diritti, ma vincerne di nuovi. Non per ottenere pochi diritti, ma per lo smantellamento di tutto l&#8217;edificio capitalista – attaccando il ruolo del capitale, costruendo una politica alternativa &#8211; il socialismo.</p>
<p>* Decide che in queste condizioni, i partiti comunisti e operai si adoperino attivamente per far scendere in campo e mobilitare gli strati più ampi possibile della popolazione affinché lottino per l&#8217;occupazione stabile a tempo pieno, per la sanità esclusivamente pubblica e gratuita per tutti, l&#8217;istruzione e il benessere sociale, contro la disuguaglianza di genere e il razzismo, per la tutela dei diritti di tutte le classi di lavoratori inclusi i giovani, le donne, i lavoratori migranti e appartenenti a minoranze etniche e nazionali.</p>
<p>* Invita i partiti comunisti e operai ad intraprendere questo compito nei rispettivi paesi e a lanciare lotte per i diritti del popolo e contro il sistema capitalista. Sebbene il sistema capitalistico sia in crisi, non crolla automaticamente. L&#8217;assenza di un contrattacco guidato dai comunisti, genera il pericolo di un aumento delle forze reazionarie. Le classi dominanti lanciano un attacco a tutto campo per impedire la crescita dei partiti comunisti e dei lavoratori per proteggere il loro status quo. La socialdemocrazia continua a seminare illusioni sul vero volto del capitalismo, proponendo slogan come “umanizzazione del capitalismo”, “regolamentazione”, “governance globale”, ecc. Questi, infatti, sostengono la strategia del capitale negando la lotta di classe ed inseguendoli sul terreno delle politiche anti-popolari. Nessun tipo di riforma è in grado di eliminare lo sfruttamento del capitalismo. Il capitalismo deve essere rovesciato. Ciò richiede un aumento di coscienza dal punto di vista ideologico e politico di quei lavoratori che hanno condotto lotte popolari. Tutti i tipi di teorie che recitano slogan quali “non c&#8217;è alternativa alla globalizzazione imperialista” sono state ampiamente diffuse. Contro tutto questo, la nostra risposta è “l&#8217;alternativa è il socialismo”.</p>
<p>Noi, i partiti comunisti e operai provenienti da tutte le parti del globo e che rappresentano gli interessi della classe operaia e di tutti gli altri strati della società (la stragrande maggioranza della popolazione mondiale), sottolineando il ruolo insostituibile dei partiti comunisti, facciamo appello al popolo affinché si unisca a noi nel rafforzare la lotta affinché si dichiari che il socialismo è l&#8217;unica vera alternativa per il futuro del genere umano e che il futuro è nostro.</p>
<p>Partecipanti (in inglese)</p>
<p>Communist Party of Argentina<br />
Communist Party of Australia<br />
Communist Party of Bangladesh<br />
Workers&#8217; Party of Belgium<br />
Communist Party of Brazil<br />
Brazilian Communist Party (PCP)<br />
Communist Party of Britain<br />
Communist Party of Canada<br />
Communist Party of China<br />
Communist Party of Cuba<br />
AKEL<br />
Communist Party of Bohemia and Moravia<br />
Workers Party of Korea<br />
Communist Party of Denmark<br />
Communist Party of Finland<br />
French Communist Party<br />
German Communist Party<br />
Communist Party of Greece<br />
Peoples Progressive Party of Guyana<br />
Hungarian Communist Workers Party<br />
Communist Party of India (Marxist)<br />
Communist Party of India<br />
Tudeh Party of Iran<br />
Communist Party of Iraq<br />
Communist Party of Ireland<br />
Communist Party of Israel<br />
Party of the Italian Communists<br />
Communist Refoundation Party<br />
Party of the Communists of Kyrgyzia<br />
Lao People&#8217;s Revolutionary Party<br />
Socialist Party of Latvia<br />
Lebanese Communist Party<br />
Communist Party of Luxembourg<br />
Communist Party of Mexico<br />
Communist Party of Nepal (United Marxist Leninist)<br />
New Communist Party of Netherlands<br />
Communist Party of Norway<br />
Communist Party of Pakistan<br />
Palestinian Communist Party<br />
Palestinian People&#8217;s Party<br />
Communist Party of Peru<br />
Portuguese Communist Party<br />
Communist Party of Russian Federation<br />
Communist Party of Soviet Union<br />
Russian Communist Workers Party<br />
South African Communist Party<br />
PCPE (Partido Comunista de los Pueblos de España)<br />
Communist Party of Spain<br />
Communist Party of Sri Lanka<br />
Communist Party of Sweden<br />
Syrian Communist Party<br />
Communist Party of Turkey<br />
Communist Party of USA<br />
Communist Party of Vietnam<br />
Communist Party of Yugoslavia</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Fonte: www.solidnet.org<br />
Traduzione a cura della redazione de l’Ernesto</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prince of Wales]]></title>
<link>http://justafiveoclocktea.wordpress.com/2009/11/24/prince-of-wales/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:00:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlotta Mariani</dc:creator>
<guid>http://justafiveoclocktea.wordpress.com/2009/11/24/prince-of-wales/</guid>
