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	<title>clandestinita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "clandestinita"</description>
	<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 06:40:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Mauro Palma: "Nel Trattato di Lisbona opportunità di garantire i diritti sociali"]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/29/mauro-palma-nel-trattato-di-lisbona-opportunita-di-garantire-i-diritti-sociali/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:21:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1609" title="Mauro Palma" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è svolto a Napoli venerdì e sabato, i relatori del focus su Cittadinanza, Diritti Sociali ed Inclusione hanno discusso di beni comuni, politiche sociali e flexicurity, obiettivi di Lisbona che il Trattato introduce nelle norme scritte dell&#8217;Unione Europea</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#008000;"> </span></strong></p>
<p>Venerdì pomeriggio, in uno dei focus più importanti in materia di lotta a tutte le forme di povertà nella nostra Europa Mauro Palma (Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d&#8217;Europa) ha moderato il dibattito sulle garanzie che la Ue assicura alle persone che vivono nell&#8217;area dei 27 (e soprattutto su quelle che non assicura affatto e questo è proprio lo spazio che si apre all&#8217;azione politica che riguarda l&#8217;Europa). La conferenza si è svolta presso il Maschio Angioino di Napoli.</p>
<p>L&#8217;impostazione del Trattato di Lisbona è, contrariamente a quello che spesso si pensa, per l&#8217;Economia Sociale di Mercato e non per i due sistemi che hanno portato l&#8217;uno all&#8217;attuale crisi economica e ad infinite guerre e brutture, l&#8217;altro all&#8217;azzeramento dell&#8217;iniziativa privata e delle persone (e c&#8217;è un 3 per cento tendente al 2 per cento che in molti paesi come Italia, Spagna e Francia ancora insiste). Ma questa Economia Sociale di Mercato è tutta da fare. Non sembra che ne facciano parte gli immigrati extraeuropei ed europei, che sono carne da cannone dell&#8217;industria a basso costo con il beneplacito di leggi razziste, non sembra che ci stiano nella bambagia i precari e pensionati autoctoni, che appena aprono bocca sono razzisti ma l&#8217;attenzione dei professori illuminati dei partiti rivoluzionari per questi occidentali si ferma lì, perchè i cittadini di oggi per il resto spesso non sono operai nè braccianti e non starebbero bene sul quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.</p>
<p>Andrea Fumagalli è intervenuto proprio sulla flexicurity, la parola magica che per i liberisti all&#8217;italiana significa che quelli che perdono il lavoro stanno al sicuro a causa della libertà di investire le proprie competenze sul mercato. Ma che fine fa la flexicurity se uno è immigrato e perde il lavoro (che non sempre è regolare nel mondo reale) rischiando la repressione? se uno è pensionato al minimo e i costi di tutto, specialmente quelli di chi ha un modello di consumi che non prevede acquisti di lusso ma ordinari, salgono mentre agli enti locali vengono tolti i mezzi per fare assistenza? cosa succede se la formazione anche quando c&#8217;è conta poco, perchè chi avvia imprese per lo stato ultraliberista non esiste e per la sinistra residuale è un padrone delle ferriere?</p>
<p>Andrea Fumagalli, docente dell&#8217;Università di Pavia, da parte sua ha fatto notare che in Danimarca ed in Olanda c&#8217;è la flexicurity, ma ciò significa coerentemente presenza di ammortizzatori sociali, di formazione e di accesso al mercato del lavoro sulla base delle competenze. E senza troppe discriminazioni che (come è reso evidente per contrasto dalla solidità oltre le crisi e dalle capacità di rinnovamento di paesi come Danimarca, Olanda, USA, Svezia, Regno Unito che hanno una cultura di scambio con gli altri) sono zavorre che non aiutano il corretto sviluppo del mercato in nazioni come Grecia, Italia, Francia e Spagna, stati che (basta guardare le leggi, le carceri e talvolta i disordini di stranieri che non ce la fanno più) hanno puntato soltanto sulla repressione.</p>
<p>Altrove le leggi sull&#8217;immigrazione sono anche rigorose, ma il discorso è che poi non si fanno le differenze. In altri casi abbiamo situazioni che apparentemente sono aperte ma poi recludono non solo stranieri ma in blocco chi vive nelle periferie in stati di emarginazione (Francia) oppure situazioni in cui per comprimere gli emigranti nello schema di pura forza lavoro (si vedano le leggi italiane) si finisce per ignorare anche la realtà, cioè che non si può chiedere agli immigrati di raggiungere condizioni perfettamente stabili nel lavoro quando il mercato del lavoro non ne offre in generale, e soprattutto che costringerli alla clandestinità serve solo a permettere a chi sfrutta di farne concorrenti al ribasso.</p>
<p>Nel corso del dibattito Giuseppe Bronzini, di Magistratura Democratica, ha ricordato che quell&#8217;articolo 6 del Trattato di Nizza che tutela i diritti sociali acquista un valore giuridico con l&#8217;attuale affermazione del Trattato di Lisbona. Il vituperato progetto di costituzione europea infatti contiene anche cose buone, stratificate nelle norme che eredita anche dai Trattati passati (l&#8217;Europa è una casa che non si costruisce in un giorno). Venendo all&#8217;opinione di Bronzini, &#8220;sancire che i livelli minimi di trattamento sociale raggiunti ad oggi non devono essere inficiati significa che il giudice ordinario potrà essere interpellato per ottenere il rispetto delle garanzie primarie europee&#8221;.</p>
<p>Un fatto davvero interessante è che il giudice potrà anche disapplicare le norme nazionali qualora queste cozzino visibilmente contro i diritti che l&#8217;Europa impone. In un paese che in genere ha un numero di cinque donne su ventidue ministri e dove alcuni cittadini sono morti pestati in caserma una novità del genere non è propriamente un dettaglio, perchè potrebbe produrre la positiva imposizione di standard occidentali.</p>
<p>Gli altri relatori, Raymond Van Herman per il Forum permanente della società civile europeo, Pietro Barbieri presidente della Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap e Antonello Scialdone dell&#8217;Isfol, l&#8217;organizzazione che si occupa di formazione, come pure Enrico Tedesco (dell&#8217;associazione Polis) e Francesco Fioretti (dell&#8217;associazione Enzo Aprea di Avellino) hanno sottolineato sotto vari aspetti  la necessità che l&#8217;Europa si attrezzi a garantire quella che è la base dell&#8217;esercizio dei diritti politici e cioè l&#8217;esistenza dei diritti sociali minimali.</p>
<p>Mauro Palma, come presidente del comitato che si occupa di contrasto alla tortura per il Consiglio d&#8217;Europa quindi per la diffusione dei diritti anche oltre la Ue di oggi, ha parlato in maniera accorata della opportunità di estendere i diritti di tutte le persone che vivono nello spazio europeo e non soltanto le garanzie contro gli abusi ma anche quelle che mettono gli immigrati e tutti i cittadini nelle condizioni di non cadere in situazioni che spesso vengono risolte dagli stati nazionali soltanto con la repressione. &#8220;Bisogna fare uno sforzo &#8211; ha detto Mauro Palma &#8211; per far valere nel diritto europeo le norme che vanno in questa direzione&#8221;. E&#8217;  un impegno, si può aggiungere, al quale non bisogna sottrarsi. Ma la strada sarà molto lunga.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evasioni e lotte in Francia contro i C.I.E.]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/23/evasioni-e-lotte-in-francia-contro-i-c-i-e/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:55:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Evasioni senza frontiere dal sito &#8220;MACERIE&#8221; &nbsp; Preso da http://mpcinque.splinder.com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a title="Permalink: Evasioni senza frontiere" rel="bookmark" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=22803">Evasioni senza frontiere </a><span style="font-weight:normal;">dal sito &#8220;<a href="http://www.autistici.org/macerie/">MACERIE</a>&#8221;
<p>&#160;</p>
<p></span></h2>
<div id="attachment_4004" class="wp-caption alignright" style="width: 238px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/a73ee88f7bbb8be684683077401b0071.jpeg"><img class="size-full wp-image-4004 " title="a73ee88f7bbb8be684683077401b0071" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/a73ee88f7bbb8be684683077401b0071.jpeg" alt="" width="228" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Preso da http://mpcinque.splinder.com/</p></div>
<p> Intanto, un lancio d’agenzia dalla Francia:<br />
<em>«Otto stranieri in situazione irregolare sono evasi nella notte tra giovedì e venerdì dal Centro di Detenzione Amministrativa di Palaiseau, in Essonne. Dopo mezzanotte, sono riusciti a scappare dal primo piano, da dove sono scesi grazie ad un lenzuolo, dopo aver smontato le griglie di una finestra. Si tratterebbe di due rumeni, due marocchini, tre algerini e un burkinabé. Secondo una fonte vicina all’amministrazione, il responsabile del Centro avrebbe allertato molto recentemente la Prefettura in merito alla sicurezza del centro, chiedendo di effettuare lavori di ammodernamento.»</em></p>
<p>E poi, visto che ci siamo,  vi pubblichiamo qui sotto la versione elettronica di un opuscole che sta circolando oltralpe e che racconta delle lotte intorno ai Centri di lassù durante l’ultima estate. Alcuni passaggi riguardano proprio gli interventi negli aeroporti, che qui in Italia mancano del tutto. Chi mastica un po’ il francese, dunque, gli dia una occhiata.<br />
<a href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/brochure-fermeture-retention1.pdf" target="_blank">Récits de révoltes et de solidarité</a></p>
<p style="text-align:right;">       macerie @ Novembre 22, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Volantinaggio al San Camillo: contro i CIE, contro tutte le gabbie, in solidarietà con FAID]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/19/volantinaggio-al-san-camillo-contro-i-cie-contro-tutte-le-guardie-in-solidarieta-con-faid/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:58:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[LO STATO UCCIDE: NEI CIE, NELLE GALERE, NELLE QUESTURE I suoi servi negano, insabbiano, nascondono  ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>LO STATO UCCIDE: NEI CIE, NELLE GALERE, NELLE QUESTURE<br />
</strong>I suoi servi negano, insabbiano, nascondono</p>
<p> <a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/6170_1121577172088_1606848852_285032_1665398_n.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3964" title="6170_1121577172088_1606848852_285032_1665398_n" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/6170_1121577172088_1606848852_285032_1665398_n.jpg" alt="" width="483" height="362" /></a>C&#8217;è tensione nel CIE di Ponte Galeria. Da quando i reclusi non hanno più notizie di un loro compagno, di nome FAID, che nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 novembre è stato portato all&#8217;ospedale per problemi cardiovascolari. Sembra che l&#8217;uomo lamentasse dolori da giorni e che dopo l&#8217;ennesima richiesta di soccorso l&#8217;abbiamo ricoverato all&#8217;ospedale S.Camillo. Già da domenica si era diffusa dentro al CIE la voce che FAID fosse morto ancor prima di arrivare all&#8217;ospedale, notizia che era stata confermata anche da un avvocato in contatto con due reclusi, mentre la Croce Rossa, davanti alle domande dei solidali e dei reclusi, ha continuato a negare tutto, come al solito, rifiutandosi di fornire informazioni sulle sue condizioni di salute e sul motivo del suo ricovero.</p>
<p> All’alba di domenica 15 novembre, invece, un altro recluso tunisino, di nome MOHAMED BACHIR, è stato ricoverato all&#8217;ospedale Forlanini perché probabilmente affetto da influenza A. E&#8217; quanto hanno ipotizzato i reclusi ascoltando i crocerossini che l&#8217;hanno prelevato e che infatti indossavano mascherine su viso e naso. La cosa ha ovviamente diffuso il panico tra i reclusi all&#8217;interno del centro, che sono rimasti a contatto per giorni con il virus, al freddo, in spazi angusti e senza alcuna precauzione.<br />
A Ponte Galeria infatti dall&#8217;inizio dell&#8217;inverno non funziona il riscaldamento e l&#8217;acqua calda sembra sia tornata in funzione solo da qualche giorno.<br />