<description><![CDATA[Questa mattina sono andata a fare colazione con mia sorella. Le ho offerto un tè e una pasta visto c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://justafiveoclocktea.wordpress.com/files/2009/11/l_01872415.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-49" title="l_01872415" src="http://justafiveoclocktea.wordpress.com/files/2009/11/l_01872415.jpg?w=300" alt="" width="189" height="167" /></a>Questa mattina sono andata a fare colazione con mia sorella. Le ho offerto un tè e una pasta visto che dovevo pagarle una scommessa&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Lei ha preso un tranquillo tè verde mentre io ho provato il Prince of Wales. In realtà, ho scoperto solo dopo che in Inghilterra è una tipica bevanda da &#8220;five &#8216;o clock&#8221;, degustato con gli scones (la prossima volta vi darò anche questa ricetta&#8230;). Per appartenere alla &#8220;categoria dei neri&#8221; secondo me è strano perché ha un sapore delicato. Le foglie vengono dalla Cina e hanno una forma lunga e ricurva.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nome deriva dal fatto che era la bevanda personale del Principe del Galles, Edoardo VII (1894 &#8211; 1972) che poi ha dato il permesso di vendita alla compagnia Twinings.</p>
<p style="text-align:justify;">Sinceramente non ho ancora capito se mi piace&#8230; di sicuro mi ha sopreso&#8230; chi l&#8217;ha provato?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CINA: Huang Qi, attivista dei diritti umani e blogger, è stato condannato a 3 anni di carcere dopo una udienza durata 15 minuti]]></title>
<link>http://rsfitalia.org/2009/11/24/cina-huang-qi-attivista-dei-diritti-umani-e-blogger-e-stato-condannato-a-3-anni-di-carcere-dopo-una-udienza-durata-15-minuti/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:02:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Reporters Without Borders deplores the three-year jail sentence that human rights activist and blogg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://rsfitalia.wordpress.com/files/2009/11/arton35057-d82b51.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2305" title="arton35057-d82b5" src="http://rsfitalia.wordpress.com/files/2009/11/arton35057-d82b51.jpg" alt="" width="225" height="237" /></a>Reporters Without Borders deplores the three-year jail sentence that human rights activist and blogger<strong> </strong><strong>Huang Qi</strong> was given at the end of a 15-minute hearing yesterday in Chengdu.</p>
<p>“There is still time for the judicial authorities to reach a just decision on appeal,” Reporters Without Borders said. “We again urge the judges to act humanely as this resolute activist’s health is now very precarious.”</p>
<p>Huang’s wife, Zeng Li, and his mother, who were the only people allowed to attend yesterday’s hearing, challenged the verdict and sentence as soon as they were announced. Huang was quickly escorted out of the courtroom by police officers but he had time to shout that he wanted to appeal. He was then driven away in a police van without being allowed to speak to his family.</p>
<p>Zeng requested a copy of the court’s verdict but was refused on the grounds that Huang himself would submit his own appeal. Under Chinese law, his lawyer should be given a copy of the verdict within five days. Huang has 10 days to file an appeal.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se vogliamo aiutare il Tibet, smettiamo di parlare di diritti umani]]></title>
<link>http://majunteo.wordpress.com/2009/11/24/aiuto-tibet-no-diritti-umani/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:29:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>majunteo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tenzin Gyatso, il XVI Dalai Lama, porta in giro per il mondo i suoi 74 anni con una dignità d&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tenzin Gyatso, il XVI Dalai Lama, porta in giro per il mondo i suoi 74 anni con una dignità d&#8217;]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Missione italiana per China investment corporation]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/24/missione-italiana-per-china-investment-corporation/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:47:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/24/missione-italiana-per-china-investment-corporation/</guid>
<description><![CDATA[Da gennaio 2010 i vertici di questo fondo sovrano cinese, che gestisce circa 200 miliardi di dollari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Da gennaio 2010 i vertici di questo fondo sovrano cinese, che gestisce circa 200 miliardi di dollari di riserve, verranno in Italia per esplorare le possibilità di investimento a lungo termine nel mercato italiano.</p>
<p><a title="Fondo cinese in Italia" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/11/italia-cina-fondi.shtml?uuid=7b82988c-d8c9-11de-8609-abc9dbb7e40b&#38;DocRulesView=Libero">Qui</a> il link all&#8217;articolo completo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Obama in Asia: Cina e Giappone fanno la voce grossa]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/11/24/obama-in-asia-cina-e-giappone-fanno-la-voce-grossa/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:36:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’affascinante Obama in Asia per celebrare il traumatizzante ma inevitabile declino della leadership]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L’affascinante Obama in Asia per celebrare il traumatizzante ma inevitabile declino della leadership]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cina, Pubblicato il Nuovo Testamento in lingua Lisu orientale]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2009/11/24/cina-pubblicato-il-nuovo-testamento-in-lingua-lisu-orientale/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:24:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
<guid>http://butindaro.wordpress.com/2009/11/24/cina-pubblicato-il-nuovo-testamento-in-lingua-lisu-orientale/</guid>
<description><![CDATA[Foto: Yang Hanquan mentre legge il nuovo testamento in Lisu orientale. UBSCP/Yeo Tan Tan Per la prim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_10129" class="wp-caption alignleft" style="width: 245px"><a href="http://butindaro.wordpress.com/files/2009/11/yanghanquan.jpg"><img class="size-full wp-image-10129 " style="margin:5px;" title="yanghanquan" src="http://butindaro.wordpress.com/files/2009/11/yanghanquan.jpg" alt="" width="235" height="314" /></a><p class="wp-caption-text">Foto: Yang Hanquan mentre legge il nuovo testamento in Lisu orientale. UBSCP/Yeo Tan Tan</p></div>
<p>Per la prima volta dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949, un Nuovo Testamento in Lisu orientale, tradotto proprio da coloro che parlano questa lingua, è stato pubblicato e distribuito con successo in Cina.</p>
<p>Fu nel 1903 che il Vangelo arrivò per la prima volta tra i locutori del Lisu orientale. Oggi, più di 100 anni dopo, i membri di questo gruppo etnico sono finalmente in grado di leggere il Nuovo Testamento nella loro lingua madre. Si stima che ci siano oggi 50.000 cristiani che parlano il lisu orientale. La pubblicazione di questa traduzione del Nuovo Testamento è il frutto del lavoro di membri di etnia Lisu, che hanno ricevuto l&#8217;appoggio del <em>Consiglio cristiano cinese</em>/<em>Movimento Patriottico delle Tre Autonomie</em> (CCC/TSPM) e dell&#8217;<em>Alleanza Biblica Universale</em> (ABU).</p>
<p>Il villaggio di <strong>Taogu</strong> è arroccato a 2.000 metri di altezza ed è considerato la culla della Chiesa di lingua lisu orientale dai cristiani che parlano questa lingua. Nel 1906, un missionario britannico, il pastore <strong>George Edgar Metcalf</strong>, venne ad abitare in mezzo a questo gruppo etnico con la sua famiglia. Egli divenne il loro pastore e si mise a tradurre il Nuovo Testamento in Lisu orientale. I Vangeli di Matteo e Marco furono così tradotti nel 1912, quelli di Luca e Giovanni furono completati nel 1917. Tutto il Nuovo Testamento fu finalmente completato nel 1947, ma la sua pubblicazione ebbe luogo solo nel 1951 quando il signor Metcalf fu finalmente in grado di portare il suo manoscritto a Hong Kong. Fu dunque in quell&#8217;’anno che il Nuovo Testamento in Lisu orientale venne pubblicato dalla Società Biblica di Hong Kong. Tuttavia, per ragioni sconosciute, le copie spedite in quel tempo verso lo Yunnan non arrivarono mai alla Chiesa di lingua Lisu orientale. Quanto al signor Metcalf morì nel 1954.</p>
<p>Seguì un periodo buio della storia della Chiesa cinese: quello della Rivoluzione culturale, con la chiusura delle Chiese e la distruzione delle Bibbie col fuoco.</p>
<p>Nel 1984 la prima équipe di traduzione della Bibbia in Lisu orientale era formata da sei uomini maturi. <strong>Yang Hanquan</strong>, oggi 73enne, è l&#8217;unico membro del team originale ancora in vita. Ha partecipato ai lavori di traduzione fino a pochi anni fa ed è rimasto profondamente contento di poter finalmente tenere in mano e leggere il Nuovo Testamento, dopo quasi 25 anni di duro lavoro e di attesa.</p>
<p>Via &#124; <a href="http://www.la-bible.net/page.php?ref=ABU71200A">la-bible.net</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cina: 20.000 nuovi km di ferrovia]]></title>
<link>http://movetochina.wordpress.com/2009/11/24/cina-20-000-nuovi-km-di-ferrovia/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:40:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>movetochina</dc:creator>
<guid>http://movetochina.wordpress.com/2009/11/24/cina-20-000-nuovi-km-di-ferrovia/</guid>
<description><![CDATA[Entro il 2020 (ANSA) &#8211; ROMA, 23 NOV &#8211; La Cina ampliera&#8217; di 20.000 km la rete ferro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Entro il 2020</strong></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 23 NOV &#8211; La Cina ampliera&#8217; di 20.000 km la rete ferroviaria nelle regioni occidentali entro il 2020. Rientra nel programma per la modernizzazione. Dall&#8217;avvio della strategia, il chilometraggio delle ferrovie nell&#8217;ovest e&#8217; aumentato del 50% raggiungendo i 30.000 km alla fine del 2008, pari a circa il 36% del totale nazionale. Grazie alle nuove linee sara&#8217; lunga complessivamente 50.000 km, per un totale nazionale di 120.000 km.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.borsaitaliana.it">www.borsaitaliana.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Great Wall i7, Mirip Yaris, Cuma Rp 140 juta]]></title>
<link>http://rajufebrian.wordpress.com/2009/11/24/great-wall-i7-mirip-yaris-cuma-rp-140-juta/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:33:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>rajufebrian</dc:creator>