Solo oggi, martedì 17 novembre, apprendiamo che FAID è ancora ricoverato in ospedale in seguito a un&#8217;ischemia cerebrale e che fortunatamente, a quanto pare, non sarebbe in pericolo di vita, mentre BACHIR è riuscito a scappare dall&#8217;ospedale, ma non ci è dato sapere se sia davvero affetto da influenza A, né se vi sia un reale rischio di contagio all&#8217;interno del centro.<br />
Tutto questo non fa altro che mettere nuovamente in risalto la complicità dei crocerossini nella gestione di questi lager e nello stendere un velo d&#8217;omertà e di silenzio su quanto succede al loro interno. Insabbiare e negare &#8211; che si tratti di torture, stupri o violenze &#8211; è quanto fanno la Croce Rossa e chi gestisce questi centri, complici di militari, governi e servi al loro seguito. Diffondere paura &#8211; dell&#8217;immigrato, del diverso, dell&#8217;emarginato &#8211; e sventolare il mito della sicurezza è quanto fa lo Stato per legittimare questi lager. La loro panacea è sempre la stessa: <em><strong>repressione e reclusione.</strong></em></p>
<p> Così, per il silenzio che si stende sulla situazione di FAID e di BACHIR, per protestare contro le condizioni che si vivono in questi lager e contro il prolungamento a sei mesi della detenzione, buona parte dei reclusi della sezione maschile domenica scorsa è entrata in sciopero della fame. Anche se da ieri sera lo sciopero è stato sospeso, da dentro ci chiedono di mobilitarci dall&#8217;esterno, visto che loro la lotta la stanno già portando avanti, come ogni giorno, per la libertà.<br />
Per questi motivi l&#8217;assemblea cittadina che si è tenuta mercoledì 18 novembre all&#8217;Ex Snia ha deciso di lanciare una mobilitazione di fronte all&#8217;ingresso principale dell&#8217;ospedale Forlanini,(p.zza Carlo Forlanini), per venerdì 20 novembre alle ore 17.00, per un volantinaggio in solidarietà con Faid.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Libertà per tutte e tutti<br />
Contro tutte le gabbie<br />
Chiudere i lager di stato, chiudere i CIE!<br />
Nella tua città c&#8217;è un lager!<br />
Chiudiamo il CIE di Ponte Galeria!</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I.A. = Intelligenza Accidentale]]></title>
<link>http://famigliacolori.wordpress.com/2009/11/19/i-a-intelligenza-accidentale/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:49:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ernesto Maria Amico - Counselor e Mediatore familiare</dc:creator>
<guid>http://famigliacolori.wordpress.com/2009/11/19/i-a-intelligenza-accidentale/</guid>
<description><![CDATA[Oggi i giornali riferiscono del clamore suscitato dall&#8217;iniizativa &#8220;White Christmas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Oggi i giornali riferiscono del clamore suscitato dall&#8217;iniizativa &#8220;White Christmas]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sei ore di rabbia in corso Brunelleschi]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/05/sei-ore-di-rabbia-in-corso-brunelleschi/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:25:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/05/sei-ore-di-rabbia-in-corso-brunelleschi/</guid>
<description><![CDATA[Una crepa in Corso Brunelleschi Diario Sei ore di rabbia in corso Brunelleschi. Eccovele, minuto per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=21823">Una crepa in Corso Brunelleschi<br />
</a><strong><a href="http://www.autistici.org/macerie/?cat=25">Diario</a></strong></p>
<p><strong>Sei ore di rabbia</strong> in corso Brunelleschi. Eccovele, minuto per minuto.</p>
<p><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/no_cpt.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3821" title="no_cpt" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/no_cpt.jpg" alt="no_cpt" width="400" height="352" /></a>Alle <strong>20,00 </strong>di questa sera uno dei reclusi che <a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=21683">l’altro giorno era stato trasferito da via Corelli </a>è esploso. La lunga detenzione, il trasferimento inatteso, le condizioni di detenzione, la lontananza da sua figlia appena nata, lo portano a tagliarsi le mani e le braccia e ad ingoiare un accendino e vari altri ferri. Dice che vuole morire, <strong>accusa la polizia di averlo trasferito da Milano per punirlo di aver denunciato la situazione dei Centri tramite le radio di movimento e tramite il nostro sito, <a href="http://www.autistici.org/macerie/">//Macerie/</a>/. </strong>I suoi compagni di cella vedono subito che la situazione è abbastanza grave: il sangue è ovunque e la Croce Rossa si rifiuta di intervenire. Così chiamano i solidali che conoscono all’esterno e da subito &#8211; dai microfoni di Radio Blackout e dai siti di movimento &#8211; parte un appello a telefonare al Centro perché i responsabili chiamino l’ambulanza e lo facciano curare.</p>
<p>Parte un vasto giro di telefonate di protesta. Da dentro al Centro i responsabili negano, affermano che “la situazione è sotto controllo”, che provvederanno… alla fine il recluso ferito viene portato in infermeria e poi riportato subito nelle gabbie.</p>
<p>Intorno alle<strong> 22,30</strong> i prigionieri riferiscono entusiasti di sentire un gran baccano fuori dalle mura: “c’è una manifestazione” &#8211; dicono. Sono gli antirazzisti, veloci e rumorosi come al solito. Da quel momento in poi la situazione si scalda: i reclusi continuano a protestare rumorosamente, alle <strong>23,00</strong> inizia una breve sommossa, e i prigionieri delle due aree maschili danneggiano il danneggiabile. Alle <strong>23,20</strong> il ferito si taglia di nuovo, questa volta alla gola. Dopo un attimo di silenzio sgomento, riparte la protesta. Solo intorno alle <strong>23,40</strong> i responsabili del Centro chiamano un’ambulanza, che recupera il ferito e lo porta al Pronto Soccorso.</p>
<p><strong>Intorno alla mezzanotte</strong> la polizia circonda le gabbie e minaccia di caricare, i reclusi si barricano dentro accumulando le panchine di cemento contro le porte. Dentro ad una delle aree, i reclusi riescono a buttare giù il muro della saletta interna. La polizia un po’ minaccia un po’ cerca di calmare la situazione: arrivano i capi dell’ufficio immigrazione e del Centro. “Se non vi rispondiamo al telefono domani mattina, vuol dire che siamo in carcere o all’ospedale” &#8211; dicono i reclusi.<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/jpg_1696888.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3822" title="jpg_1696888" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/jpg_1696888.jpg" alt="jpg_1696888" width="300" height="220" /></a></p>
<p>Alle <strong>0,45 </strong>il recluso ferito è in chiurgia all’ospedale Martini. Fuori dall’ospedale due volanti e la Digos, che ferma e identifica alcuni solidali.</p>
<p>Nello stesso tempo la polizia comincia a provare a sfondare le porte, ma non ci riesce. Arrivano i vigili del fuoco e altri rinforzi. Ci sono più o meno 50 carabinieri e 100 poliziotti. I capi dell’ufficio immigrazione parlamentano con i reclusi e intorno all’<strong>1.05</strong> trovano un accordo: via la celere e i poliziotti armati, nelle gabbie potranno entrare soltanto i pompieri a raccogliere le macerie del muro demolito, scortati da due donne dell’ufficio immigrazione.</p>
<p>Alle<strong> 1,15 </strong>sembra tornata la calma. Alle <strong>2.10</strong>, quando oramai i pompieri hanno terminato il proprio lavoro, due volanti riportano al centro il prigioniero ferito. <strong>Sei ore di rabbia</strong>, e il Cie di Torino ha un muro in meno.<strong>  </strong></p>
<p><strong>Aggiornamento 5 novembre.</strong></p>
<p>Intorno alle <strong>11,25 </strong>è iniziata una perquisizione nelle gabbie del Centro. La polizia è arrivata in massa, con i cani ed è riuscita ad entrare: come sapete, ieri sera era dovuta rimanere fuori, grazie alla determinazione dei reclusi.</p>
<p><strong>Ore 15.00.</strong> La perquisizione è finita velocemente ed è stata tutto sommato pacifica. Il recluso ferito continua la sua lotta: ha mangiato varie lamette e sta facendo lo sciopero della fame. In mattinata, poi, sono state portate via dal Centro una decina di persone, quasi esclusivamente donne &#8211; non coinvolte nella sommossa di ieri. Non sappiamo se si sia trattato di una deportazione o di un trasferimento per alleggerire il Centro e iniziarne la ricostruzione.</p>
<p><strong>Ore 16.00.</strong> Notizie dalla Tunisia: è uno dei deportati di stamattina, ed è nel posto di polizia dove l’hanno trasferito appena sceso dall’aeroporto. Sta bene e dovrebbe uscirne a breve, c’è suo fratello fuori ad aspettarlo. Si tratta di uno dei protagonisti della sommossa di ieri sera nell’area rossa, ma probabilmente non si tratta di una ritorsione: è stato svegliato alle 5 del mattino, e ci sembra difficile che gli uomini di Maroni riescano ad organizzare un viaggio burocraticamente tanto complesso in tre ore soltanto. Le altre deportate di questa mattina sono donne, forse 5, e ieri non avevano partecipato alle danze.</p>
<p>macerie @ Novembre 4, 2009</p>
<p><a href="http://www.ondarossa.info/audio/2009_11_4_1605.mp3">Qui</a> la corrispondenza di Radio onda rossa</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quì MOLISE - Non si denuncia nessuno]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/01/qui-molise-non-si-denuncia-nessuno/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 14:54:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
<guid>http://termoli.wordpress.com/2009/11/01/qui-molise-non-si-denuncia-nessuno/</guid>
<description><![CDATA[Ad Onore dell&#8217;ORDINE dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Campobasso e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ad Onore dell&#8217;ORDINE dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Campobasso e ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Insieme, contro il razzismo]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/17/insieme-contro-il-razzismo/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 14:18:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/17/insieme-contro-il-razzismo/</guid>
<description><![CDATA[di Paolo Ferrero su Liberazione del 17/10/2009 Oggi siamo in piazza per una grande e unitaria manife]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignleft size-full wp-image-462" title="ferrero 13" src="http://gcenna.wordpress.com/files/2008/12/ferrero-2.jpg" alt="ferrero 13" width="140" height="180" />di Paolo Ferrero su Liberazione del 17/10/2009</em></p>
<p>Oggi siamo in piazza per una grande e unitaria manifestazione antirazzista. Sappiamo che questa manifestazione arriva dopo un silenzio durato troppo a lungo, dopo che lo spazio pubblico è stato per troppo tempo occupato solo dai proclami razzisti della destra e dall&#8217;attivismo delle squadracce. Proprio per questo la manifestazione di oggi vuole segnare una svolta nel panorama politico e culturale di questo Paese, una ripresa di protagonismo dell&#8217;antirazzismo dal basso. Un mondo vasto, oltre 500 associazioni, sindacati, forze politiche grandi e piccole, nazionali e territoriali, che, su una piattaforma radicale nei contenuti ma espressione della reale volontà di affrontare i problemi, non vuole parlare solo di immigrazione e non vuole essere solo momento di tutela dei diritti degli ultimi. <!--more-->Norme legislative come il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; colpiscono soprattutto gli immigrati, creano ansia, paura e ricattabilità, aumentano il distacco, innalzano barriere fra autoctoni e non. Ma chi ha convocato questa manifestazione coglie perfettamente i nessi ideologici e politici fra queste leggi e l&#8217;attacco ai diritti di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, l&#8217;abbassamento per tutte e tutti della soglia dei diritti esigibili, il securitarismo generalizzato, l&#8217;istituzionalizzazione della &#8220;caccia al diverso&#8221;, al capro espiatorio, sia esso immigrato, di diverso orientamento sessuale, di opinione politica non allineata, o il cui comportamento non rispetti l&#8217;idea autoritaria di società.<br />
Chi ha deciso di scendere in piazza oggi, vuole ribellarsi alla logica del conflitto orizzontale, quello che vede schierarsi i penultimi contro gli ultimi in nome di una lotta per la sopravvivenza e individua in questo governo &#8211; nelle sue responsabilità, negli interessi padronali di cui è difensore &#8211; il vero avversario da contrastare.<br />