<guid>http://rajufebrian.wordpress.com/2009/11/24/great-wall-i7-mirip-yaris-cuma-rp-140-juta/</guid>
<description><![CDATA[Beijing, 23 November 2009 - Pabrikan otomotif Cina, China Great Wall Corporation, mengumumkan akan m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://rajufebrian.wordpress.com/files/2009/11/24-11-great-wall-i7_01.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Beijing, 23 November 2009 -</strong> Pabrikan otomotif Cina, China Great Wall Corporation, mengumumkan akan meluncurkan varian hatchback i7 di ajang Guangzhou Motor Show (GMS) yang digelar 24 – 30 November di Guangzhou. Satu hal yang menarik, mobil ini mirip dengan hatcback keluaran Toyota , yaitu Toyota Yaris.</p>
<p><!--more-->Seperti disebutkan sumber di Great Wall yang dikutip Autoworld, mobil ini akan dibanderol 100 Yuan atau sekitar Rp 140 juta. Kemiripan dengan Yaris terlihat pada bagian buritan. Mulai dari rear spoiler, lampu belakang, hingga pintu belakang nyaris tak ada beda.</p>
<p>Great Wall yang selama ini dikenal sebagai produdsen truk itu, akan memproduksi i7 dalam dua tipe mesin, yaitu 1.300 cc dan 1.500 cc. “Mesin 1.300 menghasilkan tenaga maksimum hingga 92 daya kuda, sedangkan 1.500 cc mampu menyeburkan tenaga maksimal 100 daya kuda,” tutur sumber tersebut.</p>
<p>Keduanya dilengkapi sistem transmisi manual dengan lima tingkat percepatan. Selain itu, sistem transmisi tersebut dilengkapi teknologi Continuously Variable Transmission (CVT) gearbox. Dengan piranti berteknologi CVT tersebut, maka perpindahan gigi berlangsung dengan halus dan cepat tanpa hentakan.</p>
<p>Meski besaran bodi dan tampilan mirip Yaris, namun pada bagian depan i7 sekilas mirip paduan antara Dodge dan Audi. Tetapi apapun wujudnya, yang terang kehadiran mobil ini akan berhadapan dengan Toyota Yaris.</p>
<p><img src="http://rajufebrian.wordpress.com/files/2009/11/24-11-great-wall-i7_02.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="http://rajufebrian.wordpress.com/files/2009/11/24-11-great-wall-i7_03.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="http://rajufebrian.wordpress.com/files/2009/11/24-11-great-wall-i7_04.jpg" alt="" /></p>
<p><a href="http://www.channel4.com/4car/media/motorshows/2007/shanghai/03-large/great-wall-i7.jpg">Foto 01</a> &#124; <a href="http://www.chinacartimes.com/wp-content/GWM-i7.JPG">Foto 02</a> &#124; <a href="http://www.chinacartimes.com/wp-content/gwmi7interior1.jpg">Foto 03</a> &#124; <a href="http://www.chinacartimes.com/wp-content/gwmi7interior.jpg">Foto 04</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Made in Chitaly]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/24/made-in-chitaly/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 06:27:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Italia e Cina hanno stipulato ieri Lunedì 23 novembre, una cooperazione strategica bilaterale nei se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Italia e Cina hanno stipulato ieri Lunedì 23 novembre, una cooperazione strategica bilaterale nei settori scientifici e tecnologici con la firma di un nuovo accordo per il 2010-2012.</p>
<p><img title="Chitaly" src="http://www.43zero58.com/wp-content/uploads/2009/11/chitaly.png" alt="Chitaly" vspace="6" width="270" height="112" align="left" />Il trattato è stato firmato dal Vice Ministro cinese per la Scienza e la Tecnologia Du Zhanyuan e il sottosegretario italiano per gli affari esteri Stefania Craxi. All’evento cerimoniale ha partecipato l’ambasciatore cinese in Italia Sun Yuxi.</p>
<p>La cooperazione bilaterale è volta a favorire le possibilità di sviluppo per entrambi i Paesi. Progetti strategici sono sponsorizzati congiuntamente, insieme con i programmi di scambio per ricercatori e borse di studio.</p>
<p>Aree di ricerca sono in primo luogo l’energia, l’ambiente, l’industria aerospaziale, l’agricoltura, la medicina e la sicurezza alimentare (eccola qua).</p>
<p>“La firma di questo accordo rappresenta un importante sviluppo, che rafforza le nostre relazioni bilaterali”, ha detto Craxi.</p>
<p>“Grazie all’attenzione e la promozione dei due governi, la cooperazione sino-italiana nel campo della scienza e della tecnologia è stato profondamente migliorato”, ha detto Du. Nel futuro c’è ancora spazio per il miglioramento della cooperazione bilaterale, ha aggiunto il vice ministro cinese.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.43zero58.com/">http://www.43zero58.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Progetto Koltès e Pippo Di Marca   ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/24/progetto-koltes-e-pippo-di-marca/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 23:37:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma 25 novembre ore 19.00 Teatro India (Lungotevere Vittorio Gasmann 1,) Conferenza Stampa tra Prog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma 25 novembre ore 19.00 Teatro India (Lungotevere Vittorio Gasmann 1,) Conferenza Stampa tra Progetto Koltès e Pippo Di Marca   Saranno presenti:Giovanna Marinelli, direttore del Teatro di Roma Claudio Longhi, curatore del Progetto Koltès Pippo Di Marca, regista de L’Imperatore della Cina</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blambila. Lei è un campione.]]></title>