Quella di oggi sarà una manifestazione scomoda perché dimostrerà che italiani e migranti, uniti dalle stesse motivazioni, sanno lottare insieme, cercare insieme risposte reali alla crisi, non quelle offerte dal populismo e dal razzismo dominante. Quella che prova a dispiegarsi è una vera alleanza, come forse non avveniva da quella splendida manifestazione del 7 ottobre del 1989 a seguito dell&#8217;uccisione, nelle campagne di Villa Literno, del rifugiato politico Jerry Essan Masso, ad opera della camorra.<br />
Rifondazione Comunista ha partecipato sin dall&#8217;inizio alla costruzione e alla riuscita di questa manifestazione, ritenendola centrale nella necessità di riportare in questo Paese l&#8217;antirazzismo come elemento fondante della propria vita politica e le questioni connesse all&#8217;immigrazione come paradigmatiche del modo di concepire la società da costruire. Sarà decisivo proseguire questo impegno sui territori: su la testa!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifestazione nazionale antirazzista]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/11/manifestazione-nazionale-antirazzista/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 05:05:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma 17 ottobre 2009 – P.za della Repubblica ore 14.30 Manifestazione nazionale antirazzista contro ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Roma 17 ottobre 2009 – P.za della Repubblica ore 14.30 Manifestazione nazionale antirazzista contro ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ancora con il diario dai CIE]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/06/ancora-con-il-diario-dai-cie/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 08:59:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sciopero della fame oggi al Cie di corso Brunelleschi a Torino. Quasi tutti i reclusi hanno rifiutat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Sciopero della fame oggi al Cie di corso Brunelleschi a <strong>Torino</strong>. Quasi tutti i reclusi hanno rifiutato la colazione questa mattina e intendono proseguire almeno per tutta la giornata. Un recluso è in sciopero addirittura da sei giorni. Nel frattempo, continuano gli atti di autolesionismo e le denunce di condizioni di vita insopportabili, minacce, maltrattamenti continui e pestaggi brutali da parte dei militari. I reclusi sono molto determinati e consapevoli che in tutti gli altri Cie la situazione è calda.<a rel="attachment wp-att-3600" href="http://baruda.net/2009/10/06/ancora-con-il-diario-dai-cie/pinar/"><img class="alignright size-full wp-image-3600" title="pinar" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/pinar.jpg" alt="pinar" width="312" height="312" /></a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ieri c’è stata una protesta molto forte al Cie di <strong>Crotone</strong>, cominciata con grida e battitura delle sbarre. Quando è intervenuta la polizia i reclusi hanno spaccato i mobili per difendersi. E quando la polizia è riuscita a portarsi via due ragazzi, l’effetto è stato quello di prolungare la protesta fino al loro rilascio. Alla fine, nonostante fosse domenica, sono arrivati di corsa quelli dell’Ufficio Immigrazione della Questura, con la promessa di fare il possibile per migliorare la situazione e<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/10/proteste-al-cie-di-crotone-immigrati.html" target="_blank"> sbrigare le pratiche di chi può essere rilasciato</a>.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A <strong>Brindisi</strong>, invece, otto reclusi se ne sono andati dal Centro. <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18683">È la seconda fuga da quando,</a>questa estate, il Cie di Restinco è stato riaperto per “accogliere” i reduci della sommossa di Milano. I prigionieri sono fuggiti alle cinque del mattino, ma le guardie si sono rese conto della loro assenza solo alle otto: auguriamo loro buon viaggio. Ora dentro al Centro sono rimasti soltanto in quindici, ed otto di loro - <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20623">come ricorderete </a>- sono in sciopero della fame e della sete dalla settimana scorsa.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A <strong>Roma</strong> la situazione è più tranquilla, a parte quattro rimpatri oggi all’alba e qualche scarcerazione in mattinata. Alcuni consiglieri regionali stanno facendo una visita dentro le gabbie e i detenuti hanno raccontato loro del <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20683">pestaggio</a> contro l’aspirante evaso di tre giorni fa: vedremo cosa dichiareranno i politici una volta usciti. Ieri sera le voci di alcuni reclusi sono finite nei titoli di testa del Tg3, insieme all’annuncio dello sciopero della fame… della settimana passata.<br />
 </p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Ottobre 5, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Italia da decenni: tra le sbarre dei CIE]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 10:03:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/</guid>
<description><![CDATA[PRENDO UNA SERIE DI STORIE DAL SITO FORTRESS EUROPE. SONO STORIE MOLTO DIVERSE TRA LORO; AD UNIRLE E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PRENDO UNA SERIE DI STORIE DAL SITO<a href="http://fortresseurope.blogspot.com/"> FORTRESS EUROPE</a>. SONO STORIE MOLTO DIVERSE TRA LORO; AD UNIRLE E&#8217; LA DETENZIONE E IL FATTO CHE SONO QUASI TUTTI &#8220;ITALIANI&#8221; DA DECENNI O PARECCHI ANNI.<br />
LA VERGOGNA DI QUESTO PAESE PASSA ATTRAVERSO LE STORIE DI CHI VIVE TRA LE GABBIE.<br />
CHISSA&#8217; SE I PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL POPOLO HANNO MAI DEDICATO UN MINUTO DELLA LORO VITA A TUTTO CIO&#8217;, INVECE DI LEGGERE IL TUTTOLOGO SAVIANO CHE PIANGE I CADUTI DEL SUD, QUELLI DELLA FOLGORE.</p>
<p><em>C’erano una volta gli sbarchi. E chi non faceva domanda d’asilo veniva smistato nei centri di identificazione e espulsione (Cie) d’Italia in attesa del rimpatrio o del rilascio con un ordine di allontanamento. Ma adesso che gli sbarchi sono diminuiti del 90% negli ultimi cinque mesi (dati del Viminale), chi è che finisce dentro i Cie? Per scoprirlo stiamo girando i Cie di tutta Italia. Cominciando da quello di Roma, a </em><a style="color:#5588aa;text-decoration:none;" href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/09/photogallery-centro-di-identificazione.html"><em>Ponte Galeria</em></a><em>.<br />
</em></p>
<div id="attachment_3595" class="wp-caption alignright" style="width: 522px"><a rel="attachment wp-att-3595" href="http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/gabrieledelgrande_pontegaleria/"><em><img class="size-full wp-image-3595 " title="GabrieledelGrande_PonteGaleria" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/gabrieledelgrande_pontegaleria.jpg" alt="foto di Gabriele del Grande _Ponte Galeria_" width="512" height="384" /></em></a><p class="wp-caption-text">foto di Gabriele del Grande _Ponte Galeria_</p></div>
<p><em>Lì abbiamo scoperto che, oltre a un terzo circa di ex detenuti trasferiti direttamente dal carcere, le vittime del giro di vite sulla clandestinità sono soprattutto “italiani”. </em><span style="font-weight:bold;"><em>Italiani tra virgolette</em></span><em>, perché non hanno la cittadinanza, ma in Italia vivono da quindici, venti o trent’anni. Gente che ha avuto il permesso di soggiorno con le sanatorie del ‘93 e del ‘95, e che il permesso se l’è visto ritirare per scadenza termini, essendosi trovato senza datore di lavoro al momento del rinnovo. In vent’anni però in Italia uno si costruisce una vita. E allora c’è chi fuori ha moglie e bambini piccoli. Ci sono famiglie che rischiano di essere spezzate in due. In nome della sicurezza degli </em><span style="font-weight:bold;"><em>italianisenzavirgolette</em></span><em>. Drammi che hanno portato alcuni a tentare il suicidio, bevendo la candeggina o tagliandosi i polsi. Oppure a imbottirsi di psicofarmaci per non impazzire. Fortress Europe ha raccolto per voi le loro storie. Ogni giorno ve ne racconteremo una</em></p>
<p> </p>
<p><em>- Quando gli azzurri di Bearzot vinsero i mondiali di calcio del 1982 in Spagna, Z. Jacob viveva in Italia già da due anni. Era arrivato all&#8217;età di 19 anni, nel 1980, dal Camerun. Negli ultimi tempi a Roma lavorava al locale </em><span style="font-weight:bold;"><em>Jogodo</em></span><em>, in via di Torre spaccata 127. Tutto in nero perché non aveva il permesso di soggiorno. Gli era scaduto durante la lunga convalescenza seguita a un grave incidente stradale di cui porta ancora le cicatrici sul cranio. A Roma aveva anche un magazzino di strumenti musicali. Li affittava per serate e </em><span style="font-weight:bold;"><em>concerti </em></span><em>per guadagnarsi la vita. E aveva addirittura una associazione culturale, registrata a nome della moglie, l’associazione “Black and White”. La </em><span style="font-weight:bold;"><em>moglie </em></span><em>già. Perché dopo 29 anni in Italia uno ha tutta la vita nel nostro paese. Jacob oltre alla moglie ha un figlio. Un </em><span style="font-weight:bold;"><em>bambino </em></span><em>di 10 anni, a cui ancora la madre non ha spiegato dove sia finito il papà da quando lo ha fermato la polizia, lo scorso 31 agosto, per un banale controllo dei documenti. Rinchiuso da 29 giorni al centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, a Roma, Jacob adesso teme il rimpatrio. Soprattutto per la sorte della sua famiglia e del figlio.</p>
<p>C’è un altro particolare </em><span style="font-weight:bold;"><em>tragicomico</em></span><em>. Il 18 aprile del 2009, quattro mesi prima di essere fermato dalla polizia e portato al Cie per essere espulso, il signor Jacob aveva partecipato a Frascati a una giornata di studi sui diritti umani, intitolata “Dai prigionieri di guerra ai nuovi privati della libertà”. Mi mostra l’attestato di partecipazione. C’è scritto il suo nome. Indovinate chi organizzava l’evento? La </em><span style="font-weight:bold;"><em>Croce rossa</em></span><em> italiana. Gli stessi che ora gestiscono la sua di privazione della libertà, all&#8217;interno del Centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, dove ha già passato 33 giorni e da dove rischia di essere rimpatriato quanto prima.</em></p>
<p><em><a rel="attachment wp-att-3596" href="http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/immagine-7-49d9e304b8c7a/"><img class="alignleft size-full wp-image-3596" title="immagine-7-49d9e304b8c7a" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/immagine-7-49d9e304b8c7a.png" alt="immagine-7-49d9e304b8c7a" width="436" height="324" /></a>- Su un piazzale di cemento sono piantate le sbarre di ferro alte quattro metri che delimitano i moduli della sezione femminile del Centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, a Roma. I posti a disposizione sono 172, sei per ogni camerata. Di notte i cancelli di ogni modulo si chiudono. Nella prima sezione ci sono le ragazze nigeriane, molte sono vittime del racket della prostituzione. Più avanti si trova la sezione delle cinesi. Massaggiatrici da spiaggia e madri di famiglia detenute in nome della sicurezza degli italiani. H. è una di loro. È dentro da 45 giorni. Ma nella sua stanza ci sono quattro donne che sono qui da più di 60 giorni e chiedono che cosa sarà di loro con questa nuova legge. “</em><span style="font-style:italic;"><em>Dopo tle mesi fai come passo</em></span><em>” dice nel poco italiano che conosce. Accanto a lei, si alza dal letto, dove era seduta sulle lenzuola di carta stropicciate, Sunchi. Lei vive a Roma da sei anni. È una dottoressa di medicina tradizionale cinese. A Roma si guadagnava da vivere con l’agopuntura e i massaggi, in un appartamento a Piazza Vittorio. Ha 53 anni. La polizia l’ha fermata due mesi fa a Fregene, sulla spiaggia, mentre faceva </em><span style="font-weight:bold;"><em>massaggi</em></span><em> ai bagnanti. In Cina ha un figlio di 25 anni, che si sta per laureare a Pechino. Tra sette giorni scadono i primi due mesi del trattenimento. Ancora non ha ricevuto la notifica della proroga del trattenimento, che potrebbe durare fino a sei mesi secondo le nuove disposizioni. Tuttavia è quasi sicura che non sarà rimpatriata. E come lei le altre donne. Un ispettore di polizia del Cie conferma. L’</em><span style="font-weight:bold;"><em>ambasciata cinese</em></span><em> non collabora con le identificazioni. Insomma, sei mesi di detenzione e poi tutto ricomincia come prima. Sunchi lo sa. E per questo – tramite amici che ha fuori – sta continuando a pagare l’</em><span style="font-weight:bold;"><em>affitto</em></span><em> del suo posto letto in un appartamento sulla Casilina.</p>