<link>http://magicitaly.wordpress.com/2009/11/23/blambila-lei-e-un-campione/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:28:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>frap1964</dc:creator>
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<description><![CDATA[In più partiranno versioni in cinese del sito Italia.it e della rivista Magic Italy. Il che mi ricor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In più partiranno versioni in cinese del sito Italia.it e della rivista Magic Italy. Il che mi ricor]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cina Bertekad Menjadi Kiblat Otomotif Dunia]]></title>
<link>http://rajufebrian.wordpress.com/2009/11/23/cina-bertekad-menjadi-kiblat-otomotif-dunia/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:15:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>rajufebrian</dc:creator>
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<description><![CDATA[(REUTERS/Tyrone Siu) Guangzhou, 23 November 2009 - Pemerintah Cina kembali akan menggelar pameran ot]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://rajufebrian.wordpress.com/files/2009/11/23-11-mobil-cina.jpg" alt="" /></p>
<p><em>(REUTERS/Tyrone Siu)</em></p>
<p><strong>Guangzhou, 23 November 2009 -</strong> Pemerintah Cina kembali akan menggelar pameran otomotif Guangzhou Motor Show (GMS) 2009, Selasa (24/11) besok. Hajatan tahunan yang ketujuh kalinya digelar itu mengemban misi menjadikan otomotif Negeri Tirai Bambu ini sebagai tren otomotif dunia.</p>
<p><!--more-->Sumber di Asosiasi Industri Otomotif negara itu, sebagaimana dikutip autoworld menegaskan, pelaksanaan  GMS 2009 masih mengusung tema Tech, Trend, New Life. “Dengan tema itu misi yang ingin dicapai adalah, memajukan industri otomotif Cina serta pengembangan teknologi terbaru dan menjadikan otomotif China sebagai kiblat otomotif global dengan mobil-mobil ramah lingkungan,” papar sumber itu, di Guangzhou, Senin (23/11).</p>
<p>Pameran otomotif terbesar di Cina itu akan digelar di China Import and Export Fair Complex, Guangzhou , Cina. Panitia mentargetkan 500 ribu orang pengunjung. Pada pameran tahun sebelumnya hanya dihadiri 476.043 orang, pada pada 2007, jumlah pengujung mencapai 549.773 orang.</p>
<p>“Seperti saat ini, tujuan pameran adalah mengembangkan industri otomotif dalam negeri kami,” tandas sumber itu.</p>
<p>Saat ini, Cina memang telah menjadi  pasar terbesar di industri otomotif dunia dan telah mengalahkan Amerika Serikat. Keberhasilan itu tak lepas dari peran pemerintah Cina yang memberikan insentif pajak kepada industri otomotif lokal dan stumulus belanja modal.</p>
<p>Walhasil, penjualan mobil di Cina melonjak.Sepanjang Oktober lalu, penjualan meningkat 72 persen  dibandingkan periode yang sama 2008. Bahkan, data yang dilansir China Association of Auto Manufacturers, menyebut penjualan mobil dan truk selama Oktober mencapai 1,2 juta unit.</p>
<p>Kendati turun dibanding September yang sebesar 1,3 juta unit, tetapi angka penjualan itu mengalahkan Amerika Serikat yang hanya 838 ribu unit. Sementara data dari Autodata Corp menyebut penjualan mobil dan truk di Cina tahun ini akan mencapai 10,9 juta unit, sedangkan di Amerika 8,6 juta unit.</p>
<p>Dan yang tak kalah penting adalah gebrakan industri lokal Cina. Pabrikan otomotif Cina , Great Wall misalnya mengumumkan akan memproduksi varian hatchback premium  i7. Disebutkan, mobil itu mirip dengan Toyota Yaris, dan  akan diproduksi dalam dua varian mesin yaitu 1.300 cc dan 1.500cc.</p>
<p><a href="http://cache.daylife.com/imageserve/09Y630y3Un2Yt/610x.jpg">Sumber foto</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cyberspionaggio, Cina parla di "pregiudizi" dopo rapporto Usa]]></title>
<link>http://tuovcount.wordpress.com/2009/11/23/cyberspionaggio-cina-parla-di-pregiudizi-dopo-rapporto-usa/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:34:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuovcount</dc:creator>
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<description><![CDATA[PECHINO (Reuters) &#8211; La Cina ha accusato oggi una commissione del Congresso degli Stati Uniti d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PECHINO (Reuters) &#8211; La Cina ha accusato oggi una commissione del Congresso degli Stati Uniti di atteggiamento pregiudizievole per un rapporto in cui si afferma che il governo cinese starebbe aumentando le intrusioni nelle reti informatiche americane allo scopo di raccogliere dati utili all&#8217;esercito.</p>
<p>La commissione sulla verifica dell&#8217;economia e della sicurezza Usa-Cina ha affermato, nel rapporto annuale al Congresso reso noto la settimana scorsa, che ci sono prove crescenti del coinvolgimento dello Stato cinese in questo genere di attività.</p>
<p>&#8220;Questo rapporto non tiene conto dei fatti, è pieno di pregiudizi e ha motivi segreti&#8221;, ha detto Qin in un breve comunicato sul sito del ministero, meno di una settimana dopo la prima visita ufficiale in Cina del presidente statunitense Barack Obama.</p>
<p>&#8220;Consigliamo a questa cosiddetta commissione di non guardare sempre alla Cina attraverso lenti scure e di smettere di interferire con la politica interna cinese e di danneggiare le relazioni sino-americane&#8221;.</p>
<p> Fonte:<br />
 http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE5AM0C520091123</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'arco della crisi afghana si allarga a macchia d'olio]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/23/larco-della-crisi-afghana-si-allarga-a-macchia-dolio/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:43:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/23/larco-della-crisi-afghana-si-allarga-a-macchia-dolio/</guid>
<description><![CDATA[L’Afghanistan è un Paese complesso. Se è vero che Karzai era stato imposto dagli americani otto anni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/afghanistan.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3940" title="afghanistan" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/afghanistan.gif?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L’Afghanistan è un Paese complesso. Se è vero che Karzai era stato imposto dagli americani otto anni or sono è anche vero che in questo lasso di tempo ha lavorato per avvicinare i vari signori della guerra che avevano cercato di contenere i talebani in tempi non sospetti, né è da dimenticare che furono questi warlords ad entrare per primi a Kabul nell’autunno 2001. Così, a dispetto del suo esordio come uomo di paglia, Karzai ha finito per diventare il punto di convergenza di quelle forze (principalmente i clan tagiki, uzbeki e hazara) che in Afghanistan si oppongono ai talebani. Ed in America si fa sempre più strada l’ipotesi di una cooptazione di gruppi talebani al governo e di una parziale talebanizzazione delle strutture di potere afghane.<br />
Il presidente afghano si stava accorgendo che forse gli USA cercavano di scaricarlo, dopo aver goffamente tentato di trasformarlo in una sorta di capro espiatorio locale dei loro fallimenti. Il rapporto con Karzai è arrivato a rasentare la vera e propria sfida. L’attuale presidente afghano è arrivato al punto di rispondere colpo su colpo a molte accuse lanciategli nell’ultimo mese dall’Occidente. Il ministro afghano che si occupa della lotta alla droga, gen. Khodaidad, si è incaricato di replicare alle accuse rivolte dalla stampa americana ai presunti traffici illeciti del fratello di Karzai chiamando in causa <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/04/29/la-guerra-delloppio/">il ruolo delle truppe anglo-americane nel traffico della droga</a>. Khodaidad (che ha studiato alle accademie militari indiane e sovietiche ed è piuttosto conosciuto negli ambienti di questi paesi) ha specificato che britannici e canadesi pongono addirittura una tassa sulla produzione di oppio nelle zone da loro presidiate. Con questa mossa ha aperto il vaso di Pandora, anche se sia i russi, che i cinesi, che gli indiani sapevano già da tempo quale fosse la strategia anglo-americana in merito alla spinosa questione del narco-traffico. Le pressioni esercitate da Washington su Kabul affinché l’Afghanistan fosse meno solerte a collaborare con i paesi confinanti in materia di lotta alla droga rappresentava già un messaggio piuttosto eloquente.<br />
Probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza americana si è avuta quando Karzai si è spinto a chiedere lumi circa i sospetti voli di elicotteri militari britannici che stanno facendo la spola tra il sud ed il nord del paese, trasportando enigmatici personaggi barbuti. Se sotto la spinta dell’esercito pakistano le bande talebane (e affiliate) si ritirano e cercano una dislocazione per compiere i loro propositi, il sospetto affacciato da alcuni osservatori è che i britannici non disprezzino affatto un loro trasferimento verso nord, verso il fiume Amu-Dariya, verso il confine con le repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale che in questi anni si sono riavvicinate a Mosca e verso il Turkestan orientale cinese.<br />
L’arco della crisi aperto dall’intervento statunitense nella regione rischia di allargarsi a macchia d’olio, questa volta però gli antagonisti degli USA potrebbero trovarsi trascinati direttamente nel conflitto con danni incalcolabili per tutta la regione.<br />
(&#8230;)<br />
Per alleggerire la situazione al fronte e non perdere la partita dietro le quinte i vertici di potere statunitensi sono forse disponibili ad una riconciliazione con parte dei talebani, all’inserimento di alcuni di loro nelle strutture a Kabul e a consentire (se non a incoraggiare) una loro dislocazione nelle aree circostanti, al fine di destabilizzare gli antagonisti degli USA.<br />
Come mostrano anche i nostri media, e come hanno già registrato vari esperti internazionali, i commenti di molti esponenti integralisti che additano la necessità di una “jihad” nello Xingijan o nella valle del Fergana sono in aumento e sembrano fare da “curioso” contrappunto al coro degli strateghi di Washington.<br />
“La priorità di Washington è che i Talebani destabilizzino l’Asia centrale, il Caucaso settentrionale, allo stesso modo della provincia cinese del Xinjiang, e che mettano a soqquadro le regioni orientali dell’Iran”, come ha notato l’ex diplomatico indiano M.K. Bhadrakumar.<br />