<p>C. segue la nostra conversazione. Non vuole che scriva il suo nome, ma ci tiene a far sapere la sua storia. Perché è una di quelle storie che non possono essere taciute. Questa donna di 42 anni vive in Italia dal 1999. E non è da sola. A Forlì la aspettano</em><span style="font-weight:bold;"><em> il marito e i due figli</em></span><em>, di 18 e 19 anni. Il suo permesso di soggiorno è scaduto tre anni fa, perché non aveva un contratto di lavoro al momento del rinnovo. Ha provato anche a metterci un avvocato, ma sono stati soldi sprecati. L’hanno fermata a Forlì durante un banale controllo dei documenti, lo scorso 13 agosto. Da allora sente i suoi figli soltanto al </em><span style="font-weight:bold;"><em>telefono</em></span><em>. Soltanto tra quattro mesi potrà riabbracciarli e tornare al lavoro, nella fabbrica dove era impiegata in nero.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Torino, Parigi, Teramo... dal sito Macerie]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/02/torino-parigi-teramo-dal-sito-macerie/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 09:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giusto all’ora di pranzo di giovedì, una decina di antirazzisti è entrata nella mensa del Politecnic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Giusto all’ora di pranzo di giovedì, una decina di antirazzisti è entrata nella mensa del <strong>Politecnico di Torino,</strong> esponendo uno striscione con la scritta “La Sodexho ingrassa sui lager” e distribuendo volantini ai presenti. Studenti, cassiere e cuochi sono così stati informati che <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.sodexo.com/" target="_blank">la grande multinazionale del catering Sodexho</a>, oltre a gestire questa mensa, ha anche l’appalto per la fornitura dei pasti ai reclusi dei Centri di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano e di Roma Ponte Galeria.<br />
<a rel="attachment wp-att-3576" href="http://baruda.net/2009/10/02/torino-parigi-teramo-dal-sito-macerie/buongiorno-sodexho/"><img class="alignright size-full wp-image-3576" title="buongiorno-sodexho" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/buongiorno-sodexho.jpg" alt="buongiorno-sodexho" width="536" height="757" /></a>Reclusi che da sempre si lamentano per <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19323">la pessima qualità del cibo</a> e per la presenza di vermi e scarafaggi cotti. Reclusi che spesso, come da quattro giorni proprio al Cie di Roma, sono <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20403">in sciopero della fame</a> contro le condizioni di detenzione e contro l’estensione a sei mesi del tempo massimo di permanenza, per la libertà. Reclusi che spesso si ribellano e distruggono questi lager, come hanno fatto i quattordici rivoltosi di via Corelli, sotto <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20443">processo per la grande rivolta dell’agosto scorso</a>. Reclusi che spesso evadono da quelle gabbie, <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20393">come è successo al Cie di Torino</a> nella notte tra domenica e lunedì. Detto questo, il gruppetto si è dileguato prima dell’arrivo della polizia, chiamata da un’inviperita funzionaria amministrativa della Sodexho.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Scarica, stampa e diffondi <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/buongiorno-sodexho.pdf">il comunicato della Sodexho</a> e <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/menu-sodexho.pdf" target="_blank">il menu della giornata</a>.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A <strong>Parigi</strong>, invece, martedì sera una decina di solidali si sono auto-invitati a due dibattiti inseriti nel <em>forum degli istituti culturali stranieri </em>il cui tema di quest’anno è, pensate un po’ che pretese, “Sublimiamo le frontiere”. Il loro intento era quello di ricordare al pubblico dell’Istituto culturale olandese e di quello italiano che la parola stessa “frontiera” fa rima con controlli, lager, prigionia e morte per milioni di persone. Soprattutto ora, dentro alla moderna Europa di Schengen. Bisogna dire che l’accoglienza del pubblico che assisteva alla conferenza all’Istituto culturale olandese non è stata particolarmente calorosa: i presenti sul posto hanno cominciato molto presto a dare in escandescenze ed insultare i contestatori, e i volantini sono stati distribuiti e letti nonostante il loro gesticolare e il loro baccano. Al contrario, all’Istituto culturale italiano l’accoglienza è stata molto più cortese e comprensiva: i contestatori hanno letto la testimonianza di <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18803">un recluso di Ponte Galeria</a> ed hanno reso edotto il pubblico su quest’ultimo mese e mezzo di rivolte nei Centri italiani e del processo in corso contro i 14 di Corelli. “Sopprimiamo le frontiere” &#8211; così terminava il volantino distribuito in entrambe le occasioni.<a rel="attachment wp-att-3577" href="http://baruda.net/2009/10/02/torino-parigi-teramo-dal-sito-macerie/menu-sodexho/"><img class="alignright size-full wp-image-3577" title="menu-sodexho" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/menu-sodexho.jpg" alt="menu-sodexho" width="476" height="673" /></a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A<strong> Teramo,</strong> invece, nella notte tra martedì e mercoledì sono stati imbrattati due mezzi della Misericordia. I quotidiani locali riportano le due scritte che sarebbero state vergate con lo spray nero sui portelloni: “Assassini” e “Complici dei lager”. La Digos, come al solito, indaga, e sospetta che a muovere gli autori delle scritte sia il disprezzo verso <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19863">l’istituzione della Misericordia</a> che, come sapete, gestisce i Cie di Bologna e Modena.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Ottobre 1, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Espulso Miguel: prosegue lo sciopero della fame a Ponte Galeria]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/30/espulso-miguel-prosegue-lo-sciopero-della-fame-a-ponte-galeria/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:42:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa mattina, alle 7, Miguel è stato svegliato dai poliziotti dell’ufficio immigrazione del Cie di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;font-family:verdana, arial, sans-serif;font-size:12px;line-height:18px;color:#333333;">Questa mattina, alle 7, Miguel è stato svegliato dai poliziotti dell’ufficio immigrazione del Cie di Ponte Galeria. L’hanno accompagnato nel loro ufficio e gli hanno annunciato che è arrivata l’ora della deportazione. Ora è in viaggio verso l’aeoporto. Non sappiamo se questa svolta nella sua storia sia il normale avanzare della macchina delle espulsioni oppure una rappresaglia contro la sua voglia di lottare ed una intimidazione rivolta anche a tutti i suoi compagni del Centro che da due giorni stanno scioperando.<a rel="attachment wp-att-3563" href="http://baruda.net/2009/09/30/espulso-miguel-prosegue-lo-sciopero-della-fame-a-ponte-galeria/460_0___30_0_0_0_0_0_1_1/"><img class="alignright size-full wp-image-3563" title="460_0___30_0_0_0_0_0_1_1" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/460_0___30_0_0_0_0_0_1_1.jpg" alt="460_0___30_0_0_0_0_0_1_1" width="287" height="300" /></a></p>
<p style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;font-family:verdana, arial, sans-serif;font-size:12px;line-height:18px;color:#333333;">A proposito, lo sciopero della fame. Durante tutta la giornata di ieri lo sciopero è proseguito compatto: solo alcuni abbandoni, ma il grosso dei reclusi dell’area maschile ha continuato nella protesta. In tre sono svenuti per la spossatezza, due nel pomeriggio e uno la sera. In tutti e tre i casi i loro compagni hanno dovuto urlare a lungo per farli soccorrere, ed un poliziotto si è prodotto in una di quelle scene delle quali soltanto i portatori di divisa riescono ad essere protagonisti: si è avvicinato alle gabbie mentre dentro la gente urlava disperata, con il ragazzo svenuto in mezzo, ed ha cominciato a sputare oltre le sbarre, verso i reclusi, borbottando qualcosa. <br />
Poi la situazione è diventata ancora più tesa, nel tardo pomeriggio. Alle gabbie si sono presentati alcuni dei funzionari che governano il Centro (sicuramente il capo della polizia e quello della Croce Rossa, più altri ancora) per parlamentare con i reclusi. Quando hanno appreso che la rivendicazione principale della protesta è l’abolizione della norma del “pacchetto sicurezza” che ha allungato a sei mesi i tempi di trattenimento hanno risposto che non è cosa di loro competenza e che avrebbero potuto soltanto fare qualcosa per migliorare un po’ le condizioni di vita. Hanno anche affermato che avrebbero fatto tacere la protesta “con le buone o con le cattive”. Durante tutto il colloquio almeno tre pulman dell’antisommossa sono entrati nel Centro, a dare forza alle parole dei funzionari. Intorno alle 19,30, i funzionari se ne sono andati e i reparti della celere si sono ritirati. Al posto loro, però, sono entrati in campo i fabbri che &#8211; almeno fino alle undici di sera &#8211; hanno lavorato per rafforzare le gabbie: nuovi lucchetti per tutti.</p>
<p style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;font-family:verdana, arial, sans-serif;font-size:12px;line-height:18px;color:#333333;">Ascolta la testimonianza raccolta da Radio Blackout su <a style="color:#666666;text-decoration:none;" title="http://www.autistici.org/macerie/?p=20363" rel="nofollow" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20363">http://www.autistici.org/macerie/?p=20363</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Immagini del dopo pestaggio: Cie di Gradisca]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/26/immagini-del-dopo-pestaggio-cie-di-gradisca/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 11:02:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Ci furono tempi felici in cui si poteva scegliere liberamente: meglio morti che schiavi, meglio mor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«Ci furono tempi felici in cui si poteva scegliere liberamente: meglio morti che schiavi, meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. E ci furono tempi infami in cui intellettuali rincretiniti hanno dichiarato che la vita è il sommo dei beni. Oggi sono arrivati i tempi terribili in cui ogni giorno si dimostra che la morte dà inizio al suo governo del terrore esattamente quando la vita è diventata il sommo bene; che chi preferisce <em>vivere </em>in ginocchio, <em>muore </em>in ginocchio; che nessuno può essere ucciso più facilmente di uno schiavo. Noi viventi dobbiamo imparare che non si può nemmeno vivere in ginocchio, che non si diventa immortali se si corre dietro alla vita, e che, se non si vuole più morire per nulla, si muore nonostante non si sia fatto nulla.»</p>
<p align="right">H.A., 1942<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YxAi65bgheA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YxAi65bgheA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettera a Maroni dalla redazione di Macerie e nuova trasmissione su Radio Onda Rossa: CONTRO I LAGER DI STATO]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 09:17:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prendo questa lettera, per intero, dal sito Macerie. Sito che questo blog &#8220;frequenta&#8221; co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><em><strong>Prendo </strong></em><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20083#more-20083"><em><strong>questa lettera</strong></em></a><em><strong>, per intero, dal sito </strong></em><a href="http://www.autistici.org/macerie/"><em><strong>Macerie</strong></em></a><em><strong>. Sito che questo blog &#8220;frequenta&#8221; costantemente per il suo ottimo lavoro virtuale e reale che fa sui Cie, i Centri di Identificazione ed Espulsione per migranti. I nostri lager, per dirla in parole più semplici, quelli che dall&#8217;approvazione del &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del ministro Maroni stanno scoppiando, in una rivolta dopo l&#8217;altra. Sedate tutte nello stesso identico modo, dalla polizia e dall&#8217;incredibile &#8220;buon lavoro&#8221; della Croce Rossa.<br />