Non pare quindi un caso che le fiamme della violenza terrorista riprendano a propagarsi in Caucaso o nel Belucistan iraniano. Probabilmente non lo è nemmeno il fatto che si registri un revival (o quanto meno un rilancio) dei rapporti tra gli USA e l’integralismo islamico di matrice wahhabita nel momento in cui <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/11/16/il-lascito-di-bill-le-colpe-di-george-i-compiti-di-barack/">l’uomo che fu l’architetto dell’alleanza tra la CIA ed i mujahiddin afghani (Brzezinski)</a> è tornato, seppur per interposta persona, alla Casa Bianca.<br />
(&#8230;)</p>
<p>Da <em><a href="http://www.eurasia-rivista.org//2188/il-teatrino-afghano-dei-burattini">Il teatrino afghano dei burattini</a></em>, di <strong>Spartaco Puttini</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SPR gagal tangguh perintah kosongkan Kota Siputeh]]></title>
<link>http://amkmuarjohor.wordpress.com/2009/11/23/spr-gagal-tangguh-perintah-kosongkan-kota-siputeh/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:20:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uncle Ash</dc:creator>
<guid>http://amkmuarjohor.wordpress.com/2009/11/23/spr-gagal-tangguh-perintah-kosongkan-kota-siputeh/</guid>
<description><![CDATA[dari sumber Malaysiakini Mahkamah Tinggi Kuala Lumpur hari ini menolak permohonan Suruhanjaya Piliha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>dari sumber <a href="http://www.malaysiakini.com/news/118117" target="_blank">Malaysiakini</a></p>
<p><a href="http://amkmuarjohor.wordpress.com/files/2009/11/375ba5f9e9a45c7a1627d5546c4b78b3.gif"><img class="alignright size-full wp-image-259" title="375ba5f9e9a45c7a1627d5546c4b78b3" src="http://amkmuarjohor.wordpress.com/files/2009/11/375ba5f9e9a45c7a1627d5546c4b78b3.gif" alt="" width="250" height="451" /></a>Mahkamah Tinggi Kuala Lumpur hari ini menolak permohonan Suruhanjaya Pilihan Raya (SPR) untuk menangguhkan keputusan mengosongkan kerusi DUN Kota Siputeh di Kedah minggu lalu. Suruhanjaya itu bagaimanapun akan membuat rayuan di Mahkamah Rayuan berhubung penolakan penangguhan tersebut. Isnin lalu, hakim Datuk Alizatul Khair Osman Khairuddin memutuskan bahawa kerusi itu kosong selepas penyandangnya Datuk Abu Hassan Sarif tidak menghadiri dua persidangan DUN tahun ini. Dalam keputusannya, hakim menegaskan bahawa SPR bertindak secara tidak wajar dan keputusan suruhanjaya itu bahawa Abu Hassan masih merupakan wakil rakyat bagi Kota Siputeh dan kerusi DUN itu tidak kosong, perlu dibatalkan. &#8220;Meskipun saya bersetuju bahawa SPR mempunyai kuasa untuk menentukan kekosongan berlaku secara kebetulan, namun saya tidak berpendapat SPR dapat mengatasi kuasa Speaker mengikut Perkara 51 Undang-undang Tubuh Negeri Kedah,&#8221; katanya dalam penghakimannya. &#8220;Pada pandangan saya, Perkara 51 menjelaskan syarat yang menyebabkan kerusi menjadi kosong dan responden pertama (Abu Hassan) telah menepati syarat tersebut,&#8221; kata hakim itu lagi ketika membenarkan semakan kehakiman yang difailkan oleh Speaker DUN Kedah Datuk Dr Abdul Isa Ismail. Speaker DUN itu memfailkan semakan berkenaan pada 1 Oktober, selepas SPR membuat keputusan bahawa tidak berlaku kekosongan dalam kerusi DUN Kota Siputeh dan Abu Hassan masih merupakan wakil rakyatnya. Abdul Isa memohon mahkamah mengisytiharkan bahawa Abu Hassan bukanlah wakil rakyat berikutan kegagalannya menghadiri dua persidangan DUN berturut-turut iaitu pada 19 April dan 9 Ogos tahun ini, dan kerusi itu adalah kosong. Dalam permohonannya, Abdul Isa turut memohon perintah bagi SPR mengadakan pilihan raya kecil.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi uccide Copenhagen]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/23/chi-uccide-copenhagen/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:45:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/23/chi-uccide-copenhagen/</guid>
<description><![CDATA[Riprendo il titolo dell&#8217;intervento di oggi da un post di James Hoggan di qualche giorno fa. Pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3EzxLMQr48U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3EzxLMQr48U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>Riprendo il titolo dell&#8217;intervento di oggi da un post di<strong> James Hoggan</strong> di qualche giorno fa. Puro e semplice, il blogger fa una lista delle <a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/exxon_mobil.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-554" title="exxon_mobil" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/exxon_mobil.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a>associazioni che si sono dimostrate più attive nel combattere e ostacolare una discussione in materia di cambiamenti climatici.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#203a0c;">American Enterprise Institute</span></span></strong>. L&#8217;associazione americana delle imprese si è ritrovata in una bufera mediatica nel 2007 per aver offerto a molti scienzati 10mila dollari più altri rimborsi per criticare pubblicamente l&#8217;<strong>International</strong> <strong>Panel on Climate Change</strong> e i suoi dossier sul global warming. Inoltre ha ricevuto nel tempo finanziamenti dalla ExxonMobil per 1 milione e mezzo di dollari. Più di 20 personalità dell&#8217;AEI hanno fatto parte dell&#8217;<strong>Amministrazione Bush</strong>.