Due redattori di Macerie sono sotto processo: un processo da tenere molto sotto controllo.<br />
Con gli occhi ben aperti. <br />
<a rel="attachment wp-att-3548" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/logo2-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-3548" title="logo2" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/logo2.gif" alt="logo2" width="232" height="80" /></a>Metto anche il <a href="http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/silenzioassordante/090925_silenzioassordante.mp3">link</a> della registrazione della prima puntata di una nuova trasmissione su <a href="http://ondarossa.info">Radio Onda Rossa</a>. <span style="color:#ff0000;">&#8220;Silenzio assordante&#8221;</span>, questo il nome della trasmissione, è un occhio puntato sui Centri di Identificazione ed Espulsione, un microfono aperto per i migranti dentro e fuori i lager di stato.<br />
Va in onda <span style="color:#ff0000;">ogni venerdì pomeriggio dalle 16 alle 17</span> sugli 87.900 FM per ROMA e provincia o sul <a href="http://ondarossa.info">sito</a>, in streaming.</strong></em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Signor Ministro,</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Non sa più che pesci prendere, vero? È chiaro che la società che Lei pretende di controllare Le sta scoppiando tra le mani. Lo vede con i Suoi stessi occhi, e lo vediamo anche noi. Da qualunque parte la si guardi, la situazione è fuori controllo, e più Lei ripete i suoi «tutto va bene» sorridendo teso alla televisione, più alle sue spalle si vede il fumo delle macerie che sale.<br />
<a rel="attachment wp-att-3545" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/sorvegliateci/"><img class="alignright size-full wp-image-3545" title="sorvegliateci" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/sorvegliateci.jpg" alt="sorvegliateci" width="480" height="236" /></a>Signor Ministro, è inutile nasconderlo. Se i padroni alla fine ingrassano come sempre, gli sfruttati sono ormai finiti talmente sul lastrico da essere disposti a far letteralmente di tutto. In primavera un gruppo di disoccupati napoletani è arrivato a dar fuoco ad un autobus per protesta, ed ora non si conta più la gente arrampicata sui tetti dei capannoni e dei monumenti. E se un mattino all’alba sgomberate decine di famiglie da una casa occupata abusivamente, la sera stessa ne avete altre dieci a cui pensare. E tutto questo, per un semplice posto di lavoro o per una casa, mica per la giustizia o per un mondo migliore. Si figuri, signor Ministro.Guardiamoci in faccia e diciamoci la verità: a parte parlare ossessivamente di sicurezza, Lei e i Suoi colleghi non sapete che pesci prendere. E dire che le state provando proprio tutte, ma i risultati sono quelli che sono. Basta vedere il gran casino che ha provocato l’approvazione del Suo amato “pacchetto sicurezza”. I Centri di Identificazione ed Espulsione per “clandestini” stanno letteralmente scoppiando: di rabbia, non di reclusi, giacché da quando sono state introdotte le nuove norme la macchina delle espulsioni è inceppata e funziona più lentamente di prima. Persino i poliziotti di guardia e i crocerossini si lamentano di Lei, signor Ministro. Ma questo non le importa, «non c’è nessuna emergenza», perché Lei si consola con le immagini dei barconi respinti in Libia. E questo la fa sentire importante, la fa sentire potente, signor Ministro. E le ronde che Lei tanto ha voluto si risolvono in pagliacciate scortatissime dalla Sua polizia, che brontola per dover far da balia a questi gendarmi dilettanti, quando non finiscono in rissa con chi di squadracce in giro non ne vuole vedere neanche l’ombra. E sono sempre i Suoi prodi ad aver la peggio. Per non parlare poi del “reato di clandestinità” di Sua invenzione, che sta intasando i Tribunali e non lascia ai Giudici neanche più il tempo per condannare a mesi o anni di galera chi ruba un pezzo di formaggio al supermercato. Dall’aeroporto di Kabul fino a Porta Palazzo, non si può certo dire che Lei e il Suo governo stiate vincendo su tutti i fronti. Ma i morti e i feriti vi rimarranno sulla coscienza per sempre.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">No, Signor ministro, così proprio non va, se è davvero l’Ordine che Lei vuole gestire. Se invece, così come pare a molti, è solo il Potere che Le interessa, allora bisogna dire che Lei e i suoi compari siete stati bravi a conquistarlo. Saperlo mantenere, questo Potere, è tutt’altra cosa. O potreste ritrovarvi un bel giorno a regnare sul nulla. <a rel="attachment wp-att-3546" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/matteotti-finale-49c26e63277a1/"><img class="alignleft size-full wp-image-3546" title="matteotti-finale-49c26e63277a1" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/matteotti-finale-49c26e63277a1.jpg" alt="matteotti-finale-49c26e63277a1" width="413" height="354" /></a>Ma sappiamo anche qual è il vostro asso nella manica, la risorsa estrema, l’ultima carta da giocare. Che è poi il progetto politico preciso Suo e del movimento che Lei così degnamente rappresenta: scatenare una guerra civile permanente, che possa permetterLe di organizzare le masse in schiere pronte ad obbedire ai Suoi ordini con fervore e dedizione totali, assoluti. Pronte a tutto, pronte anche ad uccidere e stuprare in nome di un Capo e di una etnia, di una lingua o di una religione. Voi dite Padania, noi capiamo Bosnia. Voi dite Italia, noi capiamo Jugoslavia. Bisogna anche dire che in questo ambizioso progetto Lei non è affatto solo, signor Ministro. Non è lavoro da cospiratori questo, non ci sono trame segrete. C’è pure il rischio che Lei stia proprio “dalla parte della Storia” e del suo flusso osceno. Quando le macchine dentro alle fabbriche si fermano e sembrano non voler ripartire; quando i campi sono bruciati da guerre, pesticidi e carestie, le città devastate dagli affari delle Società per Azioni; quando la gente scappa e scappa in massa e valica le frontiere in lunghe file disperate; quando i Figli del mondo sono troppi, troppo rumorosi e troppo <em>inutili</em>; quando tutto si mescola e si confonde &#8211; allora quello stesso Capitale che in altri tempi si concede delle brevi e circoscritte apparenze di benevolenza tira fuori i denti e si prepara al totalitarismo. Servendosi proprio di uomini come Lei.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">E, a proposito di uomini, signor Ministro, c’è ancora uno scoglio da superare prima di raggiungere il Suo ultimo obiettivo. Per rendere accettabile, desiderabile, buono e giusto l’incubo che state preparando, e di cui ci state facendo assaggiare qualcosa di più di un’anteprima, non basta la semplice propaganda, per quanto martellante e ossessiva. No, signor Ministro, Lei ha bisogno di una vera e propria mutazione antropologica, di un <em>uomo nuovo</em>. Di un uomo su cui la coscienza dell’ingiustizia scivoli via senza lasciare tracce, in cui la capacità di sentire su di sé le sofferenze altrui &#8211; da alcuni chiamata<em> com-passione</em> - sia un ricordo lontano. Un uomo che non individui come tali i sentimenti più odiosi e meschini, che non senta il bisogno di nasconderli o per lo meno di giustificarli ideologicamente, ma che li viva, al contrario, come la più placida delle normalità. Un uomo che, insomma, renda<em>antiquata</em> anche l’ultima delle prerogative che un tempo erano proprie degli umani: l’ipocrisia.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Esagerazioni farneticanti? No, signor Ministro, se Lei pensa a quell’informatico leghista di Gallarate, amico del figlio stupido del suo Capo, che trovava, e immaginiamo trovi tuttora divertente giocare su internet a respingere barconi di “clandestini”. Mentre lei lo faceva sul serio, e donne, uomini e bambini morivano disidratati, affogati o torturati in Libia: essenzialmente assassinati da Lei, signor Ministro. Ecco, quell’informatico di Gallarate è proprio il prototipo dell’uomo nuovo che Lei sta costruendo. L’uomo che ride di fronte alla morte di gente che non ha mai neanche visto e che nulla gli ha fatto. <a rel="attachment wp-att-3547" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/migranti_sicurezza/"><img class="alignright size-full wp-image-3547" title="migranti_sicurezza" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/migranti_sicurezza.jpg" alt="migranti_sicurezza" width="400" height="267" /></a>Una persona orribile, senza ombra di dubbio, una persona orribile proprio come Lei, signor Ministro, talmente orribile che l’ultimo dei papponi della Pellerina sembra San Francesco in confronto. Ed è proprio per non soccombere di fronte a questo orrore, di fronte a questo baratro in cui precipitano gli ultimi residui di umanità che qualcuno, noi compresi, ha deciso di reagire, di rispondere, e di risponderLe.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Veniamo a noi, dunque, signor Ministro, a tutti noi che ci ostiniamo a non soccombere, e che per questo continuiamo a ribellarci, testardi, inguaribili guastafeste, una piccola parte di questo mondo che esplode, piccola ma non per questo disposta a rassegnarsi. Ebbene, come Lei saprà di sicuro, il Suo pupillo Spartaco Mortola &#8211; noto nel mondo intero per l’<em>affaire</em> delle molotov alla Diaz ed ora vicequestore qui a Torino &#8211; ha chiesto che si applichi a due di noi la misura di prevenzione della “sorveglianza speciale”. Se i Giudici di Torino lo riterranno opportuno, per quattro anni i due non potranno incontrarsi tra loro, non potranno uscire da Torino e neanche di casa la sera, non potranno partecipare a manifestazioni né chiacchierare per strada con gente di cui non possano certificare una fedina penale intonsa. Un bel castigo, non c’è che dire, un castigo per tutte quelle malefatte che la Sua polizia sostiene abbiano commesso e per le quali la magistratura non ha voluto o potuto infliggere condanne adeguate. Su questa lunghissima teoria di episodi che vengono loro contestati ci lasci dire solo questo, signor Ministro. Ad alcuni di questi i due hanno partecipato effettivamente, di altri invece ne ignoravano persino l’esistenza, ad altri ancora avrebbero partecipato volentieri. Perché di fronte all’accusa di essere stati in mezzo ad una folla che tenta di liberare dalle mani dei carabinieri un senza-documenti destinato alle gabbie di un Cie, nessun uomo che ama la libertà può dire null’altro che: «avrei voluto esserci anche io, se solo avessi saputo».</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">E qual è lo scopo di questo castigo chiamato “sorveglianza speciale”, Signor ministro? Spaventare, senza dubbio. E spaventare chi? Spaventare innanzitutto i due per i quali è stata richiesta la misura di prevenzione, con la minaccia di finire in galera se persistono nel vivere come hanno scelto di vivere. Spaventare i loro compagni, affinché la smettano di rompere i coglioni a Lei e a quelli come Lei. E spaventare, soprattutto, tutti quei pezzi di società, e sono tanti, che rischiano di intralciare il Suo progetto, affinché non si sognino neppure di poter alzare la testa e guardarLa dritto in faccia con tutto il disprezzo che Lei senza dubbio merita. E infatti, se pensiamo proprio a questi pezzi di società, scopriamo che la sorveglianza che la Sua polizia intende applicare a due di noi non è poi tanto <em>speciale</em>, comparata con i provvedimenti restrittivi che oramai è diventato <em>normale</em> applicare: agli stranieri, agli ultras, ai terremotati abruzzesi, per fare solo qualche esempio di tutti quei <em>campi</em> (siano essi campi di concentramento, campi da calcio o campi della Protezione Civile) in cui sperimentare meccanismi e dispositivi di compressione della libertà nel nome di una vera o presunta emergenza da agitare.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ebbene, signor Ministro, si figuri se degli anarchici, che trovano intollerabile che la libertà degli altri sia messa in discussione, sono disposti a tollerare simili limitazioni della propria, di libertà. Si figuri se chi già di solito non è ben disposto a sottostare ai provvedimenti dell’Autorità può sottostare a misure come quelle che la Questura vorrebbe predisporre con il benestare del Tribunale. Si figuri se chi è abituato a non voltarsi dall’altra parte di fronte all’abisso dell’orrore a cui Lei e i Suoi simili ci costringono ogni giorno può aver paura di un simile provvedimento. Si figuri, signor Ministro, se qualcuno può smetterla proprio adesso che il mondo esplode e Lei non sa più che pesci pigliare. Noi no, no di certo.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">                        La redazione di <em>macerie (e storie di Torino)</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><em><span style="color:#003366;">(Dopo una prima udienza a giugno, il processo per la sorveglianza speciale a due redattori di macerie continuerà giovedì 1 ottobre. Se volete, potete scrivere a Maroni per dirgli quel che pensate di lui, usando queste cartoline: </span><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;vertical-align:baseline;text-decoration:none;margin:0;padding:0;" title="Sorvegliateci i Maroni, cartoline fronte" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/cartoline-maroni-fronte.pdf" target="_blank"><span style="color:#003366;">fronte</span></a><span style="color:#003366;"> e  </span><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;vertical-align:baseline;text-decoration:none;margin:0;padding:0;" title="Sorvegliateci i Maroni, cartoline retro" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/cartoline-maroni-retro.pdf" target="_blank"><span style="color:#003366;">retro</span></a><span style="color:#003366;">)</span><br />
</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Settembre 25, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SENZA DOCUMENTI IN GERMANIA/SIN PAPELES EN ALEMANIA]]></title>
<link>http://sollatino.wordpress.com/2009/09/25/senza-documenti-in-germaniasin-papeles-en-alemania/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 12:11:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>sollatino</dc:creator>
<guid>http://sollatino.wordpress.com/2009/09/25/senza-documenti-in-germaniasin-papeles-en-alemania/</guid>
<description><![CDATA[Estrella Mauricio &#8211; Uzctegui Fernando 30 min. Español &amp; Alemàn subt. Español, 2006, Aleman]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-62" title="cap070" src="http://sollatino.wordpress.com/files/2009/09/cap0705.jpg" alt="cap070" width="420" height="315" />Estrella Mauricio &#8211; Uzctegui Fernando</strong></p>
<p>30 min. Español &#38; Alemàn subt. Español, 2006, Alemania Ecuador</p>
<p>É un film composto dalle storie di vita di alcuni immigrati ecuadoriani in Germania, presenta soprattutto le difficoltà che queste persone affrontano a causa della loro situazione di clandestinità.<br />
Il film mette in contrtasto la preservanza e la tenacia dei protagonisti, spinti dal compromesso ineludibile di dare benessere alla loro famiglia, all&#8217;interno di un sistema creato per annichilirli. Le storie e i loro aneddoti dipingono un atteggiamento ingenuo e astuto degli immigranti, la solidità dei loro sogni e il rischio al quale si espongono di venire umiliati ogni giorno.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I feriti della rivolta di Gradisca]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:05:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/</guid>
<description><![CDATA[Ancora un po’ di immagini che testimoniano dei pestaggi nel Cie di Gradisca d’Isonzo di lunedì matti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a rel="attachment wp-att-3497" href="http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/montaggio/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3497" title="montaggio" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/montaggio.jpg" alt="montaggio" width="357" height="120" /></a>Ancora un po’ di immagini che testimoniano dei <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#345678;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743">pestaggi nel Cie di Gradisca d’Isonzo</a> di lunedì mattina. Tra i feriti c’è chi ha avuto 60 punti di sutura, e in tanti denunciano la complicità del personale medico del Centro con la polizia. Ma non solo: i reclusi denunciano anche la sparizione di denaro e di altri oggetti (in particolar modo lettori mp3) durante la perquisizione che ha preceduto il massacro. La polizia sta cercando di insabbiare la vicenda, ricatta i feriti per evitare che questi denuncino i poliziotti e, per spezzare la resistenza, questa mattina ha trasferito una dozzina di prigionieri a Milano, in via Corelli. Come potete sentire dalla diretta che pubblichiamo qui sotto, però, la voglia di farsi sentire, dentro, è ancora alta. Sta a noi aiutarli.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ascolta la diretta con un recluso di Gradisca d’Isonzo:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19923">http://www.autistici.org/macerie/?p=19923</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Sulla rivolta di Gradisca del 21 settembre leggi anche:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#345678;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://baruda.net/2009/09/21/rivolta-al-c-i-e-di-gradisca/">Rivolta al Cie di Gradisca</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Sui pestaggi dentro ai Cie leggi anche:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19533">Il tram</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">E sui furti nei Centri:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18923">Sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria</p>
<div id="attachment_3498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a rel="attachment wp-att-3498" href="http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/gradisca-ferito/"><img class="size-full wp-image-3498" title="gradisca-ferito" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/gradisca-ferito.jpg" alt="ospedale di Goriza, due giorni fa" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">ospedale di Goriza, due giorni fa</p></div>
<p> </a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Settembre 23, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Nella tua città c'è un Lager": nasce un bollettino bisettimanale a Roma]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/23/nasce-un-bollettino-bisettimanale-a-roma/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 14:25:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/23/nasce-un-bollettino-bisettimanale-a-roma/</guid>
<description><![CDATA[Tra le tante cose che succedono nella capitale, qualche compagno ha anche trovato il tempo di raccog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-3490" href="http://baruda.net/2009/09/23/nasce-un-bollettino-bisettimanale-a-roma/bollettino-roma-testata/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" title="bollettino-roma-testata" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/bollettino-roma-testata.jpg" alt="bollettino-roma-testata" width="680" height="171" /></a>Tra le tante cose che succedono nella capitale, qualche compagno ha anche trovato il tempo di raccogliere e mettere nero su bianco le notizie che arrivano dai centri di identificazione ed espulsione. “Perché nessuno dica che non sapeva” che c’è un lager nella sua città. Un piccolo regalo alla lotta contro la macchina delle espulsioni, che siamo lieti di mettervi a disposizione.<br />
<a rel="attachment wp-att-3488" href="http://baruda.net/2009/09/23/nasce-un-bollettino-bisettimanale-a-roma/bollettino-roma-1/">bollettino-roma-1</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3488" href="http://baruda.net/2009/09/23/nasce-un-bollettino-bisettimanale-a-roma/bollettino-roma-1/"> </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pm Torino contro norma clandestini]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/09/22/pm-torino-contro-norma-clandestini/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 16:51:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/09/22/pm-torino-contro-norma-clandestini/</guid>
<description><![CDATA[La procura di Torino ha sollevato una questione di legittimita’ costituzionale della norma che istit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La procura di Torino ha sollevato una questione di legittimita’ costituzionale della norma che istituisce il reato di clandestinita’. La questione e’ stata proposta al giudice di pace. Secondo quanto esposto dal pm di udienza, l’articolo 10 bis non e’ in linea con quanto stabilito da tre articoli della Costituzione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rivolta al C.I.E. di Gradisca]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/21/rivolta-al-c-i-e-di-gradisca/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 21:31:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/21/rivolta-al-c-i-e-di-gradisca/</guid>
<description><![CDATA[Mentre il paese intero si raccoglie nel lutto per i sei soldati morti in Afghanistan, mentre la Croc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Mentre il paese intero si raccoglie nel lutto per i sei soldati morti in Afghanistan, mentre la Croce Rossa piange sulla vernice versata sulla facciata della sede di Roma, scoppia una rivolta nel Cie di Gradisca di Isonzo, provincia di Gorizia. Non sappiamo come sia cominciata, per ora le notizie sono frammentarie e confuse. Quel che è certo è che in una sezione è stato appiccato un incendio, e che la polizia sta picchiando forte chiunque gli capiti sotto tiro. Al momento, si contano almeno 15 feriti tra i reclusi, portati in infermeria sanguinanti.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><em>Ascolta una breve conversazione con un recluso:<a style="font-weight:inherit;text-decoration:underline;color:#0068cf;cursor:default;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743" target="_blank"><span style="color:#000000;text-decoration:none;"> </span></a><span style="font-family:Consolas;font-style:normal;line-height:18px;"><a style="font-weight:inherit;text-decoration:underline;color:#0068cf;cursor:default;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743" target="_blank">http://www.autistici.org/macerie/?p=19743</a></span></em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><strong>Aggiornamento. </strong>Piano piano stiamo riuscendo a ricostruire la dinamica di questa rivolta.</p>
<div id="attachment_3467" class="wp-caption alignright" style="width: 472px"><a rel="attachment wp-att-3467" href="http://baruda.net/2009/09/21/rivolta-al-c-i-e-di-gradisca/croce-rossa-roma-irruzione/"><img class="size-full wp-image-3467 " title="croce-rossa-roma-irruzione" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/croce-rossa-roma-irruzione.jpg" alt="In foto la sede della Croce di Rossa di Roma, attaccata da lanciatori di palloncini ed escrementi questa mattina. La Croce Rossa è complice nella gestione dei Centri di identificazione ed Espulsione" width="462" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">In foto la sede della Croce di Rossa di Roma, attaccata da lanciatori di palloncini ed escrementi questa mattina. La Croce Rossa è complice nella gestione dei Centri di identificazione ed Espulsione</p></div>
<p>Tutto comincia questa notte, quando in 35 tentano la fuga dal Cie. Purtroppo il tentativo è sventato dalla polizia, che comincia a picchiare brutalmente i fuggiaschi. A questo punto gli altri reclusi, anche chi non aveva partecipato all’evasione fallita, iniziano a protestare e salgono sui tetti, rimanendoci fino alle 6 di questa mattina. Pare che siano anche giunti sul posto dei giornalisti, che forse hanno preferito mantenere il riserbo sulla vicenda (sono sempre giorni di lutto, questi…). All’alba, dietro la promessa della polizia di non fare rappresaglie, i reclusi scendono dai tetti, e la situazione ritorna tranquilla. Fino alle 13, quando scatta una perquisizione. I poliziotti si lasciano andare ad offese pesanti, strappando in due un Corano, e pare che durante il loro passaggio siano spariti anche dei soldi e dei cellulari. Di lì a poco, scoppia la rivolta.</p>