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">Cato Insitute</span></span></strong>. Altro think tank americano che riceve fondi per milioni di dollari dalle <strong>Industrie Koch</strong>, il secondo gruppo negli Stati Uniti che si occupa di raffinare il petrolio. Uno dei suoi esponenti più in vista è <strong>Patrick Michael</strong>, climatologo che fino al 2001 ha criticato la colpevolizzazione dei gas <strong>CFC</strong> per la diminuzione dello strato di ozono nell&#8217;atmosfera, e che continua a dirsi scettico sulle conseguenze negative del riscaldamento globale.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">Americans for prosperity</span></span></strong>. Altra associazione a libro paga delle Koch Industries, l&#8217;AFP gira per gli Stati Uniti con lo scopo di spaventare bambini e genitori sui costi in termini economici e di posti di lavoro di un&#8217;eventuale legislazione in materia ambientale.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">Heartland Institute</span></span></strong>. Think tank conservatore che difende le multinazionali del tabacco e critica i report sui rischi del fumo passivo; riceve pagamenti dalle Koch Industries e da <strong>ExxonMobil</strong>. Organizza ogni anno una conferenza per &#8220;smontare i miti del cambiamento climatico&#8221;, propaganda un eventuale riscaldamento globale come un bene per la civiltà umana e propone una politica del &#8220;<em>nessun rimpianto</em>&#8221; in tema di sviluppo. E&#8217; stata criticata per aver incluso inconsapevoli scienzati in un libello contro la teoria dei cambiamenti climatici.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#203a0c;">Heritage Foundation</span></span></strong>. Riceve denaro dalle maggiori compagnie americane di carburanti e petrolio. Finanzia il <strong>Dr. Fred Singer</strong>, uno che negli anni ha negato i rischi del fumo, del buco dell&#8217;ozono, dell&#8217;<strong>amianto</strong>, del DDT e del global warming.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#203a0c;">American Petroleum Institute</span></span></strong>. Abbiamo già parlato di questa associazione come finanziatrice assidua dei politici americani, tra cui il democratico Max Baucus (vedi <span style="text-decoration:underline;">Quanto Costa Mendire</span>? <em>ndr</em>). Spende oltre 3 milioni e mezzo all&#8217;anno in attività di lobbying. Nel 2009 ha organizzato un evento in Texas travestendo da cittadini qualunque dipendenti delle industrie dell&#8217;energia e rifiutando l&#8217;ingresso a normali abitanti.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">American Coalition for Clean Coal Electricity</span></span></strong>. Questo gruppo ha pagato oltre <strong>40 milioni</strong> di dollari nel 2009 per spot TV e campagne in supporto dell&#8217;elettricità prodotta dal carbone.</div>
<p><a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/218968-0-0-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-555" title="218968-0-0-4" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/218968-0-0-4.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a>Molte altre associazioni no-profit (si fa per dire), gruppi di pressione, lobbysti, si battono come sapete (e come abbiamo spesso evidenziato) per i loro interessi, che stanno iniziando a scricchiolare sotto i piedi. E&#8217; un dato di fatto che, ormai, la maggior parte dei fondi destinati alla pubblicità dalle grandi multinazionali vanno a finire in questi think tank o, peggio, a Capitol Hill, perchè colossi come appunto la Exxon, la <strong>Chevron</strong>, le industrie Koch, cercano disperatamente di rimanere in vita rimescolando le carte e prolungando l&#8217;agonia di un mondo intossicato che aspetta le risposte; investire nella critica nei confronti del cambiamento climatico sta diventando finanche controproducente, in altre parole, ma coloro che detengono le posizioni di potere in queste compagnie non hanno d&#8217;altro canto dimostrato di avere l&#8217;elasticità mentale e l&#8217;intraprendenza manageriale per cambiare strada. Come dire, <em>prendi tutto quello che puoi e poi scappa.<br />
</em>Da una recente indagine è emerso che ogni anno di mancata legislazione in tema di inquinamento porterà solo agli Stati Uniti un costo futuro superiore ai <strong>500 miliardi</strong> di dollari. In più, quella green economy che appare inspiegabilmente inconcepibile per le elites americane, si sta rivelando il fiore all&#8217;occhiello dei <strong>cinesi</strong>, i quali saranno pure incoerenti, ma sanno bene come assecondare lo sviluppo senza soccombere alla crisi. Di recente un&#8217;azienda di Pechino ha firmato un accordo di esclusiva per la realizzazione di un nuovo, enorme progetto di produzione di energia eolica in Texas. Questo investimento creerà circa <strong>2800</strong> nuovi posti di lavoro, ma solo <span style="text-decoration:underline;">400</span> saranno sul suolo a stelle e strisce. I restanti 2400 si concentreranno nella costruzione delle turbine in Cina.<br />
Vi ricordate i proclami dell&#8217;ultima campagna elettorale? &#8220;<em><strong>Non possiamo vedere i nostri lavori spediti oltreoceano</strong></em>&#8220;, esclamavano i candidati. Ora come ora, dovrebbero essere contenti che qualcosa arrivi, da oltreoceano, invece di partire.</p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
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