<p> </p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Al momento, e sono le cinque di pomeriggio, la rivolta è ancora in corso. Il numero di feriti è salito a una ventina. La polizia continua a picchiare e tirare lacrimogeni nelle celle. Dall’altro lato, i reclusi tentano di spaccare i lucchetti per arrivare ai poliziotti, “tanto qui siamo morti lo stesso”.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ascolta una conversazione con un altro recluso<a style="font-weight:inherit;text-decoration:none;color:#0068cf;cursor:default;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743" target="_blank"><span style="color:#000000;"> </span></a><span style="font-family:Consolas;line-height:18px;"><a style="font-weight:inherit;text-decoration:none;color:#0068cf;cursor:default;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743" target="_blank">http://www.autistici.org/macerie/?p=19743</a></span></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><strong>Un altro aggiornamento.</strong> Pare che ora, verso le sette di sera, la situazione sia tornata relativamente tranquilla. Certo bisognerà presto capire la situazione dei feriti, alcuni dei quali sembrano davvero in gravi condizioni.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Settembre 21, 2009</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">PER LE IMMAGINI: UN <a href="http://baruda.net/2009/09/26/immagini-del-dopo-pestaggio-cie-di-gradisca/">VIDEO</a> GIRATO DENTRO QUALCHE GIORNO DOPO, PER VEDERE &#8221; I RESTI&#8221; DELLA RIVOLTA</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dal NoBorder Camp 2009 una sola parola: FREEDOM!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/02/dal-noborder-camp-2009-una-sola-parola-freedom/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 16:56:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/02/dal-noborder-camp-2009-una-sola-parola-freedom/</guid>
<description><![CDATA[Impossibile non pubblicare questi due video.  Perché bisogna vedere con i propri occhi spesso per ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Impossibile non pubblicare questi due video. <br />
Perché bisogna vedere con i propri occhi spesso per capire, per potersi immedesimare in alcune vite.<br />
Siamo sull&#8217;isola di Lesvos, in Grecia in un centro di detenzione di frontiera della comunità europea per migranti &#8220;irregolari&#8221;, entrati clandestinamente.<br />
Queste immagini sono fruibili a tutt@ grazie all&#8217;impegno e alla lotta dei compagni e delle compagne del NoBorder Camp 2009 che si è svolto nel mese di agosto proprio su quell&#8217;isola.<br />
Dopo aver visto queste immagini, il primo video è del maschile mentre il secondo è girato nel reparto femminile (con i bambini, tanto per sguazzare nel macabro medievale) , non si può arrivare ad altra conclusione che quei muri vanno abbattuti. Abbattuti. Non c&#8217;è altra soluzione! </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/lP2yT6EjBXo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/lP2yT6EjBXo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span> <br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/aTzUDHPwsuo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/aTzUDHPwsuo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettera dal lager di Ponte Galeria...]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/08/31/lettera-dal-lager-di-ponte-galeria/</link>
<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 07:33:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/08/31/lettera-dal-lager-di-ponte-galeria/</guid>
<description><![CDATA[«Quando sono entrato qui mi hanno detto che dovevo stare tranquillo, che qui ero libero… Ho visto la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">«Quando sono entrato qui mi hanno detto che dovevo stare tranquillo, che qui ero libero… Ho visto la Croce Rossa e mi sono detto: “meno male, almeno non vedo la polizia intorno”. Invece mi sono sbagliato tanto, mi sono sbagliato tanto a pensare così…<a rel="attachment wp-att-3286" href="http://baruda.net/2009/08/31/lettera-dal-lager-di-ponte-galeria/attachment/4317/"><img class="alignright size-full wp-image-3286" title="4317" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/08/4317.jpeg" alt="4317" width="288" height="191" /></a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">La Croce Rossa mi ha dato un paio di ciabatte, un paio di lenzuola di carta di quelle che si usano sui treni, quelle usa e getta. Mi ha aperto un cancello e… lunghe sbarre, lunghe sbarre alte quattro metri. Tutto a sbarre. Avete presente gli zoo, come sono divisi gli animali? Una gabbia sono negri, una gabbia sono arabi, una gabbia sono del Bangladesh, una gabbia sono indiani, una gabbia sono europei… Da lontano ho visto i militari, e come girano intorno coi mezzi che usano lì in Afghanistan &#8211; armati! Subito mi sono reso conto che mi hanno detto una bugia, che non ero libero io: una persona chiusa in una gabbia 16 per 20 non può essere libera, non può essere libera!</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a rel="attachment wp-att-3287" href="http://baruda.net/2009/08/31/lettera-dal-lager-di-ponte-galeria/1355410533_eb65112b61/"><img class="alignleft size-full wp-image-3287" title="1355410533_eb65112b61" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/08/1355410533_eb65112b61.jpg" alt="1355410533_eb65112b61" width="350" height="236" /></a>Qui non c’è la vita, non si può vivere così: ci danno il vitto solo <em>per tenerci in vita</em>. Sapete come ci sentiamo, sapete come ci sentiamo noi? Persone sequestrate! Una cosa è sentirla &#8211; vedete, mi viene la pelle d’oca &#8211; e un’altra cosa è trovarsi solo cinque minuti in una gabbia… e no, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi… E intorno a noi girono militari che sono tornati dall’Afghanistan. Vigili urbani, Polizia, Finanza, Carabinieri, Polizia stradale, militari… tutte le divise abbiamo qua. E in più abbiamo la Croce Rossa: per me il nome della Croce Rossa è infangato, infamato!, perché sotto le divise della Croce Rossa si nascondono gli ex militari. E questo lo posso confermare davanti a tutti, anche davanti al Presidente della Repubblica.<br />
Qui non è <em>come fosse Guantanamo</em>: <em>è</em> Guantanamo. È Guantanamo. È Guantanamo del signor Berlusconi, del signor Bossi, del signor Maroni, del signor Fini, del signor Casini e del signor Calderoli. Noi vogliamo che nostra voce si senta da qua a tutto il mondo come si è sentita per Guantanamo.Trasmettetela e ve ne saremo molto grati: le nostre sofferenze qua non si possono descrivere. Non si possono descrivere, non si possono descrivere…»                                                           <em>Ponte Galeria, Roma, 30 agosto 2009</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">La teoria e la pratica della “detenzione amministrativa” in undici minuti di intervista: <a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18803">QUI</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"> </p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><em>(Sono giornate agitate, queste, a Ponte Galeria. Aumenta la sofferenza ed aumenta la voglia di urlare. Un recluso oggi si è sentito male ed è stato portato via, un altro ha inghiottito due pile e non l’hanno portato in ospedale perché avevano paura che scappasse. Tra l’urlo e la lotta, forse, ancora qualche giorno.)</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a href="http://www.autistici.org/macerie/">macerie</a> @ Agosto 31, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se un giorno in mezzo al mare.]]></title>
<link>http://cayest.wordpress.com/2009/08/28/se-un-giorno-in-mezzo-al-mare/</link>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 11:13:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele Simmini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se un giorno in mezzo al mare &#8211; di Karin Metref tratto da Internazionale.it]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Se un giorno in mezzo al mare &#8211; di Karin Metref tratto da Internazionale.it]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chiesa valdese in materia immigrazione]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/27/chiesa-valdese-in-materia-immigrazione/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 22:57:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dichiarazione di Marco BELLION (Partito Democratico) «Aderisco convintamene al digiuno promosso dal ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dichiarazione di Marco BELLION (Partito Democratico) «Aderisco convintamene al digiuno promosso dal ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La falsità...]]></title>
<link>http://bozzantonio.wordpress.com/2009/08/24/la-falsita/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 15:53:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>bo..zzetto</dc:creator>
<guid>http://bozzantonio.wordpress.com/2009/08/24/la-falsita/</guid>
<description><![CDATA[Torno a scrivere, dopo un pò di meritata pausa estiva, per farvi un breve resoconto di quello che è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Torno a scrivere, dopo un pò di meritata pausa estiva, per farvi un breve resoconto di quello che è successo in questi giorni&#8230; non voglio stressarvi con &#8220;gossip da mare&#8221;, ma di una STRAGE DEL MARE&#8230;</p>
<p>Infatti, il 20 Agosto, la Guardia di Finanza ha avvistato un gommone con 5 clandestini di origine eritree; erano partiti dalle coste libiche in 78, e per circa 20 giorni hanno vagato nel mediterraneo tra Africa e Sicilia&#8230; in questi giorni sono morti di fame e di sete 73 persone.</p>
<p>Dopo il simpatico video del nostro Premier, S.B., che nel 1997 piangeva per gli oltre 80 clandestini morti nel tentativo di raggiungere l&#8217;Italia, perché speronati da navi italiane che pattugliavano le nostre coste, su ordine del allora Primo Ministro Prodi, ecco a voi l<a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/morti-gridano/morti-gridano.html" target="_blank">&#8216;editoriale di Eugenio Scalfari</a>, direttore di Repubblica, che fa il punto sulla situazione.<br />
PS: i 5 clandestini sopravvissuti <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/immigrati-procura-agrigento/immigrati-procura-agrigento.html" target="_blank">potrebbero essere processati per il nuovo reato di Clandestinità</a>&#8230; tutto questo mentre il figlio del &#8220;Senatuur&#8221; spopola su internet con un <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/gioco-chiuso/gioco-chiuso.html" target="_blank">bel giochino chiamato &#8220;Rimbalza il Clandestino&#8221;</a></p></blockquote>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/N_9Uo-XYruM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/N_9Uo-XYruM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">
<h2>L&#8217;EDITORIALE</h2>
<h1><strong>Quei morti che gridano dal fondo del mare</strong></h1>
<h3><span><em>di EUGENIO SCALFARI</em></span></h3>
<p><img class="alignleft" src="http://www.lineaquotidiano.net/files/images/clandestini103.preview.jpg" alt="" width="257" height="194" />È SINGOLARE (non trovo altro aggettivo) il comportamento della stampa nazionale sulla strage dei 73 migranti uccisi dal mare tra Malta e Lampedusa.<br />
Il primo giorno, con notizie ancora incerte, tutti hanno aperto su quell&#8217;avvenimento: il numero delle vittime, la storia raccontata dai cinque sopravvissuti, i dubbi del ministro Maroni sulla loro attendibilità, le responsabilità della Marina maltese, i primi commenti ispirati al &#8220;chissenefrega&#8221; di Bossi e di Calderoli.</p>
<p>Ma dal secondo giorno in poi i nostri giornali hanno voltato la testa dall&#8217;altra parte. Le notizie nel frattempo sopraggiunte sono state date nelle pagine interne. Uno solo, il &#8220;Corriere della Sera&#8221;, ha tenuto ancora quella strage in testata di prima pagina ma senza alcun commento. Il notiziario all&#8217;interno tende a riposizionare i fatti entro lo schema della responsabilità maltese. Il resto è silenzio o quasi. Fa eccezione &#8220;Repubblica&#8221; ma il nostro, com&#8217;è noto, è un giornale sovversivo e deviazionista e quindi non può far testo.</p>
<p>Comincio da qui e non sembri una stravaganza. Comincio da qui perché la timidezza, la prudenza, il dire e non dire dei grandi giornali nazionali sono lo specchio d&#8217;una profonda indifferenza dello spirito pubblico, ormai ripiegato sul tirare a campare del giorno per giorno, senza memoria del passato né prospettiva di futuro, rintronato da televisioni che sfornano a getto continuo trasmissioni insensate e da giornali che debbono ogni giorno farsi perdonare peccati di coraggio talmente veniali che qualunque confessore li manderebbe assolti senza neppure imporre un &#8220;Pater noster&#8221; come penalità minimale.</p>
<p>Perfino il durissimo attacco della Chiesa e della stampa diocesana, che su altri temi avrebbe avuto ampia risonanza, è stato registrato per dovere d&#8217;ufficio. Bossi, che ha orecchie attentissime a queste questioni, si è addirittura permesso di mandare il Vaticano a quel paese, definendo insensate le parole dei vescovi sulla strage del mare e invitando il papa a prendere gli immigrati in casa sua perché &#8220;noi qui non li vogliamo&#8221;.<br />
Alla vergogna c&#8217;è un limite. Noi l&#8217;abbiamo varcato da un pezzo nella generale apatia e afasia.</p>
<p>* * *</p>
<p>Ci sono varie responsabilità in quanto è accaduto nel barcone dei 78 eritrei, per venti giorni alla deriva in uno specchio di mare popolatissimo di motovedette, aerei, elicotteri, pescherecci delle più diverse nazionalità, italiani, maltesi, ciprioti, egiziani, tunisini e libici. Responsabilità specifiche e responsabilità più generali.</p>
<p>La prima responsabilità specifica riguarda il mancato avvistamento da parte della nostra Marina e della nostra Aviazione. Venti giorni, un barcone di quindici metri con 78 persone a bordo, sballottato dai venti tra Malta e Lampedusa, un braccio di mare poco più ampio di quello percorso da una normale regata di vela.<br />
I ministri Maroni e La Russa dovrebbero fornire al Parlamento e alla pubblica opinione l&#8217;elenco dei voli e dei pattugliamenti da noi effettuati in quello spazio e in quei giorni. Il ministro dell&#8217;Interno finora si è limitato a chiedere un rapporto sull&#8217;accaduto al prefetto di Agrigento.</p>
<p>Che c&#8217;entra il prefetto di Agrigento? Il responsabile politico dei respingimenti in mare è il ministro dell&#8217;Interno che si vale della guardia costiera, delle capitanerie di porto e delle forze armate messe a disposizione dalla Difesa. Maroni e La Russa debbono rispondere, non il prefetto di Agrigento.</p>
<p>La seconda responsabilità specifica riguarda il pattugliamento italo-libico sulle coste della Libia. Sbandierato ai quattro venti come un grande successo diplomatico, viaggi del premier in Libia, abbracci e baci sulle guance tra Berlusconi e Gheddafi, promesse di denaro sonante e investimenti al dittatore-colonnello, viaggio del medesimo con relativa tenda a Villa Pamphili, scortesie a ripetizione, sempre del medesimo, nei confronti di quasi tutte le autorità istituzionali italiane; secondo viaggio del colonnello e seconda tenda al G8 dell&#8217;Aquila, dichiarazioni del ministro degli Esteri, Frattini, per sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;asse politico Roma-Tripoli.</p>
<p>Risultati zero. Riforma dei centri di accoglienza libici sotto controllo italiano, zero. Quei centri sono un inferno dove i migranti provenienti dall&#8217;Africa sahariana e dal Corno d&#8217;Africa sono ridotti per mesi in schiavitù e sottoposti alle più infami vessazioni fino a quando alcuni di loro vengono affidati ai mercanti del trasporto e imbarcati per il loro destino. Le vittime in fondo a quel tratto di Mediterraneo non si contano più.</p>
<p>In quei centri, tra l&#8217;altro, le autorità italiane dovrebbero individuare quegli immigranti che hanno titolo per essere trattati come rifugiati politici. Queste verifiche non sono avvenute. I migranti eritrei in particolare dovrebbero poter godere di uno &#8220;status&#8221; particolare come ex colonia italiana, ma nessuno se ne è occupato (e meno che mai, ovviamente, il prefetto di Agrigento).</p>
<p>In compenso le motovedette italiane dal primo giugno ad oggi hanno intercettato un elevato numero di barconi e li hanno respinti nel girone infernale dei centri di accoglienza libici, il che significa che le partenze dalla coste cirenaiche continuano ad avvenire in barba a tutti gli accordi.<br />
Questo stato di cose è intollerabile. Frutto di una legge perversa e d&#8217;un reato di clandestinità che ha addirittura ispirato un gioco di società inventato dal figlio di Bossi e brevettato con il titolo &#8220;Rimbalza il clandestino&#8221;.<br />
Mancano le parole per definire queste infamità.</p>
<p>* * *</p>
<p>Ma esistono altresì responsabilità generali, al di là del caso specifico. Le ha elencate con estrema chiarezza il proprietario di un peschereccio di Mazara del Vallo da noi intervistato ieri.<br />
Perché i pescherecci che avvistano barche di migranti in difficoltà non intervengono? Risposta: se sono in difficoltà superabili, intervengono, forniscono viveri acqua e coperte, indicano la rotta. Se sono in difficoltà gravi, li segnalano alle autorità italiane.<br />
Segnalano sempre? Risposta: non sempre.<br />
Perché non sempre? Risposta: se imbarchiamo i migranti sui nostri pescherecci rischiamo di perdere giorni e settimane di lavoro. Noi siamo in mare per pescare. Con gli immigrati a bordo il lavoro è impossibile.</p>
<p>Non siete risarciti dallo Stato? Risposta: no, per il mancato nostro lavoro non siamo risarciti.<br />
Ci sono altre ragioni che vi scoraggiano? Risposta: chi prende a bordo clandestini e li porta a terra rischia di essere processato per favoreggiamento al reato di clandestinità. Temono di esserlo, perciò molti chiudono gli occhi e evitano di immischiarsi.</p>
<p>Se li portate a Malta che succede? Risposta: peggio ancora, ci sequestrano la barca per mesi e ci tolgono l&#8217;autorizzazione a pescare nelle loro acque.<br />
Questi sono i risultati di una legge sciagurata, salutata non solo dalla Lega ma dall&#8217;intero centrodestra come un successo, una guerra vittoriosa contro le invasioni barbariche.</p>
<p>Questa legge dovrebbe essere abrogata perché indegna di un paese civile. Nel frattempo gli immigrati entrano a frotte dai valichi dell&#8217;Est. Non arrivano per mare ma in pullman, in automobile, in aereo, in ferrovia e anche a piedi. Alimentano il lavoro regolare e quello nero in tutta la Padania e non soltanto.<br />
I famigerati rom e i famigerati romeni vengono via terra e non via mare. La vostra legge non solo è indecente ma è contemporaneamente un colabrodo.</p>
<p>* * *</p>
<p>Alcuni si domandano i motivi del silenzio di Berlusconi su questo delicatissimo tema. La ragione è chiara e l&#8217;ha fornita l&#8217;onorevole Verdini, uno dei tre coordinatori del Pdl insieme a La Russa e Bondi e quello che meglio di tutti conosce la natura del capo del governo essendo stato con lui e con Dell&#8217;Utri uno dei tre fondatori di Forza Italia nell&#8217;ormai lontano 1994.</p>
<p>Di che cosa vi stupite, ha scritto Verdini in una sua lettera al &#8220;Corriere della Sera&#8221; di pochi giorni fa ribattendo alcune domande di Sergio Romano nel suo fondo domenicale. Di che cosa vi stupite? Silvio Berlusconi, con almeno una parte di sé, è un leghista né più né meno di Bossi e quando nel &#8216;93 decise di impegnarsi in politica pensò, prima di decidersi a fondare un nuovo partito, di guidare con Bossi la Lega. Poi scelse di fondare un partito nazionale del quale il nordismo leghista sarebbe stato il pilastro più rilevante.</p>
<p>Così Verdini, il quale in quella lettera rivendica il merito d&#8217;aver convinto il premier all&#8217;opportunità di dar vita a Forza Italia.<br />
Non si poteva dir meglio. C&#8217;è da aggiungere che il peso della Lega è ultimamente aumentato in proporzione diretta alla minor forza politica del premier. La Lega ha oggi una forza di ricatto politico che prima non aveva e la sta esercitando in tutte le direzioni non senza alcuni contraccolpi sulle strutture e sulle alleanze all&#8217;interno del Pdl.</p>
<p>Uno dei temi di dibattito di queste ultime settimane è stato il collante che spiega nonostante tutto la persistenza del potere berlusconiano e la sua eventuale capacità di sopravvivere ad un possibile ritiro di Berlusconi dalla gestione diretta di quel potere. Tra le varie spiegazioni è mancata quella a mio avviso decisiva. Il collante del berlusconismo consiste nell&#8217;appello continuamente ripetuto e aggiornato agli istinti più scadenti che rappresentano una delle costanti della nostra storia di nazione senza Stato e di Stato senza nazione.</p>
<p>Una classe dirigente dovrebbe rappresentare ed evocare gli istinti più nobili di un popolo, educandolo con l&#8217;esempio, spronandolo ad una visione alta del bene comune. Un compito difficile che alcune figure della nostra storia esercitarono con passione, tenacia e abilità politica.<br />
È più facile evocare gli &#8220;spiriti animali&#8221; e questo è avvenuto frequentemente nelle vicende del nostro paese a cominciare dal &#8220;O Franza o Spagna purché se magna&#8221; e alle sue più recenti e non meno abiette manifestazioni.</p>
<p>Giorni fa, rispondendo nel suo giornale alla lettera di un giovane leghista a disagio ma privo di alternative alla sua visione nordista, Galli Della Loggia spiegava al suo interlocutore quale fosse l&#8217;errore in cui era incappato: una falsa prospettiva storica, un falso revisionismo che ha messo in circolazione una falsa e deteriore immagine del nostro Risorgimento.<br />
Ho riletto un paio di volte l&#8217;articolo di Della Loggia perché non credevo ai miei occhi. Il revisionismo da lui lamentato come deformazione della nostra storia unitaria è nato negli ultimi quindici anni proprio sulle pagine del suo giornale e lo stesso Della Loggia ne è stato uno dei più autorevoli esponenti.</p>
<p>Meglio tardi che mai. Purtroppo di vitelli grassi da sacrificare per il ritorno del figliol prodigo oggi c&#8217;è grande scarsità. Il solo vitello grasso in circolazione è lo scudo fiscale preparato da Tremonti, che però non riguarda la questione dell&#8217;Unità d&#8217;Italia e del revisionismo politico. Festeggia soltanto gli evasori fiscali. Anche questa è una (pessima) costante nella storia di questo paese.</p>
<p><span>(<em>23 agosto 2009</em>)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sfogo di fine agosto, tra le coste mediterranee e le strade di Kabul]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/08/24/sfogo-di-fine-agosto-tra-le-coste-mediterranee-e-le-strade-di-kabul/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 09:25:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ti svegli la mattina di buon umore,  ti svegli e fai l&#8217;amore con chi ami, ti svegli e assapori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ti svegli la mattina di buon umore, <br />
ti svegli e fai l&#8217;amore con chi ami, ti svegli e assapori il caffè, la macedonia preparata da mani dolci,<br />
pensi di potercela fare a non rimembrare che sei in Italia, che non ti puoi muovere, che il Pacchetto Sicurezza è passato e  praticamente vivi nella Berlino del 1934, però ti ostini a non pensarci, ad annusare gli odori che ami, a farti massaggiare quel dolorino che ti martella il sonno a causa delle forme che cambiano.<a rel="attachment wp-att-3251" href="http://baruda.net/2009/08/24/sfogo-di-fine-agosto-tra-le-coste-mediterranee-e-le-strade-di-kabul/sbarco_immigrati_isole_canarie/"><img class="alignright size-full wp-image-3251" title="sbarco_immigrati_isole_canarie" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/08/sbarco_immigrati_isole_canarie.jpg" alt="sbarco_immigrati_isole_canarie" width="424" height="283" /></a><br />
Insomma uno ce la mette tutta per non pensarci, per provare una volta tanto a sentirsi il centro del mondo, senza che niente o nessuno possa scalfire l&#8217;incredibile felicità di queste giornate.<br />
Ma i piedi poggiano sul pianeta terra, è inevitabile quindi che tutto questo piacere di essere in vita duri appena qualche attimo, forse un pizzico in più di una contrazione da orgasmo, ma poi non così tanto in più.<br />
Apri i giornali e c&#8217;è il volto di quella donna sdraiata in un letto d&#8217;ospedale,  c&#8217;è la testimonianza di Titi, una dei cinque sopravvissuti sul barcone alla deriva per 21 giorni: lei, con una forza difficile da trovare, ci racconta come sono morti i suoi compagni di viaggio, come hanno abortito una dopo l&#8217;altra per la fame e la sete le sue compagne di navigazione, che avevano tentato la sorte con il futuro in grembo e sono state seppellite nel cimitero liquido del nostro mare senza che nessuno possa piangerle.<br />
Un mare che non sento più mio, che non mi sembra più quella culla di cui ho sempre sentito l&#8217;abbraccio caldo.</p>
<p>Poi, provi a staccare lo sguardo da queste coste&#8230; e trovo questo e allora NO, NON CE LA FACCIO PROPRIO.<br />
IO VI VOGLIO TUTTI MORTI, TUTTI MORTI PERDIO!<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/p4je1r6fiI8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/p4je1r6fiI8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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